Ritmica, la rivolta delle atlete


Ritmica, la rivolta delle atlete: “Avevo l’intestino distrutto dai lassativi. Pesavo 36 chili. Non ho avuto il ciclo per un anno”

articolo di Riccardo Caponetti: https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/11/03/news/ginnastica_ritmica_denuncia_violenze_psicologiche-372698261/?ref=RHLM-BG-I370731788-P2-S1-T1

È uno tsunami quello che sta travolgendo Federginnastica. Dopo le denunce a Repubblica di Nina CorradiniAnna Basta e Giulia Galtarossa, molte hanno deciso di rompere il silenzio. Non solo ginnaste della Nazionale ma anche di categorie inferiori. Ecco le loro parole

Decine e decine di messaggi, mail, audio. Testimonianze, richieste d’aiuto, ricordi dolorosi. È un autentico tsunami quello che sta travolgendo Federginnastica, dopo l’inchiesta di Repubblica sulle violenze psicologiche nella ginnastica ritmica. Dopo le denunce di Nina CorradiniAnna Basta Giulia Galtarossa, molte atlete ed ex atlete hanno deciso di rompere il silenzio. Non solo ginnaste della Nazionale, ma anche di categorie inferiori. Ecco le loro parole.

I lucchetti alle mensole – Quasi nessuna vuole fare i nomi dei colpevoli, “è tutto il sistema che è sbagliato” ma molte ci mettono la faccia. Viene fuori il quadro di un “mondo infernale“, “da incubo“. Non singole “eccezioni“, come le ha definite il presidente del Coni Malagò. “Per due anni della mia vita speravo tutti i giorni di alzarmi e di non venire insultata dalla mia allenatrice“.

Sara Branciamore, 22 anni, campionessa italiana nell’individuale nel 2013: “Avevo paura della mia insegnante e nonostante ciò per un periodo ho vissuto a casa sua. Il cibo che mangiavo lo razionava lei: una volta mise il lucchetto alle mensole. Ovviamente io mangiavo di nascosto, altrimenti non avrei mai potuto sostenere 10 ore di allenamento quotidiane. Venivo pesata tre volte al giorno, ma prima andavo in bagno a vomitare. Una volta ho messo i piedi fuori dalla bilancia per pesare meno, sono cascata e sono stata insultata. Avevo paura che mi potesse mettere le mani addosso, voleva addirittura levare la tutela ai miei genitori. Per tutto il periodo del campionato di A non mi hanno fatto vedere mamma e papà, che tra l’altro si stavano separando. Sono alta 165 cm ed ero arrivata a pesare 36 chili: per un anno non ho avuto le mestruazioni e ancora oggi sono irregolari“.

Hai il sedere come un baule” – “Mi sono ammalata di anoressia nervosa, sono stata diverse volte ricoverata in ospedale. Già a 10 anni venivo pesata“, racconta Victoria Polidori, 21 anni: “Chi prendeva due o tre etti doveva correre intorno alla pedana con i pesi alle caviglie. Una società per cui ho gareggiato mi faceva contare le penne al pomodoro che mangiavo. Alcune frasi le ricordo bene: Hai un sedere grande come un baule” o “quest’anno non gareggi se non dimagrisci“”

I deficit mentali – “Non salgo sulla bilancia dal 2017. Durante uno stage – confessa Chiara Ferri, 20 anni – in una settimana persi un chilo, non avevo più forze e chiamai mamma piangendo. Lei mi venne a prendere e mi portò a mangiare al centro di Padova. Io soffrivo di deficit dell’attenzione e problemi di apprendimento certificati, stavo seguendo un percorso con un neuropsichiatra. L’allenatrice mi prendeva in giro:Non è vero che hai problemi, non vuoi ricordare gli esercizi“. Oppure: “Oggi non vai da una psicologa?”“.

Niente scuola per dimagrire – “La mia allenatrice decideva anche sulla scuola. Frequentavo la sera le lezioni private, ma spesso – anche 3 volte a settimana – me lo impediva e mi mandava in palestra o in sauna per dimagrire: tutto dopo 8 ore di allenamento“. Luisa, nome di fantasia, ricorda una frase che ripeteva sempre l’allenatrice: “La miglior ginnasta è orfana, perché non ha genitori che si impicciano, e ignorante, perché non va a scuola“. continua a leggere su repubblica.it

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