Juventus e non solo – plusvalenze/plusvalenze artificiali/Consob ecc.


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02 febbraio 2023

Juve, Procura pronta a chiedere penalità di 20 punti per la manovra stipendi

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/02/02/juventus-penalita-manovra-stipendi/

La Juventus rischierebbe un’altra pesante penalizzazione per la “manovra stipendi”. Lo riporta Il Corriere dello Sport, spiegando che il club bianconero rischierebbe una penalità ulteriore di almeno 20 punti per le violazioni sugli accordi con i calciatori per gli stipendi, per le “partnershipopache con altri club e per i rapporti con gli agenti.

Nel frattempo, i legali della Juventus continuano a lavorare per il ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni a proposito della prima penalizzazione, quella di 15 punti legata al caso plusvalenze e contro la quale la società controllata da Exor aveva immediatamente annunciato l’intenzione di presentare un ricorso.

Come ormai noto, gli avvocati della Juventus punteranno su un “vizio” che, nelle loro speranze, potrebbe invalidare l’intero processo sportivo sulle plusvalenze. I legali contestano alla Procura della FIGC , fin dalla scorsa primavera, di avere avviato il procedimento fuori tempo massimo.

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30 gennaio 2023

Corte FIGC: «Da Agnelli a Elkann, tutti consapevoli del modus operandi»

articolo di Redazione: Corte FIGC: «Da Agnelli a Elkann, tutti consapevoli del modus operandi» | Calcio e Finanza

Nel primo pomeriggio di oggi, la Corte federale della FIGC ha pubblicato le motivazione della sentenza che ha inflitto 15 punti di penalizzazione alla Juventus nell’ambito della indagine condotta sulle plusvalenze registrate a bilancio dal club bianconero.

Nel documento delle motivazioni che, inoltre, hanno portato alle inibizioni dell’ex presidente della Juve, Andrea Agnelli, insieme ad altri 10 dirigenti bianconeri, fra quelli che non figurano più nell’organigramma della società e chi, come Arrivabene, ha conservato un ruolo nel club, si legge: «Ma oggi è esattamente un tale quadro fattuale ad essere radicalmente mutato. Il fatto nuovo, che prima non era noto, è proprio l’avvenuto disvelamento della intenzionalità sottostante all’alterazione delle operazioni di trasferimento e dei relativi valori. Il fatto nuovo – come è stato efficacemente sottolineato dalla Procura federale – è l’assenza di un qualunque metodo di valutazione delle operazioni di scambio e, invece, la presenza di un sistema fraudolento in partenza (quanto meno sul piano sportivo) che la Corte federale non aveva potuto conoscere e alla luce del quale la decisione deve essere diversa da quella qui revocata».

«Un quadro fattuale – quello appena citato – dimostrato dalle numerose dichiarazioni (derivanti dalle intercettazioni), dai documenti e dai manoscritti di provenienza interna alla FC Juventus S.p.A. e che hanno tutti una “natura essenzialmente confessoria”».

Sentenza Juve – La consapevolezza dell’artificiosità«Semmai, con una aggravante distintiva rispetto a qualunque precedente: proprio con specifico riguardo alla FC Juventus S.p.A., colpisce la pervasività ad ogni livello della consapevolezza della artificiosità del modus operandi della società stessa».

«Dal direttore sportivo di allora (Paratici) all’allora dirigente suo immediato collaboratore (Cherubini). Dal presidente del consiglio di amministrazione (Agnelli) a tutto il consiglio stesso (citato come consapevole dal medesimo Agnelli). Sino ancora all’azionista di riferimento e all’amministratore delegato (Arrivabene) e ancora passando per tutti i principali dirigenti, inclusi quelli aventi competenza finanziaria e legale».

«In alcuni casi, con una consapevolezza a tutto tondo dell’artificiosità delle operazioni condotte. In altri casi, con una consapevolezza più superficiale o magari persino di buona fede (ci si riferisce anche all’allenatore della squadra), ma comunque in grado di far dire che tutti fossero direttamente o indirettamente coscienti di una condizione ormai fuori controllo».

«Sul materiale probatorio disponibile si tornerà anche al momento del giudizio rescissorio. Per quanto d’interesse della fase rescindente qui trattata è senz’altro sufficiente il richiamo ai più rilevanti elementi dimostrativi, citati anche dalla Procura federale».

Sentenza Juve – Il libro nero di Paratici è “inquietante”«Primo tra tutti è l’inquietante “Libro Nero di FP” (cioè Fabio Paratici). Un tale documento, si noti, non è mai stato disconosciuto dal redattore (Federico Cherubini) ed è stato difeso dalla FC Juventus S.p.A. che, unitamente al predetto dirigente, lo ha fatto proprio, solo proponendone una interpretazione diversa rispetto a quella offerta dalla Procura federale, sostenendo si trattasse di un normale “appunto” di lavoro».

«Ora, l’elemento dimostrativo più rilevante, ad avviso della Corte federale, non è solo il contenuto testuale di detto “Libro Nero di FP”, di per sé sin troppo esplicito. Rileva piuttosto (quale conferma irredimibile del relativo esatto contenuto) il contesto nel quale esso è stato redatto. Emerge, invero, che detto “Libro” fosse stato preparato dal Cherubini come documento da utilizzare nella propria discussione con Paratici in fase di negoziazione del proprio rinnovo contrattuale (la circostanza è confermata dalle stesse dichiarazioni del Cherubini; si veda il file n. 656108 trasmesso alla Procura federale dalla Procura della Repubblica). Naturalmente, non è qui rilevante operare interpretazioni esorbitanti o azzardare qualificazioni circa il comportamento in sé del Cherubini o il rapporto con Fabio Paratici. Ma ben si comprende, ad una lettura distaccata di una simile circostanza, la capacità disvelatrice di detto Libro Nero. È evidente che Cherubini era pronto a contraddire con Paratici per discutere il proprio contratto (accettandolo o rifiutandolo, non importa) ed era pronto a mettere sul tavolo della discussione quelle che lo stesso Cherubini riteneva essere importanti “differenze di vedute”: cioè il fatto che Fabio Paratici avesse costantemente operato attraverso un sistema di plusvalenze artificiali».

«Ed è chiaro che nello scrivere il “Libro Nero di FP”, Cherubini rappresentava fatti veri che oggi non possono più essere efficacemente rinnegati».

«È per questa ragione che il mancato disconoscimento del documento e la mancata presa di distanza da esso della FC Juventus S.p.A. – a prescindere da ogni ulteriore rilevanza – ha una portata devastante sul piano della lealtà sportiva».

Sentenza Juve – La difficile situazione economico-finanziaria del club – «Da esso si trae la consapevolezza di un crescendo di difficolta economico-finanziaria della FC Juventus S.p.A. nel corso degli anni 2019, 2020 e 2021 (“come siamo arrivati qui?”) e della difficoltà di uscirne. E si individua anche il metodo rimediale che il Cherubini testimonia essere stato applicato da Fabio Paratici: “utilizzo eccessivo plusvalenze artificiali” (la cui conseguenza è un “beneficio immediato” ma anche un negativo “carico ammortamenti” per il futuro)».

«Il contenuto del “Libro Nero di FP” costituisce un elemento oggettivo non equivocabile. Tanto più tenuto conto della circostanza (e vi si tornerà oltre più diffusamente) che scopo del processo sportivo non è, evidentemente, inferire la consumazione di eventuali fattispecie di illecito a carattere penalistico. Oggetto di giudizio è solo la violazione delle norme sportive: nello specifico, dell’art. 4, comma 1 e dell’art. 31, comma 1».

Sentenza Juve – Il ruolo delle intercettazioni«Rilevantissime sono poi le intercettazioni telefoniche o ambientali (e le acquisizioni documentali) citate dalla Procura federale a sostegno della revocazione».

«Quella del 6 settembre 2021 tra Andrea Agnelli, presidente della FC Juventus S.p.A., e il rappresentante dell’azionista di riferimento John Elkann (intercettazione presente nel file n. 660969 trasmesso alla Procura federale dalla Procura della Repubblica), nella quale gli interlocutori operano un diretto riferimento al fatto che la direzione sportiva (cioè Fabio Paratici) si era “allargata” con lo svolgimento “di tutta una serie di operazioni …” che il presidente Agnelli, nel botta e risposta della conversazione, individua subito definendole di “eccessivo ricorso allo strumento delle plusvalenze” . Così come l’ulteriore intercettazione tra Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene del 3 settembre 2021 (riportata nel file n. 660969 e file 660945 trasmessi dalla Procura della Repubblica), nel corso della quale gli in>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>°°°°°<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<terlocutori condividono che la responsabilità delle difficoltà della FC Juventus S.p.A. non poteva essere attribuita solo al Covid-19 (“sì ma non era solo il Covid e questo lo sappiamo bene” ), posto che da un lato vi era la pandemia, ma dall’altro era stata “ingolfat[a] la macchina con ammortamenti e soprattutto la merda perché è tutta la merda che sta sotto che non si può dire”».

«E ancora, in più rispetto a quelle menzionate dalla Procura federale, si devono aggiungere le intercettazioni che coinvolgono contestualmente più dirigenti della FC Juventus S.p.A. con ruoli finanziari e legali (anch’esse riportate nel file n. 660969 trasmesso dalla Procura della Repubblica). Intercettazioni che dimostrano persino opacità nella rappresentazione all’esterno del reale contenuto delle operazioni condotte, tanto da sperare che “[quelli che] stanno cercando” (presumibilmente gli ispettori Consob) non scoprano carteggi altrimenti pericolosi: ci si riferisce all’intercettazione del 6 settembre 2021 tra taluni dirigenti della FC Juventus S.p.A. (Stefano Bertola, Stefano Cerrato e Cesare Gabasio) nel corso della quale, a proposito di Pjanic, si chiarisce che “han fatto uno scambio” (e dunque una consapevole permuta) e si condivide il rischio che emergano carte che invece devono restare riservate: “tela dico tutta? è meglio che non ci fosse quel carteggio” ; “no quel carteggio meglio di no”» .

«E più in generale si devono aggiungere quelle intercettazioni che dimostrano la natura alterata dei valori utilizzati (e il peso degli ammortamenti conseguenti) e comunque la natura esattamente permutativa di molte operazioni».

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Caso Osimhen, si allunga l’inchiesta della Procura sul Napoli

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/23/caso-osimhen-si-allunga-linchiesta-della-procura-sul-napoli/

 23 Gennaio 2023

Proroga di indagini sull’acquisto dell’attaccante del Napoli Victor Osimhen da parte della Procura partenopea che ipotizza nei confronti dei vertici della società azzurra il reato di false comunicazioni in bilancio.

Come riportato da Repubblica e Il Mattino, la lente di ingrandimento degli inquirenti napoletani, che hanno avviato gli accertamenti sulla compravendita del giocatore dal Lille (per 71 milioni e 250mila euro) su impulso della magistratura transalpina, si concentrerà sulla cessione (che ha coinvolto altri quattro calciatori) per altri sei mesi: la chiusura delle indagini è quindi prevista in primavera. Al lavoro, da mesi, ci sono i finanzieri che stanno passando al setaccio tutta la documentazione.

Accanto al reato di false comunicazioni in bilancio si ipotizza anche la dichiarazione fraudolenta, reato che riguarda il presidente della SSC Napoli Aurelio de Laurentiis, relativo a una parte della somma versata alla società francese, poco più di 21 milioni di euro, sulla quale non sarebbero stati versati 4,6 milioni di imposta sul valore aggiunto. La giustizia sportiva si era già occupata, senza rilevare illeciti, della compravendita dell’attaccante, e la società, attraverso i suoi legali ha ribadito di poter dimostrare la regolarità dell’operazione.

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«Dopo la Juve può toccare a Milan e Roma». Libero cita voci dalla procura del calcio

open.online 22 gennaio 2023

articolo: «Dopo la Juve può toccare a Milan e Roma». Libero cita voci dalla procura del calcio – Open

I bianconeri sono stati gli unici a essere penalizzati, per ora. Ma la procura federale continua ad approfondire la natura delle «partnership opache» in tutta la Serie A e non solo. Ecco chi rischia

Non solo la Juventus: il caso plusvalenze potrebbe allargarsi anche a Roma Milan, e alle squadre “satellite” coinvolte negli scambi considerati irregolari dei bianconeri. Esiste, infatti, un’altra inchiesta della Figc – la prima udienza sarà il prossimo 22 febbraio – che nasce dalle stesse carte della procura di Torino che hanno dato vita a quella che ha penalizzato i bianconeri, spiega questa mattina il quotidiano Libero. Finora, infatti, la Juventus è stata l’unica squadra penalizzata dalla sentenza della Figc sulle plusvalenze. Mentre i bianconeri si sono visti decurtare 15 punti in classifica, non sono arrivate sanzioni nemmeno per le squadre che con la Juve avevano fatto gli scambi oggetto di verifica. E i legali della Vecchia Signora non hanno mancato di farlo notare. Tra queste società, vi sarebbero in primis appunto la Roma, al centro delle verifiche per lo scambio SpinazzolaPellegrini, e il Milan per quello operato tra Bonucci e Caldara. Ma nel mirino della Figc ci sono anche Sassuolo e Udinese, e altre squadre che, riporta il Sole24Ore, avrebbero intrattenuto secondo gli inquirenti «partnership opache» con i bianconeri. Dentro e fuori dai confini italiani. Si parla anche di ParmaPisaCosenzaPescaraLuganoBasilea e Sion.

«La storia è tutta da scrivere» – «La storia è ancora tutta da scrivere», fanno sapere fonti della Figc, aggiungendo che «sarebbe un errore dire che le altre società di calcio chiamate in causa nella prima fase dell’inchiesta e i loro dirigenti sarebbero stati assolti». E infatti, la parola «assolve» non viene mai utilizzata dai giudici Mario Luigi Torsello, Domenico Luca Scordino, Alberto Faini, Salvatore Lombardo, Mauro Mazzoni, Vincenzo Barbieri e Claudio Teodori. «La revisione dei documenti della procura subalpina è sempre possibile» confermano fonti vicine a quella federale che va a caccia di «nuovi elementi». Per non parlare di eventuali condanne penali alle società. Per i bianconeri vorrebbe dire essere radiati da tutti i campionati della Figc e una multa che potrebbe arrivare anche a 150 milioni di euro. La sensazione è che quella appena scoperta sia solo la punta dell’iceberg di una sentenza che potrebbe avere effetti su tutta la Serie A.

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21 gennaio 2023

Juve, 30 giorni per il ricorso: cosa può cambiare

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/21/juventus-ricorso-cosa-cambia/

La stangata è arrivata nella serata di ieri: 15 punti di penalizzazione alla Juventus per il caso plusvalenze. Una sentenza che rischia di sconvolgere la stagione bianconera, ma nei confronti della quale la società ha immediatamente annunciato che presenterà ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport.

Questo, dunque, il prossimo passo del club piemontese in un percorso a ostacoli che si preannuncia piuttosto complicato. La Juventus avrà un mese di tempo per presentare ricorso (dopo aver letto le motivazioni: arriveranno entro 10 giorni) al terzo e ultimo grado di giustizia sportiva, ossia il Collegio di Garanzia dello Sport istituito presso il Coni.

Tempi rapidi: entro un mese dalla presentazione del ricorso, la vicenda dovrebbe chiudersi. Va ricordato – scrive La Gazzetta dello Sport – che il Collegio di Garanzia, presieduto dalla napoletana Gabriella Palmieri Sandulli, non può modificare la sentenza della Corte d’Appello e quindi eliminare o ridurre i 15 punti di penalizzazione.

Quello che può fare è rimandare indietro la decisione presa per una nuova discussione in caso di vizi di forma e/o violazioni di diritto della difesa. In caso di esito negativo, alla Juventus resterà solamente la strada del ricorso al TAR del Lazio, ed eventualmente quella del Consiglio di Stato.

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21 gennaio 2023

UEFA e “manovre stipendi”: gli altri rischi in casa Juventus

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/21/juventus-prossimi-processi-rischi/

Dopo la sentenza della giornata di ieri, che ha portato a una penalizzazione di 15 punti in classifica, la Juventus è attesa da nuove “partite” nei prossimi mesi. Scontri che non avverranno sul terreno di gioco, ma che riguarderanno ancora una volta la giustizia sportiva e quella ordinaria, due strade che continueranno ad intrecciarsi.

Saranno soprattutto cinque – scrive La Gazzetta dello Sport – gli appuntamenti da sottolineare in rosso sul calendario:

  • il ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport;
  • l’udienza del Gup a Torino per l’inchiesta «Prisma» che dovrà decidere sul rinvio a giudizio di alcuni dirigenti;
  • il potenziale processo sul secondo filone delle plusvalenze e le “partnership” con altri club;
  • le “manovre stipendi”;
  • il fronte UEFA.

È chiaro che la vicenda penale, con i suoi strumenti investigativi, ha di fatto indirizzato il filone sportivo costringendo addirittura a riaprire un processo che sembrava morto e sepolto. Ma a un certo punto, i due fronti si sono allontanati almeno sotto il profilo dei tempi. Il Collegio di Garanzia interverrà sicuramente prima dell’udienza di Torino che dovrà decidere sul rinvio a giudizio per i reati di falso in bilancio e false comunicazioni sociali.

Nel frattempo, Chiné sta lavorando su altre questioni, a cominciare dalle cosiddette “partnership” con altri club. La procura federale non ha mai fatto nomi di squadre, ma ci sono delle supposizioni che nascono dalla lettura delle carte e che riguardano i rapporti con Sampdoria, Empoli (già giudicate e peraltro prosciolte in questa riapertura del processo), Atalanta, Sassuolo e Udinese.

C’è poi il capitolo “manovre stipendi”. Nel 2020 e nel 2021, gli anni Covid, la Juventus e un buon numero dei suoi giocatori avevano concordato una riduzione dei compensi, la cui vera natura sarebbe stata però occultata da accordi non trasparenti e fuori dai canali contrattuali consentiti (tra cui la falosa “carta Ronaldo”). Qui, c’è una concretezza diversa perché gli stessi pm, nei loro atti ufficiali hanno citato la violazione delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali) per intese non depositate in Lega e in Federcalcio fra il club e i giocatori. Su questo argomento rischiano però anche gli agenti e pure i calciatori.

E la UEFA? La Federcalcio europea è spettatrice interessata di tutte le vicissitudini giudiziarie bianconere. Tuttavia, la sensazione è che a Nyon aspettino proprio i differenti esiti giudiziari italiani prima di poter tracciare una linea e concludere. In linea puramente teorica, la UEFA potrebbe anche decidere autonomamente di non consentire alla Juve di partecipare alle competizioni europee. Ma è anche possibile che l’organismo internazionale possa sentirsi sufficientemente rappresentato dai procedimenti italiani e si trasformi in una sorta di “notaio” delle sentenze espresse in Italia.

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250 gennaio 2023

Juventus penalizzata: la nuova classifica in Serie A

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/20/classifica-serie-a-juventus-penalizzata/

La Corte d’Appello FIGC ha comminato una penalizzazione di 15 punti in classifica per la Juventus per il caso plusvalenze.

Ecco come cambia la classifica: i bianconeri scendono dal terzo al decimo posto passando da 37 a 22 punti, ora alla pari con Bologna ed Empoli. La zona Champions League, per i bianconeri, è ora distante 12 punti.

  • Napoli 47;
  • Milan 38;
  • Inter 37;
  • Roma 34;
  • Atalanta 34;
  • Lazio 34;
  • Udinese 25;
  • Torino 23;
  • Fiorentina 23;
  • Bologna 22;
  • Empoli 22;
  • Juventus 22;
  • Monza 21;
  • Lecce 20;
  • Spezia 18;
  • Salernitana 18;
  • Sassuolo 16;
  • Verona 9;
  • Sampdoria 9;
  • Cremonese 7.

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21 gennaio 2023

Juve, dal libro nero alla Consob: gli elementi della nuova sentenza

articolo di Redazionehttps://www.calcioefinanza.it/2023/01/21/perche-e-stato-riaperto-processo-juventus/

Per la riapertura del processo e la decisione sui 15 punti di penalizzazione alla Juventus, il capo della Procura federale Giuseppe Chiné ha dovuto portare all’attenzione della Corte d’Appello diversi nuovi elementi probatori a carico del club bianconero. Sono cinque, scrive La Gazzetta dello Sport, i punti su cui si è soffermata la Procura per questa nuova decisione.

Il primo riguarda il cosiddetto libro nero di Fabio Paratici”, dove alla domanda «come siamo arrivati qui?», si legge questa risposta di Cherubini: «Acquisti senza senso e investimenti fuori portata» e anche «utilizzo eccessivo di plusvalenze artificiali». Per Chiné si tratta di un «atto di natura confessoria di Cherubini» sul modus operandi di Paratici, perché «non si parla di plusvalenze, che sono legittime, ma di plusvalenze artificiali, decise a tavolino». Per il procuratore la Juve faceva tante operazioni a specchio per creare «un beneficio immediato».

Secondo punto, l’intercettazione della conversazione telefonica del 6 settembre 2021 tra John Elkann e Andrea Agnelli, in cui l’ex presidente dice: «Abbiamo fatto un ricorso eccessivo allo strumento delle plusvalenze. Se ti crolla il mercato ti crolla il mercato, questo è un dato di fatto». Chiné parla di «valenza confessoria straordinaria», perché la Juve dopo il Covid si è trovata «con le scorie della plusvalenza fittizia e Agnelli lo riconosce».

Il terzo punto è l’intercettazione di settembre 2021 tra Maurizio Arrivabene e Agnelli. Il primo dice: «L’aumento di capitale non è servito ad andare sul mercato, ma a coprire una situazione estremamente negativa dal punto di vista finanziario». E il secondo: «Sì, ma non è solo il Covid e questo lo sappiamo bene, perché noi abbiamo due elementi fondamentali: da un lato il Covid, ma dall’altro abbiamo ingolfato la macchina con ammortamenti e soprattutto la merda…». Per Chiné il riferimento è alle “plusvalenze fittizie” con il carico di ammortamenti sui nuovi acquisti.

Il quarto fatto nuovo è quanto emerge da un documento sequestrato negli uffici dell’avvocato Cesare Gabasio: «una pianificazione a tavolino delle plusvalenze che la Juventus doveva fare entro il 30 giugno 2020», ovvero uno dei bilanci sotto indagine. Chiné evidenzia importi decisi a tavolino «in cui l’aspetto tecnico era inesistente».

Infine, il quinto elemento è la delibera della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa), in cui si legge che dalla propria attività ispettiva è emerso che tutte le operazioni sono state concluse in modo contemporaneo, coordinato con la controparte e senza corrispettivo di denaro.

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20 gennaio 2023

La risposta ufficiale della Juve dopo la sentenza: il club farà ricorso

articolo Di La redazione di 90minLa risposta ufficiale della Juve dopo la sentenza: il club farà ricorso (90min.com)

La risposta della Juventus, dopo la clamorosa decisione della Corte federale d’appello, non si è fatta attendere e il club bianconero ha dunque diffuso un comunicato ufficiale in cui si annuncia la volontà di fare ricorso e la logica attesa per le motivazioni di una sentenza così afflittiva (tale da comportare una penalizzazione di 15 punti in classifica).

Il comunicato della Juventus – Juventus Football Club S.p.A. (“Juventus” o la “Società”) comunica che la Corte Federale di Appello – Sezioni Unite, visto il ricorso per revocazione ai sensi dell’art. 63 del Codice di Giustizia Sportiva proposto dalla Procura Federale, ha dichiarato ammissibile il ricorso per revocazione e pertanto revocato la pronunzia della Corte Federale di Appello, Sezioni Unite, n. 0089/CFA-2021-2022 del 27 maggio 2022 e, per l’effetto, disposto la penalizzazione di 15 punti in classifica per la Juventus da scontarsi nella corrente Stagione Sportiva e l’inibizione temporanea per il Direttore Sportivo, Federico Cherubini, di mesi 16 a svolgere attività in ambito FIGC, con richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA.

Con la pronunzia revocata la Corte Federale di Appello aveva rigettato il reclamo proposto dalla Procura Federale avverso la decisione del Tribunale Federale Nazionale che, a sua volta, aveva prosciolto Juventus e gli altri soggetti deferiti per insussistenza di qualsiasi illecito disciplinare in ordine alla valutazione degli effetti di taluni trasferimenti dei diritti alle prestazioni di calciatori sui bilanci e alla contabilizzazione di plusvalenze.

La Società attende la pubblicazione delle motivazioni e preannuncia sin d’ora la proposizione di ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport nei termini del Codice di Giustizia Sportiva”.

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20 gennaio 2023

Plusvalenze, prosciolte Samp, Genoa e gli altri 6 club coinvolti

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/20/plusvalenze-prosciolte-samp-genoa-e-gli-altri-6-club-coinvolti/

La Juventus è l’unico club sanzionato dalla Procura FIGC per il caso plusvalenze. La Corte d’Appello FIGC ha infatti prosciolto le altre otto società coinvolte.

La Corte Federale di Appello presieduta da Mario Luigi Torsello ha accolto in parte il ricorso della Procura Federale sulla revocazione parziale della decisione della Corte Federale di Appello a Sezioni Unite n. 89 del 27 maggio scorso, sanzionando la Juventus con 15 punti di penalizzazione da scontare nella corrente stagione sportiva e con una serie di inibizioni per 11 dirigenti bianconeri (30 mesi a Paratici, 24 mesi ad Agnelli e Arrivabene, 16 mesi a Cherubini, 8 mesi a Nedved, Garimberti, Vellano, Venier, Hughes, Marilungo e Roncaglio)”, si legge nella nota della FIGC.

“La Corte ha confermato il proscioglimento per gli altri 8 club coinvolti (Sampdoria, Pro Vercelli, Genoa, Parma, Pisa, Empoli, Novara e Pescara) e i rispettivi amministratori e dirigenti”, conclude la FIGC nel comunicato.

La Corte d’Appello FIGC ha infatti accolto il ricorso della Procura FIGC solo per quanto riguarda la Juventus, riaprendo così il processo e comminando la sanzione in classifica ai bianconeri e ai dirigenti.

Per quanto riguarda la posizione degli club, così, la Corte d’Appello FIGC ha respinto il ricorso della Procura FIGC, prosciogliendo le altre otto società.

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20 gennaio 2023

Plusvalenze: stangata sulla Juve, 15 punti di penalizzazione

Andrea Agnelli, Pavel Nevded, Maurizio Arrivabene, Faabio Paratici

articolo Elisabetta Espositohttps://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/20-01-2023/juve-processo-plusvalenze-giornata-diretta-sentenza-4502050115741.shtml

La Corte federale d’Appello va oltre le richieste di Chinè. Pene pesanti anche per i dirigenti: 2 anni e mezzo a Paratici, 2 anni ad Agnelli e Arrivabene, 1 anno e 4 mesi a Cherubini e 8 mesi a Nedved

Stangata clamorosa sulla Juventus: la Corte federale d’Appello è andata ben oltre i nove punti chiesti dal procuratore federale per il campionato in corso e ha sanzionato il club per il caso plusvalenze con 15 punti di penalizzazione. Pene pesanti anche per i dirigenti per cui è stata chiesta anche l’estensione a Uefa e Fifa: 2 anni e mezzo a Paratici, 2 anni ad Agnelli e Arrivabene, 1 anno e 4 mesi a Cherubini e 8 mesi a Nedved, Garimberti, Vellano, Venier, Hughes, Marilungo e Roncaglio. Assolti gli altri otto club e i rispettivi amministratori e dirigenti. La Juve presenterà ora ricorso al Collegio di Garanzia del Coni.

SANZIONE AFFLITTIVA  – Vista la gravità dei fatti contestati e l’impatto avuto dal punto di vista sportivo sui campionati, la richiesta di Chinè era stata di una sanzione davvero afflittiva che tenesse la Juve fuori dall’Europa. La motivazione è: le plusvalenze fittizie nei bilanci al 30.6.19, 30.7.20 e la trimestrale 2021 hanno permesso alla Juve di ridurre le perdite e di non ricapitalizzare, e di fare il mercato, con effetti vantaggiosi sul piano delle competizioni sportive a cui ha partecipato in quelle stagioni. Quindi la penalizzazione, per essere afflittiva, deve collocare la Juventus in una posizione, in questo momento della stagione, che non permetta la partecipazione alle competizioni europee.

DIRIGENTI  – Mano pesante del procuratore c’era stata anche per i dirigenti bianconeri: se nei confronti delle altre società ha avanzato richieste di sanzione uguali a quelle del processo già celebrato nella primavera scorsa (di cui adesso ha chiesto la riapertura), nei confronti dei manager juventini le sue richieste sono aumentate di quattro mesi ciascuno proprio per la maggiore gravità delle condotte contestate rispetto ad allora: quindi, inibizione di 20 mesi e 10 giorni per Paratici16 mesi per Agnelli, 12 mesi per NedvedGarimberti e Arrivabene10 mesi e 20 giorni per Cherubini.

https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/20-01-2023/plusvalenze-juve-difesa-l-appello-nessun-elemento-nuovo-4502049538685.shtml?intcmp=leggianche_free