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Energia, l’Europa ha rischiato un blackout: Francia e Italia l’hanno sventato


articolo: https://www.repubblica.it/economia/2021/01/18/news/energia_l_europa_ha_rischiato_un_black_out_europeo-283070068/?ref=RHBT-VS-I270681073-P4-S6-T1

Venerdì scorso, per oltre un’ora, un calo di tensione senza precedenti ha messo in allarme gli operatori di tutto il continente: incidente evitato grazie ai meccanismi che coinvolgono le attività industriali “interrompibili” in Italia e Francia. Indigine in corso per l’inconveniente nato in Romania che ha divisto in due l’Europa

ROMA – Tutta Europa ha rischiato di rimanere al buio. E’ successo venerdì scorso: per oltre un’ora si è concretizzata la possibilità di un black out di proporzioni continentali, cosa mai accaduta e che avrebbe avuto ripercussioni senza precedenti. A evitare un disastro – che sarebbe stato ben più grave di quanto accaduto nel 2013 quando vennero coinvolte “soltanto” Italia, Svizzera, Francia e Slovenia – è stato il meccanismo che consente in alcuni paesi dell’Unione Europea di staccare la fornitura di elettricità dei grandi gruppi industriali “energivori”. In particolare, i cittadini europei non si sono accorti di nulla, grazie ai meccanismi di salvaguardia attivi in Francia e in Italia.

Ma come è potuto accadere ed esattamente cosa è avvenuto? La causa del tutto è stato un calo di frequenze sulla rete elettrica ad alta tensione della Romania che ha di fatto diviso in due le infrastrutture europee: da una parte l’area balcanica e tutto il centro-est, dall’altra l’Europa del sud-ovest. In sostanza, il calo di tensione – mai rilevato in modo così consistente – ha rischiato di far saltare l’equilibrio della rete, provocando l’interruzione del servizio.

Questo è dovuto al fatto che l’infrastruttura ad alta tensione è strettamente connessa in tutta Europa. Ma proprio il fatto di operare come se fosse una rete unica ha impedito un disastro che sarebbe finito per giorni sulle prime pagine di giornali e siti. Il coordinamento delle reti europee si chiama Entso-e, acronimo che sta per European network of transmission system operators for electricity e mette insieme 43 operatori, andando ben oltre i confini della Ue.

Intervenuto non appena si è capita la gravita dell’inconveniente avvenuto in Romania, è scattata la salvaguardia rappresentata dal meccanismo degli interrompibili: Italia e Francia – attraverso i rispettivi gestori della rete Terna e Rtehanno attivato gli accordi che hanno permesso di staccare dalla rete rispettivamente 400 e 1.200 megawatt.

Con “interrompibili” si intendono le industrie che hanno accettato di sottoscrivere un accordo per cui possono essere chiamate a interrompere l’attività, in conseguenza di uno stop alle forniture di energia in caso di necessità. Si tratta di attività che consumano grandi quantità di elettricità, come cementifici, acciaierie o industria del vetro e della ceramica. Un sistema per cui ricevono ogni anno una indennità economica, pagata dagli utenti in bolletta. Un po’ come una assicurazione: il più delle volte paghi anche se non ne hai bisogno, ma quando succede evita guai peggiori.   

In Romania è in corso una indagine sulla causa che hanno mandato in tilt la rete locale. Lo stesso ha fatto il network delle reti europee Entso-E: sulla base dei risultati scatteranno poi le richieste di risarcimenti visto che per almeno un’ora ci sono stati disservizi sulle reti locali, per quanto gestiti dagli operatori e senza conseguenze per l’utente finale.

Addio Flash, il web ti saluta. Adobe dismette l’estensione per sempre


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/01/11/news/addio_flash_il_web_ti_saluta_adobe_dismette_l_estensione_per_sempre-282144975/

Dal 12 gennaio 2021 il programma smetterà definitivamente di funzionare. Ma è stato una colonna portante dell’evoluzione di internet

E venne il giorno. Una ventina di anni fa, nel 1996 per l’esattezza, il futuro del web aveva un nome: Flash. Sviluppato da Macromedia e poi acquisito da Adobe, Flash è, anzi era, un’infrastruttura sviluppata per realizzare contenuti ricchi dal punto di vista multimediale: animazioni vettoriali, grafica e suono impensabili al tempo su un browser. Ma soprattutto Flash portava su internet l’interattività a livelli avanzati, fino a realizzare vere e proprie applicazioni e videogame, dai giochini passatempo a prodotti anche molto complessi.

Divenuto in poco tempo un asset irrinunciabile della programmazione web, Flash nei suoi vent’anni di vita si è andato sempre più strutturando e arricchendo, effettivamente portando nei browser di tutto il mondo qualcosa di molto simile alle esperienze desktop di applicazioni nate per funzionare nativamente sui computer. Ma insieme alle possibilità crescevano le falle e aumentava il peso che la complessità del programma portava in dote. E naturalmente i concorrenti, come l’HTML5, si facevano sempre più potenti e agili, fino a superare il maestro. Così, dalla transizione di Youtube da Flash a Html5 e l’embargo di Steve Jobs che già dieci anni fa annunciava di la chiusura di iPhone e iOS al prodotto di Adobe (tanto da generare un noto meme, in cui un omonimo Flash manca tra i supereroi), il declino della piattaforma era inevitabile.  continua a leggere

Ho mobile conferma il furto dei dati………..


Ho mobile conferma il furto dei dati di parte dei suoi clienti: «Nessuna informazione bancaria o di traffico»

articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_gennaio_04/ho-mobile-conferma-furto-dati-suoi-clienti-nessuna-informazione-bancaria-o-traffico-e5d0fd7c-4e6b-11eb-80d3-dd4bb2b89fab.shtml

Ho mobile, operatore del gruppo Vodafone Italia, è stato vittima di un attacco informatico. Adesso è ufficiale: a darne conferma la società stessa con una nota inviata al Corriere. «Sono stati sottratti illegalmente alcuni dati di parte della base clienti con riferimento ai soli dati anagrafici (nome, cognome, numero di telefono, codice fiscale, email, data e luogo di nascita, nazionalità e indirizzo) e tecnici della Sim. Non sono stati in alcun modo sottratti dati relativi al traffico (telefonate, SMS, attività web, etc.) né dati bancari o relativi a qualsiasi sistema di pagamento dei clienti», scrive Ho mobile senza dare dettagli sul numero di utenti coinvolti e tenendo a sottolineare che non è stata rubata alcuna informazione relativa ai pagamenti o alle chiamate e alle chat delle vittime.

A rendere noto il furto era stato, lo scorso 28 dicembre, l’account Twitter Bank Security, facendo riferimento alla vendita sul cosiddetto dark web di un database che corrisponderebbe alla totalità dei clienti Ho mobile (2,5 milioni). La società aveva in un primo momento affermato di non aver «avuto evidenze di accessi massivi ai propri sistemi informatici». Dopo ulteriori verifiche, come dichiarato oggi, ha «sporto denuncia alla Autorità inquirente e informato il Garante per la privacy».

Ho mobile sta informando i suoi clienti e dice di aver «attivato ulteriori e nuovi livelli di sicurezza per mettere la clientela al riparo da potenziali minacce. Ulteriori azioni a protezione dei dati sottratti sono in corso di implementazione e verranno comunicate ai clienti».continua a leggere

Per saperne di più: https://alessandro54.com/2020/12/29/ho-mobile-presunti-dati-dei-clienti-in-vendita-online/

Disservizi sulla rete Tim in tutta Italia In difficoltà chi usa lo smart working


articolo: https://www.corriere.it/economia/lavoro/21_gennaio_04/disservizi-rete-tim-tutta-italia-difficolta-chi-usa-smart-working-04561e02-4e72-11eb-80d3-dd4bb2b89fab.shtml

Diversi disservizi vengono segnalati da questa mattina, lunedì, sulla rete Tim in numerose zone d’Italia: difficoltà di connessione, lentezza nel flusso dei dati, improvvisi blackout. Sui social si ripetono le segnalazioni che tra l’altro stanno mettendo in difficoltà chi sta lavorando in smart working. Le difficoltà riguardano soprattutto la rete fissa e la connessione a internet, le segnalazioni sono concentrate soprattutto nelle maggiori città del Nord Italia. Secondo il sito down detector le segnalazioni sono oltre 4.000 e hanno cominciato ad affluire dopo le 8.30. Il 49% riguardano la rete internet, il 47% il servizio di telefonia fissa, la restante percentuale la telefonia mobile.

Le notizie sul disservizio si sono poi moltiplicate in concomitanza con l’avvio del telelavoro e sui social è in tendenza l’hashtag #timdown. Un problema generalizzato sul territorio nazionale su cui TIM sta già lavorando. A partire dalle 11 il servizio ha cominciato a tornare alla normalità.

Il virus del codice di Whatsapp colpisce ancora, come difendersi


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_dicembre_29/virus-codice-whatsapp-colpisce-ancora-come-difendersi-b9ad419e-49c8-11eb-898c-3879af1094a3.shtml?fbclid=IwAR2xH6n5WBAqIHsrcAvjOtD3aHsCQiGCg26elqJOOx_k8O6RuhOD6nUEOCk

Viene descritto come un virus che blocca WhatsApp ma in realtà il messaggio con il codice di sei cifre che molti stanno ricevendo è una truffa in piena regola. Già ribattezzata truffa di Capodanno, è un sistema semplice e veloce per prendere il controllo delle chat altrui sfruttando l’ingenuità della vittima.

Il sistema è semplice ma efficace. Prima di tutto la vittima riceve il messaggio con il codice a sei cifre. È un messaggio autentico, proviene realmente dall’assistenza WhatsApp, e quel numero è il vero codice di autenticazione del nostro Whatsapp. Lo ha richiesto l’hacker, o meglio il truffatore, al posto nostro. Poi questo ci manda un messaggio da un numero che non conosciamo ma, per rendere più credibile la trappola, vi ha inserito la foto di un nostro conoscente. Il testo appare genuino, qualcosa come «Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?» e la prima reazione è pensare che il mittente abbia cambiato numero, ci possiamo fidare, meglio dargli una mano. Ma è qui che parte la seconda fase. Una volta inviatogli il codice, il truffatore può fare finta di essere noi. Come quando cambiamo telefono, installa Whatsapp su un suo dispositivo e poi inserisce il nostro codice di autenticazione. Il risultato è che lui sarà in grado di usare la nostra chat e noi no.

Come si vede la «truffa del codice a 6 cifre presente all’interno del messaggio», come è stata ribattezzata, fa leva sulla nostra ingenuità. Nessuno potrà mai chiederci di inviargli il nostro codice di autenticazione semplicemente perché serve solo a noi. Non ad altri. Una volta ottenuto il controllo del profilo poi parte la reazione a catena. Il truffatore può vedere i nostri contatti e i gruppi, contattare amici e parenti fingendosi noi e così continuare a mietere vittime. Va detto che questa truffa poi parte da lontano ma è ritornata in auge negli ultimi giorni, con i messaggi di approccio nascosti tra quelli di auguri. Come riportato dall’Ansa, centinaia di persone sono state colpite a Orzinuovi, in provincia di Brescia, tra cui Gianpietro Maffoni, senatore di Fratelli di Italia e sindaco della città.

Come misura preventiva basta non dare mai, a nessuno e per nessun motivo quel codice a sei cifre. Se invece si è stati colpiti possiamo recuperare il controllo del profilo chiedendo a Whatsapp di inviarci un nuovo codice. Questo infatti viene inviato al nostro numero di telefono che l’hacker, ovviamente, non possiede (per questo ci aveva chiesto il codice di autenticazione). Inserendo numero di telefono e codice dovremmo essere in grado di accedere di nuovo al nostro profilo e averne il pieno controllo sottraendolo al truffatore. Nel caso in cui questo avesse cambiato il numero di telefono del profilo non ci resta che contattare Whatsapp e, in casi estremi, disattivare l’account.

WHATSAPP, LE ULTIME NOTIZIE

Ho mobile, presunti dati dei clienti in vendita online…..


Ho mobile, presunti dati dei clienti in vendita online: l’operatore «non ha evidenze di accessi ai propri sistemi»

articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_dicembre_29/ho-mobile-dati-clienti-vendita-dark-web-vodafone-non-ha-evidenze-accessi-propri-sistemi-2a0203de-49c0-11eb-898c-3879af1094a3.shtml?fbclid=IwAR2Yolm2UPlH78539_SPszxbu3QspkfqTEoponknIpMcFHo_TEQkEC08a1U

Ho mobile, marchio del gruppo Vodafone, sul presunto furto dei dati di 2,5 milioni di persone: «Stiamo indagando»

Lunedì sera l’account di sicurezza informatica Bank Security ha scritto che i dati dei 2 milioni e mezzo di clienti (tutti) dell’operatore italiano Ho.mobile del gruppo Vodafone sarebbero in vendita sul cosiddetto dark web.

Con una nota inviata al Corriere, Ho.mobile dice di non aver avuto alcun riscontro di un furto o di un accesso illecito ai suoi sistemi: «Con riferimento ad alcune indiscrezioni pubblicate da organi di stampa,  Ho.mobile non ha evidenze di accessi massivi ai propri sistemi informatici che abbiano messo a repentaglio i dati della customer base. Abbiamo avviato in collaborazione con le autorità investigative le indagini per ulteriori approfondimenti».

Secondo Bank Security, sarebbero in vendita indirizzi email, codici fiscali, numeri di telefono, indirizzi fisici, città e codici Iccid (Integrated Circuit Card-Identity) degli utenti. Non ci sarebbero password o dati bancari, ma i codici Iccid di 19 cifre non vanno sottovalutati perché identificano in modo univoco le Sim e potrebbero essere sfruttati da malintenzionati per prendere il controllo dei numeri di telefono e sottrarre informazioni delicate: per esempio i codici per cambiare le password su siti come Amazon con la cosiddetta verifica in due fasi (quando ci facciamo mandare un Sms per cambiare la password) e accedere a profili e fare acquisiti. Il termine corretto è Sim swap, una truffa che «a dire il vero si può perpetrare anche senza i codici e con la collaborazione più o meno consapevole di un operatore», spiega il docente di sicurezza informatica del Politecnico di Milano Stefano Zanero. La vittima, prosegue Zanero, «si può accorgere di quello che sta accadendo perché la sua Sim smette di funzionare».

Quindi: non ci sono ancora prove definitive della presenza, dell’autenticità o dell’acquisto dei dati, se non l’esempio anonimizzato pubblicato su Twitter da Bank Security, e prove dell’uso illecito di questi o di altri dati dei possessori di una Sim Ho. Dalle prime verifiche degli esperti interpellati dal Corriere, starebbe iniziando a emergere la presenza di dati riconducibili a utenti che sono o sono stati clienti Ho, ma servono ulteriori conferme.

Cosa devono fare i clienti Ho? Per ora poco e niente, se non seguire l’evolversi della situazione, spostare le verifiche in due fasi su un numero di altro operatore e segnalare eventuali problemi di linea o di altro genere al call center di Ho (i numeri si trovano qui). Se a un certo punto Ho e Vodafone dovessero riscontrare anomalie saranno obbligati a notificarlo al Garante per la privacy nelle 72 ore successive, perché si tratterebbe di un data breach. L’obbligo di avvisare i clienti scatta invece nel caso in cui la violazione dei dati personali presenti un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

In una versione precedente di questo articolo la replica dell’azienda è stata attribuita a Vodafone Italia

Facebook, Instagram e Messenger bloccano alcune funzioni per le nuove regole Ue: ecco quali


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_dicembre_18/facebook-instagram-messenger-bloccano-alcune-funzioni-le-nuove-regole-ue-ecco-quali-e3680184-411e-11eb-b7e3-563a33cae2bc.shtml

Dai sondaggi all’interno delle chat ai nickname dei contatti, ecco cosa non potremo più fare e per quale motivo

Niente nickname, banditi i sondaggi e la condivisione di filtri in realtà aumentata. Facebook, Messenger e Instagram disattiveranno alcune funzioni in Europa per allinearsi alle nuove regole sui dati personali della Ue. In linea generale, l’azienda di Zuckerberg ha scelto di disabilitare i servizi interattivi delle proprie piattaforme lasciando intatte le funzioni base come lo scambio di messaggi e le chiamate. Non c’è una lista completa dei blocchi e si sa solo che verranno applicati gradualmente. Alcune funzioni sono ancora disponibili ma potrebbero non esserlo più tra qualche giorno. La riattivazione poi potrebbe avvenire a strettissimo giro: tempo di studiare quali funzioni sono in regola o come adeguarle alla direttiva.

Le funzioni bloccate – Facebook ha informato i suoi utenti con una notifica: «Alcune funzioni non sono disponibili. Il motivo è che dobbiamo rispettare le nuove regole relative ai servizi di messaggistica in Europa. Stiamo lavorando per renderle nuovamente disponibiliNel caso di Messenger, i primi a cadere sono i sondaggi all’interno delle chat di gruppo, la possibilità di dare dei nickname agli amici e le risposte personalizzate. Instagram, oltre ai sondaggi, disabiliterà anche l’invio tramite messaggi diretti di sticker in realtà aumentata.
Possono sembrare scelte curiose ma hanno un senso. La direttiva ePrivacy è pensata per limitare ciò che le aziende possono fare con i nostri messaggi e metadati e le funzioni di cui sopra hanno bisogno di acquisire informazioni che potrebbero ricadere all’interno dei suoi divieti. Il condizionale è d’obbligo perché Facebook ha scelto di muoversi in modo molto conservativo. Bloccherà tutte le funzioni dubbie per poi riattivarle una volta sicura che non ci siano problemi.

Gmail lo ha già fatto – Molti di noi hanno già sperimentato gli effetti della ePrivacy. Qualche giorno fa gli utenti di Gmail hanno ricevuto un messaggio che chiedeva il loro consenso per utilizzare le funzioni «smart» della piattaforma come le schede della Posta in arrivo, i suggerimenti per le risposte e per la composizione. Tutte funzioni che scansionano il testo delle mail, un’analisi considerata illecita dalla direttiva se non con il nostro consenso.

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La privacy elettronica in Europa – Il punto però è uno: perché proprio ora? La direttiva ePrivacy (2002/58/CE) arriva da lontano, è nata nel 2002 ed è stata modificata più volte nel corso del tempo. Dopo tre anni di discussioni, il Regolamento ePrivacy (ePR) che dovrebbe sostituirla e aggiornarla è ancora in fase di stallo. In compenso il 21 dicembre entrerà in vigore il codice europeo globale delle comunicazioni elettroniche che sottopone anche i servizi di messaggistica che non fanno uso del numero di telefono (i cosiddetti «over the top») alle norme della ePrivacy e del Gdpr. Tra essi, ovviamente, ci sono anche Google e Facebook.

Il 31 dicembre addio alla radio FM sugli smartphone degli italiani: lo impone la legge


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_dicembre_21/30-dicembre-addio-radio-fm-smartphone-italiani-impone-legge-bdafa44e-4158-11eb-b7e3-563a33cae2bc.shtml?fbclid=IwAR25abfjXogoVN4cO3KqFrrbhUCTTRIkGgUdRMNDZQncgkMiMQ4E0fw9VkM

Tra pochi giorni anche i cellulari saranno soggetti all’obbligo di munirsi della tecnologia DAB+ per la ricezione della radio digitale. Ciò tuttavia penalizzerà i dispositivi oggi in commercio, anche se venduti mesi o anni fa. E i produttori corrono ai ripari

Gli smartphone degli utenti italiani si preparano a dire addio alla radio FM integrata. Ai sensi del decreto Sblocca Cantieri approvato a giugno 2019, infatti, a partire dal 31 dicembre entrerà in vigore anche per i cellulari l’obbligo già previsto da inizio anno per tutti gli altri apparecchi in commercio muniti di radio FM: quello di «essere in grado di ricevere anche i servizi della radio digitale DAB+». Semplice a dirsi, molto meno a farsi, essendo necessari componenti hardware aggiuntivi. Chiaro dunque il destino dei modelli attualmente sul mercato capaci di sintonizzarsi sulle frequenze dell’etere: non essendo dotati di tecnologia DAB+ – l’unico è Lg Stylus 2 del 2016 –, dovranno tutti rinunciare alla propria radio FM. A vedersi improvvisamente privati di una funzione prevista dalle schede tecniche saranno quindi non solo gli utenti che acquisteranno i dispositivi dopo il 31 dicembre, ma anche coloro che già li possiedono da mesi o da anni. Questo perché non è tecnicamente possibile, per le aziende produttrici, lanciare aggiornamenti software destinati ai soli esemplari non ancora venduti.

Samsung già in regola – Prova di quanto appena descritto è stata fornita nelle ultime ore da Samsung, primo marchio adeguatosi alla normativa con un nuovo update rilasciato soltanto in Italia per i modelli interessati. L’incipit della release note parla chiaro: «Ti informiamo che scegliendo di installare il presente aggiornamento, rimuoverai la funzione Radio FM dal tuo smartphone». E a chi si rifiuta viene preclusa la possibilità di accedere alle prossime versioni del servizio. A parziale consolazione viene comunque precisato: «In ogni caso, ti ricordiamo che potrai continuare ad ascoltare la tua radio preferita scaricando la relativa applicazione sul tuo smartphone». Tuttavia, basandosi questo tipo di soluzioni non sull’etere ma sul traffico dati, «l’utilizzo di tali applicazioni potrebbe comportare costi aggiuntivi di connessione». Analoghi avvisi verranno ora certamente inviati agli utenti anche dagli altri produttori di smartphone con radio FM integrata.ù

Cala il sipario – Analizzata la sorte dei dispositivi già in commercio, sarà ora interessante capire cosa accadrà con quelli in arrivo in futuro. La sensazione, in questo senso, è che la novità possa far calare definitivamente il sipario sulla funzione. I modelli di fascia alta, infatti, anche nel tentativo di affrancarsi dalla dipendenza degli auricolari non wireless (che fungono da antenna) hanno già da tempo puntato sull’ascolto via streaming. Emblematico il caso degli iPhone, che a partire dall’iPhone 7 non contemplano più il jack audio. Quelli di fascia bassa, invece, è improbabile che aumentino di prezzo solo per implementare una tecnologia – la DAB+ – finora (quasi) mai adoperata nel settore. Vista l’imminente scadenza, può dunque essere opportuno iniziare a informarsi sui più validi servizi di ascolto radio online gratuiti. Tra quelli nati nel 2020, si segnalano le app Radioplayer Italia e, per le emittenti estere, Radio.Garden.

Google Down: YouTube, Gmail e Drive non funzionano


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_dicembre_14/google-down-youtube-gmail-drive-non-funzionano-5a0039a0-3e05-11eb-9065-1ec87c08befd.shtml?fbclid=IwAR3SncEEWVBCqY0sA9YdmQIzzGx3roIkIMq-Yo_ouSpcU3eDC3zqf5dLVJM

I servizi di Google, tra cui YouTube, stanno subendo malfunzionamenti in tutto il mondo. In particolare in Europa

Google è down in tutto il mondo, ma in particolare i malfunzionamenti ai servizi di Big G stanno subendo malfunzionamenti in Europa. Tante le segnalazioni degli utenti, raccolte sul sito DownDetector dei problemi alle diverse piattaforme, tra cui YouTube.

Nuova ondata di false email di phishing


articolo: https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/nuova-ondata-di-false-email-di-phishing/index.html

Sono in corso nuovi tentativi di phishing a danno di utenti attraverso email o pagine web apparentemente riconducibili all’Agenzia delle Entrate.
La falsa email riporta la dicitura “UFFICIO COMUNICAZIONI DIREZIONE NAZIONALE AGENZIA DELLE ENTRATE” e invita gli utenti, a prendere visione di documenti contenuti in un archivio allegato contenente “disposizioni attuative delle misure sull’efficientamento energetico degli edifici, previste dai paragrafi 119-121 del decreto- legge del 20.11.2020 nr.37 (DL Rilancio) convertito con modificazioni della legge 17 maggio 2020 nr. 78.”
La falsa pagina web, invece, contiene la dicitura “COVID – “MISURE ECCEZIONALI PER LE IMPRESE E I LAVORATORI” e invita a compilare un modulo per un presunto rimborso, al fine di carpire in maniera fraudolenta dati personali degli ignari utenti.
Tale attività di phishing è particolarmente grave in quanto, per avvalorare le notizie, utilizza il logo dell’Agenzia al fine di confondere inevitabilmente  l’utente sulla veridicità e sulla provenienza della richiesta.

Si invitano tutti gli utenti a consultare le notizie sui siti di origine, diffidando da email, messaggi, news o pagine web che non siano direttamente verificabili rispetto alla fonte di provenienza.
Si ricorda che le informazioni sulle prestazioni dell’Agenzia delle Entrate sono consultabili accedendo esclusivamente attraverso la barra degli strumenti sul portale www.agenziaentrate.gov.it
L’Agenzia delle Entrate, inoltre, fa sapere che per motivi di sicurezza non invia email contenenti link cliccabili.

Shopping online, ecco il vademecum anti-truffa della Polizia Postale


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2020/12/07/shopping-online-ecco-il-vademecum-anti-truffa-della-polizia_2f4f8de4-e401-4773-9b51-8977b1702cbb.html

Non fidarsi di chi chiede di essere contattato al di fuori della piattaforma di annunci, diffidare di un oggetto in vendita a prezzi irrisori, chiedere sempre a chi vende maggiori informazioni su quel che si vuole acquistare, soprattutto se le foto sembrano troppo belle per essere vere. La Polizia scende in campo per la protezione dello shopping natalizio online con alcuni consigli utili e pratici per muoversi in sicurezza negli shop in rete.

Consigli disponibili sul sito della Polizia, sul portale della Polizia postale (www.commissariatodips.it) e sulle relative pagine Facebook e Twitter.

Nel vademecum, la Polizia postale invita innanzitutto ad utilizzare software e browser completi ed aggiornati, per avere sempre un buon antivirus, e poi a dare la preferenza per gli acquisti a siti certificati o ufficiali, a leggere sempre i commenti e i feedback di altri acquirenti, a controllare che il sito abbia gli stessi riferimenti di un vero negozio (e dunque partita Iva, numero di telefono fisso, un indirizzo fisico e atri dati per contattare l’azienda).

Sarebbe inoltre opportuno, dice ancora la postale, utilizzare soprattutto carte di credito ricaricabili e, se si acquista da smartphone o tablet, utilizzare le app ufficiali dei negozi online. Infine, va evitato a tutti i costi di cadere nella rete del phishing e/o dello smishing, ovvero nella rete di quei truffatori che attraverso mail o sms contraffatti, richiedono di cliccare su un link al fine di raggiungere una pagina web trappola.

Arriva PlayStation 5, inizia una nuova guerra delle console


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/prodotti/2020/11/19/news/arriva_playstation_5_la_guerra_delle_console-274985615/

In vendita da oggi (19 novembre 2020) la console next gen di Sony che sfida l’Xbox di Microsoft. In attesa che nel 2021 la Nintendo scenda in campo con la sua prossima Switch

Arriva la PlayStation 5 della Sony sul mercato a poco più di una settimana dal lancio dell’Xbox Serie X della Microsoft. Inizia così ufficialmente la nuova guerra delle console, in attesa che il prossimo anno la Nintendo scenda in campo con la sua prossima Switch. Nella passata generazione ha primeggiato la PlayStation 4 con 114 milioni di unità vendute contro 48 milioni di Xbox One, stando ai dati di VgChartz. continua a leggere

Dazn non va: ”Stiamo risolvendo i problemi”. Ma scoppia l’ira sul web


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2020/11/21/news/dazn_in_down_stiamo_risolvendo_i_problemi_ma_scoppia_l_ira_sul_web-275284153/

Dalle ore 20 milioni di utenti, non solo in Italia, non sono riusciti ad accedere alla piattaforma (errore ’10-000-000′). Nota dell’azienda: ”Ci siamo attivati per rimediare al più presto”. Durissimi però i “tweet” di chi non è riuscito a vedere Juventus-Cagliari e Atletico-Barcellona

ROMA – Problemi in tutto il mondo su Dazn. Da questa sera, intorno alle ore 20, milioni di utenti hanno avuto grandi difficoltà ad accedere al canale (o all’App) per vedere eventi come Juventus-Cagliari e Atletico Madrid-Barcellona.

“Stiamo risolvendo il problema”, ma è bufera sul web – Nel giro di pochi minuti, sul web e in particolare su twitter, tantissimi utenti hanno segnalato il problema con l’hashtag #dawndown e non sono mancati i post coloriti (per usare un eufemismo) di chi appunto non riusciva ad accedere al servizio. I problemi tecnici, nello specifico ‘errore 10-000-000‘, si sono riscontrati non solo in Italia, ma in diverse zone del mondo (soprattutto in Germania). Immediata la nota dell’azienda: “Siamo consapevoli dei problemi riscontrati sull’APP. Ci siamo subito attivati e stiamo lavorando per risolvere il problema al più presto“. Un imprevisto poco gradito a tutti quei telespettatori che, soprattutto in era di coronavirus e lockdown forzato, avrebbero quantomeno voluto distrarsi guardando gare di primissimo cartello. A poco serviranno le scuse.

Immuni e il Bluetooth che consuma la batteria………….


Immuni e il Bluetooth che consuma la batteria, una bufala smentita dalla scienza

articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_ottobre_07/immuni-bluetooth-che-consuma-batteria-bufala-smentita-scienza-f46ca5fe-08aa-11eb-ab0e-c425b38361b4.shtml

L’esperto: «L’interfaccia Bluetooth da sola consuma tutta la batteria di uno smartphone in 50 giorni»

Una delle critiche più aspre all’app Immuni è figlia di una fake news: il Bluetooth inciderebbe sulla durata della batteria. Magari ciò valeva per i dispositivi di una decina di anni fa, quando erano cellulari e non smartphone, il Bluetooth era appena nato (ha 26 anni) e le batterie non certo performanti come oggi.

Studiato per consumare poco – «In generale la tecnologia Bluetooth è pensata proprio per essere a basso consumo, è stata creata per trasferire pochi dati pesando poco sull’energia», spiega Claudio Casetti, professore del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, «Come suggerisce il nome stesso, lo standard più recente, il Bluetooth Low Energy (BLE, quello usato da Immuni, ndr), è ancora più parco nei consumi. Ogni produttore poi deve attenersi a specifici vincoli di consumo energetico per impedire emissioni eccessive di onde elettromagnetiche».  continua a leggere

Problemi con PosteMobile. Utenti senza linea né dati


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articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/mobile/2020/09/28/news/problemi_con_postemobile_utenti_senza_linea_ne_dati-268781067/

Da questa mattina si moltiplicano le lamentele suo social di persone che non possono usare il telefono. La società: “Stiamo lavorando per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile. Ci scusiamo per il disagio

ROMA – Il servizio PosteMobile non funziona in tutto il Paese. Chi usa come operatore telefonico le Poste Italiane sta segnalando problemi sulla linea telefonica e sulla trasmissione dati. Su Twitter il numero di persone che sta segnalado problemi di connessione sta crescendo. E il problema sembra essere diffuso da Potenza al nord Italia. Da parte di PosteMobile non sono arrivati commenti, anche perché anche il sito è intasato e si riesce a fatica ad accedere alle varie pagine.

I problemi sembrano essere cominciati in mattinata e si sono intensificati verso le 11. Gli utenti lamentano soprattutto l’assenza di linea telefonica, ora nell’impossibilità di effettuare e ricevere chiamate o messaggi. A questi si aggiunge l’assenza di linea dati che impedisce l’uso di servizi Whatsapp.

Sul portale della società delle lettere si legge un avviso relativo proprio a questa vicenda. “PosteMobile: si segnalano malfunzionamenti sulla rete. Stiamo lavorando per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile. Ci scusiamo per il disagio”, il messaggio che campeggia nella home page.

Germania: donna muore durante attacco ransomware all’ospedale


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/09/18/news/germania_donna_muore_durante_attacco_ransomware_all_ospedale-267735262/

E’ il primo decesso legato a cyberattacco contro una struttura sanitaria. La paziente, destinata all’ospedale di Duesseldorf, è stata trasferita ed è deceduta per il ritardo delle cure. Nel 2017 Wannacry contribuì ad un incremento della mortalità ospedaliera

Una donna è morta a causa di un attacco informatico che ha bloccato la rete dell’ospedale di Duesseldorf, in Germania, il 10 settembre. Lo riportano i media tedeschi, definendolo il primo caso di morte legato direttamente al ransomware, codice malevolo che blocca i computer delle vittime a scopo di ricatto. La paziente, al momento identificata come una donna che necessitava di cure mediche urgenti, è deceduta dopo essere stata reindirizzata in un ospedale della città di Wuppertal, a più di 30 km dalla sua destinazione iniziale, che era appunto l’ospedale universitario di Duesseldorf. La struttura non ha potuto accogliere la paziente a causa di un blocco informatico ma il trasferimento è stato fatale per la donna deceduta in seguito al ritardo delle cure. continua a leggere

Gmail down, impossibile inviare mail con allegato


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articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2020/08/20/news/gmail_down_impossibile_inviare_mail_con_allegato-265035612/?ref=RHPPTP-BH-I264857649-C12-P6-S3.4-T1

Spiacenti, si è verificato un problema“. E’ il messaggio che riceve chi tenta un invio con allegato su Gmail, il servizio di posta elettronica di Google che dalle 7 sembra avere qualche problema tecnico. Il disservizio interessa i messaggi con file (foto o documenti) allegati, con avvisi di errore che compaiono sia su desktop che nell’app per mobile.

La mappa delle segnalazioni (Downdetector.com)

Gmail down, impossibile inviare mail con allegato

La conferma arriva da Downdetector, dove il malfunzionamento risulta segnalato in varie zone del mondo, dagli Usa all’Arabia Saudita. E in tanti su Twitter si chiedono cosa stia accadendo sui server di Mountain View al punto da provocare il #gmaildown.

In un altro messaggio che arriva a chi tenta l’invio su Gmail si legge: “Impossibile inviare il messaggio. Controlla la rete e riprova“. Secondo quanto rilevato da Downdetector.com, Google risulta tra i primi sei servizi con criticità che al momento sembrano interessare, oltre a Gmail, anche il motore di ricerca e Drive.

Garmin, attacco ransomware all’azienda dei runner: server fuori uso da 24 ore


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/07/24/news/garmin_attacco_ransomware_all_azienda_dei_runner-262798790/

L’allarme è partito dagli utenti che lo usano per organizzare la loro attività sportiva: “Garmin è down!” Da ieri mattina il popolare sito non funziona ed è impossibile per migliaia di sportivi usarne l’app per sincronizzare le attività di corsa, ciclismo, nuoto. La causa, ancora in via di accertamento, secondo le prime ricostruzioni sarebbe riconducibile a un attacco ransomware che ha colpito i server principali di uno dei leader mondiale nella tecnologia gps per l’automotive, la nautica, l’aviazione, lo sport, il fitness e l’outdoor. Garmin ha dovuto interrompere il servizio Garmin Connect, il sistema su cui si basa il monitoraggio e la condivisione delle prestazioni sportive. continua a leggere

Traduzione: Al momento stiamo riscontrando un’interruzione che riguarda Garmin Connect e, di conseguenza, il sito Web Garmin Connect e l’app mobile sono inattivi.

Google corregge le mappe per Supramonte, in Sardegna


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/mobile/2020/07/17/news/google_corregge_le_mappe_per_supramonte_in_sardegna-262175557/

Google corregge le mappe per Supramonte, in Sardegna

Lo fanno sapere i gestori della Gola di Gorropu, nel Nuorese. Le indicazioni portavano “fuori rotta” gli automobilisti

Google corregge le mappe per Supramonte, in Sardegna

NUORO – Google ha rettificato le indicazioni di Maps per raggiungere in auto la Gola di Gorropu, il canyon più lungo d’Europa nel Supramonte Nuorese. Lo fanno sapere in una nota gli amministratori di Chintula che hanno in concessione la gestione del canyon e che nei giorni scorsi avevano scritto al colosso del web chiedendo la correzione delle mappe perché portavano “fuori rotta” gli automobilisti diretti alla gola.

Si tratta della seconda volta che Google deve intervenire sulle indicazioni del proprio navigatore per i percorsi e sentieri sterrati dell’interno della Sardegna. Lo scorso anno, infatti, era stata l’amministrazione comunale di Baunei, in Ogliastra, a vietare l’uso di maps dopo che decine di persone erano rimaste bloccate in terreni impraticabili.

Wind 3 blocca in automatico i servizi a valore aggiunto. I consumatori: “Così stop alle truffe”


articolo: https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/telefonia/2020/07/16/news/wind_3_blocca_in_automatico_i_servizi_a_valore_aggiunto_i_consumatori_cosi_stop_alle_truffe_-262106136/?ref=RHPPLF-VE-I257335871-C8-P2-S4.4-T1

La misura è imminente. Contenti i consumatori, critici i fornitori di questi servizi che temono la perdita di migliaia di posti di lavoro

I servizi a valore aggiunto su cellulare, che tanti addebiti non voluti hanno comportato agli utenti, saranno tutti bloccati in automatico agli utenti Wind 3. Una mossa dell’operatore che arriva giorni dopo la mega truffa scoperta dalla Guardia di Finanza.

Allarmata AssoCSP, l’associazione che raggruppa i fornitori di contenuti e servizi a valore aggiunto per la telefonia cellulare: “a rischio migliaia di posti di lavoro”; mentre le associazioni dei consumatori – come riferiscono Altroconsumo e Adiconsum – sono contente: il blocco automatico è quanto chiedevano da tempo agli operatori e all’Agcom (Authority tlc)

In sostanza: finora gli utenti hanno avuto di base la possibilità di attivare questi servizi a valore aggiunto; solo su loro richiesta, gli operatori bloccano questa facoltà, a protezione appunto contro possibili truffe.

A breve invece, gli utenti Wind 3 non potranno più attivare questo tipo di servizi (a pagamento) cliccando nelle relative finestre di attivazione che appaiono quando navigano con il cellulare. L’utente – a quanto riferiscono dall’operatore – dovrà fare una telefonata al call center chiedendo di attivare quello specifico servizio desiderato. La novità è data per imminente, dall’operatore, a fronte dei necessari tempi tecnici.

 

 

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Hackerati gli account Twitter di………..


Hackerati gli account Twitter di Jeff Bezos, Bill Gates, Elon Musk e Barack Obama

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/07/15/news/hackerati_gli_account_twitter_di_bill_gates_e_elon_musk-262053377/

Nel mirino anche Joe Biden. I responsabili del social network: “Ne siamo a conoscenza, stiamo indagando”

Hackerati gli account Twitter dell’ex presidente Usa Barack Obama a del candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden, del Ceo di Tesla Elon Musk, del patron di Amazon Jeff Bezos e del fondatore di Microsoft Bill Gates. Ma anche di Michael BloombergApple e Uber, tra gli altri. L’attacco si profila come la più imponente violazione del sistema di sicurezza del social media in blu.

Sugli account delle vittime sono comparsi messaggi con l’offerta di raddoppiare i pagamenti inviati ai loro indirizzi Bitcoin. “Voglio restituire alla comunità quello che mi ha dato. Tutti i Bitcoin inviati all’indirizzo allegato qui sotto saranno raddoppiati! Se spedite mille dollari, vi manderò 2 mila dollari. Lo faccio solo per 30 minuti”, avrebbe scritto l’ex vicepresidente ora in corsa per la Casa Bianca Biden. E l’indirizzo allegato ha ricevuto versamenti per 112.000 dollari nel giro di poche ore, anche se non è dato di sapere se i soldi siano stati inviati da utenti ignari o dagli stessi pirati informatici.  continua a legggere

Messenger, Instagram e WhatsApp saranno una cosa sola: via il piano di una superchat comune


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_luglio_09/messenger-instagram-whatsapp-saranno-cosa-sola-via-piano-una-superchat-comune-d305813e-c1dc-11ea-9a71-56106a53bf80.shtml

Importanti manovre a Menlo Park: il team di Facebook lavora per rendere interoperabili i messaggi tra le varie piattaforme della company. Ma le incognite restano tante

Messenger, Instagram e WhatsApp saranno una cosa sola: via il piano di una superchat comune

«Abbiamo in programma di iniziare a rendere possibile l’invio di messaggi ai tuoi contatti utilizzando uno qualsiasi dei nostri servizi». Mark Zuckerberg lo aveva dichiarato il 6 marzo 2019. Ora il suo proposito sta diventando realtà. Una serie di indiscrezioni da poco emerse in merito a Messenger, Instagram e WhatsApp ha infatti messo in luce come Menlo Park stia lavorando alacremente per garantire un’inedita interoperabilità tra i servizi di messaggistica della company. Obiettivo numero uno: far sì che gli utenti possano chattare tra loro senza per forza uscire dall’app in uso. I dettagli sono ancora pochi, ma la strada è già tracciata: pur non essendo assolutamente in cantiere una maxi piattaforma derivante da un’ipotetica fusione dei servizi, questi ultimi vedranno i propri confini farsi sempre più labili, nel segno dell’integrazione e della crossmedialità. Peccato che inizialmente Zuckerberg fosse solito promettere il contrario. Cioè che avrebbe sempre tenuto distinte e separate le sue creature social.

 

Messenger in Instagram – Se si considera che WhatsApp vanta 2 miliardi di utenti attivi, Messenger 1,3 miliardi e Instagram oltre 1 miliardo, facile comprendere come l’imminente svolta sia destinata a coinvolgere un impressionante numero di persone in tutto il mondo. continua a leggere

Nuovo regolamento europeo droni slitta al 1 Gennaio 2021


articolo: https://www.gocamera.it/blog/nuovo-regolamento-enac-droni-gennaio-2021/?utm_source=facebook&utm_medium=post&utm_campaign=regolamento-enac&fbclid=IwAR0mEwDl7PtMcdxAYiC0Qw3cARKViinTIi6EmwyzvjU6hCQDRL_smvo7PRI

La normativa che regolamenta l’utilizzo dei droni in Italia è in continuo aggiornamento, e le ultime novità hanno apportato sostanziose modifiche. Tra tutte, la principale è lo slittamento di 6 mesi della normativa EASA (a causa dell’emergenza Covid-19), che doveva partire il 1 Luglio 2020 e che invece vedrà la luce dal 1 Gennaio 2021.

Ma quali sono quindi, le regole attualmente in vigore e quelle che invece ci aspettano dopo tale data? Approfondiamo insieme.

Recap: le regole in vigore

Recap: le regole in vigore – Facciamo un riepilogo di tutto ciò che devi fare, attualmente secondo regolamento ENAC 3, dopo aver acquistato un drone:

  • Registrarlo su D-Flight e applicare il QR Code;
  • Assicurarlo: se voli da hobbysta, controlla che possa coprirti anche la semplice assicurazione del capofamiglia. Se sei un professionista, dovrai stipulare un’assicurazione specializzata di tipo aeronautico (valuta le soluzioni proposte da DronEzine);*
  • Se pesa più di 250g devi possedere il patentino, che si consegue online (è il caso di Mavic Air 2, approfondimento in questo articolo);
  • Se pesa meno di 250g, ma ha la fotocamera (come Mavic Mini) va comunque registrato;
  • Non volare sugli aeroporti;
  • Non volare su assembramenti di persone, ma solo in spazi aperti e sgombri;
  • Volare sempre a vista (VLOS);
  • Controllare le mappe su D-Flight per sapere dove puoi o non puoi volare e rispettare sempre le quote massime segnalate;
  • Restare sempre a 50m da chi non è coinvolto nelle operazioni di volo, per rispettarne la privacy.

*Attenzione: la Care Refresh non è considerata una polizza assicurativa. È una protezione aggiuntiva che copre da danni accidentali, un prolungamento della Garanzia Italia di 2 anni e non è obbligatoria (anche se caldamente consigliata). 

Il regolamento europeo EASA

Il regolamento europeo EASA – Prima di spiegare cosa introdurrà il nuovo regolamento droni europeo dal 1 Gennaio 2021, facciamo una debita distinzione tra ENAC ed EASA, per chi ancora non la conoscesse:

  • EASA – European Union Aviation Safety Agency
    Dal 1 Gennaio 2021 sarà l’ente di riferimento per la normativa droni in Italia.
  • ENAC – Ente Nazionale Aviazione Civile
    L’attuale ente di riferimento: è in vigore il suo regolamento Edizione 3, che media le normative EASA in attesa che vengano applicate (dal 1 Gennaio 2021)

Le categorie – La categorizzazione dipenderà in modo particolare dal livello di potenziale pericolosità (per cose e persone) dell’operazione di volo. Le categorie sono tre e sono:

  • Open
  • Specific
  • Certified

Quindi, non conterà più il motivo del volo (hobby, lavoro, operazioni critiche o non critiche) ma il rischio. Le categorie funzionano per esclusione: tutto ciò che non rientra in OPEN, è automaticamente SPECIFIC (per cui servono autorizzazioni speciali).

La categoria che più ci interessa è la OPEN, a cui appartengono la maggior parte dei droni consumer, come i droni DJI serie Mavic. Nel dettaglio fanno parte di OPEN:

  • Droni inferiori ai 25kg di peso;
  • Guidati con volo a vista (VLOS);
  • Dotati di marchio CE;
  • Con altezza in volo non oltre i 120 metri.

Anche se alcuni droni OPEN possono superare i 120 metri, meglio restare entro i limiti della normativa e volare secondo la legge, pena sanzioni anche molto salate.

 

Le sotto-categorie –  All’interno della categoria OPEN troviamo tre sottocategorie:

  • A1 – volo sopra le persone (no su assembramenti);
  • A2 – volo vicino le persone (sempre a distanza di sicurezza);
  • A3 – volo lontano dalle persone (con la sicurezza che non vengano coinvolte).

A proposito della questione marchio CE, c’è da fare chiarezza su una cosa: attualmente, nessun drone lo possiede perché sarà obbligatorio solo dal 2022. Ma dato che questa regolamentazione vale solo per i droni che lo possiedono, come funziona per i droni “vecchi” e attualmente in commercio che invece non ce l’hanno? Riassumendo:

  • Drone che pesa meno di 250g: continuerà a volare tranquillamente in tutte e tre le classi;
  • Drone che pesa tra 250g e 500g: a partire da Giugno 2022, volerà in A3;
  • Drone che pesa più di 500g: volerà solo in A3.

Non è finita: è prevista un’ulteriore suddivisione, in base al peso:

  • C0 – sotto i 250g
  • C1 – sotto i 900g
  • C2 – sotto i 4kg
  • C3 – sotto i 25kg

Per semplificare: Mavic Mini ad esempio, rientra in categoria OPEN C0, e potrà volare in A1 (sopra le persone e nei centri urbani) anche senza patentino, perché inferiore ai 250g. E potrà continuare a farlo nel 2022 anche senza marchio CE.

Mavic Air 2 invece è in OPEN C1, e può volare in A1 solo con certificazione (patentino): tutti quelli acquistati oggi però, non dotati di marchio CE, dal 2022 in poi voleranno seguendo le restrizioni della classe A3.

Mavic 2 Pro invece, pesando più di 900g, va in OPEN C2 e può volare in A2 (con patentino). Idem come sopra, dal 2022 quelli senza marchio CE voleranno solo in A3.

Concludendo, non resta che continuare ad informarsi su tutte le novità per rimanere aggiornati e volare in sicurezza, attendendo il 1 Gennaio 2021 per la messa in vigore del regolamento definitivo.

“Paga per sbloccare i tuoi pacchi in arrivo”: la nuova truffa arriva via sms


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articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/05/15/news/_paga_per_sbloccare_i_tuoi_pacchi_in_arrivo_la_nuova_truffa_arriva_via_sms-256716864/

L’allerta della polizia postale sull’ennesima ondata di smishing, ovvero il tentativo di carpire dati e soldi attraverso annunci-trappola affidati a questo tipo di messaggistica

ROMA – I truffatori della rete puntano forte sulla crescita dell’ecommerce seguita al periodo di quarantena. E ripropongono un grande classico del raggiro, l’amo via sms. Bisogna aprire gli occhi perché la truffa rischia di colpirci con il mezzo più facile. A cambiare è soltanto l’esca. Questa: “Si richiede di versare 2 euro per sbloccare il pacco in spedizione, inserendo tutti i dati della carta di credito“, è il messaggio che un elevatissimo numero di utenti dell’ecommerce sta ricevendo in questi giorni. Si tratta dell’ennesima ondata di smishing, avverte la Polizia postale, ovvero il tentativo di carpire dati attraverso annunci-trappola affidati a questo tipo di messaggistica.

“Come al solito la creatività e l’operatività dei criminali non conosce pause”, sottolineano gli esperti della postale, raccomandando ancora una volta di “non cliccare sui link indicati nei messaggi” e di “non inserire mai i propri dati personali, a maggior ragione i dati delle nostre carte di credito.

Facebook cambia, si rifà il look sui computer


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2020/05/08/facebook-si-rifa-il-look-sui-computer_7a70623a-e527-4135-a387-20b7a5c5e21c.html

 © ANSA

Facebook cambia look sui computer. Il social ha infatti deciso di distribuire progressivamente a tutti gli utenti la sua nuova versione desktop. La novità era stata preannunciata l’anno scorso durante la conferenza degli sviluppatori, e in seguito era stata messa a disposizione degli utenti, che potevano scegliere di adottarla e di inviare un feedback alla compagnia.

“Abbiamo fatto qualche ricerca sul campo, parlando con gli utenti per comprendere come migliorare l’esperienza web, e oggi siamo felici di presentarvi il nuovo sito, un nuovo punto di partenza per i prossimi anni di Facebook.com”, spiega la compagnia di Mark Zuckerberg. Nel dettaglio il nuovo Facebook consente di impostare il “dark mode”, cioè lo sfondo nero – già presente su svariate app e sui sistemi operativi – che affatica meno la vista e permette di risparmiare un po’ di batteria. Tra gli altri cambiamenti, un nuovo layout porta foto e video a tutto schermo.

Il look in generale è più ordinato, con un’impaginazione semplificata e testi più grandi. Ad essere semplificata è anche la navigazione. L’home page si carica in modo più veloce, così come risulta più scattante il passaggio da una pagina all’altra. Rivista nell’ottica della semplificazione è infine la creazione e la gestione di Eventi, Pagine, Gruppi e inserzioni

Virus informatici usano ‘paziente zero’ per colpire


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2020/04/11/virus-informatici-usano-paziente-zero_0359a049-3ecd-438e-96d9-da5d500adee5.html

Ai tempi del Covid-19, anche i virus informatici usano un “paziente zero”, un dipendente interno, per colpire le industrie e le banche italiane. E nei primi tre mesi del 2020 sono spuntati i cyber-attacchi che sfruttano il tema del coronavirus. A rilevarlo sono i ricercatori di Yoroi, in occasione dell’uscita del rapporto 2019 sulle minacce informatiche.

“La principale tendenza che abbiamo notato negli ultimi 7-10 giorni – spiega all’ANSA Marco Ramili, AD di Yoroi – è che il coronavirus è usato come tematizzazione per indurre gli utenti ad aprire allegati e cliccare su link malevoli. E il lavoro da remoto non aiuta perché i sistemi aziendali vengono bypassati e gli attaccanti hanno maggiore opportunità di fare breccia nel Pc di una vittima. Qualche settimana fa si attaccavano gli utenti, oggi invece si attaccano i dipendenti con l’obiettivo di colpire l’azienda di appartenenza. E gli hacker attendono silentemente che il dipendente si connetta alla rete aziendale per poi muoversi lateralmente verso cartelle condivise o portali web interni all’azienda”. continua a leggere

Cybersicurezza: l’antivirus contro Covid-19 nasconde un malware


L’allarme della Polizia Postale: il file sta circolando in due versioni all’interno di pubblicità web. Una volta scaricato può rubare dati

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/03/28/news/attenti_all_antivirus_corona_o_covid_e_un_malware_e_ruba_dati-252567741/

Adesso c’è anche il finto antivirus che cavalca la paura del coronavirus. Ma attenzione, in realtà è un malware in grado di rubare informazioni personali e fare altri danni. L’allarme è confermato dalle scorse ore dalla Polizia Postale: si tratta di un file chiamato Corona Antivirus o Corona Covid-19 e si trova all’interno di pubblicità web, su siti dedicati a questa truffa. Al momento ne hanno individuati due, con gli stessi nomi dei due file.

Nella promessa pubblicitaria, si legge: “Scarica il nostro AI Corona Antivirus per la migliore protezione contro il virus Corona Covid-19“. E poi, prosegue: “I nostri scienziati dell’Università di Harvard hanno lavorato a uno speciale sviluppo dell’IA (intelligenza artificiale, ndr) per combattere il virus informatico utilizzando un’app mobile”. Non è chiaro se i truffatori promettano la protezione da un virus informatico o proprio dal coronavirus, fatto sta che con il download si scarica un file eseguibile con il malware Blacknet. continua a leggere


“Clicca qui e ti dico chi è contagiato”: così il malware che sfrutta il coronavirus attacca gli smartphone

articolo del 25 marzo 2020: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/03/25/news/_clicca_qui_e_ti_dico_chi_e_contagiato_cosi_il_malware_che_sfrutta_il_coronavirus_attacca_gli_smartphone-252294097/

"Clicca qui e ti dico chi è contagiato": così il malware che sfrutta il coronavirus attacca gli smartphone

Boom di cyber attacchi che cavalcano la paura dell’epidemia. L’ultima minaccia gira via sms o in chat. Ecco tutte quelle riportate dagli esperti

Gira via sms o altri canali un messaggio contenente una promessa, che è in realtà una trappola. E recita: clicca qui per sapere se vicino a te ci sono persone contagiate dal coronavirus. Le parole possono cambiare – al momento il pericolo è stato avvistato dagli esperti di Kaspersky soprattutto in Spagna – ma la sostanza è la stessa. Con il clic, l’utente viene infettato dal malware Ginp Trojan e spinto su una pagina web chiamata Coronavirus Finder. Qui gli si chiede di inserire i propri dati di carta di credito per avere le informazioni promesse al solo costo di 75 centesimi.

Il malware su smartphone che ruba i dati della carta di credito….

Continua a leggere: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/03/25/news/_clicca_qui_e_ti_dico_chi_e_contagiato_cosi_il_malware_che_sfrutta_il_coronavirus_attacca_gli_smartphone-252294097/


Il coronavirus cinese diventa un malware: ecco come difendersi

articolo del 1 febbraio 2020 : https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/02/01/news/il_coronavirus_cinese_diventa_malware_ecco_come_difendersi-247343157/

L’allarme di Ibm X-Force e Kaspersky: virus informatico sfrutta la paura dell’epidemia per ottenere dati via email. “Attenti agli allegati con le istruzioni per difendersi dalla malattia”

UN VIRUS informatico che sfrutta la paura diffusa per il coronavirus arrivato dalla Cina comincia a inondare le caselle di posta degli utenti. L’allarme parte da un rapporto Ibm X-Force con Kaspersky uscito questa settimana. Le email hanno in allegato file pdf, mp4 e docx, che si spacciano per istruzioni testuali o video su come proteggersi dal coronavirus, aggiornamenti sulla minaccia e persino procedure per rilevare l’infezione. continua a leggere


Phishing, ennesima truffa via email: presi di mira gli utenti Nexi-CartaSì

articolo del 13 gennaio 2020: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/01/13/news/phishing_ennesima_truffa_via_email_presi_di_mira_gli_utenti_cartasi_-245696552/

Complici le feste passate, i criminali cercano di indurre in errori i clienti di servizi finanziari con finte email e false fatture. Era successo anche con DHL e GLS. Colpiti anche i farmacisti. 

Phishing, ennesima truffa via email: presi di mira gli utenti Nexi-CartaSì

“LA SUA carta di credito è stata bloccata. Per riattivare i servizi della carta deve accedere alla sua area personale e sbloccarla”. Dopo gli acquisti di Natale, da poco rientrati a lavoro e forse anche distratti, potremmo anche essere tentati di farlo. Ma è meglio di no, visto che si tratta dell’ennesima truffa online. D’altra parte la tattica fraudolenta che usa il phishing per derubare le proprie vittime usa sempre lo stesso schema: l’invio di una email per chiedere al destinatario di compiere un’azione per poterlo imbrogliare. continua  a leggere


Il coronavirus cinese diventa un malware: ecco come difendersi

articolo del 1 febbraio 2020 : https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/02/01/news/il_coronavirus_cinese_diventa_malware_ecco_come_difendersi-247343157/

L’allarme di Ibm X-Force e Kaspersky: virus informatico sfrutta la paura dell’epidemia per ottenere dati via email. “Attenti agli allegati con le istruzioni per difendersi dalla malattia”

UN VIRUS informatico che sfrutta la paura diffusa per il coronavirus arrivato dalla Cina comincia a inondare le caselle di posta degli utenti. L’allarme parte da un rapporto Ibm X-Force con Kaspersky uscito questa settimana. Le email hanno in allegato file pdf, mp4 e docx, che si spacciano per istruzioni testuali o video su come proteggersi dal coronavirus, aggiornamenti sulla minaccia e persino procedure per rilevare l’infezione. continua a leggere

Internet rallenta in Italia. Con il boom di connessioni cali del 10 per cento


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2020/03/20/news/internet_rallenta-251777168/

Gli operatori telefonici assicurano che è tutto sotto controllo. Ma il rischio di una congestione c’è

NON è più una sensazione di molti, le connessioni a internet in Italia sembrano davvero rallentate, per effetto del boom di traffico. Lo riporta Ookla, tra i principali fornitori al mondo di un servizio di speed test per misurare la velocità. I suoi dati sono frutto insomma dei numerosi italiani che ne usano il test gratuito. Ookla testimonia un primo calo di prestazioni, sia su fisso sia su mobile, soprattutto in Lombardia. Non è un tracollo, beninteso, né ci sono ancora particolari disservizi in questo periodo che impediscano di usare la rete. Ma il calo è sostanziale, di circa il 10 per cento, ed è il maggiore in Italia negli ultimi mesi: maggiore persino a quello, tipico, del periodo natalizio.

Internet rallenta in Italia. Con il boom di connessioni cali del 10 per cento

‘La radio per l’Italia’. Venerdì 20 marzo alle 11 l’inno di Mameli su tutte le emittenti del Paese


VENERDÌ 20 MARZO ALLE ORE 11.00

Per la prima volta  nella storia del nostro Paese, tutte le Radio Italiane, nazionali e locali, si uniranno per un’iniziativa di diffusione comune senza precedenti.

articolo: https://www.primaonline.it/2020/03/16/303107/la-radio-per-litalia-venerdi-20-marzo-alle-11-linno-di-mameli-su-tutte-le-emittenti-del-paese/

Uno strumento di compagnia e di conforto, la cui voce si farà sentire a frequenze unificate, VENERDÌ 20 MARZO ALLE ORE 11.00, quando tutte le radio d’Italia trasmetteranno in contemporanea, anche su tutte le piattaforme Fm, Dab, in televisione e in streaming sui siti e sulle App delle radio, l’Inno di Mameli e tre canzoni che hanno fatto la storia della musica nazionale.

Un’iniziativa straordinaria e unica che vuole dare ancora più forza a tutti gli italiani e all’Italia che deve andare avanti unita, mostrandosi coesa in questo momento di emergenza mondiale.
Un messaggio di unione, partecipazione e connessione, che ha l’auspicio di riunire tutti nello stesso momento di condivisione.

Parteciperanno all’iniziativa le emittenti radiofoniche nazionali:
Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Rai Isoradio, M2O, R101, Radio 105, Radio 24, Radio Capital, Radio Deejay, Radio Freccia, Radio Italia Solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss, Radio Maria, Radio Monte Carlo, Radio Radicale, Radio Zeta, RDS 100% grandi successi, RTL 102.5, Virgin Radio.
Inoltre, parteciperanno anche le emittenti radiofoniche locali aderenti all’Associazione Aeranti-Corallo ed all’Associazione Radio Locali FRT-Confindustria Radio Tv.

Tutto il Paese è invitato a sintonizzarsi sulla propria stazione radio preferita, quella che accompagna ognuno nella propria quotidianità, ad alzare il volume, ad aprire le finestre e uscire sui balconi per cantare tutti insieme, sventolando il tricolore o mostrando un simbolo dell’Italia, per un momento che sia di riflessione e buona speranza per tutti.

Coronavirus: attacco hacker contro ministero Sanità Usa


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2020/03/16/coronavirus-attacco-hacker-contro-ministero-sanita-usa_02b8bee7-6a38-4e0b-883d-9595545597a8.html

16 marzo 2020 – Il ministero della Sanità americano, Us Department of Health and Human Service, è stato vittima di un cyberattacco la scorsa notte. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali l’obiettivo – fallito – era rallentare il sistema. Secondo le prime indicazioni, gli hacker non sarebbero riusciti a rubare dati dal sistema.