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WhatsApp, per ore impossibile inviare file audio e video.


WhatsApp, per ore impossibile inviare file audio e video. Ritorno alla normalità verso le 15

WhatsApp, per ore impossibile inviare file audio e video. Ritorno alla normalità verso le 15

La mappa di DownDetector con le aree dove si riscontrano problemi con WhatsApp

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2020/01/19/news/whatsapp_impossibile_inviare_video_e_messaggi_audio-246140281/?ref=RHPPLF-BH-I246140540-C8-P5-S1.8-T1

Il disservizio è iniziato verso le 12, ora locale, e ha riguardato molte aree del mondo, in particolare l’Europa occidentale, Italia compresa, dove verso le 15 ha ripreso a funzionare a macchia di leopardo. Su Twitter l’hashtag #WhatsAppDown è diventato trending topic. Portavoce di Facebook: “Ci dispiace”

WhatsApp è andato in panne in alcune aree del mondo, tra cui l’Europa occidentale, Italia compresa: poco prima delle 12 italiane è diventato impossibile inviare contenuti multimediali come video e messaggi vocali. Verso le 15 i servizi hanno progressivamente ripreso a funzionare in varie zone, a macchia di leopardo.

Secondo i siti specializzati come DownDetector, lo stesso disservizio è stato segnalato nel Golfo Persico, in India, nel Sud Est Asiatico e nella Cina meridionale.

Anche il profilo Twitter @Wabetainfo, ha evidenziato l’impossibilità di inviare audio, video, gif, foto e stickers. Il tweet è seguito da repliche di utenti che scrivono dal Brasile, dall’Indonesia, dall’India, dal Pakistan per segnalare problemi. E sul social, l’hashtag #WhatsAppDown è diventato di tendenza. Difficoltà sono state segnalate anche su Facebook e Instagram.

Sia Instagram che WhatsApp fanno parte del gruppo Facebook Inc, rispettivamente dal 2012 e dal 2014. Un portavoce della società si è scusato per l’inconveniente: “Oggi alcune persone potrebbero aver avuto problemi nell’inviare o ricevere file su WhatsApp. Il problema è stato risolto e siamo tornati al 100% della funzionalità per tutti. Ci dispiace – aggiunge – per qualsiasi inconveniente causato”.

Facebook e Instagram down: problemi in tutto il mondo sui social di Zuckerberg


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2019/11/28/news/facebook_e_instagram_down_problemi_sui_social_di_zuckerberg-242136012/

Migliaia di segnalazioni sui social network di Mark Zuckerberg, sia in Italia che all’estero. Ad alcuni utenti sono state disattivate specifiche funzioni, o sono scomparse le immagini. I problemi sono iniziati intorno alle 15, ora italiana, e sono ancora in corso.

“Sappiamo che alcune persone stanno riscontrando delle difficoltà nell’accedere alla famiglia delle app di Facebook. Stiamo lavorando per riportare tutto alla normalità il più velocemente possibile”, fa sapere un portavoce di Facebook.

Il malfunzionamento è particolarmente forte per gli utenti e i server posizionati negli Stati Uniti, dove è il giorno del Ringraziamento, un festivo.

“Non riesco a visualizzare nessuna delle mie pagine, compresa business, né messenger”, scrive un utente. Altri puntano sull’ironia.

Ferrari Roma, dal vivo la Formula Uno in abito da sera


articolo e video: https://motori.quotidiano.net/autoemotonews/ferrari-roma-dal-vivo-la-formula-uno-abito-sera.htm

Ferrari Roma, il video ufficiale della GT

Ferrari Roma è una Formula Uno in abito da sera. L’abbiamo accarezzata e ammirata al Foro Italico, nello stadio dei Marmi. Nel pieno della Città Eterna, la quinta perla dell’anno di Marabello, dopo F8 Stradale, 812 GTS, F8 Spider e SF90 Stradale.

Ferrari Roma vuole conquistare nuovi ferraristi, essere la Nuova Dolce Vita, ovvero ritagliarsi momenti di estremo piacere, a tuto tondo. Convincere quelli che vogliono una Ferrari, ma “temono” l’auto sportiva.

Offrendo prestazioni e soprattutto lusso, raffinato, elegante, non sfacciato. Una granturismo specialissima, omaggio alla bellezza della Città Eterna negli anni Sessanta, intrecciata con il patrimonio di Ferrari. Di prestazioni certo, quelle non sono in discussione, ma soprattutto di stile. continua a leggere

Ferrari Roma – Scheda tecnica

MOTORE     

  • Tipo                                                     V8 – 90° turbo
  • Cilindrata totale                                3855 cc
  • Alesaggio e corsa                              86,5 mm x 82 mm
  • Potenza massima                             456 kW (620 CV) a 5750 – 7500 giri/min
  • Coppia massima                               760 Nm a 3000 ÷ 5750 giri/min
  • DIMENSIONI E PESI 
  • Lunghezza                                          4656 mm
  • Larghezza                                           1974 mm
  • Altezza                                                           1301 mm
  • Passo                                                 2670 mm
  • Peso a secco                                     1472 kg

PRESTAZIONI

  • Velocità massima                              superiore a 320 km/h
  • 0-100 km/h                                        3,4 secondi
  • 0-200 km/h                                        9,3 secondi

Maze, virus che si camuffa da Agenzia delle Entrate


articolo: http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2019/11/09/maze-virus-che-si-camuffa-da-agenzia-delle-entrate_ca48cb0e-8705-4967-b83d-e9ce091a596d.html

Ricevere una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate non è sempre rassicurante, lo è ancora meno se nell’email si nasconde un virus informatico. Come segnala il Cert-Pa, il Computer Emergency Response Team della Pubblica Amministrazione, in Italia attraverso una campagna di spam si sta diffondendo il ransomware Maze che si presenta come una comunicazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Il pericolo non è contenuto nella comunicazione, che copia il logo istituzionale dell’Erario, ma nell’allegato: è un file Word dal nome VERDI.doc, se aperto fa scaricare Maze. Il ransomware è un virus che prende in ostaggio i dispositivi, cripta i file contenuti e per riaverli bisogna pagare un riscatto ai cybercriminali. Tra i file cifrati, infatti, ne compare uno denominato DECRYPT-FILES.txt contenente le istruzioni per pagare il riscatto e acquistare la chiave privata necessaria per decriptare i file. continua a leggere

RANSOMWARE: Un ransomware è un tipo dimalware che limita l’accesso del dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto (ransom in inglese) da pagare per rimuovere la limitazione. Ad esempio alcune forme di ransomware bloccano il sistema e intimano l’utente a pagare per sbloccare il sistema, altri invece cifrano i file dell’utente chiedendo di pagare per riportare i file cifrati in chiaro.

Instagram down, l’app non funziona: “Impossibile aggiornare i feed”


 

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2019/10/30/news/instagram_down_malfunzionamenti_segnalati_sul_social-239889661/

L’app Instagram non permette di caricare foto né video, rendendo impossibile la condivisione. Il problema rimbalza sul web dal primo pomeriggio, sull’onda delle diverse segnalazioni negli Stati Uniti e in Europa. Il picco, stando alle rilevazioni in tempo reale di DownDetector, è iniziato intorno alle 16, con una prevalenza dei problemi tecnici relativi al sito web (70%) e al log in (29%), ma segue una curva di interruzioni che già si erano affacciate nella giornata di ieri. Anche se non vale per tutti: mentre scriviamo siamo riusciti a condividere una foto. Nel frattempo, tra gli oltre 5 mila commenti c’è chi denuncia di aver incontrato problemi sin da ieri: “Io è da un giorno che non riesco a mettere mi piace o seguire qualcuno”, scrive un utente online.

Instagram down, l'app non funziona: "Impossibile aggiornare i feed"(Downdetector.com)

In Italia la mappa delle interruzioni segnala Roma, Napoli, Bologna e Milano come centri nevralgici. A lamentare il down sono però sia utenti di iOS che di Android, alcuni dei quali sono arrivati a pensare di aver subito la disattivazione del proprio account. Niente Storie quindi per molti degli iscritti che hanno tentato di caricare i contenuti multimediali. E come sempre sotto l’hashtag #instagramdown Twitter sta raccogliendo sfoghi, scherzi e segnalazioni del malfunzionamento in corso.

Apple’s 2019…


Evento speciale Apple. 10 settembre 2019.

Scopri i nuovi iPhone 11 Pro, iPhone 11, Apple Watch Series 5 e iPad.

Link: https://www.apple.com/it/apple-events/

Apple’s 2019 iPhone Event In 12 Minutes

Tech Insider

Pubblicato il 10 set 2019

ISCRIVITI 2,7 MLN
At its 2019 iPhone event, Apple unveiled the new iPhone 11, 11 Pro, and 11 Pro Max. The company also debuted a new iPad and the Apple Watch Series 5, along with giving updates about Apple Arcade and Apple TV+ . Here’s everything you need to know from the event.

 

Traduzione: Al suo evento iPhone 2019, Apple ha presentato il nuovo iPhone 11, 11 Pro e 11 Pro Max. La società ha anche debuttato con un nuovo iPad e Apple Watch Series 5, oltre a fornire aggiornamenti su Apple Arcade e Apple TV +. Ecco tutto ciò che devi sapere dall’evento.

Introducing iPhone 11 Pro — Apple

Apple

Pubblicato il 10 set 2019

ISCRIVITI 9,3 MLN
The first iPhone to be called Pro. Shoot with all-new Ultra Wide, Wide, and Telephoto cameras. Take photos in drastically lower light with Night mode. Capture the highest-quality video of any smartphone. All powered by A13 Bionic, the fastest chip in a smartphone, and with an unprecedented leap in battery life. Oh, and it’s water resistant up to 4 meters for 30 minutes.
Traduzione: Il primo iPhone ad essere chiamato Pro. Scatta con le nuovissime fotocamere Ultra Wide, Wide e Teleobiettivo. Scatta foto in condizioni di scarsa illuminazione con la modalità Notte. Cattura video di alta qualità di qualsiasi smartphone. Tutto alimentato da A13 Bionic, il chip più veloce di uno smartphone e con un salto senza precedenti nella durata della batteria. Oh, ed è resistente all’acqua fino a 4 metri per 30 minuti.

Introducing iPhone 11 — Apple

Apple

Pubblicato il 10 set 2019

ISCRIVITI 9,3 MLN
iPhone 11 is ready for action. Featuring a dual-camera system for ultra wide photos, new Night mode, and the highest-quality video in a smartphone. Water resistance up to 2 meters for 30 minutes. Faster Face ID. A 6.1-inch Liquid Retina display. And all-day battery life. All powered by the A13 Bionic — the fastest chip in a smartphone.
Traduzione: iPhone 11 è pronto per l’azione. Dotato di un sistema a doppia fotocamera per foto ultra ampie, nuova modalità notturna e video di alta qualità in uno smartphone. Impermeabilità fino a 2 metri per 30 minuti. Face ID più veloce. Un display a retina liquida da 6,1 pollici. E durata della batteria per tutto il giorno. Tutto alimentato da A13 Bionic: il chip più veloce in uno smartphone.

FaceApp e il giallo della privacy:


FaceApp e il giallo della privacy: «Le foto conservate sui server e cancellate dopo 48 ore»

articolo: https://www.leggo.it/tecnologia/news/faceapp_giallo_privacy_foto_server_cancellate-4626699.html

Dopo i numerosi timori legati alla privacy con l’utilizzo di FaceApp, l’applicazione che ha conquistato circa 80 milioni di smartphone in grado di invecchiare i volti delle foto caricate, interviene il team di sviluppo per rassicurare gli utenti. Le immagini infatti vengono caricate sui loro server della società per rimanervi al massimo 48 ore.

Il sito TechCrunch infatti riporta che le immagini vengono caricate sui server dell’infrastruttura cloud per l’elaborazione e che vengono conservate per un periodo che non va oltre le 48 ore, così da evitare che gli utenti debbano trasmetterle nuovamente per eseguire altri editing e consentire analisi interne a fini statistici.

Uno dei maggiori dubbi sulla privacy era che le immagini non venissero elaborate sul proprio telefono, ma appunto traferite su un cloud. La società (l’app è stata creata da Wireless Lab OOO, con sede a San Pietroburgo) ha fatto sapere di non rendere accessibili i file né le informazioni private a terze parti. Nessun dato degli utenti viene “trasferito in Russia”, e questi su richiesta possono essere cancellati. Il team di FaceApp ha inoltre sottolineato che la maggioranza degli utenti non effettua il login e quindi l’app non è in grado di collegare le foto alle identità degli stessi.

Nelle scorse ore il leader dem al Senato Usa, Chuck Schumer, ha chiesto all’Fbi e alla commissione federale per il commercio (Ftc) di indagare definendo “profondamente preoccupante” che i dati  di cittadini americani possano finire nella mani di una “potenza straniera ostile”.

Blackout Facebook e Instagram, niente foto e video


articolo: http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2019/07/03/blackout-facebook-e-instagram-niente-foto-e-video_b9fcd7ec-1ebe-4c40-bee4-8f2f0ae5a59b.html

03 luglio 2019 – Nuovo blackout per Facebook e Instagram: moltissime le segnalazioni in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Italia, con i siti e le app dei due social media che hanno smesso di mostrare agli utenti foto e video. Problemi si sarebbero verificati anche su WhatsApp.

Secondo il sito Down Detector, specializzato nel rilevare problemi nella rete o sui social media, utenti di tutto il mondo hanno lamentato l’impossibilita’ di vedere o caricare foto e video con la scomparsa di molti post. Un episodio simile si era verificato nel marzo scorso, quando Facebook, Instagram e WhatsApp si bloccarono per alcune ore. Il problema – spiegano gli esperti – potrebbe essere legato ai lavori in corso da parte degli sviluppatori di Menlo Park per l’integrazione delle tre applicazioni.

Multa di 250mila euro alla Liga


Multa di 250mila euro alla Liga: usava il microfono dell’app per scovare le partite pirata

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/06/13/news/multa_di_250mila_euro_alla_liga_usava_il_microfono_dell_app_per_scovare_le_partite_pirata-228679090/

SFRUTTAVA la propria applicazione ufficiale per beccare i furbetti. Stanare bar, pub e ristoranti che trasmettono la partita utilizzando degli streaming pirata. Tutto senza avvertire adeguatamente gli utenti riguardo al modo in cui veniva impiegato il microfono al momento dell’installazione. È l’accusa che l’agenzia della protezione dei dati spagnola (AEPD) muove a La Liga, la massima serie calcistica del paese, e che per questo è stata sanzionata con una multa da 250mila euro. Ma, stando a quanto riporta il quotidiano El País, La Liga farà ricorso. continua a leggere

Facebook e WhatsApp down: disagi segnalati in tutta Europa


Diverse segnalazioni, soprattutto in Nord Europa (Francia e Regno Unito), su malfunzionamenti delle applicazioni. Nelle ultime ore anche su Instagram

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2019/06/06/news/facebook_e_whatsapp_down_segnalazioni_sulle_app-228088706/?ref=RHRS-BL-I0-C6-P2-S1.6-T1

LE PRIME segnalazioni su DownDetector.com risalgono alla mezzanotte di oggi con un picco alle 10:30, ma negli ultimi giorni i malfunzionamenti si sono verificati a macchia di leopardo. Protagonista Facebook nel pieno di un nuovo “crollo”, il cosiddetto “down” che non permette l’uso agli utenti. Nella mattinata anche WhatsApp è stata interessata dai report – oltre 400 – degli utenti, postati in tutta Europa e in Malesia. Mentre Instagram, stando alla bacheca degli avvisi, non permetteva l’accesso agli iscritti che lo hanno segnalato a partire dalle 7.

Facebook e WhatsApp down: disagi segnalati in tutta Europa

La mappa delle segnalazioni di disservizio (DownDetector.com) 

“Il tuo pc e’ bloccato”, La polizia postale segnala nuova ondata truffe


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/04/27/news/_il_tuo_pc_e_bloccato_la_polizia_postale_segnala_nuova_ondata_truffe-224955759/?ref=RHPPBT-BH-I224955839-C4-P14-S1.4-T1

ROMA – Se sul monitor del vostro pc compare il messaggio “Security warning: Il tuo computer è stato bloccato“, IGNORATELO: seguirne le istruzioni può arrivare a costare una discreta somma di denaro ed espone al rischio di contrarre un pericoloso virus informatico. E’ l’ultimo alert lanciato dalla Polizia postale e delle comunicazioni, che dalle colonne del sito http://www.commissariatodips.it mette in guardia dalla “nuova ondata di truffe” che sta colpendo nelle ultime ore gli utenti del web.

IL TUO COMPUTER E’ STATO BLOCCATO. CHIAMA PER RICEVERE SUPPORTO” IN ATTO UNA NUOVA ONDATA DI TRUFFE – per leggere direttamente l’arfticolo da http://www.commissariatodips.it  premere il Link qui sotto:

https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/il-tuo-computer-e-stato-bloccato-chiama-per-ricevere-supporto-in-atto-una-nuova-ondata-di-truf.html

Navigando su siti del tutto normali, può capitare infatti di trovarsi di fronte ad una schermata di (finto) blocco, accompagnata dall’invito a chiamare immediatamente un certo numero di telefono per ottenere supporto tecnico online. “Se chiudi questa pagina – recita l’allarmante testo – l‘accesso del tuo computer sara’ disattivato per impedire ulteriori danni alla nostra rete. Il tuo computer ci ha avvisato di essere stato infestato con virus e spyware. Sono state rubate le seguenti informazioni: Accesso Facebook, Dettagli carta di credito, Accesso account e-mail, Foto conservate su questo computer. Devi contattarci immediatamente in modo che i nostri ingegneri possano illustrarti il processo di rimozione per via telefonica. Per favore chiamaci entro i prossimi 5 minuti per impedire che il tuo computer venga disattivato“.

Falsi avvisi di questo tipo sono apparsi anche in passato e sotto altre forme. E’ importante sottolineare che a fronte della visualizzazione del messaggio non vi è alcun furto di dati personali né infezione da virus. Chiudendo la navigazione, infatti, il computer continua a funzionare normalmente. Chiamando, invece, il numero indicato e seguendo le istruzioni telefoniche del presunto operatore, il computer viene messo disposizione del truffatore tramite assistenza remota consentendogli, in questo modo, di installare programmi illeciti e virus. Il costo dell’intervento per il finto “sblocco” ammonta intorno ad un centinaio di euro.

La polizia Postale raccomanda di ignorare avvisi di questo tipo anche quando esercitano una forte pressione psicologica. Se avvisi di questo tipo si ripetono costantemente, è opportuno effettuare una scansione con un antivirus aggiornato per rimuovere un eventuale malware pubblicitario (adware). Infine, è sempre necessario installare un antivirus ed aggiornarlo costantemente su tutti i dispositivi.

Rubate le mail a 1,4 milioni di utenti Libero e Virgilio


Il cybercriminale, uno studente di 24anni, si è intrufolato nella rete Wi-Fi del gestore (Italiaonline) operando da un bar vicino alla sede dell’azienda (Assago, Milano). I carabinieri l’hanno fermato dopo che aveva già spedito il pacchetto di credenziali mail al committente

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/04/24/news/rubate_le_mail_a_1_4_milioni_di_utenti_libero_e_virgilio-224777157/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P11-S1.6-T1

È POSSIBILE sedersi comodi a un tavolino di un bar, vicino alla sede di un grande provider di servizi di posta, e rubare le credenziali di accesso mail di 1,4 milioni di italiani. È quanto successo in questi giorni con le caselle di Libero Mail e Virgilio Mail, gestite dall’azienda Italiaonline, secondo un’indagine della Procura di Milano rivelata nelle scorse ore. È quindi proprio da un bar ad Assago, vicino alla sede di Italiaonline, che è stato possibile compiere il crimine informatico: uno studente 24enne di giurisprudenza (a quanto accertato dai carabinieri che hanno collaborato con la Procura) ha ottenuto le credenziali dopo aver violato la rete Wi-Fi dell’azienda. Tutto questo con un portatile dotato di un’antenna, kit tipico utilizzato dai criminali informatici per craccare reti Wi-Fi. Non si sa ancora se la rete avesse  una vulnerabilità, sfruttata dal giovane, o se ci si è avvalsi di un basista. Fatto sta che il ragazzo è stato scoperto solo al secondo tentativo ed era già riuscito a spedire un pacchetto di credenziali al committente (tuttora non noto alle cronache), con cui comunicava via Telegram e da cui era pagato in bitcoin.

Italiaonline ha riferito che non risultano ad oggi accessi abusivi a caselle di posta ma ha già avvisato gli utenti coinvolti, chiedendo loro di cambiare la password. Non basta: dovranno – evidentemente – cambiare anche quella di tutti gli altri servizi dove hanno usato la stessa password di Libero o Virgilio. continua a leggere

Facebook, Instagram e WhatsApp Down, malfunzionamento in Europa


Migliaia di utenti segnalano il tilt dei principali social e della app di messaggistica. Il disservizio, a un mese dal blocco più lungo della storia, è durato circa tre ore

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2019/04/14/news/facebook_instagram_e_whatsapp_down_-223989080/

La mappa (Credits: DownDetector.com)   

Facebook, Instagram e WhatsApp Down, malfunzionamento in Europa

Prima il rallentamento, poi il blocco. Dalle ore 12 circa sono stati tantissimi a registrare il malfunzionamento dei principali social – sia da computer fisso che da cellulare – che sono tornati a funzionare quasi dovunque dopo le 15.

Sul caso Facebook ha commentato: “Nel corso della giornata, alcune persone potrebbero aver riscontrato problemi di accesso alle app della famiglia Facebook. Ci scusiamo per l’inconveniente”. Restano però sconosciute le ragione del guasto ma si escluderebbero attacchi hacker o eventuali interferenze esterne.

Il down arriva a un mese dal blocco più lungo della storia dei social che per oltre quattordici ore tenne il mondo offline. Il motivo venne attribuito a un problema ai server e anche in quella occasione fu esclusa l’ipotesi di un attacco hacker.  

Sia Instagram che WhatsApp fanno parte del gruppo Facebook Inc, rispettivamente dal 2012 e dal 2014. Ora il colosso di Menlo Park starebbe lavorando all’integrazione delle tre piatatforme, in modo che gli utenti dell’uno o l’altro servizio possono scambiarsi messaggi tra di loro senza limite. continua a leggere

Sky non comprerà la piattaforma R2 di Premium ……. – Il Garante multa Mediaset Premium: ……


Sky non comprerà la piattaforma R2 di Premium e siglerà nuovo accordo con Mediaset

Evoluzione dell’istruttoria Antitrust. La cessione salta perché – comunicano le due aziende – il Garante della Concorrenza non avrebbe concesso un via libera incondizionato. I servizi saranno ora a disposizione di tutto il mercato della pay-tv

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/04/12/news/sky_non_comprera_la_piattaforma_tecnica_di_premium_bloccati_dall_antitrust_-223876253/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P15-S4.2-T1

ROMA, 12 aprile 2019 – Mediaset e Sky comunicano che a seguito dell’evoluzione dell’istruttoria dell’Autorità Antitrust (“Agcm”) relativa all’acquisizione della società R2 da parte di Sky Italia, appare ormai improbabile che l’Agcm possa concedere un’autorizzazione incondizionata come invece previsto dagli accordi sottoscritti tra le parti

La cessione di R2, piattaforma erogatrice esclusivamente di servizi e tecnologie e giuridicamente distinta da Mediaset Premium, è stata resa possibile dal “Piano di Londra”, comunicato da Mediaset nel 2017, che ha stabilito una rifocalizzazione della strategia del Gruppo nel settore della pay tv

Pertanto, in relazione agli sviluppi della procedura antitrust e in coerenza con gli accordi di cessione di R2, le parti hanno concordato in data odierna le modalità di rientro di R2 nel Gruppo Mediaset malgrado il Gruppo non eserciti più l’offerta di pay tv classica e non necessiti quindi più di tali servizi.

A seguito di tale rientro, Sky ha richiesto a Mediaset che i servizi di piattaforma tecnica a supporto della trasmissione sul digitale terrestre – a esclusione delle attività commerciali, di marketing e di gestione del cliente – continuino a esserle fornite da R2 su base non esclusiva sino al 30 giugno 2021. Tale rapporto di fornitura a Sky non preclude dunque la possibilità che la piattaforma sia aperta a utilizzatori terzi a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie

Mediaset, da parte sua, ha verificato la possibilità di erogare il servizio con un adeguato ritorno economico generato da un contratto biennale e ne ha favorevolmente accolto la richiesta

Mediaset conferma quindi la volontà di continuare a fornire a tutto il mercato della pay tv sul digitale terrestre i servizi tecnici della società R2.

Il Garante multa Mediaset Premium: “Limitato il diritto di recesso degli abbonati”

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/04/12/news/il_garante_multa_mediaset_premium_limitato_il_diritto_di_recesso_degli_abbonati_-223877320/

ROMA, 12 aprile 2019 – Non è un gran momento, per Mediaset, nel rapporto con i garanti. L’Antitrust annuncia dei paletti alla cessione della piattaforma tecnica di Mediaset Premium a Sky, e l‘operazione così salta. Intanto un secondo garante – quello delle Comunicazioni (l’AgCom) – multa Mediaset Premium per 58 mila euro. Secondo l’AgCom, Mediaset Premium ha limitato il diritto dei suoi abbonati e clienti a recedere dal contratto. 

L’AgCom – relatore del provvedimento Antonio Nicita – si è mossa sulla base della legge 124 del 2017. Questa legge assegna all’utente la prerogativa di chiudere un contratto oppure di cambiare fornitore di un servizio nella maniera più “semplice” possibile. Le procedure per rescindere un contratto anche con Mediaset Premium devono essere dunque “di immediata attivazione“. continua a leggere

Alexa ci ascolta: e le “orecchie” dei gadget Amazon sono anche umane


Amazon Alexa è un assistente personale intelligente sviluppato dalla azienda statunitense Amazon, utilizzato per la prima volta nei dispositivi Amazon Echo e Amazon Echo Dot sviluppati dalla sezione Amazon Lab126.

Anche Alexa ci spia: dipendenti Amazon ascoltano le nostre conversazioni, come evitarlo sempre

https://www.optimagazine.com/2019/04/12/anche-alexa-ci-spia-dipendenti-amazon-ascoltano-le-nostre-conversazioni-come-evitarlo-sempre/1433319

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Alexa ci ascolta: e le “orecchie” dei gadget Amazon sono anche umane

https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/04/11/news/alexa_ci_ascolta_e_le_orecchie_dei_gadget_amazon_sono_anche_umane-223784861/

DUNQUE Alexa non ha solo orecchie artificiali ma anche umane. Il software di riconoscimento vocale per interpretare ed eseguire le richieste e i comandi impartiti dagli utenti non è – e non poteva essere – l’unico ascoltatore dall’altra parte del sistema. Certe volte fra il pubblico, per così dire, possono esserci anche analisti in carne e ossa distribuiti in una serie di centri fra Boston, la Romania, l’India e la Costa Rica. Lo spiega un’indagine di Bloomberg basata sulle rivelazioni di sette diverse fonti secondo cui certi campionamenti dei comandi audio inviati ai gadget di Amazon affinché l’assistente Alexa risponda ed esegua (“Alexa, che tempo farà oggi?”, “Alexa, accendi le luci in salotto” e così via) vengono passati ad esseri umani per essere trascritti, annotati e restituiti in pasto al sistema. Per migliorarne le prestazioni, che devono farsi sempre più precise.

D’altronde la questione era davanti agli occhi di tutti, e perfino inserita – pur senza parole esplicite – nei criptici termini di servizio o, fra le righe, nelle domande più frequenti sul sistema dove si legge che “più dati usiamo per allenare questi sistemi, meglio Alexa lavorerà e addestrarla con registrazioni vocali da diversi tipi di clienti aiuta Alexa a essere più efficiente con tutti“.  continua a leggere

Ecco in 8 mosse come mettere al sicuro la propria vita digitale


articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2019-03-29/ecco-8-mosse-come-mettere-sicuro-propria-vita-digitale-154132.shtml?uuid=AB9QSCjB

Cosa fare allora? Le risposte le prendiamo da Ermes Cyber Security, startup nata come spin-off del Politecnico di Torino, specializzata nella difesa delle aziende da parte dei pericoli del Web. «Per iniziare a fare il backup è bene seguire la cosiddetta ‘regola del backup 3-2-1′: salvare i dati 3 volte, utilizzare 2 differenti tecnologie, tenere 1 dei backup fuori dall’ufficio o dall’ambiente domestico», ricorda il founde Hassan Metwalley. Ma vediamo le otto mosse suggerite da Ermes nel dettaglio.

1 – Salva i dati 3 volte
I dati dovrebbero essere salvati 3 volte: la prima nel dispositivo che si utilizza di solito e le altre due su dispositivi di archiviazione separati, così da avere sempre almeno una memoria recuperabile.

2 – Usa due diversi supporti
Per fare i backup è consigliabile utilizzare 2 diverse tecnologie, quindi due tipi di dispositivi diversi (es.: Hard Disk + USB), per ridurre la possibilità di perdere i propri dati qualora, ad esempio, una partita di hard disk risultasse avere dei problemi di fabbrica. Inoltre, 1 dei dispositivi di archiviazione andrebbe preferibilmente collocato lontano dal principale, per evitare che un furto o un incendio impediscano di accedere ad entrambi i backup.

3 – Fidati della nuvola
Oltre al backup locale su memorie esterne, l’ideale sarebbe realizzare uno dei 3 backup su piattaforme cloud online, come ad esempio Dropbox, Drive, iCloud, che non sono vincolate ad un singolo dispositivo e permettono di recuperare i dati anche da remoto.

4 – Cripta dove possibile e scegli password complesse
Sia per criptare i backup su supporti fisici che – soprattutto – per proteggere gli account delle piattaforme cloud, è bene impostare delle password complesse utilizzando dagli 8 ai 10 caratteri, lettere maiuscole e minuscoli, numeri e caratteri speciali.

5 – Fai test per il ripristino dei dati
Alla regola 3-2-1 è possibile aggiungere anche la regola zero, che sta per “zero errori”. Effettuare un backup non basta infatti per stare tranquilli. Bisogna anche verificare che questi siano andati a buon fine e che non contengano, appunto, errori. Il salvataggio dei dati, specialmente se effettuato con software ad hoc, difficilmente non va a buon fine, al contrario è proprio il ripristino degli stessi che può dare problemi. Sempre meglio fare dei test prima che sia troppo tardi.

6 – Lascia il lavoro sporco ai computer
Fare il backup manualmente di grandi quantità di dati è un lavoro impegnativo, frustrante e decisamente time consuming. Per questo è meglio affidarsi a software in grado di effettuare i salvataggi per noi con cadenza regolare. Tali programmi sono in grado di copiare dati in modo invisibile, lavorando in background, e spesso in modo incrementale, ovvero senza la necessità di salvare ogni volta tutti i dati in nostro possesso ma semplicemente aggiornando gli archivi con le modifiche più recenti.

7 – Non risparmiare
Non è il caso di puntare al risparmio quando in ballo c’è il lavoro di una vita. Evitate supporti che si deteriorano facilmente con il passare del tempo, come CD o Blu-Ray, e scegliete invece un hard disk di ultima generazione, magari un SSD o anche una pendrive, ponendo attenzione anche a scegliere marche affidabili.

8 – Non rimandare
Il consiglio più importante per quanto riguarda i backup è quello di non rimandare a domani quello che potete fare oggi. Per quanto costosi e ben costruiti, i computer restano delle macchine e, in quanto tali, vittima dell’usura, di difetti e di bug. Se state lavorando ad un progetto importante o semplicemente avete appena finito di riordinare le foto delle vostre vacanze, il miglior momento per effettuare un backup resta sempre oggi.

World backup day,


World backup day, il 65% degli utenti perde dati: i consigli per metterli al sicuro

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/03/30/news/world_back_up_day_il_65_degli_utenti_perde_dati_-222891727/

NEL NOSTRO smartphone, nel nostro tablet o nel computer a casa o al lavoro, ormai, conserviamo gran parte della nostra vita. Immagini, ricordi, amicizie, contatti, ma anche dati sensibili come il nostro account bancario, la nostra dichiarazione dei redditi, le password di accesso al nostro sistema d’allarme o di videosorveglianza, le credenziali per l’uso del computer aziendale, i nostri account ai vari social network. Per non perdere questi dati, abbiamo imparato ormai che i nostri device vanno difesi da “attacchi”, che è opportuno farne una copia su supporti  esterni, che bisogna conservare e proteggere gli account per non renderli utilizzabili da malintenzionati nel momento in cui perdiamo o ci rubano lo smartphone, il portatile, il tablet. Ma salvare i dati spesso non è sufficiente, anche perché la maggioranza di noi lo fa solo per uno dei device in nostro possesso. Non soltanto: tenere i propri dati al sicuro, seppure è ormai diventata un’abitudine diffusa, non ci salva dalla necessità di reinstallare tutte le applicazioni su un nuovo smartphone, su un nuovo tablet o su un nuovo Pc. Con tutto quello che ne consegue in perdita di tempo e, spesso, nell’impossibilità di ripristinare tutto il nostro “mondo virtuale” all’interno degli apparecchi in uso.

Il 31 marzo è la data dedicata al “World Backup Day”, l’occasione per ricordarsi non solo di salvare i propri dati, ma di fare un vero e proprio backup costante dei nostri device. Qual è la differenza tra salvataggio dei dati e backup? E’ presto detto: nel primo caso, avremo l’integrità dei nostri dati sempre disponibile, ma, nel caso di perdita, furto o guasto, dovremo reinstallare da zero i programmi e le app in un nuovo device. Nel secondo caso, invece, potremo quasi senza problemi, riavere in breve tempo tutto il nostro sistema pronto ad essere utilizzato Acronis ha presentato i dati del sondaggio globale commissionato per il World Backup Day 2019 per fare luce sulle abitudini globali di protezione dati degli utenti. Dall’indagine emerge che il 65,1% degli utenti intervistati o un membro della loro famiglia ha perso dati in seguito a un’eliminazione involontaria, un guasto o un problema software, con un aumento del 29,4% rispetto allo scorso anno. continua a leggere

 

Più di mille italiani intercettati sul cellulare, per errore, da hacker di Stato


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/03/30/news/molte_centinaia_di_italiani_intercettati_su_cellulare_per_errore_da_hacker_di_stato-222865990/

Il problema scoperto e denunciato dalla società no profit Security Without Borders. Il software, lo spyware “Exodus“, era pensato per spiare legalmente criminali ma per un presunto errore di programmazione ha finito per intercettare anche cittadini normali

ROMA – Alcune centinaia di utenti italiani, forse oltre un migliaio, sono stati infettati per errore da un software pensato per intercettazioni di Stato, tramite una ventina di app inserite su Google Play Store. Lo spyware, il cui nome è Exodus, è stato scoperto dalla società no profit Security Without Borders, in un’inchiesta fatta in collaborazione con la rivista Motherboard. A quanto si legge nel rapporto, come poi confermato da molti esperti a Repubblica, Exodus è usato dalle principali procure per intercettare criminali (le loro telefonate, registrare i suoni ambientali, copiare la rubrica, il registro telefonico, la posizione gps, le conversazioni Facebook e via di questo passo). Il problema è che per un errore nel codice questo software finiva per intercettare in modo indiscriminato chiunque scaricasse queste app con lo spyware, presenti liberamente sullo store di Google (prima che Big G le rimuovesse proprio nei giorni scorsi). Perlopiù si trattava di app (ovviamente all’apparenza normali) che si presentavano come strumenti per migliorare le prestazioni del cellulare oppure per ricevere offerte promozionali del proprio operatore e quindi esclusive per chi le installava.

Che cosa è successo a chi ha scaricato l’app
Una volta installata l’app, lo spyware permette, a chiunque lo controlli, di gestire a distanza il cellulare dell’utente. Il controllore può essere la società che ha sviluppato il software o chiunque ci abbia poi messo le mani e sia riuscito a farlo installare all’utente. Il rapporto pubblica una lunga lista delle cose che lo spyware permette di fare. In sostanza è possibile sapere non solo tutto quello che l’utente sta facendo con il cellulare; ma anche le cose che fa – di persona, fisicamente – quando ha il cellulare con sé. Oltre alle chiamate, le chat (anche quelle in teoria criptate), gli indirizzi web visitati, la rubrica dei contatti, le foto scattate, i suoi appuntamenti messi in agenda, rivela anche la sua posizione fisica momento per momento (registrata dal gps e dalle antenne degli operatori). La password del Wi-Fi, poi,  permette di entrare nella rete domestica dell’utente e fare ulteriori intercettazioni. Il controllore dello spyware può aprire il microfono del cellulare e quindi ascoltare tutti i rumori circostanti, quindi le conversazioni fatte di persona dall’utente. Può far scattare foto e così vedere i volti delle persone vicine allo smartphone.

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Windows 7 va in pensione, un anno di tempo per cambiare


Dal 14 gennaio 2020 il sistema operativo Microsoft non sarà più supportato. Le soluzioni possibili, dal cambio di pc all’open source

Windows 7 va in pensione, un anno di tempo per cambiare

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/prodotti/2019/03/26/news/windows_7_va_in_pensione_un_anno_di_tempo_per_cambiare-222489386/

L’ULTIMA patch di Windows 7, l’aggiornamento KB4493132, è in realtà un promemoria: avverte che dal 14 gennaio 2020, il sistema operativo Microsoft non sarà più supportato. Niente aggiornamenti di sicurezza, per capirsi, niente miglioramenti delle varie feature contenute in Win7. “Dopo dieci anni di servizio, il 14 gennaio 2020 sarà l’ultimo giorno in cui Microsoft offrirà gli aggiornamenti di sicurezza per i computer con Windows 7 SP1. Questo update abilita i promemoria in merito al termine del supporto“, si legge sulla pagina ufficiale della software house di Redmond.

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Ma a chi è rivolta? Innanzitutto, chiariamo che riguarda gli utenti consumer, perché le aziende potranno avere supporto mediante il programma Extended Security Updates, fino al 2023. Ma ad un prezzo, letteralmente: costerà sempre di più, proprio per invogliare le aziende a investire nel nuovo sistema operativo, Windows 10.

A tutt’oggi, Windows 7 è presente sul 33,89% (fonte StatCounter) dei pc Windows in circolazione a livello globale. Per fare un paragone, Windows 10 invece è già presente sul 54,8 per cento dei computer.  In Italia, Windows 7 è ancora presente sul 33% dei pc.

Se per le aziende c’è più tempo per passare ad un nuovo sistema operativo, per l’utente privato, invece ci sono ancora pochi mesi. Che fare quindi, tenendo conto che molti di coloro che usano ancora Windows 7 hanno computer (soprattutto i portatili) ‘datati’ e che potrebbero non essere in grado, per le caratteristiche hardware, di ‘sostenere’ Windows 10.

La soluzione più semplice, immediata e sicura, in particolare per chi ha un laptop, e vuole continuare ad avere un sistema operativo Microsoft è quella di acquistare un nuovo computer. Per i desktop c’è anche la possibilità di aggiornare, in qualche modo, l’hardware (quando è possibile), per garantire che funzionino sotto Windows 10. Ma entrambe le soluzioni hanno un costo, spesso non indifferente. Se si sceglie di passare ad un nuovo computer, forse vale la pena di aspettare ancora qualche mese, quando, a ridosso della scadenza di ‘chiusura’ di Windows 7, probabilmente i produttori faranno offerte convenienti per acquistare un pc più recente e in grado di supportare Windows 10.

Per chi invece non se la sente o non può acquistare un nuovo computer, le strade sono soltanto due. La prima, un po’ complessa per chi non ha una certa dimestichezza con l’implementazione di driver e con la gestione a livello software del computer, è quella di installare al posto di Windows 7 un sistema operativo open source, come Ubuntu, Linux e altri. Attenzione, però, in questo caso bisogna partire da zero… continua a leggere

Asus, bucato programma per gli aggiornamenti:


Asus, bucato programma per gli aggiornamenti: a rischio centinaia di migliaia di computer

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/03/26/news/asus_bucato_programma_per_gli_aggiornamenti_migliaia_di_computer_con_una_backdoor-222543220/

La compagnia taiwanese si sarebbe resa involontariamente tramite del software malevolo attraverso il servizio ASUS Live Update in seguito alla compromissione dei propri server. L’hanno scoperto i ricercatori del Kaspersky Lab

ROMA – Un programma per aggiornare il computer di cui apparentemente fidarsi, perché a installarlo è la stessa casa madre, e invece inseriva una backdoor: una porta che permette ai malintenzionati di prendere il controllo del dispositivo. È successo a migliaia di utenti Asus, stando a quanto scoperto dai ricercatori del Kaspersky Lab, l’azienda di sicurezza informatica russa. La compagnia con base a Taipei si sarebbe resa involontariamente tramite del codice malevolo attraverso ASUS Live Update: un servizio che troviamo sui pc Asus al momento dell’acquisto e di norma si occupa di scaricare in automatico gli aggiornamenti di certe componenti del computer. In seguito a un attacco informatico ai server del colosso taiwanese, però, avrebbe cambiato natura per diventare un cavallo di Troia. Un mezzo con cui diffondere le backdoor facilmente e senza dare nell’occhio. continua a leggere

COME CONTROLLARE SE IL PROPRIO COMPUTER È INFETTO

Asus in un primo momento ha negato qualsiasi attacco e non ha ancora preso particolari contromisure, anche se ha dichiarato a The Verge che rilascerà una dichiarazione ufficiale sulla vicenda nelle prossime ore. Per verificare se sul proprio computer è installato un malware, Kaspersky ha messo a disposizione uno strumento: https://kas.pr/shadowhammer. In alternativa, è possibile verificare il proprio indirizzo MAC qui: https://shadowhammer.kaspersky.com.

Google Plus chiuderà i battenti il 2 aprile


La pensione anticipata decisa da Mountain View dopo la falla di sicurezza scoperta a dicembre. Gli utenti che vogliono salvare i propri contenuti devono farlo entro questa data

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2019/02/04/news/google_plus_chiudera_i_battenti_il_2_aprile-218310337/

ROMA – Google Plus chiuderà definitivamente i battenti il 2 aprile. Lo ha reso noto Google, che aveva preannunciato il pensionamento del suo social nell’ottobre scorso. La chiusura della piattaforma, non molto popolare tra gli internauti, era inizialmente in programma per l’agosto 2019. Nel dicembre scorso, tuttavia, l’azienda ha deciso di anticipare i tempi, dopo la scoperta di una seconda falla di sicurezza che ha messo a rischio i dati di 52 milioni di utenti.

A partire dal 2 aprile 2019 chiuderemo gli account Google+ e tutte le pagine create, ed elimineremo i contenuti archiviati“, si legge sul blog di Google. Foto, video e pagine saranno dunque cancellati… continua a leggere

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Dazn si prende MotoGp e Superbike, ma solo in Spagna. In Italia tutto a Sky?


Il servizio di streaming sportivo in diretta on demand acquisisce i diritti della Superbike e la trasmissione esclusiva del Motomondiale a partire dal 2019. Per adesso nessuna ipotesi di arrivo in Italia dove anche il mondiale delle derivate di serie sembra destinato a finire sui canali Sky, forse in chiaro.

articolo:  https://motori.fanpage.it/dazn-si-prende-motogp-e-superbike-ma-solo-in-spagna-in-italia-tutto-a-sky/

MotoGP e Sbk a Dazn, ma solo in Spagna
Novità che in Spagna saranno tutte trasmesse da Dazn, il servizio di streaming sportivo in diretta e on demand che rimpiazza l’uscente Movistar tv e acquisisce i diritti del campionato Superbike e la trasmissione esclusiva del Motomondiale. Il nuovo servizio verrà lanciato in Spagna a inizio 2019. Per quanto riguarda l’Italia, al momento, nessuna ipotesi che Dazn – che per adesso ha già acquisito i diritti della Serie A – riesca a strappare a Sky quelli del Motomondiale. L’accordo tra Sky e Dorna scadrà alla fine del 2021 e prima delle prossime tre stagioni non ci sarà nessun passaggio di consegne. Diversa la situazione della Superbike dopo che Mediaset ha deciso di non rinnovare il contratto con la società spagnola proprietaria dei diritti del mondiale delle derivate di serie. Campionato per il quale si ventila l’approdo sempre sulle reti Sky, probabilmente in chiaro, a partire dalla prossima stagione, confermando il colosso satellitare sempre più casa italiana dei motori con anche la trasmissione in diretta esclusiva fino al 2020 di tutti i Gran Premi del Mondiale di Formula 1. continua a leggere

L’Antitrust multa Apple e Samsung:


Aggiornamenti software per rendere vecchi i loro smartphone“. Prima decisione al mondo sulla obsolescenza programmata

L'Antitrust multa Apple e Samsung: Aggiornamenti software per rendere vecchi i loro smartphone. Prima decisione al mondo sulla obsolescenza programmata

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2018/10/24/news/multa_antitrust_apple_samsung_obsolescenza_programmata-209826512/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

ROMA – Dieci milioni di multa alla Apple. Cinque invece alla Samsung. Il Garante italiano dei consumatori (l’Antitrust) colpisce i due giganti della telefonia che hanno imposto ai consumatori di scaricare aggiornamenti software colpevoli poi di rendere meno efficienti o mal funzionanti modelli di smartphone nuovi e costosi. Apple riceve una sanzione più alta perché non ha correttamente informato gli utenti, peraltro, della deteriorabilità delle sue pile al litio.

Le due aziende, dunque, hanno violato gli articoli 20, 21, 22 e 24 del nostro Codice del Consumo. Ed è la prima decisione al mondo che colpisce la “obsolescenza programmata” per la quale Apple, ad esempio, deve rispondere davanti ai tribunali francesi.

Dopo una lunga indagine, l’Antitrust ha accertato che gli aggiornamenti del software (firmware) “hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni” degli smartphone inducendo le persone a metterli da parte per comprare modelli ancora più nuovi, ancora più cari. continua a leggere

Google News, un baco fa consumare Giga di dati


Google News, un baco fa consumare Giga di dati: ecco cosa fare per evitarlo

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articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2018/10/23/news/google_news_un_baco_fa_consumare_giga_di_dati_ecco_cosa_fare_per_evitarlo-209766958/

MOLTI utenti Android lo stanno segnalando fin da maggio: l’app di Google News, l’aggregatore di notizie di Big G del tutto rilanciato, consumerebbe troppi dati in background. Quando, cioè, non è direttamente aperta e consultata. Gigabyte, addirittura, che se ne andrebbero dai piani tariffari degli utenti. Le segnalazioni si susseguono sul forum di assistenza di Google e sembrerebbe trattarsi di un bug che, appunto, condurrebbe a un consumo eccessivo di dati. A quanto pare da circa un mese l’azienda ci starebbe lavorando per cercare di risolvere il problema ma la faccenda sul programmino, riprogettato la scorsa primavera, sembrerebbe ancora aperta. continua a leggere

Microsoft sblocca update di Windows 10


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2018/10/11/microsoft-sblocca-update-di-windows-10_505a340d-0084-4cd7-8400-1e2961761de0.html

(ANSA) – Roma, 11 ottobre 2018 – Via libera da Microsoft a Windows 10 October Update, l’aggiornamento bloccato dopo la scoperta di un bug che poteva determinare la cancellazione dei dati di alcuni utenti. Lo sblocco è stato confermato dalla casa di Redmond sul blog ufficiale sottolineando che, dopo le verifiche, è emerso che il problema ha riguardato un ristretto numero di utenti.
Abbiamo esaminato completamente tutte le segnalazioni sulla perdita di dati, identificato e risolto tutti i problemi noti nell’aggiornamento ed effettuata la convalida internacontinua a leggere

Una falla del software ha messo a rischio..


Una falla del software ha messo a rischio per anni 500 mila utenti di Google. “Nascose tutto”

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2018/10/08/news/un_bug_ha_messo_a_rischio_centinaia_di_migliaia_di_utenti_di_google-208510576/

Il difetto era stato scoperto – secondo il Wall Street Journal – già la scorsa primavera e riguardava gli utenti di Google+. Ma il colosso di Mountain View non ne aveva dato notizia temendo conseguenze. Ora si appresta ad annunciare la chiusura del suo social in crisi perenne. E intanto tracolla in Borsa

NEW YORK – È la volta di Google. Dopo gli innumerevoli guai passati da Yahoo!, anche i servizi del gigante del web vengono messi a dura prova dalla legge non scritta che non può esistere un software perfetto essendo questo scritto dagli umani. È successo che un bug ha messo a rischio – per anni – i dati di centinaia di migliaia di utenti (circa 500 mila) di Google+, il social network con in quale Mountain View ha sperato, senza riuscirci, di insidiare il predominio di Facebook. La notizia arriva dall’autorevole quotidiano Wall Street Journal – che fa riferimento a fonti informate sulla vicenda e a documenti – il quale ha precisato che il problema sarebbe stato individuato da Google nella scorsa primavera ma non ne venne data notizia. E questo perché il colosso californiano avrebbe temuto gravi conseguenze e danni d’immagine. Che però oggi diventano danni finanziari, con il titolo Alphabet che per questa vicenda crolla in Borsa. continua a leggere

The Wall Street Journal

@WSJ

Google opted not to disclose its discovery of a bug in Google+ that exposed the data of hundreds of thousands of users, a WSJ review found https://on.wsj.com/2OQ2t1G

Google opted not to disclose to users its discovery of a bug in Google+ that exposed the private data of hundreds of thousands of users

Google Exposed User Data, Feared Repercussions of Disclosing to Public

Google exposed the private data of hundreds of thousands of users of the Google+ social network, though it didn’t find evidence of misuse. The company opted not to disclose the issue this past…

wsj.com

Traduzione:
Google ha deciso di non rivelare la sua scoperta di un bug in Google+ che ha esposto i dati di centinaia di migliaia di utenti, una recensione WSJ trovata https://on.wsj.com/2OQ2t1G

Google ha esposto i dati degli utenti, ripercussioni temute di divulgazione al pubblico

Google ha esposto i dati privati di centinaia di migliaia di utenti del social network Google+, sebbene non abbia trovato prove di un uso improprio. La società ha scelto di non rivelare il problema questo passato …

 

Google chiuderà Google+

articolo: https://www.ilpost.it/2018/10/08/chiude-google-plus/

Dopo avere scoperto che a causa di un difetto nel software i dati di 500mila utenti del servizio sono rimasti accessibili ad hacker e programmatori per tre anni.

Google ha annunciato che chiuderà Google+, il suo fallimentare social network, dopo avere scoperto che a causa di un difetto nel software i dati di 500mila utenti del servizio sono rimasti accessibili ad hacker e programmatori per tre anni. Inizialmente Google aveva deciso di non comunicare ai suoi utenti la falla di sicurezza, perché l’ufficio competente nel valutare casi simili aveva sostenuto che non ci fossero prove di un uso improprio dei dati esposti da parte di sviluppatori esterni. La società ha cambiato idea dopo che il Wall Street Journal ha pubblicato un’inchiesta in cui parlava proprio della falla di sicurezza dei dati personali degli utenti di Google+. La falla, comunque, era stata risolta lo scorso marzo.

New York – 03 aprile 1973 – la prima chiamata da cellulare.


 viene fatta 45 anni fa dall’ingegnere americano Martin Cooper. L’apparecchio si chiamava Dyna-Tac (Dynamic Adaptive Total Area Coverage), pesava 1,5 kg e aveva una batteria che durava 30 minuti, ma che impiegava 10 ore a ricaricarsi.

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Martin Cooper (Chicago, 26 dicembre 1928) è un  inventore  e  imprenditore  statunitense

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Il successore del prototipo di Cooper è il DynaTac 8000X, venduto a 3.995 dollari di allora, ovvero 9322 dollari attuali.

Un Motorola DynaTAC 8000X

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F1: la Ferrari SF71H…….


Formula 1 – Presentata a Maranello la nuova Ferrari SF71H

articolo: http://f1grandprix.motorionline.com/formula-1-presentata-a-maranello-la-nuova-ferrari-sf71h/

Formula 1 | Presentata a Maranello la nuova Ferrari SF71H

Con una presentazione online pubblicata sul proprio sito ufficiale e su tutti i canali social, Ferrari ha svelato il disegno della nuova SF71-H, vettura con cui Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel andranno all’assalto del prossimo mondiale di Formula Uno. La Scuderia di Maranello, come da previsione, ha scelto di non portare avanti una rivoluzione, migliorando un pacchetto già di base ottimo come quel del 2017.

http://sf71h.ferrari.com/

Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel commentano la nuova monoposto Ferrari F1, la SF71H, presentata a Maranello (MO) il 22 febbraio, in vista del mondiale 2018.

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Protezione abitacolo 
A livello estetico spicca la presenza dell’Halo, la struttura di protezione dell’abitacolo che, dopo due anni di collaudi in pista, quest’anno diventa parte del regolamento. Il suo peso (circa 7 Kg, più le installazioni) viene compensato solo in parte dall’aumento del valore minimo di 5 Kg – da 728 a 733 – stabilito dal regolamento 2018.

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la nuova Ferrari SF71H di Formula 1 con adesivi e livrea.

LO STRANO BUG DELL’IPHONE


Lo strano bug dell’iPhone che si riavvia di continuo: cos’è e come si elimina

articolo: http://www.lastampa.it/2017/12/02/tecnologia/news/lo-strano-bug-delliphone-che-si-riavvia-di-continuo-cos-e-come-si-elimina-wZwFftzLbyp25BqJ3OZ79M/pagina.html

Dalla mezzanotte del 2 dicembre molti utenti con installato iOS 11 lamentano spegnimenti e riavvii ripetuti. Ma la soluzione arriva direttamente da Apple

Sugli apparecchi con iOS 11.1.1 e 11.1.2 che hanno abilitato le notifiche, in molti casi si sono verificati riavvii continui a partire dalle ore 00:15 del 2 dicembre. Attenzione però: il problema pare nascere in presenza di notifiche locali attivate (non quelle di Facebook, ad esempio, che sono gestite da server esterni, ma quelle generate sull’iPhone, come i promemoria). La schermata Home si spegne e si riaccende di continuo, e in diverse circostanze si è anche riavviato ripetutamente il telefono. 

Molte le segnalazioni su Twitter, molti però anche i clienti perplessi che hanno chiesto informazioni al personale degli Apple Store. Ma tranquilli, l’iPhone non è danneggiato, basta aggiornare iOS al nuovo sistema operativo, che nel frattempo è disponibile. iOS 11.2 dovrebbe risolvere il problema, e pare che davvero lo faccia, ma alcuni hanno incontrato una difficoltà ulteriore: non sono riusciti ad aggiornare l’iPhone proprio perché si spegneva e riaccendeva di continuo. In questo caso, meglio scaricare l’aggiornamento su computer e procedere collegando il cavo all’iPhone.  

Supporto Apple: https://support.apple.com/en-us/HT208332

Apple stessa spiega come procedere per debellare il bug del 2 dicembre:  

Clicca su Impostazioni > Notifiche 

Seleziona un’app e disabilita le notifiche. Ripeti per tutte le app 

Aggiorna l’iPhone a iOS 11.2 

In Impostazioni > Notifiche riattiva le notifiche in tutte le app 

Il passaggio al DVB-T2


Il passaggio al DVB-T2 è in Finanziaria: 40 milioni di TV da adeguare entro giugno 2022

Articolo Completohttp://www.dday.it/redazione/24650/lo-swtch-off-al-dvb-t2-e-nella-finanziaria-40-milioni-di-tv-da-adeguare-entro-giugno-2022

articolo di  Gianfranco Giardina – 31/10/2017 

Lo switch off con l’inserimento in Finanziaria è ufficiale: entro il 30 giugno 2022 le attuali trasmissioni del digitale terrestre verranno spente a favore dello standard DVB-T2 con codec HEVC. Più del 90% dei TV attualmente nelle case degli italiani non saranno in grado di ricevere le nuove trasmissioni e richiederanno un decoder aggiuntivo o la sostituzione dell’intero apparecchio.

Ora non si scherza più e si esce dalla ridda di ipotesi ed opinioni: lo spegnimento entro il 2022 delle attuali trasmissioni digitali terresti e lo switch off al DVB-T2 si appresta a diventare legge. Infatti, nel testo della Finanziaria 2018 trapelato in queste ore, è stato inserito un lunghissimo articolo, il n. 89, intitolato “Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G” che norma tutte le fasi e i tempi del passaggio alla nuova modalità trasmissiva TV, che renderà obsoleti milioni di apparecchi in tutta Italia. Un articolo molto complesso e tecnico, tanto che, malgrado impatti praticamente su tutti gli italiani, è stato al momento trascurato dalle tante analisi della legge Finanziaria uscite in queste ore.

Lo spegnimento delle trasmissioni DVB-T attuali è motivato dalla restrizione delle risorse frequenziali destinate alle trasmissioni TV a causa della cessione al 5G della banda 700, questa (e solo questa) stabilita dall’Europa. Il processo operativo inizierà il 1 gennaio del 2020 e terminerà entro e non oltre la scadenza tassativa del 30 giugno 2022, un periodo di due anni e mezzo molto più corto dello switch off dell’analogico per il quale furono necessari 6 anni.

Come per il passaggio dall’analogico al digitale, il processo di passaggio al DVB-T2 non sarà all’unisono su tutto il territorio nazionale ma avverrà in modo parcellizzato per zona geografica, secondo un piano da stabilirsi a cura dell’AGCOM (il codiddetto PNAF, Piano Nazionale Assegnazione Frequenze) entro il 31 maggio dell’anno prossimo. Il passaggio dovrebbe comportare, anzi comporterà sicuramente anche una migrazione all’HEVC (anche se la legge non cita mai il codec ma solo la modalità trasmissiva DVB-T2), il che renderebbe le trasmissioni compatibili praticamente solo con i TV venduti da quest’anno in poi, salvo poche eccezioni.

Sarà necessario intervenire anche sull’impianto di antenna

I primi canali che lasceranno le vecchie frequenze per passare alla nuova assegnazione del Piano Nazionale saranno soggette di fatto a una “sparizione” da un gran numero di case. Innanzitutto da quelle degli utenti che ancora non avranno deciso di cambiare TV con un modello di nuova generazione o che non avranno affiancato un decoder al vecchio TV. Ma non bisogna sottovalutare, per esempio nei condomini e per tutti gli impianti canalizzati, anche la necessità di riconfigurare la centrale di antenna per filtrare correttamente i canali che diventeranno attivi, diversi da quelli precedenti.

A oggi, facendo una stima molto cauta e conservativa, i TV in funzione in Italia sono 45 milioni (anche se probabilmente sono di più). Di questi, se va bene sono 5 milioni quelli attualmente compatibili con le nuove trasmissioni digitali: 40 milioni di TV prima del 2022 dovranno essere adeguati, o con una sostituzione o con l’utilizzo di un decoder esterno, un numero enorme in un periodo relativamente breve. continua