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Multa di 250mila euro alla Liga


Multa di 250mila euro alla Liga: usava il microfono dell’app per scovare le partite pirata

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/06/13/news/multa_di_250mila_euro_alla_liga_usava_il_microfono_dell_app_per_scovare_le_partite_pirata-228679090/

SFRUTTAVA la propria applicazione ufficiale per beccare i furbetti. Stanare bar, pub e ristoranti che trasmettono la partita utilizzando degli streaming pirata. Tutto senza avvertire adeguatamente gli utenti riguardo al modo in cui veniva impiegato il microfono al momento dell’installazione. È l’accusa che l’agenzia della protezione dei dati spagnola (AEPD) muove a La Liga, la massima serie calcistica del paese, e che per questo è stata sanzionata con una multa da 250mila euro. Ma, stando a quanto riporta il quotidiano El País, La Liga farà ricorso. continua a leggere

Facebook e WhatsApp down: disagi segnalati in tutta Europa


Diverse segnalazioni, soprattutto in Nord Europa (Francia e Regno Unito), su malfunzionamenti delle applicazioni. Nelle ultime ore anche su Instagram

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2019/06/06/news/facebook_e_whatsapp_down_segnalazioni_sulle_app-228088706/?ref=RHRS-BL-I0-C6-P2-S1.6-T1

LE PRIME segnalazioni su DownDetector.com risalgono alla mezzanotte di oggi con un picco alle 10:30, ma negli ultimi giorni i malfunzionamenti si sono verificati a macchia di leopardo. Protagonista Facebook nel pieno di un nuovo “crollo”, il cosiddetto “down” che non permette l’uso agli utenti. Nella mattinata anche WhatsApp è stata interessata dai report – oltre 400 – degli utenti, postati in tutta Europa e in Malesia. Mentre Instagram, stando alla bacheca degli avvisi, non permetteva l’accesso agli iscritti che lo hanno segnalato a partire dalle 7.

Facebook e WhatsApp down: disagi segnalati in tutta Europa

La mappa delle segnalazioni di disservizio (DownDetector.com) 

“Il tuo pc e’ bloccato”, La polizia postale segnala nuova ondata truffe


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/04/27/news/_il_tuo_pc_e_bloccato_la_polizia_postale_segnala_nuova_ondata_truffe-224955759/?ref=RHPPBT-BH-I224955839-C4-P14-S1.4-T1

ROMA – Se sul monitor del vostro pc compare il messaggio “Security warning: Il tuo computer è stato bloccato“, IGNORATELO: seguirne le istruzioni può arrivare a costare una discreta somma di denaro ed espone al rischio di contrarre un pericoloso virus informatico. E’ l’ultimo alert lanciato dalla Polizia postale e delle comunicazioni, che dalle colonne del sito http://www.commissariatodips.it mette in guardia dalla “nuova ondata di truffe” che sta colpendo nelle ultime ore gli utenti del web.

IL TUO COMPUTER E’ STATO BLOCCATO. CHIAMA PER RICEVERE SUPPORTO” IN ATTO UNA NUOVA ONDATA DI TRUFFE – per leggere direttamente l’arfticolo da http://www.commissariatodips.it  premere il Link qui sotto:

https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/il-tuo-computer-e-stato-bloccato-chiama-per-ricevere-supporto-in-atto-una-nuova-ondata-di-truf.html

Navigando su siti del tutto normali, può capitare infatti di trovarsi di fronte ad una schermata di (finto) blocco, accompagnata dall’invito a chiamare immediatamente un certo numero di telefono per ottenere supporto tecnico online. “Se chiudi questa pagina – recita l’allarmante testo – l‘accesso del tuo computer sara’ disattivato per impedire ulteriori danni alla nostra rete. Il tuo computer ci ha avvisato di essere stato infestato con virus e spyware. Sono state rubate le seguenti informazioni: Accesso Facebook, Dettagli carta di credito, Accesso account e-mail, Foto conservate su questo computer. Devi contattarci immediatamente in modo che i nostri ingegneri possano illustrarti il processo di rimozione per via telefonica. Per favore chiamaci entro i prossimi 5 minuti per impedire che il tuo computer venga disattivato“.

Falsi avvisi di questo tipo sono apparsi anche in passato e sotto altre forme. E’ importante sottolineare che a fronte della visualizzazione del messaggio non vi è alcun furto di dati personali né infezione da virus. Chiudendo la navigazione, infatti, il computer continua a funzionare normalmente. Chiamando, invece, il numero indicato e seguendo le istruzioni telefoniche del presunto operatore, il computer viene messo disposizione del truffatore tramite assistenza remota consentendogli, in questo modo, di installare programmi illeciti e virus. Il costo dell’intervento per il finto “sblocco” ammonta intorno ad un centinaio di euro.

La polizia Postale raccomanda di ignorare avvisi di questo tipo anche quando esercitano una forte pressione psicologica. Se avvisi di questo tipo si ripetono costantemente, è opportuno effettuare una scansione con un antivirus aggiornato per rimuovere un eventuale malware pubblicitario (adware). Infine, è sempre necessario installare un antivirus ed aggiornarlo costantemente su tutti i dispositivi.

Rubate le mail a 1,4 milioni di utenti Libero e Virgilio


Il cybercriminale, uno studente di 24anni, si è intrufolato nella rete Wi-Fi del gestore (Italiaonline) operando da un bar vicino alla sede dell’azienda (Assago, Milano). I carabinieri l’hanno fermato dopo che aveva già spedito il pacchetto di credenziali mail al committente

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/04/24/news/rubate_le_mail_a_1_4_milioni_di_utenti_libero_e_virgilio-224777157/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P11-S1.6-T1

È POSSIBILE sedersi comodi a un tavolino di un bar, vicino alla sede di un grande provider di servizi di posta, e rubare le credenziali di accesso mail di 1,4 milioni di italiani. È quanto successo in questi giorni con le caselle di Libero Mail e Virgilio Mail, gestite dall’azienda Italiaonline, secondo un’indagine della Procura di Milano rivelata nelle scorse ore. È quindi proprio da un bar ad Assago, vicino alla sede di Italiaonline, che è stato possibile compiere il crimine informatico: uno studente 24enne di giurisprudenza (a quanto accertato dai carabinieri che hanno collaborato con la Procura) ha ottenuto le credenziali dopo aver violato la rete Wi-Fi dell’azienda. Tutto questo con un portatile dotato di un’antenna, kit tipico utilizzato dai criminali informatici per craccare reti Wi-Fi. Non si sa ancora se la rete avesse  una vulnerabilità, sfruttata dal giovane, o se ci si è avvalsi di un basista. Fatto sta che il ragazzo è stato scoperto solo al secondo tentativo ed era già riuscito a spedire un pacchetto di credenziali al committente (tuttora non noto alle cronache), con cui comunicava via Telegram e da cui era pagato in bitcoin.

Italiaonline ha riferito che non risultano ad oggi accessi abusivi a caselle di posta ma ha già avvisato gli utenti coinvolti, chiedendo loro di cambiare la password. Non basta: dovranno – evidentemente – cambiare anche quella di tutti gli altri servizi dove hanno usato la stessa password di Libero o Virgilio. continua a leggere

Facebook, Instagram e WhatsApp Down, malfunzionamento in Europa


Migliaia di utenti segnalano il tilt dei principali social e della app di messaggistica. Il disservizio, a un mese dal blocco più lungo della storia, è durato circa tre ore

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2019/04/14/news/facebook_instagram_e_whatsapp_down_-223989080/

La mappa (Credits: DownDetector.com)   

Facebook, Instagram e WhatsApp Down, malfunzionamento in Europa

Prima il rallentamento, poi il blocco. Dalle ore 12 circa sono stati tantissimi a registrare il malfunzionamento dei principali social – sia da computer fisso che da cellulare – che sono tornati a funzionare quasi dovunque dopo le 15.

Sul caso Facebook ha commentato: “Nel corso della giornata, alcune persone potrebbero aver riscontrato problemi di accesso alle app della famiglia Facebook. Ci scusiamo per l’inconveniente”. Restano però sconosciute le ragione del guasto ma si escluderebbero attacchi hacker o eventuali interferenze esterne.

Il down arriva a un mese dal blocco più lungo della storia dei social che per oltre quattordici ore tenne il mondo offline. Il motivo venne attribuito a un problema ai server e anche in quella occasione fu esclusa l’ipotesi di un attacco hacker.  

Sia Instagram che WhatsApp fanno parte del gruppo Facebook Inc, rispettivamente dal 2012 e dal 2014. Ora il colosso di Menlo Park starebbe lavorando all’integrazione delle tre piatatforme, in modo che gli utenti dell’uno o l’altro servizio possono scambiarsi messaggi tra di loro senza limite. continua a leggere

Sky non comprerà la piattaforma R2 di Premium ……. – Il Garante multa Mediaset Premium: ……


Sky non comprerà la piattaforma R2 di Premium e siglerà nuovo accordo con Mediaset

Evoluzione dell’istruttoria Antitrust. La cessione salta perché – comunicano le due aziende – il Garante della Concorrenza non avrebbe concesso un via libera incondizionato. I servizi saranno ora a disposizione di tutto il mercato della pay-tv

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/04/12/news/sky_non_comprera_la_piattaforma_tecnica_di_premium_bloccati_dall_antitrust_-223876253/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P15-S4.2-T1

ROMA, 12 aprile 2019 – Mediaset e Sky comunicano che a seguito dell’evoluzione dell’istruttoria dell’Autorità Antitrust (“Agcm”) relativa all’acquisizione della società R2 da parte di Sky Italia, appare ormai improbabile che l’Agcm possa concedere un’autorizzazione incondizionata come invece previsto dagli accordi sottoscritti tra le parti

La cessione di R2, piattaforma erogatrice esclusivamente di servizi e tecnologie e giuridicamente distinta da Mediaset Premium, è stata resa possibile dal “Piano di Londra”, comunicato da Mediaset nel 2017, che ha stabilito una rifocalizzazione della strategia del Gruppo nel settore della pay tv

Pertanto, in relazione agli sviluppi della procedura antitrust e in coerenza con gli accordi di cessione di R2, le parti hanno concordato in data odierna le modalità di rientro di R2 nel Gruppo Mediaset malgrado il Gruppo non eserciti più l’offerta di pay tv classica e non necessiti quindi più di tali servizi.

A seguito di tale rientro, Sky ha richiesto a Mediaset che i servizi di piattaforma tecnica a supporto della trasmissione sul digitale terrestre – a esclusione delle attività commerciali, di marketing e di gestione del cliente – continuino a esserle fornite da R2 su base non esclusiva sino al 30 giugno 2021. Tale rapporto di fornitura a Sky non preclude dunque la possibilità che la piattaforma sia aperta a utilizzatori terzi a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie

Mediaset, da parte sua, ha verificato la possibilità di erogare il servizio con un adeguato ritorno economico generato da un contratto biennale e ne ha favorevolmente accolto la richiesta

Mediaset conferma quindi la volontà di continuare a fornire a tutto il mercato della pay tv sul digitale terrestre i servizi tecnici della società R2.

Il Garante multa Mediaset Premium: “Limitato il diritto di recesso degli abbonati”

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/04/12/news/il_garante_multa_mediaset_premium_limitato_il_diritto_di_recesso_degli_abbonati_-223877320/

ROMA, 12 aprile 2019 – Non è un gran momento, per Mediaset, nel rapporto con i garanti. L’Antitrust annuncia dei paletti alla cessione della piattaforma tecnica di Mediaset Premium a Sky, e l‘operazione così salta. Intanto un secondo garante – quello delle Comunicazioni (l’AgCom) – multa Mediaset Premium per 58 mila euro. Secondo l’AgCom, Mediaset Premium ha limitato il diritto dei suoi abbonati e clienti a recedere dal contratto. 

L’AgCom – relatore del provvedimento Antonio Nicita – si è mossa sulla base della legge 124 del 2017. Questa legge assegna all’utente la prerogativa di chiudere un contratto oppure di cambiare fornitore di un servizio nella maniera più “semplice” possibile. Le procedure per rescindere un contratto anche con Mediaset Premium devono essere dunque “di immediata attivazione“. continua a leggere

Alexa ci ascolta: e le “orecchie” dei gadget Amazon sono anche umane


Amazon Alexa è un assistente personale intelligente sviluppato dalla azienda statunitense Amazon, utilizzato per la prima volta nei dispositivi Amazon Echo e Amazon Echo Dot sviluppati dalla sezione Amazon Lab126.

Anche Alexa ci spia: dipendenti Amazon ascoltano le nostre conversazioni, come evitarlo sempre

https://www.optimagazine.com/2019/04/12/anche-alexa-ci-spia-dipendenti-amazon-ascoltano-le-nostre-conversazioni-come-evitarlo-sempre/1433319

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Alexa ci ascolta: e le “orecchie” dei gadget Amazon sono anche umane

https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/04/11/news/alexa_ci_ascolta_e_le_orecchie_dei_gadget_amazon_sono_anche_umane-223784861/

DUNQUE Alexa non ha solo orecchie artificiali ma anche umane. Il software di riconoscimento vocale per interpretare ed eseguire le richieste e i comandi impartiti dagli utenti non è – e non poteva essere – l’unico ascoltatore dall’altra parte del sistema. Certe volte fra il pubblico, per così dire, possono esserci anche analisti in carne e ossa distribuiti in una serie di centri fra Boston, la Romania, l’India e la Costa Rica. Lo spiega un’indagine di Bloomberg basata sulle rivelazioni di sette diverse fonti secondo cui certi campionamenti dei comandi audio inviati ai gadget di Amazon affinché l’assistente Alexa risponda ed esegua (“Alexa, che tempo farà oggi?”, “Alexa, accendi le luci in salotto” e così via) vengono passati ad esseri umani per essere trascritti, annotati e restituiti in pasto al sistema. Per migliorarne le prestazioni, che devono farsi sempre più precise.

D’altronde la questione era davanti agli occhi di tutti, e perfino inserita – pur senza parole esplicite – nei criptici termini di servizio o, fra le righe, nelle domande più frequenti sul sistema dove si legge che “più dati usiamo per allenare questi sistemi, meglio Alexa lavorerà e addestrarla con registrazioni vocali da diversi tipi di clienti aiuta Alexa a essere più efficiente con tutti“.  continua a leggere