Una supercella ha colpito Paderno Dugnano e l’hinterland con diametri fino a 5 cm, mentre l’aria fresca dai Balcani mette fine al caldo fuori stagione
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
La serata di domenica 19 aprile ha segnato una brusca interruzione della parentesi quasi estiva che ha interessato la Lombardia negli ultimi giorni, portando con sé fenomeni meteorologici di eccezionale intensità. Una vasta supercella ha attraversato le province di Milano, Monza e Como, scaricando a terra una quantità significativa di energia sotto forma di fulmini e, soprattutto, grandine di grosse dimensioni. L’evento ha colpito con particolare forza la periferia Nord del capoluogo meneghino e diversi centri della Brianza, trasformando rapidamente le strade in fiumi bianchi e sorprendendo i residenti con chicchi che hanno raggiunto il diametro record di 5 cm. Questo temporale, dalle caratteristiche tipicamente estive nonostante il calendario indichi ancora metà primavera, ha trovato terreno fertile nel forte contrasto termico presente sul suolo padano.
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
Danni nell’hinterland e dinamica del fenomeno – Il bilancio del maltempo è fortunatamente contenuto nel centro di Milano, dove i Vigili del Fuoco non hanno dovuto effettuare interventi di rilievo. In zone come Sesto San Giovanni e nei quartieri della periferia Nord, la grandineè caduta abbondante ma con dimensioni ridotte, limitando i disagi alla viabilità e ai piccoli allagamenti. La situazione appare molto diversa nell’hinterland, specialmente a Paderno Dugnano: qui la violenza della supercella ha generato chicchi con diametri compresi tra i 3 e i 4 cm, capaci di sfondare i parabrezza delle auto in sosta e ammaccare pesantemente le carrozzerie.
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
L’innesco di questo sistema temporalesco è da ricercare nel violento scontro tra masse d’aria diverse. L’aria più fredda, penetrata rapidamente da Nord, ha impattato contro l’anticiclone subtropicale che stazionava sulla pianura da diversi giorni, regalando un assaggio d’estate anticipato. Il contrasto tra il calore preesistente e l’infiltrazione fresca ha generato la spinta ascensionale necessaria per la formazione di nubi a grande sviluppo verticale, tipiche dei fenomeni grandinigeni più distruttivi.
Per monitorare nel modo migliore possibile la situazione meteo in tempo reale, di seguito forniamo un elenco delle pagine con tutte le informazioni utili per seguire il nowcasting meteorologico minuto per minuto:
Entrambe le regioni sono in allerta arancione, insieme a parte dell’Abruzzo (il resto è in allerta rossa). In giallo altre sette
Situazione drammatica in Molise per l’ondata di maltempo che ha investito la regione. C’è l’allarme della Protezione Civile per la piena dell’invaso del Liscione.
Dopo la prima fase di preallerta, con scarico aumentato prima a 60 e poi a 120 metri cubi al secondo, la Protezione civile regionale ha diramato un nuovo aggiornamento che porta la situazione in fase di allerta per rischio diga e rischio idraulico a valle. Contemporaneamente è stata chiusa al traffico la Bifernina, da Termoli in direzione Campobasso, dal bivio di Guglionesi, all’altezza del chilometro 70, per la presenza di acqua sulla carreggiata, che rende impossibile la circolazione in sicurezza, e da Campobasso in direzione Termoli dal bivio di Casacalenda-Lupara. Infine, la provincia di Isernia, dove si registrano abbondanti nevicate in tutti i comuni della fascia appenninica, con la chiusura del valico di Guado Liscis per Capracotta e Agnone.
Allerta arancione in Puglia, preoccupano livelli fiumi Cervaro e Fortore nel foggiano – La sezione di Protezione civile della Regione Puglia (centro funzionale decentrato) ha emanato un bollettino di aggiornamento per rischio idraulico a causa delle piogge che hanno interessato e stanno interessando diversi territori della regione.La situazione più rischiosa, segnalata con livello di criticità di colore rosso, è quella del torrente Cervaro, nel foggiano, nei comuni di Bovino, Foggia e Orsara di Puglia all’altezza dei rispettivi ponti sulla strada provinciale 106. Il colore rosso indica “possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d’acqua“.
Criticità di colore arancione per rischio idraulico viene segnalata per il bacino del fiume Fortore, sempre nel foggiano, nei territori di Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia all’altezza dei ponti rispettivi sulla strada provinciale 5. Il colore arancione indica “possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d’acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d’alveo e salto di meandri“. Ci sono infine una dozzina di altre zone con livello di criticità di colore giallo (“possibili piene improvvise nell’idrografia secondaria“). Tra le situazioni critiche sempre in provincia di Foggia quella segnalata dal sindaco di Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, per massi sulla strada tra la cittadina e Imbuti.
Diversi i Comuni pugliesi che ieri sera hanno deciso di chiudere per questa mattina le scuole a causa del maltempo che sta interessando le varie province, tra cui Brindisi e Taranto. Su tutta la regione la Protezione civile ha emanato ieri una allerta di colore arancione, fino a mezzanotte di oggi, per piogge, temporali, grandine e raffiche di vento con rischio idrogeologico dovunque e anche idraulico nelle aree dove sono presenti bacini e corsi d’acqua.
Tra i Municipi che hanno emanato provvedimenti di chiusura delle scuole, anticipando per gli studenti le vacanze di Pasqua, quelli di San Severo, in provincia di Foggia, Molfetta, Altamura, Gravina, Terlizzi , nel barese, Barletta, Trani, Margherita di Savoia e Bisceglie nella Bat, Pulsano nel tarantino. In molti di questi e altri centri, ad esempio a Bari, chiusi cimiteri, parchi e giardini pubblici.
Inoltre il maltempo e le precipitazioni piovose persistenti e intense di ieri e soprattutto di questa notte stanno provocando alcune criticità nei centri del subappennino dauno, in provincia di Foggia. ARoseto Valfortore il Comune rende noto mediante i social che i volontari della Protezione Civile sono, operativi fin dalle prime ore del mattino. Proprio l’associazione invita la cittadinanza “a limitare al massimo gli spostamenti, consentendoli solo in caso di stretta necessità, raccomandazione valida almeno per le prossime 24 ore“. Particolare attenzione per la viabilità: la strada provinciale 129, nel tratto Roseto – Biccari, risulta infatti compromessa a causa della caduta di alberi lungo la carreggiata e di una frana verificatasi nei pressi di una masseria. Per gli spostamenti, si consiglia “di utilizzare la strada provinciale 130“.
Nel frattempo, le squadre sono impegnate anche nella gestione delle emergenze sul territorio. In particolare, si stanno effettuando interventi nella Casa di Riposo, dove si registrano allagamenti “che richiedono operazioni immediate di messa in sicurezza”, continua il Comune. “La situazione resta in continua evoluzione e sotto costante monitoraggio“. Le autorità rinnovano l’invito “alla prudenza e alla collaborazione da parte di tutti i cittadini, al fine di evitare ulteriori rischi e facilitare il lavoro dei soccorritori“.
A Faeto tra i paesi più alti di Puglia a causa delle intense piogge, la strada provinciale 125 risulta attualmente bloccata “per la caduta di ulteriori massi“. Sono già in corso gli interventi per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità. Al momento non è possibile raggiungere Castelluccio Valmaggiore da Faeto. La cittadinanza viene invitata “a utilizzare il percorso alternativo passando per Celle di San Vito“. I pullman non possono ancora partire. Si raccomanda la massima prudenza e di limitare gli spostamenti allo stretto necessario“.Le scuole sono rimaste chiuse “per garantire la sicurezza degli alunni, del personale scolastico e delle famiglie”.
Abruzzo, il fiume Pescara supera limiti sicurezza: il Comune chiude le golene – A seguito degli avvisi di condizioni meteo avverse del 30 e 31 marzo e delle comunicazioni del Centro funzionale d’Abruzzo sul superamento del limite di allarme del fiume Pescara, il Comune di Pescara sta provvedendo a chiudere al traffico le golene nord e sud. L’area, ritenuta una di quelle potenzialmente a rischio sul territorio cittadino, è stata già sottoposta a monitoraggio dal gruppo comunale di Protezione civile e ora scatta la chiusura ai mezzi, a scopo precauzionale. Il monitoraggio prosegue, anche in prossimità dei sottopassi e delle altre aree a rischio allagamento. Il Comune raccomanda ai cittadini la massima prudenza.
Campania proroga l’allerta meteo – In considerazione dell’evoluzione del quadro meteo e delle valutazioni del Centro Funzionale, la Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato di ulteriori 24 ore la vigente allerta meteo. Fino alle 14 di domani, 2 aprile, proseguiranno infatti le condizioni di instabilità con piogge e temporali anche intensi e con la sussistenza di vento forte con raffiche da Nord-Nord-Est. Lo si legge in una nota della Protezione civile regionale. Lo scenario riguarda tutta la Campania con alcune differenze.
Dalle 14 di oggi l’allerta con criticità Gialla interesserà esclusivamente le zone 2 (Alto Volturno e Matese); 3: (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini); 4 (Alta Irpinia e Sannio); 5 (Tusciano e Alto Sele) dove sono possibili fenomeni connessi al rischio idrogeologico da temporali (allagamenti, esondazione, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, frane e caduta massi). L’allerta per vento forte con raffiche e conseguente moto ondoso con possibili mareggiate continuerà invece ad interessare tutta la Campania. Si raccomanda alle autorità competenti di attuare tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile, di monitorare la corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni atmosferiche nonché di prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa.
Esondati il Busento e il Campagnano. Frazioni isolate, chiusi alcuni tratti stradali. Allerta gialla in 4 regioni. Frana a Vietri: 5 famiglie evacuate
Maltempo in Calabria
Prosegue l’ondata di maltempo sull’Italia. Oggi venerdì 13 febbraio è allerta arancione in Calabria che, dopo i danni del ciclone ‘Harry’, si trova, nelle ultime ore, a dover fronteggiare gli effetti del ciclone ‘Ulrike’. Allerta gialla invece in Umbria, Sicilia, Sardegna e Puglia.
Calabria – A preoccupare maggiormente è il Cosentino dove, a causa delle abbondanti precipitazioni, si registrano frane, smottamenti, voragini e alberi caduti in strada, tombini saltati e disagi alla circolazione. Proprio a Cosenza, il fiume Busento, in piena, è esondato nel tratto compreso tra Cosenza e Dipignano, invadendo le aree circostanti e causando allagamenti in diverse zone, e in queste ore è osservato speciale. “La situazione è critica, ma sotto controllo“, fa sapere, in un post, il sindaco della città dei Bruzi, Franz Caruso.
In una delle aree colpite, in particolare il quartiere ‘Massa‘, una famiglia di dieci persone risulta isolata; è stato richiesto l’intervento dell’elicottero proveniente dal Reparto Volo di Pontecagnano per il recupero. Al Consiglio nazionale delle Ricerche di Piano Lago, i vigili del fuoco stanno procedendo al recupero di fiale di sangue a seguito dell’allagamento dei frigoriferi dei laboratori. Anche il fiume Campagnano, a Rende, ha rotto gli argini, con l’acqua che ha invaso strade e aree urbane del territorio provinciale. In diverse zone si registrano pali dell’illuminazione pubblica divelti e trascinati dalla corrente. Numerose auto risultano danneggiate a causa dell’allagamento delle strade e della piena dei corsi d’acqua, in particolare in punti critici di Cosenza e dell’hinterland.
In provincia, a Carolei, due frazioni sono completamente isolate e un’abitazione è stata evacuata in via precauzionale. Anche a Casali del Manco, la frazione ‘Pedace‘ è completamente isolata a causa di una frana; a Rogliano, in contrada ‘Pianoimbuto‘, un’altra frana ha raggiunto un’abitazione e alcuni alberi e rami sono caduti lungo la A2, tra gli svincoli di Cosenza Sud e il borgo del Savuto, a seguito delle avverse condizioni meteo, causando rallentamenti in direzione sud. Monitorato anche il Tirreno cosentino, in particolare la cittadina di Paola, dove le mareggiate, dopo la precedente ondata di maltempo, continuano a minacciare la ferrovia. A Grisolia sono state tratte in salvo dieci persone mediante l’impiego di gommone fluviale. Nella sola provincia di Cosenza, dalle 22 di ieri i vigili del fuoco hanno concluso circa 50 interventi, mentre sono circa 80 le richieste ancora da evadere. Non è ancora possibile quantificare con precisione il numero di edifici privati e attività commerciali danneggiati; le aree maggiormente colpite risultano essere quelle prossime ai corsi d’acqua e alle arterie invase dall’acqua.
Chiuse per frane i seguenti tratti stradali in provincia di Cosenza: la Ss107 Silana Crotonese al km 37,300, in entrambe le direzioni, a Rovito a causa di due alberi caduti; la Ss19 Delle Calabrie dal km 290,000 al km 292,000, in entrambe le direzioni, a Santo Stefano di Rogliano; la Ss278 ‘Di Potame’ al km 13,300, in entrambe le direzioni, a Potame. Lo riferisce Anas aggiungendo che, sempre in provincia di Cosenza, a Cetraro, è stato chiuso per allagamento un tratto sulla statale 18 ‘Tirrena Inferiore’, in entrambe le direzioni, al km 294,800.
Per la caduta di alberi è chiusa anche la Nsa572 ‘Di Monte Cucco e Monte Pecoraro’ dal km 39,000 al km 43,000 a Serra San Bruno (Vv). Le deviazioni vengono segnalate in loco. Sul posto sono presenti le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione della viabilità e per il ripristino della normale circolazione nel più breve tempo possibile.
Anche la provincia di Catanzaro, dopo le devastazioni del ciclone ‘Harry‘, in particolare nel quartiere ‘Lido‘, è stretta nella morsa del maltempo. Il passaggio del ciclone ‘Ulrike‘ ha causato molteplici frane e allagamenti. Nel capoluogo, un muro di cinta nei pressi del sottopasso di via Molè è crollato e un grande masso è caduto in viale dei Normanni. Disagi nelle aree interne, lungo le arterie Provinciali: una porzione di terreno ha ceduto tra Tiriolo e Marcellinara e il tratto della Sp 19 è stato chiuso. Il maltempo non ha risparmiato nemmeno il lungomare di Reggio Calabria, dove alcuni lidi sono stati completamente distrutti. Danni anche alla tonnara di Palmi, mentre a San Lorenzo la furia di vento e pioggia ha stadicato l’Olmo secolare, simbolo della comunità. Stabilimenti balneari danneggiati anche nel Vibonese, in particolare nel tratto di costa da Tropea a Pizzo.
Campania – Cinque famiglie sono state evacuate oggi venerdì 13 febbraio a Vietri sul Mare (Salerno) a seguito della frana che si è staccata ieri dal costone sottostante la Ss 163 Amalfitana. Lo sgombero è stato disposto in via precauzionale: i Vigili del fuoco di Salerno intervenuti sul posto, hanno rilevato, dopo le valutazioni tecniche del caso, un potenziale rischio per le case e per la viabilità sovrastante, dal momento che il distacco del costone ha danneggiato le reti metalliche di protezione e invaso con i detriti una delle vie della cittadina salernitana, nelle vicinanze di alcune abitazioni. Ora la statale Amalfitana è interdetta al traffico. E’ previsto un vertice in prefettura con la Protezione civile e la Regione Campania per fare il punto della situazione e adottare tutte le iniziative necessarie per garantire la sicurezza.
Sicilia – Sono 132 gli interventi effettuati nelle ultime 24 ore dai Vigili del fuoco a Palermo a causa delle forti raffiche di vento. Ancora una trentina gli interventi in coda. In città sono caduti alberi, pali della luce e volate tettoie.
Il sindaco di Messina Federico Basile ha disposto l’integrazione delle funzioni di supporto del Centro operativo comunale (Coc) per far fronte alle criticità legate all’ondata di maltempo che ha colpito la città. Violente raffiche di vento e forti mareggiate lungo le coste tirreniche. “Abbiamo deciso di potenziare immediatamente il Coc per assicurare la massima protezione della città – afferma Basile – La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità e ogni intervento sarà coordinato con le strutture comunali, la Protezione civile e le associazioni di volontariato locali. Monitoreremo costantemente tutte le criticità, intervenendo tempestivamente per prevenire danni e fornire assistenza a chi ne ha bisogno, chiedendo anche la collaborazione attiva dei cittadini per segnalare situazioni di pericolo”.
“Il Coc è pienamente attivo e coordinato – aggiunge l’assessore comunale alla Protezione civile, Massimiliano Minutoli – Stiamo gestendo in tempo reale le segnalazioni dei cittadini e coordinando le squadre comunali per intervenire sui danni causati dal vento. L’obiettivo è assicurare una risposta immediata ed efficace alle emergenze generate dal maltempo”. L’amministrazione comunale invita tutti i cittadini a prestare la massima attenzione durante gli spostamenti.
Allerta meteo oggi su tutta la Regione. Il maltempo flagella anche la Sardegna e la Calabria
Allagamenti e traffico a Roma, foto Adnkronos
Nubifragio su Roma e città in tilt. Maltempo e pioggia oggi, giovedì 12 febbraio, non danno tregua alla Capitale con un quadro meteo che non accenna a migliorare. Dopo ore di precipitazioni, strade allagate in diversi quartieri e traffico in tilt nelle ore di punta.
Il maltempo, già da questa mattina all’alba, ha allagato strade e sottopassaggi con enormi disagi alla circolazione. Traffico da bollino rosso in tutti i quartieri della Capitale con particolari disagi all’ingresso.
L’allerta gialla sul Lazio – La Protezione Civile ha emesso un avviso di allerta gialla per oggi nel Lazio per le forti precipitazioni con raffiche di vento e temporali sparsi. Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni sulla base di un intenso flusso occidentale che porta la perturbazione dall’Atlantico.
Maltempo flagella anche Sardegna e Calabria – Non solo il Lazio, ma anche la Sardegna e la Calabria nella morsa del maltempo. In Sardegna violente raffiche di vento hanno colpito in particolare le province di Sassari e Nuoro, oltre 200 gli interventi portati a termine dai vigili del fuoco per alberi pericolanti e dissesti statici. Le criticità maggiori in Gallura, dove il vento ha divelto tetti e abbattuto alberi. Ad Arzachena i soccorritori sono intervenuti sulla SP14 per prestare assistenza a una persona rimasta bloccata sotto un albero caduto in strada.
Contemporaneamente, una forte perturbazione ha investito il territorio della Calabria, con la provincia di Catanzaro tra le aree più colpite: i vigili del fuoco hanno portato a termine 120 interventi, concentrati principalmente sulla messa in sicurezza di elementi costruttivi e sulla rimozione di alberi caduti o pericolanti.
Le previsioni meteo – L’Italia resta sotto l’influenza delle perturbazioni atlantiche anche questa settimana, con una fase di maltempo persistente che interesserà gran parte del Paese. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti meteo indicano un possibile ribaltone climaticoin vista di San Valentino, con un deciso cambio di scenario.
Un intenso vortice depressionario sarà alimentato da aria gelida in discesa dalla Lapponia, provocando un brusco calo delle temperature su molte regioni italiane. Il crollo termico sarà rapido e diffuso, segnando il passaggio da correnti miti e umide a masse d’aria decisamente più fredde di origine polare. Le attuali piogge potrebbero trasformarsi in nevicate già al Nord, con accumuli anche a quote basse. Secondo le previsioni meteo, nella giornata di domenica 15 febbraio (San Faustino) la neve potrebbe estendersi anche al Centro-Sud, raggiungendo localmente la bassa quota. Si prospetta dunque una settimana, caratterizzata dallo scontro tra correnti calde e umide di origine atlantica e successive irruzioni fredde polari dalla Lapponia. Un’alternanza che potrebbe portare fenomeni intensi e repentini cambiamenti del tempo su tutta la Penisola.
Almeno sette persone sono morte negli Stati Uniti a causa di unamostruosa tempesta invernaleche ha portato forti nevicate e ghiaccio dalla costa del Golfo al nord-est, lasciando più di un milione di persone nel sud senza elettricità e cancellando più di 10.000 voli.
Il Dipartimento della Salute della Louisianaha confermato due decessi correlati alla tempesta invernale nella parrocchia di Caddo. Secondo l’agenzia, due uomini di età sconosciuta sono morti per ipotermia.
Il sindaco di New York City Zohran Mamdani ha riferito che “almeno cinque newyorkesi sono morti e sono stati trovati all’aperto” sabato prima che iniziasse a nevicare.
“Sebbene non conosciamo ancora le cause della loro morte, non esiste un promemoria più potente dei pericoli del freddo estremo e di quanto siano vulnerabili molti dei nostri vicini, in particolare i senzatetto newyorkesi“, ha affermato Mamdani.
Ha aggiunto che la tempesta sta portando temperature più fredde per un periodo prolungato di quelle che New York City ha sperimentato negli ultimi otto anni.
“Fino a [18] pollici cadranno sul New England e 0,50 pollici di pioggia ghiacciata su parti delle valli del Mid-Atlantic e dell’Ohio/Tennessee“, ha riferito domenica il National Weather Service in merito alla forte nevicata e all’accumulo di ghiaccio previsti dalla tempesta invernale. “Inoltre, forti piogge si svilupperanno sulla valle del Mississippi inferiore domenica e su parti della valle del Tennessee lunedì.
“In seguito alla tempesta, le comunità dalle pianure meridionali a nord-est dovranno fare i conti con temperature gelide e venti gelidi pericolosamente freddi.“
Pedoni attraversano la strada lungo Broadway durante una tempesta invernale sabato a Nashville, Tennessee. Fotografia: George Walker IV/AP
Definendo le tempeste “storiche”, sabato Donald Trump ha approvato le dichiarazioni diemergenza federale in South Carolina, Virginia, Tennessee, Georgia, North Carolina, Maryland, Arkansas, Kentucky, Louisiana , Mississippi, Indiana e West Virginia.
“Continueremo a monitorare e a rimanere in contatto con tutti gli Stati interessati da questa tempesta. State al sicuro e al caldo“, ha scritto Trump in un post su Truth Social.
Diciassette stati e il Distretto di Columbia hanno dichiarato l’emergenza meteorologica, ha dichiarato il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS). Il segretario del DHS, Kristi Noem, in una conferenza stampa tenutasi sabato, ha invitato la popolazione a prendere precauzioni.
“Farà molto, molto freddo”, ha detto Noem. “Quindi incoraggiamo tutti a fare scorta di carburante e cibo, e supereremo questo momento insieme“. Ha aggiunto: “Abbiamo squadre di servizi che stanno lavorando per ripristinare la situazione il più rapidamente possibile“.
Guardian graphic. Source: Noaa. *Eastern Time
Il numero di interruzioni ha continuato ad aumentare. Alle 6:30 ET (11:30 GMT) di domenica, oltre 900.000 clienti statunitensi erano senza elettricità, secondo PowerOutage.us . Quasi 335.000 di queste interruzioni si sono verificate in Tennessee. Il Mississippi ne ha segnalate più di 178.000; la Louisiana oltre 145.000; e il Texas circa 93.000.
Sabato il Dipartimento dell’Energia ha emesso un’ordinanza di emergenza che autorizza l’Electric Reliability Council of Texas a distribuire risorse di generazione di riserva nei data center e in altre strutture importanti, con l’obiettivo di limitare i blackout nello Stato.
Domenica, il dipartimento ha emesso un’ordinanza di emergenza per autorizzare il gestore della rete, PJM Interconnection, a gestire “risorse specifiche” nella regione del Medio Atlantico, indipendentemente dai limiti imposti dalle leggi statali o dai permessi ambientali.
Persone in attesa di attraversare la strada a Times Square durante una tempesta invernale domenica a New York City. Fotografia: Heather Khalifa/AP
Il National Weather Service ha lanciato l’allarme per una tempesta invernale insolitamente estesa e di lunga durata, che avrebbe portato un accumulo di ghiaccio diffuso e pesante nel sud-est, dove si sarebbero potuti prevedere “impatti paralizzanti o localmente catastrofici”.
I meteorologi hanno previsto temperature record e venti gelidi pericolosamente freddi che si estenderanno ulteriormente nella regione delle Grandi Pianure entro lunedì.
Secondo il sito web di monitoraggio dei voli FlightAware, domenica sono stati cancellati più di 10.500 voli negli Stati Uniti. La società di analisi del settore aeronautico Cirium ha affermato che, fino a domenica mattina, la tempesta è l’evento di cancellazione con il numero più alto di voli dall’inizio della pandemia.
Lunedì sono statesegnalate più di 1.800 cancellazioni di voli . Sabato erano stati cancellati più di 4.000 voli.
Un Embraer 175 della United Airlines rulla per decollare mentre la neve cade sulla pista dell’aeroporto LaGuardia di New York domenica. Fotografia: Charly Triballeau/AFP/Getty Images
Le principali compagnie aeree statunitensi hanno avvertito i passeggeri di prestare attenzione a bruschi cambi di volo e cancellazioni. Delta Air Lines ha modificato il suo programma sabato, con ulteriori cancellazioni in mattinata per Atlanta e lungo la costa orientale, tra cui Boston e New York. La compagnia aerea ha comunicato che trasferirà esperti dagli hub per il freddo a supporto delle squadre di sghiacciamento e di gestione bagagli in diversi aeroporti del sud.
JetBlue ha dichiarato di aver cancellato circa 1.000 voli da sabato mattina a lunedì. United Airlines ha dichiarato di aver cancellato alcuni voli in località con le peggiori condizioni meteo previste.
Sabato, i gestori della rete elettrica statunitense hanno intensificato le precauzioni per evitare blackout a rotazione. Dominion Energy, le cui attività in Virginia includono il più grande complesso di data center al mondo, ha affermato che, se le previsioni di ghiaccio si fossero confermate, l’evento invernale potrebbe essere tra i più gravi a colpire l’azienda.
Strade distrutte, case sventrate, strade e ferrovie interrotte: il mare è arrivato fin dentro i paesi. Gli eventi sono stati definiti “secolari”: ora arriva la conta dei danni
Foto dei danni causati dal ciclone Harry al lungomare di Santa Teresa Riva, in provincia di Messina
Dopo il picco dell’ondata di maltempo causa dal ciclone Harryal sud Italia arriva il momento della conta dei danni. La protezione civile e le amministrazioni locali hanno avviato le prime stime dell’emergenza. I numeri superano il miliardo di euro. Le regioni più colpite restano Sicilia, Calabria e Sardegna, con problemi concentrati soprattutto lungo le coste, dove vento e mareggiate hanno distrutto ampie parti di litorale, invaso strade e provocato crolli e allagamenti.
Un miliardo di danni in Sicilia – In Sicilia, la riunione straordinaria della giunta regionale si è chiusa con la deliberazione dello stato di calamità regionale e la richiesta al governo nazionale dello stato di emergenza.La stima complessiva dei danni provocati dal ciclone Harry supera il miliardo di euro. In due giorni, il mare ha devastato infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e ricettive soprattutto lungo la fascia costiera jonica e in quella che si affaccia sul Canale di Sicilia.
Ai 741,5 milioni di euro, calcolati dalla Protezione civile regionale e comunicati stamani dal governatore Renato Schifani, si dovranno aggiungere, apprende l’Ansa da fonti istituzionali regionali, i mancati redditi delle attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi.
Torrenti di fango nelle strade, lungomari sventrati: i video – In Sicilia la fascia ionica e il Messinese compaiono tra le aree più martoriate nelle ricostruzioni dei media e nelle comunicazioni pubbliche: Sky TG24, in una fotogallery basata su immagini ANSA, descrive mare in città a Catania, famiglie evacuate e “strade trasformate in torrenti di fango” nel Messinese.
“Riuniremo il consiglio dei ministri la prossima settimana, dopo una sommaria istruzione da parte del dipartimento io proporrò e relazionerò al Consiglio dei ministri la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale“: a dirlo è il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, oggi a Santa Teresa Riva, uno dei comuni della provincia di Messina tra i più colpiti dalla furia del ciclone Harry. Il ministro ha fatto un sopralluogo sul lungomare distrutto per un lungo tratto dalle mareggiate.
“La richiesta – ha aggiunto – si accompagna anche alla deliberazione di una prima risorsa che consente agli enti locali di poter operare per i primi interventi, rimuovere detriti, ostacoli, il ripristino della viabilità e dei servizi essenziali“.
La Protezione civile: “Evitate molte morti” – “Un evento veramente straordinario, stiamo parlando di onde alte fino a 9 metri e mezzo. E in alcune zone della Sardegna in tre giorni è piovuto il quantitativo di otto mesi“. Così Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile nazionale, oggi a Cagliari per un sopralluogo sul litorale del Poetto, colpito dalla furia del ciclone Harry.
“Normalmente si è abituati a contare i morti, e invece non si riesce mai a sapere qual è il numero delle morti evitate- le parole di Ciciliano parlando con i cronisti- e questo è un elemento che secondo me va sottolineato. Significa che il sistema di allertamento delle regioni, ovviamente anche a livello nazionale, ha funzionato. E ha funzionato bene“. Qui l’evento ha impattato soprattutto sui litorali, ricorda, “luoghi ad altissima vocazione turistica, e quindi bisogna fare in modo che immediatamente ci si rimetta in moto per consentire l’immediata fruizione sia da parte dei cittadini, sia degli operatori economici“.
Per avere una quantificazione dei danni, aggiunge, “c’è bisogno di fare delle valutazioni di carattere tecnico. Sicuramente i danni sono molto ingenti, ma se mi si chiede una quantificazione, adesso io non sono in grado di farla. Nel momento in cui i tecnici faranno la loro valutazione, si andrà a misurare la quantità economica che è necessaria“. Quello che serve in questo momento per Ciciliano “è dare la possibilità e la serenità ai sindaci di potersi esprimere con le somme sulle urgenze, perché in alcuni casi i danni che sono stati registrati sui propri territori eccedono quello che è il bilancio comunale. Dobbiamo evitare che i sindaci abbiano la paura di spendere per il timore di fare debiti fuori bilancio“.
Calabria: “evento secolare” e onde fino a 16 metri nelle ricostruzioni – In Calabria si stimano 570mm di pioggia in 48 ore, citando anche “onde fino a 16 metri” e l’inondazione di Catanzaro Lido con le auto in mare. Si contano circa 336 interventi dei Vigili del fuocoin 24 ore tra allagamenti, dissesti, caduta alberi e danni da vento, con potenziamento delle squadre sul territorio.
Le coste ioniche calabresi sono state colpite da onde “che hanno raggiunto nove metri e mezzo, ciò significa una massa d’acqua alta come un palazzo di quattro piani che si è abbattuto sui litorali per diverse ore“, ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano, sintetizzando il fenomeno che ha interessato la Calabria per giorni dopo avere sorvolato in elicottero le zone colpite del catanzarese e del reggino e un sopralluogo nell’area del quartiere Lido di Catanzaro. “Stiamo parlando di un evento che ha impattato con venti di 100/110 chilometri orari” ha aggiunto.
Le spiagge “trasformate” in Sardegna – In Sardegna, la Regione ha deliberato lo stato di emergenza regionale fino al 22 gennaio 2027, collegandolo agli “eccezionali eventi meteorologici avversi” del 19, 20 e 21 gennaio nelle aree orientali e meridionali dell’isola. Le spiagge interessate sono irriconoscibili.
La presidente Alessandra Todde, durante un sopralluogo con il capo del Dipartimento di Protezione civile Fabio Ciciliano, ha parlato di danni “di centinaia di milioni” tra infrastrutture e beni culturali o ambientali. Mezzo miliardo di euro: si aggira su questo primo sommario conteggio l’ammontare che il governo metterebbe a disposizione per ristorare la Sardegna dopo il passaggio del Ciclone Harry che ha devastato gran parte delle coste. Da quanto si apprende da fonti della giunta regionale, il totale delle risorse per Sardegna, Sicilia e Calabria, si aggirerebbe intorno ai 2 miliardi complessivi. È ancora presto, comunque, per avere cifre precise
Il ciclone Harry non ha ancora allentato la sua presa sul meridione. Previste precipitazioni abbondanti e persistenti tra Sicilia, Calabria e Sardegna, con violente mareggiate, in particolare sulle coste ioniche
I danni causati dal maltempo nella giornata di martedì 20 gennaio, in Sicilia e in Sardegna
Il maltempo continua a flagellare il Sud Italia. Dopo i forti disagi registrati nella giornata di ieri, anche per oggi, mercoledì 21 gennaio, resta l’allerta rossa su tre regioni: Sardegna, Sicilia e Calabria. La perturbazione portata dal ciclone Harry, con temporali e forti raffiche di vento, non ha ancora allentato la presa e anche una parte della giornata di oggi sarà caratterizzata da mareggiate violente, in particolare lungo le coste ioniche.
Allerta rossa e arancione – La protezione civile evidenzia che “una circolazione depressionaria centrata sulla Tunisia continua a determinare maltempo e a richiamare correnti umide sud-orientali sulle regioni meridionali italiane“. Le previsioni meteo fanno riferimento a “precipitazioni abbondanti e persistenti su Sicilia e Calabria, specie sui versanti orientali, e intensa ventilazione di Scirocco che raggiungerà intensità di burrasca forte e raffiche fino a tempesta, con forti ed estese mareggiate sulle coste esposte“.
La mappa della protezione civile
L’avviso prevede il persistere di venti di burrasca dai quadranti orientali, dopo ieri, con raffiche fino a tempesta su Sicilia e Calabria, con forti mareggiate sulle coste esposte. “Si prevede, inoltre, il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale: sulla Sicilia, specie settori nord-orientali, e sulla Calabria, specie settori ionici, dove assumeranno carattere nevoso sopra i 1000-1200 metri“. Su queste basi, per la giornata di oggi 21 gennaio scatta quini “allerta rossa sul versante centro-meridionale della Sardegna, sul settore nord-orientale della Sicilia e sul settore ionico meridionale della Calabria. Valutata, inoltre, allerta arancione su alcuni settori di Sardegna, Sicilia e Calabria, gialla in Puglia, Basilicata e sui restanti territori di Sardegna, Sicilia e Calabria“.
Scuole chiuse, ripartono i treni – Il quadro meteo spinge diversi comuni ad adottare provvedimenti. In Sicilia, scuole, ville comunali e cimiteri ancora chiusi a Messina, Catania, Enna, Siracusa e in numerosi comuni delle varie province. Scuole chiuse anche in molti comuni della Calabria nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia. In Sardegna provvedimento analogo adottato a Cagliari.
In Sicilia tornerà verso la normalità la circolazione dei treni. Al termine delle verifiche tecniche della linea, riattivate alle 7.30 la Catania-Palermo, alle 13.15 la Caltanissetta-Agrigento e alle 14 la Siracusa-Caltanissetta.Riprende oggi, con alcune modifiche all’offerta, anche la circolazione sulla Messina-Catania-Siracusa, mentre resterà chiusa la Catania-Caltagirone.
È il sindaco Beniamino Garau che aggiorna riguarda quanto accaduto in queste ore.
“Si invita chi risiede nelle zone costiere a evitare qualsiasi spostamento non necessario”. È il sindaco Beniamino Garau che aggiorna riguarda quanto accaduto in queste ore: “Nel corso della notte e alle prime luci dell’alba la situazione rimane critica. È previsto un ulteriore peggioramento delle condizioni del mare, con un aumento dell’intensità e della forza del moto ondoso, che continua a interessare la costa e alcune strade delle lottizzazioni di Picciau, Maddalena e Frutti D’Oro. Sul posto sono operativi gli agenti della Polizia Locale, i Barracelli e la Protezione Civile, impegnati nel monitoraggio costante e pronti a fornire assistenza alla popolazione. Per necessità o segnalazioni, rivolgersi direttamente al personale presente sul territorio”.
Alberi crollati, strade allagate, linee elettriche e telefoniche ko: ecco i danni causati dal ciclone
A Cagliari un grosso albero è caduto in via dei Conversi, per una questione di pochissimi istanti non ha preso in pieno un automobilista perché “uscito in ritardo”.
Alberi crollati, strade allagate, linee elettriche e telefoniche ko: ecco i danni causati dal ciclone durante la notte. A Cagliari un grosso albero è caduto in via dei Conversi, per una questione di pochissimi istanti non ha preso in pieno un automobilista perché “uscito in ritardo”.
A Burceisquadre al lavoro per liberare la strada come a Samassi. “L’associazione di protezione civile Vab Sinnai Sarda Ambiente, che ringrazio pubblicamente per il grande lavoro che sta svolgendo nelle ultime ore, è dovuta intervenire per liberare la strada SS 125 da un albero caduto a causa del maltempo in direzione Burcei. Si raccomanda la massima prudenza” spiega il sindaco Simone Monni. “Nel corso della notte appena conclusa le principali criticità segnalate riguardano: la caduta di un ramo nella circonvallazione via Roma-via Cagliari (prontamente rimosso dai Barracelli Comune di Samassi attivi H24 sul territorio); diverse strade del centro abitato al buio (via Satta, via Montelatici, via Santa Margherita, via Municipio, via Cavour, via Torino, Piazza Italia) per le quali il COC comunale ha aperto le segnalazioni a EDISON e ENEL SOLE per la riattivazione dell’illuminazione pubblica” è la comunicazione del Comune di Samassi. “Considerato che, rispetto alla giornata di ieri, il vento è rinforzato, invitiamo la popolazione a prestare attenzione e a rispettare le prescrizioni adottate, evitando gli spostamenti non necessari e di sostare con i mezzi in prossimità di alberi.
La situazione è costantemente monitorata e sottocontrollo, ma si segue l’evoluzione delle condizioni meteo nella giornata odierna, in attesa delle comunicazioni ufficiali della Direzione Generale Protezione Civile – Regione Autonoma della Sardegna”.
A Capoterra il mare ha invaso parcheggi e un ristorante vino a Maddalena spiaggia, il maltempo durerà ancora tutta la giornata di oggi.
Proseguono le azioni di messa in sicurezza dei territori e dei residenti più esposti agli effetti del ciclone in transito anche in Sardegna. Intanto sospiro di sollievo per i due pastori ad Urzulei, bloccati dalla piena del Rio Margiani
Allerta maltempo, a Uta evacuate 10 persone in via precauzionale: alle 20 circa di questa sera i cittadini sono stati trasferiti dalla località Santa Lucia. Proseguono le azioni di messa in sicurezza dei territori e dei residenti più esposti agli effetti del ciclone in transito anche in Sardegna. Il comune di Uta ha comunicato che “a seguito delle avverse condizioni meteorologiche e dell’incremento delle portate affluenti, il Gestore ha disposto il rilascio controllato delle portate dalla diga di Genna Is Abis, secondo le valutazioni e le procedure previste dagli enti competenti. Tale operazione potrebbe determinare un innalzamento dei livelli idrici nei corsi d’acqua a valle della diga, con possibili fenomeni di piena, allagamenti localizzati e difficoltà di attraversamento, in particolare in corrispondenza di guadi, strade rurali, aree golenali e zone agricole. Si raccomanda pertanto di evitare l’attraversamento di corsi d’acqua, guadi e sottopassi, anche se apparentemente percorribili; di non sostare nelle aree prossime agli alvei, agli argini e alle zone soggette ad esondazione; di limitare gli spostamenti allo stretto necessario; di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità e agli eventuali provvedimenti di chiusura o interdizione”
Super mareggiata al Poetto di Cagliari: l’acqua invade la spiaggia e arriva ai chioschetti
Le onde, spinte dal vento di scirocco, hanno invaso la spiaggia portando schiuma e detriti, cancellando i confini tra sabbia e mare.
L’acqua è arrivata fino alle pedane del chiosco Palm Beach al Poetto, come testimoniano le riprese video di Dayala Martinez. Le onde, spinte dal vento di scirocco, hanno invaso la spiaggia portando schiuma e detriti, cancellando i confini tra sabbia e mare. Ilciclone “Harry” ha scatenato una mareggiata intensa lungo la costa sud della Sardegna, con il Poetto tra i tratti più colpiti. Il lungomare è stato lambito dall’acqua e alcune pedane e marciapiedi risultano sommersi. Gli stabilimenti balneari hanno dovuto sospendere le attività mentre passeggiare vicino alla battigia diventava pericoloso. La Protezione Civile ha invitato tutti a restare lontano dalla costa e a seguire le indicazioni di sicurezza. In poche ore il Poetto si è trasformato da luogo di passeggiate tranquille a scenario dominato dalla forza del mare. La mareggiata lascia immagini impressionanti e un chiaro promemoria della fragilità delle coste.
La settimana inizia all’insegna del maltempo: allerta rossa e arancione al Sud. Piogge torrenziali e intense raffiche di vento sono attese soprattutto tra Sardegna, Sicilia e Calabria
Sud Italia nella morsa del maltempo. Nelle prossime ore il ciclone mediterraneo Harry attraverserà lo Stivale, colpendo soprattutto le regioni meridionali e portando forti piogge, nubifragi e intense raffiche di vento. Per la giornata di oggi, lunedì 19 gennaio, il dipartimento della protezione civile hadisposto l’allerta rossa su gran parte della Sardegna, arancione su Sicilia e Calabria, e gialla in Basilicata e Toscana.
Allerta rossa e arancione – L’inizio della settimana sarà caratterizzato da venti di burrasca dai quadranti orientali sulla Sicilia, in estensione a Sardegna e Calabria, con intensificazione nella giornata di martedì 20 gennaio fino a burrasca forte con raffiche di tempesta, attese, inoltre, forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla serata di oggi pioggia diffusa, anche con temporali, su Calabria e Sardegna in particolare. In merito alle temperature, una circolazione depressionaria centrata sul Nord-Africa continua a richiamare correnti umide sud-orientali sul territorio del nostro Paese. Il risultato, tra la giornata di oggi e quella di martedì, è l’arrivo di piogge abbondanti e persistenti sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, specie sui versanti orientali. A completare il quadro, raffiche violente di scirocco con forti ed estese mareggiate lungo le coste esposte.
La mappa della protezione civile Rischio nubifragi
Rischio nubifragi – Come spiegano gli esperti di 3bmeteo, sono previste piogge molto abbondanti in alcune zone: “Oltre ad acquazzoni e temporali, con accumuli pluviometrici totali localmente anche oltre i 400/600 mm sui versanti orientali dei rilievi sardi e siculi, così come su quelli ionici dell’Appennino calabrese, saranno soprattutto i venti e le mareggiate a destare maggiore preoccupazione. L’effetto stau che si genererà a ridosso dei versanti esposti dei rilievi isolani e calabresi favorirà le precipitazioni più intense e persistenti, con un potenziale rischio di nubifragi e dissesti idrogeologici.”. Per la giornata di oggi è atteso un sensibile incremento della ventilazione tra Sicilia, Sardegna, Ionio meridionale e Tirreno centro-meridionale, con raffiche entro sera prossime ai 100/110 km/h su Mare e Canale di Sicilia. Previste raffiche serali tra 70 e 90 km/h su Sicilia e Sardegna, 60/70 km/h su Lametino e Reggino.
“Restate a casa” – Come detto, nell’occhio del ciclone c’è la Sardegna, con i fenomeni più intensi che riguardano soprattutto il sud dell’isola. Ma le aree interessate sono anche quelle dell’ Iglesiente, Flumendosa Flumineddu e Gallura. Le raccomandazioni: consigliabile restare nelle proprie abitazioni, dal locale seminterrato o dal piano terra meglio salire ai piani superiori. Un invito anche a limitare i trasferimenti in auto ai soli casi di urgenza, mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare, sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile. Scatta anche il divieto di attraversare torrenti in piena sia a piedi che con qualsiasi mezzo, di sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti e fiumi e di attraversare sottopassi. A Cagliari domani e martedì chiudono scuole e università. Disposto anche lo stop di uffici pubblici, cimiteri, impianti sportivi, mercati civici, parchi pubblici, centri d’arte le biblioteche. Dal Comune un invito alla popolazione a prestare particolare attenzione, a causa del vento, delle piogge e delle mareggiate previste. Massima cautela in tutta la città. Dai social il sindaco Massimo Zedda avverte: “Cercate di evitare le zone costiere e di ridurre al minimo gli spostamenti“. Analoghi provvedimenti in tutto il Cagliaritano: tra i primi a emanare ordinanze di chiusura Assemini e Quartu. A causa dell’allerta maltempo rinviata a data de destinarsi la conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in programma domani nel palazzo di via Roma a Cagliari.
Scuole chiuse anche in Sicilia – Scuole chiuse oggi anche in tre città della Sicilia a cause delle avverse condizioni meteorologiche. A Messina, a Catania e Agrigento i sindaci hanno firmato l’ordinanza. A Messina prevista, inoltre, la chiusura di tutti i cimiteri comunali, delle ville comunali e degli impianti sportivi comunali. Quest’ultimi saranno chiusi anche a Catania insieme a musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto. Ad Agrigento le scuole resteranno chiuse anche martedì 20.
Codice giallo in Toscana – La sala operativa della protezione civile regionale della Toscana ha emesso un bollettino di criticità con codice giallo per vento che, dalle ore 13 di oggi, lunedì 19 gennaio, interesserà le pianure centro-settentrionale della regione: l’area fiorentina, il bacino Bisenzio-Ombrone pistoiese, il Valdarno inferiore e la Valdelsa-Valdera. Nel pomeriggio di oggi potranno esserci nevicate, inizialmente oltre 1000-1200 metri e in calo, nella sera, fino a circa 500 metri su Alto Mugello e versanti orientali dell’Appennino in genere. Codice giallo oggi a Firenze per rischio vento forte. L’allerta riguarda, oltre la nostra città, anche i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
“L’Aniene è esondato questa mattina presto e l’acqua, a causa delle incessanti piogge continua ad uscire ed entrare nell’alveo del fiume. Al momento la zona più colpita è quella di Ponte Mammolo, non a diretto contatto con le abitazioni, alcune persone che si trovavano sul posto sono state allontanante a scopo precauzionale“. Così all’Adnkronos Giuseppe Napolitano, capo del dipartimento di protezione civile di Roma.
“Con le piogge incipienti, speriamo terminino presto, potremmo avere problemi con il fosso di Pratolungo che passa sotto la Tiburtina – aggiunge Napolitano – potrebbe crearsi una risacca d’acqua che potrebbe invadere la Tiburtina, ancora non è così, stiamo monitorando“.
In 48 h pioggia di un mese – “La quantità di pioggia caduta in questi due giorni ha esaurito e superato abbondantemente la quantità di pioggia di tutto il mese di gennaio. La rete per ora regge, non abbiamo crisi importanti. I municipi più colpiti sono il IV, V e VI“, ha detto ancora Napolitano. “Da domenica pomeriggio ad oggi posso dire che tutta la struttura capitolina e vigili del fuoco stiano reggendo molto bene all’impatto di questo momentaneo passaggio di maltempo che, – conclude Napolitano – stando alle previsioni meteo, dovrebbe esaurirsi in serata“.
A1 bloccata per la neve, chiuso il casello di Firenze nord
Tanti i chilometri di fila – Autostrade per l’Italia segnala che sono in atto intense nevicate sulla A1 Milano-Napoli tra Rioveggio e Calenzano (Firenze) e alla diramazione per Ravenna: è stato chiuso il casello di Firenze nord in entrambe le direzioni. Sulla A1 tra Firenze Impruneta e il bivio per la A11 Firenze-Pisa nord verso Bologna si registrano 8 km di coda per la regolazione traffico puntuale all’altezza del km 280+400 e il traffico scorre su una corsia. Inoltre nevica debolmente in A1 tra Sasso Marconi e Rioveggio, tra Valdarno e Arezzo, e sulla Direttissima, mentre in A14 Bologna-Taranto tra Bologna Fiera e Fano.
In provincia di Pisa – Nevicate a bassa quota su tutta la Toscana, nel giorno dell’Epifania. Qui siamo sul Monte Serra, in provincia di Pisa, dove si viaggia solo con le catene o le gomme termiche.
Impatto significativo sul traffico aereo proprio sotto le feste natalizie
Neve a Times Square(Afp)
Una tempesta di neve a New York e in alcune zone dei Grandi Laghi e del Nordest degli Stati Uniti sta avendo un impatto significativo sul traffico aereo proprio sotto le feste natalizie.
Circa 800 voli sono stati cancellati sabato nel Nord Est degli Stati Uniti e a New York. Secondo FlightAware, che monitora il traffico aereo, oggi sono stati cancellati 796 voli a livello nazionale. Il giorno precedente ne erano stati cancellati 1.659. Il maltempo ha colpito durante il periodo di viaggi successivo al Natale, quando milioni di persone sono in movimento.
Il National Weather Service aveva previsto fino a 17 centimetri di neve per New York, con la possibilità di nevicate ancora più abbondanti in alcune zone. Le condizioni dovrebbero migliorare gradualmente nel corso della giornata di oggi. Le autorità cittadine hanno invitato i residenti a evitare spostamenti non necessari e a rimanere a casa, ove possibile.
FlightAware ha precisato che le cancellazioni hanno riguardato principalmente i tre principali aeroporti di New York – John F. Kennedy International, LaGuardia e Newark Liberty International, nel vicino New Jersey. Le autorità aeroportuali hanno consigliato ai passeggeri di verificare con le proprie compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto. Decine di ulteriori cancellazioni sono state segnalate negli aeroporti di Filadelfia e Baltimora, nonché a Toronto, il principale centro economico del Canada.
L’area metropolitana di New York, si legge su Nbc New York, è ricoperta da diversi centimetri di neve fresca, proprio nel momento in cui si prevede che milioni di persone si metteranno in viaggio dopo le vacanze di Natale.
New York ha ufficialmente registrato più di 10 cm di neve a Central Park. La neve è caduta particolarmente copiosa nelle zone a nord e a est della città. Diverse comunità nella valle dell’Hudson e nel Connecticut hanno registrato 23 cm di neve.
Nubifragi e temporali sull’Italia in un giorno di festa. Rischio idraulico elevato in Emilia-Romagna, allerta gialla in altre quattro regioni
Un Natale segnato dal maltempo su gran parte del Paese. Verifiche e monitoraggi continui sono in corso dopo le forti piogge che, dal Nord al Centro-Sud, stanno causando criticità. In Emilia-Romagna la Protezione civile ha diramato allerta rossa e arancione per rischio idraulico e idrogeologico nelle aree di pianura tra Bologna, Ferrara e Ravenna.Sotto osservazione gli affluenti di destra del Reno, in particolare l’Idice, per il quale non si escludono esondazioni. Allerta gialla in altre zone dell’Emilia-Romagna e in Lazio, Puglia, Campania e Toscana. Segnalata neve sul Ponente ligure e sull’Appennino toscano, mentre a Trieste soffia bora forte. In Lombardia una frana ha interessato Valdidentro, in alta Valtellina. Le autorità invitano alla massima prudenza e a limitare gli spostamenti nelle aree più esposte.
10:30 – A Venezia condizioni in miglioramento, sistema Mose non attivo – Migliorano al momento le condizioni meteorologiche su Venezia dove si sono registrati 95 cm di acqua alta: il sistema Mose non sarà attivo. Il Centro Maree del Comune prevede per domani e sabato condizioni di marea normale.
09:31 – Il bollettino della Protezione civile per la giornata di oggi – Resterà operativo 24 ore su 24 il centro operativo regionale della Protezione civile in Emilia-Romagna, dopo l’allerta rossa diramata per un’area che comprende la pianura bolognese e parte delle province di Ferrara e Ravenna. Sono attese precipitazioni diffuse e persistenti, in particolare sul settore centrale della regione. Al momento, il corso d’acqua che desta le maggiori preoccupazioni è l’Idice, alle porte di Bologna: l’affluente del Reno ha superato la soglia di attenzione. Intanto, torna la neve in montagna. La quota neve, ora intorno ai mille metri, potrebbe scendere fino alle aree collinari. In apertura gli impianti sciistici del Corno alle Scale e del Cimone.
Ancora una volta il maltempo mette in ginocchioMarano. Un violento temporale abbattutosi sulla città ha provocato danni ingenti, riportando alla luce criticità ormai croniche del territorio.Decine gli interventi dei vigili del fuoco, chiamati a operare senza sosta per auto finite nei tombini divelti dalla forza dell’acqua e per alberi crollati in diverse zone del comune. Particolarmente colpita la zona della Cesina, parte collinare della città, dove la caduta di alberi ha creato disagi alla circolazione e momenti di paura tra i residenti. Ma la situazione non è stata migliore lungo i principali corsi cittadini: strade completamente allagate, traffico in tilt e fiumi d’acqua che hanno trascinato rifiuti di ogni genere.
La spazzatura, trascinata dalla pioggia, si è riversata ovunque, finendo anche all’interno di numerosi esercizi commerciali. Al corso Umberto e al corso Mediterraneo diversi negozi sono stati invasi dall’acqua,causando danni a strutture e merci. I commercianti parlano dell’ennesimo episodio che si ripete puntualmente a ogni temporale.
Esonda fiume Torre, persone sui tetti. Dichiarata emergenza, firmata mobilitazione mobilitazione nazionale. La premier Meloni: “Vicina alle comunità colpite”. Forte maltempo anche in Liguria e Toscana
Esondazione del fiume Torre
Il maltempo sta mettendo in ginocchio il Friuli Venezia Giulia che ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto la mobilitazione nazionale. Forti piogge si sono abbattute sulla regione causando situazioni di grave criticità in particolare nelle province di Gorizia e Udine. Oltre 250 gli interventi effettuati finora, 242 i vigili del fuoco in azione.
A Cormons la frana su tre edifici, esondato il fiume Torre – La situazione più complessa a Cormons, nel Goriziano, dove una frana ha coinvolto tre edifici e le macerie hanno travolto due persone: è stato intanto stato recuperato dai Vigili del Fuoco il corpo senza vita di Quirin Kuhnert, 32enne tedesco, mentre proseguono le ricerche della donna anziana dispersa. Un’altra persona è stata invece estratta viva.
I Vigili del fuoco stanno operando con natanti leggeri e l’elicottero del Reparto Volo di Venezia nell’abitato di Versa, frazione di Romans d’Isonzo. Dopo l‘esondazione del fiume Torre, alcune persone si sono rifugiate sui tetti delle abitazioni e sono in corso le operazioni di soccorso ed evacuazione. La maggior parte degli interventi si registrano in provincia di Udine, con i comuni di Palmanova, Trivignano Udinese e Manzano particolarmente colpiti. Decine le operazioni svolte finora per soccorrere autisti in difficoltà, persone bloccate in casa dall’acqua, allagamenti e smottamenti. Da Lombardia, Veneto e Emilia Romagna sono giunte squadre specializzate nel soccorso alluvionale e moduli dotati di idrovore ad alto pompaggio per supportare i comandi locali nelle operazioni di soccorso.
“Le piogge di questa notte hanno causato gravi danni e problemi su tutto il nostro territorio. C’è una massiccia presenza di forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile che lavorano incessantemente“. Così, sui suoi canali social, il sindaco di Cormons Roberto Felcaro che ha aggiunto: “Prestate molta attenzione quando vi mettete in auto perché alcune strade risultano ancora allagate e altre sono piene di detriti“. “Ho disposto la chiusura delle scuole per la giornata di oggi considerate le condizioni di viabilità e di rischio. Ci stiamo tutti adoperando per fronteggiare al meglio la situazione”, ha concluso.
Friuli Venezia Giulia dichiara emergenza regionale – “A seguito dell’ondata di maltempo che ha investito la Regione e in particolare i comuni di Cormons e di Romans d’Isonzo proroghiamo l’allerta la cui scadenza era fissata alle 12 di oggi, dichiariamo l’emergenza regionale e chiediamo la mobilitazione nazionale per avere il supporto delle altre Regioni: la priorità però ora sono le persone, con i due dispersi a Brazzano di Cormons, che speriamo di poter ritrovare al più presto e in buone condizioni, e i trecento residenti di Versa” dove è esondato il Torre. Così l’assessore regionale alla Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova.
Musumeci firma mobilitazione straordinaria Protezione civile – “Accogliendo la richiesta avanzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ho appena firmato il decreto per disporre, a supporto della Regione, lo stato di mobilitazione straordinaria del servizio nazionale di Protezione civile. Il provvedimento si è reso necessario dopo l’ondata di maltempo che da ieri ha investito alcune province di quella Regione. Con la firma del decreto, consentiamo al nostro Dipartimento nazionale di assicurare il coordinamento dell’intervento del Servizio nazionale della protezione civile, a supporto delle autorità regionali, allo scopo di concorrere al contrasto degli eventi estremi”, ha poi dichiarato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.
Meloni sente Fedriga: “Vicini alle comunità colpite” – Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, per essere aggiornata sulla situazione di maltempo che sta colpendo il territorio. La premier, spiegano le stesse fonti, sta seguendo con attenzione l’evolversi degli eventi e mantiene un contatto diretto con il ministro Musumeci e con il Dipartimento della Protezione civile.
Meloni ha inoltre espresso la vicinanza alle comunità interessate e ha rivolto un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini impegnati nelle operazioni di soccorso.
Liguria – In Liguria i danni del maltempo riguardano principalmente il genovesato, dove l’allerta è stata arancione da mezzogiorno alla mezzanotte di ieri. Tra ieri pomeriggio e stanotte nelle zone più centrali sono caduti un muro, a Marassi, e diversi alberi, tra cui uno sui binari della funicolare Sant’Anna, che ha provocato l’interruzione del servizio per alcune ore con passeggeri bloccati in cabina.
I Vigili del fuoco sono al lavoro, anche per scongiurare che non ci sia nessuna persona rimasta sotto al muro crollato a Marassi, mentre si teme per il rischio frane dovuto al terreno sui cui sono cadute grandi quantità di precipitazioni in poco meno di 48 ore. Interventi per frane e alberi caduti sono stati effettuati anche nelle province di Imperia e Savona.
Disagi provocati dal maltempo anche sulla linea ferroviaria nel genovese. Questa mattina intorno alle 8 un albero si è abbattuto sui binari tra Borzoli e Acquasanta provocando ritardi fino a 90 minuti. Il regionale 12117 Acqui Terme-Genova Brignole è arrivato a destinazione alle 9.57 anziché alle 8.33 come programmato. Il regionale 12119 da Acquiterme a Genova Principe è stato cancellato a Campo Ligure. Il convoglio oggi arriva fino ad Acquasanta.
Toscana – Una frana di vaste proporzioni ha interessato nella serata di ieri una casa in via Casone, a Pietrasanta (Lucca), schiacciando alcune vetture parcheggiate. Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco del comando di Lucca, con il personale del distaccamento di Pietrasanta. Non si registrano feriti. Secondo le prime informazioni, il movimento franoso — probabilmente favorito dalle intense precipitazioni delle ultime ore — ha coinvolto il versante a ridosso dell’abitazione, trascinando con sé materiale che ha sommerso diverse auto. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area e avviato le verifiche di stabilità dell’edificio.
Un fulmine ha colpito questa mattina il campanile della chiesa di San Leonardo in Treponzio, nel comune di Capannori (Lucca), rendendo necessario l’intervento immediato dei Vigili del fuoco.
Un nubifragio si è verificato a Massa nella notte con 73 mm di pioggia caduti in un’ora. Rovesci e temporali si sono estesi dalle zone di nord-ovest al resto della Toscana, in particolare sulle zone settentrionali.
Allerta gialla in 6 regioni – Il maltempo non molla l’Italia neanche oggi. L’allerta gialla riguarda sei regioni del Centro-Nord oggi: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Toscana e Umbria.
Due dispersi in Friuli Venezia Giulia. Una frana ha travolto nella notte un’abitazione a Brazzano di Cormons, nel Goriziano.Una persona è stata estratta viva dalle macerie dai vigili del fuoco, affiancati dai volontari della Protezione civile, che stanno cercando due dispersi. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari inviati dalla centrale operativa Sores Fvg con più ambulanze, automedica ed equipaggio dell’elisoccorso. La persona ferita, con una frattura a una gamba, è stata trasferita all’ospedale di Udine. Un violento temporale nella notte ha colpito la regione.
Squadre di soccorso e Soccorritori fluviali dei comandi di Trieste e Pordenone sono state inviate in supporto al personale di Udine e Gorizia insieme al nucleo regionale Gos (Gruppo operativo speciale). Dal Veneto è arrivata la squadra Usar (Urban search and rescue) per la ricerca delle persone disperse sotto le macerie.
Duecento chiamate ai vigili del fuoco – Il maltempo ha colpito duramente la zona tra Palmanova e la provincia di Gorizia, con i danni più pesanti registrati proprio a Cormons dove sono caduti 152 millimetri di acqua in sole sei ore. Il fiume Judrio è tracimato, causando allagamenti diffusi.
Gli scantinati dell’ospedale di Palmanova risultano sommersi dall’acqua, ma non ci sono problemi per i pazienti. Disagi anche sulle strade a Visco, Trivignano e Chiopris Viscone. Ai vigili del fuoco di Udine sono arrivate circa duecento richieste di intervento dalla mezzanotte, mentre numerose chiamate hanno impegnato anche il comando di Gorizia. A causa dell’ondata di maltempo la Protezione civile aveva diramato l’allerta gialla.
Dopo una giornata complessa, oggi la Liguria si prepara per l’allerta arancione. Aggiornamenti, immagini e video della situazione oggi, domenica 16 novembre
Dopo l’allerta gialla che insiste da ieri, oggi alle 12 Genova è entrata in allerta arancione che, prorogata, durerà fino alla mezzanotte, poi ancora allerta gialla fino alle 8 di domattina.
La sindaca del capoluogo ligure, Silvia Salis, ha lanciato un appello invitando i cittadini a restare a casa in queste ore complicate.
Gli aggiornamenti in tempo reale: strade chiuse, allagamenti, alberi caduti – Ecco tutti gli aggiornamenti in diretta di oggi, domenica 16 novembre.
Intorno alle 13,45 è stata chiusa la via Aurelia in zona Pizzo ad Arenzano, misura che Anas intraprende per motivi di sicurezza con l’allerta arancione combinata alla pioggia forte. L’unico modo per spostarsi per/da Genova è prendendo l’autostrada A10 (ricordiamo che ancora oggi la circolazione ferroviaria tra Cogoleto e il nodo di Genova è ferma per lavori).
Verso le 13 i vigili del fuoco stanno operando in via dei Mille per un grosso ramo di albero caduto.
Alle 11,40 via Tortona è stata chiusa per un albero caduto all’altezza del civico 50. La strada è stata riaperta per le 12,40.
Alle 10,45la polizia locale segnala acqua sulla carreggiata della sopraelevata Aldo Moro: “Prestare attenzione”.
Alle 10,30 piazza Palermo, in centro, è attraversata da un “fiume” d’acqua proveniente dalla galleria Goffredo Mameli. La strada, in pendenza, rende il tratto terminale di via Barabino verso la piazza una vera piscina.
Alle 10,15 i vigili del fuoco sono ancora all’opera in viale alla Pineta per rimuovere un albero caduto che ha lasciato senza elettricità alcune famiglie. La strada risulta chiusa all’altezza del civico 30 r.
Poco prima delle 9, allagamenti anche in via Rossini, all’imbocco del ponte Polcevera. Il presidente del Municipio Valpolcevera, Michele Versace, ha reso noto che è stato richiesto l’intervento dell’autospurgo, segnalando anche accumuli d’acqua e fango nelle zone collinari, tra via Maritano e Linneo.
Alle 8,50si segnalano allagamenti sulla strada in via Rubaldo Merello.
Alle 8,30la polizia locale ha chiuso il sottopasso di via Milano, in direzione via Milano vecchia, per allagamento. Resta aperto in direzione via di Francia.
Alle 7,30 la protezione civile di Genova ha segnalato forti rovesci in corso sulla Val Bisagno: “Prestare attenzione e seguire gli aggiornamenti“.
Permane la chiusura del sottopasso di via Brin.
Cento richieste di soccorso ai vigili del fuoco nella notte – Oltre 100 le richieste di soccorso arrivate ai vigili del fuoco nella notte per il maltempo, fortunatamente di minore entità rispetto a quelli di ieri.
È terminata prima dell’alba la rimozione dell’albero che gravava su via Lamberto Loria, un pino di grosse dimensioni.
Pegli, oltre 150 metri cubi di terra rimossi – Aster nel frattempo ha lavorato senza sosta per garantire sicurezza e viabilità. Nella notte in via Niccolosio da Recco, a Pegli, le squadre sul posto nella notte hanno rimosso i detriti della frana: oltre 150 metri cubi di terra e pietre rimossi.
Numerosi interventi anche in altre zone della città come via Calda, dove è stato messo in sicurezza un tratto interessato dal cedimento di un muro.
Intanto il settore verde di Aster è attivo su tutto il territorio, impegnato nella gestione di alberature e aree verdi colpite dal maltempo con gli interventi più complessi in via Martiri e questa mattina in viale alla Pineta, per una grande pianta in bilico sulla strada.
I danni di sabato – Il maltempo ha iniziato a flagellare il territorio ieri causando svariati danni tra allagamenti, l’esondazione del rio Fegino, alberi pericolanti, smottamenti, muri crollati, downburst e trombe d’aria che hanno causato anche la caduta di container al porto di Pra’. Particolarmente colpite le zone del ponente genovese e della Valpolcevera.
Il tutto reso ancora più complesso da un allagamento che ieri mattina ha implicato la chiusura della via Aurelia ad Arenzano, contemporaneamente al blocco dell’A10 causa incidente e allo stop dei treni (anche oggi) per lavori: una serie di circostanze che hanno provocato almeno mezza giornata di completa paralisi del traffico a ponente.
Paura anche, in serata, per tre ragazzi che risultavano dispersi ma che alla fine sono riusciti a tornare a casa autonomamente: avevano il cellulare scarico e non erano riusciti a contattare le famiglie.
Divieti e chiusure a Genova – Viste le condizioni critiche e i danni al territorio, il Coc di Genovagià da sabato sera ha introdotto il divieto di transito a motocicli, mezzi telonati e furgonati sulla sopraelevata.
Da stamattina, e già in allerta gialla, per motivi precauzionali sono chiusi parchi, giardini e cimiteri su tutto il territorio comunale. Chiusi tutto il giorno Museo del Risorgimento, Museo Archeologico e Muce-Museo Certosa di Genova.
In via Nicoloso da Recco, a Pegli, nell’area interessata dal crollo di un muraglione, permangono le criticità legate allo smottamento, numerosi i nuclei familiari della zona privi del servizio di distribuzione gas: ieri è stata attivata la protezione civile comunale per l’eventuale fornitura di cibo e acqua.
Sempre a Pegli, per motivi di sicurezza, chiusura temporanea di via Beato Martino da Pegli a causa del distacco dei tiranti dei lampioni dell’illuminazione pubblica.
Fino al termine dell’allerta meteo restano chiusi i sottopassi pedonali e il sottopasso di Brin.
Si segnala il divieto di sosta:
su entrambi i lati di via Pontetti, fino all’intersezione con il civico 14C di via Isonzo. Rimozione forzata dei veicoli inadempienti.
in via Percy Bysshe Shelley, tratto compreso tra il civ. 161 e l’intersezione con via Monaco Simone e lungo l’asse principale nel tratto compreso fra i civici 15 e 79. Rimozione forzata dei veicoli inadempienti.
Vietato il transito pedonale sulla passerella di passo Carlineo sul torrente Chiaravagna.
Per tutta la durata dell’allerta arancione prosegue il monitoraggio dei principali corsi d’acqua del territorio comunale da parte dei volontari di protezione civile e della polizia locale.
I parcheggi: cosa succede con l’allerta arancione – A Genova, i possessori di tagliandi Blu Area A (Foce), B (Foce), C (Bassa Val Bisagno), R (San Fruttuoso) e T (Marassi) che abbiano opzionato le suddette zone come prima scelta, e i possessori dei tagliandi Blu AreaFB e FC, in concomitanza dello stato di allerta arancione possono parcheggiare gratuitamente in tutte le zone Blu Area, a partire da 3 ore prima della decorrenza dell’allerta e fino alle ore 12 del giorno successivo della cessata allerta.
La disposizione è valida anche per i residenti di via Fereggiano e corso De Stefanisnon in possesso del tagliando Blu Area (che dovranno esporre la carta di circolazione, in originale o in copia).
Maltempo in Liguria: un violento temporale ha colpito durante la notte il Ponente genovese e la Val Polcevera. All’alba una frana è caduta sull’Aurelia all’altezza di Vesima, interrompendo la circolazione. Numerosi gli allagamenti tra Val Polcevera e Sampierdarena, dove alcuni sottopassi sono stati chiusi. Una bomba d’acqua nell’Imperiese ha causato decine di allagamenti e la perturbazione sta ora interessando anche la zona di Ventimiglia. Per il Centro-Ponente ligure resta in vigore l’allerta gialla per temporali: fino alle 15 nell’Imperiese e fino alle 18 nella provincia di Genova.
Temporali forti su Liguria, frane e traffico in tilt nel Ponente – Piogge molto intense sulla Liguria, effetto delle strutture temporalesche che dalla notte stanno sferzano il settore centrale della Regione, in allerta meteo gialla fino alle 18 con possibili prolungamenti e modifiche allo studio in queste ore. Un sabato difficile con allagamenti puntuali a Genova città, tra cui il sottopasso di Brin, quello di via Milano e via Perlasca. In mattinata chiusure a singhiozzo nel ponente sull’Aurelia in direzione di Arenzano per una frana all’altezza della galleria del Pizzo. Sempre per ilmaltempo un mezzo pesante in transito sull’autostrada A10 si è intraversato causando il blocco delle carreggiate in direzione Genova. Lunghe code e traffico in tilt per chi arriva da ponente diretto nel centro città, il tratto autostradale è stato chiuso per ripristini con possibili riaperture nel primo pomeriggio.
Frana sulla Aurelia, chiusa la Statale 1 ad Arenzano – La strada statale 1 Aurelia è provvisoriamente chiusa all’altezza di Arenzano, in provincia di Genova, a causa della presenza di detriti e fango sulla carreggiata. Lo comunica Anas precisando che il traffico, all’altezza del km 547,450, è deviato in entrambe le direzioni.I tecnici e le squadre Anas sono intervenuti per la gestione della viabilità, per valutare gli interventi necessari a ripristinare la sicurezza e quindi riaprire al traffico nel più breve tempo possibile.
A Genova torrenti sotto livello massima – Malgrado le forti precipitazioni registrate nelle scorse ore sul ponente di Genova, il livello dei principali corsi d’acqua (Leira, Cerusa, Varenna, Branega, San Pietro) rimane al di sotto delle soglie idrometriche di guardia. Lo rende noto il Comune di Genova dopo l’allerta gialla per temporali scattata a mezzanotte. Chiusi i sottopassi di Brin e via Degola dove sono presenti presìdi della Polizia Locale e delle squadre di Protezione Civile, impegnati anche nel monitoraggio dinamico del territorio. La frana di via Rubens, verificatasi all’altezza della galleria Pizzo, non ha interessato il territorio comunale . La sindaca Silvia Salis è in contatto costante con la Sala Emergenze della Protezione Civile dove è presente l’assessore Massimo Ferrante.
Nuove piogge in arrivo, domani allerta arancione dalle 12 – Prosegue la fase perturbata che sta interessando la regione in queste ore, in estensione su domani con un’ulteriore intensificazione del maltempo e temporali ancora forti e persistenti: la Liguria si prepara a veder aumentare l’allerta meteo da gialla ad arancione a partire dalle 12 di domani per i bacini piccoli e medi in tutti i settori. Osservati speciali i torrenti e i corsi d’acqua, non si escludono innalzamenti repentini dei livelli idrometrici nelle diverse aree regionali.
Sassi e detriti si sono abbattuti sul muro della parrocchia. Danni anche al cimitero. Entrambi gli edifici sono stati dichiarati inagibili
A Brienno sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Como
Brienno (Como), 2 novembre 2025 –Le forti piogge cadute domenica pomeriggio sul territorio della provincia di Como hanno provocato il distacco di un fronte franoso sopra il Comune di Brienno, sulla sponda orientale del ramo occidentale del lago. I vigili del fuoco hanno rilevato la presenza di due massi delle dimensioni di circa 25 metri cubi ciascuno, staccatisi da un costone sovrastante l’abitato; uno dei due massi si è arrestato in prossimità del cimitero del paese, mentre il secondo ha sfondato una parete della piccola chiesa situata più a valle.
Nella chiesetta i vigili del fuoco hanno recuperato diversi beni di valore, affidandoli al parroco e a personale dell’amministrazione locale. L’area, a rischio crollo, è stata messa in sicurezza, l’accesso precluso al transito pedonale. I danni al primo piano del camposanto hanno avuto come conseguenza la chiusura temporanea della struttura. Il 7 luglio del 2011 ben sette frane si abbatterono sul borgo del lago, per fortuna senza provocare feriti. Fango e detriti distrussero due case e un ponte romanico.
Almeno due persone sono morte giovedì negli scantinati allagati dopo le piogge record in alcune zone di New York City, che hanno allagato anche alcune strade e stazioni della metropolitana. I dati preliminari hanno mostrato che a Central Park sono caduti 45,7 mm (1,8 pollici) di pioggia, superando il record di 41,7 mm stabilito nel 1917, ha dichiarato il National Weather Service. L’aeroporto LaGuardia ha registrato 50 mm di pioggia, superando il record di 30 mm registrato nel 1955.
Due morti trovati in scantinati allagati mentre New York è colpita da un temporale
In incidenti separati, i corpi vengono estratti dagli scantinati di Brooklyn e Manhattan mentre le forti piogge chiudono le strade e causano ritardi.
Giovedì due persone sono morte negli scantinati allagati di New YorkCity durante un temporale che ha bloccato le strade e causato ritardi in aeroporto, hanno riferito le autorità.
Una squadra di sommozzatori ha recuperato il corpo di un uomo di 39 anni dopo che i vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata per una persona intrappolata nel seminterrato allagato di una casa a schiera a Brooklyn intorno alle 16:30, ha riferito la polizia. Un video pubblicato online mostra i vigili del fuoco che trasportano via la vittima attraverso l’acqua alta fino al polpaccio sulla strada.
A Manhattan, un uomo di 43 anni è stato trovato morto all’interno del locale caldaia allagato del seminterrato di un condominio, ha riferito la polizia. La causa della morte è in fase di accertamento.
In alcune zone della città si sono registrate precipitazioni record. Giovedì, i dati preliminari hanno mostrato che a Central Park sono caduti 4,57 cm di pioggia, superando il record di 4,17 cm stabilito per il parco nel 1917, secondo il National Weather Service. L’aeroporto LaGuardia ha registrato 5 cm di pioggia, superando il record del 1955 di 3 cm.
Giovedì, New York ha registrato ore di pioggia di varia intensità, prima del tragitto serale per il lavoro. Foto e video sui social media hanno mostrato l’acqua che saliva fino ai paraurti delle auto e si riversava nelle stazioni della metropolitana.
“Se si considera la quantità d’acqua che scendeva, ci si rende conto che i nostri sistemi fognari non sono adatti a gestirla. È stata una pioggia continua, per tutto il tempo“, ha detto il sindaco Eric Adams alla stazione radio 1010 WINS.
Gli allagamenti stradali sono stati molto localizzati, trasformando alcuni incroci con scarichi intasati in pozze abbastanza profonde da far galleggiare le auto, mentre negli isolati successivi si sono formate solo modeste pozzanghere.
In alcuni quartieri i veicoli sono stati danneggiati dalla caduta di rami di alberi.
Le autorità non hanno reso noti immediatamente i nomi dei due uomini deceduti.
I pericoli che le inondazioni improvvise possono rappresentare per i residenti delle migliaia di appartamenti seminterrati della città sono diventati particolarmente evidenti nel 2021, quando forti piogge hanno ucciso 11 persone in tali abitazioni.
1 – Maltempo, il ciclone di Halloween: pioggia forte e incubo allagamenti, l’allerta nelle regioni. Ecco dove
2 – Il Ciclone di Halloween
3 – Il peggioramento
1 –Maltempo, arriva il ciclonedi Halloween. Meteo in peggioramento nei prossimi giorni su molte regioni d’Italia con pericolo allagamenti e piogge intense.
Sta per finire un mese di ottobre altalenante: prima una lunga fase secca e calda, poi piogge e temporali forti; adesso, gli ultimi 4 giorni saranno due di sole e due di pioggia.Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un meteo altalenante tra fasi soleggiate e piogge tipicamente autunnali: niente di straordinario, il mese di ottobre spesso ci mostra gli ultimi ricordi estivi (domenica scorsa con 35° in Sicilia) alternati ai primi segnali invernali (un lunedì 27 con neve fino a 1700 metri sulle Alpi).
2 – Il Ciclone di Halloween – Ci avviamo dunque verso il Ciclonedi Halloween godendo di 48 ore soleggiate e miti; da giovedì a venerdì arriveranno delle piogge dall’Oceano Atlantico, bagnando prima di noi anche Portogallo, Spagna e Francia. Nel dettaglio, una temporanea rimonta dell’alta pressione garantira prevalenza di sole nelle prossime ore, salvo locali addensamenti su due regioni, Liguria e Calabria. Non si escludono isolati locali piovaschi in Calabria, ma tutto sommato la giornata di martedi 28 ottobre è stata dominata dal sole.
Mercoledì 29, invece, avremo un graduale aumento della nuvolosita in Toscana e al Nord: qualche pioviggine non e esclusa durante la giornata, anche se il vero peggioramento e previsto dalla tarda serata; sul resto del Centro e al Sud il tempo sara ancora molto piacevole con massime fino a 22° a Roma e Napoli.
3 – Il peggioramento – Arriviamo al Ciclone di Halloween: giovedì 30 e venerdì 31 ottobre sono previste delle piogge di chiaro stampo autunnale su buona parte del nostro Paese. Inizialmente, le regioni piu coinvolte dal maltempo saranno quelle del Nord e del fianco tirrenico (come spesso accade con le perturbazioni atlantiche) poi l’instabilità raggiungera anche il Sud e il versante adriatico.
Il governo afferma di aver fatto tutto il possibile per prepararsi all’uragano più forte del paese da quando sono iniziate le registrazioni
L’uragano Melissa ha toccato terra in Giamaica, dove i residenti che vi si erano rifugiati si sono preparati ai venti violenti, alle forti inondazioni e alle frane causate dalla tempesta di categoria 5, uno degli uragani atlantici più forti della storia.
“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti ai cittadini di quella parte dell’isola e vi assicuriamo che saremo al vostro fianco per tutto il tempo, mobilitando sostegno e soccorso”, ha twittato il primo ministro Andrew Holness mentre la tempesta si abbatteva sulla regione martedì pomeriggio.
Il colosso che si muove lentamente è l’uragano più intenso ad aver colpitola Giamaica da quando sono iniziate le registrazioni nel 1851 e sosterà sull’isola per ore prima di dirigersi verso nord-est.
Matthew Cappucci, un meteorologo americano che ha attraversato l’occhio del ciclone domenica, ha definito l’esperienza “scientificamente sbalorditiva e terrificante dal punto di vista umanitario“. “Milioni di persone potrebbero svegliarsi mercoledì e trovare la devastazione: comunità distrutte, un paesaggio irriconoscibile e cicatrici che richiederanno decenni per essere rimarginate“, ha scritto sul Washington Post.
A Portmore, una comunità sulla costa sud-orientale della Giamaica, Colin Bogle, consulente del Mercy Corps, ha dichiarato di essere stato svegliato “da una forte esplosione, e tutto è diventato buio“. “Fuori, gli alberi vengono sballottati violentemente dal vento e il rumore è incessante“, ha aggiunto.
Il governo della Giamaica ha dichiarato di aver fatto tutto il possibile per prepararsi, disponendo l’evacuazione obbligatoria delle zone basse e avvertendo che l’evento avrebbe gravi ripercussioni sui 2,8 milioni di abitanti del Paese.
Desmond McKenzie, vicepresidente del consiglio giamaicano per la gestione del rischio di catastrofi, ha esortato martedì la popolazione a cercare riparo e a rimanere in casa mentre la tempesta attraversa l’isola. “Giamaica, questo non è il momento di essere coraggiosi“, ha detto.
Martedì le strade della capitale Kingston sono rimaste in gran parte vuote, e le immagini mostrano alberi piegati dalla forza del vento.
“Non ci sono infrastrutture nella regione in grado di resistere a un sisma di categoria 5“, ha affermato Holness. “La questione ora è la velocità di ripresa. Questa è la sfida“.
Un veicolo della polizia percorre una strada disseminata di detriti di alberi causati dall’uragano Melissa a Kingston, in Giamaica, martedì. Fotografia: Rudolph Brown/EPA
La categoria 5 è la più alta della scala Saffir-Simpson, con venti sostenuti che superano i 250 km/h. Il National Hurricane Center degli Stati Uniti ha segnalato che Melissa ha portato venti sostenuti a 298 km/h, con raffiche più intense.
“È prevista una situazione catastrofica in Giamaica“, ha dichiarato Anne-Claire Fontan, specialista in cicloni tropicali dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, in una conferenza stampa a Ginevra. “Per la Giamaica, sarà sicuramente la tempesta del secolo“.
Le forti piogge hanno causato interruzioni di corrente elettrica ad alcuni residenti di Portland, St Thomas, St Andrew, St Elizabeth e Westmoreland, comprese alcune famose destinazioni turistiche come Negril e Treasure Beach.
Una zona particolarmente colpita è stata la parrocchia di Manchester, che ha dovuto affrontare giorni di piogge torrenziali e venti violenti mentre la tempesta si avvicinava.
Una residente, Emma Simms, 37 anni, ha raccontato di aver creato un rifugio di fortuna in un armadio della sua casa, dove intendeva trasferirsi con i suoi figli di un anno e di quattro anni.
“Ho cercato di renderlo piacevole e confortevole. Ci sono degli snack lì dentro, c’è dell’acqua lì dentro“, ha detto. “Se sembra che la casa non reggerà, allora ci andrò e basta. Ci metteremo un materasso sopra e faremo in modo che [i miei figli] siano felici finché non passerà. Cercherò di renderlo divertente ed emozionante“.
Simms, analista di dati e consulente dei trasporti, si è trasferita in Giamaica dal Regno Unito sei anni fa e ha vissuto il suo primo uragano giamaicano quando Beryl ha devastato il paese la scorsa estate. “Ho la sensazione che questo sia già peggio di Beryl e non è ancora arrivato“, ha detto.
“Sento di dover proteggere delle persone, di dover tenere duro. Ma la mia pancia è diversa da come mi sentivo negli ultimi giorni. Sento decisamente l’ansia dentro di me.“
Guardian graphic. Source: NOAA. Satellite image taken at 12.46 GMT 27 Oct 2025
Il capo meteorologo di AccuWeather, Jonathan Porter, ha affermato che Melissa sarà l’uragano più forte nella storia a colpire direttamente la Giamaica.
Prima della tempesta erano state segnalate delle frane, e le autorità giamaicane avevano avvertito che le operazioni di bonifica e la valutazione dei danni sarebbero state lente. La tempesta è entrata nei pressi della parrocchia di St. Elizabeth, a sud, e si prevedeva che sarebbe uscita a nord, secondo i meteorologi.
“È possibile un cedimento strutturale totale nei pressi del centro di Melissa“, ha affermato il National Hurricane Center degli Stati Uniti, con sede a Miami.
Si prevedeva un’onda di tempesta pericolosa per la vita, alta fino a 4 metri, nella Giamaica meridionale, con le autorità preoccupate per l’impatto su alcuni ospedali lungo la costa. Il ministro della Salute, Christopher Tufton, ha affermato che alcuni pazienti sono stati trasferiti dal piano terra al secondo piano, “e [ci auguriamo] che ciò sia sufficiente per qualsiasi ondata che si verificherà“.
Si ritiene che la tempesta abbia già causato sette morti nei Caraibi, di cui tre in Giamaica, tre ad Haiti e una nella Repubblica Dominicana, dove un’altra persona risulta ancora dispersa.
Melissa è così insolitamente forte che l’esercito statunitense ha dichiarato di aver spostato le sue truppe, probabilmente navi e aerei, in zone più sicure nelle vicinanze della tempesta.
Gli scienziati del clima hanno affermato che l’intensificazione dell’uragano Melissa, con venti raddoppiati da 70 miglia orarie a 140 miglia orarie in un solo giorno, è probabilmente un sintomo del rapido riscaldamento degli oceani del mondo, parte della crisi climatica causata dall’uomo.
Leanne Archer, ricercatrice associata in condizioni climatiche estreme presso l’Università di Bristol, ha affermato: “Si è verificata una tempesta perfetta di condizioni che ha portato alla forza colossale dell’uragano Melissa: un oceano caldo che ha alimentato la sua rapida intensificazione negli ultimi giorni, ma si sta anche muovendo lentamente, il che significa che può cadere più pioggia mentre si sposta sulla terraferma.
“La maggior parte di queste condizioni è stata aggravata dal calore extra nei nostri oceani e nell’atmosfera dovuto al cambiamento climatico. Un oceano più caldo significa più energia; più forza; e più umidità nell’atmosfera più calda significa che può cadere più pioggia con maggiore intensità.“
L’anno scorso, gli oceani del mondo hanno raggiunto i livelli più caldi mai registrati , confermando una recente tendenza al caldo record. E uno studio del 2023 ha rilevato che gli uragani atlantici hanno ora più del doppio delle probabilità di intensificarsi rapidamente, passando da tempeste minori a eventi potenti e catastrofici.
Dopo la Giamaica, si prevede che Melissa attraverserà Cuba e le Bahamas entro mercoledì.
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite ha dichiarato martedì che invierà lampade solari, coperte, tende da interni, generatori e altri articoli dal suo centro logistico di Barbados alla Giamaica non appena la tempesta avrà attraversato l’isola.
“Molte persone rischiano di essere sfollate dalle loro case e di avere urgente bisogno di riparo e soccorso“, ha affermato Natasha Greaves, responsabile ad interim dell’OIM Giamaica.
Foto da Facebook Pazzi per il meteo goriziano & storm chasing relative al Friuli Occidentale
Come da previsioni, nella giornata di lunedì 21 luglio 2025, il maltempo ha colpito il Friuli con numerosi temporali che si sono sviluppati fin dal mattino nel Pordenonese, estendendosi poi verso est in provincia di Udine e Gorizia.
Alcuni di questi fenomeni si sono rivelati intensi, con grandinate e raffiche di vento che hanno raggiunto punte di 100-110 km/h in pianura e fino a 136 km/h sul Monte Rest, in provincia di Pordenone. Le precipitazioni più abbondanti si sono concentrate sulle Prealpi Carniche, con accumuli di 80-90 mm di pioggia, mentre in bassa Carnia, alta pianura orientale e Prealpi Giulie si sono registrati fino a 40-50 mm. Nelle altre zone, le piogge sono state meno intense.
Evoluzione meteo nelle prossime ore – Nelle prossime ore serali e notturne l’afflusso in quota da ovest di masse d’aria progressivamente più fresche provocherà ancora marcata instabilità, con probabili temporali sparsi su tutta la regione, che localmente potranno essere ancora forti, accompagnati da grandinate e raffiche di vento.
Sulla costa e sul Golfo di Trieste, al passaggio dei temporali, potrebbero verificarsi repentini cambi di direzione e di intensità del vento, con brusco passaggio di direzione da sudovest a nordovest. Nella seconda parte della notte e fino al mattino di martedì è probabile ancora moderata instabilità con rovesci e temporali sparsi, specie su pianura e costa. Martedì mattina possibile presenza di Bora moderata sulla costa.
Danni e interventi in corso – Dal primo pomeriggio di oggi, la Sala Operativa Regionale ha ricevuto diverse segnalazioni di caduta alberi in località quali Caneva, Arba, Roveredo in Piano, Rive d’Arcano, Clauzetto, Sequals, Sacile, Polcenigo, Pinzano, Montereale Valcellina e Budoia. Segnalato un albero caduto anche in viale Cadore a Udine.
Sulla SR117 è stato istituito il senso unico alternato per albero sulla carreggiata tra il cimitero di Gorizia e il semaforo di Savogna mentre la Strada provinciale 512 tra le frazioni di Cavazzo Carnico Somplago e Mena è chiusa per caduta massi e i vigili del fuoco sono già sul posto. Al Numero Unico Emergenze 112 sono arrivate circa 30 chiamate, soprattutto dalla zona pedemontana. Durante l’evento sono stati rilevati oltre 10.000 fulmini (dato aggiornato alle 17:00).
Protezione civile al lavoro – Dalle ore 12:00 sono impegnati oltre 50 volontarie una ventina di mezzi per le attività di soccorso e monitoraggio, a supporto dei gruppi comunali di Protezione Civile.
Maggiori criticità nel territorio dei comuni di Sestu, Quartu Sant’Elena, e Selargius.
Sono oltre cinquanta gli interventi dei Vigili del fuoco a causa dell’andata di maltempo che dal pomeriggio di ieri ha imperversato l’hinterland cagliaritano.
Dal pomeriggio di ieri, mercoledì 15 ottobre, sono stati svolti oltre cinquanta interventi dei Vigili del fuoco per le richieste di soccorso dovute alle forti piogge che hanno imperversato l’hinterland cagliaritano.
Le squadre di pronto intervento della centrale operativa del Comando hanno operato per soccorrere alcuni automobilisti in difficoltà, rimasti bloccati all’interno delle autovetture a causa delle strade allagate, per tombini scoperchiati e detriti che hanno invaso le carreggiate.
Altri interventi svolti per allagamenti, per la messa in sicurezza di abitazioni e di alcune attività commerciali.
Gli interventi di soccorso sono proseguiti nella notte per lo svuotamento di scantinati e vani ascensori allagati e per la messa in sicurezza di condomini.
Maggiori criticità nel territorio dei comuni di Sestu, Quartu Sant’Elena, e Selargius
La vettura travolta da acqua e fango durante l’ondata di maltempo che ha colpito la zona di Ostuni ieri sera. La moglie si è salvata
La vettura travolta da acqua e fango
E’ stato individuato dai vigili del fuoco il corpo di Oronzo Epifani, l’uomo di 63 anni disperso da ieri sera quando la sua Mercedes è stata travolta da un’onda di acqua e fangonelle campagne di Ostuni, in provincia di Brindisi tra le contrade di Gorgognolo e Torre Merlata, durante il violentissimo nubifragio che ha colpito l’area.
La vettura è stata ritrovata la scorsa notte molto danneggiata. La moglie, che si trovava su un’altra automobile poco distante dal marito al momento del nubifragio, è riuscita a salvarsi.
Se è improprio parlare di un clima invernale, da mercoledì una corrente siberiana porterà sull’Italia una situazione tipica di un clima tardo autunnale, decisamente insolita per essere all’inizio della prima decade di ottobre. Temperature già fino a valori di 4-6 °C sotto la media del periodo
Allerta meteo arancione in Lombardia e gialla in Emilia-Romagna, Sicilia, Abruzzo, Marche e Calabria. Lo segnala la Protezione civile dopo l’arrivo sul nostro paese di due aree depressionarie che porteranno maltempo anche le estreme regioni del Sud con temporali anche localmente intesi.
Se al Nord Italia correnti nord europee porteranno ad un abbassamento delle temperature prima di scivolare via lungo l’Adriatico, una seconda struttura depressionaria si sta sviluppando sul Nord Africa e determinerà il maltempo più intenso su Sicilia e Calabria.
L’ondata di freddo in arrivo sull’Italia
Un peggioramento di stampo tardo-autunnale è poi atteso per la prossima settimana per l’arrivo di un impulso di aria fredda proveniente dalla Siberia. Le correnti di aria fredda convogliata verso il Mediterraneo si troveranno a passare sulle acque ancora miti favorendo la formazione di un vortice ciclonico che porterà un diffuso maltempo sull’Italia a partire da mercoledì. Oltre a piogge e temporali, forti venti porteranno a un deciso calo delle temperature che potrebbe causare le prime nevicate a quote medio alte (1600/1800 metri) anche sull’Appennino.
Crollo termico: fino a 6 gradi sotto la media – Se è improprio parlare di un clima invernale, da mercoledì si potrebbe verificare una situazione tipica di un clima tardo autunnale, decisamente insolita per essere all’inizio della prima decade di ottobre, con un crollo termico fino a valori di 4-6 °C sotto la media del periodo.
In concreto, potremmo avere temperature minime tra i 5 °C e i 10 °C al Nord Italia e sulle zone di bassa collina, in particolare sui versanti adriatici, e temperature massime tra i 13 °C e i 17 °C sempre al Nord Italia e sui versanti adriatici. Sulle zone occidentali del Paese, i valori sarebbero di un paio di gradi più alti ma comunque decisamente sotto la media del periodo. Lo zero termico scenderebbe a un’altitudine compresa tra i 1.500 e i 2.000 metri, sempre sui versanti orientali della penisola, questo porterebbe minime sotto lo zero a quote superiori ai 1.000 metri nelle zone appenniniche.
Secondo i meteorologi, la situazione dovrebbe migliorare da domani: l’allerta arancione per rischio idrogeologico è in vigore fino alle 18 di oggi su Lario e Prealpi occidentali
La tempesta Alessio – l’intensa perturbazione atlantica che negli ultimi giorni ha portato sul nord Italia una violenta ondata di maltempo, così denominata dal servizio meteorologico dell’Aeronautica militare – non molla la presa sulla Lombardia e in particolare sul Comasco, già messo a dura prova dai recenti nubifragi: mentre è ancora in vigore fino alle 18 l’allerta arancione della Protezione civile per rischio idrogeologico sulla zona del Lario e delle Prealpi occidentali, nella giornata di oggi sono stati una decina gli interventi di soccorso urgente effettuati dai Vigili del fuoco del comando di Como nella zona di Albavilla, dove le strade sono state imbiancate da un’abbondante grandinata.
“La situazione è addirittura peggiore di quella di lunedì scorso” scrivono disperati gli abitanti sui social, condividendo le immagini della grandine che va ad aggiungersi ai fiumi di acqua e fango.
E un altro utente scrive: “In cinque minuti si è scatenato l’inferno, con pioggia, vento forte e grandine. Sembra neve”.
Sul posto sono al lavoro le squadre dei Vigili del fuoco delle sedi di Como, Cantù ed Erba.
Secondo il bollettino meteorologico di Arpa Lombardia, sulla regione “persistono condizioni di instabilità fino a domenica, quando il minimo si sposterà verso sudest dalla sua posizione attuale appena a nordovest dell’Italia. Cielo a tratti molto nuvoloso con precipitazioni sparse, localmente anche di moderata o forte intensità e possibili temporali”.
Dal pomeriggio di oggi si verificherà un graduale spostamento delle precipitazioni verso la Lombardia orientale, con possibili temporali. Ci saranno poi schiarite a partire dal Piemonte in estensione in serata alla Lombardia occidentale.
Domenica e lunedì è previsto “un miglioramento del tempo con molto spazio per il sole e temperature massime in aumento – continuano dall’Arpa regionale – Da metà della prossima settimana si prevede l’avvicinamento di una nuova area depressionaria da nordovest con aumento della nuvolosità e possibilità di acquazzoni sparsi”.
Gli esperti del Centro geofisico prealpino di Varese spiegano che “il vortice depressionario che è in evoluzione sulla regione alpina dalla scorsa domenica si esaurisce con le piogge di oggi. Domani e lunedì miglioramento con temperature che rientreranno nella norma stagionale”.
La situazione potrebbe subire un nuovo peggioramento fra martedì e mercoledì, quando “il transito di una debole perturbazione porterà passaggi nuvolosi, ma poche piogge”.
Andrea Holetz, 64 anni, si trovava con il compagno in un campeggio di Spigno Monferrato
L’alluvione in provincia di Alessandria
È stato trovato dai vigili del fuoco il corpo di Andrea Holetz, la turista tedesca di 64 anni dispersa dopo essere stata travolta dalle acque di un torrente in piena nell’Alessandrino. Il cadavere della donna è stato localizzato a circa 4 km a valle del campeggio di Spigno Monferrato dove la vittima si trovava con il compagno e i loro due cani.
La ricostruzione – Secondo quanto ricostruito, i due coniugi si erano accorti dell’arrivo della piena mentre stavano dormendo dopo che il loro camper era stato addirittura spostato dalla furia dell’acqua. Una volta compresa la situazione di pericolo marito e moglie hanno tentato di scappare a piedi. L’uomo è riuscito a mettersi in salvo con uno dei due cani. Quando si è voltato ha però visto che la moglie non c’era più: era stata inghiottita dal fango e trascinata via dalla corrente con un secondo cane.Nel camping, che si trova vicino al torrente Valle, sono rimaste a lungo isolate 15 persone.
Ancora smottamenti sulla Regina e sulla Lariana, salvate due famiglie rimaste bloccate in casa a Laglio, 10 sfollati tra Brivio e Nesso
La frana sulla provinciale 583 in territorio comunale di Blevio
Como, 24 settembre 2025 – Non si arrestano nel Comasco le conseguenze dell’ondata di maltempo: questa notte i vigili del fuoco del comando di Como e dei distaccamenti sono stati chiamati a effettuare altri novanta interventidi soccorso urgenti in tutta la provincia.
A Laglio sullaStatale Regina, sono state raggiunte emesse in salvodue famiglie bloccate nelle loro abitazioni, mentre unafrana si è abbattuta sulla strada che collega Como alla Val Chiavenna, costeggiando la riva occidentale del lago coinvolgendo un veicolo, ma senza feriti.
Diversi automobilisti in difficoltà sono stati soccorsi a Brienno, mentre altri smottamenti sono avvenuti a Argegno e Colonno. Infine una persona disabile è stata soccorsa a Sala Comacina. La statale non è transitabile al momento, finché non termineranno le operazioni di pulizia.
Sul fronte opposto, sulla provinciale Lariana, oltre a varie richieste intervento per frane, nei Comuni di Blevio e Nesso sono state evacuate altre dieci persone, che si sommano a quelle delle ultime ore. Blocco temporaneo del transito tra Veleso e Nesso, dove sono presenti piante pericolanti a causa di un smottamento non ancora concluso.
Maltempo a Como, il 22 settembre 2025
In città – A Como la polizia locale ha da poco annunciato la chiusura della Statale per Lecco da Lipomo a San Martino. Inoltre rimane chiusa via dei Patrioti a Civiglio: sulla strada sono presenti detriti e non è possibile riaprire in sicurezza.Via Ghislanzoni è invece percorribile. Riaperta via Castelnuovo in direzione San Martino, ma restano chiuse via Santa Marte via Regina Teodolinda. Dalle cinque di questa mattina il Lungo Lago è al percorribile verso piazza Santa Teresa su una corsia di marcia. Per gli autobus, traffico deviato in Ztl da via Cairoli.