Nel giorno del 70esimo compleanno del presidente arriva la liquidazione giudiziale della società: “È solo un atto di punizione”
Massimo Cellino
Il Tribunale di Brescia ha dichiarato la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio. Con la sentenza n. 253/2026 si chiude la vicenda della società guidata da Massimo Cellino, già esclusa dai campionati professionistici dopo il mancato rispetto delle scadenze economiche.
La decisione è arrivata proprio nel giorno del settantesimo compleanno dell’imprenditore. Una data simbolica, nel momento più duro per il club che per 114 anni ha attraversato la storia del calcio italiano tra Serie A e Serie B.
La sentenza – La Sezione procedure concorsuali del Tribunale ha disposto l’avvio della liquidazione giudiziale per la società con sede a Torbole Casaglia. Sono stati nominati Alessandro Pernigottocome giudice delegato e Luigi Meleleo come curatore.
Per i creditori, il termine ultimo per presentare le domande di ammissione allo stato passivo è stato fissato al 20 novembre 2026.
Il provvedimento arriva dopo l’esclusione del Brescia dai campionati professionistici e il successivo avvio della procedura concorsuale. Il club aveva tentato anche la strada del concordato in bianco, ma l’ipotesi è stata rigettata.
Il nodo dei creditori – A pesare sulla decisione è stata anche la relazione dell’esperto incaricato di seguire lo stato di crisi della società nell’ultimo anno. Nel documento, secondo quanto emerso, viene evidenziato che “la società non ha rispettato il principio di buona fede e correttezza nella presente composizione”.
La riattivazione della matricola del vecchio Brescia, avvenuta lo scorso 30 giugno, non è bastata a cambiare il finale. Sullo sfondo restava anche la cessione di Sandro Tonali, che avrebbe potuto portare circa 6 milioni di euro di diritti di valorizzazione. Una somma che, però, non ha evitato il fallimento.
Le parole di Cellino – Amaro il commento di Massimo Cellino dopo la decisione del Tribunale: “È solo un atto di punizione. Non pensavo che l’acredine fosse più forte della ragione”.
Poi il presidente ha aggiunto: “Il problema è che si perdono oltre 5 milioni per i creditori. Purtroppo il 2 agosto è troppo vicino perciò non serve neppure impugnare l’atto”.
Per il Brescia Calcio si chiude così una pagina lunghissima. Non solo una vicenda giudiziaria e societaria, ma la fine formale di un club che per oltre un secolo ha rappresentato una parte importante del calcio bresciano.
Atto per l’archiviazione Inter: «Non è stato nemmeno possibile elaborare compiute incolpazioni»
Gianluca Rocchi (Ansa)
«Sul fondo delle iscrizioni, permangono ipotesi, talvolta suggestioni, che, prive di base probatoria (…), non hanno consentito neppure di elaborare compiute incolpazioni preliminari» e di «svolgere utilmente investigazioni di ogni genere».
Lo si legge nel decreto con cui la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione della posizione dell’Inter, club indagato per la legge sulla responsabilità degli enti nel caso arbitri.
Nell’atto si sottolinea, pure, come l’assenza di elementi di prova porti a degradare «al rango della mera illazione» l‘ipotesi di frode sportiva contestata a Gianluca Rocchi, l’ex designatore di cui, per tale reato, è stata chiesta l’archiviazione.
Ingenti danni a Rozzano, Pieve, Zibido e nel binaschino. Raffiche oltre i 100 km/h, danni in numerosi comuni del Sud Ovest Milanese. Colpita anche l’associazione Area 51 di Rozzano. In azione Protezione civile e polizie locali
Danni del maltempo nella zona del Sud Milano
Rozzano (Milano) 17 luglio 2026 – Poco dopo le 6 del mattino il Sud Ovest Milanese è stato investito da un violento fronte temporalesco che, nel giro di pochi minuti, ha provocato il finimondo. Il maltempo ha sradicato alberi, scoperchiato tetti, divelto segnaletica stradalee provocato danni diffusi in diversi comuni del territorio.Il cielo si è improvvisamente oscurato e, poco dopo l’alba, pioggia battente e fortissime raffiche di vento hanno devastato numerose zone del Sud Milano. La fase più intensa del temporale è durata circa venti minuti, ma è stata sufficiente per lasciare dietro di sé una lunga scia di danni.
Alberi caduti e tetti scoperchiati – A Rozzano un albero è crollato su quattro automobili, distruggendole. Sulla ex Strada Statale 35 dei Giovi, all’altezza di Binasco, un altro albero è caduto sulla carreggiata, ostruendo completamente il traffico. Sempre a Rozzano, nella frazione di Ponte Sesto, il tetto di un edificio recentemente riqualificato con gli interventi del Superbonus è stato parzialmente scoperchiato dalla forza del vento. A Pieve Emanuele decine di rami sono stati strappati dagli alberi e sono finiti sulle automobili e sulle strade, rendendo difficoltosa la circolazione. Decine le richieste di intervento giunte ai soccorsi e alle amministrazioni comunali.
L’albero caduto su quattro auto in zona piazza Alboreto
Raffiche di vento oltre i 100 km/h – Raffiche di vento che in alcuni punti hanno superato i 100 chilometri orari,pioggia torrenziale e centinaia di fulmini hanno colpito con particolare violenza i comuni di Rozzano, Pieve Emanuele, Binasco, Casarile e Zibido San Giacomo, dove si concentrano le prime segnalazioni di danni.
Danni ad Area 51 a Rozzano – Tra gli episodi più significativi c’è quanto accaduto ad Area 51, l’associazione di Rozzano che distribuisce pacchi alimentari alle persone e alle famiglie in difficoltà.Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza mostrano la forza devastante della tempesta, che ha provocato ingenti danni alla struttura. Fortunatamente non si registrano feriti, ma il bilancio è pesante sul fronte dei danni materiali,ancora in fase di quantificazione. Sul territorio sono al lavoro le polizie locali dei vari comuni, i volontari della Protezione civile e le squadre di emergenza, impegnati nella rimozione degli alberi caduti, nella messa in sicurezza delle aree più colpite e nella conta dei danni.
La conta dei danni – L’ondata di maltempo ha provocato disagi in tutto il Sud Ovest Milanese, confermando la straordinaria intensità del fenomeno meteorologico che ha interessato il territorio nelle prime ore della mattinata. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore per accertare l’entità complessiva dei danni e ripristinare le condizioni di sicurezza.
Milano, i pompieri sono accorsi sul posto per domare le fiamme scoppiate sul tetto di uno stabile. Le cause sono ancora da accertare.
Incedio all’alba a Milano
Milano, 17 luglio 2026 – Incendio in pieno centro a Milano questa mattina, venerdì 17 luglio. L’allarme è scattato intorno alle 5.30 a pochi passi da piazza Duomo, nei pressi della Rinascente (non interessata dalle fiamme). Dal palazzo, che si trova al civico 31 di corso Vittorio Emanuele, si è alzataun’alta nube di fumo di odore acrema sembra che al momento non siano coinvolte persone.
Il rogo – I vigili del Fuoco sono accorsi sul posto per domare le fiamme scoppiate sul tetto dello stabile. Le cause dell’incendio sono ancora da accertare. I pompieri sono intervenuti con numerosi mezzi, comprese autoscale. Qualche attimo di paura ma – pare – senza particolari conseguenze o criticità.
L’intervento in pieno centro – La zona, come detto, è quella del “Salotto buono” cittadino, dove ogni giorno transitano migliaia di turisti e milanesi pronti a recarsi nei propri luoghi di lavoro. Il rogo e l’intervento dei pompieri non sono ovviamente passati inosservati, data l’area interessata. Ma – come detto – non ci sarebbero feriti o persone intossicate. Da accertare ancora con esattezza le cause del rogo. Sul posto anche gli agenti della Polizia locale per bloccare la viabilità.
L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso il sito ufficiale dell’artista, con un messaggio diffuso dalla famiglia e dal suo staff. La notizia arriva dopo settimane in cui le condizioni di salute della cantante erano state seguite con grande attenzione, in seguito a un delicato ricovero in Portogallo. La dichiarazione ufficiale ha confermato la morte della cantante, chiedendo rispetto per la privacy dei familiari in un momento particolarmente doloroso
Bonnie Tyler
Bonnie Tyler è morta all’età di 75 anni: è un doloroso addio quello che diamo alla voce di Total Eclipse of the Heart.
Il mondo della musica perde una delle interpreti più riconoscibili del panorama internazionale. Bonnie Tyler, cantante gallese celebre per alcuni dei più grandi successi della musica pop e rock degli anni Settanta e Ottanta, è morta all’età di 75 anni. Nel corso della sua carriera ha lasciato un segno profondo grazie a brani diventati iconici come Total Eclipse of the Heart, Holding Out for a Hero e It’s a Heartache, costruendo un percorso artistico che le ha permesso di conquistare il pubblico su entrambe le sponde dell’Atlantico
L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso il sito ufficiale dell’artista, con un messaggio diffuso dalla famiglia e dal suo staff. La notizia arriva dopo settimane in cui le condizioni di salute della cantante erano state seguite con grande attenzione, in seguito a un delicato ricovero in Portogallo. La dichiarazione ufficiale ha confermato la morte della cantante, chiedendo rispetto per la privacy dei familiari in un momento particolarmente doloroso.
L’annuncio della scomparsa – Sul sito ufficiale di Bonnie Tyler è stato pubblicato un comunicato che recita: “Bonnie’s family and team are heartbroken to announce that Bonnie unexpectedly passed away last night in hospital in Portugal as a result of the illness that she was being treated for” (in italiano: “La famiglia e il team di Bonnie annunciano con profondo dolore che Bonnie è venuta a mancare improvvisamente la scorsa notte in un ospedale in Portogallo, a causa della malattia per la quale era in cura“).
Già nel mese di maggio la cantante, originaria di Skewen, nel Galles meridionale, era stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino in Portogallo. In seguito all’operazione, i medici avevano deciso di indurre il coma farmacologico.
Il mese scorso il portavoce dell’artista aveva comunicato che Bonnie Tyler era uscita dal coma, precisando però che le sue condizioni restavano “very unwell and in intensive care”, espressione che in italiano significa “molto gravi e ancora nel reparto di terapia intensiva”.
Il comunicato diffuso nella mattinata di giovedì proseguiva con queste parole: “We will issue a further statement shortly but for now ask for privacy to deal with this tragedy” (in italiano: “Rilasceremo a breve un’ulteriore dichiarazione, ma per ora chiediamo di rispettare la nostra privacy mentre affrontiamo questa tragedia“).
Gli inizi della carriera – Bonnie Tyler, il cui vero nome era Gaynor Hopkins, era cresciuta in una casa popolare a Neath. La svolta arrivò quando il talent scout Roger Bell la notò mentre si esibiva in un locale di Swansea.
Nel 1977 pubblicò il suo primo singolo, Lost in France. Nello stesso anno uscì anche It’s a Heartache, ballata country-pop che ottenne un importante riscontro commerciale, raggiungendo il quarto posto nella classifica dei singoli del Regno Unito e il terzo nella classifica statunitense Billboard Hot 100.
Il successo mondiale con Total Eclipse of the Heart – La consacrazione internazionale arrivò sei anni più tardi, nel 1983, con Total Eclipse of the Heart. Il brano, caratterizzato da sonorità più vicine al rock, conquistò il primo posto delle classifiche sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti, trasformandosi nel più grande successo della carriera della cantante.
La canzone fu scritta da Jim Steinman, autore dei testi di Meat Loaf. In origine il titolo previsto era Vampires in Love, poiché il brano era stato concepito per una versione musicale di Nosferatu.
Parlando della celebre canzone, Bonnie Tyler aveva dichiarato: “I never get tired of singing it. I love it because everyone can’t wait to sing it” (in italiano: “Non mi stanco mai di cantarla. La adoro perché tutti non vedono l’ora di cantarla“).
Grazie a questo successo arrivò una candidatura ai Grammy Award. Successivamente la cantante ottenne altre due nomination, una per l’album Faster Than the Speed of Night e una per il singolo Here She Comes.
Gli altri grandi successi – Jim Steinman firmò anche un’altra delle canzoni che hanno segnato la carriera di Bonnie Tyler negli anni Ottanta, Holding Out for a Hero. Il brano, caratterizzato da uno stile pop-rock energico e passionale, venne registrato per la colonna sonora del film Footloose e, in seguito, fu inserito anche in Shrek 2.
Dall’Eurovision agli ultimi traguardi – Nel 2013 Bonnie Tyler rappresentò il Regno Unito all’Eurovision Song Contest, concludendo la competizione al diciannovesimo posto su 26 partecipanti.
Nel 2023 ricevette il titolo di MBE per il contributo offerto alla musica.
L’anno scorso pubblicò Together, una versione destinata ai club di Total Eclipse of the Heart, realizzata con la produzione di David Guetta e Hypaton.
Nel corso di quest’anno, a distanza di 43 anni dalla pubblicazione del brano originale, Total Eclipse of the Heart ha superato il traguardo di un miliardo di ascolti su Spotify.
Commentando il risultato, la cantante aveva affermato: “I’m really happy, when you think about it, there’s only 8.3 billion people in the world” (in italiano: “Sono davvero felice; se ci pensi, ci sono solo 8,3 miliardi di persone al mondo“).
Un’esibizione durante l’eclissi solare e il ricordo della famiglia – Tra gli episodi più particolari della sua carriera figura anche l’esibizione del 2017 a bordo di una nave da crociera nei Caraibi. In quell’occasione Bonnie Tyler interpretò il brano dal titolo particolarmente appropriato mentre l’eclissi solare attraversava gli Stati Uniti.
Bonnie Tyler lascia il marito Robert Sullivan, al quale era legata da oltre cinquant’anni di matrimonio.
Bonnie Tyler – Total Eclipse of the Heart – Live 2023 – HEY-U Mediagroup
Bonnie Tyler – Have You Ever Seen the Rain? – Live 2023– HEY-U Mediagroup
L’ex designatore ha scelto di presentarsi e rispondere alle domande degli inquirenti, chiarendo alcuni dettagli e spiegando meccanismi e logiche interne al mondo arbitrale
Gianluca Rocchi
L’appuntamento è stato solo rimandato di qualche mese. Gianluca Rocchi era stato convocato dal pm Ascione lo scorso 30 aprile, scegliendo però di avvalersi della facoltà di non rispondere. Sei giorni fa, invece, ha deciso di presentarsi negli uffici della Procura di Milano e di rispondere alle domande dell’accusa. L’interrogatorio è durato a lungo: Rocchi ha risposto, chiarendo alcuni dettagli agli inquirenti e spiegando meccanismi e logiche interne al mondo arbitrale.
L’ex designatore, indagato per concorso in frode sportiva, ha deciso di respingere le accuse. Secondo gli inquirenti avrebbe combinato o orientato le designazioni di due gare dell’Inter nel 2025 (Bologna-Inter e il derby di Coppa Italia) e violato il protocollo Var durante Udinese-Parma dello scorso campionato. Gli inquirenti avevano ricostruito un presunto accordo del 2 aprile 2025, allo stadio di San Siro, con Gianluca Rocchi per “combinare” la designazione di Andrea Colombo, “arbitro gradito” all’Inter, per una trasferta a Bologna del 20 aprile di un anno fa. E per “schermare” ossia evitare che Daniele Doveri, “poco gradito”, dirigesse l’eventuale finale di Coppia Italia e le ultime partite di campionato della stagione 2024/2025 sempre del club nerazzurro.
Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, dagli accertamenti sarebbe emerso uno squilibrio tale da compromettere la continuità aziendale.
Luigi e Aurelio De Laurentiis (Foto: Samantha Zucchi Insidefoto)
La Procura di Bari ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale per la SSC Bari, dopo la retrocessione della squadra in Serie C. La retrocessione è stata sancita lo scorso 22 maggio, al termine della gara di ritorno dei playout salvezza contro il Südtirol, chiusa sullo 0-0. Della richiesta di fallimento, tuttavia, si è appreso soltanto oggi, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alle perquisizioni nei confronti di Luigi e Aurelio De Laurentiis e delle società SSC Bari, SSC Napoli e Filmauro.
Dagli atti dell’indagine emerge che il fascicolo è stato aperto all’inizio del 2026. La prima consulenza tecnica disposta dalla Procura sui bilanci del Bari dal 2019 al 2024 è stata depositata il 26 gennaio 2026 ed è stata poi integrata a maggio, alla luce degli ulteriori dati del bilancio 2025 e della sopravvenuta retrocessione in Serie C.
Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, dagli accertamenti sarebbe emerso un «grave squilibrio economico-patrimoniale» della SSC Bari, tale da compromettere la continuità aziendale. Da qui la richiesta della Procura di aprire la procedura di liquidazione giudiziale «per l’insolvenza della società sportiva».
Stando agli esiti delle consulenze, il patrimonio netto del Bari risulterebbe negativo a partire dal 2022, a causa delle «persistenti e sistemiche perdite d’esercizio» registrate senza interruzione dal 2019 al 2024. Negli esercizi dal 2019 al 2021 il patrimonio netto sarebbe rimasto positivo soltanto grazie ad alcuni interventi straordinari: il versamento di circa 4,5 milioni di euro effettuato nel 2020 dal socio unico Filmauro, la rivalutazione del marchio per 5,3 milioni nel 2021 e le rinunce a crediti vantati dallo stesso socio unico, legati sia a finanziamenti sia a rapporti di natura commerciale.
Le perdite, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero «definitivamente eroso il capitale sociale e le riserve disponibili». La società sarebbe riuscita a coprirle solo in parte grazie agli interventi del socio unico, costituiti dall’immissione di nuova finanza e dalla rivalutazione del marchio.
In questo quadro si inserisce anche la proposta dell’organo amministrativo della società di rinviare la copertura della perdita dell’esercizio 2021, pari a quasi 7,5 milioni di euro, alla data di approvazione del bilancio 2026. Una scelta resa possibile dalla normativa introdotta con il “decreto liquidità” del 2020, varato durante l’emergenza Covid, che consente la sospensione degli obblighi di riduzione del capitale sociale per perdite al di sotto del minimo legale.
L’inchiesta si intreccia quindi con la situazione economico-finanziaria del club pugliese e con gli accertamenti sui bilanci della società, al centro delle perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro. Le ipotesi contestate a Luigi e Aurelio De Laurentiis riguardano false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta, mentre gli accertamenti proseguono per ricostruire la gestione contabile e patrimoniale del club negli ultimi esercizi.
La finanza nelle sedi del club biancorosso, del Napoli e della Filmauro. Nel mirino la cessione di Caprile. per i pm il trasferimento del portiere senza clausole sulla rivendita, avrebbe sottratto al Bari una plusvalenza da 7 milioni poi incassata dal club azzurro
Due milioni e duecentomila euro. È il prezzo al quale, il 24 luglio 2023, la SSC Bari ha ceduto il portiere Elia Caprile al Napoli, il club “correlato” attraverso la comune capogruppo Filmauro. Meno di due anni dopo, il Napoli ha rivenduto lo stesso calciatore al Cagliari per una cifra stimata in circa 8 milioni, realizzando una plusvalenza di circa 7.
È attorno a quell’operazione, e al modo in cui è stata rappresentata nei conti del club biancorosso, che ruota l’inchiesta della Procura di Bari che nella mattinata di oggi, martedì 7 luglio, ha portato i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a perquisire le sedi della SSC Bari allo stadio San Nicola, della SSC Napoli e della Filmauro, a Roma.
Nel registro degli indagati sono iscritti Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, e il padre Aurelio, presidente del consiglio di amministrazione del Napoli e legale rappresentante della Filmauro. Per la società biancorossa, che i pm ritengono insolvente, la Procura ha chiesto al Tribunale l’apertura della liquidazione giudiziale, l’erede del vecchio fallimento nel Codice della crisi d’impresa.
Le accuse: dal falso in bilancio alla bancarotta – Il decreto di perquisizione, firmato dal procuratore Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza, ipotizza quattro reati, allo stato in forma provvisoria. Il primo è quello di false comunicazioni sociali: secondo l’accusa, padre e figlio, in concorso tra loro e al fine di conseguire per il Napoli un ingiusto profitto, avrebbero esposto nel bilancio 2024 della SSC Bari fatti rilevanti non veritieri, o comunque omesso informazioni necessarie a valutare correttamente la situazione del club. In particolare, il bilancio non avrebbe dato adeguata evidenza della natura infragruppo della cessione di Caprile, dei criteri con cui era stato fissato il corrispettivo, del potenziale valore futuro del calciatore e delle ragioni per cui il Bari avrebbe rinunciato in partenza a qualsiasi partecipazione al plusvalore poi realizzato dal Napoli.
A entrambi vengono contestate, sempre in via provvisoria, anche due ipotesi di bancarotta fraudolenta impropria: per distrazione, perché la cessione del cartellino a 2,2 milioni sarebbe stata “non congruamente remunerativa” rispetto al valore effettivo dell’asset, e da reato societario, quale conseguenza del falso in bilancio. Al solo Luigi De Laurentiis è contestata una quarta ipotesi, la bancarotta impropria da operazioni dolose: l’utilizzo strumentale del rinvio della copertura della perdita 2021, pari a 7,45 milioni, consentito dalla normativa Covid, e la prosecuzione dell’attività in uno stato di squilibrio economico e patrimoniale che avrebbe aggravato il dissesto.
Il caso Caprile: il Leeds si tutelò, il Bari no – C’è un dettaglio che, nella ricostruzione degli inquirenti, rende l’operazione ancora più anomala. Quando il Bari acquistò Caprile dal Leeds, riconobbe al club inglese premi proporzionali all’eventuale incremento di valore del portiere in caso di successiva rivendita. Una tutela contrattuale standard, che però il Bari non ha previsto per sé quando ha girato il giocatore al Napoli: nessuna clausola di partecipazione al plusvalore futuro, la cosiddetta sell-on fee.
Il club azzurro, dopo aver impiegato Caprile in misura marginale – quattro presenze ufficiali in due stagioni – lo ha valorizzato con il prestito all’Empoli, per poi cederlo a titolo definitivo al Cagliari. Un percorso di valorizzazione che, osservano i pm, il Bari avrebbe potuto porre in essere allo stesso modo, o dal quale avrebbe potuto quantomeno tutelarsi contrattualmente, come aveva fatto il Leeds con lui.
Perché i pm parlano di dissesto – L’operazione, secondo l’accusa, è maturata in un contesto di perdite strutturali e di dipendenza finanziaria dalla capogruppo. I numeri ricostruiti dai consulenti tecnici della Procura sui bilanci depositati fotografano un patrimonio netto negativo senza interruzioni dal 2022: -6,6 milioni quell’anno, -4,6 nel 2023, -6,4 nel 2024, fino a -6,7 milioni al 30 giugno 2025. Le perdite d’esercizio si sono susseguite ogni anno dal 2019, per un totale di circa 30 milioni nel periodo 2019-2025.
Nei primi anni il patrimonio è rimasto in territorio positivo solo grazie agli interventi straordinari del socio unico – un versamento da 4,5 milioni nel 2020, rinunce a crediti – e alla rivalutazione del marchio per oltre 5,3 milioni operata nel 2021. A pesare sul quadro, secondo gli inquirenti, anche la retrocessione in Serie C del maggio scorso, che avrebbe ulteriormente aggravato il dissesto con una perdita durevole di valore dello stesso marchio. Da qui la richiesta di apertura della liquidazione giudiziale presentata dai pm ai sensi dell’art. 38 del Codice della crisi, sulla quale dovrà pronunciarsi il Tribunale.
Perquisizioni estese a Polito, Giuntoli, Meluso e Battistini: non sono indagati – Le perquisizioni sono state estese anche a quattro protagonisti dell’operazione che allo stato non risultano indagati: Ciro Polito, direttore sportivo del Bari all’epoca della cessione, che condusse la trattativa per conto del club biancorosso; Cristiano Giuntoli, ds del Napoli fino al giugno 2023, periodo in cui si sarebbero svolte le trattative per l’acquisizione; Mauro Meluso, suo successore nel ruolo dirigenziale azzurro fino al maggio 2024, nella fase di gestione successiva dell’operazione; e Graziano Battistini, procuratore sportivo di Caprile, che svolse la funzione di intermediazione tra le due società.
L’obiettivo è acquisire comunicazioni, bozze contrattuali, accordi di intermediazione e corrispondenza utili a ricostruire le modalità di negoziazione del corrispettivo e l’omissione della clausola sul plusvalore. Il decreto dispone il sequestro della documentazione contabile ed extracontabile dal 2019 a oggi, con copie forensi dei dispositivi informatici.
Il procedimento – va precisato – si trova nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni hanno natura provvisoria: lo stesso provvedimento sottolinea la necessità di riscontri più approfonditi e non costituisce in alcun modo un accertamento di responsabilità.
La reazione della federcalcio continentale dopo la decisione sulla squalifica dello statunitense: “Le regole non possono essere soggette a eccezioni durante un torneo: la decisione ha oltrepassata una linea rossa”
La Uefa si schiera contro la Fifa per la decisione di revocare la squalifica a Folarin Balogun. L’attaccante statunitense era stato espulso durante i sedicesimi di finale ai Mondiali contro la Bosnia ma il suo stop di un turno è stato sospeso con la condizionale, permettendo al giocatore di essere disponibile per la sfida degli ottavi contro il Belgio. “La decisione presa ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l’applicazione della squalifica automatica di una partita conseguente al cartellino rosso mostrato al calciatore Folarin Balogun ha oltrepassato una linea rossa“, si legge in una nota della Uefa.
l’attacco della uefa – “Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no“, prosegue la Uefa. “La squalifica automatica minima di una giornata dopo un’espulsione non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica“.
la certezza delle regole – “Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l’integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa. Inoltre, una decisione di questo tipo crea un precedente all’interno del torneo in corso: situazioni analoghe dovranno ora ricevere lo stesso trattamento, con un inevitabile danno per la competizione. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco straordinario, ed è credibile perché viene praticato ovunque secondo le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, quando il torneo in questione è il Mondiale, ha il potere di produrre conseguenze, positive o negative, sull’intero movimento calcistico. Esprimiamo il nostro sconcerto per una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile“, conclude la dura nota della Uefa.
L’applauso dei compagni, la frecciata di Garcia e…: i retroscena del caso Balogun
La reazione della federcalcio continentale dopo la decisione sulla squalifica dello statunitense: “Le regole non possono essere soggette a Non si placano le polemiche per lo stop alla squalifica dell’attaccante statunitense, che stanotte potrà così giocare negli ottavi contro il Belgio
Un applauso dei compagni increduli nel campo di allenamento della University of Washington per accogliere il sanzionato senza più sanzione, ma è difficile coprire il boato qui fuori: oltre questo campo-base della squadra americana nella periferia di Seattle non si parla che dello strano caso di Folarin Balogun, il centravanti degli Stati Uniti improvvisamente disponibile per gli ottavi di stanotte, dopo che una decisione a sorpresa della FIFA ha tolto (con la condizionale) il suo regolare turno di squalifica. Una bomba nel cuore del Mondiale, con polemiche sparse e reazioni avvelenate: su tutte, quella del Belgio, l’avversario di turno che minaccia fuoco e fiamme contro un provvedimento senza precedenti a poco più di 24 ore dal match. In mezzo al frastuono, anche il giubilo social dalla Casa Bianca per il bomber ritrovato: “Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta, ed essere tornata indietro da una grande ingiustizia“, ha scritto direttamente Donald Trump.
il caso – Il capocannoniere di Pochettino aveva preso un discusso rosso con intervento VAR durante i sedicesimi contro la Bosnia per un fallo su Muharemovic: saltando, era ricaduto sulla caviglia del difensore del Sassuolo e l’espulsione, a termini di regolamento, avrebbe comportato una ovvia squalifica automatica di una giornata. La FIFA, però, ha applicato per la prima volta nella storia della competizione l’articolo 27 del codice disciplinare, quello che recita così: “L’organo giudiziario può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l’esecuzione di un provvedimento disciplinare”. Una sorta di condizionale, appunto, come accaduto a CR7, che avrebbe dovuto scontare tre giornate di squalifica dopo il suo rosso nelle qualificazioni contro l’Irlanda del Nord.Due erano poi state sospese, così da non mettere a rischio il viaggio americano. Rispetto al caso del portoghese, però, qua la competizione è già iniziata da un po’ e per ritrovare qualcosa di vagamente simile deliberato a torneo in corso bisogna tornare alla notte dei tempi: nel 1962 la leggenda brasiliana Garrincha giocò la finale dopo essere stato espulso in semifinale, ma senza che fosse arrivata prima la squalifica e in tutt’altro quadro normativo.
la polemica – Il Comitato Disciplinare si è mosso tra le pieghe del regolamento: ha, sì, inflitto all’attaccante una giornata di squalifica, ma ne ha tecnicamente sospeso l’esecuzione per un anno. Diventerà effettiva soltanto se Balogun commetterà un’altra infrazione di “analoga natura e gravità” durante questo “periodo di prova”. Per il momento “Balo” può, quindi, pensare al presente e al portiere rivale Thibaut Courtois, che è rimasto attonito in conferenza assieme al suo tecnico Rudi Garcia per il cambio di scenario inatteso. “Non sapevo che negli uffici della FIFA il 5 luglio corrispondesse al primo aprile in Europa. Per me è stata una scoperta”, è stata la puntura del ct. “È una situazione sorprendente, soprattutto perché arriva il giorno prima della partita”, l’aggiunta di Courtois. Garcia ha, comunque, rimandato tutto al comunicato durissimo della sua federazione che, a suo dire, “non difende se stessa ma il calcio in generale, la sua integrità e la sua etica”. Nel dettaglio, la RBFA (Royal Belgian Football Association) ha fatto intendere che la storia non finirà qua (presentando tral’altro un ricorso): “Per tutelare i legittimi diritti di tutte le squadre partecipanti e proteggere i principi fondamentali del fair play nel nostro sport, sia in questa Coppa del Mondo sia nelle future edizioni del torneo, stiamo valutando tutte le possibili opzioni a nostra disposizione”. Lo stesso allenatore francese ha tagliato corto quando gli è stato chiesto se il prossimo passo sarà ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport anche dopo la partita: “Non fateci più perdere tempo con questo argomento…”. Al contrario, il collega Pochettino ha scelto un altro punto di osservazione e parlato con differente stato d’animo: “È una decisione sacrosanta, siamo già stati puniti abbastanza contro la Bosnia per un’espulsione completamente ingiusta. Chi ama davvero questo sport deve celebrare questo momento. Rudi Garcia è un grande allenatore e una grande persona, ma etica e integrità sono valori universali, non si usano solo quando conviene”.
dalla casa bianca – In anticipo su tutti in una vicenda così intricata, Trump aveva comunque messo il sigillo su Truth, social che usa abitualmente per lanciare messaggi al mondo. In poche righe ha, indirettamente, ringraziato Gianni Infantino, a lui vicinissimo come da cronache recenti. Sono anni che c’è un rapporto strettissimo, quasi simbiotico: la Federazione internazionale del calcio aveva pure istituito e assegnato al presidente americano il “FIFA Peace Prize”, nel bel mezzo della campagna con cui Trump puntava, senza successo, a ottenere il Nobel per la Pace. Tra rimbalzi alla frontiera e visti negati, già prima del via questo era un Mondiale a forti tratti trumpiani, figurarsi adesso che altra carne arriva al fuoco. Secondo una ricostruzione del New York Times, che cita tre persone a conoscenza della conversazione, The Donald avrebbe, infatti, telefonato mercoledì a Infantino per chiedergli di riesaminare la squalifica di Balo, poi ieri ecco il colpo di teatro prima degli ottavi. Su questa ricostruzione, però, la FIFA non ha voluto esprimersi ufficialmente.
E la ragazza 17enne all’epoca dei fatti smonta le accise: “Mai avuto rapporti sessuali e mai ricevuti soldi da lui”. Intanto la Procura prosegue con l’audizione come testimoni di altri calciatori: sentiti Daniel Maldini e Kevin Bonifaz
Alessandro Bastoni, calciatore della Nazionale finito nel mirino della procura
Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale indagato nella inchiesta della Procura con l’accusa di un presunto giro di prostituzione minorile, non si presenterà all’interrogatorio fissato per domani, venerdì 3 luglio. Lo ha reso noto il suo difensore, l’avvocato Salvatore Scuto, precisando che il giocatore si avvale anche della facoltà di non rispondere.
La ragazza minorene – Intanto in questi giorni la presunta vittima, la ragazza che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, ha dichiarato: “Di non essere una prostituta, di non avere mai avuto rapporti sessuali con il calciatore e di non aver mai ricevuto denaro da lui”, facendo, di fatto, venire meno il presupposto dell’accusa.
Le audizioni – Sono cominciate, parallelamente, le audizioni di alcuni calciatori convocati come testimoni nell’ambito dell’inchiesta che ha al centro la società ‘Ma.De Milano”, società che avrebbe organizzato serate “all inclusive”, tra Milano e Mykonos, in qualche caso anche con la “droga della risata”, per clienti vip, in particolare calciatori di serie A, nei locali alla moda milanesi e in alberghi di lusso. I primi atleti che la pm Rosaria Stagnaro e la procuratrice aggiunta Bruna Alberini hanno sentito nella giornata odierna, in una caserma della Guardia di finanza, sono Daniel Maldini e Kevin Bonifazi. Domani invece toccherà a Riccardo Calafiori.
L’inchiesta – La vicenda era emersa lo scorso 21 aprile, quando erano stati poste ai domiciliari quattro persone, tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, lei laureata in economia e lui geometra, compagni nella vita e negli affari. Secondo la ricostruzione di inquirenti, investigatori,Ronchi e Buttini sarebbero stati “promotori e dominus” dell’associazione per delinquere.
Le analisi sui telefoni – E per far luce su quelle serate e presunti contatti con gli indagati e con l’agenzia, in questi giorni i pubblici ministeri hanno deciso di ascoltare come testi, non indagati alcuni calciatori. Le verifiche, intanto, sono andate avanti anche con le analisi sui telefoni sequestrati ad arrestati e indagati, ma anche consegnati dalle ragazze.
La difesa di Stefano Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Franco Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre.
Rolando Mandragora ai tempi dell’Udinese (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)
La Procura di Udine ha chiesto due anni di reclusione per il presidente dell’Udinese, Franco Soldati, e per il vicepresidente Stefano Campoccia nell’ambito dell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Udine. Al centro del procedimento c’è la plusvalenza legata al trasferimento di Rolando Mandragora dalla Juventus al club friulano.
Per la società Udinese, invece, è stata chiesta un’ammenda da 500mila euro. Le contestazioni riguardano l’operazione conclusa nel 2018, quando la Juventus cedette Mandragora all’Udinese inserendo nell’accordo un’opzione di riacquisto fissata a 20 milioni di euro.
Secondo l’impostazione accusatoria, tuttavia, quella clausola non avrebbe avuto la natura di una semplice opzione, ma avrebbe mascherato un vero e proprio obbligo irrevocabile di riacquisto da parte del club bianconero. Il calciatore, infatti, fece poi ritorno alla Juventus due anni più tardi. Per la Procura, questa struttura avrebbe consentito all’Udinese di iscrivere a bilancio una plusvalenza superiore ai 3 milioni di euro. L’operazione, secondo l’accusa, avrebbe inoltre prodotto un’evasione Ires per oltre 400mila euro.
A Soldati, Campoccia e alla società friulana vengono contestati, a vario titolo, i reati di falso in comunicazioni sociali, dichiarazione fraudolenta ed evasione dell’Ires. Campoccia, oltre al ruolo di vicepresidente dell’Udinese, è anche membro del Consiglio federale della FIGC in rappresentanza della Serie A, insieme a Giorgio Chiellini per la Juventus e Giuseppe Marotta per l’Inter. L’organismo è stato appena riconfermato.
Nel corso dell’udienza, la difesa di Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre. Nella stessa data è attesa anche la sentenza del Gup.
E mercoledì saliranno a 16 le città roventi dal Nord al Centro-Sud
Il caldo anomalo non dà tregua in Italia, con un inizio settimana dominato dall’afa in buona parte del paese: da Milano a Roma, da Firenze a Pescara temperature ‘top‘. Come atteso, si entra nel vivo dell’ondata di calore in corso e il numero di città che saranno contrassegnate dal bollino rosso è destinato a crescere di giorno in giorno.
Ieri, lunedì 22 giugno, le città da bollino rosso sono state 12. Oggi, martedì 23 giugno, salgono a 15. L’allerta massima (livello 3) indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. E tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute, si ricorda nel portale del ministero della Salute dove è stato pubblicato l’ultimo bollettino aggiornato.
I capoluoghi più caldi oggi saranno Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Restano con bollino arancione (Allerta 2) Bari e Latina. In giallo (Allerta 1) ci sono Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste.
Domani, mercoledì 24 giugno, si sale ancora: i capoluoghi col bollino rosso diventano 16 con l’aggiunta di Latina, e completano il quadro i bollini arancioni previsti per Trieste e Bari. Rimarranno infine contrassegnate dal bollino giallo solo 9 città: Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.
L’ex numero uno del Coni guiderà il calcio italiano dopo le dimissioni di Gravina dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali
“Inizia la nuova epoca del calcio italiano”. Giovanni Malagò è il nuovo presidente federale, ha battuto Abete prendendo il 68,58% dei voti. “Non sono un Papa nero, ma uno di voi: figlio, fratello e padre del mondo del pallone”, commenta emozionato l’ex presidente del Coni davanti agli elettori. Un trionfo netto, quello decretato dell’assemblea federale, riunita per scegliere il successore di Gabriele Gravina nella cornice lussuosa del Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sulla collina di Monte Mario. “Sento le vostre grida di dolore. Avverto uno spaventoso senso di responsabilità, ma sono abituato a conviverci. È il momento di cambiare e innovare”. Come? “Vi supplico, mettiamo da parte i personalismi. Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto”, la preghiera diMalagò. Che manda un messaggio chiaro al governo e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, lo stesso che nei mesi scorsi aveva apostrofato l’ex numero uno del Coni come “diversamente amico”, nel solco di una storica ruggine, ora da scrostare. “Bisogna ricostruire le dinamiche con il mondo politico. Lo farò mantenendo la schiena dritta, perché è così che si ottiene molto di più”, spiega. Sconfitto il rivale (29,17% dei voti ottenuti da Abete), numero uno della Lega Dilettanti, che fino all’ultimo tiene viva la candidatura. “Giovanni, se tu sei figlio del mondo del calcio, io lo sono ancora di più”, il suo messaggio prima del voto in un discorso infinito – quasi mezz’ora, il doppio di Malagò – in cui cita anche Vasco Rossieil Vangelo per ribadire il suo impegno nella difesa degli interessi del calcio italiano.
La polemica di Gravina – Malagò raccoglie un’eredità pesante: la terza esclusione consecutiva dai Mondialinon aveva lasciato alternative a Gravina, che ha guidato il calcio italiano dal 2018 e il 3 aprile, dopo la batosta di Zenica con la Bosnia ai play-off, non ha resistito alle pressioni. E oggi ha spiegato: “La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta. È stata una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Io sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”. E ancora: “Ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa”.
Insieme a Gravinaavevano lasciato anche Buffon, capo delegazione della Nazionale e Gattuso qualche giorno dopo che ha rassegnato le dimissioni da ct.
Gli obiettivi non sono cambiati e l’impegno che Malagò dovrà affrontare non è semplice: il calcio italiano è senza riforme, ha cento squadre professionistiche che faticano a sopravvivere, stadi vecchi e un debito di oltre 5 miliardi.
Confermati tutti i consiglieri federali – Sono stati confermati in blocco tutti i consiglieri federali: per la Lega Serie A Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini; per la Serie B Antonio Gozzi; per la Serie C Giulio Gallazzi; per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro; per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno; per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città.
Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnato ai Mondiali 2026, ha sempre negato le accuse
Achraf Hakimi – Ipa
Dai Mondiali di calcio con il Marocco al processo per stupro. Questa la storia del capitano dellanazionale marocchina e difensore del Psg Achraf Hakimi.Un tribunale d’appello francese ha confermato che la stella del calcio marocchinosarà processato con l’accusa di stupro ai danni di una giovane donna. Nel febbraio 2023, una donna all’epoca ventiquattrenne denunciò alla polizia della regione della Val-de-Marne, a sud-est di Parigi, di essere stata violentata da Hakimi. Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnata venerdì nella seconda partita dei Mondiali contro la Scozia, ha sempre negato le accuse.
“La giustizia – ha scritto Hakimi su Twitter – mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stata un’inchiesta’. Ho scelto di tacere per anni. Ho pensato che rimanere degno, essere paziente e avere fiducia nella giustizia avrebbe permesso che venissero prese le giuste decisioni. Oggi, una storia che non è la mia viene raccontata a scapito della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità. A volte ho la sensazione di essere diventato un bersaglio facile. Aspetto questo processo dal primo giorno. E ora lo aspetto con impazienza. Finalmente, potrò parlare“.
“Le indagini condotte durante l’istruttoria preliminare e l’istruttoria giudiziaria hanno portato la camera inquirente a concludere che vi siano prove sufficienti contro” Achraf Hakimi “a giustificare il suo rinvio a giudizio presso il tribunale penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine” vicino a Parigi, ha dichiarato la Corte d’Appello in un comunicato stampa a seguito di una decisione resa a porte chiuse. Il giocatore ha sempre respinto l’accusa definendola “falsa“. A febbraio aveva presentato ricorso contro la sentenza del giudice istruttore che lo aveva rinviato a giudizio per stupro. Non appena la sentenza della Corte d’Appello era stata emessa, il giocatore ventisettenne ha dichiarato a X di “attendere con ansia” il processo, aggiungendo: “Finalmente potrò parlare“.
La data del processo non è ancora stata fissata. Interpellata su un possibile ricorso alla Corte di Cassazione, l’avvocata del due volte campione d’Europa con il Psg, Fanny Colin, ha detto: “Questa conferma era attesa. Non si afferma che sia colpevole di nulla; si difende con fermezza“, ha ribadito Colin, aggiungendo che il suo cliente “ha molto da dire“. “Quindi, in questa fase, un totale di sei giudici hanno stabilito che le prove in questo caso sono talmente consistenti da giustificare l’incriminazione di Achraf Hakimi davanti a un tribunale penale“, ha commentato Rachel-Flore Pardo, l’avvocato che rappresenta il querelante, uscendo dall’aula. “Dopo oltre tre anni di battaglie legali, dopo essere stata calunniata e trascinata nel fango dalla difesa di Achraf Hakimi, questa decisione porta sollievo e speranza alla mia cliente“, ha aggiunto.
Inoltre pur non avendo rilasciato commenti ufficiali, il club parigino intende tutelare privatamente il proprio giocatore, facendo affidamento sulla presunzione di innocenza, dato che Hakimi ha sempre negato le accuse.
Secondo una fonte della polizia dell’epoca dei fatti, la donna, allora ventiquattrenne, raccontò di aver conosciuto Achraf Hakimi nel gennaio 2023 su Instagram e di essere andata a casa sua con un’auto privata prenotata dal giocatore. Spiegò che il giocatore l’aveva baciata e poi toccata senza il suo consenso prima di violentarla. Aggiunse di essere riuscita a respingerlo e specificò che un’amica, contattata tramite messaggio, era venuta a prenderla. La giovane donna si recò in commissariato nel 2023 per denunciare lo stupro. Achraf Hakimi fu formalmente incriminato e posto sotto sorveglianza giudiziaria pochi giorni dopo, a marzo. Uscendo dall’udienza,l’avvocato Colin denunciò quella che definì “giustizia di classe al contrario“.
“Questa indagine è stata aperta solo perché una denuncia alla polizia è stata resa pubblica dalla stampa“, afferma, un’attenzione mediatica che attribuisce al fatto che “il signor Achraf Hakimi è una figura pubblica e nota“. Per la giovane donna che ha denunciato questi fatti, la fuga di notizie sulla sua dichiarazione al quotidiano Le Parisien rappresenta “il più grande trauma della mia vita“. Jeanne (nome di fantasia) ha dichiarato giovedì a Mediapart, nella sua prima apparizione pubblica, di volere “un processo per difendermi, per essere ascoltata“. “Voglio giustificarmi. Voglio essere creduta“, ha aggiunto. “Non è mai piacevole per la mia cliente vedere l’uomo che accusa di stupro“, sottolinea la signora Pardo, per la quale“c’è ancora molta strada da fare nella lotta contro la violenza sessuale nel mondo del calcio maschile“.
I club possono acquistare o tesserare giocatori solo generando spazio economico attraverso uscite o interventi sui contratti, ma resta la possibilità di intervenire per revocare il provvedimento
Non soltanto la Lazio di Claudio Lotito. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, a seguito delle verifiche della commissione indipendente sull’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, anche il Sassuolo e il neo promosso Monza sono stati sottoposti a provvedimenti che prevedono la necessità di muoversi sul mercato estivo solamente con operazioni a saldo positivo.
Il riferimento è all’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, uno dei parametri utilizzati per verificare la sostenibilità economico-finanziaria delle società di Serie A. Quando un club non rispetta il livello-soglia previsto al 31 marzo o al 30 settembre, la Commissione incaricata effettua le verifiche e comunica alla FIGC l’eventuale eccedenza di costo da ripianare.
A quel punto, secondo l’articolo 90, comma 4, lettera A), il Segretario Generale della FIGC dispone la non ammissione alle operazioni di tesseramento per la sessione di mercato interessata. La norma, però, prevede una deroga: il club può comunque tesserare nuovi calciatori se ogni operazione in entrata èintegralmente coperta dal saldo positivo generato nella stessa sessione di mercato.
Questo significa che, esattamente come nel caso della Lazio, anche Sassuolo e Monzapotranno acquistare o tesserare nuovi giocatori soltanto se prima, o contestualmente, riusciranno a generare spazio economico sufficiente attraverso uscite o interventi sui contratti. Resta ferma anche la possibilità di un intervento dell’azionista di maggioranza per riportare la situazione in equilibrio.
Serie A mercato a saldo positivo – Cosa dicono le NOIF – L’articolo 90, comma 4, lettera A), prevede in particolare che:
in caso di mancato rispetto del valore soglia dell’indicatore di Costo del Lavoro Allargato al 31 marzo o al 30 settembre, la Commissione comunica alla Segreteria Generale della FIGC l’esito delle verifiche e l’eccedenza di costo da ripianare;
il Segretario Generale della FIGC può disporre la non ammissione alle operazioni di tesseramento dei calciatori per la sessione estiva o per quella invernale;
il divieto non è assoluto, perché la società può comunque procedere a nuovi tesseramenti se, per ogni operazione, la Lega Serie A verifica la copertura integrale degli impegni economico-finanziari;
questa copertura deve derivare da un saldo positivo generato nella stessa sessione di mercato;
il saldo positivo può arrivare da cessioni di calciatori, trasferimenti, rinunce agli emolumenti o risoluzioni contrattuali;
ai fini del calcolo non rileva soltanto il saldo finanziario complessivo, ma anche il confronto tra il costo contrattuale residuo dei calciatori usciti e il costo contrattuale dei nuovi calciatori tesserati;
fino alla revoca del provvedimento, il costo contrattuale dei calciatori già tesserati non può essere rinegoziato al rialzo, salvo il caso dei professionisti in scadenza entro la stagione sportiva successiva.
Il punto centrale, quindi, non è soltanto l’eventuale incasso da una cessione. La norma tiene conto anche del peso dei contratti.Se un calciatore viene ceduto o risolve il contratto, il club può liberare costo residuo.Ma per tesserare un nuovo giocatore dovrà dimostrare che il nuovo impegno economico sia coperto dal risparmio o dalle risorse generate dalle operazioni in uscita.
Per Sassuolo e Monza, dunque, se non dovessero essere effettuati interventi diversi (come vedremo più avanti) il mercato estivo dovrà muoversi dentro un perimetro preciso: prima creare spazio, poi eventualmente reinvestire. Un acquisto potrà essere autorizzato solo se sostenuto da un saldo positivo sufficiente, verificato dalla Lega Serie A.
Serie A mercato a saldo positivo – I possibili interventi – Le NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) prevedono tuttavia anche la possibilità di chiederela revoca del provvedimento. L’articolo 90, comma 5, stabilisce infatti che le società di Serie A possano presentare istanza al Segretario Generale della FIGC, inviando la documentazione necessaria, se l’eccedenza di costo contestata viene successivamente coperta.
Le soluzioni previste dalla norma sono diverse:
versamenti in conto futuro aumento di capitale;
aumenti di capitale già versati;
versamenti in conto copertura perdite;
finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
utilizzo delle riserve di utili, se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre, previa delibera dell’assemblea dei soci di apposizione di un vincolo di indisponibilità e quantificazione dell’importo da utilizzare;
utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi ad operazioni di trasferimento dei calciatori in ambito nazionale ed internazionale;
utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi alla cessione dei diritti audiovisivi non già contabilizzati nei ricavi federali.
Le strade per Sassuolo e Monza sono dunque due. La prima è operare sul mercato rispettando il meccanismo del saldo positivo: ogni nuovo tesseramento dovrà essere coperto da uscite, risparmi contrattuali o altre operazioni consentite nella stessa sessione. La seconda è che le rispettive proprietà decidano di intervenire sull’eccedenza di costo attraverso una delle soluzioni patrimoniali o finanziarie previste dalle regole federali, chiedendo poi la revoca del provvedimento.
Compare nel registro degli indagati anche per presunta corruzione nell’indagine sulla ex vice premier albanese Belinda Balluku, accusata di “violazioni in gare d’appalto”. L’ex ds rossonero interrogato in Procura per sei ore
Igli Tare, 52 anni. Getty
Estate turbolenta per Igli Tare. Dopo il licenziamento dal Milan, per lui potrebbero profilarsi anche guai giudiziari in Albania, suo paese d’origine, dove è finito sotto inchiesta. Secondo fonti presso la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione (Spak), l’ex ds rossonero sarebbe sospettato di presunto “riciclaggio” nell’ambito dell’indagine contro l’ex vice premier albanese Belinda Balluku, accusata inizialmente di “violazioni in gare d’appalto“. Oggi la Procura ha fatto sapere di aver iscritto Tare nel registro degli indagati anche per “corruzione“.
OPERAZIONE – Il presunto collegamento tra Tare e Balluku riguarderebbe una villa sulla costa ionica albanese, in un complesso turistico. L’abitazione sarebbe stata offerta all’ex vice premier, come tangente per un appalto concesso a un’impresa edile quando era dirigente della società di controllo del traffico aereo Albcontrol. Per far perdere le tracce dell’operazione, la villa è stata registrata a nome di Igli Tare il quale, secondo gli investigatori, avrebbe stipulato “un fittizio contratto d’affitto con l’ex capogabinetto di Balluku“. La Procura sostiene che de facto l’abitazione sarebbe dell’ex vice premier, che in questi anni ne avrebbe fatto uso insieme alla sua famiglia. Tare è stato sottoposto a un interrogatorio in Procura, che ha lasciato dopo circa sei ore senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.
Il tecnico livornese, promesso sposo al Napoli di De Laurentiis, contesta le modalità di comunicazione dell’esonero
Tra il Milan e Massimiliano Allegri rischia di chiudersi nel peggior modo possibile un’esperienza (la seconda del tecnico livornese in rossonero)durata appena una stagione.Non c’è ancora intesa infatti sulle modalità di separazione tra le parti sotto l’aspetto economico e, come riferisce l’edizione odierna de Il Giornale, il contenzioso potrebbe avere strascichi pure sul fronte legale.
I TEMPI DELL’ESONERO – Massimiliano Allegri era legato contrattualmente al Milan fino al 30 giugno 2027: la mancata qualificazione alla prossima Champions League non ha fatto scattare il prolungamento automatico per un’ulteriore stagione, con adeguamento dell’ingaggio da 5,5 milioni di euro netti a stagione a quota 6 milioni. Formalmente esonerato dalla guida tecnica della prima squadra attraverso la nota di lunedì 25 maggio con cui RedBird dava il benservito anche al direttore sportivo Igli Tare, al direttore tecnico Geoffrey Moncada e al CEO Giorgio Furlani, l‘allenatore toscano ha ricevuto la comunicazione effettiva dell’interruzione del rapporto via PEC soltanto quattro giorni più tardi, a firma del presidente Paolo Scaroni. Unica persona deputata a firmare documenti dopo l’allontanamento dell’ex ad Furlani.
DANNO DI IMMAGINE? – Secondo quanto riferisce Il Giornale, l’entourage di Allegri contesta al Milan le modalità con cui è stato comunicato il licenziamento, senza previa comunicazione ma attraverso un comunicato della proprietà divenuto poi pubblico di cui sarebbe venuto a conoscenza attraverso i media. Chi assiste il tecnico paventa anche una possibile per danno di immagine e, soltanto dopo la risoluzione di questo contenzioso, Allegri potrà sottoscrivere l’accordo biennale che avrebbe raggiunto col Napoli del patron Aurelio De Laurentiis.
14 MILIONI LORDI – In tutto questo,la partita si gioca anche sul fronte della buonuscita che l’ex allenatore rossonero si aspetta dal club per se stesso e per i suoi collaboratori. Per Il Giornale, la cifra complessiva ammonterebbe a 14 milioni di euro lordi, col Milan che si aspetta di spenderne la metà. In particolare, lo scontro si gioca sull’incentivo all’esodo che Gerry Cardinale vorrebbe versare ad Allegri, 500.000 euro, ritenuta il massimo possibile e giustificata col sospetto che il tecnico fosse in trattativa col Napoligià da diverse settimane. La richiesta di Allegri ammonterebbe invece attorno al milione di euro.
Il Tribunale del Riesame boccia completamene il metodo di indagine usato dai pm della Procura di Milano per l’ipotesi di reato di turbativa d’asta nella compravendita dello stadio Meazza dal Comune a Inter e Milan
San Siro(Foto: Pier Marco Tacca/Getty Images)
In attesa che Inter e Milan presentino il progetto ufficiale per il nuovo San Siro e per lo sfruttamento delle aree limitrofe nella loro proprietà, dal Tribunale del Riesame arriva un aggiornamento in merito all’inchiesta in corso da parte della Procura di Milano. Più che un aggiornamento, il pronunciamento del Riesame è un vero e proprio commento alle indagini portate avanti negli ultimi mesi ed è sicuramente poco lusinghiero nei confronti dei magistrati milanesi.
Come riporta l’edizione odierna de Il Foglio, il Riesame ha constatato che i pubblici ministeri della Procura di Milano andavano «alla ricerca non tanto delle prove ma della notizia di reato». Un giudizio tecnicamente, e anche deontologicamente, molto pesante sui modi di conduzione delle indagini nel rito ambrosiano, proprio perché viene direttamente dal Tribunale del Riesame. L’inchiesta, va ricordata, è stata imbastita con l’ipotesi di reato per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente nella compravendita dello stadio Meazza, passato a fine 2025 dal Comune di Milano ai due club.
Le motivazioni del Riesame riguardano l’annullamento di un sequestro sui telefoni e relative chat dell’avvocato Ada Lucia De Cesaris, dell’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi e di un’altra funzionaria del Comune. Indagine dal percorso tortuoso, perché nasce da un sequestro di dispositivi nel corso di una differente inchiesta sull’urbanistica dello scorso anno. A seguito di una serie di richieste della Guardia di Finanza e dei pm, il contenuto di quelle chat è finito nel nuovo filone sulla presunta turbativa d’asta del Meazza.
Al di là delle complesse tecnicalità, l’aspetto più rilevante del giudizio del Riesame è la sonora bocciatura di un metodo: è giudicata «illegittima» l’avvenuta «esplorazione massiva dell’intero contenuto dei telefoni» perché comporta rischi di «profilazione sui comportamenti, le inclinazioni, i rapporti con i terzi e le idee». Ma soprattutto è il metodo del sequestri di device a scopo esplorativo a essere con forza censurato: i pm non possono né devono andare «alla ricerca non tanto delle prove ma della notizia di reato». Metodo che invece appare spesso utilizzato nelle inchieste milanesi soprattutto quelle sul mondo del calcio, compresa l’ultima roboante iniziativa milanese sugli arbitri.
Libero – Il riesame boccia la Procura di Milano: demolita l’inchiesta su San Sirohttps://t.co/l12m6Ax5gB
Maurizio Sarri è di fatto il nuovo allenatore dell’Atalanta. Il tecnico toscano firmerà un triennale non appena avrà risolto il contratto con la Lazio, che lascia dopo essere tornato solo la scorsa estate: l’annuncio del nuovo accordo è atteso per l’inizio della prossima settimana. Prenderà il posto di Raffaele Palladino, che lascia la Dea dopo averla ereditata da Juric a stagione inoltrata. Entro il weekend, poi, arriverà anche la firma di Cristiano Giuntoli come nuovo direttore sportivo dei bergamaschi.
Che cosa succederà ora? – Sarri è legato ai biancocelesti da un contratto biennale. Dopo la richiesta del tecnico di un faccia a faccia con il presidente Claudio Lotito, nelle ultime ore le parti si sono venute incontro per risolvere la questione in tempi rapidi ed evitare ulteriori giorni di tensioni. La situazione si è sbloccata anche grazie a Gennaro Gattuso, che ha trovato un accordo con la Lazio e prenderà il posto di Sarri. Il sostituto di Raffaele Palladino sulla panchina nerazzurra è atteso invece a Bergamo entro giovedì. Alla Dea ritroverà Cristiano Giuntoli,direttore sportivo del Napoli anche nel periodo di Sarri alla guida dei partenopei. Senza un accordo, il tecnico toscanosarebbe rimasto alla Lazio fino al 30 giugno e avrebbe poi presentato le dimissioni. Lotito valuterà comunque di chiedergli i danni a causa delle sue ultime parole: “A Formello è un ambiente difficile. Evidentemente chi ci ha lavorato ha incontrato i miei stessi problemi, se l’epilogo è stato lo stesso“, aveva detto Sarri. Gattuso è avvisato.
Il saluto finale – Dopo la partita contro il Pisa, Sarri ha salutato la Lazio: “Non mi sono pentito di essere tornato perché è stata una stagione formativa, che mi ha cambiato e reso più empatico con i giocatori“. Decisiva per incrinare un rapporto mai amichevole tra Sarri e Lotito la questione mercato: “Dopo la sessione estiva bloccata, la società mi aveva detto che sarebbe stata fatta una campagna acquisti importante a gennaio e avrei avuto voce in capitolo. Non è andata così. A Formello puoi sbattere i pugni quanto vuoi, ma non ti ascolta nessuno“. Nonostante le difficoltà, Sarri è rimasto al timone della Lazio: “Ho mantenuto la promessa col popolo biancoceleste di arrivare fino a giugno“, ha detto. Sabato sera avava poi aggiunto: “Ora non sono contento, ho perplessità andare avanti, così come il presidente avrà le sue, ma ci sono altri due anni di contratto. O si trova un accordo veloce per risolverlo oppure va rispettato“. Una frase di circostanza, per evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco prima di un addio già scritto da tempo.
Erano circa 250 gli operai al lavoro nell’impianto nella provincia dello Shanxi. Prima del disastro i livelli di monossido di carbonio erano saliti oltre i limiti
Sono almeno 90 i morti in una esplosione di gas avvenuta in una miniera di carbone nella provincia dello Shanxi, nel nord-est della Cina. Lo riportano i media statali. L’esplosione è avvenuta alle 19.30 di venerdì ora locale mentre 247 lavoratori si trovavano sottoterra. L’esplosione di gas si è verificata nel sottosuolo della miniera di carbone di Liushenyu, nella contea di Qinyuan.
Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato un dispiegamento totale delle forze di soccorso per ritrovare i dispersi e prestare assistenza ai feriti. Xi ha anche sollecitato un’indagine approfondita sulle cause, affinché i responsabili siano chiamati a rispondere di quanto accaduto.
I soccorritori hanno lavorato tutta la notte per mettere in salvo i minatori, decine dei quali sono rimasti a lungo intrappolati. La provincia dello Shanxi ospita diverse miniere di carbone che già in passato sono state teatro di gravi incidenti. Secondo l’agenzia Xinhua, prima dell’esplosione, i livelli di monossido di carbonio nella miniera avevano superato i limiti.
La fuoriuscita metilmetacrilato in uno stabilimento di produzione aerospaziale
Sono più di 40mila le persone costrette a evacuare dopo che una sostanza chimica tossica ha iniziato a fuoriuscire da un serbatoio in uno stabilimento di produzione aerospaziale negli Stati Uniti. Il serbatoio, situato nella California meridionale, contiene circa settemila galloni (26mila litri) di metilmetacrilato, una sostanza altamente volatile e infiammabile utilizzata nella produzione della plastica. L’Orange county fire authority (Ocfa) ha emesso i primi ordini di evacuazione per l’area circostante lo stabilimento di Garden Grove, in seguito a segnalazioni di un aumento della temperatura del serbatoio. La zona di evacuazione è stata ampliata e si sta indagando sulla causa della perdita.
La squadra di Fabregas è in Europa League e può ancora sognare la Champions ma la favola bella si scontra con la realtà dei regolamenti continentali. Tre i nodi da sciogliere: stadio, bilancio e composizione della rosa.
La favola Como e la realtà delle norme Uefa per l’Europa: 3 i nodi da sciogliere.
Il Como è 5° in Serie A con 68 punti dopo 37 giornate: la qualificazione in Europa League (fase a gironi) è sicura ma c’è ancora una speranza di agganciare il quarto posto che vale la Champions League (dipende anche dai risultati di Roma e Milan in particolare). Eppure, mentre il sogno continentale è a portata di mano, la realtà burocratica delle norme Uefa rischia di complicare tutto. Non certo l’esclusione dalle Coppe (se ottiene la licenza) ma di parteciparvi in condizioni di significativo svantaggio tecnico (per una rosa ridotta e limitata) oltre che logistico. Sono tre le lacune da colmare:calciatori italiani/italiani formati in Serie A (“sono costosi e non possiamo pagarli con cifre dilazionate“, leparole del presidente Mirwan Suwarso), bilancio e stadio. E bisogna farlo in fretta per non sprecare un’opportunità storica.
Regolamento Uefa sulle liste: perché il Como non è a norma (e cosa deve fare) – Oggi il Como non è a norma per le coppe europee. Allo stato attuale della rosa a disposizione di Fabregas, la Lista A da presentare alla Uefa sarebbe ridotta, rendendo complicata una stagione già impegnativa con partite ogni tre giorni. Perché? Per partecipare a Champions League, Europa League o Conference League, ogni club deve compilare una elenco di massimo 25 giocatori (di cui almeno 2 portieri). Tra questi 25, almeno 8 devono essere locally trained o homegrown, ovvero giocatori formati localmente.
La suddivisione è precisa: 4 club-trained, giocatori che hanno trascorso almeno 3 stagioni intere (o 36 mesi) nel club tra i 15 e i 21 anni; 4 association-trained, giocatori formati in un altro club della stessa federazione (cresciuti in un settore giovanile italiano per almeno 3 stagioni/36 mesi tra i 15-21 anni). Che abbiano il passaporto italiano non basta: un connazionale arrivato da adulto da un altro paese non è considerato homegrown. E lo stato dell’arte presenta diverse pecche.
Edoardo Goldaniga è uno dei 3 italiani in rosa: in A ha giocato solo 14 minuti.
La rosa lariana è tra le più internazionali della Serie A (oltre il 90% di stranieri). Gli homegrown confermati, però, sono pochissimi: principalmente Edoardo Goldaniga (difensore cresciuto in Italia, 14′ in Serie A e 90′ in Coppa Italia in questa stagione) e il terzo portiere Mauro Vigorito (zero minuti giocati). E i giovani della Primavera hanno minuti limitati e non sono sufficienti.
Cosa rischia la società lariana in base alla situazione attuale – Se il club non raggiunge gli 8, la Lista A si riduce di conseguenza (per esempio, con soli 4 homegrown, massimo 21 slot). Non si possono riempire i posti vuoti con stranieri: la rosa europea diventa più corta, con meno rotazioni e maggiore rischio infortuni. Esiste anche una Lista B (aggiornabile durante la stagione) per Under-21 (nati dal 1° gennaio 2004 in poi per la stagione 2025/26) che hanno trascorso almeno 2 anni consecutivi nel club dal 15° compleanno. Utile per i giovani dell’Academy, ma non sostituisce gli 8 obbligatori della Lista A.
Cosa deve fare il Como? Nel mercato estivo serve un’iniezione di italiani formati nel nostro paese: acquistare 4-6 profili con esperienza Uefa (difensori, centrocampisti, esterni) già cresciuti in Italia tra i 15-21 anni. Ecco perché il nome di Miretti della Juventus è tra i più caldi in queste ultime ore. Promuovere e far maturare rapidamente i giovani dell’Academy.
Gli altri due nodi da sciogliere: stadio e Fair Play Finanziario – Oltre alla lista giocatori, restano due nodi ancora da sciogliere che sono determinanti per la gestione futura della società in previsione del debutto in Europa.
Lo Stadio Sinigaglia non è a norma Uefa (quanto a capienza, hospitality, strutture fisse e altre voci fondamentali): giocare le partite europee in trasferta per tutta la stagione o fino alla conclusione dei lavori comporta anzitutto un’eventuale perdita d’incassi e del “vantaggio” casalingo. Altra questione tutt’altro che trascurabile: il bilancio.
Mirwan Suwarso è il presidente dei lariani, finanziati dalla famiglia Hartono.
Financial Fair Play – con l’Europa scatta il monitoraggio stretto Uefa. Football Earnings Rule (la regola degli utili calcistici a bilancio) e Squad Cost Rule sono i paletti che, al momento, costringono il Como a fare i conti con la propria situazione economica, florida solo perché la famiglia Hartono a immesso capitali che hanno colmato le perdite. Ma è un circolo “vizioso” che alla Federazione non piace. La Uefa chiede stabilità finanziaria ai club partecipanti, tollerando un rosso tra i 60 e i 90 milioni di euro in un triennio. E in questa ottica prevede un tetto alle spese del 70%, ponendo i costi della rosa (stipendi, commissioni, ammortamenti) in rapporto coi ricavi. Il Como ha già ampiamente superato il limite, con poco più di 100 milioni di disavanzo in un solo esercizio. Altra nota dolente: circa 112 milioni di euro di spese, a fronte di circa 55 milioni di ricavi.
In queste condizioni può ottenere la licenza per partecipare alle Coppe? – Sì, a patto che si tenga entro i margini di un Settlement Agreement (piano di rientro strutturale) spalmato su tre anni: deve ridurre le perdite e tenersi nei parametri indicati. In caso di mancato rispetto va incontro a multe, limitazioni sulla rosa o, in casi estremi, esclusione dalle coppe (raro al primo anno, ma possibile se non si adegua).
Il presidente azzurro deve rispondere dell’acquisto di Manolas e di presunte plusvalenze fittizie nell’affare Osimhen
Aurelio De Laurentiis – Ipa/Fotogramma
E’ stata stralciata la posizione della società sportiva Calcio Napoli nell’ambito del procedimento nei confronti del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, accusato di falso in bilancio in relazione alla compravendita dalla Roma del giocatore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e alle presunte plusvalenze fittizie per l’acquisto di Victor Osimhen nel 2020 dal Lille.
I giudici della nona sezione penale del tribunale di Roma, dopo l’eccezione presentata dalle difese per un difetto di notifica, hanno sciolto la riserva e stralciato la posizione della società e, sospesi i termini di prescrizione, in attesa di riunite le posizioni, ha fissato la prossima udienza per il 2 dicembre prossimo.
Le contestazioni dei pm Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano riguardano i bilanci del 2019, 2020 e 2021. Il rinvio a giudizio, oltre che De Laurentiis, riguarda anche la società sportiva Calcio Napoli e Andrea Chiavelli. Nelle liste testi che verranno depositate compaiono il calciatore Osimhen, l’ex direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli e i calciatori coinvolti nelle compravendita tra i club.
La decisione tanto attesa sulla finale playoff di Championship è arrivata e sta già generando polemiche in tutto il Regno Unito.
Il verdetto più atteso del calcio inglese è finalmente arrivato e porta con sé una decisione clamorosa. Il Southampton è stato escluso dalla finale dei play-off di Championship in seguito a un’importante indagine disciplinare su attività di spionaggio illecite durante gli allenamenti.
Il club ha inoltre subito una penalizzazione di quattro punti in classifica valida per la stagione 2026/27 che a questo punto vedrà i Saints giocare ancora in Championship,aprendo inoltre di fatto la strada al Middlesbrough per affrontare l’Hull City a Wembley e conquistare un posto nella prossima Premier League.
LA DECISIONE DELLA EFL – Come confermato dalla English Football League (EFL), il Southampton è stato escluso dalla corsa alla promozione post-stagione con effetto immediato, annullando di fatto la recente vittoria in semifinale dei play-off. I Saints avevano sconfitto il Middlesbrough per assicurarsi un posto nella finale di Wembley contro l’Hull City, ma la Commissione Disciplinare Indipendente ha espulso il club dopo che quest’ultimo ha ammesso molteplici violazioni del regolamento EFL relative alle riprese non autorizzate degli allenamenti degli avversari, compresi quelli della stessa squadra eliminata.
Oltre all’espulsione, che permette al Middlesbrough di prendere il posto nella finalissima, il Southampton ha ricevuto una penalizzazione di quattro punti che verrà applicata nella classifica del Championship 2026/27, insieme a un ulteriore richiamo formale.
Le accuse emersero inizialmente l’8 maggio, con ulteriori violazioni identificate in seguito relative alle partite contro Oxford United, Ipswich Town e Middlesbrough nel corso della stagione 2025/26.
IL MIDDLESBROUGH IN FINALE – La classifica finale del campionato è stata quindi modificata, offrendo al Middlesbrough un’inaspettata seconda chance. La squadra di Teesside si recherà a Wembley per contendersi la promozione, ma va detto che il Boro si aspettava questa decisione al punto da non aver mai sciolto la squadra e aver continuato a gestire allenamenti come se la finale dei playoff fosse già garantita.
“L’effetto del provvedimento odierno è che il Middlesbrough viene reintegrato nei Play-Off del 2026 e accederà alla finale dei Play-Off contro l’Hull City. La finale è ancora in programma per sabato 23 maggio, con l’orario di inizio da confermare“.
Possibili temporali improvvisi e intensi in diverse aree della regione con grandine di piccole-medie dimensioni, accompagnata da raffiche di vento. Venerdì non andrà meglio. Sole nel weekend. Ma durerà? Cosa dicono le previsioni
Possibili improvvisi forti rovesci e maxi grandinate
Tempo instabile e nuova allerta meteo in Lombardia per la discesa di un’ampia perturbazione sull’Europa centrale.Oggi, giovedì 14 maggio, cielo prevalentemente nuvoloso. In mattinata locali rovesci e isolati temporali sui settori settentrionali; nel pomeriggio sono attesi acquazzoni sparsi su buona parte della regione, localmente anche di moderata o forte intensità con possibilegrandine di piccole o medie dimensioni, accompagnati anche da forti raffiche di vento. Possibili nevicate oltre 1500 metri circa. In prima serata ancora rovesci e temporali sparsi in transito verso est, specie sui settori meridionali.
Oggi allerta meteo gialla per forti temporali – Il maltempo con piogge e temporali che oggi investirà gran parte dell’Italia ha indottola Protezione Civile a diramare un’allerta gialla per rischio temporali in Lombardia. Ecco quali zonesaranno interessate:
Nodo Idraulico di Milano,Pianura centrale, Alta pianura orientale, Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Appennino pavese, Laghi e Prealpi orientali.
A Milano – Il centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalle ore 6 di oggi giovedì 14 maggio, che proseguirà fino a mezzanotte. Lo ha fatto sapere in una nota Palazzo Marino, invitando “i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo“. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile del Comune di Milano sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città.
Venerdì ancora maltempo – Non andrà molto meglio domani, venerdì 15 maggio. In mattinata sono attese piogge diffuse su Alpi e Prealpi con limite neve tra 1200 e 1600 metri circa, nel pomeriggio locali rovesci o temporali possibili su gran parte del territorio. Temperature massime in calo, anche al di sotto della media del periodo.
Un miglioramento nel weekend. Ma durerà? – Per un miglioramento bisognerà attendere il fine settimana: sabato 16 maggio attese nubi e locali precipitazioni residue sui settori centro-orientali, poi prevarrà il sole, anche domenica 17 maggio. All’inizio della prossima settimana l’influenza di un campo di alta pressione in rinforzo sulla Penisola Iberica e del transito di successive perturbazioni sull’Europa centrale porteranno tempo variabile con sole intervallato da possibili passaggi di precipitazioni. Temperature in aumento.
Con un comunicato il club ha annunciato di aver avviato un’indagine interna sulle notizie che circolano sui social. Diffusi gli screenshot dei messaggi tra il calciatore e la ragazzina
Il Bournemouth ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui annuncia che Alex Jimenez, ex Milan, non sarà convocato per il prossimo match di premier a causa delle notizie che stanno circolando sui social. Le notizie fanno riferimento ad uno scambio di messaggi che il calciatore 21enne ha avuto con una ragazza minorenne (pare 15 anni) con l’intenzione di adescarla. Circolano immagini di screenshot attribuiti al calciatore.
Bournemouth player Alex Jimenez’s messages with a 15-year-old girl have surfaced:
Jimenez avrebbe cercato di convincere la ragazza a un appuntamento. In particolare lei scrive: “Non conta che io abbia 15 anni?” e lui risponde “certo che mi importa ma mi piacciono le ragazze giovani. Non sono mai stato con una ragazza di 15 anni“. La diffusione degli screenshot ha provocato un’ondata di indignazione e il club inglese ha ritenuto meglio fermare Jimenez in attesa di chiarimenti. “L’AFC Bournemouth è a conoscenza dei post che circolano sui social media riguardanti il terzino destro Álex Jiménez. Il club comprende la gravità della questione e ha avviato un’indagine. Di conseguenza, Alex non sarà incluso nella rosa per la partita di Premier League di domani contro il Fulham e il club non rilascerà ulteriori commenti al momento“.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Napoli
La formazione della Juve Stabia prima della partita contro il Pescara dello scorso 25 aprile. (Foto: Fabio Urbini/LaPresse)
La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro delle quote e dell’intero patrimonio aziendale della Juve Stabia, club che milita in Serie B. Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli ai sensi dell’articolo 34, comma 7 del Codice Antimafia, è stato adottato su proposta congiunta del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del procuratore di Napoli e del questore di Napoli “per preservare – spiega una nota – l’impresa dal pericolo di dispersione, alienazione e sottrazione del patrimonio, mentre è in atto l’esecuzione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria, disposta lo scorso mese di ottobre per bonificare la gestione societaria dal pericolo di condizionamento da parte della locale criminalità organizzata“.
Il decreto è stato emesso a carico di Francesco Agnello in qualità di legale rappresentante della società Stabia Capital srl,proprietaria delle quote del club calcistico.
Nell’inchiesta sulle scommesse illegali un mese con la condizionale per il calciatore della Fiorentina, sanzione pecuniaria da 78 mila euro per il giocatore del Newcastle
Sandro Tonali eNicolò Fagiolichiudono con esiti diversi la loro posizione nel filone milanese dell’inchiesta sulle scommesse illegali che ha coinvolto diversi calciatori di Serie A. Come rivelato da Il Corriere della sera, Tonali ha ottenuto la conversione della pena in una sanzione pecuniaria di 78.250 euro, mentre Fagioli ha patteggiato un mese di arresto con sospensione condizionale della pena.
Patteggiamento per i titolari della gioielleria milanese – I due calciatori finirono al centro dell’indagine su una rete di piattaforme di scommesse online non autorizzate, attive tra il 2021 e il 2023, secondo gli inquirenti gestita da Tommaso De Giacomo e Patrick Frizzera. I due organizzatori hanno patteggiato rispettivamente pene di 2 anni e 3 mesi e di 2 anni, mentre hanno patteggiato una pena di due anni e mezzo Antonio Scinocca, Antonio Parise e Andrea Piccini, i tre soci della gioielleria milanese Elysium Group srl dove i calciatori saldavano i propri debiti di gioco pagando con bonifici l’acquisto (in realtà simulato) di Rolex di lusso che non ritiravano.
Contravvenzioni per chi scommetteva non sul calcio – Nel procedimento comparivano anche altri calciatori che hanno definito la loro posizione con l’oblazione da 258 euro. Tra loro figurano gli juventini (o ex juventini) Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes,Ángel Di María e i nazionaliRaoul Bellanova e Samuele Ricci, che hanno pagato la contravvenzione per aver scommesso su piattaforme illegali (mai sul calcio, ma per lo più al poker su tavoli online in “stanze virtuali” chiuse da password). Per Tonali e Fagioli, già sanzionati in sede sportiva, il punto più delicato era l’ulteriore contestazione di aver pubblicizzato le piattaforme illegali presso altri calciatori.Prosciolti a Milano Alessandro Florenzi (allora calciatore del Milan) e Niccolò Zaniolo (che all’epoca era alla Roma) perché aveva già pagato le contravvenzioni per le loro scommesse su piattaforme irregolari in un precedente procedimento a Torino.
Dopo un mese di aprile caldo e soleggiato, già a partire da questa notte potrebbero arrivare le prime piogge
Dopo tanto sole e giorni di caldo durante il mese di aprile, con picchi di massime abbastanza anomale, arriva a Milano e in Lombardia una fase di instabilità con rovesci e abbassamento delle temperature. Le prime piogge potrebbero arrivare già a partire da questa notte, mentre le giornate più perturbate saranno martedì 5 maggio e mercoledì 6. “Domani si avrà un calo delle temperature massime che passeranno dai 25-26 gradi di questi ultimi giorni a 16-17 gradi”, spiega Samantha Pilati, meteorologa della Fondazione Omd-Osservatorio meteorologico Milano Duomo. Varieranno di poco, invece, le minime. Già nella mattinata di oggi i milanesi hanno avvertito un lieve calo delle temperature, ma domani bisognerà tirare fuori una giacca più pesante.
Per la giornata di mercoledì non si escludono fenomeni a carattere temporalesco, anche di forte intensità, ma non in maniera continuativa. Già nella tarda serata è prevista qualche schiarita e la situazione meteo migliorerà nel corso delle giornate di giovedì e venerdì, in cui dovrebbe tornare il sole e si avrà un nuovo aumento delle massime. Ma il weekend non è fuori pericolo: il tempo sarà variabile, soprattutto domenica. Insomma, dopo un mese di aprile che nel complesso ha regalato giornate di sole e molto calde, più vicine all’estate che alla primavera, ora questo cambio di clima può sembrare più accentuato.
Ma in realtà è assolutamente in linea con la stagione primaverile, caratterizzata da fasi di instabilità. “Per tutta la prima fase di maggio, fino a metà mese circa, la situazione meteo sarà molto variabile”, spiega Pilati. Si verificheranno più piogge rispetto al mese di aprile, in cui il fenomeno temporalesco più significativo si è verificato il 19 aprile, con una grandinata intorno alla mezzanotte e 8,4 millimetri di pioggia caduti. È stato nel mese di marzo, però, che si è verificato l’episodio di maltempo più significativo: nel weekend del 14 e 15 marzo la pioggia e il vento di scirocco hanno colpito Milano e sono caduti rispettivamente 31,8 millimetri di pioggia il sabato e 11,5 la domenica.
Fumo e principio di fiamme in un’area non aperta al pubblico. L’operatività dello scalo è sempre rimasta regolare: attivate le procedure di ventilazione
Il rogo si è sviluppato in una zona non aperta al pubblico
Momento di paura, nella tarda mattinata di oggi, allo scalo di Malpensa. I vigili del fuoco sono intervenuti infatti, verso le ore 13, al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano per un principio di incendio.Non si sono registrati feriti e intossicati, nonostante l’iniziale paura.
Le squadre dei distaccamenti di Busto Arsizio e Somma Lombardo, con il supporto di due partenze operative interne allo scalo, hanno spento il focolaio causato dal cortocircuito di una centralina telefonica in un tunnel di servizio utilizzato per l’accesso dei fornitori.
L’intervento dei vigili del fuoco – Il fuoco è stato domato in breve tempo, evitando così che questo si propagasse e causasse maggiori danni, compromettendo in qualche modo la struttura.
Successivamente i vigili del fuoco i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di ventilazioneoltre che quelle di messa in sicurezza. La suddetta area quindi non era aperta al pubblico. Anche per questo fortunatamente non si sono registrati feriti e non ci sono state ripercussioni per l’operatività dello scalo che è sempre stata regolare.