Affare Osimhen-Napoli: De Laurentiis indagato per falso in bilancio


articolo di Gianluca Monti: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/21-06-2022/osimhen-de-laurentiis-indagato-4401084232948.shtml

In corso perquisizioni e verifiche a Castel Volturno, Roma e in Francia

Aurelio De Laurentiis è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di falso in bilancio per l’acquisto di Victor Osimhen, effettuato dal Napoli nell’estate del 2020.

Sulla vicenda del passaggio del nigeriano dal Lille al club azzurro si sono accesi da tempo i fari della procura federale (anche se di recente la giustizia sportiva ha assolto il Napoli ed il suo presidente) ma adesso è stata la Guardia di Finanza a sequestrare le carte relative alla compravendita del calciatore (nell’affare entrarono anche Karnezis ed i giovani Manzi, Palmieri e Liguori – le cui valutazioni sono state appunto oggetto di indagine da parte della procura federale). Adesso, però, l’accusa per De Laurentiis ed i membri del CdA del club azzurro – sono i figli Edoardo (vicepresidente) e Valentina, la moglie Jacqueline (vicepresidente) e Andrea Chiavelli – è di falso in bilancio con la Guardia di Finanza che ha effettuato una serie di perquisizioni a Castel Volturno, Roma e in Francia.

Il paradosso del Chievo calcio, affossato da quei decreti approvati per salvarlo


articolo di Gian Antonio Stella: https://www.corriere.it/cronache/22_giugno_18/paradosso-chievo-calcio-affossato-quei-decreti-approvati-salvarlo-96b63198-ee7a-11ec-b758-c9dec84b27f8.shtml?fbclid=IwAR3dKQ5kagt3shgVmiITpIZ52v281n6IO9yqzp2yWIMQ9MOEHPYQ7fuLBoE

La vicenda in Consiglio di Stato: la società gialloblu chiede 140 milioni di risarcimento e ha la possibilità di vedere riconosciute le proprie ragioni

«Putei, boni, non ghe xè schei». Era un mantra, per Luca Campedelli, quando erano tutti pazzi per il Chievo (e certi telecronisti si spingevano a urlare «il pubblico s’arroventa, l’afa si fa delirio»), quella frase decisa a calmare i tifosi che lo invocavano di spendere fantastilioni di miliardi per comprare questo o quel fenomeno: «Putei, boni, non ghe xè schei». Del resto, spiegava, «in casa siamo tutti ragionieri: lo era papà, lo sono io, lo è mio fratello Piero e lo sono i parenti e i parenti dei parenti». Mica peraltro tutti gli stipendi dal mister Gigi Del Neri all’ultimo di giocatori costavano «meno dello stipendio del solo Batistuta…»

Due pesi e due misure – Domanda: come ha fatto uno così a farsi buttare fuori, con marchio di ignominia, dal grande calcio che troppi scandali e troppo inchieste e troppe archiviazioni (vedi l’ultima sulle plusvalenze, conclusa con un bonario pater-ave-gloria per tutte le big dopo la condanna iniziale e infangante del solo Chievo) hanno dimostrato avere bilanci marci? Per carità, di errori ne avrà fatti di sicuro, però… Certo aveva ragione Luciano Moggi, il disinibito Sultano della Tolfa poi condannato e radiato: «Er Chievo? E’ ggià ‘n miracolo mo’: ‘a storia ce dice ch’è quantommai improbbabbile che possa continuare». Previsione azzeccata. Con le buone o con le cattive, sospirano i tifosi…

La battaglia legale di Campedelli – Eppure, cocciuto come un musso (non dicevano ai bei tempi che l’Astro-Chievo era la prova che i mussi possono volare?), Campedelli è ancora lì a dar battaglia. E l’ultima di un tormentone di sentenze contrapposte, firmata giorni fa dal Presidente della quinta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato Luciano Barra Caracciolo, che pure aveva dato torto alla società in uno dei verdetti del passato, ha dato stavolta ragione al gioiello calcistico che venendo dal nulla è stato per diciassette anni di serie A mettendo a segno qualche annata sensazionale. E ha sospeso la penultima sentenza (del TAR), esulta l’avvocato del «Ceo», ritenendo «sussistenti concreti profili di illegittimità per i quali si prospetta il diritto al risarcimento del danno del Chievo Verona». continua a leggere

La Corte d’appello FIGC respinge il ricorso di De Laurentiis sulla multiproprietà


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/15/la-corte-dappello-figc-respinge-il-ricorso-di-de-laurentiis-sulla-multiproprieta/

Aurelio De Laurentiis Presidente del Napoli, – Photo Cesare Purini / Insidefoto

La Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite presieduta da Mario Luigi Torsello ha respinto il ricorso presentato da Aurelio e Luigi De Laurentiis avverso la decisione del Tribunale Federale Nazionale, che lo scorso 4 maggio aveva rigettato il ricorso dei presidenti di Napoli e Bari avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n.88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF.

L’art. 16 bis NOIF vieta le partecipazioni in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto grado, obbligando i soggetti che si trovano in questa condizione a porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025.

Plusvalenze Inter: archiviazione all’orizzonte per l’indagine


articolo Di Redazione: Plusvalenze Inter: archiviazione all’orizzonte per l’indagine (internews24.com)

Le indagini della Procura si avviano verso l’archiviazione, nessun falso di bilancio per l’Inter

La Procura di Milano si avvia verso l’archiviazione dell’indagine che vedeva l’Inter accusata di falsi di bilancio a carico di ignoti.

Secondo l’Ansa, le indagini di Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, con l’aggiunto Maurizio Romanelli, non hanno fatto sì che emergessero elementi tali da procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. L’analisi di documenti e mail sequestrate a dicembre ad alcuni dirigenti del club nerazzurro non avrebbe dunque fatto venire a galla nulla di rilevante a livello penale sulla compravendita di giocatori.

De Laurentiis perde ricorso: dovrà cedere Bari o Napoli


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/04/respinto-il-ricorso-de-laurentiis-dovra-cedere-bari-o-napoli/

Aurelio De Laurentiis (foto Insidefoto.com)

Il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Carlo Sica ha rigettato il ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n.88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF sulle multiproprietà.

“Il Tribunale Federale Nazionale ha pronunciato – si legge nella sentenza FIGC -, decidendo nell’udienza fissata il giorno 4 maggio 2022, sul ricorso proposto dal Cav. Aurelio De Laurentiis (in proprio e n.q. di legale rapp.te p.t., Presidente del C.d.A. di SSC Napoli Spa, nonché n.q. di legale rapp.te p.t., Presidente del CdA di Filmauro Srl), dal sig. Luigi De Laurentiis (in proprio e n.q. di legale rapp.te p.t., Amministratore Unico, della SSC Bari Spa) avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n. 88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF nonché di ogni atto presupposto o conseguente, contro Federazione Italiana Giuoco Calcio, Lega Nazionale Calcio Professionisti Serie A, Lega Nazionale Calcio Professionisti Serie B, Lega Italiana Calcio Professionistico, il seguente dispositivo: il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, rigetta il ricorso”.

  1. Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto grado.
  2. Qualora a seguito del passaggio di una società dal settore dilettantistico al settore professionistico si incorra nella situazione vietata dal comma 1, i soggetti interessati devono porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.
  3. L’inosservanza del termine di cui al comma 2 comporta la decadenza della affiliazione della società proveniente dal settore dilettantistico. Il provvedimento di decadenza è adottato entro 3 giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 2 dal Consiglio Federale su proposta del Presidente Federale, sentita la Commissione di cui all’art. 20 Bis delle NOIF.

La norma transitoria, tuttavia, spiega:

  • Fatti salvi i provvedimenti già adottati dal Consiglio Federale in base alla previgente formulazione dell’art. 16 Bis, i soggetti, che alla data di entrata in vigore della presente disposizione si trovano nella condizione di cui al comma 1, dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025. Qualora antecedentemente alla stagione sportiva 2024/2025 si verifichino, nell’ambito della medesima categoria, per due o più società professionistiche, le condizioni vietate dal comma 1, i soggetti interessati dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.
  • L’inosservanza del termine sub a) comporta la decadenza della affiliazione della società, o delle società, la cui partecipazione societaria è stata acquisita per ultima.
  • Il provvedimento di decadenza è adottato entro 3 giorni dalla scadenza del termine di cui sub a) dal Consiglio Federale su proposta del Presidente Federale, sentita la Commissione di cui all’art. 20 Bis delle NOIF.

Calcio: insulto razzista e squadra se ne va, sconfitta e ammenda


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/05/04/calcio-insulto-razzista-e-squadra-se-ne-va-sconfitta-e-ammenda_2cf6377e-833b-4447-a149-6f4047a51a1a.html

E’ successo ai giocatori dell’Arcellasco nel campionato Under 18

(ANSA) – Milano, 04 maggio 2022

Si è conclusa con una sconfitta a tavolino, un’ammenda (80 euro) e un punto di penalizzazione in classifica inflitti dal giudice sportivo all’Arcellasco, la cui squadra Under 18 – che partecipa al campionato regionale – aveva anzitempo abbandonato il campo nella partita casalingo contro il Bresso, dopo un insulto razzista a un proprio calciatore.

I giocatori della frazione di Erba (Como) avevano deciso di non proseguire per via di un insulto a sfondo razziale da parte di un calciatore del Bresso nei confronti di uno di loro.

Il giocatore del Bresso era stato espulso (alla squadra è stata poi inflitta una squalifica di 11 giornate), ma i ragazzi dell’Arcellasco, appoggiati nella decisione dalla propria dirigenza, avevano detto stop stop sul 2-1 per il Bresso.
L’Arcellasco, sui propri social, scrive: “Basiti da questa sentenza del giudice sportivo. Alla luce del comunicato, siamo ancora più fieri e orgogliosi della scelta dei nostri ragazzi.
Sapevamo che saremmo andati incontro a una sconfitta per 3-0, queste sono le regole (discutibili, ma queste sono). E lo accettiamo. Si parla di inclusione, lotta al razzismo, rispetto e poi La scelta legittima e coraggiosa di un gruppo di ragazzi viene anche punita con multa e un punto di penalizzazione. È forse giunto il momento di smetterla di predicare in un modo e agire in un altro
“. “Pur ritenendo la scelta della società Arcellasco di non continuare la partita, frutto di un episodio deprecabile ed estremamente negativo, tuttavia ai fini della presente decisione non si può prescindere dalla disposizione su indicata“, ovvero l’obbligo, come da regolamento, di proseguire la partita, è scritto nelle motivazioni del giudice. (ANSA).

La FIGC approva l’indice di liquidità, ma è scontro con la Serie A


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/26/indice-liquidita-iscrizione-serie-a/

 26 Aprile 2022

(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il Consiglio Federale ha approvato l’impianto di norme relative alle Licenze Nazionali presentato dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, valide per l’iscrizione ai prossimi campionati che prevede il rispetto di un parametro, tra gli altri, quale l’indice di liquidità.

La Federcalcio ha imposto un valore di 0,5 per la Lega Serie A e di 0,7 per la Lega Serie B e la Lega Pro. «E’ un indice di liquidità ammissivo a 0,5 per la Lega di Serie A con soli due correttivi che sono quelli storici, senza ulteriori variazioni richieste dalla Serie A», ha commentato il presidente della FIGC Gravina a margine del Consiglio Federale.

«I correttivi tengono conto sia della parte relativa al patrimonio sia di quella relativa al rapporto costi-ricavi del mondo lavoro allargato. La Lega di A ha votato contro e chiedeva lo 0,4 con alcuni correttivi che non abbiamo ritenuto accettabili», ha aggiunto Gravina sottolineando i contrasti con il massimo campionato italiano. La Serie B, invece, si è astenuta dal voto sull’indice di liquidità.

Ricordiamo che nel 2015 l’indice di liquidità era stato introdotto dalla Federcalcio tra i vari criteri all’interno del sistema di controlli economico-finanziari. All’interno delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali), viene spiegato che «l’indicatore di liquidità (AC/PC), utilizzato per determinare l’eventuale carenza finanziaria, è calcolato attraverso il rapporto AC/PC tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC)».

Fino ad ora il mancato rispetto dell’indice di liquidità comportava un blocco del mercato per i club di Serie A, con l’impossibilità di mettere a segno nuovi acquisti. Non si trattava, tuttavia, di una decisione definitiva. Infatti, il provvedimento era revocabile in caso di intervento dell’azionista di maggioranza o degli azionisti in generale, che potevano riportare in positivo l’indicatore mettendo mano al portafoglio tramite:

  • versamenti in conto futuro aumento di capitale;
  • aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro;
  • finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
  • versamenti in conto copertura perdite.

Caso plusvalenze, la Procura FIGC presenta ricorso – Plusvalenze, le motivazioni: «Non c’è modo per valutare calciatori»


Caso plusvalenze, la Procura FIGC presenta ricorso

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/26/plusvalenze-ricorso-procura-figc/

Aurelio De Laurentiis e Andrea Agnelli (Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

26 Aprile 2022

La Procura della FIGC non si arrende sul caso plusvalenze. Secondo quanto riportato dal sito del quotidiano Il Tempo, nella giornata di oggi è stato depositato l’appello alla Corte Federale d’Appello, che dovrà quindi esprimersi sulla sentenza di assoluzione totale emessa dal Tribunale Federale Nazionale, che aveva prosciolto tutti i dirigenti e le società coinvolte.

Il Tribunale aveva contestato in via principale il metodo utilizzato per la determinazione del valore dei calciatori, ma la Procura FIGC ora passa al contrattacco, contestando punto per punto le motivazioni che hanno portato all’assoluzione e chiede di riesaminare tutti i casi, nessuno escluso. Da Agnelli a De Laurentiis, dagli altri dirigenti juventini ai vari club coinvolti, ci sarà un secondo round.

«Il primo e, forse, più grave motivo di erroneità della decisione gravata è la mancanza assoluta di ragioni, nell’ambito del corpo motivazionale, per le quali il giudice di primo grado abbia ritenuto di discostarsi e, per certi versi, disapplicare completamente i principi ampiamente enucleati in materia dalla Giustizia Sportiva di questa Federazione», si legge nel reclamo presentato oggi dal Procuratore federale Giuseppe Chiné e dal Procuratore aggiunto Giorgio Ricciardi.

Secondo la Procura, «risulta evidente come il Tribunale nel caso di specie abbia – nonostante il dichiarato sospetto sorto su alcune operazioni – omesso completamente l’esame di tutti gli elementi e i dati documentali offerti nel deferimento e nella relazione di indagine, in particolare riguardo a quei plurimi elementi gravi, precisi e concordanti che rendono evidente la strumentalizzazione e l’uso improprio che le società coinvolte hanno fatto della propria libertà di contrarre, abusando delle plusvalenze realizzate sulle vendite dei diritti e omettendo la svalutazione dei diritti acquistati», recita il documento.

Viene anche contestata la bocciatura del metodo scelto per analizzare le operazioni. Secondo la Procura il «Tribunale sostiene che i parametri utilizzati siano significativi ed espressione del valore del diritto, ma che la Procura non avrebbe stabilito, per ciascun parametro, l’incidenza rispetto al valore totale attribuito così inficiando il processo valutativo. Dunque, il Tribunale riconosce che si possa procedere alla valutazione dei diritti de quibus, ma nel contempo ritiene che, ai parametri utilizzati, debbano essere associati pesi percentuali».

Sulla base di queste e di altre motivazioni, il reclamo si conclude con la richiesta che «codesta Onorevole Corte Federale di Appello, in riforma della decisione del Tribunale Federale Nazionale n. 128/TFN-SD del 22.04.2022, in relazione alle violazioni contestate nell’atto di deferimento n. 7506/233pf21-22/GC/GR/blp del 1° aprile 2022, Voglia affermare la responsabilità dei deferiti per tutte le violazioni agli stessi ascritte e, per l’effetto, comminare agli stessi le sanzioni richieste da questa Procura dinanzi al Giudice di primo grado o, in subordine, quelle ritenute di giustizia da Codesta Onorevole Corte».

Plusvalenze, le motivazioni: «Non c’è modo per valutare calciatori»

articolo di Matteo Spaziante: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/22/plusvalenze-motivazioni-sentenza-tribunale-figc/

 22 Aprile 2022

Il logo della FIGC (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il Tribunale Nazionale della Figc ha prosciolto tutti i dirigenti e i club coinvolti nell’indagine sulle plusvalenze perché non può esistere «“il” metodo di valutazione del valore del corrispettivo di cessione/acquisizione delle prestazioni sportive di un calciatore. Tale valore è dato e nasce in un libero mercato, peraltro caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato». È quanto spiegato dallo stesso Tribunale FIGC nelle motivazioni per cui è arrivato al proscioglimento di tutti i soggetti deferiti.

«Il Collegio ritiene, anzitutto, di dover riconoscere lo sforzo acquisitivo, valutativo e argomentativo speso nel presente procedimento dalla Procura Federale, che ha elaborato un proprio metodo di valutazione andando poi a confrontare l’importo individuato quale corrispettivo “giusto” per ogni singolo calciatore interessato dalle acquisizioni/cessioni oggetto del procedimento con quanto risultante dal sito Transfermarkt».

Il Tribunale poi però «ritiene, in primo luogo, che solo poche delle cessioni esaminate dalla Procura Federale presentino quelle caratteristiche dalla stessa individuate quali sintomi di operazioni “sviate” e finanziariamente “fittizie”. Indubbiamente, tali cessioni destavano e destano sospetto, che tuttavia non attinge la soglia della ragionevole certezza, data da indizi gravi, concordanti e plurimi, così come già ritenuto in passato (cfr. C.U. n. 10/TFN- SD- 2018/2019)».

«Infatti, e ciò vale per tutte le cessioni oggetto di deferimento e non solo per quelle meritevoli di sospetto, il metodo di valutazione adottato dalla Procura Federale può essere ritenuto “un” metodo di valutazione, ma non “il” metodo di valutazione», spiega il Tribunale. Che poi sull’utilizzo di Transfermarkt spiega che «il confronto con le valutazioni presenti nel sito Transfermarkt (per quanto utilizzate in talune perizie o richiamate in alcuni contratti per volontà convenzionale delle parti contraenti) non può corroborare quel metodo, atteso che trattasi di un sito privato (peraltro non unico), privo di riconoscimento ufficiale anche e soprattutto da parte degli organismi calcistici internazionali e nazionali, influenzato da valutazioni di soggetti privati meri utenti del sito stesso. Emblematico, a tale proposito, è il caso del calciatore Gianluca Caprari, citato dalla difesa della Delfino Pescara 1936 Spa, la cui valutazione sul sito, alla luce di una mail inviata dal di lui agente sportivo, nel volgere di breve termine è stata consistentemente elevata».

«In sostanza, il Tribunale ritiene che non esista o sia concretamente irrealizzabile “il” metodo di valutazione del valore del corrispettivo di cessione/acquisizione delle prestazioni sportive di un calciatore. Tale valore è dato e nasce in un libero mercato, peraltro caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato», è il centro della decisione del Tribunale. Anche perché spiega lo stesso presidente Carlo Sica, non è un caso che «nella stessa Relazione dell’attività inquirente si faccia riferimento alla difficoltà di individuazione del fair value perché non assistito da un adeguato livello di elaborazione scientifica, tanto che nell’individuare o, meglio, nell’indicare il valore del diritto sul mercato di riferimento, la Procura Federale non può esimersi dal riconoscere di essersi rifatta ai parametri individuati da “Dottrina e prassi” (v. Relazione, cit., pag. 21), ma a parametri che, per quanto definiti oggettivi, non tengono conto (perché è sostanzialmente impossibile individuarle) della soggettività delle situazioni delle società cedenti e cessionarie, nonché della valutazione prospettica della seconda rispetto all’acquisto».

«Il valore di mercato di un diritto alle prestazioni di un calciatore rappresenta il valore pagato dalla società acquirente al termine di una contrattazione libera, reale ed effettiva di quel diritto sul mercato di riferimento; e il libero mercato non può essere guidato da un metodo valutativo (quale che esso sia) che individui e determini il giusto valore di ogni singola cessione. Non foss’altro perché, in tal caso, il libero mercato non esisterebbe più per la fissazione di corrispettivi di cessione sostanzialmente predeterminati da quel metodo di valutazione».

«Una volta ritenuto non utilizzabile il metodo di valutazione posto dalla Procura Federale a fondamento del deferimento e in assenza di una disposizione generale regolatrice, consegue che le cessioni oggetto del deferimento stesso non possono costituire illecito disciplinare», conclude il Tribunale FIGC.

Plusvalenze, il Tribunale federale assolve tutti. Sorridono Juve e Napoli


articolo Elisabetta Esposito: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/15-04-2022/plusvalenze-tribunale-federale-assolve-tutti-sorridono-juventus-napoli-44063265079.shtml

Prosciolti gli undici club e i 59 dirigenti: per i giudici il modello per valutare i giocatori definito dalla Procura Figc non è sufficiente a provare l’illecito

Tutti prosciolti. Nessuna sanzione per gli undici club e i 59 dirigenti coinvolti nel caso plusvalenze. Nella sentenza di primo grado, il Tribunale federale ha infatti deciso di assolvere tutti, dal presidente della Juve Andrea Agnelli a Fabio Paratici fino a Aurelio De Laurentiis.

IL MODELLO PROCURA  – Il Tribunale ha dunque accolto integralmente l’apparato difensivo dei club, che avevano apertamente contestato il modello di valutazione dei giocatori definito dalla Procura Figc per definirne il “prezzo giusto”, ma anche soprasseduto sulla “violazione delle norme federali in materia gestionale ed economica” del comma più soft dell’articolo 31 e la “mancata lealtà” dell’articolo 4 del Codice di giustizia sportiva. In pratica si è ritenuto che in assenza di un accordo che provi la falsificazione di un valore non si possa procedere per un illecito. Tra una settimana le motivazioni, quindi il procuratore Chinè deciderà se fare o meno ricorso.

Ricorsi respinti: Bologna-Inter si gioca il 27 aprile, Atalanta-Torino l’11 maggio


articolo di Elisabetta Esposito: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/13-04-2022/bologna-inter-atalanta-torino-si-giocano-respinti-ricorsi-44033496659.shtml

Il Collegio di garanzia del Coni non ha ritenuto sufficienti le motivazioni del club milanese e di quello bergamasco. Niente da fare anche per l’Udinese: il match con l’Atalanta non si rigiocherà

Bologna-Inter si dovrà giocare. Il Collegio di garanzia del Coni, terzo e ultimo grado di giustizia sportiva, dopo l’udienza di oggi pomeriggio, ha infatti deciso di respingere il ricorso del club nerazzurro, che chiedeva lo 0-3 a tavolino per il match non disputato il 6 gennaio, confermando la decisione di primo e secondo grado.

LE POSIZIONI  – La difesa nerazzurra si fondava sulla causa di forza maggiore, non invocata formalmente dal Bologna, ma come sostenuto dalla difesa rossoblù, il Giudice sportivo può intervenire anche d’ufficio.

IL RECUPERO  – I tre punti che in un finale di stagione così concitato possono valere mezzo scudetto la squadra di Inzaghi dovrà dunque giocarseli sul campo: l’appuntamento è per mercoledì 27 aprile.

ATALANTA-TORINO  – Respinto anche il ricorso dell’Atalanta che chiedeva la vittoria a tavolino del match del 6 gennaio contro il Torino, a cui i granata non avevano potuto prendere parte per i tanti casi Covid. Molto soddisfatto Eduardo Chiacchio, legale del club piemontese, che già aveva affrontato il delicato tema dei rinvii la scorsa stagione per la partita contro la Lazio senza mai uscirne sconfitto. Atalanta-Torino è in programma l’11 maggio, ma potrebbe subire variazioni in base al cammino in Europa League dei bergamaschi.

UDINESE-ATALANTA 2-6  – Niente da fare per l’Udinese che chiedeva di poter rigiocare la gara persa in casa contro l’Atalanta il 9 gennaio con un pesante 2-6. Le tante assenze per il Covid e un valore tecnico assolutamente sbilanciato a favore dei bergamaschi non hanno comunque fatto cambiare idea al Collegio che ha confermato le sentenze di primo e secondo grado.

LAZIO-TAMPONI  – Infine respinto il ricorso dei due medici della Lazio Rodia e Pulcini contro la condanna a 5 mesi di inibizione nel processo bis davanti alla Corte sportiva d’appello, ultimo strascico del famoso caso Lazio-tamponi.

Corsa scudetto appesa a Bologna-Inter: atteso in serata l’esito del ricorso


articolo di Elisabetta Esposito: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/13-04-2022/bologna-inter-ricorso-udienza-coni-seriea-44036188153.shtml

Gli avvocati dei due club hanno spiegato in videoconferenza le posizioni delle società: Milan e Napoli seguono gli sviluppi con un occhio alla classifica

È il giorno della decisione su Bologna-Inter, la gara rinviata il 6 gennaio e per cui i nerazzurri chiedono una vittoria a tavolino che oggi vale una fetta seria di scudetto. Nell’udienza davanti al Collegio di garanzia dello Sport presso il Coni, presieduto per la prima volta da Gabriella Palmieri Sandulli che ha preso il posto di Franco Frattini, la difesa nerazzurra ruota tutta attorno alla causa di forza maggiore, non invocata formalmente dal Bologna ma di fatto acquisita dal Giudice Sportivo che in primo grado stabilì che la gara si dovesse giocare, così come fece in secondo grado la Corte sportiva d’appello, tanto che c’è già una data (il 27 aprile).

INTERSpiega al Collegio l’avvocato dell’Inter Adriano Raffaelli, collegato in videoconferenza: “Siete giudici di legittimità: la questione di diritto che distingue questa causa da tutte le altre simili è il fatto che il Bologna non si sia presentato in campo il 6 gennaio e non abbia nemmeno mai invocato l’esimente della causa di forza maggiore. Siamo nel curioso caso di una causa di giustificazione senza che il beneficiario si sia mai giustificato. L’articolo 55 delle Noif è chiaro, sta a chi non si presenta dimostrare l’esistenza di cause di forza maggiore. Il secondo grado sembra dimenticarsene, muovendosi in contraddizione con l’articolo 55: la sua decisione va riformata, o c’è stata una violazione di una norma, oppure si è ritenuto di sorvolare su questa, ma in questo caso viene omessa la motivazione”. Quindi si sofferma su un’altra questione: “Il provvedimento interdittivo della Asl di Bologna non risolve il tema della partecipazione alla gara con un numero adeguato di atleti. Il Bologna stesso nella sua memoria cita la regola federale per cui si gioca se si hanno 7 tesserati in grado di scendere in campo. Rispetto a questo, il club non ci ha mai dato spiegazioni. Viene da pensare che sulla questione il Bologna nasconda qualcosa, cioè che numericamente avrebbe potuto partecipare”.

IL BOLOGNA – L’avvocato del Bologna Mattia Grassani, anche lui da remoto, risponde punto su punto: “Il tema della possibilità di avere avuto o meno 7 elementi non compete a un giudice di legittimità ed è stata comunque discussa ed esaurita nei primi due gradi di giudizio. Sulla causa di forza maggiore, noi il 5 gennaio abbiamo comunicato a tutti, anche al Giudice sportivo, di aver ricevuto un provvedimento dalla Asl che impediva alla rosa della prima squadra di prendere parte alle successive due gare. Gli organi di giustizia sportiva sapevano quindi della sussistenza di una causa di forza maggiore. Noi avevamo documentato la sua esistenza come richiesto dall’articolo 55, articolo che non condiziona l’azione a un’attivazione processuale, ma ritiene invocabile l’istituto dal Giudice sportivo stesso qualora ne sussistano gli elementi“. Quindi, dopo aver preso a esempio Juventus-Napoli del 2020, aggiunge: “Gli articoli 64, 65, 66 del Codice di giustizia sportiva attribuiscono al Giudice sportivo un potere di determinazione dei risultati che può avvenire sulla base di un ricorso, ma anche d’ufficio, come in questo caso“.

I TEMPI – La sentenza è attesa in serata, assieme alle decisioni su altri ricorsi discussi oggi, quelli per Atalanta-Torino e Udinese-Atalanta terminata 2-6. La tensione è alta per l’Inter ma anche per Milan e Napoli che insieme ai nerazzurri si giocano lo scudetto in questo finale di campionato sempre più appassionante.

Plusvalenze, Juventus: ……


Plusvalenze, Juventus: Andrea Agnelli, chiesti 12 mesi di inibizione e 16 mesi per Paratici. Napoli, chiesti 11 mesi per De Laurentiis

articolo di Redazione Sport: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_aprile_12/juventus-processo-plusvalenze-chiesti-12-mesi-inibizione-andrea-agnelli-16-mesi-paratici-fe6fd1b4-ba49-11ec-ac09-3ceafb137606.shtml?fbclid=IwAR2Oqm2R2Lpc1JFh0132RWT9ga1Ti7Tf-hENKXGDUUhD6cE4W8lvJJAKzeA

 Fabio ParaticiAndrea Agnelli

La procura federale della Figc, guidata da Giuseppe Chiné, li ritiene responsabili di illecito amministrativo

La società forse se la caverà con una multa, ma potrebbe non essere così per i suoi dirigenti. La procura federale della Figc, guidata da Giuseppe Chiné, ha chiesto 16 mesi e 10 giorni di inibizione per Fabio Paratici, all’epoca dei fatti direttore sportivo della Juventus e oggi al Tottenham, e 12 mesi di inibizione per il presidente bianconero Andrea Agnelli nell’ambito del processo sportivo sulle plusvalenze iniziato oggi davanti al Tribunale federale nazionale della Figc presieduto da Carlo Sica. La procura ha chiesto anche una multa al club bianconero da 800 mila euro.

Sempre nell’ambito della stessa inchiesta e dello stesso processo sportivo, che ricordiamo vede coinvolti ben 61 dirigenti sportivi, la richiesta di pena per il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è invece di 11 mesi e 5 giorni relativamente ai presunti illeciti amministrativi condotti sul trasferimento del bomber nigeriano Osimhen a Napoli. Sono 11 le società coinvolte nel processo: 5 di Serie A (Juve, Napoli, Samp, Empoli e Genoa), 2 di Serie B (Pisa e Parma), più Pro Vercelli e Pescara e le non più affiliate Chievo e Novara. Nei prossimi giorni parola alle difese, con il dibattimento che proseguirà fino a venerdì secondo un calendario stilato dal presidente del Tribunale.

Caso plusvalenze, ecco i deferimenti: 11 società coinvolte, anche Juve, Napoli, genovesi e Empoli


articolo di Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2022/04/01/news/calcio_plusvalenze_deferite_5_societa_di_serie_a_juventus_napoli_genoa_samp_empoli-343714449/?ref=RHTP-BH-I342728349-P2-S3-T1

Roma, 01 aprile 2022

L’inchiesta sulle plusvalenze diventerà un processo sportivo. La Procura della federcalcio ha inoltrato oggi a undici società il deferimento per illecito amministrativo. Tra i club deferiti (ossia rinviati a un giudizio sportivo), cinque società di Serie A: Juventus e Napoli, ma anche Genoa, Sampdoria e Empoli. Chi rischia di più però sono altre società: ai club del massimo campionato infatti viene contestata solo la violazione dell’articolo 31 comma 1, ossia il fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali o i comportamenti diretti a eludere la normativa federale in materia gestionale ed economica: situazioni che non prevedono nulla più di una ammenda con diffida, da Codice di giustizia sportiva. A rischio inibizione (ossia squalifica) i dirigenti rappresentanti dei club e i titolari dell’area sportiva: anche alcuni che nel frattempo hanno lasciato la loro squadra. 

Il documento ricalca largamente la chisura indagini del 21 febbraio scorso. Il rischio maggiore, però, lo corrono altre società, in particolare due club di Serie B, Parma Pisa, a cui la Procura contesta la violazione dell‘articolo 31 comma 2: in quel caso, il Codice prescrive anche il rischio di penalizzazione e fino alla retrocessione o esclusione al campionato. Situazioni estreme che però dovrebbero comunque essere determinate da un tribunale federale. Il motivo dell’accusa più grave, rispetto alle altre società coinvolte, come si legge nel documento, perché le violazioni avrebbero prodotto l’effetto secondo l’accusa di ottenere l’iscrizione al campionato “in assenza dei requisiti richiesti”.

Stupro di gruppo, chiesto il rinvio a giudizio del calciatore Manolo Portanova


articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/03/28/news/calciatore_manuel_portamova_strupro_di_gruppo-343206119/

Il fatto risale alla scorsa estate a Siena. Il giocatore ha appena segnatao il suo primo gol in serie A

Il pubblico ministero Nicola Marini ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di violenza sessuale di gruppo per il giocatore di calcio del Genoa Manolo Portanova. Il centrocampista, proveniente dalla Juventus e che sta disputando una stagione in crecdendo nel Genoa, dovrà comparire, insieme ad altri due giovani di fronte al gup del tribunale di Siena Ilaria Cornetti il 7 giugno.

I tre, insieme ad un minore, secondo l’accusa si sarebbero resi protagonisti di una violenza sessuale ai danni di una 21enne in un appartamento del centro di Siena la notte tra il 30 e il 31 maggio 2021. Per Portanova e gli altri indagati maggiorenni erano stati disposti, e poi revocati, anche gli arresti domiciliari.

Dopo 10 mesi di indagini, interrogatori, accertamenti irripetibili sui telefoni cellulari dei giovani e della ragazza aggredita, il procuratore facente funzione Nicola Marini ha disposto il rinvio a giudizio per il calciatore, che nell’ultima giornata di campionato disputato finora ha segnato il suo primo gol in serie A, e per gli altri due maggiorenni. Uno è un parente. Per il quarto indagato, poiché 17enne all’epoca dei fatti, è competente il tribunale dei minori di Firenze. continua a leggere

Aggiornamento: Inchiesta Juve, Dybala per tre ore in Procura: è il primo giocatore testimone


articolo di Fabiana Della Valle: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/24-03-2022/juve-inchiesta-dybala-procura-testimone-stipendi-4302006402651.shtml

L’attaccante bianconero non è indagato: è comparso davanti ai magistrati alle 15 ed è uscito alle 18, ascoltato come persona informata sui fatti come era accaduto per Cherubini ed Arrivabene. Non sarà l’unico giocatore convocato

24 marzo 2022

Continua il lavoro della Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta ‘Prisma‘, che a fine novembre aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici della società bianconera (Andrea Agnelli, Pavel Nedved, l’ex Fabio Paratici più 3 tra dirigenti ed ex dell’area finanza e l’avvocato della Juve Cesare Gabasio) per emissione di fatture per operazioni inesistenti e false comunicazioni delle società quotate in borsa. L’accusa adesso sta indagando sull’accordo legato alla riduzione degli stipendi che i giocatori della Juventus avevano raggiunto con il club in piena pandemia, nel marzo 2020: dopo le perquisizioni di ieri, oggi è stato chiamato a testimoniare Paulo Dybala.

ALLENAMENTO RIMANDATO – Il giocatore argentino non è indagato ma è stato sentito come persona informata sui fatti, come era accaduto per Cherubini ed Arrivabene, e di sicuro non sarà l’unico giocatore convocato. Alle 15 avrebbe dovuto essere alla Continassa per l’allenamento, il primo dopo la rottura con la Juve, invece ha dovuto cambiare programmi. Sono già stati chiamati vari agenti e legali a cui i giocatori si sarebbero appoggiati per le scritture private legate agli accordi tra giocatori e club. Secondo l’accusa la Juve avrebbe concordato la riduzione di 4 mensilità e contestualmente anche l’integrazione negli stipendi degli anni successivi, senza però inserirlo correttamente nel bilancio. Secondo i pm Ciro Sartoriello, Mario Bendoni e l’aggiunto Marco Gianoglio sarebbe un altro elemento che proverebbe le accuse di falso in bilancio su cui stanno indagando, oltre alle plusvalenze fittizie che hanno dato il via all’inchiesta. continua a leggere

Juve, nuove accuse di falso in bilancio. Perquisiti studi legali a Torino, Roma e Milano


articolo di Giovanni Albanese@giovaAlbanese: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/23-03-2022/inchiesta-plusvalenze-juventus-nuove-accuse-falso-bilancio-4301995132557.shtml

Pavel Nedved – Andrea Agnelli

I magistrati starebbero indagando sulle 4 mensilità non incassate dai giocatori durante la prima ondata di Covid nel 2020

23 marzo 2022

La Guardia di Finanzia ha eseguito nuove perquisizioni all’interno di alcuni studi legali di Torino, Roma e Milano, su ordine dei magistrati Marco Gianoglio, Ciro Santoriello e Mario Bendoni, nell’ambito dell’inchiesta della Procura sul possibile falso in bilancio di Juventus. Le nuove indagini provano a fare chiarezza sulle quattro mensilità che i calciatori bianconeri avevano deciso di congelare nel periodo del Covid, in accordo con il club.

LA NUOVA ACCUSA – L’indagine denominata “Prisma“, avviata a dicembre scorso, vede iscritti sul registro degli indagati Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici, Marco Giovanni Re, Stefano Bertola, Stefano Cerrato e Cesare Gabbasio.

Leggi anche:

Plusvalenze Juve, Procura in pressing: settimana decisiva per la carta su CR7

articolo di Fabiana Della Valle: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/05-12-2021/plusvalenze-juve-procura-pressing-settimana-decisiva-la-carta-cr7-430303005650.shtml?intcmp=leggianche_free

I magistrati cercano nei computer e tra i documenti. Allegri: “Siamo sereni, il club ci dà tranquillità”

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Juventus, sotto inchiesta anche il taglio degli stipendi dei giocatori durante la pandemia

(afp)

articolo di Ottavia Giustetti: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2022/03/23/news/juventus_accuse_falso_bilancio-342567875/

Perquisizioni della Guardia di Finanza tra Torino, Roma e Milano. Nel mirino materiale relativo alle approvazioni dei bilanci 2019, 2020 e 2021

Torino – 23 marzo 2022

Da una parte rinunciavano ufficialmente agli stipendi per non aggravare l’impatto della crisi causata dalla pandemia sulle casse della Juventus. Dall’altro stipulavano scritture private e le custodivano presso avvocati o procuratori sportivi, per concordarne il pagamento sotto traccia, fuori dal bilancio. Non era autentico, secondo la procura di Torino, il patto stretto con i giocatori della Juve per il taglio agli emolumenti della primavera 2020: tra i documenti sequestrati a dicembre scorso, sarebbero emersi infatti indizi dell’esistenza di numerosi accordi riservati, non custoditi negli archivi della società e neppure depositati presso gli organi competenti. In particolare, da appunti manoscritti e email trovati nell’ufficio e nel computer del responsabile legale bianconero Cesare Gabasio (uno dei sette indagati), si capirebbe come il pagamento dei compensi delle stagioni 2019-20 e 2020-21 sia passato in parte da vie non ufficiali. Consentendo tra l’altro alla società di ridurre l’importo delle uscite dai bilanci, riducendo fittiziamente i costi per il monte stipendi e rinviando all’anno successivo le integrazioni formalmente concordate.

Gli uomini della guardia di finanza, su ordine dei pm torinesi che indagano sul falso in bilancio della Juve, si sono presentati mercoledì nelle sedi di alcuni studi legali e procuratori sportivi tra Torino, Milano e Roma. Accendendo un faro su un nuovo capitolo dell’inchiesta, dopo quello delle sospette plusvalenze con la compravendita dei calciatori, e la carta segreta di Ronaldo: un’operazione che ora viene definita come “manovre stipendi” e che riguarda quattro importanti studi legali e i professionisti che gestiscono i destini dei giocatori Danilo, Bonucci, Cuadrado, Ramsey e Kulusevski, questi ultimi ora in prestito (ai Rangers e al Tottenham). “Dal confronto tra i documenti acquisiti presso la Juventus – scrivono i pm torinesi Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Ciro Santoriello nei decreti di perquisizione – e i contratti depositati presso la Lega Serie A, sono emersi indizi concreti in ordine al’esistenza di plurime scritture private, predisposte e sottoscritte nell’ambito delle cosiddette manovre stipendi”.

In particolare: riguardo al 2019-2020 “non si sarebbe di fronte alla rinuncia di quattro mensilità ma a mero differimento del pagamento di tre dei quattro stipendi in questione, indipendentemente dalla ripresa dell’attività sportiva (sospesa per l’emergenza Covid)“. Per il 2020-2021, invece, la nuova accusa di falso in bilancio riguarda: “Accordi di riduzione degli stipendi, accordi di integrazione e separate scritture integrative a garanzia del pagamento incondizionato delle integrazioni (anche in caso di trasferimento del giocatore a società terza) con il coinvolgimento degli agenti sportivi, intermediari, e di consulenti legali, mai depositate in Figc“. continua a leggere

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Stipendi giocatori Juventus, nuove perquisizioni in tutta Italia

articolo: https://www.ilgiorno.it/cronaca/plusvalenze-juve-1.7495166

Sotto indagine le presunte plusvalenze derivanti dalle mensilità della prima parte della pandemia

PER APPROFONDIRE:

23 marzo 2022

Nuovo atto dell’inchiesta giudiziaria che riguarda le presunte plusvalenze della Juventus negli ultimi due anni. I magistrati della Procura di Torino che coordina l’inchiesta hanno disposto nuove perquisizioni in tutta Italia, soprattutto negli studi legali che hanno collaborato proprio con la società bianconera. Da quanto si apprende, la Juventus sostiene che i propri giocatori avrebbero rinunciato ad alcune mensilità nella prima fase dell’emergenza Covid mentre per la Procura il credito sarebbe stato solo differito e, di conseguenza, il debito andava iscritto a bilancio.

Furia Al-Khelaifi sugli arbitri di Real-Psg. Urla, pugni alle porte e minacce


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Champions-League/10-03-2022/furia-al-khelaifi-arbitri-real-psg-urla-pugni-porte-4301780393690.shtml

dai il tuo giudizio : Pollice su mi Piace, Pollice giù non mi Piace

Secondo Marca sarebbero servite alcune persone per allontanare il proprietario del club francese, arrabbiatissimo per il fallo su Donnarumma non fischiato in occasione dell’1-1. Leonardo: “Errore evidente, ma ora niente scuse”

Nasser Al-Khelaifi

Furia Al-Khelaifi al Bernabeu. Secondo quanto scrive il quotidiano Marca nella sua versione online, riprendendo anche notizie raccolte dai cronisti della tv spagnola Movistar, subito dopo il fischio finale di Real Madrid-Psg il proprietario del club francese ha lasciato la tribuna delle autorità – dove si era già mostrato particolarmente insofferente – ed è sceso di corsa negli spogliatoi, furioso per quanto successo in occasione dell’1-1 madrileno (un presunto fallo di Benzema su Donnarumma non fischiato dall’arbitro e per niente presunto secondo i francesi).

l’allenatore Mauricio Pochettino d.s. Leonardoil proprietario del club francese Nasser Al-Khelaifi

UNA FURIA – Secondo il racconto di Marca, Nasser Al-Khelaifi, accompagnato dal d.s. Leonardo, ha cercato lo spogliatoio degli arbitri, urlando e picchiando pugni contro le porte. Per sbaglio sarebbe entrato nella stanza occupata da Megia Davila, ex arbitro, attualmente delegato di campo del Real. Per allontanarlo è stato necessario l’intervento di alcune persone (e secondo altre fonti sarebbe stata chiamata addirittura la polizia). L’imbarazzante scena sarebbe stata anche ripresa con il telefonino da un dipendente del Real Madrid e a questo punto Al-Khelaifi sarebbe corso verso di lui gridando “ti ammazzo“, fermato soltanto dalle guardie del corpo. Leonardo, poi, avrebbe chiesto che le immagini fossero cancellate. continua a leggere

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Diritti tv Fifa, chiesti in appello 28 mesi di carcere per il patron del Psg Al-Khelaifi

articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/08-03-2022/fifa-diritti-tv-chiesti-28-mesi-carcere-il-patron-psg-al-khelaifi-4301761778301.shtml

Accusati di aver venduto i diritti ad altri due imputati, all’insaputa della Fifa e ottenendo benefici personali. Chiesti in appello anche 35 mesi per l’ex numero 2 della Fifa, Jerome Valcke. In primo grado erano stati assolti

Milano, 8 marzo 2022

La procura di Losanna ha chiesto 28 mesi di reclusione per il presidente di beIN Media e del Psg, Nasser Al-Khelaifi, e 35 mesi per l’ex numero 2 della Fifa, Jerome Valcke, nell’ambito di un processo d’appello sui diritti TV. A differenza del primo grado, nell’autunno del 2020 il procuratore federale Cristina Castellote non ha chiesto la sospensione parziale. I due erano stati assolti e Jerome Valcke aveva semplicemente dovuto pagare una multa per quanto riguarda una vicenda diversa.

SENTENZA – Valcke, che è stato segretario generale della Fifa dal 2007 al 2015, è stato scagionato nel 2020 dall’accettazione di tangenti e cattiva gestione criminale aggravata, ma i pubblici ministeri svizzeri hanno impugnato la sentenza. Le accuse erano di aver venduto i diritti televisivi per diversi campionati di calcio ad altri due imputati, agendo all’insaputa della Fifa e ottenendo benefici personali, compreso l’uso di una villa di lusso in Sardegna. Valcke fu condannato all’epoca a una pena pecuniaria sospesa per falsificazione di documenti mentre Al-Khelaifi e un terzo imputato, un uomo d’affari greco, furono scagionati dall’incitamento a Valcke a commettere cattiva gestione criminale aggravata. Le accuse di corruzione contro Al-Khelaifi sono state ritirate prima del processo del 2020 dopo un accordo tra lo stesso Al-Khelaifi e la Fifa.

“Drogati e ladri in Figc”: indagine d’urgenza sulle parole del consigliere di Lega Blandini


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/01-03-2022/blandini-insulti-inchiesta-figc-parole-consigliere-lega-quota-lotito-4301657377062.shtml

Secondo quanto apprende l’Ansa sarebbe stata aperta un’inchiesta dopo che al presidente Gravina sono state riportate le ingiurie rivolte ieri ai componenti federali dal consigliere eletto in quota Lotito

Secondo quanto appreso dall’Ansa la Procura della Federcalcio ha aperto un’indagine d’urgenza sul consigliere di Lega Gaetano Blandini, eletto con l’appoggio della cordata Lotito, che avrebbe pronunciato ieri insulti nei confronti dei dirigenti della federazione in una riunione tecnica. Al presidente Gravina è stato infatti riferito che Blandini avrebbe detto “in federazione sono drogati e ladri“: e su queste basi Gravina ha fatto un esposto alla Procura che ha immediatamente aperto l’inchiesta.

Mourinho squalificato due giornate, un turno a Gasperini


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2022/02/22/news/mourinho_squalificato_due_giornate_un_turno_a_gasperini-338803220/?ref=RHBT-VS-I0-P3-S1-T1

Il tecnico della Roma, per le “gravi insinuazioni nei confronti dell’arbitro Pairetto”, multano anche con 20mila euro. Squalificati anche il ds Pinto e il secondo dello Special One, Nuno Santos

Torino, 22 febbraio 2022

Costano due giornate di squalifica e 20mila euro di multa al tecnico della Roma Josè Mourinho le “gravi insinuazioni nei confronti dell’arbitro Pairetto” messe in atto durante la gara con il Verona. E’ questa, la sentenza del giudice sportivo che ha anche squalificato per una giornata l’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini (per lui 10 mila euro di multa).

Oltre a Mourinho, è stato squalificato il ds della Roma Tiago Pinto fino a tutto l’8 marzo 2022per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce gli spogliatoi, affrontato in maniera irruenta l’Arbitro e, pur trattenuto dal proprio allenatore, indirizzato allo stesso gravi insinuazioni; sanzione ridotta per aver presentato in un secondo momento formalmente le scuse al Direttore di gara, accettate dal medesimo; infrazione rilevata anche dai collaboratori della Procura federale“. continua a leggere

Il Milan multato per la vendita di biglietti a ultras con Daspo


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/02/22/il-milan-multato-per-la-vendita-di-biglietti-a-ultras-con-daspo_2058c953-7211-45ee-ac90-6c0c5b713fb2.html

Passaggio attraverso l’Associazione Italiana Milan Club

(ANSA) – MILilano, 22 febbraio 2022

Il questore di Milano, Giuseppe Petronzi, ha contestato alla società sportiva A.C. Milan la violazione amministrativa relativa alla vendita di biglietti a prezzo agevolato a persone colpite da Daspo.

La violazione prevede il pagamento “in misura ridotta” di 66.667 euro.
La multa è stata disposta al termine di accertamenti iniziati nel settembre 2021 a seguito della presunta cessione di biglietti da parte del Milan, in occasione di incontri casalinghi, a ultras destinatari di Daspo o altre misure di prevenzione. Il passaggio sarebbe avvenuto attraverso l’Associazione Italiana Milan Club e faceva riferimento a biglietti al club “Secondo Blu“.
Gli investigatori, anche attraverso testimonianze, hanno scoperto che in alcuni casi i tagliandi erano classificati con la “Tariffa Aimc” ma intestati a tifosi non affiliati all’Associazione ma aderenti alla Curva Sud. continua a leggere

Roma: fa gesto telefono, Mourinho espulso per proteste


articolo: Roma: fa gesto telefono, Mourinho espulso per proteste (msn.com)

Mourinho e il gesto del telefono a Pairetto – foto dal Corriere dello Sport

(ANSA) – Roma, 19 febbraio 2022

Il “gesto del telefono” è costato a Josè Mourinho l’espulsione nel recupero di Roma-Verona. Il tecnico portoghese, è stato allontanato dal terreno di gioco dall’arbitro Pairetto dopo aver mimato il gesto del telefono per protesta nei confronti del direttore di gara. Dopo che ha visto il rosso sventolato dal direttore di gara, Mourinho ha fatto per andare incontro, con fare minaccioso, a Pairetto, ma è stato trattenuto dai suoi collaboratori. Calmatosi, è andato a salutare Igor Tudor, tecnico del Verona, prima di uscire dal campo. Con Pairetto ‘Mou‘ aveva già avuto da ridire quando, dopo la partita contro il Bologna diretta dallo stesso arbitro, consigliò a Zaniolo di andare a giocare all’estero. Nel 2010, quando era alla guida dell’Inter Mourinho mimo’ il gesto delle “manette” che gli costò tre turni di squalifica. (ANSA).

Serie A, il giudice ha deciso: Fiorentina-Udinese si giocherà


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2022/02/18/news/serie_a_il_giudice_ha_deciso_fiorentinaudinese_si_deve_giocare-338298140/

La partita della prima giornata di ritorno, originariamente in programma lo scorso 6 gennaio ma non disputata per l’assenza della squadra friulana falcidiata dai casi positivi al Covid-19, deve essere recuperata

Fiorentina-Udinese si deve giocare. Lo ha stabilito il giudice sportivo della Serie A, Gerardo Mastrandrea, che ha deciso che la partita della prima giornata di ritorno, originariamente in programma lo scorso 6 gennaio ma non disputata per l’assenza della squadra ospite falcidiata dai casi positivi al Covid (ben 9), deve essere recuperata.

Cancellato il 3-0 a tavolino per i viola – Inizialmente era stato assegnato il 3-0 a tavolino alla Fiorentina, come da regolamento, per via dell’assenza di una delle due squadre dopo i primi 45 minuti d’attesa da parte dell’arbitro. Quindi il match è stato messo sub judice in attesa di nuova documentazione. Il supplemento d’indagine ha portato a una conclusione deliberata nella giornata di venerdì 18 febbraio:  “In scioglimento della riserva di cui al comunicato n.128 dell’8 gennaio 2022, delibera di NON applicare alla Soc. Udinese Calcio le sanzioni previste dall’art.53 NOIF per la mancata disputa della gara in oggetto, rimettendo alla medesima Lega Serie A i provvedimenti organizzativi necessari relativi alla disputa della gara medesima“. continua a leggere

Giudice sportivo: tutte le gare non disputate sono ‘Sub iudice’


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/08-01-2022/giudice-sportivo-tutte-gare-non-disputate-sono-sub-iudice-430814101762.shtml

Nessun 3-0 per le 4 gare non giocate, si prende tempo anche perché ancora non c’è stata decisione su Udinese-Salernitana

Resta tutto in attesa di provvedimenti. Il Giudice Sportivo si è pronunciato sull’ultimo turno di Serie A, la prima giornata di ritorno, ma solo – di fatto – per allungare i tempi della decisione. Nell’ufficializzare i risultati della giornata, si legge “Sub iudice” accanto a Atalanta-Torino, Bologna-Inter, Fiorentina-Udinese e Salernitana-Venezia. Nessun 3-0 a tavolino (e neanche per l’Inter che forse ci sperava dopo il caso della distinta del Bologna) e non poteva essere altrimenti visto che il giudice sportivo non si è ancora espresso su Udinese-Salernitana (lo farà il 18 gennaio). continua a leggere

Nandez, mandato di arresto per il giocatore del Cagliari


articolo: Nandez, mandato di arresto per il giocatore del Cagliari- Corriere.it

Il centrocampista uruguaiano è accusato di maltrattamenti nei confronti della ex compagna. Il provvedimento al momento non ha valore al di fuori dei confini del Paese sudamericano

La magistratura dell’Uruguay ha emesso un mandato di cattura nei co nfronti del giocatore del Cagliari Naithan Nadez. Il centrocampista è accusato di maltrattamenti e violenze nei confronti della ex compagna Sarah Garcia Mauri. la notizia è stata riportata da media del paese sudamericano. Questi ultimi specificano anche che il provvedimento ha valore solo sul territorio uruguayano e quindi Nandez, che attualmente si trova in Italia non corre il rischio di essere immediatamente arrestato.

L’inchiesta è scaturita proprio da una denuncia della donna. In particolare Ovacion, sezione sportiva del quotidiano el Pais di Montevideo, ha sostenuto di avere appreso da fonti giudiziarie che i fatti oggetto della denuncia si sarebbero verificati al di fuori dell’Uruguay, più precisamente in Argentina e in Italia. «Bisognerà attendere le prossime ore che la Giustizia definisca questa situazione . Se estenderà la validità fuori dal confine nazionale o attenderà l’eventuale rientro del calciatore nel Paese per avviare una istruttori. continua a leggere

Salernitana, nessuna proroga per la cessione: il club di nuovo a rischio esclusione dalla serie A


articolo di Monica Colombo: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/21_dicembre_21/salernitana-nessuna-proroga-la-cessione-club-nuovo-rischio-esclusione-serie-a-0b8a0cd4-6261-11ec-a583-0974d17fd3de.shtml?fbclid=IwAR0tj_-pA-tG_AJN5RSmiyOcMtlyrOun0oXtsxbHSO_h1thq8SkG1xQWSgw

Il consiglio federale della Figc conferma che il termine ultimo rimane il 31 dicembre: solo in presenza di offerte valide ci saranno altri 45 giorni per completare l’operazione

Foto dalla Gazzetta dello sport

La Salernitana dovrà essere venduta entro il 31 dicembre o sarà esclusa dal campionato. La richiesta di proroga per consentire ai campani di terminare la stagione, decisa dall’assemblea di Lega determinata a concludere il campionato in 20, non è nemmeno stata messa all’ordine del giorno. Non è stata cioè oggetto di una votazione. Il presidente Gravina non è andato oltre alla presa in esame dell’atto costitutivo del trust e il conseguente impegno che il trust ha preso con la Figc. «Non abbiamo assunto nessuna delibera, mi sono semplicemente limitato a leggere il contenuto di un atto notarile che prevedeva l’esclusione della Salernitana in caso di mancata cessione delle quote, ci sono anche le firme dei disponenti e dei trustee» ha dichiarato Gravina. «Ieri uno dei disponenti (Mezzaroma, ndr) ha richiesto una proroga che però non è prevista nell’atto notarile. Auguriamo alla Salernitana di trovare un acquirente nei prossimi dieci giorni altrimenti c’è l’atto notarile che parla chiaro». In pratica la Federazione intende proseguire sulla linea di rispetto della tenuta del sistema e nei confronti della città di Salerno che venerdì in occasione della partita dell’Inter ha chiesto a gran voce un intervento delle istituzioni calcistiche per uscire da una posizione equivoca. Il Consiglio federale all’unanimità ha preso atto perciò di rispettare quanto contenuto nell’atto costitutivo del trust: alla discussione non ha partecipato Lotito, uscito dalla stanza. continua a leggere

Manolas in partenza per la Grecia, fermato in aeroporto con un’ingente somma di danaro


articolo di Ciro Troise: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/21_dicembre_15/manolas-parte-la-grecia-fermato-aeroporto-aveva-un-ingente-somma-danaro-7b2a18c0-5da9-11ec-89b9-8ec9a49d70ec.shtml?fbclid=IwAR0teHvaTYJMAr9EiUC-KrVPkQHNtLA1BRAsyBkGurIEiORbBoY7G3SP-e8

Kostas Manolas Kōnstantinos Manōlas, detto Kōstas (in greco: Κωνσταντίνος “Κώστας” Μανωλάς; Nasso, 14 giugno 1991), è un calciatore greco, difensore del Napoli.

Il difensore del Napoli, Kostas Manolas è stato fermato all’aeroporto di Capodichino, era in partenza per la Grecia. Un viaggio che a quanto pare aveva concordato con il club ma che ha avuto un fuori programma. Il difensore pare avesse con sé una ingente somma di danaro. Una cifra comunque non superiore superiore al limite consentito.

Al giocatore, fermato dopo i controlli di rito dai militari della Guardia di Finanza, sarebbe stato fatto un verbale a tutela della parte. Probabilmente i finanzieri sono stati allertati da una segnalazione. Resta ora da capire perché Manolas andasse nel suo Paese, probabilmente per sottoporsi a controlli medici. In ogni caso la sua partenza certifica il fatto che oramai è fuori dal progetto Napoli. continua a leggere

Nuovo Agg.: Massimo Ferrero arrestato, si dimette da presidente Sampdoria. Club non coinvolto – Arrestato il presidente della Sampdoria Ferrero, club non coinvolto


Nuovo Agg.: Massimo Ferrero arrestato, si dimette da presidente Sampdoria. Club non coinvolto

Massimo Ferrero – (ANSA)

articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/arrestato-presidente-sampdoria-ferrero-club-non-coinvolto-AEkhwL1

Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un inchiesta della procura di Paola per reati societari e bancarotta. Secondo quanto si apprende, la squadra ligure non è coinvolta nelle indagini. Ferrero è stato arrestato questa mattina in un albergo di Milano e trasferito in carcere a San Vittore, mentre per altre 5 persone (tra cui la figlia Vanessa e il nipote Giorgio) sono stati disposti i domiciliari.

Da questa mattina sono anche in corso perquisizioni nell’abitazione romana del patron del club ligure. L’arresto del presidente della Sampdoria è legato al fallimento di 4 società nel settore alberghiero, turistico e cinematografico con sede in provincia di Cosenza. Le società, da quanto si è appreso, sono state dichiarate fallite qualche anno fa. L’avvocata di Ferrero, Giuseppina Tenga, ha presentato un’istanza alla Procura di Paola affinché possa essere trasferito a Roma per consentirgli di assistere alla perquisizione e procedere all’apertura di una cassaforte all’interno di un’abitazione. «Lo stanno trattando peggio di Totò Riina», ha detto l’avvocata.

Stupore Sampdoria: «Non chiare esigenze cautelari» – Nel frattempo una nota del club ligure fa sapere che Ferrero si dimette da presidente della Sampdoria. «Massimo Ferrero, proprio per tutelare al meglio gli interessi delle altre attività in cui opera – si legge -, e in particolare isolare anche ogni pretestuosa speculazione di incidenza di un tanto rispetto all’U.C. Sampdoria e al mondo del calcio, intende formalizzare le dimissioni immediate dalle cariche sociali di cui sinora è stato titolare».

«Con grande stupore – sottolinea la Sampdoria – si è appreso dell’odierna esecuzione di una misura cautelare di custodia in carcere a carico di Massimo Ferrero, richiesta da parte della Procura della Repubblica di Paola per vicende fallimentari relative a fatti di moltissimi anni fa e rispetto alle quali non sono di chiara e immediata percezione le stesse esigenze cautelari». La società aggiunge che le vicende dell’inchiesta “sono del tutto indipendenti” dal club e dalle attività romane legate al cinema. I legali di Ferrero si mettono “a completa disposizione degli inquirenti” per “chiarire fin da subito” la posizione del loro assistito.

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Arrestato il presidente della Sampdoria Ferrero, club non coinvolto

articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/arrestato-presidente-sampdoria-ferrero-club-non-coinvolto-AEkhwL1

Inchiesta della procura di Paola. L’imprenditore è stato trasferito in carcere, mentre per altre 5 persone sono stati disposti gli arresti domiciliari

Massimo Ferrero – (ANSA)

Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un inchiesta della procura di Paola per reati societari e bancarotta. Secondo quanto apprende l’Ansa, la squadra ligure non è coinvolta nelle indagini. Ferrero è stato trasferito in carcere, mentre per altre 5 persone sono stati disposti i domiciliari.

Denis Bergamini «soffocato con un sacchetto, poi schiacciato dal camion»


articolo di Margherita Montanari: https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_dicembre_01/denis-bergamini-soffocato-un-sacchetto-poi-trascinato-camion-99a91c1e-52ab-11ec-bcb2-74a89f52d76f.shtml

Morte dell’ex calciatore del Cosenza, ecco cosa emerge dalla terza udienza. L’avvocato: «Barbaramente ucciso»

Non per schiacciamento, non per trascinamento, ma per soffocamento è morto Donato Denis Bergamini. Secondo quanto riportato nella terza udienza del processo dagli ispettori di polizia giudiziaria, l’ex calciatore del Cosenza, il 18 novembre 1989, è stato soffocato con un sacchetto di plastica messo in testa e poi trasportato oltre il perimetro della piazzola di sosta, sulla Statale 106, in posizione supina. Lì, un camion l’ha “parzialmente sormontato”, non investito. «È fuori dubbio, dall’esito delle prime tre udienze, che Denis Bergamini è stato barbaramente ucciso», le parole dell’avvocato Fabio Anselmo, che ha seguito la famiglia del giocatore di Argenta in questi anni.

Terza udienzaCon l’udienza del 30 novembre presso la Corte di Assise di Cosenza, può dirsi concluso l’esame del pubblico ministero Luca Primicerio, della procura di Castrovillari, nei confronti dei due teste di polizia giudiziaria – l’ispettrice capo di polizia Ornella Quintieri e il collega Pasquale Pugliese -, chiamati a deporre nel corso del procedimento che vede come imputata Isabella Internò. Un’indagine riaperta in seguito agli esiti degli esami medici condotti sul corpo riesumato del calciatore e che ora segue la pista del delitto passionale. A 32 anni di distanza dai fatti, l’ex fidanzata del centrocampista, è accusata di omicidio volontario. Il corposo lavoro d’indagine sulla morte del calciatore è confluito nelle prime due udienze . L’ispettrice di polizia giudiziaria Ornella Quintieri ha parlato della “gelosia ossessiva” di Internò, dei suoi piani di sposare il giocatore di Argenta, non corrisposti, e ha ricostruito le ultime ore di vita del giocatore. Bergamini viene descritto come un 27enne “a cui piace vivere”, desideroso in futuro “di giocare in serie A”, come dichiarato da lui stesso in un’intervista del a una tv locale, poco prima di morire. Elementi che stridono con l’ipotesi che potesse pensare al suicidio, come sempre sostenuto dall’ex fidanzata. A quanto disse Internò, Denis si sarebbe tuffato sotto un camion di passaggio sulla statale 106. continua a leggere

San Fermo, ladri svaligiano la villa dell’interista Arturo Vidal: rubati gioielli e un fuoristrada


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/11/28/news/ladri_in_casa_di_vidal-328145760/

Nel mirino diverse abitazioni del Comasco: il furto mentre il centrocampista era impegnato a San Siro nel derby

Arturo Vidal

C’è anche tra il centrocampista dell’Inter e della nazionale cilena, Arturo Vidal, tra i derubati dai ladri che hanno preso di mira le abitazioni del Comasco. La sera del derby Milan-Inter, era il 7 novembre, sono riusciti ad entrare nella villa di Vidal al Villaggio del Sole sulla collina residenziale di San Fermo, non distante da Como, mentre il calciatore si trovava a San Siro. I ladri infatti – come riporta la Provincia di Como – pare abbiano agito tra le 20 e 45 e le 21 e 15, mentre si disputava il derby di Milano.

Nel cortile Vidal ha una Ferrari 448 Spider, una Brabus Amg G700 nera, un fuoristrada della Mercedes che costa sui 400mila euro, una Volvo XC90, la sua nuova Panda 4×4 color verde chiaro, e una vecchia Panda. Secondo il quotidiano, I ladri hanno tentato di portare via anche la Ferrari, ma non ci sono riusciti, quindi hanno optato per il fuoristrada Mercedes che sono riusciti a rubare. Hanno anche spaccato i vetri, messo a soqquadro l’abitazione e preso anche ori e gioielli.

Il bottino sarebbe particolarmente ingente. continua a leggere

agg. L’ex capitano del Palermo Miccoli si è costituito


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/11/24/lex-capitano-del-palermo-miccoli-si-e-costituito_eccdf616-84d0-4d28-95b7-46571cd2502a.html

Condannato in via definitiva a tre anni e sei mesi di reclusione con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso

Si è costituito nel carcere di Rovigo Fabrizio Miccoli, l’ex capitano del Palermo condannato in via definitiva a tre anni e sei mesi di reclusione con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Miccoli è stato accompagnato in carcere dal proprio legale Antonio Savoia che ha lamentato la diffusione delle notizie che riguardavano il suo assistito prima ancora che gli venisse notificato l’ordine di esecuzione.

E’ un uomo distrutto” ha commentato il suo avvocato. La decisione di costituirsi nel carcere veneto e non in quello di Lecce, città dove risiede con la la famiglia, da quanto si apprende, è riconducibile alla volontà dell’ex calciatore di “stare lontano il più possibile da tutto e da tutti“.