E mercoledì saliranno a 16 le città roventi dal Nord al Centro-Sud
Il caldo anomalo non dà tregua in Italia, con un inizio settimana dominato dall’afa in buona parte del paese: da Milano a Roma, da Firenze a Pescara temperature ‘top‘. Come atteso, si entra nel vivo dell’ondata di calore in corso e il numero di città che saranno contrassegnate dal bollino rosso è destinato a crescere di giorno in giorno.
Ieri, lunedì 22 giugno, le città da bollino rosso sono state 12. Oggi, martedì 23 giugno, salgono a 15. L’allerta massima (livello 3) indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. E tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute, si ricorda nel portale del ministero della Salute dove è stato pubblicato l’ultimo bollettino aggiornato.
I capoluoghi più caldi oggi saranno Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Restano con bollino arancione (Allerta 2) Bari e Latina. In giallo (Allerta 1) ci sono Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste.
Domani, mercoledì 24 giugno, si sale ancora: i capoluoghi col bollino rosso diventano 16 con l’aggiunta di Latina, e completano il quadro i bollini arancioni previsti per Trieste e Bari. Rimarranno infine contrassegnate dal bollino giallo solo 9 città: Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.
L’ex numero uno del Coni guiderà il calcio italiano dopo le dimissioni di Gravina dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali
“Inizia la nuova epoca del calcio italiano”. Giovanni Malagò è il nuovo presidente federale, ha battuto Abete prendendo il 68,58% dei voti. “Non sono un Papa nero, ma uno di voi: figlio, fratello e padre del mondo del pallone”, commenta emozionato l’ex presidente del Coni davanti agli elettori. Un trionfo netto, quello decretato dell’assemblea federale, riunita per scegliere il successore di Gabriele Gravina nella cornice lussuosa del Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sulla collina di Monte Mario. “Sento le vostre grida di dolore. Avverto uno spaventoso senso di responsabilità, ma sono abituato a conviverci. È il momento di cambiare e innovare”. Come? “Vi supplico, mettiamo da parte i personalismi. Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto”, la preghiera diMalagò. Che manda un messaggio chiaro al governo e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, lo stesso che nei mesi scorsi aveva apostrofato l’ex numero uno del Coni come “diversamente amico”, nel solco di una storica ruggine, ora da scrostare. “Bisogna ricostruire le dinamiche con il mondo politico. Lo farò mantenendo la schiena dritta, perché è così che si ottiene molto di più”, spiega. Sconfitto il rivale (29,17% dei voti ottenuti da Abete), numero uno della Lega Dilettanti, che fino all’ultimo tiene viva la candidatura. “Giovanni, se tu sei figlio del mondo del calcio, io lo sono ancora di più”, il suo messaggio prima del voto in un discorso infinito – quasi mezz’ora, il doppio di Malagò – in cui cita anche Vasco Rossieil Vangelo per ribadire il suo impegno nella difesa degli interessi del calcio italiano.
La polemica di Gravina – Malagò raccoglie un’eredità pesante: la terza esclusione consecutiva dai Mondialinon aveva lasciato alternative a Gravina, che ha guidato il calcio italiano dal 2018 e il 3 aprile, dopo la batosta di Zenica con la Bosnia ai play-off, non ha resistito alle pressioni. E oggi ha spiegato: “La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta. È stata una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Io sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”. E ancora: “Ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa”.
Insieme a Gravinaavevano lasciato anche Buffon, capo delegazione della Nazionale e Gattuso qualche giorno dopo che ha rassegnato le dimissioni da ct.
Gli obiettivi non sono cambiati e l’impegno che Malagò dovrà affrontare non è semplice: il calcio italiano è senza riforme, ha cento squadre professionistiche che faticano a sopravvivere, stadi vecchi e un debito di oltre 5 miliardi.
Confermati tutti i consiglieri federali – Sono stati confermati in blocco tutti i consiglieri federali: per la Lega Serie A Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini; per la Serie B Antonio Gozzi; per la Serie C Giulio Gallazzi; per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro; per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno; per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città.
Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnato ai Mondiali 2026, ha sempre negato le accuse
Achraf Hakimi – Ipa
Dai Mondiali di calcio con il Marocco al processo per stupro. Questa la storia del capitano dellanazionale marocchina e difensore del Psg Achraf Hakimi.Un tribunale d’appello francese ha confermato che la stella del calcio marocchinosarà processato con l’accusa di stupro ai danni di una giovane donna. Nel febbraio 2023, una donna all’epoca ventiquattrenne denunciò alla polizia della regione della Val-de-Marne, a sud-est di Parigi, di essere stata violentata da Hakimi. Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnata venerdì nella seconda partita dei Mondiali contro la Scozia, ha sempre negato le accuse.
“La giustizia – ha scritto Hakimi su Twitter – mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stata un’inchiesta’. Ho scelto di tacere per anni. Ho pensato che rimanere degno, essere paziente e avere fiducia nella giustizia avrebbe permesso che venissero prese le giuste decisioni. Oggi, una storia che non è la mia viene raccontata a scapito della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità. A volte ho la sensazione di essere diventato un bersaglio facile. Aspetto questo processo dal primo giorno. E ora lo aspetto con impazienza. Finalmente, potrò parlare“.
“Le indagini condotte durante l’istruttoria preliminare e l’istruttoria giudiziaria hanno portato la camera inquirente a concludere che vi siano prove sufficienti contro” Achraf Hakimi “a giustificare il suo rinvio a giudizio presso il tribunale penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine” vicino a Parigi, ha dichiarato la Corte d’Appello in un comunicato stampa a seguito di una decisione resa a porte chiuse. Il giocatore ha sempre respinto l’accusa definendola “falsa“. A febbraio aveva presentato ricorso contro la sentenza del giudice istruttore che lo aveva rinviato a giudizio per stupro. Non appena la sentenza della Corte d’Appello era stata emessa, il giocatore ventisettenne ha dichiarato a X di “attendere con ansia” il processo, aggiungendo: “Finalmente potrò parlare“.
La data del processo non è ancora stata fissata. Interpellata su un possibile ricorso alla Corte di Cassazione, l’avvocata del due volte campione d’Europa con il Psg, Fanny Colin, ha detto: “Questa conferma era attesa. Non si afferma che sia colpevole di nulla; si difende con fermezza“, ha ribadito Colin, aggiungendo che il suo cliente “ha molto da dire“. “Quindi, in questa fase, un totale di sei giudici hanno stabilito che le prove in questo caso sono talmente consistenti da giustificare l’incriminazione di Achraf Hakimi davanti a un tribunale penale“, ha commentato Rachel-Flore Pardo, l’avvocato che rappresenta il querelante, uscendo dall’aula. “Dopo oltre tre anni di battaglie legali, dopo essere stata calunniata e trascinata nel fango dalla difesa di Achraf Hakimi, questa decisione porta sollievo e speranza alla mia cliente“, ha aggiunto.
Inoltre pur non avendo rilasciato commenti ufficiali, il club parigino intende tutelare privatamente il proprio giocatore, facendo affidamento sulla presunzione di innocenza, dato che Hakimi ha sempre negato le accuse.
Secondo una fonte della polizia dell’epoca dei fatti, la donna, allora ventiquattrenne, raccontò di aver conosciuto Achraf Hakimi nel gennaio 2023 su Instagram e di essere andata a casa sua con un’auto privata prenotata dal giocatore. Spiegò che il giocatore l’aveva baciata e poi toccata senza il suo consenso prima di violentarla. Aggiunse di essere riuscita a respingerlo e specificò che un’amica, contattata tramite messaggio, era venuta a prenderla. La giovane donna si recò in commissariato nel 2023 per denunciare lo stupro. Achraf Hakimi fu formalmente incriminato e posto sotto sorveglianza giudiziaria pochi giorni dopo, a marzo. Uscendo dall’udienza,l’avvocato Colin denunciò quella che definì “giustizia di classe al contrario“.
“Questa indagine è stata aperta solo perché una denuncia alla polizia è stata resa pubblica dalla stampa“, afferma, un’attenzione mediatica che attribuisce al fatto che “il signor Achraf Hakimi è una figura pubblica e nota“. Per la giovane donna che ha denunciato questi fatti, la fuga di notizie sulla sua dichiarazione al quotidiano Le Parisien rappresenta “il più grande trauma della mia vita“. Jeanne (nome di fantasia) ha dichiarato giovedì a Mediapart, nella sua prima apparizione pubblica, di volere “un processo per difendermi, per essere ascoltata“. “Voglio giustificarmi. Voglio essere creduta“, ha aggiunto. “Non è mai piacevole per la mia cliente vedere l’uomo che accusa di stupro“, sottolinea la signora Pardo, per la quale“c’è ancora molta strada da fare nella lotta contro la violenza sessuale nel mondo del calcio maschile“.
I club possono acquistare o tesserare giocatori solo generando spazio economico attraverso uscite o interventi sui contratti, ma resta la possibilità di intervenire per revocare il provvedimento
Non soltanto la Lazio di Claudio Lotito. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, a seguito delle verifiche della commissione indipendente sull’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, anche il Sassuolo e il neo promosso Monza sono stati sottoposti a provvedimenti che prevedono la necessità di muoversi sul mercato estivo solamente con operazioni a saldo positivo.
Il riferimento è all’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, uno dei parametri utilizzati per verificare la sostenibilità economico-finanziaria delle società di Serie A. Quando un club non rispetta il livello-soglia previsto al 31 marzo o al 30 settembre, la Commissione incaricata effettua le verifiche e comunica alla FIGC l’eventuale eccedenza di costo da ripianare.
A quel punto, secondo l’articolo 90, comma 4, lettera A), il Segretario Generale della FIGC dispone la non ammissione alle operazioni di tesseramento per la sessione di mercato interessata. La norma, però, prevede una deroga: il club può comunque tesserare nuovi calciatori se ogni operazione in entrata èintegralmente coperta dal saldo positivo generato nella stessa sessione di mercato.
Questo significa che, esattamente come nel caso della Lazio, anche Sassuolo e Monzapotranno acquistare o tesserare nuovi giocatori soltanto se prima, o contestualmente, riusciranno a generare spazio economico sufficiente attraverso uscite o interventi sui contratti. Resta ferma anche la possibilità di un intervento dell’azionista di maggioranza per riportare la situazione in equilibrio.
Serie A mercato a saldo positivo – Cosa dicono le NOIF – L’articolo 90, comma 4, lettera A), prevede in particolare che:
in caso di mancato rispetto del valore soglia dell’indicatore di Costo del Lavoro Allargato al 31 marzo o al 30 settembre, la Commissione comunica alla Segreteria Generale della FIGC l’esito delle verifiche e l’eccedenza di costo da ripianare;
il Segretario Generale della FIGC può disporre la non ammissione alle operazioni di tesseramento dei calciatori per la sessione estiva o per quella invernale;
il divieto non è assoluto, perché la società può comunque procedere a nuovi tesseramenti se, per ogni operazione, la Lega Serie A verifica la copertura integrale degli impegni economico-finanziari;
questa copertura deve derivare da un saldo positivo generato nella stessa sessione di mercato;
il saldo positivo può arrivare da cessioni di calciatori, trasferimenti, rinunce agli emolumenti o risoluzioni contrattuali;
ai fini del calcolo non rileva soltanto il saldo finanziario complessivo, ma anche il confronto tra il costo contrattuale residuo dei calciatori usciti e il costo contrattuale dei nuovi calciatori tesserati;
fino alla revoca del provvedimento, il costo contrattuale dei calciatori già tesserati non può essere rinegoziato al rialzo, salvo il caso dei professionisti in scadenza entro la stagione sportiva successiva.
Il punto centrale, quindi, non è soltanto l’eventuale incasso da una cessione. La norma tiene conto anche del peso dei contratti.Se un calciatore viene ceduto o risolve il contratto, il club può liberare costo residuo.Ma per tesserare un nuovo giocatore dovrà dimostrare che il nuovo impegno economico sia coperto dal risparmio o dalle risorse generate dalle operazioni in uscita.
Per Sassuolo e Monza, dunque, se non dovessero essere effettuati interventi diversi (come vedremo più avanti) il mercato estivo dovrà muoversi dentro un perimetro preciso: prima creare spazio, poi eventualmente reinvestire. Un acquisto potrà essere autorizzato solo se sostenuto da un saldo positivo sufficiente, verificato dalla Lega Serie A.
Serie A mercato a saldo positivo – I possibili interventi – Le NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) prevedono tuttavia anche la possibilità di chiederela revoca del provvedimento. L’articolo 90, comma 5, stabilisce infatti che le società di Serie A possano presentare istanza al Segretario Generale della FIGC, inviando la documentazione necessaria, se l’eccedenza di costo contestata viene successivamente coperta.
Le soluzioni previste dalla norma sono diverse:
versamenti in conto futuro aumento di capitale;
aumenti di capitale già versati;
versamenti in conto copertura perdite;
finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
utilizzo delle riserve di utili, se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre, previa delibera dell’assemblea dei soci di apposizione di un vincolo di indisponibilità e quantificazione dell’importo da utilizzare;
utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi ad operazioni di trasferimento dei calciatori in ambito nazionale ed internazionale;
utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi alla cessione dei diritti audiovisivi non già contabilizzati nei ricavi federali.
Le strade per Sassuolo e Monza sono dunque due. La prima è operare sul mercato rispettando il meccanismo del saldo positivo: ogni nuovo tesseramento dovrà essere coperto da uscite, risparmi contrattuali o altre operazioni consentite nella stessa sessione. La seconda è che le rispettive proprietà decidano di intervenire sull’eccedenza di costo attraverso una delle soluzioni patrimoniali o finanziarie previste dalle regole federali, chiedendo poi la revoca del provvedimento.
Compare nel registro degli indagati anche per presunta corruzione nell’indagine sulla ex vice premier albanese Belinda Balluku, accusata di “violazioni in gare d’appalto”. L’ex ds rossonero interrogato in Procura per sei ore
Igli Tare, 52 anni. Getty
Estate turbolenta per Igli Tare. Dopo il licenziamento dal Milan, per lui potrebbero profilarsi anche guai giudiziari in Albania, suo paese d’origine, dove è finito sotto inchiesta. Secondo fonti presso la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione (Spak), l’ex ds rossonero sarebbe sospettato di presunto “riciclaggio” nell’ambito dell’indagine contro l’ex vice premier albanese Belinda Balluku, accusata inizialmente di “violazioni in gare d’appalto“. Oggi la Procura ha fatto sapere di aver iscritto Tare nel registro degli indagati anche per “corruzione“.
OPERAZIONE – Il presunto collegamento tra Tare e Balluku riguarderebbe una villa sulla costa ionica albanese, in un complesso turistico. L’abitazione sarebbe stata offerta all’ex vice premier, come tangente per un appalto concesso a un’impresa edile quando era dirigente della società di controllo del traffico aereo Albcontrol. Per far perdere le tracce dell’operazione, la villa è stata registrata a nome di Igli Tare il quale, secondo gli investigatori, avrebbe stipulato “un fittizio contratto d’affitto con l’ex capogabinetto di Balluku“. La Procura sostiene che de facto l’abitazione sarebbe dell’ex vice premier, che in questi anni ne avrebbe fatto uso insieme alla sua famiglia. Tare è stato sottoposto a un interrogatorio in Procura, che ha lasciato dopo circa sei ore senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.
Il tecnico livornese, promesso sposo al Napoli di De Laurentiis, contesta le modalità di comunicazione dell’esonero
Tra il Milan e Massimiliano Allegri rischia di chiudersi nel peggior modo possibile un’esperienza (la seconda del tecnico livornese in rossonero)durata appena una stagione.Non c’è ancora intesa infatti sulle modalità di separazione tra le parti sotto l’aspetto economico e, come riferisce l’edizione odierna de Il Giornale, il contenzioso potrebbe avere strascichi pure sul fronte legale.
I TEMPI DELL’ESONERO – Massimiliano Allegri era legato contrattualmente al Milan fino al 30 giugno 2027: la mancata qualificazione alla prossima Champions League non ha fatto scattare il prolungamento automatico per un’ulteriore stagione, con adeguamento dell’ingaggio da 5,5 milioni di euro netti a stagione a quota 6 milioni. Formalmente esonerato dalla guida tecnica della prima squadra attraverso la nota di lunedì 25 maggio con cui RedBird dava il benservito anche al direttore sportivo Igli Tare, al direttore tecnico Geoffrey Moncada e al CEO Giorgio Furlani, l‘allenatore toscano ha ricevuto la comunicazione effettiva dell’interruzione del rapporto via PEC soltanto quattro giorni più tardi, a firma del presidente Paolo Scaroni. Unica persona deputata a firmare documenti dopo l’allontanamento dell’ex ad Furlani.
DANNO DI IMMAGINE? – Secondo quanto riferisce Il Giornale, l’entourage di Allegri contesta al Milan le modalità con cui è stato comunicato il licenziamento, senza previa comunicazione ma attraverso un comunicato della proprietà divenuto poi pubblico di cui sarebbe venuto a conoscenza attraverso i media. Chi assiste il tecnico paventa anche una possibile per danno di immagine e, soltanto dopo la risoluzione di questo contenzioso, Allegri potrà sottoscrivere l’accordo biennale che avrebbe raggiunto col Napoli del patron Aurelio De Laurentiis.
14 MILIONI LORDI – In tutto questo,la partita si gioca anche sul fronte della buonuscita che l’ex allenatore rossonero si aspetta dal club per se stesso e per i suoi collaboratori. Per Il Giornale, la cifra complessiva ammonterebbe a 14 milioni di euro lordi, col Milan che si aspetta di spenderne la metà. In particolare, lo scontro si gioca sull’incentivo all’esodo che Gerry Cardinale vorrebbe versare ad Allegri, 500.000 euro, ritenuta il massimo possibile e giustificata col sospetto che il tecnico fosse in trattativa col Napoligià da diverse settimane. La richiesta di Allegri ammonterebbe invece attorno al milione di euro.
Il Tribunale del Riesame boccia completamene il metodo di indagine usato dai pm della Procura di Milano per l’ipotesi di reato di turbativa d’asta nella compravendita dello stadio Meazza dal Comune a Inter e Milan
San Siro(Foto: Pier Marco Tacca/Getty Images)
In attesa che Inter e Milan presentino il progetto ufficiale per il nuovo San Siro e per lo sfruttamento delle aree limitrofe nella loro proprietà, dal Tribunale del Riesame arriva un aggiornamento in merito all’inchiesta in corso da parte della Procura di Milano. Più che un aggiornamento, il pronunciamento del Riesame è un vero e proprio commento alle indagini portate avanti negli ultimi mesi ed è sicuramente poco lusinghiero nei confronti dei magistrati milanesi.
Come riporta l’edizione odierna de Il Foglio, il Riesame ha constatato che i pubblici ministeri della Procura di Milano andavano «alla ricerca non tanto delle prove ma della notizia di reato». Un giudizio tecnicamente, e anche deontologicamente, molto pesante sui modi di conduzione delle indagini nel rito ambrosiano, proprio perché viene direttamente dal Tribunale del Riesame. L’inchiesta, va ricordata, è stata imbastita con l’ipotesi di reato per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente nella compravendita dello stadio Meazza, passato a fine 2025 dal Comune di Milano ai due club.
Le motivazioni del Riesame riguardano l’annullamento di un sequestro sui telefoni e relative chat dell’avvocato Ada Lucia De Cesaris, dell’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi e di un’altra funzionaria del Comune. Indagine dal percorso tortuoso, perché nasce da un sequestro di dispositivi nel corso di una differente inchiesta sull’urbanistica dello scorso anno. A seguito di una serie di richieste della Guardia di Finanza e dei pm, il contenuto di quelle chat è finito nel nuovo filone sulla presunta turbativa d’asta del Meazza.
Al di là delle complesse tecnicalità, l’aspetto più rilevante del giudizio del Riesame è la sonora bocciatura di un metodo: è giudicata «illegittima» l’avvenuta «esplorazione massiva dell’intero contenuto dei telefoni» perché comporta rischi di «profilazione sui comportamenti, le inclinazioni, i rapporti con i terzi e le idee». Ma soprattutto è il metodo del sequestri di device a scopo esplorativo a essere con forza censurato: i pm non possono né devono andare «alla ricerca non tanto delle prove ma della notizia di reato». Metodo che invece appare spesso utilizzato nelle inchieste milanesi soprattutto quelle sul mondo del calcio, compresa l’ultima roboante iniziativa milanese sugli arbitri.
Libero – Il riesame boccia la Procura di Milano: demolita l’inchiesta su San Sirohttps://t.co/l12m6Ax5gB
Maurizio Sarri è di fatto il nuovo allenatore dell’Atalanta. Il tecnico toscano firmerà un triennale non appena avrà risolto il contratto con la Lazio, che lascia dopo essere tornato solo la scorsa estate: l’annuncio del nuovo accordo è atteso per l’inizio della prossima settimana. Prenderà il posto di Raffaele Palladino, che lascia la Dea dopo averla ereditata da Juric a stagione inoltrata. Entro il weekend, poi, arriverà anche la firma di Cristiano Giuntoli come nuovo direttore sportivo dei bergamaschi.
Che cosa succederà ora? – Sarri è legato ai biancocelesti da un contratto biennale. Dopo la richiesta del tecnico di un faccia a faccia con il presidente Claudio Lotito, nelle ultime ore le parti si sono venute incontro per risolvere la questione in tempi rapidi ed evitare ulteriori giorni di tensioni. La situazione si è sbloccata anche grazie a Gennaro Gattuso, che ha trovato un accordo con la Lazio e prenderà il posto di Sarri. Il sostituto di Raffaele Palladino sulla panchina nerazzurra è atteso invece a Bergamo entro giovedì. Alla Dea ritroverà Cristiano Giuntoli,direttore sportivo del Napoli anche nel periodo di Sarri alla guida dei partenopei. Senza un accordo, il tecnico toscanosarebbe rimasto alla Lazio fino al 30 giugno e avrebbe poi presentato le dimissioni. Lotito valuterà comunque di chiedergli i danni a causa delle sue ultime parole: “A Formello è un ambiente difficile. Evidentemente chi ci ha lavorato ha incontrato i miei stessi problemi, se l’epilogo è stato lo stesso“, aveva detto Sarri. Gattuso è avvisato.
Il saluto finale – Dopo la partita contro il Pisa, Sarri ha salutato la Lazio: “Non mi sono pentito di essere tornato perché è stata una stagione formativa, che mi ha cambiato e reso più empatico con i giocatori“. Decisiva per incrinare un rapporto mai amichevole tra Sarri e Lotito la questione mercato: “Dopo la sessione estiva bloccata, la società mi aveva detto che sarebbe stata fatta una campagna acquisti importante a gennaio e avrei avuto voce in capitolo. Non è andata così. A Formello puoi sbattere i pugni quanto vuoi, ma non ti ascolta nessuno“. Nonostante le difficoltà, Sarri è rimasto al timone della Lazio: “Ho mantenuto la promessa col popolo biancoceleste di arrivare fino a giugno“, ha detto. Sabato sera avava poi aggiunto: “Ora non sono contento, ho perplessità andare avanti, così come il presidente avrà le sue, ma ci sono altri due anni di contratto. O si trova un accordo veloce per risolverlo oppure va rispettato“. Una frase di circostanza, per evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco prima di un addio già scritto da tempo.
Erano circa 250 gli operai al lavoro nell’impianto nella provincia dello Shanxi. Prima del disastro i livelli di monossido di carbonio erano saliti oltre i limiti
Sono almeno 90 i morti in una esplosione di gas avvenuta in una miniera di carbone nella provincia dello Shanxi, nel nord-est della Cina. Lo riportano i media statali. L’esplosione è avvenuta alle 19.30 di venerdì ora locale mentre 247 lavoratori si trovavano sottoterra. L’esplosione di gas si è verificata nel sottosuolo della miniera di carbone di Liushenyu, nella contea di Qinyuan.
Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato un dispiegamento totale delle forze di soccorso per ritrovare i dispersi e prestare assistenza ai feriti. Xi ha anche sollecitato un’indagine approfondita sulle cause, affinché i responsabili siano chiamati a rispondere di quanto accaduto.
I soccorritori hanno lavorato tutta la notte per mettere in salvo i minatori, decine dei quali sono rimasti a lungo intrappolati. La provincia dello Shanxi ospita diverse miniere di carbone che già in passato sono state teatro di gravi incidenti. Secondo l’agenzia Xinhua, prima dell’esplosione, i livelli di monossido di carbonio nella miniera avevano superato i limiti.
La fuoriuscita metilmetacrilato in uno stabilimento di produzione aerospaziale
Sono più di 40mila le persone costrette a evacuare dopo che una sostanza chimica tossica ha iniziato a fuoriuscire da un serbatoio in uno stabilimento di produzione aerospaziale negli Stati Uniti. Il serbatoio, situato nella California meridionale, contiene circa settemila galloni (26mila litri) di metilmetacrilato, una sostanza altamente volatile e infiammabile utilizzata nella produzione della plastica. L’Orange county fire authority (Ocfa) ha emesso i primi ordini di evacuazione per l’area circostante lo stabilimento di Garden Grove, in seguito a segnalazioni di un aumento della temperatura del serbatoio. La zona di evacuazione è stata ampliata e si sta indagando sulla causa della perdita.
La squadra di Fabregas è in Europa League e può ancora sognare la Champions ma la favola bella si scontra con la realtà dei regolamenti continentali. Tre i nodi da sciogliere: stadio, bilancio e composizione della rosa.
La favola Como e la realtà delle norme Uefa per l’Europa: 3 i nodi da sciogliere.
Il Como è 5° in Serie A con 68 punti dopo 37 giornate: la qualificazione in Europa League (fase a gironi) è sicura ma c’è ancora una speranza di agganciare il quarto posto che vale la Champions League (dipende anche dai risultati di Roma e Milan in particolare). Eppure, mentre il sogno continentale è a portata di mano, la realtà burocratica delle norme Uefa rischia di complicare tutto. Non certo l’esclusione dalle Coppe (se ottiene la licenza) ma di parteciparvi in condizioni di significativo svantaggio tecnico (per una rosa ridotta e limitata) oltre che logistico. Sono tre le lacune da colmare:calciatori italiani/italiani formati in Serie A (“sono costosi e non possiamo pagarli con cifre dilazionate“, leparole del presidente Mirwan Suwarso), bilancio e stadio. E bisogna farlo in fretta per non sprecare un’opportunità storica.
Regolamento Uefa sulle liste: perché il Como non è a norma (e cosa deve fare) – Oggi il Como non è a norma per le coppe europee. Allo stato attuale della rosa a disposizione di Fabregas, la Lista A da presentare alla Uefa sarebbe ridotta, rendendo complicata una stagione già impegnativa con partite ogni tre giorni. Perché? Per partecipare a Champions League, Europa League o Conference League, ogni club deve compilare una elenco di massimo 25 giocatori (di cui almeno 2 portieri). Tra questi 25, almeno 8 devono essere locally trained o homegrown, ovvero giocatori formati localmente.
La suddivisione è precisa: 4 club-trained, giocatori che hanno trascorso almeno 3 stagioni intere (o 36 mesi) nel club tra i 15 e i 21 anni; 4 association-trained, giocatori formati in un altro club della stessa federazione (cresciuti in un settore giovanile italiano per almeno 3 stagioni/36 mesi tra i 15-21 anni). Che abbiano il passaporto italiano non basta: un connazionale arrivato da adulto da un altro paese non è considerato homegrown. E lo stato dell’arte presenta diverse pecche.
Edoardo Goldaniga è uno dei 3 italiani in rosa: in A ha giocato solo 14 minuti.
La rosa lariana è tra le più internazionali della Serie A (oltre il 90% di stranieri). Gli homegrown confermati, però, sono pochissimi: principalmente Edoardo Goldaniga (difensore cresciuto in Italia, 14′ in Serie A e 90′ in Coppa Italia in questa stagione) e il terzo portiere Mauro Vigorito (zero minuti giocati). E i giovani della Primavera hanno minuti limitati e non sono sufficienti.
Cosa rischia la società lariana in base alla situazione attuale – Se il club non raggiunge gli 8, la Lista A si riduce di conseguenza (per esempio, con soli 4 homegrown, massimo 21 slot). Non si possono riempire i posti vuoti con stranieri: la rosa europea diventa più corta, con meno rotazioni e maggiore rischio infortuni. Esiste anche una Lista B (aggiornabile durante la stagione) per Under-21 (nati dal 1° gennaio 2004 in poi per la stagione 2025/26) che hanno trascorso almeno 2 anni consecutivi nel club dal 15° compleanno. Utile per i giovani dell’Academy, ma non sostituisce gli 8 obbligatori della Lista A.
Cosa deve fare il Como? Nel mercato estivo serve un’iniezione di italiani formati nel nostro paese: acquistare 4-6 profili con esperienza Uefa (difensori, centrocampisti, esterni) già cresciuti in Italia tra i 15-21 anni. Ecco perché il nome di Miretti della Juventus è tra i più caldi in queste ultime ore. Promuovere e far maturare rapidamente i giovani dell’Academy.
Gli altri due nodi da sciogliere: stadio e Fair Play Finanziario – Oltre alla lista giocatori, restano due nodi ancora da sciogliere che sono determinanti per la gestione futura della società in previsione del debutto in Europa.
Lo Stadio Sinigaglia non è a norma Uefa (quanto a capienza, hospitality, strutture fisse e altre voci fondamentali): giocare le partite europee in trasferta per tutta la stagione o fino alla conclusione dei lavori comporta anzitutto un’eventuale perdita d’incassi e del “vantaggio” casalingo. Altra questione tutt’altro che trascurabile: il bilancio.
Mirwan Suwarso è il presidente dei lariani, finanziati dalla famiglia Hartono.
Financial Fair Play – con l’Europa scatta il monitoraggio stretto Uefa. Football Earnings Rule (la regola degli utili calcistici a bilancio) e Squad Cost Rule sono i paletti che, al momento, costringono il Como a fare i conti con la propria situazione economica, florida solo perché la famiglia Hartono a immesso capitali che hanno colmato le perdite. Ma è un circolo “vizioso” che alla Federazione non piace. La Uefa chiede stabilità finanziaria ai club partecipanti, tollerando un rosso tra i 60 e i 90 milioni di euro in un triennio. E in questa ottica prevede un tetto alle spese del 70%, ponendo i costi della rosa (stipendi, commissioni, ammortamenti) in rapporto coi ricavi. Il Como ha già ampiamente superato il limite, con poco più di 100 milioni di disavanzo in un solo esercizio. Altra nota dolente: circa 112 milioni di euro di spese, a fronte di circa 55 milioni di ricavi.
In queste condizioni può ottenere la licenza per partecipare alle Coppe? – Sì, a patto che si tenga entro i margini di un Settlement Agreement (piano di rientro strutturale) spalmato su tre anni: deve ridurre le perdite e tenersi nei parametri indicati. In caso di mancato rispetto va incontro a multe, limitazioni sulla rosa o, in casi estremi, esclusione dalle coppe (raro al primo anno, ma possibile se non si adegua).
Il presidente azzurro deve rispondere dell’acquisto di Manolas e di presunte plusvalenze fittizie nell’affare Osimhen
Aurelio De Laurentiis – Ipa/Fotogramma
E’ stata stralciata la posizione della società sportiva Calcio Napoli nell’ambito del procedimento nei confronti del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, accusato di falso in bilancio in relazione alla compravendita dalla Roma del giocatore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e alle presunte plusvalenze fittizie per l’acquisto di Victor Osimhen nel 2020 dal Lille.
I giudici della nona sezione penale del tribunale di Roma, dopo l’eccezione presentata dalle difese per un difetto di notifica, hanno sciolto la riserva e stralciato la posizione della società e, sospesi i termini di prescrizione, in attesa di riunite le posizioni, ha fissato la prossima udienza per il 2 dicembre prossimo.
Le contestazioni dei pm Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano riguardano i bilanci del 2019, 2020 e 2021. Il rinvio a giudizio, oltre che De Laurentiis, riguarda anche la società sportiva Calcio Napoli e Andrea Chiavelli. Nelle liste testi che verranno depositate compaiono il calciatore Osimhen, l’ex direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli e i calciatori coinvolti nelle compravendita tra i club.
La decisione tanto attesa sulla finale playoff di Championship è arrivata e sta già generando polemiche in tutto il Regno Unito.
Il verdetto più atteso del calcio inglese è finalmente arrivato e porta con sé una decisione clamorosa. Il Southampton è stato escluso dalla finale dei play-off di Championship in seguito a un’importante indagine disciplinare su attività di spionaggio illecite durante gli allenamenti.
Il club ha inoltre subito una penalizzazione di quattro punti in classifica valida per la stagione 2026/27 che a questo punto vedrà i Saints giocare ancora in Championship,aprendo inoltre di fatto la strada al Middlesbrough per affrontare l’Hull City a Wembley e conquistare un posto nella prossima Premier League.
LA DECISIONE DELLA EFL – Come confermato dalla English Football League (EFL), il Southampton è stato escluso dalla corsa alla promozione post-stagione con effetto immediato, annullando di fatto la recente vittoria in semifinale dei play-off. I Saints avevano sconfitto il Middlesbrough per assicurarsi un posto nella finale di Wembley contro l’Hull City, ma la Commissione Disciplinare Indipendente ha espulso il club dopo che quest’ultimo ha ammesso molteplici violazioni del regolamento EFL relative alle riprese non autorizzate degli allenamenti degli avversari, compresi quelli della stessa squadra eliminata.
Oltre all’espulsione, che permette al Middlesbrough di prendere il posto nella finalissima, il Southampton ha ricevuto una penalizzazione di quattro punti che verrà applicata nella classifica del Championship 2026/27, insieme a un ulteriore richiamo formale.
Le accuse emersero inizialmente l’8 maggio, con ulteriori violazioni identificate in seguito relative alle partite contro Oxford United, Ipswich Town e Middlesbrough nel corso della stagione 2025/26.
IL MIDDLESBROUGH IN FINALE – La classifica finale del campionato è stata quindi modificata, offrendo al Middlesbrough un’inaspettata seconda chance. La squadra di Teesside si recherà a Wembley per contendersi la promozione, ma va detto che il Boro si aspettava questa decisione al punto da non aver mai sciolto la squadra e aver continuato a gestire allenamenti come se la finale dei playoff fosse già garantita.
“L’effetto del provvedimento odierno è che il Middlesbrough viene reintegrato nei Play-Off del 2026 e accederà alla finale dei Play-Off contro l’Hull City. La finale è ancora in programma per sabato 23 maggio, con l’orario di inizio da confermare“.
Possibili temporali improvvisi e intensi in diverse aree della regione con grandine di piccole-medie dimensioni, accompagnata da raffiche di vento. Venerdì non andrà meglio. Sole nel weekend. Ma durerà? Cosa dicono le previsioni
Possibili improvvisi forti rovesci e maxi grandinate
Tempo instabile e nuova allerta meteo in Lombardia per la discesa di un’ampia perturbazione sull’Europa centrale.Oggi, giovedì 14 maggio, cielo prevalentemente nuvoloso. In mattinata locali rovesci e isolati temporali sui settori settentrionali; nel pomeriggio sono attesi acquazzoni sparsi su buona parte della regione, localmente anche di moderata o forte intensità con possibilegrandine di piccole o medie dimensioni, accompagnati anche da forti raffiche di vento. Possibili nevicate oltre 1500 metri circa. In prima serata ancora rovesci e temporali sparsi in transito verso est, specie sui settori meridionali.
Oggi allerta meteo gialla per forti temporali – Il maltempo con piogge e temporali che oggi investirà gran parte dell’Italia ha indottola Protezione Civile a diramare un’allerta gialla per rischio temporali in Lombardia. Ecco quali zonesaranno interessate:
Nodo Idraulico di Milano,Pianura centrale, Alta pianura orientale, Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Appennino pavese, Laghi e Prealpi orientali.
A Milano – Il centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalle ore 6 di oggi giovedì 14 maggio, che proseguirà fino a mezzanotte. Lo ha fatto sapere in una nota Palazzo Marino, invitando “i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo“. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile del Comune di Milano sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città.
Venerdì ancora maltempo – Non andrà molto meglio domani, venerdì 15 maggio. In mattinata sono attese piogge diffuse su Alpi e Prealpi con limite neve tra 1200 e 1600 metri circa, nel pomeriggio locali rovesci o temporali possibili su gran parte del territorio. Temperature massime in calo, anche al di sotto della media del periodo.
Un miglioramento nel weekend. Ma durerà? – Per un miglioramento bisognerà attendere il fine settimana: sabato 16 maggio attese nubi e locali precipitazioni residue sui settori centro-orientali, poi prevarrà il sole, anche domenica 17 maggio. All’inizio della prossima settimana l’influenza di un campo di alta pressione in rinforzo sulla Penisola Iberica e del transito di successive perturbazioni sull’Europa centrale porteranno tempo variabile con sole intervallato da possibili passaggi di precipitazioni. Temperature in aumento.
Con un comunicato il club ha annunciato di aver avviato un’indagine interna sulle notizie che circolano sui social. Diffusi gli screenshot dei messaggi tra il calciatore e la ragazzina
Il Bournemouth ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui annuncia che Alex Jimenez, ex Milan, non sarà convocato per il prossimo match di premier a causa delle notizie che stanno circolando sui social. Le notizie fanno riferimento ad uno scambio di messaggi che il calciatore 21enne ha avuto con una ragazza minorenne (pare 15 anni) con l’intenzione di adescarla. Circolano immagini di screenshot attribuiti al calciatore.
Bournemouth player Alex Jimenez’s messages with a 15-year-old girl have surfaced:
Jimenez avrebbe cercato di convincere la ragazza a un appuntamento. In particolare lei scrive: “Non conta che io abbia 15 anni?” e lui risponde “certo che mi importa ma mi piacciono le ragazze giovani. Non sono mai stato con una ragazza di 15 anni“. La diffusione degli screenshot ha provocato un’ondata di indignazione e il club inglese ha ritenuto meglio fermare Jimenez in attesa di chiarimenti. “L’AFC Bournemouth è a conoscenza dei post che circolano sui social media riguardanti il terzino destro Álex Jiménez. Il club comprende la gravità della questione e ha avviato un’indagine. Di conseguenza, Alex non sarà incluso nella rosa per la partita di Premier League di domani contro il Fulham e il club non rilascerà ulteriori commenti al momento“.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Napoli
La formazione della Juve Stabia prima della partita contro il Pescara dello scorso 25 aprile. (Foto: Fabio Urbini/LaPresse)
La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro delle quote e dell’intero patrimonio aziendale della Juve Stabia, club che milita in Serie B. Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli ai sensi dell’articolo 34, comma 7 del Codice Antimafia, è stato adottato su proposta congiunta del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del procuratore di Napoli e del questore di Napoli “per preservare – spiega una nota – l’impresa dal pericolo di dispersione, alienazione e sottrazione del patrimonio, mentre è in atto l’esecuzione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria, disposta lo scorso mese di ottobre per bonificare la gestione societaria dal pericolo di condizionamento da parte della locale criminalità organizzata“.
Il decreto è stato emesso a carico di Francesco Agnello in qualità di legale rappresentante della società Stabia Capital srl,proprietaria delle quote del club calcistico.
Nell’inchiesta sulle scommesse illegali un mese con la condizionale per il calciatore della Fiorentina, sanzione pecuniaria da 78 mila euro per il giocatore del Newcastle
Sandro Tonali eNicolò Fagiolichiudono con esiti diversi la loro posizione nel filone milanese dell’inchiesta sulle scommesse illegali che ha coinvolto diversi calciatori di Serie A. Come rivelato da Il Corriere della sera, Tonali ha ottenuto la conversione della pena in una sanzione pecuniaria di 78.250 euro, mentre Fagioli ha patteggiato un mese di arresto con sospensione condizionale della pena.
Patteggiamento per i titolari della gioielleria milanese – I due calciatori finirono al centro dell’indagine su una rete di piattaforme di scommesse online non autorizzate, attive tra il 2021 e il 2023, secondo gli inquirenti gestita da Tommaso De Giacomo e Patrick Frizzera. I due organizzatori hanno patteggiato rispettivamente pene di 2 anni e 3 mesi e di 2 anni, mentre hanno patteggiato una pena di due anni e mezzo Antonio Scinocca, Antonio Parise e Andrea Piccini, i tre soci della gioielleria milanese Elysium Group srl dove i calciatori saldavano i propri debiti di gioco pagando con bonifici l’acquisto (in realtà simulato) di Rolex di lusso che non ritiravano.
Contravvenzioni per chi scommetteva non sul calcio – Nel procedimento comparivano anche altri calciatori che hanno definito la loro posizione con l’oblazione da 258 euro. Tra loro figurano gli juventini (o ex juventini) Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes,Ángel Di María e i nazionaliRaoul Bellanova e Samuele Ricci, che hanno pagato la contravvenzione per aver scommesso su piattaforme illegali (mai sul calcio, ma per lo più al poker su tavoli online in “stanze virtuali” chiuse da password). Per Tonali e Fagioli, già sanzionati in sede sportiva, il punto più delicato era l’ulteriore contestazione di aver pubblicizzato le piattaforme illegali presso altri calciatori.Prosciolti a Milano Alessandro Florenzi (allora calciatore del Milan) e Niccolò Zaniolo (che all’epoca era alla Roma) perché aveva già pagato le contravvenzioni per le loro scommesse su piattaforme irregolari in un precedente procedimento a Torino.
Dopo un mese di aprile caldo e soleggiato, già a partire da questa notte potrebbero arrivare le prime piogge
Dopo tanto sole e giorni di caldo durante il mese di aprile, con picchi di massime abbastanza anomale, arriva a Milano e in Lombardia una fase di instabilità con rovesci e abbassamento delle temperature. Le prime piogge potrebbero arrivare già a partire da questa notte, mentre le giornate più perturbate saranno martedì 5 maggio e mercoledì 6. “Domani si avrà un calo delle temperature massime che passeranno dai 25-26 gradi di questi ultimi giorni a 16-17 gradi”, spiega Samantha Pilati, meteorologa della Fondazione Omd-Osservatorio meteorologico Milano Duomo. Varieranno di poco, invece, le minime. Già nella mattinata di oggi i milanesi hanno avvertito un lieve calo delle temperature, ma domani bisognerà tirare fuori una giacca più pesante.
Per la giornata di mercoledì non si escludono fenomeni a carattere temporalesco, anche di forte intensità, ma non in maniera continuativa. Già nella tarda serata è prevista qualche schiarita e la situazione meteo migliorerà nel corso delle giornate di giovedì e venerdì, in cui dovrebbe tornare il sole e si avrà un nuovo aumento delle massime. Ma il weekend non è fuori pericolo: il tempo sarà variabile, soprattutto domenica. Insomma, dopo un mese di aprile che nel complesso ha regalato giornate di sole e molto calde, più vicine all’estate che alla primavera, ora questo cambio di clima può sembrare più accentuato.
Ma in realtà è assolutamente in linea con la stagione primaverile, caratterizzata da fasi di instabilità. “Per tutta la prima fase di maggio, fino a metà mese circa, la situazione meteo sarà molto variabile”, spiega Pilati. Si verificheranno più piogge rispetto al mese di aprile, in cui il fenomeno temporalesco più significativo si è verificato il 19 aprile, con una grandinata intorno alla mezzanotte e 8,4 millimetri di pioggia caduti. È stato nel mese di marzo, però, che si è verificato l’episodio di maltempo più significativo: nel weekend del 14 e 15 marzo la pioggia e il vento di scirocco hanno colpito Milano e sono caduti rispettivamente 31,8 millimetri di pioggia il sabato e 11,5 la domenica.
Fumo e principio di fiamme in un’area non aperta al pubblico. L’operatività dello scalo è sempre rimasta regolare: attivate le procedure di ventilazione
Il rogo si è sviluppato in una zona non aperta al pubblico
Momento di paura, nella tarda mattinata di oggi, allo scalo di Malpensa. I vigili del fuoco sono intervenuti infatti, verso le ore 13, al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano per un principio di incendio.Non si sono registrati feriti e intossicati, nonostante l’iniziale paura.
Le squadre dei distaccamenti di Busto Arsizio e Somma Lombardo, con il supporto di due partenze operative interne allo scalo, hanno spento il focolaio causato dal cortocircuito di una centralina telefonica in un tunnel di servizio utilizzato per l’accesso dei fornitori.
L’intervento dei vigili del fuoco – Il fuoco è stato domato in breve tempo, evitando così che questo si propagasse e causasse maggiori danni, compromettendo in qualche modo la struttura.
Successivamente i vigili del fuoco i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di ventilazioneoltre che quelle di messa in sicurezza. La suddetta area quindi non era aperta al pubblico. Anche per questo fortunatamente non si sono registrati feriti e non ci sono state ripercussioni per l’operatività dello scalo che è sempre stata regolare.
L’ex designatore arbitrale di Serie A e B è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva.
Gianluca Rocchi (foto da video)
Gianluca Rocchi non si presenterà all’interrogatorio con il pm in merito all’indagine della Procura di Milano sul mondo arbitrale che vede l’ex designatore di Serie A e B, autosospesi negli scorsi giorni, indagato per concorso in frode sportiva.
Ad annunciarlo il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, in una nota: «Rocchi voleva presentarsi, ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo».
Rocchi era stato convocato dai pm per l’interrogatorio fissato per giovedì 30 aprile. La stessa data è stata scelta anche per Andrea Gervasoni,supervisore VAR autosospesosi dopo che l’inchiesta è stata resa pubblica. Gervasoni, al momento, però sembra essere pronto a presentarsi all’interrogatorio e a rispondere alle domande degli inquirenti.
Il capo della Procura FIGC: “Confermo di aver ricevuto solo l’esposto di Rocca e di aver disposto l’archiviazione del procedimento”
Procuratore Federale Giuseppe Chinè
La FIGC prende posizione dopo le notizie di ieri che hanno sconvolto il calcio italiano. La fa per bocca del Procuratore Federale Giuseppe Chinè, che in una nota ufficiale toglie le nebbie dall’orizzonte e fornisce un quadro dettagliato di quella che è la situazione: “Poiché in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all’esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della FIGC che mi onoro di guidare, ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala VAR del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma. A seguito di tale esposto, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l’audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall’esponente. All’esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato AIA. Come previsto dal vigente Codice di Giustizia Sportiva la Procura Federale ha quindi proposto, nel luglio 2025, alla Procura Generale dello Sport presso il CONI di disporre l’archiviazione del procedimento disciplinare sportivo“.
Chinè prosegue nella sua spiegazione: “Tale proposta, alla luce degli atti di indagine compiuti, e segnatamente del contenuto delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti auditi, è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport. Per quanto riguarda eventuali nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare sportivo di cui si starebbe occupando la Procura della Repubblica di Milano ,come da prassi del mio Ufficio e come sempre ho fatto in passato in relazione ad altri noti processi penali suscettibili di interesse disciplinare sportivo, confermo di essere già in contatto con gli Organi inquirenti titolari del procedimento penale e di avere già provveduto, nella data di ieri, a richiedere formalmente gli atti dell’indagine penale ove ostensibili, per avviare e, eventualmente, riaprire, qualora ci fossero elementi di prova nuovi e ritenuti decisivi, l’indagine sportiva“.
Nel mirino della Procura di Milano presunte pressioni su Var e Avar avvenute durante le ultime due stagioni. Il designatore si dichiara estraneo
Gianluca Rocchi
Gianluca Rocchi indagato per “concorso in frode sportiva“. Il designatore della Can A e B ha fatto sapere di essere estraneo e che si difenderà per smontare ogni atto accusatorio nuovamente in rilievo. Il tutto era partito nel maggio 2025 tramite lettera-denuncia (inviata all’Aia) di Domenico Rocca, 42 anni di Vibo Valentia, ex assistente che in Napoli-Fiorentina del 17 maggio 2024 ha vissuto la sua ultima gara in Serie A e il 9 maggio 2025 (Spezia-Cremonese) la sua ultima partita in B. A livello sportivo la denuncia era stata archiviata. Ora in ballo c’è la rilevanza penale.
Paterna – La questione è inerente al campionato 2024-25 ed è stata rilanciata dall’agenzia AGI con video annesso nel quale il varista Paterna si gira verso la vetrata che isola i componenti della sala di Lissone, chiede se è rigore a qualcuno e immediatamente dopo l’arbitro (Maresca) della gara Udinese-Parma (marzo 2025) viene richiamato per una “on field review“, quindi a video affinché possa vedere che quel penalty è da assegnare. Il filone sportivo era stato aperto per iniziativa dell’assistente Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, che scrisse una lettera all’Aia aprendo di fatto il “terremoto“. Secondo Rocca sarebbe stato il designatore Gianluca Rocchi ad “alzarsi rapidamente dalla postazioneper “bussare” più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review“.
Come cambiò – Detto che (all’interno del centro di Lissone) nessuna interferenza può essere messa in atto fra chi è fuori dalle stanze – visibili con vetrata trasparente – e chi in quel momento sta operando su una partita, da quel giorno, innescando crepe che evidentemente non si sono mai rimarginate, l’Aia (per decisione dell’ex presidente Zappi che davanti a quella lettera denuncia di Rocca disse: “Sarà valutata ogni azione che tuteli l’Associazione, ho contattato subito il designatore Rocchi che mi ha informato di aver fatto una segnalazione alla Procura Figc“) aveva addirittura deciso di inviare ispettori federali per verificare il sano svolgimento dei lavori durante le gare, quindi senza interferenze, e per chi si fosse recato a Lissone durante gli eventi di redigere successivamente una relazione dettagliata.
Altre gare – Quella denuncia, che risulta esser stata archiviata a livello sportivo, adesso riemerge a livello penale: sotto la lente ci sarebbero anche altre le gare in questione, compresa Inter-Verona del gennaio 2024 in cui non ci fu una chiamata da parte del var Nasca alla “on field review” per la gomitata di Bastoni a Duda, un errore chiaro ma come se ne sono visti altri. Resta il fatto che, tornando a Udinese-Parma, quel girarsi da parte di Paterna è ancora sotto la lente degli inquirenti. Rocchi, il designatore, ha fatto sapere di considerarsi estraneo e che nel caso si difenderà sotto ogni punto di vista. La battaglia ricomincia. E il caos arbitrale continua.
L’alert del dicastero: “Non si tratta di comunicazioni ufficiali. Non fornire dati personali”
“Stanno circolando false email che utilizzano indebitamente il nome del Ministero della Salute e invitano i cittadini a fornire dati personali per il rinnovo o l’iscrizione a servizi sanitari digitali. Si tratta di una campagna di phishing finalizzata a sottrarre dati personali e sensibili. Non si tratta di comunicazioni ufficiali“. L’alert è pubblicato sul sito del ministero della Salute.
Le email fraudolente invitano l’utente a cliccare su un link per procedere al rinnovo della Tessera sanitaria o all’aggiornamento dei propri dati nel Fascicolo sanitario elettronico. Il link rimanda a un sito web falso, graficamente simile alle piattaforme istituzionali, all’interno del quale viene richiesto di compilare un modulo con numerosi dati personali e sensibili, incluso i dati bancari.
La Tessera sanitaria e il Fascicolo sanitario elettronico sono gratuiti, sempre e per tutti. I dati raccolti possono essere utilizzati per scopi illeciti, avverte il ministero, come la rivendita delle informazioni, la clonazione di documenti o altre attività fraudolente.
Il Ministero della Salute non invia email per richiedere l’inserimento di dati personali tramite moduli online non istituzionali. “Si ricorda che eventuali richieste vanno effettuate esclusivamente tramite i canali ufficiali“, afferma il dicastero, consigliando di “non cliccare sui link contenuti nelle email sospette; non fornire dati personali o sensibili; cancellare immediatamente il messaggio“. Per aggiornamenti e informazioni ufficiali si invita a fare riferimento esclusivamente ai siti istituzionali del Ministero della Salute e delle altre amministrazioni competenti.
Il sisma è stato registrato questa mattina in un’area montana dell’Appennino tosco-emiliano. Nessun danno riportato, ma l’evento è stato percepito chiaramente dalla popolazione locale.
Nella mattina di giovedì 26 marzo 2026, alle ore 9.40, una scossa di terremotodi magnitudo 4.1 è stata rilevata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) a circa 7 chilometri a nord di Pistoia, in Toscana. L’evento, di profondità ipocentrale pari a 52 chilometri, si è verificato in una zona montana interna dell’Appennino tosco-emiliano ed è stato distintamente avvertito nella città e in molti comuni limitrofi del pistoiese.
Secondo i dati ufficiali dell’INGV, il livello di scuotimento del suolo, espresso tramite PGA (accelerazione di picco), si attesta a 0,047 g, un valore considerato moderato e comunque inferiore a quanto statisticamente previsto in zona per eventi significativi. La densa presenza di popolazione (oltre 90.000 residenti a Pistoia e una densità di quasi 382 abitanti per km²) ha favorito la percezione diffusa del sisma, senza tuttavia indurre situazioni di panico o danni segnalati a edifici e infrastrutture.
La scossa avvertita a Firenze – La scossa di terremoto delle 9.40 è stata sentita bene anche a Firenze e Prato, soprattutto nei piani alti. A Firenze, secondo quanto riferito dal Comune, al momento non vengono segnalati particolari danni e le scuole risultano regolarmente aperte.
I danni – «Per ora non risultano danni a cose o persone e neppure scuole evacuate». Così la sindaca facente funzioni di Pistoia, Anna Maria Celesti, a seguito della scossa di terremoto avvertita alle 9.40 di stamani a Pistoia e zone limitrofe. «I dipendenti che si trovavano all’interno del Palazzo comunale di piazza Duomo – prosegue Celesti -, sono usciti dall’edificio, ma poi sono subito rientrati». Alcuni istituti scolastici, secondo quanto appreso, stanno valutando se anticipare l’uscita degli studenti, ma per adesso non risultano evacuazioni in atto.
I precedenti – Nelle settimane precedenti il sisma odierno, la stessa zona aveva registrato numerosi terremoti minori: tra gennaio e marzo 2026 si segnalano diverse scosse comprese tra magnitudo 2.5 e 3.1, localizzate tra la provincia di Pistoia e l’Appennino bolognese, come quella del 1° marzo (mag 2.5) e lo sciame sismico di Sambuca Pistoiese all’inizio dell’anno. Episodi di simile entità sono tipici delle regioni appenniniche, dove la sismicità storica resta sorvegliata con attenzione dopo eventi più rilevanti come quello dell’Emilia nel 2012 o, andando indietro nel tempo, del Mugello nel 1919.
La ministra del Turismo lascia l’incarico dopo 24 ore convulse: “Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato” scrive alla premier. Senza nascondere l’amarezza per il passo indietro. Malan: “Gesto di grande responsabilità”. Schlein: “Sempre troppo tardi”
Daniela Santanchè e Giorgia Meloni, combo foto LaPresse
Daniela Santanchè si è dimessa. Alla fine la ministra del Turismo ha deciso di lasciare il suo incarico prima della mozione di sfiducia dell’opposizione già calendarizzata per il prossimo 30 marzo. Era stata la presidente del consiglio, con una mossa a sorpresa arrivata ieri sera, a chiedere un passo indietro per “sensibilità istituzionale“.
Santanchè è indagata dalla procura di Milano perbancarotta nell’ambito del fallimento di Bioera Spa, società di cui è stata presidente e per una presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps sulla sua società Visibilia. Dopo le dimissionidel sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto dello stesso ministero, Giusi Bartolozzi, ora lascia anche lei. Il passo indietro arriva con una lettera indirizzata alla premier.
La lettera di Santanchè alla premier – “Cara Giorgia ti rassegno – scrive Santanchè -, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo“.
Daniela Santanchè insieme a Ignazio La Russa, LaPresse
Prosegue l’ex ministra: “Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio“.
Santanchè: “Non ho difficoltà a dire obbedisco” – “Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione – spiega ancora Santanchè – perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio“.
“Volevo che le mie dimissioni“, si legge ancora nella lettera, “fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’ e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento. Cari saluti“.
Daniela Santanchè, LaPresse
La notizia accolta con un applauso alla Camera – Non appena le agenzie di stampa hanno battuto la notizia i lavori nell’aula di Montecitorio sono stati interrotti da un improvviso e lungo applauso. Il presidente di turno, Giorgio Mulè, è rimasto interdetto per alcuni secondi. Poi ha ripreso la parola. “Credevo appluadiste me, poi ho visto le agenzie...”. Ora resta da capire chi ricoprirà il ruolo lasciato scoperto da Santanchè. Secondo le indiscrezioni è probabile che la premier tenga per sé la delega al Turismo ad interim.
Le reazioni, Fratoianni: “Indegno teatrino, altro segno della crisi” — Intanto arrivano le prime reazioni. “Finalmente si è concluso questo indegno teatrino che per oltre un giorno e mezzo ha tenuto sotto scacco l’intero governo” dice Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti davanti a Montecitorio. “Un altro segno della crisi politica che in tutta evidenza si è aperta dopo la batosta referendaria“.
Gli fa eco il compagno di partito Angelo Bonelli: “Le dimissioni della ministra Daniela Santanchè – dice – arrivano tardi e non cancellano anni di arroganza e difesa dell’indifendibile“. Il governo Meloni, spiega Bonelli, “ha dato uno spettacolo indecoroso di fronte ai problemi degli italiani. È stato il voto popolare sul referendum sulla separazione delle carriere a fare pulizia di un governo di impresentabili che fino all’ultimo hanno resistito, nonostante posizioni assolutamente inquietanti. Se il Sì avesse vinto Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sarebbero rimasti al loro posto e, se non ci fosse stata la valanga di No, sarebbero ancora tutti al loro posto“.
Schlein: “Sempre troppo tardi” – Elly Schlein rilancia su Instagram un post del Pd. “Anche Daniela Santanchè si è dimessa, comunque sempre troppo tardi“.
“Le dimissioni di Daniela Santanché arrivano con anni di ritardo e si devono, non a Meloni, ma a 15 milioni di No” scrive invece Riccardo Ricciardi,capogruppo M5s alla Camera. I vicepresidenti di Italia viva, il senatore Enrico Borghi e il deputato Davide Faraone, parlano di un “clima da bunker” e di uno “stato di implosione del governo, della maggioranza e del partito della premier, che inevitabilmente si scarica sulle istituzioni e sul Paese“.
Malan: “Gesto di grande responsabilità” – Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, definisce quello di Santanchè “un gesto di grande responsabilità che apprezziamo e che giunge dopo anni di intenso lavoro alla guida di un ministero chiave per l’economia nazionale“. L’ex ministra, scrive, “lascia in un momento in cui il settore turistico è più vitale che mai, in costante crescita e tra i più dinamici di Europa. A lei, perciò, va il ringraziamento per quanto fatto in questi anni e il riconoscimento per aver contribuito a rilanciare nel mondo il turismo italiano”.
“Salutiamo la senatrice Santanchè con un ringraziamento per l’impegno al servizio del settore turismo” commenta il presidente di Federalberghi, Bernabo Bocca. “Dinamismo e capacità di ascolto – conclude Bocca – sono i tratti principali che hanno caratterizzato i tre anni e mezzo trascorsi alla guida del ministero“.
La corte d’appello ha ribaltato il risultato della partita surreale
Il Senegalnon è più campione d’Africa. Accolto il ricorso del Marocco. Quella finale assurda, con la squadra che si era ritirata sul penalty per il Marocco al 98’, era rientrata dopo 16 minuti. Aveva tirato e sbagliato Brahim Diaz (fece il cucchiaio) avrà un’altra conclusione. Il Senegal aveva vinto ai supplementari e aveva festeggiato, non aveva considerato che ci sarebbe stato un altro supplementare, quello della corte d’appello. Il Comitato d’Appello del CAF ha deciso che in applicazione dell’articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa la Nazionale ha perso la partita finale con il risultato 3-0 per il Marocco.
Sul ricorso le seguenti sentenze: – “Il ricorso è stato accolto. La commissione d’appello rileva inoltre che la condotta della squadra del Senegal rientra nell’ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 dei regolamenti della Coppa d’Africa. Tutte le altre mozioni sono respinte“.
Riscontrati violazioni della normativa sulle third-party agencies per il periodo 2011-2018
Mercato chiuso per un anno – ma con la condizionale – per il Chelsea e sanzioni di vario genere che vanno a toccare anche il settore giovanile e a colpire finanziariamente il club con una multa da 10 milioni di sterline. E’ questa la decisione presa dalla commissione disciplinare della Premier League, che ha notificato una serie di violazioni in tema di pagamenti (per 47,5 milioni di euro) corrisposti a società collegate a fondi di investimento e procuratori i cui incassi non finivano poi nel circuito del mondo del calcio (third-party agencies), per il periodo che va dal 2011 al 2018. Quando la società londinese era ancora sotto il controllo del magnate russo Roman Abramovich.
COS’E’ SUCCESSO – L’ormai ex patron, costretto a cedere il Chelsea nel 2022 per la sua continguità col regime di Vladimir Putin pochi mesi dopo l’invasione in Ucraina e i cui beni nel Regno Unito sono stati congelati, aveva lasciato nelle mani del consorzio statunitense BlueCo, capeggiato da Todd Boehly e che detiene pure il pacchetto di maggioranza dello Strasburgo in Francia. La Premier League aveva aperto due procedimenti disciplinari nei confronti del Chelsea, per effetto dei quali non potrà operare nelle prossime due finestre di calciomercato, quella dell’estate 2026 e quella del gennaio 2027, per quanto concerne le operazioni che riguardino calciatori della prima squadra. Imposto anche uno stop di 9 mesi per reclutare nuovi calciatori per l’academy.
LA MULTA PIU’ ALTA DI SEMPRE – E’ bene precisare come questa sentenza arrivi dopo un deferimento determinato dalla Football Association dello scorso settembre – dopo aver recepito le risultanze di una commissione indipendente che ha riscontrato le presunte violazioni – e che l’attuale management abbia collaborato attivamente alle indagini attraverso un’operazione di autodenuncia, nel 2022, delle infrazioni commesse sotto la precedente proprietà. Dopo quattro anni di approfondimenti, si arriva a colpire il Chelsea anche con la multa più salata di sempre per questo tipo di casistiche, corrispondente a circa 12,5 milioni di euro. Nella nota diffusa dalla Premier League, è però specificato come il provvedimento sia congelato per i prossimi due anni e che lo stop di un anno al mercato scatterà qualora in questo periodo il club si rendesse protagonista di altre violazioni.
Dopo gli esposti presentati nelle scorse settimane, oltre alla 23enne sarà sentita, sempre nelle vesti di persona informata sui fatti, la madre Laura Melis. Intervento dei nuovi proprietari sui conti del club umbro ma resta l’ombra di un possibile crack
Ternana Calcio / Instagram – Claudia Rizzo presidente della Ternana Calcio
La presidente della Ternana Claudia Rizzo è negli uffici della Guardia di Finanza, a Terni, dove sarà ascoltata dal procuratore capo, Antonio Laronga, dopo gli esposti presentati nelle scorse settimane. Oltre alla 23enne sarà sentita, sempre nelle vesti di persona informata sui fatti, la madre Laura Melis
Sono due gli esposti presentati dai Rizzo, assistiti dal legale Manlio Morcella, ai magistrati che ora, dopo aver delegato gli accertamenti alla Gdf di Mauro Marzo, hanno deciso di ascoltare la giovane manager e sua madre.
La maxi indagine sulla Ternana Calcio – Al centro della maxi indagine quanto avvenuto nell’intero periodo tra giugno 2024 e settembre 2025, prima che il timone della società passasse nelle mani dei Rizzo. Compreso il periodo che va dal 15 giugno al 15 settembre, quando la società era ingessata, perché formalmente amministrata dai precedenti gestori, ma di fatto spogliati dei poteri perché avevano rilasciato una procura a vendere a vantaggio di uomini vicino a Massimo Ferrero.
Le sponsorizzazioni mai versate – Una procura che garantiva l’anticipazione di 2 milioni che aveva fatto UniCusano per fare fronte allescadenze federali. Non solo. La Ternana richiede, tramite decreti ingiuntivi, quasi3 milioni di euro per sponsorizzazioni mai versate. Un susseguirsi di operazioni economiche che ora sono al vaglio dei magistrati. Il rischio è quello di uncrack economico per ora evitato grazie al coraggio della famiglia Rizzo che, nonostante i buchi nel bilancio, ha ripianato di tasca sua. Ora dopo ora, però, la situazione diventa più complessa.
Gli indagati e le ipotesi di reato – Nell’inchiesta sonoindagatil’ex super consulente della società calcistica Ferrero (un passato come presidente della Sampdoria), e l’ex amministratore unico Tiziana Pucci. Per loro viene ipotizzata l‘infedeltà patrimoniale, un reato commesso quando – amministratori o altre figure apicali – cagionano “intenzionalmente un danno patrimoniale alla società per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto” ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Lo scambio di calciatori contestato a Ferrero – A Ferrero è contestato, tra l’altro, il fatto di aver cercato di chiudere una trattativa per lo scambio di due giovani calciatoriCristian Vaccaro della Ternana e Flavio Ciufferi del Trapani calcio. Secondo quanto si apprende, il saldo dei prezzi dava sì una plusvalenza alla società umbra di circa 70 mila euro, ma a fronte di una netta remissione sulle uscite riguardanti gli stipendi. Mentre Vaccaro guadagnava, infatti, circa 20 mila euro lordi il calciatore del Trapani aveva uno stipendio di oltre 200 mila euro a crescere fino a 250 mila nella stagione 2026/27.
La Ternana e l’autista storico di Ferrero – Non solo. Ferrero avrebbe fatto, inoltre, assumere tramite una società del gruppo il suo autista storicoa cui sarebbero stati riconosciuti compensi per attività straordinaria. Lo stesso autista avrebbe, in più, tentato di trattenere per sé l’auto aziendalein uso alla Ternana che sarebbe stata restituita solo dopo numerose pressioni. A Pucci, invece, è tra l’altro contestata anche una fattura per un’attività di supporto alla chiusura della cessione.
Episodio da condannare nella sfida del campionato Primavera 1 fra Napoli e Sassuolo. Al minuto 62, il centrocampista degli ospiti, il rumeno Troy Tomsa, viene espulso per proteste dopo una decisione arbitrale e, dopo che sembrava essersi allontanato sulla via degli spogliatoi, torna indietro e strattona fortemente l’arbitro Mattia Maresca.
L’avversario del Napoli, Andrea Smeraldi, prova a fermarlo in tempo, ma Tomsa attacca l’arbitro che resta impietrito. Per la cronaca, la sfida era sul punteggio di 3-2 per gli azzurri, che poi hanno dilagato grazie alla superiorità numerica fino al 5-2 finale.
Tomsa strattona l’arbitro, il comunicato del Sassuolo – Il Sassuolo ha diramato un comunicato per condannare le azioni di Tomsa, promettendo seri provvedimenti nei confronti del calciatore: “L’U.S. Sassuolo Calcio condanna con fermezza il comportamento tenuto da Troy Tomsa nei confronti del direttore di gara, il Sig. Mattia Maresca, in occasione della gara della 29ª giornata del campionato Primavera 1 tra Napoli e Sassuolo. La società ritiene che episodi di questo tipo siano inaccettabili e in totale contrasto con i valori di rispetto e correttezza che rappresentano i principi fondamentali dello sport e che il Sassuolo Calcio promuove costantemente. Il club ha già avviato le opportune valutazioni interne e provvederà ad adottare seri provvedimenti disciplinari nei confronti del calciatore. Il Sassuolo Calcio ribadisce inoltre il proprio impegno nel promuovere, attraverso l’attività sportiva e i numerosi progetti formativi del club, i valori educativi che devono accompagnare la crescita degli atleti e delle atlete“.
Undirigente di squadra aggredisce l’arbitro minorenne durante un campionato Under 17: cinque anni di inibizione e penalità per la società
Sud Sardegna, campo di calcio giovanile: due squadre Under 17 si affrontano. Tra loro, anche l’arbitra, una ragazza di 17 anni. Il primo tempo scorre senza problemi, ma nel secondo tempo la partita sfugge di mano. A rovinare tutto è un dirigente adulto, anche assistente di linea, che dovrebbe aiutare l’arbitro e controllare il gioco.
Al quarto del secondo tempo protesta per una rimessa laterale non concessa. L’arbitra ammonisce il dirigente per comportamento scorretto. La reazione è immediata e violenta: insulti, poi due schiaffi e un pugno che causano alla giovane arbitro lesioni con prognosi di 45 giorni.
La partita termina subito.
Il giudice sportivo interviene con una sanzione senza precedenti: il dirigente viene inibito per cinque anni da ogni attività FIGC, la sua società paga 1000 euro di ammenda, perde la gara 3-0 e subisce due punti di penalizzazione in classifica.