Con un comunicato il club ha annunciato di aver avviato un’indagine interna sulle notizie che circolano sui social. Diffusi gli screenshot dei messaggi tra il calciatore e la ragazzina
Il Bournemouth ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui annuncia che Alex Jimenez, ex Milan, non sarà convocato per il prossimo match di premier a causa delle notizie che stanno circolando sui social. Le notizie fanno riferimento ad uno scambio di messaggi che il calciatore 21enne ha avuto con una ragazza minorenne (pare 15 anni) con l’intenzione di adescarla. Circolano immagini di screenshot attribuiti al calciatore.
Bournemouth player Alex Jimenez’s messages with a 15-year-old girl have surfaced:
Jimenez avrebbe cercato di convincere la ragazza a un appuntamento. In particolare lei scrive: “Non conta che io abbia 15 anni?” e lui risponde “certo che mi importa ma mi piacciono le ragazze giovani. Non sono mai stato con una ragazza di 15 anni“. La diffusione degli screenshot ha provocato un’ondata di indignazione e il club inglese ha ritenuto meglio fermare Jimenez in attesa di chiarimenti. “L’AFC Bournemouth è a conoscenza dei post che circolano sui social media riguardanti il terzino destro Álex Jiménez. Il club comprende la gravità della questione e ha avviato un’indagine. Di conseguenza, Alex non sarà incluso nella rosa per la partita di Premier League di domani contro il Fulham e il club non rilascerà ulteriori commenti al momento“.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Napoli
La formazione della Juve Stabia prima della partita contro il Pescara dello scorso 25 aprile. (Foto: Fabio Urbini/LaPresse)
La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro delle quote e dell’intero patrimonio aziendale della Juve Stabia, club che milita in Serie B. Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli ai sensi dell’articolo 34, comma 7 del Codice Antimafia, è stato adottato su proposta congiunta del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del procuratore di Napoli e del questore di Napoli “per preservare – spiega una nota – l’impresa dal pericolo di dispersione, alienazione e sottrazione del patrimonio, mentre è in atto l’esecuzione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria, disposta lo scorso mese di ottobre per bonificare la gestione societaria dal pericolo di condizionamento da parte della locale criminalità organizzata“.
Il decreto è stato emesso a carico di Francesco Agnello in qualità di legale rappresentante della società Stabia Capital srl,proprietaria delle quote del club calcistico.
Nell’inchiesta sulle scommesse illegali un mese con la condizionale per il calciatore della Fiorentina, sanzione pecuniaria da 78 mila euro per il giocatore del Newcastle
Sandro Tonali eNicolò Fagiolichiudono con esiti diversi la loro posizione nel filone milanese dell’inchiesta sulle scommesse illegali che ha coinvolto diversi calciatori di Serie A. Come rivelato da Il Corriere della sera, Tonali ha ottenuto la conversione della pena in una sanzione pecuniaria di 78.250 euro, mentre Fagioli ha patteggiato un mese di arresto con sospensione condizionale della pena.
Patteggiamento per i titolari della gioielleria milanese – I due calciatori finirono al centro dell’indagine su una rete di piattaforme di scommesse online non autorizzate, attive tra il 2021 e il 2023, secondo gli inquirenti gestita da Tommaso De Giacomo e Patrick Frizzera. I due organizzatori hanno patteggiato rispettivamente pene di 2 anni e 3 mesi e di 2 anni, mentre hanno patteggiato una pena di due anni e mezzo Antonio Scinocca, Antonio Parise e Andrea Piccini, i tre soci della gioielleria milanese Elysium Group srl dove i calciatori saldavano i propri debiti di gioco pagando con bonifici l’acquisto (in realtà simulato) di Rolex di lusso che non ritiravano.
Contravvenzioni per chi scommetteva non sul calcio – Nel procedimento comparivano anche altri calciatori che hanno definito la loro posizione con l’oblazione da 258 euro. Tra loro figurano gli juventini (o ex juventini) Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes,Ángel Di María e i nazionaliRaoul Bellanova e Samuele Ricci, che hanno pagato la contravvenzione per aver scommesso su piattaforme illegali (mai sul calcio, ma per lo più al poker su tavoli online in “stanze virtuali” chiuse da password). Per Tonali e Fagioli, già sanzionati in sede sportiva, il punto più delicato era l’ulteriore contestazione di aver pubblicizzato le piattaforme illegali presso altri calciatori.Prosciolti a Milano Alessandro Florenzi (allora calciatore del Milan) e Niccolò Zaniolo (che all’epoca era alla Roma) perché aveva già pagato le contravvenzioni per le loro scommesse su piattaforme irregolari in un precedente procedimento a Torino.
Dopo un mese di aprile caldo e soleggiato, già a partire da questa notte potrebbero arrivare le prime piogge
Dopo tanto sole e giorni di caldo durante il mese di aprile, con picchi di massime abbastanza anomale, arriva a Milano e in Lombardia una fase di instabilità con rovesci e abbassamento delle temperature. Le prime piogge potrebbero arrivare già a partire da questa notte, mentre le giornate più perturbate saranno martedì 5 maggio e mercoledì 6. “Domani si avrà un calo delle temperature massime che passeranno dai 25-26 gradi di questi ultimi giorni a 16-17 gradi”, spiega Samantha Pilati, meteorologa della Fondazione Omd-Osservatorio meteorologico Milano Duomo. Varieranno di poco, invece, le minime. Già nella mattinata di oggi i milanesi hanno avvertito un lieve calo delle temperature, ma domani bisognerà tirare fuori una giacca più pesante.
Per la giornata di mercoledì non si escludono fenomeni a carattere temporalesco, anche di forte intensità, ma non in maniera continuativa. Già nella tarda serata è prevista qualche schiarita e la situazione meteo migliorerà nel corso delle giornate di giovedì e venerdì, in cui dovrebbe tornare il sole e si avrà un nuovo aumento delle massime. Ma il weekend non è fuori pericolo: il tempo sarà variabile, soprattutto domenica. Insomma, dopo un mese di aprile che nel complesso ha regalato giornate di sole e molto calde, più vicine all’estate che alla primavera, ora questo cambio di clima può sembrare più accentuato.
Ma in realtà è assolutamente in linea con la stagione primaverile, caratterizzata da fasi di instabilità. “Per tutta la prima fase di maggio, fino a metà mese circa, la situazione meteo sarà molto variabile”, spiega Pilati. Si verificheranno più piogge rispetto al mese di aprile, in cui il fenomeno temporalesco più significativo si è verificato il 19 aprile, con una grandinata intorno alla mezzanotte e 8,4 millimetri di pioggia caduti. È stato nel mese di marzo, però, che si è verificato l’episodio di maltempo più significativo: nel weekend del 14 e 15 marzo la pioggia e il vento di scirocco hanno colpito Milano e sono caduti rispettivamente 31,8 millimetri di pioggia il sabato e 11,5 la domenica.
Fumo e principio di fiamme in un’area non aperta al pubblico. L’operatività dello scalo è sempre rimasta regolare: attivate le procedure di ventilazione
Il rogo si è sviluppato in una zona non aperta al pubblico
Momento di paura, nella tarda mattinata di oggi, allo scalo di Malpensa. I vigili del fuoco sono intervenuti infatti, verso le ore 13, al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano per un principio di incendio.Non si sono registrati feriti e intossicati, nonostante l’iniziale paura.
Le squadre dei distaccamenti di Busto Arsizio e Somma Lombardo, con il supporto di due partenze operative interne allo scalo, hanno spento il focolaio causato dal cortocircuito di una centralina telefonica in un tunnel di servizio utilizzato per l’accesso dei fornitori.
L’intervento dei vigili del fuoco – Il fuoco è stato domato in breve tempo, evitando così che questo si propagasse e causasse maggiori danni, compromettendo in qualche modo la struttura.
Successivamente i vigili del fuoco i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di ventilazioneoltre che quelle di messa in sicurezza. La suddetta area quindi non era aperta al pubblico. Anche per questo fortunatamente non si sono registrati feriti e non ci sono state ripercussioni per l’operatività dello scalo che è sempre stata regolare.
L’ex designatore arbitrale di Serie A e B è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva.
Gianluca Rocchi (foto da video)
Gianluca Rocchi non si presenterà all’interrogatorio con il pm in merito all’indagine della Procura di Milano sul mondo arbitrale che vede l’ex designatore di Serie A e B, autosospesi negli scorsi giorni, indagato per concorso in frode sportiva.
Ad annunciarlo il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, in una nota: «Rocchi voleva presentarsi, ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo».
Rocchi era stato convocato dai pm per l’interrogatorio fissato per giovedì 30 aprile. La stessa data è stata scelta anche per Andrea Gervasoni,supervisore VAR autosospesosi dopo che l’inchiesta è stata resa pubblica. Gervasoni, al momento, però sembra essere pronto a presentarsi all’interrogatorio e a rispondere alle domande degli inquirenti.
Il capo della Procura FIGC: “Confermo di aver ricevuto solo l’esposto di Rocca e di aver disposto l’archiviazione del procedimento”
Procuratore Federale Giuseppe Chinè
La FIGC prende posizione dopo le notizie di ieri che hanno sconvolto il calcio italiano. La fa per bocca del Procuratore Federale Giuseppe Chinè, che in una nota ufficiale toglie le nebbie dall’orizzonte e fornisce un quadro dettagliato di quella che è la situazione: “Poiché in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all’esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della FIGC che mi onoro di guidare, ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala VAR del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma. A seguito di tale esposto, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l’audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall’esponente. All’esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato AIA. Come previsto dal vigente Codice di Giustizia Sportiva la Procura Federale ha quindi proposto, nel luglio 2025, alla Procura Generale dello Sport presso il CONI di disporre l’archiviazione del procedimento disciplinare sportivo“.
Chinè prosegue nella sua spiegazione: “Tale proposta, alla luce degli atti di indagine compiuti, e segnatamente del contenuto delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti auditi, è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport. Per quanto riguarda eventuali nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare sportivo di cui si starebbe occupando la Procura della Repubblica di Milano ,come da prassi del mio Ufficio e come sempre ho fatto in passato in relazione ad altri noti processi penali suscettibili di interesse disciplinare sportivo, confermo di essere già in contatto con gli Organi inquirenti titolari del procedimento penale e di avere già provveduto, nella data di ieri, a richiedere formalmente gli atti dell’indagine penale ove ostensibili, per avviare e, eventualmente, riaprire, qualora ci fossero elementi di prova nuovi e ritenuti decisivi, l’indagine sportiva“.
Nel mirino della Procura di Milano presunte pressioni su Var e Avar avvenute durante le ultime due stagioni. Il designatore si dichiara estraneo
Gianluca Rocchi
Gianluca Rocchi indagato per “concorso in frode sportiva“. Il designatore della Can A e B ha fatto sapere di essere estraneo e che si difenderà per smontare ogni atto accusatorio nuovamente in rilievo. Il tutto era partito nel maggio 2025 tramite lettera-denuncia (inviata all’Aia) di Domenico Rocca, 42 anni di Vibo Valentia, ex assistente che in Napoli-Fiorentina del 17 maggio 2024 ha vissuto la sua ultima gara in Serie A e il 9 maggio 2025 (Spezia-Cremonese) la sua ultima partita in B. A livello sportivo la denuncia era stata archiviata. Ora in ballo c’è la rilevanza penale.
Paterna – La questione è inerente al campionato 2024-25 ed è stata rilanciata dall’agenzia AGI con video annesso nel quale il varista Paterna si gira verso la vetrata che isola i componenti della sala di Lissone, chiede se è rigore a qualcuno e immediatamente dopo l’arbitro (Maresca) della gara Udinese-Parma (marzo 2025) viene richiamato per una “on field review“, quindi a video affinché possa vedere che quel penalty è da assegnare. Il filone sportivo era stato aperto per iniziativa dell’assistente Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, che scrisse una lettera all’Aia aprendo di fatto il “terremoto“. Secondo Rocca sarebbe stato il designatore Gianluca Rocchi ad “alzarsi rapidamente dalla postazioneper “bussare” più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review“.
Come cambiò – Detto che (all’interno del centro di Lissone) nessuna interferenza può essere messa in atto fra chi è fuori dalle stanze – visibili con vetrata trasparente – e chi in quel momento sta operando su una partita, da quel giorno, innescando crepe che evidentemente non si sono mai rimarginate, l’Aia (per decisione dell’ex presidente Zappi che davanti a quella lettera denuncia di Rocca disse: “Sarà valutata ogni azione che tuteli l’Associazione, ho contattato subito il designatore Rocchi che mi ha informato di aver fatto una segnalazione alla Procura Figc“) aveva addirittura deciso di inviare ispettori federali per verificare il sano svolgimento dei lavori durante le gare, quindi senza interferenze, e per chi si fosse recato a Lissone durante gli eventi di redigere successivamente una relazione dettagliata.
Altre gare – Quella denuncia, che risulta esser stata archiviata a livello sportivo, adesso riemerge a livello penale: sotto la lente ci sarebbero anche altre le gare in questione, compresa Inter-Verona del gennaio 2024 in cui non ci fu una chiamata da parte del var Nasca alla “on field review” per la gomitata di Bastoni a Duda, un errore chiaro ma come se ne sono visti altri. Resta il fatto che, tornando a Udinese-Parma, quel girarsi da parte di Paterna è ancora sotto la lente degli inquirenti. Rocchi, il designatore, ha fatto sapere di considerarsi estraneo e che nel caso si difenderà sotto ogni punto di vista. La battaglia ricomincia. E il caos arbitrale continua.
L’alert del dicastero: “Non si tratta di comunicazioni ufficiali. Non fornire dati personali”
“Stanno circolando false email che utilizzano indebitamente il nome del Ministero della Salute e invitano i cittadini a fornire dati personali per il rinnovo o l’iscrizione a servizi sanitari digitali. Si tratta di una campagna di phishing finalizzata a sottrarre dati personali e sensibili. Non si tratta di comunicazioni ufficiali“. L’alert è pubblicato sul sito del ministero della Salute.
Le email fraudolente invitano l’utente a cliccare su un link per procedere al rinnovo della Tessera sanitaria o all’aggiornamento dei propri dati nel Fascicolo sanitario elettronico. Il link rimanda a un sito web falso, graficamente simile alle piattaforme istituzionali, all’interno del quale viene richiesto di compilare un modulo con numerosi dati personali e sensibili, incluso i dati bancari.
La Tessera sanitaria e il Fascicolo sanitario elettronico sono gratuiti, sempre e per tutti. I dati raccolti possono essere utilizzati per scopi illeciti, avverte il ministero, come la rivendita delle informazioni, la clonazione di documenti o altre attività fraudolente.
Il Ministero della Salute non invia email per richiedere l’inserimento di dati personali tramite moduli online non istituzionali. “Si ricorda che eventuali richieste vanno effettuate esclusivamente tramite i canali ufficiali“, afferma il dicastero, consigliando di “non cliccare sui link contenuti nelle email sospette; non fornire dati personali o sensibili; cancellare immediatamente il messaggio“. Per aggiornamenti e informazioni ufficiali si invita a fare riferimento esclusivamente ai siti istituzionali del Ministero della Salute e delle altre amministrazioni competenti.
Il sisma è stato registrato questa mattina in un’area montana dell’Appennino tosco-emiliano. Nessun danno riportato, ma l’evento è stato percepito chiaramente dalla popolazione locale.
Nella mattina di giovedì 26 marzo 2026, alle ore 9.40, una scossa di terremotodi magnitudo 4.1 è stata rilevata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) a circa 7 chilometri a nord di Pistoia, in Toscana. L’evento, di profondità ipocentrale pari a 52 chilometri, si è verificato in una zona montana interna dell’Appennino tosco-emiliano ed è stato distintamente avvertito nella città e in molti comuni limitrofi del pistoiese.
Secondo i dati ufficiali dell’INGV, il livello di scuotimento del suolo, espresso tramite PGA (accelerazione di picco), si attesta a 0,047 g, un valore considerato moderato e comunque inferiore a quanto statisticamente previsto in zona per eventi significativi. La densa presenza di popolazione (oltre 90.000 residenti a Pistoia e una densità di quasi 382 abitanti per km²) ha favorito la percezione diffusa del sisma, senza tuttavia indurre situazioni di panico o danni segnalati a edifici e infrastrutture.
La scossa avvertita a Firenze – La scossa di terremoto delle 9.40 è stata sentita bene anche a Firenze e Prato, soprattutto nei piani alti. A Firenze, secondo quanto riferito dal Comune, al momento non vengono segnalati particolari danni e le scuole risultano regolarmente aperte.
I danni – «Per ora non risultano danni a cose o persone e neppure scuole evacuate». Così la sindaca facente funzioni di Pistoia, Anna Maria Celesti, a seguito della scossa di terremoto avvertita alle 9.40 di stamani a Pistoia e zone limitrofe. «I dipendenti che si trovavano all’interno del Palazzo comunale di piazza Duomo – prosegue Celesti -, sono usciti dall’edificio, ma poi sono subito rientrati». Alcuni istituti scolastici, secondo quanto appreso, stanno valutando se anticipare l’uscita degli studenti, ma per adesso non risultano evacuazioni in atto.
I precedenti – Nelle settimane precedenti il sisma odierno, la stessa zona aveva registrato numerosi terremoti minori: tra gennaio e marzo 2026 si segnalano diverse scosse comprese tra magnitudo 2.5 e 3.1, localizzate tra la provincia di Pistoia e l’Appennino bolognese, come quella del 1° marzo (mag 2.5) e lo sciame sismico di Sambuca Pistoiese all’inizio dell’anno. Episodi di simile entità sono tipici delle regioni appenniniche, dove la sismicità storica resta sorvegliata con attenzione dopo eventi più rilevanti come quello dell’Emilia nel 2012 o, andando indietro nel tempo, del Mugello nel 1919.
La ministra del Turismo lascia l’incarico dopo 24 ore convulse: “Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato” scrive alla premier. Senza nascondere l’amarezza per il passo indietro. Malan: “Gesto di grande responsabilità”. Schlein: “Sempre troppo tardi”
Daniela Santanchè e Giorgia Meloni, combo foto LaPresse
Daniela Santanchè si è dimessa. Alla fine la ministra del Turismo ha deciso di lasciare il suo incarico prima della mozione di sfiducia dell’opposizione già calendarizzata per il prossimo 30 marzo. Era stata la presidente del consiglio, con una mossa a sorpresa arrivata ieri sera, a chiedere un passo indietro per “sensibilità istituzionale“.
Santanchè è indagata dalla procura di Milano perbancarotta nell’ambito del fallimento di Bioera Spa, società di cui è stata presidente e per una presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps sulla sua società Visibilia. Dopo le dimissionidel sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto dello stesso ministero, Giusi Bartolozzi, ora lascia anche lei. Il passo indietro arriva con una lettera indirizzata alla premier.
La lettera di Santanchè alla premier – “Cara Giorgia ti rassegno – scrive Santanchè -, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo“.
Daniela Santanchè insieme a Ignazio La Russa, LaPresse
Prosegue l’ex ministra: “Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio“.
Santanchè: “Non ho difficoltà a dire obbedisco” – “Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione – spiega ancora Santanchè – perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio“.
“Volevo che le mie dimissioni“, si legge ancora nella lettera, “fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’ e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento. Cari saluti“.
Daniela Santanchè, LaPresse
La notizia accolta con un applauso alla Camera – Non appena le agenzie di stampa hanno battuto la notizia i lavori nell’aula di Montecitorio sono stati interrotti da un improvviso e lungo applauso. Il presidente di turno, Giorgio Mulè, è rimasto interdetto per alcuni secondi. Poi ha ripreso la parola. “Credevo appluadiste me, poi ho visto le agenzie...”. Ora resta da capire chi ricoprirà il ruolo lasciato scoperto da Santanchè. Secondo le indiscrezioni è probabile che la premier tenga per sé la delega al Turismo ad interim.
Le reazioni, Fratoianni: “Indegno teatrino, altro segno della crisi” — Intanto arrivano le prime reazioni. “Finalmente si è concluso questo indegno teatrino che per oltre un giorno e mezzo ha tenuto sotto scacco l’intero governo” dice Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti davanti a Montecitorio. “Un altro segno della crisi politica che in tutta evidenza si è aperta dopo la batosta referendaria“.
Gli fa eco il compagno di partito Angelo Bonelli: “Le dimissioni della ministra Daniela Santanchè – dice – arrivano tardi e non cancellano anni di arroganza e difesa dell’indifendibile“. Il governo Meloni, spiega Bonelli, “ha dato uno spettacolo indecoroso di fronte ai problemi degli italiani. È stato il voto popolare sul referendum sulla separazione delle carriere a fare pulizia di un governo di impresentabili che fino all’ultimo hanno resistito, nonostante posizioni assolutamente inquietanti. Se il Sì avesse vinto Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sarebbero rimasti al loro posto e, se non ci fosse stata la valanga di No, sarebbero ancora tutti al loro posto“.
Schlein: “Sempre troppo tardi” – Elly Schlein rilancia su Instagram un post del Pd. “Anche Daniela Santanchè si è dimessa, comunque sempre troppo tardi“.
“Le dimissioni di Daniela Santanché arrivano con anni di ritardo e si devono, non a Meloni, ma a 15 milioni di No” scrive invece Riccardo Ricciardi,capogruppo M5s alla Camera. I vicepresidenti di Italia viva, il senatore Enrico Borghi e il deputato Davide Faraone, parlano di un “clima da bunker” e di uno “stato di implosione del governo, della maggioranza e del partito della premier, che inevitabilmente si scarica sulle istituzioni e sul Paese“.
Malan: “Gesto di grande responsabilità” – Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, definisce quello di Santanchè “un gesto di grande responsabilità che apprezziamo e che giunge dopo anni di intenso lavoro alla guida di un ministero chiave per l’economia nazionale“. L’ex ministra, scrive, “lascia in un momento in cui il settore turistico è più vitale che mai, in costante crescita e tra i più dinamici di Europa. A lei, perciò, va il ringraziamento per quanto fatto in questi anni e il riconoscimento per aver contribuito a rilanciare nel mondo il turismo italiano”.
“Salutiamo la senatrice Santanchè con un ringraziamento per l’impegno al servizio del settore turismo” commenta il presidente di Federalberghi, Bernabo Bocca. “Dinamismo e capacità di ascolto – conclude Bocca – sono i tratti principali che hanno caratterizzato i tre anni e mezzo trascorsi alla guida del ministero“.
La corte d’appello ha ribaltato il risultato della partita surreale
Il Senegalnon è più campione d’Africa. Accolto il ricorso del Marocco. Quella finale assurda, con la squadra che si era ritirata sul penalty per il Marocco al 98’, era rientrata dopo 16 minuti. Aveva tirato e sbagliato Brahim Diaz (fece il cucchiaio) avrà un’altra conclusione. Il Senegal aveva vinto ai supplementari e aveva festeggiato, non aveva considerato che ci sarebbe stato un altro supplementare, quello della corte d’appello. Il Comitato d’Appello del CAF ha deciso che in applicazione dell’articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa la Nazionale ha perso la partita finale con il risultato 3-0 per il Marocco.
Sul ricorso le seguenti sentenze: – “Il ricorso è stato accolto. La commissione d’appello rileva inoltre che la condotta della squadra del Senegal rientra nell’ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 dei regolamenti della Coppa d’Africa. Tutte le altre mozioni sono respinte“.
Riscontrati violazioni della normativa sulle third-party agencies per il periodo 2011-2018
Mercato chiuso per un anno – ma con la condizionale – per il Chelsea e sanzioni di vario genere che vanno a toccare anche il settore giovanile e a colpire finanziariamente il club con una multa da 10 milioni di sterline. E’ questa la decisione presa dalla commissione disciplinare della Premier League, che ha notificato una serie di violazioni in tema di pagamenti (per 47,5 milioni di euro) corrisposti a società collegate a fondi di investimento e procuratori i cui incassi non finivano poi nel circuito del mondo del calcio (third-party agencies), per il periodo che va dal 2011 al 2018. Quando la società londinese era ancora sotto il controllo del magnate russo Roman Abramovich.
COS’E’ SUCCESSO – L’ormai ex patron, costretto a cedere il Chelsea nel 2022 per la sua continguità col regime di Vladimir Putin pochi mesi dopo l’invasione in Ucraina e i cui beni nel Regno Unito sono stati congelati, aveva lasciato nelle mani del consorzio statunitense BlueCo, capeggiato da Todd Boehly e che detiene pure il pacchetto di maggioranza dello Strasburgo in Francia. La Premier League aveva aperto due procedimenti disciplinari nei confronti del Chelsea, per effetto dei quali non potrà operare nelle prossime due finestre di calciomercato, quella dell’estate 2026 e quella del gennaio 2027, per quanto concerne le operazioni che riguardino calciatori della prima squadra. Imposto anche uno stop di 9 mesi per reclutare nuovi calciatori per l’academy.
LA MULTA PIU’ ALTA DI SEMPRE – E’ bene precisare come questa sentenza arrivi dopo un deferimento determinato dalla Football Association dello scorso settembre – dopo aver recepito le risultanze di una commissione indipendente che ha riscontrato le presunte violazioni – e che l’attuale management abbia collaborato attivamente alle indagini attraverso un’operazione di autodenuncia, nel 2022, delle infrazioni commesse sotto la precedente proprietà. Dopo quattro anni di approfondimenti, si arriva a colpire il Chelsea anche con la multa più salata di sempre per questo tipo di casistiche, corrispondente a circa 12,5 milioni di euro. Nella nota diffusa dalla Premier League, è però specificato come il provvedimento sia congelato per i prossimi due anni e che lo stop di un anno al mercato scatterà qualora in questo periodo il club si rendesse protagonista di altre violazioni.
Dopo gli esposti presentati nelle scorse settimane, oltre alla 23enne sarà sentita, sempre nelle vesti di persona informata sui fatti, la madre Laura Melis. Intervento dei nuovi proprietari sui conti del club umbro ma resta l’ombra di un possibile crack
Ternana Calcio / Instagram – Claudia Rizzo presidente della Ternana Calcio
La presidente della Ternana Claudia Rizzo è negli uffici della Guardia di Finanza, a Terni, dove sarà ascoltata dal procuratore capo, Antonio Laronga, dopo gli esposti presentati nelle scorse settimane. Oltre alla 23enne sarà sentita, sempre nelle vesti di persona informata sui fatti, la madre Laura Melis
Sono due gli esposti presentati dai Rizzo, assistiti dal legale Manlio Morcella, ai magistrati che ora, dopo aver delegato gli accertamenti alla Gdf di Mauro Marzo, hanno deciso di ascoltare la giovane manager e sua madre.
La maxi indagine sulla Ternana Calcio – Al centro della maxi indagine quanto avvenuto nell’intero periodo tra giugno 2024 e settembre 2025, prima che il timone della società passasse nelle mani dei Rizzo. Compreso il periodo che va dal 15 giugno al 15 settembre, quando la società era ingessata, perché formalmente amministrata dai precedenti gestori, ma di fatto spogliati dei poteri perché avevano rilasciato una procura a vendere a vantaggio di uomini vicino a Massimo Ferrero.
Le sponsorizzazioni mai versate – Una procura che garantiva l’anticipazione di 2 milioni che aveva fatto UniCusano per fare fronte allescadenze federali. Non solo. La Ternana richiede, tramite decreti ingiuntivi, quasi3 milioni di euro per sponsorizzazioni mai versate. Un susseguirsi di operazioni economiche che ora sono al vaglio dei magistrati. Il rischio è quello di uncrack economico per ora evitato grazie al coraggio della famiglia Rizzo che, nonostante i buchi nel bilancio, ha ripianato di tasca sua. Ora dopo ora, però, la situazione diventa più complessa.
Gli indagati e le ipotesi di reato – Nell’inchiesta sonoindagatil’ex super consulente della società calcistica Ferrero (un passato come presidente della Sampdoria), e l’ex amministratore unico Tiziana Pucci. Per loro viene ipotizzata l‘infedeltà patrimoniale, un reato commesso quando – amministratori o altre figure apicali – cagionano “intenzionalmente un danno patrimoniale alla società per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto” ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Lo scambio di calciatori contestato a Ferrero – A Ferrero è contestato, tra l’altro, il fatto di aver cercato di chiudere una trattativa per lo scambio di due giovani calciatoriCristian Vaccaro della Ternana e Flavio Ciufferi del Trapani calcio. Secondo quanto si apprende, il saldo dei prezzi dava sì una plusvalenza alla società umbra di circa 70 mila euro, ma a fronte di una netta remissione sulle uscite riguardanti gli stipendi. Mentre Vaccaro guadagnava, infatti, circa 20 mila euro lordi il calciatore del Trapani aveva uno stipendio di oltre 200 mila euro a crescere fino a 250 mila nella stagione 2026/27.
La Ternana e l’autista storico di Ferrero – Non solo. Ferrero avrebbe fatto, inoltre, assumere tramite una società del gruppo il suo autista storicoa cui sarebbero stati riconosciuti compensi per attività straordinaria. Lo stesso autista avrebbe, in più, tentato di trattenere per sé l’auto aziendalein uso alla Ternana che sarebbe stata restituita solo dopo numerose pressioni. A Pucci, invece, è tra l’altro contestata anche una fattura per un’attività di supporto alla chiusura della cessione.
Episodio da condannare nella sfida del campionato Primavera 1 fra Napoli e Sassuolo. Al minuto 62, il centrocampista degli ospiti, il rumeno Troy Tomsa, viene espulso per proteste dopo una decisione arbitrale e, dopo che sembrava essersi allontanato sulla via degli spogliatoi, torna indietro e strattona fortemente l’arbitro Mattia Maresca.
L’avversario del Napoli, Andrea Smeraldi, prova a fermarlo in tempo, ma Tomsa attacca l’arbitro che resta impietrito. Per la cronaca, la sfida era sul punteggio di 3-2 per gli azzurri, che poi hanno dilagato grazie alla superiorità numerica fino al 5-2 finale.
Tomsa strattona l’arbitro, il comunicato del Sassuolo – Il Sassuolo ha diramato un comunicato per condannare le azioni di Tomsa, promettendo seri provvedimenti nei confronti del calciatore: “L’U.S. Sassuolo Calcio condanna con fermezza il comportamento tenuto da Troy Tomsa nei confronti del direttore di gara, il Sig. Mattia Maresca, in occasione della gara della 29ª giornata del campionato Primavera 1 tra Napoli e Sassuolo. La società ritiene che episodi di questo tipo siano inaccettabili e in totale contrasto con i valori di rispetto e correttezza che rappresentano i principi fondamentali dello sport e che il Sassuolo Calcio promuove costantemente. Il club ha già avviato le opportune valutazioni interne e provvederà ad adottare seri provvedimenti disciplinari nei confronti del calciatore. Il Sassuolo Calcio ribadisce inoltre il proprio impegno nel promuovere, attraverso l’attività sportiva e i numerosi progetti formativi del club, i valori educativi che devono accompagnare la crescita degli atleti e delle atlete“.
Undirigente di squadra aggredisce l’arbitro minorenne durante un campionato Under 17: cinque anni di inibizione e penalità per la società
Sud Sardegna, campo di calcio giovanile: due squadre Under 17 si affrontano. Tra loro, anche l’arbitra, una ragazza di 17 anni. Il primo tempo scorre senza problemi, ma nel secondo tempo la partita sfugge di mano. A rovinare tutto è un dirigente adulto, anche assistente di linea, che dovrebbe aiutare l’arbitro e controllare il gioco.
Al quarto del secondo tempo protesta per una rimessa laterale non concessa. L’arbitra ammonisce il dirigente per comportamento scorretto. La reazione è immediata e violenta: insulti, poi due schiaffi e un pugno che causano alla giovane arbitro lesioni con prognosi di 45 giorni.
La partita termina subito.
Il giudice sportivo interviene con una sanzione senza precedenti: il dirigente viene inibito per cinque anni da ogni attività FIGC, la sua società paga 1000 euro di ammenda, perde la gara 3-0 e subisce due punti di penalizzazione in classifica.
Aggressione nei pressi del Tempio Voltiano. Altri tre giovani denunciati, la bandiera recuperata dalla polizia
Aggrediti e derubati della loro bandiera mentre passeggiavano sul lungolago. È quanto accaduto ieri pomeriggio a una coppia di tifosi dell’Inter nei pressi del Tempio Voltiano, alle porte dello stadio Sinigaglia.
La polizia di Stato di Como ha arrestato per furto con strappo in concorso un 32enne di Rovellasca, incensurato e appartenente a un gruppo della tifoseria comasca. Per lo stesso reato sono stati denunciati anche un 19enne di Grandate edue fratelli ventenni residenti a Luisago, anche loro senza precedenti e legati allo stesso gruppo di tifosi.
L’aggressione sul lungolago – L’episodio è avvenuto intorno alle 16. Una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura è intervenuta nella zona del Monumento ai Caduti dopo una segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112.
A chiamare sono stati proprio i due sostenitori nerazzurri, che hanno raccontato di essere stati avvicinati e aggrediti da quattro tifosi del Como mentre passeggiavano nella zona del Tempio Voltiano. Durante l’aggressione i quattro avrebbero strappato loro una piccola bandiera dell’Inter.
La bandiera ritrovata al bar – Raccolte le descrizioni degli aggressori, gli agenti si sono messi subito alla ricerca del gruppo. Dopo pochi minuti i quattro giovani sono stati individuati in un bar nelle vicinanze.
Durante il controllo la polizia ha trovato la bandiera appena sottratta nella disponibilità del 32enne di Rovellasca.
Arresto e denunce – I quattro sono stati quindi accompagnati in questura. Dopo aver ricostruito l’accaduto e raccolto la denuncia delle vittime, gli agenti hanno arrestato il 32enne per furto con strappo in concorso, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero per lo stesso reato.
Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno ha disposto per il 32enne gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
Teheran risponde ai missili: esplosioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha. Abbattuti caccia Usa in Kuwait. Tel Aviv lancia “campagna offensiva contro Hezbollah”. Francia pronta a difendere i Paesi del Golfo
Si allarga la crisi in Medio Oriente. Mentre continuano gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran, con nuovi raid contro Teheran e altre città, il conflitto ha coinvolto anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah, aprendo un nuovo fronte in Libano.
Nella periferia sud di Beirut, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone e ne hanno ferite 149, ha riferito il ministero della Salute libanese. “Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah che potrebbe includere un’invasione di terra“, ha annunciato Israele.
Intanto Teheranrisponde ai raid con lancio di missili e droni: esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme, Tel Aviv, Dubai, Abu Dhabi e Doha. “Non negozieremo con gli Stati Uniti“, ha detto il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, chiudendo la porta ogni trattativa con il presidente americano Donald Trump, che ieri si era detto disponibile a parlare con Teheran.
Attaccata l’ambasciata Usa in Kuwait, precipitati vari caccia americani – Colonne di fumo si sono levate nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait. La sede ha diffuso un avvertimento ai cittadini statunitensi, esortandoli a rifugiarsi sul posto. Inoltre, secondo quanto rende noto il ministero della Difesa del Kuwait, dopo le notizie della Cnn e dei media iraniani, stamani sono precipitati diversi caccia americani. “Tutti gli equipaggi sono sopravvissuti” e i piloti sono in condizioni “stabili“.
Il club azzurro: “Icona del calcio e professionista esemplare”
Rino Marchesi – Facebook
Rino Marchesi (San Giuliano Milanese, 11 giugno 1937 – Sesto Fiorentino, 1º marzo 2026) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista o difensore. – https://it.wikipedia.org/wiki/Rino_Marchesi
Il mondo del calcio piange la scomparsa all’età di 88 anni di Rino Marchesi, ex allenatore, tra le altre, di Napoli, Inter e Juventus, morto oggi, domenica 1 marzo. A dare l’annuncio il club azzurro con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale.
Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985.
“Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la Ssc Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida tecnica degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985“.
FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari.
Arrivato sulla panchina nerazzurra nella stagione 1982/83, Marchesi guidò un’Inter profondamente rinnovata: tra i nuovi innesti il campione del mondo Fulvio Collovati, il brasiliano Juary e il tedesco Hansi Müller, con Alessandro Altobelli punto di riferimento offensivo. In campionato i nerazzurri inseguirono le posizioni di vertice chiudendo al terzo posto, mentre in Coppa delle Coppe l’Inter raggiunse i quarti di finale, fermata dal Real Madrid. In quell’annata fece il suo esordio in prima squadra anche Walter Zenga. In totale il tecnico, nato a San Giuliano Milanese nel 1937, collezionò 47 panchine in nerazzurro.
E’ morto Daniele Pairotto, calciatore 24enne che ieri è stato colto da arresto cardiaco mentre stava giocando in un campo di calcio a Crova, in provincia di Vercelli. Secondo le ricostruzioni, il giovane si è accasciato al suolo dopo aver raggiunto gli spogliatoi durante l’intervallo della partita tra il Crova e il Livorno Ferraris, sfida valevole per il campionato di calcio amatoriale Csi.
I drammatici soccorsi – Immediato l’intervento dei soccorsi sul giovane, tesserato per il Crova, che hanno iniziato le manovre di massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dell‘ambulanza con il medico a bordo. Il sanitari ha proseguito con le manovre avanzate di rianimazione. Il giovane, trasportato in elicottero all’ospedale Maggiore di Novara, era stato ricoverato in terapia intensiva.
Col decreto Pnrr, farà fede la prova digitale. Ecco cosa c’è da sapere
Pagamenti Pos, stop alla conservazione delle ricevute: cosa cambia da marzo per il Fisco
Roma, 28 febbraio 2026 – Entra in vigore da marzo lo stop all’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute Pos. Farà fede la prova digitale del pagamento, come indicato dal decreto Pnrr.
Un passo deciso verso la sburocratizzazione – Da marzo non sarà più obbligatorio conservare, per dieci anni, le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con Pos, come da abitudine per molti italiani. Si tratta di una grossa novità, che segnerà un passo deciso verso lasburocratizzazione dei rapporti fiscali, e che è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio scorso in materia di Pnrr, articolo 8.
La ricevuta Pos non è una vera fattura, ma solo una prova di avvenuto pagamento con carta. Ecco perché si è deciso di evitare questo obbligo di conservazione, anche perché ormai le operazioni di pagamento con carta vengono registrate in tempo reale.
Tra pochi giorni, sul sito web dell’Agenzia delle Entrate sarà resa disponibile la funzione di abbinamento digitale tra terminali Pos e registratori di cassa. Si potrà così integrare i dati dei pagamenti elettronici e quelli trasmessi all’Agenzia delle Entrate telematicamente.
Cosa servirà conservare – Da quel momento, sarà sufficiente conservare i documenti bancari con movimenti carta ed estratto conto, e le eventuali comunicazioni inviate dalla banca, oltre ai tracciati digitali contenenti le singole operazioni.
Ovviamente resta l’obbligo di conservare lo scontrino o fattura, che mantengono la loro rilevanza fiscale, e certificano l’operazione ai fini Iva e delle imposte dirette. Anche ai fini della dichiarazione dei redditi, nel modello 730 per la detrazione fiscale, non servirà più conservare anche la ricevuta del pos, sarà sufficiente lo scontrino o la fattura, e il movimento bancario. Il decreto prevede che lo stesso principio si applichi anche per i pagamenti effettuati verso le pubbliche amministrazioni, ad esempio col sistema PagoPa.
Il prossimo step: addio agli scontrini – Tale iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di semplificazione che porterà alla scomparsa definitiva degli scontrini cartacei, come richiesto dal Parlamento. Da gennaio 2027, ad esempio, non ci sarà più l’obbligo dell’emissione, se non su richiesta dell’acquirente, almeno nella grande distribuzione. Poi dal 2028 sarà la volta di tutti gli altri soggetti fiscali con grandi volumi d’affari, per arrivare dall’1 gennaio 2029 alla scomparsa definitiva per qualsiasi esercente.
L’ex Inter accusato di aver violentato una ragazza nel 2023: «Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente».
Achraf Hakimi (Photo by Luke Hales/Getty Images)
Achraf Hakimi è stato rinviato a giudizio per stupro: lo ha reso noto l’avvocato del terzino marocchino del Psg. Hakimi è accusato dalla procura di Nanterre di aver violentato una ragazza nel 2023, e si è sempre difeso sostenendo la tesi del ricatto a fini economici.
«Oggi, un’accusa di stupro è sufficiente a giustificare un processo, anche se io lo nego e tutto dimostra che è falso – il messaggio del giocatore ex Inter, pubblicato sul suo profilo X -. Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente».
A fine febbraio 2023 la giovane donna, che all’epoca aveva 24 anni come il giocatore, si era recata inizialmente in un commissariato della Val-de-Marne, dove aveva dichiarato di essere stata stuprata, senza tuttavia sporgere denuncia. «Un processo viene disposto sulla base di un’accusa che poggia unicamente sulla parola di una donna che ha ostacolato tutte le indagini, che ha rifiutato tutti gli esami medici e le analisi del DNA, che ha rifiutato l’analisi del suo telefono cellulare, che ha rifiutato di fornire il nome di un testimone chiave», ha reagito l’avvocata del giocatore, Me Fanny Colin.
La parte civile aveva affermato, secondo una fonte di polizia, che il calciatore l’aveva baciata, compiuto palpeggiamenti senza il suo consenso prima di violentarla. Contattata, l’avvocata della giovane donna, Me Rachel-Flore Pardo, non aveva reagito immediatamente al rinvio a giudizio.
Me Colin ha ritenuto che le «due perizie psicologiche» della vittima «abbiano rivelato una mancanza di lucidità sui fatti che afferma di denunciare» e ha sottolineato in particolare «che ha tentato di nascondere all’autorità giudiziaria diversi messaggi scambiati con un’amica nei quali progettava di “spogliare” (sic) il signor Hakimi». Dopo le richieste della procura, che aveva domandato il rinvio a giudizio del calciatore per stupro, Me Pardo aveva dichiarato che «nulla in questo fascicolo consente di configurare un tentativo di estorsione». «Non tollereremo alcuna campagna di denigrazione o destabilizzazione, come purtroppo accade ancora troppo spesso per le donne che hanno il coraggio di denunciare gli stupri di cui sono vittime», aveva aggiunto. «Attendiamo questo processo con determinazione e combattività affinché sia fatta giustizia», ha assicurato dal canto suo Me Colin.
La società di consegne finisce sotto la lente della Procura di Milano
Sciopero dei rider del food delivery presso la Camera del Lavoro e Tribunale, foto di repertorio Claudio Furlan, LaPresse
Dopo il caso Glovo ora è Deliveroo a finire sotto la lente della Procura di Milano. Il pubblico ministero Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato per la società di consegna a domicilio. L’accusa rivolta è di impiegare manodopera “in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori“.
Il pm: “Retribuzione inferiore alla soglia di povertà” – Ai rider, si legge nel provvedimento firmato dal pm, sarebbe stata corrisposta una retribuzione in alcuni casi inferiore fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva”. L’inchiesta ha raccolto le testimonianze di oltre 50 rider. Nel documento si parla di circa 20mila lavoratori “in stato di bisogno” e “operanti” sul territorio nazionale, di cui 3mila nel Milanese.
A dire della Procura la somma corrisposta dalla Procura “non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale“. “Deliveroo sta esaminando la documentazione ricevuta dalle autorità”, fa sapere la società in una nota e “sta collaborando alle indagini”.
Glovo dovrà “introdurre un algoritmo” per ricalcolare gli stipendi – Prima di Deliveroo era stata la società di consegne Glovoa finire sotto controllo giudiziario per caporalato. A firmare il provvedimento, poi convalidato dal Gip, era stato lo stesso pm che sta seguendo anche il fascicolo di Deliveroo, Paolo Storari. Secondo l’accusa sarebbero stati sfruttati 40 mila rider impiegati in tutta Italia, “lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario” ma “in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo: approfittando dello stato di bisogno avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà”.
Nel decreto con cui ha convalidato il commissariamento, il giudice Roberto Crepaldi ha sollecitato la società a “introdurre un algoritmo” che sia “capace di garantire” ai rider “un reddito compatibile con i dettami costituzionali” e “ricalcolare” gli stipendi “finora” corrisposti.
Un pugno da Malcore, espulso: indaga anche la Digos
Un pugno negli spogliatoi durante l’intervallo. È quanto sarebbe accaduto allo stadio “Puttilli” di Barletta nel corso della gara tra Barletta e Afragolese, valida per la 25ª giornata del girone H di Serie D.
Secondo quanto si apprende, al termine del primo tempo – chiuso sullo 0-0 – l’attaccante del Barletta Giancarlo Malcore, 32 anni, numero 9 biancorosso, avrebbe colpito al volto il capitano dell’Afragolese, l’argentino Agustín Torassa, 37 anni. L’episodio si sarebbe verificato all’interno degli spogliatoi.
L’arbitro Matteo Cavacini della sezione AIA di Lanciano, informato dell’accaduto, ha disposto l’espulsione di Malcore prima dell’inizio della ripresa. Il secondo tempo è cominciato con circa dieci minuti di ritardo e il Barletta è rientrato in campo in inferiorità numerica. Torassa è stato sostituito da Giuseppe Montaperto.
Il capitano campano è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico minore in regione occipitale, con cefalea e dolore al rachide cervicale. Dopo gli accertamenti è stato dimesso in serata ed è rientrato a casa, sotto monitoraggio medico. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza e della sezione Uigos per gli accertamenti del caso.
La partita si è conclusa con la vittoria del Barletta per 2-0.
Dura la presa di posizione dell’A.C. Afragolese, che in una nota ufficiale ha espresso “la più ferma e totale condanna per il grave episodio di violenza verificatosi negli spogliatoi”, ribadendo che “simili comportamenti non appartengono ai valori dello sport e della leale competizione”. La società campana ha sottolineato come ogni forma di aggressione rappresenti “una sconfitta per tutto il movimento calcistico”, soprattutto quando coinvolge tesserati che dovrebbero essere esempio per i più giovani.
Il club ha rassicurato sulle condizioni di Torassa, definito vigile e costantemente monitorato, dichiarando di confidare nell’operato delle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto.
La vicenda sarà ora valutata dagli organi di giustizia sportiva, chiamati a pronunciarsi sueventuali responsabilità disciplinari.
I bianconeri hanno contestato ufficialmente il cartellino rosso del francese rimediato contro l’Inter. Gravina ha negato la grazia
L’espulsione di Kalulu – Afp
Niente ‘grazia‘ per Pierre Kalulu: la Figc dice no e la squalifica resta. La Juventus ha fatto ricorso in merito alla sanzione di una giornata comminata al difensore dopo la contestata espulsione nella sfida contro l’Inter provocata dalla plateale simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni.
Il ricorso del club bianconero è stato respinto, ma la società torinese ‘per riparare al torto acclarato‘ nei confronti del francese ha richiesto, a quanto apprende l’Adnkronos, la grazia per il suo numero 15 al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il numero 1 della Federcalcio ha respinto la richiesta.
In passato il presidente federale ha graziato Romelu Lukaku che, con la maglia dell’Inter, era stato espulso a Torino contro la Juventus per la reazione a insulti razzisti provenienti dagli spalti. La simulazione conclamata di Bastoni, che ha pubblicamente chiesto scusa per il suo comportamento, non ha portato all’annullamento della squalifica per un episodio giudicato in campo dall’arbitro La Penna.
Il ‘no’ della Figc – La decisione della Federazione sul reclamo formale bianconero è arrivata in una nota: “La Corte Sportiva D’Appello Nazionale a Sezioni Unite ha respinto il reclamo della Juventus, confermando la squalifica per una giornata di gara inflitta a Pierre Kalulu“, si legge sul sito ufficiale, “il difensore bianconero era stato sanzionato dal giudice sportivo dopo essere stato espulso in occasione di Inter-Juventus, gara disputata lo scorso 14 febbraio e valevole per la 25ª giornata del campionato di Serie A”.
Spalletti: “Richiesta grazia atto dovuto, ingiustizia evidente” – Della richiesta di grazia (respinta) ha parlato anche l’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti: “Quello di Kalulu è un atto dovuto della società, perché trattasi di due ingiustizie evidenti di cui tutti sono stati costretti a prenderne atto: il club ha fatto bene“, ha detto il tecnico toscano nella conferenza stampa alla viglia della partita contro il Como.
Con le quattro ordinanze depositate oggi (n. 1064 1065, 1066, 1067) il Tar del Lazio (Sezione Prima Ter)ha respinto le domande cautelari presentate dalle Associazioni dei tifosi della Roma (due ricorsi), della Fiorentina e del Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno con i quali è stato sancito il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica.
I decreti erano stati adottati dal Ministero a seguito degli scontri fra opposte tifoserie lungo tratti autostradali per il raggiungimento degli impianti sportivi dove si sarebbero tenute le partite di calcio nelle quali erano impegnate le relative squadre. Ildecreto che riguardava la tifoseria della Lazio non è stato impugnato.
Quello che riguarda la Roma (il n.1066) è stato accolto limitatamente al divieto di trasferta per i residenti in province della regione Lazio diverse da Roma.
A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sulle intimidazioni arrivate all’indomani della gara. Pm di Roma aprirà un fascicolo. L’ex fischietto De Santis: “Gli sono vicino, arbitri sono esseri umani e sbagliano”
Inter-Juve, l’arbitro La Penna e il cartellino rosso a Kalulu – Fotogramma /Ipa
Minacce di morte via social, con riferimenti all’indirizzo di casa e alla famiglia, recapitate all’arbitro Federico La Penna nelle ore seguenti a Inter-Juve. Messaggi che hanno coinvolto anche la moglie e le due figlie. A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sul caso.
Intanto la Procura di Roma è in attesa di ricevere la denuncia presentata alla Polizia Postale, gli atti arriveranno a piazzale Clodio all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che avvierà un fascicolo di indagine.
La Penna si è rivolto alla polizia postale denunciando alcune pesanti frasi ricevute dagli haters: ‘‘Ti sparo”, ‘‘ti ammazzo”, ”ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”. Al vaglio i profili da cui sono arrivate le minacce per risalire ai responsabili. Come riferiva stamane il Corriere dello Sport, il 42enne ‘fischietto’ romano, avvocato nella vita professionale, ha raccolto e archiviato commenti, chat e insulti, predisponendo il materiale per una denuncia.
Minacce dopo il ‘caso Bastoni’ – Le intimidazioni sono arrivate all’indomani della gara segnata dall’errore dell’arbitro, ingannato dalla simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni sul secondo giallo comminato al difensore bianconero Pierre Kalulu e dal duro confronto nel tunnel che porta agli spogliatoi alla fine del primo tempo tra l’arbitro e i dirigenti della Juventus Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Messaggi offensivi e minatori hanno riguardato anche Bastoni e la moglie, con attacchi legati all’episodio contestato e riferimenti alla figlia.
L’ex arbitro De Santis: “Gli sono vicino” – “Le minacce all’arbitro La Penna sono da condannare con fermezza, sono vicino a Federico e alla sua famiglia“. Così all’Adnkronos l’ex arbitro Massimo De Santis, in merito alle minacce di morte a La Penna. “Gli arbitri sono esseri umani e sbagliano, in più in questo caso c’è anche la simulazione di un calciatore che lo ha tratto in inganno“, aggiunge De Santis che chiama poi in causa l’utilizzo del Var. “Da quando esiste gli arbitri sono peggiorati, si appoggiano troppo alla possibilità di andare a consultare il video, mancano di personalità. La tecnologia deve essere un supporto non deve sostituire l’arbitro“.
Milano‑Cortina 2026 in programma giovedì 13 febbraio 2026, con gli eventi principali e la presenza degli atleti italiani quando noti dalle fonti ufficiali del calendario olimpico.
Milano‑Cortina 2026 in programma giovedì 12 febbraio 2026, con gli eventi principali e la presenza degli atleti italiani quando noti dalle fonti ufficiali del calendario olimpico.
Orario (CET)
Disciplina / Evento
Dettagli / Azzurri in gara
09:05
Curling – Torneo femminile, fase a gironi
Italia vs Svizzera – fase a gironi curling femminile
09:30
Skeleton – Gara maschile
Prima manche (Amedeo Bagnis, Mattia Gaspari)
10:00
Snowboard – Snowboardcross maschile
Qualificazioni (Filippo Ferrari, Lorenzo Sommariva, Omar Visintin)
10:55
Snowboard – Snowboardcross maschile
Seconda run qualificazioni
11:30
Sci alpino – Super‑G femminile
Finale Super‑G donne– Federica Brignone, Sofia Goggia, Elena Curtoni, Laura Pirovano
12:55
Sci freestyle – Moguls maschile
Finale – Azzurri qualificati puntano alle finali
13:00
Sci di fondo – 10 km tecnica libera donne
Finale – Caterina Ganz, Maria Gismondi, Martina Di Centa, Anna Comarella
13:45
Snowboard – Snowboardcross uomini
Finali – ottavi di finale, quarti, semifinali e finali
16:30
Pattinaggio di velocità – 5000 m donne
Finali (Francesca Lollobrigida)
18:30
Slittino – Staffetta a squadre
FinaleSquadra italiana (es. Dominik Fischnaller, Verena Hofer, e altri nelle staffette doppio/quadri
19:30 –
Snowboard – Halfpipe donne
Finali
20:15
Short track – 500 m donne & 1000 m uomini
Finali (incl. Arianna Fontana, Pietro Sighel, altri)
📺 Copertura televisiva
In chiaro: Rai 2 HD e Rai Sport HD
Streaming gratuito: RaiPlay
Pay TV / streaming completo: Eurosport (Discovery+), DAZN, TimVision