Ambiente & natura


Siccità, 6 regioni chiedono lo stato di calamità

articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/acqua/2017/07/26/mipaafa-causa-siccita-6-regioni-chiedono-stato-di-calamita_657a0399-0cd8-4bf6-9b66-376ba4bb7709.html

Sei regioni hanno chiesto lo stato di calamità perchè “assetate” dalla siccità. La richiesta è stata fatta nella riunione tecnica operativa tra Ministero delle politiche agricole e regioni per l’emergenza siccità. Durante l’incontro, a quanto apprende l’ANSA, i tecnici hanno fatto il punto sulle necessità più urgenti. 

Sei regioni hanno chiesto lo stato di calamità:

  • Toscana
  • Lazio
  • Campania
  • Emilia Romagna
  • Calabria 
  • Sardegna

 La dichiarazione dello stato di eccezionale avversità atmosferica sarà formalizzata dopo la definitiva approvazione del Dl Mezzogiorno.

Lo stato di calamità attiva il fondo di solidarietà nazionale, con strumenti come la sospensione delle rate dei mutui e del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico delle imprese agricole danneggiate. Tenuto conto che il decreto mezzogiorno approvato al Senato estende questi strumenti anche alle aziende che potevano sottoscrivere assicurazioni, il MIpaaf attende appunto, per allargare la platea dei beneficiari, l’approvazione in via definitiva del Dl Sud. Allo stesso tempo il Ministero è al lavoro insieme al Ministero dell’ambiente per il monitoraggio dei livelli delle acque destinate all’irrigazione. Un punto sul quale il Ministro Martina ha dichiarato nei giorni scorsi la volontà di costruire una strategia di medio lungo periodo, per migliorare gli invasi e rendere più efficienti le infrastrutture irrigue.

Legambiente, bruciati 75.000 ettari di boschi nel 2017

articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2017/07/28/incendi-legambiente-75.000-ettari-bruciati-nel-2017_e0c21d1b-3e28-4274-b6ca-39fafd678cc2.html

 © ANSA

Siamo al 156,41% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016 (47.926 ettari). È l’aggiornamento al 26 luglio dei dati elaborati da Legambiente e raccolti dalla Commissione europea nell’ambito del progetto Copernico.

  • tra il mese Maggio  e il 26 luglio sono bruciati:72039 ettari il 96%  della superficie bruciata quest’anno.
  • Periodo invernale Bruciati: 2926 ettari (3,9% del totale) 
  • in sette mesi del 2017 superficie bruciata:  74965 ettari (72039+2926)
  • in tutto il 2016 superficie bruciata: 47926  ettari 

Le regioni italiane più colpite sono: ettari distrutti dal fuoco

  • Sicilia: 25071
  • Calabria: 1924
  • Campania: 13037
  • Lazio: 4859
  • Sardegna: 3515
  • Puglia: 3049
  • Liguria: 2848
  • Toscana: 1521
  • Basilicata: 572
  • Abruzzo: 366
  • Lombardia: 270
  • Marche: 264
  • Umbria: 221
  • Piemonte: 151

Numero da record (del decennio) quest’anno anche per le chiamate ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile da parte delle Regioni.

Tra il 1 gennaio e il 26 luglio sono arrivate 1.144 richieste per l’intervento dei mezzi della flotta aerea dello Stato (composta da 14 Canadair, 3 elicotteri del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco e 3 elicotteri della Difesa).

Siglato protocollo d’intesa Parco La Maddalena-Wwf

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Articolo: completo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2017/06/03/ambiente-protocollo-dintesa-parco-la-maddalena-wwf_6e49df32-62c9-4a23-bf25-2000a712991d.html

“La sottoscrizione di questo protocollo – spiega il comandante Deri – rappresenta un punto di forza e un valore aggiunto per l’Ente Parco e le sue attività. Il Wwf è una delle associazioni ambientaliste che anche all’interno dell’Arcipelago di La Maddalena è riuscita a costruirsi un ruolo da protagonista positivo nell’ambito della tutela del patrimonio di biodiversità in esso custodito. In particolare rispetto alla vicenda dell’acquisizione al patrimonio pubblico dell’Isola di Budelli il Wwf ha svolto con partecipazione e attenzione specifica un ruolo di stimolo e di coinvolgimento attivo a tutela dell’Isola”

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Cagliari, disastro ambientale: arresti alla Fluorsid
In manette sono finiti i vertici dello stabilimento

Fonte e articolo: http://www.si24.it/2017/05/16/cagliari-disastro-ambientale-arresti-alla-fluorsid-arrestato-michele-lavagna-sandro-cossu-alessio-farci-armando-bollani-simone-nonnis-marcello-pitzalis/395136/

Disastro ambientale: è questa l’accusa per la quale sono state arrestate sette persone alla Fluorsid di Macchiareddu, fra vertici aziendali e ditte d’appalto.

L’azienda, che fa capo al presidente del Cagliari Calcio, Tommaso Giulini, si trova nella zona industriale del capoluogo. Si tratta di una società chimica italiana fondata nel 1969: è il maggior produttore mondiale di fluoroderivati inorganici per l’industria dell’alluminio.

Gli investigatori, coordinati dal pm Marco Cocco, hanno eseguito sette misure cautelari: cinque in carcere e due ai domiciliari. Coinvolti i vertici aziendali (non Giulini) e quelli di alcune altre ditte esterne.

Gli arrestati sono: Michele Lavanga, direttore dello stabilimento Fluorsid, Sandro Cossu, direttore del settore sicurezza ambiente della società, Alessio Farci, ingegnere, Armando Bollani, proprietario di una ditta appaltatrice, Simone Nonnis e Marcello Pitzalis, dipendenti di Bollani. Ai domiciliari Giancarlo Lecis della Fluorsid.
 
Gli arresti fanno seguito a un’indagine avviata nel 2015 attorno allo stabilimento produttivo di Macchiareddu, in seguito ad alcuni esposti.
Breve storia della  Fluorsid

https://it.wikipedia.org/wiki/Fluorsid_Group

Fluorsid Group S.r.l. è una società a responsabilità limitata italiana  che controlla diverse aziende in Italia e all’estero.

La società principale del gruppo è la Fluorsid S.p.A., costituita nel 1969 e operante nel settore dell’estrazione, della lavorazione e della commercializzazione dei fluoroderivati. Ha i suoi stabilimenti nell’area industriale di Macchiareddu, nel comune di Assemini  (città metropolitana di Cagliari).

Storia

Nel 1969 il conte Carlo Enrico Giulini fondò la Fluorsid S.p.A. sulla scia dell’industrializzazione della Sardegna sud-occidentale (aree di Sarroch  e di Macchiareddu); in poco più di quarant’anni è diventata il maggior produttore mondiale di fluoroderivati inorganici per l’industria dell’ alluminio, utilizzando soprattutto materie prime locali, principalmente provenienti dalla miniera di Silius.

Nel 1972, iniziò la produzione di criolite sintetica e di fluoruro di alluminio  con processo a umido e per quest’ultimo, nel 1988 fu avviata la produzione attraverso un reattore a letto fluidizzato.

Nel 2002 avvenne un ampliamento dello stabilimento con la realizzazione dell’impianto per la produzione di acido solforico, vapore ed energia elettrica, mentre nel 2008 il sito produttivo venne integrato ulteriormente con il quarto reattore, a 2 letti fluidi, per la produzione di fluoruro di alluminio.

Nel 2012 avvenne la realizzazione del quinto reattore per la produzione di fluoruro, anch’ esso a doppio letto fluido, e venne effettuato il raddoppio dell’impianto di produzione di acido solforico, vapore ed energia elettrica costruito dieci anni prima.

Nel 2014 ci fu il primo investimento al di fuori dell’industria chimica : il gruppo Fluorsid infatti acquistò il 100% delle quote della società Cagliari Calcio , squadra militante nella Serie A di calcio, e il figlio del Conte Carlo Enrico, Tommaso Giulini ne divenne Presidente

Discariche fuori legge, l’Ue deferisce l’Italia

Fonte: http://www.si24.it/2017/05/16/discariche-fuori-legge-lue-deferisce-litalia/395212/

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Deferimento in arrivo per l’Italia sul tema delle discariche fuori legge. La Commissione europea prenderà infatti provvedimenti davanti alla Corte di giustizia Ue nell’ambito della procedura di infrazione aperta nel 2011 per la violazione della direttiva Ue del 1999 sulle discariche.

La decisione sarà annunciata domani. Bruxelles contesta all’Italia la mancata messa a norma o la mancata chiusura entro i termini previsti (16 luglio 2009) delle discariche già autorizzate e in funzione al momento del recepimento della direttiva.

I siti ancora non in regola con le norme Ue sarebbero 44.

Ambiente: nel 2016 sanzionati 574 ecoreati

Fonte e articoli: https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/ecoreati-nel-codice-penale-numeri-e-storie-di-una-legge-che-funziona

Pubblicato il16 maggio 2017 – Ecoreati nel Codice penale: numeri e storie di una legge che funziona – Premere qui sotto: 

ecoreati_nel_codice_penale_2017

Legambiente fa il punto a due anni dall’approvazione del provvedimento

A due anni dall’approvazione della legge sugli ecoreati, Legambiente fa il punto sulla sua applicazione. Che cosa ha prodotto finora il provvedimento che, dal 29 maggio 2015, ha introdotto i delitti ambientali nel codice penale? I nuovi delitti sono stati utilizzati in tutta Italia per sequestrare depuratori malfunzionanti, per fermare l’inquinamento causato da attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (il primo delitto ambientale della normativa italiana approvato nel 2001), per intervenire su situazioni di inquinamento pregresso che continua ancora oggi a causare enormi danni ambientali in assenza di bonifica o per fermare attività illegali di vario genere, dalla pesca illegale a Taranto agli scarichi industriali non trattati a Chieti fino all’estrazione abusiva di inerti dalle cave o dai fiumi.

Secondo i numeri elaborati da Legambiente sull’ azione repressiva svolta dalle forze di polizia e dalle Capitanerie di porto, nel 2016 la legge 68/2015 ha consentito di sequestrare 133 beni per un valore di circa 15 milioni di euro e di sanzionare 574 ecoreati – più di uno e mezzo al giorno – di cui 173 hanno riguardato specificamente i nuovi delitti (30% del totale).

Entrando nello specifico dei dati sull’azione repressiva svolta nel 2016 dalle forze di polizia, sul fronte dei delitti contestati, sono 143 i casi di inquinamento ambientale, 13 quelli di disastro ambientale, 6 quelli di impedimento di controllo, 5 i delitti colposi contro l’ambiente, 3 quelli di omessa bonifica e 3 i casi di aggravanti per morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale.

La Campania è la prima regione per il numero (70) di ecoreati contestati. La Sardegna è la regione con il maggior numero di denunciati (126), mentre l’Abruzzo per il numero più alto di aziende coinvolte (16). Il maggior numero di arresti è stato compiuto in Puglia (14), il numero più alto di sequestri in Calabria (43).

Ma sono altre ancora le fonti dei dati messi a confronto nel dossier: ci sono anche i numeri sul lavoro delle Procure e dei Tribunali pubblicati dal ministero della Giustizia, le statistiche delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente e la relazione sull’attuazione della legge approvata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. E tutti testimoniano tutte l’incisività delle novità contenute nella legge.

Numeri dell’Ufficio dati statistici e monitoraggio della Direzione generale della giustizia penale del Ministero della giustizia

Nel 2016, secondo i dati raccolti da 87 procure (una copertura pari a circa il 53% del totale), si sono registrati 265 procedimenti aperti in applicazione della legge 68, con 446 persone denunciate. In testa il delitto di inquinamento ambientale (158 casi), 15 le contestazioni di disastro ambientale, 33 i casi di delitti colposi contro l’ambiente, 30 i procedimenti penali per omessa bonifica, 15 quelli per impedimento al controllo, 9 per i casi di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, 3 per traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività. Allargando all’arco temporale che va dal 1 giugno 2015 a fine 2016, la legge 68 è stata applicata in 467 procedimenti penali con 651 persone denunciate. Nel 2015 sono stati 41 i procedimenti giudiziari che si sono conclusi con condanne di primo grado grazie alla nuova legge, mediante patteggiamenti e riqualificazione di reati contestati precedentemente sotto altro titolo.

Dati forniti da AssoArpa, l’associazione delle Agenzie regionali per la protezione ambientale

Le prescrizioni impartite dalle Arpa sono passate dalle 580 del 2015 alle 1.296 del 2016, le asseverazioni sono aumentate da 183 a 935, mentre il gettito economico che era stato di 491mila euro nel 2015 è salito a 2,2 milioni di euro nel 2016.

Dati della Relazione sull’attuazione della legge 68 approvata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite al ciclo dei rifiuti

Secondo informazioni che la Commissione ha raccolto da 167 uffici giudiziari tra Procure, Tribunali e Corti di appello (pari al 57% del totale nazionale) emerge che circa il 60% degli uffici giudiziari ha già applicato la legge in tutta Italia, con una maggiore accentuazione nelle Isole e nel Sud.

I pescatori del sud Sardegna contro le esercitazioni militari: “Basta soprusi”

Articolo completo – http://www.sardiniapost.it/cronaca/pescatori-del-sud-sardegna-le-esercitazioni-militari-basta-soprusi/

7 maggio 2017 – Le cooperative dei pescatori del sud Sardegna si schierano ancora una volta contro le esercitazioni militari: questa volta lo stop alla pesca arriva per i lavoratori che operano nel mare tra Pula a Costa Rei. L’allarme arriva da  Federcoopesca Confcooperative, Agci Agrital pesca e Associazione Armatori pescherecci Sardi che oggi hanno firmato un documento congiunto per protestare contro le esercitazioni di guerra fuori dalle zone militari già interdette.

“Le prime vittime dei ‘giochi di guerra’ sono i pescatori sardi – scrivono i rappresentanti dei lavoratori  – come sempre a farne le spese sono le imprese, lasciate sole al loro destino da chi dovrebbe invece tutelarle. Dopo le restrizioni militari imposte in tutto il mare sardo alle imprese di pesca e senza neppure poter contare sugli indennizzi, ora arriva la mazzata decisa dallo Stato. Uno schiaffo al sud Sardegna che può far male a tutta l’Isola”.

“Ci aspettiamo che la Regione condivida le argomentazioni dei pescatori sardi, già allo stremo per la crisi esistente, compresi i ritardi degli indennizzi e delle restrizioni già in atto, sostenendo con forza le ragioni del comparto. Come associazioni di categoria pesca, ci mobiliteremo per capire se ci sarà la possibilità di opporsi legalmente ad eventuali repliche di questo brutto film e per indennizzare le marinerie del sud Sardegna per i danni subiti da questi 15 giorni di incomprensibile e ingiustificata limitazione del diritto al lavoro per i pescatori”

LET’S CLEAN UP EUROPE

articolo completo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2017/05/11/venerdi-e-la-giornata-europea-della-pulizia_48f8da01-72a9-44f9-9bfe-52c0d6b6ca7c.html

Giornata di pulizia, venerdì 12 maggio, in Europa per “Let’s clean up Europe” (European clean up day), un evento che ogni anno chiama a raccolta i cittadini per sensibilizzarli sulla riduzione dei rifiuti. Le iniziative dureranno fino a domenica 14 maggio.

La manifestazione, che coinvolge anche enti pubblici, imprese, società civile per ridurre l’abbandono dei rifiuti in natura e aumentare la consapevolezza sul tema, nasce come “costola” della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti,

FISE Assoambiente, l’Associazione nazionale Imprese Servizi Ambientali, promuove in collaborazione con il Comune di Castel Gandolfo un’attività di pulizia straordinaria in programma il prossimo 12 maggio nell’ambito della campagna europea Let’s Clean Up Europe, nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno del littering, ovvero l’abbandono dei rifiuti sul territori

Mare più pulito, 342 le spiagge da sogno

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Bandiere Blu: Quest’anno il mare più pulito 

Per elenco spiagge in PDF premere qui ” SPIAGGE 2017 “

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Comuni a Bandiera Blu

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Incendio a Pomezia oggi all’Eco-x 

Roma, incendio deposito rifiuti speciali/Rome, fire deposit special waste – Youtube – Pubblicato 06 maggio 2017

A Pomezia dentro l’inferno di fuoco – Youtube – pubblicato 05 maggio 2017

Fonte: Askanews NEWS pubblicato il 05 maggio 2017

Roma, (askanews) – Colonne di fumo nero, maxi rogo a Pomezia, alle porte di Roma, sulla via Pontina, all’interno di un deposito di plastiche, carta e altri materiali riciclati.

Una grande nube di fumo nero, visibile a diversi chilometri di distanza.

Su Twitter i vigili del fuoco, al lavoro con dieci squadre, hanno invitato la popolazione a ‘non aprire le finestre delle abitazioni’. Scuole chiuse e traffico in tilt sulla Pontina.

Rogo Pomezia, ‘no cibi da zona a mense’

articolo: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/05/09/rogo-pomezia-no-cibi-da-zona-a-mense_58d59650-f44e-450a-aac3-f30c9ef0d130.html

(ANSA) – Roma, 9 maggio 2017 – Il “divieto immediato di approvvigionamento delle derrate alimentari provenienti da un raggio di 50 km dal luogo dell’evento fino a nuova disposizione” é stato inviato dal Campidoglio a una serie di aziende di ristorazione della zona di Pomezia.

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9 Maggio 2017 – Rogo Pomezia: Procura: “Amianto su materiale campionato”

Articolo: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=50704

“La Asl ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato”
Ansa News

“La Asl ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato”. Lo comunica in una nota il procuratore di Velletri Francesco Prete rendendo noti i primi risultati nel quadro degli accertamenti sull’incendio presso l’impianto di stoccaggio rifiuti Eco X di Pomezia.

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Appennino Tosco-Emiliano

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Panoramica appennino Tosco-Emiliano

Fonte articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2017/02/19/appennino-tosco-emiliano-riserva-unescoinsediata-governance_7901d6eb-3d8c-4b2e-bb21-2462ee7696be.html

Appennino Tosco-Emiliano riserva Unesco,insediata governance

 REGGIO EMILIA, 19 FEB – Un’Assemblea consultiva permanente che si propone come luogo di rappresentanza e dialogo tra tutti i soggetti interessati a far crescere il Mab Unesco dell’Appennino Tosco-Emiliano e renderlo motore per la crescita “verde” del territorio. A comporlo sono i rappresentanti delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana, di 38 enti locali – fra i quali 20 comuni emiliano-romagnoli – delle scuole e delle Università, delle Camere di Commercio, delle associazioni professionali e ambientaliste.

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Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano

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Semplici regole per avere bollette più leggere

articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2016/09/28/semplici-regole-per-avere-bollette-piu-leggere_414076e7-c74a-4cff-b544-5a73017df61b.html

Quante volte avete sentito parlare della “stangata d’autunno”? Con l’arrivo dei primi freddi spesso cresce il desiderio di rimanere a casa e così spesso arrivano le bollette più care. Europe Energy Gas&Power – gruppo internazionale attivo nel mercato dell’energia elettrica e del gas – ricorda alcune semplici regole per risparmiare sul riscaldamento:

1. Lo sapevate che con i termostati o con le valvole termostatiche si può riscaldare la casa a zone? Ad esempio, si possono tenere 22 gradi in bagno, in modo da avere un piacevole tepore quando si esce dalla doccia, e 20 nelle camere da letto, si sa al fresco si dorme decisamente meglio. Questo piccolo trucchetto vi permetterà di avere una notevole diminuzione in bolletta, pensate che abbassare di 1 grado la temperatura vuol dire ridurre i consumi di circa il 6%.

2. Non coprite i termosifoni con tende, mobili etc. Questa procedura rende difficile il ricircolo dell’aria e di conseguenza la diffusione del calore, ricordatevi inoltre di spurgarli, riscalderanno molto di più e se volete evitare che il calore esca dall’appartamento installate dei pannelli riflettenti tra muro e termosifone.

3. Fate attenzione alle finestre! Se possibile scegliete i doppi vetri ed evitate di lasciarle aperte durante le ore più fredde della giornata, possibilmente cambiate l’aria quando i termostati sono spenti. Sono infatti sufficienti 10 minuti al giorno per cambiare l’aria di una stanza anche molto grande. Il nostro consiglio è di aprire le finestre la mattina, avrete aria pulita per tutto il giorno e gli ambienti avranno tante ore a disposizione per riscaldarsi a dovere. Di notte ricordatevi di abbassare completamente le tapparelle e serrate le imposte in questo modo il calore rimarrà più facilmente all’interno della casa.

4. Mantenete sempre la caldaia in buono stato: oltre che per una questione di sicurezza, una caldaia pulita ed efficiente permette di risparmiare notevolmente. L’ideale sarebbe far controllare l’impianto di riscaldamento nella stagione estiva in modo da averlo perfetto al momento dell’accensione. Se state per ristrutturare l’appartamento o è il momento di sostituire la caldaia prendete in considerazione il modello a condensazione, vi aiuterà a risparmiare ulteriormente e potrete anche usufruire delle detrazioni fiscali del 65% per questo genere di interventi.

5. Automatizzate accensioni e spegnimenti della caldaia questo vi permetterà non solo di programmare il riscaldamento e di tornare in una casa calda dopo una giornata di lavoro, ma anche di ottimizzare l’utilizzo del combustibile e la distribuzione del calore nell’arco della giornata quindi di risparmiare!

Svezia, sgravi fiscali a chi ripara e non rottama

articolo completo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2016/09/22/svezia-sgravi-fiscali-a-chi-ripara-e-non-rottama_9606dd2d-be70-4db4-a31b-6882fb3eb6b3.html

La proposta di legge agisce su due fronti. Da un lato, taglia dal 25% al 12% l’Iva sulla riparazione di bici, vestiti e scarpe. Dall’altro, permette di scaricare dall’imposta sul reddito le spese per la riparazione di elettrodomestici. Secondo il ministro delle Finanze svedese, Per Bolund, la misura (se approvata dal parlamento) ridurrà le spese di riparazione del 10%.

Fonte: http://luce-gas.it/attualita/11439-nuova-etichetta-energetica-elettrodomestici-qr-code-lettere-A-G

La nuova etichetta energetica: via i “+”. Ecco come sarà

Il Parlamento europeo ha approvato la nuova etichetta energetica per gli elettrodomestici: saranno eliminate “A+…A+++” che si sono molteplicate negli ultimi anni con il miglioramento delle performance degli elettrodomestici. Inoltre ci sarà una sola scala da A-G.

La migliore classe di consumo energetico degli elettrodomestici sarà indicata solo dalla lettera “A”. Scompariranno “A+”, “A++” e “A+++” e la classifica sarà da A-G. È questa la nuova etichetta energetica votata dal Parlamento europeo. Il motivo? Più facile da leggere e garantisce maggiore risparmio ai consumatori. Il sì definitivo al regolamento dovrà arrivare dalla Commissione europea.

Come sarà la nuova etichetta energetica degli elettrodomestici?

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L’etichetta energetica

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Non conterrà i “+”. Spariranno le “A+”, “A++” e “A+++” che disorientano in fase di acquisto.

  • Avrà una scala da A a G che indica la classe di efficienza energetica del modello di prodotto corrispondente.
  • Mostrerà il consumo di energia assoluto in kWh, indicato per anno o per qualsiasi periodo di tempo pertinente.
  • Sarà composta anche da un codice dinamico di risposta rapida (QR code), “un codice a barre” da fotografare con un’app ad hoc per consentire al consumatore di accedere velocemente alla banca dati di tutti i prodotti con la nuova etichettatura, in questo modo il cliente può confrontare i consumi dei diversi elettrodomestici. 
  • Avrà l’icona “smart”, per differenziare gli elettrodomestici intelligenti, che entrano in funzione quando il costo dell’energia è più basso

La nuova etichetta energetica quando debutterà?

“In tre tappe, a partire dalla sparizione entro 21 mesi dei “+” che ora compaiono sulle etichette di frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, televisori. Le classi di efficienza così attribuite rimarranno valide – ci si attende – per dieci anni; in seguito si procederà ad una redistribuzione, sempre in base alla scala A-G (il cosiddetto “riscalaggio”), quando le classi A e B risulteranno sovraffollate”, questo ha dichiarato il relatore del testo, Dario Tamburanno del Movimento 5 Stelle: il parlamentare europeo sul suo sito web ha scritto tutto l’iter legislativo della legge, con un ampio approfondimento sul tema. 

Perché è stata modificata l’etichetta energetica?

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L’Unione europea si è impegnata a dar vita all’Unione dell’energia con politiche volte a moderare la domanda di energia e limitare le emissioni di gas a effetto serra. In questo quadro si inserisce la nuova etichetta energetica degli elettrodomestici (frigorifero, lavatrice, aspirapolvere, lavastoviglie, ecc…) che i parlamentari europei hanno votato per questi motivi:

L’etichettatura dell’efficienza energetica consente ai consumatori di procedere a scelte informate in merito ai prodotti connessi all’energia efficienti e sostenibili e apporta quindi un contributo di rilievo al risparmio energetico e alla riduzione degli importi delle fatture energetiche.
Parlamento europeo, 6 luglio 2016

Secondo i calcoli della Commissione europea, la nuova etichetta farà risparmiare in media 15 euro l’anno al consumatore. Saranno escluse le caldaie a gas perché già interessate a un cambio di etichetta nel mese di settembre 2015.

Il diritto al rimborso per i consumatori in caso di etichette infedeli

Se l’etichetta energetica non riporta correttamente le informazioni allora il consumatore avrà diritto a un rimborso, questa è un’altra novità introdotta dal Parlamento. La Commissione europea ha calcolato che oggigiorno il 10-25% delle etichette energetiche non rispecchi le reali caratteristiche delle apparecchiature.

Frigo e tv in stand by ad agosto costano 15 euro in bolletta

Estate: frigo e tv in stand by ad agosto costano 15 euro © ANSA

Fonte : http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2016/07/28/frigo-e-tv-in-stand-by-ad-agosto-costano-15-euro-in-bolletta_14be895a-14ca-4631-8669-588d67f511cf.html

In tempi di crisi meglio non lasciare accesa quella lucina rossa di tv, stereo o radiosveglia. Soprattutto quando lasciamo casa per partire in vacanza. Quella spina di elettrodomestici e apparecchi elettronici che resta attaccata alla presa consuma energia e costa, è cosa nota, ma per disattenzione o per pigrizia sono in tanti a non staccarla. E così, per il solo mese di agosto, paghiamo 15 euro in piu’. Una somma che in un anno sale a 72 euro.

3fc5788c95be3678a4389d2ce5ae0b82[1]Il ‘divoratore’ di energia è il frigorifero con i suoi 480 Wh (wattora) al giorno, seguito da stereo (197 Wh), computer e stampante (175 Wh), router per connettersi a internet (108 Wh), tv e Dvd (94 Wh). L’analisi ha preso in considerazione i vari elettrodomestici e dispositivi elettrici ed elettronici nelle stanze di un appartamento e stimato in agosto, considerando la casa vuota, un consumo di 46,3 Kwh.

In vigore decreto ‘Uno contro Zero’ per corretto riciclo minielettrodomestici

Fonte e articolo completo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2016/07/21/rifiuti-vecchio-cellulare-in-negozi-senza-obblighi-acquisto_34d96ce8-2635-40f6-9d35-ed3c56b86974.html

Dalla vecchia macchinetta fotografica al cellulare superato, parte un riciclo ecosostenibile per piccoli elettrodomestici. Domani entra in vigore il decreto “Uno contro Zero”, un’opportunità in più per avviare al corretto riciclo i piccolissimi apparecchi elettrici ed elettronici arrivati a fine vita. Un consumatore potrà portare il vecchio cellulare, piccolo elettrodomestico o altri prodotti inferiori ai 25 centimetri presso un punto vendita di almeno 400 metri quadrati, senza essere obbligato ad acquistare un nuovo prodotto equivalente.

CNR – Scoperti nuovi microinquinanti delle acque

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è un ente pubblico di ricerca italiano che ha il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca scientifica e tecnologica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico e tecnologico, economico e sociale.

Il CNR è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Fonte:https://www.cnr.it/

Scoperti nuovi microinquinanti delle acque

Comunicato stampa 22/07/2016

Uno studio del Grupp o di ecologia microbica dell’Ise-Cnr dimostra la presenza nelle acque reflue urbane di geni di resistenza ai metalli pesanti e agli antibiotici che i sistemi di depurazione non riescono a rimuovere, con il rischio che si diffondano nell’ambiente. Il risultato potrà permettere di progettare sistemi di trattamento più efficaci. La ricerca, svolta a Novara, Verbania e Cannobio, è pubblicata su Water Research

In Italia 25.869 incendi nei primi sei mesi del 2016

Fonte: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2016/07/07/in-italia-25.869-incendi-nei-primi-sei-mesi-del-2016_3b2d0744-686e-4c04-a39e-61c50be85034.html

‘Tra le più colpite Sicilia, Puglia, Lazio, Campania e Calabria’

(ANSA) – TRENTO, 7 LUG – Sono 25.869 gli incendi divampati in Italia nei primi sei mesi dell’anno, con i roghi che lungo la Penisola hanno colpito ben 12.518 ettari di terreno tra aree boschive e non. È quanto emerge da un dossier della Coldiretti basato sui dati della Protezione civile.

Gli incendi riguardano soprattutto la parte meridionale del Paese, ma problemi si registrano anche a Nord. Le regioni maggiormente colpite nel semestre – riferisce Coldiretti – sono la Sicilia (6.572 incendi), la Puglia (4.920 incendi), il Lazio (2.024 incendi), Campania (1.982 incendi), la Calabria (1.860 incendi), la Lombardia (1.451 incendi) e la Sardegna (1.385 incendi). (ANSA).

Sardegna: 4mila ettari in fiamme in tre giorni

Fonte e articolo completo su: http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/attualita/incendi-25-mila-in-sei-mesi-la-regione-pi-colpita-la-sicilia

Caldo estivo, repentini cambiamenti della direzione del vento, folta vegetazione, fumo intenso e scarsa visibilità: questi i ‘complici” del fuoco che in tre giorni ha distrutto in Sardegna oltre 4mila ettari di bosco: “L’apparato AIB da solo non basta e la prevenzione è fondamentale” ha dichiarato l’assessore alla protezione civile Donatella Spano che si è recata nei comuni più colpiti dagli incendi

Seveso, 40 anni fa il primo “choc ambientale” italiano

Disastro di Seveso – Erano le ore 12.37 del 10 luglio del 1976 quando nel reparto B dello stabilimento Icmesa di Seveso-Meda la temperatura del reattore salì vertiginosamente a 175 gradi. Per mezz’ora una nuvola bianca invase quattro comuni: Seveso, Cesano Maderno, Desio e Meda. Quella nuvola estremamente tossica conteneva diossina, un componente utilizzato dalla fabbrica per la creazione dell’Agent Orange utilizzato e acquistato dagli USA nella guerra al Vietnam.
Fu un disastro totale: l’ambiente ne risentì profondamente; poi iniziarono i malesseri alle persone, problemi estremamente gravi che ancora oggi fanno ricordare quella nuvola bianca.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Seveso

Il veleno investì una vasta area di terreni dei comuni limitrofi della bassa Brianza, particolarmente quello di Seveso. Il disastro ebbe notevole risonanza pubblica e a livello europeo porta alla creazione della direttiva 82/501/CEE nota anche come direttiva Seveso. Fu la prima volta che la diossina uscì da una fabbrica e andò a colpire la popolazione e l’ambiente circostante. Secondo una classifica del 2010 della rivista Time l’incidente è all’ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia. Il sito americano CBS ha inserito il disastro tra le 12 peggiori catastrofi ambientali di sempre.

La decontaminazioneIl primo strato di terreno venne rimosso. La zona A venne presidiata dalle forze dell’ordine per impedire a chiunque di entrarvi. La zona B, contaminata in minor misura, e la zona R, ovvero zona di rispetto, vennero tenute sotto controllo e vi fu imposto il divieto di coltivazione e di allevamento.

Successivamente, vennero create due enormi vasche di contenimento, costantemente monitorate, nelle quali venne riposto tutto ciò che era presente nella zona A, il terreno rimosso e anche i macchinari utilizzati per la demolizione e gli scavi. Al di sopra di queste due vasche poi sorse il Parco naturale Bosco delle Querce, tuttora aperto alla popolazione. Oggi le due vasche (quella medese da 60 metri cubi e quella sevesina da 200 metri cubi) sono ancora monitorate, per evitare il rischio di una nuova contaminazione.

ENEA: 10 consigli sull’uso efficiente del condizionatore         

Fonte:  http://www.enea.it/it/Stampa/news/caldo-addio-afa-e-caro-bollette-10-consigli-enea-su-uso-efficiente-condizionatore/

Con l’arrivo del grande caldo e di temperature tropicali che sfiorano i 40 gradi è scattata la corsa ai condizionatori. Per facilitarne un uso efficiente, ottimizzando il raffrescamento senza surriscaldare le bollette, l’ENEA ha messo online 10 consigli pratici e una Guida aggiornata per l’uso efficiente e sostenibile dell’aria condizionata scaricabile dal sito (www.enea.it). Uno strumento “a portata di mano”, realizzato dagli esperti dell’Agenzia per l’Efficienza Energetica (http://www.agenziaefficienzaenergetica.it), che aiuterà il cittadino a evitare sprechi e comportamenti sbagliati, senza soccombere all’afa

  1. Occhio alla classe energetica – Il primo  consiglio per l’uso ‘intelligente’ dell’aria condizionata parte dalla scelta del condizionatore: se non l’avete ancora comprato, sono da preferire i modelli in classe energetica A o superiore che costano di più, ma consumano molto meno.
  2. Preferite gli inverter – Scegliete un apparecchio dotato di questa tecnologia, perché  adegua la potenza all’effettiva necessità e riduce i cicli di accensione e spegnimento.
  3. Ricordate l’Ecobonus – Se acquistate una pompa di calore per sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico, potrete usufruire dell’”ecobonus”, la detrazione dall’IRPEF che fino al 31 dicembre 2015 sarà del 65%, oppure del “Conto termico”, un incentivo che varia in funzione della dimensione dell’impianto. (http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/).
  4. Attenzione all’installazione – E’ importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete. L’aria fredda tende a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Evitate di mettere il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.
  5. Non sprecate aria condizionata: ogni stanza ha bisogno del suo climatizzatore – Non è corretto installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi tutta casa: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si passa per il corridoio andando da una stanza all’altra, perché sarà l’unico locale ad essere raffrescato.
  6. Non lasciate porte e finestre aperte – Sembra banale, ma così si evita di riscaldare l’aria all’interno.
  7. Ricordate di coibentare i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione: se esposti direttamente al sole possono danneggiarsi. Inoltre è bene assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta direttamente al sole e alle intemperie.
  8. Attenzione a non raffreddare troppo l’ambiente – Due o tre gradi in meno della temperatura esterna sono sufficienti.  Spesso basta attivare solo la funzione “deumidificazione”, perché è l’umidità presente nell’aria che fa percepire una temperatura molto più alta di quella reale.
  9. Non dimenticate di usare il timer e la funzione “notte” in modo da ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio.
  10. Occhio, infine,  alla pulizia e alla corretta manutenzione – I filtri dell’aria e le ventole devono essere puliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane, perché lì si annidano facilmente muffe e batteri dannosi per la salute. Se sono deteriorati vanno sostituiti. E’ importante anche controllare la tenuta del circuito del gas. 

Bioshopper illegali, business eco-criminale da 40mila tonnellate

Fonte: http://www.legambiente.it/unsaccogiusto/

Lo sapevi? Dietro a una busta per la spesa potrebbe nascondersi la criminalità organizzata, che in Italia controlla gran parte del mercato dei sacchetti di plastica bio, non soltanto al Sud, e impone ai commercianti l’acquisto e la distribuzione di prodotti illegali non compostabili. Metà dei sacchetti in circolazione in Italia sono illegali, il valore perso dalla filiera legale è di circa 160 milioni di euro, a cui si devono aggiungere 30 milioni di euro di evasione fiscale e 50 milioni di euro per lo smaltimento delle buste fuori legge.
Per cambiare le cose basterebbe stare attenti, informarsi, scegliere prodotti virtuosi, denunciare l’illegalità, fare la propria parte.

STIAMOCI ATTENTI. SCEGLIAMO #UNSACCOGIUSTO

Fonte: http://www.legambiente.it/unsaccogiusto/

COME RICONOSCERE I SACCHETTI CONFORMI ALLA LEGGE

Fonte e info: http://www.legambiente.it/unsaccogiusto/

Liberiamo insieme la natura – http://www.legambiente.it/

La Ferriera di Sarvola, non solo Ilva……

Fonte: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/05/18/ferriera-di-trieste-al-voto-turandosi-il-naso-lilva-del-nord-inquina-la-campagna-elettorale/523118/

La Ferriera di Servola è un complesso industriale specializzato nella produzione di ghisa, sito a Servola, un rione di Trieste. Si estende per 560.000 metri quadri, in cui sorgono la cokeria, l’impianto di agglomerazione, due altiforni e la macchina a colare (per la solidificazione della ghisa in pani). È dedito alla produzione di ghisa, destinata ai settori metalmeccanico e siderurgico.

Nel 2015 il gruppo italiano Arvedi acquisisce l’intero impianto, già inserito nelle aree di crisi complessa, e sottoscrivendo un Accordo di Programma con le istituzioni per la messa in sicurezza ambientale e la reindustrializzazione dell’intera area.

 Il problema dell’impianto siderurgico tristemente famoso come l’Ilva del Nord andava risolto molto tempo fa. Da troppi anni le sue emissioni inquinanti minacciano la salute dei cittadini e occupano il dibattito nelle amministrazioni locali.

Ilva: Italia a processo alla Corte di Strasburgo, ‘non ha protetto la vita dei cittadini’

Non ha tutelato la salute di 182 abitanti di Taranto dagli effetti negativi delle emissioni.

Fonte e articolo completo su: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2016/05/17/ilva-italia-a-processo-alla-corte-di-strasburgo-non-ha-protetto-la-vita-dei-cittadini_a2bf8019-80e9-456a-887b-faeea4304457.html

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Video da youtube: https://www.youtube.com/watch?v=_AZ_wGRQeOc

2012 – Il caso Ilva su Raiuno a Tv7  

Budelli: giudice, è pubblica e del Parco

Fonte: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/05/17/budelli-giudice-e-pubblica-e-del-parco_729bb0a7-711c-4d66-a93c-6cd1036d2e1f.html

TEMPIO PAUSANIA, 17 MAG – L’isola di Budelli passa ufficialmente e definitivamente nel patrimonio pubblico dell’ente Parco di La Maddalena. Lo ha stabilito il giudice delle esecuzioni immobiliari di Tempio Pausania, Alessandro di Giacomo, approvando il piano di ripartizione delle somme ai creditori e chiudendo così la procedura dell’asta giudiziaria che gravava su questo angolo di paradiso, famoso per la sua spiaggia rosa.

Nulla da fare, quindi, per le ambizioni del magnate neozelandese Michael Harte, che aveva acquistato Budelli per circa 3 milioni di euro e che si era detto pronto a realizzare un progetto ecosostenibile. La decisione del giudice, se da una parte mette la parola fine sulla proprietà dell’isola, rischia ora di riaccendere lo scontro all’interno dell’ente Parco su come gestire e con quali risorse il patrimonio di Budelli.

Buone notizie per l’Amazzonia, diventa permanente la moratoria sulla coltivazione della soia

  10 maggio, 2016

Fonte: http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Buone-notizie-per-lAmazzonia-diventa-permanente-la-moratoria-sulla-coltivazione-della-soia–/#

Logged area in the Amazon rainforest to clear land for soya plantations. Greenpeace document a number of geographical locations in the Amazon, looking at the impacts of deforestation on various aspects of forest life. They look at people, natural wildlife and the landscape which has drastically altered as huge areas are cleared to meet agricultural demand. Soya plantations are the leading cause of deforestation in the region.

Logged area in the Amazon rainforest to clear land for soya plantations.
Greenpeace document a number of geographical locations in the Amazon, looking at the impacts of deforestation on various aspects of forest life. They look at people, natural wildlife and the landscape which has drastically altered as huge areas are cleared to meet agricultural demand. Soya plantations are the leading cause of deforestation in the region.

La moratoria sulla coltivazione della soia negli Stati dell’Amazzonia brasiliana, avviata dieci anni fa su iniziativa di Greenpeace, prorogata finora di anno in anno, è diventata permanente.

“Questo definitivo rinnovo della moratoria garantisce a produttori e rivenditori di potersi approvvigionare di soia che non contribuisce alla deforestazione in Amazzonia, anche in tempi di crisi ambientale e politico-economica in Brasile” afferma Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia.

Australia, il fiume va a fuoco: è carico di gas metano

Fonte: Video da Youtube,

Fonte Articolo: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/04/25/australia-il-fiume-va-a-fuoco-e-carico-di-gas-metano-la-denuncia-di-un-deputato-dei-verdi/512134/

Basta una scintilla e le acque del Condamine, un fiume del Queensland (Australia), prendono misteriosamente fuoco. Non si tratta di un fenomeno naturale ma di un accumulo anomalo di gas metano dovuto all’estrazione con la tecnica del fracking, vale a dire  la fratturazione idraulica. Nelle vicinanze del fiume c’è un sito di trivellazione e il gas deve essere filtrato attraverso le rocce finendo nel Codamine. La denuncia è partita da , un membro del partito dei Verdi del New South Wales, che ha pubblicato questo video sul suo profilo Facebook dove afferma di sentirsi preoccupato: “Le emissioni incontrollate provenienti dall’industria del gas potrebbero avere un ruolo importante nel cambiamento climatico“

Il Ddl acqua, via libera alla Camera  ora passa al Senato

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Voti favorevoli sono stati 243, i contrari 129 e due gli astenuti. Il provvedimento passa all’esame del senato.

politica-160420194102[1]La Camera approva tra le proteste il ddl acqua

 Il provvedimento introduce norme su gestione, pianificazione e finanziamento del servizio idrico integrato e istituisce un fondo nazionale di solidarietà internazionale (garantendo anche il diritto a un quantitativo minimo vitale di acqua procapite di massimo 50 litri giornalieri, anche in caso di morosità).

Il testo della proposta di legge, modificato in commissione Ambiente e dell’assemblea, stabilisce che il servizio idrico integrato viene considerato un servizio pubblico locale di interesse economico generale assicurato alla collettività, che può essere affidato anche in via diretta a società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per la gestione ‘in house’, comunque partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell’Ato (ambito territoriale ottimale). Modalità di affidamento per la quale, a seguito di un emendamento approvato dall’aula, è caduta la formula ‘in via prioritaria”. 

In questo modo quindi la gestione dovrà essere “prioritariamente” affidata ad una gestione pubblica ma non in via esclusiva ma nulla esclude che in caso di necessità possa andare anche ai privati. 

La caduta di questa formula ha sollevato le proteste del M5s e Sinistra italiana. “La proposta di legge in discussione in aula per ‘la gestione pubblica delle acque’ così com’è tradisce l’esito del referendum del 2011, il più partecipato degli ultimi 15 anni. L’unico ad avere raggiunto il quorum”. 

Di parere opposto il Governo: “La legge per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque approvata oggi dalla Camera, garantisce una gestione del servizio idrico più efficiente, un servizio migliore e una maggiore trasparenza e stabilità al settore – ha detto Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente al termine dei lavori della Camera. “Con questo provvedimento  viene ribadito ancora una volta il diritto essenziale di accesso all’acqua potabile e, al contempo, viene ulteriormente salvaguardata la risorsa idrica delle acque superficiali e sotterranee secondo criteri di efficienza, responsabilità, sostenibilità e solidarietà”.

Rifiuti in mare dalle piattaforme, dopo inchiesta di Piazzapulita: capitaneria apre indagine nelle Marche

Fonte: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/04/20/rifiuti-in-mare-dalle-piattaforme-dopo-inchiesta-di-piazzapulita-capitaneria-apre-indagine-nelle-marche/510151/?pl_id=8&pl_type=category

Dopo la video-inchiesta di Italian Offshore andata in onda a Piazzapulita (La7) dell’11 aprile scorso sul mondo dell’estrazione di idrocarburi nei mari italiani sullo sversamento nascosto per anni, l’inquinamento causato dalle acque di produzione dalle piattaforme, la Capitaneria di Porto delle Marche – come riporta il Corriere Adriatico – “ha avviato un’indagine”. “Si tratta di accertamenti preliminari per chiarire la consistenza della denuncia dei giornalisti – riporta il quotidiano locale -. Perciò è stato ascoltato il proprietario della barca che ha  accompagnato la troupe televisiva fino alle piattaforme Brenda e Basil, a 25 chilometri dalla costa pesarese (strutture collegate con un gasdotto alla centrale Eni di Fano) e sono state avviate verifiche documentali”. “L’interesse investigativo, in particolare, è suscitato dalla possibilità, riferita nel video sulla base di una fonte riservata del ministero dell’Ambiente, che le  acque di risulta della lavorazione contengano, oltre a  materiali pesanti e idrocarburi, anche materiale radioattivo”. Vi riproponiamo l’inchiesta esclusiva andata in onda

Maltempo, emergenza petrolio a Genova: cedono le dighe del Polcevera, il greggio si riversa in mare

Fonte: http://www.meteoweb.eu/foto/maltempo-emergenza-petrolio-a-genova-cedono-le-dighe-del-polcevera-il-greggio-si-riversa-in-mare-foto/id/674366/#1

23 aprile 2016 – E’ allarme a Genova per il petrolio nel Polcevera: le forti piogge che stamattina hanno interessato le colline a monte della città hanno ingrossato il fiume la cui portata ha rotto alcuni argini di contenimento realizzati nei giorni scorsi per bloccare il greggio e impedirgli di arrivare a mare. Mentre continuano le operazioni per aspirare il petrolio che si è riversato nel torrente, è già crollato un argine e il greggio ha ulteriormente raggiunto il mare, dopo che una lunga marea nera nel pomeriggio di ieri è arrivata al largo del savonese. Stamattina sono caduti 52mm di pioggia a S.Bernardo – Ceranesi, 37mm a Mignanego – Vetrerie, 13mm a Prà, 6mm a Sestri Ponente, 5mm a Granarolo.

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Previsioni per la giornata di Sabato 23 aprile 2016

Fonte: http://www.ilmeteo.it/giornale/meteo-genova-oggi-temporali-schiarite-domenica-24-nubi-sparse

Genova, Sabato 23 Aprile: giornata prevalentemente piovosa con possibili rovesci temporaleschi alternati a schiarite, minima 14°C, massima 16°C. Nel dettaglio: temporale al mattino, pioggia o rovesci anche intensi al pomeriggio, fenomeni a carattere di pioggia debole alla sera. Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 17 e sarà di 16°C, la minima di 14°C alle ore 5, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 2170m alle ore 8 e la quota neve minima sarà 1730m alle ore 8. I venti saranno sia al mattino che al pomeriggio moderati provenienti da Sud-Est con intensità di circa 14km/h, deboli da Est-Nord-Est alla sera con intensità di circa 6km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 3140m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 1.2, corrispondente a 368W/mq. 

– Madre Natura –

Madre Natura  – l’affascinante bellezza della Natura, in modo particolare la Potenza Vitale del Sole che con i suoi raggi portano Luce e Vita a tutto.

Spot per l’ambiente, contro le discariche abusive.

Fondo marino del mare Adriatico   

alcuni esempi di inciviltà ………………..

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482266362[1]basterebbe poco tenerlo pulito………………..