Archivi categoria: Calcio

Napoli, il grande cuore di Koulibaly….


Napoli, il grande cuore di Koulibaly: fa partire per il Senegal una nave di medicine, alimenti e persino due ambulanze

articolo: https://napoli.repubblica.it/sport/2021/06/22/news/napoli_il_grande_cuore_di_koulibaly_fa_partire_per_il_senegal_una_nave_di_medicine_alimenti_e_persino_due_ambulanze-307080095/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

Un indovinello semplice. Primo indizio: è uno dei fuoriclasse del Napoli. Secondo: è lontano dal cliché del calciatore patinato. Terzo e ultimo: aiuta sempre le persone in difficoltà e lo fa lontano dalle luci della ribalta. La soluzione è immediata, si tratta di Kalidou Koulibaly. Il giocatore azzurro ta trascorrendo le vacanze in Senegal, dopo una breve parentesi in Francia, ed è sensibile alle difficoltà che vive il suo paese. Quello che rappresenta con orgoglio. In campo con la nazionale, ma non solo. Il suo sostegno è concreto. E silenzioso.

Nei giorni scorsi ha visitato villaggi e associazioni che danno un sostegno concreto ai bambini in difficoltà. Poi ha agito evitando pubblicità. Ieri mattina è salpata dal porto di Napoli una nave in direzione Senegal. Al suo interno, in diversi container, materiale sanitario, medicine, alcune lettighe e addirittura due ambulanze. Tutte acquistate da Koulibaly. La distribuzione comincerà al termine della navigazione, tra otto giorni circa. Ad aspettare il carico ci sarà proprio Kalidou, il campione dal cuore d’oro. La beneficenza è uno dei capisaldi della sua vita. Ad aprile, ad esempio, aveva fatto arrivare, sempre in Senegal, diversi quintali di generi alimentari. L’attenzione è spasmodica pure a Napoli, la sua città d’adozione. Ha aiutato spesso la comunità senegalese soprattutto durante il periodo del lockdown. Koulibaly è il campione dei gesti concreti: a gennaio fu riconosciuto da un tifoso ai semafori di Agnano mentre distribuiva giacche a vento ad alcuni immigrati. Altre volte ha portato anche la colazione. Sempre senza farsi riconoscere, un cappuccio in testa e tanta voglia di fare del bene. Le testimonianze sono tante: ha regalato ad un amico la maglia indossata in Champions contro il Liverpool, messa poi all’asta per acquistare generi alimentari in modo da garantire un pasto ai poveri durante l’emergenza Covid 19.

Ed ancora: donazioni alle varie parrocchie e un sostegno economico ad una donna senegalese, conosciuta a Napoli, che aveva appena partorito. Koulibaly è questo. E ha trovato in Faouzi Ghoulam un partner affiatato. I due sono grandi amici e condividono questo nobile intento. Il tandem della solidarietà ha agito tanto nel corso di questi anni sempre in rigoroso silenzio. Prima della pandemia, l’appuntamento al Santobono dai bambini ricoverati è stata una tappa fissa: doni, magliette e sorrisi a chi è più sfortunato. E ancora: nel periodo natalizio Koulibaly e Ghoulam hanno acquistato regali da distribuire nelle case famiglia di Napoli e provincia. Nel 2019 insieme scelsero il liceo Elsa Morante di Scampia per augurare buon anno scolastico a 500 studenti: «Non smettete mai di inseguire i vostri sogni». Koulibaly i suoi li ha realizzati in campo: è uno dei migliori difensori al mondo e lo ha dimostrato nel corso di questi anni in maglia azzurra. È considerato un vero e proprio simbolo. Domenica scorsa, ha compiuto 30 anni e lo ha fatto tra la sua gente per il quale è diventato un esempio. Ha sempre lottato contro il razzismo, piaga di cui è stato vittima a San Siro con l’Inter e all’Olimpico contro la Lazio. L’Uefa non a caso lo ha scelto come testimonial e Koulibaly si è schierato anche contro la discriminazione territoriale nei confronti dei napoletani che lo apprezzano soprattutto come uomo. Kalidou vince, a prescindere.

Coppa America, festino a luci rosse. Bufera sul Cile, coinvolto anche Vidal


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/20/news/cile_festa_luci_rosse-306943530/

234125327-06355486-419e-491f-93a8-76019cf3fa9c

Secondo la stampa cilena, alcuni giocatori della Roja (tra questi anche il centrocampista dell’Inter) avrebbero organizzato un party con alcune prostitute dopo la vittoria sulla Bolivia

Bufera sul Cile, impegnato in Coppa America ma travolto da uno scandalo a luci rosse. Secondo la stampa locale, alcuni calciatori della nazionale avrebbero organizzato una festa con alcune prostitute al Gran Hotel Odara, dove la Roja è in ritiro a Cuiabà. Il party sarebbe stato organizzato dopo la vittoria di misura sulla Bolivia, e i media cileni rivelano l’identità dei calciatori coinvolti: si tratterebbe di Jean Meneses, Guillermo Maripan, Arturo Vidal, Gary Medel, Pablo Galdames, Pablo Aranguiz ed Eduardo Vargas. Sono attesi provvedimenti da parte della Federcalcio cilena. Già qualche giorno fa Medel e l’immancabile Vidal erano stati multati dalla Conmebol per circa 25 mila euro a testa per aver fatto venire in albergo un barbiere, violando le norme anti-Covid.

Calhanoglu conferma: “Accordo con l’Inter…


Calhanoglu conferma: “Accordo con l’Inter, domani firmerò il contratto”. Si parla di opzione per un quarto anno

E4Zs79EWUAEU3Dw

articolo: https://www.fcinternews.it/in-primo-piano/calhanoglu-conferma-accordo-con-l-inter-domani-firmero-il-contratto-si-parla-di-opzione-per-un-quarto-anno-371378?fbclid=IwAR3RzTHGXwVIrVtNjm3oSqg6wDnORdnf2kb8JVch979eMRQaDOECqNpjSnw

Hakan Calhanoglu conferma: sarà un giocatore dell’Inter. L’annuncio arriva per bocca del diretto interessato raggiunto dall’emittente pubblica turca Trt Spor: “Ho trovato un accordo con l’Inter. Andrò a Milano e domani firmerò il contratto dopo le visite mediche“. La stessa televisione aggiunge che il contratto di Calhanoglu coi nerazzurri sarà di tre anni con opzione per il quarto

Il ritorno di Zeman a Foggia……


Il ritorno di Zeman a Foggia: il santo fumatore con più di mille panchine e una sola idea, il gol

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/legapro/2021/06/19/news/ritorno_zeman_commento-306803684/

Sarà la sua quarta volta nella città pugliese. Una carriera che ha sempre diviso le opinioni, creato sogni e ispirato personaggi televisivi e perfino canzoni

pq-638x425

Mille e passa panchine tutte sempre con la stessa idea, basta fare un gol più dell’avversario. Se sono tanti meglio. Sembra una sciocchezza, una banalità, in realtà è una rivoluzione che dura ancora. Ci sono allenatori che sono andati al rogo per seguire le sue idee, ce ne sono altri che hanno fatto carriera semplicemente predicando l’opposto. Tanti lo amano e ne predicano il verbo, altrettanti lo odiano e lo considerano un fallito.

A 74 anni Zdenek Zeman accresce la leggenda del santo fumatore col suo quarto ritorno a Foggia (stavolta addirittura in Serie C),  il suo 4-3-3 non ha età e richiama alla memoria un periodo d’oro del calcio italiano in cui ci si scontrava anche solo per un’idea, per filosofia. Titoli  e luoghi comuni in sequenza: “Foggia mon amour“, “Va’ dove di porta il cuore“, “Corsi e ricorsi storici“, “La Grande Bellezza“, “Chi si ferma è perduto“, “Il ritorno dello Jedi“, “La coscienza di Zeman” (Antonello Venditti, 1999). Lo Zeman dei primissimi anni ’90, quello di Zemanlandia a Foggia, è anche più rivoluzionario del Sarri di oggi. Che del resto, come tanti altri, ne è un discendente.

Zeman, a Foggia, fa parte dell’epica del calcio italiano. Al formidabile trio d’attacco SignoriBaiano Rambaudi corrispondeva un altrettanto formidabile trio fuori campo. Il presidente del Foggia Pasquale Casillo, il Re del Grano da San Giuseppe Vesuviano, responsabile di aver creato il fenomeno Zeman, il formidabile ds Peppino Pavone da Barletta con un fiuto da Bassethound per i talenti, e Zeman appunto. Nato a Praga, nipote di Cestmir Vycpalek, professore d’educazione fisica diplomato all’Isef, prime esperienze da allenatore tra i dilettanti in Sicilia, e fin da subito ossessionato dalla caccia al gol. 

Distratti dal grande calcio berlusconiano che sta rivoluzionando lo sport a colpi di miliardi, l’Italia non sa che in realtà Foggia è una grande piazza per il calcio, e fucina di allenatori leggendari da Oronzo Pugliese (quello di cui poi Lino Banfi su suggerimento di Liedholm, farà la parodia con Oronzo Canà) a Tommaso Maestrelli.

Diversamente dal calcio di oggi, dalla mania del possesso palla, Zeman è un fanatico del calcio d’attacco, assolutamente verticale, veloce, velocissimo. Lo pratica a qualsiasi costo, con tutti i giocatori, disinteressandosi quasi del tutto della difesa. Gli interessa solo “segnare un gol più degli altri“. Se perde 4-3 dice solo che gli altri hanno fatto un gol in più, basta, amen.

Zeman diventa famoso per i suoi allenamenti, i giocatori saltano, salgono e scendono ossessivamente sui gradoni dello stadio. In ritiro li massacra con percorsi all’alba, prima ancora di colazione, nel bosco e nei gelidi ruscelli di montagna. A pranzo solo patate lesse e verdura. Zeman non ha calciatori, ha dei “navy seals” pronti a qualunque cosa, pronti a gettarsi nel fuoco per lui, senza paura e contro qualunque avversario. Appena promosso, il Foggia chiude la prima stagione di Zemanlanda (91-92) al nono posto, con 58 gol fatti e altrettanti presi. All’ultima di campionato ne prenderà 8 dal Milan. Ma è una festa di popolo, Foggia è alle stelle. E’ ovviamente la peggior difesa della Serie A, ma anche un attacco inferiore solo a quello del Milan campione con Van Basten,Gullit e RijkaardBaiano fa gli stessi gol di Baggio con la Juve (16). In breve Zeman insieme al suo amico Arrigo Sacchi diventa il nuovo riferimento del calcio italiano, tanti si convertiranno alla nuova filosofia, spesso non riuscendoci e fallendo malamente. 

Nasce in quel momento l’epopea, per altro non assolutamente corrispondente a vittorie e trionfi, che per Zeman sono di tutt’altro tipo. E’ un calcio fatto di ideali, che non guarda (purtroppo) ai risultati.

Pur non avendo mai masticato calcio Antonio Albanese, figlio di genitori siciliani, fu letteralmente preso dal fenomeno Zeman. Inventò il personaggio Frengo, telecronista maniaco dell’allenatore del Foggia. Non esiste nessuno che abbia sintetizzato meglio di Albanese il fenomeno Zeman. In uno storico sketch, ormai diventato un cult anni 90, l’attore si esibisce in un monologo di 5 minuti – prendendolo straordinariamente per i fondelli – accanto a uno Zeman seduto e avvolto dalla nuvola del fumo delle sue sigarette. Imperturbabile all’estremo: Zeman solitamente parla pochissimo e per di più pianissimo. Imperturbabile, ogni tre parole una sentenza. La sua presenza è annunciata dal fumo e dall’odore delle sigarette.

Sai, simpatia? – dice lo sciroccatissimo Frengo – Siamo rimasti soli io e te. Ormai Baiano vende figurine nel piazzale della squadra del Birmingham e Signori si compra tortellini a Bologna, si è imborghesito. Gli altri hanno tutti rischiato il centro di recupero“.

Il mondo non ti capisce, il mondo non sa che quando la tua squadra prende un gol non è un errore della tua squadra o di una tua tattica, ma è una maleducazione della squadra avversaria. Perché noi viviamo in un mondo volgare“.

Il mondo non capisce che la classifica è un modo profondamente sbagliato di misurare il valore delle squadre. Primo, secondo, terzo, quarto ma che cosa vuol dire? Quello che conta sono i sentimenti. Tu hai sempre insegnato ai tuoi giocatori che fermare l’avversario è sleale, così distruggi il gioco, è un’offesa alla bellezza del calcio. Tu giochi sempre con lo stesso modulo: 6 attaccanti, 2 centrocampisti e in difesa due assistenti degli attaccanti avversari. E così ti hanno mai capito. Sei troppo avanti, tu sei più avanti di Lou Reed“. Zeman continuava a fumare, straordinariamente muto e con un sorriso beffardo.

images

Incidenti dopo Inghilterra-Scozia, 30 arresti


articolo: https://www.ansa.it/europei_2020/notizie/2021/06/19/europei-inghilterra-scozia-incidenti-30-arresti_1ba1e149-a615-4cf3-b309-5a5292701ddb.html

E’ di trenta persone arrestate il bilancio dei problemi di ordine pubblico provocati dai tifosi di Inghilterra e Scozia prima, durante e dopo la partita fra le due nazionali ieri a Wembley (0-0).
Lo ha reso noto la polizia metropolitana di Londra, ieri dispiegata in forze, precisando che i supporte fermati hanno provocato risse, al centro della capitale britannica o nei pressi dello stadio, o si sono scontrati con le forze dell’ordine.

Molti di loro hanno anche fatto uso eccessivo di alcol, e di droghe, e c’è stato chi ha proferito insulti razzisti. Tutti e trenta gli arrestati sarebbero ancora in stato di fermo

Milan, Ibrahimovic operato al ginocchio a Roma: due mesi prima di rivederlo in campo


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/milan/2021/06/18/news/ibrahimovic_operato_ginocchio-306664538/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S4-T1

Per lo svedese intervento in artroscopia. Quattro settimane prima di riprendere a correre

Zlatan Ibrahimovic è stato operato al ginocchio sinistro. L’intervento in artroscopia di cleaning articolare è stato eseguito “con successo” dai chirurghi Volker Musahl e Fabrizio Margheritini, alla presenza del direttore medico rossonero Stefano Mazzoni e del consulente ortopedico del Milan Roberto Pozzoni, presso l’Upmc Salvator Mundi International Hospital di Roma: lo ha fatto sapere il club rossonero.

L’attaccante svedese, che il 3 ottobre compirà 40 anni, sta bene ed inizierà subito, il percorso riabilitativo. I tempi di recupero sono stimati in 4 settimane per tornare a correre 8 per giocare. Nell’ultimo campionato Ibrahimovic ha giocato 19 partite con un bottino di 15 gol.

Il Milan, attraverso il proprio sito ufficiale, ha comunicato l’intervento in artroscopia al ginocchio sinistro per Zlatan Ibrahimovic

(fonte: acmilan.com)
AC Milan comunica che in data odierna, Zlatan Ibrahimović è stato sottoposto ad intervento in artroscopia del ginocchio sinistro presso l’UPMC Salvator Mundi International Hospital di Roma. L’intervento di cleaning articolare è stato eseguito con successo dai chirurghi Volker Musahl e Fabrizio Margheritini, alla presenza del Direttore medico rossonero Stefano Mazzoni e del consulente ortopedico del Club Roberto Pozzoni. Zlatan sta bene ed inizierà, da subito, il percorso riabilitativo.

Quanto amore per Eriksen: già operato, oggi torna a casa


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/18/news/eriksen_operato_verso_ritorno_a_casa-306541967/?ref=RHTP-BS-I304750563-P3-S2-T1

Christian vivrà con un defibrillatore sotto pelle. La partita tra Danimarca e Belgio si ferma al 10′ fra lacrime e applausi

COPENAGHEN. Sul prato a un certo punto c’era una striscia di sole soltanto, una riga lunga e stretta proprio lì dov’è caduto Christian. E nel riverbero degli irrigatori si vedeva l’arcobaleno. Che strano giorno per un ciao che forse è un addio ma anche un ci sei, ci siamo. Poche ore prima, Chris Eriksen aveva preso atto che per vivere gli serve una scatoletta dentro il petto, il suo salvavita, la centralina elettrica che molto probabilmente è la fine della carriera perché non finisca tutto. I compagni lo sanno, anche gli avversari e i tifosi lo sanno. Applausi e lacrime. Si chiama defibrillatore sottocutaneo, Eriksen è stato operato ieri e oggi quasi certamente sarà dimesso, anche se questo chiuderà la sua avventura agonistica per lo meno all’Inter. In Italia il protocollo per concedere l’idoneità sportiva in caso di problemi cardiaci è tra i più rigidi al mondo

È molto più di una partita di calcio che la Danimarca perde. La musica picchia forte, esorcizza il silenzio spaventoso di quei momenti. Scorre di nuovo la benedetta birra, si è cantato e ballato ma adesso i calciatori danesi si passano il dorso della mano sul viso, asciugano un pianto silenzioso, occhi che gocciolano come rubinetti chiusi male. Il “fratello” di Chris, cioè Lukaku, abbraccia tutti perché i corpi che soffrono hanno bisogno di toccarsi, di stringersi.

Ci sono tanti bambini dentro lo stadio vicino all’ospedale, chissà cosa farà Chris adesso, se l’intervento è terminato, se è nella sua stanza, se avrà lasciato davvero la finestra aperta per sentire meglio. I piccoli tifosi sventolano fogli da disegno pieni di cuori, siamo un mistero fragile, siamo fili di seta. Invece del bandierone della Danimarca viene portata sul campo una gigantesca maglia numero 10, ed è una casacca di Eriksen anche quella in cornice che i giocatori del Belgio hanno firmato e poi regalato a Kjaer insieme al gagliardetto.

Difficile dire a parole quello che si sente qui dentro. Una vibrazione lunga e lenta, un boato che però è anche un sussurro. Le labbra di Simon Kjaer si increspano mentre canta l’inno, per cinque giorni era stato zitto il capitano, l’uomo del salvataggio e della carezza a Sabrina, la moglie di Christian. Ieri ha scritto su Twitter “è uno shock che porterò con me tutta la vita ma oggi lui è qui, nel nostro cuore“. Cuore è la parola, è il simbolo, il disegno e il nemico, l’origine e la fine di tutto, siamo abituati a metterlo nei messaggini ma meno ad ascoltare il suo racconto intermittente nel nostro petto, Christian sarà costretto a imparare, adesso ci sono soltanto loro due, un ragazzo e il suo cuore matto. “Dannazione, ho solo 29 anni“, aveva detto al rianimatore sul campo quando aveva ripreso conoscenza.

La partita si alza come un’onda e si abbatte subito sul Belgio. Il gol di Yussuf Poulsen (gli morì il padre di cancro quand’era piccolo, lui non lo ha mai conosciuto ma porta il suo nome sulla maglia) arriva dopo un minuto e 39″, secondo più veloce nella storia del torneo, forse Eriksen l’ha sentito veramente il boato nell’aria, magari invece gli ha messo malinconia come tutte le cose che abbiamo perduto. E al 10′ la gara si ferma e tutti applaudono.

La tensione di muscoli e nervi dei danesi dura un tempo, poi la squadra si piega su sé stessa come di carta. Il Belgio segna due volte, è entrato Kevin De Bruyne a illuminare tutto: prima l’assist per Thorgan Hazard, poi la sua rete col sinistro perfetto e l’invito istantaneo a non festeggiare, per rispetto. Non conta un gol adesso, anche se il gol è vita che riprende, è necessità. Scende un poco d’ombra sul prato. Vince il Belgio, più forte, e nelle orecchie resta la musica dei Queen e di Bon Jovi (It’s my life, la vita, praticamente un inno). I danesi guardano il vuoto, ognuno di loro è solo o forse no. Sono splendenti bambini fragili. Nell’aria dura una luce che non finisce, la sera è bianca, chissà come farà Chris a dormire. 

 

È morto Giampiero Boniperti, una vita nella Juventus


boniperti morto juventus_18072755

Giampiero Boniperti (Barengo, 4 luglio 1928 – Torino, 18 giugno 2021) è stato un dirigente sportivo, politico ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante o centrocampista, presidente onorario della Juventus.

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/06/18/news/morto_giampiero_boniperti-306554984/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S2-T1

Capitano, presidente, bandiera bianconera, avrebbe compiuto 93 anni a luglio. Le battute di caccia con Fausto Coppi. Il braccio di ferro con i giocatori da cui usciva sempre vincitore. Il brandy bevuto al San Mamés la notte del primo trofeo. E l’abitudine di andarsene in anticipo dallo stadio per soffrire un po’ di meno

TORINO – I suoi occhi, prima di tutto. Di quell’azzurro tra il ghiaccio e il cielo all’alba. Mobilissimi e a tratti luciferini: gli occhi di un uomo che aveva visto ogni cosa e guardato moltissimo il mondo. Poi le labbra, che Giampiero Boniperti muoveva a fessura come un fumetto per mostrare una corona di denti da squalo e un ghigno da iena. Sorrideva tanto, e quando accadeva tu pensavi che era arrivato il momento peggiore: perché stava per arrivarti la bastonata che uccide i conigli. 

Gli occhi, la bocca e la sua bellezza da antico romano. Perché il presidente era un uomo bellissimo anche da vecchio, anche da quando la nebbia della dimenticanza lo aveva avvolto ma non cancellato. Si arrabbiava mentre, parlandoti, non ricordava più il tuo nome anche se sapeva tutto di te. “Ti chiamavo Rui Barros perché eri così piccolo, ricordi?“, ci domandò l’ultima volta che lo cercammo per gli auguri. “Ma per favore, mi dici di nuovo il tuo nome?“. Eppure ci conoscevamo da trent’anni.

Un uomo bellissimo, e da ragazzo di più. Era biondo, gentile anche se cattivissimo in campo, e l’interista Benito Lorenzi per farlo arrabbiare lo chiamava Marisa, non un’allusione a gusti sessuali fuori discussione ma al viso d’angelo crudele. Dopo essere stato il Santiago Bernabeu della Juventus, ma pure il presidente di Sara Simeoni e Pietro Mennea, si era sistemato in un magnifico ufficio con le finestre sul Po, quello dell’allora Sisport Fiat. Andavamo a trovarlo, ogni tanto. “Ma per l’intervista, Maurizio, facciamo la volta prossima, va bene?“. La sua storica segretaria ci accompagnava dal presidente e lui, ridendo, ci metteva in mano sempre il solito soprammobile con le due sfere di plastica e la scritta: “Si prega di non romperle“. Poi Boniperti ci assestava un tremendo colpo allo stomaco, sogghignando nel vederci barcollare. “Mezza sega, però scrivi bene anche se sei così cattivo“, diceva. “Ma io lo ero molto più di te“. Poi ci metteva in mano le sue vecchie scarpette da gioco che teneva su una mensola e diceva: “Tocca, senti qui in  punta, vedi com’erano dure?“. E negli occhi gli brillava quella solita, terribile lucentezza. 

Mai che rispondesse a una domanda senza farne un’altra, questo lo sanno tutti. Meno si sa che a volte indulgeva al romantico, lui così temuto. Un giorno ci raccontò di quando andava a caccia con Fausto Coppi “che però si stancava subito, anche se era l’airone di tutte le montagne. Però camminare lo annoiava, diceva che quei passi nel fango avrebbero guastato la sua gamba da ciclista. Così ci mettevamo a sparare da fermi ma io gli ripetevo: Fausto, facciamo come vuoi tu ma questo non è mica cacciare, neh“. 

Giampiero Boniperti è stato più del calcio, è stato la Juventus. Un’azienda incarnata, una storia fatta persona. Lui era un essere umano con le righe bianche e nere tatuate nell’anima. Ogni sua frase era “noi contro voi, noi contro tutti“. Quando lo fecero fuori per la rivoluzione di Moggi e Giraudo (non poteva sopportare che costui fosse un ex tifoso del Toro), covò una vendetta personale e un odio inestinguibile ma mai contro la sua Juventus, lei veniva prima di tutto, lei era forma e sostanza, vita e passione, era gloria, vittoria e sentimento. La Juve era il rigore sabaudo non raramente cinico e crudele, perché noi torinesi siamo anche fatti così, ed era eleganza e rispetto: Boniperti mandava i nuovi acquisti bianconeri a tagliarsi i capelli e indossare la giacca, non per capriccio ma perché nessuno mancasse di educazione alla Juventus.

E quando fece firmare i contratti in bianco ai giocatori che avevano appena perso lo scudetto contro il Toro, nel ’76, mostrò le foto delle sconfitte e nessuno banfò. Fu durissimo, Boniperti, anche nel momento di rinnovare i contratti agli juventini campioni del mondo in Spagna. Volevano l’aumento, ancora non esistevano i procuratori, lui li affrontò e seppe addomesticarli come sempre. Perché Boniperti era domatore e fiera, era il padrone del circo ed era la tigre. 

Tutti sanno di come scappava dallo stadio alla fine dei primi tempi, e di quando vagò da solo fuori dal San Mamés di Bilbao nel 1977 mentre la Juve stava vincendo la sua prima Coppa Uefa. Quando Carlos segnò il 2-1 a dodici minuti dalla fine, il presidente perdette forse qualche anno di vita. Ma quando la Juve si prese il trofeo, al bar dello stadio ordinò un Carlos Primero e lo tracannò in un sorso alla faccia di tutta la Spagna. 

Non dimenticava gli amici, soprattutto quelli morti. Pianse davanti a Scirea, col rimorso di averlo mandato per forza in Polonia a visionare un avversario insignificante, però il dovere prima di tutto. Accarezzò Carletto Parola nella bara, fu lui a sistemargli il nodo della cravatta. “Invecchiare è una merda, perché vedi andarsene tutti i tuoi amici” ci disse, quando provammo a festeggiare uno dei suoi ultimi compleanni. Se leggeva qualcosa di bello, faceva mandare un biglietto di complimenti dalla segreteria, così come chiamava egli stesso nei tempi ruggenti quando invece aveva letto una cosa sgradita: e allora cominciava a urlare nel telefono, terribilmente. E se quella cosa l’aveva vista addirittura sulla Stampa, il giornale della real casa, si metteva a chiamare di mattina presto, componeva il numero della redazione e sibilava nella cornetta: “Sono il geometra Boniperti, passami il capo“. Teneva moltissimo a quel titolo di studio preso giocando, perché lui era un figlio dell’Italia fiera del pezzo di carta, nella quale geometri e ragionieri non contavano poi molto meno di un bel dottore farmacista, o del medico condotto del paese, ma mai quanto un “ingegné”, massimo sogno di ogni padre. 

Qui non diremo delle vittorie di Giampiero Boniperti come giocatore e presidente, che tutti conoscono a memoria, né del suo inarrivabile carisma o della spaventosa astuzia. Ma ricorderemo il suo viso distrutto dopo la notte passata all’obitorio di Bruxelles. Ed è vero che lui rivendicò sempre la bontà anche sportiva di quella coppa assurda, però il dolore che quest’uomo avrebbe portato in eterno nell’anima lo hanno misurato in pochi, anche perché lui voleva custodirlo come il più impenetrabile dei segreti. Ma quella notte, e noi c’eravamo, il presidente volle vedere i cadaveri uno a uno, li passò in rassegna come un generale con la sua truppa fatta a pezzi nella battaglia. C’erano ancora sciarpe bianconere a terra, e scampoli di stoffa strappata, brandelli di Juve insieme a quei poveri corpi. E c’era lui, alla fine esatta del sogno, solo come l’ultima creatura di questa terra.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "II Inter PHC @Inter 2h FC Internazionale si stringe attorno alla famiglia Boniperti per la scomparsa di Giampiero, grande uomo di sport e nobile avversario in tantissime leggendarie bagine di calcio @juventusfc #FCIM M"

Europei, Danimarca-Belgio: l’urlo dello stadio e l’applauso per Eriksen..


Europei, Danimarca-Belgio: l’urlo dello stadio e l’applauso per Eriksen, così è stato cancellato quel terribile silenzio

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/17/news/stadio_copenaghen_per_eriksen_danimarca-306511799/

45469c07c6713ba1914fdd86b6b636d0-57491-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e

I giocatori e l’arbitro si sono fermati al 10′ della partita, il pubblico ha cominciato (anzi ha continuato dopo il gol) a urlare il nome di Christian. Che probabilmente dall’ospedale vicino allo stadio Parken avrà sentito l’affetto di tutti

COPENAGHEN L’urlo dello stadio per Chris è arrivato ben prima del decimo minuto, anzi non ne erano passati neppure due e già la Danimarca era in vantaggio. Probabile che il boato l’abbia sentito anche Eriksen dalla finestra del suo ospedale, proprio qui davanti al Parken. Ancora otto minuti scarsi, e tutti si sono fermati per applaudire questo ragazzo: i compagni, gli avversari, l’arbitro e naturalmente il pubblico.

È stata una strana, potentissima festa emotiva, ma forse non è la definizione giusta, con la Danimarca all’attacco ed Eriksen nel suo letto, dopo avere saputo che per continuare a vivere normalmente gli dovranno impiantare un defibrillatore: sarà il possibile, o forse probabile addio al calcio. Tutto si consuma in poche ore nel luogo della tragedia sfiorata sabato, ma è come se quel fatto fosse rimasto presente, qui, con il rumore del tifo e delle musiche prima della sfida al Belgio per esorcizzare il terribile silenzio di quei minuti che non passavano mai.

All’ingresso delle squadre, invece della bandiera danese è stata portata sul prato un’enorme maglia con il numero 10 e il nome di Eriksen, mentre i bambini sventolavano i loro disegni che erano scritte d’amore. Anche i tifosi del Belgio hanno mostrato un grosso striscione, “Belgium loves you Christian“, lo stesso che era stato portato nelle vie della città per tutta la mattina, quando i tifosi della Danimarca si sono mescolati agli avversari nei bar e nelle piazze per cantare, ballare e scandire insieme il nome di Eriksen. I due capitani si sono scambiati i gagliardetti accanto a una maglia di Christian incorniciata. Dopo l’inno nazionale, Delaney e Vertonghen si sono asciugati le lacrime mentre il capitano Kjaer, applauditissimo e molto emozionato, ha cantato in un sussurro. Molto più di una partita di calcio, e si sapeva. Quando il gioco si è fermato al minuto numero 10, la gradinata ha srotolato una lunghissima scritta che diceva “Christian, tutta la Danimarca è con te“. Non solo la Danimarca.

DANIMARCA BELGIO, AL 10′ LA GARA SI FERMA: OMAGGIO A CHRISTIAN ERIKSEN

UFFICIALE – Gattuso non è più l’allenatore della Fiorentina. Club alla ricerca del sostituto


E’ arrivata anche la nota ufficiale della Fiorentina, che informa della rottura definitiva tra il club e Rino Gattuso, che non sarà il tecnico della prossima stagione

NOTA ACF FIORENTINA

17 giugno 2021

ACF Fiorentina e Mister Rino Gattuso, di comune accordo, hanno deciso di non dare seguito ai preventivi accordi e pertanto di non iniziare insieme la prossima stagione sportiva.

La Società si è messa immediatamente al lavoro per individuare una scelta tecnica che guidi la squadra Viola verso i risultati che la Fiorentina e la Città di Firenze meritano.


Fiorentina, rottura tra Gattuso e Commisso a causa del mercato


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/fiorentina/2021/06/16/news/gattuso_commisso_rottura_calciomercato-306386466/

Alla base del conflitto tra il tecnico e il patron viola la mancanza di sintonia sulla campagna acquisti

Neanche il tempo di cominciare, che l’avventura di Gennaro Gattuso alla Fiorentina pare essere già finita. Alla base della rottura tra l’allenatore calabrese e il patron viola Rocco Commisso, vedute diverse sulle strategie di calciomercato.

Il contratto biennale del successore di Beppe Iachini a Firenze potrebbe dunque non essere depositato in Lega. Secondo quanto si apprende, la tensione sarebbe salita dopo la frenata riguardo l’arrivo in Toscana di Sergio Olivera (Porto) e Gonçalo Guedes (Valencia). Giocatori che, con Gattuso, condividono lo stesso agente: Jorge Mendes.

La società viola si è ribellata al gioco al rialzo dei cartellini e alle commissioni previste per il potente procuratore. Così Gattuso e Mendes hanno deciso di prendersi qualche ora di riflessione, mentre i viola hanno abbandonato, almeno per il momento, Olivera e Guedes.

Un’irritazione, quella dell’ex allenatore del Napoli, che va ad aggiungersi a manovre di ricostruzione della rosa viola non condivise nei tempi e negli interpreti con gli uomini di mercato viola: Joe Barone, Daniele Pradè e il nuovo arrivato Nicolas Burdisso.

Euro2020, panico prima di Germania-Francia. Un paracadutista di Greenpeace plana sullo stadio


articolo: https://video.repubblica.it/dossier/euro2020/euro2020-panico-prima-di-germania-francia-un-paracadutista-di-greenpeace-plana-sullo-stadio/389426/390143?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S2-F

Pochi secondi prima del fischio d’inizio di Germania-Francia, a Monaco di Baviera, un attivista di Greenpeace si è paracadutato in campo in segno di protesta. Sul paracadute giallo, la scritta nera Kick out oil, ossia: date un calcio al petrolio. L’uomo, con un’elica attaccata alla schiena, ha colpito un dipendente di una delle tv e un’altra persona che è stata trasportata in ospedale. Subito prima aveva sfiorato la tribuna stampa e la panchina delle riserve della Francia, per poi cadere rovinosamente sul terreno di gioco.

 

Calciomercato, le news di oggi: Donnarumma al Psg, è fatta.


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_giugno_07/calciomercato-news-oggi-calhanoglu-tentenna-milan-resta-un-opzione-2182c892-c7d3-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml

Accelerata per il portiere che a Parigi guadagnerà 12 milioni a stagione per cinque anni. Il turco intenzionato a rifiutare le grandi cifre del Qatar e giocare con i rossoneri la Champions

AFP_9BE938-ksPD-U32703448197470mG-656x492@Corriere-Web-Sezioni

Gianluigi Donnarumma (Castellammare di Stabia, 25 febbraio 1999) è un calciatore italiano, portiere del Milan e della nazionale italiana.

Gigio Donnarumma ha trovato il suo tesoro, a Parigi, al Psg dove guadagnerà 12 milioni a stagione per 5 anni. Sono felici tutti, sicuramente l’ex portiere del Milan e il suo fantasioso e potente agente: Mino Raiola. Contento anche il c.t. Mancini che avrà un portiere sereno, non angosciato da storie di mercato. Per la firma del contratto basta attendere poche ore.

hakan-calhanoglu_rkry10tpdphk1pj10wnmyozu0

Hakan Çalhanoğlu; Mannheim, 8 febbraio 1994) è un calciatore turco con cittadinanza tedesca, centrocampista o attaccante del Milan e della nazionale turca.

Calhanoglu sta vacillando. Da un lato l’offerta faraonica proveniente dal Qatar che gli garantisce un triennale da 24 milioni e un bonus di 8 alla firma. 32 milioni, una cifra da capogiro per il trequartista turco, la pedina di cui Pioli non farebbe mai a meno. Dall’altro il rinnovo con il Milan a 4 più bonus a cui finora ufficialmente non ha mai dato risposta. In mezzo l’interesse svanito della Juventus che, dopo la partenza di Paratici e l’arrivo di Allegri a Torino, esclude di inserire giocatori con quelle caratteristiche offensive da inserire nell’organico.

Hakan sta riflettendo, consapevole che il trasferimento nella periferia milionaria dell’impero calcistico lo allontanerebbe dai grandi palcoscenici. Ecco perché lui e il suo procuratore, Gordon Stipic, stanno seriamente prendendo in esame la possibilità di fermarsi a Milano dove poter giocare la Champions League. Pioli lo riaccoglierebbe a braccia aperte considerandolo un elemento fondamentale negli equilibri di spogliatoio avendo Calhanoglu rapporti ottimi con Ibrahimovic e l’asse portante della squadra.

Il Milan nega di aver ricevuto telefonate nelle ultime ore ma la tentazione di Hakan di restare laddove è cresciuto e stimato sta aumentando.

Serie A, il giallo dello ‘spezzatino’ delle partite: approvato e poi revocato


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/06/07/news/dieci_partite_in_orari_diversi_approvalo_spezzatino-304634004/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S4-T1

La proposta è inizialmente passata con 13 voti a favore su 19, per poi essere stoppata in seguito alle pressioni esercitate da alcuni presidenti

È successo tutto e poi tutto il suo esatto contrario. In quella che formalmente sarebbe la prima Assemblea di Lega della prossima stagione si è consumata l’ultima puntata dell’assurdo teatro della partita dei diritti tv. Sul tavolo, la controversa questione del cosiddetto “spezzatino”: le 10 partite di campionato spalmate su 10 orari differenti. Una questione profondamente divisiva, all’interno della Lega. Prima, una Serie A ridotta a 19 società per l’esclusione della Salernitana, a causa della proprietà condivisa con la Lazio (c’erano le altre neo promosse Empoli e Venezia) ha votato a favore: 13 voti (ne sarebbero serviti 14, se la Salernitana avesse potuto partecipare) ce 6 contrari – ossia Genoa, Samp, Roma, Bologna, Sassuolo e Spezia – avevano approvato la nuova distribuzione.

A quel punto, però, la situazione si è rovesciata. Il presidente della Samp Ferrero, inviperito, ha preso la parola con toni molto eccitati per denunciare quello che il ceo romanista Fienga diceva da inizio assemblea: “Così si fa un regalo a Dazn senza ottenere nulla in cambio”. Il Genoa si è accodato, visto che Preziosi è uno strenuo sostenitore di questa contestazione. Una raffica di pressioni su tutti gli altri club, provenienti da Genoa e Sampdoria.

A quel punto è partita la richiesta: vogliamo prenderci una settimana in più di tempo? E quindi, nemmeno dopo 20 minuti dall’approvazione, si è deciso per la retromarcia: “Votiamo una revoca”. Nuovo voto allora, e sì alla revoca, con voti contrari soltanto di Juventus, Napoli e Lazio. Revocare una decisione è sempre possibile, ma così alla scelta discutibile di spezzettare la Serie A su 10 turni, s’è aggiunto il grottesco di un immediato ripensamento.

La giornata si era aperta invece con il “caso” Lotito. Squalificato, multiproprietario, ma sempre protagonista. Il presidente della Lazio e della Salernitana ha provato, inizialmente, a bloccare l’apertura dei lavori dell’Assemblea per vizio di forma. Il motivo: il mancato invito alla Salernitana, a differenza delle altre neo promosse. La Federcalcio infatti, su richiesta del Presidente Paolo Dal Pino, ha scritto nei giorni scorsi – lo ha raccontato Repubblica – una lettera in cui specificava come per lo statuto federale nessuno possa essere amministratore di due club nella stessa Assemblea.  

Lotito ha preso la parola in apertura (pochi istanti prima era in corso una riunione informale tra le 20 società), annunciando l’intenzione di bloccare l’assemblea. Stando all’ordine del giorno, c’era un solo argomento di discussione a cui il presidente laziale non poteva partecipare, ma nella sua discussione ha trattato anche temi per i quali è in atto la squalifica. Il presidente di lega Paolo Dal Pino, che su questo deve fare da garante, ha risposto e rilevato questa anomalia: i toni si sono alzati, anche la Roma con il ceo Guido Fienga è intervenuta, evidenziando come non sia normale che un presidente squalificato e proprietario di due club diversi nella stessa serie, in violazione alle norme federali, possa prendere la parola e condizionare i lavori. Questione di minuti e già c’era un caso decisamente più serio con cui dover fare i conti

Serie A, in assemblea scoppia il caso Salernitana: perché il club non potrà votare – 

La Serie A in 10 orari diversi, il progetto della nuova stagione su Dazn–  

Inter, Zhang: “Inzaghi ha i requisiti giusti. Mercato? L’obiettivo è di ridurre i costi”


articolo: https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2021/06/05/inter-zhang-intervista

Il nostro Massimo Marianella ha realizzato una lunga intervista in esclusiva per Sky Sport. In questa anticipazione della versione integrale che andrà in onda nei prossimi giorni le parole sul nuovo allenatore e sulle strategie del mercato: “Inzaghi è giovane e con grande potenziale. Sul mercato l’obiettivo è di ridurre i costi, restare competitivi e allo stesso tempo ottenere dei ricavi

GettyImages-1320030589-kIa--1081x611@Gazzetta-Web_1081x611

Steven Zang – Presidente FC Internazionale Milano

https://video.sky.it/sport

Da una parte il campo, dall’altra il futuro societario. Gli impegni non mancano per il presidente dell’Inter Steven Zhang che, dopo la vittoria dello scudetto, ha dovuto fare i conti anche con il cambio di allenatore. Fuori Antonio Conte, dentro Simone Inzaghi. “Si capisce subito che Simone è un allenatore allineato con il club e, allo stesso tempo, esperto e in grado di competere sia in Italia che in Europa – spiega Zhang in un’intervista esclusiva a Sky Sport realizzata da Massimo Marianella – È giovane e con grande potenziale ed è adatto alla conformazione della nostra squadra, si sposa bene“.

Parole d’elogio nei confronti di Inzaghi da parte di Zhang che, però, chiede tempo ai tifosi: “Penso che abbia tanti requisiti giusti per noi e allo stesso tempo siamo sicuri che lavorerà al meglio con il team e i dirigenti nel futuro. Spero che i tifosi gli diano tempo e supporto, che siano pazienti e che credano in lui e gli diano modo di guidare la squadra per continuare questo percorso vincente e continuare ad essere competitivi, anno dopo anno, per poi continuare a vincere tante partite“.

“Necessario contenere i costi” – L’Inter, intanto, deve fare i conti con la spending review. In questa sessione di mercato sarà necessario un contenimento dei costi, ma Zhang spiega anche l’importanza di ottenere ricavi anche dalle cessioni: “Per il club dobbiamo sempre guardare non solo alla singola stagione e alla singola sessione di mercato, ma al progetto a lungo termine e in questo senso dare possibilità al club di recuperare dalle ripercussioni della pandemia – ammette il presidente nerazzurro – Per fare questo è assolutamente necessario contenere i costi e il mercato è una modalità di fare questo, di recuperare i milioni persi nelle scorse stagioni, e parliamo di milioni e milioni persi a causa della chiusura degli stadi e di attività commerciali che abbiamo dovuto interrompere. Per questa sessione, nello specifico, l’obiettivo è di ridurre i costi, costruire la squadra insieme all’allenatore, restare competitivi, e allo stesso tempo ottenere ricavi dal mercato

Obiettivo? Rimanere competitivi” – Zhang traccia anche la strada per gli obiettivi dell’Inter sia in Italia che in Champions League dove la squadra di Inzaghi sarà inserita tra le teste di serie nel sorteggio della fase a gironi: “L’obiettivo per la prossima stagione è di rimanere competitivi, ambire al massimo e speriamo di poter andare più avanti sul palcoscenico internazionale, perché è importante competere ai massimi livelli sia in Italia che in Europa per un club come l’Inter, ed è importante non solo sportivamente ma anche per motivi economici.

Niente Tottenham per Conte. C’è l’accordo con Paratici


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/05/news/premier_fumata_nera_tra_conte_e_il_tottenham_c_e_l_accordo_con_paratici-304333873/

Sembra sfumare il ritorno in Inghilterra dell’ex allenatore dell’Inter. Avrebbe messo paletti sul proprio staff e chiesto un importante investimento sulla rosa. L’ex dirigente della Juve verso il sì.

Il matrimonio tra Antonio Conte e il Tottenham non s’ha da fare. Secondo la stampa britannica la trattativa si è arenata irrimediabilmente dopo le richieste del tecnico campione d’Italia. L’ex allenatore dell’Inter, infatti, è convinto che gli Spurs non abbiano una rosa adeguata per competere alla pari in Premier League con le corazzate Liverpool, Manchester City, Manchester United e Chelsea e avrebbe chiesto un forte cambiamento della rosa trovando subito l’opposizione del presidente Daniel Levy.

Troppe divergenze per dire sì – Il Tottenham, settimo nell’ultimo campionato, ripartirà dalla Conference League, ma vuole tornare tra le prime quattro d’Inghilterra pur dovendo fare i conti con la grave situazione finanziaria in cui versa, ingigantita dalla pandemia e dal grosso investimento che la società ha fatto per il nuovo stadio. E c’è anche il problema Harry Kane. La stella degli Spurs è tentato dalla corte di Manchester City e Real Madrid e non è escluso un suo addio. Non un buon segnale per Conte che aveva messo paletti anche sul suo staff, proposta accettata solo in parte dal club inglese. Per lunedì è attesa la risposta definitiva del tecnico, ma viste le condizioni attuali difficilmente sarà un sì.

C’è l’accordo con Paratici – C’è, invece, l’accordo con Fabio Paratici che, dopo 11 anni di Juventus, insegue una nuova avventura all’estero. Secondo il Guardian, quindi, il numero uno Levy si sta già guardando intorno. Si parla addirittura di un ritorno di Pochettino, ma il Paris Saint Germain non sarebbe disposto a lasciar partire il tecnico argentino a meno di un clamoroso accordo proprio con Conte. Tutto quindi è ancora possibile.

Calcio, muore a 20 anni per un malore Seid Visin…agg.: Seid Visin, suicida a 20 anni


Seid Visin, suicida a 20 anni: «Sento gli sguardi schifati per il colore della mia pelle»

articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_giugno_05/seid-visin-suicida-20-anni-sento-sguardi-schifati-il-colore-mia-pelle-2b1edfc4-c56e-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml?fbclid=IwAR3E7_bCM465Ybk680rBhpkVNbM2WolheRu9jynEtxdoXt_8SX9wvEGx0P0

Seid Visin era stato nelle giovanili del Milan: nato in Etiopia e poi adottato, ha lasciato una lettera raccontando il razzismo che subiva

Una lettera straziante, lucida, potente. Così potente che puoi vederlo, Seid, mentre scrive «ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone». Seid Visin aveva 20 anni. Era nato in Etiopia ed era stato adottato in Italia da piccolo, a Nocera Inferiore, dove l’altro giorno si è tolto la vita e dov’era tornato dopo un paio di stagioni passate a Milano a giocare nelle giovanili del Milan con Donnarumma. Aveva indossato anche la maglia del Benevento ma alla fine aveva scelto di studiare. Fine del calcio professionistico. Di recente si era impegnato per l’Atletico Vitalica, una squadra di calcio a cinque.

La famiglia – Lo sport, lo studio, la famiglia. Ma Seid avrebbe voluto anche altro, e cioè vivere in un mondo senza razzismo. Lo sguardo di disprezzo, la donna che si tiene la borsetta se sali sull’autobus, la commessa che ti segue convinta che ruberai… ogni piccolo gesto è la lama di un coltello che ti tormenta. E Seid la sentiva ogni giorno di più, quella lama. Tempo fa aveva scritto sull’argomento una lettera mandata ad alcuni amici e alla sua psicoterapeuta. Parole drammatiche che oggi sono anche il suo testamento. Eccone alcuni stralci. «Io non sono un immigrato» scriveva. «Sono stato adottato da piccolo (…). Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto». (…) «Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro». E ancora: «Dentro di me è cambiato qualcosa», scriveva Seid. «Come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, bianco».

La confessione – Poi una sorta di confessione: «Facevo battute di pessimo gusto su neri e immigrati (…) come a sottolineare che non ero uno di loro. Ma era paura. La paura per l’odio che vedevo negli occhi della gente verso gli immigrati». Il finale chiarisce che «non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia d’acqua in confronto all’oceano di sofferenza che sta vivendo chi preferisce morire anziché condurre un’esistenza nella miseria e nell’inferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti l’hanno già persa, solo per annusare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente “Vita”».


Calcio, muore a 20 anni per un malore Seid Visin: aveva giocato con Donnarumma nelle giovanili Milan

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_04/calcio-muore-20-anni-un-malore-seid-visin-aveva-giovato-donnarumma-giovanili-milan-c93c10be-c50f-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml

Ucciso da un malore, si era ritirato dallo sport professionistico. Il suo club: lanciamo un pallone nel cielo

news258173

Seid Visin

Era una giovane promessa. Ha vestito le maglie di Milan e Benevento. Nelle giovanili rossonere aveva condiviso la stanza al ritiro con un altro talento, il portiere Gianluigi Donnarumma. , origini etiopi, è morto a soli vent’anni. Trovato senza vita in casa. Un malore.

Trasferitosi in Italia da bambino, ha vissuto per alcuni anni a Nocera Inferiore, in Campania, la città dei suoi genitori adottivi, per poi trasferirsi a Milano e cercare di sfondare nel grande calcio. Prima del 2016-2017, il suo ultimo anno di attività a livello agonistico, Seid si è messo in mostra in mostra nei settori giovanili dei due club. La voglia di tornare a casa l’ha riportato a Benevento nel 2016, prima che Seid dicesse definitivamente addio al calcio professionistico per tornare a divertirsi in una squadra di calcio a cinque, l’Atletico Vitalica.

Proprio il club campano ha salutato Seid con un post sui canali social della squadra: «Il tuo sorriso, il tuo indiscusso talento, la tua naturale e straordinaria predisposizione a dare del “tu” alla palla restano impressi nella nostra mente. Nel cuore porteremo per sempre la tua discrezione e la refrattarietà a vedere il calcio come fonte di guadagno. Decubertiano nell’animo, hai fatto della partecipazione l’unica vera vittoria ricercata e la compagnia l’unico compenso di cui avevi bisogno. Oggi vai via, come sei arrivato: lasciandoci attoniti, senza parole. Sei e resterai nella storia di ciascuno di noi, perché eterni sono i legami di chi vuol bene senza chieder nulla in cambio. La bandiera dell’Atletico Vitalica oggi, più che mai, è ammainata. Lanciamo idealmente un pallone al cielo, se non torna indietro, sappiamo chi ce lo avrà nascosto ancora una volta. A-DIO Seid, talento enorme dal cuore fragile».

SIMONE INZAGHI È IL NUOVO ALLENATORE DELL’INTER


SIMONE INZAGHI È IL NUOVO ALLENATORE DELL’INTER

Il tecnico ha firmato un contratto biennale con il Club nerazzurro

articolo: https://www.inter.it/it/news/2021/06/03/simone-inzaghi-nuovo-allenatore-inter.html

download

MILANO – FC Internazionale Milano dà il benvenuto a Simone Inzaghi come nuovo allenatore della Prima Squadra: il tecnico ha firmato un contratto biennale con il Club nerazzurro. #WelcomeSimone

LA SCHEDA DI SIMONE INZAGHI

日本語版  中文版  Versi Bahasa Indonesia  English Version  Versión Española 

La scheda: 

IL PALLONE NEL DESTINO, BENVENUTO SIMONE!

Gli inizi a Piacenza, il salto alla Lazio, ora nuove sfide con l’Inter: inizia oggi l’avventura di Simone Inzaghi sulla panchina nerazzurra

Il pallone nel destino. Perché quando nasci in un piccolo paese alle porte di Piacenza e hai un fratello di nemmeno tre anni più grande di te, non fai altro che sognare una cosa, assieme a lui: il calcio. La maglia del Piacenza, gli autografi di quei centravanti che, per chi aveva la stanza tappezzata di bandiere e sciarpe biancorosse, erano degli idoli da inseguire, da aspettare per una foto. San Nicolò: il fiume Trebbia a dividere dal Galleana, a 5 chilometri da casa, l’impianto che ispirava i fratelli Inzaghi. Tra passeggiate nei boschi alla ricerca di funghi e le giornate passate a pescare, alla fine vinceva sempre il pallone. Ovunque, e in ogni modo. In cortile o in mansarda, sui campi di terra o sull’asfalto.

Simone e una sfida continua: fare gol. Negli esordienti della squadra di San Nicolò chiuse una stagione con 92 reti. 92! L’obiettivo sempre fisso: diventare un calciatore. E allora il naturale sbocco proprio al Piacenza, nel primo sogno di infanzia realizzato. Oltre al costo del cartellino il San Nicolò, il giorno in cui salutò Simone, ricevette 40 palloni, le casacche per gli allenamenti e delle nuove reti per le porte.

Intrecci e ricordi, che fanno ripercorrere la carriera da calciatore di Simone Inzaghi. La gavetta sui campi di provincia tra Carpi, Novara, Brescello e Lumezzane, prima dell’affermazione attesa con il suo Piacenza. 15 gol alla prima stagione in Serie A, nel 1998, a 22 anni. Poi il salto alla Lazio, con gol pesanti e lo storico Scudetto nel 2000. Ci sono 3 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane nel passato da calciatore di Simone Inzaghi, miglior marcatore nelle coppe europee della storia biancoceleste ed entrato negli annali come primo giocatore italiano a segnare 4 reti in una partita in Champions League (14 marzo 2000, Lazio-Marsiglia 5-1).

Terminata la carriera da calciatore nel 2010, Inzaghi passa subito sulla panchina: nel 2010-2011 inizia l’avventura come tecnico nel Settore Giovanile della Lazio. Nel 2014 diventa l’allenatore della Primavera (2 Coppe Italia e una Supercoppa), poi nell’aprile del 2016 sul finire di campionato viene promosso in Prima Squadra. 7 partite per chiudere la stagione e ottenere la riconferma anche per l’anno successivo. Allenerà la Lazio per altri cinque: un trionfo in Coppa Italia nel 2019, due Supercoppe Italiane (2017 e 2019) e il quarto posto nel 2020 con il ritorno in Champions League per i biancocelesti.

Simone Inzaghi, che in carriera da calciatore ha collezionato tre presenze con la maglia della nazionale azzurra, è ora pronto a intraprendere una nuova, esaltante avventura: quella di allenatore dell’Inter.

#WelcomeSimone

La Lega incorona Lukaku: il miglior giocatore della stagione.


Lukaku è il Re della Serie A 2020/21: Big Rom premiato come miglior giocatore in assoluto dell’ultima stagione

La Lega incorona Lukaku: il miglior giocatore della stagione. Ronaldo deve accontentarsi

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/05/31/news/la_lega_incorona_lukaku_e_lui_il_miglior_giocatore_della_stagione-303668122/

Il belga, con i suoi 24 gol e ben 11 assist, ha trascinato l’Inter allo scudetto. Ronaldo deve “accontentarsi” del premio di miglior attaccante. Donnarumma il numero 1, Romero premiato tra i difensori. I campioni d’Italia festeggiano anche a centrocampo con Barella

Cristiano Ronaldo è stato il miglior attaccante della serie A 2020/2021, ma il miglior giocatore in assoluto è Romelu Lukaku. La Lega di serie A incorona il numero 9 nerazzurro, capace di trascinare l’Inter allo scudetto con 24 gol e ben 11 assist, primo giocatore capace di raggiungere la cosiddetta “doppia doppia” in una singola stagione di Serie A.

MVP Serie A 2020/21, premio per Barella: il 23 dell’Inter eletto come miglior centrocampista della stagione
Nicolo Barella 2020/21Best Skills, Assists & Highlights 💙🖤

Inter, c’è anche Barella tra gli Mvp – Straordinario anche tatticamente per la capacità di protezione della palla favorendo l’inserimento dei compagni, Lukaku ha percorso in ogni partita quasi un chilometro sopra la soglia di altissima intensità (20 km/h). Tra le principali caratteristiche che hanno permesso al numero 9 nerazzurro di primeggiare su altri grandi campioni l’efficienza tecnica costantemente in linea con i Top Player Europei (95,1%) e lo strapotere atletico con un indice di efficienza fisica media del 95,5% e picchi del 99%. L’Inter festeggia anche l’incoronazione di  Nicolò Barella, come miglior centrocampista, premiato per l’efficienza tecnica (94,2%) e fisica (94,8%), risultando il giocatore con il più alto valore nel pressing (95,5%), con il 60% dei passaggi riusciti a coefficiente di difficoltà medio-alto e un eccellente rendimento anche dal punto di vista atletico, riuscendo a percorrere una media a partita di 3,4 chilometri ad alta intensità, 27 sprint e 65 accelerazioni brusche.

Serie A, Ronaldo miglior attaccante: la Lega svela i top 6 del 2020/21
Miglior Portiere Gianluigi DonnarummaMiglior difensore: Cristian Romero Miglior centrocampista: Nicolò BarellaMiglior Under 23: Dusan VlahovicMiglior attaccante: Cristiano RonaldoMigliore in assoluto: Romelu Lukaku

Ronaldo miglior attaccante – La Juve si “accontenta” del miglior attaccante. Cristiano Ronaldo ha vinto la classifica marcatori con 29 gol.  Tra le principali caratteristiche che hanno permesso al numero 7 bianconero di primeggiare su altri grandi campioni si evidenziano l’indice di Efficienza Tecnica del 94,3%, la capacità di risparmiare energie gli consente di essere sempre lucido e toccare picchi di Efficienza Fisica del 95% quando è chiamato in causa. Inoltre il portoghese si è fatto trovare sempre nel posto giusto al momento giusto (K-Movement 95,9%) e quando i compagni gli hanno consegnato la palla ha già previsto cosa dovrà fare (K-Solution 96,2%). In ogni partita ha prodotto ben 24 sprint esplosivi di circa 15 metri l’uno.

Donnarumma miglior portiereGigio Donnarumma è il miglior portiere della stagione. L’ormai ex numero uno del Milan è stato premiato per l’affidabilità, parando il 66% dei tiri subiti da dentro l’area, con un indice di efficienza dell’88%. Insieme ad Handanovic, detiene il record di clean sheet stagionale di 14 partite. Miglior difensore l’atalantino Romero, insuperabile nell’uno contro uno, rapido nei recuperi e abile a leggere in anticipo le giocate avversarie. Infine, Dusan Vlahovic è stato incoronato miglior U-23 per forza fisica, tecnica sopraffina e 21 reti realizzate: una stagione da ricordare per il giovane serbo della Fiorentina.

La prima pagina della #GazzettadelloSport del primo giugno:

Germania, paura per Klose: “Ho due trombosi alle gambe”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/05/28/news/klose_trombosi_calcio_tedesco-303221795/

L’ex cannoniere di Bayern Monaco, Lazio e Nazionale tedesca, deve fermarsi: “Non posso correre nè giocare al calcio”. Si allontana la panchina del Fortuna Dusseldorf: “Devo poter insegnare ai giocatori gli esercizi in allenamento”

Monaco Di Baviera, 287 maggio 2021 – 

Paura per Miroslav Klose: l’ex attaccante di Bayern Monaco, Lazio e nazionale tedesca, con la quale ha vinto il Mondiale dei 2014, ha rivelato in una intervista a Kicker di avere due trombosi alle gambe. “Avevo forti dolori alla gamba, mi sono state diagnosticate due trombosi. Sono stato sottoposto a delle cure e indosso delle calze speciale, i medici mi hanno spiegato che la situazione non deve essere presa alla leggera“.

Klose, che ha lavorato al Bayern Monaco come assistente di Hansi Flick, sembrava in procinto di prendere la panchina del Fortuna Dusseldorf, squadra gloriosa attualmente in Zweite Liga: “Ma non posso correre nè giocare al calcio, non voglio iniziare ad allenare una squadra senza poter spiegare ai giocatori gli esercizi da fare in allenamento“. Scartata anche l’eventualità di seguire  Flick, fresco di nomina a ct della Nazionale: “Ho un bel rapporto con lui, ma ho preferito fare altre scelte

Miro Klose premiato dalla dirigenza del Bayen Monaco (ansa)

Il Chelsea è campione d’Europa Manchester City battuto 1-0


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/05/29/champions-league-finale-manchester-city-chelsea_c65a3aac-f23d-4363-95b6-23283e04cad3.html

Il Chelsea batte 1-0 il Manchester City e si laurea campione d’Europa nella notte di Porto in uno stadio con i tifosi in presenza. La Champions League vinta dai Blues è la seconda per la squadra inglese.

Players of Chelsea celebrate with the trophy after winning the UEFA Champions League final between Manchester City and Chelsea FC in Porto, Portugal, 29 May 2021. EPA/Pierre-Philippe Marcou / POOL

La prima nel 2012. Decisivo al 42′ il gol di Havertz sfruttando una disattenzione difensiva dei Citizens.

Jorginho “ho i brividi, adesso l’Europeo” – “Questa vittoria è incredibile. Quando dico che non ci sono parole è davvero così. Non ci credo ancora, al fischio dell’arbitro mi sono chiesto‘ma come siamo arrivati qui?’. Mi vengono i brividi quando ci penso“. Queste le prime parole di Jorginho, centrocampista del Chelsea campione d’Europa per club, rilasciate a Sky Sport. “All’Europeo porterò la mia energia positiva, abbiamo tante emozioni da vivere ancora in questa stagione – aggiunge l’azzurro -. Per me questa sera è un’emozione indescrivibile. Questo è stato un passo avanti nella mia carriera, ma di certo non finisce qui“.

Azpilicueta, questo Chelsea ha scritto la storia – “Abbiamo scritto la storia, sono molto contento. Lo avevo detto prima della partita: abbiamo un gruppo incredibile, tutti stanno lavorando, è incredibile. Ce lo meritiamo, festeggeremo“. Così lo spagnolo César Azpilicueta, difensore e capitano del Chelsea, dopo avere alzato al cielo la Champions League. “Non so cosa dire, proprio non lo so. Ho aspettato tanto questo momento. Voglio ringraziare la mia famiglia, i miei genitori, mia nonna e la mia ragazza. Ho aspettato 15 anni per vivere questo momento ed eccoci qua“, ha aggiunto Kai Havertz, l’attaccante della squadra londinese e autore del gol della vittoria sul Manchester City.

Tuchel, vinto grazie a un gruppo molto forte – “E’ stata la partita più importante, una finale eccezionale e l’abbiamo vinta, è incredibile. Sono molto orgoglioso, ma lo ero già prima, perché ho piena fiducia in questo gruppo, è un gruppo molto, molto forte. Sapevamo benissimo di non essere i favoriti, ma siamo un gruppo molto, molto forte, siamo tutti uniti e così tutto diventa possibile“. Queste le prime parole di Thomas Tuchel, allenatore tedesco del Chelsea che questa sera ha vinto la finale della Champions contro il Manchester City. “Abbiamo battuto per due volte il City, fra campionato e coppa, l’abbiamo fatto una terza volta – aggiunge Tuchel -. Di solito teniamo di più il pallone, ma è stato difficile farlo nei primi minuti della partita. Dopo la fine del primo tempo è andata meglio, abbiamo creato dei contropiede molto pericolosi, ma è stata una battaglia molto dura“.

Napoli, è ufficiale: Spalletti nuovo allenatore


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/napoli/2021/05/29/news/napoli_spalletti_allenatore_de_laurentiis-303308941/

L’annuncio del presidente De Laurentiis: “Insieme faremo un grande lavoro”. Contratto biennale

E’ ufficiale: Luciano Spalletti è il nuovo allenatore del Napoli. “Sono lieto di comunicare che Luciano Spalletti sarà il nuovo allenatore del Napoli a partire dal prossimo 1 luglio. Benvenuto Luciano, insieme faremo un grande lavoro”. Con queste parole riportate sul sito del club il presidente Aurelio De Laurentiis ha ufficializzato l’arrivo del tecnico toscano.

Spalletti torna ad allenare in Serie A due anni dopo il  divorzio dall’Inter. Il tecnico toscano aveva guidato i nerazzurri dal 2017 al 2019. Spalletti ha firmato con il Napoli un contratto biennale con l’obiettivo di riportare la squadra azzurra in Champions League e far dimenticare la cocente delusione della stagione appena conclusa. Il tecnico di Certaldo avrà un ingaggio di quasi 3 milioni di euro a stagione e prenderà il posto di Rino Gattuso. Il Napoli torna ad affidarsi ad un allenatore toscano dopo gli ottimi risultati ottenuti nel passato recente prima da Walter Mazzarri e poi da Maurizio Sarri.

Luciano Spalletti

Il Venezia torna in Serie A….


Il Venezia torna in Serie A dopo 19 anni: impresa in 10, con il Cittadella finisce 1-1. Eplode la festa in città

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/05/27/news/venezia_cittadella_ritorno_finale-303107417/

Venezia-Cittadella 1-1: un gol di Bocalon manda la squadra di Zanetti in Serie A

La squadra di Zanetti promossa nonostante l’inferiorità numerica dal 35′. Vantaggio ospite con Proia al 26′ del primo tempo, pari di Bocalon al 93′. Zanetti: “Dedicata ai tifosi”

È il Venezia la terza squadra promossa nel massimo campionato. L’ultimo atteso verdetto della Serie B è arrivato al termine della finale play-off, che ha visto nella gara di ritorno la formazione lagunare festeggiare l’approdo alla serie A grazie al pareggio interno per 1-1, allo stadio Penzo, con il Cittadella (match disputato a porte chiuse) sconfitto per 1-0 a domicilio all’andata nel derby veneto con la rete di Di Mariano. La squadra guidata da Zanetti, che torna nella massima serie a distanza di 19 anni, va dunque a fare compagnia ad Empoli e Salernitana così da comporre la definitiva griglia dei club partecipanti alla Serie A 2021-2022. Gli arancioneroverdi soffrono in inferiorità numerica per più di un’ora (espulso al 36′ Mazzocchi), ma i granata, in vantaggio con Proia a metà prima frazione, non riescono ad approfittarne, e Maleh a tempo ormai scaduto trova le forze per strappare e servire Bocalon, che chiude la gara.

Seconda finale playoff amara per il Cittadella – Spinto e sostenuto da circa 200 tifosi all’esterno dell’impianto, il Venezia subisce gol al 26′ (a segno Proia su assist di Iori) e dieci minuti dopo resta in dieci uomini per l’ingenuità di Mazzocchi, ammonito due volte nel giro di un minuto da Orsato (a metà ripresa espulso per proteste dalla panchina Aramu). Nella seconda frazione di gioco la squadra di casa si trincera nella propria metà campo e prende le misure agli uomini di Venturato, che dal 60′ in poi faticano ad affacciarsi con pericolosità dalle parti di Maenpaa. L’assedio finale non basta ad un Cittadella che vede sfumare la Serie A in finale playoff per la seconda volta dopo la rimonta del 2019 dell’Hellas Verona. Anzi, nel finale c’è anche la rete della sicurezza: la firma è di Bocalon in contropiede e fa esplodere la festa. In campo e anche in città.

Zanetti: “Promozione dedicata ai tifosi” – “Non abbiamo fatto la nostra miglior partita, il Cittadella è stato aggressivo e noi abbiamo sentito la tensione. Dedico la promozione ai tifosi e a tutte le persone che ci seguono”. Queste le dichiarazioni a caldo del tecnico del Venezia, Paolo Zanetti, che ai microfoni di Rai Sport analizza una gara che si è complicata dopo l’espulsione di Mazzocchi nel primo tempo: “All’andata abbiamo conquistato la promozione. Oggi gli avversari hanno giocato un’ottima partita ma siamo stati bravi a rispondere colpo su colpo, per come si era messa la sfida“.

Gioia Bocalon: “Pochi possono capire cosa provo” – Al settimo cielo anche Riccardo Bocalon, autore del gol dell’1-1. “Sono nato a dieci minuti da qui, mia moglie è veneziana e in pochi possono capire questa cosa e il valore di questa promozione – sottolinea l’attaccante ai microfoni di Dazn -. Il gol? Ho cercato di colpire la palla nell’unico modo possibile. Ho lavorato tantissimo per tentare di conquistare un posto, così è stato e non è una frase fatta. Festeggiamenti? Decidono i tifosi“.

Venezia alla 24esima partecipazione in serie A – Il Venezia si prepara dunque alla 24esima partecipazione al massimo campionato della sua storia. Prosegue a gonfie vele il progetto del presidente statunitense Duncan Niederauer che ha vinto la scommessa con Paolo Zanetti. Una rivincita importante per il tecnico di Valdagno, reduce dall’esonero con l’Ascoli nella scorsa stagione e capace di rimettersi in gioco con una stagione trionfale: il quinto posto maturato nella stagione regolare, l’impresa in semifinale playoff contro il Lecce e la promozione al primo tentativo sulla panchina lagunare. Ora la Serie A, con il punto interrogativo legato proprio al futuro del tecnico, adocchiato anche da Udinese e Sampdoria. Uno dei punti fermi sarà Francesco Forte, un uomo da doppia cifra (15 reti) che a 28 anni inizia a sentire stretta la Serie B: dal ritorno dal Belgio, ha realizzato 32 reti in due stagioni tra Juve Stabia e Venezia. I lagunari ripartiranno da lui, a prescindere da Zanetti, per tentare un’altra impresa, stavolta in massima serie.

VENEZIA-CITTADELLA 1-1 (0-1)

VENEZIA (4-3-3): Maenpaa 6.5; Mazzocchi 4, Modolo 7, Ceccaroni 5.5, Molinaro 6.5; Crnigoj 5.5 (30′ st Cremonesi sv), Taugourdeau 5 (10′ st Fiordilino 6), Maleh 6; Aramu 6 (38′ pt Ferrarini 6), Forte 5.5 (30′ st Bocalon 7), Di Mariano 5.5 (st 10′ Johnsen 6). A disp. Pomini, Dezi, Felicioli, St. Clair, Bjarkason, Ricci, Esposito.
All.: Zanetti 7.
CITTADELLA (4-3-1-2): Kastrati 5; Ghiringhelli 6 (20’st Pavan 5.5), Perticone 6.5 (20’st Frare 5.5), Adorni 6.5, Donnarumma 6.5; Vita 6, Iori 6.5, Branca 7; Proia 6.5 (20’st Gargiulo 5); Tsadjout 6.5 (37’st Rosafio sv), Beretta 5.5 (33’st Ogunseye sv). A disp.: Maniero, Benedetti, Camigliano, D’Urso, Tavernelli, Mastrantonio, Cassandro. All.: Venturato 7.
ARBITRO: Orsato di Schio 6.
RETI: 26′ pt Proia (C ), 43′ st Bocalon (V).

ESPULSI: Mazzocchi al 36′ pt (doppia ammonizione). Al 25′ st espulso Aramu dalla panchina per proteste.
AMMONITI: Perticone, Ghiringhelli, Mazzocchi, Iori, Modolo, Forte, Bocalon.
ANGOLI: 8-1 per il Cittadella.
RECUPERO: pt 1′; st 4′.

Così la Serie A 2021-2022: Atalanta, Bologna, Cagliari, Empoli, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Roma, Salernitana, Sampdoria, Sassuolo, Spezia, Torino, Udinese, Venezia, Verona.

Simone Inzaghi nuovo allenatore Inter?


dal sito: https://www.sslazio.it/it/news/press-release-2/64415-nota-della-societa-9

Nota della Società

  27 Maggio 2021 COMUNICATI

Rispettiamo il ripensamento di un allenatore e, prima, di un giocatore che per lunghi anni ha legato il suo nome alla famiglia della Lazio e ai tanti successi biancocelesti.

c’è la nota della società Lazio aspetto la comunicazione della Società Inter

Simone Inzaghi sarà il successore di Antonio Conte sulla panchina dell’Inter nella prossima stagione. Decisivo il rilancio dei dirigenti nerazzurri nella giornata di ieri. Oggi l’annuncio dell’ex allenatore della Lazio: firmerà un contratto biennale a 4 milioni di euro a stagione

28 maggio 2021

10:39 – Cosa succede oggi – E’ atteso in giornata l’annuncio di Simone Inzaghi come nuovo allenatore dell’Inter al posto di Antonio Conte. L’ex allenatore della Lazio dovrebbe firmare un contratto di 2 anni a circa 4 milioni a stagione

10:39 – Cosa è successo nelle ultime 24 ore Simone Inzaghi è passato dal rinnovo con la Lazio alla panchina dell’Inter in poco più di una notte. Due giorni fala cena col presidente biancoceleste Claudio Lotito sembrava aver sancito la prosecuzione del rapporto e invece, la mattina dopo, il colpo di scena

.10:39 – Il saluto di Inzaghi alla Lazio – “Con grande emozione voglio informarvi che il 30 giugno si concluderà la mia meravigliosa avventura con la Lazio“, le parole con le quali l’allenatore ha salutato i tifosi biancocelesti, ufficializzando la fine del suo rapporto. “Ringrazio la società – prosegue – il presidente, i giocatori e i tifosi che mi hanno accompagnato in questi splendidi 22 anni da giocatore e da allenatore. Abbiamo lottato e vinto insieme. Questi colori sono e resteranno per sempre nel mio cuore: il bianco e il celeste saranno per sempre parte della mia anima“.

10:38 – La nota della Lazio – Poco prima del saluto di Inzaghi era arrivata la nota della Lazio. Il fatto che Inzaghi non venga nemmeno nominato è singolare: “Rispettiamo il ripensamento di un allenatore e, prima, di un giocatore che per lunghi anni ha legato il suo nome alla famiglia della Lazio e ai tanti successi biancocelesti

10:38 – Lotito: “Deluso da Inzaghi. Io avevo già firmato il rinnovo” – Il presidente della Lazio ha commentato la decisione di Inzaghi a calciomercato.com: “Ha cambiato idea dalla sera alla mattina. Il contratto era pronto, io lo avevo già firmato. Inzaghi doveva solo raggiungere il segretario Calveri per sottoscriverlo a sua volta e invece non si è mai presentato. Sono rimasto deluso sul piano personale”. I due si sono sentiti e Lotito ha spiegato il contenuto del colloquio: “Mi ha detto che ci ha dormito sopra e che ha maturato questa convinzione. Siamo stati sette ore insieme, abbiamo trovato l’accordo. Ci siamo anche dati la mano. Mi ha raccontato che non aveva più stimoli, che non sarebbe stato in grado di dare la carica giusta ai giocatori. Quando una persona ti dice così, come fai a pensare di tenerlo? Certo, se me lo avesse detto la sera precedente non avrei fatto preparare l’accordo da firmare…“.

10:38 – Lazio, parte la ricerca dell’allenatore – Da oggi la Lazio si metterà alla ricerca del sostituto di Inzaghi. I primi nomi fatti da Gianluca Di Marzio, ieri a 23, l’approfondimento di Sky Sport 24, sono Mazzarri (ide del ds Tare) e Sinisa Mihajlovic, da sempre legato all’ambiente laziale. QUI PER L’APPROFONDIMENTO

10:37 – Allenatori svincolati, chi è libero in questo momento – Mai come quest’anno è stato il mercatod egli allenatori. Mezza Serie A ha già cambiato panchina, altri stano per farlo in queste ore. Ma chi sono gli allenatori sul mercato? Ecco 43 nomi, italiani e stranieri, a caccia di una panchina.

Simone Inzaghi

in attesa del comunicato della Società ci gustiamo:

I M INTER (YES I M), IL VIDEO UFFICIALE DELLA CANZONE DELLO SCUDETTO

Ha già scalato le classifiche e conquistato i tifosi: da oggi le note della canzone celebrativa del diciannovesimo tricolore sono accompagnate dalle immagini del video ufficiale

25/05/2021

MILANO – La colonna sonora di un momento speciale ha il privilegio di rimanere per sempre legata a degli attimi di gioia pura: I M INTER (YES I IM) è la canzone celebrativa del diciannovesimo tricolore, parole e note che hanno accompagnato la festa nerazzurra.

Il brano disponibile su Spotify, Apple Music, iTunes, YouTube, Tik Tok, Amazon Music e su tutte le altre piattaforme musicali, da oggi è accompagnato anche dal video ufficiale. Le immagini più emozionanti legate allo Scudetto nerazzurro, i festeggiamenti e le parole del testo per cantare tutti insieme, ancora più forte: I M Inter, Yes I M… siamo noi e siamo i Campioni d’Italia! 

ASCOLTA SUBITO I M INTER (YES I M)!

Qui il testo della canzone:

“Senza te non ci so stare

Di nerazzurro batte il cuore

Dal primo all’ultimo minuto

Canteremo all’infinito:

“Siamo noi, solo noi!”

Non siamo scesi mai all’inferno

Inter Milano il nostro orgoglio

Il tuo nome e la tua storia

Suona dentro la memoria

“Siamo noi, solo noi!”

Yes, I M Inter

Yes, I M Inter, ohhh ohhh

Yes, I M Inter

Yes, I M Inter, ohhh ohhh

Cambian le maglie dei campioni

Ma non cambiano i colori

Di un coro con la stessa voce

Gli occhi con la stessa luce

“Siamo noi, solo noi!”

I nostri cuori in mezzo al campo

Saranno sempre lì al tuo fianco

In ogni attacco e ogni difesa

In trasferta come in casa

“Siamo noi, sempre noi!”

Yes I M

Era la sera dеl 9 marzo 1908

Erano poco piu’ di 40

Oggi siamo milioni

“Sempre

E solo

Forza

Inter!”

Yеs, I M Inter

Yes, I M Inter, ohhh ohhh

Yes, I M Inter

Yes, I M Inter, ohhh ohhh

La squadra di Milano siamo noi

Yes, I M

I’m one for all, I’m not for everyone

I M INTER (YES I M) | LA CANZONE DELLO SCUDETTO (OFFICIAL VIDEO)

«Gigio Donnarumma e il Milan, le nostre strade si dividono», l’addio ufficiale di Maldini


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_26/gigio-donnarumma-milan-nostre-strade-si-dividono-l-addio-ufficiale-maldini-9492de04-be45-11eb-a5e7-170774e96424.shtml?fbclid=IwAR33sJGB4lyLYs_6UvHcA_v3q5Pn7d1D-Pi3r48AUBtOy05e5pwEZzACYDw

Gianluigi Donnarumma, Mino Raiola, PaoloMaldini

Il direttore tecnico del Milan ha però parole gentili per l’ex portiere rossonero: «Credo che si debba ringraziare tutti i calciatori che hanno fatto questa stagione incredibile, come Gigio che è stato leader e spesso capitano»

Dubbi non ce n’erano, bastava già la firma di Mike Maignan, ma ora c’è anche l’ufficialità: fra Gigio Donnarumma e il Milan l’addio è certo. Ad annunciarlo, con l’eleganza che lo contraddistingue fin da quando giocava, è stato il d.t. Paolo Maldini: «Le nostre strade si dividono, non posso che augurare il meglio a un ragazzo sensibile come lui». Niente rancori, solo parole d’affetto per l’ormai ex portiere, che ha legittimamente scelto di non accettare la proposta di rinnovo da 8 milioni annui. Una decisione che ovviamente lo ha messo nel mirino dei tifosi, che da tempo lo attaccano senza pietà. Eppure proprio Maldini ha voluto difenderlo: «Gigio è stato leader e spesso capitano — ha spiegato il dirigente sul canale twitch del club —. La gente fa fatica a capire cosa voglia dire fare il professionista, si deve essere pronti a cambiare casacca. So che questa è una cosa difficile da accettare, ma è sempre più difficile trovare carriere che iniziano in un posto e finiscono in quel posto lì». Parole sincere, quelle di Paolo. Lui sì è stato un bandiera. E lo è ancora. E forse proprio per questo sa meglio di chiunque altro quanto sia difficile giurare amore eterno a una squadra, specie di questi tempi.

Maldini saluta Donnarumma – «Bisogna avere rispetto per chi ha dato tanto al Milan, lui l’ha fatto, non ci ha mai mancato di rispetto» assicura Maldini, che da questa vicenda esce a testa altissima, come il Milan tutto, inteso come società e proprietà. Perdere un talento come Donnarumma a parametro zero non può essere una vittoria, questo è chiaro, ma il club ha mandato un messaggio importante: il Milan viene prima di tutto, dei giocatori e soprattutto degli agenti. Una posizione, questa, condivisa anche da un milanista eccellente come il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, che ha parlato così: «Da tifoso sono molto arrabbiato, per me Mino Raiola rappresenta l’essenza di come lo sport non dovrebbe essere». Per l’agente trovare una squadra a Gigio non sarà difficile, ci riuscirebbe onestamente chiunque, vedremo però se sarà così facile trovargli anche un ingaggio superiore agli 8 milioni. Juventus, Barcellona, Psg: l’asta è pronta, chissà se si arriverà però davvero a uno stipendio da 10-12 milioni, come chiede Raiola. La speranza è che non duri a lungo: l’Europeo è dietro l’angolo e di tutto la nostra Nazionale ha bisogno tranne che di un portiere distratto.

Da un campione all’altro, da Donnarumma a IbrahimovicLa Uefa lo ha multato per 50 mila euro per la storia della società di scommesse con sede a Malta di cui era co-proprietario e che, stando ai media svedesi, avrebbe già venduto. Il Milan è stato sanzionato invece per 25 mila euro. La vicenda, che preoccupava non poco, finisce qui.

Lecce, Marco Mancosu ce l’ha fatta: vinta la battaglia contro il cancro


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/lecce/2021/05/26/news/lecce_mancosu_ha_vinto_la_battaglia_contro_il_cancro-302933545/

Il capitano dei pugliesi era stato operato a fine marzo e aveva rimandato la visita di controllo per giocare coi compagni, fino a sbagliare un rigore decisivo nei playoff contro il Venezia. Gli esami hanno evidenziato una completa guarigione

Marco Mancosu (Cagliari, 22 agosto 1988) è un calciatore italiano, centrocampista del Lecce, di cui è capitano.

LECCE – Sospiro di sollievo e felicità in casa Lecce. Il centrocampista e capitano dei pugliesi Marco Mancosu è completamente guarito dal cancro per cui si era operato lo scorso 26 marzo. Il controllo avvenuto oggi, all’Humanitas di Milano, ha evidenziato una completa guarigione. Mancosu dovrà essere comunque sottoposto a controlli periodici ogni sei mesi, ma è esclusa la chemioterapia.

Il messaggio di maggio Mancosu era stato costretto a operarsi con urgenza, a saltare quindi le partite di aprile, salvo poi tornare in campo subito dopo. “Anche se – scrisse nella sua lettera – i medici mi hanno detto che la mia stagione era finita e che dovevo pensare all’anno prossimo, Io invece dopo due settimane ero in campo a correre. Dopo un mese sarei dovuto tornare a Milano per sapere se dovessi fare la chemio o meno, non ci sono ancora andato perché voglio fare la cosa che amo di più al mondo, giocare a calcio, poi si vedrà a fine campionato. Io ho già vinto“.

Dal rigore sbagliato alla guarigione – Quella visita Mancosu – per amore del calcio e del suo Lecce – l’ha rimandata a questa mattina. Un atroce, beffardo destino ha messo poi il giocatore di fronte al rigore più pesante della sua carriera nella semifinale di ritorno contro il Venezia, al Via del Mare, giovedì 20 maggio. Il capitano ha sbagliato sull’1-1 il tiro dal dischetto che è costato l’eliminazione della squadra salentina. Mancosu in lacrime era stato consolato da compagni e avversari a fine incontro, mentre l’allenatore Eugenio Corini esprimeva la stima verso il giocatore. Dopo quella amarezza sportiva, ecco l’esito del controllo avvenuto all’Humanitas di Milano che ha evidenziato una completa guarigione dal cancro.

COMUNICATO UFFICIALE DI FC INTERNAZIONALE MILANO


Comunicato: https://www.inter.it/it/news/2021/05/26/comunicato-risoluzione-consensuale-antonio-conte.html

26/05/2021

MILANO – FC Internazionale Milano comunica di aver trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Antonio Conte. Tutto il Club desidera ringraziare Antonio per lo straordinario lavoro svolto, culminato con la conquista del diciannovesimo Scudetto. Antonio Conte rimarrà per sempre nella storia del nostro Club.

English Version  Versi Bahasa Indonesia  Versión Española  中文版  日本語版 

Tarcisio Burgnich è morto a 82 anni: pilastro della Grande Inter….


Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Tarcisio Burgnich

Tarcisio Burgnich è morto a 82 anni: pilastro della Grande Inter, fu uno dei più forti difensori italiani di sempre

articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_26/tarcisio-burgnich-morto-82-anni-pilastro-grande-inter-fu-dei-piu-forti-difensori-italiani-sempre-e124b322-bdec-11eb-a5e7-170774e96424.shtml

Il terzino fu anche campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970

All’una di questa notte, 25 maggio, si è spento a 82 anni Tarcisio Burgnich, uno dei più grandi difensori della storia del calcio. Tre settimane fa era stato colto da un ictus, aveva reagito con la sua proverbiale tempra ma alla fine ha dovuto cedere. A darne la notizia è stato Leo Picchi, figlio di un altro protagonista della Grande Inter, Armando Picchi, a cinquant’anni esatti dalla sua scomparsa.

Tarcisio Burgnich

La Roccia – Burgnich era stato soprannominato la Roccia, da quando – era il 6 ottobre 1963 in Spal-Inter – in un contrasto di gioco l’avversario Novelli veniva sparato via a metri di distanza mentre il nerazzurro proseguì indisturbato l’azione. Burgnich è a ragione considerato il difensore più tenace e risoluto degli anni Sessanta, l’ombra dei più pericolosi attaccanti italiani e mondiali. Soltanto Pelé, nella finale mondiale del 1970, era riuscito a batterlo con quel colpo di testa leggendario, ma Burgnich preciserà: «Quello però non era umano». Accanto ad altre leggende come Facchetti, Picchi, Suarez, Mazzola, Corso e Jair, Burgnich garantì alla squadra di Angelo Moratti e di Helenio Herrera di diventare la Grande Inter, con 476 presenze, 7 gol, e la conquista di 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Intercontinentaliche si aggiungono al titolo precedente con la Juventus (1961), alla Coppa Italia con il Napoli nel 1976, senza contare il trionfo agli Europei del 1968 con la Nazionale italiana con cui ha giocato dal 1963 al 1974 (66 presenze) ed è stato anche vicecampione del mondo nel 1970.

FC Internazionale Hall of Fame – Burgnich

https://www.inter.it/it/news/2021/05/26/cordoglio-scomparsa-tarcisio-burgnich-inter.html

IL CORDOGLIO DI FC INTERNAZIONALE MILANO PER LA SCOMPARSA DI TARCISIO BURGNICH

Eroe azzurro e nerazzurro, gladiatore implacabile, tosto e sempre leale. Oggi ci lascia un pezzo di storia, la “Roccia” della Grande Inter

26/05/2021

Ci sono degli uomini che vorresti sempre avere al tuo fianco, dei calciatori che vorresti sempre nella tua squadra, delle leggende che vorresti facciano sempre parte della tua storia. Tarcisio Burgnich ha incarnato la forza e i valori del nostro Club e l’Inter ha avuto il privilegio di vederlo lottare per i propri colori: statuario, implacabile, umile e sempre leale.

Entrato nella storia della Grande Inter e nella memoria dei tifosi nerazzurri per la grande tempra ed il carattere che mostrava in campo, ha formato con Giacinto Facchetti una delle coppie di terzini più forti del mondo in quell’Inter dove la difesa era un punto fermo, forgiata dal mago Herrera con campioni preparati atleticamente e mentalmente per affrontare e fermare ogni tipo di avversario.

Come nella partita che Burgnich ha portato sempre nel cuore, giocata due anni dopo il suo arrivo in nerazzurro, quella finale contro i mostri sacri del Real Madrid di Di Stéfano, Puskás, Gento, “quelli che noi avevamo visto solo nelle figurine”. Un giorno che riuscì a stravolgere le gerarchie e a portare la prima Coppa dei Campioni nella bacheca nerazzurra. E poi la storia che si ripete, esattamente un anno dopo, contro il Benfica di Eusebio a San Siro.

12 stagioni all’Inter, 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 6 gol e 467 partite a difendere i nostri colori, gara dopo gara, allenamento dopo allenamento, forgiandosi ogni giorno di più per diventare la “Roccia” che tutti abbiamo conosciuto, proprio come l’aveva ribattezzato Armando Picchi. I ritiri, sempre al fianco dell’indimenticato Giacinto Facchetti: “Ho dormito più con lui che con mia moglie”, diceva sempre Burgnich. Con lui era titolare anche nella nazionale vincitrice dell’Europeo del 1968 e vicecampione del mondo di Messico 1970, quando segnò di sinistro ai supplementari la rete del 2-2 nella semifinale Italia-Germania Ovest (4-3): un gol rabbioso e prezioso in quella che passò alla storia come la partita del Secolo. 66 volte in campo con la maglia azzurra e una vita dedicata al calcio divisa tra la carriera di giocatore e allenatore.

Umile e determinato, insuperabile per gli avversari e prezioso alleato per i suoi compagni: oggi il suo sguardo fiero e la sua forza sono ricordi preziosi, un’immagine che rimarrà sempre impressa nella nostra storia.

Ciao Tarcisio, sarai sempre la nostra “Roccia”.

Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Domenghini, Burgnich, Facchetti
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Domenghini, Burgnich, Facchetti
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Gigi Riva & Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Guarneri & Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Mazzola & Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Burgnich & Herrera
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Allodi, Prisco, Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich

Fiorentina-Gattuso, è ufficiale


articolo: https://firenze.repubblica.it/sport/2021/05/25/news/fiorentina_incontro_in_corso_con_gattuso_l_accordo_sembra_vicino-302738478/

La società viola ha anticipato la Lazio. Al tecnico ex Napoli un contratto di 2 anni con opzione sul terzo

Gennaro Gattuso, detto Rino (Corigliano Calabro, 9 gennaio 1978), è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico del Napoli, campione del mondo con la nazionale italiana nel 2006. Dal 1º luglio 2021 sarà il nuovo tecnico della Fiorentina

E’ ufficiale, Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore ella Fiorentina. Accordo trovato per un contratto biennale (con opzione sul terzo anno) da 2,5 milioni l’anno. Tra la società e il tecnico ampie convergenze sullo staff tecnico e anche sul progetto. Commisso, a quanto pare, ha giocato di anticipo e ha bruciato la Lazio, che dopo la chiusura del campionato voleva puntare proprio sull’ex allenatore del Napoli. Ma la società viola ha stretto i tempi e ha chiuso l’accordo.

Gattuso è sempre stato il primo nome nella lista del club viola. Dopo la delusione di domenica sera e il mancato ingresso in Champions con il Napoli, Gattuso si era preso un giorno per scaricare rabbia e delusione. La Fiorentina ha atteso la sua risposta consapevole dell’interesse anche della Lazio. E questa voglia di aspettare il tecnico in uscita dal Napoli, avrebbe favorevolmente colpito Gattuso, intenzionato a dire sì dopo il pressing degli uomini di Commisso. L’alternativa in piedi è (o forse era) Paulo Fonseca, il tecnico portoghese che al triplice fischio finale della sua ultima gara con la Roma, a precisa domanda su un incontro in settimana coi viola, ha risposto sorridendo “non posso dire niente“.

Gattuso ha già allenato in Toscana. Per la precisione, il Pisa dal 2015 al 2017. Al momento dei saluti, dopo una retrocessione dalla Serie B alla Lega Pro scrisse una lettera per salutare i tifosi: “Giorno dopo giorno l’emozione che questa città ha saputo regalarmi si è alimentata del calore, dei sorriso e dell’affetto che ognuno ha saputo trasmettermi. Grazie Pisa, grazie a tutti i tifosi, mi sono sentito amato. E non lo dimenticherò mai“.

Calcio: Milan e Juventus in Champions League


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/05/21/la-serie-a-chiude-domani-lultima-chiamata-per-la-champions_345e8e3f-b8da-4413-bbf9-ee60c1bef18e.html

Ecco i risultati dell’ultima giornata di Serie A.

Sabato 22 maggio 2021

  • Crotone – Fiorentina 0 – 0
  • Cagliari – Genoa 0 – 1
  • Sampdoria – Parma 3 – 0

Domenica 23 maggio 2021

  • Inter – Udinese 5 – 1 i neroazzurri festeggiano la conquista dello scudetto avvenuta già con 4 giornate di anticipo
  • Torino e Benevento 1-1.
  • Bologna-Juventus 1-4. I bianconeri si qualifica per la prossima Cham,pions League
  • Sassuolo-Lazio 2-0.
  • Spezia e Roma 2-2, I giallorossi qualificati per la Conference League
  • Atalanta – Milan 0 – 2, I rossoneri si sono qualificati per la prossima Champions League
  • Napoli e Verona 1-1, partenopei qualificati per la prossima Europa League.

La Juventus con la vittoria 4-1 a Bologna e il pareggio del Napoli col Verona si qualifica alla prossima Champions League.

La classifica & Verdetti finali

Inter 91, Champions League & Campione d’Italia

Inter 91, Champions League

Milan 79, Champions League

Atalanta 78,  Champions League

Juventus 78, Champions League

Napoli 77,  Europa League

Lazio 68,  Europa League

Roma 62, Conference League

Sassuolo 62, 

Sampdoria 52,

Verona 45,

Genoa 42, 

Bologna 41, 

Fiorentina 40,

Udinese 40

Spezia 39

Cagliari 37,

Torino 37, 

Benevento 33, Retrocessi in  Serie B.

Crotone 23, Retrocessi in  Serie B.

Parma 20, Retrocessi in  Serie B.

“Caro Rino, sono felice di aver trascorso quasi due stagioni con te. Ringraziandoti per il lavoro svolto, ti auguro successi ovunque tu vada”. Lo scrive su Twitter il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ufficializzando l’addio al tecnico Rino Gattuso. “Un abbraccio anche a tua moglie e ai tuoi figli”, conclude De Laurentiis.