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Anticorpi monoclonali contro il Covid, via ai test sull’uomo in Italia. Rappuoli: «Potrebbero farci guarire in 3-4 giorni»


Dall’estate si potrà forse guarire dal Covid-19 con una semplice iniezione intramuscolare, fatta in ospedale, a casa o dal medico.

Una volta che il liquido della fiala sarà iniettato, basteranno tre o quattro giorni per guarire e sconfiggere il Coronavirus.

Sarà possibile grazie all’anticorpo monoclonale della Fondazione senese Toscana Life Sciences, realizzato in laboratorio da un team di una ventina di ricercatori, perlo più donne e quasi tutte italiane, che sono al lavoro su questo farmaco rivoluzionario da un anno, da quando cioè il Covid 19 fece tappa a Codogno, per la prima volta in Italia. Da allora la ricerca in questi laboratori avveniristici nella periferia di Siena non si è mai fermata, sotto la supervisione del dottor Rino Rappuoli, microbiologo, coordinatore scientifico del Mad Lab di Fondazione Toscana Life Sciences.

Il farmaco monoclonale è l’unico italiano e si è dimostrato molto potente (studi in vitro e in vivo), al punto che potrebbe servirne una quantità di molto inferiore a quella utilizzata dall’allora presidente Usa Donald Trump.

L’anticorpo è inoltre capace di combattere anche le varianti inglese, sudafricana e brasiliana.

Ma cosa sono gli anticorpi monoclonali? A spiegarlo con estrema semplicità è lo stesso dottor Rappuoli: «Gli anticorpi sono sostanze naturali prodotte dal nostro organismo. Noi non abbiamo fatto altro che selezionare gli anticorpi prodotti dai pazienti guariti, riprodurre in laboratorio quelli più potenti, fino a passare alla produzione industriale che li rendono un medicinale da reiniettare nelle persone».

In questi giorni, sono in corso i primi test sull’uomo per verificarne la sicurezza e, dice Rappuoli, «nel giro di un mese ci aspettiamo i primi dati sulla sicurezza», mentre «verso maggio-giugno i primi dati sull’efficacia», e, compatibilmente, il farmaco potrà essere messo a disposizione del Servizio sanitario nazionale a partire dall’estate.

Certo è che si tratta di un farmaco molto costoso, lascia intendere Rappuoli, «ma noi abbiamo cercato di sviluppare un farmaco molto potente così che sia possibile averne dosaggi inferiori a prezzi accessibili».

Il farmaco è stato prodotto per l’avvio degli studi clinici sull’uomo, per conto di Tls dal partner industriale Menarini Biotech, presso lo stabilimento di Pomezia, nel Lazio. E infine, per quanto riguarda la disparità di trattamento tra Paesi ricchi e Paesi poveri, come già avvenuto con i vaccini, Rappuoli è molto chiaro: «Il nostro farmaco monoclonale è pensato anche per i Paesi poveri perché, come detto, è potente e prodotto a un prezzo accessibile».

Tra le ricercatrici del team che si occupa di monoclonali anche Claudia Sala, Senior Scientist del Mad Lab presso Fondazione Toscana Life Sciences: «Abbiamo raccolto in questo lavoro i risultati più significativi dell’attività di ricerca svolta negli ultimi mesi e che ci ha permesso di ottenere una sempre migliore caratterizzazione degli anticorpi. Tra questi anticorpi ne abbiamo selezionati 14, poi classificati in quattro diversi sottogruppi, sulla base della loro specificità di legame a porzioni definite della proteina spike del virus. Anche dopo la scelta dei 3 anticorpi più promettenti e del candidato farmaco, ora in fase di sperimentazione clinica il lavoro di ricerca nei nostri laboratori prosegue affinché si possano avere sempre maggiori risposte nel percorrere la strada per combattere SARS-CoV-2».

Lombardia in zona arancione scuro dalla mezzanotte di oggi al 14 marzo


articolo: https://www.corriere.it/salute/21_marzo_04/lombardia-zona-arancione-scuro-mezzanotte-oggi-14-marzo-7dc99788-7cd4-11eb-a8b8-332e1131cc2c.shtml

L’intera regione Lombardia dalla mezzanotte di giovedì va in zona arancione scuro: in arrivo l’ordinanza di Fontana

L’intera Lombardia da stasera va in arancione scuro. A partire da mezzanotte di oggi fino al 14 marzo la regione Lombardia sarà classificata come zona «arancione rafforzato». Significa che tutti gli istituti scolastici, eccetto i nidi, saranno chiusi.

Fontana firmerà un’unica ordinanza che comprenderà anche le precedenti. Stando agli ultimi dati, attualmente negli ospedali lombardi ci sono 4.545 ricoverati per Covid e 532 Covid positivi ricoverati in terapia intensiva (+26 nella mattinata di oggi. Qui il bollettino del 3 marzo).

L’ordinanza, tra le altre cose, prevederà l’accesso limitato nelle attività commerciali (un solo componente per famiglia), il divieto di utilizzare le aree giochi all’interno dei parchi e il divieto di recarsi nelle seconde case.

Zona «arancione rinforzato»: ecco le regole
Corriere della Sera
 
142.000 iscritti
 

Cosa si può fare e cosa no: dalle uscite di casa alle scuole La fascia \”arancione rinforzato\” prevede ulteriori restrizioni rispetto alla fascia arancione \”comune\”. Ecco cosa succede quando un territorio diventa arancione scuro: è consentito uscire di casa dalle 5 alle 22 rimanendo, però, all’interno del proprio comune di residenza. Diversamente dalla zona arancione comune, dove sono aperte scuole elementari e medie e per le superiori è prevista la didattica a distanza al 75%, in quella \”arancione rinforzato\” tutte le scuole restano chiuse. Chi vive in zona arancione può uscire dal comune di residenza per recarsi nella seconda casa, ciò non vale per l’arancione scuro. Bar e ristoranti restano chiusi ma è consentita la consegna a domicilio. Per i bar l’asporto soltanto fino alle 18. In entrambe le zone i negozi sono aperti. In zona arancione e arancione scuro barbieri, parrucchieri e centri estetici rimangono aperti. ( Ansa – CorriereTv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/cronaca/zon…

Covid, l’Italia ritira la squadra dai Mondiali di sci nordico


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/03/03/covid-litalia-ritira-la-squadra-dai-mondiali-di-sci-nordico_850e1bc6-8b6c-4d98-bc50-adfacac6e1d6.html

E’ stata ritirata, e tornerà oggi stesso in Italia, la squadra azzurra che partecipa ai Mondiali di sci di fondo in corso a Oberstdorf in Germania. La decisione è stata presa a causa di alcuni casi di covid riscontrati nello staff tecnico.

La decisione – come fa sapere la Fisi – è stata presa dal presidente federale in accordo con il medico della squadra.

 “In applicazione ai protocolli federali, – si legge in una nota della Fisi – le Nazionali di sci nordico (inclusi tecnici, service men e personale generico), impegnate nei Mondiali di Oberstdorf sono state regolarmente sottoposte a tampone quotidiano, anche oltre le misure richieste dall’organizzazione locale, per garantire la maggiore sicurezza e tranquillità degli atleti in gara. Purtroppo, fra il personale generico e i tecnici della missione italiana, sono stati riscontrati casi di positività. Pertanto, il presidente federale in accordo con il medico delle squadre dott. Balestrieri, presente sul posto, conclude la nota della federazione sport invernali – hanno deciso di far rientrare in Italia le rappresentative presenti al Mondiale tedesco, sia per salvaguardare la salute degli atleti azzurri che per garantire una prosecuzione sicura delle gare iridate“. 

Piano vaccini in Lombardia, conferenza stampa di Fontana, Moratti e Bertolaso


Irama, positivo nello staff: stasera non canta e si deve ritirare da Sanremo


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/festival-sanremo/notizie/sanremo-irama-il-ritiro-positivi-due-collaboratori-staff-13cbeec2-7c15-11eb-bc48-454efd4893c8.shtml

Irama

L’ultima parola spetta alla Asl. Ma Amadeus ha un asso nella manica di cui ha parlato nella conferenza stampa quotidiana di questa mattina. Com’è noto, martedì 2 marzo un collaboratore dello staff di Irama è stato trovato positivo a un test Covid rapido. Subito, come da protocollo, è stato fatto il test molecolare a tutto lo staff, incluso Irama. Il cantante è risultato negativo ma il suo collaboratore, insieme a un altro, si è confermato positivo. A questo punto, scatterebbe la quarantena di dieci giorni (due settimane se si trattasse di variante inglese) per tutti coloro che hanno avuto contatti ravvicinati nelle ultime 48 ore con i positivi, Irama incluso che, secondo il regolamento, dovrebbe autoescludersi dalla gara.

La proposta di Amadeus per tenere Irama in gara – Amadeus ha però avuto un’idea: «Non mi piaceva che un ragazzo venisse escluso a causa del Covid di un collaboratore. Anche perché questo potrebbe accadere ad altri, magari a un cantante che venerdì è in testa alla classifica e sabato potrebbe essere costretto a ritirarsi. Perciò chiederò a tutti gli altri cantanti se sono d’accordo nel tenere in gara Irama, mandando il video della sua prova generale». Lo stratagemma «permetterebbe a lui e agli eventuali altri di non essere esclusi. Non cambierebbe nulla perché non c’era pubblico nella prova generale e non c’è nella gara».  continua a leggere

Coronavirus, ecco il nuovo Dpcm:


Coronavirus, ecco il nuovo Dpcm: tutte le misure su scuole, asporto, spostamenti, negozi, seconde case

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/03/02/news/coronavirus_ecco_il_nuovo_dpcm_tutte_le_misure_su_scuole_spostamenti_e_negozi-289877831/?ref=RHTP-BH-I288512892-P2-S1-T1

Il primo decreto di Mario Draghi con le norme per contrastare la diffusione del virus, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, compresa Pasqua

Mario Draghi ha firmato il nuovo Dpcm con le misure anti-Covid, il primo del suo mandato. Il decreto entrerà in vigore il 6 marzo e resterà valido fino al 6 aprile, inclusa Pasqua. Ecco cosa si può e non si può fare a seconda dei colori delle regioni o dei singoli territori.

  • Scuole – Dal 6 marzo nelle zone rosse vengono sospese le attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.
    Nelle zone arancioni e gialle, i presidenti delle Regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Covid, firmato il primo Dpcm di Draghi: scuole chiuse in zona rossa. Stretta anche sulle zone ad alto contagio

  • Coprifuoco– Nelle aree gialle, arancioni e rosse resta il “coprifuocoalle ore 22 e fino alle 5 del mattino. In zona bianca le ordinanze regioni possono invece rinviare l’orario del ritorno a casa. La Sardegna – prima regione a conquistare il colore bianco – ha fissato il divieto di uscire dalle 23,30 alle 5.
  • Spostamenti nazionali – In tutta Italia è vietato spostarsi tra regioni, anche se si trovano in fascia bianca o gialla. Si può uscire dalla propria regione soltanto per motivi di lavoro, salute e urgenza, possibilmente portando con sé il modulo di autocertificazione. In zona arancione è vietato anche uscire dal proprio comune di residenza e rossa.
  • Spostamenti internazionali – Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “Covid tested“.
    A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.
  • Visite ad amici e parenti – Chi vive in zona rossa non può andare a trovare a casa amici e parenti nemmeno una sola volta al giorno, come era invece a Natale.  
  • Seconde case – Si può andare nelle seconde case, ma soltanto se si trovano in una regione gialla o arancione e soltanto se per farlo non si deve uscire da una regione arancione scuro o rossa. Chi vive in zona arancione scuro non può uscire dal Comune di residenza anche per andare in una seconda casa. Vietato, in ogni caso, invitare amici o parenti che non facciano parte del proprio nucleo familiare. In caso di case condivise o in multiproprietà potrà andare solo una famiglia alla volta. Bisogna inoltre dimostrare di essere proprietari o affittuari da una data antecedente il 14 gennaio 2021.
  • Bar e ristoranti – In zona gialla bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 18. Da quell’orario in poi è consentito l’asporto, fino al coprifuoco delle 22, e la consegna a domicilio, senza limiti di orario. In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 solo per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande, comprese le enoteche (ma senza degustazione): da questi si potranno acquistare bevande alcoliche e analcoliche ‘da asporto‘, senza consumo sul posto, fino alle 22. Dopo le 18 per bar e simili (senza cucina) resta sempre il divieto dell’asporto dopo le 18.
  • Negozi – In zona gialla e arancione le attività commerciali sono aperte con orari spesso scaglionati e ingressi contingentati. Nelle zone rosse invece i negozi sono chiusi, tranne quelli dei beni di prima necessità.
  • Centri commercialiNei weekend e nei giorni festivi e prefestivi i negozi all’interno dei centri commerciali devono restare chiusi ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. In zona rossa queste restrizioni sono ancor più stringenti perché possono restare aperti solo gli alimentari, le farmacie e i negozi di prodotti agricoli e florovivaistici.
  • Mercati – Valgono le stesse regole dei centri commerciali.
  • Servizi alla persona – Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.
  • Palestre, piscine e impianti sciistici – Palestre e piscine e impianti sciistici rimarranno chiusi in tutta Italia.
  • Cinema, musei e teatri – Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi. Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.
  • Feste, fiere e discoteche – Ancora vietate tutte le forme di assembramento, anche in zona bianca. Quindi le feste restano off limits. E le discoteche devono restare chiuse, come i centri fieristici e congressuali.
  • Tavolo di confronto con le Regioni – È istituito un tavolo di confronto presso il ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle Regioni e delle Province autonome, del ministro per gli Affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.
  • Zone bianche – Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore. Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi). Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

Covid, Bologna in zona rossa dal 4 al 21 marzo


articolo: https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_marzo_02/bologna-torna-rossa-politica-non-c-entra-5-21-marzo-b870a9c2-7b6b-11eb-a431-957d0ab51442.shtml

Chiusi anche nidi e materne, oltre a parchi e negozi. Allarme contagi a scuola

Il pressing del sindaco Virginio Merola ha sortito gli effetti sperati: troppi i contagi, troppi i rischi. Bologna e tutto il territorio metropolitano in zona rossa dal 4 marzo fino al 21: chiusi anche nidi e scuole materne e negozi (inclusi parrucchieri ed estetisti). Il capitolo parchi, invece, sarebbe ancora in bilico: si sta decidendo in queste ore se chiuderli o meno. È questo l’orientamento assunto dai sindaci del Bolognese dopo gli incontri di oggi e il confronto con la Regione Emilia-Romagna. L’ufficialità del provvedimento arriverà in giornata. La nuova zona rossa potrebbe estendersi anche alla provincia di Modena. continua a leggere

corriere.it/…/scuole-elementari-materne-chiuse-zona-rossa-regole-nuovo-dpcm-4490670e-79fe-11eb-b9cd-5eae78a2031e.shtml

Covid: isolata a Brescia variante nigeriana – Covid: Lombardia, variante inglese per 64% dei positivi


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/03/02/covid-isolata-a-brescia-variante-nigeriana_d52c57fd-2680-4a32-99c4-b2f06ed63a7c.html

Brescia, 02 marzo 2021 – È stata isolata a Brescia la variante nigeriana del Covid. “Per la prima volta in Italia abbiamo isolato il virus portatore di queste mutazioni che preoccupano perché potrebbero conferire resistenza ai vaccini anti Covid oggi disponibili” ha spiegato Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili della città lombarda che da una settimana è in zona arancione rafforzato e lo resterà per un’altra settimana.


Covid: Lombardia, variante inglese per 64% dei positivi

articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/03/02/covid-lombardia-variante-inglese-per-64-dei-positivi_26eb9f82-edb0-49f8-a244-c34c599fc69f.html

(ANSA) – Milano, 02 marzo 2021 – “Dall’ultimo survey, che si è concluso il primo marzo, dalle analisi delle varianti su tamponi positivi estratti causalmente realizzate dai laboratori lombardi, si evidenzia che la variante inglese è pari al 64% del campionamento su base regionale. Tra i vari laboratori che hanno partecipato si osserva un range che varia dal 43% all’86%“.

Lo ha detto il vice presidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, nel corso di una comunicazione in Aula del Consiglio Regionale sugli sviluppo dell’emergenza Covid.
Complessivamente, dall’inizio delle attività di genotipizzazione, – ha spiegato Moratti – sono stati analizzati 2.023 campioni e identificati 978 casi di variante, pari al 48%, di cui: 18 sudafricane, 10 brasiliane, 578 inglesi e 372 compatibili con una delle tre varianti” ha aggiunto Letizia Moratti. (ANSA).

Covid Lombardia, «arancione rafforzato», le nuove zone: Como, Cremona, tutti i Comuni interessati


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_marzo_01/covid-lombardia-arancione-rinforzato-esteso-molte-altre-zone-regione-861c1580-7aba-11eb-bfba-4b97c2207ce7.shtml?fbclid=IwAR3vX8yp59kvzTsyzkwjKaJrQK4se-PaMmejwuC7oldbeyq3HFnE6NnfNvg

Il presidente Fontana ha firmato tre ordinanze che entreranno in vigore da mercoledì 3 marzo. Misure più restrittive in dieci Comuni della provincia di Milano, tutta la provincia di Como e buona parte di quelle di Mantova, Pavia e Cremona

Le varianti che avanzano e la necessità di bloccare il contagio là dove sta esplodendo tornano a cambiare colore alla Regione che più di ogni altra ha pagato e continua a pagare il prezzo di un anno di pandemia. La Lombardia, entrata da un giorno in zona arancione, proroga la sua sfumatura più scura e la amplia. Il risultato è una Regione che passa quasi tutta nella nuova tonalità «arancione rafforzato», con scuole chiuse (asili nido esclusi) e didattica a distanza al 100%. Misure che impattano sulla fascia più giovane della popolazione: d’altronde i focolai di varianti sono partiti proprio in classe, col virus «modificato» che corre veloce tra i ragazzi.

I Comuni che erano già in questa fascia (tutta la provincia di Brescia, otto Comuni della Bergamasca e Soncino, in provincia di Cremona) vi rimangono ancora una settimana e inglobano altri 49 Comuni più un’intera provincia, quella comasca. Altri due, quindi, i capoluoghi di provincia dove le misure di contenimento del contagio saranno «rafforzate» rispetto al resto della Regione, oltre a Brescia: Como e Cremona.

Oggi il presidente Attilio Fontana ha firmato tre nuove ordinanze che entreranno in vigore da mercoledì e dureranno una settimana, con l’obiettivo di rafforzare le misure di prevenzione e contrasto al Covid su diverse aree del territorio. La decisione è stata presa, informa Palazzo Lombardia, «sulla base delle raccomandazioni della Commissione indicatori Covid 19 di Regione Lombardia e sentito il ministero della Salute». Nell’ordinanza che allarga la fascia si fa riferimento alle «evidenze risultanti dal contesto epidemiologico» e «alla peculiarità del contesto sociale ed economico dei medesimi territori».

Nel dettaglio, entrano in fascia arancione rafforzato anche 18 Comuni della provincia di Mantova:

  • Viadana,
  • Pomponesco,
  • Gazzuolo,
  • Commessaggio,
  • Dosolo,
  • Suzzara,
  • Gonzaga,
  • Pegognaga,
  • Moglia,
  • Quistello,
  • San Giacomo delle Segnate,
  • San Benedetto Po,
  • Asola,
  • Castelgoffredo,
  • Casaloldo,
  • Medole,
  • Casalmoro,
  • Castiglione delle Stiviere, 

12 del pavese:

  • Casorate Primo,
  • Trovo,
  • Trivolzio,
  • Rognano,
  • Giussago,
  • Zeccone,
  • Siziano,
  • Battuda,
  • Bereguardo,
  • Borgarello,
  • Zerbolò,
  • Vidigulfo

dieci nel milanese:

  • Motta Visconti,
  • Besate,
  • Binasco,
  • Truccazzano,
  • Melzo,
  • Liscate,
  • Pozzuolo Martesana,
  • Vignate,
  • Rodano,
  • Casarile, 

nove in provincia di Cremona:

  • oltre al capoluogo,
  • Spinadesco,
  • Castelverde,
  • Pozzaglio ed Uniti,
  • Corte dei Frati,
  • Corte de’ Cortesi con Cignone,
  • Spineda,
  • Bordolano 
  • Olmeneta
  • l’intera provincia di Como.

Passano in arancione scuro anche i Comuni finora rimasti in fascia rossa

  • Viggiù,
  • Mede
  • Bollate

i tre sono stati declassati da rosso ad arancione rafforzato in considerazione del miglioramento della situazione epidemiologica. Qui le misure avranno effetto da giovedì 4 e fino all’11 marzo compreso.

All’allargamento della fascia in arancione scuro segue, però, una modifica delle restrizioni imposte. La Regione riapre il servizio per i più piccoli, finora chiuso in questa fascia: tutte le scuole all’interno di quest’area saranno chiuse, eccezione fatta per gli asili nido.

Draghi sostituisce Arcuri, il generale Figliuolo è il nuovo Commissario all’emergenza Covid


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/03/01/news/figliuolo_nuovo_commissario_emergenza_covid-289765397/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S2-F

Originario di Potenza, ha ricoperto molti incarichi anche internazionali e ricevuto importanti onorificenze. Esultano Salvini, Renzi, Meloni, Tajani

Domenico Arcuri – Francesco Paolo Figliuolo 

ROMA – Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato il Generale di Corpo d’Armata, Francesco Paolo Figliuolo, nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. A Domenico Arcuri i ringraziamenti del Governo per l’impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Il Generale Francesco Paolo Figliuolo, originario di Potenza, ha maturato esperienze e ricoperto molteplici incarichi nella Forza Armata dell’Esercito, interforze e internazionale. Ha ricoperto l’incarico di Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal 7 novembre 2018 è Comandante Logistico dell’Esercito.

In ambito internazionale ha maturato esperienza come Comandante del Contingente nazionale in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione ISAF e come Comandante delle Forze NATO in Kosovo (settembre 2014 – agosto 2015). Il Generale Figliuolo è stato insignito di numerose onorificenze. Tra le più significative la Decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, la Croce d’Oro ed una Croce d’Argento al Merito dell’Esercito e NATO Meritorius Service Medal. continua a leggere

Beppe Sala: Un momento delicato….


🟠LOMBARDIA ZONA ARANCIONE🟠


La Sardegna è la prima regione d’Italia a entrare nella cosiddetta «zona bianca»


Nuovo Dpcm Draghi, la bozza: cosa si può fare per spostamenti, seconde case, negozi e ristoranti


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_febbraio_26/nuovo-dpcm-draghi-bozza-cosa-si-puo-fare-spostamenti-seconde-case-negozi-ristoranti-ea9ed978-7837-11eb-a31c-83439f3265f9.shtml

Inviata alle Regioni la bozza del nuovo decreto che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile

L’impianto cambia di poco, la linea resta quella del rigore.

La bozza del primo Dpcm del governo Draghi conferma le principali regole del decreto dell’ex presidente Conte, in vigore fino al 5 marzo.

Ecco le principali novità.

  • Il 27 marzo potranno riaprire cinema, teatri e sale da concerto, a precise condizioni; in zona rossa saranno chiusi i barbieri e i parrucchieri, che il precedente governo lasciava aperti.

    Il nuovo testo deve ora passare al vaglio delle Regioni per il via libera e, una volta approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, sarà valido dal 6 marzo al 6 aprile.

    Pasqua blindata dunque, perché il balzo in avanti del Covid e la corsa delle varianti, sempre più insidiose, non consentono allentamenti e riaperture.

    Cambierà anche il metodo di lavoro. Eventuali cambi di fascia partiranno dal lunedì. E poiché le Regioni chiedono di modificare i parametri che fanno scattare le restrizioni, il governo ha istituito un tavolo di lavoro ad hoc.
  • Mascherine: Rimangono obbligatorie all’aperto e al chiuso, tranne che nelle situazioni in cui l’isolamento è garantito. In casa l’uso non è obbligatorio, ma fortemente raccomandato in presenza di persone non conviventi. Chi può togliere la mascherina? I bambini sotto i 6 anni, le persone disabili che abbiano incompatibilità con l’uso dei dispositivi di protezione individuale e chi sta svolgendo attività sportiva.
  • Divieto di assembramento: Resta in vigore, anche nei parchi, nelle ville e nei giardini pubblici. Ancora chiusi i parchi di divertimento.
 
 
  • Cinema e teatri: La riapertura di cinema, teatri e sale da concerto scatterà il 27 marzo, nella giornata mondiale del Teatro. Gli spettacoli, anche all’aperto, si svolgeranno «con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro». Le attività potranno svolgersi «a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida» approvati dal ministero dei Beni culturali e validati dal Cts.
  • Amici e parenti: Chi abita in zona gialla può andare a trovare amici e parenti una sola volta al giorno dentro la regione, portando con sé figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. La stessa deroga vale per chi abita in zona arancione, ma nel solo territorio comunale. La deroga non è più prevista per chi vive in zona rossa.
  • Seconde case: È possibile raggiungere le seconde case, purché non si trovino in zona rossa. Ci si può trasferire solo con il nucleo familiare convivente e se la casa è disabitata. Non si possono invitare amici e parenti. E bisogna poter dimostrare di essere proprietari oppure affittuari, con contratto precedente al 14 gennaio 2021. Chi vive in fascia gialla o arancione può andare in una seconda casa anche fuori regione, purché non si trovi (la casa) in fascia rossa o arancione scuro. Chi invece abita in zona rossa non può uscire dal comune di residenza se non per comprovate esigenze, quindi andare nelle seconde case è vietato.
  • Bar e ristoranti: La riapertura serale può attendere. Nelle zone gialle bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie possono lavorare dalle 5 alle 18. Si può stare al tavolo in 4 persone al massimo, a meno che non si tratti di conviventi. Dopo le 18 è vietato consumare cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Fino alle 22 (per i soli locali con cucina) è consentito l’asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle adiacenze. I ristoranti degli hotel sono aperti per i clienti che vi alloggiano.
  • I centri commerciali: I centri commerciali, le gallerie e i parchi commerciali restano chiusi nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione di alcuni negozi presenti all’interno: edicole, farmacie, parafarmacie, alimentari, librerie, prodotti agricoli e florovivaistici.
  • Mezzi pubblici: La capienza dei bus e delle metropolitane resta fissata al 50 per cento.
  • Attività motoria e sportiva: Si può svolgere attività sportiva all’aperto (solo nelle zone gialle e arancioni) mantenendo la distanza di sicurezza di due metri e attività motoria, sempre all’aperto, a un metro dalle altre persone.
    È permesso svolgere attività sportiva di base e attività motoria presso centri e circoli sportivi pubblici e privati, senza assembramenti e rispettando le distanze. Vietato usare gli spogliatoi. Nelle zone rosse i circoli sportivi sono chiusi.
  • Parrucchieri chiusi in zona rossa: La novità rispetto al Dpcm di Giuseppe Conte è che in zona rossa dal 6 marzo saranno chiusi i barbieri e i parrucchieri.
  • Impianti da sci: Restano chiusi gli impianti nei comprensori sciistici, che possono essere utilizzati solo «da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, dal Cip e/o dalle rispettive federazioni».
  • Feste e sale da gioco: Resta sospesa l’attività di sale giochi, scommesse, bingo e casinò. Chiuse sale da ballo e discoteche. Le feste sono vietate, al chiuso e all’aperto, anche quelle di matrimonio, battesimo, comunione eccetera. Rimane anche nel nuovo Dpcm la forte raccomandazione di non ricevere in casa «persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza».
  • Musei: Sono aperti dal lunedì al venerdì, con ingressi contingentati.
  • Scuola: Si attende il parere del Cts, richiesto dalle Regioni, sull’impatto tra i banchi di una terza ondata, sempre più possibile.

Adriano Galliani positivo al coronavirus: l’ad del Monza in quarantena


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/26/news/adriano_galliani_positivo_coronavirus_monza-289385212/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S6-T1

L’amministratore delegato del club brianzolo lo ha scoperto con i controlli di routine

L’amministratore delegato del Monza Adriano Galliani è risultato positivo al Covid. Lo ha reso noto lo stesso club brianzolo in una nota.

A.C. Monza comunica che Adriano Galliani è risultato positivo al Covid-19, a seguito dell’ultimo tampone molecolare a cui si è sottoposto“, si legge.  “L’amministratore delegato biancorosso, in ottemperanza alle normative sanitarie in vigore, è entrato in regime di quarantena a domicilio“.

Piemonte, Marche e Lombardia in arancione, Basilicata in rosso.


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/02/26/news/tre_regioni_in_arancione_una_in_rosso-289328808/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S2-T1

Piemonte, Marche e Lombardia in arancione, Basilicata in rosso. Rezza: “Chiudere le scuole fa male ma va considerato”

In base al monitoraggio della cabina di regia, cambiano i colori di alcune Regioni. Anche il Molise chiede di andare nella zona con più restrizioni. La Liguria va verso il giallo. L’Rt nazionale è a 0,99. La Cabina di regia: “L’epidemia cresce, urgenti nuove misure”

Tre regioni diventano arancioni e una rossa da lunedì. In base al monitoraggio della Cabina di Regia la  Lombardia, il Piemonte e le Marche diventano arancioni. Non è l’Rt a farle spostare di zona, perché resta sotto 1 ma il rischio, per tutte e tre alto. Inoltre la Basilicata ha dati da rosso. Poi c’è il Molise che avrebbe chiesto di essere inserito nella zona con le massime restrizioni. La Liguria invece con due settimane consecutive di dati da giallo dovrebbe lasciare l’arancione e rientrare in quel colore. Infine la Sardegna ha tutti i dati in regola per diventare la prima regione d’Italia in zona bianca.

In Italia ci sono zone e regioni con incidenza molto elevata, come in Trentino, Molise e Abruzzo, per la presenza della variante inglese. Anche in Umbria, per la presenza delle varianti inglese e brasiliana. Dobbiamo fare un grosso sforzo per contenere i focolai”, ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di Regia: “Dobbiamo fare uno sforzo molto grande per contenere le varianti e siamo preoccupati per quelle brasiliana e sudafricana”.

Nel momento in cui si allentano gli interventi – continua Rezza – immediatamente riparte l’epidemia. Abbiamo dunque ondate successive che dipendono proprio dagli interventi. Ciò dipende dal fatto che la popolazione suscettibile all’infezione è ancora ampia. Il tasso di incidenza sta crescendo in età scolastica. Abbiamo una diminuzione dell’età media dei casi: ciò può essere un primo effetto delle vaccinazioni sugli anziani e soggetti nelle Rsa. Però cominciamo a vedere anche focolai nelle scuole e ciò potrebbe essere conseguenza delle varianti che infettano di più i bambini ma senza forme gravi. Quest’ultimo è un elemento di cui tenere conto“.

Nelle regioni – spiega Rezza – molti focolai sono dovuti alle nuove varianti, non posso che esprimere preoccupazione per l’andamento dell’epidemia. Dobbiamo tenere alta la guardia e dove c’è bisogno è necessario intervenire tempestivamente e duramente. Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso. Ma laddove ci sono dei focolai o presenza di varianti è chiaro che tale decisione dolorosa è assolutamente da considerare. Dobbiamo essere pragmatici”.

Quanto al caso della regione Molise, “ci ha contattato e ha espresso la volontà di andare in zona rossa e in questi casi non possiamo che accogliere tale richiesta“, ha concluso il direttore della Prevenzione del ministero della Salute.

L’Rt nelle Regioni – L’Rt è 0,99, cioè la media dei due intervalli 0,93 e 1,03. Per quanto riguarda l’indice di replicazione delle varie regioni, per lo spostamento di zona si prende in considerazione l’intervallo più basso di quelli usati per calcolare il dato medio (se è sopra 1 scatta la zona arancione, se è sopra 1,25 quella rossa). Non solo, se l’Rt è inferiore a 1 ma il rischio calcolato sui 21 indicatori alto si entra comunque in arancione, come questa settimana è successo in tre regioni.

Ecco i dati: 

  • Abruzzo 1,13 (1,07 – 1,17) e rischio alto, 
  • Basilicata 1,51 (1,26-1,79) e rischio moderato, 
  • Calabria 1,01 (0,9-1,12) e rischio moderato, 
  • Campania 1,04 (0,96-1,13) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, 
  • Emilia-Romagna 1,1 (1,07-1,13) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, 
  • Friuli Venezia Giulia 0,83 (0,79-0,88) e rischio moderato,
  • Lazio 0,94 (0,91-0,97) e rischio basso, 
  • Liguria 0,94 (0,88-0,99) e rischio basso, 
  • Lombardia 0,82 (0,79-0,84) e rischio alto, 
  • Marche 0,98 (0,88-1,09) e rischio alto, 
  • Molise 1,11 (0,8-1,45) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, 
  • Piemonte 1,02 (0,98-1,05) e rischio alto,
  • Provincia di Bolzano 0,92 (0,89-0,96) e rischio moderato,
  • Provincia di Trento 1,07 (1-1,14) e rischio moderato con alta probabilità di progressione,
  • Puglia 0,95 (0,92-0,98) e richio basso, 
  • Sardegna 0,68 (0,61-0,74) e rischio basso, 
  • Sicilia 0,71 (0,67-0,75) e rischio basso, 
  • Toscana 1,19 (1,15-1,25) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, 
  • Umbria 1,07 (1,02-1,12) e rischio alto, 
  • Val d’Aosta 0,94 (0,67-1,26) e rischio basso, 
  • Veneto 0,97 (0,94-1,01) e rischio moderato.

Il commento degli esperti: “Trend in aumento, urgenti nuove misure di mitigazione”

La Cabina di regia scrive che “alla luce dell’aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell’incidenza su tutto il territorio italiano, sono necessarie ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari“. Sempre dal gruppo composto da tecnici del ministero, dell’Istituto superiore di sanità e delle Regioni si spiega che “è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile“.

Conferenza stampa del 26 febbraio sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19….


Conferenza stampa del 26 febbraio sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19….

Diretta della conferenza stampa del 26 febbraio sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale #Covid19 della Cabina di Regia, con il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza.

 
 

Covid, Lombardia verso la zona arancione: nuovi focolai e Rt in salita


articolo: Lombardia zona arancione forse da lunedì: contagi in aumento e Rt in salita- Corriere.it

Dovranno chiudere bar e ristoranti. A Milano città l’Rt ha raggiunto quota 1,19, in continua costante crescita da diversi giorni. E l’incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti nel Bresciano ha superato i 300.

Fa impressione il fiume di gente che in un assembramento di bicchieri scende lungo i due lati del Naviglio dal primo pomeriggio in poi. Fa impressione non tanto per il numero di ragazzi e quindi di bicchieri che da queste parti non mancano mai. Ma per il fatto che nel frattempo sta maturando quella che dovrebbe essere una lunga vigilia di un nuovo passaggio in zona arancione. Arancione chiaro, per essere attenti alle sfumature, che ora come ora fanno ancor più la differenza. Dato che per ora le zone con misure rafforzate, quindi arancione scure, restano quelle nel Bresciano e nei Comuni cuscinetto confinanti, con Bollate, Mede e Viggiù in rosso fino a mercoledì.

È un’altra di quelle giornate lì. Si parla di numeri e curve. Curve e numeri. Quelli che stamattina comporranno la nuova pagella lombarda. E si attende solo la conferma di quelle che sono sensazioni diffuse, per certi versi attese e forse auspicate.Una decisione che prenderà forma sui tavoli della cabina di regia, valutando la combinazione degli elementi di rischio con il parametro dell’Rt. Che ormai, se si considera quello dei contagi, in Lombardia ha scollinato quota 1. Quello dei ricoveri invece resta sotto l’1, e sarebbe l’unico elemento di giallo vestito e vestibile. Dopo la consueta cabina di monitoraggio tecnica, ci sarà il passaggio più politico. L’indirizzo del ministero è sempre quello di Roberto Speranza, ma il governo alle spalle è diverso. Con molte anime che ancora ieri invocavano venti di aperture. Ma per ora, come illustrato dal neo ministro per i Rapporti con le Regioni Mariastella Gelmini, il rischio legato alle varianti è lì a rimandare l’appuntamento con la vita vera: per ora non si apre, anzi si richiuderà. continua a leggere

 

 

Dal 25 febbraio ed entro 5-6 giorni verranno vaccinati i circa30mila cittadini tra i 60 e i 79 anni dei Comuni al confine tra Bergamo e Brescia (15 bergamaschi e 8 bresciani), dove il contagio dilaga anche a causa delle varianti. Mentre per gli over 80 prosegue il programma vaccinale già in corso, Bertolaso ammette che «probabilmente, per fare in modo di avere le dosi necessarie a vaccinare gli over 60 in questi Comuni, dovremo rallentare la somministrazione della fase 1 bis per quanto riguarda le attività sociali, che sono meno a rischio». Per vaccinare i 30mila 60-79 enni (con AstraZeneca e con Pfizer) sono stati individuati quattro centri vaccinali: a Chiuduno, Iseo, Antegnate e Chiari. Saranno 18 le linee vaccinali in ciascuna provincia: «Verranno fatte circa 2.500 vaccinazioni al giorno in quella bresciana e altrettante in quella bergamasca, per un totale di 4-5.000 somministrazioni al giorno: in questo modo entro 5 o 6 giorni chiuderemo questa vaccinazione lungo il confine tra le due province».

Covid in Lombardia, il report :

Covid in Lombardia, il report- Corriere.it

16 febbraio 2021 

Coronavirus in Lombardia, zona arancione ‘rafforzata’ nella provincia di Brescia e…..


Coronavirus in Lombardia, zona arancione ‘rafforzata’ nella provincia di Brescia e in 7 comuni della Bergamasca. Bertolaso: “A Brescia siamo di fronte alla terza ondata”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/23/news/coronavirus_brescia_comuni_fascia_arancione_rinforzata-288844521/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S1-T1

Tra i comuni coinvolti dal provvedimento c’è anche Soncino, in provincia di Cremona. L’ordinanza firmata dal governatore Fontana entra in vigore dalle 18 di oggi. L’assessora Moratti: “Oltre alle normali misure, scuole chiuse e divieto di andare nelle seconde case”

Via a una zona arancione rafforzata‘ in tutta la provincia di Brescia e nei comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino in provincia di Cremona. Ad annunciarlo la vicepresidente e assessora al Welfare di Lombardia, Letizia Moratti, in una comunicazione al Consiglio Regionale a Palazzo Pirelli a Milano. L’ordinanza che sarà firmata dal governatore Attilio Fontana ed entra in vigore dalle 18 di oggi prevede “oltre alle normali misure di zona arancione anche la chiusura scuole elementari, infanzia e nidi, divieto di recarsi presso le seconde case, l’utilizzo obbligatorio di smart working ove possibile; l’utilizzo delle mascherine chirurgiche sui mezzi di trasporto; chiusura delle attività universitarie in presenza“.

Considerata l’ultima accelerazione – ha aggiunto Moratti – nella provincia di Brescia, con l’aggravante delle varianti che nell’area sono presenti al 39% del totale dei casi, abbiamo concordato con Ministero della Salute una strategia di mitigazione e contenimento del contagio“. E Guido Bertolaso parlando al Consiglio ha detto: “A Brescia evidentemente di troviamo di fronte alla terza ondata” spiegando che il direttore dell’assessorato al Welfare Giovanni Pavesi “ha elevato il livello di attenzione delle rianimazioni da tre a quattro“.

Cambia anche il piano vaccinale: da giovedì priorità alle zone più colpite per le vaccinazioni di forze dell’ordine e personale della scuola. Gli over 80 invece proseguono con il vecchio schema su tutta la regione.

 

Infine, per altri 15 giorni viene prorogata l’ordinanza che istituisce la zona rossa nei comuni di Bollate, Castrezzato (Brescia), Mede (Pavia) e Viggiù (Varese).

LINK: 

Coronavirus a Brescia, preoccupa aumento contagi e ricoveri, ipotesi nuove zone rosse. Il sindaco del Bono: “Dati inviati al Cts, decisioni a breve”

Bollate, Castrezzato, Mede e Viggiù zona rossa da oggi. Il dg del Welfare Trivelli: “La decisione in Lombardia legata alle varianti del Covid. Escluse altre zone rosse”

La mappa delle varianti Covid in Lombardia: il 35% dei positivi colpito da quella inglese: “Ma si rischia che diventino la maggioranza”

Codogno, un anno dopo: quando il Covid si prese l’Italia – Il reportage


articolo & Video: https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/codogno-un-anno-dopo-quando-il-covid-si-prese-l-italia-il-reportage/376576/377186?ref=RHTP-BS-I278612739-P8-S2-T1

Codogno, un anno dopo: quando il Covid si prese l’Italia – Il reportage

A distanza di un anno faccio tuttora fatica a ricordare quella notte“. Ancora è incredulo Giorgio Milesi, infermiere, coordinatore della terapia intensiva dell’ospedale civico di Codogno, quando ripensa al momento in cui prese in mano il referto del tampone di Mattia, il paziente 1, e lesse ‘positivo al sars covid 19’: “da quel giorno cambiò tutto“. continua a leggere

Covid, Codogno un anno dopo: la testimonianza dei residenti

Codogno, un anno dopo: il ricordo di quello che accadde con la scoperta del «Paziente 1»

“La Statale ha messo a punto un vaccino anti-Covid innovativo”:….


“La Statale ha messo a punto un vaccino anti-Covid innovativo”: l’annuncio del preside della facoltà di Medicina Zuccotti

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/21/news/vaccino_coronavirus_statale_milano_zuccotti-288498399/

A breve sarà depositato il brevetto del vaccino su cui ha lavorato il dipartimento di Bioscienze dell’ateneo milanese. Può essere conservato più facilmente, e per questo si potrà utilizzare anche nei Paesi più poveri”

Stiamo per depositare il brevetto per il nostro vaccino contro il Covid“. Si chiude così, con un messaggio che oggi suona come un dono, l’anno incredibile dell’Università degli Studi. Ad annunciarlo è Gianvincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina dell’ateneo milanese guidato da Elio Franzini, con i suoi 340 docenti medici al lavoro in 24 ospedali, il suo esercito di 2.500 specializzandi in prima linea nei reparti, nei pronto soccorso, nei laboratori di analisi, gomito a gomito con centinaia di ricercatori.
Gli chiediamo un bilancio di questi dodici mesi di emergenza. Un bilancio che inizia di nuovo guardando al futuro.

Professor Zuccotti, un vaccino targato Statale? – Proprio così. Qualcosa di innovativo, che non segue le tecniche usate fino a oggi, non è un vaccino a Dna e non usa l’adenovirus“.

Dov’è nato? E come? – Dal lavoro del gruppo di Claudio Bandi, del dipartimento di Bioscienze, che fa parte del centro di ricerca pediatrico Romeo ed Enrica Invernizzi, di cui sono direttore scientifico. Due gruppi di ricerca si sarebbero dovuti occupare di argomenti in ambito infettivologico, come le infezioni ospedaliere. Poi è arrivato il Covid. E i ricercatori si sono messi al lavoro per cercare un’arma che ci protegga. Ed è arrivata l’intuizione“.

Ci dica di più. – Rispetto ai vaccini già prodotti potrebbe sicuramente raggiungere più facilmente le parti del mondo più povere, tagliate fuori da quelli approvati fino a oggi, perché può essere conservato più facilmente. Ma non posso aggiungere di più prima del deposito del brevetto“. continua a leggere

Covid e colori, Campania, Emilia-Romagna, Molise e Umbria in…


Covid e colori, Campania, Emilia-Romagna, Molise e Umbria in arancione. Rezza: “Ci aspettiamo aumento casi per variante inglese”

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/02/19/news/covid_monitoraggio_colori_regioni_campania_emilia_molise_arancione-288258108/?ref=RHTP-BH-I286519397-P1-S3-T1

È la diffusione della variante inglese la grande incognita che pesa sul monitoraggio settimanale dell’epidemia, che determina come ogni venerdì i nuovi colori delle regioni che scatteranno a partire da domenica con le nuove ordinanze del ministro Speranza. La variante in molte grandi Regioni rappresenta oltre un terzo dei nuovi contagi. In Toscana è al 35, in Puglia e in Emilia al 38%. Ci sono poi realtà, come Marche, Umbria e Molise, dove ha superato il 50%. Il tutto grazie a una contagiosità, stimata proprio in questi giorni nel nostro Paese, di circa il 38% superiore al coronavirus che ha circolato fino ad ora. E l’Istituto superiore di sanità rinnova l’invito a innalzare le misure, a limitare spostamenti e contatti, invita gli italiani a restare a casa riducendo al minimo le interazioni con persone diverse dai familiari.

L’Rt nazionale a 0,99 – L’Rt nazionale sarebbe tornato dopo tre settimane superiore a 1 nel limite superiore, cioè la soglia considerata di sicurezza. Il dato medio è 0,99 e si ottiene appunto considerando i due intervalli di 0,95 e 1,07. Tra le Regioni dove la variante circola di più, l’Umbria è già in zona arancione e in parte (la provincia di Perugia) rossa mentre nelle Marche è stata isolata la provincia di Ancona, anche se la Regione questa settimana resterà gialla. L’incidenza nella settimana del monitoraggio passa da 133,13 per 100mila abitanti a 135,46. continua a leggere

Conferenza stampa del 19 febbraio sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19


Conferenza stampa del 19 febbraio sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19

Claudio Bisio positivo al Covid: “Sto bene””


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2021/02/19/news/claudio_bisio_covid-288244756/

L’attore è protagonista della serie di Rolando Ravello in cui interpreta il ruolo che fu di Marco Giallini nel film del 2014. È uno psicanalista e padre di tre figlie grandi che improvvisamente ritornano tutte a casa. In un video su Instagram rassicura chi lo segue.

Claudio Bisio positivo al covid: “Sto lottando, spero sia niente di grave”

Claudio Bisio è risultato positivo al Covid19. L’annuncio per giustificare la sua assenza dalla presentazione    “Tutta colpa di Freud“, la nuova serie in onda su Amazon dal 26 febbraio, adattamento tv del film del 2014 di Paolo Genovese il cui incontro stampa, virtuale per i giornalisti ma in presenza per gli attori, si è svolto a Roma. Claudio Bisio avrebbe dovuto venire da Milano dove vive. Lo stesso attore poi ha postato su Instagram un video in cui dice: “Da qualche giorno sono positivo al Covid. Niente di grave, credo, spero. Non ho febbre, solo una tosse fastidiosa, la voce abbassata, ma sto bene. Sono qui a casa in quarantena come tanti italiani“.

Per Bisio il periodo del lockdown è stato particolarmente doloroso perché nell’aprile scorso ha perso la mamma novantenne. “La cosa più brutta – aveva poi raccontato – è stato non poterla abbracciare, andavo a trovarla con mascherina e guanti e lei non capiva perché non potessi avvicinarmi a lei“.

La serie, per la regia di Rolando Ravello, ha per protagonista Bisio, uno psicanalista da anni separato dalla moglie e padre di tre figlie ormai adulte. Quando anche l’ultima sta spiccando il volo, una serie di eventi le riporta tutte e tre al nido. Con il ritorno delle ragazze sopraggiungono anche gli attacchi di panico, e lo psicanalista è costretto ad assumere ansiolitici e andare a sua volta in terapia.

Truffa dei vaccini, la procura di Perugia


Truffa dei vaccini, la procura di Perugia acquisisce documenti dall’Aifa, dal commissario Arcuri e dalla Regione Veneto

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/02/18/news/vaccini_la_procura_di_perugia_acquisisce_documenti_dall_aifa_e_dal_commissario_arcuri-288199326/

L’indagine riguarda un tentativo di raggiro ai danni dell’Umbria

L’approvviggionamento dei vaccini, i contratti nazionali ed europei, la distribuzione delle fiale tra le Regioni italiane. La procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, ha dato mandato ai carabinieri del Nas del capoluogo umbro di acquisire alcuni documenti presso la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid; Domenico Arcuri, e l’Aifa per accertare le modalità e i cirteri con cui le dosi sono arrivate nei territori.

Secondo quanto si apprende dal Nas, l’acquisizione di documenti riguarderà anche la sede della Regione Veneto. L’obiettivo è di accertare i presunti proponenti di forniture di vaccino in deroga agli accordi con le Autorità centrali.

L’operazione è scattata nell’ambito delle indagini su un tentativo di truffa del quale è accusato un quarantenne incensurato, originario della provincia di Messina. L’uomo, a gennaio scorso – in base alla ricostruzione degli inquirenti – “accreditandosi falsamente” come intermediario per conto di Astrazaneca internazionale aveva proposto alla Regione Umbria l’acquisto di vaccini anti Covid. Nel fascicolo non ci sarebbero altri indagati.

Zona gialla, Lombardia, Lazio e Piemonte: «Abbiamo Rt sotto l’1»


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_febbraio_18/zona-gialla-lombardia-lazio-piemonte-abbiamo-rt-sotto-l-1-4b521f02-7200-11eb-893c-20b27ab3b588.shtml?fbclid=IwAR2K8I0XGZCTwhTVynn6cdB66iQfmaVdVdf9UkZLHGoo7UZ7tUGzecYdYpE&fbclid=IwAR3JX86EOY70r5yz9LPcgm4g90i4wS7z04vq4S9fnkkQzDlI6aBadau1FWE

La decisione del ministero della Salute arriverà domani. Il Veneto e il nodo varianti

Valori dell’Rt leggermente sotto l’1 e dunque richiesta di rimanere in zona gialla: è questa la comunicazione inviata dalle Regioni che rischiano invece di dover subire misure più restrittive. La decisione finale sarà presa domani, quando si riunirà la cabina di regia. Anche perché rimane l’incognita delle varianti e il rischio di dover creare già nelle prossime ore nuove zone rosse.

Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Piemonte rischiano la fascia arancione ma continuano a sperare perché sia pur di uno o due decimali sono sotto la soglia.

Ecco la situazione aggiornata con i dati appena comunicati.

La Lombardia – La Lombardia è al limite e il governatore Attilio Fontana in un’intervista a Bergamo Tv ha dichiarato: «Spero proprio di non andare in arancione, lo spero e mi auguro che non si verifichi questa situazione: i dati ufficiali non sono ancora arrivati, con il Cts ci si confronta il venerdì. Chiedo, se fosse possibile, di anticipare la decisione perché i dati li hanno martedì. Purtroppo è un dato di fatto acquisito che con le chiusure i dati migliorano, con le aperture più larghe aumentano i dati che peggiorano».   continua a leggere

Covid: contagi e ricoveri in intensiva in calo in Lombardia


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/02/17/covid-contagi-e-ricoveri-in-intensiva-in-calo-in-lombardia_c0161e8d-48be-40fc-b8c3-6e0aa9f7a6ba.html

1764 positivi, 29 decessi, aumentano ricoveri in altri reparti

(ANSA) – Milano, 17 febbraio 2021 – Sono 1.764 i nuovi positivi in Lombardia, a fronte di 38.296 tamponi effettuati, con un rapporto del 4,6%, in calo rispetto al 5.6% di ieri.
Diminuiscono anche i ricoverati nelle terapie intensive, che sono 363, 10 meno di ieri.

Aumentano invece gli ingressi in altri reparti, cresciuti di 47 unità, per un totale di 3740 persone ospedalizzate. Ventinove i decessi, per un totale di 27.883 vittime da inizio pandemia.
A Milano sono 500 i nuovi casi, di cui 209 in città. Sono 381 a Brescia, 121 a Bergamo, 117 a Mantova, 115 a Pavia, 107 a Como, 105 a Monza e in Brianza. Sotto il centinaio Cremona (57), Lecco (58), Lodi (37), Sondrio (43), Varese (55). (ANSA).

COVID: il punto in Lombardia

Il punto in Lombardia nell’articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/02/17/covid-il-punto-in-lombardia_b732e050-b60b-4392-8f87-a73b05239f83.html

Ospedale Sacco, reparti non sono pieni di varianti


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/02/17/ospedale-sacco-reparti-non-sono-pieni-di-varianti_20a931d4-ad11-45a1-9832-ebb5024b57a4.html

Ospedale,identificata solo variante Uk, 6 casi su 50 sequenziati

(ANSA) – Milano, 17 febbraio 2021 – “Tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all’interno del Presidio“: così, in una nota, l’ASST Fatebenefratelli Sacco commenta “alcune notizie apparse sulla stampa riguardanti ‘reparti pieni di varianti’ riferite al reparto di degenza di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco“.

E’ stato Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dello stesso ospedale, a dire che “dei 20 letti che seguo direttamente almeno uno su tre ormai è occupato da contagiati da una variante”.

Attualmente – precisa la nota dell’ospedale – le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall’ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale“. La nota aggiunge anche che finora “presso il Laboratorio di questa ASST è stata identificata esclusivamente la variante UK (cosiddetta “variante inglese”) e che, al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana“.
In particolare, per quanto riguarda i 314 pazienti Covid positivi ricoverati presso l’Ospedale Sacco dal 31 dicembre al 4 febbraio, i dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante inglese su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a sequenziamento.
Il Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e diagnostica delle Bioemergenze prevede di utilizzare a breve un nuovo test diagnostico che permetterà di identificare in via preliminare l’eventuale positività ad una delle tre varianti.  (ANSA).

Coronavirus, le varianti: quante circolano in Italia? Sono davvero più contagiose del Covid originale?


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_febbraio_17/coronavirus-varianti-quante-circolano-italia-sono-davvero-piu-contagiose-covid-originale-f70494c0-7150-11eb-b26f-1b97a5632ac6.shtml

1  – Quanti varianti stanno circolando in Italia? –«Almeno cinque — risponde Massimo Ciccozzi, ordinario di epidemiologia all’università Campus Biomedico di Roma — e quasi tutte hanno la mutazione sul gene che produce la proteina Spike usata dal virus per agganciarsi alle cellule umane. La variante cosiddetta inglese, la brasiliana, la sudafricana, una quarta sequenziata a Napoli, identificata per la prima volta in Nigeria. AViggiù, in Lombardia, è stata sequenziata una variante scozzese. In un lavoro pubblicato su Lancet Infectious Disease, col virologo Arnaldo Caruso, abbiamo descritto un nuovo ceppo trovato a Brescia in un paziente oncologico che è poi guarito dal Covid. Questo episodio è interessante perché sarebbe la dimostrazione che il virus si è evoluto all’interno della persona infettata ed è cambiato».

2 – Tutte le varianti elencate hanno un effetto sullo sviluppo dell’epidemia? – «Della variante inglese, che ha avuto origine a settembre 2020 nel Kent, di quella Brasiliana, origine in Amazzonia e della Sudafricana, sappiamo che hanno una contagiosità superiore rispetto al ceppo che ha circolato in Italia dallo scorso febbraio. Una mutazione, indicata come 501Y, facilita la capacità di infettare la cellula umana. Le varianti del Brasile e Sudafrica, dove è presente anche la mutazione 484K potrebbero essere in grado di far diminuire l’effetto degli anticorpi stimolati dal vaccino».

3 Sono più virulente? – «Non ci sono evidenze. Potremo affermarlo solo dopo aver raccolto dati certi, validati e pubblicati. Mi sembra improbabile».

4 – E gli altri ceppi? – «Potrebbero non avere conseguenze sulla diffusione dell’epidemia. Trovare una nuova variante non significa che il Sars-CoV-2 si stia trasformando in qualcosa di più pericoloso. Al contrario i virus hanno tutto l’interesse a trovare forme di convivenza con l’uomo. Il loro lavoro è infettare, non uccidere».

5 – Qual è il significato di questi fenomeni? – «Le varianti sono il sintomo di una circolazione troppo alta del virus. E questo significa dare all’agente patogeno che da un anno ci tiene sotto scacco l’opportunità di produrre altre mutazioni che prima o poi potrebbero compromettere il funzionamento dei vaccini. Non dobbiamo assolutamente permettere che questo accada. È una fase molto critica».

6 – Come uscirne? – «Ora abbiamo i vaccini, non abbastanza dosi, ma li abbiamo e ne arriveranno sempre più. Vaccinare 24 ore al giorno, anche la notte, ovunque. Credo che volesse intendere proprio questo il premier Draghi quando nel discorso al Senato ha detto che non bisogna limitare la vaccinazione ai luoghi specifici, spesso ancora non pronti. Ha ragione. In fondo si tratta di fare una puntura intramuscolare. Anche la farmacia andrebbe bene. Usiamo tutto quello che si può nel minor tempo possibile».

7 – Oltre che con i vaccini come difendersi? –«Come avremmo dovuto fare tutti e meglio in questi mesi. Mantenimento delle distanze fra individui, uso corretto della mascherina. Se si è in casa o al lavoro va bene la chirurgica. Se usciamo meglio la FFP2. Ma queste sono precauzioni che valevano anche contro i ceppi normali. Le varianti non bucano le mascherine. Smettiamo di avere paura, stiamo attenti piuttosto. Questo virus non è un mostro».

8 – I vaccini funzionano? «Che sia il contrario è tutto da dimostrare. Nella peggiore delle ipotesi, anche se avessero minore efficacia, proteggerebbero comunque dalle forme più gravi del Covid 19. Le aziende farmaceutiche si stanno già organizzando per rispondere a questa sfida».

9 – Come finirà?
«Il commissario Arcuri  – ha annunciato che a giugno 19 milioni di italiani saranno immunizzati. L’immunità di gregge dunque è ancora lontana. Verrà raggiunta quando il 75% della popolazione sarà vaccinata. A quel punto il virus circolerà pochissimo e si adatterà ancora meglio al genere umano diventando endemico. Vuol dire che sarà come uno dei tanti coronavirus che causano i raffreddori stagionali»

10 I test antigenici sono validi?
«I test rapidi di screening non riconoscono la proteina Spike mutata ma altre due proteine del virus, la M e N, sì. Quindi la positività viene rilevata».

Covid: 4 i comuni lombardi in zona rossa


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/02/16/covid-4-i-comuni-lombardi-in-zona-rossa-da-domani_0995e444-8d50-4319-8c59-232eb695b65d.html

Viggiù, Mede, Castrezzato e Bollate: ecco le zone rosse

(ANSA) – MILANO, 16 FEB – Oltre a Castrezzato, anche Viggiù, nel Varesotto, Mede, nel Pavese, e Bollate, alle porte di Milano, dalle 18 di gggi saranno zona rossa. Lo ha stabilito con un’ordinanza il presidente della Regione Attilio Fontana.

La decisione – viene spiegato – è dovuta all’insorgere di cluster di contagio legati alla diffusione di varianti del virus.
Il presidente della Regione – sentito il ministro della Salute – ha stabilito con un’ordinanza che, ai sensi dell’art. 3 del dpcm 14 gennaio 2021, nei 4 comuni verranno applicate le disposizioni previste nella cosiddetta ‘fascia rossa‘.
Con l’ordinanza firmata da Fontana “si dispone che le attività scolastiche e didattiche di tutte le classi delle scuole primarie e secondarie in questi comuni si svolgano esclusivamente con modalità a distanza. Tale sospensione – viene aggiunto in una nota – riguarda anche asili nidi e scuole materne”. L’ordinanza è valida fino a mercoledì 24 febbraio.
    (ANSA).