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Così riapre l’Italia in giallo (tranne tre regioni in arancione). «Massima cautela»


articolo: Così riapre l’Italia in giallo (tranne tre regioni in arancione). «Massima cautela»

Zona gialla per quasi tutta Italia e neanche una regione in zona rossa: oggi i nuovi coloriNuova pagina


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_07/zona-gialla-colori-regioni-e3a31fea-aea5-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR2qfi6Hy3WnTjLUnb4lOwsVg4YHOjx8EBqTEF8weYVSiFACghT1yI4bGMw

Ieri 11.807 contagi, tasso di positività salito al 3,6%. I dati Gimbe: curve in discesa, ma più casi tra i bimbi

Una Penisola finalmente libera da zone rosse. Potrebbe essere questa la mappa dell’Italia che uscirà oggi dalla cabina di regia che definirà i passaggi di fascia delle Regioni in un quadro epidemiologico in lieve risalita (Rt a 0,85 a livello nazionale, era 0,81 alla scorsa rilevazione). La Valle d’Aosta — unica zona rossa rimasta — potrebbe essere promossa in arancione dopo appena una settimana. La Puglia spera invece nel giallo (insieme con Basilicata e Calabria), mentre il Veneto torna ad avvicinarsi pericolosamente alla zona arancione. E la Sardegna resta in bilico, contestando il sistema che rimanda il passaggio in giallo per altri sette giorni.

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Fonte: Dati Protezione Civile alle 17 di ieri, Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità

Valle d’Aosta – Dopo appena una settimana in lockdown, la Valle d’Aosta già da lunedì potrebbe tornare arancione. E questo grazie all’incidenza scesa a 187 nuovi positivi su 100 mila abitanti (ben sotto la soglia dei 250 che fa scattare la zona rossa). Vanno meglio anche gli altri indicatori: l’Rt sotto l’1 e la pressione sugli ospedali che si allenta. A dimostrarlo il fatto che nella mappa europea dell’Ecdc, la regione guidata da Erik Lavevaz ha abbandonato il rosso scuro.

Puglia e Veneto – Grazie al miglioramento degli indicatori, Puglia, Basilicata e Calabria sperano di approdare lunedì in zona gialla. Con l’eventuale passaggio — che avverrà solo dopo la firma delle ordinanze da parte del ministro della Salute Roberto Speranza — salirà ad oltre 53 milioni il numero degli italiani che possono circolare liberamente e andare al ristorante a pranzo e cena, al cinema, a teatro o in un museo. Grande apprensione, invece, in Veneto: «L’Rt è salito a 0,95, a un passo dalla fascia arancione — spiega la responsabile regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin —. È un dato che ci preoccupa e ci deve preoccupare». Il Veneto, comunque, dovrebbe rimanere in zona gialla per questa settimana, anche grazie all’incidenza (97 contagi ogni 100 mila abitanti) e al tasso di «occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica da parte dei malati Covid sceso sotto il 15%» aggiunge Lanzarin.

Sardegna in bilico – La Sardegna ha buoni dati ma potrebbe non ottenere il passaggio di fascia. La zona arancione dovrebbe durare per un’altra settimana — come prevede l’ordinanza del 3 maggio — ma il governatore Christian Solinas spera ancora nel giallo e protesta contro il sistema delle Regioni a colori. Le motivazioni sono contenute in un report inviato al ministero. «Negli ultimi 14 giorni, tutti i principali indicatori sono in miglioramento — spiega Solinas —, con un quadro generale compatibile con la fascia di rischio più bassaRimanere in arancione sarebbe paradossale».

I nuovi contagi – Il bollettino di ieri rileva 11.807 nuovi contagi, circa 1.300 in più rispetto a mercoledì, con 324 mila tamponi (- 3.000) e un tasso di positività salito al 3,6%. I decessi sono stati 258, nove in meno del giorno precedente. Dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, emerge la discesa di tutte le curve. Eppure sono in aumento i nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni, «verosimile conseguenza della ripresa delle attività scolastiche in presenza e della maggiore contagiosità della variante inglese».

Le piscine – Dopo l’approvazione del Ctsil governo ha dato il via libera al protocollo sullo sport che fissa le regole per la ripartenza di piscine e palestre. I primi a tornare ad allenarsi saranno i nuotatori: gli impianti all’aperto riapriranno il 15 maggio e all’ingresso bisognerà sempre misurare la temperaturaIn vasca bisogna mantenere una distanza di 7 metri quadri, fuori «si deve assicurare una superficie di almeno 10 metri quadri per ogni ombrellone». Lettini e sdraio dovranno essere sistemati per garantire la distanza di almeno un metro e mezzo tra persone non conviventi. Quando si fa il bagno poi, è vietato soffiarsi il naso. I bambini molto piccoli potranno entrare in acqua solo con i pannolini.

Le palestre – Per le palestre il via libera è rimandato al primo giugno. La mascherina è obbligatoria fino all’inizio dell’allenamento: la distanza comunque non potrà essere inferiore a due metri, all’aperto ne basta uno. Si deve «arrivare già vestiti adeguatamente alle attività» e se possibile utilizzare il proprio tappetino. I gestori di piscine e palestre devono mantenere l’elenco dei clienti per almeno 14 giorni.

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Vaccino Covid, le date per le prenotazioni: a giugno tocca ai 40-50enni


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_01/vaccino-covid-date-le-prenotazioni-giugno-tocca-40-50enni-262cd9b6-a9ea-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml

Raggiunta quota 500 mila, il nodo resta AstraZeneca. A fine giugno sarà il turno della fascia tra i 40 e i 50 anni

Un percorso a tappe condizionato da un’unica incognita: la consegna delle dosi nei tempi e nei quantitativi previsti. A maggio sono destinate all’Italia 17 milioni di fiale, a giugno altre 30. Ora che la macchina è appena andata a regime rispettando alla lettera il programma del commissario Figliuolo — 500mila somministrazioni al giorno (508.158 il 29 aprile, ieri poco meno secondo le stime) — non resta che sperare che le forniture arrivino puntuali, da «orologio svizzero» descrivendo quello che è diventato il modello Pfizer. Dosi regolari, a cadenza settimanale, consegnate negli hub vaccinali secondo la propria rete logistica: una modalità che permette di ridurre di almeno 24 ore l’utilizzo delle fiale da parte delle regioni che altrimenti si perdono nel transito da Pratica di Mare, punto di arrivo degli altri sieri.

I dubbi riguardano AstraZeneca di cui sono attese 7 milioni di fiale in due mesi. Necessarie anche per i richiami da effettuare ad un milione e mezzo di italiani, prevalentemente personale scolastico e militare. Ieri Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, ha confermato che «nulla è cambiato»: i richiami verranno effettuati col siero Vaxzevria, anche per gli under 60 di cui l’Ema ne ha solo raccomandato l’uso per quelli oltre questa soglia non vietandolo per gli altri.


(Qui lo speciale del Corriere sui dati della campagna vaccinale)

La tempistica per età – Se questa velocità di crociera dovesse essere rispettata senza pesanti riduzioni nelle forniture ci potremmo trovare di fronte all’avvio della campagna massiva a partire tra il 15 e il 20 maggio. Il condizionale è d’obbligo, ma le proiezioni della struttura commissariale — confermate da quasi tutte le regioni — segnalano che una volta messi in sicurezza la gran parte degli over 65 si aprirà la «fase in parallelo» pensata dal commissario Figliuolo.

Si comincerà con la campagna di vaccinazione aziendale perché i lavoratori devono avere una corsia preferenziale per far ripartire il Paese. Si aggiungeranno almeno 732 punti vaccinali all’attuale rete coinvolgendo tutte le grandi aziende che hanno già contattato la struttura commissariale e le regioni, di cui una gran parte aderisce a Confindustria che ne ha stilato il programma. Alcune — le più equipaggiate — potranno persino diventare dei centri asl per vaccinare non solo i propri addetti ma anche la comunità territoriale. In quegli stessi giorni verranno vaccinati la gran parte degli over 60 rimasti e prenderà l’avvio la copertura della fascia 55-59 anni di cui molte regioni stanno aprendo in questi giorni le prenotazioni.

La copertura dei fragili – Saranno i giorni decisivi per «coprire» soprattutto tutti gli italiani in categoria 4 secondo le raccomandazioni dell’istituto superiore di Sanità: cioè i fragili under 60 di cui sono appena partite le prenotazioni in gran parte delle regioni. Le adesioni per la fascia 50-54 anni si apriranno invece realisticamente attorno al 17 maggio, segnalano alcune regioni come Veneto, Piemonte e Lombardia. Di solito lo scostamento tra prenotazione poi somministrazione è quantificabile nell’ordine di 20-25 giorni. Uno scarto temporale che permette di dare una proiezione puntuale della curva vaccinale ove non dovessero verificarsi punti di rottura, cioè consegne mancate o sospensione precauzionale di qualche vaccino. A scalare con l’età avverranno le prenotazioni successive.

A fine maggio, registrano gran parte delle regioni, si avvieranno le adesioni per la fascia 45-49 anni che quindi andrà a puntura attorno al 20 giugno.

La fascia 40-44 anni slitterà di una decina di giorni e dovrebbe essere coperta entro la prima decina di luglio.

L’immunità di gregge al 60% è prevista a fine luglio e all’80% a settembre. In linea col piano.

Le tabelle sugli over 60 – È chiaro che però occorre procedere a tappeto in questi giorni con la fascia 60-69 anni e 70-79, quelle maggiormente a rischio per la letalità Covid.

Quasi coperta la fascia over 80, al netto dei diffidenti e gli irraggiungibili che in Sicilia toccano vette elevate (hanno ricevuto la prima dose solo il 69,1% dei siciliani) anche per le resistenze nei confronti di AstraZeneca.

Per gli over 70 sono i giorni centrali della campagna e la spinta delle 500mila punture tocca soprattutto loro. Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna al 29 aprile sono ancora sotto il 50% in prima dose. Sugli over 60 — che entrano nel vivo tra qualche giorno — Toscana, Umbria, Veneto e Friuli Venezia Giulia ne hanno coperti solo uno su cinque. Pochi, ancora pochi, con questo numero di contagi.

VACCINI E CONTAGI DA COVID-19: LA SITUAZIONE IN ITALIA

I nuovi colori delle regioni, oggi


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_30/i-nuovi-colori-regioni-oggi-ipotesi-il-monitoraggio-35c24e4c-a995-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml

Zona rossa, arancione e gialla: così cambia la mappa da lunedì 3 maggio. Valle d’Aosta in rosso

Valle d’Aosta in zona rossa, Sardegna in zona arancione, così come la Puglia, che era in bilico ma non cambia di colore. La Campania resterà in zona gialla. La mappa dell’Italia cambierà così dopo il monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità.

In serata il ministro Roberto Speranza firmerà le ordinanze. I nuovi colori saranno in vigore da lunedì 3 maggio.

Le regioni in zona rossa – L’unica regione in zona rossa sarà quindi la Valle d’Aosta, che attualmente è in arancione.

Le regioni in zona arancione – Passa in arancione la Sardegna, che al momento è in rosso. Si aggiunge a Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Le regioni in zona gialla – In giallo ci sono — e rimangono — Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto e alle province autonome di Bolzano e di Trento.

Monitoraggio, l’Rt nazionale risale a 0,85. La Campania va in arancione, la Puglia è in bilico


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/04/30/news/monitoraggio_l_rt_a_0_85_quattro_regioni_sono_in_arancione_e_una_in_rosso_la_puglia_e_in_bilico-298756911/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S7-T1

Una Regione che va in rosso, la Valle d’Aosta. Una che dal rosso passa in arancione, la Sardegnae una che resta in bilico tra l’arancione e il giallo, la Puglia. Ma soprattutto la Campania che, a sorpresa, passerà lunedì dal giallo all’arancione a causa dell’indice Rt che è tornato sopra a 1 (1,05 nell’intervallo inferiore).

Pochi cambi di colore, risale l’Rt – Non sono molti i cambiamenti di colore questa settimana, con l’indice Rt nazionale che sale leggermente, arrivando a 0,85 rispetto a 0,81 della scorsa settimana. Cala invece l’incidenza settimanale, che passa da 159 a 146 casi per centomila abitanti.

La Sardegna passa in arancione – I pochi spostamenti degli indicatori sono dovuti a una circolazione del virus in calo, che fa sì che 13 Regioni in giallo, corrispondenti alla gran parte della popolazione nazionale, confermino la loro presenza in quello scenario. In arancione restano per un’altra settimana CalabriaSiciliaBasilicata e si aggiunge dunque la Sardegna.

Peggiorano Campania e Valle d’Aosta – Mentre la Valle d’Aosta torna in rosso a causa dell’incidenza: è l’unica Regione a superare, con 264, la soglia dei 250 casi settimanali per 100mila abitanti. Brutta sorpresa anche per la Campania, riportata in arancio la prossima settimana dall’aumento dell’Rt.

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Primo maggio, weekend di “libertà” per 50 milioni di italiani: ecco come sarà

Covid. Trovato l’anticorpo che ci protegge dal virus e dalle sue varianti


articolo: https://www.repubblica.it/salute/2021/04/26/news/trovato_l_anticorpo_che_ci_protegge_dal_covid_e_dalle_sue_varianti-297456295/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S7-T1

Lo studio europeo, pubblicato su Nature. Baldanti: “La nostra scoperta potrebbe salvare molte vite” 

Un “super-anticorpo monoclonale, nato in laboratorio, in grado di prevenire e trattare i casi Covid. La scoperta è frutto di uno studio pubblicato su Nature condotto da un team di ricercatori europei, per l’Italia il San Matteo di Pavia. La notizia è stata subito rilanciata dalla Commissione Europea, finanziatrice del progetto di ricerca che, attraverso il commento di Mariya Gabriel, commissaria per l’istruzione, gioventù, sport e cultura della Comunità Europea, ha espresso soddisfazione per il risultato: “Grazie al lavoro dei ricercatori finanziati dall’UE, questa nuova scoperta potrebbe prevenire e trattare i casi di Covid-19, salvando delle vite.

L’anticorpo “bispecifico”La peculiarità di questo anticorpo monoclonale consiste nel riconoscimento contemporaneo di due diversi antigeni del virus, e per questo si chiama anticorpo bispecifico. I ricercatori hanno unito due anticorpi naturali in una singola molecola artificiale, e test preclinici hanno dimostrato che protegge dalle varianti di SARS-CoV-2, compresa quella inglese. A differenza degli anticorpi che riconoscono un singolo antigene, il doppio legame di quelli bispecifici riduce sensibilmente la selezione di varianti resistenti. Perchè hanno una efficacia elevata, ma anche caratteristiche che lo rendono un ottimo candidato per la sperimentazione clinica, con buone possibilità di utilizzo sia nella prevenzione della malattia sia nella cura di pazienti.

«L’anticorpo è stato sviluppato nell’ambito dell’attività del progetto di ricerca ATAC (Antibody Therapy AgainstCoronavirus), finanziato dall’European Research Council (ERC)– spiega Fausto Baldanti, responsabile del laboratorio di Virologia molecolare del San Matteo –. Fanno parte del consorzio di ricerca, oltre al policlinico di Pavia, anche il Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia, l’Istituto di Ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona (Svizzera), l’Università di Braunschweig (Germania) e il Joint Research Center (JCR) della Commissione Europea. Ha collaborato pure la Rockfeller University di New York».
Il progetto di ricerca si proponeva di sviluppare un’immunoterapia contro il Covid-19 sfruttando tre diversi approcci per massimizzare le possibilità di successo e sfruttarne i vantaggi.

L’obiettivo del progetto. «Il primo riguardava la “immunoterapia con plasma iperimmune”, sviluppato principalmente a Pavia – prosegue Baldanti –. Il secondo approccio, “immunoterapia con gamma-globuline”, è stato seguito dal Karolinka Institutet di Stoccolma. La terza fase, ossia “immunoterapia mediante anticorpi monoclonali”, è stata sviluppata dalla Technische Universität Braunschweig, e dall’IRB di Bellinzona. Fase che ha avuto successo nel generare anticorpi monoclonali umani altamente reattivi. Le caratteristiche biologiche e l’efficacia degli anticorpi monoclonali così prodotti sono state definite dal nostro gruppo di ricerca al San Matteo».
Oltre a Baldanti, al policlinico di Pavia hanno lavorato al progetto la dottoressa Elena Percivalle, il dottor Antonio Piralla, entrambi virologi, e la dottoranda Irene Cassaniti. Lo studio si può visualizzare all’indirizzo (
https://www.nature.com/articles/s41586-021-03461-y).

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Covid, chiusi 12 supermercati in Italia: tracce di virus su pos e carrelli


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_26/covid-chiusi-12-supermercati-italia-tracce-virus-pos-carrelli-be0b0322-a664-11eb-b37e-07dee681b819.shtml?fbclid=IwAR2hNa-62k9ZpbY_9nM6wcEX8wTK72reeIHarBA3cwD05h6Q1hfFA8D3TF8

Alla prova l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione. Analizzati i negozi di diverse aziende della grande distribuzione, nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania

Tracce di coronavirus su carrelli e cestinitastiere per il pagamento bancomat e carte di credito (Pos), tasti delle bilance e dispositivi «salvatempo» impiegati dagli utenti per la lettura automatica dei prodotti acquistati. Diciotto tamponi positivi al Covid-19 sono stati trovati dal Nas dei carabinieri dopo le analisi in 981 supermercati italiani per accertare la corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione degli ambienti e delle attrezzature per limitare il contagio.

Al fine di individuare l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione, sono stati eseguiti tamponi per la ricerca del Covid-19 sulle superfici ritenute di maggiore contatto, ottenendo 1.060 campioni con il supporto di tecnici prelevatori e dei laboratori di Asl, Arpa (Agenzie regionali di protezione ambiente), Izs (Istituti zooprofilattici sperimentali del ministero della Salute) e enti universitari. Gli esiti analitici hanno rilevato la positività alla presenza di materiale genetico del virus in 18 casi. I supermercati presso i quali sono state evidenziate positività al Covid-19, appartenenti a diverse aziende della grande distribuzione, sono stati individuati nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania nonché in altri esercizi nelle province di Parma, Perugia e Cagliari.

A Roma, a seguito di una serie di ispezioni effettuate dal Nas presso supermercati afferenti la grande distribuzione della Capitale, integrati dall’esecuzione di 30 tamponi di superficie, il laboratorio Arpa Lazio ha rilevato 4 positività al Rna Sars-CoV-2. A Latina il Nas, insieme con il personale dell’Arpa Lazio, ha effettuato 31 tamponi su superficie di maggior contatto da parte degli avventori prelevati presso 8 supermercati delle province di Latina e Frosinone. L’esito degli esami di laboratorio ha rilevato la positività didue campioni al virus, prelevati in due diverse attività commerciali per i quali è stata inoltrata la segnalazione al Dipartimento di Prevenzione delle aziende Usl per le valutazioni epidemiologiche di competenza e l’imposizione di operazioni di sanificazione straordinaria.

A Viterbo è stato segnalato alla prefettura il legale responsabile di un discount della provincia per aver omesso l’osservanza del distanziamento interpersonale. Sono state contestate violazioni amministrative pari a 800 euro e la chiusura dell’esercizio commerciale per 5 giorni.

Covid, da lunedì l’Italia torna in giallo. E riaprono ristoranti e cinema


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/04/24/news/covid_da_lunedi_l_italia_torna_in_giallo_solo_la_sardegna_e_zona_rossa-297837942/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S1-T1

Al sud restano in area arancione Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia e al nord solo la Valle d’Aosta

L’Italia si prepara al cambio di colore e dunque alla riapertura di molte attività in gran parte delle Regioni. Da lunedì gran parte del Paese si tinge di giallo e questo non accadeva da oltre un mese. Una nuova fase per circa 47 milioni di persone. Cinque regioni di cui quattro al sud –  Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia – con l’unica eccezione al nord della Valle d’Aosta, rimangano invece in zona arancione. Resta rossa solo la Sardegna, l’unica ad essere stata  in area bianca a marzo, l’unica ad aver assaporato per qualche settimana il ritorno alla normalità.

L’orario del coprifuoco, nonostante le polemiche resterà uguale per tutti: a casa dalle 22 alle 5 del mattino salvo motivi di lavoro, malattia e esigenze comprovate. Ma i residenti delle regioni in giallo potranno tornare a mangiare in un ristorante – ma solo in quei locali muniti di spazi all’aperto – andare a vedere un film al cinema – capienza massima al 50 per cento con posti pre assegnati e a distanza di un metro l’uno dall’altro.

Centri commerciali ancora chiusi nel weekend – Pubblicato in Gazzetta ufficiale, il decreto riaperture sancisce il calendario della ripresa di molte attività. Ma niente shopping nei megastore nel weekend almeno fino alla metà di maggio visto che il capitolo sulla riapertura dei centri commerciali, i parchi commerciali e le strutture analoghe, nei fine settimana, diversamente da quanto anticipato da alcune bozze del decreto, alla fine è sparito.

Scuola – Secondo il decreto la scuola dovrà essere in presenza fino alle medie – incluse – e fino alla conclusione dell’anno. Alle superiori la didattica in classe sarà fra 50% e 75% in zona rossa e tra il 70% e il 100% nelle zone gialle e arancioni. Regioni e province non potranno aumentare la quota della didattica a distanza oltre il 50%.

Gli spostamenti – Saranno consentiti di nuovo tra le regioni in zona gialla a differenza di quelli tra aree rosse e arancioni dove la mobilità in entrata e in uscita sarà consentita per motivi di lavoro, salute e urgenza.

Il pass vaccinale – Il Garante della privacy in una nota formale boccia il pass vaccinale, giudicato lesivo dei diritti della persona. Lo strumento che offre alcune libertà a immunizzati, guariti e negativi al tampone “presenta criticità tali da inficiare, se non opportunamente modificato, la validità del sistema” scrive il Garante. “È necessario un intervento urgente a tutela dei diritti e delle libertà delle persone“.

A pranzo e cena fuori – Lunedì riapriranno anche i ristoranti, ma si potrà mangiare fuori casa a  pranzo e a cena solo nei locali che avranno tavoli all’aperto.

Spettacoli, cinema e musei – E sempre da lunedì e in zona gialla si potrà tornare al cinema, al teatro e nelle sale concerto. Ma i posti dovranno essere rigorosamente pre assegnati, e gli spettatori a distanza di un metro l’uno dall’altro. La capienza massima delle strutture sarà al 50% e non superiore a 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto.

Visite a parenti e amici – In zona gialla è consentito un solo spostamento al giorno per andare a visitare parenti o amici e al massimo a quattro persone esclusi i minori  sui quali si esercita la responsabilità genitoriale e le persone non autosufficienti o disabili.

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Arriva il pass per spostarsi tra regioni di colore diverso

Colori delle Regioni. L’Rt scende a 0,81, solo la Sardegna è in rosso

Covid: Fontana, Lombardia in zona gialla


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/04/23/covid-fontana-lombardia-in-zona-gialla_aa6a4266-baa0-4a74-a0d1-08bb58648b96.html

(ANSA) – Milano, 23 aprile 2021 – “È ufficiale, da lunedì la Lombardia è in fascia gialla“. Lo afferma il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Me lo ha appena comunicato il ministro della Salute Roberto Speranza. Conferma che aspettavamo visto che i dati, grazie all’impegno di tutti, sono in miglioramento da giorni. Sono convinto – ha concluso Fontana – che sapremo non disperdere questa opportunità“. (ANSA).

La Sardegna resta di colore rosso


Colori delle Regioni. L’Rt scende a 0,81, solo la Sardegna è in rosso


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/04/23/news/cabina_di_regia_l_rt_scende_a_0_81_nessuna_regione_in_rosso-297665062/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S1-T1

Quattro regioni sono in arancione (Calabria, Sicilia, Valle d’Aosta e Basilicata) la Puglia in bilico tutte le altre in giallo. La Cabina di regia: “Lenta discesa dei nuovi casi ma quadro ancora critico”

L’Rt nazionale è 0,81, cioè scende ancora rispetto allo 0,85 della scorsa settimana. E’ il dato raccolto dalla Cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute che ha anche valutato i dati per i cambiamenti di colore delle Regioni.

La sorpresa rispetto alle anticipazioni dei giorni scorsi è che non ci sono regioni in zona rossa. La Sardegna, che era stata addirittura bianca, è l’unica a restare in rosso. In arancione ci sono Calabria, Sicilia, Valle d’Aosta e Basilicata. Poi c’è la Puglia che è in bilico e potrebbe entrare in questo coloro. Tutte le altre 13 Regioni e le due Province autonome di Bolzano e Trento sono in zona gialla. Circa 50 milioni di italiani da lunedì potranno spostarsi e troveranno aperte le varie attività commerciali e culturali.

I colori sono frutto dell’andamento dei dati nelle ultime due settimane. Se si guarda esclusivamente al monitoraggio di oggi, ci sono soltanto due Regioni con un Rt superiore a 1 e cioè la Basilicata e la Sicilia. Stessa cosa vale per il rischio, che può essere basso, moderato o alto (e in questo ultimo caso porta in zona arancione anche se l’Rt è sotto 1). Ebbene, questa settimana lo hanno alto solo la Calabria e la Sardegna.

Gli Rt nelle Regioni – Ecco qual è l’andamento del fattore di replicazioni nelle Regioni. Bisogna considerare che ai fini del calcolo delle zone entra in gioco il dato inferiore tra i due sui quali si calcola la media. Chi lo ha sopra 1 va in arancione, chi è sopra 1,25 (nesuno questa settimana) va in rosso. Abruzzo 0,84 (0,79-0,89), Basilicata 1,24 (1,08-1,42), Calabria 1,03 (0,96-1,1), Campania 0,92 (0,89-0,95), Emilia-Romagna 0,73 (0,71-0,75), Friuli Venezia Giulia 0,61 (0,58-0,64), Lazio 0,78 (0,76-0,81), Liguria 0,82 (0,78-0,86), Lombardia 0,72 (0,7-0,73), Marche 0,69 (0,63-0,75), Molise 1,49 (0,99-2,1), Piemonte 0,66 (0,64-0,68), Provincia Bolzano 0,75 (0,67-0,83), Provincia di Trento 0,77 (0,69-0,85), Puglia 0,84 (0,82.0,86), Sardegna 0,97 (0,92-1,01), Sicilia 1,12 (1,08-1,17), Toscana 0,88 (0,86-0,9), Umbria 0,89 (0,83-0,95), Valle d’Aosta 0,94 (0,85-1,03), Veneto 0,71 (0,69-0,73)

Gli esperti: “Livello ancora critico”La Cabina di regia conclude che “si conferma la lenta discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati, ma il quadro complessivo resta ancora ad un livello critico”. Gli esperti spiegano che il tasso di occupazione dei letti rimane alto. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica, cioè a 35%, anche se il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.526 il 13 aprile a 3.151  il 20. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è sotto la soglia critica del 36% per la prima volta dopo varie settimane. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 26.952 a 23.255. Sempre secondo gli esperti “è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.

Due carabinieri morti di Covid in poche settimane: si erano ammalati nei controlli sulle piste, in Ciociaria


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_18/due-carabinieri-morti-covid-poche-settimane-si-erano-ammalati-controlli-piste-ciociaria-6cfb4bb0-9fb4-11eb-8597-6499de4a4df8.shtml

Il maresciallo Paris e l’appuntato Ceci lavoravano nella stazione dell’Arma di Guercino, in Ciociaria: erano in servizio durante la due giorni di assembramenti a febbraio

L’appuntato Roberto Ceci, 56 anni – Il maresciallo maggiore Massimo Paris, 57 anni

Per rovinare tutto sono bastati due giorni. Quarantotto ore di follia e inciviltà fra Campo Staffi e Campo Catino. Oltre 3 mila persone accalcate davanti agli impianti sciistici chiusi, ma per nulla scoraggiate, pronte a gite e scampagnate, a pranzi e aperitivi nei ristoranti e nei bar nel cuore della Ciociaria. Affollamenti, poche mascherine, distanziamento inesistente. Da Roma, soprattutto. Come fosse un’isola felice. Era fine febbraio. In un lampo la provincia di Frosinone è diventata rossa, due settimane prima che lo fosse tutto il Lazio. Paesi come Guarcino travolti dall’ondata di contagi, arrivati a punte di 400 in pochi giorni.

Una tragedia, con ricoveri in rianimazione e decessi. Non solo fra gli abitanti, ma anche fra i carabinieri della stazione dell’Arma che ieri per le conseguenze di quel fine settimana scellerato hanno perso il loro comandante, il maresciallo maggiore Massimo Paris, deceduto al Campus Bio-Medico di Roma dopo una lotta durata oltre un mese contro il coronavirus. Il quarto maresciallo dell’Arma in questa settimana in Italia, con Franco Gagliardo, Stefano Capenti e Alberto Lovison.

Ma a Guarcino è il secondo lutto nella caserma di via Milani, perché il 13 marzo scorso è scomparso l’appuntato Roberto Ceci, 56 anni, sposato e padre di due ragazzi, anche lui figura storica del paese dove prestava servizio dal 2003: come il suo amico e superiore, è rimasto contagiato proprio nel corso dei numerosi servizi anti-assembramento su quelle piste, in particolare quelle di Monte Catino.

Come loro anche una decina di carabinieri, finiti tutti in isolamento domiciliare, qualcuno ricoverato, con due vigili urbani, anche di Vico nel Lazio, uno dei quali in terapia intensiva. Ceci è deceduto a casa, proprio a Vico, stroncato da un infarto, forse causato dalla malattia. Ironia della sorte tre giorni più tardi sarebbe stato vaccinato.

Paris, invece, è addirittura sembrato migliorare dopo un primo ricovero all’ospedale di Frosinone e il trasferimento alla clinica Città Bianca di Veroli. «Poi — raccontano i colleghi — i livelli di saturazione si sono abbassati di nuovo, è stato necessario riportarlo a Frosinone e da lì, viste le sue condizioni, a Roma. Non ringrazieremo mai abbastanza i medici del Campus, ma nell’ultima settimana purtroppo Massimo non ha risposto più alle cure».

Paris, rimasto in contatto con i suoi uomini in videochiamata fino a quando le sue condizioni glielo hanno consentito, lascia la moglie e due figli. Aveva 57 anni, trentotto dei quali trascorsi nell’Arma, prima alla stazione di Corsico, vicino a Milano, poi a Frattamaggiore (Napoli), Tor Tre Teste e Casilina (Roma), Veroli e infine Guarcino (Frosinone). «La passione e l’impegno di Massimo non saranno dimenticati dai colleghi e dalla cittadinanza per i quali era un punto di riferimento», spiegano dal comando generale di viale Romania, mentre messaggi di solidarietà sono giunti dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini e dal sottosegretario Giorgio Mulè.

Ceci ha scoperto di essersi ammalato il 6 marzo, Paris due giorni più tardi. Il collegamento con quanto accaduto domenica 28 febbraio a Campo Catino è molto probabile, anche perché a quel giorno si riferisce anche l’impennata di nuovi casi scoperta fra Vico, Guarcino, Veroli, Alatri e Boville Ernica.

Un’invasione di gitanti privi di protezione, incolonnati in un serpentone di auto sui tornanti di montagna, fra i quali «persone che se ne sono fregate di rimanere a casa, anche se erano positive», aveva sospettato allora il sindaco di Vico, Claudio Guerriero, in un drammatico videomessaggio su Facebook per ricordare l’appuntato Ceci. «Non ci siamo mai tirati indietro, mai lo faremo — dicono ancora i colleghi dei due carabinieri del comando provinciale di Frosinonemettiamo in conto di rischiare il contagio, ma il nostro compito è contrastare gli assembramenti e far rispettare le regole, a tutti i costi».

Vaccino anti Covid, Fontana: “Prenotazioni per la fascia dai 65 ai 70 anni dal 19 aprile”


Vaccino anti Covid, Fontana: “Prenotazioni per la fascia dai 65 ai 70 anni dal 19 aprile”. La Lombardia punta a diventare zona gialla dal 26 aprile

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/16/news/vaccino_anti_covid_in_lombardia_prenotazione_over_65_attilio_fontana-296749937/


A partire dal 19 aprile sarà possibile prenotare il vaccino anti Covid anche per la fascia dai 65 ai 70 anni. Potrò prenotarmi anche io“. E’ quanto ha detto il governatore Attilio Fontana dopo una visita all’hub vaccinale della Fabbrica del vapore dove era anche presente il leader leghista Matteo Salvini. La Lombardia finora è la regione con più vaccini somministrati (2.263.919 dosi) seguita dal Lazio (1.426.995 dosi) e dal Veneto (1.253.780 dosi).

Vaccino in Lombardia, da venerdì 2 aprile si parte con Poste per fasce d’età: ecco come prenotarsi

Il presidente ha anche commentato i dati della diffusione del Covid nella regione che sono in miglioramento anche se non ci sarà il passaggio di colore per la Lombardia. “Dai dati la Lombardia potrebbe essere considerata da oggi in zona gialla. Esistono dei limiti quindi continuiamo a essere arancioni ma fortunatamente i nostri dati stanno molto migliorando per cui siamo praticamente come numeri in zona gialla“.

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La Lombardia oggi ha l’Rt a 0,78 e 162 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti ma le regole sono quelle nazionali, quindi resta ancora in zona arancione. E punta, passate le due settimane, dal 26 aprile a diventare zona “gialla rinforzata”. Con la prospettiva di riportare gli studenti in classe anche nelle scuole superiori al 100 per cento.

Bar e ristoranti potranno aprire per la consumazione sul posto, a pranzo e a cena, negli spazi esterni. Autorizzati anche gli spettacoli all’aperto nei cinema e teatri. Resterà però il coprifuoco alle 22. Se non aumenteranno i contagi dopo la riapertura parziale di scuole e negozi autorizzata la settimana scorsa, da maggio la situazione cambia. E si comincerà a ragionare sulla ripresa delle piscine all’aperto (dal 15 maggio) e dal 1 giugno l’avvio di alcune attività legate alle palestre. Il 1 luglio, invece, via alle fiere.

Conferenza stampa del 9 aprile sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19.


Conferenza stampa del 9 aprile sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19.

Vaccini, ordinanza di Figliuolo: priorità agli over 80 e ai fragili

articolo: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2021/04/09/covid-la-conferenza-stampa-iss_d7f4da7f-b494-4635-a4d0-87f25067726f.html

Firmata una nuova ordinanza del commissario straordinario Francesco Figliuoloper i vaccini priorità agli over 80 e alle persone fragili. Il provvedimento, coordinato con il ministero della Salute, recepisce quanto indicato dal premier Mario Draghi ieri in conferenza stampa.

Le categorie di priorità indicate dal ministero della Salute permangono ma vengono temperate con il criterio dell’età. Chi ha già iniziato il ciclo vaccinale lo terminerà. L’ordinanza, si legge nel testo, risponde all’esigenza “di dover procedere con la massima celerità a vaccinare coloro i quali, dalle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, risultano più vulnerabili qualora infettati dal virus SARS-CoV-2″. In linea con il Piano nazionale del ministero della Salute approvato con decreto del 12 marzo 2021, la vaccinazione rispetta il seguente ordine di priorità: persone di età superiore agli 80 anni; persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni contenute alla Categoria 1, Tabella 1 e 2 delle Raccomandazioni ad interim, dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari; persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, utilizzando prevalentemente vaccini Vaxzevria (l’ex AstraZeneca). Parallelamente a queste categorie, si legge, “è completata la vaccinazione di tutto il personale sanitario e sociosanitario, in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura del Covid-19 e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. A seguire, sono vaccinate le altre categorie considerate prioritarie dal Piano nazionale, parallelamente alle fasce anagrafiche secondo l’ordine indicato. Le persone, che hanno già ricevuto una prima somministrazione, potranno completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino“.

La curva epidemica in Italia è finalmente in decrescita: l’indice di trasmissibilità è sceso sotto 1 toccando il valore di 0,92 ed anche l’incidenza dei casi di Covid-19 si è abbassata, ma si tratta di un’inversione di tendenza molto lenta. La situazione generale resta cioè ancora complessa, con le terapie intensive ed i reparti ospedalieri sempre in sovraccarico, ed il numero dei decessi si mantiene troppo alto. Oggi si segnalano 718 morti ma sul conteggio pesa un aggiustamento dei dati da parte della Sicilia per un totale di 258 decessi. Il monitoraggio settimanale della Cabina di regia fotografa quindi, come ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla consueta conferenza stampa al ministero della Salute, una situazione che vede l’Italia posizionarsi meglio dei vicini europei anche se siamo ancora molto lontani da un quadro di ‘scampato pericolo’. La curva in Italia, ha spiegato Brusaferro, “ha raggiunto un plateau mentre negli altri Paesi c’è una ricrescita. C’è in Italia, cioè, una decrescita lenta e la maggioranza delle regioni ha numeri in calo per l’incidenza, tuttavia ve ne sono ancora alcune in crescita“. Il raggiungimento del plateau, ha chiarito, “è una buona notizia ma comunque va detto che parliamo sempre di migliaia di ricoverati, quindi è un plateau su numeri alti. La notizia buona, però, è che i numeri non stanno crescendo“. L’inversione di tendenza è segnalata innanzitutto dall’Rt nazionale a 0,92, contro lo 0,98 della scorsa settimana (anche se in 8 Regioni è ancora attualmente sopra l’1), e dall’incidenza pari a 185 casi su 100mila abitanti rispetto ai 232 precedenti, come evidenzia l’ultimo monitoraggio. Ma il dato negativo è la quota sempre troppo alta di morti, dal momento che questo è l’ultimo parametro che vedrà un decremento: “Oggi vediamo 18.938 nuovi positivi e decessi ancora elevati. In realtà però il dato delle morti non è 718 ma 460. Si tratta infatti di un aggiustamento perchè la Sicilia ha caricato dati antecedenti pari a 258 decessi. I decessi sono quindi 460, che resta comunque un numero ancora elevato“, ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza in conferenza stampa. Secondo il bollettino quotidiano, inoltre, sale al 5,2% il tasso di positività (ieri era al 4,7%). Ad ogni modo, ha precisato Brusaferro, “in generale prima si muove Rt, poi incidenza e ricoveri e per ultimi si muovono i dati sulla mortalità. Quindi ci attendiamo che inizino a decrescere anche i decessi”. A preoccupare, principalmente, è sempre la tenuta dei servizi ospedalieri. Nonostante una leggera diminuzione dei ricoveri giornalieri, infatti, la pressione resta alta ed i servizi sono sotto stress. Attualmente sono 3.603 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid, 60 in meno rispetto a ieri, mentre nei reparti ordinari sono ricoverate 28.146 persone, con un calo di 705 unità. Ma rimane alto il numero di Regioni e di province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e in aree mediche sopra la soglia critica (15 contro le 14 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica del 30% e pari al momento al 41%, mentre il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 44% (sopra la soglia di allarme fissata al 40%). Insomma, ha concluso il presidente dell’Iss, il quadro è ancora “complicato ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l’incidenza comunque troppo elevata e l’ampia diffusione di alcune varianti virali, che sono a maggiore trasmissibilità, richiedono al momento l’applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio“.

Colori delle Regioni: Sardegna, Campania, Puglia e Valle d’Aosta in rosso. Rt a 0,92


articolo: Colori Regioni, prevale la zona arancione. Sardegna in zona rossa – la Repubblica

Oggi la Cabina di regia. Minori restrizioni per Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Friuli. In arancione la Calabria. Scendono incidenza (185) e fattore di replicazione

Scende l’Rt medio nazionale, che arriva a 0,92 (era a 0,96 venerdì scorso), e scende l’incidenza settimanale per 100mila abitanti (185), complice anche il calo dei tamponi di Pasqua. Oggi la Cabina di regia di Istituto superiore di sanità e ministero alla Salute sancisce la riduzione delle restrizioni in alcune delle Regioni più grandi del Paese.

In rosso, a causa dell’incidenza superiore a 250 casi per 100mila abitanti, resteranno Valle d’Aosta (415) e Puglia (257). Anche la Campania sarà nello scenario con più restrizioni ma a causa dell’Rt, che la settimana scorsa era superiore a 1,25. Lo stesso paramentro manda in rosso la Sardegna, fino a nemmeno troppo tempo fa addirittura in zona bianca.

Alla fine di una settimana, con i dati che si calcolano dal venerdì al giovedì, durante la quale c’è stato un crollo di tamponi e quindi anche di casi in coincidenza con le feste di Pasqua, tante grandi Regioni che avevano i dati dell’incidenza da rosso scendono sotto la soglia dei 250 e quindi da lunedì 12 aprile passeranno in arancione. Si tratta di Piemonte (238), Toscana (230), Emilia-Romagna (207), Friuli (187), Lombardia (183). Beneficeranno della regola secondo la quale, per una dimenticanza nella stesura delle norme, basta un solo monitoraggio con dati di incidenza inferiori a 250 per lasciare la zona rossa ed entrare in quella arancione quando. Se invece il colore più restrittivo è determinato dall’Rt e dal rischio di settimane ce ne vogliono due.

Tutte le altre Regioni dovrebbero restrare in arancione, salvo che la Cabina di regia non rilevi degli aumenti dell’Rt (esclusi comunque ieri dal Lazio e dal Veneto).

Diminuiscono nuovi casi non associati a catene di trasmissione – “In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (46.302 Vs 49.186 La settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34,9% vs 34,4% la scorsa settimana). È, invece, in diminuzione il numero di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (39,6% vs 41,5%). Infine, il 25,5% è stato diagnosticato attraverso attività di screening“. Lo si legge nella bozza dell’ultimo monitoraggio della cabina di regia Iss.

Evitare contatti al di fuori della famiglia – “È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi– prosegue il report- e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine“. Si ribadisce infine la necessità di “rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”, conclude l’Iss.

Otto regioni con Rt sopra 1. Il più alto in Sardegna – Sono otto le regioni con Rt puntuale sopra 1. La Sardegna registra il valore più alto 1.54, seguita da Valle d’Aosta (1.39) e Sicilia (1.22). Le tre regioni più virtuose sono Friuli Venezia Giulia a 0.79, Emilia Romagna e Molise (entrambe a 0.81). Sono i dati contentuti nella bozza del monitoraggio Iss-Ministero della Salute, al 7 aprile 2021 e relativi alla settimana 29/3/2021-4/4/2021. Ecco di seguito la tabella con gli Rt puntuali delle Regioni. Abruzzo 0.89;  Basilicata 1.15;  Calabria 0.93;  Campania 1.19; Emilia-Romagna 0.81; FVG 0.79; Lazio 0.9; Liguria 1.19; Lombardia 0.85; Marche 0.86; Molise 0.81; Piemonte 0.9; PA Bolzano 0.91; PA Trento 0.86; Puglia 1.06; Sardegna 1.54; Sicilia 1.22; Toscana 1.02; Umbria 0.97; Valle d’Aosta 1.39; Veneto 0.96.

Il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l’incidenza ancora troppo elevata e l’ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità richiedono l’applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio“. E’ quanto evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana (dal 29 marzo al 4 aprile, ndr) hanno contratto l’infezione nella seconda metà di marzo“, spiega l’Iss-ministero della Salute.

Zona arancione per quasi tutta Italia, in rosso resterebbero solo 3 regioni: oggi i nuovi colori


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_09/zona-arancione-rossa-regioni-colori-24c5f17c-989f-11eb-a699-02d51c5755ff.shtml?fbclid=IwAR3txQAHPAsrD58EdpUQugyYftxU3LV8b0G3v_uaOBY1dxzOdUvGLIMFpQk

Il ministro della Salute firma venerdì le ordinanze per il cambio di fascia. Campania, Puglia e Valle d’Aosta manterrebbero il livello di rischio più alto. Le regole per riaprire i ristoranti

Italia in arancione con qualche punta di rosso. Se i dati della vigilia saranno confermati nel monitoraggio che arriva oggi, solo Campania, Valle d’Aosta e Puglia rimangono nella fascia di rischio più alta. Tutte le altre Regioni scendono nella zona arancione dove riaprono negozi, parrucchieri, centri estetici e gli spostamenti sono liberi all’interno del Comune. In realtà molte aree hanno numeri da fascia gialla e questo consente di ipotizzare la riapertura, sia pur limitata, dei ristoranti dopo il 20, al massimo a fine mese Rimane altissimo il numero delle vittime, 487, ma comincia a scendere quello dei nuovi contagiati 17.221 e il tasso di positività è a 4,7.

La zona rossa Attualmente sono in zona rossa Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta. Ma le chiusure delle ultime settimane hanno evidentemente funzionato e per la maggior parte oggi potrebbe arrivare l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che entrerà in vigore lunedì 12 aprile.

Il ritorno in zona arancione Tornano in arancione la Lombardia, ma anche l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia. Sperano Piemonte e Toscana, ma dipenderà dalla situazione delle strutture sanitarie. «I dati settimanali confermano un progressivo miglioramento in Piemonte. Il valore Rt è sceso a 0,9. Si riduce il numero di nuovi casi segnalati e anche il numero di focolai attivi o nuovi. Il nostro report deve essere validato dalla cabina di regia, ma in base a questi parametri siamo fiduciosi che il Piemonte possa ritornare arancione già dalla prossima settimana», annuncia il governatore Alberto Cirio. Mentre il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha già annunciato «di aver chiesto alla cabina di regia di passare in arancione», quello dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini anticipa: «Non escludo che si possa essere arancioni dalla prossima settimana. I numeri sono confortanti in queste ultime settimane. Oggi l’indice Rt in regione è attorno allo 0,80. Vuol dire che chiusure e restrizioni stanno contando, come sempre sono le uniche che funzionano».

I dati da zona gialla – Tra le regioni che sono già in fascia arancione da una settimana — Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Sicilia, Veneto — alcune hanno dati da fascia giallaIl decreto appena entrato in vigore prevede restrizioni fino al 30 aprile, ma il pressing dei governatori del centrodestra, della Lega e soprattutto delle associazioni di categoria potrebbe aprire qualche spiraglio e portare a una rivalutazione già dopo il 20 aprile. In questo caso si dovrà comunque tenere conto del numero di persone che sono state vaccinate e le Regioni che — pur avendo le scorte — dimostreranno di non essere in regola con il piano, non potranno beneficiare delle eventuali riaperture.

L’Umbria in bianco – Una penalizzazione che potrebbe non riguardare l’Umbria, forse anche il Molise, che dopo mesi di restrizioni e zone rosse adesso vede la fascia bianca, anche se non in tempi brevissimi. «Mantenendo queste condizioni, dal punto di vista di un modello predittivo a 15 giorni — spiega Marco Cristofori, del Nucleo epidemiologico regionale — si prevede la discesa dell’incidenza intorno ai 50 casi per 100 mila abitanti, che sarebbe il limite del governo per le zone bianche. Siamo nettamente sotto l’1, con l’indice Rt all’8 aprile che è sceso a 0,71».

I ristoranti a pranzo – L’attività che spera nella ripartenza è quella dei ristoratori ma con condizioni molto stringenti. L’ipotesi che dovrebbe essere sottoposta agli esperti del Comitato tecnico scientifico dopo il 20 aprile è quella di consentire l’apertura a pranzo ma con un orario ridotto che potrebbe terminare alle 15 o alle 16. In questo modo si eviterebbe l’ora dell’aperitivo e la possibilità di assembramenti fuori dai locali. Si pensa anche di rinnovare l’esenzione dalla tassa per chi ha spazi all’aperto. Da questa ipotesi potrebbero essere esclusi, almeno nella prima fase, i bar.

Cinema e musei – Possibile la ripresa — anche in questo caso con regole strette — per cinema e teatri, musei e mostre. I protocolli sono già stati predisposti e il via libera del Cts è arrivato a fine febbraio, quando era stato previsto il via libera per il 27 marzo. Poi la situazione si è aggravata e tutto è stato rinviato. Ora si torna a sperare.

Draghi, la conferenza stampa: «Con che coscienza si salta la fila per i vaccini? Si alle riaperture, ma non ho date»


Vaccino covid, Draghi: “Smettetela di vaccinare i ragazzi. Astrazeneca? Agli over 60

Il presidente del Consiglio: «Quanto più vacciniamo, tanto più possiamo pensare alle riaperture. A partire dalle scuole» «Abbiamo dosi per mettere in sicurezza tutti gli over 75 entro aprile» «Il ministro Speranza? L’ho scelto io e ha la mia fiducia»

«Ma con che coscienza ci sono persone che saltano la lista d’attesa cercando di farsi vaccinare prima, pur sapendo che in questo modo si lascia esposto a rischi chi ha più di 65 anni o qualche fragilità e, di conseguenza, un rischio concreto di morte?». Lo ha detto il premier Mario Draghi all’inizio della conferenza stampa a Palazzo Chigi, seguita all’incontro con gli enti locali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Il personale sanitario in prima linea è giusto che si vaccini — ha detto il presidente del Consiglio per chiarire il concetto —, quello che non deve accadere è che la platea del personale sanitario si allarghi, includendo anche chi non è in prima linea». Effetto delle regole stabilite dalle Regioni, ma «la coscienza riguarda i cittadini e non gli enti locali» e la responsabilità «è di ciascuno di noi».

Vaccini e riaperture di pari passo – Il piano vaccinale in ogni caso prosegue e non si è registrato il temuto boomerang su AstraZeneca, con un numero di defezioni molto limitato. «Il crollo di fiducia si vede meno di quanto ci si potesse aspettare — ha commentato Draghi —. Continueremo a dare messaggi rassicuranti, con grande serietà e non a cuor leggero. Io tra l’altro mi sono vaccinato con AstraZeneca e così pure mia moglie». Il premier ha spiegato anche che «la disponibilità dei vaccini non è calata, anzi sta risalendo. E non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti». Gli obiettivi sono le 500 mila dosi somministrate ogni giorno («Ho chiesto al generale Figliuolo e mi ha confermato che sarà così»), anche se al momento il picco raggiunto è di circa 293 mila. Draghi ha precisato che la disponibilità di dosi permetterà di «vaccinare entro aprile tutti gli over 80 e gran parte degli over 75» e che la scelta di mettere in sicurezza prima le categorie più deboli è propedeutica anche alle riaperture. Se non ci saranno ulteriori defaillance nelle forniture, ha confermato, dovrebbe essere già garantito anche l’intero fabbisogno annuale, senza dunque la necessità di ricorrere ad altri contratti, come per esempio per l’acquisto del russo Sputnik, peraltro ancora non autorizzato nella Ue.

«Riaperture? Non ho una data»Quanto alle riaperture, l’ultimo decreto prevede misure restrittive che coprono l’intero mese di aprile, ma prevede anche — ha sottolineato il capo del governo — la possibilità di rivedere i provvedimenti sulla base dei numeri. Draghi in giornata aveva incontrato anche il leader della Lega, Matteo Salvini, e con lui aveva affrontato in particolare proprio il tema del progressivo ritorno alla normalità. «La miglior forma di sostegno economico sono proprio le riaperture — ha evidenziato Draghi, con un concetto fatto proprio anche da Salvini, riconoscendo poi che dietro le manifestazioni dei giorni scorsi, al netto della violenza mai giustificabile, c’è anche «disperazione» delle categorie maggiormente colpite dalle limitazioni —. Io voglio che le prossime settimane siano all’insegna della riapertura, ma una riapertura in sicurezza». A partire dalle scuole: «Vogliamo dare ai ragazzi almeno un mese pieno di attività scolastica, consentire loro di finire l’anno insieme». Sull’allentamento delle misure, il premier ha sottolineato che «quanto più celermente si procede con le vaccinazioni, tanto più si procederà con le riaperture». Draghi ha però ribadito che solo garantendo la tutela vaccinale alle categorie a rischio sarà possibile pensare di farlo. «Non ho una data — ha precisato il premier — perché dipenderà dai dati di diversi parametri. Uno è sicuramente quello dei contagi, ma anche quello delle vaccinazioni sarà fondamentale». continua a leggere

Atm, niente tracce di Covid sui mezzi Milano promossa dalle ispezioni Nas


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_06/atm-niente-tracce-covid-mezzi-milano-promossa-ispezioni-nas-796182a4-96d9-11eb-b9bd-e7351dbb7d6a.shtml

Una dozzina le verifiche su convogli e stazioni. «Sanificazione efficace della rete di trasporti». Un caso di positività su un autobus di un’impresa privata di Varese

Una dozzina di ispezioni. Sui mezzi Atm appena arrivati in deposito e in una stazione. I carabinieri del Nucleo per la tutela della salute, nell’ambito di una vasta operazione nazionale sul rispetto delle norme anti-Covid, hanno lavorato anche sui mezzi pubblici milanesi. E hanno verificato che, su due ambiti di accertamento, per il momento Milano riesce a tenere bus e metrò il più possibile «sani».

I carabinieri hanno verificato sia il rispetto delle prescrizioni di legge (cartelli, segnali che indicano il distanziamento, procedure di sanificazione e pulizia), sia la presenza del virus «depositato» sulle superfici interne di bus e treni. Al momento il trasporto milanese risulta «Covid-free», sia in ambito procedure, sia in ambito circolazione del virus sui mezzi.

I carabinieri del Nas hanno controllato anche i treni in arrivo e in partenza a Porta Garibaldi, Cadorna, Varese, Bergamo, Erba, oltre a obliteratrici e biglietterie: «Nessun rilievo è stato mosso a Trenord riguardo la correttezza delle procedure e delle misure di sanificazione e di igiene adottate a tutela di viaggiatori e dipendenti», sottolinea l’azienda. «Ogni giorno Trenord effettua circa 6.000 interventi di sanificazione sui propri mezzi, che insistono in particolare sui punti di contatto come pulsantiere, maniglie, corrimano; in media, ogni convoglio è sottoposto a tali operazioni tre volte al giorno».

Gli esami di laboratorio svolti dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale hanno rilevato una positività al Covid solo nel caso di un bus di linea di un’impresa privata che opera nella provincia di Varese.

Covid e contagi all’aperto, solo una persona su mille si infetta fuori dagli ambienti chiusi: le conferme da una ricerca irlandese


articolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_aprile_07/covid-solo-contagio-mille-avviene-all-aperto-conferme-una-ricerca-irlandese-b269667c-9772-11eb-b3c4-d1c4be2a345c.shtml?fbclid=IwAR1ii0IP6cNaIFdUis4l8NtsQyQQma7wfxhLbokH_pEHstyeXUQKFh9IUnY

Uno studio mostra come solo lo 0,1% dei casi totali registrati in Irlanda sono riconducibili ad ambienti outdoor. L’esperto: «All’aperto si può fare qualunque attività, basta mantenere la distanza di un metro e mezzo». Che non succede con gli aperitivi

Ci si può ammalare di Covid stando all’aperto? Quanto incide la trasmissione del virus in ambienti outdoor sull’andamento dei contagi? Poco, anzi pochissimo. Non è una novità ma i dati resi noti dall’Health Protection Surveillance Centre (HPSC) che ha il compito di monitorare la diffusione del coronavirus in Irlanda e sull’origine dei focolai rende bene l’idea: solo un caso su mille è riconducibile alla trasmissione all’aperto. Le cifre le ha pubblicate l’Irish Times.

Cantieri edili e fitness – Dall’inizio della pandemia fino al 24 marzo sono stati rilevati 232.164 casi di Sars-CoV-2 ma solo 262 erano legati a una trasmissione avvenuta all’aperto, cioé solo lo 0,1% del totale. Secondo quanto riferito dall’HPSC sono 42 i focolai associati ad assembramenti all’aria aperta. La metà riguarda cantieri edili con 124 casi accertati e l’altra metà attività sportive e di fitness a cui sono legati 131 contagi anche se l’Ente ha specificato che «non è possibile determinare dove è avvenuta la trasmissione» con certezza. Tradotto: magari gli operai si sono contagiati durante la pausa pranzo, mangiando insieme e non mentre lavoravano in cantiere. Stessa cosa può valere per chi ha svolto attività fisica outdoor. Inoltre nel 20% dei contagi segnalati in Irlanda la fonte dell’infezione non è nota. continua a leggere

Vaccini in azienda, le regole dell’Inail dopo la firma dell’accordo


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_07/vaccini-dipendenti-firmato-l-accordo-ecco-regole-dell-inail-5b8c7b4a-9778-11eb-b3c4-d1c4be2a345c.shtml?fbclid=IwAR2P_93HvE39U4dly1GyGghSCVWElQSiKD3F2OrfHfNLEr96zR3geiDRdWs&fbclid=IwAR0AbQvkP-xM1Q2Y8DRj9vh7pquMi7Oq9l9V2nl0y6aphVwJTQxU10RjyDQ

L’ok del ministero della Salute, approvato il protocollo che detta le procedure sulle somministrazioni anti-Covid. Le imprese devono presentare un piano alle Asl con il numero di dosi richieste dai lavoratori: i costi del servizio sono a carico dei datori, il vaccino è fornito dallo Stato

Le aziende potranno vaccinare i propri dipendenti. Il ministero della Salute ha firmato l’accordo e l’Inail ha fissato le regole con un protocollo che è già stato approvato. Ecco le regole che dovranno essere seguite.

Il piano – Le aziende predispongono un piano aziendale all’Azienda Sanitaria di riferimento specificando «il numero di vaccini richiesti per le lavoratrici e i lavoratori disponibili a ricevere la somministrazione, in modo da consentire all’Azienda Sanitaria la necessaria programmazione dell’attività di distribuzione».

I costi – I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, «ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro», mentre «la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe e aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti».

Nessun obbligo – L’adesione alla somministrazione del vaccino «dovranno essere realizzate e gestite nel pieno rispetto della scelta volontaria rimessa esclusivamente alla singola lavoratrice e al singolo lavoratore, delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, della sicurezza delle informazioni raccolte ed evitando, altresì, ogni forma di discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti».

I rischi – Deve essere il medico competente a fornire le informazioni e i lavoratori devono rilasciare «il consenso informato» dopo «il previsto triage preventivo relativo allo stato di salute».

Somministrazione La somministrazione del vaccino «è riservata ad operatori sanitari» e viene eseguita «in locali idonei». La registrazione deve essere poi registrata nel rispetto dei dati personali.

Convenzione – Le aziende possono ricorrere «a strutture sanitarie private e concludere una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini che viene assicurata dai Servizi Sanitari Regionali».

COVID, VACCINI E LAVORO: TUTTE LE REGOLE

Medico – I medici competenti possono svolgere il corso dell’Istituto superiore di sanità su piattaforma. Se l’azienda non ha il medico competente «può avvalersi delle strutture sanitarie dell’Inail. In questo caso, trattandosi di iniziativa vaccinale pubblica, gli oneri restano a carico dell’Inail. In questo caso comunica alla struttura sanitaria privata o alla struttura territoriale dell’Inail il numero complessivo di lavoratrici e lavoratori che hanno manifestato l’intenzione di ricevere il vaccino»

I nuovi colori delle Regioni da martedì 6 aprile


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_05/i-nuovi-colori-regioni-martedi-6-aprile-bbda657c-964a-11eb-be24-00f922b4e853.shtml

In fascia rossa Lombardia, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Calabria, Piemonte, Toscana e Valle d’Aosta. Tutte le altre Regioni sono in zona arancione

Zona rossa e zona arancione dopo Pasqua: come cambiano le regole e i colori delle regioni, da martedì

Le nuove fasce e i divieti a partire dal 6 aprile. Mercoledì cambiano gli obblighi per chi rientra da un Paese dell’Unione europea

Dopo Pasqua e Pasquetta in zona rossa, torna il sistema dei colori in base ai dati sulla diffusione del virus. La zona gialla è esclusa a priori fino al 30 aprile (a meno di deroghe in corsa), mentre i colori in vigore da martedì sono stati stabiliti dal monitoraggio di venerdì scorso.

Le regioni in zona rossa e in zona arancione, da martedì

Sono in fascia rossa Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.
Sono in zona arancione Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto. In arancione si può uscire liberamente rimanendo però all’interno del proprio Comune di residenza e riaprono negozi, parrucchieri, centri estetici. Bar e ristoranti rimangono chiusi.

I viaggi e la quarantena per chi rientra dall’estero

Fino al 30 aprile chi torna da un Paese dell’Ue deve rimanere in quarantena per cinque giorni e può uscire soltanto dopo un tampone negativo. Chi torna da un Paese fuori dall’Unione europea deve rimanere in quarantena per 14 giorni e può uscire soltanto dopo un tampone negativo.

Mercoledì si torna a scuola

Mercoledì tornano in presenza anche in zona rossa gli alunni «delle scuole dell’infanzia, primarie e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado».
Nelle zone rosse gli alunni di seconda e terza media e delle superiori seguono le lezioni con didattica a distanza.
Nelle zone arancioni gli alunni di seconda e terza media seguono le lezioni in presenza. Per gli alunni delle superiori deve essere «garantita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento».

Vaccino obbligatorio per medici e infermieri

Dal 6 aprile scatta l’obbligo vaccinale per medici, infermieri, farmacisti e tutti gli operatori che svolgono mansioni a contatto con il pubblico.

I concorsi

Dal 6 aprile riprendono i concorsi della pubblica amministrazione con modalità che rispettino il divieto di assembramento.

Come evitare il coronavirus in spazi chiusi. Ecco le precauzioni fondamentali


Non respirare l’aria degli altri: come evitare il coronavirus in spazi chiusi

In due in macchina con i finestrini chiusi per dieci minuti: quanto aumenta il rischio contagio e quali sono le precauzioni fondamentali da seguire
di Mariano Zafra e Javier Salas

https://lab.repubblica.it/2021/coronavirus/non-respirare-l-aria-degli-altri-come-evitare-il-contagio-in-spazi-chiusi/?ref=RHTP-BH-I294558846-P2-S1-T1

Indice Rt scende a 0,98. I casi sono 232 ogni 100.000 abitanti


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_02/monitoraggio-rt-scende-098-casi-sono-232-ogni-100000-abitanti-b574af86-938d-11eb-a162-c78b02fef827.shtml?fbclid=IwAR3ius99kgzT7OqCJwyVLClSBUZ4qFKQRlo8hWsWRBx8Q6QtySonma_hGDA

La scorsa settimana l’incidenza era 1,08, ora è calato sotto la soglia critica di 1. I dati elaborati dai tecnici dell’Istituto superiore di sanità

Scende a 0,98 sotto la soglia d’allarme di 1 il valore dell’Rt nazionale che la scorsa settimana era a da 1,08. L’incidenza si attesta a 232 casi ogni 100mila abitanti contro i 240 della scorsa settimana. Secondo i tecnici dell’Iss (Istituto superiore di sanità) che hanno elaborato i dati, resta sopra la soglia critica (dunque oltre il 30%) la percentuale di occupazione delle terapie intensive: in questa situazione si trovano 14 regioni. .

Covid: quarantena e tampone anche per chi rientra da Paesi Ue.


Covid: quarantena e tampone anche per chi rientra da Paesi Ue. Tour operator: ‘Così abbiamo perso tutti’

articolo: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2021/03/30/covid-quarantena-e-tampone-anche-per-chi-rientra-da-paesi-ue_0025bf2a-6df1-40dd-8991-d5656d0b3f05.html

Speranza firma ordinanza. La Germania rafforza i controlli ai confini per il periodo pasquale e oltre

Nuova ordinanza del Ministro della Salute che dispone, per arrivi e rientri da Paesi dell’Unione Europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni. La quarantena è già prevista per tutti i Paesi extra Eu.

È quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute.

Quarantena al rientro dall’Ue? Così abbiamo perso tutti, francamente non vediamo il nesso di questa misura “sanitaria” e non riusciamo a scollegarla dalle polemiche di questi ultimi giorni sul fatto che si possa viaggiare in alcuni paesi esteri per Pasqua. Perché quest’ordinanza non è stata fatta prima? Sembra voler dire: rendiamo più difficile andare all’estero… Anche noi tour operator siamo aziende italiane! E stiamo parlando di due soli charter (da 180 passeggeri), un numero minuscolo rispetto alle gravissime perdite dell’ultimo anno“. Sono le riflessioni affidate all’ANSA dal presidente Astoi Confindustria Pier Ezhaya.

Meglio tardi che mai“. Così il leader della Lega, Matteo Salvini commenta l’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Speranza su tamponi e quarantena richiesti a chi arriva o rientra da Paesi dell’Unione europea. Nell’incontro con la stampa estera a Roma, Salvini ha aggiunto: “Spero che il ministro Speranza restituisca dignità agli operatori del turismo italiani, che altrimenti si vedevano beffati“. In vista della prossima estate, ha poi invitato gli italiani, ma anche gli stranieri, a passare le prossime vacanze in Italia. E ironizzando sui viaggi nelle isole spagnole, che ora sono consentiti, ha detto: “Le isole italiane sono molto più belle: tra Sardegna e Baleari non c’è partita“.

Non si possono incontrare i propri cari, magari a pochi chilometri di distanza, ma è possibile prendere un aereo e farne migliaia per svago? Un controsenso che penalizza anche tutti gli operatori turistici e gli albergatori che da tanti mesi sono alle prese con forti perdite economiche. Spero si faccia presto chiarezza su questa assurda anomalia“. Aveva scritto in mattinata su Facebook Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.

La Germania – intanto – annuncia un rafforzamento dei controlli alle frontiere terrestri nel pieno della terza ondata di pandemia.  La Germania rafforzerà per i prossimi “8-14 giorni”, quindi per tutto il periodo di Pasqua e oltre, i controlli ai confini terrestri, in particolare con Francia, Danimarca e Polonia, ha annunciato il ministro dell’Interno tedesco. “Non importa da dove si arrivi, Polonia, Francia o Danimarca, tutti devono aspettarsi di poter essere controllati“, ha detto Horst Seehofer in conferenza stampa, precisando che questi controlli casuali potranno avere luogo anche in territorio tedesco, dopo il passaggio della frontiera.

La toppa è peggio del buco“, dice all’ANSA il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca commentando l’ordinanza. “Noi non volevamo fare assolutamente la guerra agli italiani che andavano all’estero – dice – né tantomeno a tour operator e agenzie di viaggi italiani di cui abbiamo la massima considerazione. Il nostro discorso è solo questo: se il tampone vale per andare all’estero deve valere anche in Italia. Federalberghi è convenzionata con più di duemila centri diagnostici per i tamponi in hotel. Se è permesso salire su un aereo col tampone, sia permesso anche in hotel“.

Pasqua in zona rossa, le regole per il 3-4-5 aprile


Coronavirus, ecco tutti i centri dove vaccinarsi in Lombardia


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/03/26/news/coronavirus_centri_vaccino_lombardia_hub_centri_vaccinali_rsa_dove_vaccinarsi-293924795/

Ospedali, musei, palazzetti dello sport, residenze per anziani: ecco divisi per Ats di competenza. Ma è sempre necessario prenotarsi e aspettare la conferma dell’appuntamento

 Centri vaccinali negli ospedali, nei palazzetti dello sport, in hub, musei, residenze per anziani. Più o meno grandi. Ecco quali sono i centri vaccinali attualmente attivi in Lombardia. Sono divisi per Ats di competenza, quindi in alcuni casi la stessa provincia può essere divisa in più Ats (come per esempio Brescia, divisa tra Ats Brescia e Ats Montagna). Per gli orari di apertura bisogna consultare le singole Ats e in ogni caso, per accedere, è necessaria la prenotazione sul portale della Regione Lombardia e la successiva comunicazione del giorno e luogo della vaccinazione.

I centri vaccinali di Ats Città Metropolitana Di Milano

Centri vaccinali Milano

  • Ambulatorio Covid Bicocca Niguarda
  • Ambulatorio Covid Centro Socioculturale Vizzolo
  • Ambulatorio Covid Gom Niguarda
  • Ambulatorio Covid Ippocrate Niguarda
  • Ambulatorio Covid Ospedale Niguarda
  • Ambulatorio Covid Ospedale Militare- Trenno
  • Ambulatorio Covid Abbiategrasso
  • Ambulatorio Covid Bollate
  • Ambulatorio Covid Carceri – Opera
  • Ambulatorio Covid Cerro Maggiore
  • Ambulatorio Covid Cuggiono
  • Ambulatorio Covid Fabbrica Del Vapore
  • Ambulatorio Covid Melzo
  • Ambulatorio Covid Ospedale Militare
  • Ambulatorio Covid Ospedale Militare- Pad 12
  • Ambulatorio Covid P.O.G. Pini
  • Ambulatorio Covid Paderno Dugnano
  • Ambulatorio Covid Po Fbf
  • Ambulatorio Covid Po Melloni
  • Ambulatorio Covid Po Passirana
  • Ambulatorio Covid Po Sacco
  • Ambulatorio Covid Sesto San Giovanni
  • Ambulatorio Covid Trezzo sull’Adda
  • Ambulatorio Vaccino Covid Carceri
  • Casa Di Cura Ambrosiana Spa-Cesano Boscone
  • Cdi Bionics via Folli
  • Centro Diagnostico e di Ricerca Pioltello
  • Fiordaliso
  • Humanitas
  • Murat
  • Besta e Tumori
  • P.O. San Carlo
  • Policlinico Fiera
  • San Giuliano Milanese
  • Fondazione Irccs “Istituto Nazionale Tumori” Milano
  • Fondazione Irccs Istituto Nazionale Neurologico Besta-Milano
  • Fondazione Irccs Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico
  • Hub Covid Legnano
  • Hub Covid Magenta
  • I.R.C.C.S. Policlinico San Donato
  • Irccs S. Raffaele – MilanoIrccs Multimedica – Milano
  • Irccs Ospedale Capitanio
  • Istituto Auxologico Italiano -I.S. S. Michele-Milano
  • Istituto Auxologico Italiano-I.S. S.Luca-Milano
  • Istituto Clinico Sant’Ambrogio Spa-Milano
  • Istituto Clinico San Siro Spa-Milano
  • Istituto Ortopedico Galeazzi Spa 2
  • Mmg – Cattaneo Piero Angelo Maria
  • Multimedica Museo della Scienza e della Tecnologia
  • San Raffaele Turro
  • Welfare Italia Solari 6 – Poliambulatorio

Rsa Milano

  • Alfredo Podesta’ Rsa
  • Fondazione Don Gnocchi-Centro Girola
  • Fondazione Istituto Geriatrico La Pelucca Onlus
  • Istituto Mons. Luigi Biraghi Di Cernusco S/N
  • La Piccola Casa Del Rifugio
  • R.S.A. Casa Famiglia Per Anziani San Vittore Olona
  • Rsa Anna Sironi
  • Rsa Baroni
  • Rsa Fondazione Giuseppe Gemellaro Onlus
  • Rsa Istituto Geriatrico Camillo Golgi
  • Rsa Pio Albergo Trivulzio
  • Rsa Polo Geriatrico Riabilitativo
  • Rsa San Pietro
  • Rsa Senatore Carlo Perini
  • Rsd Antonio Sansone di Rozzano
  • Rsd La Parolina – Cernusco

Centri vaccinali Monza e Brianza

  • Centro Diagnostica Meda

Centri vaccinali Lodi

  • Cv Lodi
  • Ambulatorio Covid Cupolone
  • Ambulatorio Covid Lodi Fiera
  • Ambulatorio Covid P.O. Codogno
  • Ambulatorio Covid Pal. Sport Codogno
  • Ambulatorio Covid Po Lodi
  • Ambulatorio Covid Po S.Angelo Lod.

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Colori Regioni: da domani i cambi di zona. Ecco cosa si può fare nella settimana di Pasqua


https://www.repubblica.it/cronaca/2021/03/28/news/colori_regioni_-294105994/?ref=RHTP-BH-I0-P1-S1-T1

Valle d’Aosta, Toscana e Calabria in rosso. Lazio in arancione da martedì. Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Puglia ancora rosse. Sospese le zone gialle fino al primo maggio

Da lunedì 29 marzo scattano in Italia i cambiamenti di colore. Alle otto Regioni e una Provincia autonoma (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento) che si trovavano già in rosso, e per cui si prospettano altre due settimane nelle stesse condizioni, si uniranno anche Valle d’Aosta, Calabria e Toscana.

L’unica Regione che vedrà un miglioramento è il Lazio, col passaggio dal rosso all’arancione il 30 marzo, perché in questa data scade il precedente decreto che era stato emanato il 15 marzo. Qui riapriranno, anche se solo per due giorni, le scuole.

Il 3, 4 e 5 aprile 2021, su tutto il territorio nazionale, si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse.

 Ma vediamo nel dettaglio cosa si può fare e cosa non si può fare in zona rossa e arancione. La gialla è sospesa fino al primo maggio.

VISITE A PARENTI E AMICI – ROSSA  – Le visite non sono consentite. Da sabato 3 aprile a lunedì 5 aprile, quando l’Italia sarà tutta in rosso, sarà permesso dalle 5 del mattino alle 22  raggiungere nell’ambito della propria regione, una sola abitazione di parenti o amici, una sola volta al giorno, massimo in due e accompagnati dai minori di 14 anni. Si possono sempre però raggiungere, da soli, persone sole o non autosufficienti che hanno bisogno di assistenza.

ARANCIONE – Dal 15 marzo al 2 aprile, e nella giornata del 6 aprile, le visite sono consentite all’interno del proprio Comune: è permesso a due persone, solo una volta al giorno, andare verso una sola abitazione privata, fra le 5 e le 22. È possibile essere accompagnati dai minori di 14 anni su cui si esercita la potestà genitoriale e dalle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

COPRIFUOCO – ROSSA E ARANCIONE – Resta tra le 22 e le 5, su tutto il territorio nazionale sia nei giorni feriali che festivi. Gli spostamenti in questi orari restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute. La regola vale, dunque, in zona rossa ma anche in zona arancione

AUTOCERTIFICAZIONE – ROSSA E ARANCIONE. – Bisogna compilarla e portarla con sé in qualsiasi spostamento e a qualsiasi ora.

SECONDE CASE – ROSSA E ARANCIONE – Il decreto precisa che è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Nelle Faq del governo lo spostamento è consentito nelle seconde case in tutte le zone. Si può spostare solo il nucleo familiare convivente, senza parenti o amici. Inoltre la seconda casa non deve essere abitata da altre persone. La regola non vale per le case in affitto breve. É infatti necessario provare che la casa è di proprietà o in affitto a lungo termine, con contratto stipulato prima del 14 gennaio 2021. Ma ci sono sono regioni, come la Campania, che vietano gli spostamenti verso le seconde case da giovedì 18 marzo a lunedì 5 aprile e vietano “gli spostamenti dal comune di residenza, domicilio o dimora abituale sul territorio della Campania verso le seconde case in ambito regionale, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza e comunque per il tempo strettamente indispensabile”.

ATTIVITA’ FISICA –  ROSSA – Si può svolgere attività motoria individuale all’aperto nei pressi della propria abitazione, mantendendo un distanziamento dagli altri di un metro e indossando la mascherina. Sono sospese le attività di palestra e piscina. Si può svolgere l’attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. È tuttavia possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Duramte l’attività sportiva è consentito non indossare la mascherina.

ARANCIONE – Si può svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Le palestre e le piscine sono chiuse, ma sono permesse attività sportive di base e attività motoria svote all’aperto presso centri sportivi o circoli sportivi. I parchi restano aperti, a meno che non intervengano ordinanze restrittive regionali o comunali.

ATTIVITA’ COMMERCIALI –  ROSSA Sono chiusi i negozi ritenuti non essenziali e i centri commerciali Aperti gli alimentari e negozi che vendono cose di prima necessità come farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai, negozi di elettronica, ferramenta e negozi per bambini. Chiusi anche parrucchieri, barbieri, centri estetici e tolette per animali.

ARANCIONE – I negozi sono aperti, mentre i centri commerciali sono operativi dal lunedì al venerdì, chiusi nel fine settimana. Restano aperti parrucchieri, barbieri, centri estetici e tolette per animali.

BAR E RISTORANTI – ROSSA E ARANCIONE – É permessa la ristorazione con consegna a domicilio. Fino alle 22 è possibile l’asporto, ma non è consentito consumare cibi sul posto o nei pressi di ristoranti e bar. L’asporto dai bar è invece permesso solo fino alle 18. A Pasqua, dal 3 al 5 aprile, quado l’Italia diventerà tutta zona rossa, non sarà possibile pranzare al ristorante, ma sarà consentito l’asporto e la consegna a casa.

SCUOLA – ROSSA  Le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse (compresi nidi e asili). Gli alunni dalle elementari in su entrano in Dad. Da dopo Pasqua prevista la riapertura di nidi, asili, elementari e prima media.

ARANCIONE – Scuole aperte fino alle medie, in Dad le superiori.

MUSEI, CINEMA E TEATRI  – ROSSA E ARANCIONE Musei, cinema e teatri restano chiusi.

Dichiara il falso nell’autocertificazione, il gup lo assolve: “Non c’è obbligo di legge di riferire la verità”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/03/25/news/dichiara_il_falso_nell_autocertificazione_il_gup_lo_assolve_non_c_e_obbligo_di_legge_di_riferire_la_verita_-293797208/

Il 24enne un anno fa era stato fermato a Milano in pieno lockdown e aveva sostenuto di tornare a casa dal lavoro, ma quel giorno non era di turno. Anche per la procura il fatto non sussiste. La giudice: “Palese contrasto con il diritto di difesa del singolo”. L’ufficio gip per il caso di una donna positiva che ha vìolato la quarantena: “E’ reato”

Finito a processo con l’accusa di falso per aver mentito nel dichiarare nell’autocertificazione che stava tornando a casa dal lavoro, durante un controllo a Milano nel marzo dello scorso anno in pieno lockdown da emergenza Covid, un 24enne è stato assolto. E ciò perché “un simile obbligo di riferire la verità non è previsto da alcuna norma di legge” e, anche se ci fosse, sarebbe “in palese contrasto con il diritto di difesa del singolo“, previsto dalla Costituzione. Lo ha deciso, accogliendo la richiesta della procura di Milano di assoluzione “perché il fatto non sussiste“, la gup Alessandra Del Corvo con rito abbreviato.

Per il giudice, si legge nella sentenza, “è evidente come non sussista alcun obbligo giuridico, per il privato che si trovi sottoposto a controllo nelle circostanze indicate, di ‘dire la verità’ sui fatti oggetto dell’autodichiarazione sottoscritta, proprio perché non è rinvenibile nel sistema una norma giuridica” sul punto. Il giovane, difeso dall’avvocato Maria Erika Chiusolo, fermato per un controllo alla stazione Cadorna il 14 marzo, aveva dichiarato di lavorare in un negozio e che in quel momento stava rientrando a casa. Una decina di giorni dopo, però, un agente per verificare se avesse detto la verità aveva mandato una email al titolare del negozio, il quale aveva risposto dicendo che il 24enne quel giorno non era di turno.

Per il giudice non solo mancano una norma specifica sull’obbligo di verità nelle autocertificazioni da emergenza Covid e pure una legge che preveda l’obbligo di fare autocertificazione in questi casi, ma è anche incostituzionale sanzionare penalmente “le false dichiarazioni” di chi ha scelto “legittimamente di mentire per non incorrere in sanzioni penali o amministrative“. continua a leggere

Coronavirus, escono di casa con l’autocertificazione falsa. Il giudice: “Non è reato. Il Dpcm è illegittimo”

Regioni e aperture, la conferenza stampa del premier Mario Draghi


Nuovo decreto di Draghi, spostamenti e seconde case: le regole


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_febbraio_23/nuovo-decreto-covid-draghi-quando-spostamenti-seconde-case-1eb11722-7553-11eb-b048-5f97627f6464.shtml

Il nuovo decreto del governo Draghi: quando ci si può spostare tra Regioni? Le regole, già in vigore. Sì alle uscite entro 30 chilometri dai comuni fino a 5.000 abitanti. No alle trasferte nelle abitazioni affittate dopo il 14 gennaio. Restano le autocertificazioni. Previsti controlli successivi

23 febbraio 2021 (modifica il 23 febbraio 2021

La scelta del governo di prorogare fino al 27 marzo il divieto di spostamento tra le regioni, anche in fascia gialla, segue le indicazioni degli scienziati che hanno sottolineato la necessità di limitare la circolazione delle persone per arginare quella del virus. Per questo, nel decreto già in vigore, si è deciso dvietare le visite a parenti e amici in quelle aree dove è scattato il lockdown dopo la scoperta dei contagi causati dalla varianti del Covid 19.

Gli spostamenti tra Regioni – Il divieto di spostamento tra le Regioni, anche gialle, è prorogato fino al 27 marzo. Sono però consentiti gli spostamenti per «comprovate esigenze» e dunque per motivi di lavoro, salute e urgenza. Per superare i confini regionali bisogna avere il modulo di autocertificazione e la documentazione necessaria a dimostrare che lo spostamento rientra nelle eccezioni consentite. Nelle norme è chiarito che «la veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato». Non ci sono limitazioni rispetto ai mezzi utilizzati: ci si può spostare in treno, in macchina o in aereo.
Motivi di lavoro – Si può uscire dalla propria regione per motivi di lavoro. Il governo ha chiarito che «la giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata».
Motivi di salute – Per dimostrare l’esigenza legata alla salute è necessario allegare al modulo di autocertificazione la documentazione che prova la necessità di uscire fuori dalla propria regione.
Motivi di urgenza – Tra i motivi di urgenza c’è l’assistenza a persone non autosufficienti. Ma «la necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste».
Genitori separati –Sono consentiti gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni «presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé». Gli spostamenti «devono avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario, secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio» oppure, se si tratta di una separazione di fatto «secondo quanto concordato tra i genitori».

Le visite – Nelle zone rosse non è consentito «andare a trovare amici o parenti in un’abitazione diversa dalla propria». È questa la norma introdotta nel decreto sugli spostamenti approvato ieri dal consiglio dei ministri. La possibilità di visita è invece rimasta per chi vive nelle regioni che si trovano in fascia gialla e arancione, sempre rispettando però alcune regole.
Fascia gialla – In questo caso è consentita la visita a parenti e amici «una sola volta al giorno e in massimo due persone oltre ai figli minori di 14 anni». Si può andare dalle 5 alle 22 e sempre rimanendo all’interno della propria regione.
Fascia arancione – In questo caso è consentita la visita a parenti e amici «una sola volta al giorno e in massimo due persone oltre ai figli minori di 14 anni». Si può andare dalle 5 alle 22 e sempre rimanendo all’interno del proprio comune.
Piccoli comuni – Per chi vive nelle regioni in fascia arancione in un comune con meno di 5.000 abitanti le visite a parenti e amici sono consentite dalle 5 alle 22 «anche verso Comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini».
Tre in auto – I nuclei familiari possono viaggiare in auto insieme senza limitazioni. I non conviventi possono invece stare in auto massimo in tre (ad esempio due adulti e un minore di 14 anni) ma non occupando il sedile accanto al guidatore. I passeggeri devono stare sul sedile posteriore, distanziati e con la mascherina indossata.
Persone anziane – Nel caso di visita a persone anziane, o comunque fragili, gli scienziati suggeriscono di «indossare la mascherina all’interno dell’abitazione, mantenere il distanziamento soprattutto rispetto ai minori, areare la stanza per evitare la circolazione del virus». Precauzioni e cautela vengono raccomandati anche quando si pranza o si cena utilizzando le stesse regole adottate quando si va al ristorante, massimo 4 o 6 persone al tavolo.

Le seconde case – Resta sempre consentito andare nelle seconde case anche se si trovano in zona rossa. Ma sempre seguendo le regole già previste nelle Faq (risposte a domande frequenti) del governo.
Il nucleo familiare – Nella seconda casa può andare soltanto un nucleo familiare. La casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare.
Zona gialla – Nelle seconde case che si trovano all’interno della propria regione in fascia gialla vale la regola delle visite a parenti e amici. E dunque si può andare in due persone, anche con i figli minori di 14 anni, pure se la casa è abitata. Ma in questo caso non ci si può fermare a dormire.
Proprietà o affitto – Può andare nelle seconde case soltanto il nucleo familiare della persona che dimostri di avere titolo ad abitarvi. Vuol dire che si deve dimostrare di averla acquistata o affittata prima del 14 gennaio 2021, data di entrata in vigore dell’ultimo Dpcm.
I titolari – Per dimostrare di avere titolo a recarsi nell’abitazione si può compilare l’autocertificazione ede eventualmente poi esibire la documentazione. In particolare il governo ha specificato che «il titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa come ad esempio la data di un atto stipulato dal notaio ovvero la data di registrazione di una scrittura privata anteriore al 14 gennaio 2021».
Affitti brevi – È escluso che per seconda casa si intenda dunque un’abitazione affittata per brevi periodi successivamente al 14 gennaio 2021.
Gli alberghi – Non è consentito uscire dalla propria regione per motivi di turismo e dunque è escluso che si possa soggiornare — anche per lunghi periodi — in alberghi o case in affitto o altre strutture ricettive. Non è con-sentito andare in gita fuori regione nemmeno se si rispetta l’orario del coprifuoco.

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