Persone in piedi dietro un nastro di delimitazione nella Piazza del Mercato Principale di Cracovia, Polonia. Fotografia: Art Service/EPA
07 Novembre 2026 Aggiornato alle 17:00
📰 Polonia, sparatoria nel centro di Cracovia: almeno cinque i morti, diversi i feriti. Fermato un sospetto
📌E’ avvenuto nella piazza del mercato dove alcuni giornali riportano fosse in corso una manifestazione antigovernativa. Tusk: “La polizia sta indagando”
Paura nel cuore di Cracovia, nel sud della Polonia, dove una sparatoria ha provocato una vera e propria tragedia. Secondo quanto riferito dalla polizia polacca e riportato da Ntv24, il bilancio è di almeno cinque vittime e dodici feriti, tra cui alcuni agenti delle forze dell’ordine. Le autorità hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto e individuare le responsabilità.
⚠️ Attivisti fanno irruzione nel cantiere del data center di Microsoft ad Amsterdam.
📌 Si stanno svolgendo azioni separate anche al di fuori del perimetro di sicurezza e in tutta Europa, in segno di reazione all’impatto del boom dell’IA.
📰 L’azione dimostrativa ha richiamato l’attenzione sull’impatto ambientale delle grandi infrastrutture digitali e sul crescente consumo di energia e risorse legato all’espansione dei data center. L’episodio si inserisce nel più ampio dibattito europeo sul rapporto tra sviluppo tecnologico, sostenibilità e uso del territorio.
Attivisti scavalcano una recinzione temporanea eretta durante un cantiere presso il nuovo data center di Microsoft ad Amsterdam – Foto: Michel Van Bergen/AP
I manifestanti siedono in cima a un muro presso il sito del data center di Microsoft – Foto: Fadel Dawod/Getty Images
Sciopero generale in Francia: chiude la Tour Eiffel, incappucciati incendiano liceo a Tolosa
Cortei in 260 città, attesi fino a 700.000 manifestanti. Nella banlieu di Parigi uno studente accoltella un coetaneo che stava dando fuoco a dei cassonetti fuori dal liceo a La Courneuve
Le immagini del liceo di Tournefeuille dopo l’incendio (via X)
🔵#Tolosa Il liceo Françoise de Tournefeuille, è stato incendiato durante le manifestazioni. Alcuni individui hanno lanciato all’interno fuochi d’artificio con dei mortai. Una parte dell’edificio è andato distrutto. pic.twitter.com/3cDwo11AzJ
Crans-Montana, la Svizzera rinuncia al rimborso delle spese mediche dei feriti
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin: “Il Governo è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite”
Francia richiama 7 milioni di preservativi difettosi in Ue per rischi di infezioni e gravidanze
Le autorità francesi hanno sospeso vendite e importazioni di preservativi ultrasottili di un produttore malese dopo un’indagine che ha rilevato difetti che aumentano il rischio di rottura, con possibili infezioni sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate.
“Hanno nascosto aghi e viti nei dolcetti di Halloween per i bambini: c’erano fori sulle buste degli alimenti”
Barrette di cioccolato, caramelle e wafer con oggetti metallici appuntiti all’interno. Segnalazioni in numerose regioni tedesche e anche in Austria. La polizia indaga per tentate lesioni aggravate
Centinaia di manifestanti hanno partecipato sabato sera a raduni non autorizzati nelle due città – Danneggiamenti, incendi e interventi della polizia con idranti – Due persone arrestate dalla polizia zurighese
Un manifestante usa un fuoco d’artificio durante una dimostrazione organizzata dai sindacati nell’ambito di proteste a livello nazionale. Foto: Pedro Nunes/Reuters
In tutta la Francia, decine di migliaia di persone sono scese in piazza sabato contro il caro vita e il peggioramento dei servizi pubblici. A Parigi, Marsiglia e in altre città, la protesta è degenerata in scontri; alcuni manifestanti indossavano maschere di Halloween.
Razzi di segnalazione accesi in Parlamento, cartelli di protesta e foto di studenti feriti. Giovedì, in Albania, la seduta parlamentare è stata interrotta più volte dopo che alcuni deputati dell’opposizione hanno cercato di bloccare i lavori dell’Assemblea, mentre proseguivano le votazioni sui disegni di legge
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Sono stati resi noti i nomi delle quattro vittime dell’elicottero militare italiano precipitato in Bosnia. Nell’incidente hanno perso la vita i sergenti dell’aviazione Simone Ruggia e Claudio Marchesi, insieme al tenente Franco Adriano Zecchillo e alla sergente Laura Procacci della Croce Rossa Italiana.
Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo, Simone Ruggia, Claudio Marchesi
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Agg.:Un elicottero militare italiano precipita in Bosnia. 4 morti e 11 feriti
La Difesa conferma il bilancio delle vittime. La missione Althea fornisce supporto e addestramento ai militari bosniaci, a dirigerla il generale italiano Maurizio Fronda
Arrivata la conferma ufficiale della Difesa: “4 persone sono morte e 11 sono rimaste ferite”.
Bosnia, precipita un elicottero militare italiano. 3 morti e 12 feriti
La Difesa per ora non rilascia dettagli, ma due diverse fonti a Brcko forniscono un bilancio delle vittime. La missione Althea fornisce supporto e addestramento ai militari bosniaci, a dirigerla il generale italiano Maurizio Fronda
Nell’ambito dell’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, un elicottero militare italiano CH-47 è precipitato nel pomeriggio di oggi per cause ancora in corso di accertamento.
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ATENE – “Dalla Grecia alla Francia, lottiamo per un’istruzione pubblica e gratuita“: è lo Aslogan scandito dagli studenti che stanno manifestando al fianco di insegnanti, medici e lavoratori del settore pubblico nel centro di Atene e nelle principali città greche.
Secondo le stime della polizia citate da Kathimerini, circa 10mila persone stanno partecipando al corteo in corso nella capitale.
L’allerta per il rischio di scontri rimane alta: circa 3mila agenti delle forze dell’ordine sono stati schierati nelle strade di Atene,compresa via Ermou, noto viale dello shopping nel centro della città, per prevenire incidenti a margine della manifestazione. Dalle dieci di questa mattina è stata chiusa anche la fermata metro di Panepistimiou. Finora la polizia ha proceduto a fermare almeno dodici persone, riportano i media locali. Sventolando palloncini e cartelli con su scritto ‘Abbiamo diritto al sapere, diritto al futuro‘, i manifestanti sono partiti dai Propilei, lo storico ingresso dell’Università di Atene, e sono arrivati in corteo fino a piazza Syntagma, davanti al parlamento. Gli insegnanti chiedono, tra gli altri, l’assunzione di nuovo personale per riempiere i posti vacanti nelle scuole, l’aumento dei finanziamenti statali per portare la spesa dedicata all’istruzione al 5% del Pil, il miglioramento delle infrastrutture scolastiche, e l’aumento degli stipendi. Gli studenti, che hanno dato il via alle proteste ieri sera, allestendo delle tende in piazza Syntagma, chiedono alloggi gratuiti per chi studia, e maggiori fondi per l’istruzione pubblica. Manifestazioni analoghe sono in corso anche nelle città di Salonicco, Patrasso, Larissa, Volos e a Creta.
Il partito di Alice Weidel, primo nei sondaggi, cerca di limitare i danni
L‘estrema destra tedescadell’Afdsta cercando di limitare i danni d’immagine dopo l’attacco hacker agli account di posta elettronica del partito – lo Spiegel parla di 11 account – ma è già al centro di aspre critiche a causa del contenuto del materiale hackerato. Il partito di Alice Weidel ha ammesso che durante l’incidente avvenuto a settembre sono “trapelate grandi quantità di dati”.
All’inizio della settimana, alcuni sconosciuti hanno reso accessibili più di 400mila email che sarebbero provenienti dagli account di posta dell’Afd. Come riporta la Faz, l’Afd ha cercato di dare l’impressione che le email fossero vecchie e non contenessero informazioni rilevanti per la valutazione pubblica del partito. Per l‘Afd si tratta di un grave incidente digitale anche perché stando allo Spiegel, nella fuga di dati si trovano anche episodi finora sconosciuti. Come riporta la Zdf, le email documenterebbero riferimenti a Hitler, simboli nazisti, dichiarazioni antisemite e messaggi contro i migranti. Emergerebbe la vicenda di un biglietto di auguri natalizi con una svastica e il saluto “Heil Hitler”, che un dirigente locale dell’Afd avrebbe attribuito a un altro esponente del partito. In un’altra comunicazione comparirebbe il saluto “Heil und Sieg”. Altri messaggi conterrebbero battute sulla possibilità di trasformare i rifugiati in borse e stivali, mentre alcune comunicazioni interne riguarderebbero accuse di negazionismo dell’Olocausto e glorificazione di Hitler rivolte a esponenti locali del partito.
AfD:
Den Holocaust verleugnen, Hitlers Geburtstag feiern, Vergewaltigungsphantasien gegen Frauen, auf Migranten schiessen…
— Adrian Ruest 🇪🇺 🇭🇰 🇹🇼 🇺🇦🇽🇰🏳️🌈🇬🇪 (@Adrian11192493) October 21, 2026
Sono coinvolte anche informazioni riservate, come documenti riservati provenienti dai ministeri o verbali delle sedute delle commissioni del Bundestag. La dirigenza del partito ha presentato l’attacco hacker come un attacco al partito e alla democrazia; allo stesso tempo, ha messo in discussione la validità dei contenuti pubblicati. Sui social media numerosi commentatori ritengono che la fuga di notizie possa fornire nuovo materiale per un procedimento di messa al bando o per il procedimento di classificazione in corso.
Sono 2400 i fermati in tutto lo stato, 557 a Parigi. Intanto i gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato prossimo
Il presidente Macron ha respinto le dimissioni del ministro dell’Interno Nunez, che ha motivato la sua decisione ammettendo che le autorità hanno fallito e che sabato scorso, in alcune grandi città della Francia, è stato perso il controllo. Sono 60 mila gli agenti e i gendarmi schierati su tutto il territorio. Violenze e saccheggi hanno funestato il paese e non si sono fermati neanche stanotte nella capitale, dove i casseurs hanno preso di mira il centro commerciale di Les Halles, spostandosi poi attraverso la città nel tentativo di saccheggiare le boutique di lusso.
Il premier Lecornu, stamani, ha presieduto un’ulteriore unità di crisi, anche per tentare una prima valutazione dell’entità dei danni, che si preannunciano molto elevati. Ieri, nel suo discorso alla nazione, il capo dello Stato ha dichiarato: “Chi distrugge sarà chiamato a pagare“. Ha inoltre comunicato la sua intenzione di convocare tutte le forze politiche che, a sei mesi dalle elezioni presidenziali, stanno trasformando gli scontri in un terreno di campagna elettorale.Il numero dei fermati continua a salire: sono 2400 in tutta la Francia, di cui 557 a Parigi. Intanto i gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato prossimo, 24 ottobre.
L’accesso al Louvre, il museo più visitato al mondo nel cuore di Parigi, è stato bloccato questa mattina da manifestanti“a sostegno” del movimento dei liceali: è quanto annunciano la direzione del Museo e i sindacati all’agenzia France Presse.
Secondo la direzione del Louvre, il blocco è stato promosso da una cinquantina di studenti dell’École du Louvre, la scuola d’arte senza alcun legame diretto con il museo, per solidarizzare con i liceali. “Siamo fieri di annunciarvi il blocco del più grande museo del mondo“, si legge in un volantino visionato dall’agenzia France Presse e affisso nei pressi del museo bloccato dalle 9 del mattino. La data del 19 ottobre coincide esattamente con il primo anniversario del furto rocambolesco dei gioielli della Corona che lo scorso anno gettò il Louvre in una profonda crisi. Secondo il sindacato Cgt, che sostiene l’azione pur senza partecipare, il museo rimarrà chiuso almeno “fino a mezzogiorno”. Situata in un’ala del complesso museale, l’École du Louvre è una prestigiosa istituzione parigina che offre corsi di storia dell’arte, archeologia, epigrafia, antropologia e museologia, Secondo il sindacato Cfdt, al blocco partecipano anche studenti dell’École des Beaux-Arts, sull’altro lato della Senna.
Il coordinamento dei “gilet gialli” della mobilitazione del 17 ottobre annuncia un “secondo atto” della protesta per sabato prossimo: è quanto scrivono i media francesi.
Ministro Interno Francia: ‘In alcune città abbiamo perso il controllo’ – Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha ammesso che la polizia ha “perso il controllo” in alcune città durante le violente manifestazioni scoppiate in tutto il Paese nel fine settimana. Ha parlato di una “mancanza di previsione” nei preparativi e ha reso noto di aver presentato le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron, “poiché mi sentivo responsabile di tutto ciò che è accaduto“. Macron non ha accettato le sue dimissioni.
Il presidente francese Emmanuel Macronha duramente criticato le “carenze“, che, a suo dire, hanno portato alle violente proteste che hanno scosso il Paese, ma ha respinto le dimissioni del ministro dell’Interno Laurent Nunez in relazione alla crisi. “Domenica, il ministro dell’Interno ha presentato le proprie dimissioni al presidente – ha reso noto l’Eliseo in un comunicato – Data la necessità di garantire la continuità nella guida delle forze dell’ordine in questo momento, il presidente le ha respinte“. Macron ha chiesto a Nunez di “adottare tutte le misure necessarie per assicurare trasparenza riguardo alle lacune nella pianificazione e nell’intelligence che hanno condotto alle violenze” e di “introdurre nuovi metodi operativi per le forze di sicurezza” al fine di gestire la crisi, prosegue la nota.
Anche Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha riconosciuto che le autorità hanno “indubbiamente fallito“ di fronte alle violenze che hanno scosso il Paese per tutto il fine settimana, parlando di una “lacuna nell’attività di intelligence“. “Abbiamo indubbiamente fallito questo fine settimana“, ha dichiarato Darmanin ai microfoni di France 2, all’indomani di scene di caos e saccheggi in tutto il Paese. “C’è stata una lacuna nell’intelligence, e non si può fare un buon lavoro di polizia senza una buona attività di intelligence“, ha aggiunto, osservando che i servizi francesi non sono stati in grado di “contrastare adeguatamente l’estrema sinistra“.
Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha affermato che 350 fermi sono stati disposti ieri e durante la notte a Parigi a seguito degli scontri di piazza. Decine di persone sono state poste in custodia cautelare in Francia in seguito alle violenze del fine settimana, ha annunciato invece il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ai microfoni di France 2. “Durante il fine settimana ci sono stati 2.331 fermi di polizia; il 70% riguarda persone maggiorenni, molto spesso già note alle forze dell’ordine“, di cui “oltre l’80%” è oggetto di procedimenti giudiziari, ha detto Darmanin. “Ci sono già decine di casi di custodia cautelare, di cui 13 a Marsiglia“, città particolarmente colpita dalle violenze.
Da cinque giorni infiammano le proteste in Albania e ieri è stata una giornata contraddistinta da violenze contro la Polizia, in particolare davanti al ministero dell’Istruzione a Tirana
È il quinto giorno consecutivo di proteste in Albania, dove si susseguono da giorni manifestazioni contro il governo Rama per le condizioni delle università. La piazza chiede le dimissioni del primo ministro albanese. Nella giornata di ieri, 17 ottobre, ci sono stati violenti scontri a Tirana (e non solo).
Diverse centinaia di persone, alcune delle quali a volto coperto, si sono radunate verso mezzogiorno davanti al ministero dell’Istruzione, per poi estendere la protesta in altre zone della città. I manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine e hanno dato fuoco ai cassonetti dei rifiuti, utilizzandoli come barricate per impedire l’avanzata della polizia. Gli agenti, con i megafoni, hanno invitato la folla a rinunciare alla violenza e hanno poi usato gas lacrimogeni e idranti per disperdere i presenti.
A catena, dopo le proteste a Tirana, sono partite altre manifestazioni in molte città albanesi. A Lezha e a Durazzo la tensione è molto alta e la polizia ha effettuato decine di arresti.
Proteste e violenze a Tirana durante le manifestazioni antigovernative del 17 ottobre 2026: sono state lanciate pietre contro le forze dell’ordine e incendiati cassonetti dei rifiuti, utilizzandoli come barricate per ostacolare l’avanzata della polizia
Le proteste vanno avanti da martedì scorso e si sono scatenate soprattutto a partire dalle università, con gli studenti in agitazione contro le tasse troppo elevate. Ieri il ministro Rama ha parlato facendo sapere che non intende fare passi indietro e intende proseguire il mandato di governo con l’obiettivo di entrare nell’Unione europea nel 2030.
Come riporta Cnews, l’edificio è stato prima bersagliato con il lancio di oggetti e proiettili, poi è stato saccheggiato
Francia in fiamme per le proteste contro il caro vita: a Lione incendiato ufficio del turismo
A Lione è stato appiccato un incendio all’ufficio del turismo nel corso delle manifestazioni di protesta di oggi, sabato 17 ottobre.
Come riporta Cnews, l’edificio è stato prima bersagliato con il lancio di oggetti e proiettili, poi è stato saccheggiato. All’interno della struttura è quindi scoppiato un incendio, causato a quanto pare dal lancio di fuochi d’artificio e bombe carta, indirizzati anche contro le Forze dell’ordine.
La Polizia è riuscita a far allontanare i manifestanti e a disperdere una parte delle persone protagoniste dell’attacco, che agivano a volto coperto, utilizzando gas lacrimogeni e granate stordenti. Su ‘X’ il prefetto della regione ha invitato i manifestanti pacifici a prendere le distanze dai violenti.
Francia in fiamme per le proteste contro il caro vita: a Lione incendiato ufficio del turismo
Gli agenti sono intervenuti nella scuola elementare Silver Rail di Bend. Istituto in lockdown. A uccidere l’assalitore sarebbe stato il padre di uno dei piccoli. Quattro morti in totale
Polizia americana, repertorio – (Fotogramma)
È di quattro morti, tre bambini e un adulto, il bilancio della sparatoria avvenuta nella giornata di giovedì 15 ottobre nella scuola elementare Silver Rail di Bend, in Oregon. La polizia è intervenuta in seguito all’allarme per la presenza di un uomo armato nella scuola ma all’arrivo degli agenti l’assalitore era già stato ucciso. Almeno due persone sarebbero state trasportate in ospedale con le ambulanze.
Scuola in lockdown – La scuola elementare è stato messa in lockdown. “Non abbiamo ancora la conferma di chi abbia sparato al sospettato. Potrebbe essere stato un passante. In questo momento abbiamo numerose persone colpite“, ha affermato Sheila Miller, portavoce del dipartimento di polizia di Bend, in una conferenza stampa. Secondo media locali, a uccidere l’uomo sarebbe stato il padre di uno dei bambini.
C’è stato un incidente tra un bus e un treno all’ingresso del tunnel della Manica, dal lato francese: ci sono 19 persone ferite, nessuna delle quali in condizioni critiche secondo le autorità di Calais, la città francese dove comincia il tunnel. Il bus ha colpito il treno, che era fermo e in attesa di entrare nel tunnel. Il bus trasportava alcuni autisti di camion e doveva salire sul Le Shuttle, servizio di treni navetta che trasporta veicoli stradali che devono attraversare il tunnel.
L’incidente ha creato disagi e ritardi nell’accesso al tunnel, che ha tre gallerie parallele tra loro. Eurostar, l’azienda ferroviaria che gestisce il servizio di trasporto passeggeri attraverso la Manica, ha fatto sapere che i suoi treni sono comunque in orario e non sono previste cancellazioni.
Secondo giorno di scontri in Albania nelle proteste degli studenti, che si sono uniti alle manifestazioni antigovernative che proseguono da mesi scoppiate per opporsi a unprogetto immobiliare costiero legato al genero di Donald Trump, Jared Kushner.Agenti in tenuta antisommossa si sono scontrati con i giovani, che hanno eretto barricate per le strade della capitale Tirana utilizzando bidoni della spazzatura in fiamme. I cortei sono iniziati per contestare il sistema di istruzione pubblico albanese, ma successivamente gli studenti si sono uniti al cosiddetto ‘movimento dei fenicotteri’ che chiede le dimissioni del premier albanese Edi Rama. Il movimento di protesta che va avanti da mesi, a cui gli studenti si sono uniti, è soprannominato ‘rivoluzione dei fenicotteri’ visto che i cartelli raffiguranti fenicotteri vengono portati in corteo per richiamare l’attenzione sui rischi ambientali del piano immobiliare di Kushner. Anche ieri sera erano scoppiati scontri a una manifestazione degli studenti a Tirana. La polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere il corteo e alcuni manifestanti hanno rotto vetrine dei negozi. Secondo la polizia, 23 persone sono state fermate e 6 agenti e un giornalista sono rimasti feriti.
Government buildings torched in violent Albanian protests.
Protesters and riot police clashed in Tirana as thousands of demonstrators rallied for better university conditions and demanded Prime Minister Edi Rama's resignationhttps://t.co/wgmy70NTzIpic.twitter.com/Ep6uO5bQF8
🇦🇱 Miles de manifestantes antigubernamentales en Tirana, capital de Albania, incendiaron varios edificios gubernamentales tras enfrentamientos con la policía antidisturbios que dejaron 14 agentes heridos y 35 personas detenidas. pic.twitter.com/QlQ86e2Y6e
Un’ambulanza che trasporta gli studenti feriti dal crollo del tetto di una scuola in Pakistan, il 15 ottobre 2026 (AP Photo/Maaz Awan)
Giovedì almeno un’insegnante e 27 studenti, la maggior parte dei quali aveva meno di 13 anni, sono mortia causa del crollo del tetto di una scuola privata nella città di Peshawar, nel nordovest del Pakistan. Lo ha comunicato l’ospedale locale, aggiungendo che sono state ferite altre 21 persone, almeno 5 delle quali in condizioni gravi.
Secondo una prima ricostruzione dell’amministrazione della città il tetto della scuola è crollato quando gli studenti si trovavano nelle aule, e molti di loro sono rimasti intrappolati sotto le macerie. I soccorritori stanno intervenendo per liberare le persone ancora intrappolate, soprattutto studenti.
La storia arriva dal Guatemala. La giovane si è sentita male sabato scorso, alle prime ore del mattino. Il padre ha preso la macchina per accompagnarla in un centro sanitario, ma prima di arrivare l’adolescente ha perso definitivamente i sensi. Credendola ormai morta l’uomo è andato a comprare una bara
Il risveglio della giovane
È una vicenda a dir poco surreale quella andata in scena a Sacapulas, cittadina del Guatemala, dove una ragazza di 15 anni, Yuleidy, è stata data per morta e messa in una bara, salvo poi risvegliarsi da sola. La notizia è stata resa nota dall’emittente Sactv che ha intervistato la giovane e i familiari, mentre sui social circola un video che documenta il risveglio dell’adolescente.
La vicenda – Secondo quanto ricostruito, la giovane si è sentita male sabato 10 ottobre, alle prime ore del mattino. Il padre, Abraham Ixcotoyac, ha preso la macchina per accompagnarla in un centro sanitario, ma dopo aver guidato per circa un’ora, poco prima di arrivare nel comune di San Pedro Jocopilas, si è accorto che la figlia non respirava e a suo dire “non aveva polso“.
A quel punto anziché andare in ospedale, l’uomo si è diretto verso un’agenzia di pompe funebri per compare una bara. Poi è tornato a casa dove i parenti, ormai al corrente dell’accaduto, erano già pronti per la veglia funebre. Per farla breve, circa otto ore dopo aver perso i sensi, e quando era ormai già da un pezzo nella bara (aperta) la giovane si è svegliata con sommo sbigottimento dei suoi familiari.
La famiglia sostiene che l’adolescente sia morta e poi tornata in vita, nonostante il padre abbia comunque ammesso che la figlia non è stata mai portata in ospedale e non ci sia nessun certificato medico che attesti il decesso. Insomma, è lecito pensare che la 15enne non fosse davvero morta come pensava in buona fede il padre, ma fosse semplicemente svenuta.
“Sentivo un forte dolore al cuore” – La causa del malore resta comunque ignota. Intervistata da Sac Tv, Yuleidy ha detto di aver iniziato a sentire “un forte dolore al cuore. Lo sentivo pesante, era come se fossi svenuta“. L’adolescente ha quindi ringraziato Dio per quello che ha definito come “un miracolo“. “Ringrazio anche per il fatto che i miei genitori siano ancora con me e che io non li abbia lasciati soli” ha aggiunto la giovane. “E ringrazio anche per i bei commenti che mi hanno scritto sui social network. Non ho parole“. Neanche noi.
Parigi, 12 ott. – Il preside e un insegnante di una scuola di Aubagne, vicino a Marsiglia, sono stati feriti a colpi di fucile da caccia. A sparare sarebbe stato uno studente che è stato fermato. Lo ha riferito il governo francese. Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, e il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, andranno nella cittadina provenzale, ha annunciato Matignon.
Il primo ministro Sebastien Lecornu “ha chiesto al ministro dell’Interno e al ministro dell’Istruzione di recarsi ad Aubagne, dove questa mattina un ragazzo ha sparato con una pistola al preside della scuola e a un insegnante“, ha reso noto Matignon. “Lo studente è stato fermato” e “il preside e l’insegnante sono stati ricoverati“, ma non sono in pericolo di morte, assicura la nota. (AGI)
Parigi, 12 ott. – Il preside e un insegnante di una scuola di Aubagne, vicino a Marsiglia, sono stati feriti a colpi di fucile da caccia. A sparare sarebbe stato uno studente che è stato fermato. Lo ha riferito il governo francese. Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, e il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, andranno nella cittadina provenzale, ha annunciato Matignon.
Il primo ministro Sebastien Lecornu “ha chiesto al ministro dell’Interno e al ministro dell’Istruzione di recarsi ad Aubagne, dove questa mattina un ragazzo ha sparato con una pistola al preside della scuola e a un insegnante“, ha reso noto Matignon. “Lo studente è stato fermato” e “il preside e l’insegnante sono stati ricoverati“, ma non sono in pericolo di morte, assicura la nota. (AGI)
Scontri in Belgio, un monopattino in fiamme a Bruxelles, Ap Photo, via LaPresse
Dopo la Francia è la volta del Belgio. Circa 50mila persone hanno presto parte alla manifestazione in programma a Bruxelles contro le misure di austerità promosse dal governo di centrodestra guidato da Bart De Wever. Il piano dell’esecutivo prevede tagli e risparmi per 10 miliardi di euro entro il 2029 per ridurre il deficit e il debito pubblico. La reazione della piazza è stata rabbiosa.
Gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine – La protesta è degenerata fin da subito e ci sono stati violenti scontri tra attivisti e forze dell’ordine. Secondo la polizia, le tensioni sono iniziate intorno alle 10:30 nei pressi di Place de l’Albertine, dove si erano radunati i partecipanti. Erano presenti anche diverse centinaia di giovani, alcuni vestiti di nero e con indosso delle maschere. A margine del corteo si sono verificati disordini: alcune centinaia di manifestanti hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine e appiccato il fuoco a diverse biciclette a noleggio. Sono andati a fuoco anche dei monopattini. La polizia è intervenuta con idranti e gas lacrimogeni. Tredici minorenni sono stati arrestati.
🔴BELGIQUE 🇧🇪| #Bruxelles : Gaz lacrymogène, canon à eau et jets de projectiles : des affrontements avec la police et des départs de feus ont été signalés vendredi 9 Oct, lors des manifestations des étudiants et des syndicats 🇧🇪 à la gare du Midi et à la Gare Bruxelles-Centrale. pic.twitter.com/5CveBiiCim
“Fin dalle prime ore del mattino, i nostri agenti sono stati ripetutamente bersagliati da lanci di oggetti contro le forze dell’ordine, tra cui bottiglie di vetro, pietre, mattoni, bastoni e fuochi d’artificio” si legge in un comunicato del distretto di polizia di Bruxelles-Capitale-Ixelles. “L’arredo urbano è stato danneggiato e utilizzato per costruire barricate o come proiettili. Diverse biciclette, monopattini e cestini dei rifiuti sono stati incendiati o presi di mira in tentativi di incendio doloso. Anche un veicolo della polizia è stato danneggiato“.
Il presidente del sindacato socialista, Bert Engelaar, ha preso le distanze dagli scontri, precisando che i responsabili dei disordini non hanno nulla a che fare con le ragioni della protesta.
Terzo giorno di mobilitazione studentesca in tutto il Paese, con le lezioni sospese in 891 scuole. Disordini e tafferugli a Parigi, Lione, Marsiglia, Strasburgo e Rennes. Lecornu annuncia la sospensione delle attività didattiche nei licei per tre giorni
Scontri tra manifestanti e polizia a Parigi (Foto LaPresse)
In Francia è scattata la terza giornata di mobilitazione studentesca, con cortei che stanno attraversando decine di città in tutto il Paese.
Tensione in diverse città – Come nei casi precedenti, si segnalano i primi tafferugli tra manifestanti e polizia. A Lione alcuni gruppi di giovanissimi hanno sfidato le forze dell’ordine nelle strade vicine alla place Guichard e sono stati respinti con lacrimogeni e idranti; disordini si registrano anche a Strasburgo e a Marsiglia, dove è partito un “corteo selvaggio“, cioè non autorizzato. Sempre a Lione, dei casseur hanno lanciato sassi contro un commissariato, e ulteriori tensioni si segnalano a Rennes.
Scontri a Parigi – Disordini anche a Parigi, come riporta il quotidiano Le Parisien. Su Boulevard Voltaire, molto vicino a Place de la Nation, la polizia è entrata in contatto con un gruppo di persone che aveva preso di mira una banca. Sono circa gli 300 i manifestanti che stanno tentando di attaccare le forze dell’ordine, secondo quanto riferisce la prefettura di polizia di Parigi. Le autorità stanno cercando di respingerli e disperderli, per consentire al corteo di raggiungere Place de la Nation. Alcuni manifestanti hanno staccato pezzi di pietra dai gradini dei negozi per scagliarli contro le forze dell’ordine. Almeno dodici persone sono state fermate dalla polizia per lancio di oggetti e minacce nei confronti delle forze dell’ordine.
Stop alle lezioni per 3 giorni – Il governo francese ha annunciato la sospensione per tre giorni delle normali attività didattiche nei licei del Paese per consentire agli studenti di discutere e organizzare un “momento di democrazia interna“. La sospensione scatterà da domani e proseguirà giovedì e venerdì, ha affermato il premier, Sebastien Lecornu, intervenendo all’Assemblea Nazionale, mentre cresce la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori. “Il ministro dell’Istruzione, Eduard Geffray, ha deciso di liberare del tempo“, ha spiegato Lecornu, secondo cui l’obiettivo della decisione è permettere “a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna all’interno del liceo“.
Foto da: La protesta degli studenti in Francia (Foto LaPresse)
Trump: “Colpa dell’immigrazione” – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth, ha commentato la protesta degli studenti francesi: ” Quello che sta accadendo in Francia non è altro che il risultato di una migrazione di massa fuori controllo. Non si tratta delle scuole, si tratta dell’Islam che vuole prendere il controllo di un Paese che un tempo era grande“.
Guerra sulle cifre – Guerra di cifre sulle adesioni alle manifestazioni degli studenti in Francia. Secondo il ministero dell’Interno transalpino sarebbero 256mila le persone che hanno sfilato in tutto il paese oggi, di cui 56mila a Parigi. In precedenza le organizzazioni studentesche e dei liceali stimavano in 450mila il numero di manifestanti in tutto il paese, di cui 100mila a Parigi.
Lezioni sospese in 891 scuole – Per questo terzo atto della mobilitazione studentesca, che ha ricevuto il sostegno di sindacati dell’istruzione (Fsu, Cgt, Fo, Cfdt, Unsa, Sud e Solidaires), a Parigi potrebbe esserci una partecipazione tra i 20mila e i 40mila manifestanti, secondo fonti della polizia. Intanto il ministero dell’Istruzione francese ha annunciato che 891 licei e istituti hanno sospeso le loro lezioni oggi.
Foto da: La protesta degli studenti in Francia (Foto LaPresse)
Dinanzi alle proteste e ai blocchi degli studenti in Francia, il premier francese, Sébastien Lecornu, presiederà un vertice interminsiteriale di crisi alle ore 13 al ministero dell’Interno a Parigi.
Gli studenti in rivolta da diversi giorni ai quattro angoli del Paese reclamano la sostituzione dei professori assenti e più mezzi per l’istruzione pubblica. Partita dalle scuole, la protesta si sta estendendo da oggi anche ai campus universitari. La mobilitazione studentesca è stata segnata da tensioni e violenze in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia.
Scontri a Pantin, alle porte di Parigi: il campus di Saint-Denis dell’Université Paris VIII, bloccato da questa mattina. A Nantes, riferiscono i media d’Oltralpe, il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio, a margine della mobilitazione dei giovani che reclamano più mezzi per l’Istruzione. Interrotti i trasporti pubblici e le forze dell’ordine sono attualmente sul posto. Secondo alcuni testimoni citati da Le Figaro, la polizia avrebbe fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. Dall’inizio delle proteste, 119 persone tra studenti e membri del personale hanno riportato ferite mentre sono 83 gli agenti feriti. L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti. Le indagini riguardano episodi avvenuti a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-L’Aumône (Val-d’Oise) e Tours, dove ieri un giovane è rimasto gravemente ferito alla testa ed è stato ricoverato in ospedale. Secondo il procuratore, le lesioni riportate sono “compatibili“ con un colpo di Lbd (lanciatore di proiettili di difesa) in dotazione alla polizia.
Situazione molto tesa a Marsiglia nel quadro delle proteste studentesche ai quattro angoli della Francia. In una nota trasmessa alla stampa, la Région Paca (Provence Alpes Cote d’Azur) denuncia violenti incidenti davanti al Lycée Victor Hugo di Marsiglia. Secondo l’autorità regionale, ‘‘il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina“. Sempre a Marsiglia, scrive Le Figaro, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry
La donna è rimasta cosciente e ha continuato a respirare, alla fine è stata trasportata in ospedale. È stata condannata nel 1995 per l’omicidio di una sua compagna di studi, avvenuto quando aveva 18 anni
La condannata a morte Christa Pike e l’ultima lettera che ha scritto
Roma, 1 ottobre 2026 – “È fallita” l’esecuzione della pena capitale diChrista Pikenel braccio della morte di un penitenziario del Tennessee. Lo rendono noto i suoi avvocati, spiegando che la donna è sopravvissuta a ben due iniezioni letali ed è stata portata in ospedale per ricevere cure. I legali hanno denunciato “le difficoltà nel trovare una vena, le vene collassate, il pentobarbital deteriorato e nessuna assistenza medica d’emergenza disponibile quando inevitabilmente qualcosa va storto“. “Il tutto nell’ambito di un protocollo che continua a essere avvolto nel segreto“, hanno dichiarato. Il governatore repubblicano Bill Lee ha ordinato un’indagine indipendente e sospeso le altre esecuzioni previste nello Stato per il resto dell’anno.
I tentativi di fermare l’esecuzione e le due iniezioni – La vicenda si è sviluppata nell’arco di un’intera giornata, con un incredibile serie di colpi di scena. L’esecuzione, inizialmente prevista alle 10 del mattino (ora locale), era stata sospesa poco prima da una corte federale d’appello, che aveva chiesto tempo per esaminare un nuovo ricorso della difesa. Il Tennessee si è però rivolto alla Corte suprema degli Stati uniti, che alcune ore dopo ha annullato lo stop e autorizzato lo Stato a procedere.
Christa Pike
La procedura è quindi iniziata in serata, verso le 19, nel carcere di massima sicurezza Riverbend di Nashville. Secondo i giornalisti ammessi come testimoni, la donna è rimasta sveglia, ha parlato e cantato con la sua guida spirituale dopo l’inizio della somministrazione del farmaco e, dopo la prima dose, ha continuato a muoversi e a respirare in modo udibile. Alle 19.27 Pike era legata al lettino ma ancora cosciente. A un certo punto ha sollevato la testa e ha chiesto agli agenti se fosse normale ciò che sentiva a un braccio.
L’omicidio a 18 anni e la condanna a morte – L‘esecuzione di Pike, che oggi ha 50 anni, avrebbe dovuto essere la 30esima dall’inizio dell’anno negli Stati Uniti, 16 delle quali sono avvenute in Florida (sud-est). Tutte sono state eseguite mediante iniezione letale. Lunedì, il governatore Lee aveva respinto le richieste di commutazione della pena, nonostante gli appelli di numerose organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International.
La donna è stata condannata a morte per l’omicidio, commesso nel 1995, di Colleen Slemmer, 19 anni, una sua compagna nel programma di formazione professionale Job Corps di Knoxville. Pike aveva allora 18 anni. Il delitto era legato a una rivalità sentimentale. I suoi due complici, anch’essi adolescenti – il suo fidanzato dell’epoca, 17 anni, e un’altra ragazza di 18 anni – hanno evitato la pena di morte. Il primo è stato condannato all’ergastolo, mentre la seconda ha ricevuto una pena sospesa in cambio della sua testimonianza contro gli altri due.
Partita la caccia all’uomo. I primi colpi d’arma da fuoco sarebbero stati esplosi intorno alle 3 del mattino, in corso un’imponente operazione di sicurezza
E’ di un morto e cinque feriti, di cui alcuni in modo grave, il primo bilancio della sparatoria avvenuta nella notte durante un rave party all’ippodromo di Aarau. Lo ha reso noto la polizia del canton Argovia, che ha confermato al quotidiano Blick che è in corso un’importante operazione. “La ricerca degli ignoti responsabili è in corso. I possibili moventi e le circostanze esatte dell’incidente non sono ancora chiari“, ha aggiunto la polizia.
I primi colpi d’arma da fuoco sarebbero stati esplosi intorno alle 3 del mattino, riporta Blick. La polizia in precedenza aveva confermato “diversi colpi d’arma da fuoco esplosi da un gruppo di persone” e “diverse vittime“.
L’incidente è avvenuto “presso l’ippodromo“, secondo quanto dichiarato da Vanessa Rumpold, portavoce della polizia cantonale di Argovia. “Non è ancora chiaro cosa sia successo esattamente“, ha aggiunto Rumpold.
La polizia ha rivolto unappello a tenersi lontani dalla zona dove sono stati sparati i colpi. Anche la piscina vicino a Schachen rimarrà chiusa oggi.
Un gran numero di auto della polizia e di ambulanze sono presenti sul posto. L’area intorno all’ippodromo è stata transennata e sono presenti anche i vigili del fuoco. La polizia sta effettuando controlli di identità su chiunque si trovi nell’area.
30 agosto 2026
Svizzera, spari a un rave party in Argovia: “Diverse vittime”
Gli spari sono avvenuti prima delle 3 a margine dell’Aarauer Rave, un evento techno annuale che ha riunito circa 3.500 persone all’ippodromo di Aarau
Colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro la folla presente a un ippodromo nel canton Argovia in Svizzera, vicino a Zurigo, dove era in corso un rave party. Diverse persone sarebbero rimaste colpite dagli spari e la polizia parla di “diverse vittime”. Non è ancora chiaro chi abbia sparato nè quale sia il movente.
Il quotidiano svizzero Blick ha riferito che gli spari sono avvenuti prima delle 3, a margine dell’Aarauer Rave, un evento techno annuale che ha riunito circa 3.500 persone all’ippodromo di Aarau tra le 15 di sabato e le 2 di domenica. Vanessa Rumpold, portavoce della polizia, ha confermato che “sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco all’interno di un folto gruppo di persone“.
La polizia cantonale ha poi segnalato su X la presenza di “diverse vittime” e ha invitato la popolazione a tenersi lontana dall’area. Gli investigatori hanno inoltre chiesto a eventuali testimoni di consegnare video e fotografie dell’accaduto. I vigili del fuoco hanno isolato la zona per un ampio raggio. Sul posto sono intervenuti numerosi soccorritori, un elicottero dell’esercito e l’unità cantonale specializzata negli interventi in caso di catastrofe.
Lingua originale: tedesco ++Aarau: Sparatoria notturna durante un evento a Schachen. Diverse vittime. Grande intervento della polizia in corso. Tenetevi lontani dall’area. Video e immagini prego al canale Instagram Kantonspolizei_Aargau. Ulteriori informazioni a seguire.++
++Aarau: Nächtliche Schüsse bei Veranstaltung im Schachen. Mehrere Opfer. Grosseinsatz der Polizei läuft. Bleiben Sie dem Gebiet fern. Videos und Bilder bitte an Insta-Kanal Kantonspolizei_Aargau. Weitere Infos folgen.++
Le testimonianze – Un testimone avrebbe riferito di aver sentito “raffiche di colpi”. “Alle 2.30 la musica si è interrotta improvvisamente e, dopo uno o due minuti, ho sentito degli spari – ha raccontato al sito Blick –. Sono corso verso una donna. Era stata colpita. Abbiamo cercato di rianimarla, ma è morta dissanguata davanti ai nostri occhi”. Il testimone ha riferito anche che altri partecipanti avrebbero visto una sagoma armata con un fucile d’assalto nei pressi delle automobili parcheggiate, poi fuggita verso il bosco.
Inizialmente i partecipanti avrebbero scambiato i colpi per fuochi d’artificio, poi qualcuno avrebbe gridato: “Tutti a terra!”. A quel punto un gruppo si sarebbe nascosto sotto la consolle del dj. Una delle presenti sarebbe successivamente uscita dal nascondiglio e avrebbe tentato, senza successo, di rianimare una donna distesa a terra.
Sulla pagina Facebook dell’ambasciata il comunicato e i commenti al veleno contro il gruppo di studenti italiani
Prima gli insulti e i gesti provocatori, poi le scuse pubbliche con l’intervento dell’ambasciata italiana. È diventato virale sui social un video che ritrae un gruppo di giovani studenti italiani “in viaggio scolastico” a bordo della metropolitana di Bangkok, la linea Bts Skyline, in Thailandia. Nel filmato, i giovani urlano e ridono tra di loro, facendo chiasso e infastidendo gli altri passeggeri presenti nel vagone.
Una passeggera fa notare che il tono di voce è troppo alto e disturba. Seduta di fronte ai ragazzi, prova a instaurare una conversazione e chiede informazioni nel tentativo di capire il paese di provenienza Le risposte, però, sono provocatorie: c’è chi ride, chi la ignora e chi replica con tono irriverente: “Siamo thailandesi“, “Ci dispiace aver portato i soldi nel vostro paese“, si sente dire dal video diventato virale su TikTok con polemiche conseguenti. Tra gli insulti, si vedono anche gesti provocatori rivolti alla donna.
Il filmato e la vicenda sono stati poi ripresi dai quotidiani locali e, nel giro di poche ore, i profili dell’ambasciata italiana di Bangkok sono stati sommersi da migliaia di commenti da parte di cittadini thailandesi che hanno chiesto l’apertura di un’indagine su quanto accaduto. Su X, i post sull’argomento sono diventati letteralmente una valanga: nella maggior parte dei casi, si tratta di messaggi indignati pubblicati da utenti thailandesi.
Il comunicato dell’ambasciata – Nella giornata di oggi, sabato 25 luglio, la pagina Facebook dell’ambasciata ha pubblicatoun comunicato ufficiale, condiviso in italiano, in thailandese e in inglese, in cui si chiede scusa al “popolo thailandese“: “L’Ambasciata d’Italia a Bangkok – si legge – esprime il proprio profondo rammarico per l’evento riportato in un video diffuso sui social media e condanna con fermezza il comportamento inappropriato di un gruppo di turisti italiani” Secondo quanto riporta l’ambasciata, gli italiani ripresi nel video sono turisti minorenni che stavano partecipando a una gita scolastica.
BTS Passenger Confronts Loud Italian Students . A video in Bangkok BTS convoys has gone viral after a passenger asked loud Italian students to turn down the volume. . The situation quickly turned into a heated argument, with insults and rude gestures caught on camera. The incident has sparked debate about respecting others in public spaces. . bts Italian student TheNationThailand นักท่องเที่ยว อิตาลี อิตาลีBTS
L’Ambasciataporge “le sue sincere scuse al popolo thailandese e a tutte le persone coinvolte in questo incidente“, si legge ancora. Si sottolinea poi il rispetto degli italiani verso i valori della società thailandese “al rispetto per il prossimo, alla cortesia e alla convivenza armoniosa, valori che sono ugualmente cari e sostenuti dalla Repubblica Italiana“.
E aggiunge: “Il comportamento inappropriato del gruppo di turisti minorenni non rappresenta in alcun modo il popolo italiano, né riflette i valori di rispetto reciproco, amicizia e cortesia che da tempo costituiscono il fondamento delle relazioni durature tra la Repubblica Italiana e il Regno di Thailandia“.
Il video di scuse – Dopo gli ulteriori commenti negativi sotto al comunicato dell’ambasciata, è stato condiviso un video che mostra quattro italiani, tra cui una persona già vista nel video virale, mentre si scusano con il popolo thailandese per l’atteggiamento degli studenti, giudicato irrispettoso.
“Siamo molto dispiaciuti per il popolo thailandese perché quello che abbiamo fatto sul Bts, è stato sbagliato”, dice il giovane. “Mi dispiace molto – aggiunge – per il mio comportamento“.
Quindi, ecco ringraziamenti alla Thailandia per l’accoglienza ricevuta durante il loro breve soggiorno. Una delle accompagnatrici ha aggiunto che il ragazzo, colui che ha pronunciato la frase incriminata, “verrà rimandato presto in Italia“.
— Revieweverythingกิ่งก่องแก้ว ⭐️ (@shopevtyw) July 25, 2026
Tutto finito?No, a quanto pare. Sui social rimbalza un ulteriore video, apparentemente registrato in un commissariato. Un gruppo di studenti con un’accompagnatrice rinnova le scuse direttamente alla donna offesa sulla metro: scuse accettate, probabilmente anche con il pagamento di una sanzione pecuniaria per chiudere definitivamente l’incidente.