Archivi categoria: Cronaca – Estera

Una fuga di gas in un condotto sottomarino


Una fuga di gas in un condotto sottomarino, nelle acque dell’Oceano, davanti al Messico, ha dato vita a una scena drammatica: un «occhio di fuoco» che si sviluppava sotto la superficie del mare, con fiamme arancioni che uscivano dall’acqua, a poca distanza da una piattaforma petrolifera nel campo Ku Maloob Zaap.
Il guasto è avvenuto a ovest della penisola dello Yucatan, nel Golfo del Messico, venerdì 2 luglio. La compagnia petrolifera messicana Pemex ha affermato di aver ormai provveduto a riparare il guasto: le operazioni hanno richiesto più di 5 ore (dalle 5:15 alle 10:30)

Canada, ondata di calore assassina: centinaia di morti in pochi giorni


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/07/03/news/canada_ondata_di_calore_assassina-308718367/?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S1-T1

Emergenza nella parte occidentale del Paese, soprattutto in Columbia, Alberta, Yukon e Territori di Nord-Ovest. Oltre 130 incendi provocati dai fulmini

OTTAWA – Ondata di calore assassina in Canada: le temperature altissime hanno causato centinaia di morti, soprattutto nella Columbia britannica. L’ufficio del medico legale ha segnalato che i decessi inaspettati sono stati 719 solo la scorsa settimana, il triplo dei livelli abituali. I patologi stanno verificando la causa delle morti una per una, e non si sbilanciano sul bilancio complessivo, ma è già massimo l’allarme sul caldo record in tutto il Canada occidentale, soprattutto in Columbia, Alberta, Yukon e Territori di Nord-Ovest.

Il caldo record sta favorendo anche la diffusione degli incendi boschivi, causati forse dai fulmini: sono innumerevoli i roghi che hanno costretto il governo federale a inviare gli aerei militari per aiutare i soccorritori nella Columbia Britannica. Venerdì, il British Columbia Wildfire Service ha segnalato 136 incendi attivi in tutta la provincia a seguito della caduta di 12.000 fulmini il giorno precedente.

Mercoledì, i 250 abitanti del villaggio di Lytton hanno dovuto evacuare in tutta fretta il centro abitato, dove martedì si era registrata la temperatura più alta mai rilevata in Canada, pari a 49,6 gradi centigradi. Il villaggio – circa 260 km a nord-est di Vancouver – è stato interamente distrutto dal fuoco. “L’intero paese è stato avvolto dalle fiamme in 15 minuti“, ha raccontato alla Bbc il sindaco Jan Polderman.

Secondo gli esperti, il cambiamento climatico aumenta la frequenza di eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore.

Attacco con il coltello in Germania, almeno 3 morti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2021/06/25/accoltella-i-passanti-a-wurzburg-ameno-3-morti-e-6-feriti_27734f18-e87e-47bf-81c4-8d425e95bd5c.html

Germania: sui social prime immagini dell'attacco a Wurzburg

24enne somalo assalta i passanti a Wurzburg. ‘Problemi psichici’

Ci sono stati tre morti e 15 feriti nell’assalto con il coltello oggi nel centro di Wurzburg, in Germania. Lo ha confermato la polizia bavarese.

L’aggressore, un cittadino somalo di 24 anni, è stato arrestato.

L’aggressore di recente era stato internato in un reparto di psichiatria
La polizia ha assicurato che “non c’è più pericolo per la popolazione“. E aggiungendo che l’assalto è stato condotto da una sola persona perché “non ci sono prove” di altre persone coinvolte. Le aree intorno al luogo dell’attacco, Barbarossaplatz, sono chiuse, con numerosi mezzi della polizia e ambulanze presenti sul posto.

A Wurzburg, capoluogo di 130 mila abitanti della Bassa Franconia, le strade del centro erano normalmente affollate quando è scoppiato il caos. Nei video girati dai passanti appare l’uomo, senza scarpe, che brandisce un lungo coltello, camminando in una sorta di stato confusionale, probabilmente dopo aver colpito. Una persona tenta di affrontarlo, lui risponde tirandogli addosso un oggetto per allontanarlo, mentre nel frattempo arrivano altri due. Uno porta una divisa, sembra una guardia di sicurezza. Secondo i testimoni oculari, l’aggressore ha colpito a caso.

La cittadina bavarese negli anni scorsi aveva già vissuto un incubo analogo. Il 18 luglio del 2016 un 17enne afgano era salito su un treno locale diretto proprio verso Wurzburg armato di ascia e coltelli, urlando Allah akhbar. Ferì quattro passeggeri, prima di essere ucciso dalla polizia.

LA SENTENZA PER LA MORTE DI FLOYD


Floyd: l’ex agente condannato a 22 anni e mezzo di carcere

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/06/25/floyd-lex-agente-condannato-a-225-anni-di-carcere_14388d6a-ddc3-429f-b4fc-19412a8e5dae.html

++ Floyd: figlia di 7 anni,'mi manca, voglio giocare con lui' ++

La sentenza delude, troppo blanda. L’ex poliziotto, Derek Chauvin, in aula rompe il silenzio

Derek Chauvin, l’agente che ha ucciso George Floyd, è stato condannato a 22 anni e mezzo di carcere, in una sentenza che lascia molti delusi e amareggiati perché la ritengono troppo debole. La famiglia e i legali di Floyd avevano chiesto la massima pena, ovvero 30 anni di carcere.

Gli avvocati di Chauvin avevano prima tentato la strada della libertà vigilata, poi si sono arresi e hanno chiesto una sentenza leggera “basata sulla legge“. Il giudice Peter Cahill prima di pronunciarsi ha chiarito di aver deciso “non sulla scia delle emozioni e della simpatia ma sui fatti. La mia decisione è accompagnata a un memorandum di 22 pagine che la spiega e non vuole essere un messaggio a nessuno“, ha aggiunto. Chauvin, presente in aula dopo due mesi trascorsi in cella di isolamento, è rimasto imperterrito. Giacca e cravatta grigio chiaro, ha avuto il volto coperto dalla mascherina per quasi tutta l’udienza. L’ha rimossa solo per parlare: dopo essere rimasto in silenzio per tutte e sei le settimane del processo, l’ex agente ha infatti preso brevemente la parola e si è rivolto alla famiglia di Floyd, presentando le sue condoglianze con la voce tremante e palesemente scosso.

Prima di lui si era rivolta al giudice e al pubblico sua madre, Carolyn Pawlenty. “Lo hanno descritto come aggressivo, incurante e razzista. Ma voglio dirvi che non è così: è una brava persona“, ha detto Pawlenty. La donna poi si è rivolta fra le lacrime direttamente al figlio: “Derek ho sempre creduto alla tua innocenza. Sei il mio figlio preferito“. A rivolgersi al giudice Cahill è stata anche la famiglia di Floyd, a partire dalla figlia di sette anni Gianna, collegata via video. A chi le chiedeva cosa direbbe al padre, la bimba ha risposto: “Gli direi che mi manca e che gli voglio bene“.

Decine di persone attendevano la sentenza fuori dal tribunale di Minneapolis, sventolando la foto di George Floyd e urlando a squarciagola Black Lives Matter.

Non cerchiamo vendetta, guardiamo solo alla gravità di quanto accaduto“, ha detto il procuratore del Minnesota, Keith Ellison, prima della sentenza. Il riferimento è al video shock che ha documentato gli ultimi nove minuti di vita di Floyd il 5 maggio del 2020 e che ha fatto il giro del mondo, spingendo migliaia di persone in piazza negli Stati Uniti per manifestare contro la polizia violenta e razzista. Proteste che mandarono su tutte le furie l’allora presidente Donald Trump, convinto che bisognasse usare il pugno duro contro i manifestanti. “Dovremmo spaccargli la testa, ecco come dovremmo trattarli. Sparate“, avrebbe detto il tycoon durante i giorni caldi dell’estate del 2020, premendo per l’intervento dell’esercito. La sentenza chiude un caso che ha scosso l’America ma delude tutti coloro che voleva quella che – a loro avviso – sarebbe stata una sentenza esemplare, ovvero la massima pena per un atto violento e ingiustificato. L’amarezza è palese fuori dal tribunale e si contrappone all’urlo di gioia che era seguito al verdetto di colpevolezza della giuria. la battaglia di Black Lives Matter – assicurano i manifestanti – va avanti, questo è solo l’inizio.

Non sono a conoscenza di tutte le circostanze che sono state considerate ma” la sentenza “sembra appropriata“, il commento del presidente Joe Biden.

Miami, crolla un palazzo: “Ci potrebbero essere molte vittime”


133654602-a719113b-5e72-4250-abcf-3485d657bcee

aggiornamento 25 giugno 2021

 articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2021/06/24/-crolla-un-palazzo-a-miami-si-temono-molte-vittime-_9ab95167-4488-49f4-bc92-901f266bc9c8.html

Ritrovate oltre 100 persone. Evacuati alcuni edifici circostanti. Sconosciute le cause del crollo

Il bilancio del crollo dell’edificio di Miami si aggrava con almeno 4 morti e 159 dispersi. Lo afferma il sindaco di Surfside, Daniella Levine Cava

Continua la disperata ricerca dei dispersi tra le macerie dell’edificio di 12 piani crollato ieri a nord di Miami.

Lo riporta la corrispondente di Skynews sul posto. – Le famiglie di chi abitava nell’edificio – tra cui la sorella della first lady del Paraguay, 20 cittadini israeliani e 19 sudamericani – aspettano notizie riunite in un centro vicino al palazzo. Con l’arrivo del buio i soccorritori hanno cominciato a utilizzare le telecamere per la visione notturna e i cani addestrati. Nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti e per evitare altri crolli le squadre stanno scavando un tunnel nel parcheggio sotterraneo. Alcuni di loro hanno riferito di aver sentito suoni di colpi e altri rumori ma per ora nessuna voce. 

Sono oltre 100 le persone ritrovate tra coloro che vivevano nel condominio. – Lo ha reso noto nell’ultimo briefing di aggiornamento Daniella Levine Cava, sindaco della contea di Miami-Dade.

Un palazzo di 12 piani sull’Atlantico che crolla come un castello di sabbia nella notte mentre decine di residenti stanno dormendo, un boato di 30 secondi simile ad un tuono e poi una nuvola di fumo, un cumulo di macerie, gente che urla e che scappa, con scene che rievocano l’11 settembre: è la tragedia accaduta a Surfside, piccolo comune a nord di Miami Beach, in Florida, che sta diventando una delle zone più esclusive della Biscayne Bay. 

Spero per il meglio ma ci stiamo preparando a qualche brutta notizia, data la distruzione che abbiamo visto“, ha ammesso il governatore repubblicano Ron DeSantis, accorso sul posto. Il sindaco di SurfSide Charles Burkett riferisce che secondo il building manager la torre era piena al momento del disastro, intorno alle 2 di notte locali, anche se non è chiaro il numero esatto di persone presenti. In genere ci vivono residenti stagionali, che vengono a svernare o a passare le vacanze estive. Ancora ignote le cause dell’incidente: “E’ difficile immaginare come sia potuto accadere, gli edifici non cadono giù da soli“, ha sottolineato il primo cittadino. Informato dell’accaduto anche il presidente Joe Biden, che ha parlato con le autorità locali e statali.

Il crollo ha interessato un condominio a forma di L costruito nel 1981 con oltre 130 unità, di cui circa 80 occupate. A collassare è stata una delle tre ali, con i balconi e i pavimenti degli appartamenti che cadevano uno sopra l’altro, come un castello di carte. Le immagini delle videocamere di sorveglianza dell’area, mostrate dai network americani, sono impressionanti e lasciano poche speranze di trovare altri sopravvissuti, oltre ai 35 già estratti dalle macerie. Tra loro anche un ragazzo, il cui salvataggio è stato trasmesso in diretta dalle tv.

Non avevo mai visto in tutta la mia vita così tante ambulanze, sembrava una scena da 11 settembre“, raccontano alcuni testimoni


Miami, crolla un palazzo: Ci potrebbero essere molte vittime

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/24/news/miami_crolla_palazzo_molte_vittime-307471895/

24 giugno 2021

Centinaia di soccorritori a Collins Avenue dove è crollato un condominio di 12 piani con oltre cento appartamenti. Estratto vivo un giovane ragazzo. Finora confermata una vittima e molti ancora intrappolati. Le operazioni di estrazione potrebbero durare anche una settimana, riferiscono i soccorritori

MIAMI Un palazzo condominiale di 12 piani, parte della Champlain Towers, è parzialmente crollato nella notte a Surfside, sobborgo di Miami Beach. Non è ancora chiaro il numero dei feriti, ma un pompiere sul posto ha parlato di diverse vittime. Lo riferisce il Miami Herald. Massiccio l’intervento dei soccorsi.

I soccorsi – Siamo sulla scena del crollo, al lavoro“, ha detto uno dei soccorritori. Il sergente Marian Cruz del Miami Dade Fire Rescue ha spiegato: “Quello che posso dirvi è che l’edificio è di dodici piani. L’intero lato posteriore dell’edificio è crollato“. L’area è un mix di vecchi e nuovi appartamenti, case, condomini e hotel, con ristoranti e negozi che servono residenti e turisti. Champlain Towers è una costruzione affacciata sull’oceano costruita nel 1981 con più di 100 appartamenti a 8777 Collins Ave.

Le cause – Rimangono ancora indefinite. Tuttavia le persone della zona hanno riferito a Local 10 News che sul tetto dell’edificio erano in corso dei lavori con l’uso di attrezzature pesanti. Il sindaco di Surfside, Charles W. Burkett, ha confermato i lavori in corso, ma ha sottolineato che è certo che non sono la causa del crollo, sicuro che prima dell’avvio sia stata fatta un’attenta ispezione del luogo.

Le testimonianze – Ho sentito un rumore spaventoso e tutto è crollato“, racconta una supersite alla Nbc Florida, che abitava al nono piano. “Ha visto i suoi vicini? – domanda la reporter – Alcuni si, sono vivi. Ma in una parte del palazzo non c’è più nessuno“.

Euro2020, panico prima di Germania-Francia. Un paracadutista di Greenpeace plana sullo stadio


articolo: https://video.repubblica.it/dossier/euro2020/euro2020-panico-prima-di-germania-francia-un-paracadutista-di-greenpeace-plana-sullo-stadio/389426/390143?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S2-F

Pochi secondi prima del fischio d’inizio di Germania-Francia, a Monaco di Baviera, un attivista di Greenpeace si è paracadutato in campo in segno di protesta. Sul paracadute giallo, la scritta nera Kick out oil, ossia: date un calcio al petrolio. L’uomo, con un’elica attaccata alla schiena, ha colpito un dipendente di una delle tv e un’altra persona che è stata trasportata in ospedale. Subito prima aveva sfiorato la tribuna stampa e la panchina delle riserve della Francia, per poi cadere rovinosamente sul terreno di gioco.

 

Usa, espolosione in uno stabilimento chimico dell’Illinois: evacuata cittadina di Rockton


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/15/news/usa_espolosione_in_uno_stabilimento_chimico_dell_illinois-306085169/?ref=RHTP-VS-I270681069-P17-S1-T1

Il boato ha sviluppato un incendio di livello quattro, classificato come “catastrofico” dalle autorita’ statunitensi per la sua natura esplosiva

L’esplosione – Meteoweek

Uno stabilimento dell’azienda Chemtool Inc a Rockford, nell’Illinois, e’esploso sviluppando un incendio di livello quattro, classificato come “catastrofico” dalle autorita’ statunitensi per la sua natura esplosiva. Lo riferisce la stampa Usa, secondo cui le unita’ di emergenza intervenute sul sito del disastro si limiteranno a contenere le fiamme e a lasciare che l’incendio si esaurisca da solo, probabilmente tra diversi giorni.

Secondo alcuni testimoni, un primo boato e’ stato udito presso lo stabilimento, seguito da una seconda, piu’ violenta esplosione. La cittadina di Rockton e’ stata evacuata, cosi’ come i 70 dipendenti dello stabilimento, che fortunatamente non sono rimasti direttamente coinvolti.

Nelle ore successive si sono verificate ulteriori esplosioni, che hanno ferito un vigile del fuoco; la colonna di fumo causata dall’incendio e’ visibile da Chicago, ed entro un raggio di un miglio dal sito dell’incendio le autorita’ hanno sollecitato a rimanere in casa e indossare mascherine. Non e’ chiaro l’impatto ambientale dell’incidente: Chemtool Incorporated produce grasso ed altri lubrificanti sintetici, ed ha sede a Rockton dal 2009. Nel 2013 l’azienda e’ stata acquistata da Lubizol Corporation, un altro produttore di sostanze chimiche per applicazioni meccaniche come lubrificanti, fluidi e additivi per motori. Nel 2020 l’azienda ha generato un fatturato di 5,6 miliardi di dollari.

 

Canada: shock in comunità nativi, trovati resti 215 bimbi


La vergogna del Canada: “Ecco le fosse comuni dei bimbi indigeni”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/29/news/orrore_in_canada_ecco_le_fosse_comuni_dei_bimbi_indigeni-303388666/?ref=RHTP-VS-I270681069-P15-S1

Trovati i resti di 215 corpi sotto una delle scuole in cui i figli dei nativi venivano rinchiusi per cancellare ogni traccia delle loro tradizioni. Tra il 1863 e il 1998, 150 mila bambini furono strappati alle famiglie dal governo. Abusati e denutriti, molti sarebbero morti di stenti


LONDRA – 
Una fossa comune con i resti di 215 bambini riapre una cupa pagina del passato del Canada: la “cultura del genocidio” imposta alle popolazioni indigene dai colonizzatori bianchi a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Tra il 1863 e il 1998, 150 mila bambini furono strappati alle famiglie delle tribù dei nativi dal governo canadese e chiusi in speciali “scuole residenziali” per cancellare ogni traccia delle loro tradizioni, costringendoli ad accettare la civiltà e la religione occidentale. Tenuti praticamente prigionieri, in condizioni di denutrizione, di maltrattamento e spesso anche di abusi sessuali, a migliaia morirono di stenti o malattie e vennero fatti scomparire nel nulla. Fino ad oggi non esistevano prove concrete del misfatto perpetrato dalle autorità di Ottawa: ma ora le ossa saltate fuori dal terreno dove sorgeva una di queste scuole-prigioni nello stato di British Columbia dimostra che non si trattava di una leggenda bensì di un segreto mantenuto per troppo tempo.

«Sapevamo che queste cose erano accadute nella nostra comunità, ma non eravamo in grado di confermarle», afferma Rosanne Casimir, capo dei Tkemlups te Secwepemc, la tribù che rivendica i resti dei corpicini come propri, «per noi sono morti non documentate», dunque omicidi da investigare. Le cause e la data dei decessi non sono ancora chiari, ma alcuni dei corpi sembrano di bambini di appena tre anni. «Quello che è emerso oggi mi spezza il cuore, è un doloroso ricordo di un capitolo vergognoso della nostra storia», commenta il primo ministro canadese Justin Trudeau. «Quelle scuole fanno parte di una ignobile politica coloniale», gli fa eco Carolyn Bennett, ministra per le relazioni con gli indigeni. «Purtroppo non è una sorpresa», osserva Richard Jock, presidente della Nazione Indigena, l’organizzazione che riunisce le tribù di nativi del Canada. «Ma le conseguenze continuano a farsi sentire per la nostra gente. Vogliamo giustizia».

L’ultima residential school per i figli degli indigeni ha chiuso poco più di venti anni or sono. Ai bambini veniva proibito di parlare la lingua nativa o di praticare la propria religione e le proprie tradizioni. Il rapporto di una commissione chiamata a indagare nel 2008 aveva già documentato l’orrore di queste istituzioni: molti bambini non vennero mai restituiti ai genitori, molti morivano all’interno delle scuole e venivano fatti sparire. Il vitto era scarso. Non c’era riscaldamento d’inverno. Un sopravvissuto ha raccontato di suore che lo costringevano a cospargersi il viso con la propria urina. Epidemie di morbillo e tubercolosi erano frequentissime, anche perché i bambini dovevano dormire a decine in una piccola stanza. Fra tre o quattromila perirono in queste scuole senza lasciare traccia. Un successivo rapporto del 2015, denominato Truth and Reconciliation (Verità e riconciliazione), ha equiparato la tragedia dei nativi del Canada a un «genocidio» e il governo canadese aveva già presentato scuse ufficiali alle tribù indigene per le violenze da esse sofferte. Ma adesso sarà aperta un’altra inchiesta e ci saranno nuovi scavi in cerca di altre fosse comuni. L’orrore continua.

Nuovo scontro Canada-Cina. Ottawa: “Quello degli uiguri è genocidio”. Pechino: “Ignorano i fatti” – di Filippo Santelli23 Febbraio 2021

Canada, Trudeau chiede scusa agli italiani internati ingiustamente durante la guerra27 Maggio 2021

_________________________________________________________________________________________

Canada: shock in comunità nativi, trovati resti 215 bimbi

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/05/29/canada-shock-in-comunita-nativi-trovati-resti-215-bimbi_409f98be-3fcc-44cd-a517-b5463b3d9812.html

Sepolti vicino a una ex scuola gestita dalla Chiesa cattolica

La comunità dei nativi della British Columbia meridionale (Canada) è sotto shock. Una tragica verità che i membri della minoranza etnica ‘Tk’emlúps te Secwépemc’ sospettavano da decenni è venuta alla luce in tutta la sua macabra crudeltà nei giorni scorsi: i resti di 215 bambini sono stati trovati vicino a quella che un tempo era la Kamloops Indian Residential School, uno degli istituti del sistema delle cosiddette ‘Indian residential schools’, una rete di scuole fondate dal governo e amministrate dalle Chiese cattoliche che rimuovevano i figli degli indigeni dalla loro cultura per assimilarli nella cultura dominante.


Ma non solo: i bambini erano spesso oggetto di abusi sessuali e fisici, e molti di loro – come testimonia questo ritrovamento, di cui dà notizia oggi la Cnn – pagarono con la vita la loro unica ‘colpa’ di essere diversi. La Kamloops Indian Residential School, una delle più grandi del Paese, iniziò l’attività alla fine del 19mo secolo sotto la gestione della Chiesa cattolica prima di passare sotto il controllo del governo nella seconda metà degli anni Sessanta e di chiudere i battenti nel 1978.

È morto Kevin Clark, l’ex ragazzino batterista di ‘School of rock’. Jack Black: “Ho il cuore spezzato


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2021/05/27/news/e_morto_kevin_clark_l_ex_ragazzino_batterista_di_school_of_rock_jack_black_ho_il_cuore_spezzato_-302979334/

Aveva 32 anni. È stato investito da un’auto mentre viaggiava in bicicletta a Chicago

Kevin Clark, il bambino batterista del musical School of Rock è morto a 32 anni dopo essere stato investito da un’auto mentre era in bicicletta a Chicago. Lo riporta Tmz citando alcune fonti, secondo le quali a uccidere Clark sarebbe stata una ragazza di 20 anni alla guida di una Hyundai Sonata.

È una notizia devastante – ha scritto l’attore e musicista Jack Black su Instagram –  Kevin è morto. Troppo presto. Bella anima. Tanti bei ricordi. Il cuore spezzato. Invio amore alla sua famiglia e all’intera comunità di School of Rock“.

Il film di grandissimo successo in America ma anche in Italia, dove poi è diventato anche un musical teatrale con il comico Lillo, racconta di un polemico ed egocentrico chitarrista con la venerazione del rock, Dewey Finn (Jack Black), sbattuto fuori dal suo gruppo che non sopporta più le sue manie di protagonismo. Quando per un errore viene scambiato al telefono per il suo compagno di appartamento, un supplente alle scuole elementari, Dewey decide di spacciarsi per l’amico e raggranellare qualche soldo. Nella prestigiosa scuola privata diretta da Rosalie Mullins (Joan Cusack) Dewey scopre un gruppo di ragazzini portati per la musica e decide di trasformare la sua classe in un gruppo rock. Tra loro anche lo scatenato Freddy Jones.

California, dipendente spara nel deposito dei tram: almeno nove morti


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/26/news/strage_in_california_almeno_nove_morti_in_una_sparatoria-302938476/?ref=RHTP-VS-I270681069-P16-S1-T1

Strage a San Jose, in un piazzale della compagnia di trasporto ferroviario che serve la Silicon Valley

Una strage è avvenuta questa mattina in uno spiazzo della compagnia di trasporto pubblico Valley Transportation Authority a San Jose, in California. I morti sono almeno nove incluso il killer, un dipendente della compagnia. Il portavoce dello sceriffo della contea di Santa Clara, Russell Davis, ha riferito che anche l’uomo che ha aperto il fuoco è stato ucciso. Numerosi i feriti.

Secondo quanto riferito dal dipartimento della Sicurezza interna, sette persone sono morte sul colpo. Tra le vittime ci sarebbero diversi impiegati della Vta. La struttura all’interno della quale è accaduta la tragedia è uno snodo utilizzato dall’Authority anche come deposito tram, a poche centinaia di metri dall’ufficio dello sceriffo e non lontano dall’aeroporto.

Il sindaco di San Jose, Sam Liccardo, ha scritto su Twitter che “diverse persone sono state ricoverate” e che l’aggressore “non costituisce più una minaccia”.

E’ la seconda volta che questa contea assiste a sparatorie di massa in meno di due anni: nel 2019 un uomo armato uccise tre persone alla festa dell’aglio di Gilroy e poi si tolse la vita.

Quello che è chiaro è che stiamo soffrendo una epidemia di violenza da armi da fuoco“, ha detto la vice portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, al suo debutto nel briefing con i giornalisti, commentando la sparatoria in California che la presidenza “sta monitorando“.

Amsterdam, accoltellate 5 persone: un morto e 4 feriti, un arrestato


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_22/amsterdam-sparatoria-notte-morto-4-feriti-arrestato-sospetto-b1df3fb4-ba87-11eb-b6f2-1cafcc061ca5.shtml?fbclid=IwAR2BrngJ4Qw-btdl-l45tusURA1n_g8uHEFJ5bwGWl6xxd1UhSbKUP48U18

Ancora da ricostruire la dinamica e le cause dell’attacco, avvenuto in una zona con numerosi bar e ristoranti che però erano chiusi per le limitazioni anti-Covid

Cinque persone sono state accoltellate venerdì sera ad Amsterdam. Uno è morto sul colpo, quattro sono rimasti feriti.
L’attacco è avvenuto intorno alle 23,15 vicino alla zona di Ferdinand Bolstraat, un quartiere con tanti bar e ristoranti, che però in quel momento erano chiusi per le restrizioni anti-Covid.
Un uomo di 29 anni di Amstelveen è stato arrestato come sospetto autore della strage.

Non si sa ancora se l’accoltellamento si possa configurare come atto terroristico: tutte le opzioni vengono tenute in considerazione, ha riferito la polizia. Ancora da ricostruire la dinamica dell’episodio. «Stiamo indagando per scoprire che cosa è accaduto e perché» ha commentato Marijke Stor, portavoce della polizia di Amsterdam.

Grecia: in fiamme bosco su Golfo Corinto, centinaia evacuati


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/05/20/grecia-in-fiamme-bosco-su-golfo-corinto-centinaia-evacuati_17a824cb-42fb-4b22-a48c-f8a585b14553.html

Centinaia di persone sono state evacuate in Grecia durante il primo grande incendio boschivo della stagione che, alimentato da forti venti, si è sviluppato su una catena montuosa affacciata sul Golfo di Corinto. “La notte sarà dura. Stiamo combattendo una lotta in condizioni difficili“, ha detto il viceministro della Protezione civile Nikos Hardalias.

Non sono state segnalate vittime, ma 17 villaggi e frazioni e due monasteri sono stati evacuati, hanno riferito i vigili del fuoco.

In totale, “ci sono centinaia di persone” che sono state portate in salvo per precauzione, ha detto ai giornalisti Hardalias. Secondo il ministro, quasi 20 km quadrati di pinete sono già stati devastati dalle fiamme.

🔥 Grave incendio boschivo in Grecia

Chernobyl, è allarme: il reattore 4 si è svegliato e torna a bruciare. I rischi secondo gli scienziati


articolo: Chernobyl, è allarme: il reattore 4 si è svegliato e torna a bruciare. I rischi secondo gli scienziati (ilmessaggero.it)

Riprendono le reazioni di fissione nucleare a Chernobyl. È allarme di nuovo per gli scienziati, che stanno tenendo la situazione sotto controllo, all’ex centrale nuclerare di Chernobyl dove stanno aumentando le reazioni nucleari. Il reattore numero 4 della centrale nucleare esplosa nel 1986 torna a svegliarsi e gli scienziati del governo ucraino stanno cercando di capire se queste reazioni si esauriranno da sole o se sarà necessario un intervento per scongiurare un incidente, anche se ovviamente non si parla di conseguenze paragonabili a quello che accadde 35 anni fa ma di un evento molto più contenuto.

Chernobyl, è allarme: il reattore 4 si è svegliato e torna a bruciare

Il rischio  «È come se ci fossero tizzoni in un barbecue», spiega, come si legge su Adnkronos, Neil Hyatt, chimico dei materiali nucleari all’Università di Sheffield, in una intervista alla rivista Science. I sensori hanno registrato un numero crescente di neutroni, il segnale di una reazione di fissione nucleare, in arrivo da una delle stanze inaccessibili del reattore, ha spiegato Anatolii Doroshenko, dell’Istituto per i problemi di sicurezza degli impianti nucleari di Kiev.

«Ci sono molte incertezze, ma non possiamo escludere la possibilità di un incidente», ha aggiunto il suo collega in Istituto, Maxim Saveliev, precisando che «il conteggio dei neutroni aumenta lentamente». Quando si è sciolto il nucleo del reattore, le barre di uranio usate come combustibile, il loro rivestimento di zirconio, le barre di grafite, e sabbia si sono riversate, come lava. Sono precipitate nella cantina dell’ingresso del reattore dove si sono pietrificate in quello che viene definito Fcm (Fuel containing material) in cui si trovano 170 tonnellate di uranio irradiato.

L’ipotesi  Il sarcofago costruito intorno al reattore un anno dopo l’incidente aveva lasciato passare l’acqua piovana, acqua che rallenta i neutroni e quindi aumenta la probabilità di uno scontro con l’uranio, quindi di generarne altri a catena attraverso la fissione del nucleo dell’uranio. In coincidenza con forti piogge, il contatore dei neuroni segnava picchi, ma poi tornava ai livelli normali. Il nuovo manto avrebbe dovuto proteggere il reattore anche dall’acqua, e così ha fatto. Fino a che in alcuni punti, i neutroni hanno ricominciato a crescere, arrivando quasi a raddoppiare in quattro anni, in corrispondenza della stanza 305/2.

L’ipotesi è quella che con l’asciugarsi dell’Fcm, siano più facili gli scontri fra neutroni e atomi di uranio. Se così fosse, la reazione di fissione potrebbe accelerare anche esponenzialmente, arrivando a rilasciare energia nucleare in modo non controllato. Non come quello che è avvenuto nel 1986, sottolineano gli scienziati ucraini. Sarebbe contenuta, ma potrebbe comunque far crollare alcune sezioni non stabili dell’edificio, rilasciando polvere radioattiva nella nuova struttura di protezione.

Regno Unito, il caso degli immigrati europei e italiani fermati alla frontiera e detenuti


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/08/news/immigrati_europei_italiani_detenuti_frontiera_inglese_regno_unito_inghilterra_londra_lavoro_visto_lavorativo_brexit-299912764/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S1-T1

Sarebbero almeno una trentina i cittadini Ue bloccati dalle autorità britanniche per aver provato ad entrare nel Paese per lavorare senza avere un visto. Molti sono stati rinchiusi per giorni in centri di accoglienza prima di essere espulsi. Un’altra dura realtà della Brexit


EDIMBURGO
,08 maggio 2021

Una trentina di cittadini europei, e anche italiani, fermati e detenuti in centri di immigrazione anche fino a sette giorni per aver provato a entrare nel Regno Unito per lavorare senza visto. È la dura concretizzazione della Brexit e di ciò che accade a chi vuole superare la frontiera britannica con un visto turistico per poi cercare e/o iniziare un lavoro a Londra o in un’altra città.

Un tempo, quando il Regno Unito apparteneva all’Unione Europea, ciò si poteva fare senza alcun problema grazie alla libera circolazione dei cittadini prevista dal mercato unico Ue. Oggi non è più possibile, perché la situazione si è completamente ribaltata. Se prima del 1° gennaio 2021 si poteva entrare tranquillamente nel territorio del Regno Unito e successivamente cercare un lavoro, oggi è l’opposto: bisogna prima cercarsi un lavoro e solo successivamente si può superare la frontiera con un visto lavorativo, perché il lavoro deve esser individuato e ottenuto prima di mettersi in viaggio.

È una rivoluzione radicale cui molti devono ancora abituarsi. Come riporta Politico, infatti, ci sarebbero decine di cittadini europei, soprattutto ragazzi, anche italiani, che da quando sono entrate in vigore le nuove regole il 1° gennaio scorso, sono stati fermati alla frontiera britannica perché volevano lavorare senza aver ottenuto un visto adeguato, per poi esserre trasferiti in centri di immigrazione (e di asilo politico). Qui vengono detenuti fino a sette giorni, spesso senza cellulare o altri mezzi per contattare l’esterno perché sequestrati, se non un telefono pubblico nella struttura. Diversi, come il 26enne greco Sotiris Konstantakos, hanno raccontato di condizioni al limite, con temperature fredde e sbarre alle porte e alle finestre, da dove ovviamente non si può uscire, a parte i momenti di socializzazione con gli altri “fermati”.

Per diversi diplomatici europei, riporta sempre Politico, si tratta di una reazione “sproporzionata” da parte delle autorità di frontiera britanniche. Le quali però rispondono di applicare semplicemente le nuove norme e che spesso la detenzione dei migranti irregolari in questi centri si allungherebbe a una settimana prima dell’espulsione a causa del numero limitato di voli verso la loro nazione di origine causa Covid e la necessità di organizzare test anti coronavirus prima del viaggio.

La notizia è una doccia fredda per molti ragazzi e immigrati italiani ed europei che prima della Brexit potevano andare a lavorare a Londra o altre città britanniche molto facilmente. Tuttavia, era qualcosa di atteso e annunciato molte volte in passato, visto che ora per entrare e lavorare in Regno Unito bisogna passare preventivamente il cosiddetto “sistema a punti” di stile australiano. Questo perché, dopo la Brexit, i cittadini europei, italiani inclusi, vengono trattati come tutti gli altri stranieri. E quindi, come già avviene quando si entra negli Stati Uniti per esempio, se non si ha il visto giusto, si può essere fermati, detenuti per qualche giorno e rispediti nel proprio Paese di origine.

Afghanistan, bomba alla scuola femminile: almeno 40 morti


Repubblica –

Aggiornamento articolo : https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/08/news/afghanistan_strage_scuola_kabul-300003598/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S6-T1

Almeno 55 vittime nell’attentato a una scuola nel quartiere Hazara, i Talebani negano ogni coinvolgimento, la scelta dell’obiettivo fa pensare all’Isis-Khorasan

In Afghanistan è vietato sognare: l’idea di un futuro è proibita, per i giovani e soprattutto per le donne. La speranza di un ruolo nel mondo si spegne in fretta, di fronte al fanatismo, resta solo il dolore. Lo dicono i corpi delle ragazze estratte dalla scuola Sayed-ul-Shuhada, nel quartiere di Dasht-e-Barchi, la zona abitata dalla minoranza sciita degli Hazara, a Kabul. Sono almeno 55, secondo i primi bilanci, le persone rimaste uccise in una serie di esplosioni, la cui dinamica deve essere ancora chiarita. continua a leggere

—————————————————————————————————–

Corriere della sera –

articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_08/afghanistan-bomba-scuola-femminile-25-morti-fc378f5c-b00b-11eb-8261-0c233af9e96e.shtml?fbclid=IwAR0sJ4Gt18uQDsbk_enzw0_9tDJY6J73CYZbfvuy5yjtLr-xMZPK11w88Sw

Strage in un quartiere sciita della capitale. Il presidente afghano: sono stati i talebani. Ma il gruppo di fondamentalisti incolpa l’Isis già autore di attacchi contro gli hazara

Il bilancio non è ancora definitivo ed è già terribile. Sono almeno 40 le persone uccise e altre 52 sono rimaste ferite in un’esplosione avvenuta questo pomeriggio alle 16:30 davanti a una scuola a Kabul, la Sayed ul Shuhada school. La scuola è un liceo comune per ragazze e ragazzi, che studiano in tre turni, il secondo dei quali è per studentesse. Dunque tra le vittime ci sono molte studentesse di età compresa fra 11 e 15 anni e l’attacco era mirato contro di loro.

L’esplosione è avvenuta a ovest della capitale afghana, nel quartiere a maggioranza sciita di Dasht-e-Barchi mentre i residenti stavano facendo acquisti per l’avvicinarsi della festa musulmana di Eid al-Fitr che segnerà la fine del mese di digiuno del Ramadan la prossima settimanaSi tratta della stessa zona colpita da un attacco di Isis contro la maternità gestita da Medici Senza Frontiere nel giugno 2020.

A causare l’esplosione — secondo Tolo News, principale network afghano — un’autobomba che è detonata mentre le ragazze stavano lasciando la scuola. Poi altre due esplosioni che potrebbero essere state causate da razzi.

Una folla inferocita ha attaccato le ambulanze accorse sul posto e persino picchiato gli operatori sanitari, secondo quanto riferito dal portavoce del ministero della Salute Ghulam Dastigar Nazari che ha implorato i residenti di cooperare e di consentire alle ambulanze il libero accesso. Le immagini che circolano sui social media mostrano colonne di fumo nero innalzarsi sopra il quartiere. In un vicino ospedale, i giornalisti dell’Associated Press hanno visto almeno 20 cadaveri allineati nei corridoi e nelle stanze, con dozzine di feriti. Fuori dal Muhammad Ali Jinnah Hospital, dozzine di persone si sono messe in fila per donare il sangue, mentre i familiari controllavano le liste delle vittime affisse sui muri. Pazienti sono arrivati anche all’ospedale di Emergency: «Al momento abbiamo già ricevuto 26 feriti, quasi tutte ragazze tra i 12 e i 20 anni, mentre una persona era già morta all’arrivo» ha raccontato Marco Puntin, programme coordinator dell’Ong italiana.

Nty, cyber attacco costringe a chiusura maxi oleodotto Usa


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2021/05/08/nty-cyber-attacco-costringe-a-chiusura-maxi-oleodotto-usa-_9e9d7d8a-4f0d-4fb8-8728-f71ddc630ea3.html

Stop pipeline che trasporta 45% forniture carburante East Coast

Un cyber attacco ha costretto Colonial Pipeline a chiudere uno dei più grandi oleodotti Usa, 8550 km di tubi che trasportano benzina e carburante per gli aerei dal Golfo del Messico a New York, rappresentando il 45% delle forniture della East Coast. Lo scrive il New York Times.

La società ha spiegato di aver bloccato la pipeline per contenere l’attacco al network dei suoi computer. La maggior parte del carburante trasportato (2,5 milioni di barili al giorno) finisce in serbatoi di stoccaggio e con il calo dell’uso di energia per la pandemia è improbabile che il blitz causi interruzioni immediate nella catena di distribuzione. Nelle indagini è coinvolto anche l’Fbi

Colombia, la rabbia dei giovani contro il governo: 24 morti in piazza. L’Onu condanna


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_07/colombia-rabbia-giovani-contro-governo-24-morti-piazza-l-onu-condanna-97a30412-ae68-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR2k5PUL_vrX6WFJi-2X3oPri8gSCEod9_ziXOHEIdb95SPhKgVlkE3gG0k

Non si fermano le proteste di piazza, giunte all’ottavo giorno consecutivo e nate in dissenso con la riforma fiscale proposta dal presidente. Il Palazzo di Vetro: allarmati

«Siamo distrutti». Un adolescente ucciso a colpi di arma da fuoco dopo aver preso a calci un poliziotto, un altro ragazzo travolto dalla furia dei manganelli mentre tornava a casa. Agenti che sparano sui manifestanti disarmati. Elicotteri che ronzano in cielo, carri armati che fanno tremare l’asfalto nei quartieri popolari, esplosioni che echeggiano nelle strade.

Brucia la Colombia, dove il 28 aprile sono iniziate le proteste contro il governo di Iván Duque e dove nemmeno le piogge torrenziali di due giorni fa sono riusciti a fermare proteste e scontri durissimi nei quali hanno perso la vita fin qui 24 persone (17 secondo le autorità), con 89 dichiarate disperse.

«Ci stanno uccidendo», è una delle frasi che campeggiano sugli striscioni. Da Bogotà, passando per Cali, Medellin e Barranquilla ovunque si sono svolte marce. I camionisti bloccano le principali autostrade mentre le Nazioni Unite, l’Unione Europea e l’Organizzazione degli Stati americani (Osa) condannano il governo colombiano per l’«uso eccessivo della violenza», con la portavoce dell’Alto commissariato dei diritti umani dell’Onu, Marta Hurtado, che si è detta «profondamente allarmata». In prima linea negli scontri ci sono i giovani. «Qui non si muore di fame solo per il Covid, si muore di povertà», è il grido di Isamari Quito, studente di giurisprudenza. «Ci stanno dando la caccia», gli fa eco Luna Giraldo Gallego, studentessa universitaria della città di Manizales.

La pressione sale sul partito conservatore del presidente Iván Duque mentre gli alleati gli chiedono di dichiarare lo stato d’assedio, atto che gli concederebbe ampi nuovi poteri. «Si ha la sensazione che questo governo, nonostante sia guidato dal presidente più giovane della storia colombiana (Duque ha 44 anni, ndr), insista su idee obsolete», spiega al Corriere Jennifer Pedraza, 25 anni, rappresentante degli studenti dell’Università Nazionale e membro del Comitato per la disoccupazione, che raggruppa le organizzazioni che convocano le manifestazioni.  A nulla dunque è servito ritirare la riforma fiscale, che prevedeva la rimozione delle esenzioni per l’imposta sugli scambi di beni e servizi (la nostra Iva) e avrebbe abbassato la soglia a partire dalla quale si inizia a pagare l’imposta sul reddito. «Andremo avanti a protestare contro la riforma sanitaria», conclude Pedraza.

L’esplosione di frustrazione in Colombia – dicono gli esperti – potrebbe presagire disordini in tutta l’America Latina, in un mix infiammabile di tensioni sociali causate dalla pandemia e dal calo delle entrate governative. Le manifestazioni sono, in parte, la continuazione di un movimento che ha travolto l’America Latina alla fine del 2019 dalla Bolivia passando per il Cile fino al Nicaragua. Poi è arrivato il Covid. La Colombia ha imposto uno dei lockdown più lunghi al mondo che ha causato enormi problemi economici, tra cui la chiusura di oltre 500mila attività, con il 43% della popolazione che vive in povertà (+7% rispetto all’era pre Covid) e 2,8 milioni di persone che vivono con meno di 145mila pesos al mese, circa 32 euro. E ora – dopo otto giorni di rabbia – tra le vittime delle proteste si conta anche Santiago Murillo, 19 anni, studente dell’ultimo anno di liceo. Sabato sera stava tornando a casa a Ibagué, mentre erano in corso gli scontri. A due isolati da casa gli hanno sparato e lui è caduto a terra. Domenica gli abitanti di Ibagué hanno tenuto una veglia in suo nome. «Ho chiesto loro di protestare civilmente», dice sua madre, «in pace».

Londra, incendio in un palazzo di 19 piani, più di 100 pompieri impegnati


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_07/londra-incendio-un-palazzo-19-piani-piu-100-pompieri-impegnati-c4c9fb08-af1c-11eb-88d7-96131257b1d6.shtml

Coinvolti l’ottavo, nono e decimo piano di un condominio di edilizia popolare nella zona est della capitale: rivestimento in alluminio come quello della Grenfell Tower

Un centinaio di vigili del fuoco e venti mezzi sono impegnati a Londra per spegnere un incendio in un palazzo di edilizia popolare di 19 piani. Lo rendono noto i vigili del fuoco della capitale britannica su Twitter. L’incendio riguarda in particolare l’ottavo, il nono e il decimo piano del palazzo, nel quartiere Poplar, nella zona est di Londra. L’edificio, secondo quanto riferiscono i media locali, avrebbe un rivestimento esterno in alluminio infiammabile simile a quello usato per la Grenfell Tower, dove un disastroso incendio nel giugno 2017, uccise 72 persone.

Sul posto, in Fairmont Avenue, sono intervenute diverse ambulanze. Le prime telefonate di allarme sono arrivate ai vigili del fuoco poco prima delle 9, ora locale. Sui social circolano diverse immagini dell’incendio, che ha prodotto una colonna di fumo visibile da varie parti della città.

Il rivestimento in alluminio applicato in questi grandi edifici chiamati New Providence Wharf è considerato pericolo perché, in caso di incendio, favorisce il propagarsi delle fiamme, avrebbe dovuto essere rimosso dopo la tragedia della Grenfell Tower. Ma all’inizio del 2021 non era stato fatto alcun intervento in questo grande complesso abitativo, nonostante il ministero dell’edilizia abbia già speso circa 200 milioni di sterline per toglierlo da 170 torri di edilizia privata in tutto il Regno Unito.

La Guardia costiera libica spara a due pescherecci italiani: un ferito


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_06/guardia-costiera-libica-spara-due-pescherecci-italiani-ferito-70582a12-ae7d-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR342YAM3ch8kDK6lKkTbn4fydqnzK0Rho4C24pktCPA7y7ShErzd6sZmO8

La nave militare Libeccio intervenuta in soccorso del marittimo. I pescherecci non sono stati bloccati dai libici

La nave Libeccio della Marina Militare sta intervenendo in soccorso di un marinaio italiano ferito dai colpi di avvertimento partiti da una motovedetta della Guardia costiera libica contro i due pescherecci Aliseo e Artemide circa 75 miglia a nord est di Tripoli e a 3o da Misurata. La Libeccio, che si trovava a poche miglia dalle due imbarcazioni italiane, è stata autorizzata dai libici ad approntare il soccorso. I due motopesca sono stati rilasciati.La persona rimasta ferita è il comandante della nave Aliseo Giuseppe Giacalone: i libici, dopo che le navi erano entrate in acque di competenza di Tripoli, hanno sparato colpi di avvertimento ordinando a entrambe di fermarsi. Sia la Aliseo che la Artemide sono riuscite però a sottrarsi all’alt. Entrambe appartengono alla marineria di Mazara del Vallo.

L’Aliseo era riuscita già a sottrarsi a un tentativo di sequestro da parte delle autorità tunisine nel 2017 ma soprattutto pochi giorni fa, nella notte tra il 2 e il 3 maggio, l’Aliseo era scampato insieme ad altri sei pescherecci (Antonino Pellegrino, Giuseppe Schiavone, Nuovo Cosimo, Anna Madre e Artemide) a un tentativo di sequestro da parte di un gommone delle milizie del generale Khalifa Haftar al largo di Bengasi, nella regione orientale della Cirenaica. Anche in quella circostanza, i libici avrebbero sparato colpi in aria per intimare al comandante di fermarsi e un colpo di mitra avrebbe colpito la parte superiore del motopesca Giuseppe Schiavone, senza causare feriti tra i marittimi. Ben 108 giorni, invece, era durata la prigionia di 18 pescatori di Mazara, catturati a settembre 2020 dalle milizie di Haftar e liberati il 17 dicembre dopo una complessa trattativa e una visita lampo dell’allora premier Giuseppe Conte a Bengasi con il ministro degli esteri Di Maio.

La Marina libica ha fornito una prima sua versione dei fatti, ammettendo di aver sparato colpi di avvertimento ma di averli indirizzati in aria. Secondo Tripoli la Aliseo e la Artemide avevano sconfinato in acque territoriali libiche. «C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico», ha riferito il portavoce della Marina libica: «La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca», ha ricordato.

Secondo informazioni raccolte invece dalla Farnesina e dall’Aise Il Comando della Squadra Navale italiana (CINCNAV) ha inviato un velivolo da pattugliamento P72 e nel contempo ha disposto l’avvicinamento di Nave Libeccio che, a sua volta inviava il proprio elicottero sull’area interessata. Intorno alle 14.30 l’unità libica Obari aveva avvicinato tre pescherecci (e non due) italiani intimando il fermo. Successivamente la Obari sparava dei colpi di avvertimento. Il team sanitario della Nave Libeccio è intervenuto inviando un medico a bordo; anche personale libico della Obari sarebbe salito a bordo del peschereccio interessato dall’evento per controllare le condizioni del comandante ferito. Non è ancora chiaro – secondo le fonti italiane – se le ferite siano imputabili ad arma da fuoco o incidente a bordo. Avrebbe comunque riportato una «ferita leggera ad un braccio».

Il peschereccio Aliseo

Brexit, guerra della pesca con la Francia:…


Brexit, guerra della pesca con la Francia: la Gran Bretagna schiera 2 navi da guerra davanti all’isola di Jersey

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/06/news/brexit_guerra_della_pesca_tra_uk_e_francia-299596978/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S3-T1

Al largo della Normandia si è aggravata la controversia, Parigi aveva minacciato un blocco del porto principale dell’isola se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo

LONDRA – Clamorosa escalation per lo sfruttamento della pesca del dopo Brexit tra Regno Unito e Francia. Stasera Londra ha deciso di mandare addirittura, “per precauzione”, due navi della Marina militare verso l’isola britannica di Jersey, a venti chilometri al largo della Normandia, dove si è aggravata una controversia apparentemente surreale ma sempre più grave. Ciò è stato deciso in seguito alle minacce della Francia di un blocco del porto principale dell’isola, che avrebbe comportato anche la sospensione dell’elettricità, se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo. Nelle ultime ore, la minaccia era stata espressa anche dalla ministra del Mare francese, Annick Girardin, che,  come ritorsione verso Londra, aveva parlato di una potenziale interruzione del trasporto di elettricità verso l’isola britannica, che avviene attraverso cavi sottomarini dalla Francia. È stato il capo ministro della dipendenza della corona britannica, John Le Fondrè, ad avvertire Downing Street di imminenti movimenti dei pescherecci francesi per tagliar fuori il porto principale dell’isola. Londra aveva prima definito i provvedimenti della Francia “assolutamente inaccettabili”, poi nel pomeriggio il primo ministro Johnson aveva parlato di “de-escalation necessaria” ma alla fine in serata è arrivato l’annuncio delle navi militari della Marina in viaggio verso Jersey.  La pesca è stato uno dei motivi di scontro più accesi tra Ue e Regno Unito nelle trattative per il divorzio della Brexit ma alla fine, nelle festività di Natale 2020, si era trovato un accordo con un periodo di transizione previsto di diversi anni, prima che il controllo quasi totale delle acque intorno a Uk tornasse ai britannici. Ma le tensioni sulle regole di accesso e sulla spartizione del pescato sono ancora enormi.

Crollo ponte metro Città del Messico, 20 morti e 70 feriti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/05/04/crollo-ponte-metro-citta-del-messico-15-morti-e-70-feriti_76fe2d45-961f-415e-a2f1-f7759c6c4e9d.html

Venti persone sono morte, tra loro ci sono anche dei minori, nel crollo di un ponte a Città del Messico mentre un treno della metropolitana lo attraversava. Lo riferisce la sindaca della metropoli, Claudia Sheinbaum, parlando con i giornalisti sul luogo dell’incidente. I soccorritori che stanno lavorando sul luogo del crollo del ponte si sono dovuti fermare “per il rischi di altri crolli”, ha detto ancora annunciando indagini per capire le cause del crollo. I feriti ricoverati in ospedale sono 49.

Nel frattempo è arrivata un gru per facilitare le operazioni di soccorso. La sindaca esclude comunque che ci siano persone intrappolate sotto le macerie.

L’incidente è avvenuto attorno alle 22.30 ora locale, sulla linea 12. I video diffusi sui siti e social media hanno mostrato vagoni del treno sospesi a mezz’aria mentre le sirene delle ambulanze risuonano nelle vicinanze.

Usa: sparatoria a Long Island, vittima è dipendente negozio


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/20/usa-sparatoria-a-long-island-vittima-e-dipendente-negozio_9cd646bc-205b-4bb3-919b-c50931469146.html

Attacco avvenuto nell’ufficio del manager dell’esercizio

Una persona è morta ed altre due sono rimaste ferite nella sparatoria in un supermercato di Long Island. La persona uccisa è un dipendente di 49 anni.

Lo ha riferito la polizia, secondo cui al momento dell’attacco dentro il negozio c’erano circa 200 clienti.
L’assalitore ha usato un’arma corta. Gli spari sono avvenuti dentro l’ufficio del manager, al piano superiore del locale.
L’autore dell’attacco è fuggito e le forze dell’ordine lo stanno cercando, mentre le scuole vicine sono entrate in ‘lockdown’ e ai residenti è stato chiesto di restare al riparo.

Floyd, l’ex agente di polizia condannato per omicidio preterintenzionale


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/20/processo-floyd-centinaia-di-manifestanti-davanti-al-tribunale-_93bfc080-61ac-445e-8f61-21fc708df7c3.html

La giuria chiamata a esprimersi su Derek Chauvin per la morte di George Floyd ha raggiunto il verdetto. L’ex agente è stato ritenuto colpevole per tutti e tre i capi di accusa: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e omicidio di terzo grado.


Chauvin ha lasciato l’aula del tribunale in manette e resta sotto la custodia delle autorità.

Una svolta storica“: cosi’ l’avvocato della famiglia Floyd ha accolto il verdetto di colpevolezza nei confronti dell’ex agente di polizia.

La folla che a Minneapolis attendeva il verdetto ha accolto la condanna con entusiasmo, applausi e cori. Scene analoghe in molte altre città americane. Massima allerta in tutto il Paese.

I giurati, segregati in un hotel di Minneapolis, si sono riuniti per il secondo giorno in camera di consiglio e l’ora della verità sulla morte del 46enne afroamericano divenuto il simbolo del movimento Black Lives Matter si avvicina. In diverse città americane la gente attende in strada gli eventi ed è pronta a reagire se la decisione della giuria, metà bianca e metà afroamericana, non dovesse punire in maniera esemplare l’ex poliziotto Derek Chauvin. La Casa Bianca ora teme il peggio, un’ondata di proteste senza precedenti che possa sfociare in una vera e propria rivolta a livello nazionale. Tanto che il presidente Joe Biden, con una mossa del tutto inusuale, si è spinto a parlare di “prove schiaccianti” emerse dal processo, parole pronunciate mentre i giurati sono riuniti e destinate a provocare polemiche. “Prego per un verdetto che sia un giusto verdetto“, ha auspicato il presiedente americano, invitando i manifestanti e la comunità afroamericana alla calma e spiegando come anche i familiari di Floyd invochino “pace e tranquillità“, qualunque sia la decisione della giuria. E proprio per stemperare le tensioni Biden ha anche chiamato al telefono la famiglia Floyd. “Il presidente sa cosa vuol dire perdere un membro della famiglia“, ha affermato Philonise Floyd, fratello di George. Minneapolis in queste ore è di fatto una polveriera pronta ad esplodere. E non hanno contribuito a placare gli animi le parole della deputata democratica Maxime Waters, che rivolgendosi ai manifestanti li ha invitati a restare in strada e a non mollare, a chiedere giustizia se si renderà necessario. Parole bollate dai repubblicani come un’incitazione alla violenza, e criticate anche da molti democratici secondo cui tali dichiarazioni potrebbero trasformarsi in un boomerang ed essere utilizzate dalla difesa dell’ex agente Chauvin per presentare appello contro un verdetto di colpevolezza della giuria. Tre le accuse che pendono sul capo di Chauvin: dalla meno grave, quella di omicidio colposo punita con una pena fino a 10 anni di reclusione, a quella più pesante di omicidio di secondo grado, vale a dire preterintenzionale, con una pena fino a 40 anni di carcere. C’è anche l’accusa di omicidio di terzo grado per azioni particolarmente pericolose compiute con sconsiderata indifferenza per la vita umana, che prevede una pena fino a 25 anni di carcere.

Usa: sparatoria in un liceo del Tennessee, diversi feriti e un arresto


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/12/usa-sparatoria-in-liceo-del-tennessee-diversi-feriti-_9d627d18-a841-4a39-9af1-62f5a6ba6726.html

Colpito anche un agente, addetto alla sicurezza della scuola

Una sparatoria alla Austin East High School di Knoxville, in Tennessee, avrebbe provocato diversi feriti in un liceo. Lo riportano diversi media americani. Cessato allarme nel liceo.

Secondo i media locali una persona sarebbe stata arrestata. Un poliziotto è rimasto ferito: è l’agente addetto alla sicurezza della scuola.

 Le autorità locali hanno affermato che l’edificio della scuola, la Austin East Magnet High School, è stato messo in sicurezza e gli studenti non coinvolti nell’incidente sono stati radunati vicino al campo sportivo per essere evacuati. L’istituto è comunque in lockdown e la polizia ha invitato la popolazione ad evitare l’area. Non si conoscono al momento le condizioni delle persone rimaste colpite.

Usa, la polizia uccide nero a Minneapolis: nuove proteste


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/12/news/minneapolis_polizia_uccide_nero_nuove_proteste-296059671/?ref=RHTP-BH-I296043158-P2-S1-T1

Nella città è in corso il processo per la morte di George Floyd, morto a 16 chilometri da quest’ultima uccisione

MINNEAPOLIS –  La polizia ha sparato ed ucciso Daunte Wright, un ventenne afroamericano, in un centro periferico della città, Brooklyn Center, a circa 16 chilometri da dove è morto George Floyd. L’episodio ha innescato nuove proteste contro le forze dell’ordine proprio mentre nella città è in corso il processo contro l’agente Derek Chauvin accusato dell’uccisione di Floyd lo scorso maggio.

Stando alla polizia di Brooklyn Center, la sparatoria è accaduta ieri pomeriggio prima delle 14 ora locale, quando un agente ha fermato un’auto per violazioni del codice della strada. Gli agenti hanno affermato che il conducente del veicolo stesse risalendo in macchina mentre il poliziotto tentava di arrestarlo. A quel punto uno dei poliziotti ha aperto il fuoco uccidendolo.

Ieri sera centinaia di manifestanti sono scesi in strada e hanno marciato fino alla sede del locale dipartimento di Polizia dove ad aspettarli c’erano agenti in assetto anti sommossa che hanno anche usato lacrimogeni contro la folla. Si sono verificati momenti di tensione e scontri fino a tarda serata. Molto negozi sono stati saccheggiati.

Liverpool, tragedia per Alisson: il padre muore annegato in Brasile


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/02/25/news/alisson_padre_annega_in_una_diga-289152193/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S7-T1

Grave lutto nella notte per il portiere del Liverpool: il corpo di José Agostinho Becker è stato trovato in una diga all’interno del ranch della famiglia a Rincao do Inferno, nello stato del Rio Grande do Sul

PORTO ALEGRE (Brasile) – Grave lutto per Alisson Becker. Il portiere brasiliano del Liverpool, ex Roma, ha ricevuto nella notte la notizia della tragica scomparsa del padre José Agostinho, 57 anni, trovato morto in una diga a Lavras do Sul, una città a 320 km da Porto Alegre. Secondo quanto riportato da Uol Esporte, la polizia locale ha riferito che l’uomo è caduto in acqua ed è annegato nella diga che si trova all’interno del ranch della famiglia a Rincao do Inferno, nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

L’allarme lanciato dopo il mancato rientro a casa – Nel pomeriggio di ieri (intorno alle 17 brasiliane), dopo il mancato ritorno a casa, era stato lanciato l’allarme della scomparsa del padre di Alisson e di Muriel Becker (estremo difensore del Fluminense, club che ha pubblicato sui propri canali ufficiali un messaggio di cordoglio), una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco ne ha poi ritrovato il corpo intorno alle 23 ora locale.

Nigeria: centinaia di studenti rapiti all’università


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/02/17/nigeria-centinaia-di-studenti-rapiti-alluniversita-_cefa2ffd-be81-43ae-bc65-86b3d5324d7b.html

Attacco di uomini armati con divise militari. Un giovane ucciso

Centinaia di studenti sono stati rapiti in Nigeria da uomini armati che hanno attaccato la loro università. I giovani sono stati prelevati insieme ad alcuni insegnanti dagli alloggi dove dormivano, ha detto una fonte della sicurezza all’agenzia Afp.

Gli assalitori, che indossavano uniformi dell’esercito, hanno attaccato il College di Scienze statale a Kagara, nello Stato del Niger. Durante l’assalto uno degli studenti è stato ucciso.