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Colombia, la rabbia dei giovani contro il governo: 24 morti in piazza. L’Onu condanna


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_07/colombia-rabbia-giovani-contro-governo-24-morti-piazza-l-onu-condanna-97a30412-ae68-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR2k5PUL_vrX6WFJi-2X3oPri8gSCEod9_ziXOHEIdb95SPhKgVlkE3gG0k

Non si fermano le proteste di piazza, giunte all’ottavo giorno consecutivo e nate in dissenso con la riforma fiscale proposta dal presidente. Il Palazzo di Vetro: allarmati

«Siamo distrutti». Un adolescente ucciso a colpi di arma da fuoco dopo aver preso a calci un poliziotto, un altro ragazzo travolto dalla furia dei manganelli mentre tornava a casa. Agenti che sparano sui manifestanti disarmati. Elicotteri che ronzano in cielo, carri armati che fanno tremare l’asfalto nei quartieri popolari, esplosioni che echeggiano nelle strade.

Brucia la Colombia, dove il 28 aprile sono iniziate le proteste contro il governo di Iván Duque e dove nemmeno le piogge torrenziali di due giorni fa sono riusciti a fermare proteste e scontri durissimi nei quali hanno perso la vita fin qui 24 persone (17 secondo le autorità), con 89 dichiarate disperse.

«Ci stanno uccidendo», è una delle frasi che campeggiano sugli striscioni. Da Bogotà, passando per Cali, Medellin e Barranquilla ovunque si sono svolte marce. I camionisti bloccano le principali autostrade mentre le Nazioni Unite, l’Unione Europea e l’Organizzazione degli Stati americani (Osa) condannano il governo colombiano per l’«uso eccessivo della violenza», con la portavoce dell’Alto commissariato dei diritti umani dell’Onu, Marta Hurtado, che si è detta «profondamente allarmata». In prima linea negli scontri ci sono i giovani. «Qui non si muore di fame solo per il Covid, si muore di povertà», è il grido di Isamari Quito, studente di giurisprudenza. «Ci stanno dando la caccia», gli fa eco Luna Giraldo Gallego, studentessa universitaria della città di Manizales.

La pressione sale sul partito conservatore del presidente Iván Duque mentre gli alleati gli chiedono di dichiarare lo stato d’assedio, atto che gli concederebbe ampi nuovi poteri. «Si ha la sensazione che questo governo, nonostante sia guidato dal presidente più giovane della storia colombiana (Duque ha 44 anni, ndr), insista su idee obsolete», spiega al Corriere Jennifer Pedraza, 25 anni, rappresentante degli studenti dell’Università Nazionale e membro del Comitato per la disoccupazione, che raggruppa le organizzazioni che convocano le manifestazioni.  A nulla dunque è servito ritirare la riforma fiscale, che prevedeva la rimozione delle esenzioni per l’imposta sugli scambi di beni e servizi (la nostra Iva) e avrebbe abbassato la soglia a partire dalla quale si inizia a pagare l’imposta sul reddito. «Andremo avanti a protestare contro la riforma sanitaria», conclude Pedraza.

L’esplosione di frustrazione in Colombia – dicono gli esperti – potrebbe presagire disordini in tutta l’America Latina, in un mix infiammabile di tensioni sociali causate dalla pandemia e dal calo delle entrate governative. Le manifestazioni sono, in parte, la continuazione di un movimento che ha travolto l’America Latina alla fine del 2019 dalla Bolivia passando per il Cile fino al Nicaragua. Poi è arrivato il Covid. La Colombia ha imposto uno dei lockdown più lunghi al mondo che ha causato enormi problemi economici, tra cui la chiusura di oltre 500mila attività, con il 43% della popolazione che vive in povertà (+7% rispetto all’era pre Covid) e 2,8 milioni di persone che vivono con meno di 145mila pesos al mese, circa 32 euro. E ora – dopo otto giorni di rabbia – tra le vittime delle proteste si conta anche Santiago Murillo, 19 anni, studente dell’ultimo anno di liceo. Sabato sera stava tornando a casa a Ibagué, mentre erano in corso gli scontri. A due isolati da casa gli hanno sparato e lui è caduto a terra. Domenica gli abitanti di Ibagué hanno tenuto una veglia in suo nome. «Ho chiesto loro di protestare civilmente», dice sua madre, «in pace».

Londra, incendio in un palazzo di 19 piani, più di 100 pompieri impegnati


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_07/londra-incendio-un-palazzo-19-piani-piu-100-pompieri-impegnati-c4c9fb08-af1c-11eb-88d7-96131257b1d6.shtml

Coinvolti l’ottavo, nono e decimo piano di un condominio di edilizia popolare nella zona est della capitale: rivestimento in alluminio come quello della Grenfell Tower

Un centinaio di vigili del fuoco e venti mezzi sono impegnati a Londra per spegnere un incendio in un palazzo di edilizia popolare di 19 piani. Lo rendono noto i vigili del fuoco della capitale britannica su Twitter. L’incendio riguarda in particolare l’ottavo, il nono e il decimo piano del palazzo, nel quartiere Poplar, nella zona est di Londra. L’edificio, secondo quanto riferiscono i media locali, avrebbe un rivestimento esterno in alluminio infiammabile simile a quello usato per la Grenfell Tower, dove un disastroso incendio nel giugno 2017, uccise 72 persone.

Sul posto, in Fairmont Avenue, sono intervenute diverse ambulanze. Le prime telefonate di allarme sono arrivate ai vigili del fuoco poco prima delle 9, ora locale. Sui social circolano diverse immagini dell’incendio, che ha prodotto una colonna di fumo visibile da varie parti della città.

Il rivestimento in alluminio applicato in questi grandi edifici chiamati New Providence Wharf è considerato pericolo perché, in caso di incendio, favorisce il propagarsi delle fiamme, avrebbe dovuto essere rimosso dopo la tragedia della Grenfell Tower. Ma all’inizio del 2021 non era stato fatto alcun intervento in questo grande complesso abitativo, nonostante il ministero dell’edilizia abbia già speso circa 200 milioni di sterline per toglierlo da 170 torri di edilizia privata in tutto il Regno Unito.

La Guardia costiera libica spara a due pescherecci italiani: un ferito


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_06/guardia-costiera-libica-spara-due-pescherecci-italiani-ferito-70582a12-ae7d-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR342YAM3ch8kDK6lKkTbn4fydqnzK0Rho4C24pktCPA7y7ShErzd6sZmO8

La nave militare Libeccio intervenuta in soccorso del marittimo. I pescherecci non sono stati bloccati dai libici

La nave Libeccio della Marina Militare sta intervenendo in soccorso di un marinaio italiano ferito dai colpi di avvertimento partiti da una motovedetta della Guardia costiera libica contro i due pescherecci Aliseo e Artemide circa 75 miglia a nord est di Tripoli e a 3o da Misurata. La Libeccio, che si trovava a poche miglia dalle due imbarcazioni italiane, è stata autorizzata dai libici ad approntare il soccorso. I due motopesca sono stati rilasciati.La persona rimasta ferita è il comandante della nave Aliseo Giuseppe Giacalone: i libici, dopo che le navi erano entrate in acque di competenza di Tripoli, hanno sparato colpi di avvertimento ordinando a entrambe di fermarsi. Sia la Aliseo che la Artemide sono riuscite però a sottrarsi all’alt. Entrambe appartengono alla marineria di Mazara del Vallo.

L’Aliseo era riuscita già a sottrarsi a un tentativo di sequestro da parte delle autorità tunisine nel 2017 ma soprattutto pochi giorni fa, nella notte tra il 2 e il 3 maggio, l’Aliseo era scampato insieme ad altri sei pescherecci (Antonino Pellegrino, Giuseppe Schiavone, Nuovo Cosimo, Anna Madre e Artemide) a un tentativo di sequestro da parte di un gommone delle milizie del generale Khalifa Haftar al largo di Bengasi, nella regione orientale della Cirenaica. Anche in quella circostanza, i libici avrebbero sparato colpi in aria per intimare al comandante di fermarsi e un colpo di mitra avrebbe colpito la parte superiore del motopesca Giuseppe Schiavone, senza causare feriti tra i marittimi. Ben 108 giorni, invece, era durata la prigionia di 18 pescatori di Mazara, catturati a settembre 2020 dalle milizie di Haftar e liberati il 17 dicembre dopo una complessa trattativa e una visita lampo dell’allora premier Giuseppe Conte a Bengasi con il ministro degli esteri Di Maio.

La Marina libica ha fornito una prima sua versione dei fatti, ammettendo di aver sparato colpi di avvertimento ma di averli indirizzati in aria. Secondo Tripoli la Aliseo e la Artemide avevano sconfinato in acque territoriali libiche. «C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico», ha riferito il portavoce della Marina libica: «La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca», ha ricordato.

Secondo informazioni raccolte invece dalla Farnesina e dall’Aise Il Comando della Squadra Navale italiana (CINCNAV) ha inviato un velivolo da pattugliamento P72 e nel contempo ha disposto l’avvicinamento di Nave Libeccio che, a sua volta inviava il proprio elicottero sull’area interessata. Intorno alle 14.30 l’unità libica Obari aveva avvicinato tre pescherecci (e non due) italiani intimando il fermo. Successivamente la Obari sparava dei colpi di avvertimento. Il team sanitario della Nave Libeccio è intervenuto inviando un medico a bordo; anche personale libico della Obari sarebbe salito a bordo del peschereccio interessato dall’evento per controllare le condizioni del comandante ferito. Non è ancora chiaro – secondo le fonti italiane – se le ferite siano imputabili ad arma da fuoco o incidente a bordo. Avrebbe comunque riportato una «ferita leggera ad un braccio».

Il peschereccio Aliseo

Brexit, guerra della pesca con la Francia:…


Brexit, guerra della pesca con la Francia: la Gran Bretagna schiera 2 navi da guerra davanti all’isola di Jersey

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/06/news/brexit_guerra_della_pesca_tra_uk_e_francia-299596978/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S3-T1

Al largo della Normandia si è aggravata la controversia, Parigi aveva minacciato un blocco del porto principale dell’isola se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo

LONDRA – Clamorosa escalation per lo sfruttamento della pesca del dopo Brexit tra Regno Unito e Francia. Stasera Londra ha deciso di mandare addirittura, “per precauzione”, due navi della Marina militare verso l’isola britannica di Jersey, a venti chilometri al largo della Normandia, dove si è aggravata una controversia apparentemente surreale ma sempre più grave. Ciò è stato deciso in seguito alle minacce della Francia di un blocco del porto principale dell’isola, che avrebbe comportato anche la sospensione dell’elettricità, se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo. Nelle ultime ore, la minaccia era stata espressa anche dalla ministra del Mare francese, Annick Girardin, che,  come ritorsione verso Londra, aveva parlato di una potenziale interruzione del trasporto di elettricità verso l’isola britannica, che avviene attraverso cavi sottomarini dalla Francia. È stato il capo ministro della dipendenza della corona britannica, John Le Fondrè, ad avvertire Downing Street di imminenti movimenti dei pescherecci francesi per tagliar fuori il porto principale dell’isola. Londra aveva prima definito i provvedimenti della Francia “assolutamente inaccettabili”, poi nel pomeriggio il primo ministro Johnson aveva parlato di “de-escalation necessaria” ma alla fine in serata è arrivato l’annuncio delle navi militari della Marina in viaggio verso Jersey.  La pesca è stato uno dei motivi di scontro più accesi tra Ue e Regno Unito nelle trattative per il divorzio della Brexit ma alla fine, nelle festività di Natale 2020, si era trovato un accordo con un periodo di transizione previsto di diversi anni, prima che il controllo quasi totale delle acque intorno a Uk tornasse ai britannici. Ma le tensioni sulle regole di accesso e sulla spartizione del pescato sono ancora enormi.

Crollo ponte metro Città del Messico, 20 morti e 70 feriti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/05/04/crollo-ponte-metro-citta-del-messico-15-morti-e-70-feriti_76fe2d45-961f-415e-a2f1-f7759c6c4e9d.html

Venti persone sono morte, tra loro ci sono anche dei minori, nel crollo di un ponte a Città del Messico mentre un treno della metropolitana lo attraversava. Lo riferisce la sindaca della metropoli, Claudia Sheinbaum, parlando con i giornalisti sul luogo dell’incidente. I soccorritori che stanno lavorando sul luogo del crollo del ponte si sono dovuti fermare “per il rischi di altri crolli”, ha detto ancora annunciando indagini per capire le cause del crollo. I feriti ricoverati in ospedale sono 49.

Nel frattempo è arrivata un gru per facilitare le operazioni di soccorso. La sindaca esclude comunque che ci siano persone intrappolate sotto le macerie.

L’incidente è avvenuto attorno alle 22.30 ora locale, sulla linea 12. I video diffusi sui siti e social media hanno mostrato vagoni del treno sospesi a mezz’aria mentre le sirene delle ambulanze risuonano nelle vicinanze.

Usa: sparatoria a Long Island, vittima è dipendente negozio


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/20/usa-sparatoria-a-long-island-vittima-e-dipendente-negozio_9cd646bc-205b-4bb3-919b-c50931469146.html

Attacco avvenuto nell’ufficio del manager dell’esercizio

Una persona è morta ed altre due sono rimaste ferite nella sparatoria in un supermercato di Long Island. La persona uccisa è un dipendente di 49 anni.

Lo ha riferito la polizia, secondo cui al momento dell’attacco dentro il negozio c’erano circa 200 clienti.
L’assalitore ha usato un’arma corta. Gli spari sono avvenuti dentro l’ufficio del manager, al piano superiore del locale.
L’autore dell’attacco è fuggito e le forze dell’ordine lo stanno cercando, mentre le scuole vicine sono entrate in ‘lockdown’ e ai residenti è stato chiesto di restare al riparo.

Floyd, l’ex agente di polizia condannato per omicidio preterintenzionale


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/20/processo-floyd-centinaia-di-manifestanti-davanti-al-tribunale-_93bfc080-61ac-445e-8f61-21fc708df7c3.html

La giuria chiamata a esprimersi su Derek Chauvin per la morte di George Floyd ha raggiunto il verdetto. L’ex agente è stato ritenuto colpevole per tutti e tre i capi di accusa: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e omicidio di terzo grado.


Chauvin ha lasciato l’aula del tribunale in manette e resta sotto la custodia delle autorità.

Una svolta storica“: cosi’ l’avvocato della famiglia Floyd ha accolto il verdetto di colpevolezza nei confronti dell’ex agente di polizia.

La folla che a Minneapolis attendeva il verdetto ha accolto la condanna con entusiasmo, applausi e cori. Scene analoghe in molte altre città americane. Massima allerta in tutto il Paese.

I giurati, segregati in un hotel di Minneapolis, si sono riuniti per il secondo giorno in camera di consiglio e l’ora della verità sulla morte del 46enne afroamericano divenuto il simbolo del movimento Black Lives Matter si avvicina. In diverse città americane la gente attende in strada gli eventi ed è pronta a reagire se la decisione della giuria, metà bianca e metà afroamericana, non dovesse punire in maniera esemplare l’ex poliziotto Derek Chauvin. La Casa Bianca ora teme il peggio, un’ondata di proteste senza precedenti che possa sfociare in una vera e propria rivolta a livello nazionale. Tanto che il presidente Joe Biden, con una mossa del tutto inusuale, si è spinto a parlare di “prove schiaccianti” emerse dal processo, parole pronunciate mentre i giurati sono riuniti e destinate a provocare polemiche. “Prego per un verdetto che sia un giusto verdetto“, ha auspicato il presiedente americano, invitando i manifestanti e la comunità afroamericana alla calma e spiegando come anche i familiari di Floyd invochino “pace e tranquillità“, qualunque sia la decisione della giuria. E proprio per stemperare le tensioni Biden ha anche chiamato al telefono la famiglia Floyd. “Il presidente sa cosa vuol dire perdere un membro della famiglia“, ha affermato Philonise Floyd, fratello di George. Minneapolis in queste ore è di fatto una polveriera pronta ad esplodere. E non hanno contribuito a placare gli animi le parole della deputata democratica Maxime Waters, che rivolgendosi ai manifestanti li ha invitati a restare in strada e a non mollare, a chiedere giustizia se si renderà necessario. Parole bollate dai repubblicani come un’incitazione alla violenza, e criticate anche da molti democratici secondo cui tali dichiarazioni potrebbero trasformarsi in un boomerang ed essere utilizzate dalla difesa dell’ex agente Chauvin per presentare appello contro un verdetto di colpevolezza della giuria. Tre le accuse che pendono sul capo di Chauvin: dalla meno grave, quella di omicidio colposo punita con una pena fino a 10 anni di reclusione, a quella più pesante di omicidio di secondo grado, vale a dire preterintenzionale, con una pena fino a 40 anni di carcere. C’è anche l’accusa di omicidio di terzo grado per azioni particolarmente pericolose compiute con sconsiderata indifferenza per la vita umana, che prevede una pena fino a 25 anni di carcere.

Usa: sparatoria in un liceo del Tennessee, diversi feriti e un arresto


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/12/usa-sparatoria-in-liceo-del-tennessee-diversi-feriti-_9d627d18-a841-4a39-9af1-62f5a6ba6726.html

Colpito anche un agente, addetto alla sicurezza della scuola

Una sparatoria alla Austin East High School di Knoxville, in Tennessee, avrebbe provocato diversi feriti in un liceo. Lo riportano diversi media americani. Cessato allarme nel liceo.

Secondo i media locali una persona sarebbe stata arrestata. Un poliziotto è rimasto ferito: è l’agente addetto alla sicurezza della scuola.

 Le autorità locali hanno affermato che l’edificio della scuola, la Austin East Magnet High School, è stato messo in sicurezza e gli studenti non coinvolti nell’incidente sono stati radunati vicino al campo sportivo per essere evacuati. L’istituto è comunque in lockdown e la polizia ha invitato la popolazione ad evitare l’area. Non si conoscono al momento le condizioni delle persone rimaste colpite.

Usa, la polizia uccide nero a Minneapolis: nuove proteste


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/12/news/minneapolis_polizia_uccide_nero_nuove_proteste-296059671/?ref=RHTP-BH-I296043158-P2-S1-T1

Nella città è in corso il processo per la morte di George Floyd, morto a 16 chilometri da quest’ultima uccisione

MINNEAPOLIS –  La polizia ha sparato ed ucciso Daunte Wright, un ventenne afroamericano, in un centro periferico della città, Brooklyn Center, a circa 16 chilometri da dove è morto George Floyd. L’episodio ha innescato nuove proteste contro le forze dell’ordine proprio mentre nella città è in corso il processo contro l’agente Derek Chauvin accusato dell’uccisione di Floyd lo scorso maggio.

Stando alla polizia di Brooklyn Center, la sparatoria è accaduta ieri pomeriggio prima delle 14 ora locale, quando un agente ha fermato un’auto per violazioni del codice della strada. Gli agenti hanno affermato che il conducente del veicolo stesse risalendo in macchina mentre il poliziotto tentava di arrestarlo. A quel punto uno dei poliziotti ha aperto il fuoco uccidendolo.

Ieri sera centinaia di manifestanti sono scesi in strada e hanno marciato fino alla sede del locale dipartimento di Polizia dove ad aspettarli c’erano agenti in assetto anti sommossa che hanno anche usato lacrimogeni contro la folla. Si sono verificati momenti di tensione e scontri fino a tarda serata. Molto negozi sono stati saccheggiati.

Liverpool, tragedia per Alisson: il padre muore annegato in Brasile


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/02/25/news/alisson_padre_annega_in_una_diga-289152193/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S7-T1

Grave lutto nella notte per il portiere del Liverpool: il corpo di José Agostinho Becker è stato trovato in una diga all’interno del ranch della famiglia a Rincao do Inferno, nello stato del Rio Grande do Sul

PORTO ALEGRE (Brasile) – Grave lutto per Alisson Becker. Il portiere brasiliano del Liverpool, ex Roma, ha ricevuto nella notte la notizia della tragica scomparsa del padre José Agostinho, 57 anni, trovato morto in una diga a Lavras do Sul, una città a 320 km da Porto Alegre. Secondo quanto riportato da Uol Esporte, la polizia locale ha riferito che l’uomo è caduto in acqua ed è annegato nella diga che si trova all’interno del ranch della famiglia a Rincao do Inferno, nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

L’allarme lanciato dopo il mancato rientro a casa – Nel pomeriggio di ieri (intorno alle 17 brasiliane), dopo il mancato ritorno a casa, era stato lanciato l’allarme della scomparsa del padre di Alisson e di Muriel Becker (estremo difensore del Fluminense, club che ha pubblicato sui propri canali ufficiali un messaggio di cordoglio), una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco ne ha poi ritrovato il corpo intorno alle 23 ora locale.

Nigeria: centinaia di studenti rapiti all’università


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/02/17/nigeria-centinaia-di-studenti-rapiti-alluniversita-_cefa2ffd-be81-43ae-bc65-86b3d5324d7b.html

Attacco di uomini armati con divise militari. Un giovane ucciso

Centinaia di studenti sono stati rapiti in Nigeria da uomini armati che hanno attaccato la loro università. I giovani sono stati prelevati insieme ad alcuni insegnanti dagli alloggi dove dormivano, ha detto una fonte della sicurezza all’agenzia Afp.

Gli assalitori, che indossavano uniformi dell’esercito, hanno attaccato il College di Scienze statale a Kagara, nello Stato del Niger. Durante l’assalto uno degli studenti è stato ucciso.