Società di Serie A, Proprietà, Fatturato e debiti


La classifica dei ricavi da sponsor tecnico: Real top, balzo Arsenal

articolo del 07 ottobre 2022 di Marco Sacchi: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/07/la-classifica-dei-ricavi-da-sponsor-tecnico-real-top-balzo-arsenal/

Ricavi sponsor tecnico classifica – E’ notizia di questi giorni quella del rinnovo della partnership tra Arsenal e Adidas. Il brand di abbigliamento tedesco continuerà a vestire i Gunners almeno fino al 2030, portando avanti un’intesa che ha preso il via nel luglio del 2019, quando la società londinese diceva addio a Puma per passare a un nuovo partner.

Il rinnovo dell’accordo non solo estende il contratto, ma – stando a quanto riportato dalla stampa sportiva inglese – lo rende anche più remunerativo per l’Arsenal. L’intesa economica precedente prevedeva il versamento di 60 milioni di sterline a stagione (poco meno di 70 milioni di euro), cifra che sarebbe invece cresciuta a 75 milioni di sterline per gli anni a venire (85 milioni di euro circa).

Ricavi sponsor tecnico classifica – Il Real al top in Europa – Le nuove cifre consentono all’Arsenal di fare un salto in avanti importanti tra i club che incassano di più dagli sponsor tecnici. Attualmente, considerando solamente il dato base (e dunque non eventuali bonus), il Real Madrid è la società che porta a casa più di tutti in Europa: 120 milioni di euro all’anno da Adidas.

Sul podio, al secondo posto, si trovano invece gli storici rivali del Barcellona: per i blaugrana 105 milioni di euro a stagione. Il Barça opera in una situazione particolare, dato che lavora con Nike dal 2016 senza un vero e proprio contratto. Tra le parti sarebbe stato firmato solamente un pre-accordo, che non è mai stato formalizzato.

Chiudono il podio Manchester United e Arsenal, che da Adidas ricevono entrambe 75 milioni di sterline a stagione (che si traducono in 85 milioni di euro circa al cambio attuale). L’unica italiana presente in top 10 – e la sola in grado di tenere testa alle cifre dei top club europei – è attualmente la Juventus. I bianconeri si posizionano al nono posto, incassando 51 milioni di euro a stagione. Questa la classifica:

  1. Real Madrid (Adidas) – 120 milioni di euro
  2. Barcellona (Nike) – 105 milioni di euro
  3. Manchester United (Adidas) – 85 milioni di euro
  4. Arsenal (Adidas) – 85 milioni di euro
  5. PSG (Nike) – 80 milioni di euro
  6. Manchester City (Puma) – 75 milioni di euro
  7. Chelsea (Nike) – 70 milioni di euro
  8. Bayern Monaco (Adidas) – 60 milioni di euro
  9. Juventus (Adidas) – 51 milioni di euro
  10. Liverpool (Nike) – 35 milioni di euro
  11. Tottenham (Nike) – 35 milioni di euro

Il club piemontese precede il Liverpool, che ha un accordo da 30 milioni di sterline base a stagione con Nike (circa 35 milioni di euro). In questo caso va sottolineato che la cifra di base è bassa se rapportata al blasone e ai successi dei Reds, ma l’accordo è particolare e prevede che il dato possa toccare i 70 milioni di sterline a stagione (80 milioni di euro circa) considerando la percentuale sulle vendite del materiale tecnico.

Ricavi sponsor tecnico classifica – Il vuoto tra le big e il resto della Serie A – Guardando solamente alla Serie A, grazie al nuovo accordo raggiunto in estate il Milan si è avvicinato alla Juventus e ha scavalcato momentaneamente l’Inter. Il club nerazzurro – che vanta un’intesa con Nike fino al 2024 – incassa 12,5 milioni di euro a stagione come cifra base, ma punta almeno a raddoppiare i ricavi con un rinnovo dell’accordo, del quale si è parlato anche negli ultimi tempi. Questa la top 5 in Serie A.

  1. Juventus (Adidas) – 51 milioni di euro
  2. Milan (Puma) – 30 milioni di euro
  3. Inter (Nike) – 12,5 milioni di euro
  4. Lazio (Mizuno) – 5 milioni di euro
  5. Roma (New Balance) – 3,5 milioni di euro

Il distacco tra le tre big del massimo campionato italiano e le altre società di Serie A è evidente. Tolto il Napoli – che dalla scorsa stagione è passato all’autoproduzione con divise firmate EA7 – il club che incassa di più è la Lazio, che ha firmato un accordo da 5 milioni a stagione con Mizuno. Chiude la top 5 la Roma, con un’intesa da 3,5 milioni di euro annui base con New Balance.

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<STIPENDI>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Fiorentina, gli stipendi 2022/23: Milenkovic, Nico e Jovic i più pagati

articolo del 10 ottobre 2022 di Redazione : https://www.calcioefinanza.it/2022/10/10/fiorentina-stipendi-2022-2023-jovic-nico/

Fiorentina stipendi 2022 2023 – Nikola MilenkovićNico Gonzalez e Luka Jovic sono i calciatori più pagati della Fiorentina nella stagione 2022/23. Il dato emerge dall’analisi di Calcio e Finanza sugli stipendi del club viola nella stagione attuale. I giocatori che compongono la rosa a disposizione di Vincenzo Italiano mettono insieme ingaggi netti pari a poco meno di 30 milioni di euro, che si traducono in ingaggi lordi superiori ai 50 milioni di euro.

Per stilare la classifica degli ingaggi degli uomini di Vincenzo Italiano in questa stagione (trattandosi di dati che non sono pubblici) sono state utilizzate le cifre degli stipendi pubblicate nelle passate stagioni da La Gazzetta dello Sport. L’analisi è stata poi integrata con i salari dei nuovi calciatori arrivati nel mercato estivo e aggiustando le cifre dei contratti rinnovati sulla base delle indiscrezioni di mercato.

Per il calcolo dello stipendio lordo, abbiamo considerato gli sgravi fiscali previsti dal Decreto Crescita per tutti quei giocatori che ne possono beneficiare anche solo potenzialmente (cioè quei calciatori che hanno avuto la residenza fiscale fuori dall’Italia almeno nei due anni precedenti al loro arrivo in Serie A e che mantengano la residenza fiscale nel nostro Paese per almeno due anni dal loro arrivo, anche in prospettiva).

Fiorentina stipendi 2022 2023 – Ecco tutti gli ingaggi dei giocatori viola – Come detto, Milenković Nico Gonzalez e Jovic sono i calciatori più pagati della rosa. Il difensore serbo corteggiato dall’Inter in estate, l’esterno argentino e il nuovo attaccante viola proveniente dal Real Madrid guadagnano nella stagione 22/23 2,5 milioni di euro netti. Per quanto riguarda il lordo, l’esterno offensivo laureatosi campione del Sud America nel 2021 e l’attaccante serbo beneficiano degli sgravi fiscali previsti dal Decreto Crescita.

CALCIATORENETTOLORDO
Milenkovic2.500.000 €4.625.000 €
Gonzalez*2.500.000 €3.275.000 €
Jovic*2.500.000 €3.275.000 €
Ikone*1.700.000 €2.227.000 €
Cabral*1.700.000 €2.227.000 €
Mandragora1.600.000 €2.960.000 €
Barak1.500.000 €2.775.000 €
Dodò*1.500.000 €1.965.000 €
Amrabat*1.500.000 €1.965.000 €
Bonaventura1.500.000 €2.775.000 €
Castrovilli1.400.000 €2.590.000 €
Duncan1.300.000 €2.405.000 €
Biraghi1.200.000 €2.220.000 €
Kouame1.200.000 €2.220.000 €
Martinez Quarta*1.000.000 €1.310.000 €
Saponara1.000.000 €1.850.000 €
Benassi800.000 €1.480.000 €
Gollini800.000 €1.480.000 €
Igor*700.000 €917.000 €
Maleh700.000 €1.295.000 €
Ranieri600.000 €1.110.000 €
Sottil600.000 €1.110.000 €
Zurkowsky500.000 €925.000 €
Venuti400.000 €740.000 €
Terracciano300.000 €555.000 €
Terzic*300.000 €393.000 €
Cerofolini80.000 €148.000 €
TOTALE29.880.000 €50.817.000 €

*Sgravi fiscali decreto crescita

In graduatoria dopo i tre calciatori sopra citati troviamo una coppia composta da Ikone e Cabral che hanno uno stipendio netto di 1,7 milioni di euro. 1,6 milioni è l’ingaggio di Mandragora. In top 10 anche l’ex Milan Giacomo Bonaventura che nel 2022/23 incasserà 1,5 milioni netti.

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<Juventus>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Juventus, gli stipendi di Agnelli, Arrivabene e Nedved nel 21/22

articolo del 06 ottobre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/06/juventus-stipendi-dirigenti-agnelli-nedved-arrivabene/

Juventus stipendi dirigenti – La Juventus ha pubblicato la “Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti” in relazione all’esercizio chiuso il 30 giugno 2022. Nel documento sono presenti le retribuzioni dei dirigenti, dal presidente Andrea Agnelli all’amministratore delegato Maurizio Arrivabene.

Juventus stipendi dirigenti – Arrivabene il più pagato – Partendo proprio dall’amministratore delegato: lo stipendio fisso di Arrivabene è stato pari a 1,08 milioni di euro nel 2021/22. La somma sale a complessivi 1,22 milioni di euro considerando anche i benefici non monetari (pari a 101.800 euro relativi all’assegnazione di una autovettura aziendale, delle coperture assicurative e dell’assistenza sanitaria integrativa, di un housing allowance, dell’erogazione dei ticket restaurant, e all’attribuzione di flexible benefit). Il compenso è ovviamente in aumento rispetto alla stagione 2020/21, quando Arrivabene era solamente consigliere nel CdA del club: al dirigente era stato corrisposto un compenso nella scorsa stagione pari a 25 mila euro.

Juventus stipendi dirigenti – Le cifre di Agnelli e Nedved – Al secondo posto per compenso si trova invece il presidente del club, Andrea Agnelli, che nel 2021/22 ha percepito 520 mila euro totali, frutto della retribuzione da 450 mila euro per la funzione di presidente, dei 35 mila euro come amministratore e dei 35 mila euro di benefici non monetari. Il tutto nonostante il compenso deliberato per il ruolo di presidente nel 2021/22 sia stato alzato a 700mila euro: tuttavia, Agnelli ha dichiarato di rinunciare per l’esercizio 2021/2022 a parte del suo compensoche, per tal motivo, nel corso dell’esercizio 2021/2022 è rimasto invariato rispetto all’esercizio precedente (2020/2021)”, spiega la Juventus.

Sono infine 514 mila gli euro che ha incassato il vice presidente Pavel Nedved. L’ex centrocampista ceco ha percepito, in particolare, 466mila euro per il suo ruolo di vice presidente, ulteriori 35 mila euro per la funzione di amministratore e 6.400 euro come benefici non monetari.

Tra gli altri manager, al Managing Director Area BusinessStefano Bertola, è stato corrisposto un compenso fisso complessivo pari a 411.471 euro (comprensivo della liquidazione delle ferie maturate e non usufruite per un importo pari a 107.846,90 euro) .

Tra gli altri consiglieri di amministrazione, i compensi sono i seguenti:

  • Francesco Roncaglio (60mila euro)
  • Daniela Marilungo (53 mila euro)
  • Laurence Debroux (40mila euro)
  • Massimo Della Ragione (36mila euro)
  • Kathryn Frances Fink (36mila euro)
  • Giorgio Tacchia (33mila euro)
  • Suzanne Heywood (27mila euro)
  • Paolo Garimberti (24mila euro)
  • Catlyn Mary Huges (15mila euro)
  • Assia Grazioli Venier (11mila euro)
  • Laura Zanetti (9mila euro)
  • Enrico Vellano (8mila euro)

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<Lazio>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Lazio, lo stipendio di Lotito: le cifre per il 2021/22

articolo del 07 ottobre 2022 di Marco Sacchi: https://www.calcioefinanza.it/2022/10/07/lotito-stipendio-lazio-2021-2022/

Lotito stipendio Lazio – Claudio Lotito torna a incassare dalla Lazio. Secondo quanto emerge dalla relazione sulla remunerazione della società biancoceleste, il patron del club capitolino ha ricevuto il compenso derivante dal proprio ruolo anche per la stagione 2021/22. L’esercizio 2019/20 fu infatti il primo in 15 anni in cui Lotito aveva guadagnato per la sua posizione societaria nella Lazio.

Lotito stipendio Lazio – La nota – Questa la nota presente nel documento, che specifica i compensi: «Il Consiglio ricorda che la Società ha deliberato di attribuire, agli organi di amministrazione e controllo, a partire dall’esercizio 2019/2020, compensi il cui importo su base annua è stato stabilito, esclusivamente in forma fissa, pari a complessivi Euro 612.000 lordi annui omnicomprensivi per il Consiglio di Gestione e pari a complessivi Euro 75.000 lordi annui omnicomprensivi per il Consiglio di Sorveglianza. Non è stata deliberata alcuna componente variabile di remunerazione».

Lotito stipendio Lazio – Le cifre – Sempre dalla relazione si evince che «la remunerazione totale di ciascuno dei soggetti riportati nella successiva tabella 1 è stata pari a zero per gli esercizi 2016-2017, 2017-2018, 2018-2019», mentre «per gli esercizi 2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022, il compenso annuale lordo omnicomprensivo e fisso è stato pari a euro 600.000 per il Presidente del Consiglio di Gestione, euro 12.000 per il Consigliere di Gestione, euro 15.000 per il presidente del Consiglio di Sorveglianza ed euro 12.000 per ciascuno dei cinque componenti del Consiglio di Sorveglianza».

Il Consiglio di Gestione della Lazio è formato da Claudio Lotito e Marco Moschini, dirigente biancoceleste: il patron nel 2021/22 ha quindi potuto beneficiare di un compenso pari a 600mila euro lordi, mentre per il suo ruolo nel Consiglio Moschini ha avuto compensi per 12mila euro lordi.

Per il Consiglio di Sorveglianza, il presidente Alberto Incollingo ha ricevuto 15mila euro lordi, mentre il vicepresidente Mario Cicala ne ricevuti 12mila, al pari degli altri quattro consiglieri. La relazione conclude specificando che «nell’organico societario non sussistono le figure del direttore generale o di dirigenti con responsabilità strategiche. Si precisa che non esistono accordi tra la società e i componenti del Consiglio di Gestione e del Consiglio di Sorveglianza che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa, o se il loro lavoro cessa a seguito di un’offerta di acquisto».

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<Le Proprietà>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Vediamo prima i proprietari. articolo del febbraio 2021 , poi il fatturato stagione 2018/19 e alla fine i debiti delle società al febbraio  2021

articolo: Calcio & finaza del 06 febbraio 2021

Debiti Serie A – Quanto sono indebitati i top club di Serie A? Grazie al lavoro dell’ufficio studi di Calcio e Finanza siamo in grado di offrire i dati di dettaglio relativi ai top club della Serie A al 30 giugno 2020.

Nell’analisi sono stati presi in considerazione solo i debiti finanziari, al netto dei debiti verso soci e parti correlate, e la liquidità in cassa. È stata calcolata così la posizione finanziaria netta di ciascun club alla data di chiusura del bilancio.

Debiti Serie A, il dettaglio per club – Nella seguente tabella sono rappresentati i top club della Serie A 2019/20 ordinati in base alla propria posizione finanziaria netta (saldo tra debiti finanziari e liquidità) alla data di chiusura del bilancio (l’ultimo al momento disponibile).

Club30/06/20     30/06/19    
Juventus385.139.126 €-463.474.167 €
Roma-299.757.000 €-220.627.000 €
Inter244.431.684 €-257.844.295 €
Milan-103.892.000 €-83.016.000 €
Lazio49.216.252 €-54.904.778 €
Napoli123.818.369 €105.072.030 €
Fonte: elaborazione Calcio e Finanza su bilanci

Debiti Serie A, per la Juve anche lo stadio – La Juventus, nel dettaglio, a fronte di liquidità pari a 10,8 milioni al 30 giugno 2020 aveva 395,9 milioni di debiti finanziari, di cui 134,3 milioni a breve termine e il restante a lungo termine, in calo dai 473,2 milioni complessivi rispetto al 30 giugno 2019.

La larga parte del debiti finanziario per il club bianconero fa riferimento al bond da 175 milioni emesso nel febbraio 2019, da rimborsare entro il febbraio 2024: tra gli altri, sono presenti anche debiti per finanziamenti bancari pari a 100,2 milioni di euro e anticipi da factoring per complessivi 82,8 milioni, oltre a circa 24,3 milioni relativi ai mutui per l’Allianz Stadium. 

Debiti Serie A, Roma e il bond – Al 30 giugno 2020 invece sfiorava i 300 milioni di indebitamento finanziario netto la Roma, legati in larga parte al bond da 275 milioni di euro emesso dal club giallorosso nel luglio 2019: 261 milioni infatti sono legati a debiti legati al prestito obbligazionario, in scadenza nell’agosto del 2024. 

Debiti Serie A, l’Inter e i prestiti da Suning – Per quanto riguarda invece l’Inter, va segnalato che il dato sull’indebitamento al 30 giugno 2020 non incorpora i prestiti effettuati dall’azionista di controllo Suning. Aggiungendo al dato di cui sopra anche il debito verso il gruppo di Zhang Jindong, la situazione al 30 giugno scorso era la seguente:

Club30/06/2030/06/19
Juventus-385.139.126€-463.474.167€
Inter (*)-373.829.171€-455.679.781€
Roma-299.757.000€-220.627.000€
Milan103.892.000€-83.016.000€
Lazio-49.216.252€-54.904.778€
Napoli123.818.369€105.072.030€
(*) Compresi debiti finanziari verso Suning

Debiti Serie A, il Milan e il factoring – Le uniche passività finanziarie del Milan nei confronti di terzi sono debiti verso società di factoring per anticipazioni di crediti futuri in riferimento a contratti di natura commerciale. 

Tali passività, secondo quanto emerge dal bilancio consolidato del gruppo Milan al 30 giugno 2020, ammontano a 115,17 milioni (94,284 milioni nel 30 giugno 2019), ma sono di fatto autoliquidanti, considerato che si tratta di anticipazioni su crediti, come i diritti tv o l’incasso di pagamenti per calciatori ceduti sul mercato, che il club incasserà nei mesi a venire. 

Una situazione che accomuna i rossoneri e anche la Lazio, i cui debiti sono riferibili per la quasi totalità ad anticipazioni ottenute su crediti futuri, come operazioni di calciomercato gli incassi dalle televisioni. 

Debiti Serie A, il Napoli unico in positivo – Tra gli altri club, l’unica società a presentare una posizione finanziaria netta in positivo è il Napoli, alla luce degli zero debiti finanziari al 30 giugno 2020 e della liquidità pari a 123,8 milioni di euro. Un tema che ha spesso sottolineato il patron del club partenopeo Aurelio De Laurentiis, ricordando come il Napoli non ha debiti verso le banche. 

Debiti Serie A, il patrimonio netto dei club – A livello di patrimonio netto consolidato, invece, al 30 giugno 2020 la situazione era la seguente, con la Juventus al top in seguito all’aumento di capitale lanciato nei primi mesi del 2020.

Club30/06/2030/06/19
Roma-242.448.000 €-127.452.000 €
Inter-36.948.957 €-4.555.168 €
Lazio26.956.275 €42.886.861 €
Milan34.124.000 €83.286.000 €
Napoli126.451.464 €145.422.850 €
Juventus 239.204.587 €31.242.712 €

Si tratta come detto di una immagine relativa al 30 giugno 2020. Rispetto a quel momento, ad esempio, a livello di indebitamento l’Inter ha aggiunto ulteriori debiti finanziari per 75 milioni (legati all’emissione di un nuovo bond lo scorso luglio), mentre negli ultimi mesi la Roma ha visto calare la cifra grazie alla conversione in capitale di circa 100 milioni di finanziamenti soci da parte di Friedkin.

Atalanta

Cessione Atalanta, cosa c’è dietro l’affare: 30 milioni l’anno da restituire e società lussemburghesi

articolo di Donatella Tiraboschi: https://bergamo.corriere.it/atalanta/22_maggio_14/atalanta-americana-dietro-l-affare-30-milioni-l-anno-restituire-5e9a140e-d34b-11ec-aac4-d5704cf08b36.shtml

Un bond da 152 milioni dentro la girandola societaria, tra Lussemburgo, Delaware e California, che ha completato l’accordo Percassi-Pagliuca

L’annuncio della cessione del 55% delle quote della Dea società a responsabilità limitata a Stephen Pagliuca, ufficializzata lo scorso 19 febbraio, è la punta di un’operazione societario-finanziaria dall’architettura molto complessa che, alla data odierna, ma con sviluppi futuri, vede un ridisegno complessivo degli assetti dell’Atalanta Bergamasca Calcio. Intesa ovviamente, non come squadra di calcio, ma come società per azioni. Il quadro societario, fino a quel sabato di febbraio, era piuttosto semplice con O dissea, la holding di Antonio Percassi che deteneva il 100% della Dea Srl, a sua volta detentrice dell’84,66% dell’Atalanta Spa (il restante 15,34% è tuttora in mano ad oltre un centinaio di azionisti di minoranza). Il fulcro dell’operazione è, dunque, stato questa cessione di quote maggioritarie, corredata da una serie di domande e curiosità popolari: quanto è stato valutato quell’84%? Quanto ha incassato Percassi? Quanto vale l’Atalanta nella sua interezza? A che cosa e dove porterà questa operazione? Tutto è stato costruito per gradi. Vediamo come (Il grafico dell’intreccio).

PER APPROFONDIRE

Mister Pagliuca – Circa un mese dopo l’annuncio, il 14 marzo, due società di diritto lussemburghese — 1907 Abc e 2022 Abc (Atalanta bergamasca calcio) — e facenti capo agli uomini di fiducia di mister Pagliuca, hanno dato vita ad una nuova società a responsabilità limitata, Dea H che a sua volta, il 18 marzo, ha costituito Dea 11, un’altra società a responsabilità limitata. Due società neo costituite inizialmente vuote che nel giro di poco si sono riempite. Infatti, il 4 aprile l’assemblea dei soci della Dea H ha deliberato un aumento di capitale di 214,9 milioni di euro che, sottoscritto e versato, il 12 aprile, ha visto l’esborso di poco più di 90 milioni da parte della 1907 Abc, di altri 17 milioni circa da parte della 2022 Abc e, infine, di altri 107 milioni da Odissea, la holding di Percassi. Alla fine di questa operazione, che verrà completata a giugno e che vede un sovrapprezzo in carico a Pagliuca (in sostanza il socio americano paga un po’ di più la sua partecipazione in virtù della maggioranza qualificata che si è messo in capo), l’organigramma della Dea H vede Percassi detenere il 45%, mentre la 1907 Abc e la 2022 Abc dei soci americani rispettivamente il 46,74% e l’8,26%: insieme arrivano al 55%, la percentuale annunciata.

Assetti nerazzurri – A questo primo movimento societario se ne sono aggiunti altri, tutti effettuati in un giorno, il 12 aprile scorso, una data cerchiata in rosso per gli assetti nerazzurri. In quel giorno, Odissea, semplifichiamo per comodità e diciamo Percassi, ha concesso un finanziamento di 23 milioni di euro a favore della Dea H con un vendor loan, un finanziamento che il venditore di una partecipazione (azioni, quote) concede a favore dello stesso acquirente, normalmente reinvestendo parte del prezzo ottenuto. Sempre nel fatidico 12 aprile si registra un elemento finanziario fondamentale. Uno snodo vero e proprio perché Athena, una spa operativa dal 23 marzo 2022, interamente controllata dalla Dea H con Luca Bassi uomo di fiducia di Pagliuca nelle vesti di presidente del cda, (e con Mauro Bottega dello Studio Volpi come presidente del Collegio Sindacale), ha emesso un prestito obbligazionario dal valore nominale di 152,5 milioni di euro, che è già stato interamente sottoscritto. Che cosa significa? Che con questa operazione la Dea H ha, di fatto, contratto un debito per cinque anni (la scadenza è al 12 aprile 2027) con una serie di soggetti finanziari di investimento, i cosiddetti Svp (società veicolo) basati tra il Lussemburgo, il Delaware e la California. Questi sei soggetti sottoscrittori, a fronte dell’emissione di obbligazioni, a loro favore, pretenderanno a scadenza fissa e fino al completo rimborso del prestito, cedole gravate di un interesse che, stabilito sulla base di parametrazioni finanziarie, secondo indiscrezioni si aggirerebbe intorno all’8%.

Il prezzo della transazione – L’ultimo tassello del fatidico 12 aprile si trova nell’atto in cui Percassi, tramite Odissea, ha ceduto il 100% della Dea Srl, (la sua vecchia società controllata ora cessata) alla Dea 11. Il prezzo della transazione non è stato reso noto, ma i flussi finanziari portano a stimare che gli importi raccolti sia con l’aumento di capitale (quindi con denaro contante) che con l’emissione di un prestito obbligazionario (quindi con la sottoscrizione di un debito) e gli altri 23 milioni del vendor loan, siano stati immessi nella Dea 11 che avrebbe conguagliato la totalità della Dea Srl per circa 390 milioni di euro. Una cifra che, per una quota parte del 45%, lo stesso Percassi ha poi reinvestito nella Dea H garantendosi così la permanenza come socio di minoranza. Da questo assunto, discende come, possedendo la Dea Srl 142.869.078 azioni dell’Atalanta Spa, l’equity value, ovvero il 100% dell’Atalanta risulti valutato poco più di 460 milioni di euro.

Nessun fiume di denaro – Fin qui la finanza pura da cui a corollario discendono una serie di interrogativi societari che portano ad intuire possibili, prossime mosse. L’emissione di un prestito obbligazionario chiarisce innanzitutto come nella chiusura del cerchio non siano esattamente corsi dei fiumi di soldoni, come nell’immaginario popolare. I 152 milioni del prestito (piccolo particolare aggiuntivo: la società londinese che ha svolto un ruolo di partner fiduciario ha iscritto un pegno sulle quote della Dea 11 e questo significa che in caso di inadempienza si rivarrà prendendosele) sono a tutti gli effetti un debito quinquennale che dovrà essere onorato. Tenendo presente oltretutto che, nella holding Dea H, le componenti ricomprese in grado di assicurare dei ricavi sono solo due, (la Stadio Atalanta srl che gestisce il Gewiss con volumi modestissimi) e l’Atalanta Spa. L’operazione, come in una partita di calcio, è solo al primo tempo e chi è in campo punta a giocarla con una squadra sola. Ma per farlo c’è un crocevia che passa necessariamente dai soci bergamaschi.