Anche loro erano rimaste intrappolate a sessanta metri di profondità. Nel frattempo le indagini vanno avanti e si fanno nuove ipotesi
Foto dei soccorritori dalla pagina Facebook Dan Europe. Nel riquadro Murial Oddenino a sinistra e Giorgia Sommacal a destra (foto da Facebook)
Sono stati recuperati oggi, 20 maggio, gli ultimi due corpi deisub italiani morti la settimana scorsa in un’immersione alle Maldive. Si tratta di Giorgia Sommacal e della ricercatrice Muriel Oddenino. Ieri, nella prima parte dell’operazione, il team di speleosub finlandesi ha recuperato i corpi della professoressa Monica Montefalcone, madre di Giorgia Sommacal, e del ricercatore Federico Gualtieri. Il cadavere dell’operatore Gianluca Benedetti, ritrovato subito dopo la tragedia, è invece già in Italia.
Adesso che tutti i corpi sono stati recuperati, le indagini avranno nuovo impulso. Verranno eseguite le autopsie e parallelamente andranno avanti gli accertamenti sulle attrezzature, sulle immagini riprese dagli stessi sub e che sono contenute in una telecamera recuperata dagli abissi, e sul fronte autorizzazioni.
La missione per recuperare Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino – “Sono stati recuperati gli ultimi due corpi dei subacquei italiani alle Maldive. Il primo è già stato sollevato su una barca appoggio. Il secondo è in risalita con un sommozzatore che sta rispettando le tappe per la decompressione”, si legge in una nota della Farnesina.
Per il recupero dei cadaveri è stata organizzata una delicatissima staffetta. Il team di speleosub finlandesi di Dan Europe si è spinto fino al segmento più profondo della grotta di Dhekunu Kandu dove hanno trovato la morte i sub, ha recuperato i corpi e li ha riportati a circa 30 metri di profondità dove sono stati presi in consegna dai sub maldiviani.
I sub italiani morti
Per la profondità raggiunta e la morfologia della grotta, la missione di recupero è stata molto complicata. La squadra ha utilizzato attrezzature tecniche avanzate, tra cui potenti scooter subacquei e rebreather, un sofisticato “autorespiratore” che ricicla il gas espirato rimuovendo l’anidride carbonica tramite un filtro e reintegrando l’ossigeno consumato.
Gli step dell’inchiesta – Le salme vengono ora portate dalla polizia all’obitorio. Poi ci sarà il rimpatrio. Oltre all’indagine alla Maldive, la Procura di Roma indaga per omicidio colposo. Saranno eseguite le autopsie sui corpi. Tra le ipotesi non si può escludere che i cinque italiani possano essersi persi e aver quindi finito l’ossigeno nelle bombole, ma potrebbero anche essere stati risucchiati in profondità da una fortissima corrente. Sotto la lente le attrezzature recuperate, tra cui telecamere GoPro e computer. I dispositivi, consegnati alla polizia, potrebbero essere la chiave per chiarire gli ultimi momenti dei sub.
Gli attivisti: “Spari contro 6 barche”. Depositata denuncia per sequestro di persona. Conte: “Persi i contatti con Dario Carotenuto da ore, governo intervenga”. Tajani: “Israele garantisca incolumità italiani”. Tel Aviv: “Mai sparati colpi con vere munizioni”
Flotilla per Gaza, l’abbordaggio e il deputato M5S Carotenuto – Global Sumud Flotilla /Dario Carotenuto
Tutte le barche della Global Sumud Flotilla in rotta verso la Striscia di Gaza sono state intercettate dalle Forze armate israeliane. A confermarlo la Global Sumud Italia ed è quanto risulta anche dallo stesso tracker. Sono 29 gli attivisti italiani trattenuti, tra cui il deputato del M5s Dario Carotenuto, ai quali si aggiungono anche tre residenti in Italia.
Tra le imbarcazioni abbordate anche la ‘Don Juan‘ con a bordo gli attivisti fiorentini Antonella Bundu, ex consigliera comunale a Firenze e ex candidata di Toscana Rossa alla presidenza della Regione, e Dario Salvetti, componente del collettivo di fabbrica dell’ex Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), che facevano parte dell’equipaggio.
È SUCCESSO.
Di nuovo. La marina militare israeliana ci ha abbordati. Le nostre barche sequestrate. I nostri corpi fermati. In acque internazionali.
A centinaia di miglia da Gaza. Sotto gli occhi di un'Europa che guarda, tace, e con il suo silenzio si fa complice.
”Oggi è stato formalmente depositato un esposto-denuncia per il reato di sequestro di persona in relazione ai fatti avvenuti il 29 aprile, il 18 e il 19 maggio 2026. Al momento, 29 cittadini italiani e tre residenti in Italia risultano sequestrati e trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Di loro non si hanno ancora notizie né comunicazioni ufficiali sulle condizioni di detenzione o sui tempi di rilascio. L’iniziativa legale si pone in continuità rispetto ai precedenti esposti già depositati in relazione ai fatti avvenuti nel medesimo contesto spazio-temporale della missione umanitaria Global Sumud Flotilla. La missione, composta da decine di imbarcazioni civili e disarmate, era salpata dai porti di Barcellona e Augusta con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza per consegnare beni di prima necessità e prestare assistenza medica alla popolazione civile, stremata da una grave crisi umanitaria’, comunica in una nota la Global Sumud Flotilla.
‘‘A bordo viaggiavano attivisti, osservatori per i diritti umani, giornalisti e personale medico provenienti da oltre quaranta Paesi – si legge nella nota -. Tra il 29 aprile e il 19 maggio, unità della Marina militare israeliana hanno intercettato e abbordato ripetutamente la flottiglia in acque internazionali (nelle zone Sar greca, cipriota ed egiziana), a centinaia di miglia nautiche dalla costa palestinese. Durante le operazioni, documentate anche da materiale audiovisivo in fase di deposito, gli equipaggi sono stati privati della libertà personale con l’uso della forza, trasferiti coattivamente sulla nave d’assalto Ins Nahshon e detenuti per ore in condizioni precarie. Dopo il rilascio dei primi attivisti sequestrati e il loro trasferimento in Grecia il 1 maggio, la missione ha ripreso il mare dalla Turchia il 14 maggio, per essere nuovamente intercettata il 18 e il 19 maggio”.
Le legali chiedono ”l’immediata attivazione delle autorità giudiziarie competenti per accertare le responsabilità penali, configurando il delitto di sequestro di persona aggravato dall’uso delle armi e dal concorso di più soggetti. L’azione è volta a tutelare i diritti fondamentali dei partecipanti alla missione e a garantire il rispetto del diritto internazionale del mare”. ”Non possiamo accettare la privazione della libertà di cittadini italiani impegnati in una missione esclusivamente pacifica – sottolinea la Global Sumud Flotilla -. Chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee di attivarsi con urgenza per garantire l’incolumità dei nostri connazionali, la trasparenza sulle loro condizioni e il rispetto dello stato di diritto e l’immediato rilascio di tutti gli attivisti”.
Le navi intercettate, la reazione di Tajani – A denunciare le nuove intercettazioni della missione umanitaria sono stati gli stessi attivisti della Flotilla. Le imbarcazioni, spiega la Farnesina, dovrebbero giungere al porto di Ashdod. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha chiesto intanto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagliattivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flotilla.
Il ministro ha quindi chiesto all’Ambasciatore d’Italia in Israele Luca Ferrari di svolgere un ulteriore passo formale con le Autorità israeliane per chiedere che a tutti i cittadini italiani partecipanti alla Flotilla siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia della loro incolumità nel corso di qualsiasi operazione amministrativa, di sicurezza o logistica condotta dalle autorità locali.
In conformità con il diritto internazionale e le convenzioni consolari vigenti, l’Ambasciata ha chiesto alle autorità israeliane competenti di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità fisica e i diritti fondamentali dei cittadini italiani.
La denuncia degli attivisti: “Hanno aperto il fuoco” – “Le forze israeliane hanno aperto il fuoco con proiettili contro le imbarcazioni civili della Global Sumud Flotilla ancora in navigazione verso Gaza, in acque internazionali, a circa 250 miglia nautiche dalla Striscia, al largo di Cipro, confermano gli equipaggi a bordo“. E’ quanto riferisce la Global Sumud Italia. Si tratta, spiegano gli attivisti, “dell’uso diretto di armi da fuoco contro civili disarmati, non violenti e inermi, che tengono le mani alzate e indossano i giubbetti di salvataggio. Non è più soltanto abbordaggio, sequestro e sabotaggio: è fuoco aperto su una missione umanitaria e pacifica“.
“Non conosciamo bene la tipologia, se siano proiettili veri o di gomma. Ma anche se fossero di gomma è gravissimo perché possono provocare danni, ferite, incidenti, cadute in mare. Non c’è nessun motivo, stanno già compiendo un atto criminale e su questo ci mettono sopra anche l’utilizzo della armi. Sei delle barche sono state colpite con raffiche di priettili e una di queste, la Girolama, batte bandiera italiana“, sottolinea Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla.
M5S: “Prelevato anche nostro parlamentare Dario Carotenuto” – Tra gli attivisti fermati dalle forze israeliane c’è anche il deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto, unico parlamentare imbarcato sulla Flotilla. “Il governo israeliano ha compiuto l’ennesima e grave violazione del diritto internazionale facendo un abbordaggio armato su imbarcazioni che portavano aiuti umanitari per il popolo palestinese. Tra gli italiani fermati c’è anche il nostro deputato Dario Carotenuto – affermano in una nota i capigruppo M5s di Camera e Senato Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini – e altri nostri connazionali. Chiediamo l’immediata liberazione di tutti coloro che sono stati rapiti da Israele e che il governo Meloni condanni gravemente questo atto di vera e propria pirateria. Non si può più permettere che Israele goda di totale impunità per le sue azioni; né trincerarsi dietro un silenzio, come quello di Giorgia Meloni, che sa ogni giorno di più di complicità“.
“Di fronte a un parlamentare italiano illegalmente rapito e ora sotto sequestro da parte di uno Stato estero, il governo italiano abbia la dignità di reagire con la massima fermezza – sollecitano i capigruppo M5S nelle Commissioni Esteri di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e Francesco Silvestri – e pretendere l’immediata liberazione del nostro collega e di tutti gli italiani in mano alle forze israeliane”.
“L’esercito israeliano – attacca il leader M5S Giuseppe Conte – è tornato ad attaccare la Flotilla: sono ore che abbiamo perso i contatti con il nostro deputato Dario Carotenuto mentre l’organizzazione della missione conferma che è stato prelevato dai militari di Israele assieme ad altri nostri connazionali. Addirittura hanno sparato, anche se sembrerebbe con proiettili non letali, contro equipaggi inoffensivi con le mani alzate. È gravissimo, è un sequestro a mano armata, è illegale e intollerabile. Il governo deve reagire con fermezza, pretendendo l’immediata liberazione degli italiani“, incalza Conte.
Israele: “Mai sparati colpi con munizioni vere” – “In nessun momento sono stati sparati colpi con munizioni vere. Dopo ripetuti avvertimenti, sono stati utilizzati mezzi non letali contro l’imbarcazione – non contro i manifestanti – a titolo di avvertimento. Nessun manifestante è rimasto ferito durante questo evento“. A scriverlo, su X, è il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein.
Tel Aviv ha poi spiegato che anche l’ultima flottilla diretta a Gaza è “giunta al termine” e che 430 attivisti verrano trasferiti in Israele.
“Un’altra flottiglia di propaganda è giunta al termine“, le parole del ministero degli Esteri in un post su X. “Tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari. Questa flottiglia si è dimostrata ancora una volta nient’altro che una trovata pubblicitaria al servizio di Hamas. Israele continuerà ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale e non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza“.
Secondo il sito web della flottilla, le Forze di Difesa Israeliane avevano iniziato a fermare le navi a circa 268 chilometri dalla costa di Gaza. Le imbarcazioni erano partite la scorsa settimana dalla Turchia.
Gli altri due corpi, come anticipato nelle scorse ore, dovrebbero essere recuperati domani
Gli italiani morti alle Maldive
Sono stati recuperati i primi due dei quattro corpi dei sub italiani individuati ieri in una grotta sottomarina alla Maldive, morti giovedì scorso durante un’immersione. La notizia, riferita da fonti locali, è stata confermata all’Afp dal portavoce del governo di Malé, Mohamed Hussain Shareef. Gli altri due, come anticipato nelle scorse ore, dovrebbero essere recuperati domani.
In attesa dell’identificazione ufficiale dei corpi, le fonti locali riferiscono che uno è di Federico Gualtieri, mentre il secondo è di una donna. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato già recuperato, mentre mancavano ancora all’appello quelli di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino.
Le operazioni di recupero – “Dopo l’individuazione delle 4 vittime nel sistema di cavità sommerse di Dhekunu Kandu, le prossime operazioni di recupero saranno condotte per fasi successive, con finestre operative limitate e un’impostazione estremamente prudente, alla luce dell’elevata complessità dell’ambiente subacqueo“, ha riferito ieri in una nota Dan Europe, organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit fondata nel 1983 e attiva nella sicurezza subacquea, nella gestione delle emergenze, nella ricerca e nell’assistenza ai subacquei a livello internazionale.
“L’operazione – sottolineano – prosegue in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force (Mndf), il cui contributo operativo e logistico resta essenziale in tutte le fasi della missione, insieme all’apporto di sub maldiviani esperti che conoscono il contesto locale e supportano il dispositivo di recupero. Il contesto operativo è quello di una grotta marina profonda, con ingresso tra 55 e 60 metri, passaggi stretti, cunicoli e forte rischio di sollevamento del sedimento, condizione che può azzerare la visibilità e imporre l’interruzione immediata della missione“.
“Per le immersioni – concludono – vengono impiegate attrezzature tecniche avanzate, tra cui rebreather a circuito chiuso, che consentono di riciclare i gas respiratori, potenti scooter subacquei (Dpv) e configurazioni di supporto vitale ridondanti. In superficie è stato predisposto un articolato supporto logistico e medico, comprensivo di una barca-ambulanza e della presenza costante di un medico iperbarico“.
Stamattina erano riprese le ricerche, alle quali partecipa anche un team di tre sommozzatori finlandesi della società Dan Europe
Sub alle Maldive – (Ipa)
Sono stati individuati i corpi dei quattro sub italiani morti giovedì scorso durante un’immersione nella grotta di Alimathà. alle Maldive. Lo ha confermato la Farnesina. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato recuperato il giorno stesso dell’incidente, mentre mancavano ancora all’appello quelli di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino.
Stamattina erano riprese le ricerche, alle quali partecipa anche un team di tre sommozzatori finlandesi della società Dan Europe, arrivata ieri per coordinare i piani con la Guardia Costiera delle Maldive. Secondo quanto riferito dalle autorità maldiviane, le salme di tutti e quattro i sub italiani dispersi sono state localizzate nel terzo segmento della grotta presso il sito Cave Dive dell’Atollo Vaavu, a seguito dell’immersione condotta dai soccorritori.
Il portavoce capo dell’ufficio del presidente, Mohamed Hussain Shareef, affermato che, sebbene l’operazione sia ripresa, per l’immersione di oggi è utilizzato un Rov (veicolo sottomarino a controllo remoto), perché “non è possibile immergersi in profondità a causa delle correnti“. “Oggi – ha dichiarato Shareef, citato dal sito maldiviano ‘Edition’ – non ci saranno immersioni profonde. Il sito sarà ispezionato, con procedure di familiarizzazione che si svolgeranno sul posto con la squadra straniera“. Il portavoce ha aggiunto che la squadra di sommozzatori stranieri, la missione di salvataggio delle Maldive e una squadra di sommozzatori del servizio di polizia delle Maldive sono attualmente attive nell’operazione.
L’operazione era stata sospesa dopo la morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhy, uno dei sommozzatori più esperti della Guardia Costiera, a causa della malattia della decompressione mentre era impegnato nelle ricerche.
Trentuno anni, laureato in Economia, è nato in provincia di Bergamo ma abita a Ravarino, nel Modenese: è un cittadino italiano di origini marocchine. Non era noto alle forze dell’ordine, in passato sarebbe stato in cura per problemi psichiatrici
Si chiama Salim El Koudri l’uomo che sabato pomeriggio (16 maggio) alla guida di un’autoha travolto a tutta velocità alcuni pedoni in centro a Modena, causando otto feriti, quattro dei quali gravi. L’uomo, 31 anni, laureato in Economia, è nato a Seriate il 30 marzo del 1995, in provincia di Bergamo, ma risiede a Ravarino, nel Modenese. Attualmente stava cercando lavoro. Un italiano di seconda generazione, con origini marocchine. In base a quanto emerso finora, sembra che l’uomo sia risultato negativo al tampone per l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.
L’auto guidata dall’uomo. Foto LaPresse
Dalle prime informazioni, El Koudri fino al 2024 sarebbe stato in cura in un centro per problemi psichiatrici. Non era noto alle forze dell’ordine: il suo casellario giudiziario non mostra segnalazioni. Nel tardo pomeriggio è stato portato in questura a Modena per essere sottoposto a un interrogatorio. La polizia di Stato ha avviato subito le indagini per capire le ragioni del gesto. Per il momento non emergerebbero elementi che possano far pensare a una radicalizzazione religiosa o a legami con formazioni eversive.
Cosa è successo – Tutto è successo su via Emilia in pieno centro, con la vettura – una Citroen C3 – proveniente da Largo Garibaldi. Sul posto diverse forze dell’ordine e i soccorritori. L’uomo a bordo dell’auto (rimasto a sua volta ferito) è scappato a piedi ferendo con un coltello una persona che gli si era lanciata addosso per fermarlo, ma è stato poi bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano. Sul posto è arrivato anche il sindaco Massimo Mezzetti.
Le indagini – Poco dopo l’autore del gesto è stato fermato da una volante della polizia e portato in questura a Modena. Sul caso indaga la procura di Modena che ha disposto la perquisizione dell’abitazione dell’uomo a Ravarino, piccolo centro che si trova a una quindicina di chilometri a nord-est del capoluogo. Dalla perquisizione domiciliare sarebbero tuttavia emersi segnali di una forte instabilità mentale dell’investitore: in passato sarebbe stato sottoposto a cure psichiatriche.
Andrà fatta chiarezza. Resta da capire se ci sono stati episodi che in qualche modo possano averlo spinto a compiere il gesto.
L’auto a forte velocità ha travolto i pedoni prima di schiantarsi contro una vetrina: il fermato sarebbe un italiano 31enne di seconda generazione nato a Seriate (Bergamo). Secondo i testimoni una donna avrebbe perso le gambe
Un’auto a velocità sostenuta ha falciato una decina di persone a piedi, in centro a Modena. Ci sono feriti, alcuni in modo grave. È successo su via Emilia in pieno centro, con la vettura proveniente da Largo Garibaldi.Sul posto diverse forze dell’ordine e di soccorso.
L’auto travolge una decina di persone: quattro feriti gravi – L’uomo a bordo dell’auto(rimasto a sua volta ferito) è scappato a piedi ferendo con un coltello una persona che gli si era lanciata addosso per fermarlo ma è stato poi bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano. Sul posto è arrivato anche il sindaco Mezzetti. La polizia di Stato ha avviato immediatamente le indagini per capire le ragioni del gesto. Stando a quanto riferito dal primo cittadino i feriti sarebbero otto di cui quattro in condizioni gravi.
Il responsabile prova ad accoltellare un passante che lo ferma – Da una prima ricostruzionel’auto a tutta velocitàha travolto i pedoni in largo Porta Bologna, poi lo schianto contro la vetrina di un negozio. Una donna, secondo le prime testimonianze, avrebbe perso entrambe le gambe. L’uomo, a quanto sembra un italiano di seconda generazione, avrebbe quinditentato la fuga accoltellando anche un passante che alla fine è riuscito a fermarlo. In corso i soccorsi.
Chi è l’uomo fermato – L’uomo fermato sarebbe un cittadino italiano di seconda generazione(origine marocchina)di 31 anni di Seriate (Bergamo) ma residente in provincia di Modena. Risulterebbe incensurato.Quattro o cinque persone hanno inseguito e contribuito a catturare l’automobilista.
Il sindaco: «Un atto drammatico, grave se fosse un attentato» – «Bisogna capire la natura ma è un atto drammatico, Sono profondamente colpito, qualunque sia la natura è un fatto gravissimo. Se fosse un attentato sarebbe ancora più grave». Sono le prime parole del sindaco di Modena Massimo Mezzetti,sul posto appena accaduto l’investimento. L’autore, «pare un nordafricano, è in questura e lo stanno interrogando».
Il primo cittadino aggiunge che secondo le prime testimonianze «l’auto ha puntato il marciapiede, colpendo anche una bici e poi si è schiantata colpendo in pieno una donna che è la più grave, con le gambe schiacciate. Lo hanno visto con un’arma in mano ma non è riuscito ad accoltellare nessuno. Pare che abbia tentato di colpire qualcuno».
«Voglio ringraziare i cittadini che lo hanno fermato – aggiunge Mezzetti -. L’uomo era anche armato di coltello, hanno avuto coraggio e grande senso civico. Il mio ringraziamento forte va a loro in questo drammatico momento».
L’uomo che ha fermato l’automobilista: «Mi ha colpito» – La signora colpita in pieno dall’auto a folle corsa in pieno centro a Modena nell’impatto ha perso entrambe le gambe. È il dettaglio che emerge dal racconto di Luca Signorelli, l’uomo che ha braccato l’autore dell’investimento.«Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate– spiega Signorelli ai cronisti, la testa ancora grondante di sangue – lui (l’investitore, ndr) scappa. Quindi l’ho inseguito, nel frattempo altre 4-5 persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa ma non era italiano».
«Mi sono arrivati due fendenti – aggiunge l’uomo –uno al cuore e l’altro alla testa. È partita una colluttazione. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l’altro l’ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E poi l’ho neutralizzato». Aiutato anche da altri passanti.
I testimoni: «Abbiamo visto le persone volare» – «Abbiamo visto l’auto arrivare, puntava il marciapiede. Ha fatto un’accelerazione improvvisa. Andava almeno a cento all’ora, abbiamo visto le persone volar» è il racconto di testimoni.
Scene strazianti a molo Favarolo dopo il recupero di un barcone alla deriva in mare aperto, in area Sar libica. Una sopravvissuta, tra i brividi dell’ipotermia, ha tenuto a caldo un bimbo di un anno dopo la morte della madre
Sono 19 i cadaveri dei migranti sbarcati al molo di Lampedusa da una motovedetta della guardia costiera che nella notte dell’1 aprile è intervenuta a 85 miglia al largo dell’isola, in area Sar libica. Molti migranti sarebbero morti sul barcone durante il trasferimento – conclusosi poco dopo le ore 13 – verso il molo Favarolo. Sull’isola c’è forte vento e piove ininterrottamente.
Tratti in salvo 58 migranti poi trasferiti verso l’hotspot di contrada Imbriacola. Sette i migranti, fra cui due bambini, ricoverati nel centro sanitario dell’isola. Gli adulti sono in gravissime condizioni – in ipotermia e intossicati dai fumi di idrocarburi – e non si esclude che possano venire trasferiti, non appena il quadro clinico lo permetterà, con l’elisoccorso del 118.
La nuova tragedia a Lampedusa – Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, dopo essere stato a molo Favarolo si è recato al Pte. “Scene di pietà, scene di pietà – ha detto fortemente turbato – Spero che un giorno tutto questo finirà, un conto è vedere questo strazio e un altro è raccontarlo. Il mare è in tempesta, si pensi che il traghetto di linea non è dato in partenza nei prossimi giorni. Non arriverà prima di sabato”.
Tra i superstiti una giovane donna che non fa altro che chiedere delle sorti di un bambino che ha cercato di salvare durante il viaggio: “Lui adesso che fine farà? Che fine farà?“. A quanto pare quando la mamma del bimbo – di appena un anno – è morta, lei lo ha preso con se e lo ha tenuto stretto fra le sue braccia, cercando di riscaldarlo.
Gli organizzatori hanno dichiarato che le proteste potrebbero diventare una delle più grandi manifestazioni della storia degli Stati Uniti, con più di 3.100 eventi nelle principali città, nei sobborghi e nelle aree rurali degli Usa e anche in molte città europee
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Milioni di persone sono scese in piazza sabato in tutti gli Stati Uniti e in giro per il mondo per protestare contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su una serie di questioni diverse, in quello che considerano il suo stile di governo autoritario, le sue politiche di anti-immigrazione, la negazione del cambiamento climatico e la guerra con l’Iran.
Gli organizzatori hanno dichiarato che le proteste potrebbero diventare una delle più grandi manifestazioni della storia degli Stati Uniti, con più di 3.100 eventi organizzati nelle principali città, nei sobborghi e nelle aree rurali. Si prevede che il numero totale di partecipanti supererà i nove milioni.
È la terza volta in meno di un anno che la gente protesta negli Stati Uniti come parte di un movimento di base chiamato “No Kings“.
La prima giornata di protesta a livello nazionale si è svolta lo scorso giugno in occasione del 79° compleanno di Trump e ha coinciso con una parata militare da lui organizzata a Washington. Si sono presentati diversi milioni di persone, da New York a San Francisco. La seconda, nell’ottobre dello scorso anno, ha richiamato circa sette milioni di manifestanti, secondo gli organizzatori.
La gente partecipa alla protesta “No Kings” sabato 28 marzo 2026 a New York. AP Photo
A New York, decine di migliaia di persone hanno manifestato sabato, tra cui l’attore premio Oscar Roberto De Niro che ha definito il Presidente degli Stati Uniti “una minaccia esistenziale alle nostre libertà e alla nostra sicurezza”.
Manifestanti si radunano durante la protesta No Kings a Washington, sabato 28 marzo 2026. AP Photo
Nella capitale degli Stati Uniti, Washington, migliaia di marciatori, alcuni dei quali portavano striscioni che recitavano “Trump Must Go Now” e “Fight Fascism“, si sono riversati nel National Mall.
“Continua a mentire, a mentire, a mentire e a mentire, e nessuno dice niente. È una situazione terribile quella in cui ci troviamo“, ha dichiarato un manifestante all’agenzia di stampa Afp.
Dimostranti reggono cartelli durante la manifestazione “No Kings” al Wilson Park di Florence, Ala, sabato 28 marzo 2026. AP Photo
Un Paese profondamente diviso – L’evento ha evidenziato la profonda divisione politica che esiste attualmente negli Stati Uniti. Se Trump è largamente venerato all’interno del suo movimento “Make America Great Again“, è altrettanto antipatico ai suoi avversari, che lamentano la sua inclinazione a governare per decreto esecutivo, l’uso del sistema giudiziario per perseguire gli oppositori, nonché la sua ripetuta negazione del cambiamento climatico e l’apparente ossessione per i combustibili fossili.
Molti dei suoi oppositori sono anche insoddisfatti del fatto che abbia eliminato i programmi per la diversità razziale e di genere e che abbia messo in campo il potere militare degli Stati Uniti dopo essersi presentato in campagna elettorale come un uomo di pace che avrebbe evitato le guerre.
La Casa Bianca ha tuttavia smentito i raduni, descrivendoli come il prodotto di “reti di finanziamento di sinistra” che non hanno un vero sostegno pubblico.
“Le uniche persone che si preoccupano di queste sedute terapeutiche per la sindrome di derangement di Trump sono i giornalisti che sono pagati per coprirle“, ha aggiunto la portavoce Abigail Jackson in un comunicato.
A questi commenti ha fatto eco il Comitato nazionale repubblicano del Congresso, con un portavoce che ha dichiarato: “Questi raduni dell’Odio per l’America sono il luogo in cui le fantasie più violente e squilibrate dell’estrema sinistra ottengono un microfono“.
Persone in marcia durante la protesta “No Kings” sabato 28 marzo 2026 a Nashville, Tennessee. AP Photo
Tuttavia, gli organizzatori affermano che due terzi di coloro che intendono manifestare sabato non vivono nelle grandi città, spesso roccaforti democratiche negli Stati Uniti – un dato in forte aumento rispetto all’ultima protesta.
Gli europei protestano da lontano – Sabato si sono svolte manifestazioni anche in Europa, con circa 20.000 persone che hanno marciato sotto la pesante presenza della polizia in città come Amsterdam, Madrid e Roma.
A Parigi, diverse centinaia di persone – per lo più americani che vivono in Francia – insieme ai sindacati francesi e alle organizzazioni per i diritti umani, si sono riunite alla Bastiglia.
“Protesto contro tutte le guerre senza fine, illegali, immorali e sconsiderate di Trump“, ha dichiarato l’organizzatrice di Paris No Kings, Ada Shen.
A Roma, migliaia di persone hanno protestato contro gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele all’Iran, ma hanno anche colto l’occasione per criticare Giorgia Meloni, che ha recentemente visto fallire un referendum che avrebbe cambiato il funzionamento del sistema giudiziario italiano.
Persone partecipano a una manifestazione nazionale contro la guerra organizzata dal “Movimento No Kings Italia” a Roma, sabato 28 marzo 2026. AP Photo
Anche a Londra la gente ha protestato contro la guerra in Iran. Molti hanno anche tenuto striscioni con scritto “fermate l’estrema destra” e “opponetevi al razzismo“.
Il movimento “No Kings” è emerso come la più visibile e schietta opposizione a Trump da quando ha iniziato il suo secondo mandato nel gennaio 2025.
Mentre si profilano le elezioni di midterm di novembre e l’indice di gradimento del presidente scende sotto il 40%, i repubblicani rischiano di perdere il controllo di entrambe le camere del Congresso.
I dati Anmil: ‘Un morto ogni 8 ore’. Bellucci: ‘Presto un dl sicurezza’
“La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, un investimento sul valore dell’essere umano, sul significato profondo del lavoro e sulla qualità della vita“.
Sergio Mattarella non usa giri parole in occasione della settantacinquesima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.
Il capo dello Stato prende carta e penna e scrive un lungo messaggio ad Antonio Di Bella, presidente dell’Anmil (associazione nazionale lavoratori mutilati ed invalidi del lavoro) per richiamare ancora una volta l’attenzione sui dati, diffusi, dalla stessa associazione che certificano come in Italia “ogni 8 ore c’è un morto sul lavoro“.
“Il numero di decessi e infortuni resta tragicamente alto – sottolinea il presidente della Repubblica – anche in raffronto con quello che accade nel resto dell’Unione europea. Ciascuna vittima è un volto a cui occorre dare voce“. Ecco perché Mattarella chiede “l’impegno collettivo, affinché dal dolore nasca una nuova consapevolezza: la volontà comune di costruire luoghi di lavoro più sicuri, dove la vita e la dignità di ogni lavoratore siano sempre al primo posto“.
Alle parole del presidente della Repubblica, fanno eco le prese di posizioni delle più alte cariche dello Stato. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, affida a un lungo post su Facebook la sua riflessione: “Nonostante i grandi sforzi per aumentare la sicurezza i dati restano preoccupanti – osserva il presidente di Palazzo Madama – troppe persone continuano a morire o a subire gravi infortuni mentre lavorano. La sicurezza deve essere sempre una priorità condivisa: prevenzione, formazione e responsabilità sono gli strumenti essenziali per tutelare la vita e rendere il lavoro luogo di dignità, progresso e realizzazione personale“.
Della stessa idea il suo omologo alla Camera: “La sicurezza – dice Lorenzo Fontana – è una priorità fondamentale per garantire che ogni luogo di lavoro tuteli la dignità e la vita delle persone. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che operano per la promozione della cultura della prevenzione e per il sostegno a chi ha subito infortuni o malattie professionali”.
Che il tema debba essere una priorità lo ricorda anche la viceministra del Lavoro, Teresa Bellucci. L’esponente di FdI fa sapere che un nuovo decreto sulla sicurezza sui posti di lavoro è alle battute finali “stiamo ultimando il testo – dice – frutto del costruttivo confronto con le parti sociali. Abbiamo integrato nel Testo unico il tema delle violenze e delle molestie sul lavoro, perché sicurezza significa anche tutela della dignità e del benessere psicofisico della persona“.
La giornata nazionale, sottolinea il presidente dell’Anmil Di Bella, “appartiene a tutti i lavoratori presenti, futuri e pensionati del Paese deve portare un grido unanime verso il cambiamento. Verso una presa in carico determinata al porre fine ad una strage continua, verso l’investimento immediato per la costruzione di un reale Stato sociale“.
RAINEWS24 “Non uno di più” – Lo speciale di RaiNews24 per la 75ª Giornata ANMIL – (12-10-2025
Dopo aver flagellato le Filippine e avere colpito Taiwan con piogge torrenziali, il super tifone Ragasa si è diretto verso le coste della Cina
Il super tifone Ragasa, tra i più potenti degli ultimi anni, ha attraversato l’Asia orientale lasciando una scia di devastazione e allarme diffuso. Dopo aver flagellato le Filippine (immagini nella gallery) con frane e inondazioni e avere colpito Taiwan con piogge torrenziali che hanno trasformato intere cittadine in fiumi di fango, la tempesta si è spinta verso le coste della Cina meridionale, dove ha costretto milioni di persone a fuggire dalle proprie case e ha paralizzato le attività economiche e sociali. In poche ore, onde alte quanto lampioni hanno sommerso i lungomare di Hong Kong, i venti hanno sradicato alberi e scoperchiato infrastrutture, mentre in Guangdong scuole, fabbriche e trasporti sono stati sospesi. Con raffiche che hanno superato i 190 km/h e un’estensione imponente, Ragasa ha mostrato con forza quanto i cicloni tropicali possano rappresentare una minaccia mortale per le metropoli più moderne e popolose della regione Asia-Pacifico, rievocando i ricordi del tifone Mangkhut del 2018.
Foto ansa
Foto ansa
Foto ansa
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Bilancio drammatico tra Filippine e Taiwan – Nelle Filippine, il passaggio del tifone ha causato almeno 4 vittime, tra cui un anziano travolto da una frana. Quasi 700mila persone sono state colpite dagli effetti della tempesta, con oltre 25mila costrette a rifugiarsi in centri di emergenza.
A Taiwan, la situazione è risultata ancora più grave: le piogge torrenziali hanno provocato l’esondazione di un lago di sbarramento nella contea di Hualien. Le acque hanno distrutto un ponte e trasformato le strade del comune di Guangfu, circa 8.500 abitanti, in veri e propri fiumi di fango. Quattordici persone hanno perso la vita, 34 sono rimaste ferite e oltre 120 risultano ancora disperse. Più della metà dei residenti del paese ha trovato rifugio ai piani superiori delle abitazioni o su terreni più elevati, in attesa dei soccorsi.
Hong Kong e Macao in stato di emergenza – Nella notte tra martedì e mercoledì, i venti di Ragasa – con raffiche fino a 195 km/h – hanno svegliato i cittadini di Hong Kong, causando crolli e allagamenti. Parti di una passerella pedonale sono state divelte, centinaia di alberi abbattuti e intere aree costiere invase dall’acqua. Venti feriti sono stati ricoverati negli ospedali della città.
Le autorità hanno chiuso scuole e fabbriche e sospeso i trasporti in gran parte della regione del Guangdong, dove quasi 1,9 milioni di persone sono state evacuate preventivamente. Anche Macao ha chiuso scuole e voli, allestendo rifugi temporanei: qui si registra almeno un ferito.
L’Osservatorio di Hong Kong ha stimato che il tifone sia transitato a circa 100 km a Sud del centro urbano, con una traiettoria verso Ovest-Nord/Ovest a una velocità di 22 km/h. La classificazione di “super tifone”scatta in città per cicloni con venti sostenuti oltre i 185 km/h, una soglia che Ragasa ha ampiamente superato.
Rischi economici – Il governo locale ha avvertito che l’innalzamento delle maree potrebbe avvicinarsi ai livelli registrati nel 2018 con il tifone Mangkhut, evento che provocò danni economici stimati in 4,6 miliardi di dollari di Hong Kong (circa 592 milioni di dollari statunitensi).
Una traiettoria ancora minacciosa – Secondo le previsioni, Ragasa dovrebbe toccare terra tra le città di Taishan e Zhanjiang entro la serata di mercoledì ora locale, mantenendo una potenza in grado di produrre ulteriori allagamenti, frane e interruzioni dei servizi essenziali.
L’ipocentro è stato rilevato a una profondità di 5 chilometri
Una scossa di terremoto di magnitudo 5.0 è stata registrata lunedì 22 settembre 2025 inGrecia, nel Mar Egeo, al largo della costa. Lo riferisce il Centro Sismologico Euro-Mediterraneo (EMSC). L’epicentro del sisma è stato localizzato a circa 111 chilometri a sud-est di Salonicco, città del nord della Grecia con una popolazione di circa 350mila abitanti.
L’ipocentro è stato rilevato a una profondità di 5 chilometri. Al momento non si segnalano vittime né danni a cose.
La scossa registrata nella zona di Massa Martana, in provincia di Perugia. Il sindaco: “Due edificili con possibili lesioni lievi”
Una scossa di terremoto, intorno alle 23.11, di magnitudo 3.8 è stata registrata in Umbria, a un chilometro a nord est da Massa Martana, in provincia di Perugia. Lo segnala il sito di Ingv.
E’ scesa in strada gran parte della popolazione di Massa Martana, nella zona centrale della regione, lo ha riferito il sindaco Francesco Federici, raggiunto dell’Ansa. “La scossa è stata molto forte e al momento gran parte del paese è in strada, spaventata” ha spiegato. “Sono stato subito contattato dal centro regionale di Protezione civile – ha detto ancora il sindaco – e dalla presidente della Regione Stefania Proietti che ha mostrato vicinanza. Per ora mi sono state segnalate due situazioni con potenziali, apparentemente lievi, danni strutturali ad unità abitative. Ma ogni valutazione, anche attraverso i vigili del fuoco, verrà fatta nelle prossime ore“. Per il momento i vigili del fuoco hanno riportato su X che non è arrivata “alcuna segnalazione di danni”. Anche la presidente della Regione, Stefania Proietti, ha dichiarato che al momento non sono stati segnalati problemi ma “per avere un quadro più preciso attendiamo le verifiche che saranno fatte“
La scossa è stata avvertita “in maniera molto forte” dalla popolazione anche a Todi. “Non ho notizie di problemi nella nostra zona” ha spiegato il sindaco Antonino Ruggiano rispondendo sempre all’Ansa.
1 – Dopo un fine settimana decisamente estivo, in perfetta sincronia con l’equinozio d’autunno – che cade lunedì 22 settembre 2025 – il flusso atlantico condurrà un’intensa perturbazione sull’Italia. Il fronte inizierà a portare maltempo sulle regioni settentrionali e una parte del Centro, poi estenderà la sua influenza anche al Sud.
2- Le previsioni meteo di domenica 21 settembre 20251
Qualche addensamento nuvoloso fin dal mattino su alto Piemonte e Valle d’Aosta con possibilità di primi isolati rovesci o temporali. Soleggiato sul resto del Nord Italia. Dal pomeriggio nubi in ulteriore aumento da ovest con temporali in arrivo entro sera anche sulla pianura piemontese e localmente sulla Liguria. In nottata forti temporali su tutto il Nordovest in estensione alla Lombardia.
Stabile e soleggiato con poche velature del cielo al Centro. A fine giornata nubi in aumento sulla Toscana con possibili temporali la notte sui settori settentrionali della regione.
Stabile e soleggiato con poche velature al Sud. Nubi in aumento serale in Sardegna con possibili piovaschi in nottata.
Temperature in ulteriore lieve aumento, punte di 33°C al Nord in Emilia Romagna, 35°C al Centro Sud. Venti in rinforzo dai quadranti sud orientali. Mari mossi, tendenti a molto mossi i bacini occidentali.
3 – Le previsioni meteo di lunedì 22 settembre 2025
Tempo perturbato al Nordovest, Lombardia e ovest Emilia fin dal mattino con rovesci e temporali anche forti e localmente a carattere di nubifragio sulla Liguria, tra medio alto Piemonte e medio alta Lombardia. Possibili grandinate. Dal pomeriggio fenomeni in estensione anche al Triveneto ma prevalentemente tra alte pianure e settori alpini e prealpini. Piogge meno incisive tra Emilia centrale, Romagna e medio bassa pianura triveneta. Gli accumuli complessivi per la giornata potrebbero toccare punte di 150mm.
Peggiora anche al Centro. In Toscana rovesci a iniziare dai settori settentrionali, tra pomeriggio e sera temporali anche su Umbria e Lazio, fenomeni meno probabili sull’Adriatico. Possibili grandinate.
Temporali in Sardegna, soleggiato sul resto del Sud con nubi in aumento a fine giornata in Campania.
Temperature in calo al Nord e centrali tirreniche, stazionarie o in lieve ulteriore aumento sull’Adriatico e l’estremo Sud. Venti tesi meridionali, mari fino a mossi o localmente molto mossi.
4 – Le previsioni meteo di martedì 23 settembre 2025
Tempo ancora in parte instabile sulle Alpi occidentali e sul Triveneto. Variabile, a tratti instabile, con rovesci e locali temporali a carattere intermittente al Centro, non sono esclusi fenomeni localmente intensi.
Instabile anche al Sud. Tra Sicilia e Campania rovesci e locali temporali, occasionalmente intensi. Nubi in parziale aumento anche altrove ma senza fenomeni significativi.
Temperature in lieve e ulteriore calo. Venti meridionali. Mari mossi o localmente molto mossi.
5 – Le previsioni meteo di mercoledì 24 settembre 2025
Mercoledì 24 settembre 2025 il vortice sarà ancora posizionato sull’Italia settentrionale dove sono attese condizioni di variabilità con dei rovesci intermittenti. A tratti instabile anche al Centro e su parte del Sud soprattutto l’area tirrenica con fenomeni più diffusi durante le ore centrali.
Le temperature tenderanno a diminuire ancora un po’ per riportarsi ovunque entro la media.
6 – Come sarà il tempo fino a domenica 28 settembre 2025
La seconda parte della settimana è ancora oggetto di analisi. In linea di massima il tempo potrà essere ancora a tratti instabile al Nord ma il richiamo di aria umida dal bacino del Mediterraneo dovrebbe esporre all’instabilità anche le regioni centro meridionali, soprattutto quelle tirreniche e le Isole Maggiori. Atteso comunque un ulteriore lieve calo termico.
Alla Ecopartenope di Marcianise. Altri due lavoratori sono rimasti lievemente feriti. Le vittime lavoravano su un capannone e l’esplosione li ha sbalzati in aria
EcoPartenope, l’azienda dove è avvenuta l’esplosione (Foto CasertaNews)
Tre persone sono morte in seguito ad un’esplosione verificatasi alle ‘Ecopartenope’ di Marcianise, in provincia di Caserta. Sarebbero morti per l’onda d’urto causata dall’esplosione di un serbatoio di oli esausti i tre lavoratori, tra cui il titolare dell’azienda.
Le Vittime: Ciro Minopoli (Operaio), (Antonio Diodato) e Pasquale De Vita (amministartore unico)
Altri due lavoratori sono rimasti lievemente feriti. I tre deceduti lavoravano su un capannone aziendale e l’esplosione li ha sbalzati in aria per diversi metri.
Sul posto sono presenti diverse squadre dei pompieri.
“Un’altra tragedia intollerabile, di proporzioni enormi, che colpisce il mondo del lavoro nel nostro territorio“, dice in una nota Cgil Caserta, Napoli e Campania. La Cgil esprime “cordoglio profondo alle famiglie, vicinanza ai feriti e ai lavoratori coinvolti, e rabbia per le ennesime morti evitabili. Non si tratta di fatalità. È il fallimento di un sistema di fare impresa che uccide e che continua a non garantire sicurezza. Chiediamo verità immediata su quanto accaduto; più controlli e ispettori; un piano straordinario per fermare questa strage silenziosa“. “Morire di lavoro – conclude la nota- è una vergogna nazionale. Ora basta“.
Già sperimentata agli ultimi Mondiali per club, verrà utilizzata per la prima volta nel nostro campionato
@LaPresse
Juventus-Inter, partita in programma sabato 13 settembre alle 18 all’Allianz Stadium e valevole per la terza giornata del campionato di serie A, sarà caratterizzata dall’introduzione di una novità storica per il nostro campionato: la RefCam, già sperimentata durante gli ultimi Mondiali per club.
Cos’è la Refcam – La Refcam è una telecamera ultramoderna che permette di assistere al match dal punto di vista privilegiato del direttore di gara. Un modo per immergersi appieno all’interno della sfida osservando la partita da distanza ravvicinata. Questo strumento, come detto, è stato utilizzato in via sperimentale anche nel corso degli ultimi Mondiali per club che si sono tenuti negli Stati Uniti.
Il comunicato – “La Lega Calcio Serie A – si legge nel comunicato ufficiale – si appresta ad un’altra giornata storica nell’evoluzione dello spettacolo televisivo delle partite e dell’innovazione tecnologica. In occasione della grande sfida di Serie A Enilive Juventus-Inter, in programma sabato 13 settembre alle ore 18.00 all’”Allianz Stadium” di Torino, farà il suo esordio in Italia la Refcam, una telecamera ultramoderna che consente di assistere all’evento-partita dal punto di vista privilegiato del direttore di gara”.
“Lega Calcio Serie A è, infatti, una delle Leghe professionistiche europee che è stata selezionata per la sperimentazione dell’utilizzo della Refcam nelle dinamiche di ripresa in occasione delle Competizioni ufficiali, in ottemperanza ai protocolli redatti da FIFA e IFAB, già testati nel recente Fifa Club World Cup”.
“La micro-camera ad alta risoluzione, con il peso di soli 6gr., verrà montata alla base dell’archetto del microfono del Primo Ufficiale di gara e sarà utilizzata nel corso del warm-up, in live durante il match, in occasione della preparazione dei calci di punizione e situazioni analoghe, o per mostrare replay dall’alto tasso di spettacolarità. Essendo la stessa ricompresa nel novero di camere a disposizione della produzione televisiva, sarà regolarmente consegnata come segnale isolato al VAR”.
De Siervo: “Esperienza sempre più coinvolgente per i tifosi” – “L’introduzione della Refcam nel nostro campionato rappresenta non solo un ulteriore passo nel percorso di innovazione che stiamo portando avanti con costanza e determinazione, ma soprattutto fornisce finalmente ai tifosi la reale prospettiva della vista dell’arbitro delle differenti azioni di gioco – ha affermato Luigi De Siervo, AD Lega Calcio Serie A -. Il nostro obiettivo è, infatti, offrire al pubblico un’esperienza sempre più coinvolgente e immersiva, valorizzando lo spettacolo del calcio con prospettive inedite ed immagini esclusive. La Lega è da sempre in prima linea nell’adozione delle nuove tecnologie, consapevole del ruolo centrale che esse rivestono nell’evoluzione della fruizione televisiva, nella promozione del nostro prodotto a livello globale e nella trasparenza delle decisioni assunte dai direttori di gara“.
Esordio della Refcam al derby d’Italia. Zappi: “Si capirà la complessità di arbitrare, spero sia produttivo”
Già sperimentata agli ultimi Mondiali per club, verrà utilizzata per la prima volta nel nostro campionato
Dopo l’esordio alla Fifa Club World Cup, la Refcam è pronta all’esordio anche in Serie A. Il fischio d’inizio del connubio tra lo sport più amato d’Italia e la telecamera ultramoderna che consente di assistere all’evento sportivo dal punto di vista del direttore di gara è previsto per il prossimo 13 settembre alle 18.00. Orario e data che coincidono, e non per caso, con il derby d’Italia. “L’introduzione della Refcam – ha detto il Presidente dell’AIA, Antonio Zappi, come riporta TMW– fornirà a tutti la reale prospettiva della vista dell’arbitro delle azioni di gioco da valutare, consentendo quindi di comprendere appieno ai tifosi come la funzione arbitrale sia assai complicata già a livello di percezione visiva dei fatti di gioco dinamici. È un compito ulteriore ed aggiuntivo che viene richiesto ai nostri ragazzi per valorizzare lo spettacolo del calcio con prospettive inedite ed immagini esclusive al quale noi aderiremo con la consueta disponibilità all’innovazione tecnologica degli arbitri italiani.
Auspichiamo tuttavia – ha aggiunto – che presto queste novità possano diventare anche produttive per generare nuove risorse economiche per la crescita e la formazione del movimento arbitrale che a questo nuova modalità di fruizione dello spettacolo dà un importante e diretto contributo. Mi piacerebbe, a fronte di un impegno professionale sempre maggiore richiesto agli arbitri di vertice per accrescere il valore del prodotto calcio, che fosse previsto anche un dividendo compensativo come quello di poter avere in determinate gare accesso agli stadi per i nostri giovani arbitri. Non un accesso gratuito, ma virtualmente finanziato da queste nuove prestazioni che il calcio ci chiede“.
È tutto pronto: martedì 9 settembre, Apple presenta la nuova, attesissima, famiglia di iPhone 17. Tra le altre novità ci saranno anche le nuove generazioni di Apple Watch e AirPods.
L’appuntamento è per le 19, ora italiana. Today.it seguirà l’evento con aggiornamenti in diretta.
Super fotocamera per iPhone 17 Pro e 17 Pro Max? – Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi, i due smartphone super top di gamma di Apple, iPhone 17 Pro e iPhone 17 Pro Max, porteranno con sé una lunga serie di migliorie sul fronte della fotocamera: non che fosse diversamente negli anni passati, ma il 2025 (e il 2026 di conseguenza) potrebbe essere l’anno giusto (anche) per i professionisti per acquistare uno smartphone pensato in particolar modo per scopi creativi di un certo livello.
‘Camera bar’ per iPhone 17 Pro (Max) – Il primo cambiamento evidente riguarda il design. Il modulo della fotocamera, infatti, dovrebbe essere ripensato in stile ‘camera bar’, pur mantenendo il classico allineamento a triangolo delle tre lenti. Nella nuova disposizione, microfono, flash e sensore LiDAR dovrebbero essere spostati sul lato destro, liberando di conseguenza più spazio per sensori fotografici di dimensioni maggiori.
Tra le novità più significative ci sarebbe tuttavia un nuovo teleobiettivo da 48 megapixel, in grado di garantire immagini ben più dettagliate anche con lo zoom attivo. La nuova ottica potrebbe sfruttare il ‘ritaglio ottico’, una funzione già presente sulla famiglia di Iphone 14 Pro, che permette di ottenere degli scatti ingranditi senza perdere qualità nell’immagine, il tutto sfruttando la porzione centrale del sensore.
Come cambia Apple Watch, le ultime indiscrezioni – Dopo un update significativo nella precedente generazione, Apple Watch 11 dovrebbe ricevere aggiornamenti piuttosto contenuti rispetto al recente passato. Di certo, dovrebbe avere in dotazione un chip più performante, per prestazioni migliorate e un nuovo modem con supporto per il 5G.
Da tempo Apple sta lavorando anche a nuove funzionalità di monitoraggio, su tutte quella relativa alla pressione sanguigna, ma non filtra ottimismo sull’implementazione già a partire da quest’anno.
Il dispositivo di punta, Apple Watch Ultra dovrebbe invece disporre di un display più grande rispetto al passato (422×514 pixel, secondo quanto riferisce il sito di settore 9to5Mac.com), con cornici più ridotte e un nuovo chip S11 integrato per prestazioni ancora più veloci.
iPhone 17, quattro smartphone (con una novità) – La famiglia dei nuovi iPhone 17 sarà formata, come di consueto, da 4 smartphone, ma con una sostanziale novità rispetto al passato: fuori la versione Plus, dentro il nuovissimoiPhone 17 Air, modello ultra-sottile, con display da 6,6″ e uno spesso di 5,5 millimetri.
Confermati invece iPhone 17 modello base, con display da 6,3 pollici, e i super top di gamma, iPhone 17 Pro e 17 Pro Max con grandi novità sul comparto fotografico, che sarà sviluppato su una barra orizzontale
Inail: infortuni in crescita nel tragitto da casa. “Edilizia maglia nera, sempre più stranieri che non parlano italiano e con comprendono cosa fare per la sicurezza”, dice la Cgil. L’ispettore del lavoro: “Siamo pochi”
Il presunto amministratore della piattaforma sarebbe un italiano di 45 anni: “Usava pseudonimi come Phicamaster e Bossmiao”
Chi c’è dietroPhica.eu? Dallo scoppio del caso, la domanda rimbalzata sui social è diventata il focus delle indagini che hanno coinvolto il sito. Sulla piattaforma centinaia di utenti pubblicavano foto di donne, ignare di tutto, per darle in pasto ai commenti volgari e ingiuriosi degli iscritti. Gli investigatori sarebbero arrivati all’identità dell’amministratore del sito: si tratterebbe di V.V., come riporta Domani, un italiano di 45 anni.
Chi è l’amministratore di Phica.eu – Il sospettato è originario di Pompei, ma da tempo risiede a Scandicci (Firenze). L’uomo, scrive ancora Domani, sarebbe proprietario di una piccola società “costituita all’inizio del 2023 a Genova con l’obiettivo ufficiale di condurre campagne pubblicitarie sui social network attraverso influencer“. La società, si legge sul quotidiano, “risulta aver fatturato circa 150mila euro all’anno nel 2023 e nel 2024, con utili netti rispettivamente di 69mila e 65mila euro. I rendiconti finanziari non offrono ulteriori informazioni sull’attività dell’impresa“.
E secondo un’analisi della società dell’esperto di cyberintelligence, Alex Orlowsky, contattato da Domani, V.V. “cercava di estorcere denaro alle vittime del suo sito presentandosi falsamente come collaboratore della polizia postale“. Per celare la sua identità usava pseudonimi come “Bossmiao, Phicamaster, Phicanet e Miao“.
Le indagini – Nel frattempo, la Procura di Roma sarebbe pronta ad aprire un fascicolo su Phica.eu e il gruppo Facebook Mia moglie. Gli investigatori della polizia postale hanno incontrato per circa due ore il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini che a breve acquisirà una prima informativa. I reati che potrebbero essere ipotizzati dai pm capitolini vanno dalla diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti alla diffamazione, ma potrebbe essere inclusa anche l’accusa di estorsione.
Addentrandosi nei meandri del web e sfruttando i registri delle imprese consultabili, due analisti hanno scoperto che dietro al sito dello scandalo c’è una società bulgara con un titolare italiano
A sinistra gli screen trovati sul portale. A destra una serie di indirizzi IP rintracciati dall’analista Lorenzo Romani
Sesso, ma anche soldi: a muovere l’attività di Phica.eu sarebbe stato un giro d’affari che nell’ultimo anno ha registrato un fatturato di un milione di euro. Dietro ci sarebbe una società con sede a Sofia, in Bulgaria, la Hydra Group Eood, e un amministratore unico italiano. Sono alcune delle informazioni scoperte da due analisti di intelligence, Valerio Lillo e Lorenzo Romani, che con tecniche Osint (ovvero da fonti aperte) hanno ricostruito il filo che tiene insieme revenge porn e affari.
Chi c’è dietro Phica.eu – L’amministratore e unico proprietario della società bulgara a cui si approda è un italiano. Le iniziali sono R.M.
Come si è arrivati a lui? I ricercatori hanno seguito le tracce nel codice sorgente del sito, nei certificati Ssl (Secure Sockets Layer) dei domini e negli hosting. Il server che ospita la piattaforma ha un indirizzo Ip blindato da Cloudflare. Iscrivendosi al forum e ricevendo la mail di verifica dell’account, tramite le informazioni di invio è stato possibile individuare l’indirizzo Ip corretto, scoprendo anche altri siti collegati.
Tra questi un’altra risorsa online che si chiama webcam.phica.net. Fino a qualche mese la società titolare era la spagnola B4 Web Sociedad Limitada, oggi è la britannica Atelier Noire Ltd. Il portale webcam.phica.net utilizza un indirizzo e-mail con il dominio ragazzeinvendita.com.
Sito ragazzeinvendita.com Credits Lorenzo Romani
Sul footer del sito (la parte in basso, con le informazioni legali) viene menzionata un’impresa terza sita in Bulgaria, la Hydra Group Eood, preposta a gestire i flussi di pagamento.
La consultazione dei registri pubblici bulgari porta facilmente i ricercatori a individuare come socio unico di Hydra Group Eood l’italiano R.M., classe 1961.
“Il soggetto identificato coincide con l’amministratore/titolare di phica.net? Non ne ho la certezza, ma credo proprio che lui lo conosca“, spiega l’analista Lorenzo Romani. Allo stato attuale, comunque, il soggetto italiano identificato dai due ricercatori non può essere ritenuto responsabile per le foto condivise su Phica.eu.
Chiuso Phica.eu, la polizia postale invita a formalizzare le denunce – Ieri, 28 agosto, il sito incriminato è statochiuso dopo vent’anni di attività, dal 2005, durante i quali ha cambiato dominio (passando da .net a .eu, che portano però alla stessa piattaforma). Il tenore delle pubblicazioni non è mai variato. La polizia postale è impegnata in queste ore a dar seguito alle segnalazioni arrivate da tutta Italia da parte di donne che hanno scoperto le proprie foto sui due“portali” Phica e il gruppo Facebook “Mia Moglie“, anche questo chiuso negli ultimi giorni.
La polizia postale ha invitato le vittime a formalizzare la propria denuncia, condizione necessaria per la procedibilità del reato di revenge porn.
La scoperta del gruppo Facebook Mia moglie e della piattaforma Phica ha seminato l’allarme tra le donne. Anche le immagini pubbliche possono essere utilizzate per sessualizzare le vittime inconsapevoli: gli strumenti per difendersi
Alcuni dei thread che sessualizzavano le foto di donne vip e note al grande pubblico. A destra, la denuncia social della doppiatrice Arianna Craviotto (foto: Instagram)
Sempre più donne stanno scoprendo di essere finite su forum e gruppi sessisti come Phica.eu e Mia moglie. Le loro foto, anche pubbliche, sono state date in pasto a utenti anonimi che avevano come unico scopo quello di sessualizzarle e di dare sfogo ai loro commenti ingiuriosi e volgari. In alcuni casi la loro immagine è stata estrapolata da un social per calarla nel contesto dell’apposito portale. Altre vittime hanno visto invece scatti privati o rubati dai propri partner divenire di pubblico dominio. Mentre le indagini della polizia postale proseguono – nonostante la chiusura delle piattaforme contestate – e le denunce si moltiplicano, viene naturale chiedersi come scoprire l’uso improprio delle proprie foto. Ecco qualche strumento utile.
I motori di ricerca – Da nemici, i motori di ricerca possono diventare i nostri amici più fidati quando si tratta di stanare le nostre immagini pubblicate online. Basta infatti inserire il nostro nome e cognome seguito dal sito sospettato, come Phica.eu, e scoprire se si è finiti nella rete di commenti. Per esempio, se si digita su Google search “Chiara Ferragni phica.eu” esce fuori un thread a lei dedicato.
Il thread con oggetto Chiara Ferragni
Attenzione però, la nostra ricerca non riesce a penetrare il dark web e tutte quelle piattaforme criptate. Per ottimizzare l’indagine potrebbe risultare utile l’utilizzo dei cosiddetti “operatori booleani“, ovvero chiavi di ricerca molto specifiche che guidano la nostra analisi del web. Per sfruttare questi operatori, che non sono altro che dei simboli per filtrare i risultati, basta copiare e incollare sulla barra di ricerca questa richiesta e inserire nome e cognome site:phica.eu AND “nome e cognome” OR “cognome e nome” OR “nome” AND “città” OR “cognome” AND “città”.
Il riconoscimento facciale e tramite pixel – Se invece non si è sicuri che abbiano usato proprio il nome, ci sono degli strumenti e delle applicazioni che a partire dalle immagini scandagliano il web per capire se si trovano altrove. Possono tornarci utile nella nostra ricerca. PimEyes è l’unico software open source che scandaglia il web utilizzando la sua potenza di calcolo per il riconoscimento facciale. Basta dargli in pasto un’immagine e PimEyes restituirà i risultati trovati online con l’indirizzo del sito dal quale proviene l’immagine.
Uno strumento simile è Google immagini. Per attivare questa ricerca basta cliccare l’icona a forma di macchina fotografica sul lato destro della barra di ricerca Google. Il tool chiedere di trascinare l’immagine da cercare o di caricare un file. Il sistema poi troverà un “match” confrontando i pixel della foto inserita con le risorse che ha disposizione per il web.
Google alert – Un altro tool molto utile è Google alert. Questo strumento permette di ricevere via email le notifiche su argomenti specifici non appena nuovi contenuti relativi a questi argomenti vengono pubblicati sul web. Ma è possibile anche inserire il proprio nome e cognome così da essere avvisati ogni qual volta si verrà citati online.
Aggiungere watermark – Esistono inoltre servizi che inseriscono marcatori invisibili (anche chiamati watermark) nelle immagini: se la foto viene riutilizzata altrove, puoi rintracciarla più facilmente.
A chi rivolgersi – Se il sospetto diventa certezza, non bisogna restare soli. In Italia è possibile rivolgersi alla polizia postale, che raccoglie segnalazioni online, e a diverse associazioni come PermessoNegato o Telefono Rosa, che offrono supporto legale e psicologico. “Il primo errore è vergognarsi — spiegano gli operatori — perché il problema non è di chi subisce, ma di chi diffonde senza consenso“. In caso di ritrovamento delle proprie immagini in un forum o canale privato, la regola è chiara: non interagire mai con gli autori, per non esporsi a ulteriori rischi. Meglio raccogliere prove, salvare screenshot con Url e data, e procedere con una segnalazione.
Cosa rischia chi commenta – È molto difficile fornire una risposta sintetica a chi si chiede quali reati commetta l’autore di commenti o post ingiuriosi. Bisognerebbe innanzitutto ragionare per singolo caso e, soprattutto, identificare il messaggio contestato. Infatti, quando si tratta di diffamazione non esiste la procedibilità d’ufficio. In parole povere, deve essere la stessa vittima a denunciare il fatto alle autorità.
Inoltre, in base alcontenuto dei commenti si potrebbe sconfinare nell’accusa di istigazione a delinquere(se si minaccia una persona o si induce persone terze a commettere reati) e di vilipendio di organi e personalità dello Stato (visto che anche la premier Giorgia Meloni, tra le tante politiche, ne è stata vittima).
Il maltempo concede una tregua sull’Italia e la settimana parte con il sole ma poi arriva un forte peggioramento.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma una nuova e intensa fase perturbata da giovedì 28 per l’avvicinamento dell’ex uragano Erin, che richiamerà venti umidi e caldi direttamente dalle zone subtropicali, il carburante necessario per la formazione di fenomeni estremi.
L’inizio della settimana sarà caratterizzato da tempo in prevalenza stabile con cielo poco nuvoloso quasi ovunque, ad eccezione dei soliti temporali di calore sui rilievi interni. Farà anche abbastanza caldo al Centro-Sud, mentre al Nord si resterà in linea con le medie del periodo.
Tuttavia, la situazione comincerà a cambiare da mercoledì 27. L’avvicinamento di Erin al continente richiamerà un flusso di aria molto calda e umida proveniente dalle latitudini subtropicali, che investirà in particolare il Centro-Sud e le Isole Maggiori. Qui, le temperature saliranno notevolmente, con picchi che potranno superare i 36-38°C e toccare i 40°C in Abruzzo, pianure Pugliesi, Sicilia e Sardegna. Al contrario, il Nord vedrà un cambiamento radicale, con l’inizio di una fase di maltempo intenso nel corso del giorno.
Ma è da giovedì 28 che si osserverà un brusco peggioramento delle condizioni meteo. Sul Nord Italia, in particolare in Liguria e Piemonte, si avranno piogge e temporali violenti anche a carattere stazionario, tipici delle perturbazioni autunnali. Potranno cadere anche più di 100-150mm d’acqua nel giro di poche ore su una singola zona, con il concreto rischio di alluvioni lampo.
Da venerdì passerà il fronte vero e proprio che sbloccherà questa situazione di stazionarietà, coinvolgendo praticamente l’intero Centro-Nord Italia. In questa occasione ci sarà la possibilità di colpi di vento (downburst) e grandinate di medie-grandi dimensioni.
Attenzione ai forti venti di Scirocco durante la fase prefrontale e di Libeccio e Maestrale verso il weekend.
Nel dettaglio – Lunedì 25. Al Nord:bel tempo salvo velature. Al Centro: bel tempo prevalente. Al Sud: bel tempo.
Martedì 26. Al Nord: prevalenza di sole. Al Centro: in gran parte soleggiato. Al Sud: alcuni temporali sugli Appennini.
Martedì 26. Al Nord: nubi in aumento dai settori occidentali. Al Centro: in gran parte soleggiato, più nubi sulle tirreniche. Caldo. Al Sud: soleggiato e caldo.
Tendenza: peggiora al Nord con piogge intense e forti temporali.
Lo 0-0 in casa della Juve Stabia non basta: i blucerchiati chiudono al terzultimo posto.
Una bandiera della Sampdoria – Foto: Getty Images
La Sampdoria retrocede in Serie C per la prima volta della sua storia. Lo 0-0 in casa della Juve Stabia, nell’ultima giornata della Serie B 2024/25, non è bastata ai blucerchiati per evitare il terzultimo posto e la retrocessione diretta in Lega Pro.
I blucerchiati con una vittoria in Campania avrebbero infatti avuto l’opportunità almeno di passare dal playout, ma gli uomini allenati da Evani non sono riusciti a sbloccare il risultato nonostante diverse occasioni. Dopo 78 campionati tra Serie A (65) e Serie B (13), la Sampdoria trova quindi la prima retrocessione in Serie C della sua storia.
Sampdoria, Cittadella e Cosenzasalutano così la Serie B e scendono in Serie C.Frosinone, sedicesimo, e Salernitana, diciassettesima, dovranno invece affrontarsi nel playout (qui il calendario playout Serie B 2025) per conquistare la permanenza nel campionato cadetto. Questo il responso dell’ultima giornata nella parte bassa della classifica di Serie B. In zona playoff, il Cesena conquista l’ultimo posto disponibile per giocarsi la promozione in Serie A, raggiungendo Sassuolo e Pisa, già saliti nella massima serie.
La squadra romagnola, settima, affronterà il Catanzaro, sesto, nel turno preliminare. L’altra sfida vedrà la Juve Stabia, quinta, contro il Palermo, ottavo, per accedere alle semifinali, dove attendono Spezia (terzo) e Cremonese (quarto).
Sono sempre più gli ‘appassionati’ del Foro che giocano live sui siti di betting, insultando e tifando contro i tennisti
Alex De Minaur – Afp
Problema scommesse agli Internazionali d’Italia 2025. In questi giorni migliaia di tifosi e appassionati stanno riempiendo il Foro Italico per godersi il tennis del Masters 1000 di Roma, ma tra loro c’è anche chi, invece di gustarsi le partite dei migliori giocatori del mondo, preferisce scommettere in diretta sugli incontri, provando anche a influenzare il risultato con comportamenti inaccettabili.
Sulle tribune dei campi, soprattutto quelli ‘minori‘, si vedono spesso spettatori che tifano contro, o addirittura insultano, i tennisti in base alla propria giocata. E spesso i giocatori non rimangono indifferenti.
Da De Minaur a Navone, le reazioni dei tennisti – Gli ultimi a reagire, in ordine di tempo, sono stati Alex De Minaure Jacob Mensik. Durante il suo match contro Luca Nardi, valido per il terzo turno del torneo, l’australiano numero otto del mondo è stato beccato per tutta la partita da un gruppo di ‘tifosi‘ che, oltre a sostenere l’azzurro, stava giocando live sui siti di scommesse. Una superato il turno, De Minaur si è rivolto proprio a quei tifosi e ne è nato un battibecco durato qualche secondo. Stesso copione nel match di Mensik, ritrovatosi anche lui a fare i conti con alcuni scommettitori. Dopo aver ricevuto uno sguaiato tifo contro per l’intera durata del suo incontro con l’ungherese Fabian Maroszan, il ceco si è rivolto verso le tribune e ha applaudito, spendendo un bacio ai propri oppositori.
Anche Mariano Navone, coprotagonista del ritorno in campo di Jannik Sinner ed eliminato proprio dall’azzurro al secondo turno, ha avuto un diverbio con alcuni ‘tifosi‘ al termine del match, vinto, contro Federico Cinà. Sulla Grand Stand Arena, l’argentino ha dovuto sopportare per tutta la partita gli insulti di un gruppo di scommettitori che, alla fine, si sono ritrovati di fronte il numero 99 del mondo, che esultando si è rivolto proprio a loro.
Episodi del genere si sono verificati anche nel tabellone femminile. La tennista ceca Linda Noskova, dopo essere stata eliminata dal torneo per mano della russa Mirra Andreeva, si è sfogata sui social contro chi, per tutta la partita, l’ha insultata dagli spalti: “Atutti quelli che hanno tirato in ballo mia mamma dopo la mia sconfitta proprio nel giorno della Festa della Mamma (domenica 11 maggio, ndr), mi auguro che un giorno possiate trovare compassione nel vostro cuore“.
La direzione del torneo: “Fenomeno inaccettabile” – Dura anche la presa di posizione di Paolo Lorenzi, direttore degli Internazionali d’Italia: “Il fenomeno degli scommettitori ‘live’ sui campi da tennis, come su altri siti di gara in altri sport, è da tempo monitorato dalla nostra Federazione con la massima attenzione. Posto che, naturalmente, l’attività di betting è consentita a ciascun maggiorenne nei termini disciplinati dalla legge, riteniamo semplicemente inaccettabile che questa attività abbia un qualsivoglia punto di contatto con quella agonistica“, si legge nel comunicato della Federazione.
“Per questa ragione, la nostra Federazione implementerà ulteriormente i controlli già in essere, fornendo tutto il supporto alle forze dell’ordine e all’Atp affinché episodi come quelli segnalati non si ripetano. La Fitp si assicurerà, contestualmente, che le persone individuate come responsabili di attività di disturbo, non abbiamo mai più occasione di rimettere piede in un impianto che ospiti una manifestazione federale“.
Al quarto scrutinio i cardinali trovano il nome del 267esimo pontefice. Ovazione a San Pietro
C’è il nuovo pontefice: è il 267esimo della storia. I 133 cardinali hanno trovato al quarto scrutinio ilsuccessore di papa Francesco. La prima fumata di oggi, arrivata intorno alle 11,50, è stata di nuovo nera. Poi alle 18.08 è arrivata la fumata bianca. Ovazione in piazza San Pietro, 40mila fedeli commossi e campane a festa. Si attende ora l’annuncio del cardinale protodiacono Dominique Mamberti dalla loggia delle benedizioni della Basilica vaticana: dirà il nome
I 133 cardinali elettori, giunti da 71 Paesi, chiamati a eleggere il nuovo Pap
In 100mila su YouTube per il comignolo. Oltre centomila persone sono collegate al canale YouTube di Vatican News che sta trasmettendo in diretta le immagini del comignolo della Cappella Sistina in attesa della prima fumata. Un numero che cresce di minuto in minuto, in attesa di conoscere l’esito della prima votazione dei cardinali riuniti in conclave.
1 ora fa – Piazza gremita di fedeli – Anche se stasera è molto difficile che possa esserci una fumata bianca, Piazza San Pietro è piena di fedeli e pellegrini: tutti con gli occhi puntati sul comignolo della Cappella Sistina in attesa del successore di Pietro. Sono momenti di attesa in vista della fumata: sui maxi schermi installati è apparso il comignolo posto sul tetto della cappella Sistina, segno che la fumata è, con ogni probabilità, imminente. Momenti di emozione per i fedeli, tanti di loro hanno preso lo smartphone inquadrando il tetto e dando una pacca sulla spalla a chi invece era distratto.
3 ore fa – Extra omnes, al via il Conclave – Con l’«extra omnes» pronunciato dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Ravelli, prende il via il conclave per eleggere il 267° Papa. Tutti gli astanti lasciano ora la cappella Sistina, all’interno della quale restano solo i cardinali elettori,lo stesso maestro e l’ecclesiastico incaricato di tenere l’ultima meditazione prima delle votazioni, il cardinale Raniero Cantalamessa. Una volta usciti tutti il maestro chiude la porta d’accesso alla cappella Sistina. Al termine della meditazione, anche il maestro e il cardinale Cantalamessa lasciano la cappella Sistina e si avviano le operazioni di voto.
4 ore fa – Il giuramento di fedeltà e segretezza – I cardinali, prima di cominciare i lavori del conclave, giurano prima tutti insieme e poi singolarmente. Giurano davanti a Dio di essere fedeli al loro compito in caso di elezione a Papa e giurano anche segretezza sui lavori del conclave. A leggere il giuramento, a nome di tutti, è il cardinale Pietro Parolin che presiede il conclave.
La formula di giuramento che ogni cardinale è tenuto a pronunciare: «Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto».
4 ore fa – I cardinali in Sistina – I cardinali elettori stanno entrando nella cappella Sistina, dove a breve prenderà il via ufficialmente il conclave. Una volta varcato l’ingresso, i cardinali raggiungeranno le loro postazioni, sulle quali è già pronta la dotazione per procedere alle votazioni.
I tavoli ricoperti con drappi rossi e tovaglie marroni sono disposti lungo tutta la Sistina in quattro file, un po’ sfalsate, due a destra e due a sinistra. Al termine si procederà al giuramento, che si concluderà con il tradizionale ‘extra omnes‘ e la chiusura delle porte della Sistina. continua a leggere
Regola Generale Conclave: Il Conclave è il processo attraverso il quale viene eletto il nuovo Papa e segue regole precise stabilite dalla Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis“, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata da Benedetto XVI. Ecco le principali regole generali:
Partecipanti: Solo i cardinali con meno di 80 anni possono votare.
Luogo: Si svolge nella Cappella Sistina, in totale isolamento.
Scrutini: Si tengono quattro votazioni al giorno (due al mattino e due al pomeriggio).
Maggioranza richiesta: È necessaria una maggioranza di due terzi per eleggere il Papa.
Ballottaggio: Se dopo 33 o 34 votazioni non c’è un eletto, si passa al ballottaggio tra i due candidati con più voti.
Fumata: Dopo ogni scrutinio, viene emesso un fumo dal camino della Cappella Sistina: nero se non c’è un Papa, bianco se è stato eletto.
Accettazione: L’eletto deve accettare formalmente con la frase: “Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?”.
Annuncio: Dopo l’elezione, il cardinale protodiacono proclama l’“Habemus Papam” dalla Loggia della Basilica di San Pietro.
Il Conclave è un evento solenne e segreto, con misure di sicurezza rigorose per garantire la riservatezza del processo.
Regola generale del Conclave: – Ogni giorno (tranne il primo) si tengono due scrutini la mattina e due il pomeriggio, per un totale di quattro scrutini al giorno. Ma le fumate sono solo due al giorno:
una al mattino (dopo i due scrutini mattutini),
una al pomeriggio (dopo i due scrutini pomeridiani).
La campionessa valdostana operata alla Madonnina a Milano. Evidenziata anche la rottura del crociato
Si è conclusa nella serata di giovedì l’operazione a cui è stata sottoposta Federica Brignone presso la clinica La Madonnina di Milano in seguito alla caduta nel corso della seconda manche del gigante femminile alla Ski Area Lusia in Val di Fassa (Tn), valevole per i Campionati Italiani. Lo rende noto la Fisi. L’intervento, perfettamente riuscito, è stato eseguito dal Presidente della Commissione Medica Fisi Andrea Panzeri in collaborazione con i dottori Riccardo Accetta (Responsabile dell’Unità operativa di Traumatologia dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio), Gabriele Thiebat (Commissione Medica FISI) e Alberto Zangrillo (Primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano) e si è reso necessario per la riduzione e sintesi della frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla riparazione legamentosa del compartimento mediale del ginocchio.
E’ stata evidenziata anche la rottura del legamento crociato anteriore, che verrà valutata nelle prossime settimane. La campionessa del mondo di supergigante a Saalbach 2025 e fresca vincitrice della Coppa del mondo inizierà sin dai prossimi giorni il percorso riabilitativo.
Giovedì 03 aprile 2025
Dramma Brignone, caduta ai campionati italiani: frattura di tibia e perone. Sarà operata a Milano
L’incidente all’Alpe Lusia, in Val di Fassa, dove si disputano i tricolore 2025. Gli esami effettuati al Santa Chiara di Trento hanno evidenziato la doppia frattura pluriframmentaria alla gamba sinistra
Pessime notizie per Federica Brignone: la campionessa azzurra di sci, che nel 2025 ha vinto l’oro ai Mondiali di Saalbach in gigante e pochi giorni fa ha conquistato la Coppa del Mondo generale (la sua seconda in carriera), è caduta durante la seconda manche dei campionati italiani di gigante, in corso sull’Alpe Lusia (Val di Fassa). La valdostana è incappata in una extra-rotazione uscendo da una porta verso destra, con un movimento anomalo delle gambe e un consistente impatto sulla neve. Subito soccorsa, è stata trasportata in elicottero all’ospedale di Trento.
Dinamica Brignone – Federica ha impattato con il braccio destro in una porta blu e questo ha causato la rotazione anomala. Brignone è stata trasportata a Trento, all’ospedale Santa Chiara,e con lei c’è il fratello Davide. Gli esami sono cominciati attorno alle 13 presso l’ospedale di Trento e sono terminati attorno alle 14 con pessime notizie: la Tac ha evidenziato la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra. La Commissione Medica Fisi segue attentamente le condizioni della campionessa valdostana e ne ha predisposto il trasferimento presso la clinica La Madonnina di Milano, dove verranno completati gli esami radiologici e stabilito il percorso chirurgico.
La fotosequenza della caduta di Federica Brignone nel gigante dei Campionati italiani di sci in Val di Fassa
Mina spegne oggi 85 candeline. Un compleanno importante per un mito nazionale di fama mondiale, icona della musica e della storia della tv. Leggenda vivente nonostante la scelta di mezzo secolo fa di rendersi invisibile agli occhi del pubblico, è l’artista femminile italiana con il maggior numero di vendite e continua a influenzare generazioni di nuovi cantanti.
All’anagrafe Mina Anna Maria Mazzini, soprannominata la ‘Tigre di Cremona’, ma nata a Busto Arsizio (Varese) il 25 marzo 1940, nel corso della sua carriera, iniziata alla fine degli anni ’50, ha interpretato più di 1.500 brani, incluse pietre miliari della canzone italiana come ‘Mille bolle blu’, ‘Tintarella di Luna’,’Parole, parole, parole’, ‘Se telefonando’, ‘Amor mio’ e ‘Grande grande grande’. Artista sempre moderna ed eclettica, con doti canore straordinarie che l’hanno portata a cantare in diverse lingue, tra cui l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco e il giapponese, Mina ha interpretato generi che spaziano dalla canzone napoletana alla musica classica, dalle cover dei Beatles alle sperimentazioni nel jazz.
Non appare in pubblico dall’ultimo concerto dal vivo tenuto il 23 agosto 1978 al teatro tenda ‘Bussoladomani’ a Lido di Camaiore, nella sua amata Versilia, ma questo ha unicamente contribuito ad alimentarne la leggenda. Solo nel 2001 si è fatta riprendere eccezionalmente negli studi di registrazione della Pdu, la sua etichetta discografica, a Lugano, concedendo al pubblico uno sguardo sul suo processo creativo. Un evento che ha mostrato la padronanza della cantante anche dei più moderni mezzi di comunicazione: un video in streaming che ha registrato un picco di circa 20 milioni di persone connesse, risultando uno dei più seguiti di tutti i tempi in Italia.
Sempre nel 2001, per i meriti artistici, Mina è stata insignita dell’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dall’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi. Grazie agli oltre 150 milioni di dischi venduti in tutto il mondo è, a pari merito con l’amico di sempre Adriano Celentano, l’artista italiano dal maggior successo commerciale, e in assoluto l’artista femminile italiana con il maggior numero di vendite. Proprio ‘Mina Celentano’, con due milioni di copie, è il disco più venduto dalla cantante.
A oggi, con 72 album in studio,tre album dal vivo, 40 raccolte, 17 Ep, cinque colonne sonore, sei album video e 145 singoli, di cui 24 entrati al numero uno, Mina è anche l’artista che detiene il record di presenze nelle classifiche italiane. Ha ricevuto riconoscimenti da alcuni dei più celebri musicisti internazionali, tra cui Frank Sinatra, che avrebbe voluto vederla esibirsi negli Stati Uniti, ma dove lei non si è mai recata per paura di volare, Michael Jackson e Louis Armstrong. Liza Minnelli l’ha definita “la più grande” e ha confessato che se fosse andata a un suo concerto, sarebbe entrata nel backstage per chiederle un autografo.
Icona non solo della musica ma anche della televisione, Mina è stata protagonista di alcuni dei programmi più celebri della storia della Rai, come ‘Canzonissima’, ‘Teatro 10’, ‘Senza Rete’, figurando in duetti diventati leggendari con Giorgio Gaber, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica, Totò, Giancarlo Giannini e Lelio Luttazzi, per citarne alcuni. Memorabili lo sketch insieme ad Alberto Sordi a ‘Studio Uno’ nel 1966 e l’esibizione con Lucio Battisti a ‘Teatro 10’ del 1972, da molti considerati gli otto minuti che hanno cambiato la musica italiana. Con Raffaella Carrà è stata la protagonista di ‘Milleluci’, uno dei più belli e seguiti show di varietà del sabato sera della Rai in bianco e nero.
Se avesse voluto, Mina avrebbe potuto intraprendere anche una promettente carriera cinematografica. Federico Fellini le propose di recitare nel ‘Satyricon’ e ‘Il viaggio di G. Mastorna’, ma lei non accettò e quest’ultimo non fu mai realizzato, mentre Francis Ford Coppola l’avrebbe voluta come protagonista femminile per ‘Il Padrino’, nel ruolo che fu poi affidato a Diane Keaton.
Nonostante sia assente dalla scena pubblica ormai da quasi cinquant’anni, Mina ha continuato a essere presente e a influenzare generazioni di nuovi artisti, e non solo, grazie alla produzione, con cadenza più o meno annuale di album, best of, e collaborazioni, sempre alla ricerca di nuovi talenti, come testimonia la recente canzone ‘Un briciolo di allegria’ (2023), singolo inciso con Blanco, ma anche i suoi ultimi due album, ‘Ti amo come un pazzo’ del 2023 e ‘Gassa d’amante’ del 2024.
Mina e Alberto Lupo cantano “Parole Parole” nel 1972 – Rai Rai
L’allerta rossa in Toscana ed Emilia-Romagna per maltempo potrebbe riguardare anche la Serie A
Locatelli e Adli – Ipa/Fotogramma
Fiorentina-Juventus e Bologna-Lazio a rischio rinvio? Negli scorsi giorni il maltempo si è abbattuto sull’Italia, in particolare sulla Toscana e l’Emilia-Romagna, dove è stata dichiarata allerta rossa. In entrambe le regioni è stata disposta dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci la mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale di protezione civile e sono stati chiusi parchi, scuole, musei, impianti sportivi e mercati nei comuni che rientrano nelle zone con allerta rossa.
Una situazione che ha allarmato molti e gettato qualche dubbio sullo svolgimento di due partite del campionato italiano: Fiorentina-Juventus e Bologna-Lazio, entrambe in programma domenica 16 marzo, rispettivamente alle ore 18 e 15. Nella giornata di ieri alcuni esponenti politici locali avevano chiesto a gran voce il rinvio delle partite, uno scenario che però oggi sembra lontano. La situazione al momento è infattisotto controllo e, a meno di improvvisi peggioramenti meteo nelle prossime ore, i due match non dovrebbero essere quindi a rischio rinvio.
La manifestazione di Roma del 15 marzo 2025 si configura come un termometro del dibattito sull’Europa in Italia: il fronte pro-Ue si mobilita contro populismi e sovranismi
La manifestazione “Una Piazza per l’Europa” nasce dall’appello pubblico lanciato dal giornalista e scrittore Michele Serra sulle pagine di La Repubblica. Serra ha proposto un grande raduno apartitico per riaffermare i valori fondanti dell’Unione europea, invitando cittadini, amministratori locali, sindacati e movimenti civici a unirsi sotto un’unica bandiera: quella dell’Europa. L’idea ha raccolto un ampio consenso e si è trasformata in un evento nazionale, che si terrà sabato 15 marzo 2025 a Roma. «Quella di sabato», ha commentato recentemente Serra ai microfoni di Radio2, «sarà una manifestazione per l’Europa fatta di cittadini. Sarà la piazza di quelli che non sanno cosa fare, ma che vogliono esserci e chiedersi che cosa devono fare sul tema della pace e della difesa». Sul futuro dell’Europa.
Manifestazione Roma 15 marzo 2025: orari e percorso – La manifestazione si terrà sabato 15 marzo 2025 a Roma. L’appuntamento è fissato alle ore 15:00 in Piazza del Popolo, nel centro della capitale. Si tratta di una manifestazione in forma statica: i partecipanti si riuniranno direttamente in piazza, senza un corteo itinerante. L’evento dovrebbe protrarsi per tutto il pomeriggio. Le autorità prevedono infatti un impatto sulla viabilità indicativamente dalle 15 fino alle 20 nelle vie attorno a Piazza del Popolo. Punto di ritrovo e conclusione coincidono quindi con Piazza del Popolo, che sarà il teatro dell’intera manifestazione. Le strade circostanti (ad esempio l’area del Muro Torto, Piazzale Flaminio e il tratto limitrofo di Lungotevere) potranno subire chiusure temporanee durante lo svolgimento dell’evento. Non sono previste bandiere di partito nel corteo, in linea con l’appello degli organizzatori a portare solo bandiere europee come simbolo comune.
Le adesioni alla manifestazione del 15 marzo 2025: chi c’è e chi non andrà – La mobilitazione ha raccolto un ampio fronte di adesioni trasversali nel mondo politico, istituzionale e civile. Di seguito i principali nomi e gruppi che hanno confermato la partecipazione, nonché alcune assenze significative con relative motivazioni:
Sindaci di tutta Italia – Numerosi primi cittadini, sia di centrosinistra che di centrodestra, hanno sottoscritto l’appello e saranno in piazza. Tra questi figurano i sindaci di Roma (Roberto Gualtieri), Milano (Beppe Sala), Napoli (Gaetano Manfredi), Bologna (Matteo Lepore), Firenze (Sara Funaro), Venezia (Luigi Brugnaro), Palermo (Roberto Lagalla) e molti altri. L’adesione dei sindaci – provenienti da diversi schieramenti politici – testimonia il carattere apartitico dell’evento (lo slogan è “Tante città, un’unica voce”).
Leader ed esponenti politici (opposizione)– La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha annunciato che il suo partito aderisce e sarà presente in piazza. Hanno confermato la partecipazione anche Carlo Calenda (leader di Azione) e Nicola Fratoianni (segretario di Sinistra Italiana), oltre a una serie di esponenti PD come Chiara Braga, Francesco Boccia, Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni,Dario Franceschini e Vincenzo De Luca. Tra le assenze di rilievo c’è quella di Romano Prodi, impegnato in un evento già programmato a Napoli, così come altri parlamentari del campo progressista ed europeista. Ha aderito anche Italia Viva, così come +Europa Nessun partito della maggioranza di centrodestra risulta tra i promotori: l’adesione arriva soprattutto dalle forze di opposizione e dall’area civica.
Organizzazioni sindacali – Per la prima volta dopo tempo, le tre grandi confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL convergono sulla stessa piazza. La neo-segretaria della CISL Daniela Fumarola è stata tra le prime ad accogliere l’appello. Anche CGIL e UIL hanno ufficializzato la loro adesione. Il segretario CGIL Maurizio Landini ha chiarito che il sindacato parteciperà portando le bandiere della pace.
Associazioni, movimenti e società civile – L’appello di Michele Serra è stato raccolto da numerose realtà associative. Aderisce per esempio la Comunità di Sant’Egidio, sottolineando l’importanza di un’Europa fondata su pace, diritti umani e integrazione. Parteciperanno inoltre Legacoop (Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue), l’AGESCI, l’Associazione per l’invecchiamento attivo (Auser) e molte altre ONG e associazioni del terzo settore.
Smentite e assenze di rilievo– Giuseppe Conte (leader M5S) ha annunciato esplicitamente che il Movimento 5 Stelle non sarà in piazza il 15 marzo, criticando l’evento per la sua presunta ambiguità sul tema del riarmo. Anche Potere al Popolo ha organizzato una contro-manifestazione alternativa per contestare quella che definisce “l’Europa che si riarma”.
Perché il 15 marzo 2025 si manifesta per l’Europa – La manifestazione nasce con l’intento di riaffermare i valori fondanti dell’Unione Europea e la necessità di un’Europa più unita e forte di fronte alle sfide epocali attuali. L’appello lanciato da Michele Serra mette in guardia: il progetto europeo è in pericolo e va difeso con urgenza. Tra i fattori scatenanti c’è il recente deterioramento del contesto geopolitico: la guerra in Ucraina e le tensioni globali hanno suonato una sveglia per l’Europa. L’obiettivo dichiarato è «ribadire con forza il bisogno di unità, al di là di ogni fede politica, in un momento di grandi difficoltà e cambiamenti nel mondo». L’evento ruota attorno ai concetti di pace di pace, unità e futuro. Il 15 marzo vuole lanciare un messaggio chiaro ai leader politici nazionali ed europei: c’è una marea di cittadini europei pronti a farsi sentire per chiedere di “fare l’Europa” davvero, con l’intento di ribadire che solo un’Europa più solida può affrontare le grandi sfide globali.
Uno dei temi centrali è la difesa comune europea, che ha generato divisioni tra i partecipanti. Da un lato, alcuni vedono la necessità di rafforzare la sicurezza del continente, dall’altro c’è chi teme che il processo possa trasformarsi in una corsa al riarmo. Questa tensione si riflette nella diversità dei simboli che verranno portati in piazza: bandiere europee, vessilli della pace e bandiere ucraine.
La manifestazione a Roma per l’Europa: posizioni trasversali – Nonostante la presenza di molti esponenti dell’opposizione, vi sono divisioni sulle posizioni riguardo il riarmo europeo. Serra stesso ha detto che emergeranno visioni diverse sulla difesa comune europea: alcuni esprimeranno una posizione pacifista con simboli della pace, mentre altri ribadiranno il sostegno all’Ucraina con i colori della sua bandiera. Questa diversità riflette il dibattito interno sulle scelte future dell’Unione. Anche all’interno del PD ci sono differenze tra chi sostiene il riarmo UE e chi lo critica.
Limitazioni al traffico e misure di sicurezza – L’area di Piazza del Popolo sarà interdetta al traffico veicolare per tutta la durata dell’evento. Sono previste deviazioni di autobus e una presenza rafforzata delle forze dell’ordine per garantire un corretto svolgimento della manifestazione.
Le reazioni della politica – L’annuncio della manifestazione ha suscitato diverse reazioni politiche. Il Pd e Azionela sostengono con entusiasmo, mentre il M5S ha preso le distanze, definendola un’iniziativa troppo vicina alle posizioni della Commissione Europea. Il centrodestra ha scelto di ignorare ufficialmente l’evento, ma media vicini alla destra lo hanno descritto in modo critico.
Nel complesso, la manifestazione del 15 marzo si configura come un termometro del dibattito sull’Europa in Italia: un fronte pro-Europa che si mobilita contro populismi e sovranismi, ma che al suo interno contiene anime diverse sul futuro dell’Unione.
Sabato 15 marzo a Torino per manifestare per l’Europa e per i diritti
Sabato 15 marzo si terranno due manifestazioni quasi in contemporanea a Torino alle quali il Partito Democratico ha aderito.
Una si terrà in Piazza C.LN alle ore 16:00, una piazza per l’Europa a supporto della manifestazione nazionale di Roma, contro i nazionalismi e l’isolamento. L’altra, organizzata dal coordinamento antifascista, si terrà alle ore 16:30 in piazza di Città per protestare contro il disegno di legge sicurezza.
Data la vicinanza di orario e luogo, vi invitiamo a partecipare ad entrambe le iniziative: ci ritroveremo prima in Piazza C.L.N. e successivamente ci sposteremo insieme verso Piazza Palazzo di Città.
📅 Sabato 15 marzo 2025 ⏰ Ore 16.00 📍 piazza C.L.N – Torino Sì all’Europa contro i nazionalismi e l’isolamento
📅 Sabato 15 marzo 2025 ⏰ Ore 16.30 📍 Piazza Palazzo di Città – Torino
Sì alla Libertà e ai diritti / No al disegno di legge insicurezza