Archivi categoria: CRONACA

Nicola Tanturli ritrovato vivo, il bambino scomparso sul Mugello era in una scarpata…


articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_ritrovato_vivo_bambino_scomparso-307279709/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

Il bambino è stato ritrovato a 4-5 chilometri da casa. Sta bene, in ospedale per accertamenti. Il carabiniere che l’ho tirato su dal burrone: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo

100616686-13e2bf93-4c98-44da-9f20-b3570c99b9e8_modificato-1

E’ stato ritrovato a chilometri di distanza da casa il piccolo Nicola Tanturli, il bambino di meno di due anni scomparso dalla sua casa a Campanara, frazione isolata di Palazzuolo sul Senio tra i boschi del Mugello. Lo ha sentito un giornalista, un lamento che proveniva da una scarpata, ha capito subito. “Il bambino chiamava mamma“, ed è corso a dare l’allarme. Era lui. Sul caso c’è un fascicolo della procura di Firenze, senza indagati e ipotesi di reati. Per i carabinieri impegnati negli accertamenti, il piccolo si sarebbe allontanato da solo, vagando poi per i boschi. Gli investigatori escludono altre possibili ipotesi.

Il piccolo è lievemente ferito, solo qualche graffio sembra, ma sta bene, è in ospedale per accertamenti. Un carabiniere si è calato nella scarpa e lo ha portato in salvo: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli, mi si è subito aggrappato al collo“. Il padre Leonardo ha spiegato che “Nicola è un bambino abituato a camminare alcune decine di metri, da sé, in autonomia, ma mai si era allontanato in questo modo da solo. E’ un bambino forte, ha resistito“. “Siamo felici per il bambino e per la la sua famiglia – ha detto la prefetta di Firenze Alessandra Guidi – e siamo grati ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e ai tanti volontari che si sono impegnati nelle ricerche”.

La scomparsa: 9 ore prima dell’allarme – Un sospiro di sollievo per tutti dopo due notti e un giorno intero di ricerche disperate. Battute a tappeto con centinaia di volontari, cani molecolari, elicotteri, in una zona impervia e isolata dell’appennino tosco emiliano dove la famiglia del piccolo vive. Lunedì sera la mamma Giuseppina Paladino lo aveva messo a letto e poi era andata nella stalla. Il marito, Leonardo non era in casa, quando è tornano i due hanno cenato e, prima di andare a letto, sono andati a controllare nella cameretta di Nicola. Il bambino non c’era. I genitori si sono messi subito a cercarlo, ma hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco solo la mattina successiva. Nove ore dopo, ma non sono emersi profili di responsabilità.

  • Lui con quegli occhi vispi, in braccio alla mamma. Sono scesi dall’elicottero, il piccolo Nicola Tanturli e la sua mamma Giuseppina: dalle valli del Mugello sono arrivati all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Il piccolo che sta comunque bene e ha piccole ferite, viene visitato dai medici dell’ospedale pediatrico fiorentino.

Centinaia di volontari, un premio dalla Regione – Immediata si è messa in moto la macchina delle ricerche, un elicottero con termoscanner ha perlustrato l’intera area per tutta la scorsa notte. Oggi sono arrivate le congratulazioni di Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. “Ha espresso gioia e grande apprezzamento per il lavoro di tutti i componenti del soccorso – ha fatto sapere la prefetta – grazie ancora a tutti, è veramente importante poter oggi raccontare un esperienza operativa che ha dato questo risultato così straordinario“. Il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Moschetti, riceverà domani in Regione il Pegaso d’oro. Lo ha annunciato il presidente della Regione Eugenio Giani, “per lui e per tutto il movimento di volontari che si è messo in moto“.

Il ritrovamento – E’ stato il giornalista a ritrovarlo: mentre saliva verso la casa ha sentito i lamenti. E’ Giuseppe Di Tommaso, della Vita in diretta. Il bambino era in fondo a una scarpata, a ridosso della strada e profonda decine di metri ed è stato poi recuperato da un carabiniere che si è calato nel burrone. “Ho sentito il suo lamento e ho capito subito. Un’emozione indescrivibile, un miracolo“. Il piccolo ha subito visto i genitori, ha riabbracciato parà Leonardo e da mamma Pina, contadini e apicoltori in quell’angolo di appenino tosco-emiliano, dove conducono una vita molto ritirata puntando all’autosufficienza. “Per fortuna sta bene“. Il bimbo è stato visitato dal medico presente con i soccorritori e ha deciso per il trasporto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. “Escoriazioni superficiali, le sue condizioni generali non destano particolari preoccupazioni – fanno sapere i medici – verrà comunque trattenuto in osservazione in attesa di completare gli ultimi accertamenti”. Uscirà forse anche già stasera, o domani.

La notte nei boschi – Il bambino ha percorso almeno 4 o 5 km da quando si è allontanato da casa al punto in cui poi è stato ritrovato – ha spiegato il comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia, Danilo Ciccarelli, che l’ha portato in salvo dal burrone. “Nicola è sicuramente un bambino intraprendente. E’ uscito di casa e ha cominciato a camminare, forse si è fermato più volte e più volte si deve essere di nuovo incamminato. Ho l’impressione che non abbia trascorso la notte nel burrone in cui lo abbiamo ritrovato, perché l’erba non era schiacciata in quel punto, cioè probabilmente lì non aveva fatto il suo giaciglio per la notte“.

  • “Ecco la mamma, ecco la mamma”, dice il carabiniere Ciccarelli davanti a Giuseppina Paladino ancora incredula e in lacrime. Sono le prime immagini dopo il ritrovamento di Nicola Tanturli. Il piccolo Nicola ha le scarpe ma non ha i vestiti. È avvolto in una coperta termica, la mamma lo prende in braccio, lo stringe forte. “È in stato confusionale, lasciateci in pace”, dice mamma Giuseppina. E poi va in ambulanza col figlio per le prime cure mediche. “Vuoi venite con me, me lo dici?”, chiede la mamma a Nicola

Il giornalista e il carabiniere – Il luogotenente Ciccarelli si è calato a 25 metri individuando il piccolo che continuava a chiedere della mamma. Lo ha riportato sulla strada sterrata riconsegnandolo alla donna. “All’inizio mi sembrava più un capriolo o un daino – ha detto Ciccarelli – poi è sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo“. Emozionante il racconto del savataggio: “L’ho trovato perché mi sono sentito male e ho fermato la macchina, era nella scarpata ripidissima, ho sentito un’auto passare, erano i carabinieri. Li ho convinti che era davvero Nicola – ha raccontato il giornalista Di Tommaso – ho aiutato il carabiniere a salire col bambino, lo prendevamo in braccio a tappe“.

Il sollievo di un’intera comunità – Il sindaco di Palazzuolo sul Senio Moschetti, durante la conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento, rispondendo a una domanda di un giornalista se del caso saranno interessati i servizi sociali il sindaco ha risposto: “E’ una cosa che non spetta a noi direttamente, spetterà alla Società della salute ed eventualmente ai servizi sociali stessi, che ci hanno già contattato. Noi ieri abbiamo già parlato con i servizi sociali, anche su come potenziare il supporto alla famiglia“. Immenso il sollievo. “Ha vinto lo Stato, ha vinto l’Italia – ha aggiunto Moschetti – per le ricerche sono state mobilitate oltre 1000 persone. E’ davvero una giornata di gioia, un brutto episodio che ha tenuto tutti in ansia si è concluso nel miglior modo possibile. Da due giorni non dormiamo, ma l’esito felice ci ripaga di qualsiasi sforzo. Un ringraziamento a tutti“.

La gioia dei volontari – Grande la partecipazione e grande la gioia dei volontari che hanno cercato il bimbo sensa sosta. “Lui era in braccio al carabiniere, con due occhioni grandi, guardava tutti, sembrava non capire cosa ci facevamo, era spaesato, ma nulla di più“, ha raccontato Bartolomeo, 28 anni, volontario del coordinamento Misericordie dell’Area fiorentina. “Nella notte ero passato a controllare anche quella strada, in pieno bosco, si sentivano gli animali, mi immaginavo come si doveva sentire un bambino così piccolo da solo, nel buio. Quando è arrivata la mamma ad abbracciarlo ci siamo commossi. Tutti eravamo consapevoli di essere davanti a un miracolo“.

Mugello, non si trova il bimbo scomparso….


Mugello, non si trova il bimbo scomparso, buco di 9 ore prima dell’allarme: inutile il sorvolo notturno dell’elicottero con termoscanner

articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_senza_esito_le_ricerche_notturne_del_bimbo_di_2_anni_scomparso_oggi_si_continua_allargando_il_raggio-307251568/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S2-T1

Di Nicola, 2 anni, non si hanno tracce da poco dopo mezzanotte di lunedì, i genitori lo hanno cercato da soli e hanno chiesto aiuto il mattino dopo. Oggi nuovi volontari per le battute che avranno un raggio più ampio

Ancora senza esito le ricerche di Nicola Tanturli, il bambino di quasi 2 anni scomparso dalla casa dei genitori a Campanara di Palazzuolo sul Senio  località isolata dell’Alto Mugello dove la famiglia, che ha anche un altro figlio di 4 anni, vive in un casolare gestendo un’azienda di apicoltura con annesso un piccolo allevamento di capre e di oche. Le ricerche per tutta la notte non si sono fermate e ha partecipato ancheun  aereo di un termoscanner per individuare il bambino.

Il primo sorvolo sull’area selezionata con la termocamera ha dato esito negativo, ne è stato fatto un secondo con infrarossi, ma anche questo senza successo. Nel frattempo non si sono interrotte le ricerche con le squadre a terra alle quali hanno parteciapto decine di volontari.

Le difficoltà nelle ricerche sono dovute anche al tempo trascorso prima che si mettessero in moto a livello ufficiale. Secondo una prima ricostruzione, infatti, i genitori di Nicola di ritorno verso mezzanotte dalla stalla dove avevano dato da mangiare agli animali – capre e oche – si sono accorti dell’assenza di Nicola dal lettino della sua camera dove dorme da solo mentre il fratellino di cinque anni ha un’altra cameretta.

La coppia ha iniziato a cercarlo nella casa, nei vicini casolari anche con laiuto degli altri residenti della zona e solo con la luce del mattino, disperati, hanno chiamato i carabinieri e le ricerche sono partite a largo raggio. Il tempo trascorso e soprattutto il fatto che non si conosca in quale direzione il bimbo – che ha dimestichezza con la campagna dove si avventurava ogni volta che poteva – si sia diretto hanno complicato la pianificazione delle battute alle quali hanno partecipato solo ieri quasi 200 volontari organizzati in una ventina di squadre che hanno affiancato i cani molecolari.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni. Stamani sono in previsione nuove operazioni, coi cani molecolari, coi cani da soccorso e coi volontari.

Il territorio è impervio e la vegetazione è molto fitta. Le squadre dei soccorritori si sono già date più cambi.
Ci sono pure difficoltà di comunicazione perché la copertura della rete mobile in questa parte dell’Appennino è incompleta e ha molti vuoti lontano dagli abitati. I droni sorvoleranno ancora le aree scoperte, fuori dai boschi, per rilevare eventuali segni del passaggio del bambino.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni di soccorso di oggi quando al mattino molti volontari non saranno disponibili per ragioni di lavoro, mentre il pomeriggio dovrebbe tornare operativo un cospicuo numero di persone.

Serie A, diritti Tv: Sky ricorre all’Antitrust contro l’esclusiva Tim


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/06/22/news/serie_a_diritti_tv_sky_ricorre_all_antitrust_contro_l_esclusiva_tim-307173776/

La società media chiede all’Authority un intervento d’urgenza: “Per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori come oggi. L’accordo con DAZN è illegittimo, lede la libertà dei consumatori e la concorrenza

images

Sky ricorre all’Antitrust con una denuncia relativa all’accordo in esclusiva tra Dazn e Tim per la distribuzione delle partite di Serie A 2021-24 definendolo “illegittimo“. Lo rende noto la società spiegando le ragioni che hanno portato a questo passo. “Sky si è rivolta all’Antitrust per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori di broadband e guardarla sulla piattaforma che preferiscono – satellite, Dtt o Ott – esattamente come oggi – si legge nella nota del gruppo media -. Tim, il retailer dominante nella banda larga, ha stipulato un accordo illegittimo di esclusiva con Dazn. Questo accordo preclude all’Ott la possibilità di distribuire il campionato di Serie A attraverso altri operatori, favorendo così Tim e rafforzando la sua posizione dominante nel mercato della banda larga. In un momento cruciale di passaggio per l’Italia dalla banda standard alla banda ultra larga, questo accordo di esclusiva non deve ledere la concorrenza. Per questo Sky invita l’Antitrust ad agire con urgenza per garantire che il campionato di Serie A possa essere fruito da tutti i consumatori in condizioni che favoriscono la concorrenza e la libera scelta“.

La reazione di Tim – Con una nota TIM dice di essere “stupita dalle preoccupazioni di SKY sulla concorrenza e la libera scelta dei clienti, dopo che l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato (AGCM) ha accertato più volte che SKY è un soggetto dominante nel settore della pay tv detenendo una quota di mercato pari a circa l’80%. La modalità in streaming con cui gli appassionati possono vedere tutte le partite di Serie A anche per il prossimo triennio, si inserisce in un percorso avviato oramai da tempo e in cui DAZN, come Netflix, Amazon e Disney+ (e la stessa SKY con NOW), rappresentano il futuro della distribuzione dei contenuti, fruibili nelle abitazioni e fuori casa con gli apparecchi tradizionali e con quelli di nuova generazione quali smartphone, computer e tablet“. E ancora: “La diffusione di tutto il campionato di calcio in streaming rappresenta un elemento importante per la digitalizzazione del Paese, di cui beneficerà l’intera struttura industriale del paese. Continuare a difendere la posizione del satellitare pay avrebbe – questo sì – l’effetto di danneggiare i consumatori e ritardare l’accelerazione della transizione verso il digitale e le reti di telecomunicazioni ad alta velocità“.

Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa:….


Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa: “Misure anti-Covid non sufficienti, così si diffuse il contagio tra i dipendenti”

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/billionaire_epidemia_colposa_phi_beach_country_club_lesioni_colpose-307197338/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

174555849-377f3b66-7e33-458d-ba6c-7cfdd61643ac

Chiusa l’indagine di Tempio Pausania sulle discoteche in Costa Smeralda, indagato l’amministratore unico del locale di Flavio Briatore. “Siamo sorpresi, l’epidemia colposa omissiva non esiste“, commenta l’avvocato Cuccureddu. Ai gestori di Phi Beach e Country Club contestate le lesioni colpose. 

Al Billionaire non hanno adottato le misure necessarie per impedire la diffusione del Covid-19 tra i dipendenti“. Con questo assunto, esito di quasi un anno di investigazioni condotte dal Reparto operativo dei carabinieri di Sassari, la procura di Tempio Pausania contesta al rappresentante legale e amministratore unico del famoso locale della Costa Smeralda, Roberto Pretto, il reato di epidemia colposa. E’ quanto si legge nell’avviso di chiusura dell’inchiesta, notificato alle parti. Stando all’atto, Flavio Briatore, proprietario del Billionaire, non è indagato.

L’inchiesta, partita l’estate scorsa dopo lo scoppio dei focolai in Gallura e la serrata delle discoteche disposta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ha individuato almeno 12 dipendenti che si sono contagiati al Billionaire. Ma il locale di Briatore non è l’unico coinvolto. Ce ne sono altri due, molto noti tra i vacanzieri: il Phi Beach e il Country Club. Ai gestori di questi viene contestata non l’epidemia colposa, bensì il reato di lesioni colpose, con la motivazione di non aver fornito ai lavoratori un numero sufficiente di mascherine. Alcuni dispositivi di protezione individuale consegnati al personale, inoltre, all’esito delle analisi sono risultati con capacità filtrante inferiore alla norma, dunque inefficaci contro il virus. Ed erano griffati con il marchio del locale.

Siamo molto sorpresi – commenta l’avvocato Antonella Cuccureddu, che difende Roberto Pretto – il reato di epidemia colposa, a norma di Codice, si commette diffondendo germi patogeni, col presupposto che i germi patogeni non siano in circolazione e quindi li diffonda il soggetto. La condotta del diffondere è attiva. Contestare un’epidemia colposa nel contesto di una pandemia è assurdo. Oltretutto, la contestazione è motivata dalla omissione, ma una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che non può esistere l’epidemia colposa omissiva“.

Nell’Italia bianca via le mascherine. Liberi da lunedì 28 ma solo all’aperto


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/21/news/mascherine_cts_via_dal_28_giugno_o_dal_5_luglio_decide_il_governo-307076367/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S5-T1

Ok del Comitato tecnico scientifico e arriva anche il sì del governo. Bisognerà però avere con sé le protezioni e indossarle se si è troppo vicini

pollas_21222614

Via le mascherine quando si sta all’aperto e non ci si avvicina troppo alle altre persone, cioè si resta a più di un metro di distanza. Il Cts ha dato il suo consenso alla cancellazione di una misura simbolica, anche per questo richiesta con forza ormai da tempo dalla politica. Gli esperti, riuniti per rispondere a un questo del ministro alla Salute Roberto Speranza sollecitato dal premier Mario Draghi, hanno anche indicato la data nella quale si può far entrare in vigore il cambiamento, che sarà poi sancito da un atto del governo. Il giorno è lunedì prossimo, 28 giugno: “Superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts“, commenta il ministro Speranza.

In quella data anche l’ultima Regione, cioè la Valle d’Aosta, sarà entrata in zona bianca. Tutta Italia sarà così nello scenario con meno restrizioni, grazie a un’incidenza inferiore ai 50 casi 100mila abitanti (in certi casi ormai di moltissimo) da almeno tre settimane consecutive. In tutto il Paese i dati di circolazione del virus sono bassissimi da tempo. E si continua a scendere. Nella settimana appena conclusa ci sono stati 8.112 nuovi casi, cioè poco più di mille al giorno, per una riduzione del 35% rispetto ai sette giorni precedenti.

Il Cts ritiene che nell’attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giungno ci siano le condizioni per superare l’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento, come mercati, fiere, code, eccetera“. Il Comitato in fondo recupera una regola della prima fase dell’epidemia, quando non era obbligatorio, appunto, usare le mascherine all’aperto. Bisogna comunque portarle sempre con sé, per indossarle nel caso in cui ci si trovi in una situazione nella quale non è possibile rispettare le norme sul distanziamento, cioè principalmente il metro di distanza dalle altre persone. Chi ad esempio esce di casa e si reca in un mercato all’aperto a fare la spesa, può stare senza mascherina finché non arriva di fronte ai banchi, dove c’è il rischio di avvicinarsi troppo ad altre persone. Da tempo gli esperti hanno chiarito che all’aperto è molto più difficile contagiarsi, cosa che unita al basso numero di persone infettate ha spinto a prendere la decisione. Di certo, comunque, hanno pesato anche le pressioni della politica a vari livelli, sia centrale che regionale. “Le persone devono portare con sé una mascherina in modo da poterla indossare ogni qualvolta si creino tali condizioni – scrive sempre il Cts – Deve essere raccomandato fortemente l’uso della mascherina nei soggetti fragili e immunodepressi e a coloro che stanno loro accanto“.

Per quanto riguarda l’utilizzo al chiuso, nulla cambia, nel senso che valgono i protocolli attualmente in vigore ad esempio per i mezzi pubblici o gli spettacoli. Per questo tipo di eventi che si svolgono all’aperto resta tutto com’è e appunto bisogna indossare la mascherina e sedere nei posti indicati dal gestore, che deve rispettare il distanziamento tra gli spettatori. Anche al ristorante le indicazioni restano le stesse. Cioè si deve entrare indossando la mascherina e la si può abbassare una dopo che ci si è seduti al tavolo. Chi lavora in questi come in altri esercizi invece non può mai toglierla. Gli esperti, che sottolineano come “le mascherine rappresentano uno dei mezzi più efficaci per la riduzione della circolazione del virus”, ribadiscono che vanno sempre indossate “negli ambienti sanitari ed ospedalieri secondo i protocolli. Deve sempre essere mantenuto l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i mezzi di trasporto pubblico. Devono essere rispettate le disposizioni e i protocolli stabiliti per l’esercizio in sicurezza delle attività economiche, produttive e ricreative“.

Napoli, il grande cuore di Koulibaly….


Napoli, il grande cuore di Koulibaly: fa partire per il Senegal una nave di medicine, alimenti e persino due ambulanze

articolo: https://napoli.repubblica.it/sport/2021/06/22/news/napoli_il_grande_cuore_di_koulibaly_fa_partire_per_il_senegal_una_nave_di_medicine_alimenti_e_persino_due_ambulanze-307080095/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

Un indovinello semplice. Primo indizio: è uno dei fuoriclasse del Napoli. Secondo: è lontano dal cliché del calciatore patinato. Terzo e ultimo: aiuta sempre le persone in difficoltà e lo fa lontano dalle luci della ribalta. La soluzione è immediata, si tratta di Kalidou Koulibaly. Il giocatore azzurro ta trascorrendo le vacanze in Senegal, dopo una breve parentesi in Francia, ed è sensibile alle difficoltà che vive il suo paese. Quello che rappresenta con orgoglio. In campo con la nazionale, ma non solo. Il suo sostegno è concreto. E silenzioso.

Nei giorni scorsi ha visitato villaggi e associazioni che danno un sostegno concreto ai bambini in difficoltà. Poi ha agito evitando pubblicità. Ieri mattina è salpata dal porto di Napoli una nave in direzione Senegal. Al suo interno, in diversi container, materiale sanitario, medicine, alcune lettighe e addirittura due ambulanze. Tutte acquistate da Koulibaly. La distribuzione comincerà al termine della navigazione, tra otto giorni circa. Ad aspettare il carico ci sarà proprio Kalidou, il campione dal cuore d’oro. La beneficenza è uno dei capisaldi della sua vita. Ad aprile, ad esempio, aveva fatto arrivare, sempre in Senegal, diversi quintali di generi alimentari. L’attenzione è spasmodica pure a Napoli, la sua città d’adozione. Ha aiutato spesso la comunità senegalese soprattutto durante il periodo del lockdown. Koulibaly è il campione dei gesti concreti: a gennaio fu riconosciuto da un tifoso ai semafori di Agnano mentre distribuiva giacche a vento ad alcuni immigrati. Altre volte ha portato anche la colazione. Sempre senza farsi riconoscere, un cappuccio in testa e tanta voglia di fare del bene. Le testimonianze sono tante: ha regalato ad un amico la maglia indossata in Champions contro il Liverpool, messa poi all’asta per acquistare generi alimentari in modo da garantire un pasto ai poveri durante l’emergenza Covid 19.

Ed ancora: donazioni alle varie parrocchie e un sostegno economico ad una donna senegalese, conosciuta a Napoli, che aveva appena partorito. Koulibaly è questo. E ha trovato in Faouzi Ghoulam un partner affiatato. I due sono grandi amici e condividono questo nobile intento. Il tandem della solidarietà ha agito tanto nel corso di questi anni sempre in rigoroso silenzio. Prima della pandemia, l’appuntamento al Santobono dai bambini ricoverati è stata una tappa fissa: doni, magliette e sorrisi a chi è più sfortunato. E ancora: nel periodo natalizio Koulibaly e Ghoulam hanno acquistato regali da distribuire nelle case famiglia di Napoli e provincia. Nel 2019 insieme scelsero il liceo Elsa Morante di Scampia per augurare buon anno scolastico a 500 studenti: «Non smettete mai di inseguire i vostri sogni». Koulibaly i suoi li ha realizzati in campo: è uno dei migliori difensori al mondo e lo ha dimostrato nel corso di questi anni in maglia azzurra. È considerato un vero e proprio simbolo. Domenica scorsa, ha compiuto 30 anni e lo ha fatto tra la sua gente per il quale è diventato un esempio. Ha sempre lottato contro il razzismo, piaga di cui è stato vittima a San Siro con l’Inter e all’Olimpico contro la Lazio. L’Uefa non a caso lo ha scelto come testimonial e Koulibaly si è schierato anche contro la discriminazione territoriale nei confronti dei napoletani che lo apprezzano soprattutto come uomo. Kalidou vince, a prescindere.

Francia, crollano due edifici a Bordeaux: tre feriti, uno è grave


articolo: https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Francia-crollano-due-edifici-a-Bordeaux-tre-feriti-uno-grave-6ae49fae-931f-406d-9933-bfd8350b9360.html#foto-1

E’ successo la notte scorsa, nel centro della città 

21 giugno 2021 – Tre persone sono rimaste ferite, una in modo grave, nel crollo, per cause ancora ignote, la notte scorsa, di due palazzi nel centro di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia. “La facciata è caduta sulla strada, c’è una grande voragine“, ha precisato il vice colonnello Arnaud Mendousse, portavoce dei pompieri. I due palazzi crollati erano di 3 piani e sorgevano nel quartiere della porte de Bourgogne, nella città vecchia. Al momento del crollo, il primo edificio era vuoto per lavori incorso, il secondo ospitava 9 persone. Fra le vittime, un uomo di 28 anni in condizioni “gravissime“, un altro di 48 e una donna di 38. Allontanate dalle palazzine,  “senza danni“, altre sei persone. 

Coppa America, festino a luci rosse. Bufera sul Cile, coinvolto anche Vidal


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/20/news/cile_festa_luci_rosse-306943530/

234125327-06355486-419e-491f-93a8-76019cf3fa9c

Secondo la stampa cilena, alcuni giocatori della Roja (tra questi anche il centrocampista dell’Inter) avrebbero organizzato un party con alcune prostitute dopo la vittoria sulla Bolivia

Bufera sul Cile, impegnato in Coppa America ma travolto da uno scandalo a luci rosse. Secondo la stampa locale, alcuni calciatori della nazionale avrebbero organizzato una festa con alcune prostitute al Gran Hotel Odara, dove la Roja è in ritiro a Cuiabà. Il party sarebbe stato organizzato dopo la vittoria di misura sulla Bolivia, e i media cileni rivelano l’identità dei calciatori coinvolti: si tratterebbe di Jean Meneses, Guillermo Maripan, Arturo Vidal, Gary Medel, Pablo Galdames, Pablo Aranguiz ed Eduardo Vargas. Sono attesi provvedimenti da parte della Federcalcio cilena. Già qualche giorno fa Medel e l’immancabile Vidal erano stati multati dalla Conmebol per circa 25 mila euro a testa per aver fatto venire in albergo un barbiere, violando le norme anti-Covid.

Autobus in fiamme vicino ospedale Spallanzani


Roma: brucia un altro autobus nella Capitale vicino all’Ospedale Spallanzani!

Nei pressi dell’Ospedale Spallanzani di Roma un autobus ha preso fuoco lungo la via Portuense. Inutile l’intervento con l’estintore da parte dell”autista che ha dovuto chiamare i Vigili del Fuoco. Nonostante le fiamme e il fumo, nessuna conseguenza per i passeggeri. Ancora da chiarire le cause del rogo.

Incidenti dopo Inghilterra-Scozia, 30 arresti


articolo: https://www.ansa.it/europei_2020/notizie/2021/06/19/europei-inghilterra-scozia-incidenti-30-arresti_1ba1e149-a615-4cf3-b309-5a5292701ddb.html

E’ di trenta persone arrestate il bilancio dei problemi di ordine pubblico provocati dai tifosi di Inghilterra e Scozia prima, durante e dopo la partita fra le due nazionali ieri a Wembley (0-0).
Lo ha reso noto la polizia metropolitana di Londra, ieri dispiegata in forze, precisando che i supporte fermati hanno provocato risse, al centro della capitale britannica o nei pressi dello stadio, o si sono scontrati con le forze dell’ordine.

Molti di loro hanno anche fatto uso eccessivo di alcol, e di droghe, e c’è stato chi ha proferito insulti razzisti. Tutti e trenta gli arrestati sarebbero ancora in stato di fermo

I mastri birrai di Messina da operai a imprenditori


articolo: https://video.repubblica.it/gediwatch/i-mastri-birrai-di-messina-da-operai-a-imprenditori/389458/390175?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S2-T1

Lavoravano per un marchio simbolo della città. Quando è fallito, loro non si sono arresi. E utilizzando la ricetta tradizionale hanno fatto risorgere la produzione.

I mastri birrai di Messina da operai a imprenditori

La birra a Messina è una storia che risale al 1923, ma quella che rappresentava una tradizione nella storia produttiva della Sicilia rischiava di scomparire nel 2011, quando a causa dei modelli dominanti di economia fu chiuso lo storico stabilimento, ancora oggi dismesso e vandalizzato, con i dipendenti che rimasero senza lavoro. Dopo un anno e mezzo di presidi da parte dei lavoratori e vedendosi negare anche la possibilità di un prestito è intervenuta la Fondazione Comunità di Messina che non solo ha fatto da garante agli ex 15 operai, ma ha attratto importanti investimenti. Nel 2013 nasce così la cooperativa Birrificio Messina, con un nuovo stabilimento dove oggi viene prodotta La birra dello Stretto e la Doc15. A tramandare la ricetta “segreta” sono generazioni di mastri birrai che qui lavorano e hanno combattuto per salvare quella che a Messina è molto più che una tradizione.

Birricifio Messina – 15 operai diventano imprenditori

Video del 16 marzo 2016 – Rinasce,grazie a 15 operai che diventano imprenditori, il birrificio Messina. Vedi le immagini, realizzate da OndTv per il programma Tutto In, che descrivono la storia del birrificio. Per altre info seguici su http://www.bellasicilia.it

Furgone a fuoco: le fiamme bruciano il casello dell’autostrada alle porte di Roma


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_19/furgone-fuoco-casello-autostrada-incendiato-alle-porte-roma-6aec1fa6-d10b-11eb-aefe-08686ae203c5.shtml?fbclid=IwAR2X2Gkq7wzB92DOdwwEjFrQCJa4PS-nvdhC1CHlZ_LrB3wwCX7Ahw6vmzc

5c3fba81562d93f7ee2389a49ca8d303-0037-kW7F-U3270944456882jS-656x492@Corriere-Web-Roma

L’autoarticolato era in fila per pagare il tagliando quando è scoppiato l’incendio a bordo: nessun ferito. Barriera avvolta dal fumo nero e cartelli in fiamme all’altezza di Fiano Romano. Rallentamenti sulla diramazione Roma nord dell’A1

Momenti di paura nel pomeriggio di sabato al casello autostradale di Fiano Romano alle porte della Capitale dove un furgone di 35 quintali si è improvvisamente incendiato mentre si trovava in fila per il pagamento del tagliando di viaggio. L’autista si è subito messo in salvo e non ci sono altri feriti ma le fiamme si sono sviluppate subito alte e hanno coinvolto tre gate del casello distruggendoli, bruciati anche alcuni pali della segnaletica stradale. Sul posto sono subito intervenute le squadre dei vigili del fuoco che hanno spento il rogo. La polizia stradale ha immediatamente bloccato la circolazione nel tratto interessato e chiuso lo svincolo. Subito dopo l’incidente, ci sono stati rallentamenti sulla diramazione Roma nord dell’autostrada A1.

Poco prima delle 15 sull’autostrada A1, Milano-Napoli, «è stata temporaneamente chiusa in ingresso e in uscita la stazione di Fiano Romano, a causa di un mezzo in fiamme». È quanto fa sapere autostrade per l’Italia. «Sul luogo dell’evento oltre ai pompieri, anche il personale della Direzione 5 Tronco di Fiano Romano di Autostrade per l’Italia». Alle 17 circa, le operazioni di spegnimento del veicolo da parte dei vigili del fuoco si sono concluse mentre sono ancora in corso, da parte del personale di Autostrade, le attività di ripristino del casello per consentire la riapertura della stazione. Autostrade per l’Italia consiglia di utilizzare in ingresso e in uscita dall’autostrada la vicina stazione di Castelnuovo di Porto. La viabilità col passare delle ore, è tornata regolare.

Cade aereo, muore Egidio Gavazzi, fondatore di Airone


articolo: https://www.ansa.it/veneto/notizie/2021/06/19/aereo-precipitato-a-padova-un-morto-carbonizzato-_d1e0bb7c-1c2f-4f62-b6f3-95d69cfa42c7.html

Egidio Gavazzi, editore e fondatore di riviste tra cui ‘Airone‘ e ‘Aqua‘,  ha perso la vita oggi nello schianto dell’ultraleggero appena fuori dall’aeroporto Allegri a Padova. Classe 1937, nato a Erba, in provincia di Como, ma residente a Milano, discendente di una articolata e nobile famiglia lombarda, Gavazzi era naturalista, ambientalista.

Fu fondatore delle riviste Airone e Aqua, nonché della Società Italiana Caccia Fotografica, scrittore amante di libri, natura e soprattutto innamorato degli aerei.

L’aereo sarebbe stato in fase d’atterraggio, e forse per un errore nell’avvicinamento, o un problema tecnico, sarebbe andato lungo, picchiando contro un albero e schiantandosi poi a terra. A pochi metri dal luogo dell’incidente scorre via Sorio, una strada cittadina, molto trafficata. 

Milan, Ibrahimovic operato al ginocchio a Roma: due mesi prima di rivederlo in campo


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/milan/2021/06/18/news/ibrahimovic_operato_ginocchio-306664538/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S4-T1

Per lo svedese intervento in artroscopia. Quattro settimane prima di riprendere a correre

Zlatan Ibrahimovic è stato operato al ginocchio sinistro. L’intervento in artroscopia di cleaning articolare è stato eseguito “con successo” dai chirurghi Volker Musahl e Fabrizio Margheritini, alla presenza del direttore medico rossonero Stefano Mazzoni e del consulente ortopedico del Milan Roberto Pozzoni, presso l’Upmc Salvator Mundi International Hospital di Roma: lo ha fatto sapere il club rossonero.

L’attaccante svedese, che il 3 ottobre compirà 40 anni, sta bene ed inizierà subito, il percorso riabilitativo. I tempi di recupero sono stimati in 4 settimane per tornare a correre 8 per giocare. Nell’ultimo campionato Ibrahimovic ha giocato 19 partite con un bottino di 15 gol.

Il Milan, attraverso il proprio sito ufficiale, ha comunicato l’intervento in artroscopia al ginocchio sinistro per Zlatan Ibrahimovic

(fonte: acmilan.com)
AC Milan comunica che in data odierna, Zlatan Ibrahimović è stato sottoposto ad intervento in artroscopia del ginocchio sinistro presso l’UPMC Salvator Mundi International Hospital di Roma. L’intervento di cleaning articolare è stato eseguito con successo dai chirurghi Volker Musahl e Fabrizio Margheritini, alla presenza del Direttore medico rossonero Stefano Mazzoni e del consulente ortopedico del Club Roberto Pozzoni. Zlatan sta bene ed inizierà, da subito, il percorso riabilitativo.

Novara, camion forza blocco durante una manifestazione per il lavoro, sindacalista investito e ucciso


articolo: https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/06/18/news/sindacalista_investito_da_camin_durante_manifestazione-306569422/?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S1-T1

La vittima aveva 35 anni ed era di origine marocchina. L’investitore è fuggito ma è stato fermato in autostrada dai carabinieri

Un sindacalista di 35 anni è morto questa mattina investito da un camion davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate, nel Novarese. E’ accaduto in via Guido il Grande, durante una manifestazione di lavoratori della logistica. L’autista che lo ha investito poi è fuggito. A bloccarlo in autostrada sono stati i carabinieri. Sul posto è intervenuto anche il 118, ma per il 35enne non c’è stato nulla da fare. Secondo una prima ricostruzione il sindacalista stava attraversando la strada sulle strisce pedonali per raggiungere i cancelli dove stava iniziando il presidio sindacale, quando e’ stato travolto da un camion.

La vittima, sempre secondo le prime informazioni, era un rappresentante dei Si Cobas e padre di due figli. L’autista ha forzato il blocco della manifestazione, che stava per cominciare, e il sindacalista è stato trascinato per una decina di metri. Sul posto è accorso il fratello. Anche la Cgil ha dichiarato lo sicopero e i lavoratori stanno bloccando tutte le uscite del magazzino. “C’era molta tensione in questo periodo – spiega Attilio Fasulo, segretario della Cgil di Novara – La  discussione sindacale su molti temi era in atto. La  Filcams Cgil chiedeva migliori condizioni di lavoro a partire dal riconoscimento di alcuni livelli che non venivano riconosciuti ai lavoratori”. I Si Cobas avevano organizzato una manifestazione cui partecipavano una ventina di persone davanti a uno degli ingressi del magazzino Lidl dove lavorano circa 300 addetti, la maggior parte di origine straniera. “Più volte avevamo fatto presente all’azienda che la mancata risoluzione di questi temi avrebbe portato all’esasperazione dei toni. Ora si indagherà sulla dinamica ma era possibile evitare che si creasse una situazione del genere”.

UFFICIALE – Gattuso non è più l’allenatore della Fiorentina. Club alla ricerca del sostituto


E’ arrivata anche la nota ufficiale della Fiorentina, che informa della rottura definitiva tra il club e Rino Gattuso, che non sarà il tecnico della prossima stagione

NOTA ACF FIORENTINA

17 giugno 2021

ACF Fiorentina e Mister Rino Gattuso, di comune accordo, hanno deciso di non dare seguito ai preventivi accordi e pertanto di non iniziare insieme la prossima stagione sportiva.

La Società si è messa immediatamente al lavoro per individuare una scelta tecnica che guidi la squadra Viola verso i risultati che la Fiorentina e la Città di Firenze meritano.


Allarme bomba a Prati, ordigno pronto ad esplodere nell’auto di un delegato comunale


articolo: https://www.romatoday.it/cronaca/bomba-roma-auto-marco-doria.html

Era pronto ad esplodere l’ordigno rudimentale trovato in un’auto in sosta a Prati. La vettura è di proprietà di Marco Doria, delegato comunale nominato nel 2018 da Virginia Raggi presidente del Tavolo per la riqualificazione di parchi e ville storiche di Roma. A metterlo in sicurezza gli artificieri della Questura di Roma dopo la segnalazione di un oggetto sospetto con un filo sporgente in una vettura che si trovava parcheggiata in via Tito Speri. Una bomboletta spray con all’interno polvere pirica e bulloni, e dei fili elettrici che entravano all’interno dell’auto, disinnescato dalla polizia che era pronto ad esplodere. 

Ordigno esplosivo a Prati  – Richiesto l’intervento della polizia sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato Prati di polizia che hanno chiuso la strada per consentire l’intervento in sicurezza degli artificieri e degli equipaggi dell’UPGS (Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico). Messo in sicurezza l’ordigno sul caso indagano gli investigatori della Digos che al momento non escludono nessuna ipotesi investigativa.

Chi è Marco Andrea Doria  – Marco Andrea Doria è presidente della Scuola Superiore Santa Rita, ultimo erede della dinastia principesca dei Doria e nominato dalla sindaca Virginia Raggi a capo del tavolo di coordinamento per le Ville Storiche della città.

Il delegato comunale della Sindaca Raggi aveva già ricevuto minacce ed era già sottoposto a una misura di tutela della prefettura, che dopo quanto accaduto oggi ha già intensificato i controlli nei suoi confronti. Nel prossimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza verrà valutato l’innalzamemto della misura di tutela

Allarme bomba a Roma, trovato un ordigno artigianale in un’auto

Crolla una palazzina a Barletta, ci sarebbero dei feriti


articolo: https://www.ansa.it/puglia/notizie/2021/06/16/crolla-palazzina-a-barletta-feriti_0e1deca7-cf2e-404b-89e9-3280fbd85f1e.html

Il cedimento della struttura causato forse da una fuga di gas

Una palazzina è crollata a Barletta, a circa 60 chilometri a nord di Bari, probabilmente a causa di una fuga di gas. Ci sarebbero alcuni feriti.

Il crollo è avvenuto in via Curci, una traversa di via Roma. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, i soccorritori e le forze dell’ordine

Sul posto i soccorritori hanno prima rimosso a mano i blocchi di tufo per cercare mettere in salvo i feriti, ora è giunta sul posto una piccola ruspa la cui attività è coordinata dai vigili del fuoco. Via Giuseppe Curci si trova a poca distanza da via Roma dove, il 3 ottobre 2011, il crollo di una palazzina uccise quattro operaie ed una ragazzina (figlia del titolare della ditta) che erano in una maglieria al piano terra dell’edificio. Stando all’ipotesi accusatoria, il crollo fu causato dai lavori di demolizione della palazzina adiacente a quella dove c’era la maglieria

Fiorentina, rottura tra Gattuso e Commisso a causa del mercato


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/fiorentina/2021/06/16/news/gattuso_commisso_rottura_calciomercato-306386466/

Alla base del conflitto tra il tecnico e il patron viola la mancanza di sintonia sulla campagna acquisti

Neanche il tempo di cominciare, che l’avventura di Gennaro Gattuso alla Fiorentina pare essere già finita. Alla base della rottura tra l’allenatore calabrese e il patron viola Rocco Commisso, vedute diverse sulle strategie di calciomercato.

Il contratto biennale del successore di Beppe Iachini a Firenze potrebbe dunque non essere depositato in Lega. Secondo quanto si apprende, la tensione sarebbe salita dopo la frenata riguardo l’arrivo in Toscana di Sergio Olivera (Porto) e Gonçalo Guedes (Valencia). Giocatori che, con Gattuso, condividono lo stesso agente: Jorge Mendes.

La società viola si è ribellata al gioco al rialzo dei cartellini e alle commissioni previste per il potente procuratore. Così Gattuso e Mendes hanno deciso di prendersi qualche ora di riflessione, mentre i viola hanno abbandonato, almeno per il momento, Olivera e Guedes.

Un’irritazione, quella dell’ex allenatore del Napoli, che va ad aggiungersi a manovre di ricostruzione della rosa viola non condivise nei tempi e negli interpreti con gli uomini di mercato viola: Joe Barone, Daniele Pradè e il nuovo arrivato Nicolas Burdisso.

Covid, l’ex Napoli Alemao ricoverato in ospedale


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/14/news/alemao_covid_ricoverato-306070610/

Lo riporta il Jornal do Brasil. Con lui anche la moglie, all’ottavo mese di gravidanza

download

Ricardo Rogério de Brito, meglio noto come Alemao, è ricoverato in un ospedale di Belo Horizonte a causa del Covid-19. Lo riporta il Jornal do Brasil. Le condizioni dell’ex centrocampista del Napoli, oggi 59enne, destano qualche preoccupazione. Anche la moglie di Alemao, incinta di otto mesi, è ricoverata perché positiva al Coronavirus.

Assalto a portavalori sulla A1: rapinatori in fuga


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/06/14/news/assalto_portavalori_a1_tra_modena_e_bologna-306073226/?ref=RHTP-VS-I270681067-P18-S1-T1

I malviventi hanno messo chiodi sull’asfalto, armi in pugno hanno minacciato alcuni automobilisti e hanno dato fuoco alle vetture. Nessun ferito. Autostrada chiusa in entrambe le direzioni

14 giugno 2021 – Assalto a un furgone portavalori sulla A1 tra Modena e Bologna, con spari, esplosioni, auto incendiate. I rapinatori si sono dati alla fuga senza riuscire a mettere a segno il colpo. Ma l’Italia è stata tagliata in due dalla chiusura del tratto autostradale in entrambe le direzioni di marcia. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

L’attacco è avvenuto intorno alle 20.20, all’altezza di San cesario, tra i caselli di Valsamoggia e Modena Sud. I malviventi hanno seguito uno schema già utilizzato in altre rapine:  hanno messo dei chiodi sull’asfalto, quindi, armi in pugno, hanno minacciato alcuni automobilisti, li hanno fatti scendere e hanno dato fuoco ai loro veicoli per creare un diversivo. Poi hanno costretto due camionisti a mettere i loro mezzi di traverso per bloccare completamente la circolazione. Alcuni testimoni hanno parlato di esplosioni e spari. Sull’area si è levata una colonna di fumo visibile da qualche chilometro di distanza.

L’autostrada è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia per consentire i soccorsi, la bonifica e i rilievi della polizia stradale. Si sono formate code e rallentamenti. Il traffico è stato deviato lungo la via Emilia.

I malviventi sono scappati in direzione Bologna e sono in corso le ricerche, anche sulla base delle testimonianze di chi ha assistito all’assalto. I rilievi della polizia stradale e i racconti sia dei vigilanti che erano a bordo del furgone, sia degli automobilisti e dei camionisti che sono stati minacciati dalla banda, saranno determinanti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’assalto e per raccogliere elementi per individuare i colpevoli.

Servizio idrico, disastro italiano…


Servizio idrico, disastro italiano. E i fondi del Pnrr bastano per tappare solo la metà dei buchi

articolo: https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/energia/2021/06/14/news/servizio_idrico_disastro_italiano_e_i_fondi_del_pnrr_non_basteranno-305597997/?ref=RHTP-VS-I270681073-P11-S4-T1

Il Rapporto annuale di Cittadinanzattiva mette in luce i problemi storici di acquedotti colabrodo, fognature inefficienti e governance-spezzatino: perso il 42% delle risorse idriche. Dal Next generation Eu solo la metà degli investimenti necessari a cambiare marcia. Ecco le aree più a rischio e quelle più care per gli utenti

Il servizio idrico italiano ha bisogno di investimenti. La cifra necessaria a tamponare falle e inefficienze del sistema è talmente alta che i 4,3 miliardi previsti dal Pnrr non basteranno neppure a completare la metà del lavoro.

La qualità media dell’acqua che arriva nei rubinetti italiani è alta. Il problema è quanta se ne perde durante il tragitto verso case, campi e industrie (il 42%) e soprattutto quella che riusciamo a depurare una volta che la usiamo: su quest’ultimo aspetto l’Italia ha ritardi strutturali, che le sono valsi quattro procedure di infrazioni europee, che a valle si traducono in centinaia di provvedimenti a livello locale.

La radiografia al settore l’ha fatta Cittadinanzattiva con il suo Rapporto annuale sul servizio idrico integrato. L’associazione ha analizzato l’intero settore, portando a galla una serie di problemi che, oltre a causare disservizi a molti consumatori, provocano sprechi inaccettabili e danni ambientali gravi. 

Le tariffe: toscani spennati  – Partiamo dalla bolletta idrica. Considerando 192 metri cubi annui a famiglia (in linea con le stime Istat), nel 2020 la spesa è stata di 448 euro: il +2,6% rispetto all’anno precedente. Con un consumo più virtuoso (150 metri cubi annui) la spesa è stata di 328 euro, per un risparmio di 120 euro rispetto alla famiglia-tipo “sprecona”. Considerando 192 mc/anno, i più tartassati sono i toscani con una spesa annua di 710 euro. Un primato incontrastato, visto che al secondo posto ci sono le Marche con 535 euro. Valle d’Aosta (291 euro l’anno), Trentino Alto Adige (202) e Molise (181) sono invece le regioni dove il servizio idrico costa meno. Ma nella regione meridionale il costo è salito dell’11% in un solo anno.

Tariffe (spesa media annua su 192 metri cubi di consumo) Valore euro Diff % su 2019
Media Italia 448 2,6
Nord 395 2,4
Centro 614 3,2
Sud e Isole 408 2,3

A livello provinciale però non è toscano il territorio più caro d’Italia ma Frosinone con una spesa di 845 euro l’anno. Il capoluogo ciociaro si è messa alle spalle praticamente tutta la Toscana, che piazza 8 province nella top ten, ed Enna. I più fortunati sono i milanesi, che pagano la bolletta idrica meno cara d’Italia con 156 euro l’anno, seguiti da Trento (161) e Isernia (166). Questo, nonostante la tariffa del capoluogo lombardo sia aumentata di quasi il 7% in un anno.

Il fatto che il costo medio del servizio idrico sia in aumento in tutta Italia, però, può essere un incentivo a diminuire gli sprechi. Perché gli italiani consumano, pro capite, 240 litri d’acqua al giorno: il doppio della media europea. Anche se siamo convinti del contrario, con una tendenza a sottovalutare i nostri consumi rispetto alla realtà. A fronte di questo, siamo i maggiori consumatori al mondo di acqua in bottiglia subito dopo il Messico: 220 litri a testa. 

Falle e disservizi – Come sempre, uno dei tanti più impressionanti è quello delle perdite di rete. Secondo l’indagine di Cittadinanzattiva, l’acqua persa dagli acquedotti è il 42% a livello nazionale. Gli acquedotti peggiori sono nel centro Italia, visto che le perdite maggiori si hanno in Abruzzo (55,6%), Lazio (53,1%) e Umbria (54,6%). La più virtuosa è la Valle d’Aosta (22%), seguita da Lombardia (29,8%), Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna (31%)

Uno dei motivi è la vetustà dell’infrastruttura idrica: il rapporto spiega che il 60% delle opere risale a oltre trent’anni fa e il 25% ha oltre mezzo secolo di attività alle spalle. E nei grandi centri urbani va anche peggio.

Negli altri parametri, il sud spicca per la qualità dell’acqua (la peggiore è al nord-est) ma è in fondo a tutte le altre classifiche. Ultimo per ore di interruzione di servizio (105 ore contro una media italiana di 36), in allagamenti/sversamenti ogni 100 chilometri (21 contro 11) e nei tassi di superamento dei limiti nei campioni di acque reflue: il 28,6% contro la media italiana del 12,8%. E proprio nella gestione delle acque reflue c’è l’altro tallone d’Achille del nostro servizio idrico: l’11% dei cittadini non è nemmeno raggiunto da un servizio di depurazione; il 68% è servita da gestori che offrono un servizio di cattiva qualità.

Il faro della Ue – Il settore fognario-depurativo italiano è inadeguato anche rispetto alle normative europee. E per questo la Commissione ha già avviato quattro procedure d’infrazione nei nostri confronti. Una è giunta all’ultimo step: significa che bisogna iniziare a pagare. E non poco: 25 milioni di euro come somma forfetaria, cui si aggiungono 165.000 euro per ogni semestre di ritardo nell’adeguarsi alle misure necessarie. Solo per questa procedura ci sono 74 casi di inadempienza in tutta Italia, ma per un’altra, iniziata nel 2014, si contano oltre 750 agglomerati non in regola (per agglomerato si intendono bacini di utenza da più di duemila abitanti). 

Il Pnrr – Se finora si è investito poco è per scarsa lungimiranza, ma anche per scarsità di fondi. In questo senso, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che l’Italia ha approvato per ottenere il denaro del Next generation Eu, potrà dare una mano. Sono 4,3 miliardi i fondi che verranno destinati per ridurre le perdite di rete, migliorare la gestione dell’acqua, investire in fogne e depurazione. 

Una boccata d’ossigeno, certo. Ma non abbastanza visto che Arera, Regioni ed enti di governo degli ambiti hanno individuato in 10 miliardi i soldi necessari a sistemare la situazione. E non aiuta il fatto che in Italia l’acqua sia gestita da una miriade di enti e imprese: oltre 2500 in tutto il Paese, con picchi di 388 in Campania e 369 in Lombardia. Si tratta di realtà spesso a controllo pubblico (il 72%) e soprattutto al sud e nelle isole, a controllo privato (il 27% del totale).

Eppure, 4,3 miliardi sono pur sempre una bella somma, del tutto inaspettata fino alla primavera del 2020. Un’occasione da non perdere: per questo, la frammentazione degli enti preoccupa Cittadinanzattiva, così come come la capacità “di alcuni territori del sud e delle isole di esprimere progettualità adeguate per accedere alle risorse“. Il rischio, spiega l’associazione, è che il denaro confluisca verso realtà già strutturate, “con maggiori capacità di programmazione“, con il risultato “di accentuare ulteriormente il divario esistente tra realtà già efficienti e realtà rimaste indietro“.

«Minaccia di fuga radioattiva nella centrale nucleare di Taishan in Cina»: l’allerta arrivata agli Usa dalla Francia


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_giugno_14/cina-l-allerta-usa-centrale-nucleare-minaccia-imminente-ma-washington-tace-cd671404-ccda-11eb-b347-bfaa5b406afd.shtml?fbclid=IwAR2BVulS9yJPG1odtSi3DPnrMbY_BVdhaOvCs9qCcIZ7Vz6s_j18u_QdaL0

Secondo la Cnn, un rapporto francese avverte il governo statunitense che l’impianto di Taishan rappresenta «una minaccia imminente». Ma il governo Biden minimizza, la Cina nega

Taishan_1_and_2-kSwH-U32706557447116dD-656x492@Corriere-Web-Sezioni

 Che cosa sta succedendo nella centrale nucleare cinese di Taishan, nella provincia meridionale del Guangdong? Gli Stati Uniti sono stati informati l’8 giugno dall’azienda francese Framatome di «un’imminente minaccia di fuga radioattiva». Il National Security Council di Washington sta valutando la situazione da una settimana e oggi la notizia è stata passata alla Cnn. Secondo le fonti governative della tv americana, la situazione non è a «livello di crisi», ma merita attenzione. L’Amministrazione Biden spiega che in caso di pericolo gli Stati Uniti sarebbero tenuti a dare l’allarme internazionale, in base ai trattati sugli incidenti nucleari.
Framatome, controllata da Électricité de France, ha partecipato alla progettazione e costruzione dell’impianto cinese e secondo la ricostruzione si è resa conto a fine maggio di qualche anomalia, decidendosi a rivolgersi l’8 giugno con una lettera al Dipartimento dell’Energia di Washington, per ricevere assistenza nella gestione dell’allarme. Secondo le fonti di Washington, i tecnici francesi che lavorano a Taishan hanno riferito che le autorità cinesi avrebbero recentemente innalzato, raddoppiandoli, i parametri di accettabilità del livello di radiazioni intorno alla centrale per evitare di doverla fermare a causa della perdita. Ora anche il livello di radiazioni sarebbe salito al 90% della nuova soglia.

C’è imbarazzo a Parigi: in una nota Framatome afferma che sta sorvegliando «l’evoluzione di uno dei parametri di funzionamento» dei reattori, ma «la centrale opera all’interno dei criteri di sicurezza autorizzati». Una faccenda delicata, una triangolazione fuori dalla norma quella tra Parigi, Pechino e Washington. Gli esperti spiegano alla Cnn che la società francese si è rivolta agli americani per ottenere assistenza a distanza nella gestione della situazione: i protocolli di sicurezza internazionali prevedono questo tipo di collaborazione in caso di «imminente minaccia di fuga radioattiva», proprio la frase usata nella comunicazione partita dalla Francia.
C’è stata una prima risposta cinese: le accuse su livelli di radioattività pericolosi intorno a Taishan sono false, «i due reattori rispecchiano i criteri di sicurezza nucleare e operano normalmente». La puntualizzazione è stata pubblicata sul sito della centrale domenica sera, poco prima che la Cnn trasmettesse il suo servizio. Evidentemente i cinesi avevano ricevuto una richiesta di informazioni dalle autorità americane e hanno reagito preventivamente.
La centrale di Taishan si trova in una delle regioni più densamente abitate della Cina, vicina a Guangzhou (Canton), Shenzhen e Hong Kong. La sua costruzione, in joint venture tra China General Nuclear Power Group e Électricité de France, è stata segnata da ritardi: i lavori sono cominciati nel 2008 il primo reattore è stato attivato nel dicembre del 2018, il secondo nel settembre del 2019. Si tratta di due EPR (Evolutionary Power Reactor) di concezione francese, i primi al mondo ad entrare in produzione. Secondo l’azienda statale di Pechino operano «in sicurezza per il personale e la popolazione, il secondo è stato revisionato per l’ultima volta il 10 giugno».
La stampa cinese al momento non ha dato notizia delle voci rimbalzate dagli Stati Uniti e circolano pochi commenti anche sui social network, generalmente molto più rapidi nella reazione a situazioni di crisi. Su Weibo (il Twitter mandarino) Wang Yigang, membro dell’Istituto dell’economia industriale ha scritto che le accuse sono l’ennesima prova dell’«imperialismo americano che cerca di frenare l’ascesa nucleare della Cina per forzarla a sviluppare solo energia solare ed eolica».
L’energia cinese è ancora legata principalmente al carbone, ma il peso del nucleare sta crescendo rapidamente: ci sono 16 centrali atomiche operative in Cina, con 49 reattori che hanno una capacità da 51.000 megawatt. I due EPR di Taishan hanno una potenza da 1.660 megawatt.

Strage ad Ardea….


Strage ad Ardea, vicino a Roma: uccisi un anziano e due bimbi, il killer si è suicidato

articolo: https://www.ansa.it/lazio/notizie/2021/06/13/spari-in-strada-vicino-roma-colpiti-2-bimbi-e-un-anziano_a2664401-bcc0-4c9d-80aa-7b1627642b20.html

Daniel e David avevano 5 e 10 anni e stavano giocando di mattina in un parco davanti a casa quando gli hanno sparato a bruciapelo e li hanno uccisi senza un motivo apparente. L’uomo che li ha colpiti ha poi tolto la vita anche a un pensionato di 74 anni che passava di lì in bici.

Infine si è chiuso in casa e si è suicidato con la stessa pistola prima dell’irruzione dei carabinieri.

Una strage feroce e insensata si è abbattuta in una domenica di mare su un comprensorio residenziale, Colle Romito, ad Ardea, quaranta chilometri a sud di Roma. L’assassino aveva 35 anni, si chiamava Andrea Pignani, viveva con la madre in una villetta acquistata nel 2019, a poche decine di metri dal campetto del triplice omicidio. Laureato in ingegneria informatica, disoccupato, un anno fa, a maggio, era stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per aver aggredito la madre, ma non risulta che fosse attualmente in cura per problemi mentali. Secondo i carabinieri non usciva di casa praticamente da un anno. I vicini, altri abitanti del comprensorio, raccontano di quella pistola che tirava fuori per minacciare ogni volta che c’era una discussione, qualcosa che lo infastidiva, che fosse la potatura degli alberi o qualche rumore intorno a casa sua. Ma nessuno aveva sporto denuncia, secondo i carabinieri. Stamani verso le 11, a quanto ricostruito finora, Pignani è uscito e sulla sua strada ha incontrato Daniel e David che giocavano tranquilli. Gli ha sparato al collo e al petto e, racconta la nonna, “sono morti tenendo la mano del padre”, Domenico Fusinato, ai domiciliari in un’altra villetta di Colle Romito per reati di droga, ma subito accorso appena sentiti gli spari. Nel frattempo Pignani aveva colpito e ucciso con un proiettile alla testa anche Salvatore Ranieri, 74 anni, che passava in bicicletta e non conosceva né il suo assassino né i fratellini. Una quarta vittima, un uomo che stava andando a buttare la spazzatura, sarebbe sfuggita alla morte solo perché troppo distante per la gittata della pistola. Pignani è quindi rientrato in casa, si è chiuso dentro e per ore non ha risposto ai negoziatori arrivati sul posto per convincerlo ad arrendersi. Quando a metà pomeriggio un commando del Gis carabinieri è entrato nella villetta l’uomo si era già ucciso con la stessa pistola. La fine di una giornata di sangue non mette la parola fine sulla strage. Secondo il presidente di Colle Romito, Romano Catini, la presenza di una pistola – che era del padre del 35enne, una guardia giurata morta un anno fa – era stata più volte segnalata dai vicini spaventati. Ma agli inquirenti non risultano denunce. Si cerca un movente, ma non ci sarebbero stati contrasti tra Pignani e il padre dei bambini, quest’ultimo comparso nel 2018 in un’operazione dei carabinieri a Ostia contro gli scissionisti del clan Triassi, ritenuto avversario degli Spada. Difficile pensare a una vendetta spietata. Le indagini comunque proseguono per accertare l’esatta dinamica. Rimane il ricordo delle vittime. Di due bambini. racconta la nonna, “educati e rispettosi. Daniel, il più grande, aveva solo 9 e 10 in pagella“. E del 74enne Ranieri, in vacanza con la moglie a Colle Romito, dove aveva una seconda casa. Il sindaco di Ardea, Mario Savarese, racconta di un luogo tranquillo in cui nei decenni scorsi venivano a villeggiare anche personaggi politici noti. Alcuni abitanti di lungo corso raccontano invece di personaggi poco raccomandabili, alcuni dei quali ai domiciliari come il padre dei bimbi uccisi. Ma il vero movente di un massacro a freddo come questo sarà difficile da trovare, visto che l’autore si è poi suicidato.

Europei, giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match con la Russia. Gli arbitri li imitano. Fischi dal pubblico di San Pietroburgo


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/12/foto/russia_belgio_razzismo_in_ginocchio_san_pietroburgo_fischi-305782890/1/?ref=RHTP-BS-I304750563-P4-S1-T1

212914917-baf70afc-48b4-46f1-9f10-ac516033eec8I giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match contro la Russia degli Europei. Il direttore di gara della sfida, lo spagnolo Antonio Mateu Lahoz e i suoi assistenti, li imitano inginocchiandosi prima del fischio d’inizio. Ma il gesto viene contestato dal pubblico di San Pietroburgo che fischia. E i giocatori della Russia, che non hanno aderito al movimento Black Lives Matter, restano in piedi. Due giorni fa fischi erano arrivati anche ai giocatori irlandesi in ginocchio contro il razzismo nell’Ungheria di Orban.

213018772-55e419a4-c236-42ea-af89-872648f5de3a

N o  al  R A Z Z I S M O

Dramma in campo a Copenaghen: arresto cardiaco per Eriksen..


articolo: https://sport.sky.it/calcio/europei/partite/2020/giornata-1/danimarca-finlandia/risultato-gol

fb07571b-cc0d-4f94-8457-1e42691238e1

questa foto fa sperare

Christian Eriksen, malore durante Danimarca-Finlandia

Malore per il giorcatore dell’Inter al 43′ del primo tempo: necessario un massaggio cardiaco. Il giocatore attualmente è in ospedale. L’Uefa ha comunicato la “sospensione del match per un’emergenza medica“. Tutti gli aggiornamenti in tempo reale su Sky Sport 24 e qui sotto nel nostro liveblog

Il comunicato della Uefa: “Eriksen in ospedale e stabilizzato”

A seguito dell’emergenza medica che ha coinvolto il giocatore danese Christian Eriksen, si è svolta una riunione di emergenza con entrambe le squadre e gli ufficiali di gara e ulteriori informazioni saranno comunicate alle 19.45Il giocatore è stato trasferito in ospedale ed è stato stabilizzato


Europei: Zhang su Instagram, forza Eriksen

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/06/12/europei-zhang-su-instagram-forza-eriksen_43daa82d-d91d-4df5-ae63-e12adb6e58c8.html

Messaggi da Lautaro e Hakimi, preghiamo per te

(ANSA) – Milano, 12 giugno 2021 – Arrivano messaggi di supporto sui social per Christian Eriksen dall’Inter e dai suoi compagni in nerazzurro, dopo il malore in campo del centrocampista della Danimarca durante la gara contro la Finlandia. “Forza Chris!”, ha scritto il presidente dell’Inter Steven Zhang su Instagram, pubblicando una foto insieme al giocatore.

Forza Chris, dai Chris!“, il messaggio di Lautaro Martinez. “Forza Chris, per favore! Prego per te amico mio“, le parole di Hakimi.Forza fratello, più forte di sempre“, ha aggiunto Alessandro Bastoni.

Siamo tutti con te, ha scritto invece Milan Skriniar. (ANSA).


Eriksen si accascia a terra durante Danimarca-Finlandia: massaggio cardiaco, dramma agli Europei

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/12/news/eriksen_danimarca_finlandia-305759144/?ref=RHTP-BH-I305760701-P1-S1-T1

184943833-902186f4-606b-49c6-bfec-ed231b31cddd

Il giocatore danese dell’Inter è stramazzato a terra al 43′ del primo tempo. Terribili le immagini dei soccorsi eseguiti sul prato del Parken tra i giocatori e il pubblico in lacrime. Interrotta la partita

Dramma a Copenaghen durante Danimarca-Finlandia. Christian Eriksen, il giocatore danese dell’Inter, è stramazzato a terra all’improvviso al 43′ del primo tempo della partita in corso allo stadio Parken. In un silenzio irreale, tra i giocatori e il pubblico in lacrime, si sono visti i sanitari eseguire il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca al giocatore. Nelle immagini della partita si vede chiaramente Eriksen che correndo rientra dalla linea di fondo, comincia a barcollare e cade da solo in avanti quasi senza forza. Immediato l’intervento dei sanitari, la partita è stata interrotta.

Sul campo ha assistito ai soccorsi in lacrime la moglie di Eriksen, scesa dalle tribune e sostenuta sul terreno di gioco dal portiere Schmeichel e da Kjaer.


Eriksen, malore in Danimarca-Finlandia, paura agli Europei 2021: diversi massaggi cardiaci

articolo: https://www.corriere.it/sport/calcio/europei/21_giugno_12/eriksen-arresto-cardiaco-danimarca-finlandia-paura-europei-2021-5452e658-cb9d-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml

AFP_9BY6W8-kRtG-U3270590846539Ju-656x492@Corriere-Web-Sezioni

Il centrocampista della Danimarca Christian Eriksen si è accasciato a terra, improvvisamente, al 42esimo minuto della partita Danimarca-Finlandia, sfida della prima giornata degli Europei 2021. La sfida, che si giocava a Copenaghen, è stata immediatamente sospesa.

Eriksen, calciatore dell’Inter, è stato sottoposto a massaggi cardiaci, anche con un defibrillatore. Gli interventi sul fuoriclasse, che ha 29 anni, sono stati almeno tre.

Eriksen al momento appare ancora incosciente anche se un fotografo dell’agenzia Reuters — citato dall’agenzia stessa — avrebbe visto il calciatore alzare la mano mentre veniva portato fuori dal campo sulla barella.

Compagni e avversari sono sconvolti, con i danesi che fanno muro intorno ai soccorsi per preservare la privacy del centrocampista. In campo la moglie del campione, in lacrime, subito abbracciata dal capitano Kjaer e dal portiere Schmeichel.

Lo stadio di Copenaghen è ammutolito.

Dopo una quindicina di minuti i giocatori finlandesi sono rientrati negli spogliatoi in segno di rispetto, mentre quelli danesi sono rimasti ancora sul campo intorno al campione.

Dopo 20 minuti la barella, circondata da due teli, ha scortato Eriksen fuori dal campo accompagnata dai giocatori.

La dinamica – Christian Eriksen si è accasciato a terra, improvvisamente, attorno al minuto 43 del primo tempo di Danimarca-Finlandia. Il centrocampista si è avvicinato a un compagno di squadra per ricevere la rimessa laterale. Senza che ci fossero scontri con compagni di squadra o avversari, il centrocampista danese, dopo alcuni passi, è caduto a terra, privo di sensi. I compagni e gli avversari, insieme con l’arbitro, hanno immediatamente chiamato i medici che, entrati in campo, hanno avviato le procedure per rianimare il calciatore. I compagni, seppur sconvolti, hanno iniziato a fare scudo al giocatore.

San Siro, la telenovela del nuovo stadio: dopo due anni l’iter è al punto di partenza. Zhang spinge: va fatto


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/economia/21_giugno_12/san-siro-telenovela-nuovo-stadio-due-anni-l-iter-punto-partenza-zhang-spinge-va-fatto-211b9daa-cb4f-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml

Il primo progetto presentato a luglio 2019. Il 19 giugno prossimo scade la proroga ai club per presentare le integrazioni. La giunta dovrà dare una nuova dichiarazione di pubblico interesse. Sala: tengo il dialogo aperto. Ma i tempi si allungano. Ecco i numeri del piano urbanistico.

Era il 10 luglio di due anni fa quando Milan e Inter depositarono in Comune il primo studio di fattibilità per il nuovo stadio da realizzare nel parcheggio dell’attuale impianto. Due anni dopo, si è in attesa che gli stessi due club spediscano al medesimo indirizzo gli ultimi documenti (relativi soprattutto ai rispettivi assetti societari) in relazione al secondo progetto di fattibilità dell’opera. Di fatto si è tornati al punto di partenza, anche se questi 23 mesi sono serviti se non altro al Comune a fissare, sull’ipotetico nuovo terreno di gioco, una lunga serie di paletti di natura urbanistica e non solo (le famose sedici condizioni votate dall’aula di Palazzo Marino nel novembre del 2019 e allegate alla prima dichiarazione di pubblico interesse).
Prima che la giunta possa ora dare un secondo via libera al progetto, nel frattempo adeguatamente riveduto e corretto, di un San Siro «bis», le società devono appunto produrre altra documentazione. La scadenza dell’ultima proroga richiesta da Inter e Milan è in calendario per sabato prossimo, 19 giugno.

In Commissione consiliare i tecnici hanno fatto ieri il punto sulla lunga vicenda. In sintesi: l’aggiornamento presentato dalle due società prevede la realizzazione di un nuovo impianto per il calcio e altri eventi, la rifunzionalizzazione del Meazza (di cui si prevede il parziale mantenimento, mediante la realizzazione di un distretto dedicato allo sport e all’intrattenimento) e un «comparto plurivalente» con funzioni di carattere privato su una superficie di 145mila metri quadrati suddivisa in commerciali, terziarie e ricettive, oltre a funzioni sportive e museali «convenzionabili con il Comune». La proposta interessa una superficie complessiva di 290mila metri quadrati, di cui solo 99mila «occupati» dal nuovo stadio. L’impianto avrà una capienza massima di 60mila spettatori, mentre l’area complessiva sarà affidata ai club attraverso la concessione del diritto di superficie per 90 anni.

Nonostante l’impasse, il sindaco garantisce che non ci saranno passi indietro del Comune. «Con le caratteristiche e le prudenze che devo avere, confermo la disponibilità dell’amministrazione a dialogare con le squadre, capendo la loro necessità di avere un impianto nuovo», ha detto Beppe Sala: «Non faccio un passo indietro, ma porrò le attenzioni necessarie al caso». Soprattutto nella maggioranza di centrosinistra crescono però le perplessità. Carlo Monguzzi (Pd) dà voce al fronte del no: «Ristrutturiamo il Meazza. Un secondo stadio, tonnellate di nuova edificazione e addirittura un nuovo centro commerciale non servono al quartiere ma solo alle casse delle società in crisi». Sull’altro fronte il forzista Alessandro De Chirico lancia l’allarme opposto: «La sinistra ha deciso da tempo di non decidere. Più più passa il tempo e più il rischio di far scappare a gambe levate Inter e Milan dal Meazza diventa fondato». Il presidente nerazzurro Steven Zhang, intervistato ieri da Sky, si limita per ora a ribadire il concetto di sempre: «È molto importante costruire un nuovo stadio, una struttura innovativa per il club. Senza rimarremmo indietro rispetto agli altri club che hanno già fornito una struttura migliore per i tifosi».

Covid: focolaio in palestra Milano, 10 casi accertati


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/06/12/covid-focolaio-in-palestra-milano-10-casi-accertati_07b1cb4f-5b32-4af1-b444-091782fe13cf.html

Un positivo variante indiana, richiesto sequenziamento per altri

(ANSA) – Milano 12 giugno 2021 – Un focolaio Covid con 10 casi, di cui uno da variante indiana, è stato scoperto in una palestra di Milano che aveva riaperto lo scorso 24 maggio. Lo rende noto ATS Città Metropolitana di Milano, spiegando che, visto che un caso ha evidenziato infezione da variante indiana, è stato richiesto il sequenziamento per gli altri 9.

Tutti i casi sono in isolamento.

L’Agenzia ha inoltre identificato 140 frequentatori della palestra che dal 24 maggio (data di apertura della palestra) al 31 maggio (data di presenza dell’ultimo caso) hanno avuto contatti con almeno uno dei 10 casi rilevati. Sono stati tutti invitati a eseguire un test antigenico o molecolare presso la rete dei punti tampone e dei drive through di ATS. (ANSA).

Attacco hacker e incendio per Luma Energy, Porto Rico al buio


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/11/news/attacco_hacker_e_incendio_per_luma_energy_porto_rico_al_buio-305433014/

Miami – Un incendio in una sottostazione elettrica sull’isola americana di Porto Rico ha gettato nell’oscurita’ migliaia di residenti da ieri sera. Luma Energy, l’azienda che fornisce energia elettrica, ha fatto sapere di aver subito un attacco informatico.

C’e’ stato un incendio in un trasformatore nella sottostazione di Monacillo“, un distretto della capitale San Juan, ha detto la società  due ore dopo aver spiegato di essere stata l’obiettivo di un attacco hacker che ha reso “difficile” per i clienti l’accesso ai propri account online.

Non slittano i richiami. Pronte le scorte per il cocktail Pfizer


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/non_slittano_i_richiami_pronte_le_scorte_per_il_cocktail_pfizer-305630025/?ref=RHTP-BH-I304495303-P3-S2-T1

Ecco come cambia la campagna vaccinale che va avanti senza stop. Chi ha ricevuto la prima dose con AstraZeneca farà una dose a mRna

Roma. Adesso che le somministrazioni quotidiane si avvicinano a quota 600.000, l’obiettivo è non fermare la macchina. L’ennesimo cambio in corsa sull’utilizzo di AstraZeneca, non dovrebbe compromettere la marcia verso l’immunità di gregge fissata per settembre. Le Regioni si dicono pronte: gli appuntamenti per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose con AstraZeneca saranno rispettati. I richiami verranno fatti con Pfizer e Moderna, le dosi — rassicura il generale Figliuolo — almeno per il momento, ci sono. Anche se un impatto ci sarà e porterà ad un rallentamento, non fosse altro che per riprogrammare i primi appuntamenti a seconda della effettiva disponibilità delle dosi nei frigo delle Regioni e non su quella del calendario delle consegne che presenta ancora qualche punto interrogativo, a cominciare dai 6,4 milioni di Curevac ancora in attesa di approvazione e dosi previste entro settembre. «Siamo lisci lisci — ammette il generale Figliuolo — ci eravamo lasciati un certo margine di disponibilità che ora si è assottigliato vuoi per la nuova fascia di giovanissimi da vaccinare (12-16 anni) e ora per questa gamba del tavolo che cede. Ma sono ottimista e penso che se non ci saranno altri imprevisti e se non dovremo vaccinare anche i piccoli dai 6 anni in su, a settembre chiuderemo la partita».

I vaccinati con AstraZeneca – I più disorientati in queste ore sono gli under 60 (poco più di un milione) che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca e ora faranno il richiamo con un vaccino a Rna messaggero, Pfizer o Moderna. La prima domanda è: quando? Le Regioni stanno affannosamente facendo i conti con la disponibilità delle dosi, ma in linea di massima dovrebbe essere rispettata la scadenza dei tre mesi dalla prima somministrazione. Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto, Toscana, sono pronte: già da oggi gli under 60 che avevano l’appuntamento per il richiamo avranno iniettato Pfizer o Moderna, solo gli over 60 riceveranno di nuovo AstraZeneca. E chi non è convinto dalla novità della vaccinazione con due farmaci diversi? Resta fermo il principio che il vaccino non si può scegliere e questa volta l’indicazione alle Regioni è perentoria: niente AstraZeneca a chi ha meno di 60 anni. Dunque nessuno potrà chiedere di avere fatta la seconda dose con il siero di Oxford ma essendo la vaccinazione un trattamento sanitario allo stesso tempo non si potrà essere obbligati a riceverlo. Al massimo si potrà rifiutare il richiamo. I tempi lunghi ( 12 settimane) diluiranno gli eventuali problemi di disponibilità di Pfizer e Moderna per le seconde dosi che potrebbero slittare al massimo di qualche giorno.

Addio agli Open day – Tutti annullati gli appuntamenti del weekend per la somministrazione di massa di AstraZeneca, la strategia adottatta da molte Regioni peallettare i più giovani senza appuntamento verrà messa da parte. Per altro in sintonia con la prospettiva di chiudere in estate gli hub e affidare la conclusione della campagna a medici di famiglia e pediatri più affidabili anche per l’anamnesi dei loro pazienti, soprattutto i ragazzi.

Farmacie e aziendeLo stop per ora non riguarda l’altro vaccino ad adenovirus. Il monodose Johnson continuerà dunque ad essere somministrato nelle farmacie a chi lo prenoterà, anche under 60, nonostante esista una raccomandazione ad utilizzarlo solo per i più anziani. E un contraccolpo potrebbe subire anche la campagna vaccinale nelle aziende dove la platea dei lavoratori a cui poter somministrare AstraZeneca e Johnson si riduce.

Le dosi in frigoDi AstraZeneca, a questo punto, ne avremo fin troppo: se pure si vaccinassero tutti i 3, 5 milioni di over 60 che ancora mancano all’appello, occorrerebbero 7 milioni di dosi per loro e 4 milioni per quelli che hanno già ricevuto la prima dose. Ma tra le fiale in giacenza e quelle in arrivo nel terzo trimestre siamo già a 15 milioni. Almeno 4, dunque ( ma saranno sicuramente di più) resteranno inutilizzate e verranno destinate al progetto Covax per i Paesi senza accesso ai vaccini.

Vaccini, il Cts: “Stop Astrazeneca per gli under 60. Per la seconda dose avranno solo Pfizer o Moderna. Speranza: “Il governo tradurrà queste raccomandazioni in modo perentorio” –