L’incendio sul Gargano, in località Pile Fraballe. Sul posto i vigili del fuoco e la protezione civile. Dal lato opposto della Puglia, a Gallipoli, si contano i danni del rogo scoppiato due giorni fa e il sindaco chiede lo stato di calamità
Un vasto incendio è in corso in località Pile Fraballe, zona rurale e periferica nel comune di Peschici (Foggia), nei pressi di Difesa di Manaccora. In fiamme, stando a quanto si apprende dal sindaco Luigi d’Arenzo, un’ampia zona di macchia mediterranea e pini d’Aleppo.
Sul posto stanno operando le autobotti dei vigili del fuoco, oltre a personale della protezione civile. L’intervento dei soccorsi avrebbe circoscritto l’incendio che però insiste – sottolinea il primo cittadino – in un’area “che ci preoccupa un pò. È stato già richiesto l’intervento di un mezzo aereo“. La nube di fumo è visibile da diverse decine di chilometri di distanza.
(ansa)
Chiusa la litoranea per Vieste. Per precauzione evacuate case e strutture turistiche della zona. Il pericolo è il ventoche potrebbe spingere le fiamme nella zona di Baia Zaiana facendo rivivere l’incubo dell’incendio del 2007 che causò 3 morti e danni enormi.
Il sindaco: “Atto doloso” – “Sono certo che si tratti di attid olosi perché appiccati in più punti“. Lo dice il sindaco di Peschici, Luigi d’Arenzo. “Stamani – spiega il sindaco – appena ho verificato il vento che spirava forte, ho allertato la polizia locale per verifiche lungo la litoranea. Poco dopo è divampato l’incendio che si è esteso a causa del vento. Ho subito attivato il piano ed in campo è scesa la Protezione civile comunale e anche quelle dei Comuni limitrofi di Vieste e Vico del Gargano, oltre ai mezzi dei vigili del fuoco tra cui due elicotteri. Intanto sono giunti anche due Canadair“.
Il primo cittadino “fa sapere che sono circa 200 fino ad ora i bagnanti che hanno lasciato le spiagge a bordo di mezzi della guardia costiera e di barche turistiche” e chiarisce che “nessun villaggio o struttura turistica è stato evacuato“. “Ci siamo attivati subito per prevenire e arginare qualsiasi grave conseguenza – conclude – . Sono in contatto anche con l’assessora all’ambiente della Regione Puglia Debora Ciliento. La macchina dei soccorsi si è prontamente attivata“.
Circolazione ferroviaria sospesa tra Bari e Pescara – È stata sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea adriatica tra Bari e Pescara a causa del vasto incendio divampato questa mattina a Campomarino Lido, in provincia di Campobasso. Le fiamme, sviluppatesi intorno alle 11 nella pineta tra le contrade Arcora e Lauretta, si sono propagate rapidamente alimentate dalle alte temperature e dal vento di Garbino. La sospensione del traffico sta provocando rallentamenti e disagi per i viaggiatori, con ritardi che interessano i collegamenti Alta Velocità, Intercity e Regionali. Intorno alle 13 è stata chiusa anche la strada statale 16, nel tratto compreso tra il chilometro 551 e il chilometro 553, dove il denso fumo ha ridotto drasticamente la visibilità. La viabilità nell’area risulta fortemente compromessa. Sul posto sono impegnati i Vigili del fuoco del distaccamento di Termoli, i Carabinieri della Stazione di Campomarino, la Polizia locale, gli operai forestali dell’Arsarp e i volontari della Protezione civile. È stato inoltre attivato un Canadair per supportare le operazioni di spegnimento, mentre le squadre a terra lavorano per contenere il fronte del fuoco ed evitare che raggiunga le strutture ricettive della zona.
Gallipoli chiede lo stato di calamità – Intanto dal lato opposto della Puglia, a Gallipoli, si contanosei ettari di pineta e macchia mediterranea bruciati e un lido distrutto nell’incendio a Rivabella scoppiato due giorni. “Il primo pensiero, colmo di solidarietà, va a chi ha vissuto ore di terrore, in particolare ai residenti delle Dune, ai turisti evacuati e ai titolari dell’Holiday Beach, che ha visto andare in fumo quarantaquattro anni di sacrifici. A loro l’amministrazione garantisce che non saranno lasciati soli“. Lo dichiara in una nota il sindaco di Gallipoli (Lecce), Flavio Fasano.
“Chiederemo formalmente alla Regione Puglia e al Governo lo stato di calamità naturale – continua Fasano – per sbloccare fondi di emergenza, ristori e sgravi fiscali a sostegno delle categorie pesantemente colpite. I nostri uffici applicheranno una politica di burocrazia zero, attivando corsie preferenziali per consentire a imprenditori e privati di ripartire senza ostacoli”.
In tema di prevenzione, infine, il sindaco assicura “maggiori controlli, potenziamento della videosorveglianza e tolleranza zero contro la criminalità degli incendiari o l’incuria dei proprietari di terreni abbandonati. Gallipoli – conclude – non permetterà a nessun rogo di cancellare il proprio futuro”.
In Spagna, bruciati quasi 25mila ettari, due volte la città di Parigi. Il premier Sanchez visita le zone colpite: “Situazione complessa”. Si è aperto un nuovo fronte sulla costa di Valencia
L’emergenza incendi continua ad aggravarsi tra Francia e Spagna.Nella Gironda, nel sud-ovest francese, il vasto rogo che da giorni devasta la regione si è avvicinato ulteriormente all’area metropolitana di Bordeaux. Secondo la prefettura, da mercoledì sono già state evacuate circa 220mila persone e la superficie andata in fumo ha raggiunto i 42mila ettari. Le autorità locali stanno valutando tutti gli scenari possibili, compresa un’eventuale evacuazione più ampia della città se le condizioni dovessero peggiorare.
Nella notte tra 25 e 26 luglio, sono state ordinatenuove evacuazioni nei comuni situati a sud e a est di Bordeaux, mentre l’autostrada A63 verso il confine spagnolo è stata chiusa per un tratto di circa 60 chilometri. I vigili del fuoco continuano a combattere un incendio reso particolarmente difficile dal vento e dalla siccità.
Anche in Spagna la situazione resta critica. Oltre ai grandi incendi che interessano l’area di Madrid e la provincia di Ávila, si è aperto un nuovo fronte sulla costa di Valencia. Le autorità regionali hanno disposto l’evacuazione di circa 15mila persone e hanno ammesso che il rogo, alimentato dalle alte temperature e dalle raffiche di vento, è al momento estremamente difficile da contenere.
Tra Francia e Spagna il numero complessivo degli evacuati supera ormai le 300mila persone. Entrambi i Paesi hanno rafforzato i dispositivi di emergenza con il supporto dei meccanismi europei di protezione civile, mentre le previsioni meteorologiche continuano a indicare condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi.
La situazione a Madrid – A ovest di Madrid, le fiamme hanno devastatofino a 25.000 ettarieil premier Pedro Sanchez ha dichiarato alla stampa che l’evoluzione della situazione è incerta: “Le temperature sono scese, ma non sappiamo esattamente come si evolveranno i venti”.
In Spagna, un incendio che si è sviluppato a Madrid risulta essere “oltre la capacità” di contenimento dei vigili del fuoco, hanno avvertito le autorità spagnole, dopo che tre roghi a ovest della capitale sono confluiti in uno più grande. Il governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale,con 25mila persone evacuate e quasi 40mila invitate a rimanere in casa. La presidente della regione di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, lo ha definito “il peggior incendio nella storia della regione“, con l’area che si trova ad affrontare una “tempesta perfetta“ di alte temperature, vento incessanteefronti di fuoco che si uniscono.
Ministero interno francese: “Il 2026 è già diventato l’anno peggiore di sempre” – Secondo il ministero dell’Interno francese, il 2026 è già diventato l’anno peggiore di sempre per gli incendi boschivi nel Paese, con circa 98mila ettari andati in fumo e decine di roghi ancora attivi sul territorio nazionale.
Il presidente francese Emmanuel Macronha mobilitato l’esercitoper supportare le operazioni di soccorso.
Un totale di 1.500 militari è stato dispiegato a partire da sabato sera. La loro missione sarà di “supporto all’evacuazione dei residenti nelle aree minacciate dagli incendi” e l’attività di “protezione delle abitazioni lasciate incustodite“, ha precisato il ministero della Difesa. Finora erano stati impiegati circa 1.000 militari. I pompieri di Parigi hanno inviato inoltre altri 100 uomini per lottare contro l’incendio che sta devastando il Cap-Ferret e la zona del Bassin d’Arcachon.
La tappa conclusiva del Tour de France, domenica, a Parigi, è stata accorciata per alleggerire il carico di lavoro dei servizi di emergenza.
Nelle ultime ore la preoccupazione principale è diventata proprio il vento. Le autorità francesi e spagnole temono che ilrafforzamento delle raffichenel pomeriggio possa alimentare nuovi frontiecompromettere i progressi ottenuti durante la notte, quando temperature più basse e maggiore umidità avevano temporaneamente rallentato l’avanzata delle fiamme.
La zona di Bordeaux e la chiusura dell’aeroporto – Nella giornata di oggi,le autorità francesi hanno evacuato alcuni sobborghi di Bordeaux a causa del vasto incendio che si stava dirigendo verso la città famosa per i suoi vini. Il prefetto della regione della Gironda, di cui Bordeaux fa parte, ha dato l’ordine nelle prime ore di questa mattina. Tra le zone interessate ci sono tre sobborghi occidentali della città, incluso l’aeroporto. Evacuazioni sono in corso anche in altre città e paesi più a ovest della città. “Poiché l’incendio continua a propagarsi, e nonostante le ingenti risorse impiegate dai vigili del fuoco, la situazione richiede l’evacuazione dei residenti dalle aree colpite per garantirne la sicurezza“, si legge in un comunicato della prefettura.
Il fronte del fuoco si trova ora a circa 30 chilometri da Bordeaux e l’aeroporto cittadino è stato chiuso. Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunezha spiegato che tutti gli scenari restano sul tavolo, compresa l’eventualità di ulteriori evacuazioni se le condizioni meteo dovessero peggiorare.
Popolazione in fuga – Vigili del fuoco e autorità di entrambi i Paesi europei sono stati colti di sorpresa dalla forza degli incendi, alimentati dalle alte temperature e dagli effetti a lungo termine dei cambiamenti climatici. I vigili del fuoco in Spagna hanno ammesso chegli incendi si sono propagati così rapidamente econ tale violenza da non poter essere affrontati frontalmente. In Francia, alcune persone sono fuggite in barca quando le fiamme hanno travolto località turistiche sulla costa atlantica.
Circa 141mila persone hanno abbandonato le proprie case nei dipartimenti della Gironda e delle Landes, in Francia, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno francese. In Spagna, 60mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a ovest di Madrid, secondo il ministero dell’Interno spagnolo. Decine di vigili del fuoco francesi sono rimasti feriti, hanno dichiarato le autorità, ma non si sono registrate vittime in nessuno dei due Paesi, nonostante le scene di panico con gli abitanti in fuga in auto e la polizia che bussava porta a porta per intimare alle persone di evacuare, mentre dense colonne di fumo oscuravano il cielo.
Necessità di supporto – Gli incendi hanno bruciato quasi 25mila ettari nella provincia di Ávila e nella Comunità di Madrid. I roghi, a quanto riferito dal quotidiano “El País”, rimangono attivi e fuori controllo.Durante la notte, si sono propagati “molto poco e hanno perso intensità“, secondo il ministero dell’Interno, ma l’aumento del vento durante la giornata desta preoccupazione.
La Protezione Civile spagnola ha annunciato l’arrivo, previsto per oggi, di altri quattro aerei antincendio, due dall’Italia e due dalla Grecia, inviati nell’ambito della risposta dell’Unione Europea all’emergenza. Aerei antincendio provenienti dai Paesi Bassi e dal Portogallo sono già stati dispiegati in Spagna.
Anche la Francia sta ricevendo ulteriori mezzi europei nell’ambito del meccanismo rescEU. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato l’invio di nuovi velivoli e il supporto del sistema Copernicus per la mappatura delle aree colpite dagli incendi.
La prefetta della regione della Gironda, Sophie Brocas, ha dichiarato venerdì sera che i forti venti da ovest stavano spingendo l’incendio verso l’area metropolitana di Bordeaux e che aveva raggiunto “una portata senza precedenti“. “La portata dell’incendio è cambiata“, ha affermato. “Per combatterlo, riceveremo rinforzi nazionali estremamente consistenti. Rinforzi di vigili del fuoco, naturalmente, rinforzi di personale militare, rinforzi di personale sanitario, rinforzi di esperti. Quindi, formeremo una squadra molto più ampia per affrontare questo rogo fuori dal comune“.
Parigi ha nel frattempo aumentato ulteriormente il dispositivo di emergenza, portando a oltre mille i militari mobilitati a sostegno dei soccorritori sul terreno.
Alle persone interessate dagli ordini di evacuazione sono stati inviati avvisi speciali sui cellulari con le istruzioni su come agire. “Vogliamo che tutti siano portati rapidamente in salvo. Dobbiamo agire rapidamente e insieme“, ha detto Brocas.
Spagna: quasi 100mila sfollati per incendi vicino Madrid e Avila– Sono quasi 100.000 i cittadini colpiti dai gravi incendi che hanno interessato Madrid e Avila sono stati finora evacuati o messi in isolamento, secondo i dati forniti da Carlos Novillo, assessore all’Ambiente, all’Agricoltura e agli Interni della Comunità di Madrid. Al termine della riunione notturna del Cecopi (Centro di Coordinamento Operativo Integrato), Novillo ha inoltre assicurato che si sta prestando assistenza a oltre 3.000 persone evacuate nei rifugi e nei centri messi a disposizione da diversi comuni madrileni. L’assessore ha sottolineato il comportamento dei cittadini e dei sindaciche stanno facilitando e collaborando alle operazioni di spegnimento dell’incendio, che ha definito un “vero e proprio mostro“. “Apprezziamo il modo in cui si stanno prendendo cura di loro, come se fossero davvero i propri vicini. Speriamo di poter ridurre al più presto quel numero e che possano tornare alla normalità“, ha affermato Carlos Novillo.
Francia: incendio avanza, 55mila evacuati in periferia Bordeaux – Le autorità della regione della Gironda, nel sud-ovest della Francia, hanno ordinato l’evacuazione di altre 55.000 persone nella periferia di Bordeaux, mentre i vigili del fuoco combattevano gli incendi nelle vicinanze. In precedenza, i vigili del fuoco avevano riferito all’AFP che l’incendio si era nuovamente intensificato al punto da generare venti propri.
“Si tratta di un record storico“, ha ammesso ieri in una conferenza stampa il ministro dell’Interno francese, Laurent Nunez, riferendosi al bilancio complessivo della superficie bruciata dall’inizio del 2026. Solo il focolaio della Gironda, divampato mercoledì nella zona della baia turistica di Arcachon, sabato teneva ancora 167.000 persone in stato di evacuazione, compresi gli abitanti dell’area metropolitana di Bordeaux, poiché le fiamme hanno interessato circa 32.700 ettari, secondo i dati forniti dalla prefetta (delegata del Governo) della regione, Sophie Brocas.
In Spagna nuovo fronte incendi su costa Valencia, evacuati in 15mila – Stamattina i vigili del fuoco spagnoli stanno combattendo contro un nuovo fronte di incendi vicino alla città costiera di Valencia, dove almeno 15.000 persone sono state evacuate. La Spagna ha già evacuato decine di migliaia di persone dai villaggi a ovest della capitale Madrid, dove le condizioni di estrema siccità sono state aggravate da ondate di calore e forti venti. Nella regione di Valencia, sulla costa orientale della Spagna, le autorità hanno affermato di avere difficoltà a contenere gli incendi.
Sulla pagina Facebook dell’ambasciata il comunicato e i commenti al veleno contro il gruppo di studenti italiani
Prima gli insulti e i gesti provocatori, poi le scuse pubbliche con l’intervento dell’ambasciata italiana. È diventato virale sui social un video che ritrae un gruppo di giovani studenti italiani “in viaggio scolastico” a bordo della metropolitana di Bangkok, la linea Bts Skyline, in Thailandia. Nel filmato, i giovani urlano e ridono tra di loro, facendo chiasso e infastidendo gli altri passeggeri presenti nel vagone.
Una passeggera fa notare che il tono di voce è troppo alto e disturba. Seduta di fronte ai ragazzi, prova a instaurare una conversazione e chiede informazioni nel tentativo di capire il paese di provenienza Le risposte, però, sono provocatorie: c’è chi ride, chi la ignora e chi replica con tono irriverente: “Siamo thailandesi“, “Ci dispiace aver portato i soldi nel vostro paese“, si sente dire dal video diventato virale su TikTok con polemiche conseguenti. Tra gli insulti, si vedono anche gesti provocatori rivolti alla donna.
Il filmato e la vicenda sono stati poi ripresi dai quotidiani locali e, nel giro di poche ore, i profili dell’ambasciata italiana di Bangkok sono stati sommersi da migliaia di commenti da parte di cittadini thailandesi che hanno chiesto l’apertura di un’indagine su quanto accaduto. Su X, i post sull’argomento sono diventati letteralmente una valanga: nella maggior parte dei casi, si tratta di messaggi indignati pubblicati da utenti thailandesi.
Il comunicato dell’ambasciata – Nella giornata di oggi, sabato 25 luglio, la pagina Facebook dell’ambasciata ha pubblicatoun comunicato ufficiale, condiviso in italiano, in thailandese e in inglese, in cui si chiede scusa al “popolo thailandese“: “L’Ambasciata d’Italia a Bangkok – si legge – esprime il proprio profondo rammarico per l’evento riportato in un video diffuso sui social media e condanna con fermezza il comportamento inappropriato di un gruppo di turisti italiani” Secondo quanto riporta l’ambasciata, gli italiani ripresi nel video sono turisti minorenni che stavano partecipando a una gita scolastica.
BTS Passenger Confronts Loud Italian Students . A video in Bangkok BTS convoys has gone viral after a passenger asked loud Italian students to turn down the volume. . The situation quickly turned into a heated argument, with insults and rude gestures caught on camera. The incident has sparked debate about respecting others in public spaces. . bts Italian student TheNationThailand นักท่องเที่ยว อิตาลี อิตาลีBTS
L’Ambasciataporge “le sue sincere scuse al popolo thailandese e a tutte le persone coinvolte in questo incidente“, si legge ancora. Si sottolinea poi il rispetto degli italiani verso i valori della società thailandese “al rispetto per il prossimo, alla cortesia e alla convivenza armoniosa, valori che sono ugualmente cari e sostenuti dalla Repubblica Italiana“.
E aggiunge: “Il comportamento inappropriato del gruppo di turisti minorenni non rappresenta in alcun modo il popolo italiano, né riflette i valori di rispetto reciproco, amicizia e cortesia che da tempo costituiscono il fondamento delle relazioni durature tra la Repubblica Italiana e il Regno di Thailandia“.
Il video di scuse – Dopo gli ulteriori commenti negativi sotto al comunicato dell’ambasciata, è stato condiviso un video che mostra quattro italiani, tra cui una persona già vista nel video virale, mentre si scusano con il popolo thailandese per l’atteggiamento degli studenti, giudicato irrispettoso.
“Siamo molto dispiaciuti per il popolo thailandese perché quello che abbiamo fatto sul Bts, è stato sbagliato”, dice il giovane. “Mi dispiace molto – aggiunge – per il mio comportamento“.
Quindi, ecco ringraziamenti alla Thailandia per l’accoglienza ricevuta durante il loro breve soggiorno. Una delle accompagnatrici ha aggiunto che il ragazzo, colui che ha pronunciato la frase incriminata, “verrà rimandato presto in Italia“.
— Revieweverythingกิ่งก่องแก้ว ⭐️ (@shopevtyw) July 25, 2026
Tutto finito?No, a quanto pare. Sui social rimbalza un ulteriore video, apparentemente registrato in un commissariato. Un gruppo di studenti con un’accompagnatrice rinnova le scuse direttamente alla donna offesa sulla metro: scuse accettate, probabilmente anche con il pagamento di una sanzione pecuniaria per chiudere definitivamente l’incidente.
Oltre 500 persone incappucciate in azione. Lancio di pietre, bottiglie e bombe carta. Il presidente della Repubblica esprime solidarietà alle forze dell’ordine. La premier: “La violenza non ci piegherà”
Attacco al cantiere – Ipa/polizia
Assalto No Tav al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, condotto da oltre 500 manifestanti travisati e incappucciati. Sono state date alle fiamme due camionette dei carabinieri e mezzi della guardia di finanza. Gli antagonisti hanno lanciato pietre, bottiglie, bombe carta e razzi contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’area. Sono circa una sessantina gli esponenti delle forze dell’ordine rimasti feriti. “Un attacco allo Stato“, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti delle forze dell’ordine la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale. Il capo dello Stato ha fatto pervenire la sua vicinanza agli agenti feriti.
L’attacco – L’assalto al cantiere di Chiomonte è stato preceduto dall’attacco al cantiere di San Didero. Gli antagonisti si sono spostati da un sito all’altro attraverso boschi e sentieri. Il secondo attacco è stato portato da più fronti. Intanto, alcune centinaia di persone che erano dirette alla marcia programmata per oggi sono state fermate alla stazione Bruzolo, sempre in Valsusa. La marcia fa parte delle iniziative organizzate nell’ambito del festival dell’alta felicità che si sta svolgendo da venerdì a Venaus e che terminerà domenica 26 luglio.Oltre al gruppo di persone fermate a Bruzolo perché non arrivassero al cantiere, un altro gruppo di manifestanti è stato bloccato tra due ruscelli. Sui social vicini al movimento No Tav, è stato postato un video in cui si vedono manifestanti che stanno entrando in cantiere, che ‘festeggiano‘ battendo le reti con mazze e bastoni. “27 giugno e 3 luglio 2011 a 15 anni siamo ancora qua! I/le no tav entrano nel cantiere della Maddalena“, si legge nel post.
Il bilancio delle forze dell’ordine – “Gli antagonisti sono riusciti a entrare nel cantiere di Chiomonte. Il piazzale antistante il tunnel è stato invaso da centinaia di violenti che hanno dato vita a una vera e propria azione di guerriglia, incendiando quattro mezzi di servizio, due dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza. Il bilancio dei feriti tra le Forze dell’Ordine al momento è di circa 60, ma il numero è ancora provvisorio e purtroppo è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore“, afferma in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Coisp.
“Per fronteggiare un attacco di queste dimensioni è stato necessario impiegare un imponente dispositivo dei reparti mobili della Polizia di Stato, con 120 operatori di Torino, 100 da Genova, 60 da Roma, 50 da Bologna, 40 da Milano, 40 da Firenze, 40 da Padova, 30 da Bari, 30 da Senigallia e 20 da Napoli, per un totale di 530 poliziotti, ai quali si aggiungono gli altri appartenenti alle Forze dell’Ordine impegnati sul posto. Donne e uomini che – sottolinea Pianese – hanno affrontato il lancio di pietre, bombe carta e altri oggetti, rischiando ancora una volta la propria vita per difendere lo Stato. Chi oggi ha assaltato un cantiere, incendiato mezzi delle Forze dell’Ordine e aggredito gli operatori in servizio non può essere definito un manifestante. Questi delinquenti devono essere identificati uno a uno e perseguiti con la massima severità. Lo Stato deve dare una risposta ferma, perché nessuna causa può mai trasformarsi nel pretesto per organizzare spedizioni violente contro chi è chiamato a far rispettare la legge“, conclude.
Sono almeno una decina i militari della Guardia di Finanza rimasti feritidurante gli scontri. Durante i disordini a quanto si apprende ci sarebbero anche alcuni mezzi del Corpo incendiati. I finanzieri sono stati portati in ospedale per essere refertati. Sette i carabinieri feriti.
Meloni: “Attacco allo Stato” – “Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le forze dell’ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato“, scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo“, aggiunge.
“Inaccettabile. Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell’ordine e chi indossa una divisa. Piena solidarietà agli agenti“, scrive sui social il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, invocando “mano pesante contro questi criminali“.
“È vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell’ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all’economia e ai territori“, dice il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani. “Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell’assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa“.
Piantedosi: “Qualcuno vuole l’escalation“ – “Oggi abbiamo assistito alle ennesime scene di violenza contro le Forze dell’ordine, dopo quelle registrate nei giorni scorsi. È la conferma di una volontà, da parte di qualcuno, di dare luogo ad un’escalation che richiede la massima attenzione. Ai poliziotti, ai carabinieri ed agli operatori della guardia di finanza che si sono contrapposti alla violenza di questi teppisti, soprattutto a quelli rimasti feriti in Val di Susa, va la mia piena solidarietà e il ringraziamento per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela della sicurezza e della legalità“, dice il ministro dell’Interno Piantedosi.
“Se qualcuno lo aveva sottovalutato, quanto accaduto rappresenta la riprova che c’è chi considera la violenza uno strumento legittimo di contrapposizione politica e che individua nelle Forze dell’ordine il bersaglio privilegiato da colpire – sottolinea Piantedosi – Probabilmente anche perché hanno capito che non arretreremo sulla difesa della democrazia. Per questo serve una presa di posizione unitaria, netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni. Isolare chi alimenta la violenza deve essere un dovere condiviso, al di là di ogni appartenenza. Diversamente, questi delinquenti si convinceranno di poter fruire di compiacimento e condivisione della loro violenza eversiva”.
La polizia di Berlino ha reso noto che una persona è morta e altre quindici sono rimaste ferite a seguito dell’incidente che ha visto un’auto entrare nel parco cittadino di Tiergarten e scagliarsi contro la folla a margine delle celebrazioni del Pride.
Gli organizzatori del Christopher Street Parade hanno cancellato l’evento, mentre sul grande schermo della Porta di Brandeburgo è comparso il segnale di “evacuazione“.
Sul canale Instagram dell’organizzazione i partecipanti sono stati esortati a lasciare il sito “con calma e ordine“. La polizia di Berlino su X ha inoltre reso noto che l’area è stata transennata, ed è stata allestita una postazione per l’assistenza e che si stanno cercano i presunti responsabili dell’incidente. “Si presume che un veicolo sia entrato nel parco Tiergarten, investendo diverse persone e ferendole – hanno dichiarato le forze dell’ordine -. I feriti sono attualmente soccorsi dai servizi di emergenza“.
Oltre 140mila evacuati nel dipartimento della Gironda e delle Landes, in fumo 14mila ettari. Il presidente Macron: “Situazione estremamente tesa”. Tra la capitale iberica e Ávila portate in salvo 63mila persone
Emergenza incendi in Spagna e Francia. Il rogo boschivo che infuria nei pressi di Madrid e che ha già costretto 63mila persone a evacuare è “al suo apice” ed è “impossibile da controllare“. A dichiararlo Carlos Novillo, responsabile della gestione delle emergenze del governo regionale di Madrid. “L’incendio ha raggiunto il suo momento più critico e attualmente supera la capacità dei vigili del fuoco di contenerlo”, ha fatto sapere. Allerta massima anche sulla penisola di Cap Ferret, nella Francia occidentale: qui le fiamme si stanno rapidamente propagando. Come riferito dalle autorità locali, oltre 400 persone sono già state tratte in salvo e trasportate fuori via mare. Oltre 140mila gli evacuati nel sud-ovest della Francia.
Allarme incendi vicino a Madrid: “Impossibile spegnere le fiamme”
Allarme incendi vicino a Madrid: “Impossibile spegnere le fiamme”
Già 110mila evacuati nella Gironda – Almeno 110mila il numero di persone evacuate per gli incendi nel dipartimento della Gironda, tra la penisola di Cap Ferret e la parte settentrionale del Bassin d’Arcachon. A riferirlo, il ministro francese dell’Interno, Laurent Nunez. Saliti a 14mila gli ettari di pineta devastati dal fuoco. Altre 31mila persone sono state evacuate nel dipartimento delle Landes. Altre evacuazioni si preparano nella zona di Bordeaux, fa sapere la Prefettura. Fra queste due zone, gli incendi hanno già distrutto più di 150 abitazioni.
Incendio a Cap Ferret, centinaia di persone in fuga via mare
Oltre 63mila evacuati o confinati in Spagna – Sono almeno 63mila le persone costrette a evacuare o a restare confinate tra Madrid e Ávila a causa degli incendi. Ad annunciarlo il prefetto regionale, Francisco Martín Aguirre, descrivendo la situazione come “molto complicata” a causa dei “forti venti“. “Le previsioni indicano che il vento persisterà e che, di conseguenza, il rogo potrebbe continuare a propagarsi nelle prossime ore“, ha avvertito in conferenza stampa, aggiungendo di “non poter escludere ulteriori evacuazioni e confinamenti“. Cinquemila persone sono state portate via da un campeggio a El Escorial, scrive El Pais.
Incendio a Cap Ferret, centinaia di persone in fuga via mare
L’ondata di caldo estremo – L’ondata di caldo estremo che sta colpendo l’Europa meridionale continua ad alimentare gli incendi in Francia e Spagna.In Francia, il presidente Emmanuel Macron ha definito la situazione “estremamente tesa” e annunciato l’attivazione del Meccanismo di protezione civile dell’Ue, con l’arrivo di Canadair, Air Tractor ed elicotteri Black Hawk. Macron ha anche chiesto alle Forze Armate “di mobilitarsi per fornire il massimo supporto alla Protezione civile” nel combattere gli incendi in Francia. In Spagna, invece, è statodichiarato lo stato di emergenza nazionale nella regione di Madrid e nella provincia di Ávila acausa dei numerosi roghifuori controllo.
Scossa di terremoto da 4.1 in Molise, in provincia di Isernia nella zona di Pizzone. Il sisma è stato avvertito poco dopo la mezzanotte, secondo i dati dell’Ingv (L’stituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) alle 00.08, ad una profondità di 10 chilometri. Data la vicinanza, la scossa è stata avvertita anche nel Lazio, nella provincia di Frosinone. Non si registrano al momento danni a persone o cose.
Dopo il no di Guardiola, Maldini e Leonardo hanno deciso di puntare sull’uomo che ritengono perfetto per la ripartenza azzurra
Andrea Pirlo
Pep Guardiola come previsto e prevedibileha detto no e la nuova dirigenza azzurra è andata dritta su Andrea Pirlo, che ha accettato di diventare il nuovo ct dell’Italia. Le parole che Maldini e Leonardo hanno pronunciato giovedì in Assemblea di Lega Serie A, d’altra parte, non lasciavano molti margini di interpretazione: per la panchina dell’Italia o il migliore di tutti con cui condividiamo gioco e filosofia calcistica o qualcuno che “ragioni come ragioniamo noi, con cui ci sia armonia, che condivida le nostre idee“. Qualcuno come Andrea Pirlo, l’uomo che la nuova direzione tecnica ha individuato sin dall’inizio come perfetto per quello che vedono come il necessario progetto di rinascita del nostro calcio. Del resto pretendere a priori che tecnici di esperienza e temperamento come Conte o Mancini “ragionino come loro” è praticamente fantascienza. Meglio allora un profilo più giovane, propenso a un calcio più moderno, aperto ad eventuali consigli e indicazioni.
i motivi – Pirlo come allenatorenon ha avuto una grande carriera(eufemismo), ma Maldiniin lui ha sempre visto una straordinaria visione calcistica ed è pronto a scommetterci. Qualcuno in passato lo ha accusato di non avere un carattere abbastanza forte da gestire uno spogliatoio (e quello della Nazionale non è certo facile), ma per quello ci sono i due dirigenti a cui il presidente Malagò ha affidato gran parte delle scelte del futuro azzurro, pronti a fare la voce grossa con chiunque lo dovesse mettere in discussione.
i tempi – Che cosa succede adesso? I contatti con Pirlo sono stati portati avanti e lui è ovviamente entusiasta di prendere parte a questo progetto che, già nella scelta di averlo come ct, ha qualcosa di rivoluzionario. L’ex centrocampista di Milan e Juve ha già accettato la proposta di Maldini e Leonardo. E in Figc si stanno tutti rassegnando all’idea di un weekend lavorativo. Martedì c’è il Consiglio federale, che formalmente non deve essere coinvolto nella scelta (lo Statuto prevede che venga solo “sentito“), ma potrebbe essere comunque una buona occasione per l’annuncio. Pirlo dovrebbe avere un contratto fino al Mondiale del 2030, anche se nella testa di Maldini c’è l’idea di portare avanti un percorso lungo, visto che la rifondazione dovrebbe partire dai ragazzini di 12-13 anni e completare il suo percorso in 8-10. Le cifre? Il buon senso porta a pensare che se Mancini si sarebbe accontentato di 2 milioni a stagione, Pirlo non possa andare oltre il milione e mezzo. Sperando in futuro di avere ottime motivazioni (leggi vittorie) per alzargli l’ingaggio. Salvo clamorose sorprese o complicazioni, che di certo non farebbero felice la direzione tecnica, sarà Pirlo il nuovo ct. E lo sarà a breve.
Le fiamme hanno già bruciato 2.400 ettari in una delle zone più visitate del Paese
Ben ‘‘8.800 persone sono in corso di evacuazione a titolo preventivo” a causa del grande incendio che sta colpendo il nord del Bassin d’Arcachon, tra le zone più belle e turistiche di Francia, nel sud-ovest del Paese.
Durante un punto stampa, la prefetta di Gironda e Nuova-Aquitania, Sophie Brocas, ha precisato che ”le condizioni sul posto restano sfavorevoli con un vento orientato nella cattiva direzione“.
Il totale quindi, tra turisti e abitanti, sale a oltre 20mila evacuati.
L’incendio ancora in corso nella Foret des Landes de Gascogne richiama alla memoria l’incubo di fuoco vissuto nella stessa zona nel 2022. Al momento, secondo le autorità d’Oltralpe, non ci sono vittime né abitazioni bruciate, ma la situazione viene ritenuta “sfavorevole” a causa di condizioni climatiche“eccezionali“.
Centri di accoglienza sono stati aperti in nove comuni della zona
Il governo dispiegherà un aereo militare A400M – Mentre i pompieri continuano a lottare contro gli incendi in Francia, l’aereo da trasporto militare Airbus A400M, “equivalente di tre Canadair“, verrà dispiegato “entro fine luglio” per aiutare l’insieme degli altri mezzi antincendio nel Paese: è quanto annunciato oggi dalla portavoce del governo, Maud Bregeon.
Grazie al “lavoro di adattamento tecnico“, l’Airbus A400M, in servizio dal 2013, è stato “messo a punto” per scaricare “l’equivalente di tre Canadair in volume d’acqua“, ha spiegato la portavoce su BfmTv- Rmc. Sono ormai settimane che gli incendi colpiscono diverse zone della Francia colpita quest’anno da temperature record. Mentre sarebbero 5764 i morti legati alla ‘canicule‘ nel mese di giugno, un livello mai cosi elevato dal 2003.
I pompieri francesi lottano attualmente contro un grande incendio in Gironda, dove il fuoco ha già devastato 1.400 ettari a nord del Bassin d’Arcachon. Ma anche nel Var, nel sud del Paese, dove le fiamme hanno divorato 2.500 ettari. Secondo il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, sarebbero in totale 44.000 gli ettari bruciati in Francia da inizio anno, più del 2022, quando il fuoco devastò il sud-ovest dell’Esagono. Il ministro si è espresso da una caserma di Bordeaux, dopo aver incontrato le famiglie di due pompieri morti martedì scorso mentre lottavano contro un incendio a Mérignac, nei pressi dell’aeroporto della città.
In Calabria, tra gli inneschi ritardati trovati durante le operazioni di spegnimento degli incendi, la Protezione civile regionale riferisce di aver scoperto anche gatti con stracci imbevuti di liquido infiammabile legati alla coda e poi lanciati nei campi. Una denuncia choc, arrivata mentre numerosi roghi stanno colpendo il territorio regionale e gli investigatori cercano di ricostruire l’origine delle fiamme.
I gatti trasformati in strumenti per propagare le fiamme – «Abbiamo trovato degli inneschi e inneschi ritardati, frutto non solo di una mente disturbata ma di una vera e propria mente criminale». A parlare è Domenico Costarella, direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria, in un video pubblicato sui canali social del presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto. Il dirigente ha descritto quanto sarebbe stato trovato dal personale impegnato nelle attività di spegnimento dei numerosi incendi che stanno interessando il territorio calabrese.
Tra gli strumenti utilizzati per ritardare l’accensione dei roghi, Costarella ha riferito del ritrovamento di candele sulle quali erano stati posizionati stracci imbevuti di liquido infiammabile: «Abbiamo trovato inneschi ritardati che sono frutto di una mente non solo dolosa, ma direi criminale. Candele con sopra uno straccio imbevuto di un liquido infiammabile che in maniera ritardata facevano partire il rogo che poi diventa un incendio più importante – spiega Costarella – . O ancora bottiglie di vetro vuote, ma con sopra uno stoppino, sempre con infiammabile, che provoca una piccola scintilla che poi si propaga intorno dove magari c’è dell’erba secca».
Ma, secondo il direttore generale della Protezione civile regionale, in alcuni casi sarebbero stati utilizzati anche animali: «Abbiamo trovato scene incredibili, addirittura gatti ai quali era stato legato alla coda uno straccio imbevuto di liquido infiammabile e poi questi gatti venivano lanciati nei campi per favorire la propagazione degli incendi».
La denuncia descrive una modalità particolarmente crudele: gli animali sarebbero stati utilizzati per trasportare il materiale infiammabile e, correndo nei campi, contribuire alla propagazione delle fiamme.
«Sono cose disumane» – Al termine del suo intervento, il direttore generale della Protezione civile ha rivolto un appello a un cambiamento culturale.
«Ricominciamo a lavorare, ritorniamo alle nostre postazioni, però dobbiamo andare avanti con un cambiamento culturale. Sono cose disumane. Purtroppo il peggior nemico dell’uomo è l’uomo».
La stessa frase è stata rilanciata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto insieme al video: «Il peggior nemico dell’uomo è l’uomo».
La Federcalcio turca esprime vicinanza al commissario tecnico dopo la tragica notizia, “profondo dolore”
Vincenzo Montella – Fotogramma
Grave lutto per il tecnico italiano Vincenzo Montella, ct della nazionale di calcio della Turchia.
“Abbiamo appreso con profondo dolore della scomparsa di Caterina Montella, sorella del nostro commissario tecnico della Nazionale, Vincenzo Montella, avvenuta in ospedale a seguito di un tragico incidente domestico. I funerali di Caterina Montella si terranno oggi alle ore 16:30 (ora locale) presso la Chiesa di San Nicola a Castello di Cisterna, Napoli“, l’annuncio ufficiale della Federcalcio turca attraverso una nota.
“A nome della Federazione Calcistica Turca, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e ai cari di Caterina Montella, in particolare al nostro commissario tecnico della Nazionale, Vincenzo Montella“, prosegue la Tff.La notizia ha suscitato profonda commozione sia in Italia che in Turchia.
Massima allerta per una clinica, un deposito di ossigeno, un distributore di carburante e una fabbrica di fuochi d’artificio. Il sindaco: “Siamo tutti in pericolo”
Un incendio di vaste proporzioni, spinto dal vento di Scirocco, ha raggiunto il centro abitato di Santo Stefano Quisquina. Oltre 100 persone sono state già evacuate in via precauzionale.
Sono in arrivo canadair della Forestale, ma a preoccupare in maniera particolare è un deposito di ossigeno, la clinica Ignazio Attardi, una stazione di rifornimento e una fabrica di giochi d’artificio.
Diverse squadre di vigili del fuoco stanno, in questi minuti, presidiando proprio queste aree. Sono in arrivo pompieri anche dai distaccamenti di Sciacca e Canicattì, oltre a rinforzi di carabinieri e polizia per assicurare l’ordine pubblico.
“Situazione drammatica, ho evacuato tutti coloro che erano a rischio, i canadair hanno iniziato i lanci. Siamo tutti in pericolo“, dice il sindaco di Santo Stefano Quisquina Francesco Cacciatore.
L’Anas ha fatto sapere inoltre che, a causa dell’incendio, è stata temporaneamente chiusa, in entrambe le direzioni, la strada statale 118 “Corleonese Agrigentina” dal km 71,600 al km 73,800, a Santo Stefano Quisquina.
Atto per l’archiviazione Inter: «Non è stato nemmeno possibile elaborare compiute incolpazioni»
Gianluca Rocchi (Ansa)
«Sul fondo delle iscrizioni, permangono ipotesi, talvolta suggestioni, che, prive di base probatoria (…), non hanno consentito neppure di elaborare compiute incolpazioni preliminari» e di «svolgere utilmente investigazioni di ogni genere».
Lo si legge nel decreto con cui la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione della posizione dell’Inter, club indagato per la legge sulla responsabilità degli enti nel caso arbitri.
Nell’atto si sottolinea, pure, come l’assenza di elementi di prova porti a degradare «al rango della mera illazione» l‘ipotesi di frode sportiva contestata a Gianluca Rocchi, l’ex designatore di cui, per tale reato, è stata chiesta l’archiviazione.
Conquistò la Nazionale con una lunga serie di successi giovanili, si ritirò dall’attività agonistica a 25 anni ma si dedicò a lungo alla promozione del ciclismo
Amerigo Sarri, storico protagonista del ciclismo toscano e figura di riferimento per il movimento delle due ruote del secondo dopoguerra, è morto nella serata di lunedì 20 luglio all’età di 97 anni. Amerigo era il padre di Maurizio Sarri, allenatore dell’Atalanta. Nato il 10 novembre 1928 a Figline Valdarno, in provincia di Firenze, Amerigo Sarri si avvicinò al ciclismo subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel 1946 iniziò a correre nella categoria allievi con la maglia dell’U.S. Figline Valdarno, conquistando nove successi e mettendo in mostra qualità che lo avrebbero presto indicato come una delle più interessanti promesse del panorama nazionale. Corridore completo, considerato un passista-scalatore con un buon spunto veloce, Sarri passò tra i dilettanti nel 1947. In sei stagioni raccolse 37 vittorie con diverse formazioni, tra cui G.S. Castellani, U.S. Rifredi, Assi Firenze e soprattutto l’Aquila Montevarchi, società con la quale visse gli anni più importanti della carriera. Con la maglia rossoblù conquistò oltre cinquanta affermazioni complessive e fu tra i protagonisti del periodo d’oro del sodalizio montevarchino nei primi anni Cinquanta, insieme ad altri grandi interpreti come Falsini, Bartolozzi e Tognaccini. Le sue prestazioni gli valsero anche due convocazioni nella Nazionale italiana.
Il Presidente Antonio Percassi, il Co-Chairman Stephen Pagliuca, l'Amministratore Delegato Luca Percassi, i dirigenti, lo staff tecnico, i calciatori, tutti i dipendenti ed i collaboratori del Club, si stringono con affetto a Mister Sarri e alla sua famiglia per la scomparsa del…
la carriera – Nel 1953 il passaggio nella categoria degli indipendenti non portò i risultati sperati. Sarri, appena venticinquenne e ancora nel pieno delle proprie capacità atletiche, decise così di interrompere l’attività agonistica e di dedicarsi al lavoro. Da professionista disputò soltanto tre gare, tra cui il prestigioso Giro di Lombardia del 1953. L’addio alle corse, però, non significò mai un distacco dal ciclismo. Dopo una lunga esperienza lavorativa in una grande società milanese, una volta raggiunta la pensione dedicò il proprio tempo all’organizzazione di competizioni per dilettanti, sia a livello regionale sia internazionale, continuando a sostenere e promuovere i valori dello sport. Grande estimatore di Fausto Coppi, Sarri ebbe anche un rapporto di amicizia e stima con Gino Bartali, che durante gli allenamenti faceva spesso tappa a Figline Valdarno. Un legame nato dal rispetto reciproco tra due mondi, quello del grande ciclismo del passato e quello delle comunità che lo avevano vissuto da vicino. Nel 2022 la Sezione Ciclistica dell’Aquila Montevarchi gli aveva conferito il titolo di socio onorario, insieme a Giancarlo Brocci, fondatore de L’Eroica, come riconoscimento per il contributo dato alla storia del ciclismo montevarchino e toscano.
Morto ammanettato, la manifestazione di Bologna. La sorella della vittima si sente male al sit-in di raccoglimento voluto dal Comune. Stato e polizia nel mirino di striscioni e cori degli estremisti: “Assassini”. Undici i feriti tra agenti e attivisti, due fermati
Da una parte il dolore, le lacrime, le urla lancinanti dei famigliari davanti al Sacrario dei partigiani, al grido di“Giustizia e verità”. Dall’altra la rabbia, la violenza, gli scontri tra i manifestanti e la polizia(video)in una Bologna, ancora una volta, a ferro e fuoco. Il presidio indetto per Abderrhaim Fakir, cittadino marocchino morto al Pilastro domenica durante un intervento della polizia, ha visto arrivare in piazza quattromila persone, oltre ai famigliari del 42enne e a molti politici del centrosinistra locale.
Gli scontri tra polizia e antagonisti – Poi sono arrivati anche i facinorosi, almeno 200: hanno aizzato la piazza al grido di “assassini” e “via lo scudo penale”, scandendo “tutto il mondo odia la polizia”, spianando mano a mano la strada alla tensione che alla fine è sfociata negli scontri.
Sono volatida una parte cartelli stradali, bombe carta, bottiglie vuote verso gli agenti schierati. La polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni per disperdere la folla. Si sono levati scudi e manganelli e la violenza – così com’è stato lo scorso anno sotto le Torri dopo la morte di Ramy a Milano o prima della partita di basket tra la Virtus e gli israeliani del Maccabi Tel Aviv – ha preso il sopravvento.
Momenti di tensione – A nulla sono serviti gli appelli dei famigliari e di chi, con le foto di Fakir in mano, ha parlato di “un giorno di lutto” dove “non ci può essere spazio per la violenza”. Non è bastato neppure lo sforzo di una donna con l’hijab, che ha strappato via dalle mani di un ragazzo con il volto travisato una bottiglia vuota. La marea umana, con antagonisti e collettivi in prima fila, si è spinta sempre di più verso la Prefettura. Fino a che la tensione non è esplosa.
Undici feriti – Almeno cinque feriti tra i poliziotti(altri sei si sono registrati tra gli attivisti). Almeno tre sono quelli che hanno richiesto un medico tra le fila dei manifestanti, tra i quali c’erano volti noti dei collettivi universitari, di Tpo, Labàs e i comitati popolari del Pilastro. Tanti anche i ragazzini col volto travisato, affianco ai professionisti del disordine. Due, invece, i fermati.
Malore per la sorella di Abderrhaim – Il cordoglio era partito alle 19 con il presidio lanciato da Matteo Lepore. Il sindaco aveva lasciato spazio ai famigliari di Fakir: un momento straziante, tanto che la sorella di Abderrhaim – Kadija – ha anche accusato un malore a seguito di un calo di zuccheri, forse per l’emozione, e un’ambulanza si è dovuta fare largo tra la folla per soccorrerla (non è in pericolo).
La nipote: “No odio, ma giustizia” – A prendere parola è stata però la nipote, Yosra(video): “Quello che successo ha lasciato dolore, rabbia e tante, tante, tante domande – ha scandito la ragazza piangendo copiosamente –. Non siamo qui per chiedere odio o vendetta, ma giustizia, rispetto e soprattutto umanità”. Poi la famiglia della vittima ha incontrato il questore Gaetano Bonaccorso, insieme con Lepore, che ha detto: “Sono scioccato. Bologna ha tante domande, dovranno essere i magistrati a rispondere”.
Oggetti contro la polizia, partiti gli idranti – Ma è quando è finito il momento del cordoglio, e sono partiti gli slogan contro le forze dell’ordine, che la situazione è degenerata. Il ‘serpentone’ si è spostato dalla piazza a sotto la Prefettura, circumnavigando il Comune, e ha riempito il largo davanti al palazzo del Governo. Sono spuntate bandiere della Palestina,i cori si sono fatti più aggressivi e rumorosi. Qualcuno ha cercato di trattenere i facinorosi, chiedendo “rispetto per la morte di un uomo”; altri sono rimasti in sit-in davanti ai blindati, mentre un elicottero ha pattugliato la città dall’altro per tutto il tempo. La diplomazia non è durata a lungo: poco dopo le 20 sono volati i primi oggetti contro i poliziotti e sono partiti i primi getti degli idranti. Più volte.
L’avvocato Anselmo: “Scontri, attacco alla famiglia di Fakir” – Fabio Anselmo, avvocato dei Fakir, ha parlato degli scontri come di “una ferita” e di “un attacco alla famiglia che ha chiesto calma, educazione e rispetto”. Un gruppo di 100 antagonisti con il volto travisato è rimasto a lanciare la qualunque contro gli operatori fino a dopo il tramonto. Una Bologna a due facce, divisa tra il dolore e la violenza.
Allerta arancione nelle Marche e gialla in vaste aree del Nord e del Centro: possibili supercelle molto organizzate, downburst e chicchi di grandine eccezionalmente superiori ai dieci centimetri
Grandine caduta a Ferrara e accrocchi per salvare le auto
Una vasta ondata di temporali forti e localmente molto forti attraverserà l’Italia martedì 21 luglio, dalla fascia pedemontana alpina fino al basso Adriatico. Il cedimento dell’alta pressione sul Nord consentirà l’ingresso di aria più fresca in quota, che andrà a scorrere sopra masse d’aria molto calde e umide accumulate nei bassi strati.
Una combinazione potenzialmente esplosiva, capace di favorire temporali rapidamente organizzati e accompagnati da piogge intense, frequente attività elettrica, grandinate e raffiche di vento. Il corridoio maggiormente esposto dovrebbe estendersi dalla Lombardia al Gargano, con il rischio più elevato concentrato tra la Romagna e le Marche.
Allerta arancione nelle Marche – Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che, dalle prime ore di martedì, riguarda Lombardia, Emilia-Romagna, Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Toscana. Nel corso della giornata i temporali si estenderanno verso Marche e Abruzzo.
allerta meteo 21 luglio 2026
Per martedì 21 luglio è stata valutata un’allerta arancione per temporali su alcuni settori delle Marche, in particolare lungo la fascia costiera, mentre l’allerta gialla interessa Lombardia, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Emilia-Romagna, le restanti zone marchigiane e ampi settori di Toscana e Abruzzo. Le criticità potranno riguardare anche il rischio idrogeologico, soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.
Il livello 3 tra Romagna e Marche – Uno scenario ancora più severo emerge dalla tendenza elaborata da Pretemp, il gruppo di previsione dei temporali che opera in collaborazione con Meteonetwork. La mappa assegna un ampio livello 2 dalla Lombardia al Gargano e innalza al livello 3, il più alto della propria scala, la zona compresa tra Romagna e Marche. Qui è alta la possibilità che si sviluppino fenomeni temporaleschi severi. La posizione esatta dei temporali dipenderà infatti da dove avverranno i primi inneschi e dalle traiettorie assunte dalle singole celle.
Perché il rischio è così elevato – A rendere la situazione particolarmente delicata sarà il passaggio di una decisa ondulazione atmosferica dalle Alpi verso la Puglia, accompagnata da forti correnti in quota. Nei bassi strati, invece, deboli venti orientali trasporteranno verso le regioni adriatiche e la Pianura Padana aria estremamente umida e instabile presente sul mare.
Sull’Adriatico l’energia potenzialmente disponibile per i temporali potrebbe raggiungere valori di 3.000-4.000 joule per chilogrammo. A questa instabilità si aggiungerà una marcata variazione della direzione e della velocità del vento con la quota, il cosiddetto wind shear.Sono condizioni favorevoli alla nascita di supercelle, temporali dotati di una corrente ascensionale rotante e capaci di mantenersi attivi per decine o centinaia di chilometri.
Le simulazioni indicano la possibilità di supercelle a lunga percorrenza lungo un’ampia fascia compresa tra l’alta Lombardia, la Pianura Padana, le regioni adriatiche e la Puglia.
Grandine fino a 10-14 centimetri: uno scenario estremo ma localizzato – Il pericolo principale sarà rappresentato dalla grandine. Le celle più organizzate potrebbero produrre lunghe strisciate con chicchi di 6-8 centimetri. Negli episodi più estremi e isolati non vengono escluse dimensioni comprese tra 10 e 14 centimetri.
Questo non significa che grandine di tali dimensioni cadrà su tutta l’area colorata nella mappa. Si tratta dello scenario massimo possibile in corrispondenza delle supercelle più intense, la cui traiettoria non può essere individuata con precisione molte ore prima dell’evento.
La grandine potrebbe essere spinta quasi orizzontalmente da violenti downburst, raffiche generate dall’aria fredda che precipita rapidamente dalla nube e si espande una volta raggiunto il suolo. Una combinazione particolarmente dannosa per automobili, tetti, vetrate, coltivazioni e alberature.
Raffiche oltre 150 km/h sull’Adriatico – Sul mare Adriatico potrebbero inoltre svilupparsi sistemi temporaleschi lineari, chiamati bow echo per la caratteristica forma ad arco visibile dalle immagini radar. Queste strutture possono percorrere grandi distanze e produrre raffiche molto estese. Non sono esclusi picchi localmente superiori ai 150 chilometri orari, soprattutto in mare aperto. Il rischio appare inferiore, ma non nullo, anche lungo le coste adriatiche. Temporali forti, con una probabilità più bassa, saranno possibili anche su Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Veneto, mentre alcuni fenomeni potrebbero sconfinare verso Toscana e Umbria.
Stava dando in escandescenze, gli agenti avrebbero spruzzato spray urticante e messo in sicurezza il 42enne con le fascette ai polsi. Questura: “Agenti aiutati da altri cittadini, riprese bodycam a disposizione dell’autorità giudiziaria”. Ilaria Cucchi: “Altro caso Magherini?”
Abderrahim Fakir
Un 42enne di origine marocchina, Abderrahim Fakir, è morto oggi al Pilastro a Bologna durante un controllo di polizia. L’uomo, come riferito da alcune persone che hanno chiamato il numero di emergenza, stava dando in escandescenze. Sul posto sono arrivati la polizia e il 118 e il 42enne avrebbe iniziato a colpire la volante intervenuta. Gli agenti avrebbero quindi spruzzato spray urticante e messo in sicurezza l’uomo con le fascette ai polsi, il 42enne però poco dopo ha accusato un malore ed è morto. Presenti sul posto il pm, la Squadra mobile e il medico legale. A quanto si apprende, verrà effettuata l’autopsia.
Questura: “Agenti aiutati da altri cittadini, riprese bodycam a disposizione dell’autorità giudiziaria” – In relazione alla morte di Abderrahim Fakir, la questura di Bologna precisa che “gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza. Gli agenti intervenuti, per contenere il soggetto, sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un’auto. Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l’ausilio dei sanitari del 118. Dopo le operazioni di contenimento effettuate anche alla presenza dei sanitari del 118 il soggetto è deceduto. Le riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti che hanno registrato le operazioni saranno messe immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria“.
Procura acquisirà i video – La procura di Bologna acquisirà immagini e video che hanno ripreso gli ultimi momenti in vita di Abderrahim Fakir. Fra questi, ci sono le riprese delle telecamere delle bodycam dei poliziotti e il video registrato e diffuso dai familiari della vittima, ma anche altri filmati registrati da persone presenti sul posto. Sul fronte dell’inchiesta intanto i pm, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, nelle prossime ore faranno un primo punto per decidere come procedere.
Lepore: “Domani in piazza per chiedere verità e giustizia” – Dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è arrivato l’invito “a ritrovarci domani in piazza Nettuno alle 19 per stare uniti e ritrovarci, per essere vicini alla comunità del Pilastro in un momento così doloroso. Ritroviamoci per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, per un momento di raccoglimento e riflessione, per affrontare uniti questa tragedia come Bologna sa fare“.
Ilaria Cucchi: “Altro caso Magherini?” – “Un altro caso Magherini? Quella che vedete è la morte, poche ore fa, di Abderrahim Fakir, a Bologna. Morto oggi durante un intervento di polizia. È stata disposta l’autopsia. Sto preparando un’interrogazione parlamentare per avere, dal Ministero dell’Interno, spiegazioni su quanto accaduto“, annuncia sui social la senatrice di Alleanza verdi e sinistra Ilaria Cucchi pubblicando il video in cui si vede l’uomo morto dopo essere stato ammanettato.
“La loro ‘sicurezza’ è questo schifo qui. Che orrore, che rabbia! RIP Abderrahim Fakir“, scrive sui social l’europarlamentare di Avs Ilaria Salis, pubblicando il video.
“La morte di una persona è sempre un evento drammatico – dice il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami – Attendiamo l’esito delle doverose verifiche in corso, ma da quanto è dato comprendere l’intervento delle Forze dell’Ordine, richiesto dai cittadini e a cui dei cittadini hanno contribuito, risulta condotto con professionalità e modalità consone al tipo di esigenza che si era posta“.
“La presenza di operatori del 118 durante tutto l’intervento contenitivo rappresenta ulteriore elemento di conferma. Ho telefonato al Questore di Bologna per esprimere per suo tramite la mia vicinanza a tutte le donne e gli uomini della Questura e in particolare ai due poliziotti impegnati nell’intervento, ringraziandoli per l’impegno che quotidianamente dedicano alla tutela della sicurezza dei cittadini“, conclude Bignami.
A stretto giro la replica di Riccardo Magi, per il quale “bisogna chiarire con la massima urgenza quanto avvenuto a Bologna ma è inquietante che una persona muoia durante le procedure di arresto sotto gli occhi dei sanitari. Ma abbiamo scarsa fiducia in Piantedosi, che ha una certa ritrosia nel far emergere le responsabilità in questi casi: quando lo abbiamo interrogato sulle morti con il taser la scorsa estate ci ha praticamente detto che va tutto bene, ma i numeri e gli studi scientifici raccontano il contrario“
“La destra eviti strumentalizzazioni e aspetti la magistratura: come fa Bignami già ad affermare che l’intervento è stato adeguato se si è concluso con la morte di una persona immobilizzata a terra sotto gli occhi dei sanitari? La destra ha già fatto i suoi accertamenti e ha già la sentenza: si vuole sostituire ai giudici e condizionare le indagini. Alla faccia della separazione dei poteri”, aggiunge il segretario di Più Europa.
Migliaia di segnalazioni. Ancora nessuna comunicazione da Meta
I problemi sono iniziati alle 9.30. Da lì è seguito un picco altissimo di segnalazioni: Instagram – e di conseguenza tutto ciò che è legato a Meta – è “down”, è già. Non funziona. Anche Facebook. C’è chi segnala che anche WhatsApp non funziona. Se si cerca di entrare nella propria pagina Facebook il messaggio è: “Account non disponibile al momento. Il tuo account non è al momento disponibile a causa di un problema del sito. Speriamo di risolverlo presto. Per favore riprova tra qualche minuto”. Le applicazioni mobili non riescono a caricare i feed, inviare o ricevere messaggi correttamente, né a pubblicare nuove storie o contenuti.
Anche il 12 giugno 2026 un problema tecnico aveva colpito i social di Meta nel pomeriggio, impedendo agli utenti di caricare storie, aggiornare i feed e accedere alle piattaforme. Meta non ha fornito spiegazioni pubbliche dettagliate sulle cause specifiche, limitandosi a risolvere il guasto tecnico nel minor tempo possibile.
Un blackout globale aveva invece colpito simultaneamente Facebook, Instagram e Threads nel 2024: in quell’occasione, gli utenti erano stati improvvisamente disconnessi dagli account e le piattaforme eranorimaste irraggiungibili per diverse ore.
Il down più lungo e grave della storia dei social si è invece verificato il 4 Ottobre 2021. Facebook, Instagram e WhatsApp erano rimasti inaccessibili in tutto il mondo per circa 10 ore. Il blocco era stato causato da un errore di configurazione sui router principali (i Border Gateway Patrol o BGP) che coordinano il traffico tra i data center di Meta. In parole semplici, le piattaforme sono “scomparse” dalla rete Internet.
Al momento, Meta non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali sulle cause specifiche del guasto, ma i tecnici sono già al lavoro per ripristinare i server. Per monitorare la situazione in tempo reale si possono controllare i picchi di segnalazioni direttamente su Downdetector Italia per vedere se il problema sta rientrando. O si possono cercare gli hashtag di tendenza come #FacebookDown o #InstagramDown su piattaforme alternative come X (ex Twitter).
Malagò: ‘Tutto il calcio italiano si stringe con affetto alla famiglia’
E’morta la figlia del tecnico Silvio Baldini: lo si apprende da una nota ufficiale pubblicata nel sito del Perugia Calcio.
“AC Perugia Calcio – si legge nella nota – esprime cordoglio e sentita vicinanza, per la perdita della figlia Valentina, a mister Silvio Baldini, tecnico della nazionale Under 21 e attuale ct ad interim dell’Italia ed ex allenatore dei Grifoni. In questo momento di dolore, tutto l’ambiente del Perugia Calcio si stringe intorno al mister, alla moglie Paola ed alla famiglia Baldini“.
Malagò: ‘Tutto il calcio italiano si stringe con affetto a Baldini’ – “In un momento così difficile per lui e per la sua famiglia, tutto il calcio italiano si stringe con affetto a Silvio Baldini“. Lo scrive su X il presidente Figc, Giovanni Malagò, dopo la notizia della morte della figlia del tecnico dell’Under 21 e ct ad interim. “Una splendida persona, prima ancora che un bravo allenatore, capace di trasformare il dolore in gioia, la sofferenza in testimonianza“, conclude Malagò.
Aveva 91 anni, nella stagione 1984-85 guidò l’Hellas alla conquista del tricolore
Bagnoli con Elkjaer
Mondo del calcio in lutto. È morto a 91 anni Osvaldo Bagnoli, allenatore protagonista della favola del Verona campione d’Italia nella stagione 1984-1985. Il decesso è avvenuto all’ospedale Borgo Roma della città scaligera. Bagnoli, che aveva compiuto gli anni lo scorso 3 luglio, da tempo lottava contro una patologia neurodegenerativa che, circa una ventina di giorni fa, aveva reso necessario il suo trasferimento presso la Fondazione “Pia Opera Ciccarelli” di San Giovanni Lupatoto, dopo un ricovero ospedaliero resosi necessario per un quadro clinico complessivamente complesso.
L’arrivo di Bagnoli a Verona – È stato uno degli allenatori più apprezzati e rispettati del calcio italiano, simbolo di un calcio concreto e pragmatico. Ribattezzato “Schopenhauer della Bovisa” da Gianni Brera, soprannome che portava con una punta di orgoglio, prima di sedersi in panchina Bagnoli era stato un giocatore solido e concreto, vestendo le maglie di Milan, Verona e Spal. La sua consacrazione da allenatore arrivò al Verona, dove sbarcò nel 1981 dopo aver portato il Cesena in serie A: subito la promozione in massima serie A, poi un quarto posto(e finale di Coppa Italia) e infine il capolavoro assoluto, lo scudetto della stagione 1984-85.
Lo storico scudetto del Verona – Quel Verona non partiva certo con i favori del pronostico. In un campionato dominato dalle grandi potenze, che annoverava stelle del calibro di Maradona, Zico, Platini, Zico, Falcao e Rumenigge, la squadra di Bagnoli si presentava come una realtà senza grandi stelle, costruita più sulla compattezza che sui nomi. Eppure, giornata dopo giornata, riuscì a ribaltare ogni previsione, prendendo la testa della classifica e difendendola fino alla fine. Il 12 maggio 1985, con il pareggio per 1-1 sul campo dell’Atalanta, arrivò la consacrazione: per la prima e finora unica volta nella sua storia, il Verona si laureava campione d’Italia, scrivendo una pagina leggendaria del nostro calcio.
Bagnoli in una foto del 2018
Il Verona dei miracoli – Il segreto di quella squadra – il Verona dei miracoli – era un collettivo granitico, in cui ogni giocatore sapeva perfettamente cosa fare. In porta c’era Claudio Garella, in difesa spiccava la leadership del capitano Roberto Tricella, a centrocampo equilibrio e corsa erano garantiti da uomini comeDomenico Volpati e dall’estro di Pietro Fanna; mentre davanti la coppia formata da Elkjaer e Galderisirappresentava un mix perfetto di potenza, tecnica e fiuto del gol. Accanto a loro, l’energia e la qualità di Briegel.
🙏 Tutto il Genoa CFC si stringe alla famiglia esternando il dolore per la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, protagonista di imprese memorabili nella storia del Club.
Gli insegnamenti che hai elargito rimarranno stampati negli almanacchi del calcio di ogni tempo. Addio. E che la… pic.twitter.com/ZkJTKdkypa
Ingenti danni a Rozzano, Pieve, Zibido e nel binaschino. Raffiche oltre i 100 km/h, danni in numerosi comuni del Sud Ovest Milanese. Colpita anche l’associazione Area 51 di Rozzano. In azione Protezione civile e polizie locali
Danni del maltempo nella zona del Sud Milano
Rozzano (Milano) 17 luglio 2026 – Poco dopo le 6 del mattino il Sud Ovest Milanese è stato investito da un violento fronte temporalesco che, nel giro di pochi minuti, ha provocato il finimondo. Il maltempo ha sradicato alberi, scoperchiato tetti, divelto segnaletica stradalee provocato danni diffusi in diversi comuni del territorio.Il cielo si è improvvisamente oscurato e, poco dopo l’alba, pioggia battente e fortissime raffiche di vento hanno devastato numerose zone del Sud Milano. La fase più intensa del temporale è durata circa venti minuti, ma è stata sufficiente per lasciare dietro di sé una lunga scia di danni.
Alberi caduti e tetti scoperchiati – A Rozzano un albero è crollato su quattro automobili, distruggendole. Sulla ex Strada Statale 35 dei Giovi, all’altezza di Binasco, un altro albero è caduto sulla carreggiata, ostruendo completamente il traffico. Sempre a Rozzano, nella frazione di Ponte Sesto, il tetto di un edificio recentemente riqualificato con gli interventi del Superbonus è stato parzialmente scoperchiato dalla forza del vento. A Pieve Emanuele decine di rami sono stati strappati dagli alberi e sono finiti sulle automobili e sulle strade, rendendo difficoltosa la circolazione. Decine le richieste di intervento giunte ai soccorsi e alle amministrazioni comunali.
L’albero caduto su quattro auto in zona piazza Alboreto
Raffiche di vento oltre i 100 km/h – Raffiche di vento che in alcuni punti hanno superato i 100 chilometri orari,pioggia torrenziale e centinaia di fulmini hanno colpito con particolare violenza i comuni di Rozzano, Pieve Emanuele, Binasco, Casarile e Zibido San Giacomo, dove si concentrano le prime segnalazioni di danni.
Danni ad Area 51 a Rozzano – Tra gli episodi più significativi c’è quanto accaduto ad Area 51, l’associazione di Rozzano che distribuisce pacchi alimentari alle persone e alle famiglie in difficoltà.Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza mostrano la forza devastante della tempesta, che ha provocato ingenti danni alla struttura. Fortunatamente non si registrano feriti, ma il bilancio è pesante sul fronte dei danni materiali,ancora in fase di quantificazione. Sul territorio sono al lavoro le polizie locali dei vari comuni, i volontari della Protezione civile e le squadre di emergenza, impegnati nella rimozione degli alberi caduti, nella messa in sicurezza delle aree più colpite e nella conta dei danni.
La conta dei danni – L’ondata di maltempo ha provocato disagi in tutto il Sud Ovest Milanese, confermando la straordinaria intensità del fenomeno meteorologico che ha interessato il territorio nelle prime ore della mattinata. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore per accertare l’entità complessiva dei danni e ripristinare le condizioni di sicurezza.
La violenta perturbazione ha colpito nella notte del 17 luglio Cesano Maderno e altri Comuni vicino a Monza. Danni anche a lucernari e pannelli. Una residente: “Che spavento, pensavo venisse giù il tetto”
Auto distrutte dalla grandine in Brianza
Cesano Maderno (Monza), 17 luglio 2026 – “Verso le 4.30 mi sono svegliata e veniva giù la grandine grossa come palline. È durata 10 minuti, sono stata sveglia tutto il tempo. E mi sono spaventata davvero, pensavo venisse giù il tetto. Mai vista una cosa del genere”. Così, quando ormai è mattina e della devastazione restano prove evidenti, una residente di Cesano Maderno ha commentato la disastrosa ondata di maltempo che ha colpito questa notte la Brianza.
Dieci minuti, come detto, tra pioggia, vento fortissimo e soprattutto enormi chicchi di grandine che hanno danneggiato pesantemente decine di auto in sosta. Non solo in classici “bolli” sulle carrozzerie ma anchelunotti completamente infranti, tergicristalli divelti e fanali rotti.
Un tetto di una abitazione con le tegole divelte
Oltre a Cesano Maderno la grandinata ha colpito Seregno, Desio, Lissone, Triuggio, Limbiate, Albiate, Bovisio Masciago, Biassono e Seveso: le strade sono state ricoperte di bianco.
Danni a lucernari e pannelli – In alcuni edifici si sonorotti lucernari e coperture in vetro. A Cesano sono stati danneggiati pesantemente anche i pannelli fotovoltaici presenti sui tetti di alcuni palazzi. E si registrano anche diverseinfiltrazioni d’acqua e allagamenti nei locali sotterranei. Anche tende da sole e coperture leggere hanno riportato pesanti conseguenze.
I pannelli fotovoltaici tetti delle abitazioni sono stati danneggiati
ALimbiate un albero si è spezzato ed è piombato sulla carreggiata in via Lambro, mentre Bovisio alcune zone sono rimaste senza corrente. “Una tragedia, mai vista una roba così”, ha sottolineato amara un’altra residente.
Allerta meteo gialla in Lombardia. Sulla città l’atteso maltempo è arrivato poco prima delle 6, con una mezz’ora di intenso rovescio. Venerdì e sabato da bollino rosso poi le temperature torneranno su valori “normali”
Milano, 17 luglio 2026 – Tuoni, lampi, raffiche di vento. L’annunciato temporale su Milano è arrivato questa mattina all’alba. Il cielo si è fatto improvvisamente nero, con fulmini ben visibili. Poi l’acquazzone, durato poco più di una ventina di minuti. Non si registrano danni particolari, anche se sono stati numerosi gli interventi dei vigili del fuoco per rimuovere rami o alberi caduti sulle carreggiate. La zona più colpita sembra essere quella di Pieve Emanuele, a una decina di chilometri a sud del capoluogo lombardo. Il temporale ha momentaneamente portato sollievo a livello termico alla città, da settimane alle prese con una…
17 luglio 2026
Tromba d’aria devasta Massalengo: crollano due cascine, 20 mucche muoiono schiacciate sotto le macerie
Il violento maltempo delle 6.30 ha provocato ingenti danni: alberi abbattuti, stalle distrutte e strada per la Muzza chiusa. Il sindaco Serafini lancia un appello ai volontari
Massalengo (Lodi), 17 luglio 2026 – È pesantissimo il bilancio della violenta tromba d’aria che, intorno alle 6.30 di questa mattina, si è abbattuta sul Lodigiano e sud Milano. A Massalengo il fenomeno naturale è stato molto intenso, mettendo in ginocchio il paese e in particolare in alcuni punti. Oltre alla caduta di una quindicina di alberi all’interno del centro parrocchiale, il fenomeno ha provocato il crollo di due cascine nella zona rurale di Paderno. In una erano presenti circa 70 vacche, tra capi da carne e da latte. Il crollo è stato fatale per almeno 20 animali, rimasti schiacciati sotto le macerie.
L’intervento dei vigili del fuoco – Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati da ore in un delicato lavoro per liberare e mettere in salvo il maggior numero possibile di bovini ancora vivi. La tromba d’aria ha inoltre fatto crollare un’altra stalla affacciata sulla strada: fortunatamente, in quel caso, l’edificio era utilizzato esclusivamente come deposito di fieno e non ospitava bestiame.
I vigili del fuoco impegnati a salvare gli animali
Le ripercussioni sulle viabilità – Gravi anche le conseguenze sulla viabilità. La strada che collega Massalengo alla Muzza di Cornegliano Laudense è stata chiusa perché resa impraticabile dai danni provocati dal maltempo. Sul luogo dell’emergenza è presente il sindaco Severino Serafini, che sta seguendo da vicino gli interventi di soccorso. Il primo cittadino ha rivolto un appello ai volontari affinché diano una mano nelle operazioni di ripristino delle aree colpite, dove il vento ha abbattuto alberi e fatto precipitare tegole e altri materiali, causando danni diffusi in diverse zone del territorio comunale.
Milano, i pompieri sono accorsi sul posto per domare le fiamme scoppiate sul tetto di uno stabile. Le cause sono ancora da accertare.
Incedio all’alba a Milano
Milano, 17 luglio 2026 – Incendio in pieno centro a Milano questa mattina, venerdì 17 luglio. L’allarme è scattato intorno alle 5.30 a pochi passi da piazza Duomo, nei pressi della Rinascente (non interessata dalle fiamme). Dal palazzo, che si trova al civico 31 di corso Vittorio Emanuele, si è alzataun’alta nube di fumo di odore acrema sembra che al momento non siano coinvolte persone.
Il rogo – I vigili del Fuoco sono accorsi sul posto per domare le fiamme scoppiate sul tetto dello stabile. Le cause dell’incendio sono ancora da accertare. I pompieri sono intervenuti con numerosi mezzi, comprese autoscale. Qualche attimo di paura ma – pare – senza particolari conseguenze o criticità.
L’intervento in pieno centro – La zona, come detto, è quella del “Salotto buono” cittadino, dove ogni giorno transitano migliaia di turisti e milanesi pronti a recarsi nei propri luoghi di lavoro. Il rogo e l’intervento dei pompieri non sono ovviamente passati inosservati, data l’area interessata. Ma – come detto – non ci sarebbero feriti o persone intossicate. Da accertare ancora con esattezza le cause del rogo. Sul posto anche gli agenti della Polizia locale per bloccare la viabilità.
Nell’edificio erano in corso lavori di ristrutturazione, leggermente ferita una addetta delle pulizie
Questa mattina all’alba una parte importante del tribunale di Bolzano, un palazzo che risale al Ventennio, è crollata. Un cedimento che ha coinvolto almeno un quarto dell’edificio, dove erano in corso lavori di ristrutturazione e ampliamento. C’è una persona leggermente ferita, è un’addetta delle pulizie che è riuscita ad uscire dall’edificio prima del crollo.
Sono in corso le verifiche per escludere altri crolli. Le colonne esterne del palazzo di giustizia non sono cadute. Si sta verificando la presenza di persone all’interno. Sul posto stanno intervenendo diverse squadre di vigili del fuoco, forze dell’ordine e personale sanitario.
“Tutta la parte centrale del tribunale è completamente inagibile, è ancora presto per dire quali siano le cause, ora si cercherà di ripristinare al più presto il servizio e capire come ridistribuire la forza lavoro“, lo spiega il procuratore Axel Bisignano.
Le persone che vivono nei palazzi che s’affacciano sulla piazza Tribunale, ovvero via Duca d’Aosta e Corso Italia, hanno parlato di un “boato fortissimo, un terremoto“, poi il crollo e la nube di polvere. In piazza Tribunale in queste ore si sono riversati tanti curiosi a scattare fotografie e fare video. Dalla piazza, attraverso il grande buco del crollo, si scorge la montagna retrostante di San Genesio. Massiccio il dispositivo di sicurezza allestito dalle forze dell’ordine. E’ stato chiuso in entrata il parcheggio sotterraneo a piazza Tribunale mentre è percorribile Largo Falcone e Borsellino che è il passaggio ricavato tra via Duca d’Aosta e Corso Italia.
Arrivati in piazza Tribunale anche il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati, il prefetto Maddalena Travaglini e la presidente del tribunale Francesca Bortolotti.
Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di…
PIAN CAMUNO (Brescia) Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di…
PIAN CAMUNO (Brescia)Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di via XXV Aprile, specializzata nella realizzazione di zerbini tecnici. Al momento le cause del rogo non sono note, anche se a facilitare le fiamme potrebbero essere stati il caldo, la siccità e il vento. Un’alta e densa colonna di fumo nero si è alzata e incanalata vero il nord della Val Camonica, dove in alcune aree è mancata visibilità a causa della nube. L’incendio è stato visto anche da molto lontano e dalla cima dei monti vicini, da Montecampione, Acquebone, Solato, Vissone fino alla parte opposta da Darfo, Anfurro, Pellalepre, Annunciata di Piancogno e molte altre località.
Sul posto c’erano diverse squadre di vigili del fuoco del comando provinciale di Brescia e del distaccamento di Darfo Boario Terme, oltre che di altre sedi dove operano volontari. Sul luogo anche i carabinieri della compagni di Breno e un mezzo del 118. Nessuno si è ferito. Una famiglia residente vicino al capannone è stata evacuata a titolo precauzione. Sulla Strada 42 del Tonale e della Mendola sono stati segnalati rallentamenti in entrambe le direzioni. La situazione si è complicata per un tamponamento che ha coinvolto diversi veicoli, che non ha provocato feriti ma fatto aumentare le code.
Quello di ieri è il secondo incendio in pochi giorni, che coinvolge una azienda del Bresciano. Prima è accaduto a Lonato, dove è andata in fiamme una fabbrica che si occupa di stoccaggio di rifiuti, che ha bruciato per molte ore e dove le operazioni di bonifica sono ancora in corso. In quel caso non si sono registrati feriti, ma sono in corso analisi per verificare che non siano stati sprigionati fumi nocivi per l’ambiente e le persone.
Il complesso residenziale era stato appena ristrutturato. Le fiamme partite dal secondo piano si sono propagate nel vano ascensore
Un incendio si è sviluppato questa mattina nella torre Oxy, complesso residenziale del centro di Bruxelles la cui ristrutturazione si è recentemente conclusa.
Secondo quanto riportano i media locali, tra i quali Le Soir “alcune persone sono state trovate senza vita in un ascensore” del complesso, mentre “sei persone risultano inoltre disperse e proseguono le ricerche per ritrovarle“. Le vittime sono almeno quattro.
Secondo gli inquirenti i dispersi potrebbero trovarsi in un secondo ascensore che i vigili del fuoco non sono ancora riusciti a raggiungere. Le fiamme sono scoppiate al secondo piano dell’edificio e, dopo essere state domate, si sono propagate nel vano ascensore, provocando un secondo incendio successivamente posto sotto controllo.
Due persone con ustioni sono state trasportate all’Ospedale Militare di Neder-over-Heembeek, mentre un vigile del fuoco colpitoda un colpo di calore è stato soccorso sul posto.
Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. Gli operai evacuati dal cantiere della Oxy Tower, edificio in fase di ristrutturazione che ospita appartamenti, ristoranti, un hotel a quattro stelle e un rooftop bar, sono stati accolti nel centro amministrativo della Città di Bruxelles, dove la Croce Rossa ha attivato un servizio di supporto psicologico, affiancato dai piani di emergenza sanitaria e di assistenza psicosociale predisposti dalle autorità.
Il distacco è avvenuto dopo un forte e improvviso temporale
Sono in corso delle ricerche dopo il distacco di una grossa frana sulle Dolomiti di Sesto, nei pressi del rifugio Tre Scarperi. Il distacco è avvenuto dopo un forte e improvviso temporale.
Visto che in quel momento numerosi escursionisti erano in zona e che non può essere esclusa la presenza di persone sotto le massa di terra e roccia, è stata attivata la macchina dei soccorsi. Gli elicotteri stanno portando in quota gli uomini del soccorso alpino.
Non ha invece causato problemi una seconda frana, di dimensioni più piccole, in val Fiscalina.
Sul posto sono intervenuti gli elicotteri Philican e il Soccorso Alpino dell’Alta Pusteria. Le comunicazioni sono molto difficili per la carente rete telefonica nella zona della frana.
Situato nella val Campo di Dentro nel parco naturale Tre Cime, in Alto Adige, a 1.635 metri di quota, il rifugio Tre Scarperi, in tedesco “Dreischusterhütte“, è una delle basi preferite dagli escursionisti per la partenza verso le Tre Cime di Lavaredo.
La sua storia, come riferisce il sito internet del rifugio, prende le mosse tra il 1911 ed il 1913, quando Johann Kerschbaumer e Gottfried Eisendle di San Candido costruirono in Val Campo di Dentro una prima semplice baita. Dopo aver cambiato proprietario più volte negli anni Trenta, fino a diventare proprietà dell’Ente per leTre Venezie che ne dismise la proprietà dopo la seconda guerra mondiale, nel 1973 ne entra in possesso l’Alpenverein Südtirol che ricostruì il rifugio un po’ piú in alto.
Il rifugio è uno dei più rinomati delle Dolomiti di Sesto, in questo periodo dell’anno frequentato dagli escursionisti.
Pochi giorni fa un agente federale dell’immigrazione ha ucciso a colpi d’arma da fuoco un immigrato messicano durante un controllo stradale a Houston, scatenando proteste di massa e richieste di trasparenza e responsabilità
L’Ice, l’agenzia federale americana di controllo dell’immigrazione, è stata coinvolta in una nuova sparatoria mortale. Stavolta è avvenuta a Biddeford, nel Maine, costa est degli Stati Uniti, anche se i dettagli di quanto accaduto restano ancora pochi.
Il Presidente della Camera, Ryan Fecteau, esponente democratico, ha scritto su Facebookche la sparatoria è avvenuta in una città costiera di circa 23 mila abitanti, circa 24 chilometri a sud-ovest di Portland. “Questa mattina è avvenuta una sparatoria a Biddeford. Una persona è stata uccisa. L’Ice è stata coinvolta“, ha scritto Fecteau. “La polizia di Stato e il dipartimento per la Sicurezza pubblica sono ora sul posto per raccogliere informazioni e ci aspettiamo che anche l’Fbi indaghi“, ha aggiunto.
Project Relief, un gruppo che difende i diritti degli immigrati, ha scritto sui social che uno dei membri della comunità è stato ucciso “durante un incontro con l’Ice” e che il gruppo era in contatto con la famiglia della vittima. L’organizzazione ha descritto la persona come “giovane“, senza fornire l’età o altri dettagli. “Questa era una giovane persona la cui vita è stata spezzata“, ha dichiarato il gruppo, chiedendo giustizia e sostegno per la famiglia e la comunità.
La marcia di protesta – Attivisti hanno organizzato subito una marcia di protesta. Secondo quanto riportato dai media locali, alcuni manifestanti hanno già cominciato a radunarsi nella città, che ha un centro storico lungo il fiume Saco e una zona sul mare molto frequentata dai turisti. Mentre gli investigatori erano ancora sulla scena nella tarda mattinata, la polizia ha chiuso tutta l’area.
La governatrice del Maine, Janet Mills, ha dichiarato di essere stata informata della sparatoria e spiegato che la polizia sta collaborando con l’ufficio del procuratore generale dello Stato, l’ufficio del medico legale e le autorità federali per stabilire cosa sia accaduto. “So che situazioni come questa sono allarmanti e spaventose“, ha aggiunto Mills, anche lei democratica.
Nel caso l’ipotesi dell’uccisione da parte dell’Ice venisse confermata, si tratterebbe almeno della nona morte legata a un intervento delle autorità federali per l’immigrazione dall’inizio della stretta dell’amministrazione Trump sull’immigrazione, e della seconda in una settimana, dopo l’uccisione di un uomo a Houston.
La sparatoria arriva mentre l’amministrazione americana ha intensificato la campagna per attuare il suo programma di deportazioni di massa. In cinque giorni alla fine di giugno, l’Ice ha arrestato più di 10 mila persone. I dati indicano che, anche se l‘amministrazione non sta più concentrando le operazioni sulle singole città, gli arresti stanno aumentando rapidamente.
L’episodio precedente nel Maine – L’episodio si verifica a meno di una settimana da un altro caso in cui un uomo, mentre si recava al lavoro a Houston, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da un agente dell’ICE.Lorenzo Salgado Araujo è stato ucciso durante un controllo stradale in quella che l’ICE aveva inizialmente descritto come un’operazione mirata, sebbene una fonte abbia poi affermato che Salgado Araujo non fosse l’obiettivo dell’operazione.
La sparatoria ha riacceso le richieste di responsabilità tra gli agenti dell’ICE, che avevano raggiunto il culmine all’inizio di quest’anno dopo che Rene Good, madre di 37 anni, eAlex Pretti, infermiere di terapia intensiva anch’egli di 37 anni, erano stati uccisi da agenti federali dell’immigrazione durante l’operazione dell’amministrazione Trump a Minneapolis.
Alla Remat Lazio, nel sud della Ciociaria, distrutta quasi tutta la struttura specializzata nel riciclo di materiale cartaceo e indifferenziata. Una densa nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza
Remat Lazio a fuoco
Un grave incendio in uno stabilimento di smaltimento rifiuti e materiale cartaceo, a San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone, il rogo e’ divampato nella giornata di ieri.Un’ordinanza della prefettura del capoluogo ciociaro rivolta ai sindaci della provincia invita i cittadini a tenere ‘porte e finestre chiuse’. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Cassino e Sora, il soccorso sanitario del 118 e i carabinieri di Pontecorvo. L’incendio ha distrutto quasi tutta la struttura specializzata nel riciclo di rifiuti urbani.