Densa colonna di fumo dall’Api, sul posto i vigili del fuoco: principio d’incendio all’interno della raffineria
FALCONARA – Una densa colonna di fumo si è alzata all’altezza dello stabilimento Api di Falconara ed ha scatenato un tam tam sui social di persone preoccupate su quanto potesse essere accaduto. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, chiamati quando la coltre di fumo si è alzata all’improvviso ed è diventata visibile per chilometri.
Si tratterebbe di un principio d’incendio all’interno della raffineria, come avvisa il comune di Falconara in una nota emessa. «Il Comune è stato informato di un principio di incendio all’interno dello stabilimento di raffineria.Sul posto sono già intervenuti gli addetti del reparto antincendio Api. Livello di attenzione del Pee».
La raffineria ha tenuto a precisare che si è trattato di un principio d’incendio, subito risolto attraverso il sistema di emergenza interno, anche se sul posto sono arrivati i vigili del fuoco ed i carabinieri.
La situazione è costantemente monitorata dal ministero
“Da questa mattina il sito del ministero degli Affari Esteri è oggetto di un attacco informatico, che finora è stato efficacemente mitigato dai sistemi di protezione, senza provocare disservizi“. Lo riferisce la Farnesina in una nota aggiungendo che la situazione è costantemente monitorata dal ministero, in collaborazione con il Polo Strategico Nazionale e in raccordo con le autorità competenti. Sono in corso analisi anche sui siti delle sedi diplomatico-consolari italiane all’estero per verificare la possibilità di tentativi analoghi.
“La cybersicurezza è un elemento centrale della riforma della Farnesina approvata lo scorso anno. Abbiamo rafforzato negli ultimi mesi le nostre capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta alle minacce, adottando tutte le necessarie contromisure anche sul piano tecnologico“, ha sottolineato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva avuto modo di illustrare le tecnicalità della Sala Operativa CSIRT anche al Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul in occasione della sua recente visita a Roma. In questo contesto, l’Italia ha deciso di lavorare insieme alla Romania e altri Stati Membri per includere nelle prossime riunioni europee proposte di designazione di attori responsabili di attacchi cyber, anche verso istituzioni italiane.
Arpav ha raccolto campioni di aria e acqua per verificare la presenza di eventuali sostanze inquinanti o pericolose.
Un vastoincendioè divampato nel pomeriggio del 7 ottobre all’interno del capannone della Moretto, azienda che lavora materiale plastico in via Padovane, a Massanzago, nel Padovano.
In serata i vigili del fuoco sono riusciti a riportare il rogo sotto controllo. Le operazioni proseguiranno per tutta la notte, in vista della bonifica e degli accertamenti sulle cause dell’incendio. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per i rilievi, il sindaco e i tecnici di Arpav, che hanno raccolto campioni di aria e acqua per verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti o pericolose.
Operazione della procura di Santa Maria Capua Vetere contro caporalato. Le vittime denunciano
Braccianti al lavoro
Reclutati per strada, davanti ad occhi indifferenti, stipati in furgoni troppo piccoli o senza finestrini, lasciati al sole cocente o sotto la pioggia battente per quasi tutta la giornata senza alcun diritto.
E pagati una miseria. È un lunga sequela di orrori quella che emerge dall’ultima indagine sul caporalato nei terreni agricoli del Casertano coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e condotta dai carabinieri del Comando Tutela del Lavoro, che ha portato all’emissione da parte del gip di misure di presentazione alla Polizia giudiziaria a carico di tre indagati – due indiani e un albanese – e un obbligo di dimora a carico di un quarto di origine marocchina, tutti accusati di essere i caporali.
Per altri quattro indagati, tra cui il titolare di una delle aziende agricole che utilizzava i lavoratori, è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Le accuse per tutti sono di intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori per aver reclutato e impiegato manopodera clandestina. “I fatti emersi – ha affermato il procuratore Pierpaolo Bruni – sono gravi perché il reclutamento dei lavoratori avveniva alla luce del sole, nell’indifferenza di tante persone, che non hanno mai denunciato, anche perché probabilmente assuefatte a tali fenomeni. Ma c’è un aspetto positivo: 17 braccianti infatti hanno collaborato nell’inchiesta, trovando il coraggio di denunciare i propri sfruttatori”.
Dagli accertamenti è emerso che i lavoratori, soprattutto di nazionalità indiana e pachistana e senza permesso di soggiorno, venivano reclutati in una delle rotonde stradali di Villa Literno, tutte le mattine, e spesso anche in vicoletti; poi da lì venivano smistati nelle campagne del posto, o anche a Casal di Principe e Grazzanise, con i furgoni omologati per nove persone ma in cui ne venivano stipate 25-30, e spesso imezzi erano per le merci e non avevano finestrini. Una volta sui terreni, i braccianti lavoravano fino 14 ore al giorno, sette giorni su sette a prescindere dal meteo; e venivano pagati a cottimo tra gli 80 centesimi e un euro e mezzo a cassetta oppure a tempo, 3-4 euro all’ora, o con paga giornaliera di 30 euro per i nuovi lavoratori e 50 per quelli impiegati da più tempo. Operavano inoltre in assenza di una visita medica, senza bagni chimici, senza punti di ristoro, non potevano assentarsi per malattia, nè comunicare al telefono, ed erano sottoposti al continuo controllo dei caporali e alle loro minacce: avrebbero infatti perso il lavoro se non fossero scappati in occasione di controlli delle forze dell’ordine o in caso di scarsa resa lavorativa o di malattia.
È stato il coraggio di uno dei lavoratori, che per primo ha denunciato i caporali, a dare l’avvio alle indagini, poi si sono aggiunti anche gli altri consentendo agli inquirenti di ricostruire il sistema illecito tramite appostamenti e video. I braccianti che hanno reso dichiarazioni utili sono stati trasferiti in località protette e sono state loro fornite una prospettiva di protezione e inserimento socio lavorativo.
I ricorrenti, residenti e associazioni, potranno impugnare la decisione al Consiglio di Stato. Ma intanto il Comune di Milano e i due club incassano una vittoria che potrebbe aprire la strada al progetto firmato dalle archistar Foster e Manica per la nuova casa rossoneroazzurra
Lo stadio di San Siro destinato all’abbattimento
Milano, 6 ottobre 2026 – Quattro ricorsi inammissibili e uno respinto. Si è chiusa così al Tar la partita giocata dai cittadini contrari all’abbattimento dello stadio San Siro e alla costruzione del nuovo impianto che ospiterà nel futuro prossimo le partite casalinghe di Inter e Milan.
Ora bisogna capire se i ricorrenti decideranno di fermarsi o se impugneranno le decisioni in Consiglio di Stato. I giudici non sono neppure entrati nel merito, perché si sono fermati all’eccezione di inammissibilità dei ricorsi, accogliendo le ragioni di Palazzo Marino e società
Il rendering del progetto per il nuovo stadio: sulla sinistra, quello che resterà di San Siro
In ogni caso, il verdetto sembra eliminare definitivamente l’ultima pesante spada di Damocle sulla futura casa rossonerazzurra. I lavori dovrebbero partire nella seconda metà del 2027 per terminare nel 2031, così da presentare il nuovo San Siro in tempo per gli Europei di calcio del 2032. Tra un mese sarà presentato il progetto firmato dalle archistarNorman Foster e David Manica.
Inammissibili – Stando a quanto si legge in quattro sentenze su cinque, relative a istanze presentate da residenti e associazioni come“Gruppo Verde Milan San Siro” e “Comitato Sì Meazza” tra il 2022 e il 2025, i giudici si sono concentrati sul lunghissimo iter che ha portato alla vendita ai due club del compendio immobiliare comprensivo dello stadio Giuseppe Meazza, “qualificato, nell’ambito del vigente piano di governo del territorio, quale grande funzione urbana San Siro. Fatta questa premessa, il Tribunale ha ritenuto pertinenti le eccezioni di inammissibilità avanzate dalle difese del Comune e delle società Inter e Milan. In particolare, è stata contestata “l’indeterminatezza e mutevolezza soggettiva dei ricorrenti“, considerato che tra ricorsi originari e per motivi aggiunti è cambiato l’elenco delle persone coinvolte.
La motivazione – Secondo il collegio presieduto da Stefano Mielli, “tanto l’indeterminatezza quanto la mutevolezza dei ricorrenti rappresentano un ostacolo anche per la verifica dei presupposti del ricorso collettivo, qual è quello azionato, rispetto al quale si impone invece, per costante orientamento della giurisprudenza, un accertamento rigoroso dell’identità delle situazioni sostanziali e processuali implicate e dell’assenza tra le parti di un conflitto d’interessi, anche solo potenziale“.
Fuori dal legalese: se non si conosce con esattezza il numero e l’identità delle parti in corso, si fatica anche a valutarne i singoli interessi sulla decisione da prendere. Da qui la conclusione: “La censurata variabilità come pure l’incertezza e indeterminatezza soggettiva non costituiscono un mero difetto formale, ma si prestano ad alterare il corretto funzionamento del processo, risolvendosi pertanto in una forma di abuso di processo“.
Il ricorso – Se i verdetti sui ricorsi di cittadini e comitati sono stati respinti sul nascere, senza neppure entrare nel merito della questione, quello presentato dal consigliere comunale del gruppo Misto Enrico Fedrighini è stato analizzato punto per punto e respinto.
In questo caso, l’esponente dell’aula di Palazzo Marino ha impugnato solo la delibera finale del Consiglio che ha dato il via libera alla compravendita, la convocazione delle commissioni consiliari, un sub-emendamento presentato nel corso della discussione e la comunicazione della presidente del Consiglio Elena Buscemi che nella seduta del 29 settembre 2025 dichiarò decaduti tutti gli emendamenti non ancora esaminati.
La direttrice del museo di San Siro Simona Trovati
Il conflitto interno – In via preliminare, il Tar ha sottolineato come, “in base al consolidato orientamento della giurisprudenza, i consiglieri comunali non siano legittimati, in linea di principio, in questa veste, ad agire contro l’amministrazione di appartenenza, in quanto il giudizio amministrativo non può avere ad oggetto, di regola, controversie tra organi o componenti di organi dello stesso ente, essendo al contrario diretto a risolvere controversie intersoggettive“.
E ancora: ai consiglieri è“preclusa l’impugnazione delle deliberazioni con le quali essi siano semplicemente in disaccordo”. In caso contrario, ragionano i giudici, si paleserebbe il rischio di “trasporre e procrastinare nelle sedi di giustizia la competizione che li ha visti in minoranza“.
Le regole rispettate – Per il resto, i giudici hanno ritenuto “del tutto indimostrata sia la dedotta violazione delle norme regolamentari sia, di conseguenza, la prospettata preclusione nei confronti dell’esponente dell’esercizio dei compiti di cui all’articolo 5 del Regolamento delle commissioni consiliari, e quindi la censura di sviamento”. Termini tecnici che vanno tradotti così: tutte le regole procedurali sono state rispettate, almeno secondo il Tribunale amministrativo.
Terzo giorno di mobilitazione studentesca in tutto il Paese, con le lezioni sospese in 891 scuole. Disordini e tafferugli a Parigi, Lione, Marsiglia, Strasburgo e Rennes. Lecornu annuncia la sospensione delle attività didattiche nei licei per tre giorni
Scontri tra manifestanti e polizia a Parigi (Foto LaPresse)
In Francia è scattata la terza giornata di mobilitazione studentesca, con cortei che stanno attraversando decine di città in tutto il Paese.
Tensione in diverse città – Come nei casi precedenti, si segnalano i primi tafferugli tra manifestanti e polizia. A Lione alcuni gruppi di giovanissimi hanno sfidato le forze dell’ordine nelle strade vicine alla place Guichard e sono stati respinti con lacrimogeni e idranti; disordini si registrano anche a Strasburgo e a Marsiglia, dove è partito un “corteo selvaggio“, cioè non autorizzato. Sempre a Lione, dei casseur hanno lanciato sassi contro un commissariato, e ulteriori tensioni si segnalano a Rennes.
Scontri a Parigi – Disordini anche a Parigi, come riporta il quotidiano Le Parisien. Su Boulevard Voltaire, molto vicino a Place de la Nation, la polizia è entrata in contatto con un gruppo di persone che aveva preso di mira una banca. Sono circa gli 300 i manifestanti che stanno tentando di attaccare le forze dell’ordine, secondo quanto riferisce la prefettura di polizia di Parigi. Le autorità stanno cercando di respingerli e disperderli, per consentire al corteo di raggiungere Place de la Nation. Alcuni manifestanti hanno staccato pezzi di pietra dai gradini dei negozi per scagliarli contro le forze dell’ordine. Almeno dodici persone sono state fermate dalla polizia per lancio di oggetti e minacce nei confronti delle forze dell’ordine.
Stop alle lezioni per 3 giorni – Il governo francese ha annunciato la sospensione per tre giorni delle normali attività didattiche nei licei del Paese per consentire agli studenti di discutere e organizzare un “momento di democrazia interna“. La sospensione scatterà da domani e proseguirà giovedì e venerdì, ha affermato il premier, Sebastien Lecornu, intervenendo all’Assemblea Nazionale, mentre cresce la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori. “Il ministro dell’Istruzione, Eduard Geffray, ha deciso di liberare del tempo“, ha spiegato Lecornu, secondo cui l’obiettivo della decisione è permettere “a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna all’interno del liceo“.
Foto da: La protesta degli studenti in Francia (Foto LaPresse)
Trump: “Colpa dell’immigrazione” – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth, ha commentato la protesta degli studenti francesi: ” Quello che sta accadendo in Francia non è altro che il risultato di una migrazione di massa fuori controllo. Non si tratta delle scuole, si tratta dell’Islam che vuole prendere il controllo di un Paese che un tempo era grande“.
Guerra sulle cifre – Guerra di cifre sulle adesioni alle manifestazioni degli studenti in Francia. Secondo il ministero dell’Interno transalpino sarebbero 256mila le persone che hanno sfilato in tutto il paese oggi, di cui 56mila a Parigi. In precedenza le organizzazioni studentesche e dei liceali stimavano in 450mila il numero di manifestanti in tutto il paese, di cui 100mila a Parigi.
Lezioni sospese in 891 scuole – Per questo terzo atto della mobilitazione studentesca, che ha ricevuto il sostegno di sindacati dell’istruzione (Fsu, Cgt, Fo, Cfdt, Unsa, Sud e Solidaires), a Parigi potrebbe esserci una partecipazione tra i 20mila e i 40mila manifestanti, secondo fonti della polizia. Intanto il ministero dell’Istruzione francese ha annunciato che 891 licei e istituti hanno sospeso le loro lezioni oggi.
Foto da: La protesta degli studenti in Francia (Foto LaPresse)
Durante la discesa l’equipaggio ha attivato il codice 7700, utilizzato in aviazione per segnalare un’emergenza generale, e ha quindi effettuato un’inversione di rotta per rientrare a Londra Heathrow
Un volo della British Airways, Londra
Un volo British Airways diretto da Londra a Chicago ha dichiarato un’emergenza e invertito la rotta sopra l’Irlanda dopo una brusca discesa da circa 11.300 a 2.700 metri di quota. Lo riferisce il sito specializzato AirLive.
Il volo BA295, operato da un Boeing 777-200ER, era decollato da Heathrow alle 11.50 locali (le 12.50 italiane) ed era in volo da circa un’ora quando, per ragioni ancora da chiarire, ha perso oltre 8mila metri di quota nell’arco di pochi minuti.
Durante la discesa l’equipaggio ha attivato il codice 7700, utilizzato in aviazione per segnalare un’emergenza generale, e ha quindi effettuato un’inversione di rotta per rientrare a Londra Heathrow. Flightradar24 ha confermato che il BA295 ha “segnalato il codice 7700 ed è sceso fino a circa 2.700 metri sopra l’Irlanda“. Al momento non risultano feriti a bordo.
L’incremento dei casi tossinfenzione associata al consumo dell’alimento crudo ha spinto la Regione alla disposizione d’urgenza, valida in tutta la Regione
Preoccupa l’incremento dei casi di tossinfezione da Salmonella in Puglia associata al consumo di pomodoro fresco: scatta così il blocco dell’alimento in tutte le mense pubbliche delle strutture scolastiche e socio sanitarie. Il divieto, con effetto immediato, è stato disposto dal Dipartimento salute della Regione Puglia e inviato a tutte le Asl che, attraverso i Sian, lo hanno diramato a loro volta alle strutture interessate, ossia a tutti i Comuni di competenza e a tutti gli operatori privati e pubblici della ristorazione collettiva scolastica, socio-assistenziale, ospedaliera e delle case di cura. Tra gli ultimi casi di salmonellosi rilevati in Puglia vi sono i piccoli ospiti dell’asilo nido di via Sant’Angelo, a Brindisi. Nell’edificio gestito dalla Cooperativa Gialla non erano emerse irregolarità dall’ispezione compiuta dagli ispettori dell’Asl.
Accertamenti in corso. Al momento non è noto se la bombola fosse piena o esaurita
Concluso l’intervento degli artificieri a piazzale Michelangelo, a Firenze, dove era stata notata una bombola di gas posizionata sotto la copia della statua del David: la bombola, al termine delle verifiche, è stata ritenuta inoffensiva. Ripristinate le condizioni di sicurezza, la zona è stata riaperta al traffico pedonale e veicolare. Continuano le indagini dei carabinieri per ricostruire l’accaduto.
La bombola di gas è stata ritrovata sotto la statua diDavidal piazzale Michelangelo, a Firenze, una delle mete panoramiche della città.
A fare la scoperta, intorno alle 7,30, un’addetta di Alia Servizi ambientali, la società di gestione del servizio dei rifiuti. L’operatrice ha dato l’allarme al numero unico di emergenza 112. Sul posto pattuglie dei carabinieri e artificieri dell’Arma. Al vaglio degli investigatori i video delle telecamere. Accertamenti in corso. Al momento non è noto se la bombola fosse piena o esaurita . L’area viene comunque messa in sicurezza
Lavorava in un laboratorio della Siberia orientale. Il ministero della Salute russo non ha per ora rilasciato dichiarazioni. Le informazioni degli esperti dell’Istituto superiore di sanità: la malattia infettiva si manifesta con febbri, mal di testa, debolezza, e un rapido sviluppo di polmonite. Con i suoi segnali caratteristici: respiro corto, dolori toracici, tosse
Una donna è morta di peste polmonare nella regione di Irkutsk, nella Siberia orientale. Lo ha annunciato un funzionario regionale, mentre un media russo riferisce che decine di persone sono state messe in quarantena. I media locali hanno identificato la donna come Daria Chipilova, una tecnica di laboratorio di 28 anni. Il quotidiano russo “Popoli del Baikal” ha riferito che lavorava per l’istituto antipeste di Irkutsk e che avrebbe potuto contrarre la peste polmonare a causa della rottura di una provetta.
Silenzio dal ministero della Salute russo – Fatto sta che sono state messe in quarantena fino a duecento persone con le quali avrebbe potuto essere in contatto, ha aggiunto il giornale russo, senza fornire ulteriori dettagli. Il ministero della Salute russo, nel frattempo, non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito. Alexei Tsydenov, il governatore della regione russa di Buriatia, ha dichiarato in un post sui social che una donna nella vicina regione di Irkutsk era “morta per la peste“.
Trasmissione e sviluppo della malattia – La peste polmonare è altamente contagiosa e può essere letale se non trattata rapidamente, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La peste è unamalattia infettivadi origine batterica tuttora diffusa in molte parti del mondo, anche in alcune regioni dei paesi industrializzati. È causata dal batterio “yersinia pestis“, che normalmente ha come ospite le pulci parassite dei roditori, ratti, alcune specie di scoiattoli, cani della prateria. In qualche caso le pulci possono infettare anche gli animali domestici come i gatti.
Normalmente, il batterio yersinia circola tra queste specie senza causare alti tassi di mortalità, e quindi questi animali sono sostanzialmente delle riserve infettive di lungo termine. Occasionalmente, un’epidemia può uccidere anche grandi quantità di roditori e le pulci, in cerca di nuovi ospiti, si trasmettono anche agli esseri umani, diffondendo la malattia.
Nel caso della peste polmonare, il batterio infetta i polmoni, spieganogli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Questa forma della malattia può trasmettersi da persona a persona attraverso l’aria o gli aerosol di persone infette e quindi costituisce una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza. La forma polmonare può derivare anche dalla degenerazione delle altre forme se non sono curate prontamente.
I sintomi e l’incubazione – Il sospetto di peste si dovrebbe avere in seguito alla manifestazione dei primi sintomi, soprattutto in presenza di un bubbone, e di una possibile storia di esposizione a roditori o pulci. I bubboni solitamente si manifestano dopo due-sei giorni dall’esposizione, e la malattia procede in modo rapido, eventualmente degenerando nelle forme polmonare e setticemica se non è trattata prontamente. L’incubazione della forma polmonare primaria invece dura da uno a tre giorni ed è caratterizzata da una polmonite acuta con tosse e sputo di sangue. Il tasso di morte nei pazienti con peste polmonare è del 50%.
La peste polmonare si manifesta con febbri, mal di testa, debolezza, e un rapido sviluppo di polmonite, con i suoi segnali caratteristici: respiro corto, dolori toracici, tosse. Se il trattamento non è rapido, il paziente può morire nel giro di pochi giorni.Per ridurre le probabilità di morte è essenziale trattare con antibiotici entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi, con streptomicina, gentamicina, tetracicline o cloramfenicolo.
Il trattamento con antibiotici è raccomandato, secondo i Cdc americani (l’agenzia federale di sanità pubblica degli Stati Uniti), per sette giorni anche nelle persone che entrano potenzialmente a contatto con il malato, per prevenire l’insorgenza della malattia.
Fuoriuscita di miasmi da una cisterna nell’area in provincia di Napoli: l’ordinanza del sindaco
Una nube tossica si è sprigionata nella serata di ieri da una delle cisterne già interessate da un incendio nei giorni scorsi presso la zona industriale di Caivano (Napoli). I carabinieri della compagnia di Caivano sono intervenuti nuovamente nella zona Asi Pascarola, presso la sede di un’azienda che produce vernici e rivestimenti. Poco prima, una reazione chimica sulla quale sono in corso approfondimenti, ha causato la fuoriuscita di miasmi irritanti da una delle cisterne già sottoposte a sequestro. In fiamme anche del materiale plastico presente fuori i silos. L’incendio è stato subito domato, mentre la cisterna sigillata e inertizzata dai Vigli del Fuoco intervenuti. La fabbrica è stata nuovamente sequestrata e sono in corso le indagini in corso.
Già in serata, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato una riunione urgente del Centro di Coordinamento Soccorsi (Ccs) a seguito di un nuovo incidente verificatosi presso lo stabilimento Ppg Industries di Caivano. Al tavolo operativo hanno preso parte l’assessore alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, il sindaco del comune di Caivano, Antonio Angelino, il direttore dell’Arpac, Dario Mirella, il Comandante Vicario dei Vigili del Fuoco di Napoli, Armando De Rosa. Erano presenti anche i referenti dell’Asl Napoli 2 Nord e delle Forze dell’ordine. All’incontro ha partecipato anche la Prefettura di Caserta.
In via precauzionale, il sindaco di Caivano ha adottato un’ordinanza contingibile ed urgente, disponendo la sospensione immediata di qualsiasi attività di lavorazione della predetta azienda, sospensione immediata e totale di ogni ciclo produttivo per le aziende della zona Asi, chiusura del cimitero comunale, divieto di accesso a parchi, ville e aree gioco comunali, divieto assoluto di svolgere attività sportive all’aperto.Raccomandato anche l’uso di mascherine FFP2, mantenimento delle finestre chiuse, disistallazione di impianti di ventilazione meccanica. Sulla problematica, il Prefetto di Napoli ha convocato una riunione che si terrà, in Prefettura, nella giornata di domani. Il tavolo continua a monitorare l’evoluzione della situazione con la massima attenzione.
Nube tossica dopo incendio a Caivano, sospese attività nella zona Asi: "Obbligo di mascherina" https://t.co/2XbPYBgXzI
Caos in Formula 1. Oggi, domenica 4 ottobre, si corre il Gran Premio del Bahrain, eccezionalmente spostato in Malesia per il conflitto in Medio Oriente tra Iran e Stati Uniti, ma la gara è stata condizionata da più di un imprevisto. Si parte dalle prime ore della mattinata italiana con un vero e proprio nubifragio monsonico che si è abbattuto su Sepang, costringendo la direzione di gara a rinviare la partenza.
Inizialmente previsto per le 9 ora italiana, il giro di formazione si è svolto con circa quaranta minuti di ritardo,dietro regime di safety car. Proprio durante i due giri previsti per valutare le condizioni della pista, le macchine con motore Ferrari hanno avuto problemi: il primo è stato Lewis Hamilton, che ha visto la sua vettura spegnersi per un problema elettrico di comuncazione con il software. Dal muretto hanno ripristinato il tutto procedendo con un reset e il pilota inglese è ripartito.
Poco dopo, lo stesso problema si è verificato per i piloti Haas, anche loro con motore Ferrari, che si sono fermati a bordo pista. Da qui la decisione della direzione di gara di sospendere la procedura di partenza, con conseguente bandiera rossa sventolata.
L’allarme è scattato alle 6 del mattino: interessate una ventina di casette mobili. Udita un’esplosione
Un vasto incendio è divampato, all’alba di oggi, nel campeggio Bella Italia di Peschiera del Garda, in provincia di Verona. L’allarme è scattato poco prima delle 6 di mattina e l’intervento, per quanto la situazione ora sia sotto controllo, è ancora in corso.
La struttura era aperta, quindi con ospiti all’interno e, a quanto si apprende, le fiamme hanno interessato una ventina di casette mobili. I primi report parlano di un ferito in codice rosso, sette in codice giallo e 16 in codice verde. Sono stati portati all’ospedale di Peschiera del Garda, ma sono state allertate anche le altre strutture del territorio. Impegnati nei soccorsi venti vigili del fuoco con cinque mezzi oltre a sei mezzi del Suem 118.
Le difficoltà dell’intervento sono state legate anche alla presenza di bombole di Gpl e di vetture. È stata avvertita anche un’esplosione. Non è ancora chiaro da che cosa sia scaturito l’incendio.
Incendio in un campeggio a Peschiera del Garda: «Sentita anche un’esplosione». Diversi feriti, uno è grave in codice rosso
In merito all’incendio che si è sviluppato nel primo pomeriggio di ieri, 1 ottobre 2026, nello stabilimento della ditta Nuova Deroma srl in via Pasubio a Malo, Arpav, in stretta collaborazione con la Prefettura di Vicenza, il Comune di Malo e l’ULSS n. 7 Pedemontana, rende noti i primi dati relativi ai monitoraggi ambientali effettuati e all’evoluzione della situazione.
Secondo le prime informazioni fornite dai VVF l’incendio ha interessato un capannone adibito a deposito di vasi in plastica e materiali di imballaggio. I tecnici Arpav sono intervenuti sul posto a partire dalle ore 14:45 per avviare le verifiche ambientali.
Secondo i dati del Centro Meteo di Teolo, le condizioni atmosferiche di ieri sono state caratterizzate da moderata instabilità e venti variabilicon elevata componente ascensionale dei fumi che ha favorito la dispersione del pennacchio di fumo su un ampio settore della provincia di Vicenza.
A partire dal tardo pomeriggio di ieri sono iniziate le ricadute locali dei fumi, che hanno interessato le aree adiacenti alla ditta. Arpav e Vigili del Fuoco hanno effettuato diversi campionamenti mirati a mezzo canister per la ricerca dei composti organici volatili:
• Punto 1 (Via Montello, ore 16:00): Il campionamento con canister effettuato dai VVF ( RdP 1128315) non ha rilevato contaminanti, un dato riconducibile al forte effetto “camino” della fase iniziale dell’incendio che richiamava molta aria.
• Punto 2 (Via dell’Astronomia, ore 17:45): Gli esiti analitici del campionamento con canister per la ricerca dei composti organici volatili (RdP 1128316) hanno evidenziato la presenza di composti tipici della combustione, con una concentrazione elevata di Toluene.
• Punto 3 (Istituto Scolastico G. Ciscato – Via Milano, ore 18:15): Gli esiti analitici del campionamento con canister per la ricerca dei composti organici volatili (RdP 1128317) hanno mostrato unicamente la presenza di Toluene al di sopra del limite di quantificazione, ma in concentrazione limitata.
• Punto 4 (Via Canova, ore 22:00): Il campione è stato effettuato in condizioni stabili di ricaduta dei fumi (sottovento verso sud-est). L’analisi del canister (Rdp 1128342) ha rilevato traccianti d’incendio (Toluene e Stirene).
Presso i punti 2 e 4 sono stati eseguiti anche campionamenti ad alto volume per la ricerca dei microinquinanti organici (diossine e furani) i cui esiti saranno disponibili nei prossimi giorni.
Considerate le dimensioni rilevanti del pennacchio visibile a grande distanza, si sono verificati i dati delle centraline della rete fissa Arpav per la qualità dell’aria dislocate nella provincia. In particolare, considerata la direzione prevalente del vento verso nord-nord-ovest nelle ore pomeridiane, è stata presa a riferimento la stazione fissa di Schio (Via Vecellio): i valori di particolato (PM), biossido di azoto (NO2) e composti organici volatili (COV) sono risultati in linea con i giorni antecedenti l’evento. Anche le altre centraline della provincia di Vicenza non evidenziano valori di concentrazione anomali.
Nella tarda serata del giorno 1 ottobre l’incendio risultava sotto controllo, e all’alba di oggi, 2 ottobre risulta completamente concluso.
Le prime analisi disponibili confermano la presenza dei composti tipici della combustione, in concentrazioni variabili e senza la presenza di composti clorurati nei campioni finora elaborati.
Per quanto riguarda le acque di spegnimento, è stato controllato il Torrente Orolo, dove è stata rilevata una modesta presenza di schiume. La ditta ha tempestivamente bloccato la fuoriuscita delle acque di risulta dal proprio sito tramite aspirazione con autobotti.
Nella mattinata odierna, 2 ottobre, sono proseguiti ulteriori monitoraggi e rilievi sul campo. Arpav è in costante contatto con l’Amministrazione Comunale e l’ULSS n. 7 per valutare congiuntamente i dati e definire eventuali misure preventive o azioni conseguenti a tutela della salute e dell’ambiente.
Nuovi aggiornamenti verranno diffusi non appena saranno disponibili i risultati delle ulteriori analisi in corso.
Dopo il ricovero e i mesi di convalescenza, il cantautore è tornato a esibirsi al Teatro Brancaccio di Roma. Ma il rientro è destinato a essere breve: Vecchioni ha annunciato al pubblico una nuova pausa di alcuni mesi
Roberto Vecchioni
Roberto Vecchioni è tornato sul palco del Teatro Brancaccio di Roma dopo i mesi segnati dai problemi di salute e dalla lunga convalescenza. Un ritorno particolarmente emozionante per il cantautore, che davanti al pubblico ha raccontato il periodo difficile appena attraversato e le incertezze legate ai prossimi mesi. «Statemi vicino. Mille di qua e mille di là, perché io sono molto emozionato dopo mesi e mesi che non canto. E questa forse sarà l’ultima volta perché per altrettanti mesi non potrò cantare», ha detto Vecchioni durante la serata, come riportato da “Il Messaggero“. Il cantautore ha quindi ricordato le condizioni in cui si trovava quando avrebbe dovuto esibirsi in precedenza. «Per me questa è una bellissima serata, non ci avrei rinunciato per niente al mondo perché quando sarei dovuto venire qui un po’ di tempo fa ero in ospedale, con un tubo dentro la gola». Nonostante la convalescenza, Vecchioni ha scelto di tornare davanti al suo pubblico: «E oggi che sono ancora convalescente ma anche tosto ho rimediato alla mia colpa tornando da voi».
Nel suo racconto c’è spazio anche per un episodio avvenuto durante il ricovero, quando il cantautore, preoccupato per le proprie condizioni, aveva rivolto una domanda diretta a un’infermiera: «Ero conciato malissimo. A un’infermiera un giorno ho chiesto: “Sto per morire?”. E lei: “Eh, prima o poi tutti dobbiamo morire”». Una risposta che Vecchioni ha commentato con la sua consueta ironia: «Bella risposta del ca..o!». Il rapporto con i medici è tornato anche nei ricordi legati a una precedente esibizione milanese. Vecchioni aveva raccontato di aver invitato al concerto alcuni cardiologi del Fatebenefratelli: «C’erano anche quattro cardiologi. Tre erano contrari a che io cantassi, il quarto invece pensava che avrei potuto farcela». La scelta, raccontata con un sorriso, era stata alla fine quella di ascoltare proprio il medico più favorevole all’esibizione: «E io ho seguito lui perché era il più simpatico e perché sono convinto che ciò che conta sia l’intenzione, il contenuto e non la forma».
Arrivano novità dal caso Negreira. La UEFA ha infatti annunciato di aver ricevuto dal Real Madrid molti documenti per approfondire il caso che aveva sconvolto il calcio spagnolo. I Blancos avevano da mesi pronti questi documenti e ora saranno analizzati dagli ispettori. Il club intanto ha diramato anche una nota ufficiale, in cui si augura che, con la presenza di tutte queste prove, il caso si chiuda definitivamente il prima possibile.
IL COMUNICATO– A confermarlo è una nota ufficiale: “La UEFA conferma di aver ricevuto dal Real Madrid CF una notevole quantità di documenti relativi all’indagine in corso sull’FC Barcelona in merito alla vicenda che coinvolge José María Enríquez Negreira, ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri della Federcalcio Spagnola (il cosiddetto “caso Negreira”). Anche gli Ispettori Etici e Disciplinari della UEFA hanno ricevuto tale documentazione, che valuteranno nell’ambito dell’esame del caso attualmente in corso”.
L’ANNUNCIO DEL REAL MADRID – Dopo il comunicato della UEFA, arriva anche la nota ufficiale del Real Madrid:“La UEFA ha confermato di aver ricevuto la denuncia presentata dal Real Madrid CF e la prosecuzione dell’indagine relativa ai pagamenti effettuati negli ultimi due decenni dall’FC Barcelona all’ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri. La denuncia presentata dal nostro club include un’ampia documentazione e prove riguardanti eventi di straordinaria gravità, che incidono direttamente sull’integrità della competizione e sulla fiducia nel sistema arbitrale”.
“Il Real Madrid CF ritiene essenziale che, ora che la UEFA è in possesso di questa documentazione, l’indagine proceda con la massima urgenza fino alla sua completa conclusione e che gli organi competenti adottino le decisioni appropriate in base alla gravità dei fatti accertati. Il nostro club continuerà a collaborare attivamente con la UEFA e a intraprendere tutte le azioni in suo potere per chiarire gli eventi che ritiene incompatibili con i principi di integrità, trasparenza e fair play che dovrebbero governare il calcio europeo”.
⚖️ Caso Negreira — Quadro completo e aggiornato (2026)
Questo articolo è stato realizzato con il supporto di Microsoft Copilot. Alcuni contenuti sono stati sviluppati grazie alla collaborazione con l’assistente AI.
Il Caso Negreira riguarda i pagamenti effettuati dal FC Barcelona a José María Enríquez Negreira, vicepresidente del Comitato Tecnico Arbitrale (CTA) dal 1994 al 2018. Secondo l’Agenzia Tributaria spagnola, il Barça ha versato 8,4 milioni di euro a società riconducibili a Negreira tra il 2001 e il 2018.
🧩 Elementi chiave del caso
Durata dei pagamenti: 17 anni consecutivi.
Importo totale: 8,4 milioni di euro.
Documentazione carente: molti pagamenti privi di contratti formali o prove dei servizi resi.
Prelievi in contanti: circa il 28% del denaro veniva ritirato in contanti da Negreira o collaboratori.
Dichiarazione di Negreira: sosteneva che il Barça lo pagasse per garantire la neutralità arbitrale.
Versione del Barcellona: consulenze tecniche sugli arbitri, analisi comportamentali, report pre-partita.
🏛️ Situazione giudiziaria
1. Corruzione di pubblico ufficiale: Nel 2024 un tribunale ha stabilito che Negreira non era un pubblico ufficiale, quindi questo reato è stato escluso.
2. Corruzione sportiva: Rimane in piedi l’accusa di corruzione sportiva, che non richiede la prova di una partita truccata, ma la semplice esistenza di un rapporto economico potenzialmente idoneo a influenzare la competizione.
3. Altri reati contestati
amministrazione sleale
falsificazione di documenti
irregolarità fiscali
4. Condizione di Negreira: Negreira è affetto da Alzheimer avanzato, condizione che potrebbe renderlo non processabile.
🌍 Sviluppi recenti (2025–2026)
Il Real Madrid ha presentato alla UEFA un dossier di oltre 50.000 pagine, chiedendo di valutare sanzioni contro il Barcellona.
La UEFA ha confermato l’apertura di un procedimento disciplinare.
Alcuni club spagnoli hanno chiesto la revoca di titoli e l’esclusione del Barça dalle competizioni europee.
La Liga ha dichiarato che, per regolamento, non può retroattivamente penalizzare il club per fatti anteriori al 2018.
La giustizia ordinaria continua a indagare sui flussi di denaro e sulla natura dei servizi forniti.
🔥 Perché è considerato uno scandalo enorme
Coinvolge il vicepresidente degli arbitri, figura centrale per l’imparzialità del sistema.
I pagamenti sono sistematici e prolungati.
Mancano prove concrete dei servizi resi.
Il contesto crea un dubbio strutturale sull’integrità delle competizioni spagnole per quasi due decenni.
📌 Stato attuale (fine 2026)
Il procedimento penale è ancora aperto.
La UEFA sta valutando sanzioni sportive.
Negreira potrebbe essere escluso dal processo per motivi di salute.
Il Barcellona continua a negare qualsiasi intento corruttivo.
Nei guai il numero uno del club di Salah e il vice presidente della squadra di Italiano e Vlahovic. Ma anche il supervisore degli arbitri
Il calcio turco è alle prese con una nuova inchiesta che coinvolge dirigenti e vertici arbitrali. La Federazione calcistica nazionale (Tff) ha sospeso in via cautelare 448 dirigenti ed ex dirigenti di club, tra cui il presidente del Trabzonspor, Ertugrul Dogan, e il vicepresidente del Besiktas, Hakan Daltaban, nell’ambito di un’indagine sulle scommesse. Secondo la Federazione, gli interessati avrebbero piazzato scommesse durante il periodo in cui ricoprivano incarichi dirigenziali, nell’arco degli ultimi cinque anni. Tutti sono stati sottoposti alla commissione disciplinare. Stando ai media locali, circa 171 dei nomi presenti nell’elenco pubblicato mercoledì avrebbero ricoperto ruoli nelle società della Super Lig, la massima divisione turca. Dogan ha confermato di aver posseduto in passato un conto per le scommesse, sostenendo di averlo dichiarato alle autorità. “Queste società sponsorizzavano i club e organizzavano eventi di lancio. Nessuno pensava che questo potesse causare problemi. Se abbiamo commesso un errore, ci scusiamo, ma non abbiamo fatto nulla di sbagliato”, ha dichiarato all’emittente A Spor.
Gli arbitri – A rendere ancora più delicata la situazione è l’apertura di un procedimento distinto che ha portato all’arresto di sette persone, tra cui il responsabile dell’organismo che supervisiona gli arbitri turchi, il suo vice e altri cinque soggetti. A riferirlo è stato martedì il ministro della Giustizia Akın Gürlek, spiegando che l’indagine punta a fare luce su presunte irregolarità nelle procedure arbitrali. Ci sarebbero state possibili interferenze nelle designazioni degli arbitri, nei punteggi e nelle nomine, oltre che negli esami regolamentari. Le perquisizioni sono state effettuate nella mattinata di martedì nelle case e uffici delle persone coinvolte. “Continueremo con determinazione la lotta per un calcio pulito, per chiarire le accuse che minano la fiducia nel calcio turco, assicurare i responsabili alla giustizia e fare in modo che il calcio sia definito dall’impegno, dalla lotta e dalla sportività mostrati in campo“, ha concluso Gürlek. Al momento non è chiaro se gli arresti siano collegati alle precedenti indagini sulle scommesse e sulle presunte partite truccate. La stretta delle autorità si inserisce in un contesto di controlli sempre più serrati.
I precedenti – A novembre dello scorso anno la Tff aveva sospeso 149 arbitri e assistenti arbitrali e 1024 calciatori per il loro presunto coinvolgimento in uno scandalo legato alle scommesse nei campionati professionistici. A luglio, inoltre, 17 dirigenti di società calcistiche erano stati fermati nell’ambito di un’indagine più ampia su presunte scommesse illegali. Le istituzioni turche dichiarano di voler ripristinare la fiducia nel sistema calcistico nazionale.
Sul posto i vigili del fuoco, non risultano feriti
Un imponente incendio è divampato nel primo pomeriggio alla Deroma spa, azienda di laterizi di Malo (Vicenza), con un’alta colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza.
Le fiamme si sono propagate in un capannone e successivamente hanno innescato delle esplosioni. Sul posto sono giunti intorno alle ore 14.00 i Vigili del fuoco.
Le fiamme hanno interessato una parte del capannone, avvolgendo parte della struttura. Sul tetto dell’edificio sono presenti pannelli fotovoltaici. Le squadre dei pompieri sono impegnate nelle operazioni di spegnimento e contenimento dell’incendio, con l’obiettivo di evitare la propagazione delle fiamme al resto dello stabilimento. Sul posto squadre della centrale di Vicenza, dei distaccamenti di Thiene e Schio, con il supporto di una piattaforma tridimensionale giunta da Rovigo, un carro schiuma e un robot cingolato dal Comando di Padova, un’autopompa dal Comando di Verona, un’autobotte da Treviso e un’autobotte chilolitrica da Verona. Al momento non si segnalano persone coinvolte.
Dinanzi alle proteste e ai blocchi degli studenti in Francia, il premier francese, Sébastien Lecornu, presiederà un vertice interminsiteriale di crisi alle ore 13 al ministero dell’Interno a Parigi.
Gli studenti in rivolta da diversi giorni ai quattro angoli del Paese reclamano la sostituzione dei professori assenti e più mezzi per l’istruzione pubblica. Partita dalle scuole, la protesta si sta estendendo da oggi anche ai campus universitari. La mobilitazione studentesca è stata segnata da tensioni e violenze in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia.
Scontri a Pantin, alle porte di Parigi: il campus di Saint-Denis dell’Université Paris VIII, bloccato da questa mattina. A Nantes, riferiscono i media d’Oltralpe, il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio, a margine della mobilitazione dei giovani che reclamano più mezzi per l’Istruzione. Interrotti i trasporti pubblici e le forze dell’ordine sono attualmente sul posto. Secondo alcuni testimoni citati da Le Figaro, la polizia avrebbe fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. Dall’inizio delle proteste, 119 persone tra studenti e membri del personale hanno riportato ferite mentre sono 83 gli agenti feriti. L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti. Le indagini riguardano episodi avvenuti a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-L’Aumône (Val-d’Oise) e Tours, dove ieri un giovane è rimasto gravemente ferito alla testa ed è stato ricoverato in ospedale. Secondo il procuratore, le lesioni riportate sono “compatibili“ con un colpo di Lbd (lanciatore di proiettili di difesa) in dotazione alla polizia.
Situazione molto tesa a Marsiglia nel quadro delle proteste studentesche ai quattro angoli della Francia. In una nota trasmessa alla stampa, la Région Paca (Provence Alpes Cote d’Azur) denuncia violenti incidenti davanti al Lycée Victor Hugo di Marsiglia. Secondo l’autorità regionale, ‘‘il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina“. Sempre a Marsiglia, scrive Le Figaro, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry
Il club giallorosso attende il verdetto del Club Financial Control Body: possibile sanzione da e limitazioni alla rosa, mentre resta sullo sfondo il rischio esclusione dalle coppe nel 2027/28.
La Roma attende il giudizio della UEFA sui propri conti, dopo non aver rispettato il target di bilancio previsto dal settlement agreement siglato quattro anni fa con il massimo organismo calcistico europeo come conseguenza del mancato rispetto delle norme relative al Fair Play Finanziario. Il Club Financial Control Body dovrebbe pronunciarsi nel mese di novembre, con il club giallorosso che si prepara a una sanzione economica ma punta a evitare conseguenze più pesanti.
Il tema – secondo quanto riportato dall’edizione romana de La Repubblica – è stato affrontato anche nel corso dell’assemblea dei club europei a Copenaghen, dove il presidente della Roma Dan Friedkin ha avuto un breve colloquio con il numero uno della UEFA Aleksander Ceferin. Oltre al dossier relativo al nuovo stadio, che avrebbe raccolto apprezzamenti, il confronto ha riguardato anche la situazione economico-finanziaria del club.
Friedkin avrebbe illustrato le ragioni che hanno portato al mancato rispetto degli obiettivi concordati, ribadendo come il riequilibrio dei conti rappresenti uno dei punti centrali del progetto della proprietà. La Roma ha fatto leva sul percorso di risanamento intrapreso negli ultimi anni, con perdite progressivamente ridotte, e sulle prospettive di crescita dei ricavi, in particolare attraverso una futura partecipazione alla Champions League e la realizzazione del nuovo stadio.
Sul mancato raggiungimento del target avrebbe inciso anche la strategia seguita nel corso dell’ultimo mercato estivo. La società ha infatti scelto di assecondare le richieste di Gian Piero Gasperini, preservando il nucleo principale della rosa anziché ricorrere a operazioni in uscita prima della scadenza del 30 giugno.
Superato quel termine, i vertici giallorossi hanno intensificato i contatti con la UEFA nel tentativo di limitare le conseguenze della violazione. Lo scenario più probabile resta quello di una multa compresa tra 10 e 15 milioni di euro, alla quale potrebbe aggiungersi una limitazione nella composizione della rosa per le competizioni europee.
Non sarebbe tuttavia ancora del tutto escluso lo scenario più severo, quello di una possibile esclusione dalle coppe europee nella stagione 2027/28. Un’ipotesi che resta sullo sfondo, anche se dal confronto con Ceferin sarebbero arrivate rassicurazioni sulla possibilità di evitare la sanzione più pesante.
La donna è rimasta cosciente e ha continuato a respirare, alla fine è stata trasportata in ospedale. È stata condannata nel 1995 per l’omicidio di una sua compagna di studi, avvenuto quando aveva 18 anni
La condannata a morte Christa Pike e l’ultima lettera che ha scritto
Roma, 1 ottobre 2026 – “È fallita” l’esecuzione della pena capitale diChrista Pikenel braccio della morte di un penitenziario del Tennessee. Lo rendono noto i suoi avvocati, spiegando che la donna è sopravvissuta a ben due iniezioni letali ed è stata portata in ospedale per ricevere cure. I legali hanno denunciato “le difficoltà nel trovare una vena, le vene collassate, il pentobarbital deteriorato e nessuna assistenza medica d’emergenza disponibile quando inevitabilmente qualcosa va storto“. “Il tutto nell’ambito di un protocollo che continua a essere avvolto nel segreto“, hanno dichiarato. Il governatore repubblicano Bill Lee ha ordinato un’indagine indipendente e sospeso le altre esecuzioni previste nello Stato per il resto dell’anno.
I tentativi di fermare l’esecuzione e le due iniezioni – La vicenda si è sviluppata nell’arco di un’intera giornata, con un incredibile serie di colpi di scena. L’esecuzione, inizialmente prevista alle 10 del mattino (ora locale), era stata sospesa poco prima da una corte federale d’appello, che aveva chiesto tempo per esaminare un nuovo ricorso della difesa. Il Tennessee si è però rivolto alla Corte suprema degli Stati uniti, che alcune ore dopo ha annullato lo stop e autorizzato lo Stato a procedere.
Christa Pike
La procedura è quindi iniziata in serata, verso le 19, nel carcere di massima sicurezza Riverbend di Nashville. Secondo i giornalisti ammessi come testimoni, la donna è rimasta sveglia, ha parlato e cantato con la sua guida spirituale dopo l’inizio della somministrazione del farmaco e, dopo la prima dose, ha continuato a muoversi e a respirare in modo udibile. Alle 19.27 Pike era legata al lettino ma ancora cosciente. A un certo punto ha sollevato la testa e ha chiesto agli agenti se fosse normale ciò che sentiva a un braccio.
L’omicidio a 18 anni e la condanna a morte – L‘esecuzione di Pike, che oggi ha 50 anni, avrebbe dovuto essere la 30esima dall’inizio dell’anno negli Stati Uniti, 16 delle quali sono avvenute in Florida (sud-est). Tutte sono state eseguite mediante iniezione letale. Lunedì, il governatore Lee aveva respinto le richieste di commutazione della pena, nonostante gli appelli di numerose organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International.
La donna è stata condannata a morte per l’omicidio, commesso nel 1995, di Colleen Slemmer, 19 anni, una sua compagna nel programma di formazione professionale Job Corps di Knoxville. Pike aveva allora 18 anni. Il delitto era legato a una rivalità sentimentale. I suoi due complici, anch’essi adolescenti – il suo fidanzato dell’epoca, 17 anni, e un’altra ragazza di 18 anni – hanno evitato la pena di morte. Il primo è stato condannato all’ergastolo, mentre la seconda ha ricevuto una pena sospesa in cambio della sua testimonianza contro gli altri due.
Sono aumentati del 76% i casi secondo il ministero della Salute di Parigi. Il fenomeno registrato dai medici francesi poco prima della campagna di vaccinazione
In Francia c’è un’anomalo aumento di casi di Sars-Cov 2 a pochi giorni dalla campagna vaccinale che avrà inizio il prossimo 13 ottobre. Come scrive l’Adnkronos, nel Paese i consulti medici perCovidsono aumentati del 76% in una settimana nel Paese secondo i dati del ministero della Salute citati dalla stampa francese.
Quali sono i sintomi – Un paziente su cinque di coloro che arrivano negli ambulatori per farsi visitare presenta sintomi respiratori classici dell’infezione virale: febbre sopra ai 38 gradi e mal di testa. Sintomi che sono difficili da differenziare senza i test, mentre la sanità pubblica continua la sorveglianza e il monitoraggio delle varianti. Nel Paese la campagna vaccinale comincerà in contemporanea con l’antinfluenzale il 15 ottobre. Più tardi rispetto all’Italia dove partirà già da inizio mese.
Cosa fare per prevenire la malattia – Le organizzazioni dei medici francesi ricordano l’importanza delle misure di protezione individuale, dell’uso della mascherina, del lavaggio delle mani, della vaccinazione per le persone a rischio. Tra le categorie che godono di priorità nel sistema sanitario francese ci sono le donne in gravidanza, i pazienti asmatici, quelli affetti da Bpco, da patologie cardiache, da diabete, da problemi renali o immunodeficienti.
Il critico d’arte Vittorio Sgarbi, 74 anni, è ricoverato al policlinico Agostino Gemelli in terapia intensiva e sarebbe in gravi condizioni. Al momento non sono noti i motivi del ricovero, confermato dalla struttura ospedaliera.
Nel marzo dello scorso anno era già stato al Gemelli per curare una profonda sindrome depressiva che lo ha portato a periodi di isolamento, a una marcata perdita di peso e al rifiuto di alimentarsi.
Lo scorso febbraio il critico d’arte è riapparso in pubblico alla Certosa di Ferrara, visibilmente debilitato fisicamente, con passo incerto e volto piuttosto provato, accompagnato dall’inseparabile compagna Sabrina Colle.
L’8 maggio Sgarbi ha festeggiato il 74esimo compleanno a Venezia e tra i primi a fargli gli auguri è stato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che lo ha ricevuto nella sede della Fondazione, a Cà Giustinian.
Negli ultimi mesi il critico è stato al centro di unabattaglia giudiziaria avviata dalla figlia Evelina, che ha presentato un’istanza al tribunale civile di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno per il padre, sostenendo che Sgarbi non sia più in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi.
All’inizio di quest’anno si è parlato di lui anche dopol’assoluzione dall’accusa di riciclaggio nel caso del quadro ‘La cattura di San Pietro‘ di Rutilio Manetti.
Riunione del cda: approvati i conti della scorsa stagione, sarà proposta all’assemblea una manovra di rafforzamento patrimoniale
La Juventus ha chiuso con una perdita di 66 milioni il bilancio 2025-26.I conti sono stati approvati oggi dal cda bianconero, che ha anche deciso di proporre all’assemblea degli azionisti del 3 novembre un aumento di capitale da 250 milioni, “a sostegno del rafforzamento della struttura patrimoniale e della competitività sportiva, di possibili upgrade degli asset immobiliari strategici (in primis, l’Allianz Stadium), della valorizzazione del brand e della sostenibilità economico-finanziaria“. Il socio di maggioranza Exor ha già fatto sapere che coprirà la quota di sua competenza e che effettuerà immediatamente un versamento a titolo di anticipo di 60 milioni.
Dettagli – Si tratta del nono esercizio consecutivo in rosso. Nel 2024-25 il deficit era stato di 58 milioni, nella scorsa stagione il risultato negativo era ampiamente atteso. Comunque, i costi operativi sono scesi di 42 milioni, senza tagliare gli investimenti per la competitività sportiva, mentre i ricavi da sponsorizzazioni sono tornati stabili sopra 120 milioni e la struttura del debito è più equilibrata, grazie al bond di 150 milioni a 12 anni. In ogni caso, il piano aziendale è stato aggiornato: le previsioni indicano – soprattutto per effetto della mancata partecipazione alla Champions League nella stagione in corso – un risultato ancora negativo per l’esercizio 2026-27 e un progressivo miglioramento nei due esercizi successivi.
I fatti contestati riguardano le stagioni tra il 2009 e il 2018. Al club attribuita anche la responsabilità per la maggior parte delle accuse relative alla mancata collaborazione
Con una nota ufficiale, la Premier League ha confermato che il Manchester City è stato giudicato colpevole da una commissione indipendente di tutte le accuse relative alle “gravi violazioni delle norme finanziarie” della Lega nelle 9 stagioni tra 2009 e 2018, nonché della maggior parte delle accuse relative alla mancata collaborazione con l’indagine. Il club ha immediatamente annunciato il ricorso, dicendosi “deluso e sorpreso” e ritenendo che “il giudizio contenga evidenti errori sostanziali“.
Le motivazioni della Premier League – “La Commissione indipendente ha riscontrato che tra le stagioni 2009/10 e 2017/18: – Il Manchester City ha stipulato contratti fittizi (che falsificavano il vero accordo tra le parti) con diversi partner commerciali, e si è avvalso di accordi fittizi anche con altri, per gonfiare artificialmente i ricavi del club e ridurne i costi. Il club ha presentato bilanci falsificati e ha nascosto la reale situazione finanziaria ai revisori dei conti e agli organi di controllo del calcio.Il Manchester City ha violato in modo significativo i limiti di spesa imposti sia dalla Premier League che dalla Uefa. Durante l’indagine della Premier League, il Manchester City ha commesso molteplici violazioni dei suoi obblighi di cooperazione e di massima buona fede nei confronti della Lega (tre delle quattro presunte violazioni sono state confermate)”. Il comunicato prosegue dicendo che “la Commissione indipendente ha riscontrato che il Manchester City ha stipulato accordi commerciali fittizi con diversi sponsor durante il periodo in esame, nell’ambito di un sistema di finanziamento mascherato, in base al quale tali aziende erano tenute a pagare solo una parte dei relativi canoni di sponsorizzazione. La parte restante è stata finanziata da Abu Dhabi United Group Investment & Development Ltd (ADUG), proprietaria del club. Nell’ambito del piano, sono stati stipulati ulteriori accordi fittizi, finanziati da ADUG, per consentire al club di registrare spese operative inferiori a quelle effettivamente sostenute, nonché un accordo circolare fittizio con Fordham, un’entità che ha acquistato i diritti d’immagine dei giocatori del club, finanziato da ADUG. È emerso che lo scopo di questi schemi era quello di gonfiare artificialmente i ricavi del club e ridurne i costi di oltre 900 milioni di sterline durante il periodo in questione, al fine di apparire in regola con le normative finanziarie. La conseguenza di ciò, come accertato dalla Commissione, è stata che il club ha presentato bilanci falsificati e ha nascosto la vera situazione finanziaria ai revisori dei conti e agli organi di controllo del calcio“.
Secondo le conclusioni della commissione, “con la sua condotta, il club intendeva chiaramente eludere il regolamento della Premier League“. Secondo l’ad della Premier League, Richard Masters, la commissione stabilisce che “il club ha sistematicamente violato le regole della Premier League per quasi un decennio e quindi giustifica la decisione della Premier di perseguire questo caso contro il Manchester City”.
La nota del Manchester City – “Il Club è estraneo alle accuse mosse dalla Premier League ed esiste una documentazione corposa e inconfutabile a supporto di tutte le posizioni assunte in relazione a questo caso – ha comunucato il City attraverso una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito -. La società sarà pertanto fermamente determinata, e laddove necessario proattiva, in qualsiasi sede legale competente“.
Il club poi precisa: “Il procedimento della Premier League è ancora in corso e presenta elementi significativi non ancora conclusi. Il Manchester City FC percorrerà ora le vie di ricorso a sua disposizione, sulla base del fatto che la decisione contiene evidenti errori di diritto. Il Club ha rispettato con diligenza il giusto processo per otto anni, pensando che la Premier League agisse come un organo di regolamentazione indipendente, neutrale ed equo, esente da condizionamenti di parte. La società è chiaramente limitata in ciò che potrà ulteriormente dichiarare fino al termine di tutti i futuri procedimenti“.
È stata una delle peggiori violazioni di informazioni governative mai avvenute negli Usa. “Non è un’estorsione”, garantisce il gruppo criminale. Ma gli esperti assicurano: “Ci saranno persone disposte a pagare un prezzo elevato per questi dati”. Chi sono i cyber criminali che hanno forzato il portale
Gli hacker di ShinyHunters hanno violato il sito dell’Fbi
Washington, 29 settembre 2026 – È stato un attacco hacker senza precedenti quello messo in atto contro i sistemi informatici delll’Fbi. Il gruppo criminaleShinyHunters ha rivendicato il furto di un’ingente quantità di dati dell’agenzia: dai documenti degli incarichi lavorativi a indirizzi e numeri di previdenza sociale degli attuali funzionari.
Il bureau è nel caos. Un ex agente Fbi ha definito l’attacco informatico una “miniera d’oro per i servizi di intelligence stranieri”, sollevando preoccupazioni per la sicurezza del personale dell’agenzia. E uno dei due vicedirettori, Andrew Bailey, ha annunciato che lascerà il suo incarico dopo appena un anno.
Gli hackerhanno negato di aver chiesto un riscatto all’Fbi, assicurando di non avere intenzione (al momento)di divulgare i dati sensibili, ma gli esperti temono il contrario. “Non ci si può fidare di loro. Ci saranno persone disposte a pagare un prezzo elevato per questi dati”, ha dichiarato a CBC New il ricercatore Ian Lin, ethical hacker e responsabile della ricerca e sviluppo di Packetlabs, un’azienda di cybersecurity canadese specializzata in test di penetrazione.
Il bottino d’oro: tra i 2 e i 3 terabyte di dati – ShinyHunters ha condiviso con alcuni giornalisti un foglio di calcolo contenente 5.000 righe di dati dell’FBI sottratti illecitamente, affermando che il campione rappresenta solo una piccola parte di un bottino complessivo stimato tra i due e i tre terabyte.
Il campione includeva nomi, indirizzi, numeri di telefono, date di nascita, numeri di previdenza sociale e recapiti di emergenza di quelli che, a detta del gruppo, erano migliaia di dipendenti dell’FBI.
Quando CBC News ha chiesto agli hacker di ShinyHunters se avessero adottato misure per impedire che i dati condivisi venissero diffusi da altre fonti, il rappresentante ha dichiarato di “non poter garantire” cosa ne sarebbe stato di quei campioni: “La cosa sfugge al nostro controllo e alcuni giornalisti hanno tradito la nostra fiducia”.
Una delle peggiori violazioni mai avvenute – A una settimana dall’incursione informatica, l’Fbi ha ammesso che, in quella che viene descritta come “una delle peggiori violazioni di informazioni governative” mai avvenuta negli Usa, sono stati rubati i dati di decine di migliaia di attuali ed ex dipendenti.
In un comunicato diffuso ieri, l’Fbi ha assicurato che nel quartier generale di Washington si sta “lavorando senza sosta per indagare l’attacco hacker che ha colpito il sito Fbijobs.gov”, sottolineando che il bureau si è messo “in contatto con chiunque possa essere stato coinvolto, anche con diverse comunicazioni a tutto il bureau, nelle 24 ore successive” alla rivendicazione del gruppo hacker.
La violazione rappresenterebbe una grave falla nella sicurezza di un’agenzia governativa incaricata proprio di indagare sulle minacce informatiche. Gli agenti temono che i dati dei circa 37 mila dipendenti dell’Fbi possano essere finiti nelle mani di servizi di intelligence stranieri o organizzazioni criminali.
Una interna dell’Fbi conferma il furto di dati – Secondo tre persone a conoscenza della comunicazione interna, martedì l’Fbi ha inviato agli agenti una nota sulle affermazioni del gruppo, invitando il personale ad adottare misure per proteggere i propri dati personali. Nella mail inviata internamente e citata dal New York Times, i vertici dell’Fbi hanno confermato l’attacco hacker e ammesso che sono stati rubati i dati personali – tra i quali indirizzi, numero di previdenza sociale e persino incarichi segreti – di moltissimi dipendenti, forse addirittura tutti. “Noi stiamo lavorando partendo dal presupposto che l’attore della minaccia stia anche esfiltrando le informazioni personali di tutti i dipendenti dell’Fbi”, si legge nella mail.
Nella missiva interna, l’Fbi ha esortato i suoi dipendenti ad essere particolarmente vigili sia al lavoro che a casa, e a riportare contatti non sollecitati o minacce, evitare di rispondere a chiamate da numeri sconosciuti e di registrare delle segreterie telefoniche con voci generate con l’intelligenza artificiale.
“Il bureau rimane impegnato a difendere la vostra sicurezza e della vostra famiglia”, si legge ancora nella mail in cui si preannunciano briefing virtuali con i dipendenti alcuni dei quali, subito dopo l’annuncio dell’attacco da parte degli hacker, avevano espresso ai media preoccupazione per le eventuali conseguenze per loro e i loro familiari.
Chi sono gli hacker di ShinyHunters – ShinyHunters è un noto gruppo di cybercriminali e hacker di tipo black-hat(furti di dati con intenzioni dannose) attivo dal 2019 e specializzato in violazioni di dati su vasta scala (data breach), estorsioni e furto di informazioni sensibili. In questi anni, ShinyHunters è stato collegato a decine di attacchi informatici ai danni di grandi aziende e istituzioni.
Solitamente, il gruppo chiede un riscatto in cambio della mancata divulgazione di dati sensibili, ma in questo caso hanno ribadito con fermezza che non era quella la loro intenzione.
“Non è un’estorsione, ma una lotta alla disinformazione dell’Fbi” – Come prova dell’intrusione, ShinyHunters avrebbe fornito al sito specializzato ‘404 Media’ un campione contenente dati identificativi relativi a circa 5mila dipendenti dell’Fbi. La testata ha riferito di aver verificato che alcune informazioni corrispondevano a quelle di agenti noti, confrontandole con banche dati pubbliche e precedenti fughe di notizie riguardanti il personale del Bureau.
“Il motivo per cui abbiamo ribadito più volte che non si tratta di estorsione è che, fin dall’inizio, avevamo deciso di non pubblicare mai questi dati. Non abbiamo mai avuto l’intenzione né il piano di farlo”, si legge in una dichiarazione diffusa alla stampa statunitense.
Il gruppo ha riferito a CBC News che l’attacco all’FBI rientrava in una campagna volta a “combattere la disinformazione” sulle tattiche dell’intelligence Usa.
Il vicedirettore dell’Fbi si dimette – Dopo circa un anno, uno dei vice del direttore dell’Fbi ha deciso di lasciare il suo incarico. Si tratta di Andrew Bailey, che in un post su X ha spiegato di dovere spendere più tempo con la sua famiglia. Questo accade mentre l’Fbi diretta da Kash Patel resta nel caos. “Sono sicuro che il direttore Patel continuerà a riformare l’Fbi, combattere il crimine violento, difendere il paese, garantire una forte responsabilità organizzativa e ripristinare la fiducia del pubblico in questa istituzione d’eccellenza”, ha detto Bailey nel post.
Le dimissioni di colui che fu scelto nell’agosto 2025 dal presidente Donald Trump per lavorare come co-vicedirettore dell’Fbi, un ruolo mai prima condiviso da due persone, arrivano mentre l’Fbi è stato oggetto di licenziamenti e uscite di centinaia di agenti e un cambio netto di priorità: da questioni di sicurezza nazionale a crimini violenti e immigrazione. Inoltre, l’Fbi ha recentemente allentato alcuni dei suoi standard di assunzione nel tentativo di aumentare il reclutamento.
Penetrato il portale delle assunzioni – Il collettivo di estorsori digitali ha affermato di essere penetrato nel portale per le assunzioni dell’Fbi e di aver ottenuto informazioni su “quasi tutti gli agenti dell’Fbi e sulle persone che hanno presentato una candidatura per un posto di lavoro” nell’agenzia. L‘Fbi ha dichiarato di essere “a conoscenza” della rivendicazione, precisando tuttavia che “il punto in cui è avvenuta la violazione non è ancora stato determinato”.
Gli investigatori stanno cercando di accertare se gli hacker abbiano compromesso un sistema informatico di soggetto terzi utilizzato per gestire il portale FbiJobs.gov oppure siano riusciti a penetrare direttamente nei sistemi dell’agenzia. “Stiamo indagando attivamente e con la massima determinazione e lavoriamo a stretto contatto con i fornitori esterni che supportano FbiJobs.gov per ridurre qualsiasi rischio”, ha fatto sapere il Bureau.
I motivi dell’attacco – In un messaggio indirizzato al direttore dell’Fbi, Kash Patel, e al responsabile della divisione informatica, ShinyHunters ha sostenuto che l’attacco costituisce una rappresaglia contro un avviso pubblico diffuso dall’agenzia a maggio, nel quale il gruppo veniva indicato come una minaccia. L’Fbi lo aveva accusato di prendere di mira grandi aziende tecnologiche, finanziarie e commerciali, sottraendo spesso milioni di dati dei clienti.
L’allerta era stata pubblicata dopo che il Bureau aveva attribuito al collettivo l’attacco contro la piattaforma didattica Canvas, che aveva temporaneamente interrotto il servizio per migliaia di scuole e università negli Stati Uniti. ShinyHunters ha assicurato che il presunto attacco contro l’Fbi non avrebbe motivazioni economiche.
“Siamo stati gravemente offesi”, ha scritto il gruppo, concedendo all’agenzia una settimana per modificare o rimuovere l’avviso. Non è stato precisato quali iniziative potrebbero essere intraprese in caso di rifiuto.
Alessandro Cotta, della sezione Aia di Ercolano (Napoli), ha riportato una ferita alla tempia e nove giorni di prognosi. “Questo non è sport, ma scenderò di nuovo in campo non appena mi rimetterò”, ha detto. I carabinieri stanno analizzando i video della sassaiola per identificare i responsabili
L’arbitro colpito con i giocatori intorno. Screenshot dal video della diretta web dell’incontro trasmessa da LaccoAmenotv
Alessandro Cotta, 19enne della sezione Aia di Ercolano (Napoli), è il giovane arbitro colpito alla testa da una pietra durante la partita tra Lacco Ameno e Real San Giovanni Frattaminore, valida per la prima giornata del campionato di calcio di prima categoria. A due giorni dall’episodio emergono nuovi particolari su quanto accaduto nel concitato finale della gara allo stadio Vincenzo Patalanosull’isola di Ischia. Adesso foto e filmati, compresi quelli realizzati dagli spettatori e le immagini delle televisioni, sono al vaglio degli investigatori per provare a identificare i responsabili dei lanci. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Ischia.
L’Aia è l’associazione italiana arbitri, la componente della Federazione italiana gioco calcio (Figc) che si occupa del reclutamento, della formazione e della gestione tecnica, associativa e disciplinare degli arbitri di calcio italiani.
Pietre e oggetti lanciati in campo – Il Real Frattaminore era avanti per 1-0 quando, nei minuti conclusivi dell’incontro, la tensione è salita. Dopo momenti concitati sul terreno di gioco sarebbero stati lanciati diversi oggetti e pietre verso il campo. Una di queste ha raggiunto l’arbitro Cotta alla testa. Nelle immagini diffuse nelle ore successive si vede il direttore di gara portarsi una mano al capo e tentare comunque di riportare la calma prima della definitiva interruzione dell’incontro. Il giovane arbitro si tiene il volto, mentre i giocatori gli si avvicinano per soccorrerlo.
Il giovane arbitro è stato poi medicato per la ferita alla tempia. Gli sono stati applicati punti di sutura e la prognosi indicata è di nove giorni. “Questo non è sport, ma scenderò di nuovo in campo non appena mi rimetterò“, ha detto Alessandro Cottaintervistatodal Tgr Rai Campania.
I video per individuare i responsabili – Il lavoro degli investigatori si concentra adesso sui filmati disponibili per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare chi abbia materialmente lanciato le pietre. Già nelle ore immediatamente successive alla partita il Real San Giovanni Frattaminore aveva denunciato un“finale di gara macchiato dalla violenza“, spiegando che i propri tesserati erano stati costretti a lasciare il campo scortati dalle forze dell’ordine.
Durissima anche la presa di posizione del Lacco Ameno, che aveva definito il lancio della pietra “un atto inqualificabile e criminale“, annunciando la piena collaborazione con le forze dell’ordine per identificare i responsabili ed estrometterli dallo stadio. Sulla vicenda dovrà pronunciarsi anche il giudice sportivo. Le decisioni sono attese nei prossimi giorni.
Il sisma è stato percepito chiaramente soprattutto ai piani alti degli edifici, con diverse segnalazioni sui social da parte dei cittadini
L’epicentro (foto Ingv)
Scossa di terremoto avvertita a Rimini alle 12.03 di oggi, domenica. Il sisma, di magnitudo 3.2, è stato registrato con epicentro al largo della costa riminese. Secondo i dati dell’Ingv, la scossa è avvenuta a una profondità di 8 chilometri, con coordinate geografiche 44.0818 di latitudine e 12.6350 di longitudine. Il terremoto è stato avvertito chiaramente soprattutto ai piani alti degli edifici un po’ in tutto il riminese.
“Al momento non sono stati riscontrati danni a persone e cose – conferma il sindaco Jamil Sadegholvaad -. A titolo precauzionale, con la collaborazione della società Anthea, abbiamo già avviato le verifiche sugli edifici comunali, a partire ovviamente dalle scuole, che proseguiranno anche nella giornata di domani. Al momento non sussistono situazioni di criticità”.
Benjamin Satterley, conosciuto nel wrestling mondiale come PAC, è scomparso nella giornata di ieri all’età di 40 anni.
Benjamin Satterley, che in WWE ha gareggiato con il nome di Adrian Neville, durante WrestleMania 33 a Orlando, in Florida, nel 2017. Satterley, noto come PAC nella All Elite Wrestling e in altre federazioni, è morto all’età di 40 anni; lo ha annunciato la AEW domenica. Stephen M. Dowell / Orlando Sentinel via Getty Images
PAC è morto all’età di 40 anni. La AEW ha annunciato nella serata di domenica la scomparsa di Benjamin Satterley, wrestler britannico che aveva conquistato WWE e AEW dopo essersi fatto un nome nel circuito indipendente.
La notizia mette fine a una carriera iniziata nel 2004 e che aveva portato Satterley da Newcastle upon Tyne alle principali federazioni di wrestling di tutto il mondo. Era diventato noto per il suo stile aereo esplosivo, per i suoi regni titolati e per un modo di combattere che gli permetteva di distinguersi sia come PAC che come Adrian Neville in WWE.
La AEW ha condiviso l’annuncio sul proprio account ufficiale X, ricordando Satterley come un performer capace di conquistare i fan di tutto il mondo. La compagnia ha inoltre espresso le proprie condoglianze alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi sostenitori.
L’annuncio della AEW – “All Elite Wrestling è addolorata nell’annunciare la scomparsa di Benjamin Satterley, conosciuto come Pac. Originario di Newcastle upon Tyne, in Inghilterra, Satterley ha iniziato la sua carriera nel wrestling nel 2004 e ha poi combattuto per organizzazioni di wrestling in tutto il mondo, conquistando i fan con mosse aeree innovative e una straordinaria abilità sul ring. Pac ha firmato con All Elite Wrestling nel 2019 e ha conquistato diversi titoli AEW, prendendo parte ad alcuni degli incontri più memorabili nella storia della AEW. Le nostre condoglianze vanno alla famiglia, agli amici e ai fan di Satterley.”
Una carriera internazionale – Satterley aveva iniziato la sua carriera nel wrestling britannico nel 2004, maturando esperienza nel circuito indipendente prima di portare il proprio talento all’estero. Aveva combattuto in Giappone per Dragon Gate e negli Stati Uniti per federazioni come Pro Wrestling Guerrilla e Chikara, facendosi conoscere per la velocità, gli attacchi aerei e la disponibilità a correre rischi che pochi altri erano in grado di affrontare.
Quegli anni avevano contribuito a trasformare PAC in un nome internazionale, prima che arrivasse la chiamata dellaWWE. Satterley aveva firmato con la compagnia nel 2012 ed era stato presentato al pubblico di NXT come Adrian Neville, con il soprannome “The Man That Gravity Forgot” che rappresentava perfettamente un wrestler il cui stile sembrava spesso sfidare le leggi della gravità.
I successi in WWE – Neville aveva scritto la storia già nelle prime fasi della sua esperienza a NXT, conquistando per primo gli NXT Tag Team Championship della storia della federazione insieme a Oliver Grey. In seguito era arrivato al vertice della divisione singola, sconfiggendo Bo Dallas per conquistare l’NXT Championship nel 2014 e mantenendo il titolo fino alla sconfitta contro Sami Zayn a NXT TakeOver:R Evolution.
Quel regno aveva portato Neville al centro della scena di NXT in un periodo nel quale il brand stava costruendo la propria reputazione come fucina di talenti capaci di esibirsi davanti a un pubblico particolarmente appassionato. I suoi incontri con Zayn erano diventati una parte importante di quella fase, con l’atletismo di Neville e la storia da underdog di Zayn a dare vita a una rivalità molto apprezzata dai fan.
Neville ha debuttato nel main roster WWE nel 2015 e successivamente era entrato nella divisione dei cruiserweight, rilanciata dalla compagnia. Nel 2017 conquista il WWE Cruiserweight Championship, diventando uno dei nomi simbolo della divisione e dando al proprio personaggio un lato più aggressivo, senza rinunciare allo stile aereo che lo aveva reso famoso.
Dopo la sua esperienza in WWE, Satterley era tornato a utilizzare il nome PAC e aveva firmato con la AEW nel 2019. Il suo arrivo aveva portato nella neo-nata compagnia una star internazionale già affermata, rapidamente diventata protagonista di importanti incontri e storyline mentre la AEW ampliava il proprio roster.
La carriera in AEW – PAC aveva conquistato il primo AEW All Atlantic Championship nel 2022, titolo successivamente rinominato International Championship. Aveva inoltre vinto l’AEW World Trios Championship insieme a Penta e Rey Fénix nei DeathTriangle, una stable diventata una delle squadre più riconoscibili della AEW.
Il regno dei Death Triangle aveva incluso una prestigiosa serie al meglio delle sette contro The Elite, con le due squadre capaci di alternarsi nelle vittorie prima che The Elite conquistassero definitivamente i titoli Trios. PAC aveva inoltre disputato importanti incontri in singolo, tra cui il match molto apprezzato contro Kenny Omega a AEW All Out nel 2019, contribuendo a consolidare quel tipo di sfida fisica e ad alta velocità che i fan avevano imparato ad aspettarsi da lui.
La sua carriera si è conclusa come membro dei DeathRiders, da anni una delle fazioni più importanti della AEW e del wrestling mondiale. Il suo ultimo match è stato all’evento AEW All Out 2026, contro Andrade ElIdolo, solamente il giorno prima della sua scomparsa. Una casualità che assume un senso più lieve, essendo All Out diventato uno degli eventi annuali più distintivi della sua carriera.
Tra WWE e AEW, Satterley aveva dimostrato di sapersi adattare senza perdere le caratteristiche che lo rendevano unico. Il personaggio di Neville gli aveva permesso di diventare campione in WWE, mentre il carattere più duro e intenso di PAC si era adattato alle rivalità e alle sfide titolate che avevano caratterizzato la sua esperienza in AEW.
Per alcuni, era “The B*“; per altri, “L’uomo di cui la gravità si è dimenticato“, anche se però, il mondo del wrestling, non si scorderà mai di “PAC” Benjamin Satterley.
Lingua originale: inglese All Elite Wrestling è addolorata nell’annunciare la morte di Benjamin Satterley, noto come Pac. Nato a Newcastle upon Tyne, in Inghilterra, Satterley ha iniziato la sua carriera nel wrestling nel 2004 e ha continuato a esibirsi per organizzazioni di wrestling in tutto il mondo, catturando i fan con mosse aeree innovative e un’abilità incredibile sul ring. Pac ha firmato con All Elite Wrestling nel 2019 e ha detenuto più Campionati AEW e ha competuto in alcune delle partite più memorabili della storia AEW. Le nostre condoglianze vanno alla famiglia, agli amici e ai fan di Satterley.
All Elite Wrestling is saddened to announce the passing of Benjamin Satterley, aka Pac. A native of Newcastle upon Tyne, England, Satterley began his wrestling career in 2004 and went on to perform for wrestling organizations all over the world, captivating fans with innovative… pic.twitter.com/uqzO371t2V
NWA – RICORDANDO ‘PAC’ BENJAMIN SATTERLEY L’Alliance Nazionale di Lotta Libera è addolorita nel notare la scomparsa di Benjamin Satterley, conosciuto nei pugili del mondo come PAC. Dal suo primo successo in Inghilterra nativa fino ai fan del mondo, la capacità di lottatore e le sue alte capacità di lancio lo hanno reso una sensazione globale. Uno dei migliori peso pesi del sport, PAC ha rivendicato i titoli ovunque si sia competito. Unisciti all’Alliance Nazionale di Lotta Libera e al resto della lotta libera per inviare i nostri più sentiti auguri alla famiglia, agli amici e ai fan di Benjamin “PAC” Satterley, un pugile che ha aperto la strada e la cui carriera e la sua eredità saranno ispirazione per le prossime generazioni.
Il consigliere comunale Giungi pubblica la foto dell’opera danneggiata
Il murales di Baresi – (foto Instagram)
Un murales dedicato a Franco Baresi, lo storico capitano del Milan scomparso recentemente, è stato vandalizzato a Milano. L’immagine del numero 6 del Milan è stata deturpata con una vernice spray sul volto e sulla maglia rossonera. “Vandalizzare un murales che ricorda Franco Baresi è un gesto così vile e miserrimo che mi fa provare una profonda pena per l’autore di una simile vergogna“, scrive sui social il consigliere comunale milanese Alessandro Giungi, che posta una foto del murales in piazza Gino Valle, non lontano dalla sede del club. Tra i commenti, anche quello di Lucas Streetart, autore del murales: “Vedere il mio paste-up così danneggiato mi porta un dispiacere enorme. Non per quello che ho realizzato ma per la persona che rappresentava e per tutte le persone che vedendolo si sono emozionate“, scrive l’artista.