Fuorigioco automatico, la Fifa vuole introdurlo già ai Mondiali 2022: cos’è e come funziona


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_aprile_12/fuorigioco-automatico-fifa-vuole-introdurlo-gia-mondiali-2022-cos-e-come-funziona-ca95ec10-9b8d-11eb-a4a1-866c33c02647.shtml

Il sistema consentirebbe ai guardalinee di ricevere il segnale di offside in tempo reale sull’orologio (sul modello della goal line technology). L’Ifab però non darà il via libera prima dello svolgimento di adeguati test ufficiali. E non è l’unica novità all’orizzonte

Se da un lato la Varil sistema di video assistenza arbitrale introdotto anche in Italia a partire dalla stagione 2017-2018, ha avuto il merito di ridurre gli errori decisivi dei direttori di gara, dall’altro ha notevolmente allungato le tempistiche di valutazione degli episodi dubbi. In alcuni frangenti ciò è inevitabile: il giudizio umano sarà sempre imprescindibile, per esempio, nell’esame dei contrasti da calcio di rigore. In altri, invece, un ulteriore ricorso alla tecnologia potrebbe non solo velocizzare le cose, ma anche assicurare la correttezza della decisione finale. È il caso del fuorigioco, un’infrazione che non lascia spazio a interpretazioni. Per quanto a volte millimetrico, è infatti valutabile secondo oggettivi criteri geografici: o si è o non si è oltre la linea dei difensori. Ciononostante, come dichiarato al canale ufficiale della Fifa da Arsène Wenger, storico tecnico dell’Arsenal oggi Chief of Global Football Development del massimo organismo del calcio mondiale, «in media bisogna attendere circa 70 secondi, talvolta 80, altre ancora più lungo prima che gli assistenti al Var valutino una posizione». Il che determina «troppi festeggiamenti cancellati per via di situazioni al margine». Per questo ai Mondiali 2022 potrebbe essere introdotto un sistema di rilevazione automatico in grado di risolvere il problema una volta per tutte.

Due tipologie – Che la Fifa fosse alla ricerca di soluzioni utili in tal senso era apparso chiaro già al Mondiale per club 2019, quando debuttarono le prime sperimentazioni dietro le quinte di genere «semi-automated» (poi proseguite nelle edizioni 2020 e 2021). Obiettivo: abilitare gli assistenti in sala Var a ricevere il segnale di specifici software Gps (tra cui lo svedese Tracab) per essere informati, pressoché in tempo reale e senza muovere un dito, dell’eventuale irregolarità della posizione degli attaccanti. Il reale intento di Wenger in vista della competizione che si svolgerà in Qatar è tuttavia quello di introdurre il sistema «full-automated». La differenza? L’arrivo del segnale di offside direttamente sull’orologio dei guardalinee (analogamente a quanto accade con quello dell’arbitro quando interviene la goal line technology). In questo modo ogni alzata – o mancata alzata – di bandierina non dovrà più passare al vaglio della room, così da eliminare un grado di controllo solitamente prolungato. Importante però sottolineare come ciò non cancellerebbe del tutto la discrezionalità degli assistenti di linea. Continuerebbero infatti ad avere il compito, con l’ausilio dei colleghi al Var, di valutare la natura attiva o passiva dei fuorigioco.

Il tempo stringe – Wenger sembra non avere dubbi: «Credo che il sistema del fuorigioco automatico sarà pronto per il 2022». Una previsione forse troppo ottimistica, considerato che a differenza del «semi» non è stato ancora mai sperimentato in alcun incontro ufficiale. Allo stato attuale, dunque, l’Ifab (l’organo legislativo del calcio mondiale) non ne concederebbe mai il via libera. Più probabile venga dunque approvata la versione già testata, ma anche in questo caso previe ulteriori verifiche sul campo. Non si escludono comunque repentine accelerazioni dell’iter, in quanto l’ex allenatore ha dichiarato di star «spingendo molto forte» sull’introduzione del full-automated.

Cambia anche la regola? – Un’ulteriore novità in tema di fuorigioco potrebbe essere infine costituita da un’interpretazione meno rigorosa della norma. In linea con la volontà del presidente Fifa Gianni Infantino di aumentare i gol per partita, infatti, come descritto a questo link è allo studio l’ipotesi di giudicare regolare anche la posizione degli attaccanti parzialmente in gioco, ossia di coloro che presentano soltanto una parte del corpo (utile) oltre la linea avversaria. In altri termini, a determinare l’eventuale offside non sarebbe più la posizione della parte del corpo più avanzata, ma quella più arretrata. Non sorprendentemente, Wenger ha rivelato che l’idea è stata salutata con grande entusiasmo dagli attaccanti, decisamente meno dai difensori. Difficile biasimarli.

Uefa, Boban diventa capo del calcio


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/04/16/news/boban_uefa_euro_champions-296757873/

Per l’ex dirigente del Milan un nuovo ruolo, creato appositamente per lui, da super manager nell’ente europeo, alla vigilia del Comitato esecutivo del 19 aprile

A due giorni dal Comitato esecutivo, che lunedì ratificherà le dodici sedi dell’Europeo di giugno a porte parzialmente aperte e la formula della nuova Champions dal 2024, l’Uefa piazza un colpo importante nella fase più cruciale della storia dello sport più popolare: Zvonimir Boban diventa capo del calcio dell’ente presieduto da Aleksander Ceferin, una posizione manageriale creata appositamente per lui. Non si tratta certo di un ingresso banale nell’ufficio di governo del calcio europeo, perché l’ex fuoriclasse croato ha già ricoperto un ruolo analogo a livello mondiale, alla Fifa, prima della parentesi dirigenziale di 9 mesi al Milan – dal giugno 2019 al marzo 2020 – chiusa in maniera traumatica (col licenziamento per un’intervista e con la causa di lavoro vinta contro il club condannato a un risarcimento di 5 milioni di euro) ma di indubbio successo sul piano sportivo: la squadra che ha scalato la classifica fino al titolo di campione d’inverno è stata in larga parte costruita da lui e da Maldini.

Il padre del Var – Da plenipotenziario di Infantino per 3 anni, Boban aveva avviato, dal maggio 2016, la stagione delle riforme: in particolare è il padre del Var, svolta epocale per l’ausilio della tecnologia agli arbitri. All’Uefa mancava la figura di un capo del settore calcio. Ceferin, sloveno cosmopolita, ha voluto che fosse proprio Boban a colmare autorevolmente la lacuna nell’organigramma. Il suo nuovo braccio destro non avrà dunque compiti amministrativi o di rappresentanza, ma un’agenda fitta, legata a temi di stringente attualità: i rapporti con le leghe e con i club, la revisione dei calendari, l’armonizzazione tra coppe e campionati, la gestione del Var all’interno dei tornei Uefa. <<Nessuno contento, ma nessuno triste>>, fu lo slogan nel 2016 dell’allora neosegretario Fifa, a indicare la volontà di anteporre l’interesse collettivo a quelli particolari e di salvaguardare il più possibile, da ex campione, il merito sportivo rispetto al business. continua a leggere

Ipotesi sottratti dati con intrusione sistemi Usl Umbria 2


articolo: https://www.ansa.it/umbria/notizie/2021/04/16/ipotesi-sottratti-dati-con-intrusione-sistemi-usl-umbria-2_62597b7b-3c0f-4dc5-b865-67c618570b87.html

(ANSA) – Terni, 16 aprile 2021 – Potrebbero avere avuto accesso e sottratto “alcuni dati personali custoditi dall’Usl Umbria 2, inclusi dati sanitari di pazienti” i responsabili dell’intrusione nel sistema informatico dell’azienda sanitaria avvenuta domenica scorsa. Lo ha reso noto la stessa Usl che ha “immediatamente” informato la polizia postale e sporto denuncia.


In seguito alle indagini condotte dall’Autorità giudiziaria e tuttora in corso – spiega l’Usl -, “è emerso che, prudentemente e ragionevolmente” potrebbe essere avvenuta la sottrazione dei dati.
La mattina di domenica 11 aprile – ricostruisce l’azienda sanitaria – ignoti hanno violato il sistema informatico dell’Usl Umbria 2, “nonostante le adeguate misure di protezione esistenti, causando rallentamenti e disagi“. Nel rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali, è stata fatta “tempestiva” notifica all’Autorità garante per la privacy. L’Azienda ha “immediatamente reagito” attivando le procedure di ripristino fin dall’11 aprile e, “gradualmente, riporterà i servizi erogati allo standard normale di esercizio, mentre gli inquirenti, con i quali l’Azienda collabora attivamente, stanno ricercando i responsabili dell’azione”. Sono state comunque “ulteriormente rafforzate le misure di sicurezza ed innalzati i livelli di attenzione“.
Allo stato attuale – sottolinea ancora l’Usl – non si può escludere che i criminali possano porre in essere azioni ritorsive quali ad esempio la pubblicazione di talune delle informazioni sottratte. Naturalmente l’uso di tali informazioni, inclusa la semplice visione, è vietato e perseguito dalla legge e l’Azienda, vittima dell’aggressione, agirà attivamente, sia in sede penale che civile, contro coloro i quali dovessero trattare, in qualsiasi modo, i dati frutto dell’azione criminosa, rendendosi così complici“.L’Usl ha infine reso noto che gli interessati possono richiedere ulteriori informazioni contattando il responsabile della protezione dei dati all’indirizzo e-mail dpo@uslumbria2.it oppure agli uffici all’indirizzo violazioni@uslumbria2.it .
    (ANSA).

Usa: video mostra un agente sparare a un 13enne che alza le mani


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/16/usa-video-mostra-un-agente-sparare-a-un-13enne-che-alza-le-mani_fea3173f-ac90-4358-ae05-c40e4bf17d10.html

Tensione alle stelle a Chicago, dove la polizia ha pubblicato il video in cui un agente ha sparato un colpo di pistola al tredicenne Adam Toledo uccidendolo. Nel video, di pochi secondi, si vede il poliziotto inseguire il ragazzino in un vicolo e intimargli di fermarsi e di gettare a terra l’arma che avrebbe tenuto in mano. Appena alzate le mani però, il tredicenne viene raggiunto da un proiettile al petto morendo sul colpo

La sindaca di Chicago, Lori Lightfoot, ha lanciato un appello alla calma, definendo il video “atroce e straziante“. 

Il teenager era scomparso da alcuni giorni da casa e la mattina del 29 marzo un agente lo ha colpito a morte dopo averlo inseguito in un vicolo. La polizia ha raccontato che gli agenti sono stati chiamati intorno alle 2.30 del mattino a un indirizzo di Little Village, quartiere a prevalenza latino-americana nella zona ovest di Chicago, rispondendo a segnalazioni di spari.

Quando sono arrivati, Adam e un altro giovane di 21 anni sono scappati. Il più grande è stato arrestato. 

Rapina al giallorosso Smalling, in tre armati in casa


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/04/16/rapina-al-giallorosso-smalling-in-tre-armati-in-casa_683384fb-52a4-4a14-8938-11edda8bc98b.html

Chris Smalling

Rapina nella notte in casa del giocatore della Roma Chris Smalling. Secondo quanto si è appreso, tre uomini armati sono entrati nell’abitazione in zona Appia e lo hanno costretto ad aprire la cassaforte.

Sulla vicenda indaga la polizia. In casa oltre al calciatore ci sarebbe stata la moglie. Entrambi sarebbero illesi.

Sono al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Da una prima ricostruzione degli investigatori sembra che i rapinatori fossero tre, armati di pistola e probabilmente italiani. La banda ha costretto il giallorosso ad aprire la cassaforte rubando tre rolex, gioielli e circa 300 euro in contanti.

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Usa, sparatoria in un parcheggio a Indianapolis, almeno 8 morti e molti feriti.


Usa, sparatoria in un parcheggio a Indianapolis, almeno 8 morti e molti feriti. Testimone: “Sparava un uomo con un fucile automatico”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/16/news/usa_sparatoria_a_indianapolis_molti_feriti-296667977/

L’attacco nel piazzale dello stabilimento Fedex, vicino all’aeroporto, dove lavorano 4500 persone. Lo sparatore si è ucciso


Diverse persone sono rimaste ferite in una sparatoria che ha avuto come teatro il piazzale di uno stabilimento Fedex nei pressi dell’aeroporto di Indianapolis, nello stato dell’Indiana, negli Stati Uniti. Almeno otto persone sono morte secondo quanto riporta il New York Times.

Un testimone ha riferito di aver visto un uomo armato con un fucile automatico sparare contro le persone nel piazzale-parcheggio.

Lo sparatore, secondo il quotidiano Indianapolis Star, si è suicidato. Lo stabilimento Fedex di Indianapolis è uno dei più grandi d’America e occupa circa 4500 dipendenti.

Incendio ed esplosione a Melegnano


articolo:  https://www.milanotoday.it/cronaca/incendio/esplosione-melegnano.html

giovedì 15 aprile 2021

Una forte esplosione, con conseguente incendio, è stata sentita in serata di giovedì a Melegnano (Milano), intorno alle 21. Il boato è stato percepito a centinaia di metri di distanza. Ci sono fiamme alte diverse metri che in questo momento sono domate dai vigili del fuoco, giunti rapidamente sul posto con un’autobotte. Dopo un primo scoppio, continuano a susseguirsi delle esplosioni. 

Il rogo si è sviluppato alle porte di Melegnano, in un’area esterna, nella zona degli orti accanto alla ferrovia lungo la strada per Sant’Angelo. Nello spazio ci sono accatastati legname e oggetti da lavoro.  

Non parrebbero al momento esserci delle persone ferite o intossicate. Secondo un primo riscontro, potrebbe essere stata una bombola a provocare l’incendio

Serie A, 7 club chiedono le dimissioni di Dal Pino


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/04/15/news/lega_serie_a_dal_pino_dimissioni_7_club-296554104/

Un atto di sfiducia per la gestione della trattativa con i fondi e sui diritti tv. Ma il presidente resta al suo posto: per detronizzarlo in Lega servono 14 voti


Sette club di Serie  A hanno chiesto formalmente le dimissioni del presidente di Lega Paolo Dal Pino. Come rivelato dal Sole 24 ore, le società scontente sono Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli e Verona: si sono rivolte allo studio legale Chiomenti e hanno inviato due lettere: una per chiedere un passo indietro a Dal Pino, l’altra – quella dello studio legale – per muovere una serie di rilievi sulla  sua gestione. Le lamentele riguardano le mosse di Dal Pino nella gestione dei fondi e i ritardi nell’assegnazione dei diritti tv: un pacchetto (quello per le tre partite in co-esclusiva) risulta ancora da assegnare, dopo che l’offerta di Sky è stata ritenuta troppo bassa. 

Ma le sette società hanno anche inviato una seconda lettera, firmata da loro, più sintetica, sempre all’indirizzo di Dal Pino.  L’intento, dichiarato, è quello di “rilevare, a seguito delle diverse contestazioni da noi sollevate in merito al suo operato, in qualità di presidente della Lega Serie A, che tutto ciò ha comportato la nostra ferma e improrogabile necessità di manifestarle anche la nostra irrevocabile sfiducia in relazione alla carica da lei rivestita e alla conduzione della gestione della Lega cui apparteniamo e che riteniamo rappresentare, a diverso titolo, in modo significativo. Auspichiamo quindi che tutto quanto sopra venga da lei valutato al fine di trarne le doverose conseguenze affinché la Lega possa proseguire con diversa guida”.

Insomma, una vera dichiarazione di sfiducia. Ma il regolamento della Lega è chiarissimo: per poter portare ai voti una richiesta di sfiducia servono 8 voti. Quindi, ad oggi, al gruppo ne manca uno. Per poi passare in Assemblea – dove partecipano tutti e 20 i club – servono 14 voti. Insomma, le “sette sorelle” hanno bisogno di trovare altre sette società che votino la sfiducia a Dal Pino. Eletto, è bene ricordarlo, non più tardi di 3 mesi fa con 14 voti a favore e 6 nulli.

Nonostante le notizie filtrate in mattinata, però, Dal Pino stesso smentisce che possa rassegnare le dimissioni. Insomma, la partita è appena iniziata. E dopo la frattura sulla guerra per l’ingresso dei fondi e per l’assegnazione dei diritti tv, si annuncia un nuovo fronte tra i vertici del calcio italiano. 

Ciclismo: frattura al polso per Nibali, Giro a rischio


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/altrisport/2021/04/14/ciclismo-frattura-al-polso-per-nibali-giro-a-rischio_74110137-df27-4c25-b06f-625b16ab633c.html

Il corridore siciliano è caduto a Lugano durante un allenamento

Frattura del polso e Giro a rischio per Vincenzo Nibali. Il ciclista azzurro ha riportato la frattura del radio destro dopo la caduta di questa mattina, durante un allenamento nel Canton Ticino, nei pressi di Lugano, dove vive con la famiglia.

Vincenzo Nibali

Il 36enne siciliano della Trek era tornato l’altro ieri a casa dal ritiro in altura, concluso sul Teide. Avrebbe dovuto partecipare al Tour of the Alps (19-23 aprile), alla Liegi-Bastogne-Liegi e successivamente al Giro d’Italia. Nibali, dopo la caduta, ha accusato un dolore al polso destro, e gli accertamenti all’ospedale a Lugano hanno diagnosticato la frattura. Adesso dovrà essere operato.

Covid: Real Madrid, positivo Ramos


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/04/13/covid-real-madrid-positivo-ramos_30191ab2-b3d1-4ec3-bf7f-6b7a95ca042c.html

Sergio Ramos García (Camas, 30 marzo 1986) è un calciatore spagnolo, difensore del Real Madrid e della nazionale spagnola, delle quali è capitano.

Infortunio al polpaccio e ora anche contagio da coronavirus: sono giorni difficili per Sergio Ramos, capitano del Real Madrid. Il 35enne difensore dei blancos era a riposo e quindi out per la partita dei quarti di finale Champions contro il Liverpool, oggi il club ha fatto sapere che Ramos ha pure preso il covid Ramos è il secondo caso di coronavirus rilevato nel Real Madrid in una settimana, dopo che Raphaël Varane è risultato positivo martedì scorso.

Il francese non ha ancora ricevuto il via libera per ritrovare i compagni.
Il giocatore sta attraversando una delle stagioni più difficili della sua carriera: è già stato operato al menisco interno del ginocchio sinistro a inizio febbraio, è rientrato in squadra a metà marzo, prima di saltare l’ultima partita della Liga contro il Celta Vigo il 20 marzo, dopo un colpo allo stinco sinistro. Ora anche il covid.

Sabrina Ferilli chiama l’operaio licenziato da ArcelorMittal: “Pago io le spese del ricorso”


articolo: https://bari.repubblica.it/cronaca/2021/04/13/news/sabrina_ferilli_chiama_operaio_licenziato_da_arcelormittal_pago_io_spese_ricorso_e_stipendio_-296251587/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S7-T1

La telefonata dell’attrice protagonista della fiction ‘Svegliati amore mio’ al dipendente cacciato per aver condiviso un post che ne consigliava la visione, legandola al dramma dell’incuinamento a Taranto: “Piena solidarietà”. Il 45enne Riccardo Cristello ha rifiutato l’offerta ma ringraziato moltissimo Ferilli per il supporto, che si aggiunge a quello dei registi Tognazzi e Izzo


Sabrina Ferilli
 ha telefonato a Riccardo Cristello per esprimere la propria solidarietà e offrirgli il supporto per le spese legali nel ricorso contro il licenziamento di Arcelor Mittal, assieme al pagamento di uno stipendio. L’attrice protagonista di ‘Svegliati amore mio‘, la fiction Mediaset al centro del messaggio condiviso dall’impiegato dell’acciaieria ex Ilva sulla propria bacheca Facebook che gli è costato il posto di lavoro, ha voluto così compiere un passo concreto in favore del lavoratore cacciato dopo 21 anni dalla fabbrica proprio a causa di quel post.

Cristello ha rifiutato l’offerta spiegando che le spese legali sono comunque pagate dal sindacato Usb ma ha ringraziato l’attrice per la piena solidarietà espressa anche grazie alla propria notorietà. Il lavoratore ex Ilva aveva subito prima un provvedimento di sospensione da parte della dirigenza della multinazionale che gestisce il siderurgico di Taranto, poi il licenziamento per giusta causa.

L’azienda ha ritenuto denigratori, offensivi e minacciosi i contenuti di quel messaggio. Copiato e incollato sul suo profilo social chiuso, invitava a vedere la miniserie che racconta la lotta di una mamma, interpretata da Ferilli, che denuncia l’inquinamento di una fabbrica siderurgica ritenendola responsabile della leucemia di sua figlia. Non c’è alcun riferimento alle vicende di Taranto. Ma si lega la narrazione della fiction diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo alle vicende della città pugliese. L’acciaieria della fantomatica città del Sud è Ghisal, che “altro non è – è scritto – che lo stabilimento siderurgico di Taranto”. Di qui l’invito a vedere l’opera perché “non mi meraviglio che interessi forti si siano mossi per occultare l’ennesima che colpisce i bambini della nostra città” e ancora “lo trovo vergognoso”.

Operaio Arcelor Mittal licenziato dopo il post, in fabbrica scattano gli scioperi. Il ministro Orlando: “Il caso non è chiuso

Parole che hanno decretato il licenziamento sul quale è intervenuto anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando che ha chiesto nuovamente spiegazioni all’ad di Mittal, Lucia Morselli. L’invio del provvedimento di licenziamento è stato ritenuto insufficiente da parte del ministro che ha dichiarato: “Non è finita qui”. Anche i registi della fiction Ricky Tognazzi e Simona Izzo si sono offerti per supportare il lavoratore che mercoledì 14 aprile partecipa al presidio permanente davanti alla direzione Mittal organizzato dal sindacato Usb.

Tav: scontri in Val Susa per lavori nuovo autoporto


articolo: https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2021/04/13/tav-scontri-in-val-susa-per-lavori-nuovo-autoporto_ce9994f7-6e27-4b64-9657-6209a785a75e.html

Tensioni nella notte in Val Susa tra No Tav e forze dell’ordine, a San Didero per l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo autoporto dell’autostrada A32 Torino – Bardonecchia. Pietre e petardi sono stati lanciati contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni, dai manifestanti accorsi per il timore che volessero sgomberare il presidio No Tav.

Ci sarebbero alcuni feriti tra forze dell’ordine e operai, ma anche i No Tav riferiscono di feriti tra i manifestanti che si oppongono alla Torino-Lione. Gli scontri sono durati un paio d’ore, fino alle 3, ed hanno richiamato in Valle anche i militanti dei centri sociali da Torino.

Almeno un centinaio i manifestanti che hanno raggiunto San Didero per tentare di impedire l’arrivo degli operai e dei mezzi da cantiere, anche con barricate a cui hanno dato fuoco per non far avanzare le forze dell’ordine.

Senza nessuna vergogna, con l’Italia che urla alle terapie intensive e un Governo che non si preoccupa della salute e della tutela dei suoi cittadini, ormai anche in grave crisi economica e sociale, lo Stato sostiene l’avanzamento di quest’opera scellerata ed ecocida“, si legge su Notav.info, il sito internet di riferimento del movimento che si oppone alla Torino-Lione. La Digos della Questura di Torino indaga su quanto accaduto, mentre i No Tav si sono dati appuntamento alle 8.30 alla stazione di Bruzolo e a Borgone.

Una foto tratta dal sito dei NoTav mostra le tensioni nella notte in Val Susa tra No Tav e forze dell’ordine, a San Didero per l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo autoporto dell’autostrada A32 Torino – Bardonecchia, 13 aprile 2021. ANSA/NOTAV.INFO EDITORIAL USE ONLY NO SALES

Usa: sparatoria in un liceo del Tennessee, diversi feriti e un arresto


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/12/usa-sparatoria-in-liceo-del-tennessee-diversi-feriti-_9d627d18-a841-4a39-9af1-62f5a6ba6726.html

Colpito anche un agente, addetto alla sicurezza della scuola

Una sparatoria alla Austin East High School di Knoxville, in Tennessee, avrebbe provocato diversi feriti in un liceo. Lo riportano diversi media americani. Cessato allarme nel liceo.

Secondo i media locali una persona sarebbe stata arrestata. Un poliziotto è rimasto ferito: è l’agente addetto alla sicurezza della scuola.

 Le autorità locali hanno affermato che l’edificio della scuola, la Austin East Magnet High School, è stato messo in sicurezza e gli studenti non coinvolti nell’incidente sono stati radunati vicino al campo sportivo per essere evacuati. L’istituto è comunque in lockdown e la polizia ha invitato la popolazione ad evitare l’area. Non si conoscono al momento le condizioni delle persone rimaste colpite.

Juventus, Bonucci guarito dal Covid: può tornare ad allenarsi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2021/04/12/news/bonucci_guarito_dal_covid-296204313/

Il difensore bianconero si era contagiato durante la trasferta della nazionale. Nella squadra di Pirlo l’ultimo ancora positivo è quindi Bernardeschi, anche lui reduce dal cluster azzurro


TORINO. È finito oggi, con il doppio tampone negativo, l’incubo Covid per Leonardo Bonucci, risultato positivo in seguito al focolaio scoppiato nel ritiro della Nazionale. Il calciatore della Juventus, positivo il 1 aprile dopo il rientro in Italia, “ha effettuato, come da protocollo, 2 controlli con test molecolare (tampone) per Covid-19 con esito negativo. Il giocatore pertanto è guarito e non più sottoposto al regime di isolamento si unirà alla squadra domani pomeriggio”.

Nel prossimo match di campionato, in programma domenica a Bergamo contro l’Atalanta, Pirlo potrà quindi contare sul difensore ex Bari e Milan. Un’altra ottima notizia per l’allenatore bianconero, che dopo aver recuperato Demiral può nuovamente contare su tutti e quattro i centrali. L’ultimo calciatore della Juventus ancora positivo è Federico Bernardeschi, contagiato anche lui nel ritiro della Nazionale: bisognerà attendere però il 16 aprile per testare la negatività al tampone visto che la positività è stata annunciata il 6 aprile dopo il derby con il Torino.

I club di serie A scrivono a Dazn: “Il blackout non si ripeta”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/04/12/news/lettera_club_serie_a_dazn-296073516/

Nella lettera l’organo che rappresenta i 20 club del massimo campionato chiede spiegazioni al broadcaster dopo i problemi che hanno impedito la visione di Inter-Cagliari e Verona-Lazio


Dopo il blackout di tre ore che ha impedito ai tifosi la visione di Inter-Cagliari e Verona Lazio, l’amministratore delegato della Lega di Serie A scrive a Dazn. Nella lettera, firmata da Luigi De Siervo e rivolta alla manager Veronica Diquattro, l’organo che rappresenta i 20 club del massimo campionato chiede spiegazioni al broadcaster, che dalla prossima stagione potrà trasmettere in streaming tutte e 10 le partite di ogni giornata, di cui 7 in esclusiva.

Il disagio e i ritardi – Nella lettera, la Lega segnala “il grave disservizio riscontrato in data odierna” e chiede “immediate e dettagliate spiegazioni dell’accaduto“. E ancora: “Auspichiamo che il problema tecnico odierno (che, tra l’altro, non risulta essere stato risolto con tempistiche adeguate) non si ripeta eal fine di tutelare il prodotto della Serie A e i suoi tifosi – riteniamo improcrastinabile ricevere da voi rassicurazioni e garanzie circa gli accorgimenti tecnici da voi implementati per scongiurare che simili episodi di verifichino in futuro“.

La risposta di Dazn – La tv in streaming precisa che la sospensione del servizio sarebbe derivata “dal fallimento del servizio di autenticazione fornito da un nostro partner esterno“. Il partner in questione è la “Comcast Technology Solutions (CTS), che ha avuto un impatto su Dazn e su altri broadcaster europei“. In pratica, secondo Dazn, il black out sarebbe dipeso dall’inefficienza di una società del gruppo Comcast, proprietario fra l’altro di Sky, sconfitta proprio da Dazn nella gara per l’aggiudicazione dei diritti tv della Serie A per il triennio 2021/2024. Abbastanza per pensare a una ripicca? Assolutamente no: Cts è fornitore anche di Eurosport e Vivaplay, che in tutta Europa hanno avuto gli stessi disagi. Dazn annuncia ai tifosi che non hanno potuto vedere la partita “opportuni indennizzi, che saranno comunicati nei prossimi giorni“.

Ibrahimovic in un ristorante di Milano chiuso per zona rossa: “Era solo un incontro di lavoro”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/12/news/ibrahimovic_in_un_ristorante_di_milano_ancora_in_zona_rossa_la_polemica_sui_social-296144787/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S8-F

L’attaccante del Milan fotografato nel ristorante Tano passami l’olio. Lo chef Simonato a Fanpage: “E’ venuto a trovarmi con altri amici”

Una vita a colori, sembrerebbe una bella cosa. Però in questo momento ai colori bisogna fare attenzione, per esempio destreggiandosi tra bianco-giallo-arancione-rosso e relative sfumature, e stando attenti a rispettare le regole imposte nelle zone contrassegnate da ognuna delle tinte. Per un calciatore poi è ancora più complicato, anche se si parla solo di giallo e rosso, e Zlatan Ibrahimovic ha fatto il pieno in ventiquattro ore, collezionando tre azioni da “rosso scuro“. Prima beccandosi un brutto rosso in campo, quello del cartellino sventolato dall’arbitro Maresca sabato a Parma e sul quale si sta ancora discutendo. Poi sfidando il rosso della zona in cui si trovava, cioè a Milano, domenica ancora in rosso, per entrare in un ristorante di via Petrarca, che a rigore (per restare in tema) doveva essere chiuso. Da fonti vicine al Milan arriva un breve commento su Ibrahimovic: “E’ stato un’ora a parlare di lavoro, ma non ha pranzato“.

Il locale in questione è Tano passami l’olio, ristorante dello chef stellato Tano Simonato. Ibra era in compagnia di altre persone, tra cui Ignazio Abate, ex della sua stessa squadra (ha giocato per dieci anni nel  Milan). I ristoranti in zona rossa non possono ammettere ospiti, si sa, quindi, prima infrazione. A maggior ragione, nessuno può consumare niente al tavolo, ma una foto – pubblicata dal sito Fanpage che ha dato la notizia – che ha fatto il giro della rete ritrae lui e almeno altre tre persone, tra cui lo stesso ristoratore, seduti a un tavolo, davanti a diversi ballon in cui si intravvedono fondi di vino rosso, ovviamente tutti senza mascherine, e siamo alla seconda infrazione. Qualcuno sostiene che si trattava non di un semplice brindisi, ma di un pranzo vero e proprio, iniziato alle 13,30 e protrattosi per circa un’ora e mezza, “che sarebbe costato 300 euro a persona“, sostiene sempre Fanpage; il che sarebbe la terza violazione delle regole, sia da parte sua che degli altri e in particolare del ristoratore, che non era autorizzato a servire niente ai tavoli.

Ma Simonato, già al centro di polemiche per la sua partecipazione nei mesi scorsi a manifestazioni negazioniste, smentisce il particolare del pranzo e si barrica dietro a un quasi-no comment: “Non rilascio dichiarazioni. L’unica cosa che dico è che Ibrahimovic è venuto qui domenica, assieme ad altri amici. Sono stati al tavolo a parlare di lavoro per i fatti loro per un’ora, un’ora e mezza, non ricordo bene, e a bere un po’ di vino. Io ero in cucina e stavo lavorando ma poi mi sono seduto con loro per una decina di minuti a parlare di Milan, capirà, non si può avere qui l’amico Ibra e non approfittarne per fare due chiacchiere“.

“Io ho battuto il Covid ma tu non sei Zlatan, non…

Il terzo rosso, forse ancora più clamoroso, deriva dal fatto che proprio il supercampione Ibra nell’autunno scorso era stato ingaggiato da Regione Lombardia, pare per volere del governatore Fontana in persona, come testimonial per la campagna anti-covid (da cui Zlatan era guarito). Dall’ultimo piano di Palazzo Lombardia, con lo skyline milanese sullo sfondo, aveva registrato uno spot in cui invitava a “usare la testa e rispettare le regole“; e raccomandava:”Distanziamento e mascherina sempre: vinciamo noi“. Ecco. La Regione, interpellata al riguardo, preferisce non commentare.

Azienda di Monza falsificava sterilizzazione presidi sanitari, controlli in tutta Italia dei Nas e del Ministero Salute


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/12/news/nas_milano_monza_sterilizzazione_dispositivi_medici_cosmetici_raggi_beta_e_di_ossido_di_etilene-296046191/

I prodotti non igienizzati correttamente aghi, cannule, garze, strumenti, impianti destinati a diagnosi e prevenzione, controllo, terapia, interventi di concepimento. Accertamenti per scongiurare qualsiasi rischio di infezioni.

Fingevano di sterilizzare dispositivi medici, cosmetici e altri materiali sanitari con raggi beta e ossido di etilene. In realtà falsificavano i documenti e rispedivano alle aziende il materiale non igienizzati.

I prodotti non sottoposti correttamente alla sterilizzazione da parte della società milanese rientrano nella categoria dei Dispositivi Medici (aghi, cannule, garze, strumenti, impianti destinati a diagnosi e prevenzione, controllo, terapia, interventi di concepimento), e dei dispositivi medici diagnostici in vitro impiegati per l’esame di laboratorio (quali reagenti, calibratori, materiali di controllo, strumenti, attrezzature), largamente utilizzati nelle strutture sanitarie e ospedali, sia privati che pubblici, su tutto il territorio nazionale.

I militari del Nas di Milano, di concerto con il Ministero della Salute, hanno avviato immediatamente le verifiche presso tutti gli Enti e società clienti dell’azienda per scongiurare qualsiasi rischio di infezioni a causa della mancata sterilizzazione, ma soprattutto allo scopo di porre in essere tutte le procedure atte ad identificare, richiamare e sterilizzare correttamente ogni singolo dispositivo medico in precedenza non correttamente trattato.

I Carabinieri del Nas di Milano hanno smascherato la pericolosa truffa per la sanità nazionale da una importante azienda nella provincia di Monza attiva nel settore da anni. L’ex titolare della società (deceduto all’inizio di quest’anno), con la complicità di tutti i responsabili del Reparto Qualità succedutesi dal 2016 ad oggi, risulta aver, per anni, falsificato i certificati relativi ai processi di sterilizzazione, al fine di ottenere maggiore lavoro rispetto alle proprie effettive capacità produttive, mettendo a disposizione dei propri clienti materiali che in realtà non venivano sterilizzati.

Le costanti manomissioni dei report di sterilizzazione e le relative falsificazioni dei certificati restituiti ai clienti, hanno trovato puntuale riscontro sia negli accertamenti dei militari del Nas sia in alcuni appunti scritti a mano dell’ex titolare della società, dove erano indicati i numeri dei lotti dei prodotti non sottoposti a sterilizzazione.

Le indagini hanno portato alla denuncia di 4 persone in stato di libertà (ex manager, responsabili del servizio qualità) alla procura della Repubblica di Monza: le accuse sono “concorso in falsità materiale commessa da privato”, comportamenti che comportavano gravi rischi per la salute pubblica derivanti dall’utilizzo di dispositivi medici non sicuri sia per gli operatori sanitari che per i pazienti.

Usa, la polizia uccide nero a Minneapolis: nuove proteste


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/12/news/minneapolis_polizia_uccide_nero_nuove_proteste-296059671/?ref=RHTP-BH-I296043158-P2-S1-T1

Nella città è in corso il processo per la morte di George Floyd, morto a 16 chilometri da quest’ultima uccisione

MINNEAPOLIS –  La polizia ha sparato ed ucciso Daunte Wright, un ventenne afroamericano, in un centro periferico della città, Brooklyn Center, a circa 16 chilometri da dove è morto George Floyd. L’episodio ha innescato nuove proteste contro le forze dell’ordine proprio mentre nella città è in corso il processo contro l’agente Derek Chauvin accusato dell’uccisione di Floyd lo scorso maggio.

Stando alla polizia di Brooklyn Center, la sparatoria è accaduta ieri pomeriggio prima delle 14 ora locale, quando un agente ha fermato un’auto per violazioni del codice della strada. Gli agenti hanno affermato che il conducente del veicolo stesse risalendo in macchina mentre il poliziotto tentava di arrestarlo. A quel punto uno dei poliziotti ha aperto il fuoco uccidendolo.

Ieri sera centinaia di manifestanti sono scesi in strada e hanno marciato fino alla sede del locale dipartimento di Polizia dove ad aspettarli c’erano agenti in assetto anti sommossa che hanno anche usato lacrimogeni contro la folla. Si sono verificati momenti di tensione e scontri fino a tarda serata. Molto negozi sono stati saccheggiati.

Rugby, è morto Massimo Cuttitta: 70 volte nazionale, stroncato dal Covid a 54 anni


articolo: https://www.repubblica.it/sport/rugby/2021/04/11/news/morto_cuttitta_gloria_azzurra-296021338/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S2-T1

Gloria del rugby azzurro, in carriera aveva partitecipato alle edizioni dei campionati mondiali nel 1991 e nel 1995

Placcarlo sul campo è sempre stato un problema per gli avversari, con tutti quei chili di muscoli e una forza impressionante. Massimo Cuttitta detto “Maus”, uno dei rugbisti italiani più noti e rappresentativi, per 70 volte pilone della Nazionale tra il 1990 e il 2000, tra i grandi protagonisti di quella squadra azzurra che conquistò sul campo il diritto a partecipare al torneo delle Sei Nazioni, diverse presenze nei Barbarians, poi allenatore a livello internazionale: è morto a 54 anni, stroncato dal Covid. Da alcune settimane lottava contro la malattia, negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate.

Originario di Latina, gemello di Marcello, che giocava all’ala e con lui ha condiviso una lunga e fortunata carriera, Massimo Cuttitta era stato anche per anni allenatore della mischia della Scozia, contribuendo al rilancio della squadra britannica. Più recentemente era stato consulente tecnico di Romania, Canada e Portogallo. Aveva imparato a giocare a rugby in Sudafrica, dove i genitori si erano trasferiti per motivi di lavoro negli anni Sessanta: Pinetown, un sobborgo di Durban. La famiglia rientrò in Italia nel 1985, e i fratelli Cuttitta – ce n’era un terzo, il maggiore, Michele, che però ad un certo punto lasciò lo sport per dedicarsi agli studi di ingegneria – furono tesserati per l’Aquila. Il primo ad essere convocato in azzurro fu Marcello, poco dopo arrivo il tempo di “Maus”, pilone sinistro di grande energia e tecnica eccezionale: il primo a convocarlo fu il ct Bertrand Fourcade, esordì nel 1990 contro la Polonia. Nel frattempo si era già trasferito a Milano in una squadra dove rimase per 10 stagioni vincendo 4 scudetti e una Coppa Italia insieme a campioni come Dominguez, Campese, Vaccari, Properzi, Gomez.

Due partecipazioni ai Mondiali (1991 e 1995) sempre col fratello, la storica vittoria di Grénoble nel 1997 – quando l’Italia batté la Francia che aveva appena vinto il Cinque Nazioni -, nel 1998 andò a giocare a Londra negli Harlequins, quindi nel Calvisano. Tra i momenti più belli della sua carriera, naturalmente il meritatissimo esordio nel Sei Nazioni con la vittoria al Flaminio contro la Scozia nel 2000: un reparto da ricordare, con Moscardi e De Carli. Due settimane dopo scese in campo anche a Cardiff, poi a causa di un infortunio cedette il posto al giovane Perugini. Dalla stagione successiva, fu allenatore e giocatore: Bologna, Roma, Alghero, Brescia (il ritiro da atleta nel 2006), Edimburgo, quindi la Scozia. Una energia impressionante, lo sguardo di un uomo tranquillo. “Quando c’è stato da lottare, non mi sono mai tirato indietro: ho sempre dato tutto, in campo e nella vita”, ripeteva. Era un uomo di prima linea: si è battuto fino all’ultimo con coraggio, come sempre.

Distrutto da rogo ex scalo ferroviario a Pavia


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/04/11/distrutto-da-rogo-ex-scalo-ferroviario-a-pavia_38aac3a4-dd94-4805-b5d8-0457b974bd6c.html

In fiamme capannone con coperture in eternit e materiale legnoso.

(ANSA) – Pavia, 11 aprile 2021 – Un incendio ha distrutto, questa notte, buona parte dei capannoni dell’ex scalo ferroviario di Pavia, in via Rismondo, nelle vicinanze della stazione e di numerose abitazioni. Le fiamme si sono sviluppare poco prima delle 2 per cause ancora in corso di accertamento.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno lavorato per tutta la notte per domare il rogo. L’intervento è ancora in corso.
Del caso di stanno interessando anche i tecnici di Ats Pavia, in quanto nei capannoni era presente materiale in eternit e, di conseguenza, andranno verificate anche eventuali conseguenze ambientali. Nessuna persona ha riportato conseguenze fisiche.
    (ANSA).

Covid, in Sardegna pranzo in hotel con politici e dirigenti regionali


articolo: https://www.repubblica.it/politica/2021/04/11/news/covid_sardegna_pranzo_politici_sardara_lega_m5s_polemiche-295957696/?ref=RHTP-VS-I287409039-P7-S6-T1

Covid, in Sardegna pranzo in hotel con politici e dirigenti regionali: è polemica. La Lega si dissocia, interrogazione M5S

L’arrivo delle Fiamme gialle avrebbe innescato un fuggi fuggi generale: 19 le persone sorprese ancora a tavola nonostante le limitazioni imposte dalla zona arancione. Si sarebbero giustificati dicendo che si trovavano lì per motivi di lavoro. Solinas: presto provvedimenti. Il comandante locale del Corpo forestale: “A quel buffet io c’ero

Un pranzo con almeno una ventina di persone è stato interrotto alcuni giorni fa in una struttura ricettiva termale di Sardara, nel sud Sardegna. Il blitz è stato condotto dai militari della Guardia di finanza della Tenenza di Sanluri che entrati nel ristorante dell’hotel hanno sorpreso numerose persone – secondo indiscrezioni addirittura una quarantina, tra cui esponenti politici locali e dirigenti regionali – mentre pranzavano. L’arrivo delle Fiamme gialle avrebbe innescato un fuggi fuggi generale: 19 le persone sorprese ancora a tavola nonostante le limitazioni imposte dalla zona arancione (da lunedì la regione passa in zona rossa). Si sarebbero giustificati dicendo che si trovavano lì per motivi di lavoro (l’hotel è regolarmente aperto ma non può effettuare servizio di ristorazione al tavolo agli esterni).

La Guardia di finanza ha avviato tutte le verifiche, per loro scatteranno le multe per aver violato le norme entrate in vigore per frenare la diffusione, analoga multa è scattata per il titolare della struttura.

La polemica politica – Sul caso monta la polemica politica. Non ci sono conferme su chi avrebbe partecipato al banchetto, in tanti negano, ma sia i 5 Stelle che i Progressisti hanno preso posizione criticando quanto successo. “Sarebbe una vergogna per l’intera isola, inaccettabile a fronte dei sacrifici fatti da tutti nell’ultimo anno“, attacca il gruppo dei Progressisti che presenterà un’interrogazione e “pretenderà che già nella giornata di martedì in Consiglio venga chiarito ogni minimo dubbio su questa vicenda indecorosa“.

Anche la consigliera regionale del M5S Desirè Manca, appreso dell’indagine condotta dalle Fiamme Gialle, ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio per chiedere al presidente Solinasse sia a conoscenza della ragione del pranzo, i nomi dei partecipanti, e se non ritenga utile manifestare una netta presa di distanza stigmatizzando e ove possibile sanzionando le violazioni“. La Lega, partito di maggioranza, prende le distanze: “In una situazione delicata come quella che attualmente viviamo, con l’isola che si accinge ad essere relegata in zona rossa per due settimane, riteniamo quanto mai sconveniente che a infrangere le regole sia proprio chi dovrebbe dare il buon esempio“, afferma il capogruppo Dario Giagoni.

Il “pugno duro” del governatore – Secondo fonti vicine alla presidenza, il governatore Christian Solinas esprime sconcerto e disappunto per una vicenda che – viene detto – si è consumata a sua totale insaputa e resa ancora più grave perché avvenuta in un momento di grande sofferenza per i cittadini sardi, costretti a sacrifici e limitazioni a causa della pandemia. Secondo le stesse fonti, il presidente dela Regione giudica inaccettabile l’accaduto e sarebbe in attesa di conoscere ufficialmente le ragioni di questo incontro e i nomi dei partecipanti per adottare i provvedimenti di sua competenza. Al momento, secondo quanto si apprende, nessuno dei commensali avrebbe comunicato la propria partecipazione al governatore. Inoltre le stesse fonti fanno sapere che Solinas reputa inconciliabile la permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento della pandemia sulle quali i pubblici ufficiali o coloro che sono incaricati di pubblico servizio devono per primi dare il buon esempio.

Il comandante del Corpo Forestale: “Sì, c’ero” – Non nega di essere stato presente Antonio Casula, comandante regionale del Corpo Forestale, come racconta all’Unione Sarda. “Ero lì per lavoro, non sono uno di quelli che sono scappati, ero presente e mi sono qualficato, dando l’autocertificazione alla Finanza. Ero lì per lavoro, questo ho dichiarato perché questo era“. Casula dice a proposito del buffet: “Ho visto che c’era qualcuno che mangiava, ma io mi sono allontanato e mi sono collegato da un’altra sala ad una conferenza formativa tra dirigenti regionali. Non ho nulla da nascondere, la mia presenza era dettata dal fatto che c’è una richiesta di verifica di un possibile progetto di ampliamento della struttura, quindi c’erano da verificare eventuali vincoli alla luce delle norme di nostra competenza. È stata una sorta di consulenza“.

Dazn non funziona, Inter-Cagliari non si vede: si scatenano le ire dei tifosi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/04/11/news/inter-cagliari_la_app_di_dazn_non_funziona_si_scatenano_le_ire_dei_tifosi-295959766/?ref=RHTP-BS-I295875758-P1-S3-T1

Tanti utenti si sono lamentati del fatto di non riuscire a vedere il match in streaming. E solo una parte è riuscito ad ovviare al problema grazie alla trasmissione su Sky.

Problemi tecnici nell’avviare la app di Dazn all’inizio di Inter-Cagliari hanno scatenato le polemiche dei tifosi che vedono riaddensarsi nere nubi all’orizzonte in vista, soprattutto, della prossima stagione in cui 7 gare su 10 a giornata del campionato di serie A saranno trasmesse in esclusiva, fino al 2024, sulla piattaforma che opera in streaming. “Tutto il nostro team sta lavorando per risolvere il problema” spiegano da Dazn. Sta di fatto che da app è stato impossibile per tifosi e appassionati vedere Inter-Cagliari.

Tante segnalazioni su twitter – Su twitter tanti utenti hanno imprecato per il malfunzionamento, ringraziando il fatto di aver potuto, almeno, ovviare al problema grazie alla trasmissione sul satellite su Sky. Un inconveniente che sicuramente riapre alcuni punti interrogativi sul futuro visto che l’emittente britannica per ora intende puntare sullo streaming completando la copertura, esclusivamente nelle zone dove il segnale internet è più debole, usando alcune frequenze del digitale terrestre grazie a un accordo con il multiplex di proprietà dei network di Urbano Cairo.

Emilio Fede è ricoverato al San Raffaele


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_10/emilio-fede-ricoverato-gravi-condizioni-san-raffaele-fd30fcde-9a0a-11eb-b5ec-e2a937afbc0d.shtml?fbclid=IwAR1Vi605LAmULkaQAFd0VtPyrqf-nLT0DEGW53tJeKyFk3elf3uUIjxRQbU

L’ex direttore del Tg4, età: 89 anni, era stato ricoverato lo scorso novembre al Covid residence di Ponticelli, una struttura dell’Asl di Napoli. Oggi la notizia della caduta

Emilio Fede

Il giornalista Emilio Fede è ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano. L’ex direttore del Tg4, che compirà 90 anni a giugno, era stato ricoverato lo scorso novembre al Covid residence di Ponticelli, una struttura dell’Asl di Napoli per le persone contagiate con sintomi non gravi.

«Una rovinosa scivolata» «Il Covid non c’entra niente, sono in un letto al San Raffaele di Milano per una caduta, una rovinosa scivolata, e sono curato dagli amici. L’ho vista brutta, sono in piedi per miracolo» ha detto Fede all’Adnkronos. «Non sono in gravi condizioni, è stata però un’esperienza drammatica», ha aggiunto. All’Agi ha detto: «Vediamo come ce la caviamo, devo rimanere qui ancora un po’ per ordine dei medici».

Conferenza stampa del 9 aprile sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19.


Conferenza stampa del 9 aprile sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19.

Vaccini, ordinanza di Figliuolo: priorità agli over 80 e ai fragili

articolo: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2021/04/09/covid-la-conferenza-stampa-iss_d7f4da7f-b494-4635-a4d0-87f25067726f.html

Firmata una nuova ordinanza del commissario straordinario Francesco Figliuoloper i vaccini priorità agli over 80 e alle persone fragili. Il provvedimento, coordinato con il ministero della Salute, recepisce quanto indicato dal premier Mario Draghi ieri in conferenza stampa.

Le categorie di priorità indicate dal ministero della Salute permangono ma vengono temperate con il criterio dell’età. Chi ha già iniziato il ciclo vaccinale lo terminerà. L’ordinanza, si legge nel testo, risponde all’esigenza “di dover procedere con la massima celerità a vaccinare coloro i quali, dalle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, risultano più vulnerabili qualora infettati dal virus SARS-CoV-2″. In linea con il Piano nazionale del ministero della Salute approvato con decreto del 12 marzo 2021, la vaccinazione rispetta il seguente ordine di priorità: persone di età superiore agli 80 anni; persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni contenute alla Categoria 1, Tabella 1 e 2 delle Raccomandazioni ad interim, dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari; persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, utilizzando prevalentemente vaccini Vaxzevria (l’ex AstraZeneca). Parallelamente a queste categorie, si legge, “è completata la vaccinazione di tutto il personale sanitario e sociosanitario, in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura del Covid-19 e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. A seguire, sono vaccinate le altre categorie considerate prioritarie dal Piano nazionale, parallelamente alle fasce anagrafiche secondo l’ordine indicato. Le persone, che hanno già ricevuto una prima somministrazione, potranno completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino“.

La curva epidemica in Italia è finalmente in decrescita: l’indice di trasmissibilità è sceso sotto 1 toccando il valore di 0,92 ed anche l’incidenza dei casi di Covid-19 si è abbassata, ma si tratta di un’inversione di tendenza molto lenta. La situazione generale resta cioè ancora complessa, con le terapie intensive ed i reparti ospedalieri sempre in sovraccarico, ed il numero dei decessi si mantiene troppo alto. Oggi si segnalano 718 morti ma sul conteggio pesa un aggiustamento dei dati da parte della Sicilia per un totale di 258 decessi. Il monitoraggio settimanale della Cabina di regia fotografa quindi, come ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla consueta conferenza stampa al ministero della Salute, una situazione che vede l’Italia posizionarsi meglio dei vicini europei anche se siamo ancora molto lontani da un quadro di ‘scampato pericolo’. La curva in Italia, ha spiegato Brusaferro, “ha raggiunto un plateau mentre negli altri Paesi c’è una ricrescita. C’è in Italia, cioè, una decrescita lenta e la maggioranza delle regioni ha numeri in calo per l’incidenza, tuttavia ve ne sono ancora alcune in crescita“. Il raggiungimento del plateau, ha chiarito, “è una buona notizia ma comunque va detto che parliamo sempre di migliaia di ricoverati, quindi è un plateau su numeri alti. La notizia buona, però, è che i numeri non stanno crescendo“. L’inversione di tendenza è segnalata innanzitutto dall’Rt nazionale a 0,92, contro lo 0,98 della scorsa settimana (anche se in 8 Regioni è ancora attualmente sopra l’1), e dall’incidenza pari a 185 casi su 100mila abitanti rispetto ai 232 precedenti, come evidenzia l’ultimo monitoraggio. Ma il dato negativo è la quota sempre troppo alta di morti, dal momento che questo è l’ultimo parametro che vedrà un decremento: “Oggi vediamo 18.938 nuovi positivi e decessi ancora elevati. In realtà però il dato delle morti non è 718 ma 460. Si tratta infatti di un aggiustamento perchè la Sicilia ha caricato dati antecedenti pari a 258 decessi. I decessi sono quindi 460, che resta comunque un numero ancora elevato“, ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza in conferenza stampa. Secondo il bollettino quotidiano, inoltre, sale al 5,2% il tasso di positività (ieri era al 4,7%). Ad ogni modo, ha precisato Brusaferro, “in generale prima si muove Rt, poi incidenza e ricoveri e per ultimi si muovono i dati sulla mortalità. Quindi ci attendiamo che inizino a decrescere anche i decessi”. A preoccupare, principalmente, è sempre la tenuta dei servizi ospedalieri. Nonostante una leggera diminuzione dei ricoveri giornalieri, infatti, la pressione resta alta ed i servizi sono sotto stress. Attualmente sono 3.603 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid, 60 in meno rispetto a ieri, mentre nei reparti ordinari sono ricoverate 28.146 persone, con un calo di 705 unità. Ma rimane alto il numero di Regioni e di province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e in aree mediche sopra la soglia critica (15 contro le 14 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica del 30% e pari al momento al 41%, mentre il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 44% (sopra la soglia di allarme fissata al 40%). Insomma, ha concluso il presidente dell’Iss, il quadro è ancora “complicato ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l’incidenza comunque troppo elevata e l’ampia diffusione di alcune varianti virali, che sono a maggiore trasmissibilità, richiedono al momento l’applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio“.

Colori delle Regioni: Sardegna, Campania, Puglia e Valle d’Aosta in rosso. Rt a 0,92


articolo: Colori Regioni, prevale la zona arancione. Sardegna in zona rossa – la Repubblica

Oggi la Cabina di regia. Minori restrizioni per Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Friuli. In arancione la Calabria. Scendono incidenza (185) e fattore di replicazione

Scende l’Rt medio nazionale, che arriva a 0,92 (era a 0,96 venerdì scorso), e scende l’incidenza settimanale per 100mila abitanti (185), complice anche il calo dei tamponi di Pasqua. Oggi la Cabina di regia di Istituto superiore di sanità e ministero alla Salute sancisce la riduzione delle restrizioni in alcune delle Regioni più grandi del Paese.

In rosso, a causa dell’incidenza superiore a 250 casi per 100mila abitanti, resteranno Valle d’Aosta (415) e Puglia (257). Anche la Campania sarà nello scenario con più restrizioni ma a causa dell’Rt, che la settimana scorsa era superiore a 1,25. Lo stesso paramentro manda in rosso la Sardegna, fino a nemmeno troppo tempo fa addirittura in zona bianca.

Alla fine di una settimana, con i dati che si calcolano dal venerdì al giovedì, durante la quale c’è stato un crollo di tamponi e quindi anche di casi in coincidenza con le feste di Pasqua, tante grandi Regioni che avevano i dati dell’incidenza da rosso scendono sotto la soglia dei 250 e quindi da lunedì 12 aprile passeranno in arancione. Si tratta di Piemonte (238), Toscana (230), Emilia-Romagna (207), Friuli (187), Lombardia (183). Beneficeranno della regola secondo la quale, per una dimenticanza nella stesura delle norme, basta un solo monitoraggio con dati di incidenza inferiori a 250 per lasciare la zona rossa ed entrare in quella arancione quando. Se invece il colore più restrittivo è determinato dall’Rt e dal rischio di settimane ce ne vogliono due.

Tutte le altre Regioni dovrebbero restrare in arancione, salvo che la Cabina di regia non rilevi degli aumenti dell’Rt (esclusi comunque ieri dal Lazio e dal Veneto).

Diminuiscono nuovi casi non associati a catene di trasmissione – “In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (46.302 Vs 49.186 La settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34,9% vs 34,4% la scorsa settimana). È, invece, in diminuzione il numero di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (39,6% vs 41,5%). Infine, il 25,5% è stato diagnosticato attraverso attività di screening“. Lo si legge nella bozza dell’ultimo monitoraggio della cabina di regia Iss.

Evitare contatti al di fuori della famiglia – “È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi– prosegue il report- e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine“. Si ribadisce infine la necessità di “rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”, conclude l’Iss.

Otto regioni con Rt sopra 1. Il più alto in Sardegna – Sono otto le regioni con Rt puntuale sopra 1. La Sardegna registra il valore più alto 1.54, seguita da Valle d’Aosta (1.39) e Sicilia (1.22). Le tre regioni più virtuose sono Friuli Venezia Giulia a 0.79, Emilia Romagna e Molise (entrambe a 0.81). Sono i dati contentuti nella bozza del monitoraggio Iss-Ministero della Salute, al 7 aprile 2021 e relativi alla settimana 29/3/2021-4/4/2021. Ecco di seguito la tabella con gli Rt puntuali delle Regioni. Abruzzo 0.89;  Basilicata 1.15;  Calabria 0.93;  Campania 1.19; Emilia-Romagna 0.81; FVG 0.79; Lazio 0.9; Liguria 1.19; Lombardia 0.85; Marche 0.86; Molise 0.81; Piemonte 0.9; PA Bolzano 0.91; PA Trento 0.86; Puglia 1.06; Sardegna 1.54; Sicilia 1.22; Toscana 1.02; Umbria 0.97; Valle d’Aosta 1.39; Veneto 0.96.

Il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l’incidenza ancora troppo elevata e l’ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità richiedono l’applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio“. E’ quanto evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana (dal 29 marzo al 4 aprile, ndr) hanno contratto l’infezione nella seconda metà di marzo“, spiega l’Iss-ministero della Salute.

Addio al principe Filippo, marito della regina Elisabetta


Regina Elisabetta e Il principe Filippo

Si è spento a quasi 100 anni nel castello di Windsor nel Regno Unito. Nel rispetto delle sue volontà non si terranno funerali di Stato

LONDRA – È morto a 99 anni il principe Filippo, consorte della regina Elisabetta. Lo ha annunciato Buckingham Palace. Filippo ha trascorso un mese in ospedale all’inizio di quest’anno per un’infezione e poi un intervento chirurgico, prima di essere dimesso il 16 marzo e fare ritorno al Castello di Windsor, dove ha trascorso i suoi ultimi giorni.

Non si terranno funerali di Stato, riferiscono fonti di palazzo alla Bbc, precisando che la cerimonia sarà di natura privata, pur con gli onori del caso, “nel rispetto delle consuetudini e delle volontà” del defunto. Il corpo resterà nel castello di Windsor fino al rito religioso, che si svolgerà nell’adiacente cappella di St George – dove si sono sposati fra gli altri Harry e Meghan – alla presenza della famiglia reale e di una rappresentanza di ospiti. La presenza del pubblico non è inoltre incoraggiata in ragione delle restrizioni Covid.

Il consorte reale Il duca di Edimburgo sposò Elisabetta nel 1947 ed è stato il consorte più longevo nella storia britannica. Si è ritirato dalla vita pubblica nel 2017. Filippo, che avrebbe compiuto 100 anni il prossimo giugno, era un membro della famiglia reale greca. Nato sull’isola greca di Corfù nel 1921, era un appassionato di sporti e amava le attività di campagna. Aveva quattro figli, otto nipoti e nove pronipoti.

A causa dell’età avanzata e dei problemi di salute, aveva deciso di ritarsi dalla scena pubblica nel 2017, ma ciò non gli aveva impedito di prendere parte l’anno seguente alle nozze del secondogenito del figlio Carlo, il principe Harry con Meghan Markle.

L’annuncio della regina – Poche righe toccanti per esprimere il dolore di una perdita dopo 73 anni di vita insieme: così la regina Elisabetta II ha annunciato oggi la morte del principe consorte:

“È con profonda tristezza che Sua Maestà la Regina annuncia la morte del suo amato marito, Sua Altezza Reale il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, spirato pacificamente stamattina nel Castello di Windsor. Ulteriori annunci saranno dati a tempo debito. La Famiglia Reale si unisce alle persone che nel mondo sono in lutto per la perdita”.

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Covid, Daniele De Rossi ricoverato allo Spallanzani di Roma


articolo: Covid, Daniele De Rossi ricoverato allo Spallanzani di Roma – Calcio – La Repubblica

L’ex centrocampista, attualmente nello staff della Nazionale, è rimasto contagiato nella recente trasferta azzurra

Daniele De Rossi

ROMA – Daniele De Rossi ricoverato allo Spallanzani di Roma a causa del Covid. L’ex centrocampista della Roma, adesso nello staff della Nazionale italiana guidata da Roberto Mancini, era risultato positivo al coronavirus la scorsa settimana, insieme ad altri tre membri dello staff azzurro impegnato nelle qualificazioni mondiale contro l’Irlanda del Nord a Parma, la Bulgaria a Sofia e la Lituania a Vilnius.

Una polmonite avrebbe determinato il ricovero – Secondo quanto si apprende, De Rossi avrebbe contratto una polmonite, fattore che, nonostante le sue condizioni vengano definite discrete, ha indotto i sanitari al ricovero in ospedale.

Il cluster della Nazionale: contagiati 8 calciatori – Purtroppo il cluster della nazionale continua a produrre effetti. In totale sono rimasti contagiati 8 calciatori, e una ventina di componenti della delegazione di ottanta persone. Tra i giocatori, in ordine di tempo, l’ultimo a risultare positivo è stato il centrocampista dell’Atalanta Matteo Pessina. In precedenza era toccato a Bonucci, Florenzi, Verratti, Bernardeschi, Grifo, Sirigu e Cragno.

Stati Uniti, ancora una sparatoria: un morto e cinque feriti in un mobilificio del Texas


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/09/news/stati_uniti_sparatoria_texas_biden_armi-295615830/

Un impiegato ha aperto il fuoco sui colleghi in un’azienda a 160 chilometri da Houston. L’ennesimo omicidio, proprio nel giorno in cui il presidente Biden annuncia una stretta sulla vendita di armi da fuoco

Un’altra sparatoria, questa volta in Texas, con un morto e cinque feriti gravi, proprio nel giorno in cui il presidente Joe Biden condanna duramente l’eccessiva diffusione di armi da fuoco negli Stati Uniti e annuncia una stretta. L’ultimo fatto di cronaca riguarda Bryan, a 160 chilometri da Houston. La polizia ha risposto alle chiamate che segnalavano i rumori dovuti ai colpi d’arma da fuoco, per poi scoprire diverse vittime sulla scena del delitto, avvenuto all’interno di un’azienda di mobili. La persona sospettata di aver aperto il fuoco si è data alla fuga ed è stata arrestata poco più tardi. Si tratterebbe di un dipendente della stessa azienda. Ancora sconosciuto il movente della tragedia.

Come sottolinea l’ex sindaco di San Antonio, ed ex ministro di Barack Obama, Julian Castro, è la quattordicesima sparatoria solo nello Stato della stella solitaria dall’inizio dell’anno. Sono una mezza dozzina le sparatorie con persone uccise avvenute negli Stati Uniti da metà marzo a oggi. Come la strage di otto donne di origine asiatica ad Atlanta, le dieci vittime dell’assalto avvenuto in un supermarket di Boulder, in Colorado. L’ultimo drammatico episodio risale appena a ieri, nel South Carolina: un ex giocatore professionista di football americano ha ucciso due vicini di casa, due loro nipoti e un altro uomo prima di togliersi la vita.

08 aprile 2021 : Usa, l’ultima strage: un ex giocatore di football uccide 5 persone

Facebook e Instagram down, i due social irraggiungibili o malfunzionanti in Italia


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2021/04/08/news/facebook_e_instagram_down_i_due_social_irraggiungibili_in_italia-295612469/

Fb bloccato con messaggi di errore, su Ig flusso interrotto e contenuti che si ripetono


Errore, c’è un problema“. Questa la scritta sulla pagina, essenzialmente bianca, che migliaia di utenti italiani di Facebook italiani si sono trovati davanti in serata. Si Instagram invece flusso dei contenuti bloccati e app “impallata“.
I due social di Mark Zuckerberg risultano al momento o irraggiungibili o incastrati in un loop di notifiche ripetute. Alla chiusura della pagina web, il social risponde con il messaggio d’errore di cui sopra. Non sono al momento note le cause o i tempi necessari al ripristino, ma intanto su Twitter già spopola il classico hashtag #Facebookdown.

Zona arancione per quasi tutta Italia, in rosso resterebbero solo 3 regioni: oggi i nuovi colori


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_09/zona-arancione-rossa-regioni-colori-24c5f17c-989f-11eb-a699-02d51c5755ff.shtml?fbclid=IwAR3txQAHPAsrD58EdpUQugyYftxU3LV8b0G3v_uaOBY1dxzOdUvGLIMFpQk

Il ministro della Salute firma venerdì le ordinanze per il cambio di fascia. Campania, Puglia e Valle d’Aosta manterrebbero il livello di rischio più alto. Le regole per riaprire i ristoranti

Italia in arancione con qualche punta di rosso. Se i dati della vigilia saranno confermati nel monitoraggio che arriva oggi, solo Campania, Valle d’Aosta e Puglia rimangono nella fascia di rischio più alta. Tutte le altre Regioni scendono nella zona arancione dove riaprono negozi, parrucchieri, centri estetici e gli spostamenti sono liberi all’interno del Comune. In realtà molte aree hanno numeri da fascia gialla e questo consente di ipotizzare la riapertura, sia pur limitata, dei ristoranti dopo il 20, al massimo a fine mese Rimane altissimo il numero delle vittime, 487, ma comincia a scendere quello dei nuovi contagiati 17.221 e il tasso di positività è a 4,7.

La zona rossa Attualmente sono in zona rossa Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta. Ma le chiusure delle ultime settimane hanno evidentemente funzionato e per la maggior parte oggi potrebbe arrivare l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che entrerà in vigore lunedì 12 aprile.

Il ritorno in zona arancione Tornano in arancione la Lombardia, ma anche l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia. Sperano Piemonte e Toscana, ma dipenderà dalla situazione delle strutture sanitarie. «I dati settimanali confermano un progressivo miglioramento in Piemonte. Il valore Rt è sceso a 0,9. Si riduce il numero di nuovi casi segnalati e anche il numero di focolai attivi o nuovi. Il nostro report deve essere validato dalla cabina di regia, ma in base a questi parametri siamo fiduciosi che il Piemonte possa ritornare arancione già dalla prossima settimana», annuncia il governatore Alberto Cirio. Mentre il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha già annunciato «di aver chiesto alla cabina di regia di passare in arancione», quello dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini anticipa: «Non escludo che si possa essere arancioni dalla prossima settimana. I numeri sono confortanti in queste ultime settimane. Oggi l’indice Rt in regione è attorno allo 0,80. Vuol dire che chiusure e restrizioni stanno contando, come sempre sono le uniche che funzionano».

I dati da zona gialla – Tra le regioni che sono già in fascia arancione da una settimana — Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Sicilia, Veneto — alcune hanno dati da fascia giallaIl decreto appena entrato in vigore prevede restrizioni fino al 30 aprile, ma il pressing dei governatori del centrodestra, della Lega e soprattutto delle associazioni di categoria potrebbe aprire qualche spiraglio e portare a una rivalutazione già dopo il 20 aprile. In questo caso si dovrà comunque tenere conto del numero di persone che sono state vaccinate e le Regioni che — pur avendo le scorte — dimostreranno di non essere in regola con il piano, non potranno beneficiare delle eventuali riaperture.

L’Umbria in bianco – Una penalizzazione che potrebbe non riguardare l’Umbria, forse anche il Molise, che dopo mesi di restrizioni e zone rosse adesso vede la fascia bianca, anche se non in tempi brevissimi. «Mantenendo queste condizioni, dal punto di vista di un modello predittivo a 15 giorni — spiega Marco Cristofori, del Nucleo epidemiologico regionale — si prevede la discesa dell’incidenza intorno ai 50 casi per 100 mila abitanti, che sarebbe il limite del governo per le zone bianche. Siamo nettamente sotto l’1, con l’indice Rt all’8 aprile che è sceso a 0,71».

I ristoranti a pranzo – L’attività che spera nella ripartenza è quella dei ristoratori ma con condizioni molto stringenti. L’ipotesi che dovrebbe essere sottoposta agli esperti del Comitato tecnico scientifico dopo il 20 aprile è quella di consentire l’apertura a pranzo ma con un orario ridotto che potrebbe terminare alle 15 o alle 16. In questo modo si eviterebbe l’ora dell’aperitivo e la possibilità di assembramenti fuori dai locali. Si pensa anche di rinnovare l’esenzione dalla tassa per chi ha spazi all’aperto. Da questa ipotesi potrebbero essere esclusi, almeno nella prima fase, i bar.

Cinema e musei – Possibile la ripresa — anche in questo caso con regole strette — per cinema e teatri, musei e mostre. I protocolli sono già stati predisposti e il via libera del Cts è arrivato a fine febbraio, quando era stato previsto il via libera per il 27 marzo. Poi la situazione si è aggravata e tutto è stato rinviato. Ora si torna a sperare.