Covid, le indicazioni sui vaccini autorizzati in Italia


articolo: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/focus_vaccini/2021/06/13/covid-le-indicazioni-su-vaccini-autorizzati-in-italia_f2a2680f-f57c-4bb9-ada1-db9cf12ae909.html

Limitazioni per AZ e J, Pfizer ad oggi per gli adolescenti

Sono al momento quattro i vaccini che hanno già ottenuto le autorizzazioni d’uso dall’Agenzia europea dei medicinali Ema e dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa: il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, il vaccino Moderna, il vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNTech ed il vaccino Janssen (Johnson & Johnson). I vaccini Comirnaty e Moderna utilizzano la tecnologia a RNA messaggero (mRNA), mentre Vaxzevria e Janssen si basano sull’utilizzo della piattaforma a vettori virali.

Ad oggi, solo il vaccino Cominarty è stato approvato anche per l’utilizzo sui minori, ovvero negli adolescenti dai 12 ai 15 anni.
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  • VAXZEVRIA (AstraZeneca): l’ultima circolare del ministero della Salute di ‘Aggiornamento‘ del parere del CTS sui vaccini indica che il vaccino Vaxzevria “viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni(ciclo completo di vaccinazione, ovvero prima e seconda dose). Per persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, è l’indicazione del ministero, il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose“. Questo vaccino si basa sulla tecnologia del vettore virale: viene cioè utilizzato un virus simile a SarsCov2 ma non aggressivo (un adenovirus da scimpanzè) cui vengono aggiunte le informazioni genetiche che allertano la risposta immunitaria dell’organismo. In questo caso, l’adenovirus trasporta la proteina Spike di SarsCov2, che è l’artiglio molecolare utilizzato dal virus per agganciare le cellule sane e invaderle. Previste 2 dosi a 8-12 settimane.
  • JANSSEN (Johnson & Johnson): è un vaccino monodose e viene raccomandato per soggetti di età superiore ai 60 anni. “Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni – ha però precisato il Comitato tecnico scientifico – il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente“. Come quello di AstraZeneca è un vaccino a vettore virale, composto da un vettore ricombinante basato su adenovirus umano di tipo 26 incompetente per la replicazione, opportunamente modificato per contenere il gene della proteina spike del virus.

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  • COMIRNATY (Pfizer-BioNTech): è autorizzato per i soggetti a partire dai 16 anni, e più recentemente è stato autorizzato da Ema e Aifa anche per gli adolescenti da 12 a 15 anni. Prevede due dosi e utilizza una tecnologia innovativa, quella dell’RNA messaggero. Questa tecnica consiste nell’utilizzare la sequenza del materiale genetico del nuovo coronavirus, ossia l’acido ribonucleico (Rna), che rappresenta il messaggero molecolare che contiene le istruzioni per costruire le proteine del virus. L’obiettivo è somministrare direttamente l’mRna che controlla la produzione di una proteina contro la quale si vuole scatenare la reazione del sistema immunitario. In questo caso la proteina è la Spike.
  • MODERNA: questo vaccino è autorizzato per i soggetti a partire dai 18 anni e utilizza anch’esso la tecnologia a RNA messaggero. Lo scorso 7 giugno anche l’azienda Moderna ha richiesto all’Ema l’autorizzazione all’uso per gli adolescenti da 12 a 18 anni per il suo vaccino anti-Covid.

Regione Lombardia: 

AstraZeneca, in Lombardia i richiami con il cambio di vaccino restano sospesi per altri due giorni

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/13/news/vaccini_sospesi_tre_giorni_astrazeneca_lombardia_regione_covid-305907406/

I richiami di AstraZeneca in Lombardia restano sospesi anche nei primi giorni della settimana, probabilmente fino a mercoledì compreso. La Regione deve riprogrammare le vaccinazioni dopo l’indicazione ricevuta dal ministero della Salute e dall’Agenzia del farmaco Aifa, per inserire chi avrebbe dovuto avere la seconda dose del farmaco anglo-svedese nel calendario di chi riceverà Pfizer o Moderna.

Da ieri sera gli uffici regionali stanno annullando tutti i richiami previsti in questi giorni. Vengono  inviati ai cittadini Sms con la disdetta e l’avviso che il richiamo previsto non verrà fatto nella data prevista, in vista di un nuovo appuntamento che sarà fissato nei prossimi giorni.

Domani la direzione Welfare di Regione Lombardia potrà fare una valutazione più precisa sulle modifiche alla programmazione. Un aggiuistamento del piano vaccinale necessario dopo la raccomandazione arrivata dal Comitato Tecnico scientifico nazionale e l’indicazione di fare i richiami con farmaci a mRna messaggero a chi ha meno di 60 anni e ha avuto la prima dose di AstraZeneca.

Per fare questa “vaccinazione eterologa” serviranno dosi in più di Pfizer e Moderna per ricalibrare il piano, visto che sono 186mila in questo momento le persone in Lombardia che hanno fatto una dose del vaccino brevettato ad Oxford e che aspettano il richiamo.

Sabato, dopo una mattina di annunci e smentite, Palazzo Lombardia  ha deciso di mettere in stand by le persone sotto i 60 anni che dovevano fare il richiamo con AstraZeneca nel weekend. Oggi è stato annunciato che il “blocco” continuerà anche nei primi giorni della settimana. Tutti quelli che avevano l’appuntamento in queste ore, stanno ricevendo un Sms con l’annuncio che l’appuntamento sarà riprogrammato. 

Decine di persone si sono recate agli hub vaccinali per fare il richiamo, non avendo avuto l’Sms di disdetta. E quindi sono state rimandate indietro, tra le immaginabili proteste.

Le agende dovranno essere riviste e ci vorrà qualche data in più per recuperare chi fra ieri e giovedì sarà rimasto in sospeso. Dopo la morte della giovane ligure, la Lombardia si è adeguata alla circolare del ministro della Salute Roberto Speranza, avendo letto l’allegato dell’Aifa che confermava la “raccomandazione” annunciata venerdì sera: “Alla luce della circolare del ministero della Salute e del collegato parere Aifa, Regione Lombardia provvederà, per la somministrazione della seconda dose ai cittadini under 60, alla vaccinazione eterologa, ossia con vaccino Pfizer o Moderna. La riorganizzazione del programma vaccinale avverrà negli stretti tempi necessari sulla base delle dosi di vaccino disponibili“.

Il blocco dei richiami di questi giorni, dicono a Palazzo Lombardia, è necessario per stabilire il numero di dosi aggiuntive per coprire tutti gli under 60 che hanno fatto la prima dose AstraZeneca. E per chiarire quante delle 186 mila persone devono avere il richiamo a giugno e quante a luglio.

Strage ad Ardea….


Strage ad Ardea, vicino a Roma: uccisi un anziano e due bimbi, il killer si è suicidato

articolo: https://www.ansa.it/lazio/notizie/2021/06/13/spari-in-strada-vicino-roma-colpiti-2-bimbi-e-un-anziano_a2664401-bcc0-4c9d-80aa-7b1627642b20.html

Daniel e David avevano 5 e 10 anni e stavano giocando di mattina in un parco davanti a casa quando gli hanno sparato a bruciapelo e li hanno uccisi senza un motivo apparente. L’uomo che li ha colpiti ha poi tolto la vita anche a un pensionato di 74 anni che passava di lì in bici.

Infine si è chiuso in casa e si è suicidato con la stessa pistola prima dell’irruzione dei carabinieri.

Una strage feroce e insensata si è abbattuta in una domenica di mare su un comprensorio residenziale, Colle Romito, ad Ardea, quaranta chilometri a sud di Roma. L’assassino aveva 35 anni, si chiamava Andrea Pignani, viveva con la madre in una villetta acquistata nel 2019, a poche decine di metri dal campetto del triplice omicidio. Laureato in ingegneria informatica, disoccupato, un anno fa, a maggio, era stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per aver aggredito la madre, ma non risulta che fosse attualmente in cura per problemi mentali. Secondo i carabinieri non usciva di casa praticamente da un anno. I vicini, altri abitanti del comprensorio, raccontano di quella pistola che tirava fuori per minacciare ogni volta che c’era una discussione, qualcosa che lo infastidiva, che fosse la potatura degli alberi o qualche rumore intorno a casa sua. Ma nessuno aveva sporto denuncia, secondo i carabinieri. Stamani verso le 11, a quanto ricostruito finora, Pignani è uscito e sulla sua strada ha incontrato Daniel e David che giocavano tranquilli. Gli ha sparato al collo e al petto e, racconta la nonna, “sono morti tenendo la mano del padre”, Domenico Fusinato, ai domiciliari in un’altra villetta di Colle Romito per reati di droga, ma subito accorso appena sentiti gli spari. Nel frattempo Pignani aveva colpito e ucciso con un proiettile alla testa anche Salvatore Ranieri, 74 anni, che passava in bicicletta e non conosceva né il suo assassino né i fratellini. Una quarta vittima, un uomo che stava andando a buttare la spazzatura, sarebbe sfuggita alla morte solo perché troppo distante per la gittata della pistola. Pignani è quindi rientrato in casa, si è chiuso dentro e per ore non ha risposto ai negoziatori arrivati sul posto per convincerlo ad arrendersi. Quando a metà pomeriggio un commando del Gis carabinieri è entrato nella villetta l’uomo si era già ucciso con la stessa pistola. La fine di una giornata di sangue non mette la parola fine sulla strage. Secondo il presidente di Colle Romito, Romano Catini, la presenza di una pistola – che era del padre del 35enne, una guardia giurata morta un anno fa – era stata più volte segnalata dai vicini spaventati. Ma agli inquirenti non risultano denunce. Si cerca un movente, ma non ci sarebbero stati contrasti tra Pignani e il padre dei bambini, quest’ultimo comparso nel 2018 in un’operazione dei carabinieri a Ostia contro gli scissionisti del clan Triassi, ritenuto avversario degli Spada. Difficile pensare a una vendetta spietata. Le indagini comunque proseguono per accertare l’esatta dinamica. Rimane il ricordo delle vittime. Di due bambini. racconta la nonna, “educati e rispettosi. Daniel, il più grande, aveva solo 9 e 10 in pagella“. E del 74enne Ranieri, in vacanza con la moglie a Colle Romito, dove aveva una seconda casa. Il sindaco di Ardea, Mario Savarese, racconta di un luogo tranquillo in cui nei decenni scorsi venivano a villeggiare anche personaggi politici noti. Alcuni abitanti di lungo corso raccontano invece di personaggi poco raccomandabili, alcuni dei quali ai domiciliari come il padre dei bimbi uccisi. Ma il vero movente di un massacro a freddo come questo sarà difficile da trovare, visto che l’autore si è poi suicidato.

A Milano la crisi dei medici di famiglia….


A Milano la crisi dei medici di famiglia: troppi pazienti, pochi camici bianchi. E spunta la protesta di quartiere

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/14/news/milano_medici_di_base_in_pensione_posti_scoperti-305925611/

Costi alti e pensionamenti, allarme per l’organico della categoria in prima linea con il Covid. L’Ordine dei medici: “Ci sono 200 zone carenti“. Al quartiere Giambellino sit in dei residenti rimasti senza assistenza

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Ci sono quartieri come il Giambellino dove i cittadini scendono in piazza da giorni – e lo hanno fatto anche ieri – perché l’ultimo medico di base, il dottor Veneroni, va in pensione e non si sa se e quando ci sarà un sostituto. La professione infatti non è delle più ambite: molto lavoro, fino a 1400-1500 pazienti a testa, retribuzione erosa dai pagamenti dovuti a infermieri, segretari e collaboratori da assumere per far fronte al crescente lavoro anche burocratico. Sono circa 1.500 i medici di base lombardi che andranno in pensione nei prossimi 5 anni su un totale di circa 7 mila. La maggior parte lo farà nel 2022. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici di Milano, e segretario dello Snami, il sindacato di categoria, lancia l’allarme. Ogni medico di famiglia infatti assiste in media 1416 lombardi, quando la media italiana è invece di 1232 e la soglia ottimale fissata dalla Regione sarebbe di un medico ogni 1300 cittadini. Per rispettare i parametri ne servirebbero 500 in più. In dieci anni si sono persi mille medici di base in Lombardia.

A Milano e area metropolitana abbiamo 1.900 medici e 200 pediatri, ma ci sono 200 zone carenti e dei posti messi a concorso per la medicina di famiglia solo 60 sono stati coperti con l’ultimo bando – dice Rossi – . E la situazione è destinata ad aggravarsi perché nel conto non sono calcolati quei medici che hanno maturato i requisiti per andare in pensione da qui a cinque anni e legittimamente“.
Secondo i calcoli dell’Ordine dei medici se il numero medio di pazienti per ogni dottore fosse in linea con gli standard previsti, circa 700 mila persone potrebbero scegliere un medico di fiducia vicino alle loro abitazioni. “Invece – denuncia Rossi – abbiamo numerosissime zone in cui c’è carenza di medici, sia nelle grandi città, sia in zone periferiche. Ogni collega deve assistere a domicilio anche un folto numero di pazienti, che hanno problemi di mobilità o vivono in comuni disagiati, di montagna o scarsamente abitati, oltre a quelli che vanno in studio autonomamente“.

Qualcosa si può e si deve fare, anche perché si è visto con la pandemia quanto la carenza della medicina territoriale incida poi sulla gestione delle emergenze. La prima cosa che si può fare è quella di investire sull’informatizzazione. “I medici da anni si sono adeguati ai nuovi mezzi tecnologici ed il loro tasso di informatizzazione è ormai pari al cento per cento. Sono completamente informatizzati anche i medici più anziani dai 68 ai 70 anni. Il problema, a questo punto, sono i sistemi informatici sanitari e istituzionali che andrebbero aggiornati e armonizzati con investimenti adeguati. La seconda e la terza sarebbe quella di aumentare le borse di studio e le loro remunerazioni, incentivare i nuovi medici a fare la scelta della libera professione investendo il proprio futuro nella medicina di base“, dice Rossi.

I giovani che escono dalla facoltà di Medicina non sono invogliati ad aprire uno studio sul territorio o ad unirsi ai professionisti già attivi. C’è un tema economico anche che li scoraggia, oltre che un tema di carico di lavoro. “Io che svolgo questa professione da anni – spiega Rossi  – posso affermare che per coprire le spese d’affitto dello studio, il personale infermieristico, la segreteria e le altre spese vive il margine di guadagno è troppo risicato anche per chi ha studi medici avviati da anni. Quando chiediamo a un giovane medico di aprire un nuovo studio, magari in una periferia urbana o in una zona rurale e montana, difficilmente un giovane riuscirà a coprire le spese“. Nonostante questa sia la situazione, si prepara un autunno caldo per i medici di famiglia. Si parla della campagna di vaccinazione per la terza dose affidata proprio a loro, e dell’incarico di scovare porta a porta i pazienti che non hanno ancora prenotato il vaccino anti-Covid. “Uno sforzo impossibile da realizzare con le poche e stremate forze a disposizione“, conclude Rossi.

La carenza medici di famiglia non colpisce solo Milano …

19 febbraio 2021 :  http://www.simonenegri.it/news.php?extend.346.3

Nel corso della recente assemblea dei sindaci del ASST Rhodense è stato affrontato il tema spinoso della mancanza dei medici di medicina generale (MMG) nel nostro territorio.

A marzo 2021 verrà effettuato un nuovo rilievo dei cosiddetti “ambiti carenti”, misurando la disponibilità dei medici considerando uno standard di 1 ogni 1.300 residenti e tenendo conto dei pensionamenti entro il 31/12/2021.

A fine 2020, su 286 posti pubblicati nell’ATS Città di Milano (su circa 2.000 medici) sono stati conferiti solo 126 incarichi, di cui molti legati a medici ancora in formazione. Di fatto i nuovi MMG non sono sufficienti per sostituire neanche i cessati, che lo scorso anno sono stati 181.
Oltre alla crisi della filiera, dalla formazione all’ingresso nello studio, pare aver inciso notevolmente la pandemia che ha visto anticipare il pensionamento di molti medici. continua a leggere

Europei, giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match con la Russia. Gli arbitri li imitano. Fischi dal pubblico di San Pietroburgo


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/12/foto/russia_belgio_razzismo_in_ginocchio_san_pietroburgo_fischi-305782890/1/?ref=RHTP-BS-I304750563-P4-S1-T1

212914917-baf70afc-48b4-46f1-9f10-ac516033eec8I giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match contro la Russia degli Europei. Il direttore di gara della sfida, lo spagnolo Antonio Mateu Lahoz e i suoi assistenti, li imitano inginocchiandosi prima del fischio d’inizio. Ma il gesto viene contestato dal pubblico di San Pietroburgo che fischia. E i giocatori della Russia, che non hanno aderito al movimento Black Lives Matter, restano in piedi. Due giorni fa fischi erano arrivati anche ai giocatori irlandesi in ginocchio contro il razzismo nell’Ungheria di Orban.

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Omar Pedrini operato al cuore:…


Omar Pedrini operato al cuore: l’operazione durata cinque ore. Ora è in terapia intensiva ma cosciente

articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_giugno_12/omar-pedrini-operato-cuore-l-operazione-durata-cinque-ore-ora-terapia-intensiva-ma-cosciente-8772a794-cbbb-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml?fbclid=IwAR1mBz8YmHRFq4sVT0Lmb3-b66VexAdzDkaNyPH6Hab7jXJruaThWPquj58

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Omar Edoardo Pedrini (Brescia, 28 maggio 1967) è un cantautore, chitarrista e accademico italiano, ex leader dei Timoria.

Il cantautore 54enne operato a Bologna, già in passato aveva subito due interventi per problemi cardiaci

«Ho un aneurisma aortico» aveva scritto su Instagram Omar Pedrini, postando una foto dal letto d’ospedale.

Il cantautore, 54 anni compiuti a fine maggio, come si legge sul suo profilo Twitter è stato operato alla clinica Villa Torri di Bologna. Un intervento durato 5 ore: «Omar è in terapia intensiva ed è già cosciente» scrive il suo staff.

Era stato proprio Pedrini a spiegare di essere stato ricoverato in ospedale e a raccontare poi di aver un aneurisma aortico. Il tutto per spiegare perché il suo ritorno sul palco dovrà aspettare anche se, aveva scritto: «La mia volontà è di tornare quanto prima. Ci siamo salutati alla fine del 2019 col vento in poppa, ora dobbiamo essere pronti per volare senza vento». Pedrini in realtà aveva già in passato avuto diversi problemi al cuore, prima nel 2004 (proprio per un aneurisma aortico) e poi nel 2014, il secondo intervento era durato 11 ore. Tantissimi i messaggi di sostegno arrivati da colleghi e amici, da Lorenzo Jovanotti a Paolo BelliPedrini a febbraio era diventato papà per la terza volta.

Dramma in campo a Copenaghen: arresto cardiaco per Eriksen..


articolo: https://sport.sky.it/calcio/europei/partite/2020/giornata-1/danimarca-finlandia/risultato-gol

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questa foto fa sperare

Christian Eriksen, malore durante Danimarca-Finlandia

Malore per il giorcatore dell’Inter al 43′ del primo tempo: necessario un massaggio cardiaco. Il giocatore attualmente è in ospedale. L’Uefa ha comunicato la “sospensione del match per un’emergenza medica“. Tutti gli aggiornamenti in tempo reale su Sky Sport 24 e qui sotto nel nostro liveblog

Il comunicato della Uefa: “Eriksen in ospedale e stabilizzato”

A seguito dell’emergenza medica che ha coinvolto il giocatore danese Christian Eriksen, si è svolta una riunione di emergenza con entrambe le squadre e gli ufficiali di gara e ulteriori informazioni saranno comunicate alle 19.45Il giocatore è stato trasferito in ospedale ed è stato stabilizzato


Europei: Zhang su Instagram, forza Eriksen

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/06/12/europei-zhang-su-instagram-forza-eriksen_43daa82d-d91d-4df5-ae63-e12adb6e58c8.html

Messaggi da Lautaro e Hakimi, preghiamo per te

(ANSA) – Milano, 12 giugno 2021 – Arrivano messaggi di supporto sui social per Christian Eriksen dall’Inter e dai suoi compagni in nerazzurro, dopo il malore in campo del centrocampista della Danimarca durante la gara contro la Finlandia. “Forza Chris!”, ha scritto il presidente dell’Inter Steven Zhang su Instagram, pubblicando una foto insieme al giocatore.

Forza Chris, dai Chris!“, il messaggio di Lautaro Martinez. “Forza Chris, per favore! Prego per te amico mio“, le parole di Hakimi.Forza fratello, più forte di sempre“, ha aggiunto Alessandro Bastoni.

Siamo tutti con te, ha scritto invece Milan Skriniar. (ANSA).


Eriksen si accascia a terra durante Danimarca-Finlandia: massaggio cardiaco, dramma agli Europei

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/12/news/eriksen_danimarca_finlandia-305759144/?ref=RHTP-BH-I305760701-P1-S1-T1

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Il giocatore danese dell’Inter è stramazzato a terra al 43′ del primo tempo. Terribili le immagini dei soccorsi eseguiti sul prato del Parken tra i giocatori e il pubblico in lacrime. Interrotta la partita

Dramma a Copenaghen durante Danimarca-Finlandia. Christian Eriksen, il giocatore danese dell’Inter, è stramazzato a terra all’improvviso al 43′ del primo tempo della partita in corso allo stadio Parken. In un silenzio irreale, tra i giocatori e il pubblico in lacrime, si sono visti i sanitari eseguire il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca al giocatore. Nelle immagini della partita si vede chiaramente Eriksen che correndo rientra dalla linea di fondo, comincia a barcollare e cade da solo in avanti quasi senza forza. Immediato l’intervento dei sanitari, la partita è stata interrotta.

Sul campo ha assistito ai soccorsi in lacrime la moglie di Eriksen, scesa dalle tribune e sostenuta sul terreno di gioco dal portiere Schmeichel e da Kjaer.


Eriksen, malore in Danimarca-Finlandia, paura agli Europei 2021: diversi massaggi cardiaci

articolo: https://www.corriere.it/sport/calcio/europei/21_giugno_12/eriksen-arresto-cardiaco-danimarca-finlandia-paura-europei-2021-5452e658-cb9d-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml

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Il centrocampista della Danimarca Christian Eriksen si è accasciato a terra, improvvisamente, al 42esimo minuto della partita Danimarca-Finlandia, sfida della prima giornata degli Europei 2021. La sfida, che si giocava a Copenaghen, è stata immediatamente sospesa.

Eriksen, calciatore dell’Inter, è stato sottoposto a massaggi cardiaci, anche con un defibrillatore. Gli interventi sul fuoriclasse, che ha 29 anni, sono stati almeno tre.

Eriksen al momento appare ancora incosciente anche se un fotografo dell’agenzia Reuters — citato dall’agenzia stessa — avrebbe visto il calciatore alzare la mano mentre veniva portato fuori dal campo sulla barella.

Compagni e avversari sono sconvolti, con i danesi che fanno muro intorno ai soccorsi per preservare la privacy del centrocampista. In campo la moglie del campione, in lacrime, subito abbracciata dal capitano Kjaer e dal portiere Schmeichel.

Lo stadio di Copenaghen è ammutolito.

Dopo una quindicina di minuti i giocatori finlandesi sono rientrati negli spogliatoi in segno di rispetto, mentre quelli danesi sono rimasti ancora sul campo intorno al campione.

Dopo 20 minuti la barella, circondata da due teli, ha scortato Eriksen fuori dal campo accompagnata dai giocatori.

La dinamica – Christian Eriksen si è accasciato a terra, improvvisamente, attorno al minuto 43 del primo tempo di Danimarca-Finlandia. Il centrocampista si è avvicinato a un compagno di squadra per ricevere la rimessa laterale. Senza che ci fossero scontri con compagni di squadra o avversari, il centrocampista danese, dopo alcuni passi, è caduto a terra, privo di sensi. I compagni e gli avversari, insieme con l’arbitro, hanno immediatamente chiamato i medici che, entrati in campo, hanno avviato le procedure per rianimare il calciatore. I compagni, seppur sconvolti, hanno iniziato a fare scudo al giocatore.

San Siro, la telenovela del nuovo stadio: dopo due anni l’iter è al punto di partenza. Zhang spinge: va fatto


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/economia/21_giugno_12/san-siro-telenovela-nuovo-stadio-due-anni-l-iter-punto-partenza-zhang-spinge-va-fatto-211b9daa-cb4f-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml

Il primo progetto presentato a luglio 2019. Il 19 giugno prossimo scade la proroga ai club per presentare le integrazioni. La giunta dovrà dare una nuova dichiarazione di pubblico interesse. Sala: tengo il dialogo aperto. Ma i tempi si allungano. Ecco i numeri del piano urbanistico.

Era il 10 luglio di due anni fa quando Milan e Inter depositarono in Comune il primo studio di fattibilità per il nuovo stadio da realizzare nel parcheggio dell’attuale impianto. Due anni dopo, si è in attesa che gli stessi due club spediscano al medesimo indirizzo gli ultimi documenti (relativi soprattutto ai rispettivi assetti societari) in relazione al secondo progetto di fattibilità dell’opera. Di fatto si è tornati al punto di partenza, anche se questi 23 mesi sono serviti se non altro al Comune a fissare, sull’ipotetico nuovo terreno di gioco, una lunga serie di paletti di natura urbanistica e non solo (le famose sedici condizioni votate dall’aula di Palazzo Marino nel novembre del 2019 e allegate alla prima dichiarazione di pubblico interesse).
Prima che la giunta possa ora dare un secondo via libera al progetto, nel frattempo adeguatamente riveduto e corretto, di un San Siro «bis», le società devono appunto produrre altra documentazione. La scadenza dell’ultima proroga richiesta da Inter e Milan è in calendario per sabato prossimo, 19 giugno.

In Commissione consiliare i tecnici hanno fatto ieri il punto sulla lunga vicenda. In sintesi: l’aggiornamento presentato dalle due società prevede la realizzazione di un nuovo impianto per il calcio e altri eventi, la rifunzionalizzazione del Meazza (di cui si prevede il parziale mantenimento, mediante la realizzazione di un distretto dedicato allo sport e all’intrattenimento) e un «comparto plurivalente» con funzioni di carattere privato su una superficie di 145mila metri quadrati suddivisa in commerciali, terziarie e ricettive, oltre a funzioni sportive e museali «convenzionabili con il Comune». La proposta interessa una superficie complessiva di 290mila metri quadrati, di cui solo 99mila «occupati» dal nuovo stadio. L’impianto avrà una capienza massima di 60mila spettatori, mentre l’area complessiva sarà affidata ai club attraverso la concessione del diritto di superficie per 90 anni.

Nonostante l’impasse, il sindaco garantisce che non ci saranno passi indietro del Comune. «Con le caratteristiche e le prudenze che devo avere, confermo la disponibilità dell’amministrazione a dialogare con le squadre, capendo la loro necessità di avere un impianto nuovo», ha detto Beppe Sala: «Non faccio un passo indietro, ma porrò le attenzioni necessarie al caso». Soprattutto nella maggioranza di centrosinistra crescono però le perplessità. Carlo Monguzzi (Pd) dà voce al fronte del no: «Ristrutturiamo il Meazza. Un secondo stadio, tonnellate di nuova edificazione e addirittura un nuovo centro commerciale non servono al quartiere ma solo alle casse delle società in crisi». Sull’altro fronte il forzista Alessandro De Chirico lancia l’allarme opposto: «La sinistra ha deciso da tempo di non decidere. Più più passa il tempo e più il rischio di far scappare a gambe levate Inter e Milan dal Meazza diventa fondato». Il presidente nerazzurro Steven Zhang, intervistato ieri da Sky, si limita per ora a ribadire il concetto di sempre: «È molto importante costruire un nuovo stadio, una struttura innovativa per il club. Senza rimarremmo indietro rispetto agli altri club che hanno già fornito una struttura migliore per i tifosi».

Covid: focolaio in palestra Milano, 10 casi accertati


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/06/12/covid-focolaio-in-palestra-milano-10-casi-accertati_07b1cb4f-5b32-4af1-b444-091782fe13cf.html

Un positivo variante indiana, richiesto sequenziamento per altri

(ANSA) – Milano 12 giugno 2021 – Un focolaio Covid con 10 casi, di cui uno da variante indiana, è stato scoperto in una palestra di Milano che aveva riaperto lo scorso 24 maggio. Lo rende noto ATS Città Metropolitana di Milano, spiegando che, visto che un caso ha evidenziato infezione da variante indiana, è stato richiesto il sequenziamento per gli altri 9.

Tutti i casi sono in isolamento.

L’Agenzia ha inoltre identificato 140 frequentatori della palestra che dal 24 maggio (data di apertura della palestra) al 31 maggio (data di presenza dell’ultimo caso) hanno avuto contatti con almeno uno dei 10 casi rilevati. Sono stati tutti invitati a eseguire un test antigenico o molecolare presso la rete dei punti tampone e dei drive through di ATS. (ANSA).

Attacco hacker e incendio per Luma Energy, Porto Rico al buio


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/11/news/attacco_hacker_e_incendio_per_luma_energy_porto_rico_al_buio-305433014/

Miami – Un incendio in una sottostazione elettrica sull’isola americana di Porto Rico ha gettato nell’oscurita’ migliaia di residenti da ieri sera. Luma Energy, l’azienda che fornisce energia elettrica, ha fatto sapere di aver subito un attacco informatico.

C’e’ stato un incendio in un trasformatore nella sottostazione di Monacillo“, un distretto della capitale San Juan, ha detto la società  due ore dopo aver spiegato di essere stata l’obiettivo di un attacco hacker che ha reso “difficile” per i clienti l’accesso ai propri account online.

Non slittano i richiami. Pronte le scorte per il cocktail Pfizer


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/non_slittano_i_richiami_pronte_le_scorte_per_il_cocktail_pfizer-305630025/?ref=RHTP-BH-I304495303-P3-S2-T1

Ecco come cambia la campagna vaccinale che va avanti senza stop. Chi ha ricevuto la prima dose con AstraZeneca farà una dose a mRna

Roma. Adesso che le somministrazioni quotidiane si avvicinano a quota 600.000, l’obiettivo è non fermare la macchina. L’ennesimo cambio in corsa sull’utilizzo di AstraZeneca, non dovrebbe compromettere la marcia verso l’immunità di gregge fissata per settembre. Le Regioni si dicono pronte: gli appuntamenti per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose con AstraZeneca saranno rispettati. I richiami verranno fatti con Pfizer e Moderna, le dosi — rassicura il generale Figliuolo — almeno per il momento, ci sono. Anche se un impatto ci sarà e porterà ad un rallentamento, non fosse altro che per riprogrammare i primi appuntamenti a seconda della effettiva disponibilità delle dosi nei frigo delle Regioni e non su quella del calendario delle consegne che presenta ancora qualche punto interrogativo, a cominciare dai 6,4 milioni di Curevac ancora in attesa di approvazione e dosi previste entro settembre. «Siamo lisci lisci — ammette il generale Figliuolo — ci eravamo lasciati un certo margine di disponibilità che ora si è assottigliato vuoi per la nuova fascia di giovanissimi da vaccinare (12-16 anni) e ora per questa gamba del tavolo che cede. Ma sono ottimista e penso che se non ci saranno altri imprevisti e se non dovremo vaccinare anche i piccoli dai 6 anni in su, a settembre chiuderemo la partita».

I vaccinati con AstraZeneca – I più disorientati in queste ore sono gli under 60 (poco più di un milione) che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca e ora faranno il richiamo con un vaccino a Rna messaggero, Pfizer o Moderna. La prima domanda è: quando? Le Regioni stanno affannosamente facendo i conti con la disponibilità delle dosi, ma in linea di massima dovrebbe essere rispettata la scadenza dei tre mesi dalla prima somministrazione. Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto, Toscana, sono pronte: già da oggi gli under 60 che avevano l’appuntamento per il richiamo avranno iniettato Pfizer o Moderna, solo gli over 60 riceveranno di nuovo AstraZeneca. E chi non è convinto dalla novità della vaccinazione con due farmaci diversi? Resta fermo il principio che il vaccino non si può scegliere e questa volta l’indicazione alle Regioni è perentoria: niente AstraZeneca a chi ha meno di 60 anni. Dunque nessuno potrà chiedere di avere fatta la seconda dose con il siero di Oxford ma essendo la vaccinazione un trattamento sanitario allo stesso tempo non si potrà essere obbligati a riceverlo. Al massimo si potrà rifiutare il richiamo. I tempi lunghi ( 12 settimane) diluiranno gli eventuali problemi di disponibilità di Pfizer e Moderna per le seconde dosi che potrebbero slittare al massimo di qualche giorno.

Addio agli Open day – Tutti annullati gli appuntamenti del weekend per la somministrazione di massa di AstraZeneca, la strategia adottatta da molte Regioni peallettare i più giovani senza appuntamento verrà messa da parte. Per altro in sintonia con la prospettiva di chiudere in estate gli hub e affidare la conclusione della campagna a medici di famiglia e pediatri più affidabili anche per l’anamnesi dei loro pazienti, soprattutto i ragazzi.

Farmacie e aziendeLo stop per ora non riguarda l’altro vaccino ad adenovirus. Il monodose Johnson continuerà dunque ad essere somministrato nelle farmacie a chi lo prenoterà, anche under 60, nonostante esista una raccomandazione ad utilizzarlo solo per i più anziani. E un contraccolpo potrebbe subire anche la campagna vaccinale nelle aziende dove la platea dei lavoratori a cui poter somministrare AstraZeneca e Johnson si riduce.

Le dosi in frigoDi AstraZeneca, a questo punto, ne avremo fin troppo: se pure si vaccinassero tutti i 3, 5 milioni di over 60 che ancora mancano all’appello, occorrerebbero 7 milioni di dosi per loro e 4 milioni per quelli che hanno già ricevuto la prima dose. Ma tra le fiale in giacenza e quelle in arrivo nel terzo trimestre siamo già a 15 milioni. Almeno 4, dunque ( ma saranno sicuramente di più) resteranno inutilizzate e verranno destinate al progetto Covax per i Paesi senza accesso ai vaccini.

Vaccini, il Cts: “Stop Astrazeneca per gli under 60. Per la seconda dose avranno solo Pfizer o Moderna. Speranza: “Il governo tradurrà queste raccomandazioni in modo perentorio” – 

Hacker attaccano big videogiochi Electronic Arts


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2021/06/11/hacker-attaccano-big-videogiochi-electronic-arts_e835e550-e5d5-424f-8c6b-f8663892b2c6.html

Furto codice sorgente, ‘nessun rischio per la privacy’

Attacco hacker contro Electronic Arts, uno dei giganti mondiali dei videogiochi. “Stiamo indagando la recente intrusione nella nostra rete con la quale è stato rubato un ammontare limitato di codice sorgente“, afferma la società in una nota, sottolineando che gli hacker non hanno avuto accesso ai dati dei giocatori e “non c’è ragione di ritenere che la privacy” di chi giocasia a rischio“.

Ogni volta che trapela un codice sorgente tutti dovrebbero preoccuparsi.

Con queste preziose informazioni in possesso, gli hacker possono facilmente vedere il funzionamento interno di un gioco, sfruttare delle falle di sicurezza e persino fare il reverse engineering dei giochi con scopi dannosi – spiega Marco Fanuli, Security Engineer Team Leader di Check Point Italia Se gli hacker procedono con la vendita del furto nel darkweb, queste attività malevoli possono essere scalate. Alcuni report ci dicono che il codice sorgente di questo leak che coinvolge EA Games è già stato pubblicizzato nel darkweb. La cosa non sorprende, dato che gli hacker di solito sono veloci a monetizzare ciò che rubano, persino tali informazioni proprietarie che possono fruttare molti soldi agli hacker

Lombardia in zona bianca da lunedì 14 giugno


Lombardia in zona bianca da lunedì 14 giugno. Addio restrizioni: cosa cambia rispetto alla zona gialla

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articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/10/news/milano_lombardia_zona_bianca_le_regole-305282163/

Il passaggio permesso dai dati delle ultime settimane. Fine del coprifuoco, sì a ristoranti e bar all’aperto, resta l’obbligo delle mascherine

La Lombardia si prepara ad entrare in zona bianca da lunedì 14 giugno insieme a Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia e provincia di Trento. Un passaggio che è stato reso possibile dai dati delle ultime settimane e che segnano il ritorno di una normalità simile a quella del passato. Per entrare in zona bianca una Regione deve avere un’incidenza di contagi sotto i 50 casi ogni 100 mila abitanti per tre settimane consecutive: nell’ultima settimana l’incidenza è stata più che dimezzata: 22 casi per 100mila abitanti. “Lo dobbiamo anche a tutti quelli che si sono sottoposti alla vaccinazione“, ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Ecco allora le restrizioni che cadranno con il passaggio in zona bianca.

Addio coprifuoco – Dopo che lunedì scorso era stato posticipato a mezzanotte, con il passaggio in zona bianca viene praticamente meno insieme a molte altre restrizioni.

Ristoranti, bar all’aperto e distanziamento – Nessun limite per ristoranti e bar all’aperto, al chiuso invece resta il limite delle sei persone a tavolo. Resta l’obbligo delle mascherine e del distanziamento sociale

Le riaperture – Riaprono le discoteche anche se non si potrà ballare in pista. Possono riaprire le piscine al coperto, i centri benessere e termali, le fiere, le sagre i convegni e i congressi, i parchi tematici e di divertimento, le sale bingo e i casinò. Anche gli eventi sportivi che si tengono al chiuso sono aperti al pubblico e sono consentiti i banchetti dopo le cerimonie civili e religiose (dai matrimoni alle comunioni).

Coronavirus, “Dal 20 agosto la Lombardia avrà l’immunità di gregge” – 

Vaccino anti Covid, la Regione Lombardia dice sì alle dosi ai turisti: si cerca un’intesa per il vaccino al mare – 

 

Morta Paola Pigni, leggenda dello sport italiano


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/altrisport/2021/06/11/atletica-morta-paola-pigni_b9bf6e4b-ccac-4d87-86af-80ce4fb59336.html

Bronzo ai Giochi olimpici del ’72 a Monaco nei 1500, aveva 75 anni

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Incendio in una fabbrica di vernici nel Pinerolese:….


Incendio in una fabbrica di vernici nel Pinerolese: evacuata due case. Il sindaco Salvai: “Invito i cittadini a non uscire”

articolo: https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/incendio_in_una_fabbrica_di_vernici_a_roletto_almeno_un_ferito-305515787/?ref=drla-3

E’ la Cia Technima Sud Europa di Roletto: una trentina i dipendenti, tutti in salvo. Chusa la statale dei laghi di Avigliana

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Un’alta colonna di fumo nero si è alzata dalla fabbrica di vernici Cia Technima Sud Europa di Roletto, nel Pinerolese, dove stamattina é scoppiato un incendio di grandi dimensioni. Due case vicine allo stabilimento sono state evacuata, ma non  ci sarebbero feriti. In via Santa Brigida 43 stanno operando cinque squadre dei vigli del fuoco per spegnere le fiamme che hanno invaso la fabbrica cercando di limitare i danni che  sembrano ingenti. Dall’esterno si sentono anche i rumori di diverse esplosioni. 

Lo stabilimento, che produce bombolette spray e  in cui lavorano una trentina di persone; é stato subito evacuato. Tre pattuglie dei carabinieri sono sul posto insieme con il personale del 118e dell’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente. E’ stata temporaneamente chiusa anche la statale dei Laghi di Avigliana per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso. E dall’Arpa: spiegano: “Sono stati avviati i controlli per la ricaduta dei fumi in prossimità dell’incendio e nelle aree adiacenti. I campionamenti dell’aria stanno proseguendo così come quello delle acque di spegnimento per verificare che queste non si riversino in bialere e rii. Arpa sta effettuando ulteriori campionamenti attraverso canister“.

Il sindaco di Pinerolo Luca Salvai: “Siamo in attesa di notizie ufficiali dagli organi preposti. Nel frattempo, a titolo precauzionale, invito la cittadinanza a non uscire se non necessario, non recarsi sul luogo dell’incidente ed evitare, per oggi, di fare sport all’aria aperta, soprattutto sulla collina di Pinerolo verso Roletto

Roletto: incendio alla fabbrica di vernici Cia Technima

Scontri a un presidio di lavoratori della logistica nel Lodigiano: nove feriti, uno è grave. I sindacati: “Aggressione organizzata con bastoni e taser”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/scontri_presidio_lavoratori_logistica_nel_lodigiano_un_uomo_grave-305514025/?ref=RHTP-BH-I304495303-P1-S1-T1

E’ successo nella notte a Tavazzano con Villavesco dove i dipendenti della FedEx Tnt licenziati stavano manifestando: soccorse 9 persone

 

Violenti scontri, stanotte, in un deposito di un’azienda di logistica di via Orecchia, a Tavazzano con Villavesco, nel Lodigiano. La situazione è degenerata mentre era in corso un presidio organizzato da lavoratori licenziati da un’altra ditta di logistica di Piacenza. “Si tratta di lavoratori – spiegano fonti sindacali – della FedEx Tnt che, arrivati a Tavazzano hanno trovato persone che si ritiene possano anche essere guardie private, che li hanno assaliti anche con bastoni e taser“.

Alla fine degli scontri nove persone sono state soccorse dai sanitari del 118. Per una di loro è stato ritenuto necessario il ricovero al policlinico di Pavia per un trauma facciale grave. E quell’uomo riverso a terra con il sangue al naso è l’immagine postata dal sindacato Si Cobas nazionale per denunciare quanto è accaduto.

Secondo la ricostruzione dei sindacati, il presidio dei circa 40 lavoratori di Si Cobas sarebbe stato attaccato da una “squadraccia” “mimetizzatasi tra i lavoratori

https://www.facebook.com/sicobas.lavoratoriautorganizzati.9/

Colori delle Regioni, Rt a 0,68. Da lunedì altri 30 milioni di italiani in zona bianca


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/coloro_delle_regioni_rt_a_0_68_da_lunedi_altri_30_milioni_di_italiani_in_zona_bianca-305488494/?ref=RHTP-BH-I304495303-P1-S1-T1

Dal 14 meno restrizioni per la Provincia di Trento, la Lombardia, il Lazio, l’Emilia-Romagna, il Piemonte e la Puglia. E dal 21 passeranno in bianco anche la Toscana, la Sicilia, le Marche, la Provincia di Bolzano, la Basilicata, la Calabria e la Campania. Infine il 28, sarà la volta della Valle d’Aosta

L’Rt nazionale resta basso, cioè ha lo stesso valore della scorsa settimana: 0,68. E in base ai dati dell’incidenza, da lunedì diventano bianche la Provincia di Trento, la Lombardia, il Lazio, l’Emilia-Romagna, il Piemonte e la Puglia. Entrano cioè nella zona con meno restrizioni oltre 28 milioni di italiani, quasi la metà degli abitanti del Paese. Sono i risultati dell’analisi della Cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute, che valuta l’andamento dell’epidemia.

Calano molto i contagi e quindi scende l’incidenza. Con questa tendenza, dal 21 giugno passeranno in bianco la Toscana, la Sicilia, le Marche, la Provincia di Bolzano, la Basilicata, la Calabria e la Campania. Infine, il 28, sarà la volta della Valle d’Aosta.

Come ormai noto per entrare in zona bianca bisogna avere un numero di casi per 100mila abitanti inferiore a 50 per tre settimane di seguito. Ormai tutte le Regioni italiane sono ampiamente sotto quella soglia. Ecco di dati da venerdì scorso a ieri che verranno valutati (e arrotondati) dalla Cabina di regia. Abruzzo 19,5, Basilicata 39, Calabria 36, Campania 30,7, Emilia-Romagna 21,5, Friuli Venezia Giulia 19,3, Lazio 23, Liguria 10,2, Lombardia 23,1, Marche 28,1, Molise 8,7, Piemonte 22,7, Provincia di Bolzano 31,2, Provincia di Trento 24,8, Puglia 25,1, Sardegna 11,7, Sicilia 39,9, Toscana 27,9, Umbria 20,7, Valle d’Aosta 30,4, Veneto 14,6.

“Mi hanno stuprata”. Un calciatore di serie A tra gli arrestati


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/10/news/firenze_stupro_calciatore-305397716/

Presunta violenza sessuale a Siena. Ai domiciliari Manolo Portanova del Genoa

FIRENZE – La cena fuori con gli amici, l’invito a trascorrere il resto della serata in un festa “riservata” nella zona, la violenza. Dopo i casi delle scorse settimane, un altro giovane calciatore resta invischiato in un’inchiesta per violenza sessuale. Si tratta di Manolo Portanova, 21 anni, centrocampista del Genoa (e dell’Under 21) con un passato nelle giovanili della Juventus, arrestato nei giorni scorsi dalla questura di Siena in esecuzione di una misura cautelare. Con lui sono finiti ai domiciliari altri due ragazzi di 18 e 20 anni, mentre un diciassettenne è indagato a piede libero. Ad accusarli la testimonianza di una ragazza di 21 anni, che nella denuncia avrebbe fatto anche riferimento ad alcuni video girati col cellulare. “lo hanno fatto in buona fede, quei filmati dimostreranno che si è trattato di un rapporto consensuale“, commenta l’avvocato Duccio Panti, che assiste uno dei tre arrestati. Nei prossimi giorni, su ordine della Procura, si terrà un incidente probatorio per estrarre i file video dai telefonini degli indagati e della vittima.

Secondo la ricostruzione la violenza si è consumata la notte tra il 29 e 30 maggio in un appartamento a Siena. La ragazza è uscita a cena insieme con amici, poi ha accettato l’invito di un altro gruppo a  trascorrere in un appartamento il resto della serata, tra musica e forse qualche bicchiere. Proprio durante la notte si è ritrovata da sola in una stanza con  il gruppetto di ragazzi e la situazione è precipitata: la violenza sarebbe andata avanti a lungo, ma nessuno tra i presenti nell’appartamento si è accorto di nulla.

Le indagini sono partite così il giorno successivo, quando la ragazza si è presentata in questura per denunciare. Dopo aver raccolto i primi riscontri, in particolare il referto medico in cui si evidenziavano segni compatibili con una violenza sessuale, la Procura ha chiesto e ottenuto in breve le misure cautelari. Le indagini proseguono ora per cercare altri riscontri e stabilire eventuali altre responsabilità: per questo motivo nei prossimi giorni saranno sentite di nuovo le persone che si trovavano nell’appartamento.

Altri elementi, infine, potrebbero arrivare dagli interrogatori di garanzia. Ieri sono comparsi di fronte al gip due degli arrestati: uno si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre l’altro ha risposto alle domande ammettendo il rapporto sessuale ma respingendo con forza le accuse di violenza.

Milano ritrova il teatro Lirico. Sarà dedicato a Gaber


Tra pezzi originali e un ristorante panoramico, Milano ritrova il teatro Lirico. Sarà dedicato a Gaber

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/10/news/restauro_teatro_lirico-305346901/

Teatro Lirico – 1975

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Quasi terminati i lavori di restauro, aprirà ad ottobre e sarà dedicato a Gaber

Dai tavoli del ristorante panoramico – si parla dell’arrivo di uno chef stellato – si potrà mangiare assistendo agli spettacoli o alle prove in palcoscenico a seconda degli orari. Le ampie finestre del locale, infatti, se da un lato si affacciano su via Larga dall’altro guardano direttamente dentro il teatro dall’altezza di quella che normalmente è la piccionaia. Per ricavare lo spazio – 400 metri quadrati – sono state smontate una ventina di file della balconata (300 posti), riducendo le poltrone a 1.517 in tutto, “numero, tra l’altro, in linea con le norme di sicurezza” spiega l’architetto Mariani. Un intervento che, senza interferire troppo con le volumetrie, darà sicuramente un tocco di charme al teatro.

  • Il teatro Lirico di Milano, chiuso dal 1999, riaprirà al pubblico a ottobre per una nuova stagione di spettacoli e sarà intitolato a Giorgio Gaber. Sono infatti terminati i lavori di restauro, dopo vari slittamenti: l’attività dei cantieri finirà il 30 giugno e il 15 luglio il teatro verrà consegnato dal Comune al gestore, Stage Entertainment, che completerà gli arredi e gli spazi commerciali. I risultati dei lavori che hanno riportato il teatro, progettato da Giuseppe Piermarini, al suo antico splendore sono stati illustrati nel corso di un sopralluogo della commissione consiliare del Comune di Milano. Il restauro, di tipo conservativo,  ha avuto un costo complessivo di 16 milioni di euro, ora il Lirico potrà ospitare 1.517 persone, 798 in platea, 505 in galleria, 120 nel primo ordine di balconata e 36 nel secondo. Il nuovo Lirico sarà intitolato a Giorgio Gaber, “che qui ha segnato uno dei capitoli più importanti del teatro canzone. E ci sembrava doveroso conservare questo aspetto di memoria all’intitolazione a un grandissimo artista della nostra Milano“, ha spiegato l’assessore alla Cultura del Comune, Filippo Del Corno. Tra le principali novità ci sono il posizionamento in buca dell’orchestra sinfonica e la zona riservata al ristorante panoramico da cui si avrà una vista sul teatro. Il Lirico nella sua parte esterna non ha subito alcuna variazione mentre la parte interna è stata completamente riqualificata ed è stato restaurato il mosaico che si trova all’ingresso. Il gestore Stage Entertainement è stato individuato con un bando di gara e porterà al Lirico una programmazione che andrà dai concerti di musica classica, jazz e leggera, agli spettacoli di cabaret, di danza nonché di prosa in chiave moderna oltre a quelli legati ad una nuova accessibilità dell’opera lirica.

Ecco la principale novità che emerge alla fine dei faraonici lavori di ristrutturazione che, dopo 5 anni di cantiere abitato da una schiera di maestranze arriviate fino a 85 in contemporanea, restituiscono a Milano uno dei sui teatri più antichi, il Lirico, nato come Teatro della Cannobiana su progetto di Piermarini e inaugurato solo un anno dopo il Teatro alla Scala (nel 1779). Il cantiere è quasi finito e lo spazio, 13 mila metri quadrati, verrà consegnato alla Stage Entertainment il 15 luglio. “Da contratto – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Marco Granelli – il gestore ha 90 giorni per completare le rifiniture“, che sono le poltrone, il corrimano, l’allestimento dei bar, il guardaroba e così via. Questo significa che entro metà ottobre, 22 anni dopo l’ultima alzata di sipario, la grande ferita della città sarà finalmente ricucita. continua a leggere

per saperne di più: 

art. del 28 luglio 2019 – Milano, conto alla rovescia per il nuovo Lirico: la città riscopre la facciata restaurata – https://alessandro54.com/2019/07/28/milano-conto-alla-rovescia-per-il-nuovo-lirico-la-citta-riscopre-la-facciata-restaurata/

art. del 21 aprile 2016 – Teatro Lirico, partono i lavori di ristrutturazione ……….  – https://alessandro54.com/2016/04/21/5119/

Bari, prende fuoco un autobus dell’Amtab: panico sul lungomare


articolo: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/21_giugno_09/prende-fuoco-autobus-dell-amtab-paura-lungomare-bari-e416cbda-c916-11eb-b0b3-35aca8948ff4.shtml?cmpid=tbd_2333c69aAe&fbclid=IwAR06yIT7qtn-lAFKfnqdpdWa9dRAj60Mw4ddEDe3TRIFUJvC9G-H5you9sI

È accaduto in pieno centro, in una delle zone maggiormente trafficate della città
Avviati accertamenti per chiarire le cause dell’incendio. Passeggeri in salvo

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Un autobus dell’Amtab, l’azienda che gestisce il trasporto urbano, ha preso fuoco questa mattina a Bari sul lungomare, all’altezza del teatro Margherita. Si tratta di una vettura della linea B, il bus navetta che conduce alla spiaggia di Pane e pomodoro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia municipale.

Nessun ferito – I passeggeri sono riusciti a scendere, nessuno è rimasto ferito ma sul lungomare e nelle strade vicine ci sono stati momenti di panico. La colonna di fumo è stata notata in diversi punti della città. La vettura è un modello mercedes snodato di 18 metri del 2006.

Il precedente – In una nota l’azienda precisa che l’ultimo episodio di un bus in fiamme a Barrisale a gennaio del 2018 e spiega che «le fiamme si sono propagate partendo dal vano motore». Per quanto riguarda le cause dell’incidente, l’Azienda ipotizza che ci sia stata «una perdita di olio dell’idroguida finita su di un parte incandescente».

Bari, autobus Amtab prende fuoco davanti al Margherita

La terza dose sarà Pfizer e si farà dal medico. Piano al via con i fragili


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/09/news/la_terza_dose_sara_pfizer_e_si_fara_dal_medico_piano_al_via_con_i_fragili-305189209/?ref=RHTP-BH-I304495303-P1-S1-T1

Venti milioni le persone coinvolte, ci saranno anche i sanitari e le forze dell’ordine. Si partirà a gennaio, a un anno dalle prime dosi. Non più negli hub ma negli ambulatori

L’obiettivo principale sono le persone a rischio. I circa 20 milioni di italiani fragili per età, per patologia e per attività professionale. Il vaccino è quello di Pfizer. Il luogo sono gli ambulatori di medici e pediatri di famiglia. I tempi sono il punto interrogativo più importante, al quale si cerca di dare risposta in questi giorni.
Il ministero alla Salute ha iniziato a lavorare al piano per la terza dose del vaccino anti Covid. Ci sono già stati confronti anche con la struttura commissariale guidata dal generale Francesco Figliuolo, per disegnare il domani della lotta al coronavirus. Il pilastro è uno: bisogna uscire dalla logica dell’emergenza e passare a quella della programmazione, prendendo spunto dalla campagna contro l’influenza.

Si punta su Pfizer – Tra i punti fermi al momento c’è il vaccino che verrà utilizzato. Del resto la Commissione europea ha già detto di non voler confermare per l’anno prossimo i contratti con chi produce quelli a vettore virale, in particolare AstraZeneca. C’è invece un accordo per l’acquisto di 900 milioni di dosi di Pfizer, basato sulla tecnologia dell’Rna messaggero che viene considerata molto affidabile per efficacia e sicurezza.

Una campagna per i fragili – Al momento l’idea è che la terza dose vada fatta almeno a coloro che rischiano di più se si ammalano di Covid e quindi gli anziani, dai 60-65 in su e ai fragili per motivi di salute. Poi ci sono coloro che sono a contatto con queste persone, cioè gli operatori sanitari, e coloro che svolgono lavori essenziali come le forze dell’ordine.

Potrebbe bastare coprire queste persone, circa un terzo della popolazione totale, per stare tranquilli di fronte a un virus il cui destino sarebbe quello di diventare endemico, come quello influenzale che (di solito) si presenta leggermente diverso ogni anno ed è pericoloso soprattutto per anziani e malati.
Al ministero sanno che sarebbe molto comodo iniettare la terza dose contro il Covid insieme a quella dell’antinfluenzale, che viene somministrata di solito da novembre in poi.

L’incognita dei tempi – C’è però il problema dei tempi, perché novembre sarebbe troppo presto per fare la terza dose. Il green pass è valido fino a nove mesi dopo la chiusura del ciclo vaccinale ma ormai è certo che la copertura duri almeno un anno. Visto che le prime persone hanno fatto il vaccino a gennaio, non avrebbe senso chiamarle già in autunno. “Sarà una campagna molto spalmata nel tempo, che potrebbe arrivare a marzo, aprile o maggio — dice Silvestro Scotti, segretario della Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia — Sono d’accordo con l’idea di coprire solo i fragili ma intanto bisogna diffondere la vaccinazione nel mondo, per evitare che nascano varianti pericolose”.

Tutti negli ambulatori – A Scotti va bene che la vaccinazione avvenga negli studi di medici e pediatri, come già per l’antinfluenzale. Quella campagna però è concentrata in pochi mesi, quindi andrà disegnata un’organizzazione adeguata. Il personale sanitario, invece, riceverà la somministrazione in Asl e ospedali, come avviene normalmente anche per prevenire la malattia stagionale.

Aziende in pressing e varianti – La terza dose, pensano al ministero, potrebbe servire a contrastare le varianti di coronavirus che stanno circolando adesso quando calerà l’immunizzazione della popolazione. Del resto sono efficaci anche contro quella ora più temuta, l’indiana. Ma se ci saranno cambiamenti significativi del coronavirus l’industria potrebbe modificare leggermente il vaccino per contrastarle. Proprio l’industria in questi giorni sta diffondendo il più possibile l’idea che la terza dose sarà certamente necessaria, puntando anche sugli altri vaccini che ha sul mercato magari per abbinarli a quello anti Covid. Se è tutto marketing o se davvero servirà il richiamo lo si capirà tra un po’ di tempo. Intanto il ministero si organizza per essere pronto nel caso il piano terza dose diventi necessario.

Con iOS 15 Apple mette a frutto il suo vantaggio sulla privacy


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/09/news/con_ios_15_apple_mette_a_frutto_il_suo_vantaggio_sulla_privacy-305021589/

In un passaggio molto breve del keynote di apertura della Worldwide Developer Conference, la vicepresidente Jennifer Bailey, responsabile di Apple Pay e dell’app Wallet, ha annunciato che entro la fine dell’anno in alcuni Stati americani sarà possibile utilizzare l’iPhone come carta d’identità: con iOS 15 si potrà scannerizzare il documento e archiviarlo in maniera sicura nell’applicazione in cui già teniamo le carte di credito digitali, i biglietti per i concerti, le carte di imbarco per i viaggi in aereo. La Tsa, hanno spiegato da Apple, sta già collaborando a un sistema che potrà riconoscere questo tipo di documento digitale.

È stato un passaggio brevissimo, qualche decina di secondi cui in tanti non hanno dato peso, soprattutto perché riguardava novità limitate al mercato americano. Eppure quell’annuncio mostra come l’attenzione di Apple al tema della privacy, da sempre motivata come una questione di principio (“pensiamo che la privacy sia un diritto umano”, ripetono spesso i dirigenti di Cupertino), stia fornendo all’azienda un vantaggio competitivo che i concorrenti difficilmente riusciranno a colmare. Se andremo, come è prevedibile, verso un domani in cui i nostri smartphone diverranno sempre di più la cassaforte in cui tenere al sicuro le nostre vite digitali (i Green Pass sono una prova generale, per esempio), i dispositivi Apple avranno dalla loro anni di funzioni pensate esattamente per questo futuro. Funzionalità innestate su un sistema valoriale anomalo fra le big del tech, che sinora ad Apple sono costate tempo, denaro e scontri al fulmicotone con concorrenti come Facebook, che devono le proprie fortune alla profilazione degli utenti a scopo pubblicitario.

I nuovi sistemi operativi per iPhone, iPad e Mac proseguono così nel solco già profondo tracciato da iOS 14 con novità come le schede sulla privacy nell’App Store e la App Tracking Transparency, una funzionalità che dà la possibilità di bloccare la profilazione pubblicitaria nelle app per iPhone e iPad tramite un semplice popup. 

Con iOS 15, iPadOS 15 e macOS Monterey, Apple introdurrà un nuovo report sulla privacy nelle impostazioni, permetterà a Siri di funzionare senza inviare audio ai server remoti e soprattutto blinderà le email contro i famigerati pixel di tracciamento, una mossa che metterà i bastoni fra le ruote al mercato del marketing diretto e delle newsletter.

Le email non ci potranno tracciare – L’insieme di novità per proteggere le email dalla profilazione selvaggia si chiama “Protezione della Privacy di Mail”: le nuove versioni dell’app di posta per iPhone, iPad e Mac saranno in grado di disattivare in automatico i cosiddetti “pixel invisibili” con cui le aziende raccolgono informazioni personali come l’indirizzo Ip e lo stato di apertura del messaggio. In questo modo l’indirizzo del dispositivo non potrà essere utilizzato per tracciare l’utente su altri siti o applicazioni, e i sistemi di invio delle newsletter non saranno in grado di verificare se abbiamo dato un’occhiata all’email oppure no. Il blocco della lettura dell’indirizzo Ip ora si applica anche a Safari, in cui la funzione anti-profilazione chiamata Intelligent Tracking Prevention è presente già da qualche anno.

Il report sulla privacy – Nell’ambito delle funzioni anti-tracciamento, il browser Safari offre anche la possibilità di verificare quali e quanti “tracker” sono stati bloccatsu un determinato sito. Nel segno della trasparenza, iOS 15 introduce un report analogo anche per le applicazioni (una funzione simile, chiamata Privacy Dashboard, sarà disponibile anche su Android 12). Vi si potrà accedere dalla voce Privacy delle Impostazioni, e mostrerà queste informazioni:

  • Quando e quante volte le app accedono al microfono, alla geolocalizzazione e alle altre informazioni private per le quali l’utente ha garantito l’accesso
  • Le pagine web visitate tramite il browser interno dell’applicazione (come i link aperti su Instagram senza lasciare l’app)
  • I domini di terze parti contattati silenziosamente dall’app, in modo da capire con quali servizi l’applicazione condivide i dati degli utenti

Siri funziona sui dispositivi – Un’altra novità importante riguarda Siri, che sui nuovi sistemi operativi potrà elaborare un sottoinsieme di richieste direttamente sul dispositivo, senza inviare gli audio ai server remoti di Apple. Il modo in cui l’azienda di Cupertino ha gestito in passato le registrazioni delle richieste a Siri è stato oggetto di critiche e offriva il fianco ai detrattori della politica Apple sulla privacy. Questo aggiornamento ha anche il vantaggio di rendere Siri più reattiva nell’uso di tutti i giorni. Fra le richieste che l’assistente vocale potrà processare direttamente sul dispositivo ci sono i comandi per la riproduzione musicale, quelli per l’attivazione di timer o sveglie, l’avvio di una chiamata verso un contatto, l’apertura di applicazioni specifiche. 

C’è un però: il riconoscimento vocale “in loco”è un processo ad alta intensità, che richiede quindi un chip potente. Per questo la funzione sarà disponibile soltanto su iPhone e iPad che abbiano almeno un chip A12 o superiore. In altre parole: 

  • iPhone XS e XS Max o successivi
  • iPad Mini 5a generazione o successivi
  • iPad Air 2019 o più recente
  • iPad 2020 di ottava generazione o successivo
Una specie di Vpn – Altre opzioni legate alla privacy arriveranno su iOS 15, iPadOS 15macOS Monterey solo nell’ambito del nuovo servizio iCloud+, che è il nome che Apple ha dato a tutte le versioni a pagamento di iCloud. I prezzi sono gli stessi che adesso si pagano sulla base dello spazio di archiviazione aggiuntivo, dunque 99 centesimi per 50 Gb, 2,99 euro per 200 o 9,99 euro per 2 Tb; in alternativa, iCloud+ sarà incluso in Apple One, che in un unico abbonamento unisce vari servizi Apple. 

iCloud+ introdurrà una funzione chiamata Private Relay, con cui sarà possibile navigare in maniera anonima e criptata: quando si attiva il servizio, l’indirizzo del sito richiesto viene criptato, l’indirizzo Ip passa da un primo server Apple, che lo sostituisce con un altro indirizzo da cui si può ricavare l’area geografica dell’utente, ma non la sua posizione effettiva; da qui la richiesta passa a un secondo “relay server” che decripta l’indirizzo richiesto e instrada la visita verso il sito corrispondente. È un sistema che potrebbe ricordare una Vpn, ma di fatto non lo è, secondo quanto spiegato da Apple: questo perché mentre le aziende che gestiscono i server Vpn sono in grado di leggere le informazioni degli utenti prima di offuscarle, con il sistema a doppio relay privato nessuno che stia nel mezzo fra l’utente e il sito può ricostruire la richiesta originaria criptata, neppure Apple. Inoltre, a differenza di una Vpn la funzione Private Relay non dovrebbe rallentare la navigazione ed è compatibile con app come Netflix o Prime Video, che di solito si bloccano quando si accorgono dell’uso di una Vpn.

Con iCloud+ sarà inoltre possibile generare email casuali per l’iscrizione a servizi Web. Tutte le email si potranno tenere sempre sotto controllo su iCloud, Mail o Safari, e indirizzeranno tutti i messaggi all’email principale dell’utente, senza che terzi possano però vederla o registrarla. L’altra novità riguarda infine i filmati delle videocamere di sicurezza compatibili con i video sicuri di HomeKit: con iCloud+ le riprese verranno salvate in maniera criptata end-to-end e non contribuiranno al consumo dello spazio di archiviazione del piano scelto dall’utente.

Quando arrivano le nuove funzioni? – Le nuove funzionalità per la privacy saranno parte dell’aggiornamento di iOS 15 per iPhone (compatibile con tutti gli smartphone su cui gira iOS 14), di iPadOS 15, WatchOS 8 e Monterey, tutti in arrivo in autunno. Due di queste, cioè il report sulla privacy delle app nelle impostazioni e Nascondi la mia email, arriveranno invece nei mesi successivi, con un aggiornamento maggiore dei vari sistemi operativi.

Calcio, diritti tv: Agg. Dazn rifiuta l’offerta di Sky – offerta da 500 milioni di Sky a Dazn


Calcio, diritti tv: Dazn rifiuta l’offerta di Sky

articolo: https://www.repubblica.it/sport/2021/06/10/news/calcio_diritti_tv_dazn_rifuta_l_offerta_di_sky-305244279/

La media company di Comcast che ha perso i diritti della serie A per il prossimo trienno aveva offerto 500 milioni per mantenere l’App Dazn nel suo pacchetto

La Serie A resta in streaming. La proposta a sorpresa con cui Sky ha provato a rientrare nella partita dei diritti tv non è stata accettata: secondo Bloomberg, Dazn ha detto ‘ all’offerta da mezzo miliardo di euro per condividere i diritti tv della serie A di calcio in Italia. Sky aveva inviato una lettera con un’offerta per tenere l’app sul suo decoder SkyQ e su un canale satellitare. Un’offerta generosa perché non in esclusiva che serve alla media company americana per mantenere il pacchetto clienti, abituato da anni a vedere il calcio su Sky, e il suo ruolo chiave nel mondo del calcio. Dazn avrebbe azzerato i costi dei diritti tv accettando l’offerta: ai 500 milioni Comcast vanno agiunti i 340 milioni di Tim con cui ha stretto una partnership. In sostanza i due accordi avrebbero coperto gli 840 milioni pagati alla Lega calcio per avere i diritti, azzerando le uscite. Dazn ha però respinto la proposta: oltre ad aver speso oltre un miliardo in tecnologia per trasmettere le partite in streaming ci sono problemi di esclusività con Tim per i diritti dell’App.


Calcio, diritti tv: offerta da 500 milioni di Sky a Dazn

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/06/09/news/calcio_diritti_tv_offerta_da_500_milioni_di_sky_a_dazn-305205102/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S5-T1

Offerta di Sky a Dazn per poter trasmettere tutta la Serie A anche nel prossimo triennio. Sky ha messo sul piatto 500 milioni di euro a stagione per avere nel proprio bouqet un canale satellitare di Dazn (con la possibilità di trasmettere anche le 7 gare a giornata di cui non possiede i diritti) e la disponibilità dell’app di Dazn su Sky Q. La proposta avrebbe come scadenza l’inizio degli Europei, venerdì.

Vaccini in Lombardia, si accorciano i tempi per le seconde dosi di Pfizer e Moderna. «Così acceleriamo»


articolo: Vaccini in Lombardia, si accorciano i tempi per le seconde dosi di Pfizer e Moderna. «Così acceleriamo»- Corriere.it

Dal 28 giugno il richiamo di Pfizer sarà proposto dopo 21 giorni dalla prima iniezione, per Moderna dopo quattro settimane. Oggi la seconda dose è fissata al 35esimo giorno 

Ritorno al passato per i tempi delle seconde dosi di vaccino anti-Covid in Lombardia. La Regione ha deciso che dal 28 giugno il richiamo per il farmaco Pfizer sarà proposto a partire dal 21esimo giorno, per Moderna dal 28esimo. Questa calendarizzazione era già stata usata all’inizio della campagna. Poi, il cambio di strategia: l’intervallo per il richiamo a maggio era stato allungato, dopo il via libera del comitato tecnico scientifico. Nelle ultime settimane la seconda somministrazione era programmata a una media di 35 giorni di distanza dalla prima. Il motivo? Le scorte erano ridotte ma si voleva comunque allargare la platea dei vaccinati con almeno una dose. (Si può rinviare la seconda dose? Ci sono eccezioni? Ecco, le regole).

Ora le consegne di vaccini sono più abbondanti e si pone il problema inverso: accelerare con i richiami per permettere ai cittadini di completare in fretta il ciclo vaccinale, possibilmente entro l’estate. I tempi delle seconde dosi si accorciano, quindi, pur rimanendo all’interno dell’intervallo previsto dalle autorità sanitarie. Il limite massimo per il richiamo rimane a 42 giorni. Sempre dalla fine di giugno il portale regionale per le prenotazioni e il call center daranno la possibilità di cambiare la data della seconda iniezione, senza sforare i limiti minimi e massimi di tempo.

Giù la CDN: blackout per i siti di New York Times, Guardian, Governo GB, Cnn e altri


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/08/news/cyberattacco_su_larga_scala_giu_i_siti_di_new_york_times_guardian_governo_britannico_cnn_e_altri-304833578/

Ha ceduto la Content Delivery Network di Fastly, una delle reti distribuite che consentono ai siti di essere letti più velocemente dagli utenti e che serve i maggiori siti del mondo. Che sono rimasti oscurati per poco più di un’ora

Un contemporaneo down su larga scala – causato con ogni probabilità dal “crollo” di una CDN (content delivery network) – ha riguardato molti siti governativi – tra i quali quello del governo britannicositi di giornali come New York Times, Financial Times, Spectator, Le Monde  e Guardian e di network televisivi come la Cnn e altri come Amazon, Reddit, Twitch, Spotify. Non si è trattato di un attacco hacker – come si era temuto dinanzi ai tanti siti di informazione in blackout – ma di un problema tecnico.

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Segnalazioni in tutto il mondo, con messaggi di errore che campeggiavano sulle pagine bianche dei siti dei media più popolari, anche in Italia. La pagina del Guardian, ad esempio, restituiva l’unica frase “Connection failure“, quelle del New York Times e del Financial TimesFastly error: unknown domain: nyt.com“, quella del governo britannico “Error 503 Service Unavailable” e via di questo passo. Poi via via i siti, spostandosi su altre CDN, hanno ripreso ad essere visibili.

Il problema tecnico ha afflitto la CDN Fastlyche serve tutti i siti internazionali andati in panne oggi per poco più di un’ora, tra cui il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Il provider ha fatto sapere Fastly di avere identificato una configurazione del servizio che ha scatenato le interruzioni, il che significa che il blocco sembra avere avuto cause interne. Brevi stop di servizi internet non sono insoliti e sono solo raramente il risultato di attacchi hacker. Nonostante questo, i futures sui principali indici di Wall Street hanno subito un netto calo pochi minuti dopo il blackout, episodio che giunge un mese dopo che un cyberattacco ha costretto al blocco il principale oleodotto Usa. Tra i servizi offerti da Fastly – società che ha sede a San Francisco e un giro d’affari di 291 milioni di dollari nel 2020 – c’è anche la protezione dagli attacchi informatici denial-of-service e la gestione dei picchi di traffico.

Che cosa sono le CDN. Le Content Delivery Network o Content Distribution Network (Rete per la consegna di contenuti), indentificano un sistema di computer collegati in rete che collaborano in maniera trasparente per gestire e distribuire contenuti (specialmente quelli multimediali di grandi dimensioni in termini di banda, come l’IPTV) agli utenti finali ed erogare servizi di streaming audio e video. Questa rete distribuita sui computer dei principali provider consente di avere in cache dei contenuti in modo da poterli restituire velocemente a tutti gli utenti che li cercano nei vari siti. Le principali CDN sono Akamai, Cloud Front e Fastly, assieme a quelle di Google e Microsoft.

Che cosa sono le Cdn e perché sono fondamentali per Internet – 

Bomba d’acqua a Roma, evacuati bimbi da un asilo allagato. Caos a Corso Francia, Prati, Ponte Milvio


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_08/bomba-d-acqua-roma-evacuati-bimbi-bloccati-un-asilo-nido-allagato-ponte-milvio-7eb3017c-c859-11eb-a854-b5489e4fa044.shtml?fbclid=IwAR3Au9-Gdb5ozWvUIDGncRf5Lg61lsvNEZVH-hQ-gF2lxRX5ZVxoCuoDsAg

Intervento dei vigili del fuoco che hanno aiutato bambini e personale scolastico: tutti portati in un albergo. Roma nord la più colpita dalla tempesta. Polemica politica contro Raggi

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La Capitale è stata colpita da un potente temporale che in pochi minuti ha allagato vaste zone della città soprattutto i quartieri più a nord. Martedì 8 giugno nel primo pomeriggio, i vigili del fuoco hanno evacuato quaranta bimbi e sei del personale scolastico rimasto bloccato all’interno di un asilo nido in via Castelnuovo di Porto, vicino a Ponte Milvio, a causa di un allagamento dovuto al forte temporale che nel pomeriggio si è abbattuto su Roma.

Roma nord allagata – Tutti sono stati messi in sicurezza all’interno di un albergo nelle vicinanze. Igenitori sono stati contattati per poterli andare a riprendere. Tuoni, pioggia battente e, in alcune zone, anche grandine hanno creato in pochi minuti il caos nella circolazione automobilistica, anche a causa di diversi allagamenti dal centro alla periferia. Diversi gli interventi per il maltempo effettuati finora dai pompieri, tra le aree più colpite: Corso Francia, Ponte Milvio, Prati, Montemario e Nomentano.

La tempesta politica – Forti rallentamenti sul Grande raccordo anulare e sulla tangenziale est, ma anche nelle vie centrali si circola con difficoltà, con gli automobilisti costretti a procedere a passo d’uomo a causa degli allagamenti. L’allerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale prevede forti piogge per tutta la giornata. Dopo la tempesta meteorologica, quella politica e il caos che si è creato per gli allagamenti è diventato il tema per attaccare la sindaca Virginia Raggi. «Se si continua a non tener puliti i tombini, rischiamo di dover farci prestare il Mose da Venezia», scrive sui social Roberto Gualtieri, deputato Pd e candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio. Carlo Calenda — il leader di Azione e candidato sindaco — invece, chiede a Raggi cosa è successo: «Occorre capire. Se hai un’idea, spiegalo alla cittadinanza».

08 giugno 2021 – Roma, bomba d’acqua nel centro della Capitale

08 giugno 2021 – BOMBA D’ACQUA SU ROMA

 

Coronavirus, a chi è guarito una sola dose di vaccino, via libera del ministero – Vaccino Covid: per quanto tempo ci protegge?…


Coronavirus, a chi è guarito una sola dose di vaccino, via libera del ministero

articolo del 03 marzo 2021: https://www.ilsole24ore.com/art/a-chi-e-guarito-sola-dose-vaccino-arrivo-circolare-ministero-ADzHmYNB

Per i soggetti già infettati ci sarà una singola somministrazione in quanto l’infezione svolge di fatto un ruolo di “priming”

«È possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino» anti-Covid-19 nei soggetti con «regressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica). È quanto si legge nella circolare del ministero della Salute “Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV-2”, firmata dal direttore della Prevenzione Gianni Rezza.

La somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 è possibile, «purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa».

asi (ex Ema): strategia assolutamente logica –  Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, si dichiara «assolutamente d’accordo con quanto prospettato. «Penso che sia giusto dare una singola dose di vaccino a chi ha già contratto l’infezione», spiega Rasi. E «sarebbe logico prevedere la somministrazione di questa dose a 6 mesi dalla guarigione. Si tratta di un’indicazione corretta anche per ottimizzare il piano vaccinale utilizzando al meglio le dosi che abbiamo e che avremo a disposizione».

Bassetti: sì a dose unica ma servono indicazioni chiare – «Una sola dose di vaccino per chi ha avuto il Covid è una buona cosa e ci permette di risparmiare anche le fiale di vaccino. In Italia abbiamo avuto due milioni e mezzo di persone colpite con certezza ma sicuramente saranno almeno il doppio, quindi potremmo risparmiare diversi milioni. È importante però che ci sia un’indicazione precisa in modo tale che tutti si comportino allo stesso modo». Lo sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, commentando l’ipotesi avanzata ieri dal presidente del Css

Per quanto riguarda invece la possibilità di posticipare la seconda dose per aumentare subito la platea degli immunizzati con la prima, «non è che noi stiamo proponendo di non fare il richiamo, ma di spingerlo un po’ più in là. Ad esempio – avverte Bassetti – per il vaccino AstraZeneca si può pensare di fare la seconda dose dopo 3, anche 4 mesi; per Pfizer e Moderna anziché farla tra la terza o quarta settimana, si può portarla a 6-8 settimane e si guadagna del tempo. Ci sono dei dati che avvallano questo e in emergenza – conclude – si possono prendere delle iniziative per il bene pubblico: se due dosi non ci sono meglio avere un fascia di popolazione vaccinata ampia che una piccola con due dosi».


Vaccino Covid: per quanto tempo ci protegge? Spunta l’ipotesi del terzo richiamo

articolo del 14 maggio : https://www.repubblica.it/salute/2021/05/14/news/covid_per_quanto_tempo_ci_proteggono_i_vaccini_spunta_l_ipotesi_del_terzo_richiamo-300855151/

Le differenze della tempistica per la somministrazione della seconda dose svantaggiano chi l’ha fatto prima. Per Giovanni Maga, direttore del Cnr di Pavia, il futuro è il vaccino unico 

Vaccini anti-Covid diversi, con richiami fatti in tempi diversi, che giocoforza garantiscono una copertura dal contagio per periodi di durata diversa. Aifa ha autorizzato sette mesi di protezione per tutti i vaccini contro il Covid-19. Mediamente sette mesi. Ma, nella pratica di tutti i giorni non accade proprio questo. Capita che una persona che si sia vaccinata a gennaio con Pfizer, che fino ad ieri prevedeva un richiamo a 21 giorni, abbia gli anticorpi contro il virus al massimo fino a settembre, mentre un’altra, che ha fatto Astra Zeneca sempre a gennaio, grazie alla seconda dose assunta dopo tre mesi, possa arrivare a dicembre ancora protetta.

In questo groviglio di situazioni, il professor Giovanni Maga, virologo e direttore del Cnr di Pavia, intravede una possibile conseguenza a medio termine: “Probabilmente si renderà necessario, per le persone vaccinate in un primo momento che hanno fatto la seconda dose a inizio febbraio, anche un terzo richiamo da fare in autunno – dice – perché, in caso contrario, arriverebbero all’inizio della stagione invernale senza difese contro il virus“.

Professor Maga, ricapitoliamo la tempistica dei vaccini. Entro quando si deve fare il richiamo? –  Per AstraZeneca rimane l’indicazione dei tre mesi dalla prima dose. Questo perché studi clinici hanno dimostrato che l’efficacia è massima dopo questo periodo di tempo. La novità riguarda i vaccini a Rna messaggero, quindi Pfizer-Biontech e Moderna, per cui è stata introdotta la possibilità di aumentare da 21 a 42 giorni il periodo che intercorre tra prima dose e richiamo. Indicazione confermata da Aifa ed Ema, corroborata da studi che provano, dopo la prima dose, il raggiungimento di un livello di protezione elevato, di durata superiore a tre setimane. Quindi il richiamo a 42 giorni non è un azzardo“.

Pfizer non è proprio di questa idea… – Le dichiarazioni dell’azienda le possiamo leggere in tanti modi: una manifestazione dell’interesse a mantere un intervallo più breve che potrebbe avvantaggiarla, o comunque il voler ribadire cautelativamente che, come sostengono studi clinici approvati, quell’intervallo di tempo è consigliato“.

Ma questo cosa cambia dal punto di vista della protezione dal virus?  – L’allungamento della seconda dose a 42 giorni non inficia la protezione. Chiaro che tra la popolazione ci saranno sempre persone che rispondono più o meno bene al vaccino. Ci potrebbero essere classi di pazienti, soprattutto quelli oncologici con tumori che colpiscono il sistema immunitario, che rispondono meno efficacemente alla prima dose, quindi in questi casi è sconsigliato prolungare la seconda. Tuttavia, se guardiamo alla media delle situazioni, non cambia granché“. 

Parlando sempre di tempi dei richiami, che cosa si prevede? – Il ministero della Salute prevede che, a partire da giugno, il richiamo sia fatto a 42 giorni per Pfizer, mentre quello per AstraZeneca resta a tre mesi“.

Veniamo alla durata della copertura vaccinale. Aifa ha detto che mediamente un vaccino anti-Covid protegge per sette mesi. È d’accordo? – Ad aprile sono stati pubblicati studi da cui emerge che a sei mesi dal richiamo, in particolare Pfizer e Moderna, e a 4 mesi per AstraZeneca, permane un elevato titolo di protezione. Quindi, esaminando a partire da tempo zero fino a 4-6 mesi come si comporta il livello di immunità del vaccinato, si può affermare che la protezione contro il Coronavirus possa arrivare fino a 9 mesi o anche un anno“.

Valutazione fatta sul titolo anticorpale? – Non solo. Oltre a quello si valuta un’altra importante componente del sistema immunitario, ossia i Linfociti T, che incidono sulla protezione totale dell’individuo dal virus. Quindi, il periodo di sette mesi indicati da Aifa è giustificato pienamente, e prudenziale. Ritengo sia plausibile ipotizzare una protezione che si estenda a 9 mesi e oltre, ma questo lo sapremo solo proseguendo il monitoraggio“.

Se applicassimo la previsione dei sette mesi per ogni vaccino, chi si è immunizzato prima di altri, come gli operatori sanitari vaccinati dal gennaio scorso, ne uscirebbe svantaggiato. Perché a fine estate si troverebbe di nuovo esposto a contagio. – La mia idea è che anche chi è stato vaccinato per primo sarà protetto sino a fine anno. Ma ad oggi non c’è evidenza del fatto che la copertura sarà maggiore, e che quindi si debbano riprendere le vaccinazioni. Pfizer, ad esempio, ha ipotizzato una terza dose di vaccino da inoculare entro fne anno, questo per chi ha fatto l’iniezione a gennaio: soprattutto gli operatori sanitari“.

Quindi non possiamo considerarci schermati a lungo e soprattutto lo siamo per un periodo diverso a seconda del vaccino che ci hanno somministrato. –  Al momento sempbra che queste vaccinazioni non diano l’immunità per tutta la vita, ma questo ora lo diciamo anche a causa dell’incompletezza dei dati di cui abbiamo la disponibilità, avendo vaccinato solo da pochi mesi. È possibile che nel prossimo futuro cambi la valutazione e quindi lo scenario“.

Ci sta dicendo che entro fine anno, o nel 2022, sarà forse necessario fare un terzo richiamo contro il Covid? – Non lo escludo“.

E dovremmo vaccinarci sia contro l’influenza che contro il Coronavuirus? – Sono dell’idea che sia necessario assumerli entrambi. Perché, è provato, così gli anziani hanno un rischio di morte e di malattia più basso“.

Pensa che debba essere una vaccinazione universale? Estesa a tutti e a tutte le età?
La campagna vaccinale dovrebbe essere globale perché da Paesi a rischio, come ad esempio l’India, il virus può tornare e moltiplicarsi. Dunque mantenere una vaccinazione alta in quei Paesi attenua l’impatto anche altrove. Sicuramente l’ideale è mettere tutti nella situazione di vaccinarsi“.

Se così fosse, sarebbe possibile azzerare la tempistica, cioè non prevedere tempi diversi per i richiami ma tutto in un’unica soluzione?  – Si tra lavorando per ottenere una omogeneità dei vaccini. Ci si sta concentrando su una tipologia. Recentemente gli Usa hanno sperimentato sugli animali un siero pan-coronavirus efficace per tutti. Questo porterà ad avere un siero unico, progettato sulla proteina Spike, ma programmato a tavolino per indurre una risposta contro quelle porzioni della proteina che resistono ai Coronavirus“.

Ci può spiegare? – Con le varianti vediamo che i virus mutano, i Coronavirus sono tanti e ognuno di essi presenta differenze a livello della proteina Spike. Tuttavia, ci sono porzioni che non possono cambiare. Quindi riuscire a dirigere il sistema immunitario ad attaccare quei pezzetti che non cambiano vuol dire avere la possibilità di intervenire a largo raggio. Oggi i vaccini ci proteggono dalle varianti diffuse e vengono aggiornati, ma se nel frattempo dovesse comparire sulla scena un altro Coronavirus, non è detto che siano efficaci. Il  super vaccino in via di studio potrebbe esserlo“.

E questo super-vaccino quando potremmo vederlo? – Ci sta lavorando il team della Duke Human Vaccine Insitute, nel North Carolina. La tempistica prevede almeno ancora un anno di attesa per la sperimentazione sui pazienti“. 

La pandemia e i ritardi negli ospedali: la corsa per recuperare il tempo perso


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_03/pandemia-ritardi-ospedali-corsa-recuperare-tempo-perso-f0cd7490-c42b-11eb-9211-eb63e72b00a2.shtml

Alla complessità della situazione si aggiungerà la necessità di garantire una adeguata presa in carico di tutti i soggetti cosiddetti «Long Covid»

In questi mesi i rallentamenti delle attività sanitarie standard hanno determinato ritardi diagnostici importanti, anche per patologie gravi, e lunghe liste di attesa. In Italia nel 2020 rispetto all’anno precedente si sono registrate 144,5 milioni di prestazioni ambulatoriali in meno. La riduzione maggiore riguarda gli esami di laboratorio (il 67 per cento delle prestazioni), mentre le flessioni per visite e diagnostica rappresentano il 12,5 e il 13 per cento.

Inoltre, si sono effettuati 1,3 milioni meno ricoveri ospedalieri rispetto al 2019 (680 mila con diagnosi mediche e 620 mila con diagnosi chirurgiche), con una riduzione molto marcata degli accessi per malattie cardiovascolari e oncologiche (meno 30 per cento per il tumore della mammella e meno 20 per cento per i tumori di polmone, pancreas e apparato gastrointestinale). Molto significativo è anche il crollo dei ricoveri urgenti e di quelli dei pazienti cronici complessi con pluripatologie.

Nei prossimi mesi bisognerà investire in risorse e strategie per recuperare il tempo perso, sapendo che molto probabilmente alcune attività sanitarie dedicate al Covid dovranno rimanere attive. Alla complessità della situazione si aggiungerà infatti la necessità di garantire una adeguata presa in carico di tutti i soggetti cosiddetti «Long Covid», ovvero di coloro che soffrono dei postumi dell’infezione le cui ricadute a lungo termine non sono peraltro ancora completamente note. Per tutte queste ragioni un potenziamento delle strutture ambulatoriali e ospedaliere di degenza sarà fondamentale. Difficilissimo sarà il reperimento delle risorse di personale medico e infermieristico ormai impegnato su tantissimi fronti.

Lavoratori sfruttati e tasse non pagate: al colosso della logistica Dhl sequestrati 20 milioni


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_07/dhl-accusata-evadere-l-iva-sequestrati-20-milioni-euro-01a67826-c778-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml

Azienda e dirigenti sono accusati di evasione di Iva. Nessuna tutela per i dipendenti, costretti a passare da una cooperativa all’altra, pena la perdita del posto di lavoro

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Ancora «contratti di somministrazione illecita di manodopera fatti passare come contratti di appalto, tariffe imposte dal committente e non in grado di remunerare la manodopera, omesso versamento di Iva e contributi come condizione necessaria sostanzialmente imposta dal committente»: e quindi, come conseguenza, «nessun recupero per l’erario, essendo le cooperative nullatenenti; nessuna tutela per i lavoratori, costretti a passare da una cooperativa all’altra, pena la perdita del posto di lavoro; mancata neutralizzazione dei vantaggi economici (spesso cospicui) ottenuti dal committente, reale beneficiario della frode».

Stavolta è il colosso Dhl, «azienda leader nell’ambito della logistica», controllata dalle Poste tedesche, ad aver per la Procura di Milano «abusato dei benefici offerti dal sistema illecito, neutralizzando il proprio cuneo fiscale mediante l’esternalizzazione della manodopera e di tutti glioneri connessi». I pm Giovanna Cavalleri e Paolo Storari hanno perciò firmato un decreto di sequestro preventivo d’urgenza da 20 milioni di euro, per reati fiscali, a carico di Dhl Supply Chain Italy spa, indagata (come società in base alla legge sulla responsabilità degli enti), insieme all’ex presidente e attuale presidente Fedele De Vita e Antonio Lombardo

Azienda e dirigenti sono accusati di evasione di Iva perché, «avvalendosi di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse dal Consorzio Industria dei Servizi», avrebbero «simulato contratti di appalto invece di contratti di somministrazione di manodopera nelle dichiarazioni 2017-2020». Per la Procura e la Gdf milanese il «tenore» di una serie di «comunicazioni» via email «evidenzia come, di fatto, il personale dipendente venisse spostato da un Consorzio all’altro con estrema flessibilità, sulla base delle mere esigenze organizzative della committenza e a prescindere dalla volontà e dalle esigenze dell’appaltatore/subappaltatore, formale datore di lavoro delle maestranze impiegate nei simulati appalti».

Design, sicurezza e green: ecco il nuovo scalo di Linate


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/08/news/restyling_linate_design_green_sicurezza-304729155/

Il rinnovamento dell’area imbarchi conclude il restyling dello scalo. Più tecnologia per i controlli e una maggiore attenzione alla sostenibilità per materiali e ambienti. Oggi la visita di Mattarella

Aeroporto Milano Linate – Nuovo Terminal  – 4 apr 2021

Aeroporto di Milano Linate, il Presidente Mattarella all’inaugurazione della nuova area imbarchi Aeroporto di Milano Linate, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione della nuova area imbarchi

Ha una sua elegante e più o meno discreta presenza il robottino – pardon: droide – Yape. Se il rodaggio andrà bene lo conoscerete presto (per chi non l’ha già incontrato a Malpensa). Mentre sarete seduti al gate in attesa del volo vi consegnerà direttamente i prodotti che avete acquistato online in aeroporto: dopodiché, tra una delivery e l’altra, darà una mano a polizia e carabinieri a perlustrare gli angoli dello scalo. Eccolo: bianco latte, le due luci di posizione, il lampeggiante sul capo. Oggi ci sarà anche lui a fare gli onori di casa, magari ronzerà intorno al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sale a Milano per il taglio del nastro. Casa nuova. Perché Linate si è rifatto il look e si è allargato. Da domani lo potrete ammirare nella sua nuova veste: 8 mila metri quadrati ridisegnati, altri 10 mila frutto di un rifacimento-ampliamento del cosiddetto corpo F, che tra 24 ore debutterà come nuova area del terminal.

Era la vecchia parte dell’aerostazione: da un piano è passata a tre, ovvero sale imbarco (nuovi gate, dall’1 all’8), nuova galleria commerciale e nuova area food. C’era una volta il vecchio Aeroporto Enrico Forlanini (dal nome del pioniere dell’aviazione e inventore), benché nessuno lo abbia mai chiamato così. Data di inaugurazione: 21 ottobre 1937. Rinnovato e ampliato nel 1960. “Diciamo che era ora di un cambio d’abito“, dice un addetto di lungo corso. E dunque, nuovo outfit fu. Sea ci ha investito 40 milioni, va detto che bello è bello. Ma la cosa più interessante, per il viaggiatore che bada al sodo e soprattutto alla comodità, è che quando (si spera) il traffico passeggeri riprenderà a girare com’era in era pre-Covid, ci saranno dei vantaggi non indifferenti. Quali? Seguiteci nell’area dedicata ai filtri di sicurezza. Quella “a maggior stress emotivo“.

Novità negli arredi, nei colori, nei materiali: il tutto per rendere meno impattante il momento dei controlli. Ma la vera svolta, nelle intenzioni di chi ha curato il progetto, riguarda i filtri stessi. Qui la parte del gigante la fa la tecnologia: le nuove macchine installate (EDS-CB, acronimo di Explosives Detection Systems for Cabin baggage) consentono di effettuare i controlli senza dover separare dal bagaglio a mano i liquidi e gli apparati elettronici. Insomma, quelle scocciature che quasi sempre, per toccarla piano e con ridondanza di eufemismo, non rilassano. Già dal check-in andremo più sciolti: grazie al sistema Face boarding, a chi partirà per almeno due volte da Linate basterà metterci la faccia. L’impronta biometrica del volto verrà associata al documento e alla carta di imbarco. Risultato: fino a quando salirete a bordo dell’aereo non dovrete più mostrare alcun documento. Il che vuol dire transitare dai vari check point con più rapidità e senza troppi sbattimenti.

Siamo riusciti a farci trovare pronti per la cosiddetta ripartenza” dice l’amministratore delegato di Sea Armando Brunini, che snocciola i numeri in leggero aumento dopo il crollo abissale dovuto alla pandemia: “Da – 99% di quest’inverno siamo passati a – 80 di maggio e a – 70% di inizio giugno“. L’aeroporto cittadino ha ripreso lentamente a ripopolarsi e l’aspettativa per l’estate – toccando tutti i ferri disponibili, perché anche l’anno scorso ci fu il boom ma il dopo, in una specie di perfida altalena, fu decisamente meno esaltante – è di rivedere movimento nel nuovo Linate del dopo restyling. A proposito di metalli. Una delle chicche alle quali magari non si farà subito caso, ma è un’intuizione intelligente e purtroppo al passo coi tempi: i corrimani lungo le scale, le maniglie dei carrelli porta bagagli e i sostegni nei bus interni all’aeroporto saranno tutti rivestiti in rame. Perché il rame ha notevoli proprietà antimicrobiche: in dieci minuti è in grado di abbattere del 90% la carica del coronavirus sulle superfici. “Durante la pandemia abbiamo tenuto aperto l’aeroporto facendo una scelta coraggiosa – spiega la presidente di Sea, Michaela Castelli – . Tornassi indietro la rifarei“.

Dopo il rifacimento della facciata nel 2018, i lavori per la risistemazione, l’abbellimento e l’ampliamento interni di Linate sono iniziati nel 2019: poco prima che deflagrasse l’epidemia. Lavori a tempo di record. È venuto fuori un aeroporto che, in alcune parti, sembra un altro. Le novità iniziano già dall’area check-in: banchi nuovi, controsoffitti in doghe di legno alternati a vele curve in cartongesso; piante e un tocco di green anche nella scelta dei materiali. Dice Alessandro Fidato, chief operating officer Sea: “Abbiamo puntato sulla sostenibilità e sul design, perché Milano è uguale a design“. Luci, pavimenti, soffitti, pareti. Potevano mancare le opere d’arte? No. Grazie a una partnership con Triennale e Museo del Design Italiano saranno esposti, a turnazione, lavori famosi firmati dai più noti designer italiani.

Calciomercato, le news di oggi: Donnarumma al Psg, è fatta.


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_giugno_07/calciomercato-news-oggi-calhanoglu-tentenna-milan-resta-un-opzione-2182c892-c7d3-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml

Accelerata per il portiere che a Parigi guadagnerà 12 milioni a stagione per cinque anni. Il turco intenzionato a rifiutare le grandi cifre del Qatar e giocare con i rossoneri la Champions

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Gianluigi Donnarumma (Castellammare di Stabia, 25 febbraio 1999) è un calciatore italiano, portiere del Milan e della nazionale italiana.

Gigio Donnarumma ha trovato il suo tesoro, a Parigi, al Psg dove guadagnerà 12 milioni a stagione per 5 anni. Sono felici tutti, sicuramente l’ex portiere del Milan e il suo fantasioso e potente agente: Mino Raiola. Contento anche il c.t. Mancini che avrà un portiere sereno, non angosciato da storie di mercato. Per la firma del contratto basta attendere poche ore.

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Hakan Çalhanoğlu; Mannheim, 8 febbraio 1994) è un calciatore turco con cittadinanza tedesca, centrocampista o attaccante del Milan e della nazionale turca.

Calhanoglu sta vacillando. Da un lato l’offerta faraonica proveniente dal Qatar che gli garantisce un triennale da 24 milioni e un bonus di 8 alla firma. 32 milioni, una cifra da capogiro per il trequartista turco, la pedina di cui Pioli non farebbe mai a meno. Dall’altro il rinnovo con il Milan a 4 più bonus a cui finora ufficialmente non ha mai dato risposta. In mezzo l’interesse svanito della Juventus che, dopo la partenza di Paratici e l’arrivo di Allegri a Torino, esclude di inserire giocatori con quelle caratteristiche offensive da inserire nell’organico.

Hakan sta riflettendo, consapevole che il trasferimento nella periferia milionaria dell’impero calcistico lo allontanerebbe dai grandi palcoscenici. Ecco perché lui e il suo procuratore, Gordon Stipic, stanno seriamente prendendo in esame la possibilità di fermarsi a Milano dove poter giocare la Champions League. Pioli lo riaccoglierebbe a braccia aperte considerandolo un elemento fondamentale negli equilibri di spogliatoio avendo Calhanoglu rapporti ottimi con Ibrahimovic e l’asse portante della squadra.

Il Milan nega di aver ricevuto telefonate nelle ultime ore ma la tentazione di Hakan di restare laddove è cresciuto e stimato sta aumentando.