Nico tra campo e mercato. La zuccata a Marcandalli gli ha causato un problema all’occhio. Secondo AS il Como sa già di doverlo salutare presto
Nico Paz
Arrivano novità dalla Spagna sul futuro di Nico Paz.Secondo il quotidiano AS, molto vicino agli ambienti madridisti, il Real sarebbe già certo di riprendersi l’argentino a fine stagione. Non solo: “Nico Paz sa già che il Real Madrid eserciterà l’opzione di riacquisto“, si legge. “L’evoluzione e l’impatto del giocatore in Serie A sono fuori discussione e il Real Madrid ritiene che sia arrivato il momento del ritorno. La scadenza per esercitare questa opzione è il 30 maggio, ma a Valdebebas è già chiaro che il futuro del prodotto del vivaio passa dal ritorno al club madrileno, e per questo i dirigenti si sono già mossi affinché tutte le parti siano informate della decisione. Il Como e Cesc Fàbregas sanno già che i giorni in cui potranno godere del talento di Nico Paz stanno per finire“.
Intanto oggi il ragazzo classe 2004 è stato costretto a uscire all’intervallo nella vittoria contro il Genoa. Su una palla alta si è scontrato testa contro testa col difensore avversario Marcandalli: una gran botta, dopo la quale Nico non vedeva bene da un occhio. Come ha spiegato Fabregas alla stampa, il nostro n°10 è stato trasportato in ospedale per accertamenti ma sembra stare meglio.
Il capo della Procura FIGC: “Confermo di aver ricevuto solo l’esposto di Rocca e di aver disposto l’archiviazione del procedimento”
Procuratore Federale Giuseppe Chinè
La FIGC prende posizione dopo le notizie di ieri che hanno sconvolto il calcio italiano. La fa per bocca del Procuratore Federale Giuseppe Chinè, che in una nota ufficiale toglie le nebbie dall’orizzonte e fornisce un quadro dettagliato di quella che è la situazione: “Poiché in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all’esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della FIGC che mi onoro di guidare, ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala VAR del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma. A seguito di tale esposto, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l’audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall’esponente. All’esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato AIA. Come previsto dal vigente Codice di Giustizia Sportiva la Procura Federale ha quindi proposto, nel luglio 2025, alla Procura Generale dello Sport presso il CONI di disporre l’archiviazione del procedimento disciplinare sportivo“.
Chinè prosegue nella sua spiegazione: “Tale proposta, alla luce degli atti di indagine compiuti, e segnatamente del contenuto delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti auditi, è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport. Per quanto riguarda eventuali nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare sportivo di cui si starebbe occupando la Procura della Repubblica di Milano ,come da prassi del mio Ufficio e come sempre ho fatto in passato in relazione ad altri noti processi penali suscettibili di interesse disciplinare sportivo, confermo di essere già in contatto con gli Organi inquirenti titolari del procedimento penale e di avere già provveduto, nella data di ieri, a richiedere formalmente gli atti dell’indagine penale ove ostensibili, per avviare e, eventualmente, riaprire, qualora ci fossero elementi di prova nuovi e ritenuti decisivi, l’indagine sportiva“.
Chi ha modificato i dati nella dichiarazione precompilata rischia di finire sotto la lente del Fisco, e scattano i controlli: ecco a cosa fare attenzione
Modello 730, dichiarazione dei redditi
Nuove regole si applicano – decreto dello scorso ottobre –a partire dalle spese sostenute l’anno scorso, il 2025, e avranno effetto sulla dichiarazione da presentare nel 2026. Se nella propria dichiarazione precompilata si è “modificata” una voce relativa alle spese sanitarie, quell’intervento potrebbe – condizionale – diventare il punto di partenza per un controllo formale.
Modello 730, dichiarazione dei redditi (ansa)
Agenzia delle Entrate, scattano i controlli sulle spese mediche con la Tessera Sanitaria: ecco cosa rischi – Il 2026 segna una svolta importante nei controlli fiscali sulle dichiarazioni dei redditi: l’Agenzia delle Entrate ha affilato le sue armi e punta dritto sulle spese mediche detratte dai contribuenti. Chi ha modificato i dati nella dichiarazione precompilata rischia di finire sotto la lente del Fisco. Ecco tutto quello che devi sapere. Con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, sono stati introdotti nuovi criteri per i controlli formali sulle agevolazioni fiscali legate alle spese sanitarie. La novità più rilevante riguarda il modo in cui l’Agenzia delle Entrate seleziona le dichiarazioni da esaminare: in via centralizzata, attraverso un incrocio sistematico tra i dati presenti nel Sistema “Tessera Sanitaria” e quelli inseriti dai contribuenti nella propria dichiarazione dei redditi.
Il funzionario dell’Agenzia delle Entrate, per ogni documento di spesa potrà verificare ilcodice fiscale del contribuente (o del familiare a carico), i dati di chi ha erogato la prestazione (Asl, privati, farmacie, etc.) la tipologia di spesa, e persino la modalità di pagamento, distinguendo elettronico o contante.
Tasse, tredicesime, fisco (Getty)
Come funziona il sistema di incrocio dei dati – Il meccanismo alla base di questi controlli poggia su un obbligo già consolidato nel nostro ordinamento: medici, farmacie, strutture pubbliche e private accreditate, laboratori e studi professionali sono tenuti a comunicare al Sistema “Tessera Sanitaria” tutte le spese sostenute dai pazienti-contribuenti. Ma la novità, è questo che cambia a partire dalla dichiarazione di quest’anno, riguarda la frequenza della comunicazione: dalla trasmissione mensile dei dati, a quella annuale, con scadenza fissata ogni anno al 31 gennaio. Una semplificazione rilevante per i professionisti sanitari, ma che non alleggerisce affatto la posizione dei contribuenti. Questi dati, una volta acquisiti dal sistema, confluiscono automaticamente nella dichiarazione precompilata che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione di ogni contribuente
Modello 730, dichiarazione dei redditi (Ipa)
Se i dati inseriti in dichiarazione non coincidono con quelli trasmessi dalle strutture sanitarie, scatta il campanello d’allarme. E la dichiarazione non veritiera – anche se deriva da un semplice errore – può portare all’applicazione di sanzioni amministrative, oltre al recupero delle imposte non versate.
Spese nel mirino: a cosa fare attenzione – I controlli abbracciano tutto lo spettro delle voci detraibili: farmaci, dispositivi medici, visite specialistiche, esami diagnostici e spese veterinarie. La detrazione prevista per legge è pari al 19% della spesa sostenuta, con una franchigia di 129,11 euro che rimane a carico del contribuente.
Tasse, tredicesime, fisco (Getty)
Anche col Caf: scontrino parlante, ricevuta o fattura – Un aspetto importante riguarda chi si rivolge a un CAF o a un professionista abilitato per la compilazione della dichiarazione: in questi casi, il contribuente ha l’obbligo di consegnare tutta la documentazione che attesta le spese portate in detrazione. Non è sufficiente indicare gli importi: serve la prova concreta, sotto forma di scontrino parlante, ricevuta o fattura.
In custodia un 30enne della California. Trump: “E’ malato”. Colpito un agente del Secret Service, salvo grazie al giubbotto antiproiettile. Al Washington Hilton anche il giornalista Iacopo Luzi, collaboratore dell’Adnkronos: “Tre colpi secchi, poi il panico”
Il presidente Usa Donald Trump è stato rapidamente scortato fuori dal palco dagli agenti dei Servizi Segreti e portato al sicuro dopo che si sono uditi degli spari durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca al Washington Hilton. Anche il vicepresidente JD Vance e i membri del Gabinetto di Trump presenti all’evento sono stati fatti uscire di corsa.
Gli spari e l’allarme – Diversi agenti del Secret Service hanno gridato “spari” durante la cena dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, secondo quanto riportato dai giornalisti presenti, compreso il collaboratore dell’Adnkronos Iacopo Luzi. Un agente ha poi annunciato via radio l’arresto di un uomo armato. Secondo quanto riferito da diverse fonti delle forze dell’ordine informate sugli ultimi sviluppi, si tratterebbe di un uomo di 30 anni proveniente dalla California, che è in procinto di essere incriminato. Durante la sparatoria, un agente è stato colpito da un proiettile ma si è salvato grazie al giubbotto antiproiettile ed è stato trasportato in un ospedale locale non in pericolo di vita.
Trump: “L’attentatore è una persona malata” – “Che serata a Washington! Il Secret Service e le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro fantastico. Hanno agito con rapidità e coraggio. L’attentatore è stato arrestato e ho raccomandato di ‘lasciare che lo spettacolo continui’, ma ci atterremo completamente alle indicazioni delle forze dell’ordine. Prenderanno una decisione a breve. Indipendentemente da tale decisione, la serata sarà molto diversa da come l’avevamo programmata e, semplicemente, dovremo rifarla“, ha scritto poco dopo su Truth il presidente Usa Donald Trump, rientrato alla Casa Bianca.
“Le forze dell’ordine ci hanno chiesto di lasciare la struttura, come previsto dal protocollo, cosa che faremo immediatamente“, ha scritto Trump in un altro post annunciando una conferenza stampa dalla Sala Stampa della Casa Bianca. “La First Lady, il Vicepresidente e tutti i membri del Gabinetto sono in perfette condizioni. Vi parleremo tra mezz’ora. Ho parlato con tutti i responsabili dell’evento e lo riprogrammeremo entro 30 giorni“.
In conferenza stampa, Trump ha poi spiegato che il sospettato è “stato catturato” e le forze di polizia “stanno andando al suo appartamento. Credo che viva in California, ed è una persona malata, una persona molto malata, e non vogliamo che cose del genere accadano“. Affiancato dai membri del suo Gabinetto, il presidente ha descritto le azioni del sospetto che hanno portato alla sparatoria. “Un uomo ha assaltato un posto di blocco di sicurezza, armato di diverse armi, ed è stato neutralizzato da alcuni coraggiosi membri dei Secret Service“. Il presidente ha fatto riferimento a precedenti attentati alla sua vita, citando i tentativi di assassinio a Butler, in Pennsylvania, e a Palm Beach, in Florida, e invitando gli americani a “risolvere le nostre divergenze“.
La testimonianza del collaboratore Adnkronos – “La cena era organizzata nella sala più grande del Washington Hilton, ci sono due entrate laterali e una centrale con una scalinata che porta anche al piano superiore. Io ero al lato della porta, al tavolo 219. A un certo punto, si sente un colpo, poi altri tre colpi secchi. Ho pensato a qualcosa che fosse caduto, perché stavano servendo la cena, stavamo aspettando l’aragosta. Invece iniziano a scappare tutti, gente che da fuori entra dentro, si scatena il panico totale. Trump viene portato via e noi rimaniamo bloccati in lockdown per mezz’ora“. E’ il drammatico racconto all’Adnkronos del giornalista italiano Iacopo Luzi, collaboratore dell’agenzia che si trovava alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca quando si sono verificati gli spari.
Wolf Blitzer della Cnn si trovava “a pochi metri da un uomo armato) mentre sparava“, ha dichiarato in diretta. “All’improvviso un uomo con un’arma, un’arma molto, molto seria, ha iniziato a sparare, e io mi trovavo a pochi metri da lui proprio in quel momento“, ha detto Blitzer.
Per Donald Trump, dalla campagna elettorale al suo secondo mandato, quello del Washington Hilton è già il terzo incidente di sicurezza.
Durante un comizio elettorale a Butler,in Pennsylvania, nel luglio 2024, un uomo armato sparò diversi colpi contro Trump, uno dei quali, a suo dire, gli sfiorò l’orecchio. Cinque agenti dei Secret Service si precipitarono sul palco e protessero il tycoon, mentre il crepitio di altri due colpi di arma da fuoco risuonava nel parco del Butler Farm Show.
Quasi due mesi dopo, a settembre, Trump subì un secondo apparente tentativo di assassinio, quando un uomo armato si appostò sul campo da golf di Mar-a-Lago. Gli unici colpi sparati provenivano dalla pistola di un agente che proteggeva Trump, ma quest’ultimo fu portato in salvo illeso.
Attentatore domani in tribunale – Cole Allen, l’uomo fermato per l’attentato, comparirà in tribunale lunedì. Per l’uomo due capi d’imputazione: il primo per l’uso di un’arma da fuoco durante un crimine violento e il secondo per aver aggredito un agente federale con un’arma pericolosa, ha dichiarato il procuratore distrettuale di Washington, Jeanine Pirro.
Dimesso agente ferito – E’ stato intanto dimesso l’agente del Secret Service trasportato in ospedale dopo quanto accaduto alla cena, riferiscono i media americani.
“Un vigliacco ha tentato di provocare una tragedia nazionale“, ha affermato in una dichiarazione il vicedirettore del Secret Service, Matthew Quinn. “Ha sottovalutato le capacità del Secret Service ed è stato fermato al primo contatto“, ha aggiunto, ringraziando “le donne e gli uomini coraggiosi” che sono intervenuti.
L’Inter non ha tesserati coinvolti nell’inchiesta arbitri ma l’amarezza è inevitabile: dal rigore non dato contro la Roma all’audio Var «bloccato» da Rocchi, fino al caso Bastoni-Kalulu, i nerazzurri riaprono vecchie ferite
Lo stupore dell’Inter non sembra essere di facciata, perché la società nerazzurra apprende le notizie dalle agenzie di stampa e dai siti web, come tutti. La tranquillità nemmeno, perché non ci sono tesserati coinvolti nella vicenda e il club è certo di non aver commesso nulla. Il fastidio e l’amarezza poi sono sottointesi, perché lo scudetto è questione di giorni e c’è ancora la finale di Coppa Italia da giocare contro la Lazio.
Verrà stabilito se c’è stato condizionamento o meno, ma di certo non avrebbe ottenuto grandi risultati, anche se la fantomatica «Marotta League» ha tenuto banco nei bar sported è stata rispolverata dopo il caso Bastoni-Kalulu del 14 febbraio che ha cancellato la memoria di altri errori ai danni dei nerazzurri, come quello contro l’Atalanta per fallo in area di Scalvini su Frattesi. Anche sulla «ricusazione» interista di Doverinon è andata molto meglio, non tanto perché nella semifinale incriminata l’Inter ha perso 3-0 il derby, ma soprattutto perché il fischietto della sezione di Roma 1 arbitra regolarmente i nerazzurri: nella partita scudetto contro il Napoli a gennaio di quest’anno (2-2) era lui a dirigere, prendendosi i complimenti per l’atteggiamento all’inglese. Doveri ha arbitrato l’Inter 22 volte dall’anno dello scudetto ’20-’21. E il bilancio per l’Inter non è molto brillante, con 9 vittorie, 5 sconfitte, 8 pareggi.
E anche che Bastoni viene tirato in mezzo ovunque, per responsabilità sue, ma non solo: evidentemente non è la sua annata, come testimoniato anche dall’esultanza dopo la simulazione che ha portato all’espulsione di Kalulu da parte di La Penna, fino al rosso di Zenica, che ha lasciato l’Italia in 10 per ottanta minuti nel playoff mondiale perso.
Si parla poi dell’arbitro Colombo come gradito all’Inter, anche se i rapporti con Inzaghi erano tesi. E nella partita di Bologna che come altre sconfitte è costata lo scudetto, le proteste del tecnico per la rimessa laterale (a suo dire quindici metri più in là del dovuto) da cui è partito il gol decisivo sono durate a lungo. Se l’Inter è finita nel mezzo di una lotta di potere dentro l’associazione arbitri o nel pieno di un conflitto politico ancora più ampio, con il commissariamento della Federcalcio come oggetto del contendere, è presto per capirlo.
Ma il coinvolgimento nell’inchiesta della squadra che ha vinto 3 degli ultimi 6 campionati (perdendone due in volata) ha un peso considerevole. Ora l’Inter aspetta lo scudetto, ma anche che venga fatta le chiarezza sulla vicenda. È nell’interesse di tutti.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i due si trovavano all’incrocio tra via Ostiense e via delle Sette Chiese, quando un uomo a bordo di uno scooter con giacca mimetica e casco integrale ha sparato contro di loro almeno tre colpi
Incrocio tra via Ostiense e via delle Sette Chiese dove ci sono stati gli spari
Due coniugi sono stati feriti con colpi di pistola ad aria compressa oggi poco prima delle 16 nei pressi di Parco Schuster a Roma, punto di arrivo del corteo dell’Anpi, dove erano ancora in corso i festeggiamenti in occasione del 25 aprile. Moglie e marito, che si sono detti “molto scossi” da quanto accaduto, questa mattina avevano preso parte alla manifestazione. La coppia è stata sentita in commissariato.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i due si trovavano all’incrocio tra via Ostiense e via delle Sette Chiese, quandoun uomo a bordo di uno scooter con giacca mimetica e casco integrale ha sparato contro di loro almeno tre colpi. Il marito è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la moglie alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto. I poliziotti della Digos e del commissariato Colombo, che hanno acquisito le immagini delle telecamere, stanno cercando di individuare il responsabile del gesto. L’uomo e la donna portavano intorno al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi. Secondo quanto si apprende dall’Anpi, sono due iscritti all’associazione.
La Procura di Roma attende una prima informativa in relazione a quanto accaduto. L’incartamento potrebbe andare all’attenzione dei pm dell’antiterrorismo che potrebbero procedere per il reato di lesioni aggravate.
“È gravissimo l’episodio che ha coinvolto due persone rimaste ferite da colpi di pistola ad aria compressa mentre si accingevano a celebrare la Festa della Liberazione del 25 aprile. Si tratta di un fatto inquietante, che colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro Paese. Mi auguro che venga fatta piena luce al più presto su quanto accaduto e che i responsabili di questo gesto vile e vigliacco siano assicurati alla giustizia“, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
Nel mirino della Procura di Milano presunte pressioni su Var e Avar avvenute durante le ultime due stagioni. Il designatore si dichiara estraneo
Gianluca Rocchi
Gianluca Rocchi indagato per “concorso in frode sportiva“. Il designatore della Can A e B ha fatto sapere di essere estraneo e che si difenderà per smontare ogni atto accusatorio nuovamente in rilievo. Il tutto era partito nel maggio 2025 tramite lettera-denuncia (inviata all’Aia) di Domenico Rocca, 42 anni di Vibo Valentia, ex assistente che in Napoli-Fiorentina del 17 maggio 2024 ha vissuto la sua ultima gara in Serie A e il 9 maggio 2025 (Spezia-Cremonese) la sua ultima partita in B. A livello sportivo la denuncia era stata archiviata. Ora in ballo c’è la rilevanza penale.
Paterna – La questione è inerente al campionato 2024-25 ed è stata rilanciata dall’agenzia AGI con video annesso nel quale il varista Paterna si gira verso la vetrata che isola i componenti della sala di Lissone, chiede se è rigore a qualcuno e immediatamente dopo l’arbitro (Maresca) della gara Udinese-Parma (marzo 2025) viene richiamato per una “on field review“, quindi a video affinché possa vedere che quel penalty è da assegnare. Il filone sportivo era stato aperto per iniziativa dell’assistente Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, che scrisse una lettera all’Aia aprendo di fatto il “terremoto“. Secondo Rocca sarebbe stato il designatore Gianluca Rocchi ad “alzarsi rapidamente dalla postazioneper “bussare” più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review“.
Come cambiò – Detto che (all’interno del centro di Lissone) nessuna interferenza può essere messa in atto fra chi è fuori dalle stanze – visibili con vetrata trasparente – e chi in quel momento sta operando su una partita, da quel giorno, innescando crepe che evidentemente non si sono mai rimarginate, l’Aia (per decisione dell’ex presidente Zappi che davanti a quella lettera denuncia di Rocca disse: “Sarà valutata ogni azione che tuteli l’Associazione, ho contattato subito il designatore Rocchi che mi ha informato di aver fatto una segnalazione alla Procura Figc“) aveva addirittura deciso di inviare ispettori federali per verificare il sano svolgimento dei lavori durante le gare, quindi senza interferenze, e per chi si fosse recato a Lissone durante gli eventi di redigere successivamente una relazione dettagliata.
Altre gare – Quella denuncia, che risulta esser stata archiviata a livello sportivo, adesso riemerge a livello penale: sotto la lente ci sarebbero anche altre le gare in questione, compresa Inter-Verona del gennaio 2024 in cui non ci fu una chiamata da parte del var Nasca alla “on field review” per la gomitata di Bastoni a Duda, un errore chiaro ma come se ne sono visti altri. Resta il fatto che, tornando a Udinese-Parma, quel girarsi da parte di Paterna è ancora sotto la lente degli inquirenti. Rocchi, il designatore, ha fatto sapere di considerarsi estraneo e che nel caso si difenderà sotto ogni punto di vista. La battaglia ricomincia. E il caos arbitrale continua.
Il Cantone Vallese non può farsi carico delle spese. L’ambasciatore italiano a Berna: “Non pagheremo”
L’arrivo da Zurigo in elicottero di Elsa, la giovane ustionata nell’incendio di capodanno a Crans Montana, trasferita al Cto di Torino in febbraio (ansa)
La mutua svizzera chiederà all’Italia il rimborso di 100 mila franchi (108 mila euro circa) delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il breve ricovero ditre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation, a Crans-Montana. È quanto emerso dall’incontro di questo pomeriggio tra l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard che ha riferito di non avere margini, dal punto di vista normativo, per farsi carico delle spese.
Ambasciatore: Italia non pagherà – Ferma la risposta dell’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado: “L’Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana. Il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all’Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c’è un principio di reciprocità che va rispettato“.
“Pretendiamo parità di trattamento, perché sarebbe inaccettabile che la mutua svizzera o il Vallese chiedano che tali costi ricadano sull’Italia e sugli Italiani. Su questo punto sono stato molto chiaro, – aggiunge l’ambasciatore – lo Stato italiano non si accollerà mai le spese per le cure prodigate per sole poche ore ai nostri ragazzi che sono rimasti intossicati o ustionati e che hanno sofferto e sono condannati a soffrire a causa dell’irresponsabilità dei gestori del locale dove le uscite di sicurezza erano state sbarrate e delle autorità, comunali e cantonali che avrebbero dovuto effettuare o disporre i controlli e non l’hanno fatto“.
“Reynard ha suggerito, a tale proposito, – riferisce ancora Cornado – di prendere contatto con il Dipartimento federale dell’Interno, competente in materia di salute, per concordare una soluzione a livello bilaterale dal punto di vista della reciprocità, visto che per i 2 pazienti svizzeri ricoverati per mesi al Niguarda non verrà addebitata alcuna spesa“.
Dimessa Elsa di Biella – E’ stata dimessa dalla terapia intensiva del Cto di Torino dopo 58 giorni di ricovero nel centro grandi ustionati: Elsa, la studentessa quindicenne di Biella rimasta gravemente ferita nell’incendio scoppiato la notte di capodanno a Crans-Montana, sarà trasferita all’ospedale infantile Regina Margherita, sempre a Torino. Elsa trascorrerà ancora alcune settimane in ospedale prima di rientrare nel biellese. Accanto alla giovane studentessa, ci sono sempre stati i genitori, che spiegano: “E’ stato un percorso molto difficile, non siamo ancora usciti dal tunnel e sappiamo che il percorso sarà ancora lungo“. “Elsa sta bene – aggiungono – anche se ovviamente ha momenti di fragilità, ma ha voglia di riprendere la sua vita, di vedere i suoi amici e si studiare“.
Il sisma alle 5 e 18, ora italiana. Non si hanno notizie al momento su eventuali conseguenze
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo stimata 5. è stata rilevata a Creta.L’epicentro è stato in mare, a circa un chilometro dalla costa di Ferma, nel comune di Ierapetra. Si tratta del versante meridionale dell’isola. Non si hanno al momento notizie su eventuali conseguenze. Quando la terra ha tremato erano le 5 e 18, ora italiana. Gli strumenti hanno registrato un ipocentro di 15 chilometri.
All’inizio di marzo, un terremoto di magnitudo 5.3 ha colpito la Grecia nord-occidentale, senza causare vittime né danni significativi. Secondo uno studio pubblicato a novembre sulla rivista Scientific Data, nel Paese sono state registrate oltre duemila tracce di faglie sismiche attive.
Lesione al bicipite femorale della gamba sinistra per Lamine Yamal: stagione finita col Barcellona, mentre “dovrebbe recuperare per il Mondiale“, come si legge nel comunicato del club blaugrana. Il numero 10 era stato costretto a uscire durante la gara di campionato contro il Celta Vigo dopo aver segnato su rigore e aver accusato un dolore alla coscia
Brutte notizie per il Barcellona, che nel corso del primo tempo contro il Celta Vigo ha perso Lamine Yamal per infortunio. Lesione al bicipite femorale della gamba sinistra: è questo l’esito degli esami. Il talento spagnolo, come si legge nel comunicato,ha chiuso in anticipo la stagione con i blaugrana, “ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali”, come riporta la nota del club. Il 10 del Barcellona aveva sbloccato la partita contro il Celta Vigo dagli undici metri, ma subito dopo il tiro ha avvertito un dolore nella parte posteriore della coscia sinistra, fermandosi e richiamando l’attenzione dello staff medico. Una dinamica simile all’infortunio subito da Kevin De Bruyne lo scorso 25 ottobre, quando segnò il rigore del vantaggio in Napoli-Inter, per poi lasciare il campo zoppicando (il belga fu costretto a subire un intervento, essendo una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia destra).
Lingua originale: inglese I test effettuati hanno confermato che il giocatore della prima squadra Lamine Yamal ha una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra (muscolo bicipite femorale). Il giocatore seguirà un piano di trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione e si prevede che sarà disponibile per la Coppa del Mondo.
The tests carried out have confirmed that first-team player Lamine Yamal has a hamstring injury in his left leg (biceps femoris muscle).
The player will follow a conservative treatment plan. Lamine Yamal will miss the remainder of the season, and he is expected to be available… pic.twitter.com/8UU4Bg9bDh
Il comunicato del Barcellona – Di seguito il comunicato pubblicato dal Barcellona con l’esito degli esami svolti da Yamal: “Gli esami effettuati hanno confermato che il giocatore della prima squadra Lamine Yamal ha riportato una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra. Il giocatore seguirà un trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione, ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali“.
In Championship si celebra il funerale delle Foxes che finiscono in League One dopo il pareggio in casa con l’Hull City. Tanto ha inciso anche una penalizzazione di sei punti subita a febbraio
Il declino del Leicester
In un’altra vita, il 2 maggio a Leicester ci sarebbero stati i festeggiamenti: tra pochi giorni infatti saranno passati esattamente dieci anni da una delle vittorie più incredibili nella storia del calcio. Era la squadra di Ranieri, del “Dilly-ding, dilly-dong”, della favola di Vardy, degli exploit di Mahrez e Kante. Invece, oggi, si celebra il funerale delle Foxes: la squadra è infatti retrocessa in terza serie dopo il pareggio in casa con l’Hull City. Dalla favola all’incubo passando dalla tragedia della morte del proprietario del club Vichai Srivaddhanaprabha che nel 2018 precipitò con l’elicottero e morì.
Penalizzazione – Il pari con l’Hull, ennesima partita senza vittoria, è la fotografia di una stagione drammatica. Un doppio salto all’indietro che ha dell’incredibile su cui però tanto ha inciso la penalizzazione di sei punti per violazioni alle regole di Redditività e Sostenibilità nella stagione 2023-24, arrivata a febbraio, che hanno portato nuove e feroci critiche al presidente Aiyawatt Srivaddhanaprabha e al direttore sportivo Jon Rudkin. Il club aveva risposto indignato facendo ricorso. Che però è stato respinto due settimane fa. Senza quella penalizzazione il Leicester sarebbe ancora in corsa per la salvezza. Invece, non c’è più niente da fare. Le Foxes sono in League One. E il prossimo 2 maggio non ci sarà proprio nulla da festeggiare per le strade di Leicester…
Non solo Inter e Milan, ma anche tesserati di Juve, Sassuolo e Verona avrebbero partecipato alle notti in discoteca finite nell’inchiesta per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Non tutti, però, hanno “usufruito” dei servizi delle ragazze o utilizzato sostanze proibite
La Procura di Milano indaga su un presunto giro di prostituzione con clienti nel mondo dello sport
Non solo giocatori diInter e Milantra i settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla agenzia di eventi milaneseal centro della fresca indagine della Procura di Milanoper sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Ci sono anche tesserati di Juvenus, Sassuolo e Verona. Tutti i loro nomi nell’ordinanza sono omissati dal momento che nessuno di loro è indagato, non avendo commesso nessun reato. Nemmeno è stato accertato quanti tra gli atleti presenti alle serate milanesi abbiano effettivamente usufruitodel servizio di escort e droga della risata. Ma tanto basta per creare un polverone alimentato dai contenuti delle intercettazioni attorno ai calciatori, che in totale avrebbero versato oltre 194 mila euro versati direttamente sui conti degli organizzatori dei festini, e agli altri clienti (vip, imprenditori e altri sportivi, tra cui un pilota di Formula 1) del “giro” esclusivo che non riguardava solo Milano e che è fruttato oltre 1,2 milioni di euro di profitti illeciti per favoreggiamento della prostituzione.
I 4 arrestati – I quattro arrestati sono Emanuele Buttini e Deborah Ronchi considerati i promotori dell’associazione. Sono loro, coppia nella vita e negli affari, a impartire – secondo l’accusa – le direttive ad Alessio Salamone e Luan Amilton Fraga Luz(più un altro indagato) i quali avrebbero gestito direttamente i rapporti con i clienti famosi. Una ragazza (indagata), invece, avrebbe impartito le direttive alle escort a cui veniva garantito un alloggio a Cinisello Balsamo.
Alcune bombolette di droga della risata (foto generica)
Le notti a Mykonos – Sempre dagli atti risulta che Deborah Ronchi, 38 anni, e il compagno Emanuele Buttini, 37 anni, titolari di una società di pubbliche relazioni con sede a Cinisello Balsamo, d’estate avrebbero “operato per lo più a Mykonos, in Grecia“. Dai profili social, come riporta la gip, si vedono foto postate dagli indagati “che li ritraggono assieme a calciatori di serie A e ragazze avvenenti“. Ronchi spiegava che “il super privé del Pineta (locale milanese di via Messina estraneo alle indagini, ndr) il sabato e la domenica è loro in esclusiva” e che hanno “almeno 80-90 nomi di ragazze invitate“ e che avrebbero creato “un locale nel locale“. In un’altra intercettazione Salamone, arrestato, parla di “due spagnole e due greche (…)cerchiamo di tirare 6 o 7 donne“. E un altro indagato: “Qualche calciatore ci sarà (…) mi serve qualcuno che li acchiappa“. Possono “contare“, scrive la gip, “sul coinvolgimento di un centinaio di ragazze“, anche giovanissime, italiane e straniere, alcune “disponibili anche come escort“.
Sessanta Vigili del fuoco al lavoro tutta la notte per spegnere le fiamme. Arpa monitora l’aria
Vigili del fuoco al lavoro
Dalle 21 di lunedì sera il i Vigili del fuoco di Milano sono impegnati a fronteggiare un incendio che ha coinvolto l’azienda RIAM di smaltimento di rifiuti a Bollate. Le fiamme non hanno coinvolto il capannone di proprietà dell’azienda, limitandosi al materiale accumulato all’esterno in attesa di lavorazione.
Per tutta la notte 60 Vigili del fuoco si sono avvicendati riuscendo a circoscrivere le fiamme e a provvedere alla bonifica dell’area. Nessuna persona risulta coinvolta.
Sul posto anche personale dell’Arpa che sta provvedendo a un monitoraggio dell’aria attraverso il posizionamento di alcune centraline. In particoalre sono state condotte misure speditive con strumentazione portatile attorno all’area oggetto dell’incendio; non sono stati rilevati valori critici per i parametri ricercati. Presenti gli inquinanti tipici della combustione le cui concentrazioni non sono critiche, perché si disperdono in forma gassosa in atmosfera.
Per la durata delle operazioni di spegnimento, superiore alle 6 ore, spiega in una nota l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, è stato installato un campionatore ad alto volume, posizionato presso un edificio scolastico situato nelle vicinanze dell’area interessata, per rilevare e analizzare eventuali contaminanti aerodispersi. Sul posto sono intervenuti il gruppo base e il gruppo specialistico Rscc (Referente sede centrale di collegamento), per la valutazione della qualità dell’aria. Il campionatore rimarrà in funzione anche dopo il completo spegnimento del rogo per monitorare l’aria dai fumi post incendio. Seguiranno nei prossimi giorni aggiornamenti sugli esiti dei filtri del campionatore.
I tecnici di Arpa Lombardia erano intervenuti già intorno alle 2 di stanotte per un rogo che ha interessato il deposito di un autodemolitore, società soggetta ad Autorizzazione integrata ambientale (Aia).
Scattato anche il sequestro preventivo di oltre 1,2 milioni di euro
Smantellato un giro di escort a Milano: quattro arresti e oltre 1,2 milioni di euro sequestrati. I finanzieri del Comando provinciale hanno eseguito quattro arresti domiciliari nei confronti di un gruppo, attivo nell’organizzazione di eventi della movida, “che ha promosso un’attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio dei relativi proventi“.
Tra i clienti “personaggi molto noti” come imprenditori e calciatori. Nell’inchiesta ci sarebbe un numero “consistente” di calciatori di Serie A, non solo residenti in Lombardia, ma anche sportivi in trasferta a Milano. Il servizio era concesso da una società organizzatrice di eventi che metteva a disposizioni pacchetti ‘all inclusive’ con serate in locali della movida e poi camere in alberghi di lusso. Una possibilità concessa dietro il pagamento di “migliaia di euro“.
Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e sviluppate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, hanno consentito di acquisire un “numero considerevole di elementi di prova” nei confronti degli indagati, i quali avrebbero agito in concorso con altri partecipi dell’associazione, tra cui escort e addetti alle pubbliche relazioni, si legge nel comunicato della Procura di Milano.
In particolare, secondo l’accusa, gli indagati “avevano incentrato il proprio business sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre“, tra cui – spiega una fonte – “personaggi molto noti” come imprenditori e calciatori, i cui nomi sarebbero riportati solo in parte nell’ordinanza della giudice per le indagini preliminari di Milano Chiara Valori. Oltre agli arresti è scattato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per un valore di oltre 1,2 milioni di euro.
1 ora fa – Sospese linee ferroviarie ad alta velocità – La circolazione su alcune linee ferroviarie ad alta velocità che collegano Tokyo con città del nord del Giappone è stata sospesa: lo riporta l’emittente pubblica “Nhk“. Tra i tratti interessati c’è la linea Tohoku Shinkansen, che collega la capitale giapponese con Aomori.
Al momento stanno invece funzionando regolarmente gli aeroporti di Shin-chitose e Sendai, situati in zone prossime all’area interessata dal sisma.
1 ora fa – Nessuna anomalia a Fukushima – La Tokyo Electric Power Company (Tepco) fa sapere che non sono state riportate «anomalie» riguardanti le centrali nucleari di Fukushima Daiichi e Fuykushima Dainidopo il terremoto registrato sul versante nord-orientale del Giappone: lo riferisce la tv pubblica “Nhk“.
La stessa Tepco aggiunge che al momento non si riscontrano anomalie neppure per quanto riguardan le centrali nucleari di Higashidori e Onagawa, situate più a nord.
1 ora fa – La premier: segnalati danni umani e materiali dopo il terremoto –Le autorità del Giappone hanno ricevuto segnalazioni di «danni umani e materiali attualmente in fase di verifica» dopo il terremoto di magnitudo 7.5 e il conseguente tsunami che interessa in particolare il nord-est del Paese: lo ha affermato la premier nipponica, Sanae Takaichi, in un post online citato dal “Sky News“. «D’ora in avanti otterremo informazioni dettagliate gestiremo la risposta all’emergenza», ha aggiunto.
1 ora fa – Il precedente – L’11 marzo 2011 un violento terremoto di magnitudo 9.1 colpì al largo della regione di Tohoku, nella prefettura di Miyagi, generando un devastante tsunami con onde oltre i dieci metri. Il disastro causò circa 20mila vittime e l’incidente nucleare diFukushima.
1 ora fa – Registrate onde di 80 centimetri nel nord del Paese – In Giappone il forte terremoto di lunedì mattina, 20 aprile 2026, ha causato uno tsunami con onde alte 80 centimetri che stanno raggiungendo le coste. Lo riporta la “Afp” precisando che, in particolare, è stato interessato un porto nel nord del Paese. L’onda è stata osservata in un porto di Kuji, nella prefettura di Iwate, ha precisato la “JMA“.
L’allarme tsunami era stato diramato subito dopo la scossa, avvertita anche aTokyo, con una stima di possibile impatto di onde fino a 3 metri. Le autorità hanno invitato la popolazione a evacuare in zone più alte rispetto al livello del mare.
1 ora fa – L’ora precisa della scossa – Il terremoto di magnitudo 7.4 è stato registrato sul versante nord orientale del Giappone, nella regione del Tohoku, alle 16.53 ora locale (le 9.53 in Italia).
La scossa ha avuto epicentro in mare a largo della prefettura della Costa di Sanriku, a dieci chilometri di profondità, rende noto la Japan meteorological agency che ha lanciato un allarme tsunami nelle prefetture di Iwate e dell’Hokkaido.
1 ora fa – Avvistato tsunami, controlli a centrale nucleare Onagawa – È stato avvistato uno tsunami al largo delle coste giapponesi. Lo riporta “Nhk News”. Inoltre le autorità stanno controllando la centrale nucleare di Onagawa per verificare la presenza di eventuali anomalie in seguito al terremoto.
1 ora fa – Crolli di muri in blocchi di cemento non rinforzati – Il terremoto ha raggiunto il livello 5 sulla scala di intensità sismica giapponese, un valore considerato elevato e tale da rendere difficoltosa la circolazione nelle aree colpite.
In diversi casi si sarebbero registrati crolli di muri in blocchi di cemento non rinforzati.
1 ora fa – Disagi ai trasporti – Il servizio ferroviario ad alta velocità nella zona di Aomori, all’estremità settentrionale dell’isola di Honshu, è stato sospeso a causa delle scosse sismiche. Lo riferisce l’agenzia di stampa Kyodo.
1 ora fa – Il governo attiva la task force d’emergenza – Sanae Takaichi ha annunciato cheil governo del Giappone ha istituito una task force di emergenza dopo il forte terremoto. La premier ha inoltre esortato i cittadini delle aree colpite a seguire le indicazioni delle autorità e a mettersi in salvo, mantenendo alta l’allerta nelle zone a rischio.
1 ora fa – Epicentro in mare – Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese, l’epicentro del sisma che ha colpito il Giappone si trovava nell’Oceano Pacifico, a una profondità di circa dieci chilometri. Le autorità hanno segnalato che le onde più alte erano attese lungo le coste delle prefetture di Iwate, Aomori e Hokkaido, dove è stata mantenuta l’allerta tsunami.
2 ore fa – Allerta tsunami sulla costa nord-orientale – Un forte terremoto di magnitudo 7.5 ha colpito lunedì la costa nord-orientale del Giappone. Le autorità hanno invitato la popolazione ad allontanarsi dalle aree costiere, dove è prevista la possibile formazione di onde di tsunami fino a tre metri.
Un terremoto di magnitudo 7.4 è stato registrato sul versante nord orientale delGiappone, nella regione del Tohoku, alle 16:53 ora locale (le 9:53 in Italia).
La scossa ha avuto epicentro in mare a largo della prefettura della Costa di Sanriku, a dieci chilometri di profondità, rende noto la Japan meteorological agency (Jma) che ha lanciato un allarme tsunami nelle prefetture di Iwate e dell’Hokkaido.
Una supercella ha colpito Paderno Dugnano e l’hinterland con diametri fino a 5 cm, mentre l’aria fresca dai Balcani mette fine al caldo fuori stagione
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
La serata di domenica 19 aprile ha segnato una brusca interruzione della parentesi quasi estiva che ha interessato la Lombardia negli ultimi giorni, portando con sé fenomeni meteorologici di eccezionale intensità. Una vasta supercella ha attraversato le province di Milano, Monza e Como, scaricando a terra una quantità significativa di energia sotto forma di fulmini e, soprattutto, grandine di grosse dimensioni. L’evento ha colpito con particolare forza la periferia Nord del capoluogo meneghino e diversi centri della Brianza, trasformando rapidamente le strade in fiumi bianchi e sorprendendo i residenti con chicchi che hanno raggiunto il diametro record di 5 cm. Questo temporale, dalle caratteristiche tipicamente estive nonostante il calendario indichi ancora metà primavera, ha trovato terreno fertile nel forte contrasto termico presente sul suolo padano.
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
Danni nell’hinterland e dinamica del fenomeno – Il bilancio del maltempo è fortunatamente contenuto nel centro di Milano, dove i Vigili del Fuoco non hanno dovuto effettuare interventi di rilievo. In zone come Sesto San Giovanni e nei quartieri della periferia Nord, la grandineè caduta abbondante ma con dimensioni ridotte, limitando i disagi alla viabilità e ai piccoli allagamenti. La situazione appare molto diversa nell’hinterland, specialmente a Paderno Dugnano: qui la violenza della supercella ha generato chicchi con diametri compresi tra i 3 e i 4 cm, capaci di sfondare i parabrezza delle auto in sosta e ammaccare pesantemente le carrozzerie.
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
L’innesco di questo sistema temporalesco è da ricercare nel violento scontro tra masse d’aria diverse. L’aria più fredda, penetrata rapidamente da Nord, ha impattato contro l’anticiclone subtropicale che stazionava sulla pianura da diversi giorni, regalando un assaggio d’estate anticipato. Il contrasto tra il calore preesistente e l’infiltrazione fresca ha generato la spinta ascensionale necessaria per la formazione di nubi a grande sviluppo verticale, tipiche dei fenomeni grandinigeni più distruttivi.
Per monitorare nel modo migliore possibile la situazione meteo in tempo reale, di seguito forniamo un elenco delle pagine con tutte le informazioni utili per seguire il nowcasting meteorologico minuto per minuto:
Le fiamme all’interno di un edificio industriale in via Monginevro
L’incendio
Un maxi incendio è scoppiato oggi all’interno di un edificio industriale in via Monginevro a Beinasco (Torino). Sul posto sono intervenute 7 squadre dei Vigili del fuoco, che stanno lavorando per contenere le fiamme ed escludere la presenza di persone coinvolte.
È inoltre in corso l’evacuazione, a scopo precauzionale, di alcuni edifici residenziali nelle immediate vicinanze.
“Alcuni minuti fa si è sviluppato un importante incendio in un’azienda di via Monginevro, a Beinasco. È stato attivato il protocollo comunale di Protezione Civile e sono già sul posto i Vigili del Fioco e le forze dell’ordine. Vi aggiornerò sull’evolversi della situazione ma intanto, per precauzione, consigliamo a tutti i cittadini di tenere le finestre chiuse“, è il post del sindaco Daniel Cannati sul profilo Facebook del comune di Beinasco.
L’alert del dicastero: “Non si tratta di comunicazioni ufficiali. Non fornire dati personali”
“Stanno circolando false email che utilizzano indebitamente il nome del Ministero della Salute e invitano i cittadini a fornire dati personali per il rinnovo o l’iscrizione a servizi sanitari digitali. Si tratta di una campagna di phishing finalizzata a sottrarre dati personali e sensibili. Non si tratta di comunicazioni ufficiali“. L’alert è pubblicato sul sito del ministero della Salute.
Le email fraudolente invitano l’utente a cliccare su un link per procedere al rinnovo della Tessera sanitaria o all’aggiornamento dei propri dati nel Fascicolo sanitario elettronico. Il link rimanda a un sito web falso, graficamente simile alle piattaforme istituzionali, all’interno del quale viene richiesto di compilare un modulo con numerosi dati personali e sensibili, incluso i dati bancari.
La Tessera sanitaria e il Fascicolo sanitario elettronico sono gratuiti, sempre e per tutti. I dati raccolti possono essere utilizzati per scopi illeciti, avverte il ministero, come la rivendita delle informazioni, la clonazione di documenti o altre attività fraudolente.
Il Ministero della Salute non invia email per richiedere l’inserimento di dati personali tramite moduli online non istituzionali. “Si ricorda che eventuali richieste vanno effettuate esclusivamente tramite i canali ufficiali“, afferma il dicastero, consigliando di “non cliccare sui link contenuti nelle email sospette; non fornire dati personali o sensibili; cancellare immediatamente il messaggio“. Per aggiornamenti e informazioni ufficiali si invita a fare riferimento esclusivamente ai siti istituzionali del Ministero della Salute e delle altre amministrazioni competenti.
Carneficina a Shreveport, in Louisiana, dove otto bambini sono rimasti uccisi in una sparatoria
Sparatoria in Louisiana, uccisi 8 bambini tra 1 e 14 anni. Media: «Strage dopo una lite domestica»
Una lite domestica si è trasformata in una carneficina a Shreveport, in Louisiana, dove otto bambini sono rimasti uccisi in unasparatoria. Le vittime, di età compresa tra un anno e mezzo e 14 anni, sono state raggiunte dai colpi d’arma da fuoco intorno alle 6:00 del mattino. Il capo della polizia locale, Wayne Smith, ha confermato che il bilancio totale è di dieci persone colpite: oltre ai minori deceduti, due donne sono state ferite ma sono sopravvissute. «Siamo di fronte a una scena del crimine vastissima, diversa da qualsiasi cosa la maggior parte di noi abbia mai visto», ha dichiarato Smith visibilmente scosso.
La strage – La violenza si è consumata in tre diverse aree della città, partendo dal quartiere di Cedar Grove. Secondo le prime ricostruzioni, il sospettato – un uomo adulto imparentato con alcuni dei bambini – è fuggito a bordo di un’auto rubata dando vita a un frenetico inseguimento. La fuga è terminata a Bossier City, dove l’uomo è stato intercettato e ucciso dalla polizia in un conflitto a fuoco. La Louisiana State Police ha assunto la direzione delle indagini su richiesta del dipartimento di Shreveport. Gli inquirenti sono attualmente impegnati a raccogliere prove e testimonianze per chiarire l’esatto movente della strage. Le autorità hanno inoltre lanciato un appello pubblico, invitando chiunque sia in possesso di foto, video o informazioni rilevanti a contattare immediatamente i detective.
A 15 anni Filippo Serantoni, di Bergamo, rivede la luce. A luglio il giovane attaccante dell’Inter fu operato al cervello dopo aver battuto la testa: ora si riprende la vita. Gioca col caschetto, come fece Chivu: “Ho conosciuto un ragazzo con il sorriso e gli ho detto di sognare…”
Filippo Serantoni (foto dal profilo Instagram) al rientro in campo
Il tuffo che precede la caduta violenta sugli scogli, il dramma, la delicatissima operazione al cervello nell’ospedale di Nuoro (“frattura infossata con emorragia cerebrale”,la terribile diagnosi), il coma. Più di due interminabili settimane di angoscia per un ragazzo di 15 anni che si godeva le vacanze in Sardegna con i propri genitori, prima del risveglio e il lento ritorno alla normalità. Quasi trecento giorni di buio che non hanno però spento l’entusiasmo di un giovanotto bergamasco, tanto resiliente quanto coraggioso.
La storia di Filippo Serantoni, classe 2010, attaccante dell’Inter e campione d’Italia nella passata stagione con gli under 15, ha commosso tutti. Dopo quel terribile incidente in vacanza nel luglio del 2025, ’Pippo’ è stato tra la vita e la morte, di sicuro ha rischiato di smettere col calcio. Poi una lunghissima riabilitazione, con condizioni chiare: per esempio il fatto di non poter tornare subito a giocare. Ma Serantoni ha accettato la sfida impegnandosi giorno dopo giorno per rientrare il più in fretta possibile. Il passo successivo è statoricevere l’idoneità sportiva, lo step ulteriore il fatto di potersi allenare coi compagni ma senza disputare partitelle. “È stata durissima – spiega il professor Piero Volpi, responsabile dello staff sanitario dell’Inter -. Ricordo la prima telefonata dei genitori, le fotografie dell’incidente e quei giorni tremendi. Ma il ragazzo è stato bravissimo con la sua forza di volontà, determinante quanto l’aiuto di chi lo ha sempre sostenuto. Non era facile in quelle condizioni…”.
Cristian Chivu in campo col caschetto e la maglia dell’Inter
E infatti a meno di nove mesi di distanza quell’attaccantealto, veloce e molto tecnico, è tornato in campo. Caschetto protettivo e grinta, ad attenderlo gioie, dolori e grandi emozioni: dal gol contro il Sudtirol nel giorno del rientro (schierato nella ripresa, ha prima sfiorato il raddoppio colpendo il palo in semirovesciata, per poi esultare dopo il gol con cui si è messo l’incubo alle spalle)all’amarezza per il rigore sbagliato contro la Pergolettese mercoledì nella finale del torneo Italo Galbiati. Dettagli agrodolci. Contano la fiducia dello staff tecnico, gli abbracci dei compagni, gli incitamenti dalla tribuna (“Forza Pippo, non mollare Pippo”) ad ogni scatto del ragazzo col caschetto. Un attrezzo che ricorda un illustre precedente in casa Inter: fu proprio l’attuale allenatore Cristian Chivu a utilizzarlo in ogni partita negli ultimi 4 anni da calciatore, a seguito dello scontro di gioco con Pellissier a Verona.
E il tecnico nerazzurro non nasconde la sua felicità dopo aver visto il giovanotto tornare in campo: “Quando gli accadde l’incidente fui tra i primi a saperlo e a chiamarlo. Ero appena arrivato alla guida della prima squadra dell’Inter, ci tenni a parlare col ragazzo e con la famiglia. Ora mi ha fatto piacere vedere Pippo con tanta ambizione e il sorriso sulle labbra, ritornare in campo. Cosa gli ho detto? Di avere coraggio e non pensare a quanto accaduto, e questo per i suoi sogni. E ovviamente gli ho dato suggerimenti su come comportarsi dopo aver visto che usava il mio stesso caschetto: gli consiglierei di tagliare le orecchie (sorride, ndr) cosi sente meglio ciò che i compagni gli dicono. Ma la gioia più bella per lui è quella di essere tornato in campo con fame e con passione: non era semplice. Ma Pippo è sulla strada giusta e deve andare avanti con convinzione per seguire il suo sogno e non mollare mai. È un ragazzo fortunato perché ha un’altra chance…”.
Parole piene di affetto e che pesano, perché arrivano da chi certe paure le ha vissute sulla propria pelle. Quel “caschetto” è un simbolo. Protezione ma pure resilienza, voglia di tornare a sentirsi vivi dentro un campo da calcio. Serantoni ha subito ripostato l’emozionante video su instagram. Il regalo più bello per i suoi 16 anni, che festeggerà il 26 aprile. Perché il sogno di Pippo il ’predestinato’ è ancora intatto e tutto da vivere.
L’attaccante della Nazionale si è procurato un serio infortunio nell’ultima partita di Saudi Pro League con l’Al-Qadsiah
Mateo Retegui
Mateo Retegui non si immaginava che la sua prima stagione fuori dall’Italia dopo le due stagioni in Serie A tra Genoa ed Atalanta potesse concludersi anticipatamente e soprattutto con una sequenza di pesanti delusioni da assorbire. Il tutto, peraltro, nello spazio di poche settimane: prima la clamorosa eliminazione dai Mondiali per mano della Bosnia nel playoff dello scorso 31 marzo e ora il serio infortunio alla tibia sinistra, sofferto tre giorni fa in occasione del match tra il suo Al-Qadsiah e l’Al-Shabab (29esima giornata della Saudi Pro League).
LUNGO STOP – Nonostante il match lo avesse visto grande protagonista, con un goal ed un assist nel 2-2 finale che consente alla propria squadra di rimanere in lizza per un piazzamento che qualifichi alla Asian Champions League della prossima stagione – anche se l’Al-Ahly terzo può scappare a +6 a cinque turni dalla fine –Retegui ha dovuto abbandonare prima del tempo il terreno di gioco, peraltro in barella. Dopo i primi riscontri effettuati negli spogliatoi e successivamente in ospedale, è emerso che l’attaccante di origini argentine si è procurato la frattura della tibia sinistra e dovrà operarsi nei prossimi giorni. In accordo con la dirigenza dell’Al-Qadsiah, il classe ’99 si recherà a Madrid all’inizio della prossima settimana per sostenere l’intervento. I tempi di recupero precisi non sono stati ancora comunicati ma dovrebbero aggirarsi intorno ai 2 mesi. Come minimo.
CAMBIA TUTTO SUL MERCATO – Una brutta tegola per Mateo Retegui, che conclude la sua prima annata nel calcio saudita con un bottino di 19 goal e 2 assist in 31 partite, di cui16 in 18 soltanto in campionato. Un infortunio che necessiterà di un significativo periodo di riabilitazione per ritrovare la migliore condizione fisica e che potrebbe influenzare anche gli scenari di calciomercato che già aleggiavano attorno all’ex giocatore di Tigre, Estudiantes e Talleres in vista dell’estate. Juventus e Milan sono due dei club di Serie A che non lo hanno mai perso di vistaanche dopo il suo trasferimento, dall’Atalanta all’Al-Qadsiah per quasi 70 milioni di euro. Nonostante un contratto fino a giugno 2028 e un ingaggio di 20 milioni di euro bonus compresi, nelle scorse settimane il direttore sportivo rossonero ha allacciato i contatti col suo agente Alessandro Moggi per sondare la disponibilità del suo assistito a fare ritorno in Italia. Ma il grave infortunio dell’altro giorno rischia di complicare tutto.
Il fondo sovrano saudita ha ceduto il controllo del club guidato in panchina da Simone Inzaghi, ex allenatore dell’Inter.
Simone Inzaghi (Foto: Abdullah Ahmed/Getty Images)
Adesso è ufficiale. PIF ha ceduto il controllo dell’Al Hilal, uno dei quattro club guidati dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita insieme ad Al Ittihad, Al Nassr e Al Ahli. Come si legge in una nota ufficiale, il Public Investment Fund saudita e Kingdom Holding Company (KHC) hanno firmato oggi un accordo vincolante di compravendita di azioni in base al quale KHC acquisirà il 70% del capitale sociale dell’Al Hilal, guidato in panchina dall’italiano Simone Inzaghi, ex allenatore dell’Inter. PIF è a sua volta azionista di KHC, con una quota di poco inferiore al 17%.
La transazione è stata conclusa sulla base di una valutazione complessiva dell’azienda (enterprise value) pari a circa 1,4 miliardi di riyal sauditi (intorno ai 320 milioni di euro), mentre il valore delcapitale della società (equity value) – cioè la quota che appartiene agli azionisti – è stato stimato in 1,2 miliardi di riyal per il 100% dell’Al Hilal (270 milioni di euro, al cambio attuale).
La differenza tra i due valori riflette la presenza di debiti o altre passività finanziarie nella struttura della società. Sulla base di questa valutazione dell’equity, il prezzo pagato per acquisire il 70% del club ammonta quindi a 840 milioni di riyal (190 milioni di euro), pari al 70% del valore totale del capitale della società. La vendita è in linea con la strategia di PIF volta a massimizzare i rendimenti e a riallocare capitale all’interno dell’economia domestica. Questa strategia sostiene gli sforzi più ampi di PIF per favorire lo sviluppo e la diversificazione dell’Arabia Saudita.
PIF era il principale azionista dell’Al Hilal Club Company dal luglio 2023, nell’ambito del progetto di investimenti e privatizzazione dei club sportivi sauditi, accelerando i progressi del club e aumentando il contributo del settore sportivo al PIL saudita. PIF ha guidato la trasformazione della società insieme al team esecutivo del club, ottenendo miglioramenti significativi nel quadro di governance della società, nelle performance operative, nonché nelle infrastrutture e nelle strutture.
Questi sforzi si sono riflessi inritorni commercialie in una significativa crescita di valore del club saudita, sostenuta da sponsorizzazioni, vendite di merchandising e ricavi da matchday. In qualità di azionista che rimarrà nella società, PIF – si legge nella nota – continuerà a sostenere il percorso di crescita della Al Hilal.
Da parte della Kingdom Holding Company, l’acquisizione rafforza invece laleadership del gruppo nell’individuare opportunità ad alto valore e nel creare un impatto duraturo per gli azionisti e per l’economia nazionale.KHC supporterà l’Al Hilal nel rafforzare ulteriormente le sue performance commerciali, nell’espandere le partnership internazionali e nel continuare a sviluppare infrastrutture sportive di alto livello.
Voci di un’imminente cessione erano emerse nel mese di gennaio del 2026, ma già nei mesi precedenti, alcuni media locali avevano parlato di un forte interesse per l’Al Hilal da parte di Alwaleed Bin Talal, imprenditore, dirigente sportivo e multimiliardario saudita, presidente e amministratore delegato proprio della Kingdom Holding Company.
«Al Hilal è un simbolo nazionale e una fonte di orgoglio per il popolo saudita. Questa acquisizione esprime la nostra profonda convinzione nel potere dello sport come forza unificante e come catalizzatore per lo sviluppo nazionale. Applicando i nostri standard globali di investimento e coltivando partnership strategiche, sbloccheremo il pieno potenziale di Al-Hilal preservandone al tempo stesso storia e identità», ha commentato Alwaleed Bin Talal Bin Abdulaziz Al Saud.
Yazeed A. Al-Humied, vice governatore e responsabile degli investimenti per l’area MENA di PIF, ha aggiunto: «PIF ha contribuito con orgoglio a guidare gli sforzi per trasformare il settore sportivo dell’Arabia Saudita e aumentarne l’attrattività per gli investitori, creando al tempo stesso risultati duraturi a ogni livello, dai giocatori e dai tifosi fino alle comunità locali. PIF ha fissato obiettivi ambiziosi per i club, consentendo loro di diventare realtà di successo dal punto di vista commerciale e professionale e di raggiungere una sostenibilità finanziaria di lungo periodo. L’annuncio di oggi è in linea con la strategia di PIF volta a massimizzare i rendimenti e a riallocare capitale all’interno dell’economia domestica».
Il completamento della transazione è previsto una volta ottenute le necessarie approvazioni regolatorie e soddisfatte determinate condizioni previste dai termini e dalle condizioni dell’accordo.
In occasione di Inter-Cagliari i nerazzurri scenderanno in campo con un’anthem jacket speciale
L’Inter sorprende i propri tifosi con una collaborazione speciale con i Pink Floyd, band che ha fatto la storia della musica contemporanea. L’iniziativa nasce per celebrare i 50 anni di Wish You Were Hear, album iconico della band, ma anche per riportare alla luce un’iniziativa lanciata dalla band negli anni ’70, il PFFC – Pink Floyd Football Club. La squadra giocava durante le pause dai vari tour ed era composta dai membri della band David Gilmour, Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e alcuni membri della crew. Un dettaglio che forse ricordavano solo i cultori della band, che sarà reso immortale da questa collaborazione.
Inter x pink floyd – Inter X Pink Floyd nasce insieme a Sony Music Italy e prevede la realizzazione di alcuni prodotti esclusivi, come un’anthem jacketdedicata che sarà indossata dai calciatori nerazzurri nel prepartita di Inter-Cagliari. Ma non solo perché saranno in vendita un bundle composto dal vinile e da una t-shirt, oltre che laPFFC Collection, una capsule ispirata alla squadra di calcio della band con una retro jersey che reinterpreta in ottica interista la maglia indossata dai Pink Floyd. Per l’Anthem Jacket Limited Edition sono stati realizzati soltanto 400 pezzi numeratie con un pack esclusivo, mentre del bundle vinile/t-shirt sono state prodotte 1908 copie. Inoltre chi venerdì sera sarà San Siro, in occasione della partita Inter-Cagliari, potrà assister ad alcune attivazioni speciali che trasformeranno lo stadio in un’esperienza immersiva ispirata ai Pink Floyd.
La PFFC collection – La collezione speciale PFFC vedrà la realizzazione di una maglia ispirata all’originale degli anni ’70 nella foto di Kim Gottlieb-Walker, rielaborata fondendo i codici identitari della band con quelli dell’Inter. Al centro ci sarà la scritta PFCC, mentre sul retro il logo del 50° di Wish You Were Here, sulle maniche ci sarà lo stemma dell’Inter e il simbolo handshake che campeggia anche sulla copertina dell’album. Gli stessi elementi caratterizzano anche gli altri oggetti realizzati per la collezione come la sciarpa, la tote bag, i plettri e le bacchette da batteria. Tutti i prodotti sono disponibili dal 15 aprile nello store ufficiale online dell’Inter oltre che nei negozi fisici di Milano a Castello e San Siro. Il bundle, i plettri e le bacchette sono acquistabili anche nello store di Sony Music Italy.
L’iniziativa – Il progetto è stato presentato con una campagna che ha fuso componente digitale e fisica, con il primo video di presentazione diffuso durante la partita Inter-Arsenal, passando poi per alcuni poster comparsi a Londra e Milano fino al video di lancio ambientato proprio nella capitale inglese. Luca Adornato, Brand & Marketing Director di FC Internazionale Milano, ha spiegato come l’iniziativa si inserisce nell’idea di rendere l’Inter un brand in grado di dialogare con mondi diversi per rivolgersi a un pubblico più ampio: “La musica è parte integrante della nostra identità e, negli anni, abbiamo costruito un percorso che ci ha resi sempre più protagonisti in questo ambito. La collaborazione con i Pink Floyd, una delle band che ha scritto la storia della musica mondiale, segna una tappa fondamentale di questa evoluzione“. Luca Fantacone, Catalogue Director Sony Music Italy, ha aggiunto: “La musica e il calcio spesso si connettono in modo sorprendente e ciò che lega Pink Floyd, Inter e Sony ne è una brillante dimostrazione“.
L’ex portiere austriaco è deceduto questa mattina in un incidente in corrispondenza di un passaggio a livello senza barriere
Mondo del calcio in lutto. Alexander Manninger, ex portiere della nazionale austriaca e della Juventus, con la quale vinse uno scudetto nel 2012, è morto all’età di 48 anni in un grave incidente stradale mentre era alla guida della sua auto. Secondo quanto riportato dai media austriaci, l’incidente mortale è avvenuto intorno alle 8:20 di questa mattina, in corrispondenza di un passaggio a livello senza barriere. L’auto di Manninger, un minivan Volkswagen, si è scontrata con un treno in transito. Nonostante i soccorsi siano arrivati prontamente sul posto per l’ex portiere non c’è stato nulla da fare. I circa 25 passeggeri del treno locale e il macchinista sono rimasti illesi. Le circostanze dell’incidente sono ancora da chiarire, com’è da verificare se il segnale rosso in corrispondenza del passaggio a livello fosse attivo. “Grazie alle caratteristiche del veicolo è possibile analizzare con precisione i dati elettronici e, di conseguenza, il comportamento di guida del conducente“, avrebbe fatto sapere il perito Gerhard Kronreif che sta indagando sull’incidente per conto della Procura.
Carriera – Manninger ha debuttato nel Salisburgo diventando il primo austriaco a trasferirsi all’Arsenal. Con i Gunners ha disputato 39 partite, vincendo campionato, FA Cup e due Charity Shield. Sbarcato in Italia nel 2001 ha vestito le maglie di Fiorentina,Bologna, Brescia, Siena, Torino e Juventus, prima del passaggio all’Augusta e del ritiro dopo un anno a Liverpool. Ha indossato 33 volte anche la maglia di numero 1 della nazionale austriaca.
Il saluto della juventus – Il cordoglio della Juventus: “Arrivato a Torino nell’estate del 2008, ha vestito il bianconero per quattro stagioni, dimostrando come il ruolo del portiere non sia fatto solo di parate, ma di carisma, affidabilità e silenzioso spirito di sacrificio. In un’epoca segnata dalla presenza monumentale di Gigi Buffon, Manninger ha saputo farsi trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa, diventando un punto di riferimento assoluto per lo spogliatoio e una garanzia tra i pali. Oggi salutiamo non solo un grande atleta, ma un uomo dai valori rari: umiltà, dedizione e una serietà professionale fuori dal comune“. Un messaggio anche da parte di Giorgio Chiellini: “Oggi è un giorno tristissimo, ci saluta un compagno di squadra esemplare e una persona di grande valore. Ciao Alex, riposa in pace. Un pensiero forte alla tua famiglia“.
Oggi è un giorno tristissimo. Se n'è andato non solo un grande atleta, ma un uomo dai valori rari: umiltà, dedizione e una serietà professionale fuori dal comune.
Juventus esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Alex Manninger e si stringe alla famiglia in questo… pic.twitter.com/lLZnKs4tvg
Il Torino – Ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia del portiere anche il Torino. In granata Manninger ha disputato la stagione 2002-2003. “Il presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, addolorati per la tristissima notizia, esprimono il profondo cordoglio e l’affettuosa vicinanza alla famiglia Manninger nel ricordo di Alex Manninger, ex portiere con un’esperienza al Toro nella stagione 2002/2003, tragicamente scomparso oggi in un incidente stradale in Austria”, si legge nel messaggio pubblicato sui profili ufficiali del club.
Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, addolorati per la tristissima notizia, esprimono il profondo cordoglio e l'affettuosa vicinanza alla famiglia Manninger nel ricordo di Alex Manninger, ex portiere con un'esperienza al Toro nella stagione 2002/2003,… pic.twitter.com/1jc321n7l6
Lingua originale: tedesco Google Austria Wien piange la morte di Alexander Manninger. Il nostro ex portiere di squadra è tragicamente scomparso oggi all’età di soli 48 anni. I nostri pensieri sono con la famiglia di Alexander e i suoi amici. Riposa in pace.
Austria Wien trauert um Alexander Manninger.
Der ehemalige Team-Torhüter ist heute im Alter von nur 48 Jahren tragisch ums Leben gekommen.
Unsere Gedanken sind bei Alexanders Familie und seinen Freunden.
Sciopero dei giornalisti oggi giovedì 16 aprile 2026.
La nota Fnsi – Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile.
Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top.
E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà.
Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario.
Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali.
Per la Federazione nazionale della Stampa italiana dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini.
Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci. Ma gli editori?
La nota Fieg – Gli editori della FIEG, fin dall’inizio dell’avvio del confronto per il rinnovo contrattuale, hanno rappresentato la necessità di un cambiamento sostanziale delle regole contrattuali per recuperare efficienza e produttività e consentire di affrontare adeguatamente le nuove sfide del mercato, attraversato da un’innovazione tecnologica epocale.
Ci si trova infatti a dover applicare un contratto nazionale di lavoro pieno di rigidità, vincoli ed istituti ormai insostenibili che ostacolano la competitività ed aggravano la situazione economica delle aziende, rappresentando peraltro una barriera all’ingresso delle nuove professionalità.
Non può certamente essere considerato un fattore di sviluppo un contratto che prevede, a titolo di esempio, 40 giorni all’anno tra ferie e permessi, il pagamento di un’indennità per ex festività soppresse 50 anni fa, maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo ben al disopra della media degli altri contratti nazionali nonché il riconoscimento di scatti di anzianità in percentuale sulla retribuzione che garantiscono ampiamente il recupero dell’inflazione.
Gli editori vogliono ritrovare condizioni di sostenibilità economica per non danneggiare ulteriormente tanto le aziende quanto le professionalità.
A tal fine si è proposto al sindacato di affrontare la sfida della completa modernizzazione del contratto e dell’introduzione di regole specifiche per favorire l’inserimento di giovani professionisti, come già sperimentato con successo nell’ultimo rinnovo contrattuale firmato con lo stesso sindacato.
Gli editori non si sono mai sottratti al confronto né hanno mai abbandonato il tavolo negoziale e ribadiscono la propria disponibilità a proseguire nelle trattative per il rinnovo del contratto.
Ad annunciarne la scomparsa è stato l’ex attaccante di Lazio e Napoli
Bruno Giordano – Ipa/Fotogramma
Lutto per Bruno Giordano. Oggi, martedì 14 aprile, l’ex attaccante di Lazio e Napoli ha annunciato la morte della moglie Susanna con una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram: “Con profondo dolore annunciamo la scomparsa di Susanna, moglie e madre eccezionale, per sempre nei nostri cuori“.
“Ringraziamo tutti per la vostra affettuosa vicinanza“, ha scritto Giordano, firmando il messaggio anche da parte di Marco e Rocco, i figli avuti con Susanna, “per chi volesse darle l’ultimo saluto i funerali si terranno venerdì mattina alle ore 11 alla chiesa San Pio X di Piazza della Balduina, Roma“.
La Lazio ha pubblicato un messaggio di cordoglio sui propri canali ufficiali: “La S.S. Lazio esprime il proprio profondo cordoglio all’ex bomber biancoceleste Bruno Giordano per la scomparsa della moglie“.
Dal 10 aprile è infatti entrato pienamente a regime l’EES (Entry/Exit System), il nuovo sistema digitale di controllo delle frontiere dell’Unione Europea
Il panorama dei viaggi internazionali sta attraversando una fase di profonda turbolenza. Alle criticità già note legate alla crisi del carburante e alla conseguente cancellazione di numerose tratte, si è aggiunto un nuovo ostacolo burocratico e tecnologico. Dal 10 aprile è infatti entrato pienamente a regimel’EES (Entry/Exit System), il nuovo sistema digitale di controllo delle frontiere dell’Unione Europea. Nonostante le promesse di una maggiore fluidità nel lungo periodo, l’avvio della procedura ha generato un vero e proprio caos negli scali di tutto il continente, impattando pesantemente sulla regolarità dei voli.
L’episodio più emblematico di questa difficile transizione si è verificato domenica 12 aprile presso l’aeroporto di Milano Linate: ben 121 passeggeri pronti a imbarcarsi su un volo Easyjet per Manchestersono rimasti bloccati ai varchi di sicurezza.
Come funziona l’EES – Secondo i dati forniti dall’Unione Europea, l’Entry/Exit System è un database automatizzato progettato per monitorare i cittadini extra-UE che entrano nello spazio Schengen per soggiorni brevi. La grande novità risiede nell’abbandono del tradizionale timbro a inchiostro sul passaporto a favore di un’acquisizione digitale dei dati. Il sistema registra infatti l’immagine del volto e le impronte digitali del viaggiatore, associandole ai dati del documento di viaggio e alla data esatta del passaggio di frontiera.
Questa tecnologia permette alle autorità di calcolare in tempo reale la durata del soggiorno e di individuare immediatamente chi supera il limite dei 90 giorni consentiti ogni sei mesi.
Quali sono i problemi? – Sebbene l’obiettivo dichiarato fosse quello di velocizzare le operazioni di frontiera, la realtà dei fatti parla di attese che superano regolarmente le tre ore negli hub di Francia, Germania e Spagna. Le ragioni di quello che le associazioni di categoria delle compagnie aeree definiscono un fallimento sistemico sono molteplici. La registrazione dei dati biometrici richiede tempi tecnici molto più lunghi rispetto alla verifica visiva del passaporto, specialmente per chi utilizza il sistema per la prima volta. A questo si sommano infrastrutture aeroportuali non sempre pronte e una carenza di personale formato per gestire i frequenti errori del software. Mentre le autorità europee minimizzano parlando di semplici problemi di rodaggio, le compagnie aeree chiedono una sospensione parziale delle norme per evitare che l’estate si trasformi in un disastro logistico.
La situazione in Italia – L‘implementazione del sistema ha coinvolto gradualmente 29 Paesi europei e i test più intensivi si stanno svolgendo nei grandi nodi internazionali come Parigi Charles de Gaulle, Amsterdam Schiphol e Francoforte. In Italia, oltre al critico caso di Linate, i primi scali ad aver adeguato le strutture per ospitare i chioschi digitali dell’EES sono stati Roma Fiumicino e Milano Malpensa. In questi aeroporti il monitoraggio resta costante nel tentativo di mitigare i disagi, ma la pressione sui sistemi di controllo rimane altissima in vista dei prossimi ponti primaverili.
Il portiere in uscita colpisce il giocatore del Barcellona in pieno volto con i tacchetti
(reuters)
Atletico-Barcellona di Champions League, tre minuti di paura. Fermin Lopez si è scontrato conMusso, durante il primo tempo della sfida che vale la semifinale: in uscita il portere interviene e si scontra con il giocatore.
Fermin rimane a terra con il volto insanguinato. L’involontaria scarpata ricevuta dal portiere dei “colchoneros“ lo lascia a terra pieno di sangue e stordito. Dopo tre minuti il gioco è poi regolarmente ripreso con Fermin in campo. Incerottato. Pieno di ferite. Ma il pericolo che lo scontro fosse più grave è stato superato.
Circolazione ferroviaria fortemente rallentata sulla linea per un guasto tecnico: ritardi fino a 180 minuti, cancellazioni e treni limitati su AV e Intercity
Forti rallentamenti oggi, martedì 14 aprile, sulla linea Alta Velocità Napoli–Roma a causa di un guasto tecnico registrato al nodo ferroviario di Napoli nelle prime ore del mattino, attorno alle 6. L’inconveniente, comunicato da RFI (Rete Ferroviaria Italiana), ha provocato ritardi fino a 120–180 minuti, cancellazioni e modifiche alla circolazione. I disagi, secondo gli aggiornamenti, hacoinvolto sia treni Frecciarossa sia Italo, con effetti che si stanno estendendo anche ai treni Intercity e ai collegamenti a lunga percorrenza.
Il guasto – Il guasto ha interessato il sistema di comunicazione GSM-R: sono in corso le veriche da parte dei fornitori di Rfi per l’accertamento delle cause del disservizio. I tecnici sono impegnati per il ripristino della piena funzionalità dei sistemi.
Secondo quanto si legge in una nota di Fs,la circolazione sta ornando progressivamente alla normalità.
Proseguono le attività di assistenza e informazione ai viaggiatori a bordo dei treni coinvolti e nelle stazioni, organizzato anche un servizio bus per venire incontro alle esigenze di mobilità.
Treni limitati, cancellati e instradati su linee alternative – La circolazione dei treni Alta Velocità risulta fortemente compromessa. Diverse corse sono state cancellate o deviate sulla linea convenzionale via Formia o via Cassino, con conseguenti allungamenti dei tempi di percorrenza fino a 120 minuti. Disagi anche per gli Intercity, che registrano ritardi medi fino a 60 minuti.
Tra le principali variazioni segnalate:
FR 9616 Napoli Centrale (6:55) – Milano Centrale (11:35): origine da Roma Termini.
FR 9501 Roma Termini (7:00) – Napoli Centrale (8:12): instradato via Formia, senza fermata a Napoli Afragola.
FR 8506 Napoli Centrale (7:30) – Bolzano (13:48): origine da Roma Termini.
FR 8335 Roma Termini (10:20) – Napoli Centrale (11:33): cancellato.
I passeggeri sono invitati a rivolgersi al personale di assistenza Trenitalia per soluzioni alternative e primi treni utili.
Ritardi superiori ai 60 minuti su numerosi convogli: Oltre alle cancellazioni, diversi treni Alta Velocità registrano ritardi superiori a 60 minuti, tra cui:
FR 9606 Napoli Centrale – Milano Centrale
FR 9608 Salerno – Milano Centrale
FR 8334 Napoli Centrale – Roma Termini
FR 9406 Napoli Centrale – Venezia Santa Lucia
FR 9490 Salerno – Venezia Santa Lucia
La situazione resta in evoluzione mentre i tecnici di RFI continuano le operazioni di ripristino della piena regolarità della linea.
Salvini in contatto con ad – “Stanno lavorando dalle prime ore dell’alba, sono in contatto con l’amministratore delegato dalle sei di questa mattina ci sono Alstom e i tecnici che ci stanno lavorando, conto che la risolvano il prima possibile perché anche il combinato con maltempo, rende complicate queste giornate”, ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini arrivando a Vinitaly.
Tisza conquista la maggioranza dei due terzi in Parlamento. Il premier uscente: “Risultato doloroso ma chiaro”
Peter Magyar festeggia dopo la vittoria contro Viktor Orban – Afp
“Ce l’abbiamo fatta, Tisza e l’Ungheria hanno vinto le elezioni. Non con un piccolo margine, ma con un margine molto ampio. Insieme abbiamo liberato l’Ungheria“. Peter Magyar parla dal palco allestito a Budapest per celebrare la vittoria dopo il voto che ha messo fine all’era di Viktor Orban durata 16 anni. “Avremo una maggioranza dei due terzi in Parlamento“, esulta il leader di Tisza al termine di una giornata che ha segnato un’affluenza record alle urne. Il partito di Magyar, a spoglio terminato, si aggiudica 138 seggi mentre Fidesz si ferma a 55.
Orban ammette la sconfitta sottolineando il risultato “chiaro” delle elezioni vinte da Tisza di Magyar. “Un risultato doloroso ma chiaro – dice in un breve discorso il premier uscente – La responsabilità e l’opportunità di governare non ci sono state date“. “Serviremo il nostro Paese e la nazione ungherese dall’opposizione“, aggiunge, dopo aver ringraziato i 2,5 milioni di elettori che hanno votato per Fidesz e promettendo di “non deluderli mai“. Nei 30 anni alla guida del partito, “abbiamo vissuto anni difficili e facili, belli e tristi“, conclude, ribadendo che “non si arrenderà mai, mai, mai“.
Le reazioni – “Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro“, scrive in un post sui social la premier Giorgia Meloni. “Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia – sottolinea la presidente del Consiglio – e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell’interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale“. Meloni su X saluta il premier ungherese uscente: “Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l’intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua Nazione“.
“Il cuore dell’Europa stasera batte più forte in Ungheria“, il primo commento, scritto in inglese e in ungherese, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Poi, in un altro post: “L’Ungheria ha scelto l’Europa. L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. Insieme siamo più forti. Un Paese riprende il suo percorso europeo. L’Unione si rafforza“. La presidente della Commissione europea ha telefonato a Magyar per congratularsi. Lo ha scritto sui social la portavoce diVon der Leyen, Paula Pinho, precisando che “hanno concordato di cooperare strettamente“. A Bruxelles si aspettano che uno dei primi atti del prossimo premier sia lo sblocco del prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina su cui Orban aveva messo il veto.
Emmanuel Macron è stato tra i primi a congratularsi con Magyar per la sua vittoria. In un post su X il presidente francese scrive: “Ho appena avuto un colloquio con Peter Magyar per congratularmi con lui per la sua vittoria in Ungheria! La Francia saluta la vittoria della partecipazione democratica, dell’attaccamento del popolo ungherese ai valori dell’Unione Europea e per l’Ungheria in Europa“. “Insieme – conclude Macron – facciamo avanzare un’Europa più sovrana, per la sicurezza del nostro continente, la nostra competitività e la nostra democrazia“.
“L’Ungheria ha deciso. Congratulazioni per la vittoria alle elezioni caro Peter Magyar“, il post su X del cancelliere tedesco Friedrich Merz, dicendosi “impaziente a una cooperazione per un’Europa forte, sicura e soprattutto unita“.
“Congratulazioni a Peter Magyar per la vittoria elettorale. Questo è un momento storico, non solo per l’Ungheria, ma per la democrazia europea. Non vedo l’ora di lavorare con lui per la sicurezza e la prosperità di entrambi i nostri Paesi“, la dichiarazione sui social del premier britannico Keir Starmer.
Volodymyr Zelensky si è congratulato con Magyar per “la schiacciante vittoria” alle elezioni in Ungheria, dopo le tensioni e le crisi diplomatiche delle settimane scorse sull’asse Kiev-Budapest, con il premier uscente filorusso Orban che ha bloccato gli ultimi aiuti all’Ucraina. “È importante quando prevale un approccio costruttivo – scrive il presidente ucraino sui social – L’Ucraina ha sempre cercato relazioni di buon vicinato con tutti in Europa e siamo pronti ad avanzare nella nostra cooperazione con l’Ungheria“.
“L’Europa e ogni nazione europea devono rafforzarsi, e milioni di europei cercano cooperazione e stabilità. Siamo pronti per incontri e a un lavoro congiunto costruttivo a beneficio di entrambe le nazioni, nonché per la pace, la sicurezza e la stabilità in Europa“, conclude Zelensky.