Violenti scontri durante la manifestazione contro il caro vita. La polizia ha dovuto rispondere con i lacrimogeni al fitto lancio di oggetti da parte dei manifestanti. Tafferugli anche a Bologna e Torino
Gli scontri durante il corteo a Milano (Foto LaPresse)
Alta tensione per le strade di Milano. Nel pomeriggio di oggi, sabato 17 ottobre 2026, si sono verificati duri scontri fra manifestanti e forze dell’ordine nel centro cittadino. Scene da guerriglia urbana si sono registrate in piazza Duomo, dove la polizia ha lanciato lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno aperto alcuni estintori e scagliato vari oggetti, fra cui cestini della spazzatura, sassi, tavolini e transenne. Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp, ha fornito un primo bilancio: “Due poliziotti feriti e trasportati d’urgenza in ospedale e 40 manifestanti fermati: questo il primo bilancio degli scontri in piazza Duomo a Milano, dove gruppi di violenti hanno attaccato le Forze dell’Ordine con bombe carta, pietre e transenne“.
Il corteo contro il caro vita – I disordini sono scoppiati nel corso della manifestazione contro il caro vita, convocata in contemporanea alle proteste in corso in Francia. La mobilitazione, organizzata a Milano come in altre città della penisola dal comitato “Italia in piazza“, è iniziata verso le 15, con la partenza che è stata subito turbolenta.
I partecipanti, circa cinquemila e quasi tutti giovanissimi, hanno acceso e lanciato alcune bombe carta, petardi e fumogeni. In via Broletto, all’altezza di via San Tomaso, è partita una fitta sassaiola in direzione dei reparti mobili, accompagnata dal lancio di bottiglie, sedie e tavolini presi dai locali commerciali della zona. La polizia ha risposto con alcune cariche di alleggerimento nel tentativo di disperdere la folla. In seguito a queste azioni e ai violenti scontri corpo a corpo si registrerebbero già diversi feriti.
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita (Foto LaPresse)
Scontri con la polizia – La reazione delle forze dell’ordine ha spezzato il corteo in due tronconi principali: una parte dei manifestanti è rimasta bloccata in via Broletto, mentre l’altra è confluita nuovamente verso piazza Duomo. Il tratto stradale teatro degli scontri è stato completamente circondato dal dispositivo di sicurezza della polizia, che ha sigillato gli accessi consentendo alle persone soltanto di defluire e uscire dall’area e impedendo nuovi ingressi.
Durante le cariche e i respingimenti, alcuni gruppi isolati di giovani si sono diretti in via Bossi, dove sono state danneggiate le pensiline delle fermate Atm e sono state infrante le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. La situazione, sebbene rimanga estremamente tesa a causa di piccoli focolai di protesta e di cori ostili come “Tout le monde déteste la police“ intonati dai manifestanti all’indirizzo degli agenti, è al momento in fase di lento contenimento.
Tafferugli anche a Bologna e Torino – Momenti di tensione anche davanti alla stazione di Bologna tra manifestanti e forze dell’ordine. A piazzale Medaglie d’Oro alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre e bottiglie contro la polizia che ha risposto con idranti e lacrimogeni. Al momento le forze dell’ordine hanno fermato sette persone la cui posizione è ora al vaglio.
La manifestazione contro il caro vita a Torino (Foto LaPresse)
A Torino un gruppo di manifestanti ha lanciato sassi e bottiglie contro lo schieramento delle forze dell’ordine sistemate a protezione dell’ingresso della stazione ferroviaria di Porta Nuova. Gli agenti hanno risposto lanciando dei lacrimogeni, che hanno disperso la folla.
Il portiere argentino del Chelsea è rimasto a terra dopo uno scontro di testa con Branthwaite durante la partita contro l’Everton. Dieci minuti di soccorsi, poi l’uscita in barella e il trasferimento in ospedale. Xabi Alonso ha fornito il primo aggiornamento sulle sue condizioni.
I soccorsi a Emiliano Dibu Martínez dopo il violento scontro di testa durante Everton-Chelsea: il portiere argentino è stato successivamente trasportato in ospedale.
Attimi di paura durante Everton-Chelsea in Premier League. Emiliano “Dibu” Martinezè stato trasportato in ospedale dopo un violentissimo scontro di testa con Jarrad Branthwaite. Il portiere argentino è rimasto a terra per diversi minuti, costringendo l’arbitro a interrompere la partita e i sanitari a intervenire sul terreno di gioco. È uscito in barella, completamente immobilizzato, tra la preoccupazione dei compagni e dei tifosi presenti allo stadio di Liverpool.
L’incidente è avvenuto intorno al 66° minuto della sfida. Martinez è uscito dai pali per respingere con i pugni un pallone arrivato da un calcio di punizione dell’Everton. Nel tentativo di allontanarlo è entrato in collisione con Branthwaite, che stava cercando di colpire di testa. L’impatto è stato violentissimo e il portiere del Chelsea è rimasto disteso sul prato, mentre i medici delle due squadre si precipitavano a soccorrerlo.
Dibu Martinez portato fuori in barella dopo dieci minuti di soccorsi – Il gioco è rimasto fermo per circa dieci minuti. I sanitari hanno applicato a Martinez un collare cervicale e lo hanno immobilizzato prima di sistemarlo sulla barella. Anche Branthwaite ha avuto bisogno delle cure mediche, ma dopo essere stato sottoposto ai controlli previsti per i colpi alla testa è riuscito a proseguire la partita.
Dall’altra parte del campo, anche Jordan Pickford si è avvicinato per sincerarsi delle condizioni del collega.Quando è stato accompagnato fuori dal terreno di gioco, Martinez ha mosso una mano e rivolto un gesto rassicurante verso gli spalti, mentre il pubblico seguiva con apprensione le operazioni di soccorso. Al suo posto è entrato Mike Penders, portiere belga di 21 anni, all’esordio in Premier League.
Come sta Dibu Martinez: l’aggiornamento di Xabi Alonso – Al termine dell’incontro, vinto dal Chelsea per 2-0 grazie alla doppietta di Pedro Neto, è stato Xabi Alonso a fornire le prime informazioni sulle condizioni del portiere argentino.
“Per quanto ne so, ha lasciato lo stadio cosciente ed è in ospedale per accertamenti precauzionali“, ha spiegato l’allenatore dei Blues. Non è stata ancora comunicata una diagnosi definitiva. Lo staff medico dovrà valutare le conseguenze dell’impatto prima di stabilire i tempi di recupero.
Anche Pedro Neto,protagonista della vittoria, ha dedicato il successo al compagno: “È un peccato per Emi, gli auguriamo il meglio. Questa vittoria è per lui”.
Nuova giornata ad alta tensione in tutto il Paese, dove decine di migliaia di persone stanno manifestando per l’aumento dei prezzi dei carburanti e la perdita di potere d’acquisto
Proteste e scontri in Francia (Foto LaPresse)
Francia di nuovo in piazza oggi contro il caro vita: alta tensione a Parigi e Marsiglia con oltre cento persone fermate, lacrimogeni e attacchi contro edifici e negozi.La mobilitazione nazionale di sabato 17 ottobre 2026 coinvolge studenti, sindacati, attivisti e sostenitori del movimento dei Gilet gialli, riuniti per protestare contro l’aumento del costo della vita, il caro carburanti e il peggioramento dei servizi pubblici.
Alta tensione a Parigi – Parigi è uno degli epicentri della protesta e la giornata è stata segnata fin dalle prime ore da episodi di tensione. La Prefettura di polizia ha intensificato i controlli e ha comunicato che sono già un centinaio le persone fermate in totale nella capitale, per lo più per possesso di armi e per aver indossato protezioni vietate.
A Place de la République le forze dell’ordine sono intervenute con i lacrimogeni, mentre uno degli episodi più gravi sarebbe avvenuto nella sede della rete televisiva CNews. Secondo la ricostruzione dei quotidiani francesi, tutto è iniziato intorno alle 7 quando persone “incappucciate” hanno bloccato l’accesso al parcheggio davanti all’edificio che si trova nella zona ovest di Parigi e ospita anche la redazione di Europe 1. Secondo la polizia, a Parigi sono attesi tra i 30mila e i 60mila manifestanti, mentre in tutto il Paese le persone in piazza potrebbero essere tra 90mila e 170mila.
Le proteste in Francia (Foto LaPresse)
Scontri a Marsiglia – Tensioni anche a Marsiglia, dove durante le manifestazioni sono stati presi di mira un posto di polizia municipale e alcuni esercizi commerciali: “Sono state infrante le finestre e lanciati fumogeni all’interno – scrive Bfmtv, citando fonti dalla prefettura -. Un tentativo di incendio doloso è stato sventato. Non si segnalano feriti“.
Secondo quanto riferisce Le Parisien i primi incidenti a Marsiglia si sono verificati già nella tarda mattina in via La Canebière e nelle vie circostanti, con cassonetti della spazzatura incendiati e vetrine dei negozi infrante. Un negozio di Sfr, il secondo operatore di telecomunicazione in Francia, è stato tra quelli presi di mira.
Le proteste a Lione – Violenze anche a Lione, dove una filiale dell’ufficio del turismo è stata saccheggiata e incendiata oggi a margine della mobilitazione contro il carovita.L’incendio doloso, secondo quanto riporta Afp, è avvenuto su un lato di Place Bellecour, dove gruppi di giovani incappucciati hanno lanciato oggetti e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine, che hanno replicato facendo uso di un idrante, di gas lacrimogeni e granate stordenti. “Le forze dell’ordine stanno mettendo in atto manovre per disperdere i gruppi violenti“, mentre ai vigili del fuoco viene impedito di raggiungere l’incendio nella sede dell’ufficio del turismo, ha precisato la prefettura del Rodano.
Fermi in tutto il Paese – Secondo quanto segnalato dal governo francese al momento sono 166 i fermi effettuati dalla polizia in tutto il Paese: “Il movimento si traduce in una mobilitazione molto intensa da parte dell’area dell’estrema sinistra, che mira esclusivamente a creare disordine – riferiscono fonti vicine al ministro dell’Interno, Laurent Nunez -. Tali azioni sono caratterizzate da atti violenti e mirati, compiuti in alcune località da individui incappucciati organizzati in ‘black bloc’ (in particolare a Parigi, Marsiglia, Rennes, Tolosa, Angers): tentativi di saccheggio, aggressioni alle forze dell’ordine, incendi di arredi urbani, attacchi contro sedi del potere e organi di informazione“.
Intanto da Matignon hanno confermato a Bfmtv che è prevista per le 18 una nuova riunione dell’unità di crisi al ministero dell’Interno per fare il punto sulle manifestazioni di questa giornata di mobilitazione. Presenti alla riunione i capi di gabinetto del premier, Sebastien Lecornu, del ministro degli Interni, Laurent Nunez, e del ministro della Giustizia, Gérald Darmanin.
In centinaia a Place de la République, Polizia interviene con lacrimogeni. Assaltata la sede di CNews
Proteste in Francia – (Afp)
Francia di nuovo in piazza oggi contro il caro vita: alta tensione a Parigi e Marsiglia con decine di persone fermate, lacrimogeni e attacchi contro edifici e negozi. La mobilitazione nazionale di sabato 17 ottobre 2026 coinvolge studenti, sindacati, attivisti e sostenitori del movimento dei Gilet gialli, riuniti per protestare contro l’aumento del costo della vita, il caro carburanti e il peggioramento dei servizi pubblici.
Parigi, almeno 00 arresti: lacrimogeni e tensioni in piazza – Parigi è uno dei principali epicentri della protesta e la giornata è stata segnata fin dalle prime ore da episodi di tensione. La Prefettura di polizia ha intensificato i controlli e ha comunicato che sono già un centinaio le persone fermate, per lo più per possesso di armi e per aver indossato protezioni vietate. A Place de la République le forze dell’ordine sono intervenute con i lacrimogeni, riferisce Bfmtv.
Tra gli episodi più gravi, l’attacco alla sede della rete televisiva CNews. Secondo la ricostruzione, tutto è iniziato intorno alle 7 quando persone “incappucciate” hanno bloccato l’accesso al parcheggio davanti all’edificio che si trova nella zona ovest di Parigi e ospita anche la reazione di Europe 1.
A Parigi, hanno detto fonti di Polizia a Bfmtv, sono attesi tra i 30 e i 60.000 manifestanti. In tutto il Paese, le autorità si aspettano scendano in piazza tra le 90.000 e le 170.000 persone.
Marsiglia, attaccati un posto di polizia e un negozio – Tensioni anche a Marsiglia, dove durante le manifestazioni sono stati presi di mira un posto di polizia municipale e alcuni esercizi commerciali. “Sono state infrante le finestre e lanciati fumogeni all’interno. Un tentativo di incendio doloso è stato sventato. Non si segnalano feriti“, riferisce Bfmtv citando fonti dalla prefettura di Marsiglia.
Secondo quanto riferisce Le Parisien iprimi incidenti a Marsiglia si sono verificati già nella tarda mattina in via La Canebière e nelle vie circostanti, con cassonetti della spazzatura incendiati e vetrine dei negozi infrante. Un negozio di Sfr, il secondo operatore di telecomunicazione in Francia è stato tra quelli presi di mira. Il principale raduno dei manifestanti è previsto per le 14:00 al Porto Vecchio, conclude il sito del giornale.
Distributori esauriti in Puglia e Calabria. I tir non scaricano merce in Sicilia. Da oggi fino al 20 ottobre mobilitazione con presidi in tutte le Province: camion posizionati a bordo strada e disagi alla circolazione
: L’associazione distributori farmaceutici: le proteste mettono a rischio anche la consegna di farmaci e vaccini – Le agitazioni degli autotrasportatori che bloccano la circolazione delle merci a causa delle proteste contro il caro-carburanti potrebbero avere conseguenze a cascata anche nella filiera del farmaco, causando ritardi nelle consegne dei medicinali ai magazzini dei distributori intermedi con ricadute anche per le farmacie e la popolazione. “Per ora nessun allarme, continuiamo ad assicurare la regolarità delle forniture alle farmacie e ai cittadini” dichiara il presidente dell’Associazione distributori farmaceutici (Adf), Walter Farris.
: Il presidio degli autotrasportatori in Molise, il presidente Roberti li incontra – La protesta degli autotrasportatori e agricoltori per il caro carburante arriva dalla Puglia in Molise dove, da ieri, vi sono presidi al bivio di Pietracatella e sulla Ss645 Fondovalle Tappino, in provincia di Campobasso, al confine con la provincia di Foggia. I conducenti dei mezzi pesanti sono fermi ai margini delle strade per chiedere attenzione e soprattutto misure di sostegno. Il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, oggi li ha raggiunti e incontrati
Il presidio degli autotrasportatori in Molise, il presidente Roberti li incontra
: Caro carburanti, Marrese: “La Basilicata non può essere lasciata sola” – “La Basilicata non può essere lasciata sola. Quello che sta accadendo in questa regione e nel resto del Mezzogiorno è un segnale che la politica non può più permettersi di ignorare. Il caro carburanti sta mettendo in ginocchio agricoltori, autotrasportatori e imprese, mentre le difficoltà negli approvvigionamenti cominciano a ripercuotersi sui cittadini, sulla viabilità e sulla distribuzione delle merci. Siamo di fronte a una situazione seria, che rischia di aggravarsi ulteriormente se non si interviene con tempestività” scrive, in una nota, il consigliere regionale lucano Piero Marrese (Basilicata democratica).
: Locride disagi per il fermo dei tir e la mancanza di carburante – La protesta degli autotrasportatori ha interessato oggi, per la prima volta, anche il territorio della Locride. Un presidio è stato allestito a Grotteria Mare in prossimità dello svincolo centrale, che si innesta con la Statale 106, della superstrada “Jonio-Tirreno”, la principale e unica arteria a scorrimento veloce che dalla Locride collega i centri della Piana di Gioia Tauro e del Vibonese e con lo svincolo dell’autostrada A2 di Rosarno. Alla protesta partecipano una cinquantina di mezzi. Pur non bloccando la strada, il presidio sta creando rallentamenti e disagi alla circolazione sia lungo l’imbocco della “Jonio – Tirreno” sia in prossimità dell’innesto sulla Statale 106.:
12:20 – 16 Ottobre:Tir e trattori fermi sulle statali a Gela – Tir e trattori fermi a Gela lungo la statale che collega la città con Catania, all’altezza del Castellucco e all’ingresso del centro abitato, davanti al Tribunale. Molti autotrasportatori hanno aderito allo sciopero proclamato in Sicilia dalla categoria, mentre gli agricoltori sono in presidio permanente dallo scorso 28 settembre. La protesta prosegue in maniera pacifica anche se non sono mancati momenti di tensione, quando è stato organizzato un blocco stradale, poi rimosso.
: Calabria, incolonnati i camion del corriere GLS a Gizzeria: polizia e carabinieri presidiano
: Previsto un corteo di 500 tir lungo la statale 379 a Brindisi – La mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburante è anche a Brindisi. Circa 500 tir si sono radunati all‘interno dell’area di Costa Morena a ridosso dello scalo marittimo. Così come informano dal Comune, a breve “un corteo di mezzi si rimetterà in movimento per immettersi lungo la Strada Statale 379 in direzione Bari, con probabile fermata o rallentamento all’altezza della località di Specchiolla”. Il Comune di Brindisi “invita gli automobilisti, per evitare disagi, a pianificare con anticipo gli spostamenti o di preferire percorsi viari alternativi per evitare code e lunghi tempi di attesa”. Alle 15:30 è stato annunciato, inoltre, all’interno di una stazione di servizio nel capoluogo messapico lungo la statale 16 un sit-in di protesta che coinvolgerà autotrasportatori a cui potrebbero partecipare anche decine di cittadini in segno di solidarietà.
: Sciopero degli autotrasportatori in Sicilia, bloccata l’entrata del porto di Palermo – Gli autotrasportatori siciliani che hanno cominciato lo sciopero per protestare contro il caro carburanti hanno bloccato l’ingresso al Molo santa Lucia che fa entrare nel porto di Palermo. Un tir che aveva caricato merce e stava uscendo è stato bloccato e costretto a rientrare. “Lo sciopero non si comincia venerdì – dice un autotrasportatore – perchè così blocchi i carichi solo un giorno essendoci poi sabato e domenica. Dovevano cominciare lunedì”.
“Non dobbiamo mandare tir vuoti al Nord per farli venire al Sud con la merce – dice un altro autotrasportatore -, le aziende del Nord devono fare il carico e venire in Sicilia. Le aziende di autotrasporto del Nord non scioperano quindi carichino loro e vengano in Sicilia”.
: Caro carburante, il presidio di agricoltori a Cerchiara di Calabria
Caro carburante, il presidio di agricoltori a Cerchiara di Calabria
: Gli studenti al fianco degli autotrasportatori nel Cosentino – Gli studenti sono scesi instrada al fianco di autotrasportatori e agricoltori nelle loro proteste contro il caro carburante a Trebisacce, uno dei luoghi scelti per l’attuazione dei presidi dei Tir che stanno provocando disagi alla circolazione.
Riaperta l’uscita di Nola sulla Caserta-Salerno ma i disagi restano in altre zone della Campania – Riaperta l’uscita di Nola sull’autostrada A30 Caserta-Salerno e terminate le code nel tratto tra il bivio con l’A16 Napoli-Canosa e Nola in direzione Caserta. Lo stop dell’uscita da entrambe le provenienze è durata circa un’ora per via della manifestazione contro il caro-carburanti in corrispondenza della stazione. Disagi si registrano comunque in diverse zone della Campania. A Nola si erano create lunghe code a causa della mobilitazione. I sindacati non escludono che alla protesta degli autotrasportatori possano unirsi anche altre categorie.
: Catania, code ai distributori di benzina per lo sciopero degli autotrasportatori
: Proteste in Puglia, code sulle strade e tensione – Proseguono anche questa mattina in Puglia le proteste di agricoltori e autotrasportatori contro il caro vita, l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà economiche che stanno attraversando i due settori. Presidi, mezzi agricoli lungo le strade e rallentamenti alla circolazione si registrano in diversi punti della regione, con l’intervento delle forze dell’ordine. Nel Barese, a Corato, la mobilitazione di ieri sera è ripresa dalle 6.Sulla strada provinciale 1, in direzione Toritto, sono presenti agricoltori con scuotitori e altri mezzi utilizzati per il lavoro nei campi, sotto la vigilanza di agenti di polizia in tenuta antisommossa. Situazione particolarmente delicata anche sulla Statale 96 Bari-Altamura, nel territorio di Altamura, dove è intervenuta la polizia stradale.
: In Sicilia sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburante – Tir e camion degli aderenti al comitato trasporto siciliano sono fermi nei porti e non scaricano le navi e nei piazzali delle ditte. Comincia così lo sciopero degli autotrasportatori siciliani annunciato nei giorni scorsi per il caro carburante. Alla protesta non aderiscono le imprese di Confindustria Catania che in un primo momento aveva annunciato lo sciopero dei tir dal 16 al 22ottobre
In Sicilia sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburante
Si infiammano le scuole e sale la protesta dei ragazzi riuniti per il “No Meloni Day”, in corso manifestazioni in tutto il Paese. Lancio di pietre e bastoni contro la polizia a Torino, fumogeni e cassonetti ribaltati nella Capitale
Convocati per oggi cortei in tutta Italia, sull’onda di quanto sta accadendo in Francia e in Spagna per protestare contro il carovita, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture.
Gli studenti in corteo a Roma hanno raggiunto il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, lanciando petardi e fumogeni contro l’edificio e urlando “noi da qui non ce ne andiamo” e “Valditara esci dal palazzo”. Poliziotti e carabinieri sono schierati in tenuta antisommossa all’ingresso dell’edificio. Tensioni e lanci di pietre, bastoni e uova contro gli agentianche a Torino, già teatro di tensioniieri: un gruppo di quaranta giovani col volto coperto da maschere e passamontagna aveva fatto incursione in tre scuole.
12:15 – Torino, cordone di prof si frappone tra studenti e polizia
(ansa)
Alcuni docenti si sono frapposti tra gli studenti in corteo e gli schieramenti delle forze dell’ordine in corso Inghilterra, a Torino, dove la manifestazione è ferma davanti ai mezzi della polizia che sbarrano la strada. Gli insegnanti, scesi in piazza in solidarietà con gli studenti, si erano schierati in testa al corteo, tenendosi a braccetto dietro lo striscione “Assemblea Torino“. Alcuni manifestanti stanno dialogando con le forze dell’ordine per consentire la prosecuzione del corteo.
11:50 – Roma, tensioni davanti al ministero dell’Istruzione: lancio di petardi e bombe carta contro la polizia
Gli studenti sono arrivati a viale Trastevere a Roma, davanti al ministero dell’Istruzione. Il gruppetto di incappucciati continua a lanciare petardi e bombe carta contro gli schieramenti di polizia, mentre il resto del corteo prosegue a intonare cori per la scuola e contro le guerre, per i fondi all’istruzione e contro il governo. Sulle scalinate sono arrivati anche bastoni e un estintore.
11:46 – Torino, bruciato un carro armato di cartone davanti all’ufficio scolastico regionale
(ansa)
Dopo aver sfilato per corso Re Umbertoa Torino, il corteo formato da alcune migliaia di studenti ha raggiunto la sede dell’Ufficio scolastico regionale in corso Vittorio Emanuele, dove, dopo aver lanciato alcune uova contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’edificio, un gruppo di manifestanti travisati ha acceso alcuni fumogeni con i quali è stato dato alle fiamme un piccolo carro armato di cartone.
11:38 – Studenti in corteo a Genova: “Soldi alla scuola, non alla guerra”
La manifestazione organizzata questa mattina da Osa per le vie del centro di Genova: lancio di uova contro due gigantografie della premier Meloni e del ministro dell’Istruzione Valditara.
11:27 – Roma, tensioni a Testaccio: fumogeni, cassonetti ribaltati e lancio di petardi
A Roma un gruppo di ragazzi, su via Marmorata, ha indossato passamontagna e cappucci sotto ombrelli scuri: un piccolo blocco nero di una cinquantina di adolescenti al centro del corteo, al quale partecipano migliaia di ragazzi. Hanno creato barricate con i cassonetti, lanciato petardi e acceso fumogeni. Rimosse le barricate, il blocco si è infilato di nuovo nel corteo cantando “Tous le monde deteste la police”. Bruciate bandiere degli Stati Uniti e di Israele.
11:23 – Lancio di uova contro la polizia al corteo di Torino
(lapresse)
Lancio di uova contro gli agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, in corso Vittorio Emanuele II a Torino, dove è arrivato il corteo di oltre duemila studenti che stanno manifestando contro le politiche del governo sulla scuola e le spese militari. Dopo aver percorso corso Re Umberto, i manifestanti hanno raggiunto l’edificio presidiato dalle forze dell’ordine. Al grido “Tout le monde déteste la police“, sono state lanciate alcune uova contro gli agenti.
11:18- Napoli, la protesta va avanti: occupati altri tre istituti
Cresce il fronte della protesta degli studentia Napolicontro Decreto scuola, caro vita, tagli all’istruzione, riarmo e Cpr. Le occupazioni degli istituti andranno avanti fino a fine mese. I collettivi e i coordinamenti studenteschi guardano come obiettivo la mobilitazione generale di venerdì 30, preceduta dalle manifestazioni di oggi a Roma e di sabato 24 a Castel Volturno.
11:07 – Roma, cassonetti per bloccare le strade
Cassonetti in viale Aventino, a Roma, per bloccare le auto. Sul viale nel centro della Capitale un gruppetto di studenti ha spostato in mezzo alla strada bidoni e spazzatura per fermare le macchine in transito. Il blocco si è risolto in pochi minuti senza tensioni. Cassonetti ribaltati anche in piazza Albania.
11:01 – Gli universitari a Torino: “Se non cambia sarà come in Francia”
(ansa)
“Mandiamo un messaggio chiaro a questo sistema che preferisce finanziare un genocidio, piuttosto che dare soldi all’istruzione e difendere gli studenti. Se le cose non cambieranno faremo come in Francia“. A dirlo al megafono gli studenti dello spezzone universitario del collettivo Cambiare Rotta, che stanno manifestando a Torino.
10:58 – Pisa, un blitz degli allievi della Normale ritarda la cerimonia di inizio dell’anno accademico
Alcune decine di allievi del corso ordinario della Scuola Normale di Pisa hanno occupato con un blitz pacifico la scalinata dell’istituzione accademica che conduce alla sala dove stamani, a partire dalle 10, era prevista la cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2026/2027 per protestare “contro i tagli e la mancanza di trasparenza della Scuola” nei confronti degli studenti relativamente ai criteri di ammissione. L’inizio della cerimonia è stato ritardato e non è stato ancora comunicato il nuovo orario di inizio.
10:55 – Bari, giovani in piazza per la scuola pubblica: “Non vogliamo caserme”
Edifici in condizioni sempre più precarie, fondi insufficienti all’istruzione pubblica, poche prospettive per chi esce da tecnici e professionali. Sono i problemi che stamattina hanno riportato in strada a Barigli studenti delle superiori. Il corteo di Osa, composto da circa 300 ragazzi, è partito alle 9 da piazza Umberto per chiedere “una nuova scuola pubblica”.
10:53 – A Genova si mobilitano anche i docenti
Si mobilitano anche i docenti del liceo artistico Klee Barabino, oltre che gli studenti, che hanno occupato la scuola. Le organizzazioni sindacali Flc Cgil Genova, Gilda, Snals e Usb scuola, insieme alle Rsu di Flc CGIL e Snals, proclamano lo stato di agitazione del personale docente.
10:43 – Torino torna in piazza dopo le tensioni: “Meloni devi andartene”
«Dieci, cento, mille occupazioni» e «Giorgia Meloni devi andartene». Si apre con questi cori il corteo degli studenti torinesi, dopo giorni di scioperi, occupazioni e assalti in oltre venti istituti della città. Allerta alta: deviati i mezzi pubblici e chiusi gli accessi a Porta Susa e alla metro.
10:39 – “No Meloni Day” a Cagliari, i ragazzi in piazza: “La scuola non si tocca”
Anche Cagliari scende in piazza, come in tutta Italia, per il “No Meloni Day“. Circa 600 studenti si sono radunati questa mattina in piazza Garibaldi e stanno attraversando in corteo il centro del capoluogo per raggiungere il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Lo slogan della mobilitazione è “Soldi alla scuola, non alla guerra“. Ad aprire la sfilata un’enorme bandiera dei Quattro Mori.
10:27 – I licei romani in piazza contro Valditara
Gli studenti di numerosi licei romani – dal Virgilio al Gassman all’Albertelli, fino all’Augusto – hanno organizzato un corteo di protesta contro il ministro dell’IstruzioneGiuseppe Valditara, chiedendo “una scuola che funzioni e non si limiti a sopravvivere”. La manifestazione è partita dalla metro B Cavour alle 9:45, con probabile destinazione il ministero dell’Istruzione e del Merito. Partecipano diverse forze politiche studentesche, tra cui il coordinamento autonomo studentesco romano, Osa e Les Blocages. Durante il corteo, i manifestanti scandiscono slogan contro il ministro e intonano canti come “Bella ciao”, esponendo striscioni e bandiere palestinesi. Le forze dell’ordine presidiano il percorso, che attraversa zone centrali di Roma, tra cui il Colosseo e il Circo Massimo. “Siamo in migliaia”, annunciano i manifestanti dai megafoni, mentre i turisti fotografano il corteo.
10:15 – Partiti cortei in alcune città del Veneto
Alcuni cortei studenteschi sono partiti stamani in tre città del Veneto, nella giornata di protesta contro le politiche del governo sulla scuola e in solidarietà con le mobilitazioni francesi. Le manifestazioni si svolgono a Padova – dove ieri la Questura aveva disposto alcune misure di prevenzione nei confronti di minorenni che istigavano alla violenza – a Mestre (Venezia) e aTreviso. Nel pomeriggio è annunciata una manifestazione della Rete Studenti Medi a Belluno.
10:12 – Bologna, cortei degli studenti e piazze per il clima
Giornata di mobilitazione e protestaa Bologna. A partire dalle scuole, con i cortei verso l’Ufficio scolastico, e poi nelle piazze dove si torna a gridare l’emergenza climatica. La protesta degli studenti parte dal Galvani per allargarsi agli altri istituti.
10:04 – Allerta massima a Roma
Massima l’attenzione nella Capitale, dove oltre alla mobilitazione degli studenti – da piazza Cavour al ministero dell’Istruzione – sono previste anche la commemorazione per l’83esimo anniversario del rastrellamento al ghetto di Roma. Nel pomeriggio, inoltre, è prevista la manifestazione dei “Friday for future”che partirà da piazzale Ostiense per poi ritornare, dopo un percorso tra le strade della zona, alla fermata Piramide.
10:00 – A Milano il corteo studentesco contro il tetto agli stranieri: “Fuori i razzisti dalla scuola”
Megafoni, musica, fischietti, bandiere pro Palestina e striscioni contro Valditara per rivendicare “una scuola antirazzista”. È partito da largo Cairoli a Milanoil corteo promosso dal Coordinamento dei collettivi studenteschi. L’iniziativa dal titolo “A scuola nessuno è solo” è una protesta contro “le politiche del governo Meloni e le misure del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara”, a partire dal limite del 30% di alunni stranieri nelle classi, ma vuole anche denunciare “le condizioni degli edifici scolastici, i tagli all’istruzione, il caro vita e il costo di trasporti e alloggi”.
09:57 – Studenti in corteo verso il centro di Torino
Dopo giorni di occupazioni degli istituti superiori, accompagnate da tensioni e danneggiamenti, la protesta degli studenti a Torino si sposta nelle strade. Stanno raggiungendo piazza XVIII Dicembre, nel centro del capoluogo piemontese, con piccoli cortei partiti dalle diverse scuole in stato di agitazione. Davanti al liceo Gioberti è comparso uno striscione con la scritta“Soldi alla scuola no alla guerra. Scuole in rivolta per un futuro nuovo“.
09:55 – Verona, studenti incendiano cassonetti per protesta
Un gruppo di studenti dell’Istituto Statale Giorgi di Verona ha incendiato cinque cassonetti e un monopattino. Da quanto si è appreso non si è trattato di una bravata, ma di un’azione di protesta in seguito ai provvedimenti punitivi decisi dalla dirigenza scolastica dopo alcuni episodi di rissa avvenuti nelle classi. Gli studenti si sono mobilitati con una chat, prima dell’inizio delle lezioni, hanno lanciato petardi e incendiato i cassonetti. Sul posto vigili del fuoco e polizia.
Spetta al prestatore di servizi di pagamento dimostrare che il cliente non ha rispettato l’obbligo di proteggere le credenziali di sicurezza personali
Secure payment concept. Security shield icon and lock symbol hologram appear while business people use mobile smart phone purchase with credit card in hand for online shopping and banking transaction. tete_escape – stock.adobe.com – Traduzione:Concetto di pagamento sicuro. Un ologramma raffigurante uno scudo di sicurezza e un lucchetto appare mentre alcune persone utilizzano lo smartphone per effettuare acquisti online o transazioni bancarie, tenendo in mano una carta di credito. tete_escape – stock.adobe.com
Più tutele, e il riconoscimento a un rimborso immediato, per gli utenti che effettuano pagamenti digitali non autorizzati(dettati da operazioni fraudolente), anche se il loro comportamento è caratterizzato da negligenza. È questo il punto chiave della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-70/25, pubblicata oggi, 15 ottobre.
La vicenda – La questione, che è arrivata fino alla Corte di giustizia dell’Ue, è iniziata quando una donna, cliente di una banca polacca, è stata vittima di una frode tramite phishing (ovvero una truffa informatica in cui un malintenzionato si finge un ente affidabile per rubare dati personali, credenziali di accesso o denaro). Un individuo si è presentato come interessato all’acquisto di un oggetto che la donna stava vendendo su una piattaforma online e le ha inviato un link fraudolento, ma che sembrava provenire dalla piattaforma e destinato a confermare la vendita. La donna ha quindi cliccato sul link, che conduceva a un sito web con il medesimo aspetto di quello della sua banca, e ha inserito i propri dati per connettersi all’e-banking. In questo modo, il truffatore è riuscito a trasferire dal conto bancario della cliente a un conto a lui intestato una somma pari a circa 700 euro.
Il giorno successivo la cliente ha segnalato l’operazione fraudolenta alla propria banca, che però si è rifiutata di rimborsare l’importo dell’operazione di pagamento non autorizzata ritenendo la cliente colpevole di negligenza grave, in quanto era venuta meno all’obbligo di proteggere le credenziali di sicurezza personalizzate.
La cliente si è allora rivolta a un tribunale polacco, che, a sua volta, ha chiesto alla Corte di giustizia se, alla luce del diritto dell’Unione, la banca, in qualità di prestatore di servizi di pagamento, sia tenuta a rimborsare immediatamente l’importo di un’operazione non autorizzata, anche qualora ritenga che il cliente abbia commesso una negligenza grave.
Le conclusioni della Corte – Nella sua sentenza nella causa C-70/25, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha risposto affermativamente. Quando si verifica un’operazione di pagamento non autorizzata,il prestatore dei servizi di pagamento è, in linea di principio, tenuto a rimborsare immediatamente l’importo dell’operazione, al più tardi entro la fine del primo giorno lavorativo successivo a quello in cui ne è venuto a conoscenza o ne è stato informato, a condizione che il cliente riferisca immediatamente l’accaduto. Prevista un’unica eccezione all’obbligo di rimborso immediato: nel caso in cui il prestatore di servizi di pagamento abbia ragionevoli motivi per sospettare una frode commessa direttamente dal cliente e lo comunichi per iscritto all’autorità nazionale competente. Il fatto che l’operazione non autorizzata sia stata causata da una negligenza grave da parte del cliente non esime il prestatore di servizi di pagamento (la banca in questo caso) dall’effettuare il rimborso immediato.
Il diritto dell’Unione europea, infatti, consente di distinguere la questione del rimborso da quella di chi debba sostenere le perdite effettive. Ciò significa che, primariamente, il prestatore di servizi di pagamento è tenuto al rimborso immediato. In un secondo momento, però può richiedere al cliente il rimborso delle perdite subite se riesce a dimostrare che queste derivino dal fatto che il cliente, dolosamente o per negligenza grave,ha violato gli obblighi di protezione delle credenziali di sicurezza personalizzate. In definitiva, spetta al prestatore di servizi di pagamento dimostrare l’esistenza dellanegligenza grave da parte del cliente. Il contrario costringerebbe il cliente a prendere egli stesso l’iniziativa per far valere il proprio diritto, con i costi e gli inconvenienti che ciò può comportare.
La sentenza della Corte rientra, dunque, nell’obiettivo di garantire, anche e soprattutto nel mondo digitale, un livello elevato di protezione dei consumatori.
Enav, anomalie alla rete che supporta i servizi di controllo
Disagi al traffico aereo
La capacità di gestione del traffico aereo è al momento ridotta di circa il 50%, informa l’Enav, a causa delle anomalie nella rete di trasmissione dati che da questa notte sta provocando rallentamenti nello spazio aereo italiano.
“A partire dalle ore 6:00, in considerazione del progressivo aumento del traffico aereo e del persistere delle anomalie, per continuare a garantire la massima sicurezza delle operazioni – informa l’Enav – sono state introdotte misure di regolazione dei flussi, che comportano una temporanea riduzione della capacità di gestione degli aeromobili nello spazio aereo italiano“.
“Si esclude che le anomalie siano riconducibili ad attività malevole“. Lo sottolinea l’Enav affermando che non c’è nè un attacco hacker nè sabotaggio dietro il guasto che sta fortemente rallentando il traffico aereo in Italia. Le verifiche tecniche, “tuttora in corso, hanno individuato l’origine delle anomalie nella rete di trasmissione dati. Enav sta lavorando per individuare le cause e ripristinare la piena operatività dei sistemi“.
I disagi – All’aeroporto di Fiumicino, come nel resto d’Italia, a causa di un problema della rete di trasmissioni dati Enav, ci sono ripercussioni sui voli. Al momento, sono riscontrabili in 4 collegamenti cancellati (Milano Linate, Riyadh, Tirana e Trieste) ed in una ventina di voli ritardati tra i 15 ed i 60 minuti di attesa. Adr sta informando i passeggeri, tramite il sito, i monitor aeroportuali ed propri canali di comunicazione che “a causa di problemi tecnici ai sistemi di controllo del traffico aereo su scala nazionale, potrebbero verificarsi ritardi e cancellazioni. Si invitano i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento“.
Disagi negli aeroporti lombardi a causa delle anomalie alla rete che supporta i servizi di controllo del traffico aereo. A Malpensa il tabellone delle partenze indica ritardi da mezzora a oltre due ore, mentre quelli degli arrivi sono più contenuti. Ritardi anche all’aeroporto di Linate: da venti minuti a un’ora gli arrivi, fino a più di un’ora le partenze. Problemi anche all’aeroporto di Orio al Serio, in provincia di Bergamo, dove il Ryanair delle 6:50 per Trapani è decollato con un’ora e mezza di ritardo; un’ora e venti di ritardo anche per il volo della stessa compagnia diretto a Berlino, mentre l’arrivo del Volotea proveniente da Olbia delle 7:45 è previsto alle 11:18. “A causa di un problema tecnico sui servizi a supporto del sistema di controllo del traffico aereo Enav a livello nazionale – recita un avviso ai passeggeri pubblicato sul sito internet dell’aeroporto -, i voli in programma potrebbero subire ritardi in partenza e in arrivo“.
Sanzione esemplare per Stefan Milicevic (best ranking 1338), che truccava anche i suoi match e non ha collaborato con l’Agenzia nonostante le richieste. Pagherà anche una multa 70.000 dollari
Uno smash di inaudita potenza alla corruzione. L’Itia (Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis) ha squalificato con una sanzione esemplare il tennista serbo Stefan Milićević: 24 anni di stop forzato, oltre ad una sanzione pecuniaria di 70mila dollari, a causa di gravi infrazioni alle regole anticorruzione vigenti nel tennis. Milićević, 29 anni, il cui miglior piazzamento nel ranking mondiale di singolare è stato il 1338° posto, raggiunto nell’agosto 2014, è stato accusato di aver truccato sei partite, cinque delle quali disputate personalmente, e di aver cercato di alterarne altre sei nel periodo compreso tra il 2022 e il 2024.
RECLUTAMENTO – Non solo. Quella che il serbo stava costruendo era, secondo l’Itia, una vera e propria rete di giocatori pronti a manipolare i match. Al tennista infatti è stata contestata anche l’attività di reclutamento, o il tentativo di coinvolgimento, di diversi tennisti professionisti all’interno di un gruppo illecito operante nello stesso arco temporale, inducendo altri atleti a falsare altri incontri di tennis. Nel corso del 2026 l’Itia ha condotto un’indagine alla quale Milićević non ha preso parte, senza fornire alcuna collaborazione. L’agenzia ha tentato per sette volte, attraverso differenti modalità di contatto, di ricevere una risposta da parte del tennista, senza tuttavia ottenere riscontri.
VIOLAZIONI – Al termine degli accertamenti, il 24 settembre 2026, a Milićević è stata notificata una comunicazione relativa alle gravi violazioni contestate. Non avendo presentato alcuna risposta, il giocatore è stato sottoposto alle sanzioni stabilite dall’Itia, in conformità con il relativo regolamento e con le disposizioni in materia di penalità. La misura, che prevede24 anni di sospensione e una multa pari a 70.000 dollari, è diventata effettiva il 9 ottobre 2026. Il termine della squalifica è fissato all’8 ottobre 2050. Per tutta la durata della sospensione, Milićević non potrà partecipare ad attività agonistiche, svolgere incarichi di allenatore né assistere a eventi organizzati o autorizzati da World Tennis, Wta, Atp, dai tornei del Grande Slam o da qualsiasi federazione nazionale.
I fondi di private credit puntano sul calcio inglese con finanziamenti commisurati al valore delle rose e garantiti dai potenziali ricavi delle future cessioni.
(Foto: Shaun Botterill/Getty Images)
Il valore delle rose come garanzia per ottenere finanziamenti. È questa la nuova frontiera del credito nel calcio inglese, dove diversi fondi di private credit stanno cercando di introdurre strumenti finanziari che consentano alle società di ottenere prestiti sulla base del valore dei calciatori sotto contratto. Un modello già utilizzato in alcuni campionati europei, che potrebbe ora trovare maggiore diffusione anche in Premier League.
Come riporta il Financial Times, le discussioni tra club inglesi e operatori finanziari si stanno intensificando attorno al cosiddetto squad-value financing, una forma di finanziamento nella quale l’importo del prestito viene determinato in funzione del valore complessivo della rosa. In alcuni casi, la garanzia per il creditore non è costituita direttamente dai cartellini dei giocatori, ma dai potenziali incassi derivanti da future cessioni sul mercato.
Il meccanismo presenta una differenza significativa rispetto alle operazioni già diffuse nel calcio, attraverso le quali i club anticipano i crediti relativi a trasferimenti già conclusi. Nel nuovo modello, infatti, il finanziamento può essere concesso anche sulla base di ricavi futuri e ancora ipotetici, legati a calciatori che la società non ha necessariamente intenzione di vendere. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano britannico, il creditore non avrebbe il potere di imporre direttamente la cessione di un giocatore.
Tuttavia, qualora il club decidesse di procedere con un trasferimento, il finanziatore potrebbe avere un diritto prioritario su una parte degli incassi futuri. Una struttura che offre liquidità immediata alle società, ma che può vincolare una quota delle risorse generate dalle successive operazioni di mercato. Tra gli operatori attivi in questo settore figurano Tifosy e Fasanara, che negli ultimi anni hanno contribuito a sviluppare questo modello in Europa, concedendo finanziamenti per importi pari a circa un quarto del valore delle rose.
Strumenti analoghi sarebbero già stati utilizzati da società in Spagna, Portogallo, Italia, Francia e Belgio. Anche 23 Capital, società londinese specializzata nella finanza sportiva e le cui attività erano state interrotte durante la pandemia, sarebbe tornata operativa puntando proprio sui finanziamenti legati al valore delle rose.
Il modello risponde soprattutto alle esigenze di liquidità delle società calcistiche, che devono sostenere spese immediate mentre una parte significativa dei ricavi viene incassata in momenti successivi. Un club potrebbe, per esempio, ricorrere a un prestito per finanziare un acquisto durante il mercato di gennaio, per poi rimborsarlo attraverso i proventi delle cessioni effettuate nella successiva finestra estiva.
Su questo fronte, il Burnley, controllato dalla società americana ALK Capital, rappresenta uno dei pochi esempi inglesi di utilizzo di finanziamenti il cui importo è determinato anche dal valore dei calciatori, sebbene le garanzie comprendano un insieme più ampio di attività. La crescente diffusione di questi strumenti si inserisce in un mercato dei trasferimenti che continua a muovere cifre record.
L’espansione del credito privato arriva però in un momento delicato per la sostenibilità economica del calcio inglese. Proprio questa settimana, l’Independent Football Regulator ha lanciato un allarme sull’aumento delle perdite e dell’indebitamento delle società, evidenziando come il settore sia sempre più esposto a rischi finanziari.Il ricorso a prestiti garantiti dal valore delle rose potrebbe dunque offrire ai club maggiore flessibilità finanziaria, ma comporta anche nuove incognite: l’utilizzo di incassi futuri ancora incerti per finanziare le esigenze presenti rischia infatti di aumentare la dipendenza delle società dalle plusvalenze e dalle operazioni di mercato.
I Gunners studiano una riduzione del personale nonostante la crescita dei ricavi fatta registrare nella stagione 2024/25.
(Foto: Justin Setterfield/Getty Images)
L’Arsenal si prepara a tagliare 60 posti di lavoro nonostante la vittoria della Premier League e i ricavi da record pari a 772,7 milioni di sterline (circa 903 milioni di euro guardando il cambio euro-sterlina al 30 giugno 2025). Un dato che crescerà sicuramente nel 2025/26, considerando il raggiungimento della finale di Champions League. A riportarlo è il New York Times – The Athletic, secondo cui il club londinese ha già informato i dipendenti della riduzione del personale.
Non sono ancora state rese pubbliche le aree coinvolte, è infatti ancora in corso una fase di consultazione e la decisone non è definitiva. Tra i settori che non dovrebbero essere coinvolti ci sono lo staff tecnico, i gruppi di supporto alle prestazioni delle squadre maschile e femminile, il settore giovanile, le attività dedicate alla comunità, la Arsenal Foundation, il personale di sicurezza e i dipendenti che lavorano esclusivamente per la squadra femminile.
La decisione arriva in un momento positivo per il club. Non sono arrivati semplicemente risultati positivi sul campo, ma anche fuori dal campo. Complessivamente, l’Arsenal nella stagione 2024/25 ha registrato ricavi per903 milioni di euro, rispetto ai 788 milioni di euro del 2023/24, con un aumento di circa il 14,5%. In particolare, la voce maggiore è rappresentata dai ricavi da diritti tv, pari a 318,9 milioni di euro con la spinta del nuovo format della UEFA Champions League mentre, i ricavi da matchday sono stati pari a 179,9 milioni di euro, con entrate invece dalla gestione dei calciatori per un totale di 95,5 milioni di euro.
La crescita più importante riguarda i ricavi commerciali che sono aumentati a 307,6 milioni di euro. Tra gli accordi che hanno contribuito a questo risultato c’è quello con Sobha Realty, che nel febbraio 2024 ha acquisito i diritti sul nome del centro di allenamento dell’Arsenal.
Anche il numero dei dipendenti è aumentato.Al 31 maggio 2025, il club contava 564 persone nelle aree commerciale e amministrativa, rispetto alle 513 dell’anno precedente. Un incremento era stato registrato anche tra gli addetti alla manutenzione dei campi e delle strutture, passati da 112 a 116. I dati mostrano dunque una crescita nel personale ma il taglio di 60 dipendenti potrebbe cambiare la tendenza.
Il nuovo contratto di Mikel Arteta – L’annuncio arriva inoltre dopo il nuovo e ricco contratto firmato dall’allenatore Mikel Arteta. L’allenatore spagnolo solo la scorsa settimana ha prolungato il proprio accordo con il club fino al 2030. Il nuovo contratto garantirà al tecnico uno stipendio base da circa 20 milioni di sterline a stagione(23,6 milioni di euro al cambio attuale, ndr), ai quali potranno aggiungersi bonus legati ai risultati fino a raggiungere complessivamente 25 milioni di sterline annui. Cifre che renderebbero Arteta il manager più pagato del massimo campionato inglese. Considerando i quattro anni coperti dal nuovo accordo, il valore della sola parte fissa può quindi arrivare a circa 80 milioni di sterline, mentre con tutti i bonus il contratto potrebbe valere fino a 100 milioni.
Non è la prima volta che l’Arsenal decide di tagliare il personale.Nell’agosto 2020, nel pieno della pandemia di Covid-19, l’Arsenal aveva annunciato il licenziamento di 55 dipendenti, soprattutto nei reparti legati al calcio, alle attività commerciali e all’amministrazione. La decisione aveva provocato una forte reazione negativa da parte dei tifosi. In quell’occasione i giocatori avevano accettato una riduzione degli stipendi durante la pandemia per aiutare il club. Arteta aveva già difeso in passato quelle misure.
Cristian Chivu aspetta di recuperare gli infortunati: le ultime indicazioni sulle condizioni dei tre nerazzurri.
Cristian Chivu – Getty
Cristian Chivu aspetta di recuperare alcuni elementi importanti della rosa.Incasa Inter l’attenzione è rivolta soprattutto alle condizioni di John Stones, Curtis Jones e Lautaro Martinez,tutti alle prese con i rispettivi percorsi di recupero.
Secondo quanto raccolto da FCINTER1908, ci sono aggiornamenti sui tempi necessari per rivedere i tre giocatori a disposizione dell’allenatore nerazzurro.
Lautaro Martinez, John Stones, Curtis Jones
Stones, serviranno ancora un paio di settimane – Per John Stones bisognerà avere ancora un po’ di pazienza. Il difensore inglese dovrebbe infatti rimanere ai box per un altro paio di settimane, prima di completare il proprio percorso di recupero.
L’Inter continuerà a seguirne le condizioni, senza la necessità di forzare i tempi.
Curtis Jones – Getty Images
Jones e Lautaro, tempi simili. Ma l’inglese è leggermente avanti – Situazione diversa per Curtis Jones e Lautaro Martinez. I due giocatori hanno tempi di recupero sostanzialmente simili e, secondo le informazioni raccolte, entrambi dovrebbero tornare a disposizione dopo la sosta per le nazionali.
C’è però una piccola differenza nella tabella di marcia.
Jones dovrebbe infatti ricominciare a lavorare con il gruppo qualche giorno prima rispetto a Lautaro, pur mantenendo una prospettiva di rientro alle partite più o meno coincidente con quella del capitano nerazzurro.
Saranno naturalmente i prossimi allenamenti a chiarire quando Chivu potrà tornare a contare su entrambi.
Per il momento, dunque, le indicazioni sono queste: ancora un paio di settimane di attesa per Stones, mentre Jones e Lautaro puntano a tornare dopo la sosta, con il centrocampista inglese leggermente avanti nel percorso verso il rientro in gruppo.
Un fondo riconducibile alla famiglia reale qatariota avrebbe sondato il terreno per entrare nel capitale nerazzurro.
Un fondo riconducibile alla famiglia reale del Qatar avrebbe avviato i primi contatti con Oaktree per valutare un possibile ingresso nel capitale dell’Inter. È quanto riporta Il Messaggero, secondo cui l’interesse degli investitori qatarioti si inserisce in un quadro più ampio di manifestazioni d’interesse nei confronti del club nerazzurro, già emerse nel corso degli ultimi mesi.
Al momento non sarebbe stata avviata alcuna trattativa formale. Il fondo statunitense sarebbe molto soddisfatto dell’investimento effettuato nel 2024, quando ha assunto il controllo della società dopo il mancato rimborso del finanziamento concesso alla famiglia Zhang. Da qui anche l’interesse che si sarebbe acceso intorno al club, anche se Oaktree al momento non ha intenzione di cedere il controllo della società nerazzurra.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
L’eventuale ingresso di un socio di minoranza potrebbe tuttavia rappresentare un’opportunità il fondo americano, consentendogli di attribuire una prima valutazione concreta alla propria partecipazione e, allo stesso tempo, di mantenere il controllo del club. Una soluzione che permetterebbe anche di coinvolgere nuovi capitali nei progetti di sviluppo della società, a partire dal nuovo stadio di Milano.
L’interesse qatariota sarebbe alimentato anche dalla passione per i colori nerazzurri di uno dei componenti della famiglia Al Thani, che sarebbe solito recarsi a San Siro per assistere alle partite dell’Inter. I rapporti tra il club e il Qatar sono peraltro già consolidati sul piano commerciale, attraverso la partnership con Qatar Airways.
Sul fronte economico, Oaktree può contare sul miglioramento dei risultati finanziari della società negli ultimi anni. L’Inter ha chiuso l’ultimo esercizio con 518 milioni di euro di ricavi e un utile netto di 22,7 milioni (il secondo consecutivo dopo quello dell’esercizio 2024/25), mentre il patrimonio netto è tornato positivo per 10,5 milioni.
Il dossier si inserisce in un mercato internazionale sempre più vivace, nel quale i fondi e i grandi patrimoni privati cercano occasioni per investire nei marchi sportivi più riconoscibili. Lo scorso agosto Fenway Sports Group, proprietaria del Liverpool, ha annunciato un accordo per la cessione di una quota di minoranza a 1892 Holdings, un gruppo di investitori guidato dal fondatore di Amazon Jeff Bezos.
E un mese fa il Chelsea ha annunciato un riassetto della proprietà: le affiliate di Clearlake Capital hanno raggiunto un accordo per acquisire le partecipazioni degli imprenditori Todd Boehly e Mark Walter, portando il fondo al pieno controllo del club londinese.
Gli agenti sono intervenuti nella scuola elementare Silver Rail di Bend. Istituto in lockdown. A uccidere l’assalitore sarebbe stato il padre di uno dei piccoli. Quattro morti in totale
Polizia americana, repertorio – (Fotogramma)
È di quattro morti, tre bambini e un adulto, il bilancio della sparatoria avvenuta nella giornata di giovedì 15 ottobre nella scuola elementare Silver Rail di Bend, in Oregon. La polizia è intervenuta in seguito all’allarme per la presenza di un uomo armato nella scuola ma all’arrivo degli agenti l’assalitore era già stato ucciso. Almeno due persone sarebbero state trasportate in ospedale con le ambulanze.
Scuola in lockdown – La scuola elementare è stato messa in lockdown. “Non abbiamo ancora la conferma di chi abbia sparato al sospettato. Potrebbe essere stato un passante. In questo momento abbiamo numerose persone colpite“, ha affermato Sheila Miller, portavoce del dipartimento di polizia di Bend, in una conferenza stampa. Secondo media locali, a uccidere l’uomo sarebbe stato il padre di uno dei bambini.
C’è stato un incidente tra un bus e un treno all’ingresso del tunnel della Manica, dal lato francese: ci sono 19 persone ferite, nessuna delle quali in condizioni critiche secondo le autorità di Calais, la città francese dove comincia il tunnel. Il bus ha colpito il treno, che era fermo e in attesa di entrare nel tunnel. Il bus trasportava alcuni autisti di camion e doveva salire sul Le Shuttle, servizio di treni navetta che trasporta veicoli stradali che devono attraversare il tunnel.
L’incidente ha creato disagi e ritardi nell’accesso al tunnel, che ha tre gallerie parallele tra loro. Eurostar, l’azienda ferroviaria che gestisce il servizio di trasporto passeggeri attraverso la Manica, ha fatto sapere che i suoi treni sono comunque in orario e non sono previste cancellazioni.
Era in partenza per coprire le elezioni. Direttrice Ghidini, ‘intollerabile censura’
Il governo israeliano ha revocato il visto di ingresso alla giornalista di Radio Popolare Martina Stefanoni, in procinto di partire per Tel Aviv per coprire le elezioni del 27 ottobre.
E’ quanto comunica l’emittente milanese. Stefanoni, che già l’anno scorso era stata in Israele, aveva in un primo tempo ottenuto il visto, oltre all’accreditamento ufficiale da parte del Government Press Office. A pochi giorni di distanza, è arrivata la revoca, accompagnata dalla scarna dichiarazione“le circostanze relative al suo caso sono cambiate“.
Nessuna spiegazione ad oggi è stata data a Radio Popolare nonostante il Ministero competente sia stato interpellato. “Una intollerabile censura da parte del Paese che si definisce l’unica Democrazia del Medio Oriente“, commenta la direttrice della radio Lorenza Ghidini.
Incursioni con estintori e spranghe devastano le aule e causano ingenti danni materiali, ferito un carabiniere
A Torino la tensione negli istituti scolastici è sfociata in una giornata di violenti scontri tra gruppi studenteschi contrapposti. Diversi edifici sono stati presi d’assalto da giovani incappucciati, che hanno fatto irruzione nelle aule provocando panico e ingenti danni materiali con l’ausilio di spranghe, fumogeni ed estintori. Particolarmente gravi i blitz al Sella e al Bosso Monti, dove sono stati devestati locali e distrutte finestre.
L’intervento immediato di Polizia e Carabinieri ha portato al blocco e all’arresto di un minorenne colto in flagranza, accusato di resistenza. Nel corso delle operazioni, un militare è rimasto ferito al volto da un Sanpietrino. Nonostante le tensioni e gli arresti, diverse scuole occupate proseguono le proteste contro le criticità del sistema dell’istruzione, mentre in città cresce la preoccupazione in vista delle prossime manifestazioni programmate dagli studenti.
🔵#Torino La protesta degli studenti. Atti di vandalismo. Ragazzi incappucciati nelle scuole. Identificati alcuni giovani tra i 16 e i 20 anni, ritenuti responsabili dei disordini all'Itis Peano, in cui sono stati danneggiati, utilizzando gli estintori, arredi e computer pic.twitter.com/UtEDGgjJJa
Assalti con i volti coperti da passamontagna o maschere e le spranghe strette in mano, persino in una scuola primaria. E poi lanci di sassi contro le vetrate ed estintori svuotati in mezzo alla strada. Cresce la tensione nelle scuole torinesi, dove si moltiplicano le occupazioni… pic.twitter.com/xM2cETz944
La fucilazione di Nidal Hasan, l’autore della strage di Fort Hood, non sarà trasmessa in streaming.
Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth. “Morirà, come previsto, davanti a un plotone d’esecuzione, ma l’evento non sarà trasmesso in streaming. Tuttavia, i familiari più stretti delle vittime potranno assistere all’esecuzione di persona, se lo desiderano. Meritano di vedere la giustizia in azione”, ha scritto Trump.
Alberi caduti, frane, primi piani e sottopassaggi invasi dall’acqua. Vietato l’uso delle moto, la popolazione invitata a restare in casa. Quasi settemila chiamate per richieste d’emergenza. Non pioveva così tanto dal 1985
Due persone hanno perso la vita a causa di incidenti provocati dalle imponenti precipitazioni che si sono abbattute su Istanbul dal pomeriggio di ieri. Un 34enne è morto dopo avere battuto la testa, cadendo trascinato dall’acqua mentre cercava di attraversare la strada a Sariyer, un quartiere sulla sponda europea del Bosforo, mentre a Fatih, nella penisola storica, un 14enne è rimasto fulminato ed è morto dopo essere stato portato già privo di sensi in ospedale, riferiscono i media locali.
Mentre sono state sospese le lezioni a scuola, la municipalità ha chiesto agli abitanti di stare in casa e uscire solo se strettamente necessario. È stato anche vietato l’uso di motociclette. L’elettricità e la fornitura di acqua in casa è stata temporaneamente tagliata in alcuni quartieri e si stima che circa duemila veicoli e ottomila persone siano state direttamente colpite dall’alluvione.La città è stata completamente paralizzata e il suo sistema di trasporti è andato in tilt, in particolare durante l’ora di punta serale, quando i pendolari hanno lasciato i luoghi di lavoro e le scuole.
🇹🇷 Terrifying! Istanbul is literally underwater after a heavy downpour
Passengers were trapped inside a bus and are trying to escape the rising floodwaters by climbing onto the seats. pic.twitter.com/UQBmlwzuLZ
Immagini condivise sui social media e dalla televisione mostrano automobili trasportate dalla correntedell’acqua instrade completamente allagate, l’asfalto rotto in alcune vie, sottopassaggi invasi dall’acqua, pedoni che scivolano camminando sotto la pioggia battente. Le precipitazioni più pesanti sono state registrate nell’area di Beykoz sul lato asiatico di Istanbul, dove le precipitazioni hanno raggiunto i 193,84 chilogrammi per metro quadrato. Altre zone hanno registrato livelli di pioggia variabili, tra Arnavutkoy, Sariyer, Catalca, Kartal e Bakirkoy.
pioggia battente nel distretto di Uskudar, Istanbul (Afp)
Le precipitazioni hanno provocato anche frane in alcuni quartieri (si parla di una quindicina di episodi), cadute di alberi e in altre aree della metropoli l’acqua è entrata in appartamential piano terra e nei seminterrati. La municipalità di Istanbul ha dichiarato di avere ricevuto quasi settemila chiamate dai cittadini per segnalare situazioni di emergenza e che non si verificavano in città precipitazioni così ingenti dal 1985.
🇹🇷 Terrifying footage from Istanbul, which was literally underwater
Heavy downpours battered the city, causing severe flooding.
L’Ufficio del governatore ha annunciato che è stato istituito un centro di coordinamento delle crisi presso la direzione regionale della protezione civile turca (Afad). Sono stati mobilitati 8.000 operatori e 2.000 veicoli e macchine edili sono stati schierati in tutta la città. Le autorità hanno sospeso le lezioni in tutta Istanbul per giovedì oltre ad altre 4 province circostanti. Le forti piogge interessano non solo Istanbul ma anche altre zone della Turchia settentrionale, come Zonguldak, Sakarya, Yalova, Kocaeli e Duzce, dove sono state chiuse temporaneamente le scuole.
Secondo giorno di scontri in Albania nelle proteste degli studenti, che si sono uniti alle manifestazioni antigovernative che proseguono da mesi scoppiate per opporsi a unprogetto immobiliare costiero legato al genero di Donald Trump, Jared Kushner.Agenti in tenuta antisommossa si sono scontrati con i giovani, che hanno eretto barricate per le strade della capitale Tirana utilizzando bidoni della spazzatura in fiamme. I cortei sono iniziati per contestare il sistema di istruzione pubblico albanese, ma successivamente gli studenti si sono uniti al cosiddetto ‘movimento dei fenicotteri’ che chiede le dimissioni del premier albanese Edi Rama. Il movimento di protesta che va avanti da mesi, a cui gli studenti si sono uniti, è soprannominato ‘rivoluzione dei fenicotteri’ visto che i cartelli raffiguranti fenicotteri vengono portati in corteo per richiamare l’attenzione sui rischi ambientali del piano immobiliare di Kushner. Anche ieri sera erano scoppiati scontri a una manifestazione degli studenti a Tirana. La polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere il corteo e alcuni manifestanti hanno rotto vetrine dei negozi. Secondo la polizia, 23 persone sono state fermate e 6 agenti e un giornalista sono rimasti feriti.
Government buildings torched in violent Albanian protests.
Protesters and riot police clashed in Tirana as thousands of demonstrators rallied for better university conditions and demanded Prime Minister Edi Rama's resignationhttps://t.co/wgmy70NTzIpic.twitter.com/Ep6uO5bQF8
🇦🇱 Miles de manifestantes antigubernamentales en Tirana, capital de Albania, incendiaron varios edificios gubernamentales tras enfrentamientos con la policía antidisturbios que dejaron 14 agentes heridos y 35 personas detenidas. pic.twitter.com/QlQ86e2Y6e
Il nuovo tecnico, che si è liberato del contratto dalla Cremonese, prende il posto di Stroppa, esonerato dopo sei sconfitte su 6. Debutto sabato contro il Napoli
Davide Nicola
Davide Nicola è il nuovo allenatore del Venezia. L’ufficialità è stata data dal Club lagunare sui propri canali istituzionali. L’accordo era stato raggiunto subito dopo l’esonero di Stroppa, ma si è dovuto attendere l’accordo fra il tecnico piemontese e la Cremonese, con cui era ancora sotto contratto.Nicola ha firmato un contratto biennale, fino al termine della stagione 2027-28. Nello staff di Nicola Manuele Cacicia, collaboratore tecnico, Gabriele Stoppino, come preparatore atletico, e Lorenzo Squizzi nel ruolo di preparatore dei portieri.
“lavoro a lungo termine” – “Ho scelto il Venezia perché in questa società vedo una visione a lungo termine, grande voglia di costruire e delle prospettive di crescita importanti – le prime parole del nuovo tecnico -. Poi la presenza del direttore Antonelli, che già conoscevo, ha rivestito un ruolo decisivo nella scelta perché mi ha fatto sentire voluto. Ho visto la squadra giocare in queste prime partite e nei giocatori ho visto una chimica positiva. Da parte mia c’è un entusiasmo e una fame pazzesca, ho un desiderio incredibile di rimettere piede in campo e di centrare l’obiettivo della salvezza. Nel mio lavoro l’aspetto che più sento importante è la capacità di regalare emozioni e scrivere delle pagine di storia che rimangano nel tempo. Questo deve essere il nostro obiettivo e dobbiamo farlo insieme alla nostra gente“. Domani Nicola inizierà a lavorare sul campo: avrà soltanto 48 ore per preparare al meglio la partita casalinga di sabato alle 15 con il Napoli di Max Allegri.
Un’ambulanza che trasporta gli studenti feriti dal crollo del tetto di una scuola in Pakistan, il 15 ottobre 2026 (AP Photo/Maaz Awan)
Giovedì almeno un’insegnante e 27 studenti, la maggior parte dei quali aveva meno di 13 anni, sono mortia causa del crollo del tetto di una scuola privata nella città di Peshawar, nel nordovest del Pakistan. Lo ha comunicato l’ospedale locale, aggiungendo che sono state ferite altre 21 persone, almeno 5 delle quali in condizioni gravi.
Secondo una prima ricostruzione dell’amministrazione della città il tetto della scuola è crollato quando gli studenti si trovavano nelle aule, e molti di loro sono rimasti intrappolati sotto le macerie. I soccorritori stanno intervenendo per liberare le persone ancora intrappolate, soprattutto studenti.
Il tecnico aveva ottenuto lo scorso anno la promozione dalla Serie B con i veneti. Per la sua sostituzione, il club ha chiamato i grigiorossi con cui è ancora sotto contratto. In lista anche Zanetti e D’Aversa
Davide Nicola
L’ufficialità è arrivata alle 10.45. In un comunicato, il Venezia ha sollevato Giovanni Stroppa dall’incarico di allenatore della prima squadra. “Sotto la sua guida tecnica il club ha conquistato la promozione in Serie A nella stagione 2025-25, raggiunta al termine di un campionato di Serie B vissuto da protagonista– si legge sui canali social del Venezia -. Il club arancioneroverde desidera ringraziare Giovanni Stroppa e il suo staff per il lavoro svolto, la professionalità, la dedizione e l’impegno dimostrati nel corso della loro esperienza in arancioneroverde“.
L’ufficialità è arrivata alle 10.45. In un comunicato, il Venezia ha sollevato Giovanni Stroppa dall’incarico di allenatore della prima squadra. “Sotto la sua guida tecnica il club ha conquistato la promozione in Serie A nella stagione 2025-25, raggiunta al termine di un campionato di Serie B vissuto da protagonista– si legge sui canali social del Venezia -. Il club arancioneroverde desidera ringraziare Giovanni Stroppa e il suo staff per il lavoro svolto, la professionalità, la dedizione e l’impegno dimostrati nel corso della loro esperienza in arancioneroverde“.
Il percorso – Dopo la promozione, nel giugno scorso Stroppa si era legato al club con un triennale, un accordo sancito con tanto di video celebrativo e che diceva molto su quanto la società credesse nel progetto tecnico dell’allenatore. Dopo la sconfitta contro la Lazio, la quinta di fila, c’era stata una riflessione di alcuni giorni, che aveva portato il club a rinnovare la fiducia. La decisione di andare avanti con il tecnico di Mulazzano era stata presa a maggioranza dal Comitato Operativo che regge il club presieduto da Francesca Bodie. Ilkodi lunedì contro l’Atalanta (3-1) ha fatto precipitare la situazione. L’impressione è che, oltre alla sconfitta, abbia pesato il modo in cui è arrivata, con l’atteggiamento remissivo dell’avvio (due gol subiti nei primi sei minuti). Con ogni probabilità il Venezia aveva già pronta la decisione in caso di un’altra prestazione negativa: la struttura decisionale del club di solito prevede che l’ultima parola spetti al Comitato Operativo in America, mentre in questo caso la comunicazione è arrivata con una procedura più snella e in tempi stretti, quando negli Stati Uniti era notte.
Nicola in pole per sostituirlo – Per la sostituzione di Stroppa il nome forte diventa, ogni ora che passa, quello di Davide Nicola. Il Venezia ha preso contatto con la Cremonese, infatti il tecnico piemontese è ancora sotto contratto col club grigiorosso. Nella lista dei dirigenti veneti ci sono comunque anche Paolo Zanetti, già in Laguna tra il 2020 e il 2022, e Roberto D’Aversa.
Quasi 72 mila allerte inviate e oltre 3200 sistemi informatici compromessi. Lo ha spiegato il direttore Andrea Quacivi in audizione al Senato
Andrea Quacivi, direttore dell’Agenzia nazionale per la Cybersicuezza, in audizione al Senato
“Il cyberspazio è ormai riconosciuto come un vero e proprio dominio di conflitto”, cioè un ambito di difesa e offesa militare al pari di terra, mare, aria e spazio. A lanciare l’allarme è Andrea Quacivi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), in audizione al Senato. Secondo Quacivi, attacchi sponsorizzati da Stati, operazioni di spionaggio industriale, campagne di disinformazione e interferenze nei processi democratici rappresentano una minaccia concreta alla stabilità degli Stati.
“Nei primi nove mesi del 2026 gli eventi cyber rilevati sono stati 3271“, ha spiegato il direttore, a fronte dei 2729 registrati nell’intero 2025. Di questi, circa 2000 sono stati classificati come incidenti con impatto confermato. L’avvio degli obblighi previsti dalla’ultima direttiva europea sulla cybersicuerezza (Nis2) ha ampliato il numero delle segnalazioni: “Oggi sotto questa disciplina ricadono 21.500 soggetti“ e le notifiche ricevute sono state oltre 1.500 nei primi nove mesi di operatività.
Il Team di risposta agli incidenti di sicurezza informatica (Csirt) “ha individuato quasi 45 mila asset e servizi a rischio, con oltre 3200 asset potenzialmente compromessi“, ha aggiunto Quacivi, ricordando anche le quasi 72 mila comunicazioni di allertamento inviate e gli oltre mille alert pubblicati.
“Assistiamo a una fase di consolidamento del sistema nazionale di cybersicurezza“, ha osservato il direttore, sottolineando come il monitoraggio e l’allertamento abbiano consentito di individuare precocemente le minacce e di attivare risposte coordinate.
Il ransomware, cioè il blocco di sistemi informatici in cambio di un riscatto, continua a rappresentare“una minaccia rilevante“. Nei primi nove mesi del 2026 sono state registrate 149 vittime, soprattutto tra imprese manifatturiere, operatori finanziari e aziende tecnologiche. “In diversi casi si è aggiunta la sottrazione di informazioni, accompagnata dalla minaccia di pubblicarle per ottenere il pagamento di un riscatto“, ha spiegato Quacivi. Gli aggressori hanno spesso sfruttato credenziali compromesse e vulnerabilità non corrette.
Più contenuti invece gli effetti delle campagne hacktiviste, violazioni cioè motivate da cause politiche, sociali o religiose, condotte soprattutto attraverso attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), quelli che puntano a rendere inaccessibili siti e servizi sovraccaricandoli di richieste. Secondo Quacivi, gli impatti sono stati “molto limitati“, anche grazie all‘attività preventiva dello Csirt.
Sul disegno di legge per il rafforzamento delle capacità di difesa nazionale presentato a settembre dal ministro della Difesa Guido Crosetto, il direttore dell’Acn ha espresso un giudizio favorevole, definendolo“pienamente coerente con l’assetto istituzionale”. A suo avviso, la riforma chiarisce in modo netto le competenze della Difesa e dell’Agenzia nel dominio cibernetico e conferma una logica di“cooperazione e integrazione, e non di sovrapposizione”, ribadendo la validità dell’impianto normativo introdotto con la nascita dell’Acn nel 2021.
Momenti di paura durante il match di Bundesliga tra Colonia e Borussia Monchengladbach dove, al gol di Said El Mala, alcuni tifosi bianconeri hanno provocato disordini nel settore ospiti, scontrandosi con i sostenitori di casa. Il vetro che separa le due tifoserie è stato sfondato, sono stati accesi petardi e fumogeni, e dal settore del Gladbach sono stati lanciati fuochi d’artificio verso la tribuna dei tifosi del Colonia. La polizia è intervenuta solo dopo diversi minuti.
Lingua originale: portoghese I tifosi del Borussia Mönchengladbach hanno rotto il vetro di separazione e sono stati a un passo dall’invadere il settore dei tifosi del Colonia al RheinEnergieStadion.
⚠️ Torcedores do Borussia Mönchengladbach quebraram o vidro de separação e ficaram muito perto de invadir o setor da torcida do Colônia no RheinEnergieStadion.
Il club nerazzurro fa il punto sulle nuove sponsorizzazioni nel bilancio 2025/26. Trattativa avanzata con Barilla
L’Inter e Barilla sono sempre più vicine a una nuova partnership commerciale. La conferma arriva direttamente dal club nerazzurro, che nel bilancio consolidato al 30 giugno 2026, visionato da FCInter1908.it, fa il punto sulle trattative con i nuovi sponsor e sul rinnovo di alcuni accordi già esistenti.
Tra i nomi citati compare proprio quello di Barilla, con cui i contatti sono ormai in fase avanzata.
Inter-Barilla, la conferma arriva dal bilancio ufficiale – Il riferimento si trova nella sezione dedicata agli avvenimenti successivi alla chiusura dell’esercizio, avvenuta il 30 giugno 2026.
Il documento riporta: “Si segnala che, dopo la chiusura dell’esercizio al 30 giugno 2026, sono state lanciate le nuove partnership con BBVA (“Jersey Sponsor – Sleeve) e LMDV Capital, mentre sono in fase avanzata i rinnovi contrattuali con Campari e Frecciarossa e la nuova partnership con Barilla“.
Un passaggio che conferma come l’Inter stia lavorando concretamente all’accordo con Barilla. La società parla espressamente di una nuova partnership in fase avanzata, anche se nel bilancio non viene ancora annunciata la firma del contratto.
Non vengono inoltre specificati la durata dell’eventuale accordo, il suo valore economico o le iniziative che potrebbero essere realizzate insieme.
Inter, si lavora anche ai rinnovi con Campari e Frecciarossa – Barilla non è l’unico nome citato dal club. Nello stesso passaggio l’Inter conferma che sono in fase avanzata anche le trattative per il rinnovo delle sponsorizzazioni con Campari e Frecciarossa.
Due collaborazioni che la società vuole quindi portare avanti e sulle quali si sta lavorando per arrivare a un nuovo accordo.
La storia arriva dal Guatemala. La giovane si è sentita male sabato scorso, alle prime ore del mattino. Il padre ha preso la macchina per accompagnarla in un centro sanitario, ma prima di arrivare l’adolescente ha perso definitivamente i sensi. Credendola ormai morta l’uomo è andato a comprare una bara
Il risveglio della giovane
È una vicenda a dir poco surreale quella andata in scena a Sacapulas, cittadina del Guatemala, dove una ragazza di 15 anni, Yuleidy, è stata data per morta e messa in una bara, salvo poi risvegliarsi da sola. La notizia è stata resa nota dall’emittente Sactv che ha intervistato la giovane e i familiari, mentre sui social circola un video che documenta il risveglio dell’adolescente.
La vicenda – Secondo quanto ricostruito, la giovane si è sentita male sabato 10 ottobre, alle prime ore del mattino. Il padre, Abraham Ixcotoyac, ha preso la macchina per accompagnarla in un centro sanitario, ma dopo aver guidato per circa un’ora, poco prima di arrivare nel comune di San Pedro Jocopilas, si è accorto che la figlia non respirava e a suo dire “non aveva polso“.
A quel punto anziché andare in ospedale, l’uomo si è diretto verso un’agenzia di pompe funebri per compare una bara. Poi è tornato a casa dove i parenti, ormai al corrente dell’accaduto, erano già pronti per la veglia funebre. Per farla breve, circa otto ore dopo aver perso i sensi, e quando era ormai già da un pezzo nella bara (aperta) la giovane si è svegliata con sommo sbigottimento dei suoi familiari.
La famiglia sostiene che l’adolescente sia morta e poi tornata in vita, nonostante il padre abbia comunque ammesso che la figlia non è stata mai portata in ospedale e non ci sia nessun certificato medico che attesti il decesso. Insomma, è lecito pensare che la 15enne non fosse davvero morta come pensava in buona fede il padre, ma fosse semplicemente svenuta.
“Sentivo un forte dolore al cuore” – La causa del malore resta comunque ignota. Intervistata da Sac Tv, Yuleidy ha detto di aver iniziato a sentire “un forte dolore al cuore. Lo sentivo pesante, era come se fossi svenuta“. L’adolescente ha quindi ringraziato Dio per quello che ha definito come “un miracolo“. “Ringrazio anche per il fatto che i miei genitori siano ancora con me e che io non li abbia lasciati soli” ha aggiunto la giovane. “E ringrazio anche per i bei commenti che mi hanno scritto sui social network. Non ho parole“. Neanche noi.
Il sisma a circa 300 km dalla capitale. Non si hanno notizie di vittime o danni
La terra continua a scuotersi a Panama. Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 6.2, è stata registrata poco dopo le 18,20 ora locale (1.20 in Italia), con epicentro nel centro-sud del Paese, a circa 300 km dalla capitale. Non si hanno notizie di vittime o danni.
Una scossa di terremoto, di magnitudo 7.6 della Scala Richter, è stata registrata a Panama venerdì scorso. In seguito al sisma, avvertito anche in Costa Rica, era stato diramato l’allarme tsunami.
🔵Una scossa di #terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito #Panama, senza provocare vittime né danni materiali. Lo ha reso noto il Servizio geologico Usa, precisando che l'evento si è verificato 3 giorni dopo il forte sisma di venerdì, che aveva causato una trentina di feriti. pic.twitter.com/UFQ0564zaL
Un video pubblicato sui social dalla pagina “Welcome to Florence” ha sollevato un caso sulla sicurezza nel cantiere dello stadio Franchi. Le immagini mostrano due operai sul tetto mentre movimentano una lamiera della copertura, apparentemente senza i necessari dispositivi di protezione e senza imbracature.
L’ira della Funaro – Il filmato è arrivato a Palazzo Vecchio, provocando la dura reazione e l’ira del sindaco, Sara Funaro, che ha immediatamente disposto verifiche. I lavoratori appartengono a un subappaltatore incaricato di interventi specialistici, definendo inaccettabile quanto emerge dalle immagini.
Ditte a rapporto – Le imprese coinvolte sono state convocate per questa mattina: dovranno garantire il rispetto delle norme di sicurezza e del protocollo sugli appalti.Palazzo Vecchio annuncia i provvedimenti necessari affinché episodi simili non si ripetano. Il Comune fa sapere che la Funaro “è molto arrabbiata per l’accaduto” e che “sulla sicurezza non si transige, la tutela dei lavoratori viene prima di qualsiasi scadenza”.
La struttura del “Marché des Enfants Rouges” è andata “completamente distrutta”. Fondato nel 1615, il mercato era stato dichiarato monumento storico nel 1982
Nella notte, un incendio ha “completamente devastato” il Marché des Enfants Rouges, il più antico mercato coperto di Parigi nel III arrondissement della città: lo ha annunciato il sindaco di Parigi Centro, Ariel Weil. “Il mercato degli Enfants Rouges purtroppo devastato dalle fiamme questa mattina presto. Incendio domato, ma mercato completamente devastato“, ha scritto Weil su X, mentre sui social e sui media francesi rimbalzano le immagini del maxi rogo in pieno centro della città.
Marché des Enfants Rouges
Fondato nel 1615, il Marché des Enfants Rouges era stato dichiarato monumento storico nel 1982 e prende il nome dagli abiti di stoffa rossa indossati dagli orfani curati in un ospedale fondato nel 1536 nelle vicinanze da Margherita di Navarra, sorella di Francesco I. Questo ospedale chiuse nel 1772 e il mercato fu intitolato in memoria di questi “bambini rossi“ alla fine del XVIII secolo.
🇫🇷🚒 Un incendie spectaculaire a détruit, sans faire de victime, le marché historique des Enfants rouges, situé dans le Marais à Paris. 17 commerces sont partis en fumée, provoquant une vive émotion dans ce quartier touristique de la capitale ⤵️ pic.twitter.com/fSk7Mum5YE