Due episodi riscontrati nelle prime ore del mattino sulle linee Roma-Napoli e Roma-Firenze. Un’informativa verrà inviata nelle prossime ore alla procura di Roma
Treno Alta velocità – Ipa
Ancora sabotaggi ai treni con conseguenti ritardi, rallentamenti e cancellazioni. Stavolta nel mirino di “due atti dolosi“ finiscono le linee dell’Alta velocità Roma-Napoli e Roma-Firenze, rallentatenella mattinata di oggi per le verifiche in corso. I treni, sottolinea il gruppo Fs, registrano ritardi, deviazioni di percorso e cancellazioni.
Nelle prossime ore un’informativa alla procura di Roma – Un’informativa verrà inviata nelle prossime ore alla procura di Roma sui danneggiamenti che hanno provocato ritardi e rallentamenti. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer e gli investigatori della Digos della questura di Roma.
Per chi indaga la pista dolosa appare evidente e con chiari richiami agli atti di sabotaggio avvenuti la settimana scorsa sulla linea ferroviaria di Bologna.
Roma-Napoli e Roma-Firenze, le linee interessate – Sulla linea Av Roma – Firenze è iniziato l’intervento dei tecnici di Rfi per il ripristino dell’infrastruttura dopo il completamento dei rilievi dell’Autorità giudiziaria fra Tiburtina e Settebagni. I treni, sottolinea il gruppo Fs, registrano ritardi, deviazioni di percorso e cancellazioni.
Sulla linea Av Roma – Napoli, invece, è già stato completato un primo ripristino dell’infrastruttura dopo che stamane la sala operativa di Rfi ha segnalato un’anomalia fra Salone e Labico e i tecnici intervenuti sul posto hanno riscontrato danni ai cunicoli contenenti i cavi che gestiscono la circolazione dei treni e la bruciatura degli stessi.
È in corso di accertamento un terzo episodio fra Capena e Gallese, sulla linea Av Roma-Firenze.
Ritardi fino a 120 minuti e cancellazioni – Intanto da Trenitalia arrivano gli aggiornamenti in tempo reale sui ritardi e le deviazioni dei treni dopo i rallentamenti. Sulle linee dell’Alta Velocità interessate, ritardi fino a 120 minuti, alcuni treni sono cancellati o limitati nel percorso. Tutte le info sono disponibili a questo link.
A Milano, invece, dai cartelloni in Centrale si vedono almeno tre treni con ritardi fino a 140 minuti, un paio da 80′ e persino una cancellazione.
Salvini: “Odiosi atti criminali, nessuno minimizzi” – Matteo Salvini ha definito i sabotaggi sull’Alta velocità “odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia“. Poi il ministro dei trasporti ha fatto sapere che “è stata aumentata la vigilanza e abbiamo incrementato i controlli per stanare questi delinquenti, sperando che nessuno minimizzi o giustifichi gesti criminali che mettono a rischio la vita delle persone“.
Esondati il Busento e il Campagnano. Frazioni isolate, chiusi alcuni tratti stradali. Allerta gialla in 4 regioni. Frana a Vietri: 5 famiglie evacuate
Maltempo in Calabria
Prosegue l’ondata di maltempo sull’Italia. Oggi venerdì 13 febbraio è allerta arancione in Calabria che, dopo i danni del ciclone ‘Harry’, si trova, nelle ultime ore, a dover fronteggiare gli effetti del ciclone ‘Ulrike’. Allerta gialla invece in Umbria, Sicilia, Sardegna e Puglia.
Calabria – A preoccupare maggiormente è il Cosentino dove, a causa delle abbondanti precipitazioni, si registrano frane, smottamenti, voragini e alberi caduti in strada, tombini saltati e disagi alla circolazione. Proprio a Cosenza, il fiume Busento, in piena, è esondato nel tratto compreso tra Cosenza e Dipignano, invadendo le aree circostanti e causando allagamenti in diverse zone, e in queste ore è osservato speciale. “La situazione è critica, ma sotto controllo“, fa sapere, in un post, il sindaco della città dei Bruzi, Franz Caruso.
In una delle aree colpite, in particolare il quartiere ‘Massa‘, una famiglia di dieci persone risulta isolata; è stato richiesto l’intervento dell’elicottero proveniente dal Reparto Volo di Pontecagnano per il recupero. Al Consiglio nazionale delle Ricerche di Piano Lago, i vigili del fuoco stanno procedendo al recupero di fiale di sangue a seguito dell’allagamento dei frigoriferi dei laboratori. Anche il fiume Campagnano, a Rende, ha rotto gli argini, con l’acqua che ha invaso strade e aree urbane del territorio provinciale. In diverse zone si registrano pali dell’illuminazione pubblica divelti e trascinati dalla corrente. Numerose auto risultano danneggiate a causa dell’allagamento delle strade e della piena dei corsi d’acqua, in particolare in punti critici di Cosenza e dell’hinterland.
In provincia, a Carolei, due frazioni sono completamente isolate e un’abitazione è stata evacuata in via precauzionale. Anche a Casali del Manco, la frazione ‘Pedace‘ è completamente isolata a causa di una frana; a Rogliano, in contrada ‘Pianoimbuto‘, un’altra frana ha raggiunto un’abitazione e alcuni alberi e rami sono caduti lungo la A2, tra gli svincoli di Cosenza Sud e il borgo del Savuto, a seguito delle avverse condizioni meteo, causando rallentamenti in direzione sud. Monitorato anche il Tirreno cosentino, in particolare la cittadina di Paola, dove le mareggiate, dopo la precedente ondata di maltempo, continuano a minacciare la ferrovia. A Grisolia sono state tratte in salvo dieci persone mediante l’impiego di gommone fluviale. Nella sola provincia di Cosenza, dalle 22 di ieri i vigili del fuoco hanno concluso circa 50 interventi, mentre sono circa 80 le richieste ancora da evadere. Non è ancora possibile quantificare con precisione il numero di edifici privati e attività commerciali danneggiati; le aree maggiormente colpite risultano essere quelle prossime ai corsi d’acqua e alle arterie invase dall’acqua.
Chiuse per frane i seguenti tratti stradali in provincia di Cosenza: la Ss107 Silana Crotonese al km 37,300, in entrambe le direzioni, a Rovito a causa di due alberi caduti; la Ss19 Delle Calabrie dal km 290,000 al km 292,000, in entrambe le direzioni, a Santo Stefano di Rogliano; la Ss278 ‘Di Potame’ al km 13,300, in entrambe le direzioni, a Potame. Lo riferisce Anas aggiungendo che, sempre in provincia di Cosenza, a Cetraro, è stato chiuso per allagamento un tratto sulla statale 18 ‘Tirrena Inferiore’, in entrambe le direzioni, al km 294,800.
Per la caduta di alberi è chiusa anche la Nsa572 ‘Di Monte Cucco e Monte Pecoraro’ dal km 39,000 al km 43,000 a Serra San Bruno (Vv). Le deviazioni vengono segnalate in loco. Sul posto sono presenti le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione della viabilità e per il ripristino della normale circolazione nel più breve tempo possibile.
Anche la provincia di Catanzaro, dopo le devastazioni del ciclone ‘Harry‘, in particolare nel quartiere ‘Lido‘, è stretta nella morsa del maltempo. Il passaggio del ciclone ‘Ulrike‘ ha causato molteplici frane e allagamenti. Nel capoluogo, un muro di cinta nei pressi del sottopasso di via Molè è crollato e un grande masso è caduto in viale dei Normanni. Disagi nelle aree interne, lungo le arterie Provinciali: una porzione di terreno ha ceduto tra Tiriolo e Marcellinara e il tratto della Sp 19 è stato chiuso. Il maltempo non ha risparmiato nemmeno il lungomare di Reggio Calabria, dove alcuni lidi sono stati completamente distrutti. Danni anche alla tonnara di Palmi, mentre a San Lorenzo la furia di vento e pioggia ha stadicato l’Olmo secolare, simbolo della comunità. Stabilimenti balneari danneggiati anche nel Vibonese, in particolare nel tratto di costa da Tropea a Pizzo.
Campania – Cinque famiglie sono state evacuate oggi venerdì 13 febbraio a Vietri sul Mare (Salerno) a seguito della frana che si è staccata ieri dal costone sottostante la Ss 163 Amalfitana. Lo sgombero è stato disposto in via precauzionale: i Vigili del fuoco di Salerno intervenuti sul posto, hanno rilevato, dopo le valutazioni tecniche del caso, un potenziale rischio per le case e per la viabilità sovrastante, dal momento che il distacco del costone ha danneggiato le reti metalliche di protezione e invaso con i detriti una delle vie della cittadina salernitana, nelle vicinanze di alcune abitazioni. Ora la statale Amalfitana è interdetta al traffico. E’ previsto un vertice in prefettura con la Protezione civile e la Regione Campania per fare il punto della situazione e adottare tutte le iniziative necessarie per garantire la sicurezza.
Sicilia – Sono 132 gli interventi effettuati nelle ultime 24 ore dai Vigili del fuoco a Palermo a causa delle forti raffiche di vento. Ancora una trentina gli interventi in coda. In città sono caduti alberi, pali della luce e volate tettoie.
Il sindaco di Messina Federico Basile ha disposto l’integrazione delle funzioni di supporto del Centro operativo comunale (Coc) per far fronte alle criticità legate all’ondata di maltempo che ha colpito la città. Violente raffiche di vento e forti mareggiate lungo le coste tirreniche. “Abbiamo deciso di potenziare immediatamente il Coc per assicurare la massima protezione della città – afferma Basile – La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità e ogni intervento sarà coordinato con le strutture comunali, la Protezione civile e le associazioni di volontariato locali. Monitoreremo costantemente tutte le criticità, intervenendo tempestivamente per prevenire danni e fornire assistenza a chi ne ha bisogno, chiedendo anche la collaborazione attiva dei cittadini per segnalare situazioni di pericolo”.
“Il Coc è pienamente attivo e coordinato – aggiunge l’assessore comunale alla Protezione civile, Massimiliano Minutoli – Stiamo gestendo in tempo reale le segnalazioni dei cittadini e coordinando le squadre comunali per intervenire sui danni causati dal vento. L’obiettivo è assicurare una risposta immediata ed efficace alle emergenze generate dal maltempo”. L’amministrazione comunale invita tutti i cittadini a prestare la massima attenzione durante gli spostamenti.
Il gesto prima della gara di slittino. Lo skeletonista ucraino non ha accettato di indossare un casco diverso da quello con le immagini di 24 tra gli sportivi uccisi dopo l’invasione della Russia
È quella che impedisce la propaganda «politica, religiosa o razziale». Da qui la squalifica e la decisione di Heraskevych di ricorrere al Tas. Da parte sua il Cio ha spiegato di aver optato «con grande rammarico» per la squalifica. «Purtroppo non siamo riusciti a trovare una soluzione. Avrei voluto davvero vederlo gareggiare. È stata una mattinata commovente – ha proseguito Koventry –. Non credo che stessimo piangendo, ma lui è un atleta. Non gli stavo parlando in quella stanza come presidente, gli stavo parlando come atleta. Abbiamo regole per cercare di essere equi, e anche per permettere agli atleti di esprimersi ma anche di essere al sicuro».
«Lo sport non significa indifferenza e il movimento olimpico dovrebbe contribuire a fermare le guerre non assecondare l’aggressore», ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. Per Heraskevych il rammarico è grande: «È il prezzo della nostra dignità – ha scritto su X il portabandiera dell’Ucraina –. Provo una specie di vuoto. Credo di non aver violato alcuna regola. Vedo grandi incongruenze nelle decisioni, nella formulazione, nelle conferenze stampa del Cio, credo che il problema più grande sia proprio l’incoerenza. Credo fermamente nell’Isbf (la Federazione Internazionale di Skeleton e Bob, ndr) e il Cio sa che non sto violando alcuna regola. Di certo non avrò il mio momento a queste Olimpiadi, nonostante abbiamo ottenuto ottimi risultati nelle prove di allenamento. Credo davvero che avrei potuto essere tra i medagliati, ma non potrò gareggiare». Prima della gara della staffetta dello slittino – gara nella quale l’Italia ha conquistato il bronzo – c’è stata la protesta degli atleti ucraini. Si sono messi in ginocchio con i caschi bianchi al cielo.
09:48 – Passler: “Ho sempre creduto nella mia buona fede”: “Sono stati giorni molto difficili. Ho sempre creduto nella mia buona fede“. E’ il primo commento di Rebecca Passler alla notizia dell’accoglimento del suo ricorso contro la squalifica per doping. “Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato – prosegue la biatleta -, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici. Adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon“. Il presidente Flavio Roda commenta: “La Federazione accoglie con piacere l’esito del ricorso che consente a Rebecca di tornare a disposizione della squadra“.
09:40 – Accolto ricorso Passler, biatleta riammessa ai Giochi: La Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia (Nadab) ha accolto il ricorso di Rebecca Passler contro la sospensione provvisoria per positività al Letrozolo riscontrata nel corso di un controllo del 26 gennaio scorso, riconoscendo il “fumus boni iuris“, ovvero l’apparente fondatezza dell’assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole della sostanza in oggetto. Lo riferisce la federazione Sport Invernali (Fisi). La biatleta potrà così partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.Passler si aggregherà alle compagne di squadra a partire da lunedì 16 febbraio, giorno in cui sarà a disposizione dello staff tecnico per le successive competizioni del programma a cinque cerchi.
Milano‑Cortina 2026 in programma giovedì 13 febbraio 2026, con gli eventi principali e la presenza degli atleti italiani quando noti dalle fonti ufficiali del calendario olimpico.
Nella giornata di ieri l’atleta è stato dimesso ed è tornato a Cortina dal team lettone che lo attendeva
RenarsGrantins
Lussazione alla vertebra cerebrale. La diagnosi dopo il grave infortunio per l’atleta lettone del bob Renars Grantins era gravissima e il rischio di compromettere la carriera anche. Non sarà così. L’atleta è stato prima trasportato alla medical station vicina allo Sliding Centre, poi trasferito al policlinico olimpico Codivilla e poi all’ospedale di Treviso per sottoporsi a un intervento urgente in neurochirurgia. Nella giornata di ieri è stato dimesso ed è tornato a Cortina dal team lettone che lo attendeva. “È stato trattato in tempo, rischiava di rimanere tetraplegico – ha spiegato Paolo Rosi, il direttore del Suem veneto -. La colonna vertebrale è stata stabilizzata, non credo possa tornare in pista ma si è ricongiunto con i colleghi”.
Grantins si era qualificato sia nel bob a coppie che nel bob a quattro. I tempi ormai troppo stretti, però, non hanno permesso alla squadra lettone di poterlo sostituire dopo l’incidente. E così il team ha rinunciato alle gare di bob a quattro: parteciperà solo alla gara del bob a coppie. Quello di Grantins è il secondo intervento delicato di questi giorni dopo quello che ha coinvolto la sciatrice americana Lindsey Vonn, 41 anni (operata d’urgenza alla tibia al Ca’ Foncello di Treviso dopo una brutta caduta nella discesa libera femminile).
“Si tratta di un incidente tipico di questa disciplina, il bob si è rovesciato ma continuava a scendere lungo la pista. Questo significa che l’atleta subisce ripetuti colpi lesivi alla colonna – ha spiegato Rosi, come riporta il Corriere della Sera -. Potenzialmente era molto grave, ma l’abbiamo intercettato in tempo. Quel giorno nevicava e non si poteva volare con l’elicottero, quindi l’abbiamo trasportato in ambulanza. Tutti gli interventi sono concordati con il medico della federazione“.
La fuoriclasse azzurra dello sci alpino, reduce da un brutto infortunio, sale sul gradino più alto del podio a Cortina
Una straordinaria Federica Brignone vince, tra le lacrime, l’oro olimpico nel SuperG femminile dei Giochi di Milano Cortina 2026. La campionessa azzurra, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, sotto gli occhi e gli applausi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha chiuso con il tempo di 1.23.41. Un tempo che vale la storia e che porta Federica nella leggenda dello sport italiano. Seconda la francese Romane Mirandoli(a +0.41) e terza l’austriaca Cornelia Huetter (a +0.52). Brignone, reduce da un brutto infortunio al ginocchio e da un lungo stop, aveva destato preoccupazione ieri in allenamento per aver sentito dolore al ginocchio, ma questa mattina ha stupito il mondo. Ancora una volta.
Brignone: “Qualcosa di incredibile” – “È qualcosa di incredibile, ho pensato a sciare e fare il mio massimo, ho detto ‘o la va o la spacca, ma non pensavo di poter vincere l’oro, sinceramente. Non me lo sarei aspettata, mai nella vita, è davvero qualcosa di speciale“. Queste le parole della campionessa azzurra Federica Brignone alla Rai dopo il Superg ai Giochi di Milano Cortina. “Forse ce l’ho fatta oggi perché non mi mancava, sapevo di aver fatto il massimo, è stata la mia forza, mi valutavo un’outsider, oggi è veramente qualcosa di speciale”.
Goggia: “Onore a Federica Brignone” – “Vorrei complimentarmi con Federica Brignone, con tutti i mesi passati dopo l’infortunio, il recupero, non è facile tornare da un infortunio e arrivare così. Ha sempre sentito questo SuperG in coppa del mondo. Onore e merito a lei“. Queste le parole di Sofia Goggia alla Rai dopo l’uscita di scena nel SuperG femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina, con cui rende merito alla compagna di squadra Federica Brignone, al momento in testa alla gara.
L’impresa dopo l’infortunio – Vincitrice dell’ultima Coppa del Mondo e protagonista di un recupero record dopo il terribile infortunio dello scorso 3 aprile ai campionati italiani, con la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra e la rottura del legamento crociato anteriore, la Tigre di La Salle, tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri, riesce nell’impresa di conquistare la sua quarta medaglia olimpica, la prima d’oro, dopo il bronzo nel 2018, l‘argento nel 2022 in gigante e l’argento in combinata sempre nel 2022.
La campionessa valdostana a quasi 36 anni entra così di diritto, se ancora ce ne fosse bisogno, nell’Olimpo dello sci mondiale, materializzando quel sogno che sembrava compromesso sulle nevi dell’Alpe Lusia. In una giornata coperta e su una Olympia delle Tofane meno ruvida della discesa, la campionessa azzurra riesce a trovare le linee perfette e la velocità migliore per piazzare una zampata vincente davanti alla francese Romane Mirandoli, e all’austriaca Cornelia Hütter che soffia per un solo centesimo il bronzo alla connazionale Ariane Rädler.
Quinta Laura Pirovano che cede0″76 alla compagna di squadrae può recriminare per un errore nella parte superiore del tracciato che l’ha separata dal podio; la rendenese nella classifica finale è pari merito con la norvegese Kajsa Lie, con un solo centesimo di margine su Elena Curtoni, settima a 0″77. Anche la valtellinese ha affrontato bene l’Olympia delle Tofane, sfiorando per poco più di due decimi il podio. Azzurre assolute protagoniste, così come Sofia Goggia, interprete di una prima parte di gara inavvicinabile, prima di incappare in errori di linea che l’hanno portata fuori da un tracciato che ha tradito diverse favorite, da Aicher a Ledecka.
L’Italia torna sul trono olimpico del SuperG 24 anni dopo il titolo conquistato da Daniela Ceccarelli a Salt Lake City 2002, mentre l’ultimo oro a cinque cerchi assoluto è quello di Sofia Goggia nella discesa di PyeongChang 2018.
Sull’Isola ancora “condizioni meteo-marine estreme”. Attese violente mareggiate
I danni del ciclone Harry sulla 195 lo scorso gennaio (Ansa)
A soli 21 giorni di distanza, l’incubo meteomarino si ripete. Arriva la tempesta “Harry Bis”: come avvenuto il 20-21 gennaio scorso, Sardegna, Sicilia e Calabria saranno nuovamente colpite da venti di burrasca, locali raffiche di tempesta e mareggiate violente.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma l’eccezionalità dell’evento: «Si tratta della seconda volta nel 2026 con condizioni meteomarine straordinarie. Tre settimane fa si parlò di un tempo di ritorno di 50 anni; in realtà sono bastati 21 giorni per avere qualcosa di simile ad Harry, la tempesta del secolo. In mare aperto potremo registrare onde fino a 9 metri di altezza, specie sul Basso Tirreno».
A causa delle violente correnti di Maestrale e Ponente, i marosi si abbatteranno sulle coste nord ed ovest della Sardegna, sulla Sicilia tirrenica e occidentale e sulla Calabria tirrenica.
Venerdì 13 avremo una tregua con un deciso miglioramento delle condizioni del cielo (meno piogge e nubi), ma il quadro meteomarino resterà estremo: sono previste ancora mareggiate sulle stesse zone e venti di burrasca da ovest.
Nel weekend, prosegue Tedici, «pioverà sul bagnato e si ondeggerà sull’agitato»: i mari resteranno molto mossi o agitati, mentre l’arrivo del Ciclone di San Valentino (con una pressione bassissima fino a 985 hPa) porteràpiogge diffuse e un netto calo termico.
Il Comitato Olimpico Internazionale aveva offerto a Heraskevych la possibilità di gareggiare indossando una fascia nera al braccio, ma lui ha rifiutato
L’atleta ucraino dello skeleton Vladislav Heraskevych fuori dalle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 per aver rifiutato di sostituire il casco personalizzato, con i volti degli atleti ucraini uccisi nella guerra con la Russia, con uno conforme alle indicazioni del Cio. Lo ha detto un portavoce del Comitato olimpico ucraino all’agenzia Afp. Il Comitato Olimpico Internazionale aveva offerto a Heraskevych la possibilità di gareggiare indossando una fascia nera al braccio, ma lui ha confermato la sua intenzione di gareggiare solo indossando il casco commemorativo. Per questa ragione l’organismo olimpico ha deciso di escluderlo dalla competizione.
Cosa è successo oggi – Heraskevych è uno dei principali protagonisti ucraini e portabandiera della sua nazionale alla cerimonia di apertura. Questa mattina, circa un’ora e un quarto prima dell’inizio della gara maschile, il presidente del CIO Kirsty Coventry lo ha atteso in cima alla pista per un confronto privato. Un colloquio breve e intenso, che però non ha portato a un compromesso. Poco dopo, Heraskevych – con in mano la decisione ufficiale della Federazione internazionale di bob e skeleton – ha annunciato ai cronisti l’intenzione di fare ricorso al Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport. “È difficile da descrivere. Sento come un vuoto”, ha detto l’atleta, visibilmente provato.
Anche Coventry è apparsa commossa davanti ai giornalisti: “È un messaggio di memoria, e nessuno lo mette in discussione”. Il Cio ha parlato di decisione presa “con rammarico”, sottolineando di aver cercato fino all’ultimo “la soluzione più rispettosa possibile” per consentire all’atleta di competere. “L’essenza del caso non riguarda il messaggio, ma il luogo in cui voleva esprimerlo”, si legge nella nota ufficiale.
Non è la prima volta che Heraskevych porta un messaggio legato alla guerra ai Giochi: nel 2022, a Pechino, mostrò un cartello con la scritta “No war in Ukraine” senza incorrere in sanzioni. Questa volta, però, la linea del Cio è stata diversa.
L’esclusione pesa anche sul piano sportivo: Heraskevych era considerato un serio candidato alle medaglie.
Allerta meteo oggi su tutta la Regione. Il maltempo flagella anche la Sardegna e la Calabria
Allagamenti e traffico a Roma, foto Adnkronos
Nubifragio su Roma e città in tilt. Maltempo e pioggia oggi, giovedì 12 febbraio, non danno tregua alla Capitale con un quadro meteo che non accenna a migliorare. Dopo ore di precipitazioni, strade allagate in diversi quartieri e traffico in tilt nelle ore di punta.
Il maltempo, già da questa mattina all’alba, ha allagato strade e sottopassaggi con enormi disagi alla circolazione. Traffico da bollino rosso in tutti i quartieri della Capitale con particolari disagi all’ingresso.
L’allerta gialla sul Lazio – La Protezione Civile ha emesso un avviso di allerta gialla per oggi nel Lazio per le forti precipitazioni con raffiche di vento e temporali sparsi. Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni sulla base di un intenso flusso occidentale che porta la perturbazione dall’Atlantico.
Maltempo flagella anche Sardegna e Calabria – Non solo il Lazio, ma anche la Sardegna e la Calabria nella morsa del maltempo. In Sardegna violente raffiche di vento hanno colpito in particolare le province di Sassari e Nuoro, oltre 200 gli interventi portati a termine dai vigili del fuoco per alberi pericolanti e dissesti statici. Le criticità maggiori in Gallura, dove il vento ha divelto tetti e abbattuto alberi. Ad Arzachena i soccorritori sono intervenuti sulla SP14 per prestare assistenza a una persona rimasta bloccata sotto un albero caduto in strada.
Contemporaneamente, una forte perturbazione ha investito il territorio della Calabria, con la provincia di Catanzaro tra le aree più colpite: i vigili del fuoco hanno portato a termine 120 interventi, concentrati principalmente sulla messa in sicurezza di elementi costruttivi e sulla rimozione di alberi caduti o pericolanti.
Le previsioni meteo – L’Italia resta sotto l’influenza delle perturbazioni atlantiche anche questa settimana, con una fase di maltempo persistente che interesserà gran parte del Paese. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti meteo indicano un possibile ribaltone climaticoin vista di San Valentino, con un deciso cambio di scenario.
Un intenso vortice depressionario sarà alimentato da aria gelida in discesa dalla Lapponia, provocando un brusco calo delle temperature su molte regioni italiane. Il crollo termico sarà rapido e diffuso, segnando il passaggio da correnti miti e umide a masse d’aria decisamente più fredde di origine polare. Le attuali piogge potrebbero trasformarsi in nevicate già al Nord, con accumuli anche a quote basse. Secondo le previsioni meteo, nella giornata di domenica 15 febbraio (San Faustino) la neve potrebbe estendersi anche al Centro-Sud, raggiungendo localmente la bassa quota. Si prospetta dunque una settimana, caratterizzata dallo scontro tra correnti calde e umide di origine atlantica e successive irruzioni fredde polari dalla Lapponia. Un’alternanza che potrebbe portare fenomeni intensi e repentini cambiamenti del tempo su tutta la Penisola.
Milano‑Cortina 2026 in programma giovedì 12 febbraio 2026, con gli eventi principali e la presenza degli atleti italiani quando noti dalle fonti ufficiali del calendario olimpico.
Orario (CET)
Disciplina / Evento
Dettagli / Azzurri in gara
09:05
Curling – Torneo femminile, fase a gironi
Italia vs Svizzera – fase a gironi curling femminile
09:30
Skeleton – Gara maschile
Prima manche (Amedeo Bagnis, Mattia Gaspari)
10:00
Snowboard – Snowboardcross maschile
Qualificazioni (Filippo Ferrari, Lorenzo Sommariva, Omar Visintin)
10:55
Snowboard – Snowboardcross maschile
Seconda run qualificazioni
11:30
Sci alpino – Super‑G femminile
Finale Super‑G donne– Federica Brignone, Sofia Goggia, Elena Curtoni, Laura Pirovano
12:55
Sci freestyle – Moguls maschile
Finale – Azzurri qualificati puntano alle finali
13:00
Sci di fondo – 10 km tecnica libera donne
Finale – Caterina Ganz, Maria Gismondi, Martina Di Centa, Anna Comarella
13:45
Snowboard – Snowboardcross uomini
Finali – ottavi di finale, quarti, semifinali e finali
16:30
Pattinaggio di velocità – 5000 m donne
Finali (Francesca Lollobrigida)
18:30
Slittino – Staffetta a squadre
FinaleSquadra italiana (es. Dominik Fischnaller, Verena Hofer, e altri nelle staffette doppio/quadri
19:30 –
Snowboard – Halfpipe donne
Finali
20:15
Short track – 500 m donne & 1000 m uomini
Finali (incl. Arianna Fontana, Pietro Sighel, altri)
📺 Copertura televisiva
In chiaro: Rai 2 HD e Rai Sport HD
Streaming gratuito: RaiPlay
Pay TV / streaming completo: Eurosport (Discovery+), DAZN, TimVision
E’ successo a Tumbler Ridge, nella parte occidentale del Paese. Carney: “Devastato da violenza orribile
Polizia canadese – Ipa/Fotogramma
Almeno dieci morti e 27 feriti è il bilancio della sparatoria avvenuta a Tumbler Ridge, remota cittadina montana della British Columbia, nel Canada occidentale. Sette delle vittime sono state colpite all’interno di una scuola secondaria, mentre altre due sono state trovate senza vita in un’abitazione collegata all’incidente, secondo quanto riferito dalla Royal Canadian Mounted Police (Rcmp). Tra i feriti, due sono in gravi condizioni. La persona ritenuta responsabile – che secondo una prima valutazione delle autorità sarebbe “una donna in abito con capelli marroni” – è stata trovata morta all’interno della scuola con quella che appare una ferita autoinflitta.
L’allarme per un “active shooter” era stato lanciato nel primo pomeriggio, facendo scattare il lockdown dell’istituto. Durante l’intervento, la polizia ha trovato sei corpi all’interno della scuola; una settima vittima è morta durante il trasporto in ospedale. Le autorità hanno confermato che sono in corso perquisizioni in altre abitazioni della zona per verificare eventuali collegamenti con la strage.
Il premier Mark Carney si è detto “devastato” da quella che ha definito una “violenza orribile“, mentre il premier della British Columbia, David Eby, ha parlato di un atto “inimmaginabile“. Tumbler Ridge, che conta circa 2.400 abitanti, si trova a oltre 1.100 chilometri a nord di Vancouver. La municipalità ha dichiarato di non trovare “parole sufficienti per descrivere il dolore” che ha colpito la comunità.
I vigili del fuoco sono al lavoro dall’alba per contenere il rogo che interessa la fabbrica di vaschette alimentari. Il fumo nero visibile a distanza e il supporto di squadre da Brescia e Mantova indicano un incendio di notevole entità
GADESCO PIEVE DELMONA – Un incendio di grosse proporzioni presso la ditta Magic Pack di Gadesco Pieve Delmona è scoppiato questa mattina attorno alle sette. Secondo le primissime ricostruzioni la scintilla sarebbe scoppiata nella zona di stoccaggio della ditta che lavora polistirolo e fa imballaggi di vario genere. A dare l’allarme l’operatore che ha permesso l’arrivo di diverse squadre dei vigili del fuoco che al momento sono ancora impegnate nelle operazioni di spegnimento del fuoco. «Ci vorrà almeno tutta la giornata» ha detto un vigile del fuoco.
Al vaglio dei carabinieri di Vescovato, immediatamente arrivati sul posto, le cause di questo terribile incendio. «Si sta lavorando per domare le fiamme – ha spiegato il titolare dell’azienda Giovanni Biasio – al momento dello scoppio dell’incendio erano presenti una ventina di dipendenti. Sono tutti usciti attuando correttamente le procedure di evacuazione».
Così i vigili del fuoco: «Considerata la tipologia di materiale coinvolto, altamente combustibile, l’intervento si presenta particolarmente impegnativo e richiede un’attenta gestione sia sotto il profilo dell’estinzione sia sotto quello della messa in sicurezza dell’area interessata. Sul posto stanno operando uomini e mezzi del Comando di Cremona con il seguente dispositivo di soccorso: un’Autopompa Serbatoio (APS), due Autobotti Pompa (ABP), un’Autoscala (AS), oltre al Funzionario di servizio e al Capo Turno per il coordinamento delle operazioni. Sono in arrivo ulteriori automezzi di rinforzo: un’autoscala e un carro schiuma. Al momento non si segnalano persone coinvolte».
Almeno in quattro casi – da Johnson a Dalmasso – il prezioso trofeo si è sganciato dal suo laccetto. Per il Poligrafico la colpa è del sistema di sicurezza antisoffocamento che verrà migliorato appena consegnata la medaglie. Quelle già danneggiate saranno sostituite
A sinistra l’azzurra Lucia Dalmasso e a destra l’americana Alysa Liu
Non è vera Olimpiade se non c’è un caso medaglie. Dopo quello, rumorosissimo, di Parigi 2024, spunta quello di Milano Cortina. Il problema non riguarda in realtà la medaglia in sé (come invece era accaduto in Francia), ma il gancio che permette di appenderle al collo. La prima denuncia è quella dell’americana Breezy Johnson, vincitrice della discesa libera: “Stavo saltando per l’emozione e si è rotta. Sono sicura che qualcuno la riparerà“. Anche il bronzo azzurro dello snowboard, Lucia Dalmasso, ha accusato il problema: “Mi è già successo due volte, una volta giù dal podio e una volta sul letto“. E poi l’argento di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice americana Alysa Liu e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow che sui social chiede: “Cosa succede con queste medaglie?“.
La soluzione – Le medaglie olimpiche portano la firma della nostra Zecca di Stato che ha già messo a punto un piano di intervento. All’origine del problema non ci sarebbe infatti una fragilità dela medaglia, ma un comportamento anomalo del sistema di sicurezza antisoffocamento, previsto dagli standard internazionali. In pratica in alcuni casi, durante i momenti più concitati della festa, il laccio si è sganciato dalla medaglia, facendola cadere a terra. Già domani alcuni tecnici specializzati saranno presenti nelle varie sedi di gara (e di premiazione) per applicare un ulteriore dispositivo che risolverà totalmente il problema, mantenendo comunque gli standard di sicurezza previsti. E tutte le medaglie anche minimamente danneggiate saranno sostituite. Del resto, esiste per un atleta un ricordo più bello?
Anziani, bambini, famiglie e lavoratori sarebbero rimasti senza riparo né assistenza, finché la tensione è esplosa con il blocco della strada. È successo a Santa Severa lungo la direttrice Roma-Civitavecchia
Centinaia di persone scaricate su una strada statale, al buio e sotto la pioggia, in attesa per ore di autobus sostitutivi mai arrivati. È quanto denuncia un lettore di Today.it, Matteo Schiavo, che domenica pomeriggio si è trovato coinvolto nell’interruzione della linea ferroviaria Roma-Civitavecchia. Il crollo di un tratto di circa 50 metri del cordolo laterale del ponte dell’Aurelia Vecchia, a Santa Marinella, ha comportato l’interruzione del transito ferroviario sulla linea ferroviaria che unisce la Capitale a Civitavecchia, lungo la direttrice tirrenica.
L’episodio, dovuto probabilmente al maltempo e a una fragilità preesistente, si è verificato intorno alle 16:30 dell’8 febbraio nel comune di Santa Marinella, ma secondo quanto denunciato e dai video finiti online, fino a tarda notte decine di passeggeri si sono trovati impossibilitati a proseguire, in attesa all’addiaccio di un servizio sostitutivo visibilmente inadeguato rispetto a quanto necessario.
Il crollo poi il caso sulla Roma-Civitavecchia – Secondo il racconto dei presenti, ai passeggeri dei convogli instradati sulla linea ferroviaria tirrenica (diretti a Civitavecchia, ma anche a Pisa) era stato indicato che – nonostante il disagio – alla stazione ferroviaria di Santa Severa sarebbe stato disponibile un servizio sostitutivo per proseguire il viaggio verso Civitavecchia in pullman: il risultato, come si vede nei video, è che – nel giro di poche ore – in quella che è una piccola stazione sul litorale romano, si è venuto a creare un affollamento sempre crescente di persone.
Anziani, bambini, famiglie, lavoratori pendolari, turisti diretti verso Nord. Tutti, sostiene il testimone, restano per ore al freddo e sotto la pioggia, senza ripari né assistenza da parte delle forze dell’ordine o del personale di Rfi. Il personale a bordo del treno avrebbe infatti solo indicato la direzione d’uscita dalla stazione e di attendere i mezzi lungo la strada statale.
La sala d’attesa della stazione viene descritta come chiusa, nessun punto di accoglienza sarebbe stato predisposto, nessuno a distribuire acqua o a fornire informazioni chiare sui tempi di ripristino del servizio. Una situazione che chi ha scritto definisce “di totale abbandono”.
Alcuni passeggeri hanno iniziato a protestare, arrivando a bloccare la strada statale per richiamare l’attenzione sulla loro condizione. È in quel momento che, sempre secondo la testimonianza, un automobilista avrebbe tentato di investire una donna che stava partecipando alla protesta.
La denuncia: “Noi abbandonati” – È solo dopo le 22, stando al racconto, che arrivano in zona le forze dell’ordine: polizia locale, polizia municipale, carabinieri, ambulanze. La loro presenza però, agli occhi dei passeggeri, appare più come un presidio d’ordine pubblico che come una risposta strutturata all’emergenza. “Avete ragione, ma non possiamo fare nulla”, sarebbe stata la frase ripetuta dagli agenti a chi chiedeva di essere trasferito in un luogo sicuro o almeno informato sui tempi di arrivo dei mezzi sostitutivi.
Paradossalmente, racconta ancora il segnalante, l’intervento più deciso si registrerebbe proprio quando si tratta di liberare la strada e far ripartire il traffico automobilistico.
“È accettabile – chiede Schiavo nella sua lettera – che centinaia di persone vengano lasciate per ore al freddo e sotto la pioggia, senza assistenza, senza informazioni, senza protezione?”. Il timore espresso dal passeggero è che quanto accaduto venga archiviato come un semplice “disservizio” o un effetto collaterale dei lavori e dei problemi sulla linea, senza affrontare il nodo della tutela delle persone coinvolte.
L’uscita di scena più triste dell’atleta statunitense: la caduta, le urla, gamba fratturata: i 13 secondi di dolore. Ora a Treviso la frattura al femore è stata ridotta con fissaggio esterno
Lyndsey Vonn è stata sottoposta a una doppia operazione per la riduzione della frattura al femore della gamba sinistra, con l’applicazione di un fissaggio esterno. L’operazione è stata effettuata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove la campionessa 41enne era stata trasferita dall’ospedale Codivilla di Cortina D’Ampezzo in seguito alla rovinosa caduta di ieri nella discesa libera.
Un urlo, straziante, che attraversa i televisori di milioni di appassionati delle Olimpiadi invernali che guardano una storica atleta, rovinare sulla neve a fortissima velocità. “Niente mi rende più felice” diceva prima di lasciarsi alle spalle il cancelletto della pista che più ama e che tanto le ha regalato in una vita passata sugli sci. Poi i 13 secondi che hanno rovinato tutto, le urla hanno squarciato l’aria e quel sogno è diventato incubo per Lindsey Vonn: la terribile caduta sulle Tofane del suo cuore ha trasformato il giorno che chiudeva il cerchio della carriera magica nell’uscita di scena più triste. Pochi secondi e quell’avvitamento scomposto prima di finire brutalmente sulla neve ha messo il punto per l’americana: frattura alla gamba, subito operata a Treviso dopo lacrime e disperazione.
On our way to work! Course looks good today, snow is a lot more firm. Should run quite a bit faster. Because of that, I’ve decided to start in the training run today. See you out there 💃🏼💪🏻 pic.twitter.com/ainVCdKJ8w
L’ultimo post sui social “La neve è compatta” – Un ultimo post, il 7 febbraio, sul suo profilo su “X”, dove pubblicava un video con tono scherzoso e colmo d’entusiasmo, Vonn scriveva: “Stiamo andando al lavoro! Il percorso sembra bello oggi, la neve è molto più compatta. Dovremmo correre un po’ più veloci. Per questo motivo, ho deciso di iniziare la corsa di allenamento oggi. Ci vediamo là fuori“
Il sogno olimpico a 41 anni, dopo 5 anni dal ritiro – Lei che a 41 anni voleva concedersi un’altra Olimpiade, l’ultima. Lo aveva deciso un anno e mezzo fa, rientrando dopo oltre cinque anni dal ritiro ufficiale: e allora le gare di coppa del mondo, ancora da protagonista, seguite al pesante infortunio al ginocchio, tra interventi e riabilitazione. Un percorso difficile in cui non ha mai perso il sorriso la regina della neve, fino a sentire di nuovo la voglia matta delle discese più ardite, inseguendo altri successi.
Che infatti era arrivato, puntuale, aSt.Moritz prima dello scorso Natale, con l’ennesima impresa nella libera: una iniezione di fiducia verso i Giochi. Ma l’avvicinamento avrebbe riservato un’altra sorpresa, che sapeva di amaro presagio, proprio nell’ultima prova prima delle Olimpiadi, la caduta sulla stregata pista di Crans Montana.
Botta al ginocchio, la statunitense parla di crociato rotto ma vuole esserci ai Giochi: “Il sogno non finisce” aveva detto, postando foto con altri allenamenti monstre in palestra tra squat e bilancieri per rassicurare i suoi tre milioni di follower. Non voleva mollare la statunitense che vanta quattro sfere di cristallo, otto coppe del mondo di discesa, cinque in superg e tre in combinata, a cui vanno aggiunti due ori mondiali e uno olimpico. Pur consapevole che forse si stava spingendo oltre i suoi stessi limiti. “Sappiamo tutti le difficoltà che Lindsey ha attraversato in questi ultimi giorni e per quanto riguarda la gara penso che abbia esagerato e rischiato troppo ed è per questo che questo tipo di incidente può accadere“, ha detto l’ex campionessa slovena, e due volte oro olimpico Tina Maze.
Usa: “Condizioni stabili” – Il Team Usa parla ora di “condizioni stabili“. E ora tutti si stringono intorno a una delle più grandi di sempre, che a Treviso è finita per l’ennesima volta sotto i ferri con la gamba rotta, brutte fratture da ricomporre. “E’ stato spaventoso” il commento della sorella della sciatrice, Karin Kildow.Manine a preghera e cuore infranto nel post della compagna di nazionale Mikaela Shiffrin e un pensiero per Lindsay Vonn anche da Rafa Nadal: “Sei una grande fonte d’ispirazione e un esempio di perseveranza. Sii forte e guarisci presto” le scrive l’ex re del tennis. “Gareggerò nella mia ultima discesa libera olimpica e, anche se non posso garantire un buon risultato, posso garantire che darò tutto quello che ho. Non importa cosa accada, ho già vinto” aveva detto a poche ore del via.
Poi in 13 secondi è svanito tutto: la caduta, il dolore, l’elicottero, il gelo tra i tifosi, mani sugli occhi: Lindsay Vonn chiude così, senza sorriso. Per lei l’uscita di scena più triste nel luogo che l’ha sempre resa felice.
Maltempo senza tregua, piogge e neve abbondante: ecco dove, le previsioni
articolo :
Fase tipicamente autunnale, con cielo spesso coperto e precipitazioni che bagneranno uniformemente, con tempistiche diverse, il territorio nazionale
Lo scenario meteo non ha intenzione di cambiare registro, e anche la settimana dal 9 al 15 febbraio risulterà bagnata e fortemente instabile. Ci attendono giorni di estremo dinamismo, dovel’acqua e la neve saranno le assolute protagoniste prima di un possibile colpo di scena per San Valentino.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la nuova settimana si aprirà nel segno di una spiccata instabilità che non risparmierà alcuna regione con piogge e rovesci a tratti intensi. Sarà una fase tipicamente autunnale nel carattere, con cielo spesso coperto e precipitazioni che bagneranno uniformemente, con tempistiche diverse, il territorio nazionale, costringendo l’intero Paese a tenere l’ombrello a portata di mano.
Mentre le pianure faranno i conti con la pioggia, l’arco alpino, e in particolare i settori di confine, vedrà nevicate abbondanti e persistenti. Grazie allo sbarramento orografico, i fiocchi cadranno generosi sopra i 1000-1200 metri, regalando accumuli significativi. Questo costante apporto nevoso è il risultato diretto del flusso atlantico che, impattando contro i rilievi, scarica tutta la sua umidità sotto forma di neve fresca.
A partire da giovedì 12, assisteremo a una prima leggera variazione dell’assetto barico. Il flusso perturbato tenderà a piegare leggermente più da Nord-Ovest, concentrando il grosso dei fenomeni sulle regioni centrali e meridionali. Se al Nord si potranno timidamente affacciare alcune schiarite, il Centro-Sud sarà colpito da piogge insistenti e locali temporali, specialmente lungo il versante tirrenico.
L’attenzione di tutti è però rivolta al weekend del 14-15 febbraio. Proprio per San Valentino, le proiezioni indicano un possibile e radicale cambio di scenario: il flusso oceanico potrebbe lasciare il posto a una massa d’aria artica in discesa dal Nord Europa. Se questa manovra venisse confermata, assisteremmo a un crollo termico verticale, con il freddo che tornerebbe prepotentemente a ruggire su tutta l’Italia, ma è ancora molto presto.
NEL DETTAGLIO
Lunedì 9 – Al Nord:coperto con piovaschi. Al Centro: coperto con piogge sparse. Al Sud: instabile tra piogge e rovesci.
Martedì 10 – Al Nord: variabile, tra piovaschi e schiarite. Al Centro: molto nuvoloso, piogge irregolari. Al Sud: variabile, rovesci sul basso Tirreno.
Mercoledì 11. Al Nord: maltempo al Nord-Est, migliora a ovest. Al Centro: piogge e rovesci diffusi. Al Sud: instabile con rovesci abbondanti.
Tendenza: ancora diffusa instabilità, specie al Centro-Sud
Il braccio destro dell’americana finisce nella porta prima del salto
Lindsey Vonn
Il salto, la rotazione e la caduta rovinosa. Le Olimpiadi di Milano Cortina per Lindsey Vonn sono durate 13 secondi e qualche decimo. Nella discesa libera di oggi, 8 febbraio, la 41enne statunitense è stata protagonista di un grave incidente in gara. Nel pomeriggio, la fuoriclasse è stata operata a Treviso per una frattura scomposta alla gamba sinistra. La sciatrice è stata prima portata in elicottero all’ospedale Codivilla di Cortina. Dopo una prima stabilizzazione, è stata spostata a Treviso, dove è stata sottoposta all’intervento.
L’incidente– L’americana ha perso l’equilibrio nel primo salto in pista ed è crollata sul tracciato tra grida di dolore. Gli sci non si sono staccati, hanno fatto perno sul terreno aggravando ulteriormente una situazione già molto complicata: Vonn si è presentata al cancelletto di partenza con il ginocchio sinistro indebolito dalla lesione al legamento crociatoanteriore riportata pochi giorni prima dei Giochi.
Colpa del ginocchio infortunato? – La statunitense, che in carriera ha vinto 12 volte sulla pista Olimpia delle Tofane, non ha voluto rinunciare all’appuntamento a cinque cerchi, presumibilmente l’ultima grande avventura di una carriera stellare. Nelle prove cronometrate dei giorni scorsi, l’americana si era mostrata pienamente competitiva e sui social aveva puntualmente risposto a chi, tra un tweet e l’altro,sollevava dubbi sull’entità dell’infortunio o sull’opportunità di scendere in pista.
Il dibattito, prevedibilmente, ha ripreso vigore oggi, dopo il drammatico incidente. Il ginocchio lesionato ha condizionato l’atleta e, in qualche modo, ‘provocato‘ la caduta? Difficile, se non impossibile, esprimere un giudizio dall’esterno.Nella gara ci sono state altre cadute, con un infortunio occorso a Cande Moreno.L’atleta di Andorra è caduta nel finale e, come Vonn, è stata portata via dall’elicottero. L’analisi delle immagini e delle foto ha permesso di evidenziare un dettaglio probabilmente determinante per stabilire la dinamica della caduta della statunitense.
La foto – Una foto scattata nelle fasi iniziali della discesa, subito prima del salto fatale, ha immortalato l’atleta statunitense in azione: il braccio destro si è infilato all’interno della porta e di fatto si è trasformato in un perno micidiale. In un tratto a velocità elevata, la rotazione ha fatto letteralmente volare Vonn che non ha nessuna possibilità di riprendere il controllo degli sci. Gli attrezzi non si sono staccati al momento dell’impatto al suolo e ancorano le ginocchia dell’atleta, che si è ritrovata in posizione innaturale, con un nuovo grave infortunio come conseguenza.
“Lindsey Vonn ha riportato un infortunio ma è in condizioni stabili ed è in ottime mani con un team medico americano e italiano”, le informazioni diffuse in giornata dalla selezione a stelle e strisce, l’U.S. Ski and Snowboard Team. In serata, le informazioni dall’ospedale di Treviso con i dettagli sull’operazione alla gamba sinistra.
La 41enne, che ha deciso di gareggiare con il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto, è rimasta a terra, urlando di dolore
frame da video
Dramma per Lindsey Vonn a Cortina. La statunitense, 41 anni, è caduta subito durante la discesa libera ed è rimasta a terra urlando dopo che è rimasta impigliata con un bastoncino durante un salto.
Vonn aveva deciso di gareggiare con il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto dopo la caduta nell’ultima discesa libera di Coppa del mondo, a Crans Montana, lo scorso 30 gennaio.Vonn alla vigilia aveva dichiarato di sentirsi in grado di gareggiare grazie a un tutore e al lavoro di riabilitazione e di aver già sciato in passato con legamenti rotti o infortuni gravi, sviluppando nella gamba una muscolatura con cui compensa la mancanza di stabilità.
Vonn, 12 vittorie sull’Olimpia delle Tofane, 6 in discesa libera e 6 in SuperG, aveva deciso di non operarsi immediatamente per gareggiare oggi, domenica 8 febbraio, nella discesa olimpica di Cortina. Proprio per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 era tornata a gareggiare a 6 anni di distanza dal ritiro. Una protesi al ginocchio destro le aveva permesso di tornare a sciare senza dolore e aveva colto i primi successi nel dicembre del 2024, con il secondo posto nel Super-G a Sun Valley.Lindey Vonn stava dominando la stagione 2025-2026 con 2 vittorie e 5 podi in discesa libera e il suo sogno olimpico sembrava vicino a diventare realtà.
Dopo la sfortunata e bruttissima caduta di Lindsey Vonn la gara è stata interrotta e la campionessa statunitense è stata in barella, in elicottero, in ospedale.
Que c'est terrible : Lindsey Vonn 🇺🇸 chute d'entrée ! La légende américaine est contrainte d'abandonner
Il corteo, pacifico, era organizzato da Cio, “Comitato per le olimpiadi insostenibili, poi la situazione è cambiata: cosa è successo
All’indomani della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 si registrano già i primi scontri. Nel pomeriggio di oggi, sabato 7 febbraio, circa 10.000 persone sono scese in strada a Milano per una manifestazione contro l’impatto economico, sociale e ambientale dell’evento. Il corteo è stato promosso dal “Cio – Comitato Insostenibili Olimpiadi” e ha sfilato nell’area di Porta Romana, con un passaggio vicino al Villaggio Olimpico, per poi dirigersi verso il quartiere Corvetto. Il corteo, dai toni pacifici, è poi degenerato in scontro con la polizia.
Il simbolo: gli alberi si rivoltano contro la pista da bob a Cortina – Prima della partenza i manifestanti hanno messo in scena un flash mob sollevando alberi di cartone, presentati come simbolo degli abbattimenti legati ai lavori per la pista da bob a Cortina. Poi gli attivisti sono partiti al grido “i larici di Cortina gridano vendetta“, sempre per via degli alberi sacrificati per costruire la nuova pista in vista della competizione olimpica.
I cartelli contro l’Ice (foto G. Mannu / MilanoToday
Lo slogan che ha aperto la manifestazione era scritto sullo striscione di testa: “Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne“. Lungo il serpentone, che si è via via allungato, ha trovato spazio anche un gruppo di manifestanti pro Pal: “Embargo al sionismo ora“, si leggeva in uno striscione. Come riferisce MilanoToday, erano presenti anche tanti cartelli contro l’Ice.
Nella stessa area, una delegazione di Rifondazione comunista e dei Giovani comunisti, guidata dalla segretaria provinciale milanese Nadia Rosa, ha srotolato uno striscione con la scritta “Porta Romana bella non sei di Catella”. “Abbiamo scelto questo luogo simbolo della speculazione edilizia di costruttori come Catella e dei fondi a cui l’amministrazione comunale ha svenduto la città”, ha spiegato a proposito Rosa riferendosi alle opere olimpiche realizzate dai privati e finanziate in parte dallo Statocon degli “extracosti“.
Gli scontri – Intorno alle 18.10, quando il corteo ha raggiunto via Marocchetti, diversi manifestanti vestiti di nero e a volto coperto – dietro un cartellone con scritto “Know your edemi” – hanno iniziato a esplodere fuochi d’artificio e lanciare bottiglie contro polizia, carabinieri e guardia di finanza. Le forze dell’ordine hanno risposto utilizzando gli idranti sulla folla e con i lacrimogeni.
La pattinatrice romana vince nel giorno del suo compleanno con il record olimpico. Il suo trionfo si aggiunge all’argento di Franzoni e al bronzo di Paris nella discesa libera a Bormio
Francesca Lollobrigida – LaPresse
Francesca Lollobrigida ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 nel pattinaggio di velocità sui 3000 metri. La pattinatrice romana, 35 anni, ha conquistato la vittoria con il record olimpico (3’54″28) facendosi un bellissimo regalo di compleanno e rendendo storica la giornata per il pattinaggio di velocità femminile italiano visto che questa è la prima medaglia d’oro nella storia delle Olimpiadi invernali.
La super favorita, la norvegese Ragne Wiklund si è dovuta accontentare dell’argento, con un distacco di 2″26, bronzo per la canadese Valerie Maltais a +2″65. Ancora più pesante il verdetto per le olandesi, tutte fuori dal podio.
L’inno di Mameli suona per Francesca Lollobrigida in una memorabile prima giornata dove l’Italia ha conquistato un oro, un argento e un bronzo, grazie ai preziosi metalli della discesa libera maschile a Bormio diGiovanni Franzonie Dominik Paris.
Tomba e Compagnoni gli ultimi tedofori a Milano, Goggia a Cortina. Meloni agli azzurri: ‘Portate in gara il vostro cuore’
Tutto il mondo guarda l’Italia. Al via i XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto ufficialmente le Olimpiadi invernali 2026 tra gli applausi di San Siro.
“Sergio, Sergio“, è il coro che ha scandito lo stadio di San Siro, con i suoi oltre 61mila spettatori, per celebrare il presidente della Mattarella, dopo che ha dichiarato ufficialmente aperti i Giochi.
Mattarella è stato protagonista di un arrivo a sorpresa a San Siro: i capo dello Stato è protagonista di un video che lo ritrae a bordo di un tram storico, alla cui guida c’è un conducente d’eccezione: Valentino Rossi.
Mattarella compare in un filmato sul mezzo di trasporto simbolo di Milano, il n.26, con il chiaro riferimento all’anno dei Giochi che si stanno per aprire. Il capo dello Stato è seduto come un comune cittadino, e tra i passeggeri anche orchestrali della Scala e atleti con gli sci. A guidare il tram il pilota più iconico, il pluricampione del mondo delle moto.
Il video narrativo accompagna l’arrivo delle autorità. Il tram trasporta un passeggero misterioso, osservato inizialmente solo di spalle.Famiglie, bambini, giovani e adulti salgono alle fermate. Durante il tragitto il recupero di un peluche caduto svela l’identità del passeggero: è il presidente della Repubblica Italiana e al capolinea, davanti allo stadio il conducente del tram che lo saluta è appunto Rossi.
La cerimonia – Un grande boato e poi le note dell’Inno alla Gioia di Beethoven. È arrivata così la Fiamma olimpica – consegnata dall’ex bobbista Gerda Weissensteiner e dall’ex fondista Manuela Di Centa, entrambe ori olimpici, all’ex pattinatore Enrico Fabris, vincitore di due ori a Torino 2006 che l’ha a sua volta affidata a Deborah Compagnoni e Alberto Tomba -, all’Arco della Pace di Milano dove è stato acceso il braciere che dà ufficialmente il via ai Giochi Invernali, in contemporanea con l’accensione del braciere a Cortina.
Deborah Compagnoni e Alberto Tomba gli ultimi tedofori del Viaggio della Fiamma olimpica a Milano. Come anticipato nei giorni scorsi dall’ANSA, gli ex campioni di sci, gli unici azzurri con tre ori olimpici conquistati in carriera, hanno acceso il braciere olimpico allestito all’Arco della Pace. Sono stati Manuela Di Centa, Gerda Weissensteiner ad Enrico Fabris a cedere loro la torcia.
“Portate in gara il vostro cuore: noi saremo lì a tifare per voi. Buone Olimpiadi a tutti gli atleti e forza Azzurri“, ha scritto sulle sue pagine social la premier Giorgia Meloni in un video dove si vedono alcune immagini della cerimonia olimpica a San Siro, dove siede in tribuna d’onore.
“La bellezza italiana non ci appartiene, ci è stata affidata dalla storia come responsabilità: è più di un valore estetico, è un’energia“. Così il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò.
Arianna Fontana eFederico Pellegrino portabandiera dell’Italia alla sfilata degli atleti azzurri, accolti sulle note del Barbiere di Siviglia dal boato del pubblico di San Siro. Tra gli applausi dagli spalti anche quelli del presidente della Repubblica, del presidente del Senato e della premier. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, salta dalla gioia. Festa anche a Cortina, dove Federica Brignone sfila sulle spalle di Amos Mosaner, l’altro portabandiera.
Applausi per gli Usa, fischi per Vance: così San Siro all’ingresso per la sfilata degli atleti degli Stati Uniti. Quando la tv ha inquadrato il vice presidente degli Usa, presente in tribuna d’onore che in piedi applaudiva gli atleti statunitensi, lo stadio gli ha tributato ripetuti fischi. Al suo ingresso, invece, la delegazione degli atleti è stata accolta da un grande applauso.
Ovazione e grande boato dello stadio per gli atleti della delegazione ucraina. Il portabandiera ucraino che ha sfilato a Cortina si è un fatto un segno sul cuore e ha alzato l’indice al cielo.
Allo stadio di San Siro dopo le esibizioni delle star internazionali e italiane sfilano gli atleti, i protagonisti delle Olimpiadi di Milano Cortina. A solcare per primi il campo del Meazza, nella tradizionale sfilata delle nazioni partecipanti, sono gli atleti della Grecia, mentre a chiudere è l’Italia. Sopra di loro svettano i cinque cerchi olimpici color oro e lo stadio è illuminato di mille luci blu.
A sfilare è tutto il mondo, anche quello in cui la neve e il freddo non sono tradizione: la Giamaica (applauditissima), la Guinea, Haiti, l’Albania con l’italiana Lara Colturi. Le Filippine con il toscano dell’Abetone Francis Ceccarelli, il Giappone gentile che sfila anche con le bandierine dell’Italia accoglienza tiepida alla piccola delegazione dell’Iran. Il Brasile formato neve non rinuncia alla capoeira e entra ballando.
Mariah Carey canta–in total white, piume e pailletes – Nel blu dipinto di blu di Modugno, seguito da uno dei suoi brani più iconici, ‘Nothing is Impossible‘, poi è il momento di Laura Pausini con l’Inno di Mameli. Pierfrancesco Favino recita l’Infinito di Leopardi. Con un gioco di luci si alzano sullo stadio i Cinque cerchi olimpici.
Si accendono le luci a San Siroe lo stadio è in piedi. Dopo l’espediente scenico del filmato con l’arrivo in tram, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prende posto nella tribuna d’onore con la n.1 del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, mentre il pubblico lo saluta con un boato. San Siro si tinge del Tricolore, introducendo il momento dedicato alla bandiera Italiana. E qui c’è il tributo a Giorgio Armani, con tre modelle che sfilano indossando le creazioni dello stilista recentemente scomparso.
San Siro si illuminaper il via della Cerimonia di apertura. Ad anticipare l’inizio dello spettacolo il conto alla rovescia scandito dai maxi schermi dello stadio, seguito dai flash dei 67mila spettatori sugli spalti.
Davanti a una cinquantina di capi di Stato, Con JD Vance a tifare gli Usa e l’appello del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres alla pace, lo stadio di Inter e Milan si trasforma in un museo vivente, teche con Amore e Psiche tra arte e tecnologia. Ci sono il bianco e l’argento, poi la musica. Quella classica con i grandi maestri Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioacchino Rossini: protagonista qui l’attrice Matilda De Angelis, in biondo Marylin, direttrice d’orchestra per una sera. E si celebra l’armonia. Nella carrellata di personaggi, forme e colori (grandi tubetti di temperafanno scendere dall’alto il giallo il blu e il rosso in un cerchio, tra spartiti che volano) poi c’è anche il tributo pop a un’altra grande italiana, Raffaella Carrà sulle note di ‘a far l’amore…’ e lo stadio balla.
Il ricevimento a Palazzo Reale – La cerimonia di inaugurazione è stata preceduta dal ricevimento, a Palazzo Reale, del presidente Mattarella per i capi di Stato e Governo che assistono alla inaugurazione delle Olimpiadi.
A Palazzo Reale presenti anche la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana, il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente del Veneto Alberto Stefani, Luca Zaia, il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi.
Fra gli ospiti anche i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, la principessa Anna, il segretario dell’Onu Antonio Guterres e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Oltre al vicepresidente americano J. D. Vance presente anche il segretario di Stato Marco Rubio.
Il presidente Mattarella ha accolto gli ospiti nella terza sala Arazzi, mentre il cocktail si è svolto nella sala del trono e nelle sale vicine. Diversi ospiti hanno approfittato dell’occasione per visitare la mostra Le alchimiste di Anselm Kiefer, che è stata creata appositamente nella sala delle Cariatidi.
In precedenza la premier Giorgia Meloni ha incontrato a Milano il vicepresidente Usa Vance assieme al segretario di Stato Rubio e al ministro degli Esteri Tajani.
In mattinata il presidente della Repubblica Mattarella ha inaugurato Casa Italia alla Triennale: ‘È un luogo che esprime la quintessenza dell’Italia, il suo carattere, la cultura e il suo stile di vita‘, ha detto il capo dello Stato, definendola ‘una porta di ingresso’ sul Paese.
Il taglio del nastro a Casa Italia, Mattarella: ‘Porta di ingresso su nostro Paese’ – In mattinata taglio del nastro a Casa Italia, il quartiere generale del Coni alla Triennale di Milano, alla presenza di Mattarella. A tagliare il nastro tricolore è stata la figlia Laura, e poi è stato suonato l’inno di Mameli.
“È la prima volta che un presidente della Repubblica celebra l’apertura di Casa Italia in Italia – ha detto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio rivolgendosi al capo dello Stato -, mai in passato un suo predecessore ha presenziato a questa cerimonia nel nostro Paese. È un momento di grande vicinanza della nazione al mondo dello sport
L’inaugurazione di Casa Italia
“L’inaugurazione di Casa Italia è sempre un momento di grande coinvolgimento. Quando le Olimpiadi come più di frequente avviene sono in altri paesi sono venuto a Parigi e Casa Italia era una finestra sull’Italia. Questa volta in questa felice circostanza Casa Italia assume un altro significato, una porta di ingresso dell’Italia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Mattarella inaugurando Casa Italia. “È un luogo che esprimere la quintessenza dell’Italia, il suo carattere, la cultura e il suo stile di vita“.
Le norme approvate su fermo preventivo, limiti ai minori con coltelli, garanzie per chi agisce per legittima difesa, norme per limitare la partecipazione dei condannati alle manifestazioni
Via libera al decreto legge recante ‘disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale‘ e al disegno di legge contenente ‘disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’Interno‘.
Fatali le ultime pesanti sconfitte contro Udinese e Cagliari. Valutazione sui possibili successori, al momento è stato promosso il tecnico della Primavera
L’Hellas Verona ha ufficializzato l’esonero del tecnico Paolo Zanetti. In attesa di individuare il nuovo allenatore, a dirigere l’allenamento in programma nel pomeriggio sarà Paolo Sammarco, tecnico della formazione Primavera.
Crollo – Fatali a Zanetti gli ultimi risultati, con la squadra che prima nel match interno con l’Udinese e poi a Cagliari sabato scorso è parsa allo sbando e rassegnata. I gialloblù sono ultimi in classifica con il Pisa, a quota 14 punti, a quattro lunghezze dal Lecce quart’ultimo. Tra i possibile successori di Zanetti, Roberto D’Aversa.
Il responsabile dell’accaduto contro la Cremonese è un «cane sciolto»: si è ferito ed è stato aggredito dagli altri tifosi. Una voltadimesso si procederà all’arresto
Emil Audero
Il secondo tempo è iniziato da 3’12’’. E per scaldarti vuoi non lanciare un petardo contro il portiere avversario?Dalla curva dell’Inter un ultrà non ci pensa troppo e il lancio del classico «bombone» sfiora l’ex nerazzurro Emil Audero,portiere della Cremonese, che cade a terra, stordito dal botto violento a un passo da lui. Dimarco, Lautaro, Bastoni accorrono subito a vedere come sta l’ex compagno (con cui si scuseranno) e condannano il gesto dei loro ultrà, allargando le braccia e «dialogando» coi tifosi. Sotto la curva arriva anche Chivu, che pare molto scosso. Anche lui si lamenta con i tifosi, che poco prima avevano esposto uno striscione che sembra una protesta contro Oaktree, proprietaria dell’Inter: «Nelle vittorie e nelle avversità, mister e squadra siamo al vostro fianco».
Se però questo è il modo, non si va lontano. Il regolamento di conti in curva comunque va in scena subito, perché il responsabile, un cane sciolto, pasticcia con un altro petardo che gli esplode in mano, perde due-tre dita e prima di essere portato in ospedale (in attesa dell’arresto) viene aggredito dai suoi compagni di tifo.
«Vorrei stigmatizzare e condannare un gesto insulso che non ha nulla a che fare con i valori dello sport — dice il presidente nerazzurro Beppe Marotta — . Le autorità stanno facendo indagini, pare sia stato un gesto isolato e si individuerà il responsabile. Va sottolineata la professionalità di Audero, che si è rialzato subito e ha portato a termine la partita. Ma la condanna deve essere esplicita e completa». L’episodio, avvenuto davanti al presidente di Lega Ezio Simonelli, non resterà senza conseguenze: l’Inter rischia una multa fino a 50mila euro, ma anche la squalifica della curva a San Siro. E la prossima partita in casa sarà contro la Juve. Il 3-0 a tavolino sarebbe stata un’ipotesi solo nel caso di sospensione della partita per il rischio sicurezza.
Ma altri lanci di petardi non ci sono stati. «C’era tanta preoccupazione per la salute di Emil — raccontaAlessandro Bastoni— . Non abbiamo certo pensato a sanzioni legate al risultato, non è né corretto né umano. Sono cose che non devono mai e poi mai succedere». Non a caso nel finale l’Inter non è andata a salutare i propri tifosi dopo la vittoria: «È stata una scelta — spiega Bastoni — perché certe cose non devono esistere nel mondo in generale. C’è già tanta violenza in giro ogni giorno e noi vogliamo trasmettere un agonismo sano».
Con il piccolo Liam anche il padre fuori dal centro di detenzione in Texas, dove erano stati deportati. La decisione di un giudice federale
Sono stati rilasciati il piccolo Liam Conejos Ramos, 5 anni, e suo padre: erano incarcerati da giorni nel centro di detenzione di migranti in Texas, dopo essere stati fermati a Minneapolis. L’ordine di rimetterli in libertà è stato emanato da un giudice federale. La foto di Liam caricato su un’auto dell’Icein Minnesota e deportato in Texas, è divenuta virale alimentando l’indignazione contro gli agenti per l’immigrazione.
Liam e suo padre, ecuadoriani, erano stati arrestati oltre una settimana fa e trasferiti a duemila chilometri di distanza nel centro progettato per trattenere le famiglie. Il bambino, nel frattempo, si era ammalato.
L’ordine stabiliva che Liam, in età prescolare, e suo padre fossero rilasciati “il prima possibile” e comunque non oltre martedì, mentre il loro caso di immigrazione prosegue nel sistema giudiziario. In un pronunciamento durissimo, che a tratti è sembrata più una lezione di educazione civica, il giudice Fred Biery, nominato da Bill Clinton nel ’94, pur senza citare il presidente Donald Trump, ha rimproverato “l’ignoranza del governo riguardo a un documento storico americano chiamato Dichiarazione d’Indipendenza” e ha citato le rimostranze di Thomas Jefferson contro “un aspirante re autoritario“, affermando che oggi le persone “stanno sentendo echi di quella storia“.
Scongiurata la rottura del crociato per l’esterno di Conte dopo l’infortunio contro la Fiorentina. Rischia 8 settimane di stop
Giovanni Di Lorenzo
Il timore più grande è stato scongiurato: Giovanni Di Lorenzo non si è rotto il legamento crociato anteriore. Si tratta, bensì, di un trauma distorsivo di secondo grado del ginocchio sinistro. Lo ha annunciato il Napoli in una nota ufficiale, in cui è stato comunicato l’esito degli esami a cui il giocatore si è sottoposto al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. Adesso, il prossimo passo è “una consulenza specialistica per determinare l’iter riabilitativo” fa sapere il club. Di Lorenzo si era infortunato durante la partita di ieri contro la Fiorentina ed era stato costretto a uscire alla mezzora del primo tempo per una torsione innaturale del ginocchio
TEMPI DI RECUPERO – Al momento è difficile stimare con precisione i tempi di recupero. A ogni modo, Di Lorenzo dovrebbe restare fuori tra le 6 e le 8 settimane. Conte tira un sospiro di sollievo, perché potrà avere a disposizione il suo capitano per l’ultima parte della stagione. Gattuso, invece, incrocia le dita sperando di averlo con la Nazionale per gli spareggi dei prossimi Mondiali. A cui, se tutto dovesse andare per il meglio, Di Lorenzo potrà partecipare.