L’Italia resta nella morsa del caldo africano: oggi 25 città sono da bollino rosso, temperature fino a 40 gradi e afa intensa. Temporali isolati e possibile attenuazione del caldo dopo l’8 agosto
L’ondata di caldoche sta investendo l’Italia non accenna a diminuire. Anche oggi il Ministero della Salute ha diramato il livello massimo di allerta, il bollino rosso, per 25 delle 27 città monitorate, segnalando condizioni di rischio elevato per la salute non solo delle persone fragili, ma dell’intera popolazione.
Restano escluse soltanto Messina e Reggio Calabria, mentre il resto del Paese continua a fare i conti con temperature eccezionali e un’afa sempre più opprimente.
Parallelamente, la Protezione Civile ha emesso un’allerta gialla per rischio temporali in alcune aree di Abruzzo, Umbria e Sicilia, dove nel pomeriggio potranno svilupparsi fenomeni localmente intensi, pur senza modificare il quadro generale dominato dall’anticiclone africano.
Anticiclone africano protagonista: l’afa durerà almeno un’altra settimana – Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, l’Italia rimarrà ancora per diversi giorni sotto l’influenza di una robusta struttura anticiclonica di origine subtropicale che interessa gran parte del Mediterraneo. La presenza stabile dell’alta pressione impedirà l’arrivo delle perturbazioni atlantiche, favorendo invece giornate soleggiate ma estremamente calde.
Le temperature continueranno a mantenersi ben oltre le medie climatiche del periodo. Nelle aree interne del Centro Italia e in gran parte della Pianura Padana i valori massimi raggiungeranno diffusamente i 38-39 gradi, mentre nelle zone più esposte all’accumulo di calore potranno registrarsi picchi vicini ai 40 gradi.
Le aree maggiormente interessate saranno la pianura emiliano-romagnola, il basso Veneto, la Lombardia sud-orientale, l’Umbria e le zone interne di Toscana e Lazio, dove il caldo sarà accompagnato da condizioni di forte disagio fisiologico.
Mari sempre più caldi e notti tropicali: perché il caldo si percepisce ancora di più – A rendere l’ondata di calore ancora più pesante è l’umidità. I mari che circondano la penisola hanno raggiunto temperature particolarmente elevate, in molti casi superiori ai 28 gradi, alimentando un continuo apporto di vapore acqueo verso le coste e le pianure.
Il risultato è un aumento dell’afa, con un indice di calore molto superiore alla temperatura effettiva e notti tropicali durante le quali il termometro fatica a scendere sotto i 25 gradi. L’assenza di ventilazione e la persistenza dell’aria calda impediscono inoltre agli edifici di raffreddarsi, aumentando il disagio soprattutto nelle grandi città.
Il Ministero della Salute ricorda che il livello 3, identificato dal bollino rosso, indica condizioni di emergenza con possibili effetti sulla salute anche per persone giovani e in buone condizioni fisiche, raccomandando di limitare le attività all’aperto nelle ore più calde, bere frequentemente e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e soggetti fragili.
Temporali solo sulle montagne: nessun vero refrigerio – L’unica variabile rispetto a un quadro meteorologico molto stabile sarà rappresentata dai consueti temporali pomeridiani di calore. Nelle ore centrali della giornata potranno svilupparsi rovesci localmente intensi sulle Alpi, sulle Prealpi e lungo alcuni tratti dell’Appennino.
Si tratterà però di fenomeni circoscritti e di breve durata, capaci di portare un temporaneo abbassamento delle temperature soltanto nelle aree montane, senza effetti significativi sulle pianure e sulle città, dove il caldo continuerà a dominare.
Quando finirà il caldo? I primi segnali guardano all’8 agosto – Per una vera attenuazione della canicola sarà necessario attendere ancora qualche giorno. Le elaborazioni dei principali modelli meteorologici europei iniziano infatti a intravedere un possibile indebolimento dell’anticiclone africano intorno all’8-9 agosto.
In quella fase il Nord Italia potrebbe essere raggiunto da correnti più instabili provenienti dall’Atlantico, con temporali più organizzati e un primo calo delle temperature. Al momento, tuttavia, si tratta di una tendenza ancora da confermare, mentre per gran parte della settimana il caldo intenso resterà il protagonista assoluto su quasi tutta la penisola.
Tensione in casa giallorossa dopo il ko per 4-1 contro il Cardiff City
La lite tra Dybala e Cristante – X
Furia Paulo Dybala in amichevole. L’attaccante della Roma ha avuto un’accesa lite con il compagno di squadra Bryan Cristante durante la partita contro il Cardiff City, squadra appena promossa in Championship, la Serie B inglese, giocata ieri in Galles e persa dai giallorossi con un netto 4-1. Una prestazione allarmante per Gasperini, che segue i tre gol incassati dal Cannes nel test terminato 3-3 in Francia.
Proprio Dybala è stato uno dei protagonisti, sia in positivo che in negativo, della sfida. Prima sbaglia un rigore sul finale del primo tempo, quando i gallesi erano già avanti 3-0, e poi accorcia con il gol della bandiera. Nel mezzo però tanto, tantissimo nervosismo, palesato anche con i compagni di squadra.
Cristante, que já enfrenta forte rejeição da torcida, protagonizou uma discussão com Dybala durante o jogo. 🤦♂️ pic.twitter.com/KJMXMRkbu3
Durante il secondo tempo infatti Dybala ha acceso una discussione con Cristante, con il centrocampista che stava rimproverando Soulé dopo il quarto gol incassato. A difendere l’argentino è intervenuto proprio Dybala, che è andato a brutto muso con il compagno di squadra, confermando che, almeno in questo precampionato, i nervi sono tesi in casa Roma.
Alle 10.25, alla stazione centrale, nella sala d’aspetto di seconda classe una bomba esplode provocando la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. Piantedosi: “Onorare caduti significa prendere posizione contro odio e violenza”
Il luogo della strage – (Fotogramma/Ipa)
Bologna, 2 agosto 1980, ore 10.25. Alla stazione centrale, nella sala d’aspetto di seconda classe, una bomba esplode provocando la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. Sono passati 46 anni dal più grave attentato terroristico commesso in Italia nel secondo dopoguerra. Oggi la città e l’Italia intera ricordano le vittime della strage di matrice neofascista.
“È l’anno in cui abbiamo le verità, ma si cerca di screditarle, smontarle, di confondere quantomeno la verità con delle false piste. Siamo nell’anno in cui cominciamo a dover difendere dal punto di vista informativo e divulgativo delle verità“. Così all’Adnkronos il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Lambertini. La richiesta è “che la verità venga raccontata“, ha aggiunto parlando di “verità che si sono consolidate nel tempo, non per quattro giudici comunisti, come qualcuno dice, ma per varie sentenze anche della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, che si sono stratificate dal 1995 al 2025“.
Le celebrazioni – Dalle 8.30, nel cortile d’onore di palazzo d’Accursio, il sindaco Matteo Lepore incontrerà i familiari delle vittime insieme alle autorità. Previsti gli interventi anche del presidente regionale, Michele de Pascale, di quello dell’associazione tra i familiari delle vittime e del sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni. Poi, in piazza Nettuno, partirà il corteo, che arriverà in stazione. Dal palco di piazza delle Medaglie d’Oro, ci sarà l’intervento di Lambertini e alle 10.25 il triplice fischio del treno con minuto di silenzio in memoria delle vittime. Concluderà il sindaco di Bologna e della Città metropolitana.
Alle 10.50, in sala d’attesa della stazione, deposizione di corone istituzionali, seguita, sul primo binario, dalla deposizione di corone al cippo, che ricorda il ferroviere Silver Sirotti, morto nella strage dell’Italicus. Poi, alle 11, dal primo binario, la partenza del treno straordinario per San Benedetto Val di Sambro, dove ci sarà la deposizione di corone alle lapidi in ricordo delle vittime degli attentati ai treni Italicus e 904 Napoli-Milano. Alle 11.30 nella sede Co.Ta.Bo verranno deposte corone al monumento in ricordo dei tassisti deceduti il 2 agosto 1980.
Piantedosi: “Onorare caduti significa prendere posizione contro odio e violenza“ – “L’esplosione 46 anni fa a Bologna del micidiale ordigno che spezzò la vita di 85 persone e ne ferì più di 200 lasciò un segno indelebile nella coscienza civile del Paese. L’orologio della Stazione, fermo al minuto dell’attentato, racconta ancora oggi la disumanità del disegno eversivo di matrice fascista che provò a minare il cuore della nostra democrazia. I terroristi dovettero però fare i conti con la risposta unita e salda della società e dello Stato, che non si piegarono mai“. Lo scrive su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aggiungendo: “In questa tragica ricorrenza, rivolgo un commosso pensiero ai familiari delle vittime che, nonostante il dolore, non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia per i loro cari – conclude – Onorare i caduti della strage di Bologna significa anche prendere una posizione netta contro ogni forma di odio e violenza: un monito che, di anno in anno, si rinnova e che ci esorta a difendere i valori di libertà e giustizia a fondamento della nostra Repubblica“.
Crosetto: “Violenza disumana, Italia rispose con forza democrazia contro terrorismo“ – “Le immagini della stazione di Bologna, devastata dalla violenza disumana in quel 2 agosto 1980, hanno lasciato un segno indelebile nella coscienza degli italiani e nella storia della Repubblica. Una strage che provocò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200, nel tentativo di minare i valori costituzionali e la stessa convivenza civile del nostro Paese. Bologna e l’Italia intera seppero rispondere opponendo la forza della democrazia alla violenza del terrorismo“. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto sul profilo X del ministero.
“A distanza di quarantasei anni, ricordare significa trasformare la memoria in un impegno concreto: un dovere verso le nuove generazioni e una scelta consapevole di cittadinanza, attraverso cui riaffermare il valore di libertà e democrazia – conclude – Il mio pensiero commosso va ai familiari delle vittime e ai sopravvissuti di una strage che non sarà mai dimenticata“.
Ci sono stati smottamenti e molti sono gli edifici danneggiati. La situazione adesso
Terremoto a Pozzuoli -frame da video di NapoliToday
Torna la paura ai Campi Flegrei dopo la forte scossa diterremoto di magnitudo 4.7, la più violenta degli ultimi 40 anni, registrata nella serata del 31 luglio e seguita da un’altra serie di scosse registrate anche all’alba di oggi, 1°agosto. Ci sono stati smottamenti e crolli, soprattutto nell’area di Pozzuoli. Il bilancio aggiornato, fornito dalla Protezione civile, è di 26 feriti di cui due in codice rosso. Ci sono 150 nuclei familiari sfollati, per circa 300 persone complessive.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, subito dopo la scossa di terremoto, ha sentito i sindaci della zona e ha convocato il Centro coordinamento soccorsi per fare il punto della situazione. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue l’evoluzione della situazione e gli sviluppi della riunione dell’Unità di crisi, convocata dal capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano per coordinare gli interventi. “Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione e garantendo il pieno coordinamento tra tutte le strutture operative per assicurare assistenza alla popolazione e il monitoraggio del territorio“, assicura il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci.
I danni del terremoto – Come detto, i danni maggiori sono stati a Pozzuoli col crollo di un pezzo di muro da una palazzina. Dall’edificio si sono staccate grosse pietre di tufo che sono cadute su alcune auto in sosta avvolgendole in una nuvola di polvere bianca.
La Capitaneria di Porto ha segnalato che la banchina del molo non è al momento agibile e ne ha interdetto l’utilizzo. Si è inoltre verificato il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, a Napoli, che ha provocato disagi all’alimentazione della rete elettrica per 100.000 utenze, progressivamente rialimentate.
Foto da NapoliToday
Sempre a Pozzuoli sono diverse le facciate dei palazzi lesionate. In tanti sono scesi in strada e hanno trascorso la notte all’aperto. È stata attivata la distribuzione di acqua e beni di prima necessità.
Un anziano di 80 anni, costretto a letto per varie patologie, è stato messo in salvo a Pozzuoli dai vigili del fuoco, L’uomo è stato recuperato dagli uomini del gruppo Saf (speleo-alpino-fluviale) con un’autoscala perché le scale del fabbricato in cui abita sono lesionate gravemente dalla scossa di terremoto.
Sospesa per alcune ore la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, poi ripresa ma con forti ritardi accumulati.
Emergenza sfollati – Adesso c’è il problema di dare una sistemazione a chi non può rientrare in casa. Ci sono 150 nuclei familiari sfollati, per circa 300 persone complessive. “Chiedo alla popolazione di restare tranquilla, si sta lavorando sia per questo giorno che per il futuro, per erogare il contributo di autonoma sistemazione e si stanno controllando le case, c’è una lunga lista di palazzi”, interviene il presidente della Regione, Roberto Fico. Il governatore ha riferito che si sta anche lavorando per capire “se è possibile una riparazione veloce e importante al porto di Pozzuoli“, che ha subìto danni.
Pozzuoli – foto da NapoliToday
Scosse di assestamento – Dopo quelle della notte – 11 dalle 19.46 di venerdì sera fino alle 2.07 – diverse scosse di assestamento sono state registrate dall’alba di oggi, 1° agosto, dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella zona dei Campi Flegrei. Alle 5.41 i sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 2, poi alle 5.47 una scossa di magnitudo 3.1, due minuti dopo un’altra di magnitudo 3.0. E ancora alle 6.11 c’è stata una scossa di magnitudo 2.2 e alle 6.14 di magnitudo 2.1.
Caduto un muro della Cumana sui binari. Cedono due costoni tufacei a via Napoli e a Bagnoli
Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Napoli e provincia. La scossa si è verificata alle 19.46. Secondo una prima stima dell’Ingv la magnitudo è 4,7, la più intensa mai registrata. Molte persone terrorizzate sono scese in strada.
Forti i danni a Pozzuoli. “Stavolta la situazione è seria” fanno sapere le autorità. È caduto un muro della Cumana sui binari. Fortunatamente nessun treno è stato investito. Interrotto il servizio.
Si registrano cedimenti di due costoni tufacei a via Napoli e a Bagnoli.Pietre e rocce hanno colpito diverse macchine. Caduti calcinacci da più palazzi puteolani: qualcuno non riesce a entrare nella propria casa, per porte bloccate. Su più gruppi Facebook si lanciano allarmi di persone, invece bloccate all’interno.
La Prefettura ha attivato il Centro coordinamento soccorsi.
Su Facebook il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni scrive un post: “Comprendo la preoccupazione e l’apprensione che in questi momenti possono nascere, soprattutto nelle famiglie. Abbiamo immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione. Siamo in costante contatto con l’Osservatorio Vesuviano, la Protezione Civile e tutte le autorità competenti per seguire minuto dopo minuto l’evoluzione dello sciame sismico in corso. Vi chiedo di mantenere la calma, di attenervi alle indicazioni delle autorità e di affidarvi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune. Per segnalare eventuali danni o situazioni di emergenza sono attivi i seguenti numeri: Polizia Municipale: 081 8551891. Protezione Civile: 081 18894400”.
Si tratta, spiegano dall’Ingv, di un terremoto che rientra nella dinamica bradisismica in atto, espressione dunque dell’innalzamento costante del suolo: mai erano stati rilevati eventi di magnitudo così alta.
Le scosse più significative risalivano, prima dell’evento di questa sera, al 12 marzo e al 30 giugno 2025, quando era stata registrata una magnitudo di 4,6.
Il terremoto è stato avvertito intensamente anche a Napoli, dal Vomero a Chiaia, fino a tutta la zona occidentale della città (Fuorigrotta e Soccavo) e ai Colli Aminei, si registra assenza di corrente e di segnale telefonico. “Non finiva più”. “C’è stato un grande spavento”, “non salgo per ora a casa” sono le prime testimonianze raccolte per strada.
“Sentivo le mura scricchiolare, mai sentito un terremoto così forte“, è la testimonianza di Andrea Maria da Casoria. “I lampadari andavano a ruota libera“, racconta Giovanna da Mugnano. “Gli edifici del centro direzionale hanno ballato tantissimo“, dice Simona. “Abito a Posillipo, è stato terribile“, racconta Nunzia. E ancora, tra le testimonanze affidate al gruppo Facebook “Quelli della zona rossa dei Campi Flegrei:“A Quarto la casa dondolava, è andata via la luce, sono cadute le cose dalle pareti“.
Tra i principali danni infrastrutturali rilevati si segnala un crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione situato nella zona di Agnano, fondamentale per la rete di alimentazione elettrica della città.I tecnici di E-Distribuzione sono intervenuti per gestire l’emergenza e hanno già provveduto a controalimentare gran parte delle utenze coinvolte attraverso la rete secondaria delle proprie cabine, garantendo un primo ripristino con esito positivo per una vasta area del territorio cittadino.Restano tuttavia criticità localizzate. In particolare, sono giunte al centro operativo segnalazioni relative a perdite di energia elettrica ancora in corso nei quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli. Le squadre di pronto intervento sono al lavoro sul posto per ripristinare la piena funzionalità della rete nel minor tempo possibile.
La sua vita è stata dedicata soprattutto ai giovani: accoglierli, ascoltarli senza giudicarli e aiutarli a ritrovare una strada. Aveva 96 anni
Don Mazzi, foto da LaPresse
È morto oggi, 31 luglio, all’età di 96 anni, don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e attivista italiano, fondatore di Fondazione Exodus, la realtà nata oltre quarant’anni fa per affrontare il disagio giovanile e offrire ai ragazzi un percorso di accoglienza e riscatto. I funerali saranno celebrati lunedì pomeriggio alle 15 nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
Le ultime settimane di Don Mazzi – Nelle ultime settimane, come racconta il Corriere della Sera, don Mazzi aveva attraversato una fase delicata, segnata da alcuni ricoveri in ospedale e da continui alti e bassi delle sue condizioni di salute. In quei giorni aveva ripetuto più volte una richiesta semplice e profonda: “non essere lasciato solo”, scrive il quotidiano. Accanto a lui sono rimasti fino all’ultimo i suoi ragazzi e le sue collaboratrici, che per lui erano diventati una vera famiglia, nella Cascina che per anni è stata il cuore della sua missione.
Sempre secondo il Corriere della Sera, fino alla sera precedente alla morte don Mazzi aveva continuato a mantenere vivo il legame con la sua comunità: aveva guardato un po’ di televisione insieme ai ragazzi, chiesto aggiornamenti sui progetti e seguito, per quanto possibile, ciò che aveva costruito in tanti anni di impegno.
La sedazione e la famiglia che si è riunita intorno a lui – Questa mattina una nuova crisi ha fatto comprendere che il quadro era ormai compromesso. Quando i medici hanno proposto la sedazione, la famiglia gli è rimasta ancora più stretta intorno, accompagnandolo con affetto e serenità negli ultimi momenti di un cammino durato più di 96 anni.
La sua vita è stata dedicata soprattutto ai giovani: accoglierli, ascoltarli senza giudicarli e aiutarli a ritrovare una strada sono stati i principi che hanno guidato la sua opera fino alla fine.
La Guardia civil e i servizi di emergenza sono riusciti a prestare soccorso solamente ai feriti. Meloni: “Pronti a stop Schengen con la Spagna”
I migranti – (Afp)
Sale il bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto l’exclave spagnola Ceuta dal Marocco. Le ultime notizie, riportate da El Pais, parlano di 19 morti. Sono migliaia le persone che giovedì 30 luglio, intorno a mezzogiorno, hanno varcato il confine.
Migliaia di migranti hanno attraversato anche durante la notte il confine, ha dichiarato una fonte di polizia, aggiungendo che è impossibile stimare il numero totale delle persone. “C’è stato un flusso costante di persone per tutta la notte“, e sebbene gli arrivi siano stati inferiori rispetto al giorno, i migranti “hanno continuato ad arrivare durante la notte e continuano ad arrivare” anche stamattina, ha affermato la fonte.
Secondo le stime della Spagna, circa 49.000 migranti sarebbero arrivati a Ceuta nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato il ministero dell’Interno di Madrid, che su X ha aggiunto: “Spagna e Marocco rafforzano la coordinazione per affrontare i flussi migratori e si impegnano a rivedere e implementare misure per il rimpatrio, il prima possibile, di tutte le persone che sono entrate illegalmente a Ceuta“.
La Guardia civil e i servizi di emergenza, sopraffatti, sono riusciti a prestare soccorso solamente ai feriti. Nel tardo pomeriggio di ieri, il governo aveva mobilitato le unità dell’esercito dislocate a Ceuta per supportare la polizia. Oggi è previsto l’arrivo del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez nella città autonoma.
Intanto l’Italia valuta la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna. “Mi sono confrontata con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”, ha scritto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social.
La crisi, ha scritto El Pais, ricorda quella del 2021, quando circa 5.000 persone attraversarono il confine in meno di 24 ore. “Siamo sopraffatti, siamo sull’orlo del collasso“, l’allarme degli agenti della polizia Nazionale e della Guardia Civil di stanza a Ceuta, come riportano i media.
L’annuncio del club rossonero: “Per sempre Capitano”. Nel 2025 il difensore era stato operato per un nodulo polmonare
Franco Baresi – (IPa)
E’ morto Franco Baresi, la leggenda del Milan aveva 66 anni. La società rossonera ha annunciato oggi venerdì 31 luglio la scomparsa dello storico difensore: ‘6 Per sempre Capitano’, il messaggio del club su X. Baresi nel 2025 era stato operato per un nodulo polmonare.
La nota del Milan – “La storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del Dna e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura“, si legge nel post pubblicato sui social.
“Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima – scrive il Milan sul sito del club rossonero – Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica. Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre“.
Un simbolo – Baresi è stato un simbolo del Milan e del calcio italiano. Ha vissuto tutta la sua carriera con la maglia rossonera: non ha abbandonato il Diavolo nei momenti più bui della sua storia e lo ha trascinato poi nei trionfi, in Europa e nel Mondo. Baresi ha vinto tutto con il club e con la Nazionale. Ha partecipato alla spedizione dei Mondiali 1982 vinti in Spagna ed è arrivato ad un passo dal successo ai Mondiali di Usa 1994, chiusi con la sconfitta in finale ai rigori contro il Brasile. In quella World Cup, il numero 6 dimostrò una volta di più di essere unico: operato per la lesione al menisco nella seconda partita del torneo contro la Norvegia, riuscì a tornare in campo nel giro di appena 25 giorni e giocò la finale.
“Durante la sua illustre carriera, Baresi è stato un simbolo di lealtà, vestendo solamente la casacca di AC Milan e non voltando le spalle al Club nemmeno nei momenti più difficili. Con Arrigo Sacchi e Fabio Capello in panchina, e con la fascia di capitano al braccio, Baresi ha guidato i rossoneri a un dominio assoluto a livello globale tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Baresi ha chiuso la sua carriera in rossonero con l’incredibile record di 719 presenze ufficiali, durante le quali ha vinto sei titoli di Serie A, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e quattro Supercoppe Italiane. In segno di riconoscenza, AC Milan ha ritirato la maglia numero 6 da lui indossata. Baresi ha festeggiato nel 2024 i suoi 50 anni con il Club, di cui è Vice Presidente Onorario dal 2020“, si legge ancora sul sito del Milan..
Campione del mondo nel 1982 e vicecampione nel 1994 con la Nazionale italiana, è stato l’unico giocatore della storia ad aver raggiunto primo, secondo e terzo posto ai Mondiali di calcio. Nel corso della sua carriera ha sempre militato nel Milan, squadra nella quale ha giocato per venti stagioni (dal 1977 al 1997) di cui quindici da capitano. Con la nazionale italiana, nella quale ha militato per tredici anni vestendo la fascia di capitano dal 1991 al 1994, ha partecipato a tre campionati del mondo (Spagna 1982, Italia 1990 e Stati Uniti 1994) e due campionati d’Europa (Italia 1980 e Germania Ovest 1988).
Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica.
Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre.
La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta… pic.twitter.com/a8wNOCUc2o
Addio a Franco Baresi, protagonista delle grandi sfide del Derby di Milano e una delle figure che più hanno definito la storia della rivalità. Capitano, uomo squadra e bandiera del Milan, ha vissuto ogni confronto con l’Inter tra competizione e rispetto, dentro una sfida che ha… pic.twitter.com/huovhsR5gG
Ci sono persone che, con il loro talento, entrano nella storia. E altre che, con la loro umanità, vi restano per sempre. Franco Baresi è stato entrambe le cose. Classe, stile, leadership e rispetto dentro e fuori dal campo. Un esempio per generazioni di calciatori e tifosi, amato…
Feriti tre operai. La palazzina ospita alcune abitazioni, un supermercato e un’altra attività commerciale. Ci sarebbero stati lavori di manutenzione al pianterreno. Vigili del fuoco: “Prematuro parlare di cause”
Il crollo a Messina
Paura a Messina dove un edificio è parzialmente crollato oggi pomeriggio, in contrada Pistunina, lungo la statale 114. I vigili del fuoco sono sul posto e stanno cercando persone tra le macerie. “In questo momento abbiamo sei dispersi“, ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Messina Michele Burgio parlando con i giornalisti all’esterno dell’edificio crollato. Tra i sei dispersi figurano quattro componenti dello stesso nucleo familiare, il collaboratore domestico della famiglia e la commessa del negozio gestito da cittadini cinesi che si trovava al piano terra dell’edificio.I feriti sono tre operai. Sono stati trasportati al Policlinico: uno in codice rosso, gli altri in codice arancione e verde.
Ci sarebbero stati dei lavori di manutenzione al pianterreno della palazzina, stando a quanto emergerebbe dalle prime informazioni dopo il crollo. La struttura è formata da tre livelli, il primo dei quali ospitava un supermercato chiuso da mesi, il secondo un’attività commerciale di cinesi e il terzo alcune abitazioni.
Durante i lavori di messa in sicurezza dopo il crollo è scoppiato un principio di incendio. Intervenuti subito i vigili del fuoco che hanno ampliato l’area di sicurezza attorno all’edificio.
Le cause del crollo – “Ancora è prematuro parlare delle cause del crollo. E’ un crollo molto grave, questo ci induce ad approfondire, prima di fare qualsiasi ipotesi, rispetto alle due ipotesi: un cedimento strutturale o un’esplosione che ha prodotto il cedimento – ha detto il comandante Burgio – Sull’esplosione c’è un margine di incertezza“.
Sul posto il procuratore di Messina Antonio D’Amato per un primo sopralluogo. “Apriremo un fascicolo“, ha annunciato, “per capire le cause del crollo“. La Procura di Messina nominerà un pool di tecnici per stabilire le cause del cedimento strutturale dell’edificio.
Sul posto il sindaco Federico Basile, che ha disposto “l’immediata attivazione del Centro Operativo Comunale (COC) per garantire il necessario supporto alla popolazione e coordinare tutte le attività di assistenza. Siamo costantemente in contatto con tutte le autorità coinvolte nella gestione dell’emergenza“.
La testimonianza: “Mi sento miracolata” – “Mi sento una miracolata. Ero uscita dal negozio appena pochi istanti prima che crollasse la palazzina“, ha detto una cliente del negozio che si trovava all’interno dell’edificio. La donna era andata nel primo pomeriggio per comprare un tubo. “Abbiamo chiacchierato con la signora Viola che è la proprietaria e poi sono andata via, quando poco dopo ho visto una nuvola bianca alzarsi in cielo. Ma non ho sentito alcuna esplosione“, ha aggiunto la donna ancora visibilmente scossa.
Ieri sono morti tre vigili del fuoco, le fiamme nella regione di Rethymno
(Fonte immagine: La Presse)
Migliaia di persone sono state evacuate nella notte a causa degli incendi che minacciavano una località turistica sull’isola greca di Creta e che continuano a imperversare, alimentati da forti venti, ha dichiarato un funzionario locale. “Abbiamo evacuato circa 8.000 persone“, ha detto Maria Lioni, vice governatrice della regione di Rethymno, alla televisione di stato Ert.
I venti, con raffiche che raggiungono i 10-11 gradi Beaufort nella parte meridionale della prefettura, non consentono l’impiego di mezzi aerei e l’onere di spegnere l’incendio è quindi ricaduto sulle forze di terra, con circa 190 vigili del fuoco e tutti i mezzi disponibili della Regione.
Il vicedirettore regionale della Protezione Civile di Creta,G. Tsapakos, ha confermato le difficili condizioni dell’operazione di spegnimento degli incendi a causa dei fortissimi venti che soffiano sull’isola: “il fronte rimane attivo ed è molto esteso“. L’altro rogo di Sitia, in una diversa parte dell’isola, è quasi sotto controllo, scrive invece il media greco. Il rogo è confinato alla cima di una montagna e non minaccia le aree abitate. Durante le operazioni di spegnimento , un vigile del fuoco è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale con ustioni, ma le sue condizioni non sono gravi. Allo stesso tempo, due veicoli dei vigili del fuoco sono stati completamente distrutti dalle fiamme.
Intanto ieri tre pompieri sono morti mentre cercavano di spegnere incendi alimentati dai forti venti (fino a 74 chilometri l’ora di velocità). Oltre alle due vittime a Creta “nel corso di una operazione per contenere il fuoco che si era sviluppato in una foresta isolata“, non lontano da Rethymno, un terzo uomo è morto a Gytheio, nel Peloponneso,per cause naturali. Incendi si sono sviluppati anche a Paros e Lesbo e, sempre nel Peloponneso, a Messenia e Laconia. Sono state messe in elevato stato di allerta incendi Creta, la zona di Atene, il Peloponneso orientale e la maggior parte delle isole dell’Egeo.
Rinforzi di squadre antincendio specializzate in incendi boschivi sono stati inviati da Atene, e due aerei antincendio e cinque elicotteri stanno supportando i circa 90 vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme a terra, ha dichiarato il dipartimento dei vigili del fuoco.
Il club rossonero interviene dopo le voci sulla scomparsa dello storico capitano: “Rispettate la privacy”
Franco Baresi
Una serata di apprensione, voci e… smentite. Ieri, intorno all’ora di cena, si è diffusa la notizia che le condizioni di salute di Franco Baresi fossero precipitate a tal punto da far pensare al peggio. Lo storico Capitano del Milan, circa un anno fa, era stato operato per l’asportazione di una nodulazione polmonare e da lì aveva iniziato la sua battaglia personale contro la malattia. Così, a tarda sera su alcuni siti e sui social erano comparsi articoli e messaggi sulla morte di Baresi, tanto da costringere il Milan a smentire la notizia attraverso i propri canali social. “AC Milan smentisce le false notizie circolate in questi minuti riguardanti Franco Baresi. Franco sta affrontando un momento delicato e il Club gli è accanto con affetto, così come alla sua famiglia. Invitiamo tutti a rispettare la sua privacy e a non contribuire alla diffusione di informazioni prive di qualsiasi fondamento“.
Capitan baresi – Baresi attualmente si trova all’Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano, monitorato costantemente dallo staff ospedaliero. La sua ultima uscita pubblica ufficiale risale allo scorso febbraio, quando in compagnia dell’amico e rivale di moltissimi derby milanesi, Beppe Bergomi, aveva portato la torcia olimpica all’interno di San Siro per Milano Cortina 2026 in un momento molto toccante. In precedenza, il Capitano era stato allo stadio per Milan-Sassuolo a metà dicembre, dopo mesi di assenza forzata. Chi lo conosce bene riferisce che il vicepresidente onorario avrebbe voluto presenziare anche al raduno della squadra a Milanello a inizio mese, come tante volte in passato, ma le precarie condizioni fisiche l’hanno poi costretto a rinunciare.
AC Milan smentisce le false notizie circolate in questi minuti riguardanti Franco Baresi. Franco sta affrontando un momento delicato e il Club gli è accanto con affetto, così come alla sua famiglia. Invitiamo tutti a rispettare la sua privacy e a non contribuire alla diffusione…
Un terremoto di magnitudo 7,1 – poi rivista a 6.8 – ha scatenato un’esplosione violentissima che ha danneggiato il centro commerciale Aeon nella prefettura di Kumamoto e alcuni edifici lì accanto. Nel centro sono rimasti in trappola diversi clienti, che le squadre di soccorso stanno cercando di liberare. La scossa ha interrotto l’elettricità a migliaia di case, ha danneggiato le strade e ha ferito almeno 50 persone in tutta la prefettura. L’agenzia di stampa giapponese Kyodo News ha riferito che un ospedale della città di Yatsushiro ha preso in cura circa 40 persone rimaste ferite. Il media riferisce che alla stazione di Yatsushiro un treno è deragliato ed è caduto su un fianco, mentre al castello di Kumamoto sono stati danneggiati alcuni muri in pietra.
Il Primo Ministro Sanae Takaichi ha dichiarato che il governo sta valutando vittime e danni. Intanto ha emesso allerte di terremoto d’emergenza per le prefetture di Kumamoto, Nagasaki, Kagoshima, Fukuoka, Saga, Oita e Miyazaki: tutte sull’isola meridionale di Kyushu in Giappone. L’Agenzia Meteorologica Giapponese ha emesso un’allerta tsunami per un’onda di 1 metro (3,28 piedi), ma poi l’ha revocata. Kumamoto era stata colpita da un grande sisma 10 anni fa: 275 morti e altri 2.739 feriti. Il Giappone è uno dei paesi più soggetti ai terremoti al mondo, essendo situato lungo il Ring of Fire: nel Paese si registra il 20% dei terremoti del pianeta di magnitudo superiore a 6.
Nel pomeriggio di martedì 28 luglio, è scoppiato un incendio a Gardaland nella zona Far West del parco divertimenti. Le fiamme sono stata accompagnate da un’alta colonna di fumo nero visibile anche da grande distanza.
Incendio Gardaland oggi: cosa è successo e i danni – Secondo quanto riportato da Ansa, l’incendio ha interessato soprattutto l’area Far West per poi svilupparsi nell’attrazione Raptor. I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente sul posto e hanno domato l’incendio. L’incendio non ha causato feriti tra gli ospiti del parco e Gardaland è rimasto aperto anche dopo l’incendio.
Gardaland: il post di Luca Zaia: “Ringrazio i vigili del fuoco” – La notizia dell’incendio è stata diffusa dall’ex governatore e presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia sul suo profilo Instagram: “Secondo le prime informazioni e le segnalazioni ricevute, sarebbe divampato un incendio oggi 28 luglio 2026 a Gardaland nell’area situata sotto l’attrazione Raptor, coinvolgendo la zona a tema Far West alle ore 13:50. L’incendio è stato circoscritto e la situazione è tornata sotto controllo“.
“Desidero ringraziare tutte le squadre dei Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, i volontari e tutti coloro che sono intervenuti con tempestività e professionalità per la gestione dell’emergenza“, ha scritto Zaia nella didascalia del post social.
Nel giorno del 70esimo compleanno del presidente arriva la liquidazione giudiziale della società: “È solo un atto di punizione”
Massimo Cellino
Il Tribunale di Brescia ha dichiarato la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio. Con la sentenza n. 253/2026 si chiude la vicenda della società guidata da Massimo Cellino, già esclusa dai campionati professionistici dopo il mancato rispetto delle scadenze economiche.
La decisione è arrivata proprio nel giorno del settantesimo compleanno dell’imprenditore. Una data simbolica, nel momento più duro per il club che per 114 anni ha attraversato la storia del calcio italiano tra Serie A e Serie B.
La sentenza – La Sezione procedure concorsuali del Tribunale ha disposto l’avvio della liquidazione giudiziale per la società con sede a Torbole Casaglia. Sono stati nominati Alessandro Pernigottocome giudice delegato e Luigi Meleleo come curatore.
Per i creditori, il termine ultimo per presentare le domande di ammissione allo stato passivo è stato fissato al 20 novembre 2026.
Il provvedimento arriva dopo l’esclusione del Brescia dai campionati professionistici e il successivo avvio della procedura concorsuale. Il club aveva tentato anche la strada del concordato in bianco, ma l’ipotesi è stata rigettata.
Il nodo dei creditori – A pesare sulla decisione è stata anche la relazione dell’esperto incaricato di seguire lo stato di crisi della società nell’ultimo anno. Nel documento, secondo quanto emerso, viene evidenziato che “la società non ha rispettato il principio di buona fede e correttezza nella presente composizione”.
La riattivazione della matricola del vecchio Brescia, avvenuta lo scorso 30 giugno, non è bastata a cambiare il finale. Sullo sfondo restava anche la cessione di Sandro Tonali, che avrebbe potuto portare circa 6 milioni di euro di diritti di valorizzazione. Una somma che, però, non ha evitato il fallimento.
Le parole di Cellino – Amaro il commento di Massimo Cellino dopo la decisione del Tribunale: “È solo un atto di punizione. Non pensavo che l’acredine fosse più forte della ragione”.
Poi il presidente ha aggiunto: “Il problema è che si perdono oltre 5 milioni per i creditori. Purtroppo il 2 agosto è troppo vicino perciò non serve neppure impugnare l’atto”.
Per il Brescia Calcio si chiude così una pagina lunghissima. Non solo una vicenda giudiziaria e societaria, ma la fine formale di un club che per oltre un secolo ha rappresentato una parte importante del calcio bresciano.
Il tecnico di Jesi pronto a tornare sulla panchina della Nazionale dopo la fuga dell’estate 2023
“Il nuovo ct della Nazionale è Roberto Mancini”. Il presidente federale Giovanni Malagò lo conferma nella conferenza stampa post Consiglio federale e con lui arriverà anche Claudio Ranieri come direttore tecnico e presidente del Club Italia. Entrambi saranno presentati domani alle 18. Dopo la rinuncia a Pirlo, “scelta che avevo definito e concordato su indicazione di Maldini e Leonardo e che ho poi escluso per motivi di opportunità”, “ho ritenuto(prima persona singolare, ndr) che la migliore scelta per il ct fosse Roberto Mancini, per tutta una serie di considerazioni di cui mi assumo la responsabilità. Non è venuto meno il presupposto di condivisione con il direttore tecnico, con cui ho definito la scelta del ct. Dopo che le strade con Maldini e Leonardo si sono divise, senza conflitti e con una serena consensualità, ho optato su Claudio Ranieri, che da pochi minuti ha sottoscritto il suo impegno e sta arrivando dalla Calabria. Avrà un ruolo importantissimo e delicatissimo”. Ingaggi? “Numeri non ne faccio, ma è stata molto positiva la disponibilità anche di natura economica di entrambi”.
Mancini ct – Malagò fa presente che la scelta del ct è stata comunicata in Consiglio federale, parlando di “condivisione totale”. In realtà la Serie A ha espresso qualche riserva, non tanto sul nome, quanto sul suo mancato coinvolgimento nelle decisione. A domanda sul risultato del sondaggio Gazzetta, che mostra una sonora bocciatura del nuovo ct soprattutto per il maldestro addio del 2023, il presidente commenta: “Ho fatto tutte le valutazioni, compresa questa. Le scuse? Ne ho tenuto conto, del resto parlerà direttamente Mancini domani”. Sul nome di Conte, possibile alternativa, dice: “È un allenatore la cui storia parla da sola, aveva tutto per essere il ct, ma qualcuno continua a ragionare in modo diverso alla realtà di oggi che non è quella di ieri”. E su Chiellini, nome circolato come dt: “Io non vado a prendere persone che lavorano in club di Serie A che hanno peraltro condiviso la mia candidatura”.
Giovani e prospettive – Quindi conferma il progetto di lungo periodo previsto da Maldini: “Resta assolutamente. Siamo di fronte a un percorso a due velocità. Per quanto riguarda il nuovo allenatore, avrà due soli allenamenti prima della Nations League e non mi risulta che dalla Bosnia a oggi siano stati passaportati Lamine, Mbappé e Kane, quindi dobbiamo fare il meglio con quello che abbiamo. Poi c’è un campo che va arato, seminato e da cui devi fare un raccolto, nel minor tempo possibile, partendo dai 13-14 anni con l’obiettivo di avere tanti convocabili azzurri nell’Europeo in casa del 2032”. E a proposito di giovani, Malagò annuncia: “Entro la fine della settimana contro di darvi la notizia dell’arrivo di una terza figura che si occuperà delle squadre nazionali, il ruolo che aveva Gigi Riva per capirci, a cui vorrei affidare anche il coordinamento delle nazionali giovanili accanto a Maurizio Viscidi”. Gianfranco Zola è già quotatissimo.
La notizia, che era nell’aria da tempo, è ora ufficiale
Zinedine Zidane – (Ipa)
Zinedine Zidane è il nuovo ct della Francia. Il 54enne succede a Didier Deschamps, che si è dimesso dopo il quarto posto della Francia ai Mondiali del 2026.
La notizia, che era nell’aria da tempo, è ora ufficiale. Zidane, che alla guida del Real Madrid ha conquistato 11 trofei tra cui tre Champions League, dovrebbe aver firmato un contratto fino al 2030, con l’obiettivo di guidare la Francia nei prossimi Europei del 2028 e ai Mondiali del 2030.
La scossa, che ha anche raggiunto il livello massimo possibile (pari a sette), sulla scala di intensità sismica giapponese Shindo, si è verificata alle 16.27 ora locale sull’isola di Kyushu
Sala Ingv – (Ipa)
Un forte terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il sud del Giappone oggi, martedì 28 luglio. Lo riferisce l’Agenzia meteorologica giapponese, che ha emesso un allarme tsunami. La scossa ha anche raggiunto il livello massimo possibile, pari a sette, sulla scala di intensità sismica giapponese(Shindo), ha aggiunto l’agenzia.
La scossa si è verificata alle 16.27 ora locale (7.27 ora italiana) sull’isola di Kyushu. Un sisma di magnitudo 7.2 aveva colpito il Giappone settentrionale il 25 giugno, senza tuttavia causare morti o danni importanti.
Il Giappone è uno dei paesi con maggiore attività sismica al mondo, trovandosi sopra quattro importanti placche tettoniche lungo il margine occidentale della‘Cintura di fuoco’del Pacifico. L’arcipelago, che ospita circa 125 milioni di persone, sperimenta centinaia di scosse ogni anno e rappresenta circa il 18% dei terremoti mondiali: la stragrande maggioranza è di entità lieve, sebbene i danni causati varino a seconda della loro posizione e della profondità sotto la superficie terrestre in cui si verificano.
Il Paese porta ancora il peso della memoria di un forte terremoto sottomarino di magnitudo 9.0 nel 2011, che ha scatenato uno tsunami che ha ucciso o lasciato dispersi circa 18.500 persone e ha devastato la centrale nucleare di Fukushima. Il 20 aprile di quest’anno, una scossa di magnitudo 7.7 ha colpito il nord del Paese, ferendo almeno 10 persone e facendo tremare i grandi edifici a Tokyo. Ciò ha spinto le autorità a emettere un avviso speciale che mette in guardia contro il rischio accresciuto di terremoti di magnitudo 8.0 o superiore.
Vigili del fuoco in azione – (Fonte Vigili del fuoco)
Un incendio sta impegnando dalle cinque di oggi, martedì 28 luglio, i Vigili del fuoco all’isola ecologica A2A di Novate Milanese (Milano) in via Fratelli Beltrami. Dodici le squadre al lavoro per contenere le fiamme che stanno interessando una importante porzione dell’azienda.Un operaio è rinasto ferito ed è stato trasportato dal 118 in codice giallo all’ospedale Niguarda.
Le fiamme hanno interessato quasi esclusivamente rotoballe di carta. Sul posto i tecnici di Arpa che, stando ai primi rilievi, non avrebbero rilevato presenza di sostanze inquinanti. Permangono nell’area interessata dall’incendio alcuni focolai ma tuttavia i 35 vigili del fuoco impegnati hanno quasi del tutto circoscritto le fiamme e a breve cominceranno le attività di bonifica e smassamento. Difficile per ora stabilire qualunque ipotesi sulle cause che hanno scatenato l’incendio che ha coinvolto poco più della metà dell’isola ecologica
Il nuovo impianto di Inter e Milan poi sarà candidato per ospitare alcune partite di EURO 2032.
Via libera dell’accordo di collaborazione tra Comune di Milano e Regione Lombardia per la realizzazione del nuovo stadio nell’area di San Siro da parte di Inter e Milan. L’obiettivo è quello di ottenere le autorizzazioni entro l’estate del 2027, per consentire l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo stadio nel secondo semestre dell’anno anche nella prospettiva di candidatura di Milano alla fase finale del campionato europeo di calcio UEFA 2032.
In particolare, la delibera prevede che Comune e Regione disciplinino le modalità e i tempi di attuazione del procedimento relativo alla realizzazione del nuovo tunnel Patroclo, della costruzione del nuovo stadio e della successiva, parziale demolizione dello stadio San Siro.
La società Stadio San Siro SpA ha presentato lo scorso 16 marzo la proposta di Piano Attuativo, che dovrà essere approvato dal Comune all’esito dell’istruttoria già avviata. Dopo il parere finale Vas (Valutazione Ambientale Strategica), il progetto di fattibilità tecnico-economica sarà valutato dalla Regione, in considerazione della sua competenza in materia di valutazione di impatto ambientale, nell’ambito della Conferenza di Servizi decisoria. Gli impegni sottoscritti con Regione hanno l’obiettivo di concludere tutte le procedure autorizzatorie, comprese quelle ambientali, entro e non oltre il termine di 560 giorni dalla presentazione del Piano Attuativo, quindi entro l’estate 2027.
«Confermo che il Comune sarà disponibile ad anticipare ovunque possibile le proprie attività – ha commentato la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo – e a fronte dei tempestivi riscontri da parte della società lavoreremo tutti al fine di consentire l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo stadio nel secondo semestre 2027, anche nella prospettiva di candidatura di Milano alla fase finale del campionato europeo di calcio UEFA 2032».
Maldini e Leonardo hanno deciso di lasciare la Nazionale dopo il mancato arrivo di Pirlo sulla panchina dell’Italia a causa del caso Fonbet
Secondo quanto riferito da Sky Sport, Maldini e Leonardo hanno deciso di lasciare la Nazionale dopo il mancato arrivo di Pirlo sulla panchina dell’Italia a causa del caso Fonbet.
Lo avrebbero già comunicato direttamente al presidente Malagò. L’incarico del direttore sportivo azzurro e dell’advisor è durato appena 16 giorni.
Il favorito per il ruolo di Ct sembra essere quello di Roberto Mancini ora.
Mathilde Demoncay viene travolta dal parapiglia tra Metz e Fortuna Sittard
Mathilde Demoncay – (fermo immagine da X)
Rissa in campo e l’arbitra finisce k.o. con una commozione cerebrale. L’amichevole tra il Metz e il Fortuna Sittard è diventata incandescente. Jessy Deminguet, giocatore della formazione francese, ha tirato la maglia dell’avversario Lequincio Zeefuik, che ha reagito innescando un parapiglia generale. L‘arbitra Mathilde Demoncay ha provato a placare gli animi ma è stata travolta dall’irruenza dei giocatori.
La 26enne direttrice di gara francese è finita a terra battendo violentemente la nuca e riportando una commozione cerebrale.
Lingua originale: francese Immagine terribile di una rissa durante l’amichevole Metz-Fortuna Sittard, quando Lequincio Zeefuik reagisce male a uno strattone di maglia da parte di Jessy Deminguet. Nell’agitazione, l’arbitro dell’incontro Mathilde Demoncay è finita a terra.
Terrible image d'une échauffourée lors du match amical Metz-Fortuna Sittard, quand Lequincio Zeefuik réagit mal à un tirage de maillot de Jessy Deminguet.
Dans l'agitation, l'arbitre de la rencontre Mathilde Demoncay a fini à terre.
Per lavori di manutenzione programmata. Cancellazioni, limitazioni e variazioni di percorso, modifiche di orario, anche con anticipi e modifiche di fermate per i treni ad alta velocità. Per i convogli Roma-Milano, che vengono instradati via linea Tirrenica, previsti aumenti dei tempi di viaggio fino a 180 minuti
Nuovo stop dei treni al nodo di Firenze: iniziato domenica alle 23 durerà fino alle 11 di giovedì 30 luglio. Trenitalia comunica che sono previsti lavori di manutenzione programmata e che itreni alta velocità “subiscono cancellazioni, limitazioni e variazioni di percorso, modifiche di orario, anche con anticipi e modifiche di fermate“. E’ previsto un servizio navetta con bus tra Firenze Campo Marte e Firenze Santa Maria Novella in collegamento con alcune Frecce. Per i treni Roma-Milano, che vengono instradati via linea Tirrenica, sono previsti aumenti dei tempi di viaggio fino a 180 minuti.
La situazione – Alcuni treni Intercity ed Eurocity subiscono limitazioni e variazioni di percorso, modifiche di orario anche con anticipi, allungamenti di percorrenza e modifiche di fermate. Variazioni, limitazioni di percorso e cancellazioni per i treni Regionali delle relazioni Firenze – Pisa – Livorno – Piombino/Grosseto, Firenze – Perugia/Foligno, Firenze – Arezzo – Chiusi Chianciano Terme – Roma, Pisa – Roma, Roma – Civitavecchia, Roma – Velletri, Roma – Albano, Roma – Frascati, Roma – Cassino, Roma – Formia – Minturno – Napoli, Roma – Nettuno, Firenze – Empoli – Siena, Firenze – Viareggio – La Spezia – Borgo Val Di Taro, Firenze – Pistoia – Lucca – Viareggio, Arezzo/Montevarchi – Prato/Montecatini, Firenze – Borgo San Lorenzo, Firenze – Faenza, Napoli – Benevento, Napoli – Sapri – Paola, Caserta – Salerno, Torre Annunziata – Napoli, Nocera Inferiore – Salerno, Roma – Boiano, Roma – Caserta – Benevento.
Il varo del nuovo ‘Ponte al Pino’ – Il nuovo stop è legato alla fase conclusiva dell’intervento di sostituzione del cavalcaferrovia stradale ‘Ponte al Pino‘, situato nel nodo ferroviario di Firenze. Il cantiere prevede la posa del nuovo ponte, del peso di circa 550 tonnellate, in un’unica soluzione. Gli operatori utilizzeranno una gru da 2.000 tonnellate, dotata di una capacità di sollevamento fino a 1.600 tonnellate, configurandosi come uno dei mezzi di sollevamento di maggiori dimensioni impiegati in Europa per tipologie di intervento analoghe. Il contesto fortemente urbanizzato in cui si svolgono le attività conferisce al cantiere un elevato grado di complessità tecnica e organizzativa. L’opera si inserisce nel programma di rinnovo e potenziamento della sicurezza delle infrastrutture ferroviarie e stradali del nodo di Firenze, con l’obiettivo di incrementare l’affidabilità, la durabilità e i livelli di sicurezza dell’infrastruttura.
Un rinnovato invito a tutti i cittadini toscani a verificare gli orari dei treni di interesse sui canali di acquisto di Trenitalia e sulle varie app è arrivato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e dall’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità, Filippo Boni. “I lavori in questo punto nevralgico della rete italiana – sottolineano Giani e Boni – impattano in maniera importante su tutte le linee ferroviarie della regione, non soltanto quelle dirette verso Firenze”. “Per questo – aggiungono – anche i treni che non passeranno dal capoluogo toscano potranno essere soppressi o oggetto di modifiche”. A questo scopo, il presidente Giani e l’assessore Bonu ricordano che “sarà nuovamente fondamentale avere la consapevolezza che saranno giorni di grande difficoltà, oltre che per Firenze, per l’intera Toscana”.
Proteste per la carenza di informazioni e l’incertezza sulla prosecuzione dei viaggi
Centinaia di passeggeri sono bloccati da ore nella stazione ferroviaria di Termoli(Campobasso) a causa dell’incendio divampato a Campomarino Lido, che ha imposto la sospensione della circolazione tra Termoli e Campomarino sulla linea Pescara-Foggia. Trenitalia fa sapere che i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali stanno registrando ritardi e cancellazioni. Ai viaggiatori è stata offerta la possibilità di rientrare nelle località di partenza e ripartire dopo il ripristino della linea.
Disagi e proteste – Nella stazione molisana, tuttavia, si registrano proteste per la carenza di informazioni e l’incertezza sulla prosecuzione dei viaggi. Una donna incinta si è sentita maledurante l’attesa, anche a causa della ressa e del caldo, ed è stata soccorsa dagli operatori del Sae 112 con i volontari della Protezione Civile.
I primi autobus sostitutivi sono arrivati nel piazzale intorno alle 17.30, inizialmente per i collegamenti verso sud. Per i passeggeri diretti a nord è stato annunciato un Frecciarossa con partenza intorno alle 18. Sul luogo dell’incendio prosegue l’intervento dei Vigili del fuoco, anche con mezzi aerei. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana stanno effettuando le verifiche necessarie per individuare eventuali danni all’infrastruttura. Al momento non sono stati indicati i tempi per la ripresa della circolazione.
In una storia su Instagram le parole dell’allenatore che era stato indicato per il ruolo di c.t. azzurro
A un certo, intorno all’orario di cena, dopo un’oretta di pullman per rientrare a Geinberg a seguito dell’amichevole di ieri a Salisburgo, la telefonata che ha cambiato lo scenario: “Non sarai il c.t. dell’Italia”. Pirlo era in albergo, s’è alzato, ha risposto e appreso la notizia. Da capire se l’abbia chiamato il suo amico Maldini, Leonardo o il presidente Malagò, impegnato in tutta la giornata di ieri insieme al legale della Figc a scandagliare le carte legate al rapporto di Andrea con Fonbet.
i due post – Andrea Pirlonon diventerà l’allenatore della Nazionale. Maldini e Leonardo avevano virato su di lui dopo i no di Ancelotti e Guardiola, ma alla fine, al rush finale, s’è stoppato tutto. Ciò che filtra è una grande delusione, ovviamente, mostrata in due post diversi sui social. Intorno alle 23.50 ieri, dopo un’opera di convincimento da parte dello staff e del suo entourage, Pirlo s’è affidato a Instagram per chiarire la sua posizione con l’agenzia di scommesse russa: “La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuirne un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”. Nella mattinata di oggi, però, Pirlo ha ripubblicato lo stesso pensiero nelle storie aggiungendo un particolare fondamentale: “Ieri sera ho appreso di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana”. Telenovela finita, e adesso? Maldini e Leonardopotrebbero lasciare i ruoli di d.t. e di advisor. Palla a Malagò.
il messaggio integrale – “Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio, ma dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti. Ringrazio Maldini e Leonardo. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre“.
I rapporti dell’ex centrocampista con la società di scommesse Fonbet aprono un caso politico e istituzionale. Malagò prende tempo, mentre i legali della FIGC esaminano gli accordi.
Andrea Pirlo – Foto: Enrico Locci/Getty Images)
L’accordo che sembrava destinato a portare Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale si è improvvisamente complicato. Come riportato da La Repubblica, a sollevare nuovi interrogativi non sono tanto il curriculum dell’ex centrocampista e i risultati ottenuti nella sua ancora breve carriera da allenatore, ma soprattutto i rapporti commerciali che lo hanno condotto recentemente in Russia, nel pieno del conflitto con l’Ucraina.
Alla fine di maggio, mentre Mosca intensificava gli attacchi contro Kiev con una delle offensive più pesanti dall’inizio della guerra, Pirlo partecipava nella capitale russa a un evento promozionale organizzato da Fonbet, principale operatore di scommesse sportive del Paese. Al suo fianco c’era Artem Dzyuba, attaccante russo che non ha mai preso pubblicamente le distanze dall’invasione dell’Ucraina.
Le immagini del firmacopie, riemerse mentre la candidatura dell’ex tecnico della Juventus prendeva quota, hanno aperto una questione che supera il perimetro strettamente sportivo. Pirlo dovrebbe infatti diventare il volto calcistico dell’Italia, un Paese che dall’inizio del conflitto ha mantenuto una posizione nettamente schierata al fianco di Kiev. La presenza a Mosca non è stata un’iniziativa estemporanea. Pirlo è legato a Fonbet attraverso gli accordi sottoscritti con lo United Fc, la formazione di Dubai che allena dal 2025. La società emiratina e l’operatore di betting condividono il riferimento al miliardario russo Sergey Lomakin, proprietario del club e presente nell’azionariato della compagnia di scommesse.
Nel contratto dell’allenatore sarebbe inserita una clausola che consente a Fonbet di utilizzarne l’immagine per attività promozionali. Un legame che verrebbe meno in caso di nomina a commissario tecnico, ma che ha comunque spinto la Federcalcio ad approfondire la vicenda prima di procedere con l’eventuale ufficializzazione.
Il direttore tecnico Paolo Maldini e il consulente Leonardo hanno individuato in Pirlo il profilo attorno al quale costruire il nuovo corso azzurro. La decisione finale spetta però al presidente federale Giovanni Malagò, che inizialmente aveva accettato di affidarsi alle indicazioni dei due dirigenti, nonostante il nome dell’ex regista non figurasse in cima alle sue preferenze. Una situazione che ha creato un vero e proprio impasse per la nuova FIGC, come spiegato da Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend.
Le perplessità tecniche — legate a un’esperienza in panchina ancora limitata e a un palmarès poco ricco — erano state messe in conto. L’emergere dei rapporti con Fonbet ha invece introdotto un tema di opportunità politica e istituzionale che Malagònon può ignorare. Il presidente non sarebbe stato informato in precedenza dell’accordo commerciale e avrebbe chiesto ai legali della FIGCdi esaminarne contenuti e implicazioni.
Resta da risolvere anche il rapporto contrattuale con lo United Fc. Per liberarsi dal club di Dubai, Pirlo dovrebbe versare un indennizzo di importo contenuto. La Federcalcio non intende sostenere il costo dell’operazione e l’allenatore avrebbe quindi manifestato la disponibilità a pagare personalmente la clausola.
Sul tavolo sono finite inoltre alcune possibili situazioni di conflitto d’interesse. Nicolò Pirlo, figlio di Andrea, collabora con Gersh Sports, una delle principali agenzie internazionali di rappresentanza dei calciatori, mentre Christian Maldini lavora con GR Sports, struttura guidata dal procuratore Giuseppe Riso. Il regolamento FIGC sugli agenti sportivi impone di evitare qualsiasi sovrapposizione di interessi. Nicolò Pirlo e Christian Maldini, tuttavia, non risultano iscritti come agenti, ma operano come collaboratori. Una circostanza che sembra escludere un’incompatibilità formale, senza però cancellare tutti i dubbi sul piano dell’opportunità.
Il rallentamento riapre indirettamente anche il dossier Roberto Mancini. Malagò continua a considerare con favore l’ipotesi di un ritorno dell’ex commissario tecnico, sebbene non risulti ancora avviato alcun contatto ufficiale. Mancini osserva la situazione a distanza, tra la suggestione di una nuova avventura azzurra e il disappunto per non essere stato coinvolto direttamente.
Pirlo, intanto, prosegue il ritiro austriaco con lo United Fc e mantiene un atteggiamento sereno. Può contare sul sostegno di Maldini e Leonardo, ma la fiducia dei due dirigenti non è sufficiente per chiudere l’operazione. Prima della nomina serve il via libera del presidente federale. E Malagò, di fronte alle ombre russe emerse nelle ultime ore, non ha ancora deciso.
Sparatoria a un festival gastronomico di Seattle, negli Usa. Il bilancio è di tre morti e quattro feriti. “La polizia sta indagando su una sparatoria. Diverse vittime. Colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi al Seattle Center“, ha comunicato il dipartimento di polizia di Seattle su X. Il quotidiano Seattle Times racconta che “intorno alle 18, una raffica di colpi d’arma da fuoco ha risuonato al Seattle Center, dove migliaia di persone si erano radunate per il festival gastronomico Bite of Seattle. I testimoni hanno descritto una scena caotica, con folle di partecipanti che correvano e cercavano riparo in tutto il complesso del parco di 74 acri“.
La sindaca di Seattle, Katie Wilson, ha annunciatol’arresto di un sospetto per la sparatoria.Wilson in precedenza aveva riferito di due sospetti fermati. La portavoce del Centro medico Harborview, Susan Gregg, ha dichiarato che la struttura ha preso in carico quattro pazienti: un bambino, una donna di 39 anni, un uomo di 23 anni, e un’altra donna la cui età è sconosciuta e che è stata inviata in sala operatoria.
L’incendio sul Gargano, in località Pile Fraballe. Sul posto i vigili del fuoco e la protezione civile. Dal lato opposto della Puglia, a Gallipoli, si contano i danni del rogo scoppiato due giorni fa e il sindaco chiede lo stato di calamità
Un vasto incendio è in corso in località Pile Fraballe, zona rurale e periferica nel comune di Peschici (Foggia), nei pressi di Difesa di Manaccora. In fiamme, stando a quanto si apprende dal sindaco Luigi d’Arenzo, un’ampia zona di macchia mediterranea e pini d’Aleppo.
Sul posto stanno operando le autobotti dei vigili del fuoco, oltre a personale della protezione civile. L’intervento dei soccorsi avrebbe circoscritto l’incendio che però insiste – sottolinea il primo cittadino – in un’area “che ci preoccupa un pò. È stato già richiesto l’intervento di un mezzo aereo“. La nube di fumo è visibile da diverse decine di chilometri di distanza.
(ansa)
Chiusa la litoranea per Vieste. Per precauzione evacuate case e strutture turistiche della zona. Il pericolo è il ventoche potrebbe spingere le fiamme nella zona di Baia Zaiana facendo rivivere l’incubo dell’incendio del 2007 che causò 3 morti e danni enormi.
Il sindaco: “Atto doloso” – “Sono certo che si tratti di attid olosi perché appiccati in più punti“. Lo dice il sindaco di Peschici, Luigi d’Arenzo. “Stamani – spiega il sindaco – appena ho verificato il vento che spirava forte, ho allertato la polizia locale per verifiche lungo la litoranea. Poco dopo è divampato l’incendio che si è esteso a causa del vento. Ho subito attivato il piano ed in campo è scesa la Protezione civile comunale e anche quelle dei Comuni limitrofi di Vieste e Vico del Gargano, oltre ai mezzi dei vigili del fuoco tra cui due elicotteri. Intanto sono giunti anche due Canadair“.
Il primo cittadino “fa sapere che sono circa 200 fino ad ora i bagnanti che hanno lasciato le spiagge a bordo di mezzi della guardia costiera e di barche turistiche” e chiarisce che “nessun villaggio o struttura turistica è stato evacuato“. “Ci siamo attivati subito per prevenire e arginare qualsiasi grave conseguenza – conclude – . Sono in contatto anche con l’assessora all’ambiente della Regione Puglia Debora Ciliento. La macchina dei soccorsi si è prontamente attivata“.
Circolazione ferroviaria sospesa tra Bari e Pescara – È stata sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea adriatica tra Bari e Pescara a causa del vasto incendio divampato questa mattina a Campomarino Lido, in provincia di Campobasso. Le fiamme, sviluppatesi intorno alle 11 nella pineta tra le contrade Arcora e Lauretta, si sono propagate rapidamente alimentate dalle alte temperature e dal vento di Garbino. La sospensione del traffico sta provocando rallentamenti e disagi per i viaggiatori, con ritardi che interessano i collegamenti Alta Velocità, Intercity e Regionali. Intorno alle 13 è stata chiusa anche la strada statale 16, nel tratto compreso tra il chilometro 551 e il chilometro 553, dove il denso fumo ha ridotto drasticamente la visibilità. La viabilità nell’area risulta fortemente compromessa. Sul posto sono impegnati i Vigili del fuoco del distaccamento di Termoli, i Carabinieri della Stazione di Campomarino, la Polizia locale, gli operai forestali dell’Arsarp e i volontari della Protezione civile. È stato inoltre attivato un Canadair per supportare le operazioni di spegnimento, mentre le squadre a terra lavorano per contenere il fronte del fuoco ed evitare che raggiunga le strutture ricettive della zona.
Gallipoli chiede lo stato di calamità – Intanto dal lato opposto della Puglia, a Gallipoli, si contanosei ettari di pineta e macchia mediterranea bruciati e un lido distrutto nell’incendio a Rivabella scoppiato due giorni. “Il primo pensiero, colmo di solidarietà, va a chi ha vissuto ore di terrore, in particolare ai residenti delle Dune, ai turisti evacuati e ai titolari dell’Holiday Beach, che ha visto andare in fumo quarantaquattro anni di sacrifici. A loro l’amministrazione garantisce che non saranno lasciati soli“. Lo dichiara in una nota il sindaco di Gallipoli (Lecce), Flavio Fasano.
“Chiederemo formalmente alla Regione Puglia e al Governo lo stato di calamità naturale – continua Fasano – per sbloccare fondi di emergenza, ristori e sgravi fiscali a sostegno delle categorie pesantemente colpite. I nostri uffici applicheranno una politica di burocrazia zero, attivando corsie preferenziali per consentire a imprenditori e privati di ripartire senza ostacoli”.
In tema di prevenzione, infine, il sindaco assicura “maggiori controlli, potenziamento della videosorveglianza e tolleranza zero contro la criminalità degli incendiari o l’incuria dei proprietari di terreni abbandonati. Gallipoli – conclude – non permetterà a nessun rogo di cancellare il proprio futuro”.
In Spagna, bruciati quasi 25mila ettari, due volte la città di Parigi. Il premier Sanchez visita le zone colpite: “Situazione complessa”. Si è aperto un nuovo fronte sulla costa di Valencia
L’emergenza incendi continua ad aggravarsi tra Francia e Spagna.Nella Gironda, nel sud-ovest francese, il vasto rogo che da giorni devasta la regione si è avvicinato ulteriormente all’area metropolitana di Bordeaux. Secondo la prefettura, da mercoledì sono già state evacuate circa 220mila persone e la superficie andata in fumo ha raggiunto i 42mila ettari. Le autorità locali stanno valutando tutti gli scenari possibili, compresa un’eventuale evacuazione più ampia della città se le condizioni dovessero peggiorare.
Nella notte tra 25 e 26 luglio, sono state ordinatenuove evacuazioni nei comuni situati a sud e a est di Bordeaux, mentre l’autostrada A63 verso il confine spagnolo è stata chiusa per un tratto di circa 60 chilometri. I vigili del fuoco continuano a combattere un incendio reso particolarmente difficile dal vento e dalla siccità.
Anche in Spagna la situazione resta critica. Oltre ai grandi incendi che interessano l’area di Madrid e la provincia di Ávila, si è aperto un nuovo fronte sulla costa di Valencia. Le autorità regionali hanno disposto l’evacuazione di circa 15mila persone e hanno ammesso che il rogo, alimentato dalle alte temperature e dalle raffiche di vento, è al momento estremamente difficile da contenere.
Tra Francia e Spagna il numero complessivo degli evacuati supera ormai le 300mila persone. Entrambi i Paesi hanno rafforzato i dispositivi di emergenza con il supporto dei meccanismi europei di protezione civile, mentre le previsioni meteorologiche continuano a indicare condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi.
La situazione a Madrid – A ovest di Madrid, le fiamme hanno devastatofino a 25.000 ettarieil premier Pedro Sanchez ha dichiarato alla stampa che l’evoluzione della situazione è incerta: “Le temperature sono scese, ma non sappiamo esattamente come si evolveranno i venti”.
In Spagna, un incendio che si è sviluppato a Madrid risulta essere “oltre la capacità” di contenimento dei vigili del fuoco, hanno avvertito le autorità spagnole, dopo che tre roghi a ovest della capitale sono confluiti in uno più grande. Il governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale,con 25mila persone evacuate e quasi 40mila invitate a rimanere in casa. La presidente della regione di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, lo ha definito “il peggior incendio nella storia della regione“, con l’area che si trova ad affrontare una “tempesta perfetta“ di alte temperature, vento incessanteefronti di fuoco che si uniscono.
Ministero interno francese: “Il 2026 è già diventato l’anno peggiore di sempre” – Secondo il ministero dell’Interno francese, il 2026 è già diventato l’anno peggiore di sempre per gli incendi boschivi nel Paese, con circa 98mila ettari andati in fumo e decine di roghi ancora attivi sul territorio nazionale.
Il presidente francese Emmanuel Macronha mobilitato l’esercitoper supportare le operazioni di soccorso.
Un totale di 1.500 militari è stato dispiegato a partire da sabato sera. La loro missione sarà di “supporto all’evacuazione dei residenti nelle aree minacciate dagli incendi” e l’attività di “protezione delle abitazioni lasciate incustodite“, ha precisato il ministero della Difesa. Finora erano stati impiegati circa 1.000 militari. I pompieri di Parigi hanno inviato inoltre altri 100 uomini per lottare contro l’incendio che sta devastando il Cap-Ferret e la zona del Bassin d’Arcachon.
La tappa conclusiva del Tour de France, domenica, a Parigi, è stata accorciata per alleggerire il carico di lavoro dei servizi di emergenza.
Nelle ultime ore la preoccupazione principale è diventata proprio il vento. Le autorità francesi e spagnole temono che ilrafforzamento delle raffichenel pomeriggio possa alimentare nuovi frontiecompromettere i progressi ottenuti durante la notte, quando temperature più basse e maggiore umidità avevano temporaneamente rallentato l’avanzata delle fiamme.
La zona di Bordeaux e la chiusura dell’aeroporto – Nella giornata di oggi,le autorità francesi hanno evacuato alcuni sobborghi di Bordeaux a causa del vasto incendio che si stava dirigendo verso la città famosa per i suoi vini. Il prefetto della regione della Gironda, di cui Bordeaux fa parte, ha dato l’ordine nelle prime ore di questa mattina. Tra le zone interessate ci sono tre sobborghi occidentali della città, incluso l’aeroporto. Evacuazioni sono in corso anche in altre città e paesi più a ovest della città. “Poiché l’incendio continua a propagarsi, e nonostante le ingenti risorse impiegate dai vigili del fuoco, la situazione richiede l’evacuazione dei residenti dalle aree colpite per garantirne la sicurezza“, si legge in un comunicato della prefettura.
Il fronte del fuoco si trova ora a circa 30 chilometri da Bordeaux e l’aeroporto cittadino è stato chiuso. Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunezha spiegato che tutti gli scenari restano sul tavolo, compresa l’eventualità di ulteriori evacuazioni se le condizioni meteo dovessero peggiorare.
Popolazione in fuga – Vigili del fuoco e autorità di entrambi i Paesi europei sono stati colti di sorpresa dalla forza degli incendi, alimentati dalle alte temperature e dagli effetti a lungo termine dei cambiamenti climatici. I vigili del fuoco in Spagna hanno ammesso chegli incendi si sono propagati così rapidamente econ tale violenza da non poter essere affrontati frontalmente. In Francia, alcune persone sono fuggite in barca quando le fiamme hanno travolto località turistiche sulla costa atlantica.
Circa 141mila persone hanno abbandonato le proprie case nei dipartimenti della Gironda e delle Landes, in Francia, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno francese. In Spagna, 60mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a ovest di Madrid, secondo il ministero dell’Interno spagnolo. Decine di vigili del fuoco francesi sono rimasti feriti, hanno dichiarato le autorità, ma non si sono registrate vittime in nessuno dei due Paesi, nonostante le scene di panico con gli abitanti in fuga in auto e la polizia che bussava porta a porta per intimare alle persone di evacuare, mentre dense colonne di fumo oscuravano il cielo.
Necessità di supporto – Gli incendi hanno bruciato quasi 25mila ettari nella provincia di Ávila e nella Comunità di Madrid. I roghi, a quanto riferito dal quotidiano “El País”, rimangono attivi e fuori controllo.Durante la notte, si sono propagati “molto poco e hanno perso intensità“, secondo il ministero dell’Interno, ma l’aumento del vento durante la giornata desta preoccupazione.
La Protezione Civile spagnola ha annunciato l’arrivo, previsto per oggi, di altri quattro aerei antincendio, due dall’Italia e due dalla Grecia, inviati nell’ambito della risposta dell’Unione Europea all’emergenza. Aerei antincendio provenienti dai Paesi Bassi e dal Portogallo sono già stati dispiegati in Spagna.
Anche la Francia sta ricevendo ulteriori mezzi europei nell’ambito del meccanismo rescEU. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato l’invio di nuovi velivoli e il supporto del sistema Copernicus per la mappatura delle aree colpite dagli incendi.
La prefetta della regione della Gironda, Sophie Brocas, ha dichiarato venerdì sera che i forti venti da ovest stavano spingendo l’incendio verso l’area metropolitana di Bordeaux e che aveva raggiunto “una portata senza precedenti“. “La portata dell’incendio è cambiata“, ha affermato. “Per combatterlo, riceveremo rinforzi nazionali estremamente consistenti. Rinforzi di vigili del fuoco, naturalmente, rinforzi di personale militare, rinforzi di personale sanitario, rinforzi di esperti. Quindi, formeremo una squadra molto più ampia per affrontare questo rogo fuori dal comune“.
Parigi ha nel frattempo aumentato ulteriormente il dispositivo di emergenza, portando a oltre mille i militari mobilitati a sostegno dei soccorritori sul terreno.
Alle persone interessate dagli ordini di evacuazione sono stati inviati avvisi speciali sui cellulari con le istruzioni su come agire. “Vogliamo che tutti siano portati rapidamente in salvo. Dobbiamo agire rapidamente e insieme“, ha detto Brocas.
Spagna: quasi 100mila sfollati per incendi vicino Madrid e Avila– Sono quasi 100.000 i cittadini colpiti dai gravi incendi che hanno interessato Madrid e Avila sono stati finora evacuati o messi in isolamento, secondo i dati forniti da Carlos Novillo, assessore all’Ambiente, all’Agricoltura e agli Interni della Comunità di Madrid. Al termine della riunione notturna del Cecopi (Centro di Coordinamento Operativo Integrato), Novillo ha inoltre assicurato che si sta prestando assistenza a oltre 3.000 persone evacuate nei rifugi e nei centri messi a disposizione da diversi comuni madrileni. L’assessore ha sottolineato il comportamento dei cittadini e dei sindaciche stanno facilitando e collaborando alle operazioni di spegnimento dell’incendio, che ha definito un “vero e proprio mostro“. “Apprezziamo il modo in cui si stanno prendendo cura di loro, come se fossero davvero i propri vicini. Speriamo di poter ridurre al più presto quel numero e che possano tornare alla normalità“, ha affermato Carlos Novillo.
Francia: incendio avanza, 55mila evacuati in periferia Bordeaux – Le autorità della regione della Gironda, nel sud-ovest della Francia, hanno ordinato l’evacuazione di altre 55.000 persone nella periferia di Bordeaux, mentre i vigili del fuoco combattevano gli incendi nelle vicinanze. In precedenza, i vigili del fuoco avevano riferito all’AFP che l’incendio si era nuovamente intensificato al punto da generare venti propri.
“Si tratta di un record storico“, ha ammesso ieri in una conferenza stampa il ministro dell’Interno francese, Laurent Nunez, riferendosi al bilancio complessivo della superficie bruciata dall’inizio del 2026. Solo il focolaio della Gironda, divampato mercoledì nella zona della baia turistica di Arcachon, sabato teneva ancora 167.000 persone in stato di evacuazione, compresi gli abitanti dell’area metropolitana di Bordeaux, poiché le fiamme hanno interessato circa 32.700 ettari, secondo i dati forniti dalla prefetta (delegata del Governo) della regione, Sophie Brocas.
In Spagna nuovo fronte incendi su costa Valencia, evacuati in 15mila – Stamattina i vigili del fuoco spagnoli stanno combattendo contro un nuovo fronte di incendi vicino alla città costiera di Valencia, dove almeno 15.000 persone sono state evacuate. La Spagna ha già evacuato decine di migliaia di persone dai villaggi a ovest della capitale Madrid, dove le condizioni di estrema siccità sono state aggravate da ondate di calore e forti venti. Nella regione di Valencia, sulla costa orientale della Spagna, le autorità hanno affermato di avere difficoltà a contenere gli incendi.
Sulla pagina Facebook dell’ambasciata il comunicato e i commenti al veleno contro il gruppo di studenti italiani
Prima gli insulti e i gesti provocatori, poi le scuse pubbliche con l’intervento dell’ambasciata italiana. È diventato virale sui social un video che ritrae un gruppo di giovani studenti italiani “in viaggio scolastico” a bordo della metropolitana di Bangkok, la linea Bts Skyline, in Thailandia. Nel filmato, i giovani urlano e ridono tra di loro, facendo chiasso e infastidendo gli altri passeggeri presenti nel vagone.
Una passeggera fa notare che il tono di voce è troppo alto e disturba. Seduta di fronte ai ragazzi, prova a instaurare una conversazione e chiede informazioni nel tentativo di capire il paese di provenienza Le risposte, però, sono provocatorie: c’è chi ride, chi la ignora e chi replica con tono irriverente: “Siamo thailandesi“, “Ci dispiace aver portato i soldi nel vostro paese“, si sente dire dal video diventato virale su TikTok con polemiche conseguenti. Tra gli insulti, si vedono anche gesti provocatori rivolti alla donna.
Il filmato e la vicenda sono stati poi ripresi dai quotidiani locali e, nel giro di poche ore, i profili dell’ambasciata italiana di Bangkok sono stati sommersi da migliaia di commenti da parte di cittadini thailandesi che hanno chiesto l’apertura di un’indagine su quanto accaduto. Su X, i post sull’argomento sono diventati letteralmente una valanga: nella maggior parte dei casi, si tratta di messaggi indignati pubblicati da utenti thailandesi.
Il comunicato dell’ambasciata – Nella giornata di oggi, sabato 25 luglio, la pagina Facebook dell’ambasciata ha pubblicatoun comunicato ufficiale, condiviso in italiano, in thailandese e in inglese, in cui si chiede scusa al “popolo thailandese“: “L’Ambasciata d’Italia a Bangkok – si legge – esprime il proprio profondo rammarico per l’evento riportato in un video diffuso sui social media e condanna con fermezza il comportamento inappropriato di un gruppo di turisti italiani” Secondo quanto riporta l’ambasciata, gli italiani ripresi nel video sono turisti minorenni che stavano partecipando a una gita scolastica.
BTS Passenger Confronts Loud Italian Students . A video in Bangkok BTS convoys has gone viral after a passenger asked loud Italian students to turn down the volume. . The situation quickly turned into a heated argument, with insults and rude gestures caught on camera. The incident has sparked debate about respecting others in public spaces. . bts Italian student TheNationThailand นักท่องเที่ยว อิตาลี อิตาลีBTS
L’Ambasciataporge “le sue sincere scuse al popolo thailandese e a tutte le persone coinvolte in questo incidente“, si legge ancora. Si sottolinea poi il rispetto degli italiani verso i valori della società thailandese “al rispetto per il prossimo, alla cortesia e alla convivenza armoniosa, valori che sono ugualmente cari e sostenuti dalla Repubblica Italiana“.
E aggiunge: “Il comportamento inappropriato del gruppo di turisti minorenni non rappresenta in alcun modo il popolo italiano, né riflette i valori di rispetto reciproco, amicizia e cortesia che da tempo costituiscono il fondamento delle relazioni durature tra la Repubblica Italiana e il Regno di Thailandia“.
Il video di scuse – Dopo gli ulteriori commenti negativi sotto al comunicato dell’ambasciata, è stato condiviso un video che mostra quattro italiani, tra cui una persona già vista nel video virale, mentre si scusano con il popolo thailandese per l’atteggiamento degli studenti, giudicato irrispettoso.
“Siamo molto dispiaciuti per il popolo thailandese perché quello che abbiamo fatto sul Bts, è stato sbagliato”, dice il giovane. “Mi dispiace molto – aggiunge – per il mio comportamento“.
Quindi, ecco ringraziamenti alla Thailandia per l’accoglienza ricevuta durante il loro breve soggiorno. Una delle accompagnatrici ha aggiunto che il ragazzo, colui che ha pronunciato la frase incriminata, “verrà rimandato presto in Italia“.
— Revieweverythingกิ่งก่องแก้ว ⭐️ (@shopevtyw) July 25, 2026
Tutto finito?No, a quanto pare. Sui social rimbalza un ulteriore video, apparentemente registrato in un commissariato. Un gruppo di studenti con un’accompagnatrice rinnova le scuse direttamente alla donna offesa sulla metro: scuse accettate, probabilmente anche con il pagamento di una sanzione pecuniaria per chiudere definitivamente l’incidente.
Oltre 500 persone incappucciate in azione. Lancio di pietre, bottiglie e bombe carta. Il presidente della Repubblica esprime solidarietà alle forze dell’ordine. La premier: “La violenza non ci piegherà”
Attacco al cantiere – Ipa/polizia
Assalto No Tav al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, condotto da oltre 500 manifestanti travisati e incappucciati. Sono state date alle fiamme due camionette dei carabinieri e mezzi della guardia di finanza. Gli antagonisti hanno lanciato pietre, bottiglie, bombe carta e razzi contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’area. Sono circa una sessantina gli esponenti delle forze dell’ordine rimasti feriti. “Un attacco allo Stato“, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti delle forze dell’ordine la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale. Il capo dello Stato ha fatto pervenire la sua vicinanza agli agenti feriti.
L’attacco – L’assalto al cantiere di Chiomonte è stato preceduto dall’attacco al cantiere di San Didero. Gli antagonisti si sono spostati da un sito all’altro attraverso boschi e sentieri. Il secondo attacco è stato portato da più fronti. Intanto, alcune centinaia di persone che erano dirette alla marcia programmata per oggi sono state fermate alla stazione Bruzolo, sempre in Valsusa. La marcia fa parte delle iniziative organizzate nell’ambito del festival dell’alta felicità che si sta svolgendo da venerdì a Venaus e che terminerà domenica 26 luglio.Oltre al gruppo di persone fermate a Bruzolo perché non arrivassero al cantiere, un altro gruppo di manifestanti è stato bloccato tra due ruscelli. Sui social vicini al movimento No Tav, è stato postato un video in cui si vedono manifestanti che stanno entrando in cantiere, che ‘festeggiano‘ battendo le reti con mazze e bastoni. “27 giugno e 3 luglio 2011 a 15 anni siamo ancora qua! I/le no tav entrano nel cantiere della Maddalena“, si legge nel post.
Il bilancio delle forze dell’ordine – “Gli antagonisti sono riusciti a entrare nel cantiere di Chiomonte. Il piazzale antistante il tunnel è stato invaso da centinaia di violenti che hanno dato vita a una vera e propria azione di guerriglia, incendiando quattro mezzi di servizio, due dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza. Il bilancio dei feriti tra le Forze dell’Ordine al momento è di circa 60, ma il numero è ancora provvisorio e purtroppo è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore“, afferma in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Coisp.
“Per fronteggiare un attacco di queste dimensioni è stato necessario impiegare un imponente dispositivo dei reparti mobili della Polizia di Stato, con 120 operatori di Torino, 100 da Genova, 60 da Roma, 50 da Bologna, 40 da Milano, 40 da Firenze, 40 da Padova, 30 da Bari, 30 da Senigallia e 20 da Napoli, per un totale di 530 poliziotti, ai quali si aggiungono gli altri appartenenti alle Forze dell’Ordine impegnati sul posto. Donne e uomini che – sottolinea Pianese – hanno affrontato il lancio di pietre, bombe carta e altri oggetti, rischiando ancora una volta la propria vita per difendere lo Stato. Chi oggi ha assaltato un cantiere, incendiato mezzi delle Forze dell’Ordine e aggredito gli operatori in servizio non può essere definito un manifestante. Questi delinquenti devono essere identificati uno a uno e perseguiti con la massima severità. Lo Stato deve dare una risposta ferma, perché nessuna causa può mai trasformarsi nel pretesto per organizzare spedizioni violente contro chi è chiamato a far rispettare la legge“, conclude.
Sono almeno una decina i militari della Guardia di Finanza rimasti feritidurante gli scontri. Durante i disordini a quanto si apprende ci sarebbero anche alcuni mezzi del Corpo incendiati. I finanzieri sono stati portati in ospedale per essere refertati. Sette i carabinieri feriti.
Meloni: “Attacco allo Stato” – “Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le forze dell’ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato“, scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo“, aggiunge.
“Inaccettabile. Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell’ordine e chi indossa una divisa. Piena solidarietà agli agenti“, scrive sui social il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, invocando “mano pesante contro questi criminali“.
“È vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell’ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all’economia e ai territori“, dice il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani. “Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell’assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa“.
Piantedosi: “Qualcuno vuole l’escalation“ – “Oggi abbiamo assistito alle ennesime scene di violenza contro le Forze dell’ordine, dopo quelle registrate nei giorni scorsi. È la conferma di una volontà, da parte di qualcuno, di dare luogo ad un’escalation che richiede la massima attenzione. Ai poliziotti, ai carabinieri ed agli operatori della guardia di finanza che si sono contrapposti alla violenza di questi teppisti, soprattutto a quelli rimasti feriti in Val di Susa, va la mia piena solidarietà e il ringraziamento per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela della sicurezza e della legalità“, dice il ministro dell’Interno Piantedosi.
“Se qualcuno lo aveva sottovalutato, quanto accaduto rappresenta la riprova che c’è chi considera la violenza uno strumento legittimo di contrapposizione politica e che individua nelle Forze dell’ordine il bersaglio privilegiato da colpire – sottolinea Piantedosi – Probabilmente anche perché hanno capito che non arretreremo sulla difesa della democrazia. Per questo serve una presa di posizione unitaria, netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni. Isolare chi alimenta la violenza deve essere un dovere condiviso, al di là di ogni appartenenza. Diversamente, questi delinquenti si convinceranno di poter fruire di compiacimento e condivisione della loro violenza eversiva”.