Distrutti due veicoli e parte della copertura con impianto fotovoltaico. Indagano i carabinieri
ANSA
È tutt’ora delimitata dal nastro posizionato dai vigili del fuoco l’area incendiata nella notte tra sabato e domenica nella zona industriale di Castelfranco Veneto. Le fiamme si sono sviluppate poco prima delle due in un edificio di proprietà comunale, sede della Cooperativa agricola produttori Castellana.
L’incendio, secondo i primi accertramenti, sarebbe di origine dolosa, perché le telecamere avrebbero rilevato la presenza di una persona che avrebbe acceso il fuoco. Due i veicoli bruciati. Danneggiata in parte anche la copertura con l’impianto fotovoltaico, mentre il fumo ha reso inagibile il punto vendita alimentare.
Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area sono proseguite fino al mattino. Sul posto sono intervenuti 10 mezzi dei vigili del fuoco, provenienti da Castelfranco, Asolo, Montebelluna, Treviso e Cittadella. Grazie al rapido intervento, l’incendio è stato circoscritto, consentendo di mettere in salvo il supermercato e una parte dell’impianto fotovoltaico installato sul tetto. Sull’episodio indagano i carabinieri.
Un vasto incendio è divampato in un magazzino esterno all’azienda ‘Vitalfarco Hair Cosmetics’ a Corsico, nel Milanese.
Non si registrano persone coinvolte. Sul posto, in via Canova, sono giunte sette squadre dei Vigili del Fuoco di Milano e il nucleo specializzato Nbcr in quanto la reazione all’acqua di prodotti cosmetici contenenti ammoniaca aveva provocato alcune micro esplosioni.
Ma non si sono create situazioni di particolare allarme. L’incendio è stato domato dai soccorritori e da poco sono cominciate le operazioni di bonifica dell’area. Non risultano persone coinvolte complice il fatto che la zona industriale è chiusa per la giornata festiva.
Scontri si sono registrati all’aeroporto di Bilbao, nel nord della Spagna, all’arrivo dei sei attivisti spagnoli che hanno partecipato alla Global Sumud Flotilla e che sono stati rimpatriati dalla Turchia dopo essere stati rilasciati da Israele. Lo ha riferito la polizia regionale basca, l’Ertzaintza. Le immagini trasmesse dalla tv mostrano la polizia che colpisce le persone con i manganelli all’aeroporto e ne immobilizza altre a terra. “A seguito di quanto accaduto all’aeroporto, la divisione affari interni di Ertzaintza ha avviato un’indagine per accertare se la condotta degli agenti sia stata conforme alle procedure“, si legge in un comunicato.
“Chiediamo spiegazioni al governo spagnolo in merito al trattamento riservato agli anarchici della Flotilla“, ha scritto in tono ironico il ministero degli Esteri israeliano su ‘X’. Il riferimento è alla richiesta di spiegazioni da parte dei governi europei a Israele per il trattamento riservato agli attivisti arrestati.
La carovana rosa arriva all’ombra della Madonnina il 24 maggio: scatta il maxi circuito cittadino da ripetere 4 volte. Blocchi al traffico dalle 11.30, stazione M1 Palestro chiusa e oltre trenta linee Atm deviate
Claudio Furlan/LaPresse
Un grande evento sportivo che, come da tradizione, trasformerà radicalmente la viabilità cittadina per un’intera giornata. Domenica 24 maggio 2026, Milano si prepara adaccogliere l’arrivo della 15ª tappa del Giro d’Italia. La carovana della corsa rosa tornerà a sfilare all’ombra della Madonnina al termine di una frazione completamente pianeggiante, partita da Voghera e transitata da Pavia.
Una volta entrati in città da via della Chiesa Rossa, i ciclisti si immetteranno in un circuito finale di 16,3 chilometri da ripetere per ben quattro volte.Ampi vialoni, lunghi rettilinei e pochissime curve caratterizzeranno la volata finale, ma per consentire il passaggio sicuro dei corridori e la sosta dei mezzi dell’organizzazione, Milano dovrà blindarsi.
Il percorso della tappa del GIro d’Italia a Milano 2026
Tutte le strade chiuse e i divieti di sosta da sabato sera – Il Comune di Milano ha ufficializzato il piano straordinario di chiusure. I blocchi stradali scatteranno dalle ore 11:30 di domenica e resteranno attivi fino al termine della gara, previsto intorno alle 18. Tutte le carreggiate lungo il percorso del circuito saranno completamenteinterdetteal traffico automobilistico.
Nello specifico, le arterie coinvolte dallo stop sono:
Via della Chiesa Rossa, via San Domenico Savio, piazza Abbiategrasso, via Medeghino, piazza Agrippa, via Valla, via Lampedusa.
Piazzale Loreto (percorso in contromano), corso Buenos Aires, piazza Oberdan, corso Venezia, via San Damiano, via Visconti di Modrone, via Mascagni.
Viale Bianca Maria, piazza 5 Giornate, viale Regina Margherita, via Campi, via Spartaco, via Maestri Campionesi, viale Tibaldi e viale Liguria.
La rimozione forzata delle auto – Attenzione alla rimozione forzata: Su tutte le vie sopra elencate scatterà il divieto di sosta con rimozione forzata a partire dalle ore 18 di sabato 23 maggio, fino alle 18 di domenica 24 maggio.
Trasporti nel caos: chiude la metro Palestro, modifiche per 34 linee Atm – La mappa dei trasporti pubblici milanesi subirà una vera e propria rivoluzione. L’Azienda trasporti milanesi (Atm) ha predispostoun piano di modifiche che toccherà metropolitane, tram e autobus, concentrato prevalentemente tra le 11:00 e le 19:30
Metropolitana M1
Stazione Palestro chiusa: A partire dalle ore 12:00, i treni della linea rossa non effettueranno la fermata di Palestro. Atm consiglia di utilizzare in alternativa le stazioni vicine di Porta Venezia o San Babila.
Le principali deviazioni dei tram
Tram 3: Servizio regolare tra Lorenteggio e piazza XXIV Maggio, poi devia verso il Duomo (capolinea via Dogana). Sospeso tra Gratosoglio e piazza XXIV Maggio.
Tram 5: Tratta regolare Niguarda-Lazzaretto, poi devia sul percorso del 33 fino a Lagosta. Non passa tra Lazzaretto e Ortica.
Tram 9: Linea completamente sospesa dalle 11:00 alle 18:30.
Tram 12: Fa capolinea in piazza Fontana (Duomo). Sospeso tra Duomo e piazza Ovidio (usare M4 tra San Babila e Repetti).
Tram 15: Dalle 11:00 alle 18:30 non circola tra Missaglia e Duomo; la tratta Missaglia-Rozzano è coperta dal bus sostitutivo B15.
Tram 16: Capolinea arretrato in piazza Fontana. Sospeso tra Missori e Monte Velino (usare M3 + bus 93).
Tram 19: Limitata la tratta Castelli-piazza Virgilio, poi devia verso Centrale. Sospeso tra Lambrate e piazza Virgilio (sostituito nella tratta est dal bus B19).
Tram 24 e 27: Dalle 11:00 alle 18:30 le linee sono interrotte verso il centro. Attivi i bus sostitutivi B24 (Vigentino-Ripamonti/Quaranta) e B27 (Ungheria-Forlanini M4).
Autobus e Filobus – I tagli ai percorsi interesseranno anche le grandi linee di circonvallazione e i collegamenti periferici. I filobus 90 e 91non presteranno servizio nella tratta tra Zara e Romolo dalle 11:00 alle 18:30 (Atm suggerisce l’uso delle linee M2 ed M5 in alternativa).
Sospese interamente le linee dei bus 61, 65 e 79, mentre subiranno pesanti limitazioni di percorso e deviazioni le linee 33, 39, 47, 54, 55, 56, 59, 60, 62, 66, 81, 84, 92, 95, 96, 97, 230, 328 e 973. Per gran parte delle tratte scoperte, l’azienda invita a fare affidamento sulla rete delle metropolitane (M2, M3 e la nuova M4), rimaste pienamente operative ad eccezione della stazione Palestro.
Indagini sulle cause del rogo: potrebbe essere accidentale. La solidarietà del sindaco e della Cciaa ai fratelli Borelli
Un devastante incendio ha distrutto a Sersale il “Salumificio Rosa”, storico stabilimento di proprietà della famiglia Borelli, nota per il marchio Orocarni con il quale hanno diversi punti vendita in provincia. Le fiamme si sono propagate intorno alle 21 di venerdì sera, distruggendo la struttura.
I soccorsi e le prime ipotesi sulle cause – Sul posto i Vigili del fuoco, che hanno domato il rogo, e i carabinieri della Compagnia di Sellia Marina per gli accertamenti del caso. A una prima verifica sembrerebbe che l’incendio abbia avuto origine accidentale, innescato forse da un corto circuito. Ma saranno le indagini a definire le cause.
La solidarietà delle istituzioni locali – Tanti gli attestati di solidarietà ai fratelli Borelli, a partire dal sindaco Carmine Capellupo. «Il sindaco e tutta l’amministrazione comunale – si legge nella nota – esprimono profonda vicinanza e sincera solidarietà ai fratelli Borelli e a tutta la famiglia del Salumificio Rosa (Orocarni). Un’azienda costruita negli anni con sacrificio, passione, lavoro e straordinario spirito imprenditoriale, capace di far conoscere il nome di Sersale ben oltre i confini della nostra comunità. In momenti come questi, l’intero paese si stringe attorno a chi ogni giorno rappresenta con orgoglio il valore del lavoro».
Il messaggio della Camera di Commercio – Vicinanza anche da parte del presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, Pietro Alfredo Falbo. «In attesa che le autorità competenti – scrive – accertino con chiarezza le cause dell’accaduto, desidero, a nome dell’ente camerale e dell’intero sistema imprenditoriale territoriale, far sentire la più sincera vicinanza alla famiglia Borelli e a tutta la compagine aziendale colpite da questo drammatico evento che, al contempo, ha scosso anche tutta la comunità, consapevole dell’impegno, della passione e del grande lavoro di qualità che l’azienda incarna ed esprime».
Settimo Milanese, fiamme nella notte: distrutto un capannone di autodemolizioni. Vigili del fuoco al lavoro per ore
L’incendio
Un incendio di grandi dimensioni è scoppiato nella notte, intorno alle 2, all’interno dello stabilimento della società Autodemolizioni e Adige srl a Settimo Milanese (Milano). Le fiamme hanno avvolto e distrutto numerosi veicoli che si trovavano all’interno di un capannone in attesa di essere demoliti. I vigili del fuoco hanno lavorato fino alle 6.30 di domenica mattina per contenere il rogo, che si è sviluppato sia dentro che fuori dalla struttura. Non ci sono feriti o persone coinvolte.
L’intervento nella notte – L’allarme è scattato in via Keplero. Le squadre sono arrivate sul posto con diversi mezzi e hanno dovuto operare in uno scenario definito complesso dai soccorritori. Il fuoco si è propagato rapidamente a causa della presenza dei veicoli parcheggiati, creando focolai distinti sia nelle aree interne del capannone sia nei piazzali esterni della ditta di autodemolizioni.
Le operazioni di bonifica – I vigili del fuoco hanno lavorato incessantemente per oltre quattro ore prima di riuscire a mettere sotto controllo le fiamme. Domenica mattina sul posto erano ancora presenti circa dieci automezzi dei pompieri, impegnati nelle delicate operazioni di bonifica dei materiali bruciati e nella verifica della stabilità strutturale del capannone, che ha subìto pesanti danni a causa delle alte temperature.
Nessun ferito nello stabilimento – Al momento dello scoppio dell’incendio l’azienda era chiusa e non c’era personale all’interno dei locali o nei piazzali. Per questo motivo non si registrerebbero intossicati o persone coinvolte nel rogo. I soccorritori hanno confermato che nessuno ha avuto bisogno di cure mediche.
Le indagini sulle cause – Sul luogo del disastro sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti insieme ai tecnici dei vigili del fuoco. Stabilire l’origine del rogo è al momento difficile: i rilievi per determinare le cause esatte dell’incendio potranno iniziare solo quando i soccorritori avranno terminato tutte le attività di spegnimento definitivo e di messa in sicurezza dell’intera area aziendale.
Indagini sulle cause del rogo: potrebbe essere accidentale. La solidarietà del sindaco e della Cciaa ai fratelli Borelli
Un devastante incendio ha distrutto a Sersale il “Salumificio Rosa”, storico stabilimento di proprietà della famiglia Borelli, nota per il marchio Orocarni con il quale hanno diversi punti vendita in provincia. Le fiamme si sono propagate intorno alle 21 di venerdì sera, distruggendo la struttura.
I soccorsi e le prime ipotesi sulle cause – Sul posto i Vigili del fuoco, che hanno domato il rogo, e i carabinieri della Compagnia di Sellia Marina per gli accertamenti del caso. A una prima verifica sembrerebbe che l’incendio abbia avuto origine accidentale, innescato forse da un corto circuito. Ma saranno le indagini a definire le cause.
La solidarietà delle istituzioni locali – Tanti gli attestati di solidarietà ai fratelli Borelli, a partire dal sindaco Carmine Capellupo. «Il sindaco e tutta l’amministrazione comunale – si legge nella nota – esprimono profonda vicinanza e sincera solidarietà ai fratelli Borelli e a tutta la famiglia del Salumificio Rosa (Orocarni). Un’azienda costruita negli anni con sacrificio, passione, lavoro e straordinario spirito imprenditoriale, capace di far conoscere il nome di Sersale ben oltre i confini della nostra comunità. In momenti come questi, l’intero paese si stringe attorno a chi ogni giorno rappresenta con orgoglio il valore del lavoro».
Il messaggio della Camera di Commercio – Vicinanza anche da parte del presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, Pietro Alfredo Falbo. «In attesa che le autorità competenti – scrive – accertino con chiarezza le cause dell’accaduto, desidero, a nome dell’ente camerale e dell’intero sistema imprenditoriale territoriale, far sentire la più sincera vicinanza alla famiglia Borelli e a tutta la compagine aziendale colpite da questo drammatico evento che, al contempo, ha scosso anche tutta la comunità, consapevole dell’impegno, della passione e del grande lavoro di qualità che l’azienda incarna ed esprime».
Erano circa 250 gli operai al lavoro nell’impianto nella provincia dello Shanxi. Prima del disastro i livelli di monossido di carbonio erano saliti oltre i limiti
Sono almeno 90 i morti in una esplosione di gas avvenuta in una miniera di carbone nella provincia dello Shanxi, nel nord-est della Cina. Lo riportano i media statali. L’esplosione è avvenuta alle 19.30 di venerdì ora locale mentre 247 lavoratori si trovavano sottoterra. L’esplosione di gas si è verificata nel sottosuolo della miniera di carbone di Liushenyu, nella contea di Qinyuan.
Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato un dispiegamento totale delle forze di soccorso per ritrovare i dispersi e prestare assistenza ai feriti. Xi ha anche sollecitato un’indagine approfondita sulle cause, affinché i responsabili siano chiamati a rispondere di quanto accaduto.
I soccorritori hanno lavorato tutta la notte per mettere in salvo i minatori, decine dei quali sono rimasti a lungo intrappolati. La provincia dello Shanxi ospita diverse miniere di carbone che già in passato sono state teatro di gravi incidenti. Secondo l’agenzia Xinhua, prima dell’esplosione, i livelli di monossido di carbonio nella miniera avevano superato i limiti.
La fuoriuscita metilmetacrilato in uno stabilimento di produzione aerospaziale
Sono più di 40mila le persone costrette a evacuare dopo che una sostanza chimica tossica ha iniziato a fuoriuscire da un serbatoio in uno stabilimento di produzione aerospaziale negli Stati Uniti. Il serbatoio, situato nella California meridionale, contiene circa settemila galloni (26mila litri) di metilmetacrilato, una sostanza altamente volatile e infiammabile utilizzata nella produzione della plastica. L’Orange county fire authority (Ocfa) ha emesso i primi ordini di evacuazione per l’area circostante lo stabilimento di Garden Grove, in seguito a segnalazioni di un aumento della temperatura del serbatoio. La zona di evacuazione è stata ampliata e si sta indagando sulla causa della perdita.
Una banda di malviventi ha seminato il terrore nella villa del “Professore” a Nyon: suo figlio, minacciato, ha aperto la cassaforte
Alain Prost è stato ferito alla testa in una rapina nella sua villa di Nyon, sul lago di Ginevra. Una banda di rapinatori è entrata martedì scorso nell’abitazione dell’ex pilota francese 4 volte campione del mondo di F1. I malviventi hanno fatto irruzione alle 8.30 del mattino, hanno aggredito Prost, a cui è stato diagnosticato un trauma cranico, e costretto uno dei figli ad aprire la cassaforte. Non è stato comunicato l’ammontare del bottino, che si ipotizza ingente: Prost è testimonial del marchio di orologi di lusso Richard Mille.
A dubai – Secondo la stampa svizzera non ci sono state dichiarazioni ufficiali della famiglia Prost, ma la rapina ha lasciato il segno: è stato richiesto l’intervento di un team di supporto. I posti di blocco e i controlli della Polizia su strade e autostrade non hanno dato esito. Secondo gli inquirenti la banda di rapinatori sarebbe fuggita in Francia. Il Professore ha deciso di lasciare la casa di Nyon e di tornare a Dubai, dove vive per gran parte dell’anno. La Procura del Canton Vaud ha aperto un’inchiesta penale.
Disavventura per i famigliari del difensore francese di proprietà dell’Inter: i malviventi sono stati sorpresi in giardino
MARSIGLIA (Francia) – Grande paura per la famiglia di Benjamin Pavard, difensore francese dell’Inter, di rientro a fine stagione dal prestito annualle all’Olympique Marsiglia. Nella serata di mercoledì, intorno alle 20, cinque malviventi hanno provato a entrare nella sua abitazione a Marsiglia, ma sono stati sorpresi dalla fidanzata del calciatore. I ladri a quel punto sono fuggiti a bordo di una Mercedes, per poi essere fermati e arrestati dalla polizia pochi minuti più tardi.
I ladri sorpresi in giardino – Secondo quanto riportato da ‘La Provence‘, la compagna e il cognato del campione del mondo 2018 hanno sorpreso i ladri nel giardino dell’abitazione, situata nel settimo arrondissement di Marsiglia. La famiglia del giocatore ha quindi allertato la polizia, che è intervenuta tempestivamente sul posto. I cinque uomini nella Mercedes, di età compresa tra i 16 e i 27 anni e provenienti dalla regione di Parigi, sono stati arrestati e posti in custodia cautelare. È stata aperta un’indagine per “tentato furto con scasso“.
Dopo 10 stagioni l’allenatore spagnolo lascia il Manchester City. Sarà “ambasciatore del club” inglese
Pep Guardiola
La fine di un’era adesso è ufficiale: Pep Guardiola da lunedì non sarà più l’allenatore del Manchester City. L’annuncio del club, che precede di un paio d’ore la conferenza stampa già programmata per parlare della sfida con l’Aston Villa, trasformerà l’ultima giornata di campionato in un grande saluto all’allenatore che ha trasformato il club in una potenza del calcio mondiale, conquistando 20 trofei nelle sue 10 stagioni al timone, comprese quest’anno l’FA Cup e la Carabao Cup. “Non c’è una ragione specifica perché vado via ora: dentro di me, però, sento che è arrivato il momento di salutare” ha raccontato al sito del club. Pep non lascia il mondo City: rimarrà come Global Ambassador del City Football Group, ruolo in cui dovrà dare, recita il comunicato del club, “consigli tecnici ai club del gruppo, lavorando su progetti specifici e collaborazioni”. Il City ha ufficializzato che la nuova sezione dello stadio, da inaugurare domenica, porterà il suo nome. Resta, in ogni caso, la fine di un’era.
LE PAROLE – “Ricordo che quando sono arrivato la prima intervista l’ho fatta con Noel Gallagher – ha raccontato Pep al sito del club, in una sorta di lettera d’addio -. E quando sono uscito ho pensato che sarebbe stata divertente. Beh, lo è stato di sicuro. Non chiedetemi perché vado via: niente è eterno, se lo fosse sarei ancora qui. Di eterno rimarranno le sensazioni, la gente, i ricordi, l’amore che ho per il Manchester City. Questa città è costruita sul lavoro duro e lo si vede in tutto: io l’ho capito, e l’hanno capito anche le mie squadre. Anche noi abbiamo lavorato, sofferto, combattuto. E abbiamo fatto le cose a modo nostro. Con la città, con i giocatori che sono stati eccezionali e che magari non lo sanno ma stanno lasciando un segno. È arrivato il momento per me di lasciare. Ma siate felici, in fondo gli Oasis sono tornati insieme. Grazie per avermi dato fiducia, per avermi spinto, per avermi amato. Noel, avevo ragione: è stato incredibilmente divertente”.
IL GRAZIE – Tutta la parte blu di Manchester è pronta a dire grazie a Pep, per quello che ha fatto per il club in questi 10 anni in cui è diventato uno dei più importanti d’Inghilterra e d’Europa. Il grazie del City arriva dalle parole del presidente Khaldoon Al Mubarak: “Negli ultimi dieci anni – dice al sito del club – onestà e fiducia sono state le fondamenta con cui abbiamo affrontato ogni situazione, sempre sapendo che insieme a Pep avremmo trovato la risposta giusta. Oggi, la risposta giusta è che Pep chiuda il suo viaggio come allenatore del Manchester City. Ci sono stati altri momenti in cui avrebbe potuto dire basta, che ne aveva avuto abbastanza. In qualche modo, Pep ha sempre trovato nuova energia e continuato, trovando sempre modi diversi e innovativi per continuare a vincere. Il risultato è che il club ha un decennio di ricordi e successi per cui essergli sempre grato. E più di quello, l’evoluzione del club con lui al timone è qualcosa da cui non si torna indietro”.
LA NUOVA ERA – Domenica con l’Aston Villa sarà l’ultimo atto di Guardiola allenatore del City, l’ultima frase di un libro lungo 10 anni, un volume pieno di pagine indimenticabili, di vittorie e di successi che vanno oltre i numeri (i 20 trofei) o i traguardi (Il treble del 2023, la stagione dei 100 punti, quella del Domestic Treble). Guardiola a Manchester non ha scritto solo 10 anni di storia del City, ma ha avuto un impatto enorme su tutto il calcio inglese. E dalla vetta di quella Premier che ha vinto sei volte, sul calcio in generale. Lascia il City da leggenda, non solo a Manchester ma in tutto il calcio. Lascia un club pronto a voltare pagina, pronto a costruire la nuova era di successi, con Enzo Maresca già scelto come erede. Il tecnico italiano non dovrà essere il nuovo Guardiola: dovrà ripartire da quegli standard altissimi che Pep ha creato. Quelli che in 10 anni hanno trasformato il City nel punto di riferimento del calcio in Europa.
Pep Guardiola to step down after incredible decade as City Manager 🩵
Alla base di questa situazione c’è una configurazione atmosferica molto particolare; una depressione isolata al largo del Portogallo favorisce infatti la risalita di aria caldo verso Europa occidentale
L’Europa occidentale si prepara a vivere una fase di caldo eccezionale per la fine di maggio, con temperature che in alcune aree di Spagna e Francia potrebbero raggiungere o superare i 35-36°C. Valori che ricordano più il cuore dell’estate che l’ultima decade primaverile. Temperature oltre i 30°C sono attesi anche al Nord.
Perché arriva il caldo – Alla base di questa situazione c’è una configurazione atmosferica molto particolare; una depressione isolata al largo del Portogallo favorisce infatti la risalita di aria caldo verso Europa occidentale, (una pompa di calore) mentre contemporaneamente un robusto promontorio anticiclonico agisce come una vera e propria cupola di calore o ‘heat dome‘.
Ma cosa significa? – Quando un anticiclone è molto forte e persistente, l’aria tende a scendere verso il basso. Questo movimento, chiamato subsidenza, comprime l’aria e la riscalda ulteriormente. Inoltre il cielo spesso sereno e la stabilità atmosferica permettono al calore di accumularsi giorno dopo giorno, amplificando progressivamente le temperature al suolo. per avere caldo intenso non serve necessariamente una diretta invasione di aria dal Nord africa.
La massa d’aria dall’Atlantico – In questo specifico caso, infatti, la massa d’aria arriva dall’Atlantico subtropicale e non dal nord Africa. Eppure gli effetti previsti potranno essere comunque eccezionali per il periodo. Questo perché il caldo estremo dipende da molti fattori quali l’intensità dell’anticiclone, geopotenziali elevati, compressione e riscaldamento dell’aria, durata della configurazione, condizioni del suolo e soleggiamento ed infine, molto importante, il contesto climatico di partenza.
La nuova normalità – Oggi infatti l’Europa parte mediamente da temperature più alte rispetto al passato. Di conseguenza anche configurazioni non necessariamente sahariane possono favorire con maggiore facilità valori molto elevati. Gli episodi meteo eccezionali rischiano così di apparire sempre più normali semplicemente perché si ripetono più spesso. Non significa che siano diventati normali in senso climatologico, ma che il nostro metro percettivo si sta lentamente spostando verso l’assuefazione.
La squadra di Fabregas è in Europa League e può ancora sognare la Champions ma la favola bella si scontra con la realtà dei regolamenti continentali. Tre i nodi da sciogliere: stadio, bilancio e composizione della rosa.
La favola Como e la realtà delle norme Uefa per l’Europa: 3 i nodi da sciogliere.
Il Como è 5° in Serie A con 68 punti dopo 37 giornate: la qualificazione in Europa League (fase a gironi) è sicura ma c’è ancora una speranza di agganciare il quarto posto che vale la Champions League (dipende anche dai risultati di Roma e Milan in particolare). Eppure, mentre il sogno continentale è a portata di mano, la realtà burocratica delle norme Uefa rischia di complicare tutto. Non certo l’esclusione dalle Coppe (se ottiene la licenza) ma di parteciparvi in condizioni di significativo svantaggio tecnico (per una rosa ridotta e limitata) oltre che logistico. Sono tre le lacune da colmare:calciatori italiani/italiani formati in Serie A (“sono costosi e non possiamo pagarli con cifre dilazionate“, leparole del presidente Mirwan Suwarso), bilancio e stadio. E bisogna farlo in fretta per non sprecare un’opportunità storica.
Regolamento Uefa sulle liste: perché il Como non è a norma (e cosa deve fare) – Oggi il Como non è a norma per le coppe europee. Allo stato attuale della rosa a disposizione di Fabregas, la Lista A da presentare alla Uefa sarebbe ridotta, rendendo complicata una stagione già impegnativa con partite ogni tre giorni. Perché? Per partecipare a Champions League, Europa League o Conference League, ogni club deve compilare una elenco di massimo 25 giocatori (di cui almeno 2 portieri). Tra questi 25, almeno 8 devono essere locally trained o homegrown, ovvero giocatori formati localmente.
La suddivisione è precisa: 4 club-trained, giocatori che hanno trascorso almeno 3 stagioni intere (o 36 mesi) nel club tra i 15 e i 21 anni; 4 association-trained, giocatori formati in un altro club della stessa federazione (cresciuti in un settore giovanile italiano per almeno 3 stagioni/36 mesi tra i 15-21 anni). Che abbiano il passaporto italiano non basta: un connazionale arrivato da adulto da un altro paese non è considerato homegrown. E lo stato dell’arte presenta diverse pecche.
Edoardo Goldaniga è uno dei 3 italiani in rosa: in A ha giocato solo 14 minuti.
La rosa lariana è tra le più internazionali della Serie A (oltre il 90% di stranieri). Gli homegrown confermati, però, sono pochissimi: principalmente Edoardo Goldaniga (difensore cresciuto in Italia, 14′ in Serie A e 90′ in Coppa Italia in questa stagione) e il terzo portiere Mauro Vigorito (zero minuti giocati). E i giovani della Primavera hanno minuti limitati e non sono sufficienti.
Cosa rischia la società lariana in base alla situazione attuale – Se il club non raggiunge gli 8, la Lista A si riduce di conseguenza (per esempio, con soli 4 homegrown, massimo 21 slot). Non si possono riempire i posti vuoti con stranieri: la rosa europea diventa più corta, con meno rotazioni e maggiore rischio infortuni. Esiste anche una Lista B (aggiornabile durante la stagione) per Under-21 (nati dal 1° gennaio 2004 in poi per la stagione 2025/26) che hanno trascorso almeno 2 anni consecutivi nel club dal 15° compleanno. Utile per i giovani dell’Academy, ma non sostituisce gli 8 obbligatori della Lista A.
Cosa deve fare il Como? Nel mercato estivo serve un’iniezione di italiani formati nel nostro paese: acquistare 4-6 profili con esperienza Uefa (difensori, centrocampisti, esterni) già cresciuti in Italia tra i 15-21 anni. Ecco perché il nome di Miretti della Juventus è tra i più caldi in queste ultime ore. Promuovere e far maturare rapidamente i giovani dell’Academy.
Gli altri due nodi da sciogliere: stadio e Fair Play Finanziario – Oltre alla lista giocatori, restano due nodi ancora da sciogliere che sono determinanti per la gestione futura della società in previsione del debutto in Europa.
Lo Stadio Sinigaglia non è a norma Uefa (quanto a capienza, hospitality, strutture fisse e altre voci fondamentali): giocare le partite europee in trasferta per tutta la stagione o fino alla conclusione dei lavori comporta anzitutto un’eventuale perdita d’incassi e del “vantaggio” casalingo. Altra questione tutt’altro che trascurabile: il bilancio.
Mirwan Suwarso è il presidente dei lariani, finanziati dalla famiglia Hartono.
Financial Fair Play – con l’Europa scatta il monitoraggio stretto Uefa. Football Earnings Rule (la regola degli utili calcistici a bilancio) e Squad Cost Rule sono i paletti che, al momento, costringono il Como a fare i conti con la propria situazione economica, florida solo perché la famiglia Hartono a immesso capitali che hanno colmato le perdite. Ma è un circolo “vizioso” che alla Federazione non piace. La Uefa chiede stabilità finanziaria ai club partecipanti, tollerando un rosso tra i 60 e i 90 milioni di euro in un triennio. E in questa ottica prevede un tetto alle spese del 70%, ponendo i costi della rosa (stipendi, commissioni, ammortamenti) in rapporto coi ricavi. Il Como ha già ampiamente superato il limite, con poco più di 100 milioni di disavanzo in un solo esercizio. Altra nota dolente: circa 112 milioni di euro di spese, a fronte di circa 55 milioni di ricavi.
In queste condizioni può ottenere la licenza per partecipare alle Coppe? – Sì, a patto che si tenga entro i margini di un Settlement Agreement (piano di rientro strutturale) spalmato su tre anni: deve ridurre le perdite e tenersi nei parametri indicati. In caso di mancato rispetto va incontro a multe, limitazioni sulla rosa o, in casi estremi, esclusione dalle coppe (raro al primo anno, ma possibile se non si adegua).
Terremoto nei Campi Flegrei: magnitudo 4,4. Sciame sismico in corso, segnalati danni a Bacoli
Il sisma di magnitudo 4.4 localizzato nel golfo di Bacoli e avvertito in tutta l’area flegrea. Disposta la chiusura delle scuole a Pozzuoli, Monte di Procida, Bacoli e Quarto
Epicentro in mare, avvertita in numerosi quartieri. Fino alle 6.30 avvertite quattro scosse dai rilevatori Ingv. non si registrano feriti. Scuole chiuse nei quartieri napoletani di Bagnoli e Fuorigrotta, poi a Bacoli, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Monte di Procida e Procida. Fermi anche i siti del Parco arcehologico dei Campi Flegrei. Riperta la Linea 2
Tornano a tremare i Campi Flegrei. Una scossa di terremoto di magnitudo 4,4, con epicentro in mare e a una profondità di 3 chilometri, è stata distintamente avvertita dalla popolazione alle 5.50. È in corso unosciame sismico, come spiega l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv): fino alle 6.30 gli oscillometri hanno rilevato quattro scosse. Fermi i treni di Circumflegrea e Trenitalia. La Linea 2 della metropolitana ha riaperto poco dopo le 9.
Non si registrano danni, tranne alcuni leggeri cedimenti a Bacoli, al Belvedere Maurizio Valenzi e a Punta Epitaffio. Precauzionalmente sono chiuse le scuole nei comuni flegrei e nei quartieri napoletani di Bagnoli e Fuorigrotta.
Un brusco risveglio per i cittadini di Bacoli, Pozzuoli e dell’intera area, l’evento è stato avvertito anche in diversi quartieri di Napoli, da Pianura al Vomero, da Fuorigrotta al centro storico. La scossa è tra le più forti della storia recente dei Campi Flegrei, inferiore scosso al terremoto del 30 giugno 2025, quandosi registrò una magnitudo di 4,6.
“Non finiva più, forte e lunga“, racconta Anna. “Stiamo ancora tremando“, dice Vincenzo, che vive a Monte di Procida. “Il letto tremava senza sosta“, racconta Ilaria da Quarto. Segnalati danni a Bacoli. Al belvedere “Maurizio Valenzi” di via Castello, a Bacoli, è crollata una parte dell’arco, uno dei punti panoramici più conosciuti della città.
L’evento rientra nella crisi bradisismica in atto dal 2005: il costante sollevamento del suolo continua procura stress alle rocce, generando i terremoti, con i quali la popolazione convive da tempo.
Nel solo mese di aprile, secondo l’ultimo bollettino dell’Osservatorio Vesuviano, ai Campi Flegrei erano stati registrati 315 terremoti: l’evento più energetico è stato registrato l’8 aprile, di magnitudo 3,4.Dagli inizi di aprile i sensori hanno registrato un sollevamento del suolo con valore medio mensile di circa 15 millimetri al mese.
I controlli e i danni – Non si registrano richieste di soccorso ai vigili del fuoco dopo la scossa di magnitudo 4.4. È stata inviata una squadra di vigili del fuoco nel territorio di Bacoli per la rimozione di alcuni massi dalla strada dopo cedimenti registrati lungo i costoni tra Punta Epitaffio e Punta Pennata.
Scuole chiuse nei quartieri napoletani della “Zona rossa” di Bagnoli e Fuorigrotta (le aree cittadine più vicine all’area Flegrea), Bacoli, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Monte di Procida e Procida. L’Eav ha comunicato l’interruzione temporanea della circolazione ferroviaria. “Causa evento tellurico– si legge in un messaggio condiviso sui social – la circolazione ferroviaria è temporaneamente interrotta sulle linee Cumana e Circumflegrea per effettuare le dovute verifiche statiche“. Anche Trenitalia sospende tutte le circolazioni “per verifiche tecniche sulla linea a seguito di un evento sismico nei pressi di Napoli Campi Flegrei”. La Linea 2 della metropolitana riapre poco dopo le 9.
A Bacoli, precisamente al belvedere Maurizio Valenzi di via Castello, è crollata una parte dell’arco, un uno dei punti panoramici più belli e conosciuti della città. “In molti ci segnalano il cedimento di parte di intonaci di dalle facciate di edifici privati. – aggiunge il sindaco Della Ragione – Stiamo ricevendo chiamate da parte di residenti che ci segnalano criticità all’interno delle abitazioni private. E ci vengono segnalati anche danni ai costoni che affacciano sul mare“.
Il Parco Archeologico dei Campi flegrei, fa sapere il direttore Fabio Pagano, “chiude tutti i suoi siti per consentire controlli tecnici di sicurezza”.
Le reazioni – Il sistema regionale della Protezione Civilesi è immediatamente attivato a seguito della scossa. L’assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, è in contatto con la Prefettura e tutti i comuni dell’area per verificare se vi siano richieste da parte del territorio e tiene informato il presidente Roberto Fico. Sono in corso verifiche di eventuali danni da parte degli enti locali e delle autorità competenti. I Comuni hanno attivato i propri Centri Operativi.
“È stata forte – scrive sui social il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione – Abbiamo appena avvertito una forte scossa sul nostro territorio. Ho disposto la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private di Bacoli. E, contestualmente, la verifica di tutte le strutture scolastiche. Siamo in strada per verificare eventuali danni“. Qui come in tutti i comuni flegrei è convocato il Centro Operativo Comunale.
“Mi rendo assolutamente conto delle preoccupazioni che ognuno di noi ha vissuto in questi minuti – aggiunge il sindaco di Bacoli – ma invito la comunità alla calma. Noi ci siamo. Vi chiedo di difendere queste prime informazioni“.
“Abbiamo attivato il Centro Operativo Comunale, allertato tutti i tecnici per le verifiche sul territorio e stiamo predisponendo la sospensione delle attività didattiche per consentire i dovuti controlli sugli edifici scolastici“, dice il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. Il primo ittadino ha firmato un’ordinanza con cui conferma la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, inclusi asili nido; la sospensione delle attività sportive nelle palestre scolastiche la chiusura della Biblioteca Comunale e del Cimitero Civico.
Il sindaco di Quarto, Antonio Sabino, ha disposto l’avvio immediato di verifiche in tutte le scuole del territorio e negli edifici pubblici. “Dai primi, provvisori accertamenti nel territorio di Quarto non si registrano danni. – dice – In via precauzionale disponiamo per la giornata di oggi maggio la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale. Chiuso anche al cimitero in attesa delle verifiche tecniche“
A Qualiano, il sindaco Raffaele de Leonardis pubblica una nota: “A seguito dell’evento sismico registrato questa mattina alle ore 5:50, ho disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sul territorio comunale. Una decisione assunta in via precauzionale per consentire ai tecnici comunali e agli organi competenti di effettuare tutte le verifiche necessarie sulla stabilità e sulla sicurezza degli edifici scolastici“.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato una riunione del Centro Coordinamento dei Soccorsi in relazione. Hanno partecipato l’assessore alla Protezione civile Regionale, Fiorella Zabatta, l’Assessore presso il Comune di Napoli, Maria Striano, i sindaci di Bacoli, Josi Gerardo della Ragione, Pozzuoli, Luigi Manzoni, il sindaco di Giugliano in Campania, Diego Nicola D’Alterio, quello di Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo; di Quarto, Antonio Sabino. Presenti il Dipartimento della Protezione Civile nazionale, la direttrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, il direttore della prevenzione della Asl Napoli 2 Nord; il direttore Uoc 118, Luigi Langella, la Sala Operativa Regionale Unificata della Protezione Civile; la Città Metropolitana di Napoli; Italo Giulivo per la Protezione Civile della Regione Campania; i rappresentanti del Comune di Napoli, dei Vigili del Fuoco, delle Forze di polizia e l’Ufficio Scolastico Regionale, Terna.
Il presidente azzurro deve rispondere dell’acquisto di Manolas e di presunte plusvalenze fittizie nell’affare Osimhen
Aurelio De Laurentiis – Ipa/Fotogramma
E’ stata stralciata la posizione della società sportiva Calcio Napoli nell’ambito del procedimento nei confronti del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, accusato di falso in bilancio in relazione alla compravendita dalla Roma del giocatore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e alle presunte plusvalenze fittizie per l’acquisto di Victor Osimhen nel 2020 dal Lille.
I giudici della nona sezione penale del tribunale di Roma, dopo l’eccezione presentata dalle difese per un difetto di notifica, hanno sciolto la riserva e stralciato la posizione della società e, sospesi i termini di prescrizione, in attesa di riunite le posizioni, ha fissato la prossima udienza per il 2 dicembre prossimo.
Le contestazioni dei pm Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano riguardano i bilanci del 2019, 2020 e 2021. Il rinvio a giudizio, oltre che De Laurentiis, riguarda anche la società sportiva Calcio Napoli e Andrea Chiavelli. Nelle liste testi che verranno depositate compaiono il calciatore Osimhen, l’ex direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli e i calciatori coinvolti nelle compravendita tra i club.
Anche loro erano rimaste intrappolate a sessanta metri di profondità. Nel frattempo le indagini vanno avanti e si fanno nuove ipotesi
Foto dei soccorritori dalla pagina Facebook Dan Europe. Nel riquadro Murial Oddenino a sinistra e Giorgia Sommacal a destra (foto da Facebook)
Sono stati recuperati oggi, 20 maggio, gli ultimi due corpi deisub italiani morti la settimana scorsa in un’immersione alle Maldive. Si tratta di Giorgia Sommacal e della ricercatrice Muriel Oddenino. Ieri, nella prima parte dell’operazione, il team di speleosub finlandesi ha recuperato i corpi della professoressa Monica Montefalcone, madre di Giorgia Sommacal, e del ricercatore Federico Gualtieri. Il cadavere dell’operatore Gianluca Benedetti, ritrovato subito dopo la tragedia, è invece già in Italia.
Adesso che tutti i corpi sono stati recuperati, le indagini avranno nuovo impulso. Verranno eseguite le autopsie e parallelamente andranno avanti gli accertamenti sulle attrezzature, sulle immagini riprese dagli stessi sub e che sono contenute in una telecamera recuperata dagli abissi, e sul fronte autorizzazioni.
La missione per recuperare Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino – “Sono stati recuperati gli ultimi due corpi dei subacquei italiani alle Maldive. Il primo è già stato sollevato su una barca appoggio. Il secondo è in risalita con un sommozzatore che sta rispettando le tappe per la decompressione”, si legge in una nota della Farnesina.
Per il recupero dei cadaveri è stata organizzata una delicatissima staffetta. Il team di speleosub finlandesi di Dan Europe si è spinto fino al segmento più profondo della grotta di Dhekunu Kandu dove hanno trovato la morte i sub, ha recuperato i corpi e li ha riportati a circa 30 metri di profondità dove sono stati presi in consegna dai sub maldiviani.
I sub italiani morti
Per la profondità raggiunta e la morfologia della grotta, la missione di recupero è stata molto complicata. La squadra ha utilizzato attrezzature tecniche avanzate, tra cui potenti scooter subacquei e rebreather, un sofisticato “autorespiratore” che ricicla il gas espirato rimuovendo l’anidride carbonica tramite un filtro e reintegrando l’ossigeno consumato.
Gli step dell’inchiesta – Le salme vengono ora portate dalla polizia all’obitorio. Poi ci sarà il rimpatrio. Oltre all’indagine alla Maldive, la Procura di Roma indaga per omicidio colposo. Saranno eseguite le autopsie sui corpi. Tra le ipotesi non si può escludere che i cinque italiani possano essersi persi e aver quindi finito l’ossigeno nelle bombole, ma potrebbero anche essere stati risucchiati in profondità da una fortissima corrente. Sotto la lente le attrezzature recuperate, tra cui telecamere GoPro e computer. I dispositivi, consegnati alla polizia, potrebbero essere la chiave per chiarire gli ultimi momenti dei sub.
Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della flottiglia fermati dalla marina militare israeliana e, come diffuso sui suoi canali social sotto il titolo ‘Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo‘, deride gli attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e bendati in ginocchio e esulta: ”Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa” e ”Il popolo d’Israele vive”.
In un altro filmato, si vede un attivista che grida ‘Free Palestine’ mentre viene sbattuto a terra da un agente.
Gli attivisti: “Spari contro 6 barche”. Depositata denuncia per sequestro di persona. Conte: “Persi i contatti con Dario Carotenuto da ore, governo intervenga”. Tajani: “Israele garantisca incolumità italiani”. Tel Aviv: “Mai sparati colpi con vere munizioni”
Flotilla per Gaza, l’abbordaggio e il deputato M5S Carotenuto – Global Sumud Flotilla /Dario Carotenuto
Tutte le barche della Global Sumud Flotilla in rotta verso la Striscia di Gaza sono state intercettate dalle Forze armate israeliane. A confermarlo la Global Sumud Italia ed è quanto risulta anche dallo stesso tracker. Sono 29 gli attivisti italiani trattenuti, tra cui il deputato del M5s Dario Carotenuto, ai quali si aggiungono anche tre residenti in Italia.
Tra le imbarcazioni abbordate anche la ‘Don Juan‘ con a bordo gli attivisti fiorentini Antonella Bundu, ex consigliera comunale a Firenze e ex candidata di Toscana Rossa alla presidenza della Regione, e Dario Salvetti, componente del collettivo di fabbrica dell’ex Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), che facevano parte dell’equipaggio.
È SUCCESSO.
Di nuovo. La marina militare israeliana ci ha abbordati. Le nostre barche sequestrate. I nostri corpi fermati. In acque internazionali.
A centinaia di miglia da Gaza. Sotto gli occhi di un'Europa che guarda, tace, e con il suo silenzio si fa complice.
”Oggi è stato formalmente depositato un esposto-denuncia per il reato di sequestro di persona in relazione ai fatti avvenuti il 29 aprile, il 18 e il 19 maggio 2026. Al momento, 29 cittadini italiani e tre residenti in Italia risultano sequestrati e trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Di loro non si hanno ancora notizie né comunicazioni ufficiali sulle condizioni di detenzione o sui tempi di rilascio. L’iniziativa legale si pone in continuità rispetto ai precedenti esposti già depositati in relazione ai fatti avvenuti nel medesimo contesto spazio-temporale della missione umanitaria Global Sumud Flotilla. La missione, composta da decine di imbarcazioni civili e disarmate, era salpata dai porti di Barcellona e Augusta con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza per consegnare beni di prima necessità e prestare assistenza medica alla popolazione civile, stremata da una grave crisi umanitaria’, comunica in una nota la Global Sumud Flotilla.
‘‘A bordo viaggiavano attivisti, osservatori per i diritti umani, giornalisti e personale medico provenienti da oltre quaranta Paesi – si legge nella nota -. Tra il 29 aprile e il 19 maggio, unità della Marina militare israeliana hanno intercettato e abbordato ripetutamente la flottiglia in acque internazionali (nelle zone Sar greca, cipriota ed egiziana), a centinaia di miglia nautiche dalla costa palestinese. Durante le operazioni, documentate anche da materiale audiovisivo in fase di deposito, gli equipaggi sono stati privati della libertà personale con l’uso della forza, trasferiti coattivamente sulla nave d’assalto Ins Nahshon e detenuti per ore in condizioni precarie. Dopo il rilascio dei primi attivisti sequestrati e il loro trasferimento in Grecia il 1 maggio, la missione ha ripreso il mare dalla Turchia il 14 maggio, per essere nuovamente intercettata il 18 e il 19 maggio”.
Le legali chiedono ”l’immediata attivazione delle autorità giudiziarie competenti per accertare le responsabilità penali, configurando il delitto di sequestro di persona aggravato dall’uso delle armi e dal concorso di più soggetti. L’azione è volta a tutelare i diritti fondamentali dei partecipanti alla missione e a garantire il rispetto del diritto internazionale del mare”. ”Non possiamo accettare la privazione della libertà di cittadini italiani impegnati in una missione esclusivamente pacifica – sottolinea la Global Sumud Flotilla -. Chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee di attivarsi con urgenza per garantire l’incolumità dei nostri connazionali, la trasparenza sulle loro condizioni e il rispetto dello stato di diritto e l’immediato rilascio di tutti gli attivisti”.
Le navi intercettate, la reazione di Tajani – A denunciare le nuove intercettazioni della missione umanitaria sono stati gli stessi attivisti della Flotilla. Le imbarcazioni, spiega la Farnesina, dovrebbero giungere al porto di Ashdod. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha chiesto intanto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagliattivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flotilla.
Il ministro ha quindi chiesto all’Ambasciatore d’Italia in Israele Luca Ferrari di svolgere un ulteriore passo formale con le Autorità israeliane per chiedere che a tutti i cittadini italiani partecipanti alla Flotilla siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia della loro incolumità nel corso di qualsiasi operazione amministrativa, di sicurezza o logistica condotta dalle autorità locali.
In conformità con il diritto internazionale e le convenzioni consolari vigenti, l’Ambasciata ha chiesto alle autorità israeliane competenti di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità fisica e i diritti fondamentali dei cittadini italiani.
La denuncia degli attivisti: “Hanno aperto il fuoco” – “Le forze israeliane hanno aperto il fuoco con proiettili contro le imbarcazioni civili della Global Sumud Flotilla ancora in navigazione verso Gaza, in acque internazionali, a circa 250 miglia nautiche dalla Striscia, al largo di Cipro, confermano gli equipaggi a bordo“. E’ quanto riferisce la Global Sumud Italia. Si tratta, spiegano gli attivisti, “dell’uso diretto di armi da fuoco contro civili disarmati, non violenti e inermi, che tengono le mani alzate e indossano i giubbetti di salvataggio. Non è più soltanto abbordaggio, sequestro e sabotaggio: è fuoco aperto su una missione umanitaria e pacifica“.
“Non conosciamo bene la tipologia, se siano proiettili veri o di gomma. Ma anche se fossero di gomma è gravissimo perché possono provocare danni, ferite, incidenti, cadute in mare. Non c’è nessun motivo, stanno già compiendo un atto criminale e su questo ci mettono sopra anche l’utilizzo della armi. Sei delle barche sono state colpite con raffiche di priettili e una di queste, la Girolama, batte bandiera italiana“, sottolinea Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla.
M5S: “Prelevato anche nostro parlamentare Dario Carotenuto” – Tra gli attivisti fermati dalle forze israeliane c’è anche il deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto, unico parlamentare imbarcato sulla Flotilla. “Il governo israeliano ha compiuto l’ennesima e grave violazione del diritto internazionale facendo un abbordaggio armato su imbarcazioni che portavano aiuti umanitari per il popolo palestinese. Tra gli italiani fermati c’è anche il nostro deputato Dario Carotenuto – affermano in una nota i capigruppo M5s di Camera e Senato Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini – e altri nostri connazionali. Chiediamo l’immediata liberazione di tutti coloro che sono stati rapiti da Israele e che il governo Meloni condanni gravemente questo atto di vera e propria pirateria. Non si può più permettere che Israele goda di totale impunità per le sue azioni; né trincerarsi dietro un silenzio, come quello di Giorgia Meloni, che sa ogni giorno di più di complicità“.
“Di fronte a un parlamentare italiano illegalmente rapito e ora sotto sequestro da parte di uno Stato estero, il governo italiano abbia la dignità di reagire con la massima fermezza – sollecitano i capigruppo M5S nelle Commissioni Esteri di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e Francesco Silvestri – e pretendere l’immediata liberazione del nostro collega e di tutti gli italiani in mano alle forze israeliane”.
“L’esercito israeliano – attacca il leader M5S Giuseppe Conte – è tornato ad attaccare la Flotilla: sono ore che abbiamo perso i contatti con il nostro deputato Dario Carotenuto mentre l’organizzazione della missione conferma che è stato prelevato dai militari di Israele assieme ad altri nostri connazionali. Addirittura hanno sparato, anche se sembrerebbe con proiettili non letali, contro equipaggi inoffensivi con le mani alzate. È gravissimo, è un sequestro a mano armata, è illegale e intollerabile. Il governo deve reagire con fermezza, pretendendo l’immediata liberazione degli italiani“, incalza Conte.
Israele: “Mai sparati colpi con munizioni vere” – “In nessun momento sono stati sparati colpi con munizioni vere. Dopo ripetuti avvertimenti, sono stati utilizzati mezzi non letali contro l’imbarcazione – non contro i manifestanti – a titolo di avvertimento. Nessun manifestante è rimasto ferito durante questo evento“. A scriverlo, su X, è il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein.
Tel Aviv ha poi spiegato che anche l’ultima flottilla diretta a Gaza è “giunta al termine” e che 430 attivisti verrano trasferiti in Israele.
“Un’altra flottiglia di propaganda è giunta al termine“, le parole del ministero degli Esteri in un post su X. “Tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari. Questa flottiglia si è dimostrata ancora una volta nient’altro che una trovata pubblicitaria al servizio di Hamas. Israele continuerà ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale e non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza“.
Secondo il sito web della flottilla, le Forze di Difesa Israeliane avevano iniziato a fermare le navi a circa 268 chilometri dalla costa di Gaza. Le imbarcazioni erano partite la scorsa settimana dalla Turchia.
Il fondo sovrano dell’Arabia Saudita sta valutando se procedere con la ristrutturazione del St James’ Park o la costruzione di un nuovo impianto.
Mohammed bin Salman, presidente del fondo sovrano PIF (Foto: Mohamed Farag/Getty Images)
Anche i fondi del Medio Oriente possono avere bisogno di aiuto sul fronte finanziario. PIF, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, è in trattative con alcuni investitori per la cessione di una quota di minoranza del Newcastle. L’obiettivo è reperire fondi per finanziare la costruzione del nuovo stadio del club, che fu rilevato dal Public Investment Fund nel 2021. A riportarlo è l’agenzia di stampa britannica Reuters.
Al momento i dirigenti di PIF, guidati dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, stanno valutando se impegnare queste risorse sulla ristrutturazione, con annesso ampliamento dell’attuale stadio, il St James’ Park, o dedicare tutti i propri sforzi alla costruzione di un nuovo impianto, che potrebbe essere ancora più appetibile per i soggetti finanziari coinvolti, pronti a rilevare una quota di minoranza del club inglese.
A confermare questa seconda ipotesi è stato lo stesso amministratore delegato del Newcastle, David Hopkinson, sottolineando che una possibile ristrutturazione dell’attuale impianto comporterebbe una spesa di diverse centinaia di milioni di sterline. Dall’altra parte, un nuovo stadio potrebbe costare oltre 1 miliardo di sterline (oltre 1,5 miliardi di euro), come ribadito dallo stesso Ad Hopkinson, che ha comunque sottolineato come sia il fondo PIF a decidere qualsiasi sviluppo futuro del club.
Gli investimenti sulle infrastrutture del Newcastle sono già iniziati, visto che si sta preparando unampliamento multimilionario del centro di allenamento, che aumenterà di oltre il 50% la superficie complessiva della struttura. Il tutto si inserisce in un momento storico particolare per PIF, che ha da poco annunciato come interromperà il finanziamento in favore del circuito LIV Golf al termine della stagione 2026, dopo aver investito oltre 5 miliardi di dollari nel progetto dal suo lancio nel 2022. Lo sport, comunque, rimane al centro degli investimenti di PIF anche in virtù del piano Saudi Arabia, che si coronerà con i Mondiali 2034, che la FIFA ha già assegnato all’Arabia Saudita.
La decisione tanto attesa sulla finale playoff di Championship è arrivata e sta già generando polemiche in tutto il Regno Unito.
Il verdetto più atteso del calcio inglese è finalmente arrivato e porta con sé una decisione clamorosa. Il Southampton è stato escluso dalla finale dei play-off di Championship in seguito a un’importante indagine disciplinare su attività di spionaggio illecite durante gli allenamenti.
Il club ha inoltre subito una penalizzazione di quattro punti in classifica valida per la stagione 2026/27 che a questo punto vedrà i Saints giocare ancora in Championship,aprendo inoltre di fatto la strada al Middlesbrough per affrontare l’Hull City a Wembley e conquistare un posto nella prossima Premier League.
LA DECISIONE DELLA EFL – Come confermato dalla English Football League (EFL), il Southampton è stato escluso dalla corsa alla promozione post-stagione con effetto immediato, annullando di fatto la recente vittoria in semifinale dei play-off. I Saints avevano sconfitto il Middlesbrough per assicurarsi un posto nella finale di Wembley contro l’Hull City, ma la Commissione Disciplinare Indipendente ha espulso il club dopo che quest’ultimo ha ammesso molteplici violazioni del regolamento EFL relative alle riprese non autorizzate degli allenamenti degli avversari, compresi quelli della stessa squadra eliminata.
Oltre all’espulsione, che permette al Middlesbrough di prendere il posto nella finalissima, il Southampton ha ricevuto una penalizzazione di quattro punti che verrà applicata nella classifica del Championship 2026/27, insieme a un ulteriore richiamo formale.
Le accuse emersero inizialmente l’8 maggio, con ulteriori violazioni identificate in seguito relative alle partite contro Oxford United, Ipswich Town e Middlesbrough nel corso della stagione 2025/26.
IL MIDDLESBROUGH IN FINALE – La classifica finale del campionato è stata quindi modificata, offrendo al Middlesbrough un’inaspettata seconda chance. La squadra di Teesside si recherà a Wembley per contendersi la promozione, ma va detto che il Boro si aspettava questa decisione al punto da non aver mai sciolto la squadra e aver continuato a gestire allenamenti come se la finale dei playoff fosse già garantita.
“L’effetto del provvedimento odierno è che il Middlesbrough viene reintegrato nei Play-Off del 2026 e accederà alla finale dei Play-Off contro l’Hull City. La finale è ancora in programma per sabato 23 maggio, con l’orario di inizio da confermare“.
Gli altri due corpi, come anticipato nelle scorse ore, dovrebbero essere recuperati domani
Gli italiani morti alle Maldive
Sono stati recuperati i primi due dei quattro corpi dei sub italiani individuati ieri in una grotta sottomarina alla Maldive, morti giovedì scorso durante un’immersione. La notizia, riferita da fonti locali, è stata confermata all’Afp dal portavoce del governo di Malé, Mohamed Hussain Shareef. Gli altri due, come anticipato nelle scorse ore, dovrebbero essere recuperati domani.
In attesa dell’identificazione ufficiale dei corpi, le fonti locali riferiscono che uno è di Federico Gualtieri, mentre il secondo è di una donna. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato già recuperato, mentre mancavano ancora all’appello quelli di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino.
Le operazioni di recupero – “Dopo l’individuazione delle 4 vittime nel sistema di cavità sommerse di Dhekunu Kandu, le prossime operazioni di recupero saranno condotte per fasi successive, con finestre operative limitate e un’impostazione estremamente prudente, alla luce dell’elevata complessità dell’ambiente subacqueo“, ha riferito ieri in una nota Dan Europe, organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit fondata nel 1983 e attiva nella sicurezza subacquea, nella gestione delle emergenze, nella ricerca e nell’assistenza ai subacquei a livello internazionale.
“L’operazione – sottolineano – prosegue in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force (Mndf), il cui contributo operativo e logistico resta essenziale in tutte le fasi della missione, insieme all’apporto di sub maldiviani esperti che conoscono il contesto locale e supportano il dispositivo di recupero. Il contesto operativo è quello di una grotta marina profonda, con ingresso tra 55 e 60 metri, passaggi stretti, cunicoli e forte rischio di sollevamento del sedimento, condizione che può azzerare la visibilità e imporre l’interruzione immediata della missione“.
“Per le immersioni – concludono – vengono impiegate attrezzature tecniche avanzate, tra cui rebreather a circuito chiuso, che consentono di riciclare i gas respiratori, potenti scooter subacquei (Dpv) e configurazioni di supporto vitale ridondanti. In superficie è stato predisposto un articolato supporto logistico e medico, comprensivo di una barca-ambulanza e della presenza costante di un medico iperbarico“.
Scoperta una rete criminale transnazionale che operava attraverso la strumentalizzazione dei Decreti Flussi
Per ottenere il visto per lavorare in Italia come braccianti, le famiglie di decine di giovani indiani hanno versato somme tra gli 8.500 e i 13 mila euro. Poi una volta giunti in Italia, venivano «privati della libertà personale» e fatti lavorare in imprese agricole – di allevamento e di raccolta ortaggi – «con turni estenuanti», spesso oltre le 12 ore giornaliere e con paghe irrisorie. E’ questo uno dei dettagli forniti stamani dal procuratore della Dda di Potenza,Camillo Falvo, su un’operazione condotta dai Carabinieri che ha portato a sette arresti (due in carcere e cinque ai domiciliari) e altre cinque misure cautelari (obbligo o divieto di dimora). Le persone indagate sono italiane e indiane e sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, all’intermediazione illecita e allo sfruttamento lavorativo.
La «soggezione non solo fisica» – come accertato dal Comando provinciale di Potenza e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Napoli che hanno avviato le indagini nel 2023 dopo una verifica presso un’azienda agricola di Grumento Nova (Potenza) – era legata anche alle precarie condizioni di alloggio «in strutture fatiscenti e spesso prive di servizi essenziali». Ma la soggezione era soprattutto «economica e psicologica» a causa del «timore di non poter onorare il debito contratto con l’organizzazione». E poi le vittime venivano spesso minacciate di non far ottenere loro il permesso di soggiorno. Nel corso della conferenza stampa – a cui hanno preso parte anche il comandante provinciale di Potenza dell’Arma, colonnello Luca D’Amore e il comandante per la Tutela del Lavoro di Napoli, tenente colonnello Marcello Robustelli – il procuratore Falvo ha lanciato un appello alle vittime e anche ad altri imprenditori agricoli «a denunciare».
Stamattina erano riprese le ricerche, alle quali partecipa anche un team di tre sommozzatori finlandesi della società Dan Europe
Sub alle Maldive – (Ipa)
Sono stati individuati i corpi dei quattro sub italiani morti giovedì scorso durante un’immersione nella grotta di Alimathà. alle Maldive. Lo ha confermato la Farnesina. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato recuperato il giorno stesso dell’incidente, mentre mancavano ancora all’appello quelli di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino.
Stamattina erano riprese le ricerche, alle quali partecipa anche un team di tre sommozzatori finlandesi della società Dan Europe, arrivata ieri per coordinare i piani con la Guardia Costiera delle Maldive. Secondo quanto riferito dalle autorità maldiviane, le salme di tutti e quattro i sub italiani dispersi sono state localizzate nel terzo segmento della grotta presso il sito Cave Dive dell’Atollo Vaavu, a seguito dell’immersione condotta dai soccorritori.
Il portavoce capo dell’ufficio del presidente, Mohamed Hussain Shareef, affermato che, sebbene l’operazione sia ripresa, per l’immersione di oggi è utilizzato un Rov (veicolo sottomarino a controllo remoto), perché “non è possibile immergersi in profondità a causa delle correnti“. “Oggi – ha dichiarato Shareef, citato dal sito maldiviano ‘Edition’ – non ci saranno immersioni profonde. Il sito sarà ispezionato, con procedure di familiarizzazione che si svolgeranno sul posto con la squadra straniera“. Il portavoce ha aggiunto che la squadra di sommozzatori stranieri, la missione di salvataggio delle Maldive e una squadra di sommozzatori del servizio di polizia delle Maldive sono attualmente attive nell’operazione.
L’operazione era stata sospesa dopo la morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhy, uno dei sommozzatori più esperti della Guardia Costiera, a causa della malattia della decompressione mentre era impegnato nelle ricerche.
Prevalle, incendio in una ditta specializzata: area bonificata e messa in sicurezza
L’incendio nella notte in un’azienda specializzata nel recupero e smaltimento di rifiuti metallici
PREVALLE (Brescia) – Notte di paura a Prevalle, dove una azienda specializzata nel trattamento e smaltimento dei rifiuti, specie di quelli ferrosi, è stata danneggiata da un violentissimo incendio. Fortunatamente, nonostante la gravità del rogo, non si registrano feriti o intossicati. L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte nel piazzale antistante il capannone dove vengono lavorati i rottami. Per domare l’incendio, spento dopo molte ore, è stato necessario un imponente dispiegamento di forze, con l’intervento in sinergia di diversi distaccamenti della provincia.
Sul posto hanno operato incessantemente ben 31 Vigili del fuoco provenienti dalla sede centrale e dai distaccamenti di Salò, Chiari, Desenzano del Garda, Orzinuovi e Cunettone. Massiccio l’impiego di mezzi strategici per contenere il fronte del fuoco tra cui 4 Autopompe serbatoio e 5 Autobotti pompa, una 1 Botte volumetrica straordinaria dalla capacità di circa 28mila litri d’acqua, un’ autoscala e un carro aria, quest’ultimo fondamentale per il ricambio delle bombole d’ossigeno degli operatori. Cruciale si è rivelato il supporto dei tecnici di A2A, che hanno garantito il continuo e massiccio approvvigionamento idrico necessario per rifornire le autobotti e mantenere costante la pressione dei getti d’acqua. Hanno lavorato anche i tecnici di Arpa Lombardia.
Per il monitoraggio della qualità dell’aria, sentito anche il servizio meteo di Arpa Lombardia riguardo alle previsioni dei movimenti d’aria, è stato posizionato un campionatore ad alto volume all’interno della Polisportiva di Prevalle in via Zanardelli 9, situata a sud-ovest della zona dell’incendio. I risultati saranno comunicati a breve. È stata effettuata anche la verifica delle acque di spegnimento, confluite in vasche di raccolta prima pioggia, che saranno smaltite come rifiuto.
Sul luogo sono arrivati anche i carabinieri, che hanno effettuato i primi rilievi di rito e avviato gli accertamenti per stabilire con esattezza le cause che hanno fatto originare il rogo. Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della zona sono proseguite per tutta la giornata.
Lo stesso stabilimento aveva preso fuoco un mese fa circa. Il rogo nella stessa strada in cui fu uccisa Giula Cecchettin nel novembre 2023
Incendio nei pressi di una fabbrica di smaltimento di componenti elettronici
FOSSO’ – Incendio nei pressi di una fabbrica di smaltimento di componenti elettronici, la Haiki electrics, nella zona industriale di Fossò, nel pomeriggio di oggi domenica 17 maggio. Il fuoco è partito con ogni probabilità da alcuni cassoni adibiti allo stoccaggio di rifiuti elettronici. Sul posto di Vigili del Fuoco che hanno operato fino alle 19 per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l’area. Il vicesindaco ha chiesto alla popolazione di tener chiuse porte e finestre, in via precauzionale. Non si registrano feriti.Alte colonne di fumo nero prodotte da plastiche e batterie incendiate sono visibili nel raggio di molti chilometri. Numerose le chiamate e le segnalazioni. Lo stesso stabilimento aveva preso fuoco circa un mese fa. L’incendio, per altro, si è sviluppato nella stessa strada in cui fu uccisaGiulia Cecchettin nel novembre del 2023.
Il pilota di casa viene a contatto con la moto di Acosta, che si rompe in rettilineo. Nuova partenza e nuovo incidente, che coinvolge Bagnaia, Marini e il francese. Alla fine il secondo successo nella classe regina del pilota romano
La terribile carambola del Gp di Catalunya
Spaventosa caduta per Alex Marquez nel Gran Premio di Catalogna di MotoGp. Il pilota del team Gresini viene a contatto da dietro con la Ktm di Pedro Acosta, che rompe il motore in pieno rettilineo rallentando bruscamente, esce di pista e viene sbalzato dalla moto, che si ribalta più volte distruggendosi. La ruota anteriore del veicolo colpisce Fabio Di Giannantonio, che a sua volta finisce a terra. Tutti i piloti, comunica la MotoGp, sono coscienti ma Marquez è stato trasportato in ospedale per altri esami. La gara è stata interrotta con le bandiere rosse.
Alex Marquez portato in barella in ambulanza per essere poi trasportato in ospedale (afp)
Seconda partenza, secondo incidente – Sfortunata anche la seconda partenza: in un nuovo incidente ad avere la peggio è stato Johann Zarco con la Honda, coinvolto in un contatto con Pecco Bagnaia e Luca Marini. I giudici di gara hanno alzato la bandiera rossa e sospeso nuovamente il Gp. I due italiani si sono subito rialzati, mentre il francese è stato soccorso in pista e portato via dal circuito in ambulanza: “Non è in condizioni critiche”, recita un comunicato della sua scuderia. Ma le immagini mostrano chiaramente la sua gamba incastrata nella parte posteriore della moto di Bagnaia.
La carcassa della moto di Alex Marquez(afp)
La vittoria di Di Giannantonio – Alla fine ha vinto Fabio Di Giannantonio con la Ducati del team VR46, che ha ottenuto il suo secondo successo nella classe regina, precedendo gli spagnoli Joan Mir e Fermin Aldeguer. Sesta l’Aprilia del leader del mondiale Marco Bezzecchi, che ha approfittato del ritiro del suo primo inseguitore in classifica piloti, Jorge Martin, caduto nella terza partenza.Quinto Pecco Bagnaia sulla Ducati ufficiale. Nel giro finale, mentre era terzo, è caduto anche Pedro Acosta con la Ktm, dopo un contatto con Ogura, il giapponese dell’Aprilia.
Trentuno anni, laureato in Economia, è nato in provincia di Bergamo ma abita a Ravarino, nel Modenese: è un cittadino italiano di origini marocchine. Non era noto alle forze dell’ordine, in passato sarebbe stato in cura per problemi psichiatrici
Si chiama Salim El Koudri l’uomo che sabato pomeriggio (16 maggio) alla guida di un’autoha travolto a tutta velocità alcuni pedoni in centro a Modena, causando otto feriti, quattro dei quali gravi. L’uomo, 31 anni, laureato in Economia, è nato a Seriate il 30 marzo del 1995, in provincia di Bergamo, ma risiede a Ravarino, nel Modenese. Attualmente stava cercando lavoro. Un italiano di seconda generazione, con origini marocchine. In base a quanto emerso finora, sembra che l’uomo sia risultato negativo al tampone per l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.
L’auto guidata dall’uomo. Foto LaPresse
Dalle prime informazioni, El Koudri fino al 2024 sarebbe stato in cura in un centro per problemi psichiatrici. Non era noto alle forze dell’ordine: il suo casellario giudiziario non mostra segnalazioni. Nel tardo pomeriggio è stato portato in questura a Modena per essere sottoposto a un interrogatorio. La polizia di Stato ha avviato subito le indagini per capire le ragioni del gesto. Per il momento non emergerebbero elementi che possano far pensare a una radicalizzazione religiosa o a legami con formazioni eversive.
Cosa è successo – Tutto è successo su via Emilia in pieno centro, con la vettura – una Citroen C3 – proveniente da Largo Garibaldi. Sul posto diverse forze dell’ordine e i soccorritori. L’uomo a bordo dell’auto (rimasto a sua volta ferito) è scappato a piedi ferendo con un coltello una persona che gli si era lanciata addosso per fermarlo, ma è stato poi bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano. Sul posto è arrivato anche il sindaco Massimo Mezzetti.
Le indagini – Poco dopo l’autore del gesto è stato fermato da una volante della polizia e portato in questura a Modena. Sul caso indaga la procura di Modena che ha disposto la perquisizione dell’abitazione dell’uomo a Ravarino, piccolo centro che si trova a una quindicina di chilometri a nord-est del capoluogo. Dalla perquisizione domiciliare sarebbero tuttavia emersi segnali di una forte instabilità mentale dell’investitore: in passato sarebbe stato sottoposto a cure psichiatriche.
Andrà fatta chiarezza. Resta da capire se ci sono stati episodi che in qualche modo possano averlo spinto a compiere il gesto.
L’auto a forte velocità ha travolto i pedoni prima di schiantarsi contro una vetrina: il fermato sarebbe un italiano 31enne di seconda generazione nato a Seriate (Bergamo). Secondo i testimoni una donna avrebbe perso le gambe
Un’auto a velocità sostenuta ha falciato una decina di persone a piedi, in centro a Modena. Ci sono feriti, alcuni in modo grave. È successo su via Emilia in pieno centro, con la vettura proveniente da Largo Garibaldi.Sul posto diverse forze dell’ordine e di soccorso.
L’auto travolge una decina di persone: quattro feriti gravi – L’uomo a bordo dell’auto(rimasto a sua volta ferito) è scappato a piedi ferendo con un coltello una persona che gli si era lanciata addosso per fermarlo ma è stato poi bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano. Sul posto è arrivato anche il sindaco Mezzetti. La polizia di Stato ha avviato immediatamente le indagini per capire le ragioni del gesto. Stando a quanto riferito dal primo cittadino i feriti sarebbero otto di cui quattro in condizioni gravi.
Il responsabile prova ad accoltellare un passante che lo ferma – Da una prima ricostruzionel’auto a tutta velocitàha travolto i pedoni in largo Porta Bologna, poi lo schianto contro la vetrina di un negozio. Una donna, secondo le prime testimonianze, avrebbe perso entrambe le gambe. L’uomo, a quanto sembra un italiano di seconda generazione, avrebbe quinditentato la fuga accoltellando anche un passante che alla fine è riuscito a fermarlo. In corso i soccorsi.
Chi è l’uomo fermato – L’uomo fermato sarebbe un cittadino italiano di seconda generazione(origine marocchina)di 31 anni di Seriate (Bergamo) ma residente in provincia di Modena. Risulterebbe incensurato.Quattro o cinque persone hanno inseguito e contribuito a catturare l’automobilista.
Il sindaco: «Un atto drammatico, grave se fosse un attentato» – «Bisogna capire la natura ma è un atto drammatico, Sono profondamente colpito, qualunque sia la natura è un fatto gravissimo. Se fosse un attentato sarebbe ancora più grave». Sono le prime parole del sindaco di Modena Massimo Mezzetti,sul posto appena accaduto l’investimento. L’autore, «pare un nordafricano, è in questura e lo stanno interrogando».
Il primo cittadino aggiunge che secondo le prime testimonianze «l’auto ha puntato il marciapiede, colpendo anche una bici e poi si è schiantata colpendo in pieno una donna che è la più grave, con le gambe schiacciate. Lo hanno visto con un’arma in mano ma non è riuscito ad accoltellare nessuno. Pare che abbia tentato di colpire qualcuno».
«Voglio ringraziare i cittadini che lo hanno fermato – aggiunge Mezzetti -. L’uomo era anche armato di coltello, hanno avuto coraggio e grande senso civico. Il mio ringraziamento forte va a loro in questo drammatico momento».
L’uomo che ha fermato l’automobilista: «Mi ha colpito» – La signora colpita in pieno dall’auto a folle corsa in pieno centro a Modena nell’impatto ha perso entrambe le gambe. È il dettaglio che emerge dal racconto di Luca Signorelli, l’uomo che ha braccato l’autore dell’investimento.«Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate– spiega Signorelli ai cronisti, la testa ancora grondante di sangue – lui (l’investitore, ndr) scappa. Quindi l’ho inseguito, nel frattempo altre 4-5 persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa ma non era italiano».
«Mi sono arrivati due fendenti – aggiunge l’uomo –uno al cuore e l’altro alla testa. È partita una colluttazione. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l’altro l’ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E poi l’ho neutralizzato». Aiutato anche da altri passanti.
I testimoni: «Abbiamo visto le persone volare» – «Abbiamo visto l’auto arrivare, puntava il marciapiede. Ha fatto un’accelerazione improvvisa. Andava almeno a cento all’ora, abbiamo visto le persone volar» è il racconto di testimoni.
Hanno cercato di far cadere i ciclisti – Posizionati su una rotonda a Marigliano, i giovani si sono quasi buttati in mezzo alla strada cercando di creare problemi ai ciclisti, tentando di spingerli o si intralciare con le gambe le ruote delle biciclette, con il rischio concretissimo di farli cadere. Qualcuno si è limitato a mandarli a quel paese con gesti espliciti, altri hanno quasi finto di colpirli, come a sottolineare la stupidità del gesto. Gli agenti del commissariato di polizia di Nola li hanno subito identificati: si tratta di due ragazzi di 19 anni residenti a San Vitaliano. per loro scatterà una denuncia a piede libero alla Procura nolana per il reato di pericolo all’incolumità pubblica nel corso di manifestazioni sportive.
Lingua originale: inglese Rispetta i corridori. Rispetta la gara. Rispetta il #GirodItali Tifosi. Vi amiamo ai bordi della strada. Amiamo il vostro entusiasmo, amiamo che incoraggiate i corridori, amiamo che vi vestiate come fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non comportatevi come questo tizio.
Respect the riders. Respect the race. Respect the #GirodItalia
🫶 Fans, Tifosi. We love you on the roadside. We love your enthusiasm, we love that you cheer on the riders, we love that you dress like flamingos.
La denuncia del Giro – Il Giro d’Italia è intervenuto con una nota per denunciare l’episodio, rischiosissimo: “Tifosi. Vi adoriamo a bordo strada. Adoriamo il vostro entusiasmo, adoriamo il vostro tifo per i corridori, adoriamo il vostro abbigliamento da fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona”. Anche Eurosport, titolare dei diritti internazionali, ha scritto un tweet polemico sull’accaduto, con le immagini del caso: “Un gesto da non imitare assolutamente. Speriamo che queste immagini aiutino ad individuare i colpevoli! I corridori non si toccano, la loro incolumità è sacra”.