Gli Spurs prendono il centrocampista italiano dal Newcastle
Sandro Tonali – (Fotogramma)
Sandro Tonali al Tottenham per 100 milioni di sterline. GliSpurs prendono il centrocampista italiano dal Newcastle con l’acquisto più ricco della propria storia. Il Tottenham aveva offerto inizialmente 80 milioni di sterline, ricevendo in risposta il ‘no‘ del Newcastle. La fumata bianca è arrivata con la proposta dal 92,5 milioni di sterline a cui si aggiungono 7,5 milioni di bonus. In totale, 100 milioni di sterline: al cambio, circa 115 milioni di euro. Decisivo il pressing di Roberto De Zerbi, manager degli Spurs, che considera Tonali essenziale per il proprio progetto tecnico. Il Tottenham spende più di 200 milioni di sterline in pochi giorni. Prima di Tonali, acquistato Mateus Fernandes per 85 milioni dal West Ham.
Le fiamme sono divampate all’ottavo piano di un condominio nel quartiere di Linkeroever. L’edificio è stato completamente evacuato. Le autorità ai residenti: “Tenete chiuse porte e finestre”
Il palazzo in fiamme e i soccorritori al lavoro – Fotogramma Ipa
Almeno sei persone sono morte in un incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa. Lo ha riferito la polizia belga, secondo quanto riporta il sito di Le Soir, aggiungendo che ci sono anche diversi feriti, molti gravissimi. Le fiamme sono divampate all’ottavo piano del condominio situato nel quartiere di Linkeroever. La polizia belga ha confermato la presenza di diverse vittime, ma il numero esatto dei morti e dei feriti non è stato ancora reso noto, mentre le squadre di soccorso stanno continuando a perlustrare l’edificio alla ricerca di eventuali dispersi.
Evacuati i residenti – “L’edificio è stato completamente evacuato“, ha dichiarato Marie De Clercq, portavoce dei vigili del fuoco di Anversa. “Ora le nostre squadre sono impegnate nello spegnimento dell’incendio e nella ricerca di eventuali altre vittime. Si tratta di un’operazione di vasta portata: sul posto sono intervenuti oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco“, ha aggiunto.
Alle operazioni partecipano anche squadre provenienti dalle zone di Waasland, Rand e Rivierenland, oltre alla Protezione civile belga. Sul luogo dell’incendio è operativa anche un’unità con droni per supportare le ricerche e monitorare l’evoluzione del rogo dall’alto.
Le autorità: “Tenete chiuse porte e finestre“ – A causa dell‘intensa colonna di fumo, le autorità hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona, invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione per limitare l’esposizione ai fumi dell’incendio. Le cause del rogo non sono ancora state accertate.
La difesa di Stefano Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Franco Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre.
Rolando Mandragora ai tempi dell’Udinese (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)
La Procura di Udine ha chiesto due anni di reclusione per il presidente dell’Udinese, Franco Soldati, e per il vicepresidente Stefano Campoccia nell’ambito dell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Udine. Al centro del procedimento c’è la plusvalenza legata al trasferimento di Rolando Mandragora dalla Juventus al club friulano.
Per la società Udinese, invece, è stata chiesta un’ammenda da 500mila euro. Le contestazioni riguardano l’operazione conclusa nel 2018, quando la Juventus cedette Mandragora all’Udinese inserendo nell’accordo un’opzione di riacquisto fissata a 20 milioni di euro.
Secondo l’impostazione accusatoria, tuttavia, quella clausola non avrebbe avuto la natura di una semplice opzione, ma avrebbe mascherato un vero e proprio obbligo irrevocabile di riacquisto da parte del club bianconero. Il calciatore, infatti, fece poi ritorno alla Juventus due anni più tardi. Per la Procura, questa struttura avrebbe consentito all’Udinese di iscrivere a bilancio una plusvalenza superiore ai 3 milioni di euro. L’operazione, secondo l’accusa, avrebbe inoltre prodotto un’evasione Ires per oltre 400mila euro.
A Soldati, Campoccia e alla società friulana vengono contestati, a vario titolo, i reati di falso in comunicazioni sociali, dichiarazione fraudolenta ed evasione dell’Ires. Campoccia, oltre al ruolo di vicepresidente dell’Udinese, è anche membro del Consiglio federale della FIGC in rappresentanza della Serie A, insieme a Giorgio Chiellini per la Juventus e Giuseppe Marotta per l’Inter. L’organismo è stato appena riconfermato.
Nel corso dell’udienza, la difesa di Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre. Nella stessa data è attesa anche la sentenza del Gup.
Multa anche per la Fiorentina. Bologna e Napoli con costo squadra superiore al 70% ma compensata da surplus ricavi dei precedenti bilanci
Multa da 6 milioni (che potrebbero diventare 20 in caso di mancato rispetto dei termini) e tre anni in regime di settlement agreement. E’ questo il risultato dell’accordo che la Juventus ha concluso con la Uefa per non aver rispettato il Fair Play Finanziario. “La Prima Camera del CFCB – è scritto nella nota della Uefa – ha stabilito che il Newcastle United FC (Inghilterra), laJuventus FC(Italia), l’OGC Nice (Francia), il Santa Clara (Portogallo), l’FC Astana (Kazakistan) e l’FK Partizan (Serbia) non hanno rispettato la regola sui proventi calcistici (football earnings rule), valutata per la prima volta su base aggregata triennale nella stagione 2025/26. La valutazione del CFCB ha riguardato gli esercizi finanziari conclusi nel 2023, 2024 e 2025“.
“Il Newcastle United FC e la Juventus FC hanno concluso un accordo transattivo con il CFCB della durata di tre anni – continua il comunicato -, in linea con il quadro normativo introdotto nella scorsa stagione. La durata dell’accordo dipende dalla capacità del club di conformarsi ai regolamenti sulla base delle proiezioni finanziarie presentate. Di conseguenza, ciascun club dovrà raggiungere l’obiettivo finale e ottenere la piena conformità alla regola sui proventi calcistici entro la fine del periodo di transazione, nella stagione 2028/29 (che comprende gli esercizi finanziari conclusi nel 2026, 2027 e 2028).
In particolare “i club hanno accettato i seguenti obblighi nell’ambito dell’accordo transattivo:
– pagare un’ammenda, il cui importo è determinato in base all’entità della violazione accertata;
–essere soggetti a una limitazione nella registrazione di nuovi calciatori nella Lista A per le competizioni UEFA per club. Tale misura può essere condizionata o incondizionata, a seconda della stagione coperta dal periodo dell’accordo e del rispetto, da parte del club, delle condizioni previste dall’accordo stesso;
– conseguire gli obiettivi intermedi fissati su base annuale ed essere soggetti all’applicazione di misure finanziarie e sportive condizionate qualora tali obiettivi non vengano raggiunti (vale a dire, da una restrizione più severa sulla registrazione di nuovi calciatori nella Lista A fino all’esclusione dalla successiva competizione UEFA per club per la quale il club dovesse qualificarsi)“.
Oltre alla Juventus, tra le italiane la Fiorentinaha ricevuto una multa da 6 milioni di euro per aver superato il 70% nel rapporto del costo squadra. Anche BolognaeNapoli con costo squadra superiore al 70% ma compensata da surplus ricavi dei precedenti bilanci.
Bastoni indagato per prostituzione minorile, il difensore dell’Inter è il primo a finire nel registro dell’inchiesta escort: convocati Maldini, Calafiori e Bonifazi
Oltre al provvedimento emesso nei confronti di Bastoni, la Guardia di Finanza ha notificato un invito a rendere sommarie informazioni ad altri calciatori
Alessandro Bastoni
Il difensore dell’Inter e della Nazionale Alessandro Bastoni, 27 anni, è indagato dalla Procura diMilano con l’accusa di prostituzione minorile. Il calciatore ha ricevuto oggi, 30 giugno, un avviso di garanzia e nei prossimi giorni verrà sottoposto a interrogatorio da parte degli inquirenti. Si tratta del primo sportivo a finire ufficialmente nel registro degli indagati all’interno di questa indagine.
Le chat del 2020 – Come riportato da la Repubblica, il nome del giocatore è emerso all’interno delle carte sull’inchiesta legata alla «Ma.De», una società di Cinisello Balsamo ritenuta una vera e propria «agenzia delleescort». Secondo la ricostruzione investigativa, l’agenzia si occupava di organizzare serate e party «tutto incluso» per clienti facoltosi e personaggi di spicco, in particolare calciatori. A mettere in contatto Bastoni con la ragazza – all’epoca dei fatti diciassettenne – sarebbe stato uno dei tuttofare della società. Il contatto è documentato in alcune chat risalenti al giugno del 2020. La vicenda resta tuttavia da chiarire nei dettagli: la giovane, sentita come testimone, avrebbe infatti dichiarato che tra loro non c’è stato alcun rapporto.
Il sistema dei party VIP – L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Bruna Albertini e dal pubblico ministero Rosaria Stagnaro insieme alla Guardia di Finanza, punta a smantellare l’intera rete della «Ma.De».
Gli inquirenti stanno ricostruendo i ruoli di chi organizzava gli eventi, di chi reclutava le ragazze e di chi faceva da autista per gli spostamenti. Il fulcro del business consisteva nell’allestire feste private nei locali più esclusivi di Milano: serate che iniziavano con la cena, proseguivano in discoteca e si concludevano, per chi lo desiderava, in hotel con l’uso di gas esilarante.
Gli altri calciatori coinvolti come testimoni – Oltre al provvedimento emesso nei confronti di Bastoni, la Guardia di Finanza ha notificato un invito a rendere sommarie informazioni ad altri tre calciatori: Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. I tre giocatori non sono iscritti nel registro degli indagati, ma sono stati chiamati a deporre esclusivamente in qualità di testimoni per aiutare le forze dell’ordine a ricostruire i fatti.
Nei giorni scorsi, il Como ha chiuso con il Real Madrid l’acquisto di Nico Paz per 60 milioni di euro. Una mossa audace, visti i ricavi della società
Nico Paz – Getty Images
Nei giorni scorsi, il Como ha chiuso con il Real Madrid l’acquisto di Nico Paz per 60 milioni di euro. Una mossa audace, visti i ricavi della società. Ne ha parlato anche Alessandro Giudice sulle pagine del Corriere dello Sport:
“Può il Como comprare Paz? Un acquisto da 60 milioni non è realistico per una società che ha ricavi per 55. Il fatto che i controlli del Fair Play Finanziario scatteranno solo dalla prossima stagione non può giustificarlo. Si dice: farà il settlement agreement, dimenticando che esso presuppone già una violazione, perciò è come dire che si può passare col rosso, tanto al massimo arriverà una multa. E comunque il SA non consente al club di operare come prima: impone un graduale riequilibrio dei conti”.
“Molto difficilmente il Como raggiungerà I ricavi operativi necessari a sostenere una rosa costosa. Potrà puntare sul player trading, come da anni fa l’Atalanta, ma ciò equivale a scommettere che il valore dei giocatori salga nel tempo, contro un meccanismo inerziale che trascina ogni cartellino verso zero. Ci vuole molta abilità e non è mai sano assumere impegni gravosi scommettendo sulle proprie capacità future. Anche i ricavi della Champions non sono stabili: dalla partecipazione alla prossima edizione il Como incasserà una dote pari all’intero monte ricavi dell’ultimo bilancio, ma l’anno seguente dovrà nuovamente arrivare quarto, altrimenti quei proventi spariranno“.
Le ultime ore del weekend si sono trasformate in incubo per gli automobilisti in rientro verso le città e non solo. Treni fermi per ore
Maltempo in Valtellina, uno degli interventi dei vigili del fuoco
Un nubifragio, forti raffiche di vento, pioggia torrenziale, una violenta grandinata e alberi che si sono abbattuti sulla linea ferroviaria provocando l’interruzione della circolazione dei treni.
Ma anche alcune piccole frane che hanno bloccato gli automobilisti che si apprestavano a fare rientro dopo la gita domenicale sulle montagne della provincia più a nord della Lombardia.
Ondata di maltempo – Dal tardo pomeriggio di oggi un’ondata di maltempo ha interessato Valtellina e Valchiavenna con notevoli disagi e super lavoro dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio e dei distaccamenti di Morbegno e Mese. Pioggia, grandine e vento sferzante hanno flagellato il territorio provocando allagamenti di cantine e garage. Le provinciali per Bema e per Gerola sono state interrotte al transito intorno alle 18.30 per smottamenti non di grosse entità, ma tali da impedire il passaggio.
La mappa – Un masso e una pianta sono piombati nelle vicinanze della galleria fra Pedesina e Rasura e centinaia di auto in discesa da Gerola sono rimaste in colonna. Lamiere sulla 38 anche a Selvetta di Colorina, una pianta sulla carreggiata, sempre sulla statale a San Pietro Berbenno, una pianta su un’auto a Mossini, frazione collinare di Sondrio e il blocco della ferrovia per piante sulla linea elettrica fra Colico (Lecco) e Morbegno.
Treni fermi – Coinvolti quattro treni e istituite corse di bus sostitutivi, la prima in partenza da Sondrio alle 18.40. Un fine settimana da incubo per migliaia di turisti che avevano lasciato le città alla ricerca di un po’ di refrigero dall’afa metropolitana.
Strozzatura di Colico: la Statale 36 si trasforma in un inferno. Code di 4 ore verso Milano
Intasate anche la litoranea, Provinciale 72, alle prese anche con le auto in sosta selvaggia a bordo della carreggiata e le strade parallele a monte
Traffico lungo la statale 36: i lavori in zona Colico sono un disagio aggiuntivo in un periodo già caldissimo
Colico (Lecco), 28 giugno 2026 – Prigionieri in auto per più di quattro ore per tornare verso casa. Un controesodo da bollino nero quello di oggi pomeriggio, domenica 28 giugno, sulla SS 36. Turisti e villeggianti di ritorno dalla gita domenicale sulle montagne della Valtellina o sul lago di Como sono rimasti bloccati in coda per ore sulla Statale 36.
A causa di lavori in corso, la Superstrada all’altezza di Colico è a scartamento ridotto, con una solo corsia aperta invece che due. Le migliaia di persone che in giornata si erano riversate verso le montagne o il lago si sono così trovate imbottigliate nella strettoia, senza possibilità di uscita.Chi ha potuto ha deviato sulla Sp 72, la provinciale rivierasca, che però non ha retto all’invasione di automobilisti.
Le difficoltà – “Sono ormai due ore che siamo in coda, il che significa che partendo da Sondrio sono più di 4 ore che siamo in macchina per fare pochi chilometri”, è lo sfogo sui social di uno degli automobilisti intrappolati nel lungo e immobile serpentone di veicoli. “È assurdo che i lavori sulla Statale 36 continuino da anni e provochino tutte queste code”. “Coda infinita da ore dal Trivio di Fuentes per imboccare la Statale 36 a Piona in direzione Milano – aggiunge un altro -. A Colico sono intasate sia la Sp 72 che le strade parallele a monte”.
La galleria Monte Piazzo nel tratto a doppio senso per lavori
Rallentamenti e incolonnamenti anche alle porte di Lecco, sempre in direzione sud, verso Monza e Milano, sia nel tunnel dell’Attraversamento, sia nel traforo del Monte Barro, e poi sulla Milano – Lecco in Brianza.
Alcuni incidenti, fortunatamente non gravi, hanno ulteriormente peggiorato la situazione. Non ha aiutato nemmeno la sosta selvaggia, con macchine parcheggiate ovunque a bordo strada lungo la Sp 72.Come se non bastasse, ci si è messo pure un improvviso acquazzone, che ha scatenato il fuggi fuggi e ulteriore traffico.
Lucas Trejo ha ritrovato morti sotto le macerie sua moglie e i suoi figli dopo il terremoto in Venezuela. Alle ricerche avevano preso parte anche i suoi compagni di squadra
Dopo giorni drammatici di ricerca e di speranza, Lucas Trejo, calciatore argentino, ha trovato senza vita sua moglie, Yanina Maranella, e i suoi due figli, Aaron e Ainhoa. I corpi sono stati rinvenuti sotto le macerie dopo il terremoto in Venezuela. A ritrovarli, la squadra di soccorritori di El Salvador. Il suo edificio Cumanagotto a Playa Grande è crollato completamente. L’esito è stato ufficialmente confermato anche dal Deportivo La Guaira, squadra in cui milita Trejo. Il giocatore, non avendo avuto notizie di loro per tre giorni, aveva lanciato un appello di aiuto sul proprio account social.
La moglie e i figli di Lucas Trejo sono stati trovati morti ieri a Playa Grande, la zona più colpita, tra le macerie del loro edificio. Il trentottenne calciatore professionista argentino del Maritimo La Guaira (seconda divisione venezuelana) si trovava a Caracas per una partita di coppa quando si è verificato il terremoto. Immediatamente, si è mobilitato per offrirgli supporto, con i suoi compagni di squadra che hanno persino girato un video per offrire il loro aiuto e partecipare alle ricerche. Ma alla fine il suo club ha confermato la notizia che tutti temevano.
Desde el #DLG nos unimos al duelo que embarga al jugador Lucas Trejo, por el sensible fallecimiento de su esposa, Yanina Maranella y de sus hijos, Aarón y Ainhoa Trejo. 🇻🇪
— Deportivo La Guaira 🔱 (@DvoLaGuaira) June 28, 2026
“Condividiamo il dolore che ha travolto Lucas Trejo per la scomparsa della moglie, Yanina Maranella, e dei figli, Aaron e Ainhoa. Che riposino in pace, e porgiamo le nostre condoglianze a Lucas e a tutti i suoi cari”, ha scritto Maritimo in un comunicato. Originario di Cordoba, Trejo ha giocato in sei squadre in Venezuela, dove era arrivato nel 2016, prima di militare anche in Colombia, Messico e Perù. Si era unito a La Guaira a parametro zero a febbraio. Nelle ultime ore, dopo il ritrovamento dei corpi di sua moglie e dei suoi figli, Trejo ha solo pubblicato una foto di tutta la sua famiglia insieme.
In questi giorni di ricerca e subito dopo l’appello social di Trejo tanti suoi compagni di squadra si erano mobilitati per aiutare i soccorritori al ritrovamento della famiglia del calciatore. Il giorno prima della conferma, Garcés, suo compagno di squadra, aveva pubblicato un video in cui appariva insieme a Tortolero, Correa e altri calciatori professionisti, impegnati nelle operazioni di soccorso e ricerca in una delle zone colpite dal terremoto. Nel filmato, girato tra le macerie, spiegava che il gruppo stava lavorando per salvare le persone e aiutare a ritrovare la famiglia di Trejo, che descriveva come “un amico e un fratello nel calcio”. Oggi, la tragica notizia.
Come racconta il quotidiano “Il Tirreno“, il capitano del Sassuolo è stato protagonista nel pomeriggio di sabato a Forte dei Marmi quando ha soccorso un ragazzo caduto in bici e rimasto ferito nell’indifferenza dei passanti. Berardi è stato il primo a fermarsi, ha chiamato l’ambulanza e ha assistito il giovane fino all’arrivo dei soccorritori che l’hanno condotto in ospedale.
Domenico Berardi protagonista in campo col Sassuolo, ma non solo. Nel pomeriggio di sabato a Forte dei Marmi, dove sta trascorrendo le vacanze, il capitano neroverde ha trovato posto nella cronaca dopo quanto accaduto a un giovane caduto in bicicletta. Lo riporta Il Tirreno, quotidiano che scrive come un ragazzo fosse rimasto a terra ferito e sanguinante sul viale all’altezza di Via Cavour nell’indifferenza generale dei passanti. Il primo a soccorrere il giovane è stato proprio Berardi.
Il racconto dell’episodio – La vicenda è stata ricostruita da Elisa Coppedé, che gestisce un bar nella zona e ha spiegato a Il Tirreno: “Erano all’incirca le due e mezzo, da lontano ho visto una bici a terra nella ciclabile e non riuscivo a capire se ci fosse anche qualcuno. Però vedevo passare le persone: guardavano a terra e andavano avanti come se niente fosse. Ho pensato che fosse solo una bici abbandonata, come a volte capita. Invece poi è arrivato Domenico Berardi, il calciatore, che era leggermente più avanti di me in bicicletta. Lui si è fermato subito e mi ha invitato con lo sguardo a dare una mano al ragazzo in terra“. ll giovane riportava un’evidente frattura o lussazione alla spalla, per cui è stato necessario l’intervento del soccorso medico: “Ci siamo fermati e l’abbiamo aiutato, abbiamo chiamato subito l’ambulanza. In quel momento sono arrivati anche i ragazzi del Bagno Raffaelli e l’abbiamo coperto con un ombrellone per proteggerlo. Poco dopo è intervenuta la Croce Verde, che ha prestato le prime cure sul posto e ha poi trasportato il giovane in ospedale“.
La donna ha perso la vita facendo scudo alla figlia Alana, dopo il crollo della loro casa a La Guaria
Hector Bello insieme a sua moglia – Instagram @hectorbello
La moglie del calciatore venezuelano Hector Bello è morta facendo scudo alla figlia Alana di un anno, dopo che la loro casa a La Guaria è crollata a causa del sisma. Lo ha annunciato lo stesso calciatore su Instagram parlando del ‘‘prezioso amore” della moglie Andrea e dopo aver fatto visita alla figlia in ospedale a Caracas. “Le racconterò la storia di come l’hai salvata, amore mio, di come hai dato la tua vita per nostra figlia, di come sei stata una donna coraggiosa che non l’ha mai abbandonata, nemmeno mentre esalavi l’ultimo respiro“, ha scritto Bello nel suo post. “Mia figlia e sua zia stanno bene, non saranno dimesse oggi, rimarranno in ospedale. Grazie mille per il vostro sostegno in questo immenso dolore“, ha scritto il calciatore.
In un’altra storia su Instagram, Bello ha scritto: “Come faccio a spiegare a tua figlia che hai perso la vita per salvare la sua e che io non ero lì per fare niente? Come faccio a spiegarlo? Dammi la forza ora“. Anche Cumaná de Campeones, un’organizzazione locale venezuelana che si occupa di comunicazione per i calciatori, ha pubblicato un post sulla morte della donna. “Ci dispiace dover comunicare che la compagna del calciatore Hector Bello “Kike”, originaria di Cumana, è stata trovata morta tra le macerie in seguito al terremoto che ha colpito il Paese“, si legge sui social.
“La loro figlia, tuttavia, è sopravvissuta al crollo dell’edificio in cui risiedeva l’intera famiglia“, ha aggiunto l’organizzazione. La morte della moglie di Ballo è stata annuncia anche dall’emittente televisiva statunitense in lingua spagnola Univision.
Due scosse nel giro di 40 secondi nel nord del paese. La presidente Rodriguez dichiara lo stato d’emergenza. Trump: “Numero devastante di vittime”. Tajani parla con ambasciatore Caracas, De Vito: “Al momento no vittime italiane”
Terremoto in Venezuela – (Afp)
Due violentissime scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Venezuela oggi, giovedì 25 giugno, provocando il crollo di edifici nella capitale Caracas. La presidente Delcy Rodriguez ha annunciato che almeno 32 persone sono morte e 700 sono rimaste ferite. Il numero delle vittime, secondo le autorità, è destinato a salire.
Due super scosse in un minuto – La prima scossa di magnitudo 7.2 si è verificata nell’area di San Felipe, capitale dello stato di Yaracuy nel nord del paese, poco dopo le 18 locali di mercoledì 24 giugno. Dopo appena 40 secondi, una scossa di magnitudo 7.5 è stata registrata a 23 km a sudest di Yumare, nello stesso stato a circa 300 km da Caracas, in un’area che ospita nel più grandi raffinerie del paese. L’US Geological Survey ha diffuso un’analisi preliminare descrivendo una “sequenza sismica doppia di grave entità“. Non è stato emesso un allarme tsunami. Secondo l’agenzia AFP, sono state registrate oltre 20 scosse di assestamento avvertite nel nord-est del paese.
Crollano palazzi a Caracas, stato d’emergenza – A Caracas, dove sono crollati edifici, migliaia di persone si sono riversate nelle strade per il sisma più violento nel paese dal 1900. La presidente Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza. “A coloro che purtroppo hanno subito la perdita di un familiare, porgiamo le nostre più sentite condoglianze“, ha affermato in un discorso in tv. Rodriguez non ha fornito dati sul numero delle vittime ma ha esortato medici e infermieri a presentarsi al lavoro per assistere i feriti.
Le autorità hanno interrotto le forniture di gas nelle zone colpite e l’erogazione dell’acqua è stata sospesa in alcuni settori di Caracas e in diversi stati settentrionali. Nela capitale molte abitazioni sono prive di elettricità. La rete, però, ha retto nel resto del paese. Sospese le operazioni negli aeroporti, in particolare a Caracas nello scalo internazionale Simon Bolivar. E’ stata disposta la chiusura di tutte le scuole fino alla fine della settimana.
Il messaggio di Trump – “I due forti terremoti che hanno appena colpito il popolo venezuelano sono entrambi di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime“, scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul social Truth. “Gli Stati Uniti sono pronti” ad intervenire, “e in grado di aiutare! Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici. I primi rapporti non sono buoni!!!“, afferma.
Gli Stati Uniti manderanno squadre di ricerca e soccorso, forniture mediche e umanitarie e altri beni di prima necessità in Venezuela, ha reso noto Jeremy Lewin, alto funzionario del Dipartimento di Stato responsabile degli aiuti esteri. Con un post sui social ha annunciato che gli Stati Uniti stanno coordinando le operazioni con i loro partner nel governo venezuelano e che il Dipartimento di Stato ha già mobilitato un team di assistenza.
Tajani parla con ambasciatore Caracas, De Vito: “Al momento no vittime italiane” – Al momento “non risultano vittime italiane in Venezuela” anche se “abbiamo notizia di diversi connazionali le cui abitazioni sono risultate danneggiate o addirittura distrutte“, ha affermato l’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, parlando a RaiNews24. De Vito ha aggiunto come “assieme al consolato generale a Caracas e il consolato a Maracaibo stiamo verificando le condizioni dei nostri connazionali“. Come già spiegato in una nota della Farnesina il nostro ambasciatore ha confermato di essere “in contatto con il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha proposto all’Unione europea di attivare il meccanismo della Protezione civile“.
Tajani ha contattato l’ambasciatore d’Italia a Caracas e chiesto all’ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che “l’Italia è pronta a prestare assistenza“.
Gli aiuti degli altri paesi – I paesi confinanti hanno offerto aiuti umanitari e supporto per i soccorsi. Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha ordinato l’invio immediato di aiuti umanitari in Venezuela. Si sono attivati immediatamente anche Panama e Brasile. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha incaricato il ministero degli Esteri di valutare interventi immediati. Dal Salvador, il presidente Nayb Bukele ha annunciato l’invio di 300 soccorritori.
Possibile maremoto alle Isole Vergini e a Porto Rico
Un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il Venezuela: lo riferisce l’Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti. L’epicentro si trova a circa 28 chilometri a ovest della città di Morón, sulla costa caraibica del Paese, la profondità è di 13 chilometri. Nella capitale, Caracas, la popolazione ha evacuato edifici e abitazioni mentre la scossa faceva tremare le strutture. Almeno due edifici sono crollati nel quartiere di Los Palos Grandes, nel comune di Chacao, nell’area metropolitana di Caracas. Lo riferiscono media locali e residenti della zona, che hanno segnalato i crolli lungo la Primera Avenida, tra l’Avenida Francisco de Miranda e la Primera Transversal.
MORE: Multiple structures have reportedly collapsed after a strong earthquake struck Caracas. https://t.co/r1EaakspGy
Il ct non sarà in panchina nella sfida di venerdì contro la Norvegia: è partito per la Francia per assistere al funerale in Francia. Al suo posto il vice Guy Stéphan
Il commissario tecnico della nazionale francese Didier Deschamps
Il commissario tecnico della nazionale francese Didier Deschamps non sarà in panchina nell’ultima sfida del girone tra Francia e Norvegia, in programma venerdì alle 21 a Boston. L’allenatore è in lutto per la scomparsa della madre ed è tornato in Francia per partecipare ai funerali. Ad annunciarlo è stata la Federazione calcistica francese. “Didier Deschamps non potrà dirigere gli allenamenti prima della partita Norvegia-Francia. Non potrà nemmeno essere in panchina venerdì per l’ultima partita del Gruppo I. Il commissario tecnico della nazionale è rimasto profondamente addolorato nell’apprendere questa mattina della scomparsa della madre. Rientrerà in Francia per partecipare ai funerali“, ha dichiarato la federazione in un comunicato stampa.
Didier Deschamps ha così lasciato in mattinata il ritiro della Francia per tornare in patria e assistere ai funerali della madre Ginette. A sostituirlo sarà il suo vice, Guy Stéphan, come era già accaduto nel maggio 2022 quando morì il padre di Deschamps. “In questo momento incredibilmente doloroso, auguriamo al commissario tecnico grande forza e gli assicuriamo il sostegno di tutti”, ha scritto in un’altra nota la Federcalcio francese. I giocatori dei Bleus si sono stretti attorno al loro allenatore osservando un minuto di silenzio, tutti abbracciati attorno al cerchio di centrocampo del campo di allenamento alla Bentley University a Waltham, nel Massachusetts. Con loro c’erano anche i membri dello staff tecnico tra cui Stéphan. “I nostri pensieri sono rivolti al nostro allenatore e a tutta la sua famiglia. Non siete soli“, ha scritto il capitano Kylian Mbappé in una storia su Instagram.
Tutti i convogli in viaggio sono stati riportati nelle stazioni, passeggeri nel caos. Mistero sulle cause
Blocco totale dei treni in Germania, il traffico ferroviario è stato bloccato in tutto il Paese a causa di un problema tecnico di enorme portata, probabilmente legato al crollo del segnale radio. Lo ha riferito il portavoce dell’azienda ferroviaria Deutsche Bahn alla Dpa. A bordo dei treni ad alta velocità, Ice, sono stati fatti annunci per informare dello stop che riguarda anche i convogli regionali.
La compagnia ferroviaria Metronom, una delle più grandi compagnie private che operano in Germania, ha fatto sapere che “a causa di una interruzione nazionale nei collegamenti radio ferroviari, tutti i treni in viaggio devono fermarsi oppure andare alla stazione successiva e fermarsi lì“. Metronom ha aggiunto, “ci saranno lunghi ritardi e cancellazioni su tutte le linee e su tutti i treni“.
“Ora stiamo cercando di far arrivare i treni alle stazioni affinché i passeggeri possano scendere. Poi dobbiamo risolvere il problema che ancora non conosciamo“, ha detto alla ‘Bild‘ l’amministratore delegato di Deutsche Bahn Evelyn Palla, italiana di Bolzano, qualche mese fa chiamata a dirigente le ferrovie tedesche.
E mercoledì saliranno a 16 le città roventi dal Nord al Centro-Sud
Il caldo anomalo non dà tregua in Italia, con un inizio settimana dominato dall’afa in buona parte del paese: da Milano a Roma, da Firenze a Pescara temperature ‘top‘. Come atteso, si entra nel vivo dell’ondata di calore in corso e il numero di città che saranno contrassegnate dal bollino rosso è destinato a crescere di giorno in giorno.
Ieri, lunedì 22 giugno, le città da bollino rosso sono state 12. Oggi, martedì 23 giugno, salgono a 15. L’allerta massima (livello 3) indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. E tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute, si ricorda nel portale del ministero della Salute dove è stato pubblicato l’ultimo bollettino aggiornato.
I capoluoghi più caldi oggi saranno Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Restano con bollino arancione (Allerta 2) Bari e Latina. In giallo (Allerta 1) ci sono Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste.
Domani, mercoledì 24 giugno, si sale ancora: i capoluoghi col bollino rosso diventano 16 con l’aggiunta di Latina, e completano il quadro i bollini arancioni previsti per Trieste e Bari. Rimarranno infine contrassegnate dal bollino giallo solo 9 città: Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.
L’anticiclone africano continua a dominare sull’Italia, portando caldo intenso e afa, ma non mancano episodi temporaleschi locali. Per domani martedì 23 giugno è stata diramata un’allerta meteo gialla per rischio temporali, idraulico e idrogeologico in Calabria, Basilicata, Lazio e Sicilia. Le temperature resteranno elevate, con punte fino a 38 gradi.
L’Italia resta sotto l’influenza dell’anticiclone africano, che continua a mantenere condizioni di caldo intenso su gran parte del Paese. La massa d’aria rovente garantisce temperature ben sopra la media e un clima particolarmente afoso, ma non impedisce la formazione di temporali locali, soprattutto nelle zone montuose e nelle aree interne.
Per la giornata di domani, martedì 23 giugno, la Protezione civile ha comunque diramato un’allerta meteo gialla per rischio idraulico, idrogeologico e temporali in alcune regioni del Sud e del Centro Italia. I fenomeni non saranno diffusi, ma potranno risultare localmente intensi, con possibili rovesci improvvisi e criticità legate al territorio. Ad ogni modo il caldo è destinato a proseguire anche nei prossimi giorni, con valori elevati e zero termico su livelli eccezionali sulle Alpi.
Allerta Meteo gialla: le regioni a rischio – L‘allerta meteo gialla di martedì 23 giugno interessa principalmente il Mezzogiorno e alcune zone del Centro Italia. Le criticità riguardano il rischio di temporali, possibili problemi idraulici e fenomeni legati al dissesto idrogeologico. Questa la situazione secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile:
Ordinaria criticità per rischio temporali/ allerta gialla: Basilicata: Basi-A2, Basi-D, Basi-C. Calabria: Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico MeridionaleLazio: Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Aniene, Bacini di Roma, Appennino di RietiSicilia: Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia, Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Bacino del Fiume Simeto, Sud-Orientale, versante ionico, Centro-Meridionale e isole Pelagie
Ordinaria criticità per rischio idrogeologico / allerta gialla:Calabria: Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico MeridionaleSicilia: Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia, Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Bacino del Fiume Simeto, Sud-Orientale, versante ionico, Centro-Meridionale e isole Pelagie
Maltempo martedì 23 giugno: le previsioni meteo – La giornata di domani, martedì 23 giugno, inizierà con condizioni generalmente stabili, con cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte dell’Italia. Nel corso del pomeriggio è previsto un aumento della nuvolosità, ma resteranno ampie schiarite soprattutto in pianura Padana, lungo le coste liguri, sui versanti adriatici e sulle isole.
I fenomeni saranno concentrati soprattutto nelle aree montuose: sono attesi rovesci e temporali sparsi, localmente anche intensi, su Alpi, Prealpi venete, Friuli Venezia Giulia, Appennino, zone interne della bassa Toscana e del Lazio, oltre ai rilievi delle isole maggiori.
In serata alcuni temporali potranno spostasi verso le zone di pianura, con possibili episodi tra Lombardia, area veronese ed Emilia occidentale. Nonostante questi fenomeni, il quadro generale resterà caratterizzato dal caldo afoso, con notti tropicali e temperature massime comprese in prevalenza tra 30 e 38 gradi.
I venti saranno deboli, con una prevalente componente di brezza lungo le coste. L’ondata di calore, secondo le attuali proiezioni, dovrebbe continuare fino alla fine di questo mese e potrebbe intensificarsi ulteriormente nella seconda parte della settimana, coinvolgendo maggiormente anche le regioni meridionali finora meno interessate dalle anomalie termiche.
La notizia arriva da un comunicato della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca
Alex Schwazer – IPA
Nuova bufera doping per Alex Schwazer. Il 41enne marciatore italiano è risultato positivo all’Epo in un controllo eseguito in Germania. La notizia arriva oggi, lunedì 22 giugno, da un comunicato della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania: “Nada – si legge –ha avviato un procedimento di gestione dei risultati in bse al Codice Mondiale Antidoping (WADC21)/Codice Nazionale Antidoping della Germania (NADC21) e al regolamento antidoping della Federazione Tedesca di Atletica Leggera (DLV) nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer a causa di una possibile violazione delle norme antidoping. La Nada ha disposto una sospensione temporanea nei confronti dell’atleta e ha inoltre presentato una denuncia presso la procura competente ai sensi della legge antidoping“.
Il comunicato continua: “In occasione dei Campionati tedeschi di marcia su strada, la sostanza eritropoietina (classe S.2 della Lista delle sostanze proibite dell’Agenzia mondiale antidoping), abbreviata in EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue dell’atleta“.
La gara della sospensione – Schwazer è finito in un nuovo caso doping per la gara dello scorso 26 aprile in Germania, quando aveva vinto la maratona dei campionati tedeschi con il terzo tempo al mondo e record italiano di 3h01’55”.
Schwazer, le precedenti squalifiche – Per l’azzurro, oro nella 50 km di marcia a Pechino 2008, si tratta della terza positività della carriera. Nel 2012 venne trovato positivo all’Epo prima delle Olimpiadi di Londra, ammettendo subito le sue responsabilità e confessando l’assunzione della sostanza con una squalifica di tre anni e nove mesi. Schwazer tentò poi di tornare in pista sotto la guida dell’allenatore Sandro Donati, simbolo della lotta al doping in Italia.
Nel 2016 il secondo caso di doping, pochi mesi prima delle Olimpiadi di Rio. Schwazer risultò positivo al testosterone sintetico durante un controllo, respingendo però subito tutte le accuse, iniziando una lunga battaglia contro il sistema e la Wada, fino a quando – nel 2021 – il Tribunale di Bolzano dispose l’archiviazione del procedimento penale, ritenendo plausibile l’ipotesi di una manipolazione dei campioni.
L’ex numero uno del Coni guiderà il calcio italiano dopo le dimissioni di Gravina dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali
“Inizia la nuova epoca del calcio italiano”. Giovanni Malagò è il nuovo presidente federale, ha battuto Abete prendendo il 68,58% dei voti. “Non sono un Papa nero, ma uno di voi: figlio, fratello e padre del mondo del pallone”, commenta emozionato l’ex presidente del Coni davanti agli elettori. Un trionfo netto, quello decretato dell’assemblea federale, riunita per scegliere il successore di Gabriele Gravina nella cornice lussuosa del Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sulla collina di Monte Mario. “Sento le vostre grida di dolore. Avverto uno spaventoso senso di responsabilità, ma sono abituato a conviverci. È il momento di cambiare e innovare”. Come? “Vi supplico, mettiamo da parte i personalismi. Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto”, la preghiera diMalagò. Che manda un messaggio chiaro al governo e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, lo stesso che nei mesi scorsi aveva apostrofato l’ex numero uno del Coni come “diversamente amico”, nel solco di una storica ruggine, ora da scrostare. “Bisogna ricostruire le dinamiche con il mondo politico. Lo farò mantenendo la schiena dritta, perché è così che si ottiene molto di più”, spiega. Sconfitto il rivale (29,17% dei voti ottenuti da Abete), numero uno della Lega Dilettanti, che fino all’ultimo tiene viva la candidatura. “Giovanni, se tu sei figlio del mondo del calcio, io lo sono ancora di più”, il suo messaggio prima del voto in un discorso infinito – quasi mezz’ora, il doppio di Malagò – in cui cita anche Vasco Rossieil Vangelo per ribadire il suo impegno nella difesa degli interessi del calcio italiano.
La polemica di Gravina – Malagò raccoglie un’eredità pesante: la terza esclusione consecutiva dai Mondialinon aveva lasciato alternative a Gravina, che ha guidato il calcio italiano dal 2018 e il 3 aprile, dopo la batosta di Zenica con la Bosnia ai play-off, non ha resistito alle pressioni. E oggi ha spiegato: “La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta. È stata una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Io sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”. E ancora: “Ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa”.
Insieme a Gravinaavevano lasciato anche Buffon, capo delegazione della Nazionale e Gattuso qualche giorno dopo che ha rassegnato le dimissioni da ct.
Gli obiettivi non sono cambiati e l’impegno che Malagò dovrà affrontare non è semplice: il calcio italiano è senza riforme, ha cento squadre professionistiche che faticano a sopravvivere, stadi vecchi e un debito di oltre 5 miliardi.
Confermati tutti i consiglieri federali – Sono stati confermati in blocco tutti i consiglieri federali: per la Lega Serie A Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini; per la Serie B Antonio Gozzi; per la Serie C Giulio Gallazzi; per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro; per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno; per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città.
Il cantante, 81 anni, di recente ha cancellato degli show per problemi di salute: “Ho rischiato di svenire”
Rod Stewart, che durante il suo concerto allo Utah First Credit Union Amphitheatre di West Valley City,….
Momenti di tensione per Rod Stewart, che durante il suo concerto allo Utah First Credit Union Amphitheatre di West Valley City, è stato soccorso sul palco per indossare la maschera dell’ossigeno. Come riporta il sito americano TMZ, che ha un pubblicato il video della scena, non sono ancora noti i motivi del malessere. Il cantante britannico, 81 anni, stava eseguendo una delle canzoni più note della sua discografia, “Young Turks“, quando ha iniziato ad accorgersi che qualcosa non andava.
Problemi di salute – Camminava in giro per il palco aggrappandosi a strumenti e oggetti di scena. Poi ha fatto cenno a due addetti del suo staff, che sono subito intervenuti con una bombola d’ossigeno. “Ho rischiato di svenire“, ha spiegato Stewart, mentre il pubblico gli rivolgeva un lungo applauso di sostegno. “Lo spettacolo deve continuare, vi dispiace se mi siedo?“. Il cantante ha infatti trascorso il resto dello show seduto su una sedia. Un episodio allarmante se si considerano i vari show cancellati per problemi di salute.
Le possibili cause del malessere – Secondo alcuni, uno dei fattori che potrebbe aver influito sarebbe l’altitudine di West Valley City, situata a circa 1300 metri sul livello del mare. Negli ultimi mesi, il tour mondiale di Stewart, ha subito diversi annullamenti e slittamenti: da quelli ri-programmati a Las Vegas a causa di “una sinusite“, a quelli cancellati in California. Poi la polemica per la data di San Diego annullata quasi all’ultimo, nonostante ore dopo il cantante fosse andato al Boston Stadium insieme ai figli Aidan e Alastair, per vedere la seconda partita della Scozia al Mondiale.
Nessun ritiro dalle scene – Nonostante questi ultimi problemi di salute, Stewart ha dichiarato di sentirsi bene: “Sono in forma, ho una folta chioma e riesco a correre i 100 metri in 18 secondi“. Il suo One Last Time Tour – che toccherà anche l’Italia il 2 luglio, a Bassano del Grappa – non è quindi un addio alle scene. “È l’ultimo tour mondiale, ma non ho alcuna intenzione di ritirarmi“, ha confermato Stewart.
Mondiale 2026: una nazionale accusa nuovamente gli USA e la FIFA per pesanti blocchi logistici e visti negati e ora anche per un punto oscuro del regolamento
In questoMondiale 2026, l’Iran sta affrontando i maggiori problemi logistici del torneo. Il problema è consistente: a causa delle restrizioni sui visti, calciatori e staff possono rimanere negli USA solo per 24 ore a ridosso dei match. Per questo, la FFI ha presentato un reclamo formale alla FIFA. Nelle ultime ore anche uno dei massimi esponenti del calcio iraniano ha esposto le incongruenze che impediranno proprio all’Iran di rispettare le regole impostategli già dalla prossima partita.
Le dichiarazioni della FFI: “Questo è un punto oscuro nella storia delle Coppe del Mondo“ – Il segretario generale della federazione, Hedayat Mombeini, ha criticato il fatto che gli Stati Uniti abbiano respinto la richiesta dell’Iran di stabilirsi a Los Angeles due giorni prima del match contro il Belgio, in programma domenica.
Queste le sue dichiarazioni: “Sono i protocolli della FIFA a stabilire che le squadre debbano trovarsi nella sede due giorni prima”, ha dichiarato Mombeini, denunciando il mancato rispetto delle norme da parte degli Stati Uniti, co-organizzatori del torneo. “Chi non è in grado di applicare le regole della FIFA non dovrebbe candidarsi per organizzare un Mondiale. Questo è un punto oscuro nella storia delle Coppe del Mondo”.
Iran, il problema nasce dalla politica – Le tensioni geopolitiche stanno avendo un impatto diretto sul rettangolo verde secondo la Federazione Iraniana. Il segretario della FFI ha sottolineato che questo trattamento “non ha precedenti nella storia del Mondiale“, lanciando un duro monito.
Così ha concluso Mombeini: “Permettere a questioni politiche di interferire nel calcio rappresenta una minaccia per lo sport stesso. Infrangere le norme mette in discussione il gioco: il calcio non deve perdere la sua forza di fronte alla politica”, ha concluso.
Nonostante il clima di totale emergenza logistica e le pesanti pressioni extra-campo, l’Iran non ha intenzione di arrendersi ed è determinato a far parlare il campo.La nazionale iraniana punta infatti a superare la fase a gironi per la prima volta nella sua storia: un obiettivo che, guardando ai valori tecnici della squadra, non è affatto impensabile. Riuscire a strappare il pass per i sedicesimi di finale, soprattutto alla luce di queste enormi complicazioni e ingerenze politiche dell’ultimo minuto, assumerebbe il sapore di una vera e propria impresa e regalerebbe al Paese un risultato storico senza precedenti.
La misura viene definita “una prima risposta” al mancato rispetto dell’accordo. Media: “Vicepresidente Usa in partenza per Svizzera, domenica colloquio con Ghalibaf”
Stretto di Hormuz – Fotogramma Ipa
L’Iran ha annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale, definendo la misura una “prima risposta” a quelle che considera violazioni degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell’ambito dell’accordo firmato negli scorsi giorni. Il Comando centrale Khatam al-Anbiya ha affermato che la decisione è legata al mancato rispetto della prima clausola dell’accordo per porre fine al conflitto e alle continue operazioni israeliane nel Libano meridionale.
“Si annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. Questo primo passo è una risposta alla violazione delle promesse da parte del nemico“, si legge nella nota trasmessa dalla tv di Stato. Il comando iraniano ha inoltre avvertito che, qualora le ostilità dovessero proseguire, “saranno pianificate e adottate ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare i propri obblighi“.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che la delegazione iraniana partirà già in giornata per la Svizzera “per dare seguito e richiedere l’adempimento degli impegni assunti dagli Stati Uniti ” nel memorandum d’intesa.
“L’altra parte deve adottare le misure necessarie il prima possibile. In caso contrario, l’intera intesa sarà in pericolo” ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall’agenzia Irna.
Vance: “Non ci sono prove che lo Stretto sia stato chiuso” – Jd Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha dichiarato a Fox News di non avere conferme sul presunto blocco iraniano dello Stretto di Hormuz, definendosi “scettico” rispetto all’annuncio del comando Khatam al‑Anbiya.
Secondo fonti, citate da Cnn e Axios, Vance potrebbe partire già oggi per la Svizzera, dove sono in preparazione i colloqui con l’Iran: la sua presenza è attesa già domani a un incontro con il capo delegazione iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Sul posto si trovano già l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati sugli aspetti tecnici dei negoziati, resi più complessi dalle tensioni tra Israele e Hezbollah in Libano.
“Organizzeremo i colloqui quando arriveranno i principali rappresentanti del governo iraniano, oltre a quelli di Qatar e Pakistan. Potrebbe accadere già domani, ma queste cose evolvono di continuo”, ha spiegato Vance a Fox News.
Domenica colloqui tecnici Usa‑Iran in Svizzera – Colloqui tecnici per l’attuazione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran si terranno domani in Svizzera. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri del Pakistan, spiegando che l’incontro rappresenta il seguito operativo del Memorandum d’intesa firmato a Islamabad. “Come seguito alla firma del Memorandum d’intesa di Islamabad, il 21 giugno si terranno colloqui a livello tecnico a Burgenstock, in Svizzera”, si legge nella nota. Ai negoziati parteciperanno delegazioni di Washington e Teheran, con la mediazione di Pakistan e Qatar.
Continuano a far discutere i controlli ai giocatori durante la Coppa del Mondo in corso tra Stati Uniti, Canada e Messico
Le perquisizioni alla Germania – X
Diventano un caso le perquisizioni ai giocatori durante i Mondiali 2026. In vista della partita contro la Costa d’Avorio di oggi, sabato 20 giugno, è toccato alla Germania. Come mostrato da diversi video che in queste ore stanno facendo il giro dei social, i calciatori della nazionale tedesca del ct Nagelsmann sono stati sottoposti a duri controlli prima della loro partenza verso Toronto, in Canada, dove stasera si giocherà la sfida del gruppo E.
Tra i giocatori, il più perplesso è il capitano Neuer, sottoposto a controlli molto duri (con tanto di apertura del borsone con i propri effetti personali).
🇩🇪 Germany’s national team getting the full security treatment before flying to Toronto
Is this level of checking really necessary for the players?
All’inizio del torneo aveva fatto discutere il trattamento riservato dalla polizia ad altre nazionali, tra cui Senegal e Uzbekistan, perquisite al loro arrivo negli Stati Uniti. Per quanto riguarda l‘Uzbekistan del ct Fabio Cannavaro, i giocatori erano stati controllati al loro arrivo a New York per un’amichevole contro i Paesi Bassi, con l’intervento dei cani antidroga, ma non erano stati segnalati controlli simili per la squadra olandese.
Anche i giocatori del Senegalerano stati sottoposti a ispezioni rafforzate, mentre un arbitro somalo Omar Artan è stato respinto all’ingresso negli Stati Uniti senza spiegazioni.
Epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno
Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato oggi nella zona sudoccidentale di Creta, in Grecia. Lo riferisce il Centro sismologico euro-mediterraneo spiegando che il sisma ha avuto un epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno. Non si segnalano danni.
Secondo quanto riferito dal British Transport Police l’impatto è avvenuto a Bedford tra due convogli della East Midlands Railway. Starmer: “Vicino alla famiglia della vittima”
Prime immagini dello scontro tra i tren
Morto il macchinista e undici feriti molto gravi. E’ il bilancio ancora provvisorio di uno scontro tra due treni, avvenuto oggi, venerdì 19 giugno, nell’area di Bedford, a una novantina di chilometri dalla città di Londra come conferma il British Transport Police. Secondo quanto riferito in una nota, lo scontro ha coinvolto due convogli della East Midlands Railway. Agli undici gravi si aggiungono i ventidue con ferite serie e cinquantasei lievi.
Le autorità britanniche hanno dichiarato un “major incident“e sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia ferroviaria insieme alla polizia del Bedfordshire, ai vigili del fuoco e ai servizi di emergenza sanitaria. Il vicecapo della British Transport Police, Stuart Cundy, ha parlato di una risposta d’emergenza “significativa” in corso, aggiungendo che le autorità stanno lavorando “a ritmo serrato” per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Le autorità invitano la popolazione a evitare la zona, in attesa di chiarire la dinamica dello scontro e di fornire informazioni sul numero delle persone coinvolte.
Starmer: “Vicino alla famiglia della vittima” – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito “estremamente preoccupanti” le notizie sullo scontro tra due treni passeggeri nei pressi di Bedford. “Il mio pensiero va alla famiglia della persona che purtroppo ha perso la vita e a coloro che sono rimasti gravemente feriti“, ha scritto in un post su X, esprimendo gratitudine ai servizi di emergenza “per la loro risposta pronta a questo tragico incidente“.
Al 48′ del primo tempo di Turchia-Paraguay i Mondiali 2026 entrano nella storia del calcio: l’arbitro, richiamato al monitor, espelle Almiron: applicata alla perfezione la regola 12.4 sui comportamenti antisportivi.
Nella notte della disfatta, alla Turchia di Montella non viene in aiuto nemmeno il nuovo regolamento IFAB applicato per la prima volta in assoluto ai Mondiali 2026 quando, in pieno recupero del primo tempo il Paraguay si ritrova in 10 contro 11 per l’espulsione diretta di Almiron. Reo di essere incappato in un “comportamento antisportivo” che vale il rosso, con tanto di intervento del VAR a richiamare l‘arbitro Barton: il giocatore paraguaiano si è infatti rivolto a Muldur portandosi una mano alla bocca e coprendo il labiale, infrangendo l‘aggiornato regolamento IFAB sull’articolo 12.4 sugli “Interventi Disciplinari” che punisce con la massima sanzione questo tipo di atteggiamenti.
Prima sorpresa, poi sconcerto e infine amarezza. Al Levi’s Stadium di Santa Clara è calato il silenzio di fronte all’improvviso richiamo del VAR nei confronti dell’arbitro Barton richiamato al monitor apparentemente senza alcun valido motivo. Un veloce consulto alle immagini e poi la decisione che ha decretato la prima espulsione nella storia del calcio per mani davanti alla bocca: quella che comunemente viene definita la “Regola Vinicius” ma che in realtà un emendamento nero su bianco del nuovo regolamento IFAB approvato all’unanimità.
✅ BIEN EXPULSADO 🇵🇾 EN EL MUNDIAL 2026 🚨
Almirón 🇵🇾 se convirtió en uno de los primeros futbolistas sancionados bajo la nueva normativa que castiga el hecho de taparse la boca durante una confrontación o intercambio con un rival.
Cos’è successo in Turchia-Paraguay: il VAR richiama Barton, rosso diretto ad Almiron – Succede tutto al 48’ di Turchia-Paraguay quando si sudamericani sono già in vantaggio 0-1 per il gol lampo di Galarza che, alla fine, pur restando in 10, condanneranno la Nazionale di Montella all’immediata eliminazione. In uno dei tanti momenti di gioco fermo, in una gara vissuta sempre sul filo dei nervi, l’arbitro salvadoregno Barton è stato richiamato al monitor e solo in quel momento si comprende il motivo: il numero 10 del Paraguay, Almirón si rivolge all’avversario Muldur, mentre il gioco è fermo per un calciatore a terra, ponendo la mano davanti alla bocca. Una situazione di gioco che da questi Mondiali in poi è proibita e può essere punita dal rosso diretto. Nuova regola, puntualmente scattata, dopo essere stata approvata dall’IFAB all’unanimità per colpire quei calciatori che, mascherando il labiale, spesso pronunciano insulti o frasi antisportive.
Almiron espulso per la nuova regola IFAB: mani sulla bocca rivolgendosi ad un avversario. Rosso diretto
La conferma della Farnesina. La donna, 46 anni, avrebbe respirato il monossido di carbonio generato dalle fiamme e si sarebbe sentita male nella spiaggia vicina dove tutti si erano rifugiati
Le autorità di Santo Domingo hanno confermato all’ambasciatore d’Italia il decesso di una cittadina italiana coinvolta nell’incendio del resort in zona Bayahibe: Francesca Valentino aveva 46 anni. Lo rende noto la Farnesina. In ospedale l‘ambasciatore ha incontrato il marito della vittima e gli ha offerto l’assistenza dell’ambasciata assieme agli incaricati del resort che stanno seguendo tutti gli altri italiani coinvolti nell’incendio.
Crisi respiratoria per il monossido di carbonio – La donna sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell’hotel. Ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio quando un’ondata di fumo proveniente dal sito incendiato l’ha investita. È stata trasportata in ospedale con un’auto privata.
Chi era la vittima – Originaria di Caserta, Francesca Valentino viveva dal 2014 a Bayahibe, un villaggio turistico di 3000 abitanti nella Repubblica Dominicana. Nel 2018 aveva raccontato il suo cambio vita in un programma televisivo: “Sono partita dall’Italia con un biglietto aereo di 2 mesi, ma non sono più tornata. Oramai mi sono stabilita qui, ho trovato l’amore, mi sono sposata ed ho avuto una bimba. Sono felice della mia scelta, non tornerei mai indietro”.
Quasi 1700 i turisti evacuati – Continua l’opera di assistenza e di verifica sulla condizioni dei connazionali da parte dei funzionari diplomatici italiani. Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato il capo della protezione civile e due ministri sul luogo del disastro; sono state tenute riunioni operative con l’ambasciata d’Italia e i responsabili del resort per garantire assistenza durante l’emergenza. Al momento non si registrano altre vittime legate direttamente o indirettamente all’incendio, ma sono quasi 1.700 i turisti evacuati e trasferiti in altri hotel e strutture ricettive vicine. Alpitour ha segnalato la presenza di 285 italiani nel resort e di altri connazionali in strutture collegate non coinvolte dal rogo.
“Il fuoco si è propagato rapidamente” – Le cause dell’incendio sono oggetto di indagine e il Centro Operativo di Emergenza del Paese ha dichiarato che sembra che “il fuoco si sia propagato rapidamente” a causa del forte vento e perché parte del tetto del resort era in paglia.
Il rogo ha coinvolto il tetto del capannone. Trenta uomini al lavoro per evitare danni maggiori. I cittadini sono stati invitati invia precauzionale, a chiudere le finestre e i sistemi di aerazione per evitare l’ingresso di fumo, e a liberare le strade e per intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso
L’incendio in corso
Maxi incendio alla Max Factory di Montano Lucino(provincia di Como), dove per ore, a partire dal primo pomeriggio di oggi (venerdì 19 giugno), un rogo ha avvolto la copertura del capannone, che ha sede in via Valtellina angolo via Leopardi. I vigili del fuoco del comando di Como stanno lavorando con rinforzi provenienti dai comandi di Varese, Lecco e Milano, con circa trenta uomini e quindici mezzi: un impiego massiccio che ha consentito lo spegnimento dell’incendio sulla copertura e negli impianti dello store, limitando la propagazione al sottostante livello commerciale.
Il rogo divampato al Max Factory di Montano Lucino (Local Team)
L’intervento dei vigili del fuoco e le misure di precauzione – Stando a quanto emerso non si sono verificati coinvolgimenti di persone o intossicazioni. Intorno alle 16.30 i pompieri erano al lavoro per le operazioni di messa in sicurezza e minuto spegnimento. Il rogo ha generato una grossa colonna di fumo nero, che ha spinto la Protezione Civile ad avvisare i cittadini, invitandoli, in via precauzionale, a chiudere le finestre e i sistemi di aerazione per evitare l’ingresso di fumo, e a liberare le strade per non intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.
Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnato ai Mondiali 2026, ha sempre negato le accuse
Achraf Hakimi – Ipa
Dai Mondiali di calcio con il Marocco al processo per stupro. Questa la storia del capitano dellanazionale marocchina e difensore del Psg Achraf Hakimi.Un tribunale d’appello francese ha confermato che la stella del calcio marocchinosarà processato con l’accusa di stupro ai danni di una giovane donna. Nel febbraio 2023, una donna all’epoca ventiquattrenne denunciò alla polizia della regione della Val-de-Marne, a sud-est di Parigi, di essere stata violentata da Hakimi. Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnata venerdì nella seconda partita dei Mondiali contro la Scozia, ha sempre negato le accuse.
“La giustizia – ha scritto Hakimi su Twitter – mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stata un’inchiesta’. Ho scelto di tacere per anni. Ho pensato che rimanere degno, essere paziente e avere fiducia nella giustizia avrebbe permesso che venissero prese le giuste decisioni. Oggi, una storia che non è la mia viene raccontata a scapito della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità. A volte ho la sensazione di essere diventato un bersaglio facile. Aspetto questo processo dal primo giorno. E ora lo aspetto con impazienza. Finalmente, potrò parlare“.
“Le indagini condotte durante l’istruttoria preliminare e l’istruttoria giudiziaria hanno portato la camera inquirente a concludere che vi siano prove sufficienti contro” Achraf Hakimi “a giustificare il suo rinvio a giudizio presso il tribunale penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine” vicino a Parigi, ha dichiarato la Corte d’Appello in un comunicato stampa a seguito di una decisione resa a porte chiuse. Il giocatore ha sempre respinto l’accusa definendola “falsa“. A febbraio aveva presentato ricorso contro la sentenza del giudice istruttore che lo aveva rinviato a giudizio per stupro. Non appena la sentenza della Corte d’Appello era stata emessa, il giocatore ventisettenne ha dichiarato a X di “attendere con ansia” il processo, aggiungendo: “Finalmente potrò parlare“.
La data del processo non è ancora stata fissata. Interpellata su un possibile ricorso alla Corte di Cassazione, l’avvocata del due volte campione d’Europa con il Psg, Fanny Colin, ha detto: “Questa conferma era attesa. Non si afferma che sia colpevole di nulla; si difende con fermezza“, ha ribadito Colin, aggiungendo che il suo cliente “ha molto da dire“. “Quindi, in questa fase, un totale di sei giudici hanno stabilito che le prove in questo caso sono talmente consistenti da giustificare l’incriminazione di Achraf Hakimi davanti a un tribunale penale“, ha commentato Rachel-Flore Pardo, l’avvocato che rappresenta il querelante, uscendo dall’aula. “Dopo oltre tre anni di battaglie legali, dopo essere stata calunniata e trascinata nel fango dalla difesa di Achraf Hakimi, questa decisione porta sollievo e speranza alla mia cliente“, ha aggiunto.
Inoltre pur non avendo rilasciato commenti ufficiali, il club parigino intende tutelare privatamente il proprio giocatore, facendo affidamento sulla presunzione di innocenza, dato che Hakimi ha sempre negato le accuse.
Secondo una fonte della polizia dell’epoca dei fatti, la donna, allora ventiquattrenne, raccontò di aver conosciuto Achraf Hakimi nel gennaio 2023 su Instagram e di essere andata a casa sua con un’auto privata prenotata dal giocatore. Spiegò che il giocatore l’aveva baciata e poi toccata senza il suo consenso prima di violentarla. Aggiunse di essere riuscita a respingerlo e specificò che un’amica, contattata tramite messaggio, era venuta a prenderla. La giovane donna si recò in commissariato nel 2023 per denunciare lo stupro. Achraf Hakimi fu formalmente incriminato e posto sotto sorveglianza giudiziaria pochi giorni dopo, a marzo. Uscendo dall’udienza,l’avvocato Colin denunciò quella che definì “giustizia di classe al contrario“.
“Questa indagine è stata aperta solo perché una denuncia alla polizia è stata resa pubblica dalla stampa“, afferma, un’attenzione mediatica che attribuisce al fatto che “il signor Achraf Hakimi è una figura pubblica e nota“. Per la giovane donna che ha denunciato questi fatti, la fuga di notizie sulla sua dichiarazione al quotidiano Le Parisien rappresenta “il più grande trauma della mia vita“. Jeanne (nome di fantasia) ha dichiarato giovedì a Mediapart, nella sua prima apparizione pubblica, di volere “un processo per difendermi, per essere ascoltata“. “Voglio giustificarmi. Voglio essere creduta“, ha aggiunto. “Non è mai piacevole per la mia cliente vedere l’uomo che accusa di stupro“, sottolinea la signora Pardo, per la quale“c’è ancora molta strada da fare nella lotta contro la violenza sessuale nel mondo del calcio maschile“.
Si è spento a 58 anni. Fu capocannoniere della serie A con il Bari, a Livorno divenne capitano e idolo della città. Da un anno combatteva con un tumore al colon. Il toccante saluto sui social
Igor Protti(Rimini, 24 settembre 1967 – Cecina, 19 giugno 2026) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Soprannominato lo Zar, è stato, assieme a Dario Hübner, l’unico giocatore ad ottenere il titolo di capocannoniere in Serie A (con la maglia del Bari), in Serie B e in Serie C1 (con quella del Livorno), nonché l’unico nella storia a laurearsi capocannoniere della Serie A giocando per una squadra (il Bari) poi retrocessa.
Mondo del calcio in lutto. E’ morto a 58 anni Igor Protti, ex attaccante di Livorno, Messina, Bari, Lazio, Napoli e Livorno. Da un anno combatteva con un tumore al colon. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia con un post sui social.
Se ne va uno dei bomber più amati del calcio italiano degli anni Novanta e Duemila, capace di lasciare un segno profondo soprattutto nelle piazze di Bari e Livorno, che lo hanno eletto a simbolo e bandiera.
Protti al tiro durante Sampdoria-Bari del 1996 (ansa)
Protti capocannoniere in serie A con il Bari – Nato a Rimini nel 1967, Protti mosse i primi passi nel Livorno prima di costruirsi una lunga carriera tra Serie B e Serie A. Dopo l’esplosione con il Messina, fu il Bari a consacrarlo definitivamente. Con la maglia biancorossa conquistò la promozione in Serie A e nel 1995-96 vinse la classifica cannonieri del massimo campionato con 24 reti, impresa resa ancora più straordinaria dal fatto che i pugliesi retrocessero a fine stagione.
Protti esulta dopo un gol con il Livorno
La scalata dalla C alla A con il Livorno – Vestì poi le maglie di Lazio e Napoli, ma fu ancora Livorno a diventare la sua casa calcistica. In amaranto guidò la scalata dalla Serie C alla Serie A, diventando il capitano e l’idolo di un’intera città. In carriera ha segnato 246 gol vincendo la classifica cannonieri in Serie A, Serie B e Serie C.
Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, la squadra e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Igor Protti, simbolo straordinario e indimenticabile bomber del calcio italiano. Ha indossato la maglia azzurra nella stagione '97/98, dando il suo… pic.twitter.com/4tBVhybZQk
Il centrocampista canadese del Sassuolo crolla a terra con la gamba spezzata dopo il fallo di Madibo
Ismael Koné – (Fotogramma)
Infortunio terribile a Ismael Koné, centrocampista del Canada, nel match giocato a Vancouver contro il Qatar oggi 19 giugno. Al 50′, sul punteggio di 3-0 per il Canada, il giocatore del Sassuolo ha subìto sulla trequarti il fallo di Al Haj Madibo. Koné è crollato a terra con la gamba sinistra spezzata all’altezza della caviglia e, per qualche secondo, è rimasto sotto choc. I suoi compagni si sono resi conto immediatamente della gravità della situazione. Madibo, autore di un intervento scomposto, si è portato le mani al volto. Koné è stato soccorso, mentre i giocatori del Canada hanno circondato e spintonato Madibo. Il calciatore del Qatar, evidentemente turbato, è stato espulso. Koné ha lasciato il campo in barella, salutato dall‘ovazione del pubblico. Dopo la lunga interruzione, il match è ripreso in un clima surreale.