Torna l’ora solare: nella prossima notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora. Alle 3 gli orologi torneranno alle 2, si dormirà un’ora in più e il sole tramonterà prima. Il cambio dell’ora chiude la stagione dell’ora legale, che tornerà nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027.
1 – Ora solare 2026, la data
2 – Un’ora di sonno in più, una di luce in meno
3 –Ora solare 2026, cosa fare con gli orologi
4 – Quanto dura l’ora solare 2026
Ora solare 2026, quando cambia? La data, cosa fare con le lancette e come migliorare l’umore – Leggo
1 – Ora solare 2026: la data: Il passaggio all’ora solare scatta ogni anno l’ultima domenica di ottobre. Nel 2026 cade il 25, un giorno prima rispetto al 2025, quando le lancette erano state spostate il 26. L’ora compresa tra le 2 e le 3 verrà vissuta due volte, ed è l’unico momento dell’anno in cui l’Italia torna davvero indietro nel tempo.
2 – Un’ora di sonno in più, una di luce in meno: Il vantaggio immediato dell’ora solare è nel letto: sabato notte 24 ottobre si dormirà un’ora in più. Da domenica cambia invece la distribuzione della luce: il sole tramonta prima nel pomeriggio e l’alba arriva un’ora prima rispetto a quanto segna l’orologio. Le ore di luce non aumentano né diminuiscono, si spostano verso il mattino, quando molti sono ancora a letto o già in ufficio. Nei giorni successivi alcune persone avvertono un po’ di stanchezza, con un adattamento che di solito si esaurisce nel giro di pochi giorni.
3 – Ora solare 2026, cosa fare con gli orologi: Con l’arrivo dell’ora solare per la maggior parte delle persone non servirà alcun intervento. Smartphone, tablet, computer, smartwatch e console collegati alla rete si aggiornano da soli. Vanno invece regolati a mano gli orologi analogici,le sveglie tradizionali e gli apparecchi privi di connessione, come il display del forno o l’orologio dell’auto, riportando le lancette indietro di un’ora.
4 – Quanto dura l’ora solare 2026: L’ora solare 2026resterà in vigore per poco meno di cinque mesi. Il ritorno all’ora legale è fissato per la notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando le lancette avanzeranno dalle 2 alle 3 e si dormirà un’ora in meno. In Italia il doppio cambio è in vigore dal 1966, a livello europeo si discute dell’abolizione dal 2018 senza una decisione definitiva e nel 2026 la Camera ha avviato un’indagine conoscitiva sull’ipotesi di mantenere l’ora legale tutto l’anno. Per ora il calendario resta quello di sempre e il cambio di ottobre è confermato.
Nei giorni scorsi l’allenatore aveva riferito di sentirsi debilitato dopo un virus aggressivo. Un elicottero è atterrato nel centro sportivo del club per velocizzare le operazioni
Vincent Kompany
Momenti di preoccupazione in casa Bayern Monaco per le condizioni di Vincent Kompany. L’allenatore belga sarebbe stato trasportato in un ospedale della città bavarese, assistito da un medico del servizio di emergenza. Poco prima, un elicottero sarebbe atterrato all’interno del centro sportivo del club, episodio che ha contribuito ad alimentare l’apprensione sulle sue condizioni di salute. Kompany aveva già accusato problemi fisici nei giorni scorsi, a causa di un’infezione virale che lo aveva debilitato. I primi sintomi sarebbero comparsi in occasione della vittoria per 6-1 contro il Lipsia, partita dopo la quale il tecnico non aveva preso parte alle interviste. Successivamente, aveva saltato anche gli allenamenti di lunedì e martedì per sottoporsi a ulteriori accertamenti.
Virus aggressivo – L’assenza si era estesa pure agli impegni con la stampa alla vigilia della sfida contro l’Arsenal, con il vice Aaron Danks a sostituirlo in conferenza. In quell’occasione, lo staff aveva sottolineato la necessità di concedere al tecnico il tempo necessario per recuperare, senza forzare il rientro. Nonostante i problemi accusati nei giorni precedenti, Kompany era poi tornato regolarmente in panchina contro i Gunners. Nel dopogara, lo stesso allenatore aveva raccontato di aver contratto un virus particolarmente aggressivo, ammettendo di aver sottovalutato inizialmente i segnali del proprio organismo. Una situazione che lo aveva costretto, a un certo punto, a fermarsi.
Il comunicato del bayern – Il Bayern ha aggiornato sulle condizioni del tecnico sui propri canali ufficiali: “Vincent Kompany sotto assistenza medica. Ha dovuto ricorrere a cure mediche in seguito a un malore accusato durante l’allenamento della squadra amatoriale dell’Fc Bayern. L’allenatore della prima squadra stava assistendo alla seduta della seconda formazione. Kompany sarà sottoposto ad accertamenti approfonditi in ospedale e rimarrà sotto assistenza medica. Per il momento, la gestione degli allenamenti e delle attività legate alle partite sarà affidata al suo staff tecnico”. L’ipotesi, altamente probabile, è che possa saltare la partita fuori casa contro il Friburgo di domenica.
La protesta degli autotrasportatori ha bloccato Atessa, Melfi e Pomigliano mentre Mirafiori e Cassino sono già in cassa integrazione
La produzione di auto e furgoni da parte di Stellantis si è di fatto completamente fermata in Italia. Lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro gasolio ha provocato prima il blocco degli stabilimenti di Atessa e Melfi e poi anche della fabbrica di Pomigliano d’Arco, che si è fermata ieri giovedì 22 e non lavorerà anche oggi venerdì 23.
A questo si aggiungono gli stop alla produzione già programmati e in corso a Mirafiori (Torino) e a Cassino, dove le linee di assemblaggio resteranno inattive fino alla fine di ottobre. La situazione di fermo produttivo ha coinvolto quindi tutti i cinque principali poli produttivi italiani del gruppo guidato da Antonio Filosa in una concomitanza di eventi senza precedenti recenti, anche se le cause delle interruzioni sono differenti e dipendono in buona parte anche da ragioni esterne all’azienda.
La crisi delle forniture legata alla protesta dei trasportatori ha progressivamente colpito gli stabilimenti Stellantis nel corso della settimana. Il primo a fermarsi è stato Atessa, in Abruzzo, dove vengono prodotti i veicoli commerciali Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper e Opel Movano. Da lunedì 19 la mancanza di componenti ha costretto l’azienda a cancellare diversi turni, perdendo oltre 800 furgoni al giorno e arrivando a ricorrere alla cassa integrazione per le sospensioni di ieri giovedì 22.
Successivamente la protesta ha messo in difficoltà anche Melfi, in Basilicata, dove Stellantis ha disposto lo stop produttivo per il 22, 23 e 26 ottobre. Infine, secondo quanto confermato dal gruppo, le difficoltà logistiche hanno coinvolto anche Pomigliano d’Arco, in Campania, dove vengono assemblate Fiat Pandina e Alfa Romeo Tonale. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che la società è al lavoro per riavviare le attività.
Cassino, produzione ferma fino al 30 ottobre: lavorati solo cinque giorni – La situazione particolare di momentaneo blocco generale della produzione si deve però anche a fattori interni a Stellantis. A Cassino, nel Lazio la società ha comunicato giovedì 22 ai sindacati che le linee di Lastratura, Verniciatura e Montaggio resteranno ferme fino al 30 ottobre, prorogando ulteriormente la sospensione delle attività. Non ripartirà quindi nemmeno lunedì 26 ottobre la produzione di Alfa Romeo Giulia e Stelvio e Maserati Grecale. All’interno della fabbrica continuerà a operare soltanto il reparto Presse e Plastica, che realizza componenti destinati anche ad altri stabilimenti del gruppo.
Le giornate effettivamente lavorate nello stabilimento nel mese di ottobre sono state appena cinque. Fonti sindacali riferiscono inoltre che l’assemblaggio delle Alfa Romeo è stato concentrato nel cosiddetto Capannone 0, dove verrebbero prodotte manualmente circa dieci vetture al giorno. Per Maserati Grecale, invece, la produzione avrebbe raggiunto le 100 unità giornaliere, ma soltanto per una settimana.
Mirafiori, la Fiat 500 sarà ferma fino alla fine di ottobre – Anche a Torino la situazione è complicata. Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori è fermo dal 19 ottobre e non riprenderà la produzione prima del 30 ottobre per una sospensione programmata di due settimane. Lo stop riguarda la produzione automobilistica del sito torinese, dove viene assemblata la Fiat 500 ibrida, modello sul quale Stellantis puntava molto per sostenere il rilancio della fabbrica. La domanda si è però rivelata insufficiente a garantire la piena saturazione delle linee.
La fermata coincide con la discussione che si è aperta sull’ipotetica assegnazione di un secondo modello a Mirafiori, una delle richieste principali dei sindacati e delle istituzioni locali. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha recentemente ribadito la disponibilità del governo a sostenere il rilancio industriale dello stabilimento.
Futuro di Cassino con il piano Maserati. Problemi anche in Francia – Per Cassino il prossimo appuntamento decisivo sarà a dicembre, quando Stellantis dovrebbe presentare il piano industriale per Maserati e per lo stabilimento. L’attesa riguarda soprattutto i futuri modelli e il ruolo che la fabbrica laziale potrà avere nella strategia del gruppo per Alfa Romeo e Maserati. Nel frattempo, però, aumentano le preoccupazioni anche tra le aziende dell’indotto. Alcune imprese specializzate nella realizzazione di stampi e linee produttive per l’automotive hanno recentemente rinnovato gli ammortizzatori sociali e dichiarano di non aver ancora ricevuto progetti relativi a nuovi modelli.
In questo quadro, alle difficoltà di Stellantis in Italia si aggiungono quelle in Francia, dove la filiera delle batterie fatica a tenere il passo della domanda e ha obbligato Stellantis a fermare da giovedì 22 lo stabilimento francese di Rennes e da venerdì 23 quello di Sochaux per la carenza di batterie destinate alle versioni elettriche a lunga autonomia.
Rennes, dove viene prodotta la Citroën C5 Aircross, e Sochaux, dove sono assemblate le Peugeot 3008 e 5008, saranno ferme fino al 30 ottobre. Il gruppo ha spiegato che la domanda delle versioni Long Range supera l’attuale disponibilità delle batterie fornite da Automotive Cells Company (Acc), la joint venture di Stellantis con Mercedes-Benz e TotalEnergies.
Il governo interviene sul caro gasolio, ma le fabbriche restano in difficoltà – Tornando alla protesta degli autotrasportatori, il governo Meloni è intervenuto giovedì 22 approvando un decreto che prevede ulteriori 106 milioni di euro di crediti d’imposta per il settore, portando a 540 milioni le risorse complessive. L’intervento ha contribuito a sbloccare alcune delle proteste, con la rimozione dei presidi in Sicilia e la sospensione dei blocchi in Calabria, mentre in Campania sono in corso le operazioni per ripristinare la circolazione.
Per Stellantis resta ancora da verificare quando le forniture potranno tornare regolari e consentire una duratura ripresa delle attività negli stabilimenti colpiti. Il risultato è che, almeno per alcuni giorni, la produzione automobilistica e dei veicoli commerciali di Stellantis in Italia si trova in una condizione di sostanziale paralisi, proprio mentre il gruppo cerca di rilanciare le attività europee e recuperare redditività.
Terremoto in Sicilia, sciame sismico nel mar Tirreno Meridionale e allerta maremoto: scossa più forte di magnitudo 5, a Palermo evacuate scuole e uffici
Le tre scosse di terremoto più forti di magnitudo 5, 3.6 e 4.3 si sono verificate a distanza di pochi minuti, rispettivamente alle 12:19, 11:56 e alle 11:51. Sentite anche Milazzo e fino a Messina, Catanzaro e Reggio Calabria
Terremoto nel Mar Tirreno 23 ottobre – (Ingv Terremoti)
Uno sciame sismico si sta verificando nel mar Tirreno Meridionale. Le scosse più forti di magnitudo 5, 3.6 e 4.3 si sono verificate a distanza di pochi minuti, rispettivamente alle 12:19, 11:56 e alle 11:51, come riporta l’Ingv sui propri canali ufficiali. Un’ora prima c’era stato un altro sisma sempre nella stessa zona di magnitudo 3.3 alle 11:04. E poi ancora una quinta è stata registrata alle 12.41, con magnitudo 3.2, e alle 13:08 di magnitudo 2.9.
Il sisma – in particolare la seconda scossa – è stata avvertita distintamente a Palermo, Milazzo e nei comuni della costa e fino a Messina, come scrivono molti utenti sui social. “E’ stata forte ed è durata tanto“, si legge in alcuni commenti. Diversi i cittadini scesi in strada a Trapani, dove il sisma è stato avvertito nettamente. A scopo precauzionale èstato sgomberato anche il Palazzo di giustizia. Segnalazioni anche da Acireale e addirittura da Catanzaro eReggio Calabria, anche se sentita più lieve.
E’ stata diramata un’allerta maremoto di livello arancione dopo lo sciame sismico con scosse di magnitudo fino a 5 che hanno interessato il Tirreno Meridionale. Il capo della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, ha disposto l’immediato stato di allerta e la “pronta operatività” per i Comuni interessati e per le strutture operative, con l’invito alla popolazione delle aree costiere interessate ad attenersi alle indicazioni ufficiali.
“Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione, in costante raccordo con tutte le strutture competenti. Al momento non ci vengono segnalati danni a persone o cose, ma riteniamo doveroso adottare ogni misura utile a garantire la sicurezza dei cittadini. L’eventuale evacuazione di alcune strutture pubbliche è una scelta esclusivamente precauzionale, dettata dalla necessità di agire con tempestività e prudenza“. A dirlo è il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dopo lo sciame sismico registrato nel Tirreno meridionale e avvertito anche in città.
Il sindaco raccomanda alla cittadinanza, e in particolare a chi frequenta il litorale, di “non uscire in mare e di attenersi alle indicazioni delle autorità competenti“. Lagalla si è già messo in contatto con la Capitaneria di porto per assumere tutte le precauzioni necessarie a tutela della sicurezza della popolazione e degli operatori del mare.
Alcune scuole e alcuni uffici comunali, come il Polo tecnico, sono stati evacuati a scopo precauzionale. Al momento, però, non si registrano danni o feriti, come confermato all’Adnkronos dall’assessore comunale di Palermo alla Protezione civile, Piero Alongi. “Nessuna segnalazione di danni al momento, solo qualche telefonata per avere informazioni“, fanno sapere all’Adnkronos dal Comando generale dei vigili del fuoco.
Paura anche alle Isole Eolie. “Abbiamo avuto dei crolli di costoni ad Alicudi e Filicudi, qui stiamo verificando se sia stata interessata anche qualche strada comunale. Altri cedimenti si sono registrati nella parte ovest di Lipari. Non dovrebbero essere interessati i centri abitati ma sono in corso le verifiche“, ha detto all’Adnkronos Riccardo Gullo, sindaco di Lipari, dopo lo sciame sismico registrato nel Tirreno meridionale e avvertito in diversi comuni della Sicilia
L’epicentro è stato registrato a Nagqu, nel Tibet settentrionale, a una profondità di 10 km
Soccorsi in Tibet – (Ipa)
Il terremoto di magnitudo 7.0 che ha colpito la regione cinese del Tibet ha causato almeno 16 morti e 46 feriti, secondo gli ultimi aggiornamenti. Il sisma si è verificato ieri alle 22.33 e ha provocato il crollo di oltre 300 abitazioni. L’emittente China Central Television (Cctv), citando funzionari locali, ha riferito che i feriti sono 46, di cui 11 in gravi condizioni, e che 339 abitazioni sono crollate o hanno subito danni. Secondo l’Istituto geologico statunitense (Usgs), l’epicentro è stato localizzato in una zona montuosa a circa 190 chilometri a est-nordest di Nagqu e a 390 chilometri a nordest di Lhasa, il capoluogo della regione. Il sisma si è verificato a una profondità superficiale di circa 10 chilometri.
Il sisma, il più forte a colpire la Cina da gennaio 2024, è stato distintamente avvertito nell’area, ha reso noto il CENC. L’epicentro si è localizzato a circa 400 km da Lhasa, capitale del Tibet.
Come spiega la Cnn, la Cina ha già fatto esperienza di forti terremoti, in particolare nelle regioni sud-occidentali del Paese, dove la placca tettonica eurasiatica incontra quella indiana:una collisione imponente che ha dato origine all’imponente catena dell’Himalaya e al vasto altopiano tibetano.
Il Ministero degli Esteri si è attivato per ottenere informazioni sul fermo di alcune attiviste italiane nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, in Cisgiordania, mentre accompagnavano agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. Le connazionali sono state fermate oggi dalle Forze di difesa israeliane (IDF) insieme ad altri attivisti internazionali.
Non appena informati dell’accaduto, l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme sono entrati in contatto con le Autorità israeliane, chiedendo chiarimenti urgenti sulle circostanze del fermo e sulla situazione delle connazionali. La Farnesina al momento ha ottenuto conferma che le italiane si trovano presso una stazione di polizia. Le autorità israeliane confermano la presenza di 4 cittadine italiane.
L’Ambasciata a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme, in stretto raccordo con la Farnesina, continuano a seguire la vicenda in costante contatto con le Autorità israeliane per favorirne una pronta risoluzione.
Protesta autotrasportatori contro il carovita: gli aggiornamenti di venerdì 23 ottobre. Rimossi i presidi a Napoli, in Campania e Calabria; continua invece la protesta dei pescherecci a Termoli.
La protesta degli autotrasportatori si è sbloccata e in Campania la distribuzione di carburante è in via di normalizzazione. Dopo i giorni di presidi e blocchi che hanno messo in difficoltà la grande distribuzione e lasciato a secco molti distributori, nelle ultime ore le autobotti sono tornate a rifornire alcune pompe di benzina e gasolio. E proprio lì si registrano lunghe code: gli automobilisti si affollano ai distributori appena riforniti, mentre la disponibilità resta ancora disomogenea.
Alle prime luci di oggi, venerdì 23 ottobre, è stato sciolto il presidio dei camionisti nella zona orientale di Napoli, dove sorgono le raffinerie. Sono stati rimossi anche i blocchi sull’A1 e sull’A30, tra Napoli, Caserta e Salerno. In Calabria i presidi ancora attivi stanno progressivamente smobilitando.
La ripresa dei rifornimenti segue l’intervento del governo, con il decreto aiuti annunciato dalla premier Giorgia Meloni, e l’incontro tenuto nelle ultime ore in Prefettura a Napoli tra il prefetto Michele di Bari e i titolari delle aziende che trasportano carburante. Un passaggio che ha prodotto effetti immediati sulla distribuzione in città e nella regione.
La situazione, però, non è ancora tornata alla normalità: serviranno giorni perché carburanti e derrate alimentari siano nuovamente disponibili ovunque. Intanto, nel resto del Sud restano tensioni legate al costo del gasolio: a Termoli, sul basso Adriatico, i pescherecci sono fermi.
11:14 – Anche in Calabria rimossi i presidi degli autotrasportatori: situazione in graduale ripresa: La protesta degli autotrasportatori si sta sbloccando anche in Calabria: i manifestanti stanno progressivamente rimuovendo gli ultimi blocchi e presidi rimasti attivi nella regione, dopo la sospensione della protesta decisa da Fedralog. In Calabria, già nella giornata di ieri, sono riprese le consegne di merci nei supermercati, soprattutto di frutta, verdura e pesce, anche se le disponibilità sono ancora a macchia di leopardo. In Calabria, inoltre, a differenza della Campania – dove si registrano lunghe code ai distributori di benzina – non si registrano particolari difficoltà per l’approvvigionamento di carburante. In attesa del tavolo con il ministro dei Trasporti Salvini del prossimo 27 ottobre, gli autotrasportatori si dicono pronti a riprendere le proteste in caso di risposte non adeguate.
11:04 – Arrivano le autobotti per riempire i distributori di benzina, è ressa alle pompe: Napoli, arrivano le autobotti a rifornire di benzina i distributori in zona Cavalleggeri d’Aosta, periferia Occidentale. E ovviamente un attimo dopo l’operazione è ressa di scooter e auto in attesa del pieno dopo giorni di scarsità di carburante. Analoghe scene si stanno ripetendo anche in provincia di Napoli. Nella giornata di oggi, assicurano i gestori, la distribuzione dovrebbe raggiungere tutti i punti vendita sul territorio dell’area metropolitana di Napoli.
10:14 – Lunedì i tassisti in protesta al Ministero dell’Economia a Roma: si rischia lo stop dei taxi: Dopo il blocco degli autotrasportatori, si rischia anche quello dei tassisti, che hanno annunciato, per lunedì 26 ottobre, una manifestazione di protesta davanti alla sede del Ministero dell’Economia a Roma. “Chi conosce itTaxi sa che non abbiamo mai ceduto a proteste ideologiche, ma oggi siamo di fronte a un’emergenza economica non più sostenibile” ha scritto oggi Loreno Bittarelli, presidente di itTaxi, in un editoriale sull’Economista. “Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati. Saremo in piazza a piedi, fuori turno e senza vetture, per far sentire la nostra voce senza creare disagi ai cittadini” ha concluso Bittarelli.
Immagine di repertorio
09:50 – Lusetti (Confcommercio): “Danni per milioni di euro, ci vorrà una settimana per ripartire”: “Dall’inizio della protesta non era uscito nessun camion dai nostri depositi. Non abbiamo neanche ricevuto la merce dalle quattro Regioni coinvolte, e cioè Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Adesso siamo al 70% di operatività, con alcuni blocchi che continuano a Nola e ad Avellino, ma crediamo che nel giro di poche ore tutto si normalizzerà” ha spiegato Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conad, in una intervista a Repubblica. Secondo Lusetti, i danni sono ancora da quantificare con precisione, ma ammonterebbero a “diversi milioni di euro distribuiti su tutta la filiera“. Secondo il vicepresidente di Confcommercio, inoltre, ci vorranno “dai tre ai sette giorni” affinché la situazione possa tornare alla normalità.
09:19 – Il Governo ieri ha stanziato 175 milioni di euro per gli autotrasportatori: Per correre ai ripari e tentare di fermare la protesta degli autotrasportatori che ha paralizzato il Sud Italia e ha rischiato di estendersi anche al resto del Paese, il Governo ha varato un pacchetto di aiuti. Con un decreto legge varato d’urgenza, infatti, il Consiglio dei ministri – presieduto dalla premier Giorgia Meloni – ha stanziato 175 milioni di euro destinati agli autotrasportatori, all’agricoltura e alla pesca. “Il governo ascolta chi manifesta pacificamente” ha detto la premier Meloni, annunciando, però, il pugno duro contro coloro che hanno effettuato i blocchi stradali, considerati dal Governo illegali.
08:57 – Ancora furti di carburante dalle auto in sosta tra Napoli e provincia: tre denunciati: Nella notte, come è accaduto purtroppo anche nei giorni scorsi, si sono registrati ancora casi di furti di carburante dalle auto in sosta. A Napoli, nel quartiere Pianura, periferia Ovest della città, i carabinieri hanno denunciato un uomo di 35 anni, sorpreso in via Emilio Notte a forzare il serbatoio di una vettura: con sé, l’uomo aveva un tubo di gomma, una tenaglia e una tanica di plastica. In provincia, a Castellammare di Stabia, i carabinieri hanno denunciato un 22enne e una 25enne del posto che avevano tentato di aspirare benzina da un’automobile parcheggiata in strada
08:41 – Napoli-Capodichino, anche oggi problemi di carburante all’aeroporto: Anche oggi problemi di carburante all’aeroporto di Napoli-Capodichino: un nuovo Notam, il numero A5678/26, segnala una disponibilità limitata di Jet A1 per le scorte ridotte. L’avviso, valido in via stimata dalle 17.01 di ieri alle 13 di oggi, chiede ai piloti di ridurre la domanda di rifornimento locale, se operativamente possibile.
Le compagnie sono invitate a valutare il cosiddetto “tankering”, cioè l’imbarco di carburante in eccesso nello scalo di partenza, oppure a pianificare scali intermedi per fare rifornimento altrove. Al momento il Notamnon indica cancellazioni o ritardi, ma l’invito alla prudenza riguarda tutti i voli in arrivo e in partenza dallo scalo partenopeo.
08:28 – La situazione delle spedizioni postali e corrieri è in miglioramento in tutto il Sud Italia, dice Poste: Dopo giorni di caos, le spedizioni nel Sud Italia stanno tornando gradualmente alla normalità. Con la progressiva rimozione dei blocchi stradali, Poste Italiane comunica che le consegne sono ripartite, anche se «non è ancora possibile garantire la piena regolarità» di ritiri e consegne di pacchi e corrispondenza su tutto il territorio.
Per recuperare gli arretrati restano temporaneamente sospesi ritiro e accettazione di pacchi e corriere espresso non universali da e per Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata, mentre prosegue l’accettazione dei pacchi universali con Poste Delivery Standard e International Standard. Il quadro è in miglioramento anche per molti corrieri privati, impegnati a smaltire i ritardi accumulati. Aggiornamenti su poste.it.
08:23 – Il ministro Lollobrigida: “Lavoratori perbene usati da chi vuole il caos”: A proposito della protesta degli autotrasportatori nel Sud Italia, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha dichiarato: “Forse certe organizzazioni usano il caos per ridefinire le competenze territoriali attribuendosi un ruolo economico per indebolire la tenuta dello Stato“. “In questo momento ci sono studenti, agricoltori e autotrasportatori perbene – ha aggiunto il ministro Lollobrigida – utilizzati come massa critica per iniziative illegali che non possono essere tollerate“.
08:21 – Ressa per caricare le autocisterne di carburante, entro oggi distributori riforniti a Napoli e provincia: La. concertazione nella notte ha dato i suoi frutti: le autocisterne di carburante stanno caricando – spiega a Fanpage una fonte che opera nel settore «ovviamente c’è un super affollamento, ci vorrà un po’ di pazienza ma saranno evase tutte le consegne nella giornata di oggi». Se ne deduce quindi che entro oggi i distributori di Napoli città e del resto della provincia torneranno ad erogare carburante.
07:55 – Sciolto il presidio dei camionisti a Napoli Est, riforniti alcuni distributori: A Napoli i camionisti hanno sciolto il presidio che da qualche giorno avevano instaurato nella zona delle raffinerie, alla periferia orientale della città, permettendo così che, sin dalle prime luci della giornata odierna, alcuni distributori di carburante potessero essere riforniti. Ieri, per evitare di essere identificati dalle forze dell’ordine, proprio nella zona Est di Napoli i camionisti si sono mossi in un corteo lento, che ha bloccato la circolazione. Nel pomeriggio di ieri, però, un lungo incontro tra il prefetto di Napoli Michele di Bari e i titolari delle ditte di distribuzione di carburante ha permesso che la situazione, almeno temporaneamente, uscisse dall’impasse.
Tra le categorie colpite dal caro carburanti c’è anche quella dei pescatori che hanno protestato. Ma sono in arrivo aiuti sia dallo Stato che dalla Regione
La protesta dei pescherecci
La protesta sul caro gasolio si estende anche alla pesca. In numerosi porti italiani pescherecci fermi e sirene spiegate. La mobilitazione, nata autonomamente nelle marinerie e con epicentro nell’Alto Adriatico, denuncia una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica del settore. A pesare è soprattutto il costo del carburante che, in alcuni casi, supera il 60% dei costi operativi.
Per Achille Ghenda, di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, “la situazione rischia di peggiorare con il passare del tempo. Se prima della crisi un’imbarcazione spendeva circa 500 euro al giorno di carburante per una battuta di pesca, oggi con i prezzi attuali del carburante siamo arrivati a molto più del doppio”.
Sul piano nazionale in queste ore il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Aiuti che ammontano a 175 milioni di euro. Dei quali 10 milioni alla pesca.
Sul piano regionale, spiega Ghenda, attendiamo i ristori messi a disposizione dai fondi europei proprio per lenire i costi del carburante. La prima tranche, che coprirebbe da marzo a giugno, dovrebbe arrivare entro fine anno, mentre quella che coprirebbe i mesi da luglio a dicembre nei primi mesi del prossimo anno. Sono circa 300 le imprese ittiche che operano in Friuli Venezia Giulia e che si occupano di pesca e di acquacoltura. Per loro il contributo varierà da un minimo di mille euro fino a un massimo di circa 40 mila euro, a seconda del tipo di pesca e di imbarcazione. Dai ristori, invece, almeno per ora, resterebbero fuori le cooperative.
Chiedono al Governo di intervenire per sbloccare la loro vertenza
Tre operai hanno occupato una struttura di produzione dell’Eurallumina di Portovesme a 60 metri d’altezza. Si tratta di un gesto di protesta nei confronti del Governo – come spiegano – per lanciare un appello allo sblocco della loro vertenza. L’impianto, di proprietà della multinazionale russa Rusal, produce ossido di alluminio, ma è fermo da tempo, nonostante l’esistenza di un piano di rilancio. Il progetto stenta a decollare anche a causa della situazione internazionale che coinvolge le aziende russe che operano nei paesi europei.
La protesta – La decisione di asserragliarsi sulla struttura è arrivata durante durante il sit-in e l’assemblea organizzati stamani davanti allo stabilimento, indetti dalle segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. La protesta arriva alla vigilia del vertice convocato per domani al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
"Ora basta", protesta a 60 metri d'altezza per gli operai a Portovesme https://t.co/KAG6IWsRmA.
Cléa Ménier si è accasciata in campo per un arresto cardiaco dopo uno scontro di gioco. Inutili i soccorsi: la Federazione apre un’indagine sulle dinamiche dell’incidente
Il rugby francese è a lutto per la morte, a soli 17 anni, di Cléa Ménier. Il tragico incidente, secondo quanto ricostruito dai media locali, è avvenuto sabato scorso. La giovane giocatrice dell’Union du Bassin Marmandais durante la partita con l’Agen ha subito un violento colpo alla testa ed è andata in arresto cardiocircolatorio.
“Sarà fatto tutto il possibile per comprendere le circostanze di quanto accaduto e sarà attivato un servizio di supporto psicologico per sostenere tutte le persone colpite da questa tragedia e accompagnarle in questi momenti particolarmente dolorosi“, si legge nella nota della Federazione di rugby francese (FFR).
“Siamo sotto shock, sprofondati in una profonda tristezza. Questa è una terribile prova per il nostro club. La affronteremo insieme, uniti e solidali, prendendoci cura gli uni degli altri“, si legge nel messaggio con cui il club francese ha espresso il suo cordoglio, facendo le condoglianze alla famiglia.
Depositate le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Treviso aveva chiuso il processo di primo grado sul dramma dell’operaio 23enne di Montebelluna che, nell’aprile del 2021, era stato ucciso da un carico di 15 quintali di materiale edile staccatosi da una gru. «I piani di sicurezza sarebbero stati idonei. Se si fossero stati delimitati i corridoi di passaggio in cantiere la tragedia si sarebbe potuta evitare»
Mattia Battistetti
Un infortunio mortale non causato da deficit strutturali nei modelli organizzativi o da documenti prevenzionali inadeguati, bensì da un vizio di esecuzione sul campo e dall’omessa vigilanza nelle fasi operative di carico e movimentazione. È questo il perno attorno a cui ruotano le motivazioni della sentenza, pubblicate lo scorso 14 settembre dal giudice monocratico del Tribunale di Treviso, Alice Dal Molin, sul processo per la morte di Mattia Battistetti, il ventitreenne di Montebelluna travolto e ucciso il 29 aprile 2021 da un pesante carico di ponteggi sganciatosi da una gru nel cantiere edile di via Kepler.
Il dispositivo traccia un solco netto tra le responsabilità dei vertici delle aziende coinvolte e la gestione del rischio in fase di cantiere, spiegando le ragioni del proscioglimento dei vertici societari e la contestuale condanna ad un anno e sei mesi di reclusione (con sospensione della pena e non menzione nel casellario) inflitta a tre figure operative.
Il passaggio chiave nelle motivazioni della sentenza che era stata pronunciata, fra mille polemiche, lo scorso 18 marzo, individua con precisione il nesso di causalità tra le omissioni in cantiere e la morte di Mattia Battistetti. Nelle carte emerge chiaramente come la tragedia si sarebbe potuta evitare se le disposizioni di sicurezza fossero state applicate sul campo e non limitate a un mero adempimento formale. In particolare, il giudice sottolinea come i Piani di sicurezza prevedessero la necessità di tracciare e delimitare specifici «corridoi di passaggio» e zone interdette ai lavoratori durante le manovre di sollevamento dei carichi pesanti. Tuttavia tali prescrizioni sono «rimaste puramente sulla carta», senza mai tradursi in una concreta delimitazione dell’area di lavoro o in una segnaletica idonea. I cartelli di avviso e la delimitazione fisica delle zone di pericolo, nota il giudice, sono stati posizionati soltanto ex post, ovvero «dopo che la tragedia si era ormai consumata». Se quei percorsi protetti e quelle zone di rispetto fossero stati concretamente tracciati e fatti rispettare, l’operaio non si sarebbe trovato nel raggio d’azione del carico al momento del cedimento dell’imbracatura.
È proprio questa distinzione tra il piano formale e la condotta pratica a giustificare la sentenza. Sono infatti stati assolti «per non aver commesso il fatto» e «perché il fatto non costituisce reato» Bruno Salvadori (difeso dall’avvocato Andrea Gritti), 59 anni di Mogliano, al vertice della Essebi (ditta incaricata del montaggio della gru), Gianantonio Bordignon(difeso dall’avvocato Piero Barolo), 58 anni di Volpago del Montello, titolare dell’impresa esecutrice e responsabile dei lavori, e Andrea Gasparetto (difeso dall’avvocato Giuseppe Basso), 46 anni di Istrana, legale rappresentante della Altedil di Trevignano, la ditta da cui dipendeva il giovane operaio.
A carico dei datori di lavoro non è emersa alcuna colpa: le motivazioni evidenziano come «la documentazione prevenzionale (Pos e PiMUS) predisposta dalle imprese fosse pienamente idonea, conforme alla normativa vigente e priva di lacune strutturali idonee a determinare l’evento». Riguardo alla posizione della ditta incaricata del montaggio dell’impianto di sollevamento le carte rimarcano che «nessun difetto di installazione, cedimento meccanico o vizio strutturale originario del macchinario è risultato essere causa diretta o indiretta del collasso del carico». I titolari, viene precisato, avevano legittimamente delegato la sorveglianza diretta sul cantiere a figure tecniche qualificate, motivo per cui «nessun profilo di colpa per omissione di controllo può essere mosso ai soggetti apicali».
Un quadro del tutto opposto riguarda invece i tre imputati riconosciuti colpevoli di omicidio colposo in concorso: Marco Rossi (difeso dall’avvocato Nicolò Barolo), 43 anni di Montebelluna, dipendente della ditta Bordignon delegato per la sicurezza e responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), Gabriele Sernagiotto (difeso dall’avvocato Alberto Mascotto), 63 anni di Montebelluna, coordinatore della sicurezza in fase esecutiva (Cse), e Loris Durante (difeso dall’avvocato Elena Benvegnù), 46 anni di Volpago, l’operatore addetto alla manovra della gru. A Durante viene addebitata una condotta caratterizzata da «un’inescusabile imperizia nell’imbracatura e nel successivo sollevamento del materiale, eseguito in condizioni operative non idonee e prive delle adeguate distanze di sicurezza dalle zone di stazionamento dei lavoratori». Il manovratore ha infatti azionato la gru «senza accertarsi in modo visivo e preventivo della perfetta stabilità del carico e della completa liberazione dell’area sottostante dalla presenza di operatori».
Parallelamente, la condanna nei confronti di Rossi e Sernagiottosi fonda sul mancato adempimento del rispettivo obbligo di garanzia e controllo. Nelle motivazioni, il giudice sottolinea «un’omessa e continuativa vigilanza sull’osservanza concreta delle procedure di cantiere», rimarcando come da parte dei preposti e dei responsabili si sia verificata «una colpevole tolleranza di comportamenti e consuetudini di lavoro difformi dalle prescrizioni contenute nei Piani di sicurezza». Una mancata sovrintendenza che ha reso inefficaci le tutele previste sulla carta, determinando il tragico esito dell’infortunio.
Ai familiari di Mattia Battistetti e in particolare la madre Monica, il papà Giuseppe e la sorella Anna – che in primo grado si erano costruiti come parte civile e a cui erano stati riconosciuti a titolo di provvisionale complessivamente 290mila euro – stanno valutando se presentare appello davanti alla Corte d’Appello di Venezia.
Erick Thohir ha avuto un ruolo anche nell’acquisizione del Como da parte della proprietà indonesiana. A raccontarlo è Mirwan Suwarso, presidente del club lariano, che in una lunga intervista rilasciata a un programma indonesiano, ospite di Hanif Thamrin, ha svelato un retroscena finora poco conosciuto, dedicando inoltre parole di grande apprezzamento all’ex presidente dell’Inter. Parlando della della rapida crescita del Como, passato in pochi anni dalla Serie D alla Champions League, Suwarso ha spiegato che proprio l’esperienza maturata da Thohir nel calcio italiano fu importante nelle fasi iniziali dell’operazione.
“A darmi una mano per arrivare qui è stato anche Erick. All’epoca aveva l’Inter. Nel suo gruppo c’era una persona che si chiama Susi. Quando volevamo acquistare il Como, sono stati loro ad aiutarci, a presentarci gli avvocati. Tutto passava dal gruppo di Susi”, ha raccontato Suwarso. Il presidente del Como riconosce quindi a Thohir e ai suoi collaboratori un ruolo nelle prime fasi dell’acquisizione della società: “Conoscevano davvero molto bene il calcio italiano“. Suwarso ha poi ricordato anche la situazione economica che Thohir trovò al momento del suo ingresso nell’Inter: “Io ho visto personalmente che Erick aveva ereditato problemi enormi all’Inter, a partire da un debito molto grande“. Il confronto con la precedente gestione di Massimo Moratti è diretto: “Prima, sotto Moratti, l’Inter era stata soprattutto un progetto di ambizione, più che un progetto imprenditoriale. – C’erano debiti con gli agenti ancora da pagare, debiti con i giocatori: erano tantissimi“. Secondo Suwarso, il lavoro di Thohir e dei suoi collaboratori si concentrò innanzitutto sul riordino dei conti: “Sono entrati e hanno rimesso in ordine la contabilità. Quanto tempo è rimasto Erick all’Inter? Non ricordo, qualche anno: tre o quattro, quattro-sei anni, più o meno“.
“Un lavoro straordinario, poi qualcun altro ha ricevuto i riconoscimenti” – Suwarso ritiene che il contributo dell’imprenditore indonesiano alla successiva crescita dell’Inter meriti maggiore considerazione. “Sono passati da perdite di centinaia di milioni di dollari all’anno a un utile. La prima volta che l’Inter tornava in utile dopo quanto? Undici, dodici anni.Secondo me è stato un lavoro straordinario – E dopo sono riusciti a vendere ottenendo un multiplo molto positivo per loro. Dal punto di vista imprenditoriale, questa per me è una definizione di successo“. Il presidente del Como ha poi aggiunto: “Loro hanno seguito il percorso opposto: prima hanno sistemato le cose. Poi magari è stato qualcun altro a ricevere il riconoscimento per i successi. Ma dal punto di vista del business, ho grande rispetto per quello che hanno Ma dal punto di vista del business, ho grande rispetto per quello che hanno fatto“. Va però precisato che il ricordo di Suwarso sul ritorno immediato all’utile non coincide con i bilanci consolidati ufficiali dell’Inter. Nell’esercizio 2015/16 il club registrava ancora una perdita di circa 59,6 milioni di euro, mentre il primo utile netto dopo quindici anni è arrivato nella stagione 2024/25, con un risultato positivo di 35,4 milioni.
“L’Inter è abituata a giocare sempre al massimo” – Suwarso ha parlato anche delle difficoltà che il Como sta affrontando dopo la qualificazione in Champions League.La crescita sportiva ha portato nuove opportunità, ma anche la necessità di rendere sostenibili gli investimenti e rispettare i vincoli economici. “Dobbiamo ridurre le uscite se i ricavi non aumentano. Devo portare avanti due cose contemporaneamente: diminuire i costi e aumentare le entrate. E nel frattempo dobbiamo mantenere competitiva la squadra“, ha spiegato. Un altro ostacolo riguarda la gestione delle energie fisiche e soprattutto mentali: “Stiamo scoprendo adesso quanto sia difficile giocare ogni tre giorni. Non soltanto per la preparazione delle partite, ma soprattutto per la tenuta mentale dei giocatori“. Suwarso ha preso proprio l’Inter come termine di paragone: “Una partita contro il Lipsia porta un’intensità emotiva altissima. Poi mantenere lo stesso livello nella partita successiva non è semplice. Puoi dire ai giocatori quello che vuoi, ma la capacità mentale di una persona ha dei limiti”. Infine, il confronto con i nerazzurri: “Una squadra come l’Inter probabilmente è già abituata a funzionare costantemente a quel livello, sempre alla massima velocità. Noi stiamo ancora imparando“.La qualificazione alla Champions ha quindi aperto una nuova fase per il Como,ma anche imposto sfide inedite: “Potremmo dover cambiare parecchi giocatori per rispettare il fair play finanziario. E l’anno prossimo sarà ancora più difficile”.
Oggi il consiglio dei ministri delle 12 dovrebbe stanziare oltre mezzo miliardo per far fronte alla crisi del carburante e dare sollievo al settore. Le sigle principali hanno sciolto le mobilitazioni ma proseguono i sit-in
ROMA – Laprotesta degli autotrasportatoriche per giorni ha bloccato il transito dei tir sulle principali arterie del sud Italia, ha ottenuto il suo risultato più importante. Dopo le promesse del ministro Salvini e del viceministro Rixisulle risorse e sbloccate per il credito d’imposta, la mobilitazione era proseguita con poche defezioni, la più importante quella deil Comitato trasportatori siciliani. Dal consiglio dei ministri oggi però ci si attende oltre 550 milioni, per rifinanziare il credito d’imposta, rimpinguare il bonus gasolio e sospendere le rate del leasing dei mezzi per cinque mesi. Gran parte dei picchetti si sono sciolti ma rimangono delle criticità, soprattutto sullo snodo A-1-A30 già al centro dei blocchi di questi giorni.
12:10 – Pochi collegamenti e scaffali vuoti a Ischia e Procida: Ischia e Procida stanno registrando da stamattina forti difficoltà nei collegamenti marittimi, con un numero di corse fortemente ridotto rispetto alla normale programmazione. A provocare i disagi è la concomitanza tra le avverse condizioni meteomarine e la carenza di carburante determinata dallo sciopero degli autotrasportatori. Il maltempo, che già da ieri ha causato la cancellazione di numerose partenze dei mezzi veloci, oggi ha provocato la cancellazione di quasi tutte le corse previste per le due isole. Da qualche ora, inoltre, si stanno fermando anche alcuni traghetti, in questo caso per l’esaurimento delle scorte di carburante.
Sospesi i collegamenti delle compagnie Gestur e Medmar tra Pozzuoli e Procida, che attualmente resta raggiungibile con le navi Caremar in partenza da Napoli e Pozzuoli. I serbatoi vuoti hanno indotto Medmar a interrompere anche i collegamenti tra Pozzuoli e Casamicciola. La compagnia ha comunicato ieri alle autorità e ai comuni isolani che entro oggi potrebbe essere costretta a sospendere anche le corse per Ischia Porto in partenza da Pozzuoli e da Napoli Porta di Massa. Anche le altre compagnie di navigazione che operano nel golfo di Napoli hanno segnalato possibili ripercussioni sulla regolarità dei servizi a causa della progressiva riduzione delle scorte di carburante. Al Molo Beverello, dove si riforniscono abitualmente gli aliscafi, da oggi è previsto il razionamento del carburante, con poche migliaia di litri disponibili per ciascuna unità veloce, fino all’esaurimento delle scorte.
Difficoltà crescenti si registrano anche nell’approvvigionamento di generi alimentari. Dopo frutta e verdura, già difficili da reperire nei giorni scorsi, nei supermercati e nei negozi delle due isole cominciano a scarseggiare quasi tutti i prodotti alimentari, a causa dello stop dei rifornimenti dalla terraferma. Sull’isola verde, infine, per sabato prossimo è stata annunciata una manifestazione popolare contro il caro vita, l’aumento del prezzo del gasolio e il costo dei trasporti.
12:04 – La protesta si allarga alla pesca: imbarcazioni ferme nei porti dell’Adriatico: Sirene spiegate e pescherecci fermi in numerosi porti italiani per protestare contro il caro-gasolio e le politiche europee che riducono i giorni di pesca e moltiplicano gli obblighi a carico delle imprese. La mobilitazione, nata autonomamente nelle marinerie e con epicentro nell’Alto Adriatico, denuncia una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica del settore. A pesare è soprattutto il costo del carburante che, in alcuni casi, supera il 60% dei costi operativi. Secondo le stime di Confcooperative, per un peschereccio a strascico di medie dimensioni il rincaro del gasolio comporta fino a 45mila euro di spese aggiuntive all’anno: su consumi stimati in 180mila litri, la spesa annuale è salita da 144mila a 189mila euro.
11:57 – Il gasolio in autostrada arriva a 2,3 euro al litro: Il prezzo del gasolio corre e arriva a 2,3 euro in autostrada. Secondo gli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,024 euro al litro per la benzina (in lieve calo rispetto ai 2,026 euro di ieri) e 2,260 euro per il diesel (contro 2,259 di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,047 euro per la benzina(in lieve rialzo rispetto ai 2,045 di ieri) e 2,300 euro per il gasolio (dai 2,294 di ieri).
11:55 – Carburanti, Ordine dei medici: “A rischio soccorsi e continuità cure”: Medici che non riescono a raggiungere ospedali e ambulatori, difficoltà negli spostamenti per l’assistenza domiciliare e gravi problemi nel rifornimento delle ambulanze del 118. La carenza di carburante legata alla protesta degli autotrasportatori sta mettendo a rischio l’assistenza sanitaria a Napoli e in provincia, con il pericolo concreto che nei prossimi giorni possano fermarsi anche i mezzi di soccorso. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia richiama l’attenzione sulle conseguenze sanitarie dell’emergenza e rivolge un appello agli autotrasportatori e alle istituzioni affinché siano assicurati gli approvvigionamenti necessari alla continuità delle cure. Le criticità riguardano tutti i medici e gli odontoiatri, l’impossibilità di reperire benzina e gasolio ostacola il raggiungimento delle sedi di lavoro e gli spostamenti indispensabili per assistere i pazienti sul territorio. A essere esposte sono soprattutto le persone più fragili, gli anziani e quanti hanno bisogno di assistenza a domicilio. Particolarmente preoccupante è la situazione dell’emergenza sanitaria: già nella giornata di ieri si sono registrate enormi difficoltà nell’approvvigionamento di carburante per le ambulanze del 118.
11:30 – Nel Cosentino i cittadini proseguono il presidio: Alcuni autotrasportatori con cittadini, studenti, commercianti e professionisti del territorio stanno svolgendo una manifestazione spontanea sulla Statale 18 a Tortora, nel Tirreno cosentino, nel punto in cui fino a ieri era presente il presidio della protesta dei Tir. I manifestanti, una cinquantina circa, saltuariamente occupano la carreggiata provocando rallentamenti alla circolazione per alcuni minuti. Nessun camion viene bloccato permanentemente. Sul posto, sono presenti carabinieri e polizia per garantire la sicurezza della persone e il traffico.
11:11 –Confindustria, Orsini: “Nessuno si approfitti dei blocchi”: “Siamo preoccupati, ma ieri sera c’è stata una buonissima interlocuzione con il ministro Piantedosi, che si sta adoperando per capire se all’interno di questo blocco ci sia qualcuno che se ne stia approfittando“. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine della 14esima edizione del World Manifacturing Forum a Palazzo Mezzanotte rispondendo a una domanda sulle proteste degli autotrasportatori. Orsini ha sottolineato “la necessità che nessuno si approfitti della situazione per bloccare anche i nostri trasportatori, ai quali vogliamo dare sostegno e vicinanza. Su questo bisogna intervenire subito e il ministro Piantedosi ha ben chiara la situazione“, ha concluso.
11:09 – Garante degli scioperi: pericolo grave, valutiamo azioni: La Commissione di Garanzia per gli scioperi esprime“viva preoccupazione” per i diffusi blocchi stradali collegati alla protesta degli autotrasportatori, “attuati in difformità dalla disciplina di settore, che stanno compromettendo seriamente gli approvvigionamenti dei beni di prima necessità“. “Il proseguimento di tali azioni, in violazione delle regole e dei limiti stabiliti dal Codice di autoregolamentazione, configura un pericolo grave e imminente per i diritti costituzionali dei cittadini, minacciando la salute, la sicurezza e la libera circolazione“, spiega il Garante. Allo scopo di prevenire “un irreparabile pregiudizio alla collettività“, la Commissione “segue con la massima attenzione l’evoluzione degli eventi per assumere tempestivamente le determinazioni di propria competenza, volte a garantire l’immediata ripresa delle consegne e sbloccare rifornimenti e servizi vitali alle città“.
11:02 –Calabria, tornano i prodotti nei supermercati: La sospensione della protesta degli autotrasportatori decisa da Fedralog in Calabria ha riattivato le consegne di generi alimentari in negozi e supermercati. Oggi frutta e verdura fresca hanno fatto la loro ricomparsa sugli scaffali dei gran parte dei punti vendita, da nord a sud della regione. La consegna è ancora a macchia di leopardo, ma si avvia alla normalizzazione. Oltre ai prodotti freschi, la distribuzione riguarda più in generale tutti gli alimenti. Ripresi anche i rifornimenti con le autobotti dei distributori di carburante sparsi nella regione molti dei quali, fino a ieri, aveva esaurito benzina e diesel.
10:47 – Campania, rimangono alcuni presidi. Libera barriera A30: Dopo un intenso mercoledì per la protesta degli autotrasportatori in Campania, tra presidi, disagi alla circolazione e interventi delle forze dell’ordine e delle istituzioni per contenere le ripercussioni sulle attività economiche e sui servizi essenziali, questa mattina la barriera autostradale di Salerno-Mercato San Severino lungo l’A30 risulta libera. Le forze dell’ordine hanno proceduto ieri alle identificazioni di una parte di manifestanti, andando così verso la liberazione delle strade, ma c’è stato chi, nel Napoletano e nel Casertano, ha segnalato la difficoltà per via di alcuni pneumatici che tagliati a mezzi pesanti da ignoti. Sono state tante in tutta la Campania le scorte effettuate per assicurare le consegne soprattutto di beni di prima necessità. A coordinare le operazioni sono le Prefetture.
10:21 – Su A30 chiuso svincolo Nocera-Pagani: Sulla rete autostradale della Campania al momento non si registrano disagi per le manifestazioni degli autotrasportatori, fatta eccezione per la A30 Caserta-Salerno dove si segnala la chiusura di Nocera-Pagani in uscita da entrambe le provenienze.
09:52 – Campania, chiuso nodo Casoria A1: Continuano i disagi a Napoli per le proteste dei tir legate al caro carburanti. Risulta in questo momento ancora il blocco del nodo a Casoria dell’A1 Napoli-Milano, mentre sono segnalati rallentamenti sull’Asse Mediano e sulla Domiziana. Intanto in città si notano lunghe file ai distributori di carburante aperti, creando particolare difficoltà alla viabilità. In giornata ci saranno novità, anche in base a quanto emergerà dal Cdm presieduto dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul caro carburanti, a proposito dello sblocco dei presidi dei tir a Nola, Maddaloni, Avellino Est e quelli in provincia di Salerno, mentre ieri sera si è sbloccato il presidio a Caianello e risulta sbloccato nella notte anche un presidio al Porto di Napoli.
09:20 – Sicilia, resta presidio trasportatori a Gela: Gli autotrasportatori fermi a Gela, lungo un tratto della strada statale 117 bis, hanno deciso di non rimuovere il presidio. La loro protesta contro il caro carburante continua. “Giungono notizie di protesta finita e di accordi raggiunti ma non è assolutamente vero – dicono gli autotrasportatori fermi da giorni – qualcuno, per l’intermodale, ha raggiunto qualche obiettivo ma per noi che lavoriamo su strada non c’è nulla. I soldi che dovrebbero stanziare sono gli stessi che avevano già promesso. I prezzi del gasolio non scendono e noi non abbiamo ricevuto neanche un centesimo. Andiamo avanti fino a quando non ci saranno risultati concreti. Degli annunci non ce ne facciamo nulla. Questi camion fermi sono tutta la nostra vita e il nostro lavoro”. Decine di mezzi pesanti sono fermi lungo la rotatoria stradale della statale 117 bis Gela-Catania, all’ingresso di Gela. Altri autotrasportatori, in questi giorni, hanno fermato i loro mezzi al presidio allestito dagli agricoltori, all’ingresso del paese Nisseno, a poca distanza dal tribunale.
09:05 – Sicilia, torna la consegna delle forniture nei supermercati di Palermo, Catania, Messina:L’accordo raggiunto in prefettura a Catania con l’ala più intransigente del trasporto merci ha prodotto i suoi primi effetti. I supermercati di Palermo, Catania e Messina hanno registrato la regolare consegna delle forniture, in particolare per quanto riguarda ortofrutta e latticini. Fin dalle prime ore del mattino, i principali marchi della grande distribuzione avevano riassortito completamente gli scaffali. Risultati positivi anche per i discount, dove le scorte hanno ormai raggiunto l’80% del totale. Le aziende agricole stanno smaltendo le scorte che avevano riempito le celle frigorifero e i principali mercati ortofrutticoli siciliani stanno lavorando quasi a pieno regime. Situazione più complessa, invece, nei comuni dell’entroterra siciliano e per i minimarket indipendenti, che scontano il ritardo legato ai piccoli trasportatori autonomi, rimasti fermi fino a tarda notte. (di Francesco Patanè)
08:55 – A1 Milano-Napoli, si riducono i presidi: Restano per ora i presidi degli autotrasportatori sulle strade campane ma il numero di camion partecipanti si è ridotto tra ieri sera e stanotte, in seguito all’operazione della Polizia di Stato, che ha identificato oltre 1000 autotrasportatori. Nel Casertano epicentro della protesta diventa il casello sull’A1 Milano-Napoli di Caianello, dove ieri sera un autotrasportatore ha minacciato di darsi fuoco con una tanica di benzina proprio quando la polizia è intervenuta. Sul posto c’era l’europarlamentare Fulvio Martusciello, che ha convinto l’autotrasportatore a posare la tanica
08:47 – Calabria, prosegue la mobilitazione degli agricoltori: Da un lato la sospensione della protesta degli autotrasportatori in Calabria, dall’altra la decisione degli agricoltori di proseguire con i diversi presidi in diversi punti della regione. E’ questa la situazione che si registra in Calabria all’indomani della decisione della Fedralog, la Federazione regionale della logistica, che ha parlato di “una decisione sofferta ma meditata“. Questa mattina i presidi in Calabria sono confermati in tutti i modi cruciali della viabilità calabrese, ma a bordo strada restano fermi solo i mezzi agricoli e alcuni mezzi di autotrasportatori che non fanno parte di organizzazioni sindacali. I blocchi di questi giorni hanno messo a dura prova le forniture di derrate alimentari, ma a rischio c’è anche il conferimento dei rifiuti.
La sospensione della protesta annunciata dagli autotrasportatori potrebbe facilitare una ripresa di tutti questi settori, tenendo conto che il blocco del comparto degli autotrasporti aveva creato i maggiori disagi. Al momento, invece, gli agricoltori non hanno intenzione di sospendere la protesta che potrebbe proseguire ad oltranza chiedendo risposte concrete anche in termini di scelte a medio e lungo termine.
8:30 – L’intervista all’olivicoltore: “Giusto protestare, ma se non riapriamo è un disastro”
07:40 – Sicilia, anche l’Aias scioglie i presidi: Gli autotrasportatori di Aias, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che ancora mantenevano i blocchi dei tir in diversi punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altre strade siciliane, hanno deciso di sospendere la protesta. La decisione è arrivata nella tarda serata di ieri al termine di una riunione in prefettura a Catania. “Abbiamo deciso di revocare il blocco dei Tir poichè abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto“, ha detto il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi.
02:45 – Sicilia, le organizzazioni annunciano la revoca totale dei blocchi: “Questa sera, al termine di un importante tavolo tecnico svoltosi presso la Prefettura di Catania, è stata concordata la revoca totale dei blocchi, aprendo la strada al progressivo ripristino della circolazione dei mezzi pesanti e alla normalizzazione delle attività di trasporto e distribuzione delle merci sull’intero territorio regionale. Un risultato di grande rilevanza, raggiunto grazie a un confronto costruttivo tra istituzioni, rappresentanti del mondo produttivo e organizzazioni degli autotrasportatori, che hanno saputo individuare una soluzione condivisa nell’interesse dell’intera collettività“. Lo dice una nota delle organizzazioni di categoria che hanno partecipato all riunione in prefettura a Catania. Al tavolo tecnico, presieduto dal Prefetto di Catania, Pietro Signoriello, hanno preso parte il sindaco di Catania, Enrico Trantino, Giovanni Arena, delegato regionale di Federdistribuzione Sicilia, Maria Cristina Busi per Confindustria, Giuseppe Guagliardo per Confcommercio, Salvo Politino per Assoesercenti, Anna Quartarone per Cna, Giosuè Arcoria per Confagricoltura, Michelangelo Arena per Cia, Giuseppe Richichi per Aias e Luigi Nicosia per il Comitato Trasportatori Siciliani (Cts)
ATENE – “Dalla Grecia alla Francia, lottiamo per un’istruzione pubblica e gratuita“: è lo Aslogan scandito dagli studenti che stanno manifestando al fianco di insegnanti, medici e lavoratori del settore pubblico nel centro di Atene e nelle principali città greche.
Secondo le stime della polizia citate da Kathimerini, circa 10mila persone stanno partecipando al corteo in corso nella capitale.
L’allerta per il rischio di scontri rimane alta: circa 3mila agenti delle forze dell’ordine sono stati schierati nelle strade di Atene,compresa via Ermou, noto viale dello shopping nel centro della città, per prevenire incidenti a margine della manifestazione. Dalle dieci di questa mattina è stata chiusa anche la fermata metro di Panepistimiou. Finora la polizia ha proceduto a fermare almeno dodici persone, riportano i media locali. Sventolando palloncini e cartelli con su scritto ‘Abbiamo diritto al sapere, diritto al futuro‘, i manifestanti sono partiti dai Propilei, lo storico ingresso dell’Università di Atene, e sono arrivati in corteo fino a piazza Syntagma, davanti al parlamento. Gli insegnanti chiedono, tra gli altri, l’assunzione di nuovo personale per riempiere i posti vacanti nelle scuole, l’aumento dei finanziamenti statali per portare la spesa dedicata all’istruzione al 5% del Pil, il miglioramento delle infrastrutture scolastiche, e l’aumento degli stipendi. Gli studenti, che hanno dato il via alle proteste ieri sera, allestendo delle tende in piazza Syntagma, chiedono alloggi gratuiti per chi studia, e maggiori fondi per l’istruzione pubblica. Manifestazioni analoghe sono in corso anche nelle città di Salonicco, Patrasso, Larissa, Volos e a Creta.
Il partito di Alice Weidel, primo nei sondaggi, cerca di limitare i danni
L‘estrema destra tedescadell’Afdsta cercando di limitare i danni d’immagine dopo l’attacco hacker agli account di posta elettronica del partito – lo Spiegel parla di 11 account – ma è già al centro di aspre critiche a causa del contenuto del materiale hackerato. Il partito di Alice Weidel ha ammesso che durante l’incidente avvenuto a settembre sono “trapelate grandi quantità di dati”.
All’inizio della settimana, alcuni sconosciuti hanno reso accessibili più di 400mila email che sarebbero provenienti dagli account di posta dell’Afd. Come riporta la Faz, l’Afd ha cercato di dare l’impressione che le email fossero vecchie e non contenessero informazioni rilevanti per la valutazione pubblica del partito. Per l‘Afd si tratta di un grave incidente digitale anche perché stando allo Spiegel, nella fuga di dati si trovano anche episodi finora sconosciuti. Come riporta la Zdf, le email documenterebbero riferimenti a Hitler, simboli nazisti, dichiarazioni antisemite e messaggi contro i migranti. Emergerebbe la vicenda di un biglietto di auguri natalizi con una svastica e il saluto “Heil Hitler”, che un dirigente locale dell’Afd avrebbe attribuito a un altro esponente del partito. In un’altra comunicazione comparirebbe il saluto “Heil und Sieg”. Altri messaggi conterrebbero battute sulla possibilità di trasformare i rifugiati in borse e stivali, mentre alcune comunicazioni interne riguarderebbero accuse di negazionismo dell’Olocausto e glorificazione di Hitler rivolte a esponenti locali del partito.
AfD:
Den Holocaust verleugnen, Hitlers Geburtstag feiern, Vergewaltigungsphantasien gegen Frauen, auf Migranten schiessen…
— Adrian Ruest 🇪🇺 🇭🇰 🇹🇼 🇺🇦🇽🇰🏳️🌈🇬🇪 (@Adrian11192493) October 21, 2026
Sono coinvolte anche informazioni riservate, come documenti riservati provenienti dai ministeri o verbali delle sedute delle commissioni del Bundestag. La dirigenza del partito ha presentato l’attacco hacker come un attacco al partito e alla democrazia; allo stesso tempo, ha messo in discussione la validità dei contenuti pubblicati. Sui social media numerosi commentatori ritengono che la fuga di notizie possa fornire nuovo materiale per un procedimento di messa al bando o per il procedimento di classificazione in corso.
Due gruppi di sostenitori dei Red Devils in città per la partita di Champions League contro la squadra di Fabregas si sono fronteggiati nella centralissima piazza Volta: sono volati pugni e tavolini
I frame della scazzottata nel pub
Como –Si sono fronteggiati a tarda notte, nella centralissima piazza Volta di Como, discutendo per questioni al momento tutt’altro che chiare, e arrivando alle mani. La rissa è scoppiata questa notte a Como e ha coinvolto una decina di tifosi del Manchester United, giunti in città alcuni già da ieri per assistere alla partita di questa sera di Champions League.
Da un lato supporter più adulti, dall’altro un gruppo di giovani: alla fine l’ambulanza del 118 ha soccorso tre uomini di 43, 45 e 49 anni, tutti trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna con contusioni non gravi.
Durante lo scontro è volato qualche tavolino, ma non risulta che siano state utilizzate armi. Ora la Digos di Como, assieme ai colleghi giunti dall’Inghilterra assieme ai tifosi, sta identificando tutti i partecipanti.
Ponte sullo Stretto, acquisiti documenti da ministero e società nell’ambito dell’inchiesta per corruzione
articolo
I pm hanno delegato ai carabinieri del Ros un ordine di esibizione. Documenti da Mit, Dipe-Cipess, Ponte sullo Stretto S.p.A. e Consorzio Eurolink
Modello Ponte di Messina – (IPa)
La Procura di Roma, nell’ambito delle indagini connesse alla realizzazione dell’infrastruttura pubblica del Ponte sullo Stretto, ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un ordine di esibizione nei confronti del Mit, del Dipe/Cipess, della società Ponte sullo Stretto Spa e del Consorzio Eurolink, finalizzato all’acquisizione della documentazione predisposta e inviata alla Corte dei Conti, nell’ambito dell’attività di controllo relativa alla delibera Cipess n. 61/2025 e al decreto n.190 del 1 agosto 2025.
“L’attività investigativa odierna fa seguito alla precedente espletata il 9 giugno scorso – spiega la procura di Roma in una nota – con l’esecuzione di un decreto di perquisizione finalizzato all’acquisizione di documentazione e dei dispositivi elettronici (smartphone, device, etc..) in uso alle persone sottoposte alle indagini”.
Tra gli indagati nell’inchiesta della procura di Roma in cui si ipotizza anche reati di corruzione e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, c’è Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno.
L’attività investigativa eseguita dal Ros su delega del pool dei pm che seguono i reati contro la pubblica amministrazione è un allargamento dell’inchiesta che aveva portato alle perquisizioni dello scorso giugno. I pm vogliono svolgere una serie di approfondimenti su procedure e cifre legate al progetto del Ponte sullo Stretto e l’acquisizione dei nuovi documenti potrebbe portare a nuove iscrizioni nel registro indagati.
Mit: “Disponibili a consegnare documenti, iter regolare” – ll Mit precisa in una nota che, nell’ambito delle attività di indagine sul Ponte sullo Stretto di cui si è data notizia questa mattina, tutti gli Uffici richiesti si sono resi immediatamente disponibili ad esibire ai Carabinieri del Ros l’intera documentazione, indicata dagli inquirenti, nella consapevolezza della regolarità amministrativa dell’iter procedimentale. Il ministero “è e rimane a disposizione per esibire le centinaia di file, presenti e passati, relativi al procedimento in questione con spirito di piena collaborazione e in totale trasparenza. Ogni step è necessario per arrivare quanto prima alla realizzazione dell’opera“.
“Non ne so nulla, poi la procura farà il suo lavoro come è legittimo che faccia. Se c’è un’inchiesta in corso, presumo, è una cosa da magistrati non certo da politici. Da questo punto di vista, lasciamo che la procura faccia quello che deve, avrà la massima disponibilità da parte di tutti per avere i documenti che intende prendere”, ha detto il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, a margine del Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio.
Bonelli: “Procura acquisisce atti che governo mi aveva negato, Salvini fermi follia da 13,5 mld” – “Il Ponte sullo Stretto è diventato il monumento all’arroganza politica di Matteo Salvini e di un governo che pretende di piegare le regole dello Stato alla propaganda. Oggi la Procura di Roma ha disposto l’acquisizione di documenti al ministero delle Infrastrutture, al Dipe/Cipess, alla società Stretto di Messina e al Consorzio Eurolink. Sono gli stessi atti relativi ai controlli della Corte dei Conti che avevo chiesto e che mi erano stati negati. Il 29 dicembre 2025, infatti, il DIPE aveva respinto la nostra richiesta di accesso alle controdeduzioni trasmesse alla Corte dei Conti. Cosa avevano da nascondere?”. Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. Secondo Bonelli “sulle procedure di approvazione del Ponte e sul mancato rispetto delle direttive europee ho presentato diversi esposti alla Procura di Roma. Le questioni che abbiamo sollevato riguardano proprio la legittimità delle procedure e il rispetto delle norme europee. Ora l’inchiesta, che ipotizza anche reati di corruzione e pressioni per condizionare i controlli della Corte dei Conti, si allarga dopo le perquisizioni del 9 giugno. La magistratura approfondisce le procedure contabili e la questione delle gare d’appalto, dopo le modifiche al progetto originario. Da anni denunciamo forzature e opacità. Salvini ha trasformato il Ponte in un’ossessione personale, attaccando persino la Corte dei Conti quando ha esercitato le proprie funzioni“.
Per Bonelli “mentre Sicilia e Calabria hanno ferrovie inadeguate, strade dissestate, territori senz’acqua e un dissesto idrogeologico drammatico, Salvini continua a inseguire il suo monumento di cemento e acciaio, sottraendo miliardi alle vere priorità del Mezzogiorno. Giorgia Meloni deve spiegare fino a quando intende difendere questo progetto. La legalità non è un ostacolo da aggirare, la Corte dei Conti non è un nemico da combattere e i soldi pubblici non sono il bancomat della propaganda di Salvini. Chiediamo la sospensione immediata del progetto e che il governo riferisca in Parlamento. Saranno i magistrati ad accertare le responsabilità penali, ma quelle politiche sono già enormi. Il Mezzogiorno ha bisogno di infrastrutture vere, non di un monumento alla propaganda“, conclude.
A Castellammare del Golfo messo a disposizione il teatro per accogliere gli sfollati
Un vasto incendio nella zona di Castellammare del Golfo(Trapani) ha impegnato diverse squadre dei vigili del fuoco, della forestale e della protezione civile nella notte tra martedì e mercoledì.
Alcune abitazioni minacciate dalle fiamme sono state sgomberate per precauzione nelle aree tra Sarmuci e Scopello. Il rogo ha attraversato Piano Livreri e Maiorca, ha lambito Borgo Scopello e si è diretto verso il bosco, in direzione della Mira del Re, quasi al confine con la riserva naturale dello Zingaro, sul lato sud.
Il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione, in costante contatto con la Prefettura e con le strutture impegnatenel coordinamento degli interventi, con l’obiettivo prioritario di mettere in sicurezza le persone e le abitazioni. “Abbiamo mantenuto alta l’attenzione sin dalle prime fasi dell’emergenza e predisposto tutte le misure necessarie per affrontare eventuali situazioni di necessità.Fortunatamente, al momento, per le abitazioni la situazione é sotto controllo“, dice. L’amministrazione comunale ha messo a disposizione il teatro Apollo come struttura di accoglienza per le persone eventualmente costrette a lasciare le proprie abitazioni. Fortunatamente, al momento, non si è reso necessario utilizzarlo. Il teatro resta comunque a disposizione in caso di necessità. L’attenzione resta massima, considerata l’estensione dell’incendio e le caratteristiche delle zone interessate.
Era uscito dolorante accompagnato da due uomini dello staff medico a bordo campo e subito si era pensato al peggio. È arrivato il comunicato ufficiale sull’infortunio subito da Khvicha Kvaratskhelia nella gara contro il Barcellona (vinta 4-2 dal PSG).
“A seguito della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro subita durante la partita di ieri contro il Barcellona, Khvicha Kvaratskhelia si sottoporrà a un intervento chirurgico nei prossimi giorni“, si legge nella nota ufficiale del club parigino.
Durante la gara contro il Barça si sono fatti male anche altri due giocatori: “Ousmane Dembélé rimarrà sotto osservazione medica per le prossime settimane. A seguito di un infortunio alla coscia destra, Marquinhos rimarrà sotto osservazione medica per le prossime settimane“, scrive ancora il PSG.
– Victime d’une rupture du ligament croisé antérieur du genou droit lors du match d’hier face au FC Barcelone, Khvicha Kvaratskhelia subira une intervention chirurgicale dans les prochains jours.
– A la suite d’une lésion à la cuisse gauche, Ousmane Dembélé restera en soins ces prochaines semaines.
– A la suite d’une lésion à la cuisse droite, Marquinhos restera en soins ces prochaines semaines.
Traduzione : Google Bollettino medico dopo Barcellona – Vittima della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante la partita di ieri contro l’FC Barcellona, Khvicha Kvaratskhelia sarà sottoposto a un intervento chirurgico nei prossimi giorni. – A causa di una lesione alla coscia sinistra, Ousmane Dembélé dovrà seguire un percorso di cure nelle prossime settimane. – A causa di una lesione alla coscia destra, Marquinhos dovrà seguire un percorso di cure nelle prossime settimane.
🚨🚨| | Kvicha Kvaratskhelia (25) has suffered cruciate ligament injury.
Le associazioni di categoria: ‘Il governo intervenga per fermare gli stop’. Sull’A1 chiuso il nodo con A30 Caserta-Salerno
Tir bloccano l ‘ingresso al porto di Napoli
A causa della protesta degli autotrasportatori gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei.
A Lamezia Termenon si registrano problemi e le operazioni procedono regolarmente. E’ quanto viene comunicato da Enav in un Notam, cioè nell’avviso ufficiale che informa piloti e personale di volo.
Il testo porta l’indicazione che ” piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l’aeroporto di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive“.
Intanto la protesta degli autotrasportatori non si ferma sulle strade della Campania. Alle ore 7 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, a causa della manifestazione che sulla sede autostradale.
Si sono registrati3 km di coda nel tratto compreso tra Caserta Nord e il bivio con la A30 verso Napoli e 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma.
Per lo stesso motivo risulta chiusa la stazione di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze e risulta chiuso il nodo tra la A1 e la SP1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la SS7 Appia.
Le associazioni dell’autotrasporto: ‘Il governo intervenga per fermare i blocchi’ – Le associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese. “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione”, affermano Anita, Cna/Fita, Confartigianato trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna casartigiani, Confcooperative lavoro e servizi, Legacoop produzione e servizi, Unatras,Assotir
Salvini: ‘Arrivate 32mila domande per i 480 milioni stanziati per autotrasportatori’ – Sono stati sbloccati fondi per più di un miliardo per gli autotrasportatori. Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini intervenendo a Radio anch’io spiegando che 480 milioni sono destinati al caro carburante tra marzo e ottobre e oltre 500 al rinnovo dei veicoli. Per i fondi per il caro carburante sono arrivate oltre 32mila domande.
“C’erano 430 milioni ai quali ne abbiamo aggiunti 50 di nuovi per l’aiuto per il caro carburante da marzo a ottobre. E’ stato uno sforzo enorme che copre il 70% dei maggiori costi con un prezzo fisso del gasolio per chi il gasolio lo usa per lavoro. L’obiettivo è arrivare alla fine dell’anno, sperando che queste due maledette guerre che stanno portando a questo caos finiscano“. Sono arrivate 32mila domande, ha detto, da oggi cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo”.
Una perturbazione atlantica attraversa la Penisola con temporali, grandinate e forti raffiche di vento. Allerta gialla in sedici regioni. Stop alle lezioni in numerosi comuni, soprattutto in Campania, Liguria e Lazio
Una nuova ondata di maltempo investe oggi, mercoledì 21 ottobre, gran parte dell’Italia. La perturbazione atlantica, dopo aver colpito il Nord-Ovest, si sposta verso le regioni centrali e meridionali, portando piogge intense, temporali, raffiche di vento e possibili grandinate. La Protezione civile ha diramato l’allerta arancione in sei regioni: Liguria e parte di Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania. Allerta gialla in sedici regioni, dalla Lombardia alla Sicilia. Particolarmente critica la situazione sul versante tirrenico, soprattutto nel Lazio e in Campania, dove si temono nubifragi e allagamenti. A rischio anche le aree prealpine del Nord-Est, mentre in Toscana e Umbria sono previsti temporali diffusi. Piogge e rovesci interesseranno anche Abruzzo,Molise, Puglia, Basilicata e Calabria, con condizioni di instabilità in Sicilia. Numerose le ordinanze di chiusura delle scuole. In Campania lezioni sospese a Napoli e in diversi comuni delle province di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento. Alla Spezia scuole e università chiuse fino alle 14, mentre nel Lazio lo stop riguarda anche Anzio. Disposte in alcune località chiusure di parchi, cimiteri e mercati. Secondo il meteorologo del Cnr Giulio Betti, la perturbazione dovrebbe attenuarsi già dalla serata, spostandosi verso i Balcani. Le temperature subiranno una lieve flessione, mantenendosi tuttavia relativamente miti per il periodo.
09:39 – Per il maltempo crolla un albero su un’auto a Jesolo, morto militare 46enne – Un militare 46enne è morto questa mattina, travolto da un albero mentre si trovava in auto in via Roma Destra a Jesolo, nel Veneziano. L’uomo stava andando al lavoro quando, a causa del maltempo, il tronco ha ceduto e si è abbattuto sul tetto della sua macchina. Nonostante l’intervento immediato dei soccorritori, tra cui anche i vigili del fuoco, per il 46enne non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Jesolo e ci sono accertamenti in corso.
09:31 – Savona, cede una strada in via Famagosta – La squadra dei vigili del Fuoco della sede centrale di Savona è intervenuta nella notte per il cedimento del manto stradale di via Famagosta coinvolgendo un mezzo della Sea-S rimasto in bilico. L’autista è uscito dal mezzo da solo. Sul posto sono intervenuti anche il funzionario di servizio dei vigili del Fuoco e la polizia locale.
09:30 – Nel Lazio alberi caduti e allagamenti – Nel Lazio le forti piogge hanno interessato in particolare le province di Roma e Latina, dove i vigili del fuoco sono al lavoro per la messa in sicurezza di alberi caduti, allagamenti e per la rimozione di ostacoli pericolanti.
09:29 – Toscana e Sardegna: evacuata famiglia di 5 persone – In Toscana, le squadre sono intervenute sull’isola d’Elba e sul litorale livornese per far fronte ai danni causati delle intense precipitazioni. In Sardegna, il maltempo ha interessato soprattutto le province di Nuoro, Oristano e Sassari. Effettuati circa 170 interventi per allagamenti, alberi caduti e soccorso ad automobilisti in difficoltà. A Siniscola (Nuoro), ieri sera, è stata evacuata una famiglia di 5 persone che era rimasta bloccata nella propria abitazione dall’innalzamento del livello dell’acqua.
09:07 – In Liguria alberi caduti e allagamenti – In Liguria, tra le province di Genova e Savona, sono stati effettuati 100 interventi per alberi caduti, messa in sicurezza di elementi pericolanti da edifici e allagamenti. A Celle Ligure, la caduta di un masso sulla carreggiata della SS1 Aurelia ha comportato la chiusura della strada in entrambe le direzioni.
08:59 – Strade interrotte e auto in panne nel Crotonese – L’ondata di maltempo che si sta abbattendo sulla Calabria, oltre a provocare la chiusura al traffico della strada statale 107 che collega Crotone a Cosenza, sta creando disagi anche nel territorio del comune di Strongoli, nel Crotonese, dove le strade provinciali 53 e 16 e la strada statale 106 versano in condizioni critiche a causa dei detriti accumulati sull’asfalto.Disagi significativi vengono segnalati anche nei territori di San Giovanni in Fiore, Cotronei e Cerenzia, a cavallo tra le province di Crotone e Cosenza, dove si registra la presenza di moltissima acqua piovana che rende la circolazione estremamente insidiosa. Particolare apprensione si vive ad Altilia, nel comune di Santa Severina, dove l’ingrossamento delle acque ha portato all’esondazione di un affluente del fiume Neto. Il corso d’acqua ha superato gli argini naturali invadendo rapidamente sia la strada provinciale adiacente sia la statale 107, amplificando i problemi di viabilità nell’intera area. Sul posto mezzi dei vigili del fuoco, Anas e Polizia stradale.
Era un’atleta del Basket Venaria. Il ricordo della Federbasket: “Ha lottato con la stessa determinazione che ha sempre dimostrato sul parquet”
Anna Mellano – foto postata da Federbasket
Il mondo del basket italiano è in lutto per la morte, ad appena 17 anni, di Anna Mellano. Cestista del Basket Venaria, era ritenuta una vera promessa e aveva già vestito la maglia azzurra delle giovanili. È stata stroncata dalla leucemia.
L’annuncio è arrivato dalla Federbasket con un comunicato: “A portarla via un male ingiusto, contro il quale ha lottato con la stessa determinazione che ha sempre dimostrato sul parquet“.
Chi era Anna Mellano – Cresciuta nel Basket Venaria, una delle società storiche del settore giovanile a livello nazionale, aveva ottenuto la convocazione nella nazionale femminile Under 16 di coach Lucchesi. Nel luglio 2024 era stata tra le protagoniste della Nazionale Under 15 al Torneo dell’Amicizia disputato a Varese.
“Sono senza fiato. La notizia della scomparsa di Anna Mellano, a soli 17 anni, ci lascia sgomenti. Una giovane della nostra città, una ragazza con tanti sogni e una grande passione per la pallacanestro, portata via da una grave malattia. Anna era cresciuta nel Basket Venaria di Teo Mitton, distinguendosi per il suo talento fino a entrare nel giro delle Nazionali giovanili. Dietro quei risultati c’erano impegno, sacrifici e l’amore per uno sport condiviso con le sue compagne di squadra”, dice il sindaco Fabio Giulivi.
“Oggi non ci sono colori, non ci sono maglie e non contano i punti sul tabellone – si legge in un post della BCC Derthona Basket – Come società, atlete e staff ci stringiamo profondamente al dolore della famiglia di Anna Mellano, la giovane campionessa del Basket Venaria e delle nazionali giovanili che a soli 17 anni ci ha lasciato dopo aver lottato contro la malattia con la stessa forza e determinazione che abbiamo sempre apprezzato sul parquet incontrandola da avversaria. Il basket perde una stella, ma il tuo esempio di coraggio resterà impresso nel cuore di tutto il nostro mondo“.
Ancora scontri a Tirana, dove i manifestanti ieri hanno lanciato bombe molotov e dato fuoco ai cassonetti; la polizia ha risposto con gli idranti. Intanto il primo ministro albanese Edi Rama ha accusato le persone scese in piazza di aver superato la “linea rossa”.
Albania, scontri in piazza: molotov, fuochi d’artificio e idranti – euronews (in Italiano)
Serie A, bufera arbitrale e scontro politico nell’AIA: cosa è successo dopo l’ultimo turno di campionato
Il clima attorno al settore arbitrale italiano torna a farsi rovente, tra polemiche sul campo e tensioni istituzionali nei palazzi del potere calcistico. Come evidenziato dal Corriere dello Sport, gli errori arbitrali nelle ultime giornate di Serie A si stanno moltiplicando: l’auspicato rinnovamento sembra aver lasciato spazio all’incertezza, acuita sia dalle recenti modifiche regolamentari introdotte dall’IFAB in vista dei Mondiali, sia dall’elevata soglia di intervento imposta dal nuovo designatore Daniele Orsato, storicamente cauto nel ricorso al monitor.
Proteste di Fiorentina e Atalanta: i voti favorevoli a Chiffi e Di Bello – A innescare il malcontento sono state soprattutto le proteste ufficiali di Fiorentina e Atalanta, uscite sconfitte con recriminazioni dai rispettivi incroci contro Como e Milan. Nel mirino della critica sono finite le direzioni di gara di Daniele Chiffi e Marco Di Bello, le cui valutazioni interne hanno destato profonda perplessità tra gli addetti ai lavori.
Nonostante una gestione controversa, caratterizzata da due off-field review e da un acceso diverbio con Adrien Rabiot punito solo con l’ammonizione, Chiffi è stato promosso a pieni voti dall’organo tecnico Alessandro Giallatini, figura vicinissima a Orsato. Il voto di 8,5 assegnato sul manuale degli osservatori AIA certifica infatti che l’arbitro “ha arbitrato bene, prestazione di valore, con più positività sugli aspetti principali”. Un giudizio ampiamente positivo che ha riguardato anche Di Bello dopo la sfida del Franchi, sollevando seri interrogativi sull’uniformità di giudizio della classe arbitrale.
Il caso De Marco: il veto dell’AIA e lo stallo con Lega Serie A e FIGC – Parallelamente alle questioni di campo, si è aperto un duro scontro politico attorno alla figura del coordinatore dei rapporti tra arbitri e club. La carica, assegnata dalla FIGC ad Andrea De Marco durante la precedente gestione dell’ex presidente AIA Zappi, è finita al centro di un braccio di ferro:la governance arbitrale e lo stesso Orsato spingono per affidare l’incarico a Eugenio Abbattista, figura non gradita a gran parte delle società.
Un sondaggio informale promosso dalla Lega Serie A ha visto la netta conferma di De Marco rispetto a Stefani e ad Abbattista, rimasto a quota zero preferenze. Ciononostante, pur percependo regolarmente lo stipendio, De Marco non è ancora stato messo nelle condizioni operative di esercitare il proprio ruolo, non essendo riconosciuto dai vertici di AIA e CAN. Davanti all’ipotesi avanzata dalla Lega di nominare Messina — frenata però da un evidente conflitto d’interessi con il suo incarico di direttore tecnico — la FIGC ribadisce la legittimità di De Marco, lasciando l’intero sistema in una complessa fase di stallo.
Google riferisce di “elevati tassi di errore” e “interruzioni intermittenti della rete” nel suo data center europeo con sede a Londra
La banca online britannica Revolut hadichiaratodi riscontrare un “disservizio” in diversi propri servizi; una fonte vicina all’azienda ha attribuito il problema a questo guasto di Google Cloud.
Lingua originale: inglese Stiamo attualmente vivendo un’interruzione del servizio che sta interessando più servizi. Possiamo confermare che tutti i fondi e i dati dei nostri clienti sono al sicuro. Stiamo lavorando per risolvere il problema da quando è stato identificato questa mattina e ci scusiamo con chiunque ne sia stato colpito e per qualsiasi inconveniente causato.
We are currently experiencing a service disruption affecting multiple services. We can confirm that all our customers’ money and data are safe. We’ve been working to fix the issue since it was identified this morning and apologise to anyone affected and for any inconvenience…
“Attualmente, diversi servizi di Google Cloud presentano un elevato tasso di errore e interruzioni intermittenti della rete nella regione europe-west2”, ha comunicato il colosso tecnologico, aggiungendo: “Il nostro team di ingegneri sta continuando a indagare sul problema”.
I disservizi sarebbero iniziati intorno alle ore 8 del mattino (ora italiana) e Google spiega di poter dare una risposta entro la prossima notte (l’una del mattino). Colpite anche numerose banche britanniche tra cui Lloyds, Bank of Scotland e HSBC.
I servizi online colpiti dal down dei servizi Google
Secondo quanto si apprende all’origine dei disservizi vi sarebbe un guasto elettrico che ha colpito l’infrastruttura nella regione di Londra. Google ha indicato di prevedere a breve un ripristino “parziale” di alcuni dei suoi servizi.
Sono 2400 i fermati in tutto lo stato, 557 a Parigi. Intanto i gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato prossimo
Il presidente Macron ha respinto le dimissioni del ministro dell’Interno Nunez, che ha motivato la sua decisione ammettendo che le autorità hanno fallito e che sabato scorso, in alcune grandi città della Francia, è stato perso il controllo. Sono 60 mila gli agenti e i gendarmi schierati su tutto il territorio. Violenze e saccheggi hanno funestato il paese e non si sono fermati neanche stanotte nella capitale, dove i casseurs hanno preso di mira il centro commerciale di Les Halles, spostandosi poi attraverso la città nel tentativo di saccheggiare le boutique di lusso.
Il premier Lecornu, stamani, ha presieduto un’ulteriore unità di crisi, anche per tentare una prima valutazione dell’entità dei danni, che si preannunciano molto elevati. Ieri, nel suo discorso alla nazione, il capo dello Stato ha dichiarato: “Chi distrugge sarà chiamato a pagare“. Ha inoltre comunicato la sua intenzione di convocare tutte le forze politiche che, a sei mesi dalle elezioni presidenziali, stanno trasformando gli scontri in un terreno di campagna elettorale.Il numero dei fermati continua a salire: sono 2400 in tutta la Francia, di cui 557 a Parigi. Intanto i gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato prossimo, 24 ottobre.
I tecnici di Inter e Como si sono aggiudicati il prestigioso riconoscimento
Cristian Chivu, Lautaro Martinez – Getty Images
Nuovo riconoscimento per Cristian Chivu: l’allenatore dell’Inter si è aggiudicato il Premio Manlio Scopigno in qualità di miglior tecnico della Serie A 2025/26, a pari merito con Cesc Fabregas, collega del Como. Insieme a lui, ennesimo titolo anche per Lautaro Martinez, a cui va il premio Luigi Riva come miglior attaccante dello scorso campionato di Serie A.
L’elenco completo dei premiati:
• Miglior allenatore di Serie A: Cesc Fàbregas (Como)
• Miglior allenatore di Serie A (ex aequo): Cristian Chivu(F.C. Inter)
• Miglior giocatore di Serie A: Donyell Malen(A.S. Roma)
• Miglior allenatore di Serie B: Massimiliano Alvini (Frosinone)
• Miglior allenatore di Serie B : Giovanni Stroppa (Venezia Calcio)
• Miglior giocatore di Serie B: Joel Pohjanpalo (U.S. Palermo)
Una penalità che porti alla retrocessione in Championship e un’altra che impedisca di essere immediatamente promosso. La Premier League starebbe chiedendo a gran voce la decisione prima del risultato dell’appello. Il tabloid britannico parla di “giusta punizione”
Una penalità che porti alla retrocessione in Championship alla fine di questa stagione. E poi un’altra penalizzazione che gli impedisca di essere immediatamente promosso, come invece riuscì a fare la Juve dopo Calciopoli. È la “giusta” punizione per il Manchester City secondo il Daily Mail, che in un editoriale cita alcune fonti che suggeriscono che questa è la strada che la Premier sta cercando di intraprendere per risolvere la questione delle accuse di irregolarità finanziaria per cui il club attualmente primo in classifica è stato condannato in primo grado. Il procedimento è ancora aperto e il City resta convincerlo di dimostrare la sua innocenza in appello. Le sanzioni non sono ancora state erogate.
La tesi – “È improbabile – scrive l’editorialista Oliver Holt -, mi dicono fonti vicine al procedimento, che il City finisca con l’affrontare l’apocalittico scenario di un’espulsione dalla Premier League e sia costretto a ricominciare dalla League Two nella prossima stagione. L’espulsione getterebbe la Premier e la Efl (la lega che gestisce gli altri tre campionati pro, ndr) in un caos senza precedenti e sarebbe autolesionismo. Il pensiero comune è che la Premier League stia chiedendo a gran voce che le sanzioni per il City vengano annunciato prima del risultato dell’appello, che è improbabile venga concluso prima della fine di gennaio. Fonti vicine al procedimento suggeriscono che la punizione più probabile sia una penalizzazione di punti tale da assicurare la retrocessione del City in Championship, più una forte multa. È anche possibile che la punizione includa anche un’ulteriore punizione che confini il City in Championship per almeno un’altra stagione. La Efl non sarebbe obbligata ad accettare per il City la sanzione in Championship ma è probabile che lo facciano”.
la situazione – Quella del Daily Mail resta un’indiscrezione sulla conclusione di un procedimento ancora in corso, avvolto nella segretezza e con tempi per una decisione finale ancora incerti. Come nella sentenza di primo grado, sarà una commissione indipendente a dover decidere del destino del Manchester City, convinto di poter ribaltare in appello il verdetto di primo grado in cui è stato riconosciuto colpevole di 114 delle 115 accuse originali. E un’altra commissione indipendente dovrà decidere le sanzioni dopo la sentenza di primo grado, anche queste soggette ad appello. La segretezza fa sì che è probabile che le sanzioni vengano rese pubbliche solo quando l’intero procedimento verrà concluso: la Premier e la stragrande maggioranza del calcio inglese sperano sia entro la fine di questa stagione, ma è anche possibile si sfori nella prossima, aggiungendo dubbi e incertezze sul processo del secolo del calcio inglese. Potrebbero volerci quindi ancora mesi prima di scoprire se quella che il Daily Mail presenta come “la giusta punizione” sia effettivamente quella applicata. Intanto, Enzo Maresca e i suoi giocatori hanno dimostrato di poter pensare esclusivamente al campo: la sfida di Champions contro l’Aek è la prossima occasione di farlo.
Durerà tutta la notte e dovrebbe servire a ripristinare l’ordine dopo le proteste
Un uomo cerca di spegnere un incendio a Parigi dopo gli scontri tra manifestanti e polizia, 18 ottobre 2026 (AP Photo/Emma Da Silva)
Le autorità francesi hanno dispostodei coprifuoco parziali e temporanei a Parigi e in altre città: sono iniziati lunedì sera, proseguiranno fino alle 6 del mattino di martedì 20 ottobre e riguardano solo alcune zone. Lo ha deciso il governo per cercare di riportare l’ordine nelle città dopoaver ammessodi aver perso il controllo delle vaste proteste di sabato, a cui ha partecipato oltre mezzo milione di persone. Oltre a Parigi per ora sono stati annunciati coprifuoco in alcune zone di Lille, Lione e Nizza.
A Parigi il coprifuoco è iniziato alle 23 e durerà fino alle 6 di martedì: riguarderà Place de la République e la zona di Les Halles, che distano circa un chilometro e mezza l’una dall’altra, in centro città. Più nel dettaglioil coprifuoco è in vigore nell’area delimitata tra Place Maurice-Quentin;Rue Berger da Place Maurice-Quentin; un tratto di Passage des Lingères e uno di Boulevard Sébastopol; Allée André-Breton. Non sono interessati dal coprifuocole persone che abitano lì, i commercianti e gli addetti dei servizi pubblici.
Sono inoltre state vietate le manifestazionidalle 20 fino alle 6 di martedì nella zona della Bastiglia e vicino sia all’Eliseo, il palazzo dove ha sede la presidenza della Repubblica, che alle sedi delle due camere del parlamento, l’Assemblea Nazionale e il Senato.
A Lione il coprifuoco è iniziato alle 21 e prosegue fino alle 6 di martedì.Il prefetto ha anche vietato tutte le manifestazioni e tutti i presidi. A Nizza è entrato in vigore con gli stessi orari ma durerà fino al 25 ottobre: varrà solo per le persone minorenni e solo in alcune zone, tra cui il centro storico, la città vecchia, il quartiere Trachel e la Gare du Sud. Il sindaco Eric Ciotti ha detto di essere «consapevole delle difficoltà» causate dal coprifuoco, ma che «questa è una situazione di emergenza e stiamo rispondendo con una misura eccezionale».
Sono stati annunciati coprifuoco dalle 20 fino alle 6 di martedì anche a Lille e in altri tre comuni del nord, Douai, Wattignies e Denain. Anche qui la misura riguarderà solo alcune zone, che i sindaci stanno definendo insieme alle prefetture. Ci sarà infine un coprifuoco per i minorenni anche a Bordeaux, dalle 22 fino alle 7 del mattino successivo: inizierà martedì e andrà avanti fino al 26 ottobre.
Alle manifestazioni di sabato partecipavano non solo gli studenti, che da settimane protestano per le condizioniper molti aspetti pessimedel sistema scolastico, ma anche sindacati, partiti politici ed esponenti del movimento dei “gilet gialli”, che otto anni fa organizzò in tutta la Francia proteste estese contro il carovita. In molte città ci sono stati scontri con la polizia, assalti a edifici pubblici, incendi e saccheggi di negozi e supermercati. Migliaia di persone sono state ferite e oltre 2mila sono state messe in stato di fermo.
Lunedì mattina il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, si era assunto la responsabilità della gestione delle proteste, dicendo che la polizia e i servizi di intelligence hanno sottostimato la quantità di persone che avrebbero partecipato alle manifestazioni. Il primo ministro Sébastien Lecornu aveva poi annunciato la possibilità che le prefetture introducessero forme di coprifuoco temporanee in zone delimitate delle città, e fondi per i negozi danneggiati. Inoltre Lecornu ha promesso di aumentare il dispiegamento di agenti e ha convocato un incontro con i sindacati per mercoledì mattina all’Hôtel Matignon, sede del primo ministro.
Fatale la sconfitta contro l’Arezzo, avvio da dimenticare con soli quattro punti e l’ultimo posto in classifica
Giampaolo e Corradi
La notizia era nell’aria, ma ora è ufficiale. La Sampdoria ha esonerato Bernardo Corradi. Fatale la pesante sconfitta control’Arezzo, seconda consecutiva dopo quella dell’Avellino, con la squadra ultima in classifica con soli quattro punti dopo sette gare. Insieme a lui sono stati sollevati dall’incarico anche il vice allenatore Massimo Mutarelli e il collaboratore tecnico Stefano Fiore.
Ufficiale l’esonero di Corradi – La società, in una nota ha ringraziato il mister per “la dedizione dimostrata nel corso della sua esperienza in blucerchiato” e ha spiegato che il nuovo tecnico, con relativo staff, saranno annunciati nelle prossime ore.
Giampaolo in pole, sarebbe la terza volta
In pole position c’è Marco Giampaolo. Per lui sarebbe il terzo ritorno alla Sampdoria, già guidata dal 2016 al 2019, con un nono due decimi posti in Serie A.L’allenatore di Bellinzona era poi tornato per salvare la baracca nel gennaio del 2022, conquistando la salvezza dopo il divorzio con D’Aversa, decisiva la vittoria nel derby contro il Genoa con goal di Sabiri e calcio di rigore parato da Audero a Criscito nel finale. Era poi stato esonerato a ottobre 2022 dopo otto gare con due soli punti raccolti. Una stagione poi coincisa con la retrocessione in Serie B con Stankovic in panchina.
🚨La #Sampdoria è al lavoro per il ritorno a Genova di Marco #Giampaolo. Nonostante l'esonero a Cremona, le norme Figc consentono il suo ingaggio.#Corradi ha diretto l'allenamento mattutino. La società, intanto, sta sondando il terreno per trovare un suo sostituto.@DiMarziopic.twitter.com/COsrnfx3nR