Vaccino anti Covid in Lombardia, da domani 25 giugno….


Vaccino anti Covid in Lombardia, da domani 25 giugno, si potrà spostare la data della seconda dose. Ecco come fare

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/24/news/vaccino_anti_covid_in_lombardia_spostare_la_data_della_prenotazione-307550986/

Oltre alla data, si può cambiare anche luogo e ora. Il primo passo: andare sul portale di Poste Italiane

Da domani, venerdì 25 giugno, in Lombardia si potrà spostare la data per il richiamo del vaccino anti-Covid. Una possibilità che viene data per venire incontro alle esigenze di chi deve partire per le vacanze e al tempo stesso scongiurare l’ipotesi di un rinvio della vaccinazione nel caso questa si sovrapponga con le ferie.

Come fare – Allora oltre a scegliere il giorno del nuovo appuntamento si potrà anche modificare il luogo in cui sarà somministrata la seconda dose. L’invito è quello di farlo “solo nei casi strettamente necessari“. Per spostare la data del richiamo bisogna andare sul portale di Poste italiane, avere in mano la propria tessera sanitaria e aprire la sezione “gestione appuntamento” dove si sceglierà la nuova data. Un’alternativa è telefonare al numero verde 800 894 545.

Cosa si può modificareNon solo il giorno ma anche l’ora e il luogo dell’appuntamento per il richiamo. Bisogna però restare entro “i tempi” della seconda dose: non si possono superare i 42 giorni dalla prima dose nel caso di Pfizer o Moderna, non si può andare oltre gli 84 giorni nel caso di AstraZeneca.

Vaccino anti Covid in Lombardia, sì al richiamo con AstraZeneca a chi rifiuta la somministrazione eterologa

 

Il QR Code del Green Pass… – Il Green Pass ha un problema……


Il QR Code del Green Pass è una miniera di dati personali: esibirlo sui social è una pessima idea

articolo: https://video.repubblica.it/tecnologia/dossier/privacy/il-qr-code-del-green-pass-e-una-miniera-di-dati-personali-esibirlo-sui-social-e-una-pessima-idea/390159/390876

Guido Scorza, componente del Collegio Garante protezione dei dati personali, spiega quali rischi corre chi condivide sui social il QR Code che attesta la ricezione del Green Pass.


Il Green Pass ha un problema, ma sarà risolto

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/24/news/il_green_pass_ha_un_problema_ma_sara_risolto-307552426/

Circa mezzo milione di italiani hanno ricevuto un certificato con un errore che non lo rende valido in Europa. Entro l’inizio di luglio arriverà quello corretto

Il Green Pass ha un problema. Non è la privacy, non è la burocrazia, non sono quelli che non hanno ancora lo Spid. Il problema è nell’interoperabilità tra la banca dati del Ministero della Salute e quelle delle Regioni e dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Ma partiamo dall’inizio. Il certificato attesta una di queste condizioni:

  • aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
  • aver completato il ciclo vaccinale;
  • essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
  • essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.

Chi ha contratto il virus in un periodo da tra a sei mesi prima della vaccinazione riceverà una sola dose. Per la legge italiana queste persone hanno diritto ad avere il Green Pass, e molti infatti lo hanno già avuto. Ma per un malfunzionamento del sistema, il loro documento attualmente li equipara a chi ha avuto una sola dose del vaccino. Il database con l’anagrafe dei vaccinati, infatti, non comunica correttamente con quello delle persone guarite dal COVID nella disponibilità delle Regioni e dell’ISS. In Italia potranno comunque partecipare a eventi pubblici, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori in “zona rossa” o “zona arancione“.

Dal primo luglio, però, la Certificazione verde COVID-19 sarà valida come EU digital COVID certificate e renderà più semplice gli spostamenti da e per tutti i Paesi della Ue e dell’area Schengen. E qui potrebbero sorgere delle difficoltà per i circa 500 mila italiani che hanno ricevuto il certificato dopo essersi ammalati e aver ricevuto, come previsto, una sola dose. 
Il Ministero della salute e il Dipartimento per la trasformazione digitale sono al corrente del problema e stanno lavorando per risolverlo, con il via libera del Garante per la Privacy. Tutto dovrebbe essere risolto verosimilmente entro il primo luglio, quindi di fatto senza effetti pratici. Chi è guarito e ha avuto una sola dose riceverà presto il certificato cui ha diritto, un Green Pass europeo, che sostituirà quello inviato in queste prime ore, valido solo per l’Italia. Gli interessati saranno avvisati con le stesse modalità utilizzate per il primo Green Pass.

MICROSOFT svela WINDOWS 11: PRESENTAZIONE in DIRETTA


Windows 11, la presentazione e l’uscita del nuovo sistema operativo di Microsoft

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Alle 17.00 l’evento Microsoft per la presentazione di Windows 11. Tutto ciò che sappiamo, e cosa ci aspettiamo dal prossimo sistema operativo per Pc

Windows 11 sarà svelato tra poche ore, nel corso di evento in streaming dalle ore 17.00 italiane. Quando nel 2015 Microsoft aveva presentato Windows 10 aveva anche affermato che quello sarebbe stato il nome definitivo, che «non ci sarebbe stato un Windows 10.5 o un Windows 11» e che semplicemente sarebbero arrivati gli aggiornamenti necessari, man mano che ce ne fosse stato bisogno. Evidentemente dalle parti di Redmond, oltre a festeggiare l’ingresso nel ristrettissimo club delle aziende che valgono in Borsa più di 2 mila miliardi di dollari, nel frattempo hanno cambiato idea.

Cosa si sa della presentazione di Windows 11 – Windows 11, di cui è uscito in rete un ampio “leak” che ha svelato non poche idee, è destinato a cambiare diverse cose nell’interfaccia. A partire dal menu Start, un caposaldo di Windows fin dalla fondamentale versione Windows 95, che con Windows 11 non sarà più a sinistra ma in mezzo, con uno stile più affine al Dock dei Mac. Spariranno anche le Live Tool, eredità mai digerita del dimenticabile Windows 8.

Cosa ci si aspetta da Windows 11 – Da Windows 11 ci si attende però molto di più di una rinfrescata al menu Start. Microsoft dovrà portare nel suo nuovo sistema operativo le possibilità d’uso aperte dai tanti, nuovi dispositivi due-in-uno (come i suoi Surface), dalle interfacce touch e vocali. È destinato ad arrivare un rinnovato Windows Store per le applicazioni, un nuovo pannello dei Widget, un Ink Workspace per quei pc che sfruttano lo stilo digitale. Ma è pensabile anche qualche ragionamento sull’integrazione più profonda con i servizi di collaborazione via cloud che sono anche l’architrave della strategia vincente del ceo Satya Nadella. Ci si aspetta ad esempio una spinta a Microsoft Teams, che con la pandemia ha avuto un’esplosione a livello aziendale ma che è marginale nel mercato consumer.

Quando sarà disponibile il download – Le altre notizie, comprese che quelle riguardano la disponibilità per il download di Windows 11 e i prezzi del nuovo sistema operativo, saranno svelate nel corso dell’evento, preannunciato da Microsoft con una serie di tweet piuttosto ermetici, come questo:

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Abolizione della regola dei gol in trasferta in tutte le competizioni UEFA per club


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Abolition of the away goals rule in all UEFA club competitions

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Decision follows broad consultation process across football

Following the recommendation of the UEFA Club Competitions Committee and the UEFA Women’s Football Committee, the UEFA Executive Committee has today approved a proposal to remove the so-called away goals rule from all UEFA club competitions (men, women and youth) as of the qualifying phases of the 2021/22 competitions.

The away goals rule was applied to determine the winner of a two-legged knockout tie in cases where the two teams had scored the same number of goals on aggregate over the two matches. In such cases, the team which had scored the higher number of goals away from home was considered the winner of the tie and qualified for the next round of the competition. If the two teams had scored the same number of goals at home and away at the end of normal playing time in the second leg, extra time was played, followed by kicks from the penalty mark if no goal was scored.

With the decision to remove this rule, ties in which the two teams score the same number of goals over the two legs would be not decided on the number of goals scored away, but two 15-minute periods of extra time are played at the end of the second leg and in case the teams score the same number of goals or no goals during this extra time, kicks from the penalty mark would determine the team which qualifies to the next stage of the competition.

Since away goals would no longer be given additional weight to decide a tie, they would also be removed from the criteria used to determine the rankings when two or more teams are equal on points in the group stage i.e. the criteria applied to matches played by the teams in question. They would not be removed from the additional criteria applied to all group matches if the teams remain equal (higher number of away goals scored in all group matches), in order to retain a maximum number of sporting criteria.

Statistics from the mid-1970s until now show a clear trend of continuous reduction in the gap between the number of home/away wins (from 61%/19% to 47%/30%) and the average number of goals per match scored at home/away (from 2.02/0.95 to 1.58/1.15) in men’s competitions, whereas since 2009/10, the average goals per game have remained very steady in the UEFA Women’s Champions League with the overall average of 1.92 for home teams and 1.6 for away teams.

Many different factors may be considered as having an impact on this decline in home advantage. Better pitch quality and standardised pitch sizes, improved stadium infrastructure, higher security conditions, enhanced care of refereeing (and more recently the introduction of technological support such as GLT and VAR), wider and more sophisticated TV coverage of matches, more comfortable travel conditions, a compressed calendar dictating squad turnover, and changes in competition formats are all elements which have affected the way football is played and blurred the lines between playing at home and away.

Commenting on the abolishment of the away goals rule, UEFA President Aleksander Čeferin said:

The away goals rule has been an intrinsic part of UEFA competitions since it was introduced in 1965. However, the question of its abolition has been debated at various UEFA meetings over the last few years. Although there was no unanimity of views, many coaches, fans and other football stakeholders have questioned its fairness and have expressed a preference for the rule to be abolished.”

Mr Čeferin added: “The impact of the rule now runs counter to its original purpose as, in fact, it now dissuades home teams – especially in first legs – from attacking, because they fear conceding a goal that would give their opponents a crucial advantage. There is also criticism of the unfairness, especially in extra time, of obliging the home team to score twice when the away team has scored.”

It is fair to say that home advantage is nowadays no longer as significant as it once was,“ the UEFA President concluded. “Taking into consideration the consistency across Europe in terms of styles of play, and many different factors which have led to a decline in home advantage, the UEFA Executive Committee has taken the correct decision in adopting the view that it is no longer appropriate for an away goal to carry more weight than one scored at home.”

The latest versions of all UEFA club competition regulations can be accessed here.

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Traduzione: 

La decisione segue un ampio processo di consultazione in tutto il calcio

A seguito della raccomandazione della Commissione Competizioni per Club UEFA e della Commissione Calcio Femminile UEFA, il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato oggi una proposta per rimuovere la cosiddetta regola dei gol in trasferta da tutte le competizioni UEFA per club (uomini, donne e giovanili) a partire dalle qualificazioni fasi delle gare 2021/22. La regola dei gol in trasferta è stata applicata per determinare il vincitore di un doppio pareggio a eliminazione diretta nei casi in cui le due squadre avessero segnato lo stesso numero di gol complessivamente nelle due partite. In tali casi, la squadra che aveva segnato il maggior numero di gol fuori casa è stata considerata la vincitrice del pareggio e si è qualificata per il turno successivo della competizione. Se le due squadre avevano segnato lo stesso numero di gol in casa e in trasferta al termine dei tempi regolamentari del ritorno, si giocavano i tempi supplementari, seguiti dai calci di rigore se non veniva segnato alcun gol. Con la decisione di eliminare questa regola, i pareggi in cui le due squadre segnano lo stesso numero di goal nelle due gambe non verrebbero decisi sul numero di goal segnati in trasferta, ma alla fine si giocherebbero due tempi supplementari di 15 minuti. della gara di ritorno e nel caso in cui le squadre segnino lo stesso numero di gol o nessun gol durante questo tempo supplementare, i calci di rigore determinerebbero la squadra che si qualifica alla fase successiva della competizione. Poiché i gol in trasferta non avrebbero più un peso aggiuntivo per decidere un pareggio, verrebbero rimossi anche dai criteri utilizzati per determinare la classifica quando due o più squadre sono a parità di punti nella fase a gironi, ovvero i criteri applicati alle partite giocate dal squadre in questione. Non verrebbero rimossi dai criteri aggiuntivi applicati a tutte le partite del girone se le squadre rimangono uguali (maggiore numero di gol in trasferta segnati in tutte le partite del girone), al fine di mantenere un numero massimo di criteri sportivi. Le statistiche dalla metà degli anni ’70 ad oggi mostrano una chiara tendenza alla continua riduzione del divario tra il numero di vittorie in casa/fuori (dal 61%/19% al 47%/30%) e il numero medio di reti a partita segnate a casa/trasferta (da 2.02/0.95 a 1.58/1.15) nelle competizioni maschili, mentre dal 2009/10 la media gol a partita è rimasta molto stabile in UEFA Women’s Champions League con la media complessiva di 1.92 per le squadre di casa e 1.6 per squadre in trasferta. Si può ritenere che molti fattori diversi abbiano un impatto su questo calo del vantaggio in casa. Migliore qualità del campo e dimensioni del campo standardizzate, migliore infrastruttura dello stadio, condizioni di sicurezza più elevate, maggiore cura dell’arbitraggio (e più recentemente l’introduzione di supporti tecnologici come GLT e VAR), copertura televisiva delle partite più ampia e sofisticata, condizioni di viaggio più confortevoli, un calendario compresso che detta il turnover della squadra e cambiamenti nei formati delle competizioni sono tutti elementi che hanno influenzato il modo in cui si gioca il calcio e hanno offuscato i confini tra giocare in casa e fuori casa. Commentando l’abolizione della regola dei gol in trasferta, il presidente UEFA Aleksander Čeferin ha dichiarato: “La regola dei gol in trasferta è stata una parte intrinseca delle competizioni UEFA da quando è stata introdotta nel 1965. Tuttavia, la questione della sua abolizione è stata dibattuta in vari incontri UEFA negli ultimi anni. Sebbene non ci sia stata unanimità di opinioni, molti allenatori, tifosi e altri attori del calcio hanno messo in dubbio la sua correttezza e hanno espresso la preferenza per l’abolizione della regola“. Čeferin ha aggiunto: “L’impatto della regola ora va contro il suo scopo originale in quanto, di fatto, ora dissuade le squadre di casa – specialmente nell’andata – dall’attaccare, perché temono di subire un gol che darebbe agli avversari un vantaggio cruciale . Si critica anche l’ingiustizia, soprattutto nei tempi supplementari, di obbligare la squadra di casa a segnare due volte quando la squadra in trasferta ha segnato“. “È giusto dire che il vantaggio in casa oggi non è più così significativo come una volta“, ha concluso il presidente UEFA. “Prendendo in considerazione la coerenza in tutta Europa in termini di stili di gioco e molti fattori diversi che hanno portato a un calo del vantaggio casalingo, il Comitato Esecutivo UEFA ha preso la decisione corretta nell’adottare l’opinione che non sia più appropriato per un gol in trasferta per portare più peso di uno segnato in casa”. Le ultime versioni di tutti i regolamenti delle competizioni UEFA per club sono accessibili qui.

Miami, crolla un palazzo: “Ci potrebbero essere molte vittime”


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articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/24/news/miami_crolla_palazzo_molte_vittime-307471895/

Centinaia di soccorritori a Collins Avenue dove è crollato un condominio di 12 piani con oltre cento appartamenti. Estratto vivo un giovane ragazzo. Finora confermata una vittima e molti ancora intrappolati. Le operazioni di estrazione potrebbero durare anche una settimana, riferiscono i soccorritori

MIAMI Un palazzo condominiale di 12 piani, parte della Champlain Towers, è parzialmente crollato nella notte a Surfside, sobborgo di Miami Beach. Non è ancora chiaro il numero dei feriti, ma un pompiere sul posto ha parlato di diverse vittime. Lo riferisce il Miami Herald. Massiccio l’intervento dei soccorsi.

I soccorsi – Siamo sulla scena del crollo, al lavoro“, ha detto uno dei soccorritori. Il sergente Marian Cruz del Miami Dade Fire Rescue ha spiegato: “Quello che posso dirvi è che l’edificio è di dodici piani. L’intero lato posteriore dell’edificio è crollato“. L’area è un mix di vecchi e nuovi appartamenti, case, condomini e hotel, con ristoranti e negozi che servono residenti e turisti. Champlain Towers è una costruzione affacciata sull’oceano costruita nel 1981 con più di 100 appartamenti a 8777 Collins Ave.

Le cause – Rimangono ancora indefinite. Tuttavia le persone della zona hanno riferito a Local 10 News che sul tetto dell’edificio erano in corso dei lavori con l’uso di attrezzature pesanti. Il sindaco di Surfside, Charles W. Burkett, ha confermato i lavori in corso, ma ha sottolineato che è certo che non sono la causa del crollo, sicuro che prima dell’avvio sia stata fatta un’attenta ispezione del luogo.

Le testimonianze – Ho sentito un rumore spaventoso e tutto è crollato“, racconta una supersite alla Nbc Florida, che abitava al nono piano. “Ha visto i suoi vicini? – domanda la reporter – Alcuni si, sono vivi. Ma in una parte del palazzo non c’è più nessuno“.

Morto John McAfee, il pioniere degli antivirus suicida in carcere


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_giugno_23/morto-john-mcafee-pioniere-antivirus-suicida-carcere-736be818-d45e-11eb-8dcd-923bd7ac4a6d.shtml?fbclid=IwAR1c8pV5Decr2PwKDPgIem4i0dY5cel9XVH-E9-frtSR4HvKDVoH527PESo

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John McAfee

L’eccentrico fondatore dell’antivirus McAfee era stato arrestato a ottobre. Il tribunale spagnolo aveva appena approvato la sua estradizione negli Usa, dove era accusato di evasione fiscale

Si trovava in un carcere di Barcellona da ottobre – era stato arrestato all’aeroporto, nel tentativo di prendere un aereo per la Turchia – e proprio oggi, 23 giugno, era arrivata l’approvazione del Tribunale spagnolo alla sua estradizione negli Stati Uniti. Qui lo aspettava un’accusa grave: evasione fiscale. John McAfee, 75 anni, è stato trovato morto nella sua cella. Secondo le prime indagini sembra trattarsi di suicidio. Inutili i soccorsi per tentare di rianimarlo.

 

Si spegne così una delle menti più brillanti – ed eccentriche – dell’informatica moderna. Colui che ha ideato il sistema di antivirus omonimo, McAfee, da cui ha guadagnato ricchezza e fama. Ma anche una vita dissoluta, fatta di droga, armi e corruzione, nonché truffe tramite criptovalute. Negli Stati Uniti era accusato di aver evaso milioni di dollari in tasse. Un’evasione che di sicuro, secondo le indagini, è proseguita dal 2016 al 2018. Fitto il suo curriculum di rapporti con le forze dell’ordine. Nel 2012 viene ricercato come «persona d’interesse» per l’omicidio del suo vicino di casa, in Belize. Viene poi rintracciato in Guatemala dove chiede asilo politico. Poi rientra nel Paese illegalmente e viene arrestato. Nonostante non ci sia stata nessuna accusa nei suoi confronti. L’eccentrico milionario viene poi arrestato insieme alla moglie in Repubblica Dominicana perché sbarcati sull’isola con una barca carica di armi. Poi fugge in Lituania. Ha cercato anche di candidarsi per il Partito Libertario (si basa sulla filosofia del libertarianismo: capitalismo puro, diritti civili) alle scorse elezioni. E non era neanche la prima volta: ci aveva già provato nel 2016.

Nuoto, Tokyo a rischio per Paltrinieri: ha la mononucleosi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/vari/2021/06/23/news/nuoto_paltrinieri_mononucleosi-307342024/

L’annuncio del presidente federale Barelli: “Lo aspetta una delle sfide più difficili della carriera, ma sono fiducioso”

Il nuoto italiano rischia di perdere una delle sue stelle per l’Olimpiade di Tokyo: Gregorio Paltrinieri ha la mononucleosi. “Avverte leggeri sintomi. Conosceremo gli effetti dell’infezione giorno dopo giorno. Siamo chiaramente dispiaciuti perché l’avvicinamento alle Olimpiadi proseguiva perfettamente; ma Paltrinieri è un campione fenomenale e lotterà fino all’ultimo metro per prendersi le medaglie che sogna a Tokyo“. Così il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli.

Barelli ricorda che “abbiamo cresciuto Gregorio al centro federale di Ostia da quando era un adolescente con le stimmate del campione. Non ha mai rinunciato a nulla e con la sua determinazione si è preso tutto. Sono fiducioso che ci riuscirà anche questa volta. L’attende una delle sfide più difficili della carriera. Come sempre lo sosterremo lungo tutto il suo percorso di avvicinamento alle Olimpiadi“, ha concluso il numero uno federale.


Mononucleosi

Mononucleosi: La mononucleosi è una malattia infettiva che si trasmette attraverso la saliva; per tale motivazione è anche conosciuta come “malattia del bacio. L’infezione si può trasmettere attraverso la condivisione di bicchieri o per effetto di goccioline di saliva disperse con starnuti o colpi di tosse. La mononucleosi è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV – Epstein-Barr Virus).

Che cos’è la mononucleosi? – La mononucleosi è una malattia infettiva che si trasmette attraverso la saliva. I sintomi sono spesso moderati e consistono in un senso generale di malessere, astenia e stanchezza. In alcuni casi l’infezione può avere delle conseguenze più gravi che coinvolgono i linfonodi, milza, fegato, cuore, polmoni e sistema nervoso centrale. La mononucleosi ha un tempo di incubazione che varia tra 30 e 50 giorni.

Quali sono le cause della mononucleosi? La causa della mononucleosi è un’infezione virale sostenuta dal virus di Epstein-Barr.

Quali sono i sintomi della mononucleosi? – La mononucleosi è spesso asintomatica oppure si presenta con sintomi lievi e transitori, caratterizzati da debolezza, stanchezza, febbre, ingrossamento dei linfonodi e della milza.

Le complicazioni legate alla mononucleosi, anche se poco frequenti, possono essere più gravi della patologia e includono:

Come prevenire la mononucleosi? – Per limitare il rischio di contagio bisognerebbe evitare il contatto con le secrezioni (saliva) dei soggetti infetti. È necessario ricordare che il virus è eliminato attraverso la saliva per molti mesi dopo l’infezione.

Diagnosi  – La diagnosi di mononucleosi può essere esclusivamente clinica, attraverso il riconoscimento dei segni e sintomi caratteristici della malattia. A conferma della diagnosi clinica, gli esami del sangue permettono di individuare la presenza degli anticorpi specifici anti-EBV.

Trattamenti  – Non esistono trattamenti specifici contro la mononucleosi; possono essere utili l’uso di antinfiammatori e antipiretici.

Quando c’è un interessamento della milza, per evitare il rischio di rottura, è importante limitare gli sforzi fisici.

Nicola Tanturli ritrovato vivo, il bambino scomparso sul Mugello era in una scarpata…


articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_ritrovato_vivo_bambino_scomparso-307279709/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

Il bambino è stato ritrovato a 4-5 chilometri da casa. Sta bene, in ospedale per accertamenti. Il carabiniere che l’ho tirato su dal burrone: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo

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E’ stato ritrovato a chilometri di distanza da casa il piccolo Nicola Tanturli, il bambino di meno di due anni scomparso dalla sua casa a Campanara, frazione isolata di Palazzuolo sul Senio tra i boschi del Mugello. Lo ha sentito un giornalista, un lamento che proveniva da una scarpata, ha capito subito. “Il bambino chiamava mamma“, ed è corso a dare l’allarme. Era lui. Sul caso c’è un fascicolo della procura di Firenze, senza indagati e ipotesi di reati. Per i carabinieri impegnati negli accertamenti, il piccolo si sarebbe allontanato da solo, vagando poi per i boschi. Gli investigatori escludono altre possibili ipotesi.

Il piccolo è lievemente ferito, solo qualche graffio sembra, ma sta bene, è in ospedale per accertamenti. Un carabiniere si è calato nella scarpa e lo ha portato in salvo: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli, mi si è subito aggrappato al collo“. Il padre Leonardo ha spiegato che “Nicola è un bambino abituato a camminare alcune decine di metri, da sé, in autonomia, ma mai si era allontanato in questo modo da solo. E’ un bambino forte, ha resistito“. “Siamo felici per il bambino e per la la sua famiglia – ha detto la prefetta di Firenze Alessandra Guidi – e siamo grati ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e ai tanti volontari che si sono impegnati nelle ricerche”.

La scomparsa: 9 ore prima dell’allarme – Un sospiro di sollievo per tutti dopo due notti e un giorno intero di ricerche disperate. Battute a tappeto con centinaia di volontari, cani molecolari, elicotteri, in una zona impervia e isolata dell’appennino tosco emiliano dove la famiglia del piccolo vive. Lunedì sera la mamma Giuseppina Paladino lo aveva messo a letto e poi era andata nella stalla. Il marito, Leonardo non era in casa, quando è tornano i due hanno cenato e, prima di andare a letto, sono andati a controllare nella cameretta di Nicola. Il bambino non c’era. I genitori si sono messi subito a cercarlo, ma hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco solo la mattina successiva. Nove ore dopo, ma non sono emersi profili di responsabilità.

  • Lui con quegli occhi vispi, in braccio alla mamma. Sono scesi dall’elicottero, il piccolo Nicola Tanturli e la sua mamma Giuseppina: dalle valli del Mugello sono arrivati all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Il piccolo che sta comunque bene e ha piccole ferite, viene visitato dai medici dell’ospedale pediatrico fiorentino.

Centinaia di volontari, un premio dalla Regione – Immediata si è messa in moto la macchina delle ricerche, un elicottero con termoscanner ha perlustrato l’intera area per tutta la scorsa notte. Oggi sono arrivate le congratulazioni di Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. “Ha espresso gioia e grande apprezzamento per il lavoro di tutti i componenti del soccorso – ha fatto sapere la prefetta – grazie ancora a tutti, è veramente importante poter oggi raccontare un esperienza operativa che ha dato questo risultato così straordinario“. Il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Moschetti, riceverà domani in Regione il Pegaso d’oro. Lo ha annunciato il presidente della Regione Eugenio Giani, “per lui e per tutto il movimento di volontari che si è messo in moto“.

Il ritrovamento – E’ stato il giornalista a ritrovarlo: mentre saliva verso la casa ha sentito i lamenti. E’ Giuseppe Di Tommaso, della Vita in diretta. Il bambino era in fondo a una scarpata, a ridosso della strada e profonda decine di metri ed è stato poi recuperato da un carabiniere che si è calato nel burrone. “Ho sentito il suo lamento e ho capito subito. Un’emozione indescrivibile, un miracolo“. Il piccolo ha subito visto i genitori, ha riabbracciato parà Leonardo e da mamma Pina, contadini e apicoltori in quell’angolo di appenino tosco-emiliano, dove conducono una vita molto ritirata puntando all’autosufficienza. “Per fortuna sta bene“. Il bimbo è stato visitato dal medico presente con i soccorritori e ha deciso per il trasporto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. “Escoriazioni superficiali, le sue condizioni generali non destano particolari preoccupazioni – fanno sapere i medici – verrà comunque trattenuto in osservazione in attesa di completare gli ultimi accertamenti”. Uscirà forse anche già stasera, o domani.

La notte nei boschi – Il bambino ha percorso almeno 4 o 5 km da quando si è allontanato da casa al punto in cui poi è stato ritrovato – ha spiegato il comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia, Danilo Ciccarelli, che l’ha portato in salvo dal burrone. “Nicola è sicuramente un bambino intraprendente. E’ uscito di casa e ha cominciato a camminare, forse si è fermato più volte e più volte si deve essere di nuovo incamminato. Ho l’impressione che non abbia trascorso la notte nel burrone in cui lo abbiamo ritrovato, perché l’erba non era schiacciata in quel punto, cioè probabilmente lì non aveva fatto il suo giaciglio per la notte“.

  • “Ecco la mamma, ecco la mamma”, dice il carabiniere Ciccarelli davanti a Giuseppina Paladino ancora incredula e in lacrime. Sono le prime immagini dopo il ritrovamento di Nicola Tanturli. Il piccolo Nicola ha le scarpe ma non ha i vestiti. È avvolto in una coperta termica, la mamma lo prende in braccio, lo stringe forte. “È in stato confusionale, lasciateci in pace”, dice mamma Giuseppina. E poi va in ambulanza col figlio per le prime cure mediche. “Vuoi venite con me, me lo dici?”, chiede la mamma a Nicola

Il giornalista e il carabiniere – Il luogotenente Ciccarelli si è calato a 25 metri individuando il piccolo che continuava a chiedere della mamma. Lo ha riportato sulla strada sterrata riconsegnandolo alla donna. “All’inizio mi sembrava più un capriolo o un daino – ha detto Ciccarelli – poi è sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo“. Emozionante il racconto del savataggio: “L’ho trovato perché mi sono sentito male e ho fermato la macchina, era nella scarpata ripidissima, ho sentito un’auto passare, erano i carabinieri. Li ho convinti che era davvero Nicola – ha raccontato il giornalista Di Tommaso – ho aiutato il carabiniere a salire col bambino, lo prendevamo in braccio a tappe“.

Il sollievo di un’intera comunità – Il sindaco di Palazzuolo sul Senio Moschetti, durante la conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento, rispondendo a una domanda di un giornalista se del caso saranno interessati i servizi sociali il sindaco ha risposto: “E’ una cosa che non spetta a noi direttamente, spetterà alla Società della salute ed eventualmente ai servizi sociali stessi, che ci hanno già contattato. Noi ieri abbiamo già parlato con i servizi sociali, anche su come potenziare il supporto alla famiglia“. Immenso il sollievo. “Ha vinto lo Stato, ha vinto l’Italia – ha aggiunto Moschetti – per le ricerche sono state mobilitate oltre 1000 persone. E’ davvero una giornata di gioia, un brutto episodio che ha tenuto tutti in ansia si è concluso nel miglior modo possibile. Da due giorni non dormiamo, ma l’esito felice ci ripaga di qualsiasi sforzo. Un ringraziamento a tutti“.

La gioia dei volontari – Grande la partecipazione e grande la gioia dei volontari che hanno cercato il bimbo sensa sosta. “Lui era in braccio al carabiniere, con due occhioni grandi, guardava tutti, sembrava non capire cosa ci facevamo, era spaesato, ma nulla di più“, ha raccontato Bartolomeo, 28 anni, volontario del coordinamento Misericordie dell’Area fiorentina. “Nella notte ero passato a controllare anche quella strada, in pieno bosco, si sentivano gli animali, mi immaginavo come si doveva sentire un bambino così piccolo da solo, nel buio. Quando è arrivata la mamma ad abbracciarlo ci siamo commossi. Tutti eravamo consapevoli di essere davanti a un miracolo“.

Mugello, non si trova il bimbo scomparso….


Mugello, non si trova il bimbo scomparso, buco di 9 ore prima dell’allarme: inutile il sorvolo notturno dell’elicottero con termoscanner

articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_senza_esito_le_ricerche_notturne_del_bimbo_di_2_anni_scomparso_oggi_si_continua_allargando_il_raggio-307251568/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S2-T1

Di Nicola, 2 anni, non si hanno tracce da poco dopo mezzanotte di lunedì, i genitori lo hanno cercato da soli e hanno chiesto aiuto il mattino dopo. Oggi nuovi volontari per le battute che avranno un raggio più ampio

Ancora senza esito le ricerche di Nicola Tanturli, il bambino di quasi 2 anni scomparso dalla casa dei genitori a Campanara di Palazzuolo sul Senio  località isolata dell’Alto Mugello dove la famiglia, che ha anche un altro figlio di 4 anni, vive in un casolare gestendo un’azienda di apicoltura con annesso un piccolo allevamento di capre e di oche. Le ricerche per tutta la notte non si sono fermate e ha partecipato ancheun  aereo di un termoscanner per individuare il bambino.

Il primo sorvolo sull’area selezionata con la termocamera ha dato esito negativo, ne è stato fatto un secondo con infrarossi, ma anche questo senza successo. Nel frattempo non si sono interrotte le ricerche con le squadre a terra alle quali hanno parteciapto decine di volontari.

Le difficoltà nelle ricerche sono dovute anche al tempo trascorso prima che si mettessero in moto a livello ufficiale. Secondo una prima ricostruzione, infatti, i genitori di Nicola di ritorno verso mezzanotte dalla stalla dove avevano dato da mangiare agli animali – capre e oche – si sono accorti dell’assenza di Nicola dal lettino della sua camera dove dorme da solo mentre il fratellino di cinque anni ha un’altra cameretta.

La coppia ha iniziato a cercarlo nella casa, nei vicini casolari anche con laiuto degli altri residenti della zona e solo con la luce del mattino, disperati, hanno chiamato i carabinieri e le ricerche sono partite a largo raggio. Il tempo trascorso e soprattutto il fatto che non si conosca in quale direzione il bimbo – che ha dimestichezza con la campagna dove si avventurava ogni volta che poteva – si sia diretto hanno complicato la pianificazione delle battute alle quali hanno partecipato solo ieri quasi 200 volontari organizzati in una ventina di squadre che hanno affiancato i cani molecolari.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni. Stamani sono in previsione nuove operazioni, coi cani molecolari, coi cani da soccorso e coi volontari.

Il territorio è impervio e la vegetazione è molto fitta. Le squadre dei soccorritori si sono già date più cambi.
Ci sono pure difficoltà di comunicazione perché la copertura della rete mobile in questa parte dell’Appennino è incompleta e ha molti vuoti lontano dagli abitati. I droni sorvoleranno ancora le aree scoperte, fuori dai boschi, per rilevare eventuali segni del passaggio del bambino.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni di soccorso di oggi quando al mattino molti volontari non saranno disponibili per ragioni di lavoro, mentre il pomeriggio dovrebbe tornare operativo un cospicuo numero di persone.

Un questionario e tifosi vip come testimonial, decolla il progetto Interspac


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2021/06/22/news/progetto_interspac_cottarelli-307128652/

L’associazione che da anni si pone l’obiettivo di portare all’Inter il modello di azionato popolare si è data la forma di società vera e propria e partirà a breve con una serie di iniziative. Cottarelli: “Vogliamo lavorare insieme all’attuale proprietà. Il nostro unico scopo è sostenere la squadra che amiamo”

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Carlo Cottarelli  –  Steven Zhang

Il progetto Interspac prende forma. L’associazione che da anni si pone l’obiettivo di portare all’Inter il modello di azionato popolare, che già governa ad esempio il Bayern Monaco, si è data la forma di società vera e propria. E come S.r.l. presenta oggi il proprio programma d’intervento. Il primo passo sarà venerdì 25 giugno, quando aprirà un questionario online per valutare l’interesse dei tifosi interisti all’idea di potere un giorno diventare soci del club. Entro la fine del mese saranno resi noti i nomi di alcuni sostenitori noti, che presteranno il proprio volto come testimonial dell’operazione, acquistando piccole quote. Infine, per  settembre, è in programma un incontro pubblico di presentazione del progetto.

Collaborare con Zhang – Carlo Cottarelli, presidente di Interspac S.r.l. spiega così lo spirito dell’iniziativa: “Vogliamo portare avanti un grande progetto di azionariato popolare. Per rafforzare l’Inter con capitali forniti da noi tifosi, integrati da risorse di investitori istituzionali, in un quadro economicamente sostenibile. Già avviene in altre società gloriose, come il Bayern di Monaco“. L’intenzione non è porsi come alternativa all’attuale proprietà del club, ma collaborare. “Vogliamo lavorare insieme all’attuale proprietà, già informata dell’iniziativa. Il nostro unico scopo è sostenere la squadra che amiamo. Siamo grati al presidente Zhang per aver riportato l’Inter ai vertici del calcio“, prosegue Cottarelli.

Questionario e volti noti – Quanto alle tappe, l’ex commissario alla spending review spiega: “Il primo passo sarà simbolico. Entro fine giugno faremo entrare nella società Interspac S.r.l. un gruppo ristretto di tifosi interisti noti, che acquisteranno una piccola quota: sportivi, musicisti, scrittori, giornalisti, conduttori televisivi. Ci aiuteranno a far conoscere il progetto“. Ancor prima, sarà fatto il questionario online: “Vogliamo misurare quanto interesse ci sia per la nostra iniziativa. Abbiamo incaricato IQUII e la sua Sport Intelligence Unit di condurre uno studio approfondito in proposito. Venerdì 25 giugno sarà messo on line sui canali social e web, e rilanciato da media partner, un questionario sull’azionariato popolare tramite cui anche i tifosi interisti potranno far conoscere la propria opinione, in via informale“.

I tempi e la presentazione pubblicaIn ogni caso, l’introduzione dell’azionariato popolare richiederebbe tempi medio-lunghi. E siamo solo all’inizio del percorso. “Se, come pensiamo, ci sarà sufficiente interesse da tutte le parti coinvolte, inclusa la proprietà, dopo aver definito i dettagli tecnici dell’operazione, richiederemo le necessarie autorizzazioni a tutti gli organi competenti per poi iniziare la raccolta di risorse dai tifosi e da altri. Questo richiede diversi mesi, anche se l’esatta tempistica dipenderà dai dettagli tecnici della operazione. In ogni caso, pensiamo che il nostro modello di azionariato popolare sia valido anche per altre società di calcio italiane. Per discuterlo in una visione strutturale, di lungo termine, a fine settembre organizzeremo a Milano un incontro pubblico invitando, oltre che i soci di Interspac, personalità del mondo del calcio italiano e internazionale. A questo punto, si parte! Forza Inter! E speriamo che altre tifoserie italiane vogliano imitarci“.

Fra gli invitati alla presentazione di settembre, come ospite d’onore, ci sarà anche Karl-Heinz Rummenigge, giocatore dell’Inter fra il 1984 e il 1987 e uomo forte del calcio tedesco. Per 20 al Bayern Monaco, prima come dirigente e poi come presidente, Kalle è sostenitore del modello di proprietà condivisa dei club, che ha portato il Bayern a essere l’unico dei club che domina il proprio campionato in Europa ad avere i contiin ordine.

L’Inter in mano ai tifosi: “Qualcosa in più di un sogno romantico”. Lukaku: “Resto per vincere ancora”

Serie A, diritti Tv: Sky ricorre all’Antitrust contro l’esclusiva Tim


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/06/22/news/serie_a_diritti_tv_sky_ricorre_all_antitrust_contro_l_esclusiva_tim-307173776/

La società media chiede all’Authority un intervento d’urgenza: “Per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori come oggi. L’accordo con DAZN è illegittimo, lede la libertà dei consumatori e la concorrenza

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Sky ricorre all’Antitrust con una denuncia relativa all’accordo in esclusiva tra Dazn e Tim per la distribuzione delle partite di Serie A 2021-24 definendolo “illegittimo“. Lo rende noto la società spiegando le ragioni che hanno portato a questo passo. “Sky si è rivolta all’Antitrust per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori di broadband e guardarla sulla piattaforma che preferiscono – satellite, Dtt o Ott – esattamente come oggi – si legge nella nota del gruppo media -. Tim, il retailer dominante nella banda larga, ha stipulato un accordo illegittimo di esclusiva con Dazn. Questo accordo preclude all’Ott la possibilità di distribuire il campionato di Serie A attraverso altri operatori, favorendo così Tim e rafforzando la sua posizione dominante nel mercato della banda larga. In un momento cruciale di passaggio per l’Italia dalla banda standard alla banda ultra larga, questo accordo di esclusiva non deve ledere la concorrenza. Per questo Sky invita l’Antitrust ad agire con urgenza per garantire che il campionato di Serie A possa essere fruito da tutti i consumatori in condizioni che favoriscono la concorrenza e la libera scelta“.

La reazione di Tim – Con una nota TIM dice di essere “stupita dalle preoccupazioni di SKY sulla concorrenza e la libera scelta dei clienti, dopo che l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato (AGCM) ha accertato più volte che SKY è un soggetto dominante nel settore della pay tv detenendo una quota di mercato pari a circa l’80%. La modalità in streaming con cui gli appassionati possono vedere tutte le partite di Serie A anche per il prossimo triennio, si inserisce in un percorso avviato oramai da tempo e in cui DAZN, come Netflix, Amazon e Disney+ (e la stessa SKY con NOW), rappresentano il futuro della distribuzione dei contenuti, fruibili nelle abitazioni e fuori casa con gli apparecchi tradizionali e con quelli di nuova generazione quali smartphone, computer e tablet“. E ancora: “La diffusione di tutto il campionato di calcio in streaming rappresenta un elemento importante per la digitalizzazione del Paese, di cui beneficerà l’intera struttura industriale del paese. Continuare a difendere la posizione del satellitare pay avrebbe – questo sì – l’effetto di danneggiare i consumatori e ritardare l’accelerazione della transizione verso il digitale e le reti di telecomunicazioni ad alta velocità“.

Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa:….


Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa: “Misure anti-Covid non sufficienti, così si diffuse il contagio tra i dipendenti”

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/billionaire_epidemia_colposa_phi_beach_country_club_lesioni_colpose-307197338/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

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Chiusa l’indagine di Tempio Pausania sulle discoteche in Costa Smeralda, indagato l’amministratore unico del locale di Flavio Briatore. “Siamo sorpresi, l’epidemia colposa omissiva non esiste“, commenta l’avvocato Cuccureddu. Ai gestori di Phi Beach e Country Club contestate le lesioni colpose. 

Al Billionaire non hanno adottato le misure necessarie per impedire la diffusione del Covid-19 tra i dipendenti“. Con questo assunto, esito di quasi un anno di investigazioni condotte dal Reparto operativo dei carabinieri di Sassari, la procura di Tempio Pausania contesta al rappresentante legale e amministratore unico del famoso locale della Costa Smeralda, Roberto Pretto, il reato di epidemia colposa. E’ quanto si legge nell’avviso di chiusura dell’inchiesta, notificato alle parti. Stando all’atto, Flavio Briatore, proprietario del Billionaire, non è indagato.

L’inchiesta, partita l’estate scorsa dopo lo scoppio dei focolai in Gallura e la serrata delle discoteche disposta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ha individuato almeno 12 dipendenti che si sono contagiati al Billionaire. Ma il locale di Briatore non è l’unico coinvolto. Ce ne sono altri due, molto noti tra i vacanzieri: il Phi Beach e il Country Club. Ai gestori di questi viene contestata non l’epidemia colposa, bensì il reato di lesioni colpose, con la motivazione di non aver fornito ai lavoratori un numero sufficiente di mascherine. Alcuni dispositivi di protezione individuale consegnati al personale, inoltre, all’esito delle analisi sono risultati con capacità filtrante inferiore alla norma, dunque inefficaci contro il virus. Ed erano griffati con il marchio del locale.

Siamo molto sorpresi – commenta l’avvocato Antonella Cuccureddu, che difende Roberto Pretto – il reato di epidemia colposa, a norma di Codice, si commette diffondendo germi patogeni, col presupposto che i germi patogeni non siano in circolazione e quindi li diffonda il soggetto. La condotta del diffondere è attiva. Contestare un’epidemia colposa nel contesto di una pandemia è assurdo. Oltretutto, la contestazione è motivata dalla omissione, ma una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che non può esistere l’epidemia colposa omissiva“.

Variante Delta, 24 casi scoperti a Piacenza


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/coronavirus_emilia_romagna_variante_delta_casi_piacenza-307117146/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S4-T1

Il focolaio si è verificato in alcune aziende della logistica. Non ci sono malati gravi. I contagiati non erano stati vaccinati

In sei giorni l’Ausl di Piacenza ha sequenziato, rintracciato e isolato 24 casi di variante Delta, la mutazione del Coronavirus scoperta in India. Tutti provengono dal polo logistico piacentino. Due le aziende coinvolte, con 10 dipendenti contagiati mentre gli altri 14 sono amici, conoscenti o parenti stretti.

Diversi positivi abitano in realtà nel Cremonese e si spostano utilizzando mezzi pubblici: nei giorni scorsi l’Ausl aveva lanciato appelli a sottoporsi a tampone per i passeggeri della linea di bus Piacenza-Cremona. L’indagine, condotta dal dipartimento di Sanità pubblica, non ha riscontrato casi gravi.

Abbiamo allargato il più possibile il cerchio tentando di individuare i possibili contatti dei contagiati – spiega il responsabile del dipartimento, Marco Delledonne -. In questi ultimi giorni, per fortuna, i tamponi non evidenziano più nuovi positivi e siamo abbastanza fiduciosi di essere riusciti a contenere il virus, grazie ad un’azione tempestiva“. L’attività di contact tracing è partita il 15 giugno. A quanto pare i contagiati non erano stati vaccinati.

Il taglio delle dosi – Cresce la preoccupazione intanto per il taglio, a luglio, delle nuove forniture di vaccini Pfizer e Moderna rispetto a giugno. Non ci sono ancora numeri ufficiali ma le Regioni sono in fibrillazione. I più pessimisti, ieri, sono arrivati a temere una scure fino al 50%: significherebbe, per la sola Emilia-Romagna, mezzo milione di cartucce in meno. La migliore delle ipotesi, che circolava già domenica, era la riduzione di un terzo. In ogni caso, non sono buone notizie.

Certo è che i tecnici, alle prese con i conti, adesso non si sbilanciano sull’eventualità di sospendere le nuove prenotazioni, scelta già annunciata dalla Toscana. E nemmeno sulla possibilità – al momento non evocata – di spostare le date delle prime dosi. Realisticamente non dovrebbero esserci problemi per i richiami, che devono essere garantiti. Durante un incontro con i direttori delle Ausl, ieri la Regione Emilia-Romagna ha però chiesto a tutti i manager di fare una ricognizione delle persone prenotate finora. A giugno sono attese un milione e 160 mila dosi di Pfizer e 111 mila di Moderna: oltre 1,2 milioni. Di luglio, per ora, si sa soltanto quello che arriverà nelle prime due settimane: appena 300 mila dosi. Per questo c’è molta agitazione.

Intanto dovrebbero concludersi a giorni le istruttorie sugli operatori sanitari che non si sono vaccinati, passibili di licenziamento. Secondo l’ultimo report gli operatori sanitari che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino sono 14.390, su 182.812, pari al 7,87%.

Nell’Italia bianca via le mascherine. Liberi da lunedì 28 ma solo all’aperto


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/21/news/mascherine_cts_via_dal_28_giugno_o_dal_5_luglio_decide_il_governo-307076367/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S5-T1

Ok del Comitato tecnico scientifico e arriva anche il sì del governo. Bisognerà però avere con sé le protezioni e indossarle se si è troppo vicini

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Via le mascherine quando si sta all’aperto e non ci si avvicina troppo alle altre persone, cioè si resta a più di un metro di distanza. Il Cts ha dato il suo consenso alla cancellazione di una misura simbolica, anche per questo richiesta con forza ormai da tempo dalla politica. Gli esperti, riuniti per rispondere a un questo del ministro alla Salute Roberto Speranza sollecitato dal premier Mario Draghi, hanno anche indicato la data nella quale si può far entrare in vigore il cambiamento, che sarà poi sancito da un atto del governo. Il giorno è lunedì prossimo, 28 giugno: “Superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts“, commenta il ministro Speranza.

In quella data anche l’ultima Regione, cioè la Valle d’Aosta, sarà entrata in zona bianca. Tutta Italia sarà così nello scenario con meno restrizioni, grazie a un’incidenza inferiore ai 50 casi 100mila abitanti (in certi casi ormai di moltissimo) da almeno tre settimane consecutive. In tutto il Paese i dati di circolazione del virus sono bassissimi da tempo. E si continua a scendere. Nella settimana appena conclusa ci sono stati 8.112 nuovi casi, cioè poco più di mille al giorno, per una riduzione del 35% rispetto ai sette giorni precedenti.

Il Cts ritiene che nell’attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giungno ci siano le condizioni per superare l’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento, come mercati, fiere, code, eccetera“. Il Comitato in fondo recupera una regola della prima fase dell’epidemia, quando non era obbligatorio, appunto, usare le mascherine all’aperto. Bisogna comunque portarle sempre con sé, per indossarle nel caso in cui ci si trovi in una situazione nella quale non è possibile rispettare le norme sul distanziamento, cioè principalmente il metro di distanza dalle altre persone. Chi ad esempio esce di casa e si reca in un mercato all’aperto a fare la spesa, può stare senza mascherina finché non arriva di fronte ai banchi, dove c’è il rischio di avvicinarsi troppo ad altre persone. Da tempo gli esperti hanno chiarito che all’aperto è molto più difficile contagiarsi, cosa che unita al basso numero di persone infettate ha spinto a prendere la decisione. Di certo, comunque, hanno pesato anche le pressioni della politica a vari livelli, sia centrale che regionale. “Le persone devono portare con sé una mascherina in modo da poterla indossare ogni qualvolta si creino tali condizioni – scrive sempre il Cts – Deve essere raccomandato fortemente l’uso della mascherina nei soggetti fragili e immunodepressi e a coloro che stanno loro accanto“.

Per quanto riguarda l’utilizzo al chiuso, nulla cambia, nel senso che valgono i protocolli attualmente in vigore ad esempio per i mezzi pubblici o gli spettacoli. Per questo tipo di eventi che si svolgono all’aperto resta tutto com’è e appunto bisogna indossare la mascherina e sedere nei posti indicati dal gestore, che deve rispettare il distanziamento tra gli spettatori. Anche al ristorante le indicazioni restano le stesse. Cioè si deve entrare indossando la mascherina e la si può abbassare una dopo che ci si è seduti al tavolo. Chi lavora in questi come in altri esercizi invece non può mai toglierla. Gli esperti, che sottolineano come “le mascherine rappresentano uno dei mezzi più efficaci per la riduzione della circolazione del virus”, ribadiscono che vanno sempre indossate “negli ambienti sanitari ed ospedalieri secondo i protocolli. Deve sempre essere mantenuto l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i mezzi di trasporto pubblico. Devono essere rispettate le disposizioni e i protocolli stabiliti per l’esercizio in sicurezza delle attività economiche, produttive e ricreative“.

Napoli, il grande cuore di Koulibaly….


Napoli, il grande cuore di Koulibaly: fa partire per il Senegal una nave di medicine, alimenti e persino due ambulanze

articolo: https://napoli.repubblica.it/sport/2021/06/22/news/napoli_il_grande_cuore_di_koulibaly_fa_partire_per_il_senegal_una_nave_di_medicine_alimenti_e_persino_due_ambulanze-307080095/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

Un indovinello semplice. Primo indizio: è uno dei fuoriclasse del Napoli. Secondo: è lontano dal cliché del calciatore patinato. Terzo e ultimo: aiuta sempre le persone in difficoltà e lo fa lontano dalle luci della ribalta. La soluzione è immediata, si tratta di Kalidou Koulibaly. Il giocatore azzurro ta trascorrendo le vacanze in Senegal, dopo una breve parentesi in Francia, ed è sensibile alle difficoltà che vive il suo paese. Quello che rappresenta con orgoglio. In campo con la nazionale, ma non solo. Il suo sostegno è concreto. E silenzioso.

Nei giorni scorsi ha visitato villaggi e associazioni che danno un sostegno concreto ai bambini in difficoltà. Poi ha agito evitando pubblicità. Ieri mattina è salpata dal porto di Napoli una nave in direzione Senegal. Al suo interno, in diversi container, materiale sanitario, medicine, alcune lettighe e addirittura due ambulanze. Tutte acquistate da Koulibaly. La distribuzione comincerà al termine della navigazione, tra otto giorni circa. Ad aspettare il carico ci sarà proprio Kalidou, il campione dal cuore d’oro. La beneficenza è uno dei capisaldi della sua vita. Ad aprile, ad esempio, aveva fatto arrivare, sempre in Senegal, diversi quintali di generi alimentari. L’attenzione è spasmodica pure a Napoli, la sua città d’adozione. Ha aiutato spesso la comunità senegalese soprattutto durante il periodo del lockdown. Koulibaly è il campione dei gesti concreti: a gennaio fu riconosciuto da un tifoso ai semafori di Agnano mentre distribuiva giacche a vento ad alcuni immigrati. Altre volte ha portato anche la colazione. Sempre senza farsi riconoscere, un cappuccio in testa e tanta voglia di fare del bene. Le testimonianze sono tante: ha regalato ad un amico la maglia indossata in Champions contro il Liverpool, messa poi all’asta per acquistare generi alimentari in modo da garantire un pasto ai poveri durante l’emergenza Covid 19.

Ed ancora: donazioni alle varie parrocchie e un sostegno economico ad una donna senegalese, conosciuta a Napoli, che aveva appena partorito. Koulibaly è questo. E ha trovato in Faouzi Ghoulam un partner affiatato. I due sono grandi amici e condividono questo nobile intento. Il tandem della solidarietà ha agito tanto nel corso di questi anni sempre in rigoroso silenzio. Prima della pandemia, l’appuntamento al Santobono dai bambini ricoverati è stata una tappa fissa: doni, magliette e sorrisi a chi è più sfortunato. E ancora: nel periodo natalizio Koulibaly e Ghoulam hanno acquistato regali da distribuire nelle case famiglia di Napoli e provincia. Nel 2019 insieme scelsero il liceo Elsa Morante di Scampia per augurare buon anno scolastico a 500 studenti: «Non smettete mai di inseguire i vostri sogni». Koulibaly i suoi li ha realizzati in campo: è uno dei migliori difensori al mondo e lo ha dimostrato nel corso di questi anni in maglia azzurra. È considerato un vero e proprio simbolo. Domenica scorsa, ha compiuto 30 anni e lo ha fatto tra la sua gente per il quale è diventato un esempio. Ha sempre lottato contro il razzismo, piaga di cui è stato vittima a San Siro con l’Inter e all’Olimpico contro la Lazio. L’Uefa non a caso lo ha scelto come testimonial e Koulibaly si è schierato anche contro la discriminazione territoriale nei confronti dei napoletani che lo apprezzano soprattutto come uomo. Kalidou vince, a prescindere.

Francia, crollano due edifici a Bordeaux: tre feriti, uno è grave


articolo: https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Francia-crollano-due-edifici-a-Bordeaux-tre-feriti-uno-grave-6ae49fae-931f-406d-9933-bfd8350b9360.html#foto-1

E’ successo la notte scorsa, nel centro della città 

21 giugno 2021 – Tre persone sono rimaste ferite, una in modo grave, nel crollo, per cause ancora ignote, la notte scorsa, di due palazzi nel centro di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia. “La facciata è caduta sulla strada, c’è una grande voragine“, ha precisato il vice colonnello Arnaud Mendousse, portavoce dei pompieri. I due palazzi crollati erano di 3 piani e sorgevano nel quartiere della porte de Bourgogne, nella città vecchia. Al momento del crollo, il primo edificio era vuoto per lavori incorso, il secondo ospitava 9 persone. Fra le vittime, un uomo di 28 anni in condizioni “gravissime“, un altro di 48 e una donna di 38. Allontanate dalle palazzine,  “senza danni“, altre sei persone. 

Coppa America, festino a luci rosse. Bufera sul Cile, coinvolto anche Vidal


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/20/news/cile_festa_luci_rosse-306943530/

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Secondo la stampa cilena, alcuni giocatori della Roja (tra questi anche il centrocampista dell’Inter) avrebbero organizzato un party con alcune prostitute dopo la vittoria sulla Bolivia

Bufera sul Cile, impegnato in Coppa America ma travolto da uno scandalo a luci rosse. Secondo la stampa locale, alcuni calciatori della nazionale avrebbero organizzato una festa con alcune prostitute al Gran Hotel Odara, dove la Roja è in ritiro a Cuiabà. Il party sarebbe stato organizzato dopo la vittoria di misura sulla Bolivia, e i media cileni rivelano l’identità dei calciatori coinvolti: si tratterebbe di Jean Meneses, Guillermo Maripan, Arturo Vidal, Gary Medel, Pablo Galdames, Pablo Aranguiz ed Eduardo Vargas. Sono attesi provvedimenti da parte della Federcalcio cilena. Già qualche giorno fa Medel e l’immancabile Vidal erano stati multati dalla Conmebol per circa 25 mila euro a testa per aver fatto venire in albergo un barbiere, violando le norme anti-Covid.

Calhanoglu conferma: “Accordo con l’Inter…


Calhanoglu conferma: “Accordo con l’Inter, domani firmerò il contratto”. Si parla di opzione per un quarto anno

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articolo: https://www.fcinternews.it/in-primo-piano/calhanoglu-conferma-accordo-con-l-inter-domani-firmero-il-contratto-si-parla-di-opzione-per-un-quarto-anno-371378?fbclid=IwAR3RzTHGXwVIrVtNjm3oSqg6wDnORdnf2kb8JVch979eMRQaDOECqNpjSnw

Hakan Calhanoglu conferma: sarà un giocatore dell’Inter. L’annuncio arriva per bocca del diretto interessato raggiunto dall’emittente pubblica turca Trt Spor: “Ho trovato un accordo con l’Inter. Andrò a Milano e domani firmerò il contratto dopo le visite mediche“. La stessa televisione aggiunge che il contratto di Calhanoglu coi nerazzurri sarà di tre anni con opzione per il quarto

Il ritorno di Zeman a Foggia……


Il ritorno di Zeman a Foggia: il santo fumatore con più di mille panchine e una sola idea, il gol

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/legapro/2021/06/19/news/ritorno_zeman_commento-306803684/

Sarà la sua quarta volta nella città pugliese. Una carriera che ha sempre diviso le opinioni, creato sogni e ispirato personaggi televisivi e perfino canzoni

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Mille e passa panchine tutte sempre con la stessa idea, basta fare un gol più dell’avversario. Se sono tanti meglio. Sembra una sciocchezza, una banalità, in realtà è una rivoluzione che dura ancora. Ci sono allenatori che sono andati al rogo per seguire le sue idee, ce ne sono altri che hanno fatto carriera semplicemente predicando l’opposto. Tanti lo amano e ne predicano il verbo, altrettanti lo odiano e lo considerano un fallito.

A 74 anni Zdenek Zeman accresce la leggenda del santo fumatore col suo quarto ritorno a Foggia (stavolta addirittura in Serie C),  il suo 4-3-3 non ha età e richiama alla memoria un periodo d’oro del calcio italiano in cui ci si scontrava anche solo per un’idea, per filosofia. Titoli  e luoghi comuni in sequenza: “Foggia mon amour“, “Va’ dove di porta il cuore“, “Corsi e ricorsi storici“, “La Grande Bellezza“, “Chi si ferma è perduto“, “Il ritorno dello Jedi“, “La coscienza di Zeman” (Antonello Venditti, 1999). Lo Zeman dei primissimi anni ’90, quello di Zemanlandia a Foggia, è anche più rivoluzionario del Sarri di oggi. Che del resto, come tanti altri, ne è un discendente.

Zeman, a Foggia, fa parte dell’epica del calcio italiano. Al formidabile trio d’attacco SignoriBaiano Rambaudi corrispondeva un altrettanto formidabile trio fuori campo. Il presidente del Foggia Pasquale Casillo, il Re del Grano da San Giuseppe Vesuviano, responsabile di aver creato il fenomeno Zeman, il formidabile ds Peppino Pavone da Barletta con un fiuto da Bassethound per i talenti, e Zeman appunto. Nato a Praga, nipote di Cestmir Vycpalek, professore d’educazione fisica diplomato all’Isef, prime esperienze da allenatore tra i dilettanti in Sicilia, e fin da subito ossessionato dalla caccia al gol. 

Distratti dal grande calcio berlusconiano che sta rivoluzionando lo sport a colpi di miliardi, l’Italia non sa che in realtà Foggia è una grande piazza per il calcio, e fucina di allenatori leggendari da Oronzo Pugliese (quello di cui poi Lino Banfi su suggerimento di Liedholm, farà la parodia con Oronzo Canà) a Tommaso Maestrelli.

Diversamente dal calcio di oggi, dalla mania del possesso palla, Zeman è un fanatico del calcio d’attacco, assolutamente verticale, veloce, velocissimo. Lo pratica a qualsiasi costo, con tutti i giocatori, disinteressandosi quasi del tutto della difesa. Gli interessa solo “segnare un gol più degli altri“. Se perde 4-3 dice solo che gli altri hanno fatto un gol in più, basta, amen.

Zeman diventa famoso per i suoi allenamenti, i giocatori saltano, salgono e scendono ossessivamente sui gradoni dello stadio. In ritiro li massacra con percorsi all’alba, prima ancora di colazione, nel bosco e nei gelidi ruscelli di montagna. A pranzo solo patate lesse e verdura. Zeman non ha calciatori, ha dei “navy seals” pronti a qualunque cosa, pronti a gettarsi nel fuoco per lui, senza paura e contro qualunque avversario. Appena promosso, il Foggia chiude la prima stagione di Zemanlanda (91-92) al nono posto, con 58 gol fatti e altrettanti presi. All’ultima di campionato ne prenderà 8 dal Milan. Ma è una festa di popolo, Foggia è alle stelle. E’ ovviamente la peggior difesa della Serie A, ma anche un attacco inferiore solo a quello del Milan campione con Van Basten,Gullit e RijkaardBaiano fa gli stessi gol di Baggio con la Juve (16). In breve Zeman insieme al suo amico Arrigo Sacchi diventa il nuovo riferimento del calcio italiano, tanti si convertiranno alla nuova filosofia, spesso non riuscendoci e fallendo malamente. 

Nasce in quel momento l’epopea, per altro non assolutamente corrispondente a vittorie e trionfi, che per Zeman sono di tutt’altro tipo. E’ un calcio fatto di ideali, che non guarda (purtroppo) ai risultati.

Pur non avendo mai masticato calcio Antonio Albanese, figlio di genitori siciliani, fu letteralmente preso dal fenomeno Zeman. Inventò il personaggio Frengo, telecronista maniaco dell’allenatore del Foggia. Non esiste nessuno che abbia sintetizzato meglio di Albanese il fenomeno Zeman. In uno storico sketch, ormai diventato un cult anni 90, l’attore si esibisce in un monologo di 5 minuti – prendendolo straordinariamente per i fondelli – accanto a uno Zeman seduto e avvolto dalla nuvola del fumo delle sue sigarette. Imperturbabile all’estremo: Zeman solitamente parla pochissimo e per di più pianissimo. Imperturbabile, ogni tre parole una sentenza. La sua presenza è annunciata dal fumo e dall’odore delle sigarette.

Sai, simpatia? – dice lo sciroccatissimo Frengo – Siamo rimasti soli io e te. Ormai Baiano vende figurine nel piazzale della squadra del Birmingham e Signori si compra tortellini a Bologna, si è imborghesito. Gli altri hanno tutti rischiato il centro di recupero“.

Il mondo non ti capisce, il mondo non sa che quando la tua squadra prende un gol non è un errore della tua squadra o di una tua tattica, ma è una maleducazione della squadra avversaria. Perché noi viviamo in un mondo volgare“.

Il mondo non capisce che la classifica è un modo profondamente sbagliato di misurare il valore delle squadre. Primo, secondo, terzo, quarto ma che cosa vuol dire? Quello che conta sono i sentimenti. Tu hai sempre insegnato ai tuoi giocatori che fermare l’avversario è sleale, così distruggi il gioco, è un’offesa alla bellezza del calcio. Tu giochi sempre con lo stesso modulo: 6 attaccanti, 2 centrocampisti e in difesa due assistenti degli attaccanti avversari. E così ti hanno mai capito. Sei troppo avanti, tu sei più avanti di Lou Reed“. Zeman continuava a fumare, straordinariamente muto e con un sorriso beffardo.

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Autobus in fiamme vicino ospedale Spallanzani


Roma: brucia un altro autobus nella Capitale vicino all’Ospedale Spallanzani!

Nei pressi dell’Ospedale Spallanzani di Roma un autobus ha preso fuoco lungo la via Portuense. Inutile l’intervento con l’estintore da parte dell”autista che ha dovuto chiamare i Vigili del Fuoco. Nonostante le fiamme e il fumo, nessuna conseguenza per i passeggeri. Ancora da chiarire le cause del rogo.

Incidenti dopo Inghilterra-Scozia, 30 arresti


articolo: https://www.ansa.it/europei_2020/notizie/2021/06/19/europei-inghilterra-scozia-incidenti-30-arresti_1ba1e149-a615-4cf3-b309-5a5292701ddb.html

E’ di trenta persone arrestate il bilancio dei problemi di ordine pubblico provocati dai tifosi di Inghilterra e Scozia prima, durante e dopo la partita fra le due nazionali ieri a Wembley (0-0).
Lo ha reso noto la polizia metropolitana di Londra, ieri dispiegata in forze, precisando che i supporte fermati hanno provocato risse, al centro della capitale britannica o nei pressi dello stadio, o si sono scontrati con le forze dell’ordine.

Molti di loro hanno anche fatto uso eccessivo di alcol, e di droghe, e c’è stato chi ha proferito insulti razzisti. Tutti e trenta gli arrestati sarebbero ancora in stato di fermo

I mastri birrai di Messina da operai a imprenditori


articolo: https://video.repubblica.it/gediwatch/i-mastri-birrai-di-messina-da-operai-a-imprenditori/389458/390175?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S2-T1

Lavoravano per un marchio simbolo della città. Quando è fallito, loro non si sono arresi. E utilizzando la ricetta tradizionale hanno fatto risorgere la produzione.

I mastri birrai di Messina da operai a imprenditori

La birra a Messina è una storia che risale al 1923, ma quella che rappresentava una tradizione nella storia produttiva della Sicilia rischiava di scomparire nel 2011, quando a causa dei modelli dominanti di economia fu chiuso lo storico stabilimento, ancora oggi dismesso e vandalizzato, con i dipendenti che rimasero senza lavoro. Dopo un anno e mezzo di presidi da parte dei lavoratori e vedendosi negare anche la possibilità di un prestito è intervenuta la Fondazione Comunità di Messina che non solo ha fatto da garante agli ex 15 operai, ma ha attratto importanti investimenti. Nel 2013 nasce così la cooperativa Birrificio Messina, con un nuovo stabilimento dove oggi viene prodotta La birra dello Stretto e la Doc15. A tramandare la ricetta “segreta” sono generazioni di mastri birrai che qui lavorano e hanno combattuto per salvare quella che a Messina è molto più che una tradizione.

Birricifio Messina – 15 operai diventano imprenditori

Video del 16 marzo 2016 – Rinasce,grazie a 15 operai che diventano imprenditori, il birrificio Messina. Vedi le immagini, realizzate da OndTv per il programma Tutto In, che descrivono la storia del birrificio. Per altre info seguici su http://www.bellasicilia.it

Moratti: “Gli ospedali San Paolo e San Carlo a Milano non saranno unificati”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/18/news/milano_gli_ospedali_san_paolo_e_san_carlo_non_saranno_unificati-306663565/

L’assessora al Welfare mette la parola fine al progetto: “Vogliamo mantenere operativi entrambi gli ospedali nelle collocazioni attuali“. Il piano di accorpamento risaliva a cinque anni fa.

articolo del 17 giugno 2021: https://alessandro54.com/2021/06/17/il-comune-di-milano-stop-alla-fusione-tra-ospedali-san-paolo-e-san-carlo-salviamoli-e-recuperiamoli/

Gli ospedali San Carlo e San Paolo a Milano non saranno unificati in un’unica sede. Il progetto di qualche anno fa è stato ufficialmente accantonato. Lo dice l’assessora regionale al Welfare Letizia Moratti, rispondendo ad una lettera dell’assessore all’Urbanistica di Milano Pierfrancesco Maran, che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Pirellone a chiarire la situazione: l’incertezza sul progetto di fusione impediva il rilancio dei due ospedali.

E’ nostra ferma volontà – ha scritto a questo proposito ieri Moratti – quella di mantenere operativi entrambi gli ospedali nelle collocazioni attuali al fine di garantire servizi di prossimità ai cittadini milanesi di quell’area. E’ altrettanto nostra ferma volontà riqualificare i due presìdi con dotazioni tecnologiche all’avanguardia e mantenere il pronto soccorso presso il San Paolo“. L’assessora ha annunciato di aver mandato una lettera sull’argomento al sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

L’area che il Comune avrebbe individuato come possibile sede per un nuovo ospedale unificato – conclude la vicepresidente – non risponde alle esigenze dimensionali e logistiche, come ad esempio accessibilità stradale e parcheggi, e soprattutto imporrebbe alla Regione oneri di bonifica assolutamente incompatibili con le risorse stanziate“. Il progetto quindi, almeno in base a quanto dichiarato, tramonta definitivamente.

L’idea avanzata in passato era quella di costruire un polo sanitario da 700 e più letti a Ronchetto sul Naviglio, accanto all’ex scalo di San Cristoforo, vicino a dove ci saranno il capolinea della M4 e il deposito dei treni. L’investimento ipotizzato era di circa 400 milioni di euro: i due vecchi ospedali sarebbero stati trasformati in Pot (Presidi ospedalieri territoriali) con servizi per cronici e anziani. Il piano si era incagliato quando era emerso che l’area interessata necessitava di una impegnativa bonifica dei terreni con conseguente aumento dei costi. Già a febbraio l’allora assessore alla Sanità Gallera aveva chiesto al Comune di indicare una nuova area. Ma a quanto pare la scelta è stata di abbandonare il piano di accorpamento.

Furgone a fuoco: le fiamme bruciano il casello dell’autostrada alle porte di Roma


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_19/furgone-fuoco-casello-autostrada-incendiato-alle-porte-roma-6aec1fa6-d10b-11eb-aefe-08686ae203c5.shtml?fbclid=IwAR2X2Gkq7wzB92DOdwwEjFrQCJa4PS-nvdhC1CHlZ_LrB3wwCX7Ahw6vmzc

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L’autoarticolato era in fila per pagare il tagliando quando è scoppiato l’incendio a bordo: nessun ferito. Barriera avvolta dal fumo nero e cartelli in fiamme all’altezza di Fiano Romano. Rallentamenti sulla diramazione Roma nord dell’A1

Momenti di paura nel pomeriggio di sabato al casello autostradale di Fiano Romano alle porte della Capitale dove un furgone di 35 quintali si è improvvisamente incendiato mentre si trovava in fila per il pagamento del tagliando di viaggio. L’autista si è subito messo in salvo e non ci sono altri feriti ma le fiamme si sono sviluppate subito alte e hanno coinvolto tre gate del casello distruggendoli, bruciati anche alcuni pali della segnaletica stradale. Sul posto sono subito intervenute le squadre dei vigili del fuoco che hanno spento il rogo. La polizia stradale ha immediatamente bloccato la circolazione nel tratto interessato e chiuso lo svincolo. Subito dopo l’incidente, ci sono stati rallentamenti sulla diramazione Roma nord dell’autostrada A1.

Poco prima delle 15 sull’autostrada A1, Milano-Napoli, «è stata temporaneamente chiusa in ingresso e in uscita la stazione di Fiano Romano, a causa di un mezzo in fiamme». È quanto fa sapere autostrade per l’Italia. «Sul luogo dell’evento oltre ai pompieri, anche il personale della Direzione 5 Tronco di Fiano Romano di Autostrade per l’Italia». Alle 17 circa, le operazioni di spegnimento del veicolo da parte dei vigili del fuoco si sono concluse mentre sono ancora in corso, da parte del personale di Autostrade, le attività di ripristino del casello per consentire la riapertura della stazione. Autostrade per l’Italia consiglia di utilizzare in ingresso e in uscita dall’autostrada la vicina stazione di Castelnuovo di Porto. La viabilità col passare delle ore, è tornata regolare.

Cade aereo, muore Egidio Gavazzi, fondatore di Airone


articolo: https://www.ansa.it/veneto/notizie/2021/06/19/aereo-precipitato-a-padova-un-morto-carbonizzato-_d1e0bb7c-1c2f-4f62-b6f3-95d69cfa42c7.html

Egidio Gavazzi, editore e fondatore di riviste tra cui ‘Airone‘ e ‘Aqua‘,  ha perso la vita oggi nello schianto dell’ultraleggero appena fuori dall’aeroporto Allegri a Padova. Classe 1937, nato a Erba, in provincia di Como, ma residente a Milano, discendente di una articolata e nobile famiglia lombarda, Gavazzi era naturalista, ambientalista.

Fu fondatore delle riviste Airone e Aqua, nonché della Società Italiana Caccia Fotografica, scrittore amante di libri, natura e soprattutto innamorato degli aerei.

L’aereo sarebbe stato in fase d’atterraggio, e forse per un errore nell’avvicinamento, o un problema tecnico, sarebbe andato lungo, picchiando contro un albero e schiantandosi poi a terra. A pochi metri dal luogo dell’incidente scorre via Sorio, una strada cittadina, molto trafficata. 

Milan, Ibrahimovic operato al ginocchio a Roma: due mesi prima di rivederlo in campo


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/milan/2021/06/18/news/ibrahimovic_operato_ginocchio-306664538/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S4-T1

Per lo svedese intervento in artroscopia. Quattro settimane prima di riprendere a correre

Zlatan Ibrahimovic è stato operato al ginocchio sinistro. L’intervento in artroscopia di cleaning articolare è stato eseguito “con successo” dai chirurghi Volker Musahl e Fabrizio Margheritini, alla presenza del direttore medico rossonero Stefano Mazzoni e del consulente ortopedico del Milan Roberto Pozzoni, presso l’Upmc Salvator Mundi International Hospital di Roma: lo ha fatto sapere il club rossonero.

L’attaccante svedese, che il 3 ottobre compirà 40 anni, sta bene ed inizierà subito, il percorso riabilitativo. I tempi di recupero sono stimati in 4 settimane per tornare a correre 8 per giocare. Nell’ultimo campionato Ibrahimovic ha giocato 19 partite con un bottino di 15 gol.

Il Milan, attraverso il proprio sito ufficiale, ha comunicato l’intervento in artroscopia al ginocchio sinistro per Zlatan Ibrahimovic

(fonte: acmilan.com)
AC Milan comunica che in data odierna, Zlatan Ibrahimović è stato sottoposto ad intervento in artroscopia del ginocchio sinistro presso l’UPMC Salvator Mundi International Hospital di Roma. L’intervento di cleaning articolare è stato eseguito con successo dai chirurghi Volker Musahl e Fabrizio Margheritini, alla presenza del Direttore medico rossonero Stefano Mazzoni e del consulente ortopedico del Club Roberto Pozzoni. Zlatan sta bene ed inizierà, da subito, il percorso riabilitativo.

Luana D’Orazio, continuano le indagini sulla sua morte: l’orditoio è stato manomesso


articolo: https://urbanpost.it/luana-dorazio-morte-orditoio-manomesso/

Continuano le indagini sul caso di Luana D’Orazio, che ha trovato la morte il 3 maggio scorso in una fabbrica di Prato. Un macchinario tessile, l’orditoio ha stritolato la ragazza. L’obiettivo delle indagini è quello di capire se si sia trattato di un tragico incidente o se la tragedia si poteva evitare, seguendo i protocolli di sicurezza. Dopo svariate verifiche, la procura avrebbe confermato che il macchinario che ha ucciso Luana è stato manomesso.

Luana D’Orazio morte: il macchinario che l’ha uccisa è stato manomesso – Gli investigatori avevano ipotizzato una possibile manomissione dell’orditoio che ha ucciso Luana D’Orazio. Arrivano alcune indiscrezioni che conferma questa ipotesi. La perizia, ancora in corso, voluta dalla Procura sembra evidenziare una manomissione al quadro elettrico che avrebbe consentito il funzionamento dell’orditoio anche senza che la saracinesca di protezione del macchinario si abbassasse. Il macchinario funzionava in automatico grazie ad una modifica, effettuata anche nell’orditoio gemello presente in fabbrica. La procura dovrà stabilire se queste modifiche siano da collegare all’obiettivo di avere una maggiore produttività.

Le indagini sulla morte di Luana – La perizia è ancora in corso e l’ingegner Carlo Gini, incaricato dalla Procura, dovrà concluderla entro l’11 luglio. Se l’ipotesi della manomissione ricevesse conferma, sarebbe un duro colpo per la fabbrica di Prato. Questo aggiungerebbe ai tre indagati (la titolare dell’azienda Luana Coppini, il marito Daniele Faggi e il tecnico manutentore Mario Cusimano) il reato di rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Attualmente i tre sono indagati per omicidio colposo.

Il sottosegretario Tiziana Nisini ha commentato la terribile tragedia. “Restano ancora da chiarire le circostanze che hanno portato alla tragica morte di Luana D’Orazio. Non si può morire sul luogo di lavoro come cento anni fa – ha detto la Nisini – a maggior ragione quando i protocolli di sicurezza, ottenuti con il sacrificio di tante battaglie da parte dei lavoratori e delle Istituzioni, vengono messi da parte. Ci aspettiamo il prima possibile di sapere cosa sia successo il 3 maggio scorso”.

visita il Blog:   https://cadutisullavoro.blogspot.com/ 

nel mio piccolo visita la pagina:  https://alessandro54.com/morti-bianche-2/

Quanto amore per Eriksen: già operato, oggi torna a casa


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/18/news/eriksen_operato_verso_ritorno_a_casa-306541967/?ref=RHTP-BS-I304750563-P3-S2-T1

Christian vivrà con un defibrillatore sotto pelle. La partita tra Danimarca e Belgio si ferma al 10′ fra lacrime e applausi

COPENAGHEN. Sul prato a un certo punto c’era una striscia di sole soltanto, una riga lunga e stretta proprio lì dov’è caduto Christian. E nel riverbero degli irrigatori si vedeva l’arcobaleno. Che strano giorno per un ciao che forse è un addio ma anche un ci sei, ci siamo. Poche ore prima, Chris Eriksen aveva preso atto che per vivere gli serve una scatoletta dentro il petto, il suo salvavita, la centralina elettrica che molto probabilmente è la fine della carriera perché non finisca tutto. I compagni lo sanno, anche gli avversari e i tifosi lo sanno. Applausi e lacrime. Si chiama defibrillatore sottocutaneo, Eriksen è stato operato ieri e oggi quasi certamente sarà dimesso, anche se questo chiuderà la sua avventura agonistica per lo meno all’Inter. In Italia il protocollo per concedere l’idoneità sportiva in caso di problemi cardiaci è tra i più rigidi al mondo

È molto più di una partita di calcio che la Danimarca perde. La musica picchia forte, esorcizza il silenzio spaventoso di quei momenti. Scorre di nuovo la benedetta birra, si è cantato e ballato ma adesso i calciatori danesi si passano il dorso della mano sul viso, asciugano un pianto silenzioso, occhi che gocciolano come rubinetti chiusi male. Il “fratello” di Chris, cioè Lukaku, abbraccia tutti perché i corpi che soffrono hanno bisogno di toccarsi, di stringersi.

Ci sono tanti bambini dentro lo stadio vicino all’ospedale, chissà cosa farà Chris adesso, se l’intervento è terminato, se è nella sua stanza, se avrà lasciato davvero la finestra aperta per sentire meglio. I piccoli tifosi sventolano fogli da disegno pieni di cuori, siamo un mistero fragile, siamo fili di seta. Invece del bandierone della Danimarca viene portata sul campo una gigantesca maglia numero 10, ed è una casacca di Eriksen anche quella in cornice che i giocatori del Belgio hanno firmato e poi regalato a Kjaer insieme al gagliardetto.

Difficile dire a parole quello che si sente qui dentro. Una vibrazione lunga e lenta, un boato che però è anche un sussurro. Le labbra di Simon Kjaer si increspano mentre canta l’inno, per cinque giorni era stato zitto il capitano, l’uomo del salvataggio e della carezza a Sabrina, la moglie di Christian. Ieri ha scritto su Twitter “è uno shock che porterò con me tutta la vita ma oggi lui è qui, nel nostro cuore“. Cuore è la parola, è il simbolo, il disegno e il nemico, l’origine e la fine di tutto, siamo abituati a metterlo nei messaggini ma meno ad ascoltare il suo racconto intermittente nel nostro petto, Christian sarà costretto a imparare, adesso ci sono soltanto loro due, un ragazzo e il suo cuore matto. “Dannazione, ho solo 29 anni“, aveva detto al rianimatore sul campo quando aveva ripreso conoscenza.

La partita si alza come un’onda e si abbatte subito sul Belgio. Il gol di Yussuf Poulsen (gli morì il padre di cancro quand’era piccolo, lui non lo ha mai conosciuto ma porta il suo nome sulla maglia) arriva dopo un minuto e 39″, secondo più veloce nella storia del torneo, forse Eriksen l’ha sentito veramente il boato nell’aria, magari invece gli ha messo malinconia come tutte le cose che abbiamo perduto. E al 10′ la gara si ferma e tutti applaudono.

La tensione di muscoli e nervi dei danesi dura un tempo, poi la squadra si piega su sé stessa come di carta. Il Belgio segna due volte, è entrato Kevin De Bruyne a illuminare tutto: prima l’assist per Thorgan Hazard, poi la sua rete col sinistro perfetto e l’invito istantaneo a non festeggiare, per rispetto. Non conta un gol adesso, anche se il gol è vita che riprende, è necessità. Scende un poco d’ombra sul prato. Vince il Belgio, più forte, e nelle orecchie resta la musica dei Queen e di Bon Jovi (It’s my life, la vita, praticamente un inno). I danesi guardano il vuoto, ognuno di loro è solo o forse no. Sono splendenti bambini fragili. Nell’aria dura una luce che non finisce, la sera è bianca, chissà come farà Chris a dormire. 

 

È morto Giampiero Boniperti, una vita nella Juventus


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Giampiero Boniperti (Barengo, 4 luglio 1928 – Torino, 18 giugno 2021) è stato un dirigente sportivo, politico ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante o centrocampista, presidente onorario della Juventus.

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/06/18/news/morto_giampiero_boniperti-306554984/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S2-T1

Capitano, presidente, bandiera bianconera, avrebbe compiuto 93 anni a luglio. Le battute di caccia con Fausto Coppi. Il braccio di ferro con i giocatori da cui usciva sempre vincitore. Il brandy bevuto al San Mamés la notte del primo trofeo. E l’abitudine di andarsene in anticipo dallo stadio per soffrire un po’ di meno

TORINO – I suoi occhi, prima di tutto. Di quell’azzurro tra il ghiaccio e il cielo all’alba. Mobilissimi e a tratti luciferini: gli occhi di un uomo che aveva visto ogni cosa e guardato moltissimo il mondo. Poi le labbra, che Giampiero Boniperti muoveva a fessura come un fumetto per mostrare una corona di denti da squalo e un ghigno da iena. Sorrideva tanto, e quando accadeva tu pensavi che era arrivato il momento peggiore: perché stava per arrivarti la bastonata che uccide i conigli. 

Gli occhi, la bocca e la sua bellezza da antico romano. Perché il presidente era un uomo bellissimo anche da vecchio, anche da quando la nebbia della dimenticanza lo aveva avvolto ma non cancellato. Si arrabbiava mentre, parlandoti, non ricordava più il tuo nome anche se sapeva tutto di te. “Ti chiamavo Rui Barros perché eri così piccolo, ricordi?“, ci domandò l’ultima volta che lo cercammo per gli auguri. “Ma per favore, mi dici di nuovo il tuo nome?“. Eppure ci conoscevamo da trent’anni.

Un uomo bellissimo, e da ragazzo di più. Era biondo, gentile anche se cattivissimo in campo, e l’interista Benito Lorenzi per farlo arrabbiare lo chiamava Marisa, non un’allusione a gusti sessuali fuori discussione ma al viso d’angelo crudele. Dopo essere stato il Santiago Bernabeu della Juventus, ma pure il presidente di Sara Simeoni e Pietro Mennea, si era sistemato in un magnifico ufficio con le finestre sul Po, quello dell’allora Sisport Fiat. Andavamo a trovarlo, ogni tanto. “Ma per l’intervista, Maurizio, facciamo la volta prossima, va bene?“. La sua storica segretaria ci accompagnava dal presidente e lui, ridendo, ci metteva in mano sempre il solito soprammobile con le due sfere di plastica e la scritta: “Si prega di non romperle“. Poi Boniperti ci assestava un tremendo colpo allo stomaco, sogghignando nel vederci barcollare. “Mezza sega, però scrivi bene anche se sei così cattivo“, diceva. “Ma io lo ero molto più di te“. Poi ci metteva in mano le sue vecchie scarpette da gioco che teneva su una mensola e diceva: “Tocca, senti qui in  punta, vedi com’erano dure?“. E negli occhi gli brillava quella solita, terribile lucentezza. 

Mai che rispondesse a una domanda senza farne un’altra, questo lo sanno tutti. Meno si sa che a volte indulgeva al romantico, lui così temuto. Un giorno ci raccontò di quando andava a caccia con Fausto Coppi “che però si stancava subito, anche se era l’airone di tutte le montagne. Però camminare lo annoiava, diceva che quei passi nel fango avrebbero guastato la sua gamba da ciclista. Così ci mettevamo a sparare da fermi ma io gli ripetevo: Fausto, facciamo come vuoi tu ma questo non è mica cacciare, neh“. 

Giampiero Boniperti è stato più del calcio, è stato la Juventus. Un’azienda incarnata, una storia fatta persona. Lui era un essere umano con le righe bianche e nere tatuate nell’anima. Ogni sua frase era “noi contro voi, noi contro tutti“. Quando lo fecero fuori per la rivoluzione di Moggi e Giraudo (non poteva sopportare che costui fosse un ex tifoso del Toro), covò una vendetta personale e un odio inestinguibile ma mai contro la sua Juventus, lei veniva prima di tutto, lei era forma e sostanza, vita e passione, era gloria, vittoria e sentimento. La Juve era il rigore sabaudo non raramente cinico e crudele, perché noi torinesi siamo anche fatti così, ed era eleganza e rispetto: Boniperti mandava i nuovi acquisti bianconeri a tagliarsi i capelli e indossare la giacca, non per capriccio ma perché nessuno mancasse di educazione alla Juventus.

E quando fece firmare i contratti in bianco ai giocatori che avevano appena perso lo scudetto contro il Toro, nel ’76, mostrò le foto delle sconfitte e nessuno banfò. Fu durissimo, Boniperti, anche nel momento di rinnovare i contratti agli juventini campioni del mondo in Spagna. Volevano l’aumento, ancora non esistevano i procuratori, lui li affrontò e seppe addomesticarli come sempre. Perché Boniperti era domatore e fiera, era il padrone del circo ed era la tigre. 

Tutti sanno di come scappava dallo stadio alla fine dei primi tempi, e di quando vagò da solo fuori dal San Mamés di Bilbao nel 1977 mentre la Juve stava vincendo la sua prima Coppa Uefa. Quando Carlos segnò il 2-1 a dodici minuti dalla fine, il presidente perdette forse qualche anno di vita. Ma quando la Juve si prese il trofeo, al bar dello stadio ordinò un Carlos Primero e lo tracannò in un sorso alla faccia di tutta la Spagna. 

Non dimenticava gli amici, soprattutto quelli morti. Pianse davanti a Scirea, col rimorso di averlo mandato per forza in Polonia a visionare un avversario insignificante, però il dovere prima di tutto. Accarezzò Carletto Parola nella bara, fu lui a sistemargli il nodo della cravatta. “Invecchiare è una merda, perché vedi andarsene tutti i tuoi amici” ci disse, quando provammo a festeggiare uno dei suoi ultimi compleanni. Se leggeva qualcosa di bello, faceva mandare un biglietto di complimenti dalla segreteria, così come chiamava egli stesso nei tempi ruggenti quando invece aveva letto una cosa sgradita: e allora cominciava a urlare nel telefono, terribilmente. E se quella cosa l’aveva vista addirittura sulla Stampa, il giornale della real casa, si metteva a chiamare di mattina presto, componeva il numero della redazione e sibilava nella cornetta: “Sono il geometra Boniperti, passami il capo“. Teneva moltissimo a quel titolo di studio preso giocando, perché lui era un figlio dell’Italia fiera del pezzo di carta, nella quale geometri e ragionieri non contavano poi molto meno di un bel dottore farmacista, o del medico condotto del paese, ma mai quanto un “ingegné”, massimo sogno di ogni padre. 

Qui non diremo delle vittorie di Giampiero Boniperti come giocatore e presidente, che tutti conoscono a memoria, né del suo inarrivabile carisma o della spaventosa astuzia. Ma ricorderemo il suo viso distrutto dopo la notte passata all’obitorio di Bruxelles. Ed è vero che lui rivendicò sempre la bontà anche sportiva di quella coppa assurda, però il dolore che quest’uomo avrebbe portato in eterno nell’anima lo hanno misurato in pochi, anche perché lui voleva custodirlo come il più impenetrabile dei segreti. Ma quella notte, e noi c’eravamo, il presidente volle vedere i cadaveri uno a uno, li passò in rassegna come un generale con la sua truppa fatta a pezzi nella battaglia. C’erano ancora sciarpe bianconere a terra, e scampoli di stoffa strappata, brandelli di Juve insieme a quei poveri corpi. E c’era lui, alla fine esatta del sogno, solo come l’ultima creatura di questa terra.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "II Inter PHC @Inter 2h FC Internazionale si stringe attorno alla famiglia Boniperti per la scomparsa di Giampiero, grande uomo di sport e nobile avversario in tantissime leggendarie bagine di calcio @juventusfc #FCIM M"

Novara, camion forza blocco durante una manifestazione per il lavoro, sindacalista investito e ucciso


articolo: https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/06/18/news/sindacalista_investito_da_camin_durante_manifestazione-306569422/?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S1-T1

La vittima aveva 35 anni ed era di origine marocchina. L’investitore è fuggito ma è stato fermato in autostrada dai carabinieri

Un sindacalista di 35 anni è morto questa mattina investito da un camion davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate, nel Novarese. E’ accaduto in via Guido il Grande, durante una manifestazione di lavoratori della logistica. L’autista che lo ha investito poi è fuggito. A bloccarlo in autostrada sono stati i carabinieri. Sul posto è intervenuto anche il 118, ma per il 35enne non c’è stato nulla da fare. Secondo una prima ricostruzione il sindacalista stava attraversando la strada sulle strisce pedonali per raggiungere i cancelli dove stava iniziando il presidio sindacale, quando e’ stato travolto da un camion.

La vittima, sempre secondo le prime informazioni, era un rappresentante dei Si Cobas e padre di due figli. L’autista ha forzato il blocco della manifestazione, che stava per cominciare, e il sindacalista è stato trascinato per una decina di metri. Sul posto è accorso il fratello. Anche la Cgil ha dichiarato lo sicopero e i lavoratori stanno bloccando tutte le uscite del magazzino. “C’era molta tensione in questo periodo – spiega Attilio Fasulo, segretario della Cgil di Novara – La  discussione sindacale su molti temi era in atto. La  Filcams Cgil chiedeva migliori condizioni di lavoro a partire dal riconoscimento di alcuni livelli che non venivano riconosciuti ai lavoratori”. I Si Cobas avevano organizzato una manifestazione cui partecipavano una ventina di persone davanti a uno degli ingressi del magazzino Lidl dove lavorano circa 300 addetti, la maggior parte di origine straniera. “Più volte avevamo fatto presente all’azienda che la mancata risoluzione di questi temi avrebbe portato all’esasperazione dei toni. Ora si indagherà sulla dinamica ma era possibile evitare che si creasse una situazione del genere”.