E mercoledì saliranno a 16 le città roventi dal Nord al Centro-Sud
Il caldo anomalo non dà tregua in Italia, con un inizio settimana dominato dall’afa in buona parte del paese: da Milano a Roma, da Firenze a Pescara temperature ‘top‘. Come atteso, si entra nel vivo dell’ondata di calore in corso e il numero di città che saranno contrassegnate dal bollino rosso è destinato a crescere di giorno in giorno.
Ieri, lunedì 22 giugno, le città da bollino rosso sono state 12. Oggi, martedì 23 giugno, salgono a 15. L’allerta massima (livello 3) indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. E tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute, si ricorda nel portale del ministero della Salute dove è stato pubblicato l’ultimo bollettino aggiornato.
I capoluoghi più caldi oggi saranno Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Restano con bollino arancione (Allerta 2) Bari e Latina. In giallo (Allerta 1) ci sono Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste.
Domani, mercoledì 24 giugno, si sale ancora: i capoluoghi col bollino rosso diventano 16 con l’aggiunta di Latina, e completano il quadro i bollini arancioni previsti per Trieste e Bari. Rimarranno infine contrassegnate dal bollino giallo solo 9 città: Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.
L’anticiclone africano continua a dominare sull’Italia, portando caldo intenso e afa, ma non mancano episodi temporaleschi locali. Per domani martedì 23 giugno è stata diramata un’allerta meteo gialla per rischio temporali, idraulico e idrogeologico in Calabria, Basilicata, Lazio e Sicilia. Le temperature resteranno elevate, con punte fino a 38 gradi.
L’Italia resta sotto l’influenza dell’anticiclone africano, che continua a mantenere condizioni di caldo intenso su gran parte del Paese. La massa d’aria rovente garantisce temperature ben sopra la media e un clima particolarmente afoso, ma non impedisce la formazione di temporali locali, soprattutto nelle zone montuose e nelle aree interne.
Per la giornata di domani, martedì 23 giugno, la Protezione civile ha comunque diramato un’allerta meteo gialla per rischio idraulico, idrogeologico e temporali in alcune regioni del Sud e del Centro Italia. I fenomeni non saranno diffusi, ma potranno risultare localmente intensi, con possibili rovesci improvvisi e criticità legate al territorio. Ad ogni modo il caldo è destinato a proseguire anche nei prossimi giorni, con valori elevati e zero termico su livelli eccezionali sulle Alpi.
Allerta Meteo gialla: le regioni a rischio – L‘allerta meteo gialla di martedì 23 giugno interessa principalmente il Mezzogiorno e alcune zone del Centro Italia. Le criticità riguardano il rischio di temporali, possibili problemi idraulici e fenomeni legati al dissesto idrogeologico. Questa la situazione secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile:
Ordinaria criticità per rischio temporali/ allerta gialla: Basilicata: Basi-A2, Basi-D, Basi-C. Calabria: Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico MeridionaleLazio: Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Aniene, Bacini di Roma, Appennino di RietiSicilia: Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia, Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Bacino del Fiume Simeto, Sud-Orientale, versante ionico, Centro-Meridionale e isole Pelagie
Ordinaria criticità per rischio idrogeologico / allerta gialla:Calabria: Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico MeridionaleSicilia: Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia, Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Bacino del Fiume Simeto, Sud-Orientale, versante ionico, Centro-Meridionale e isole Pelagie
Maltempo martedì 23 giugno: le previsioni meteo – La giornata di domani, martedì 23 giugno, inizierà con condizioni generalmente stabili, con cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte dell’Italia. Nel corso del pomeriggio è previsto un aumento della nuvolosità, ma resteranno ampie schiarite soprattutto in pianura Padana, lungo le coste liguri, sui versanti adriatici e sulle isole.
I fenomeni saranno concentrati soprattutto nelle aree montuose: sono attesi rovesci e temporali sparsi, localmente anche intensi, su Alpi, Prealpi venete, Friuli Venezia Giulia, Appennino, zone interne della bassa Toscana e del Lazio, oltre ai rilievi delle isole maggiori.
In serata alcuni temporali potranno spostasi verso le zone di pianura, con possibili episodi tra Lombardia, area veronese ed Emilia occidentale. Nonostante questi fenomeni, il quadro generale resterà caratterizzato dal caldo afoso, con notti tropicali e temperature massime comprese in prevalenza tra 30 e 38 gradi.
I venti saranno deboli, con una prevalente componente di brezza lungo le coste. L’ondata di calore, secondo le attuali proiezioni, dovrebbe continuare fino alla fine di questo mese e potrebbe intensificarsi ulteriormente nella seconda parte della settimana, coinvolgendo maggiormente anche le regioni meridionali finora meno interessate dalle anomalie termiche.
La notizia arriva da un comunicato della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca
Alex Schwazer – IPA
Nuova bufera doping per Alex Schwazer. Il 41enne marciatore italiano è risultato positivo all’Epo in un controllo eseguito in Germania. La notizia arriva oggi, lunedì 22 giugno, da un comunicato della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania: “Nada – si legge –ha avviato un procedimento di gestione dei risultati in bse al Codice Mondiale Antidoping (WADC21)/Codice Nazionale Antidoping della Germania (NADC21) e al regolamento antidoping della Federazione Tedesca di Atletica Leggera (DLV) nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer a causa di una possibile violazione delle norme antidoping. La Nada ha disposto una sospensione temporanea nei confronti dell’atleta e ha inoltre presentato una denuncia presso la procura competente ai sensi della legge antidoping“.
Il comunicato continua: “In occasione dei Campionati tedeschi di marcia su strada, la sostanza eritropoietina (classe S.2 della Lista delle sostanze proibite dell’Agenzia mondiale antidoping), abbreviata in EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue dell’atleta“.
La gara della sospensione – Schwazer è finito in un nuovo caso doping per la gara dello scorso 26 aprile in Germania, quando aveva vinto la maratona dei campionati tedeschi con il terzo tempo al mondo e record italiano di 3h01’55”.
Schwazer, le precedenti squalifiche – Per l’azzurro, oro nella 50 km di marcia a Pechino 2008, si tratta della terza positività della carriera. Nel 2012 venne trovato positivo all’Epo prima delle Olimpiadi di Londra, ammettendo subito le sue responsabilità e confessando l’assunzione della sostanza con una squalifica di tre anni e nove mesi. Schwazer tentò poi di tornare in pista sotto la guida dell’allenatore Sandro Donati, simbolo della lotta al doping in Italia.
Nel 2016 il secondo caso di doping, pochi mesi prima delle Olimpiadi di Rio. Schwazer risultò positivo al testosterone sintetico durante un controllo, respingendo però subito tutte le accuse, iniziando una lunga battaglia contro il sistema e la Wada, fino a quando – nel 2021 – il Tribunale di Bolzano dispose l’archiviazione del procedimento penale, ritenendo plausibile l’ipotesi di una manipolazione dei campioni.
L’ex numero uno del Coni guiderà il calcio italiano dopo le dimissioni di Gravina dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali
“Inizia la nuova epoca del calcio italiano”. Giovanni Malagò è il nuovo presidente federale, ha battuto Abete prendendo il 68,58% dei voti. “Non sono un Papa nero, ma uno di voi: figlio, fratello e padre del mondo del pallone”, commenta emozionato l’ex presidente del Coni davanti agli elettori. Un trionfo netto, quello decretato dell’assemblea federale, riunita per scegliere il successore di Gabriele Gravina nella cornice lussuosa del Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sulla collina di Monte Mario. “Sento le vostre grida di dolore. Avverto uno spaventoso senso di responsabilità, ma sono abituato a conviverci. È il momento di cambiare e innovare”. Come? “Vi supplico, mettiamo da parte i personalismi. Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto”, la preghiera diMalagò. Che manda un messaggio chiaro al governo e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, lo stesso che nei mesi scorsi aveva apostrofato l’ex numero uno del Coni come “diversamente amico”, nel solco di una storica ruggine, ora da scrostare. “Bisogna ricostruire le dinamiche con il mondo politico. Lo farò mantenendo la schiena dritta, perché è così che si ottiene molto di più”, spiega. Sconfitto il rivale (29,17% dei voti ottenuti da Abete), numero uno della Lega Dilettanti, che fino all’ultimo tiene viva la candidatura. “Giovanni, se tu sei figlio del mondo del calcio, io lo sono ancora di più”, il suo messaggio prima del voto in un discorso infinito – quasi mezz’ora, il doppio di Malagò – in cui cita anche Vasco Rossieil Vangelo per ribadire il suo impegno nella difesa degli interessi del calcio italiano.
La polemica di Gravina – Malagò raccoglie un’eredità pesante: la terza esclusione consecutiva dai Mondialinon aveva lasciato alternative a Gravina, che ha guidato il calcio italiano dal 2018 e il 3 aprile, dopo la batosta di Zenica con la Bosnia ai play-off, non ha resistito alle pressioni. E oggi ha spiegato: “La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta. È stata una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Io sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”. E ancora: “Ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa”.
Insieme a Gravinaavevano lasciato anche Buffon, capo delegazione della Nazionale e Gattuso qualche giorno dopo che ha rassegnato le dimissioni da ct.
Gli obiettivi non sono cambiati e l’impegno che Malagò dovrà affrontare non è semplice: il calcio italiano è senza riforme, ha cento squadre professionistiche che faticano a sopravvivere, stadi vecchi e un debito di oltre 5 miliardi.
Confermati tutti i consiglieri federali – Sono stati confermati in blocco tutti i consiglieri federali: per la Lega Serie A Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini; per la Serie B Antonio Gozzi; per la Serie C Giulio Gallazzi; per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro; per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno; per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città.
Il cantante, 81 anni, di recente ha cancellato degli show per problemi di salute: “Ho rischiato di svenire”
Rod Stewart, che durante il suo concerto allo Utah First Credit Union Amphitheatre di West Valley City,….
Momenti di tensione per Rod Stewart, che durante il suo concerto allo Utah First Credit Union Amphitheatre di West Valley City, è stato soccorso sul palco per indossare la maschera dell’ossigeno. Come riporta il sito americano TMZ, che ha un pubblicato il video della scena, non sono ancora noti i motivi del malessere. Il cantante britannico, 81 anni, stava eseguendo una delle canzoni più note della sua discografia, “Young Turks“, quando ha iniziato ad accorgersi che qualcosa non andava.
Problemi di salute – Camminava in giro per il palco aggrappandosi a strumenti e oggetti di scena. Poi ha fatto cenno a due addetti del suo staff, che sono subito intervenuti con una bombola d’ossigeno. “Ho rischiato di svenire“, ha spiegato Stewart, mentre il pubblico gli rivolgeva un lungo applauso di sostegno. “Lo spettacolo deve continuare, vi dispiace se mi siedo?“. Il cantante ha infatti trascorso il resto dello show seduto su una sedia. Un episodio allarmante se si considerano i vari show cancellati per problemi di salute.
Le possibili cause del malessere – Secondo alcuni, uno dei fattori che potrebbe aver influito sarebbe l’altitudine di West Valley City, situata a circa 1300 metri sul livello del mare. Negli ultimi mesi, il tour mondiale di Stewart, ha subito diversi annullamenti e slittamenti: da quelli ri-programmati a Las Vegas a causa di “una sinusite“, a quelli cancellati in California. Poi la polemica per la data di San Diego annullata quasi all’ultimo, nonostante ore dopo il cantante fosse andato al Boston Stadium insieme ai figli Aidan e Alastair, per vedere la seconda partita della Scozia al Mondiale.
Nessun ritiro dalle scene – Nonostante questi ultimi problemi di salute, Stewart ha dichiarato di sentirsi bene: “Sono in forma, ho una folta chioma e riesco a correre i 100 metri in 18 secondi“. Il suo One Last Time Tour – che toccherà anche l’Italia il 2 luglio, a Bassano del Grappa – non è quindi un addio alle scene. “È l’ultimo tour mondiale, ma non ho alcuna intenzione di ritirarmi“, ha confermato Stewart.
Mondiale 2026: una nazionale accusa nuovamente gli USA e la FIFA per pesanti blocchi logistici e visti negati e ora anche per un punto oscuro del regolamento
In questoMondiale 2026, l’Iran sta affrontando i maggiori problemi logistici del torneo. Il problema è consistente: a causa delle restrizioni sui visti, calciatori e staff possono rimanere negli USA solo per 24 ore a ridosso dei match. Per questo, la FFI ha presentato un reclamo formale alla FIFA. Nelle ultime ore anche uno dei massimi esponenti del calcio iraniano ha esposto le incongruenze che impediranno proprio all’Iran di rispettare le regole impostategli già dalla prossima partita.
Le dichiarazioni della FFI: “Questo è un punto oscuro nella storia delle Coppe del Mondo“ – Il segretario generale della federazione, Hedayat Mombeini, ha criticato il fatto che gli Stati Uniti abbiano respinto la richiesta dell’Iran di stabilirsi a Los Angeles due giorni prima del match contro il Belgio, in programma domenica.
Queste le sue dichiarazioni: “Sono i protocolli della FIFA a stabilire che le squadre debbano trovarsi nella sede due giorni prima”, ha dichiarato Mombeini, denunciando il mancato rispetto delle norme da parte degli Stati Uniti, co-organizzatori del torneo. “Chi non è in grado di applicare le regole della FIFA non dovrebbe candidarsi per organizzare un Mondiale. Questo è un punto oscuro nella storia delle Coppe del Mondo”.
Iran, il problema nasce dalla politica – Le tensioni geopolitiche stanno avendo un impatto diretto sul rettangolo verde secondo la Federazione Iraniana. Il segretario della FFI ha sottolineato che questo trattamento “non ha precedenti nella storia del Mondiale“, lanciando un duro monito.
Così ha concluso Mombeini: “Permettere a questioni politiche di interferire nel calcio rappresenta una minaccia per lo sport stesso. Infrangere le norme mette in discussione il gioco: il calcio non deve perdere la sua forza di fronte alla politica”, ha concluso.
Nonostante il clima di totale emergenza logistica e le pesanti pressioni extra-campo, l’Iran non ha intenzione di arrendersi ed è determinato a far parlare il campo.La nazionale iraniana punta infatti a superare la fase a gironi per la prima volta nella sua storia: un obiettivo che, guardando ai valori tecnici della squadra, non è affatto impensabile. Riuscire a strappare il pass per i sedicesimi di finale, soprattutto alla luce di queste enormi complicazioni e ingerenze politiche dell’ultimo minuto, assumerebbe il sapore di una vera e propria impresa e regalerebbe al Paese un risultato storico senza precedenti.
La misura viene definita “una prima risposta” al mancato rispetto dell’accordo. Media: “Vicepresidente Usa in partenza per Svizzera, domenica colloquio con Ghalibaf”
Stretto di Hormuz – Fotogramma Ipa
L’Iran ha annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale, definendo la misura una “prima risposta” a quelle che considera violazioni degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell’ambito dell’accordo firmato negli scorsi giorni. Il Comando centrale Khatam al-Anbiya ha affermato che la decisione è legata al mancato rispetto della prima clausola dell’accordo per porre fine al conflitto e alle continue operazioni israeliane nel Libano meridionale.
“Si annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. Questo primo passo è una risposta alla violazione delle promesse da parte del nemico“, si legge nella nota trasmessa dalla tv di Stato. Il comando iraniano ha inoltre avvertito che, qualora le ostilità dovessero proseguire, “saranno pianificate e adottate ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare i propri obblighi“.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che la delegazione iraniana partirà già in giornata per la Svizzera “per dare seguito e richiedere l’adempimento degli impegni assunti dagli Stati Uniti ” nel memorandum d’intesa.
“L’altra parte deve adottare le misure necessarie il prima possibile. In caso contrario, l’intera intesa sarà in pericolo” ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall’agenzia Irna.
Vance: “Non ci sono prove che lo Stretto sia stato chiuso” – Jd Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha dichiarato a Fox News di non avere conferme sul presunto blocco iraniano dello Stretto di Hormuz, definendosi “scettico” rispetto all’annuncio del comando Khatam al‑Anbiya.
Secondo fonti, citate da Cnn e Axios, Vance potrebbe partire già oggi per la Svizzera, dove sono in preparazione i colloqui con l’Iran: la sua presenza è attesa già domani a un incontro con il capo delegazione iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Sul posto si trovano già l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati sugli aspetti tecnici dei negoziati, resi più complessi dalle tensioni tra Israele e Hezbollah in Libano.
“Organizzeremo i colloqui quando arriveranno i principali rappresentanti del governo iraniano, oltre a quelli di Qatar e Pakistan. Potrebbe accadere già domani, ma queste cose evolvono di continuo”, ha spiegato Vance a Fox News.
Domenica colloqui tecnici Usa‑Iran in Svizzera – Colloqui tecnici per l’attuazione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran si terranno domani in Svizzera. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri del Pakistan, spiegando che l’incontro rappresenta il seguito operativo del Memorandum d’intesa firmato a Islamabad. “Come seguito alla firma del Memorandum d’intesa di Islamabad, il 21 giugno si terranno colloqui a livello tecnico a Burgenstock, in Svizzera”, si legge nella nota. Ai negoziati parteciperanno delegazioni di Washington e Teheran, con la mediazione di Pakistan e Qatar.
Continuano a far discutere i controlli ai giocatori durante la Coppa del Mondo in corso tra Stati Uniti, Canada e Messico
Le perquisizioni alla Germania – X
Diventano un caso le perquisizioni ai giocatori durante i Mondiali 2026. In vista della partita contro la Costa d’Avorio di oggi, sabato 20 giugno, è toccato alla Germania. Come mostrato da diversi video che in queste ore stanno facendo il giro dei social, i calciatori della nazionale tedesca del ct Nagelsmann sono stati sottoposti a duri controlli prima della loro partenza verso Toronto, in Canada, dove stasera si giocherà la sfida del gruppo E.
Tra i giocatori, il più perplesso è il capitano Neuer, sottoposto a controlli molto duri (con tanto di apertura del borsone con i propri effetti personali).
🇩🇪 Germany’s national team getting the full security treatment before flying to Toronto
Is this level of checking really necessary for the players?
All’inizio del torneo aveva fatto discutere il trattamento riservato dalla polizia ad altre nazionali, tra cui Senegal e Uzbekistan, perquisite al loro arrivo negli Stati Uniti. Per quanto riguarda l‘Uzbekistan del ct Fabio Cannavaro, i giocatori erano stati controllati al loro arrivo a New York per un’amichevole contro i Paesi Bassi, con l’intervento dei cani antidroga, ma non erano stati segnalati controlli simili per la squadra olandese.
Anche i giocatori del Senegalerano stati sottoposti a ispezioni rafforzate, mentre un arbitro somalo Omar Artan è stato respinto all’ingresso negli Stati Uniti senza spiegazioni.
Epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno
Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato oggi nella zona sudoccidentale di Creta, in Grecia. Lo riferisce il Centro sismologico euro-mediterraneo spiegando che il sisma ha avuto un epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno. Non si segnalano danni.
Secondo quanto riferito dal British Transport Police l’impatto è avvenuto a Bedford tra due convogli della East Midlands Railway. Starmer: “Vicino alla famiglia della vittima”
Prime immagini dello scontro tra i tren
Morto il macchinista e undici feriti molto gravi. E’ il bilancio ancora provvisorio di uno scontro tra due treni, avvenuto oggi, venerdì 19 giugno, nell’area di Bedford, a una novantina di chilometri dalla città di Londra come conferma il British Transport Police. Secondo quanto riferito in una nota, lo scontro ha coinvolto due convogli della East Midlands Railway. Agli undici gravi si aggiungono i ventidue con ferite serie e cinquantasei lievi.
Le autorità britanniche hanno dichiarato un “major incident“e sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia ferroviaria insieme alla polizia del Bedfordshire, ai vigili del fuoco e ai servizi di emergenza sanitaria. Il vicecapo della British Transport Police, Stuart Cundy, ha parlato di una risposta d’emergenza “significativa” in corso, aggiungendo che le autorità stanno lavorando “a ritmo serrato” per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Le autorità invitano la popolazione a evitare la zona, in attesa di chiarire la dinamica dello scontro e di fornire informazioni sul numero delle persone coinvolte.
Starmer: “Vicino alla famiglia della vittima” – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito “estremamente preoccupanti” le notizie sullo scontro tra due treni passeggeri nei pressi di Bedford. “Il mio pensiero va alla famiglia della persona che purtroppo ha perso la vita e a coloro che sono rimasti gravemente feriti“, ha scritto in un post su X, esprimendo gratitudine ai servizi di emergenza “per la loro risposta pronta a questo tragico incidente“.
Al 48′ del primo tempo di Turchia-Paraguay i Mondiali 2026 entrano nella storia del calcio: l’arbitro, richiamato al monitor, espelle Almiron: applicata alla perfezione la regola 12.4 sui comportamenti antisportivi.
Nella notte della disfatta, alla Turchia di Montella non viene in aiuto nemmeno il nuovo regolamento IFAB applicato per la prima volta in assoluto ai Mondiali 2026 quando, in pieno recupero del primo tempo il Paraguay si ritrova in 10 contro 11 per l’espulsione diretta di Almiron. Reo di essere incappato in un “comportamento antisportivo” che vale il rosso, con tanto di intervento del VAR a richiamare l‘arbitro Barton: il giocatore paraguaiano si è infatti rivolto a Muldur portandosi una mano alla bocca e coprendo il labiale, infrangendo l‘aggiornato regolamento IFAB sull’articolo 12.4 sugli “Interventi Disciplinari” che punisce con la massima sanzione questo tipo di atteggiamenti.
Prima sorpresa, poi sconcerto e infine amarezza. Al Levi’s Stadium di Santa Clara è calato il silenzio di fronte all’improvviso richiamo del VAR nei confronti dell’arbitro Barton richiamato al monitor apparentemente senza alcun valido motivo. Un veloce consulto alle immagini e poi la decisione che ha decretato la prima espulsione nella storia del calcio per mani davanti alla bocca: quella che comunemente viene definita la “Regola Vinicius” ma che in realtà un emendamento nero su bianco del nuovo regolamento IFAB approvato all’unanimità.
✅ BIEN EXPULSADO 🇵🇾 EN EL MUNDIAL 2026 🚨
Almirón 🇵🇾 se convirtió en uno de los primeros futbolistas sancionados bajo la nueva normativa que castiga el hecho de taparse la boca durante una confrontación o intercambio con un rival.
Cos’è successo in Turchia-Paraguay: il VAR richiama Barton, rosso diretto ad Almiron – Succede tutto al 48’ di Turchia-Paraguay quando si sudamericani sono già in vantaggio 0-1 per il gol lampo di Galarza che, alla fine, pur restando in 10, condanneranno la Nazionale di Montella all’immediata eliminazione. In uno dei tanti momenti di gioco fermo, in una gara vissuta sempre sul filo dei nervi, l’arbitro salvadoregno Barton è stato richiamato al monitor e solo in quel momento si comprende il motivo: il numero 10 del Paraguay, Almirón si rivolge all’avversario Muldur, mentre il gioco è fermo per un calciatore a terra, ponendo la mano davanti alla bocca. Una situazione di gioco che da questi Mondiali in poi è proibita e può essere punita dal rosso diretto. Nuova regola, puntualmente scattata, dopo essere stata approvata dall’IFAB all’unanimità per colpire quei calciatori che, mascherando il labiale, spesso pronunciano insulti o frasi antisportive.
Almiron espulso per la nuova regola IFAB: mani sulla bocca rivolgendosi ad un avversario. Rosso diretto
La conferma della Farnesina. La donna, 46 anni, avrebbe respirato il monossido di carbonio generato dalle fiamme e si sarebbe sentita male nella spiaggia vicina dove tutti si erano rifugiati
Le autorità di Santo Domingo hanno confermato all’ambasciatore d’Italia il decesso di una cittadina italiana coinvolta nell’incendio del resort in zona Bayahibe: Francesca Valentino aveva 46 anni. Lo rende noto la Farnesina. In ospedale l‘ambasciatore ha incontrato il marito della vittima e gli ha offerto l’assistenza dell’ambasciata assieme agli incaricati del resort che stanno seguendo tutti gli altri italiani coinvolti nell’incendio.
Crisi respiratoria per il monossido di carbonio – La donna sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell’hotel. Ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio quando un’ondata di fumo proveniente dal sito incendiato l’ha investita. È stata trasportata in ospedale con un’auto privata.
Chi era la vittima – Originaria di Caserta, Francesca Valentino viveva dal 2014 a Bayahibe, un villaggio turistico di 3000 abitanti nella Repubblica Dominicana. Nel 2018 aveva raccontato il suo cambio vita in un programma televisivo: “Sono partita dall’Italia con un biglietto aereo di 2 mesi, ma non sono più tornata. Oramai mi sono stabilita qui, ho trovato l’amore, mi sono sposata ed ho avuto una bimba. Sono felice della mia scelta, non tornerei mai indietro”.
Quasi 1700 i turisti evacuati – Continua l’opera di assistenza e di verifica sulla condizioni dei connazionali da parte dei funzionari diplomatici italiani. Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato il capo della protezione civile e due ministri sul luogo del disastro; sono state tenute riunioni operative con l’ambasciata d’Italia e i responsabili del resort per garantire assistenza durante l’emergenza. Al momento non si registrano altre vittime legate direttamente o indirettamente all’incendio, ma sono quasi 1.700 i turisti evacuati e trasferiti in altri hotel e strutture ricettive vicine. Alpitour ha segnalato la presenza di 285 italiani nel resort e di altri connazionali in strutture collegate non coinvolte dal rogo.
“Il fuoco si è propagato rapidamente” – Le cause dell’incendio sono oggetto di indagine e il Centro Operativo di Emergenza del Paese ha dichiarato che sembra che “il fuoco si sia propagato rapidamente” a causa del forte vento e perché parte del tetto del resort era in paglia.
Il rogo ha coinvolto il tetto del capannone. Trenta uomini al lavoro per evitare danni maggiori. I cittadini sono stati invitati invia precauzionale, a chiudere le finestre e i sistemi di aerazione per evitare l’ingresso di fumo, e a liberare le strade e per intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso
L’incendio in corso
Maxi incendio alla Max Factory di Montano Lucino(provincia di Como), dove per ore, a partire dal primo pomeriggio di oggi (venerdì 19 giugno), un rogo ha avvolto la copertura del capannone, che ha sede in via Valtellina angolo via Leopardi. I vigili del fuoco del comando di Como stanno lavorando con rinforzi provenienti dai comandi di Varese, Lecco e Milano, con circa trenta uomini e quindici mezzi: un impiego massiccio che ha consentito lo spegnimento dell’incendio sulla copertura e negli impianti dello store, limitando la propagazione al sottostante livello commerciale.
Il rogo divampato al Max Factory di Montano Lucino (Local Team)
L’intervento dei vigili del fuoco e le misure di precauzione – Stando a quanto emerso non si sono verificati coinvolgimenti di persone o intossicazioni. Intorno alle 16.30 i pompieri erano al lavoro per le operazioni di messa in sicurezza e minuto spegnimento. Il rogo ha generato una grossa colonna di fumo nero, che ha spinto la Protezione Civile ad avvisare i cittadini, invitandoli, in via precauzionale, a chiudere le finestre e i sistemi di aerazione per evitare l’ingresso di fumo, e a liberare le strade per non intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.
Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnato ai Mondiali 2026, ha sempre negato le accuse
Achraf Hakimi – Ipa
Dai Mondiali di calcio con il Marocco al processo per stupro. Questa la storia del capitano dellanazionale marocchina e difensore del Psg Achraf Hakimi.Un tribunale d’appello francese ha confermato che la stella del calcio marocchinosarà processato con l’accusa di stupro ai danni di una giovane donna. Nel febbraio 2023, una donna all’epoca ventiquattrenne denunciò alla polizia della regione della Val-de-Marne, a sud-est di Parigi, di essere stata violentata da Hakimi. Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnata venerdì nella seconda partita dei Mondiali contro la Scozia, ha sempre negato le accuse.
“La giustizia – ha scritto Hakimi su Twitter – mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stata un’inchiesta’. Ho scelto di tacere per anni. Ho pensato che rimanere degno, essere paziente e avere fiducia nella giustizia avrebbe permesso che venissero prese le giuste decisioni. Oggi, una storia che non è la mia viene raccontata a scapito della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità. A volte ho la sensazione di essere diventato un bersaglio facile. Aspetto questo processo dal primo giorno. E ora lo aspetto con impazienza. Finalmente, potrò parlare“.
“Le indagini condotte durante l’istruttoria preliminare e l’istruttoria giudiziaria hanno portato la camera inquirente a concludere che vi siano prove sufficienti contro” Achraf Hakimi “a giustificare il suo rinvio a giudizio presso il tribunale penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine” vicino a Parigi, ha dichiarato la Corte d’Appello in un comunicato stampa a seguito di una decisione resa a porte chiuse. Il giocatore ha sempre respinto l’accusa definendola “falsa“. A febbraio aveva presentato ricorso contro la sentenza del giudice istruttore che lo aveva rinviato a giudizio per stupro. Non appena la sentenza della Corte d’Appello era stata emessa, il giocatore ventisettenne ha dichiarato a X di “attendere con ansia” il processo, aggiungendo: “Finalmente potrò parlare“.
La data del processo non è ancora stata fissata. Interpellata su un possibile ricorso alla Corte di Cassazione, l’avvocata del due volte campione d’Europa con il Psg, Fanny Colin, ha detto: “Questa conferma era attesa. Non si afferma che sia colpevole di nulla; si difende con fermezza“, ha ribadito Colin, aggiungendo che il suo cliente “ha molto da dire“. “Quindi, in questa fase, un totale di sei giudici hanno stabilito che le prove in questo caso sono talmente consistenti da giustificare l’incriminazione di Achraf Hakimi davanti a un tribunale penale“, ha commentato Rachel-Flore Pardo, l’avvocato che rappresenta il querelante, uscendo dall’aula. “Dopo oltre tre anni di battaglie legali, dopo essere stata calunniata e trascinata nel fango dalla difesa di Achraf Hakimi, questa decisione porta sollievo e speranza alla mia cliente“, ha aggiunto.
Inoltre pur non avendo rilasciato commenti ufficiali, il club parigino intende tutelare privatamente il proprio giocatore, facendo affidamento sulla presunzione di innocenza, dato che Hakimi ha sempre negato le accuse.
Secondo una fonte della polizia dell’epoca dei fatti, la donna, allora ventiquattrenne, raccontò di aver conosciuto Achraf Hakimi nel gennaio 2023 su Instagram e di essere andata a casa sua con un’auto privata prenotata dal giocatore. Spiegò che il giocatore l’aveva baciata e poi toccata senza il suo consenso prima di violentarla. Aggiunse di essere riuscita a respingerlo e specificò che un’amica, contattata tramite messaggio, era venuta a prenderla. La giovane donna si recò in commissariato nel 2023 per denunciare lo stupro. Achraf Hakimi fu formalmente incriminato e posto sotto sorveglianza giudiziaria pochi giorni dopo, a marzo. Uscendo dall’udienza,l’avvocato Colin denunciò quella che definì “giustizia di classe al contrario“.
“Questa indagine è stata aperta solo perché una denuncia alla polizia è stata resa pubblica dalla stampa“, afferma, un’attenzione mediatica che attribuisce al fatto che “il signor Achraf Hakimi è una figura pubblica e nota“. Per la giovane donna che ha denunciato questi fatti, la fuga di notizie sulla sua dichiarazione al quotidiano Le Parisien rappresenta “il più grande trauma della mia vita“. Jeanne (nome di fantasia) ha dichiarato giovedì a Mediapart, nella sua prima apparizione pubblica, di volere “un processo per difendermi, per essere ascoltata“. “Voglio giustificarmi. Voglio essere creduta“, ha aggiunto. “Non è mai piacevole per la mia cliente vedere l’uomo che accusa di stupro“, sottolinea la signora Pardo, per la quale“c’è ancora molta strada da fare nella lotta contro la violenza sessuale nel mondo del calcio maschile“.
Si è spento a 58 anni. Fu capocannoniere della serie A con il Bari, a Livorno divenne capitano e idolo della città. Da un anno combatteva con un tumore al colon. Il toccante saluto sui social
Igor Protti(Rimini, 24 settembre 1967 – Cecina, 19 giugno 2026) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Soprannominato lo Zar, è stato, assieme a Dario Hübner, l’unico giocatore ad ottenere il titolo di capocannoniere in Serie A (con la maglia del Bari), in Serie B e in Serie C1 (con quella del Livorno), nonché l’unico nella storia a laurearsi capocannoniere della Serie A giocando per una squadra (il Bari) poi retrocessa.
Mondo del calcio in lutto. E’ morto a 58 anni Igor Protti, ex attaccante di Livorno, Messina, Bari, Lazio, Napoli e Livorno. Da un anno combatteva con un tumore al colon. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia con un post sui social.
Se ne va uno dei bomber più amati del calcio italiano degli anni Novanta e Duemila, capace di lasciare un segno profondo soprattutto nelle piazze di Bari e Livorno, che lo hanno eletto a simbolo e bandiera.
Protti al tiro durante Sampdoria-Bari del 1996 (ansa)
Protti capocannoniere in serie A con il Bari – Nato a Rimini nel 1967, Protti mosse i primi passi nel Livorno prima di costruirsi una lunga carriera tra Serie B e Serie A. Dopo l’esplosione con il Messina, fu il Bari a consacrarlo definitivamente. Con la maglia biancorossa conquistò la promozione in Serie A e nel 1995-96 vinse la classifica cannonieri del massimo campionato con 24 reti, impresa resa ancora più straordinaria dal fatto che i pugliesi retrocessero a fine stagione.
Protti esulta dopo un gol con il Livorno
La scalata dalla C alla A con il Livorno – Vestì poi le maglie di Lazio e Napoli, ma fu ancora Livorno a diventare la sua casa calcistica. In amaranto guidò la scalata dalla Serie C alla Serie A, diventando il capitano e l’idolo di un’intera città. In carriera ha segnato 246 gol vincendo la classifica cannonieri in Serie A, Serie B e Serie C.
Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, la squadra e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Igor Protti, simbolo straordinario e indimenticabile bomber del calcio italiano. Ha indossato la maglia azzurra nella stagione '97/98, dando il suo… pic.twitter.com/4tBVhybZQk
Il centrocampista canadese del Sassuolo crolla a terra con la gamba spezzata dopo il fallo di Madibo
Ismael Koné – (Fotogramma)
Infortunio terribile a Ismael Koné, centrocampista del Canada, nel match giocato a Vancouver contro il Qatar oggi 19 giugno. Al 50′, sul punteggio di 3-0 per il Canada, il giocatore del Sassuolo ha subìto sulla trequarti il fallo di Al Haj Madibo. Koné è crollato a terra con la gamba sinistra spezzata all’altezza della caviglia e, per qualche secondo, è rimasto sotto choc. I suoi compagni si sono resi conto immediatamente della gravità della situazione. Madibo, autore di un intervento scomposto, si è portato le mani al volto. Koné è stato soccorso, mentre i giocatori del Canada hanno circondato e spintonato Madibo. Il calciatore del Qatar, evidentemente turbato, è stato espulso. Koné ha lasciato il campo in barella, salutato dall‘ovazione del pubblico. Dopo la lunga interruzione, il match è ripreso in un clima surreale.
Ufficiale il prolungamento di contratto del tecnico nerazzurro fino al 2028
FC Internazionale Milano è felice di comunicare il rinnovo di contratto dell’allenatore Cristian Chivu. Grazie al nuovo accordo, il tecnico sarà alla guida dei nerazzurri fino al 2028.
Quella di Cristian Chivu è una storia diversa da tutte le altre: una storia di passione e sacrificio, una saga che al suo interno racchiude episodi e momenti unici. Una storia legata a doppio filo con i colori nerazzurri che hanno attraversato tutte le vite del tecnico. Il 9 giugno 2025 Chivu è diventato il nuovo allenatore dell’Inter. Da quel momento ha guidato l’Inter dalla panchina in 58partite, nel corso di una stagione intensa e impegnativa, diventata indimenticabile con il passare dei mesi. Il 21° Scudetto, la Decima Coppa Italia della storia dell’Inter, un Double storico e meraviglioso: trionfi di un gruppo speciale, che portano la firma del tecnico romeno, nominato ancheCoach of The Season per il 2025/26 da Lega Calcio Serie A.
Orgoglio, lealtà, Interismo: con queste parole Chivu si era presentato al mondo nerazzurro all’inizio della sua terza vita con l’Inter. Parole che sono diventate un mantra, parole che hanno guidato quotidianamente il lavoro dei nerazzurri, vere e proprie basi sulle quali costruire un anno meraviglioso. Valori che il tecnico ha trovato nei suoi giocatori, componenti di un gruppo speciale che ha portato a successi straordinari. Chivu ha sempre sottolineato i meriti della sua squadra, cercando sempre di fare un passo indietro anche nei momenti più belli: come a Roma per la premiazione della Coppa Italia quando il tecnico ha lasciato il palco ai calciatori, come avrebbe fatto anche a San Siro con il trofeo dello Scudetto se i suoi giocatori non l’avessero spinto a sollevare la Coppa insieme a capitan Lautaro. Forse il riconoscimento più bello e significativo, quello di un gruppo che riconosce in Chivu il suo leader ed esempio.
Una guida capace di leggere ogni momento, un maestro che ha saputo trasmettere e ravvivare i valori dell’Interismo più profondo, da sempre coltivati da un gruppo che nel corso degli anni ha saputo portare sempre più in alto i colori nerazzurri. Una componente che ha fatto la differenza nel cammino dell’Inter: una leva che ha regalato un nuovo sogno ai giocatori e che ha permesso loro di rialzarsi ogni volta che ci si è trovati a terra, una leva pronta a spingere il gruppo verso nuove sfide, verso nuovi obiettivi: dalla Champions League al campionato, passando per la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana.
Una stagione che porta con sé anche diversi primati per l’allenatore romeno: Chivu ha conquistato la Serie A in panchina dopo aver vinto tre Scudetti da giocatore, traguardo raggiunto solo da Armando Castellazzi nel 1937/38, dopo aver trionfato nel centrocampo dell’Inter dello Scudetto 1929/30, mentre il leggendario Virgilio Fossati aveva vinto da giocatore-allenatore il primo campionato della storia nerazzurra. Non è l’unico dato impressionante di questa impresa: Chivu è diventato il quinto allenatore della storia dell’Inter a vincere lo Scudetto nella sua prima stagione nerazzurra, dopo Árpád Weisz nel 1929/30, Alfredo Foni nel 1952/53, Giovanni Invernizzi nel 1970/71 e José Mourinho nel 2008/09. I primati di Chivu però non sono ancora finiti: il tecnico nerazzurro è diventato anche il secondo allenatore ad aver vinto lo Scudetto con la Prima Squadra e con la formazione Primavera. L’allenatore romeno aveva trionfato con i giovani nerazzurri nel 2022: come lui anche Invernizzi, che oltre al titolo del 1971 aveva collezionato tre Scudetti Primavera nel 1964, 1966, 1969. Chivu è diventato così il primo a vincere lo Scudetto in ognuna delle sue tre vite nerazzurre: inoltre aggiungendo anche la Coppa Italia il tecnico ha riscritto ancora una volta il libro dei record, diventando l’unico nella storia dell’Inter a conquistare entrambe le competizioni nello stesso anno sia da giocatore che da allenatore.
Trionfi e traguardi incredibili, raggiungibili solo da chi ha capito davvero cosa sia l’Interismo più puro e profondo, lo stesso portato avanti nel corso di tutta la stagione e che guiderà nuovamente Cristian Chivu fino al 2028.
Le milanesi hanno centrato gli obiettivi. Per i giallorossi sanzioni anche per non aver rispettato il 70% nel rapporto tra ricavi e costo della rosa
La Prima Camera dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club della UEFA ha completato la valutazione delle società soggette a un accordo transattivo (noto come settlement agreement) che dovevano rispettare specifici obiettivi relativi ai ricavi calcistici nella stagione 2025/26.
Particolare attenzione ai risultati economico-finanziari presentati da Inter, Milan e Roma. I tre club italiani, infatti, avevano già siglato accordi diversi tra loro con la UEFA. Se per le milanesi arrivano notizie positive, visto che entrambe hanno raggiunto l’obiettivo finale dell’accordo, rispettando la regola dei ricavi calcistici nella stagione 2025/26, i giallorossi hanno ricevuto, al contrario, una multa complessiva da 6 milioni di euro.
Nel dettaglio, il club controllato dal Friedkin Group ha leggermente superato l’obiettivo intermedio fissato per l’esercizio finanziario concluso nel 2025 ed è stato multato per 2 milioni. Inoltre, avendo registrato un rapporto tra costo della rosa e ricavi superiore al 70% nell’anno solare 2025, la Roma è stata sanzionata con un’ulteriore multa di 4 milioni di euro.
Tornando ai club che hanno raggiunto gli obiettivi, oltre a Inter e Milan, a uscire con esito positivo dal settlement agreement sottoscritto con la UEFA ci sono anche Monaco, Beşiktaş, Paris Saint-Germain, Anversa e Trabzonspor.
Cattive notizie, infine, per il Marsiglia che non ha raggiunto l’obiettivo finale previsto dal suo accordo transattivo con la UEFA, poiché non ha rispettato la regola dei ricavi calcistici nella stagione 2025/26 (ossia considerando i periodi di rendicontazione conclusi nel 2023, 2024 e 2025). Tenendo conto della limitata entità della violazione e del già citato crollo dei ricavi televisivi nazionali, la Prima Camera del CFCB ha imposto al club le seguentimisuredisciplinari:
esclusione dalla prossima competizione UEFA per club alla quale il club si qualificherebbenei prossimi tre anni, a meno che non rispetti l’obiettivo relativo ai ricavi calcistici nella stagione 2026/27;
limitazione della possibilità di registrare nuovi giocatori nella Lista A delle competizioni UEFA per la stagione 2026/27;
multa di 6 milioni di euro.
La Prima Camera del CFCB ha inoltre stabilito che il Marsiglia ha violato la regola del costo della rosa, avendo registrato un rapporto superiore al 70% nell’anno solare 2025. Considerata l’entità dello sforamento, al club è stata inflitta un’ulteriore multa di 4 milioni di euro. La Prima Camera continuerà a monitorare i club che restano soggetti a un accordo transattivo durante la stagione 2026/27, fra cui c’è anche la Roma.
Per verifiche elettriche alla linea; treni instradati sulla linea convenzionale con tempi più lunghi. Pesanti ripercussioni sul nodo di Bologna
Sono pesantissime sul nodo di Bologna le ripercussioni della sospensione dei treni sulla linea AV tra Milano Rogoredo e Piacenza: almeno sette i treni cancellati e decine con ritardi che sforano abbondantemente l’ora. Alla stazione di Bologna ci sono molti passeggeri in attesa di capire gli sviluppi del proprio viaggio.
La circolazione, spiega Trenitalia, è sospesa dalle 10.20 circa di questa mattina per “verifiche tecniche alla linea elettrica“. I treni Alta Velocità sono instradati sulla linea convenzionale e, oltre a cancellazioni, possono subire maggiori tempi di percorrenza fino a due ore. Un Frecciarossa – il 9311 diretto a Torino – ha al momento 280 minuti di ritardo.
La cantante britannica Bonnie Tyler è uscita dal coma dopo un intervento chirurgico d’urgenza avvenuto il mese scorso. La star 75enne di origine gallese, nota per la voce graffiante e celebre soprattutto per la hit del 1983 dal titolo Total Eclipse of the Heart, era stata indotta in coma in un ospedale di Faro, in Portogallo (dove ha una seconda casa), per favorire la ripresa in seguito di una perforazione intestinale.
“Non è più in coma ma rimane in condizioni gravi e in terapia intensiva“, si legge nella nota. E ancora: “I suoi medici rimangono fiduciosi che si riprenderà bene, ma ci vorrà tempo“. Tutti i concerti previsti fino alla fine di agosto sono stati cancellati o rinviati, è stato precisato. Tyler avrebbe dovuto esibirsi quest’anno in Germania e in Austria e a un festival in Gran Bretagna.
La famiglia ha ringraziato i fan per il loro “grande affetto” e la vicinanza alla cantante. Vero nome Gaynor Hopkins, Tyler è nata nel 1951 in Galles. È diventata famosa alla fine degli anni ’70 con canzoni come It’s a Heartache. Ma è stata Total Eclipse of the Heart a catapultarla al numero 1 nelle classifiche di molti Paesi.
A fuoco un condizionatore al terzo piano. Sul posto sono intervenuti i pompieri, che stanno operando per la messa in sicurezza dei locali e per la completa verifica dell’area interessata
Il fumo che esce dalla sede della Rai
Paura stamattina nella sede Rai di viale Strasburgo il personale è stato evacuato a causa di un principio di incendio, le cui cause sono ancora in corso di accertamento. “Sul posto – riferisce una nota Rai – sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, che stanno operando per la messa in sicurezza dei locali e per la completa verifica dell’area interessata”.
Secondo le prime informazioni avrebbe preso preso fuoco un condizionatore al terzo piano, dove ci sono la direzione di sede, gli uffici amministrativi e la stanza del vicedirettore. L’incendio è stato spento ma si è allagata una parte del piano.
“Il Giornale Radio – si legge nella nota – sarà con ogni probabilità trasmesso dalla sede distaccata di Catania, mentre si sta lavorando per garantire comunque la regolare messa in onda dell’edizione del Telegiornale delle ore 14. La situazione è in evoluzione e ulteriori aggiornamenti verranno forniti non appena disponibili“.
Polizia scioglie corteo No G7 a Ginevra dopo rientro manifestanti. Black bloc verso sede Onu dopo scontri con lancio di pietre e gas lacrimogeni
La polizia svizzera sta disperdendo il corteo di protesta “No G7” a Ginevradopo che la gran parte dei manifestanti, quella pacifica, è rientrata al punto di partenza nel parco di Mon Repos. Le forze dell’ordine stanno utilizzando altoparlantiper annunciare che la manifestazione non è più autorizzata e invitano i partecipanti a lasciare l’area con calma.
Secondo quanto riferisce l’emittente pubblica svizzera Rts, poco prima gruppi di black bloc hanno invertito la direzione del corteo e si stanno dirigendo nuovamente verso il quartiere che ospita la sede europea delle Nazioni Unite. In quella zona, nel tardo pomeriggio, si sono verificati scontri e danneggiamenti.
Dalle immagini e dai resoconti, gli scontri sono scoppiati alla vigilia del vertice del G7 in programma a Evian, in Francia. I manifestanti hanno lanciato contro la polizia bottiglie, pietre, pezzi di cemento e petardi. Le forze dell’ordine hanno risposto con gas lacrimogeni.
Diversi edifici sono stati presi di mira: tra questi gli uffici di PricewaterhouseCoopers e la sede dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU). La situazione resta tesa nella città elvetica mentre prosegue lo scioglimento del corteo.
Respinta la proposta di limitare la popolazione, in crescita soprattutto l’immigrazione dai Paesi dell’Unione Europea. “Hanno perso gli euroscettici ma la vera battaglia sarà l’anno prossimo” spiega Andrea Leoni, giornalista di Teleticino
Il tetto all’immigrazione in Svizzera non ci sarà. Il referendum promosso dalla destra per limitare a 10 milioni la popolazione residente non passa. “Hanno perso gli euroscettici ma la vera battaglia sarà l’anno prossimo”, spiega Andrea Leoni, giornalista di Teleticino.
La proposta prevedeva una stretta su ricongiungimenti e asili all’avvicinarsi della soglia dei 9 milioni e mezzo di abitanti prima del 2050 e rescissione dell’accordo europeo sulla libera circolazione delle persone. “C’è comunque un 47% che dice che c’è problema”, puntualizza Pietro Marchesi, deputato federale di UDC.
I giornali alle prese con il titolo di una giornata che poteva cambiare la storia della Svizzera. “Saremmo stati l’unico paese al mondo con un tetto alla popolazione” fa presente Giovanni Galli, caporedattore del Settore Confederazione del Corriere del Ticino.
Registrato alle 19.28 un nuovo evento sismico nel mare tra Calabria e Sicilia dopo quello del 2 giugno scorso. Secondo l’Ingv l’ipocentro è stato localizzato a 214 chilometri, un dato che ha contribuito ad attenuare la percezione in superficie, rendendo la scossa scarsamente avvertita in superficie
La terra è tornata a tremare in Calabria, anche se la scossa è stata scarsamente avvertita per l’elevata profondità dell’ipocentro.Un nuovo terremoto è stato registrato poco fa nel Tirreno meridionale. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto magnitudo 4.7 ed è avvenuto alle 19.28 di oggi, sabato 13 giugno 2026.
L’epicentro è stato localizzato in mare, al largo di Tropea, con un ipocentro molto profondo: 214 chilometri. È proprio la profondità, ancora una volta, il dato principale dell’evento sismico: un elemento che ha contribuito ad attenuare la percezione della scossa in superficie. L’Ingv precisa che il terremoto è stato localizzato dalla Sala sismica di Roma e che, sulla base dei dati disponibili, non risultano comuni italiani entro 20 chilometri dall’epicentro.
Epicentro in mare e ipocentro profondo – La scossa è stata localizzata a 54 chilometri a nord di Messina, 65 chilometri a nord di Reggio Calabria, 81 chilometri a ovest di Lamezia Terme e 97 chilometri a sud-ovest di Cosenza. Distanze che spiegano la possibile percezione su un’area ampia, pur in presenza di un evento avvenuto molto in profondità e non sotto i centri abitati.
Il quadro richiama quanto già accaduto nei giorni scorsi, quando una scossa molto più intensa, di magnitudo 6.2, era stata registrata nel Tirreno al largo della Calabria, con ipocentro a circa 250 chilometri. Anche in quel caso il terremoto era stato avvertito in un’area molto ampia del Mezzogiorno, generando paura ma senza conseguenze gravi in superficie.
Il precedente e il ruolo della profondità – Commentando quel precedente evento, il direttore generale della Protezione civile regionale Domenico Costarella aveva spiegato a LaC News24: «Si è trattato di un terremoto di magnitudo 6.2 con epicentro al largo della costa calabra, a 250 chilometri di profondità. Questo ha sicuramente mitigato i danni ma ha avuto un risentimento elevato».
Una lettura che torna utile anche per la scossa di oggi. I terremoti profondi del Tirreno meridionale sono legati a dinamiche geologiche che avvengono nella placca in subduzione sotto l’arco calabro. Non si tratta quindi di eventi superficiali localizzati sotto i centri abitati, ma di fenomeni che possono propagare le onde sismiche su territori molto estesi. In questo caso, tuttavia, la magnitudo più contenuta e l’ipocentro a 214 chilometri hanno fatto sì che la scossa fosse percepita in modo limitato.
Al momento l’evento resta monitorato dall’Ingv. I parametri di localizzazione e magnitudo rappresentano la migliore stima disponibile e potranno essere aggiornati in caso di nuove elaborazioni.
Oggi quattro vittime in tre incidenti. Si aggiungono ai tre italiani deceduti ieri sul Gran Paradiso
Vvff – Elicottero dei soccorsi in montagna
AGI – Strage di alpinisti in montagna: sette vittime in meno di 24 ore. Nella sola giornata odierna è di quattro morti il bilancio di tre incidenti in alta quota avvenuti sul Monte Bianco e sul Cervino. Gli operatori del Soccorso alpino valdostano stanno coordinando gli interventi di soccorso.
Il primo è accaduto sul Monte Cervino, dove è intervenuto l’elisoccorso svizzero. Un alpinista è deceduto, la salma è stata portata a Cervinia. Si sta procedendo al recupero del compagno di gita, illeso. Il riconoscimento è affidato al Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cervinia.
Incidente sul ghiacciaio della Brenva – Il secondo incidente è accaduto sul ghiacciaio della Brenva, sul Monte Bianco. È intervenuto il Pghm francese in elicottero. Un alpinista è deceduto, il corpo è stato portato a Courmayeur. Il riconoscimento è affidato al Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entrèves.
Tragedia sulla cresta Kuffner – Tragico anche il terzo incidente, che è avvenuto sulla cresta Kuffner al Maudit, lato francese. È intervenuto il soccorso francese per competenza. Due gli alpinisti che sono deceduti. Gli interventi sul Cervino e alla Brenva si svolgono in contemporanea e vengono gestiti dalla Cus in contatto costante con il Soccorso alpino valdostano e i soccorritori svizzeri e francesi.
Venerdì tre morti sul Gran Paradiso – Ieri altri tre alpinisti italiani sono morti sulla parete Nord del Gran Paradiso, in Valle d’Aosta. In serata l’intervento del Soccorso alpino valdostano per il recupero dei corpi. La chiamata di soccorso era arrivata alla Centrale unica-Cus poco dopo le ore 19.30, per il mancato rientro dei tre alpinisti. Immediato l’intervento in elicottero, che ha permesso di individuare i corpi a una quota prossima ai 3600 metri. Nella stessa zona il 30 maggio era deceduto un alpinista comasco di 54 anni, precipitato per 500 metri davanti al fratello e a un altro compagno di cordata.
Identificazione delle vittime – Oggi è stata effettuata l’identificazione dei corpi. Sono Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti, tutti originari del Trentino, i tre alpinisti che ieri hanno perso la vita mentre erano impegnati nell’ascesa al Gran Paradiso. I tre sono precipitati mentre stavano affrontando la parete Nord e sono morti dopo un terribile volo nel vuoto di quasi 400 metri. Sardano, 49 anni, era nato ad Andria, in Puglia, ma risiedeva a Trento; Sergio Martinelli, 29 anni, era nato nel capoluogo dove anche risiedeva; e Maicol Zenatti, 38 anni, era nato a Rovereto ma risiedeva a Brentonico.
I club possono acquistare o tesserare giocatori solo generando spazio economico attraverso uscite o interventi sui contratti, ma resta la possibilità di intervenire per revocare il provvedimento
Non soltanto la Lazio di Claudio Lotito. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, a seguito delle verifiche della commissione indipendente sull’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, anche il Sassuolo e il neo promosso Monza sono stati sottoposti a provvedimenti che prevedono la necessità di muoversi sul mercato estivo solamente con operazioni a saldo positivo.
Il riferimento è all’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, uno dei parametri utilizzati per verificare la sostenibilità economico-finanziaria delle società di Serie A. Quando un club non rispetta il livello-soglia previsto al 31 marzo o al 30 settembre, la Commissione incaricata effettua le verifiche e comunica alla FIGC l’eventuale eccedenza di costo da ripianare.
A quel punto, secondo l’articolo 90, comma 4, lettera A), il Segretario Generale della FIGC dispone la non ammissione alle operazioni di tesseramento per la sessione di mercato interessata. La norma, però, prevede una deroga: il club può comunque tesserare nuovi calciatori se ogni operazione in entrata èintegralmente coperta dal saldo positivo generato nella stessa sessione di mercato.
Questo significa che, esattamente come nel caso della Lazio, anche Sassuolo e Monzapotranno acquistare o tesserare nuovi giocatori soltanto se prima, o contestualmente, riusciranno a generare spazio economico sufficiente attraverso uscite o interventi sui contratti. Resta ferma anche la possibilità di un intervento dell’azionista di maggioranza per riportare la situazione in equilibrio.
Serie A mercato a saldo positivo – Cosa dicono le NOIF – L’articolo 90, comma 4, lettera A), prevede in particolare che:
in caso di mancato rispetto del valore soglia dell’indicatore di Costo del Lavoro Allargato al 31 marzo o al 30 settembre, la Commissione comunica alla Segreteria Generale della FIGC l’esito delle verifiche e l’eccedenza di costo da ripianare;
il Segretario Generale della FIGC può disporre la non ammissione alle operazioni di tesseramento dei calciatori per la sessione estiva o per quella invernale;
il divieto non è assoluto, perché la società può comunque procedere a nuovi tesseramenti se, per ogni operazione, la Lega Serie A verifica la copertura integrale degli impegni economico-finanziari;
questa copertura deve derivare da un saldo positivo generato nella stessa sessione di mercato;
il saldo positivo può arrivare da cessioni di calciatori, trasferimenti, rinunce agli emolumenti o risoluzioni contrattuali;
ai fini del calcolo non rileva soltanto il saldo finanziario complessivo, ma anche il confronto tra il costo contrattuale residuo dei calciatori usciti e il costo contrattuale dei nuovi calciatori tesserati;
fino alla revoca del provvedimento, il costo contrattuale dei calciatori già tesserati non può essere rinegoziato al rialzo, salvo il caso dei professionisti in scadenza entro la stagione sportiva successiva.
Il punto centrale, quindi, non è soltanto l’eventuale incasso da una cessione. La norma tiene conto anche del peso dei contratti.Se un calciatore viene ceduto o risolve il contratto, il club può liberare costo residuo.Ma per tesserare un nuovo giocatore dovrà dimostrare che il nuovo impegno economico sia coperto dal risparmio o dalle risorse generate dalle operazioni in uscita.
Per Sassuolo e Monza, dunque, se non dovessero essere effettuati interventi diversi (come vedremo più avanti) il mercato estivo dovrà muoversi dentro un perimetro preciso: prima creare spazio, poi eventualmente reinvestire. Un acquisto potrà essere autorizzato solo se sostenuto da un saldo positivo sufficiente, verificato dalla Lega Serie A.
Serie A mercato a saldo positivo – I possibili interventi – Le NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) prevedono tuttavia anche la possibilità di chiederela revoca del provvedimento. L’articolo 90, comma 5, stabilisce infatti che le società di Serie A possano presentare istanza al Segretario Generale della FIGC, inviando la documentazione necessaria, se l’eccedenza di costo contestata viene successivamente coperta.
Le soluzioni previste dalla norma sono diverse:
versamenti in conto futuro aumento di capitale;
aumenti di capitale già versati;
versamenti in conto copertura perdite;
finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
utilizzo delle riserve di utili, se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre, previa delibera dell’assemblea dei soci di apposizione di un vincolo di indisponibilità e quantificazione dell’importo da utilizzare;
utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi ad operazioni di trasferimento dei calciatori in ambito nazionale ed internazionale;
utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi alla cessione dei diritti audiovisivi non già contabilizzati nei ricavi federali.
Le strade per Sassuolo e Monza sono dunque due. La prima è operare sul mercato rispettando il meccanismo del saldo positivo: ogni nuovo tesseramento dovrà essere coperto da uscite, risparmi contrattuali o altre operazioni consentite nella stessa sessione. La seconda è che le rispettive proprietà decidano di intervenire sull’eccedenza di costo attraverso una delle soluzioni patrimoniali o finanziarie previste dalle regole federali, chiedendo poi la revoca del provvedimento.
Alberto Aquilani is the new manager of the first team
L’U.S. Sassuolo Calcio comunica che il Sig. Alberto Aquilani è il nuovo allenatore della Prima Squadra.
Nato a Roma nel 1984, dopo una lunga carriera trascorsa con le maglie, tra le altre, di Roma, Liverpool, Juventus e Milan, nel gennaio del 2017 Aquilani approda in neroverde: 16 presenze e 1237 minuti con la maglia del Sassuolo, dove ha lasciato un ottimo ricordo anche dal punto di vista umano a tutto l’ambiente.
Aquilani inizia la carriera da allenatore a luglio del 2019 con l’Under 18 della Fiorentina, ma diventa presto collaboratore tecnico di Giuseppe Iachini in prima squadra fino alla fine della stagione.
Da luglio 2020 siede sulla panchina della Primavera dei viola, vincendo la Coppa Italia Primavera 19/20 e ripetendo il successo nelle edizioni 20/21 e 21/22, di cui si assicura anche le rispettive Supercoppe. Al termine della stagione 22/23 riceve il premio come miglior allenatore del campionato Primavera dopo il terzo posto della regular season e il secondo della fase finale.
A giugno 2023 passa al Pisa in Serie B, concludendo la stagione in 13^ posizione con 46 punti, e dopo un anno di pausa approda al Catanzaro. Con i giallorossi 59 punti e quinto posto: superati Avellino e Palermo, nella finale playoff con il Monza la doppia sfida finisce in parità, ma sono i lombardi ad ottenere la promozione in A per il miglior piazzamento in classifica.
Veronica Squinzi, Amministratore Delegato di Mapei e Vicepresidente del Sassuolo, dichiara: “Sono molto contenta di questa scelta. In realtà, si tratta anche di un gradito ritorno, visto che come calciatore ha indossato la maglia neroverde nel 2017. Da allora siamo cresciuti entrambi e penso che, insieme, potremo scrivere nuovi entusiasmanti capitoli di storia della nostra squadra”.
Da tutta la famiglia neroverde, bentornato mister!
L’U.S. Sassuolo Calcio comunica di aver accettato le dimissioni di Giovanni Carnevali dalla carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale del Club.
Si conclude così un percorso che ha segnato profondamente la storia della società neroverde. Nei suoi tredici anni alla guida del Club, Giovanni Carnevali ha accompagnato il Sassuolo in una crescita costante, contribuendo ad affermarlo tra le realtà più apprezzate del calcio italiano. In questi anni la società ha saputo coniugare ambizione sportiva e sostenibilità, costruendo un modello riconosciuto per la valorizzazione dei giovani talenti e la solidità gestionale e organizzativa.
Veronica Squinzi, Amministratore Delegato Mapei e Vicepresidente del Sassuolo, dichiara: “Ringraziamo Giovanni Carnevali per tutto quello che ci ha dato e insegnato in questi tredici anni di collaborazione con la nostra famiglia e la nostra squadra, augurandogli di raggiungere nuove soddisfazioni professionali. Si apre per il Sassuolo un’era nuova ma basata sulla continuità garantita da una proprietà che crede fermamente nel progetto e da un gruppo di professionisti che ogni giorno contribuiscono a fare di questa società un modello di calcio sostenibile”.
“Dopo 13 anni, lascio un club che considero casa. Desidero ringraziare la famiglia Squinzi, Veronica e Marco, che mi hanno dato fiducia e l’opportunità di vivere un’esperienza umana e professionale unica. Ringrazio il Presidente, il Club in tutte le sue componenti e i tifosi per questi anni ricchi di emozioni. – Ha dichiarato Carnevali – Questa è una società che ho sempre considerato come una famiglia, con dei valori importanti su cui si è fondato il passato, si basa il presente e si costruirà il futuro. Il Sassuolo resterà una parte importante della mia vita e del mio percorso professionale. Auguro a tutti un futuro ricco di soddisfazioni e nuovi successi”.
La società e la proprietà desiderano esprimere la più sincera gratitudine a Giovanni Carnevali per la professionalità e la dedizione dimostrate in tutti questi anni e gli augura le migliori fortune.
Cittadini invitati a tenere finestre chiuse e non sostare all’aperto
Mantova, 12 giu. (askanews) – A Mantova una alta e densa colonna di fumo nero oscura il cielo visibile a grande distanza, dopo l’incendio divampato nella azienda Versalis, centro di ricerca specializzato nello sviluppo di tecnologie per il riciclo chimico e meccanico delle plastiche a fine vita.
Sul posto sono intervenuti dalla mattinata i vigili del fuoco, con squadre del Comando di Mantova e rinforzi provenienti dai comandi di Brescia, Milano, Verona e Modena. Il sindaco di Mantova, Andrea Murari ha emesso una ordinanza che invita i cittadini a tenere le finestre chiuse e non sostare all’aperto.
Versalis ha spiegato che “l’incendio che si è sviluppato questa mattina nello stabilimento di Mantova interessa esclusivamente il magazzino solidi dei polimeri stirenici. Nessuna persona è coinvolta e non sono interessati impianti. Sono state immediatamente attivate tutte le procedure di emergenza previste con tempestiva informativa agli enti. I Vigili del Fuoco del Comando provinciale sono al lavoro, al momento non sono note le cause dell’evento ma verranno effettuati tutti gli accertamenti necessari per indentificarne le origini”.
Mantova, incendio in azienda chimica: densa colonna di fumo nero – Il Messaggero
La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027
Tifosi – fotogramma/ipa
Stop alle trasferte per i tifosi del Torino e della Juventus. Dopo gli incidenti avvenuti nel corso del derby del 24 maggio scorso, il Viminale ha disposto il divieto di trasferta fino al 3 novembre 2026. La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027 del campionato di calcio.
Cos’era successo – L’episodio risale al 24 maggio quando la partita è iniziata con un notevole ritardo rispetto alle altre in programma alle 20.45 a causa di disordini fuori dallo stadio. Il prepartita è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un tifoso di 36 anni che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso.
Secondo quanto riporta la Cnn i controlli degli agenti con maschere anti-gas e tute di protezione hanno escluso eventuali rischi per la salute
Pentagono – Afp
E’ stato per un falso allarme che è scattato il lockdown al Pentagono, che è stato anche evacuato. Lo hanno detto alla Cnn due fonti, dopo si era parlato di “un incidente con materiali pericolosi” al dipartimento della Difesa a Washington.
Che cosa è accaduto – Diversi piani e corridoi del Pentagono erano stati chiusi ed era stata avviata l’evacuazione di altre aree a causa di quello che veniva definito “un incidente con materiale pericoloso”, secondo quanto riferiva nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 11 giugno, la Cnn citando tre fonti e il dipartimento dei vigili del fuoco. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, confermava che i sistemi interni dell’edificio avevano rilevato “un problema con la qualità dell’aria“. A destare preoccupazione erano stati gli agenti che per precauzione erano entrati con maschere anti-gas e tute protettive. I controlli per fortuna hanno riportato tutto alla normalità.
Secondo l’emittente americana, alle 12.30 ora locale, le 18.30 in Italia, il lockdown non era comunque ancora stato revocato. La procedura di evacuazione è scattata quando il sistema di sensori del Pentagono ha rilevato la possibile presenza di antrace, riferisce la Cnn, citando le comunicazioni radio dei soccorritori e una fonte a conoscenza dell’accaduto. Il sistema di sensori era però malfunzionante, ha detto una delle fonti, causando il falso allarme.