“Lavoreremo duro, studieremo tanto, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani”, le sue prime parole
Si sa: da giovane sognava di fare l’elettricista e d’ora in poi, quindi dalle ore 13,20 del 7 luglio 2026, gli toccherà l’ambìto e inseguito compito di riaccendere un periodo arbitrale fatto di troppi tunnel e vicissitudini che ancora devono avere una fine: Daniele Orsato, 50 anni, è il nuovo designatore della Can A e B, un traguardo scritto da mesi e per il quale erano stati fatti diversi nomi, da Nicola Rizzoli a Daniele Doveri che però ha deciso di restare sul campo per arbitrare un altro anno. Dirigerà Orsato insomma: lo ha deciso il neo direttore tecnico Domenico Messina (anch’egli ex designatore dal 2014 al 2017) assieme al Comitato Nazionale. Il tutto, nella sala “Paolo Rossi” di via Allegri, sancito davanti al nuovo numero uno della FIGC Giovanni Malagò. “Oggi più che mai – racconta Malagò – è importante l’indipendenza e la terzietà del settore. Non nascondo che mi sono sentito coi Rizzoli, Collina e Rosetti, anche il nuovo direttore tecnico Messina è stato all’estero: questa storia deve continuare, nella strada della credibilità”. “Lavoreremo duro, studieremo tanto, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani”, le parole di Orsato dopo la nomina.
Biennale – L’investitura dovrebbe diventare un primo passo di ripartenza dell’AIA attualmente presieduta dal vicepresidente vicario Francesco Massini dopo la decadenza di Antonio Zappi: per Orsato, il mandato – che sarà biennale – arriva dopo una carriera fatta di 290 gare dirette in A(numero inferiore solo a Concetto Lo Bello),di una finale di Champions League, di Europei e un Mondiale; una carriera abbandonata sul campo nell’agosto 2024, riabbracciata da dirigente dell’AIA nel gennaio 2025 (commissario per lo sviluppo del talento arbitrale), proseguita la scorsa stagione come designatore della Can C (con in squadra i fidatissimi Carboni e Giallatini, che lo seguiranno anche nella nuova avventura) ed ora impennatasi con questo incarico prestigioso che arriva dopo quelli ricoperti da Gianluca Rocchi e (ad interim) da Dino Tommasi.
Ayroldi e Dondarini – Nel resto, Nicola Ayroldi (109 gare dirette in A), sarà il designatore della Can C e Paolo Dondarini (93 gare in A, ormai ex presidente del CRA regionale in Emilia Romagna) è il nuovo designatore della Can D. Fra metà settembre e inizio ottobre andranno in scena le elezioni per il post-Zappi: da Massini ad Affinito(ora vicepresidente vicario e vicepresidente) fino a una voce Pisacreta, saranno forse tre o quattro le “fazioni” che da domani ai giorni delle candidature via via si paleseranno per la massima carica dell’AIA.
I vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata riguardante la caduta di mattoni nei pressi del civico 235 di East 42nd Street, l’ex quartier generale della Pfizer a Manhattan
CHARLY TRIBALLEAU / AFP – Evacuato un grattacielo a New York
Grattacielo a rischio crollo a Manhattan. Poco prima delle 8 di questa mattina (le 14 in Italia) i vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata riguardante la caduta di mattoni nei pressi del civico 235 di East 42nd Street, l’ex quartier generale della Pfizer situato tra il Grand Central Terminal e la sede delle Nazioni Unite. L’edificio è attualmente in fase di conversione da uffici ad appartamenti
Questa mattina, un responsabile della sicurezza ha segnalato un cedimento di una trave d’acciaio al 21 piano dell’edificio. Secondo i vigili del fuoco, due travi portanti all’interno dell’edificio si stanno deformando e diversi piani presentano cedimenti. L’edificio è stato evacuato.
Il palazzo, ex sede della farmaceutica Pfizer, è attualmente in fase di ristrutturazione per essere convertito in un complesso residenziale con oltre 1.600 appartamenti. Una volta completati i lavori, previsti per il 2027, si tratterà della più grande conversione di questo tipo nella storia di New York, secondo lo studio di architettura responsabile del progetto.
Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, dagli accertamenti sarebbe emerso uno squilibrio tale da compromettere la continuità aziendale.
Luigi e Aurelio De Laurentiis (Foto: Samantha Zucchi Insidefoto)
La Procura di Bari ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale per la SSC Bari, dopo la retrocessione della squadra in Serie C. La retrocessione è stata sancita lo scorso 22 maggio, al termine della gara di ritorno dei playout salvezza contro il Südtirol, chiusa sullo 0-0. Della richiesta di fallimento, tuttavia, si è appreso soltanto oggi, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alle perquisizioni nei confronti di Luigi e Aurelio De Laurentiis e delle società SSC Bari, SSC Napoli e Filmauro.
Dagli atti dell’indagine emerge che il fascicolo è stato aperto all’inizio del 2026. La prima consulenza tecnica disposta dalla Procura sui bilanci del Bari dal 2019 al 2024 è stata depositata il 26 gennaio 2026 ed è stata poi integrata a maggio, alla luce degli ulteriori dati del bilancio 2025 e della sopravvenuta retrocessione in Serie C.
Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, dagli accertamenti sarebbe emerso un «grave squilibrio economico-patrimoniale» della SSC Bari, tale da compromettere la continuità aziendale. Da qui la richiesta della Procura di aprire la procedura di liquidazione giudiziale «per l’insolvenza della società sportiva».
Stando agli esiti delle consulenze, il patrimonio netto del Bari risulterebbe negativo a partire dal 2022, a causa delle «persistenti e sistemiche perdite d’esercizio» registrate senza interruzione dal 2019 al 2024. Negli esercizi dal 2019 al 2021 il patrimonio netto sarebbe rimasto positivo soltanto grazie ad alcuni interventi straordinari: il versamento di circa 4,5 milioni di euro effettuato nel 2020 dal socio unico Filmauro, la rivalutazione del marchio per 5,3 milioni nel 2021 e le rinunce a crediti vantati dallo stesso socio unico, legati sia a finanziamenti sia a rapporti di natura commerciale.
Le perdite, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero «definitivamente eroso il capitale sociale e le riserve disponibili». La società sarebbe riuscita a coprirle solo in parte grazie agli interventi del socio unico, costituiti dall’immissione di nuova finanza e dalla rivalutazione del marchio.
In questo quadro si inserisce anche la proposta dell’organo amministrativo della società di rinviare la copertura della perdita dell’esercizio 2021, pari a quasi 7,5 milioni di euro, alla data di approvazione del bilancio 2026. Una scelta resa possibile dalla normativa introdotta con il “decreto liquidità” del 2020, varato durante l’emergenza Covid, che consente la sospensione degli obblighi di riduzione del capitale sociale per perdite al di sotto del minimo legale.
L’inchiesta si intreccia quindi con la situazione economico-finanziaria del club pugliese e con gli accertamenti sui bilanci della società, al centro delle perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro. Le ipotesi contestate a Luigi e Aurelio De Laurentiis riguardano false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta, mentre gli accertamenti proseguono per ricostruire la gestione contabile e patrimoniale del club negli ultimi esercizi.
Il patron ha poi aggiunto: «Secondo me con quelli che ci sono l’allenatore può ambire a fare grandi cose. Allegri è anche un aziendalista e quindi in questo sicuramente andremo molto d’accordo».
Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)
La rosa del Napoli è al momento extralarge e conta ben 47 calciatori sotto contratto. Una condizione che costringe il club a doversi concentrare sulle uscite – con diversi calciatori che rischiano di non essere parte del progetto – prima di potersi dedicare alle richieste di Massimiliano Allegri. Del resto, come raccontato da Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend, i soldi per il mercato in Serie A sono pochi e molti degli affari si concluderanno solo una volta conclusi i Mondiali. Una situazione alla quale, nel caso del Napoli, si aggiunge un vero e proprio affollamento nel parco calciatori.
Sul tema è intervenuto anche il patron del club azzurro, Aurelio De Laurentiis, che ha parlato durante la presentazione della maglia casalinga per la stagione 2026/27: «Io avrò ricevuto in quest’ultimo mese almeno 200 proposte di giocatori da ingaggiare. Ma dobbiamo stare calmi perché il Napoli ha ben 47 calciatori e ne deve piazzarne almeno 25 prima di cominciare a parlare di eventuali acquisti. Poi ho anche specificato che poiché una squadra di calcio ha dei ruoli, se i ruoli presentano dei buchi allora uno si deve rivolgere al mercato. Ma se per ogni ruolo ci sono addirittura due sostituzioni e qualche volta anche tre, è chiaro che uno deve prima ragionare con chi li deve allenare e chiedergli se è proprio sicuro di voler cambiare qualcuno».
Sulla scorta di queste considerazioni è arrivato il mandato per Allegri: «Secondo me con quelli che ci sono l’allenatore può ambire a fare grandi cose, anche perché ogni tecnico usa una metodologia diversa per allenare. Allegri è anche un aziendalista e quindi in questo sicuramente andremo molto d’accordo».
Non soltanto il mercato. De Laurentiis ha parlato anche della situazione stadio, che sta vedendo il Napoli sempre più lontano dal Maradona per realizzare un nuovo impianto in un’altra area della città che deve essere ancora definita. «Si faccia una disamina sulla convenienza di investire nel Maradona – ha commentato De Laurentiis –, creando anche dei problemi di utilizzazione al calcio Napoli negli anni della eventuale ristrutturazione, o sulla necessità di costruire un nuovo stadio.Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti atti a far sì che il Napoli possa considerarsi competitivo con le squadre del nord dobbiamo rendere edotti i tifosi che non potremo più competere come abbiamo fatto in questi ultimi 22 anni della mia gestione».
Dall’altra parte il presidente della Regione Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi, coinvolti in prima persona nel progetto di ristrutturazione dello stadio Maradona non si sono sottratti alla richiesta di un tavolo di confronto, ma hanno subito chiarito i limiti dell’intervento pubblico.
«Questo – ha spiegato il presidente della Regione Campania Fico – è un investimento che se si vuole fare si deve fare sicuramente privatamente. Le istituzioni potrebbero intervenire solo se ci fosse un disegno nazionale che renda possibile una compartecipazione. Altrimenti si possono finanziare al massimo ristrutturazioni ma solo di stadi di proprietà pubblica, di Comuni o di altri enti pubblici».
Sulla stessa linea il sindaco Manfredi, che ha ricordato come la costruzione di un nuovo stadio richieda ben più di 1 miliardo di investimento, sostenibile solo con capitali privati vista la natura ormai commerciale dell’attività calcisticasecondo le norme nazionali ed europee. Il primo cittadino ha comunque assicurato pieno sostegno amministrativo a un eventuale progetto del club.
«Noi – ha dichiarato Manfredi – siamo assolutamente favorevoli a questo investimento e se la società lo vorrà fare avrà il massimo sostegno della città e credo anche della regione. Se si può fare noi siamo solamente felici che si faccia, come si sta facendo a Milano e a Roma, dove due grandi Fondi stanno investendo per lo stadio. Se si creano le condizioni, se il Napoli presenta un progetto, se vuole mettere in campo queste risorse, troverà da noi solamente disponibilità, sostegno, aiuto amministrativo, possibilità di facilitare i percorsi e renderli più veloci possibili».
La finanza nelle sedi del club biancorosso, del Napoli e della Filmauro. Nel mirino la cessione di Caprile. per i pm il trasferimento del portiere senza clausole sulla rivendita, avrebbe sottratto al Bari una plusvalenza da 7 milioni poi incassata dal club azzurro
Due milioni e duecentomila euro. È il prezzo al quale, il 24 luglio 2023, la SSC Bari ha ceduto il portiere Elia Caprile al Napoli, il club “correlato” attraverso la comune capogruppo Filmauro. Meno di due anni dopo, il Napoli ha rivenduto lo stesso calciatore al Cagliari per una cifra stimata in circa 8 milioni, realizzando una plusvalenza di circa 7.
È attorno a quell’operazione, e al modo in cui è stata rappresentata nei conti del club biancorosso, che ruota l’inchiesta della Procura di Bari che nella mattinata di oggi, martedì 7 luglio, ha portato i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a perquisire le sedi della SSC Bari allo stadio San Nicola, della SSC Napoli e della Filmauro, a Roma.
Nel registro degli indagati sono iscritti Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, e il padre Aurelio, presidente del consiglio di amministrazione del Napoli e legale rappresentante della Filmauro. Per la società biancorossa, che i pm ritengono insolvente, la Procura ha chiesto al Tribunale l’apertura della liquidazione giudiziale, l’erede del vecchio fallimento nel Codice della crisi d’impresa.
Le accuse: dal falso in bilancio alla bancarotta – Il decreto di perquisizione, firmato dal procuratore Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza, ipotizza quattro reati, allo stato in forma provvisoria. Il primo è quello di false comunicazioni sociali: secondo l’accusa, padre e figlio, in concorso tra loro e al fine di conseguire per il Napoli un ingiusto profitto, avrebbero esposto nel bilancio 2024 della SSC Bari fatti rilevanti non veritieri, o comunque omesso informazioni necessarie a valutare correttamente la situazione del club. In particolare, il bilancio non avrebbe dato adeguata evidenza della natura infragruppo della cessione di Caprile, dei criteri con cui era stato fissato il corrispettivo, del potenziale valore futuro del calciatore e delle ragioni per cui il Bari avrebbe rinunciato in partenza a qualsiasi partecipazione al plusvalore poi realizzato dal Napoli.
A entrambi vengono contestate, sempre in via provvisoria, anche due ipotesi di bancarotta fraudolenta impropria: per distrazione, perché la cessione del cartellino a 2,2 milioni sarebbe stata “non congruamente remunerativa” rispetto al valore effettivo dell’asset, e da reato societario, quale conseguenza del falso in bilancio. Al solo Luigi De Laurentiis è contestata una quarta ipotesi, la bancarotta impropria da operazioni dolose: l’utilizzo strumentale del rinvio della copertura della perdita 2021, pari a 7,45 milioni, consentito dalla normativa Covid, e la prosecuzione dell’attività in uno stato di squilibrio economico e patrimoniale che avrebbe aggravato il dissesto.
Il caso Caprile: il Leeds si tutelò, il Bari no – C’è un dettaglio che, nella ricostruzione degli inquirenti, rende l’operazione ancora più anomala. Quando il Bari acquistò Caprile dal Leeds, riconobbe al club inglese premi proporzionali all’eventuale incremento di valore del portiere in caso di successiva rivendita. Una tutela contrattuale standard, che però il Bari non ha previsto per sé quando ha girato il giocatore al Napoli: nessuna clausola di partecipazione al plusvalore futuro, la cosiddetta sell-on fee.
Il club azzurro, dopo aver impiegato Caprile in misura marginale – quattro presenze ufficiali in due stagioni – lo ha valorizzato con il prestito all’Empoli, per poi cederlo a titolo definitivo al Cagliari. Un percorso di valorizzazione che, osservano i pm, il Bari avrebbe potuto porre in essere allo stesso modo, o dal quale avrebbe potuto quantomeno tutelarsi contrattualmente, come aveva fatto il Leeds con lui.
Perché i pm parlano di dissesto – L’operazione, secondo l’accusa, è maturata in un contesto di perdite strutturali e di dipendenza finanziaria dalla capogruppo. I numeri ricostruiti dai consulenti tecnici della Procura sui bilanci depositati fotografano un patrimonio netto negativo senza interruzioni dal 2022: -6,6 milioni quell’anno, -4,6 nel 2023, -6,4 nel 2024, fino a -6,7 milioni al 30 giugno 2025. Le perdite d’esercizio si sono susseguite ogni anno dal 2019, per un totale di circa 30 milioni nel periodo 2019-2025.
Nei primi anni il patrimonio è rimasto in territorio positivo solo grazie agli interventi straordinari del socio unico – un versamento da 4,5 milioni nel 2020, rinunce a crediti – e alla rivalutazione del marchio per oltre 5,3 milioni operata nel 2021. A pesare sul quadro, secondo gli inquirenti, anche la retrocessione in Serie C del maggio scorso, che avrebbe ulteriormente aggravato il dissesto con una perdita durevole di valore dello stesso marchio. Da qui la richiesta di apertura della liquidazione giudiziale presentata dai pm ai sensi dell’art. 38 del Codice della crisi, sulla quale dovrà pronunciarsi il Tribunale.
Perquisizioni estese a Polito, Giuntoli, Meluso e Battistini: non sono indagati – Le perquisizioni sono state estese anche a quattro protagonisti dell’operazione che allo stato non risultano indagati: Ciro Polito, direttore sportivo del Bari all’epoca della cessione, che condusse la trattativa per conto del club biancorosso; Cristiano Giuntoli, ds del Napoli fino al giugno 2023, periodo in cui si sarebbero svolte le trattative per l’acquisizione; Mauro Meluso, suo successore nel ruolo dirigenziale azzurro fino al maggio 2024, nella fase di gestione successiva dell’operazione; e Graziano Battistini, procuratore sportivo di Caprile, che svolse la funzione di intermediazione tra le due società.
L’obiettivo è acquisire comunicazioni, bozze contrattuali, accordi di intermediazione e corrispondenza utili a ricostruire le modalità di negoziazione del corrispettivo e l’omissione della clausola sul plusvalore. Il decreto dispone il sequestro della documentazione contabile ed extracontabile dal 2019 a oggi, con copie forensi dei dispositivi informatici.
Il procedimento – va precisato – si trova nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni hanno natura provvisoria: lo stesso provvedimento sottolinea la necessità di riscontri più approfonditi e non costituisce in alcun modo un accertamento di responsabilità.
Dall’andamento dei ricavi al risultato netto atteso: le stime di Calcio e Finanza sul bilancio del club rossonero relativo alla stagione 2025/2026. Il report è scaricabile gratuitamente su CF Pro.
IlMilan ha chiuso la stagione 2025/2026 con un deludente quinto posto nella classifica di Serie A mancando per il secondo anno consecutivo la qualificazione alla Champions League.Un risultato che ha spinto la proprietà, il fondo RedBird di Gerry Cardinale, ad azzerare i vertici societari(a partire dal CEO Giorgio Furlani e dal ds Igli Tare) e tecnici (l’allenatore Massimilano Allegri), affidando la ricostruzione al nuovo ad Massimo Calvelli con Ruben Amorim come guida tecnica.
Ma se sul campo i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative dei tifosi, come è andato il Milan dal punto di vista economico nel 2025/2026?
Per provare a rispondere a questa domanda Calcio e Finanza ha elaborato una preview esclusiva del bilancio del Milan al 30 giugno 2026, ricostruendo l’andamento delle principali voci del conto economico sulla base del bilancio 2024/2025, delle informazioni pubbliche disponibili, delle operazioni di mercato concluse e delle stime elaborate dalla redazione.
L’obiettivo dell’analisi, contenuta in un report scaricabile gratuitamente sulla piattaforma CF Pro, è offrire una fotografia quanto più accurata possibile della situazione economico-finanziaria del club rossonero.
Il report analizza l’evoluzione di ricavi e costi, approfondisce le dinamiche che hanno caratterizzato la stagione e stima il risultato netto dell’esercizio, offrendo anche uno sguardo alle prospettive del bilancio 2026/2027.
Bilancio Milan 2026 Preview – Che cosa contiene il report: Il report approfondisce tutti i principali elementi economici che caratterizzeranno il bilancio del Milan al 30 giugno 2026.
Tra gli argomenti analizzati:
evoluzione dei ricavi da diritti televisivi;
andamento dei ricavi commerciali e delle sponsorizzazioni;
impatto dell’assenza dalle competizioni UEFA;
ricavi derivanti dalla gestione dei calciatori;
effetti economici dell’acquisizione dello stadio di San Siro;
andamento dei costi operativi;
costo del personale;
ammortamenti dei diritti dei calciatori;
stima del risultato netto;
prospettive economico-finanziarie per il bilancio 2026/2027.
All’interno della preview sono inoltre presenti tabelle di sintesi che confrontano le principali voci economiche con il bilancio 2024/2025, consentendo di comprendere con immediatezza le dinamiche che hanno caratterizzato l’esercizio appena concluso.
Ufficiale, Massimo Calvelli nominato nuovo amministratore delegato del Milan
Il dirigente ricoprirà l’incarico che fino a maggio è stato di Giorgio Furlani. Calvelli era già membro del CdA del club rossonero.
Bilancio Milan 2026 Preview – Come è stata realizzata l’analisi – Le elaborazioni sono state sviluppate dalla redazione di Calcio e Finanza utilizzando esclusivamente informazioni pubbliche, documentazione societaria, comunicati ufficiali, dati di mercato e stime economico-finanziarie elaborate secondo la metodologia utilizzata da anni nelle analisi di bilancio pubblicate dalla testata.
Il documento non sostituisce il bilancio ufficiale che sarà approvato dal Consiglio di Amministrazione della Milan il prossimo autunno, ma rappresenta una stima indipendente realizzata sulla base delle informazioni disponibili alla data di pubblicazione.
Milan
L’analisi esclusiva di Calcio e Finanza sul bilancio al 30 giugno 2026.
La reazione della federcalcio continentale dopo la decisione sulla squalifica dello statunitense: “Le regole non possono essere soggette a eccezioni durante un torneo: la decisione ha oltrepassata una linea rossa”
La Uefa si schiera contro la Fifa per la decisione di revocare la squalifica a Folarin Balogun. L’attaccante statunitense era stato espulso durante i sedicesimi di finale ai Mondiali contro la Bosnia ma il suo stop di un turno è stato sospeso con la condizionale, permettendo al giocatore di essere disponibile per la sfida degli ottavi contro il Belgio. “La decisione presa ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l’applicazione della squalifica automatica di una partita conseguente al cartellino rosso mostrato al calciatore Folarin Balogun ha oltrepassato una linea rossa“, si legge in una nota della Uefa.
l’attacco della uefa – “Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no“, prosegue la Uefa. “La squalifica automatica minima di una giornata dopo un’espulsione non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica“.
la certezza delle regole – “Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l’integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa. Inoltre, una decisione di questo tipo crea un precedente all’interno del torneo in corso: situazioni analoghe dovranno ora ricevere lo stesso trattamento, con un inevitabile danno per la competizione. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco straordinario, ed è credibile perché viene praticato ovunque secondo le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, quando il torneo in questione è il Mondiale, ha il potere di produrre conseguenze, positive o negative, sull’intero movimento calcistico. Esprimiamo il nostro sconcerto per una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile“, conclude la dura nota della Uefa.
L’applauso dei compagni, la frecciata di Garcia e…: i retroscena del caso Balogun
La reazione della federcalcio continentale dopo la decisione sulla squalifica dello statunitense: “Le regole non possono essere soggette a Non si placano le polemiche per lo stop alla squalifica dell’attaccante statunitense, che stanotte potrà così giocare negli ottavi contro il Belgio
Un applauso dei compagni increduli nel campo di allenamento della University of Washington per accogliere il sanzionato senza più sanzione, ma è difficile coprire il boato qui fuori: oltre questo campo-base della squadra americana nella periferia di Seattle non si parla che dello strano caso di Folarin Balogun, il centravanti degli Stati Uniti improvvisamente disponibile per gli ottavi di stanotte, dopo che una decisione a sorpresa della FIFA ha tolto (con la condizionale) il suo regolare turno di squalifica. Una bomba nel cuore del Mondiale, con polemiche sparse e reazioni avvelenate: su tutte, quella del Belgio, l’avversario di turno che minaccia fuoco e fiamme contro un provvedimento senza precedenti a poco più di 24 ore dal match. In mezzo al frastuono, anche il giubilo social dalla Casa Bianca per il bomber ritrovato: “Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta, ed essere tornata indietro da una grande ingiustizia“, ha scritto direttamente Donald Trump.
il caso – Il capocannoniere di Pochettino aveva preso un discusso rosso con intervento VAR durante i sedicesimi contro la Bosnia per un fallo su Muharemovic: saltando, era ricaduto sulla caviglia del difensore del Sassuolo e l’espulsione, a termini di regolamento, avrebbe comportato una ovvia squalifica automatica di una giornata. La FIFA, però, ha applicato per la prima volta nella storia della competizione l’articolo 27 del codice disciplinare, quello che recita così: “L’organo giudiziario può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l’esecuzione di un provvedimento disciplinare”. Una sorta di condizionale, appunto, come accaduto a CR7, che avrebbe dovuto scontare tre giornate di squalifica dopo il suo rosso nelle qualificazioni contro l’Irlanda del Nord.Due erano poi state sospese, così da non mettere a rischio il viaggio americano. Rispetto al caso del portoghese, però, qua la competizione è già iniziata da un po’ e per ritrovare qualcosa di vagamente simile deliberato a torneo in corso bisogna tornare alla notte dei tempi: nel 1962 la leggenda brasiliana Garrincha giocò la finale dopo essere stato espulso in semifinale, ma senza che fosse arrivata prima la squalifica e in tutt’altro quadro normativo.
la polemica – Il Comitato Disciplinare si è mosso tra le pieghe del regolamento: ha, sì, inflitto all’attaccante una giornata di squalifica, ma ne ha tecnicamente sospeso l’esecuzione per un anno. Diventerà effettiva soltanto se Balogun commetterà un’altra infrazione di “analoga natura e gravità” durante questo “periodo di prova”. Per il momento “Balo” può, quindi, pensare al presente e al portiere rivale Thibaut Courtois, che è rimasto attonito in conferenza assieme al suo tecnico Rudi Garcia per il cambio di scenario inatteso. “Non sapevo che negli uffici della FIFA il 5 luglio corrispondesse al primo aprile in Europa. Per me è stata una scoperta”, è stata la puntura del ct. “È una situazione sorprendente, soprattutto perché arriva il giorno prima della partita”, l’aggiunta di Courtois. Garcia ha, comunque, rimandato tutto al comunicato durissimo della sua federazione che, a suo dire, “non difende se stessa ma il calcio in generale, la sua integrità e la sua etica”. Nel dettaglio, la RBFA (Royal Belgian Football Association) ha fatto intendere che la storia non finirà qua (presentando tral’altro un ricorso): “Per tutelare i legittimi diritti di tutte le squadre partecipanti e proteggere i principi fondamentali del fair play nel nostro sport, sia in questa Coppa del Mondo sia nelle future edizioni del torneo, stiamo valutando tutte le possibili opzioni a nostra disposizione”. Lo stesso allenatore francese ha tagliato corto quando gli è stato chiesto se il prossimo passo sarà ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport anche dopo la partita: “Non fateci più perdere tempo con questo argomento…”. Al contrario, il collega Pochettino ha scelto un altro punto di osservazione e parlato con differente stato d’animo: “È una decisione sacrosanta, siamo già stati puniti abbastanza contro la Bosnia per un’espulsione completamente ingiusta. Chi ama davvero questo sport deve celebrare questo momento. Rudi Garcia è un grande allenatore e una grande persona, ma etica e integrità sono valori universali, non si usano solo quando conviene”.
dalla casa bianca – In anticipo su tutti in una vicenda così intricata, Trump aveva comunque messo il sigillo su Truth, social che usa abitualmente per lanciare messaggi al mondo. In poche righe ha, indirettamente, ringraziato Gianni Infantino, a lui vicinissimo come da cronache recenti. Sono anni che c’è un rapporto strettissimo, quasi simbiotico: la Federazione internazionale del calcio aveva pure istituito e assegnato al presidente americano il “FIFA Peace Prize”, nel bel mezzo della campagna con cui Trump puntava, senza successo, a ottenere il Nobel per la Pace. Tra rimbalzi alla frontiera e visti negati, già prima del via questo era un Mondiale a forti tratti trumpiani, figurarsi adesso che altra carne arriva al fuoco. Secondo una ricostruzione del New York Times, che cita tre persone a conoscenza della conversazione, The Donald avrebbe, infatti, telefonato mercoledì a Infantino per chiedergli di riesaminare la squalifica di Balo, poi ieri ecco il colpo di teatro prima degli ottavi. Su questa ricostruzione, però, la FIFA non ha voluto esprimersi ufficialmente.
Como, ora viene il difficile: i nodi tra italiani, liste Uefa e Fair play
Ma se hai sessanta milioni, è meglio investirli su Nico Paz, Palestra o magari – perché si è parlato anche di loro – su Cambiaghi, Chiesa e Luca Pellegrini? La domanda può sembrare in qualche modo surreale, ma risponde invece alle esigenze personali, ed economiche, di un club. In questo caso del Como, perché è di lui che stiamo parlando. Ora non c’è dubbio che riprendersi il talento argentino dal Real Madrid sia stata un’operazione suggestiva e gratificante, considerando il valore del giocatore, quello che ha già dimostrato sulle rive del lago, il suo attaccamento ai colori e la stima profonda che hanno per lui i dirigenti, Fabregas e i tifosi. Perché è con lui, e anche grazie a lui, che è stata conquistata una storica qualificazione alla Champions. Ma la domanda iniziale, dicevamo, prescinde dalle straordinarie qualità del fantasista-goleador e aderisce agli attuali regolamenti che impongono a tutti di rispettare alcuni paletti. Che impongono di avere in rosa uno come Palestra o, non solo una provocazione, di distribuire un bel numero di milioni per portare a casa una serie di calciatori italiani. Già, perché non è tutto rosa, o blu per restare a uno dei colori del Como, quello che appare e ha portato a un campionato di alto profilo, con tanto di qualificazione alla manifestazione internazionale più importante. Sì, perché verrebbe quasi da dire che – anche per una proprietà che non ha certo problemi a investire – adesso viene il difficile. Che vuol dire far quadrare i conti e adattare la rosa alle regole che, giustamente, sono state introdotte per valorizzare i calciatori italiani. Altrimenti tutti i discorsi e i buoni propositi – anche in relazione alle fortune della Nazionale – davvero non varrebbero nulla. Ma andiamo per ordine.
Nel gruppo di 25 giocatori, si sa, è obbligatorio avere quattro prodotti dei settori giovanili italiani e altri quattro del tuo vivaio. Il Como non ha una sua “storica” cantera e dunque deve già rinunciare a un contributo fondamentale anche dal punto di vista tecnico e numerico. E, pur avendo appena posto tutte le attenzioni su Liberali, non ha – oltre a Goldaniga e Vigorito, più altri che rientrano dai prestiti ma sono fuori dal progetto – risorse che hanno fatto la trafila nel nostro Paese. Un ulteriore problema, che sta spingendo il club a indirizzarsi su acquisti di casa nostra, perché il pericolo reale è di dover disputare una stagione importantissima e molto impegnativa con una rosa ridotta. Tanti stranieri hanno portato un beneficio fenomenale nel breve, ma rischiano di rappresentare un imbuto o peggio ancora un freno alla crescita.
Un problema per il favoloso Como di questi anni, che dalla prossima stagione dovrà fare i conti con il fair play finanziario. I soldi hanno finora rappresentato una spinta verso la crescita; ma ora si tratta di fare realmente i conti. Nella primavera del 2027 Nyon monitorerà infatti la situazione, impedendo di continuare a spendere a piene mani e chiedendo – come succede a tutte le società – di rientrare in parametri precisi. Con le spese per stipendi, ammortamenti dei trasferimenti e commissioni agli agenti che non dovranno superare il 70 per cento del budget. Un continuo esame che sta già costringendo altri club a prendere in mano la calcolatrice, finendo per dover vendere prima di poter comprare. Insomma, non c’è dubbio che i soldi aiutino molto. Non c’è dubbio che il Como abbia divertito e rappresenti la grande novità del calcio italiano. Ma, come canta Antonello Venditti, è ora che comincia la salita.
Il blocco interessa la linea tra le stazioni di Firenze Campo di Marte e Santa Maria Novella. Problemi anche a Milano Centrale
Treni, stop per lavori a Firenze: l’Italia è divisa in due | Ritardi anche su linea alternativa
Si preannuncia una settimana complicata per i viaggia in treno. È cominciato alle 23 di domenica 5 luglio l”interruzione della tratta tra le stazioni di Firenze Campo di Marte e Santa Maria Novella. Al momento, si registrano disagi contenuti per i viaggiatori, con navette sostitutive e bus che trasportano i passeggeri da una parte all’altra della città e poter poi proseguire il viaggio, seppur con tempi di percorrenza allungati.Problema anche a Milano Centrale, dove a causa di un guasto si stanno registrando ritardi di un’ora e qualche cancellazione.
Disagi contenuti per chi viaggia con alta velocità, per i pendolari – L’interruzione divide di fatto in due l’Italia ed è dovuta alla prima fase della sostituzione di Ponte al Pino, con i lavori che termineranno alle 4 di venerdì 10 luglio. Alla stazione di Campo di Marte i disagi maggiori e lo smarrimento sono per i pendolari e gli utenti dei treni regionali, che arrivano soprattutto dal Valdarno e dalla linea aretina. Se i viaggiatori dell’alta velocità in arrivo dal sud sono subito instradati verso le vicine navette sostitutive che, scortate dalla polizia municipale arrivano poi a Santa Maria Novella, gliutenti dei regionali vengono invece diretti verso dei bus appositamente allestiti che portano alla tramvia. Con loro anche i viaggiatori dei treni Italo.
Problemi anche sulla linea alternativa – Non solo la linea alta velocità della Toscana, ma questa mattina si sono registrati disagi anche lungo la linea Tirrenica, vicino a Follonica (provincia di Grosseto), dove un guasto ha comportato ritardi fino a 80 minuti per i treni alta velocità, Intercity e Regionali. Il problema è stato segnalato a partire dalle 8, la situazione è poi tornata regolare alle 9:50. Fino al 10 luglio, per i lavori di sostituzione del cavalcaferrovia di ponte al Pino a Firenze, parte del transito dei convogli Roma-Milano/Torino è stato dirottato proprio sulla Tirrenica, con previsti incrementi dei tempi di viaggio fino a circa due ore e mezzo.
Turisti smarriti – Nonostante la molta e dettagliata comunicazione sull’evento, alcuni, spesso stranieri o turisti, che scendono dai treni locali non si sono informati e rimangono momentaneamente smarriti, dirigendosi poi insieme agli altri verso la fermata del bus preposta una volta chieste informazioni. Qualcuno resta contrariato, teme di perdere coincidenze con altri treni locali, ma poi si affretta per prendere i bus, che passano con regolarità. Numeroso il personale di Ferrovie, insieme alla protezione civile, che assiste, fornisce informazioni e instrada i passeggeri al loro arrivo in stazione. In generale la situazione resta scorrevole e sotto controllo e anche a Santa Maria Novella, dove arrivano i viaggiatori dal nord Italia e che devono raggiungere Campo di Marte per proseguire il loro itinerario, la situazione è definita tranquilla. Gli utenti dell’Alta velocità vengono diretti, attraverso il Binario 16, al piazzale Montelu.
Ritardi pure a Milano Centrale – La settimana inizia male anche per chi viaggia in treno in Lombardia. Un guasto alla stazione di Milano Centrale sta generando ritardi fino a un’ora e la soppressione di diverse corse. È quanto viene annunciato nelle stazioni ai passeggeri, che possono utilizzare treni diretti in altre stazioni milanesi. Rallentamenti vengono segnalati da Trenord anche tra le stazioni di Varese e Gallarate.
I vigili del fuoco sono tuttora al lavoro per circoscrivere il fronte del fuoco, mettere in sicurezza la struttura e avviare lo spegnimento dei materiali parzialmente combusti
Un vasto incendio è divampato questa notte, intorno alle 3.40, all’interno di un magazzino della ditta dolciaria Lazzaroni, situata in località Piane Vomano di Colledara, in provincia di Teramo. Le fiamme stanno interessando una porzione di circa 4.000 metri quadrati di un deposito che si estende complessivamente su una superficie di circa 15.000. Sul posto sono immediatamente confluite le squadre dei vigili del fuoco del Comando di Teramo e del Distaccamento di Nereto. Attualmente sono impegnate venti unità operative supportate da sette automezzi antincendio e tre autobotti pompa. Per garantire il rifornimento costante d’acqua ai mezzi, è stato richiesto anche l’intervento di un’autobotte chilolitrica proveniente dal Comando dell’Aquila.
Disagi sulla A24 Teramo-Roma – Le operazioni, descritte come particolarmente complesse, sono coordinate direttamente dal Comandante provinciale e dal funzionario reperibile. Il rogo ha sprigionato una densa e alta colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, che ha raggiunto la vicina autostrada A24 Teramo-Roma, causando disagi alla circolazione stradale e rallentamenti.
I vigili del fuoco sono tuttora al lavoro per circoscrivere il fronte del fuoco, mettere in sicurezza la struttura e avviare lo spegnimento dei materiali parzialmente combusti. Le operazioni sono in corso e si attendono aggiornamenti nelle prossime ore.
Fraviano di Vermiglio, incendio devasta il paese: bruciate case e il tetto della chiesa, 200 vigli del fuoco in azione
Fortunatamente non si registrano feriti, mentre sono quattro gli sfollati
Fiamme alte visibili a chilometri di distanza, 200 vigili del fuoco impegnati per ore e un’intera comunita con il fiato sospeso. E il bilancio della notte di emergenza vissuta a Fraviano di Vermiglio, dove un violento incendio, scoppiato attorno all’una, ha colpito un fienile, 3 abitazioni e un rustico, ha divorato il tetto della chiesa e – parzialmente – quello del campanile.
L’imponente intervento di 16 Corpi dei Vigili del fuoco volontari, con il supporto del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, ha consentito di evitare che le fiamme si propagassero ulteriormente. Fortunatamente non si registrano feriti, mentre sono quattro gli sfollati.
Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha seguito l’evolversi della situazione, mantenendosi costantemente aggiornato attraverso la Protezione civile del Trentino, ed ha espresso la vicinanza dell’Amministrazione provinciale alla comunita colpita. «Quella vissuta a Fraviano e stata una notte molto difficile.
Desidero esprimere la mia vicinanza ai cittadini e ringraziare le centinaia di operatori che, con professionalita e straordinario senso del dovere, hanno lavorato senza sosta per proteggere le persone e l’abitato. Ho seguito costantemente l’evolversi dell’emergenza e la Provincia continuera a monitorare la situazione, garantendo il proprio sostegno alla comunita per affrontare le conseguenze dell’incendio».
Le prime squadre giunte sul posto si sono trovate di fronte a un incendio gia completamente sviluppato, alimentato dalla presenza di strutture in legno e dalle condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme. L’obiettivo prioritario e stato quello di impedire che il fuoco raggiungesse ulteriori edifici dell’abitato, in un intervento complesso che ha richiesto ore di lavoro ininterrotto e che prosegue con le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area.
E la ragazza 17enne all’epoca dei fatti smonta le accise: “Mai avuto rapporti sessuali e mai ricevuti soldi da lui”. Intanto la Procura prosegue con l’audizione come testimoni di altri calciatori: sentiti Daniel Maldini e Kevin Bonifaz
Alessandro Bastoni, calciatore della Nazionale finito nel mirino della procura
Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale indagato nella inchiesta della Procura con l’accusa di un presunto giro di prostituzione minorile, non si presenterà all’interrogatorio fissato per domani, venerdì 3 luglio. Lo ha reso noto il suo difensore, l’avvocato Salvatore Scuto, precisando che il giocatore si avvale anche della facoltà di non rispondere.
La ragazza minorene – Intanto in questi giorni la presunta vittima, la ragazza che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, ha dichiarato: “Di non essere una prostituta, di non avere mai avuto rapporti sessuali con il calciatore e di non aver mai ricevuto denaro da lui”, facendo, di fatto, venire meno il presupposto dell’accusa.
Le audizioni – Sono cominciate, parallelamente, le audizioni di alcuni calciatori convocati come testimoni nell’ambito dell’inchiesta che ha al centro la società ‘Ma.De Milano”, società che avrebbe organizzato serate “all inclusive”, tra Milano e Mykonos, in qualche caso anche con la “droga della risata”, per clienti vip, in particolare calciatori di serie A, nei locali alla moda milanesi e in alberghi di lusso. I primi atleti che la pm Rosaria Stagnaro e la procuratrice aggiunta Bruna Alberini hanno sentito nella giornata odierna, in una caserma della Guardia di finanza, sono Daniel Maldini e Kevin Bonifazi. Domani invece toccherà a Riccardo Calafiori.
L’inchiesta – La vicenda era emersa lo scorso 21 aprile, quando erano stati poste ai domiciliari quattro persone, tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, lei laureata in economia e lui geometra, compagni nella vita e negli affari. Secondo la ricostruzione di inquirenti, investigatori,Ronchi e Buttini sarebbero stati “promotori e dominus” dell’associazione per delinquere.
Le analisi sui telefoni – E per far luce su quelle serate e presunti contatti con gli indagati e con l’agenzia, in questi giorni i pubblici ministeri hanno deciso di ascoltare come testi, non indagati alcuni calciatori. Le verifiche, intanto, sono andate avanti anche con le analisi sui telefoni sequestrati ad arrestati e indagati, ma anche consegnati dalle ragazze.
Gli Spurs prendono il centrocampista italiano dal Newcastle
Sandro Tonali – (Fotogramma)
Sandro Tonali al Tottenham per 100 milioni di sterline. GliSpurs prendono il centrocampista italiano dal Newcastle con l’acquisto più ricco della propria storia. Il Tottenham aveva offerto inizialmente 80 milioni di sterline, ricevendo in risposta il ‘no‘ del Newcastle. La fumata bianca è arrivata con la proposta dal 92,5 milioni di sterline a cui si aggiungono 7,5 milioni di bonus. In totale, 100 milioni di sterline: al cambio, circa 115 milioni di euro. Decisivo il pressing di Roberto De Zerbi, manager degli Spurs, che considera Tonali essenziale per il proprio progetto tecnico. Il Tottenham spende più di 200 milioni di sterline in pochi giorni. Prima di Tonali, acquistato Mateus Fernandes per 85 milioni dal West Ham.
Le fiamme sono divampate all’ottavo piano di un condominio nel quartiere di Linkeroever. L’edificio è stato completamente evacuato. Le autorità ai residenti: “Tenete chiuse porte e finestre”
Il palazzo in fiamme e i soccorritori al lavoro – Fotogramma Ipa
Almeno sei persone sono morte in un incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa. Lo ha riferito la polizia belga, secondo quanto riporta il sito di Le Soir, aggiungendo che ci sono anche diversi feriti, molti gravissimi. Le fiamme sono divampate all’ottavo piano del condominio situato nel quartiere di Linkeroever. La polizia belga ha confermato la presenza di diverse vittime, ma il numero esatto dei morti e dei feriti non è stato ancora reso noto, mentre le squadre di soccorso stanno continuando a perlustrare l’edificio alla ricerca di eventuali dispersi.
Evacuati i residenti – “L’edificio è stato completamente evacuato“, ha dichiarato Marie De Clercq, portavoce dei vigili del fuoco di Anversa. “Ora le nostre squadre sono impegnate nello spegnimento dell’incendio e nella ricerca di eventuali altre vittime. Si tratta di un’operazione di vasta portata: sul posto sono intervenuti oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco“, ha aggiunto.
Alle operazioni partecipano anche squadre provenienti dalle zone di Waasland, Rand e Rivierenland, oltre alla Protezione civile belga. Sul luogo dell’incendio è operativa anche un’unità con droni per supportare le ricerche e monitorare l’evoluzione del rogo dall’alto.
Le autorità: “Tenete chiuse porte e finestre“ – A causa dell‘intensa colonna di fumo, le autorità hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona, invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione per limitare l’esposizione ai fumi dell’incendio. Le cause del rogo non sono ancora state accertate.
La difesa di Stefano Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Franco Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre.
Rolando Mandragora ai tempi dell’Udinese (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)
La Procura di Udine ha chiesto due anni di reclusione per il presidente dell’Udinese, Franco Soldati, e per il vicepresidente Stefano Campoccia nell’ambito dell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Udine. Al centro del procedimento c’è la plusvalenza legata al trasferimento di Rolando Mandragora dalla Juventus al club friulano.
Per la società Udinese, invece, è stata chiesta un’ammenda da 500mila euro. Le contestazioni riguardano l’operazione conclusa nel 2018, quando la Juventus cedette Mandragora all’Udinese inserendo nell’accordo un’opzione di riacquisto fissata a 20 milioni di euro.
Secondo l’impostazione accusatoria, tuttavia, quella clausola non avrebbe avuto la natura di una semplice opzione, ma avrebbe mascherato un vero e proprio obbligo irrevocabile di riacquisto da parte del club bianconero. Il calciatore, infatti, fece poi ritorno alla Juventus due anni più tardi. Per la Procura, questa struttura avrebbe consentito all’Udinese di iscrivere a bilancio una plusvalenza superiore ai 3 milioni di euro. L’operazione, secondo l’accusa, avrebbe inoltre prodotto un’evasione Ires per oltre 400mila euro.
A Soldati, Campoccia e alla società friulana vengono contestati, a vario titolo, i reati di falso in comunicazioni sociali, dichiarazione fraudolenta ed evasione dell’Ires. Campoccia, oltre al ruolo di vicepresidente dell’Udinese, è anche membro del Consiglio federale della FIGC in rappresentanza della Serie A, insieme a Giorgio Chiellini per la Juventus e Giuseppe Marotta per l’Inter. L’organismo è stato appena riconfermato.
Nel corso dell’udienza, la difesa di Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre. Nella stessa data è attesa anche la sentenza del Gup.
Multa anche per la Fiorentina. Bologna e Napoli con costo squadra superiore al 70% ma compensata da surplus ricavi dei precedenti bilanci
Multa da 6 milioni (che potrebbero diventare 20 in caso di mancato rispetto dei termini) e tre anni in regime di settlement agreement. E’ questo il risultato dell’accordo che la Juventus ha concluso con la Uefa per non aver rispettato il Fair Play Finanziario. “La Prima Camera del CFCB – è scritto nella nota della Uefa – ha stabilito che il Newcastle United FC (Inghilterra), laJuventus FC(Italia), l’OGC Nice (Francia), il Santa Clara (Portogallo), l’FC Astana (Kazakistan) e l’FK Partizan (Serbia) non hanno rispettato la regola sui proventi calcistici (football earnings rule), valutata per la prima volta su base aggregata triennale nella stagione 2025/26. La valutazione del CFCB ha riguardato gli esercizi finanziari conclusi nel 2023, 2024 e 2025“.
“Il Newcastle United FC e la Juventus FC hanno concluso un accordo transattivo con il CFCB della durata di tre anni – continua il comunicato -, in linea con il quadro normativo introdotto nella scorsa stagione. La durata dell’accordo dipende dalla capacità del club di conformarsi ai regolamenti sulla base delle proiezioni finanziarie presentate. Di conseguenza, ciascun club dovrà raggiungere l’obiettivo finale e ottenere la piena conformità alla regola sui proventi calcistici entro la fine del periodo di transazione, nella stagione 2028/29 (che comprende gli esercizi finanziari conclusi nel 2026, 2027 e 2028).
In particolare “i club hanno accettato i seguenti obblighi nell’ambito dell’accordo transattivo:
– pagare un’ammenda, il cui importo è determinato in base all’entità della violazione accertata;
–essere soggetti a una limitazione nella registrazione di nuovi calciatori nella Lista A per le competizioni UEFA per club. Tale misura può essere condizionata o incondizionata, a seconda della stagione coperta dal periodo dell’accordo e del rispetto, da parte del club, delle condizioni previste dall’accordo stesso;
– conseguire gli obiettivi intermedi fissati su base annuale ed essere soggetti all’applicazione di misure finanziarie e sportive condizionate qualora tali obiettivi non vengano raggiunti (vale a dire, da una restrizione più severa sulla registrazione di nuovi calciatori nella Lista A fino all’esclusione dalla successiva competizione UEFA per club per la quale il club dovesse qualificarsi)“.
Oltre alla Juventus, tra le italiane la Fiorentinaha ricevuto una multa da 6 milioni di euro per aver superato il 70% nel rapporto del costo squadra. Anche BolognaeNapoli con costo squadra superiore al 70% ma compensata da surplus ricavi dei precedenti bilanci.
Bastoni indagato per prostituzione minorile, il difensore dell’Inter è il primo a finire nel registro dell’inchiesta escort: convocati Maldini, Calafiori e Bonifazi
Oltre al provvedimento emesso nei confronti di Bastoni, la Guardia di Finanza ha notificato un invito a rendere sommarie informazioni ad altri calciatori
Alessandro Bastoni
Il difensore dell’Inter e della Nazionale Alessandro Bastoni, 27 anni, è indagato dalla Procura diMilano con l’accusa di prostituzione minorile. Il calciatore ha ricevuto oggi, 30 giugno, un avviso di garanzia e nei prossimi giorni verrà sottoposto a interrogatorio da parte degli inquirenti. Si tratta del primo sportivo a finire ufficialmente nel registro degli indagati all’interno di questa indagine.
Le chat del 2020 – Come riportato da la Repubblica, il nome del giocatore è emerso all’interno delle carte sull’inchiesta legata alla «Ma.De», una società di Cinisello Balsamo ritenuta una vera e propria «agenzia delleescort». Secondo la ricostruzione investigativa, l’agenzia si occupava di organizzare serate e party «tutto incluso» per clienti facoltosi e personaggi di spicco, in particolare calciatori. A mettere in contatto Bastoni con la ragazza – all’epoca dei fatti diciassettenne – sarebbe stato uno dei tuttofare della società. Il contatto è documentato in alcune chat risalenti al giugno del 2020. La vicenda resta tuttavia da chiarire nei dettagli: la giovane, sentita come testimone, avrebbe infatti dichiarato che tra loro non c’è stato alcun rapporto.
Il sistema dei party VIP – L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Bruna Albertini e dal pubblico ministero Rosaria Stagnaro insieme alla Guardia di Finanza, punta a smantellare l’intera rete della «Ma.De».
Gli inquirenti stanno ricostruendo i ruoli di chi organizzava gli eventi, di chi reclutava le ragazze e di chi faceva da autista per gli spostamenti. Il fulcro del business consisteva nell’allestire feste private nei locali più esclusivi di Milano: serate che iniziavano con la cena, proseguivano in discoteca e si concludevano, per chi lo desiderava, in hotel con l’uso di gas esilarante.
Gli altri calciatori coinvolti come testimoni – Oltre al provvedimento emesso nei confronti di Bastoni, la Guardia di Finanza ha notificato un invito a rendere sommarie informazioni ad altri tre calciatori: Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. I tre giocatori non sono iscritti nel registro degli indagati, ma sono stati chiamati a deporre esclusivamente in qualità di testimoni per aiutare le forze dell’ordine a ricostruire i fatti.
Nei giorni scorsi, il Como ha chiuso con il Real Madrid l’acquisto di Nico Paz per 60 milioni di euro. Una mossa audace, visti i ricavi della società
Nico Paz – Getty Images
Nei giorni scorsi, il Como ha chiuso con il Real Madrid l’acquisto di Nico Paz per 60 milioni di euro. Una mossa audace, visti i ricavi della società. Ne ha parlato anche Alessandro Giudice sulle pagine del Corriere dello Sport:
“Può il Como comprare Paz? Un acquisto da 60 milioni non è realistico per una società che ha ricavi per 55. Il fatto che i controlli del Fair Play Finanziario scatteranno solo dalla prossima stagione non può giustificarlo. Si dice: farà il settlement agreement, dimenticando che esso presuppone già una violazione, perciò è come dire che si può passare col rosso, tanto al massimo arriverà una multa. E comunque il SA non consente al club di operare come prima: impone un graduale riequilibrio dei conti”.
“Molto difficilmente il Como raggiungerà I ricavi operativi necessari a sostenere una rosa costosa. Potrà puntare sul player trading, come da anni fa l’Atalanta, ma ciò equivale a scommettere che il valore dei giocatori salga nel tempo, contro un meccanismo inerziale che trascina ogni cartellino verso zero. Ci vuole molta abilità e non è mai sano assumere impegni gravosi scommettendo sulle proprie capacità future. Anche i ricavi della Champions non sono stabili: dalla partecipazione alla prossima edizione il Como incasserà una dote pari all’intero monte ricavi dell’ultimo bilancio, ma l’anno seguente dovrà nuovamente arrivare quarto, altrimenti quei proventi spariranno“.
Le ultime ore del weekend si sono trasformate in incubo per gli automobilisti in rientro verso le città e non solo. Treni fermi per ore
Maltempo in Valtellina, uno degli interventi dei vigili del fuoco
Un nubifragio, forti raffiche di vento, pioggia torrenziale, una violenta grandinata e alberi che si sono abbattuti sulla linea ferroviaria provocando l’interruzione della circolazione dei treni.
Ma anche alcune piccole frane che hanno bloccato gli automobilisti che si apprestavano a fare rientro dopo la gita domenicale sulle montagne della provincia più a nord della Lombardia.
Ondata di maltempo – Dal tardo pomeriggio di oggi un’ondata di maltempo ha interessato Valtellina e Valchiavenna con notevoli disagi e super lavoro dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio e dei distaccamenti di Morbegno e Mese. Pioggia, grandine e vento sferzante hanno flagellato il territorio provocando allagamenti di cantine e garage. Le provinciali per Bema e per Gerola sono state interrotte al transito intorno alle 18.30 per smottamenti non di grosse entità, ma tali da impedire il passaggio.
La mappa – Un masso e una pianta sono piombati nelle vicinanze della galleria fra Pedesina e Rasura e centinaia di auto in discesa da Gerola sono rimaste in colonna. Lamiere sulla 38 anche a Selvetta di Colorina, una pianta sulla carreggiata, sempre sulla statale a San Pietro Berbenno, una pianta su un’auto a Mossini, frazione collinare di Sondrio e il blocco della ferrovia per piante sulla linea elettrica fra Colico (Lecco) e Morbegno.
Treni fermi – Coinvolti quattro treni e istituite corse di bus sostitutivi, la prima in partenza da Sondrio alle 18.40. Un fine settimana da incubo per migliaia di turisti che avevano lasciato le città alla ricerca di un po’ di refrigero dall’afa metropolitana.
Strozzatura di Colico: la Statale 36 si trasforma in un inferno. Code di 4 ore verso Milano
Intasate anche la litoranea, Provinciale 72, alle prese anche con le auto in sosta selvaggia a bordo della carreggiata e le strade parallele a monte
Traffico lungo la statale 36: i lavori in zona Colico sono un disagio aggiuntivo in un periodo già caldissimo
Colico (Lecco), 28 giugno 2026 – Prigionieri in auto per più di quattro ore per tornare verso casa. Un controesodo da bollino nero quello di oggi pomeriggio, domenica 28 giugno, sulla SS 36. Turisti e villeggianti di ritorno dalla gita domenicale sulle montagne della Valtellina o sul lago di Como sono rimasti bloccati in coda per ore sulla Statale 36.
A causa di lavori in corso, la Superstrada all’altezza di Colico è a scartamento ridotto, con una solo corsia aperta invece che due. Le migliaia di persone che in giornata si erano riversate verso le montagne o il lago si sono così trovate imbottigliate nella strettoia, senza possibilità di uscita.Chi ha potuto ha deviato sulla Sp 72, la provinciale rivierasca, che però non ha retto all’invasione di automobilisti.
Le difficoltà – “Sono ormai due ore che siamo in coda, il che significa che partendo da Sondrio sono più di 4 ore che siamo in macchina per fare pochi chilometri”, è lo sfogo sui social di uno degli automobilisti intrappolati nel lungo e immobile serpentone di veicoli. “È assurdo che i lavori sulla Statale 36 continuino da anni e provochino tutte queste code”. “Coda infinita da ore dal Trivio di Fuentes per imboccare la Statale 36 a Piona in direzione Milano – aggiunge un altro -. A Colico sono intasate sia la Sp 72 che le strade parallele a monte”.
La galleria Monte Piazzo nel tratto a doppio senso per lavori
Rallentamenti e incolonnamenti anche alle porte di Lecco, sempre in direzione sud, verso Monza e Milano, sia nel tunnel dell’Attraversamento, sia nel traforo del Monte Barro, e poi sulla Milano – Lecco in Brianza.
Alcuni incidenti, fortunatamente non gravi, hanno ulteriormente peggiorato la situazione. Non ha aiutato nemmeno la sosta selvaggia, con macchine parcheggiate ovunque a bordo strada lungo la Sp 72.Come se non bastasse, ci si è messo pure un improvviso acquazzone, che ha scatenato il fuggi fuggi e ulteriore traffico.
Lucas Trejo ha ritrovato morti sotto le macerie sua moglie e i suoi figli dopo il terremoto in Venezuela. Alle ricerche avevano preso parte anche i suoi compagni di squadra
Dopo giorni drammatici di ricerca e di speranza, Lucas Trejo, calciatore argentino, ha trovato senza vita sua moglie, Yanina Maranella, e i suoi due figli, Aaron e Ainhoa. I corpi sono stati rinvenuti sotto le macerie dopo il terremoto in Venezuela. A ritrovarli, la squadra di soccorritori di El Salvador. Il suo edificio Cumanagotto a Playa Grande è crollato completamente. L’esito è stato ufficialmente confermato anche dal Deportivo La Guaira, squadra in cui milita Trejo. Il giocatore, non avendo avuto notizie di loro per tre giorni, aveva lanciato un appello di aiuto sul proprio account social.
La moglie e i figli di Lucas Trejo sono stati trovati morti ieri a Playa Grande, la zona più colpita, tra le macerie del loro edificio. Il trentottenne calciatore professionista argentino del Maritimo La Guaira (seconda divisione venezuelana) si trovava a Caracas per una partita di coppa quando si è verificato il terremoto. Immediatamente, si è mobilitato per offrirgli supporto, con i suoi compagni di squadra che hanno persino girato un video per offrire il loro aiuto e partecipare alle ricerche. Ma alla fine il suo club ha confermato la notizia che tutti temevano.
Desde el #DLG nos unimos al duelo que embarga al jugador Lucas Trejo, por el sensible fallecimiento de su esposa, Yanina Maranella y de sus hijos, Aarón y Ainhoa Trejo. 🇻🇪
— Deportivo La Guaira 🔱 (@DvoLaGuaira) June 28, 2026
“Condividiamo il dolore che ha travolto Lucas Trejo per la scomparsa della moglie, Yanina Maranella, e dei figli, Aaron e Ainhoa. Che riposino in pace, e porgiamo le nostre condoglianze a Lucas e a tutti i suoi cari”, ha scritto Maritimo in un comunicato. Originario di Cordoba, Trejo ha giocato in sei squadre in Venezuela, dove era arrivato nel 2016, prima di militare anche in Colombia, Messico e Perù. Si era unito a La Guaira a parametro zero a febbraio. Nelle ultime ore, dopo il ritrovamento dei corpi di sua moglie e dei suoi figli, Trejo ha solo pubblicato una foto di tutta la sua famiglia insieme.
In questi giorni di ricerca e subito dopo l’appello social di Trejo tanti suoi compagni di squadra si erano mobilitati per aiutare i soccorritori al ritrovamento della famiglia del calciatore. Il giorno prima della conferma, Garcés, suo compagno di squadra, aveva pubblicato un video in cui appariva insieme a Tortolero, Correa e altri calciatori professionisti, impegnati nelle operazioni di soccorso e ricerca in una delle zone colpite dal terremoto. Nel filmato, girato tra le macerie, spiegava che il gruppo stava lavorando per salvare le persone e aiutare a ritrovare la famiglia di Trejo, che descriveva come “un amico e un fratello nel calcio”. Oggi, la tragica notizia.
Come racconta il quotidiano “Il Tirreno“, il capitano del Sassuolo è stato protagonista nel pomeriggio di sabato a Forte dei Marmi quando ha soccorso un ragazzo caduto in bici e rimasto ferito nell’indifferenza dei passanti. Berardi è stato il primo a fermarsi, ha chiamato l’ambulanza e ha assistito il giovane fino all’arrivo dei soccorritori che l’hanno condotto in ospedale.
Domenico Berardi protagonista in campo col Sassuolo, ma non solo. Nel pomeriggio di sabato a Forte dei Marmi, dove sta trascorrendo le vacanze, il capitano neroverde ha trovato posto nella cronaca dopo quanto accaduto a un giovane caduto in bicicletta. Lo riporta Il Tirreno, quotidiano che scrive come un ragazzo fosse rimasto a terra ferito e sanguinante sul viale all’altezza di Via Cavour nell’indifferenza generale dei passanti. Il primo a soccorrere il giovane è stato proprio Berardi.
Il racconto dell’episodio – La vicenda è stata ricostruita da Elisa Coppedé, che gestisce un bar nella zona e ha spiegato a Il Tirreno: “Erano all’incirca le due e mezzo, da lontano ho visto una bici a terra nella ciclabile e non riuscivo a capire se ci fosse anche qualcuno. Però vedevo passare le persone: guardavano a terra e andavano avanti come se niente fosse. Ho pensato che fosse solo una bici abbandonata, come a volte capita. Invece poi è arrivato Domenico Berardi, il calciatore, che era leggermente più avanti di me in bicicletta. Lui si è fermato subito e mi ha invitato con lo sguardo a dare una mano al ragazzo in terra“. ll giovane riportava un’evidente frattura o lussazione alla spalla, per cui è stato necessario l’intervento del soccorso medico: “Ci siamo fermati e l’abbiamo aiutato, abbiamo chiamato subito l’ambulanza. In quel momento sono arrivati anche i ragazzi del Bagno Raffaelli e l’abbiamo coperto con un ombrellone per proteggerlo. Poco dopo è intervenuta la Croce Verde, che ha prestato le prime cure sul posto e ha poi trasportato il giovane in ospedale“.
La donna ha perso la vita facendo scudo alla figlia Alana, dopo il crollo della loro casa a La Guaria
Hector Bello insieme a sua moglia – Instagram @hectorbello
La moglie del calciatore venezuelano Hector Bello è morta facendo scudo alla figlia Alana di un anno, dopo che la loro casa a La Guaria è crollata a causa del sisma. Lo ha annunciato lo stesso calciatore su Instagram parlando del ‘‘prezioso amore” della moglie Andrea e dopo aver fatto visita alla figlia in ospedale a Caracas. “Le racconterò la storia di come l’hai salvata, amore mio, di come hai dato la tua vita per nostra figlia, di come sei stata una donna coraggiosa che non l’ha mai abbandonata, nemmeno mentre esalavi l’ultimo respiro“, ha scritto Bello nel suo post. “Mia figlia e sua zia stanno bene, non saranno dimesse oggi, rimarranno in ospedale. Grazie mille per il vostro sostegno in questo immenso dolore“, ha scritto il calciatore.
In un’altra storia su Instagram, Bello ha scritto: “Come faccio a spiegare a tua figlia che hai perso la vita per salvare la sua e che io non ero lì per fare niente? Come faccio a spiegarlo? Dammi la forza ora“. Anche Cumaná de Campeones, un’organizzazione locale venezuelana che si occupa di comunicazione per i calciatori, ha pubblicato un post sulla morte della donna. “Ci dispiace dover comunicare che la compagna del calciatore Hector Bello “Kike”, originaria di Cumana, è stata trovata morta tra le macerie in seguito al terremoto che ha colpito il Paese“, si legge sui social.
“La loro figlia, tuttavia, è sopravvissuta al crollo dell’edificio in cui risiedeva l’intera famiglia“, ha aggiunto l’organizzazione. La morte della moglie di Ballo è stata annuncia anche dall’emittente televisiva statunitense in lingua spagnola Univision.
Due scosse nel giro di 40 secondi nel nord del paese. La presidente Rodriguez dichiara lo stato d’emergenza. Trump: “Numero devastante di vittime”. Tajani parla con ambasciatore Caracas, De Vito: “Al momento no vittime italiane”
Terremoto in Venezuela – (Afp)
Due violentissime scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Venezuela oggi, giovedì 25 giugno, provocando il crollo di edifici nella capitale Caracas. La presidente Delcy Rodriguez ha annunciato che almeno 32 persone sono morte e 700 sono rimaste ferite. Il numero delle vittime, secondo le autorità, è destinato a salire.
Due super scosse in un minuto – La prima scossa di magnitudo 7.2 si è verificata nell’area di San Felipe, capitale dello stato di Yaracuy nel nord del paese, poco dopo le 18 locali di mercoledì 24 giugno. Dopo appena 40 secondi, una scossa di magnitudo 7.5 è stata registrata a 23 km a sudest di Yumare, nello stesso stato a circa 300 km da Caracas, in un’area che ospita nel più grandi raffinerie del paese. L’US Geological Survey ha diffuso un’analisi preliminare descrivendo una “sequenza sismica doppia di grave entità“. Non è stato emesso un allarme tsunami. Secondo l’agenzia AFP, sono state registrate oltre 20 scosse di assestamento avvertite nel nord-est del paese.
Crollano palazzi a Caracas, stato d’emergenza – A Caracas, dove sono crollati edifici, migliaia di persone si sono riversate nelle strade per il sisma più violento nel paese dal 1900. La presidente Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza. “A coloro che purtroppo hanno subito la perdita di un familiare, porgiamo le nostre più sentite condoglianze“, ha affermato in un discorso in tv. Rodriguez non ha fornito dati sul numero delle vittime ma ha esortato medici e infermieri a presentarsi al lavoro per assistere i feriti.
Le autorità hanno interrotto le forniture di gas nelle zone colpite e l’erogazione dell’acqua è stata sospesa in alcuni settori di Caracas e in diversi stati settentrionali. Nela capitale molte abitazioni sono prive di elettricità. La rete, però, ha retto nel resto del paese. Sospese le operazioni negli aeroporti, in particolare a Caracas nello scalo internazionale Simon Bolivar. E’ stata disposta la chiusura di tutte le scuole fino alla fine della settimana.
Il messaggio di Trump – “I due forti terremoti che hanno appena colpito il popolo venezuelano sono entrambi di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime“, scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul social Truth. “Gli Stati Uniti sono pronti” ad intervenire, “e in grado di aiutare! Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici. I primi rapporti non sono buoni!!!“, afferma.
Gli Stati Uniti manderanno squadre di ricerca e soccorso, forniture mediche e umanitarie e altri beni di prima necessità in Venezuela, ha reso noto Jeremy Lewin, alto funzionario del Dipartimento di Stato responsabile degli aiuti esteri. Con un post sui social ha annunciato che gli Stati Uniti stanno coordinando le operazioni con i loro partner nel governo venezuelano e che il Dipartimento di Stato ha già mobilitato un team di assistenza.
Tajani parla con ambasciatore Caracas, De Vito: “Al momento no vittime italiane” – Al momento “non risultano vittime italiane in Venezuela” anche se “abbiamo notizia di diversi connazionali le cui abitazioni sono risultate danneggiate o addirittura distrutte“, ha affermato l’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, parlando a RaiNews24. De Vito ha aggiunto come “assieme al consolato generale a Caracas e il consolato a Maracaibo stiamo verificando le condizioni dei nostri connazionali“. Come già spiegato in una nota della Farnesina il nostro ambasciatore ha confermato di essere “in contatto con il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha proposto all’Unione europea di attivare il meccanismo della Protezione civile“.
Tajani ha contattato l’ambasciatore d’Italia a Caracas e chiesto all’ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che “l’Italia è pronta a prestare assistenza“.
Gli aiuti degli altri paesi – I paesi confinanti hanno offerto aiuti umanitari e supporto per i soccorsi. Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha ordinato l’invio immediato di aiuti umanitari in Venezuela. Si sono attivati immediatamente anche Panama e Brasile. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha incaricato il ministero degli Esteri di valutare interventi immediati. Dal Salvador, il presidente Nayb Bukele ha annunciato l’invio di 300 soccorritori.
Possibile maremoto alle Isole Vergini e a Porto Rico
Un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il Venezuela: lo riferisce l’Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti. L’epicentro si trova a circa 28 chilometri a ovest della città di Morón, sulla costa caraibica del Paese, la profondità è di 13 chilometri. Nella capitale, Caracas, la popolazione ha evacuato edifici e abitazioni mentre la scossa faceva tremare le strutture. Almeno due edifici sono crollati nel quartiere di Los Palos Grandes, nel comune di Chacao, nell’area metropolitana di Caracas. Lo riferiscono media locali e residenti della zona, che hanno segnalato i crolli lungo la Primera Avenida, tra l’Avenida Francisco de Miranda e la Primera Transversal.
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Il ct non sarà in panchina nella sfida di venerdì contro la Norvegia: è partito per la Francia per assistere al funerale in Francia. Al suo posto il vice Guy Stéphan
Il commissario tecnico della nazionale francese Didier Deschamps
Il commissario tecnico della nazionale francese Didier Deschamps non sarà in panchina nell’ultima sfida del girone tra Francia e Norvegia, in programma venerdì alle 21 a Boston. L’allenatore è in lutto per la scomparsa della madre ed è tornato in Francia per partecipare ai funerali. Ad annunciarlo è stata la Federazione calcistica francese. “Didier Deschamps non potrà dirigere gli allenamenti prima della partita Norvegia-Francia. Non potrà nemmeno essere in panchina venerdì per l’ultima partita del Gruppo I. Il commissario tecnico della nazionale è rimasto profondamente addolorato nell’apprendere questa mattina della scomparsa della madre. Rientrerà in Francia per partecipare ai funerali“, ha dichiarato la federazione in un comunicato stampa.
Didier Deschamps ha così lasciato in mattinata il ritiro della Francia per tornare in patria e assistere ai funerali della madre Ginette. A sostituirlo sarà il suo vice, Guy Stéphan, come era già accaduto nel maggio 2022 quando morì il padre di Deschamps. “In questo momento incredibilmente doloroso, auguriamo al commissario tecnico grande forza e gli assicuriamo il sostegno di tutti”, ha scritto in un’altra nota la Federcalcio francese. I giocatori dei Bleus si sono stretti attorno al loro allenatore osservando un minuto di silenzio, tutti abbracciati attorno al cerchio di centrocampo del campo di allenamento alla Bentley University a Waltham, nel Massachusetts. Con loro c’erano anche i membri dello staff tecnico tra cui Stéphan. “I nostri pensieri sono rivolti al nostro allenatore e a tutta la sua famiglia. Non siete soli“, ha scritto il capitano Kylian Mbappé in una storia su Instagram.
Tutti i convogli in viaggio sono stati riportati nelle stazioni, passeggeri nel caos. Mistero sulle cause
Blocco totale dei treni in Germania, il traffico ferroviario è stato bloccato in tutto il Paese a causa di un problema tecnico di enorme portata, probabilmente legato al crollo del segnale radio. Lo ha riferito il portavoce dell’azienda ferroviaria Deutsche Bahn alla Dpa. A bordo dei treni ad alta velocità, Ice, sono stati fatti annunci per informare dello stop che riguarda anche i convogli regionali.
La compagnia ferroviaria Metronom, una delle più grandi compagnie private che operano in Germania, ha fatto sapere che “a causa di una interruzione nazionale nei collegamenti radio ferroviari, tutti i treni in viaggio devono fermarsi oppure andare alla stazione successiva e fermarsi lì“. Metronom ha aggiunto, “ci saranno lunghi ritardi e cancellazioni su tutte le linee e su tutti i treni“.
“Ora stiamo cercando di far arrivare i treni alle stazioni affinché i passeggeri possano scendere. Poi dobbiamo risolvere il problema che ancora non conosciamo“, ha detto alla ‘Bild‘ l’amministratore delegato di Deutsche Bahn Evelyn Palla, italiana di Bolzano, qualche mese fa chiamata a dirigente le ferrovie tedesche.
E mercoledì saliranno a 16 le città roventi dal Nord al Centro-Sud
Il caldo anomalo non dà tregua in Italia, con un inizio settimana dominato dall’afa in buona parte del paese: da Milano a Roma, da Firenze a Pescara temperature ‘top‘. Come atteso, si entra nel vivo dell’ondata di calore in corso e il numero di città che saranno contrassegnate dal bollino rosso è destinato a crescere di giorno in giorno.
Ieri, lunedì 22 giugno, le città da bollino rosso sono state 12. Oggi, martedì 23 giugno, salgono a 15. L’allerta massima (livello 3) indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. E tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute, si ricorda nel portale del ministero della Salute dove è stato pubblicato l’ultimo bollettino aggiornato.
I capoluoghi più caldi oggi saranno Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Restano con bollino arancione (Allerta 2) Bari e Latina. In giallo (Allerta 1) ci sono Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste.
Domani, mercoledì 24 giugno, si sale ancora: i capoluoghi col bollino rosso diventano 16 con l’aggiunta di Latina, e completano il quadro i bollini arancioni previsti per Trieste e Bari. Rimarranno infine contrassegnate dal bollino giallo solo 9 città: Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.
L’anticiclone africano continua a dominare sull’Italia, portando caldo intenso e afa, ma non mancano episodi temporaleschi locali. Per domani martedì 23 giugno è stata diramata un’allerta meteo gialla per rischio temporali, idraulico e idrogeologico in Calabria, Basilicata, Lazio e Sicilia. Le temperature resteranno elevate, con punte fino a 38 gradi.
L’Italia resta sotto l’influenza dell’anticiclone africano, che continua a mantenere condizioni di caldo intenso su gran parte del Paese. La massa d’aria rovente garantisce temperature ben sopra la media e un clima particolarmente afoso, ma non impedisce la formazione di temporali locali, soprattutto nelle zone montuose e nelle aree interne.
Per la giornata di domani, martedì 23 giugno, la Protezione civile ha comunque diramato un’allerta meteo gialla per rischio idraulico, idrogeologico e temporali in alcune regioni del Sud e del Centro Italia. I fenomeni non saranno diffusi, ma potranno risultare localmente intensi, con possibili rovesci improvvisi e criticità legate al territorio. Ad ogni modo il caldo è destinato a proseguire anche nei prossimi giorni, con valori elevati e zero termico su livelli eccezionali sulle Alpi.
Allerta Meteo gialla: le regioni a rischio – L‘allerta meteo gialla di martedì 23 giugno interessa principalmente il Mezzogiorno e alcune zone del Centro Italia. Le criticità riguardano il rischio di temporali, possibili problemi idraulici e fenomeni legati al dissesto idrogeologico. Questa la situazione secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile:
Ordinaria criticità per rischio temporali/ allerta gialla: Basilicata: Basi-A2, Basi-D, Basi-C. Calabria: Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico MeridionaleLazio: Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Aniene, Bacini di Roma, Appennino di RietiSicilia: Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia, Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Bacino del Fiume Simeto, Sud-Orientale, versante ionico, Centro-Meridionale e isole Pelagie
Ordinaria criticità per rischio idrogeologico / allerta gialla:Calabria: Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico MeridionaleSicilia: Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia, Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Bacino del Fiume Simeto, Sud-Orientale, versante ionico, Centro-Meridionale e isole Pelagie
Maltempo martedì 23 giugno: le previsioni meteo – La giornata di domani, martedì 23 giugno, inizierà con condizioni generalmente stabili, con cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte dell’Italia. Nel corso del pomeriggio è previsto un aumento della nuvolosità, ma resteranno ampie schiarite soprattutto in pianura Padana, lungo le coste liguri, sui versanti adriatici e sulle isole.
I fenomeni saranno concentrati soprattutto nelle aree montuose: sono attesi rovesci e temporali sparsi, localmente anche intensi, su Alpi, Prealpi venete, Friuli Venezia Giulia, Appennino, zone interne della bassa Toscana e del Lazio, oltre ai rilievi delle isole maggiori.
In serata alcuni temporali potranno spostasi verso le zone di pianura, con possibili episodi tra Lombardia, area veronese ed Emilia occidentale. Nonostante questi fenomeni, il quadro generale resterà caratterizzato dal caldo afoso, con notti tropicali e temperature massime comprese in prevalenza tra 30 e 38 gradi.
I venti saranno deboli, con una prevalente componente di brezza lungo le coste. L’ondata di calore, secondo le attuali proiezioni, dovrebbe continuare fino alla fine di questo mese e potrebbe intensificarsi ulteriormente nella seconda parte della settimana, coinvolgendo maggiormente anche le regioni meridionali finora meno interessate dalle anomalie termiche.
La notizia arriva da un comunicato della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca
Alex Schwazer – IPA
Nuova bufera doping per Alex Schwazer. Il 41enne marciatore italiano è risultato positivo all’Epo in un controllo eseguito in Germania. La notizia arriva oggi, lunedì 22 giugno, da un comunicato della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania: “Nada – si legge –ha avviato un procedimento di gestione dei risultati in bse al Codice Mondiale Antidoping (WADC21)/Codice Nazionale Antidoping della Germania (NADC21) e al regolamento antidoping della Federazione Tedesca di Atletica Leggera (DLV) nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer a causa di una possibile violazione delle norme antidoping. La Nada ha disposto una sospensione temporanea nei confronti dell’atleta e ha inoltre presentato una denuncia presso la procura competente ai sensi della legge antidoping“.
Il comunicato continua: “In occasione dei Campionati tedeschi di marcia su strada, la sostanza eritropoietina (classe S.2 della Lista delle sostanze proibite dell’Agenzia mondiale antidoping), abbreviata in EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue dell’atleta“.
La gara della sospensione – Schwazer è finito in un nuovo caso doping per la gara dello scorso 26 aprile in Germania, quando aveva vinto la maratona dei campionati tedeschi con il terzo tempo al mondo e record italiano di 3h01’55”.
Schwazer, le precedenti squalifiche – Per l’azzurro, oro nella 50 km di marcia a Pechino 2008, si tratta della terza positività della carriera. Nel 2012 venne trovato positivo all’Epo prima delle Olimpiadi di Londra, ammettendo subito le sue responsabilità e confessando l’assunzione della sostanza con una squalifica di tre anni e nove mesi. Schwazer tentò poi di tornare in pista sotto la guida dell’allenatore Sandro Donati, simbolo della lotta al doping in Italia.
Nel 2016 il secondo caso di doping, pochi mesi prima delle Olimpiadi di Rio. Schwazer risultò positivo al testosterone sintetico durante un controllo, respingendo però subito tutte le accuse, iniziando una lunga battaglia contro il sistema e la Wada, fino a quando – nel 2021 – il Tribunale di Bolzano dispose l’archiviazione del procedimento penale, ritenendo plausibile l’ipotesi di una manipolazione dei campioni.
L’ex numero uno del Coni guiderà il calcio italiano dopo le dimissioni di Gravina dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali
“Inizia la nuova epoca del calcio italiano”. Giovanni Malagò è il nuovo presidente federale, ha battuto Abete prendendo il 68,58% dei voti. “Non sono un Papa nero, ma uno di voi: figlio, fratello e padre del mondo del pallone”, commenta emozionato l’ex presidente del Coni davanti agli elettori. Un trionfo netto, quello decretato dell’assemblea federale, riunita per scegliere il successore di Gabriele Gravina nella cornice lussuosa del Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sulla collina di Monte Mario. “Sento le vostre grida di dolore. Avverto uno spaventoso senso di responsabilità, ma sono abituato a conviverci. È il momento di cambiare e innovare”. Come? “Vi supplico, mettiamo da parte i personalismi. Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto”, la preghiera diMalagò. Che manda un messaggio chiaro al governo e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, lo stesso che nei mesi scorsi aveva apostrofato l’ex numero uno del Coni come “diversamente amico”, nel solco di una storica ruggine, ora da scrostare. “Bisogna ricostruire le dinamiche con il mondo politico. Lo farò mantenendo la schiena dritta, perché è così che si ottiene molto di più”, spiega. Sconfitto il rivale (29,17% dei voti ottenuti da Abete), numero uno della Lega Dilettanti, che fino all’ultimo tiene viva la candidatura. “Giovanni, se tu sei figlio del mondo del calcio, io lo sono ancora di più”, il suo messaggio prima del voto in un discorso infinito – quasi mezz’ora, il doppio di Malagò – in cui cita anche Vasco Rossieil Vangelo per ribadire il suo impegno nella difesa degli interessi del calcio italiano.
La polemica di Gravina – Malagò raccoglie un’eredità pesante: la terza esclusione consecutiva dai Mondialinon aveva lasciato alternative a Gravina, che ha guidato il calcio italiano dal 2018 e il 3 aprile, dopo la batosta di Zenica con la Bosnia ai play-off, non ha resistito alle pressioni. E oggi ha spiegato: “La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta. È stata una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Io sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”. E ancora: “Ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa”.
Insieme a Gravinaavevano lasciato anche Buffon, capo delegazione della Nazionale e Gattuso qualche giorno dopo che ha rassegnato le dimissioni da ct.
Gli obiettivi non sono cambiati e l’impegno che Malagò dovrà affrontare non è semplice: il calcio italiano è senza riforme, ha cento squadre professionistiche che faticano a sopravvivere, stadi vecchi e un debito di oltre 5 miliardi.
Confermati tutti i consiglieri federali – Sono stati confermati in blocco tutti i consiglieri federali: per la Lega Serie A Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini; per la Serie B Antonio Gozzi; per la Serie C Giulio Gallazzi; per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro; per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno; per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città.
Il cantante, 81 anni, di recente ha cancellato degli show per problemi di salute: “Ho rischiato di svenire”
Rod Stewart, che durante il suo concerto allo Utah First Credit Union Amphitheatre di West Valley City,….
Momenti di tensione per Rod Stewart, che durante il suo concerto allo Utah First Credit Union Amphitheatre di West Valley City, è stato soccorso sul palco per indossare la maschera dell’ossigeno. Come riporta il sito americano TMZ, che ha un pubblicato il video della scena, non sono ancora noti i motivi del malessere. Il cantante britannico, 81 anni, stava eseguendo una delle canzoni più note della sua discografia, “Young Turks“, quando ha iniziato ad accorgersi che qualcosa non andava.
Problemi di salute – Camminava in giro per il palco aggrappandosi a strumenti e oggetti di scena. Poi ha fatto cenno a due addetti del suo staff, che sono subito intervenuti con una bombola d’ossigeno. “Ho rischiato di svenire“, ha spiegato Stewart, mentre il pubblico gli rivolgeva un lungo applauso di sostegno. “Lo spettacolo deve continuare, vi dispiace se mi siedo?“. Il cantante ha infatti trascorso il resto dello show seduto su una sedia. Un episodio allarmante se si considerano i vari show cancellati per problemi di salute.
Le possibili cause del malessere – Secondo alcuni, uno dei fattori che potrebbe aver influito sarebbe l’altitudine di West Valley City, situata a circa 1300 metri sul livello del mare. Negli ultimi mesi, il tour mondiale di Stewart, ha subito diversi annullamenti e slittamenti: da quelli ri-programmati a Las Vegas a causa di “una sinusite“, a quelli cancellati in California. Poi la polemica per la data di San Diego annullata quasi all’ultimo, nonostante ore dopo il cantante fosse andato al Boston Stadium insieme ai figli Aidan e Alastair, per vedere la seconda partita della Scozia al Mondiale.
Nessun ritiro dalle scene – Nonostante questi ultimi problemi di salute, Stewart ha dichiarato di sentirsi bene: “Sono in forma, ho una folta chioma e riesco a correre i 100 metri in 18 secondi“. Il suo One Last Time Tour – che toccherà anche l’Italia il 2 luglio, a Bassano del Grappa – non è quindi un addio alle scene. “È l’ultimo tour mondiale, ma non ho alcuna intenzione di ritirarmi“, ha confermato Stewart.