La tragedia durante una prova del campionato Alpe Adria. Hanno perso la vita l’austriaco Philipp Steinmayr e il romeno Adrian Rus
Philipp Steinmayr e Adrian Rus
Tragedia sul circuito di Brno, nella Repubblica Ceca, dove due piloti sono morti in seguito a un grave incidente avvenuto sabato durante la gara della categoria Superstock 1000/Superbike dell’Alpe Adria International Motorcycle Championship.
Le vittime sono l’austriaco Philipp Steinmayr, 32 anni, e il romeno Adrian Rus, 43 anni. L’incidente si è verificato poco dopo la partenza della gara. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, Steinmayr è deceduto sul circuito a causa delle gravi ferite riportate, mentre Rus è stato trasportato in ospedale in condizioni critiche, dove è morto poco dopo.
La FIM Europe ha confermato la tragedia con una nota ufficiale, esprimendo il proprio cordoglio alle famiglie, agli amici, ai team e a tutti coloro che erano vicini ai due piloti. In seguito all’incidente, gli organizzatori hanno deciso di cancellare l’intero programma del fine settimana, comprese tutte le gare ancora in calendario.
It is with deep sadness that the FIM Endurance World Championship (FIM EWC) has learned of the passing of Philipp Steinmayr and Adrian Rus, following an accident during a round of the Alpe Adria International Championship at Automotodrom Brno.
Lingua originale: inglese Con profondo dolore, il Campionato Mondiale Endurance FIM (FIM EWC) ha appreso della morte di Philipp Steinmayr e Adrian Rus, in seguito a un incidente durante una prova del Campionato Internazionale Alpe Adria all’Automotodrom Brno. Philipp ha partecipato alla 24 Heures Motos 2026 con il team National Motos Honda FMA. I nostri pensieri sono con le famiglie, i cari e i team di entrambi i piloti, e con tutti coloro che li conoscevano.
Episodio contestato ai quarti di finale dei Mondiali 2026
Il pallone che tocca il cavo e le proteste di Nyland – X
Proteste sul pareggio dell’Inghilterra durante il quarto di finale contro la Norvegia vinto 2-1 ai supplementari con la doppietta di Bellingham. Oggi la Nazionale dei Tre Leoni ha sfidato quella scandinava ai Mondiali 2026 per un posto in semifinale, in una partita che però sarebbe stata viziata da una clamorosa svista arbitrale. Sul rinvio del portiere norvegese Nyland infatti il pallone colpisce un cavo aereo di una telecamera e poi cade ‘a piombo‘ sui piedi di un giocatore dell’Inghilterra: parte così l’azione che innesca Gordon e che si chiude con il primo gol di Bellingham per il provvisorio 1-1.
Succede tutto al secondo minuto di recupero del primo tempo. Il portiere della Norvegia rinvia altissimo, il pallone vola in aria e colpisce un cavo di una telecamera, cadendo sulla linea del centrocampo tra i piedi di un giocatore dell’Inghilterra. I bianchi ripartono, il pallone arriva a Bellingham che incrocia il sinistro e buca Nyland sul secondo palo.
La deviazione però non viene ravvisata né dall’arbitro né dal Var, mentre il portiere norvegese corre a lamentarsi indicando, come mostrato da immagini diventate rapidamente virali, proprio il cavo sospeso. Su X monta la protesta non solo dei tifosi scandinavi: “Il gol dell’Inghilterra è il risultato della palla che ha colpito il cavo della telecamera“, scrive un utente, “il che è pazzesco perché i norvegesi lo stavano chiaramente indicando”. “Nessun fischio, non è rivedibile?! Eppure come sappiamo, a volte le cose possono improvvisamente diventare rivedibili e reversibili…“, ha scritto un altro, alludendo probabilmente al cartellino rosso sospeso a Folarin Balogun.
Il regolamento prevede che in caso di interferenza il gioco venga interrotto e riprenda con la palla scodellata dall’arbitro. La situazione specifica, però, è un unicum. L’arbitro Turpin evidentemente non ha notato nulla di anomaloeil Var apparentemente non è stato coinvolto. Una prima spiegazione dell’episodio arriva dalla Fifa. Come riportato dal Times, il massimo organo di governo del calcio mondiale avrebbe comunicato che il sensore presente sul pallone non avrebbe rilevato alcun contatto: “Hanno controllato i dati e non c’è alcun picco nel grafico dal sensore heartbeat della palla collegata“. Se la deviazione c’è stata, in sostanza, per la Fifa è impercettibile e non confermata dalla tecnologia.
Before England’s goal in minute 45+2 against Norway, the sensor in the Connected Ball showed no peak in the 'heartbeat of the ball' when in the air, and therefore no evidence that the ball touched the overhead wire and changed the movement of the ball. pic.twitter.com/gYf9ukfveT
How can we trust sensor tech. to make difficult decisions when it's getting obvious things wrong. We have eyes and can see the trajectory change, but somehow this sensor tech can detect a hair follicle touching the ball, as it did with Croatia?pic.twitter.com/hXSxZK3I6L
Non risultano persone coinvolte e non sono al momento chiare le cause che hanno scatenato l’incendio. Circa 2000 mq di superficie interessati dalle fiamme
Altro rogo a Milano. Dalle 17.30 squadre dei Vigili del fuoco di Milano sono impegnate per un incendio scoppiato all’interno della Polirecuperi srl in via Galilei 63 a Cornaredo. Circa 2000 mq di superficie della società specializzata nella gestione dei rifiuti riciclabili, sono stati interessati dalle fiamme. Le squadre dei soccorritori, giunti sul posto con sei mezzi provenienti dai vicini distaccamenti di Rho, Legnano, Corbetta e Inveruno hanno circoscritto nel giro di poco tempo le fiamme mettendo in sicurezza l’area. Da poco sono cominciate le operazioni di bonifica. Non risultano persone coinvolte e non sono al momento chiare le cause che hanno scatenato l’incendio.
L’ex dirigente del Milan dice sì alla proposta del presidente della Figc. L’ex campione brasiliano sarà advisor
Paolo Maldini (ansa)
Paolo Maldini ha detto sì. L’ex dirigente del Milan ha accettato la proposta del presidente della Figc Giovanni Malagòe sarà direttore tecnico della federcalcio e presidente del Club Italia. A sorpresa arriva in azzurro anche un altro ex rossonero, Leonardo, che lavorerà al fianco di Maldini con il ruolo di advisor.
Leonardo
Questa la nota della Figc: “Con soddisfazione il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, annuncia che Paolo Maldini ha accettato l’incarico di Direttore Tecnico della Federazione. Paolo Maldini svolgerà tale compito unitamente a Leonardo nella qualità di Advisor. A Paolo Maldini Giovanni Malagò affiderà anche la presidenza del Club Italia”.
Malagò: “Ho pensato subito a Maldini” – Malagò, ospite di Tg2 Post, spiega che “da sempre, da subito, ho pensato che Paolo Maldini potesse essere la persona giusta per sovrintendere al settore tecnico della Federcalcio, che poi implica non solo la nazionale maggiore ma tutta la filiera delle giovanili. In due settimane abbiamo portato avanti idee, progetti”. L’idea di Leonardocome advisor è proprio di Maldini: “Paolo da subito mi ha detto che sarebbe stato giusto coinvolgere Leonoardo come consulente. Io sono molto contento anche di questo perché ho stima profonda nei suoi confronti. Sono due facce della stessa medaglia. C’è un impegno di quattro anni che ci deve portare, da qui al 2030, al Mondiale prossimo, passando per l’Europeo“.
Malagò: “Da ora cominciamo a ragionare sul ct” – Per quanto riguarda il nuovo ct della Nazionale, “da ora cominciamo a ragionare. Non ho parlato con nessuno e non ho voluto sentire nessuno: è giusto condividere” con Maldini “la scelta del nuovo commissario tecnico. Credo sia giusto e rispettoso condividere la scelta, so che l’ultima responsabilità è la mia e degli amici del Consiglio federale“, ha concluso Malagò.
L’incendio che si è sviluppato nel primissimo pomeriggio di oggi nella zona di Padrongianus, pochi chilometri a sud di Olbia, ha provocato diversi disagi all’operatività del vicino aeroporto.
Lo scalo tecnicamente non è chiuso ma diversi voli in arrivo sono stati dirottati su Cagliari e Algheroper non interferire con le operazioni dei due Canadair, quelli in partenza dalle 17 in poi sono in ritardo.
L’incendio, piuttosto insidioso, non distante dall’ospedale Mater Olbia e dalla pista dell’aeroporto è ora in fase di bonifica ma è stato necessario chiudere anche la statale 125.
Sul posto sono intervenuti due Canadair, due elicotteri, e a terra la Forestale, i vigili del fuoco e le associazioni di volontariato. Le operazioni sono coordinate dall’Ispettorato forestale di Tempio e dalla stazione di Olbia. L’incendio è partito dalla strada e ha bruciato cinque ettari.
Il giocatore era stato schierato titolare in tutte le partite disputate con la sua Nazionale
Jayden Adams – Ipa/Fotogramma
Lutto per il Sudafrica: è morto Jayden Adams, centrocampista che ha giocato con la sua Nazionale ai Mondiali 2026, dove ha raggiunto lo storico traguardo dei sedicesimi di finale. Il giocatore dei Mameolodi Sundowns è deceduto all’età di 25 anni, proprio poche settimane dopo l’ultima partita, persa contro il Canada, nella rassegna iridata.
Come riportato dalla Bbc, la notizia ha provocato shock e dolore in tutto il Paese, così come nei suoi compagni di Nazionale, con Adams che era stato titolare in tutte le partite giocate dal Sudafrica ai Mondiali. “È con profondo shock e con il cuore pesante che ho appreso della scomparsa di Jayden Adams“, ha dichiarato in un comunicato Gayton McKenzie, ministro sudafricano dello Sport, delle Arti e della Cultura.
“Il calcio sudafricano ha perso uno dei suoi giovani talenti più brillanti e la nostra Nazione si unisce al lutto insieme alla sua famiglia, ai suoi compagni di squadra e ai milioni di tifosi che lo hanno visto crescere da promettente giovane promessa dell’accademia a giocatore della nazionale sudafricana Bafana Bafana“, ha concluso.
Anche il sindacato dei calciatori sudafricani si è detto profondamente “devastato dalla prematura scomparsa di Adams, che aveva esordito con la propria Nazionale nel 2022.” Jayden aveva rappresentato il Sudafrica ai Mondiali 2026, portando sulle spalle le speranze della Nazione con orgoglio, coraggio e distinzione, ha scritto in un comunicato.
“La sua scomparsa rappresenta una perdita incommensurabile per la sua famiglia, i compagni di squadra, i club, il mondo del calcio e l’intero Paese. Il calcio sudafricano ha perso un giocatore di talento, un fiero servitore di questo sport e una giovane vita che aveva ancora tanto da offrire“, ha concluso il sindacato.
Se n’è andato dopo una lunga malattia. I successi: da Champagne a Roberta, da Let’s Twist Again a St. Tropez Twist. Due vittorie al Festival di Sanremo
Peppino Di Capri (Ansa)
È morto stamattina nella sua amata isola Peppino di Capri. Aveva 87 anni e scompare dopo una lunga malattia. Ne dà notizia Il Mattino online. Interprete della grande musica italiana, pianista raffinato, lascia i figli Nico con la prima moglie e Edoardo e Daria con Giuliana Gagliardi.
Se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della canzone italiana del Novecento. Pianista raffinato, interprete elegante e autore di brani entrati nella memoria collettiva, ha attraversato oltre sessant’anni di musica, riuscendo a parlare a generazioni diverse senza mai rinunciare al proprio stile.
VITA E CARRIERA – Quindici partecipazioni al Festival di Sanremo(con due vittorie, nel 1973 e nel 1976), quattro partecipazioni al Festival della Canzone Napoletana (con una vittoria, nel 1970) e nove partecipazioni a Canzonissima. E, ancora, una serie di successi indimenticabili come “Un grande amore e niente più“, “St Tropez twist“, “Roberta“, “Luna caprese” e “Champagne“, forse la più famosa e la più ballata. Questo e molto altro è stato Peppino Di Capri, scomparso all’età di 87 anni, dopo una carriera durata più di un sessantennio e iniziata a soli quattro anni, sì perché Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, si esibì in pubblico da piccolissimo, suonando il pianoforte per le truppe americane durante la Seconda guerra mondiale. È scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione, dopo una lunga malattia. La musica ce l’aveva nel sangue grazie alla sua famiglia: il nonno, membro della banda musicale di Capri, e il papà, titolare di un negozio di strumenti musicali che, nel tempo libero, si dilettava suonando il clarinetto, il sassofono, il contrabasso e il violoncello.
Dall’età di sei anni inizia a studiare pianoforte e a 14 anni comincia a esibirsi nei night club di Capri e Ischia con l’amico Ettore Falconieri. Si chiamano il Duo Caprese e si esibiscono anche in tv, nel programma “Primo applauso” condotto da Enzo Tortora. Con Falconeri e altri amici alla fine degli anni Cinquanta forma anche un gruppo, i Capri Boys, ispirato alla musica rock che arriva dall’America. È proprio durante una di queste serate che il gruppo viene notato da un dirigente della casa discografica milanese Carisch: arriva il primo contratto e Giuseppe, su suggerimento del chitarrista Mario Cenci, Giuseppe cambia il suo nome in Peppino, come lo chiamano gli amici, e il cognome in Di Capri, come omaggio all’isola in cui è nato il 27 luglio 1939. Nascono Peppino Di Capri e i suoi Rockers che, nel giro di qualche anno, ottengono un notevole successo. Siamo, ormai, negli anni Sessanta e Peppino diventa anche attore, prendendo parte agli indimenticabili musicarelli. Nel frattempo ha sposato Roberta Stoppa, dalla quale si separerà nel 1970, poco dopo la nascita del primogenito Igor.
Nel 1973, dopo alcuni anni di stop (e di scioglimento del gruppo), arriva la prima vittoria al Festival di Sanremo con “Un grande amore e niente più“. Da quel momento la carriera e il successo di Peppino non si fermano più. Arrivano nuovi brani come “E mo’ e mo‘” e “Il sognatore” e decine e decine di partecipazioni televisive, tra cui quella al Festival di Sanremo 2023. Al Festival era stato anche nel 1995 come componente del Trio Melody, un trio formatosi per l’occasione: oltre a Peppino ne facevano parte Gigi Proietti e Stefano Palatresi; il brano proposto si intitolava “Ma che ne sai… (se non hai fatto il piano-bar)“.
Il 26 maggio del 2005 viene anche insignito dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2019 ha perso la seconda moglie, Giuliana Gagliardi, con cui è stato più di quarant’anni e con cui ha avuto gli altri due figli, Edoardo e Dario.
Caldo secco e brezza: in 24 ore fiamme dilagate in quota, in azione sei Canadair e 4 elicotteri. Il presidente del Piemonte Cirio va sul posto, anche la Valle d’Aosta dichiara lo stato di “grave pericolosità”
Le montagne avvolte dal fumo questa mattina
Il fuoco avanza inesorabile nell’alto Piemonte, dove un vasto incendio sta divorando i boschi della valle d’Ossola. Nelle ultime 24 ore la superficie di montagna devastata dal rogo è cresciuta in modo esponenziale, passando da poco più di 100 a oltre 600 ettari. Massima preoccupazione a Premosello Chiovenda, comune ai margini del Parco nazionale della Valgrande. In questi giorni il caldo intenso ma secco, non afoso, e la brezza hanno creato un mix micidiale che favorisce il propagarsi delle fiamme. Ieri in tutto il Piemonte è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità. Da questa sera – è la speranza – una serie di temporali prima sulle montagne e poi in estensione sulla pianura potrebbe dare una svolta alla situazione.
A fare le spese dell’emergenza sono soprattutto i residenti della frazione di Colloro, il villaggio più vicino al fronte del fuoco. L’aria, resa irrespirabile dal fumo, ha costretto le autorità a disporre l’evacuazione immediata in via precauzionale. Le operazioni, organizzate dal Comune in sinergia con la Croce Rossa locale e la Protezione Civile del Verbano, hanno coinvolto circa120 persone; una quindicina di residenti ha invece scelto di rimanere sul posto. Sul fronte del monitoraggio ambientale, i tecnici di Arpa Piemonte hanno raggiunto il posto di coordinamento avanzato dei vigili del fuoco ad Anzola d’Ossola per controllare i livelli di inquinamento.
Per fronteggiare l’emergenza, spiegano dal comando regionale dei vigili del fuoco, “è stato schierato un assetto aereo composto da sei Canadair della flotta di Stato, tre elicotteri regionali e uno della nostra componente aerea”. In Val Vigezzo le fiamme si sono sviluppate a 1.650 metri di quota, a ridosso del confine con la Svizzera, “dove si è reso necessario l’elitrasporto del personale in quota per operare da terra”. A Premosello l’incendio è localizzato a 1.900 metri in un’area inaccessibile alle squadre a terra; il fronte avanza verso la Val Grande e viene “contrastato con l’attacco aereo di quattro Canadair”.
Fiamme domate, invece, in provincia di Torino: i vigili del fuoco informano che nei boschi di Valprato Soana, comune del Parco nazionale dl Gran Paradiso dove si era scatenato fin da sabato scorso un imponente incendio provocato da un fulmine in quota, “le squadre di terra e i mezzi aerei stanno completando le operazioni di spegnimento e bonifica”.
L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, conferma la gravità dello scenario: “I dati della stazione di Domodossola evidenziano un incremento significativo dei valori di micropolveri e black carbon“. Gli effetti del gigantesco rogo sono visibili a chilometri di distanza: a Domodossola l’odore di bruciato è intenso, mentre a Villadossola e Beura Cardezza la visibilità è pesantemente compromessa da fumo e cenere. La colonna di fumo ha ormai risalito l’intera vallata fino alla Val Formazza.
Sul posto, per supervisionare i complessi interventi di spegnimento, è giunto anche il comandante regionale dei vigili del fuoco, Alessandro Paola. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha avuto un colloquio telefonico con il sindaco di Premosello, Elio Fovanna, e oggi a mezzogiorno – accompagnato dagli assessori Marco Gabusi (Protezione Civile) e Matteo Marnati (Ambiente) – effettuerà un sopralluogo nell’area colpita per fare il punto con i soccorritori.
Allarme anche in Valle d’Aosta: la presidenza della Regione, in accordo con l‘assessorato dell’Agricoltura e risorse naturali, comunica che la situazione climatica ha provocato l’estensione del pericolo per l’innesco e la propagazione di incendi nei boschi. Per questo è stato decretato in tutta la Vallée lo “stato di grave pericolosità” da oggi “e sino al verificarsi di consistenti precipitazioni che riducano stabilmente il livello di pericolo”, con tutti i conseguenti divieti a partire da quello di accendere fuochi nelle zone a rischio o mettere in azione motori non adeguatamente protetti.
Secondo i testimoni, le fimme sarebbero state causate da un cavo elettrico caduto a terra e si sarebbero propagate rapidamente a una vicina area boschiva
Incendio in Spagna – (afp)
Almeno 12 persone sono morte in un incendio boschivo a Los Gallardos, nella comunità autonoma dell’Andalusia, nel sud della Spagna. Il numero delle vittime, precisano le autorità, è ancora provvisorio e potrebbe aumentare nelle prossime ore. Almeno sette persone sono rimaste ferite, cinque delle quali ricoverate all’Ospedale Universitario Torrecárdenas di Almería con ustioni di diversa gravità.
Secondo la Giunta dell’Andalusia, gran parte delle vittime è stata trovata senza vita all’interno delle auto rimaste intrappolate dalle fiamme lungo una strada secondaria nei pressi di Bédar. Le persone avrebbero tentato di mettersi in salvo, ma sarebbero state raggiunte dal fronte del fuoco. Due dei feriti, invece, sono sopravvissuti dopo essersi lanciati in un terrapieno per sfuggire all’incendio.
Le cause del rogo sono ancora oggetto di indagine. Secondo alcune testimonianze, le fiamme potrebbero essere state innescate dalla caduta di un cavo elettrico, che avrebbe incendiato la vegetazione secca favorendo una rapida propagazione del fuoco. Al momento, tuttavia, le autorità non hanno confermato ufficialmente questa ricostruzione.
L’incendio ha costretto all’evacuazione completa del comune di Bédar e delle frazioni di Almocaizar, El Chocolate e Los Collados. L’avanzata delle fiamme ha reso impraticabile la principale arteria stradale della zona, obbligando i soccorritori a trasferire parte degli sfollati verso Lubrín. Circa un centinaio di persone ha trascorso la notte nel teatro municipale e nel vicino poligono industriale adibiti a centri di accoglienza.
Per domare il rogo sono al lavoro oltre 150 vigili del fuoco, supportati da quattro autopompe, numerosi mezzi aerei e dai militari dell’Unità Militare di Emergenze (UME) dell’esercito spagnolo.
Il ministro della Presidenza, della Sanità e delle Emergenze dell’Andalusia, Antonio Sanz, ha definito l’accaduto “una tragedia senza precedenti” e “l’incendio con le conseguenze più gravi mai registrate nella regione“.
Cordoglio è stato espresso anche dal premier spagnolo Pedro Sánchez, che in un messaggio pubblicato su X ha parlato di “enorme tristezza e desolazione” per la tragedia, rivolgendo le condoglianze ai familiari delle vittime e augurando una pronta guarigione ai feriti. Il capo del governo ha inoltre confermato la mobilitazione dei mezzi del ministero della Transizione Ecologica, della Protezione civile, delle forze di sicurezza e dell’UME per sostenere le operazioni di spegnimento, invitando la popolazione alla massima prudenza. Anche il presidente della Giunta andalusa, Juanma Moreno, ha espresso il proprio dolore e la vicinanza alle famiglie delle vittime e ai comuni colpiti dal devastante incendio.
L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso il sito ufficiale dell’artista, con un messaggio diffuso dalla famiglia e dal suo staff. La notizia arriva dopo settimane in cui le condizioni di salute della cantante erano state seguite con grande attenzione, in seguito a un delicato ricovero in Portogallo. La dichiarazione ufficiale ha confermato la morte della cantante, chiedendo rispetto per la privacy dei familiari in un momento particolarmente doloroso
Bonnie Tyler
Bonnie Tyler è morta all’età di 75 anni: è un doloroso addio quello che diamo alla voce di Total Eclipse of the Heart.
Il mondo della musica perde una delle interpreti più riconoscibili del panorama internazionale. Bonnie Tyler, cantante gallese celebre per alcuni dei più grandi successi della musica pop e rock degli anni Settanta e Ottanta, è morta all’età di 75 anni. Nel corso della sua carriera ha lasciato un segno profondo grazie a brani diventati iconici come Total Eclipse of the Heart, Holding Out for a Hero e It’s a Heartache, costruendo un percorso artistico che le ha permesso di conquistare il pubblico su entrambe le sponde dell’Atlantico
L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso il sito ufficiale dell’artista, con un messaggio diffuso dalla famiglia e dal suo staff. La notizia arriva dopo settimane in cui le condizioni di salute della cantante erano state seguite con grande attenzione, in seguito a un delicato ricovero in Portogallo. La dichiarazione ufficiale ha confermato la morte della cantante, chiedendo rispetto per la privacy dei familiari in un momento particolarmente doloroso.
L’annuncio della scomparsa – Sul sito ufficiale di Bonnie Tyler è stato pubblicato un comunicato che recita: “Bonnie’s family and team are heartbroken to announce that Bonnie unexpectedly passed away last night in hospital in Portugal as a result of the illness that she was being treated for” (in italiano: “La famiglia e il team di Bonnie annunciano con profondo dolore che Bonnie è venuta a mancare improvvisamente la scorsa notte in un ospedale in Portogallo, a causa della malattia per la quale era in cura“).
Già nel mese di maggio la cantante, originaria di Skewen, nel Galles meridionale, era stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino in Portogallo. In seguito all’operazione, i medici avevano deciso di indurre il coma farmacologico.
Il mese scorso il portavoce dell’artista aveva comunicato che Bonnie Tyler era uscita dal coma, precisando però che le sue condizioni restavano “very unwell and in intensive care”, espressione che in italiano significa “molto gravi e ancora nel reparto di terapia intensiva”.
Il comunicato diffuso nella mattinata di giovedì proseguiva con queste parole: “We will issue a further statement shortly but for now ask for privacy to deal with this tragedy” (in italiano: “Rilasceremo a breve un’ulteriore dichiarazione, ma per ora chiediamo di rispettare la nostra privacy mentre affrontiamo questa tragedia“).
Gli inizi della carriera – Bonnie Tyler, il cui vero nome era Gaynor Hopkins, era cresciuta in una casa popolare a Neath. La svolta arrivò quando il talent scout Roger Bell la notò mentre si esibiva in un locale di Swansea.
Nel 1977 pubblicò il suo primo singolo, Lost in France. Nello stesso anno uscì anche It’s a Heartache, ballata country-pop che ottenne un importante riscontro commerciale, raggiungendo il quarto posto nella classifica dei singoli del Regno Unito e il terzo nella classifica statunitense Billboard Hot 100.
Il successo mondiale con Total Eclipse of the Heart – La consacrazione internazionale arrivò sei anni più tardi, nel 1983, con Total Eclipse of the Heart. Il brano, caratterizzato da sonorità più vicine al rock, conquistò il primo posto delle classifiche sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti, trasformandosi nel più grande successo della carriera della cantante.
La canzone fu scritta da Jim Steinman, autore dei testi di Meat Loaf. In origine il titolo previsto era Vampires in Love, poiché il brano era stato concepito per una versione musicale di Nosferatu.
Parlando della celebre canzone, Bonnie Tyler aveva dichiarato: “I never get tired of singing it. I love it because everyone can’t wait to sing it” (in italiano: “Non mi stanco mai di cantarla. La adoro perché tutti non vedono l’ora di cantarla“).
Grazie a questo successo arrivò una candidatura ai Grammy Award. Successivamente la cantante ottenne altre due nomination, una per l’album Faster Than the Speed of Night e una per il singolo Here She Comes.
Gli altri grandi successi – Jim Steinman firmò anche un’altra delle canzoni che hanno segnato la carriera di Bonnie Tyler negli anni Ottanta, Holding Out for a Hero. Il brano, caratterizzato da uno stile pop-rock energico e passionale, venne registrato per la colonna sonora del film Footloose e, in seguito, fu inserito anche in Shrek 2.
Dall’Eurovision agli ultimi traguardi – Nel 2013 Bonnie Tyler rappresentò il Regno Unito all’Eurovision Song Contest, concludendo la competizione al diciannovesimo posto su 26 partecipanti.
Nel 2023 ricevette il titolo di MBE per il contributo offerto alla musica.
L’anno scorso pubblicò Together, una versione destinata ai club di Total Eclipse of the Heart, realizzata con la produzione di David Guetta e Hypaton.
Nel corso di quest’anno, a distanza di 43 anni dalla pubblicazione del brano originale, Total Eclipse of the Heart ha superato il traguardo di un miliardo di ascolti su Spotify.
Commentando il risultato, la cantante aveva affermato: “I’m really happy, when you think about it, there’s only 8.3 billion people in the world” (in italiano: “Sono davvero felice; se ci pensi, ci sono solo 8,3 miliardi di persone al mondo“).
Un’esibizione durante l’eclissi solare e il ricordo della famiglia – Tra gli episodi più particolari della sua carriera figura anche l’esibizione del 2017 a bordo di una nave da crociera nei Caraibi. In quell’occasione Bonnie Tyler interpretò il brano dal titolo particolarmente appropriato mentre l’eclissi solare attraversava gli Stati Uniti.
Bonnie Tyler lascia il marito Robert Sullivan, al quale era legata da oltre cinquant’anni di matrimonio.
Bonnie Tyler – Total Eclipse of the Heart – Live 2023 – HEY-U Mediagroup
Bonnie Tyler – Have You Ever Seen the Rain? – Live 2023– HEY-U Mediagroup
Lo ha deciso il tribunale di Latina, la pubblica accusa aveva chiesto 16 anni. Per tutta la giornata, Cgil in presidio: “Non è un caso isolato, ma un modello di fare impresa che va contrastato”
Per lui era un fantasma. Senza identità, senza diritti. E quando un macchinario gli ha strappato via un braccio, la sua priorità non è stata soccorrerlo, ma allontanarlo il più possibile dalla sua azienda per evitare problemi, controlli, sanzioni. È stato condannato a 16 anni Antonello Lovato, il titolare dell’impresa agricola dell’agro pontino che nel giugno 2024, dopo un terribile incidente sul lavoro, si è limitato a scaricare davanti a casa sua il bracciante Satnam Singh, con accanto il braccio che un macchinario gli aveva amputato.
È statala moglie dell’uomo, Soni, a chiamare i soccorsi, ma le ferite dell’uomo erano troppo gravi, troppo il tempo trascorso fra l’incidente e l’arrivo in ospedale, troppo grave l’emorragia. Quel ragazzo di 31 anni, arrivato in Italia con il sogno di una vita migliore che stava tentando di costruire lavorando a schiena curva fra i campi, si è spento dopo ore di agonia, diventando il simbolo tragico dellevittime di caporalato in Italia.
«Quella di Satnam — ha detto la procuratrice aggiunta di Latina Luigia Spinelli— è la morte di un uomo che si poteva salvare, una vita che non si è spezzata all’improvviso, ma lentamente». Anzi, ha sempre sostenuto la pubblica accusa, è stata spezzata da chi ha preferito il profitto alla vita. Per Lovato, la procuratrice, insieme alla pm Marina Marra, ha chiesto 22 anni di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale.
Con lui, più clementi sono stati i giudici, che lo hanno condannato a 16 anni, riconoscendogli le attenuanti generiche. In aula, Lovato ci ha provato a mostrarsi pentito, redento. Alla Corte ieri ha spiegato di aver destinato tutta la paga da magazziniere guadagnata in carcere alla famiglia Singh. «Non ho mai voluto uccidere nessuno» ha giurato, «sono uno che ha sempre lavorato, ho ammesso le mie responsabilità, non posso — ha sottolineato quasi indignato — essere condannato come se avessi consapevolmente voluto togliere la vita a un uomo». Lo stesso hanno sostenuto i suoi legali. Parole che non hanno convinto i giudici, né la famiglia di Singh, che ha vissuto sulla propria pelle le condizioni che Lovato imponeva nelle sue aziende, in cui lavoravano eserciti di braccianti senza voce e e senza diritti. Gli è costato un nuovo arresto e accuse per caporalato e intermediazione illecita di manodopera che, insieme al padre, già lambito da un’inchiesta simile nel 2019, deve affrontare in aula.
«È necessario che emerga con chiarezza che non siamo di fronte a un caso individuale, bensì a un sistema e a un modello di fare impresa che va contrastato, applicando le leggi che nel nostro paese esistono», ha tuonato il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, che ieri si è presentato al presidio che il sindacato, parte civile nel procedimento, ha mantenuto vivo per tutto il pomeriggio. La sentenza deve essere «l’inizio di un radicale cambio di passo» afferma invece Libera, che dice basta a «tavoli, promesse, passerelle» e chiede «leggi applicate, controlli continui, ispettorati che non siano gusci vuoti, aziende che rispondano penalmente quando lucrano sullo sfruttamento, di abolire la legge Bossi fini che favorisce esclusione e marginalità. che la politica smetta di girarsi dall’altra parte». Alla famiglia Singh, la moglie Sony Soni, i parenti arrivati dal’India per la sentenza, resta solo l’amara consolazione di un crimine che non è rimasto impunito.
Un intenso odore acre di bruciato ha fatto scattare l’allarme e l’allerta tra i residenti di diversi quartieri della zona nord di Milano. Nella serata di mercoledì, attorno alle 19.30, un incendio è divampato all’interno del deposito logistico della Brt in via Don Giovanni Minzoni, ad Affori, mobilitando immediatamente i vigili del fuoco.
Stando alle prime informazioni disponibili, le fiamme avrebbero avvolto e distrutto un container in un capannone stoccato all’interno dell’area della sede operativa dell’azienda di spedizioni.
La coltre di fumo e l’allarme nei quartieri – L’incendio ha generato una coltre di fumo e un forte odore di bruciato che, complici le correnti della serata, si sono diffusi molto rapidamente a grande distanza. Il fenomeno è stato nettamente avvertito dagli abitanti di un’ampia porzione della città, in particolare tra le zone di Niguarda, Bicocca, Dergano e Affori. La colonna di fumo è visibile da chilometri di distanza.
In breve tempo si sono susseguite diverse segnalazioni da parte dei cittadini, insospettiti e preoccupati per l’aria diventata improvvisamente irrespirabile.
L’intervento dei soccorsi – Sul posto sono giunte tempestivamente quattro squadre dei pompieri, impegnate a contenere e domare il rogo prima che le fiamme potessero propagarsi ad altre strutture o mezzi parcheggiati nel piazzale.
Attualmente sono in corso le operazioni di spegnimento definitivo e di messa in sicurezza dell’area. Restano da accertare le esatte cause che hanno scatenato l’incendio all’interno del capannone, su cui verranno effettuati i rilievi tecnici del caso.
Altro grande incendio a Lainate – Nel primo pomeriggio un grosso incendio ha interessato un noto agriturismo nel Milanese (qui gli aggiornamenti).
Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato
Inferno di fuoco a Cagliari e hinterland: chiusa anche la metro, servizio sospeso sulla tratta San Gottardo – Settimo. Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato. Potrebbe essere partito da Selargius, dietro il centro astronomico. A causa della nube densa di fumo, che ha invaso la ss 387, la strada è stata chiusa al traffico. Blocchi anche lungo la ss 554, il rogo non dista molto nemmeno dal Policlinico. “Un’altra ferita alla nostra terra. Davanti a scene simili, a due passi da Cagliari, restano solo la rabbia e il disprezzo” esprime la consigliera Stefania Loi. “Chi distrugge così il nostro futuro merita solo condanne esemplari. Maledetti. Un grazie immenso a chi sta lottando tra le fiamme per proteggerci”.
Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato
Minacciate case e aziende agricole, sono intervenuti cinque elicotteri e un Canadair. Concu: «Per fortuna non dobbiamo piangere vittime». Sei evacuati hanno fatto rientro a casa
Le fiamme sono partite a fine mattina dalla zona Baccu Lau, per poi arrivare in poco tempo nella zona di Sa Sitzia, a ridosso della 554, complice il vento, ma anche le sterpaglie e i cumuli di rifiuti disseminati fra strade e terreni agricoli.
Sul posto – insieme a vigili del fuoco, diverse squadre della Protezione civile, cinque elicotteri e un Canadair– anche il sindaco di Selargius Gigi Concu e il sindaco di Monserrato Tomaso Locci.
«Un disastro ambientale al quale ancora una volta abbiamo assistito quasi impotenti e che avrebbe potuto avere conseguenza ben più gravi. Perdiamo 100 ettari circa di agro, bruciati dalla fiamme alimentate dal forte vento, ma per fortuna non ci ritroviamo a piangere persone e animali, perché la vicinanza di abitazioni e linee elettriche ha messo tutti in fortissimo allarme».
Grosso incendio tra la 554 e il Policlinico: edifici minacciati, in volo 5 elicotteri e un Canadair
Le fiamme spinte dal vento in varie direzioni: imponente la mobilitazione della macchina di contrasto al fuoco
Un grosso incendio è divampato nella tarda mattinata di oggi tra la Statale 554 e il Policlinico, nei terreni verso la 387: partito dall’area di Santa Rosa in territorio di Selargius ha superato i confini di Monserrato, Serdiana e Donori.Per domarlo è stato necessario l’intervento di 5 elicotteri, un canadair e squadre a terra.
Una densa colonna di fumo dal primo pomeriggio è rimasta visibile a molti chilometri di distanza: le fiamme hanno minacciato alcuni edifici. Un uomo è stato portato in salvo e portato via dai vigili del fuoco.
Stando a quanto si apprende il rogo è partito da alcune sterpaglie, coinvolgendo poi anche alberi e rifiuti disseminati nell’ampia zona: con l’avanzare dei minuti il fronte del fuoco, spinto dal vento, si è mosso in varie direzioni. E il coordinatore delle operazioni ha chiesto l’intervento didue elicotteri della flotta regionale, del SuperPuma, di un elicottero militare e dell’unico Canadair attualmente in Sardegna, partito da Olbia. Successivamente si è reso necessario l’intervento di un altro elicottero dell’Esercito. Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato anche i vigili del fuoco del comando di Cagliari. Il rogo è stato infine domato.
La Statale 387 verso Dolianova e Soleminis è rimasta chiusa al traffico per diverso tempo. Disagi anche per la metropolitana di superficie sulla tratta Settimo – San Gottardo. Il servizio è sospeso fino a nuove comunicazioni da parte dell’Arst.
Le autorità di Varenna affermano che ora è vietato girare per il villaggio a torso nudo o in costume da bagno.
I turisti ammirano il panorama sul Lago di Como nel pittoresco villaggio di Varenna. I gruppi turistici sono ora limitati a un massimo di 25 persone. Foto: BTWImages/Alamy
Un villaggio di pescatori sul Lago di Como ha imposto multe fino a 200 euro (170 sterline) a chi si aggira a torso nudo o in costume da bagno, nell’ultimo tentativo di una località turistica italiana di contrastare il comportamento maleducato dei turisti.
Varennaha risentito della pressione dovuta al crescente numero di visitatori, pertanto le autorità sono state indotte a introdurre nuove norme volte a preservare l’aspetto del villaggio e a garantire un minimo di pace e tranquillità ai suoi circa 650 residenti permanenti.
Girare per il villaggio a torso nudo o in costume da bagno – indumenti che sono rigorosamente riservati alle spiagge del lago o alle gite in barca a Como – è ora vietato. Chi non rispetta il divieto rischia multe da 50 a 200 euro.
Inoltre, i gruppi turistici sono stati limitati a un massimo di 25 persone e non devono intasare le strette vie acciottolate di Varenna, mentre alle guide è stato vietato l’uso di altoparlanti.
«Varenna è un borgo meraviglioso e siamo orgogliosi di accogliere ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo», ha dichiarato Mauro Manzoni, sindaco di Varenna. «Tuttavia, la qualità della vita dei nostri residenti non può essere sacrificata sull’altare del turismo di massa».
Two shirtless tourists walk past souvenir shops in the old town in Sorrento. The town now imposes hefty fines for what it describes as ‘widespread indecorous behaviour’. Photograph: Ceri Breeze/Alamy
Le regole sono in vigore da qualche giorno e sembrano essere state accolte positivamente dagli abitanti di Varenna, soprattutto per quanto riguarda il codice di abbigliamento.
“In spiaggia si può fare quello che si vuole, ma quando si passeggia e si entra nei negozi, nei ristoranti, nelle chiese o nella piazza, bisogna vestirsi in modo decoroso“, ha detto il proprietario di un negozio a TGCom24 di Mediaset.
Un altro negoziante ha affermato: “Era ora; è una misura sensata. L’importante è assicurarsi che venga applicata.”
Molte città e comuni in tuttaItalia hanno imposto misure simili per gestire l’eccessivo afflusso turistico.
Nel 2022, l’allora sindaco di Sorrento definì il passeggiare in costume da bagno e a torso nudo come un “comportamento diffuso e indecoroso” che stava danneggiando l’immagine della città, imponendo quindi multe salate. Nella lussuosa località costiera ligure di Portofino, nel 2023 i selfie furono vietati e alcune aree furono designate come “zone di divieto di sosta“ per dissuadere i turisti dal soffermarsi troppo a lungo in un unico punto.
La Penisola torna nella morsa del caldo, domani allerta rossa in un capoluogo
Caldo torrido a Milano – Fotogramma /Ipa
Cresce l’allerta afa e l’Italia torna nella morsa delle ondate di calore. Se per la giornata di oggi, mercoledì 8 luglio, sono 10 le città contrassegnate dal bollino arancione, è da domani che la nuova fiammata riporterà l’allerta massima in uno dei 27 capolouoghi monitorati dal bollettino del ministero della Salute.
Oggi 10 bollini arancioni – Nel nuovo aggiornamento, salgono oggi a 10 le città in arancione. Il livello di allerta 2(indice di possibili rischi per la salute dei fragili) interessa Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona.
Sempre 10 le città con bollino giallo. Si tratta di Bari, Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Reggio Calabria, Roma e Trieste. In verde quindi Cagliari, Catania, Genova, Napoli, Palermo, Rieti e Viterbo.
Domani torna l’allerta rossa – Domani, giovedì 9 luglio, i capoluoghi in verde scenderanno quindi a 5 mentre passeranno a 18 quelli in giallo (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) e a tre quelli in arancione (Perugia, Pescara e Torino). Bollino rosso – il livello 3 di allerta che indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche – a Firenze.
07 luglio 2026
Caldo estremo in Europa, allarme Oms: “In arrivo nuova ondata fino a 43 gradi, è vera emergenza”
Il direttore Hans Kluge convoca una riunione con 41 Stati: “Sistema italiano di sorveglianza della mortalità è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi”
Ondata di caldo record in Francia – Afp
Una nuova ondata di caldo si sta già formando sull’Atlantico. “Per questa settimana si prevedono temperature fino a 43 gradi in Portogallo e nel sud della Spagna. La Francia e i Paesi del Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) si preparano ad affrontare un’altra impennata delle temperature, mentre alcune aree dell’Asia centrale stanno soffocando sotto un caldo che raggiunge i 40 gradi“. E’ l’allarme che arriva dall’Oms Europa nelle parole del suo direttore Hans P. Kluge ha convocato ieri una riunione di emergenza con la partecipazione di 41 Stati e della Commissione europea. “L’incontro ha dimostrato chiaramente come i Paesi stiano affrontando il caldo estremo con la dovuta serietà – ha precisato Kluge in una nota finale – considerandolo una vera e propria emergenza di sanità pubblica e non un semplice fenomeno meteorologico. L’ordine del giorno era preciso: cosa ci ha insegnato l’attuale ondata di caldo e siamo pronti per ciò che ci aspetta? Le risposte hanno evidenziato sia progressi concreti sia lacune che non possiamo permetterci di ignorare“.
Paesi al lavoro: come si affronta l’emergenza in Europa – Come si sta lavorando? “I Piani d’azione per la salute in caso di ondate di calore salvano le vite umane – ha aggiunto Kluge – I paesi dotati di tali piani hanno risposto tempestivamente, coordinandosi efficacemente tra i vari attori coinvolti e proteggendo al meglio la popolazione“. Il direttore generale dell’Oms Europa ha citato l’Italia: “Il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, attivo in 45 città, è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi“. Poi ha elencato altri piano messi in campo.
“La Spagna ha collaborato direttamente con i media per migliorare la comunicazione al pubblico sui rischi sanitari legati al caldo. L’Austria – ha proseguito il Dg – ha attivato il proprio piano aggiornato, ha introdotto normative per la protezione dal caldo dei lavoratori e ha integrato le strutture di coordinamento nazionali e regionali. In Belgio, la fase di massima allerta è stata attivata solo per la seconda volta dal 2020. La Francia ha dimostrato come il coordinamento intersettoriale abbia contribuito ad alleviare la pressione sul sistema sanitario e a rafforzare la risposta complessiva all’emergenza caldo. La Macedonia del Nord ha collaborato con le squadre della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per raggiungere le persone senza fissa dimora“.
In cosa consiste il piano d’azione anti calore – In cosa consiste concretamente un piano d’azione per la salute in caso di ondate di calore? “E’ un sistema che collega i processi di allerta meteorologica precoce alle risposte di sanità pubblica – ha rimarcato Kluge – alla pianificazione della capacità di risposta dei servizi sanitari, agli interventi rivolti ai gruppi a maggior rischio e al coordinamento intersettoriale tra le autorità competenti in materia di salute, salute sul lavoro, assistenza sociale, edilizia abitativa e pianificazione urbana“.
Dall’incontro è emerso un altro aspetto degno di nota secondo il Dg: “I Paesi stanno iniziando a collegare i vari elementi in modo significativo. Gli organismi di gestione delle emergenze si confrontano con i team responsabili delle politiche sanitarie. Gli urbanisti siedono allo stesso tavolo dei funzionari della sanità pubblica. I ministeri dell’ambiente dialogano con quelli della salute. Questo coordinamento intergovernativo – fondato sulla consapevolezza condivisa che il caldo estremo rappresenta una minaccia per la sicurezza sanitaria, e non un problema di competenza di un singolo settore – è uno dei cambiamenti più importanti emersi ieri. Sebbene – conclude – tale processo sia ancora disomogeneo e necessiti di essere incoraggiato, è comunque in atto. Ed è esattamente il tipo di cambiamento strutturale capace di trasformare un piano sanitario contro il caldo da semplice documento a sistema realmente in grado di proteggere le persone“.
L’ex designatore ha scelto di presentarsi e rispondere alle domande degli inquirenti, chiarendo alcuni dettagli e spiegando meccanismi e logiche interne al mondo arbitrale
Gianluca Rocchi
L’appuntamento è stato solo rimandato di qualche mese. Gianluca Rocchi era stato convocato dal pm Ascione lo scorso 30 aprile, scegliendo però di avvalersi della facoltà di non rispondere. Sei giorni fa, invece, ha deciso di presentarsi negli uffici della Procura di Milano e di rispondere alle domande dell’accusa. L’interrogatorio è durato a lungo: Rocchi ha risposto, chiarendo alcuni dettagli agli inquirenti e spiegando meccanismi e logiche interne al mondo arbitrale.
L’ex designatore, indagato per concorso in frode sportiva, ha deciso di respingere le accuse. Secondo gli inquirenti avrebbe combinato o orientato le designazioni di due gare dell’Inter nel 2025 (Bologna-Inter e il derby di Coppa Italia) e violato il protocollo Var durante Udinese-Parma dello scorso campionato. Gli inquirenti avevano ricostruito un presunto accordo del 2 aprile 2025, allo stadio di San Siro, con Gianluca Rocchi per “combinare” la designazione di Andrea Colombo, “arbitro gradito” all’Inter, per una trasferta a Bologna del 20 aprile di un anno fa. E per “schermare” ossia evitare che Daniele Doveri, “poco gradito”, dirigesse l’eventuale finale di Coppia Italia e le ultime partite di campionato della stagione 2024/2025 sempre del club nerazzurro.
“Lavoreremo duro, studieremo tanto, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani”, le sue prime parole
Si sa: da giovane sognava di fare l’elettricista e d’ora in poi, quindi dalle ore 13,20 del 7 luglio 2026, gli toccherà l’ambìto e inseguito compito di riaccendere un periodo arbitrale fatto di troppi tunnel e vicissitudini che ancora devono avere una fine: Daniele Orsato, 50 anni, è il nuovo designatore della Can A e B, un traguardo scritto da mesi e per il quale erano stati fatti diversi nomi, da Nicola Rizzoli a Daniele Doveri che però ha deciso di restare sul campo per arbitrare un altro anno. Dirigerà Orsato insomma: lo ha deciso il neo direttore tecnico Domenico Messina (anch’egli ex designatore dal 2014 al 2017) assieme al Comitato Nazionale. Il tutto, nella sala “Paolo Rossi” di via Allegri, sancito davanti al nuovo numero uno della FIGC Giovanni Malagò. “Oggi più che mai – racconta Malagò – è importante l’indipendenza e la terzietà del settore. Non nascondo che mi sono sentito coi Rizzoli, Collina e Rosetti, anche il nuovo direttore tecnico Messina è stato all’estero: questa storia deve continuare, nella strada della credibilità”. “Lavoreremo duro, studieremo tanto, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani”, le parole di Orsato dopo la nomina.
Biennale – L’investitura dovrebbe diventare un primo passo di ripartenza dell’AIA attualmente presieduta dal vicepresidente vicario Francesco Massini dopo la decadenza di Antonio Zappi: per Orsato, il mandato – che sarà biennale – arriva dopo una carriera fatta di 290 gare dirette in A(numero inferiore solo a Concetto Lo Bello),di una finale di Champions League, di Europei e un Mondiale; una carriera abbandonata sul campo nell’agosto 2024, riabbracciata da dirigente dell’AIA nel gennaio 2025 (commissario per lo sviluppo del talento arbitrale), proseguita la scorsa stagione come designatore della Can C (con in squadra i fidatissimi Carboni e Giallatini, che lo seguiranno anche nella nuova avventura) ed ora impennatasi con questo incarico prestigioso che arriva dopo quelli ricoperti da Gianluca Rocchi e (ad interim) da Dino Tommasi.
Ayroldi e Dondarini – Nel resto, Nicola Ayroldi (109 gare dirette in A), sarà il designatore della Can C e Paolo Dondarini (93 gare in A, ormai ex presidente del CRA regionale in Emilia Romagna) è il nuovo designatore della Can D. Fra metà settembre e inizio ottobre andranno in scena le elezioni per il post-Zappi: da Massini ad Affinito(ora vicepresidente vicario e vicepresidente) fino a una voce Pisacreta, saranno forse tre o quattro le “fazioni” che da domani ai giorni delle candidature via via si paleseranno per la massima carica dell’AIA.
I vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata riguardante la caduta di mattoni nei pressi del civico 235 di East 42nd Street, l’ex quartier generale della Pfizer a Manhattan
CHARLY TRIBALLEAU / AFP – Evacuato un grattacielo a New York
Grattacielo a rischio crollo a Manhattan. Poco prima delle 8 di questa mattina (le 14 in Italia) i vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata riguardante la caduta di mattoni nei pressi del civico 235 di East 42nd Street, l’ex quartier generale della Pfizer situato tra il Grand Central Terminal e la sede delle Nazioni Unite. L’edificio è attualmente in fase di conversione da uffici ad appartamenti
Questa mattina, un responsabile della sicurezza ha segnalato un cedimento di una trave d’acciaio al 21 piano dell’edificio. Secondo i vigili del fuoco, due travi portanti all’interno dell’edificio si stanno deformando e diversi piani presentano cedimenti. L’edificio è stato evacuato.
Il palazzo, ex sede della farmaceutica Pfizer, è attualmente in fase di ristrutturazione per essere convertito in un complesso residenziale con oltre 1.600 appartamenti. Una volta completati i lavori, previsti per il 2027, si tratterà della più grande conversione di questo tipo nella storia di New York, secondo lo studio di architettura responsabile del progetto.
Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, dagli accertamenti sarebbe emerso uno squilibrio tale da compromettere la continuità aziendale.
Luigi e Aurelio De Laurentiis (Foto: Samantha Zucchi Insidefoto)
La Procura di Bari ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale per la SSC Bari, dopo la retrocessione della squadra in Serie C. La retrocessione è stata sancita lo scorso 22 maggio, al termine della gara di ritorno dei playout salvezza contro il Südtirol, chiusa sullo 0-0. Della richiesta di fallimento, tuttavia, si è appreso soltanto oggi, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alle perquisizioni nei confronti di Luigi e Aurelio De Laurentiis e delle società SSC Bari, SSC Napoli e Filmauro.
Dagli atti dell’indagine emerge che il fascicolo è stato aperto all’inizio del 2026. La prima consulenza tecnica disposta dalla Procura sui bilanci del Bari dal 2019 al 2024 è stata depositata il 26 gennaio 2026 ed è stata poi integrata a maggio, alla luce degli ulteriori dati del bilancio 2025 e della sopravvenuta retrocessione in Serie C.
Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, dagli accertamenti sarebbe emerso un «grave squilibrio economico-patrimoniale» della SSC Bari, tale da compromettere la continuità aziendale. Da qui la richiesta della Procura di aprire la procedura di liquidazione giudiziale «per l’insolvenza della società sportiva».
Stando agli esiti delle consulenze, il patrimonio netto del Bari risulterebbe negativo a partire dal 2022, a causa delle «persistenti e sistemiche perdite d’esercizio» registrate senza interruzione dal 2019 al 2024. Negli esercizi dal 2019 al 2021 il patrimonio netto sarebbe rimasto positivo soltanto grazie ad alcuni interventi straordinari: il versamento di circa 4,5 milioni di euro effettuato nel 2020 dal socio unico Filmauro, la rivalutazione del marchio per 5,3 milioni nel 2021 e le rinunce a crediti vantati dallo stesso socio unico, legati sia a finanziamenti sia a rapporti di natura commerciale.
Le perdite, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero «definitivamente eroso il capitale sociale e le riserve disponibili». La società sarebbe riuscita a coprirle solo in parte grazie agli interventi del socio unico, costituiti dall’immissione di nuova finanza e dalla rivalutazione del marchio.
In questo quadro si inserisce anche la proposta dell’organo amministrativo della società di rinviare la copertura della perdita dell’esercizio 2021, pari a quasi 7,5 milioni di euro, alla data di approvazione del bilancio 2026. Una scelta resa possibile dalla normativa introdotta con il “decreto liquidità” del 2020, varato durante l’emergenza Covid, che consente la sospensione degli obblighi di riduzione del capitale sociale per perdite al di sotto del minimo legale.
L’inchiesta si intreccia quindi con la situazione economico-finanziaria del club pugliese e con gli accertamenti sui bilanci della società, al centro delle perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro. Le ipotesi contestate a Luigi e Aurelio De Laurentiis riguardano false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta, mentre gli accertamenti proseguono per ricostruire la gestione contabile e patrimoniale del club negli ultimi esercizi.
Il patron ha poi aggiunto: «Secondo me con quelli che ci sono l’allenatore può ambire a fare grandi cose. Allegri è anche un aziendalista e quindi in questo sicuramente andremo molto d’accordo».
Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)
La rosa del Napoli è al momento extralarge e conta ben 47 calciatori sotto contratto. Una condizione che costringe il club a doversi concentrare sulle uscite – con diversi calciatori che rischiano di non essere parte del progetto – prima di potersi dedicare alle richieste di Massimiliano Allegri. Del resto, come raccontato da Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend, i soldi per il mercato in Serie A sono pochi e molti degli affari si concluderanno solo una volta conclusi i Mondiali. Una situazione alla quale, nel caso del Napoli, si aggiunge un vero e proprio affollamento nel parco calciatori.
Sul tema è intervenuto anche il patron del club azzurro, Aurelio De Laurentiis, che ha parlato durante la presentazione della maglia casalinga per la stagione 2026/27: «Io avrò ricevuto in quest’ultimo mese almeno 200 proposte di giocatori da ingaggiare. Ma dobbiamo stare calmi perché il Napoli ha ben 47 calciatori e ne deve piazzarne almeno 25 prima di cominciare a parlare di eventuali acquisti. Poi ho anche specificato che poiché una squadra di calcio ha dei ruoli, se i ruoli presentano dei buchi allora uno si deve rivolgere al mercato. Ma se per ogni ruolo ci sono addirittura due sostituzioni e qualche volta anche tre, è chiaro che uno deve prima ragionare con chi li deve allenare e chiedergli se è proprio sicuro di voler cambiare qualcuno».
Sulla scorta di queste considerazioni è arrivato il mandato per Allegri: «Secondo me con quelli che ci sono l’allenatore può ambire a fare grandi cose, anche perché ogni tecnico usa una metodologia diversa per allenare. Allegri è anche un aziendalista e quindi in questo sicuramente andremo molto d’accordo».
Non soltanto il mercato. De Laurentiis ha parlato anche della situazione stadio, che sta vedendo il Napoli sempre più lontano dal Maradona per realizzare un nuovo impianto in un’altra area della città che deve essere ancora definita. «Si faccia una disamina sulla convenienza di investire nel Maradona – ha commentato De Laurentiis –, creando anche dei problemi di utilizzazione al calcio Napoli negli anni della eventuale ristrutturazione, o sulla necessità di costruire un nuovo stadio.Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti atti a far sì che il Napoli possa considerarsi competitivo con le squadre del nord dobbiamo rendere edotti i tifosi che non potremo più competere come abbiamo fatto in questi ultimi 22 anni della mia gestione».
Dall’altra parte il presidente della Regione Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi, coinvolti in prima persona nel progetto di ristrutturazione dello stadio Maradona non si sono sottratti alla richiesta di un tavolo di confronto, ma hanno subito chiarito i limiti dell’intervento pubblico.
«Questo – ha spiegato il presidente della Regione Campania Fico – è un investimento che se si vuole fare si deve fare sicuramente privatamente. Le istituzioni potrebbero intervenire solo se ci fosse un disegno nazionale che renda possibile una compartecipazione. Altrimenti si possono finanziare al massimo ristrutturazioni ma solo di stadi di proprietà pubblica, di Comuni o di altri enti pubblici».
Sulla stessa linea il sindaco Manfredi, che ha ricordato come la costruzione di un nuovo stadio richieda ben più di 1 miliardo di investimento, sostenibile solo con capitali privati vista la natura ormai commerciale dell’attività calcisticasecondo le norme nazionali ed europee. Il primo cittadino ha comunque assicurato pieno sostegno amministrativo a un eventuale progetto del club.
«Noi – ha dichiarato Manfredi – siamo assolutamente favorevoli a questo investimento e se la società lo vorrà fare avrà il massimo sostegno della città e credo anche della regione. Se si può fare noi siamo solamente felici che si faccia, come si sta facendo a Milano e a Roma, dove due grandi Fondi stanno investendo per lo stadio. Se si creano le condizioni, se il Napoli presenta un progetto, se vuole mettere in campo queste risorse, troverà da noi solamente disponibilità, sostegno, aiuto amministrativo, possibilità di facilitare i percorsi e renderli più veloci possibili».
La finanza nelle sedi del club biancorosso, del Napoli e della Filmauro. Nel mirino la cessione di Caprile. per i pm il trasferimento del portiere senza clausole sulla rivendita, avrebbe sottratto al Bari una plusvalenza da 7 milioni poi incassata dal club azzurro
Due milioni e duecentomila euro. È il prezzo al quale, il 24 luglio 2023, la SSC Bari ha ceduto il portiere Elia Caprile al Napoli, il club “correlato” attraverso la comune capogruppo Filmauro. Meno di due anni dopo, il Napoli ha rivenduto lo stesso calciatore al Cagliari per una cifra stimata in circa 8 milioni, realizzando una plusvalenza di circa 7.
È attorno a quell’operazione, e al modo in cui è stata rappresentata nei conti del club biancorosso, che ruota l’inchiesta della Procura di Bari che nella mattinata di oggi, martedì 7 luglio, ha portato i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a perquisire le sedi della SSC Bari allo stadio San Nicola, della SSC Napoli e della Filmauro, a Roma.
Nel registro degli indagati sono iscritti Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, e il padre Aurelio, presidente del consiglio di amministrazione del Napoli e legale rappresentante della Filmauro. Per la società biancorossa, che i pm ritengono insolvente, la Procura ha chiesto al Tribunale l’apertura della liquidazione giudiziale, l’erede del vecchio fallimento nel Codice della crisi d’impresa.
Le accuse: dal falso in bilancio alla bancarotta – Il decreto di perquisizione, firmato dal procuratore Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza, ipotizza quattro reati, allo stato in forma provvisoria. Il primo è quello di false comunicazioni sociali: secondo l’accusa, padre e figlio, in concorso tra loro e al fine di conseguire per il Napoli un ingiusto profitto, avrebbero esposto nel bilancio 2024 della SSC Bari fatti rilevanti non veritieri, o comunque omesso informazioni necessarie a valutare correttamente la situazione del club. In particolare, il bilancio non avrebbe dato adeguata evidenza della natura infragruppo della cessione di Caprile, dei criteri con cui era stato fissato il corrispettivo, del potenziale valore futuro del calciatore e delle ragioni per cui il Bari avrebbe rinunciato in partenza a qualsiasi partecipazione al plusvalore poi realizzato dal Napoli.
A entrambi vengono contestate, sempre in via provvisoria, anche due ipotesi di bancarotta fraudolenta impropria: per distrazione, perché la cessione del cartellino a 2,2 milioni sarebbe stata “non congruamente remunerativa” rispetto al valore effettivo dell’asset, e da reato societario, quale conseguenza del falso in bilancio. Al solo Luigi De Laurentiis è contestata una quarta ipotesi, la bancarotta impropria da operazioni dolose: l’utilizzo strumentale del rinvio della copertura della perdita 2021, pari a 7,45 milioni, consentito dalla normativa Covid, e la prosecuzione dell’attività in uno stato di squilibrio economico e patrimoniale che avrebbe aggravato il dissesto.
Il caso Caprile: il Leeds si tutelò, il Bari no – C’è un dettaglio che, nella ricostruzione degli inquirenti, rende l’operazione ancora più anomala. Quando il Bari acquistò Caprile dal Leeds, riconobbe al club inglese premi proporzionali all’eventuale incremento di valore del portiere in caso di successiva rivendita. Una tutela contrattuale standard, che però il Bari non ha previsto per sé quando ha girato il giocatore al Napoli: nessuna clausola di partecipazione al plusvalore futuro, la cosiddetta sell-on fee.
Il club azzurro, dopo aver impiegato Caprile in misura marginale – quattro presenze ufficiali in due stagioni – lo ha valorizzato con il prestito all’Empoli, per poi cederlo a titolo definitivo al Cagliari. Un percorso di valorizzazione che, osservano i pm, il Bari avrebbe potuto porre in essere allo stesso modo, o dal quale avrebbe potuto quantomeno tutelarsi contrattualmente, come aveva fatto il Leeds con lui.
Perché i pm parlano di dissesto – L’operazione, secondo l’accusa, è maturata in un contesto di perdite strutturali e di dipendenza finanziaria dalla capogruppo. I numeri ricostruiti dai consulenti tecnici della Procura sui bilanci depositati fotografano un patrimonio netto negativo senza interruzioni dal 2022: -6,6 milioni quell’anno, -4,6 nel 2023, -6,4 nel 2024, fino a -6,7 milioni al 30 giugno 2025. Le perdite d’esercizio si sono susseguite ogni anno dal 2019, per un totale di circa 30 milioni nel periodo 2019-2025.
Nei primi anni il patrimonio è rimasto in territorio positivo solo grazie agli interventi straordinari del socio unico – un versamento da 4,5 milioni nel 2020, rinunce a crediti – e alla rivalutazione del marchio per oltre 5,3 milioni operata nel 2021. A pesare sul quadro, secondo gli inquirenti, anche la retrocessione in Serie C del maggio scorso, che avrebbe ulteriormente aggravato il dissesto con una perdita durevole di valore dello stesso marchio. Da qui la richiesta di apertura della liquidazione giudiziale presentata dai pm ai sensi dell’art. 38 del Codice della crisi, sulla quale dovrà pronunciarsi il Tribunale.
Perquisizioni estese a Polito, Giuntoli, Meluso e Battistini: non sono indagati – Le perquisizioni sono state estese anche a quattro protagonisti dell’operazione che allo stato non risultano indagati: Ciro Polito, direttore sportivo del Bari all’epoca della cessione, che condusse la trattativa per conto del club biancorosso; Cristiano Giuntoli, ds del Napoli fino al giugno 2023, periodo in cui si sarebbero svolte le trattative per l’acquisizione; Mauro Meluso, suo successore nel ruolo dirigenziale azzurro fino al maggio 2024, nella fase di gestione successiva dell’operazione; e Graziano Battistini, procuratore sportivo di Caprile, che svolse la funzione di intermediazione tra le due società.
L’obiettivo è acquisire comunicazioni, bozze contrattuali, accordi di intermediazione e corrispondenza utili a ricostruire le modalità di negoziazione del corrispettivo e l’omissione della clausola sul plusvalore. Il decreto dispone il sequestro della documentazione contabile ed extracontabile dal 2019 a oggi, con copie forensi dei dispositivi informatici.
Il procedimento – va precisato – si trova nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni hanno natura provvisoria: lo stesso provvedimento sottolinea la necessità di riscontri più approfonditi e non costituisce in alcun modo un accertamento di responsabilità.
Dall’andamento dei ricavi al risultato netto atteso: le stime di Calcio e Finanza sul bilancio del club rossonero relativo alla stagione 2025/2026. Il report è scaricabile gratuitamente su CF Pro.
IlMilan ha chiuso la stagione 2025/2026 con un deludente quinto posto nella classifica di Serie A mancando per il secondo anno consecutivo la qualificazione alla Champions League.Un risultato che ha spinto la proprietà, il fondo RedBird di Gerry Cardinale, ad azzerare i vertici societari(a partire dal CEO Giorgio Furlani e dal ds Igli Tare) e tecnici (l’allenatore Massimilano Allegri), affidando la ricostruzione al nuovo ad Massimo Calvelli con Ruben Amorim come guida tecnica.
Ma se sul campo i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative dei tifosi, come è andato il Milan dal punto di vista economico nel 2025/2026?
Per provare a rispondere a questa domanda Calcio e Finanza ha elaborato una preview esclusiva del bilancio del Milan al 30 giugno 2026, ricostruendo l’andamento delle principali voci del conto economico sulla base del bilancio 2024/2025, delle informazioni pubbliche disponibili, delle operazioni di mercato concluse e delle stime elaborate dalla redazione.
L’obiettivo dell’analisi, contenuta in un report scaricabile gratuitamente sulla piattaforma CF Pro, è offrire una fotografia quanto più accurata possibile della situazione economico-finanziaria del club rossonero.
Il report analizza l’evoluzione di ricavi e costi, approfondisce le dinamiche che hanno caratterizzato la stagione e stima il risultato netto dell’esercizio, offrendo anche uno sguardo alle prospettive del bilancio 2026/2027.
Bilancio Milan 2026 Preview – Che cosa contiene il report: Il report approfondisce tutti i principali elementi economici che caratterizzeranno il bilancio del Milan al 30 giugno 2026.
Tra gli argomenti analizzati:
evoluzione dei ricavi da diritti televisivi;
andamento dei ricavi commerciali e delle sponsorizzazioni;
impatto dell’assenza dalle competizioni UEFA;
ricavi derivanti dalla gestione dei calciatori;
effetti economici dell’acquisizione dello stadio di San Siro;
andamento dei costi operativi;
costo del personale;
ammortamenti dei diritti dei calciatori;
stima del risultato netto;
prospettive economico-finanziarie per il bilancio 2026/2027.
All’interno della preview sono inoltre presenti tabelle di sintesi che confrontano le principali voci economiche con il bilancio 2024/2025, consentendo di comprendere con immediatezza le dinamiche che hanno caratterizzato l’esercizio appena concluso.
Ufficiale, Massimo Calvelli nominato nuovo amministratore delegato del Milan
Il dirigente ricoprirà l’incarico che fino a maggio è stato di Giorgio Furlani. Calvelli era già membro del CdA del club rossonero.
Bilancio Milan 2026 Preview – Come è stata realizzata l’analisi – Le elaborazioni sono state sviluppate dalla redazione di Calcio e Finanza utilizzando esclusivamente informazioni pubbliche, documentazione societaria, comunicati ufficiali, dati di mercato e stime economico-finanziarie elaborate secondo la metodologia utilizzata da anni nelle analisi di bilancio pubblicate dalla testata.
Il documento non sostituisce il bilancio ufficiale che sarà approvato dal Consiglio di Amministrazione della Milan il prossimo autunno, ma rappresenta una stima indipendente realizzata sulla base delle informazioni disponibili alla data di pubblicazione.
Milan
L’analisi esclusiva di Calcio e Finanza sul bilancio al 30 giugno 2026.
La reazione della federcalcio continentale dopo la decisione sulla squalifica dello statunitense: “Le regole non possono essere soggette a eccezioni durante un torneo: la decisione ha oltrepassata una linea rossa”
La Uefa si schiera contro la Fifa per la decisione di revocare la squalifica a Folarin Balogun. L’attaccante statunitense era stato espulso durante i sedicesimi di finale ai Mondiali contro la Bosnia ma il suo stop di un turno è stato sospeso con la condizionale, permettendo al giocatore di essere disponibile per la sfida degli ottavi contro il Belgio. “La decisione presa ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l’applicazione della squalifica automatica di una partita conseguente al cartellino rosso mostrato al calciatore Folarin Balogun ha oltrepassato una linea rossa“, si legge in una nota della Uefa.
l’attacco della uefa – “Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no“, prosegue la Uefa. “La squalifica automatica minima di una giornata dopo un’espulsione non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica“.
la certezza delle regole – “Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l’integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa. Inoltre, una decisione di questo tipo crea un precedente all’interno del torneo in corso: situazioni analoghe dovranno ora ricevere lo stesso trattamento, con un inevitabile danno per la competizione. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco straordinario, ed è credibile perché viene praticato ovunque secondo le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, quando il torneo in questione è il Mondiale, ha il potere di produrre conseguenze, positive o negative, sull’intero movimento calcistico. Esprimiamo il nostro sconcerto per una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile“, conclude la dura nota della Uefa.
L’applauso dei compagni, la frecciata di Garcia e…: i retroscena del caso Balogun
La reazione della federcalcio continentale dopo la decisione sulla squalifica dello statunitense: “Le regole non possono essere soggette a Non si placano le polemiche per lo stop alla squalifica dell’attaccante statunitense, che stanotte potrà così giocare negli ottavi contro il Belgio
Un applauso dei compagni increduli nel campo di allenamento della University of Washington per accogliere il sanzionato senza più sanzione, ma è difficile coprire il boato qui fuori: oltre questo campo-base della squadra americana nella periferia di Seattle non si parla che dello strano caso di Folarin Balogun, il centravanti degli Stati Uniti improvvisamente disponibile per gli ottavi di stanotte, dopo che una decisione a sorpresa della FIFA ha tolto (con la condizionale) il suo regolare turno di squalifica. Una bomba nel cuore del Mondiale, con polemiche sparse e reazioni avvelenate: su tutte, quella del Belgio, l’avversario di turno che minaccia fuoco e fiamme contro un provvedimento senza precedenti a poco più di 24 ore dal match. In mezzo al frastuono, anche il giubilo social dalla Casa Bianca per il bomber ritrovato: “Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta, ed essere tornata indietro da una grande ingiustizia“, ha scritto direttamente Donald Trump.
il caso – Il capocannoniere di Pochettino aveva preso un discusso rosso con intervento VAR durante i sedicesimi contro la Bosnia per un fallo su Muharemovic: saltando, era ricaduto sulla caviglia del difensore del Sassuolo e l’espulsione, a termini di regolamento, avrebbe comportato una ovvia squalifica automatica di una giornata. La FIFA, però, ha applicato per la prima volta nella storia della competizione l’articolo 27 del codice disciplinare, quello che recita così: “L’organo giudiziario può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l’esecuzione di un provvedimento disciplinare”. Una sorta di condizionale, appunto, come accaduto a CR7, che avrebbe dovuto scontare tre giornate di squalifica dopo il suo rosso nelle qualificazioni contro l’Irlanda del Nord.Due erano poi state sospese, così da non mettere a rischio il viaggio americano. Rispetto al caso del portoghese, però, qua la competizione è già iniziata da un po’ e per ritrovare qualcosa di vagamente simile deliberato a torneo in corso bisogna tornare alla notte dei tempi: nel 1962 la leggenda brasiliana Garrincha giocò la finale dopo essere stato espulso in semifinale, ma senza che fosse arrivata prima la squalifica e in tutt’altro quadro normativo.
la polemica – Il Comitato Disciplinare si è mosso tra le pieghe del regolamento: ha, sì, inflitto all’attaccante una giornata di squalifica, ma ne ha tecnicamente sospeso l’esecuzione per un anno. Diventerà effettiva soltanto se Balogun commetterà un’altra infrazione di “analoga natura e gravità” durante questo “periodo di prova”. Per il momento “Balo” può, quindi, pensare al presente e al portiere rivale Thibaut Courtois, che è rimasto attonito in conferenza assieme al suo tecnico Rudi Garcia per il cambio di scenario inatteso. “Non sapevo che negli uffici della FIFA il 5 luglio corrispondesse al primo aprile in Europa. Per me è stata una scoperta”, è stata la puntura del ct. “È una situazione sorprendente, soprattutto perché arriva il giorno prima della partita”, l’aggiunta di Courtois. Garcia ha, comunque, rimandato tutto al comunicato durissimo della sua federazione che, a suo dire, “non difende se stessa ma il calcio in generale, la sua integrità e la sua etica”. Nel dettaglio, la RBFA (Royal Belgian Football Association) ha fatto intendere che la storia non finirà qua (presentando tral’altro un ricorso): “Per tutelare i legittimi diritti di tutte le squadre partecipanti e proteggere i principi fondamentali del fair play nel nostro sport, sia in questa Coppa del Mondo sia nelle future edizioni del torneo, stiamo valutando tutte le possibili opzioni a nostra disposizione”. Lo stesso allenatore francese ha tagliato corto quando gli è stato chiesto se il prossimo passo sarà ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport anche dopo la partita: “Non fateci più perdere tempo con questo argomento…”. Al contrario, il collega Pochettino ha scelto un altro punto di osservazione e parlato con differente stato d’animo: “È una decisione sacrosanta, siamo già stati puniti abbastanza contro la Bosnia per un’espulsione completamente ingiusta. Chi ama davvero questo sport deve celebrare questo momento. Rudi Garcia è un grande allenatore e una grande persona, ma etica e integrità sono valori universali, non si usano solo quando conviene”.
dalla casa bianca – In anticipo su tutti in una vicenda così intricata, Trump aveva comunque messo il sigillo su Truth, social che usa abitualmente per lanciare messaggi al mondo. In poche righe ha, indirettamente, ringraziato Gianni Infantino, a lui vicinissimo come da cronache recenti. Sono anni che c’è un rapporto strettissimo, quasi simbiotico: la Federazione internazionale del calcio aveva pure istituito e assegnato al presidente americano il “FIFA Peace Prize”, nel bel mezzo della campagna con cui Trump puntava, senza successo, a ottenere il Nobel per la Pace. Tra rimbalzi alla frontiera e visti negati, già prima del via questo era un Mondiale a forti tratti trumpiani, figurarsi adesso che altra carne arriva al fuoco. Secondo una ricostruzione del New York Times, che cita tre persone a conoscenza della conversazione, The Donald avrebbe, infatti, telefonato mercoledì a Infantino per chiedergli di riesaminare la squalifica di Balo, poi ieri ecco il colpo di teatro prima degli ottavi. Su questa ricostruzione, però, la FIFA non ha voluto esprimersi ufficialmente.
Como, ora viene il difficile: i nodi tra italiani, liste Uefa e Fair play
Ma se hai sessanta milioni, è meglio investirli su Nico Paz, Palestra o magari – perché si è parlato anche di loro – su Cambiaghi, Chiesa e Luca Pellegrini? La domanda può sembrare in qualche modo surreale, ma risponde invece alle esigenze personali, ed economiche, di un club. In questo caso del Como, perché è di lui che stiamo parlando. Ora non c’è dubbio che riprendersi il talento argentino dal Real Madrid sia stata un’operazione suggestiva e gratificante, considerando il valore del giocatore, quello che ha già dimostrato sulle rive del lago, il suo attaccamento ai colori e la stima profonda che hanno per lui i dirigenti, Fabregas e i tifosi. Perché è con lui, e anche grazie a lui, che è stata conquistata una storica qualificazione alla Champions. Ma la domanda iniziale, dicevamo, prescinde dalle straordinarie qualità del fantasista-goleador e aderisce agli attuali regolamenti che impongono a tutti di rispettare alcuni paletti. Che impongono di avere in rosa uno come Palestra o, non solo una provocazione, di distribuire un bel numero di milioni per portare a casa una serie di calciatori italiani. Già, perché non è tutto rosa, o blu per restare a uno dei colori del Como, quello che appare e ha portato a un campionato di alto profilo, con tanto di qualificazione alla manifestazione internazionale più importante. Sì, perché verrebbe quasi da dire che – anche per una proprietà che non ha certo problemi a investire – adesso viene il difficile. Che vuol dire far quadrare i conti e adattare la rosa alle regole che, giustamente, sono state introdotte per valorizzare i calciatori italiani. Altrimenti tutti i discorsi e i buoni propositi – anche in relazione alle fortune della Nazionale – davvero non varrebbero nulla. Ma andiamo per ordine.
Nel gruppo di 25 giocatori, si sa, è obbligatorio avere quattro prodotti dei settori giovanili italiani e altri quattro del tuo vivaio. Il Como non ha una sua “storica” cantera e dunque deve già rinunciare a un contributo fondamentale anche dal punto di vista tecnico e numerico. E, pur avendo appena posto tutte le attenzioni su Liberali, non ha – oltre a Goldaniga e Vigorito, più altri che rientrano dai prestiti ma sono fuori dal progetto – risorse che hanno fatto la trafila nel nostro Paese. Un ulteriore problema, che sta spingendo il club a indirizzarsi su acquisti di casa nostra, perché il pericolo reale è di dover disputare una stagione importantissima e molto impegnativa con una rosa ridotta. Tanti stranieri hanno portato un beneficio fenomenale nel breve, ma rischiano di rappresentare un imbuto o peggio ancora un freno alla crescita.
Un problema per il favoloso Como di questi anni, che dalla prossima stagione dovrà fare i conti con il fair play finanziario. I soldi hanno finora rappresentato una spinta verso la crescita; ma ora si tratta di fare realmente i conti. Nella primavera del 2027 Nyon monitorerà infatti la situazione, impedendo di continuare a spendere a piene mani e chiedendo – come succede a tutte le società – di rientrare in parametri precisi. Con le spese per stipendi, ammortamenti dei trasferimenti e commissioni agli agenti che non dovranno superare il 70 per cento del budget. Un continuo esame che sta già costringendo altri club a prendere in mano la calcolatrice, finendo per dover vendere prima di poter comprare. Insomma, non c’è dubbio che i soldi aiutino molto. Non c’è dubbio che il Como abbia divertito e rappresenti la grande novità del calcio italiano. Ma, come canta Antonello Venditti, è ora che comincia la salita.
Il blocco interessa la linea tra le stazioni di Firenze Campo di Marte e Santa Maria Novella. Problemi anche a Milano Centrale
Treni, stop per lavori a Firenze: l’Italia è divisa in due | Ritardi anche su linea alternativa
Si preannuncia una settimana complicata per i viaggia in treno. È cominciato alle 23 di domenica 5 luglio l”interruzione della tratta tra le stazioni di Firenze Campo di Marte e Santa Maria Novella. Al momento, si registrano disagi contenuti per i viaggiatori, con navette sostitutive e bus che trasportano i passeggeri da una parte all’altra della città e poter poi proseguire il viaggio, seppur con tempi di percorrenza allungati.Problema anche a Milano Centrale, dove a causa di un guasto si stanno registrando ritardi di un’ora e qualche cancellazione.
Disagi contenuti per chi viaggia con alta velocità, per i pendolari – L’interruzione divide di fatto in due l’Italia ed è dovuta alla prima fase della sostituzione di Ponte al Pino, con i lavori che termineranno alle 4 di venerdì 10 luglio. Alla stazione di Campo di Marte i disagi maggiori e lo smarrimento sono per i pendolari e gli utenti dei treni regionali, che arrivano soprattutto dal Valdarno e dalla linea aretina. Se i viaggiatori dell’alta velocità in arrivo dal sud sono subito instradati verso le vicine navette sostitutive che, scortate dalla polizia municipale arrivano poi a Santa Maria Novella, gliutenti dei regionali vengono invece diretti verso dei bus appositamente allestiti che portano alla tramvia. Con loro anche i viaggiatori dei treni Italo.
Problemi anche sulla linea alternativa – Non solo la linea alta velocità della Toscana, ma questa mattina si sono registrati disagi anche lungo la linea Tirrenica, vicino a Follonica (provincia di Grosseto), dove un guasto ha comportato ritardi fino a 80 minuti per i treni alta velocità, Intercity e Regionali. Il problema è stato segnalato a partire dalle 8, la situazione è poi tornata regolare alle 9:50. Fino al 10 luglio, per i lavori di sostituzione del cavalcaferrovia di ponte al Pino a Firenze, parte del transito dei convogli Roma-Milano/Torino è stato dirottato proprio sulla Tirrenica, con previsti incrementi dei tempi di viaggio fino a circa due ore e mezzo.
Turisti smarriti – Nonostante la molta e dettagliata comunicazione sull’evento, alcuni, spesso stranieri o turisti, che scendono dai treni locali non si sono informati e rimangono momentaneamente smarriti, dirigendosi poi insieme agli altri verso la fermata del bus preposta una volta chieste informazioni. Qualcuno resta contrariato, teme di perdere coincidenze con altri treni locali, ma poi si affretta per prendere i bus, che passano con regolarità. Numeroso il personale di Ferrovie, insieme alla protezione civile, che assiste, fornisce informazioni e instrada i passeggeri al loro arrivo in stazione. In generale la situazione resta scorrevole e sotto controllo e anche a Santa Maria Novella, dove arrivano i viaggiatori dal nord Italia e che devono raggiungere Campo di Marte per proseguire il loro itinerario, la situazione è definita tranquilla. Gli utenti dell’Alta velocità vengono diretti, attraverso il Binario 16, al piazzale Montelu.
Ritardi pure a Milano Centrale – La settimana inizia male anche per chi viaggia in treno in Lombardia. Un guasto alla stazione di Milano Centrale sta generando ritardi fino a un’ora e la soppressione di diverse corse. È quanto viene annunciato nelle stazioni ai passeggeri, che possono utilizzare treni diretti in altre stazioni milanesi. Rallentamenti vengono segnalati da Trenord anche tra le stazioni di Varese e Gallarate.
I vigili del fuoco sono tuttora al lavoro per circoscrivere il fronte del fuoco, mettere in sicurezza la struttura e avviare lo spegnimento dei materiali parzialmente combusti
Un vasto incendio è divampato questa notte, intorno alle 3.40, all’interno di un magazzino della ditta dolciaria Lazzaroni, situata in località Piane Vomano di Colledara, in provincia di Teramo. Le fiamme stanno interessando una porzione di circa 4.000 metri quadrati di un deposito che si estende complessivamente su una superficie di circa 15.000. Sul posto sono immediatamente confluite le squadre dei vigili del fuoco del Comando di Teramo e del Distaccamento di Nereto. Attualmente sono impegnate venti unità operative supportate da sette automezzi antincendio e tre autobotti pompa. Per garantire il rifornimento costante d’acqua ai mezzi, è stato richiesto anche l’intervento di un’autobotte chilolitrica proveniente dal Comando dell’Aquila.
Disagi sulla A24 Teramo-Roma – Le operazioni, descritte come particolarmente complesse, sono coordinate direttamente dal Comandante provinciale e dal funzionario reperibile. Il rogo ha sprigionato una densa e alta colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, che ha raggiunto la vicina autostrada A24 Teramo-Roma, causando disagi alla circolazione stradale e rallentamenti.
I vigili del fuoco sono tuttora al lavoro per circoscrivere il fronte del fuoco, mettere in sicurezza la struttura e avviare lo spegnimento dei materiali parzialmente combusti. Le operazioni sono in corso e si attendono aggiornamenti nelle prossime ore.
Fraviano di Vermiglio, incendio devasta il paese: bruciate case e il tetto della chiesa, 200 vigli del fuoco in azione
Fortunatamente non si registrano feriti, mentre sono quattro gli sfollati
Fiamme alte visibili a chilometri di distanza, 200 vigili del fuoco impegnati per ore e un’intera comunita con il fiato sospeso. E il bilancio della notte di emergenza vissuta a Fraviano di Vermiglio, dove un violento incendio, scoppiato attorno all’una, ha colpito un fienile, 3 abitazioni e un rustico, ha divorato il tetto della chiesa e – parzialmente – quello del campanile.
L’imponente intervento di 16 Corpi dei Vigili del fuoco volontari, con il supporto del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, ha consentito di evitare che le fiamme si propagassero ulteriormente. Fortunatamente non si registrano feriti, mentre sono quattro gli sfollati.
Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha seguito l’evolversi della situazione, mantenendosi costantemente aggiornato attraverso la Protezione civile del Trentino, ed ha espresso la vicinanza dell’Amministrazione provinciale alla comunita colpita. «Quella vissuta a Fraviano e stata una notte molto difficile.
Desidero esprimere la mia vicinanza ai cittadini e ringraziare le centinaia di operatori che, con professionalita e straordinario senso del dovere, hanno lavorato senza sosta per proteggere le persone e l’abitato. Ho seguito costantemente l’evolversi dell’emergenza e la Provincia continuera a monitorare la situazione, garantendo il proprio sostegno alla comunita per affrontare le conseguenze dell’incendio».
Le prime squadre giunte sul posto si sono trovate di fronte a un incendio gia completamente sviluppato, alimentato dalla presenza di strutture in legno e dalle condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme. L’obiettivo prioritario e stato quello di impedire che il fuoco raggiungesse ulteriori edifici dell’abitato, in un intervento complesso che ha richiesto ore di lavoro ininterrotto e che prosegue con le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area.
E la ragazza 17enne all’epoca dei fatti smonta le accise: “Mai avuto rapporti sessuali e mai ricevuti soldi da lui”. Intanto la Procura prosegue con l’audizione come testimoni di altri calciatori: sentiti Daniel Maldini e Kevin Bonifaz
Alessandro Bastoni, calciatore della Nazionale finito nel mirino della procura
Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale indagato nella inchiesta della Procura con l’accusa di un presunto giro di prostituzione minorile, non si presenterà all’interrogatorio fissato per domani, venerdì 3 luglio. Lo ha reso noto il suo difensore, l’avvocato Salvatore Scuto, precisando che il giocatore si avvale anche della facoltà di non rispondere.
La ragazza minorene – Intanto in questi giorni la presunta vittima, la ragazza che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, ha dichiarato: “Di non essere una prostituta, di non avere mai avuto rapporti sessuali con il calciatore e di non aver mai ricevuto denaro da lui”, facendo, di fatto, venire meno il presupposto dell’accusa.
Le audizioni – Sono cominciate, parallelamente, le audizioni di alcuni calciatori convocati come testimoni nell’ambito dell’inchiesta che ha al centro la società ‘Ma.De Milano”, società che avrebbe organizzato serate “all inclusive”, tra Milano e Mykonos, in qualche caso anche con la “droga della risata”, per clienti vip, in particolare calciatori di serie A, nei locali alla moda milanesi e in alberghi di lusso. I primi atleti che la pm Rosaria Stagnaro e la procuratrice aggiunta Bruna Alberini hanno sentito nella giornata odierna, in una caserma della Guardia di finanza, sono Daniel Maldini e Kevin Bonifazi. Domani invece toccherà a Riccardo Calafiori.
L’inchiesta – La vicenda era emersa lo scorso 21 aprile, quando erano stati poste ai domiciliari quattro persone, tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, lei laureata in economia e lui geometra, compagni nella vita e negli affari. Secondo la ricostruzione di inquirenti, investigatori,Ronchi e Buttini sarebbero stati “promotori e dominus” dell’associazione per delinquere.
Le analisi sui telefoni – E per far luce su quelle serate e presunti contatti con gli indagati e con l’agenzia, in questi giorni i pubblici ministeri hanno deciso di ascoltare come testi, non indagati alcuni calciatori. Le verifiche, intanto, sono andate avanti anche con le analisi sui telefoni sequestrati ad arrestati e indagati, ma anche consegnati dalle ragazze.
Gli Spurs prendono il centrocampista italiano dal Newcastle
Sandro Tonali – (Fotogramma)
Sandro Tonali al Tottenham per 100 milioni di sterline. GliSpurs prendono il centrocampista italiano dal Newcastle con l’acquisto più ricco della propria storia. Il Tottenham aveva offerto inizialmente 80 milioni di sterline, ricevendo in risposta il ‘no‘ del Newcastle. La fumata bianca è arrivata con la proposta dal 92,5 milioni di sterline a cui si aggiungono 7,5 milioni di bonus. In totale, 100 milioni di sterline: al cambio, circa 115 milioni di euro. Decisivo il pressing di Roberto De Zerbi, manager degli Spurs, che considera Tonali essenziale per il proprio progetto tecnico. Il Tottenham spende più di 200 milioni di sterline in pochi giorni. Prima di Tonali, acquistato Mateus Fernandes per 85 milioni dal West Ham.
Le fiamme sono divampate all’ottavo piano di un condominio nel quartiere di Linkeroever. L’edificio è stato completamente evacuato. Le autorità ai residenti: “Tenete chiuse porte e finestre”
Il palazzo in fiamme e i soccorritori al lavoro – Fotogramma Ipa
Almeno sei persone sono morte in un incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa. Lo ha riferito la polizia belga, secondo quanto riporta il sito di Le Soir, aggiungendo che ci sono anche diversi feriti, molti gravissimi. Le fiamme sono divampate all’ottavo piano del condominio situato nel quartiere di Linkeroever. La polizia belga ha confermato la presenza di diverse vittime, ma il numero esatto dei morti e dei feriti non è stato ancora reso noto, mentre le squadre di soccorso stanno continuando a perlustrare l’edificio alla ricerca di eventuali dispersi.
Evacuati i residenti – “L’edificio è stato completamente evacuato“, ha dichiarato Marie De Clercq, portavoce dei vigili del fuoco di Anversa. “Ora le nostre squadre sono impegnate nello spegnimento dell’incendio e nella ricerca di eventuali altre vittime. Si tratta di un’operazione di vasta portata: sul posto sono intervenuti oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco“, ha aggiunto.
Alle operazioni partecipano anche squadre provenienti dalle zone di Waasland, Rand e Rivierenland, oltre alla Protezione civile belga. Sul luogo dell’incendio è operativa anche un’unità con droni per supportare le ricerche e monitorare l’evoluzione del rogo dall’alto.
Le autorità: “Tenete chiuse porte e finestre“ – A causa dell‘intensa colonna di fumo, le autorità hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona, invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione per limitare l’esposizione ai fumi dell’incendio. Le cause del rogo non sono ancora state accertate.
La difesa di Stefano Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Franco Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre.
Rolando Mandragora ai tempi dell’Udinese (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)
La Procura di Udine ha chiesto due anni di reclusione per il presidente dell’Udinese, Franco Soldati, e per il vicepresidente Stefano Campoccia nell’ambito dell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Udine. Al centro del procedimento c’è la plusvalenza legata al trasferimento di Rolando Mandragora dalla Juventus al club friulano.
Per la società Udinese, invece, è stata chiesta un’ammenda da 500mila euro. Le contestazioni riguardano l’operazione conclusa nel 2018, quando la Juventus cedette Mandragora all’Udinese inserendo nell’accordo un’opzione di riacquisto fissata a 20 milioni di euro.
Secondo l’impostazione accusatoria, tuttavia, quella clausola non avrebbe avuto la natura di una semplice opzione, ma avrebbe mascherato un vero e proprio obbligo irrevocabile di riacquisto da parte del club bianconero. Il calciatore, infatti, fece poi ritorno alla Juventus due anni più tardi. Per la Procura, questa struttura avrebbe consentito all’Udinese di iscrivere a bilancio una plusvalenza superiore ai 3 milioni di euro. L’operazione, secondo l’accusa, avrebbe inoltre prodotto un’evasione Ires per oltre 400mila euro.
A Soldati, Campoccia e alla società friulana vengono contestati, a vario titolo, i reati di falso in comunicazioni sociali, dichiarazione fraudolenta ed evasione dell’Ires. Campoccia, oltre al ruolo di vicepresidente dell’Udinese, è anche membro del Consiglio federale della FIGC in rappresentanza della Serie A, insieme a Giorgio Chiellini per la Juventus e Giuseppe Marotta per l’Inter. L’organismo è stato appena riconfermato.
Nel corso dell’udienza, la difesa di Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre. Nella stessa data è attesa anche la sentenza del Gup.