Vanoli ha varcato il cancello del Viola Park poco dopo le 12.30: ha firmato un contratto biennale con opzione sul terzo anno. Venerdì sera a Venezia l’esordio bis per la quarta giornata di campionato, dopo le tre sconfitte che hanno portato all’esonero di Grosso
Le immagini dell’allenamento di lunedì 7 settembre diretto da Paolo Vanoli (Fonte Acf Fiorentina)
Tre mesi e spiccioli dopo rieccolo al Viola Park. Paolo Vanoli è ufficialmente il nuovo allenatore della Fiorentina e da questo pomeriggio ha ripreso possesso del campo che aveva lasciato al termine della passata stagione, dopo aver condotto la squadra alla salvezza. Un ritorno maturato in poche ore, conseguenza dell’esonero di Fabio Grosso arrivato nella tarda serata di domenica. Contatti nella notte, accordo rapidamente raggiunto e una giornata trascorsa quasi interamente da nuovo tecnico viola.
Vanoli è arrivato al Viola Park intorno alle 12.30, pronto a cominciare la sua seconda avventura fiorentina. Prima la firma sul contratto: biennale con opzione per una terza stagione, ingaggio da circa 1,2 milioni di euro all’anno. Poi il ritorno sul campo per dirigere nel pomeriggio il primo allenamento.
Il comunicato della Fiorentina: “Un ringraziamento al mister per aver accettato subito con entusiasmo” – A sancire ufficialmente il Vanoli-bis è stata la nota diffusa dalla società: “ACF Fiorentina comunica che è stata affidata a Mister Paolo Vanoli la guida tecnica della Prima Squadra viola. Al Mister va un grande ringraziamento per aver accettato subito con entusiasmo di tornare alla guida della Prima Squadra”.
Poche righe nelle quali spicca soprattutto il ringraziamento per la disponibilità immediata del tecnico.Nessuna esitazione da parte di Vanoli, dunque, nonostante la separazione di appena tre mesi fa. Quando la Fiorentina lo ha richiamato, la risposta è stata subito positiva. In serata è arrivato anche il post social del Presidente Giuseppe B. Commissoa dare il benvenuto al nuovo-vecchio tecnico: “Congratulazioni, Paolo Vanoli!”.
Nel pomeriggio subito in campo. Venerdì sera il debutto a Venezia – Di tempo per ambientarsi, del resto, Vanoli non ne ha bisogno. Quello per conoscere la nuova Fiorentina, invece, sarà pochissimo. Venerdì sera al ‘Penzo’ contro il Venezia arriverà già il debutto e la necessità di cancellare lo zero in classifica lasciato in eredità dalle prime tre giornate. Una squadra profondamente cambiata rispetto a quella allenata fino a pochi mesi fa, sulla quale il tecnico dovrà intervenire in fretta.
La curiosità riguarda soprattutto l’abito tattico. Una prima ipotesi porta al 4-3-3, soluzione che permetterebbe di sfruttare gli esterni offensivi arrivati durante il mercato. Vanoli avrà pochi allenamenti per decidere e, almeno inizialmente, potrebbe affidarsi a chi conosce già bene.
Spazio alle certezze. E occhio a Njie, che Vanoli conosce molto bene – Dodo, Pongracic, Ranieri e Fagiolipossono rappresentare la base dalla quale ripartire. Uomini già allenati, dei quali Vanoli conosce caratteristiche, pregi e difetti. In un momento nel quale servono soprattutto certezze, il vecchio zoccolo duro può diventare una risorsa importante. Poi ci sono i tanti nuovi, ma anche qualche volto tutt’altro che sconosciuto. È il caso di Njie, che Vanoli ha già avuto al Torino e che proprio sotto la sua gestione ha debuttato in prima squadra. Un’opzione in più per costruire la nuova Fiorentina.
Milano, l’ex capitana dell’Inter è da giorni al San Raffaele per un’infezione renale. Lo ha raccontato non senza ironia su Instagram, prima di ringraziare chi le sta accanto ogni giorno con amore e dedizione
Regina Baresi ha pubblicato due storie su Instagram in cui ha rivelato ai fan di essere ricoverata al San Raffaele di Milano
Momenti di ansia ma anche di grande amore per Regina Baresi.L’ex calciatrice ed ex capitana dell’Inter Femminile ha svelato sulla sua pagina Instagram i giorni difficili che sta vivendo e lo ha fatto con la sua solita ironia. Innanzitutto, rassicurando tutti sulle sue condizioni di salute.
Il ricovero e l’ironia sui social – “Se volevo essere paziente mi facevo ricoverare“, ha esordito sui social la figlia di Beppe Baresi, ex difensore nerazzurro, scherzando sul doppio senso della parola e sulla difficoltà di dover restare ferma in un letto d’ospedale. “Eccomi, non sono scomparsa. Sono qui da martedì sera e dovrò rimanerci ancora per un pochino di giorni. Per fortuna niente di grave: ho un’infezione renale con due piccoli ascessi che spero si risolvano entro la fine della prossima settimana”. A strapparle un sorriso, oltre ai messaggi di affetto dei fan, un dettaglio non da poco: “P.S. Per fortuna ho la dieta libera!”.
Il post su Instagram di Regina Baresi per annunciare l’intervento chirurgico al cuore
La lettera d’amore al compagno: “Sei stato la mia cura” – Se il primo post ha tranquillizzato i fan, il secondo messaggio condiviso da Regina è una dichiarazione di amore.Un lungo e intimissimo ringraziamento rivolto al compagno, rimasto al suo fianco fin dai primi momenti di paura al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele dove è ricoverata.
“Ci sei stato dal primo secondo senza lasciarmi da sola un attimo”, ha scritto la nipote del compianto Franco Baresi, ripercorrendo le ore più difficili: “Siamo arrivati al PS che stavo malissimo, abbiamo passato la notte vicini con la paura della febbre a 39,5 che non scendeva. Non dimenticherò mai le ore su quelle seggioline verdi così scomode e così fredde. Tenere la tua mano, guardarti negli occhi, vedere un tuo sorriso mi tranquillizzavano”.
Un racconto di piccole attenzioni, sacrifici quotidiani e gesti d’amore che le hanno permesso di superare le lunghe giornate di degenza: dai tragitti nel traffico dopo il lavoro ai piccoli sfizi portati da casa per farla sentire meno sola, fino alla doccia fatta in stanza ogni sera.
“Mi hai portato la Nutella, mi hai portato il nocciolino, piccoli pezzettini di casa che ci facevano sentire un po’ meno stranieri. E poi mi hai fatta sentire bella, nonostante tutto”, prosegue la dedica. “E quando ogni giorno dalla vetrata della stanza ti vedo in strada camminare verso l’ingresso, il mondo torna a colori. Sei stato la mia cura. Sei la mia cura”.
Il post si chiude con una promessa e una dichiarazione d’amore che guarda al rientro a casa: «Ti ringrazierò per sempre. Presto torniamo a casa insieme”
Chi è Regina Baresi – Nata a Milano nel 1991, Regina Baresi porta un cognome pesantissimo nel mondo del calcio: è infatti figlia di Giuseppe Baresi(storico capitano e viceallenatore dell’Inter) e nipote di Franco Baresi (leggenda e bandiera del Milan), scomparso lo scorso 31 luglio, lasciando un vuoto immenso non solo nella famiglia Baresi ma in tutto il mondo del calcio.
Dove ha giocato – La storia calcistica di Regina è legata a doppio filo a un solo colore: il nerazzurro. Entrata nelle giovanili dell’Inter Femminile (all’epoca ASD Femminile Inter Milano) nel 2003, ha fatto il suo esordio in prima squadra nel 2009. Nel ruolo di attaccante, è diventata la capitana storica e il simbolo della squadra.Ha trascorso 18 anni complessivi nel club, conquistando due promozioni in Serie A (la prima nel 2013 e poi nel 2019 con la nascita ufficiale dell’Inter Women).Con oltre 100 gol realizzati in maglia nerazzurra, ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato nel 2021, all’età di 29 anni, per intraprendere nuove sfide professionali pur rimanendo legata al mondo dello sport.
Cosa fa oggi – Dopo l’addio al campo, Regina Baresi ha trasformato la sua passione e competenza in una carriera mediatica di successo come commentatrice e opinionista TV. Negli anni ha lavorato come opinionista per diversi programmi (tra cui La Domenica Sportiva su Rai 2, Rai 1 per i Mondiali femminili e Mediaset). È entrata a far parte della squadra di DAZN come talent e commentatrice per il calcio e la Serie A.
Promotrice del calcio femminile – Regina Baresi è in prima linea come influencer, talent e ambasciatrice per promuovere la crescita del movimento calcistico femminile in Italia e ispirare le giovani bambine che sognano un futuro nello sport.
Content creator e personaggio TV – Molto seguita sui social, partecipa regolarmente a eventi sportivi, campagne pubblicitarie ed iniziative legate al mondo dello sport e del lifestyle.
La storica leader radicale è stata trasportata al Santo Spirito
Emma Bonino
Emma Bonino è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Santo Spirito a Roma. Secondo quanto si apprende, è stata soccorsa in casa nel centro della capitale nel pomeriggio e trasportata in ambulanza in codice rosso.
La storica leader radicale, 78 anni, era stata ricoverata nello stesso ospedale, in terapia intensiva, in seguito a un malore il 30 novembre 2025. Era poi stata dimessa dopo una settimana. Bonino ha lottato a lungo con untumore che l’aveva colpitaal polmone sinistro dieci anni fa
Sul posto sono intervenute diverse ambulanze del 118
Momenti di paura questa mattina nel centro di Roma, dove si è verificato il cedimento del solaio di un negozio The North Face di via Cola di Rienzo. I vigili del fuoco sono intervenuti nell’edificio, una palazzina in fase di ristrutturazione, riuscendo a estrarre dalle macerie quattro persone. Al momento non risultano feriti. Sul posto sono arrivate anche diverse ambulanze del 118.
L’intervento dei vigili del fuoco dopo il crollo del solaio – L’allarme è scattato intorno alle 10.30, quando è stato segnalato il crollo del solaio all’interno della palazzina interessata dai lavori. Per gestire l’emergenza sono state inviate due squadre dei vigili del fuoco, insieme a un’autoscala. Le operazioni sono proseguite per verificare l’eventuale presenza di altre persone e per mettere in sicurezza la struttura.
Quattro persone estratte dalle macerie – Durante l’intervento i vigili del fuoco hanno recuperato dalle macerie quattro persone. Le prime informazioni disponibili non segnalano feriti, ma le attività di soccorso e di verifica dell’edificio sono rimaste in corso per accertare che non vi fossero altre persone coinvolte nel cedimento.
Vista la situazione, i vigili del fuoco hanno fatto intervenire anche i nuclei specializzati Usar, ovvero le squadre Urban Search and Rescue, e i nuclei Cinofili. Gli operatori stanno effettuando le ricerche all’interno dell’edificio e controllando le condizioni della palazzina, mentre proseguono le operazioni per garantirne la sicurezza.
Presenti anche Polizia di Stato e 118 – Nell’area del crollo sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato e il personale sanitario del 118, con diverse ambulanze. L’intervento resta concentrato sia sull’eventuale ricerca di altre persone sia sulla messa in sicurezza dell’edificio, mentre gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica del cedimento del solaio.
L’aereo cargo sarebbe finito su alcune auto in una strada che circonda lo scalo. Almeno 5 persone sono rimaste ferite, tre in modo grave. Una densa colonna di fumo nero si è sprigionata dopo lo schianto
L’aereo Amazon finito fuori pista a Miami
È di almeno cinque morti e diversi feriti il bilancio dell’incidente aereo avvenuto questa sera a Miami, dove un Boeing 767 cargo di Amazon è finito fuori pista durante l’atterraggio nello scalo internazionale. Secondo quanto riferito dalle autorità il velivolo ha investito diverse auto su una strada che circonda lo scalo e ha preso fuoco. Una densa colonna di fumo nero è visibile da diverse zone della città. Lo ha reso noto la Federal Aviation Administration. Un video ha mostrato il fumo che si sprigionava dal Boeing 767. La Federal Aviation Administration ha disposto lo stop temporaneo dei voli nello scalo.
Il bilancio: 5 morti e 5 feriti – “Le squadre giunte sul posto hanno trovato un aereo che aveva preso fuoco in seguito all’incidente, con fiamme alte e fumo visibili”, si legge in un post su X del dipartimento dei vigili del fuoco di Miami-Dade. Più di 60 squadre di vigili del fuoco sono intervenute per spegnere l’incendio, ha riferito alla Cnn un portavoce del dipartimento.
“Cinque persone hanno perso la vita e altre cinque sono rimaste ferite“, ha dichiarato la sindaca della contea di Miami-Dade, Daniella Levine Cava, durante una conferenza stampa nello scalo. Tre dei feriti sono in condizioni critiche, mentre gli altri due sono stati trasportati in un ospedale locale, ha precisato il capo dei vigili del fuoco di Miami-Dade, Ray Jadallah.
L’incidente – In serata Amazon ha confermatoche l’aereo finito fuori pista mentre stava cercando di atterrare all’aeroporto di Miami era uno dei suoi. La società sta raccogliendo informazioni e sta lavorando con le autorità per capire cosa sia accaduto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti l’aereo si sarebbe scontrato con alcuni velivoli nell’uscire dalla pista.
Fatale l’avvio da incubo con tre sconfitte, nove gol subiti e uno solo segnato. Andreazzoli possibile traghettatore, Paratici cerca il nuovo allenatore
Fabio Grosso
Clamoroso ribaltone in casa Fiorentina. Dopo appena tre giornate di campionato, Fabio Grosso non è più l’allenatore dei viola. La decisione, arrivata a sorpresa nella tarda serata di domenica, è stata ufficializzata dalla società con un brevissimo comunicato: “ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile”.
Poche righe che certificano però un vero e proprio terremoto in casa viola. Soltanto poche ore prima, infatti, la linea che filtrava dalla società sembrava essere quella di concedere ancora fiducia all’ex tecnico del Sassuolo, almeno per le prossime partite. In serata, invece, il clamoroso dietrofront e la decisione di interrompere immediatamente il rapporto.
Fatale a Grosso un inizio di stagione da incubo. La Fiorentina ha perso tutte e tre le prime giornate di campionato contro Roma, Frosinone e Torino, incassando nove reti e realizzandone appena una. Un rendimento disastroso, accompagnato da prestazioni ben al di sotto delle aspettative e culminato nella dura contestazione del Franchi al termine del 2-1 subito contro i granata, quando dagli spalti si era alzato anche il coro “salta la panchina”.
Adesso si apre inevitabilmente la corsa alla successione. Nell’immediato la squadra potrebbe essere affidata ad Aurelio Andreazzoli, attuale tecnico della Primavera, in attesa che Fabio Paratici individui il nuovo allenatore al quale affidare una squadra costruita praticamente da zero durante il mercato estivo. Tra i primi nomi che circolano per il dopo Grosso ci sono quelli di Thiago Motta, Raffaele Palladino e Alberto Gilardino.
Si chiude così dopo appena tre giornate l’avventura di Grosso sulla panchina viola. Una scelta drastica e soprattutto rapidissima, con la Fiorentina che prova subito a dare una scossa a una stagione cominciata nel peggiore dei modi.
ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. pic.twitter.com/EKIpk5r8yt
Luca Percassi insegue Tony D’Amico nel parcheggio dell’Olimpico. Finale rovente dopo la sfida tra Roma e Atalanta vinta in rimonta dai giallorossi.
Luca Percassi, ad dell’Atalanta, e Tony D’Amico, ds della Roma (ANSA)
Finale ricco di tensione quello andato in scena all’Olimpico nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre subito dopo la sfida vinta dalla Roma di Gasperini contro l’Atalanta era in vantaggio fino a pochi minuti prima del triplice fischio. Prima Hermoso e poi Soulé, hanno consentito a Gasp di prendersi in rimonta tre punti pesantissimi contro la sua ex squadra. Ma il finale è stato davvero incandescente. Rabbia da parte dei calciatori della Dea. Una furia che si è poi trasferita anche nella pancia dell’Olimpico fino al parcheggio della tribuna Monte Mario
Protagonisti?L’amministratore dell’Atalanta, Luca Percassi, e il Direttore Sportivo della Roma, Tony D’Amico. Al triplice fischio dell’arbitro Colombo, Percassi non ha trattenuto la sua rabbia e secondo la ricostruzione fatta ha iniziato a insultare D’Amico. Nessuna replica da parte del diesse della Roma, seguito però da Percassi fino al parcheggio all’ingresso della tribuna Monte Mario, tanto che è stato necessario l’intervento del servizio di sicurezza per riportare la situazione alla calma.
D’Amico aveva ricoperto la carica di direttore sportivo dell’Atalanta fino alla passata stagione per poi passare alla Roma seguendo Gasperini al termine di un tiro e molla con la stessa società della Dea. Evidentemente ci sono ancora attriti tra i due. La Roma nel frattempo interviene con una nota: “Il Club ritiene inaccettabile il comportamento tenuto dall’Amministratore Delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, nei confronti di un proprio dirigente e sottolinea la correttezza dimostrata da D’Amico, che ha evitato qualsiasi reazione. AS Roma sottoporrà l’accaduto agli organi competenti della giustizia sportiva per le opportune valutazioni“.
In attesa di capire se ci saranno sviluppi, la Roma ha ritenuto inaccettabile questo comportamento e vuole D’Amico in tutte le sedi opportune.Da capire cosa abbia portato Percassi a una reazione del genere. Probabilmente qualcosa riconducibile proprio al recente passato di D’Amico all’Atalanta prima del trasferimento alla Roma di Gasperini. Oltre a Gasp e D’Amico alla Roma si è trasferito anche lo storico capitano della Dea, Marten De Roon, fortemente voluto in giallorosso dallo stesso allenatore. Al momento non si registrano reazioni o commenti da parte dell’Atalanta.
Il calciatore ha accusato un malore in campo, è uscito in barella ed è stato portato via in ambulanza. Fonti della Lega di Serie B: “Disidratazione, giocatore sempre cosciente”
(lapresse)
Un giocatore del Pisa, Rosen Bozhinov, è crollato in campo durante la partita di serie B con la Juve Stabia, a Castellamare di Stabia. Il fatto è avvenuto incontro al 40′ del primo tempo ed il gioco è stato immediatamente sospeso, mentre il giocatore bulgaro veniva portato fuori dal campo in barella, caricato su un’ambulanza e trasportato in ospedale per gli accertamenti.
Fonti della Lega di Serie B fanno sapere che il malore accusato dal giocatore, accompagnato da convulsioni, è stato causato da una forte disidratazione. Rosen Bozhinov, sottolineano, “è sempre rimasto cosciente“. Notizie confortanti che hanno indotto l’arbitro a far riprendere il gioco, dal minuto 41’, dopo che i calciatori erano rientrati negli spogliatoi in attesa della sua decisione. “Visto il miglioramento delle condizioni di Bozhinov la partita riprenderà dopo cinque minuti di riscaldamento delle squadre“, fa sapere la Lega. Restano le proteste degli spettatori: “Fa troppo caldo per giocare a quest’ora“.
Con la ripresa del giocom il capitano del Pisa Arturo Calabresi ha segnato, portando la sua squadra in vantaggio per 1-0. Dopo il gol Calabresi è andato alla panchina, ha preso la maglia di Bozhinov e si è messo la mano sul cuore.
Un rogo partito dal piano interrato ha avvolto di fumo l’edificio fino al quarto piano: l’intervento dei vigili del fuoco e le persone soccorse
Foto di repertorio
Un rogo si è sviluppato nella tarda serata di sabato 5 settembre in un edificio residenziale adibito a ostello in viale Regina Margherita a Milano.L’allarme è scattato poco dopo le 23, richiedendo l’immediato intervento dei soccorsi e la totale evacuazione degli occupanti della struttura. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118 unitamente alle forze dell’ordine per la gestione dell’emergenza.
L’intervento dei vigili del fuoco – Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono rivelate particolarmente complesse, anche a causa dell’intenso affollamento che caratterizza la zona centrale di viale Regina Margherita in quella fascia oraria. Per domare le fiamme sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco, per un totale di 15 uomini. Dopo aver estinto l’incendio, i pompieri hanno avviato le articolate procedure di ventilazione di tutti i locali interessati dal fumo, fino al quarto piano dello stabile.
Nessun ferito grave e le prime ipotesi – A causa dell’esalazione dei fumi, dieci persone sono dovute ricorrere alle cure del personale medico di soccorso: da quanto si apprende, le loro condizioni non versano in stato critico. I primi accertamenti e il sopralluogo effettuato dal personale dei vigili del fuoco indicano che l’origine del rogo sarebbe di natura elettrica: le fiamme si sarebbero, infatti, generate all’interno del locale contatori situato al piano interrato del palazzo.
Gli interventi hanno permesso di bloccare quasi il 100% degli inquinanti prima della Darsena, lasciando in Darsena solo qualche iridescenza superficiale, ora in assorbimento
Si è chiusa l’emergenza inquinamento sul Naviglio Grande di Milano causata dallo sversamento di gasolio. “Alle 17 circa abbiamo concluso con un confronto tra tutti gli enti la fase emergenziale delle operazioni di contrasto all’emergenza inquinamento del Naviglio Grande sul territorio di Milano – comunica l’assessore alla Cura del Territorio Marco Granelli -. Innanzitutto la mia solidarietà alle zone del Magentino e Abbiatense più colpite. Uno sversamento di sostanze inquinanti (oli esausti, idrocarburi) avvenuto nei pressi di Magenta che ha percorso tutto il Naviglio grande fino a Milano. Consorzio Villoresi, VVFF, Regione, Città metropolitana, Comune, Protezione civile, Imprese. La collaborazione fra tutti ha permesso di bloccare quasi il 100% degli inquinanti prima della Darsena, lasciando in Darsena solo qualche iridescenza superficiale, ora in assorbimento, ed evitando di far giungere l’inquinamento nel Naviglio pavese“.
Granelli spiega le attività di contrasto: “Abbiamo attivato tre blocchi con panne assorbenti e paratie galleggianti, abbinate a intensa azione di asportazione dei liquidi e materiali inquinanti con idrovore. Più di 4 autobotti di liquidi asportati e mandati in trattamento. Costi elevati. Così si è evitata la dispersione degli inquinanti nei territori agricoli del sud Milano; sarebbe stata una tragedia ambientale ed economica, così si è evitato la diffusione nel sistema idraulico connesso alla Darsena, cosi prezioso e delicato. Per fare questo però c’è stato bisogno di lavorare insieme, ciascuno con il massimo impegno, oltre i confini rigidi, e anche con qualche richiamo e invito pressante. Ma queste quasi 24 ore di impegno continuativo, mi fanno pensare che c’è bisogno di capire meglio cosa sia successo, chi e come abbia provocato questo inquinamento che ha già arrecato costi e danni. Bisogna che tutte le istituzioni, a partire da quelle come la Regione che ha le maggiori competenze sulle acque, si impegnino di più e destinino risorse, e siano protagoniste di azioni per tutelare i cittadini, le comunità locali, i comuni, proprio in un bene essenziale e prezioso come l’acqua“.
I vigili del fuoco hanno lavorato per spingere la chiazza oleosa comparsa ieri sera nel Naviglio nell’hinterland di Milano verso un punto dove possa essere compattata e raccolta. L’azione di prosciugamento è proseguita per tutto il giorno convergendo su un punto di raccordo in via Conchetta a Milano, all’incrocio tra l’alzaia Naviglio Pavese, via Conchetta, appunto e via Darwin, dove era presente una chiusa che ha permesso proprio di bloccare e prosciugare quanto più possibile la sostanza.
L’obiettivo era impedire che le acque contaminate di idrocarburi finiscano dal Naviglio pavese in acque usate per irrigazione e in Darsena. Come ha riferito l’assessore alla Sicurezza e Protezione Civile Marco Granelli, “all’altezza della Canottieri Milano lungo circa 5/600 metri, sono state montate delle panne, rotoli arancioni di materiale assorbente l’acqua inquinata che si trova in superficie e delle barriere un po’ più profonde per intercettare per esempio le alghe che hanno assorbito la materia oleosa. L’operazione è sostanzialmente riuscita e Darsena e Naviglio Pavese sono salvi (pochi residui hanno superato la barriera). Si lavora ancora all’altezza di via Ascanio Sforza/Tibaldi. Resta il problema a monte, nel magentino“. In azione cinque mezzi Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Milano che da ieri hanno lavorato in sinergia con il Comune di Milano e la Città Metropolitana.
La chiazza di gasolio nel Naviglio è lunga 28 km e ha raggiunto la Darsena – La chiazza si è estesa per 28 chilometri. Nella zona forte è anche l’odore di idrocarburi. Cuscinetti bianchi, con funzione di dighe, sono stati posti in acqua per cercare di frenare il più possibile il gasolio che scorre da ieri pomeriggio. La fuoriuscita si è verificata nel magentino dove sono in corso lavori sulla rete fognaria ma non si esclude l’origine dolosa. Le squadre del Comando di via Messina, in coordinamento con la Protezione civile, utilizzando sette barriere di contenimento sono riuscite almeno in parte a frenarne la corsa.
“Con sversamento gasolio nel Naviglio danni pesanti alla biodiversità” – “Il danno è sicuramente grande, con conseguenze pesanti alla fauna ittica e non solo e sarà necessario un grosso intervento per risanare il più possibile“, lo spiega il direttore del Parco del Ticino Claudio De Paola sullo sversamento di una sostanza oleosa avvenuto nel Naviglio Grande, nel Milanese.
“Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati. La Lipu ci ha informato che stanno cercando di trattare un cigno imbrattato – aggiunge – e ci risulta che il Consorzio Villoresi abbia incaricato una società specializzata in bonifiche. Noi lavoreremo e ci occuperemo dei danni ambientali“.
Si cercano le cause dello sversamento di oli avvenuto nel Naviglio. Al lavoro Arpa, Comune e Consorzio – L’inquinamento da idrocarburi ed oli esausti che interessa il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, nel Milanese e a Milano, ha avuto origine nel Magentino, dove si concentra la maggior parte dello sversamento, fuoriuscito in “grandi quantità” come ha precisato l’assessore alla Protezione Civile del Comune di Milano, Marco Granelli che sta coordinando gli interventi insieme al Consorzio Villoresi, che gestisce i navigli, e Città Metropolitana.
Lo sversamento, secondo i primi accertamenti, sarebbe avvenuto a Ponte Nuovo di Magenta, durante un intervento alle fognature. Dove però quelle sostanze non avrebbero dovuto esserci, anzi, l’intervento pare sia scattato proprio per il ripristino della rete fognaria bloccata. Ora Arpa, Comune, e Consorzio stanno cercando di capire da dove sia giunto il grande quantitativo oleoso.
Nei pressi però si trova anche un’area industriale dismessa, l’ex Saffa, chiusa nel 2002 e oggetto di una grande bonifica nell’ambito di un rilevante progetto edilizio. La parte di bonifica relativa all’area Saffa a Boffalora sopra Ticino è già stata completata con la rimozione di 120mila metri cubi di macerie e fanghi inquinati dal sottosuolo. Quella nella porzione di Ponte Nuovo è in fase di avvio.
A complicare lo scenario un incendio è anche divampato nell’ex Saffa di Ponte Nuovo di Magenta, in via Reno de’ Medici, nella notte tra mercoledì e giovedì.
Le prime operazioni di contenimento a Robecco sul Naviglio (Milano) e Gaggianonon sono riuscite a impedire l’avanzata del materiale inquinante che è arrivato a Milano ma la situazione più grave sarebbe nel tratto tra Magenta e Robecco sul Naviglio (Milano) che fa parte del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Sul Naviglio navigazione sospesa, niente tour e corsi di canottaggio – È sospesa, e lo sarà probabilmente anche domani, la navigazione sul Naviglio grande. I corsi di canottaggio e i tour sul Naviglio sono sospesi oggi e anche per domani non si accettano prenotazioni e alla Canottieri hanno sospeso tutti i corsi.
Il Tribunale federale nazionale ha accolto la richiesta del fischietto della sezione di Palermo, che torna così immediatamente a disposizione di Orsato
l’arbitro Rosario Abisso
Se il filone dell’inchiesta arbitri che coinvolgeva l’Inter è stato archiviato dalla Procura di Milano in piena estate, ce ne è un altro che continua a tenere banco: quello relativo alle dismissioni e alle graduatorie degli arbitri italiani. Da oggi, infatti, sarà reintegrato l’arbitro Rosario Abisso della sezione di Palermo. Il Tribunale federale nazionale ha infatti accolto il ricorso del direttore di gara dichiarando “l’illegittimità della delibera dell’Aia dello scorso 1° luglio” che disponeva la dismissione dell’arbitro. Abisso, 40 anni, era stato escluso dagli organici Aia per limiti di permanenza nel ruolo. Da oggi invece tornerà immediatamente a disposizione di Orsato.
Raduno – In realtà, il fischietto aveva preso parte al raduno degli arbitri della Can nonostante la dismissione. Aveva, infatti, chiesto e ottenuto la sospensione del provvedimento prima che si pronunciasse il tribunale. D’ora in avanti, invece, sarà reintegrato a tutti gli effetti.
Lo ha registrato l’Ingv: l’epicentro è stato rilevato a Castiglione Cosentino e a una profondità di circa 9 chilometri
Terremoto 4 settembre – (Ingv)
In Calabria una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stato registrato dall’Ingv oggi, venerdì 4 settembre, alle 21:31 con epicentro a Castiglione Cosentino e a una profondità di 9.3 chilometri.
Paura tra la popolazione: la scossa è stata avvertita distintamente nei comuni di Rende, Castrolibero, Paola, San Giovanni in Fiore. Molti utenti sui social parlano di un forte boato che ha preceduto il sisma.
I comuni più vicini all’epicentro della scossa sono stati quelli di Castiglione Cosentino, San Pietro in Guarano e Zumpano. Al momento non si segnalano danni a cose o persone.
Le squadre inglesi hanno appena investito sul mercato oltre 4 miliardi di euro ma il saldo dell’estate ‘26 è in negativo per 1,6 miliardi
I club della Premier League battono un nuovo record di spesa sul mercato dei trasferimenti di calciatori e in Inghilterra ci si comincia a interrogare su una tendenza che sembra totalmente sfuggita di mano. I dubbi che circolano in questi giorni riguardano non soltanto gli aspetti etici, ma anche la sostenibilità di medio periodo di un gigantismo economico-finanziario che potrebbe poggiare su basi parecchio friabili.
Saldo fra entrate e uscite negativo per oltre 1,5 miliardi di euro – Ma partiamo dai numeri. Al termine della sessione estiva del mercato dei trasferimenti di calciatori i venti club della Premier League hanno speso 3 miliardi e mezzo di sterline, che al cambio in euro diventano oltre 4 miliardi. È un netto salto in avanti rispetto ai 3,6 miliardi di euro dell’estate 2025. Non meno impressionante il dato della spesa effettuata nell’ultimo giorno di calciomercato: 590 milioni di euro (erano stati 455,5 milioni nell’estate del 2025).
Ultimi dati significativi di questa follia: il saldo fra entrate e uscite dei club di Premier sulcalciomercatoestivo 2026 è negativo per 1,596 miliardi di euro, e la seconda lega per spesa globale (la nostra Serie A) si piazza lontanissima toccando 1,16 miliardi di euro.
Dunque, guardando ai trend, viene facile esercitarsi nel pronostico su quale possa essere il dato record del prossimo mercato estivo. E invece bisognerebbe farsi altre domande.
I club inglesi spendono soldi che non hanno? – Una su tutte: ma davvero i club della Premier possono contare su una così smisurata disponibilità finanziaria, o piuttosto stanno spendendo denaro che non hanno?
Si tratta di un interrogativo che molto sta circolando in queste ore fra gli analisti della stampa britannica. Interrogativo supportato da analisi tanto interessanti quanto inquietanti.
Una di queste è stata proposta dal sito di approfondimento The Athletic, che si è soffermato sulla crescente tendenza dei club inglesi a comprare e vendere tra loro. Il dato è confermato da questa finestra estiva: delle acquisizioni da 100 milioni di euro e passa,soltanto quella di Bradley Barcola (da PSG a Liverpool) ha coinvolto un club esterno alla Premier. Si crea così un meccanismo di circolazione endogena del denaro che molto da vicino ricorda il meccanismo delle plusvalenze incrociate, adottato come strumento di sistema.
Il problema della fattorizzazione dei crediti – Ma un interrogativo molto più preoccupante viene sollevato da un lungo articolo di analisi pubblicato dal quotidianoThe Independent: i club della Premier dispongono davvero del denaro che stanno spendendo così a man bassa? Il dubbio è fondato sul massiccio ricorso di molti club alla fattorizzazione dei crediti: il denaro dei futuri ratei da diritti televisivi o da calciomercato (ma per-sino quello del paracadute da retrocessione) viene anticipato da finanziarie multinazionali con tassi d’interesse rilevanti. E così i club scialacquano adesso il denaro che incasseranno nel prossimo paio di anni e continueranno a andare avanti così, bruciando risorse future. In particolare, un articolo del sito Football Insider si soffermava due giorni fa sulla situazione del Tottenham, che per finanziare le ambizioni di Roberto De Zerbi si starebbe troppo affidando alle anticipazioni del colosso australiano Macquarie Bank. Un gioco rischiosissimo che il turbo-capitalismo calcistico inglese si ostina a ignorare.
I sindaci dei Comuni intorno all’area dell’incendio sono pronti anche a presentare degli esposti alle Procure di Avellino e Benevento per fare chiarezza sul rogo.
Il vasto incendio divampato lo scorso 31 agosto nell’area industriale di Airola, in provincia di Benevento, non deve creare allarmismi, secondo i sindaci dei comuni che sorgono nella zona interessata. I primi cittadini, però, chiedono anche che vi siano dati certi sull’inquinamento provocato dal grosso rogo che, nel pomeriggio di lunedì scorso, ha colpito la Eco Energy. I sindaci di San Martino Valle Caudina, Roccabascerana, Montesarchio e Pannarano, tra le province di Benevento e Avellino, chiedono anche che venga fatta chiarezza sull’incendio e annunciano di essere pronti anche a presentare degli esposti alle Procure irpina e sannita per ricostruire con precisione quanto accaduto nella zona industriale di Airola.
Proprio in attesa di conoscere i dati reali sull’inquinamento, a Benevento, anch’essa raggiunta in questi giorni dai fumi del vasto incendio, il sindaco Clemente Mastella ha raccomandato alla cittadinanza di utilizzare mascherine e altri dispositivi di protezione individuale per mitigare gli effetti del fumo. Proprio in questo senso, restano in vigore le raccomandazioni di tenere chiuse porte e finestre e di disattivare gli impianti di ventilazione e climatizzazione che prevedono l’immissione di aria dell’esterno. Anche oggi, inoltre, le scuole a Benevento e Avellino sono rimaste chiuse.
Anche la Regione Campania sta seguendo, inoltre, l’evolversi della situazione tra il Sannio e l’Irpinia. “Sto seguendo con grande attenzione l’evoluzione dell’incendio divampato nell’area industriale di Airola, restando in costante contatto con il direttore dell’Arpac, in attesa di ricevere i dati provvisori del monitoraggio già attivato sulla qualità dell’aria e sui livelli di diossine” ha dichiarato Maria Carmela Serluca, assessora regionale all’Agricoltura. “In queste ore la priorità assoluta resta la tutela della salute dei cittadini e la completa gestione dell’emergenza. Parallelamente, però, dobbiamo tenere alta l’attenzione sulle nostre campagne, sulle coltivazioni, sugli allevamenti e sulle produzioni agroalimentari delle aree raggiunte dai fumi” ha detto ancora l’assessora Serluca
Ci sono 44 sopravvissuti. Tra le vittime anche un neonato, erano partiti dal Gambia il 7 agosto
Soccorso marittimo spagnolo – (Foto dal profilo Facebook)
Oltre 80 persone sono state trovate morte a bordo di una piccola imbarcazione a sud delle isole Canarie, 44 si opravvissuti. Lo riporta Cadena Serspiegando che tra le vittime c’era anche un neonato e che tre dei sopravvissuti sono stati trasferiti in elicottero in due ospedali dell’isola di Gran Canaria. L’imbarcazione era partita 27 giorni fa dal Gambia.
“Abbiamo allertato le autorità di ricerca e soccorso riguardo a un’imbarcazione partita dal Gambia il 7 agosto con 127 persone a bordo, tra cui quattro donne e un neonato“, afferma Helena Maleno, portavoce di Caminando Fronteras. Fonti del Soccorso Marittimo confermano che le condizioni del mare erano pessime, il che ha complicato l’operazione di salvataggio effettuata dalla Salvamar Urania.
La polizia è intervenuta dopo aver ricevuto l’allarme, alle 3,15 del mattino, riferendo alla Bild che due persone hanno riportato ferite lievi
Germania sotto attacco. Un oggetto non identificato è esploso in un passaggio di un edificio nella stazione ferroviaria principale di Augusta, in Germania. La polizia è intervenuta dopo aver ricevuto l’allarme, alle 3,15 del mattino, riferendo alla Bild che due persone hanno riportato ferite lievi a causa dell’esplosione. Anche alcune finestre sono state danneggiate. Gli artificieri dell’Ufficio di Polizia Criminale dello Stato bavarese sono sul posto, ha confermato la polizia alla Bild.
L’edificio della stazione e il binario 1 sono attualmente chiusi, ha dichiarato un portavoce della polizia. Il servizio ferroviario è interrotto e i treni circolano sugli altri binari. La causa dell’esplosione è ancora sconosciuta. A causa delle operazioni in corso, le strade nella zona della stazione ferroviaria principalesono attualmente chiuse, come riportato dalla polizia su X.Anche il trasporto pubblico ad Augusta è interessato.
Il conduttore di Zona Bianca ha ricordato la collaboratrice in apertura della diretta di lunedì 31 agosto
La redazione di Zona Bianca che ricorda Marta
Marta, la dipendente Mediaset, che era precipitata dal quarto piano di un edificio degli studi di Cologno Monzese, in provincia di Milano, ieri 31 agosto è morta. Le sue condizioni sono apparse subito critiche e purtroppo l’intervento dei sanitari non è servito.
Marta aveva solo 27 anni ed era segretaria di redazione per Mediaset dal 2021 e da tempo lavorava nella squadra di Zona Bianca. Ieri sera, in apertura della puntata, Giuseppe Brindisi, il conduttore del programma, l’ha voluta ricordare e salutare insieme a tutta la squadra di lavoro.
“Questa sera, nell’anteprima di Zona Bianca, voglio parlavi di Marta, una nostra giovane collega che oggi ci ha lasciato. Per questo sono insieme a questi giovani colleghi che vogliono ricordarla insieme a me. Marta era qui a Mediaset tutti i giorni. Lavorava con noi e ci regalava la sua umanità e la sua dolcezza – ha ricordato Brindisi con emozione con alle spalle la scritta ‘Ciao Marta’ sul grande led -. Per tutti questi motivi, permettimi, a nome della squadra di Zona Bianca, a nome di VideoNews e di tutta Mediaset, di salutarla per l’ultima volta. Tutta la nostra azienda si stringe intorno alla sua famiglia che oggi sentiamo come la nostra famiglia”.
La tragedia – Erano circa le 15 di lunedì quando è scattato l’allarme per il tragico evento. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 e poco dopo è stato chiesto l’intervento dell’elisoccorso. Le condizioni della donna sono apparse subito molto gravi, è stata trasportata in codice rosso con estrema urgenza. Poi il drammatico epilogo. Sulla morte della 27enne stanno indagando i carabinieri che dovranno chiarire se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle ore 2 e 40 nel nord della Toscana, al confine con l’Emilia. Non si segnalano danni a persone o cose.
Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia(Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9 chilometri di profondità ed epicentro a 7 km da Coreglia Antelminelli (Lucca) e a 10 da Fiumalbo (Modena).
Il racconto nel post partita. ‘Nei Challenger la situazione era davvero difficile’
Matteo Berrettini
“E’ un tema complesso, perché i giocatori, me compreso, in passato hanno ricevuto messaggi.
Io stesso ho vissuto momenti in cui non mi sono sentito particolarmente a mio agio giocando con persone, attorno ai campi, che disturbavano la partita, facendo cose che non ritengo legate al tennis“. Alla fine della conferenza stampa dopo il match vinto contro Wawrinka, Matteo Berrettini ha raccontato un episodio sulla piaga scommesse nel tennis rispondendo alla domanda di un cronista americano sul recente annuncio di Usta e US Open su un nuovo sponsor per le scommesse.
“Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti – ha aggiunto Berrettini – Se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana ha ricevuto dei bruttissimi messaggi. Mio fratello, al Roland Garros, ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia. Ho vinto una partita e gli hanno mandato dei messaggi il cui senso era ‘Matteo è scarso, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia’. Naturalmente abbiamo segnalato tutto all’Atp e abbiamo denunciato tutto. Noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi, può essere spaventoso. Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori”.
“Soprattutto nei Challenger – ha concluso il tennista romano – lì la situazione era davvero difficile. So che è complicato, non è facile dire chi può entrare e chi non può entrare, perché non sai come le persone si comporteranno. Però qualcosa va fatto. Dall’altra parte, se la questione viene gestita nel modo giusto, in maniera controllata — parlo delle scommesse — e non porta alle conseguenze peggiori del gioco d’azzardo, penso che possa anche essere qualcosa di divertente. Personalmente non l’ho mai fatto nella mia vita e non credo che lo farò: non mi piacciono i casinò né queste cose. Però penso che faccia parte del nostro sport e, se non sbaglio, molti soldi nel circuito arrivano da lì. Quanto agli sponsor, non so cosa sia giusto o sbagliato: penso solo che, se la cosa viene gestita nel modo giusto, non ci vedo nulla di così negativo“.
L’imbarcazione era da poco salpata dal porto di Kyrenia (Girne) quando ha iniziato a imbarcare acqua. Immediati i soccorsi per cercare di salvare i 267 a bordo tra passeggeri ed equipaggio
Fermi-immagine tratti da video social che mostrano i passeggeri sul traghetto che sta affrontando al largo di Cipro del Nord (da X)
Istanbul, 30 agosto 2026 – Un traghetto con 267 persone a bordo si è ribaltato ed è affondato al largo delle coste dell’autoproclamata repubblica di Cipro del Nord. Il bilancio reso noto dal premier turco-cipriota Unal Ustel parla dialmeno sette morti e 237 tratti in salvo, mentre all’appello mancano ancora 23 persone. La Farnesina ha già attivato i suoi canali per verificare l’eventuale presenza di italiani.
L’affondamento poco dopo l’uscita dal porto – L’imbarcazione, appartenente alla flotta della compagnia Filo Shipping, era da poco partita dal porto di Kyrenia (in turco Girne) quando – secondo quanto reso noto dal ministero dei Lavori pubblici e dei Trasporti – “a circa quattro miglia dal porto di partenza ha iniziato a imbarcare acqua ed era a rischio di affondamento“.
Immediate sono scattate le operazioni di soccorso per i 259 passeggeri e gli otto membri dell’equipaggio.
Le impressionanti immagini sui social – Il premier turco cipriota ha raccontato che la nave sarebbe dovuta partire ieri alla volta della Turchia, ma a causa delle condizioni meteorologiche la partenza era stata rinviata a oggi. “Tuttavia, in mare si è abbattuta una prima onda e, mentre il capitano cercava di mettere in salvo i passeggeri, la nave ha iniziato a imbarcare acqua a causa di una seconda onda“, ha aggiunto.
Nei video, subito circolati sul web, si vede il traghetto rovesciato ma ancora galleggiante, con sopra decine di persone con giubbotti salvagente.
Traduzione google: CENTINAIA DI PASSEGGERI IN ATTESA DI ESSERE SALVATI SULLA NAVE RIBALTATA! Oltre 250 passeggeri a bordo della nave passeggeri express della Filo Jet, che si è capovolta a 2-3 km dalla costa poco dopo aver lasciato il porto di Girne, sono in attesa di essere soccorsi sulla nave rovesciata!… pic.twitter.com/IwYiaQs3pY — Özgür Gazete Kıbrıs (@CyprusNewspaper) 30 agosto 2026
YÜZLERCE YOLCU TERS DÖNEN GEMİNİN ÜZERİNDE KURTARILMAYI BEKLİYOR! Girne Limanı’ndan çıkış yaptıktan kısa süre sonra 2-3 km açıkta alabora olan 250’den fazla kişinin bulunduğu Filo Jet’e ait Express Yolcu Gemisi’ndeki yolcular ters dönen geminin üzerinde kurtarılmayı bekliyor!… pic.twitter.com/IwYiaQs3pY— Özgür Gazete Kıbrıs (@CyprusNewspaper) August 30, 2026
I soccorsi con navi ed elicotteri – Il ministero dell’Interno turco ha reso noto che sono state dispiegate nella zona quattro navi della Guardia costiera turco-cipriota, cinque di quella turca, che ha fornito anche due elicotteri, e la nave da trasporto passeggeri Akgunler 3. La Marina militare turca ha dispiegato altre sei unità navali per fornire supporto alle operazioni di ricerca e soccorso. “Anche la nostra popolazione si è riversata sul luogo dell’incidente – ha detto Ustel ai giornalisti –. Chi possedeva un’imbarcazione è accorso in aiuto. Le nostre squadre mediche sono pronte, abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie“.
Lingua originale: turco CENTINAIA DI PASSEGGERI SOPRA LA NAVE CAPOVOLTA ASPETTANO DI ESSERE SALVATI! Poco dopo la partenza dal Porto di Girne, la nave da passeggeri Express della Filo Jet, con oltre 250 persone a bordo, si è capovolta a 2-3 km dalla costa, e i passeggeri sulla nave rovesciata aspettano di essere salvati! Le barche della Guardia Costiera, imbarcazioni civili, elicotteri e navi di compagnie private stanno cercando di salvare i passeggeri, mentre in spiaggia le ambulanze sono pronte in attesa.
YÜZLERCE YOLCU TERS DÖNEN GEMİNİN ÜZERİNDE KURTARILMAYI BEKLİYOR!
Girne Limanı'ndan çıkış yaptıktan kısa süre sonra 2-3 km açıkta alabora olan 250'den fazla kişinin bulunduğu Filo Jet'e ait Express Yolcu Gemisi'ndeki yolcular ters dönen geminin üzerinde kurtarılmayı bekliyor!… pic.twitter.com/IwYiaQs3pY
Partita la caccia all’uomo. I primi colpi d’arma da fuoco sarebbero stati esplosi intorno alle 3 del mattino, in corso un’imponente operazione di sicurezza
E’ di un morto e cinque feriti, di cui alcuni in modo grave, il primo bilancio della sparatoria avvenuta nella notte durante un rave party all’ippodromo di Aarau. Lo ha reso noto la polizia del canton Argovia, che ha confermato al quotidiano Blick che è in corso un’importante operazione. “La ricerca degli ignoti responsabili è in corso. I possibili moventi e le circostanze esatte dell’incidente non sono ancora chiari“, ha aggiunto la polizia.
I primi colpi d’arma da fuoco sarebbero stati esplosi intorno alle 3 del mattino, riporta Blick. La polizia in precedenza aveva confermato “diversi colpi d’arma da fuoco esplosi da un gruppo di persone” e “diverse vittime“.
L’incidente è avvenuto “presso l’ippodromo“, secondo quanto dichiarato da Vanessa Rumpold, portavoce della polizia cantonale di Argovia. “Non è ancora chiaro cosa sia successo esattamente“, ha aggiunto Rumpold.
La polizia ha rivolto unappello a tenersi lontani dalla zona dove sono stati sparati i colpi. Anche la piscina vicino a Schachen rimarrà chiusa oggi.
Un gran numero di auto della polizia e di ambulanze sono presenti sul posto. L’area intorno all’ippodromo è stata transennata e sono presenti anche i vigili del fuoco. La polizia sta effettuando controlli di identità su chiunque si trovi nell’area.
30 agosto 2026
Svizzera, spari a un rave party in Argovia: “Diverse vittime”
Gli spari sono avvenuti prima delle 3 a margine dell’Aarauer Rave, un evento techno annuale che ha riunito circa 3.500 persone all’ippodromo di Aarau
Colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro la folla presente a un ippodromo nel canton Argovia in Svizzera, vicino a Zurigo, dove era in corso un rave party. Diverse persone sarebbero rimaste colpite dagli spari e la polizia parla di “diverse vittime”. Non è ancora chiaro chi abbia sparato nè quale sia il movente.
Il quotidiano svizzero Blick ha riferito che gli spari sono avvenuti prima delle 3, a margine dell’Aarauer Rave, un evento techno annuale che ha riunito circa 3.500 persone all’ippodromo di Aarau tra le 15 di sabato e le 2 di domenica. Vanessa Rumpold, portavoce della polizia, ha confermato che “sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco all’interno di un folto gruppo di persone“.
La polizia cantonale ha poi segnalato su X la presenza di “diverse vittime” e ha invitato la popolazione a tenersi lontana dall’area. Gli investigatori hanno inoltre chiesto a eventuali testimoni di consegnare video e fotografie dell’accaduto. I vigili del fuoco hanno isolato la zona per un ampio raggio. Sul posto sono intervenuti numerosi soccorritori, un elicottero dell’esercito e l’unità cantonale specializzata negli interventi in caso di catastrofe.
Lingua originale: tedesco ++Aarau: Sparatoria notturna durante un evento a Schachen. Diverse vittime. Grande intervento della polizia in corso. Tenetevi lontani dall’area. Video e immagini prego al canale Instagram Kantonspolizei_Aargau. Ulteriori informazioni a seguire.++
++Aarau: Nächtliche Schüsse bei Veranstaltung im Schachen. Mehrere Opfer. Grosseinsatz der Polizei läuft. Bleiben Sie dem Gebiet fern. Videos und Bilder bitte an Insta-Kanal Kantonspolizei_Aargau. Weitere Infos folgen.++
Le testimonianze – Un testimone avrebbe riferito di aver sentito “raffiche di colpi”. “Alle 2.30 la musica si è interrotta improvvisamente e, dopo uno o due minuti, ho sentito degli spari – ha raccontato al sito Blick –. Sono corso verso una donna. Era stata colpita. Abbiamo cercato di rianimarla, ma è morta dissanguata davanti ai nostri occhi”. Il testimone ha riferito anche che altri partecipanti avrebbero visto una sagoma armata con un fucile d’assalto nei pressi delle automobili parcheggiate, poi fuggita verso il bosco.
Inizialmente i partecipanti avrebbero scambiato i colpi per fuochi d’artificio, poi qualcuno avrebbe gridato: “Tutti a terra!”. A quel punto un gruppo si sarebbe nascosto sotto la consolle del dj. Una delle presenti sarebbe successivamente uscita dal nascondiglio e avrebbe tentato, senza successo, di rianimare una donna distesa a terra.
Caduti chicchi di grandine grandi come palline da golf mentre il forte vento ha abbattuto numerosi alberi e sradicato i rami. Sospesa la linea ferroviaria
Cremona, i danni alla torre civica e ai capannoni della fiera
Tromba d’aria a Cremona -Nel pomeriggio di oggi, venerdì 28 agosto, grandine e forti raffiche di vento hanno colpito la città di Cremona e parte della provincia, causando ingenti danni. Una vera e propria tromba d’aria si è abbattuta sul capoluogo, danneggiando anche il Duomo e il Palazzo comunale: sono crollati la copertura di una guglia della Cattedrale e il tetto della torre civica del municipio, l’unica testimonianza rimasta del più antico palazzo comunale, al cui posto venne innalzato nel 1206 quello attuale. “La torre civica del Comune è stata pesantemente danneggiata, così come si registrano danni alla Cattedrale, oltre naturalmente a diverse abitazioni private“, conferma il sindaco Andrea Virgilio.
Un sottopasso allagato a Cremona
Nella stazione di Cremona la circolazione ferroviaria è sospesa per danni dovuti al maltempo. I treni delle linee Cremona-Milano e Cremona-Treviglio potranno subire ritardi, cancellazioni e variazioni di percorso. È in corso l’intervento dei tecnici di Rfi. Danni a causa del vento anche alla copertura dei capannoni della Fiera. Inoltre, la pioggia ha allagato i sottopassi, mandando in til la viabilità, e scoperchiato tetti. Sradicati diversi alberi: sono centinaia le auto danneggiate. Fortunatamente, non risultano tuttavia persone ferite.
Auto schiacciate dagli alberi a Cremona
Danni anche in provincia – Numerosi gli interventi in corso dei vigili del fuoco, impegnati insieme ai volontari della Protezione civile in decine di interventi per la messa in sicurezza di rami pericolanti e per rimuovere gli alberi abbattuti dal vento. Testimoni raccontano di “grandine gigante”, con chicchi grandi come noci e palline da golf. Colpite in particolare le zone delSoresinese, Cremasco e Casalasco
Colpita la vendemmia in Oltrepò Pavese – Una violenta grandinata con forti raffiche di vento ha colpito anche l’Oltrepò Pavese, con chicchi di grandi dimensioni e possibili ripercussioni sui vigneti in piena vendemmia oltre che sulle strutture delle aziende agricole. Secondo le prime rilevazioni diColdiretti Pavia, l’ondata di maltempoha investito in particolare la zona di Stradella e i comuni di Montù Beccaria, Zenevredo, Bosnasco e Canneto Pavese, ma il quadro è in continua evoluzione.
I grossi chicchi di grandine caduti a Pavia
“I nostri tecnici sono pronti a tutte le verifiche necessarie per capire se e quanto siano stati danneggiati i vigneti non ancora vendemmiati – dice Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia –. Soltanto nei prossimi giorni sarà possibile avere un quadro più chiaro della situazione e valutare se ci siano le condizioni per un possibile coinvolgimento della Regione Lombardia in relazione agli eventuali danni”.
Il palazzo crivellato di Castrezzato – In precedenza, la grandine aveva picchiato forte nel Bresciano. In particolare, a Castrezzato unelegante palazzo di via XXV Aprile questa mattina è stato letteralmentecrivellato dai chicchi di grandine. I pannelli che componevano la facciata del condominio, rimessa a nuovo appena un paio di anni fa, sono stati sventrati da “palle grandi come quelle da baseball” e le parete bianca formata dal loro intreccio ora presenta deivistosi squarci neri che rivelano il vuoto sotto al rivestimento.
I soccorritori sono riusciti a portare in salvo altre 350 persone
L’esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell’Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi. Lo riferiscono Nepal News e Radio Nepal, precisando che le operazioni di soccorso proseguono per raggiungere oltre 100 persone ancora bloccate all’interno del tunnel.
Secondo Kantipur, le 350 persone erano rimaste intrappolate nel tunnel dopo la piena verificatasi mercoledì mattina. L’esercito ha riferito di aver messo complessivamente in salvo 883 lavoratori e residenti nelle aree colpite di Rasuwa nella sola giornata di giovedì. L’operazione all’interno del tunnel è particolarmente complessa per le condizioni meteorologiche avverse e l’elevata portata del fiume, secondo Nepal News.
Il colpo al sistema utilizzato da aziende e professionisti per la gestione amministrativa e contabile
Un attacco informatico a TeamSystem ha portato alla sottrazione di dati personali e bancari contenuti nel software Contabilità in Cloud, utilizzato da aziende e professionisti per la gestione amministrativa e contabile. Tra le informazioni finite nelle mani degli autori dell’intrusione ci sarebbero anche coordinate Iban e dettagli delle operazioni contabili, dati che potrebbero essere sfruttati per costruire truffe particolarmente credibili.
L’incidente è stato rilevato a partire dal pomeriggio del 24 agosto 2026. Secondo la comunicazione inviata da TeamSystem ai propri clienti, si è verificato un accesso non autorizzato al software seguito dall’esfiltrazione di dati personali, cioè dalla loro copia e sottrazione dai sistemi. Le verifiche sono ancora in corso e non è stato reso noto il numero di aziende o di persone coinvolte.
teamsyste
I dati interessati, precisa la comunicazione, corrispondono a quelli inseriti dagli utenti nel programma e possono comprendere dati anagrafici, recapiti, coordinate bancarie Iban e contenuto delle movimentazioni contabili, comprese, a titolo di esempio, causali, importi e controparti. Allo stato attuale non risulta invece compromesso l’accesso agli account: TeamSystem afferma che le verifiche non hanno rilevato un coinvolgimento delle credenziali degli utenti.
Questo significa che non ci sono elementi per sostenere che gli aggressori possano entrare direttamente negli account utilizzando username e password rubate. Il problema principale è un altro: la quantità e la precisione delle informazioni sottratte possono rendere molto più efficaci le truffe successive.
La truffa dell’Iban che preoccupa l’Agenzia per la cybersicurezza – L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, interpellata dall’Adnkronos, ha indicato tra i principali pericoli le campagne di phishing finalizzate alle frodi finanziarie e in particolare il cosiddetto “Iban swapping“.
Il meccanismo può essere relativamente semplice. Un criminale si presenta come un fornitore con cui l’azienda lavora realmente e comunica che le coordinate bancarie sono cambiate, chiedendo che la prossima fattura venga pagata su un nuovo conto corrente. Conoscendo già il nome del fornitore, i rapporti commerciali e altri dettagli autentici, il messaggio può risultare molto più convincente di una normale email di phishing.
La precauzione fondamentale è quindi non modificare un Iban sulla base di una semplice email o di un messaggio ricevuto, ma verificare la richiesta contattando direttamente il fornitore attraverso un numero o un canale già conosciuto. L’ACN raccomanda inoltre di non cliccare su collegamenti attraverso i quali venga chiesto di inserire informazioni personali o bancarie.
La presenza delle movimentazioni contabili rende il problema ancora più delicato. Causali, importi e controparti possono infatti permettere di ricostruire almeno in parte chi paga chi, per quali servizi e per quali cifre, fornendo materiale utile per impersonare clienti, fornitori, banche o consulenti.
“Vigilate sui movimenti bancari” – A invitare alla prudenza è anche Ranieri Razzante, docente universitario ed esperto di cybercrime. Intervistato dall’Adnkronos, Razzante ha definito grave l’incidente, sottolineando che TeamSystem è un’azienda fortemente strutturata e attiva proprio nella gestione di informazioni particolarmente delicate per imprese e professionisti.
L’esperto invita soprattutto i soggetti interessati a controllare con particolare attenzione i movimenti bancari e a intervenire immediatamente in presenza di operazioni sospette.
Una scossa di terremoto di magnitudo 5.1 ha colpito la città di Longchang, nella provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina, alle 13:13 di venerdì (ora di Pechino).
Secondo quanto riferito dal Centro cinese per le reti sismiche (Cenc), l’epicentro è stato localizzato nella città di Longchang. Il sisma ha avuto una profondità di 13 km. Al momento non si hanno notizie di vittime.
Tre aeroporti britannici, quello di London Stansted, di Manchester e di East Midlands sono stati oggetto di un ”attacco informatico” che ha portato al ”furto dei dati di circa 8,7 milioni di passeggeri”. Lo ha reso noto il Manchester Airports Group, l’operatore aeroportuale britannico che possiede e gestisce i tre aeroporti, spiegando chegli hacker hanno avuto accesso alle informazioni dei clienti, tra cui dati di contatto, codici postali e targhe dei veicoli. Gran parte dei dati compromessi si riferisce ai passeggeri che si sono registrati per il Wi-Fi gratuito nei terminal aeroportuali. Il gruppo aeroportuale ha precisato che non sono state compromesse informazioni bancarie o di pagamento dei clienti e che la sicurezza dei passeggeri e la sicurezza aerea non sono state messe a rischio.
“Il Manchester Airports Group è stato oggetto di un incidente di sicurezza informatica da parte di terzi non autorizzati”, ha affermato un portavoce del Mag. “Abbiamo immediatamente contenuto il rischio e stiamo collaborando con consulenti specializzati, adottando le misure appropriate per proteggere i nostri clienti e i nostri sistemi. Abbiamo informato le autorità competenti e stiamo collaborando con loro”, ha aggiunto.
Il numero complessivo dei casi di infezione è salito a sei dopo che, a metà luglio, Fraport aveva comunicato quattro dipendenti contagiati. La causa sarebbero zanzare infette importate
La Zanzara Anopheles Stephensi, un parassita vettore della malaria
E’ salito a due il numero dei dipendenti dell’aeroporto di Francoforte morti dopo aver contratto la malaria, probabilmente a causa di una zanzara infetta arrivata a bordo di un aereo da una zona in cui la malattia è diffusa. Complessivamente sono sei i dipendenti dell’aeroporto risultati contagiati.
Lo hanno confermato il gestore dello scalo Fraport e il Robert Koch Institut (Rki), come riportano i media tedeschi.
Il primo decesso si è verificato già all’inizio di luglio, come comunicato oggi dall’Ufficio sanitario della città di Francoforte. La causa, tuttavia, è stata accertata solo dopo la morte del paziente. “Possiamo purtroppo confermarlo. Il nostro più profondo cordoglio va ai familiari del deceduto“, ha detto un portavoce di Fraport.
Il secondo decesso risale invece ad agosto ed è stato reso noto oggi dal gestore dell’aeroporto Fraport.
I casi di luglio – Il numero complessivo dei casi è salito a sei dopo che, a metà luglio, Fraport aveva comunicato quattro dipendenti contagiati.
Secondo le informazioni disponibili, la causa sarebberozanzare infette importate, che potrebbero essere arrivate nello scalo nel mese di luglio, ad esempio all’interno della stiva di un aereo proveniente da una zona a rischio malaria. Tutti gli altri dipendenti contagiati sono attualmente sottoposti a trattamento medico.
Nello scalo sono state installate trappole per zanzare e alcuni esemplari sono stati catturati. Gli insetti saranno ora analizzati in laboratorio per verificare la presenza del parassita responsabile della malaria.
Fraport ha inoltre sensibilizzato i propri dipendenti a rivolgersi a un medico in presenza dei sintomi tipici della malaria, segnalando di lavorare all’aeroporto. A tutti i titolari di un tesserino di accesso allo scalo è stata inoltre inviata una comunicazione informativa. Secondo il Rki, nei mesi di luglio e agosto sono stati segnalati esclusivamente nel territorio del Rhein-Main casi di malaria la cui insorgenza è “probabilmente collegata all’attività lavorativa presso l’aeroporto di Francoforte“.
La “malaria da aeroporto” – L’istituto ha informato i medici della regione sui casi registrati. Il Dipartimento di sanità pubblica di Francoforte ha definito la cosiddetta ‘Airport-Malaria’ una modalità di trasmissione della malattia molto rara al di fuori delle aree endemiche. “La trasmissione da persona a persona non svolge alcun ruolo nella Airport-Malaria“, ha sottolineato un portavoce. Secondo il Rki, questa rara forma di malaria si verifica quando una zanzara infetta viene trasportata accidentalmente a bordo di un aereo o all’interno di un bagaglio. La trasmissione può quindi avvenire sull’aereo, nell’aeroporto o nelle immediate vicinanze dello scalo.
Il nuovo bilancio di persone irreperibili include 579 turisti, di cui 393 stranieri. Le autorità cinesi, da parte loro, hanno segnalato 558 persone disperse sul loro territorio
È di almeno 165 morti e oltre 1.300 dispersi il bilancio delle devastanti inondazioni che hanno colpito la zona di confine tra Nepal e Cina. Il numero delle vittime potrebbe tuttavia aumentare, mentre proseguono le ricerche delle centinaia di persone di cui non si hanno ancora notizie.
Secondo l’agenzia nepalese per la gestione delle emergenze, tra le 823 persone irreperibili in Nepal figurano 579 turisti, dei quali 393 stranieri. Sul versante cinese, le autorità hanno invece segnalato 558 persone disperse.
Turisti stranieri tra i dispersi – Particolarmente preoccupante la situazione dei turisti presenti nella regione, attraversata da uno degli itinerari più frequentati per raggiungere il Monte Kailash, in Tibet, meta di pellegrinaggio per induisti, buddisti, giainisti e fedeli della tradizione Bon.
Secondo quanto riportato dall’agenzia AP,oltre 300 cittadini stranieri risultano dispersi, tra cui almeno 47 statunitensi.
Un gruppo di 47 persone, compresi due bambini, era composto da 15 australiani, 10 canadesi, 9 nepalesi, 8 americani, 2 britannici, 2 cittadini di Singapore e una persona con doppia cittadinanza russa e statunitense, ha dichiarato Sanket Pandey, direttore generale di Himalayan Glacier.
Il crollo del ghiacciaio e la devastante frana – A provocare la devastazione sarebbe stata una violenta frana, che ha ostruito il corso del fiume Bhote Koshi, causando un’enorme massa d’acqua che si è riversata a valle, dalla Cina verso il Nepal.
La ricostruzione dell’USGS contribuisce a chiarire la dinamica della tragedia. L’agenzia ha precisato che l’attività sismica inizialmente segnalata come terremoto “era in realtà il crollo di una massa glaciale“ seguito da una colata detritica capace di riversarsi violentemente verso valle.
La massa d’acqua e detriti ha quindi travolto le aree lungo il corso del fiume Bhote Koshi, provocando devastanti inondazioni e distruggendo infrastrutture e villaggi nella regione di confine tra Nepal e Cina.
Filmati drammatici dalle zone colpite – Le immagini diffuse sui social media mostrano la violenza dell’evento: un enorme torrente d’acqua travolge la zona di confine tra Nepal e Cina e sommerge interi villaggi. Una colata di fango ha inoltre investito il valico di Gyirong, in territorio cinese.
Le operazioni di soccorso e ricerca continuano, ma l’elevato numero di dispersi fa temere che il bilancio delle vittime possa aggravarsi.
Secondo l’Ingv l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Gemona del Friuli e Amaro: “Prima c’è stato un forte boato”
Epicentro terremoto in Friuli – (Ingv)
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 si è verificata dopo la mezzanotte in provincia di Udine. L’Ingv ha riferito che l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Gemona del Friuli e Amaro. La scossa è avvenuta a 13 km di profondità. Non risultano feriti e neanche danni.
Tuttavia, il sisma è stato avvertito dalla popolazione, con numerosi utenti che hanno raccontato sulle piattaforme social la paura di quei momenti. Molti parlano di un boato sentito poco prima della scossa. Le segnalazioni sono arrivate in particolare da Tarcento, Venzone, Taipana, Moggio Udinese, Resiutta, Pagnacco e Paularo.
L’acqua ha travolto alcuni villaggi e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Xi mobilita i soccorsi. Farnesina al lavoro
Alluvione tra Nepal e Tibet – (Afp)
Si temono numerosi morti dopo una violenta e improvvisa inondazione che ha interessato il bacino del fiume Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa nel nord del Nepal, al confine con il Tibet. L’acqua ha travolto alcuni villaggi nei distretti montuosi al confine con la Cina e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Finora si registrano 31 vittime e 12 persone sono state tratte in salvo. Lo rende noto la polizia della provincia di Bagmati, secondo quanto riporta la Cnn. Il Kathmandu Post conferma che 348 persone risultano disperse mentre 88 sono state soccorse. Ma le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto sapere che due connazionali sono rimasti coinvolti nell’alluvione ma le loro condizioni sono buone. Lo ha fatto parlando a margine del Meeting di Rimini.
“Finora sono stati ritrovati diciannove corpi. Stiamo coordinando le operazioni di salvataggio e soccorso. Anche molti nostri agenti sono irreperibili”, ha spiegato all’Afp il portavoce della polizia, Abi Narayan Kafle.
Un insegnante della zona, Suman Chalise, ha raccontato di aver visto l’acqua trascinare via “otto o nove camion, insieme a case e persone“. L’esercito nepalese ha inviato elicotteri e squadre di soccorso nelle aree più colpite. I danni hanno interessato anche le infrastrutture energetiche. Le autorità temono inoltre nuove piene.
L’emergenza ha coinvolto anche il versante cinese del confine. I media statali di Pechino hanno riferito di una frana nella zona del porto commerciale di Gyirong, in Tibet, parlando di numerose vittime e dispersi. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha ordinato di rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso e di fare il possibile per ridurre il numero delle vittime. Le autorità hanno inoltre avvertito del rischio di frane lungo le strade della regione.
348 turisti dispersi dopo frana, 291 sono stranieri – Secondo quanto ha comunicato l’Ente del Turismo del Nepal, sono 348 i turisti, tra cui 291 stranieri, che risultano “dispersi“. Le autorità “stanno lavorando per verificare dove si trovino e in che condizioni di sicurezza i turisti e i viaggiatori che si trovavano o stavano transitando nelle aree interessate“, ha dichiarato l’ente in un comunicato. Tra le persone dichiarate disperse figurano nepalesi, 12 britannici, 105 indiani, 37 indiani non residenti, 17 malesi, quattro sudafricani, tre americani, un australiano, un olandese e 111 di nazionalità ancora da confermare.
Lingua originale: hindi Terrore della natura in Nepal, video spaventoso dell’inondazione Fiumi in piena… appello a stare lontani Ci sono notizie di un gran numero di persone trascinate via. Nel distretto di Rasuwa è arrivata un’improvvisa inondazione nel fiume Bhote Koshi. Molti mercati, villaggi e anche progetti idroelettrici sono stati colpiti.
नेपाल में कुदरत का कहर,बाढ़ का खौफनाक वीडियो
उफान पर नदिया… दूर रहने की अपील बड़ी संख्या में लोगों के बह जाने की सूचना हैं। रसुवा जिले में भोटेकोशी नदी में अचानक बाढ़ आई। कई बाजार, गाँव सहित जलविद्युत परियोजनाएं भी चपेट में आई हैं। pic.twitter.com/JDN2yLHkeA
Farnesina al lavoro: 2 italiani coinvolti – La Farnesina ha reso noto che, sulla base delle registrazioni su ‘Dove siamo nel mondo’, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet. Sono in corso le verifiche per accertarne le condizioni e assicurare, ove necessario, assistenza, ha aggiunto la Farnesina. Poi, il ministro Tajani ha reso noto che “gli italiani coinvolti nell’alluvione in Nepal “sono due e stanno bene. Siamo in contatto con loro e con le loro famiglie. Seguiamo il percorso perché possano rientrare in Italia nel modo migliore possibile. Ma, insomma, non ci risulta che ci siano problemi per altri italiani“.
L’Unità di Crisi della Farnesina è in raccordo con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata d’Italia a Pechino.
Lingua originale: inglese URGENTE: Nuove immagini mostrano scene assolutamente terrificanti lungo il confine tra Cina e Nepal in mezzo a devastanti inondazioni improvvise, centinaia di dispersi, molti temuti morti
BREAKING: New footage shows absolutely horrifying scenes along the China-Nepal border amid devastating flash floods, hundreds missing, many feared dead pic.twitter.com/hwXTz8IzjP
Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +390636225, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta al numero +91 33 2479 2426 e, per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957. Seguiranno aggiornamenti.
Le cause – Secondo i funzionari locali, l’alluvione potrebbe essere stata provocata dallo scioglimento della neve caduta nel fiume Bhote Koshi, che scorre dal Tibet verso il Nepal. Diversi distretti a valle sono stati posti in stato di massima allerta e l’autorità nazionale per la gestione delle emergenze ha invitato la popolazione che vive nelle aree vulnerabili lungo le sponde dei fiumi a prestare la massima attenzione. Rasuwa si trova lungo una delle principali vie commerciali tra il Nepal e la Cina e, come ricorda la Bbc, già lo scorso anno era stata colpita da una devastante alluvione, che aveva provocato 18 morti dopo il cedimento di un ghiacciaio sul versante cinese del confine.