Tre aeroporti britannici, quello di London Stansted, di Manchester e di East Midlands sono stati oggetto di un ”attacco informatico” che ha portato al ”furto dei dati di circa 8,7 milioni di passeggeri”. Lo ha reso noto il Manchester Airports Group, l’operatore aeroportuale britannico che possiede e gestisce i tre aeroporti, spiegando chegli hacker hanno avuto accesso alle informazioni dei clienti, tra cui dati di contatto, codici postali e targhe dei veicoli. Gran parte dei dati compromessi si riferisce ai passeggeri che si sono registrati per il Wi-Fi gratuito nei terminal aeroportuali. Il gruppo aeroportuale ha precisato che non sono state compromesse informazioni bancarie o di pagamento dei clienti e che la sicurezza dei passeggeri e la sicurezza aerea non sono state messe a rischio.
“Il Manchester Airports Group è stato oggetto di un incidente di sicurezza informatica da parte di terzi non autorizzati”, ha affermato un portavoce del Mag. “Abbiamo immediatamente contenuto il rischio e stiamo collaborando con consulenti specializzati, adottando le misure appropriate per proteggere i nostri clienti e i nostri sistemi. Abbiamo informato le autorità competenti e stiamo collaborando con loro”, ha aggiunto.
Il numero complessivo dei casi di infezione è salito a sei dopo che, a metà luglio, Fraport aveva comunicato quattro dipendenti contagiati. La causa sarebbero zanzare infette importate
La Zanzara Anopheles Stephensi, un parassita vettore della malaria
E’ salito a due il numero dei dipendenti dell’aeroporto di Francoforte morti dopo aver contratto la malaria, probabilmente a causa di una zanzara infetta arrivata a bordo di un aereo da una zona in cui la malattia è diffusa. Complessivamente sono sei i dipendenti dell’aeroporto risultati contagiati.
Lo hanno confermato il gestore dello scalo Fraport e il Robert Koch Institut (Rki), come riportano i media tedeschi.
Il primo decesso si è verificato già all’inizio di luglio, come comunicato oggi dall’Ufficio sanitario della città di Francoforte. La causa, tuttavia, è stata accertata solo dopo la morte del paziente. “Possiamo purtroppo confermarlo. Il nostro più profondo cordoglio va ai familiari del deceduto“, ha detto un portavoce di Fraport.
Il secondo decesso risale invece ad agosto ed è stato reso noto oggi dal gestore dell’aeroporto Fraport.
I casi di luglio – Il numero complessivo dei casi è salito a sei dopo che, a metà luglio, Fraport aveva comunicato quattro dipendenti contagiati.
Secondo le informazioni disponibili, la causa sarebberozanzare infette importate, che potrebbero essere arrivate nello scalo nel mese di luglio, ad esempio all’interno della stiva di un aereo proveniente da una zona a rischio malaria. Tutti gli altri dipendenti contagiati sono attualmente sottoposti a trattamento medico.
Nello scalo sono state installate trappole per zanzare e alcuni esemplari sono stati catturati. Gli insetti saranno ora analizzati in laboratorio per verificare la presenza del parassita responsabile della malaria.
Fraport ha inoltre sensibilizzato i propri dipendenti a rivolgersi a un medico in presenza dei sintomi tipici della malaria, segnalando di lavorare all’aeroporto. A tutti i titolari di un tesserino di accesso allo scalo è stata inoltre inviata una comunicazione informativa. Secondo il Rki, nei mesi di luglio e agosto sono stati segnalati esclusivamente nel territorio del Rhein-Main casi di malaria la cui insorgenza è “probabilmente collegata all’attività lavorativa presso l’aeroporto di Francoforte“.
La “malaria da aeroporto” – L’istituto ha informato i medici della regione sui casi registrati. Il Dipartimento di sanità pubblica di Francoforte ha definito la cosiddetta ‘Airport-Malaria’ una modalità di trasmissione della malattia molto rara al di fuori delle aree endemiche. “La trasmissione da persona a persona non svolge alcun ruolo nella Airport-Malaria“, ha sottolineato un portavoce. Secondo il Rki, questa rara forma di malaria si verifica quando una zanzara infetta viene trasportata accidentalmente a bordo di un aereo o all’interno di un bagaglio. La trasmissione può quindi avvenire sull’aereo, nell’aeroporto o nelle immediate vicinanze dello scalo.
Il nuovo bilancio di persone irreperibili include 579 turisti, di cui 393 stranieri. Le autorità cinesi, da parte loro, hanno segnalato 558 persone disperse sul loro territorio
È di almeno 165 morti e oltre 1.300 dispersi il bilancio delle devastanti inondazioni che hanno colpito la zona di confine tra Nepal e Cina. Il numero delle vittime potrebbe tuttavia aumentare, mentre proseguono le ricerche delle centinaia di persone di cui non si hanno ancora notizie.
Secondo l’agenzia nepalese per la gestione delle emergenze, tra le 823 persone irreperibili in Nepal figurano 579 turisti, dei quali 393 stranieri. Sul versante cinese, le autorità hanno invece segnalato 558 persone disperse.
Turisti stranieri tra i dispersi – Particolarmente preoccupante la situazione dei turisti presenti nella regione, attraversata da uno degli itinerari più frequentati per raggiungere il Monte Kailash, in Tibet, meta di pellegrinaggio per induisti, buddisti, giainisti e fedeli della tradizione Bon.
Secondo quanto riportato dall’agenzia AP,oltre 300 cittadini stranieri risultano dispersi, tra cui almeno 47 statunitensi.
Un gruppo di 47 persone, compresi due bambini, era composto da 15 australiani, 10 canadesi, 9 nepalesi, 8 americani, 2 britannici, 2 cittadini di Singapore e una persona con doppia cittadinanza russa e statunitense, ha dichiarato Sanket Pandey, direttore generale di Himalayan Glacier.
Il crollo del ghiacciaio e la devastante frana – A provocare la devastazione sarebbe stata una violenta frana, che ha ostruito il corso del fiume Bhote Koshi, causando un’enorme massa d’acqua che si è riversata a valle, dalla Cina verso il Nepal.
La ricostruzione dell’USGS contribuisce a chiarire la dinamica della tragedia. L’agenzia ha precisato che l’attività sismica inizialmente segnalata come terremoto “era in realtà il crollo di una massa glaciale“ seguito da una colata detritica capace di riversarsi violentemente verso valle.
La massa d’acqua e detriti ha quindi travolto le aree lungo il corso del fiume Bhote Koshi, provocando devastanti inondazioni e distruggendo infrastrutture e villaggi nella regione di confine tra Nepal e Cina.
Filmati drammatici dalle zone colpite – Le immagini diffuse sui social media mostrano la violenza dell’evento: un enorme torrente d’acqua travolge la zona di confine tra Nepal e Cina e sommerge interi villaggi. Una colata di fango ha inoltre investito il valico di Gyirong, in territorio cinese.
Le operazioni di soccorso e ricerca continuano, ma l’elevato numero di dispersi fa temere che il bilancio delle vittime possa aggravarsi.
Secondo l’Ingv l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Gemona del Friuli e Amaro: “Prima c’è stato un forte boato”
Epicentro terremoto in Friuli – (Ingv)
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 si è verificata dopo la mezzanotte in provincia di Udine. L’Ingv ha riferito che l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Gemona del Friuli e Amaro. La scossa è avvenuta a 13 km di profondità. Non risultano feriti e neanche danni.
Tuttavia, il sisma è stato avvertito dalla popolazione, con numerosi utenti che hanno raccontato sulle piattaforme social la paura di quei momenti. Molti parlano di un boato sentito poco prima della scossa. Le segnalazioni sono arrivate in particolare da Tarcento, Venzone, Taipana, Moggio Udinese, Resiutta, Pagnacco e Paularo.
L’acqua ha travolto alcuni villaggi e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Xi mobilita i soccorsi. Farnesina al lavoro
Alluvione tra Nepal e Tibet – (Afp)
Si temono numerosi morti dopo una violenta e improvvisa inondazione che ha interessato il bacino del fiume Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa nel nord del Nepal, al confine con il Tibet. L’acqua ha travolto alcuni villaggi nei distretti montuosi al confine con la Cina e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Finora si registrano 31 vittime e 12 persone sono state tratte in salvo. Lo rende noto la polizia della provincia di Bagmati, secondo quanto riporta la Cnn. Il Kathmandu Post conferma che 348 persone risultano disperse mentre 88 sono state soccorse. Ma le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto sapere che due connazionali sono rimasti coinvolti nell’alluvione ma le loro condizioni sono buone. Lo ha fatto parlando a margine del Meeting di Rimini.
“Finora sono stati ritrovati diciannove corpi. Stiamo coordinando le operazioni di salvataggio e soccorso. Anche molti nostri agenti sono irreperibili”, ha spiegato all’Afp il portavoce della polizia, Abi Narayan Kafle.
Un insegnante della zona, Suman Chalise, ha raccontato di aver visto l’acqua trascinare via “otto o nove camion, insieme a case e persone“. L’esercito nepalese ha inviato elicotteri e squadre di soccorso nelle aree più colpite. I danni hanno interessato anche le infrastrutture energetiche. Le autorità temono inoltre nuove piene.
L’emergenza ha coinvolto anche il versante cinese del confine. I media statali di Pechino hanno riferito di una frana nella zona del porto commerciale di Gyirong, in Tibet, parlando di numerose vittime e dispersi. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha ordinato di rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso e di fare il possibile per ridurre il numero delle vittime. Le autorità hanno inoltre avvertito del rischio di frane lungo le strade della regione.
348 turisti dispersi dopo frana, 291 sono stranieri – Secondo quanto ha comunicato l’Ente del Turismo del Nepal, sono 348 i turisti, tra cui 291 stranieri, che risultano “dispersi“. Le autorità “stanno lavorando per verificare dove si trovino e in che condizioni di sicurezza i turisti e i viaggiatori che si trovavano o stavano transitando nelle aree interessate“, ha dichiarato l’ente in un comunicato. Tra le persone dichiarate disperse figurano nepalesi, 12 britannici, 105 indiani, 37 indiani non residenti, 17 malesi, quattro sudafricani, tre americani, un australiano, un olandese e 111 di nazionalità ancora da confermare.
Lingua originale: hindi Terrore della natura in Nepal, video spaventoso dell’inondazione Fiumi in piena… appello a stare lontani Ci sono notizie di un gran numero di persone trascinate via. Nel distretto di Rasuwa è arrivata un’improvvisa inondazione nel fiume Bhote Koshi. Molti mercati, villaggi e anche progetti idroelettrici sono stati colpiti.
नेपाल में कुदरत का कहर,बाढ़ का खौफनाक वीडियो
उफान पर नदिया… दूर रहने की अपील बड़ी संख्या में लोगों के बह जाने की सूचना हैं। रसुवा जिले में भोटेकोशी नदी में अचानक बाढ़ आई। कई बाजार, गाँव सहित जलविद्युत परियोजनाएं भी चपेट में आई हैं। pic.twitter.com/JDN2yLHkeA
Farnesina al lavoro: 2 italiani coinvolti – La Farnesina ha reso noto che, sulla base delle registrazioni su ‘Dove siamo nel mondo’, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet. Sono in corso le verifiche per accertarne le condizioni e assicurare, ove necessario, assistenza, ha aggiunto la Farnesina. Poi, il ministro Tajani ha reso noto che “gli italiani coinvolti nell’alluvione in Nepal “sono due e stanno bene. Siamo in contatto con loro e con le loro famiglie. Seguiamo il percorso perché possano rientrare in Italia nel modo migliore possibile. Ma, insomma, non ci risulta che ci siano problemi per altri italiani“.
L’Unità di Crisi della Farnesina è in raccordo con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata d’Italia a Pechino.
Lingua originale: inglese URGENTE: Nuove immagini mostrano scene assolutamente terrificanti lungo il confine tra Cina e Nepal in mezzo a devastanti inondazioni improvvise, centinaia di dispersi, molti temuti morti
BREAKING: New footage shows absolutely horrifying scenes along the China-Nepal border amid devastating flash floods, hundreds missing, many feared dead pic.twitter.com/hwXTz8IzjP
Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +390636225, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta al numero +91 33 2479 2426 e, per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957. Seguiranno aggiornamenti.
Le cause – Secondo i funzionari locali, l’alluvione potrebbe essere stata provocata dallo scioglimento della neve caduta nel fiume Bhote Koshi, che scorre dal Tibet verso il Nepal. Diversi distretti a valle sono stati posti in stato di massima allerta e l’autorità nazionale per la gestione delle emergenze ha invitato la popolazione che vive nelle aree vulnerabili lungo le sponde dei fiumi a prestare la massima attenzione. Rasuwa si trova lungo una delle principali vie commerciali tra il Nepal e la Cina e, come ricorda la Bbc, già lo scorso anno era stata colpita da una devastante alluvione, che aveva provocato 18 morti dopo il cedimento di un ghiacciaio sul versante cinese del confine.
Squadre di rinforzo da Milano e Monza per far fronte alle chiamate. Danni soprattutto nel gallaratese, allagamenti anche a Malpensa
Il maltempo annunciato nei giorni scorsi si è concentrato soprattutto sul sud della provincia di Varese, dove nella notte tra ieri e oggi i vigili del fuoco hanno dovuto far fronte a un numero straordinariamente alto di richieste di intervento. Il gallaratese è l’area più colpita, con alberi abbattuti sulle strade e diversi allagamenti; disagi si registrano anche a Malpensa, dove l’acqua ha invaso sia le aree esterne sia gli spazi interni dell’aeroporto.
Dalla serata di ieri i vigili del fuoco sono impegnati in numerosi interventi legati all’ondata di maltempo che ha colpito diverse aree della Lombardia. Il bilancio provvisorio parla di oltre 190 interventi effettuati o ancora in corso, per lo più legati ad alberi e rami pericolanti o caduti sulla sede stradale, danni d’acqua, dissesti statici e rimozione di elementi pericolanti a causa del forte vento.
Varese è la provincia più colpita, con oltre 100 interventi, seguita da Como, con circa 35, e Milano, con circa 30. Richieste di soccorso sono arrivate anche dalle province di Lecco, Monza e Brianza, Lodi, Brescia, Pavia, Sondrio, Mantova, Cremona e Bergamo.
Il dispositivo di soccorso nel Varesotto è stato tra i più impegnativi della regione: per rispondere alle numerose chiamate, il Comando di Varese ha ricevuto il supporto di cinque squadre arrivate da altri comandi lombardi, tre da Milano e due da Monza e Brianza. La maggior parte degli interventi riguarda alberi caduti o pericolanti, in alcuni casi finiti su strade, automobili, abitazioni e linee elettriche, oltre a coperture danneggiate e allagamenti.
Le operazioni dei vigili del fuoco proseguono per evadere le richieste di soccorso ancora aperte e per mettere in sicurezza le aree colpite.
La Protezione civile nel suo ultimo bollettino ha lanciato l’allerta per temporali per settori di Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Toscana, Piemonte, Umbria e Marche e per rischio idrogeologico su Lombardia e Toscana
Mappa delle allerte meteo del 25 agosto 2026 – (Protezione civile)
Ancora una giornata di maltempo sull’Italia: accanto alla risalite delle temperature, si prevedono temporali soprattutto sulle regioni centro-settentrionali. Per questo, la Protezione civile ha diramato un avviso si allerta meteo gialla per domani, martedì 25 agosto, su quelle più a rischio.
Allerta meteo gialla 25 agosto: l’elenco delle regioni interessate – Stando all’ultimo bollettino pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento, la Protezione civile ha dichiarato allerta meteo gialla per temporali sui settori delle seguenti regioni:
Piemonte – Valli Orco, Lanzo e Sangone, Valli Varaita, Maira e Stura, Valli Susa, Chisone, Pellice e Po, Toce, Val Sesia, Cervo e Chiusella, Pianura settentrionale, Pianura Torinese e Colline
Toscana – Bisenzio e Ombrone Pt, Ombrone Gr-Costa, Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Medio, Serchio-Costa, Ombrone Gr-Alto, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Arno-Casentino, Arno-Valdarno Sup., Arno-Firenze, Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca, Valtiberina, Versilia
E’ stata lanciata anche una allerta meteo per rischio idrogeologico su Lombardia – Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Valchiavenna, Media-bassa Valtellina, Laghi e Prealpi Varesine) e ancora Toscana (Bisenzio e Ombrone Pt, Ombrone Gr-Costa, Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Medio, Serchio-Costa, Ombrone Gr-Alto, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Arno-Casentino, Arno-Valdarno Sup., Arno-Firenze, Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca, Valtiberina, Versilia.
Le previsioni meteo del 25 agosto tra temporali e caldo in aumento – Secondo le previsioni meteo di domani, martedì 25 agosto, la giornata sarà contrassegnata dal passaggio di un fronte moderatamente instabile che interesserà con alcuni rovesci o temporali alternati a schiarite al mattino le regioni settentrionali, la Toscana, l’Umbria e il Lazio, nel pomeriggio soltanto i confini alpini e localmente il pesarese, basso Lazio e alta Campania, come riferiscono gli esperti deIlMeteo.it.
Il numero 10 potrebbe essere costretto a operarsi dopo l’esito degli esami in corso al J Medical
Kenan Yildiz – Ipa/Fotogramma
Una bruttissima notizia per la Juventus. Oggi, lunedì 24 agosto, i bianconeri, rientrati da Frosinone con 3 punti, hanno dovuto fare i conti con l’infortunio di Kenan Yildiz. Il 21enne numero 10 della Turchia, come ha riportato la Gazzetta, ha accusato un problema serio al piede sinistro. Gli accertamenti sono in corso al J Medical ma potrebbe essere necessaria un’operazione.
Luciano Spalletti potrebbe essere costretto a rinunciare a Yildiz già dopo la prima giornata di campionato. Alla vigilia della prima partita della stagione il tecnico l’aveva blindato allontanando le sirene di mercato, dicendo: “E’ già in un club da 100 milioni“.
La Juve sul mercato stava già cercando di acquistare un attaccante: Zirkzee. Il nuovo acquisto Kerim Alajbegovic e Jeremie Boga sono tra le prime alternative a Yildiz in questo periodo di assenza forzata.
Il calciatore, un passato anche in Inghilterra, si è sentito male durante un incontro precampionato della sua squadra, il Real SC (quarta divisione portoghese)
Quevin Castro
Tragedia in Portogallo: è morto Quevin Castro, calciatore portoghese militante nel Real Sc (quarta divisione), durante un’amichevole contro l’Estrela da Amadora all’Estadio das Seixas di Malveira. Aveva 25 anni. L’episodio si è verificato dopo soli 10 minuti di gioco, quando il centrocampista è improvvisamente crollato a terra. I medici delle due società sono intervenuti per soccorrere il giocatore, utilizzando anche un defibrillatore, ma i tentativi di rianimazione sono stati vani. Castro è stato dichiarato deceduto in ospedale.
Lutto – Il West Bromwich Albion,ex squadra di Castro in Inghilterra, si è detto “devastato” dalla notizia della sua “prematura scomparsa” e ha annunciato che gli renderà omaggio con un applauso al 25° minuto della partita contro il Burnley di domani, durante la quale i giocatori indosseranno anche una fascia nera al braccio. “Quevin si è unito ai Baggies da adolescente nel 2021 e ha fatto il suo debutto in prima squadra in una partita di Carabao Cup contro l’Arsenal“, ha dichiarato il club. “Ha esordito in campionato con la squadra nel febbraio 2022 e in seguito ha giocato in prestito al Burton, al Notts County e al Gateshead, prima di lasciare The Hawthorns nell’estate del 2023. Dopo aver lasciato l’Albion, Quevin ha giocato con York City, King’s Lynn, Chippenham, Cambridge City ed Eastbourne, prima di tornare nel suo Portogallo natale“.
Frane, colate detritiche e il fiume che esonda: situazione drammatica in Val Camonica. 81 persone sono state evacuate. Ieri sono caduti 60 mm di pioggia
I comuni più colpiti sono quelli di Sonico e Malonno: la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Lombardia ha informato che sono state evacuate complessivamente 81 persone, 57 sul lato di Rino di Sonico e 24 su quello di Garda. A valle dell’abitato di Sonico, il fiume Oglio è uscito dagli argini e ha invaso invece parte dell’abitato di Malonno.. La Strada Statale 42, che ieri era stata chiusa perché invasa da una colata detritica, è ancora bloccata
Resta complicatissima la situazione in Val Camonica: la zona è stata colpita da un’ondata di maltempo particolarmente intensa che ha provocato frane, smottamenti, esondazioni.
I comuni più colpiti sono quelli di Sonico e Malonno: la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Lombardia ha informato che sono state evacuate complessivamente 81 persone, 57 sul lato di Rino di Sonico e 24 su quello di Garda.
A Rino di Sonico una seconda colata detritica ha abbattuto il ponte che attraversa il torrente Val Rabbia, che era già stato inibito al transito.
I vigili del fuoco hanno istituito un PCA (Posto di Comando Avanzato) presso la sede del comune di Sonico: da lì vengono coordinate tutte le operazioni di soccorso.
A valle dell’abitato di Sonico, il fiume Oglio è uscito dagli argini e ha invaso invece parte dell’abitato di Malonno.
Sul posto stanno intervenendo i Gos(Gruppi Operativi Speciali) dei vigili del fuoco: con la collaborazione con alcune ditte private, i pompieri stanno operando con mezzi movimento terra per cercare di arginare e contenere le acque del fiume e limitare ulteriori conseguenze per l’abitato.
La Strada Statale 42, che ieri era stata chiusa perché invasa da una colata detritica, è ancora bloccata: le operazioni dirimozione del materiale che si è depositato sulla strada sono proseguite per tutta la notte, ma il tratto interessato risulta ancora inagibile.
Le previsioni meteo, purtroppo, sono pessime, visto che è attesa per la giornata di oggi – venerdì 21 agosto – un’altra intensa precipitazione. Ieri, in poche ore, sulla Valcamonica sono caduti circa 60 millimetri d’acqua.
Situazione drammatica in Val Camonica a causa del maltempo – Il Dolomiti
20 agosto 2026
Il boato, poi fango e sassi franano dalla montagna, “un’onda” di detriti alta due metri ricopre la strada: mezzi in azione per liberare la carreggiata
Personale e mezzi al lavoro in val Genova: la strada era chiusa precauzionalmente in considerazione delle previsioni meteo, non ci sarebbero persone coinvolte
di Redazione
CARISOLO – Una nuova colata detritica colpisce la val Genova: mezzi e personale sono al lavoro poiché una colata di detriti è scesa dal Rio Gabbiolo ed ha ostruito nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 20 agosto, la strada circa due chilometri a valle della malga Bedole.
A causare la colata, i forti temporali che hanno colpito la zona nel pomeriggio: sul posto – secondo quanto riferito dalla Provincia autonoma di Trento – stanno operando il Servizio Bacini Montani della Provincia, i vigili del fuoco volontari del distretto delle Giudicariee il personale del Parco Nazionale Adamello Brenta.
Le attività proseguiranno fino a quando ci sarà luce per riprendere poi domani mattina.
Il deposito di detriti ha raggiunto sulla carreggiata circa due metri di altezza per una lunghezza di alcune decine di metri.
Attualmente non risulta che la colata abbia coinvolto persone o mezzi.
Prima dell’evento, in considerazione delle previsioni meteorologiche, la strada era stata chiusa precauzionalmente e le persone presenti in zona invitate a rientrare. Il transito lungo la strada rimarrà vietato fino al termine dei lavori di sgombero del materiale, anche in funzione dell’evoluzione della situazione meteorologica.
La Protezione Civile del Trentino infatti ha emesso ieri un avviso di allerta ordinaria (gialla) per rischio temporali e fenomeni idrogeologici, valido su tutto il territorio provinciale fino a domani sera, venerdì 21 agosto.
Lo scorso mese di giugno come detto una colata detritica si era verificata sempre in val Genova, per un fenomeno analogo che aveva interessato il Rio Dosson.
In tilt la sala comando della stazione di Ventimiglia
Chiavari
Il meteo regionale annuncia per oggi, giovedì 20 agosto, instabilità diffusa con rovesci e temporali, anche con probabili fenomeni intensi specie su pianura e Prealpi.
Domani, venerdì 21 agosto, la giornata sarà instabile con possibili temporali sparsi specie dalle ore centrali, con possibili fenomeni intensi. Per quanto riguarda il disagio fisico oggi sarà intenso su pianura e costa, moderato su Pedemontana e su zone montane; domani disagio generalmente debole, o al più moderato su pianura e costa. Sulla base di queste previsioni, la protezione civile regionale ha dichiarato la fase operativa di ‘Preallarme’, ossia arancione, per il rischio idrogeologico per temporali in tutto il Veneto, esclusa la zona delle Dolomiti, dove l’allerta sarà gialla. Allerta gialla anche per il rischio idrogeologico in tutto il territorio regionale. Anche per domani, venerdì 21 agosto, è stata dichiarata la fase gialla in tutto il Veneto per rischio idrogeologico temporali. Per i prossimi giorni, sabato e domenica, si prevede tempo variabile, con occasionali precipitazioni sparse. Disagio fisico tendenzialmente moderato.
LIGURIA – Arpal ha emesso un’allerta arancione per temporali(il massimo grado per questo tipo di evento meteo) dalle 3 alle 15 di domani sul centro levante della Liguria.L’allerta gialla estesa anche al Ponente ligure. In mattinata un temporale molto intenso ha interessato il Tigullio, con 103 mm di pioggia in un’ora misurati dal pluviometro di Chiavari. Per tutta la mattina si sono sviluppate diverse celle temporalesche all’interno di una linea di instabilità che ha attraversato la Liguria. Si è trattato di fenomeni poco estesi ma particolarmente intensi, che si sono originati sul mare e si sono spostati verso l’entroterra per esaurirsi causando allagamenti localizzati.
Il Comune di Chiavari (Genova) ha attivato le sirene per il rischio di esondazione del torrente Rupinaro invitando la popolazione “a seguire le norme di autoprotezione e non sostare nei punti critici“. “La comunicazione della fase di allarme evidenzia un’imminente situazione di rischio elevato – spiega l’amministrazione -. Per non farsi sorprendere da situazioni incontrollabili, derivanti dalla particolare conformazione del nostro territorio è necessario abbandonare subito i locali inondabili situati ai piani strada e sottostanti il piano strada, salire immediatamente al piani alti, aiutare anziani, bambini e persone con disabilità a raggiungere un luogo sicuro. Trovare riparo ai piani alti degli stabili, non transitare su ponti, passerelle, sottopassi e in prossimità dell’argine, non scendere in cantine, seminterrati o garage per mettere al sicuro beni o l’auto“. Segnalate code per allagamenti lungo l’autostrada A12 Genova-Roma tra Chiavari e Recco e tra Chiavari e Lavagna. Stamani a Lavagna (Genova) i vigili del fuoco hanno tratto in salvo una persona rimasta bloccata all’interno del suo furgone nel sottopasso Nino Bixio allagato.
TOSCANA – Sono previste precipitazioni anche molto intense e più persistenti soprattutto sul centro-levante e sull’alta Toscana. Sono attese improvvise forti raffiche di vento superiori agli 80 km/h, mare molto mosso e grandinate con chicchi di piccole e medie dimensioni. Dopo le forti pioggedi questa mattina, ancora in corso, la sala operativa regionale della Protezione civile sta monitorando l’evolversi della situazione sul territorio: per segnalare la presenza di una cella temporalesca persistente in questi minuti sono stati contattati i comuni di Rapallo, Cicagna, Coreglia e Orero. Non sono state segnalate criticità. Il centro meteo di Arpal è al lavoro con i previsori per un aggiornamento nelle prossime ore. Nel corso della mattinata sonoattesi rovesci e temporali sparsi, localmente anche intensi. Possibili grandinate di piccole o medie dimensioni.
Il Comune di Firenzeha deciso di chiudere, dalle ore 22 di oggi e fino alle 18 di domani, parchi, giardini, cimiteri comunali e le ciclopiste fluviali in riva d’Arno:l’ordinanza firmata dalla sindaca Sara Funarosegue l’emissione dell‘allerta meteo con codice arancione per temporali forti nella Toscana centro settentrionale. Per le aree verdi liberamente accessibili la raccomandazione di Palazzo Vecchio è evitare di frequentarle causa il rischio di rami spezzati o abbattimenti di piante. È vietato anche lo svolgimento di mercati, spettacoli, trattenimenti e attrazioni allestiti con attrezzature mobili nei giardini, nei parchi pubblici e nelle aree verdi. Dalle ore 22 sarà sospesa anche la fermata ‘Cascine‘ della linea tramviaria T1.
I BOLLINI ROSSI – Il caldo eccezionale di questa estate persiste al Centrosud e sabato tornano a comparire i bollini rossi, per fortuna solo due: si tratta di Bari e Palermo, contrassegnate con il massimo livello di rischio caldo per tutta la popolazione nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute che prende in considerazione 27 centri urbani. Sempre sabato, spariscono i bollini arancioni che indicano il rischio caldo solo per i più fragili: oggi sono 7 e domani 4, tra cui i entrambi giorni gli stessi capoluoghi di regionePugliaeSicilia. Oggi, in particolare, in arancione ci sono anche Ancona, Bologna, Campobasso, Firenze (domani e sabato in verde) e Roma (domani e venerdì in giallo). Domani, oltre a Bari e Palermo, il rischio caldo per i più fragili riguarderà nuovamente Campobasso, e Pescara. Sia venerdì che sabato si registra una netta prevalenza di bollini verdi (nessun rischio caldo): saranno addirittura 20 domani e 16 sabato, mentre oggi sono 8. I bollini gialli (stato di pre-allerta per una possibile ondata di calore) saranno 3 venerdì e 9 sabato: oggi sono 12.
Fulmine manda in tilt la sala comando della stazione di Ventimiglia – Un forte boato, poi il blackout dei sistemi di comando e sicurezza. Un fulmine, dopo aver colpito un palo, avrebbe provocato un’improvvisa scarica all’interno della stazione ferroviaria di Ventimiglia, mandando in tilt lasala comando e facendo perdere il controllo della circolazione ferroviaria. La stazione è bloccata: non partono e non arrivano treni. I sistemi di comando e sicurezza sono saltati e i tecnici sono al lavoro per cercare di ripristinare la situazione. Un primo intervento ha consentito soltanto di far entrare in stazione un treno con passeggeri a bordo che si trovava ormai alle porte dello scalo ferroviario. Per il resto, la circolazione rimane sospesa e non sono al momento noti i tempi necessari per il completo ripristino.
Treno colpito da un fulmine e rallentamenti per un guasto a Genova – Il treno freccia bianca 8601 partito da Genova e diretto a Roma è fermo nella stazione di Riva Trigoso, nel Tigullio, per un guasto causato da un fulmine. I passeggeri sono stati sistemati su un altro convoglio per proseguire il viaggio. La circolazione ferroviaria è stata rallentata, dopo lo stop alle 9, per un guasto alla linea a Genova Brignole. “I treni Intercity e regionali – comunica Rfi – possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 80 minuti“.
Il rogo si è sviluppato nella sede di ‘Nonsoloscale’, che produce scale e trabattelli. Danni ingenti, al lavoro dieci mezzi dei vigli del fuoco
Incendio in un capannone (foto di repertorio)
Rho (Milano) – Un incendio di grandi dimensioni è divampato questa sera – martedì 18 agoato – nel Comune di Rho, nel Milanese, all’interno del capannone dell’azienda ‘Nonsoloscale‘, in via San Bernardo.
Sul posto sono giunti dieci mezzi dei vigili del fuoco di Milano. L’azienda, che produce scale e trabattelli, ha subito danni ingenti, ma fortunatamente non risultano coinvolte persone. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco di Milano, anche i carabinieri della Compagnia di Rho e un’ambulanza del 118. L’allarme è scattato poco prima delle 20.
Il trequartista del Bayern Monaco è riuscito a rialzarsi e a raggiungere gli spogliatoi: “Sto bene, i medici hanno detto che posso giocare”
Jamal Musiala di nuovo a terra. È la seconda volta nel giro di quattro giorni. La stella delBayern Monaco è crollata in campo durante l’amichevole contro l’Heidenheim, a soli quattro giorni dalla sfida contro il Lipsia, che pure aveva rappresentato un campanello d’allarme per il talento tedesco. Stessa scena, in fotocopia. Stavolta intorno al minuto 66, quando il risultato era ancora sul 2-2.
PREOCUPACIÓN POR MUSIALA: el jugador del Bayern Munich ingresó a los 61' en el amistoso vs. Heidenheim y, cinco minutos después, cayó desplomado en el campo de juego. Pudo salir caminando de la cancha.
Musiala sviene in campo, cosa è successo – Ma cosa è successo?Musiala si è fermato all’improvviso, prima di accasciarsi ul terreno di gioco. Immediato l’intervento dei compagni di squadra, che hanno circondato il giocatore. Una sequenza che ha riportato alla mente quanto accaduto pochi giorni fa. Anche stavolta Musiala è riuscito a rialzarsi e a raggiungere in autonomia gli spogliatoi. Il calciatore è stato quindi sostituito. Il Bayern ha poi completato la propria rimonta, imponendosi 4-2 sull’Heidenheim.
Lingua originale: tedesco Le preoccupazioni per Jamal Musiala diventano sempre più grandi: Solo pochi giorni dopo il suo collasso durante la Telekom Cup contro RB Leipzig, il calciatore della nazionale tedesca è nuovamente crollato a terra. Durante l’amichevole contro l’1. FC Heidenheim, Musiala è andato di nuovo a terra solo pochi minuti dopo essere entrato in campo. Musiala era collassato sabato durante l’amichevole contro RB Leipzig con un attacco di debolezza poco prima della fine della partita. Lunedì, dopo un allenamento individuale, era ancora assente alla presentazione della squadra sul campus.
Die Sorgen um Jamal Musiala werden größer: Nur wenige Tage nach seinem Kollaps beim Telekom Cup gegen RB Leipzig ist der DFB-Kicker erneut zusammengebrochen.
Beim Testspiel gegen den 1. FC Heidenheim ging Musiala nur wenige Minuten nach seiner Einwechslung erneut zu Boden.… pic.twitter.com/p3aziEB4Ao
Musiala: “Sto bene, si tratta di assenze temporanee di natura neurologica” – Dopo la partita, è stato lo stesso Musiala a rassicurare sulle sue condizioni: “Per prima cosa, la più importante: sto bene. Vorrei spiegarvi una cosa: mi sono state diagnosticate delle assenze temporanee, di breve durata ma facilmente curabili, dovute a una disfunzione neurologica, che possono portare a episodi del genere“.
Musiala: “Non c’è nessun rischio” – “So che a prima vista possono sembrare spaventose – ha proseguito Musiala– ma al momento fanno parte della mia quotidianità. Sono in ottime mani e sono molto ottimista. La cosa importante è che non sussiste alcun rischio per la salute oltre a questo. In stretta collaborazione e in costante dialogo con gli esperti, per giocare ho ricevuto l’autorizzazione dei neurologi“.
Il precedente contro il Lipsia – Musiala era già svenuto durante l’amichevole contro il Lipsia del 15 agosto. In quell’occasione, il trequartista si era accasciato negli ultimi minuti della partita, poco dopo aver trovato il gol. Il Bayern aveva spiegato che il mancamento era legato alle alte temperature (33 gradi) e alla disidratazione.
Le valutazioni dello staff medico del Bayern – Il nuovo episodio, però, ha riacceso l’attenzione sulle condizioni del giocatore. Dopo due casi tanto ravvicinati, sarà necessario attendere le valutazioni dello staff medico del Bayern per capire se il crollo dipende dalle condizioni ambientali o se siano necessari ulteriori accertamenti.
Migliorano le condizioni dell’attaccante del Cagliari, che ha rischiato di annegare in una piscina in Costa Smeralda: resta in terapia intensiva
Yael Trepy– (lapresse)
Yael Trepy, il 20enne attaccante francese del Cagliari che domenica harischiato di annegarenella piscina di una villa in Costa Smeralda, si èrisvegliato dal coma. Il giovane calciatore è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.
Trepy, il bollettino medico – “In merito alle condizioni di salute del giovane giocatore francese del Cagliari, Yael Trepy” si legge nel bollettino medico “nel corso della giornata, come programmato, è stato sospeso il blocco neuromuscolare e progressivamente ridotta la sedazione, con contestuale avvio della progressiva riduzione del supporto ventilatorio. Il mantenimento di scambi respiratori ottimali ha consentito di sospendere la ventilazione meccanica e di procedere, nel pomeriggio, all’estubazione del paziente – ha dichiarato la dottoressa Stefania Milia, direttrice della Terapia Intensiva Emergenza Urgenza dell’ospedale Santissima Annunziata dell’Aou di Sassari. Al risveglio, il paziente ha mostrato una piena ripresa dello stato di coscienza: è vigile e collaborante e, allo stato attuale, non presenta deficit neurologici evidenti. Le condizioni respiratorie ed emodinamiche risultano stabili. Considerata la recente estubazione e il quadro polmonare conseguente alla sindrome da inalazione, il paziente permane ricoverato in Terapia Intensiva, dove prosegue lo stretto monitoraggio clinico e respiratorio“, precisa il bollettino. Ulteriori aggiornamenti sulle condizioni cliniche saranno comunicati in relazione all’evoluzione del quadro.
Pisacane sui social: “Ti aspetto” – Intanto compagni di squadra, staff tecnico, società e tifosi continuano a far sentire la propria vicinanza al giovane attaccante francese, con numerosi messaggi di affetto sui social. Tra questi anche quello dell’allenatore Fabio Pisacane: “Da quattro anni ti vedo crescere, lottare e superare ogni ostacolo. Oggi affronti la partita più importante: continua a combattere Yael. Sono come sempre accanto a te, ti aspetto“.
Sequestrati strumenti atti ad offendere e artifizi pirotecnici. Indagini in corso. Ultrà denunciati per rissa aggravata. Cinquanta in tutto quelli coinvolti
I fatti ricordano un altro turno di Coppa Italia, nell’agosto di due anni fa, con gli scontri all’esterno del Manuzzi di Cesena. Il teatro della nuova spedizione degli ultras del Padova – racconta la Questura – è stato il Parco Ardito DesioaUdine ovest. In cinquanta, compatti, armati di spranghe e incappucciati si sono incamminati verso il quartiere dei Rizzi. Hanno lanciato fumogeni e oggetti contundenti verso i tifosi ospiti, fino a quando non sono intervenute polizia e digos per separare i due blocchi ed evitare il peggio. Per dieci padovani è scattato il Daspo, che va dai tre anni agli otto per chi già aveva precedenti simili. La questura patavina sta collaborando con quella friulana per identificare le altre quaranta persone coinvolte. Anche a causa degli scontri il settore ospiti, con ben 800 tifosi biancoscudati, si è riempito soltanto a partita iniziata. Sul campo, un buon Padova, si è arreso 1-0 al gol di Keinan Davis.
Il giocatore era a Porto Cervo. E’ stato fondamentale il trasporto all’ospedale in elicottero
Jael Trepy
Il Cagliari è in ansia per Jael Trepy, dopo che il giocatore ha rischiato di annegare in piscina, a Porto Cervo. E’ stato fondamentale il trasporto in elicottero all’ospedale di Sassari, dove è tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva.
Il comunicato – Con una nota il club ha comunicato che l’attaccante “è attualmente ricoverato presso l’ospedale civile Santissima Annunziata di Sassari dove si trova in terapia intensiva. Il club è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni”. Nulla di più finora è trapelato. La squadra, dopo la partita di coppa Italia di venerdì con l’Arezzo, in cui Trepy aveva giocato titolare, aveva usufruito di due giorni di stacco. Per riprendere oggi in vista della trasferta di Parma per la prima di campionato.
Il giornalista dà un aggiornamento importante sull’inchiesta ribattezzata arbitropoli
Nessuna frode sportiva in ambito ordinario. Ecco perché la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per l’inchiesta sugli arbitri ribattezzata ‘arbitropoli’. L’inchiesta si è poi spostata in Procura federale a Roma per l’indagine sportiva, dove il procuratore Giuseppe Chinè, al termine dei 40 giorni di indagine previsti, sta passando al vaglio tutte le intercettazioni ritenute marginali in ambito ordinario ma potenzialmente rilevanti in quello sportivo. Ebbene, secondo quanto riporta il giornalista Giulio Mola, la Procura Federale non ha rilevato reati.
“Inchiesta arbitropoli: dopo la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano, anche la Giustizia Sportiva a settembre archivierà tutto. Nei 40 giorni di indagini la Procura Federale ha passato al vaglio intercettazioni ascoltando molti arbitri senza rilevare reati“.
Il movimento tellurico registrato dall’Ingv ad una profondità di 18 km. Sciame sismico nell’area metropolitana, scossa avvertita in gran parte dell’Andalusia
Spagna: Terremoto di magnitudo 4.5 vicino Granada (INGV Terremoti)
Una forte scossa di magnitudo 4.5 è stata registrata nella notte nei pressi di Granada, in Spagna. Ci sarebbero diversi danni. Il sisma ha colpito all’1:40 della scorsa notte l’area di Alhendin, nell’area metropolitana di Granada, nella regione meridionale dell’Andalusia, in Spagna, provocando danni materiali e circa un centinaio di chiamate al servizio di emergenze del 112. Il sisma, con ipocentro a 2 km di profondità, ha causato distacchi di cornicioni, danni a facciate e tetti di edifici, in particolare ad Armilla, oltre alla caduta di oggetti segnalata da numerosi residenti, informano i servizi di emergenza, che tuttavia non registrano feriti o vittime.
Secondo la stampa locale, sebbene il suo epicentro fosse nell’area metropolitana, è stata avvertita in diverse località della zona circostante, come Ogíjares così come ad Armilla, Churriana e Alhendín. Secondo le informazioni disponibili al momento, la scossa è stata avvertita con maggiore intensità a Cenes de la Vega.
Sciame sismico nell’area metropolitana, scossa avvertita in gran parte dell’Andalusia – La scossa è stata avvertita nell’intera provincia di Granada e in quelle di Jaen, Almeria, Malaga e Cordoba. Sei minuti dopo è stata registrata una replica di magnitudo 2,6 con epicentro a Gojar, mentre nella giornata di ieri, venerdì, la stessa area era già stata interessata da altri tre terremoti di minore entità.
Il vasto arcipelago indonesiano è soggetto a frequente attività sismica e vulcanica a causa della sua posizione lungo la “Cintura di fuoco del Pacifico”. Revocato l’allarme tsunami
L’epicentro del terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’Indonesia è stato localizzato al largo della costa settentrionale dell’isola di Flores, a circa 68 chilometri a nord-ovest di Ende e a una profondità relativamente bassa di dieci chilometri. Sono seguite decine di scosse di assestamento, la più potente di magnitudo 6,1. Le autorità locali solo alcune ore dopo il potente sisma hanno revocato l’allerta tsunami: “Continuiamo però a monitorare i livelli del mare“, hanno però dichiarato i responsabili del Dipartimento terremoti e tsunami dell’Agenzia nazionale di meteorologia, climatologia e geofisica, durante una conferenza stampa. Al momento si contano venti morti ma, come ha spiegato il responsabile dei soccorsi, Fathur Rahman, “si continuerà a scavare sotto le macerie per individuare tutte le vittime”. Operazione resa complessa da strade crollate che hanno isolato alcune aree.
Notable quake, preliminary info: M 7.7 – 68 km NNW of Ende, Indonesia https://t.co/tXVeUk65Sg
Terremoto Indonesia, morti e danni alle abitazioni – Per i residenti è stato diramato l’ordine di abbandonare le zone costiere, di tenersi lontano da spiagge e argini dei fiumi e di spostarsi verso aree più elevate. Migliaia le persone in fuga su strade accidentate per via delle frane che hanno interrotto la viabilità. Diverse le abitazioni crollate e “almeno venti persone rimaste uccise”, ha dichiarato Berton Suar Pelita Panjaitan, portavoce dell’agenzia per la gestione delle emergenze.
I terremoti precedenti in Indonesia – L’Indonesia e i paesi limitrofi sono spesso colpiti da terremoti a causa della loro posizione all’interno della“Cintura di fuoco” del Pacifico, un arco di intensa attività sismica che si estende dal Giappone attraverso il Sud-Est asiatico fino al bacino del Pacifico.Nel 1992 Flores fu colpita da un terremoto di magnitudo 7.7, che provocò uno tsunami causando circa 2.500 morti. Tra i terremoti più devastanti della storia dell’Indonesia quello di magnitudo 9,1 del 26 dicembre 2004, avvenuto al largo della costa di Sumatra e seguito da uno tsunami che provocò 220mila morti in tutta la regione, 170mila dei quali in Indonesia. La tragedia di Santo Stefano è stata una delle catastrofi naturali più letali mai registrate nella storia. Nel 2018, un potente terremoto colpì l’isola di Lombok, seguito da diverse altre scosse nelle settimane successive. Più di 550 persone morirono sull’isola turistica e nella vicina Sumbawa. Nello stesso anno, un terremoto di magnitudo 7.5 e il successivo tsunami a Palu, sull’isola di Sulawesi, provocarono la morte di oltre 4.300 persone.
La Lega Serie A è alle prese col problema di Tring, piattaforma albanese che paga regolarmente per avere i diritti di trasmissione del nostro campionato entro i propri confini, ma diffonde il segnale anche in Italia senza bisogno di utilizzare una VPN: il prezzo dell’abbonamento è di poco più di 20 euro al mese, c’è anche la Champions League.
La Serie A non è affatto contenta di Tring, il “pezzotto albanese” che permette di vedere il calcio a un costo bassissimo anche nel nostro Paese. Il punto è che tecnicamente il servizio di abbonamento non nasce come pezzotto, ovvero come trasmissione pirata, visto che il network paga regolarmente la Lega Serie A per poter fruire dei diritti di diffusione delle partite, ma lo diventa nel momento in cui il segnale non viene oscurato in Italia ma è perfettamente visibile anche entro i nostri confini.
Quanto cosa l’abbonamento a Tring, il pezzotto albanese con cui si può vedere Serie A e Champions League – Serie A, ma anche Champions League, e ancora Bundesliga, NBA, MotoGP. Tutto presente nel pacchetto offerto da Tring per i suoi clienti in Albania, al prezzo annuale di circa 250 euro, dunque poco più di 20 euro al mese. Una cifra lontanissima da quella necessaria in Italia per vedere tutto il calcio, si parla di decine di euro in più tra DAZN e Sky (o NOW, risparmiando qualcosa)
La piattaforma albanese compra i diritti in modo del tutto lecito per il territorio del Paese balcanico, ma il segnale – sia satellitare sia via app da fruire in streaming – arriva anche fuori dai suoi confini, Italia inclusa, senza bisogno di utilizzare una VPN per simulare di avere un IP albanese. Questo crea un conflitto diretto con le esclusive pagate a caro prezzo dai broadcaster italiani.
DAZN e Sky pagano centinaia di milioni per i diritti di Serie A e Champions League
Cos’è Tring e perché non geolocalizza il segnale della Serie A oscurandolo nel nostro Paese – Tring, nata nel 2004 e poi evolutasi in servizio streaming, ha recentemente unificato la sua offerta con l’ex rivale DigitAlb, concentrando così quasi tutti i principali eventi sportivi disponibili in Albania. L’offerta come detto è fuori mercato per l’Italia e la notizia che sia possibile beneficiarne anche da noi si è diffusa tra gli appassionati, al punto che lo scorso anno le partite erano addirittura commentate in italiano.
L’anomalia è l’assenza della geolocalizzazione del segnale, che normalmente è prevista dai contratti di vendita dei diritti degli eventisportivi, e che stavolta manca. Tring avrebbe motivato la cosa con la necessità di raggiungere anche i tanti albanesi residenti all’estero, ma ovviamente questa non è una ragione valida in termini contrattuali.
La Serie A è al lavoro per risolvere il problema del pezzotto albanese
Serie A contrariata: la reazione della Lega per risolvere il problema – La Serie A non vuole restare a guardare, ovviamente deve proteggere l’investimento fatto da DAZN (e Sky per le tre partite settimanali in co-esclusiva). Secondo quanto scrive il ‘Fatto Quotidiano‘, la Lega ha già contestato la situazione con lettere formali alla fine della scorsa stagione, cercando ora una soluzione prima del via del prossimo campionato. Una delle opzioni più drastiche sarebbe interrompere del tutto la distribuzione del segnale in Albania, in risposta a una chiara violazione. Si tratta però di una mossa delicata: Tring resta un partner ufficiale e versa circa 4 milioni di euro all’anno per i diritti della Serie A. La questione coinvolge anche la Champions League, i cui diritti italiani appartengono a Sky, e quindi anche l’UEFA.
Il caso mette a nudo le problematiche dei diritti sportivi nell’era di internet. In Italia il valore complessivo delle trasmissioni calcistiche supera i 900 milioni di euro a stagione (di cui circa 700 milioni solo da DAZN per la Serie A). I contratti vengono venduti per singoli territori, ma la rete rende sempre più difficile impedire che un abbonamento regolare acquistato in un Paese venga usato in un altro. In questo caso non serve neanche una VPN.
Le circostanze dell’accaduto sono al vaglio delle autorità. Secondo ‘A Bola’ la tragedia sarebbe avvenuta a seguito dell’impatto con un’auto non della corsa che si è immessa sul percorso di gara
Tragedia al Giro del Portogallo 2026. Il 19enne britannico Finlay Tarling ha perso la vita durante l’ottava tappa, in programma tra Melgaço e Fafe. La notizia è stata confermata dagli organizzatori della corsa, che hanno deciso di sospendere la tappa e neutralizzarla fino al traguardo dopo l’accaduto. Tarling era impegnato nella gara quando si è verificato l’incidente. Le circostanze dell’accaduto sono al vaglio delle autorità. Secondo ‘A Bola’ la tragedia sarebbe avvenuta a seguito dell’impatto con un’auto non della corsa che si è immessa sul percorso di gara.
Le celebrazioni nell’anniversario della tragedia. Da La Russa a Conte, l’omaggio delle istituzioni e della politica
Il Ponte Morandi crollato a Genova – AFP
Otto anni fa il crollo del Ponte Morandi. Oggi, 14 agosto, il comune di Genova insieme ai parenti, ricorda le vittime del crollo del viadotto che causò la morte di 43 persone nel 2018.
Il programma istituzionale prevede l’inaugurazione di una mostra fotografica presso l’atrio di Palazzo Tursi e la replica straordinaria dello spettacolo “La traiettoria calante“, programmata per le ore 20:30.
Alle ore 9:00, l’arcivescovo di Genova, Monsignor Marco Tasca, ha officiato la Santa Messa presso la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa, sita in via San Bartolomeo della Certosa, 15. Successivamente, la cerimonia commemorativa presso la Radura della Memoria, alla presenza della sindaca di Genova, Silvia Salis, del prefetto di Genova, Cinzia Torraco, delpresidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La conclusione dell’evento è fissata per le ore 11:50. Al termine, la sindaca Silvia Salis terrà un punto stampa, trasmesso in diretta sulla pagina ufficiale del Comune di Genova.
Da La Russa a Conte, l’omaggio delle istituzioni e della politica– “Il Senato della Repubblica rende omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi e si stringe con profondo rispetto al dolore dei loro familiari. Una tragedia che ha segnato la coscienza dell’intera Nazione e la cui memoria impone alle Istituzioni l’impegno inflessibile per la verità e la giustizia. La straordinaria reazione di Genova resta l’esempio della dignità di un popolo, ma il ricordo di quel drammatico 14 agosto 2018 deve rimanere un monito perenne: la tutela della vita umana e la sicurezza dei cittadini rappresentano un dovere primario e inderogabile dello Stato“, scrive sui socialil presidente del Senato Ignazio La Russa.
“Otto anni dal crollo del Ponte Morandi: una pagina dolorosa e indelebile nella storia del nostro Paese. Rivolgo il mio commosso pensiero alle vittime e mi unisco al dolore dei loro familiari. La mia vicinanza alla comunità genovese, che ha reagito con straordinaria forza, solidarietà e coesione“. Questo il messaggio diffuso sui social del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana nell’anniversario della tragedia.
“Le sentenze di condanna per i responsabili. La ricostruzione in tempi record. Gli atti e le sfide che abbiamo messo in campo per mettere una toppa ad accordi e obbrobri politici e giuridici confezionati negli anni precedenti. Nulla però rimargina certe ferite“. Lo scrive in un post social il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, all’epoca presidente del Consiglio. “Nulla compensa minimamente il dolore di 43 vite spezzate. I pianti e la disperazione di quei giorni, fra le macerie, non si cancelleranno mai dalla testa. A otto anni dal crollo del ponte Morandi l’imperativo e’ sempre lo stesso: impegnarsi affinche’ non si creino piu’ certe condizioni, affinche’ non avvenga mai piu’. Sta a noi”, conclude Conte.
“La data del 14 agosto ci ricorda un dolore che non dimenticheremo mai. Il crollo del Ponte Morandi ha rappresentato una ferita profondissima per l’Italia, ma per me ha anche il volto della mia città natale, Genova, colpita nel suo cuore e nella sua comunità. In quel giorno abbiamo perso 43 vite innocenti, molte famiglie sono state spezzate e migliaia di persone hanno visto cambiare per sempre la propria esistenza’‘. E’ il ricordo del ministro della Pa, Paolo Zangrillo. ”Nel ricordo delle vittime, il nostro pensiero va ai loro familiari e a tutti coloro che continuano a convivere con quel dolore. Ma accanto alla memoria c’è anche una lezione che Genova ha saputo offrire all’intero Paese. I genovesi hanno dimostrato ancora una volta di possedere una forza silenziosa e straordinaria: quella di non spezzarsi mai, di rialzarsi anche nei momenti più difficili e di trasformare una tragedia in un esempio di ricostruzione e speranza”, prosegue il ministro. ”Quel ponte ricostruito non è soltanto un’infrastruttura. È il simbolo di una comunità che ha scelto di guardare avanti senza dimenticare, di ripartire senza cancellare il dolore. È questo lo spirito di Genova: custodire la memoria e continuare a costruire il futuro con dignità e coraggio”, conclude Zangrillo.
“Otto anni fa il crollo del Ponte Morandi ha segnato profondamente il nostro Paese. Oggi il pensiero va alle 43 vittime, ai loro familiari e a tutta la comunità di Genova, che ha saputo affrontare quella tragedia con grande forza e dignità. Custodire la memoria significa rinnovare ogni giorno l’impegno per la sicurezza, la responsabilità e il bene delle nostre comunità“, il messaggio sui social della ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
“Il 14 agosto è una data che l’Italia non può e non deve dimenticare. È il giorno in cui si è aperta una ferita che ha segnato profondamente Genova, la Liguria e l’intero Paese. A otto anni dal crollo del Ponte Morandi, il primo pensiero va alle 43 vittime di una delle tragedie più dolorose della storia recente del nostro Paese e alle loro famiglie. Un grazie sentito va invece rivolto a vigili del fuoco, forze dell’ordine, personale sanitario, volontari e cittadini che, nelle ore e nei giorni successivi alla tragedia, lavorarono senza sosta tra le macerie. Genova ha saputo reagire con straordinaria forza. La costruzione del nuovo Ponte San Giorgio rappresenta il simbolo concreto di una città capace di rialzarsi. Ricostruire non equivale però a dimenticare. Soprattutto perché ricordare il crollo del Ponte Morandi significa anche rinnovare un impegno. Un monito affinché manutenzione, prevenzione e sicurezza delle infrastrutture siano sempre considerate una priorità assoluta. Perché se la memoria è un dovere la sicurezza è una responsabilità”, dichiara Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato.
Il piano di viabilità oggi a Genova – In via W. Fillak, nel tratto tra l’intersezione con via Campi e quella con via Capello, vige il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto, e il divieto di circolazione dalle ore 9:30 alle ore 12:30 del 14 agosto.
In via E. Porro, nel tratto compreso tra il civico 18 rosso e l’intersezione con via Fillak, nonché nell’area antistante le scale A, B e C del civico 11 e nei tratti a monte e a mare della Radura della Memoria, vige il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto. Il divieto di circolazione in tale area è operativo dalle ore 07:00 alle ore 14:00 del 14 agosto. Contestualmente, nel tratto tra il civico 18 rosso e l’intersezione con via Capello, l’amministrazione ripristina il doppio senso di circolazione in regime di senso unico alternato a vista.
In via Campi, nel tratto tra il sottopasso ferroviario e l’intersezione con via Perlasca, vige il divieto di sosta con rimozione forzata sul lato mare dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto.
In via T. M. Canepari, sul lato ponente, nel tratto tra l’intersezione con via Benedetto Brin e l’intersezione con via San Bartolomeo della Certosa, vige il divieto di sosta dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto.
In via A. Vedovi, vige il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto.
L’incidente è avvenuto alle 15.54 di oggi, chiuse tutte le linee dell’area
Fermo immagine da X
Un treno passeggeri è deragliato nell’East Sussex tra Haywards Heath e Lewes. Una quarantina le persone, rimaste intrappolate nelle carrozze rovesciate come riporta la stampa locale. L’incidente è avvenuto alle 15.54 di oggi, giovedì 13 agosto, in un convoglio di otto carrozze, tre delle quali si sono ribaltate.
Soccorsi in azione, caos nella circolazione – Southern Railway ha confermato che tutte le linee nell’area di Lewes sono state chiuse per consentire l’intervento dei soccorritori: “I treni non possono circolare. Si prevedono forti disagi fino alle 22“. Le immagini mostrano passeggeri in piedi sopra le carrozze capovolte, mentre i servizi di emergenza prestano i primi aiuti. Sul posto operano il Sussex Police ed East Sussex Fire and Rescue.
I servizi di emergenza hanno chiesto alla popolazione di evitare l’area, mentre ai viaggiatori è stato raccomandato di prevedere fino a un’ora in più per gli spostamenti. Un portavoce di Network Rail e Southern Rail ha dichiarato: “I servizi di emergenza sono sul posto e forniremo tutti gli aggiornamenti non appena possibile“.
Lingua originale: inglese Un treno ha deragliato vicino a Lewes, provocando una massiccia risposta dei servizi di emergenza e la chiusura di diverse linee ferroviarie nella zona.
A train has derailed near Lewes, prompting a large emergency service response and closing several rail routes in the area.
L’incidente sarebbe avvenuto nel reparto pressatura polveri
Un incendio seguito da un’esplosione si è verificato poco fa nello stabilimento dell’ ex Simmel Difesa, attualmente di proprietà della ‘Knds Ammo Italy’, a Colleferro.
L’azienda produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale nonché combustibilii solidi per vettori aerospaziali.
L’incidente si sarebbe verificato nel reparto ‘pressatura polveri‘.
Diverse squadre dei vigili del fuoco sono sul posto, ma al momento non sarebbero ancora potute intervenire
L’annuncio del sindaco Costa: “La serata non può continuare, la salute prima di tutto”. Poi la rassicurazione del cantante: “Sono vivo, volevo tranquillizzarvi”
Francesco Gabbani in concerto a Pisa – (Ipa)
Malore per Francesco Gabbani, che ieri sera, 12 agosto, è stato costretto a interrompere il suo concerto a Letojanni, in provincia di Messina. L’artista ha abbandonato il palco di Piazza Cagli dopo appena cinque canzoni, tra lo sgomento e l’apprensione del pubblico presente per l’evento più atteso del Letojanni Summer Festival, prima di rassicurare i fan sulle sue condizioni.
Cosa è successo ieri al concerto di Gabbani a Letojanni – A spiegare la situazione al pubblico è stato il sindaco del comune messinese, Alessandro Costa. “Francesco Gabbani ha avuto un leggero malore che merita ulteriori accertamenti. La serata non può continuare“, ha spiegato il primo cittadino dal palco e ha aggiunto: “L’artista è dispiaciuto, ma la salute viene prima di tutto“.
Sulla pagina Facebook del Comune di Letojanni molti utenti hanno commentato un post pubblicato a corredo di un video in cui il cantante è sul palco. “Il concerto è iniziato alle 22.10 e finito alle 22.45. Dovevano proprio evitare che cantasse e noi ci saremmo risparmiati 36 gradi in mezzo a 4.000 persone“, è uno dei messaggi che si leggono.
Il cantante dopo il malore: “Sono vivo” – Qualche ora dopo, lo stesso cantante è intervenuto sui propri canali social per rassicurare i suoi fan. “Ciao a tutti. Intanto eccomi qua: sono vivo, volevo tranquillizzarvi“, ha detto in un video. “Purtroppo – ha continuato – ieri sera durante il concerto ho avuto un malore – cosa che non mi era mai riuscita in questo modo – e non mi ha permesso di continuare a stare sul palco. Ho dovuto interrompere il concerto“.
“Sono molto dispiaciuto“, ha confessato Gabbani sottolineando di aver provato con tutte le forze ad andare avanti, ma “non ce la facevo proprio. Mi dispiace perché sapete quanto io tenga alla dimensione live, all’interscambio vibrazionale con voi, e mi dispiace per voi che siete venuti e non avete visto tutto il concerto“. Probabilmente, ha spiegato l’artista, “è stata una somma di caldo e stanchezza dei viaggi, degli spostamenti di questi giorni. Spesso ci dimentichiamo che per arrivare da una parte all’altra a fare un concerto c’è tutta la stanchezza del viaggio e degli sbattimenti che comporta, ma questo fa parte del gioco“.
Nonostante lo spavento, il cantautore ha confermato la sua intenzione di tornare subito sul palco: “Fortunatamente oggi sto bene, mi sono ripreso, e quindi ho tutta l’intenzione di salire sul palco questa sera e tornare a fare il concerto a Sant’Angelo di Brolo. Non vedo l’ora, ce la metterò tutta e voglio cercare di darvi quello che non sono riuscito a darvi ieri sera“. Infine, per quanto riguarda Letojanni, “cercheremo di fare tutto il possibile, qualora fosse possibile, per recuperare la data. Non so in che tempi o quando, però cercheremo di fare di tutto per poterlo fare”, ha concluso Gabbani, prima di ringraziare i fan: “Intanto vi ringrazio per tutto l’affetto, la comprensione e la vicinanza che mi state facendo arrivare“.
Nel mese di luglio i carabineri dei Nas hanno eseguito delle verifiche sul territorio nazionale sul corretto imbottigliamento e somministrazione delle acque, riscontrando situazioni non conformi nel 54% dei casi
Un locale su due non è in regola per quanto riguarda l’acqua somministrata ai clienti. Nel mese di luglio i i carabinieri del Nas, d’intesa con il ministero della Salute, hanno condotto una campagna di controlli a livello nazionale sul corretto imbottigliamento e somministrazione di acque trattate nei bar e nei ristoranti.
I controlli – In totale sono state effettuate 272 ispezioni e sono stati prelevati 53 campioni per le analisi di laboratorio. Le verifiche hanno evidenziato 147 situazioni non conformi (pari al 54% dei controlli), con la segnalazione di 126 persone alle competenti autorità amministrative e sanitarie. In particolare gli accertamenti hanno evidenziato la sussistenza di 256 violazioni complessive.
Le sanzioni – Nel corso delle attività è stata contestata un’infrazione penale per commercio di alimenti con segni mendaci e 255 sanzioni amministrative per irregolarità nelle indicazioni per la vendita e somministrazione dei prodotti non preimballati, per carenze igienico-strutturali, procedurali e autorizzative per un importo complessivo di circa 175mila euro.
I sequestri – Inoltre, sono stati sequestrati 2mila litri di acqua potabile non filtrata e sette attrezzature non conformi ed è stata disposta la sospensione dell’attività di 10 aziende per carenze igienico-strutturali o autorizzative per un valore commerciale stimato di circa 4,7 milioni di euro.
Il bilancio del presidente de la Espriella: “3.500 feriti,496 dispersi e oltre 11.000 abitazioni distrutte”. E annuncia l’intenzione di dichiarare lo “stato di emergenza economica”
Terremoto in Colombia – (Afp)
Il potente terremoto che lunedì 10 agosto ha colpito la Colombia “ha causato finora 265 morti e circa 3.500 feriti“ ha annunciato il presidente Abelardo de la Espriella. Il sisma di magnitudo 7.4, che ha causato ingenti danni nella parte occidentale del Paese, in particolare a Cali e nella turistica ‘regione del caffè‘, “ha provocato anche 496 dispersi e distrutto oltre 11.000 abitazioni” ha precisato il capo di Stato durante una conferenza stampa a Bogotá.
De la Espriella ha annunciato l’intenzione di dichiarare lo“stato di emergenza economica“, una misura che gli consente di aumentare le imposte e modificare il bilancio senza passare dal Parlamento. “Ho deciso di ricorrere allo stato di emergenza economica, un meccanismo previsto dalla nostra Costituzione, per poter affrontare questa crisi come si deve“, ha dichiarato in conferenza stampa, parlando di “un chiaro messaggio di impegno e di ricostruzione dei territori colpiti dal disastro“.
12 agosto 1944 – 12 agosto 2026 – Eccidio di Sant’Anna di Stazzema
Fu una strage nazifascista compiuta il 12 agosto 1944, quando reparti della 16ª SS-Panzergrenadier-Division con collaborazionisti fascisti uccisero 560 civili, tra cui 130 bambini, nella frazione di Sant’Anna di Stazzema (Lucca). Non fu una rappresaglia: le indagini hanno accertato che si trattò di un atto terroristico premeditato contro una popolazione dichiarata “zona bianca”, quindi considerata sicura.
Secondo alcune fonti, Trump si sarebbe nascosto in un container per il catering per imbarcarsi su un volo segreto in Turchia, nel contesto delle minacce provenienti dall’Iran.
A luglio è stato utilizzato un elaborato stratagemma per trasferire il presidente da un aereo Air Force One a un volo militare.
Un camion per il catering parcheggiato vicino all’Air Force One prima della partenza di Trump dall’aeroporto internazionale di Ankara, in Turchia, nel luglio 2026. Foto: Alex Brandon/AP
Il mese scorso Donald Trump è partito dalla Turchia per la Gran Bretagna a bordo di un volo militare segreto, mentre la Casa Bianca affermava che si trovasse a bordo dell’Air Force One. Si trattava di uno stratagemma straordinario, orchestrato a seguito di una minaccia di assassinio da parte dell’Iran, che prevedeva di nascondere il presidente in un container per il catering aeroportuale, secondo quanto riportato dal Washington Post e dal New York Times.
Secondo il Washington Post , l’operazione si è svolta mentre Trump si trovava ad Ankara per un vertice NATO con i leader mondiali . Il presidente sarebbe salito a bordo del vecchio jumbo jet Air Force One sotto gli occhi delle telecamere, per poi essere trasferito segretamente pochi minuti dopo su un aereo più piccolo tramite un camion di catering aeroportuale, solitamente utilizzato per caricare pasti e altre provviste prima del volo.
Un funzionario ha confermato l’operazione anche al New York Times . Il Guardian ha contattato la Casa Bianca e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per un commento.
La posizione effettiva di Trump è stata tenuta nascosta ai giornalisti e ad alcuni membri dello staff della Casa Bianca. Un funzionario statunitense ha dichiarato al Post che una minaccia credibile rivolta a Trump e provenientedall’Iran ha dato il via all'”operazione di depistaggio“.
L’amministrazione aveva precedentemente affermato che Trump aveva lasciato la Turchia l’8 luglio a bordo del vecchio Air Force One. Il presidente aveva anche annunciato su Truth Social che avrebbe utilizzato il “vecchio Air Force One” anziché l’aereo che lo aveva portato lì, un nuovo Boeing 747-8 donatogli dal Qatar.
Il viaggio al vertice della NATO è stato il primo volo internazionale per il nuovo aereo, i cui rapidi aggiornamenti avevano sollevato interrogativi sui costi e sulla sicurezza, e si è svolto mentre le ostilità con l’Iran, confinante con la Turchia , si intensificavano .
Prima di lasciare Ankara, Trump ha dichiarato su Truth Social che avrebbe utilizzato un vecchio Air Force One azzurro “per nostalgia dei vecchi tempi” per raggiungere la base RAF Mildenhall in Gran Bretagna, mentre il nuovo aereo avrebbe fatto scalo nella stessa base per permettere ai militari statunitensi lì di stanza di visitare il velivolo.
Un’operazione simile ebbe luogo nel 2000, quando Bill Clinton utilizzò un jet privato senza contrassegni per volare in Pakistan, mentre il suo Air Force One ufficiale fu inviato come diversivo.
In quell’occasione, i giornalisti che credevano di viaggiare con Trump sul vecchio Air Force One riferirono di essere stati invitati a tenere chiuse le tendine dei finestrini nella cabina stampa. Il Washington Post riferì che anche alcuni membri dello staff della Casa Bianca credevano che il presidente fosse a bordo.
Quando in seguito i giornalisti gli chiesero perché avessero dovuto tenere le tende abbassate durante il volo, Trump rispose che era perché probabilmente si trovavano su un volo pericoloso. E aggiunse: “Ma se vado io, andate anche voi. Giusto?“.
Secondo quanto riportato dal Post, il C-32A con a bordo Trump è atterrato in Gran Bretagna intorno alle 22:20 ora locale, mentre il più vecchio Air Force One, con a bordo i media, è arrivato pochi minuti dopo.
Il New York Times ha riportato: “Il signor Trump è stato portato in auto dal terzo aereo con cui era arrivato al vecchio Air Force One, è salito a bordo da un ingresso diverso ed è sceso dal gradino della porta in alto a sinistra, come faceva di solito, secondo un funzionario statunitense”.
Secondo quanto riferito dai giornalisti al seguito di Trump, il presidente è sceso dalle scale del vecchio Air Force One alle 22:56 ora locale. Ha fatto il segno della pace ai giornalisti, ma non si è avvicinato per parlare con loro. Ha poi trascorso un po’ di tempo a salutare i militari prima di dirigersi verso il nuovo aereo, donato dal Qatar.
Interpellata in merito alla rivelazione di un volo segreto su un terzo aereo, la Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione tramite Steve Cheung, direttore delle comunicazioni, il quale ha affermato che il jet donato dal Qatar è stato dotato di protocolli di sicurezza di alto livello che garantiscono l’incolumità del presidente e del suo staff.
“Come ha affermato di recente il presidente, ci sono molti nemici dell’America che lo prendono di mira, e noi utilizziamo ogni strumento a nostra disposizione per contrastare queste minacce“, ha dichiarato Cheung. Si tratta della stessa dichiarazione rilasciata al Post.
Tragico il bilancio parziale del sisma 7,4 che ha colpito ieri il Paese. Crollati 86 edifici. Madre e neonato salvati dalle macerie, Usa annunciano aiuti per 15,5 milioni di dollari
Terremoto e soccorsi in Colombia – Afp
Almeno 132 persone sono morte e 570 sono rimaste ferite in seguito al terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia ieri, secondo quanto riferito dall’Associazione colombiana delle città capoluogo, che aveva precedentemente incontrato il presidente della Repubblica per coordinare la risposta all’emergenza. Lo riporta Cnn International.
“La città di Pereira, capoluogo del dipartimento di Risaralda, conta 60 delle vittime“, ha reso noto l’associazione.
“Inoltre, cinque città capoluogo del Paese sono in allerta rossa, 86 edifici sono crollati e sette aeroporti hanno sospeso le operazioni“, ha aggiunto l’organizzazione. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha disposto un coprifuoco sull’intera città in seguito a segnalazioni di possibili saccheggi, dopo il terremoto che ha colpito il capoluogo della Valle del Cauca.
“Il provvedimento sarà in vigore dalle 20:00 di lunedì alle 6:00 di martedì, secondo quanto annunciato da Eder, il quale ha anche ordinato il dispiegamento di militari in vari punti della città e pattugliamenti congiunti di polizia ed esercito“, continua la Cnn.
A Cali 188 dispersi – Il presidente della Colombia Abelardo de la Espriella ha intanto fornito un rapporto aggiornato da Cali, terza città per popolazione del Paese e tra le più colpite dal terremoto di ieri, dichiarando che “la priorità è localizzare le 188 persone disperse“, riporta il quotidiano El Tiempo. Ha inoltre riferito che quasi 5.000 abitazioni in città sono state colpite.
Il presidente De La Espriella ha incontrato il sindaco Eder e la governatrice della Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro, per valutare la situazione e stabilire le azioni successive.
“Ci troviamo attualmente presso il Posto di Comando Unificato nella città di Cali – ha detto De La Espriella – e vorrei fornire un aggiornamento sui danni e sull’impatto dell’evento. Si contano circa 5.000 abitazioni danneggiate o crollate, 35 vittime (distribuite su 40 comuni, escluse Cali e Buenaventura) e circa 700 feriti; tre ospedali sono crollati, 18 hanno riportato danni e 39 istituti scolastici sono stati colpiti, mentre l’aeroporto ha subito danni ed è operativo con limitazioni. Tuttavia, la nostra preoccupazione maggiore riguarda senza dubbio le 188 persone disperse; è proprio su questo aspetto che concentreremo gli sforzi dello Stato, in pieno coordinamento con le amministrazioni dipartimentali e comunali e, naturalmente, con il Governo nazionale“, ha aggiuntoDe La Espriella.
Madre e neonato salvati tra le macerie – Un neonato e sua madre, intrappolati sotto le macerie di un edificio crollato, sono intanto stati messi in salvo a Cali, continua El Tiempo.
Le immagini video diffuse sui social media mostrano le operazioni di salvataggio dei due dalle macerie. Si tratta di una donna e di un bambino di pochi mesi. Il filmato mostra l’intervento di soccorso durante il quale le squadre di emergenza, insieme ai membri della comunità, li hanno estratti vivi, ponendo fine al loro calvario. Il sindaco della città ha dichiarato più volte che la città ha subito gravi danni e ha esortato la popolazione a restare unita.
“Cittadini di Cali, questo è il momento dell’unità. Oggi non possiamo permettere che le nostre differenze ci dividano. Dobbiamo aiutarci, sostenerci a vicenda e collaborare“, ha affermato. Ha inoltre confermato che “le squadre di emergenza sono presenti nelle aree colpite per le operazioni di ricerca e soccorso, mentre noi stiamo visitando la città, ascoltando le famiglie, raccogliendo informazioni ed effettuando una ricognizione per individuare chi necessita di assistenza“, si legge ancora su El Tiempo.
Dagli Usa aiuti per 15,5 milioni di dollari – A seguito del devastante terremoto, l’Amministrazione Trump “si impegna a stanziare 15,5 milioni di dollari per finanziamenti destinati a rifugi di emergenza, cibo, protezione e valutazioni dei danni sismici“. Lo annuncia il Dipartimento di Stato degli Usa su X. “Siamo uniti nella preghiera con il popolo colombiano e siamo pronti a sostenere il Presidente De La Esprilla e il suo governo mentre valutano i bisogni sul campo“, si legge ancora.