ATENE – “Dalla Grecia alla Francia, lottiamo per un’istruzione pubblica e gratuita“: è lo Aslogan scandito dagli studenti che stanno manifestando al fianco di insegnanti, medici e lavoratori del settore pubblico nel centro di Atene e nelle principali città greche.
Secondo le stime della polizia citate da Kathimerini, circa 10mila persone stanno partecipando al corteo in corso nella capitale.
L’allerta per il rischio di scontri rimane alta: circa 3mila agenti delle forze dell’ordine sono stati schierati nelle strade di Atene,compresa via Ermou, noto viale dello shopping nel centro della città, per prevenire incidenti a margine della manifestazione. Dalle dieci di questa mattina è stata chiusa anche la fermata metro di Panepistimiou. Finora la polizia ha proceduto a fermare almeno dodici persone, riportano i media locali. Sventolando palloncini e cartelli con su scritto ‘Abbiamo diritto al sapere, diritto al futuro‘, i manifestanti sono partiti dai Propilei, lo storico ingresso dell’Università di Atene, e sono arrivati in corteo fino a piazza Syntagma, davanti al parlamento. Gli insegnanti chiedono, tra gli altri, l’assunzione di nuovo personale per riempiere i posti vacanti nelle scuole, l’aumento dei finanziamenti statali per portare la spesa dedicata all’istruzione al 5% del Pil, il miglioramento delle infrastrutture scolastiche, e l’aumento degli stipendi. Gli studenti, che hanno dato il via alle proteste ieri sera, allestendo delle tende in piazza Syntagma, chiedono alloggi gratuiti per chi studia, e maggiori fondi per l’istruzione pubblica. Manifestazioni analoghe sono in corso anche nelle città di Salonicco, Patrasso, Larissa, Volos e a Creta.
Il partito di Alice Weidel, primo nei sondaggi, cerca di limitare i danni
L‘estrema destra tedescadell’Afdsta cercando di limitare i danni d’immagine dopo l’attacco hacker agli account di posta elettronica del partito – lo Spiegel parla di 11 account – ma è già al centro di aspre critiche a causa del contenuto del materiale hackerato. Il partito di Alice Weidel ha ammesso che durante l’incidente avvenuto a settembre sono “trapelate grandi quantità di dati”.
All’inizio della settimana, alcuni sconosciuti hanno reso accessibili più di 400mila email che sarebbero provenienti dagli account di posta dell’Afd. Come riporta la Faz, l’Afd ha cercato di dare l’impressione che le email fossero vecchie e non contenessero informazioni rilevanti per la valutazione pubblica del partito. Per l‘Afd si tratta di un grave incidente digitale anche perché stando allo Spiegel, nella fuga di dati si trovano anche episodi finora sconosciuti. Come riporta la Zdf, le email documenterebbero riferimenti a Hitler, simboli nazisti, dichiarazioni antisemite e messaggi contro i migranti. Emergerebbe la vicenda di un biglietto di auguri natalizi con una svastica e il saluto “Heil Hitler”, che un dirigente locale dell’Afd avrebbe attribuito a un altro esponente del partito. In un’altra comunicazione comparirebbe il saluto “Heil und Sieg”. Altri messaggi conterrebbero battute sulla possibilità di trasformare i rifugiati in borse e stivali, mentre alcune comunicazioni interne riguarderebbero accuse di negazionismo dell’Olocausto e glorificazione di Hitler rivolte a esponenti locali del partito.
AfD:
Den Holocaust verleugnen, Hitlers Geburtstag feiern, Vergewaltigungsphantasien gegen Frauen, auf Migranten schiessen…
— Adrian Ruest 🇪🇺 🇭🇰 🇹🇼 🇺🇦🇽🇰🏳️🌈🇬🇪 (@Adrian11192493) October 21, 2026
Sono coinvolte anche informazioni riservate, come documenti riservati provenienti dai ministeri o verbali delle sedute delle commissioni del Bundestag. La dirigenza del partito ha presentato l’attacco hacker come un attacco al partito e alla democrazia; allo stesso tempo, ha messo in discussione la validità dei contenuti pubblicati. Sui social media numerosi commentatori ritengono che la fuga di notizie possa fornire nuovo materiale per un procedimento di messa al bando o per il procedimento di classificazione in corso.
Due gruppi di sostenitori dei Red Devils in città per la partita di Champions League contro la squadra di Fabregas si sono fronteggiati nella centralissima piazza Volta: sono volati pugni e tavolini
I frame della scazzottata nel pub
Como –Si sono fronteggiati a tarda notte, nella centralissima piazza Volta di Como, discutendo per questioni al momento tutt’altro che chiare, e arrivando alle mani. La rissa è scoppiata questa notte a Como e ha coinvolto una decina di tifosi del Manchester United, giunti in città alcuni già da ieri per assistere alla partita di questa sera di Champions League.
Da un lato supporter più adulti, dall’altro un gruppo di giovani: alla fine l’ambulanza del 118 ha soccorso tre uomini di 43, 45 e 49 anni, tutti trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna con contusioni non gravi.
Durante lo scontro è volato qualche tavolino, ma non risulta che siano state utilizzate armi. Ora la Digos di Como, assieme ai colleghi giunti dall’Inghilterra assieme ai tifosi, sta identificando tutti i partecipanti.
Ponte sullo Stretto, acquisiti documenti da ministero e società nell’ambito dell’inchiesta per corruzione
articolo
I pm hanno delegato ai carabinieri del Ros un ordine di esibizione. Documenti da Mit, Dipe-Cipess, Ponte sullo Stretto S.p.A. e Consorzio Eurolink
Modello Ponte di Messina – (IPa)
La Procura di Roma, nell’ambito delle indagini connesse alla realizzazione dell’infrastruttura pubblica del Ponte sullo Stretto, ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un ordine di esibizione nei confronti del Mit, del Dipe/Cipess, della società Ponte sullo Stretto Spa e del Consorzio Eurolink, finalizzato all’acquisizione della documentazione predisposta e inviata alla Corte dei Conti, nell’ambito dell’attività di controllo relativa alla delibera Cipess n. 61/2025 e al decreto n.190 del 1 agosto 2025.
“L’attività investigativa odierna fa seguito alla precedente espletata il 9 giugno scorso – spiega la procura di Roma in una nota – con l’esecuzione di un decreto di perquisizione finalizzato all’acquisizione di documentazione e dei dispositivi elettronici (smartphone, device, etc..) in uso alle persone sottoposte alle indagini”.
Tra gli indagati nell’inchiesta della procura di Roma in cui si ipotizza anche reati di corruzione e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, c’è Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno.
L’attività investigativa eseguita dal Ros su delega del pool dei pm che seguono i reati contro la pubblica amministrazione è un allargamento dell’inchiesta che aveva portato alle perquisizioni dello scorso giugno. I pm vogliono svolgere una serie di approfondimenti su procedure e cifre legate al progetto del Ponte sullo Stretto e l’acquisizione dei nuovi documenti potrebbe portare a nuove iscrizioni nel registro indagati.
Mit: “Disponibili a consegnare documenti, iter regolare” – ll Mit precisa in una nota che, nell’ambito delle attività di indagine sul Ponte sullo Stretto di cui si è data notizia questa mattina, tutti gli Uffici richiesti si sono resi immediatamente disponibili ad esibire ai Carabinieri del Ros l’intera documentazione, indicata dagli inquirenti, nella consapevolezza della regolarità amministrativa dell’iter procedimentale. Il ministero “è e rimane a disposizione per esibire le centinaia di file, presenti e passati, relativi al procedimento in questione con spirito di piena collaborazione e in totale trasparenza. Ogni step è necessario per arrivare quanto prima alla realizzazione dell’opera“.
“Non ne so nulla, poi la procura farà il suo lavoro come è legittimo che faccia. Se c’è un’inchiesta in corso, presumo, è una cosa da magistrati non certo da politici. Da questo punto di vista, lasciamo che la procura faccia quello che deve, avrà la massima disponibilità da parte di tutti per avere i documenti che intende prendere”, ha detto il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, a margine del Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio.
Bonelli: “Procura acquisisce atti che governo mi aveva negato, Salvini fermi follia da 13,5 mld” – “Il Ponte sullo Stretto è diventato il monumento all’arroganza politica di Matteo Salvini e di un governo che pretende di piegare le regole dello Stato alla propaganda. Oggi la Procura di Roma ha disposto l’acquisizione di documenti al ministero delle Infrastrutture, al Dipe/Cipess, alla società Stretto di Messina e al Consorzio Eurolink. Sono gli stessi atti relativi ai controlli della Corte dei Conti che avevo chiesto e che mi erano stati negati. Il 29 dicembre 2025, infatti, il DIPE aveva respinto la nostra richiesta di accesso alle controdeduzioni trasmesse alla Corte dei Conti. Cosa avevano da nascondere?”. Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. Secondo Bonelli “sulle procedure di approvazione del Ponte e sul mancato rispetto delle direttive europee ho presentato diversi esposti alla Procura di Roma. Le questioni che abbiamo sollevato riguardano proprio la legittimità delle procedure e il rispetto delle norme europee. Ora l’inchiesta, che ipotizza anche reati di corruzione e pressioni per condizionare i controlli della Corte dei Conti, si allarga dopo le perquisizioni del 9 giugno. La magistratura approfondisce le procedure contabili e la questione delle gare d’appalto, dopo le modifiche al progetto originario. Da anni denunciamo forzature e opacità. Salvini ha trasformato il Ponte in un’ossessione personale, attaccando persino la Corte dei Conti quando ha esercitato le proprie funzioni“.
Per Bonelli “mentre Sicilia e Calabria hanno ferrovie inadeguate, strade dissestate, territori senz’acqua e un dissesto idrogeologico drammatico, Salvini continua a inseguire il suo monumento di cemento e acciaio, sottraendo miliardi alle vere priorità del Mezzogiorno. Giorgia Meloni deve spiegare fino a quando intende difendere questo progetto. La legalità non è un ostacolo da aggirare, la Corte dei Conti non è un nemico da combattere e i soldi pubblici non sono il bancomat della propaganda di Salvini. Chiediamo la sospensione immediata del progetto e che il governo riferisca in Parlamento. Saranno i magistrati ad accertare le responsabilità penali, ma quelle politiche sono già enormi. Il Mezzogiorno ha bisogno di infrastrutture vere, non di un monumento alla propaganda“, conclude.
A Castellammare del Golfo messo a disposizione il teatro per accogliere gli sfollati
Un vasto incendio nella zona di Castellammare del Golfo(Trapani) ha impegnato diverse squadre dei vigili del fuoco, della forestale e della protezione civile nella notte tra martedì e mercoledì.
Alcune abitazioni minacciate dalle fiamme sono state sgomberate per precauzione nelle aree tra Sarmuci e Scopello. Il rogo ha attraversato Piano Livreri e Maiorca, ha lambito Borgo Scopello e si è diretto verso il bosco, in direzione della Mira del Re, quasi al confine con la riserva naturale dello Zingaro, sul lato sud.
Il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione, in costante contatto con la Prefettura e con le strutture impegnatenel coordinamento degli interventi, con l’obiettivo prioritario di mettere in sicurezza le persone e le abitazioni. “Abbiamo mantenuto alta l’attenzione sin dalle prime fasi dell’emergenza e predisposto tutte le misure necessarie per affrontare eventuali situazioni di necessità.Fortunatamente, al momento, per le abitazioni la situazione é sotto controllo“, dice. L’amministrazione comunale ha messo a disposizione il teatro Apollo come struttura di accoglienza per le persone eventualmente costrette a lasciare le proprie abitazioni. Fortunatamente, al momento, non si è reso necessario utilizzarlo. Il teatro resta comunque a disposizione in caso di necessità. L’attenzione resta massima, considerata l’estensione dell’incendio e le caratteristiche delle zone interessate.
Era uscito dolorante accompagnato da due uomini dello staff medico a bordo campo e subito si era pensato al peggio. È arrivato il comunicato ufficiale sull’infortunio subito da Khvicha Kvaratskhelia nella gara contro il Barcellona (vinta 4-2 dal PSG).
“A seguito della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro subita durante la partita di ieri contro il Barcellona, Khvicha Kvaratskhelia si sottoporrà a un intervento chirurgico nei prossimi giorni“, si legge nella nota ufficiale del club parigino.
Durante la gara contro il Barça si sono fatti male anche altri due giocatori: “Ousmane Dembélé rimarrà sotto osservazione medica per le prossime settimane. A seguito di un infortunio alla coscia destra, Marquinhos rimarrà sotto osservazione medica per le prossime settimane“, scrive ancora il PSG.
– Victime d’une rupture du ligament croisé antérieur du genou droit lors du match d’hier face au FC Barcelone, Khvicha Kvaratskhelia subira une intervention chirurgicale dans les prochains jours.
– A la suite d’une lésion à la cuisse gauche, Ousmane Dembélé restera en soins ces prochaines semaines.
– A la suite d’une lésion à la cuisse droite, Marquinhos restera en soins ces prochaines semaines.
Traduzione : Google Bollettino medico dopo Barcellona – Vittima della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante la partita di ieri contro l’FC Barcellona, Khvicha Kvaratskhelia sarà sottoposto a un intervento chirurgico nei prossimi giorni. – A causa di una lesione alla coscia sinistra, Ousmane Dembélé dovrà seguire un percorso di cure nelle prossime settimane. – A causa di una lesione alla coscia destra, Marquinhos dovrà seguire un percorso di cure nelle prossime settimane.
🚨🚨| | Kvicha Kvaratskhelia (25) has suffered cruciate ligament injury.
Le associazioni di categoria: ‘Il governo intervenga per fermare gli stop’. Sull’A1 chiuso il nodo con A30 Caserta-Salerno
Tir bloccano l ‘ingresso al porto di Napoli
A causa della protesta degli autotrasportatori gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei.
A Lamezia Termenon si registrano problemi e le operazioni procedono regolarmente. E’ quanto viene comunicato da Enav in un Notam, cioè nell’avviso ufficiale che informa piloti e personale di volo.
Il testo porta l’indicazione che ” piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l’aeroporto di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive“.
Intanto la protesta degli autotrasportatori non si ferma sulle strade della Campania. Alle ore 7 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, a causa della manifestazione che sulla sede autostradale.
Si sono registrati3 km di coda nel tratto compreso tra Caserta Nord e il bivio con la A30 verso Napoli e 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma.
Per lo stesso motivo risulta chiusa la stazione di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze e risulta chiuso il nodo tra la A1 e la SP1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la SS7 Appia.
Le associazioni dell’autotrasporto: ‘Il governo intervenga per fermare i blocchi’ – Le associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese. “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione”, affermano Anita, Cna/Fita, Confartigianato trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna casartigiani, Confcooperative lavoro e servizi, Legacoop produzione e servizi, Unatras,Assotir
Salvini: ‘Arrivate 32mila domande per i 480 milioni stanziati per autotrasportatori’ – Sono stati sbloccati fondi per più di un miliardo per gli autotrasportatori. Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini intervenendo a Radio anch’io spiegando che 480 milioni sono destinati al caro carburante tra marzo e ottobre e oltre 500 al rinnovo dei veicoli. Per i fondi per il caro carburante sono arrivate oltre 32mila domande.
“C’erano 430 milioni ai quali ne abbiamo aggiunti 50 di nuovi per l’aiuto per il caro carburante da marzo a ottobre. E’ stato uno sforzo enorme che copre il 70% dei maggiori costi con un prezzo fisso del gasolio per chi il gasolio lo usa per lavoro. L’obiettivo è arrivare alla fine dell’anno, sperando che queste due maledette guerre che stanno portando a questo caos finiscano“. Sono arrivate 32mila domande, ha detto, da oggi cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo”.
Una perturbazione atlantica attraversa la Penisola con temporali, grandinate e forti raffiche di vento. Allerta gialla in sedici regioni. Stop alle lezioni in numerosi comuni, soprattutto in Campania, Liguria e Lazio
Una nuova ondata di maltempo investe oggi, mercoledì 21 ottobre, gran parte dell’Italia. La perturbazione atlantica, dopo aver colpito il Nord-Ovest, si sposta verso le regioni centrali e meridionali, portando piogge intense, temporali, raffiche di vento e possibili grandinate. La Protezione civile ha diramato l’allerta arancione in sei regioni: Liguria e parte di Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania. Allerta gialla in sedici regioni, dalla Lombardia alla Sicilia. Particolarmente critica la situazione sul versante tirrenico, soprattutto nel Lazio e in Campania, dove si temono nubifragi e allagamenti. A rischio anche le aree prealpine del Nord-Est, mentre in Toscana e Umbria sono previsti temporali diffusi. Piogge e rovesci interesseranno anche Abruzzo,Molise, Puglia, Basilicata e Calabria, con condizioni di instabilità in Sicilia. Numerose le ordinanze di chiusura delle scuole. In Campania lezioni sospese a Napoli e in diversi comuni delle province di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento. Alla Spezia scuole e università chiuse fino alle 14, mentre nel Lazio lo stop riguarda anche Anzio. Disposte in alcune località chiusure di parchi, cimiteri e mercati. Secondo il meteorologo del Cnr Giulio Betti, la perturbazione dovrebbe attenuarsi già dalla serata, spostandosi verso i Balcani. Le temperature subiranno una lieve flessione, mantenendosi tuttavia relativamente miti per il periodo.
09:39 – Per il maltempo crolla un albero su un’auto a Jesolo, morto militare 46enne – Un militare 46enne è morto questa mattina, travolto da un albero mentre si trovava in auto in via Roma Destra a Jesolo, nel Veneziano. L’uomo stava andando al lavoro quando, a causa del maltempo, il tronco ha ceduto e si è abbattuto sul tetto della sua macchina. Nonostante l’intervento immediato dei soccorritori, tra cui anche i vigili del fuoco, per il 46enne non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Jesolo e ci sono accertamenti in corso.
09:31 – Savona, cede una strada in via Famagosta – La squadra dei vigili del Fuoco della sede centrale di Savona è intervenuta nella notte per il cedimento del manto stradale di via Famagosta coinvolgendo un mezzo della Sea-S rimasto in bilico. L’autista è uscito dal mezzo da solo. Sul posto sono intervenuti anche il funzionario di servizio dei vigili del Fuoco e la polizia locale.
09:30 – Nel Lazio alberi caduti e allagamenti – Nel Lazio le forti piogge hanno interessato in particolare le province di Roma e Latina, dove i vigili del fuoco sono al lavoro per la messa in sicurezza di alberi caduti, allagamenti e per la rimozione di ostacoli pericolanti.
09:29 – Toscana e Sardegna: evacuata famiglia di 5 persone – In Toscana, le squadre sono intervenute sull’isola d’Elba e sul litorale livornese per far fronte ai danni causati delle intense precipitazioni. In Sardegna, il maltempo ha interessato soprattutto le province di Nuoro, Oristano e Sassari. Effettuati circa 170 interventi per allagamenti, alberi caduti e soccorso ad automobilisti in difficoltà. A Siniscola (Nuoro), ieri sera, è stata evacuata una famiglia di 5 persone che era rimasta bloccata nella propria abitazione dall’innalzamento del livello dell’acqua.
09:07 – In Liguria alberi caduti e allagamenti – In Liguria, tra le province di Genova e Savona, sono stati effettuati 100 interventi per alberi caduti, messa in sicurezza di elementi pericolanti da edifici e allagamenti. A Celle Ligure, la caduta di un masso sulla carreggiata della SS1 Aurelia ha comportato la chiusura della strada in entrambe le direzioni.
08:59 – Strade interrotte e auto in panne nel Crotonese – L’ondata di maltempo che si sta abbattendo sulla Calabria, oltre a provocare la chiusura al traffico della strada statale 107 che collega Crotone a Cosenza, sta creando disagi anche nel territorio del comune di Strongoli, nel Crotonese, dove le strade provinciali 53 e 16 e la strada statale 106 versano in condizioni critiche a causa dei detriti accumulati sull’asfalto.Disagi significativi vengono segnalati anche nei territori di San Giovanni in Fiore, Cotronei e Cerenzia, a cavallo tra le province di Crotone e Cosenza, dove si registra la presenza di moltissima acqua piovana che rende la circolazione estremamente insidiosa. Particolare apprensione si vive ad Altilia, nel comune di Santa Severina, dove l’ingrossamento delle acque ha portato all’esondazione di un affluente del fiume Neto. Il corso d’acqua ha superato gli argini naturali invadendo rapidamente sia la strada provinciale adiacente sia la statale 107, amplificando i problemi di viabilità nell’intera area. Sul posto mezzi dei vigili del fuoco, Anas e Polizia stradale.
Era un’atleta del Basket Venaria. Il ricordo della Federbasket: “Ha lottato con la stessa determinazione che ha sempre dimostrato sul parquet”
Anna Mellano – foto postata da Federbasket
Il mondo del basket italiano è in lutto per la morte, ad appena 17 anni, di Anna Mellano. Cestista del Basket Venaria, era ritenuta una vera promessa e aveva già vestito la maglia azzurra delle giovanili. È stata stroncata dalla leucemia.
L’annuncio è arrivato dalla Federbasket con un comunicato: “A portarla via un male ingiusto, contro il quale ha lottato con la stessa determinazione che ha sempre dimostrato sul parquet“.
Chi era Anna Mellano – Cresciuta nel Basket Venaria, una delle società storiche del settore giovanile a livello nazionale, aveva ottenuto la convocazione nella nazionale femminile Under 16 di coach Lucchesi. Nel luglio 2024 era stata tra le protagoniste della Nazionale Under 15 al Torneo dell’Amicizia disputato a Varese.
“Sono senza fiato. La notizia della scomparsa di Anna Mellano, a soli 17 anni, ci lascia sgomenti. Una giovane della nostra città, una ragazza con tanti sogni e una grande passione per la pallacanestro, portata via da una grave malattia. Anna era cresciuta nel Basket Venaria di Teo Mitton, distinguendosi per il suo talento fino a entrare nel giro delle Nazionali giovanili. Dietro quei risultati c’erano impegno, sacrifici e l’amore per uno sport condiviso con le sue compagne di squadra”, dice il sindaco Fabio Giulivi.
“Oggi non ci sono colori, non ci sono maglie e non contano i punti sul tabellone – si legge in un post della BCC Derthona Basket – Come società, atlete e staff ci stringiamo profondamente al dolore della famiglia di Anna Mellano, la giovane campionessa del Basket Venaria e delle nazionali giovanili che a soli 17 anni ci ha lasciato dopo aver lottato contro la malattia con la stessa forza e determinazione che abbiamo sempre apprezzato sul parquet incontrandola da avversaria. Il basket perde una stella, ma il tuo esempio di coraggio resterà impresso nel cuore di tutto il nostro mondo“.
Ancora scontri a Tirana, dove i manifestanti ieri hanno lanciato bombe molotov e dato fuoco ai cassonetti; la polizia ha risposto con gli idranti. Intanto il primo ministro albanese Edi Rama ha accusato le persone scese in piazza di aver superato la “linea rossa”.
Albania, scontri in piazza: molotov, fuochi d’artificio e idranti – euronews (in Italiano)
Serie A, bufera arbitrale e scontro politico nell’AIA: cosa è successo dopo l’ultimo turno di campionato
Il clima attorno al settore arbitrale italiano torna a farsi rovente, tra polemiche sul campo e tensioni istituzionali nei palazzi del potere calcistico. Come evidenziato dal Corriere dello Sport, gli errori arbitrali nelle ultime giornate di Serie A si stanno moltiplicando: l’auspicato rinnovamento sembra aver lasciato spazio all’incertezza, acuita sia dalle recenti modifiche regolamentari introdotte dall’IFAB in vista dei Mondiali, sia dall’elevata soglia di intervento imposta dal nuovo designatore Daniele Orsato, storicamente cauto nel ricorso al monitor.
Proteste di Fiorentina e Atalanta: i voti favorevoli a Chiffi e Di Bello – A innescare il malcontento sono state soprattutto le proteste ufficiali di Fiorentina e Atalanta, uscite sconfitte con recriminazioni dai rispettivi incroci contro Como e Milan. Nel mirino della critica sono finite le direzioni di gara di Daniele Chiffi e Marco Di Bello, le cui valutazioni interne hanno destato profonda perplessità tra gli addetti ai lavori.
Nonostante una gestione controversa, caratterizzata da due off-field review e da un acceso diverbio con Adrien Rabiot punito solo con l’ammonizione, Chiffi è stato promosso a pieni voti dall’organo tecnico Alessandro Giallatini, figura vicinissima a Orsato. Il voto di 8,5 assegnato sul manuale degli osservatori AIA certifica infatti che l’arbitro “ha arbitrato bene, prestazione di valore, con più positività sugli aspetti principali”. Un giudizio ampiamente positivo che ha riguardato anche Di Bello dopo la sfida del Franchi, sollevando seri interrogativi sull’uniformità di giudizio della classe arbitrale.
Il caso De Marco: il veto dell’AIA e lo stallo con Lega Serie A e FIGC – Parallelamente alle questioni di campo, si è aperto un duro scontro politico attorno alla figura del coordinatore dei rapporti tra arbitri e club. La carica, assegnata dalla FIGC ad Andrea De Marco durante la precedente gestione dell’ex presidente AIA Zappi, è finita al centro di un braccio di ferro:la governance arbitrale e lo stesso Orsato spingono per affidare l’incarico a Eugenio Abbattista, figura non gradita a gran parte delle società.
Un sondaggio informale promosso dalla Lega Serie A ha visto la netta conferma di De Marco rispetto a Stefani e ad Abbattista, rimasto a quota zero preferenze. Ciononostante, pur percependo regolarmente lo stipendio, De Marco non è ancora stato messo nelle condizioni operative di esercitare il proprio ruolo, non essendo riconosciuto dai vertici di AIA e CAN. Davanti all’ipotesi avanzata dalla Lega di nominare Messina — frenata però da un evidente conflitto d’interessi con il suo incarico di direttore tecnico — la FIGC ribadisce la legittimità di De Marco, lasciando l’intero sistema in una complessa fase di stallo.
Google riferisce di “elevati tassi di errore” e “interruzioni intermittenti della rete” nel suo data center europeo con sede a Londra
La banca online britannica Revolut hadichiaratodi riscontrare un “disservizio” in diversi propri servizi; una fonte vicina all’azienda ha attribuito il problema a questo guasto di Google Cloud.
Lingua originale: inglese Stiamo attualmente vivendo un’interruzione del servizio che sta interessando più servizi. Possiamo confermare che tutti i fondi e i dati dei nostri clienti sono al sicuro. Stiamo lavorando per risolvere il problema da quando è stato identificato questa mattina e ci scusiamo con chiunque ne sia stato colpito e per qualsiasi inconveniente causato.
We are currently experiencing a service disruption affecting multiple services. We can confirm that all our customers’ money and data are safe. We’ve been working to fix the issue since it was identified this morning and apologise to anyone affected and for any inconvenience…
“Attualmente, diversi servizi di Google Cloud presentano un elevato tasso di errore e interruzioni intermittenti della rete nella regione europe-west2”, ha comunicato il colosso tecnologico, aggiungendo: “Il nostro team di ingegneri sta continuando a indagare sul problema”.
I disservizi sarebbero iniziati intorno alle ore 8 del mattino (ora italiana) e Google spiega di poter dare una risposta entro la prossima notte (l’una del mattino). Colpite anche numerose banche britanniche tra cui Lloyds, Bank of Scotland e HSBC.
I servizi online colpiti dal down dei servizi Google
Secondo quanto si apprende all’origine dei disservizi vi sarebbe un guasto elettrico che ha colpito l’infrastruttura nella regione di Londra. Google ha indicato di prevedere a breve un ripristino “parziale” di alcuni dei suoi servizi.
Sono 2400 i fermati in tutto lo stato, 557 a Parigi. Intanto i gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato prossimo
Il presidente Macron ha respinto le dimissioni del ministro dell’Interno Nunez, che ha motivato la sua decisione ammettendo che le autorità hanno fallito e che sabato scorso, in alcune grandi città della Francia, è stato perso il controllo. Sono 60 mila gli agenti e i gendarmi schierati su tutto il territorio. Violenze e saccheggi hanno funestato il paese e non si sono fermati neanche stanotte nella capitale, dove i casseurs hanno preso di mira il centro commerciale di Les Halles, spostandosi poi attraverso la città nel tentativo di saccheggiare le boutique di lusso.
Il premier Lecornu, stamani, ha presieduto un’ulteriore unità di crisi, anche per tentare una prima valutazione dell’entità dei danni, che si preannunciano molto elevati. Ieri, nel suo discorso alla nazione, il capo dello Stato ha dichiarato: “Chi distrugge sarà chiamato a pagare“. Ha inoltre comunicato la sua intenzione di convocare tutte le forze politiche che, a sei mesi dalle elezioni presidenziali, stanno trasformando gli scontri in un terreno di campagna elettorale.Il numero dei fermati continua a salire: sono 2400 in tutta la Francia, di cui 557 a Parigi. Intanto i gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato prossimo, 24 ottobre.
I tecnici di Inter e Como si sono aggiudicati il prestigioso riconoscimento
Cristian Chivu, Lautaro Martinez – Getty Images
Nuovo riconoscimento per Cristian Chivu: l’allenatore dell’Inter si è aggiudicato il Premio Manlio Scopigno in qualità di miglior tecnico della Serie A 2025/26, a pari merito con Cesc Fabregas, collega del Como. Insieme a lui, ennesimo titolo anche per Lautaro Martinez, a cui va il premio Luigi Riva come miglior attaccante dello scorso campionato di Serie A.
L’elenco completo dei premiati:
• Miglior allenatore di Serie A: Cesc Fàbregas (Como)
• Miglior allenatore di Serie A (ex aequo): Cristian Chivu(F.C. Inter)
• Miglior giocatore di Serie A: Donyell Malen(A.S. Roma)
• Miglior allenatore di Serie B: Massimiliano Alvini (Frosinone)
• Miglior allenatore di Serie B : Giovanni Stroppa (Venezia Calcio)
• Miglior giocatore di Serie B: Joel Pohjanpalo (U.S. Palermo)
Una penalità che porti alla retrocessione in Championship e un’altra che impedisca di essere immediatamente promosso. La Premier League starebbe chiedendo a gran voce la decisione prima del risultato dell’appello. Il tabloid britannico parla di “giusta punizione”
Una penalità che porti alla retrocessione in Championship alla fine di questa stagione. E poi un’altra penalizzazione che gli impedisca di essere immediatamente promosso, come invece riuscì a fare la Juve dopo Calciopoli. È la “giusta” punizione per il Manchester City secondo il Daily Mail, che in un editoriale cita alcune fonti che suggeriscono che questa è la strada che la Premier sta cercando di intraprendere per risolvere la questione delle accuse di irregolarità finanziaria per cui il club attualmente primo in classifica è stato condannato in primo grado. Il procedimento è ancora aperto e il City resta convincerlo di dimostrare la sua innocenza in appello. Le sanzioni non sono ancora state erogate.
La tesi – “È improbabile – scrive l’editorialista Oliver Holt -, mi dicono fonti vicine al procedimento, che il City finisca con l’affrontare l’apocalittico scenario di un’espulsione dalla Premier League e sia costretto a ricominciare dalla League Two nella prossima stagione. L’espulsione getterebbe la Premier e la Efl (la lega che gestisce gli altri tre campionati pro, ndr) in un caos senza precedenti e sarebbe autolesionismo. Il pensiero comune è che la Premier League stia chiedendo a gran voce che le sanzioni per il City vengano annunciato prima del risultato dell’appello, che è improbabile venga concluso prima della fine di gennaio. Fonti vicine al procedimento suggeriscono che la punizione più probabile sia una penalizzazione di punti tale da assicurare la retrocessione del City in Championship, più una forte multa. È anche possibile che la punizione includa anche un’ulteriore punizione che confini il City in Championship per almeno un’altra stagione. La Efl non sarebbe obbligata ad accettare per il City la sanzione in Championship ma è probabile che lo facciano”.
la situazione – Quella del Daily Mail resta un’indiscrezione sulla conclusione di un procedimento ancora in corso, avvolto nella segretezza e con tempi per una decisione finale ancora incerti. Come nella sentenza di primo grado, sarà una commissione indipendente a dover decidere del destino del Manchester City, convinto di poter ribaltare in appello il verdetto di primo grado in cui è stato riconosciuto colpevole di 114 delle 115 accuse originali. E un’altra commissione indipendente dovrà decidere le sanzioni dopo la sentenza di primo grado, anche queste soggette ad appello. La segretezza fa sì che è probabile che le sanzioni vengano rese pubbliche solo quando l’intero procedimento verrà concluso: la Premier e la stragrande maggioranza del calcio inglese sperano sia entro la fine di questa stagione, ma è anche possibile si sfori nella prossima, aggiungendo dubbi e incertezze sul processo del secolo del calcio inglese. Potrebbero volerci quindi ancora mesi prima di scoprire se quella che il Daily Mail presenta come “la giusta punizione” sia effettivamente quella applicata. Intanto, Enzo Maresca e i suoi giocatori hanno dimostrato di poter pensare esclusivamente al campo: la sfida di Champions contro l’Aek è la prossima occasione di farlo.
Durerà tutta la notte e dovrebbe servire a ripristinare l’ordine dopo le proteste
Un uomo cerca di spegnere un incendio a Parigi dopo gli scontri tra manifestanti e polizia, 18 ottobre 2026 (AP Photo/Emma Da Silva)
Le autorità francesi hanno dispostodei coprifuoco parziali e temporanei a Parigi e in altre città: sono iniziati lunedì sera, proseguiranno fino alle 6 del mattino di martedì 20 ottobre e riguardano solo alcune zone. Lo ha deciso il governo per cercare di riportare l’ordine nelle città dopoaver ammessodi aver perso il controllo delle vaste proteste di sabato, a cui ha partecipato oltre mezzo milione di persone. Oltre a Parigi per ora sono stati annunciati coprifuoco in alcune zone di Lille, Lione e Nizza.
A Parigi il coprifuoco è iniziato alle 23 e durerà fino alle 6 di martedì: riguarderà Place de la République e la zona di Les Halles, che distano circa un chilometro e mezza l’una dall’altra, in centro città. Più nel dettaglioil coprifuoco è in vigore nell’area delimitata tra Place Maurice-Quentin;Rue Berger da Place Maurice-Quentin; un tratto di Passage des Lingères e uno di Boulevard Sébastopol; Allée André-Breton. Non sono interessati dal coprifuocole persone che abitano lì, i commercianti e gli addetti dei servizi pubblici.
Sono inoltre state vietate le manifestazionidalle 20 fino alle 6 di martedì nella zona della Bastiglia e vicino sia all’Eliseo, il palazzo dove ha sede la presidenza della Repubblica, che alle sedi delle due camere del parlamento, l’Assemblea Nazionale e il Senato.
A Lione il coprifuoco è iniziato alle 21 e prosegue fino alle 6 di martedì.Il prefetto ha anche vietato tutte le manifestazioni e tutti i presidi. A Nizza è entrato in vigore con gli stessi orari ma durerà fino al 25 ottobre: varrà solo per le persone minorenni e solo in alcune zone, tra cui il centro storico, la città vecchia, il quartiere Trachel e la Gare du Sud. Il sindaco Eric Ciotti ha detto di essere «consapevole delle difficoltà» causate dal coprifuoco, ma che «questa è una situazione di emergenza e stiamo rispondendo con una misura eccezionale».
Sono stati annunciati coprifuoco dalle 20 fino alle 6 di martedì anche a Lille e in altri tre comuni del nord, Douai, Wattignies e Denain. Anche qui la misura riguarderà solo alcune zone, che i sindaci stanno definendo insieme alle prefetture. Ci sarà infine un coprifuoco per i minorenni anche a Bordeaux, dalle 22 fino alle 7 del mattino successivo: inizierà martedì e andrà avanti fino al 26 ottobre.
Alle manifestazioni di sabato partecipavano non solo gli studenti, che da settimane protestano per le condizioniper molti aspetti pessimedel sistema scolastico, ma anche sindacati, partiti politici ed esponenti del movimento dei “gilet gialli”, che otto anni fa organizzò in tutta la Francia proteste estese contro il carovita. In molte città ci sono stati scontri con la polizia, assalti a edifici pubblici, incendi e saccheggi di negozi e supermercati. Migliaia di persone sono state ferite e oltre 2mila sono state messe in stato di fermo.
Lunedì mattina il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, si era assunto la responsabilità della gestione delle proteste, dicendo che la polizia e i servizi di intelligence hanno sottostimato la quantità di persone che avrebbero partecipato alle manifestazioni. Il primo ministro Sébastien Lecornu aveva poi annunciato la possibilità che le prefetture introducessero forme di coprifuoco temporanee in zone delimitate delle città, e fondi per i negozi danneggiati. Inoltre Lecornu ha promesso di aumentare il dispiegamento di agenti e ha convocato un incontro con i sindacati per mercoledì mattina all’Hôtel Matignon, sede del primo ministro.
Fatale la sconfitta contro l’Arezzo, avvio da dimenticare con soli quattro punti e l’ultimo posto in classifica
Giampaolo e Corradi
La notizia era nell’aria, ma ora è ufficiale. La Sampdoria ha esonerato Bernardo Corradi. Fatale la pesante sconfitta control’Arezzo, seconda consecutiva dopo quella dell’Avellino, con la squadra ultima in classifica con soli quattro punti dopo sette gare. Insieme a lui sono stati sollevati dall’incarico anche il vice allenatore Massimo Mutarelli e il collaboratore tecnico Stefano Fiore.
Ufficiale l’esonero di Corradi – La società, in una nota ha ringraziato il mister per “la dedizione dimostrata nel corso della sua esperienza in blucerchiato” e ha spiegato che il nuovo tecnico, con relativo staff, saranno annunciati nelle prossime ore.
Giampaolo in pole, sarebbe la terza volta
In pole position c’è Marco Giampaolo. Per lui sarebbe il terzo ritorno alla Sampdoria, già guidata dal 2016 al 2019, con un nono due decimi posti in Serie A.L’allenatore di Bellinzona era poi tornato per salvare la baracca nel gennaio del 2022, conquistando la salvezza dopo il divorzio con D’Aversa, decisiva la vittoria nel derby contro il Genoa con goal di Sabiri e calcio di rigore parato da Audero a Criscito nel finale. Era poi stato esonerato a ottobre 2022 dopo otto gare con due soli punti raccolti. Una stagione poi coincisa con la retrocessione in Serie B con Stankovic in panchina.
🚨La #Sampdoria è al lavoro per il ritorno a Genova di Marco #Giampaolo. Nonostante l'esonero a Cremona, le norme Figc consentono il suo ingaggio.#Corradi ha diretto l'allenamento mattutino. La società, intanto, sta sondando il terreno per trovare un suo sostituto.@DiMarziopic.twitter.com/COsrnfx3nR
Allarme da una passeggera. Esito negativo per i controlli nel vano passeggeri, ancora in corso quelli nella stiva
Atterraggio d’emergenza all’aeroporto di Fiumicino per il volo della compagnia Flynas partito da Milano Malpensa e diretto a Gedda, in Arabia Saudita, a causa di un allarme bomba. Secondo una prima ricostruzione, l’allarme è scattato dopo che una passeggera, in stato di agitazione e sulla quale sono in corso accertamenti da parte della polizia, ha riferito della presenza di un ordigno. L’aereo, con a bordo circa un centinaio di persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio, è atterrato alle 15.35 presso lo scalo romano: come da procedura sono stati fatti scendere i passeggeri e sono scattati subito i controlli, che hanno dato esito negativo. Sono invece ancora in corso le verifiche sui bagagli da stiva.
L’accesso al Louvre, il museo più visitato al mondo nel cuore di Parigi, è stato bloccato questa mattina da manifestanti“a sostegno” del movimento dei liceali: è quanto annunciano la direzione del Museo e i sindacati all’agenzia France Presse.
Secondo la direzione del Louvre, il blocco è stato promosso da una cinquantina di studenti dell’École du Louvre, la scuola d’arte senza alcun legame diretto con il museo, per solidarizzare con i liceali. “Siamo fieri di annunciarvi il blocco del più grande museo del mondo“, si legge in un volantino visionato dall’agenzia France Presse e affisso nei pressi del museo bloccato dalle 9 del mattino. La data del 19 ottobre coincide esattamente con il primo anniversario del furto rocambolesco dei gioielli della Corona che lo scorso anno gettò il Louvre in una profonda crisi. Secondo il sindacato Cgt, che sostiene l’azione pur senza partecipare, il museo rimarrà chiuso almeno “fino a mezzogiorno”. Situata in un’ala del complesso museale, l’École du Louvre è una prestigiosa istituzione parigina che offre corsi di storia dell’arte, archeologia, epigrafia, antropologia e museologia, Secondo il sindacato Cfdt, al blocco partecipano anche studenti dell’École des Beaux-Arts, sull’altro lato della Senna.
Il coordinamento dei “gilet gialli” della mobilitazione del 17 ottobre annuncia un “secondo atto” della protesta per sabato prossimo: è quanto scrivono i media francesi.
Ministro Interno Francia: ‘In alcune città abbiamo perso il controllo’ – Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha ammesso che la polizia ha “perso il controllo” in alcune città durante le violente manifestazioni scoppiate in tutto il Paese nel fine settimana. Ha parlato di una “mancanza di previsione” nei preparativi e ha reso noto di aver presentato le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron, “poiché mi sentivo responsabile di tutto ciò che è accaduto“. Macron non ha accettato le sue dimissioni.
Il presidente francese Emmanuel Macronha duramente criticato le “carenze“, che, a suo dire, hanno portato alle violente proteste che hanno scosso il Paese, ma ha respinto le dimissioni del ministro dell’Interno Laurent Nunez in relazione alla crisi. “Domenica, il ministro dell’Interno ha presentato le proprie dimissioni al presidente – ha reso noto l’Eliseo in un comunicato – Data la necessità di garantire la continuità nella guida delle forze dell’ordine in questo momento, il presidente le ha respinte“. Macron ha chiesto a Nunez di “adottare tutte le misure necessarie per assicurare trasparenza riguardo alle lacune nella pianificazione e nell’intelligence che hanno condotto alle violenze” e di “introdurre nuovi metodi operativi per le forze di sicurezza” al fine di gestire la crisi, prosegue la nota.
Anche Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha riconosciuto che le autorità hanno “indubbiamente fallito“ di fronte alle violenze che hanno scosso il Paese per tutto il fine settimana, parlando di una “lacuna nell’attività di intelligence“. “Abbiamo indubbiamente fallito questo fine settimana“, ha dichiarato Darmanin ai microfoni di France 2, all’indomani di scene di caos e saccheggi in tutto il Paese. “C’è stata una lacuna nell’intelligence, e non si può fare un buon lavoro di polizia senza una buona attività di intelligence“, ha aggiunto, osservando che i servizi francesi non sono stati in grado di “contrastare adeguatamente l’estrema sinistra“.
Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha affermato che 350 fermi sono stati disposti ieri e durante la notte a Parigi a seguito degli scontri di piazza. Decine di persone sono state poste in custodia cautelare in Francia in seguito alle violenze del fine settimana, ha annunciato invece il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ai microfoni di France 2. “Durante il fine settimana ci sono stati 2.331 fermi di polizia; il 70% riguarda persone maggiorenni, molto spesso già note alle forze dell’ordine“, di cui “oltre l’80%” è oggetto di procedimenti giudiziari, ha detto Darmanin. “Ci sono già decine di casi di custodia cautelare, di cui 13 a Marsiglia“, città particolarmente colpita dalle violenze.
Cts: “Salvini firmi impegni o non ci muoviamo”. Si teme anche per la consegna dei farmaci. Distributori esauriti in Puglia e Calabria, i tir non scaricano in Sicilia
Si diffonde in tutto il Sud Italia la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori contro il caro-gasolio. Dalla Puglia alla Sicilia, dal Molise alla Calabria si svolgono azioni e presidi, in una mobilitazione che parte dalla richiesta al governo di intervenire su rincari giudicati non più sostenibili dei prezzi dei carburanti.
08:42 – 19 OttobreCondividi: Sull’A1 chiuso nodo A30 Caserta-Salerno – Alle ore 3.00 circa, sulla A1 Milano-Napoliè stato temporaneamente chiusoil nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli, a causa della protesta degli autotrasportatori. Attualmente si registrano 2 km di coda nel tratto compreso tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord verso Roma e 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Inoltre, in A30 Caserta-Salerno nel tratto compreso tra Maddaloni e il Bivio con la A1 verso Caserta, si registrano 3 km di coda. Sul luogo dell’evento sono presenti le pattuglie della Polizia Stradale e il personale del 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. Agli utenti in viaggio da Napoli e diretti verso Salerno, si consiglia di percorrere la A16 Napoli-Canosa verso Bari e proseguire sulla A30 verso Salerno. Agli utenti in viaggio in A1, provenienti da Napoli e diretti verso Roma, si consiglia di uscire a Caserta Sud, seguire le indicazioni per Maddaloni, proseguire sulla SS700 in direzione Capua/Santa Maria Capua Vetere e rientrare in A1 alla stazione di Santa Maria Capua Vetere.A chi viaggia in A16, provenienti da Bari e diretti verso Roma, si consiglia di uscire alla stazione di Benevento, percorrere la SS 372 Telesina e rientrare in A1 alla stazione di Caianello. continua articolo
Ex Ilva, esplode la protesta. Gli operai: “L’aeroporto di Genova è occupato”
Assemblea all’alba davanti allo stabilimento di Cornigliano. Al Cristoforo Colombo anche il presidente della Regione Marco Bucci: “Genova vuole continuare a lavorare”. Voli in ritardo. Sospeso accesso ai controlli
“Dichiariamo ufficialmente occupato l’aeroporto”. Riesplode la protesta dei lavoratori dell’ex Ilva, a Genova, che hanno marciato in corteo dallo stabilimento verso lo scalo di Sestri Ponente. Ad annunciarlo al megafono è Armando Palombo (Rsu Fiom). Gli operai hanno bloccato gli accessi dello scalo. “L’accesso ai controlli di sicurezza è temporaneamente sospeso“, fa sapere l’Aeroporto ai passeggeri. “Seguiranno aggiornamenti non appena la situazione tornerà alla normalità”. Una delegazione di lavoratori è stata convocata in Prefettura. L’occupazione dello scalo sarà mantenuta sino al ritorno dei delegati.
La mobilitazione a oltranza punta a ottenere risposte immediate dal ministero, dopo l’invio della Pec di venerdì con cui i commissari hanno disposto un incremento della cassa integrazione a fronte della mancanza di approvvigionamenti di coils.
“Resteremo qui – ha urlato Palombo tra gli applausi e i cori dei lavoratori – finché questo governo non ci dà una risposta. Finché il governo, che ha messo i commissari, non fa alzare il culo ai commissari da Roma e ci dà una risposta chiara, molto chiara“.
Sul posto è arrivato anche il presidente della Regione Marco Bucci, che si è intrattenuto con i sindacalisti a capo della protesta.
“Genova vuolecontinuare a lavorare e ha un programma, accettato da Acciaierie d’Italia, per trattare materiale conto terzi in caso di chiusura a Taranto – ha detto Bucci – L’accordo di mercoledì è in funzione e noi lavoriamo per questo: chiederemo ai commissari di chiarire la situazione“.
Riferendosi alla lettera recapitata venerdì con la quale i commissari straordinari hanno annunciato l’aumento della cassa integrazione, Bucci ha spiegato: “Siamo rimasti tutti sorpresi, ma è una mossa parallela per coprire le necessità economiche. C’è però anche un’altra lettera, sempre di venerdì, inviata da Acciaierie d’Italia a Regione e Città Metropolitana per chiedere l’autorizzazione a trattare coils conto terzi: il piano per non fermare lo stabilimento esiste ed è pronto a partire fino al subentro del nuovo acquirente“.
Il corteo è stato preceduto da un’assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, questa mattina alle 7. Oltre ai lavoratori sono presenti anche figli degli operai, che hanno esposto uno striscione con la scritta: “Papà, la tua lotta il mio futuro”.
“In questo paese se le questioni non esplodono non si arriva a capo di nulla. Vogliamo manifestare alla nostra maniera chequel provvedimento deve essere annullato, rivisto, sterilizzato”, attacca Palombo.
“Parlo di Genova, perché purtroppo Taranto respinge quel tipo di industria. Chi amministra vuole il green, col gas, ma il sindaco respinge la nave gasiera. Se anche la fanno, e io me lo auguro, ci vogliono 10 anni. Possiamo aspettare 10 anni? Lo diciamo anche alle forze dell’ordine: possiamo aspettare 10 anni? Non possiamo aspettare 10 anni con il mercato che tira,i rotoli che potrebbero essere lavorati e la gente che ha i mutui da pagare. Non possiamo!”.
Nicola Appice (Fim Cisl) ha posto l’accento sulla vertenza complessiva e sull’imminente pronunciamento della Cassazione per Taranto.
“I tre giorni sotto la prefettura sembravano aver garantito una fornitura temporanea di 35 mila tonnellate di coils per non fermare Genova. Poi venerdì è arrivata la comunicazione di una cassa integrazione che rischia di bloccare interi reparti, compresi quelli impiegatizi. Se si fermano quelli, rischia di bloccarsi tutta la lavorazione rimasta. Serve garantire gli approvvigionamenti subito: siamo pronti a qualsiasi cosa per salvare il lavoro“. Sono presenti i parlamentari del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo.
I voli – “Manifestazione in corso: possibili code e disagi per raggiungere l’aeroporto. Invitiamo i passeggeri a mettersi in viaggio con largo anticipo“. E’ il messaggio che compare sul sito dell’Aeroporto di Genova, dopo l’occupazione di parte dello scalo da parte degli operai dell’ex Ilva. Diversi voli risultano in ritardo, sia in partenza sia in arrivo. I lavoratori ex Ilva hanno ‘chiuso‘ anche il corridoio lasciato aperto in precedenza per consentire ai passeggeri dell’aeroporto Colombo di Genova di raggiungere i gate di imbarco. Brevi momenti di tensione si sono verificati tra manifestanti e le persone in attesa di accedere ai banchi di check in. Intanto in aeroporto è arrivato anche lo striscione dei lavoratori di Ericsson (l’azienda ha annunciato 131 licenziamenti, ndr) in solidarietà con i metalmeccanici ex Ilva.
Nuove difficoltà per il gruppo finanziario statunitense, azionista di minoranza del Genoa con le quote sotto sequestro. Dopo Florida e Carolina del Sud, anche la Virginia interviene su una controllata
(Foto: Simone Arveda/Getty Images)
Si complica ulteriormente il quadro finanziario legato ad A-Cap (Advantage Capital Holdings), gruppo statunitense attualmente azionista di minoranza del Genoa, con una partecipazione del 23% sottoposta a sequestro conservativo e affidata a un custode nominato dal Tribunale. Nelle ultime ore sono emerse nuove difficoltà riguardanti una delle sue principali controllate, mentre è saltato anche l’accordo che avrebbe dovuto portare il fondo statunitense Oaktree (proprietario dell’Inter in Serie A) ad acquisirne il controllo.
Come riportato dal portalespecializzatoInsuranceNewsNet, la Virginia è diventata il terzo Stato americano a intervenire sulla situazione di Atlantic Coast Life Insurance, compagnia assicurativa appartenente al gruppo A-Cap, sulla cui solidità finanziaria sono emerse crescenti preoccupazioni da parte delle autorità di vigilanza.
In particolare, attraverso un accordo reso noto venerdì 16 ottobre, Atlantic Coast Life ha accettato di interrompere la sottoscrizione di nuove polizze assicurative in Virginia a partire dal prossimo 1° novembre. La decisione arriva dopo che l’autorità di vigilanza locale, esaminando i documenti finanziari della società relativi agli ultimi dodici mesi, ha ritenuto che potessero sussistere condizioni di rischio per la sua stabilità finanziaria.
La compagnia ha accettato le limitazioni senza ammettere né negare le contestazioni dell’autorità. Potrà continuare a gestire le polizze già esistenti e a pagare gli indennizzi dovuti, ma non potrà acquisire nuovi contratti fino a eventuali ulteriori decisioni.
Il provvedimento si aggiunge alle iniziative già adottate in altri Stati americani. In Carolina del Sud, le autorità hanno chiesto l’avvio di una procedura di risanamento nei confronti di Atlantic Coast Life e della controllata Southern Atlantic Re, mentre in Florida la compagnia si è vista sospendere, a partire dal 30 settembre, l’autorizzazione a sottoscrivere nuove polizze e rinnovi.
Salta anche l’accordo con il fondo Oaktree – Le difficoltà per il gruppo statunitense non si fermano però ai provvedimenti delle autorità assicurative. Sempre nella giornata di ieri, Bloomberg ha riportato che l’accordo annunciato lo scorso marzo tra A-Cap e Oaktree Capital Managementnon andrà avanti secondo i termini previsti. L’operazione prevedeva l’acquisizione da parte di fondi gestiti da Oaktree di una partecipazione di controllo in Atlantic Coast Life, accompagnata dalla fornitura di nuove risorse finanziarie a Sentinel Security Life Insurance, altra compagnia appartenente al gruppo A-Cap.
Secondo Bloomberg, Oaktree avrebbe ora rinunciato a procedere con l’acquisizione, anche alla luce delle preoccupazioni sollevate dalle autorità di vigilanza sulle esposizioni finanziarie delle compagnie nei confronti di777 Partners, il fondo statunitense finito in dissesto e che in passato controllava anche il Genoa. Le trattative tra le parti non sarebbero tuttavia completamente interrotte. Un portavoce di A-Cap ha infatti confermato a InsuranceNewsNet che sono ancora in corso interlocuzioni con Oaktree per individuare una struttura alternativa dell’operazione che possa ottenere l’approvazione delle autorità della Carolina del Sud.
La situazione resta dunque delicata, tanto che le autorità della Virginia hanno indicato tra le possibili condizioni per rivedere le restrizioni anche un aumento di capitale di almeno 50 milioni di dollari da parte di Advantage Capital Holdings, con il trasferimento di risorse concordate alla compagnia assicurativa.
I legami con il Genoa e la battaglia giudiziaria persa da A-Cap – Le nuove difficoltà finanziarie del gruppo statunitense si inseriscono in una vicenda che riguarda da vicino anche il Genoa, club nel quale A-Cap mantiene una partecipazione di minoranza dopo il passaggio del controllo a Dan Șucu, avvenuto attraverso l’aumento di capitale del dicembre 2024. Il gruppo americano, subentrato nella vicenda societaria rossoblù in seguito ai finanziamenti concessi a 777 Partners, aveva contestato la legittimità dell’operazione che aveva portato l’imprenditore rumeno alla guida del club.
Una battaglia giudiziaria che ha visto prevalere il Genoa. Nel giugno 2026, infatti, il Tribunale di Genova ha respinto nel merito il ricorso presentato da ACM Delegate LLC, società controllata da A-Cap, confermando la validità della ricapitalizzazione e delle decisioni societarie che avevano determinato il cambio di controllo. Le azioni ancora riconducibili al gruppo statunitense, pari al 23% del capitale del Genoa, sono rimaste sottoposte a sequestro conservativo per un controvalore di 28,1 milioni di euro, nell’ambito di una controversia relativa a un debito non saldato nei confronti del club.
Negli ultimi giorni, inoltre, era tornata d’attualità la figura di Don Dransfield, ex dirigente del gruppo proprietario del Manchester City, successivamente passato a 777 Partners per seguire il portafoglio di società calcistiche del fondo e divenuto in seguito consulente di A-Cap. Proprio A-Cap aveva proposto Dransfield come testimone nell’ambito della controversia sulla ricapitalizzazione del Genoa, ma la richiesta non era stata accolta dal Tribunale, che si è poi pronunciato a favore della società rossoblù.
Domenica sera un aereo della compagnia Austrian Airlines, partito da Tel Aviv in Israele e diretto a Vienna in Austria, è stato costretto a un atterraggio d’emergenza a Sofia, capitale della Bulgaria, dopo che l’equipaggio aveva ricevuto un allarme bomba. A bordo dell’Airbus A320 c’erano 51 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio.
Secondo il ministero dei Trasporti bulgaro, l’allarme è arrivato mentre l’aereo si trovava vicino al confine con la Romania. Un caccia MiG-29 dell’aeronautica militare bulgara è decollato per scortare l’aereo fino all’aeroporto di Sofia, dove è atterrato senza problemi. Tutte le persone a bordo sono state fatte scendere e l’aereo è stato sottoposto a controlli di sicurezza. Le autorità bulgare hanno aperto un’indagine per accertare l’origine dell’allarme.
L’aggressione di decine di coloni ebraici sulla raccolta delle olive ad Abu Falah, nella Cisgiordania occupatala, tra i 10 feriti la fotoreporter del Washington Post Heidi Levine, riversa a terra, soccorsa dai colleghi e poi ricoverata in ospedale
Questo video girato da un testimone oculare mostra la fotoreporter del Washington Post Heidi Levine, riversa a terra, dopo essere stata aggredita da coloni israeliani durante la raccolta delle olive ad Abu Falah, nella Cisgiordania occupata, venerdì 16 ottobre. Nel video la giornalista denuncia:“Mi hanno rubato tutta l’attrezzatura”.
Secondo quanto riferito da testimoni presenti sul posto, circa 80 coloni – alcuni dei quali con bombole di gas – sono scesi da una collina sovrastante un uliveto a terrazzamenti, dove gli abitanti di Abu Falah si erano riuniti per la raccolta delle olive, una tradizione annuale molto sentita nella vita palestinese.
Vestiti di nero e con il volto coperto, hanno dato fuoco agli ulivi e lanciato pietre contro i palestinesi, nel corso di un attacco coordinato durante la raccolta annuale in un villaggio della Cisgiordania. I coloni hanno preso posizione davanti ai filari di ulivi sui terrazzamenti. Alcuni hanno utilizzato delle fionde per scagliare pietre contro gli abitanti palestinesi, i quali, dopo essersi ritirati verso la base della collina, hanno a loro volta raccolto e lanciato sassi per difendersi. L’episodio ha causato il ferimento di almeno 10 persone, tra cui la giornalista.
Dal suo letto d’ospedale, Heidi Levine ha raccontato che l’aggressione è terminata grazie all’intervento dei suoi colleghi palestinesi; subito dopo, il personale sanitario l’ha trasportata in ambulanza prima in un ospedale a Ramallah.“Mi hanno presa a calci per 10 minuti” ha raccontato. La fotoreporter ha una costola rotta e un dito quasi amputato. “Ma poteva andare peggio” ha detto se non avesse indossato casco e giubbotto antiproiettile.
L’aggressione è proseguita anche dopo l’arrivo dei militari, con i soldati israeliani che hanno fatto uso di gas lacrimogeni. Nella zona sono stati uditi colpi di arma da fuoco; un fotografo di Reuters ha inoltre visto almeno un colono armato sparare.
In una nota, l’esercito israeliano ha dichiarato che i soldati e la polizia di frontiera hanno esploso quelli che sono stati definiti “colpi di avvertimento” dopo essere giunti sul posto; in un’occasione, le truppe hanno aperto il fuoco verso una persona che ritenevano costituisse una minaccia.
In Cisgiordania risiedono circa 500.000 coloni e almeno 3 milioni di palestinesi. Gli organismi delle Nazioni Unite e la maggior parte dei Paesi considerano gli insediamenti illegali secondo il diritto internazionale relativo alle occupazioni militari. Israele respinge questa tesi, considerando il territorio come conteso anziché occupato. L’ufficio del premier Netanyahu ha aperto un’inchiesta e condannato l’accaduto che arriva a pochi giorni dalle elezioni politiche del 27 ottobre.
Des colons israéliens 🇮🇱 viennent de passer à tabac une journaliste AMÉRICAINE 🇺🇸. 💥
Heidi Levine est photographe pour le Washington Post.
Ils l'ont jetée à terre et l'ont agressée parce qu'elle filmait un pogrom en Cisjordanie. pic.twitter.com/OBxmIouOoU
Da cinque giorni infiammano le proteste in Albania e ieri è stata una giornata contraddistinta da violenze contro la Polizia, in particolare davanti al ministero dell’Istruzione a Tirana
È il quinto giorno consecutivo di proteste in Albania, dove si susseguono da giorni manifestazioni contro il governo Rama per le condizioni delle università. La piazza chiede le dimissioni del primo ministro albanese. Nella giornata di ieri, 17 ottobre, ci sono stati violenti scontri a Tirana (e non solo).
Diverse centinaia di persone, alcune delle quali a volto coperto, si sono radunate verso mezzogiorno davanti al ministero dell’Istruzione, per poi estendere la protesta in altre zone della città. I manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine e hanno dato fuoco ai cassonetti dei rifiuti, utilizzandoli come barricate per impedire l’avanzata della polizia. Gli agenti, con i megafoni, hanno invitato la folla a rinunciare alla violenza e hanno poi usato gas lacrimogeni e idranti per disperdere i presenti.
A catena, dopo le proteste a Tirana, sono partite altre manifestazioni in molte città albanesi. A Lezha e a Durazzo la tensione è molto alta e la polizia ha effettuato decine di arresti.
Proteste e violenze a Tirana durante le manifestazioni antigovernative del 17 ottobre 2026: sono state lanciate pietre contro le forze dell’ordine e incendiati cassonetti dei rifiuti, utilizzandoli come barricate per ostacolare l’avanzata della polizia
Le proteste vanno avanti da martedì scorso e si sono scatenate soprattutto a partire dalle università, con gli studenti in agitazione contro le tasse troppo elevate. Ieri il ministro Rama ha parlato facendo sapere che non intende fare passi indietro e intende proseguire il mandato di governo con l’obiettivo di entrare nell’Unione europea nel 2030.
La donna si è lanciata a tutta velocità in un campo sportivo in cui si stava disputando una partita di calcio giovanile un bambino di sei anni e un uomo di 35, e ferendo gravemente altre 10 persone, ora ricoverate in ospedale
Una mamma d 34 anni al volante di un pickup si è lanciata a tutta velocità in un campo sportivo i cui si stava disputando una partita di calcio giovanile a Wichita, Kansas, uccidendo un bambino di sei anni e un uomo di 35, e ferendo gravemente altre 10 persone, ora ricoverate in ospedale. È accaduto ieri nella città dello stato del Kansas, USA.
Stando a quanto ha reso noto la polizia la conducente, una donna di 34 anni il cui figlio stava giocando a calcio in un altro campo, ha sfrecciato a tutta velocità attraverso lo Stryker Sports Complex intorno alle 15:25 ora locale, investendo diverse persone, tra le quali alcuni bambini. La donna, che nel veicolo era insieme ad altri due figli, è stata successivamente fermata e si starebbe mostrando collaborativa, anche se non è stato ancora chiarito quale sia stato il movente della sua azione.
Secondo alcuni testimoni, molte famiglie e bambini si trovavano sul campo quando il pickup ha fatto il suo ingresso a folle velocità. Vanessa Trammell, una donna che stava assistendo alla partita di calcio del figlio tredicenne, ha visto la vettura attraversare il campo adiacente e investire diverse persone: “Pensavamo che si sarebbe fermato, ma poi ha continuato ad andare avanti“, ha raccontato alla CNN. “È stato puro panico“, ha aggiunto Trammell. “Non sapevo cosa stesse succedendo, solo che le persone venivano colpite. Non so se qualcuno abbia cercato di fermare l’auto o cosa sia successo“.
“Sappiamo cosa è successo, ma ora stiamo lavorando sodo per scoprire perché è successo, e non ci siamo ancora arrivati“, ha detto il capo della polizia di Wichita, Joe Sullivan. Tra i feriti ci sono due bambini di 5 anni, due di 8, uno di 9 e cinque adulti, hanno riferito le autorità, aggiungendo che l’autista aveva un figlio che giocava a calcio nel complesso sportivo, ma non sul campo dove è avvenuto l’incidente.
L’ennesimo episodio di violenza perpetrato da estremisti israeliani in Cisgiordania ha avuto questa volta come obiettivi alcuni diplomatici europei.
Una delegazione di francesi, belgi e polacchi, che sabato mattina si era recata nell’area della cittadina cristiana di Taybeh nei pressi di Ramallah, è stata aggredita da una decina di giovani a volto coperto muniti di bastoni. L’auto del consolato belga di Gerusalemme è stata danneggiata, e attivisti sul posto riportano che tra gli aggrediti vi sono anche Anick Van Calster, la console belga, e Bernard Baudoux, sindaco della città francese Aulnoye-Aymeries
“Eravamo non lontano, stavamo aiutando una famiglia palestinese a cui nella notte hanno rubato le olive di dieci alberi, quando ci hanno allertato di un’aggressione in corso“, racconta all’ANSA Amit Orfali, attivista israeliano impegnato in una rete di assistenza agli agricoltori palestinesi presi di mira dai coloni violenti israeliani. “Quando siamo arrivati, sette israeliani a volto coperto e armati di bastoni hanno circondato le nostre auto e ci hanno attaccati, ci hanno chiesto i documenti“. In filmati ripresi da Orfali si vede Baudoux accasciato accanto all’auto con targa diplomatica, e gli israeliani a volto coperto – “non i soliti che conosciamo nell’area, erano molto più violenti” – che si avvicinano con le mazze e fare minaccioso, fino a prendere a bastonate anche la sua auto. Nel corso della giornata si sono registrati numerosi attacchi coordinati di estremisti israeliani volti a bloccare la raccolta delle olive tra i palestinesi in altre aree della Cisgiordania, tra cui Deir Jarir, Jalud, Burqa e Umm Safa. Secondo la Ong Yesh Din, dall’inizio della stagione del raccolto meno di un mese fa sono stati registrati 234 casi di violenza perpetrati dagli israeliani tra gli uliveti. “Il Belgio continuerà a spingere per l’adozione di sanzioni dell’Ue contro i responsabili di queste violenze e coloro che li sostengono’‘, ha tuonato il ministro degli esteri. Come nel caso della reporter del Washington Post, il premier Netanyahu in una nota ha condannato la violenza, ma “invita alla cautela” sull’accertamento dei fatti, per i quali la polizia ha aperto un’indagine in cui è coinvolto anche il ministero degli Esteri. L’Idf sostiene che la visita diplomatica non era coordinata come vorrebbe la prassi: “il coordinamento è fondamentale per prevenire incidenti di questo tipo“, afferma l’esercito. Netanyahu si spinge oltre, parlando del “timore di una campagna coordinata, volta a screditare Israele e i residenti ebrei di Giudea e Samaria ancor prima che i fatti siano stati pienamente chiariti“. L’opposizione non usa invece mezzi termini parlando di “terrorismo ebraico sponsorizzato dal governo” nelle parole di Gadi Eizenkot, principale rivale di Netanyahu alle elezioni del 27 ottobre. Intanto, la fotoreporter Heidi Levine aggredita ieri in Cisgiordania, è stata trasferita da Ramallah all’ospedale israeliano Beilinson, dove ha subito un intervento per le diverse lesioni subite. Il Presidente Isaac Herzog le ha telefonato per porgerle le scuse per un aggressione che “non rappresenta né i cittadini né i valori dello Stato di Israele“. Anche in questo caso l’indagine aperta non ha portato ancora a nessun fermo. Secondo fonti di sicurezza riportate da Ynet, i responsabili dell’impennata negli attacchi violenti di israeliani in Cisgiordania sono più di una manciata, come farebbe intendere il rango politico. “Stiamo parlando di un nucleo duro di circa 300-500 ragazzi che sono dei veri e proprie selvaggi. Se in passato giustificavano le loro azioni come risposte ad attacchi terroristici palestinesi, oggi la modalità è completamente cambiata, sono assalti proattivi“, ha riferito la fonte.
Come riporta Cnews, l’edificio è stato prima bersagliato con il lancio di oggetti e proiettili, poi è stato saccheggiato
Francia in fiamme per le proteste contro il caro vita: a Lione incendiato ufficio del turismo
A Lione è stato appiccato un incendio all’ufficio del turismo nel corso delle manifestazioni di protesta di oggi, sabato 17 ottobre.
Come riporta Cnews, l’edificio è stato prima bersagliato con il lancio di oggetti e proiettili, poi è stato saccheggiato. All’interno della struttura è quindi scoppiato un incendio, causato a quanto pare dal lancio di fuochi d’artificio e bombe carta, indirizzati anche contro le Forze dell’ordine.
La Polizia è riuscita a far allontanare i manifestanti e a disperdere una parte delle persone protagoniste dell’attacco, che agivano a volto coperto, utilizzando gas lacrimogeni e granate stordenti. Su ‘X’ il prefetto della regione ha invitato i manifestanti pacifici a prendere le distanze dai violenti.
Francia in fiamme per le proteste contro il caro vita: a Lione incendiato ufficio del turismo
Violenti scontri durante la manifestazione contro il caro vita. La polizia ha dovuto rispondere con i lacrimogeni al fitto lancio di oggetti da parte dei manifestanti. Tafferugli anche a Bologna e Torino
Gli scontri durante il corteo a Milano (Foto LaPresse)
Alta tensione per le strade di Milano. Nel pomeriggio di oggi, sabato 17 ottobre 2026, si sono verificati duri scontri fra manifestanti e forze dell’ordine nel centro cittadino. Scene da guerriglia urbana si sono registrate in piazza Duomo, dove la polizia ha lanciato lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno aperto alcuni estintori e scagliato vari oggetti, fra cui cestini della spazzatura, sassi, tavolini e transenne. Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp, ha fornito un primo bilancio: “Due poliziotti feriti e trasportati d’urgenza in ospedale e 40 manifestanti fermati: questo il primo bilancio degli scontri in piazza Duomo a Milano, dove gruppi di violenti hanno attaccato le Forze dell’Ordine con bombe carta, pietre e transenne“.
Il corteo contro il caro vita – I disordini sono scoppiati nel corso della manifestazione contro il caro vita, convocata in contemporanea alle proteste in corso in Francia. La mobilitazione, organizzata a Milano come in altre città della penisola dal comitato “Italia in piazza“, è iniziata verso le 15, con la partenza che è stata subito turbolenta.
I partecipanti, circa cinquemila e quasi tutti giovanissimi, hanno acceso e lanciato alcune bombe carta, petardi e fumogeni. In via Broletto, all’altezza di via San Tomaso, è partita una fitta sassaiola in direzione dei reparti mobili, accompagnata dal lancio di bottiglie, sedie e tavolini presi dai locali commerciali della zona. La polizia ha risposto con alcune cariche di alleggerimento nel tentativo di disperdere la folla. In seguito a queste azioni e ai violenti scontri corpo a corpo si registrerebbero già diversi feriti.
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita (Foto LaPresse)
Scontri con la polizia – La reazione delle forze dell’ordine ha spezzato il corteo in due tronconi principali: una parte dei manifestanti è rimasta bloccata in via Broletto, mentre l’altra è confluita nuovamente verso piazza Duomo. Il tratto stradale teatro degli scontri è stato completamente circondato dal dispositivo di sicurezza della polizia, che ha sigillato gli accessi consentendo alle persone soltanto di defluire e uscire dall’area e impedendo nuovi ingressi.
Durante le cariche e i respingimenti, alcuni gruppi isolati di giovani si sono diretti in via Bossi, dove sono state danneggiate le pensiline delle fermate Atm e sono state infrante le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. La situazione, sebbene rimanga estremamente tesa a causa di piccoli focolai di protesta e di cori ostili come “Tout le monde déteste la police“ intonati dai manifestanti all’indirizzo degli agenti, è al momento in fase di lento contenimento.
Tafferugli anche a Bologna e Torino – Momenti di tensione anche davanti alla stazione di Bologna tra manifestanti e forze dell’ordine. A piazzale Medaglie d’Oro alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre e bottiglie contro la polizia che ha risposto con idranti e lacrimogeni. Al momento le forze dell’ordine hanno fermato sette persone la cui posizione è ora al vaglio.
La manifestazione contro il caro vita a Torino (Foto LaPresse)
A Torino un gruppo di manifestanti ha lanciato sassi e bottiglie contro lo schieramento delle forze dell’ordine sistemate a protezione dell’ingresso della stazione ferroviaria di Porta Nuova. Gli agenti hanno risposto lanciando dei lacrimogeni, che hanno disperso la folla.
Il portiere argentino del Chelsea è rimasto a terra dopo uno scontro di testa con Branthwaite durante la partita contro l’Everton. Dieci minuti di soccorsi, poi l’uscita in barella e il trasferimento in ospedale. Xabi Alonso ha fornito il primo aggiornamento sulle sue condizioni.
I soccorsi a Emiliano Dibu Martínez dopo il violento scontro di testa durante Everton-Chelsea: il portiere argentino è stato successivamente trasportato in ospedale.
Attimi di paura durante Everton-Chelsea in Premier League. Emiliano “Dibu” Martinezè stato trasportato in ospedale dopo un violentissimo scontro di testa con Jarrad Branthwaite. Il portiere argentino è rimasto a terra per diversi minuti, costringendo l’arbitro a interrompere la partita e i sanitari a intervenire sul terreno di gioco. È uscito in barella, completamente immobilizzato, tra la preoccupazione dei compagni e dei tifosi presenti allo stadio di Liverpool.
L’incidente è avvenuto intorno al 66° minuto della sfida. Martinez è uscito dai pali per respingere con i pugni un pallone arrivato da un calcio di punizione dell’Everton. Nel tentativo di allontanarlo è entrato in collisione con Branthwaite, che stava cercando di colpire di testa. L’impatto è stato violentissimo e il portiere del Chelsea è rimasto disteso sul prato, mentre i medici delle due squadre si precipitavano a soccorrerlo.
Dibu Martinez portato fuori in barella dopo dieci minuti di soccorsi – Il gioco è rimasto fermo per circa dieci minuti. I sanitari hanno applicato a Martinez un collare cervicale e lo hanno immobilizzato prima di sistemarlo sulla barella. Anche Branthwaite ha avuto bisogno delle cure mediche, ma dopo essere stato sottoposto ai controlli previsti per i colpi alla testa è riuscito a proseguire la partita.
Dall’altra parte del campo, anche Jordan Pickford si è avvicinato per sincerarsi delle condizioni del collega.Quando è stato accompagnato fuori dal terreno di gioco, Martinez ha mosso una mano e rivolto un gesto rassicurante verso gli spalti, mentre il pubblico seguiva con apprensione le operazioni di soccorso. Al suo posto è entrato Mike Penders, portiere belga di 21 anni, all’esordio in Premier League.
Come sta Dibu Martinez: l’aggiornamento di Xabi Alonso – Al termine dell’incontro, vinto dal Chelsea per 2-0 grazie alla doppietta di Pedro Neto, è stato Xabi Alonso a fornire le prime informazioni sulle condizioni del portiere argentino.
“Per quanto ne so, ha lasciato lo stadio cosciente ed è in ospedale per accertamenti precauzionali“, ha spiegato l’allenatore dei Blues. Non è stata ancora comunicata una diagnosi definitiva. Lo staff medico dovrà valutare le conseguenze dell’impatto prima di stabilire i tempi di recupero.
Anche Pedro Neto,protagonista della vittoria, ha dedicato il successo al compagno: “È un peccato per Emi, gli auguriamo il meglio. Questa vittoria è per lui”.
Nuova giornata ad alta tensione in tutto il Paese, dove decine di migliaia di persone stanno manifestando per l’aumento dei prezzi dei carburanti e la perdita di potere d’acquisto
Proteste e scontri in Francia (Foto LaPresse)
Francia di nuovo in piazza oggi contro il caro vita: alta tensione a Parigi e Marsiglia con oltre cento persone fermate, lacrimogeni e attacchi contro edifici e negozi.La mobilitazione nazionale di sabato 17 ottobre 2026 coinvolge studenti, sindacati, attivisti e sostenitori del movimento dei Gilet gialli, riuniti per protestare contro l’aumento del costo della vita, il caro carburanti e il peggioramento dei servizi pubblici.
Alta tensione a Parigi – Parigi è uno degli epicentri della protesta e la giornata è stata segnata fin dalle prime ore da episodi di tensione. La Prefettura di polizia ha intensificato i controlli e ha comunicato che sono già un centinaio le persone fermate in totale nella capitale, per lo più per possesso di armi e per aver indossato protezioni vietate.
A Place de la République le forze dell’ordine sono intervenute con i lacrimogeni, mentre uno degli episodi più gravi sarebbe avvenuto nella sede della rete televisiva CNews. Secondo la ricostruzione dei quotidiani francesi, tutto è iniziato intorno alle 7 quando persone “incappucciate” hanno bloccato l’accesso al parcheggio davanti all’edificio che si trova nella zona ovest di Parigi e ospita anche la redazione di Europe 1. Secondo la polizia, a Parigi sono attesi tra i 30mila e i 60mila manifestanti, mentre in tutto il Paese le persone in piazza potrebbero essere tra 90mila e 170mila.
Le proteste in Francia (Foto LaPresse)
Scontri a Marsiglia – Tensioni anche a Marsiglia, dove durante le manifestazioni sono stati presi di mira un posto di polizia municipale e alcuni esercizi commerciali: “Sono state infrante le finestre e lanciati fumogeni all’interno – scrive Bfmtv, citando fonti dalla prefettura -. Un tentativo di incendio doloso è stato sventato. Non si segnalano feriti“.
Secondo quanto riferisce Le Parisien i primi incidenti a Marsiglia si sono verificati già nella tarda mattina in via La Canebière e nelle vie circostanti, con cassonetti della spazzatura incendiati e vetrine dei negozi infrante. Un negozio di Sfr, il secondo operatore di telecomunicazione in Francia, è stato tra quelli presi di mira.
Le proteste a Lione – Violenze anche a Lione, dove una filiale dell’ufficio del turismo è stata saccheggiata e incendiata oggi a margine della mobilitazione contro il carovita.L’incendio doloso, secondo quanto riporta Afp, è avvenuto su un lato di Place Bellecour, dove gruppi di giovani incappucciati hanno lanciato oggetti e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine, che hanno replicato facendo uso di un idrante, di gas lacrimogeni e granate stordenti. “Le forze dell’ordine stanno mettendo in atto manovre per disperdere i gruppi violenti“, mentre ai vigili del fuoco viene impedito di raggiungere l’incendio nella sede dell’ufficio del turismo, ha precisato la prefettura del Rodano.
Fermi in tutto il Paese – Secondo quanto segnalato dal governo francese al momento sono 166 i fermi effettuati dalla polizia in tutto il Paese: “Il movimento si traduce in una mobilitazione molto intensa da parte dell’area dell’estrema sinistra, che mira esclusivamente a creare disordine – riferiscono fonti vicine al ministro dell’Interno, Laurent Nunez -. Tali azioni sono caratterizzate da atti violenti e mirati, compiuti in alcune località da individui incappucciati organizzati in ‘black bloc’ (in particolare a Parigi, Marsiglia, Rennes, Tolosa, Angers): tentativi di saccheggio, aggressioni alle forze dell’ordine, incendi di arredi urbani, attacchi contro sedi del potere e organi di informazione“.
Intanto da Matignon hanno confermato a Bfmtv che è prevista per le 18 una nuova riunione dell’unità di crisi al ministero dell’Interno per fare il punto sulle manifestazioni di questa giornata di mobilitazione. Presenti alla riunione i capi di gabinetto del premier, Sebastien Lecornu, del ministro degli Interni, Laurent Nunez, e del ministro della Giustizia, Gérald Darmanin.