Il presidente azzurro deve rispondere dell’acquisto di Manolas e di presunte plusvalenze fittizie nell’affare Osimhen
Aurelio De Laurentiis – Ipa/Fotogramma
E’ stata stralciata la posizione della società sportiva Calcio Napoli nell’ambito del procedimento nei confronti del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, accusato di falso in bilancio in relazione alla compravendita dalla Roma del giocatore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e alle presunte plusvalenze fittizie per l’acquisto di Victor Osimhen nel 2020 dal Lille.
I giudici della nona sezione penale del tribunale di Roma, dopo l’eccezione presentata dalle difese per un difetto di notifica, hanno sciolto la riserva e stralciato la posizione della società e, sospesi i termini di prescrizione, in attesa di riunite le posizioni, ha fissato la prossima udienza per il 2 dicembre prossimo.
Le contestazioni dei pm Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano riguardano i bilanci del 2019, 2020 e 2021. Il rinvio a giudizio, oltre che De Laurentiis, riguarda anche la società sportiva Calcio Napoli e Andrea Chiavelli. Nelle liste testi che verranno depositate compaiono il calciatore Osimhen, l’ex direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli e i calciatori coinvolti nelle compravendita tra i club.
Anche loro erano rimaste intrappolate a sessanta metri di profondità. Nel frattempo le indagini vanno avanti e si fanno nuove ipotesi
Foto dei soccorritori dalla pagina Facebook Dan Europe. Nel riquadro Murial Oddenino a sinistra e Giorgia Sommacal a destra (foto da Facebook)
Sono stati recuperati oggi, 20 maggio, gli ultimi due corpi deisub italiani morti la settimana scorsa in un’immersione alle Maldive. Si tratta di Giorgia Sommacal e della ricercatrice Muriel Oddenino. Ieri, nella prima parte dell’operazione, il team di speleosub finlandesi ha recuperato i corpi della professoressa Monica Montefalcone, madre di Giorgia Sommacal, e del ricercatore Federico Gualtieri. Il cadavere dell’operatore Gianluca Benedetti, ritrovato subito dopo la tragedia, è invece già in Italia.
Adesso che tutti i corpi sono stati recuperati, le indagini avranno nuovo impulso. Verranno eseguite le autopsie e parallelamente andranno avanti gli accertamenti sulle attrezzature, sulle immagini riprese dagli stessi sub e che sono contenute in una telecamera recuperata dagli abissi, e sul fronte autorizzazioni.
La missione per recuperare Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino – “Sono stati recuperati gli ultimi due corpi dei subacquei italiani alle Maldive. Il primo è già stato sollevato su una barca appoggio. Il secondo è in risalita con un sommozzatore che sta rispettando le tappe per la decompressione”, si legge in una nota della Farnesina.
Per il recupero dei cadaveri è stata organizzata una delicatissima staffetta. Il team di speleosub finlandesi di Dan Europe si è spinto fino al segmento più profondo della grotta di Dhekunu Kandu dove hanno trovato la morte i sub, ha recuperato i corpi e li ha riportati a circa 30 metri di profondità dove sono stati presi in consegna dai sub maldiviani.
I sub italiani morti
Per la profondità raggiunta e la morfologia della grotta, la missione di recupero è stata molto complicata. La squadra ha utilizzato attrezzature tecniche avanzate, tra cui potenti scooter subacquei e rebreather, un sofisticato “autorespiratore” che ricicla il gas espirato rimuovendo l’anidride carbonica tramite un filtro e reintegrando l’ossigeno consumato.
Gli step dell’inchiesta – Le salme vengono ora portate dalla polizia all’obitorio. Poi ci sarà il rimpatrio. Oltre all’indagine alla Maldive, la Procura di Roma indaga per omicidio colposo. Saranno eseguite le autopsie sui corpi. Tra le ipotesi non si può escludere che i cinque italiani possano essersi persi e aver quindi finito l’ossigeno nelle bombole, ma potrebbero anche essere stati risucchiati in profondità da una fortissima corrente. Sotto la lente le attrezzature recuperate, tra cui telecamere GoPro e computer. I dispositivi, consegnati alla polizia, potrebbero essere la chiave per chiarire gli ultimi momenti dei sub.
Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della flottiglia fermati dalla marina militare israeliana e, come diffuso sui suoi canali social sotto il titolo ‘Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo‘, deride gli attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e bendati in ginocchio e esulta: ”Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa” e ”Il popolo d’Israele vive”.
In un altro filmato, si vede un attivista che grida ‘Free Palestine’ mentre viene sbattuto a terra da un agente.
Gli attivisti: “Spari contro 6 barche”. Depositata denuncia per sequestro di persona. Conte: “Persi i contatti con Dario Carotenuto da ore, governo intervenga”. Tajani: “Israele garantisca incolumità italiani”. Tel Aviv: “Mai sparati colpi con vere munizioni”
Flotilla per Gaza, l’abbordaggio e il deputato M5S Carotenuto – Global Sumud Flotilla /Dario Carotenuto
Tutte le barche della Global Sumud Flotilla in rotta verso la Striscia di Gaza sono state intercettate dalle Forze armate israeliane. A confermarlo la Global Sumud Italia ed è quanto risulta anche dallo stesso tracker. Sono 29 gli attivisti italiani trattenuti, tra cui il deputato del M5s Dario Carotenuto, ai quali si aggiungono anche tre residenti in Italia.
Tra le imbarcazioni abbordate anche la ‘Don Juan‘ con a bordo gli attivisti fiorentini Antonella Bundu, ex consigliera comunale a Firenze e ex candidata di Toscana Rossa alla presidenza della Regione, e Dario Salvetti, componente del collettivo di fabbrica dell’ex Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), che facevano parte dell’equipaggio.
È SUCCESSO.
Di nuovo. La marina militare israeliana ci ha abbordati. Le nostre barche sequestrate. I nostri corpi fermati. In acque internazionali.
A centinaia di miglia da Gaza. Sotto gli occhi di un'Europa che guarda, tace, e con il suo silenzio si fa complice.
”Oggi è stato formalmente depositato un esposto-denuncia per il reato di sequestro di persona in relazione ai fatti avvenuti il 29 aprile, il 18 e il 19 maggio 2026. Al momento, 29 cittadini italiani e tre residenti in Italia risultano sequestrati e trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Di loro non si hanno ancora notizie né comunicazioni ufficiali sulle condizioni di detenzione o sui tempi di rilascio. L’iniziativa legale si pone in continuità rispetto ai precedenti esposti già depositati in relazione ai fatti avvenuti nel medesimo contesto spazio-temporale della missione umanitaria Global Sumud Flotilla. La missione, composta da decine di imbarcazioni civili e disarmate, era salpata dai porti di Barcellona e Augusta con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza per consegnare beni di prima necessità e prestare assistenza medica alla popolazione civile, stremata da una grave crisi umanitaria’, comunica in una nota la Global Sumud Flotilla.
‘‘A bordo viaggiavano attivisti, osservatori per i diritti umani, giornalisti e personale medico provenienti da oltre quaranta Paesi – si legge nella nota -. Tra il 29 aprile e il 19 maggio, unità della Marina militare israeliana hanno intercettato e abbordato ripetutamente la flottiglia in acque internazionali (nelle zone Sar greca, cipriota ed egiziana), a centinaia di miglia nautiche dalla costa palestinese. Durante le operazioni, documentate anche da materiale audiovisivo in fase di deposito, gli equipaggi sono stati privati della libertà personale con l’uso della forza, trasferiti coattivamente sulla nave d’assalto Ins Nahshon e detenuti per ore in condizioni precarie. Dopo il rilascio dei primi attivisti sequestrati e il loro trasferimento in Grecia il 1 maggio, la missione ha ripreso il mare dalla Turchia il 14 maggio, per essere nuovamente intercettata il 18 e il 19 maggio”.
Le legali chiedono ”l’immediata attivazione delle autorità giudiziarie competenti per accertare le responsabilità penali, configurando il delitto di sequestro di persona aggravato dall’uso delle armi e dal concorso di più soggetti. L’azione è volta a tutelare i diritti fondamentali dei partecipanti alla missione e a garantire il rispetto del diritto internazionale del mare”. ”Non possiamo accettare la privazione della libertà di cittadini italiani impegnati in una missione esclusivamente pacifica – sottolinea la Global Sumud Flotilla -. Chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee di attivarsi con urgenza per garantire l’incolumità dei nostri connazionali, la trasparenza sulle loro condizioni e il rispetto dello stato di diritto e l’immediato rilascio di tutti gli attivisti”.
Le navi intercettate, la reazione di Tajani – A denunciare le nuove intercettazioni della missione umanitaria sono stati gli stessi attivisti della Flotilla. Le imbarcazioni, spiega la Farnesina, dovrebbero giungere al porto di Ashdod. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha chiesto intanto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagliattivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flotilla.
Il ministro ha quindi chiesto all’Ambasciatore d’Italia in Israele Luca Ferrari di svolgere un ulteriore passo formale con le Autorità israeliane per chiedere che a tutti i cittadini italiani partecipanti alla Flotilla siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia della loro incolumità nel corso di qualsiasi operazione amministrativa, di sicurezza o logistica condotta dalle autorità locali.
In conformità con il diritto internazionale e le convenzioni consolari vigenti, l’Ambasciata ha chiesto alle autorità israeliane competenti di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità fisica e i diritti fondamentali dei cittadini italiani.
La denuncia degli attivisti: “Hanno aperto il fuoco” – “Le forze israeliane hanno aperto il fuoco con proiettili contro le imbarcazioni civili della Global Sumud Flotilla ancora in navigazione verso Gaza, in acque internazionali, a circa 250 miglia nautiche dalla Striscia, al largo di Cipro, confermano gli equipaggi a bordo“. E’ quanto riferisce la Global Sumud Italia. Si tratta, spiegano gli attivisti, “dell’uso diretto di armi da fuoco contro civili disarmati, non violenti e inermi, che tengono le mani alzate e indossano i giubbetti di salvataggio. Non è più soltanto abbordaggio, sequestro e sabotaggio: è fuoco aperto su una missione umanitaria e pacifica“.
“Non conosciamo bene la tipologia, se siano proiettili veri o di gomma. Ma anche se fossero di gomma è gravissimo perché possono provocare danni, ferite, incidenti, cadute in mare. Non c’è nessun motivo, stanno già compiendo un atto criminale e su questo ci mettono sopra anche l’utilizzo della armi. Sei delle barche sono state colpite con raffiche di priettili e una di queste, la Girolama, batte bandiera italiana“, sottolinea Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla.
M5S: “Prelevato anche nostro parlamentare Dario Carotenuto” – Tra gli attivisti fermati dalle forze israeliane c’è anche il deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto, unico parlamentare imbarcato sulla Flotilla. “Il governo israeliano ha compiuto l’ennesima e grave violazione del diritto internazionale facendo un abbordaggio armato su imbarcazioni che portavano aiuti umanitari per il popolo palestinese. Tra gli italiani fermati c’è anche il nostro deputato Dario Carotenuto – affermano in una nota i capigruppo M5s di Camera e Senato Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini – e altri nostri connazionali. Chiediamo l’immediata liberazione di tutti coloro che sono stati rapiti da Israele e che il governo Meloni condanni gravemente questo atto di vera e propria pirateria. Non si può più permettere che Israele goda di totale impunità per le sue azioni; né trincerarsi dietro un silenzio, come quello di Giorgia Meloni, che sa ogni giorno di più di complicità“.
“Di fronte a un parlamentare italiano illegalmente rapito e ora sotto sequestro da parte di uno Stato estero, il governo italiano abbia la dignità di reagire con la massima fermezza – sollecitano i capigruppo M5S nelle Commissioni Esteri di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e Francesco Silvestri – e pretendere l’immediata liberazione del nostro collega e di tutti gli italiani in mano alle forze israeliane”.
“L’esercito israeliano – attacca il leader M5S Giuseppe Conte – è tornato ad attaccare la Flotilla: sono ore che abbiamo perso i contatti con il nostro deputato Dario Carotenuto mentre l’organizzazione della missione conferma che è stato prelevato dai militari di Israele assieme ad altri nostri connazionali. Addirittura hanno sparato, anche se sembrerebbe con proiettili non letali, contro equipaggi inoffensivi con le mani alzate. È gravissimo, è un sequestro a mano armata, è illegale e intollerabile. Il governo deve reagire con fermezza, pretendendo l’immediata liberazione degli italiani“, incalza Conte.
Israele: “Mai sparati colpi con munizioni vere” – “In nessun momento sono stati sparati colpi con munizioni vere. Dopo ripetuti avvertimenti, sono stati utilizzati mezzi non letali contro l’imbarcazione – non contro i manifestanti – a titolo di avvertimento. Nessun manifestante è rimasto ferito durante questo evento“. A scriverlo, su X, è il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein.
Tel Aviv ha poi spiegato che anche l’ultima flottilla diretta a Gaza è “giunta al termine” e che 430 attivisti verrano trasferiti in Israele.
“Un’altra flottiglia di propaganda è giunta al termine“, le parole del ministero degli Esteri in un post su X. “Tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari. Questa flottiglia si è dimostrata ancora una volta nient’altro che una trovata pubblicitaria al servizio di Hamas. Israele continuerà ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale e non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza“.
Secondo il sito web della flottilla, le Forze di Difesa Israeliane avevano iniziato a fermare le navi a circa 268 chilometri dalla costa di Gaza. Le imbarcazioni erano partite la scorsa settimana dalla Turchia.
Il fondo sovrano dell’Arabia Saudita sta valutando se procedere con la ristrutturazione del St James’ Park o la costruzione di un nuovo impianto.
Mohammed bin Salman, presidente del fondo sovrano PIF (Foto: Mohamed Farag/Getty Images)
Anche i fondi del Medio Oriente possono avere bisogno di aiuto sul fronte finanziario. PIF, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, è in trattative con alcuni investitori per la cessione di una quota di minoranza del Newcastle. L’obiettivo è reperire fondi per finanziare la costruzione del nuovo stadio del club, che fu rilevato dal Public Investment Fund nel 2021. A riportarlo è l’agenzia di stampa britannica Reuters.
Al momento i dirigenti di PIF, guidati dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, stanno valutando se impegnare queste risorse sulla ristrutturazione, con annesso ampliamento dell’attuale stadio, il St James’ Park, o dedicare tutti i propri sforzi alla costruzione di un nuovo impianto, che potrebbe essere ancora più appetibile per i soggetti finanziari coinvolti, pronti a rilevare una quota di minoranza del club inglese.
A confermare questa seconda ipotesi è stato lo stesso amministratore delegato del Newcastle, David Hopkinson, sottolineando che una possibile ristrutturazione dell’attuale impianto comporterebbe una spesa di diverse centinaia di milioni di sterline. Dall’altra parte, un nuovo stadio potrebbe costare oltre 1 miliardo di sterline (oltre 1,5 miliardi di euro), come ribadito dallo stesso Ad Hopkinson, che ha comunque sottolineato come sia il fondo PIF a decidere qualsiasi sviluppo futuro del club.
Gli investimenti sulle infrastrutture del Newcastle sono già iniziati, visto che si sta preparando unampliamento multimilionario del centro di allenamento, che aumenterà di oltre il 50% la superficie complessiva della struttura. Il tutto si inserisce in un momento storico particolare per PIF, che ha da poco annunciato come interromperà il finanziamento in favore del circuito LIV Golf al termine della stagione 2026, dopo aver investito oltre 5 miliardi di dollari nel progetto dal suo lancio nel 2022. Lo sport, comunque, rimane al centro degli investimenti di PIF anche in virtù del piano Saudi Arabia, che si coronerà con i Mondiali 2034, che la FIFA ha già assegnato all’Arabia Saudita.
La decisione tanto attesa sulla finale playoff di Championship è arrivata e sta già generando polemiche in tutto il Regno Unito.
Il verdetto più atteso del calcio inglese è finalmente arrivato e porta con sé una decisione clamorosa. Il Southampton è stato escluso dalla finale dei play-off di Championship in seguito a un’importante indagine disciplinare su attività di spionaggio illecite durante gli allenamenti.
Il club ha inoltre subito una penalizzazione di quattro punti in classifica valida per la stagione 2026/27 che a questo punto vedrà i Saints giocare ancora in Championship,aprendo inoltre di fatto la strada al Middlesbrough per affrontare l’Hull City a Wembley e conquistare un posto nella prossima Premier League.
LA DECISIONE DELLA EFL – Come confermato dalla English Football League (EFL), il Southampton è stato escluso dalla corsa alla promozione post-stagione con effetto immediato, annullando di fatto la recente vittoria in semifinale dei play-off. I Saints avevano sconfitto il Middlesbrough per assicurarsi un posto nella finale di Wembley contro l’Hull City, ma la Commissione Disciplinare Indipendente ha espulso il club dopo che quest’ultimo ha ammesso molteplici violazioni del regolamento EFL relative alle riprese non autorizzate degli allenamenti degli avversari, compresi quelli della stessa squadra eliminata.
Oltre all’espulsione, che permette al Middlesbrough di prendere il posto nella finalissima, il Southampton ha ricevuto una penalizzazione di quattro punti che verrà applicata nella classifica del Championship 2026/27, insieme a un ulteriore richiamo formale.
Le accuse emersero inizialmente l’8 maggio, con ulteriori violazioni identificate in seguito relative alle partite contro Oxford United, Ipswich Town e Middlesbrough nel corso della stagione 2025/26.
IL MIDDLESBROUGH IN FINALE – La classifica finale del campionato è stata quindi modificata, offrendo al Middlesbrough un’inaspettata seconda chance. La squadra di Teesside si recherà a Wembley per contendersi la promozione, ma va detto che il Boro si aspettava questa decisione al punto da non aver mai sciolto la squadra e aver continuato a gestire allenamenti come se la finale dei playoff fosse già garantita.
“L’effetto del provvedimento odierno è che il Middlesbrough viene reintegrato nei Play-Off del 2026 e accederà alla finale dei Play-Off contro l’Hull City. La finale è ancora in programma per sabato 23 maggio, con l’orario di inizio da confermare“.
Gli altri due corpi, come anticipato nelle scorse ore, dovrebbero essere recuperati domani
Gli italiani morti alle Maldive
Sono stati recuperati i primi due dei quattro corpi dei sub italiani individuati ieri in una grotta sottomarina alla Maldive, morti giovedì scorso durante un’immersione. La notizia, riferita da fonti locali, è stata confermata all’Afp dal portavoce del governo di Malé, Mohamed Hussain Shareef. Gli altri due, come anticipato nelle scorse ore, dovrebbero essere recuperati domani.
In attesa dell’identificazione ufficiale dei corpi, le fonti locali riferiscono che uno è di Federico Gualtieri, mentre il secondo è di una donna. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato già recuperato, mentre mancavano ancora all’appello quelli di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino.
Le operazioni di recupero – “Dopo l’individuazione delle 4 vittime nel sistema di cavità sommerse di Dhekunu Kandu, le prossime operazioni di recupero saranno condotte per fasi successive, con finestre operative limitate e un’impostazione estremamente prudente, alla luce dell’elevata complessità dell’ambiente subacqueo“, ha riferito ieri in una nota Dan Europe, organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit fondata nel 1983 e attiva nella sicurezza subacquea, nella gestione delle emergenze, nella ricerca e nell’assistenza ai subacquei a livello internazionale.
“L’operazione – sottolineano – prosegue in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force (Mndf), il cui contributo operativo e logistico resta essenziale in tutte le fasi della missione, insieme all’apporto di sub maldiviani esperti che conoscono il contesto locale e supportano il dispositivo di recupero. Il contesto operativo è quello di una grotta marina profonda, con ingresso tra 55 e 60 metri, passaggi stretti, cunicoli e forte rischio di sollevamento del sedimento, condizione che può azzerare la visibilità e imporre l’interruzione immediata della missione“.
“Per le immersioni – concludono – vengono impiegate attrezzature tecniche avanzate, tra cui rebreather a circuito chiuso, che consentono di riciclare i gas respiratori, potenti scooter subacquei (Dpv) e configurazioni di supporto vitale ridondanti. In superficie è stato predisposto un articolato supporto logistico e medico, comprensivo di una barca-ambulanza e della presenza costante di un medico iperbarico“.
Scoperta una rete criminale transnazionale che operava attraverso la strumentalizzazione dei Decreti Flussi
Per ottenere il visto per lavorare in Italia come braccianti, le famiglie di decine di giovani indiani hanno versato somme tra gli 8.500 e i 13 mila euro. Poi una volta giunti in Italia, venivano «privati della libertà personale» e fatti lavorare in imprese agricole – di allevamento e di raccolta ortaggi – «con turni estenuanti», spesso oltre le 12 ore giornaliere e con paghe irrisorie. E’ questo uno dei dettagli forniti stamani dal procuratore della Dda di Potenza,Camillo Falvo, su un’operazione condotta dai Carabinieri che ha portato a sette arresti (due in carcere e cinque ai domiciliari) e altre cinque misure cautelari (obbligo o divieto di dimora). Le persone indagate sono italiane e indiane e sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, all’intermediazione illecita e allo sfruttamento lavorativo.
La «soggezione non solo fisica» – come accertato dal Comando provinciale di Potenza e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Napoli che hanno avviato le indagini nel 2023 dopo una verifica presso un’azienda agricola di Grumento Nova (Potenza) – era legata anche alle precarie condizioni di alloggio «in strutture fatiscenti e spesso prive di servizi essenziali». Ma la soggezione era soprattutto «economica e psicologica» a causa del «timore di non poter onorare il debito contratto con l’organizzazione». E poi le vittime venivano spesso minacciate di non far ottenere loro il permesso di soggiorno. Nel corso della conferenza stampa – a cui hanno preso parte anche il comandante provinciale di Potenza dell’Arma, colonnello Luca D’Amore e il comandante per la Tutela del Lavoro di Napoli, tenente colonnello Marcello Robustelli – il procuratore Falvo ha lanciato un appello alle vittime e anche ad altri imprenditori agricoli «a denunciare».
Stamattina erano riprese le ricerche, alle quali partecipa anche un team di tre sommozzatori finlandesi della società Dan Europe
Sub alle Maldive – (Ipa)
Sono stati individuati i corpi dei quattro sub italiani morti giovedì scorso durante un’immersione nella grotta di Alimathà. alle Maldive. Lo ha confermato la Farnesina. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato recuperato il giorno stesso dell’incidente, mentre mancavano ancora all’appello quelli di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino.
Stamattina erano riprese le ricerche, alle quali partecipa anche un team di tre sommozzatori finlandesi della società Dan Europe, arrivata ieri per coordinare i piani con la Guardia Costiera delle Maldive. Secondo quanto riferito dalle autorità maldiviane, le salme di tutti e quattro i sub italiani dispersi sono state localizzate nel terzo segmento della grotta presso il sito Cave Dive dell’Atollo Vaavu, a seguito dell’immersione condotta dai soccorritori.
Il portavoce capo dell’ufficio del presidente, Mohamed Hussain Shareef, affermato che, sebbene l’operazione sia ripresa, per l’immersione di oggi è utilizzato un Rov (veicolo sottomarino a controllo remoto), perché “non è possibile immergersi in profondità a causa delle correnti“. “Oggi – ha dichiarato Shareef, citato dal sito maldiviano ‘Edition’ – non ci saranno immersioni profonde. Il sito sarà ispezionato, con procedure di familiarizzazione che si svolgeranno sul posto con la squadra straniera“. Il portavoce ha aggiunto che la squadra di sommozzatori stranieri, la missione di salvataggio delle Maldive e una squadra di sommozzatori del servizio di polizia delle Maldive sono attualmente attive nell’operazione.
L’operazione era stata sospesa dopo la morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhy, uno dei sommozzatori più esperti della Guardia Costiera, a causa della malattia della decompressione mentre era impegnato nelle ricerche.
Prevalle, incendio in una ditta specializzata: area bonificata e messa in sicurezza
L’incendio nella notte in un’azienda specializzata nel recupero e smaltimento di rifiuti metallici
PREVALLE (Brescia) – Notte di paura a Prevalle, dove una azienda specializzata nel trattamento e smaltimento dei rifiuti, specie di quelli ferrosi, è stata danneggiata da un violentissimo incendio. Fortunatamente, nonostante la gravità del rogo, non si registrano feriti o intossicati. L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte nel piazzale antistante il capannone dove vengono lavorati i rottami. Per domare l’incendio, spento dopo molte ore, è stato necessario un imponente dispiegamento di forze, con l’intervento in sinergia di diversi distaccamenti della provincia.
Sul posto hanno operato incessantemente ben 31 Vigili del fuoco provenienti dalla sede centrale e dai distaccamenti di Salò, Chiari, Desenzano del Garda, Orzinuovi e Cunettone. Massiccio l’impiego di mezzi strategici per contenere il fronte del fuoco tra cui 4 Autopompe serbatoio e 5 Autobotti pompa, una 1 Botte volumetrica straordinaria dalla capacità di circa 28mila litri d’acqua, un’ autoscala e un carro aria, quest’ultimo fondamentale per il ricambio delle bombole d’ossigeno degli operatori. Cruciale si è rivelato il supporto dei tecnici di A2A, che hanno garantito il continuo e massiccio approvvigionamento idrico necessario per rifornire le autobotti e mantenere costante la pressione dei getti d’acqua. Hanno lavorato anche i tecnici di Arpa Lombardia.
Per il monitoraggio della qualità dell’aria, sentito anche il servizio meteo di Arpa Lombardia riguardo alle previsioni dei movimenti d’aria, è stato posizionato un campionatore ad alto volume all’interno della Polisportiva di Prevalle in via Zanardelli 9, situata a sud-ovest della zona dell’incendio. I risultati saranno comunicati a breve. È stata effettuata anche la verifica delle acque di spegnimento, confluite in vasche di raccolta prima pioggia, che saranno smaltite come rifiuto.
Sul luogo sono arrivati anche i carabinieri, che hanno effettuato i primi rilievi di rito e avviato gli accertamenti per stabilire con esattezza le cause che hanno fatto originare il rogo. Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della zona sono proseguite per tutta la giornata.
Lo stesso stabilimento aveva preso fuoco un mese fa circa. Il rogo nella stessa strada in cui fu uccisa Giula Cecchettin nel novembre 2023
Incendio nei pressi di una fabbrica di smaltimento di componenti elettronici
FOSSO’ – Incendio nei pressi di una fabbrica di smaltimento di componenti elettronici, la Haiki electrics, nella zona industriale di Fossò, nel pomeriggio di oggi domenica 17 maggio. Il fuoco è partito con ogni probabilità da alcuni cassoni adibiti allo stoccaggio di rifiuti elettronici. Sul posto di Vigili del Fuoco che hanno operato fino alle 19 per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l’area. Il vicesindaco ha chiesto alla popolazione di tener chiuse porte e finestre, in via precauzionale. Non si registrano feriti.Alte colonne di fumo nero prodotte da plastiche e batterie incendiate sono visibili nel raggio di molti chilometri. Numerose le chiamate e le segnalazioni. Lo stesso stabilimento aveva preso fuoco circa un mese fa. L’incendio, per altro, si è sviluppato nella stessa strada in cui fu uccisaGiulia Cecchettin nel novembre del 2023.
Il pilota di casa viene a contatto con la moto di Acosta, che si rompe in rettilineo. Nuova partenza e nuovo incidente, che coinvolge Bagnaia, Marini e il francese. Alla fine il secondo successo nella classe regina del pilota romano
La terribile carambola del Gp di Catalunya
Spaventosa caduta per Alex Marquez nel Gran Premio di Catalogna di MotoGp. Il pilota del team Gresini viene a contatto da dietro con la Ktm di Pedro Acosta, che rompe il motore in pieno rettilineo rallentando bruscamente, esce di pista e viene sbalzato dalla moto, che si ribalta più volte distruggendosi. La ruota anteriore del veicolo colpisce Fabio Di Giannantonio, che a sua volta finisce a terra. Tutti i piloti, comunica la MotoGp, sono coscienti ma Marquez è stato trasportato in ospedale per altri esami. La gara è stata interrotta con le bandiere rosse.
Alex Marquez portato in barella in ambulanza per essere poi trasportato in ospedale (afp)
Seconda partenza, secondo incidente – Sfortunata anche la seconda partenza: in un nuovo incidente ad avere la peggio è stato Johann Zarco con la Honda, coinvolto in un contatto con Pecco Bagnaia e Luca Marini. I giudici di gara hanno alzato la bandiera rossa e sospeso nuovamente il Gp. I due italiani si sono subito rialzati, mentre il francese è stato soccorso in pista e portato via dal circuito in ambulanza: “Non è in condizioni critiche”, recita un comunicato della sua scuderia. Ma le immagini mostrano chiaramente la sua gamba incastrata nella parte posteriore della moto di Bagnaia.
La carcassa della moto di Alex Marquez(afp)
La vittoria di Di Giannantonio – Alla fine ha vinto Fabio Di Giannantonio con la Ducati del team VR46, che ha ottenuto il suo secondo successo nella classe regina, precedendo gli spagnoli Joan Mir e Fermin Aldeguer. Sesta l’Aprilia del leader del mondiale Marco Bezzecchi, che ha approfittato del ritiro del suo primo inseguitore in classifica piloti, Jorge Martin, caduto nella terza partenza.Quinto Pecco Bagnaia sulla Ducati ufficiale. Nel giro finale, mentre era terzo, è caduto anche Pedro Acosta con la Ktm, dopo un contatto con Ogura, il giapponese dell’Aprilia.
Trentuno anni, laureato in Economia, è nato in provincia di Bergamo ma abita a Ravarino, nel Modenese: è un cittadino italiano di origini marocchine. Non era noto alle forze dell’ordine, in passato sarebbe stato in cura per problemi psichiatrici
Si chiama Salim El Koudri l’uomo che sabato pomeriggio (16 maggio) alla guida di un’autoha travolto a tutta velocità alcuni pedoni in centro a Modena, causando otto feriti, quattro dei quali gravi. L’uomo, 31 anni, laureato in Economia, è nato a Seriate il 30 marzo del 1995, in provincia di Bergamo, ma risiede a Ravarino, nel Modenese. Attualmente stava cercando lavoro. Un italiano di seconda generazione, con origini marocchine. In base a quanto emerso finora, sembra che l’uomo sia risultato negativo al tampone per l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.
L’auto guidata dall’uomo. Foto LaPresse
Dalle prime informazioni, El Koudri fino al 2024 sarebbe stato in cura in un centro per problemi psichiatrici. Non era noto alle forze dell’ordine: il suo casellario giudiziario non mostra segnalazioni. Nel tardo pomeriggio è stato portato in questura a Modena per essere sottoposto a un interrogatorio. La polizia di Stato ha avviato subito le indagini per capire le ragioni del gesto. Per il momento non emergerebbero elementi che possano far pensare a una radicalizzazione religiosa o a legami con formazioni eversive.
Cosa è successo – Tutto è successo su via Emilia in pieno centro, con la vettura – una Citroen C3 – proveniente da Largo Garibaldi. Sul posto diverse forze dell’ordine e i soccorritori. L’uomo a bordo dell’auto (rimasto a sua volta ferito) è scappato a piedi ferendo con un coltello una persona che gli si era lanciata addosso per fermarlo, ma è stato poi bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano. Sul posto è arrivato anche il sindaco Massimo Mezzetti.
Le indagini – Poco dopo l’autore del gesto è stato fermato da una volante della polizia e portato in questura a Modena. Sul caso indaga la procura di Modena che ha disposto la perquisizione dell’abitazione dell’uomo a Ravarino, piccolo centro che si trova a una quindicina di chilometri a nord-est del capoluogo. Dalla perquisizione domiciliare sarebbero tuttavia emersi segnali di una forte instabilità mentale dell’investitore: in passato sarebbe stato sottoposto a cure psichiatriche.
Andrà fatta chiarezza. Resta da capire se ci sono stati episodi che in qualche modo possano averlo spinto a compiere il gesto.
L’auto a forte velocità ha travolto i pedoni prima di schiantarsi contro una vetrina: il fermato sarebbe un italiano 31enne di seconda generazione nato a Seriate (Bergamo). Secondo i testimoni una donna avrebbe perso le gambe
Un’auto a velocità sostenuta ha falciato una decina di persone a piedi, in centro a Modena. Ci sono feriti, alcuni in modo grave. È successo su via Emilia in pieno centro, con la vettura proveniente da Largo Garibaldi.Sul posto diverse forze dell’ordine e di soccorso.
L’auto travolge una decina di persone: quattro feriti gravi – L’uomo a bordo dell’auto(rimasto a sua volta ferito) è scappato a piedi ferendo con un coltello una persona che gli si era lanciata addosso per fermarlo ma è stato poi bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano. Sul posto è arrivato anche il sindaco Mezzetti. La polizia di Stato ha avviato immediatamente le indagini per capire le ragioni del gesto. Stando a quanto riferito dal primo cittadino i feriti sarebbero otto di cui quattro in condizioni gravi.
Il responsabile prova ad accoltellare un passante che lo ferma – Da una prima ricostruzionel’auto a tutta velocitàha travolto i pedoni in largo Porta Bologna, poi lo schianto contro la vetrina di un negozio. Una donna, secondo le prime testimonianze, avrebbe perso entrambe le gambe. L’uomo, a quanto sembra un italiano di seconda generazione, avrebbe quinditentato la fuga accoltellando anche un passante che alla fine è riuscito a fermarlo. In corso i soccorsi.
Chi è l’uomo fermato – L’uomo fermato sarebbe un cittadino italiano di seconda generazione(origine marocchina)di 31 anni di Seriate (Bergamo) ma residente in provincia di Modena. Risulterebbe incensurato.Quattro o cinque persone hanno inseguito e contribuito a catturare l’automobilista.
Il sindaco: «Un atto drammatico, grave se fosse un attentato» – «Bisogna capire la natura ma è un atto drammatico, Sono profondamente colpito, qualunque sia la natura è un fatto gravissimo. Se fosse un attentato sarebbe ancora più grave». Sono le prime parole del sindaco di Modena Massimo Mezzetti,sul posto appena accaduto l’investimento. L’autore, «pare un nordafricano, è in questura e lo stanno interrogando».
Il primo cittadino aggiunge che secondo le prime testimonianze «l’auto ha puntato il marciapiede, colpendo anche una bici e poi si è schiantata colpendo in pieno una donna che è la più grave, con le gambe schiacciate. Lo hanno visto con un’arma in mano ma non è riuscito ad accoltellare nessuno. Pare che abbia tentato di colpire qualcuno».
«Voglio ringraziare i cittadini che lo hanno fermato – aggiunge Mezzetti -. L’uomo era anche armato di coltello, hanno avuto coraggio e grande senso civico. Il mio ringraziamento forte va a loro in questo drammatico momento».
L’uomo che ha fermato l’automobilista: «Mi ha colpito» – La signora colpita in pieno dall’auto a folle corsa in pieno centro a Modena nell’impatto ha perso entrambe le gambe. È il dettaglio che emerge dal racconto di Luca Signorelli, l’uomo che ha braccato l’autore dell’investimento.«Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate– spiega Signorelli ai cronisti, la testa ancora grondante di sangue – lui (l’investitore, ndr) scappa. Quindi l’ho inseguito, nel frattempo altre 4-5 persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa ma non era italiano».
«Mi sono arrivati due fendenti – aggiunge l’uomo –uno al cuore e l’altro alla testa. È partita una colluttazione. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l’altro l’ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E poi l’ho neutralizzato». Aiutato anche da altri passanti.
I testimoni: «Abbiamo visto le persone volare» – «Abbiamo visto l’auto arrivare, puntava il marciapiede. Ha fatto un’accelerazione improvvisa. Andava almeno a cento all’ora, abbiamo visto le persone volar» è il racconto di testimoni.
Hanno cercato di far cadere i ciclisti – Posizionati su una rotonda a Marigliano, i giovani si sono quasi buttati in mezzo alla strada cercando di creare problemi ai ciclisti, tentando di spingerli o si intralciare con le gambe le ruote delle biciclette, con il rischio concretissimo di farli cadere. Qualcuno si è limitato a mandarli a quel paese con gesti espliciti, altri hanno quasi finto di colpirli, come a sottolineare la stupidità del gesto. Gli agenti del commissariato di polizia di Nola li hanno subito identificati: si tratta di due ragazzi di 19 anni residenti a San Vitaliano. per loro scatterà una denuncia a piede libero alla Procura nolana per il reato di pericolo all’incolumità pubblica nel corso di manifestazioni sportive.
Lingua originale: inglese Rispetta i corridori. Rispetta la gara. Rispetta il #GirodItali Tifosi. Vi amiamo ai bordi della strada. Amiamo il vostro entusiasmo, amiamo che incoraggiate i corridori, amiamo che vi vestiate come fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non comportatevi come questo tizio.
Respect the riders. Respect the race. Respect the #GirodItalia
🫶 Fans, Tifosi. We love you on the roadside. We love your enthusiasm, we love that you cheer on the riders, we love that you dress like flamingos.
La denuncia del Giro – Il Giro d’Italia è intervenuto con una nota per denunciare l’episodio, rischiosissimo: “Tifosi. Vi adoriamo a bordo strada. Adoriamo il vostro entusiasmo, adoriamo il vostro tifo per i corridori, adoriamo il vostro abbigliamento da fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona”. Anche Eurosport, titolare dei diritti internazionali, ha scritto un tweet polemico sull’accaduto, con le immagini del caso: “Un gesto da non imitare assolutamente. Speriamo che queste immagini aiutino ad individuare i colpevoli! I corridori non si toccano, la loro incolumità è sacra”.
Imbarcazioni di soccorso sul luogo dell’incidente in cui sono morti i 5 subacquei, incognita sulle condizioni meteo. L’ambasciatore italiano arrivato a Malè
Nella combo, da sinistra Monica Montefalcone, Federico Gualtieri, Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti e Muriel Oddenino, morti in un’immersione alle Maldive
Sul luogo dell’incidente in cui sonodeceduti 5 subacquei italiani sono giunte le imbarcazioni di soccorso della Guardia costiera maldiviana. A bordo sono presenti i sommozzatori della Guardia costiera e della polizia e un esperto sommozzatore italiano che ha già collaborato con le autorità.
Iniziate alle Maldive le operazioni di recupero dei corpi dei cinque italiani morti ieri durante una immersione in una grotta sottomarina. L’Ambasciatore d’Italia a Colombo, competente per le Maldive, è arrivato da qualche ora a Malè e incontrerà i responsabili della guardia costiera presenti nella capitale, riferisce intanto una nota della Farnesina.
Al momento, si precisa, le condizioni meteo potrebbero impedire l’avvio delle operazioni di recupero, ma dovrebbe essere effettuata una prima immersione volta a esplorare i punti di accesso della grotta, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche.
La ricercatrice e la figlia, la biologa, il capobarca, il sub: le vittime – Le vittime sono Monica Montefalconee sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti,Federico Gualtierie Muriel Oddenino. Monica Montefalcone, 51 anni, ricercatrice Unige, lavorava presso il Distav, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova. La figlia, Giorgia Sommacal, aveva 23 anni. La giovane era una studentessa di Ingegneria biomedica all’università di Genova. Nella stessa città aveva frequentato il liceo classico Giuseppe Mazzini.
Gianluca Benedetti, nato a Padova, secondo la sua biografia rintracciabile sul sito dell’agenzia di viaggi Albatros Top Boat di Verbania per cui lavorava, dopo una lunga esperienza nel mondo delle banche e della finanza, aveva deciso di cambiare vita e di trasformare la subacquea, una sua passione di lunga data e impegno lavorativo già svolto da molti anni come part time in Italia, in un’attività a tempo pieno. Nel 2017 si era trasferito alle Maldive, perlomeno in modo continuativo fino al 2024. Il suo ruolo era quello di istruttore subacqueo ma anche di operations manager, ossia era il capobarca a bordo delle due imbarcazioni, Conte Max e Duca di York, che l’agenzia usa in loco per portare i turisti a fare immersioni. Benedetti viene definito come “una persona energica ed estremamente sportiva, amante della lettura, del cinema classico e degli scacchi”.
Era una biologa marina, ecologa e assegnista di ricerca al Dipartimento di scienze della terra dell’università di Genova Muriel Oddenino, 31 anni. Specializzata in ecologia marina, aveva conseguito la laurea triennale all’università di Torino per poi concludere gli studi nell’ateneo del capoluogo ligure. Appassionata di immersioni era coautrice di ricerche scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini. Appresa la notizia, sui suoi profili social, cominciano a comparire alcuni messaggi che la ricordano. “Ciao piccolina, ragazza meravigliosa, dolce, sensibile, sempre con il sorriso negli occhi e la gentilezza nel cuore – scrive un suo contatto – Ti vedevamo entrare in caffetteria ci chiedevi la tua focaccia e il cappuccino senza lattosio, pronta a fare due chiacchiere e a regalare un momento di allegria a tutti noi. La tua presenza mancherà tantissimo, ma il ricordo della tua luce , del tuo sorriso e della tua dolcezza resterà per sempre nei nostri cuori. Ci stringiamo con affetto al dolore della famiglia e di tutte le persone che ti hanno voluto bene”. Monica Montefalcone e Muriel Oddenino erano colleghe: entrambe lavoravano nel Distav.
Federico Gualtieri era un istruttore di sub. Si era laureato in Scienze biologiche all’università di Genova lo scorso marzo. Originario di Omegna, nel Verbano Cusio Ossola, all’ateneo del capoluogo ligure aveva frequentato il corso di laurea magistrale in Biologia ed ecologia marina. In precedenza aveva frequentato il corso di laurea in Scienze biologiche all’università del Piemonte Orientale. Sui suoi profili social numerose sono le immagini di atolli mentre cominciano a comparire i primi commenti. “Povero Chicco’ scrive un’amica.
Il tribunale amministrativo non si pronuncia, si trova un accordo tra Lega e Prefettura nel pomeriggio
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, (ansa)
Quando si gioca? Finalmente si sa.Domenica alle 12. Si decide dopo una giornata agitata.Non solo il derby, è mezza serie A, cinque partite che devono giocarsi insieme per rispettare la regola della contemporaneità, tutte quelle coinvolte insieme alla Roma nella lotta alla qualificazione alla Champions. Oggi si attendeva la decisione del Tar, che non ha deciso nulla rispetto al ricorso della Lega: la parola è passata all’Avvocatura di Stato che ha convocato Lega Serie A e prefetto per arrivare a un accordo.
Di fatto si è cercata una soluzione senza arrivare in tribunale nel tavolo tecnico a cui hanno partecipato i soggetti in causa. E lì si è arrivati alla soluzione della Lega: si gioca all’ora di pranzo. Per il derby le posizioni di Roma e Lazio restano lontanissime:Sarri ha minacciato di non presentarsi domenica, la Roma aveva appoggiato i propri tifosi che avevano minacciato sciopero in caso di rinvio al lunedì.
Possibili temporali improvvisi e intensi in diverse aree della regione con grandine di piccole-medie dimensioni, accompagnata da raffiche di vento. Venerdì non andrà meglio. Sole nel weekend. Ma durerà? Cosa dicono le previsioni
Possibili improvvisi forti rovesci e maxi grandinate
Tempo instabile e nuova allerta meteo in Lombardia per la discesa di un’ampia perturbazione sull’Europa centrale.Oggi, giovedì 14 maggio, cielo prevalentemente nuvoloso. In mattinata locali rovesci e isolati temporali sui settori settentrionali; nel pomeriggio sono attesi acquazzoni sparsi su buona parte della regione, localmente anche di moderata o forte intensità con possibilegrandine di piccole o medie dimensioni, accompagnati anche da forti raffiche di vento. Possibili nevicate oltre 1500 metri circa. In prima serata ancora rovesci e temporali sparsi in transito verso est, specie sui settori meridionali.
Oggi allerta meteo gialla per forti temporali – Il maltempo con piogge e temporali che oggi investirà gran parte dell’Italia ha indottola Protezione Civile a diramare un’allerta gialla per rischio temporali in Lombardia. Ecco quali zonesaranno interessate:
Nodo Idraulico di Milano,Pianura centrale, Alta pianura orientale, Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Appennino pavese, Laghi e Prealpi orientali.
A Milano – Il centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalle ore 6 di oggi giovedì 14 maggio, che proseguirà fino a mezzanotte. Lo ha fatto sapere in una nota Palazzo Marino, invitando “i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo“. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile del Comune di Milano sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città.
Venerdì ancora maltempo – Non andrà molto meglio domani, venerdì 15 maggio. In mattinata sono attese piogge diffuse su Alpi e Prealpi con limite neve tra 1200 e 1600 metri circa, nel pomeriggio locali rovesci o temporali possibili su gran parte del territorio. Temperature massime in calo, anche al di sotto della media del periodo.
Un miglioramento nel weekend. Ma durerà? – Per un miglioramento bisognerà attendere il fine settimana: sabato 16 maggio attese nubi e locali precipitazioni residue sui settori centro-orientali, poi prevarrà il sole, anche domenica 17 maggio. All’inizio della prossima settimana l’influenza di un campo di alta pressione in rinforzo sulla Penisola Iberica e del transito di successive perturbazioni sull’Europa centrale porteranno tempo variabile con sole intervallato da possibili passaggi di precipitazioni. Temperature in aumento.
Il Consiglio federale ha ratificato la decadenza del presidente dell’Associazione Arbitri Antonio Zappi
Il presidente federale dimissionario Gabriele Gravina, ha proposto al Consiglio federale della FIGC, che ha condiviso, di commissariare l’Aiaper ripristinare il regolare funzionamento dell’Associazione, condizionando tale decisione all’esito della risposta che la Sezione Consultiva del Collegio di Garanzia presso il Coni darà in merito, anche valutando alcune osservazioni avanzate dal Comitato Nazionale dell’Aia. Il Consiglio ha ratificato la decadenza del Presidente Antonio Zappi, a conclusione dell’iter disciplinare e processuale che lo ha visto condannato a 13 mesi di inibizione.
Gravina – si legge nella nota della FIGC – ha ringraziato il vicepresidente vicario Aia Massini “per il senso istituzionale mostrato in questo periodo” e ha poi illustrato le diverse criticità politico-organizzative che stanno caratterizzando l’associazione, informando anche il Consiglio di aver ricevuto una lettera dai rappresentanti del Comitato Nazionale (letta da Massini e acquisita agli atti) nella quale si riscontra, nonostante la possibilità di indire il processo elettorale, una “situazione di incertezza interna” e di “non serenità” in un quadro di complessità generale dovuto alla “collocazione temporale del procedimento e della successiva campagna elettorale”. Il prossimo consiglio federale sarà il 26 maggio.
Un focolaio sospetto di norovirus ha colpito una nave da crociera con passeggeri britannici e irlandesi, scatenando un’emergenza sanitaria e test in corso per identificare la causa.
Ambassador Cruise Line
Oltre 1.700 persone sono state messe in quarantena su una nave da crociera arrivata a Bordeaux da Brest ieri sera, dopo la morte di un passeggero di 90 anni per un sospetto focolaio di gastroenterite.
L’hanno annunciato le autorità sanitarie. Tra i 1.233 passeggeri, per lo più britannici e irlandesi, circa una cinquantina hanno manifestato sintomi. Sono in corso test per rilevare l’eventuale presenza di norovirus.
A bordo anche 514 membri dell’equipaggio. La nave dell’Ambassador Cruise Line, partita dalle Shetland il 6 maggio, ha fatto scalo a Belfast, Liverpool e Brest prima di Bordeaux, da dove era previsto il ritorno in Spagna. Oggi a mezzogiorno, era ormeggiata in centro città, senza alcuna misura di sicurezza a terra.
Non è stata esclusa la possibilità di un’intossicazione alimentare e sono stati smentiti tutti i collegamenti con l’hantavirus.
Tra i passeggeri, in maggioranza britannici e irlandesi, oltre al novantenne deceduto, una cinquantina hanno manifestato disturbi gastrointestinali e sono in corso analisi per rilevare l’eventuale presenza di norovirus, secondo una fonte sanitaria che precisa che a bordo si trovano anche 514 membri dell’equipaggio.
Il norovirus – Il norovirus è un virus altamente contagioso responsabile di gastroenteriti acute (“influenza intestinale”), caratterizzato da vomito e diarrea rapidi, con sintomi che durano solitamente 1-3 giorni. Il contagio avviene per contatto diretto o superfici contaminate e focolai si verificano spesso in ambienti chiusi o navi. L’incubazione è breve (12-24 ore), la disidratazione è il rischio principale, il virus resiste sulle superfici.
Episodi di norovirus sono già stati segnalati a bordo di navi da crociera, come sulla Rotterdam a inizio 2026. Durante una crociera di Capodanno (28 dicembre 2025 – 9 gennaio 2026) nei Caraibi, la nave Rotterdam di Holland America Line ha registrato un focolaio di gastroenterite da norovirus.Il contagio ha colpito 94 persone in totale (85 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio) su oltre 3.500 persone a bordo.
Corteo dopo la gara di domenica 17 maggio, ecco l’ipotesi di tragitto del pullman scoperto con i campioni d’Italia. Il rettilineo di via Monte Rosa, Conciliazione, Cadorna e corso Magenta. Poi Cordusio e la Madonnina
Il percorso della festa scudetto dell’Inter
L’ipotesi del percorso è già il frutto di una prima mediazione tra la società e le forze dell’ordine. Gli ultimi dettagli verranno messi a punto nella riunione di domani mattina del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, ma il tragitto concordato non dovrebbe subire modifiche sostanziali rispetto a quello già stilato. Stiamo parlando della parata che andrà in scena domenica pomeriggio per celebrare il ventunesimo scudetto dell’Inter, che verrà consegnato a Lautaro Martinez e compagni in un San Siro quasi certamente sold out al termine della gara casalinga contro il Verona.
L’ultima partita in casa – L’ultima per la Beneamata tra le mura amiche, prima dell’ininfluente trasferta finale al Dall’Ara di Bologna. Solo ieri sera è stato reso noto l’orario di inizio del match, in programma alle 15. Un ritardo legato allo spinosissimo caso del derby di Roma e alla concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia di tennis al Foro Italico: come preannunciato nel pomeriggio dall’amministratore delegato Luigi De Siervo, la stracittadina della Capitale comincerà alle 12.30; e di conseguenza scenderanno in campo in contemporanea pure le altre squadre che stanno lottando per un piazzamento valido per la prossima Champions League, vale a dire Napoli, Juventus, Milan e Como. Una questione che non riguardava direttamente l’Inter, ma che comunque ha rallentato le comunicazioni ufficiali su anticipi e posticipi della trentasettesima giornata. È evidente che dall’orario del match dipenderà tutto quello che accadrà dopo.
Lautaro Martinez e Denzel Dumfires
Cosa è successo due anni fa – Due anni fa, il pullman con i campioni della seconda stella era uscito dalla pancia del Meazza attorno alle 16, a tre ore e mezza dall’inizio di Inter-Torino alle 12.30. Stavolta, invece, la partenza dell’autobus potrebbe essere posticipata tra le 18 e le 18.30. Scenari a parte, ecco le strade che dovrebbe percorrere il pullman scoperto. Partenza obbligata da viale Caprilli tra due ali di folla in attesa in cima alla rampa del parcheggio dello stadio: nel 2024, l’autista impiegò mezz’ora solo a raggiungere la rotonda dell’Ippodromo. Poi la tappa in piazzale Lotto e la svolta in via Monte Rosa per un lunghissimo rettilineo che attraversa piazza Amendola, lambisce lo skyline di CityLife e si conclude in piazza Buonarroti. Da lì l’autobus con i colori nerazzurri e il trofeo dello scudetto (e la Coppa Italia se l’Inter se la aggiudicherà domani sera nella finale contro la Lazio) dovrebbe percorrere via Boccaccio, approdare in piazzale Cadorna e svoltare a destra in via Carducci.
In seguito, il pullman dovrebbe raggiungere largo d’Ancona, girare a sinistra in corso Magenta e proseguire in via Meravigli. L’ultimo tratto prevede piazza Cordusio,via Orefici e l’arrivo trionfale all’ombra della Madonnina. Un tragitto parzialmente diverso rispetto a quello di due anni fa, quando i nerazzurri attraversarono viale Teodorico,corso Sempione e via Melzi d’Eril, lasciandosi a destra l’Arena Civica; poi il passaggio davanti alla sede del club in viale della Liberazione, la passerella serale tra via Turati, piazza Cavour e e via Manzoni e l’approdo in Duomo alle 23 passando da piazza Scala. Il finale non dovrebbe cambiare: tutti affacciati dalla terrazza incastonata nel complesso monumentale della Galleria Vittorio Emanuele e cori lanciati al megafono dai giocatori per condividere la gioia dello scudetto con i fan. Nel 2024, le stime parlarono di circa 400mila persone in strada per salutare i campioni d’Italia. Difficile fare meglio. Non impossibile.
Il vertice, tenutosi a Milano, tra il procuratore Viola, il pm Ascione e la Guardia di finanza ha stabilito che entro due settimane gli inquirenti faranno il punto sul materiale raccolto. La definizione dell’indagine sarà entro l’estate
A sinistra Gianluca Rocchi, ex designatore, al centro dell’inchiesta. A destra il pm Maurizio Ascione
Nuova svolta nell’ambito dell’inchiesta arbitri legati alla contestazione di frode sportiva. Non c’è infatti necessità, al momento, di sentire dirigenti di club, né di iscrivere nel registro degli indagati altre persone, oltre alle cinque già indagate tra arbitri e “varisti“, tra cui l’ormai ex designatoreGianluca Rocchi e l’ex supervisore Var, Andrea Gervasoni.
Ora in un paio di settimane gli inquirenti faranno il punto sul materiale che hanno, tra intercettazioni e testimonianze, tra cui le più recenti di questi giorni. Questo esito sarebbe sorto in un summit che si è tenuto nel pomeriggio tra ilprocuratore di Milano Marcello Viola e il pm Maurizio Ascione,titolare dell’inchiesta condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf.
Rocchi e i capi di imputazione – Allo stato, da quanto riferito, non sono emersi elementi di novità rispetto alla situazione dell’indagine, per come già cristallizzata, e dunque dai vertici della Procura è stato chiarito che per ora non saranno convocati altri testi.
Bisognerà, invece, ricostruire bene i fatti sulla base degli elementi già in atti, che hanno portato il pm a contestare, ad esempio, tre capi di imputazione a Rocchi per concorso in frode sportiva: uno per una presunta “bussata” alla sala Var in Udinese-Parmadella scorsa stagione e altri due per sospette designazioni pilotate di arbitri “graditi” o “poco graditi” all’Intersempre per partite dello scorso campionato.
Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, e Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter ed ex fischietto
Entro l’estate – In sostanza, la Procura dovrà capire come definire, prima della pausa estiva, le indagini e se andare avanti con le contestazioni di frode sportiva per quegli episodi di presunte pressioni sulle designazioni e sul filone delle “bussate” per le decisioni al Var. Rocchi, per l’episodio della presunta “combine” a San Siro del 2 aprile 2025, nello specifico concorre, da capo di imputazione, con altre persone, ma viene spiegato che in tal senso non ci sono altri indagati.
E, altra novità importante, si apprende che la recentetestimonianza del club referee manager dell’Inter Giorgio Schenone, sentito come persona informata sui fatti, non ha portato a nuove esigenze investigative.
La decisione della Prefettura di Roma incide su 5 partite di campionato. ma dall’ad De Siervo parole chiare: “Lo spostamento? Non credo proprio”
La lotta per la Champions slitta. Le partite delle squadre coinvolte nella lotta per i primi 4 posti si giocheranno non più alle 12.30 di domenica ma lunedì alle 20.45. Tutto è dipeso dallo spostamento per motivi di ordine pubblico del derby Roma-Lazio. Ma visto che i giallorossi sono impegnati nella lotta Champions e il regolamento impone la contemporaneità delle partite delle squadre che si contendono lo stesso traguardo, la decisione ha effetto anche su Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma.
Lotta Champions, 5 partite slittano a lunedì alle 20.45 – La decisione è stata presa dalla Prefettura di Roma. “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma – Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45”, recita la nota. Una scelta che contraddice dopo appena un anno l’orientamento annunciato un anno fa. Quando, dopo gli scontri dell’aprile 2025, il Viminale impose lo stop definitivo ai derby di Roma in orario serale.
La Lega non ci sta e annuncia il ricorso al Tar – La Lega Serie A ricorrerà al Tar del Lazio contro la decisione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di posticipare a lunedì 18 maggio alle ore 20.45 per motivi di ordine pubblico vista la concomitanza con gli Internazionali Bnl d’Italia. Lo apprende LaPresse da fonti della Lega A.
“Derby di Roma ormai è deciso che si gioca lunedì? Non credo proprio“. Così l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha risposto all’Agi. “Arriverà una nota formale ragionata, pesata misurando le parole. Per forza di cose sarà garantita la contemporaneità“,
Grandinata sul lago d’Iseo e sulla Franciacorta, chicchi grossi come noci e auto danneggiate
Un violento temporale, poco prima delle 14, si è abbattuto sul basso Lago d’Iseo e sulla zona della Franciacorta.
Il fenomeno più rilevante si è verificato sui rilievi che circondano lo specchio d’acqua. Per oltre quindici minuti ininterrotti, una grandinata di rara intensità ha colpito i centri collinari e la fascia costiera: rovinati molti ulivi e le piante in fiore.
Molte persone hanno raccontato di chicchi dalle dimensioni preoccupanti, grossi come noci, caduti con una forza tale dadanneggiare alcune auto.
Il rumore del ghiaccio che colpiva i tetti è stato descritto dai residenti come un “bombardamento costante“, accompagnato da raffiche di vento.
Allerta gialla – Il Centro Monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico e temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalla mezzanotte di lunedì 11 maggio e fino alle 6 di domani, martedì 12 maggio.
Rischio supercelle – Domani e mercoledì 13 maggio breve tregua dal maltempo. Mentre, giovedì 14 e venerdì 15 maggio tornerà la pioggia.Stando agli esperti deilMeteo.it, il rischio principale è rappresentato dalla formazione di temporali, anche sistemi autorigeneranti o supercelle, alimentati proprio dall’enorme divario termico tra il suolo “riscaldato” e l’aria fresca in quota. Ancora una volta le regioni del Centro-Nord si troveranno in quella pericolosa area di convergenza dove potrebbero verificarsi eventi estremi come grandinate, colpi di vento improvvisi e locali allagamenti.
La settimana fino al giorno 17 vedrà protagoniste precipitazioni diffuse. Allarme ordinario anche per rischio idrogeologico. Non si esclude un netto calo delle temperature alle porte del weekend
La mappa dell’allerta gialla su Milano e Lombardia
Il mese di maggio prosegue nella sua grande variabilità meteorologica, con il maltempo che rischia di essere protagonista anche nella settimana tra l’11 e il 17 del mese corrente.
Il Centro Monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico e temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalla mezzanotte di lunedì 11 maggio e fino alle ore 6 di martedì 12 maggio.
Nello specifico si invitano i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree arischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo.
Rischio Idrogeologico per la Regione Lombardia tra l’11 e il 12 maggio
Pioggia e temperature – Secondo gli esperti, l’inizio della nuova settimana proporrà ancora tempo instabile e nuove precipitazioni.
Ad oggi le giornate con maggiore probabilità di pioggia e possibili temporali sono chiaramentelunedì 11– quando un’area di bassa pressione abbraccerà la Regione determinando una giornata di tempo maltempo con piogge ed acquazzoni in particolar modo al mattino – giovedì 14 e venerdì 15 maggio ( un’area di bassa pressione abbraccia la Regione determinando una giornata di tempo instabile con deboli piogge un po’ su tutti i settori, in intensificazione dal pomeriggio. Nello specifico su basse pianure occidentali e Prealpi occidentali giornata perturbata con piogge e rovesci diffusi, anche a carattere temporalesco).
Le temperature sono previste stazionarie o in ulteriore calo, con valori anche al di sotto delle medie del periodo. A Milano, il 15 maggio, potrebbe esserci un netto di calo di 6/7 gradi.
Dal web a Casa Milan, fino a San Siro: i tifosi si preparano a contestare, questa sera. La società e…
I tifosi rossoneri scaldano il clima con bandiere e fumogeni
Dal web a Casa Milan, fino a San Siro: i tifosi si preparano a contestare, questa sera. La società e in primis Giorgio Furlani. La petizione lanciata su change.org che chiede le dimissioni dell’ad ha abbondantemente superato le 45mila firme verificate: “La sua gestione rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo ed è rigidamente orientata a logiche finanziarie“. Ieri, davanti alla sede rossonera, sono comparsi i primi striscioni: “Prigionieri di un ambiente malato, per favore andate via, il Milan siamo noi tifosi“. Poi, i “punti chiave del Milanismo: mentalità internazionale, stile ed eleganza, senso di appartenenza, competitività“.
Messaggi non firmati e dunque non appartenenti alla tifoseria organizzata che si ritroverà alle 18 in piazza Axum: “Contro ogni censura, sempre e solo per il nostro Milan“. Attesi altri striscioni che potrebbero essere esposti anche fuori dallo stadio. Attesi cori contro la società.La squadra, almeno all’inizio, non dovrebbe essere coinvolta: a Reggio Emilia i fischi che avevano indotto Maignan e compagni a fare dietro-front, mentre si stavano dirigendo verso il settore ospiti, erano arrivati soltanto a fine partita.
Con un comunicato il club ha annunciato di aver avviato un’indagine interna sulle notizie che circolano sui social. Diffusi gli screenshot dei messaggi tra il calciatore e la ragazzina
Il Bournemouth ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui annuncia che Alex Jimenez, ex Milan, non sarà convocato per il prossimo match di premier a causa delle notizie che stanno circolando sui social. Le notizie fanno riferimento ad uno scambio di messaggi che il calciatore 21enne ha avuto con una ragazza minorenne (pare 15 anni) con l’intenzione di adescarla. Circolano immagini di screenshot attribuiti al calciatore.
Bournemouth player Alex Jimenez’s messages with a 15-year-old girl have surfaced:
Jimenez avrebbe cercato di convincere la ragazza a un appuntamento. In particolare lei scrive: “Non conta che io abbia 15 anni?” e lui risponde “certo che mi importa ma mi piacciono le ragazze giovani. Non sono mai stato con una ragazza di 15 anni“. La diffusione degli screenshot ha provocato un’ondata di indignazione e il club inglese ha ritenuto meglio fermare Jimenez in attesa di chiarimenti. “L’AFC Bournemouth è a conoscenza dei post che circolano sui social media riguardanti il terzino destro Álex Jiménez. Il club comprende la gravità della questione e ha avviato un’indagine. Di conseguenza, Alex non sarà incluso nella rosa per la partita di Premier League di domani contro il Fulham e il club non rilascerà ulteriori commenti al momento“.
Lo spogliatoio del Real Madrid sembra essere diventato una polveriera. Secondo quanto riportato da Marca, i due centrocampisti avrebbero litigato sia mercoledì che giovedì. Il rifiuto dell’uruguaiano di stringere la mano al francese avrebbe fatto degenerare la situazione: dalla rissa che ha coinvolto più persone è uscito peggio proprio Valverde. Convocata una riunione d’emergenza dal club: “Procedimento disciplinare“
Le scorie di un’altra stagione deludente si stanno facendo sentire in casa Real Madrid. Giorni agitati nella settimana di un Clasico in cui il Barcellona potrebbe diventare campione di Spagna festeggiando davanti ai rivali di sempre.Marca ha riportato la notizia di una rissa scoppiata tra Aurelien Tchouameni e Federico Valverde negli spogliatoial termine dell’allenamento del giovedì. Lo scontro sarebbe stato molto duro, con molti compagni intervenuti per separare i due contendenti. Valverde avrebbe avuto la peggio, subendo un colpo al viso che ha causato un taglio e un viaggio in ospedaleper applicare dei punti di sutura. A quanto pare però, secondo la ricostruzione della testata madrilena, la ferita non sarebbe stata causata da un colpo diretto di Tchouameni (una caduta?). Tuttavia, il Real Madrid ha informato che il giocatore ha riportato un trauma cranico.
Le tensioni in allenamento e la riunione d’emergenza della società – I due centrocampisti avevano avuto dei battibecchi già nella giornata di mercoledì 6 maggio, acuiti poi dalla mancata stretta di mano, il giorno seguente, dell’uruguaiano nei confronti del francese. Durante la seduta i contrasti duri e ripetuti di Valverde avrebbero fatto perdere le staffe all’ex Monaco, che ha reagito negli spogliatoi al termine dell’allenamento. “Non era mai successo nulla di simile a Valdebebas“, è il commento registrato da Marca. Subito è stata convocata una riunione d’emergenza da José Angel Sanchez, braccio destro di Florentino Perez, per aprire un procedimento disciplinare nei confronti dei due giocatori e capire cos’era successo esattamente:a nessun giocatore è stato concesso il permesso di lasciare il centro sportivo durante l’incontro. L’episodio rischia di aver scoperchiato il vaso di Pandora delle divisioni interne che, a quanto pare, starebbero lacerando il Real Madrid.
Il comunicato del Real Madrid – Il Real Madrid ha poi diramato un comunicato: “Il Real Madrid comunica che, a seguito degli episodi verificatisi questa mattina durante l’allenamento della prima squadra, ha deciso di avviare un procedimento disciplinare nei confronti dei giocatori Federico Valverde e Aurélien Tchouameni. Il club fornirà aggiornamenti sull’esito di entrambi i procedimenti una volta completate le relative procedure interne“.
COMUNICADO OFICIAL.07/05/2026 El Real Madrid C. F. comunica que, tras los hechos que se han producido esta mañana en el entrenamiento del primer equipo, ha decidido abrir sendos expedientes disciplinarios a nuestros jugadores Federico Valverde y Aurélien Tchouameni. El club informará en su momento de las resoluciones de ambos expedientes, una vez hayan concluido los procedimientos internos correspondientes.
Traduzione: Google COMUNICATO UFFICIALE. 07/05/2026 Il Real Madrid C.F. comunica che, a seguito degli eventi verificatisi questa mattina durante l’allenamento della prima squadra, ha deciso di avviare un procedimento disciplinare nei confronti dei giocatori Federico Valverde e Aurélien Tchouameni. La società comunicherà l’esito di entrambi i procedimenti a tempo debito, una volta completate le relative procedure interne.
Valverde, il bollettino medico – Il Real Madrid ha reso note le condizioni di Federico Valverde. “A seguito degli esami effettuati oggi sul nostro giocatore Fede Valverde dallo staff medico del Real Madrid, gli è stato diagnosticato un trauma cranico. Valverde è a casa in buone condizioni e dovrà rimanere a riposo per 10-14 giorni, come indicato dai protocolli medici per questa diagnosi“.
PARTE MÉDICO.07/05/2026 Tras las pruebas realizadas hoy a nuestro jugador Fede Valverde por los Servicios Médicos del Real Madrid se le ha diagnosticado un traumatismo craneoencefálico. Valverde se encuentra en su domicilio en buen estado y deberá permanecer en reposo entre 10 y 14 días, tal como marcan los protocolos médicos para este diagnóstico.
Traduzione: Google REFERTO MEDICO. 07/05/2026 A seguito degli esami effettuati oggi sul nostro giocatore Fede Valverde dallo staff medico del Real Madrid, è stata diagnosticata una lesione alla testa. Valverde si trova a casa in buone condizioni e dovrà riposare per 10-14 giorni, come previsto dai protocolli medici per questa diagnosi.
Le dichiarazioni di Valverde sui social– Federico Valverde ha poi dato la sua versione dei fatti tramite Instagram. “Ieri ho avuto un alterco con un compagno di squadra a seguito di un’azione di gioco in allenamento, dove la stanchezza della competizione e la frustrazione hanno ingigantito la situazione. In uno spogliatoio normale, queste cose possono succedere e vengono risolte internamente senza diventare di dominio pubblico. Chiaramente, c’è qualcuno dietro a tutto questo, che sta diffondendo la storia rapidamente, e, in una stagione senza trofei in cui il Real Madrid è sempre sotto esame, tutto è stato ingigantito. Oggi abbiamo avuto un altro diverbio. Durante la discussione, ho sbattuto accidentalmente la testa contro un tavolo, procurandomi un piccolo taglio sulla fronte che ha richiesto una visita di routine in ospedale. In nessun momento il mio compagno mi ha colpito e nemmeno io ho colpito lui, anche se capisco che sia più facile credere che siamo venuti alle mani o che sia stato intenzionale, ma non è andata così. Sento che la mia rabbia per la situazione, la mia frustrazione nel vedere alcuni di noi arrivare alla fine della stagione con le ultime forze, demoralizzati, è arrivata al punto da aver litigato con un compagno di squadra. Mi dispiace. Mi dispiace davvero perché questa situazione mi ferisce, questo momento che stiamo vivendo mi fa soffrire. Il Real Madrid è una delle cose più importanti della mia vita e non posso esserne indifferente. Il risultato è un accumulo di cose che culminano in una lite insensata, danneggiando la mia immagine e aprendo la strada alla possibilità che inventino, diffamino e abbelliscano un incidente. Non ho dubbi che qualsiasi disaccordo possiamo avere fuori dal campo cessi di esistere in campo, e se dovrò difenderlo dentro uno stadio, sarò il primo a farlo. Non avevo intenzione di parlare fino alla fine della stagione. Siamo stati eliminati dalla Champions League e ho tenuto per me la rabbia e il risentimento. Abbiamo sprecato un altro anno e non ero nella posizione di pubblicare sui social media quando l’unica faccia che potevo mostrare era quella del campo, e sento di averlo fatto. Ecco perché sono io quello più rattristato e addolorato per questa situazione che mi impedisce di giocare la prossima partita per via di decisioni mediche. Ho sempre dato il massimo, fino alla fine, e mi fa più male di chiunque altro non poterlo fare. Sono a disposizione della società e dei miei compagni di squadra per collaborare a qualsiasi decisione ritengano necessaria. Grazie”.
08 maggio 2026
Real Madrid, il comunicato dopo la rissa tra Valverde e Tchouameni: multa da mezzo milione
Il Real Madrid ha chiuso ufficialmente il procedimento disciplinare aperto nei confronti di Federico Valverde e Aurelien Tchouameni dopo la rissa avvenuta in allenamento a pochi giorni dal Clásico. Attraverso un comunicato, il club haconfermato che entrambi i giocatori hanno mostrato “totale pentimento”per quanto accaduto, scusandosi tra loro, con la squadra, lo staff e i tifosi. La società ha deciso di infliggere una multa da 500mila euro a testa, chiudendo così definitivamente il caso interno.
Si chiude con una pesante sanzione economica il caso che aveva scosso l’ambiente madridista nelle ore precedenti al Clásico. Attraverso una nota ufficiale, il Real Madrid ha comunicato l’esito del procedimento disciplinare avviato nei confronti di Federico Valverde e Aurelien Tchouameni dopo lo scontro avvenuto durante un allenamento. Nel comunicato il club spiega che i due centrocampisti si sono presentati davanti all’istruttore incaricato dell’indagine interna, mostrando pieno pentimento per quanto successo. Entrambi hanno chiesto scusa reciprocamente e hanno esteso le proprie scuse anche alla società, ai compagni di squadra, allo staff tecnico e ai tifosi. Inoltre, si sono messi a disposizione del club accettando qualsiasi decisione disciplinare. Il Real Madrid ha quindi deciso di infliggere una multa di 500mila euro a entrambi i giocatori, dichiarando conclusi i procedimenti interni. Una scelta forte da parte della società, che ha voluto chiudere rapidamente una vicenda diventata particolarmente delicata anche per le conseguenze fisiche riportate da Valverde dopo l’episodio (trauma cranico e uno stop di 10-14 giorni).
COMUNICADO OFICIAL.08/05/2026 El Real Madrid C. F. comunica que, tras los hechos que motivaron la apertura en el día de ayer de un expediente disciplinario a nuestros jugadores Federico Valverde y Aurélien Tchouaméni, ambos han comparecido hoy ante el instructor del expediente. Durante dicha comparecencia, los jugadores han mostrado su total arrepentimiento por lo sucedido y se han disculpado entre ellos. Asimismo, han trasladado sus disculpas al club, a sus compañeros, al cuerpo técnico y a la afición, y ambos se han puesto a disposición del Real Madrid para aceptar la sanción que el club estimara oportuna.Ante tales circunstancias, el Real Madrid ha resuelto imponer una sanción económica de quinientos mil euros a cada jugador, concluyendo así los procedimientos internos correspondientes
Il comunicato del Real Madrid – “Il Real Madrid comunica che, a seguito dei fatti che ieri hanno portato all’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti dei nostri giocatori Federico Valverde e Aurelien Tchouameni, entrambi sono comparsi oggi davanti all’istruttore incaricato del caso. Durante l’audizione, i giocatori hanno mostrato totale pentimento per quanto accaduto e si sono scusati tra loro. Inoltre, hanno rivolto le proprie scuse al club, ai compagni di squadra, allo staff tecnico e ai tifosi, mettendosi a disposizione del Real Madrid per accettare la sanzione ritenuta opportuna dalla società. Alla luce di queste circostanze, il Real Madrid ha deciso di imporre una sanzione economica di 500mila euro a ciascun giocatore, chiudendo così i relativi procedimenti interni“.
Le scuse di Tchouameni: “È inaccettabile” – Tramite un messaggio pubblicato sul proprio profilo Instagram, Tchouameni ha commentato quanto accaduto con Valverdein allenamento e la successiva sanzione: “Quello che è successo questa settimana in allenamento è inaccettabile. Lo scrivo pensando all’esempio che siamo chiamati a dare ai giovani, sia nel calcio che a scuola. Non importa chi abbia ragione o torto, dovremmo sempre cercare la soluzione più calma per risolvere un conflitto.
Prima di tutto, mi dispiace per l’immagine che abbiamo dato del club. So che i tifosi, lo staff, i miei compagni, la dirigenza, tutti sono profondamente delusi da come si è sviluppata questa stagione. Ma la frustrazione non può giustificare tutto. Questi episodi, anche se possono accadere in qualsiasi spogliatoio, non sono degni del Real Madrid. Soprattutto perché il Real Madrid è il club di cui si parla di più al mondo”, ha aggiunto il centrocampista francese. “Internet ama inventare le storie più assurde per creare clamore, quindi non credete a tutto quello che viene detto o alle false ricostruzioni. Adesso non è più il momento di capire chi ha fatto cosa, chi ha detto cosa o chi avesse ragione o torto. Riconosco la sanzione del club e la accetto. Restiamo una famiglia, anche con qualche divergenza ogni tanto, ma dobbiamo sempre mettere i nostri obiettivi davanti a tutto il resto. Mi sono già scusato con il gruppo e voglio estendere le mie scuse anche a tutti i madridisti. Ora è il momento di andare avanti: tutta la nostra attenzione è rivolta al Clásico e alla parte finale della stagione, per riportare il club dove merita di stare“.
Le dichiarazioni di Valverde sui social – Nella giornata di ieri, Federico Valverde aveva dato la sua versione dei fatti tramite Instagram. “Ieri ho avuto un alterco con un compagno di squadra a seguito di un’azione di gioco in allenamento, dove la stanchezza della competizione e la frustrazione hanno ingigantito la situazione. In uno spogliatoio normale, queste cose possono succedere e vengono risolte internamente senza diventare di dominio pubblico. Chiaramente, c’è qualcuno dietro a tutto questo, che sta diffondendo la storia rapidamente, e, in una stagione senza trofei in cui il Real Madrid è sempre sotto esame, tutto è stato ingigantito. Oggi abbiamo avuto un altro diverbio. Durante la discussione, ho sbattuto accidentalmente la testa contro un tavolo, procurandomi un piccolo taglio sulla fronte che ha richiesto una visita di routine in ospedale. In nessun momento il mio compagno mi ha colpito e nemmeno io ho colpito lui, anche se capisco che sia più facile credere che siamo venuti alle mani o che sia stato intenzionale, ma non è andata così. Sento che la mia rabbia per la situazione, la mia frustrazione nel vedere alcuni di noi arrivare alla fine della stagione con le ultime forze, demoralizzati, è arrivata al punto da aver litigato con un compagno di squadra. Mi dispiace. Mi dispiace davvero perché questa situazione mi ferisce, questo momento che stiamo vivendo mi fa soffrire. Il Real Madrid è una delle cose più importanti della mia vita e non posso esserne indifferente.
Il risultato è un accumulo di cose che culminano in una lite insensata, danneggiando la mia immagine e aprendo la strada alla possibilità che inventino, diffamino e abbelliscano un incidente. Non ho dubbi che qualsiasi disaccordo possiamo avere fuori dal campo cessi di esistere in campo, e se dovrò difenderlo dentro uno stadio, sarò il primo a farlo. Non avevo intenzione di parlare fino alla fine della stagione. Siamo stati eliminati dalla Champions League e ho tenuto per me la rabbia e il risentimento. Abbiamo sprecato un altro anno e non ero nella posizione di pubblicare sui social media quando l’unica faccia che potevo mostrare era quella del campo, e sento di averlo fatto. Ecco perché sono io quello più rattristato e addolorato per questa situazione che mi impedisce di giocare la prossima partita per via di decisioni mediche. Ho sempre dato il massimo, fino alla fine, e mi fa più male di chiunque altro non poterlo fare. Sono a disposizione della società e dei miei compagni di squadra per collaborare a qualsiasi decisione ritengano necessaria. Grazie“.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Napoli
La formazione della Juve Stabia prima della partita contro il Pescara dello scorso 25 aprile. (Foto: Fabio Urbini/LaPresse)
La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro delle quote e dell’intero patrimonio aziendale della Juve Stabia, club che milita in Serie B. Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli ai sensi dell’articolo 34, comma 7 del Codice Antimafia, è stato adottato su proposta congiunta del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del procuratore di Napoli e del questore di Napoli “per preservare – spiega una nota – l’impresa dal pericolo di dispersione, alienazione e sottrazione del patrimonio, mentre è in atto l’esecuzione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria, disposta lo scorso mese di ottobre per bonificare la gestione societaria dal pericolo di condizionamento da parte della locale criminalità organizzata“.
Il decreto è stato emesso a carico di Francesco Agnello in qualità di legale rappresentante della società Stabia Capital srl,proprietaria delle quote del club calcistico.
Bonnie Tyler, celebre voce di Total Eclipse of the Heart, è in coma farmacologico dopo un’operazione eseguita per risolvere una perforazione intestinale. Il portavoce: “Decisione presa dai medici per favorire la guarigione”. A rischio il tour mondiale.
Bonnie Tyler
Ore di grande apprensione per Bonnie Tyler. La cantante britannica, 74 anni e voce del celebre brano Total Eclipse of the Heart, si trova attualmente ricoverata in un ospedale di Faro, nel sud del Portogallo, dove è stata posta in coma farmacologico a seguito di un delicato intervento chirurgico d’urgenza. A diffondere la notizia è stato un portavoce dell’artista, che ha riferito che la decisione dei medici è arrivata dopo un’operazione eseguita all’inizio della settimana per risolvere una perforazione intestinale.
l bollettino medico di Bonnie Tyler – La scelta del coma indotto, secondo quanto riferito dallo staff di Tyler, non sarebbe legata a un peggioramento improvviso ma a una strategia clinica precisa: “Bonnie è stata posta in coma farmacologico dai suoi medici per favorire la guarigione e permettere al corpo di riprendersi dopo lo sforzo dell’intervento“. Il portavoce ha poi lanciato un appello ai milioni di fan in tutto il mondo che in queste ore stanno inondando i social di messaggi di affetto: “Sappiamo che le augurate il meglio e chiediamo riservatezza e rispetto per la sua privacy in questo momento così difficile“.
Il tour per i 50 anni di carriera a rischio – Il malore ha colpito l’artista proprio mentre si trovava nel pieno dei preparativi per un importante impegno professionale. Il prossimo 22 maggio, infatti, sarebbe dovuto partire da Malta il suo nuovo tour europeo, organizzato per celebrare un anniversario storico: i cinquant’anni dall’uscita di Lost in France, il singolo del 1976 che la lanciò nel firmamento della musica internazionale prima del successo planetario di Total Eclipse of the Heart (1983). Il calendario prevedeva tappe in Germania, Repubblica Ceca e Turchia, con un gran finale previsto a Cardiff, la sua terra d’origine, nel mese di dicembre. Al momento, lo staff non ha rilasciato comunicazioni ufficiali circa l’annullamento o il rinvio delle date, ma è chiaro che la priorità assoluta resta ora il quadro clinico della cantante.
Bonnie Tyler – Total Eclipse of the Heart (Live from Top of the Pops, 1983) – Bonnie Tyler