A destare particolare preoccupazione è il fumo che si è levato nell’area: lo stabilimento si occupa infatti dello smaltimento di materiale plastico
Paura a Vicopisano(Pisa), dove è scoppiato un vastoincendionello stabilimento di stoccaggio e trattamento rifiuti Delca Energy in via Masaccio, nella zona di Lugnano-Noce. L’allarme è scattato poco dopo le 9 del mattino, riporta La Nazione.
Presenti sul posto due squadre dei vigili del fuoco con quattro automezzi antincendio e due autobotti-pompa, mentre sono in arrivo rinforzi dai comandi diLucca, Pistoia e Livorno. A destare particolare preoccupazione è il fumo che si è levato nell’area: lo stabilimento si occupa infatti dello smaltimento di materiale plastico. Lo spettacolo della colonna nera che si leva nell’aria, visibile da chilometri, è impressionante. Dei 30-40 dipendenti dell’azienda, solo alcuni stavano lavorando al momento dell’allarme.
Cos’è successo – A bruciare centinaia di balle di plastica (quelle della raccolta differenziata domestica): sono state evacuate anche strutture produttive adiacenti.
Il Coc-Centro operativo comunale (struttura di protezione civile) è stata subito attivata, il Comune di Vicopisano ha interpellato Arpat (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) e Asl e ha lanciato un appello: «In attesa di ulteriori aggiornamenti», raccomanda il Coc, «raccomandiamo di non intralciare le operazioni dei mezzi di soccorso e il loro transito e di lasciare il più possibile le strade libere.
A scopo precauzionale raccomandiamo, inoltre, di chiudere le finestre nella zona circostante alla Delca e nell’area verso la quale, ad ora, si muove la colonna di fumo, in direzione Pisa, di limitare le attività all’aperto ed è vivamente consigliato, al contempo, lo spegnimento di condizionatori/impianti di ventilazione che utilizzano aria proveniente dall’esterno. L’Arpat farà delle campionature a terra per verificare eventuale inquinamento del terreno e delle acque».
Le fiamme hanno avvolto un capannone industriale situato in via Masaccio: in azione i vigili del fuoco con squadre anche da altre province
L’incendio di un’azienda di materiale plastico a Vicopisano (foto vigili del fuoco)
VICOPISANO – Un vasto e preoccupante incendio è divampato nella prima mattinata di oggi (8 giugno) nel territorio comunale di Vicopisano, mobilitando in massa i soccorritori. L’allarme è scattato intorno alle 9,30 quando le fiamme hanno avvolto un capannone industriale situato in via Masaccio, di proprietà di un’azienda specializzata nella lavorazione di materiale plastico.
La densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza a causa della combustione delle materie plastiche, ha fatto scattare immediatamente la massima procedura d’emergenza. Sul posto sono fiondate le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Pisa, attualmente impegnate in prima linea nelle difficili operazioni di contenimento e spegnimento del rogo. Nel teatro dell’evento operano due squadre operative supportate da quattro automezzi antincendio e due autobottibombe per garantire il costante rifornimento idrico.
Data la tipologia del materiale andato a fuoco e la potenziale rapidità di propagazione del rogo all’intera struttura, la sala operativa ha disposto il massiccio invio di rinforzi. Sono infatti in corso di arrivouomini e mezzi dei vigili del fuoco provenienti dai Comandi limitrofi di Lucca, Pistoia e Livorno per supportare i colleghi pisani. Le operazioni si preannunciano lunghe e delicate, anche per la necessità di mettere in sicurezza l’intera area industriale.
Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti sulla situazione e sulle eventuali ripercussioni ambientali.
Per precauzione sono stati intanto evacuati i dipendenti delle aziende vicino al rogo nell’area industriale, tra Vicopisano e Cascina, e un istituto scolastico.
Il potente sisma ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 locali
PECHINO – Alle 7.37 del mattino la terra ha tremato nel sud delleFilippine. Il terremoto più forte dell’anno nel Paese: magnitudo 7.8. Almeno 15 finora le vittime e oltre 200 i feriti. Diversi edifici crollati. Sono state emesse allerte tsunami in diversi Paesi, dalle Filippine all’Indonesia, al Giappone e all’Australia. Alcune delle allerte sono state ora revocate. Cinque ore dopo la scossa, il Centro di allerta tsunami del Pacifico ha dichiarato che il pericolo di uno tsunami era ormai in gran parte scampato e l’allerta è stata revocata nelle Filippine.
L’epicentro in mare, al largo dell’isola di Mindanao, a una profondità di 33 chilometri, a circa 32 chilometri a sud-ovest della città di Maasim, nella provincia di Sarangani, affermano le autorità filippine. L’U.S. Geological Survey ha registrato scosse di assestamento fino a magnitudo 6.5.
(afp)
“Diversi edifici sono crollati. Anche alcune case sono crollate”, ha detto la polizia della città di General Santos senza fornire al momento un bilancio più preciso. General Santos, città portuale con oltre 700.000 abitanti, fulcro dell’industria dell’esportazione del tonno, è stata tra le più colpite.
Subito dopo la prima scossa, le autorità filippine hanno sollecitato i residenti a evacuare immediatamente verso zone più elevate: “Non aspettate, la vostra vita è più importante di qualsiasi cosa lasciata indietro”, le parole del presidente Ferdinand Marcos Jr. Il governo ha ordinato la sospensione delle lezioni in tutte le zone colpite a Mindanao: oggi nelle Filippine era il primo giorno di rientro a scuola dopo la pausa estiva.
Onde di 1 metro sono state rilevate nelle province filippine di Sultan Kudarat e Sarangani. La vicina Indonesia ha nel frattempo revocato l’allerta tsunami: ci sono state piccole onde di tsunami in almeno nove località dell’Indonesia, la più alta delle quali, pari a 0,75 metri, è stata rilevata sull’isola di Sangihe, a circa 1.000 km a sud dell’epicentro. Anche l’Australia ha revocato l’allerta. L’Agenzia meteorologica giapponese ha dichiarato che uno tsunami di lieve entità è stato osservato sull’isola principale di Okinawa intorno alle 12:18. Inoltre, intorno alle 13:46 è stato osservato uno tsunami di 20 centimetri sull’isola di Chichijima.
Le Filippine, uno dei Paesi più soggetti a disastri naturali al mondo, sono spesso colpite da terremoti ed eruzioni vulcaniche a causa della loro posizione sull’anello di fuoco del Pacifico.
Il potente terremoto ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 locali
Un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito le Filippine meridionali, secondo quanto riportato da Afp. Il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC), gestito dalla National Oceanic and Atmospheric Administration ha emesso un’allerta tsunami.
Il potente terremoto ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 ora locale. L’epicentro è a 24 chilometri a ovest-sud-ovest di Burias, a una profondità di 35 chilometri. Il PTCW ha avvertito che sono possibili onde “entro le tre ore dal sisma” lungo le coste delle Filippine, dell’Indonesia, di Taiwan e fino al Giappone.
Le Filippine, uno dei paesipiù soggetti a disastri naturalial mondo, sono spesso colpite da terremoti ed eruzioni vulcaniche a causa della loro posizione sulla “Cintura di fuoco” del Pacifico, un arco di faglie sismiche che circonda l’oceano. L’arcipelago è inoltre flagellato dacirca 20 tifoni e tempeste tropicali ogni anno.
Il centrocampista ex Inter è cosciente e sta bene, fa sapere la federazione danese
Christian Eriksen – (AP Photo/Omar Havana)
Momenti di grande paura a Kringstad, in Norvegia, dove oggi era in programma l’amichevole pre-Mondiale tra Danimarca e Ucraina. Poco dopo l’ora di gioco infatti Christian Eriksen ha accusato un malore e dopo essersi toccato il petto si è accasciato al suolo, in campo, venendo subito soccorso da compagni e avversari. Dopo una prima interruzione la partita è stata definitivamente sospesa sul 2-1 in attesa di notizie sullo stato di salute del centrocampista ex Inter, che aveva già spaventato il mondo intero durante la partita Danimarca-Finlandia degli Europei 2021, quando era improvvisamente collassato al suolo a causa di un arresto cardiaco. La nazionale danese ha poi rassicurato sulle sue condizioni: “Christian Eriksen è cosciente e, date le circostanze, sta bene“.
Il medico della nazionale Morten Boesen ai danesi di TV2 ha raccontato nel dettaglio l’episodio e gli attimi di paura rivissuti in campo: “Christian sta bene in questo momento. Lui stesso ha chiesto di andare in ospedale in ambulanza, e questo è un buon segno. Siamo in costante contatto con i medici. Ora dobbiamo analizzare il suo pacemaker“.
Boesen era presente a Parken nel 2021, quando Eriksen ebbe il primo malore. “E’ un fatto molto spiacevole questo, per fortuna ora si è ripreso velocemente“., sta bene”, ha dichiarato la federazione danese in un post su X, “la partita è stata sospesa”.
Malore Eriksen, il medico della Danimarca: “Sta bene ed è cosciente. Il pacemaker…”https://t.co/ziKOHGzBtg
Un peschereccio ne ha salvati 48 ancora in vita, ne mancano all’appello due
Barcone naufragato, immagine di repertorio – Fotogramma Ipa
Naufragio nel Mediterraneo al largo delle coste maltesi. Un barcone si è ribaltato e dieci persone sono morte, ma il bilancio è ancora provvisorio. Da questo pomeriggio un’unità della Guardia Costiera italiana sta cooperando su richiesta dell’autorità maltese a un’operazione di ricerca e soccorso a una posizione a circa 45 miglia nautiche a est/sud est dall’isola di Malta.
L’imbarcazione, partita dalle coste libiche e inizialmente seguita dall’autorità Sar e successivamente da quella maltese, navigava con circa 60 persone a bordo. Dalle ultime informazioni, un peschereccio, presente in zona, avrebbe recuperato finora 48 persone vive. La motovedetta Sar italiana è stata dirottata immediatamente in zona. Le ricerche, coordinate dall’autorità maltese, sono in corso.
Ambiente, Ichnusa si affida all’arte sarda per sensibilizzare contro l’abbandono del vetro
Ichnusa – (Foto ufficio stampa)
Con la stagione estiva alle porte, Ichnusa rinnova il suo impegno per l’ambiente rilanciando, per il terzo anno consecutivo, la sua campagna “Se deve finire così, non beveteci nemmeno”
Lo sguardo contrariato di una donna, di un fenicottero, di un polpo: sono i simboli della natura e del territorio sardo a ribellarsi contro l’abbandono del vetro e a quei gesti di incuria e superficialità che ‘fanno male‘ all’isola della Sardegna. È la sensibilità di tre muralisti sardi, si legge in una nota, la protagonista della terza edizione della campagna Ichnusa‘Se deve finire così, non beveteci nemmeno‘ che, per tutta l’estate 2026, trasformerà porti, aeroporti e luoghi di aggregazione sardi in un vero e proprio museo diffuso, con il messaggio di impegno sociale e civico che fa parte da sempre del muralismo sardo. Tutto è iniziato nel 2024 quando il birrificio di Assemini, nel vedere le sue bottiglie protagoniste involontarie di episodi di incuria sul territorio, ha risposto con un messaggio diretto e senza filtri: meglio un consumatore in meno che una bottiglia abbandonata in più, accompagnandolo ad un’immagine che lascia poco spazio all’interpretazione: le bottiglie Ichnusa abbandonate nell’ambiente. (Video)
Negli anni, la campagna, che porta la firma creativa di LePub, si è arricchita di nuove iniziative e linguaggi per coinvolgere sempre più persone anche attraverso le varie attivazioni. In particolare, lo scorso anno, per dare una ‘seconda vita’alle bottiglie di vetro abbandonate, rendendole simboli del rispetto per l’ambiente, Ichnusa ha deciso di trasformarle in vere e proprie opere d’arte.Dopo averle raccolte e ripulite, le ha affidate a 6 muralisti sardi, selezionati in collaborazione con Urban Center, un’organizzazione no profit con sede a Cagliari che promuove l’arte e l’innovazione come strumento per creare cambiamento e per generare miglioramento nei territori. Gli artisti, Maurizio Brocca,Chiara Foddis, Marinetti, Teresa Podda, Sardomuto e Stella Ziantoni, hanno decorato le bottiglie rendendole ciascuna un’opera d’arte, poi donate a Legambiente Sardegna che, nella primavera 2025, ha promosso un’asta online per supportare azioni a sostegno della cultura del rispetto.
E anche quest’anno, con LePub come partner creativo, il birrificio si affida al talento di artisti locali, scegliendo le grafiche più amate della scorsa edizione e trasformandole in affissioni posizionate nei principali luoghi di mobilità e socialità dell’isola, dagli aeroporti di Olbia, Alghero e Cagliari al porto e alle zone della movida, per sensibilizzare anche chi arriva o ritorna sull’isola e ricordare che il piacere di una birra in compagna deve finire con un gesto di rispetto e amore per la Sardegna, anche dopo il consumo. “‘Il nostro impegno nasce dal legame profondo che abbiamo con questa terra, un legame che ci spinge a fare sempre un passo in più quando una nostra bottiglia finisce dove non dovrebbe. Per noi comunicare non basta: vogliamo agire, coinvolgere la comunità e soprattutto i giovani. Per questo partire da AteneiKa è importante, perché è un luogo di socialità dove il nostro messaggio può diventare un gesto concreto. Vedere che sempre più persone prestano attenzione al corretto smaltimento del vetro è il segnale che il percorso intrapreso sta davvero dando i suoi frutti”, racconta Paolo Ciccarelli, direttore del Birrificio Ichnusa.
Le creatività sono state realizzate dagli artisti Sardomuto, Marinetti e Stella Ziantoni, in collaborazione con Urban Center. Nelle nove illustrazioni selezionate, la Sardegna che si ribella prende vita attraverso animali, personaggi identitari e paesaggi selvaggi, mostrando la bellezza e le fragilità del territorio sardo e la necessità di rispettarlo, riconoscendo l’importanza e le conseguenze di piccoli gesti che possono fare la differenza – nel bene e nel male. Le loro illustrazioni mettono in scena un messaggio condiviso e ricordano a chi le guarda che ogni gesto può contribuire a preservare la bellezza dell’isola o, al contrario, comprometterne l’equilibrio. Un fenomeno unanimemente condannabile ma che ci riguarda tutti: è questa la fotografia dell’abbandono del vetro in Italia restituita da un’indagine condotta da AstraRicerche per Ichnusa, con un italiano su 4 ad ammettere di aver abbandonato bottiglie di vetro nell’ambiente almeno una volta nella vita, mentre uno su dieci confessava di averlo fatto nell’ultimo periodo. Dati che confermano quanto iniziative come quella di Ichnusa siano ancora necessarie. E infatti, la campagna di Ichnusa è stata recepita come un motore di responsabilità collettiva: quasi 3 italiani su 4 ritengono che possa davvero orientare scelte più responsabili. Per l’87% degli intervistati, la campagna li ha portati a riflettere sull’importanza del rispetto per l’ambiente mentre l’83% dichiara di prestare oggi maggiore attenzione al corretto smaltimento del vetro proprio grazie al messaggio del birrificio.
Come ogni anno, la campagna vive sul territorio anche con azioni concrete per dare il buon esempio. Grazie alla collaborazione continuativa tra Ichnusa e Legambiente Sardegna, tornano le giornate di pulizia di spiagge e luoghi simbolo di aggregazione sull’isola che vedranno impegnate “sul campo” anche le persone dello storico birrificio di Assemini. Le prime due tappe, il 29 maggio e il 5 giugno, si svolgeranno in concomitanza con AteneiKa, il festival universitario di Cagliari, luogo simbolo frequentato dai giovani. Faranno poi seguito nel mese di giugno altre due tappe a Giorgino e Poetto, due luoghi simbolo dell’estate cagliaritana. L’edizione 2026 della campagna è stata presentata il 28 maggio scorso, in concomitanza con l’inizio di AteneiKa. Durante il festival, Ichnusa sarà presente non solo con le sue referenze ma anche con una serie di attivazioni dedicate, tra cui un murales realizzato in collaborazione con l’artista sassarese Sardomuto, che interpreta e dà continuità al messaggio della campagna, t-shirt personalizzate, pensate per diffondere la cultura del rispetto anche oltre gli spazi dell’evento.
Il messaggio di Ichnusa viaggia anche online e sui social con una campagna digital dedicata, dal 1° giugno al 16 agosto, che contribuirà ad amplificarne la visibilità e a rafforzare il dialogo con i giovani. Un insieme di azioni che unisce presenza fisica e presenza visiva, per ricordare che il rispetto dell’ambiente passa tanto dai gesti quotidiani quanto dai messaggi che li ispirano. “La nostra campagna con Ichnusa prosegue da tempo, e oggi siamo ancora più convinti che non servano grandi gesti per fare la differenza: la comunità, attraverso piccole azioni quotidiane, può diventare il motore di cambiamenti significativi”, dichiara Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna. “Il nostro obiettivo è comune a quello di Ichnusa, ovvero difendere e trasmettere al futuro una Sardegna ancora bella e intatta. Le azioni di pulizia che svolgiamo in luoghi di socialità e spiagge, in cui soprattutto d’estate si manifestano le principali criticità di abbandono dei rifiuti, sono fondamentali per la loro forza dimostrativa e la capacità di stimolare un’emulazione virtuosa: raccogliere e smaltire correttamente i rifiuti restituisce bellezza a una terra unica e educa alla cura del bene comune”.
Ichnusa rinnova il suo impegno per l’ambiente con la campagna ‘Se deve finire così, non beveteci – Adnkronos
Spari a Toledo, in Ohio, vicino al luogo in cui si stava tenendo l’Old West End Festival, una festa cittadina di rievocazione storica. Diverse persone sono state colpite, secondo quanto riferito dalle autorità, stando a quanto riporta la Cnn.
Il dipartimento di polizia di Toledo ha dichiarato di essere alla ricerca del sospetto o dei sospetti coinvolti. I feriti sono stati trasportati negli ospedali vicini per ricevere le cure necessarie, hanno somunicato le autorità. Non sono disponibili informazioni sulle loro condizioni. La polizia chiede alla popolazione di evitare la zona durante le indagini.
La strage di Amendolara in Calabria, dove quattrobracciantiagricoli sono stati bruciati vivi, riporta alla ribalta il dramma del caporalatoe dellosfruttamentosistematico deilavoratori, in molti casi persone di nazionalità straniera e condizione di grave povertà e marginalità. A questo tema e al suo peso economico la Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) di Mestrededica la sua analisi settimanale, stimando in Italia un giro d’affari da 77 miliardi l’anno legato appunto a fenomeni di caporalato e lavoro nero.
Il fenomeno – Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia su dati Istat riferiti al 2023, il volume d’affari generato dall’economia sommersa supera i 77 miliardi di euro all’anno. Oltre un terzo di questa ricchezza prodotta irregolarmente (il 35,7%) si concentra nelle regioni del Mezzogiorno, dove si registra anche la quota più elevata di lavoratori coinvolti. Su un totale nazionale di 2,6 milioni di occupati irregolari, infatti, il 37,5% opera nel Sud. Se storicamente il fenomeno è stato associato alle regioni meridionali, oggi il lavoro sommerso è però diffuso in misura preoccupante anche nel Centro-Nord.
A livello settoriale, le situazioni più critiche si riscontrano nei servizi alla persona, dove il tasso di irregolarità raggiunge il 48,8%. In questo comparto rientrano soprattutto colf,badanti e altre figure impegnate nell’assistenza domestica. Seguono l’agricoltura, con un tasso di irregolarità del 20,8%, e le attività artistiche e di intrattenimento (attori, cantanti, spettacoli viaggianti, giochi, parchi divertimento, etc.) al 20,3%. «I dati confermano come il lavoro nero continui a rappresentare un fenomeno strutturale dell’economia italiana, con effetti rilevanti sia sul piano sociale sia su quello tributario e contributivo» precisa l’associazione.
La mappa – Il valore aggiunto prodotto nel 2023 dal lavoro irregolare in Italia è stato pari a 77,1 miliardi di euro, di cui 27,5 miliardi nel Mezzogiorno, 19,4 nel Nordovest, 16,5 nel Centro e 13,7 nel Nordest. Misurando l’incidenza percentuale dell’ammontare riconducibile al valore aggiunto del lavoro irregolare sul valore aggiunto totale regionale, la quota più elevata (8,3%) interessa la Calabria. Seguono la Campania con il 7%, la Sicilia con il 6,4% e la Puglia con il 6,3%. La media nazionale è del 4%.
Dei 2.608.600 occupati non regolari stimati in Italia dall’Istat, 979.500 sono ubicati nel Mezzogiorno, 634.000 nel Nordovest, 572.300 nel Centro e 422.800 nel Nordest. Se calcoliamo il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero degli irregolari e il totale occupati per regione, la presenza più significativa si registra sempre nel Sud e, in particolare, in Calabria con il 17,9%. Seguono la Campania con il 14,4% e la Sicilia con il 14%. Il dato medio Italia è del 10%.
I settori: badanti, agricoltori, edili – I 2,6 milioni di occupati irregolari presenti in Italia che esercitano un’attività lavorativa in palese violazione delle norme tributarie, contributive e di sicurezza nei luoghi di lavoro, provocano un tasso di irregolarità del 10%. Nel settore delle attività di famiglie come datori di lavoro (colf e badanti) si annida il maggior numero di irregolari: precisamente poco più di 615.000 unità che danno luogo ad un tasso di irregolarità di questo settore pari al 48,8%. Tra i comparti più interessati dal lavoro nero scorgiamo l’agricoltura che, secondo l’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi della Cgia, presenta un tasso di irregolarità del 20,8% (196.100 persone), le attività artistiche(attori, cantanti, spettacoli viaggianti, giochi, parchi divertimento, etc.) con il 20,3% (225.300 irregolari) e alloggio e ristorazione con il 14,4% (261.200).
Il peso sociale – «Il caporalato e lo sfruttamento del lavoro rappresentano una grave violazione dei diritti fondamentali della persona. Le conseguenze non ricadono soltanto sui lavoratori vittime di questi abusi, ma anche sulle imprese oneste, che rispettano le regole e applicano correttamente i contratti di lavoro, e sulle organizzazioni impegnate nel contrasto all’illegalità – commenta Cgia -. Lo sfruttamento lavorativo si intreccia con numerose problematiche sociali, tra cui l’immigrazione irregolare, la tratta di esseri umani, il lavoro sommerso, la sicurezza nei luoghi di lavoro e l’emarginazione sociale. Inoltre, il fenomeno è in continua evoluzione e trova nuovi strumenti e modalità operative, anche attraverso le tecnologie digitali».
« Se in passato il caporalato era prevalentemente associato all’agricoltura e all’edilizia, oggi interessa un numero crescente di settori produttivi, soprattutto quelli caratterizzati da un’elevata intensità di manodopera e da minori tutele contrattuali. Secondo i dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, agricoltura ed edilizia continuano a registrare il maggior numero di casi accertati, ma situazioni rilevanti emergono anche nella logistica e nell’assistenza domiciliare. Accanto alle forme tradizionali di sfruttamento, si stanno infine diffondendo nuove modalità riconducibili al cosiddetto “caporalato digitale”. In questi casi il ruolo del caporale viene sostituito da piattaforme informatiche, software e algoritmi che organizzano, controllano e valutano l’attività dei lavoratori, arrivando talvolta a determinarne l’accesso o l’esclusione dal mercato del lavoro (leggi rider)».
Caporalato e agroalimentare – «Da sempre il fenomeno del lavoro nero/forzato è legato al caporalato. Anzi, in moltissimi casi il primo è l’anticamera del secondo; non solo in agricoltura o nell’edilizia, ma anche nel tessile, nella logistica, nei servizi di consegna e di assistenza. Ad essere sfruttati sono i più fragili, come le persone in condizione di estrema povertà, gli immigrati e le donne. Il comparto maggiormente investito da questa piaga sociale ed economica è sicuramente l’agricoltura» prosegue Cgia.
Lo sfruttamento della manodopera in questo settore è riconducibile alla presenza simultanea di queste criticità:
l’uso massiccio della forza lavoro per brevi periodi e in luoghi isolati, che spesso portano alla creazione di insediamenti abitativi informali;
le condizioni inadeguate sia dei servizi di trasporto che di alloggio;
lo status giuridico precario o irregolare di diversi lavoratori migranti.
Secondo i dati forniti da Cgia, fenomeni di sfruttamento/caporalato ai danni degli immigrati sono presenti da moltissimi decenni nell’Agro Pontino (Lt), nell’Agro nocerino-sarnese (Sa), a Villa Literno (Ce), nell’area della Capitanata (Fg) e nella Piana di Gioia Tauro (Rc). Senza contare che da almeno venti anni decine e decine di casi sono stati scoperti e perseguiti dalle forze dell’ordine anche nelle aree agricole del Nord. In particolare in Piemonte, in Lombardia, in Veneto e in Emilia Romagna.
Stop al monopolio dei grandi committenti – «L’eccidio avvenuto nei giorni scorsi ad Amendolara (Cs) è quasi sicuramente riconducibile allo sfruttamento e alle pratiche schiavistiche praticate da pseudo-imprenditori agricoli/organizzazioni criminali presenti in quella zona. Spesso, sfruttando lo status irregolare dei migranti, questi soggetti coinvolgono questi lavoratori provenienti dall’estero senza garantire contratti regolari, pagando salari bassi e innescando una serie di problemi legati all’alloggio, ai trasporti e ai servizi sociali. Tuttavia non va dimenticato che in molti casi queste condotte criminali sono indotte, non solo al Sud, dalla struttura del mercato agroalimentare che, spesso, è monopolizzata da poche grandi imprese committenti che continuano a spremere i piccoli agricoltori, che per rimanere sul mercato sono costretti a ridurre gli stipendi della manodopera, alimentando così ancor più il sistema del caporalato» analizza Cgia.
« Segnaliamo che da alcuni anni l’Italia ha recepito la Direttiva europea 2019/6332 contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare e ha introdotto specifiche limitazioni alle vendite sottocosto. Nonostante ciò, secondo molte organizzazioni sindacali degli imprenditori agricoli, il forte potere contrattuale dei grandi marchi continua a comprimere i margini di numerosi piccoli produttori. Va inoltre ricordato che la legislazione italiana esclude proprio dal campo di applicazione di questa norma i conferimenti effettuati dai soci alle cooperative e alle organizzazioni di produttori. Quindi, oltre a modificare la legge nazionale includendo anche questi soggetti tra coloro che non possono tenere pratiche commerciali sleali, bisognerebbe incentivare l’attività ispettiva, garantendo, nel contempo, un forte aumento degli investimenti pubblici nel settore del trasporto e soluzioni abitative temporanee che consentano anche a questi lavoratori una vita dignitosa».
Il Team Principal del Cavallino si è sottoposto ad alcuni controlli medici: “Gli auguriamo una pronta guarigione”
Ferrari, Vasseur ricoverato in ospedale: “È sotto osservazione, oggi non sarà in pista”
Fred Vasseur, Team Principal della Ferrari, sarà assente quest’oggi in occasione delle prove libere e delle qualifiche di Formula 1 che andranno in scena a Montecarlo. Lo ha reso noto il Cavallino tramite un breve comunicato stampa pubblicato sui social: “Fred Vasseur non sarà presente oggi in pista. A seguito di alcuni controlli medici, Fred rimarrà sotto osservazione presso una struttura medica locale. Non verranno fornite ulteriori informazioni mediche. Auguriamo a Fred una pronta guarigione e non vediamo l’ora di rivederlo presto in pista“.
L’Inter ha comunicato di aver esercitato il diritto di riacquisto del centrocampista dal Club Brugge, questi i dettagli del comunicato
Aleksandar Stanković è un nuovo giocatore dell’Inter
Trasferimento a titolo definitivo per il centrocampista classe 2005
FC Internazionale Milano comunica di aver esercitato il diritto di riacquisto per Aleksandar Stanković dal Club Brugge. Il centrocampista classe 2005 si trasferisce in nerazzurro a titolo definitivo con un contratto con decorrenza a partire dal 1° luglio 2026 fino al 30 giugno 2031.
Compare nel registro degli indagati anche per presunta corruzione nell’indagine sulla ex vice premier albanese Belinda Balluku, accusata di “violazioni in gare d’appalto”. L’ex ds rossonero interrogato in Procura per sei ore
Igli Tare, 52 anni. Getty
Estate turbolenta per Igli Tare. Dopo il licenziamento dal Milan, per lui potrebbero profilarsi anche guai giudiziari in Albania, suo paese d’origine, dove è finito sotto inchiesta. Secondo fonti presso la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione (Spak), l’ex ds rossonero sarebbe sospettato di presunto “riciclaggio” nell’ambito dell’indagine contro l’ex vice premier albanese Belinda Balluku, accusata inizialmente di “violazioni in gare d’appalto“. Oggi la Procura ha fatto sapere di aver iscritto Tare nel registro degli indagati anche per “corruzione“.
OPERAZIONE – Il presunto collegamento tra Tare e Balluku riguarderebbe una villa sulla costa ionica albanese, in un complesso turistico. L’abitazione sarebbe stata offerta all’ex vice premier, come tangente per un appalto concesso a un’impresa edile quando era dirigente della società di controllo del traffico aereo Albcontrol. Per far perdere le tracce dell’operazione, la villa è stata registrata a nome di Igli Tare il quale, secondo gli investigatori, avrebbe stipulato “un fittizio contratto d’affitto con l’ex capogabinetto di Balluku“. La Procura sostiene che de facto l’abitazione sarebbe dell’ex vice premier, che in questi anni ne avrebbe fatto uso insieme alla sua famiglia. Tare è stato sottoposto a un interrogatorio in Procura, che ha lasciato dopo circa sei ore senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.
Tutte le squadre del comando provinciale dei vigili del fuoco sono impegnate nelle operazioni di spegnimento
Cagliari – Numerosi incendi di sterpaglie e vegetazione alimentati dal forte maestrale: impegnate su diversi fronti tutte le squadre dei Vigili del fuoco del comando provinciale.
Dalle ore 14 di oggi 3 giugno si è registrato un notevole incremento delle richieste di soccorso per incendi di vegetazione nel territorio di competenza del Comando di Cagliari. Alle ore 16 richieste pervenute erano già 15.
Le squadre sono intervenute nei territori di Narcao, Villasimius, Quartu Sant’Elena (con quattro distinti interventi),Assemini, Torre degli Ulivi, Carbonia, Barumini, Uta, Elmas, Monserrato, Sestu e in due diverse aree della città di Cagliari. Gli operatori stanno lavorando in condizioni particolarmente difficili a causa del forte maestrale. Sul posto sono stati impiegati mezzi APS (Autopompa Serbatoio), veicoli fuoristrada dotati di modulo antincendio e autobotti. Le operazioni sono coordinate dal funzionario di guardia, che si sta spostando sugli scenari più complessi, dove maggiore è il rischio di coinvolgimento di persone e strutture.
Tra gli interventi più rilevanti si segnala quello nel territorio di Sestu, nei pressi della SP2, dove le squadre intervenute sono riuscite a impedire che le fiamme coinvolgessero diverse aziende minacciate dall’incendio.
A Elmas si è reso necessario l’allontanamento precauzionale delle persone presenti all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario “Duca degli Abruzzi”, a causa dell’intenso fumo che aveva invaso l’edificio. La struttura non è stata interessata dalle fiamme.
A Capitana le squadre dei Vigili del Fuoco hanno evitato il coinvolgimento di alcune abitazioni private. Nel corso dell’intervento è stata soccorsa una donna che, nel tentativo di proteggere la sua proprietà, aveva inalato del fumo. La stessa è stata affidata alle cure del personale sanitario.
Attualmente continuano a pervenire alla Sala Operativa del Comando dei Vigili del Fuoco di viale Marconi richieste di intervento per incendi di vegetazione, che si aggiungono alle ordinarie attività di soccorso.
L’intenso fumo sprigionato dagli incendi ha avuto ripercussioni anche sulla viabilità. È stata infatti disposta la chiusura della strada statale 130 (ora riaperta) nel tratto compreso tra Cagliari, Elmas e Assemini. Problemi anche sulla statale 554, in prossimità dell’innesto con la statale 131, nel territorio di Sestu.
In diversi interventi hanno collaborato anche squadre di volontariato inviate dalla Protezione Civile Regionale e personale del Corpo forestale.
Tel Aviv riafferma necessità del disarmo di Hezbollah, Beirut insiste per rispetto integrità territoriale e confini
Un casco blu ucciso in Libano, l’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano non regge. Nella notte italiana è stata raggiunta un’intesa per una tregua ma nella giornata di oggi, giovedì 4 giugno, continuano i raid e gli attacchi dell’Idf. Nelle prime ore di oggi è stata annunciata la morte di un casco blu dell’Onu nel sud del Libano. La conferma è arrivata dall’Unifil, che ha riportato come il peacekeeper della missione delle Nazioni Unite nel Paese sia morto a causa delle gravi ferite provocate da colpi di mortaio nei pressi di Majayoun.
Altri due caschi blu sono rimasti feriti nell’attacco e sono attualmente ricoverati presso una struttura medica all’interno della base della missione, ha proseguito l’Unifil, secondo cui il militare deceduto era stato trasferito d’urgenza in elicottero in un ospedale di Beirut dopo l’incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, ma è morto per le ferite riportate.
La missione, che non ha precisato la nazionalità della vittima, ha annunciato l’apertura di un’indagine per chiarire le circostanze dell’accaduto, sottolineando di aver registrato negli ultimi tempi un numero crescente di attacchi. “La violenza deve cessare”, si legge nella nota in cui si invitano tutte le parti a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e a garantire la sicurezza del personale e delle strutture delle Nazioni Unite.
L’accordo per il cessate il fuoco – Nella notte italiana era stato raggiunto un primo accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano. “A seguito delle negoziazioni guidate dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno concordato l’attuazione di un cessate il fuoco. Il cessate il fuoco è subordinato a una completa cessazione del fuoco di Hezbollah e all’evacuazione di tutti gli esponenti di Hezbollah dal Settore Sud del fiume Litani“, si legge in una dichiarazionae congiunta di Stati Uniti, Israele e Libano.
L’accordo prevede la creazione di “zone pilota” sotto il controllo esclusivo dell’esercito libanese. Nella dichiarazione si annuncia che i prossimi colloqui tra Israele e Libano si terranno dal 22 giugno. Israele ha “riaffermato che la sua sicurezza e il rispetto della sua integrità territoriale possono essere raggiunti solo attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento della sua infrastruttura in tutto il Libano“.
Mentre Beirut ha sottolineato la necessità del reciproco rispetto dei confini riconosciuti a livello internazionale, l’urgente necessità di una piena attuazione della cessazione delle ostilità, sottolineando i principi di integrità territoriale e piena sovranità statale“.
Il Libano e Israele hanno inoltre ribadito di non nutrire alcuna intenzione ostile l’uno verso l’altro e di essere impegnati a “proseguire i negoziati diretti per rafforzare la fiducia“. “Gli Stati Uniti hanno ribadito la loro intenzione di sostenere le Forze Armate libanesi, con l’obiettivo di migliorarne le capacità e consentire l’effettivo esercizio della sovranità su tutto il territorio libanese“. Il Libano, a sua volta, si è “impegnato a rafforzare le capacità delle Forze Armate libanesi, con il sostegno degli Stati Uniti, per esercitare un controllo effettivo su tutto il territorio nazionale“. Nella dichiarazione, Israele ha ribadito che “la sua sicurezza e il rispetto della sua integrità territoriale possono essere raggiunti solo attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento delle sue infrastrutture in tutto il Libano“.
I nuovi raid e la minaccia di Hezbollah – Nonostante la tregua,Israele ha colpito diverse localita’ del Libano meridionale con i droni, nonostante il cessate il fuoco appena firmato. Lo riporta l’Agenzia di Stampa Nazionale libanese, aggiungendo che uno degli attacchi ha causato vittime. L’Idf ha riferito di aver condotto un’operazione contro un deposito di esplosivi di Hezbollah. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato inoltre di aver utilizzato sei tonnellate di esplosivo per distruggere oltre 20 siti terroristici nell’area.
Un importante funzionario di Hezbollah ha minacciato Israele affermando che, se le Forze di Difesa Israeliane riprendessero gli attacchi a Beirut, l’organizzazione islamista lancerebbe rappresaglie contro città del centro di Israele come Haifa e Tel Aviv.
In un’intervista al quotidiano qatarino Al Araby, il vice capo del consiglio politico di Hezbollah, Mahmoud Kamati, ha dichiarato: “L’equiparazione di Dahiyeh agli insediamenti nel nord non può essere accettata in alcun modo”. “Non è possibile che gli spari verso nord cessino in cambio della cessazione degli attacchi a Dahiyeh“, ha aggiunto. “Fin dall’inizio, la campagna è in pieno svolgimento e l’orizzonte è aperto”.
Katz: “Messo in sicurezza nord, per ora operazioni continuano” – Israele continuerà per il momento le sue operazioni nel Libano meridionale. I residenti libanesi che hanno dovuto abbandonare le proprie case non potranno farvi ritorno. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz, aggiungendo che le truppe rimarranno nella zona di sicurezza nel Libano meridionale, compresa l’area del castello di Beaufort, la fortezza conquistata da Israele sabato, e che Israele continuerà a “smantellare le infrastrutture terroristiche nell’area“.
Il ministro ha poi commentato l’annuncio del presidente Trump sull’attuazione del cessate il fuoco in Libano, affermando che “i membri dell’opposizione dovrebbero scusarsi e riconoscere i grandi risultati ottenuti finora in Libano, sia sul campo che a livello politico. La dichiarazione di ieri tra Israele e il governo libanese a Washington – con la mediazione e l’impegno degli Stati Uniti – riflette la realtà che abbiamo creato finora in Libano. Una realtà che può portare a un accordo di pace con lo Stato libanese. Abbiamo promesso sicurezza agli abitanti del nord e l’abbiamo mantenuta“.
Secondo Katz, la dichiarazione include un’affermazione inequivocabile per il disarmo di Hezbollah, l’allontanamento dei terroristi di Hezbollah dal sud del Litani, la continua presenza delle Forze di Difesa Israeliane nella zona di sicurezza e la libertà d’azione di Israele.
Ben-Gvir dice no: “Un errore” – Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Itamar Ben-Gvir ha dichiarato che “il cessate il fuoco con il Libano è un grave errore e un’illusione dei consiglieri che stanno trascinando il primo ministro verso decisioni sbagliate. Lo Stato libanese è un partner di Hezbollah. Ci sono ministri nel suo governo nominati da Hezbollah e parenti di membri di Hezbollah prestano servizio nell’esercito libanese“.
“Ci sono momenti in cui bisogna saper dire ‘no’ anche al presidente degli Stati Uniti, e se non lo facciamo, ci troveremo ad affrontare Hezbollah la prossima volta, quando sarà molto più forte e pericoloso. Chiedo che si tenga una discussione in gabinetto e si voti sulla decisione di cessare il fuoco“.
Ambasciatore Israele in Usa: “Uniti contro Iran” – L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha rilasciato una dichiarazione sull’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano, affermando che “in definitiva, America, Israele e Libano sono uniti nell’obiettivo di tenere l’Iran fuori dai giochi“. Secondo Leiter, “gli iraniani vogliono continuare a seminare distruzione e caos in tutto il Medio Oriente, ma il Libano e Israele sono uniti sotto l’egida degli Stati Uniti per tenere fuori l’Iran”.
Leiter ha concluso: “Speriamo di riuscirci, perché abbiamo questa forza quando agiamo insieme“. In un post pubblicato su X, ha scritto: “Se Hezbollah pensa che l’esito dei colloqui gli garantisca l’immunità, si sbaglia“.
Gaza, otto morti in raid israeliani – Nella Striscia di Gaza intanto otto persone sarebbero rimaste uccise in seguito a raid delle Forze di Difesa Israeliane a Gaza City. Lo riportano i media israeliani, citando la Protezione Civile di Gaza, secondo cui sette persone sono state uccise in attacchi contro appartamenti nelle zone settentrionali e meridionali della città, mentre un’altra persona è stata uccisa in un attacco al campo profughi di Shati.
Intorno alle 9 di mercoledì 3 giugno il fenomeno ha devastato un intero quadrante a nord-est della città. Danni anche al Salario Center e sulla via Olimpica. Si registra un ferito lieve
Un enorme albero sradicato e caduto su via dei Prati Fiscali
Alberi caduti, cassonetti dei rifiuti spostati di svariati metri, segnaletica sradicata e buttata a terra, rami ovunque, vasi e altro materiale proveniente dai balconi delle case sparsi sulle strade: una scena apocalittica quella che si presenta in zona Prati Fiscali e Conca d’Oro nella mattinata di oggi, mercoledì 3 giugno, a causa di una potente tromba d’aria. Si registra un ferito lieve, una persona all’interno della propria autovettura colpita dalla caduta di due pini.
Tromba d’aria a Roma – La tromba d’aria che si è scatenata a Roma il 3 giugno ha colpito in particolare il quadrante nord-est. Tra via dei Prati Fiscali, largo Valtournanche, via di Ponte Salario e via Conca d’Oro la potenza del vento, intorno alle 9 del mattino, ha devastato alberi, arredi urbani e segnaletica verticale.
Gli effetti della tromba d’aria a via dei Prati Fiscali
Viabilità in tilt e strade interrotte – Il fortissimo vento si è scatenato poco dopo un violento temporale che ha battuto la città a partire dalle 8 del mattino. Difficoltà anche nella circolazione, con le auto spinte indietro, strade chiuse.
Un pezzo di tetto incastrato contro un semaforo a via Val Maira, Prati Fiscali
Alberi e rami caduti ovunque – In tanti segnalano alberi e rami caduti in varie zone del quartiere Montesacro. Un grosso pino si è abbattuto sul tetto di una pompa di benzina, sempre su via dei Prati Fiscali, all’angolo con via Val di Sangro. Non risultano feriti, al momento. Danni ingenti anche al mercato di via Val di Lanzo, con ombrelloni e stand letteralmente spazzati via.
Un grosso pino sopra la copertura di una pompa di benzina
Causa caduta rami di alberi in via dei Prati Fiscali e conseguente traffico intenso quadrante nord-est, linee 38-60-63-69-80-88-90-92-93-311-336-337-338-344-351-435 in forte ritardo e deviate su percorsi alternativi. Lo comunica Atac.
Gli interventi dei vigili del fuoco – Sono 40 gli interventi in coda per i vigili del fuoco di Roma. Si tratta di alberi o rami pericolanti a causa in particolare dal vento. Le zone interessate sono i quartieri di Prati, Talenti, Montesacro, Conca d’Oro. Non si registrano soccorsi a persone. I vigili del fuoco continuano a monitorare la situazione.
Traffico in tilt su via Salaria – Sulla Tangenziale est, subito dopo lo svincolo della Salaria, un albero è precipitato sulla carreggiata, paralizzando la circolazione in entrambe le direzioni. La pianta ha investito alcune auto in transito ma senza causare feriti. La caduta degli alberi e gli allagamenti hanno imposto la chiusura di un tratto della Tangenziale nella zona di via dei Campi Sportivi. Il forte vento ha persino sradicato i cartelli della segnaletica stradale e spostato i cassonetti dei rifiuti in zona Conca d’Oro/Prati Fiscali.
Il chiosco del fioraio in via dei Prati Fiscali abbattuto dal mini-tornado
60 alberi caduti, un ferito lieve – La tromba d’aria che questa mattina si è abbattuta sulla zona di Prati fiscali e Conca d’Oro, a Roma, ha causato la caduta di circa 60 alberi, molti dei quali pini. È quanto fa sapere il dipartimento Ambiente del Comune di Roma. Molti alberi sono stati letteralmente sradicati dal terreno e ci sarebbe anche un ferito lieve: una persona colpita, mentre si trovava all’interno della sua vettura, dalla caduta di due pini, in via dei Prati Fiscali 163.
Cosa dicono i tecnici comunali – Secondo i tecnici comunali i due alberi sarebbero caduti dentro l’area di una concessionaria della Renault: il primo si trovava all’interno della proprietà privata di una sede dell’agenzia del Demanio, il secondo nel giardino di un istituto salesiano. Sempre nella zona, un altro albero si è schiantato al suolo sulla tangenziale est, causandone la parziale chiusura. Sono in corso ovunque nel quadrante interventi dei Vigili del fuoco e della Protezione civile.La stima è quella di un ritorno alla normalità entro quattro ore. Secondo il dipartimento Ambiente, molti tra gli alberi caduti erano all’interno di proprietà private.
“Si avvii monitoraggio alberi nelle scuole” – “Al momento non si registrano feriti, ma i danni materiali appaiono gravi. Chiedo un monitoraggio straordinario delle alberature presenti all’interno dei plessi scolastici e nelle aree pubbliche del quadrante compreso tra via Val Maggia, via Val di Sangro, viale Jonio e strade limitrofi, al fine di verificare eventuali situazioni di rischio e garantire la sicurezza dei cittadini. E’ necessario intervenire con tempestività per valutare i danni causati dal maltempo e programmare le opportune attività di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio arboreo del territorio” la richiesta del capogruppo di FdI in III municipio, Manuel Bartolomeo.
“Desidero esprimere piena solidarietà e vicinanza ai cittadini delle zone di Prati Fiscali, Conca d’Oro, Talenti e Montesacro che hanno vissuto momenti di paura e subìto danni ad automobili, abitazioni, attività commerciali e beni privati a seguito della violenta tromba d’aria che si è abbattuta nell’area nelle scorse ore. In questo momento è fondamentale che le Istituzioni siano al fianco della comunità locale, sostenendo concretamente le famiglie e gli operatori economici che stanno affrontando le conseguenze di quanto accaduto. Per questo chiediamo sia predisposto un piano straordinario di intervento che consenta di accelerare le operazioni di messa in sicurezza, rimozione dei detriti, controllo degli alberi pericolanti in tutte le zone interessate dal forte maltempo. Al contempo, è opportuno che il Comune di Roma attivi con la massima tempestività tutte le procedure necessarie per la ricognizione dei danni e l’individuazione di forme di sostegno economico e amministrativo a favore dei cittadini e delle attività colpite, a partire dagli operatori del mercato di via Val di Lanzo sferzato dal forte vento”. Così Luisa Regimenti, segretario di Forza Italia Roma Capitale, Rachele Mussolini e Francesco Carpano, capogruppo e consigliere di Forza Italia in Assemblea Capitolina, Riccardo Evangelista e Andrea Settanni, Commissario Forza Italia Municipio III e Segretario Forza Italia Giovani Municipio III.
Comignolo pericolante – La squadra SAF (Soccorso Alpino Fluviale) dei vigili del fuoco, è impegnata dalle 11 circa in Via Valsavaranche,95 per la messa in sicurezza di un comignolo che rischia di crollare su terrazzo e strada pubblica. In via precauzionale è stato interdetto il passaggio veicolare e pedonale della strada interessata.
Forte instabilità sull’Italia con fenomeni intensi su più regioni. Migliora gradualmente nel fine settimana con l’arrivo dell’anticiclone
Maltempo – (Ipa)
Nuova fase di forte instabilità meteo sull’Italia con temporali intensi, grandinate e colpi di vento in arrivo su diverse regioni.Dopo gli sbalzi termici dei giorni scorsi, la Penisola resta esposta a impulsi perturbati di origine atlantica che manterranno il tempo turbolento almeno fino a venerdì.
Mattia Gussoni, meteorologo deiLMeteo.it, conferma la persistenza di una vasta e profonda area di bassa pressione con centro motore stazionario alle alte latitudini, sul Nord Atlantico. Questa figura ciclonica funge da vera e propria “fucina” di perturbazioni. Invece di rimanere confinata sul nord Europa, questa vasta depressionepilota a più riprese impulsi instabili verso le medie latitudini, trovando un varco aperto verso il bacino del Mediterraneo. L’assenza di un robusto campo di alta pressione (anticiclone) a protezione dell’Italia permette a queste correnti fresche e instabili in quota di penetrare facilmente sui nostri mari.
Il caldo anomalo e i tassi di umidità accumulati nei bassi strati durante l’ultimo periodo hanno trasformato il bacino del Mediterraneo in un serbatoio di energia potenziale pronto ad accendersi. L’arrivo delle correnti fresche atlantiche in quota fungerà da innesco: l’aria fredda, essendo più pesante, scivola sotto l’aria calda e umida preesistente, costringendo quest’ultima a salire violentemente verso l’alto. È proprio questo moto ascendente repentino a generare imponenti nubi cumuliformi cariche di precipitazioni.
Nel corso della giornata di mercoledì 3 giugno sono previsti forti temporali, in particolare sul Triveneto e su gran parte delle regioni centrali. A causa dell’elevata energia in gioco, le celle temporalesche potranno assumere carattere di forte intensità, accompagnate dafrequenti fulminazioni, colpi di vento e, localmente, da grandinate. Il fronte temporalesco si muoverà progressivamente verso sud-est portando precipitazioni anche su Campania e Puglia. Giovedì 4 è atteso il passaggio di un secondo fronte temporalesco che porterà nuovi rovesci in particolare sulle Alpi e sulle regioni di Nord Ovest.
Solamente da venerdì 5, e poi nel corso del successivo weekend, le condizioni meteo sono previste in via di miglioramento grazie ad una prima rimonta dell’anticiclone che proverà a garantire maggiori spazi soleggiati su buona parte del Paese.
NEL DETTAGLIO
Mercoledì 3. Al Nord: instabilità sul Triveneto. Al Centro: tempo instabile, specie su adriatiche. Al Sud: rovesci in Campania e Puglia, meglio altrove.
Giovedì 4. Al Nord: temporaneo miglioramento. Al Centro: temporaneo miglioramento. Al Sud: temporaneo miglioramento.
Venerdì 5. Al Nord: ultimi temporali su Triveneto. Al Centro: piovaschi su settori adriatici, sole altrove. Al Sud: sole prevalente.
Tendenza:da venerdì nuove precipitazioni soprattutto al Nord.
In arrivo tempo instabile con piogge e temporali anche sulle zone interne del Centro-Sud e sui settori adriatici
Maltempo in Lombardia
Il maltempo con vento, piogge e temporali oggi martedì 2 giugno si è abbattuto al Nord, in particolare in Piemonte, Lombardia e Veneto, e ora è allerta meteo anche al Centro-Sud. Un’area di bassa pressione di origine atlantica si è estesa verso il mar Mediterraneo, causando, nella giornata di oggi, condizioni di instabilità sulle regioni settentrionali del nostro Paese. Per domani, mercoledì 3 giugno, è previsto tempo instabile con piogge e temporali anche sulle zone interne del Centro-Sud e sui settori adriatici.
L’allerta meteo – Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse.
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani allerta arancione sulla Liguria di Levante, allerta gialla su alcuni settori di Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana, sugli interi territori di Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e su parte di Lazio, Campania e Puglia.
Nubifragi in Piemonte – Vento forte e nubifragi in Piemonte dove già da questa mattina è scattata l’allerta maltempo. Colpita in particolare la zona del Vercellese.A Crescentino il forte temporale ha scoperchiato il tetto di una scuola elementare e il sindaco Vittorio Ferrero ha disposto la chiusura dell’istituto per la giornata di domani.Grandinate anche a Trino dove si registrano disagi. Il sindaco Daniele Pane sta effettuando un sopralluogo in tutto il centro abitato per verificare le situazioni più critiche e monitorare l’evoluzione degli eventi. “La Protezione Civile è in fase di intervento nelle vie e nelle strade dove il sistema fognario sta incontrando difficoltà nello smaltimento delle acque meteoriche. Ricordo inoltre che i vigili del fuoco sono già impegnati su molteplici interventi nel territorio. Raccomando la massima prudenza negli spostamenti – sottolinea il sindaco – di evitare aree allagate e di limitare gli spostamenti non necessari fino al termine dell’emergenza“.
Soccorsi difficili sul Monte Bianco – Una squadra composta dai tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e Sagf è riuscita a raggiungere due alpinisti polacchi, di cui uno colpito a una spalla da un fulmine, bloccati sul Dente del Gigante, Monte Bianco. I due sono riusciti a portarsi a una quota inferiore rispetto al luogo dell’incidente e i soccorritori li hanno raggiunti. È iniziata la fase di discesa verso il rifugio Torino da dove, grazie a un’attivazione straordinaria della funivia Skyway, saranno condotti a Courmayeur per essere affidati alle cure del personale sanitario. Si stima un tempo di rientro di un paio di ore circa, salvo ulteriori problematiche legate alle condizioni meteo, che permangono avverse.
Allerta a Milano – Il Centro Monitoraggio Rischi Naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta meteo arancione (moderata) per rischio idrogeologico e gialla (ordinaria) per rischio idraulico e temporali. L’allerta arancione per rischio idrogeologico è in vigore dalle 14 di oggi, martedì 2 giugno, fino alla mezzanotte di mercoledì 3 giugno; quella gialla per rischio idrico e temporali è invece in vigore fino alle 6 di domani. Lo comunica il Comune di Milano, invitando “i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi“. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo.
La situazione in Veneto – Da oggi pomeriggio è stata decretata l’allerta arancione per maltempo su tutto il Veneto, con la sola eccezione della provincia di Belluno. La sala operativa della Protezione civile regionale rimarrà aperta h 24 per monitorare la situazione che prevede forti rovesci, forti raffiche di vento e grandinate con quantitativi consistenti e localmente abbondanti specie su Prealpi e pianura. Sotto osservazione specialmente le province di Rovigo e la Bassa Veronese. Ieri il maltempo ha colpito soprattutto la bassa provincia di Padova, insieme alla parte orientale della provincia di Treviso.Domani e giovedì attesa un’attenuazione dei fenomeni che in Veneto riprenderanno venerdì. Maltempo anche in Friuli Venezia Giulia, dove da stasera alle 18 è scattata l’allerta gialla su tutto il territorio regionale.
Il presidente della Repubblica, accolto dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto. Frecce Tricolori sorvolano l’Altare della Patria. Meloni: “Dopo 80 anni chiederci che Repubblica vogliamo essere”
Celebrazioni per il 2 giugno – (Adnkronos)
Si celebra oggi, 2 giugno 2026, l’80esimo anniversario della Festa della Repubblica. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto. Come da tradizione, il momento solenne è stato accompagnato dal sorvolo delle Frecce Tricolori, che hanno attraversato il cielo di Roma lasciando la caratteristica scia verde, bianca e rossa.
Alla cerimonia sono presenti le più alte cariche dello Stato: i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso. Il Capo dello Stato ha passato in rassegna il picchetto interforze schierato davanti al Vittoriano. A fare da sfondo alla cerimonia, un grande telone bianco con il logo della Repubblica italiana, installato davanti all’Altare della Patria per coprire i cantieri aperti nell’area di Piazza Venezia.
Il messaggio di Mattarella – “Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti”, dice il presidente Mattarella in un messaggio al capo di stato maggiore della Difesa Luciano Portolano. “Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, “casa comune” che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà”.
“Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della festa della Repubblica, in un messaggio al capo di stato maggiore della Difesa Luciano Portolano.
“Nell’ottantesimo anniversario della Repubblica, onoriamo la memoria dei militari che, con i Gruppi di Combattimento, reparti che, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d’Italia, restituendo alla nazione onore e libertà”.
“Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella precarietà -prosegue il capo dello Stato -. L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell’edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli”.
“Le Forze Armate italiane, pilastro della Repubblica e presidio dei principi alla base della pacifica convivenza tra i popoli, sono chiamate a concorrere al raggiungimento di questo obiettivo. È con questi sentimenti, nel ricordo di quanti hanno fatto sacrificio della vita per l’indipendenza e la libertà della Patria, che insieme a tutto il popolo italiano stringo idealmente in un affettuoso abbraccio i militari di ogni ordine e grado, rinnovando loro la gratitudine per l’impegno profuso, con l’augurio più fervido. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica”, conclude Mattarella.
Il messaggio di Meloni – “Oggi celebriamo gli ottant’anni della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione. Perché sono certo le grandi storie, ma anche – e forse soprattutto – le piccole scelte quotidiane ad aver fatto dell’Italia la straordinaria Nazione che è oggi”, ha scritto sui social la premier Meloni. “Ottant’anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale. Ma, allo stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future. Buona Festa della Repubblica. Buon 2 giugno” conclude la presidente del Consiglio.
“Credo che questa Nazione abbia tutte le carte in regola per essere, se vogliamo, più ambiziosa. Credo che stia dando, nonostante le difficoltà, grande prova di sé e mi piacerebbe per questo che fosse chiaramente una festa di responsabilità ma anche una festa d’orgoglio per tutti gli italiani“, ha detto poi Meloni a margine delle celebrazioni per la Festa della Repubblica. “Credo che questa Nazione abbia tutte le carte in regola per essere, se vogliamo, più ambiziosa. Credo che stia dando, nonostante le difficoltà, grande prova di sé e mi piacerebbe per questo che fosse chiaramente una festa di responsabilità ma anche una festa d’orgoglio per tutti gli italiani“. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, a margine delle celebrazioni per la Festa della Repubblica.
Le parole di Crosetto – “Il dovere più grande che abbiamo è lasciare ai nostri giovani, ai nostri figli, un’Italia più sicura, più consapevole, ma soprattutto capace di restare fedele ai valori che ne hanno guidato il cammino fino ad oggi. Il messaggio che, come ministero della Difesa, abbiamo scelto per questa ricorrenza, ’80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese’, racchiude il senso più autentico di questo anniversario. Dietro queste parole non c’è soltanto la storia delle istituzioni, ma quella di milioni di cittadini che hanno servito, in uniforme e non, il Paese con disciplina, sacrificio, umanità e senso del dovere. Dietro di essi, c’è la storia di chi ha ricostruito il nostro Paese dalle macerie della guerra, di chi ha custodito la democrazia nei momenti più difficili, di chi, ogni giorno, ha messo il bene comune davanti all’interesse personale“, afferma ilministro della Difesa, Guido Crosetto.
”Viviamo tempi complessi, difficili, in cui le democrazie, come la nostra, vengono chiamate a confrontarsi con nuove minacce e con equilibri internazionali sempre più instabili e pericolosi – aggiunge Crosetto – Oggi, i confini da difendere non sono soltanto quelli geografici: sono quelli del cyberspazio, dello spazio, delle infrastrutture critiche, delle reti energetiche, delle tecnologie, delle fake news, da cui dipendono la nostra sicurezza e la nostra libertà. Oggi, per noi come per l’Italia, per un’intera Nazione, salvaguardare le istituzioni, la Repubblica, la democrazia, significa garantire e proteggere le nostre certezze: la libertà, lo Stato, La vita civile, la sicurezza”.
La parata – Roma ha celebrato gli 80 anni della Repubblica con la tradizionale parata del 2 giugno ai Fori Imperiali. Un’edizione speciale, dedicata a chi ogni giorno è al servizio del Paese, come ricordato anche dal tema scelto per il 2026: “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”.
Ad aprire la cerimonia sono stati i 250 sindaci provenienti da tutta Italia, simbolo degli oltre 8.000 Comuni italiani e del legame tra lo Stato e i territori. Dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale da parte di Andrea Bocelli accompagnato dalla Banda Interforze, la sfilata è entrata nel vivo con le bandiere delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, i gonfaloni di Regioni, Province e Comuni, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e i vessilli delle organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte, tra cui Onu, Nato e Unione Europea.
Tra i momenti più apprezzati della mattinata ancheil passaggio degli atleti dei gruppi sportivi di Forze Armate, Forze di polizia e Vigili del Fuoco. A precederli sono stati gli sportivi paralimpici, seguiti dagli atleti che hanno rappresentato l’Italia nelle più importanti competizioni internazionali, comprese le recenti Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina. Il primo settore è stato dedicato al personale civile della Difesa, alla sanità militare interforze, ai cappellani militari, ai veterani della Difesa e ai gruppi sportivi delle Forze Armate. A seguire hanno sfilato le Forze Speciali delle quattro Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, rappresentate dagli Alpini Paracadutisti del 4° Reggimento, dagli incursori del Goi della Marina Militare, dagli incursori del 17° Stormo dell’Aeronautica e dagli operatori del Gis dei Carabinieri.
Ampio spazio è stato poi riservato alle componenti operative della Difesa. L’Esercito Italiano ha presentato allievi delle scuole militari e delle accademie, Granatieri di Sardegna, Lagunari, Paracadutisti della Folgore, Alpini e reparti specialistici. La Marina Militare ha sfilato con gli allievi dell’Accademia Navale, il personale delle unità navali, il Reggimento San Marco e il Corpo delle Capitanerie di Porto. L’Aeronautica Militare ha invece schierato gli allievi della scuola Douhet e dell’Accademia Aeronautica, insieme ai reparti operativi, logistici e di protezione. Hanno quindi attraversato i Fori Imperiali i reparti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con le loro scuole di formazione, le componenti territoriali e i reparti specializzati. Presenti anche i Corpi militari ausiliari dello Stato, tra cui il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e il Sovrano Militare Ordine di Malta, protagonisti di una lunga tradizione di assistenza sanitaria e umanitaria.
Tra le principali novità dell’edizione 2026, la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria hanno sfilato per la prima volta in settori autonomi e dedicati. La Polizia di Stato, che quest’anno celebra 174 anni di attività, ha aperto il proprio settore con la Bandiera recentemente insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile, seguita dalla Banda Musicale e da una rappresentanza di funzionari e operatori. Anche la Polizia Penitenziaria è stata protagonista di una novità storica: per la prima volta ha sfilato in un settore esclusivo, schierando il comandante, la bandiera del Corpo, la banda musicale, la compagnia in armi e i mezzi operativi.
La seconda parte della parata ha visto inoltre sfilare i Vigili del Fuoco, il Servizio Nazionale della Protezione Civile, il Servizio Civile Universale, la Polizia Locale e Metropolitana di Roma Capitale, i volontari della Croce Rossa Italiana e una rappresentanza dell’Unità di Crisi della Farnesina e dei Consoli italiani all’estero. A chiudere i reparti appiedati è stata la tradizionale fanfara dei Bersaglieri, seguita dai reparti a cavallo dei Lancieri di Montebello, dei Carabinieri e della Polizia di Stato, insieme alla storica Artiglieria a cavallo. Nel corso della manifestazione hanno inoltre sfilato numerosi mezzi terrestri delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato. La cerimonia si è conclusa con il sorvolo degli elicotteri delle diverse amministrazioni statali e il passaggio delle Frecce Tricolori, che hanno colorato il cielo di Roma con i colori della bandiera italiana.
Per ora nessun danno segnalato. L’epicentro è stato localizzato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, con un ipocentro particolarmente profondo di 250 chilometri sotto il livello del mare
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata dall’INGV a mezzanotte e dodici minuti del 2 giugno 2026, al largo della Costa Calabra nord-occidentale nella provincia di Cosenza.
L’epicentro è stato localizzato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, con un ipocentro particolarmente profondo di 250 chilometri sotto il livello del mare. La scossa è stata nettamente percepita in tutta l’area tirrenica della Calabria, da Cosenza fino alle zone costiere, con segnalazioni di vibrazioni anche nei comuni dell’entroterra. Il terremoto è stato avvertito in gran parte del Sud Italia: segnalazioni da Palermo a Bari.
Il terremoto vicino alla provincia di Cosenza – Le prime informazioni raccolte nelle ore successive dalle forze dell’ordine e dai Vigili del Fuoco non riportano danni evidenti a persone o edifici.
Le caratteristiche dell’evento – in particolare la profondità dell’ipocentro – hanno limitato l’impatto delle onde sismiche sulla superficie, riducendo il rischio di danni gravi. Tuttavia, lo spavento tra la popolazione è stato significativo, soprattutto nei centri abitati più vicini come Amantea, Belmonte Calabro e San Lucido, che storicamente sono località sensibili alle attività sismiche del Tirreno meridionale.
La zona interessata è considerata ad alta sismicità: nel passato, forti terremoti hanno caratterizzato la storia della Calabria occidentale, tra cui quelli del XVII e XVIII secolo che causarono gravi danni e vittime. Il territorio è soggetto a frequente attività sismica: nelle ultime settimane sono stati registrati diversi eventi di minore entità, con magnitudo tra 2.5 e 3.7, che hanno interessato sia la costa che il Tirreno meridionale.
Le conseguenze – Nonostante la magnitudo elevata, la combinazione della posizione offshore e della notevole profondità ha in gran parte escluso conseguenze drammatiche.Resta alta, però, l’attenzione della Protezione Civile e degli operatori locali, mentre proseguono i controlli di rito su infrastrutture ed edifici lungo la fascia tirrenica calabrese.
L’area della Costa Calabra nord-occidentale si conferma una delle più sorvegliate d’Italia in termini di rischio sismico, insieme ad altre regioni colpite da eventi devastanti come la Sicilia nel 1908, l’Irpinia nel 1980 e l’Italia centrale nel 2016. Il costante monitoraggio rimane fondamentale per la sicurezza dei cittadini calabresi.
Convocata l’unità di crisi – Dopo il terremoto in mare al largo della costa calabra, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile “è in contatto con le strutture di protezione civile sul territorio», fa sapere il Dipartimento sui social. La scossa, con epicentro in mare, a 250 chilometri di profondita, è stata «avvertita in gran parte del Sud», spiega la P.Civile, sottolineando che, anche se al momento non ci sono segnalazioni di danni, ci sono «verifiche in corso». Il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano ha convocato l’Unità di Crisi a Roma per seguire la situazione.
Il movimento tellurico, che secondo le prime testimonianze è stato preceduto da un lieve ma nitido boato, ha avuto una dinamica prevalentemente ondulatoria
L’epicentro della scossa delle 7,58
La terra torna a tremare in Romagna dopo il brusco risveglio nella notte. Una nuova scossa di terremoto è stata distintamente avvertita dalla popolazione lunedì mattina, alle 7,58. Il movimento tellurico, che secondo le prime testimonianze è stato preceduto da un lieve ma nitido boato, ha avuto una dinamica prevalentemente ondulatoria
Si tratta del quarto evento tellurico nel giro di poche ore. La notte scorsa, alle 1,51, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia avevano infatti già registrato una prima scossa di magnitudo 3.2, con epicentro localizzato nei pressi di Meldola, nel Forlivese, a una profondità di 22 chilometri. La scossa delle 7,58, arrivata in concomitanza con il risveglio e l’inizio delle attività lavorative, ha generato l’immediato tam-tam sui canali social e sulle chat cittadine.
Secondo quanto stimato dall’Ingv, la magnitudo è stata come quella della notte, 3.2 Richter, sempre nella zona di Meldola, con ipocentro a 8 chilometri di profondità. E’ seguita una replica di magnitudo 2.3 Richter, che si è sviluppata sempre nella zona di Meldola a 9 chilometri di profondità alle 7,59.
Tra le due scosse più intense l’Ingv ha registrato anche due lievi terremoti. Il primo alle 2,38 con epicentro nella zona di Meldola di magnitudo 1.6 Richter, e il secondo di magnitudo 1.4 con epicentro nella zona di Forlimpopoli alle 7,40. Nella notte tra sabato e domenica, all’1,53, si era verificata una lieve scossa di magnitudo 1.4 nella zona di Civitella.
Lierna, l’enorme chiazza di gasolio che da lunedì ricopre parte della superficie del Lario è frutto di uno sversamento deliberato forse per ripulire i serbatoi delle barche. I responsabili sarebbero già stati individuati
La chiazza bianca nel lago di Como
Perdite di carburante e olio, veri e propri sversamenti, ma anche puzza e rumore. L’enorme chiazza di gasolioche lunedì ha ricoperto parte della superficie del lago al largo di Lierna è fuoriuscita verosimilmente o da uno dei battelli turistici privati che ormeggiano al molo del porticciolo di Grumo o dalla nave cisterna per rifornirli. Non un incidente, a quanto sembra, ma un vero e proprio atto deliberato, forse per ripulire i serbatoi. Su quanto accaduto stanno indagando i carabinieri del Servizio navale del Comando provincia di Lecco, coordinati dai magistrati della Procura che hanno aperto un fascicolo per reati ambientali. I responsabili sarebbero stato appunto già individuati.
Altri guai – Sarebbero state riscontrate però altre irregolarità su cui ora stanno compiendo ulteriori verifiche i funzionari dell’Autorità di bacino, ad esempio sulle autorizzazioni all’attracco. Il molo non risulta infatti sia omologato per l’ormeggio di imbarcazioni di tali dimensioni.
Residenti della zona e villeggianti che abitano o hanno case vacanza vicino al porto denunciano inoltre che i motori dei battelli restano accesi tutto il giorno. “Restano accesi dalla mattina alla sera, rendendo l’aria irrespirabile a causa di un odore insopportabile”, racconta l’inquilina di un condominio che si affaccia proprio sulla Punta di Grumo. E non è finita qui: “I pullman carichi di turisti, che sostano in mezzo provinciale per le operazioni di imbarco e sbarco, bloccano regolarmente il traffico”.
Il danno – Lo sversamento di nafta, che si è esteso per quasi 5 km quadrati, è quindi solo l’ultimo di una lunga scia di problemi che abitanti e turisti evidenziano da quando al piccolo porto di Grumo a Lierna vengono ormeggiati battelli turistici di operatori privati.
Il tecnico livornese, promesso sposo al Napoli di De Laurentiis, contesta le modalità di comunicazione dell’esonero
Tra il Milan e Massimiliano Allegri rischia di chiudersi nel peggior modo possibile un’esperienza (la seconda del tecnico livornese in rossonero)durata appena una stagione.Non c’è ancora intesa infatti sulle modalità di separazione tra le parti sotto l’aspetto economico e, come riferisce l’edizione odierna de Il Giornale, il contenzioso potrebbe avere strascichi pure sul fronte legale.
I TEMPI DELL’ESONERO – Massimiliano Allegri era legato contrattualmente al Milan fino al 30 giugno 2027: la mancata qualificazione alla prossima Champions League non ha fatto scattare il prolungamento automatico per un’ulteriore stagione, con adeguamento dell’ingaggio da 5,5 milioni di euro netti a stagione a quota 6 milioni. Formalmente esonerato dalla guida tecnica della prima squadra attraverso la nota di lunedì 25 maggio con cui RedBird dava il benservito anche al direttore sportivo Igli Tare, al direttore tecnico Geoffrey Moncada e al CEO Giorgio Furlani, l‘allenatore toscano ha ricevuto la comunicazione effettiva dell’interruzione del rapporto via PEC soltanto quattro giorni più tardi, a firma del presidente Paolo Scaroni. Unica persona deputata a firmare documenti dopo l’allontanamento dell’ex ad Furlani.
DANNO DI IMMAGINE? – Secondo quanto riferisce Il Giornale, l’entourage di Allegri contesta al Milan le modalità con cui è stato comunicato il licenziamento, senza previa comunicazione ma attraverso un comunicato della proprietà divenuto poi pubblico di cui sarebbe venuto a conoscenza attraverso i media. Chi assiste il tecnico paventa anche una possibile per danno di immagine e, soltanto dopo la risoluzione di questo contenzioso, Allegri potrà sottoscrivere l’accordo biennale che avrebbe raggiunto col Napoli del patron Aurelio De Laurentiis.
14 MILIONI LORDI – In tutto questo,la partita si gioca anche sul fronte della buonuscita che l’ex allenatore rossonero si aspetta dal club per se stesso e per i suoi collaboratori. Per Il Giornale, la cifra complessiva ammonterebbe a 14 milioni di euro lordi, col Milan che si aspetta di spenderne la metà. In particolare, lo scontro si gioca sull’incentivo all’esodo che Gerry Cardinale vorrebbe versare ad Allegri, 500.000 euro, ritenuta il massimo possibile e giustificata col sospetto che il tecnico fosse in trattativa col Napoligià da diverse settimane. La richiesta di Allegri ammonterebbe invece attorno al milione di euro.
Aveva 75 anni. Il successo in Italia con film come “La ragazza dalle pelle di luna”, poi il matrimonio con il produttore Franco Cristaldi
Zeudi Araya alla Mostra del cinema di Venezia
E’ morta a 75 anni l’attrice e produttrice cinematografica Zeudi Araya. Ne dà notizia il figlio, Michelangelo Spano, precisando che la madre è scomparsa “domenica 24 maggio nella propria abitazione a seguito di una lunga malattia. In questo momento di grande tristezza, la famiglia desidera esprimere la propria gratitudine a quanti le sono stati vicini con affetto e discrezione. Le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata. La famiglia – continua la nota – ringrazia per la comprensione e chiede che venga rispettata la propria riservatezza in questo momento di lutto“.
Zeudi Araya
Nata a Decameré, in Eritrea, nel 1951, figlia di un uomo politico e nipote di un ambasciatore etiope a Roma, da giovanissima era diventata Miss Eritrea ma fu un viaggio in Italia ad aprirle le porte di Cinecittà: nei primi anni 70 la celebre pubblicità del caffè Tazza d’oro, poi notata e chiamata dal regista Luigi Schettini che le affidò il ruolo da protagonista nel filmLa ragazza dalla pelle di luna (1972), nel ruolo di una sensuale giovane tropicale che prima rischia di mandare a rotoli il matrimonio di una coppia borghese, poi ne favorisce la riappacificazione. Il film ebbe un certo successo di pubblico che le procurò nuovi ruoli, prevalentemente nel genere erotico, e anche un 45 giri, sull’onda della popolarità.
Zeudi Araya firma autografi al Torino Film festival nel 2008
Nell’83 il matrimonio con il produttore cinematografico Franco Cristaldi (Divorzio all’italiana di Germi, Salvatore Giuliano di Rosi, Amarcord di Fellini tra i moltissimi film prodotti), lui 50 anni lei 31, nella villa di lui a pochi chilometri da Volterra, testimoni Monica Vitti e Francesco Rosi. Un cambio di rotta nella carriera che si concentra sui film prodotti dal marito, da Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure con Paolo Villaggio, Giallo napoletano insieme a Marcello Mastroianni, Tesoromio con Johnny Dorelli, Sandra Milo e Renato Pozzetto.
All’inizio degli anni 90 il ritiro dalle scene cinematografiche.Dopo la scomparsa del marito, nel 1992, prese lei le redini della produzione e fino a anni recenti ha prodotto numerosi film per il cinema e per la televisione con il nuovo compagno, il regista Massimo Spano dal quale ha avuto un figlio, Michelangelo, nato nel 1996. Tra le ultime apparizioni pubbliche, quella a Bologna, nel 2018, quando insieme a Giuseppe Tornatore presentò la versione restaurata in 4K del filmDivorzio all’italiana, prodotto all’epoca da Cristaldi.
Il rogo divampato da un deposito di carta della storica azienda Green4 che si occupa di riciclo della carta di qualità a Piano di Gioviano nel comune di Borgo a Mozzano. Colonna di fumo visibile a chilometri di distanza
Un incendio improvviso e devastante che ha generato una colonna di fumo nero visibile a molti chilo0metri di distanza. E’ il rogo scoppiato a Piano di Gioviano, nel comune di Borgo a Mozzano, alla Green 4, azienda specializzata nel recupero di materie prime.
Secondo una prima ricostruzione le fiamme sono prima divampate sul piazzale dove si trovavano delle presse di carta da macero. Lì vicino erano in corso delle lavorazioni ma non è chiaro se abbiano avuto a che fare con l’inizio del rogo.
Di certo le fiamme si sono poi propagate alla copertura del capannone dell’azienda, in parte realizzata con il legno
Le fiamme sono quindi divampate in modo furioso, avvolgendo l’intero stabilimento provocando una gigantesca colonna di fumo che si è propagata lungi la Mediavalle.
La preoccupazione è stata subita quella di contenere il rogo e sul posto, una volta lanciato l’allarme, sono arrivati in forze i Vigili del Fuoco da Lucca, Castelnuovo e Pistoia, con il supporto di 3 autobotti.
Le fiamme hanno sviluppato un calore fortissimo, rendendo particolarmente difficoltosa l’opera dei contenimento dei Vigili. Un pompiere è anche dovuto ricorrere all’assistenza medica per un principio di intossicazione da fumo.
Sul posto anche i carabinieri.
Il Comuni di Borgo a Mozzano hanno emesso un’ordinanza di divieto di uscire di casa o aprire le finestre nel raggio di 500 metri dal rogo.
Il Tribunale del Riesame boccia completamene il metodo di indagine usato dai pm della Procura di Milano per l’ipotesi di reato di turbativa d’asta nella compravendita dello stadio Meazza dal Comune a Inter e Milan
San Siro(Foto: Pier Marco Tacca/Getty Images)
In attesa che Inter e Milan presentino il progetto ufficiale per il nuovo San Siro e per lo sfruttamento delle aree limitrofe nella loro proprietà, dal Tribunale del Riesame arriva un aggiornamento in merito all’inchiesta in corso da parte della Procura di Milano. Più che un aggiornamento, il pronunciamento del Riesame è un vero e proprio commento alle indagini portate avanti negli ultimi mesi ed è sicuramente poco lusinghiero nei confronti dei magistrati milanesi.
Come riporta l’edizione odierna de Il Foglio, il Riesame ha constatato che i pubblici ministeri della Procura di Milano andavano «alla ricerca non tanto delle prove ma della notizia di reato». Un giudizio tecnicamente, e anche deontologicamente, molto pesante sui modi di conduzione delle indagini nel rito ambrosiano, proprio perché viene direttamente dal Tribunale del Riesame. L’inchiesta, va ricordata, è stata imbastita con l’ipotesi di reato per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente nella compravendita dello stadio Meazza, passato a fine 2025 dal Comune di Milano ai due club.
Le motivazioni del Riesame riguardano l’annullamento di un sequestro sui telefoni e relative chat dell’avvocato Ada Lucia De Cesaris, dell’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi e di un’altra funzionaria del Comune. Indagine dal percorso tortuoso, perché nasce da un sequestro di dispositivi nel corso di una differente inchiesta sull’urbanistica dello scorso anno. A seguito di una serie di richieste della Guardia di Finanza e dei pm, il contenuto di quelle chat è finito nel nuovo filone sulla presunta turbativa d’asta del Meazza.
Al di là delle complesse tecnicalità, l’aspetto più rilevante del giudizio del Riesame è la sonora bocciatura di un metodo: è giudicata «illegittima» l’avvenuta «esplorazione massiva dell’intero contenuto dei telefoni» perché comporta rischi di «profilazione sui comportamenti, le inclinazioni, i rapporti con i terzi e le idee». Ma soprattutto è il metodo del sequestri di device a scopo esplorativo a essere con forza censurato: i pm non possono né devono andare «alla ricerca non tanto delle prove ma della notizia di reato». Metodo che invece appare spesso utilizzato nelle inchieste milanesi soprattutto quelle sul mondo del calcio, compresa l’ultima roboante iniziativa milanese sugli arbitri.
Libero – Il riesame boccia la Procura di Milano: demolita l’inchiesta su San Sirohttps://t.co/l12m6Ax5gB
In diverse zone della città forti scrosci d’acqua all’improvviso. Ritardi anche per i treni. Granelli: “Troppo celere per mettere le paratie”
Un temporale con forti scrosci d’acqua e una breve grandinata si sono abbattuti su Milano. L’improvviso maltempo ha causato anche un forte sbalzo termico, dai 34 gradi del pomeriggio. Traffico automobilistico rallentato a causa delle pozzanghere che si sono formate.
L’assessore alla Protezione civile del Comune Marco Granelli comunica con un post social: “Temporale molto forte con pioggia intensa e grandine in città. In particolare nella zona sud est tra le 18.30 e le 19.30 sono caduti quasi 30 mm di acqua. Hanno snaturato la tombinatura e l’acqua è fuoriuscita in strada a Ponte Lambro in via Vittorini. Sul posto MM e Protezione civile. È stata troppo celere e non si è riusciti a posare le paratie. La tombinatura e fognatura sta assorbendo ora l’acqua e la stazione sta scaricando al depuratore e nel Lambro, ancora ricettivo. Ancora temporali in arrivo, però più a nord a Milano e in Brianza. Pronti per attivare la vasca del Seveso. Il Seveso sta ricevendo molta acqua dagli sfioratori di Bresso, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni”.
Il Centro Monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia aveva diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dal pomeriggio di oggi, giovedì 28 maggio, fino a mezzanotte.
Come sempre in questi casi, il Comune invita i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. Il Centro operativo comunale (COC) della Protezione civile del Comune di Milano è attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città.
Il maltempo si è abbattuto su Milano e l’hinterland dopo le 19, specialmente su quello a Nord del capoluogo lombardo. Il vento improvviso e la grandine hanno causato qualche caduta di tegole e parti di impalcature. Al momento non risultano feriti, a parte alcune contusioni per cadute di pedoni e ciclisti.
Due piante ad alto fusto sono cadute su delle auto parcheggiate e sulla carreggiata, interrompendo la viabilità, in viale Lazio e in piazzale Libia.
Forti disagi anche per i passeggeri delle Ferrovie e degli aeroporti, per l’effetto combinato del maltempo e di uno sciopero del personale del trasporto pubblico.Alle 20 le partenze in Stazione Centrale segnalavano una decina di convogli con ritardi dai 10 ai 90 minuti, e svariate cancellazioni sulle tratte regionali. E dalle 21 di questa sera alle 21 di domani scatterà lo sciopero di Fs, Italo e Trenord. Numerosi sono gli interventi in corso dei Vigili del fuoco e della Polizia Locale per code e piccoli ‘tamponamenti’.
Sequestrata una struttura da 150 metri quadrati in tribuna autorità destinata a un punto ristoro: il gip ha convalidato il provvedimento, respingendo la tesi della temporaneità dell’opera sostenuta dal club
Aurelio De Laurentiis (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)
Nuovo capitolo nella partita sul futuro dello stadio del Napoli. Mentre il presidente del club Aurelio De Laurentiis torna a spingere sull’ipotesi di un nuovo impianto di proprietà, al centro del dibattito finisce un contenzioso relativo allo stadio Diego Armando Maradona.
Secondo quanto riportato dall’edizione napoletana di la Repubblica, un punto ristoro in fase di realizzazione nella tribuna autorità dell’impianto sarebbe stato sequestrato dalla polizia municipale per presunte irregolarità urbanistiche.
Il provvedimento riguarda una struttura in costruzione all’interno dello stadio di Fuorigrotta, destinata – secondo gli accertamenti – a ospitare uno spazio hospitality. Gli agenti dell’unità operativa Tutela edilizia, intervenuti il 7 maggio durante un sopralluogo, avrebbero rilevato l’assenza del necessario titolo edilizio per la realizzazione dell’opera, facendo scattare il sequestro il 13 maggio, successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari il 18 maggio.
Come ricostruisce la Repubblica Napoli, nei verbali viene contestato il «reato di abuso edilizio» ad opera di De Laurentiis, indagato nella sua qualità di amministratore del Napoli come soggetto che avrebbe commissionato i lavori.
La struttura oggetto del sequestro sarebbe un volume di circa 150 metri quadrati e 3,5 metri di altezza, realizzato con pannelli coibentati, cartongesso e pedane in legno su struttura metallica, comprensivo di servizi igienici e impianti tecnologici. Il club, tramite il direttore dei lavori, avrebbe esibito una delibera del Comune di Napoli del settembre 2025 che autorizzava tre nuove aree hospitality per le esigenze della società, in cambio di un incremento di quasi 30 mila euro del canone di concessione versato dal Napoli per l’utilizzo dell’impianto.
Tuttavia, secondo quanto emerso dagli accertamenti comunali citati da la Repubblica Napoli, il nulla osta approvato dalla giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi «non assume valore di titolo edilizio». Una posizione ribadita anche nell’ordinanza del gip Raffaele Coppola, che ha convalidato il sequestro.
Davanti al giudice, il Napoli avrebbe sostenuto la natura temporanea dell’opera, prevista per una durata di due anni, fino alla scadenza della convenzione per l’utilizzo dello stadio nel giugno 2028. Un argomento però respinto dal gip,secondo cui le opere temporanee realizzabili in edilizia libera devono essere rimosse entro 180 giorni, termine considerato incompatibile con la durata indicata dal club.
La vicenda si inserisce in un momento particolarmente delicato sul fronte stadio. Negli ultimi giorni De Laurentiis ha infatti rilanciato pubblicamente l’idea di costruire un nuovo impianto, tornando a criticare il Maradona e sostenendo che «investire sullo stadio non si può: è inadeguato». Il patron azzurro starebbe valutando un’area a Napoli Est, nella zona Q8, mentre il Comune continua a puntare sul restyling dell’impianto di Fuorigrotta in vista di UEFA Euro 2032, anche grazie all’intesa raggiunta con la Regione Campania per il finanziamento dei lavori.
La società partenopea potrebbe ora impugnare il provvedimento o procedere allo smontaggio della struttura, chiudendo rapidamente il contenzioso. Resta però sullo sfondo il confronto sempre più acceso tra club e amministrazione comunale sul futuro della casa del Napoli.
Esposto del presidente Aia dell’Aquila: “La valutazione negativa era l’unica che permetteva di dismettere l’arbitro Dionisi”. Lo strano scambio di osservatori prima della partita
Maria Sole Ferrieri Caputi (reuters)
Un nuovocaso arbitriarriva sul tavolo del pm Ascione. Un esposto, firmato da Guido Alfonsi, presidente della Sezione AIA dell’Aquila: “Data una valutazione negativa a Maria Sole Ferrieri Caputi inLazio-Pisaper favorire la dismissione dell’arbitro Dionisi”, vittima di “un inenarrabile piano”.
“Un piano dall’alto per dismettere l’arbitro Dionisi” – L’esposto, inviato alla procura di Milano e alla procura federale della Federcalcio, punta a evidenziare “condotte penalmente rilevanti riguardanti le modalità delle dismissioni dai ruoli CAN dell’arbitro Federico Dionisi, che lasciano, a tacer d’altro, perplessi per le modalità con cui appaiono evidentemente pianificate”. Un’accusa gravissima, che non può non coinvolgere ilnuovo designatore Dino Tommasi, che ha preso il posto di Gianluca Rocchi dopo l’ormai nota inchiesta di Milano per una possibile frode sportiva dell’ex capo degli arbitri. Alfonsi denuncia un “disegno tramato nell’ultima giornata di campionato da soggetti senza scrupoli e sprezzanti della situazione che l’Associazione Italiana Arbitri sta vivendo, già foriera di instabilità e di totale perdita di credibilità”. Racconta di uno scambio di osservatori arbitrali: Sandro Rossomando, inizialmente indicato per valutare la direzione di Napoli-Udinese, era stato spostato su Lazio-Pisa. All’Olimpico per dirigere il match dei biancocelesti era stata designata Maria Sole Ferrieri Caputi.
“Così è stata penalizzata dall’alto Ferrieri Caputi” – Questo scambio è sospetto, secondo Alfonsi, soprattutto per quanto poi accade: “I sospetti diventavano cruda realtà all’esito della gara dello Stadio Olimpico, laddove, nonostante una direzione impeccabile e priva di sbavature, veniva attribuita a Ferrieri Caputi la valutazione di 8,40”, una valutazione decisamente insufficiente. Per Alfonsi “l’unica che avrebbe senz’altro determinato la dismissione di Dionisi, vittima indiretta di questo inenarrabile piano”. Il motivo è complesso: ogni anno vengono dismessi 5 arbitri. Gli arbitri con oltre 10 anni di anzianità che non rientrano tra i migliori 25 per rendimento, salutano. Tre “anziani” erano già di fatto fuori: Abisso, Piccinini e Pezzuto. Il quarto, certamente fuori, era Massimi, ultimo in graduatoria. Ballavano in due per l’ultimo “taglio”: Rapuano, a rischio di restare fuori dai 25, e Dionisi, penultimo in graduatoria. La valutazione ridotta a Ferrieri Caputi ha però fatto uscire lei dai migliori e fatto rientrare tra i top 25 Rapuano. Così, a essere dismesso è stato il penultimo in graduatoria, appunto Dionisi: Tremolada si salva pur avendo la sua stessa posizione soltanto perché è più giovane.
La procura federale apre un’indagine – Alfonsi invoca l’intervento del presidente della Commissione osservatori nazionale Professionisti, Riccardo Tozzi, perché “attribuisca la giusta e meritata valutazione – come più volte avvenuto nel corso della stagione – ripristinando, così, quel minimo di equità e correttezza”, perché il voto di 8.40 a Ferrieri Caputi “appare certamente indotto dall’alto” . E arriva ad adombrare anche accuse pesanti: “L’alterazione della classifica finale degli arbitri mediante condotte dolose, visti gli interessi economici in ballo e la sostanziale equiparazione dei direttori di gara alle società sportive, può ravvisare la consumazione del reato di frode sportiva”. Sulla questione la procura federale aprirà immediatamente un’indagine e potrebbe ascoltare il designatore e i responsabili della Commissione osservatori.
Un rogo ha distrutto la base operativa della squadra veneta a Porto Viro, a pochi giorni dal round di Imola. Le moto si sono salvate, ma ricambi, materiali e attrezzature sono andati in cenere
Un incendio devastante ha colpito nella notte di sabato il Team Grandi Corse, una delle realtà storiche del Campionato Italiano Velocità. Le fiamme hanno distrutto completamente la base operativa della squadra a Porto Viro, in provincia di Rovigo, cancellando in poche ore il frutto di vent’anni di sacrifici, passione e lavoro nel motorsport tricolore. A meno di una settimana dal terzo round stagionale del CIV Superbike previsto a Imola, il futuro della compagine veneta è avvolto nell’incertezza: i danni, ancora da quantificare con precisione, ammonterebbero a decine di migliaia di euro.
Il rogo, le cui cause sono ancora al vaglio delle autorità competenti, si è propagato anche ad alcuneabitazioni limitrofe, scatenando momenti di panico tra i residenti della zona. I Vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Una persona è rimasta ferita nell’incendio, ma le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni.
Stando alle informazioni reperibili, c’è almeno una notizia parzialmente positiva in mezzo al disastro: le Ducati Panigale V4 con cui il team schiera nella stagione in corso Gianluca Sconza, Matteo Morri e Alberto Butti sono uscite indenni dall’inferno di fuoco. Non si può dire lo stesso di tutto il resto. Ricambi, materiali, strumentazione tecnica e cimeli accumulati in quasi vent’anni di attività agonistica sono andati completamente perduti. Un colpo durissimo sul piano operativo, che mette seriamente a rischio la partecipazione del Team Grandi Corse ai restanti appuntamenti del CIV Superbike 2026, a partire dal round imolese ormai imminente.