Il bilancio dei morti è destinato a salire, i dati sono stati resi noti dall’Onu
Migranti su un’imbarcazione in mare
Il ritrovamento di altri 30 corpi ha fatto salire a 139 morti il bilancio del naufragio di un barcone di migranti affondato nella notte tra l’8 e il 9 ottobre mentre era diretto da Gibuti allo Yemen. Lo riferisce l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). Secondo i sopravvissuti, l’imbarcazione, che trasportava 350 persone da Gibuti allo Yemen, si è capovolta vicino a Guhere, a nord della città di Obock.
Lo riferisce un comunicato dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), le cui squadre sono al lavoro insieme alle autorità locali per fornire assistenza. Secondo i primi bilanci, il numero delle vittime è destinato a salire.
“Si tratta di una perdita di vite umane devastante. Il nostro pensiero va ai sopravvissuti e alle famiglie che hanno perso i propri cari o che non hanno ancora notizie dei loro parenti”, ha dichiaratoAlexandre Coissac, Capo Missione dell’OIM a Gibuti. “Le nostre squadre sono sul posto insieme alle autorità locali per fornire assistenza di emergenza. Questa tragedia è un crudo monito sui pericoli che i migranti affrontano lungo questo corridoio migratorio mentre cercano opportunità economiche”.
Tra i primi corpi recuperati ci sono 52 uomini, 42 donne e 15 bambini, tra cui nove bambine e sei bambini. Più di 80 persone sono sopravvissute al naufragio, tutte di nazionalità etiope. L’OIM sta assistendo 64 sopravvissuti presso il suo Centro di Risposta per Migranti (MRC) di Obock, fornendo assistenza sanitaria, supporto psicosociale, servizi di protezione, alloggi temporanei, aiuti alimentari e sostegno per ristabilire i contatti con le loro famiglie.
Le autorità gibutiane continuano le operazioni di ricerca e soccorso, mentre cresce la preoccupazione per le persone ancora disperse. Le autorità locali stanno inoltre fornendo assistenza medica ai sopravvissuti e organizzando sepolture dignitose per le vittime.
Dopo il secondo gol degli ospiti, l’aggressione alla postazione radio: Silvia Trillini di TVRS è finita in pronto soccorso
Silvia Trillini, giornalista ferita durante la radiocronaca
Grave episodio durante Giulianova-Ancona, partita del campionato di Serie D, girone F. In occasione del raddoppio della squadra dorica, alcuni tifosi locali hanno colpito con pugni la struttura della postazione radio in tribuna stampa,dove i colleghi stavano svolgendo il proprio lavoro. Una vetrata è caduta addosso alla giornalista anconetana Silvia Trillini di TVRS, ferendola alla testa. “Uno dei tifosi del Giulianova ha dato l’ennesimo cazzotto alla struttura in vetro della tribuna stampa che mi è caduto addosso, ferendomi alla testa. Ora sono al pronto soccorso di Giulianova, dove probabilmente dovranno mettermi dei punti”, ha raccontato la collega. Successivamente, la giornalista è stata sottoposta a una Tac, che non ha evidenziato problemi, ed è stata dimessa con alcuni giorni di prognosi.
Solidarietà – Anche la società biancorossa ha espresso vicinanza e solidarietà alla collega attraverso un comunicato stampa. Al termine dell’incontro, i soci del club si sono recati in ospedale per farle visita. Trillini era impegnata nel servizio insieme al collega Ferdinando Vicini. In tarda serata ha fatto ritorno nel capoluogo marchigiano. L’autore del gesto è stato identificato e allontanato dalle forze dell’ordine. Un grave episodio di violenza ai danni di una giornalista mentre svolgeva il proprio lavoro. La presenza dei sostenitori biancorossi, ai quali era stata vietata la trasferta, avrebbe potuto aggravare ulteriormente la situazione di tensione. Per la cronaca, l’Ancona ha vinto 2-0 grazie alle reti di Gueye e Pecci.
Il rossonero si è toccato all’altezza del flessore sinistro dopo essere andato a contrasto con Laurienté. Il 46 non è riuscito a rimettersi in piedi e ha abbandonato il campo in barella
Matteo Gabbia : difensore rossonero ha abbandonato il campo in barella
Brutte notizie per Ruben Amorim. L’allenatore del Milan è stato infatti costretto a sostituire Matteo Gabbia al 20′ del match contro il Sassuolo. Il difensore rossonero, che ha abbandonato il campo in barella, si è toccato all’altezza del flessore sinistrodopo essere andato a contrasto con Laurienté. Il problema accusato sembra dunque di natura muscolare. Match sfortunato per i difensori centrali: poco dopo, infatti, anche Fedde Leysen ha lasciato il campo sempre per una presunta distorsione al ginocchio.
I primi successi sono arrivati negli anni Cinquanta, con le partecipazioni al Festival di Sanremo
Wilma De Angelis (Milano, 8 aprile 1930 – Milano, 11 ottobre 2026) è stata una cantante e conduttrice televisiva italiana
Si è spenta a 96 anniWilma De Angelis, voce dei primi festival di Sanremo e volto pionieristico della televisione.
L’addio ha raccolto cordoglio ben oltre il pubblico televisivo, a partire dal territorio a cui era legata. La Pro Loco di Cerro Maggiore, di cui era socia onoraria, l’ha salutata per voce del presidente Alex Airoldi, che l’ha definita «un vero esempio di umiltà e bravura». Proprio l’associazione le aveva consegnato nel 2020 il premio alla carriera, riconoscimento a un percorso artistico durato più di sessant’anni.
Dal palco di Sanremo ai fornelli – I primi successi sono arrivati negli anni Cinquanta, con le partecipazioni al Festival di Sanremo..
Dalla musica è poi passata alla televisione, dove è stata tra le prime a condurre un programma interamente dedicato alla cucina, quando il genere era ancora lontano dal successo che conosce oggi. L’ultima apparizione sul piccolo schermo risale al 25 marzo 2025: ospite di Caterina Balivo a «La Volta Buona», aveva reso omaggio a Mina.
Non si era mai sposata e non aveva figli. L’artista viveva da tempo senza il compagno di una vita, scomparso diversi anni fa.
L’incidente a Signa, nel Fiorentino, i feriti hanno circa 60-70 anni
Sono sette i ciclisti feriti in ospedale, per due di loro la prognosi è riservata: è quanto si apprende in relazione all’incidente avvenuto stamani a Signa, in provincia di Firenze, dove un’auto ha investito un gruppo in bicicletta.
L’età dei feriti è attorno ai 60-70 anni.
Quattro sono stati portati all’ospedale fiorentino di Careggi: hanno tutti politraumi e per due di loro la prognosi è riservata. Gli altri tre sono stati portati all’ospedale di Prato, sono tutti codici gialli.
L’incidente è accaduto intorno alle 9. Da una prima ricostruzione sembra che l’auto, una Seat Ibiza condotta da una donna di 65 anni, che procedeva verso Campi Bisenzio, abbia invaso la corsia opposta dove stavano pedalando i cicloamatori.
Sul posto fatto intervenire anche l’elisoccorso per trasportare uno dei ciclisti all’ospedale.
Nei primi otto mesi dell’anno 405.000 denunce totali di infortuni
I dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026 restituiscono un’Italia segnata da circa 404. 809 denunce totali di infortuni occorsi in occasione lavorativa, un aumento del 5,4% rispetto all’anno passato.
Lo fa notare l’Anmil, l’Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro in occazione della 76/a Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Con l’aumento del 2,9% delle denunce di infortunio con esito mortale, afferma l’associazione, “si smentisce anche quella minima variazione in negativo dei primi sette mesi dell’anno.Da gennaio ad oggi, 701 lavoratori hanno perso la vita e le denunce di malattia professionale aumentano del 16,3%, arrivando a quota 74.542“.
L’Anmilchiede quindi di istituire il reato autonomo di ‘omicidio sul lavoro‘ nell’ordinamento giuridico italiano. “Non si tratta di giustizialismo, – afferma il presidente Amedeo Bozzer, ricordando la proposta di legge presentata alla Camera il 19 marzo 2026 e attualmente all’esame della Commissione Giustizia – bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori. Un’era che finalmente restituisca dignità alla salute e sicurezza dei lavoratori attraverso l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la deleteria frammentazione territoriale vigente, e guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia. Una Procura che faccia finalmente scuola, reale e non solo di facciata“, rincara. Le celebrazioni nazionali si svolgono quest’anno a Longarone (Belluno), in ricordo del disastro del Vajont, con il patrocinio del Comune di Longarone, della Regione del Veneto e della Provincia di Belluno.
Dopo un Mondiale in grigio calata la fiducia, Arda Turan possibile nuovo ct
Vincenzo Montella
La Turchia cambia ct ed esonera Vincenzo Montella.
Dopo giorni di confronto all’interno della Federcalcio di Istanbul è arrivata l’ufficialità che pone fine al rapporto con il tecnico italiano, giunto sulle sponde del Bosforo tre anni fa. E già si fa il nome del suo successore che potrebbe essere Arda Turan, attualmente sulla panchina dello Shaktar Donesk.
Il destino del tecnico italiano appariva già segnato dopo le quattro sconfitte in Nations League, due delle quali subite contro l’Italia. Da tempo, infatti, l’allenatore italiano era nel mirino dei tifosi e dei media locali che ne chiedevano la testa: le ultime prestazioni della squadra ad Istanbul erano state ritenute “umilianti“. “E’ stato deciso di interrompere il rapporto con il nostro allenatore della Nazionale maggiore”, ha annunciato la Federazione turca che non ha dato indicazioni su chi guiderà la squadra nei prossimi incontri di Nations League in casa con il Belgio e poi in trasferta contro la Francia. Tutto lascia pensare però che il nuovo ct sarà Arda Turanche ha un passato importante da giocatore al Galatasaray, al Basaksehir, all’Atletico Madrid e al Barcellona.
Nominato nel settembre 2023, Montella ha vissuto alcuni momenti di gloria in Turchia, portando la squadra al più alto livello della Nations League. Nel 2024, la Turchia ha registrato uno dei migliori risultati della sua storia raggiungendo i quarti di finale dell’Euro, battuta dall’Olanda dopo essere arrivata prima del suo girone. Negli ultimi mesi, però, i risultati sono peggiorati. Quest’estate la Turchia, attesa come una della outsider del torneo, ha deluso le aspettative ai Mondiali di Usa-Messico-Canada 2026, riportando una sola vittoria in tre partite e conquistando così l’ultimo posto nel girone. In Nations League, nelle ultime settimane, ha poi perso tutte le partite contro la Francia, il Belgio e l’Italia. Le statistiche di Montella sulla panchina turca si chiudono con 21 vittorie, 5 pareggi e 14 sconfitte.
Oltre ai risultati, Montella paga una stampa non amica. “Ha fatto piangere le mamme dei giocatori“, scrivevano i quotidiani di Ankara. Secondo i suoi detrattori i giocatori che aveva a disposizione sono tra i più forti mai avuti. Una generazione di buoni calciatori che può contare, tra gli altri, su Hakan Çalhanoglu(Inter), Arda Güler (Real Madrid) e Kenan Yildiz (Juventus). “Siamo una squadra unita“, aveva provato a dire Montella dopo l’ultima sconfitta con il Belgio, ma le sue spiegazioni non hanno convinto la federazione.
I giocatori reagiscono quando l’arbitro, Isidro Díaz de Mera Escuderos, espelle Vinícius Júnior. Fotografia: Denis Doyle/Getty Images
Yan Diomandé ha regalato al Real Madrid una sofferta vittoria per 1-0 contro il Villarreal, mantenendo la squadra a sei punti di distacco dal Barcellona capolista della Liga, nonostante l’ espulsione dell’esternoVinícius Júnior per aver tirato i capelli.
Vinícius, entrato in campo come sostituto, ha segnato un gol, ma la rete è stata annullata e successivamente è stato espulso dopo che il VAR ha mostrato che aveva tirato i capelli a Nathan Saliba del Villarreal
La squadra di José Mourinho ha lottato fino alla fine in inferiorità numerica, riuscendo a vincere e a portarsi provvisoriamente al terzo posto. Ma l’espulsione ha lasciato l’amaro in bocca al Real Madrid, con Vinícius che rischia una squalifica che potrebbe tenerlo fuori dal Clásico del 25 ottobre.
“Non so cosa stia succedendo con gli arbitri, con questo cartellino rosso, non capisco”, ha detto il centrocampista del Real Madrid Aurélien Tchouaméni. “Ma la cosa più importante è la vittoria”.
Kylian Mbappé era in forma per iniziare la partita con il Real Madrid dopo aver subito un problema al ginocchio durante la pausa per le nazionali con la Francia. L’attaccante stellare ha ricevuto qualche fischio, con alcuni tifosi che lo ritengono poco professionale nelle ultime settimane, ma anche applausi.
Mbappé,candidato al Pallone d’Oro che verrà assegnato alla fine di questo mese, è stato il giocatore più pericoloso del Real Madrid nel primo tempo, pur non avendo molta concorrenza
Vinícius Júnior del Real Madrid viene trattenuto da Antonio Rüdiger dopo essere stato espulso. Fotografia: Ángel Martínez/Getty Images
Il Real Madrid è migliorato in fase difensiva, concedendo al Villarreal poche occasioni degne di nota, ma ha faticato a costruire azioni offensive in un primo tempo scialbo.
Mbappé ha colpito il palo su assist di Álvaro Carreras, con il Real Madrid che ha messo sotto pressione il Villarreal nelle fasi iniziali. Il Villarreal ha presto preso il controllo del gioco, limitando le occasioni del Real Madrid, fino a quando Mbappé non ha costretto Peter Gulacsi a una bella parata.
Nell’intervallo, i tifosi del Real Madrid hanno fischiato timidamente la prestazione della squadra, ma poco dopo hanno potuto festeggiare il primo gol con la maglia del nuovo acquisto estivo Diomandé . L’esterno ivoriano, l’acquisto più costoso nella storia del Real Madrid, ha insaccato la palla nell’angolino con un tiro rasoterra preciso, dopo un’ottima azione di Federico Valverde che lo ha servito in profondità.
Vinícius pensava di aver raddoppiato il vantaggio del Real Madrid dopo che Jude Bellingham si era inserito sulla sinistra e gli aveva servito un assist perfetto. Tuttavia, la gioia dell’esterno si è trasformata in rabbia quando l’arbitro, Isidro Díaz de Mera Escuderos, è stato richiamato dal VAR per aver visto Vinícius tirare i capelli a Saliba nell’azione che ha portato al gol e ha espulso il brasiliano, annullando la rete.
Il portiere belga del Real Madrid, Thibaut Courtois, che aveva già effettuato un paio di parate decisive all’inizio del primo tempo, si è poi reso protagonista di un intervento acrobatico per sventare un tiro di Carlos Romero.
Mbappé è stato nuovamente fermato dal portiere ungherese Gulasci, e l’attaccante ha lasciato il Bernabéu frustrato per la sua ricerca del gol, sebbene la sua squadra sia riuscita a conquistare tre punti importanti per rimanere in corsa per il titolo contro il Barcellona.
Strade e case allagate, nel litorale a sud di Roma chiesto stato di calamità. ‘Ad Anzio e Nettuno in 24 ore caduti 80 millimetri di pioggia, un evento straordinario’
Temporale a Lipari, esondati torrenti, fango in strade e case allagate
Decine di abitazioni allagate, auto impantanate nel sottobanchinamento del porto di Sottomonastero, fango in molte strade persino in centro, esondati i torrenti Ponte e Valle con i detriti che sono finiti anche in spiaggia e in mare.
E’ il bilancio provvisorio del temporale che nella notte si è abbattuto su Lipari, nell’arcipelago delle Eolie (Messina). Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco anche a soccorso di automobilisti. Tutto è accaduto tra l’1 e l’1.40 quando il temporale ha raggiunto la sua massima intensità.
Trombe marine nel Trapanese, undici famiglie sfollate – Undici famiglie senza rimaste senza casa per il passaggio, ieri, di due trombe marine nel Trapanese. Sono tre, per un totale di sette persone, quelle che la notte scorsa non hanno potuto dormire nelle loro case perché inagibili o distrutte a Marsala. Il dato è stato confermato dal Comune che ha dato ospitalità in una struttura alberghiera a una famiglia composta da tre persone, mentre le altre due sono state ospitate da amici e parenti. A Petrosino, dove la tromba marina ha fatto notevoli danni, sono otto le famiglie sfollate: quattro sono ospiti dal Comune in un hotel della zona, così come confermato dal sindaco Giacomo Anastasi. Altre quatto, invece, sono ospiti di parenti.
Il Comune di Petrosino ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per i danni provocati ieri dal tornado. La giunta comunale, presieduta dal sindaco Giacomo Anastasi, ha approvato una delibera per chiedere alla Regione siciliana di attivare le procedure necessarie e garantire il supporto tecnico, operativo e finanziario indispensabile a fronteggiare le conseguenze dell’evento.
Gli uffici comunali, in raccordo con il centro operativo comunale di protezione civile, sono impegnati nei sopralluoghi e nella ricognizione dei danni, “al fine di individuare le priorità d’intervento e quantificare le risorse necessarie per la messa in sicurezza e il ripristino delle infrastrutture eventualmente danneggiate“. “Petrosino non può essere lasciata sola ad affrontare le conseguenze di un evento meteorologico di questa portata – dice il sindaco – L’amministrazione comunale sta facendo la propria parte, ma adesso è indispensabile che anche la Regione e il Governo nazionale assumano le proprie responsabilità, garantendo risorse adeguate e interventi tempestivi. Servono risposte concrete per mettere in sicurezza il territorio, ripristinare le infrastrutture danneggiate e sostenere chi ha subito le conseguenze di questa emergenza. Ci aspettiamo che alla gravità della situazione seguano impegni concreti e tempi certi“.
Strade e case allagate, nel litorale a sud di Roma chiesto stato di calamità – I sindaci dei Comuni di Anzio e Nettuno, sul litorale a sud di Roma, chiederanno alla Regione Lazio la dichiarazione dello stato di calamità dopo il nubifragio di ieri mattina che, con strade come fiumi, haprovocato allagamenti, specie ai piani bassi di molte case.
Hanno anche richiesto alla Protezione Civile regionale il supporto di uomini e mezzi per far fronte all’emergenza creatasi in questi giorni. Lo hanno annunciato i sindaci, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini.
Va considerato che nelle ultime 24 ore sono caduti 80 millimetri di pioggia, oltre un decimo di quella che cade sul territorio dei due Comuni in un anno e, pertanto, tale evento è da considerarsi assolutamente straordinario.
“Ricevuta l’allerta arancione abbiamo provveduto a chiudere le scuole, come previsto dalla legge, e attivare i centri operativi comunali che sono lo strumento operativo in casi del genere – hanno detto ieri i sindaci – L’allerta si è rivelata provvidenziale, alla luce di quello che poi è accaduto”.
Sia Lo Fazio, sia Burrini hanno ricordato che “tutte le unità disponibili sono al lavoro, ringraziamo il personale e i volontari, la sala operativa della protezione civile regionale e la prefettura con i quali c’è stato e c’è un confronto continuo“. Proprio grazie a questo è stato deciso di non aprire il Centro operativo misto, considerato che dalla sala operativa è stato reso noto che la situazione meteo è in miglioramento.
La stessa ha garantito, su richiesta dei Comuni, l’invio di squadre straordinarie e mezzi idrovori per la pulizia delle strade. Precisato che “sono state attivate immediatamente tutte le misure” e che “la situazione non deriva dall’inadempienza, dalla carenza o da mancanza di pulizia ma dall’alluvione che ha colpito Anzio e Nettuno“. Entrambi i sindaci hanno disposto controlli in tutte le scuole per fare in modo che lunedì gli istituti possano riaprire in sicurezza.
Bomba d’acqua nel Reggino, ‘auto arrivate al mare e muri caduti’ – Piogge e temporali diffusi stanotte su tutta la Calabria con segnalazioni di fenomeni particolarmente intensi nel Reggino, nella zona del basso Ionio. I danni più importanti, al momento, si sono registrati nel Comune di Melito di Porto Salvo dove nella notte il maltempo ha provocato strade invase dal fango e detriti. Sul posto sono operativi Protezione civile, Vigili del fuoco e forze dell’ordine. “Il paese è in ginocchio. Stanotte – spiega all’ANSA il sindaco Tito Nastasi – c’è stata una bomba d’acqua. Le macchine sono arrivate al mare e ci sono muri caduti. Siamo senza strade. Chiedo ufficialmente lo stato di calamità naturale per Melito. Ancora non abbiamo conteggiato i danni“. Al momento non si segnalano feriti. Detriti anche in più parti della Strada statale 106 dove sono in corso le operazioni di ripristino con rallentamento del traffico. La Protezione civile monitora costantemente l’evolversi della situazione su tutto il territorio regionale, senza al momento segnalazioni di particolari criticità o danni, prevedendo una diminuzione dei fenomeni nelle prossime, una ripresa nel pomeriggio, e un miglioramento della situazione a partire dalla tarda serata. Per oggi è stato diramato, nella giornata di ieri, un bollettino di allerta arancione su gran parte della regione.
Sistema statunitense segnala possibile allerta tsunami
Una forte scossa di terremoto è stato avvertito nella capitale panamense, Panama City, e nella vicina capitale del Costa Rica, secondo quanto riferito da un testimone a Reuters. Lo Usgs ha registrato una magnitudo di 7,6 sulla scala Richter e ha indicato che il sisma si è verificato lungo la costa meridionale del Paese.
Secondo un giornalista della France Presse, il terremoto ha provocato il panico nella capitale. Al momento non sono stati segnalati danni a Panama, mentre le immagini trasmesse in televisione mostravano persone evacuare gli edifici. Il sistema statunitense di allerta tsunami ha segnalato possibili rischi di tsunami lungo gran parte della costa pacifica dell’America centrale, nonché in Colombia ed Ecuador, nelle tre ore successive.
Scontri in Belgio, un monopattino in fiamme a Bruxelles, Ap Photo, via LaPresse
Dopo la Francia è la volta del Belgio. Circa 50mila persone hanno presto parte alla manifestazione in programma a Bruxelles contro le misure di austerità promosse dal governo di centrodestra guidato da Bart De Wever. Il piano dell’esecutivo prevede tagli e risparmi per 10 miliardi di euro entro il 2029 per ridurre il deficit e il debito pubblico. La reazione della piazza è stata rabbiosa.
Gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine – La protesta è degenerata fin da subito e ci sono stati violenti scontri tra attivisti e forze dell’ordine. Secondo la polizia, le tensioni sono iniziate intorno alle 10:30 nei pressi di Place de l’Albertine, dove si erano radunati i partecipanti. Erano presenti anche diverse centinaia di giovani, alcuni vestiti di nero e con indosso delle maschere. A margine del corteo si sono verificati disordini: alcune centinaia di manifestanti hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine e appiccato il fuoco a diverse biciclette a noleggio. Sono andati a fuoco anche dei monopattini. La polizia è intervenuta con idranti e gas lacrimogeni. Tredici minorenni sono stati arrestati.
🔴BELGIQUE 🇧🇪| #Bruxelles : Gaz lacrymogène, canon à eau et jets de projectiles : des affrontements avec la police et des départs de feus ont été signalés vendredi 9 Oct, lors des manifestations des étudiants et des syndicats 🇧🇪 à la gare du Midi et à la Gare Bruxelles-Centrale. pic.twitter.com/5CveBiiCim
“Fin dalle prime ore del mattino, i nostri agenti sono stati ripetutamente bersagliati da lanci di oggetti contro le forze dell’ordine, tra cui bottiglie di vetro, pietre, mattoni, bastoni e fuochi d’artificio” si legge in un comunicato del distretto di polizia di Bruxelles-Capitale-Ixelles. “L’arredo urbano è stato danneggiato e utilizzato per costruire barricate o come proiettili. Diverse biciclette, monopattini e cestini dei rifiuti sono stati incendiati o presi di mira in tentativi di incendio doloso. Anche un veicolo della polizia è stato danneggiato“.
Il presidente del sindacato socialista, Bert Engelaar, ha preso le distanze dagli scontri, precisando che i responsabili dei disordini non hanno nulla a che fare con le ragioni della protesta.
Il francese Terence Atmane ha abbandonato la gara che stava disputando alle qualificazioni dei Master 1000 di Shanghai
Il tennista francese Terence Atmane, durante le qualificazioni del Masters 1000 di Shanghai contro Bernard Tomic, ha abbandonato la partita sul 5-3 del terzo set, a un passo dalla sconfitta. Poco prima del ritiro, Atmane ha scagliato con violenza la racchetta verso gli spalti, rischiando di colpire uno spettatore. Un video, pubblicato nelle ultime ore sui social, ha mostrato più chiaramente la dinamica dell’accaduto, riaccendendo le critiche e portando il giocatore vicino alla squalifica. Travolto dalle polemiche, il francese si è poi scusato attraverso i propri canali social, spiegando di aver accumulato «uno stress e una pressione enormi» dopo essere passato, in poche settimane, dalla Top 40 al concreto rischio di uscire dai primi cento del ranking. Atmane ha tuttavia precisato che la pressione non rappresenta una giustificazione per il suo comportamento. Dopo aver riflettuto sugli ultimi episodi, il tennista ha annunciato la decisione di prendersi una pausa per «ritrovare me stesso e ripartire da zero».
He lost his cool and whipped the racket toward the crowd like they called the fault 😳
Almeno due trombe d’aria hanno causato danni e feriti a Marsala, in provincia di Trapani. La forza del vento ha divelto guardrail, danneggiato case e rovesciato delle auto.
Due trombe d’aria marine nell’area antistante il porto di Marsala, in provincia di Trapani, seguite a breve distanza di tempo da un’altra tromba d’aria di grosse dimensioni nelle campagne della zona, dove la forza del vento ha divelto il guard-rail e scaraventato su un vigneto un’auto condotta da un uomo. La forza del vento è riuscita inoltre a capovolgere numerose vetture nella zona dello Stadio. Molti pali della rete elettrica sono stati abbattuti dalla furia del vento, che ha danneggiato anche alcune case e alcune finestre di una scuola, scoperchiando anche dei tetti. Alcune strutture si sono allagate e hanno subito importanti danni interni. Secondo il Centro metereologico siciliano vi sarebbero anche dei feriti, a quanto pare fortunatamente non gravi.
Sono questi i primi danni del maltempo che da questa mattina sta flagellando la provincia di Trapani. Danni documentati anche da foto e video pubblicati dai cittadini marsalesi sui social, in una giornata attenzionata dalle autorità locali dopo l’emissione – ieri – di un’allerta meteo gialla per tutta la Sicilia, in particolar modo per la provincia di Trapani. Sui luoghi in cui si sono abbattute le trombe d’aria sono intervenute cinque squadre dei vigili del fuoco provenienti dai distaccamenti della provincia impegnati su Petrosino e Marsala, e altre due sono in arrivo da Santa Margherita Belìce e Palermo.
Da un punto di vista meteorologico, la tromba d’aria è un violento vortice d’aria a forma di imbuto che si genera alla base di una nube temporalesca e scende fino a toccare il suolo, caratterizzato da venti che possono raggiungere velocità estremamente alte. Quando questo stesso fenomeno si sviluppa o si sposta sopra uno specchio d’acqua, prende il nome di “tromba marina“. La differenza principale tra le due risiede dunque nella superficie su cui si manifestano (terraferma o acqua) e, in molti casi, nell’intensità: le trombe marine tendono spesso a essere meno violente e di durata inferiore rispetto a quelle terrestri. Tuttavia, la loro pericolosità non va sottovalutata. Se una tromba marina si sposta verso la costa e raggiunge la terraferma, diventa a tutti gli effetti una tromba d’aria capace di provocare danni ingenti a strutture, veicoli e vegetazione, seguendo esattamente le stesse dinamiche distruttive che hanno appena colpito il territorio marsalese.
A nove mesi dal terribile rogo nel bar Constellation di Crans-Montana, uno dei nodi resta chi debba sostenere i costi delle cure prestate ai feriti italiani. Secondo la RTS, ammontano a circa 1,5 milioni di franchi. E l’Italia, già si sapeva, non intende rimborsarli.
È importante distinguere il dossier dalla polemica sulle copie delle fatture arrivate alle famiglie dei feriti italiani.Copie, lo ricordiamo, informative. La questione della copertura dei costi negli ospedali aveva comunque alimentato la polemica tra Svizzera e Italia. Sin da subito, era stato detto che le spese mediche sarebbero state a carico del Servizio per l’aiuto alle vittime di reati (Servizio LAV) nella misura in cui non fossero coperte dalle assicurazioni, come previsto dai regolamenti europei e stabilito dagli accordi bilaterali. L’assistenza reciproca in materia di prestazioni è infatti sancita nell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE. Ma Parmelin – nel mese di maggio – aveva dichiarato che a Berna si sarebbero chinati sulla questione. «Ricordo che è un regolamento che applichiamo da anni con tutti i Paesi dell’Unione Europea.Ma siamo pronti a mostrare apertura e a trovare un accordo». La regolamentazione prevede una possibilità di deroga, infatti. «Una clausola che può permettere, se gli Stati sono d’accordo, un’eccezione, e il Consiglio federale sta analizzando questa opzione». Giorgia Meloni aveva parlato di «soluzione accettabile» qualora «nemmeno un euro uscirà dalle casse dello Stato italiano» o del suo sistema sanitario pubblico. Appellandosi, di fatto, al Regolamento 883/2004 dell’Unione Europea, che al paragrafo 3 dell’articolo 35 stabilisce che gli Stati membri possono «rinunciare al rimborso fra le istituzioni che rientrano nella loro sfera di competenza», in questo caso per le cure prestate ai cittadini. Nel dibattito era entrato anche il principio di reciprocità: l’Italia non avrebbe chiesto il rimborso per due cittadini svizzeri curati a lungo all’ospedale Niguarda di Milano. «Il Consiglio federale, e questo è l’impegno che ho preso, esaminerà questa eccezione nel regolamento per vedere cosa si può fare e trovare una soluzione», aveva assicura Guy Parmelin.
La questione ha suscitato malumori a Palazzo federale: da un lato il timore che una soluzione speciale crei un precedente o sollevi interrogativi di parità di trattamento; dall’altro l’argomento che, di fronte a una tragedia di questa portata, sia possibilecercare un accordofuori dall’applicazione automatica delle procedure ordinarie.
Il Consiglio federale deve ancora decidere – La nuova informazione riferita dalla RTS è l’entità complessiva delle cure: circa 1,5 milioni di franchi per i 12 pazienti italiani, con il rifiuto di Roma di rimborsare la somma. La consigliera nazionale Céline Weber (PVL/Vaud) chiede che gli accordi vengano rispettati; Laurence Fehlmann Rielle (PS/Ginevra) ritiene invece che la Svizzera dovrebbe compiere un gesto, considerate le circostanze eccezionali.
La tavola rotonda – Sono state designate le persone, fra cui la municipale di Lugano Karin Valenzano Rossi (PLR), che formeranno la tavola rotonda dedicata alla gestione delle conseguenze dell’incendio di Crans-Montana. Un gruppo di riflessione aiuterà la presidenza a elaborare proposte di soluzione. Tutte le vittime e i loro cari, così come gli assicuratori, avranno l‘opportunità di esprimersi sulle proposte nelle diverse fasi del processo, ha spiegato ieri in una nota l’Ufficio federale di giustizia (UFG).
La tavola rotonda, presieduta dall’ex consigliere di Stato neocastellano Laurent Kurth, ha come scopo la ricerca di soluzioni extragiudiziali per le vittime dell’incendio, coinvolgendo i loro cari, gli assicuratori interessati, le persone eventualmente tenute a versare prestazioni e le autorità. Una simile procedura dovrebbe permettere di accelerare i lavori, evitando le lungaggini di procedimento giudiziari che potrebbero durare anni.
I partecipanti faranno valere il punto di vista delle vittime e dei loro cari e rappresenteranno altre persone e istituzioni che possono contribuire a una soluzione transattiva extragiudiziale. Un gruppo di riflessione, composto da rappresentanti degli uffici federali, delle associazioni di categoria del settore delle assicurazioni private e sociali, della fondazione Beloved e da una professoressa universitaria, metterà le proprie competenze specialistiche a disposizione della tavola rotonda e contribuirà all’elaborazione di una soluzione transattiva extragiudiziale.
La prima seduta della tavola rotonda – composta da 20 persone – si terrà probabilmente nel corso dell’autunno. Si articolerà in quattro gruppi: i rappresentanti delle vittime e delle organizzazioni di assistenza alle vittime, i rappresentanti delle autorità, i rappresentanti delle assicurazioni di responsabilità civile e i rappresentanti delle assicurazioni sociali.
La Confederazione potrà partecipare agli accordi con un contributo massimo di 20 milioni di franchi.
Le informazioni su fasce di garanzia e orari dello sciopero
Disagi in vista, venerdì 9 ottobre, a Milano e nell’hinterland per chi sceglie di spostarsi con i mezzi pubblici. Le organizzazioni sindacali Ai Cobas e Confial Trasporti hanno infatti proclamato uno scioperogenerale del settore. L’agitazione potrebbe coinvolgere anche il personale del gruppo Atm.
La prima fascia – Secondo quanto rende noto Atm, alle 8.45 chiudono le metropolitane M1, M2 e M3 (rossa, verde e gialla). Tutti i treni in viaggio arrivano comunque al capolinea. Restano aperte M4 e M5 (blu e lilla). Questa situazione resterà tale fino alle 15, al termine della prima fascia di sciopero. Atm aggiunge che potrebbero verificarsi maggiori attese per i mezzi di superficie.
Le fasce di garanzia e gli orari dello sciopero – Come sempre, è previsto un orario di garanzia durante il quale i mezzi di trasporto pubblico sono comunque garantiti. I lavoratori potrebbero invece scioperare dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio: in queste fasce, autobus e tram potrebbero non essere in servizio e anche le linee della metropolitana potrebbero incorrere in qualche disagio.
Quando si saprà se una linea è sospesa – Inoltre, ciò che accade nel primo blocco dello sciopero potrebbe non replicarsi nel secondo blocco. Per fare un esempio: se una linea della metropolitana resta in funzione nel primo blocco, potrebbe essere sospesa nel secondo blocco. Queste informazioni sono disponibili non appena il blocco di sciopero è iniziato: quindi poco dopo le 8.45 e poco dopo le 18.
Le motivazioni della protesta – La sigla Ai Cobas ha indetto la protesta per contestare le privatizzazioni, le gare d’appalto e le liberalizzazioni dei servizi del gruppo Atm. Tra le richieste figurano l’aumento salariale di 150 euro netti, la conversione dei contratti da part-time a full-time, il ripristino delle distanze di sicurezza per i conducenti e la pulizia dei mezzi. Il sindacato solleva inoltre questioni relative alla tutela della sicurezza del personale contro le aggressioni, alla gestione dei permessi parentali, delle ferie e alla fornitura del vestiario aziendale.
Le richieste di Confial Trasporti – Alla base della mobilitazione proclamata da Confial Trasporti ci sono invece le rivendicazioni sul mancato adeguamento degli impianti per le persone non vedenti, la gestione dei turni e delle pause del personale di guida, la viabilità e l’impiego dei bus elettrici. L’organizzazione sindacale contesta inoltre l’insufficiente assegnazione di alloggi aziendali ai dipendenti, l’assenza di convenzioni con i centri di assistenza fiscale e il trattamento fiscale e retributivo di alcuni istituti interni alla società.
Rogo nella notte, accertamenti su cause. Azienda: possibili disagi nel servizio tpl
Un incendio ha distrutto la notte scorsa 12 autobus danneggiandone altri 7 nel deposito di Autolinee toscane in viale XI Agosto a Firenze. I vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 2:10 con 4 squadre, provenienti dal distaccamento di Fi-Ovest, da quello aeroportuale di Calenzano e dalla sede centrale e con il supporto dal comando di Prato oltre a 4 autobotti e il mezzo aeroportuale Efestus, evitando l’irraggiamento e la propagazione delle fiamme ad altri autobus presenti all’interno del deposito. Sul posto richiesto a scopo precauzionale anche un equipaggio sanitario: non ci sono persone coinvolte.
Intervenuti inoltre polizia e protezione civile del Comune.
In corso gli accertamenti di polizia giudiziaria. Autolinee toscane spiega che a causa dell’incendio“che ha danneggiato 19 mezzi, il servizio di trasporto nell’intera area urbana di Firenze potrebbe subire disagi”.
Giovedì pomeriggio a New York un agente dell’ICE, l’agenzia federale statunitense che si occupa del contrasto all’immigrazione illegale, ha sparato contro un uomo di nazionalità dominicana durante un tentativo di arresto, ferendolo. L’uomo è stato ricoverato in ospedale e non è in pericolo di vita. Non è ancora chiaro cosa abbia portato l’agente a sparare.
È successo nella zona di Marble Hill, nella parte settentrionale di Manhattan. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha detto che al momento della sparatoria l’uomo si trovava in auto insieme a un bambino di cinque anni, che non è stato ferito.
Il dipartimento per la Sicurezza interna, da cui dipende l’ICE, ha detto che gli agenti stavano conducendo un’operazione mirata per arrestare l’uomo, che aveva precedenti penali per furto aggravato, senza però chiarire le circostanze della sparatoria. L’episodio ha provocato proteste nella zona, con alcuni scontri tra manifestanti e polizia. Sia Mamdani che la governatrice dello Stato, Kathy Hochul, entrambi Democratici, hanno condannato l’intervento degli agenti federali e chiesto la sospensione delle operazioni dell’ICE a New York.
Negli ultimi mesi l’ICE è stata molto criticata per i metodi utilizzati nelle operazioni contro l’immigrazione irregolare, intensificate dall’amministrazione del presidente Donald Trump.
In diversi casi gli agenti dell’ICE hanno arrestato persone che vivevano e lavoravano negli Stati Uniti da anni, che avevano il diritto di risiedere nel paese o addirittura ne erano cittadini. Spesso hanno risposto alle contestazioni cercando di disperdere i manifestanti con la forza: in Minnesota hanno ucciso una persona, mentre altre sono mortedurante l’arresto oppure la detenzioneda parte dell’agenzia.
Una persona è stata ricoverata in ospedale dopo essere stata colpita da colpi di arma da fuoco esplosi da un agente dell'Ice, nel quartiere Marble Hill di New York, nel Bronx. Non sarebbe in pericolo di vita #ANSAhttps://t.co/9xWt99ucVe
In Versilia alberi caduti e tetti danneggiati, l’asilo nido Coriandolo inagibile. Giani: “Fino alle 17 potrebbero esserci ancora piogge forti”. Codice giallo fino alle 14 del 9 ottobre
Viareggio (Lu), maltempo, una Tromba d’aria scoperchia 10 case e un asilo
Ribaltato dalla forza di una tromba d’aria. E’ successo oggi a un camper che si trovava all’interno dell’area di servizio San Casciano Ovest, sul raccordo autostradale Siena-Firenze, nel territorio comunale di San Casciano in Val di Pesa (Firenze). L’intervento dei vigili del fuoco del comando di Firenze, distaccamento di San Casciano in Val di Pesa, è scattato alle 12.55. La squadra ha provveduto a estrarre dal veicolo una coppia che si trovava all’interno del camper. Le due persone sono state successivamente affidate al personale sanitario per gli accertamenti e i controlli del caso. Il forte vento ha provocato inoltre alcuni danni nella parte inferiore della tettoia del distributore di carburante presente nell’area di servizio.
Il camper ribaltato nell’area di servizio
Carrara, evacuate quattro famiglie – Allagamenti e disagi anche in diverse zone di Carrara, in particolare nelle frazioni di Marina di Carrara e Avenza. Tra gli interventi più delicati quello effettuato in via Villafranca, dove quattro famiglie residenti in un edificio di edilizia residenziale pubblica sono state evacuate a causa di infiltrazioni e criticità riscontrate nella copertura dello stabile. Undici le persone coinvolte. Tre nuclei familiari hanno trovato autonomamente una sistemazione, mentre per una famiglia di tre componenti è stata attivata l’assistenza del Comune, con il trasferimento temporaneo in una struttura alberghiera.
Capannone scoperchiato a Pisa – Una tromba d’aria ha seriamente danneggiato un deposito logistico della Conad a Terricciola, in provincia di Pisa. Il grande capannone è stato letteralmente scoperchiato. Danneggiati immobile e suppellettili senza comunque ferire le persone. Sul posto sono intervenuti i tecnici della protezione civile comunale, con il sindaco Matteo Arcenni, per verificare di persona la situazione. Il centro logistico Conad di Terricciola è una delle strutture di stoccaggio e movimentazione merci di riferimento della rete distributiva di Conad Nord Ovest in Toscana.
La tempesta su Viareggio – Un nuovo uragano su Viareggio tra stanotte e le prime ore della mattina. Il maltempo ha provocato danni diffusi a edifici privati, strutture pubbliche e vegetazione. Molti tetti sono stati travolti dall’acqua, in particolare nella zona Sud al quartiere Campo d’Aviazione, e sono caduti diversi alberi che, fortunatamente, non hanno provocato conseguenze di particolare gravità. Tra le situazioni più rilevanti si segnala quella dell’asilo Coriandolo, appartenente all’Istituto comprensivo don Milani, che ha riportato danni tali da renderlo inagibile. La struttura è stata pertanto chiusa e, a partire da domani, sarà organizzato il trasporto dei bambini presso un altro istituto, così da garantire la continuità delle attività educative. Danni anche alla copertura della palestra Dorando Petri, tra le strutture pubbliche maggiormente colpite dagli effetti della tromba d’aria.
Gli effetti del maltempo a Viareggio
Particolarmente interessato anche il patrimonio arboreo cittadino. Al parco Araba Fenice si registra la caduta di alcuni pini, mentre lungo il Viale dei Tigli diverse piante sono cadute sulla carreggiata, ostruendo il passaggio e rendendo la strada attualmente impraticabile. Resta dunque confermata la chiusura del Viale dei Tigli, così come quella delle pinete cittadine.
Massimo l’impegno della Polizia Municipale e della Protezione Civile comunale, impegnate fin dalle prime ore dell’emergenza nelle attività di monitoraggio del territorio, nella gestione delle criticità e negli interventi necessari a garantire la sicurezza della cittadinanza.
Il presidente della Regione Eugenio Giani è cauto: “Devo dire che, rispetto a quanto potevano essere le previsioni, la situazione si sta rivelando gestibile, però indubbiamente le precipitazioni sono forti e ci attendiamo delle precipitazioni intense, anche se è più difficile localizzarle all’interno del territorio della Toscana, fino a stasera alle ore 17, le classiche bombe d’acqua imprevedibili. Ci sono state alcune ore fa precipitazioni consistenti sia nell’area della provincia di Massa Carrara e ora nell’area di confine tra le province di Siena e Grosseto“.
Riferendosi all‘allerta arancione, in vigore in queste ore in Toscana, misura che è impattante sulla vita delle persone perché può comportare anche la chiusura di scuole, parchi, giardini e mercati, Giani ha spiegato: “I cittadini devono rendersi conto che la prevenzione è l’aspetto fondamentale per fronteggiare gli eventi di calamità naturali che purtroppo si stanno intensificando, perché il clima è sempre più tropicale e, conseguentemente, se ad esempio io mi sento tranquillo rispetto ai grandi fiumi con le opere che abbiamo fatto, tutto il reticolo idrico minore, torrenti, rii, corsi d’acqua, che apparentemente sono vuoti, con le bomba d’acqua si riempiono e creano danni, e dobbiamo prevenirli proprio attraverso comportamenti di questo genere“.
Codice arancione fino alle 17, poi codice giallo fino alle 14 di domani 9 ottobre – La Sala operativa della Protezione civile regionale ha quindi aggiornato l’allerta per temporali forti, con rischio idrogeologico-idraulico del reticolo minore, confermando il codice arancione fino alle 17 di oggi, giovedì 8 ottobre, per la sola Toscana nord-ovest e centrale, mentre dal pomeriggio di oggi fino alle ore 14 di domani, venerdì 9 ottobre, l’allerta sarà gialla su tutto il territorio regionale. Lo scenario rimane comunque caratterizzato da elevata incertezza previsionale, che renderà possibili fenomeni localmente anche intensi.
Temporali anche di forte intensità, su Basilicata, settori tirrenici e ionici, e su Calabria e Sicilia
L’area di bassa pressione atlantica tenderà a spostarsi verso Sud-Est e a interessare le regioni centrali e meridionali, con fenomeni temporaleschi più intensi e frequenti lungo il versante tirrenico e sui settori appenninici. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’ attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende quello emesso ieri, mercoledì.
I fenomeni meteo potrebbero provocare delle criticità idrogeologiche e idrauliche, come riporta il bollettino nazionale sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).
Le previsioni – L’avviso prevede il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, suCampania, Lazio, specie sui settori meridionali, Abruzzo e Molise, soprattutto sui settori interni.
Dalla prime ore di domani, venerdì 9 ottobre, si prevedono inoltre precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di temporale e localmente anche di forte intensità, su Basilicata, settori tirrenici e ionici, e su Calabria e Sicilia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.
Allerta arancione su Lazio e Campania, gialla su 14 regioni – Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, venerdì 9 ottobre,allerta arancione su Lazio e Campania. Valutata inoltre allerta gialla su settori di Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania e sull’intero territorio di Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.
Densa colonna di fumo dall’Api, sul posto i vigili del fuoco: principio d’incendio all’interno della raffineria
FALCONARA – Una densa colonna di fumo si è alzata all’altezza dello stabilimento Api di Falconara ed ha scatenato un tam tam sui social di persone preoccupate su quanto potesse essere accaduto. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, chiamati quando la coltre di fumo si è alzata all’improvviso ed è diventata visibile per chilometri.
Si tratterebbe di un principio d’incendio all’interno della raffineria, come avvisa il comune di Falconara in una nota emessa. «Il Comune è stato informato di un principio di incendio all’interno dello stabilimento di raffineria.Sul posto sono già intervenuti gli addetti del reparto antincendio Api. Livello di attenzione del Pee».
La raffineria ha tenuto a precisare che si è trattato di un principio d’incendio, subito risolto attraverso il sistema di emergenza interno, anche se sul posto sono arrivati i vigili del fuoco ed i carabinieri.
La situazione è costantemente monitorata dal ministero
“Da questa mattina il sito del ministero degli Affari Esteri è oggetto di un attacco informatico, che finora è stato efficacemente mitigato dai sistemi di protezione, senza provocare disservizi“. Lo riferisce la Farnesina in una nota aggiungendo che la situazione è costantemente monitorata dal ministero, in collaborazione con il Polo Strategico Nazionale e in raccordo con le autorità competenti. Sono in corso analisi anche sui siti delle sedi diplomatico-consolari italiane all’estero per verificare la possibilità di tentativi analoghi.
“La cybersicurezza è un elemento centrale della riforma della Farnesina approvata lo scorso anno. Abbiamo rafforzato negli ultimi mesi le nostre capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta alle minacce, adottando tutte le necessarie contromisure anche sul piano tecnologico“, ha sottolineato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva avuto modo di illustrare le tecnicalità della Sala Operativa CSIRT anche al Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul in occasione della sua recente visita a Roma. In questo contesto, l’Italia ha deciso di lavorare insieme alla Romania e altri Stati Membri per includere nelle prossime riunioni europee proposte di designazione di attori responsabili di attacchi cyber, anche verso istituzioni italiane.
Arpav ha raccolto campioni di aria e acqua per verificare la presenza di eventuali sostanze inquinanti o pericolose.
Un vastoincendioè divampato nel pomeriggio del 7 ottobre all’interno del capannone della Moretto, azienda che lavora materiale plastico in via Padovane, a Massanzago, nel Padovano.
In serata i vigili del fuoco sono riusciti a riportare il rogo sotto controllo. Le operazioni proseguiranno per tutta la notte, in vista della bonifica e degli accertamenti sulle cause dell’incendio. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per i rilievi, il sindaco e i tecnici di Arpav, che hanno raccolto campioni di aria e acqua per verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti o pericolose.
Operazione della procura di Santa Maria Capua Vetere contro caporalato. Le vittime denunciano
Braccianti al lavoro
Reclutati per strada, davanti ad occhi indifferenti, stipati in furgoni troppo piccoli o senza finestrini, lasciati al sole cocente o sotto la pioggia battente per quasi tutta la giornata senza alcun diritto.
E pagati una miseria. È un lunga sequela di orrori quella che emerge dall’ultima indagine sul caporalato nei terreni agricoli del Casertano coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e condotta dai carabinieri del Comando Tutela del Lavoro, che ha portato all’emissione da parte del gip di misure di presentazione alla Polizia giudiziaria a carico di tre indagati – due indiani e un albanese – e un obbligo di dimora a carico di un quarto di origine marocchina, tutti accusati di essere i caporali.
Per altri quattro indagati, tra cui il titolare di una delle aziende agricole che utilizzava i lavoratori, è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Le accuse per tutti sono di intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori per aver reclutato e impiegato manopodera clandestina. “I fatti emersi – ha affermato il procuratore Pierpaolo Bruni – sono gravi perché il reclutamento dei lavoratori avveniva alla luce del sole, nell’indifferenza di tante persone, che non hanno mai denunciato, anche perché probabilmente assuefatte a tali fenomeni. Ma c’è un aspetto positivo: 17 braccianti infatti hanno collaborato nell’inchiesta, trovando il coraggio di denunciare i propri sfruttatori”.
Dagli accertamenti è emerso che i lavoratori, soprattutto di nazionalità indiana e pachistana e senza permesso di soggiorno, venivano reclutati in una delle rotonde stradali di Villa Literno, tutte le mattine, e spesso anche in vicoletti; poi da lì venivano smistati nelle campagne del posto, o anche a Casal di Principe e Grazzanise, con i furgoni omologati per nove persone ma in cui ne venivano stipate 25-30, e spesso imezzi erano per le merci e non avevano finestrini. Una volta sui terreni, i braccianti lavoravano fino 14 ore al giorno, sette giorni su sette a prescindere dal meteo; e venivano pagati a cottimo tra gli 80 centesimi e un euro e mezzo a cassetta oppure a tempo, 3-4 euro all’ora, o con paga giornaliera di 30 euro per i nuovi lavoratori e 50 per quelli impiegati da più tempo. Operavano inoltre in assenza di una visita medica, senza bagni chimici, senza punti di ristoro, non potevano assentarsi per malattia, nè comunicare al telefono, ed erano sottoposti al continuo controllo dei caporali e alle loro minacce: avrebbero infatti perso il lavoro se non fossero scappati in occasione di controlli delle forze dell’ordine o in caso di scarsa resa lavorativa o di malattia.
È stato il coraggio di uno dei lavoratori, che per primo ha denunciato i caporali, a dare l’avvio alle indagini, poi si sono aggiunti anche gli altri consentendo agli inquirenti di ricostruire il sistema illecito tramite appostamenti e video. I braccianti che hanno reso dichiarazioni utili sono stati trasferiti in località protette e sono state loro fornite una prospettiva di protezione e inserimento socio lavorativo.
I ricorrenti, residenti e associazioni, potranno impugnare la decisione al Consiglio di Stato. Ma intanto il Comune di Milano e i due club incassano una vittoria che potrebbe aprire la strada al progetto firmato dalle archistar Foster e Manica per la nuova casa rossoneroazzurra
Lo stadio di San Siro destinato all’abbattimento
Milano, 6 ottobre 2026 – Quattro ricorsi inammissibili e uno respinto. Si è chiusa così al Tar la partita giocata dai cittadini contrari all’abbattimento dello stadio San Siro e alla costruzione del nuovo impianto che ospiterà nel futuro prossimo le partite casalinghe di Inter e Milan.
Ora bisogna capire se i ricorrenti decideranno di fermarsi o se impugneranno le decisioni in Consiglio di Stato. I giudici non sono neppure entrati nel merito, perché si sono fermati all’eccezione di inammissibilità dei ricorsi, accogliendo le ragioni di Palazzo Marino e società
Il rendering del progetto per il nuovo stadio: sulla sinistra, quello che resterà di San Siro
In ogni caso, il verdetto sembra eliminare definitivamente l’ultima pesante spada di Damocle sulla futura casa rossonerazzurra. I lavori dovrebbero partire nella seconda metà del 2027 per terminare nel 2031, così da presentare il nuovo San Siro in tempo per gli Europei di calcio del 2032. Tra un mese sarà presentato il progetto firmato dalle archistarNorman Foster e David Manica.
Inammissibili – Stando a quanto si legge in quattro sentenze su cinque, relative a istanze presentate da residenti e associazioni come“Gruppo Verde Milan San Siro” e “Comitato Sì Meazza” tra il 2022 e il 2025, i giudici si sono concentrati sul lunghissimo iter che ha portato alla vendita ai due club del compendio immobiliare comprensivo dello stadio Giuseppe Meazza, “qualificato, nell’ambito del vigente piano di governo del territorio, quale grande funzione urbana San Siro. Fatta questa premessa, il Tribunale ha ritenuto pertinenti le eccezioni di inammissibilità avanzate dalle difese del Comune e delle società Inter e Milan. In particolare, è stata contestata “l’indeterminatezza e mutevolezza soggettiva dei ricorrenti“, considerato che tra ricorsi originari e per motivi aggiunti è cambiato l’elenco delle persone coinvolte.
La motivazione – Secondo il collegio presieduto da Stefano Mielli, “tanto l’indeterminatezza quanto la mutevolezza dei ricorrenti rappresentano un ostacolo anche per la verifica dei presupposti del ricorso collettivo, qual è quello azionato, rispetto al quale si impone invece, per costante orientamento della giurisprudenza, un accertamento rigoroso dell’identità delle situazioni sostanziali e processuali implicate e dell’assenza tra le parti di un conflitto d’interessi, anche solo potenziale“.
Fuori dal legalese: se non si conosce con esattezza il numero e l’identità delle parti in corso, si fatica anche a valutarne i singoli interessi sulla decisione da prendere. Da qui la conclusione: “La censurata variabilità come pure l’incertezza e indeterminatezza soggettiva non costituiscono un mero difetto formale, ma si prestano ad alterare il corretto funzionamento del processo, risolvendosi pertanto in una forma di abuso di processo“.
Il ricorso – Se i verdetti sui ricorsi di cittadini e comitati sono stati respinti sul nascere, senza neppure entrare nel merito della questione, quello presentato dal consigliere comunale del gruppo Misto Enrico Fedrighini è stato analizzato punto per punto e respinto.
In questo caso, l’esponente dell’aula di Palazzo Marino ha impugnato solo la delibera finale del Consiglio che ha dato il via libera alla compravendita, la convocazione delle commissioni consiliari, un sub-emendamento presentato nel corso della discussione e la comunicazione della presidente del Consiglio Elena Buscemi che nella seduta del 29 settembre 2025 dichiarò decaduti tutti gli emendamenti non ancora esaminati.
La direttrice del museo di San Siro Simona Trovati
Il conflitto interno – In via preliminare, il Tar ha sottolineato come, “in base al consolidato orientamento della giurisprudenza, i consiglieri comunali non siano legittimati, in linea di principio, in questa veste, ad agire contro l’amministrazione di appartenenza, in quanto il giudizio amministrativo non può avere ad oggetto, di regola, controversie tra organi o componenti di organi dello stesso ente, essendo al contrario diretto a risolvere controversie intersoggettive“.
E ancora: ai consiglieri è“preclusa l’impugnazione delle deliberazioni con le quali essi siano semplicemente in disaccordo”. In caso contrario, ragionano i giudici, si paleserebbe il rischio di “trasporre e procrastinare nelle sedi di giustizia la competizione che li ha visti in minoranza“.
Le regole rispettate – Per il resto, i giudici hanno ritenuto “del tutto indimostrata sia la dedotta violazione delle norme regolamentari sia, di conseguenza, la prospettata preclusione nei confronti dell’esponente dell’esercizio dei compiti di cui all’articolo 5 del Regolamento delle commissioni consiliari, e quindi la censura di sviamento”. Termini tecnici che vanno tradotti così: tutte le regole procedurali sono state rispettate, almeno secondo il Tribunale amministrativo.
Terzo giorno di mobilitazione studentesca in tutto il Paese, con le lezioni sospese in 891 scuole. Disordini e tafferugli a Parigi, Lione, Marsiglia, Strasburgo e Rennes. Lecornu annuncia la sospensione delle attività didattiche nei licei per tre giorni
Scontri tra manifestanti e polizia a Parigi (Foto LaPresse)
In Francia è scattata la terza giornata di mobilitazione studentesca, con cortei che stanno attraversando decine di città in tutto il Paese.
Tensione in diverse città – Come nei casi precedenti, si segnalano i primi tafferugli tra manifestanti e polizia. A Lione alcuni gruppi di giovanissimi hanno sfidato le forze dell’ordine nelle strade vicine alla place Guichard e sono stati respinti con lacrimogeni e idranti; disordini si registrano anche a Strasburgo e a Marsiglia, dove è partito un “corteo selvaggio“, cioè non autorizzato. Sempre a Lione, dei casseur hanno lanciato sassi contro un commissariato, e ulteriori tensioni si segnalano a Rennes.
Scontri a Parigi – Disordini anche a Parigi, come riporta il quotidiano Le Parisien. Su Boulevard Voltaire, molto vicino a Place de la Nation, la polizia è entrata in contatto con un gruppo di persone che aveva preso di mira una banca. Sono circa gli 300 i manifestanti che stanno tentando di attaccare le forze dell’ordine, secondo quanto riferisce la prefettura di polizia di Parigi. Le autorità stanno cercando di respingerli e disperderli, per consentire al corteo di raggiungere Place de la Nation. Alcuni manifestanti hanno staccato pezzi di pietra dai gradini dei negozi per scagliarli contro le forze dell’ordine. Almeno dodici persone sono state fermate dalla polizia per lancio di oggetti e minacce nei confronti delle forze dell’ordine.
Stop alle lezioni per 3 giorni – Il governo francese ha annunciato la sospensione per tre giorni delle normali attività didattiche nei licei del Paese per consentire agli studenti di discutere e organizzare un “momento di democrazia interna“. La sospensione scatterà da domani e proseguirà giovedì e venerdì, ha affermato il premier, Sebastien Lecornu, intervenendo all’Assemblea Nazionale, mentre cresce la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori. “Il ministro dell’Istruzione, Eduard Geffray, ha deciso di liberare del tempo“, ha spiegato Lecornu, secondo cui l’obiettivo della decisione è permettere “a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna all’interno del liceo“.
Foto da: La protesta degli studenti in Francia (Foto LaPresse)
Trump: “Colpa dell’immigrazione” – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth, ha commentato la protesta degli studenti francesi: ” Quello che sta accadendo in Francia non è altro che il risultato di una migrazione di massa fuori controllo. Non si tratta delle scuole, si tratta dell’Islam che vuole prendere il controllo di un Paese che un tempo era grande“.
Guerra sulle cifre – Guerra di cifre sulle adesioni alle manifestazioni degli studenti in Francia. Secondo il ministero dell’Interno transalpino sarebbero 256mila le persone che hanno sfilato in tutto il paese oggi, di cui 56mila a Parigi. In precedenza le organizzazioni studentesche e dei liceali stimavano in 450mila il numero di manifestanti in tutto il paese, di cui 100mila a Parigi.
Lezioni sospese in 891 scuole – Per questo terzo atto della mobilitazione studentesca, che ha ricevuto il sostegno di sindacati dell’istruzione (Fsu, Cgt, Fo, Cfdt, Unsa, Sud e Solidaires), a Parigi potrebbe esserci una partecipazione tra i 20mila e i 40mila manifestanti, secondo fonti della polizia. Intanto il ministero dell’Istruzione francese ha annunciato che 891 licei e istituti hanno sospeso le loro lezioni oggi.
Foto da: La protesta degli studenti in Francia (Foto LaPresse)
Durante la discesa l’equipaggio ha attivato il codice 7700, utilizzato in aviazione per segnalare un’emergenza generale, e ha quindi effettuato un’inversione di rotta per rientrare a Londra Heathrow
Un volo della British Airways, Londra
Un volo British Airways diretto da Londra a Chicago ha dichiarato un’emergenza e invertito la rotta sopra l’Irlanda dopo una brusca discesa da circa 11.300 a 2.700 metri di quota. Lo riferisce il sito specializzato AirLive.
Il volo BA295, operato da un Boeing 777-200ER, era decollato da Heathrow alle 11.50 locali (le 12.50 italiane) ed era in volo da circa un’ora quando, per ragioni ancora da chiarire, ha perso oltre 8mila metri di quota nell’arco di pochi minuti.
Durante la discesa l’equipaggio ha attivato il codice 7700, utilizzato in aviazione per segnalare un’emergenza generale, e ha quindi effettuato un’inversione di rotta per rientrare a Londra Heathrow. Flightradar24 ha confermato che il BA295 ha “segnalato il codice 7700 ed è sceso fino a circa 2.700 metri sopra l’Irlanda“. Al momento non risultano feriti a bordo.
L’incremento dei casi tossinfenzione associata al consumo dell’alimento crudo ha spinto la Regione alla disposizione d’urgenza, valida in tutta la Regione
Preoccupa l’incremento dei casi di tossinfezione da Salmonella in Puglia associata al consumo di pomodoro fresco: scatta così il blocco dell’alimento in tutte le mense pubbliche delle strutture scolastiche e socio sanitarie. Il divieto, con effetto immediato, è stato disposto dal Dipartimento salute della Regione Puglia e inviato a tutte le Asl che, attraverso i Sian, lo hanno diramato a loro volta alle strutture interessate, ossia a tutti i Comuni di competenza e a tutti gli operatori privati e pubblici della ristorazione collettiva scolastica, socio-assistenziale, ospedaliera e delle case di cura. Tra gli ultimi casi di salmonellosi rilevati in Puglia vi sono i piccoli ospiti dell’asilo nido di via Sant’Angelo, a Brindisi. Nell’edificio gestito dalla Cooperativa Gialla non erano emerse irregolarità dall’ispezione compiuta dagli ispettori dell’Asl.
Accertamenti in corso. Al momento non è noto se la bombola fosse piena o esaurita
Concluso l’intervento degli artificieri a piazzale Michelangelo, a Firenze, dove era stata notata una bombola di gas posizionata sotto la copia della statua del David: la bombola, al termine delle verifiche, è stata ritenuta inoffensiva. Ripristinate le condizioni di sicurezza, la zona è stata riaperta al traffico pedonale e veicolare. Continuano le indagini dei carabinieri per ricostruire l’accaduto.
La bombola di gas è stata ritrovata sotto la statua diDavidal piazzale Michelangelo, a Firenze, una delle mete panoramiche della città.
A fare la scoperta, intorno alle 7,30, un’addetta di Alia Servizi ambientali, la società di gestione del servizio dei rifiuti. L’operatrice ha dato l’allarme al numero unico di emergenza 112. Sul posto pattuglie dei carabinieri e artificieri dell’Arma. Al vaglio degli investigatori i video delle telecamere. Accertamenti in corso. Al momento non è noto se la bombola fosse piena o esaurita . L’area viene comunque messa in sicurezza
Lavorava in un laboratorio della Siberia orientale. Il ministero della Salute russo non ha per ora rilasciato dichiarazioni. Le informazioni degli esperti dell’Istituto superiore di sanità: la malattia infettiva si manifesta con febbri, mal di testa, debolezza, e un rapido sviluppo di polmonite. Con i suoi segnali caratteristici: respiro corto, dolori toracici, tosse
Una donna è morta di peste polmonare nella regione di Irkutsk, nella Siberia orientale. Lo ha annunciato un funzionario regionale, mentre un media russo riferisce che decine di persone sono state messe in quarantena. I media locali hanno identificato la donna come Daria Chipilova, una tecnica di laboratorio di 28 anni. Il quotidiano russo “Popoli del Baikal” ha riferito che lavorava per l’istituto antipeste di Irkutsk e che avrebbe potuto contrarre la peste polmonare a causa della rottura di una provetta.
Silenzio dal ministero della Salute russo – Fatto sta che sono state messe in quarantena fino a duecento persone con le quali avrebbe potuto essere in contatto, ha aggiunto il giornale russo, senza fornire ulteriori dettagli. Il ministero della Salute russo, nel frattempo, non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito. Alexei Tsydenov, il governatore della regione russa di Buriatia, ha dichiarato in un post sui social che una donna nella vicina regione di Irkutsk era “morta per la peste“.
Trasmissione e sviluppo della malattia – La peste polmonare è altamente contagiosa e può essere letale se non trattata rapidamente, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La peste è unamalattia infettivadi origine batterica tuttora diffusa in molte parti del mondo, anche in alcune regioni dei paesi industrializzati. È causata dal batterio “yersinia pestis“, che normalmente ha come ospite le pulci parassite dei roditori, ratti, alcune specie di scoiattoli, cani della prateria. In qualche caso le pulci possono infettare anche gli animali domestici come i gatti.
Normalmente, il batterio yersinia circola tra queste specie senza causare alti tassi di mortalità, e quindi questi animali sono sostanzialmente delle riserve infettive di lungo termine. Occasionalmente, un’epidemia può uccidere anche grandi quantità di roditori e le pulci, in cerca di nuovi ospiti, si trasmettono anche agli esseri umani, diffondendo la malattia.
Nel caso della peste polmonare, il batterio infetta i polmoni, spieganogli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Questa forma della malattia può trasmettersi da persona a persona attraverso l’aria o gli aerosol di persone infette e quindi costituisce una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza. La forma polmonare può derivare anche dalla degenerazione delle altre forme se non sono curate prontamente.
I sintomi e l’incubazione – Il sospetto di peste si dovrebbe avere in seguito alla manifestazione dei primi sintomi, soprattutto in presenza di un bubbone, e di una possibile storia di esposizione a roditori o pulci. I bubboni solitamente si manifestano dopo due-sei giorni dall’esposizione, e la malattia procede in modo rapido, eventualmente degenerando nelle forme polmonare e setticemica se non è trattata prontamente. L’incubazione della forma polmonare primaria invece dura da uno a tre giorni ed è caratterizzata da una polmonite acuta con tosse e sputo di sangue. Il tasso di morte nei pazienti con peste polmonare è del 50%.
La peste polmonare si manifesta con febbri, mal di testa, debolezza, e un rapido sviluppo di polmonite, con i suoi segnali caratteristici: respiro corto, dolori toracici, tosse. Se il trattamento non è rapido, il paziente può morire nel giro di pochi giorni.Per ridurre le probabilità di morte è essenziale trattare con antibiotici entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi, con streptomicina, gentamicina, tetracicline o cloramfenicolo.
Il trattamento con antibiotici è raccomandato, secondo i Cdc americani (l’agenzia federale di sanità pubblica degli Stati Uniti), per sette giorni anche nelle persone che entrano potenzialmente a contatto con il malato, per prevenire l’insorgenza della malattia.
Fuoriuscita di miasmi da una cisterna nell’area in provincia di Napoli: l’ordinanza del sindaco
Una nube tossica si è sprigionata nella serata di ieri da una delle cisterne già interessate da un incendio nei giorni scorsi presso la zona industriale di Caivano (Napoli). I carabinieri della compagnia di Caivano sono intervenuti nuovamente nella zona Asi Pascarola, presso la sede di un’azienda che produce vernici e rivestimenti. Poco prima, una reazione chimica sulla quale sono in corso approfondimenti, ha causato la fuoriuscita di miasmi irritanti da una delle cisterne già sottoposte a sequestro. In fiamme anche del materiale plastico presente fuori i silos. L’incendio è stato subito domato, mentre la cisterna sigillata e inertizzata dai Vigli del Fuoco intervenuti. La fabbrica è stata nuovamente sequestrata e sono in corso le indagini in corso.
Già in serata, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato una riunione urgente del Centro di Coordinamento Soccorsi (Ccs) a seguito di un nuovo incidente verificatosi presso lo stabilimento Ppg Industries di Caivano. Al tavolo operativo hanno preso parte l’assessore alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, il sindaco del comune di Caivano, Antonio Angelino, il direttore dell’Arpac, Dario Mirella, il Comandante Vicario dei Vigili del Fuoco di Napoli, Armando De Rosa. Erano presenti anche i referenti dell’Asl Napoli 2 Nord e delle Forze dell’ordine. All’incontro ha partecipato anche la Prefettura di Caserta.
In via precauzionale, il sindaco di Caivano ha adottato un’ordinanza contingibile ed urgente, disponendo la sospensione immediata di qualsiasi attività di lavorazione della predetta azienda, sospensione immediata e totale di ogni ciclo produttivo per le aziende della zona Asi, chiusura del cimitero comunale, divieto di accesso a parchi, ville e aree gioco comunali, divieto assoluto di svolgere attività sportive all’aperto.Raccomandato anche l’uso di mascherine FFP2, mantenimento delle finestre chiuse, disistallazione di impianti di ventilazione meccanica. Sulla problematica, il Prefetto di Napoli ha convocato una riunione che si terrà, in Prefettura, nella giornata di domani. Il tavolo continua a monitorare l’evoluzione della situazione con la massima attenzione.
Nube tossica dopo incendio a Caivano, sospese attività nella zona Asi: "Obbligo di mascherina" https://t.co/2XbPYBgXzI