Fatali le ultime pesanti sconfitte contro Udinese e Cagliari. Valutazione sui possibili successori, al momento è stato promosso il tecnico della Primavera
L’Hellas Verona ha ufficializzato l’esonero del tecnico Paolo Zanetti. In attesa di individuare il nuovo allenatore, a dirigere l’allenamento in programma nel pomeriggio sarà Paolo Sammarco, tecnico della formazione Primavera.
Crollo – Fatali a Zanetti gli ultimi risultati, con la squadra che prima nel match interno con l’Udinese e poi a Cagliari sabato scorso è parsa allo sbando e rassegnata. I gialloblù sono ultimi in classifica con il Pisa, a quota 14 punti, a quattro lunghezze dal Lecce quart’ultimo. Tra i possibile successori di Zanetti, Roberto D’Aversa.
Il responsabile dell’accaduto contro la Cremonese è un «cane sciolto»: si è ferito ed è stato aggredito dagli altri tifosi. Una voltadimesso si procederà all’arresto
Emil Audero
Il secondo tempo è iniziato da 3’12’’. E per scaldarti vuoi non lanciare un petardo contro il portiere avversario?Dalla curva dell’Inter un ultrà non ci pensa troppo e il lancio del classico «bombone» sfiora l’ex nerazzurro Emil Audero,portiere della Cremonese, che cade a terra, stordito dal botto violento a un passo da lui. Dimarco, Lautaro, Bastoni accorrono subito a vedere come sta l’ex compagno (con cui si scuseranno) e condannano il gesto dei loro ultrà, allargando le braccia e «dialogando» coi tifosi. Sotto la curva arriva anche Chivu, che pare molto scosso. Anche lui si lamenta con i tifosi, che poco prima avevano esposto uno striscione che sembra una protesta contro Oaktree, proprietaria dell’Inter: «Nelle vittorie e nelle avversità, mister e squadra siamo al vostro fianco».
Se però questo è il modo, non si va lontano. Il regolamento di conti in curva comunque va in scena subito, perché il responsabile, un cane sciolto, pasticcia con un altro petardo che gli esplode in mano, perde due-tre dita e prima di essere portato in ospedale (in attesa dell’arresto) viene aggredito dai suoi compagni di tifo.
«Vorrei stigmatizzare e condannare un gesto insulso che non ha nulla a che fare con i valori dello sport — dice il presidente nerazzurro Beppe Marotta — . Le autorità stanno facendo indagini, pare sia stato un gesto isolato e si individuerà il responsabile. Va sottolineata la professionalità di Audero, che si è rialzato subito e ha portato a termine la partita. Ma la condanna deve essere esplicita e completa». L’episodio, avvenuto davanti al presidente di Lega Ezio Simonelli, non resterà senza conseguenze: l’Inter rischia una multa fino a 50mila euro, ma anche la squalifica della curva a San Siro. E la prossima partita in casa sarà contro la Juve. Il 3-0 a tavolino sarebbe stata un’ipotesi solo nel caso di sospensione della partita per il rischio sicurezza.
Ma altri lanci di petardi non ci sono stati. «C’era tanta preoccupazione per la salute di Emil — raccontaAlessandro Bastoni— . Non abbiamo certo pensato a sanzioni legate al risultato, non è né corretto né umano. Sono cose che non devono mai e poi mai succedere». Non a caso nel finale l’Inter non è andata a salutare i propri tifosi dopo la vittoria: «È stata una scelta — spiega Bastoni — perché certe cose non devono esistere nel mondo in generale. C’è già tanta violenza in giro ogni giorno e noi vogliamo trasmettere un agonismo sano».
Con il piccolo Liam anche il padre fuori dal centro di detenzione in Texas, dove erano stati deportati. La decisione di un giudice federale
Sono stati rilasciati il piccolo Liam Conejos Ramos, 5 anni, e suo padre: erano incarcerati da giorni nel centro di detenzione di migranti in Texas, dopo essere stati fermati a Minneapolis. L’ordine di rimetterli in libertà è stato emanato da un giudice federale. La foto di Liam caricato su un’auto dell’Icein Minnesota e deportato in Texas, è divenuta virale alimentando l’indignazione contro gli agenti per l’immigrazione.
Liam e suo padre, ecuadoriani, erano stati arrestati oltre una settimana fa e trasferiti a duemila chilometri di distanza nel centro progettato per trattenere le famiglie. Il bambino, nel frattempo, si era ammalato.
L’ordine stabiliva che Liam, in età prescolare, e suo padre fossero rilasciati “il prima possibile” e comunque non oltre martedì, mentre il loro caso di immigrazione prosegue nel sistema giudiziario. In un pronunciamento durissimo, che a tratti è sembrata più una lezione di educazione civica, il giudice Fred Biery, nominato da Bill Clinton nel ’94, pur senza citare il presidente Donald Trump, ha rimproverato “l’ignoranza del governo riguardo a un documento storico americano chiamato Dichiarazione d’Indipendenza” e ha citato le rimostranze di Thomas Jefferson contro “un aspirante re autoritario“, affermando che oggi le persone “stanno sentendo echi di quella storia“.
Scongiurata la rottura del crociato per l’esterno di Conte dopo l’infortunio contro la Fiorentina. Rischia 8 settimane di stop
Giovanni Di Lorenzo
Il timore più grande è stato scongiurato: Giovanni Di Lorenzo non si è rotto il legamento crociato anteriore. Si tratta, bensì, di un trauma distorsivo di secondo grado del ginocchio sinistro. Lo ha annunciato il Napoli in una nota ufficiale, in cui è stato comunicato l’esito degli esami a cui il giocatore si è sottoposto al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. Adesso, il prossimo passo è “una consulenza specialistica per determinare l’iter riabilitativo” fa sapere il club. Di Lorenzo si era infortunato durante la partita di ieri contro la Fiorentina ed era stato costretto a uscire alla mezzora del primo tempo per una torsione innaturale del ginocchio
TEMPI DI RECUPERO – Al momento è difficile stimare con precisione i tempi di recupero. A ogni modo, Di Lorenzo dovrebbe restare fuori tra le 6 e le 8 settimane. Conte tira un sospiro di sollievo, perché potrà avere a disposizione il suo capitano per l’ultima parte della stagione. Gattuso, invece, incrocia le dita sperando di averlo con la Nazionale per gli spareggi dei prossimi Mondiali. A cui, se tutto dovesse andare per il meglio, Di Lorenzo potrà partecipare.
Un gruppo riconducibile all’area anarchica e antagonista ha lanciato petardi, bombe carta e fuochi d’artificio all’indirizzo delle forze dell’ordine
Foto Marco Alpozzi/LaPresse
Scontri a Torino durante il corteo per Askatasuna, con petardi e bombe carta lanciati contro le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni e l’utilizzo di idranti per provare a riportare la situazione sotto controllo.
Sono undici, ma il bilancio è provvisorio, le persone rimaste ferite a causa dei disordini. Tra di loro c’è anche un agente che, come mostra unvideo, è stato accerchiato e picchiato da un gruppo di manifestanti.
Lancio di petardi e bombe carta – I disordini sono scoppiati oggi, sabato 31 gennaio, alla manifestazione nazionale lanciata dai promotori del centro sociale dopo lo sgombero dallo stabile di corso Regina Margherita 47. Tutto è iniziato quando il corteo è arrivato vicino largo Rivella e ha girato lungo corso Regina Margherita per raggiungere la sede di Askatasuna.
A quel punto un gruppo di manifestanti a volto coperto riconducibili all’area anarchica e antagonista ha cominciato a lanciare petardi, bombe carta e fuochi d’artificio all’indirizzo delle forze dell’ordine, che hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. Alcuni degli antagonisti hanno con sè con scudi di legno e metallo per cercare di proteggersi dalle azioni delle forze dell’ordine.
Gli antagonisti al corteo di Askatasuna (foto Marco Alpozzi LaPresse)
Alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme nel corso degli scontri. I manifestanti continuano ad avanzare verso il centro sociale con un lancio fittissimo di pietre e petardi. A fuoco anche legna, bancali e altro materiali. I partecipanti al corteo si sono spostati anche nelle vie laterali, mentre i reparti delle forze dell’ordine sono avanzati.
Il numero dei manifestanti – Nel pomeriggio tre cortei erano partiti da luoghi diversi – Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova – per poi convergere in un’unica sfilata nei dintorni di piazza Vittorio Veneto. I manifestanti sarebbero circa 15mila, tra cui anche il fumettista Zerocalcare. Secondo gli organizzatori sarebbero invece circa 50mila. Nella zona di Porta Susa alcuni attivisti si erano inerpicati sulle transenne che avvolgono l’edificio della ex stazione ferroviaria e hanno srotolato lo striscione “Askatasuna vuol dire libertà“. Lo spezzone del corteo partito da Porta Susa si è poi ricongiunto ai dimostranti in presidio davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova.
Pessime notizie per Conte, che già prima della partita faceva la conta degli infortunati, ma anche per Gattuso in chiave spareggi Mondiali
Il sospetto è dei peggiori: la rottura del legamento crociato anteriore. È questo il timore per Giovanni Di Lorenzo, che nel corso della partita con la Fiorentina è stato sostituito dopo una torsione innaturale del ginocchio sinistro. La visita a cui si è sottoposto non è definitiva ovviamente, ma i medici hanno espresso il loro parere.
DOMANI GLI ESAMI – Il giocatore domani si sottoporrà agli esami strumentali del caso al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno e solo in quel momento sarà possibile avere tutte le risposte del caso. Se fosse confermata la rottura del crociato, Di Lorenzo avrebbe di fatto concluso la stagione. Non sarebbe, dunque, né a disposizione di Antonio Conte col Napoli né di Gennaro Gattuso con la Nazionale in vista degli spareggi Mondiali di fine marzo.
Le parole di Conte – Antonio Conte, ai microfoni di Dazn nel post partita, “Si gioca troppo, i giocatori che dovrebbero rifiatarlo non possono farlo. Le condizioni del capitano? Dovrebbe essere un brutto infortunio, probabilmente il crociato“.
Il Pisa si separa da Alberto Gilardino: la società, attraverso un comunicato ufficiale, ha deciso per l’esonero dell’allenatore.
Foto: Ufficio Stampa Pisa S.C.
I nerazzurri cambiano guida tecnica. Dopo ore di riflessione e incertezze, il Pisa ha deciso di interrompere il rapporto con mister Gilardino seduta stante, confermando così l’addio dell’allenatore. La decisione arriva dopo un periodo complicato in cui risultati altalenanti (leggi qui) e prestazioni poco convincenti avevano sollevato dubbi sul futuro della squadra.
La società ha optato per una scelta netta, segnando un punto di svolta nella gestione tecnica del club. La separazione appare inevitabile, vista la necessità di una scossa immediata in vista delle prossime partite. La dirigenza si muoverà nei prossimi giorni per individuare un sostituto in grado di riportare competitività e serenità all’interno del gruppo.
Nei prossimi giorni sarà fondamentale capire come la squadra reagirà e chi assumerà la responsabilità della conduzione tecnica. La necessità di risultati concreti e prestazioni più solide diventa un obiettivo primario, con la pressione che crescerà ulteriormente in vista dei prossimi impegni.
Il Pisa, ora, deve compiere una decisione netta: trovare il nuovo allenatore e stabilire una strategia chiara per il prosieguo della stagione. La scelta della società sottolinea l’urgenza di invertire la rotta e consolidare una squadra capace di affrontare le sfide con maggiore determinazione.
Il club lavora per garantire continuità e motivazione, cercando di limitare l’impatto del cambio in panchina e di preparare il terreno a una nuova gestione tecnica. Con l’addio di Gilardino, il Pisa apre un capitolo nuovo, puntando a stabilire un equilibrio diverso e a ottenere risultati immediati.
Il comunicato del Pisa sull’esonero di Gilardino:“Pisa Sporting Club informa di aver comunicato ad Alberto Gilardino la volontà, umanamente e professionalmente sofferta, di cambiare la guida tecnica della Prima squadra.
Ad Alberto e a tutti i componenti del suo staff il ringraziamento più vero per quanto hanno saputo dare in questi mesi al Club, alla squadra e ai tifosi nerazzurri.
Il Pisa Sporting Club, nelle prossime ore, comunicherà il nome del nuovo Responsabile Tecnico della Prima squadra”-
America in protesta contro l’operazione che da settimane ha fatto precipitare la città nel caos e provocato la morte di due cittadini: “please stop killing us” lo slogan. Rilasciato il giornalista Cnn Don Lemon
Manifestazioni e proteste contro la politica di deportazioni di Donald Trump e la sua polizia anti-immigrati si sono svolte a Minneapolis e in molte altre città americane. Per il secondo venerdì di seguito, migliaia di persone hanno sfidato il gelo, saltando scuola, lavoro e chiudendo attività commerciali, per partecipare ad una dimostrazione di fronte all’edificio federale della città del Minnesota, diventato il centro della protesta contro l’operazione che da settimane ha fatto precipitare nel caos la città e provocato la morte di due cittadini americani, uccisi dagli agenti federali.
“Non importa quali siano le proprie convinzioni, ora come proprietari di attività commerciali tutto quello che possiamo dire è che l’Ice fa male agli affari“, ha dichiarato il proprietario di uno dei cafe di Minneapolis. I dimostranti hanno poi sfilato in corteo scadendo lo slogan, ‘please stop killing us’, per favore smettete di ucciderci.
Anche in altre città americane si è protestato, con lo sciopero degli insegnanti che ha costretto le autorità ad chiudere le scuole in Colorado e Arizona. A Washington un migliaio di persone ha bloccato un incrocio nel centro della capitale, mentre a Chicago sempre un migliaio di persone hanno sfidato il gelo per radunarsi in serata a Daley Plaza. A New York volontari hanno dovuto spalare il ghiaccio a Foley Square per permettere il raduno di centinaia di manifestanti. Molti studenti, anche delle scuole medie e superiori, hanno partecipato alla manifestazione a San Francisco, riporta il Washington Post.
Rilasciato il giornalista Cnn Don Lemon – “Ora non mi fermerò, non mi fermerò mai“. E’ quanto ha dichiarato Don Lemon, il giornalista, ex conduttore della Cnn, dopo il suo rilascio dopo essere stato arrestato ieri a Los Angeles dopo essere stato accusato di aver partecipato ad una protesta anti-Ice in una chiesa di Minneapolis che avrebbe interrotto una funzione e violato i diritto alla libertà religiosa dei fedeli presenti.
“Non c’è un momento più importante di questo per i media liberi e indipendenti che accendono la luce sulla verità e mettono quelli che stanno al potere davanti alle loro responsabilità”, ha detto ancora il giornalisti affermando che il dipartimento di Giustizia ha mandato agenti federali ad arrestarlo “per qualcosa che faccio da 30 anni, coprire notizie. Il primo emendamento protegge il mio lavoro e quello di innumerevoli altri giornalisti che fanno quello che faccio io“.
La giudice distrettuale Patricia Donahue ha ordinato il rilascio di Lemon senza cauzione, dopo che il procuratore federale ha affermato che il giornalista si sarebbe unito “alla folla che ha terrorizzato la gente in un luogo di preghiera“. In realtà si è trattata di una protesta pacifica da parte di un gruppo di attivisti contro il fatto che uno dei pastori della chiesa di St Paul è anche a capo dell’ufficio dell’Ice di Minneapolis. Nei giorni scorsi sono stati arrestati i leader di questa protesta. L’ex vice presidente, ed ex candidata alla Casa Bianca, Kamala Harris ha detto che l’arresto di Lemon“è un altro affronto ai nostri diritti e libertà che dovrebbe allarmare a far arrabbiare tutti“.
Nella giornata odierna, la proprietà del club rossonero ha ufficializzato un passaggio chiave per la propria strategia di lungo periodo.
Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi di Calcio e Finanza, RedBird Capital Partners ha annunciato di avere «completato con successo l’operazione di rifinanziamento che rafforza la struttura finanziaria di AC Milan e ne consolida la flessibilità di lungo termine». L’operazione rifinanzia il vendor loan legato all’acquisizione – originariamente detenuto da veicoli gestiti dal fondo Elliott in occasione dell’acquisizione del Milan da parte di RedBird – sostituendolo con un nuovo finanziamento istituzionale strutturato da Comvest Credit Partners.
Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, la cifra del nuovo finanziamento ammonta a 550 milioni di euro. Si tratta di fatto dell’intero ammontare che RedBird ha dovuto saldare a Elliott per la chiusura del vendor loan, soldi che sono arrivati dal nuovo creditore (Comvest, per l’appunto).
Come spiegato nel comunicato, a seguito del perfezionamento dell’operazione, come raccontato anche da Calcio e Finanza nei giorni scorsi, il Managing Partner di Elliott, Gordon Singer, e l’Associate Portfolio Manager, Dominic Mitchell, lasceranno il Consiglio di Amministrazione del club rossonero. Non sono state apportate ulteriori modifiche al Consiglio o al management.
Va comunque ricordato che – da statuto – le due figure dovranno essere sostituite, coerentemente con l’evoluzione della struttura finanziaria, anche se non è detto che i nuovi membri del board siano manager di Comvest.
Il rifinanziamento del vendor loan si inserisce una strategia già in atto che ha l’obiettivo di creare valore nel tempo, sviluppando la crescita del Milan dentro e fuori dal campo. Si va dalla crescita sportiva, allo sviluppo industriale e crescita dei ricavi, senza dimenticare chiaramente il fondamentale progetto stadio con l’Inter.
Gli studenti organizzatori chiedono “niente lavoro” e “niente scuola”
Le manifestazioni continuano nonostante l’arrivo di Homan a Minneapolis
Il disegno di legge sulla spesa del Senato è bloccato dalle lotte sull’immigrazione
MINNEAPOLIS, 30 gennaio (Reuters) – Venerdì gli studenti hanno indetto scioperi e proteste in tutti gli Stati Uniti per chiedere agli agenti federali dell’immigrazione di ritirarsi dal Minnesota, dove la sparatoria mortale di due cittadini statunitensi ha scatenato l’indignazione pubblica.La giornata nazionale di protesta programmata, che ha visto studenti e insegnanti abbandonare le scuole dall’Arizona alla Georgia, è avvenuta in un contesto di messaggi contrastanti da parte dell’amministrazione Trump sul futuro dell’operazione Metro Surge, che ha inviato circa 3.000 agenti federali nell’area di Minneapolis per reprimere l’immigrazione.
Le sparatorie mortali perpetrate dagli agenti federali contro i cittadini Alex Pretti sabato e Renee Good il 7 gennaio a Minneapolis durante l’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement hanno suscitato l’indignazione pubblica e alimentato le richieste di ulteriori proteste.In un quartiere di Minneapolis, vicino ai luoghi in cui morirono Good e Pretti, circa 50 insegnanti e membri del personale delle scuole locali hanno marciato venerdì, tenendo cartelli contro l’ICE, urlando nei megafoni e chiedendo agli ufficiali federali dell’immigrazione di lasciare la loro città.Un insegnante, che ha chiesto di non essere identificato, ha affermato che stavano marciando “per inviare un messaggio al resto del Paese affinché si organizzi e resista, perché l’aggressiva invasione di agenti federali potrebbe colpire anche loro“.
Le proteste si sono estese ben oltre il Minnesota.“Niente lavoro. Niente scuola. Niente shopping. Basta finanziare l’ICE“, recitava lo slogan sul sito web degli organizzatori, nationalshutdown.org, che elencava 250 siti per le proteste di venerdì in 46 stati e in grandi città come New York, Los Angeles, Chicago e Washington.In Georgia, gli studenti di 90 scuole superiori da Atlanta a Savannah hanno programmato di abbandonare le lezioni venerdì.“Stiamo dicendo che non si continuerà a fare affari come al solito finché all’ICE sarà permesso di terrorizzare le nostre comunità”, ha affermato Claudia Andrade, un’attivista per i diritti degli immigrati del Partito per il Socialismo e la Liberazione di Atlanta.Ad Aurora, in Colorado, le scuole pubbliche hanno chiuso venerdì a causa delle numerose assenze previste di insegnanti e studenti. Il sobborgo di Denver è stato oggetto di intensi raid anti-immigrazione lo scorso anno, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che si trattava di una “zona di guerra” invasa da bande venezuelane.
E a Tucson, in Arizona, almeno 20 scuole hanno annullato le lezioni in previsione di assenze di massa di studenti e dipendenti.
COMPROMESSO DEL CONGRESSO INCERTO – Nel frattempo, la reazione negativa alla politica sull’immigrazione dell’amministrazione minacciava di innescare una chiusura parziale del governo statunitense. La scorsa settimana, i Democratici al Congresso hanno dichiarato di essersi rifiutati di approvare un disegno di legge sulla spesa che includeva finanziamenti per il Dipartimento per la Sicurezza Interna, che sovrintende all’ICE.Un accordo annunciato dai democratici del Senato e dal presidente Donald Trump nella tarda serata di giovedì consentirebbe al Congresso di approvare il pacchetto di spesa che copre un’ampia gamma di operazioni governative, escluso il DHS, mentre si negoziano nuovi limiti allarepressione dell’immigrazione da parte di Trump.Ma le probabilità che i legislatori non riescano a raggiungere un accordo immediato sono aumentate venerdì, quando alcuni membri del Congresso si sono opposti all’accordo. Il finanziamento scade a mezzanotte.
Tra le altre conseguenze della repressione dell’immigrazione, venerdì il Dipartimento di Giustizia ha arrestato l’ex conduttore della CNN
CAMBIAMENTI DELL’OPINIONE PUBBLICA – Settimane di video virali che mostrano le tattiche aggressive di agenti pesantemente armati e mascherati nelle strade di Minneapolis, nonché le sparatorie di Good e Pretti, hanno portato l’approvazione pubblica della politica di Trump sull’immigrazione al livello più basso del suo secondo mandato, secondo un recente sondaggio Reuters/Ipsos.Mentre cresceva il clamore intorno all’operazione ICE, lo zar di frontiera di Trump, Tom Homan, era stato inviato a Minneapolis in precedenza, dopo che l’omicidio di Pretti aveva suscitato proteste a livello nazionale.Nel suo primo discorso pubblico di giovedì, Homan ha affermato che gli agenti sarebbero tornati a svolgere operazioni più mirate, anziché limitarsi alle ampie retate che hanno portato a scontri caotici con i manifestanti, e ha suggerito che l’amministrazione avrebbe cercato di ridurre il numero di agenti in città.Gli organizzatori delle proteste di venerdì hanno affermato di voler aumentare la pressione su Trump affinché dia seguito alle parole pronunciate all’inizio della settimana, quando aveva dichiarato di voler “de-escalation” un po’.Ma giovedì Trump ha sollevato dubbi quando ha dichiarato ai giornalisti che la sua amministrazione “non avrebbe affatto” ritirato il suo dispiegamento.In un post sui social media pubblicato a tarda notte, ha definito Pretti un “agitatore e, forse, un insurrezionista“, riferendosi a un video recentemente scoperto che mostrava Pretti avere avuto uno scontro con altri agenti 11 giorni prima di essere ucciso, in cui Pretti ha distrutto il fanale posteriore di un veicolo con un calcio.
Più di 200 persone sono morte questa settimana nel crollo della miniera di coltan di Rubaya, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, ha dichiarato venerdì alla Reuters Lubumba Kambere Muyisa, portavoce del governatore della provincia in cui si trova la miniera, nominato dai ribelli.Rubaya produce circa il 15% del coltan mondiale, che viene trasformato in tantalio, un metallo resistente al calore molto richiesto dai produttori di telefoni cellulari,computer, componenti aerospaziali e turbine a gas. Il sito, dove la gente del posto scava manualmente per pochi dollari al giorno, è sotto il controllo del gruppo ribelle AFC/M23 dal 2024.
Il crollo è avvenuto mercoledì e venerdì sera il bilancio esatto delle vittime non era ancora chiaro.”Più di 200 persone sono state vittime di questa frana, tra cui minatori, bambini e donne del mercato. Alcune persone sono state salvate appena in tempo e hanno riportato ferite gravi”, ha detto Muyisa, aggiungendo che circa 20 feriti sono stati curati nelle strutture sanitarie.”Siamo nella stagione delle piogge. Il terreno è fragile. È stato il terreno a cedere mentre le vittime erano nella buca.“Un consigliere del governatore ha affermato che il numero delle vittime confermate è di almeno 227. Ha parlato a condizione di anonimato perché non era autorizzato a informare i media.
Le Nazioni Unite affermano che l’AFC/M23 ha saccheggiato le ricchezze di Rubaya per finanziare la sua insurrezione, sostenuta dal governo del vicino Ruanda, un’accusa che Kigali nega.I ribelli pesantemente armati, il cui obiettivo dichiarato è rovesciare il governo di Kinshasa e garantire la sicurezza della minoranza tutsi congolese, hanno conquistato un territorio ancora più ricco di minerali nel Congo orientale durante un’avanzata lampo lo scorso anno.
L’intensità del virus molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna. Bassa in tutte le altre regioni
L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 19 gennaio al 25 gennaio, “è stata pari a 11,3 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alle 12,7 della settimana precedente“. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva. “Sono stati stimati circa 621mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 9,8 milioni di casi. dove aumenta rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti, rispetto ai 33 casi per 1.000 assistiti riportati la settimana precedente“, precisa il bollettino.
Intensità alta in due regioni, il quadro – “L’intensità è molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna e bassa in tutte le altre regioni e eccetto la Liguria, dove è tornata a livello basale – continua il bollettino Nella settimana 2026-04, nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 26,6%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 24,3%. La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella terza settimana settimana (12-18 gennaio) in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate“.
Domina il virus A(H3N2) – “Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, tra i virus sottotipizzati, si osserva una percentuale lievemente più alta di virus A(H1N1)pdm09 rispetto ai virus A(H3N2). Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA dei virus influenzali A(H3N2) evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K rimane prevalente. Per quanto riguarda i virus influenzali A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si raggruppa nel subclade D.3.1.1″, conclude il bollettino.
A Nyon vengono decisi gli accoppiamenti: Inter, Atalanta e Juventus sono teste di serie
il quadro completo dei playoff
12:31 – Zanetti: “non sottovalutiamo il bodo” – “Ci sarà da fare molta attenzione a questa partita e prepararla al meglio” il primo commento di Javier Zanetti dopo il sorteggio del playoff dell’Inter. “Abbiamo evitato Mourinho, ma vediamo come continuerà questa competizione“.
Il cantante afferma che la canzone è una risposta al “terrorismo di stato” in visita in città, dipingendo un’immagine di disordini dovuti all'”esercito privato di Re Trump“
Bruce Springsteen si esibisce a Hollywood, California, il 22 ottobre 2025. Fotografia: Rodin Eckenroth/Getty Images per AFI
Bruce Springsteen ha pubblicato una nuova canzone dedicata alla città più grande del Minnesota in risposta al “terrorismo di stato che sta colpendo la città diMinneapolis ” e ai recenti omicidi di Renee Good e Alex Pretti da parte degli agenti federali dell’immigrazione nella città.
In un messaggiocondiviso sui social media, Springsteen ha spiegato: “Ho scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e l’ho pubblicata oggi in risposta al terrorismo di stato che sta colpendo la città di Minneapolis. È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Rimanete liberi“.
Il testo della canzone dipinge un quadro di inquietudine, sottolineando come “una città in fiamme abbia combattuto fuoco e ghiaccio sotto gli stivali di un occupante“, una forza che Springsteen identifica come “l’esercito privato di Re Trump del DHS“.
Un momento particolarmente triste è quando Springsteen rende omaggio direttamente alle vittime, cantando: “C’erano impronte di sangue / Dove avrebbe dovuto esserci pietà / E due morti lasciati a morire sulle strade innevate / Alex Pretti e Renee Good“.
Il commento politico è da tempo parte integrante del lavoro e della personalità pubblica di Springsteen. All’inizio di questo mese, ha condannato le ” tattiche da Gestapo ” dell’amministrazione relative alla maggiore presenza di funzionari dell’immigrazione durante un concerto, avvertendo che i principi fondanti della nazione “non sono mai stati così in pericolo come in questo momento“.
Durante l’esibizione nel suo stato natale, il New Jersey, Springsteen ha anche reso omaggio a Renee Good dedicando la sua canzone del 1978 The Promised Land alla donna di 37 anni uccisa a colpi d’arma da fuoco da un agente dell’ICE in Minnesota .
Il musicista è stato critico nei confronti di Donald Trump fin da prima del suo primo mandato, quando nell’ottobre 2016 (un mese prima che Trump vincesse per la prima volta le elezioni presidenziali) disseal pubblico londinese: “È una cosa terribile quello che sta succedendo negli Stati Uniti. Sta minando l’intera tradizione democratica“.
Durante unospettacolo tenutosi a maggio nel Regno Unito, ha dichiarato: “Nel mio Paese, provano un piacere sadico nel dolore che infliggono ai leali lavoratori americani. Stanno revocando le storiche leggi sui diritti civili che hanno portato a una società più giusta e plurale. Stanno abbandonando i nostri grandi alleati e schierandosi con i dittatori contro coloro che lottano per la propria libertà“.
Il presidente degli Stati Unitiha risposto alle dichiarazioni di Springsteen definendo il membro della Rock and Roll Hall of Fame “altamente sopravvalutato“, “un ragazzo senza talento” e “un idiota invadente e odioso“
In Sicilia il sisma è stato registrato alle 2.03 a Blufi. In Abruzzo scossa di magnitudo 2.9 alle 00.54, con epicentro a 4 chilometri a ovest di Campotosto
Una scossa di terremoto oggi di magnitudo 3.7 della scala Richter è stata registrata alle 2.03 a Blufi (Palermo), a una profondità di 37 Km.
Un’altra scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata nella notte in Abruzzo, alle 00.54, con epicentro a 4 chilometri a ovest di Campotosto (L’Aquila). Il sisma, avvenuto a una profondità di 12 chilometri, è stato localizzato dalla Sala Sismica dell’Ingv di Roma. Non si segnalano danni a persone o cose.
Scattano le nuove allerte gialla e arancione in quasi tutta l’isola mentre ancora si contano i danni di Harry
Senza tregua: la Sardegna di nuovo alle prese col maltempo: nuova allerta – gialla e arancione – meteo per pioggia, vento, temporali, rischio idrogeologico, l’incubo non è finito mentre ancora si fanno i conti con i disastri provocati dal ciclone Harry.
L’isola si prepara dunque a nuove ore difficili, strette nella morsa di una perturbazione che promette piogge, raffiche violente e mari in tempesta. La protezione civile ha aggiornato il quadro di allerta: livello arancione per l’Oristanese e per le aree interne della Sardegna centrale, mentre il resto del territorio resta sotto vigilanza gialla per criticità idrogeologica.
A preoccupare è soprattutto l’evoluzione dei venti. Una doppia struttura depressionaria in movimento sul Mediterraneo occidentale innescherà un progressivo rinforzo delle correnti, inizialmente da sud-ovest e poi di provenienza occidentale. Le raffiche più intense sono attese lungo le coste esposte e sui rilievi, dove non si escludono condizioni di burrasca, con un peggioramento che potrebbe protrarsi fino al pomeriggio di giovedì. Lungo i litorali sono previste mareggiate consistenti, con onde che potranno superare i quattro metri, rendendo difficili le attività marittime e costiere.
Il cielo resterà carico di nubi con piogge irregolari già dalla mattinata, a tratti sotto forma di rovesci o temporali isolati. Nella serata di oggi i fenomeni tenderanno a estendersi dalle zone occidentali verso il resto dell’isola e oltre i 1200 metri, non è escluso il ritorno della neve.
Il maltempo, dunque, non concede pause: il nuovo avviso resta valido per l’intera giornata di oggi e domani, invitando alla massima prudenza soprattutto nelle aree più esposte.
E’ accaduto durante un incontro pubblico: le è stata spruzzata addosso una sostanza non ancora identificata
La deputata statunitense Ilhan Omar reagisce dopo essere stata – (Afp)
E’ stato identificato l’uomo che ha aggredito la deputata democratica del Minnesota Ilhan Omar durante un incontro pubblico spruzzandole addosso una sostanza non ancora identificata. Si tratta di Anthony J. Kazmierczak, 55 anni, come ha confermato alla Cnn un portavoce del dipartimento di polizia di Minneapolis. Kazmierczak è detenuto nella prigione della contea di Hennepin.
La deputata somala naturalizzata americana, che stava tenendo un incontro pubblico per chiedere la fine allarepressione anti-immigrazione dell’amministrazione Trump, non ha riportato conseguenze. Omar ha anche chiesto al segretario del Dipartimento della Sicurezza interna Kristi Noem di “dimettersi o affrontare l’impeachment“. Dopo l’aggressione Omar è tornata e sul podio per dire: “Ecco la realtà che persone come quest’uomo orribile non capiscono: noi siamo il Minnesota, siamo forti. E resteremo resilienti di fronte a qualsiasi cosa ci possano lanciare addosso“.
Omar è spesso nel mirino del presidente Donald Trump, che continua a difendere Noem nonostante la sua supervisione sugli agenti federali dell’immigrazione che hanno sparato e ucciso due cittadini statunitensi a gennaio, affermando che Noem non si sarebbe dimessa e che stava facendo un “ottimo lavoro“.
Trump: “Omar un’impostora, avrà organizzato lei aggressione” – La deputata democratica Omar ‘‘è un’impostora” e secondo Trump avrebbe organizzato lei stessa l’aggressione subita durante un incontro pubblico a Minneapolis. In una intervista all’Abc, il tyoon ha detto rispondendo alla domanda se avesse visto il video dell’aggressione: “No. Non ci penso”. ”Penso che sia un’impostora” e ‘‘probabilmente si è fatta spruzzare addosso, conoscendola“, ha aggiunto.
Meloni condanna “la complicità del regime fascista”
Al via al Quirinale la cerimonia per il Giorno della Memoria
Il “riproporsi e diffondersi” di “manifestazioni di razzismo e antisemitismo” richiede “un’azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea”.
Nel giorno della Memoria, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non usa mezzi termini per stigmatizzare l’orrore della Shoah, “buio della ragione” che supera il suo tempo e i suoi confini.
“Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale“, avverte il capo dello Stato, ricordando come gli ebrei in Italia furono “traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo“. E come la Repubblica Italiana e la sua Costituzione siano sorte proprio dal “sangue innocente” di deportati e “combattenti per la libertà” contro “le ideologie disumane e sanguinarie”.
In un’epoca in cui ancora imperversano “despoti” e “aggressori“, Mattarella si concentra in particolare sulle violenze sui “bambini in ogni parte del mondo” che “addolorano, scuotono le coscienze e le interpellano ancora più in profondità“. La deplorazione dell’Olocausto, pagina nera del secolo scorso, unisce le istituzioni a tutti i livelli, con Papa Leone XIV che sottolinea come la Chiesa sia “contro tutte le forme di antisemitismo e respinge qualsiasi discriminazione o molestia per motivi etnici, di lingua, nazionalità o religione“.
Alla cerimonia al Quirinale con le più alte cariche dello Stato e i rappresentanti della comunità ebraica partecipano anche alcuni sopravvissuti, come la senatrice Liliana Segre a cui Mattarella rivolge il suo primo pensiero. Le rinnova “la riconoscenza della Repubblica” e “la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità – aggiunge – che sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo“.
Anche la premier Giorgia Meloni rimarca come l’antisemitismo non sia stato ancora “definitivamente sconfitto“, un “morbo che è tornato a diffondersi con forme nuove e virulenti“. Quindi, sferra un attacco diretto al “regime fascista” per la sua “complicità nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni“, “una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938“. “La responsabilità” della Shoah “non è solo della Germania, dei tedeschi e dei nazisti, è anche del fascismo”, le fa eco la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche Noemi Di Segni. Che racconta così gli attacchi alla comunità ebraica: “Vediamo sassi di pietra vera, lanciati verso ebrei e luoghi ebraici, pietre di inciampo calpestate, offese alla memoria che ci lasciano impietriti e sgomenti“. Inevitabilmente il conflitto mediorientale e la tragedia di Gaza fanno da sfondo alle cerimonie istituzionali e al dibattito politico.
Il ministro dell’Interno: “Tempesta in un bicchiere d’acqua”. Tajani: “Non è che arrivano le SS”
Milano, Piazza Duca d’Aosta (Ipa)
“Non si vedranno mai” agenti Ice in giro per le strade in Italia come a Minneapolis e “chi sostiene questa ipotesi spaccia una fake news e lo fa per incompetenza o malafede“. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Tg1, è categorico. Sulla presenza dell’Ice alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina ”si è scatenata una tempesta in un bicchiere d’acqua”, dice il titolare del Viminale a ‘5 minuti’ su Rai 1.
”L’Ice ha diverse articolazioni, una operativa che è quella che si vede a Minneapolis che non è assolutamente impegnata in Italia – spiega – Ce n’è un’altra, l’Homeland Security Investigation, fatta di investigatori, analisti che sono già presenti in Italia come in 50 Paesi al mondo, danno un contributo solitamente di analisi e di scambio di informazioni che faranno anche in questa circostanza. Un esempio, la consultazione delle loro banche dati, quindi non staranno per strada e quindi non ci sarà niente che sia sottratto al dominio e al coordinamento delle forze di Polizia nazionali”.
A intervenire in giornata è anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. L’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina?“Non è che arrivano le SS.Non arrivano con i mitra e la faccia coperta. Arrivano dei funzionari… Non cadiamo neanche nelle cose che sembrano essere solo propaganda. La sicurezza dei Giochi olimpici è responsabilità dell’Italia“, scandisce Tajani, parlando con i cronisti al Quirinale a margine delle celebrazioni per il Giorno della Memoria.
La nota del Viminale, le misure di sicurezza – Piantedosi ha presieduto al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e delle Agenzie di intelligence, per un approfondito aggiornamento sulle misure di sicurezza in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Nel corso della riunione è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento della pianificazione delle attività di sicurezza, confermando il modello di collaborazione interforze e il costante coordinamento tra tutte le amministrazioni coinvolte, in linea con gli standard previsti per i grandi eventi internazionali.
È stato evidenziatol’impegno complessivo di circa 6.000 unità del sistema sicurezza nazionale. Il dispositivo prevede l’impiego di sistemi di sorveglianza avanzati, tra cui droni e dispositivi di vigilanza aerea, a supporto delle attività di prevenzione e controllo del territorio. Particolare attenzione è rivolta alla tutela dell’ordine pubblico, alla sicurezza delle infrastrutture e alla gestione dei flussi, nonché ai profili di prevenzione, anche in ambito tecnologico.
Ieri mattina si è svolto un incontro tra il ministro Piantedosi e l’ambasciatore Usa in Italia, Tilman J. Fertitta, spiega il Viminale in una nota. ”Per le Olimpiadi di Milano-Cortina le Autorità americane tra le varie agenzie coinvolgeranno anche l’Homeland Security Investigation, organismo investigativo di Ice, dunque non il braccio operativo dell’agenzia, e confermano che i loro analisti lavoreranno esclusivamente all’interno delle loro sedi diplomatiche e non sul territorio”, sottolinea il Viminale.
”In occasione delle Olimpiadi, gli Usa allestiranno nel Consolato a Milano una propria sala operativa dove saranno presenti rappresentanti delle Agenzie americane potenzialmente interessate all’evento. In questo contesto, nella citata sala, saranno impegnati anche esperti dell’Homeland Security Investigation, ma con funzione di supporto alla gestione dei grandi eventi all’estero e di rapporto con gli Ufficiali di collegamento – spiega il Viminale – Giova ribadire che gli investigatori dell’Homeland Security Investigation saranno rappresentati non da personale operativo come quello impegnato nei controlli sulla migrazione in territorio Usa, ma da referenti esclusivamente specializzati nelle investigazioni, privi di alcuna attribuzione sul territorio italiano e principalmente deputati alla consultazione delle proprie banche dati e di supporto agli altri attori coinvolti’‘.
‘‘Gli investigatori di Home Security Investigation, braccio investigativo di Ice, sono presenti in oltre 50 nazioni, da anni anche in Italia, ma non svolgono operazioni o servizi di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri’‘, spiega il Viminale.
”Tutte le operazioni di sicurezza sul territorio” per le Olimpiadi di Milano-Cortina ”restano come sempre sotto esclusiva responsabilità e direzione delle autorità italiane”, sottolinea il ministero dell’Interno.
Il comunicato della società: “Carica assunta dopo aver già ricoperto ruoli di rilievo all’interno della governance del club”
Giuseppe Commisso – Instagram @giuseppebcommisso
“Acf Fiorentina ha annunciato oggi che il Consiglio di Amministrazione della Società si è riunito e ha nominato Giuseppe B. Commisso Presidente. Nel corso della riunione, il Consiglio ha inoltre confermato Mark Stephan nel ruolo di Chief Executive Officer e Alessandro Ferrari nel ruolo di General Manager. Giuseppe Commisso assume la carica di Presidente dopo aver già ricoperto ruoli di rilievo all’interno della governance del Club“. Così la Fiorentina in una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale.
Fiorentina, Giuseppe Commisso presidente – “È per me un grande onore assumere la Presidenza della Fiorentina”, ha dichiarato Giuseppe B. Commisso. “Desidero esprimere il mio pieno sostegno a Mark Stephan e ad Alessandro Ferrari, la cui leadership e continuità manageriale rappresentano un elemento fondamentale per il presente e il futuro del Club. Colgo inoltre questa occasione per ringraziare mia madre, Catherine: la sua nomina nel Consiglio di Amministrazione come membro riflette la continuità dell’impegno della nostra famiglia, seguendo le orme di quanto fatto da mio padre, Rocco. Sono profondamente determinato a portare avanti l’eredità di mio padre e la visione che ha costruito per la Fiorentina. Continueremo a lavorare con determinazione per rafforzare il Club, nel pieno rispetto dei suoi valori, della sua storia e del legame con la città e i suoi tifosi, così come mio padre ha fatto fino ad oggi“.
Il comunicato viola conclude: “La Società conferma il proprio impegno nel perseguire una visione di lungo periodo orientata alla stabilità, alla sostenibilità e al consolidamento del ruolo della Fiorentina nel panorama calcistico nazionale e internazionale“.
La commissione Giustizia al Senato ha adottato a maggioranza la proposta messa a punto dalla leghista Giulia Bongiorno. Le opposizioni: “Calpestato un patto”
La presidente della commissione Giustizia al Senato Giulia Bongiorno (foto Roberto Monaldo/LaPresse)
La maggioranza cambia ancora una volta la proposta di legge sullo stupro e sul consenso esplicito. Il testo già approvato alla Camera e frutto dell’intesa traGiorgia Meloni ed Elly Schleinsi trova da qualche mese in Senato ed è terreno di scontro tra il centrodestra e le opposizioni. Nella nuova riformulazione compare un’innalzamento delle pene per violenza sessuale.
Aumentano le sanzioni – La nuova versione del testo è stata presentata martedì 27 gennaio in commissione Giustizia al Senato da Giulia Bongiorno, relatrice della proposta. Nei giorni scorsi la leghista aveva depositato una riformulazione che non era piaciuta alle opposizioni. Le ultime novità riguardano l’aumento delle sanzioni da 6 a 12 anni di reclusione (anziché 4-10 anni) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e l’aumento da 7 a 13 anni (invece di 6-12).
La nuova riformulazione presentata da Bongiorno
L’articolo 609-bis del codice penale viene così riscritto: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione da sei a dodici anni”, anziché da quattro a dieci anni. “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso“, si legge nel testo, preso in visione da Today.it.
Mentre “la pena è della reclusione da sette a tredici anni se il fatto è commesso mediante violenza e, minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa”, si legge ancora nella riformulazione messa a punto da Bongiorno. Invece la pena è diminuita “in misura non eccedente i due terzi quando, per le modalità della condotta e per le circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa, il fatto risulti di minore gravità“.
Ok al testo (tra le polemiche) – La commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base la riformulazione messa a punto da Bongiorno, che modifica il testo approvato in maniera bipartisan dalla Camera togliendo il riferimento al consenso. I voti favorevoli sono stati 12 – tra cui quello di Bongiorno – e i contrari 10.
Le opposizioni hanno criticato duramente il centrodestra per il nuovo testo. “Si è consumata una brutta pagina di storia parlamentare perché un provvedimento che era stato approvato all’unanimità alla Camera e anche di un patto politico tra maggioranza e opposizione è stato strappato, calpestato, penso anche umiliato, ed è evidente che è venuto fuori un testo che non c’entra nulla con l’oggetto di quel patto, non migliora la legge, la ribalta, sostituisce il consenso con l’obbligo per la donna di dimostrare il proprio dissenso“, ha affermato il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 stelle. “La presidente Bongiorno non si è attenuta alle intese che avevamo raggiunto: eravamo quasi giunti a un testo condiviso e invece lei ha presentato un testo che stravolge tutto. Si è rimangiata quanto detto anche fuori dalla commissione circa l’importanza del concetto di consenso“, ha affermato la capogruppo del M5s in commissione Giustizia Ada Lopreiato. “Parlare oggi di un ‘dissenso ammorbidito’ è dire tutt’altro. Abbiamo chiesto nuove audizioni, tenuto conto del fatto che stiamo ragionando su un testo completamente diverso. Visto che la maggioranza agisce così, abbiamo anche chiesto la trasformazione da sede redigente a referente“.
Il terreno continua a cedere e la zona rossa è stata estesa. Oltre 1.500 persone costrette a lasciare le loro abitazioni. La situazione
Frana a Niscemi – foto da social Ismaele La Vardera
Strade polverizzate, case e negozi letteralmente trascinati via e ridotti in macerie, altri edifici in bilico sul vuoto e destinati a crollare.EccolaNiscemi (Caltanissetta) dopo la frana che da domenica sta dividendo in due la cittadina. Un evento “non concluso“, significa che il terreno continua a cedere e che sempre più cittadini sono costretti a lasciare le loro case. Un’atmosfera spettrale nella zona rossa, quella interdetta, si contrappone alla mobilitazione nel resto della cittadina con la massiccia presenza di soccorritori e forze dell’ordine per la gestione di un’emergenza della quale al momento non si vede la fine.
La frana a Niscemi – fonte Protezione civile
Zona rossa – L’ultimo bilancio degli sfollati è quello fornito dal ministro della Protezione civile, Nello Musumeci. Parliamo di 1.500 residenti nella zona rossa. Per precauzione, la fascia di tutela è stata estesa da 100 a 150 metri mentre la linea di frana ha raggiunto i quattro chilometri. Il terreno in alcuni punti è sceso anche di oltre 40 metri. L’area interessata è quella compresa tra il quartiere Sante Croci, il Belvedere e l’area che arriva al torrente Benefizio e a contrada Pirillo.
Già a metà gennaio Niscemi era stata interessata da una prima frana e così il territorio è dimezzato. Diventa complicato anche raggiungere il centro abitato perché delle tre strade di accesso, solo una è rimasta praticabile.
Foto da social
Case condannate a crollare – “Dopo meno di 24 ore dalla prima (frana) – si legge in un post di Salvo Cocina, della Protezione civile siciliana – un ulteriore forte scivolamento a valle con aumento delle altezze delle pareti verticali da 7-15 metri a 30-45. Case rimaste sospese inevitabilmente condannate al crollo così come quelle più vicine alla linea sommitale di frana. Probabilmente gran parte di queste case non potrà essere più recuperate e bisognerà pensare a reperire nuovi alloggi. La scelta migliore, più rapida ed efficace sarebbe quella di erogare un contributo ai cittadini per l’acquisto di una casa esistente e ve ne sono tante chiuse nei nostri paesi“.
“Non andate nella zona transennata” – “Non voglio che qualcuno prenda sottogamba questo evento. Per fortuna non si sono registrati feriti ma solo danni a case. State a casa“. Dice il sindaco Massimiliano Conti, rivolgendosi ai concittadini. “Faremo di tutto intanto per mettere in sicurezza il territorio – assicura – state a casa e seguite le indicazioni. Le scuole resteranno chiuse. Vi invito a non superare il limite della zona transennata. Faremo di tutto per risolvere il problema. È un’ulteriore ferita grave che la nostra città subisce. Una tragedia che ci ha investiti e ci ha segnati e che ci segnerà nei prossimi mesi, e credo anche nei prossimi anni. È un momento drammatico. Siamo tutti provati“.
Foto da pagina Facebook Salvo Cocina Protezione Civile
La fragilità del territorio non è però una novità. “Il dissesto, riattivato circa 10 giorni fa, secondo quanto si sta rilevando, riguarda la sostanziale evoluzione di quello che nell’anno 1997 causò ingenti danni. La fragilità del territorio presenta ancora una volta il proprio conto e lo fa in maniera molto salata visto il grande numero di persone che hanno dovuto, precauzionalmente, lasciare le proprie abitazioni”, spiega il geologo siciliano Michele Orifici, vicepresidente nazionale della Società italiana di geologia ambientale.
Dopo la mareggiata devastante che ha sommerso la spiaggia e riversato quintali di detriti, la risposta della città è stata immediata e commovente: famiglie, associazioni, operai comunali e cittadini uniti in una grande giornata di partecipazione collettiva
Il Lungomare del Poetto porta ancora le cicatrici del ciclone Harry. Un mare gonfio e grosso, raffiche di vento come spade hanno portato a una mareggiata fuori scala che ha spazzato via porzioni di arenile, travolto chioschi, strutture balneari e infrastrutture. Dopo la tempesta lo scenario era desolante: un cumulo di detriti portati a riva, plastica accumulata da anni, resti di arredi distrutti, legname, reti da pesca e rifiuti di ogni genere trascinati dalla furia delle onde: tutto è rimasto intatto, in uno scenario di degrado.
La conta dei danni – I danni sono stati ingenti, con stime preliminari che parlano di centinaia di milioni di euro solo in Sardegna, il litorale condiviso tra Cagliari e Quartu Sant’Elena è rimasto segnato: sabbia spostata, erosione accentuata, e i rifiuti, appunto. Ma da questa ferita è nata una delle risposte più belle e potenti che la città potesse dare.
La risposta dei cittadini – Domenica 25 gennaio, sotto un cielo che continuava a mandare lacrime di pioggia, centinaia di persone, oltre 500 secondo le prime stime, si sono date appuntamento sul Poetto per una pulizia straordinaria. L’iniziativa, organizzata in collaborazione tra i Comuni di Cagliari e Quartu Sant’Elena, ha visto in prima linea l’assessora all’Ambiente e all’Ecologia urbana Luisa Giua Marassi, insieme a numerose associazioni tra cui Plastic Free Cagliari, Legambiente e tanti altri gruppi di volontariato.
Fin dalle prime ore del mattino il lungomare si è trasformato in un cantiere: guanti, sacchi neri, rastrelli e sorrisi determinati. Famiglie con bambini piccoli che raccoglievano con cura i mozziconi e le bottiglie, gruppi di amici sportivi che trascinavano reti e pezzi di legno, anziani che indicavano con pazienza dove concentrare gli sforzi, giovani che postavano stories per coinvolgere altri: un mosaico umano che ha restituito al Poetto la sua bellezza.
Le parole dell’assessora – “I quintali di rifiuti raccolti – ha scritto l’assessora Giua Marassi in un lungo e sentito post su Facebook – sono rifiuti precedentemente abbandonati in spiaggia o in mare e che il mare stesso ci ha inesorabilmente riportato a terra“. Non solo: i volontari, lavorando fianco a fianco con gli operai comunali e delle ditte appaltatrici, hanno rimosso anche detriti derivanti dalle strutture devastate dal ciclone, liberando porzioni di arenile che sembravano irrecuperabili nel breve periodo.
“Essere così tanti e tante, all’indomani del ciclone che ha colpito duramente il nostro lungomare, ha espresso meglio di qualsiasi comunicato la volontà di rinascita e di ricostruzione, non solo dell’Amministrazione, ma della cittadinanza tutta“, ha sottolineato l’assessora. Non sarà facile né veloce riportare il Poetto allo stato in cui l’abbiamo conosciuto. Serviranno interventi strutturali, risorse, tempo. Ma la giornata di volontariato ha dimostrato che la ricostruzione parte in primo luogo dalla volontà dei cittadini. “Insieme ce la faremo, recita il post conclusivo dell’assessora, con un cuore rosso che riassume tutto“. La risposta della città c’è stata, in attesa dei primi fondi della ricostruzione.
La vittima si sarebbe avvicinata a una pattuglia, che stava arrestando uno spacciatore. Gli agenti avrebbero gridato “alt” prima che il 28enne estraesse la pistola a salve e la puntasse contro uno di loro. “Ho avuto paura e ho sparato per difendermi”
È indagato per omicidio volontario il poliziotto che ha sparato e ucciso un marocchino di 28 anni il quale, durante un servizio di controllo antidroga in via Impastato (nel quartiere milanese di Rogoredo), gli avrebbe puntato contro una pistola, risultata poi a salve. L’agente, assistito dall’avvocato Pietro Porciani, è stato interrogato in Questura dal PM Giovanni Tarzia nell’ambito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Polizia.
“Gli avevamo detto: “Fermo, Polizia!”, ma lui si è avvicinato ancora. Era a una ventina di metri e mi ha puntato l’arma contro: ho avuto paura e ho sparato per difendermi“. È questa, in sostanza, la versione resa dal poliziotto.
L’agente, interrogato dal PM in Questura, è al momento indagato per omicidio volontario per consentire tutti gli accertamenti necessari. “Se non c’è in questo caso la scriminante della legittima difesa, non so in quale altro caso possa esserci”, ha spiegato il suo avvocato, Pietro Porciani.
La dinamica – Secondo quanto si è saputo, gli agenti stavano facendo dei controlli antidroga nella zona di Rogoredo, nota per il fenomeno. Alcuni erano in borghese ed altri in divisa. Stavano decidendo se procedere a un arresto, quando la vittima si è avvicinata, ha estratto una pistola(a salve, si scoprirà) e l’ha puntata contro gli agenti, uno dei quali ha reagito sparando e colpendolo alla testa. L’uomo è morto pressoché all’istante.
Piantedosi: “No alle presunzioni di colpevolezza” – “Non ho motivo di presumere sulla legittimità, la proporzionalità dell’intervento fatto, ma non diamo alcuno scudo immunitario a nessuno“. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riguardo alla sparatoria.
“Le autorità competenti adesso vaglieranno il caso. Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza. Assicuro che non ci saranno scudi immunitari. Come sempre ci rimetteremo in maniera serena alla valutazione dello svolgimento dei fatti. Ancora una volta in un contesto molto complicato“.
Fonti di governo riferiscono che i due militari italiani sono stati fatti inginocchiare sotto il tiro di un fucile mitragliatore
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani – rende noto la Farnesina – ha convocato l’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, per chiedere chiarimenti e confermare la dura protesta sull’episodio che ha visto coinvolti due carabinieri in servizio presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme. I due militari sono stati bloccati in territorio palestinese, vicino Ramallah, probabilmente da un “colono” sotto la minaccia di un fucile mitragliatore e sono stati fatti inginocchiare. L’ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha già rivolto una protesta formale al Governo israeliano rivolgendosi al ministero degli Affari Esteri, al Cogat, allo Stato maggiore delle Idf, alla polizia e allo Shin Bet.
L’episodio – I due militari erano ieri in visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori della Ue in un villaggio vicinoRamallah, in territorio della Autorità nazionale palestinese. I militari sono stati minacciati da un uomo armato in abiti civili, presumibilmente un colono israeliano, che ha puntato su di loro un fucile.
Fonti di governo riferiscono che i due militari italianisono stati fatti inginocchiare sotto il tiro di un fucile mitragliatore.
I carabinieri (passaporti e tesserini diplomatici, auto con targa diplomatica) sono stati “interrogati” dal civile; seguendo le regole di ingaggio ricevute, hanno evitato di rispondere con violenza alle minacce iniziali. L’uomo ha passato loro una persona al telefono, non identificatasi, che ha affermato che i due si trovavano all’interno di un’area militare e dovevano allontanarsi. Da verifica con il Cogat (comando militare israeliano per il Territori palestinesi occupati) è stato confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto.
Il personale militare dei Carabinieri è rientrato incolume in consolato e ha riportato all’ambasciata e alla catena di comando dell’Arma i fatti avvenuti.Considerata la gravità dell’episodio, l’ambasciatore a Tel Aviv ha ricevuto istruzioni di presentare nota verbale di protesta al governo di Gerusalemme al massimo livello, coinvolgendo il Ministero degli affari esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Idf, la polizia e lo Shin Bet(il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi). La Farnesina già prevede di compiere nuovi passi di protesta al massimo livello politico.
Il presidente della Repubblica: “Vita ignobilmente spezzata. Repubblica vicina a famiglia, fare piena luce su responsabilità”
Una manifestazione per Giulio Regeni – (Fotogramma/Ipa)
“Una vita ignobilmente spezzata”. Così il presidente della Repuublica Sergio Mattarella in occasione del 10° anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, in un messaggio inviato ai genitori Paola e Claudio e al sindaco di Fiumicello Villa Vicentina, Alessandro Dijust.
Il messaggio – “Un’esigenza condivisa da tutti gli italiani e non solo. Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale e delle relazioni internazionali – prosegue il capo dello Stato– L’impegno di quanti, con dedizione, hanno operato e operano per corrispondere, in questa vicenda, alla sete di verità storica e giudiziaria, merita rispetto e gratitudine. La piena collaborazione delle autorità egiziane nel dare risposte adeguate alle richieste della magistratura italiana, per accertare i fatti e assicurare alla giustizia i responsabili, continua a rappresentare un banco di prova“.
“L’annuale commemorazione che la comunità di Fiumicello Villa Vicentina dedica a Giulio Regeni, raccoglie l’Italia intera in un sentito e commosso tributo per una vita ignobilmente spezzata. A dieci anni dalla sua scomparsa, ribadiamo le ragioni universali della giustizia e del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, contro ogni forma di tortura. Il rapimento e il barbaro assassinio di Giulio, un nostro concittadino, rimangono una ferita aperta nel corpo della comunità nazionale – si legge – Rivolgo anzitutto un affettuoso pensiero ai suoi genitori, colpiti dal dolore inconsolabile per la perdita di un figlio – avvenuta per cause abiette e con modalità disumane – ammirevoli esempi di coraggio e determinazione nella ricerca della verità“.
“Nella dolorosa ricorrenza odierna, rinnovo la vicinanza della Repubblica alla famiglia Regeni e l’impegno del nostro ordinamento affinché sia onorata la memoria di Giulio facendo piena luce sulle circostanze e le responsabilità che ne segnarono il tragico destino“. conclude Matatrella.
Almeno sette persone sono morte negli Stati Uniti a causa di unamostruosa tempesta invernaleche ha portato forti nevicate e ghiaccio dalla costa del Golfo al nord-est, lasciando più di un milione di persone nel sud senza elettricità e cancellando più di 10.000 voli.
Il Dipartimento della Salute della Louisianaha confermato due decessi correlati alla tempesta invernale nella parrocchia di Caddo. Secondo l’agenzia, due uomini di età sconosciuta sono morti per ipotermia.
Il sindaco di New York City Zohran Mamdani ha riferito che “almeno cinque newyorkesi sono morti e sono stati trovati all’aperto” sabato prima che iniziasse a nevicare.
“Sebbene non conosciamo ancora le cause della loro morte, non esiste un promemoria più potente dei pericoli del freddo estremo e di quanto siano vulnerabili molti dei nostri vicini, in particolare i senzatetto newyorkesi“, ha affermato Mamdani.
Ha aggiunto che la tempesta sta portando temperature più fredde per un periodo prolungato di quelle che New York City ha sperimentato negli ultimi otto anni.
“Fino a [18] pollici cadranno sul New England e 0,50 pollici di pioggia ghiacciata su parti delle valli del Mid-Atlantic e dell’Ohio/Tennessee“, ha riferito domenica il National Weather Service in merito alla forte nevicata e all’accumulo di ghiaccio previsti dalla tempesta invernale. “Inoltre, forti piogge si svilupperanno sulla valle del Mississippi inferiore domenica e su parti della valle del Tennessee lunedì.
“In seguito alla tempesta, le comunità dalle pianure meridionali a nord-est dovranno fare i conti con temperature gelide e venti gelidi pericolosamente freddi.“
Pedoni attraversano la strada lungo Broadway durante una tempesta invernale sabato a Nashville, Tennessee. Fotografia: George Walker IV/AP
Definendo le tempeste “storiche”, sabato Donald Trump ha approvato le dichiarazioni diemergenza federale in South Carolina, Virginia, Tennessee, Georgia, North Carolina, Maryland, Arkansas, Kentucky, Louisiana , Mississippi, Indiana e West Virginia.
“Continueremo a monitorare e a rimanere in contatto con tutti gli Stati interessati da questa tempesta. State al sicuro e al caldo“, ha scritto Trump in un post su Truth Social.
Diciassette stati e il Distretto di Columbia hanno dichiarato l’emergenza meteorologica, ha dichiarato il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS). Il segretario del DHS, Kristi Noem, in una conferenza stampa tenutasi sabato, ha invitato la popolazione a prendere precauzioni.
“Farà molto, molto freddo”, ha detto Noem. “Quindi incoraggiamo tutti a fare scorta di carburante e cibo, e supereremo questo momento insieme“. Ha aggiunto: “Abbiamo squadre di servizi che stanno lavorando per ripristinare la situazione il più rapidamente possibile“.
Guardian graphic. Source: Noaa. *Eastern Time
Il numero di interruzioni ha continuato ad aumentare. Alle 6:30 ET (11:30 GMT) di domenica, oltre 900.000 clienti statunitensi erano senza elettricità, secondo PowerOutage.us . Quasi 335.000 di queste interruzioni si sono verificate in Tennessee. Il Mississippi ne ha segnalate più di 178.000; la Louisiana oltre 145.000; e il Texas circa 93.000.
Sabato il Dipartimento dell’Energia ha emesso un’ordinanza di emergenza che autorizza l’Electric Reliability Council of Texas a distribuire risorse di generazione di riserva nei data center e in altre strutture importanti, con l’obiettivo di limitare i blackout nello Stato.
Domenica, il dipartimento ha emesso un’ordinanza di emergenza per autorizzare il gestore della rete, PJM Interconnection, a gestire “risorse specifiche” nella regione del Medio Atlantico, indipendentemente dai limiti imposti dalle leggi statali o dai permessi ambientali.
Persone in attesa di attraversare la strada a Times Square durante una tempesta invernale domenica a New York City. Fotografia: Heather Khalifa/AP
Il National Weather Service ha lanciato l’allarme per una tempesta invernale insolitamente estesa e di lunga durata, che avrebbe portato un accumulo di ghiaccio diffuso e pesante nel sud-est, dove si sarebbero potuti prevedere “impatti paralizzanti o localmente catastrofici”.
I meteorologi hanno previsto temperature record e venti gelidi pericolosamente freddi che si estenderanno ulteriormente nella regione delle Grandi Pianure entro lunedì.
Secondo il sito web di monitoraggio dei voli FlightAware, domenica sono stati cancellati più di 10.500 voli negli Stati Uniti. La società di analisi del settore aeronautico Cirium ha affermato che, fino a domenica mattina, la tempesta è l’evento di cancellazione con il numero più alto di voli dall’inizio della pandemia.
Lunedì sono statesegnalate più di 1.800 cancellazioni di voli . Sabato erano stati cancellati più di 4.000 voli.
Un Embraer 175 della United Airlines rulla per decollare mentre la neve cade sulla pista dell’aeroporto LaGuardia di New York domenica. Fotografia: Charly Triballeau/AFP/Getty Images
Le principali compagnie aeree statunitensi hanno avvertito i passeggeri di prestare attenzione a bruschi cambi di volo e cancellazioni. Delta Air Lines ha modificato il suo programma sabato, con ulteriori cancellazioni in mattinata per Atlanta e lungo la costa orientale, tra cui Boston e New York. La compagnia aerea ha comunicato che trasferirà esperti dagli hub per il freddo a supporto delle squadre di sghiacciamento e di gestione bagagli in diversi aeroporti del sud.
JetBlue ha dichiarato di aver cancellato circa 1.000 voli da sabato mattina a lunedì. United Airlines ha dichiarato di aver cancellato alcuni voli in località con le peggiori condizioni meteo previste.
Sabato, i gestori della rete elettrica statunitense hanno intensificato le precauzioni per evitare blackout a rotazione. Dominion Energy, le cui attività in Virginia includono il più grande complesso di data center al mondo, ha affermato che, se le previsioni di ghiaccio si fossero confermate, l’evento invernale potrebbe essere tra i più gravi a colpire l’azienda.
Gli inviati del programma Rai fermati a Minneapolis
Un’immagine del servizio
‘‘Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto“. Gli agenti dell’Ice a Minneapolis minacciano i giornalisti di In mezz’ora, la trasmissione della Rai. Il programma, dal proprio profilo Instagram, diffonde il video del confronto ravvicinato tra gli inviati Laura Cappon e Daniele Babbo e gli agenti dell’agenzia che contrasta l’immigrazione illegale.
“‘Abbiamo una macchina dell’Ice davanti e una dietro. Siamo intrappolati‘”, dice Laura Cappon, descrivendo nel video quello che sta succedendo. A quel punto tre agenti si avvicinano all’auto e intimano alla donna che è al volante di abbassare il finestrino. ”No, non sto facendo nulla di male. Sto solo guidando nella mia comunità”, risponde lei, mentre al suo fianco Cappon dice ‘Press. We are press italian‘. A quel punto scatta la minaccia degli agenti: ‘‘Questo è l’unico avvertimento. Se continuate a filmarci, se continuate a seguirci spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”.
Il caso diventa oggi di dibattito politico in Italia. “Le minacce rivolte dagli agenti federali dell’Ice ai giornalisti italiani della Rai — ‘spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto’ — rappresentano un fatto gravissimo.Un’intimidazione diretta, violenta, inaccettabile contro chi stava semplicemente facendo il proprio lavoro: documentare e informare.Esprimiamo piena e totale solidarietà agli inviati di In Mezz’ora, Laura Cappon e Daniele Babbo. Colpire i giornalisti significa colpire la libertà di stampa, il diritto dei cittadini a sapere, i principi fondamentali di ogni democrazia”, dice una nota Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del PD ed europarlamentare.
‘‘Questa aggressione non è un episodio isolato. Avviene in un contesto segnato da operazioni federali sempre più militarizzate, che a Minneapolis hanno già causato la morte di civili.Un’escalation che mostra un uso sproporzionato, ideologico e intimidatorio della forza, rivolto non solo contro i manifestanti, ma anche contro chi racconta i fatti.Di fronte a tutto questo, una domanda è inevitabile:la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intende continuare a tacere o prenderà finalmente posizione? Quando vengono minacciati giornalisti italiani all’estero, il silenzio non è neutralità: è complicità”.
”Chiediamo al Governo italiano di condannare pubblicamente l’operato degli agenti federali Ice, pretendere spiegazioni formali dalle autorità statunitensi; difendere senza ambiguità la libertà di stampa e l’incolumità dei giornalisti italiani. La libertà di informazione non è negoziabile. E l’Italia non può voltarsi dall’altra parte“.
‘‘Le minacce ai giornalisti italiani, a cui va la nostra solidarietà, da parte dell’Ice sono inaccettabili e vanno respinte con forza. Aspettiamo un’immediata presa di posizione della Presidente del Consiglio e del Ministro Tajani”, scrive su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
”Le gravissime minacce rivolte a Minneapolis ai giornalisti italiani Laura Cappon e Daniele Babbo, inviati della trasmissione In mezz’ora, da parte degli agenti federali dell’Ice segnano un salto di qualità inquietante: intimidazioni mafiose contro la stampa nel cuore degli Stati Uniti.Siamo davanti a una deriva autoritaria alimentata dall’amministrazione Donald Trump, che tra violenze, repressione e minacce ai giornalisti sta spingendo l’America verso una frattura da guerra civile strisciante. Di fronte a tutto questo, Giorgia Meloni deve condannare immediatamente quanto accaduto“, afferma Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.
”Basta con la sudditanza politica verso Trump: dalla grottesca proposta di candidatura al Nobel per la pace fino al silenzio sulle offese rivolte ai militari italiani impegnati in Afghanistan. La libertà di stampa e la dignità dell’Italia vengono prima di ogni alleanza ideologica”.
A scopo precauzionale, allestito un centro di accoglienza al Palasport
Nuova allerta rischio idrogeologico in Sicilia. – Dopo i grandi danni provocati dal ciclone Harry che ha devastato la costa Ionica dell’isola, l’allarme arriva dall’entroterra. Un’area di Niscemi, cittadina del Nisseno di circa 25 mila abitanti, è interessata da una frana cominciata intorno alle 13, con lesioni aperte sull’asfalto che hanno messo in fuga alcuni abitanti. Lo smottamento del terreno sarebbe stato accentuato dalla pioggia copiosa che si è abbattuta su quell’area della Sicilia.
A scopo precauzionale le autorità di Protezione civile hanno disposto l’evacuazione di circa 500 persone residenti nelle aree a ‘rischio‘. La zona interessata è quella compresa tra il quartiere Sante Croci, il Belvedere e l’area che arriva al torrente Benefizio e a contrada Pirillo. Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha disposto la chiusura delle scuole per domani e attivato il Centro operativo comunale. Il primo cittadino parla di “evento franoso drammatico“, in una zona che aveva già subito uno smottamento 29 anni fa. Il paese è a rischio isolamento: l’unica strada di collegamento con la statale Gela-Catania è la provinciale 11.
La sala operativa della Protezione civile regionale ha inviato sul posto circa 70 volontari per assistere la popolazione evacuata e disposto il trasferimento da Palermo di centinaia di brandine destinate all’allestimento delle aree di accoglienza per gli sfollati al palazzetto dello sport “Pio La Torre“.
Il capo dipartimento Salvo Cocina, in stretto raccordo con il presidente della Regione Renato Schifani, si sta recando a Niscemi per seguire direttamente l’evoluzione della situazione e coordinare le attività operative. Sul posto sono presenti anche i vigili del fuoco, i tecnici comunali, i tecnici del dipartimento regionale della Protezione civile e le forze dell’ordine.
Il ministro Nello Musumeci segue “l’evoluzione del grave fenomeno franoso che sta interessando un intero quartiere di Niscemi“. “Ho sentito il sindaco – ha aggiunto – assicurando la massima collaborazione del governo Meloni e del nostro dipartimento nazionale di Protezione civile, che ha già disposto l’invio di un team di tecnici, a supporto del personale regionale e locale già attivo sul posto“.
Anche il governatore Renato Schifani segue l’evolversi della situazione a Niscemi:“La Regione – ha sottolineato – è pronta a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini, dare assistenza agli sfollati, molti a titolo precauzionale, e ripristinare al più presto i collegamenti viari”.
La frana a Niscemi (foto dal profilo X del governatore Renato Schifani)
L’unico superstite è stato portato a Malta. A darne notizia la ong Alarm phone, che da giorni aveva dato l’allarme per l’imbarcazione di cui si erano perse le tracce
Un migrante è stato salvato in acque internazionali dalla motonave Star che lo ha sbarcato e ricoverato a Malta: ha raccontato che almeno 50 persone sono morte lo scorso venerdì in un naufragio nel Mediterraneo centrale. Dalla sera di venerdì anche la Capitaneria di porto di Lampedusa ha perlustrato l’area dove sarebbe avvenuto il naufragio, ma senza esito.
Le autorità della Valletta confermano l’ultimo naufragio di migranti avvenuto due giorni fa, quando una barca con 51 persone partita dalla Tunisia, nonostante le condizioni meteo proibitive, si è ribaltata. Ne dà notizia la ong Alarm phone che da giorni aveva dato l’allarme per l’imbarcazione di cui si erano perse le tracce.
L’unico superstite, aggrappato a un rottame della barca, sarebbe rimasto in mare per 24 ore. L’ennesima tragedia segue di pochi giorni un altro naufragio di una barca sempre partita dalle coste tunisine in cui sarebbero rimaste uccise due gemelline di appena un anno.
Molti migranti tentano la pericolosa traversata non solo tra la Turchia e le vicine isole greche, ma anche tra la Libia e Creta, nella Grecia meridionale.All‘inizio di dicembre, 17 persone sono state trovate morte dopo il capovolgimento della loro imbarcazione al largo di Creta, e altre 15 sono state dichiarate disperse. Solo due persone sono sopravvissute. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha registrato 107 persone morte o disperse nelle acque greche nel 2025. Secondo Missing Migrants, un progetto dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), circa 33mila migranti sono morti o dispersi nel Mediterraneo dal 2014.