I sostenitori del primo anello centrale della curva sud hanno scandito durante il raccoglimento i nomi di Scirea, Fortunato e Agnelli
La Curva Sud della Juventus non ha rispettato il minuto di silenzio deciso dalla Lega Serie A per ricordare Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano e dell’Inter, voltandosi di schiena e scandendo il nome dei propri calciatori e dirigenti scomparsi. Subito dopo l’annuncio da parte dello speaker dello stadio sul momento di raccoglimento, si è levato spontaneo un applauso da quasi tutti i presenti all’Allianz Stadium. Applauso a cui non ha preso parte il primo anello centrale, settore dei gruppi organizzati: una nutrita schiera di tifosi si è voltata mostrando la schiena al centro del campo, scandendo forte il nome di Gaetano Scirea, di Andrea Fortunato e, dopo il fischio dell’arbitro per decretare la fine del minuto, dell’Avvocato Gianni Agnelli, tre grandi juventini scomparsi.
Minuto di silenzio per Mazzola, la curva della Juve si gira di spalle e non rispetta il ricordo
La decisione degli ultras bianconeri prima della sfida contro l’Atalanta: durante il raccoglimento hanno scandito a gran voce i nomi di grandi juventini scomparsi
Il minuto di silenzio deciso dalla LegaSerie Aper ricordare Sandro Mazzola non è stato rispettato dalla curva della Juve. Questo il gesto degli ultras bianconeripoco prima del fischio d’inizio di Juve-Atalanta, match della 5ª giornata di campionato, per la quale la Lega ha voluto dedicare un momentoalla leggenda del calcio italiano e dell’Interprima di tutte le partite. Immagini che non sono passate inosservate sui social, scatenando sdegno e rabbia per quanto accaduto.
Gli ultras della Juve non hanno rispettato il minuto per Mazzola – Con le due squadre riunite al centro del campo per il minuto di silenzio, gli ultras bianconeri si sono voltati di spalleed hanno intonato a gran voce i nomi di grandi juventini scomparsi, ovvero di Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e dell’Avvocato Gianni Agnelli. Dopo il minuto è scattato l’applauso dello Stadium, a cui la curva non ha preso parte. Un momento speciale per ricordare una leggenda del nostro calcio è stato così “macchiato” da alcuni tifosi.
Nove vaccini aggiornati. Per chi è gratis e a chi è raccomandata la vaccinazione. Pregliasco: “Si profila stagione meno pesante ma almeno 12-14 mln casi attesi”
Nove vaccini aggiornati e via alla campagna vaccinale contro l’influenza già dalla prima settimana di ottobre. Sono le linee guida per la stagione antinfluenzale 2026-2027 del ministero della Salute e dell’Aifa. Si conferma l’indicazione della vaccinazione a partire dai 6 mesi di vita e vengono individuate le categorie alle quali il vaccino deve essere raccomandato e offerto attivamente e gratuitamente.
Aifa: 9 i vaccini autorizzati per la stagione 2026-2027 – Sono 9 i vaccini autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) per l’immunizzazione contro l’influenza stagionale. Come ogni anno, l’autorizzazione riguarda l’aggiornamento dei ceppi virali sulla base delle caratteristiche antigeniche di quelli circolanti nell’ultima stagione, secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Si tratta di vaccini antinfluenzali utilizzati da anni nelle campagne vaccinali e hanno un profilo di sicurezza consolidato.
Vaccino gratis, le categorie – La vaccinazione è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente a tutti coloro che hanno compiuto 60 anni, alle donne in gravidanza e nel post-partum, ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, a chi è affetto da malattie che espongono a un maggior rischio di complicanze in caso di influenza,alle persone ricoverate presso strutture di lungodegenza, ai familiari di soggetti ad alto rischio di complicanze, agli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (come medici e personale sanitario e socio-assistenziale, forze di polizia e vigili del fuoco), ad altre categorie di lavoratori socialmente utili e particolarmente esposti, a lavoratori a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, ad altre categorie come i donatori di sangue.
Non tutti i vaccini autorizzati sono necessariamente disponibili sul mercato. Le Regioni decidono annualmente, tramite gare per la fornitura, tra i prodotti disponibili in commercio, quelli che verranno utilizzati durante le campagne vaccinali per l’offerta gratuita a carico del Servizio sanitario nazionale. La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze. L’Aifa ricorda che, oltre alle misure di protezione e cura basate sui vaccini, una misura importante nel limitare la diffusione dell’influenza è rappresentata dalle buone norme di comportamento quali l’igiene delle mani – da lavare regolarmente e frequentemente con acqua e sapone – e il contenimento delle secrezioni respiratorie , ovvero: coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna).
Previsioni per la stagione – “Quest’anno per fortuna i dati sull’influenza che ci arrivano dall’Australia evidenziano un andamento meno pesante degli ultimi anni” per la stagione dei virus respiratori. “Comunque la previsione è sempre su almeno 12-14 milioni di casi attesi, anche se tutto questo poi dovremo profilarlo meglio in funzione dell’andamento delle temperature, vedremo cioè se la stagione invernale sarà particolarmente rigida e quindi avremo più casi di influenza oppure se sarà caratterizzata da sbalzi termici o temperature più miti che invece faciliteranno il lavoro di quel mix di virus respiratori che comunque fanno parte di questa stagione invernale”. È il quadro prospettato dal virologo Fabrizio Pregliasco, professore associato del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’università degli Studi di Milano e direttore sanitario aziendale dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano.
Quali virus circoleranno di più – Quali virus circoleranno di più? “Dopo una stagione, quella passata, che ha superato i 15 milioni di casi, anche per il 2026-2027 ci attendiamo una circolazione sostenuta di virus respiratori. Si contano 262 agenti infettivi, per dare un’idea” dell’affollamento. “Ed è vero che l’influenza è la protagonista, ma – puntualizza Pregliasco – abbiamo purtroppo ancora il Covid che, anche se si presenta in modalità meno pesante dal punto di vista degli effetti clinici, resta comunque un rischio per i soggetti più fragili. C’è poi il virus respiratorio sinciziale (Rsv), il metapneumovirus, rhinovirus e tanti altri patogeni che vanno a finire nel calderone delle forme simil-influenzali. Quindi è fondamentale non abbassare la guardia quest’anno. Siamo come sempre alle porte della campagna vaccinale, la raccomandazione è quella di fare un richiamo vaccinale che è un’opportunità per tutti, ma diventa una stringenza per le persone più fragili, per le quali sappiamo che l’influenza e il Covid ancora possono far male“.
Quanto ai virus dell’influenza vera e propria, “abbiamo visto che continua a circolare in particolare in Australia l’ormai nota variante K del virus H3N2“, che l’anno scorso aveva contribuito ai numeri significativi della stagione, “però anche i virus H1N1 e B Victoria fanno da concerto per quanto riguarda i casi della vera influenza“.
I sintomi spia – Il virologo ricorda anche i sintomi‘spia’dei virus dell’influenza che “sono sempre caratterizzati da un inizio brusco della febbre oltre i 38 gradi, almeno un sintomo respiratorio come tosse o mal di gola, almeno un sintomo sistemico come dolori muscolari o spossatezza“, elenca. Se manca uno di questi “si tratta più facilmente di una delle numerose sindromi simil-influenzali“. “L’auspicio è che la stagione in arrivo effettivamente non sia pesante, perché arriviamo da 3 anni in cui le nuove varianti virali hanno particolarmente inciso“. I primi isolamenti di virus influenzali “ci sono già stati” in Italia, in particolare “qualche isolamento di H3N2, ma anche perché di fatto rispetto al passato c’è una maggiore capacità di cogliere i casi che si verificano addirittura anche in estate. Abbiamo questo sistema di sorveglianza dei virus respiratori che è la rete Respivirnet, fatta dai medici di famiglia e coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) che oggi ha una maggiore sensibilità. Come sempre però il ‘trigger‘”, la scintilla che darà il via a tutto, “per la partenza della stagione influenzale arriva con quel cambio di temperature e il peggioramento delle condizioni climatiche che sono facilitanti per la diffusione del virus“.
In ogni caso “i segnali che arrivano dall’emisfero australe ci invitano a stare attenti, perché la circolazione precoce di più virus può creare una sorta di ‘pre-stagione’ con un progressivo aumento degli accessi agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, mentre l’influenza vera e propria tende a diventare protagonista nel cuore dell’inverno. La pressione sui servizi sanitari resta un rischio concreto, soprattutto per le fasce più fragili“. L’approccio complessivo per tutte le infezioni respiratorie, che siano influenza o virus ‘cugini’, “è quello di un’automedicazione responsabile – conclude Pregliasco – quindi l’uso dei farmaci riconoscibili per il bollino rosso, farmaci senza prescrizione da utilizzare tenendo sempre presente una parola d’ordine: gestione responsabile. Ovvero per attenuare i sintomi, seguendo l’andamento della malattia nei primi tre giorni e rivolgendosi al medico se le cose non migliorano“.
Figlio di Valentino Mazzola morto a Superga, è stato uno dei più grandi numeri 10 della storia del calcio. Nella nazionale italiana la staffetta con Gianni Rivera. Ha legato tutta la sua carriera all’Inter
Sandro Mazzola
Un’altra eterna bandiera del nostro calcio ci ha lasciato: nella tarda serata di venerdì si è spento all’età di 83 anni Sandro Mazzola, uno dei beniamini più amati del popolo interista. L’annuncio lo ha dato alle 0.41 il club sui propri canali social: “FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari”.
E ancora: “La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia, l’ha scritta per davvero, in maniera indelebile e senza precedenti? E poi si fa fatica, attanagliati da una malinconia che è già presente e che non ci lascerà, perché ci sembra di vederlo ancora qui, tra la sede ed Appiano, a ricordare di Puskas, di Herrera, di Suarez e Corso, un aneddoto dietro l’altro subito da mischiare con l’attualità, la voglia di Inter accesa negli occhi, di parlare di Lautaro e della nostra Inter, quella di adesso, quella di sempre“.
Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. E’ stato amato e apprezzato da generazioni di tifosi. Ma stato soprattutto la storia dell’Inter, club in cui entrò da ragazzino per non uscirci più. Sulle spalle un fardello pesante, il ricordo di un papà che pareva invincibile. Nel destino, due leggendari nerazzurri che di fatto lo cresceranno, accompagnandolo nel percorso della storia.
Una sola maglia per tutta la vita desiderava il “Baffo“, un solo sogno. Da costruire senza un papà, perso nella strage di Superga, quella del Grande Torino. Aveva sei anni, cinque mesi e 23 giorni, Alessandro, per tutti Sandro, Sandrino. “Vedeva le facce distrutte della gente che lo abbracciava e gli passava le mani sulla testa e si domandava cosa stesse succedendo – ricorda l’Inter – Quello che fu Valentino, Sandro lo conobbe nell’epica tramandata giorno per giorno. La iniziò a coltivare all’oratorio San Lorenzo a Milano, in Porta Ticinese, in partite a tutto campo contro Adriano Celentano. Non l’unico interista che segnò la sua crescita: Giuseppe Meazza e Benito Lorenzi. Meazza lo crebbe tecnicamente, insegnandogli tutti i segreti. Lorenzi si presentò a casa di Sandro, a Cassano d’Adda, con scarpe e pallone. A 8 anni Mazzola e il fratello erano di fatto le mascotte dell’Inter: tra campo, spogliatoi e stadio, una formazione nerazzurra totale“.
Mazzola con Gianfranco Bedin e Mariolino Corso (archivio Aldo Liverani sas)
Non aveva scelta Sandrino, il bambino che voleva diventare calciatore fu costretto a crescere in fretta. Si trovo catapultato in campo in Prima Squadra nella famigerata ripetizione di Juventus-Inter, 10 giugno 1961, a Torino. Dall’interrogazione a scuola dello studente 18enne al viaggio nel capoluogo piemontese, dove Moratti ed Herrera schierarono la Primavera. Finì 9-1, per l’Inter segnò un ragazzo magro e bravo nel tocco: Sandro Mazzola. Oggi diremmo che di ruolo faceva la seconda punta, ma di fatto sulla maglia indossava un 8 e un 10. Di qui l’eterno dilemma: mezzala o centravanti? Herrera riuscì a costruirgli addosso il ruolo giusto, per un’esplosione incontrollabile in quell’armata spettacolare che era la Grande Inter. La consacrazione? Prestissimo, santificata dai mostri sacri del calcio mondiale. Prater di Vienna, finale di Coppa dei Campioni, 1964. All’ingresso in campo fu Suarez a spingere Mazzola in campo: Sandro era rimasto ad ammirare i suoi idoli fuori dagli spogliatoi, Di Stefano, Puskas e gli altri campioni del Real Madrid. In campo, poi, due gol. Doppietta in finale di Coppa dei Campioni, il primo trionfo europeo dell’Inter, un trionfo senza precedenti con le firme di Mazzola e i complimenti di Puskas: “Sei degno di tuo papà Valentino”, gli disse il fortissimo ungherese, regalandogli la maglia.
Storie che conosciamo a memoria, che abbiamo sentito e risentito senza mai stancarci, scoprendo ogni volta un dettaglio nuovo, raccontato dalla voce affabile e sempre commossa al ricordo. Un senso di devozione e totale ringraziamento nei confronti dell’Inter – “per me come una mamma” -, ripagata con una infinità di giocate, di gol, di meraviglie. Quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A (nel 1965 con 17 gol) e in Coppa dei campioni (7 gol nel 1964). Secondo nel Pallone d’Oro 1971 dietro a Johan Cruyff.
La Grande Inter di Angelo Moratti, di Helenio Herrera, di Sarti, Burgnich, Facchetti. Mazzola lì, tra centrocampo e attacco, a disegnare traiettorie e segnare gol. Notti europee, pomeriggi al Meazza. Reti pesantissime e indimenticabili. Il suo marchio contro l’Independiente nella Coppa Intercontinentale, la rimonta con il Liverpool griffata e festeggiata con “When the Saints Go Marching In” sparata negli altoparlanti di San Siro. Ancora: il gol nel derby dopo 13 secondi, il gol in Inter-Lazio nel 1966 che regala la Prima Stella. Fino al 1977. In mezzo, l’Europeo con l’Italia, i Mondiali, la staffetta con Rivera.
Alla fine con i nerazzurri disputerà 17 stagioni, 565 partite ufficiali, 158 gol. Quel legame con l’Inter continuerà con la carriera da dirigente e poi da direttore sportivo. Anche dietro alla scrivania, intuizioni uniche. Platini e Falcao, affari sfumati. Zenga, riportato a Milano dalla Sambenedettese. E, soprattutto, Ronaldo. Quando il Fenomeno fu presentato nella sede nerazzurra, accanto aveva Luis Suarez e proprio Sandro Mazzola.
Le sue visite in sede all’Inter sono continuate anche negli ultimi anni, lui che è nella Hall of Fame del Club, ha sempre raccontato del legame unico e indissolubile con i colori nerazzurri. Lo ha fatto anche raccontandolo a Lautaro e compagni, in una recente visita ad Appiano Gentile. Dove si sentiva a casa, dove ricordava i ritiri con Herrera, tra aneddoti meravigliosi e spassosi così come quando festeggiava i suoi compleanni nel ristorante argentino di Javier Zanetti. Lì si sentiva a casa. L’amore del popolo nerazzurro l’ha sentito dal vivo anche a maggio 2024, nel giorno della celebrazione della Seconda Stella: lui – con Bedin e Cappellini – in campo, celebrati per quella prima stella arrivata 58 anni prima. Aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1”. Ci mancherai, Sandro.
C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori.
Ciao Sandro, bandiera eterna: il ricordo dell’Inter
Il leggendario ex centrocampista e capitano nerazzurro si è spento all’età di 83 anni
FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari.
La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia, l’ha scritta per davvero, in maniera indelebile e senza precedenti?
E poi si fa fatica, attanagliati da una malinconia che è già presente e che non ci lascerà, perché ci sembra di vederlo ancora qui, tra la sede ed Appiano, a ricordare di Puskas, di Herrera, di Suarez e Corso, un aneddoto dietro l’altro subito da mischiare con l’attualità, la voglia di Inter accesa negli occhi, di parlare di Lautaro e della nostra Inter, quella di adesso, quella di sempre.
Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito. Sulle spalle un fardello pesante, il ricordo di un papà che pareva invincibile. Nel destino, due leggendari nerazzurri che di fatto lo cresceranno, accompagnandolo nel percorso della storia.
Una sola maglia per tutta la vita, un solo sogno. Da costruire senza un papà, perso nella strage di Superga, quella del Grande Torino. Aveva sei anni, cinque mesi e 23 giorni, Alessandro, per tutti Sandro, Sandrino. Vedeva le facce distrutte della gente che lo abbracciava e gli passava le mani sulla testa e si domandava cosa stesse succedendo. Quello che fu Valentino, Sandro lo conobbe nell’epica tramandata giorno per giorno. La iniziò a coltivare all’oratorio San Lorenzo a Milano, in Porta Ticinese, in partite a tutto campo contro Adriano Celentano. Non l’unico interista che segnò la sua crescita: Giuseppe Meazza e Benito Lorenzi. Meazza lo crebbe tecnicamente, insegnandogli tutti i segreti. Lorenzi si presentò a casa di Sandro, a Cassano d’Adda, con scarpe e pallone. A 8 anni Mazzola e il fratello erano di fatto le mascotte dell’Inter: tra campo, spogliatoi e stadio, una formazione nerazzurra totale.
Bruciare le tappe, diventare grande per necessità. Sandrino lo ha fatto in fretta, anche grazie agli eventi. Lui, classe ’42, fu proiettato in campo in Prima Squadra nella famigerata ripetizione di Juventus-Inter, 10 giugno 1961, a Torino. Dall’interrogazione a scuola al viaggio nel capoluogo piemontese, dove Moratti ed Herrera schierarono la Primavera. Finì 9-1, per l’Inter segnò un ragazzo magro e bravo nel tocco: Sandro Mazzola. Aveva 18 anni.
Una seconda punta, diremmo oggi. Un 8 e un 10, come le maglie che ha indossato nell’Inter. Mezzala o centravanti? Herrera riuscì a costruirgli addosso il ruolo giusto, per un’esplosione incontrollabile in quell’armata spettacolare che era la Grande Inter. La consacrazione? Prestissimo, santificata dai mostri sacri del calcio mondiale. Prater di Vienna, finale di Coppa dei Campioni, 1964. All’ingresso in campo fu Suarez a spingere Mazzola in campo: Sandro era rimasto ad ammirare i suoi idoli fuori dagli spogliatoi, Di Stefano, Puskas e gli altri campioni del Real Madrid. In campo, poi, due gol. Doppietta in finale di Coppa dei Campioni, il primo trionfo europeo dell’Inter, un trionfo senza precedenti con le firme di Mazzola e i complimenti di Puskas: “Sei degno di tuo papà Valentino”, gli disse il fortissimo ungherese, regalandogli la maglia.
Storie che conosciamo a memoria, che abbiamo sentito e risentito senza mai stancarci, scoprendo ogni volta un dettaglio nuovo, raccontato dalla voce affabile e sempre commossa al ricordo. Un senso di devozione e totale ringraziamento nei confronti dell’Inter – “per me come una mamma” -, ripagata con una infinità di giocate, di gol, di meraviglie. Quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A (nel 1965 con 17 gol) e in Coppa dei campioni (7 gol nel 1964). Secondo nel Pallone d’Oro 1971 dietro a Johan Cruyff.
La Grande Inter di Angelo Moratti, di Helenio Herrera, di Sarti, Burgnich, Facchetti. Mazzola lì, tra centrocampo e attacco, a disegnare traiettorie e segnare gol. Notti europee, pomeriggi al Meazza. Reti pesantissime e indimenticabili. Il suo marchio contro l’Independiente nella Coppa Intercontinentale, la rimonta con il Liverpool griffata e festeggiata con “When the Saints Go Marching In” sparata negli altoparlanti di San Siro. Ancora: il gol nel derby dopo 13 secondi, il gol in Inter-Lazio nel 1966 che regala la Prima Stella. Fino al 1977. In mezzo, l’Europeo con l’Italia, i Mondiali, la staffetta con Rivera.
17 stagioni, 565 partite ufficiali, 158 gol. Un legame con l’Inter mai chiuso, con la carriera da dirigente e poi da direttore sportivo. Anche dietro alla scrivania, intuizioni uniche. Platini e Falcao, poi sfumati. Zenga, riportato a Milano dalla Sambenedettese. E, soprattutto, Ronaldo. Il Fenomeno, arrivato dopo il pressing di Moratti e Mazzola, appunto. Quando R9 fu presentato nella sede nerazzurra, accanto aveva Luis Suarez e Sandro Mazzola.
Le sue visite in sede all’Inter sono continuate anche negli ultimi anni, lui che è nella Hall of Fame del Club, ha sempre raccontato del legame unico e indissolubile con i colori nerazzurri. Lo ha fatto anche raccontandolo a Lautaro e compagni, in una recente visita ad Appiano Gentile. Dove si sentiva a casa, dove ricordava i ritiri con Herrera, tra aneddoti meravigliosi e spassosi.
L’affetto dei tifosi nerazzurri l’ha sentito dal vivo anche a maggio 2024, nel giorno della celebrazione della Seconda Stella: lui – con Bedin e Cappellini – in campo, celebrati per quella prima stella arrivata 58 anni prima.
Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1”.
Lo faremo, Sandro.
C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori.
🙏 Il mondo del calcio piange la scomparsa di Sandro #Mazzola
🕊️ La leggenda dell’#Inter ci ha lasciato a 83 anni. Dal 1960 al 1977 ha vinto 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali, oltre all’Europeo 1968 e all’argento nel Mondiale 1970 con l’Italia ⚫️ pic.twitter.com/ZfRKgKWLpQ
Dopo Franco, #Milano piange la perdita di un’altra leggenda. Se ne va Sandro #Mazzola, storico Capitano dell’#Inter. Rivale storico, ma anche lui avversario serio e leale. Un campione vero Alla sua famiglia e ai suoi tifosi un sentito abbraccio.
Un’intensa cella temporalesca estremamente localizzata sta colpendo la città. Rovesci violenti da Monte Mario a Prati, in estensione verso il centro e i quartieri del sud
Foto da ‘Meteo Lazio’
Un intenso temporale localizzato si sta abbattendo su diversi quadranti di Roma. Si tratta di un nubifragio-lampo che ha interessato inizialmente i settori ovest e nord della città, per poi estendersi gradualmente verso il centro-sud. Un cambiamento climatico di fatto annunciato anche dall’allerta meteo della protezione civile regionale emessa per oggi.
In città sono state attivate squadre di vigili del fuoco, polizia locale e protezione civile. Le precipitazioni più violente sono in corso tra la Balduina e Prati, dove si registra un vero e proprio nubifragio. Pioggia battente e a goccioloni anche nella zona di Monte Mario, tra le prime ad essere colpite dal fenomeno meteo, così come la zona del tribunale di piazzale Clodio. Il fronte temporalesco ha rapidamente raggiunto anche il quadrante nord-est della Capitale.
Nel quartiere Trieste la pioggia è accompagnata da forti raffiche di vento, mentre al Nuovo Salario si registrano precipitazioni intense, vento e frequenti tuoni. Sempre nel III municipio rami crollati in strada tra via Gabrio Casati e Monte Cervialto. In via Calvi un albero è caduto in strada. Rami spezzati e caduti anche in zona Colle Salario. Un albero è caduto anche in viale Somalia.
In viale Tor di Quinto si registrano importanti allagamenti con auto in difficoltà. E ancora, a Roma nord, pesanti allagamenti tra Corso Francia – con i cassonetti “a mollo” nelle strade allagate – e Ponte Milvio, con le vie trasformati in fiumi, come si può notare da questo video.
Meteo in rapido peggioramento anche nella zona del Nomentano e attorno a piazza Bologna, interessate da rovesci fitti che stanno creando disagi alla circolazione. Il fenomeno, caratterizzato da una spiccata localizzazione e da una rapida evoluzione, sta proseguendo il suo spostamento verso i quartieri centrali e meridionali della città.
Il ministro della Difesa: “Seguo personalmente l’evoluzione della situazione”
Un F-2000 – (Dal sito del ministero della Difesa
“Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Ta’if, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent resolve. Non vi sono militari italiani coinvolti. Nell’attacco è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all’interno della base ed in un’area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale“. Così ilministro della Difesa Guido Crosetto.
“Ho chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al comandante del comando operativo di vertice interforze, generale di Corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato maggiore dell’aeronautica militare, generale di Squadra aerea Antonio Conserva, di fornirmi un’ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull’evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative. Mi è stato riconfermato che erano già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare“.
“Tra pochi minuti – avverte infine Crosetto– avrò il primo aggiornamento nel corso di una riunione al ministero della Difesa. La situazione è seguita con la massima attenzione con l’obiettivo di garantire la piena tutela del nostro personale e di operare con la necessaria responsabilità“.
Un testimone all’Adnkronos: “Evacuate scuole ed edifici, sopra di noi gli elicotteri”. Oggi in città il vertici militari della Nato
Droni sono stati segnalati questa mattina nei cieli di Copenaghen, dove la polizia ha chiuso l’area intorno all’ambasciata degli Stati Uniti. La presenza dei droni e il dispositivo di sicurezza nella zona sono confermati all’Adnkronos da un testimone che si trova in questo momento sul posto. “E’ tutto chiuso, scuole ed edifici evacuati, ci sono gli elicotteri che volano sopra le nostre teste“.
La polizia di Copenaghen ha confermato ufficialmente la chiusura di Dag Hammarskjölds Allé, la strada nel quartiere di Østerbro dove ha sede l’ambasciata americana, invitando gli automobilisti a utilizzare percorsi alternativi. Le autorità riferiscono di essere impegnate nelle verifiche per un “evento sospetto”, senza precisarne per il momento la natura né collegarlo ufficialmente alla presenza dei droni.
I vertici militari della Nato in città oggi e domani – L’allarme arriva in una giornata particolarmente delicata per la capitale danese. Oggi e domani, 18 e 19 settembre, Copenaghen ospita infatti la conferenza del Comitato militare della Nato, alla quale partecipano i capi di Stato maggiore della Difesa dei Paesi dell’Alleanza. In occasione della riunione è stata istituita una vasta zona temporanea di restrizione dello spazio aereo sopra gran parte di Copenaghen e dell’isola di Amager, all’interno della quale è vietato far volare droni senza un’autorizzazione scritta della polizia.
Proprio ieri la polizia danese aveva reso noto di aver incriminato due persone, in due episodi distinti, per avere fatto volare droni all’interno della zona sottoposta a restrizioni. Al momento non ci sono indicazioni ufficiali su eventuali collegamenti tra quegli episodi e quanto sta accadendo questa mattina nei pressi dell’ambasciata statunitense.
I fatti nella mattinata di venerdì 18 settembre. Indagano i carabinieri
Choc a Centocelle dove uno studente di 13 anni ha accoltellato una insegnante e le avrebbe anche spruzzato in faccia dello spray urticante. I fatti sono accaduti nella mattinata di venerdì 18 settembre a Centocelle. Nel quartiere diversi residenti hanno sentito il suono delle sirene, con un via vai delle ambulanze e delle forze dell’ordine.
La vicenda si è consumata in via Giovanni Gussone 5 , presso la scuola media “Giovanni Verga” dove sono piombati i carabinieri della stazione di zona dopo la segnalazione al 112. Il racconto fornito ai militari è stato drammatico. Secondo quanto ricostruito, poco prima l’alunno – italiano – avrebbe prima spruzzato lo spray al peperoncino in faccia alla docente e successivamente l’avrebbe raggiunta con un fendente.
La vittima, in stato di choc, non verserebbe in pericolo di vita. L’Arma, nel frattempo, sta raccogliendo testimonianze e tutti gli elementi necessari per poter ricostruire con esattezza quanto accaduto e, di conseguenza, i motivi che avrebbero portato al gesto compiuto dall’alunno.
Ancora paura a Valencia a due anni dalla tragedia della Dana che nell’autunno 2024 ha colpito l’area causando centinaia di morti e migliaia di euro di danni.
Tra il 15 e il 16 settembre, l’incubo si è riaffacciatolungo la costa mediterranea della Spagna. Una violentissima perturbazione ha colpito in particolare la città di Valencia con fortissime raffiche di vento, tuoni assordanti e fulmini. Mentre le strade della città si trasformavano in fiume, centinaia di tifosi sono rimasti bloccati all’interno dell’Estadi Ciutat de València dove era in programma la sfida tra il Levante e l’Athletic Bilbao, valida per la sesta giornata della Liga. L’allerta arancione si è rivelata corretta e ha scatenato un diluvio torrenziale: i tifosi sono rimasti bloccati sulle tribune, qualcuno si è rifugiato nei corridoi per evitare di bagnarsi mentre i giocatori sono rientrati negli spogliatoi, prima che la partita fosse annunciata come sospesa. Il nubifragio ha richiesto numerosi operazioni di soccorso in città, la chiusura della metropolitana e dell’aeroporto; allagate strade e scantinati e danni ingenti si sono registrati in tutta la provincia
L’era di Todd Boehly è finita. Il Chelsea conferma che i comproprietari hanno ceduto le loro quote e che Clearlake Capital assume il controllo totale del club
Svolta al Chelsea, Todd Boehly vende le sue quote a Clearlake Capital.
L’era di Todd Boehly al Chelsea si è chiusa improvvisamente dopo che l’imprenditore americano ha venduto la sua quota. La società di private equity Clearlake Capital ha acquisito le quote di Boehly e di Mark Walter, mettendo fine alla complessa proprietà che guidava i Blues dal 2022.
CLEARLAKE ACQUISISCE LE AZIONI RIMANENTI PER OTTENERE IL CONTROLLO TOTALE – Clearlake Capital ha assunto il controllo totale del Chelsea. La società di private equity, guidata da Behdad Eghbali e Jose E. Feliciano, ha acquisito il 12,83% precedentemente detenuto da Boehly e Walter. L’investitore svizzero Hansjorg Wyss mantiene il suo 12,83% e resta partner chiave.
L’operazione valuta il club di Stamford Bridge circa 5 miliardi di sterline (6,7 miliardi di dollari), debito incluso. Secondo il Financial Times, Boehly e Walter incasseranno complessivamente 950 milioni di sterline (1,3 miliardi di dollari). Il cambio di potere arriva a soli quattro anni dall’acquisto del club per 2,5 miliardi di sterline (3,3 miliardi di dollari) da parte del consorzio iniziale, dopo l’uscita forzata di Roman Abramovich.
Boehly lascerà immediatamente la presidenza del club, ma le operazioni quotidiane, la strategia a lungo termine e la dirigenza resteranno invariate durante la transizione.
Club Statement: Chelsea Football Club announces ownership transition.
BOEHLY APPOGGIA LA NUOVA STRUTTURA PROPRIETARIA NEL SUO MESSAGGIO DI COMMIATO – Boehly ha espresso grande orgoglio per il suo mandato e ha ringraziato la comunità calcistica per il sostegno. “È stato un onore essere presidente del Chelsea Football Club”, ha dichiarato l’imprenditore americano sul sito delclub. “Grazie a chi ha garantito un futuro brillante al Club: la Premier League, gli allenatori, i giocatori, la leadership, lo staff e i tifosi”.
Nonostante le voci su una frattura nel cda, Boehly ha pubblicamente sostenuto la nuova direzione del club. «Ho apprezzato la collaborazione con Clearlake e con tutto il gruppo di proprietari, e le decisioni e gli investimenti fatti per il successo a breve e lungo termine», ha aggiunto. «Sono fiducioso che il Chelsea sia ben posizionato per continuare a ottenere successi sotto la guida di Clearlake».
I cofondatori di Clearlake, Eghbali e Feliciano, hanno ricambiato il pensiero, elogiando il contributo del presidente uscente sin dall’acquisizione del 2022. I due hanno descritto Boehly come un partner importante che «farà sempre parte della storia del Chelsea», ribadendo il proprio impegno nello sviluppo delle infrastrutture sportive e della rosa del club. Il Chelsea ha diramato un comunicato che elogia il suo «impegno incrollabile» per mettere i tifosi al centro del club.
LE TENSIONI IN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SI PLACANO CON L’USCITA DI SCENA DI WALTER NEL BEL MEZZO DI UN’INDAGINE – Il rimpasto nel consiglio di amministrazione segue mesi di tensioni a Stamford Bridge. I rapporti tra Clearlake e Boehly si erano deteriorati, tanto che entrambe le parti avevano valutato di rilevare la quota dell’altra nel 2024. Clearlake, già in possesso del 61,5%, ha avuto la meglio.
L’uscita di scena di Walter aggiunge un ulteriore elemento di intrigo a questa improvvisa riorganizzazione. L’imprenditore americano è attualmente oggetto di un’indagine federale riguardante le sue compagnie assicurative. Proprio il mese scorso ha venduto improvvisamente la sua quota dei Los Angeles Lakers a Joshua Kushner e Bob Iger con una valutazione di 12,5 miliardi di dollari, a soli 14 mesi dall’acquisizione della franchigia NBA. Rimane tuttavia proprietario dei Los Angeles Dodgers.
AD ALONSO IL COMPITO DI MANTENERE VIVA LA CORSA EUROPEA DEL CHELSEA – Il Chelsea affronta una transizione dirigenziale, ma senza compromettere i progressi sul campo. L’allenatore Xabi Alonso ha portato i Blues al sesto posto in Premier League e mantenere questo slancio è fondamentale.
Con Clearlake che garantisce stabilità nelle aree sportive e mediche, l’attenzione tornerà presto al campionato. La squadra di Alonso punta ai piazzamenti Champions, protetta dai cambiamenti finanziari e societari in corso ai piani alti.
Auto sommerse dall’acqua nella zona di Isella e corsia Nord interrotta. Problemi anche sull’attraversamento della città con uscita obbligatoria Bione per la formazione di grosse pozze d’acqua.
Le auto sommerse dall’acqua sulla Statale 36
Lecco, 17 settembre 2026 – L’ondata di maltempo di queste ultime ore ha colpito anche il territorio Lecchese, tendendo impegnata la sala operativa dei vigili del fuoco per tutta la notte, chiamati a intervenire anche in situazioni urgenti, tra cui la chiusura al traffico della Strada Statale 36 in direzione nord a causa dello straripamento delle acque del lago di Oggiono.
In totale sono state circa 15 gli interventi di soccorso, principalmente legati ad allagamenti, rimozione di rami e alberi pericolanti e prosciugamenti.
La criticità maggiore si è registrata appunto sulla Statale 36, in direzione Nord, all’altezza del Comune di Annone di Brianza, a causa di forti allagamenti, che hanno comportato l’istituzione di una uscita obbligatoria all’altezza di Annone-Cesana Brianza.
Colpa dello straripamento del lago di Oggiono nella zona di Isella dove alcuneauto sono state sommerse dall’acqua.
Auto sommerse dall’acqua a Oggiono
I recenti lavori – Il tratto stradale recentemente interessato da lavori di messa in sicurezza e di realizzazione della nuova pista ciclabile, lavori legati alleOlimpiadi Milano Cortina 2026. Stessa situazione a Lecco, con uscita obbligatoria Bione per la formazione di grosse pozze d’acqua.
Le squadre dei Vigili del Fuoco, assieme a forze dell’ordine e tecnici della viabilità, sono tuttora la lavoro su buona parte del territorio per completare le operazioni di bonifica e ripristinare le condizioni di sicurezza delle strade.
Una perturbazione atlantica sta attraversando il Centro-Nord portando piogge, temporali e un netto calo delle temperature, soprattutto nelle regioni settentrionali
Pioggia in città – (Ipa)
Il meteo cambia volto sull’Italia. Una perturbazione atlantica sta attraversando il Centro-Nord portando piogge, temporali e un netto calo delle temperature, soprattutto nelle regioni settentrionali. Nelle prossime ore il fronte continuerà a interessare diverse aree del Paese, prima di spostarsi gradualmente verso il Centro-Sud.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media deiLMeteo.it, conferma che il sistema frontale, esteso dalla Liguria al Nord Europa, è accompagnato dall’afflusso di aria fresca in quota e da un elevato tasso di umidità. Il passaggio del fronte determinerà precipitazioni a tratti persistenti sul Triveneto, sulla Liguria, sull’Alta Toscana e sulla Lombardia, pur con fenomeni diffusi su gran parte del Settentrione.
Nella giornata di giovedì 17 settembre, le regioni meridionali rimarranno temporaneamente protette dall’alta pressione, con temperature massime fino a 30°C. Al Nord, di contro, si registrerà un calo termico di almeno 5°C, più marcato nelle aree interessate dalle piogge, che risulteranno a tratti anche consistenti.
Venerdì 18 settembre l’instabilità coinvolgerà gradualmente l’intero territorio nazionale. I modelli indicano precipitazioni sparse al Nord e su gran parte del Centro, in progressivo spostamento verso il Meridione, dove i primi fenomeni interesseranno la Sicilia e la Campania per poi estendersi ai restanti settori.
Nel corso del fine settimana il quadro instabile rimarrà concentrato al Sud e su parte delle regioni centrali, mentre al Nord prevarrà il tempo asciutto.Sabato si prevedono precipitazioni sparse al Centro-Sud e nuvolosità residua al Settentrione. Domenica le piogge si limiteranno al Meridione, con maggiore frequenza tra Sicilia e Calabria, e localmente al Medio Adriatico, all’interno di un contesto generale in progressivo miglioramento.
Per la prossima settimana, le simulazioni modellistiche mostrano scenari ancora divergenti. Alcune proiezioni ipotizzano un afflusso di aria più fredda di provenienza continentale nord-orientale verso il versante adriatico e il Sud, mentre altri centri di calcolo propendono per la rimonta di un mite campo di alta pressione sull’intera Penisola. Trattandosi di proiezioni a lungo termine (oltre i 5 giorni), la tendenza necessiterà di ulteriori conferme nei prossimi aggiornamenti.
NEL DETTAGLIO
Giovedì 17–Al Nord: piogge e temporali sparsi. Al Centro: piogge irregolari. Al Sud: soleggiato.
Venerdì 18 – Al Nord: piogge sparse. Al Centro: molto instabile. Al Sud: instabile con piogge e temporali.
Sabato 19 – Al Nord: nuvoloso, ma asciutto. Al Centro: variabile con qualche locale pioggia. Al Sud: piogge sparse, forti in Sardegna.
Tendenza: domenica instabile al Sud, tempo soleggiato altrove.
Fango e detriti in stazione, ritardi si sommano a quelli per il deragliamento a Milano
Violento temporale questa notte a Como con diversi smottamenti e frane lungo alcune arterie della viabilità cittadina.
Detriti e fango si sono riversati sulla carreggiata di via Oltrecolle, tratto terminale della Statale che collega il capoluogo lariano con Lecco.
La strada è stata chiusa per consentire le operazioni di messa in sicurezza. Chiusa anche via Monte Grappa, in un’area residenziale, lungo la quale i vigili del fuoco segnalano il rischio di cedimento di una cabina del gas. Problemi, sempre relativi alla presenza di fango e detriti lungo la linea anche alla stazione ferroviaria di Como Camerlatacon disagi al traffico ferroviario che si aggiungono a quelli conseguenza di un deragliamento di un treno merci avvenuto ieri sera attorno alle 21 a Milano Greco Pirelli, che oggi ha già comportato la cancellazione di quattro corse di Trenord. Si stimano ritardi medi di 30 minuti.
L’accordo con la UEFA comprende anche le qualificazioni al torneo e la Nations League 2026/27. L’Europeo si giocherà tra Regno Unito e Irlanda dal 9 giugno al 9 luglio 2028.
Sky amplia ulteriormente la propria offerta calcistica europea. L’emittente ha annunciato di avere acquisito i diritti di trasmissione di UEFA EURO 2028, oltre a quelli della UEFA Nations League 2026/27 (al via nei prossimi giorni) e delle qualificazioni europee che porteranno alla fase finale del torneo continentale. Su Sky e in streaming su NOW sarà così possibile seguire tutte le 51 partite degli Europei 2028, delle quali 24 in esclusiva. Il torneo si disputerà tra Regno Unito e Repubblica d’Irlanda dal 9 giugno al 9 luglio 2028.
L’operazione rafforza il rapporto tra Sky e UEFA e affianca alle competizioni europee per club anche un pacchetto sempre più ampio dedicato alle Nazionali: «Siamo orgogliosi di annunciare questo nuovo accordo che arricchisce ulteriormente l’offerta europea della Casa dello Sport e conferma Sky come premium partner di UEFA», ha commentato Giuseppe De Bellis, EVP Sport, News and Entertainment di Sky.
De Bellis ha sottolineato come l’acquisizione permetta all’emittente di seguire non soltanto i principali campioni del calcio europeo con le rispettive Nazionali, ma anche il percorso dell’Italia verso le prossime competizioni internazionali.
Su Sky anche Nations League e qualificazioni a EURO 2028 – Il nuovo accordo non riguarda infatti soltanto la fase finale dell’Europeo. Sky trasmetterà anche una selezione delle migliori partite tra le Nazionali straniere nella fase a gironi della UEFA Nations League 2026/27, che prenderà il via il prossimo 24 settembre. L’emittente avrà inoltre i diritti di tutte le partite delle UEFA Nations League Finals, in programma nel giugno 2027, comprese quelle eventualmente disputate dalla Nazionale italiana.
Su Sky saranno visibili anche i principali incontri delle Nazionali straniere nella fase a gironi e negli spareggi delle qualificazioni a EURO 2028, insieme alle principali amichevoli internazionali di preparazione al torneo. Il pacchetto comprende inoltre gli highlights di tutte le partite. La copertura sarà accompagnata da studi, rubriche, speciali e inviati sui campi, secondo il modello editoriale già utilizzato da Sky per le principali competizioni calcistiche internazionali.
Sky seguirà anche il percorso dell’Italia – Particolare attenzione sarà riservata alla Nazionale italiana guidata da Roberto Mancini, con una copertura continuativa dai ritiri, da Coverciano e dalle trasferte. Sky accompagnerà così il percorso degli Azzurri verso un torneo che avrà uno dei suoi centri principali a Wembley, stadio dove l’Italia conquistò EURO 2020 nella finale disputata nel 2021. L’impianto londinese ospiterà otto partite di EURO 2028, comprese le due semifinali e la finale.
Per gli appuntamenti della Nazionale, Sky prevede una copertura con inviati al seguito della squadra, aggiornamenti durante la giornata, studi pre e post partita e contenuti dedicati alle gare di Nations League e al percorso di qualificazione all’Europeo.
Con l’acquisizione di EURO 2028, Nations League ed European Qualifiers, Sky consolida quindi ulteriormente il proprio investimento sui diritti UEFA, affiancando alle competizioni per club un’offerta sempre più ampia dedicata anche al calcio delle Nazionali.
Il club emiliano ha reso noto l’accordo fino al 2029 con l’ex tecnico di Atalanta e Fiorentina
Domenico Tedesco – Raffaele Palladino
“Non saprei…“. Sarebbe stata più o meno questa chiosa – secondo indiscrezioni – a far scattare la molla in maniera definitiva: nell’incontro di ieri con la dirigenza del Bologna(incontro annunciato e avvenuto attorno all’ora di pranzo), Domenico Tedesco si è assunto molte responsabilità riguardo all’avvio stagionale, ha espresso volontà di insistere sulla propria via, ha mostrato dispiacere inevitabile ma allo stesso tempo si sarebbe palesato troppo incerto sulla possibilità di trovare la giusta via d’uscita dopo un inizio shock. Per tutto questo, ma non solo, oggi l’ex ct del Belgio non è più l’allenatore del Bologna. Lo ha ufficializzato il club in una nota:” Il Bologna Fc 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali“.
La scelta di palladino – Dal 14 luglio – giorno del primo allenamento in altura a Valles – al 14 settembre – giorno di una gara quasi avvilente contro il Napoli – il Bologna ha certificato che il carattere, la coesione, la convinzione, il gioco, le caselle giuste al posto giusto e coi compiti consoni ma soprattutto le soluzioni per uscire dall’unico punto in 4 partite, beh, non si vedevano. E che sarebbe stata proprio dura trovarli dallo stesso allenatore. E adesso Raffaele Palladino è pronto a prendersi i rossoblù, con un contratto fino al 2029. “La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico“, ha aggiunto la società nella nota.
I motivi – Resta il fatto che la situazione si era fatta particolarmente allarmante: ed ecco il perché dell’accelerazione. In società la preoccupazione era latente ma pressante; in campo la squadra non aveva una direttiva precisa, troppe vie di mezzo e giocatori validi a fare certe cose che invece erano impiegati nel fare altro. E poi, un centrocampo deputato a creare ma con tre mediani, orfano in maniera schiacciante di “un” Freuler e con l’unico capace di vedere la verticale sistematicamente in panchina(Moro); ali costrette a rincorrere più che ad essere rincorse; laterali difensivi che hanno nella spinta la propria forza ma che non spingevano più; una lentezza nell’arrivare ad attaccare che ha sì prodotto anche occasioni, che ha sì trovato anche portieri in formato XL (Mandas e Carnesecchi, per esempio) ma che via via ha mostrato lentezza e leggibilità. L’identità di squadra non è mai emersa limpida: la Terra di mezzo si è impossessata di questo Bologna, tutte cose fatte a metà insomma. E quando – durante il confronto – a Tedesco è stato chiesto se avesse intenzione di cambiare e di trovare soluzione alternative (senza arrivare alle ingerenze tecniche) ecco che l’incertezza ha avuto più peso dell’unico punto fatto in 4 gare.
Tutti scontenti – Poi, i problemi che sono sorti via via pur evidenziando la trasparenza del tecnico che non ha mai nascosto nulla. Uno: Federico Bernardeschi che dopo l’amichevole persa contro il Brightonchiede di voler tornare nel suo luogo sicuro (ala destra) anziché rincorrere gli avversari in mezzo al campo da mezzapunta, con la conseguenza che alla prima contro la Lazio si fa un’ora in panchina. Poi, il caso-Rowe, spedito dal tecnico a farsi la doccia anzitempo durante un allenamento e qualche giorno prima delle cessione all’Atalanta. Quindi la panchina punitiva di Skorupski a Napoli per un ritardo alla riunione tecnica (ma non è stato certo questo a creare la spaccatura definitiva). E ancora, il mistero-Moro, confinato perennemente in panchina quando è evidente che un giocatore di regìa manchi come il pane. Tutto questo ha portato al cambio-lampo. Troppe facce lunghe legate a un calcio non redditizio hanno praticamente interrotto il Sogno italiano dell’italiano Tedesco.
Primo allenamento – La dirigenza è rimasta a lungo anche ieri sera a Casteldebole: la decisione era stata presa già dopo il colloquio con Tedesco ma serviva dare corpo alla volontà iniziale, quella che portava a Palladino. Oggi la squadra si ritrova dopo il giorno di riposo goduto ieri e l’ex tecnico di Fiorentina e Atalanta è pronto a dirigere il suo primo allenamento.
mercoledì 16 Settembre 2026 – h 10:08 Nota del Club: Il Bologna FC 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali. La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico.
E’ di almeno 11 vittime il bilancio del crollo di un edificio che ospitava palestinesi sfollati a ovest di Gaza City.
Tra le vittime ci sono anche 5 bambini, mentre decine di persone risultano ancora disperse. Proseguono le operazioni di soccorso. Lo riferisce la Protezione civile palestinese, citata da Al-Jazeera. L’edificio, che ospitava oltre 100 sfollati palestinesi, aveva già subito danni a causa dei bombardamenti israeliani.
Filmati verificati da Al-Jazeera, scrive l’emittente araba, mostrano squadre di soccorso intente a estrarre bambini piccoli dalle macerie, lavorando fianco a fianco con i residenti che hanno scavato a mani nude fino all’alba. Secondo i testimoni e i filmati verificati, si potevano udire le grida di aiuto dei bambini provenire da sotto il cemento, mentre le squadre della protezione civile faticavano a raggiungere le persone rimaste sepolte all’interno.
Un altro video mostra una bambina estratta viva dalle rovine e diversi sopravvissuti che emergono dalle macerie – tra cui bambini piccoli che apparivano senza fiato – prima di essere trasportati via in ambulanza. L’edificio, stando a testimoni locali, era a più piani. Sotto le macerie ci sarebbero sei famiglie.
La Protezione Civile Gaza: ‘Almeno 50 bambini sotto le macerie dell’edifico crollato’ – Secondo la Protezione civile palestinese, contattata da Al-Jazeera, almeno 100 palestinesi sono ancora intrappolati sotto l’edificio, tra cui circa 50 bambini. Tutti stanno cercando di reperire qualsiasi attrezzatura possibile per aiutare a recuperare le vittime. L’edificio è crollato intorno all’una di notte, mentre le persone all’interno dormivano.
“Possiamo sentire le voci dei cittadini sotto le macerie e le nostre squadre stanno cercando di raggiungerli – dice il portavoce alla testata araba – ma l’occupazione (gli israeliani, ndr) si rifiuta di consentire l’ingresso di mezzi pesanti nella Striscia di Gaza”.
‘Atri 2.000 palazzi pericolanti nella Striscia – “Circa 2.000 edifici nelle aree abitate della Striscia di Gaza versano in condizioni strutturali precarie” come quelle dell’edificio crollato nella notte, ma i residenti sono “impossibilitati ad abbandonarli a causa della mancanza di sistemazioni alternative“. Lo ha detto parlando alla stampa un portavoce della Protezione Civile palestinese, citato dai media arabi. Secondo un reporter di Al-Jazeera, che si trova sul posto, anche il palazzo crollato nella notte era stato “parzialmente danneggiato” dagli attacchi israeliani ma “i palestinesi che vi abitavano non avevano altra scelta se non quella di ripararsi all’interno“.
Previsto un nuovo peggioramento. Le temperature saranno in linea con le medie stagionali o poco sopra
Una perturbazione nord-atlantica è pronta a spazzare via la mitezza, con conseguenti nubifragi e un crollo termico a partire dalle regioni settentrionali. Se l’inizio della settimana si è aperto all’insegna del sole su buona parte del Paese grazie all’influenza temporanea dell’anticiclone delle Azzorre, l’alta pressione rimarrà confinata in pieno oceano, lasciando la penisola totalmente scoperta e vulnerabile alle correnti instabili del Nord Atlantico.
Il cambio di rotta: piogge in arrivo al Nord – Il punto di svolta è fissato per la giornata di mercoledì 16 settembre. Una profonda sacca di aria fredda in discesa dal Nord Europa si spingerà fin nel cuore del Mediterraneo, portando con sé una perturbazione che colpirà per prima l’Italia settentrionale. I primi segnali di cedimento si avvertiranno tra il pomeriggio e la sera, quando l’aumento della nuvolosità cederà il passo a piogge e temporali, localmente anche intensi, concentrati inizialmente lungo l’arco alpino, prealpino e sull’alta pianura padana.
Giovedì la perturbazione si espande: ombrelli aperti anche al Centro – Il peggioramento entrerà nel vivo giovedì 17 settembre. Il maltempo si estenderà a quasi tutto il Nord e a una fetta consistente delle regioni centrali, portando precipitazioni diffuse, nubi compatte e frequenti fenomeni temporaleschi. Le temperature cominceranno a subire una vistosa flessione, spegnendo sul nascere ogni residua velleità estiva.
Il weekend – Tra venerdì 18 e sabato 19 settembre l’asse del maltempo si sposterà progressivamente verso il Centro-Sud. La formazione di un vero e proprio vortice ciclonico sulle regioni centrali causerà una spiccata instabilità meteo, per poi scivolare nel fine settimana verso le aree meridionali, dove si concentreranno i rovesci più significativi. Soltanto a ridosso della fine del weekend si registreranno i primi segnali di miglioramento a partire da Ovest, grazie a un nuovo timido avvicinamento dell’anticiclone oceanico.
Chi temeva un ritorno dell’afa e delle temperature record può dormire sonni tranquilli. Nonostante il temporaneo rialzo termico delle prime ore della settimana, i termometri non supereranno i 30-31°C di massima in nessuna città italiana. L‘anticiclone delle Azzorre, per sua natura meno opprimente rispetto a quello subtropicale, non avrà la forza di stabilizzarsi a lungo. Il panorama meteorologico sembra ormai definitivamente orientato verso i binari autunnali tipici della seconda metà di settembre.
Le previsioni del tempo per mercoledì 16 settembre
Sciame sismico in corso: l’Ingv ha registrato un sisma alle ore 07:04 di magnitudo 3.5, poi tre minuti più tardi, alle 07:07, un’altra scossa di magnitudo tra 3 e 3.5. Da questa notte una decina di scosse
Terremoto Calabria oggi – (Ingv)
Scossa di terremoto oggi, mercoledì 16 settembre, in Calabria. L’Ingv ha registrato il sisma alle ore 07:04 di magnitudo 3.5 e poi tre minuti più tardi, alle 07:07, un’altra scossa di magnitudo 3.1. L’epicentro della prima è a Squillace e a una profondità di 39.6 Km, la seconda a Amaroni a una profondità di 38.7 Km, entrambe in provincia di Catanzaro.
Le scosse di questa mattina sono state precedute da almeno altre sei scosse che si sono verificate nella notte nel corso di uno sciame sismico in provincia di Catanzaro. Dalle 3 la più forte è stata di magnitudo 2.8 con epicentro presso Vallefiorita.Non si segnalano danni a persone o cose.
Le perquisizioni nei confronti di Mauro Masi, Francesco Maiolini e Luigi Bisignani. Pm Roma: “Notizie false per alterare prezzo azioni”
I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma stanno compiendo perquisizioni nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, dell’ad Francesco Maiolini nell’ambito di una indagine della Dda capitolina in cui si ipotizza il reato di aggiotaggio su quote societarie della Lazio. Le perquisizioni riguardano anche Luigi Bisignani.
Pm Roma: “Notizie false per alterare prezzo azioni Lazio” – L’accusa contestata dai pm della Dda della procura di Roma è diffusione di “notizie false” per “provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata. In particolare i tre sono accusati di manipolazione del mercato, perché “agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in corso di identificazione, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, concorrevano moralmente alla diffusione a mezzo social network o attraverso la testata ‘Millenovecento’, e concorrevano moralmente e materialmente attraverso il quotidiano II Tempo cui collabora Bisignani alla diffusione di notizie false, relative alla imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della Ss Lazio s.p.a., allo stato di decozione delle società controllate da Claudio Lotito, alla intenzione di Claudio Lotito di far deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro, notizie false la cui diffusione è concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata”. I fatti sarebbero iniziati dal giugno 2024 e sono tuttora in corso.
Il trequartista rossoblù era risultato positivo all’alcoltest dopo l’incidente stradale a Milano. La società ha diffuso un comunicato
Daniel Maldini fa chiarezza sul caso che lo ha coinvolto nelle ultime ore. Il calciatore ha pubblicato sul proprio profilo social la foto delle analisi tossicologiche alle quali si è sottoposto in un laboratorio di Cagliari: l’esito dei test è negativo. Una conferma che arriva anche dal Cagliari Calcio, che in un comunicato ha spiegato come i controlli tossicologici effettuati abbiano dato esito negativo. Maldini sarà regolarmente in gruppo alla ripresa degli allenamenti. C’è da attendere invece per l’esito delle analisi commissionate dalla Polizia Locale di Milano subito dopo l’incidente stradale. I pre test sulla droga erano risultati positivi.
La vicenda arriva poche ore dopo la vittoria del Cagliari a Bergamo contro l’Atalanta, sua ex squadra, decisa anche dal secondo gol consecutivo del trequartista. La notte tra sabato e domenica, proprio dopo il match, il calciatore era rimasto coinvolto in un incidente stradale a Milano, in via Caracciolo, intorno alle 5.15.
Alla guida della sua Porsche, Maldini è andato a scontrarsi con una Golf, che ha poi terminato la propria corsa contro un’auto parcheggiata. Sei le persone coinvolte, tutte ferite in modo lieve e trasportate in ospedale in codice giallo.
Maldini, accompagnato al Fatebenefratelli per accertamenti, è stato dimesso senza lesioni. Il calciatore è risultato positivo all’etilometro, con valori di 0,91 e 0,89 g/l, con conseguente ritiro della patente.
Il calciatore ha fatto registrare valori di 0,91 mg/l alla prima prova e di 0,89 mg/l alla seconda. Si attendono i risultati del test per verificare la presenza di sostanze stupefacenti
La scena dell’incidente in via Caracciolo e, nel riquadro, Daniel Maldini
E’ risultato positivo all’etilometro Daniel Maldini, a cui è stata ritirata la patente dopo l’incidente con la sua Porsche Carrera in cui è rimasto coinvolto questa mattina all’alba a Milano, in via Caracciolo.
Il calciatore del Cagliari ha fatto registrare valori di 0,91 mg/l alla prima prova e di 0,89 mg/l alla seconda ai test effettuati sul posto dalla Polizia locale (il limite consentito è 0,5 grammi per litro). Si attendono ora dall’ospedale Fatebenfratelli, dove il 25enne era stato portato per le cure e gli accertamenti del caso, i risultati del test per verificare la presenza di sostanze stupefacenti.
L’incidente – Nell’incidente, che ha coinvoltodue auto, erano rimaste ferite sei persone, tutte in modo non grave: due ragazze di 20 e 22 anni e tre ragazzi di 19, 20, 21 anni, oltre a Daniel Maldini che si trovava appunto alla guida di una delle due auto. L’incidente è avvenuto a un incrocio non regolato da semaforo.
I rilievi della Polizia locale in via Caracciolo
Subito dimesso – Portato in ospedale, il calciatore del Cagliari, reduce dal successo della sua squadra a Bergamo contro l’Atalanta, è poi stato dimesso. “Dopo un breve accertamento in codice azzurro presso il pronto soccorso Daniel è stato immediatamente dimesso ed è rientrato alla propria abitazione e si trova in buone condizioni di salute” ha comunicato in una nota il suo legale, l’avvocato Danilo Buongiorno.“Daniel sta bene e non ha subito alcun tipo di lesione tantomeno grave“, ha precisato l’avvocato
L’attaccante del Cagliari in città dopo la trasferta vittoriosa a Bergamo. L’auto su cui viaggiava si è scontrata con un’altra. Maldini è stato portato al pronto soccorso
Daniel Maldini festeggia dopo il gol a Bergamo (LaPresse)
È in ospedale dopo un incidente stradale il calciatore del Cagliari Daniel Maldini, 25 anni, figlio di Paolo. Lo schianto si è verificato a Milano, in via Caracciolo (zona Sempione), poco dopo le 5 di mattina di domenica 13 settembre.
La partita e l’incidente – Maldini, attaccante del Cagliari, sabato sera si trovava a Bergamo per il match di Serie A Atalanta-Cagliari, vinto dai sardi per 2-1 proprio grazie a un rigore calciato dal figlio d’arte. Maldini ha poi deciso di trascorrere la serata nella “sua” Milano prima di rientrare sull’isola, poi l’incidente all’alba tra due automobili con sei giovani coinvolti.
Alcuni di loro sono stati portati al pronto soccorso in codice giallo per gli accertamenti del caso. Tra questi Maldini, portato al Fatebenefratelli. Nessuno dei feriti è comunque grave.
Finisce prima del previsto la trasferta in Argentina di Sofia Goggia per preparare la prossima stagione invernale.
La campionessa italiana di sci alpino è stata costretta a far ritorno in Italia a causa di alcuni malori accusati durante il consueto ritiro pre-stagionale nel comprensorio sciistico di Ushuaia. L’azzurra si stava allenando con la Nazionale di sci italiana dal 23 agosto e sarebbe dovuta restare nella stazione sciistica argentina ad allenarsi fino a venerdì 18 settembre, per poi spostarsi in Cile fino ai primi giorni del mese di ottobre.
Nei prossimi giorni la 33enne campionessa bergamasca svolgerà gli accertamenti del caso, come spiega il comunicato della della federsci italiana (Fisi). “Trasferta argentina conclusa con anticipo da Sofia Goggia. La campionessa bergamasca, vincitrice della medaglia di bronzo nella discesa olimpica di Milano Cortina 2026 e della Coppa del mondo di supergigante nella passata stagione, ha accusato dei malori durante la sua permanenza a Ushuaia che durava dallo scorso 23 agosto, e d’accordo con la Commissione Medica Fisi presieduta dal dottor Andrea Panzeri, ha deciso di rientrare in Italia per sottoporsi nei prossimi giorni agli accertamenti del caso“.
La Coppa del mondo di sci alpino ripartirà a fine ottobre con il gigante del 24 ottobre 2026 a Sölden, in Austria, e si concluderà il 25 marzo 2027 a Sun Valley, negli Stati Uniti. In campo femminile sono in programma 40 gare (9 discese libere, 9 supergiganti, 12 slalom giganti, 10 slalom speciali), in 20 tappe.
Durante la stagione si terranno a Crans-Montana i Campionati mondiali di sci alpino 2027. La statunitense Mikaela Shiffrin è la detentrice uscente della Coppa generale.
Secondo quanto riferito, sul binario è stato rinvenuto un pezzo di rotaia. Complessivamente sono rimaste ferite 44 persone
Treno deragliato in Francia
La polizia francese privilegia l’ipotesi di un atto doloso nell’ambito dell’inchiesta sul deragliamento di un treno regionale (Ter) avvenuto ieri sera fra Caen e Rouen, in Normandia, e che ha causato il ferimento di 44 persone. Lo hanno spiegato all’Afp fonti di polizia, spiegando che sul binario è stato rinvenuto un pezzo di rotaia.
Il deragliamento del treno, che trasportava 186 passeggeri, è avvenuto tra Tourville ed Elbeuf-Saint-Aubin, nel comune di Cleon, dipartimento della Senna Marittima, intorno alle 19:45 di ieri. Complessivamente sono rimaste ferite 44 persone, tra cui una giovane donna trasportata in ospedale in condizioni di estrema gravità. Sul campo sono intervenuti 130 vigili del fuoco, cinque équipe mediche e 80 veicoli.
Dalla battaglia per l’aborto al governo con Prodi e Letta, Commissaria europea per gli aiuti umanitari nella ex Jugoslavia. Ha sempre lottato per l’Europa unita. Aveva 78 anni
Emma Bonino
È morta all’età di 78 anni Emma Bonino. Ne dà notizia Più Europa: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai”, si legge in una nota.
Nei giorni scorsi era stata ricoverata in ospedale a Roma. La leader di +Europa era stata soccorsa in casa, nel centro della Capitale, nel pomeriggio del 7 settembre e trasportata in ambulanza in codice rosso all’ospedale Santo Spirito.
Non si era trattato del primo ricovero per la leader di +Europa nella struttura, il precedente era stato all’inizio del 2025 dopo un malore e allora servì la terapia intensiva perché era stata riscontrata una insufficienza respiratoria. Stabilizzata, il giorno dopo fu trasferita al San Filippo Neri.
L’ospedalizzazione allora durò una settimana quando l’ex ministra tornò a casa. Nella storia clinica della Bonino c’era stato anche un microcitoma polmonare, diagnosticato nel 2015 e superato nel 2023. Nell’ottobre 2024, l’ex ministra era stata presa in carico sempre dall’ospedale del centro storico di Roma per problemi respiratori, anche in quel caso con cure intensive.
Dieci anni fa in diretta su Radio Radicale l’annuncio del tumore – Dieci anni fa l’annuncio del tumore al polmone, da cui guarì, durante una diretta di Radio Radicale. “Recentemente mi sono sottoposta a dei controlli medici che hanno evidenziato la presenza di un tumore al polmone sinistro. Si tratta di una forma localizzata e ancora asintomatica, ma richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che è già stato iniziato e che durerà almeno sei mesi. Non sono intenzionata a interrompere le mie attività perché da una passione, come quella politica, non ci si dimette, però è chiaro che le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche“. Il tumore polmonare a piccole cellule, noto anche come microcitoma o small cell lung cancer (Sclc), è una forma rara di carcinoma polmonare, che rappresenta circa il 15% di tutti i tumori al polmone.
La sua vita, le battaglie per i diritti civili e quella denuncia per procurato aborto – Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, secondogenita di una famiglia che dalle campagne si è trasferita in paese per il commercio del legname, aveva studiato al liceo classico e poi si è laureata in Lingue e letterature straniere alla Bocconi di Milano, nel 1972, con una tesi sull’autobiografia di Malcolm X. Quella curiosità per il mondo e per i diritti degli ultimi non l’ha più abbandonata.
Nel 1975 si era iscritta al Partito Radicale. È stata tra le protagoniste della campagna per la liberalizzazione dell’aborto: ha fondato il Cisa e è arrivata ad autodenunciarsi per procurato aborto, un atto di disobbedienza civile destinato ad accelerare il dibattito che avrebbe portato alla legge 194. Nel 1976, a 28 anni, è stata eletta per la prima volta alla Camera. Da allora ha attraversato quasi mezzo secolo di istituzioni: deputata, parlamentare europea, senatrice, vicepresidente del Senato.
Riservata sulla vita privata, non si è sposata e non ha avuto figli. Negli anni Settanta ha avuto in affidamento due bambine, Aurora e Rugiada. Ha vissuto a lungo a Trastevere. Nel 2015 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Figura scomoda e riconoscibile, laica fino in fondo e capace di dialogo anche con chi le era lontano — come ha dimostrato il rapporto di stima con papa Francesco, che nel 2024 è andato a trovarla dopo un ricovero — Emma Bonino ha incarnato per decenni un’idea di politica come battaglia civile.
Dalla Commissione europea alla presidenza di +Europa – Tra il 1995 e il 1999 è stata commissaria europea, con deleghe alla pesca, ai consumatori e soprattutto all’ufficio umanitario ECHO. Ha visitato zone di guerra, dalla Bosnia all’Afghanistan, e ha spinto le campagne per i tribunali sui crimini dell’ex Jugoslavia e del Ruanda e per la nascita della Corte penale internazionale. Nel 2006, nel governo Prodi II, è diventata la prima radicale a entrare in un esecutivo italiano, come ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Nel 2013 Enrico Letta le ha affidato gli Affari esteri.
È stata promotrice della moratoria Onu sulla pena di morte, fondatrice di Non c’è pace senza giustizia contro le mutilazioni genitali femminili, voce contro la fame nel mondo e per i diritti civili ben oltre i confini italiani. L’Europa è rimasta la sua bussola politica: nel 2017 ha contribuito alla nascita di +Europa, con cui è tornata in Senato nel 2018. Nel luglio 2024 è stata eletta presidente di +Europa.
Venticinque anni fa gli attentati dell’11 settembre 2001 e gli Stati Uniti commemorano l’anniversario con cerimonie nei tre luoghi simbolo della strage che provocò quasi 3mila morti:Ground Zero a New York, il Pentagono ad Arlington, in Virginia, e Shanksville, in Pennsylvania. Il presidente Donald Trump resterà nell’area di Washington e parteciperà alla commemorazione al Pentagono, mentre il vicepresidente JD Vance rappresenterà l’amministrazione a Manhattan, dove sono attesi anche quattro ex presidenti – Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton – insieme a Hillary Clinton e al sindaco di New York Zohran Mamdani. Membri dell’amministrazione e responsabili dei settori della sicurezza nazionale e della Difesa saranno invece presenti al memoriale del volo United 93 in Pennsylvania.
Trump parteciperà alla cerimonia al National 9/11 Pentagon Memorial, dedicato alle 184 persone uccise nell’attacco contro il quartier generale della Difesa, dopo un momento di raccoglimento privato e un tributo ai vigili del fuoco e ai primi soccorritori nell’area di Washington. Il presidente ha spiegato la propria assenza da Ground Zero limitandosi inizialmente a dire: “Perché andrò al Pentagono”. Il New York Times ha riferito che tra i fattori alla base della scelta ci sarebbe stata anche l’impossibilità di pronunciare un discorso a New York, dove dal 2012 gli organizzatori non consentono interventi politici durante la cerimonia. Trump ha smentito categoricamente la ricostruzione, definendola “una storia del tutto falsa e inventata” e sostenendo di non aver “mai chiesto di pronunciare un discorso”. “So perfettamente quali sono le regole a Ground Zero e le ho sempre rispettate”, ha scritto su Truth Social, spiegando di aver scelto il Pentagono per “rendere omaggio alle nostre forze armate e ai nostri eroi della Difesa” e ricordando che l’amministrazione sarà rappresentata a Manhattan da Vance.
Trump ha già aperto le commemorazioni martedì alla Casa Bianca, durante un evento dedicato alle vittime e ai primi soccorritori nel quale è stata esposta una trave d’acciaio di sette tonnellate recuperata dalla Torre Sud del World Trade Center, portata a Washington nell’ambito dell’iniziativa “Steel Across America”. Il presidente ha conferito postuma la Presidential Medal of Freedom a Welles Crowther, il volontario dei vigili del fuoco conosciuto come“l’uomo con la bandana rossa”, morto dopo aver aiutato a salvare almeno 18 persone dalla Torre Sud, e ha annunciato che un nuovo pattugliatore della Guardia Costiera sarà intitolato a Jeffrey Palazzo, vigile del fuoco di New York e riservista ucciso l’11 settembre. Durante la cerimonia Trump ha anche raccontato di essere stato portato in salvo da due vigili del fuoco nei pressi di Ground Zero nei giorni degli attentati, un aneddoto la cui ricostruzione è stata contestata da diversi media americani.
A Ground Zero sarà Vance a rappresentare la Casa Biancadurante la lettura, affidata ai familiari, dei nomi delle 2.983 vittime degli attentati del 2001 e dell’attacco al World Trade Center del 1993. Il programma del 25esimo anniversario prevede sette momenti di silenzio: alle 8.46 e alle 9.03, quando i due aerei colpirono rispettivamente la Torre Nord e la Torre Sud; alle 9.37 per l’attacco al Pentagono; alle 9.59 per il crollo della Torre Sud; alle 10.03 per lo schianto del volo United 93 a Shanksville; e alle 10.28 per il crollo della Torre Nord. Un settimo momento di raccoglimento sarà dedicato alle persone morte negli anni successivi a causa di tumori e altre patologie legate all’esposizione alle sostanze tossiche di Ground Zero. La sera, il tradizionale “Tribute in Light” proietterà nel cielo di Manhattan due fasci luminosi in ricordo delle Torri Gemelle.
Alla cerimonia di New York sono attesi Biden, Obama, Bush e Clinton, oltre a Hillary Clinton e a Mamdani, la cui presenza è stata contestata in particolare da vari esponenti Gop, su tutti l’ex sindaco Rudy Giuliani.Mamdani ha però confermato che parteciperà per rendere “con orgoglio omaggio alle famiglie, ai sopravvissuti e ai primi soccorritori segnati per sempre da quel terribile attacco terroristico”.
Alla vigilia dell’anniversario, il sindaco ha inoltre annunciato la declassificazione e la pubblicazione di oltre 170mila pagine di documenti comunali sulle informazioni in possesso delle precedenti amministrazioni riguardo alla qualità dell’aria e alla presenza di sostanze tossiche a Lower Manhattan dopo il crollo delle Torri. Una questione particolarmente delicata per i soccorritori, i residenti e le loro famiglie, molti dei quali hanno sviluppato gravi patologie negli anni successivi. Mamdani ha anche istituito per la prima volta formalmente l’11 settembre come “Day of Remembrance and Service” della città, invitando i newyorkesi a unire alla memoria delle vittime iniziative di volontariato e servizio alla comunità.
Il terzo centro delle commemorazioni sarà il Flight 93 National Memorial di Shanksville, dove saranno ricordati i 40 passeggeri e membri dell’equipaggio del volo precipitato in Pennsylvania dopo la rivolta contro i dirottatori. La cerimonia prevede la lettura dei nomi, il suono delle “Bells of Remembrance” e la deposizione di corone, alla presenza di una delegazione dell’amministrazione composta anche da esponenti legati alla sicurezza nazionale e alla Difesa.
Clamoroso al Fenerbahce: l’allenatore Kartal si dimette dopo il pareggio contro la Roma. La decisione a sorpresa con un breve discorso: “Ringrazio tifosi, giocatori e staff. Ho lasciato il mio incarico questa sera. Mi sono dimesso senza alcuna intenzione di tornare”. Durante la partita, l’allenatore era stato colpito da una bottiglietta. Il presidente del club: ” Finché io sarò qui, Ismail Kartal sarà l’allenatore del Fenerbahce“
Clamoroso al Fenerbahce: l’allenatore Ismail Kartal, subito dopo la partita pareggiata contro la Roma 1-1, si è presentato in conferenza stampa e con un breve discorso ha annunciato le dimissioni: “Ringrazio giocatori, tifosi e staff. Non voglio altre domande. Ho lasciato il mio incarico questa sera. Ho preso questa decisione per permettere al club di andare avanti. Mi sono dimesso senza alcuna intenzione di tornare mai più“. Nel corso dei minuti si sono aggiunti però dei dettagli: l’allenatore sarebbe infatti stato colpito da una bottiglietta lanciata dagli spalti. Subito dopo le parole di Kartal, è intervenuto direttamente il presidente del Fenerbahce, Aziz Yildirim: “Nessuno di noi sapeva nulla, bisogna mantenere la calma. Era sconvolto perché gli hanno tirato una bottiglia in testa. Ora sta tornando a casa ed è ancora il nostro allenatore. Va sostenuto. Finché io sarò qui, Ismail Kartal sarà l’allenatore del Fenerbahce”.Nelle prossime ore capiremo se Kartal sarà convinto dal club a tornare sulla sua decisione.
Paura su un volo EasyJet diretto a Praga, il velivolo è stato invaso dal fumo a causa di un power bank in un bagaglio a mano e il comandate ha dichiarato il “may day”. Nessun ferito ma due contusi nelle operazioni di abbandono dell’aeromobile
Un aereo EasyJet in pista
Malpensa (Varese) – Fuoco e fumo su un aereo: allarme a Malpensa.
Attimi di apprensione oggi giovedì 10 settembre poco dopo le 17.30, quando su un aereo EasyJetcon 146 passeggeri a bordo che si apprestava a decollare è scoppiato un principio di incendio.
Il velivolo si trovava su uno dei raccordi di rullaggio che conducono alla pista di decollo dell’aeroporto varesino, pronto a involarsi per Praga.All’improvviso, l’aeromobile è stato invaso dal fumo e il comandate ha dichiarato il “may day”, attivando gli scivoli laterali d’emergenza. Tutti i 146 passeggeri a bordo sono stati quindi evacuati, insieme all’equipaggio, mentre veniva attivato il sistema di soccorso con i mezzi dei vigili del fuoco che accorrevano in pista.
Fortunatamente non si sono registrati feriti madue personesono rimaste contuse durante le concitate operazioni di abbandono dell’aereo. Dalle prime informazioni, pare che il principio di incendio sia stato causato da un power bank nel bagaglio a mano di un passeggero.
Durante l’emergenza, durata circa un’ora, a Malpensa sono stati sospesi decolli e atterraggi. Anche i passeggeri di altri voli giù sulla pista, sono stati fatti scendere dai rispettivi aerei per ragioni di sicurezza. Alle 18.30 le operazioni sono poi riprese su una sola pista.
In meno di due ore sono caduti oltre 80 mm di pioggia: “Grazie a tutte le persone che da stanotte e per tutta la mattina sono sul territorio per rispondere alle esigenze dei cittadini”
Una violenta ondata di maltempo ha colpito diverse aree della Toscana, causando allagamenti, caduta di alberi, interruzioni dell’energia elettrica e ingenti danni a strutture e immobili. Una delle zone maggiormente colpite è stata la provincia di Livorno in particolar modo Cecina dove in meno di due ore sono caduti oltre 80 mm di pioggia, una quantità importante concentrata in un tempo molto breve.
Sono stati segnalati allagamenti di scantinati e parcheggi sotterranei, infiltrazioni dai tetti di abitazioni private, rami da tagliare e danni ai campi da tennis di via Aldo Moro. “La ricognizione dei danni e delle criticità è ancora in corso – sottolinea la sindaca Lia Burgalassi – e le squadre stanno continuando a verificare le diverse situazioni sul territorio. Per le segnalazioni di protezione civile è attivo 24 ore su 24 il numero unico del Comune: 0586.61.11.12”.
Allagamenti a Cecina
“Un grazie sincero a tutte le persone che da stanotte e per tutta la mattina sono sul territorio per rispondere alle esigenze dei cittadini e affrontare le situazioni di criticità” conclude la sindaca.
Maltempo oggi in Toscana, dove si sono registrati i maggiori problemi – Nel territorio della provincia di Firenze sono decine le richieste di intervento arrivate ai soccorsi. Le maggiori criticità riguardano Figline Valdarno, Reggello, Rignano sull’Arno e Incisa in Val d’Arno. Interventi sono stati effettuati anche a Montelupo, dove diversi alberi sono caduti a causa del forte vento. Complessivamente, le squadre dei vigili del fuoco hanno già portato a termine 14 interventi, mentre circa una decina di richieste risulta ancora in attesa di essere evasa.
Particolarmente colpita anche la Versilia. Un violento temporale, accompagnato da raffiche di vento, ha interessato Viareggio e i comuni della costa nel primo pomeriggio di ieri. Per ragioni di sicurezza la polizia municipale ha disposto la chiusura temporanea della Passeggiata. Non risultano persone ferite, ma sono numerosi i danni provocati dalla bufera.
Un albero crollato a Viareggio
Nel centro di Viareggio, un grosso pino è crollato nel piazzale della chiesa di Sant’Andrea, travolgendo un pulmino parcheggiato, la veranda di un bar e alcuni cassonetti. Un secondo albero è caduto su uno stabile nella zona della Darsena. Danni sono stati segnalati anche alla veranda di un ristorante e al tetto di un hotel.
Situazione critica anche nella provincia di Massa Carrara, dove si sono verificati allagamenti diffusi tra Carrara, Massa, Montignoso e alcune zone della Lunigiana. Ad Avenza, nel territorio comunale di Carrara, l’acqua ha invaso diversi scantinati. A Massa, invece, alcune aree della città sono rimaste senza corrente elettrica per diverse ore.
Notte intensa anche per i vigili del fuoco della provincia di Grosseto, impegnati dalle prime ore della serata di ieri per fronteggiare gli effetti del maltempo. La zona maggiormente interessata è quella del capoluogo.
Colpiti i collegamenti con Malpensa, i regionali per Lecco e l’alta velocità verso Torino. Linea ripristinata intorno alle 14, ma il recupero della circolazione è stato graduale.
Il guasto è stato risolto, ma per i viaggiatori il ritorno alla normalità ha richiesto più tempo. Un problema alla linea elettrica tra Milano Greco Pirelli e Porta Garibaldiha rallentato la circolazione ferroviaria, provocando cancellazioni e modifiche ai percorsi. Le difficoltà hanno interessato alcuni collegamenti essenziali per chi si muove da Milano: i Malpensa Express, i regionali diretti a Lecco e i treni ad alta velocità verso Torino Porta Nuova.
I disagi segnalati dalle 11.00 si sono protratti fino al ripristino dell’infrastruttura, avvenuto intorno alle 14.00. La riapertura della linea, tuttavia, non ha coinciso con l’immediato recupero dei ritardi accumulati.
Guasto a Milano Porta Garibaldi, linea ripristinata dopo l’intervento di Rfi – I tecnici di Rfi sono intervenuti sulla linea di alimentazione dei treni, ripristinandone la piena funzionalità. Nella fase più critica, l’avviso del gestore indicava maggiori tempi di percorrenza fino a 60 minuti per alta velocità e regionali
Trenord ha successivamente comunicato la graduale ripresa del servizio, segnalando ancora ritardi medi di circa mezz’ora e possibili variazioni di percorso e cancellazioni. Il quadro descrive quindi due momenti distinti: la risoluzione del guasto e il progressivo recupero della regolarità delle corse.
Malpensa Express, partenze spostate a Bovisa e servizio regolare da Cadorna – Le conseguenze hanno riguardato anche chi doveva raggiungere l’aeroporto. Alcuni Malpensa Express previsti da Milano Centrale sono stati fatti partire da Bovisa, modificando il punto di accesso al collegamento aeroportuale.
È rimasto invece regolare il servizio daMilano Cadorna, che percorre una linea non interessata dal guasto. Una distinzione importante per i passeggeri: le difficoltà non hanno coinvolto allo stesso modo tutti i collegamenti ferroviari tra Milano e Malpensa.
Ritardi anche a Milano Centrale, arrivi oltre le due ore – Anche il tabellone di Milano Centrale ha mostrato attese consistenti. La ricostruzione di Repubblica segnala ritardi tra 70 e 130 minuti per alcuni arrivi, tra cui l’Italo 9976 proveniente da Roma Termini, con oltre due ore di scarto sull’orario previsto.
Questi valori riguardano singoli convogli e non vanno confusi con il ritardo medio comunicato per la linea di Porta Garibaldi. Dai resoconti disponibili non è inoltre possibile attribuire al solo guasto elettrico l’intero ritardo di ciascun treno in arrivo a Centrale.
A complicare il quadro ferroviario lombardo si sono aggiunti problemi separati sulle linee Cremona–Treviglio e Cremona–Brescia: rami sui binari e un guasto seguito al temporale hanno causato cancellazioni e variazioni di percorso, con l’attivazione di autobus sostitutivi.