Aveva 91 anni, nella stagione 1984-85 guidò l’Hellas alla conquista del tricolore
Bagnoli con Elkjaer
Mondo del calcio in lutto. È morto a 91 anni Osvaldo Bagnoli, allenatore protagonista della favola del Verona campione d’Italia nella stagione 1984-1985. Il decesso è avvenuto all’ospedale Borgo Roma della città scaligera. Bagnoli, che aveva compiuto gli anni lo scorso 3 luglio, da tempo lottava contro una patologia neurodegenerativa che, circa una ventina di giorni fa, aveva reso necessario il suo trasferimento presso la Fondazione “Pia Opera Ciccarelli” di San Giovanni Lupatoto, dopo un ricovero ospedaliero resosi necessario per un quadro clinico complessivamente complesso.
L’arrivo di Bagnoli a Verona – È stato uno degli allenatori più apprezzati e rispettati del calcio italiano, simbolo di un calcio concreto e pragmatico. Ribattezzato “Schopenhauer della Bovisa” da Gianni Brera, soprannome che portava con una punta di orgoglio, prima di sedersi in panchina Bagnoli era stato un giocatore solido e concreto, vestendo le maglie di Milan, Verona e Spal. La sua consacrazione da allenatore arrivò al Verona, dove sbarcò nel 1981 dopo aver portato il Cesena in serie A: subito la promozione in massima serie A, poi un quarto posto(e finale di Coppa Italia) e infine il capolavoro assoluto, lo scudetto della stagione 1984-85.
Lo storico scudetto del Verona – Quel Verona non partiva certo con i favori del pronostico. In un campionato dominato dalle grandi potenze, che annoverava stelle del calibro di Maradona, Zico, Platini, Zico, Falcao e Rumenigge, la squadra di Bagnoli si presentava come una realtà senza grandi stelle, costruita più sulla compattezza che sui nomi. Eppure, giornata dopo giornata, riuscì a ribaltare ogni previsione, prendendo la testa della classifica e difendendola fino alla fine. Il 12 maggio 1985, con il pareggio per 1-1 sul campo dell’Atalanta, arrivò la consacrazione: per la prima e finora unica volta nella sua storia, il Verona si laureava campione d’Italia, scrivendo una pagina leggendaria del nostro calcio.
Bagnoli in una foto del 2018
Il Verona dei miracoli – Il segreto di quella squadra – il Verona dei miracoli – era un collettivo granitico, in cui ogni giocatore sapeva perfettamente cosa fare. In porta c’era Claudio Garella, in difesa spiccava la leadership del capitano Roberto Tricella, a centrocampo equilibrio e corsa erano garantiti da uomini comeDomenico Volpati e dall’estro di Pietro Fanna; mentre davanti la coppia formata da Elkjaer e Galderisirappresentava un mix perfetto di potenza, tecnica e fiuto del gol. Accanto a loro, l’energia e la qualità di Briegel.
🙏 Tutto il Genoa CFC si stringe alla famiglia esternando il dolore per la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, protagonista di imprese memorabili nella storia del Club.
Gli insegnamenti che hai elargito rimarranno stampati negli almanacchi del calcio di ogni tempo. Addio. E che la… pic.twitter.com/ZkJTKdkypa
Ingenti danni a Rozzano, Pieve, Zibido e nel binaschino. Raffiche oltre i 100 km/h, danni in numerosi comuni del Sud Ovest Milanese. Colpita anche l’associazione Area 51 di Rozzano. In azione Protezione civile e polizie locali
Danni del maltempo nella zona del Sud Milano
Rozzano (Milano) 17 luglio 2026 – Poco dopo le 6 del mattino il Sud Ovest Milanese è stato investito da un violento fronte temporalesco che, nel giro di pochi minuti, ha provocato il finimondo. Il maltempo ha sradicato alberi, scoperchiato tetti, divelto segnaletica stradalee provocato danni diffusi in diversi comuni del territorio.Il cielo si è improvvisamente oscurato e, poco dopo l’alba, pioggia battente e fortissime raffiche di vento hanno devastato numerose zone del Sud Milano. La fase più intensa del temporale è durata circa venti minuti, ma è stata sufficiente per lasciare dietro di sé una lunga scia di danni.
Alberi caduti e tetti scoperchiati – A Rozzano un albero è crollato su quattro automobili, distruggendole. Sulla ex Strada Statale 35 dei Giovi, all’altezza di Binasco, un altro albero è caduto sulla carreggiata, ostruendo completamente il traffico. Sempre a Rozzano, nella frazione di Ponte Sesto, il tetto di un edificio recentemente riqualificato con gli interventi del Superbonus è stato parzialmente scoperchiato dalla forza del vento. A Pieve Emanuele decine di rami sono stati strappati dagli alberi e sono finiti sulle automobili e sulle strade, rendendo difficoltosa la circolazione. Decine le richieste di intervento giunte ai soccorsi e alle amministrazioni comunali.
L’albero caduto su quattro auto in zona piazza Alboreto
Raffiche di vento oltre i 100 km/h – Raffiche di vento che in alcuni punti hanno superato i 100 chilometri orari,pioggia torrenziale e centinaia di fulmini hanno colpito con particolare violenza i comuni di Rozzano, Pieve Emanuele, Binasco, Casarile e Zibido San Giacomo, dove si concentrano le prime segnalazioni di danni.
Danni ad Area 51 a Rozzano – Tra gli episodi più significativi c’è quanto accaduto ad Area 51, l’associazione di Rozzano che distribuisce pacchi alimentari alle persone e alle famiglie in difficoltà.Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza mostrano la forza devastante della tempesta, che ha provocato ingenti danni alla struttura. Fortunatamente non si registrano feriti, ma il bilancio è pesante sul fronte dei danni materiali,ancora in fase di quantificazione. Sul territorio sono al lavoro le polizie locali dei vari comuni, i volontari della Protezione civile e le squadre di emergenza, impegnati nella rimozione degli alberi caduti, nella messa in sicurezza delle aree più colpite e nella conta dei danni.
La conta dei danni – L’ondata di maltempo ha provocato disagi in tutto il Sud Ovest Milanese, confermando la straordinaria intensità del fenomeno meteorologico che ha interessato il territorio nelle prime ore della mattinata. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore per accertare l’entità complessiva dei danni e ripristinare le condizioni di sicurezza.
La violenta perturbazione ha colpito nella notte del 17 luglio Cesano Maderno e altri Comuni vicino a Monza. Danni anche a lucernari e pannelli. Una residente: “Che spavento, pensavo venisse giù il tetto”
Auto distrutte dalla grandine in Brianza
Cesano Maderno (Monza), 17 luglio 2026 – “Verso le 4.30 mi sono svegliata e veniva giù la grandine grossa come palline. È durata 10 minuti, sono stata sveglia tutto il tempo. E mi sono spaventata davvero, pensavo venisse giù il tetto. Mai vista una cosa del genere”. Così, quando ormai è mattina e della devastazione restano prove evidenti, una residente di Cesano Maderno ha commentato la disastrosa ondata di maltempo che ha colpito questa notte la Brianza.
Dieci minuti, come detto, tra pioggia, vento fortissimo e soprattutto enormi chicchi di grandine che hanno danneggiato pesantemente decine di auto in sosta. Non solo in classici “bolli” sulle carrozzerie ma anchelunotti completamente infranti, tergicristalli divelti e fanali rotti.
Un tetto di una abitazione con le tegole divelte
Oltre a Cesano Maderno la grandinata ha colpito Seregno, Desio, Lissone, Triuggio, Limbiate, Albiate, Bovisio Masciago, Biassono e Seveso: le strade sono state ricoperte di bianco.
Danni a lucernari e pannelli – In alcuni edifici si sonorotti lucernari e coperture in vetro. A Cesano sono stati danneggiati pesantemente anche i pannelli fotovoltaici presenti sui tetti di alcuni palazzi. E si registrano anche diverseinfiltrazioni d’acqua e allagamenti nei locali sotterranei. Anche tende da sole e coperture leggere hanno riportato pesanti conseguenze.
I pannelli fotovoltaici tetti delle abitazioni sono stati danneggiati
ALimbiate un albero si è spezzato ed è piombato sulla carreggiata in via Lambro, mentre Bovisio alcune zone sono rimaste senza corrente. “Una tragedia, mai vista una roba così”, ha sottolineato amara un’altra residente.
Allerta meteo gialla in Lombardia. Sulla città l’atteso maltempo è arrivato poco prima delle 6, con una mezz’ora di intenso rovescio. Venerdì e sabato da bollino rosso poi le temperature torneranno su valori “normali”
Milano, 17 luglio 2026 – Tuoni, lampi, raffiche di vento. L’annunciato temporale su Milano è arrivato questa mattina all’alba. Il cielo si è fatto improvvisamente nero, con fulmini ben visibili. Poi l’acquazzone, durato poco più di una ventina di minuti. Non si registrano danni particolari, anche se sono stati numerosi gli interventi dei vigili del fuoco per rimuovere rami o alberi caduti sulle carreggiate. La zona più colpita sembra essere quella di Pieve Emanuele, a una decina di chilometri a sud del capoluogo lombardo. Il temporale ha momentaneamente portato sollievo a livello termico alla città, da settimane alle prese con una…
17 luglio 2026
Tromba d’aria devasta Massalengo: crollano due cascine, 20 mucche muoiono schiacciate sotto le macerie
Il violento maltempo delle 6.30 ha provocato ingenti danni: alberi abbattuti, stalle distrutte e strada per la Muzza chiusa. Il sindaco Serafini lancia un appello ai volontari
Massalengo (Lodi), 17 luglio 2026 – È pesantissimo il bilancio della violenta tromba d’aria che, intorno alle 6.30 di questa mattina, si è abbattuta sul Lodigiano e sud Milano. A Massalengo il fenomeno naturale è stato molto intenso, mettendo in ginocchio il paese e in particolare in alcuni punti. Oltre alla caduta di una quindicina di alberi all’interno del centro parrocchiale, il fenomeno ha provocato il crollo di due cascine nella zona rurale di Paderno. In una erano presenti circa 70 vacche, tra capi da carne e da latte. Il crollo è stato fatale per almeno 20 animali, rimasti schiacciati sotto le macerie.
L’intervento dei vigili del fuoco – Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati da ore in un delicato lavoro per liberare e mettere in salvo il maggior numero possibile di bovini ancora vivi. La tromba d’aria ha inoltre fatto crollare un’altra stalla affacciata sulla strada: fortunatamente, in quel caso, l’edificio era utilizzato esclusivamente come deposito di fieno e non ospitava bestiame.
I vigili del fuoco impegnati a salvare gli animali
Le ripercussioni sulle viabilità – Gravi anche le conseguenze sulla viabilità. La strada che collega Massalengo alla Muzza di Cornegliano Laudense è stata chiusa perché resa impraticabile dai danni provocati dal maltempo. Sul luogo dell’emergenza è presente il sindaco Severino Serafini, che sta seguendo da vicino gli interventi di soccorso. Il primo cittadino ha rivolto un appello ai volontari affinché diano una mano nelle operazioni di ripristino delle aree colpite, dove il vento ha abbattuto alberi e fatto precipitare tegole e altri materiali, causando danni diffusi in diverse zone del territorio comunale.
Milano, i pompieri sono accorsi sul posto per domare le fiamme scoppiate sul tetto di uno stabile. Le cause sono ancora da accertare.
Incedio all’alba a Milano
Milano, 17 luglio 2026 – Incendio in pieno centro a Milano questa mattina, venerdì 17 luglio. L’allarme è scattato intorno alle 5.30 a pochi passi da piazza Duomo, nei pressi della Rinascente (non interessata dalle fiamme). Dal palazzo, che si trova al civico 31 di corso Vittorio Emanuele, si è alzataun’alta nube di fumo di odore acrema sembra che al momento non siano coinvolte persone.
Il rogo – I vigili del Fuoco sono accorsi sul posto per domare le fiamme scoppiate sul tetto dello stabile. Le cause dell’incendio sono ancora da accertare. I pompieri sono intervenuti con numerosi mezzi, comprese autoscale. Qualche attimo di paura ma – pare – senza particolari conseguenze o criticità.
L’intervento in pieno centro – La zona, come detto, è quella del “Salotto buono” cittadino, dove ogni giorno transitano migliaia di turisti e milanesi pronti a recarsi nei propri luoghi di lavoro. Il rogo e l’intervento dei pompieri non sono ovviamente passati inosservati, data l’area interessata. Ma – come detto – non ci sarebbero feriti o persone intossicate. Da accertare ancora con esattezza le cause del rogo. Sul posto anche gli agenti della Polizia locale per bloccare la viabilità.
Nell’edificio erano in corso lavori di ristrutturazione, leggermente ferita una addetta delle pulizie
Questa mattina all’alba una parte importante del tribunale di Bolzano, un palazzo che risale al Ventennio, è crollata. Un cedimento che ha coinvolto almeno un quarto dell’edificio, dove erano in corso lavori di ristrutturazione e ampliamento. C’è una persona leggermente ferita, è un’addetta delle pulizie che è riuscita ad uscire dall’edificio prima del crollo.
Sono in corso le verifiche per escludere altri crolli. Le colonne esterne del palazzo di giustizia non sono cadute. Si sta verificando la presenza di persone all’interno. Sul posto stanno intervenendo diverse squadre di vigili del fuoco, forze dell’ordine e personale sanitario.
“Tutta la parte centrale del tribunale è completamente inagibile, è ancora presto per dire quali siano le cause, ora si cercherà di ripristinare al più presto il servizio e capire come ridistribuire la forza lavoro“, lo spiega il procuratore Axel Bisignano.
Le persone che vivono nei palazzi che s’affacciano sulla piazza Tribunale, ovvero via Duca d’Aosta e Corso Italia, hanno parlato di un “boato fortissimo, un terremoto“, poi il crollo e la nube di polvere. In piazza Tribunale in queste ore si sono riversati tanti curiosi a scattare fotografie e fare video. Dalla piazza, attraverso il grande buco del crollo, si scorge la montagna retrostante di San Genesio. Massiccio il dispositivo di sicurezza allestito dalle forze dell’ordine. E’ stato chiuso in entrata il parcheggio sotterraneo a piazza Tribunale mentre è percorribile Largo Falcone e Borsellino che è il passaggio ricavato tra via Duca d’Aosta e Corso Italia.
Arrivati in piazza Tribunale anche il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati, il prefetto Maddalena Travaglini e la presidente del tribunale Francesca Bortolotti.
Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di…
PIAN CAMUNO (Brescia) Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di…
PIAN CAMUNO (Brescia)Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di via XXV Aprile, specializzata nella realizzazione di zerbini tecnici. Al momento le cause del rogo non sono note, anche se a facilitare le fiamme potrebbero essere stati il caldo, la siccità e il vento. Un’alta e densa colonna di fumo nero si è alzata e incanalata vero il nord della Val Camonica, dove in alcune aree è mancata visibilità a causa della nube. L’incendio è stato visto anche da molto lontano e dalla cima dei monti vicini, da Montecampione, Acquebone, Solato, Vissone fino alla parte opposta da Darfo, Anfurro, Pellalepre, Annunciata di Piancogno e molte altre località.
Sul posto c’erano diverse squadre di vigili del fuoco del comando provinciale di Brescia e del distaccamento di Darfo Boario Terme, oltre che di altre sedi dove operano volontari. Sul luogo anche i carabinieri della compagni di Breno e un mezzo del 118. Nessuno si è ferito. Una famiglia residente vicino al capannone è stata evacuata a titolo precauzione. Sulla Strada 42 del Tonale e della Mendola sono stati segnalati rallentamenti in entrambe le direzioni. La situazione si è complicata per un tamponamento che ha coinvolto diversi veicoli, che non ha provocato feriti ma fatto aumentare le code.
Quello di ieri è il secondo incendio in pochi giorni, che coinvolge una azienda del Bresciano. Prima è accaduto a Lonato, dove è andata in fiamme una fabbrica che si occupa di stoccaggio di rifiuti, che ha bruciato per molte ore e dove le operazioni di bonifica sono ancora in corso. In quel caso non si sono registrati feriti, ma sono in corso analisi per verificare che non siano stati sprigionati fumi nocivi per l’ambiente e le persone.
Il complesso residenziale era stato appena ristrutturato. Le fiamme partite dal secondo piano si sono propagate nel vano ascensore
Un incendio si è sviluppato questa mattina nella torre Oxy, complesso residenziale del centro di Bruxelles la cui ristrutturazione si è recentemente conclusa.
Secondo quanto riportano i media locali, tra i quali Le Soir “alcune persone sono state trovate senza vita in un ascensore” del complesso, mentre “sei persone risultano inoltre disperse e proseguono le ricerche per ritrovarle“. Le vittime sono almeno quattro.
Secondo gli inquirenti i dispersi potrebbero trovarsi in un secondo ascensore che i vigili del fuoco non sono ancora riusciti a raggiungere. Le fiamme sono scoppiate al secondo piano dell’edificio e, dopo essere state domate, si sono propagate nel vano ascensore, provocando un secondo incendio successivamente posto sotto controllo.
Due persone con ustioni sono state trasportate all’Ospedale Militare di Neder-over-Heembeek, mentre un vigile del fuoco colpitoda un colpo di calore è stato soccorso sul posto.
Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. Gli operai evacuati dal cantiere della Oxy Tower, edificio in fase di ristrutturazione che ospita appartamenti, ristoranti, un hotel a quattro stelle e un rooftop bar, sono stati accolti nel centro amministrativo della Città di Bruxelles, dove la Croce Rossa ha attivato un servizio di supporto psicologico, affiancato dai piani di emergenza sanitaria e di assistenza psicosociale predisposti dalle autorità.
Il distacco è avvenuto dopo un forte e improvviso temporale
Sono in corso delle ricerche dopo il distacco di una grossa frana sulle Dolomiti di Sesto, nei pressi del rifugio Tre Scarperi. Il distacco è avvenuto dopo un forte e improvviso temporale.
Visto che in quel momento numerosi escursionisti erano in zona e che non può essere esclusa la presenza di persone sotto le massa di terra e roccia, è stata attivata la macchina dei soccorsi. Gli elicotteri stanno portando in quota gli uomini del soccorso alpino.
Non ha invece causato problemi una seconda frana, di dimensioni più piccole, in val Fiscalina.
Sul posto sono intervenuti gli elicotteri Philican e il Soccorso Alpino dell’Alta Pusteria. Le comunicazioni sono molto difficili per la carente rete telefonica nella zona della frana.
Situato nella val Campo di Dentro nel parco naturale Tre Cime, in Alto Adige, a 1.635 metri di quota, il rifugio Tre Scarperi, in tedesco “Dreischusterhütte“, è una delle basi preferite dagli escursionisti per la partenza verso le Tre Cime di Lavaredo.
La sua storia, come riferisce il sito internet del rifugio, prende le mosse tra il 1911 ed il 1913, quando Johann Kerschbaumer e Gottfried Eisendle di San Candido costruirono in Val Campo di Dentro una prima semplice baita. Dopo aver cambiato proprietario più volte negli anni Trenta, fino a diventare proprietà dell’Ente per leTre Venezie che ne dismise la proprietà dopo la seconda guerra mondiale, nel 1973 ne entra in possesso l’Alpenverein Südtirol che ricostruì il rifugio un po’ piú in alto.
Il rifugio è uno dei più rinomati delle Dolomiti di Sesto, in questo periodo dell’anno frequentato dagli escursionisti.
Pochi giorni fa un agente federale dell’immigrazione ha ucciso a colpi d’arma da fuoco un immigrato messicano durante un controllo stradale a Houston, scatenando proteste di massa e richieste di trasparenza e responsabilità
L’Ice, l’agenzia federale americana di controllo dell’immigrazione, è stata coinvolta in una nuova sparatoria mortale. Stavolta è avvenuta a Biddeford, nel Maine, costa est degli Stati Uniti, anche se i dettagli di quanto accaduto restano ancora pochi.
Il Presidente della Camera, Ryan Fecteau, esponente democratico, ha scritto su Facebookche la sparatoria è avvenuta in una città costiera di circa 23 mila abitanti, circa 24 chilometri a sud-ovest di Portland. “Questa mattina è avvenuta una sparatoria a Biddeford. Una persona è stata uccisa. L’Ice è stata coinvolta“, ha scritto Fecteau. “La polizia di Stato e il dipartimento per la Sicurezza pubblica sono ora sul posto per raccogliere informazioni e ci aspettiamo che anche l’Fbi indaghi“, ha aggiunto.
Project Relief, un gruppo che difende i diritti degli immigrati, ha scritto sui social che uno dei membri della comunità è stato ucciso “durante un incontro con l’Ice” e che il gruppo era in contatto con la famiglia della vittima. L’organizzazione ha descritto la persona come “giovane“, senza fornire l’età o altri dettagli. “Questa era una giovane persona la cui vita è stata spezzata“, ha dichiarato il gruppo, chiedendo giustizia e sostegno per la famiglia e la comunità.
La marcia di protesta – Attivisti hanno organizzato subito una marcia di protesta. Secondo quanto riportato dai media locali, alcuni manifestanti hanno già cominciato a radunarsi nella città, che ha un centro storico lungo il fiume Saco e una zona sul mare molto frequentata dai turisti. Mentre gli investigatori erano ancora sulla scena nella tarda mattinata, la polizia ha chiuso tutta l’area.
La governatrice del Maine, Janet Mills, ha dichiarato di essere stata informata della sparatoria e spiegato che la polizia sta collaborando con l’ufficio del procuratore generale dello Stato, l’ufficio del medico legale e le autorità federali per stabilire cosa sia accaduto. “So che situazioni come questa sono allarmanti e spaventose“, ha aggiunto Mills, anche lei democratica.
Nel caso l’ipotesi dell’uccisione da parte dell’Ice venisse confermata, si tratterebbe almeno della nona morte legata a un intervento delle autorità federali per l’immigrazione dall’inizio della stretta dell’amministrazione Trump sull’immigrazione, e della seconda in una settimana, dopo l’uccisione di un uomo a Houston.
La sparatoria arriva mentre l’amministrazione americana ha intensificato la campagna per attuare il suo programma di deportazioni di massa. In cinque giorni alla fine di giugno, l’Ice ha arrestato più di 10 mila persone. I dati indicano che, anche se l‘amministrazione non sta più concentrando le operazioni sulle singole città, gli arresti stanno aumentando rapidamente.
L’episodio precedente nel Maine – L’episodio si verifica a meno di una settimana da un altro caso in cui un uomo, mentre si recava al lavoro a Houston, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da un agente dell’ICE.Lorenzo Salgado Araujo è stato ucciso durante un controllo stradale in quella che l’ICE aveva inizialmente descritto come un’operazione mirata, sebbene una fonte abbia poi affermato che Salgado Araujo non fosse l’obiettivo dell’operazione.
La sparatoria ha riacceso le richieste di responsabilità tra gli agenti dell’ICE, che avevano raggiunto il culmine all’inizio di quest’anno dopo che Rene Good, madre di 37 anni, eAlex Pretti, infermiere di terapia intensiva anch’egli di 37 anni, erano stati uccisi da agenti federali dell’immigrazione durante l’operazione dell’amministrazione Trump a Minneapolis.
Alla Remat Lazio, nel sud della Ciociaria, distrutta quasi tutta la struttura specializzata nel riciclo di materiale cartaceo e indifferenziata. Una densa nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza
Remat Lazio a fuoco
Un grave incendio in uno stabilimento di smaltimento rifiuti e materiale cartaceo, a San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone, il rogo e’ divampato nella giornata di ieri.Un’ordinanza della prefettura del capoluogo ciociaro rivolta ai sindaci della provincia invita i cittadini a tenere ‘porte e finestre chiuse’. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Cassino e Sora, il soccorso sanitario del 118 e i carabinieri di Pontecorvo. L’incendio ha distrutto quasi tutta la struttura specializzata nel riciclo di rifiuti urbani.
Sono impegnati circa 400 vigili del fuoco. “L’obiettivo è salvare vite umane e beni materiali”, ha dichiarato il tenente colonnello Eric Brocardi
(afp)
Unmaxi incendioa 60 chilometri da Parigi. È scoppiato ieri pomeriggio nella foresta di Fontainebleau, a sud-est della capitale: circa 800 ettari in fiamme. Un rogo di “dimensioni eccezionali”, come lo ha definito il sottoprefetto Yannis Bouzar, per il quale sono stati impiegati mezzi eccezionali: l’impiego di aerei antincendio nella regione parigina è “una novità assoluta“, ha spiegato il tenente colonnello Eric Brocardi, portavoce della federazione nazionale dei Vigili del fuoco di Francia. L’Europa è ancora in fiamme, dopo la strage di turisti in Andalusia.
Il fumo sulla foresta di Fontainebleau è visibile a 20 chilometri di distanza. L’incendio è partito a bordo strada e poi si è propagato tra gli alberi. “Non è sotto controllo – ha spiegato il comandante Paul-Edouard Laurain, portavoce del servizio antincendio e di soccorso dipartimentale – ma i circa 400 pompieri impegnati a fronteggiarlo contano sul calo delle temperature notturno. Tuttavia, gli elicotteri e gli aerei antincendio, giunti da sud per spargere ritardanti di fiamma, hanno dovuto sospendere le operazioni con il buio”. I vigili si aspettano di essere impegnati per “una o due settimane” e riceveranno rinforzi da tutta la Francia.
“L’obiettivo è salvare vite umane e beni materiali”, ha dichiarato invece il tenente colonnelloEric Brocardi, portavoce della federazione nazionale dei Vigili del fuoco di Francia.
L’incendio ha anche paralizzato i trasporti. L’autostrada A6, che collega Parigi a Lione e al sud-est della Francia, è stata chiusa al traffico. Interrotta anche la linea ferroviaria ad alta velocità per il sud-est, che collega sempre le due città. “Le deviazioni su percorsi alternativi stanno causando notevoli ritardi a diversi treni”, spiegano dal ministero dei Trasporti.
Le forti temperature, che soffocano soprattutto l’Île-de-France da diversi giorni, aumentano notevolmente il rischio di incendi, alimentati anche dalla siccità dei suoli. In tutto il Paese, i soccorritori hanno dovuto lottare contro le fiamme:Pirenei orientali, Drôme, Lot, Savoia, ma anche nei settori più settentrionali, come l’Indre o la Loire-Atlantique. Nessuna regione è al sicuro.
La tragedia durante una prova del campionato Alpe Adria. Hanno perso la vita l’austriaco Philipp Steinmayr e il romeno Adrian Rus
Philipp Steinmayr e Adrian Rus
Tragedia sul circuito di Brno, nella Repubblica Ceca, dove due piloti sono morti in seguito a un grave incidente avvenuto sabato durante la gara della categoria Superstock 1000/Superbike dell’Alpe Adria International Motorcycle Championship.
Le vittime sono l’austriaco Philipp Steinmayr, 32 anni, e il romeno Adrian Rus, 43 anni. L’incidente si è verificato poco dopo la partenza della gara. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, Steinmayr è deceduto sul circuito a causa delle gravi ferite riportate, mentre Rus è stato trasportato in ospedale in condizioni critiche, dove è morto poco dopo.
La FIM Europe ha confermato la tragedia con una nota ufficiale, esprimendo il proprio cordoglio alle famiglie, agli amici, ai team e a tutti coloro che erano vicini ai due piloti. In seguito all’incidente, gli organizzatori hanno deciso di cancellare l’intero programma del fine settimana, comprese tutte le gare ancora in calendario.
It is with deep sadness that the FIM Endurance World Championship (FIM EWC) has learned of the passing of Philipp Steinmayr and Adrian Rus, following an accident during a round of the Alpe Adria International Championship at Automotodrom Brno.
Lingua originale: inglese Con profondo dolore, il Campionato Mondiale Endurance FIM (FIM EWC) ha appreso della morte di Philipp Steinmayr e Adrian Rus, in seguito a un incidente durante una prova del Campionato Internazionale Alpe Adria all’Automotodrom Brno. Philipp ha partecipato alla 24 Heures Motos 2026 con il team National Motos Honda FMA. I nostri pensieri sono con le famiglie, i cari e i team di entrambi i piloti, e con tutti coloro che li conoscevano.
Episodio contestato ai quarti di finale dei Mondiali 2026
Il pallone che tocca il cavo e le proteste di Nyland – X
Proteste sul pareggio dell’Inghilterra durante il quarto di finale contro la Norvegia vinto 2-1 ai supplementari con la doppietta di Bellingham. Oggi la Nazionale dei Tre Leoni ha sfidato quella scandinava ai Mondiali 2026 per un posto in semifinale, in una partita che però sarebbe stata viziata da una clamorosa svista arbitrale. Sul rinvio del portiere norvegese Nyland infatti il pallone colpisce un cavo aereo di una telecamera e poi cade ‘a piombo‘ sui piedi di un giocatore dell’Inghilterra: parte così l’azione che innesca Gordon e che si chiude con il primo gol di Bellingham per il provvisorio 1-1.
Succede tutto al secondo minuto di recupero del primo tempo. Il portiere della Norvegia rinvia altissimo, il pallone vola in aria e colpisce un cavo di una telecamera, cadendo sulla linea del centrocampo tra i piedi di un giocatore dell’Inghilterra. I bianchi ripartono, il pallone arriva a Bellingham che incrocia il sinistro e buca Nyland sul secondo palo.
La deviazione però non viene ravvisata né dall’arbitro né dal Var, mentre il portiere norvegese corre a lamentarsi indicando, come mostrato da immagini diventate rapidamente virali, proprio il cavo sospeso. Su X monta la protesta non solo dei tifosi scandinavi: “Il gol dell’Inghilterra è il risultato della palla che ha colpito il cavo della telecamera“, scrive un utente, “il che è pazzesco perché i norvegesi lo stavano chiaramente indicando”. “Nessun fischio, non è rivedibile?! Eppure come sappiamo, a volte le cose possono improvvisamente diventare rivedibili e reversibili…“, ha scritto un altro, alludendo probabilmente al cartellino rosso sospeso a Folarin Balogun.
Il regolamento prevede che in caso di interferenza il gioco venga interrotto e riprenda con la palla scodellata dall’arbitro. La situazione specifica, però, è un unicum. L’arbitro Turpin evidentemente non ha notato nulla di anomaloeil Var apparentemente non è stato coinvolto. Una prima spiegazione dell’episodio arriva dalla Fifa. Come riportato dal Times, il massimo organo di governo del calcio mondiale avrebbe comunicato che il sensore presente sul pallone non avrebbe rilevato alcun contatto: “Hanno controllato i dati e non c’è alcun picco nel grafico dal sensore heartbeat della palla collegata“. Se la deviazione c’è stata, in sostanza, per la Fifa è impercettibile e non confermata dalla tecnologia.
Before England’s goal in minute 45+2 against Norway, the sensor in the Connected Ball showed no peak in the 'heartbeat of the ball' when in the air, and therefore no evidence that the ball touched the overhead wire and changed the movement of the ball. pic.twitter.com/gYf9ukfveT
How can we trust sensor tech. to make difficult decisions when it's getting obvious things wrong. We have eyes and can see the trajectory change, but somehow this sensor tech can detect a hair follicle touching the ball, as it did with Croatia?pic.twitter.com/hXSxZK3I6L
Non risultano persone coinvolte e non sono al momento chiare le cause che hanno scatenato l’incendio. Circa 2000 mq di superficie interessati dalle fiamme
Altro rogo a Milano. Dalle 17.30 squadre dei Vigili del fuoco di Milano sono impegnate per un incendio scoppiato all’interno della Polirecuperi srl in via Galilei 63 a Cornaredo. Circa 2000 mq di superficie della società specializzata nella gestione dei rifiuti riciclabili, sono stati interessati dalle fiamme. Le squadre dei soccorritori, giunti sul posto con sei mezzi provenienti dai vicini distaccamenti di Rho, Legnano, Corbetta e Inveruno hanno circoscritto nel giro di poco tempo le fiamme mettendo in sicurezza l’area. Da poco sono cominciate le operazioni di bonifica. Non risultano persone coinvolte e non sono al momento chiare le cause che hanno scatenato l’incendio.
L’ex dirigente del Milan dice sì alla proposta del presidente della Figc. L’ex campione brasiliano sarà advisor
Paolo Maldini (ansa)
Paolo Maldini ha detto sì. L’ex dirigente del Milan ha accettato la proposta del presidente della Figc Giovanni Malagòe sarà direttore tecnico della federcalcio e presidente del Club Italia. A sorpresa arriva in azzurro anche un altro ex rossonero, Leonardo, che lavorerà al fianco di Maldini con il ruolo di advisor.
Leonardo
Questa la nota della Figc: “Con soddisfazione il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, annuncia che Paolo Maldini ha accettato l’incarico di Direttore Tecnico della Federazione. Paolo Maldini svolgerà tale compito unitamente a Leonardo nella qualità di Advisor. A Paolo Maldini Giovanni Malagò affiderà anche la presidenza del Club Italia”.
Malagò: “Ho pensato subito a Maldini” – Malagò, ospite di Tg2 Post, spiega che “da sempre, da subito, ho pensato che Paolo Maldini potesse essere la persona giusta per sovrintendere al settore tecnico della Federcalcio, che poi implica non solo la nazionale maggiore ma tutta la filiera delle giovanili. In due settimane abbiamo portato avanti idee, progetti”. L’idea di Leonardocome advisor è proprio di Maldini: “Paolo da subito mi ha detto che sarebbe stato giusto coinvolgere Leonoardo come consulente. Io sono molto contento anche di questo perché ho stima profonda nei suoi confronti. Sono due facce della stessa medaglia. C’è un impegno di quattro anni che ci deve portare, da qui al 2030, al Mondiale prossimo, passando per l’Europeo“.
Malagò: “Da ora cominciamo a ragionare sul ct” – Per quanto riguarda il nuovo ct della Nazionale, “da ora cominciamo a ragionare. Non ho parlato con nessuno e non ho voluto sentire nessuno: è giusto condividere” con Maldini “la scelta del nuovo commissario tecnico. Credo sia giusto e rispettoso condividere la scelta, so che l’ultima responsabilità è la mia e degli amici del Consiglio federale“, ha concluso Malagò.
L’incendio che si è sviluppato nel primissimo pomeriggio di oggi nella zona di Padrongianus, pochi chilometri a sud di Olbia, ha provocato diversi disagi all’operatività del vicino aeroporto.
Lo scalo tecnicamente non è chiuso ma diversi voli in arrivo sono stati dirottati su Cagliari e Algheroper non interferire con le operazioni dei due Canadair, quelli in partenza dalle 17 in poi sono in ritardo.
L’incendio, piuttosto insidioso, non distante dall’ospedale Mater Olbia e dalla pista dell’aeroporto è ora in fase di bonifica ma è stato necessario chiudere anche la statale 125.
Sul posto sono intervenuti due Canadair, due elicotteri, e a terra la Forestale, i vigili del fuoco e le associazioni di volontariato. Le operazioni sono coordinate dall’Ispettorato forestale di Tempio e dalla stazione di Olbia. L’incendio è partito dalla strada e ha bruciato cinque ettari.
Il giocatore era stato schierato titolare in tutte le partite disputate con la sua Nazionale
Jayden Adams – Ipa/Fotogramma
Lutto per il Sudafrica: è morto Jayden Adams, centrocampista che ha giocato con la sua Nazionale ai Mondiali 2026, dove ha raggiunto lo storico traguardo dei sedicesimi di finale. Il giocatore dei Mameolodi Sundowns è deceduto all’età di 25 anni, proprio poche settimane dopo l’ultima partita, persa contro il Canada, nella rassegna iridata.
Come riportato dalla Bbc, la notizia ha provocato shock e dolore in tutto il Paese, così come nei suoi compagni di Nazionale, con Adams che era stato titolare in tutte le partite giocate dal Sudafrica ai Mondiali. “È con profondo shock e con il cuore pesante che ho appreso della scomparsa di Jayden Adams“, ha dichiarato in un comunicato Gayton McKenzie, ministro sudafricano dello Sport, delle Arti e della Cultura.
“Il calcio sudafricano ha perso uno dei suoi giovani talenti più brillanti e la nostra Nazione si unisce al lutto insieme alla sua famiglia, ai suoi compagni di squadra e ai milioni di tifosi che lo hanno visto crescere da promettente giovane promessa dell’accademia a giocatore della nazionale sudafricana Bafana Bafana“, ha concluso.
Anche il sindacato dei calciatori sudafricani si è detto profondamente “devastato dalla prematura scomparsa di Adams, che aveva esordito con la propria Nazionale nel 2022.” Jayden aveva rappresentato il Sudafrica ai Mondiali 2026, portando sulle spalle le speranze della Nazione con orgoglio, coraggio e distinzione, ha scritto in un comunicato.
“La sua scomparsa rappresenta una perdita incommensurabile per la sua famiglia, i compagni di squadra, i club, il mondo del calcio e l’intero Paese. Il calcio sudafricano ha perso un giocatore di talento, un fiero servitore di questo sport e una giovane vita che aveva ancora tanto da offrire“, ha concluso il sindacato.
Se n’è andato dopo una lunga malattia. I successi: da Champagne a Roberta, da Let’s Twist Again a St. Tropez Twist. Due vittorie al Festival di Sanremo
Peppino Di Capri (Ansa)
È morto stamattina nella sua amata isola Peppino di Capri. Aveva 87 anni e scompare dopo una lunga malattia. Ne dà notizia Il Mattino online. Interprete della grande musica italiana, pianista raffinato, lascia i figli Nico con la prima moglie e Edoardo e Daria con Giuliana Gagliardi.
Se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della canzone italiana del Novecento. Pianista raffinato, interprete elegante e autore di brani entrati nella memoria collettiva, ha attraversato oltre sessant’anni di musica, riuscendo a parlare a generazioni diverse senza mai rinunciare al proprio stile.
VITA E CARRIERA – Quindici partecipazioni al Festival di Sanremo(con due vittorie, nel 1973 e nel 1976), quattro partecipazioni al Festival della Canzone Napoletana (con una vittoria, nel 1970) e nove partecipazioni a Canzonissima. E, ancora, una serie di successi indimenticabili come “Un grande amore e niente più“, “St Tropez twist“, “Roberta“, “Luna caprese” e “Champagne“, forse la più famosa e la più ballata. Questo e molto altro è stato Peppino Di Capri, scomparso all’età di 87 anni, dopo una carriera durata più di un sessantennio e iniziata a soli quattro anni, sì perché Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, si esibì in pubblico da piccolissimo, suonando il pianoforte per le truppe americane durante la Seconda guerra mondiale. È scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione, dopo una lunga malattia. La musica ce l’aveva nel sangue grazie alla sua famiglia: il nonno, membro della banda musicale di Capri, e il papà, titolare di un negozio di strumenti musicali che, nel tempo libero, si dilettava suonando il clarinetto, il sassofono, il contrabasso e il violoncello.
Dall’età di sei anni inizia a studiare pianoforte e a 14 anni comincia a esibirsi nei night club di Capri e Ischia con l’amico Ettore Falconieri. Si chiamano il Duo Caprese e si esibiscono anche in tv, nel programma “Primo applauso” condotto da Enzo Tortora. Con Falconeri e altri amici alla fine degli anni Cinquanta forma anche un gruppo, i Capri Boys, ispirato alla musica rock che arriva dall’America. È proprio durante una di queste serate che il gruppo viene notato da un dirigente della casa discografica milanese Carisch: arriva il primo contratto e Giuseppe, su suggerimento del chitarrista Mario Cenci, Giuseppe cambia il suo nome in Peppino, come lo chiamano gli amici, e il cognome in Di Capri, come omaggio all’isola in cui è nato il 27 luglio 1939. Nascono Peppino Di Capri e i suoi Rockers che, nel giro di qualche anno, ottengono un notevole successo. Siamo, ormai, negli anni Sessanta e Peppino diventa anche attore, prendendo parte agli indimenticabili musicarelli. Nel frattempo ha sposato Roberta Stoppa, dalla quale si separerà nel 1970, poco dopo la nascita del primogenito Igor.
Nel 1973, dopo alcuni anni di stop (e di scioglimento del gruppo), arriva la prima vittoria al Festival di Sanremo con “Un grande amore e niente più“. Da quel momento la carriera e il successo di Peppino non si fermano più. Arrivano nuovi brani come “E mo’ e mo‘” e “Il sognatore” e decine e decine di partecipazioni televisive, tra cui quella al Festival di Sanremo 2023. Al Festival era stato anche nel 1995 come componente del Trio Melody, un trio formatosi per l’occasione: oltre a Peppino ne facevano parte Gigi Proietti e Stefano Palatresi; il brano proposto si intitolava “Ma che ne sai… (se non hai fatto il piano-bar)“.
Il 26 maggio del 2005 viene anche insignito dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2019 ha perso la seconda moglie, Giuliana Gagliardi, con cui è stato più di quarant’anni e con cui ha avuto gli altri due figli, Edoardo e Dario.
Caldo secco e brezza: in 24 ore fiamme dilagate in quota, in azione sei Canadair e 4 elicotteri. Il presidente del Piemonte Cirio va sul posto, anche la Valle d’Aosta dichiara lo stato di “grave pericolosità”
Le montagne avvolte dal fumo questa mattina
Il fuoco avanza inesorabile nell’alto Piemonte, dove un vasto incendio sta divorando i boschi della valle d’Ossola. Nelle ultime 24 ore la superficie di montagna devastata dal rogo è cresciuta in modo esponenziale, passando da poco più di 100 a oltre 600 ettari. Massima preoccupazione a Premosello Chiovenda, comune ai margini del Parco nazionale della Valgrande. In questi giorni il caldo intenso ma secco, non afoso, e la brezza hanno creato un mix micidiale che favorisce il propagarsi delle fiamme. Ieri in tutto il Piemonte è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità. Da questa sera – è la speranza – una serie di temporali prima sulle montagne e poi in estensione sulla pianura potrebbe dare una svolta alla situazione.
A fare le spese dell’emergenza sono soprattutto i residenti della frazione di Colloro, il villaggio più vicino al fronte del fuoco. L’aria, resa irrespirabile dal fumo, ha costretto le autorità a disporre l’evacuazione immediata in via precauzionale. Le operazioni, organizzate dal Comune in sinergia con la Croce Rossa locale e la Protezione Civile del Verbano, hanno coinvolto circa120 persone; una quindicina di residenti ha invece scelto di rimanere sul posto. Sul fronte del monitoraggio ambientale, i tecnici di Arpa Piemonte hanno raggiunto il posto di coordinamento avanzato dei vigili del fuoco ad Anzola d’Ossola per controllare i livelli di inquinamento.
Per fronteggiare l’emergenza, spiegano dal comando regionale dei vigili del fuoco, “è stato schierato un assetto aereo composto da sei Canadair della flotta di Stato, tre elicotteri regionali e uno della nostra componente aerea”. In Val Vigezzo le fiamme si sono sviluppate a 1.650 metri di quota, a ridosso del confine con la Svizzera, “dove si è reso necessario l’elitrasporto del personale in quota per operare da terra”. A Premosello l’incendio è localizzato a 1.900 metri in un’area inaccessibile alle squadre a terra; il fronte avanza verso la Val Grande e viene “contrastato con l’attacco aereo di quattro Canadair”.
Fiamme domate, invece, in provincia di Torino: i vigili del fuoco informano che nei boschi di Valprato Soana, comune del Parco nazionale dl Gran Paradiso dove si era scatenato fin da sabato scorso un imponente incendio provocato da un fulmine in quota, “le squadre di terra e i mezzi aerei stanno completando le operazioni di spegnimento e bonifica”.
L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, conferma la gravità dello scenario: “I dati della stazione di Domodossola evidenziano un incremento significativo dei valori di micropolveri e black carbon“. Gli effetti del gigantesco rogo sono visibili a chilometri di distanza: a Domodossola l’odore di bruciato è intenso, mentre a Villadossola e Beura Cardezza la visibilità è pesantemente compromessa da fumo e cenere. La colonna di fumo ha ormai risalito l’intera vallata fino alla Val Formazza.
Sul posto, per supervisionare i complessi interventi di spegnimento, è giunto anche il comandante regionale dei vigili del fuoco, Alessandro Paola. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha avuto un colloquio telefonico con il sindaco di Premosello, Elio Fovanna, e oggi a mezzogiorno – accompagnato dagli assessori Marco Gabusi (Protezione Civile) e Matteo Marnati (Ambiente) – effettuerà un sopralluogo nell’area colpita per fare il punto con i soccorritori.
Allarme anche in Valle d’Aosta: la presidenza della Regione, in accordo con l‘assessorato dell’Agricoltura e risorse naturali, comunica che la situazione climatica ha provocato l’estensione del pericolo per l’innesco e la propagazione di incendi nei boschi. Per questo è stato decretato in tutta la Vallée lo “stato di grave pericolosità” da oggi “e sino al verificarsi di consistenti precipitazioni che riducano stabilmente il livello di pericolo”, con tutti i conseguenti divieti a partire da quello di accendere fuochi nelle zone a rischio o mettere in azione motori non adeguatamente protetti.
Secondo i testimoni, le fimme sarebbero state causate da un cavo elettrico caduto a terra e si sarebbero propagate rapidamente a una vicina area boschiva
Incendio in Spagna – (afp)
Almeno 12 persone sono morte in un incendio boschivo a Los Gallardos, nella comunità autonoma dell’Andalusia, nel sud della Spagna. Il numero delle vittime, precisano le autorità, è ancora provvisorio e potrebbe aumentare nelle prossime ore. Almeno sette persone sono rimaste ferite, cinque delle quali ricoverate all’Ospedale Universitario Torrecárdenas di Almería con ustioni di diversa gravità.
Secondo la Giunta dell’Andalusia, gran parte delle vittime è stata trovata senza vita all’interno delle auto rimaste intrappolate dalle fiamme lungo una strada secondaria nei pressi di Bédar. Le persone avrebbero tentato di mettersi in salvo, ma sarebbero state raggiunte dal fronte del fuoco. Due dei feriti, invece, sono sopravvissuti dopo essersi lanciati in un terrapieno per sfuggire all’incendio.
Le cause del rogo sono ancora oggetto di indagine. Secondo alcune testimonianze, le fiamme potrebbero essere state innescate dalla caduta di un cavo elettrico, che avrebbe incendiato la vegetazione secca favorendo una rapida propagazione del fuoco. Al momento, tuttavia, le autorità non hanno confermato ufficialmente questa ricostruzione.
L’incendio ha costretto all’evacuazione completa del comune di Bédar e delle frazioni di Almocaizar, El Chocolate e Los Collados. L’avanzata delle fiamme ha reso impraticabile la principale arteria stradale della zona, obbligando i soccorritori a trasferire parte degli sfollati verso Lubrín. Circa un centinaio di persone ha trascorso la notte nel teatro municipale e nel vicino poligono industriale adibiti a centri di accoglienza.
Per domare il rogo sono al lavoro oltre 150 vigili del fuoco, supportati da quattro autopompe, numerosi mezzi aerei e dai militari dell’Unità Militare di Emergenze (UME) dell’esercito spagnolo.
Il ministro della Presidenza, della Sanità e delle Emergenze dell’Andalusia, Antonio Sanz, ha definito l’accaduto “una tragedia senza precedenti” e “l’incendio con le conseguenze più gravi mai registrate nella regione“.
Cordoglio è stato espresso anche dal premier spagnolo Pedro Sánchez, che in un messaggio pubblicato su X ha parlato di “enorme tristezza e desolazione” per la tragedia, rivolgendo le condoglianze ai familiari delle vittime e augurando una pronta guarigione ai feriti. Il capo del governo ha inoltre confermato la mobilitazione dei mezzi del ministero della Transizione Ecologica, della Protezione civile, delle forze di sicurezza e dell’UME per sostenere le operazioni di spegnimento, invitando la popolazione alla massima prudenza. Anche il presidente della Giunta andalusa, Juanma Moreno, ha espresso il proprio dolore e la vicinanza alle famiglie delle vittime e ai comuni colpiti dal devastante incendio.
L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso il sito ufficiale dell’artista, con un messaggio diffuso dalla famiglia e dal suo staff. La notizia arriva dopo settimane in cui le condizioni di salute della cantante erano state seguite con grande attenzione, in seguito a un delicato ricovero in Portogallo. La dichiarazione ufficiale ha confermato la morte della cantante, chiedendo rispetto per la privacy dei familiari in un momento particolarmente doloroso
Bonnie Tyler
Bonnie Tyler è morta all’età di 75 anni: è un doloroso addio quello che diamo alla voce di Total Eclipse of the Heart.
Il mondo della musica perde una delle interpreti più riconoscibili del panorama internazionale. Bonnie Tyler, cantante gallese celebre per alcuni dei più grandi successi della musica pop e rock degli anni Settanta e Ottanta, è morta all’età di 75 anni. Nel corso della sua carriera ha lasciato un segno profondo grazie a brani diventati iconici come Total Eclipse of the Heart, Holding Out for a Hero e It’s a Heartache, costruendo un percorso artistico che le ha permesso di conquistare il pubblico su entrambe le sponde dell’Atlantico
L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso il sito ufficiale dell’artista, con un messaggio diffuso dalla famiglia e dal suo staff. La notizia arriva dopo settimane in cui le condizioni di salute della cantante erano state seguite con grande attenzione, in seguito a un delicato ricovero in Portogallo. La dichiarazione ufficiale ha confermato la morte della cantante, chiedendo rispetto per la privacy dei familiari in un momento particolarmente doloroso.
L’annuncio della scomparsa – Sul sito ufficiale di Bonnie Tyler è stato pubblicato un comunicato che recita: “Bonnie’s family and team are heartbroken to announce that Bonnie unexpectedly passed away last night in hospital in Portugal as a result of the illness that she was being treated for” (in italiano: “La famiglia e il team di Bonnie annunciano con profondo dolore che Bonnie è venuta a mancare improvvisamente la scorsa notte in un ospedale in Portogallo, a causa della malattia per la quale era in cura“).
Già nel mese di maggio la cantante, originaria di Skewen, nel Galles meridionale, era stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino in Portogallo. In seguito all’operazione, i medici avevano deciso di indurre il coma farmacologico.
Il mese scorso il portavoce dell’artista aveva comunicato che Bonnie Tyler era uscita dal coma, precisando però che le sue condizioni restavano “very unwell and in intensive care”, espressione che in italiano significa “molto gravi e ancora nel reparto di terapia intensiva”.
Il comunicato diffuso nella mattinata di giovedì proseguiva con queste parole: “We will issue a further statement shortly but for now ask for privacy to deal with this tragedy” (in italiano: “Rilasceremo a breve un’ulteriore dichiarazione, ma per ora chiediamo di rispettare la nostra privacy mentre affrontiamo questa tragedia“).
Gli inizi della carriera – Bonnie Tyler, il cui vero nome era Gaynor Hopkins, era cresciuta in una casa popolare a Neath. La svolta arrivò quando il talent scout Roger Bell la notò mentre si esibiva in un locale di Swansea.
Nel 1977 pubblicò il suo primo singolo, Lost in France. Nello stesso anno uscì anche It’s a Heartache, ballata country-pop che ottenne un importante riscontro commerciale, raggiungendo il quarto posto nella classifica dei singoli del Regno Unito e il terzo nella classifica statunitense Billboard Hot 100.
Il successo mondiale con Total Eclipse of the Heart – La consacrazione internazionale arrivò sei anni più tardi, nel 1983, con Total Eclipse of the Heart. Il brano, caratterizzato da sonorità più vicine al rock, conquistò il primo posto delle classifiche sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti, trasformandosi nel più grande successo della carriera della cantante.
La canzone fu scritta da Jim Steinman, autore dei testi di Meat Loaf. In origine il titolo previsto era Vampires in Love, poiché il brano era stato concepito per una versione musicale di Nosferatu.
Parlando della celebre canzone, Bonnie Tyler aveva dichiarato: “I never get tired of singing it. I love it because everyone can’t wait to sing it” (in italiano: “Non mi stanco mai di cantarla. La adoro perché tutti non vedono l’ora di cantarla“).
Grazie a questo successo arrivò una candidatura ai Grammy Award. Successivamente la cantante ottenne altre due nomination, una per l’album Faster Than the Speed of Night e una per il singolo Here She Comes.
Gli altri grandi successi – Jim Steinman firmò anche un’altra delle canzoni che hanno segnato la carriera di Bonnie Tyler negli anni Ottanta, Holding Out for a Hero. Il brano, caratterizzato da uno stile pop-rock energico e passionale, venne registrato per la colonna sonora del film Footloose e, in seguito, fu inserito anche in Shrek 2.
Dall’Eurovision agli ultimi traguardi – Nel 2013 Bonnie Tyler rappresentò il Regno Unito all’Eurovision Song Contest, concludendo la competizione al diciannovesimo posto su 26 partecipanti.
Nel 2023 ricevette il titolo di MBE per il contributo offerto alla musica.
L’anno scorso pubblicò Together, una versione destinata ai club di Total Eclipse of the Heart, realizzata con la produzione di David Guetta e Hypaton.
Nel corso di quest’anno, a distanza di 43 anni dalla pubblicazione del brano originale, Total Eclipse of the Heart ha superato il traguardo di un miliardo di ascolti su Spotify.
Commentando il risultato, la cantante aveva affermato: “I’m really happy, when you think about it, there’s only 8.3 billion people in the world” (in italiano: “Sono davvero felice; se ci pensi, ci sono solo 8,3 miliardi di persone al mondo“).
Un’esibizione durante l’eclissi solare e il ricordo della famiglia – Tra gli episodi più particolari della sua carriera figura anche l’esibizione del 2017 a bordo di una nave da crociera nei Caraibi. In quell’occasione Bonnie Tyler interpretò il brano dal titolo particolarmente appropriato mentre l’eclissi solare attraversava gli Stati Uniti.
Bonnie Tyler lascia il marito Robert Sullivan, al quale era legata da oltre cinquant’anni di matrimonio.
Bonnie Tyler – Total Eclipse of the Heart – Live 2023 – HEY-U Mediagroup
Bonnie Tyler – Have You Ever Seen the Rain? – Live 2023– HEY-U Mediagroup
Lo ha deciso il tribunale di Latina, la pubblica accusa aveva chiesto 16 anni. Per tutta la giornata, Cgil in presidio: “Non è un caso isolato, ma un modello di fare impresa che va contrastato”
Per lui era un fantasma. Senza identità, senza diritti. E quando un macchinario gli ha strappato via un braccio, la sua priorità non è stata soccorrerlo, ma allontanarlo il più possibile dalla sua azienda per evitare problemi, controlli, sanzioni. È stato condannato a 16 anni Antonello Lovato, il titolare dell’impresa agricola dell’agro pontino che nel giugno 2024, dopo un terribile incidente sul lavoro, si è limitato a scaricare davanti a casa sua il bracciante Satnam Singh, con accanto il braccio che un macchinario gli aveva amputato.
È statala moglie dell’uomo, Soni, a chiamare i soccorsi, ma le ferite dell’uomo erano troppo gravi, troppo il tempo trascorso fra l’incidente e l’arrivo in ospedale, troppo grave l’emorragia. Quel ragazzo di 31 anni, arrivato in Italia con il sogno di una vita migliore che stava tentando di costruire lavorando a schiena curva fra i campi, si è spento dopo ore di agonia, diventando il simbolo tragico dellevittime di caporalato in Italia.
«Quella di Satnam — ha detto la procuratrice aggiunta di Latina Luigia Spinelli— è la morte di un uomo che si poteva salvare, una vita che non si è spezzata all’improvviso, ma lentamente». Anzi, ha sempre sostenuto la pubblica accusa, è stata spezzata da chi ha preferito il profitto alla vita. Per Lovato, la procuratrice, insieme alla pm Marina Marra, ha chiesto 22 anni di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale.
Con lui, più clementi sono stati i giudici, che lo hanno condannato a 16 anni, riconoscendogli le attenuanti generiche. In aula, Lovato ci ha provato a mostrarsi pentito, redento. Alla Corte ieri ha spiegato di aver destinato tutta la paga da magazziniere guadagnata in carcere alla famiglia Singh. «Non ho mai voluto uccidere nessuno» ha giurato, «sono uno che ha sempre lavorato, ho ammesso le mie responsabilità, non posso — ha sottolineato quasi indignato — essere condannato come se avessi consapevolmente voluto togliere la vita a un uomo». Lo stesso hanno sostenuto i suoi legali. Parole che non hanno convinto i giudici, né la famiglia di Singh, che ha vissuto sulla propria pelle le condizioni che Lovato imponeva nelle sue aziende, in cui lavoravano eserciti di braccianti senza voce e e senza diritti. Gli è costato un nuovo arresto e accuse per caporalato e intermediazione illecita di manodopera che, insieme al padre, già lambito da un’inchiesta simile nel 2019, deve affrontare in aula.
«È necessario che emerga con chiarezza che non siamo di fronte a un caso individuale, bensì a un sistema e a un modello di fare impresa che va contrastato, applicando le leggi che nel nostro paese esistono», ha tuonato il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, che ieri si è presentato al presidio che il sindacato, parte civile nel procedimento, ha mantenuto vivo per tutto il pomeriggio. La sentenza deve essere «l’inizio di un radicale cambio di passo» afferma invece Libera, che dice basta a «tavoli, promesse, passerelle» e chiede «leggi applicate, controlli continui, ispettorati che non siano gusci vuoti, aziende che rispondano penalmente quando lucrano sullo sfruttamento, di abolire la legge Bossi fini che favorisce esclusione e marginalità. che la politica smetta di girarsi dall’altra parte». Alla famiglia Singh, la moglie Sony Soni, i parenti arrivati dal’India per la sentenza, resta solo l’amara consolazione di un crimine che non è rimasto impunito.
Un intenso odore acre di bruciato ha fatto scattare l’allarme e l’allerta tra i residenti di diversi quartieri della zona nord di Milano. Nella serata di mercoledì, attorno alle 19.30, un incendio è divampato all’interno del deposito logistico della Brt in via Don Giovanni Minzoni, ad Affori, mobilitando immediatamente i vigili del fuoco.
Stando alle prime informazioni disponibili, le fiamme avrebbero avvolto e distrutto un container in un capannone stoccato all’interno dell’area della sede operativa dell’azienda di spedizioni.
La coltre di fumo e l’allarme nei quartieri – L’incendio ha generato una coltre di fumo e un forte odore di bruciato che, complici le correnti della serata, si sono diffusi molto rapidamente a grande distanza. Il fenomeno è stato nettamente avvertito dagli abitanti di un’ampia porzione della città, in particolare tra le zone di Niguarda, Bicocca, Dergano e Affori. La colonna di fumo è visibile da chilometri di distanza.
In breve tempo si sono susseguite diverse segnalazioni da parte dei cittadini, insospettiti e preoccupati per l’aria diventata improvvisamente irrespirabile.
L’intervento dei soccorsi – Sul posto sono giunte tempestivamente quattro squadre dei pompieri, impegnate a contenere e domare il rogo prima che le fiamme potessero propagarsi ad altre strutture o mezzi parcheggiati nel piazzale.
Attualmente sono in corso le operazioni di spegnimento definitivo e di messa in sicurezza dell’area. Restano da accertare le esatte cause che hanno scatenato l’incendio all’interno del capannone, su cui verranno effettuati i rilievi tecnici del caso.
Altro grande incendio a Lainate – Nel primo pomeriggio un grosso incendio ha interessato un noto agriturismo nel Milanese (qui gli aggiornamenti).
Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato
Inferno di fuoco a Cagliari e hinterland: chiusa anche la metro, servizio sospeso sulla tratta San Gottardo – Settimo. Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato. Potrebbe essere partito da Selargius, dietro il centro astronomico. A causa della nube densa di fumo, che ha invaso la ss 387, la strada è stata chiusa al traffico. Blocchi anche lungo la ss 554, il rogo non dista molto nemmeno dal Policlinico. “Un’altra ferita alla nostra terra. Davanti a scene simili, a due passi da Cagliari, restano solo la rabbia e il disprezzo” esprime la consigliera Stefania Loi. “Chi distrugge così il nostro futuro merita solo condanne esemplari. Maledetti. Un grazie immenso a chi sta lottando tra le fiamme per proteggerci”.
Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato
Minacciate case e aziende agricole, sono intervenuti cinque elicotteri e un Canadair. Concu: «Per fortuna non dobbiamo piangere vittime». Sei evacuati hanno fatto rientro a casa
Le fiamme sono partite a fine mattina dalla zona Baccu Lau, per poi arrivare in poco tempo nella zona di Sa Sitzia, a ridosso della 554, complice il vento, ma anche le sterpaglie e i cumuli di rifiuti disseminati fra strade e terreni agricoli.
Sul posto – insieme a vigili del fuoco, diverse squadre della Protezione civile, cinque elicotteri e un Canadair– anche il sindaco di Selargius Gigi Concu e il sindaco di Monserrato Tomaso Locci.
«Un disastro ambientale al quale ancora una volta abbiamo assistito quasi impotenti e che avrebbe potuto avere conseguenza ben più gravi. Perdiamo 100 ettari circa di agro, bruciati dalla fiamme alimentate dal forte vento, ma per fortuna non ci ritroviamo a piangere persone e animali, perché la vicinanza di abitazioni e linee elettriche ha messo tutti in fortissimo allarme».
Grosso incendio tra la 554 e il Policlinico: edifici minacciati, in volo 5 elicotteri e un Canadair
Le fiamme spinte dal vento in varie direzioni: imponente la mobilitazione della macchina di contrasto al fuoco
Un grosso incendio è divampato nella tarda mattinata di oggi tra la Statale 554 e il Policlinico, nei terreni verso la 387: partito dall’area di Santa Rosa in territorio di Selargius ha superato i confini di Monserrato, Serdiana e Donori.Per domarlo è stato necessario l’intervento di 5 elicotteri, un canadair e squadre a terra.
Una densa colonna di fumo dal primo pomeriggio è rimasta visibile a molti chilometri di distanza: le fiamme hanno minacciato alcuni edifici. Un uomo è stato portato in salvo e portato via dai vigili del fuoco.
Stando a quanto si apprende il rogo è partito da alcune sterpaglie, coinvolgendo poi anche alberi e rifiuti disseminati nell’ampia zona: con l’avanzare dei minuti il fronte del fuoco, spinto dal vento, si è mosso in varie direzioni. E il coordinatore delle operazioni ha chiesto l’intervento didue elicotteri della flotta regionale, del SuperPuma, di un elicottero militare e dell’unico Canadair attualmente in Sardegna, partito da Olbia. Successivamente si è reso necessario l’intervento di un altro elicottero dell’Esercito. Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato anche i vigili del fuoco del comando di Cagliari. Il rogo è stato infine domato.
La Statale 387 verso Dolianova e Soleminis è rimasta chiusa al traffico per diverso tempo. Disagi anche per la metropolitana di superficie sulla tratta Settimo – San Gottardo. Il servizio è sospeso fino a nuove comunicazioni da parte dell’Arst.
Le autorità di Varenna affermano che ora è vietato girare per il villaggio a torso nudo o in costume da bagno.
I turisti ammirano il panorama sul Lago di Como nel pittoresco villaggio di Varenna. I gruppi turistici sono ora limitati a un massimo di 25 persone. Foto: BTWImages/Alamy
Un villaggio di pescatori sul Lago di Como ha imposto multe fino a 200 euro (170 sterline) a chi si aggira a torso nudo o in costume da bagno, nell’ultimo tentativo di una località turistica italiana di contrastare il comportamento maleducato dei turisti.
Varennaha risentito della pressione dovuta al crescente numero di visitatori, pertanto le autorità sono state indotte a introdurre nuove norme volte a preservare l’aspetto del villaggio e a garantire un minimo di pace e tranquillità ai suoi circa 650 residenti permanenti.
Girare per il villaggio a torso nudo o in costume da bagno – indumenti che sono rigorosamente riservati alle spiagge del lago o alle gite in barca a Como – è ora vietato. Chi non rispetta il divieto rischia multe da 50 a 200 euro.
Inoltre, i gruppi turistici sono stati limitati a un massimo di 25 persone e non devono intasare le strette vie acciottolate di Varenna, mentre alle guide è stato vietato l’uso di altoparlanti.
«Varenna è un borgo meraviglioso e siamo orgogliosi di accogliere ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo», ha dichiarato Mauro Manzoni, sindaco di Varenna. «Tuttavia, la qualità della vita dei nostri residenti non può essere sacrificata sull’altare del turismo di massa».
Two shirtless tourists walk past souvenir shops in the old town in Sorrento. The town now imposes hefty fines for what it describes as ‘widespread indecorous behaviour’. Photograph: Ceri Breeze/Alamy
Le regole sono in vigore da qualche giorno e sembrano essere state accolte positivamente dagli abitanti di Varenna, soprattutto per quanto riguarda il codice di abbigliamento.
“In spiaggia si può fare quello che si vuole, ma quando si passeggia e si entra nei negozi, nei ristoranti, nelle chiese o nella piazza, bisogna vestirsi in modo decoroso“, ha detto il proprietario di un negozio a TGCom24 di Mediaset.
Un altro negoziante ha affermato: “Era ora; è una misura sensata. L’importante è assicurarsi che venga applicata.”
Molte città e comuni in tuttaItalia hanno imposto misure simili per gestire l’eccessivo afflusso turistico.
Nel 2022, l’allora sindaco di Sorrento definì il passeggiare in costume da bagno e a torso nudo come un “comportamento diffuso e indecoroso” che stava danneggiando l’immagine della città, imponendo quindi multe salate. Nella lussuosa località costiera ligure di Portofino, nel 2023 i selfie furono vietati e alcune aree furono designate come “zone di divieto di sosta“ per dissuadere i turisti dal soffermarsi troppo a lungo in un unico punto.
La Penisola torna nella morsa del caldo, domani allerta rossa in un capoluogo
Caldo torrido a Milano – Fotogramma /Ipa
Cresce l’allerta afa e l’Italia torna nella morsa delle ondate di calore. Se per la giornata di oggi, mercoledì 8 luglio, sono 10 le città contrassegnate dal bollino arancione, è da domani che la nuova fiammata riporterà l’allerta massima in uno dei 27 capolouoghi monitorati dal bollettino del ministero della Salute.
Oggi 10 bollini arancioni – Nel nuovo aggiornamento, salgono oggi a 10 le città in arancione. Il livello di allerta 2(indice di possibili rischi per la salute dei fragili) interessa Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona.
Sempre 10 le città con bollino giallo. Si tratta di Bari, Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Reggio Calabria, Roma e Trieste. In verde quindi Cagliari, Catania, Genova, Napoli, Palermo, Rieti e Viterbo.
Domani torna l’allerta rossa – Domani, giovedì 9 luglio, i capoluoghi in verde scenderanno quindi a 5 mentre passeranno a 18 quelli in giallo (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) e a tre quelli in arancione (Perugia, Pescara e Torino). Bollino rosso – il livello 3 di allerta che indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche – a Firenze.
07 luglio 2026
Caldo estremo in Europa, allarme Oms: “In arrivo nuova ondata fino a 43 gradi, è vera emergenza”
Il direttore Hans Kluge convoca una riunione con 41 Stati: “Sistema italiano di sorveglianza della mortalità è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi”
Ondata di caldo record in Francia – Afp
Una nuova ondata di caldo si sta già formando sull’Atlantico. “Per questa settimana si prevedono temperature fino a 43 gradi in Portogallo e nel sud della Spagna. La Francia e i Paesi del Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) si preparano ad affrontare un’altra impennata delle temperature, mentre alcune aree dell’Asia centrale stanno soffocando sotto un caldo che raggiunge i 40 gradi“. E’ l’allarme che arriva dall’Oms Europa nelle parole del suo direttore Hans P. Kluge ha convocato ieri una riunione di emergenza con la partecipazione di 41 Stati e della Commissione europea. “L’incontro ha dimostrato chiaramente come i Paesi stiano affrontando il caldo estremo con la dovuta serietà – ha precisato Kluge in una nota finale – considerandolo una vera e propria emergenza di sanità pubblica e non un semplice fenomeno meteorologico. L’ordine del giorno era preciso: cosa ci ha insegnato l’attuale ondata di caldo e siamo pronti per ciò che ci aspetta? Le risposte hanno evidenziato sia progressi concreti sia lacune che non possiamo permetterci di ignorare“.
Paesi al lavoro: come si affronta l’emergenza in Europa – Come si sta lavorando? “I Piani d’azione per la salute in caso di ondate di calore salvano le vite umane – ha aggiunto Kluge – I paesi dotati di tali piani hanno risposto tempestivamente, coordinandosi efficacemente tra i vari attori coinvolti e proteggendo al meglio la popolazione“. Il direttore generale dell’Oms Europa ha citato l’Italia: “Il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, attivo in 45 città, è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi“. Poi ha elencato altri piano messi in campo.
“La Spagna ha collaborato direttamente con i media per migliorare la comunicazione al pubblico sui rischi sanitari legati al caldo. L’Austria – ha proseguito il Dg – ha attivato il proprio piano aggiornato, ha introdotto normative per la protezione dal caldo dei lavoratori e ha integrato le strutture di coordinamento nazionali e regionali. In Belgio, la fase di massima allerta è stata attivata solo per la seconda volta dal 2020. La Francia ha dimostrato come il coordinamento intersettoriale abbia contribuito ad alleviare la pressione sul sistema sanitario e a rafforzare la risposta complessiva all’emergenza caldo. La Macedonia del Nord ha collaborato con le squadre della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per raggiungere le persone senza fissa dimora“.
In cosa consiste il piano d’azione anti calore – In cosa consiste concretamente un piano d’azione per la salute in caso di ondate di calore? “E’ un sistema che collega i processi di allerta meteorologica precoce alle risposte di sanità pubblica – ha rimarcato Kluge – alla pianificazione della capacità di risposta dei servizi sanitari, agli interventi rivolti ai gruppi a maggior rischio e al coordinamento intersettoriale tra le autorità competenti in materia di salute, salute sul lavoro, assistenza sociale, edilizia abitativa e pianificazione urbana“.
Dall’incontro è emerso un altro aspetto degno di nota secondo il Dg: “I Paesi stanno iniziando a collegare i vari elementi in modo significativo. Gli organismi di gestione delle emergenze si confrontano con i team responsabili delle politiche sanitarie. Gli urbanisti siedono allo stesso tavolo dei funzionari della sanità pubblica. I ministeri dell’ambiente dialogano con quelli della salute. Questo coordinamento intergovernativo – fondato sulla consapevolezza condivisa che il caldo estremo rappresenta una minaccia per la sicurezza sanitaria, e non un problema di competenza di un singolo settore – è uno dei cambiamenti più importanti emersi ieri. Sebbene – conclude – tale processo sia ancora disomogeneo e necessiti di essere incoraggiato, è comunque in atto. Ed è esattamente il tipo di cambiamento strutturale capace di trasformare un piano sanitario contro il caldo da semplice documento a sistema realmente in grado di proteggere le persone“.
L’ex designatore ha scelto di presentarsi e rispondere alle domande degli inquirenti, chiarendo alcuni dettagli e spiegando meccanismi e logiche interne al mondo arbitrale
Gianluca Rocchi
L’appuntamento è stato solo rimandato di qualche mese. Gianluca Rocchi era stato convocato dal pm Ascione lo scorso 30 aprile, scegliendo però di avvalersi della facoltà di non rispondere. Sei giorni fa, invece, ha deciso di presentarsi negli uffici della Procura di Milano e di rispondere alle domande dell’accusa. L’interrogatorio è durato a lungo: Rocchi ha risposto, chiarendo alcuni dettagli agli inquirenti e spiegando meccanismi e logiche interne al mondo arbitrale.
L’ex designatore, indagato per concorso in frode sportiva, ha deciso di respingere le accuse. Secondo gli inquirenti avrebbe combinato o orientato le designazioni di due gare dell’Inter nel 2025 (Bologna-Inter e il derby di Coppa Italia) e violato il protocollo Var durante Udinese-Parma dello scorso campionato. Gli inquirenti avevano ricostruito un presunto accordo del 2 aprile 2025, allo stadio di San Siro, con Gianluca Rocchi per “combinare” la designazione di Andrea Colombo, “arbitro gradito” all’Inter, per una trasferta a Bologna del 20 aprile di un anno fa. E per “schermare” ossia evitare che Daniele Doveri, “poco gradito”, dirigesse l’eventuale finale di Coppia Italia e le ultime partite di campionato della stagione 2024/2025 sempre del club nerazzurro.
“Lavoreremo duro, studieremo tanto, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani”, le sue prime parole
Si sa: da giovane sognava di fare l’elettricista e d’ora in poi, quindi dalle ore 13,20 del 7 luglio 2026, gli toccherà l’ambìto e inseguito compito di riaccendere un periodo arbitrale fatto di troppi tunnel e vicissitudini che ancora devono avere una fine: Daniele Orsato, 50 anni, è il nuovo designatore della Can A e B, un traguardo scritto da mesi e per il quale erano stati fatti diversi nomi, da Nicola Rizzoli a Daniele Doveri che però ha deciso di restare sul campo per arbitrare un altro anno. Dirigerà Orsato insomma: lo ha deciso il neo direttore tecnico Domenico Messina (anch’egli ex designatore dal 2014 al 2017) assieme al Comitato Nazionale. Il tutto, nella sala “Paolo Rossi” di via Allegri, sancito davanti al nuovo numero uno della FIGC Giovanni Malagò. “Oggi più che mai – racconta Malagò – è importante l’indipendenza e la terzietà del settore. Non nascondo che mi sono sentito coi Rizzoli, Collina e Rosetti, anche il nuovo direttore tecnico Messina è stato all’estero: questa storia deve continuare, nella strada della credibilità”. “Lavoreremo duro, studieremo tanto, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani”, le parole di Orsato dopo la nomina.
Biennale – L’investitura dovrebbe diventare un primo passo di ripartenza dell’AIA attualmente presieduta dal vicepresidente vicario Francesco Massini dopo la decadenza di Antonio Zappi: per Orsato, il mandato – che sarà biennale – arriva dopo una carriera fatta di 290 gare dirette in A(numero inferiore solo a Concetto Lo Bello),di una finale di Champions League, di Europei e un Mondiale; una carriera abbandonata sul campo nell’agosto 2024, riabbracciata da dirigente dell’AIA nel gennaio 2025 (commissario per lo sviluppo del talento arbitrale), proseguita la scorsa stagione come designatore della Can C (con in squadra i fidatissimi Carboni e Giallatini, che lo seguiranno anche nella nuova avventura) ed ora impennatasi con questo incarico prestigioso che arriva dopo quelli ricoperti da Gianluca Rocchi e (ad interim) da Dino Tommasi.
Ayroldi e Dondarini – Nel resto, Nicola Ayroldi (109 gare dirette in A), sarà il designatore della Can C e Paolo Dondarini (93 gare in A, ormai ex presidente del CRA regionale in Emilia Romagna) è il nuovo designatore della Can D. Fra metà settembre e inizio ottobre andranno in scena le elezioni per il post-Zappi: da Massini ad Affinito(ora vicepresidente vicario e vicepresidente) fino a una voce Pisacreta, saranno forse tre o quattro le “fazioni” che da domani ai giorni delle candidature via via si paleseranno per la massima carica dell’AIA.
I vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata riguardante la caduta di mattoni nei pressi del civico 235 di East 42nd Street, l’ex quartier generale della Pfizer a Manhattan
CHARLY TRIBALLEAU / AFP – Evacuato un grattacielo a New York
Grattacielo a rischio crollo a Manhattan. Poco prima delle 8 di questa mattina (le 14 in Italia) i vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata riguardante la caduta di mattoni nei pressi del civico 235 di East 42nd Street, l’ex quartier generale della Pfizer situato tra il Grand Central Terminal e la sede delle Nazioni Unite. L’edificio è attualmente in fase di conversione da uffici ad appartamenti
Questa mattina, un responsabile della sicurezza ha segnalato un cedimento di una trave d’acciaio al 21 piano dell’edificio. Secondo i vigili del fuoco, due travi portanti all’interno dell’edificio si stanno deformando e diversi piani presentano cedimenti. L’edificio è stato evacuato.
Il palazzo, ex sede della farmaceutica Pfizer, è attualmente in fase di ristrutturazione per essere convertito in un complesso residenziale con oltre 1.600 appartamenti. Una volta completati i lavori, previsti per il 2027, si tratterà della più grande conversione di questo tipo nella storia di New York, secondo lo studio di architettura responsabile del progetto.