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20 luglio 2026
| Temporali violenti, grandine gigante e raffiche di vento oltre 150 km/h: scatta l’allerta meteo |
| Allerta arancione nelle Marche e gialla in vaste aree del Nord e del Centro: possibili supercelle molto organizzate, downburst e chicchi di grandine eccezionalmente superiori ai dieci centimetri |

Una vasta ondata di temporali forti e localmente molto forti attraverserà l’Italia martedì 21 luglio, dalla fascia pedemontana alpina fino al basso Adriatico. Il cedimento dell’alta pressione sul Nord consentirà l’ingresso di aria più fresca in quota, che andrà a scorrere sopra masse d’aria molto calde e umide accumulate nei bassi strati.
Una combinazione potenzialmente esplosiva, capace di favorire temporali rapidamente organizzati e accompagnati da piogge intense, frequente attività elettrica, grandinate e raffiche di vento. Il corridoio maggiormente esposto dovrebbe estendersi dalla Lombardia al Gargano, con il rischio più elevato concentrato tra la Romagna e le Marche.
Allerta arancione nelle Marche – Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che, dalle prime ore di martedì, riguarda Lombardia, Emilia-Romagna, Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Toscana. Nel corso della giornata i temporali si estenderanno verso Marche e Abruzzo.

Per martedì 21 luglio è stata valutata un’allerta arancione per temporali su alcuni settori delle Marche, in particolare lungo la fascia costiera, mentre l’allerta gialla interessa Lombardia, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Emilia-Romagna, le restanti zone marchigiane e ampi settori di Toscana e Abruzzo. Le criticità potranno riguardare anche il rischio idrogeologico, soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.
Il livello 3 tra Romagna e Marche – Uno scenario ancora più severo emerge dalla tendenza elaborata da Pretemp, il gruppo di previsione dei temporali che opera in collaborazione con Meteonetwork. La mappa assegna un ampio livello 2 dalla Lombardia al Gargano e innalza al livello 3, il più alto della propria scala, la zona compresa tra Romagna e Marche. Qui è alta la possibilità che si sviluppino fenomeni temporaleschi severi. La posizione esatta dei temporali dipenderà infatti da dove avverranno i primi inneschi e dalle traiettorie assunte dalle singole celle.
Perché il rischio è così elevato – A rendere la situazione particolarmente delicata sarà il passaggio di una decisa ondulazione atmosferica dalle Alpi verso la Puglia, accompagnata da forti correnti in quota. Nei bassi strati, invece, deboli venti orientali trasporteranno verso le regioni adriatiche e la Pianura Padana aria estremamente umida e instabile presente sul mare.
Sull’Adriatico l’energia potenzialmente disponibile per i temporali potrebbe raggiungere valori di 3.000-4.000 joule per chilogrammo. A questa instabilità si aggiungerà una marcata variazione della direzione e della velocità del vento con la quota, il cosiddetto wind shear. Sono condizioni favorevoli alla nascita di supercelle, temporali dotati di una corrente ascensionale rotante e capaci di mantenersi attivi per decine o centinaia di chilometri.
Le simulazioni indicano la possibilità di supercelle a lunga percorrenza lungo un’ampia fascia compresa tra l’alta Lombardia, la Pianura Padana, le regioni adriatiche e la Puglia.
Grandine fino a 10-14 centimetri: uno scenario estremo ma localizzato – Il pericolo principale sarà rappresentato dalla grandine. Le celle più organizzate potrebbero produrre lunghe strisciate con chicchi di 6-8 centimetri. Negli episodi più estremi e isolati non vengono escluse dimensioni comprese tra 10 e 14 centimetri.
Questo non significa che grandine di tali dimensioni cadrà su tutta l’area colorata nella mappa. Si tratta dello scenario massimo possibile in corrispondenza delle supercelle più intense, la cui traiettoria non può essere individuata con precisione molte ore prima dell’evento.
La grandine potrebbe essere spinta quasi orizzontalmente da violenti downburst, raffiche generate dall’aria fredda che precipita rapidamente dalla nube e si espande una volta raggiunto il suolo. Una combinazione particolarmente dannosa per automobili, tetti, vetrate, coltivazioni e alberature.
Raffiche oltre 150 km/h sull’Adriatico – Sul mare Adriatico potrebbero inoltre svilupparsi sistemi temporaleschi lineari, chiamati bow echo per la caratteristica forma ad arco visibile dalle immagini radar. Queste strutture possono percorrere grandi distanze e produrre raffiche molto estese. Non sono esclusi picchi localmente superiori ai 150 chilometri orari, soprattutto in mare aperto. Il rischio appare inferiore, ma non nullo, anche lungo le coste adriatiche. Temporali forti, con una probabilità più bassa, saranno possibili anche su Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Veneto, mentre alcuni fenomeni potrebbero sconfinare verso Toscana e Umbria.





































