Hanno cercato di far cadere i ciclisti – Posizionati su una rotonda a Marigliano, i giovani si sono quasi buttati in mezzo alla strada cercando di creare problemi ai ciclisti, tentando di spingerli o si intralciare con le gambe le ruote delle biciclette, con il rischio concretissimo di farli cadere. Qualcuno si è limitato a mandarli a quel paese con gesti espliciti, altri hanno quasi finto di colpirli, come a sottolineare la stupidità del gesto. Gli agenti del commissariato di polizia di Nola li hanno subito identificati: si tratta di due ragazzi di 19 anni residenti a San Vitaliano. per loro scatterà una denuncia a piede libero alla Procura nolana per il reato di pericolo all’incolumità pubblica nel corso di manifestazioni sportive.
Lingua originale: inglese Rispetta i corridori. Rispetta la gara. Rispetta il #GirodItali Tifosi. Vi amiamo ai bordi della strada. Amiamo il vostro entusiasmo, amiamo che incoraggiate i corridori, amiamo che vi vestiate come fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non comportatevi come questo tizio.
Respect the riders. Respect the race. Respect the #GirodItalia
🫶 Fans, Tifosi. We love you on the roadside. We love your enthusiasm, we love that you cheer on the riders, we love that you dress like flamingos.
La denuncia del Giro – Il Giro d’Italia è intervenuto con una nota per denunciare l’episodio, rischiosissimo: “Tifosi. Vi adoriamo a bordo strada. Adoriamo il vostro entusiasmo, adoriamo il vostro tifo per i corridori, adoriamo il vostro abbigliamento da fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona”. Anche Eurosport, titolare dei diritti internazionali, ha scritto un tweet polemico sull’accaduto, con le immagini del caso: “Un gesto da non imitare assolutamente. Speriamo che queste immagini aiutino ad individuare i colpevoli! I corridori non si toccano, la loro incolumità è sacra”.
Imbarcazioni di soccorso sul luogo dell’incidente in cui sono morti i 5 subacquei, incognita sulle condizioni meteo. L’ambasciatore italiano arrivato a Malè
Nella combo, da sinistra Monica Montefalcone, Federico Gualtieri, Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti e Muriel Oddenino, morti in un’immersione alle Maldive
Sul luogo dell’incidente in cui sonodeceduti 5 subacquei italiani sono giunte le imbarcazioni di soccorso della Guardia costiera maldiviana. A bordo sono presenti i sommozzatori della Guardia costiera e della polizia e un esperto sommozzatore italiano che ha già collaborato con le autorità.
Iniziate alle Maldive le operazioni di recupero dei corpi dei cinque italiani morti ieri durante una immersione in una grotta sottomarina. L’Ambasciatore d’Italia a Colombo, competente per le Maldive, è arrivato da qualche ora a Malè e incontrerà i responsabili della guardia costiera presenti nella capitale, riferisce intanto una nota della Farnesina.
Al momento, si precisa, le condizioni meteo potrebbero impedire l’avvio delle operazioni di recupero, ma dovrebbe essere effettuata una prima immersione volta a esplorare i punti di accesso della grotta, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche.
La ricercatrice e la figlia, la biologa, il capobarca, il sub: le vittime – Le vittime sono Monica Montefalconee sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti,Federico Gualtierie Muriel Oddenino. Monica Montefalcone, 51 anni, ricercatrice Unige, lavorava presso il Distav, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova. La figlia, Giorgia Sommacal, aveva 23 anni. La giovane era una studentessa di Ingegneria biomedica all’università di Genova. Nella stessa città aveva frequentato il liceo classico Giuseppe Mazzini.
Gianluca Benedetti, nato a Padova, secondo la sua biografia rintracciabile sul sito dell’agenzia di viaggi Albatros Top Boat di Verbania per cui lavorava, dopo una lunga esperienza nel mondo delle banche e della finanza, aveva deciso di cambiare vita e di trasformare la subacquea, una sua passione di lunga data e impegno lavorativo già svolto da molti anni come part time in Italia, in un’attività a tempo pieno. Nel 2017 si era trasferito alle Maldive, perlomeno in modo continuativo fino al 2024. Il suo ruolo era quello di istruttore subacqueo ma anche di operations manager, ossia era il capobarca a bordo delle due imbarcazioni, Conte Max e Duca di York, che l’agenzia usa in loco per portare i turisti a fare immersioni. Benedetti viene definito come “una persona energica ed estremamente sportiva, amante della lettura, del cinema classico e degli scacchi”.
Era una biologa marina, ecologa e assegnista di ricerca al Dipartimento di scienze della terra dell’università di Genova Muriel Oddenino, 31 anni. Specializzata in ecologia marina, aveva conseguito la laurea triennale all’università di Torino per poi concludere gli studi nell’ateneo del capoluogo ligure. Appassionata di immersioni era coautrice di ricerche scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini. Appresa la notizia, sui suoi profili social, cominciano a comparire alcuni messaggi che la ricordano. “Ciao piccolina, ragazza meravigliosa, dolce, sensibile, sempre con il sorriso negli occhi e la gentilezza nel cuore – scrive un suo contatto – Ti vedevamo entrare in caffetteria ci chiedevi la tua focaccia e il cappuccino senza lattosio, pronta a fare due chiacchiere e a regalare un momento di allegria a tutti noi. La tua presenza mancherà tantissimo, ma il ricordo della tua luce , del tuo sorriso e della tua dolcezza resterà per sempre nei nostri cuori. Ci stringiamo con affetto al dolore della famiglia e di tutte le persone che ti hanno voluto bene”. Monica Montefalcone e Muriel Oddenino erano colleghe: entrambe lavoravano nel Distav.
Federico Gualtieri era un istruttore di sub. Si era laureato in Scienze biologiche all’università di Genova lo scorso marzo. Originario di Omegna, nel Verbano Cusio Ossola, all’ateneo del capoluogo ligure aveva frequentato il corso di laurea magistrale in Biologia ed ecologia marina. In precedenza aveva frequentato il corso di laurea in Scienze biologiche all’università del Piemonte Orientale. Sui suoi profili social numerose sono le immagini di atolli mentre cominciano a comparire i primi commenti. “Povero Chicco’ scrive un’amica.
Il tribunale amministrativo non si pronuncia, si trova un accordo tra Lega e Prefettura nel pomeriggio
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, (ansa)
Quando si gioca? Finalmente si sa.Domenica alle 12. Si decide dopo una giornata agitata.Non solo il derby, è mezza serie A, cinque partite che devono giocarsi insieme per rispettare la regola della contemporaneità, tutte quelle coinvolte insieme alla Roma nella lotta alla qualificazione alla Champions. Oggi si attendeva la decisione del Tar, che non ha deciso nulla rispetto al ricorso della Lega: la parola è passata all’Avvocatura di Stato che ha convocato Lega Serie A e prefetto per arrivare a un accordo.
Di fatto si è cercata una soluzione senza arrivare in tribunale nel tavolo tecnico a cui hanno partecipato i soggetti in causa. E lì si è arrivati alla soluzione della Lega: si gioca all’ora di pranzo. Per il derby le posizioni di Roma e Lazio restano lontanissime:Sarri ha minacciato di non presentarsi domenica, la Roma aveva appoggiato i propri tifosi che avevano minacciato sciopero in caso di rinvio al lunedì.
Possibili temporali improvvisi e intensi in diverse aree della regione con grandine di piccole-medie dimensioni, accompagnata da raffiche di vento. Venerdì non andrà meglio. Sole nel weekend. Ma durerà? Cosa dicono le previsioni
Possibili improvvisi forti rovesci e maxi grandinate
Tempo instabile e nuova allerta meteo in Lombardia per la discesa di un’ampia perturbazione sull’Europa centrale.Oggi, giovedì 14 maggio, cielo prevalentemente nuvoloso. In mattinata locali rovesci e isolati temporali sui settori settentrionali; nel pomeriggio sono attesi acquazzoni sparsi su buona parte della regione, localmente anche di moderata o forte intensità con possibilegrandine di piccole o medie dimensioni, accompagnati anche da forti raffiche di vento. Possibili nevicate oltre 1500 metri circa. In prima serata ancora rovesci e temporali sparsi in transito verso est, specie sui settori meridionali.
Oggi allerta meteo gialla per forti temporali – Il maltempo con piogge e temporali che oggi investirà gran parte dell’Italia ha indottola Protezione Civile a diramare un’allerta gialla per rischio temporali in Lombardia. Ecco quali zonesaranno interessate:
Nodo Idraulico di Milano,Pianura centrale, Alta pianura orientale, Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Appennino pavese, Laghi e Prealpi orientali.
A Milano – Il centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalle ore 6 di oggi giovedì 14 maggio, che proseguirà fino a mezzanotte. Lo ha fatto sapere in una nota Palazzo Marino, invitando “i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo“. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile del Comune di Milano sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città.
Venerdì ancora maltempo – Non andrà molto meglio domani, venerdì 15 maggio. In mattinata sono attese piogge diffuse su Alpi e Prealpi con limite neve tra 1200 e 1600 metri circa, nel pomeriggio locali rovesci o temporali possibili su gran parte del territorio. Temperature massime in calo, anche al di sotto della media del periodo.
Un miglioramento nel weekend. Ma durerà? – Per un miglioramento bisognerà attendere il fine settimana: sabato 16 maggio attese nubi e locali precipitazioni residue sui settori centro-orientali, poi prevarrà il sole, anche domenica 17 maggio. All’inizio della prossima settimana l’influenza di un campo di alta pressione in rinforzo sulla Penisola Iberica e del transito di successive perturbazioni sull’Europa centrale porteranno tempo variabile con sole intervallato da possibili passaggi di precipitazioni. Temperature in aumento.
Il Consiglio federale ha ratificato la decadenza del presidente dell’Associazione Arbitri Antonio Zappi
Il presidente federale dimissionario Gabriele Gravina, ha proposto al Consiglio federale della FIGC, che ha condiviso, di commissariare l’Aiaper ripristinare il regolare funzionamento dell’Associazione, condizionando tale decisione all’esito della risposta che la Sezione Consultiva del Collegio di Garanzia presso il Coni darà in merito, anche valutando alcune osservazioni avanzate dal Comitato Nazionale dell’Aia. Il Consiglio ha ratificato la decadenza del Presidente Antonio Zappi, a conclusione dell’iter disciplinare e processuale che lo ha visto condannato a 13 mesi di inibizione.
Gravina – si legge nella nota della FIGC – ha ringraziato il vicepresidente vicario Aia Massini “per il senso istituzionale mostrato in questo periodo” e ha poi illustrato le diverse criticità politico-organizzative che stanno caratterizzando l’associazione, informando anche il Consiglio di aver ricevuto una lettera dai rappresentanti del Comitato Nazionale (letta da Massini e acquisita agli atti) nella quale si riscontra, nonostante la possibilità di indire il processo elettorale, una “situazione di incertezza interna” e di “non serenità” in un quadro di complessità generale dovuto alla “collocazione temporale del procedimento e della successiva campagna elettorale”. Il prossimo consiglio federale sarà il 26 maggio.
Un focolaio sospetto di norovirus ha colpito una nave da crociera con passeggeri britannici e irlandesi, scatenando un’emergenza sanitaria e test in corso per identificare la causa.
Ambassador Cruise Line
Oltre 1.700 persone sono state messe in quarantena su una nave da crociera arrivata a Bordeaux da Brest ieri sera, dopo la morte di un passeggero di 90 anni per un sospetto focolaio di gastroenterite.
L’hanno annunciato le autorità sanitarie. Tra i 1.233 passeggeri, per lo più britannici e irlandesi, circa una cinquantina hanno manifestato sintomi. Sono in corso test per rilevare l’eventuale presenza di norovirus.
A bordo anche 514 membri dell’equipaggio. La nave dell’Ambassador Cruise Line, partita dalle Shetland il 6 maggio, ha fatto scalo a Belfast, Liverpool e Brest prima di Bordeaux, da dove era previsto il ritorno in Spagna. Oggi a mezzogiorno, era ormeggiata in centro città, senza alcuna misura di sicurezza a terra.
Non è stata esclusa la possibilità di un’intossicazione alimentare e sono stati smentiti tutti i collegamenti con l’hantavirus.
Tra i passeggeri, in maggioranza britannici e irlandesi, oltre al novantenne deceduto, una cinquantina hanno manifestato disturbi gastrointestinali e sono in corso analisi per rilevare l’eventuale presenza di norovirus, secondo una fonte sanitaria che precisa che a bordo si trovano anche 514 membri dell’equipaggio.
Il norovirus – Il norovirus è un virus altamente contagioso responsabile di gastroenteriti acute (“influenza intestinale”), caratterizzato da vomito e diarrea rapidi, con sintomi che durano solitamente 1-3 giorni. Il contagio avviene per contatto diretto o superfici contaminate e focolai si verificano spesso in ambienti chiusi o navi. L’incubazione è breve (12-24 ore), la disidratazione è il rischio principale, il virus resiste sulle superfici.
Episodi di norovirus sono già stati segnalati a bordo di navi da crociera, come sulla Rotterdam a inizio 2026. Durante una crociera di Capodanno (28 dicembre 2025 – 9 gennaio 2026) nei Caraibi, la nave Rotterdam di Holland America Line ha registrato un focolaio di gastroenterite da norovirus.Il contagio ha colpito 94 persone in totale (85 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio) su oltre 3.500 persone a bordo.
Corteo dopo la gara di domenica 17 maggio, ecco l’ipotesi di tragitto del pullman scoperto con i campioni d’Italia. Il rettilineo di via Monte Rosa, Conciliazione, Cadorna e corso Magenta. Poi Cordusio e la Madonnina
Il percorso della festa scudetto dell’Inter
L’ipotesi del percorso è già il frutto di una prima mediazione tra la società e le forze dell’ordine. Gli ultimi dettagli verranno messi a punto nella riunione di domani mattina del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, ma il tragitto concordato non dovrebbe subire modifiche sostanziali rispetto a quello già stilato. Stiamo parlando della parata che andrà in scena domenica pomeriggio per celebrare il ventunesimo scudetto dell’Inter, che verrà consegnato a Lautaro Martinez e compagni in un San Siro quasi certamente sold out al termine della gara casalinga contro il Verona.
L’ultima partita in casa – L’ultima per la Beneamata tra le mura amiche, prima dell’ininfluente trasferta finale al Dall’Ara di Bologna. Solo ieri sera è stato reso noto l’orario di inizio del match, in programma alle 15. Un ritardo legato allo spinosissimo caso del derby di Roma e alla concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia di tennis al Foro Italico: come preannunciato nel pomeriggio dall’amministratore delegato Luigi De Siervo, la stracittadina della Capitale comincerà alle 12.30; e di conseguenza scenderanno in campo in contemporanea pure le altre squadre che stanno lottando per un piazzamento valido per la prossima Champions League, vale a dire Napoli, Juventus, Milan e Como. Una questione che non riguardava direttamente l’Inter, ma che comunque ha rallentato le comunicazioni ufficiali su anticipi e posticipi della trentasettesima giornata. È evidente che dall’orario del match dipenderà tutto quello che accadrà dopo.
Lautaro Martinez e Denzel Dumfires
Cosa è successo due anni fa – Due anni fa, il pullman con i campioni della seconda stella era uscito dalla pancia del Meazza attorno alle 16, a tre ore e mezza dall’inizio di Inter-Torino alle 12.30. Stavolta, invece, la partenza dell’autobus potrebbe essere posticipata tra le 18 e le 18.30. Scenari a parte, ecco le strade che dovrebbe percorrere il pullman scoperto. Partenza obbligata da viale Caprilli tra due ali di folla in attesa in cima alla rampa del parcheggio dello stadio: nel 2024, l’autista impiegò mezz’ora solo a raggiungere la rotonda dell’Ippodromo. Poi la tappa in piazzale Lotto e la svolta in via Monte Rosa per un lunghissimo rettilineo che attraversa piazza Amendola, lambisce lo skyline di CityLife e si conclude in piazza Buonarroti. Da lì l’autobus con i colori nerazzurri e il trofeo dello scudetto (e la Coppa Italia se l’Inter se la aggiudicherà domani sera nella finale contro la Lazio) dovrebbe percorrere via Boccaccio, approdare in piazzale Cadorna e svoltare a destra in via Carducci.
In seguito, il pullman dovrebbe raggiungere largo d’Ancona, girare a sinistra in corso Magenta e proseguire in via Meravigli. L’ultimo tratto prevede piazza Cordusio,via Orefici e l’arrivo trionfale all’ombra della Madonnina. Un tragitto parzialmente diverso rispetto a quello di due anni fa, quando i nerazzurri attraversarono viale Teodorico,corso Sempione e via Melzi d’Eril, lasciandosi a destra l’Arena Civica; poi il passaggio davanti alla sede del club in viale della Liberazione, la passerella serale tra via Turati, piazza Cavour e e via Manzoni e l’approdo in Duomo alle 23 passando da piazza Scala. Il finale non dovrebbe cambiare: tutti affacciati dalla terrazza incastonata nel complesso monumentale della Galleria Vittorio Emanuele e cori lanciati al megafono dai giocatori per condividere la gioia dello scudetto con i fan. Nel 2024, le stime parlarono di circa 400mila persone in strada per salutare i campioni d’Italia. Difficile fare meglio. Non impossibile.
Il vertice, tenutosi a Milano, tra il procuratore Viola, il pm Ascione e la Guardia di finanza ha stabilito che entro due settimane gli inquirenti faranno il punto sul materiale raccolto. La definizione dell’indagine sarà entro l’estate
A sinistra Gianluca Rocchi, ex designatore, al centro dell’inchiesta. A destra il pm Maurizio Ascione
Nuova svolta nell’ambito dell’inchiesta arbitri legati alla contestazione di frode sportiva. Non c’è infatti necessità, al momento, di sentire dirigenti di club, né di iscrivere nel registro degli indagati altre persone, oltre alle cinque già indagate tra arbitri e “varisti“, tra cui l’ormai ex designatoreGianluca Rocchi e l’ex supervisore Var, Andrea Gervasoni.
Ora in un paio di settimane gli inquirenti faranno il punto sul materiale che hanno, tra intercettazioni e testimonianze, tra cui le più recenti di questi giorni. Questo esito sarebbe sorto in un summit che si è tenuto nel pomeriggio tra ilprocuratore di Milano Marcello Viola e il pm Maurizio Ascione,titolare dell’inchiesta condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf.
Rocchi e i capi di imputazione – Allo stato, da quanto riferito, non sono emersi elementi di novità rispetto alla situazione dell’indagine, per come già cristallizzata, e dunque dai vertici della Procura è stato chiarito che per ora non saranno convocati altri testi.
Bisognerà, invece, ricostruire bene i fatti sulla base degli elementi già in atti, che hanno portato il pm a contestare, ad esempio, tre capi di imputazione a Rocchi per concorso in frode sportiva: uno per una presunta “bussata” alla sala Var in Udinese-Parmadella scorsa stagione e altri due per sospette designazioni pilotate di arbitri “graditi” o “poco graditi” all’Intersempre per partite dello scorso campionato.
Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, e Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter ed ex fischietto
Entro l’estate – In sostanza, la Procura dovrà capire come definire, prima della pausa estiva, le indagini e se andare avanti con le contestazioni di frode sportiva per quegli episodi di presunte pressioni sulle designazioni e sul filone delle “bussate” per le decisioni al Var. Rocchi, per l’episodio della presunta “combine” a San Siro del 2 aprile 2025, nello specifico concorre, da capo di imputazione, con altre persone, ma viene spiegato che in tal senso non ci sono altri indagati.
E, altra novità importante, si apprende che la recentetestimonianza del club referee manager dell’Inter Giorgio Schenone, sentito come persona informata sui fatti, non ha portato a nuove esigenze investigative.
La decisione della Prefettura di Roma incide su 5 partite di campionato. ma dall’ad De Siervo parole chiare: “Lo spostamento? Non credo proprio”
La lotta per la Champions slitta. Le partite delle squadre coinvolte nella lotta per i primi 4 posti si giocheranno non più alle 12.30 di domenica ma lunedì alle 20.45. Tutto è dipeso dallo spostamento per motivi di ordine pubblico del derby Roma-Lazio. Ma visto che i giallorossi sono impegnati nella lotta Champions e il regolamento impone la contemporaneità delle partite delle squadre che si contendono lo stesso traguardo, la decisione ha effetto anche su Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma.
Lotta Champions, 5 partite slittano a lunedì alle 20.45 – La decisione è stata presa dalla Prefettura di Roma. “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma – Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45”, recita la nota. Una scelta che contraddice dopo appena un anno l’orientamento annunciato un anno fa. Quando, dopo gli scontri dell’aprile 2025, il Viminale impose lo stop definitivo ai derby di Roma in orario serale.
La Lega non ci sta e annuncia il ricorso al Tar – La Lega Serie A ricorrerà al Tar del Lazio contro la decisione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di posticipare a lunedì 18 maggio alle ore 20.45 per motivi di ordine pubblico vista la concomitanza con gli Internazionali Bnl d’Italia. Lo apprende LaPresse da fonti della Lega A.
“Derby di Roma ormai è deciso che si gioca lunedì? Non credo proprio“. Così l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha risposto all’Agi. “Arriverà una nota formale ragionata, pesata misurando le parole. Per forza di cose sarà garantita la contemporaneità“,
Grandinata sul lago d’Iseo e sulla Franciacorta, chicchi grossi come noci e auto danneggiate
Un violento temporale, poco prima delle 14, si è abbattuto sul basso Lago d’Iseo e sulla zona della Franciacorta.
Il fenomeno più rilevante si è verificato sui rilievi che circondano lo specchio d’acqua. Per oltre quindici minuti ininterrotti, una grandinata di rara intensità ha colpito i centri collinari e la fascia costiera: rovinati molti ulivi e le piante in fiore.
Molte persone hanno raccontato di chicchi dalle dimensioni preoccupanti, grossi come noci, caduti con una forza tale dadanneggiare alcune auto.
Il rumore del ghiaccio che colpiva i tetti è stato descritto dai residenti come un “bombardamento costante“, accompagnato da raffiche di vento.
Allerta gialla – Il Centro Monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico e temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalla mezzanotte di lunedì 11 maggio e fino alle 6 di domani, martedì 12 maggio.
Rischio supercelle – Domani e mercoledì 13 maggio breve tregua dal maltempo. Mentre, giovedì 14 e venerdì 15 maggio tornerà la pioggia.Stando agli esperti deilMeteo.it, il rischio principale è rappresentato dalla formazione di temporali, anche sistemi autorigeneranti o supercelle, alimentati proprio dall’enorme divario termico tra il suolo “riscaldato” e l’aria fresca in quota. Ancora una volta le regioni del Centro-Nord si troveranno in quella pericolosa area di convergenza dove potrebbero verificarsi eventi estremi come grandinate, colpi di vento improvvisi e locali allagamenti.
La settimana fino al giorno 17 vedrà protagoniste precipitazioni diffuse. Allarme ordinario anche per rischio idrogeologico. Non si esclude un netto calo delle temperature alle porte del weekend
La mappa dell’allerta gialla su Milano e Lombardia
Il mese di maggio prosegue nella sua grande variabilità meteorologica, con il maltempo che rischia di essere protagonista anche nella settimana tra l’11 e il 17 del mese corrente.
Il Centro Monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico e temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalla mezzanotte di lunedì 11 maggio e fino alle ore 6 di martedì 12 maggio.
Nello specifico si invitano i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree arischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo.
Rischio Idrogeologico per la Regione Lombardia tra l’11 e il 12 maggio
Pioggia e temperature – Secondo gli esperti, l’inizio della nuova settimana proporrà ancora tempo instabile e nuove precipitazioni.
Ad oggi le giornate con maggiore probabilità di pioggia e possibili temporali sono chiaramentelunedì 11– quando un’area di bassa pressione abbraccerà la Regione determinando una giornata di tempo maltempo con piogge ed acquazzoni in particolar modo al mattino – giovedì 14 e venerdì 15 maggio ( un’area di bassa pressione abbraccia la Regione determinando una giornata di tempo instabile con deboli piogge un po’ su tutti i settori, in intensificazione dal pomeriggio. Nello specifico su basse pianure occidentali e Prealpi occidentali giornata perturbata con piogge e rovesci diffusi, anche a carattere temporalesco).
Le temperature sono previste stazionarie o in ulteriore calo, con valori anche al di sotto delle medie del periodo. A Milano, il 15 maggio, potrebbe esserci un netto di calo di 6/7 gradi.
Dal web a Casa Milan, fino a San Siro: i tifosi si preparano a contestare, questa sera. La società e…
I tifosi rossoneri scaldano il clima con bandiere e fumogeni
Dal web a Casa Milan, fino a San Siro: i tifosi si preparano a contestare, questa sera. La società e in primis Giorgio Furlani. La petizione lanciata su change.org che chiede le dimissioni dell’ad ha abbondantemente superato le 45mila firme verificate: “La sua gestione rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo ed è rigidamente orientata a logiche finanziarie“. Ieri, davanti alla sede rossonera, sono comparsi i primi striscioni: “Prigionieri di un ambiente malato, per favore andate via, il Milan siamo noi tifosi“. Poi, i “punti chiave del Milanismo: mentalità internazionale, stile ed eleganza, senso di appartenenza, competitività“.
Messaggi non firmati e dunque non appartenenti alla tifoseria organizzata che si ritroverà alle 18 in piazza Axum: “Contro ogni censura, sempre e solo per il nostro Milan“. Attesi altri striscioni che potrebbero essere esposti anche fuori dallo stadio. Attesi cori contro la società.La squadra, almeno all’inizio, non dovrebbe essere coinvolta: a Reggio Emilia i fischi che avevano indotto Maignan e compagni a fare dietro-front, mentre si stavano dirigendo verso il settore ospiti, erano arrivati soltanto a fine partita.
Con un comunicato il club ha annunciato di aver avviato un’indagine interna sulle notizie che circolano sui social. Diffusi gli screenshot dei messaggi tra il calciatore e la ragazzina
Il Bournemouth ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui annuncia che Alex Jimenez, ex Milan, non sarà convocato per il prossimo match di premier a causa delle notizie che stanno circolando sui social. Le notizie fanno riferimento ad uno scambio di messaggi che il calciatore 21enne ha avuto con una ragazza minorenne (pare 15 anni) con l’intenzione di adescarla. Circolano immagini di screenshot attribuiti al calciatore.
Bournemouth player Alex Jimenez’s messages with a 15-year-old girl have surfaced:
Jimenez avrebbe cercato di convincere la ragazza a un appuntamento. In particolare lei scrive: “Non conta che io abbia 15 anni?” e lui risponde “certo che mi importa ma mi piacciono le ragazze giovani. Non sono mai stato con una ragazza di 15 anni“. La diffusione degli screenshot ha provocato un’ondata di indignazione e il club inglese ha ritenuto meglio fermare Jimenez in attesa di chiarimenti. “L’AFC Bournemouth è a conoscenza dei post che circolano sui social media riguardanti il terzino destro Álex Jiménez. Il club comprende la gravità della questione e ha avviato un’indagine. Di conseguenza, Alex non sarà incluso nella rosa per la partita di Premier League di domani contro il Fulham e il club non rilascerà ulteriori commenti al momento“.
Lo spogliatoio del Real Madrid sembra essere diventato una polveriera. Secondo quanto riportato da Marca, i due centrocampisti avrebbero litigato sia mercoledì che giovedì. Il rifiuto dell’uruguaiano di stringere la mano al francese avrebbe fatto degenerare la situazione: dalla rissa che ha coinvolto più persone è uscito peggio proprio Valverde. Convocata una riunione d’emergenza dal club: “Procedimento disciplinare“
Le scorie di un’altra stagione deludente si stanno facendo sentire in casa Real Madrid. Giorni agitati nella settimana di un Clasico in cui il Barcellona potrebbe diventare campione di Spagna festeggiando davanti ai rivali di sempre.Marca ha riportato la notizia di una rissa scoppiata tra Aurelien Tchouameni e Federico Valverde negli spogliatoial termine dell’allenamento del giovedì. Lo scontro sarebbe stato molto duro, con molti compagni intervenuti per separare i due contendenti. Valverde avrebbe avuto la peggio, subendo un colpo al viso che ha causato un taglio e un viaggio in ospedaleper applicare dei punti di sutura. A quanto pare però, secondo la ricostruzione della testata madrilena, la ferita non sarebbe stata causata da un colpo diretto di Tchouameni (una caduta?). Tuttavia, il Real Madrid ha informato che il giocatore ha riportato un trauma cranico.
Le tensioni in allenamento e la riunione d’emergenza della società – I due centrocampisti avevano avuto dei battibecchi già nella giornata di mercoledì 6 maggio, acuiti poi dalla mancata stretta di mano, il giorno seguente, dell’uruguaiano nei confronti del francese. Durante la seduta i contrasti duri e ripetuti di Valverde avrebbero fatto perdere le staffe all’ex Monaco, che ha reagito negli spogliatoi al termine dell’allenamento. “Non era mai successo nulla di simile a Valdebebas“, è il commento registrato da Marca. Subito è stata convocata una riunione d’emergenza da José Angel Sanchez, braccio destro di Florentino Perez, per aprire un procedimento disciplinare nei confronti dei due giocatori e capire cos’era successo esattamente:a nessun giocatore è stato concesso il permesso di lasciare il centro sportivo durante l’incontro. L’episodio rischia di aver scoperchiato il vaso di Pandora delle divisioni interne che, a quanto pare, starebbero lacerando il Real Madrid.
Il comunicato del Real Madrid – Il Real Madrid ha poi diramato un comunicato: “Il Real Madrid comunica che, a seguito degli episodi verificatisi questa mattina durante l’allenamento della prima squadra, ha deciso di avviare un procedimento disciplinare nei confronti dei giocatori Federico Valverde e Aurélien Tchouameni. Il club fornirà aggiornamenti sull’esito di entrambi i procedimenti una volta completate le relative procedure interne“.
COMUNICADO OFICIAL.07/05/2026 El Real Madrid C. F. comunica que, tras los hechos que se han producido esta mañana en el entrenamiento del primer equipo, ha decidido abrir sendos expedientes disciplinarios a nuestros jugadores Federico Valverde y Aurélien Tchouameni. El club informará en su momento de las resoluciones de ambos expedientes, una vez hayan concluido los procedimientos internos correspondientes.
Traduzione: Google COMUNICATO UFFICIALE. 07/05/2026 Il Real Madrid C.F. comunica che, a seguito degli eventi verificatisi questa mattina durante l’allenamento della prima squadra, ha deciso di avviare un procedimento disciplinare nei confronti dei giocatori Federico Valverde e Aurélien Tchouameni. La società comunicherà l’esito di entrambi i procedimenti a tempo debito, una volta completate le relative procedure interne.
Valverde, il bollettino medico – Il Real Madrid ha reso note le condizioni di Federico Valverde. “A seguito degli esami effettuati oggi sul nostro giocatore Fede Valverde dallo staff medico del Real Madrid, gli è stato diagnosticato un trauma cranico. Valverde è a casa in buone condizioni e dovrà rimanere a riposo per 10-14 giorni, come indicato dai protocolli medici per questa diagnosi“.
PARTE MÉDICO.07/05/2026 Tras las pruebas realizadas hoy a nuestro jugador Fede Valverde por los Servicios Médicos del Real Madrid se le ha diagnosticado un traumatismo craneoencefálico. Valverde se encuentra en su domicilio en buen estado y deberá permanecer en reposo entre 10 y 14 días, tal como marcan los protocolos médicos para este diagnóstico.
Traduzione: Google REFERTO MEDICO. 07/05/2026 A seguito degli esami effettuati oggi sul nostro giocatore Fede Valverde dallo staff medico del Real Madrid, è stata diagnosticata una lesione alla testa. Valverde si trova a casa in buone condizioni e dovrà riposare per 10-14 giorni, come previsto dai protocolli medici per questa diagnosi.
Le dichiarazioni di Valverde sui social– Federico Valverde ha poi dato la sua versione dei fatti tramite Instagram. “Ieri ho avuto un alterco con un compagno di squadra a seguito di un’azione di gioco in allenamento, dove la stanchezza della competizione e la frustrazione hanno ingigantito la situazione. In uno spogliatoio normale, queste cose possono succedere e vengono risolte internamente senza diventare di dominio pubblico. Chiaramente, c’è qualcuno dietro a tutto questo, che sta diffondendo la storia rapidamente, e, in una stagione senza trofei in cui il Real Madrid è sempre sotto esame, tutto è stato ingigantito. Oggi abbiamo avuto un altro diverbio. Durante la discussione, ho sbattuto accidentalmente la testa contro un tavolo, procurandomi un piccolo taglio sulla fronte che ha richiesto una visita di routine in ospedale. In nessun momento il mio compagno mi ha colpito e nemmeno io ho colpito lui, anche se capisco che sia più facile credere che siamo venuti alle mani o che sia stato intenzionale, ma non è andata così. Sento che la mia rabbia per la situazione, la mia frustrazione nel vedere alcuni di noi arrivare alla fine della stagione con le ultime forze, demoralizzati, è arrivata al punto da aver litigato con un compagno di squadra. Mi dispiace. Mi dispiace davvero perché questa situazione mi ferisce, questo momento che stiamo vivendo mi fa soffrire. Il Real Madrid è una delle cose più importanti della mia vita e non posso esserne indifferente. Il risultato è un accumulo di cose che culminano in una lite insensata, danneggiando la mia immagine e aprendo la strada alla possibilità che inventino, diffamino e abbelliscano un incidente. Non ho dubbi che qualsiasi disaccordo possiamo avere fuori dal campo cessi di esistere in campo, e se dovrò difenderlo dentro uno stadio, sarò il primo a farlo. Non avevo intenzione di parlare fino alla fine della stagione. Siamo stati eliminati dalla Champions League e ho tenuto per me la rabbia e il risentimento. Abbiamo sprecato un altro anno e non ero nella posizione di pubblicare sui social media quando l’unica faccia che potevo mostrare era quella del campo, e sento di averlo fatto. Ecco perché sono io quello più rattristato e addolorato per questa situazione che mi impedisce di giocare la prossima partita per via di decisioni mediche. Ho sempre dato il massimo, fino alla fine, e mi fa più male di chiunque altro non poterlo fare. Sono a disposizione della società e dei miei compagni di squadra per collaborare a qualsiasi decisione ritengano necessaria. Grazie”.
08 maggio 2026
Real Madrid, il comunicato dopo la rissa tra Valverde e Tchouameni: multa da mezzo milione
Il Real Madrid ha chiuso ufficialmente il procedimento disciplinare aperto nei confronti di Federico Valverde e Aurelien Tchouameni dopo la rissa avvenuta in allenamento a pochi giorni dal Clásico. Attraverso un comunicato, il club haconfermato che entrambi i giocatori hanno mostrato “totale pentimento”per quanto accaduto, scusandosi tra loro, con la squadra, lo staff e i tifosi. La società ha deciso di infliggere una multa da 500mila euro a testa, chiudendo così definitivamente il caso interno.
Si chiude con una pesante sanzione economica il caso che aveva scosso l’ambiente madridista nelle ore precedenti al Clásico. Attraverso una nota ufficiale, il Real Madrid ha comunicato l’esito del procedimento disciplinare avviato nei confronti di Federico Valverde e Aurelien Tchouameni dopo lo scontro avvenuto durante un allenamento. Nel comunicato il club spiega che i due centrocampisti si sono presentati davanti all’istruttore incaricato dell’indagine interna, mostrando pieno pentimento per quanto successo. Entrambi hanno chiesto scusa reciprocamente e hanno esteso le proprie scuse anche alla società, ai compagni di squadra, allo staff tecnico e ai tifosi. Inoltre, si sono messi a disposizione del club accettando qualsiasi decisione disciplinare. Il Real Madrid ha quindi deciso di infliggere una multa di 500mila euro a entrambi i giocatori, dichiarando conclusi i procedimenti interni. Una scelta forte da parte della società, che ha voluto chiudere rapidamente una vicenda diventata particolarmente delicata anche per le conseguenze fisiche riportate da Valverde dopo l’episodio (trauma cranico e uno stop di 10-14 giorni).
COMUNICADO OFICIAL.08/05/2026 El Real Madrid C. F. comunica que, tras los hechos que motivaron la apertura en el día de ayer de un expediente disciplinario a nuestros jugadores Federico Valverde y Aurélien Tchouaméni, ambos han comparecido hoy ante el instructor del expediente. Durante dicha comparecencia, los jugadores han mostrado su total arrepentimiento por lo sucedido y se han disculpado entre ellos. Asimismo, han trasladado sus disculpas al club, a sus compañeros, al cuerpo técnico y a la afición, y ambos se han puesto a disposición del Real Madrid para aceptar la sanción que el club estimara oportuna.Ante tales circunstancias, el Real Madrid ha resuelto imponer una sanción económica de quinientos mil euros a cada jugador, concluyendo así los procedimientos internos correspondientes
Il comunicato del Real Madrid – “Il Real Madrid comunica che, a seguito dei fatti che ieri hanno portato all’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti dei nostri giocatori Federico Valverde e Aurelien Tchouameni, entrambi sono comparsi oggi davanti all’istruttore incaricato del caso. Durante l’audizione, i giocatori hanno mostrato totale pentimento per quanto accaduto e si sono scusati tra loro. Inoltre, hanno rivolto le proprie scuse al club, ai compagni di squadra, allo staff tecnico e ai tifosi, mettendosi a disposizione del Real Madrid per accettare la sanzione ritenuta opportuna dalla società. Alla luce di queste circostanze, il Real Madrid ha deciso di imporre una sanzione economica di 500mila euro a ciascun giocatore, chiudendo così i relativi procedimenti interni“.
Le scuse di Tchouameni: “È inaccettabile” – Tramite un messaggio pubblicato sul proprio profilo Instagram, Tchouameni ha commentato quanto accaduto con Valverdein allenamento e la successiva sanzione: “Quello che è successo questa settimana in allenamento è inaccettabile. Lo scrivo pensando all’esempio che siamo chiamati a dare ai giovani, sia nel calcio che a scuola. Non importa chi abbia ragione o torto, dovremmo sempre cercare la soluzione più calma per risolvere un conflitto.
Prima di tutto, mi dispiace per l’immagine che abbiamo dato del club. So che i tifosi, lo staff, i miei compagni, la dirigenza, tutti sono profondamente delusi da come si è sviluppata questa stagione. Ma la frustrazione non può giustificare tutto. Questi episodi, anche se possono accadere in qualsiasi spogliatoio, non sono degni del Real Madrid. Soprattutto perché il Real Madrid è il club di cui si parla di più al mondo”, ha aggiunto il centrocampista francese. “Internet ama inventare le storie più assurde per creare clamore, quindi non credete a tutto quello che viene detto o alle false ricostruzioni. Adesso non è più il momento di capire chi ha fatto cosa, chi ha detto cosa o chi avesse ragione o torto. Riconosco la sanzione del club e la accetto. Restiamo una famiglia, anche con qualche divergenza ogni tanto, ma dobbiamo sempre mettere i nostri obiettivi davanti a tutto il resto. Mi sono già scusato con il gruppo e voglio estendere le mie scuse anche a tutti i madridisti. Ora è il momento di andare avanti: tutta la nostra attenzione è rivolta al Clásico e alla parte finale della stagione, per riportare il club dove merita di stare“.
Le dichiarazioni di Valverde sui social – Nella giornata di ieri, Federico Valverde aveva dato la sua versione dei fatti tramite Instagram. “Ieri ho avuto un alterco con un compagno di squadra a seguito di un’azione di gioco in allenamento, dove la stanchezza della competizione e la frustrazione hanno ingigantito la situazione. In uno spogliatoio normale, queste cose possono succedere e vengono risolte internamente senza diventare di dominio pubblico. Chiaramente, c’è qualcuno dietro a tutto questo, che sta diffondendo la storia rapidamente, e, in una stagione senza trofei in cui il Real Madrid è sempre sotto esame, tutto è stato ingigantito. Oggi abbiamo avuto un altro diverbio. Durante la discussione, ho sbattuto accidentalmente la testa contro un tavolo, procurandomi un piccolo taglio sulla fronte che ha richiesto una visita di routine in ospedale. In nessun momento il mio compagno mi ha colpito e nemmeno io ho colpito lui, anche se capisco che sia più facile credere che siamo venuti alle mani o che sia stato intenzionale, ma non è andata così. Sento che la mia rabbia per la situazione, la mia frustrazione nel vedere alcuni di noi arrivare alla fine della stagione con le ultime forze, demoralizzati, è arrivata al punto da aver litigato con un compagno di squadra. Mi dispiace. Mi dispiace davvero perché questa situazione mi ferisce, questo momento che stiamo vivendo mi fa soffrire. Il Real Madrid è una delle cose più importanti della mia vita e non posso esserne indifferente.
Il risultato è un accumulo di cose che culminano in una lite insensata, danneggiando la mia immagine e aprendo la strada alla possibilità che inventino, diffamino e abbelliscano un incidente. Non ho dubbi che qualsiasi disaccordo possiamo avere fuori dal campo cessi di esistere in campo, e se dovrò difenderlo dentro uno stadio, sarò il primo a farlo. Non avevo intenzione di parlare fino alla fine della stagione. Siamo stati eliminati dalla Champions League e ho tenuto per me la rabbia e il risentimento. Abbiamo sprecato un altro anno e non ero nella posizione di pubblicare sui social media quando l’unica faccia che potevo mostrare era quella del campo, e sento di averlo fatto. Ecco perché sono io quello più rattristato e addolorato per questa situazione che mi impedisce di giocare la prossima partita per via di decisioni mediche. Ho sempre dato il massimo, fino alla fine, e mi fa più male di chiunque altro non poterlo fare. Sono a disposizione della società e dei miei compagni di squadra per collaborare a qualsiasi decisione ritengano necessaria. Grazie“.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Napoli
La formazione della Juve Stabia prima della partita contro il Pescara dello scorso 25 aprile. (Foto: Fabio Urbini/LaPresse)
La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro delle quote e dell’intero patrimonio aziendale della Juve Stabia, club che milita in Serie B. Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli ai sensi dell’articolo 34, comma 7 del Codice Antimafia, è stato adottato su proposta congiunta del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del procuratore di Napoli e del questore di Napoli “per preservare – spiega una nota – l’impresa dal pericolo di dispersione, alienazione e sottrazione del patrimonio, mentre è in atto l’esecuzione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria, disposta lo scorso mese di ottobre per bonificare la gestione societaria dal pericolo di condizionamento da parte della locale criminalità organizzata“.
Il decreto è stato emesso a carico di Francesco Agnello in qualità di legale rappresentante della società Stabia Capital srl,proprietaria delle quote del club calcistico.
Bonnie Tyler, celebre voce di Total Eclipse of the Heart, è in coma farmacologico dopo un’operazione eseguita per risolvere una perforazione intestinale. Il portavoce: “Decisione presa dai medici per favorire la guarigione”. A rischio il tour mondiale.
Bonnie Tyler
Ore di grande apprensione per Bonnie Tyler. La cantante britannica, 74 anni e voce del celebre brano Total Eclipse of the Heart, si trova attualmente ricoverata in un ospedale di Faro, nel sud del Portogallo, dove è stata posta in coma farmacologico a seguito di un delicato intervento chirurgico d’urgenza. A diffondere la notizia è stato un portavoce dell’artista, che ha riferito che la decisione dei medici è arrivata dopo un’operazione eseguita all’inizio della settimana per risolvere una perforazione intestinale.
l bollettino medico di Bonnie Tyler – La scelta del coma indotto, secondo quanto riferito dallo staff di Tyler, non sarebbe legata a un peggioramento improvviso ma a una strategia clinica precisa: “Bonnie è stata posta in coma farmacologico dai suoi medici per favorire la guarigione e permettere al corpo di riprendersi dopo lo sforzo dell’intervento“. Il portavoce ha poi lanciato un appello ai milioni di fan in tutto il mondo che in queste ore stanno inondando i social di messaggi di affetto: “Sappiamo che le augurate il meglio e chiediamo riservatezza e rispetto per la sua privacy in questo momento così difficile“.
Il tour per i 50 anni di carriera a rischio – Il malore ha colpito l’artista proprio mentre si trovava nel pieno dei preparativi per un importante impegno professionale. Il prossimo 22 maggio, infatti, sarebbe dovuto partire da Malta il suo nuovo tour europeo, organizzato per celebrare un anniversario storico: i cinquant’anni dall’uscita di Lost in France, il singolo del 1976 che la lanciò nel firmamento della musica internazionale prima del successo planetario di Total Eclipse of the Heart (1983). Il calendario prevedeva tappe in Germania, Repubblica Ceca e Turchia, con un gran finale previsto a Cardiff, la sua terra d’origine, nel mese di dicembre. Al momento, lo staff non ha rilasciato comunicazioni ufficiali circa l’annullamento o il rinvio delle date, ma è chiaro che la priorità assoluta resta ora il quadro clinico della cantante.
Bonnie Tyler – Total Eclipse of the Heart (Live from Top of the Pops, 1983) – Bonnie Tyler
Nell’inchiesta sulle scommesse illegali un mese con la condizionale per il calciatore della Fiorentina, sanzione pecuniaria da 78 mila euro per il giocatore del Newcastle
Sandro Tonali eNicolò Fagiolichiudono con esiti diversi la loro posizione nel filone milanese dell’inchiesta sulle scommesse illegali che ha coinvolto diversi calciatori di Serie A. Come rivelato da Il Corriere della sera, Tonali ha ottenuto la conversione della pena in una sanzione pecuniaria di 78.250 euro, mentre Fagioli ha patteggiato un mese di arresto con sospensione condizionale della pena.
Patteggiamento per i titolari della gioielleria milanese – I due calciatori finirono al centro dell’indagine su una rete di piattaforme di scommesse online non autorizzate, attive tra il 2021 e il 2023, secondo gli inquirenti gestita da Tommaso De Giacomo e Patrick Frizzera. I due organizzatori hanno patteggiato rispettivamente pene di 2 anni e 3 mesi e di 2 anni, mentre hanno patteggiato una pena di due anni e mezzo Antonio Scinocca, Antonio Parise e Andrea Piccini, i tre soci della gioielleria milanese Elysium Group srl dove i calciatori saldavano i propri debiti di gioco pagando con bonifici l’acquisto (in realtà simulato) di Rolex di lusso che non ritiravano.
Contravvenzioni per chi scommetteva non sul calcio – Nel procedimento comparivano anche altri calciatori che hanno definito la loro posizione con l’oblazione da 258 euro. Tra loro figurano gli juventini (o ex juventini) Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes,Ángel Di María e i nazionaliRaoul Bellanova e Samuele Ricci, che hanno pagato la contravvenzione per aver scommesso su piattaforme illegali (mai sul calcio, ma per lo più al poker su tavoli online in “stanze virtuali” chiuse da password). Per Tonali e Fagioli, già sanzionati in sede sportiva, il punto più delicato era l’ulteriore contestazione di aver pubblicizzato le piattaforme illegali presso altri calciatori.Prosciolti a Milano Alessandro Florenzi (allora calciatore del Milan) e Niccolò Zaniolo (che all’epoca era alla Roma) perché aveva già pagato le contravvenzioni per le loro scommesse su piattaforme irregolari in un precedente procedimento a Torino.
Tra i temi all’ordine del giorno c’è quello legato alla dichiarazione di decadenza del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi.
(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)
È stata convocata per le ore 12 di mercoledì 13 maggio la riunione del Consiglio Federale della FIGC. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del verbale della riunione dello scorso 27 aprile e alle comunicazioni del presidente, i seguenti punti:
informativa del segretario generale;
dichiarazione di decadenza del presidente nazionale AIA assunta dal Comitato Nazionale AIA: provvedimenti conseguenti;
relazioni annuali 2025 Internal Audit e OdV;
modifiche regolamentari;
nomine di competenza;
varie ed eventuali.
Tra i temi all’ordine del giorno c’è dunque anche quello legato alla dichiarazione di decadenza del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, squalificato per le pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Durante il Consiglio Federale sarà dunque l’occasione per una valutazione politica, se commissariare o meno l’Associazione.
Alla seduta, andata in scena nella giornata odierna, ha partecipato anche il presidente del club nerazzurro, Giuseppe Marotta.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
La consegna dello scudetto all’Inter e il concertone di Radio Italia in piazza Duomo sono alcuni degli appuntamenti in programma a Milano, oggi al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia.
Nel corso della seduta, il Comitato ha esaminato le misure di sicurezza connesse all’edizione 2026 di Tuttofood, in programma dall’11 al 14 maggio a Fiera Milano Rho. Al riguardo, è stata condivisa l’adozione di un provvedimento prefettizio volto all’istituzione di una zona a vigilanza rafforzata nelle aree limitrofe al quartiere fieristico per tutto lo svolgimento della manifestazione.
Successivamente, il Comitato ha esaminato le misure organizzative e di sicurezza relative ai festeggiamenti previsti il prossimo 17 maggio in occasione della consegna dello Scudetto all’Inter. Alla seduta – in cui sono stati definiti specifici servizi di ordine pubblico e di controllo del territorio, con il coinvolgimento coordinato di Polizia, Locale e altri enti competenti, finalizzati ad assicurare il regolare svolgimento delle celebrazioni, la tutela dell’incolumità pubblica e la gestione dei flussi di persone nelle aree interessate – ha partecipato anche il Presidente del club, Giuseppe Marotta.
Il Comitato ha inoltre affrontato le misure di sicurezza relative a “Radio Italia Live – Il Concerto”, in programma il prossimo 15 maggio in Piazza Duomo, per il quale è stato definito un articolato dispositivo di ordine e sicurezza pubblica, fondato sulla collaborazione tra Polizia, Polizia Locale e gli altri enti coinvolti.
Lo scorso gennaio l’Antitrust ha confermato una «grave intesa restrittiva della concorrenza» nel mercato telco e pay tv per il ciclo 2021-2024 dei diritti della Serie A.
(Image credit: DepositPhotos.com)
In seguito al pronunciamento dell’Antitrust dello scorso gennaio in cui ha confermato una «grave intesa restrittiva della concorrenza» nel mercato telco e pay tv da parte di Tim e DAZN e durata un anno e sette mesi, scatta l’ora dei risarcimenti. Nel dettaglio, Sky ha chiesto 1,9 miliardi di euro alle due società. A prendere una decisione sarà, secondo quanto riportato dall’ANSA, il Tribunale di Milano.
Il lungo procedimento, che fa riferimento al memorandum sottoscritto nel 2021 in vista della gara indetta dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A di calcio per l’assegnazione dei diritti televisivi, si era chiuso con un primo pronunciamento nel 2023, a cui erano seguiti i ricorsi al Tar della Lombardia nel 2024 e poi al Consiglio di Stato nel 2025 fino ad arrivare a gennaio, dopo una nuova istruttoria dell’Antitrust alla rideterminazione delle sanzioni,3,6 milioni per DAZN e 760.776 euro per Tim.
Nel dettaglio, per quanto riguarda la piattaforma di sport in streaming (titolare dei diritti televisivi del massimo campionato italiano di calcio fino al 2029), la multa era passata da 7.240.250,84 euro a 3.673.716,63 euro, mentre nei confronti della compagnia telefonica era stato confermato l’importo pari a 760.776,82 euro. La sentenza del Consiglio di Stato aveva confermato l’impianto accusatorio dell’Autorità, ma aveva accolto parte delle argomentazioni di DAZN sulle modalità di calcolo della multa. Alla luce della decisione del giudice, l’Antitrust ha dunque ricalcolato la sanzione.
Il Consiglio di Stato, in particolare, aveva infatti confermato la legittimità dell’accertamento, da parte dell’Autorità, dell’intesa restrittiva della concorrenza e aveva confermato la sentenza del Tar in merito alla necessità che l’Autorità rideterminasse la durata dell’infrazione. Infine, aveva accolto il ricorso di DAZN Media, affermando l’assenza di elementi comprovanti l’imputabilità alla stessa dell’intesa ed escludendo, quindi, la responsabilità di DAZN Media nel compiere l’illecito.
Pesanti rovesci in città e in provincia. Rischio idrogeologico e rischio temporali tra mercoledì e giovedì
Violento temporale a Milano: monitorati i livelli di Seveso e Lambro
Dopo le “avvisaglie” di ieri il maltempo è tornato a colpire la provincia di Milano con forti precipitazioni “a intermittenza” a partire dalla notte. Il centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardiaha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalle ore 9 di oggi, mercoledì 6 maggio, e fino alle ore 6 di giovedì 7 maggio. Emanata allerta gialla (ordinaria)anche per rischio idrogeologico dalle ore 12 di oggi e fino alle ore 9 di giovedì. Come sempre in queste occasioni a essere sorvegliati speciali sono Seveso e Lambro: il livello dei due fiumi è costantemente monitorato.
Meteo, arrivano piogge e temporali (foto Newpress)
Mercoledì 6 maggio: giornata difficile su fronte meteo – Per la giornata di oggi sono previsti rovesci diffusi, anche temporaleschi, già dal primo mattino e in spostamento da Sudovest a Nordest nelle ore centrali. Sui rilievi e sui settori più settentrionali del Nodo Idraulico di Milano si attende possibile persistenza di fenomeni temporaleschi anche nel pomeriggio ed in serata, meno probabili altrove. Nello specifico si prevedono: sulle Prealpi e Nodo Idraulico di Milano cumulate areali tra 30 e 60 mm/24h, con possibili locali picchi tra 70-100mm/24h in corrispondenza dei temporali, più probabili sul Nordovest.
Le indicazioni del Comune di Milano durante l’allerta – Il Comune di Milano nelle scorse ore ha invitato i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. Durante il periodo dell‘allerta, sottolinea il Comune, è importante prestare grande attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile del Comune di Milano sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città. Per restare sempre informati sui rischi meteorologici è possibile collegarsi al sistema di allerta della Protezione civile del Comune di Milano registrandosi al link oppure scaricando le app gratuite per sistemi operativi Ios e Android.
Le previsioni meteo: il bollettino di Arpa – “La situazione meteorologica – sottolinea Arpa Lombardia nel suo bollettino meteo – permane condizionata da venti umidi proveniente dall’Atlantico, associati ad una profonda e persistente area di bassa pressione collocata tra Francia e Penisola Iberica. Nel dettaglio, piogge e temporali diffusi nella giornata di oggi, mercoledì 6, su buona parte della regione, neve su Alpi e Prealpi oltre i 1800-2000 metri. Tra domani, giovedì 7, e venerdì 8, più sole e tempo asciutto sulla pianura, possibili veloci acquazzoni nel corso del pomeriggio sui rilievi. Sabato 9 tempo buono con prevalenza di sole. Temperature che, dopo il calo dei giorni scorsi, torneranno ad aumentare nei valori massimi, con punte in pianura diffusamente oltre i 20 °C. Tra domenica 10 e martedì 12 è probabile un nuovo passaggio perturbato più organizzato, per cui si prevedono precipitazioni su buona parte del territorio, specie a ridosso di Alpi e Prealpi. Le temperature sono previste stazionarie o in leggero calo, probabilmente con valori minimi e massimi intorno alle medie del periodo”.
Avrebbe compiuto 70 anni il 12 maggio. Innerazzurro giocò dal 1978 al 1984 vincendo uno scudetto e 2 Coppe Italia
Evaristo Beccalossi in una foto del 2023
È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, una delle bandiere dell’Inter, storico centrocampista della squadra milanese. L’ex calciatore e dirigente sportivo, che prima di militare in nerazzurro giocò anche nella sua città, Brescia, avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni, il 12 maggio. Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in clinica Poliambulanza a Brescia, dove Beccalossi era ricoverato.
Nato a Brescia nel 1956, Beccalossi è stato uno dei talenti più estrosi del calcio italiano tra gli anni Settanta e Ottanta. Era il classico numero 10: non rapido, ma capace di illuminare il gioco. Cresciuto calcisticamente nel Brescia, si impose presto per tecnica e visione di gioco. Il suo nome resta però legato soprattutto all’Inter, con cui visse le stagioni più importanti della carriera. Arrivato in nerazzurro alla fine degli anni Settanta, divenne subito un punto di riferimento per fantasia e qualità. Indossò la maglia dell’Inter dal 1978 al 1984, collezionando 216 presenze e segnando 30 reti. Con i “nerazzurri” ha vinto uno scudetto nel 1979-80 e una Coppe Italia (1981-1982). Dopo l’Inter vestì anche le maglie di Sampdoria e Monza, prima di chiudere la carriera nel 1987 con il Barletta in serie B.
Ci hai insegnato che il calcio può essere arte. Il tuo talento e il tuo esempio resteranno, per sempre. Ciao Becca, leggenda nerazzurra 🖤💙
FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Evaristo Beccalossi e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari.
Ci sembra impossibile. Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre uno di noi. Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone.
Il talento non si impara. È un dono, al massimo lo si alleva, con la testardaggine di chi è destro di piede e fin da bambino allena il sinistro nel garage di casa fino a diventare mancino, ambidestro, praticamente onnipotente con entrambi i piedi. Quello di Evaristo Beccalossi era limpido, abbagliante, in contrasto con una continuità di rendimento che a volte veniva meno nel corso delle partite ma che, sempre, gli veniva perdonata, dai compagni e dai tifosi.
Fantasista: precisamente, Beccalossi. Gianni Brera lo aveva ribattezzato ‘Driblossi‘. L’arte di dribblare, di saltare gli avversari: azzardi sfrontati, quasi sempre riusciti, con leggerezza. Il bello del calcio, il modo più romantico per far innamorare i tifosi. Coi riccioli che ciondolavano sulle spalle, con la sua cadenza inconfondibile in mezzo al campo, dava carezze al pallone. Nessuno, meglio di Peppino Prisco, ha fotografato l’iconicità di Evaristo: “Lui non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui. Lui non lo calciava, l’accarezzava riempiendolo di coccole“.
Le coccole di Evaristo sono state tante, dentro e fuori dal campo, negli anni in nerazzurro – dal 1978 al 1984 – e poi dopo, nella vita da ex calciatore, sempre al fianco dell’Inter, sempre dentro il calcio, tra Federazione, ragazzi da ispirare e far crescere. Da fantasista anche lì.
Destro, sinistro, gol e visione di gioco. Oriali,Marini, Baresicorrevano, Beccalossi inventava. E segnava, forniva assist, dipingeva traiettorie. A volte a intermittenza, a volte in maniera folgorante. Con la schiettezza e la naturalezza che lo ha sempre contraddistinto, ammetteva candidamente, senza paura di essere giudicato, perché il suo forte era anche quello: “Quando arrivavo a San Siro i compagni non sapevano se avrebbero giocato in 10 o in 12: dipendeva solo da me“.
La numero 10 sulle spalle: arrivò all’Inter dal Brescia, la squadra della sua città, nel 1978 e si trovò catapultato dentro un Meazza che lo accolse subito spellandosi le mani. D’altronde la segnalazione a Sandro Mazzola – suo predecessore con la 10 e all’epoca dirigente nerazzurro – arrivò dopo una partita in cui dribblò cinque giocatori, prima di fallire il gol davanti al portiere. Il manifesto della sua immensa bravura e anche della sua volubilità, così particolare e al tempo stesso magnetica.
“Con Beccalossi e Pasinato vinceremo il campionato“. Molti di noi non erano ancora nati, in quel 1980, ma quel coro accompagnò l’Inter di Bersellini verso il 12° Scudetto. Con Bordon, Baresi, Altobelli, Caso, Bini, Marini, Oriali, Canuti, Pasinato, Muraro, Mozzini, Pancheri, Ambu, Cipollini, Occhipinti e, ovviamente, Evaristo Beccalossi, il 10 di quella squadra. Sette gol, due nel derby dell’8 ottobre 1979. Un destro al volo di una leggerezza inarrivabile, su un campo senza erba, solo di fango. E un altro gol per chiudere una stracittadina solo nerazzurra.
Più dei gol, 37 in 215 apparizioni, più dei titoli – uno Scudetto e una Coppa Italia – Beccalossi è sempre stato l’uomo dei sogni: quello che ti poteva regalare una magia, in qualsiasi momento, e pazienza se non arrivava, tu lo avevi in campo e bastava quello, sapere di poter assistere, presto o tardi, a un dribbling, a una traiettoria impensabile. E pazienza, se in una notte di coppa, arrivarono due errori dal dischetto nel giro di cinque minuti. Ancora una volta, geniale anche in questo caso, pur senza meriti, si trasformò questa serata storta in un qualcosa di artistico: il monologo portato a teatro dall’attore Paolo Rossi.
“La cosa più bella a mio avviso era che il popolo interista si identificava in noi. Ho lasciato un buon ricordo anche al giorno d’oggi“. Non solo un buon ricordo, ma anche un orgoglio profondo nell’aver avuto il ‘Becca‘ nella storia del Club. E quella malinconia che si mischia alla tristezza profonda di queste ore ci accompagna con l’ennesimo dribbling della vita di Evaristo.
Dalla conquista dell’Europa al ruolo di grande delusa del calcio inglese. Il Chelsea sta vivendo una delle fasi più difficili della sua storia recente, con numeri che raccontano una crisi profonda e apparentemente senza via d’uscita. L’ultimo dato è emblematico:sei sconfitte consecutiveche allontanano sempre di più i Blues dalle zone europee. Una situazione impensabile fino a pochi anni fa, quando il club londinese dominava la scena internazionale sotto la guida di Thomas Tuchel, oggi commissario tecnico dell’Inghilterra.
Chelsea, che crisi: tutti i numeri di un fallimento – L’esonero del tecnico tedesco, avvenuto il 7 settembre 2022 con la squadra ancora in corsa per un piazzamento Champions, ha segnato l’inizio di una lunga discesa. Da quel momento, il rendimento del Chelsea è crollato drasticamente: la media punti è passata da 1,94 a 1,26 a partita, trasformando una squadra da vertice in una formazione da metà classifica. Nonostante l’unico acuto rappresentato dalla vittoria del Mondiale per club contro il Paris Saint-Germain, il bilancio complessivo resta estremamente negativo. Nella classifica aggregata di Premier League dal post-Tuchel, il Chelsea occupa addirittura il 12° posto, dietro non solo alle big storiche ma anche a club di livello inferiore.
Panchina ballerina . La continua instabilità tecnica ha aggravato la situazione. Dopo Tuchel, sulla panchina dei Blues si sono alternati Graham Potter, Bruno Saltor, Frank Lampard (in versione ad interim), Mauricio Pochettino e Enzo Maresca. Un turnover continuo che ha impedito qualsiasi forma di continuità tattica e progettuale. Nel frattempo, i numeri peggiori continuano ad accumularsi. La stagione 2022-23 si è chiusa con appena 44 punti,il peggior risultato del club nell’era Premier. Uno dei dati che fotografano perfettamente la dimensione del crollo. Oggi il Chelsea rappresenta un paradosso: una società capace di investire come le grandi potenze europee, ma con risultati da squadra di bassa classifica. Una crisi che, senza un’inversione di rotta netta, rischia di prolungarsi ancora a lungo.
Dopo un mese di aprile caldo e soleggiato, già a partire da questa notte potrebbero arrivare le prime piogge
Dopo tanto sole e giorni di caldo durante il mese di aprile, con picchi di massime abbastanza anomale, arriva a Milano e in Lombardia una fase di instabilità con rovesci e abbassamento delle temperature. Le prime piogge potrebbero arrivare già a partire da questa notte, mentre le giornate più perturbate saranno martedì 5 maggio e mercoledì 6. “Domani si avrà un calo delle temperature massime che passeranno dai 25-26 gradi di questi ultimi giorni a 16-17 gradi”, spiega Samantha Pilati, meteorologa della Fondazione Omd-Osservatorio meteorologico Milano Duomo. Varieranno di poco, invece, le minime. Già nella mattinata di oggi i milanesi hanno avvertito un lieve calo delle temperature, ma domani bisognerà tirare fuori una giacca più pesante.
Per la giornata di mercoledì non si escludono fenomeni a carattere temporalesco, anche di forte intensità, ma non in maniera continuativa. Già nella tarda serata è prevista qualche schiarita e la situazione meteo migliorerà nel corso delle giornate di giovedì e venerdì, in cui dovrebbe tornare il sole e si avrà un nuovo aumento delle massime. Ma il weekend non è fuori pericolo: il tempo sarà variabile, soprattutto domenica. Insomma, dopo un mese di aprile che nel complesso ha regalato giornate di sole e molto calde, più vicine all’estate che alla primavera, ora questo cambio di clima può sembrare più accentuato.
Ma in realtà è assolutamente in linea con la stagione primaverile, caratterizzata da fasi di instabilità. “Per tutta la prima fase di maggio, fino a metà mese circa, la situazione meteo sarà molto variabile”, spiega Pilati. Si verificheranno più piogge rispetto al mese di aprile, in cui il fenomeno temporalesco più significativo si è verificato il 19 aprile, con una grandinata intorno alla mezzanotte e 8,4 millimetri di pioggia caduti. È stato nel mese di marzo, però, che si è verificato l’episodio di maltempo più significativo: nel weekend del 14 e 15 marzo la pioggia e il vento di scirocco hanno colpito Milano e sono caduti rispettivamente 31,8 millimetri di pioggia il sabato e 11,5 la domenica.
I calciatori hanno raggiunto i sostenitori nerazzurri in centro, per partecipare ai festeggiamenti
L’Inter batte il Parma 2-0 a San Siro e vince il 21esimo scudetto della sua storia. Poi, spazio alla grande festa dei tifosi per le vie di Milano: dal Duomo a Piazza Castello, i sostenitori nerazzurri si sono lasciati andare a una lunga notte di festeggiamenti.Tra cori, bandiere e striscioni, a un certo punto sono arrivati a far festa anche i giocatori della squadra, che ci hanno tenuto a salutare i loro tifosi dalla terrazza in Piazza Duomo.
Inter, la festa al Duomo – Da Lautaro a Thuram, passando per Dumfries e Dimarco, gli uomini di Chivu hanno abbracciato la marea nerazzurra piombata in centro per la festa più attesa. Il capitano è uno dei primi a ‘esibirsi‘. Lautaro sorride, urla, canta: “Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi“.
L’annuncio sui social chiude la parabola dell’ex Virtus, poi al Sassari colpito da un tumore poi da una leucemia contro cui sta ancora lottando: “Ricordatemi per come ero, mi mancherai palla a spicchi”
Achille Polonara lascia il basket. Lo annuncia sui social, lo lascia dopo un tumore da cui si era ripreso tornando in campo, e una leucemia contro cui sta ancora lottandodopo il trapianto (con dieci giorni di coma farmacologico che avevano fattotemere per la sua vita).
Polonara, a 34 anni, sognava di rientrare, di tornare a giocare, di rivivere le emozioni di uno sport, la pallacanestro, che gli ha dato tanto, vincendo uno scudetto in Spagna, uno in Italia, uno in Lituania e uno in Turchia, e a cui ha dato tanto, ovunque, eroe di tutti i canestri d’Europa.
Achille voleva continuare a schiacciare, come ha sempre fatto. Ma questi mesi drammatici hanno pesato troppo: proprio un anno fa durante le finali scudetto con la Virtus gli fu diagnosticata la malattia.
Da lì un percorso lungo e pesantissimo, vissuto con la famiglia accanto, la moglie Erika, che ha sempre ringraziato, e i due figli piccoli, tra la Spagna e Bologna, dove poi ha fatto il trapianto.
Ora ha deciso di smettere e lo scrive così: “Grazie a coaches, compagni, allo staff medico di ogni squadra dove sono stato, per avermi fatto sentire un bravo giocatore e soprattutto un uomo, grazie a chi mi ha insultato nei palazzetti e sui social, siete stati la mia forza. Vorrei che questo momento non arrivasse mai. Ci ho provato riprendendo gli allenamenti individuali ma capisco che è ora di dire basta al basket giocato, perché non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quel che ero. Mi mancherai palla a spicchi”.
Polonara aveva lasciato Bologna per ripartire dalla Sardegna e da Sassari, ma ora ha deciso di fermarsi. Ci sarà tempo per la vita, per i figli, per un futuro oltre il canestro.
La struttura, in costruzione, era vuota: “L’esplosione è stata molto forte, ma i Vigili del Fuoco hanno spento l’incendio”, precisa il sindaco della cittadina. Non ci sono né morti né feriti
Una foto della nube che si è alzata dopo l’incendio a Sant’Agata Bolognese – Pagina Facebook Filctem-Cgil Bologna
Fortissima esplosione in una struttura in costruzione della Si.ste.m di Sant’Agata Bolognese (Bologna), storica azienda che fa parte del gruppo Desa (noto per marchi come Chanteclair, Spuma di Sciampagna, Quasar e Sauber, ndr). Dopo il boato, percepito da diversi cittadini, una nube nera molto alta ed estesa si è alzata dallo stabile. “L’esplosione è stata molto forte, ma i Vigili del Fuoco hanno spento l’incendio. Ho parlato sia con l’ingegnere che con il capo cantiere e confermano che non ci sono né morti né feriti“, ha detto all’AGI il sindaco di Sant’Agata bolognese. “Gli operai avevano finito il loro turno mezz’ora prima dell’esplosione“, ha riferito ancora.
Il sindaco: “Nube non dovrebbe essere tossica” – Il primo cittandino ha poi avvertito che “la nube di fumo sta arrivando nel centro abitato: occorre chiudere le finestre, ma non dovrebbe essere tossica. L’esplosione ha bruciato il tetto che, molto probabilmente, era di polistirolo e catrame, per questo il fumo è nero“. Per quanto riguarda le possibili cause dell’esplosione, una delle ipotesi, a quanto si apprende, è che, dopo aver usato la fiamma ossidrica per scaldare il catrame, qualcuno possa essere andato via prima che si raffreddasse l’apparecchio, lasciandolo ancora caldo e quindi che lo stabile abbia preso fuoco. Ma serviranno ulteriori verifiche per appurare quanto accaduto.
Grazie al successo sul Parma, i nerazzurri di Chivu conquistano matematicamente la vittoria del titolo con tre giornate di anticipo. Un trionfo nato dalle scelte della società, dalla capacità di Chivu di calarsi subito sulla panchina di una big, dalle solite stelle Lautaro, Barella e Dimarco e dalla freschezza di Pio Esposito. E nonostante l’allergia agli scontri diretti…
Lo scudetto numero 21 ha cominciato a nascere nella notte più dolorosa, quella del 31 maggio 2025, a Monaco di Baviera, finale di Champions League: Psg-Inter 5-0. Lì, come ha appena riconosciuto Simone Inzaghi alla Gazzetta, si è avuta la sensazione della fine di un ciclo. Simone ne ha preso atto andandosene, i dirigenti nerazzurri pianificando i cambiamenti, perché non tutte le ferite sono uguali, alcune lasciano traumi. Prima scelta fondante: il nuovo allenatore. Non è stato banale scommettere sul rumeno Cristian Chivu, eroe del Triplete, l’ex guerriero col caschetto. Aveva vinto uno scudetto con l’Inter Primavera (2021) e salvato il Parma, preso a novembre al terz’ultimo posto, ma era pur sempre un giovane allenatore con sole 13 partite di Serie A. Quando ha raccolto 2 sconfitte nelle prime 3 giornate, una casalinga con l’Udinese e una subendo una rimonta negli ultimi 10 minuti in casa della Juventus, molti hanno avuto la sensazione dell’azzardo esagerato.
Fattore Chivu – Invece Chivu ha conquistato presto piena credibilità. È stato intelligente a non cambiare troppo la macchina da gioco di Inzaghi, che ha prodotto un quadriennio di soddisfazioni. Ha accentuato la verticalità della manovra, ma la vera forza dell’Inter è stata ancora una volta l’automatismo delle sue linee di gioco, mandate a memoria da tempo. Come conferma il primato nelle sequenze oltre i 10 passaggi. In nessun’altra squadra il pallone scorre così fluido, difficile trovare altrove associazioni virtuose come quelle tra Alessandro Bastoni e Federico Dimarco nella pregiata fascia sinistra. Il mancato arrivo di Ademola Lookman dall’Atalanta in qualche modo lo ha aiutato, evitandogli quella rieducazione tattica che invece Conte, Allegri, Spalletti e Gasperini hanno dovuto affrontare. Cristian ha potuto contare sull’usato sicuro: 3-5-2. Ma ha legittimato l’investitura con una guida sicura e una solida gestione del gruppo, anche nei momenti critici. Ha mostrato personalità anche nella comunicazione, coraggiosa e valoriale, con perdonabili cadute di coerenza ed esagerato vittimismo verso la critica. Al traguardo, comunque, Chivu può sentirsi uno dei primi protagonisti del titolo e mostrare un paio di medaglie: 5° allenatore nella storia dell’Inter ad aver vinto all’esordio (l’ultimo era stato Mourinho nel 2008-09); primo per percentuali di vittorie (74%), davanti a Conte (68), Inzaghi (66) e Mou (64).
Pio mania – Dopo l’allenatore, bisognava scegliere i giocatori. E anche qui il presidente Beppe Marotta e il suo gruppo di lavoro hanno fatto bene, pur avendo fallito l’assalto a Lookman e a un esterno da dribbling che manca da tempo. Ma il punto cruciale era un altro: nel 2024-25l’Inter ha corso quasi fino in fondo su tre fronti, ma non ha vinto nulla, falciata sul traguardo dalla stanchezza, anche per colpa di rotazioni inaffidabili, specie in attacco. Dai5 gol in campionato di Mehdi Taremi (1) e Marko Arnautovic (4) si è passati agli 11 di Pio Esposito (6) e Ange-Yoan Bonny (5) che hanno offerto un sacrificio fisico e tattico sconosciuto ai predecessori. La freschezza di Pio, la sorpresa più bella, ha contagiato tutti. Petar Sucic, che ha regalato la finale di Coppa Italia chiudendo la rimonta sul Como nella semifinale di ritorno, ha dato il suo contributo. Manuel Akanji, ottima pescata, ha portato personalità, una fisicità che il vecchio Acerbi non poteva più garantire e un notevole contributo all’impostazione, come dimostra un dato: difensore di Serie A con più passaggi positivi. Grazie a rotazioni più affidabili (e alla prematura uscita dalla Champions League…), Chivu ha potuto ammortizzate meglio gli infortuni e i cali delle sue stelle.
Le stelle – Ma sono i soliti noti a occupare la copertina del trionfo, a cominciare da un mostruoso Federico Dimarco: record per la Serie A di assist(17) che, aggiunti ai gol (6), lo portano oltre la produzione di Lautaro (16-4). Nessuno in campionato ha partecipato a 23 gol, nessun difensore nella storia era mai andato oltre quota 20. Nell’esplosione c’entra l’aumento del minutaggio che gli ha concesso Chivu. Lautaro Martinez, il capitano, capocannoniere del torneo (16), è stato ancora una volta trascinante, anche per la sua abilità nel legare il gioco. Senza di lui, media punti e media gol si sono inabissate. Nella storia dell’Inter, solo Giuseppe Meazza e Istvan Nyers hanno allineato 5 stagioni in doppia cifra. Il Toro ha superato i 128 gol di Altobelli e ora, a quota 131, ha davanti solo Nyers (133), Lorenzi (138) e Meazza (197).Solo due stranieri(Nyers, Ibra) hanno chiuso le prime 3 stagioni all’Inter in doppia cifra come Thuram, che è partito forte ed è arrivato ancora più forte, con una pausa in mezzo. Come per Lautaro, c’è un’Inter con e senza Hakan Calhanoglu che, tra l’altro, ha segnato il gol più bello, alla Roma. Il turco, frenato dagli infortuni, ha pilotato l’approdo in porto con la personalità del comandante di lungo corso. È il centrocampista di Serie A con la miglior media-gol: uno ogni 183′. Preziosissimo in sua assenza, ma anche al suo fianco, Zielinski cresciuto tantissimo, anche nei gol: da 2 a 6.Quello alla Juventus al 90′ ha fatto la storia dello scudetto. Imperioso il ritorno nel finale di Nicolò Barella, che ha attraversato un canyon sofferto, ma anche in quel periodo non ha mai negato lotta e corsa. Comunque leader. Come Bastoni, che ha vissuto la stagione più sofferta, tra pasticciaccio Juve e Bosnia, ma specie nella prima parte, ha assicurato il solito apporto di qualità costruttiva e leadership.
I più forti – Unico neo: gli scontri diretti. A parte la rocambolesca vittoria sulla Juve e un pari col Napoli, solo sconfitte contro Milan, Juve e Napoli. Non era mai successo che l’Inter vincesse uno scudetto senza aver battuto la seconda e la terza. Un’imperfezione che non toglie nulla al quadro. Lo strabismo di Venere. L’Inter vanta il miglior attacco (81 gol) e il più alto numero di clean sheet (16). È prima nelle seguenti graduatorie virtuose: tiri in porta, tocchi in area, gol da fuori, da dentro, di testa, da fermo. Una corsa in linea può generare sorprese, una corsa di 38 tappe solo la verità: hanno vinto i più forti.
Malore poco prima di Manchester Utd-Liverpool per Sir Alex Ferguson. La leggenda dei Red Devils, 84 anni, è stato immediatamente trasportato in ospedale in ambulanza per accertamenti.
Un malore ha colpito a Manchester Sir Alex Ferguson, trasportato in ospedale dopo essersi sentito male prima della partita tra Manchester United e Liverpool, a Old Trafford. L’84enne leggendario allenatore dello United, presenza fissa alle partite del club sia in casa che in trasferta, si trovava allo stadio per assistere al match di Premier League tra le due grandi rivali del calcio inglese. Secondo Sky Sports Ferguson non ha mai perso conoscenza e si è sottoposto a controlli precauzionali. Durante i suoi 26 anni alla guida del Manchester United, dal 1986 al suo addio nel 2013, Ferguson ha conquistato 13 titoli di Premier League e 2 Champions League, per un totale di 38 trofei. In seguito, ha ricoperto il ruolo di ambasciatore del club fino al 2025. Nel 2018 aveva avuto un’emorragia cerebrale da cui aveva recuperato.
Traduttore: Google Sir Alex Ferguson è stato portato in ospedale dopo essersi sentito male all’Old Trafford poco prima della partita del Manchester United contro il Liverpool. Fonti vicine alla squadra hanno sottolineato che si è trattato di una misura precauzionale e non di un’emergenza, e Ferguson è stato portato via dallo stadio in ambulanza. I dirigenti del club sono ottimisti e credono che Ferguson sarà presto in grado di tornare a casa.
Fumo e principio di fiamme in un’area non aperta al pubblico. L’operatività dello scalo è sempre rimasta regolare: attivate le procedure di ventilazione
Il rogo si è sviluppato in una zona non aperta al pubblico
Momento di paura, nella tarda mattinata di oggi, allo scalo di Malpensa. I vigili del fuoco sono intervenuti infatti, verso le ore 13, al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano per un principio di incendio.Non si sono registrati feriti e intossicati, nonostante l’iniziale paura.
Le squadre dei distaccamenti di Busto Arsizio e Somma Lombardo, con il supporto di due partenze operative interne allo scalo, hanno spento il focolaio causato dal cortocircuito di una centralina telefonica in un tunnel di servizio utilizzato per l’accesso dei fornitori.
L’intervento dei vigili del fuoco – Il fuoco è stato domato in breve tempo, evitando così che questo si propagasse e causasse maggiori danni, compromettendo in qualche modo la struttura.
Successivamente i vigili del fuoco i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di ventilazioneoltre che quelle di messa in sicurezza. La suddetta area quindi non era aperta al pubblico. Anche per questo fortunatamente non si sono registrati feriti e non ci sono state ripercussioni per l’operatività dello scalo che è sempre stata regolare.