Ci sono stati smottamenti e molti sono gli edifici danneggiati. La situazione adesso
Terremoto a Pozzuoli -frame da video di NapoliToday
Torna la paura ai Campi Flegrei dopo la forte scossa diterremoto di magnitudo 4.7, la più violenta degli ultimi 40 anni, registrata nella serata del 31 luglio e seguita da un’altra serie di scosse registrate anche all’alba di oggi, 1°agosto. Ci sono stati smottamenti e crolli, soprattutto nell’area di Pozzuoli. Il bilancio aggiornato, fornito dalla Protezione civile, è di 26 feriti di cui due in codice rosso. Ci sono 150 nuclei familiari sfollati, per circa 300 persone complessive.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, subito dopo la scossa di terremoto, ha sentito i sindaci della zona e ha convocato il Centro coordinamento soccorsi per fare il punto della situazione. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue l’evoluzione della situazione e gli sviluppi della riunione dell’Unità di crisi, convocata dal capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano per coordinare gli interventi. “Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione e garantendo il pieno coordinamento tra tutte le strutture operative per assicurare assistenza alla popolazione e il monitoraggio del territorio“, assicura il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci.
I danni del terremoto – Come detto, i danni maggiori sono stati a Pozzuoli col crollo di un pezzo di muro da una palazzina. Dall’edificio si sono staccate grosse pietre di tufo che sono cadute su alcune auto in sosta avvolgendole in una nuvola di polvere bianca.
La Capitaneria di Porto ha segnalato che la banchina del molo non è al momento agibile e ne ha interdetto l’utilizzo. Si è inoltre verificato il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, a Napoli, che ha provocato disagi all’alimentazione della rete elettrica per 100.000 utenze, progressivamente rialimentate.
Foto da NapoliToday
Sempre a Pozzuoli sono diverse le facciate dei palazzi lesionate. In tanti sono scesi in strada e hanno trascorso la notte all’aperto. È stata attivata la distribuzione di acqua e beni di prima necessità.
Un anziano di 80 anni, costretto a letto per varie patologie, è stato messo in salvo a Pozzuoli dai vigili del fuoco, L’uomo è stato recuperato dagli uomini del gruppo Saf (speleo-alpino-fluviale) con un’autoscala perché le scale del fabbricato in cui abita sono lesionate gravemente dalla scossa di terremoto.
Sospesa per alcune ore la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, poi ripresa ma con forti ritardi accumulati.
Emergenza sfollati – Adesso c’è il problema di dare una sistemazione a chi non può rientrare in casa. Ci sono 150 nuclei familiari sfollati, per circa 300 persone complessive. “Chiedo alla popolazione di restare tranquilla, si sta lavorando sia per questo giorno che per il futuro, per erogare il contributo di autonoma sistemazione e si stanno controllando le case, c’è una lunga lista di palazzi”, interviene il presidente della Regione, Roberto Fico. Il governatore ha riferito che si sta anche lavorando per capire “se è possibile una riparazione veloce e importante al porto di Pozzuoli“, che ha subìto danni.
Pozzuoli – foto da NapoliToday
Scosse di assestamento – Dopo quelle della notte – 11 dalle 19.46 di venerdì sera fino alle 2.07 – diverse scosse di assestamento sono state registrate dall’alba di oggi, 1° agosto, dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella zona dei Campi Flegrei. Alle 5.41 i sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 2, poi alle 5.47 una scossa di magnitudo 3.1, due minuti dopo un’altra di magnitudo 3.0. E ancora alle 6.11 c’è stata una scossa di magnitudo 2.2 e alle 6.14 di magnitudo 2.1.
Caduto un muro della Cumana sui binari. Cedono due costoni tufacei a via Napoli e a Bagnoli
Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Napoli e provincia. La scossa si è verificata alle 19.46. Secondo una prima stima dell’Ingv la magnitudo è 4,7, la più intensa mai registrata. Molte persone terrorizzate sono scese in strada.
Forti i danni a Pozzuoli. “Stavolta la situazione è seria” fanno sapere le autorità. È caduto un muro della Cumana sui binari. Fortunatamente nessun treno è stato investito. Interrotto il servizio.
Si registrano cedimenti di due costoni tufacei a via Napoli e a Bagnoli.Pietre e rocce hanno colpito diverse macchine. Caduti calcinacci da più palazzi puteolani: qualcuno non riesce a entrare nella propria casa, per porte bloccate. Su più gruppi Facebook si lanciano allarmi di persone, invece bloccate all’interno.
La Prefettura ha attivato il Centro coordinamento soccorsi.
Su Facebook il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni scrive un post: “Comprendo la preoccupazione e l’apprensione che in questi momenti possono nascere, soprattutto nelle famiglie. Abbiamo immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione. Siamo in costante contatto con l’Osservatorio Vesuviano, la Protezione Civile e tutte le autorità competenti per seguire minuto dopo minuto l’evoluzione dello sciame sismico in corso. Vi chiedo di mantenere la calma, di attenervi alle indicazioni delle autorità e di affidarvi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune. Per segnalare eventuali danni o situazioni di emergenza sono attivi i seguenti numeri: Polizia Municipale: 081 8551891. Protezione Civile: 081 18894400”.
Si tratta, spiegano dall’Ingv, di un terremoto che rientra nella dinamica bradisismica in atto, espressione dunque dell’innalzamento costante del suolo: mai erano stati rilevati eventi di magnitudo così alta.
Le scosse più significative risalivano, prima dell’evento di questa sera, al 12 marzo e al 30 giugno 2025, quando era stata registrata una magnitudo di 4,6.
Il terremoto è stato avvertito intensamente anche a Napoli, dal Vomero a Chiaia, fino a tutta la zona occidentale della città (Fuorigrotta e Soccavo) e ai Colli Aminei, si registra assenza di corrente e di segnale telefonico. “Non finiva più”. “C’è stato un grande spavento”, “non salgo per ora a casa” sono le prime testimonianze raccolte per strada.
“Sentivo le mura scricchiolare, mai sentito un terremoto così forte“, è la testimonianza di Andrea Maria da Casoria. “I lampadari andavano a ruota libera“, racconta Giovanna da Mugnano. “Gli edifici del centro direzionale hanno ballato tantissimo“, dice Simona. “Abito a Posillipo, è stato terribile“, racconta Nunzia. E ancora, tra le testimonanze affidate al gruppo Facebook “Quelli della zona rossa dei Campi Flegrei:“A Quarto la casa dondolava, è andata via la luce, sono cadute le cose dalle pareti“.
Tra i principali danni infrastrutturali rilevati si segnala un crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione situato nella zona di Agnano, fondamentale per la rete di alimentazione elettrica della città.I tecnici di E-Distribuzione sono intervenuti per gestire l’emergenza e hanno già provveduto a controalimentare gran parte delle utenze coinvolte attraverso la rete secondaria delle proprie cabine, garantendo un primo ripristino con esito positivo per una vasta area del territorio cittadino.Restano tuttavia criticità localizzate. In particolare, sono giunte al centro operativo segnalazioni relative a perdite di energia elettrica ancora in corso nei quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli. Le squadre di pronto intervento sono al lavoro sul posto per ripristinare la piena funzionalità della rete nel minor tempo possibile.
Un terremoto di magnitudo 7,1 – poi rivista a 6.8 – ha scatenato un’esplosione violentissima che ha danneggiato il centro commerciale Aeon nella prefettura di Kumamoto e alcuni edifici lì accanto. Nel centro sono rimasti in trappola diversi clienti, che le squadre di soccorso stanno cercando di liberare. La scossa ha interrotto l’elettricità a migliaia di case, ha danneggiato le strade e ha ferito almeno 50 persone in tutta la prefettura. L’agenzia di stampa giapponese Kyodo News ha riferito che un ospedale della città di Yatsushiro ha preso in cura circa 40 persone rimaste ferite. Il media riferisce che alla stazione di Yatsushiro un treno è deragliato ed è caduto su un fianco, mentre al castello di Kumamoto sono stati danneggiati alcuni muri in pietra.
Il Primo Ministro Sanae Takaichi ha dichiarato che il governo sta valutando vittime e danni. Intanto ha emesso allerte di terremoto d’emergenza per le prefetture di Kumamoto, Nagasaki, Kagoshima, Fukuoka, Saga, Oita e Miyazaki: tutte sull’isola meridionale di Kyushu in Giappone. L’Agenzia Meteorologica Giapponese ha emesso un’allerta tsunami per un’onda di 1 metro (3,28 piedi), ma poi l’ha revocata. Kumamoto era stata colpita da un grande sisma 10 anni fa: 275 morti e altri 2.739 feriti. Il Giappone è uno dei paesi più soggetti ai terremoti al mondo, essendo situato lungo il Ring of Fire: nel Paese si registra il 20% dei terremoti del pianeta di magnitudo superiore a 6.
La scossa, che ha anche raggiunto il livello massimo possibile (pari a sette), sulla scala di intensità sismica giapponese Shindo, si è verificata alle 16.27 ora locale sull’isola di Kyushu
Sala Ingv – (Ipa)
Un forte terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il sud del Giappone oggi, martedì 28 luglio. Lo riferisce l’Agenzia meteorologica giapponese, che ha emesso un allarme tsunami. La scossa ha anche raggiunto il livello massimo possibile, pari a sette, sulla scala di intensità sismica giapponese(Shindo), ha aggiunto l’agenzia.
La scossa si è verificata alle 16.27 ora locale (7.27 ora italiana) sull’isola di Kyushu. Un sisma di magnitudo 7.2 aveva colpito il Giappone settentrionale il 25 giugno, senza tuttavia causare morti o danni importanti.
Il Giappone è uno dei paesi con maggiore attività sismica al mondo, trovandosi sopra quattro importanti placche tettoniche lungo il margine occidentale della‘Cintura di fuoco’del Pacifico. L’arcipelago, che ospita circa 125 milioni di persone, sperimenta centinaia di scosse ogni anno e rappresenta circa il 18% dei terremoti mondiali: la stragrande maggioranza è di entità lieve, sebbene i danni causati varino a seconda della loro posizione e della profondità sotto la superficie terrestre in cui si verificano.
Il Paese porta ancora il peso della memoria di un forte terremoto sottomarino di magnitudo 9.0 nel 2011, che ha scatenato uno tsunami che ha ucciso o lasciato dispersi circa 18.500 persone e ha devastato la centrale nucleare di Fukushima. Il 20 aprile di quest’anno, una scossa di magnitudo 7.7 ha colpito il nord del Paese, ferendo almeno 10 persone e facendo tremare i grandi edifici a Tokyo. Ciò ha spinto le autorità a emettere un avviso speciale che mette in guardia contro il rischio accresciuto di terremoti di magnitudo 8.0 o superiore.
Scossa di terremoto da 4.1 in Molise, in provincia di Isernia nella zona di Pizzone. Il sisma è stato avvertito poco dopo la mezzanotte, secondo i dati dell’Ingv (L’stituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) alle 00.08, ad una profondità di 10 chilometri. Data la vicinanza, la scossa è stata avvertita anche nel Lazio, nella provincia di Frosinone. Non si registrano al momento danni a persone o cose.
Due scosse nel giro di 40 secondi nel nord del paese. La presidente Rodriguez dichiara lo stato d’emergenza. Trump: “Numero devastante di vittime”. Tajani parla con ambasciatore Caracas, De Vito: “Al momento no vittime italiane”
Terremoto in Venezuela – (Afp)
Due violentissime scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Venezuela oggi, giovedì 25 giugno, provocando il crollo di edifici nella capitale Caracas. La presidente Delcy Rodriguez ha annunciato che almeno 32 persone sono morte e 700 sono rimaste ferite. Il numero delle vittime, secondo le autorità, è destinato a salire.
Due super scosse in un minuto – La prima scossa di magnitudo 7.2 si è verificata nell’area di San Felipe, capitale dello stato di Yaracuy nel nord del paese, poco dopo le 18 locali di mercoledì 24 giugno. Dopo appena 40 secondi, una scossa di magnitudo 7.5 è stata registrata a 23 km a sudest di Yumare, nello stesso stato a circa 300 km da Caracas, in un’area che ospita nel più grandi raffinerie del paese. L’US Geological Survey ha diffuso un’analisi preliminare descrivendo una “sequenza sismica doppia di grave entità“. Non è stato emesso un allarme tsunami. Secondo l’agenzia AFP, sono state registrate oltre 20 scosse di assestamento avvertite nel nord-est del paese.
Crollano palazzi a Caracas, stato d’emergenza – A Caracas, dove sono crollati edifici, migliaia di persone si sono riversate nelle strade per il sisma più violento nel paese dal 1900. La presidente Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza. “A coloro che purtroppo hanno subito la perdita di un familiare, porgiamo le nostre più sentite condoglianze“, ha affermato in un discorso in tv. Rodriguez non ha fornito dati sul numero delle vittime ma ha esortato medici e infermieri a presentarsi al lavoro per assistere i feriti.
Le autorità hanno interrotto le forniture di gas nelle zone colpite e l’erogazione dell’acqua è stata sospesa in alcuni settori di Caracas e in diversi stati settentrionali. Nela capitale molte abitazioni sono prive di elettricità. La rete, però, ha retto nel resto del paese. Sospese le operazioni negli aeroporti, in particolare a Caracas nello scalo internazionale Simon Bolivar. E’ stata disposta la chiusura di tutte le scuole fino alla fine della settimana.
Il messaggio di Trump – “I due forti terremoti che hanno appena colpito il popolo venezuelano sono entrambi di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime“, scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul social Truth. “Gli Stati Uniti sono pronti” ad intervenire, “e in grado di aiutare! Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici. I primi rapporti non sono buoni!!!“, afferma.
Gli Stati Uniti manderanno squadre di ricerca e soccorso, forniture mediche e umanitarie e altri beni di prima necessità in Venezuela, ha reso noto Jeremy Lewin, alto funzionario del Dipartimento di Stato responsabile degli aiuti esteri. Con un post sui social ha annunciato che gli Stati Uniti stanno coordinando le operazioni con i loro partner nel governo venezuelano e che il Dipartimento di Stato ha già mobilitato un team di assistenza.
Tajani parla con ambasciatore Caracas, De Vito: “Al momento no vittime italiane” – Al momento “non risultano vittime italiane in Venezuela” anche se “abbiamo notizia di diversi connazionali le cui abitazioni sono risultate danneggiate o addirittura distrutte“, ha affermato l’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, parlando a RaiNews24. De Vito ha aggiunto come “assieme al consolato generale a Caracas e il consolato a Maracaibo stiamo verificando le condizioni dei nostri connazionali“. Come già spiegato in una nota della Farnesina il nostro ambasciatore ha confermato di essere “in contatto con il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha proposto all’Unione europea di attivare il meccanismo della Protezione civile“.
Tajani ha contattato l’ambasciatore d’Italia a Caracas e chiesto all’ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che “l’Italia è pronta a prestare assistenza“.
Gli aiuti degli altri paesi – I paesi confinanti hanno offerto aiuti umanitari e supporto per i soccorsi. Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha ordinato l’invio immediato di aiuti umanitari in Venezuela. Si sono attivati immediatamente anche Panama e Brasile. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha incaricato il ministero degli Esteri di valutare interventi immediati. Dal Salvador, il presidente Nayb Bukele ha annunciato l’invio di 300 soccorritori.
Possibile maremoto alle Isole Vergini e a Porto Rico
Un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il Venezuela: lo riferisce l’Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti. L’epicentro si trova a circa 28 chilometri a ovest della città di Morón, sulla costa caraibica del Paese, la profondità è di 13 chilometri. Nella capitale, Caracas, la popolazione ha evacuato edifici e abitazioni mentre la scossa faceva tremare le strutture. Almeno due edifici sono crollati nel quartiere di Los Palos Grandes, nel comune di Chacao, nell’area metropolitana di Caracas. Lo riferiscono media locali e residenti della zona, che hanno segnalato i crolli lungo la Primera Avenida, tra l’Avenida Francisco de Miranda e la Primera Transversal.
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Epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno
Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato oggi nella zona sudoccidentale di Creta, in Grecia. Lo riferisce il Centro sismologico euro-mediterraneo spiegando che il sisma ha avuto un epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno. Non si segnalano danni.
Registrato alle 19.28 un nuovo evento sismico nel mare tra Calabria e Sicilia dopo quello del 2 giugno scorso. Secondo l’Ingv l’ipocentro è stato localizzato a 214 chilometri, un dato che ha contribuito ad attenuare la percezione in superficie, rendendo la scossa scarsamente avvertita in superficie
La terra è tornata a tremare in Calabria, anche se la scossa è stata scarsamente avvertita per l’elevata profondità dell’ipocentro.Un nuovo terremoto è stato registrato poco fa nel Tirreno meridionale. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto magnitudo 4.7 ed è avvenuto alle 19.28 di oggi, sabato 13 giugno 2026.
L’epicentro è stato localizzato in mare, al largo di Tropea, con un ipocentro molto profondo: 214 chilometri. È proprio la profondità, ancora una volta, il dato principale dell’evento sismico: un elemento che ha contribuito ad attenuare la percezione della scossa in superficie. L’Ingv precisa che il terremoto è stato localizzato dalla Sala sismica di Roma e che, sulla base dei dati disponibili, non risultano comuni italiani entro 20 chilometri dall’epicentro.
Epicentro in mare e ipocentro profondo – La scossa è stata localizzata a 54 chilometri a nord di Messina, 65 chilometri a nord di Reggio Calabria, 81 chilometri a ovest di Lamezia Terme e 97 chilometri a sud-ovest di Cosenza. Distanze che spiegano la possibile percezione su un’area ampia, pur in presenza di un evento avvenuto molto in profondità e non sotto i centri abitati.
Il quadro richiama quanto già accaduto nei giorni scorsi, quando una scossa molto più intensa, di magnitudo 6.2, era stata registrata nel Tirreno al largo della Calabria, con ipocentro a circa 250 chilometri. Anche in quel caso il terremoto era stato avvertito in un’area molto ampia del Mezzogiorno, generando paura ma senza conseguenze gravi in superficie.
Il precedente e il ruolo della profondità – Commentando quel precedente evento, il direttore generale della Protezione civile regionale Domenico Costarella aveva spiegato a LaC News24: «Si è trattato di un terremoto di magnitudo 6.2 con epicentro al largo della costa calabra, a 250 chilometri di profondità. Questo ha sicuramente mitigato i danni ma ha avuto un risentimento elevato».
Una lettura che torna utile anche per la scossa di oggi. I terremoti profondi del Tirreno meridionale sono legati a dinamiche geologiche che avvengono nella placca in subduzione sotto l’arco calabro. Non si tratta quindi di eventi superficiali localizzati sotto i centri abitati, ma di fenomeni che possono propagare le onde sismiche su territori molto estesi. In questo caso, tuttavia, la magnitudo più contenuta e l’ipocentro a 214 chilometri hanno fatto sì che la scossa fosse percepita in modo limitato.
Al momento l’evento resta monitorato dall’Ingv. I parametri di localizzazione e magnitudo rappresentano la migliore stima disponibile e potranno essere aggiornati in caso di nuove elaborazioni.
Terremoto oggi alle 10:36 tra Liguria ed Emilia di magnitudo 3.4 secondo la rivelazione Ingv con epicentro a Bedonia (Parma). L’evento fa parte di uno sciame sismico che dalla serata di ieri interessa i Comuni del Tigullio con decine di altre scosse, tra Bedonia e Tornolo, avvertite anche in Liguria.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata oggi, martedì 9 giugno, alle 10:36 dall’Ingv al confine tra Emilia-Romagna e Liguria, con epicentro a Bedonia, in provincia di Parma, e con ipocentro a 10.4 chilometri di profondità. Lo ha comunicato l’Istituto di geofisica e vulcanologia sui propri canali social. La scossa fa parte di uno sciame sismico che è in corso dalla serata di ieri e interessa l’Appenino settentrionale con decine di altre scosse, tra Bedonia e Tornolo, avvertite dalla popolazione locale, anche in varie zone della Liguria. al momento fortunatamente no si segnalano danni.
La terra infatti aveva tremato in zona più volte anche la scorsa notte. Una serie di scosse sono state avvertite in diversi Comuni del Tigullio, soprattutto dell’entroterra del Levante ligure, dove lo sciame è durato dalle 23 circa fino alle prime luci del giorno. L’epicentro del sisma, con un totale di 23 scosse di magnitudo superiore a 2 gradi della scala Richter, è stato registrato a Tornolo, sull’Appennino parmense.Anche la scossa di questa mattina è stata seguita da diversi repliche tra cui la più forte ha avuto intensità pari a magnitudo 2.9, rilevata dai sismografi dell’Ingv circa 45 minuti dopo.
“A seguito delle scosse di terremoto avvertite nel territorio, si informa la cittadinanza che il Comune sta monitorando costantemente la situazione, mantenendosi in contatto con i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, i Carabinieri e la Polizia Locale. Al momento non risultano segnalazioni di particolari criticità sul territorio comunale.Invitiamo la popolazione a mantenere la calma, a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e a evitare la diffusione di notizie non verificate. Eventuali aggiornamenti saranno tempestivamente comunicati attraverso i canali istituzionali del Comune“, si legge sulla pagina Facebook della Polizia locale di Bedonia.
Evacuati edifici e sospesi treni. Non sono stati segnalati feriti né danni. L’US Geological Survey ha dichiarato che il sisma si è verificato lunedì pomeriggio a circa 25 chilometri di profondità
Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito la zona occidentale di Cuba, scuotendo gli edifici dell’Avana e dintorni. Non sono stati segnalati feriti né danni. L’US Geological Survey ha dichiarato che il sisma si è verificato lunedì pomeriggio a circa 25 chilometri di profondità, nelle acque a ovest della capitale.
Evacuati edifici, e sospesi treni – Le autorità della contea di Miami-Dade hanno dichiarato di aver evacuato diversi edifici a scopo precauzionale e che il servizio di due treni pendolari sopraelevati è stato temporaneamente sospeso. La faglia di Oriente si trova al largo della costa sud-orientale di Cuba e in passato ha provocato terremoti devastanti, tra cui un sisma di magnitudo 7.7 nel gennaio 2020 che ha causato danni a Cuba e alle Isole Cayman.
🔴 Sobre la 1:00 p.m. de este 8 de junio un terremoto de 6.1 sacudió México y Cuba: el Canal de Yucatán, aproximadamente a 104 kilómetros al oeste-noroeste de Mantua, en el extremo occidental de Cuba, según datos preliminares del Servicio Geológico de Estados Unidos.
Scosse sono state segnalate anche nella Florida sud-occidentale, ha riferito il Servizio Meteorologico Nazionale di Miami in un tweet. Una valanga di post sui social media indicava che le persone avevano avvertito la scossa anche a nord di Orlando.
#ULTIMAHORA Se registra sismo de 6.4 grados en Cuba. También se percibió en la Península del Sur. Hasta ahora no se reportan daños ni alerta de tsunami. pic.twitter.com/R82iaebNb0
William Barnhart, geofisico dell’US Geological Survey, ha descritto il terremoto di lunedì come estremamente raro. Si tratta del terremoto più forte mai registrato nel Golfo del Messico con strumenti moderni, risalenti agli anni ’50.
Il potente sisma ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 locali
PECHINO – Alle 7.37 del mattino la terra ha tremato nel sud delleFilippine. Il terremoto più forte dell’anno nel Paese: magnitudo 7.8. Almeno 15 finora le vittime e oltre 200 i feriti. Diversi edifici crollati. Sono state emesse allerte tsunami in diversi Paesi, dalle Filippine all’Indonesia, al Giappone e all’Australia. Alcune delle allerte sono state ora revocate. Cinque ore dopo la scossa, il Centro di allerta tsunami del Pacifico ha dichiarato che il pericolo di uno tsunami era ormai in gran parte scampato e l’allerta è stata revocata nelle Filippine.
L’epicentro in mare, al largo dell’isola di Mindanao, a una profondità di 33 chilometri, a circa 32 chilometri a sud-ovest della città di Maasim, nella provincia di Sarangani, affermano le autorità filippine. L’U.S. Geological Survey ha registrato scosse di assestamento fino a magnitudo 6.5.
(afp)
“Diversi edifici sono crollati. Anche alcune case sono crollate”, ha detto la polizia della città di General Santos senza fornire al momento un bilancio più preciso. General Santos, città portuale con oltre 700.000 abitanti, fulcro dell’industria dell’esportazione del tonno, è stata tra le più colpite.
Subito dopo la prima scossa, le autorità filippine hanno sollecitato i residenti a evacuare immediatamente verso zone più elevate: “Non aspettate, la vostra vita è più importante di qualsiasi cosa lasciata indietro”, le parole del presidente Ferdinand Marcos Jr. Il governo ha ordinato la sospensione delle lezioni in tutte le zone colpite a Mindanao: oggi nelle Filippine era il primo giorno di rientro a scuola dopo la pausa estiva.
Onde di 1 metro sono state rilevate nelle province filippine di Sultan Kudarat e Sarangani. La vicina Indonesia ha nel frattempo revocato l’allerta tsunami: ci sono state piccole onde di tsunami in almeno nove località dell’Indonesia, la più alta delle quali, pari a 0,75 metri, è stata rilevata sull’isola di Sangihe, a circa 1.000 km a sud dell’epicentro. Anche l’Australia ha revocato l’allerta. L’Agenzia meteorologica giapponese ha dichiarato che uno tsunami di lieve entità è stato osservato sull’isola principale di Okinawa intorno alle 12:18. Inoltre, intorno alle 13:46 è stato osservato uno tsunami di 20 centimetri sull’isola di Chichijima.
Le Filippine, uno dei Paesi più soggetti a disastri naturali al mondo, sono spesso colpite da terremoti ed eruzioni vulcaniche a causa della loro posizione sull’anello di fuoco del Pacifico.
Il potente terremoto ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 locali
Un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito le Filippine meridionali, secondo quanto riportato da Afp. Il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC), gestito dalla National Oceanic and Atmospheric Administration ha emesso un’allerta tsunami.
Il potente terremoto ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 ora locale. L’epicentro è a 24 chilometri a ovest-sud-ovest di Burias, a una profondità di 35 chilometri. Il PTCW ha avvertito che sono possibili onde “entro le tre ore dal sisma” lungo le coste delle Filippine, dell’Indonesia, di Taiwan e fino al Giappone.
Le Filippine, uno dei paesipiù soggetti a disastri naturalial mondo, sono spesso colpite da terremoti ed eruzioni vulcaniche a causa della loro posizione sulla “Cintura di fuoco” del Pacifico, un arco di faglie sismiche che circonda l’oceano. L’arcipelago è inoltre flagellato dacirca 20 tifoni e tempeste tropicali ogni anno.
Per ora nessun danno segnalato. L’epicentro è stato localizzato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, con un ipocentro particolarmente profondo di 250 chilometri sotto il livello del mare
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata dall’INGV a mezzanotte e dodici minuti del 2 giugno 2026, al largo della Costa Calabra nord-occidentale nella provincia di Cosenza.
L’epicentro è stato localizzato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, con un ipocentro particolarmente profondo di 250 chilometri sotto il livello del mare. La scossa è stata nettamente percepita in tutta l’area tirrenica della Calabria, da Cosenza fino alle zone costiere, con segnalazioni di vibrazioni anche nei comuni dell’entroterra. Il terremoto è stato avvertito in gran parte del Sud Italia: segnalazioni da Palermo a Bari.
Il terremoto vicino alla provincia di Cosenza – Le prime informazioni raccolte nelle ore successive dalle forze dell’ordine e dai Vigili del Fuoco non riportano danni evidenti a persone o edifici.
Le caratteristiche dell’evento – in particolare la profondità dell’ipocentro – hanno limitato l’impatto delle onde sismiche sulla superficie, riducendo il rischio di danni gravi. Tuttavia, lo spavento tra la popolazione è stato significativo, soprattutto nei centri abitati più vicini come Amantea, Belmonte Calabro e San Lucido, che storicamente sono località sensibili alle attività sismiche del Tirreno meridionale.
La zona interessata è considerata ad alta sismicità: nel passato, forti terremoti hanno caratterizzato la storia della Calabria occidentale, tra cui quelli del XVII e XVIII secolo che causarono gravi danni e vittime. Il territorio è soggetto a frequente attività sismica: nelle ultime settimane sono stati registrati diversi eventi di minore entità, con magnitudo tra 2.5 e 3.7, che hanno interessato sia la costa che il Tirreno meridionale.
Le conseguenze – Nonostante la magnitudo elevata, la combinazione della posizione offshore e della notevole profondità ha in gran parte escluso conseguenze drammatiche.Resta alta, però, l’attenzione della Protezione Civile e degli operatori locali, mentre proseguono i controlli di rito su infrastrutture ed edifici lungo la fascia tirrenica calabrese.
L’area della Costa Calabra nord-occidentale si conferma una delle più sorvegliate d’Italia in termini di rischio sismico, insieme ad altre regioni colpite da eventi devastanti come la Sicilia nel 1908, l’Irpinia nel 1980 e l’Italia centrale nel 2016. Il costante monitoraggio rimane fondamentale per la sicurezza dei cittadini calabresi.
Convocata l’unità di crisi – Dopo il terremoto in mare al largo della costa calabra, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile “è in contatto con le strutture di protezione civile sul territorio», fa sapere il Dipartimento sui social. La scossa, con epicentro in mare, a 250 chilometri di profondita, è stata «avvertita in gran parte del Sud», spiega la P.Civile, sottolineando che, anche se al momento non ci sono segnalazioni di danni, ci sono «verifiche in corso». Il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano ha convocato l’Unità di Crisi a Roma per seguire la situazione.
Il movimento tellurico, che secondo le prime testimonianze è stato preceduto da un lieve ma nitido boato, ha avuto una dinamica prevalentemente ondulatoria
L’epicentro della scossa delle 7,58
La terra torna a tremare in Romagna dopo il brusco risveglio nella notte. Una nuova scossa di terremoto è stata distintamente avvertita dalla popolazione lunedì mattina, alle 7,58. Il movimento tellurico, che secondo le prime testimonianze è stato preceduto da un lieve ma nitido boato, ha avuto una dinamica prevalentemente ondulatoria
Si tratta del quarto evento tellurico nel giro di poche ore. La notte scorsa, alle 1,51, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia avevano infatti già registrato una prima scossa di magnitudo 3.2, con epicentro localizzato nei pressi di Meldola, nel Forlivese, a una profondità di 22 chilometri. La scossa delle 7,58, arrivata in concomitanza con il risveglio e l’inizio delle attività lavorative, ha generato l’immediato tam-tam sui canali social e sulle chat cittadine.
Secondo quanto stimato dall’Ingv, la magnitudo è stata come quella della notte, 3.2 Richter, sempre nella zona di Meldola, con ipocentro a 8 chilometri di profondità. E’ seguita una replica di magnitudo 2.3 Richter, che si è sviluppata sempre nella zona di Meldola a 9 chilometri di profondità alle 7,59.
Tra le due scosse più intense l’Ingv ha registrato anche due lievi terremoti. Il primo alle 2,38 con epicentro nella zona di Meldola di magnitudo 1.6 Richter, e il secondo di magnitudo 1.4 con epicentro nella zona di Forlimpopoli alle 7,40. Nella notte tra sabato e domenica, all’1,53, si era verificata una lieve scossa di magnitudo 1.4 nella zona di Civitella.
Terremoto nei Campi Flegrei: magnitudo 4,4. Sciame sismico in corso, segnalati danni a Bacoli
Il sisma di magnitudo 4.4 localizzato nel golfo di Bacoli e avvertito in tutta l’area flegrea. Disposta la chiusura delle scuole a Pozzuoli, Monte di Procida, Bacoli e Quarto
Epicentro in mare, avvertita in numerosi quartieri. Fino alle 6.30 avvertite quattro scosse dai rilevatori Ingv. non si registrano feriti. Scuole chiuse nei quartieri napoletani di Bagnoli e Fuorigrotta, poi a Bacoli, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Monte di Procida e Procida. Fermi anche i siti del Parco arcehologico dei Campi Flegrei. Riperta la Linea 2
Tornano a tremare i Campi Flegrei. Una scossa di terremoto di magnitudo 4,4, con epicentro in mare e a una profondità di 3 chilometri, è stata distintamente avvertita dalla popolazione alle 5.50. È in corso unosciame sismico, come spiega l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv): fino alle 6.30 gli oscillometri hanno rilevato quattro scosse. Fermi i treni di Circumflegrea e Trenitalia. La Linea 2 della metropolitana ha riaperto poco dopo le 9.
Non si registrano danni, tranne alcuni leggeri cedimenti a Bacoli, al Belvedere Maurizio Valenzi e a Punta Epitaffio. Precauzionalmente sono chiuse le scuole nei comuni flegrei e nei quartieri napoletani di Bagnoli e Fuorigrotta.
Un brusco risveglio per i cittadini di Bacoli, Pozzuoli e dell’intera area, l’evento è stato avvertito anche in diversi quartieri di Napoli, da Pianura al Vomero, da Fuorigrotta al centro storico. La scossa è tra le più forti della storia recente dei Campi Flegrei, inferiore scosso al terremoto del 30 giugno 2025, quandosi registrò una magnitudo di 4,6.
“Non finiva più, forte e lunga“, racconta Anna. “Stiamo ancora tremando“, dice Vincenzo, che vive a Monte di Procida. “Il letto tremava senza sosta“, racconta Ilaria da Quarto. Segnalati danni a Bacoli. Al belvedere “Maurizio Valenzi” di via Castello, a Bacoli, è crollata una parte dell’arco, uno dei punti panoramici più conosciuti della città.
L’evento rientra nella crisi bradisismica in atto dal 2005: il costante sollevamento del suolo continua procura stress alle rocce, generando i terremoti, con i quali la popolazione convive da tempo.
Nel solo mese di aprile, secondo l’ultimo bollettino dell’Osservatorio Vesuviano, ai Campi Flegrei erano stati registrati 315 terremoti: l’evento più energetico è stato registrato l’8 aprile, di magnitudo 3,4.Dagli inizi di aprile i sensori hanno registrato un sollevamento del suolo con valore medio mensile di circa 15 millimetri al mese.
I controlli e i danni – Non si registrano richieste di soccorso ai vigili del fuoco dopo la scossa di magnitudo 4.4. È stata inviata una squadra di vigili del fuoco nel territorio di Bacoli per la rimozione di alcuni massi dalla strada dopo cedimenti registrati lungo i costoni tra Punta Epitaffio e Punta Pennata.
Scuole chiuse nei quartieri napoletani della “Zona rossa” di Bagnoli e Fuorigrotta (le aree cittadine più vicine all’area Flegrea), Bacoli, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Monte di Procida e Procida. L’Eav ha comunicato l’interruzione temporanea della circolazione ferroviaria. “Causa evento tellurico– si legge in un messaggio condiviso sui social – la circolazione ferroviaria è temporaneamente interrotta sulle linee Cumana e Circumflegrea per effettuare le dovute verifiche statiche“. Anche Trenitalia sospende tutte le circolazioni “per verifiche tecniche sulla linea a seguito di un evento sismico nei pressi di Napoli Campi Flegrei”. La Linea 2 della metropolitana riapre poco dopo le 9.
A Bacoli, precisamente al belvedere Maurizio Valenzi di via Castello, è crollata una parte dell’arco, un uno dei punti panoramici più belli e conosciuti della città. “In molti ci segnalano il cedimento di parte di intonaci di dalle facciate di edifici privati. – aggiunge il sindaco Della Ragione – Stiamo ricevendo chiamate da parte di residenti che ci segnalano criticità all’interno delle abitazioni private. E ci vengono segnalati anche danni ai costoni che affacciano sul mare“.
Il Parco Archeologico dei Campi flegrei, fa sapere il direttore Fabio Pagano, “chiude tutti i suoi siti per consentire controlli tecnici di sicurezza”.
Le reazioni – Il sistema regionale della Protezione Civilesi è immediatamente attivato a seguito della scossa. L’assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, è in contatto con la Prefettura e tutti i comuni dell’area per verificare se vi siano richieste da parte del territorio e tiene informato il presidente Roberto Fico. Sono in corso verifiche di eventuali danni da parte degli enti locali e delle autorità competenti. I Comuni hanno attivato i propri Centri Operativi.
“È stata forte – scrive sui social il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione – Abbiamo appena avvertito una forte scossa sul nostro territorio. Ho disposto la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private di Bacoli. E, contestualmente, la verifica di tutte le strutture scolastiche. Siamo in strada per verificare eventuali danni“. Qui come in tutti i comuni flegrei è convocato il Centro Operativo Comunale.
“Mi rendo assolutamente conto delle preoccupazioni che ognuno di noi ha vissuto in questi minuti – aggiunge il sindaco di Bacoli – ma invito la comunità alla calma. Noi ci siamo. Vi chiedo di difendere queste prime informazioni“.
“Abbiamo attivato il Centro Operativo Comunale, allertato tutti i tecnici per le verifiche sul territorio e stiamo predisponendo la sospensione delle attività didattiche per consentire i dovuti controlli sugli edifici scolastici“, dice il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. Il primo ittadino ha firmato un’ordinanza con cui conferma la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, inclusi asili nido; la sospensione delle attività sportive nelle palestre scolastiche la chiusura della Biblioteca Comunale e del Cimitero Civico.
Il sindaco di Quarto, Antonio Sabino, ha disposto l’avvio immediato di verifiche in tutte le scuole del territorio e negli edifici pubblici. “Dai primi, provvisori accertamenti nel territorio di Quarto non si registrano danni. – dice – In via precauzionale disponiamo per la giornata di oggi maggio la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale. Chiuso anche al cimitero in attesa delle verifiche tecniche“
A Qualiano, il sindaco Raffaele de Leonardis pubblica una nota: “A seguito dell’evento sismico registrato questa mattina alle ore 5:50, ho disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sul territorio comunale. Una decisione assunta in via precauzionale per consentire ai tecnici comunali e agli organi competenti di effettuare tutte le verifiche necessarie sulla stabilità e sulla sicurezza degli edifici scolastici“.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato una riunione del Centro Coordinamento dei Soccorsi in relazione. Hanno partecipato l’assessore alla Protezione civile Regionale, Fiorella Zabatta, l’Assessore presso il Comune di Napoli, Maria Striano, i sindaci di Bacoli, Josi Gerardo della Ragione, Pozzuoli, Luigi Manzoni, il sindaco di Giugliano in Campania, Diego Nicola D’Alterio, quello di Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo; di Quarto, Antonio Sabino. Presenti il Dipartimento della Protezione Civile nazionale, la direttrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, il direttore della prevenzione della Asl Napoli 2 Nord; il direttore Uoc 118, Luigi Langella, la Sala Operativa Regionale Unificata della Protezione Civile; la Città Metropolitana di Napoli; Italo Giulivo per la Protezione Civile della Regione Campania; i rappresentanti del Comune di Napoli, dei Vigili del Fuoco, delle Forze di polizia e l’Ufficio Scolastico Regionale, Terna.
Il sisma alle 5 e 18, ora italiana. Non si hanno notizie al momento su eventuali conseguenze
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo stimata 5. è stata rilevata a Creta.L’epicentro è stato in mare, a circa un chilometro dalla costa di Ferma, nel comune di Ierapetra. Si tratta del versante meridionale dell’isola. Non si hanno al momento notizie su eventuali conseguenze. Quando la terra ha tremato erano le 5 e 18, ora italiana. Gli strumenti hanno registrato un ipocentro di 15 chilometri.
All’inizio di marzo, un terremoto di magnitudo 5.3 ha colpito la Grecia nord-occidentale, senza causare vittime né danni significativi. Secondo uno studio pubblicato a novembre sulla rivista Scientific Data, nel Paese sono state registrate oltre duemila tracce di faglie sismiche attive.
1 ora fa – Sospese linee ferroviarie ad alta velocità – La circolazione su alcune linee ferroviarie ad alta velocità che collegano Tokyo con città del nord del Giappone è stata sospesa: lo riporta l’emittente pubblica “Nhk“. Tra i tratti interessati c’è la linea Tohoku Shinkansen, che collega la capitale giapponese con Aomori.
Al momento stanno invece funzionando regolarmente gli aeroporti di Shin-chitose e Sendai, situati in zone prossime all’area interessata dal sisma.
1 ora fa – Nessuna anomalia a Fukushima – La Tokyo Electric Power Company (Tepco) fa sapere che non sono state riportate «anomalie» riguardanti le centrali nucleari di Fukushima Daiichi e Fuykushima Dainidopo il terremoto registrato sul versante nord-orientale del Giappone: lo riferisce la tv pubblica “Nhk“.
La stessa Tepco aggiunge che al momento non si riscontrano anomalie neppure per quanto riguardan le centrali nucleari di Higashidori e Onagawa, situate più a nord.
1 ora fa – La premier: segnalati danni umani e materiali dopo il terremoto –Le autorità del Giappone hanno ricevuto segnalazioni di «danni umani e materiali attualmente in fase di verifica» dopo il terremoto di magnitudo 7.5 e il conseguente tsunami che interessa in particolare il nord-est del Paese: lo ha affermato la premier nipponica, Sanae Takaichi, in un post online citato dal “Sky News“. «D’ora in avanti otterremo informazioni dettagliate gestiremo la risposta all’emergenza», ha aggiunto.
1 ora fa – Il precedente – L’11 marzo 2011 un violento terremoto di magnitudo 9.1 colpì al largo della regione di Tohoku, nella prefettura di Miyagi, generando un devastante tsunami con onde oltre i dieci metri. Il disastro causò circa 20mila vittime e l’incidente nucleare diFukushima.
1 ora fa – Registrate onde di 80 centimetri nel nord del Paese – In Giappone il forte terremoto di lunedì mattina, 20 aprile 2026, ha causato uno tsunami con onde alte 80 centimetri che stanno raggiungendo le coste. Lo riporta la “Afp” precisando che, in particolare, è stato interessato un porto nel nord del Paese. L’onda è stata osservata in un porto di Kuji, nella prefettura di Iwate, ha precisato la “JMA“.
L’allarme tsunami era stato diramato subito dopo la scossa, avvertita anche aTokyo, con una stima di possibile impatto di onde fino a 3 metri. Le autorità hanno invitato la popolazione a evacuare in zone più alte rispetto al livello del mare.
1 ora fa – L’ora precisa della scossa – Il terremoto di magnitudo 7.4 è stato registrato sul versante nord orientale del Giappone, nella regione del Tohoku, alle 16.53 ora locale (le 9.53 in Italia).
La scossa ha avuto epicentro in mare a largo della prefettura della Costa di Sanriku, a dieci chilometri di profondità, rende noto la Japan meteorological agency che ha lanciato un allarme tsunami nelle prefetture di Iwate e dell’Hokkaido.
1 ora fa – Avvistato tsunami, controlli a centrale nucleare Onagawa – È stato avvistato uno tsunami al largo delle coste giapponesi. Lo riporta “Nhk News”. Inoltre le autorità stanno controllando la centrale nucleare di Onagawa per verificare la presenza di eventuali anomalie in seguito al terremoto.
1 ora fa – Crolli di muri in blocchi di cemento non rinforzati – Il terremoto ha raggiunto il livello 5 sulla scala di intensità sismica giapponese, un valore considerato elevato e tale da rendere difficoltosa la circolazione nelle aree colpite.
In diversi casi si sarebbero registrati crolli di muri in blocchi di cemento non rinforzati.
1 ora fa – Disagi ai trasporti – Il servizio ferroviario ad alta velocità nella zona di Aomori, all’estremità settentrionale dell’isola di Honshu, è stato sospeso a causa delle scosse sismiche. Lo riferisce l’agenzia di stampa Kyodo.
1 ora fa – Il governo attiva la task force d’emergenza – Sanae Takaichi ha annunciato cheil governo del Giappone ha istituito una task force di emergenza dopo il forte terremoto. La premier ha inoltre esortato i cittadini delle aree colpite a seguire le indicazioni delle autorità e a mettersi in salvo, mantenendo alta l’allerta nelle zone a rischio.
1 ora fa – Epicentro in mare – Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese, l’epicentro del sisma che ha colpito il Giappone si trovava nell’Oceano Pacifico, a una profondità di circa dieci chilometri. Le autorità hanno segnalato che le onde più alte erano attese lungo le coste delle prefetture di Iwate, Aomori e Hokkaido, dove è stata mantenuta l’allerta tsunami.
2 ore fa – Allerta tsunami sulla costa nord-orientale – Un forte terremoto di magnitudo 7.5 ha colpito lunedì la costa nord-orientale del Giappone. Le autorità hanno invitato la popolazione ad allontanarsi dalle aree costiere, dove è prevista la possibile formazione di onde di tsunami fino a tre metri.
Un terremoto di magnitudo 7.4 è stato registrato sul versante nord orientale delGiappone, nella regione del Tohoku, alle 16:53 ora locale (le 9:53 in Italia).
La scossa ha avuto epicentro in mare a largo della prefettura della Costa di Sanriku, a dieci chilometri di profondità, rende noto la Japan meteorological agency (Jma) che ha lanciato un allarme tsunami nelle prefetture di Iwate e dell’Hokkaido.
Terremoto oggi lunedì 30 marzo in Calabria. La scossa, di magnitudo 3.1, si è verificata a 4 chilometria Nord-est di San Roberto in provincia di Reggio Calabria. E’ stata registrata alle 5.58 di questa mattina, a 16 chilometri di profondità. L’altro comune più vicino alla scossa è Scilla (6 chilometri).
Il sisma è stato registrato questa mattina in un’area montana dell’Appennino tosco-emiliano. Nessun danno riportato, ma l’evento è stato percepito chiaramente dalla popolazione locale.
Nella mattina di giovedì 26 marzo 2026, alle ore 9.40, una scossa di terremotodi magnitudo 4.1 è stata rilevata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) a circa 7 chilometri a nord di Pistoia, in Toscana. L’evento, di profondità ipocentrale pari a 52 chilometri, si è verificato in una zona montana interna dell’Appennino tosco-emiliano ed è stato distintamente avvertito nella città e in molti comuni limitrofi del pistoiese.
Secondo i dati ufficiali dell’INGV, il livello di scuotimento del suolo, espresso tramite PGA (accelerazione di picco), si attesta a 0,047 g, un valore considerato moderato e comunque inferiore a quanto statisticamente previsto in zona per eventi significativi. La densa presenza di popolazione (oltre 90.000 residenti a Pistoia e una densità di quasi 382 abitanti per km²) ha favorito la percezione diffusa del sisma, senza tuttavia indurre situazioni di panico o danni segnalati a edifici e infrastrutture.
La scossa avvertita a Firenze – La scossa di terremoto delle 9.40 è stata sentita bene anche a Firenze e Prato, soprattutto nei piani alti. A Firenze, secondo quanto riferito dal Comune, al momento non vengono segnalati particolari danni e le scuole risultano regolarmente aperte.
I danni – «Per ora non risultano danni a cose o persone e neppure scuole evacuate». Così la sindaca facente funzioni di Pistoia, Anna Maria Celesti, a seguito della scossa di terremoto avvertita alle 9.40 di stamani a Pistoia e zone limitrofe. «I dipendenti che si trovavano all’interno del Palazzo comunale di piazza Duomo – prosegue Celesti -, sono usciti dall’edificio, ma poi sono subito rientrati». Alcuni istituti scolastici, secondo quanto appreso, stanno valutando se anticipare l’uscita degli studenti, ma per adesso non risultano evacuazioni in atto.
I precedenti – Nelle settimane precedenti il sisma odierno, la stessa zona aveva registrato numerosi terremoti minori: tra gennaio e marzo 2026 si segnalano diverse scosse comprese tra magnitudo 2.5 e 3.1, localizzate tra la provincia di Pistoia e l’Appennino bolognese, come quella del 1° marzo (mag 2.5) e lo sciame sismico di Sambuca Pistoiese all’inizio dell’anno. Episodi di simile entità sono tipici delle regioni appenniniche, dove la sismicità storica resta sorvegliata con attenzione dopo eventi più rilevanti come quello dell’Emilia nel 2012 o, andando indietro nel tempo, del Mugello nel 1919.
L’epicentro, nei pressi di Fosdinovo, era a 11 chilometri di profondità. Non si registrano feriti né danni a edifici
Un terremoto ha scosso la Toscana alle 8.13 di stamattina, mercoledì 25 marzo. Secondo le prime stime dell’Ingv, il sisma avrebbe avuto una magnitudo di 4.1 gradi Richter. L’epicentro, nei pressi di Fosdinovo in provincia di Massa Carrara, era a 11 chilometri di profondità. La scossa è stata percepita da molte persone anche in Liguria. Al momento non risultano né feriti né danni a cose o edifici.
L’accelerazione del sisma e l’impatto sugli edifici – L’intensità dell’evento sismico è stata leggermente sopra la media. Stando alle rilevazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha raggiunto un valore di Pga – cioè accelerazione di picco al suolo – pari a 0,26 g, un valore quasi doppio rispetto alla media della Lunigiana di 0,16-0,17 g. Questo parametro è fondamentale per valutare il potenziale impatto locale, ma risulta comunque al di sotto dei livelli che in passato hanno causato danni alle strutture.
Epicentro localizzato nello specchio di mare tra il capoluogo campano e l’isola di Capri
Terremoto nel Mar Tirreno, violenta scossa di 5.9 registrata nel Golfo di Napoli: sisma avvertito anche a Milano
Una violenta scossa di terremotodi magnitudo 5.9 ha interessato il Golfo di Napoli nella notte di martedì 10 marzo. La scossa è stata registrata dai sismografi esattamente alle ore 00:03, con un epicentro localizzato nello specchio di mare tra il capoluogo campano e l’isola di Capri.
Profondità ed epicentro: cosa sappiamo. – Nonostante l’elevata magnitudo, la profondità del sisma – stimata a circa 414 chilometri – ne ha attenuato sensibilmente gli effetti in superficie.
Le località più prossime all’epicentro risultano essere Anacapri, situata a soli 8 chilometri, e il comune di Capri, a circa 10 chilometri di distanza. Grazie alla natura “profonda” della scossa, non si segnalano al momento danni significativi a persone o strutture, sebbene l’evento sia stato chiaramente avvertito in diverse aree della costa campana. Sui social molti utenti segnalano di aver avvertito la scossa anche a Roma e Milano. La percezione dipende infatti sia dalla profondità dell’ipocentro (più è profondo, più l’onda si estende) sia dal tipo di superficie interessata.
Scossa di terremotodi magnitudo 5.5 nella notte inGrecia. Il sisma, avvertito anche nel Salento e in gran parte della Puglia, è stato registrato alle 5.32 ora locale (le 4.32 in Italia) di oggi, domenica 8 marzo, nel nord-ovest della Grecia.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la scossa ha avuto una magnitudo di 5.5. L’epicentro è stato localizzato a circa 50 chilometri da Ioannina, in Epiro, città che dista circa 200 chilometri in linea d’aria da Santa Maria di Leuca, all’estremo lembo del Salento. Il terremoto si è verificato a una profondità di 10 chilometri ed è stato avvertito anche nella vicina Albania, in Macedonia del Nord e in Puglia. Al momento non si registrano segnalazioni di feriti né di danni alle strutture.
Momenti di paura per la popolazione e numerose chiamate alla sala operativa dei vigili del fuoco
Terremoto oggi 4 marzo 2026 a Catania – fonte Ingv
Momenti di paura, oggi 4 marzo poco dopo le 7.05 a Catania, quando la popolazione ha avvertito una forte scossa di terremoto. Il sisma è stato avvertito anche in diversi paesi etnei e anche ad Augusta. Secondo la localizzazione automatica dell’Ingv il terremoto è stato di magnitudo 4.5. L’Ingv fissa l’ipocentro del sisma sull’Etna, in una zona a nord-ovest di Ragalna, a una profondità di circa 3.8 chilometri. Al momento non si hanno notizie di danni a cose o persone.
Il dirigente generale della Protezione civile regionale siciliana ha intanto disposto l’attivazione immediata di “un monitoraggio telefonico attraverso il servizio emergenza, al fine di verificare eventuali criticità presso tutti i Comuni nei quali la scossa è stata avvertita“.
Nessun intervento è stato richiesto al momento alla sala operativa dei vigili del fuoco a seguito della scossa tra i comuni di Ragalna, Biancavilla e Santa Maria di Licodia. Sono state numerose le chiamate alla sala operativa solo per richieste di informazioni.
Scuole chiuse a Catania – Scuole chiuse oggi a Catania dopo la scossa. Lo ha disposto il sindaco Enrico Trantino per motivi precauzionali. Il primo cittadino ha disposto verifiche nei plessi scolastici. “La sicurezza è al primo posto”, ha detto.
Una scossa di terremoto di magnitudo 4 è stata registrata oggi domenica 18 gennaio alla 14:54 in provincia di Messina. E’ stato localizzato dall’Ingv (Istituto nazionale di geologia e vulcanologia) a 2 km a sud di Militello Rosmarino, sui Nebrodi, e a una profondità di 8 chilometri.
L’Ingv ha registrato i due eventi, avvenuti a due minuti di distanza l’uno dall’altro: il primo con magnitudo 4.3, seguito dal secondo da 4.1, entrambi nel Ravennate
Trema la terra in Romagna. Gli strumenti dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, hanno registrato due forti scosse di terremoto nella mattina di oggi, martedì 13 gennaio: la prima alle 9:27, con magnitudo 4.3, e la seconda due minuti più tardi, alle 9:29, con magnitudo 4.1, entrambe in provincia di Ravenna.
Doppio terremoto in Emilia Romagna – Le due scosse, ravvicinate e della durata di circa 4-5 secondi, sono state percepite distintamente dalla popolazione in tutta la Romagna. In alcune abitazioni il movimento è stato avvertito come ondulatorio, con case che hanno tremato in modo evidente. La scossa più violenta è stata quella registrata a Russi, nel Ravennate, con magnitudo 4.3 secondo l’Ingv. Il primo sisma, avvenuto a 23 km di profondità, è stato avvertito anche dai cittadini residenti nella provincia di Forlì-Cesena, che sono scesi in strada per la paura. Al momento non si registrano danni.
La seconda scossa, come rileva la sala sismica dell’Ingv-Roma, è avvenuta due minuti dopo, ed è stata di magnitudo 4.1 con epicentro a 8 chilometri da Faenza, sempre in provincia di Ravenna, poco distante dalla prima. Diverse scuole a Ravenna hanno attivato le adeguate procedure di evacuazione degli edifici.
Dopo il doppio sisma il Dipartimento della protezione civile si è messo in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. Dalle prime verifiche effettuate, non risulterebbero danni a persone o cose.
Stop temporaneo ai treni – In seguito alle scosse la circolazione ferroviaria in Romagna è stata temporaneamente sospesa per verifiche tecniche sulla linea. Ad essere interessate dalle verifiche tecniche sono soprattutto la linea Bologna-Rimini, la linea Ferrara-Rimini, i tratti Castelbolognese-Ravenna e Faenza-Ravenna. I treni in marcia nella zona della scossa sono fermi in attesa della conclusione dei controlli per poter ripartire.
“Paura, ma nessun danno” – Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, ha tranquillizzato i cittadini in una dichiarazione rilasciata all’Ansa: “Tre giorni fa il gelicidio e questa mattina le due scosse, comunque siamo attrezzati. Le abbiamo avvertite, certo, ma la reazione è stata composta – spiega – Siamo usciti, ci siamo raccolti in piazza, anche le scuole. Ma adesso siamo tutti rientrati. I tecnici stanno svolgendo tutte le verifiche ma al momento non segnaliamo nulla“.”Le due scosse di terremoto sono state chiaramente avvertite anche sul territorio del Comune di Imola – ha spiegato il sindaco Marco Panieri -. Ho appena effettuato un punto di aggiornamento con il distaccamento dei vigili del fuoco di Imola e con la nostra protezione civile. Al momento non si registrano danni a persone o cose né sono pervenute segnalazioni di criticità sul territorio comunale“.
“Per ora nessun danno, solo spavento – ha commentato la sindaca di Russi, Valentina Palli -. Non abbiamo sospeso le attività o la scuola, abbiamo la scuola elementare principale il cui edificio è solo migliorato sismicamente e i bimbi per precauzione stanno fuori, stanno giocando, in attesa di capire se e come evolverà la situazione, se ci sarà o meno uno sciame“.
Terremoto, a Forlì due scosse tra 4 e 4.5 di magnitudo. Gente in strada
Una scossa di terremoto di magnitudo tra 4 e 4.5 si è verificata intorno alle 9.30 in provincia di Forlì-Cesena. A seguire un’altra scossa di magnitudo tra 3.7 e 4.2 dopo pochi minuti nel Ravennate. Sono le stime ancora provvisorie dell’Ingv. In alcune zone di Forlì la gente è corsa in strada dopo le scosse. Il sisma è stato avvertito in tutta la Romagna. Al momento molta paura ma non si registrano danni.
Epicentro a La Thuile. Nessun danno accertato al momento
Terremoto di magnitudo ML 3.4 NW La Thuile (AO)
Un terremoto di magnitudo 3.4 si è verificato poco prima delle 7.30 di oggi in Valle d’Aosta. L’epicentro è stato individuato a 2 chilometri a Nord Ovest di La Thuile.
La scossa, che secondo la Protezione civile non ha causato danni, è stata percepita prevalentemente nella zona dell’alta Valle.
🟡[STIMA #PROVVISORIA] #terremoto Magnitudo tra 3.1 e 3.6 ore 07:28 IT del 12-01-2026, prov/zona Valle d%27Aosta%2FVall%E9e d%27Aoste #INGV_44940322
Il sisma poco prima delle 6 del mattinoanno segnalato
Una forte scossa di terremoto, magnitudo 5.1, è stata registrata al largo della Calabria alle 05:53. La scossa è stata avvertita a Reggio Calabria, ma anche a Messina e in altre zone di Sicilia e Calabria. L’epicentro, secondo quanto riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato in mare al largo della costa ionica a una profondità di 65 chilometri.
“Nonostante la scossa sia stata in mare, e questo sicuramente ha aiutato – ha detto il capo del dipartimento della protezione civile della Regione Calabria, Domenico Costarella – ho disposto le verifiche nelle aree più vicine e non ci sono segnalazioni di danni. Ho sentito anche la commissaria dell’Asp di Reggio Calabria e anche per l’ospedale di Melito Porto Salvo non ci sono segnalazioni“.
“La scossa si è registrata al largo delle nostre coste ed era fortunatamente profonda. Questa è stata la causa per cui si è sentita in grande parte della regione. Abbiamo contattato i sindaci dei comuni dell’area interessata e non abbiamo registrato segnalazioni di danni“, ha detto Costarella a Rainews. “Abbiamo finito la prima ricognizione e le sale operative sono sempre in allerta. Abbiamo un sistema di pianificazione sia a livello regionale che comunale e la nostra Regione è dotata di un piano di soccorso sismico che è pronto ad essere utilizzato se necessario, in accordo con l’autorità locale e la protezione civile“. Costarella ha poi invitato i cittadini, in caso di nuove scosse, ad uscire dalle proprie abitazioni e non usare gli ascensori, restando “il più possibile” razionali.
Una scossa di terremoto è stata registrata all’alba di oggi, 9 gennaio 2026, nel Mar Adriatico meridionale, al largo delle coste italiane e albanesi. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il sisma ha avuto magnitudo ML 3.2 ed è stato localizzato alle ore 06:12 ad una profondità di 51 chilometri.
Area a sismicità frequente ma moderata – Il tratto meridionale dell’Adriatico è considerato una zona a sismicità moderata ma ricorrente, con eventi tellurici che si verificano spesso a grande profondità. Il responsabile principale di questa attività è la microplacca Adriatica, nota anche come Adria, un frammento della placca africana che si spinge verso nord, insinuandosi sotto la placca euroasiatica.
Dinamiche tettoniche tra Appennini e Balcani – Questo lento ma costante movimento provoca forti compressioni tra la catena degli Appennini e le Dinaridi balcaniche, con un progressivo restringimento del bacino adriatico. Le tensioni generate riattivano antiche faglie sottomarine, liberando energia sotto forma di scosse sismiche, che talvolta possono essere avvertite sia sulla costa pugliese che su quella albanese.
Monitoraggio costante dell’area – L’evento di oggi, seppur di modesta entità, conferma l’importanza di un monitoraggio continuo dell’Adriatico, un’area geologicamente complessa dove la pressione tra placche può dare origine a terremoti improvvisi, anche se raramente distruttivi.
09 gennaio 2026
Terremoto sul lato bresciano del Lago di Garda, scossa avvertita anche in comuni veneti
Epicentro a tre chilometri da Gargnano, magnitudo 3.4
Sismografo (Fotogramma/Ipa)
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata oggi, venerdì 9 gennaio, dall’Ingv, alle ore 15.28, con epicentro a tre chilometri da Gargnano in provincia di Brescia. Il sisma è stato localizzato a una profondità di 10 km. Il terremoto è stato avvertito anche in 13 comuni della provincia di Verona.
La scossa, localizzata sulla sponda lombarda del Lago di Garda, più distintamente si è avvertita nel comune di Brenzone sul Garda che sta proprio sulla sponda opposta del lago, di fronte a Tignale. Segnalazioni ci sono state anche a Malcesine, sul Monte Baldo e in tutta la costa veronese del Garda, fino ad arrivare ad Affi, Bardolino e Rivoli Veronese, distanti una ventina di chilometri dall’epicentro
Un terremoto con una magnitudo preliminare di 6,2 ha colpito martedì la regione occidentale di Chugoku, in Giappone, seguito da una serie di forti scosse di assestamento, secondo quanto riferito dall’Agenzia Meteorologica Giapponese.
L’epicentro del primo terremoto è stato localizzato nella parte orientale della prefettura di Shimane, ha precisato l’agenzia, aggiungendo che non vi è alcun pericolo di tsunami.
Chugoku Electric Power, che gestisce la Centrale Nucleare di Shimane situata a circa 32 km (20 miglia) di distanza, ha dichiarato che le operazioni presso l’unità n.2 proseguono normalmente. L’Autorità di Regolamentazione Nucleare del Giappone ha comunicato che non sono state riscontrate irregolarità a seguito del sisma.
L’unità n.2 della centrale è stata riavviata nel dicembre 2024, per la prima volta da quando tutte le centrali nucleari giapponesi erano state fermate dopo i disastri di Fukushima del marzo 2011.
Il terremoto ha raggiunto un’intensità sismica di upper-5 sulla scala giapponese da 1 a 7, sufficiente a rendere difficile muoversi senza sostegno.
I terremoti sono frequenti in Giappone, una delle aree più sismicamente attive del mondo. Il Giappone rappresenta circa un quinto dei terremoti mondiali di magnitudo 6 o superiore.