Il rift siculo-calabrese si sta sollevando molto più rapidamente del previsto, con una velocità da cinque a dieci volte superiore alle stime precedenti
Terremoto in Sicilia, sciame sismico nel mar Tirreno Meridionale e allerta maremoto: scossa più forte di magnitudo 5, a Palermo evacuate scuole e uffici
Le tre scosse di terremoto più forti di magnitudo 5, 3.6 e 4.3 si sono verificate a distanza di pochi minuti, rispettivamente alle 12:19, 11:56 e alle 11:51. Sentite anche Milazzo e fino a Messina, Catanzaro e Reggio Calabria
Terremoto nel Mar Tirreno 23 ottobre – (Ingv Terremoti)
Uno sciame sismico si sta verificando nel mar Tirreno Meridionale. Le scosse più forti di magnitudo 5, 3.6 e 4.3 si sono verificate a distanza di pochi minuti, rispettivamente alle 12:19, 11:56 e alle 11:51, come riporta l’Ingv sui propri canali ufficiali. Un’ora prima c’era stato un altro sisma sempre nella stessa zona di magnitudo 3.3 alle 11:04. E poi ancora una quinta è stata registrata alle 12.41, con magnitudo 3.2, e alle 13:08 di magnitudo 2.9.
Il sisma – in particolare la seconda scossa – è stata avvertita distintamente a Palermo, Milazzo e nei comuni della costa e fino a Messina, come scrivono molti utenti sui social. “E’ stata forte ed è durata tanto“, si legge in alcuni commenti. Diversi i cittadini scesi in strada a Trapani, dove il sisma è stato avvertito nettamente. A scopo precauzionale èstato sgomberato anche il Palazzo di giustizia. Segnalazioni anche da Acireale e addirittura da Catanzaro eReggio Calabria, anche se sentita più lieve.
E’ stata diramata un’allerta maremoto di livello arancione dopo lo sciame sismico con scosse di magnitudo fino a 5 che hanno interessato il Tirreno Meridionale. Il capo della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, ha disposto l’immediato stato di allerta e la “pronta operatività” per i Comuni interessati e per le strutture operative, con l’invito alla popolazione delle aree costiere interessate ad attenersi alle indicazioni ufficiali.
“Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione, in costante raccordo con tutte le strutture competenti. Al momento non ci vengono segnalati danni a persone o cose, ma riteniamo doveroso adottare ogni misura utile a garantire la sicurezza dei cittadini. L’eventuale evacuazione di alcune strutture pubbliche è una scelta esclusivamente precauzionale, dettata dalla necessità di agire con tempestività e prudenza“. A dirlo è il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dopo lo sciame sismico registrato nel Tirreno meridionale e avvertito anche in città.
Il sindaco raccomanda alla cittadinanza, e in particolare a chi frequenta il litorale, di “non uscire in mare e di attenersi alle indicazioni delle autorità competenti“. Lagalla si è già messo in contatto con la Capitaneria di porto per assumere tutte le precauzioni necessarie a tutela della sicurezza della popolazione e degli operatori del mare.
Alcune scuole e alcuni uffici comunali, come il Polo tecnico, sono stati evacuati a scopo precauzionale. Al momento, però, non si registrano danni o feriti, come confermato all’Adnkronos dall’assessore comunale di Palermo alla Protezione civile, Piero Alongi. “Nessuna segnalazione di danni al momento, solo qualche telefonata per avere informazioni“, fanno sapere all’Adnkronos dal Comando generale dei vigili del fuoco.
Paura anche alle Isole Eolie. “Abbiamo avuto dei crolli di costoni ad Alicudi e Filicudi, qui stiamo verificando se sia stata interessata anche qualche strada comunale. Altri cedimenti si sono registrati nella parte ovest di Lipari. Non dovrebbero essere interessati i centri abitati ma sono in corso le verifiche“, ha detto all’Adnkronos Riccardo Gullo, sindaco di Lipari, dopo lo sciame sismico registrato nel Tirreno meridionale e avvertito in diversi comuni della Sicilia
L’epicentro è stato registrato a Nagqu, nel Tibet settentrionale, a una profondità di 10 km
Soccorsi in Tibet – (Ipa)
Il terremoto di magnitudo 7.0 che ha colpito la regione cinese del Tibet ha causato almeno 16 morti e 46 feriti, secondo gli ultimi aggiornamenti. Il sisma si è verificato ieri alle 22.33 e ha provocato il crollo di oltre 300 abitazioni. L’emittente China Central Television (Cctv), citando funzionari locali, ha riferito che i feriti sono 46, di cui 11 in gravi condizioni, e che 339 abitazioni sono crollate o hanno subito danni. Secondo l’Istituto geologico statunitense (Usgs), l’epicentro è stato localizzato in una zona montuosa a circa 190 chilometri a est-nordest di Nagqu e a 390 chilometri a nordest di Lhasa, il capoluogo della regione. Il sisma si è verificato a una profondità superficiale di circa 10 chilometri.
Il sisma, il più forte a colpire la Cina da gennaio 2024, è stato distintamente avvertito nell’area, ha reso noto il CENC. L’epicentro si è localizzato a circa 400 km da Lhasa, capitale del Tibet.
Come spiega la Cnn, la Cina ha già fatto esperienza di forti terremoti, in particolare nelle regioni sud-occidentali del Paese, dove la placca tettonica eurasiatica incontra quella indiana:una collisione imponente che ha dato origine all’imponente catena dell’Himalaya e al vasto altopiano tibetano.
Il sisma a circa 300 km dalla capitale. Non si hanno notizie di vittime o danni
La terra continua a scuotersi a Panama. Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 6.2, è stata registrata poco dopo le 18,20 ora locale (1.20 in Italia), con epicentro nel centro-sud del Paese, a circa 300 km dalla capitale. Non si hanno notizie di vittime o danni.
Una scossa di terremoto, di magnitudo 7.6 della Scala Richter, è stata registrata a Panama venerdì scorso. In seguito al sisma, avvertito anche in Costa Rica, era stato diramato l’allarme tsunami.
🔵Una scossa di #terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito #Panama, senza provocare vittime né danni materiali. Lo ha reso noto il Servizio geologico Usa, precisando che l'evento si è verificato 3 giorni dopo il forte sisma di venerdì, che aveva causato una trentina di feriti. pic.twitter.com/UFQ0564zaL
Sistema statunitense segnala possibile allerta tsunami
Una forte scossa di terremoto è stato avvertito nella capitale panamense, Panama City, e nella vicina capitale del Costa Rica, secondo quanto riferito da un testimone a Reuters. Lo Usgs ha registrato una magnitudo di 7,6 sulla scala Richter e ha indicato che il sisma si è verificato lungo la costa meridionale del Paese.
Secondo un giornalista della France Presse, il terremoto ha provocato il panico nella capitale. Al momento non sono stati segnalati danni a Panama, mentre le immagini trasmesse in televisione mostravano persone evacuare gli edifici. Il sistema statunitense di allerta tsunami ha segnalato possibili rischi di tsunami lungo gran parte della costa pacifica dell’America centrale, nonché in Colombia ed Ecuador, nelle tre ore successive.
Il sisma è stato percepito chiaramente soprattutto ai piani alti degli edifici, con diverse segnalazioni sui social da parte dei cittadini
L’epicentro (foto Ingv)
Scossa di terremoto avvertita a Rimini alle 12.03 di oggi, domenica. Il sisma, di magnitudo 3.2, è stato registrato con epicentro al largo della costa riminese. Secondo i dati dell’Ingv, la scossa è avvenuta a una profondità di 8 chilometri, con coordinate geografiche 44.0818 di latitudine e 12.6350 di longitudine. Il terremoto è stato avvertito chiaramente soprattutto ai piani alti degli edifici un po’ in tutto il riminese.
“Al momento non sono stati riscontrati danni a persone e cose – conferma il sindaco Jamil Sadegholvaad -. A titolo precauzionale, con la collaborazione della società Anthea, abbiamo già avviato le verifiche sugli edifici comunali, a partire ovviamente dalle scuole, che proseguiranno anche nella giornata di domani. Al momento non sussistono situazioni di criticità”.
Sciame sismico in corso: l’Ingv ha registrato un sisma alle ore 07:04 di magnitudo 3.5, poi tre minuti più tardi, alle 07:07, un’altra scossa di magnitudo tra 3 e 3.5. Da questa notte una decina di scosse
Terremoto Calabria oggi – (Ingv)
Scossa di terremoto oggi, mercoledì 16 settembre, in Calabria. L’Ingv ha registrato il sisma alle ore 07:04 di magnitudo 3.5 e poi tre minuti più tardi, alle 07:07, un’altra scossa di magnitudo 3.1. L’epicentro della prima è a Squillace e a una profondità di 39.6 Km, la seconda a Amaroni a una profondità di 38.7 Km, entrambe in provincia di Catanzaro.
Le scosse di questa mattina sono state precedute da almeno altre sei scosse che si sono verificate nella notte nel corso di uno sciame sismico in provincia di Catanzaro. Dalle 3 la più forte è stata di magnitudo 2.8 con epicentro presso Vallefiorita.Non si segnalano danni a persone o cose.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle ore 2 e 40 nel nord della Toscana, al confine con l’Emilia. Non si segnalano danni a persone o cose.
Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia(Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9 chilometri di profondità ed epicentro a 7 km da Coreglia Antelminelli (Lucca) e a 10 da Fiumalbo (Modena).
Una scossa di terremoto di magnitudo 5.1 ha colpito la città di Longchang, nella provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina, alle 13:13 di venerdì (ora di Pechino).
Secondo quanto riferito dal Centro cinese per le reti sismiche (Cenc), l’epicentro è stato localizzato nella città di Longchang. Il sisma ha avuto una profondità di 13 km. Al momento non si hanno notizie di vittime.
Secondo l’Ingv l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Gemona del Friuli e Amaro: “Prima c’è stato un forte boato”
Epicentro terremoto in Friuli – (Ingv)
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 si è verificata dopo la mezzanotte in provincia di Udine. L’Ingv ha riferito che l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Gemona del Friuli e Amaro. La scossa è avvenuta a 13 km di profondità. Non risultano feriti e neanche danni.
Tuttavia, il sisma è stato avvertito dalla popolazione, con numerosi utenti che hanno raccontato sulle piattaforme social la paura di quei momenti. Molti parlano di un boato sentito poco prima della scossa. Le segnalazioni sono arrivate in particolare da Tarcento, Venzone, Taipana, Moggio Udinese, Resiutta, Pagnacco e Paularo.
Il movimento tellurico registrato dall’Ingv ad una profondità di 18 km. Sciame sismico nell’area metropolitana, scossa avvertita in gran parte dell’Andalusia
Spagna: Terremoto di magnitudo 4.5 vicino Granada (INGV Terremoti)
Una forte scossa di magnitudo 4.5 è stata registrata nella notte nei pressi di Granada, in Spagna. Ci sarebbero diversi danni. Il sisma ha colpito all’1:40 della scorsa notte l’area di Alhendin, nell’area metropolitana di Granada, nella regione meridionale dell’Andalusia, in Spagna, provocando danni materiali e circa un centinaio di chiamate al servizio di emergenze del 112. Il sisma, con ipocentro a 2 km di profondità, ha causato distacchi di cornicioni, danni a facciate e tetti di edifici, in particolare ad Armilla, oltre alla caduta di oggetti segnalata da numerosi residenti, informano i servizi di emergenza, che tuttavia non registrano feriti o vittime.
Secondo la stampa locale, sebbene il suo epicentro fosse nell’area metropolitana, è stata avvertita in diverse località della zona circostante, come Ogíjares così come ad Armilla, Churriana e Alhendín. Secondo le informazioni disponibili al momento, la scossa è stata avvertita con maggiore intensità a Cenes de la Vega.
Sciame sismico nell’area metropolitana, scossa avvertita in gran parte dell’Andalusia – La scossa è stata avvertita nell’intera provincia di Granada e in quelle di Jaen, Almeria, Malaga e Cordoba. Sei minuti dopo è stata registrata una replica di magnitudo 2,6 con epicentro a Gojar, mentre nella giornata di ieri, venerdì, la stessa area era già stata interessata da altri tre terremoti di minore entità.
Il vasto arcipelago indonesiano è soggetto a frequente attività sismica e vulcanica a causa della sua posizione lungo la “Cintura di fuoco del Pacifico”. Revocato l’allarme tsunami
L’epicentro del terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’Indonesia è stato localizzato al largo della costa settentrionale dell’isola di Flores, a circa 68 chilometri a nord-ovest di Ende e a una profondità relativamente bassa di dieci chilometri. Sono seguite decine di scosse di assestamento, la più potente di magnitudo 6,1. Le autorità locali solo alcune ore dopo il potente sisma hanno revocato l’allerta tsunami: “Continuiamo però a monitorare i livelli del mare“, hanno però dichiarato i responsabili del Dipartimento terremoti e tsunami dell’Agenzia nazionale di meteorologia, climatologia e geofisica, durante una conferenza stampa. Al momento si contano venti morti ma, come ha spiegato il responsabile dei soccorsi, Fathur Rahman, “si continuerà a scavare sotto le macerie per individuare tutte le vittime”. Operazione resa complessa da strade crollate che hanno isolato alcune aree.
Notable quake, preliminary info: M 7.7 – 68 km NNW of Ende, Indonesia https://t.co/tXVeUk65Sg
Terremoto Indonesia, morti e danni alle abitazioni – Per i residenti è stato diramato l’ordine di abbandonare le zone costiere, di tenersi lontano da spiagge e argini dei fiumi e di spostarsi verso aree più elevate. Migliaia le persone in fuga su strade accidentate per via delle frane che hanno interrotto la viabilità. Diverse le abitazioni crollate e “almeno venti persone rimaste uccise”, ha dichiarato Berton Suar Pelita Panjaitan, portavoce dell’agenzia per la gestione delle emergenze.
I terremoti precedenti in Indonesia – L’Indonesia e i paesi limitrofi sono spesso colpiti da terremoti a causa della loro posizione all’interno della“Cintura di fuoco” del Pacifico, un arco di intensa attività sismica che si estende dal Giappone attraverso il Sud-Est asiatico fino al bacino del Pacifico.Nel 1992 Flores fu colpita da un terremoto di magnitudo 7.7, che provocò uno tsunami causando circa 2.500 morti. Tra i terremoti più devastanti della storia dell’Indonesia quello di magnitudo 9,1 del 26 dicembre 2004, avvenuto al largo della costa di Sumatra e seguito da uno tsunami che provocò 220mila morti in tutta la regione, 170mila dei quali in Indonesia. La tragedia di Santo Stefano è stata una delle catastrofi naturali più letali mai registrate nella storia. Nel 2018, un potente terremoto colpì l’isola di Lombok, seguito da diverse altre scosse nelle settimane successive. Più di 550 persone morirono sull’isola turistica e nella vicina Sumbawa. Nello stesso anno, un terremoto di magnitudo 7.5 e il successivo tsunami a Palu, sull’isola di Sulawesi, provocarono la morte di oltre 4.300 persone.
Il bilancio del presidente de la Espriella: “3.500 feriti,496 dispersi e oltre 11.000 abitazioni distrutte”. E annuncia l’intenzione di dichiarare lo “stato di emergenza economica”
Terremoto in Colombia – (Afp)
Il potente terremoto che lunedì 10 agosto ha colpito la Colombia “ha causato finora 265 morti e circa 3.500 feriti“ ha annunciato il presidente Abelardo de la Espriella. Il sisma di magnitudo 7.4, che ha causato ingenti danni nella parte occidentale del Paese, in particolare a Cali e nella turistica ‘regione del caffè‘, “ha provocato anche 496 dispersi e distrutto oltre 11.000 abitazioni” ha precisato il capo di Stato durante una conferenza stampa a Bogotá.
De la Espriella ha annunciato l’intenzione di dichiarare lo“stato di emergenza economica“, una misura che gli consente di aumentare le imposte e modificare il bilancio senza passare dal Parlamento. “Ho deciso di ricorrere allo stato di emergenza economica, un meccanismo previsto dalla nostra Costituzione, per poter affrontare questa crisi come si deve“, ha dichiarato in conferenza stampa, parlando di “un chiaro messaggio di impegno e di ricostruzione dei territori colpiti dal disastro“.
Tragico il bilancio parziale del sisma 7,4 che ha colpito ieri il Paese. Crollati 86 edifici. Madre e neonato salvati dalle macerie, Usa annunciano aiuti per 15,5 milioni di dollari
Terremoto e soccorsi in Colombia – Afp
Almeno 132 persone sono morte e 570 sono rimaste ferite in seguito al terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia ieri, secondo quanto riferito dall’Associazione colombiana delle città capoluogo, che aveva precedentemente incontrato il presidente della Repubblica per coordinare la risposta all’emergenza. Lo riporta Cnn International.
“La città di Pereira, capoluogo del dipartimento di Risaralda, conta 60 delle vittime“, ha reso noto l’associazione.
“Inoltre, cinque città capoluogo del Paese sono in allerta rossa, 86 edifici sono crollati e sette aeroporti hanno sospeso le operazioni“, ha aggiunto l’organizzazione. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha disposto un coprifuoco sull’intera città in seguito a segnalazioni di possibili saccheggi, dopo il terremoto che ha colpito il capoluogo della Valle del Cauca.
“Il provvedimento sarà in vigore dalle 20:00 di lunedì alle 6:00 di martedì, secondo quanto annunciato da Eder, il quale ha anche ordinato il dispiegamento di militari in vari punti della città e pattugliamenti congiunti di polizia ed esercito“, continua la Cnn.
A Cali 188 dispersi – Il presidente della Colombia Abelardo de la Espriella ha intanto fornito un rapporto aggiornato da Cali, terza città per popolazione del Paese e tra le più colpite dal terremoto di ieri, dichiarando che “la priorità è localizzare le 188 persone disperse“, riporta il quotidiano El Tiempo. Ha inoltre riferito che quasi 5.000 abitazioni in città sono state colpite.
Il presidente De La Espriella ha incontrato il sindaco Eder e la governatrice della Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro, per valutare la situazione e stabilire le azioni successive.
“Ci troviamo attualmente presso il Posto di Comando Unificato nella città di Cali – ha detto De La Espriella – e vorrei fornire un aggiornamento sui danni e sull’impatto dell’evento. Si contano circa 5.000 abitazioni danneggiate o crollate, 35 vittime (distribuite su 40 comuni, escluse Cali e Buenaventura) e circa 700 feriti; tre ospedali sono crollati, 18 hanno riportato danni e 39 istituti scolastici sono stati colpiti, mentre l’aeroporto ha subito danni ed è operativo con limitazioni. Tuttavia, la nostra preoccupazione maggiore riguarda senza dubbio le 188 persone disperse; è proprio su questo aspetto che concentreremo gli sforzi dello Stato, in pieno coordinamento con le amministrazioni dipartimentali e comunali e, naturalmente, con il Governo nazionale“, ha aggiuntoDe La Espriella.
Madre e neonato salvati tra le macerie – Un neonato e sua madre, intrappolati sotto le macerie di un edificio crollato, sono intanto stati messi in salvo a Cali, continua El Tiempo.
Le immagini video diffuse sui social media mostrano le operazioni di salvataggio dei due dalle macerie. Si tratta di una donna e di un bambino di pochi mesi. Il filmato mostra l’intervento di soccorso durante il quale le squadre di emergenza, insieme ai membri della comunità, li hanno estratti vivi, ponendo fine al loro calvario. Il sindaco della città ha dichiarato più volte che la città ha subito gravi danni e ha esortato la popolazione a restare unita.
“Cittadini di Cali, questo è il momento dell’unità. Oggi non possiamo permettere che le nostre differenze ci dividano. Dobbiamo aiutarci, sostenerci a vicenda e collaborare“, ha affermato. Ha inoltre confermato che “le squadre di emergenza sono presenti nelle aree colpite per le operazioni di ricerca e soccorso, mentre noi stiamo visitando la città, ascoltando le famiglie, raccogliendo informazioni ed effettuando una ricognizione per individuare chi necessita di assistenza“, si legge ancora su El Tiempo.
Dagli Usa aiuti per 15,5 milioni di dollari – A seguito del devastante terremoto, l’Amministrazione Trump “si impegna a stanziare 15,5 milioni di dollari per finanziamenti destinati a rifugi di emergenza, cibo, protezione e valutazioni dei danni sismici“. Lo annuncia il Dipartimento di Stato degli Usa su X. “Siamo uniti nella preghiera con il popolo colombiano e siamo pronti a sostenere il Presidente De La Esprilla e il suo governo mentre valutano i bisogni sul campo“, si legge ancora.
Ci sono stati smottamenti e molti sono gli edifici danneggiati. La situazione adesso
Terremoto a Pozzuoli -frame da video di NapoliToday
Torna la paura ai Campi Flegrei dopo la forte scossa diterremoto di magnitudo 4.7, la più violenta degli ultimi 40 anni, registrata nella serata del 31 luglio e seguita da un’altra serie di scosse registrate anche all’alba di oggi, 1°agosto. Ci sono stati smottamenti e crolli, soprattutto nell’area di Pozzuoli. Il bilancio aggiornato, fornito dalla Protezione civile, è di 26 feriti di cui due in codice rosso. Ci sono 150 nuclei familiari sfollati, per circa 300 persone complessive.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, subito dopo la scossa di terremoto, ha sentito i sindaci della zona e ha convocato il Centro coordinamento soccorsi per fare il punto della situazione. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue l’evoluzione della situazione e gli sviluppi della riunione dell’Unità di crisi, convocata dal capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano per coordinare gli interventi. “Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione e garantendo il pieno coordinamento tra tutte le strutture operative per assicurare assistenza alla popolazione e il monitoraggio del territorio“, assicura il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci.
I danni del terremoto – Come detto, i danni maggiori sono stati a Pozzuoli col crollo di un pezzo di muro da una palazzina. Dall’edificio si sono staccate grosse pietre di tufo che sono cadute su alcune auto in sosta avvolgendole in una nuvola di polvere bianca.
La Capitaneria di Porto ha segnalato che la banchina del molo non è al momento agibile e ne ha interdetto l’utilizzo. Si è inoltre verificato il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, a Napoli, che ha provocato disagi all’alimentazione della rete elettrica per 100.000 utenze, progressivamente rialimentate.
Foto da NapoliToday
Sempre a Pozzuoli sono diverse le facciate dei palazzi lesionate. In tanti sono scesi in strada e hanno trascorso la notte all’aperto. È stata attivata la distribuzione di acqua e beni di prima necessità.
Un anziano di 80 anni, costretto a letto per varie patologie, è stato messo in salvo a Pozzuoli dai vigili del fuoco, L’uomo è stato recuperato dagli uomini del gruppo Saf (speleo-alpino-fluviale) con un’autoscala perché le scale del fabbricato in cui abita sono lesionate gravemente dalla scossa di terremoto.
Sospesa per alcune ore la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, poi ripresa ma con forti ritardi accumulati.
Emergenza sfollati – Adesso c’è il problema di dare una sistemazione a chi non può rientrare in casa. Ci sono 150 nuclei familiari sfollati, per circa 300 persone complessive. “Chiedo alla popolazione di restare tranquilla, si sta lavorando sia per questo giorno che per il futuro, per erogare il contributo di autonoma sistemazione e si stanno controllando le case, c’è una lunga lista di palazzi”, interviene il presidente della Regione, Roberto Fico. Il governatore ha riferito che si sta anche lavorando per capire “se è possibile una riparazione veloce e importante al porto di Pozzuoli“, che ha subìto danni.
Pozzuoli – foto da NapoliToday
Scosse di assestamento – Dopo quelle della notte – 11 dalle 19.46 di venerdì sera fino alle 2.07 – diverse scosse di assestamento sono state registrate dall’alba di oggi, 1° agosto, dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella zona dei Campi Flegrei. Alle 5.41 i sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 2, poi alle 5.47 una scossa di magnitudo 3.1, due minuti dopo un’altra di magnitudo 3.0. E ancora alle 6.11 c’è stata una scossa di magnitudo 2.2 e alle 6.14 di magnitudo 2.1.
Caduto un muro della Cumana sui binari. Cedono due costoni tufacei a via Napoli e a Bagnoli
Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Napoli e provincia. La scossa si è verificata alle 19.46. Secondo una prima stima dell’Ingv la magnitudo è 4,7, la più intensa mai registrata. Molte persone terrorizzate sono scese in strada.
Forti i danni a Pozzuoli. “Stavolta la situazione è seria” fanno sapere le autorità. È caduto un muro della Cumana sui binari. Fortunatamente nessun treno è stato investito. Interrotto il servizio.
Si registrano cedimenti di due costoni tufacei a via Napoli e a Bagnoli.Pietre e rocce hanno colpito diverse macchine. Caduti calcinacci da più palazzi puteolani: qualcuno non riesce a entrare nella propria casa, per porte bloccate. Su più gruppi Facebook si lanciano allarmi di persone, invece bloccate all’interno.
La Prefettura ha attivato il Centro coordinamento soccorsi.
Su Facebook il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni scrive un post: “Comprendo la preoccupazione e l’apprensione che in questi momenti possono nascere, soprattutto nelle famiglie. Abbiamo immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione. Siamo in costante contatto con l’Osservatorio Vesuviano, la Protezione Civile e tutte le autorità competenti per seguire minuto dopo minuto l’evoluzione dello sciame sismico in corso. Vi chiedo di mantenere la calma, di attenervi alle indicazioni delle autorità e di affidarvi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune. Per segnalare eventuali danni o situazioni di emergenza sono attivi i seguenti numeri: Polizia Municipale: 081 8551891. Protezione Civile: 081 18894400”.
Si tratta, spiegano dall’Ingv, di un terremoto che rientra nella dinamica bradisismica in atto, espressione dunque dell’innalzamento costante del suolo: mai erano stati rilevati eventi di magnitudo così alta.
Le scosse più significative risalivano, prima dell’evento di questa sera, al 12 marzo e al 30 giugno 2025, quando era stata registrata una magnitudo di 4,6.
Il terremoto è stato avvertito intensamente anche a Napoli, dal Vomero a Chiaia, fino a tutta la zona occidentale della città (Fuorigrotta e Soccavo) e ai Colli Aminei, si registra assenza di corrente e di segnale telefonico. “Non finiva più”. “C’è stato un grande spavento”, “non salgo per ora a casa” sono le prime testimonianze raccolte per strada.
“Sentivo le mura scricchiolare, mai sentito un terremoto così forte“, è la testimonianza di Andrea Maria da Casoria. “I lampadari andavano a ruota libera“, racconta Giovanna da Mugnano. “Gli edifici del centro direzionale hanno ballato tantissimo“, dice Simona. “Abito a Posillipo, è stato terribile“, racconta Nunzia. E ancora, tra le testimonanze affidate al gruppo Facebook “Quelli della zona rossa dei Campi Flegrei:“A Quarto la casa dondolava, è andata via la luce, sono cadute le cose dalle pareti“.
Tra i principali danni infrastrutturali rilevati si segnala un crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione situato nella zona di Agnano, fondamentale per la rete di alimentazione elettrica della città.I tecnici di E-Distribuzione sono intervenuti per gestire l’emergenza e hanno già provveduto a controalimentare gran parte delle utenze coinvolte attraverso la rete secondaria delle proprie cabine, garantendo un primo ripristino con esito positivo per una vasta area del territorio cittadino.Restano tuttavia criticità localizzate. In particolare, sono giunte al centro operativo segnalazioni relative a perdite di energia elettrica ancora in corso nei quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli. Le squadre di pronto intervento sono al lavoro sul posto per ripristinare la piena funzionalità della rete nel minor tempo possibile.
Un terremoto di magnitudo 7,1 – poi rivista a 6.8 – ha scatenato un’esplosione violentissima che ha danneggiato il centro commerciale Aeon nella prefettura di Kumamoto e alcuni edifici lì accanto. Nel centro sono rimasti in trappola diversi clienti, che le squadre di soccorso stanno cercando di liberare. La scossa ha interrotto l’elettricità a migliaia di case, ha danneggiato le strade e ha ferito almeno 50 persone in tutta la prefettura. L’agenzia di stampa giapponese Kyodo News ha riferito che un ospedale della città di Yatsushiro ha preso in cura circa 40 persone rimaste ferite. Il media riferisce che alla stazione di Yatsushiro un treno è deragliato ed è caduto su un fianco, mentre al castello di Kumamoto sono stati danneggiati alcuni muri in pietra.
Il Primo Ministro Sanae Takaichi ha dichiarato che il governo sta valutando vittime e danni. Intanto ha emesso allerte di terremoto d’emergenza per le prefetture di Kumamoto, Nagasaki, Kagoshima, Fukuoka, Saga, Oita e Miyazaki: tutte sull’isola meridionale di Kyushu in Giappone. L’Agenzia Meteorologica Giapponese ha emesso un’allerta tsunami per un’onda di 1 metro (3,28 piedi), ma poi l’ha revocata. Kumamoto era stata colpita da un grande sisma 10 anni fa: 275 morti e altri 2.739 feriti. Il Giappone è uno dei paesi più soggetti ai terremoti al mondo, essendo situato lungo il Ring of Fire: nel Paese si registra il 20% dei terremoti del pianeta di magnitudo superiore a 6.
La scossa, che ha anche raggiunto il livello massimo possibile (pari a sette), sulla scala di intensità sismica giapponese Shindo, si è verificata alle 16.27 ora locale sull’isola di Kyushu
Sala Ingv – (Ipa)
Un forte terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il sud del Giappone oggi, martedì 28 luglio. Lo riferisce l’Agenzia meteorologica giapponese, che ha emesso un allarme tsunami. La scossa ha anche raggiunto il livello massimo possibile, pari a sette, sulla scala di intensità sismica giapponese(Shindo), ha aggiunto l’agenzia.
La scossa si è verificata alle 16.27 ora locale (7.27 ora italiana) sull’isola di Kyushu. Un sisma di magnitudo 7.2 aveva colpito il Giappone settentrionale il 25 giugno, senza tuttavia causare morti o danni importanti.
Il Giappone è uno dei paesi con maggiore attività sismica al mondo, trovandosi sopra quattro importanti placche tettoniche lungo il margine occidentale della‘Cintura di fuoco’del Pacifico. L’arcipelago, che ospita circa 125 milioni di persone, sperimenta centinaia di scosse ogni anno e rappresenta circa il 18% dei terremoti mondiali: la stragrande maggioranza è di entità lieve, sebbene i danni causati varino a seconda della loro posizione e della profondità sotto la superficie terrestre in cui si verificano.
Il Paese porta ancora il peso della memoria di un forte terremoto sottomarino di magnitudo 9.0 nel 2011, che ha scatenato uno tsunami che ha ucciso o lasciato dispersi circa 18.500 persone e ha devastato la centrale nucleare di Fukushima. Il 20 aprile di quest’anno, una scossa di magnitudo 7.7 ha colpito il nord del Paese, ferendo almeno 10 persone e facendo tremare i grandi edifici a Tokyo. Ciò ha spinto le autorità a emettere un avviso speciale che mette in guardia contro il rischio accresciuto di terremoti di magnitudo 8.0 o superiore.
Scossa di terremoto da 4.1 in Molise, in provincia di Isernia nella zona di Pizzone. Il sisma è stato avvertito poco dopo la mezzanotte, secondo i dati dell’Ingv (L’stituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) alle 00.08, ad una profondità di 10 chilometri. Data la vicinanza, la scossa è stata avvertita anche nel Lazio, nella provincia di Frosinone. Non si registrano al momento danni a persone o cose.
Due scosse nel giro di 40 secondi nel nord del paese. La presidente Rodriguez dichiara lo stato d’emergenza. Trump: “Numero devastante di vittime”. Tajani parla con ambasciatore Caracas, De Vito: “Al momento no vittime italiane”
Terremoto in Venezuela – (Afp)
Due violentissime scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Venezuela oggi, giovedì 25 giugno, provocando il crollo di edifici nella capitale Caracas. La presidente Delcy Rodriguez ha annunciato che almeno 32 persone sono morte e 700 sono rimaste ferite. Il numero delle vittime, secondo le autorità, è destinato a salire.
Due super scosse in un minuto – La prima scossa di magnitudo 7.2 si è verificata nell’area di San Felipe, capitale dello stato di Yaracuy nel nord del paese, poco dopo le 18 locali di mercoledì 24 giugno. Dopo appena 40 secondi, una scossa di magnitudo 7.5 è stata registrata a 23 km a sudest di Yumare, nello stesso stato a circa 300 km da Caracas, in un’area che ospita nel più grandi raffinerie del paese. L’US Geological Survey ha diffuso un’analisi preliminare descrivendo una “sequenza sismica doppia di grave entità“. Non è stato emesso un allarme tsunami. Secondo l’agenzia AFP, sono state registrate oltre 20 scosse di assestamento avvertite nel nord-est del paese.
Crollano palazzi a Caracas, stato d’emergenza – A Caracas, dove sono crollati edifici, migliaia di persone si sono riversate nelle strade per il sisma più violento nel paese dal 1900. La presidente Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza. “A coloro che purtroppo hanno subito la perdita di un familiare, porgiamo le nostre più sentite condoglianze“, ha affermato in un discorso in tv. Rodriguez non ha fornito dati sul numero delle vittime ma ha esortato medici e infermieri a presentarsi al lavoro per assistere i feriti.
Le autorità hanno interrotto le forniture di gas nelle zone colpite e l’erogazione dell’acqua è stata sospesa in alcuni settori di Caracas e in diversi stati settentrionali. Nela capitale molte abitazioni sono prive di elettricità. La rete, però, ha retto nel resto del paese. Sospese le operazioni negli aeroporti, in particolare a Caracas nello scalo internazionale Simon Bolivar. E’ stata disposta la chiusura di tutte le scuole fino alla fine della settimana.
Il messaggio di Trump – “I due forti terremoti che hanno appena colpito il popolo venezuelano sono entrambi di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime“, scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul social Truth. “Gli Stati Uniti sono pronti” ad intervenire, “e in grado di aiutare! Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici. I primi rapporti non sono buoni!!!“, afferma.
Gli Stati Uniti manderanno squadre di ricerca e soccorso, forniture mediche e umanitarie e altri beni di prima necessità in Venezuela, ha reso noto Jeremy Lewin, alto funzionario del Dipartimento di Stato responsabile degli aiuti esteri. Con un post sui social ha annunciato che gli Stati Uniti stanno coordinando le operazioni con i loro partner nel governo venezuelano e che il Dipartimento di Stato ha già mobilitato un team di assistenza.
Tajani parla con ambasciatore Caracas, De Vito: “Al momento no vittime italiane” – Al momento “non risultano vittime italiane in Venezuela” anche se “abbiamo notizia di diversi connazionali le cui abitazioni sono risultate danneggiate o addirittura distrutte“, ha affermato l’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, parlando a RaiNews24. De Vito ha aggiunto come “assieme al consolato generale a Caracas e il consolato a Maracaibo stiamo verificando le condizioni dei nostri connazionali“. Come già spiegato in una nota della Farnesina il nostro ambasciatore ha confermato di essere “in contatto con il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha proposto all’Unione europea di attivare il meccanismo della Protezione civile“.
Tajani ha contattato l’ambasciatore d’Italia a Caracas e chiesto all’ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che “l’Italia è pronta a prestare assistenza“.
Gli aiuti degli altri paesi – I paesi confinanti hanno offerto aiuti umanitari e supporto per i soccorsi. Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha ordinato l’invio immediato di aiuti umanitari in Venezuela. Si sono attivati immediatamente anche Panama e Brasile. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha incaricato il ministero degli Esteri di valutare interventi immediati. Dal Salvador, il presidente Nayb Bukele ha annunciato l’invio di 300 soccorritori.
Possibile maremoto alle Isole Vergini e a Porto Rico
Un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il Venezuela: lo riferisce l’Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti. L’epicentro si trova a circa 28 chilometri a ovest della città di Morón, sulla costa caraibica del Paese, la profondità è di 13 chilometri. Nella capitale, Caracas, la popolazione ha evacuato edifici e abitazioni mentre la scossa faceva tremare le strutture. Almeno due edifici sono crollati nel quartiere di Los Palos Grandes, nel comune di Chacao, nell’area metropolitana di Caracas. Lo riferiscono media locali e residenti della zona, che hanno segnalato i crolli lungo la Primera Avenida, tra l’Avenida Francisco de Miranda e la Primera Transversal.
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Epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno
Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato oggi nella zona sudoccidentale di Creta, in Grecia. Lo riferisce il Centro sismologico euro-mediterraneo spiegando che il sisma ha avuto un epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno. Non si segnalano danni.
Registrato alle 19.28 un nuovo evento sismico nel mare tra Calabria e Sicilia dopo quello del 2 giugno scorso. Secondo l’Ingv l’ipocentro è stato localizzato a 214 chilometri, un dato che ha contribuito ad attenuare la percezione in superficie, rendendo la scossa scarsamente avvertita in superficie
La terra è tornata a tremare in Calabria, anche se la scossa è stata scarsamente avvertita per l’elevata profondità dell’ipocentro.Un nuovo terremoto è stato registrato poco fa nel Tirreno meridionale. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto magnitudo 4.7 ed è avvenuto alle 19.28 di oggi, sabato 13 giugno 2026.
L’epicentro è stato localizzato in mare, al largo di Tropea, con un ipocentro molto profondo: 214 chilometri. È proprio la profondità, ancora una volta, il dato principale dell’evento sismico: un elemento che ha contribuito ad attenuare la percezione della scossa in superficie. L’Ingv precisa che il terremoto è stato localizzato dalla Sala sismica di Roma e che, sulla base dei dati disponibili, non risultano comuni italiani entro 20 chilometri dall’epicentro.
Epicentro in mare e ipocentro profondo – La scossa è stata localizzata a 54 chilometri a nord di Messina, 65 chilometri a nord di Reggio Calabria, 81 chilometri a ovest di Lamezia Terme e 97 chilometri a sud-ovest di Cosenza. Distanze che spiegano la possibile percezione su un’area ampia, pur in presenza di un evento avvenuto molto in profondità e non sotto i centri abitati.
Il quadro richiama quanto già accaduto nei giorni scorsi, quando una scossa molto più intensa, di magnitudo 6.2, era stata registrata nel Tirreno al largo della Calabria, con ipocentro a circa 250 chilometri. Anche in quel caso il terremoto era stato avvertito in un’area molto ampia del Mezzogiorno, generando paura ma senza conseguenze gravi in superficie.
Il precedente e il ruolo della profondità – Commentando quel precedente evento, il direttore generale della Protezione civile regionale Domenico Costarella aveva spiegato a LaC News24: «Si è trattato di un terremoto di magnitudo 6.2 con epicentro al largo della costa calabra, a 250 chilometri di profondità. Questo ha sicuramente mitigato i danni ma ha avuto un risentimento elevato».
Una lettura che torna utile anche per la scossa di oggi. I terremoti profondi del Tirreno meridionale sono legati a dinamiche geologiche che avvengono nella placca in subduzione sotto l’arco calabro. Non si tratta quindi di eventi superficiali localizzati sotto i centri abitati, ma di fenomeni che possono propagare le onde sismiche su territori molto estesi. In questo caso, tuttavia, la magnitudo più contenuta e l’ipocentro a 214 chilometri hanno fatto sì che la scossa fosse percepita in modo limitato.
Al momento l’evento resta monitorato dall’Ingv. I parametri di localizzazione e magnitudo rappresentano la migliore stima disponibile e potranno essere aggiornati in caso di nuove elaborazioni.
Terremoto oggi alle 10:36 tra Liguria ed Emilia di magnitudo 3.4 secondo la rivelazione Ingv con epicentro a Bedonia (Parma). L’evento fa parte di uno sciame sismico che dalla serata di ieri interessa i Comuni del Tigullio con decine di altre scosse, tra Bedonia e Tornolo, avvertite anche in Liguria.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata oggi, martedì 9 giugno, alle 10:36 dall’Ingv al confine tra Emilia-Romagna e Liguria, con epicentro a Bedonia, in provincia di Parma, e con ipocentro a 10.4 chilometri di profondità. Lo ha comunicato l’Istituto di geofisica e vulcanologia sui propri canali social. La scossa fa parte di uno sciame sismico che è in corso dalla serata di ieri e interessa l’Appenino settentrionale con decine di altre scosse, tra Bedonia e Tornolo, avvertite dalla popolazione locale, anche in varie zone della Liguria. al momento fortunatamente no si segnalano danni.
La terra infatti aveva tremato in zona più volte anche la scorsa notte. Una serie di scosse sono state avvertite in diversi Comuni del Tigullio, soprattutto dell’entroterra del Levante ligure, dove lo sciame è durato dalle 23 circa fino alle prime luci del giorno. L’epicentro del sisma, con un totale di 23 scosse di magnitudo superiore a 2 gradi della scala Richter, è stato registrato a Tornolo, sull’Appennino parmense.Anche la scossa di questa mattina è stata seguita da diversi repliche tra cui la più forte ha avuto intensità pari a magnitudo 2.9, rilevata dai sismografi dell’Ingv circa 45 minuti dopo.
“A seguito delle scosse di terremoto avvertite nel territorio, si informa la cittadinanza che il Comune sta monitorando costantemente la situazione, mantenendosi in contatto con i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, i Carabinieri e la Polizia Locale. Al momento non risultano segnalazioni di particolari criticità sul territorio comunale.Invitiamo la popolazione a mantenere la calma, a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e a evitare la diffusione di notizie non verificate. Eventuali aggiornamenti saranno tempestivamente comunicati attraverso i canali istituzionali del Comune“, si legge sulla pagina Facebook della Polizia locale di Bedonia.
Evacuati edifici e sospesi treni. Non sono stati segnalati feriti né danni. L’US Geological Survey ha dichiarato che il sisma si è verificato lunedì pomeriggio a circa 25 chilometri di profondità
Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito la zona occidentale di Cuba, scuotendo gli edifici dell’Avana e dintorni. Non sono stati segnalati feriti né danni. L’US Geological Survey ha dichiarato che il sisma si è verificato lunedì pomeriggio a circa 25 chilometri di profondità, nelle acque a ovest della capitale.
Evacuati edifici, e sospesi treni – Le autorità della contea di Miami-Dade hanno dichiarato di aver evacuato diversi edifici a scopo precauzionale e che il servizio di due treni pendolari sopraelevati è stato temporaneamente sospeso. La faglia di Oriente si trova al largo della costa sud-orientale di Cuba e in passato ha provocato terremoti devastanti, tra cui un sisma di magnitudo 7.7 nel gennaio 2020 che ha causato danni a Cuba e alle Isole Cayman.
🔴 Sobre la 1:00 p.m. de este 8 de junio un terremoto de 6.1 sacudió México y Cuba: el Canal de Yucatán, aproximadamente a 104 kilómetros al oeste-noroeste de Mantua, en el extremo occidental de Cuba, según datos preliminares del Servicio Geológico de Estados Unidos.
Scosse sono state segnalate anche nella Florida sud-occidentale, ha riferito il Servizio Meteorologico Nazionale di Miami in un tweet. Una valanga di post sui social media indicava che le persone avevano avvertito la scossa anche a nord di Orlando.
#ULTIMAHORA Se registra sismo de 6.4 grados en Cuba. También se percibió en la Península del Sur. Hasta ahora no se reportan daños ni alerta de tsunami. pic.twitter.com/R82iaebNb0
William Barnhart, geofisico dell’US Geological Survey, ha descritto il terremoto di lunedì come estremamente raro. Si tratta del terremoto più forte mai registrato nel Golfo del Messico con strumenti moderni, risalenti agli anni ’50.
Il potente sisma ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 locali
PECHINO – Alle 7.37 del mattino la terra ha tremato nel sud delleFilippine. Il terremoto più forte dell’anno nel Paese: magnitudo 7.8. Almeno 15 finora le vittime e oltre 200 i feriti. Diversi edifici crollati. Sono state emesse allerte tsunami in diversi Paesi, dalle Filippine all’Indonesia, al Giappone e all’Australia. Alcune delle allerte sono state ora revocate. Cinque ore dopo la scossa, il Centro di allerta tsunami del Pacifico ha dichiarato che il pericolo di uno tsunami era ormai in gran parte scampato e l’allerta è stata revocata nelle Filippine.
L’epicentro in mare, al largo dell’isola di Mindanao, a una profondità di 33 chilometri, a circa 32 chilometri a sud-ovest della città di Maasim, nella provincia di Sarangani, affermano le autorità filippine. L’U.S. Geological Survey ha registrato scosse di assestamento fino a magnitudo 6.5.
(afp)
“Diversi edifici sono crollati. Anche alcune case sono crollate”, ha detto la polizia della città di General Santos senza fornire al momento un bilancio più preciso. General Santos, città portuale con oltre 700.000 abitanti, fulcro dell’industria dell’esportazione del tonno, è stata tra le più colpite.
Subito dopo la prima scossa, le autorità filippine hanno sollecitato i residenti a evacuare immediatamente verso zone più elevate: “Non aspettate, la vostra vita è più importante di qualsiasi cosa lasciata indietro”, le parole del presidente Ferdinand Marcos Jr. Il governo ha ordinato la sospensione delle lezioni in tutte le zone colpite a Mindanao: oggi nelle Filippine era il primo giorno di rientro a scuola dopo la pausa estiva.
Onde di 1 metro sono state rilevate nelle province filippine di Sultan Kudarat e Sarangani. La vicina Indonesia ha nel frattempo revocato l’allerta tsunami: ci sono state piccole onde di tsunami in almeno nove località dell’Indonesia, la più alta delle quali, pari a 0,75 metri, è stata rilevata sull’isola di Sangihe, a circa 1.000 km a sud dell’epicentro. Anche l’Australia ha revocato l’allerta. L’Agenzia meteorologica giapponese ha dichiarato che uno tsunami di lieve entità è stato osservato sull’isola principale di Okinawa intorno alle 12:18. Inoltre, intorno alle 13:46 è stato osservato uno tsunami di 20 centimetri sull’isola di Chichijima.
Le Filippine, uno dei Paesi più soggetti a disastri naturali al mondo, sono spesso colpite da terremoti ed eruzioni vulcaniche a causa della loro posizione sull’anello di fuoco del Pacifico.
Il potente terremoto ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 locali
Un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito le Filippine meridionali, secondo quanto riportato da Afp. Il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC), gestito dalla National Oceanic and Atmospheric Administration ha emesso un’allerta tsunami.
Il potente terremoto ha scosso la regione di Mindanao, nel sud del Paese, intorno alle 7.37 ora locale. L’epicentro è a 24 chilometri a ovest-sud-ovest di Burias, a una profondità di 35 chilometri. Il PTCW ha avvertito che sono possibili onde “entro le tre ore dal sisma” lungo le coste delle Filippine, dell’Indonesia, di Taiwan e fino al Giappone.
Le Filippine, uno dei paesipiù soggetti a disastri naturalial mondo, sono spesso colpite da terremoti ed eruzioni vulcaniche a causa della loro posizione sulla “Cintura di fuoco” del Pacifico, un arco di faglie sismiche che circonda l’oceano. L’arcipelago è inoltre flagellato dacirca 20 tifoni e tempeste tropicali ogni anno.
Per ora nessun danno segnalato. L’epicentro è stato localizzato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, con un ipocentro particolarmente profondo di 250 chilometri sotto il livello del mare
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata dall’INGV a mezzanotte e dodici minuti del 2 giugno 2026, al largo della Costa Calabra nord-occidentale nella provincia di Cosenza.
L’epicentro è stato localizzato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, con un ipocentro particolarmente profondo di 250 chilometri sotto il livello del mare. La scossa è stata nettamente percepita in tutta l’area tirrenica della Calabria, da Cosenza fino alle zone costiere, con segnalazioni di vibrazioni anche nei comuni dell’entroterra. Il terremoto è stato avvertito in gran parte del Sud Italia: segnalazioni da Palermo a Bari.
Il terremoto vicino alla provincia di Cosenza – Le prime informazioni raccolte nelle ore successive dalle forze dell’ordine e dai Vigili del Fuoco non riportano danni evidenti a persone o edifici.
Le caratteristiche dell’evento – in particolare la profondità dell’ipocentro – hanno limitato l’impatto delle onde sismiche sulla superficie, riducendo il rischio di danni gravi. Tuttavia, lo spavento tra la popolazione è stato significativo, soprattutto nei centri abitati più vicini come Amantea, Belmonte Calabro e San Lucido, che storicamente sono località sensibili alle attività sismiche del Tirreno meridionale.
La zona interessata è considerata ad alta sismicità: nel passato, forti terremoti hanno caratterizzato la storia della Calabria occidentale, tra cui quelli del XVII e XVIII secolo che causarono gravi danni e vittime. Il territorio è soggetto a frequente attività sismica: nelle ultime settimane sono stati registrati diversi eventi di minore entità, con magnitudo tra 2.5 e 3.7, che hanno interessato sia la costa che il Tirreno meridionale.
Le conseguenze – Nonostante la magnitudo elevata, la combinazione della posizione offshore e della notevole profondità ha in gran parte escluso conseguenze drammatiche.Resta alta, però, l’attenzione della Protezione Civile e degli operatori locali, mentre proseguono i controlli di rito su infrastrutture ed edifici lungo la fascia tirrenica calabrese.
L’area della Costa Calabra nord-occidentale si conferma una delle più sorvegliate d’Italia in termini di rischio sismico, insieme ad altre regioni colpite da eventi devastanti come la Sicilia nel 1908, l’Irpinia nel 1980 e l’Italia centrale nel 2016. Il costante monitoraggio rimane fondamentale per la sicurezza dei cittadini calabresi.
Convocata l’unità di crisi – Dopo il terremoto in mare al largo della costa calabra, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile “è in contatto con le strutture di protezione civile sul territorio», fa sapere il Dipartimento sui social. La scossa, con epicentro in mare, a 250 chilometri di profondita, è stata «avvertita in gran parte del Sud», spiega la P.Civile, sottolineando che, anche se al momento non ci sono segnalazioni di danni, ci sono «verifiche in corso». Il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano ha convocato l’Unità di Crisi a Roma per seguire la situazione.
Il movimento tellurico, che secondo le prime testimonianze è stato preceduto da un lieve ma nitido boato, ha avuto una dinamica prevalentemente ondulatoria
L’epicentro della scossa delle 7,58
La terra torna a tremare in Romagna dopo il brusco risveglio nella notte. Una nuova scossa di terremoto è stata distintamente avvertita dalla popolazione lunedì mattina, alle 7,58. Il movimento tellurico, che secondo le prime testimonianze è stato preceduto da un lieve ma nitido boato, ha avuto una dinamica prevalentemente ondulatoria
Si tratta del quarto evento tellurico nel giro di poche ore. La notte scorsa, alle 1,51, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia avevano infatti già registrato una prima scossa di magnitudo 3.2, con epicentro localizzato nei pressi di Meldola, nel Forlivese, a una profondità di 22 chilometri. La scossa delle 7,58, arrivata in concomitanza con il risveglio e l’inizio delle attività lavorative, ha generato l’immediato tam-tam sui canali social e sulle chat cittadine.
Secondo quanto stimato dall’Ingv, la magnitudo è stata come quella della notte, 3.2 Richter, sempre nella zona di Meldola, con ipocentro a 8 chilometri di profondità. E’ seguita una replica di magnitudo 2.3 Richter, che si è sviluppata sempre nella zona di Meldola a 9 chilometri di profondità alle 7,59.
Tra le due scosse più intense l’Ingv ha registrato anche due lievi terremoti. Il primo alle 2,38 con epicentro nella zona di Meldola di magnitudo 1.6 Richter, e il secondo di magnitudo 1.4 con epicentro nella zona di Forlimpopoli alle 7,40. Nella notte tra sabato e domenica, all’1,53, si era verificata una lieve scossa di magnitudo 1.4 nella zona di Civitella.