Archivi categoria: Musica

Outsider Antonella Ruggiero. Oltre i Matia Bazar: “Non c’è niente che non rifarei”


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2018/12/16/news/antonella_ruggiero-213300152/?ref=RHPPBT-VZ-I0-C4-P28-S1.4-T1

Talento multiforme, personalità sfaccettata, l’ex voce dei Matia Bazar si è allontanata dal successo più scontato per dedicarsi a progetti solisti coraggiosi dettati solo dal cuore. Come ‘Quando facevo la cantante‘, un cofanetto di sei dischi dal vivo: “M’invento nuove strade” continua a leggere

Antonella Ruggiero – ” Echi d’Infinito ” @ Concerto dell’Epifania , 4 gennaio 2015

ANTONELLA RUGGIERO: “Cavallo Bianco” live – Concerto di Natale 2016 – Teatro Mucchetti di Adro (BS).

“TI SENTO” – ANTONELLA RUGGIERO live @ Tramonto a San Mauro (7.8.2018)

Antonella Ruggiero, accompagnata alla fisarmonica da Renzo Ruggieri, nel concerto del 7.8.2018 sulla collina di San Mauro a Sannicola (LE) per la manifestazione “Tramonto a San Mauro” 2018

Antonello Venditti: “Nato sotto il segno della musica libera”


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articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2018/12/14/news/antonello_venditti_nato_sotto_il_segno_della_musica_libera_-214298608/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P24-S1.6-T1

ROMA – Quarant’anni fa, nel 1978, Antonello Venditti pubblicava Sotto il segno dei pesci. Era un album bellissimo, ricco di canzoni diventate oggi dei classici, e che all’epoca furono un clamoroso successo. Quarant’anni dopo Venditti arriva a proporlo dal vivo dopo l’anteprima all’Arena di Verona, in due concerti al Palalottomatica di Roma, il 21 e il 22 dicembre, e poi dal 2 marzo in un lungo tour in tutta Italia. 

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Antonello Venditti – Sotto il segno dei pesci

 

È morto Angelo ‘Sigaro’ Conti, storica voce della band ‘operaia’ militante Banda Bassotti


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2018/12/12/news/e_morto_angelo_conti_storica_voce_della_band_operaia_banda_bassotti-214063726/

La Banda Bassotti, tra le più longeve formazioni ska punk romane, dice addio al suo cantante e chitarrista, tra i fondatori del primo nucleo della band, Angelo Conti detto ‘Sigaro’. Aveva 62 anni: “Chi lotta non sarà mai schiavo” 

“Siamo invecchiati fuori, le ossa scricchiolano, siamo operai, contadini, maestri e altro ma per ognuno di noi di fronte c’è il sol dell’avvenir… questo non è cambiato”: così, in una delle ultime interviste, la Banda Bassotti condensava il proprio spirito. Oggi, però, è tempo di cordoglio: Angelo Conti, detto ‘Sigaro’, chitarrista e frontman della band, è scomparso dopo una breve malattia. Aveva solo 62 anni. I suoi compagni, per ricordarlo, hanno postato un’immagine sul profilo Facebook del gruppo, con un semplice messaggio: “Chi lotta non sarà mai schiavo. Ciao Sigarocontinua a leggere

Banda Bassotti – Figli della Stessa Rabbia – LIVE ROMA TESTACCIO

BANDA BASSOTTI – Revolution Rock – live @ Bologna

Frank Zappa, ovvero della libertà di non essere normali


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articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2018/12/01/news/frank_zappa_ovvero_la_liberta_di_non_essere_normali-213114676/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P16-S1.4-T1

25 anni moriva per un cancro alla prostata uno dei più geniali e colti musicisti del Novecento. Che ha abbattuto le barriere dei generi e combattuto il conformismo

I suoi nemici erano la stupidità e il conformismo intellettuale. Nella sua totale unicità, Frank Zappa da Baltimora ha incarnato un eclettismo creativo inimitabile: non c’è nessuno nella storia del rock che gli avvicini. E in pochissimi hanno tentato l’azzardo supremo: eseguire le sue complicatissime partiture.  Zappa, scomparso il 4 dicembre di 25 anni fa per un cancro alla prostata, è stato l’artista più frainteso dell’intera epopea rock. Scambiato a lungo per un hippy strampalato e provocatore, era in realtà un musicista coltissimo e rigoroso, tirannico con le sue band, innamorato di compositori rivoluzionari come Edgar Varèse (che volle chiamare al telefono quando compì 15 anni: lo chiese a sua madre come regalo di compleanno), John Cage o Igor Stravinskij. Detestava il flower power: nell’album We’re only in it for the moneydel 1968, una feroce parodia del Sgt. Pepper dei Beatles e di tutta la psichedelia, si ascolta una voce che ripete ossessivamente “flower power sucks”, il flower power fa schifo. continua a leggere

FRANK ZAPPA ( LIVE IN U.S.A. ) 

Frank Zappa – Full Concert – 10/13/78 – Capitol Theatre (OFFICIAL)

“Attila” di Verdi inaugura il 7 dicembre la stagione della Scala


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articolo: https://www.lastampa.it/2018/11/30/spettacoli/attila-di-verdi-inaugura-il-dicembre-la-stagione-della-scala-Xl8dsiIG1r4ufWHHeOqTsO/pagina.html

L’opera di un Verdi trentatreenne che già guarda alla complessità del Macbeth: «Attila» inaugura il 7 dicembre la stagione della Scala e il direttore musicale del Teatro, Riccardo Chailly, spiega: «Con questa scelta assume un senso più compiuto il percorso che abbiamo cominciato tre anni fa con “Giovanna d’Arco”». E che proprio con Macbeth continuerà, a Sant’Ambrogio dell’anno prossimo. Chailly segnala di essere partito, per questa triplice operazione, «dalla ricerca delle voci più idonee» presenti sul panorama internazionale. Questa volta la star – re degli Unni si chiama Ildar Abdrazakov e ha, oltre che la voce di basso più richiesta del momento, anche una presenza scenica dirompente. Con lui come Odabella il soprano madrileno Saioa Hernández, al debutto alla Scala e nella parte, il baritono rumeno George Petean (Ezio, il generale romano) e il tenore Fabio Sartori (Foresto).  

Alla regìa Davide Livermore, che rivela di aver ambientato lo spettacolo, con le scene di Giò Forma, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Antonio Castro e i video di D-Wok, in «un Novecento distopico, che rifugge da ogni riferimento preciso alla prima o alla seconda guerra mondiale ma in cui compaiono un esercito occupante e un gruppo di cittadini che agli oppressori oppongono resistenza».  continua  a leggere

dal TEATRO ALLA SCALA di Milano (in diretta via satellite) –  LA “PRIMA” DELLA SCALA –  opera di Giuseppe Verdi Direzione musicale: Riccardo Chailly –  Regia Davide Livermore –  Con Ildar Abdrazakov, Saioa Hernandez, Simone Piazzola, Fabio Sartori, Francesco Pittari, Gianluca Buratto

ATTILA di  Giuseppe Verdi

Durata spettacolo: 2 ore e 20 minuti incluso intervallo
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Nuova produzione Teatro alla Scala

  • Direttore Riccardo Chailly
    Regia Davide Livermore
    Scene Giò Forma e Davide Livermore
    Costumi Gianluca Falaschi
    Luci Antonio Castro
    Video d-Wok

CAST

  • Attila   Ildar Abdrazakov
    Odabella   Saioa Hernandez
    Ezio    Simone Piazzola
    Foresto   Fabio Sartori
    Uldino   Francesco Pittari
    Leone   Gianluca Buratto

Chailly: “Attila” di Verdi fedele e attuale per Prima della Scala

Intervista a / Interview with Riccardo Chailly (Teatro alla Scala)

Teatro alla Scala

Pubblicato il 28 nov 2018
ISCRIVITI 14.338
Stagione 2018/2019 Intervista a Riccardo Chailly

Inter, Roberto Vecchioni: “Zanardi e i nerazzurri mi hanno insegnato a volare”


“L’Infinito” segna il ritorno del cantautore dopo 5 anni. Il primo brano è un omaggio al campione in duetto con l’amico Guccini: “Alex ama la vita oltre il destino”

articolo: http://www.gazzetta.it/fuorigioco/23-11-2018/inter-roberto-vecchioni-zanardi-nerazzurri-mi-hanno-insegnato-volare-310668509795.shtml

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L’infinito non è al di là della dolce collina leopardiana, è al di qua, perché la vita, nonostante le avversità, va vissuta e amata: è straordinaria. È il filo conduttore che accompagna i dodici brani raccolti nell’ultimo album di Roberto Vecchioni, “L’Infinito” appunto, prodotto da Danilo Mancuso. Il singolo che l’ha preceduto, “Ti insegnerò a volare”, si è ispirato alla storia di Alex Zanardi e lo canta con Francesco Guccini. Due giganti della canzone d’autore. “Quando ho pensato al concetto che volevo esprimere mi è venuto subito in mente Zanardi – racconta il cantautore milanese – . Se non potrò correre, né camminare, imparerò a volare con l’anima, con la forza interiore, con tutto ciò che ho dentro di me. Un’immensa passione per la vita, più forte del destino. Sono partito da Alex e ho unito ritratti diversi, da Papa Francesco alla mamma di Giulio Regeni, dalla guerrigliera curda Ayse a Leopardi. Sì, anche lui amava la vita, e lo ha fatto trasparire nella Ginestra, era la vita che non amava lui”. continua a leggere

Recensione de “L’Infinito” di Roberto Vecchioni


È un disco classico, che non vuole stupire, ma restare. Un album vivaddio da ascoltare perché ha qualcosa da dire. Il ritorno del professore di Carate Brianza non delude. 

articolo: www.lettera43.it/it/articoli/cultura-e-spettacolo/2018/11/17/recensione-linfinito-roberto-vecchioni/226353/

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Ringiovanire sentendo la morte che viene. «Farò altri dischi, ma questo per me è una conclusione», dice Roberto Vecchioni che fa uscire il nuovo L’infinito senza preavviso, come una scelta ben dentro i tempi autodivoranti di oggi; lo fa uscire solo in vinile o incd, niente digitale, per protesta e per dispetto, «perché è un disco che si compera nei negozi», insomma per dare un segnale contro il consumo liquido e distratto e forse questa è invece una scelta fuori dal tempo, quasi romantica, tanto il disco appena lo metti fuori te lo ritrovi subito bello e pronto da tirar giù dalla Rete. Ma Vecchioni è un romantico signore di Carate Brianza, di 75 anni e non ha più niente di cui preoccuparsi se non di fare quello che si sente di fare, di cantare. E così fa un disco con un omaggio ad Alex Zanardi che senza le gambe vola, un altro a papa Bergoglio anche se non lo nomina esplicitamente, e strappa all’inerzia Francesco Guccini, e si commuove per Marco Mangelli, il bassista che è appena volato via ma già malato non ha rinunciato a suonare il basso in tutto l’album. Storie romantiche, di vecchi, grandi vecchi che se anche tirano un po’ i remi in barca, c’è da capirli. continua a leggere

blob:https://www.lettera43.it/bbf187a5-d228-4778-873e-98ac50015873

Roberto Vecchioni e Francesco Guccini.

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