Elton John incanta i 50mila a San Siro: “È l’ultimo concerto in Italia della mia vita”


articolo di Luigi Bolognini: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2022/06/04/news/elton_john_concerto_a_milano_san_siro-352493089/?ref=RHTP-BH-I350153903-P3-S10-T1

Oltre due ore di show, senza una pausa: 24 canzoni in scaletta con tutto il meglio della sua produzione, con una dedica a Gianni Versace

(ansa)

La riforma delle pensioni in Italia potrebbe essere facilmente risolta seguendo il metodo Elton John: se tutti quelli che si ritirano dal lavoro lo facessero a 75 anni, ma con la garanzia di avere la sua forma fisica e mentale (sorvoliamo sul conto in banca), beh i bilanci dell’Inps sarebbero salvi. Posto che non ci crede nessuno al fatto che si ritirerà: il “final tour“, come lo chiama lui, è in corso da anni e anni ancora ne durerà.

Eppure solo adesso ha debuttato allo stadio di San Siro, davanti a 50mila persone giustamente osannanti di fronte a una delle leggende del pop. Che non ha deluso le aspettative, e anche qui viene da pensare a quanti vecchi leoni sdentati non accettino l’ineluttabile trascorrere dell’età e si trascinino di palco in palco affidandosi a tinte, lifting e altri effetti speciali. Elton invece è com’è sempre stato. Vabbè ha il parrucchino, ma da decenni, e il non avere mai avuto esattamente un look da sex symbol aiuta parecchio, specie adesso che non lo sarebbe comunque.

Perdipiù la sua professionalità è infinita, e se prende un impegno non lo disdice di certo (salvo casi come tre anni fa, quando annullò il secondo concerto a Verona per mal di gola, venuto però anche per aver strabiliato nel primo). Per dire, nel pomeriggio non ha rinunciato a esibirsi in onore di Elisabetta II per la festa dei 70 anni di regno. Però l’ha fatto in un video, per poter arrivare a Milano nel suo classico e comodo modo, su jet privato, e iniziare con un ritardo accettabile, 7 minuti, nulla rispetto all’andamento classico dei live. E una volta sul palco, dove è salito con occhiali rosa luccicanti, giacca blu scuro con revers metallizzati, e sulla schiena un sole rosso e la scritta EJ, quasi sobrio per i suoi gusti, ha dato davvero il meglio di sé:  oltre due ore di show, senza una vera pausa, con la sua classica band di stratosferici musicisti ad accompagnarlo, su tutti l’uomo che ha sempre dato un ritmo rock al suo pop, il batterista Nigel Olsson, che ha una spilletta pro-Ucraina. Scaletta di 24 canzoni, forse poche in proporzione alle oltre 700 che risulta aver composto, ma dentro c’è veramente tutto il meglio di quel che è nato assieme al suo autore storico Bernie Taupin, da Rocket man (da molti valutata come merita solo dopo il film omonimo) a Tiny dancer, da Sorry seems to be the hardest word a Crocodile rock, fino a Don’t let the sun go down on me, che dedica “a un amico che è morto tanto tempo fa e che mi ha fatto scoprire Milano, Gianni Versace“. continua a leggere

Elton John – Your Song (Platinum Party at the Palace)

È morto Andrew Fletcher, tastierista dei Depeche Mode – È morto Alan White, batterista degli Yes. 


articolo: https://www.ilpost.it/2022/05/26/e-morto-andrew-fletcher-tastierista-dei-depeche-mode/

STADE DE FRANCE, PARIS, ILE DE FRANCE, FRANCE – 2017/07/01: Andrew Fletcher, the keyboard player of Depeche Mode is pictured while performing a song during his concert of the new show Spirit at the State de France. (Photo by Thierry Le Fouille/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Giovedì sera è morto Andrew Fletcher (più noto col soprannome Fletch), tastierista del celebre gruppo musicale inglese Depeche Mode: aveva sessant’anni. A dare la notizia è stato lo stesso gruppo musicale, formato da Dave Gahan e Martin Gore, che ha scritto su Twitter: «siamo sconvolti dall’insostenibile tristezza per la morte prematura del nostro caro amico, membro della famiglia e del gruppo Andy “Fletch” Fletcher». Aveva fondato i Depeche Mode alla fine degli anni Settanta insieme a Vince Clarke, che però se n’era andato pochi anni dopo. Oltre a suonare, Fletcher si occupò spesso della gestione manageriale del gruppo, facendo molte volte da portavoce nelle occasioni pubbliche. Negli ultimi anni aveva lavorato con molto successo anche come deejay solista.

Goodbye Andrew Fletcher – 1961-2022

È morto Alan White, batterista degli Yes. Suonò per John Lennon nell’album “Imagine”

articolo di Marco Pagliettini: https://www.spettakolo.it/2022/05/26/e-morto-alan-white-batterista-degli-yes-suono-per-john-lennon-nellalbum-imagine/

Si è spento all’età di 73 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 14 giugno) Alan White, storico batterista degli Yes.

Appena ventenne suonò la batteria per John Lennon nel disco Imagine e poco dopo collaborò anche con George Harrison. Nel 1972 entrò negli Yes, per poi suonare in tutti gli album successivi della band. La batteria era il suo strumento, ma in alcuni pezzi si cimentò anche con il pianoforte, oltre a figurare come autore di qualche canzone. Nel 1975 pubblicò Ramshackled, il suo unico album solista.

Il decesso, confermato dai familiari sui canali social dell’artista, è arrivato oggi dopo una breve malattia. Un messaggio di cordoglio è stato pubblicato anche dagli Yes.

Questo il post pubblicato sulla pagina Facebook di Alan White dai familiari:

Alan White, il nostro amato marito, papà e nonno, si è spento all’età di 72 anni nella sua casa di Seattle il 26 maggio 2022, dopo una breve malattia.

Nel corso della sua vita e della sua carriera di sei decenni, Alan è stato molte cose per molte persone: una rock star certificata per i fan di tutto il mondo; un compagno di band di pochi selezionati, e un gentiluomo e amico di tutti coloro che lo hanno incontrato.

Alan è nato a Pelton, Contea di Durham, Inghilterra, il 14 giugno 1949. Ha iniziato le lezioni di piano all’età di sei anni, ha iniziato a suonare la batteria all’età di dodici anni, e si è esibito pubblicamente dall’età di tredici anni.

Negli anni ’60, Alan ha affinato la sua arte con una varietà di band, tra cui The Downbeats, The Gamblers, Billy Fury, Alan Price Big Band, Bell and Arc, Terry Reid, Happy Magazine (poi chiamato Griffin), e Balls con Trevor Burton (The Move) e D Enny Laine (Ali).

Nel 1968 Alan si unì all’Airforce di Ginger Baker, un nuovo gruppo messo insieme dall’ex batterista dei Cream e da altri noti musicisti della scena musicale inglese, tra cui Steve Winwood, ex dei Traffic.

Nel 1969, Alan ricevette quello che pensava fosse uno scherzo telefonico, ma era John Lennon che chiamava per chiedere ad Alan di unirsi alla Plastic Ono Band. Il giorno dopo Alan si ritrova a imparare canzoni sul retro di un aereo diretto a Toronto con Lennon, Yoko Ono, Eric Clapton e Klaus Voormann. L’album successivo, Live Peace in Toronto, ha venduto milioni di copie, raggiungendo la numero 10 delle classifiche.

L’associazione di Alan con Lennon ha continuato, registrando singoli come Instant Karma e il successivo album di riferimento, Imagine, con Alan che fornisce la batteria per la canzone del titolo, “Jealous Guy”, e “How Do You Sleep at Night”. Il lavoro di Alan con Lennon ha portato a un’introduzione a George Harrison, che ha chiesto ad Alan di esibirsi nell’album All Things Must Pass, incluso il singolo, “My Sweet Lord”, pubblicato nel 1970. Alan ha successivamente lavorato con molti artisti per l’etichetta Apple, tra cui Billy Preston, Rosetta Hightower e Doris Troy.

Alan si è unito agli YES il 27 luglio 1972 e con soli tre giorni per imparare la musica, YES ha aperto il loro tour negli Stati Uniti prima di 15.000 fan a Dallas, Texas, il 30 luglio 1972. Alan è stato con i YES da allora, e con la morte del membro fondatore, Chris Squire, nel giugno 2015, Alan è il membro della band più a lungo in servizio.

Alan è preceduto nella morte dai suoi genitori, Raymond e May White (nata Thrower), sua cognata, Mindi Hall, e molti fedeli compagni pelosi. Gli sopravvive la moglie di quarant’anni (15 maggio 1982) Rogena “Gigi” (nata Walberg), i suoi figli, Jesse (Emily), i loro due figli JJ ed Ellie, e Cassi (Kela), e la cognata Andrea Holmqvist (Robert).

Gigi, Jesse e Cassi

Seattle, Wa

Il messaggio degli Yes:

Traduzione https://translate.google.it/: È con profonda tristezza che i YES annunciano che Alan White, il loro amatissimo batterista e amico da 50 anni, è scomparso, all’età di 72 anni, dopo una breve malattia. La notizia ha sconvolto e sbalordito l’intera famiglia YES. Alan non vedeva l’ora del prossimo tour nel Regno Unito, per celebrare il suo 50° anniversario con gli YES e il loro iconico album Close To The Edge, dove il viaggio di Alan con gli YES iniziò nel luglio 1972. Di recente ha celebrato il 40° anniversario del suo matrimonio con la sua amorevole moglie Gigi. Alan è morto, pacificamente a casa.

Alan è considerato uno dei più grandi batteristi rock di tutti i tempi. È nato nel 1949 nella contea di Durham e si è unito agli YES il 30 luglio 1972 per il Close to the Edge Tour. In precedenza aveva lavorato con la band Plastic Ono di John Lennon dopo una telefonata nel 1969 per suonare al Toronto Rock Festival. Alan ha continuato a lavorare con Lennon anche nell’album Imagine e con George Harrison in All Things Must Pass. Ha anche lavorato con molti altri musicisti nel corso degli anni, tra cui Ginger Baker’s Air Force, Joe Cocker, Gary Wright, Doris Troy e Billy Preston per citarne solo alcuni. Alan White è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame come membro degli YES nel 2017.

Una serie di battute d’arresto per la salute dal 2016, avevano limitato il tempo di Alan sul palco con YES nei recenti tour con Jay Schellen che si è unito e Alan si è unito alla band, tra grandi applausi, verso la fine di ogni set.

YES dedicherà il loro 50° anniversario Close to the Edge UK Tour a giugno a White.

È morto il rapper Lil Keed: star su Instagram, aveva 24 anni


articolo di Redazione Spettacoli: https://www.corriere.it/spettacoli/22_maggio_14/morto-rapper-lil-keed-star-instagram-aveva-24-anni-cacada2c-d38d-11ec-aac4-d5704cf08b36.shtml

A dare conferma della scomparsa del cantante il fratello: «Non riesco a credere che ti ho visto morire». L’artista, che era uscito nel 2020 con il suo ultimo cd, lascia una figlia

Il rapper Lil Keed

Il rapper Lil Keed 1,3 milioni di follower su Instagram — è morto: il cantante di Atlanta aveva 24 anni. A darne conferma è stato suo fratello, che ha scritto sui social: «Non riesco a credere che oggi ti ho visto morire, fratello. Sarà durissima per mamma, papà e per tutti noi». La scomparsa dell’artista pare sia legata a un’insufficienza renale acuta. L’artista, che lascia la giovane figlia Naychur. Il rapper era sotto contratto con la YSL (Young Stoner Life) di Young Thug, 30enne rapper statunitense considerato tra i più influenti della sua generazione. Lil Keedd, all’anagrafe Raqhid Jevon Render, aveva pubblicato il suo ultimo album, «Trapped on Cleveland 3», nell’agosto 2020 e si sarebbe dovuto esibire in questi giorni.

Phil Collins si ritira: “Il concerto con i Genesis è stato l’ultimo della mia vita”


Phil Collins declares this to be the last [ever] Genesis show – O2 Arena, London, 26/3/22

articolo di Luigi Bolognini: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2022/03/27/news/phil_collins_si_ritira_il_concerto_con_i_genesis_e_stato_lultimo_della_mia_vita-343041644/?ref=RHBT-VS-I270679837-P4-S4-T1

Il batterista e cantante ha gravi problemi alla schiena: “Non riesco più a suonare”. L’addio dopo lo show di sabato scorso alla O2 Arena di Londra

Signore e signori, grazie di essere venuti stasera. Noi siamo i Genesis e siamo qui per intrattenervi. Questa è l’ultima data del nostro tour e, a dire il vero, dopo 53 anni è anche l’ultimo concerto dei Genesis. Ok, suoniamo qualcosa prima che mi vengano gli occhi lucidi“. Dicendo così, sabato alla 02 Arena di Londra, Phil Collins non ha annunciato solo l’addio della band dove era batterista dal 1970 e dal 1975 – dopo la fuoriuscita di Peter Gabriel – anche cantante, ma pure il suo, devastato da dolori alla schiena che gli hanno complicato assai la vita personale, oltre che artistica.

Il magone non gli ha tolto l’ironia, visto che più tardi ha aggiunto: “Ora dovrò trovare un vero lavoro“. Paradossale per uno che, tra band e altri progetti, solisti (In the ait tonight) e di gruppo, è arrivato a 115 milioni di sterline (25 spesi per divorziare da Orianne Cevey), secondo batterista più ricco dopo Ringo Starr, e a otto Grammy, un Oscar, due Golden Globe. continua a leggere

Genesis – Live at The O2 London. 24 March 2022Ohcantona Gigs
Phil Collins – Finally…The First Farewell Tour Paris 2004Red Dog
Genesis – Mama (Live 1987)

Morto Taylor Hawkins, il batterista dei Foo


articolo CorriereTv: https://video.corriere.it/spettacoli/morto-taylor-hawkins-batterista-foo-fighters-una-sue-performance/4c1305be-acd8-11ec-b4fc-c139140ab75b

Il decesso è giunto durante un tour in Sudamerica, poco prima di un concerto.

Oliver Taylor Hawkins (Fort Worth, 17 febbraio1972 – Bogotà, 25 marzo2022) è stato un batterista statunitense, noto per essere membro del gruppo musicale rockFoo Fighters.

È morto all’età di 50 anni Taylor Hawkins, batterista di lunga data dei Foo Fighters. La rock band in una dichiarazione ha definito la sua morte una «perdita tragica e prematura». Il decesso è giunto durante un tour in Sudamerica: il gruppo avrebbe dovuto suonare venerdì sera a un festival a Bogotà, in Colombia. L’ultimo concerto del batterista è stato domenica a un altro festival a San Isidro, in Argentina. Al momento non si hanno dettagli su come Hawkins sia morto. Lascia la moglie Alison e tre figli.

#FooFighters #LiveinHollywood2006
Foo Fighters – Cold Day In The Sun (from Skin And Bones, Live in Hollywood, 2006)
Taylor Hawkins epic drum solo – Rock in Rio 2019

È morta Ronnie Spector, icona degli anni ‘60, leader delle Ronettes


articolo di Redazione Spettacoli: https://www.corriere.it/spettacoli/22_gennaio_13/morta-ronnie-spector-icona-anni-60-leader-ronettes-f4f0a4aa-7445-11ec-b1bc-48c7246877a9.shtml?fbclid=IwAR0jSauaCIgXU3SbhI1j2S4ClSutwCzmyFk3jx0ujIK7uOEIzAY4PA5Q3-I

La cantante di «Be My Baby» è scomparsa dopo una breve battaglia contro il cancro, ha fatto sapere la famiglia. Era stata sposata con Phil Spector, poi accusato di violenze.

Ronnie Spector

E’ morta Ronnie Spector, leder delle Ronettes, il celebre gruppo al femminile arrivato alla fama negli anni Sessanta grazie a successi come «Be My Baby», «Baby I Love You» e «Walking in the Rain». La cantante si è spenta «dopo una breve battaglia contro il cancro», ha fatto sapere la sua famiglia in una nota.

Gli inizi – Nata a Manhattan nel 1943 a Manhattan, Ronnie Spector, il cui vero nome era Veronica Yvette Bennett, era diventata famosa quando aveva solamente 18 anni, formando il gruppo delle Ronettes insieme con la sorella maggiore Estelle Bennett e la cugina Nedra Talley. Nel 1968 sposò Phil Spector, pioniere della tecnica di registrazione del «muro di suono». Sono stati sposati per sei anni e hanno adottato tre figli insieme prima del divorzio. Nelle sue memorie, Ronnie Spector aveva scritto che Spector era un uomo violento e possessivo, teneva una bara nel seminterrato della loro casa per far sapere alla cantante che l’avrebbe uccisa se lo avesse lasciato……. continua a leggere

The Ronettes – Be My Baby
The Ronettes – Baby, I Love You (Official Audio)
The Ronettes “Walking In The Rain” LIVE on U.S. TV 1973

È morto Steve Bronski, fondatore dei Bronski Beat


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/12/09/news/e_morto_steve_bronski_fondatore_dei_bronski_beat-329569303/

Il musicista aveva 61 anni. Con la band britannica di elettro-pop guidata da Jimmy Somerville aveva raggiunto il successo con il brano ‘Smalltown boy’, diventato un inno del mondo Lgbtq+

Steve Bronskicofondatore e tastierista del gruppo pop britannico Bronski Beat

Steve Bronski, cofondatore e tastierista del gruppo pop britannico Bronski Beat, uno dei più in voga negli anni 80, è morto all’età di 61 anni. Bronski, di Glasgow, si chiamava in realtà Steve Forrest e aveva dato vita alla band nel 1983 assieme al cantante Jimmy Somerville e al collega musicista Larry Steinbachek. È stato proprio Sommerville, unico superstite del gruppo originario, a comunicare sui social la notizia della morte: “Triste sentire che Steve è morto. Era un uomo di talento e molto melodico. Lavorare con lui sulle canzoni e sull’unica canzone che ha cambiato le nostre vite e ha toccato tante altre vite, è stato un momento divertente ed emozionante”, ha scritto il cantante. Il trio synth pop dei Bronski Beat si era affermato negli anni 80, grazie ai testi delle loro canzoni con una forte connotazione legata al mondo gay e alle sue rivendicazioni, specie nell’album di esordio, The Age of Consent (‘L’età del consenso”, che in Gran Bretagna era all’epoca più elevata per i rapporti omosessuali di quanto non fosse per quelli eterosessuali). continua a leggere

Traduzione : Triste sentire che Steve Bronski è morto. Era un uomo di talento e molto melodico. Lavorare con lui sulle canzoni e sull’unica canzone che ha cambiato le nostre vite e ha toccato così tante altre vite, è stato un momento divertente ed emozionante. Grazie per la melodia Steve. Jimmy x

Bronski Beat – Smalltown Boy (Official Video)

Red Ronnie, incidente in autostrada: il critico musicale finisce in ospedale


articolo: https://www.leggo.it/spettacoli/musica/red_ronnie_incidente_autostrada_critico_musicale_finisce_ospedale-6357517.html

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento, ma la sua macchina è finita contro una cuspide

Gabriele Ansaloni, in arte Red Ronnie

Gabriele Ansaloni, in arte Red Ronnie, ha avuto un incidente stradale. Il giornalista, critico musicale e conduttore televisivo ha avuto un incidente, senza gravi conseguenze, in Abruzzo, lungo l’autostrada Teramo-L’Aquila.

La dinamica dell’incidente e le cause dello schianto sono ancora in fase di accertamento da parte degli agenti della polizia autostradale dell’Aquila-Ovest, l’auto del conduttore televisivo e radiofonico, mentre percorreva la A24, direzione Teramo è finita contro una cuspide. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 che hanno subito trasferito Red Ronnie al pronto soccorso dell’Aquila per alcune visite di accertamento. Ma non dovrebbe aver avuto nessuna conseguenza grave. 

Il rapper Young Dolph ucciso a Memphis in un negozio


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_novembre_18/rapper-young-dolph-ucciso-memphis-un-negozio-7b4429b4-4827-11ec-82b3-70ad85ef04dd.shtml

Stava entrando in un negozio di biscotti, il suo preferito, il Makeda’s Cookies, Ma ad aspettarlo, c’erano una pistola e un killer

Adolph Robert Thornton Jr. (27 luglio 1985 – 17 novembre 2021), meglio conosciuto con il nome d’arte Young Dolph, è stato un rapper americano. Nel 2016, ha pubblicato il suo album di debutto in studio, King of Memphis, che ha raggiunto la posizione numero 49 nella classifica Billboard 200.[2][3] È apparso su O.T. Il singolo di successo di GenasisCut It“, che ha raggiunto la posizione numero 35 della Billboard Hot 100. Il settimo album di Young Dolph, Rich Slave, è stato pubblicato nel 2020 ed è diventato il suo progetto più in alto nelle classifiche, debuttando al numero quattro della Billboard 200. A novembre 17, 2021, è stato ucciso a Memphis, Tennessee.

Stava entrando in un negozio di biscotti, il suo preferito, il Makeda’s Cookies, vicino all’aeroporto internazionale. Tappa ineludibile quando tornava dalle sue tourneè. Ma, questa volta ad aspettarlo, c’erano una pistola e un killer. Mercoledì 17 novembre il rapper Young Dolph è stato ucciso nella sua città di Memphis, nel Tennessee. L’assassino è ancora in fuga e al momento non ci sono indizi. Dolph, 36 anni, era rientrato da soli due giorni a Memphis per fare visita a una zia ammalata di cancro.

Il cantante era diventato popolare soprattutto per l’album <Rich Slave>, pubblicato lo scorso anno e arrivato fino al 4° posto nella classifica nazionale Billboard 200. Dolph era nato a Chicago, con il suo vero nome, Adolph Thornton jr. La sua famiglia si trasferì a Memphis quando aveva due anni. Era un battitore libero e autarchico, tanto da fondare una casa di produzione, la <Paper Route Empire>, di cui aveva sempre custodito l’intera proprietà. Le sue canzoni raccontano la vita di strada, popolata anche da tossici e da trafficanti di droga che <con le loro catene di diamanti sembrano ricchi schiavi>. Dolph aveva già subito aggressioni armate. Nel settembre 2017 fu coinvolto in una sparatoria dopo una rissa fuori da un albergo di Los Angeles. Nel febbraio scorso, mentre viaggiava a bordo del suo Suv a Charlotte, nel North Carolina, venne investito da una scarica di proiettili. Almeno 100, <100 shots>, come poi titolò un suo brano. continua a leggere

Musica: malore per Finardi, saltano concerti. 


Musica: malore per Finardi, saltano concerti. Lui su Fb: “Il mio cuore batteva forsennatamente'”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/11/13/news/musica_malore_per_eugenio_finardi_saltano_concerti_lo_annuncia_su_fb_il_mio_iphone_segnalava_fibrillazione_atriale_-326280644/

‘Oggi ero a Linate in coda per l’imbarco del volo AZ1643 per Brindisi quando, improvvisamente, il cuore ha cominciato a battere forsennatamente”

Malore per Eugenio Finardi che ha dovuto rinviare i suoi concerti di Brindisi e di Ostuni. Lo racconta lui stesso sulla sua pagina Facebook. ”Oggi ero a Linate in coda per l’imbarco del volo AZ1643 per Brindisi quando, improvvisamente, il cuore ha cominciato a battere forsennatamente, il sudore a colare e la testa girare. Il mio iPhone segnalava Fibrillazione Atriale“.

Mi hanno portato in affanno al Centro Medico dell’aeroporto – ha raccontato – e poi in Ambulanza al Centro Cardiologico Monzino, dove si sono presi cura di me in maniera eccellente e cortese“.

“La Cardioversione farmacologica – ha poi aggiunto – è andata bene e ora sono a casa. Frastornato ma a posto. Domani visite e controlli…Voglio scusarmi con Il Pubblico di Brindisi e Ostuni. Prometto che ci rifaremo al più presto. L’appuntamento è solo rimandato di un po’!”.

Morto il chitarrista jazz Franco Cerri


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2021/10/18/morto-il-chitarrista-jazz-franco-cerri_7f7bafd2-4a62-4c51-b30a-caa224c7348e.html

Franco Cerri (Milano, 29 gennaio 1926 – Milano, 18 ottobre 2021) è stato un chitarrista e docente italiano, considerato tra i più grandi e autorevoli chitarristi italiani nel campo del jazz.

(ANSA) – Milano, 18 ottobre 2021

Il mondo del jazz è in lutto per la morte del grande chitarrista Franco Cerri, mancato a Milano a 95 anni. Ne dà conferma Enrico Intra, con cui aveva aperto la scuola ‘Musica oggi‘ nel 1987.

Abbiamo suonato insieme per mezzo secolo – racconta Intraabitando insieme questo mondo del suono cui mancherà un ottimo docente di chitarra, perché Franco riusciva a cominciare tutta la sua esperienza e personalità d’uomo, era molto comunicativo, disponibile, educato, civile, umano, quelle belle doti che dovrebbero avere tutti quanti, era fortunato chi lo frequentava e quindi anche gli studenti“. (ANSA).

Franco Cerri Quartet Take the A TrainLive @ Blue Note Milano
Franco Cerri e il suo Trio

Ivano Fossati, 70 anni di musica d’autore


Ivano Alberto Fossati (Genova, 21 settembre 1951) è un cantautore, polistrumentista e produttore discografico italiano.
Fabizio de Andre e Ivano Fossati – A Cimma (con testo in italiano e genovese)

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2021/09/20/ivano-fossati-70-anni-di-musica-dautore_6fb79870-1a53-4066-ba2c-ae06fd2d0497.html

Dieci anni fa ha dato l’addio alle scene (con l’unica eccezione del disco con Mina di due anni fa che porta i loro nomi), ma Ivano Fossati non ha mai abdicato al suo ruolo di intellettuale raffinato, artista schivo e musicista d’eccezione, capace di lasciare il segno con una musica d’autore che ha attraversato oltre 40 anni. Il 21 settembre Fossati compie 70 anni (è nato nel 1951 a Genova, e non si può negare l’influenza che ha avuto sulla sua formazione la scuola genovese), ma la sua lezione di viaggiatore perennemente alla ricerca di nuove rotte e percorsi da inseguire incide ancora in modo profondo nella cultura musicale italiana.

L’inizio della carriera di Fossati – cresciuto senza il padre partigiano che abbandonò la famiglia quando il piccolo Ivano aveva appena un anno – cade giusto 50 anni fa (era il 1971) con i Delirium.

E’ l’epoca del Progressive italiano e la band – l’anno successivo – lascia un’impronta importante nella storia del Festival di Sanremo con Jesahel. Ma l’avventura dura poco e da lì a breve Fossati lascia il gruppo per iniziare il suo percorso solitario, sempre difendendo la sua indipendenza intellettuale e creativa e tenendosi lontano dai più scontati circuiti mediatici e di mercato: non ha mai voluto essere un divo da stadio o una rockstar osannata dalle folle. La sua discografia solista (20 album dal 1973 al 2011, i più celebri dei quali “La mia banda suona il rock” del 1979 e “Lindbergh – Lettere da sopra la pioggia” – 1992) ha inciso in modo profondo nella cultura musicale italiana: ‘La mia banda suona il rock‘ e ‘Panama e dintorni‘ sono esempi felici di come la canzone d’autore abbia incontrato il rock e primi capitoli di una produzione capace di conciliare strutture musicali sofisticate e testi raffinati. continua a leggere

Vasco Rossi, il nuovo album si intitola ‘Siamo qui’: sui social svelata la copertina


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/09/13/news/vasco_svelata_la_copertina_del_nuovo_disco_siamo_qui_-317614552/?ref=RHTP-BH-I317191762-P3-S7-T1

Dopo l’annuncio a Repubblica dell’uscita del nuovo album, ora su Instagram il cantante mostra la cover

Vasco Rossi lo aveva promesso: “Nel 2021 ripartirà tutto“. E allora, dopo l’annuncio dell’arrivo di un nuovo disco e la sua data di uscita, ora viene svelata anche la copertina dell’album…… continua a leggere

Phil Collins, peggiorano le condizioni del leader dei Genesis:….


Phil Collins, peggiorano le condizioni del leader dei Genesis: «Non riesco più a tenere una bacchetta in mano»

articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_settembre_10/phil-collins-peggiorano-condizioni-leader-genesis-non-riesco-piu-tenere-bacchetta-mano-64de5006-1202-11ec-95c2-659c7776a796.shtml

Il musicista, 70 anni, è apparso indebolito durante un’intervista televisiva. Da tempo ha problemi al piede e alla schiena e canta da seduto

Phil Collins

Che le sue condizioni di salute negli ultimi anni non fossero affatto buone si sapeva: nei tour cantava da seduto, facendosi anche sostituire alla batteria dal figlio. Ma a preoccupare i fan per un possibile aggravarsi della situazione ora è un’intervista televisiva in cui Phil Collins è apparso indebolito e invecchiato e ha detto di non riuscire neanche «a tenere in mano una bacchetta». L’ex leader dei Genesis, 70 anni, combatte da tempo contro i guai fisici, tanto che nel 2011 aveva annunciato il ritiro dalle scene. Era poi tornato in attività nel 2015, riprendendo i concerti (a giugno 2019 è stato anche in Italia dopo 15 anni con un sold out al Forum di Assago) e pubblicando anche un’autobiografia, «Not Dead Yet» («Non sono ancora morto») in cui raccontava i problemi che l’avevano segnato.

Phil Collins Against All Odds- Live At Qudos Arena Sydney 22/01/19

Nel 2009 Collins, cantautore e polistrumentista che dal vivo oltre a cantare suonava la batteria, si era sottoposto a un intervento chirurgico per sistemare delle vertebre dislocate, problema che era emerso dopo il tour del 2007. Nel 2015 era seguita un’altra operazione alla schiena, ma nonostante gli interventi il musicista non era più riuscito a recuperare del tutto le funzioni nervose, perdendo sensibilità alle mani e non potendo più, quindi, suonare bene la batteria. Nel libro aveva poi spiegato di aver anche avuto problemi di alcolismo e di depressione, oltre che di soffrire di diabete, malattia che aveva portato a un forte dolore al piede destro. Dal 2017 cammina utilizzando un bastone.

Phil Collins Live 2019 🡆 Another Day in Paradise 🡄 Sept 24 – Houston, TX

In questi giorni il musicista britannico ha rilasciato una rara intervista alla Bbc, in occasione del tour di reunion dei Genesis che parte in ottobre, e ha dato qualche aggiornamento sulla sua situazione: «Sono messo abbastanza alla prova a livello fisico e ciò è frustrante perché mi piacerebbe molto andare alla batteria e suonare con mio figlio». Allo strumento, come già succede da un po’, ci sarà infatti il figlio Nic, di 20 anni. Phil Collins ha detto di aver rinunciato del tutto a suonare – «No, non riesco più. Tengo a mala pena in mano una bacchetta» – e ha aggiunto di considerare il tour dei Genesis l’atto finale del leggendario gruppo: «Siamo tutti uomini di una certa età e quindi sì, credo che probabilmente con questi concerti chiuderemo». «We’re putting it to bed», «li metteremo a letto» sono state le sue parole esatte, un modo figurato di dire che si tratta di una conclusione.

Genesis – Firth Of Fifth, I Know What I Like (When in Rome 2007)
Phil Collins – Against All Odds (Live Aid 1985)

È morta Paola Toeschi, la moglie di Dodi Battaglia


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_settembre_06/morta-paola-toeschi-moglie-dodi-battaglia-44d7a2e6-0f0d-11ec-9614-5f4fa1f949f6.shtml?fbclid=IwAR2reqpq1LhZBFbYUVOwa59DjHn0JLeMRdPNC3ptbDui1YIN91SVN9Ark6s

Il chitarrista dei Pooh ha annunciato la scomparsa della moglie. A Toeschi era stato diagnosticato un tumore al cervello nel 2010

«È con straziante dolore che vi comunico che questa mattina mia moglie Paola ci ha lasciati dopo una lunga malattia». Con queste parole Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, ha annunciato la morte della moglie Paola Toeschi. I due erano sposati dal 2011. Nel 2005 è nata la figlia della coppia, Sofia. A Toeschi, che aveva 51 anni, era stato diagnosticato un tumore al cervello nel 2010.

La donna, nel 2015, aveva raccontato la sua malattia in un libro, «Più forte del male», in cui aveva anche spiegato il ruolo della fede nel sostenerla durante la lotta con il cancro. Un viaggio a Medjugorje, in particolare, l’aveva profondamente segnata: «Sono tornata a casa un’altra persona», diceva in televisione, intervistata su Tv2000: «Arrivata lì mi sono sentita in pace e nel frattempo alla malattia non pensavo neanche più. La Madonna ti rivolta come un calzino».

Al lutto di Dodi Battaglia si sono subito stretti gli altri amici Pooh: «Profondamente addolorati, ci sentiamo vicinissimi a Dodi e alla figlia Sofia in questo dolorosissimo momento per la prematura scomparsa della loro amata Paola. Cara Paola, che tu possa riposare in pace e in serenità eterna. Roby, Giovanna e figli», ha scritto Roby Facchinetti sui Social. «Ciao Paola… Il nostro dolore è grande… davvero grande… e preghiamo affinché sia dolce il tuo viaggio… ti arrivi, Paola cara, il nostro abbraccio più sincero. Tutti stretti attorno a Sofia e Dodi in questo momento così brutto. Red, Bea, Chiara e Phil…» è stato invece il saluto pubblico di Red Canzian.

Una nuova perdita nella grande famiglia dei Pooh dopo la scomparsa del batterista Stefano D’Orazio, morto il 6 novembre 2020 . Il gruppo, pur essendosi ufficialmente sciolto nel 2016, continua a rimanere molto unito, forte di una carriera lunga 50 anni. Proprio a D’Orazio i singoli componenti hanno dedicato più di una canzone nell’ultimo anno, continuando a ricordarlo e a rimanere «Amici per sempre».

È morto Mikis Theodorakis, compose il sirtaki di «Zorba il greco»


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_settembre_02/morto-mikis-theodorakis-compose-sirtaki-zorba-greco-2010ba24-0bc0-11ec-a022-b610359699dd.shtml?fbclid=IwAR3OhXDnDst_tWun8PesIiabsMc6H1WWea7NekPfTXTWjiuqLjUPFI-CVBI

È morto all’età di 96 il grande compositore greco Mikis Theodorakis. Noto soprattutto per aver composto la colonna sonora «sirtaki» del famoso film del 1964, «Zorba il greco» del regista Cacoyannis, fu anche deputato del partito comunista greco.

Nato il 29 luglio 1925 sull’Isola di Chio, Mikis Theodorakis si era diplomato al Conservatorio dell’Odeion e negli anni Cinquanta aveva composto pezzi sinfonici, musiche per balletto e per film. In seguito approdò alla canzone popolare greca, collaborando con il poeta Yiannis Ritsos. Durante la dittatura militare dei colonnelli (1967-1974) venne imprigionato e torturato, mentre la sua musica venne proibita.

Punto di riferimento per l’opinione pubblica di sinistra, al ritorno della democrazia in Grecia venne eletto deputato per il Partito Comunista di Grecia. Nelle sue composizioni c’è il retaggio di una tradizione antichissima, in cui la nostra stessa tradizione musicale affonda le sue radici, che Theodorakis ha saputo traghettare nell’epoca moderna con assoluta brillantezza e capacità di arrivare al cuore di tante persone e ispirando tantissimi altri artisti venuti dopo di lui, ben oltre i confini del suo paese.

Mikis Theodorakis – Strose to stroma sou (ZORBA’S DANCE)
Mikis Theodorakis & Anthony Quinn (Munich, 1995)

Morto Charlie Watts, il batterista dei Rolling Stones


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/08/24/news/morto_charlie_watts_batterista_dei_rolling_stones-315188692/?ref=RHTP-BH-I314465804-P1-S1-F

Il musicista inglese aveva 80 anni, era in convalescenza dopo aver subito un intervento chirurgico

Morto il batterista dei Rolling Stones, Charlie Watts. Aveva 80 anni. “Per una volta, il mio tempismo è stato leggermente sbagliato” aveva detto con una punta di ironia dopo l’intervento del quale non era stata specificata la natura. Watts aveva fatto sapere di aver bisogno di riposo e di non poter prendere parte alle prove della band che inizieranno tra un paio di settimane. continua a leggere

È morto “Dee Tee”, il leader di Kool & The Gang


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/08/08/news/muore_dennis_thomas_kool_the_gang-313347914/?ref=RHBT-VS-I270679837-P4-S1-F

Il sassofonista della celebre band funk aveva 70 anni: si è spento nel sonno

Ha fondato Kool & the Gang, uno dei gruppi dell’R&B e del funk divenuti cult nell’era della disco music. Dennis “Dee Tee” Thomas è morto all’età di 70 anni nella sua abitazione in New Jersey. Lo si apprende dal profilo Facebook della band ancora oggi in attività. Thomas, si fa sapere, è morto nel sonno.

Era uno dei sassofonisti del gruppo ed ha contribuito alla nascita e al successo di brani indimenticabili come Get Down On It e Celebration, che tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 hanno fatto ballare un’intera generazione. Nel 2020 se n’era andato un altro dei cofondatori della band, Ronald “Khalis” Bell, anch’egli sassofonista. Conosciuto per il suo look, immancabile il cappello, era anche lo stilista della band.

I Kool & the Gang si formarono nel 1964 a Jersey City e la loro esplosione commerciale avvenne nel 1974, quando uscì l’album Wild and Peaceful, emblema della disco music. I membri principali del gruppo sono stati i fratelli 

  • Robert Bell (conosciuto come ‘Kool’) al basso (nato l’8 ottobre 1950 a Youngstown, in Ohio)
  • Ronald Bell al sassofono tenore (nato 01 novembre 1951 sempre a Youngston – 9 settembre 2020) 
  • George Brown alla batteria; 
  • Robert Mickens alla tromba e alle percussioni; 
  • Dennis Thomas al sassofono alto (1951-2021); 
  • Claydes Charles Smith alla chitarra (1948-2006); 
  • Clifford Adams alla tromba (1952-2015)
  • Rick Westfield alla tastiera. Il padre dei fratelli Bell era uno dei manager di Thelonious Monk e i fratelli erano amici di Leon Thomas. continua a leggere
Kool & The Gang – Jungle Boogie (Soul Train 1974)
Kool & The Gang – Straight Ahead (12 Inch Mix) (1983)

Gino Paoli sta male, annullati altri due concerti per il cantautore 86enne


Gino Paoli

articolo: https://music.fanpage.it/gino-paoli-sta-male-annullati-altri-due-concerti-per-il-cantautore-86enne/

Il cantautore rinuncia ai concerti del 4 e 8 agosto prossimi. Stando a quanto emerge in queste ore, avrebbe problemi di labirintite che lo avrebbero portato alla sofferta scelta di rinunciare alle esibizioni, in un’estate ricca di appuntamenti, sia da solista, sia accompagnato da Danilo Rea. Rimborsati i possessori dei biglietti.

Problemi di salute per Gino Paoli, costretto ad annullare una serie di concerti previsti nelle prossime settimane. Il cantautore, prossimo agli 87 anni che compirà il prossimo 23 settembre, ha rinunciato alle già previste esibizioni del 4 agosto all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (in provincia di Brescia) e dell’8 agosto, quando avrebbe dovuto cantare in occasione del 42esimo Festival La Versiliana di Marina di Pietrasanta (in provincia di Lucca).

Problemi di labirintite per Gino PaoliGino Paoli, stando a quanto emerge in queste ore, avrebbe problemi di labirintite, che lo avrebbero portato alla sofferta scelta di rinunciare alle esibizioni, in un’estate ricca di appuntamenti, sia da solista, sia accompagnato da Danilo Rea, che da tempo è un suo collaboratore e lo affianca sul palco. Quelli di Brescia e Lucca non sono sono i primi appuntamenti saltati a causa di questo problema. Nelle scorse settimane l’autore de Il cielo in una stanza si era trovato costretto a dire no a Forlì, Perugia, Roma, con il concerto del 12 luglio scorso con l’orchestra all’Auditorium Parco della Musica che è stato rinviato a data da destinarsi.

Rimborsati i possessori dei biglietti – Per chi era già in possesso del biglietto del concerto previsto il 4 agosto a Gardone Riviera, gli organizzatori dell’evento hanno fatto sapere che si potrà chiedere regolarmente il rimborso entro il 31 agosto. Lo stessa varrà per quel che riguarda il concerto dell’8 agosto, il cui rimborso può essere chiesto entro il 23 agosto. Resta invece in programma il concerto di Gino Paoli previsto il 12 settembre prossimo al Teatro Romano di Verona insieme allo stesso Danilo Rea.

Naturalmente le condizioni di salute di Gino Paoli, legate alla sua situazione anagrafica, non possono che generare una certa apprensione per lo stato di uno degli artisti più apprezzati e affermati della storia della musica italiana.

Francesco Guccini compie 81 anni: è festa social


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Francesco Guccini (Modena, 14 giugno 1940) è un cantautore, scrittore e attore italiano.

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Francesco Guccini – Live @RSI 1982

articolo: https://www.adnkronos.com/francesco-guccini-compie-81-anni-e-festa-social_J07TG5VQhJDKqDIoYvVc1

Francesco Guccini compie 81 anni e su Twitter esplode la festa virtuale. Per il cantautore – tra i più iconici della sua generazione e scrittore apprezzato – nato a Modena il 14 giugno del 1940, è infatti un fiume di messaggi e citazioni sui social. “‘Io appena giovane sono invecchiato tu forse giovane non sei stato mai‘. Auguri Francesco avevo 12 anni e ti ascoltavo, ora ne ho 62 e ti ascolto. Sei stato la colonna musicale della mia vita“, scrivono al ‘Maestrone’ mentre ricordano: “La mia mamma mi ha fatto ascoltare #FrancescoGuccini fin da quando ero nella pancia e a me è sempre piaciuto questo pancione un po’ burbero, oggi come sempre canteremo ed ascolteremo le sue canzoni“.

Citano ‘Dio è morto‘ o ‘Autogrill‘ – con la ragazza dietro al banco intenta a mescolare birra chiara e Seven-up -, e ancora ‘Cirano‘ che a dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocca, o ‘L’Avvelenata‘ grazie alla quale “io, di destra, ho imparato a suonare la chitarra“.

Boy George, 60 anni da icona pop


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Boy George Boy George, pseudonimo di George Alan O’Dowd (Londra, 14 giugno 1961), è un cantautore e disc jockey britannico di origini irlandesi.

Culture Club – Karma Chameleon

Boy George, 60 anni da icona pop. “Ero la pecora rosa della famiglia”

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/06/14/news/boy_george-305872250/

Il 14 giugno George Alan O’Dowd festeggia il compleanno. Il successo con i Culture Club, una carriera tra alti  e bassi

Ci ha fatto ballare negli anni 80 con succssi formidabili, come Do you really want to hurt me o Karma chameleon, ha lanciato le mode, i cappelli, il trucco. Sempre fuori dal coro. Il 14 giugno Boy George compie 60 anni. All’anagrafe George Alan O’Dowd, occhi azzurri sottolineati dall’ombretto, le treccine decorate con i nastri colorati, è un’icona pop. Ha raccontato di aver vissuto l’infanzia in solitudine, anche se circondato dai quattro fratelli. Si è definito: “pink sheep of the family”, ovvero la “pecora rosa della famiglia”. Ama il punk, frequenta i locali londinesi, al Blitz Club viene notato da Malcom McLaren, produttore e creatore dei Sex Pistols. Nasce così il gruppo Bow Wow Wow che lascia per fondare i Culture Club. Il primo singolo è Kissing to be clever, ma il quartetto raggiunge il successo internazionale con il singolo Do you really want to hurt me, che conquista anche l’America. continua a leggere

Culture Club Do You Really Want To Hurt Me

Omar Pedrini operato al cuore:…


Omar Pedrini operato al cuore: l’operazione durata cinque ore. Ora è in terapia intensiva ma cosciente

articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_giugno_12/omar-pedrini-operato-cuore-l-operazione-durata-cinque-ore-ora-terapia-intensiva-ma-cosciente-8772a794-cbbb-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml?fbclid=IwAR1mBz8YmHRFq4sVT0Lmb3-b66VexAdzDkaNyPH6Hab7jXJruaThWPquj58

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Omar Edoardo Pedrini (Brescia, 28 maggio 1967) è un cantautore, chitarrista e accademico italiano, ex leader dei Timoria.

Il cantautore 54enne operato a Bologna, già in passato aveva subito due interventi per problemi cardiaci

«Ho un aneurisma aortico» aveva scritto su Instagram Omar Pedrini, postando una foto dal letto d’ospedale.

Il cantautore, 54 anni compiuti a fine maggio, come si legge sul suo profilo Twitter è stato operato alla clinica Villa Torri di Bologna. Un intervento durato 5 ore: «Omar è in terapia intensiva ed è già cosciente» scrive il suo staff.

Era stato proprio Pedrini a spiegare di essere stato ricoverato in ospedale e a raccontare poi di aver un aneurisma aortico. Il tutto per spiegare perché il suo ritorno sul palco dovrà aspettare anche se, aveva scritto: «La mia volontà è di tornare quanto prima. Ci siamo salutati alla fine del 2019 col vento in poppa, ora dobbiamo essere pronti per volare senza vento». Pedrini in realtà aveva già in passato avuto diversi problemi al cuore, prima nel 2004 (proprio per un aneurisma aortico) e poi nel 2014, il secondo intervento era durato 11 ore. Tantissimi i messaggi di sostegno arrivati da colleghi e amici, da Lorenzo Jovanotti a Paolo BelliPedrini a febbraio era diventato papà per la terza volta.

Michele Merlo è morto, l’ex concorrente di Amici aveva 28 anni


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_giugno_07/michele-merlo-morto-65be6ec2-c764-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml?fbclid=IwAR1x0GrLD3r3Mn6nTda3Dg3T0TR_9gLfobRuhi93heKDQUZeLm04KNVA3n0

Il cantante bassanese Michele Merlo era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna dopo essere stato colpito, nella notte tra giovedì e venerdì, da un’emorragia celebrale scatenata da una leucemia fulminante

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È morto Michele Merlo, 28 anni, già concorrente di Amici. Era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna dopo essere stato colpito, nella notte tra giovedì e venerdì, da un’emorragia cerebrale scatenata da una leucemia fulminante e sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

La causa della morte: una severa forma di leucemia fulminante –  Le condizioni di Merlo, in arte Mike Bird, erano peggiorate nel corso delle ore. Il giovane è morto nella tarda serata di domenica. «Michele — ha fatto sapere la famiglia in una nota — si sentiva male da giorni e mercoledì si era recato presso il pronto soccorso di un altro ospedale del bolognese che, probabilmente, scambiando i sintomi descritti per una diversa, banale forma virale, lo aveva rispedito a casa. Anche durante l’intervento richiesto al Pronto soccorso, nella serata di giovedì, pare che lì per lì non fosse subito chiara la gravità della situazione». La famiglia Merlo ha anche voluto «smentire categoricamente quanto alcuni disinformati scrivono sui social: Michele non è stato in nessun modo vaccinato contro il Covid. Michele è stato colpito da una severa forma di leucemia fulminante con successiva emorragia cerebrale». Fan e colleghi, da Emma Marrone a Francesco Facchinetti a Ermal Meta, da Federico Rossi (del duo Benji & Fede) a Aka7even, concorrente dell’ultima edizione di Amici, allo stesso programma di Maria De Filippi, hanno invaso nelle scorse ore i social di messaggi di affetto, incoraggiamento e solidarietà.

I sintomi e l’intervento – Purtroppo il giovane Michele era gravissimo da giorni. Era tenuto in coma farmacologico, ma le speranze in una sua ripresa erano davvero ridotte al lumicino. Dopo il delicato intervento chirurgico, la sua situazione era stata data per disperata. Ma ora resta la rabbia, perché prima del ricovero d’urgenza il cantante, di 28 anni, era stato rimandato a casa dall’ospedale di Vergato, sull’appennino bolognese dove i sintomi che presentava da qualche giorno, dice la famiglia, sono stati interpretati «come una banale forma virale».

Il dolore del padre – È rabbioso e disperato il papà di Michele: «Mio figlio è stato mandato via dal pronto soccorso il giorno prima dell’operazione. Lamentava dei sintomi che un medico accorto avrebbe colto. Aveva una forte emicrania da giorni, dolori al collo e placche in gola, un segnale tipico della leucemia. Se l’avessero visitato avrebbero visto che aveva degli ematomi. Non abbiamo un referto medico ma un braccialetto col codice a barre che io ho a casa. E un audio che mio figlio ha mandato alla morosa in cui dice sono incazzato, mi hanno detto che intaso il pronto soccorso per due placche in gola. Invece lui era stanco. Michele aveva due braccia così. Faceva sport, non beveva, non ha mai usato droghe, gli piaceva la bella vita, mangiare bene, le cose belle, ha girato l’Italia in lungo e in largo». Un caso su cui l’Asl sta cercando di fare chiarezza con un’indagine interna.

Vicentino, e l’Università a Venezia – Michele Merlo , nato a Marostica il primo marzo del ‘93, in provincia di Vicenza, ha studiato all’Università Ca’ Foscari nella facoltà di Storia dell’Arte, a Venezia. Poi si era avvicinato alla musica. Grande conoscitore della musica rock, argomento su cui a lungo si è confrontato con il professore di Amici 16 Boosta, tra i cantanti a cui Mike Bird si ispira troviamo Arctic Monkeys, The neighbourhood e The 1975. Prima di iniziare il suo percorso ad Amici 16, Mike, come Shady e Riccardo Marcuzzo, ha fatto il provino per X Factor 10. Eliminato nella fase finale delle selezioni, i Bootcamp, Mike non si è perso d’animo e ha deciso di lanciarsi nella nuova avventura di Amici. Ed è entrato nei cuori di tanti fan.

Il post affranto di Emma, il tweet di Meta – E anche nel cuore dei colleghi che stanno esprimendo il loro cordoglio per la morte così prematura di una stella nascente della musica. Emma domenica sera all’Arena di Verona durante il suo concerto aveva fatto una dedica a Michele. Oggi, lunedì 7 giugno ha scritto un post affranto su Instagram: «Ciao Michele. Ieri sera ho cantato forte per te…Stamattina il mio cuore si è rotto in mille pezzi. Non ho parole amico mio. Ti bacio sulla fronte e agli angoli della bocca sempre screpolati. Fai buon viaggio Michi». Ermal Meta scrive un tweet: «Che ingiustizia morire così a 28 anni. Che dispiacere. Riposa in pace ragazzo..».

I Måneskin vincono Eurovision 2021 con «Zitti e buoni»


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_maggio_23/vincitori-eurovision-2021-chi-sono-maneskin-che-hanno-vinto-zitti-buoni-b2efa4b4-bb47-11eb-911f-df7a45a745c3.shtml

La 65ma edizione di Eurovision Song Contest è stata vinta dalla band romana in rappresentanza dell’Italia con 524 voti

Con la canzone «Zitti e buoni» i Måneskin sono i vincitori di Eurovision 2021. Al secondo posto si è classificata la Francia con Barbara Pravi. Terzo posto per Gjon’s Tears (Svizzera). La band romana era quarta dopo il voto della giuria di qualità, ma ha rimontato su Svizzera, Francia e Malta grazie al televoto ottenendo in totale 524 voti. I Maneskin, che dopo la vittoria hanno cantato la versione non censurata del brano, riportano l’Eurovision in Italia dopo 31 anni (l’edizione 2022 della kermesse sarà quindi organizzata dal nostro Paese): sono i terzi artisti italiani a vincere la competizione europea dopo Gigliola Cinquetti nel 1964 («Non ho l’età») e Toto Cutugno nel 1990 («Insieme: 1992»).

Måneskin – Zitti E Buoni – Italy 🇮🇹First Semi-Final – Eurovision 2021

Fedez e il video della telefonata con la Rai: «Sul palco devo essere libero di dire quello che voglio, non lo stabilite voi»


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_maggio_02/fedez-primo-maggio-rai-59e8bb50-ab05-11eb-a155-ccb2f12f7395.shtml?fbclid=IwAR22Sq6jVCgOuOBOAKNlwlIxQUKa6Fl-Dn6B9zDq1n-0Xj33jTote28CA48

Fedez dopo il discorso del Primo maggio pubblica il video della telefonata con la Rai: «La vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani mi esorta ad «adeguarmi a un sistema» »

Fedez accusa i vertici di Rai3 di avergli chiesto di omettere nomi e partiti dal suo intervento sul palco del Concertone, la Rai controbatte smentendo pressioni e censure preventive. Ma il cantante non ci sta e, subito il suo discorso sul palco del concerto del Primo Maggio, ribatte su Twitter: «La Rai smentisce la censura. Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad “adeguarmi ad un SISTEMA” dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi». Pubblicando il video della telefonata, nel quale si sente la discussione molto accesa con i dirigenti di Rai3.

Il tema dell’intervento di Fedez sul palco del Concertone si è articolato in tre momenti: prima il rapper è tornato sulla polemica con la Rai, ribadendo che «dalla vicedirettrice di Rai3 questo mio intervento è stato definito inopportuno»; poi si è rivolto al premier Mario Draghi chiedendo più attenzione al mondo dello spettacolo e in particolare «un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da quest’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate sino ad oggi».

Discorso di Fedez durante il concerto del Primo maggio

Infine – e questa è la parte sulla quale è incentrata la discussione registrata nel video diffuso da Fedez – il ddl Zan e il ritardo nella sua calendarizzazione (poi sbloccato dopo settimane di stop, proprio a seguito delle polemiche:al tema avevamo dedicato una delle ultime puntate del Corriere Daily, il podcast del Corriere). E’ in questa parte che il rapper ha elencato nomi e partiti, citando diversi interventi di esponenti della Lega. Provocando molte reazioni a livello politico, compresa quella del leader leghista Matteo Salvini che lo ha invitato a bere un caffè «per parlare di libertà e di diritti».

È morta Milva, la “Rossa” della canzone italiana


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2021/04/24/news/e_morta_milva-297804515/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S1-T1

Milva la “ROSSA”17 lug 1939 · Goro, Italia Morta: 24 apr 2021 Milva, pseudonimo di Ilvia Maria Biolcati, è una cantante e attrice teatrale italiana. Popolare in Italia e all’estero, ha trionfato sui palcoscenici di gran parte del globo, ottenendo particolari consensi, oltre che in Italia, soprattutto in Germania, dove ha partecipato in molte occasioni a eventi ed a spettacoli musicali sui principali canali televisivi. Ha pubblicato con successo dischi anche in Francia, Giappone, Corea del Sud, Grecia, Spagna e Sudamerica.

Nel 2010 sulla sua pagina Facebook aveva scritto una lettera bella e commovente. “Dopo cinquantadue anni di ininterrotta attività, migliaia di concerti e spettacoli teatrali sui palcoscenici di una buona metà del pianeta, dopo un centinaio di album incisi in almeno sette lingue diverse, ho deciso di mettere un punto fermo alla mia carriera (…) che credo grande e unica, non solo come cantante ma come attrice ed esecutrice musicale e teatrale (….). Ho deciso di abbandonare definitivamente le scene e fare un passo indietro“.

A undici anni da quel saluto, Milva ha dato addio alla vita. La “Rossa“, come la sua famosa fulgida chioma di capelli ramati, è morta a 81 anni: da un po’ aveva perso la coscienza del tempo e della memoria, viveva nella casa di via Serbelloni, pieno centro di Milano, con la fida segretaria Edith e l’affetto incondizionato della figlia, Martina Corgnati, critica d’arte.continua a leggere

Milva – Bella ciao (Live Canzonissma ’71) 
Milva – Milva canta Brecht
Milva Canta Merini – I sandali (Live dal Teatro Strehler Milano)
Milva Canta Merini – Sono nata il 21 a primavera (Live dal Teatro Strehler di Milano)

Vinile, la riscossa: le vendite in Italia superano quelle dei cd dopo 30 anni


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_aprile_22/vinile-riscossa-vendite-italia-superano-quelle-cd-30-anni-4eb661d6-a33c-11eb-8b99-a42a4f90039f.shtml?fbclid=IwAR2QpVn89KmYz7SQXrUQnapkh8_XEVPP-CiUEDNaAoX9-tSZMwoNQ3dOXJQ

Nel primo trimestre, seppure di poco, il vecchio ellepì è cresciuto del 121% rispetto allo stesso periodo del 2020. Oggi rappresenta l’11 % delle vendite di musica nel Paese

Nei primi tre mesi del 2021, secondo i dati Deloitte per FIMI, il vinile, per la prima volta dal 1991, è tornato a superare il cd in Italia. Nel primo trimestre, seppure di poco, il vinile, cresciuto del 121% rispetto allo stesso periodo del 2020, ha generato maggiori ricavi rispetto al CD, in calo del 6%. In un mercato dominato dallo streaming, con circa l’80% del fatturato, il vinile rappresenta oggi l’11 % delle vendite di musica nel Paese. Nel primo trimestre, complessivamente, il mercato italiano è cresciuto del 18,8%. Ancora forte l’affermazione dei ricavi da abbonamenti ai servizi streaming, saliti del 37%.

Il vinile sorpassa il CD in Italia: dopo lo streaming è la prima scelta per ascoltare musica

Concerto Ultimo in streaming, la delusione dei fan rimasti fuori


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/04/22/news/concerto_ultimo_in_streaming_la_delusione_dei_fan_rimasti_fuori-297627019/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S8-T1

L’attesissimo show del cantautore romano in streaming dal Colosseo è stata una delusione immensa per molti fan che non sono riusciti a entrare malgrado abbiano acquistato il biglietto virtuale


Rimanere fuori da un concerto perché i biglietti sono finiti esperienza fatta da tutti, ma rimanere fuori da un evento in streaming è un’esperienza ancora più spiacevole oltre tutto se l’evento non è gratuito. L’attesissimo show del cantautore romano Ultimo in streaming dal Colosseo e trasmesso su LIVENow è stata una delusione immensa per molti fan che non sono riusciti a entrare malgrado abbiano acquistato il biglietto virtuale. Scrivendo alla mail di assistenza la risposta è sempre la stessa: “Grazie per la tua mail, la richiesta è in lavorazione da parte del nostro staff. La contatteremo il prima possibile“.

E su Twitter gli utenti si scatenano. L’umore è riassunto dal seguente messaggio: “Il concerto dovrebbe essere trasmesso su una piattaforma dedicata agli streaming a cui però risulta impossibile acceder. Per troppo traffico. LiveNow siete imbarazzanti“. E c’è chi dice di sentirsi truffato.  Da LiveNow arriva la risposta, pubblicata su Twitter da alcuni utenti: “Ci dispiace stia riscontrando problemi nello streaming, stiamo sperimentando traffici molto elevati di visualizzazione e ci stiamo lavorando. Le consigliamo di provare da effettuare il refresh, provare anche su un altro browser/dispositivo e provare a cancellare la cache. Le ricordiamo che l’evento sarà disponibile per 24 ore sulle piattaforme e potr’ vederlo quante volte vuole all’interno di questo periodo e puo’ anche effettuare il rewind. Scusi ancora per l’inconveniente, distinti saluti live Now support Team“. Una risposta che comunque non placa la rabbia dei fan di Ultimo che si disperano per non poter assister ‘live’ al concerto: “Non me ne frega niente dei soldi, non è giusto che la maggior parte di noi non riesce più a vedere niente. Aspettavo questo concerto da settimane“.

Roberto Vecchioni: “L’Interismo ci ha insegnato i misteri della sconfitta, ora spero ci mostri quelli della vittoria”


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/altra-curva-del-calcio/2021/03/21/news/roberto_vecchioni_tifoso_inter_ronaldo_lukaku_scudetto-293197893/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S6-T1

Il cantautore milanese e la sua passione nerazzurra: “Della squadra di Conte mi piace lo spirito corale: ci si aiuta l’un l’altro, si dà la colpa solo a se stessi. Madrid 2010 la mia notte indimenticabile, ma non cancellerei neanche le grandi sconfitte. Lukaku è un grande centravanti, però Ronaldo il Fenomeno è stato di un altro pianeta”

Roberto Vecchioni, cantautore, professore, scrittore (il suo ultimo libro è “Lezioni di volo e di atterraggio”, Einaudi), noto tifoso interista. Dove ha visto l’ultimo derby e cosa ha fatto alla fine?

A casa, come sempre. Certe partite sono proprietà privata dell’anima: la paura e la gioia devono circolarti dentro senza imprecazioni o urli intorno. Ma poi telefoni, vai in chat fino al mattino con tutti gli amici”.

Che cosa è “l’Interismo”, da lei teorizzato, e come si pratica? Soprattutto: come si pratica se la squadra vince, visto che prevede il masochismo tra le “tendenze spirituali”?  – L’Interismo è un continuo “sabato del villaggio”, la lira che manca per “fare un milione”. Esiste un Dio bellissimo che ci ha insegnato tutti i misteri sacrificali della sconfitta, l’ossessione ineluttabile di ripercorrerla nella mente attimo per attimo, cambiando magicamente con la fantasia un palo in gol e un rigore non dato in un altro segnato. Ce l’ha insegnato e poi non l’abbiamo visto più. Noi diffondiamo il suo verbo sperando che un giorno ritorni e ci spieghi anche i misteri euforici della vittoria, perché da anni, lì, ci capiamo poco”.

Scaramanzie?  – Tutte quelle possibili e immaginabili. Posti, oggetti, vestiti e formule. Forte pulsione, magico-simpatetica: la notte prima si gioca dieci-venti volte la partita a occhi chiusi, con la certezza primitiva che il sogno influisca sulla realtà, la obblighi ad essere come la vuoi. Non succede quasi mai”.

Meglio Lukaku o Ronaldo il Fenomeno, che sta pure in una sua canzone (“Ho sognato di vivere”)?  – Ronaldo. Noi abbiamo avuto centravanti formidabili da Boninsegna ad Altobelli, da Crespo a Vieri, a Icardi, e, se pur per poco, l’inarrivabile Rummenigge. Lukaku è su questo piano, Ronaldo non ha uguali: non era di questa terra”. 

Vorrebbe un azionariato popolare come al Barcellona? Anche per riscattare la società da Zhang. E la convince il progetto Cottarelli?  – Ho sentito parlare di questa romantica avventura. Noi interisti abbiamo blog e siti in comune. Siamo al confine fra idealismo suicida e utopia. Mi sentirei al settimo cielo con un’Inter tutta nostra, ma dovremmo giocare in un campionato immaginario, tra nuvole immaginarie, dove la realtà sporca e cattiva si tramuti in favola da “vissero felici e contenti”. Vede, noi malati di Interismo viaggiamo in un mondo parallelo dove il giusto vince, il buono ha l’ultima parola, e così non è”. 

Ripetiamolo per chi non conosce la storia: come nasce “Luci a San Siro”?  – Ci sono stati tempi in cui due ragazzi innamorati potevano senza rischi e senza paura appartarsi dentro una Seicento sopra una montagnetta e baciarsi protetti dalla mole di uno stadio illuminato. Poi ci sono stati altri tempi in cui lei ha detto basta, tu sei partito militare e il mondo si è capovolto. Ma gli interisti non si fanno mettere sotto dalla realtà. È bastato fotografarla, quella ragazza, in una canzone per renderla eterna, così com’era in quei giorni, fermarlo quel maledetto tempo nell’attimo di una bellezza immutabile”.continua a leggere