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Serena Rossi conquista il pubblico con Mia Martini, 7 milioni 727 mila spettatori


Il film ‘Io sono Mia’ conquista il 31% di share. Racconta i successi e i drammi della vita della cantante di ‘Almeno tu nell’universo’. E Biagio Antonacci ricorda: “Mi dissero di non lavorare con lei che portava sfortuna

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2019/02/13/news/serena_rossi_conquista_il_pubblico_con_mia_martini_7_milioni_727_mila_spettatori-219012681/

La storia di Mia Martini conquista gli ascolti. Grande successo in prima serata di Rai1 ieri, per Io sono Mia, film che ripercorre la vita della cantante tra successi e drammi, i premi e le delusioni amorose, le maldicenze e la musica. 7 milioni 727 mila gli spettatori, con share al 31%. Lo scorso anno le due puntate di Fabrizio De André, principe libero avevano superato i 6 milioni, tra i biopic musicali di maggior successo rimane Volare su Domenico Modugno con Beppe Fiorello che nel 2015 ha fatto oltre i 10 milioni di spettatori. continua a leggere

Io sono Mia – Trailer ITA Ufficiale 

Io sono Mia, Mia Martini e la storia d’amore nel film: il fidanzato Andrea è in realtà …….

articolo: https://www.leggo.it/spettacoli/televisione/io_sono_mia_mia_martini_ivano_fossati_amore-4295591.html

Nel film “io sono Mia” ispirato alla vita di Mia Martini la cantante ha  una storia d’amore con Andrea, un fotografo. In realtà quella figura è ispirata a Ivano Fossati che fu il grande amore di Mimì. Il celebre cantautore  ha scelto di non farsi coinvolgere dall’opera cinematografica. Fossati, infatti, ha chiesto di non essere nominato nel film. Stessa decisione presa da Renato Zero, che è stato un amico importante per Mia. continua a leggere

È morto Giampiero Artegiani,


sua ‘Perdere l’amore’ con cui Ranieri vinse Sanremo

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Giampiero Artegiani (Roma, 14 maggio 1955 – Roma, 4 febbraio 2019) è stato un cantautore, paroliere e produttore discografico italiano

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2019/02/05/news/e_morto_giampiero_artegiani_sua_perdere_l_amore_con_cui_ranieri_vinse_sanremo-218355532/

È morto ieri sera nell’Ospedale israelitico di Roma, all’età di 63 anni, Giampiero Artegiani, uno dei nomi più illustri della musica autorale italiana. Tra i tanti grandi successi da lui scritti anche Perdere l’Amore con cui Massimo Ranieri trionfò al Festival di Sanremo nel 1988. Portano la firma di Artegiani anche molte altre pietre miliari della musica italiana tra le quali La mia libertà, scritta insieme a Franco Califano, ma anche successi di Michele Zarrillo, tra i quali Mani nelle mani, presentata al Festival di Sanremo nel 2017. Artegiani, oltre che autore di testi, è stato anche produttore e discografico. Lascia la moglie Fernanda e un’unica figlia, Lucrezia.

Massimo Ranieri: “Devo ad Artegiani la mia rinascita artistica”

Video: http://www.ansa.it/sito/videogallery/spettacolo/2019/02/05/massimo-ranieri-devo-ad-artegiani-la-mia-rinascita-artistica_8a026274-0049-41ff-a17a-fa5640a0230e.html

Massimo Ranieri Perdere L’Amore – San Remo 88

« Perdere l’amore quando si fa sera, quando tra i capelli un po’ di argento li colora, rischi di impazzire, può scoppiarti il cuore, perdere una donna e avere voglia di morire… »

Perdere L’amore – Massimo Ranieri 

Testo: Arteggiani, Marrocchi

E adesso andate via
Voglio restare solo
Con la malinconia
Volare nel suo cielo
Non chiesi mai chi eri
Perché scegliesti me
Me che fino a ieri
Credevo fossi un re
Perdere l’amore
Quando si fa sera
Quando tra i capelli
Un po’ d’argento li colora
Rischi di impazzire
Può scoppiarti il cuore
Perdere una donna
E avere voglia di morire
Lasciami gridare
Rinnegare il cielo
Prendere a sassate
Tutti i sogni ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno
Spezzerò le ali del destino
E ti avrò vicino
Comunque ti capisco
E ammetto che sbagliavo
Facevo le tue scelte
Chissà che pretendevo
E adesso che rimane
Di tutto il tempo insieme
Un uomo troppo solo
Che ancora ti vuol bene
Perdere l’amore
Quando si fa sera
Quando sopra al viso
C’è una ruga che non c’era
Provi a ragionare
Fai l’indifferente
Fino a che ti accorgi
Che non sei servito a niente
E vorresti urlare
Soffocare il cielo
Sbattere la testa
Mille volte contro il muro
Respirare forte il suo cuscino
Dire è tutta colpa del destino
Se non ti ho vicino
Perdere l’amore
Maledetta sera
E raccogli i cocci
Di una vita immaginaria
Pensi che domani
È un giorno nuovo
Ma ripeti non me l’aspettavo
Non me l’aspettavo
Prendere a sassate
Tutti i sogni ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno
Spezzerò le ali del destino
E ti avrò vicino
Perdere l’amore!

Michele Zarrillo Mani nelle mani

Mani Nelle Mani – Michele Zarrillo   

Testo: G. Artegiani, M. Zarrillo

E poi passano così…, te ne accorgi quando sono andati via,
E ti lasciano aggrappato ad una scia di ricordi, di ricordi…
Quanti sono i giorni belli di un amore
Quelli che non te li puoi dimenticare
E nascondi dentro al cuore
E quando stai male, li vai a spolverare…

Mani nelle mani, vedo due ragazzi ingenui
Dentro un mondo di canzoni e di poesia
Domani, noi domani…, ma stanotte tu rimani
Non mi chiedere di farti andare via
Tu sei passione e tormento, tu sei aurora e tramonto
Vorrei che fossimo eterni
vorrei tornare a quei giorni

A quel viaggio che dormimmo in un fienile
Ad un valzer da ubriachi in riva al mare
A una stanza dove ci batteva il sole tutto il giorno
Tutto intorno…
Dove vanno i giorni belli di un amore
Quei momenti che non puoi più cancellare
Si addormentano nel cuore, e quando fa buio
Li vai a accarezzare…

Mani nelle mani, siamo due ragazzi ingenui
Ancora in cerca di canzoni e di poesia,
Domani è già domani, adesso dimmi se rimani
O sei convinta di volere andare via…
Tu sei passione e tormento, tu sei aurora e tramonto…
Mani nelle mani… le tue mani… le tue mani tra le mie…
Tu sei passione e tormento, tu sei il mio giuramento…,
Vorrei che fossimo eterni, e con te, tornare a quei giorni

Franco Califano – Per una donna 

Testo: Franco Califano – Musica: Giampiero Artegiani e Marcello Marrocchi

Per una donna non servono regali, nè complimenti
ad una donna devi sfondare il cuore coi sentimenti
perché una donna non vuole quello o questo,
se tu non vali è inutile anche il resto.
Ad una donna non devi mai mentire, non è un bambino
perché ti guarda e ha già capito al volo ogni tuo piano.
Per una donna ch’ è pronta a perdonare
già ce n’è un’ altra che se ne vuole andare.
Per una donna abbiamo fatto guai,
abbiamo corso e non dormito mai,
per una donna ognuno perderà
prima la testa e poi la libertà.
Per una donna noi, facciamo i santi, i buffoni, gli eroi.
Per una donna noi, saremmo pronti a sfidare gli dei.
Basta uno sguardo in più…
Non lo negare, vuol dire che già stai barando anche tu.
Per una donna c’è stato chi ha sbagliato senza volerlo,
per una donna c’è stato chi ha pagato senza capirlo.
Per una donna qualcuno s’è ubriacato
e il giorno dopo non s’è più risvegliato.
Chi ha combattuto, chi se n’è andato via,
chi ha perso amici, salute, l’allegria…
Perché una donna la pungi finchè vuoi,
però alla fine chi vince è sempre lei
Per una donna noi, facciamo i santi, i buffoni, gli eroi.
Per una donna noi, saremmo pronti a sfidare gli dei.
Basta uno sguardo in più…
Non lo negare, vuol dire che già stai barando anche tu.

I Beatles sul tetto, lo show che cambiò la Storia


I Beatles sul tetto, lo show che cambiò la Storia

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2019/01/30/news/beatles-217768471/

Il 30 gennaio 1969 i Fab Four suonarono a sorpresa sulla terrazza del palazzo della Apple Corps a Londra. Un evento che ha stravolto il concetto di live

3 Savile Row, Londra W1. Era l’indirizzo del palazzo che nel 1969 ospitava la sede della Apple Corps. Non quella di Steve Jobs: quella dei Beatles. I quattro avevano comprato l’edificio il 22 giugno 1968 per 500.000 sterline. Cinque piani in cui lo staff della Apple si era trasferito dal luglio del 1968: uffici di vario ordine e grado, tra cui anche quello di un astrologo della società. C’era anche un terrazzo, identico a quello di un qualsiasi palazzo della zona. Ma è lì che, il 30 gennaio 1969, è cambiato tutto. È lì che prese vita il primo (o magari il più influente) gesto situazionista dell’epopea rock. continua a leggere

The Beatles – Don’t Let Me Down

Addio a Michel Legrand, il compositore francese 3 volte premio Oscar


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Michel Legrand (Parigi, 24 febbraio 1932 – Parigi, 26 gennaio 2019) è stato un compositore, pianista e arrangiatore francese di musica jazz, pop e di colonne sonorecinematografiche.

È morto a Parigi a 86 anni. Nel corso della sua carriera ha lavorato con i più grandi: da Sinatra a Edith Piaf

articolo: https://www.lapresse.it/spettacoli/musica_morto_compositore_francese_michel_legrand_aveva_86_anni-1077241/news/2019-01-26/

Il compositore di musica francese Michel Legrand è morto nella notte a Parigi all’età di 86 anni. Nel corso di una carriera di oltre 50 anni che gli è valsa una fama mondiale e tre Oscar per le sue colonne sonore, Legrand ha lavorato con i più grandi, tra cui Ray Charles, Orson Welles, Jean Cocteau, Frank Sinatra, Charles Trenet ed Edith Piaf.

MICHEL LEGRAND – I WILL WAIT FOR YOU – LES PARAPLUIES DE CHERBOURG

festival del jazz di Montreal – 2001 – Michel Legrand piano – drum RAY BRINKER – bass ERIC LAGACE’ – sax alto PHIL WOOD

Gli 80 anni del Signor G., quanto ci manca Giorgio Gaber


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Nato a Milano il 25 gennaio 1939 e morto la notte di capodanno del 2003, Gaber è stato uno dei più importanti cantautori italiani. Con il suo teatro – canzone ha cambiato il modo di fare musica negli anni Settanta

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2019/01/25/news/gli_80_anni_di_mister_g_quanto_ci_manca_giorgio_gaber-217420775/

Oggi il signor G. avrebbe 80 anni. Giorgio Gaberscik, questo il suo vero nome, è nato a Milano il 25 gennaio 1939 in una famiglia della piccola borghesia. Da ragazzo aveva imparato a suonare la chitarra sul modello dei jazzisti che amava, si era fatto le ossa nei club e nelle balere milanesi con Celentano, Jannacci, Tenco. Nel 1957 era stato persino in tournée con Celentano in Germania, prima di diplomarsi ragioniere e poi iscriversi all’Università Bocconi, nel mezzo un’estate in giro per l’Italia con un trio basso-chitarra-pianoforte con Tenco, sperimentando per la prima volta le sue doti di cantante. continua a leggere

11 gennaio 2019 “cantata anarchica” dedicata a Fabrizio De André


Cantata Anarchica per Fabrizio De Andrè – Roma Pincio 11/01/2019. Il Giornale del Riccio

Carlo Martello Fabrizio De Andrè Cantata Anarchica

Milano, piazza Duomo si riempie per la “cantata anarchica” dedicata a Fabrizio De André

Milano, piazza Duomo si riempie per la "cantata anarchica" dedicata a Fabrizio De André

Milano, Centinaia di anime salve si sono radunate ai piedi del Duomo per celebrare Fabrizio De André

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Vent’anni senza Fabrizio De André. Dori Ghezzi: “Manzoni ha scritto un romanzo popolare, Faber ha cantato il popolo”


Non c’è speranza nell’uomo se non nell’amore che uccide l’odio, nella carità che uccide cupidigie, e rancori, e ingiustizie. I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza ne dal potere, ma dal piacere di donare. La morte è rimorso per chi non ha saputo aprirsi, in vita, alla compassione.” (Fabrizio De Andrè)

Vent'anni senza Fabrizio De André. Dori Ghezzi: "Manzoni ha scritto un romanzo popolare, Faber ha cantato il popolo"

“Benedetto Croce diceva che fino all’età dei diciotto anni tutti scrivono poesie, poi rimangono a scriverle solo due categorie di persone: i poeti e i cretini. Io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore” vent’anni senza Fabrizio De André.

DE ANDRE GENOVA CON 300 RADIO SALUTANO DE ANDRE

Fabrizio Cristiano De André, noto semplicemente come Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999), è stato un cantautore italiano.

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2018/11/06/news/dori_ghezzi-210925130/

L’11 gennaio 1999, a Milano, moriva Faber. Ora, per i vent’anni dalla morte, il cantautore viene insignito del prestigioso premio letterario intitolato al poeta e scrittore milanese, che dà il via a una serie di celebrazioni. L’occasione giusta per parlare con la donna che gli è stata accanto fino alla fine.

I cantautori spesso vengono accostati ai poeti, e leggendo certi testi è impossibile negarne il lirismo e la qualità, spesso superiori a odi e versi vari. Ma appunto parliamo di poesia. La letteratura è un’altra cosa. Eppure ora il premio alla carriera, intitolato ad Alessandro Manzoni, l’autore letterario italiano per eccellenza, viene assegnato al cantautore italiano per eccellenza, Fabrizio De André. Anche alla memoria, certo, visto che a gennaio saranno 20 anni dalla scomparsa di Faber: il 10 novembre sarà Dori Ghezzi a ritirare il riconoscimento alla carriera (andato in passato a Luis Sepúlveda Dacia Maraini) all’Auditorium Casa dell’Economia di via Tonale, a Lecco.  continua a leggere

Salone Libro Torino, Dori Ghezzi: “Non so quali canzoni di Fabrizio siano per me”

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Fabrizio De André – Hotel Supramonte (Live 29-08-1981)

Fabrizio De André – Via del campo (Live)

Fabrizio De André – Anime salve (Live)