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Roberto Vecchioni: “L’Interismo ci ha insegnato i misteri della sconfitta, ora spero ci mostri quelli della vittoria”


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/altra-curva-del-calcio/2021/03/21/news/roberto_vecchioni_tifoso_inter_ronaldo_lukaku_scudetto-293197893/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S6-T1

Il cantautore milanese e la sua passione nerazzurra: “Della squadra di Conte mi piace lo spirito corale: ci si aiuta l’un l’altro, si dà la colpa solo a se stessi. Madrid 2010 la mia notte indimenticabile, ma non cancellerei neanche le grandi sconfitte. Lukaku è un grande centravanti, però Ronaldo il Fenomeno è stato di un altro pianeta”

Roberto Vecchioni, cantautore, professore, scrittore (il suo ultimo libro è “Lezioni di volo e di atterraggio”, Einaudi), noto tifoso interista. Dove ha visto l’ultimo derby e cosa ha fatto alla fine?

A casa, come sempre. Certe partite sono proprietà privata dell’anima: la paura e la gioia devono circolarti dentro senza imprecazioni o urli intorno. Ma poi telefoni, vai in chat fino al mattino con tutti gli amici”.

Che cosa è “l’Interismo”, da lei teorizzato, e come si pratica? Soprattutto: come si pratica se la squadra vince, visto che prevede il masochismo tra le “tendenze spirituali”?  – L’Interismo è un continuo “sabato del villaggio”, la lira che manca per “fare un milione”. Esiste un Dio bellissimo che ci ha insegnato tutti i misteri sacrificali della sconfitta, l’ossessione ineluttabile di ripercorrerla nella mente attimo per attimo, cambiando magicamente con la fantasia un palo in gol e un rigore non dato in un altro segnato. Ce l’ha insegnato e poi non l’abbiamo visto più. Noi diffondiamo il suo verbo sperando che un giorno ritorni e ci spieghi anche i misteri euforici della vittoria, perché da anni, lì, ci capiamo poco”.

Scaramanzie?  – Tutte quelle possibili e immaginabili. Posti, oggetti, vestiti e formule. Forte pulsione, magico-simpatetica: la notte prima si gioca dieci-venti volte la partita a occhi chiusi, con la certezza primitiva che il sogno influisca sulla realtà, la obblighi ad essere come la vuoi. Non succede quasi mai”.

Meglio Lukaku o Ronaldo il Fenomeno, che sta pure in una sua canzone (“Ho sognato di vivere”)?  – Ronaldo. Noi abbiamo avuto centravanti formidabili da Boninsegna ad Altobelli, da Crespo a Vieri, a Icardi, e, se pur per poco, l’inarrivabile Rummenigge. Lukaku è su questo piano, Ronaldo non ha uguali: non era di questa terra”. 

Vorrebbe un azionariato popolare come al Barcellona? Anche per riscattare la società da Zhang. E la convince il progetto Cottarelli?  – Ho sentito parlare di questa romantica avventura. Noi interisti abbiamo blog e siti in comune. Siamo al confine fra idealismo suicida e utopia. Mi sentirei al settimo cielo con un’Inter tutta nostra, ma dovremmo giocare in un campionato immaginario, tra nuvole immaginarie, dove la realtà sporca e cattiva si tramuti in favola da “vissero felici e contenti”. Vede, noi malati di Interismo viaggiamo in un mondo parallelo dove il giusto vince, il buono ha l’ultima parola, e così non è”. 

Ripetiamolo per chi non conosce la storia: come nasce “Luci a San Siro”?  – Ci sono stati tempi in cui due ragazzi innamorati potevano senza rischi e senza paura appartarsi dentro una Seicento sopra una montagnetta e baciarsi protetti dalla mole di uno stadio illuminato. Poi ci sono stati altri tempi in cui lei ha detto basta, tu sei partito militare e il mondo si è capovolto. Ma gli interisti non si fanno mettere sotto dalla realtà. È bastato fotografarla, quella ragazza, in una canzone per renderla eterna, così com’era in quei giorni, fermarlo quel maledetto tempo nell’attimo di una bellezza immutabile”.continua a leggere

Sting, il video per la Giornata mondiale sulla sindrome di Down


articolo: https://www.corriere.it/buone-notizie/21_marzo_13/sting-testimonial-coordown-canta-the-hiring-chain-a608cc12-83c5-11eb-ae38-084646f2f8da.shtml?fbclid=IwAR3yMRWB0u2NboDdgeJBgAsD3MPaF18ky2eMVnBfW8WzQWaA1pHVJVO5rh4

THE HIRING CHAIN performed by STING | World Down Syndrome Day 2021

Video: https://video.corriere.it/buone-notizie/sting-canta-coordown/bb56a120-83ca-11eb-ae38-084646f2f8da

È Sting, il pluripremiato artista inglehttp://-se, la voce di «The Hiring Chain», la colonna sonora originale del video realizzato per la nuova campagna di CoorDown. Il testo incalzante prende vita sullo schermo e testimonia la catena «virtuosa» dell’inclusione lavorativa. Domenica 21 marzo, infatti, si celebra la Giornata mondiale sulla sindrome di Down. E CoorDown onlus, che coordina 54 associazioni in tutta Italia, ha raccolto la sfida della pandemia e della crisi sociale per affermare che «l’inclusione lavorativa non è solo un diritto da garantire oggi più che mai per ogni persona, ma porta benefici nel contesto lavorativo e nella società tutta».

Protagonisti – Nella prima scena del video, una ragazza di nome Simone (foto di Valentina Venturin) è al lavoro dal fornaio e mostra ai clienti le sue capacità. Uno di questi clienti è una avvocatessa che rimane colpita e decide a sua volta di assumere un ragazzo e di dargli un’occasione. Da qui si crea una reazione a catena. «Con la campagna “The Hiring Chain” vogliamo invitare aziende, cittadini e istituzioni a dare maggiori opportunità di lavoro – spiega Antonella Falugiani, presidente di CoorDown – e a conoscere da vicino i benefici dell’inclusione. Il lavoro, per le persone con sindrome di Down, è importante come lo è per ognuno di noi. È una base importante per la crescita, del diventare adulti, per la realizzazione della propria vita, per vivere in autonomia e avere le opportunità che tutte le persone che lavorano hanno». Un sito è disponibile per aziende e datori di lavoro: offre informazioni e supporto per sostenere gli inserimenti lavorativi delle persone con sindrome di Down: www.hiringchain.org

Laura Pausini, la nomination è per mio padre


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2021/03/16/laura-pausini-nomination-e-per-mio-padre_4f290132-5cfb-4223-92dc-00b2c3e92f11.html

Laura Pausini

Piange, Laura. Senza freni. Lacrime di felicità, per uno dei riconoscimenti più importanti per chi fa il suo mestiere, ma anche di stress emotivo, per una situazione che da un anno mette chiunque a dura prova. Piange, Laura e dà sfogo – in conferenza stampa su Zoom – alle emozioni delle ultime 24 ore, dopo la nomination conquistata agli Oscar per Io Sì (Seen) come miglior canzone originale per il film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti con Sophia Loren, arrivata 15 giorni dopo la vittoria ai Golden Globes (il brano è nato dalla collaborazione con la compositrice statunitense Diane Warren, alla dodicesima nomination, con la music supervisor Bonnie Greenberg e, per il testo italiano, con Niccolò Agliardi).

Questa gioia che sto vivendo è così contrastante con le difficoltà che stiamo vivendo in questo periodo – dice Laura Pausini, collegata dalla sua casa romana, mentre sorseggia una bevanda drenante (“mi devo mettere in forma”) -. Spero possa essere un regalo per gli italiani, anche per chi non mi segue. E’ un riconoscimento che va oltre il mio nome. Per me è un onore da italiana portare l’Italia agli Oscar. Farò il meglio per rendervi orgogliosi“. continua a leggere

Laura Pausini  – vittoria ai Golden Globes

È morto Andrea Lo Vecchio, storico autore per Mina, Carrà e Vecchioni


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/02/18/news/e_morto_andrea_lo_vecchio_-288123943/

Il cantautore, compositore, paroliere, produttore discografico e autore televisivo aveva 78 anni. Scrisse ‘Luci a San Siro’, ‘E poi…’, ‘Rumore’

Addio al musicista Andrea Lo Vecchio, morto a Roma a 78 anni. Cantautore, compositore, paroliere, produttore discografico e autore televisivo, è entrato nella storia della musica leggera italiana come autore di successi come Luci a San Siro per Roberto Vecchioni, E poi… per Mina, Rumore per Raffaella Carrà e Help me per i Dik Dik. L’annuncio della scomparsa, avvenuta a Roma, è stato dato dalle associazioni Premio Augusto Daolio – Città di Sulmona e Nomadi Fanclub esprimendo cordoglio “per l’improvvisa scomparsa del maestro”.

Tra i successi di Lo Vecchio come cantautore figurano Ho scelto Bach (Festivalbar 1967) e Li (Festivalbar 1978) e numerosi album come Di avventura in avventura (1976) e Luci a San Siro e altri lampioni (1995). Ottenne un buon successo come autore nel 1968 con Sera che, interpretata da Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci, si classificò all’ottavo posto al Festival di Sanremo del 1968.  continua a leggere

Vecchioni e l’addio a Lo Vecchio: “A lui devo il successo di ‘Luci a San Siro’, non ero nemmeno iscritto alla Siae”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/18/news/vecchioni_e_l_addio_a_lo_vecchio_a_lui_devo_il_successo_di_luci_a_san_siro_non_ero_nemmeno_iscritto_alla_siae_-288174966/

Luci a San Siro non ne accenderanno più. Ancor meno adesso che è morto Andrea Lo Vecchio, autore assieme a Roberto Vecchioni di Luci a San Siro, una delle canzoni più note della storia della musica italiana. Una notizia che Vecchioni accoglie con “molto dolore, perché la collaborazione con Andrea non è stata solo fondamentale: rappresenta la mia gioventù che ho perduto“.

Quasi un paradosso, visto che “Luci a San Siro” canta proprio della nostalgia della gioventù. – Vero, e questo in qualche modo accentua il dolore. Quella canzone l’avevo scritta io durante il servizio di leva subito dopo essere stato lasciato da una ragazza, e mi venne da raccontare il periodo in cui facevamo l’amore. Poi le cambiai il testo e il titolo, e come Ho perso il conto la diedi al cantante Rossano, che ebbe un discreto successo al Cantagiro. Quindi me la ripresi e ci misi il teso originale“.

E Lo Vecchio? – Nella nostra collaborazione io curavo i testi e lui pensava alla musica, e così accadde anche quella volta. Ma qui ci fu anche qualcosa di straordinario che spiega che persona fosse Andrea: io non ero ancora iscritto alla Siae, quindi la canzone uscì con la sua sola firma. Ebbene, appena fu possibile lui spontaneamente mi aggiunse tra gli autori, e visto il successo della canzone, coi relativi diritti d’autore, non so quanti l’avrebbero fatto. Ma Andrea era così“. continua a leggere

È morto Erriquez, anima gentile dei Bandabardò


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_febbraio_14/morto-erriquez-anima-gentile-libera-bandabardo-cab3c362-6eb9-11eb-ba33-2aa6be852279.shtml?fbclid=IwAR0dKPQD_YMHzgDCR-7IGINwUxOTqo6ei2k4uP7I8C9yQ8-IO4pYA6Cm22g

Enrico Greppi combatteva contro una brutta malattia da tempo ma non aveva mai rivelato nulla. Impegnato sul sociale, aveva dato anima e energia al suo gruppo dagli anni ’90

addio all’Erriquez volto e anima della Bandabardò

Enrico Greppi, in arte «Erriquez», volto e anima della Bandabardò è morto questa mattina nella sua casa di Fiesole, in Toscana. L’artista aveva 60 anni e combatteva da tempo contro un brutto male, ma la sua riservatezza unita alla sua proverbiale energia non avevano mai fatto trasparire nulla all’esterno. Con la Bandabardò aveva da poco festeggiato i 25 anni di carriera con un grande evento al Mandela Forum di Firenze, insieme a tanti artisti amici. «Salutiamo con gratitudine un guerriero generoso e un grande Poeta», ha scritto ora la sua famiglia, tratteggiando il ritratto di una persona amatissima, anche per il suo impegno nel sociale. «Se tutti facessero pochissimo sarebbe già un’enormità», aveva detto in una delle sue recenti interviste, lui che era solito prestare la sua musica al servizio di cause sociali importanti.  continua a leggere

Bandabardò – Beppeanna. Primo Maggio (2009)

È morto Chick Corea, leggenda del jazz


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/02/11/news/e_morto_chick_corea_leggenda_del_jazz-287159850/

Tra i più grandi jazzisti del mondo, il pianista statunitense di origine italiana aveva 79 anni. Durante sessant’anni di carriera aveva suonato con fuoriclasse come Miles Davis e Herbie Hancock e aveva vinto 23 Grammy Award

È morto all’età di 79 anni Chick Corea, pianista statunitense leggenda del jazz. Vincitore di 23 Grammy, ha suonato con i più grandi jazzisti del mondo, da Miles Davis a Stanley Clarke. Origini italiane – all’anagrafe si chiamava Armando Antonio Corea -, l’artista è morto a causa di una rara forma di tumore che solo da poco tempo aveva scoperto di avere.

La notizia della morte del grande artista è stata pubblicata sul suo profilo Facebook con un post che contiene anche il suo commiato, il ringraziamento a “tutti coloro che lungo il mio viaggio hanno contribuito a mantenere vivo il fuoco della musica” e un pensiero a chi gli è stato vicino. continua a leggere

Live with Chick Corea – 4/9/2020

Phil Collins, compie 70 anni


Philip David Charles “Phil” Collins (Chiswick, 30 gennaio 1951) è un cantautore, polistrumentista e attore britannico, noto sia come solista che componente dello storico gruppo dei Genesis.

Phil Collins, 70 anni tra un nuovo divorzio e la reunion dei Genesis

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2021/01/30/news/phil_collins-284965404/

Phil Collins non si arrende al coronavirus e a 70 anni, che compie il 30 gennaio, è pronto a tornare sul palco insieme ai Genesis. “Noi siamo pronti, ma il mondo ancora non lo è” ha scritto il musicista su Twitter comunicando un nuovo rinvio della réunion annunciata poco più di un anno fa, prima dell’inizio della pandemia, che lo avrebbe rivisto suonare insieme a Mike Rutherford e Tony Banks in un un tour nel Regno Unito dal titolo The last domino?. I tre musicisti, tutti settantenni, avevano specificato che nel gruppo entrava anche Nick, il figlio di Phil Collins, alla batteria. Il musicista ha infatti avuto diversi problemi di salute, compreso un importante intervento alla schiena, che non gli permette più di suonare il suo strumento e lo costringe a utilizzare un bastone e esibirsi seduto su una sedia. I concerti dovevano partire lo scorso novembre, ma l’emergenza sanitaria ha costretto a riprogrammare le date e i Genesis inizieranno il tour da Dublino il prossimo 15 settembre. continua a leggere

Phil Collins – Finally…The First Farewell Tour Paris 2004
Genesis – Live At Wembley Stadium (1987)

Addio a Pelle Alsing, il batterista dei Roxette aveva 60 anni


articolo: https://www.rockol.it/news-718892/morto-pelle-alsing-batterista-dei-roxette?fbclid=IwAR0yqUVtFEKwNcd79q5eQRm1V3rxYrT4xIlpqg2lurh83CeNSv76k2gkXOM

E’ morto all’eta di 60 anni il batterista dei Roxette Pelle Alsing. A condividere la notizia è stato il chitarrista e cantante Per Gessle sull’account Twitter ufficiale della band svedese.

Ha scritto Gessle: “È con tristezza che vi informo che il nostro amato Pelle Alsing è morto. Pelle non è stato solo il batterista straordinario e pieno di inventiva che ci ha aiutato a creare il suono dei Rox sin dal primo giorno, era anche il miglior amico che vi potete immaginare, un uomo gentile e generoso con un cuore grande che batte per ognuno.

Ha poi continuato così il suo ricordo: “È sempre stato il più divertente con cui essere in giro, quello con il sorriso più grande sul viso, quello che ti supportava di più quando eri in dubbio. Ci mancherà davvero molto più di quanto le parole possano dire. Tutto il mio amore va a sua moglie, alla famiglia e agli amici.”

Pelle Alsing ha suonato con i Roxette dagli anni Ottanta fino agli anni Dieci, esibendosi con loro in concerto e suonando in studio in diversi album. Oltre alla collaborazione con la band di Per Gessle e Marie Fredriksson, in carriera si è esibito anche con, tra gli altri, Lisa Nilsson, Niklas Strömstedt e Ulf Lundell, oltre ad essere un membro della band Ratata.

La morte di Alsing arriva quasi esattamente un anno dopo la scomparsa, il 9 dicembre 2019, della cantante dei Roxette Marie Fredriksson all’età di 61 anni, a causa di complicazioni legate a un tumore al cervello che le era stato diagnosticato nel 2002.

I Roxette si sono formati nel 1978 e sono rimasti in attività fino al 2019. Sono la seconda band svedese di maggior successo commerciale dopo gli ABBA. Tra i loro brani maggiormente noti figurano “It Must Have Been Love“, “The Look” e “Joyride“.

È morto Pepe Salvaderi dei Dik Dik…


È morto Pepe Salvaderi dei Dik Dik. “Ciao fratello, amico, grande musicista”

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/12/19/news/e_morto_pepe_salvaderi-279004143/

Fondatore del gruppo nel 1965 insieme a Giancarlo Sbrizolo e Pietro Montalbetti che contribuì in maniera fondamentale alla sprovincializzazione della nostra canzone con memorabili successi come ‘Senza luce’, ‘Sognando California’, ‘L’isola di Wight’

 
DIK DIK
23 ore fa

Ciao Pepe te ne sei andato a suonare con gli angeli e ci hai lasciato qui a piangerti e ricordarti per sempre.
Conoscendo la tua innata ironia lo avrai fatto così senza avvertirci affinchè suonassimo le tue canzoni, le nostre canzoni ancora più forte, così forte da arrivare fino al cielo e il cielo sarà con te ad ascoltarci.
Noi non ti abbiamo perso e non ti perderemo mai perché sei e sarai sempre dentro di noi e ti promettiamo un cosa, l’ultimo lavoro, quello che hai voluto tanto non andrà perduto.
Ciao fratello, amico, grande musicista, ciao Pepe ci incontreremo in tutti i nostri sogni. ❤️❤️❤️

Un altro pezzo della storia della canzone italiana se n’è andato. Con Pepe Salvaderi, uno dei fondatori dei Dik Dik salutiamo un rappresentante di quella generazione che tra gli anni Sessanta e Settanta contribuì in maniera fondamentale al rinnovamento della musica italiana, alla sprovincializzazione della nostra canzone, con brani che sono entrati a far parte dell’imponente canzoniere nazionale. Salvaderi era nato a Milano, aveva iniziato subito ad appassionarsi alla musica, studiando la chitarra classica un con un grande maestro come Miguel Albeniz. Ma all’alba degli anni Sessanta, come tutta la sua generazione, fu colpito dall’avvento del beat, della musica “giovanile”, del rock inglese e americano, e decise di mettere a frutto quello che aveva imparato assieme a due grandi amici d’infanzia, Lallo (Giancarlo Sbrizolo) e Pietruccio (Pietro Montalbetti), fondando i Dreamers, i sognatori. Nome “morbido” e fricchettone, cambiato poi nel più aggressivo Squali, per poi approdare al definitivo e “creativo” Dik Dik, riferito a una specie di antilopi ma in realtà immaginifico e fantasioso. coninua a leggere

John Lennon, 40 anni fa l’addio


John Lennon, 40 anni fa l’addio

John Winston Ono Lennon, nato John Winston Lennon (Liverpool, 9 ottobre 1940 – New York, 8 dicembre 1980), è stato un cantautore, polistrumentista, paroliere, attivista, attore cinematografico e regista britannico.

John Lennon Imagine live 1972
John Lennon – stand by me

E’ morto Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh


E’ morto Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh. Il saluto dei compagni: “Ciao, nostro amico per sempre”

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/11/06/news/e_morto_stefano_d_orazio_batterista_dei_pooh-273409952/

Stefano D’Orazio

Il musicista si è spento all’età di 72 anni. Per la band è stato anche autore e flautista. Dopo anni di successi con il gruppo, una svolta nella carriera verso il musical e la scrittura.

E’ morto Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh. Aveva 72 anni. E’ stato strumentista, autore e scrittore. L’annuncio è stato dato su Twitter dall’amico Bobo Craxi e poi stata confermata da Roby Facchinetti su Facebook.

STEFANO  CI  HA  LASCIATO!  Due  ore   fa…   era  ricoverato  da   una settimana    e   per   rispetto   non   ne   avevamo   mai   parlato…   oggi pomeriggio,   dopo  giorni  di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando… poi, stasera, la terribile notizia“, scrive Facchinetti. Anche gli altri componenti del gruppo hanno ripreso il messaggio, con le stesse parole.

Al    saluto   della   band  si  unisce  anche  Riccardo  Fogli, che con D’Orazio ha  condiviso un lungo percorso artistico. Arrivano anche le parole di Enrico Ruggeri:    “Una    persona    perbene,    sempre    sorridente,    piena   di   energia  positiva. Una preghiera per lui e un abbraccio ai suoi fratelli di sempre“.

D’orazio  è  stato  strumentista,  autore  e   scrittore,   con  i  Pooh  per   quasi quarant’anni, dal 1971 al 2009, e poi tra il 2015 e il 2016, quando il gruppo ha dato  l’addio  alle  scene.  Dei  Pooh  D’Orazio non è stato solo il batterista, ma anche autore e flautista. Dopo anni di successi con il gruppo, una svolta nella carriera  verso  il  musical  e  la   scrittura  (testi  e  libri),  con  successi   come “Aladdin”,   “Pinocchio”  e  “Mamma  mia!”.  Nel  2017  aveva  sposato  Tiziana Grandoni,  sua compagna da tempo. Lo scorso marzo, per Roby Facchinetti ha scritto il testo di “Rinascerò rinascerai”, brano dedicato alla città di Bergamo, realizzato durante l’emergenza Coronavirus.

Morto Eddie Van Halen, leggendario chitarrista e fondatore della band hard rock


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/20_ottobre_06/morto-eddie-van-halen-leggendario-chitarrista-fondatore-band-hard-rock-d34d7ffa-080b-11eb-a1db-10b0d3200beb.shtml?fbclid=IwAR0DBWmZczqiTFwDYgKxn5_I587WK4IEco2mIg2NFqxaNggJyCGlniH14I0

Il musicista, scomparso per un cancro, era uno dei simboli degli anni Ottanta: per Rolling Stone fra i migliori 10 chitarristi di sempre

Se ne va un pezzo degli anni Ottanta. Se ne va una delle divinità della chitarra. È morto ieri Eddie van Halen, chitarrista della band hard rock cui aveva dato il cognome. «Non mi sembra vero dover scrivere questo, ma mio padre Edward Lodewijk van Halen ha perso la sua lunga e faticosa battaglia con il cancro», ha annunciato sui social il figlio Wolfgang, che suonava il basso nella band «di famiglia» dal 2006. La chitarra elettrica non sarà tanto di moda oggi, il rock è sparito dalle classifiche di vendita (non dagli stadi, attenzione), ma fra quelli che ne hanno costruito l’iconografia c’è sicuramente Eddie van Halen.  continua a leggere

Van Halen – Panama (Live at Billboard Awards 2015)

Van Halen – Live Without a Net (Concert complet 1986 in USA)

Addio a Luciano Ghezzi, è morto lo storico bassista di Luciano Ligabue


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/10/04/news/addio_a_luciano_ghezzi_e_morto_storico_bassista_di_luciano_ligabue-269406442/

Il musicista aveva 56 anni. È stato uno dei protagonisti, sui palchi di tutta Italia, negli anni d’oro del cantautore di Correggio fino alla reunion di pochi giorni fa. Il cordoglio dei fan.

“Hai occupato tutte le frequenze. Dalla profondità del suono devastante del tuo basso fino alla tua vocina acuta, adatta per le armonie dei Beatles. A sdrammatizzare ci hai sempre pensato tu. Quando è stato il momento di scegliere fra famiglia e musica, hai fatto presto a decidere: la famiglia altroché. Ma sei sempre stato quello che ricordava meglio e più di ogni altro quello che ci era successo. Circa venti giorni fa abbiamo fatto insieme a tutti gli altri una ‘urlando contro il cielo’ che avrebbe dovuto essere di fronte a tutta quella gente ma il virus non ce l’ha permesso. È stato bello almeno essere insieme. È stato bello vederti più in forma che mai. Le tue battute, la tua allegria. Ci mancherai davvero tanto, Luciano“.

a 56 anni, all’improvviso la scorsa notte. Una notizia che ha sconvolto il panorama musicale nazionale perché Ghezzi, anche se da anni aveva deciso di dedicarsi alla famiglia lasciando sempre meno spazio alla musica, è stato parte dei grandi “Sogni di Rock’n’Roll” (per dirla con le parole dell’amico Liga) dal 1991 al 1994, per replicare con i grandi eventi firmati Campovolo. E proprio nella nuovissima RCF Arena di Reggio Emilia era giunto pochi giorni fa, quando Luciano Ligabue aveva riunito i vecchi compagni di viaggio per presentare il suo nuovo singolo “La ragazza dei tuoi sogni“. Fede Poggipollini, chitarrista di Luciano Ligabue, distrutto dalla notizia come tanti altri amici, ricorda il bassista attraverso un video, che li ritrae spensierati nel backstage dell’Arena a canticchiare “Blackbird” dei Beatles. continua a leggere

Aspettando Campovolo 2.0 – Luciano Ghezzi

Il suo rapporto con la musica, la passione per i Beatles e gli aneddoti su Luciano agli albori della sua carriera. Dal divano rosso Luciano Ghezzi, bassista dei Clandestino, parla di sè e delle sue emozioni a pochi giorni dalla festa di Campovolo 2.0!

Addio a Ronald Bell, fu uno dei fondatori dei Kool & the Gang


Addio a Ronald Bell, fu uno dei fondatori dei Kool & the Gang

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/09/10/news/addio_a_ronald_bell_fu_uno_dei_fondatori_dei_kool_the_gang-266788643/

L’annuncio della scomparsa è stato dato da Sujata Murthy della Universal Music Enterprises, senza tuttavia precisare le cause del decesso. Compositore, arrangiatore, produttore e interprete, Bell è stato una forza trainante di uno dei gruppi funk di maggior successo dell’ultimo mezzo secolo. continua a leggere

Addio a Ronald Bell, fu uno dei fondatori dei Kool & the Gang

Il gruppo negli anni Settanta

Kool & The Gang in live performance in Denver for the 40th Anniversary since their debut in 1973 with the album “Wild and Peaceful”

Emerson Lake & Palmer, mezzo secolo spettacolare: “Festeggeremo più a lungo dopo la pandemia”


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/08/19/news/emerson_lake_palmer-264226424/

Avrei voluto celebrare questo anniversario nella maniera migliore, ma non è stato possibile. Vorrà dire che lo celebreremo più a lungo, nel 2021, 2022 e 2023“. Cerca di prenderla alla leggera Carl Palmer, ma è molto dispiaciuto che le restrizioni dovute alla pandemia, il blocco dei concerti e dei tour, abbiano bloccato le celebrazioni per lui più importanti, quelle del cinquantenario degli Emerson Lake & Palmer, la leggendaria band della quale ha fatto parte con Keith Emerson e Greg Lake, appunto.

EL&P sono stati una delle band più importanti della scena progressive degli anni Settanta, uno dei primi supergruppi, una delle formazioni che in maniera più creativa e intelligente ha mescolato nuove tecnologie, rock e musica classica. E sono stati dei veri divi, con un successo straordinario in tutto il mondo, oltre 35 milioni di dischi venduti, tra i primi ad esibirsi negli stadi (a Milano, a Bologna e soprattutto allo stadio Flaminio di Roma nel 1973) e a scalare le classifiche con album come Tarkus, Trilogy o Brain Salad Surgery.

Emerson, Lake & Palmer – Pictures at an Exhibition (Full) Live 1970 – Remastered

Emerson, Lake & Palmer – 40th Anniversary Reunion – Full Concert ᴴᴰ 2010

Bob Marley, 40 anni fa i concerti a Milano e Torino. “E lo stadio era pieno…”


una delle più grandi emozioni della mia vita!....

articolo di Alberto Campo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/06/28/news/bob_marley_40_anni_fa_i_concerti_a_milano_e_torino_e_lo_stadio_era_pieno_-260410980/

Il 27 giugno del 1980 a San Siro e il 28 al Comunale il profeta del reggae era protagonista di due date indimenticabili. Con un giovanissimo Pino Daniele. Un evento entrato nella storia e che ha ispirato la celebre Piero e Cinzia di Venditti

Il profeta del reggae Bob Marley aveva messo piede per la prima volta in Italia il giorno precedente, sbarcando all’aeroporto di Linate. A una domanda dell’inviata del Tg2, che gli faceva notare l’apparente incongruenza fra la denuncia della Babylon capitalistica e gli ingenti guadagni percepiti con la musica, rispose: “I soldi sono importanti per l’Uomo Bianco, che ne ha fatto una religione”. Quella sera si esibì a San Siro, di fronte a 80mila persone. E 24 ore più tardi sbarcò al Comunale: era sabato 28 giugno, una giornata soleggiata d’inizio estate. I cancelli dello stadio aprivano alle 16, ma già dal mattino all’esterno si era assiepata folla proveniente da ogni angolo della penisola, acquistando al botteghino i biglietti in vendita a 4.500 lire: aperti i varchi, fluì all’interno, distribuendosi fra prato e gradinate. Un doppio concerto entrato nella storia e che ha ispirato la celebre Piero e Cinzia di Antonello Venditti.   continua  a leggere

Bob Marley live Milano S. Siro 27-6-80 No Woman No Cry

Bob Marley, 1980-06-27, Live At San Siro Stadio, Milan

Bob1945Marley

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Il flash mob di Ghemon, Lodo, Diodato, Levante e Manuel Agnelli …….


Il flash mob di Ghemon, Lodo, Diodato, Levante e Manuel Agnelli in piazza Duomo a Milano: “Io lavoro con la musica”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/06/21/news/ghemon_lodo_levante_diodato_manuel_agnelli_cosmo_lavoratori_spettacolo_musica_flash_mob_piazza_duomo_milano-259796796/

Con tanti altri artisti si sono schierati – con le mascherine e distanziati – a sostegno dei lavoratori dello spettacolo ancora fermi per l’emergenza coronavirus

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Nel via vai a ranghi ridotti di una piazza Duomo ancora tutt’altro che affollata, il mondo della musica italiana si ritrova per raccontare che cosa sta succedendo a un’intera industria messa in crisi dal coronavirus. Così ecco che oggi, giorno in cui si celebra la Festa della Musica, per una decina di minuti tecnici del suono, manager discografici e artisti come DiodatoLodo GuenziManuel AgnelliGhemonLevante e tanti altri si dispongono in silenzio al centro della piazza milanese, tutti vestiti di nero. “Ci siamo resi conto che, al netto dell’emergenza sanitaria, siamo esclusi come lavoratori – dice Anna Rita Masullo, che fa parte del neonato coordinamento La musica che gira – si è notato dai discorsi, dagli atti e anche dalla conoscenza che gli attori istituzionali hanno del nostro mondo. Quello che vogliamo dire è che ci deve essere una maggiore attenzione nei confronti di questo settore: l’intero comparto cultura produce circa il 16% del pil e impiega oltre un milione di lavoratori. Siamo un assoluto valore sociale, ma anche un valore economico. Convocare gli stati generale dell’economia e non pensare di chiamarci, come se la cultura fosse un peso per l’Italia, non è stato corretto”. continua a leggere

Da Levante a Diodato, flash mob degli artisti a Milano

Musica: Hell Raton, un sardo tra i giudici di X Factor


Chi è Hell Raton, il giovane rapper di Olbia nuovo giudice di X Factor

Hell Raton, pseudonimo di Manuel Zappadu (Olbia, 14 maggio 1990), è un rapper e produttore discografico italiano di origine ecuadoregna. Nato a Olbia, da padre sardo (il fotoreporter Antonello Zappadu) e madre ecuadoregna

articolo: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/06/10/musica-hell-raton-un-sardo-tra-i-giudici-di-x-factor_2a0a170b-769b-4662-945e-525fc3ee795d.html

Zappadu, rapper olbiese, debutta in tv con Mika, Agnelli e Emma

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I giudici di X Factor: Mika, Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli

C’è anche un sardo tra i quattro giudici della nuova edizione di X Factor: con Emma, Manuel Agnelli e Mika, sarà l’olbiese Hell Raton, all’anagrafe Manuel Zappadu, a fare il suo debutto assoluto in tv.

 Hell Raton è diventato negli anni un punto di riferimento discografico per la scena rap italiana grazie a Machete – celebre crew che ha fondato insieme a Salmo e Slait nel 2010 – e agli anni passati dietro le quinte dell’etichetta Machete Empire Records, fondata nel 2013, di cui è Ceo e direttore creativo. E’ promotore anche di vari progetti benefici: esempio ne è Machete Aid on Twitch, maratona a sostegno dei lavoratori del settore musicale colpiti durante l’emergenza sanitaria del Covid-19.

Papà sardo – il fotoreporter Antonello Zappadu, salito alla ribalta per le famose foto scattate a Silvio Berlusconi e ai suoi ospiti a Villa Certosa – e mamma ecuadoregna, Manuel è cresciuto tra Sudamerica e Sardegna. “ continua a leggere

El Raton – Santa Pazienza (Prod. by Salmo)

Non c’è solo l’orchestra…


In molte opere non c’è solo l’orchestra in buca ma anche musicisti che suonano dietro le quinte. Bruno Nicoli, direttore dei complessi musicali di palcoscenico ci racconta cosa fanno le bande nell’opera lirica​.

È morto il chitarrista Bob Kulick


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Bob Kulick (New York, 16 gennaio 1950 – 28 maggio 2020) è stato un  chitarrista  statunitense. È conosciuto soprattutto per aver collaborato con i Kiss. Era inoltre il fratello maggiore di Bruce Kulick, che è stato chitarrista solista dei Kiss dal 1984 al 1996.

È morto il chitarrista Bob Kulick, “quinto” membro dei Kiss

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/05/30/news/e_morto_il_chitarrista_bob_kulick_quinto_membro_dei_kiss-257985016/

Era fratello del chitarrista solista della band Bruce Kulick che ne ha dato l’annuncio. Aveva 70 anni

Il chitarrista statunitense Bob Kulick, conosciuto soprattutto per aver collaborato con i Kiss, considerato il “quinto” membro della band newyorchese, lavorando soprattutto in studio, è morto all’età di 70 anni. Era il fratello maggiore di Bruce Kulick, che è stato chitarrista solista dei Kiss dal 1984 al 1996. E proprio il fratello minore Bruce ha dato la notizia della scomparsa sui social: “Ho il cuore spezzato di dover condividere la notizia della scomparsa di mio fratello Bob Kulick. Il suo amore per la musica e il suo talento di musicista e produttore dovrebbero sempre essere celebrati. So che ora è in pace, accanto ai nostri genitori, e me lo vedo lassù che suona la sua chitarra più forte che mai”. Anche la band dei Kiss sui social ha espresso le condoglianze per la scomparsa del rocker: “Abbiamo il cuore spezzato. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia Kulick in questo momento difficile”. continua a leggere

Traduzione: Ho il cuore spezzato di dover condividere la notizia della scomparsa di mio fratello Bob Kulick. Il suo amore per la musica e il suo talento di musicista e produttore dovrebbero sempre essere celebrati. Ti preghiamo di rispettare la privacy della famiglia Kulick durante questo triste periodo

All American Man Mr Speed with Bob Kulick

 

Ian Anderson smentisce se stesso: “Ho i giorni contati ma solo come cantante”


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2020/05/14/news/ian_anderson_smentisce_se_stesso_ho_i_giorni_contati_ma_solo_come_cantante_-256633203/

Fan preoccupati dopo l’intervista con Dan Rather in cui aveva parlato di una malattia ai polmoni. “Nell’ultimo anno non ho avuto neanche un raffreddore”

Sono alla fine della mia vita di cantante, e non come essere umano”. Ian Anderson, il frontman dei Jethro Tull, ha pubblicato una nota per chiarire il senso delle dichiarazioni rilasciate nel corso di un’intervista televisiva con Dan Rather. Parlando all’interno del programma The big interview sulla rete americana AXS TV Ian Anderson, 73 anni, aveva detto: “Due anni fa ho scoperto di avere una malattia incurabile ai polmoni, i miei giorni sono contati”.
Ora il leggendario frontman della band inglese di rock progressivo spiega ai fan di essere “ancora ragionevolmente in buona salute” e che il senso delle sue parole era che i suoi “giorni come cantante sono contati”. Spiegando nel dettaglio la diagnosi riferita dai medici due anni fa, Anderson aveva parlato di una malattia polmonare cronica ostruttiva (COPD) ma non aveva aggiunto che solo nei casi più gravi può essere letale e che milioni di persone possono convivere con quella malattia per molti anni.

Nel nuovo comunicato Anderson ha anche chiarito che l’intervista con Dan Rather andata in onda mercoledì sera in America era stata registrata a settembre nel corso di un tour della band negli Stati Uniti e che non era stata ancora pubblicata. “Grazie a tutti per i messaggi ma non preoccupatevi per il mio COPD e per l’asma. Negli ultimi 14 mesi non ho avuto alcun problema né bronchiti. Non mi era mai successo dai miei venti anni di non prendere nemmeno un raffreddore. La malattia che mi è stata diagnosticata è al primo stadio e conto di non farla peggiorare”.

articolo precedente: https://alessandro54.com/2020/05/14/ian-anderson-ho-un-problema-ai-polmoni-ho-i-giorni-contati/

È morto Ezio Bosso


È morto Ezio Bosso, il pianista che sapeva commuovere. Aveva 48 anni

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articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/20_maggio_15/morto-ezio-bosso-pianista-che-sapeva-commuovere-aveva-48-anni-bc5dc824-967b-11ea-a66c-1f6181297d24.shtml?fbclid=IwAR1U3ax0Yb9aeN7roomhrjDR2CigGOF9nXwceI9x6wpaHATjBwUroNEzKrw&fbclid=IwAR10EbP8f15g9I81j7St0l_NdkiNjEdkyVffjpM8RMFcvmmYTpU0q3kP5b4

Bosso conviveva ormai dal 2011 con una malattia neurodegenerativa

«La prima cosa che farò è mettermi al sole. La seconda sarà abbracciare un albero». Dalla sua casa di Bologna, Ezio Bosso stilava così, mettendoli in fila pochi giorni fa, nell’ultima intervista al Corriere, i propositi per quando «si apriranno le gabbie». Purtroppo, però, non sarà così. Ezio Bosso è morto. Direttore d’orchestra, compositore e pianista, Ezio Bosso era nato a Torino il 13 settembre 1971. Aveva 48 anni.

Bosso conviveva ormai dal 2011 con una malattia neurodegenerativa che gli fu diagnosticata subito l’intervento per un tumore al cervello a cui fu sottoposto lo stesso anno. Inizialmente la sua malattia venne identificata dai media come la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, patologia in cui i primi sintomi, episodi di atrofia muscolare, si trasformano in pochi anni nella compromissione totale delle funzioni vitali.

Lo scorso settembre aveva annunciato al pubblico di aver dovuto dire addio al pianoforte proprio a causa della malattia. «Se mi volete bene, non chiedetemi più di sedermi al pianoforte e di suonare. Tra i miei acciacchi adesso ho anche due dita fuori uso. Se non posso dare abbastanza al pianoforte, è meglio lasciar perdere». continua a leggere

Ezio Bosso – Sonata Al Chiaro Di Luna (Beethoven) – 2017

Ezio Bosso, tutti in piedi per il suo discorso al Parlamento europeo

Ian Anderson: “Ho un problema ai polmoni, ho i giorni contati”


La rivelazione del frontman inglese dei Jethro Tull a Dan Rather, nel corso di un’intervista televisiva in America: “Credo che la colpa sia stata del fumo di scena che ho respirato per 50 anni”

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2020/05/13/news/ian_anderson_ho_un_problema_ai_polmoni_ho_i_giorni_contati_-256540632/

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Ian Anderson, il frontman dei Jethro Tull, è malato. Si tratta di un problema polmonare per il quale dice di avere “i giorni contati”. Il musicista inglese, 73 anni, lo ha rivelato nel corso di un’intervista con Dan Rather per la sua trasmissione The Big Interview sulla rete tv americana AXS.
Ian Anderson ha parlato di una “sindrome cronica ostruttiva polmonare” che gli sarebbe stata provocata dalla continua esposizione ai fumi di scena durante i concerti con la band o nella sua attività solista. “Le dirò qualcosa che non ho ancora mai detto a nessuno in pubblico” ha esordito Anderson, “soffro di un male incurabile ai polmoni che mi è stato diagnosticato due anni fa”.  continua a leggere

Ian Anderson flute solo 1976

Jethro Tull: Bourée

Coronavirus, annullato Umbria Jazz 2020


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/05/11/news/coronavirus_annullato_umbria_jazz_2020-256301150/

L’edizione avrebbe dovuto svolgersi dal 10 al 19 luglio

Niente da fare per l’edizione 2020 di Umbria Jazz che doveva svolgersi a Perugia dal 10 al 19 luglio. Lo storico festival di musica jazz ma non solo che dal 1973 ha ospitato nel capoluogo umbro talenti straordinari quest’estate è stato annullato.

Lo hanno annunciato gli organizzatori. “Questa dolorosa decisione è stata presa dalla Fondazione di partecipazione Umbria Jazz – è detto in un suo comunicato -, a causa del prolungarsi dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di coronavirus covid-19 e all’incertezza che rende impossibile al momento la presenza dei tanti artisti internazionali”.  continua a leggere

Umbria Jazz ’19

Pino Daniele e Mario Biondi duettano a Umbria Jazz 2013 cantando “I’ so’ pazz”

UN PASSO ALLA VOLTA / Ghali x comune di Milano


“È la vigilia di un nuovo inizio per l’Italia.” In questo storytelling emozionale realizzato dall’agenzia TBWA insieme a Ghali e al comune di Milano viene lanciato a tutti un messaggio di positività in vista della fine della quarantena. “Non sarà semplice, ma ci sarà un nuovo inizio. Un passo alla volta.” Direzione creativa: Ghali e Sara Ermoli (TBWA) Regia: Davide Gentile

TESTO DI UN PASSO ALLA VOLTA – GHALI

il silenzio ha fatto festa per le strade della città.
Ora che anche le fermate si sono fermate
i nostri parchi, le nostre panche, i nostri palchi
come dei giocatori che si marcano larghi.
In quarantena con le stesse messe, i nostri ramadan.
Mascherine ci fanno ormai da grembiule
in questa grande scuola
e ci ricordano che siamo tutti uguali.
Ci siamo laureti in pigiama
abbiamo vissuto il prima e il dopo
E ogni cameriere è diventato cuoco
il primo passo.
Dobbiamo fare attenzione, non dobbiamo avere paura
siamo in maschera, non siamo bendati.
Milano anche il cielo si è fatto bello.
È giunto il momento, ora più che mai
di seguire le regole
questa è la fase in cui stiamo capendo
Il valore della libertà.
E insieme siamo più umani che mai.
UN NUOVO INZIO,
UN PASSO ALLA VOLTA.

LYRICS ONE STEP AT A TIME – GHALI

Milano, silence took over the city streets
now that also the tram stops have stopped
In our parks, our benches, our stages,
We are like soccer players defending from afar.
Quarantined our holy masses, our ramadans
Masks are our school uniforms in this universal classroom,
reminding us that we are all the same.
We have graduated in pyjamas
We have lived the before and after
while every waiter became a chef
This is the first step.
We shall be careful, but not afraid
We are masked, not blindfolded.
Milano, your sky is even more beautiful now.
The moment has come, now more than ever,
To follow the rules
This is the stage in which we understand the value of freedom.
And together we are more human than ever before.
A NEW START.
ONE STEP AT A TIME.

Neil Young, 50 anni fa la sua ‘Ohio’ contro Nixon e i “soldatini di piombo”


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articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/05/04/news/neil_young_ohio-255662416/

Il musicista scrisse il brano poco dopo quello che fu definito il massacro della Kent State University, il 4 maggio 1970, quando la Guardia nazionale sparò contro gli studenti che protestavano contro l’invasione della Cambogia: quattro giovani vennero uccisi.

Era il 4 maggio del 1970, era un pomeriggio di sole alla Kent State University dell’Ohio. Era stata organizzata dagli studenti una manifestazione per protestare contro l’annuncio che il presidente Richard Nixon aveva fatto in televisione, quello dell’invasione della Cambogia, che avrebbe portato a un’ulteriore escalation la già impopolare guerra in Vietnam. Le manifestazioni degli studenti andavano avanti già da qualche giorno e il governatore dell’Ohio, James Rhodes, aveva deciso di far intervenire la Guardia nazionale per ristabilire l’ordine. Il 4 maggio diverse centinaia di studenti erano convenuti per partecipare alla protesta e era stato ordinato loro di sciogliere il raduno. Al loro rifiuto i soldati avevano sparato gas lacrimogeni per disperderli e in una carica li avevano inseguiti anche nel prato sottostante l’università, dove gli studenti avevano iniziato a tirare pietre.

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In questa foto del 4 maggio 1970, Mary Ann Vecchio grida mentre si inginocchia vicino al corpo dello studente Jeffrey Miller sdraiato a faccia in giù nel campus della Kent State University, Kent, Ohio. I membri della Guardia Nazionale ne hanno uccisi quattro quando hanno sparato contro una folla di manifestanti che protestavano per il bombardamento statunitense sulla Cambogia. (Foto AP / John Filo)

Era passato da poco mezzogiorno quando i soldati si portarono indietro, verso la collina che guardava il prato, e da li iniziarono a sparare, tredici secondi di fuoco, 67 pallottole: quattro studenti vennero uccisi e nove feriti. Due dei ragazzi morti, Sandra Scheuer e William Schroeder, non erano nemmeno parte della manifestazione, stavano rientrando nelle aule quando furono colpiti, gli altri due erano Allison Krause e Jeffrey Miller. Sul corpo di quest’ultimo si inginocchiò la quattordicenne Mary Ann Vecchio, disperata, e in quel momento il fotografo John Filo scattò una fotografia passata alla storia. continua a leggere

Neil Young – Ohio – Live At Massey Hall 1971 –

Coronavirus, morto il tastierista degli Stranglers


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David Paul Greenfield (29 marzo 1949 – 3 maggio 2020) era un tastierista , cantante e cantautore inglese che faceva parte del gruppo rock The Stranglers 

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/05/04/news/coronavirus_morto_il_tastierista_degli_stranglers-255667997/

David Greenfield era ricoverato per problemi cardiaci e ha scoperto di essere positivo al virus in ospedale. Aveva 71 anni

È morto nella serata di domenica per coronavirus David Paul Greenfield, tastierista della rock band inglese degli Stranglers. Aveva 71 nanni. Greenfield aveva scoperto di essere affetto dal Covid 19 una settimana fa, mentre si trovava ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. Ne hanno dato notizia gli altri membri della band in un lungo post sulla loro pagina Facebook.   continua a leggere

The Stranglers – Live At Musilac Fest (Jul 12, 2018)

 

 

 

Addio al milanese Mariposa, ultima vittima dei negozi di dischi


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/20_maggio_03/addio-milanese-mariposa-ultima-vittima-negozi-dischi-bef2997c-8d32-11ea-876b-8ec8c59e51b8.shtml

La conferma della chiusura definitiva è arrivata su Facebook. Ma l’intero settore è in crisi da tempo, molto prima dell’avvento del Coronavirus (che ha soltanto peggiorato la situazione)

Il New Kary, Zabriskie Point, Transex: all’elenco di storici negozi di dischi che negli anni hanno abbassato definitivamente la saracinesca a Milano da oggi tocca – tristemente – aggiungere Mariposa, che dopo aver già chiuso i battenti qualche anno fa in Porta Romana (vinili e chicche d’importazione hanno lasciato spazio a cappuccini, centrifugati e brioche) scrive, non senza rammarico, la parola fine anche sulla sede che stoicamente resisteva – dal 1985 – in Galleria Santa Radegonda.

La chiusura di Amoeba a Los Angeles – «Purtroppo è vero»: con poche parole pubblicate su Facebook Mariposa ha confermato la notizia che chi ama il rock, il punk e il metal sperava di non dover mai leggere, pur sapendo che si tratta dell’ennesimo capitolo di un processo inarrestabile (e non indolore). I negozi fisici di dischi infatti, che oltre a vendere cd e altri supporti hanno ricoperto per anni il ruolo di luoghi di aggregazione soprattutto per gli ascoltatori di generi musicali di nicchia, da parecchi anni devono scendere a patti con un mercato che va in direzione opposta, sempre più virtuale che reale. Il Coronavirus ha soltanto contribuito a far traballare ancora di più un settore già molto instabile: continua a leggere


Mariposa non riapre: serranda giù per lo storico negozio di dischi in Duomo

articolo: https://giornaledeinavigli.it/attualita/mariposa-non-riapre-storico-negozio-dischi-duomo/

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Mariposa non riapre: serranda giù per lo storico negozio di dischi in Duomo.

Mariposa non riapre: serranda giù per lo storico negozio di dischi in Duomo

MILANO – La notizia è arrivata come una doccia fredda: un commento su Facebook in risposta a un fan del negozio. “Purtroppo non riapriamo più, è vero”. Mariposa Duomo, storico negozio di dischi milanese, chiude la serranda.

Un luogo culto della cultura musicale – Mariposa non era solo un negozio di dischi, un punto di vendita per i biglietti dei concerti. Era un ritrovo, un luogo culto della cultura musicale meneghina. Situato in galleria Santa Redegonda, sotto la fermata della metropolitana Duomo, Mariposa ha accompagnato intere generazioni. La notizia ha scosso il panorama musicale, gli addetti ai lavori, ma soprattutto centinaia di clienti e fan.  continua a leggere

Coronavirus, i Pink Floyd mettono on line i loro concerti. Si comincia con ‘Pulse’ del 1995


La band inglese scende in campo per intrattenere idealmente i fan in tempo di quarantena. La proposta per quattro settimane. La prima esibizione venne registrata il 20 ottobre 1994 all’Earls Court Exhibition Centre di Londra

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/04/17/news/i_pink_floyd_mettono_on_line_i_loro_concerti_si_comincia_oggi_con_pulse_del_1995-254306171/

17 aprile 2020 – La musica online a sostegno di chi è costretto a casa per cercare di scongiurare il contagio da coronavirus. Sono scesi in campo anche i Pink Floyd che, per intrattenere i fan, hanno scelto di rendere disponibili online, su Youtube, alcuni dei loro concerti storici. E lo faranno per quattro settimane.

A partire da oggi, 17 aprile, con lo streaming di Pulse, ovvero il film concerto del 1995 .   continua a leggere

https://www.facebook.com/pinkfloyd/photos/a.10150285867642308/10157160449677308/?type=3&eid=ARD3tRp3oYv3_kniqIDjgWG_guhlCaK-aReK9nZrIJ-68eztCfCLEe-rLtNMeqrVqaQmNViNeOGuTFD_&xts%5B0%5D=68.ARBuf3bW0oLD9garJl8nfVivJaiZB0AiH7Jggv6H2AcdJs_hoSJxV64is8noqoir3VRp8xo90cK9IDlWfPQTTf7_zBtx4HeVbzyXKrGbrtDJyiRvwW2AE8at1QBHfxnMp0JmDLVB9AYIDdJylq1jH5dl3H8-oAUIN5dsbKNqPl86JNqoL7k6iSU8k_o7mbno3rXJ0xl039I–kAYcyiTG2TRnAtW52ndXq1-UK-VMdFPK-veukDAUsKEwzjouWznrniJU5BAsfMKTuqjR54gwJrt7oxsaV59GCJ5wqt7VyEW8rNEhksNivhWKrqjY9LhhKgNuLKB-KmrT6I&tn=EEHH-R

Traduzione: Vorremmo augurarvi tutto il meglio e sperare che voi e le vostre famiglie stiate bene e al sicuro in questi tempi difficili. Con molte persone confinate a casa, continueremo a postare normalmente per offrirti immagini, musica e video interessanti e devianti per aiutarci a superare questo

Pink Floyd – PULSE (Restored & Re-Edited 90 Minute Version)

Pink Floyd

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Filmed live on 20 October 1994 at Earls Court, London, UK. Restored & re-edited in 2019 from the original tape masters.
0:00 – peak To Me
1:17 – Breathe (In The Air)         
4:00 – On The Run        
7:43 – Time
14:23 – The Great Gig In The Sky
19:34 – Money
28:30 – Us And Them
35:31 – Any Colour You Like
38:48 – Brain Damage
42:34 – Eclipse
44:27 – Sorrow
55:37 – Keep Talking
1:03:13 – High Hopes
1:11:20 – Wish You Were Here
1:17:30 – Comfortably Numb

Andrea Bocelli: Music For Hope – Live From Duomo di Milano


Milano, Bocelli parla del concerto in Duomo: “Dal cuore della città ferita una voce unirà il mondo”

La Repubblica

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Andrea Bocelli cammina dentro

il Duomo di Milano deserto cantando “Amazing Grace”. E dalla Madonnina sulla cima si vede tutta la città che risplende. Il coronavirus non ferma la Pasqua: domenica alle 19 a Milano è in programma dentro il Duomo il concerto senza pubblico di Bocelli, che sarà trasmesso in diretta streaming in tutto il mondo. “€œDal cuore della città ferita una voce unirà il mondo”€, è lo slogan del video-trailer pubblicato sulla pagina Facebook del tenore, icona della musica italiana nel mondo, che porterà un messaggio di amore e speranza. L”€™appuntamento è alle 19 in tutta Europa, all”€™una a New York e alle 10 a Los Angeles. (A cura di Daniela Solito)

Andrea Bocelli: Music For Hope – Live From Duomo di Milano

Andrea Bocelli

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On Easter Sunday (April 12, 2020), by invitation of the City and of the Duomo cathedral of Milan, Italian global music icon Andrea Bocelli gave a solo performance representing a message of love, healing and hope to Italy and the world. Download the hymn sheet and sing along here: https://AndreaBocelli.lnk.to/Hymnsheet
Traduzione: La domenica di Pasqua (12 aprile 2020), su invito della Città e del Duomo di Milano, l’icona della musica globale italiana Andrea Bocelli ha tenuto un’esibizione solista che rappresenta un messaggio di amore, guarigione e speranza per l’Italia e il mondo. Scarica il foglio dell’inno e canta qui: https://AndreaBocelli.lnk.to/Hymnsheet