Un rogo partito dal piano interrato ha avvolto di fumo l’edificio fino al quarto piano: l’intervento dei vigili del fuoco e le persone soccorse
Foto di repertorio
Un rogo si è sviluppato nella tarda serata di sabato 5 settembre in un edificio residenziale adibito a ostello in viale Regina Margherita a Milano.L’allarme è scattato poco dopo le 23, richiedendo l’immediato intervento dei soccorsi e la totale evacuazione degli occupanti della struttura. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118 unitamente alle forze dell’ordine per la gestione dell’emergenza.
L’intervento dei vigili del fuoco – Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono rivelate particolarmente complesse, anche a causa dell’intenso affollamento che caratterizza la zona centrale di viale Regina Margherita in quella fascia oraria. Per domare le fiamme sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco, per un totale di 15 uomini. Dopo aver estinto l’incendio, i pompieri hanno avviato le articolate procedure di ventilazione di tutti i locali interessati dal fumo, fino al quarto piano dello stabile.
Nessun ferito grave e le prime ipotesi – A causa dell’esalazione dei fumi, dieci persone sono dovute ricorrere alle cure del personale medico di soccorso: da quanto si apprende, le loro condizioni non versano in stato critico. I primi accertamenti e il sopralluogo effettuato dal personale dei vigili del fuoco indicano che l’origine del rogo sarebbe di natura elettrica: le fiamme si sarebbero, infatti, generate all’interno del locale contatori situato al piano interrato del palazzo.
I sindaci dei Comuni intorno all’area dell’incendio sono pronti anche a presentare degli esposti alle Procure di Avellino e Benevento per fare chiarezza sul rogo.
Il vasto incendio divampato lo scorso 31 agosto nell’area industriale di Airola, in provincia di Benevento, non deve creare allarmismi, secondo i sindaci dei comuni che sorgono nella zona interessata. I primi cittadini, però, chiedono anche che vi siano dati certi sull’inquinamento provocato dal grosso rogo che, nel pomeriggio di lunedì scorso, ha colpito la Eco Energy. I sindaci di San Martino Valle Caudina, Roccabascerana, Montesarchio e Pannarano, tra le province di Benevento e Avellino, chiedono anche che venga fatta chiarezza sull’incendio e annunciano di essere pronti anche a presentare degli esposti alle Procure irpina e sannita per ricostruire con precisione quanto accaduto nella zona industriale di Airola.
Proprio in attesa di conoscere i dati reali sull’inquinamento, a Benevento, anch’essa raggiunta in questi giorni dai fumi del vasto incendio, il sindaco Clemente Mastella ha raccomandato alla cittadinanza di utilizzare mascherine e altri dispositivi di protezione individuale per mitigare gli effetti del fumo. Proprio in questo senso, restano in vigore le raccomandazioni di tenere chiuse porte e finestre e di disattivare gli impianti di ventilazione e climatizzazione che prevedono l’immissione di aria dell’esterno. Anche oggi, inoltre, le scuole a Benevento e Avellino sono rimaste chiuse.
Anche la Regione Campania sta seguendo, inoltre, l’evolversi della situazione tra il Sannio e l’Irpinia. “Sto seguendo con grande attenzione l’evoluzione dell’incendio divampato nell’area industriale di Airola, restando in costante contatto con il direttore dell’Arpac, in attesa di ricevere i dati provvisori del monitoraggio già attivato sulla qualità dell’aria e sui livelli di diossine” ha dichiarato Maria Carmela Serluca, assessora regionale all’Agricoltura. “In queste ore la priorità assoluta resta la tutela della salute dei cittadini e la completa gestione dell’emergenza. Parallelamente, però, dobbiamo tenere alta l’attenzione sulle nostre campagne, sulle coltivazioni, sugli allevamenti e sulle produzioni agroalimentari delle aree raggiunte dai fumi” ha detto ancora l’assessora Serluca
Il rogo si è sviluppato nella sede di ‘Nonsoloscale’, che produce scale e trabattelli. Danni ingenti, al lavoro dieci mezzi dei vigli del fuoco
Incendio in un capannone (foto di repertorio)
Rho (Milano) – Un incendio di grandi dimensioni è divampato questa sera – martedì 18 agoato – nel Comune di Rho, nel Milanese, all’interno del capannone dell’azienda ‘Nonsoloscale‘, in via San Bernardo.
Sul posto sono giunti dieci mezzi dei vigili del fuoco di Milano. L’azienda, che produce scale e trabattelli, ha subito danni ingenti, ma fortunatamente non risultano coinvolte persone. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco di Milano, anche i carabinieri della Compagnia di Rho e un’ambulanza del 118. L’allarme è scattato poco prima delle 20.
L’incidente sarebbe avvenuto nel reparto pressatura polveri
Un incendio seguito da un’esplosione si è verificato poco fa nello stabilimento dell’ ex Simmel Difesa, attualmente di proprietà della ‘Knds Ammo Italy’, a Colleferro.
L’azienda produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale nonché combustibilii solidi per vettori aerospaziali.
L’incidente si sarebbe verificato nel reparto ‘pressatura polveri‘.
Diverse squadre dei vigili del fuoco sono sul posto, ma al momento non sarebbero ancora potute intervenire
I vigili del fuoco sul posto insieme alla polizia hanno evacuato in via precauzionale gli ospiti della struttura. Sul posto al lavoro tre squadre di pompieri. Nessun ferito
Le fiamme in via Macchi – Foto inviata a MilanoToday
Almeno cinque auto carbonizzate, altre otto danneggiate dalle fiamme in strada e un hotel evacuato, con 130 persone fatte uscite in via precauzionale dalla struttura e poi rientrate. Grosso incendio all’alba di mercoledì 5 agosto, a Milano. In via Macchi, in zona stazione Centrale, hanno preso fuoco una decina di veicoli parcheggiati in strada.
Le fiamme – La telefonata che ha messo in moto la macchina dei soccorsi è partita pochi minuti dopo le cinque e in via Macchi sono intervenuti i vigili del fuoco con tre squadre di soccorso insieme alla polizia locale e agli agenti della questura che avevano notato la colonna di fumo alzarsi dalla zona mentre erano impegnati in un servizio di controllo poco distante.
Hotel evacuato – Il rogo, secondo quanto appreso da MilanoToday, ha coinvolto diverse auto con le fiamme arrivate a ridosso della facciata della struttura ricettiva. Gli ospiti che alloggiavano allo Starhotel sono stati fatti evacuare in via precauzionale. I vigili del fuoco hanno fatto uscire dalle stanze circa 130 persone che sono poi rientrate nella struttura messa in sicurezza. Sul posto l’Agenzia regionale emergenza e urgenza ha inviato anche un’ambulanza per prestare assistenza: non risultano feriti e nessuno è rimasto coinvolto dal rogo o intossicato dal fumo.
La colonna di fumo – Da via Macchi mercoledì mattina si è alzata una colonna di fumo nero visibile in zona. Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto, dopo la segnalazione giunta inizialmente alla centrale operativa per un rogo di auto in strada, si sono trovati davanti un incendio più esteso. Al momento non sono note le cause all’origine del rogo e sono in corso gli accertamenti per far luce sulla dinamica. Non è escluso che le fiamme siano divampate da una delle vetture in sosta nel tratto, propagandosi poi agli altri mezzi. Almeno 13 le vetture coinvolte.
Martedì sera a Milano, invece, in zona Barona, si è verificato un altro incendio notato a chilometri di distanza anche in altri quartieri: a bruciare era un ex concessionario in via Ettore Ponti.
La colonna di fumo nero da via Macchi – Foto inviata a MilanoToday
Ieri sono morti tre vigili del fuoco, le fiamme nella regione di Rethymno
(Fonte immagine: La Presse)
Migliaia di persone sono state evacuate nella notte a causa degli incendi che minacciavano una località turistica sull’isola greca di Creta e che continuano a imperversare, alimentati da forti venti, ha dichiarato un funzionario locale. “Abbiamo evacuato circa 8.000 persone“, ha detto Maria Lioni, vice governatrice della regione di Rethymno, alla televisione di stato Ert.
I venti, con raffiche che raggiungono i 10-11 gradi Beaufort nella parte meridionale della prefettura, non consentono l’impiego di mezzi aerei e l’onere di spegnere l’incendio è quindi ricaduto sulle forze di terra, con circa 190 vigili del fuoco e tutti i mezzi disponibili della Regione.
Il vicedirettore regionale della Protezione Civile di Creta,G. Tsapakos, ha confermato le difficili condizioni dell’operazione di spegnimento degli incendi a causa dei fortissimi venti che soffiano sull’isola: “il fronte rimane attivo ed è molto esteso“. L’altro rogo di Sitia, in una diversa parte dell’isola, è quasi sotto controllo, scrive invece il media greco. Il rogo è confinato alla cima di una montagna e non minaccia le aree abitate. Durante le operazioni di spegnimento , un vigile del fuoco è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale con ustioni, ma le sue condizioni non sono gravi. Allo stesso tempo, due veicoli dei vigili del fuoco sono stati completamente distrutti dalle fiamme.
Intanto ieri tre pompieri sono morti mentre cercavano di spegnere incendi alimentati dai forti venti (fino a 74 chilometri l’ora di velocità). Oltre alle due vittime a Creta “nel corso di una operazione per contenere il fuoco che si era sviluppato in una foresta isolata“, non lontano da Rethymno, un terzo uomo è morto a Gytheio, nel Peloponneso,per cause naturali. Incendi si sono sviluppati anche a Paros e Lesbo e, sempre nel Peloponneso, a Messenia e Laconia. Sono state messe in elevato stato di allerta incendi Creta, la zona di Atene, il Peloponneso orientale e la maggior parte delle isole dell’Egeo.
Rinforzi di squadre antincendio specializzate in incendi boschivi sono stati inviati da Atene, e due aerei antincendio e cinque elicotteri stanno supportando i circa 90 vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme a terra, ha dichiarato il dipartimento dei vigili del fuoco.
Nel pomeriggio di martedì 28 luglio, è scoppiato un incendio a Gardaland nella zona Far West del parco divertimenti. Le fiamme sono stata accompagnate da un’alta colonna di fumo nero visibile anche da grande distanza.
Incendio Gardaland oggi: cosa è successo e i danni – Secondo quanto riportato da Ansa, l’incendio ha interessato soprattutto l’area Far West per poi svilupparsi nell’attrazione Raptor. I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente sul posto e hanno domato l’incendio. L’incendio non ha causato feriti tra gli ospiti del parco e Gardaland è rimasto aperto anche dopo l’incendio.
Gardaland: il post di Luca Zaia: “Ringrazio i vigili del fuoco” – La notizia dell’incendio è stata diffusa dall’ex governatore e presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia sul suo profilo Instagram: “Secondo le prime informazioni e le segnalazioni ricevute, sarebbe divampato un incendio oggi 28 luglio 2026 a Gardaland nell’area situata sotto l’attrazione Raptor, coinvolgendo la zona a tema Far West alle ore 13:50. L’incendio è stato circoscritto e la situazione è tornata sotto controllo“.
“Desidero ringraziare tutte le squadre dei Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, i volontari e tutti coloro che sono intervenuti con tempestività e professionalità per la gestione dell’emergenza“, ha scritto Zaia nella didascalia del post social.
Vigili del fuoco in azione – (Fonte Vigili del fuoco)
Un incendio sta impegnando dalle cinque di oggi, martedì 28 luglio, i Vigili del fuoco all’isola ecologica A2A di Novate Milanese (Milano) in via Fratelli Beltrami. Dodici le squadre al lavoro per contenere le fiamme che stanno interessando una importante porzione dell’azienda.Un operaio è rinasto ferito ed è stato trasportato dal 118 in codice giallo all’ospedale Niguarda.
Le fiamme hanno interessato quasi esclusivamente rotoballe di carta. Sul posto i tecnici di Arpa che, stando ai primi rilievi, non avrebbero rilevato presenza di sostanze inquinanti. Permangono nell’area interessata dall’incendio alcuni focolai ma tuttavia i 35 vigili del fuoco impegnati hanno quasi del tutto circoscritto le fiamme e a breve cominceranno le attività di bonifica e smassamento. Difficile per ora stabilire qualunque ipotesi sulle cause che hanno scatenato l’incendio che ha coinvolto poco più della metà dell’isola ecologica
Proteste per la carenza di informazioni e l’incertezza sulla prosecuzione dei viaggi
Centinaia di passeggeri sono bloccati da ore nella stazione ferroviaria di Termoli(Campobasso) a causa dell’incendio divampato a Campomarino Lido, che ha imposto la sospensione della circolazione tra Termoli e Campomarino sulla linea Pescara-Foggia. Trenitalia fa sapere che i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali stanno registrando ritardi e cancellazioni. Ai viaggiatori è stata offerta la possibilità di rientrare nelle località di partenza e ripartire dopo il ripristino della linea.
Disagi e proteste – Nella stazione molisana, tuttavia, si registrano proteste per la carenza di informazioni e l’incertezza sulla prosecuzione dei viaggi. Una donna incinta si è sentita maledurante l’attesa, anche a causa della ressa e del caldo, ed è stata soccorsa dagli operatori del Sae 112 con i volontari della Protezione Civile.
I primi autobus sostitutivi sono arrivati nel piazzale intorno alle 17.30, inizialmente per i collegamenti verso sud. Per i passeggeri diretti a nord è stato annunciato un Frecciarossa con partenza intorno alle 18. Sul luogo dell’incendio prosegue l’intervento dei Vigili del fuoco, anche con mezzi aerei. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana stanno effettuando le verifiche necessarie per individuare eventuali danni all’infrastruttura. Al momento non sono stati indicati i tempi per la ripresa della circolazione.
L’incendio sul Gargano, in località Pile Fraballe. Sul posto i vigili del fuoco e la protezione civile. Dal lato opposto della Puglia, a Gallipoli, si contano i danni del rogo scoppiato due giorni fa e il sindaco chiede lo stato di calamità
Un vasto incendio è in corso in località Pile Fraballe, zona rurale e periferica nel comune di Peschici (Foggia), nei pressi di Difesa di Manaccora. In fiamme, stando a quanto si apprende dal sindaco Luigi d’Arenzo, un’ampia zona di macchia mediterranea e pini d’Aleppo.
Sul posto stanno operando le autobotti dei vigili del fuoco, oltre a personale della protezione civile. L’intervento dei soccorsi avrebbe circoscritto l’incendio che però insiste – sottolinea il primo cittadino – in un’area “che ci preoccupa un pò. È stato già richiesto l’intervento di un mezzo aereo“. La nube di fumo è visibile da diverse decine di chilometri di distanza.
(ansa)
Chiusa la litoranea per Vieste. Per precauzione evacuate case e strutture turistiche della zona. Il pericolo è il ventoche potrebbe spingere le fiamme nella zona di Baia Zaiana facendo rivivere l’incubo dell’incendio del 2007 che causò 3 morti e danni enormi.
Il sindaco: “Atto doloso” – “Sono certo che si tratti di attid olosi perché appiccati in più punti“. Lo dice il sindaco di Peschici, Luigi d’Arenzo. “Stamani – spiega il sindaco – appena ho verificato il vento che spirava forte, ho allertato la polizia locale per verifiche lungo la litoranea. Poco dopo è divampato l’incendio che si è esteso a causa del vento. Ho subito attivato il piano ed in campo è scesa la Protezione civile comunale e anche quelle dei Comuni limitrofi di Vieste e Vico del Gargano, oltre ai mezzi dei vigili del fuoco tra cui due elicotteri. Intanto sono giunti anche due Canadair“.
Il primo cittadino “fa sapere che sono circa 200 fino ad ora i bagnanti che hanno lasciato le spiagge a bordo di mezzi della guardia costiera e di barche turistiche” e chiarisce che “nessun villaggio o struttura turistica è stato evacuato“. “Ci siamo attivati subito per prevenire e arginare qualsiasi grave conseguenza – conclude – . Sono in contatto anche con l’assessora all’ambiente della Regione Puglia Debora Ciliento. La macchina dei soccorsi si è prontamente attivata“.
Circolazione ferroviaria sospesa tra Bari e Pescara – È stata sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea adriatica tra Bari e Pescara a causa del vasto incendio divampato questa mattina a Campomarino Lido, in provincia di Campobasso. Le fiamme, sviluppatesi intorno alle 11 nella pineta tra le contrade Arcora e Lauretta, si sono propagate rapidamente alimentate dalle alte temperature e dal vento di Garbino. La sospensione del traffico sta provocando rallentamenti e disagi per i viaggiatori, con ritardi che interessano i collegamenti Alta Velocità, Intercity e Regionali. Intorno alle 13 è stata chiusa anche la strada statale 16, nel tratto compreso tra il chilometro 551 e il chilometro 553, dove il denso fumo ha ridotto drasticamente la visibilità. La viabilità nell’area risulta fortemente compromessa. Sul posto sono impegnati i Vigili del fuoco del distaccamento di Termoli, i Carabinieri della Stazione di Campomarino, la Polizia locale, gli operai forestali dell’Arsarp e i volontari della Protezione civile. È stato inoltre attivato un Canadair per supportare le operazioni di spegnimento, mentre le squadre a terra lavorano per contenere il fronte del fuoco ed evitare che raggiunga le strutture ricettive della zona.
Gallipoli chiede lo stato di calamità – Intanto dal lato opposto della Puglia, a Gallipoli, si contanosei ettari di pineta e macchia mediterranea bruciati e un lido distrutto nell’incendio a Rivabella scoppiato due giorni. “Il primo pensiero, colmo di solidarietà, va a chi ha vissuto ore di terrore, in particolare ai residenti delle Dune, ai turisti evacuati e ai titolari dell’Holiday Beach, che ha visto andare in fumo quarantaquattro anni di sacrifici. A loro l’amministrazione garantisce che non saranno lasciati soli“. Lo dichiara in una nota il sindaco di Gallipoli (Lecce), Flavio Fasano.
“Chiederemo formalmente alla Regione Puglia e al Governo lo stato di calamità naturale – continua Fasano – per sbloccare fondi di emergenza, ristori e sgravi fiscali a sostegno delle categorie pesantemente colpite. I nostri uffici applicheranno una politica di burocrazia zero, attivando corsie preferenziali per consentire a imprenditori e privati di ripartire senza ostacoli”.
In tema di prevenzione, infine, il sindaco assicura “maggiori controlli, potenziamento della videosorveglianza e tolleranza zero contro la criminalità degli incendiari o l’incuria dei proprietari di terreni abbandonati. Gallipoli – conclude – non permetterà a nessun rogo di cancellare il proprio futuro”.
In Spagna, bruciati quasi 25mila ettari, due volte la città di Parigi. Il premier Sanchez visita le zone colpite: “Situazione complessa”. Si è aperto un nuovo fronte sulla costa di Valencia
L’emergenza incendi continua ad aggravarsi tra Francia e Spagna.Nella Gironda, nel sud-ovest francese, il vasto rogo che da giorni devasta la regione si è avvicinato ulteriormente all’area metropolitana di Bordeaux. Secondo la prefettura, da mercoledì sono già state evacuate circa 220mila persone e la superficie andata in fumo ha raggiunto i 42mila ettari. Le autorità locali stanno valutando tutti gli scenari possibili, compresa un’eventuale evacuazione più ampia della città se le condizioni dovessero peggiorare.
Nella notte tra 25 e 26 luglio, sono state ordinatenuove evacuazioni nei comuni situati a sud e a est di Bordeaux, mentre l’autostrada A63 verso il confine spagnolo è stata chiusa per un tratto di circa 60 chilometri. I vigili del fuoco continuano a combattere un incendio reso particolarmente difficile dal vento e dalla siccità.
Anche in Spagna la situazione resta critica. Oltre ai grandi incendi che interessano l’area di Madrid e la provincia di Ávila, si è aperto un nuovo fronte sulla costa di Valencia. Le autorità regionali hanno disposto l’evacuazione di circa 15mila persone e hanno ammesso che il rogo, alimentato dalle alte temperature e dalle raffiche di vento, è al momento estremamente difficile da contenere.
Tra Francia e Spagna il numero complessivo degli evacuati supera ormai le 300mila persone. Entrambi i Paesi hanno rafforzato i dispositivi di emergenza con il supporto dei meccanismi europei di protezione civile, mentre le previsioni meteorologiche continuano a indicare condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi.
La situazione a Madrid – A ovest di Madrid, le fiamme hanno devastatofino a 25.000 ettarieil premier Pedro Sanchez ha dichiarato alla stampa che l’evoluzione della situazione è incerta: “Le temperature sono scese, ma non sappiamo esattamente come si evolveranno i venti”.
In Spagna, un incendio che si è sviluppato a Madrid risulta essere “oltre la capacità” di contenimento dei vigili del fuoco, hanno avvertito le autorità spagnole, dopo che tre roghi a ovest della capitale sono confluiti in uno più grande. Il governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale,con 25mila persone evacuate e quasi 40mila invitate a rimanere in casa. La presidente della regione di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, lo ha definito “il peggior incendio nella storia della regione“, con l’area che si trova ad affrontare una “tempesta perfetta“ di alte temperature, vento incessanteefronti di fuoco che si uniscono.
Ministero interno francese: “Il 2026 è già diventato l’anno peggiore di sempre” – Secondo il ministero dell’Interno francese, il 2026 è già diventato l’anno peggiore di sempre per gli incendi boschivi nel Paese, con circa 98mila ettari andati in fumo e decine di roghi ancora attivi sul territorio nazionale.
Il presidente francese Emmanuel Macronha mobilitato l’esercitoper supportare le operazioni di soccorso.
Un totale di 1.500 militari è stato dispiegato a partire da sabato sera. La loro missione sarà di “supporto all’evacuazione dei residenti nelle aree minacciate dagli incendi” e l’attività di “protezione delle abitazioni lasciate incustodite“, ha precisato il ministero della Difesa. Finora erano stati impiegati circa 1.000 militari. I pompieri di Parigi hanno inviato inoltre altri 100 uomini per lottare contro l’incendio che sta devastando il Cap-Ferret e la zona del Bassin d’Arcachon.
La tappa conclusiva del Tour de France, domenica, a Parigi, è stata accorciata per alleggerire il carico di lavoro dei servizi di emergenza.
Nelle ultime ore la preoccupazione principale è diventata proprio il vento. Le autorità francesi e spagnole temono che ilrafforzamento delle raffichenel pomeriggio possa alimentare nuovi frontiecompromettere i progressi ottenuti durante la notte, quando temperature più basse e maggiore umidità avevano temporaneamente rallentato l’avanzata delle fiamme.
La zona di Bordeaux e la chiusura dell’aeroporto – Nella giornata di oggi,le autorità francesi hanno evacuato alcuni sobborghi di Bordeaux a causa del vasto incendio che si stava dirigendo verso la città famosa per i suoi vini. Il prefetto della regione della Gironda, di cui Bordeaux fa parte, ha dato l’ordine nelle prime ore di questa mattina. Tra le zone interessate ci sono tre sobborghi occidentali della città, incluso l’aeroporto. Evacuazioni sono in corso anche in altre città e paesi più a ovest della città. “Poiché l’incendio continua a propagarsi, e nonostante le ingenti risorse impiegate dai vigili del fuoco, la situazione richiede l’evacuazione dei residenti dalle aree colpite per garantirne la sicurezza“, si legge in un comunicato della prefettura.
Il fronte del fuoco si trova ora a circa 30 chilometri da Bordeaux e l’aeroporto cittadino è stato chiuso. Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunezha spiegato che tutti gli scenari restano sul tavolo, compresa l’eventualità di ulteriori evacuazioni se le condizioni meteo dovessero peggiorare.
Popolazione in fuga – Vigili del fuoco e autorità di entrambi i Paesi europei sono stati colti di sorpresa dalla forza degli incendi, alimentati dalle alte temperature e dagli effetti a lungo termine dei cambiamenti climatici. I vigili del fuoco in Spagna hanno ammesso chegli incendi si sono propagati così rapidamente econ tale violenza da non poter essere affrontati frontalmente. In Francia, alcune persone sono fuggite in barca quando le fiamme hanno travolto località turistiche sulla costa atlantica.
Circa 141mila persone hanno abbandonato le proprie case nei dipartimenti della Gironda e delle Landes, in Francia, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno francese. In Spagna, 60mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a ovest di Madrid, secondo il ministero dell’Interno spagnolo. Decine di vigili del fuoco francesi sono rimasti feriti, hanno dichiarato le autorità, ma non si sono registrate vittime in nessuno dei due Paesi, nonostante le scene di panico con gli abitanti in fuga in auto e la polizia che bussava porta a porta per intimare alle persone di evacuare, mentre dense colonne di fumo oscuravano il cielo.
Necessità di supporto – Gli incendi hanno bruciato quasi 25mila ettari nella provincia di Ávila e nella Comunità di Madrid. I roghi, a quanto riferito dal quotidiano “El País”, rimangono attivi e fuori controllo.Durante la notte, si sono propagati “molto poco e hanno perso intensità“, secondo il ministero dell’Interno, ma l’aumento del vento durante la giornata desta preoccupazione.
La Protezione Civile spagnola ha annunciato l’arrivo, previsto per oggi, di altri quattro aerei antincendio, due dall’Italia e due dalla Grecia, inviati nell’ambito della risposta dell’Unione Europea all’emergenza. Aerei antincendio provenienti dai Paesi Bassi e dal Portogallo sono già stati dispiegati in Spagna.
Anche la Francia sta ricevendo ulteriori mezzi europei nell’ambito del meccanismo rescEU. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato l’invio di nuovi velivoli e il supporto del sistema Copernicus per la mappatura delle aree colpite dagli incendi.
La prefetta della regione della Gironda, Sophie Brocas, ha dichiarato venerdì sera che i forti venti da ovest stavano spingendo l’incendio verso l’area metropolitana di Bordeaux e che aveva raggiunto “una portata senza precedenti“. “La portata dell’incendio è cambiata“, ha affermato. “Per combatterlo, riceveremo rinforzi nazionali estremamente consistenti. Rinforzi di vigili del fuoco, naturalmente, rinforzi di personale militare, rinforzi di personale sanitario, rinforzi di esperti. Quindi, formeremo una squadra molto più ampia per affrontare questo rogo fuori dal comune“.
Parigi ha nel frattempo aumentato ulteriormente il dispositivo di emergenza, portando a oltre mille i militari mobilitati a sostegno dei soccorritori sul terreno.
Alle persone interessate dagli ordini di evacuazione sono stati inviati avvisi speciali sui cellulari con le istruzioni su come agire. “Vogliamo che tutti siano portati rapidamente in salvo. Dobbiamo agire rapidamente e insieme“, ha detto Brocas.
Spagna: quasi 100mila sfollati per incendi vicino Madrid e Avila– Sono quasi 100.000 i cittadini colpiti dai gravi incendi che hanno interessato Madrid e Avila sono stati finora evacuati o messi in isolamento, secondo i dati forniti da Carlos Novillo, assessore all’Ambiente, all’Agricoltura e agli Interni della Comunità di Madrid. Al termine della riunione notturna del Cecopi (Centro di Coordinamento Operativo Integrato), Novillo ha inoltre assicurato che si sta prestando assistenza a oltre 3.000 persone evacuate nei rifugi e nei centri messi a disposizione da diversi comuni madrileni. L’assessore ha sottolineato il comportamento dei cittadini e dei sindaciche stanno facilitando e collaborando alle operazioni di spegnimento dell’incendio, che ha definito un “vero e proprio mostro“. “Apprezziamo il modo in cui si stanno prendendo cura di loro, come se fossero davvero i propri vicini. Speriamo di poter ridurre al più presto quel numero e che possano tornare alla normalità“, ha affermato Carlos Novillo.
Francia: incendio avanza, 55mila evacuati in periferia Bordeaux – Le autorità della regione della Gironda, nel sud-ovest della Francia, hanno ordinato l’evacuazione di altre 55.000 persone nella periferia di Bordeaux, mentre i vigili del fuoco combattevano gli incendi nelle vicinanze. In precedenza, i vigili del fuoco avevano riferito all’AFP che l’incendio si era nuovamente intensificato al punto da generare venti propri.
“Si tratta di un record storico“, ha ammesso ieri in una conferenza stampa il ministro dell’Interno francese, Laurent Nunez, riferendosi al bilancio complessivo della superficie bruciata dall’inizio del 2026. Solo il focolaio della Gironda, divampato mercoledì nella zona della baia turistica di Arcachon, sabato teneva ancora 167.000 persone in stato di evacuazione, compresi gli abitanti dell’area metropolitana di Bordeaux, poiché le fiamme hanno interessato circa 32.700 ettari, secondo i dati forniti dalla prefetta (delegata del Governo) della regione, Sophie Brocas.
In Spagna nuovo fronte incendi su costa Valencia, evacuati in 15mila – Stamattina i vigili del fuoco spagnoli stanno combattendo contro un nuovo fronte di incendi vicino alla città costiera di Valencia, dove almeno 15.000 persone sono state evacuate. La Spagna ha già evacuato decine di migliaia di persone dai villaggi a ovest della capitale Madrid, dove le condizioni di estrema siccità sono state aggravate da ondate di calore e forti venti. Nella regione di Valencia, sulla costa orientale della Spagna, le autorità hanno affermato di avere difficoltà a contenere gli incendi.
Oltre 140mila evacuati nel dipartimento della Gironda e delle Landes, in fumo 14mila ettari. Il presidente Macron: “Situazione estremamente tesa”. Tra la capitale iberica e Ávila portate in salvo 63mila persone
Emergenza incendi in Spagna e Francia. Il rogo boschivo che infuria nei pressi di Madrid e che ha già costretto 63mila persone a evacuare è “al suo apice” ed è “impossibile da controllare“. A dichiararlo Carlos Novillo, responsabile della gestione delle emergenze del governo regionale di Madrid. “L’incendio ha raggiunto il suo momento più critico e attualmente supera la capacità dei vigili del fuoco di contenerlo”, ha fatto sapere. Allerta massima anche sulla penisola di Cap Ferret, nella Francia occidentale: qui le fiamme si stanno rapidamente propagando. Come riferito dalle autorità locali, oltre 400 persone sono già state tratte in salvo e trasportate fuori via mare. Oltre 140mila gli evacuati nel sud-ovest della Francia.
Allarme incendi vicino a Madrid: “Impossibile spegnere le fiamme”
Allarme incendi vicino a Madrid: “Impossibile spegnere le fiamme”
Già 110mila evacuati nella Gironda – Almeno 110mila il numero di persone evacuate per gli incendi nel dipartimento della Gironda, tra la penisola di Cap Ferret e la parte settentrionale del Bassin d’Arcachon. A riferirlo, il ministro francese dell’Interno, Laurent Nunez. Saliti a 14mila gli ettari di pineta devastati dal fuoco. Altre 31mila persone sono state evacuate nel dipartimento delle Landes. Altre evacuazioni si preparano nella zona di Bordeaux, fa sapere la Prefettura. Fra queste due zone, gli incendi hanno già distrutto più di 150 abitazioni.
Incendio a Cap Ferret, centinaia di persone in fuga via mare
Oltre 63mila evacuati o confinati in Spagna – Sono almeno 63mila le persone costrette a evacuare o a restare confinate tra Madrid e Ávila a causa degli incendi. Ad annunciarlo il prefetto regionale, Francisco Martín Aguirre, descrivendo la situazione come “molto complicata” a causa dei “forti venti“. “Le previsioni indicano che il vento persisterà e che, di conseguenza, il rogo potrebbe continuare a propagarsi nelle prossime ore“, ha avvertito in conferenza stampa, aggiungendo di “non poter escludere ulteriori evacuazioni e confinamenti“. Cinquemila persone sono state portate via da un campeggio a El Escorial, scrive El Pais.
Incendio a Cap Ferret, centinaia di persone in fuga via mare
L’ondata di caldo estremo – L’ondata di caldo estremo che sta colpendo l’Europa meridionale continua ad alimentare gli incendi in Francia e Spagna.In Francia, il presidente Emmanuel Macron ha definito la situazione “estremamente tesa” e annunciato l’attivazione del Meccanismo di protezione civile dell’Ue, con l’arrivo di Canadair, Air Tractor ed elicotteri Black Hawk. Macron ha anche chiesto alle Forze Armate “di mobilitarsi per fornire il massimo supporto alla Protezione civile” nel combattere gli incendi in Francia. In Spagna, invece, è statodichiarato lo stato di emergenza nazionale nella regione di Madrid e nella provincia di Ávila acausa dei numerosi roghifuori controllo.
Le fiamme hanno già bruciato 2.400 ettari in una delle zone più visitate del Paese
Ben ‘‘8.800 persone sono in corso di evacuazione a titolo preventivo” a causa del grande incendio che sta colpendo il nord del Bassin d’Arcachon, tra le zone più belle e turistiche di Francia, nel sud-ovest del Paese.
Durante un punto stampa, la prefetta di Gironda e Nuova-Aquitania, Sophie Brocas, ha precisato che ”le condizioni sul posto restano sfavorevoli con un vento orientato nella cattiva direzione“.
Il totale quindi, tra turisti e abitanti, sale a oltre 20mila evacuati.
L’incendio ancora in corso nella Foret des Landes de Gascogne richiama alla memoria l’incubo di fuoco vissuto nella stessa zona nel 2022. Al momento, secondo le autorità d’Oltralpe, non ci sono vittime né abitazioni bruciate, ma la situazione viene ritenuta “sfavorevole” a causa di condizioni climatiche“eccezionali“.
Centri di accoglienza sono stati aperti in nove comuni della zona
Il governo dispiegherà un aereo militare A400M – Mentre i pompieri continuano a lottare contro gli incendi in Francia, l’aereo da trasporto militare Airbus A400M, “equivalente di tre Canadair“, verrà dispiegato “entro fine luglio” per aiutare l’insieme degli altri mezzi antincendio nel Paese: è quanto annunciato oggi dalla portavoce del governo, Maud Bregeon.
Grazie al “lavoro di adattamento tecnico“, l’Airbus A400M, in servizio dal 2013, è stato “messo a punto” per scaricare “l’equivalente di tre Canadair in volume d’acqua“, ha spiegato la portavoce su BfmTv- Rmc. Sono ormai settimane che gli incendi colpiscono diverse zone della Francia colpita quest’anno da temperature record. Mentre sarebbero 5764 i morti legati alla ‘canicule‘ nel mese di giugno, un livello mai cosi elevato dal 2003.
I pompieri francesi lottano attualmente contro un grande incendio in Gironda, dove il fuoco ha già devastato 1.400 ettari a nord del Bassin d’Arcachon. Ma anche nel Var, nel sud del Paese, dove le fiamme hanno divorato 2.500 ettari. Secondo il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, sarebbero in totale 44.000 gli ettari bruciati in Francia da inizio anno, più del 2022, quando il fuoco devastò il sud-ovest dell’Esagono. Il ministro si è espresso da una caserma di Bordeaux, dopo aver incontrato le famiglie di due pompieri morti martedì scorso mentre lottavano contro un incendio a Mérignac, nei pressi dell’aeroporto della città.
In Calabria, tra gli inneschi ritardati trovati durante le operazioni di spegnimento degli incendi, la Protezione civile regionale riferisce di aver scoperto anche gatti con stracci imbevuti di liquido infiammabile legati alla coda e poi lanciati nei campi. Una denuncia choc, arrivata mentre numerosi roghi stanno colpendo il territorio regionale e gli investigatori cercano di ricostruire l’origine delle fiamme.
I gatti trasformati in strumenti per propagare le fiamme – «Abbiamo trovato degli inneschi e inneschi ritardati, frutto non solo di una mente disturbata ma di una vera e propria mente criminale». A parlare è Domenico Costarella, direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria, in un video pubblicato sui canali social del presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto. Il dirigente ha descritto quanto sarebbe stato trovato dal personale impegnato nelle attività di spegnimento dei numerosi incendi che stanno interessando il territorio calabrese.
Tra gli strumenti utilizzati per ritardare l’accensione dei roghi, Costarella ha riferito del ritrovamento di candele sulle quali erano stati posizionati stracci imbevuti di liquido infiammabile: «Abbiamo trovato inneschi ritardati che sono frutto di una mente non solo dolosa, ma direi criminale. Candele con sopra uno straccio imbevuto di un liquido infiammabile che in maniera ritardata facevano partire il rogo che poi diventa un incendio più importante – spiega Costarella – . O ancora bottiglie di vetro vuote, ma con sopra uno stoppino, sempre con infiammabile, che provoca una piccola scintilla che poi si propaga intorno dove magari c’è dell’erba secca».
Ma, secondo il direttore generale della Protezione civile regionale, in alcuni casi sarebbero stati utilizzati anche animali: «Abbiamo trovato scene incredibili, addirittura gatti ai quali era stato legato alla coda uno straccio imbevuto di liquido infiammabile e poi questi gatti venivano lanciati nei campi per favorire la propagazione degli incendi».
La denuncia descrive una modalità particolarmente crudele: gli animali sarebbero stati utilizzati per trasportare il materiale infiammabile e, correndo nei campi, contribuire alla propagazione delle fiamme.
«Sono cose disumane» – Al termine del suo intervento, il direttore generale della Protezione civile ha rivolto un appello a un cambiamento culturale.
«Ricominciamo a lavorare, ritorniamo alle nostre postazioni, però dobbiamo andare avanti con un cambiamento culturale. Sono cose disumane. Purtroppo il peggior nemico dell’uomo è l’uomo».
La stessa frase è stata rilanciata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto insieme al video: «Il peggior nemico dell’uomo è l’uomo».
Massima allerta per una clinica, un deposito di ossigeno, un distributore di carburante e una fabbrica di fuochi d’artificio. Il sindaco: “Siamo tutti in pericolo”
Un incendio di vaste proporzioni, spinto dal vento di Scirocco, ha raggiunto il centro abitato di Santo Stefano Quisquina. Oltre 100 persone sono state già evacuate in via precauzionale.
Sono in arrivo canadair della Forestale, ma a preoccupare in maniera particolare è un deposito di ossigeno, la clinica Ignazio Attardi, una stazione di rifornimento e una fabrica di giochi d’artificio.
Diverse squadre di vigili del fuoco stanno, in questi minuti, presidiando proprio queste aree. Sono in arrivo pompieri anche dai distaccamenti di Sciacca e Canicattì, oltre a rinforzi di carabinieri e polizia per assicurare l’ordine pubblico.
“Situazione drammatica, ho evacuato tutti coloro che erano a rischio, i canadair hanno iniziato i lanci. Siamo tutti in pericolo“, dice il sindaco di Santo Stefano Quisquina Francesco Cacciatore.
L’Anas ha fatto sapere inoltre che, a causa dell’incendio, è stata temporaneamente chiusa, in entrambe le direzioni, la strada statale 118 “Corleonese Agrigentina” dal km 71,600 al km 73,800, a Santo Stefano Quisquina.
Milano, i pompieri sono accorsi sul posto per domare le fiamme scoppiate sul tetto di uno stabile. Le cause sono ancora da accertare.
Incedio all’alba a Milano
Milano, 17 luglio 2026 – Incendio in pieno centro a Milano questa mattina, venerdì 17 luglio. L’allarme è scattato intorno alle 5.30 a pochi passi da piazza Duomo, nei pressi della Rinascente (non interessata dalle fiamme). Dal palazzo, che si trova al civico 31 di corso Vittorio Emanuele, si è alzataun’alta nube di fumo di odore acrema sembra che al momento non siano coinvolte persone.
Il rogo – I vigili del Fuoco sono accorsi sul posto per domare le fiamme scoppiate sul tetto dello stabile. Le cause dell’incendio sono ancora da accertare. I pompieri sono intervenuti con numerosi mezzi, comprese autoscale. Qualche attimo di paura ma – pare – senza particolari conseguenze o criticità.
L’intervento in pieno centro – La zona, come detto, è quella del “Salotto buono” cittadino, dove ogni giorno transitano migliaia di turisti e milanesi pronti a recarsi nei propri luoghi di lavoro. Il rogo e l’intervento dei pompieri non sono ovviamente passati inosservati, data l’area interessata. Ma – come detto – non ci sarebbero feriti o persone intossicate. Da accertare ancora con esattezza le cause del rogo. Sul posto anche gli agenti della Polizia locale per bloccare la viabilità.
Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di…
PIAN CAMUNO (Brescia) Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di…
PIAN CAMUNO (Brescia)Paura in Valcamonica, dove nella tarda mattinata di ieri è scoppiato un violentissimo incendio all’interno dell’azienda Ma.ten di via XXV Aprile, specializzata nella realizzazione di zerbini tecnici. Al momento le cause del rogo non sono note, anche se a facilitare le fiamme potrebbero essere stati il caldo, la siccità e il vento. Un’alta e densa colonna di fumo nero si è alzata e incanalata vero il nord della Val Camonica, dove in alcune aree è mancata visibilità a causa della nube. L’incendio è stato visto anche da molto lontano e dalla cima dei monti vicini, da Montecampione, Acquebone, Solato, Vissone fino alla parte opposta da Darfo, Anfurro, Pellalepre, Annunciata di Piancogno e molte altre località.
Sul posto c’erano diverse squadre di vigili del fuoco del comando provinciale di Brescia e del distaccamento di Darfo Boario Terme, oltre che di altre sedi dove operano volontari. Sul luogo anche i carabinieri della compagni di Breno e un mezzo del 118. Nessuno si è ferito. Una famiglia residente vicino al capannone è stata evacuata a titolo precauzione. Sulla Strada 42 del Tonale e della Mendola sono stati segnalati rallentamenti in entrambe le direzioni. La situazione si è complicata per un tamponamento che ha coinvolto diversi veicoli, che non ha provocato feriti ma fatto aumentare le code.
Quello di ieri è il secondo incendio in pochi giorni, che coinvolge una azienda del Bresciano. Prima è accaduto a Lonato, dove è andata in fiamme una fabbrica che si occupa di stoccaggio di rifiuti, che ha bruciato per molte ore e dove le operazioni di bonifica sono ancora in corso. In quel caso non si sono registrati feriti, ma sono in corso analisi per verificare che non siano stati sprigionati fumi nocivi per l’ambiente e le persone.
Il complesso residenziale era stato appena ristrutturato. Le fiamme partite dal secondo piano si sono propagate nel vano ascensore
Un incendio si è sviluppato questa mattina nella torre Oxy, complesso residenziale del centro di Bruxelles la cui ristrutturazione si è recentemente conclusa.
Secondo quanto riportano i media locali, tra i quali Le Soir “alcune persone sono state trovate senza vita in un ascensore” del complesso, mentre “sei persone risultano inoltre disperse e proseguono le ricerche per ritrovarle“. Le vittime sono almeno quattro.
Secondo gli inquirenti i dispersi potrebbero trovarsi in un secondo ascensore che i vigili del fuoco non sono ancora riusciti a raggiungere. Le fiamme sono scoppiate al secondo piano dell’edificio e, dopo essere state domate, si sono propagate nel vano ascensore, provocando un secondo incendio successivamente posto sotto controllo.
Due persone con ustioni sono state trasportate all’Ospedale Militare di Neder-over-Heembeek, mentre un vigile del fuoco colpitoda un colpo di calore è stato soccorso sul posto.
Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. Gli operai evacuati dal cantiere della Oxy Tower, edificio in fase di ristrutturazione che ospita appartamenti, ristoranti, un hotel a quattro stelle e un rooftop bar, sono stati accolti nel centro amministrativo della Città di Bruxelles, dove la Croce Rossa ha attivato un servizio di supporto psicologico, affiancato dai piani di emergenza sanitaria e di assistenza psicosociale predisposti dalle autorità.
Alla Remat Lazio, nel sud della Ciociaria, distrutta quasi tutta la struttura specializzata nel riciclo di materiale cartaceo e indifferenziata. Una densa nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza
Remat Lazio a fuoco
Un grave incendio in uno stabilimento di smaltimento rifiuti e materiale cartaceo, a San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone, il rogo e’ divampato nella giornata di ieri.Un’ordinanza della prefettura del capoluogo ciociaro rivolta ai sindaci della provincia invita i cittadini a tenere ‘porte e finestre chiuse’. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Cassino e Sora, il soccorso sanitario del 118 e i carabinieri di Pontecorvo. L’incendio ha distrutto quasi tutta la struttura specializzata nel riciclo di rifiuti urbani.
Sono impegnati circa 400 vigili del fuoco. “L’obiettivo è salvare vite umane e beni materiali”, ha dichiarato il tenente colonnello Eric Brocardi
(afp)
Unmaxi incendioa 60 chilometri da Parigi. È scoppiato ieri pomeriggio nella foresta di Fontainebleau, a sud-est della capitale: circa 800 ettari in fiamme. Un rogo di “dimensioni eccezionali”, come lo ha definito il sottoprefetto Yannis Bouzar, per il quale sono stati impiegati mezzi eccezionali: l’impiego di aerei antincendio nella regione parigina è “una novità assoluta“, ha spiegato il tenente colonnello Eric Brocardi, portavoce della federazione nazionale dei Vigili del fuoco di Francia. L’Europa è ancora in fiamme, dopo la strage di turisti in Andalusia.
Il fumo sulla foresta di Fontainebleau è visibile a 20 chilometri di distanza. L’incendio è partito a bordo strada e poi si è propagato tra gli alberi. “Non è sotto controllo – ha spiegato il comandante Paul-Edouard Laurain, portavoce del servizio antincendio e di soccorso dipartimentale – ma i circa 400 pompieri impegnati a fronteggiarlo contano sul calo delle temperature notturno. Tuttavia, gli elicotteri e gli aerei antincendio, giunti da sud per spargere ritardanti di fiamma, hanno dovuto sospendere le operazioni con il buio”. I vigili si aspettano di essere impegnati per “una o due settimane” e riceveranno rinforzi da tutta la Francia.
“L’obiettivo è salvare vite umane e beni materiali”, ha dichiarato invece il tenente colonnelloEric Brocardi, portavoce della federazione nazionale dei Vigili del fuoco di Francia.
L’incendio ha anche paralizzato i trasporti. L’autostrada A6, che collega Parigi a Lione e al sud-est della Francia, è stata chiusa al traffico. Interrotta anche la linea ferroviaria ad alta velocità per il sud-est, che collega sempre le due città. “Le deviazioni su percorsi alternativi stanno causando notevoli ritardi a diversi treni”, spiegano dal ministero dei Trasporti.
Le forti temperature, che soffocano soprattutto l’Île-de-France da diversi giorni, aumentano notevolmente il rischio di incendi, alimentati anche dalla siccità dei suoli. In tutto il Paese, i soccorritori hanno dovuto lottare contro le fiamme:Pirenei orientali, Drôme, Lot, Savoia, ma anche nei settori più settentrionali, come l’Indre o la Loire-Atlantique. Nessuna regione è al sicuro.
Non risultano persone coinvolte e non sono al momento chiare le cause che hanno scatenato l’incendio. Circa 2000 mq di superficie interessati dalle fiamme
Altro rogo a Milano. Dalle 17.30 squadre dei Vigili del fuoco di Milano sono impegnate per un incendio scoppiato all’interno della Polirecuperi srl in via Galilei 63 a Cornaredo. Circa 2000 mq di superficie della società specializzata nella gestione dei rifiuti riciclabili, sono stati interessati dalle fiamme. Le squadre dei soccorritori, giunti sul posto con sei mezzi provenienti dai vicini distaccamenti di Rho, Legnano, Corbetta e Inveruno hanno circoscritto nel giro di poco tempo le fiamme mettendo in sicurezza l’area. Da poco sono cominciate le operazioni di bonifica. Non risultano persone coinvolte e non sono al momento chiare le cause che hanno scatenato l’incendio.
L’incendio che si è sviluppato nel primissimo pomeriggio di oggi nella zona di Padrongianus, pochi chilometri a sud di Olbia, ha provocato diversi disagi all’operatività del vicino aeroporto.
Lo scalo tecnicamente non è chiuso ma diversi voli in arrivo sono stati dirottati su Cagliari e Algheroper non interferire con le operazioni dei due Canadair, quelli in partenza dalle 17 in poi sono in ritardo.
L’incendio, piuttosto insidioso, non distante dall’ospedale Mater Olbia e dalla pista dell’aeroporto è ora in fase di bonifica ma è stato necessario chiudere anche la statale 125.
Sul posto sono intervenuti due Canadair, due elicotteri, e a terra la Forestale, i vigili del fuoco e le associazioni di volontariato. Le operazioni sono coordinate dall’Ispettorato forestale di Tempio e dalla stazione di Olbia. L’incendio è partito dalla strada e ha bruciato cinque ettari.
Caldo secco e brezza: in 24 ore fiamme dilagate in quota, in azione sei Canadair e 4 elicotteri. Il presidente del Piemonte Cirio va sul posto, anche la Valle d’Aosta dichiara lo stato di “grave pericolosità”
Le montagne avvolte dal fumo questa mattina
Il fuoco avanza inesorabile nell’alto Piemonte, dove un vasto incendio sta divorando i boschi della valle d’Ossola. Nelle ultime 24 ore la superficie di montagna devastata dal rogo è cresciuta in modo esponenziale, passando da poco più di 100 a oltre 600 ettari. Massima preoccupazione a Premosello Chiovenda, comune ai margini del Parco nazionale della Valgrande. In questi giorni il caldo intenso ma secco, non afoso, e la brezza hanno creato un mix micidiale che favorisce il propagarsi delle fiamme. Ieri in tutto il Piemonte è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità. Da questa sera – è la speranza – una serie di temporali prima sulle montagne e poi in estensione sulla pianura potrebbe dare una svolta alla situazione.
A fare le spese dell’emergenza sono soprattutto i residenti della frazione di Colloro, il villaggio più vicino al fronte del fuoco. L’aria, resa irrespirabile dal fumo, ha costretto le autorità a disporre l’evacuazione immediata in via precauzionale. Le operazioni, organizzate dal Comune in sinergia con la Croce Rossa locale e la Protezione Civile del Verbano, hanno coinvolto circa120 persone; una quindicina di residenti ha invece scelto di rimanere sul posto. Sul fronte del monitoraggio ambientale, i tecnici di Arpa Piemonte hanno raggiunto il posto di coordinamento avanzato dei vigili del fuoco ad Anzola d’Ossola per controllare i livelli di inquinamento.
Per fronteggiare l’emergenza, spiegano dal comando regionale dei vigili del fuoco, “è stato schierato un assetto aereo composto da sei Canadair della flotta di Stato, tre elicotteri regionali e uno della nostra componente aerea”. In Val Vigezzo le fiamme si sono sviluppate a 1.650 metri di quota, a ridosso del confine con la Svizzera, “dove si è reso necessario l’elitrasporto del personale in quota per operare da terra”. A Premosello l’incendio è localizzato a 1.900 metri in un’area inaccessibile alle squadre a terra; il fronte avanza verso la Val Grande e viene “contrastato con l’attacco aereo di quattro Canadair”.
Fiamme domate, invece, in provincia di Torino: i vigili del fuoco informano che nei boschi di Valprato Soana, comune del Parco nazionale dl Gran Paradiso dove si era scatenato fin da sabato scorso un imponente incendio provocato da un fulmine in quota, “le squadre di terra e i mezzi aerei stanno completando le operazioni di spegnimento e bonifica”.
L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, conferma la gravità dello scenario: “I dati della stazione di Domodossola evidenziano un incremento significativo dei valori di micropolveri e black carbon“. Gli effetti del gigantesco rogo sono visibili a chilometri di distanza: a Domodossola l’odore di bruciato è intenso, mentre a Villadossola e Beura Cardezza la visibilità è pesantemente compromessa da fumo e cenere. La colonna di fumo ha ormai risalito l’intera vallata fino alla Val Formazza.
Sul posto, per supervisionare i complessi interventi di spegnimento, è giunto anche il comandante regionale dei vigili del fuoco, Alessandro Paola. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha avuto un colloquio telefonico con il sindaco di Premosello, Elio Fovanna, e oggi a mezzogiorno – accompagnato dagli assessori Marco Gabusi (Protezione Civile) e Matteo Marnati (Ambiente) – effettuerà un sopralluogo nell’area colpita per fare il punto con i soccorritori.
Allarme anche in Valle d’Aosta: la presidenza della Regione, in accordo con l‘assessorato dell’Agricoltura e risorse naturali, comunica che la situazione climatica ha provocato l’estensione del pericolo per l’innesco e la propagazione di incendi nei boschi. Per questo è stato decretato in tutta la Vallée lo “stato di grave pericolosità” da oggi “e sino al verificarsi di consistenti precipitazioni che riducano stabilmente il livello di pericolo”, con tutti i conseguenti divieti a partire da quello di accendere fuochi nelle zone a rischio o mettere in azione motori non adeguatamente protetti.
Secondo i testimoni, le fimme sarebbero state causate da un cavo elettrico caduto a terra e si sarebbero propagate rapidamente a una vicina area boschiva
Incendio in Spagna – (afp)
Almeno 12 persone sono morte in un incendio boschivo a Los Gallardos, nella comunità autonoma dell’Andalusia, nel sud della Spagna. Il numero delle vittime, precisano le autorità, è ancora provvisorio e potrebbe aumentare nelle prossime ore. Almeno sette persone sono rimaste ferite, cinque delle quali ricoverate all’Ospedale Universitario Torrecárdenas di Almería con ustioni di diversa gravità.
Secondo la Giunta dell’Andalusia, gran parte delle vittime è stata trovata senza vita all’interno delle auto rimaste intrappolate dalle fiamme lungo una strada secondaria nei pressi di Bédar. Le persone avrebbero tentato di mettersi in salvo, ma sarebbero state raggiunte dal fronte del fuoco. Due dei feriti, invece, sono sopravvissuti dopo essersi lanciati in un terrapieno per sfuggire all’incendio.
Le cause del rogo sono ancora oggetto di indagine. Secondo alcune testimonianze, le fiamme potrebbero essere state innescate dalla caduta di un cavo elettrico, che avrebbe incendiato la vegetazione secca favorendo una rapida propagazione del fuoco. Al momento, tuttavia, le autorità non hanno confermato ufficialmente questa ricostruzione.
L’incendio ha costretto all’evacuazione completa del comune di Bédar e delle frazioni di Almocaizar, El Chocolate e Los Collados. L’avanzata delle fiamme ha reso impraticabile la principale arteria stradale della zona, obbligando i soccorritori a trasferire parte degli sfollati verso Lubrín. Circa un centinaio di persone ha trascorso la notte nel teatro municipale e nel vicino poligono industriale adibiti a centri di accoglienza.
Per domare il rogo sono al lavoro oltre 150 vigili del fuoco, supportati da quattro autopompe, numerosi mezzi aerei e dai militari dell’Unità Militare di Emergenze (UME) dell’esercito spagnolo.
Il ministro della Presidenza, della Sanità e delle Emergenze dell’Andalusia, Antonio Sanz, ha definito l’accaduto “una tragedia senza precedenti” e “l’incendio con le conseguenze più gravi mai registrate nella regione“.
Cordoglio è stato espresso anche dal premier spagnolo Pedro Sánchez, che in un messaggio pubblicato su X ha parlato di “enorme tristezza e desolazione” per la tragedia, rivolgendo le condoglianze ai familiari delle vittime e augurando una pronta guarigione ai feriti. Il capo del governo ha inoltre confermato la mobilitazione dei mezzi del ministero della Transizione Ecologica, della Protezione civile, delle forze di sicurezza e dell’UME per sostenere le operazioni di spegnimento, invitando la popolazione alla massima prudenza. Anche il presidente della Giunta andalusa, Juanma Moreno, ha espresso il proprio dolore e la vicinanza alle famiglie delle vittime e ai comuni colpiti dal devastante incendio.
Un intenso odore acre di bruciato ha fatto scattare l’allarme e l’allerta tra i residenti di diversi quartieri della zona nord di Milano. Nella serata di mercoledì, attorno alle 19.30, un incendio è divampato all’interno del deposito logistico della Brt in via Don Giovanni Minzoni, ad Affori, mobilitando immediatamente i vigili del fuoco.
Stando alle prime informazioni disponibili, le fiamme avrebbero avvolto e distrutto un container in un capannone stoccato all’interno dell’area della sede operativa dell’azienda di spedizioni.
La coltre di fumo e l’allarme nei quartieri – L’incendio ha generato una coltre di fumo e un forte odore di bruciato che, complici le correnti della serata, si sono diffusi molto rapidamente a grande distanza. Il fenomeno è stato nettamente avvertito dagli abitanti di un’ampia porzione della città, in particolare tra le zone di Niguarda, Bicocca, Dergano e Affori. La colonna di fumo è visibile da chilometri di distanza.
In breve tempo si sono susseguite diverse segnalazioni da parte dei cittadini, insospettiti e preoccupati per l’aria diventata improvvisamente irrespirabile.
L’intervento dei soccorsi – Sul posto sono giunte tempestivamente quattro squadre dei pompieri, impegnate a contenere e domare il rogo prima che le fiamme potessero propagarsi ad altre strutture o mezzi parcheggiati nel piazzale.
Attualmente sono in corso le operazioni di spegnimento definitivo e di messa in sicurezza dell’area. Restano da accertare le esatte cause che hanno scatenato l’incendio all’interno del capannone, su cui verranno effettuati i rilievi tecnici del caso.
Altro grande incendio a Lainate – Nel primo pomeriggio un grosso incendio ha interessato un noto agriturismo nel Milanese (qui gli aggiornamenti).
Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato
Inferno di fuoco a Cagliari e hinterland: chiusa anche la metro, servizio sospeso sulla tratta San Gottardo – Settimo. Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato. Potrebbe essere partito da Selargius, dietro il centro astronomico. A causa della nube densa di fumo, che ha invaso la ss 387, la strada è stata chiusa al traffico. Blocchi anche lungo la ss 554, il rogo non dista molto nemmeno dal Policlinico. “Un’altra ferita alla nostra terra. Davanti a scene simili, a due passi da Cagliari, restano solo la rabbia e il disprezzo” esprime la consigliera Stefania Loi. “Chi distrugge così il nostro futuro merita solo condanne esemplari. Maledetti. Un grazie immenso a chi sta lottando tra le fiamme per proteggerci”.
Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato
Minacciate case e aziende agricole, sono intervenuti cinque elicotteri e un Canadair. Concu: «Per fortuna non dobbiamo piangere vittime». Sei evacuati hanno fatto rientro a casa
Le fiamme sono partite a fine mattina dalla zona Baccu Lau, per poi arrivare in poco tempo nella zona di Sa Sitzia, a ridosso della 554, complice il vento, ma anche le sterpaglie e i cumuli di rifiuti disseminati fra strade e terreni agricoli.
Sul posto – insieme a vigili del fuoco, diverse squadre della Protezione civile, cinque elicotteri e un Canadair– anche il sindaco di Selargius Gigi Concu e il sindaco di Monserrato Tomaso Locci.
«Un disastro ambientale al quale ancora una volta abbiamo assistito quasi impotenti e che avrebbe potuto avere conseguenza ben più gravi. Perdiamo 100 ettari circa di agro, bruciati dalla fiamme alimentate dal forte vento, ma per fortuna non ci ritroviamo a piangere persone e animali, perché la vicinanza di abitazioni e linee elettriche ha messo tutti in fortissimo allarme».
Grosso incendio tra la 554 e il Policlinico: edifici minacciati, in volo 5 elicotteri e un Canadair
Le fiamme spinte dal vento in varie direzioni: imponente la mobilitazione della macchina di contrasto al fuoco
Un grosso incendio è divampato nella tarda mattinata di oggi tra la Statale 554 e il Policlinico, nei terreni verso la 387: partito dall’area di Santa Rosa in territorio di Selargius ha superato i confini di Monserrato, Serdiana e Donori.Per domarlo è stato necessario l’intervento di 5 elicotteri, un canadair e squadre a terra.
Una densa colonna di fumo dal primo pomeriggio è rimasta visibile a molti chilometri di distanza: le fiamme hanno minacciato alcuni edifici. Un uomo è stato portato in salvo e portato via dai vigili del fuoco.
Stando a quanto si apprende il rogo è partito da alcune sterpaglie, coinvolgendo poi anche alberi e rifiuti disseminati nell’ampia zona: con l’avanzare dei minuti il fronte del fuoco, spinto dal vento, si è mosso in varie direzioni. E il coordinatore delle operazioni ha chiesto l’intervento didue elicotteri della flotta regionale, del SuperPuma, di un elicottero militare e dell’unico Canadair attualmente in Sardegna, partito da Olbia. Successivamente si è reso necessario l’intervento di un altro elicottero dell’Esercito. Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato anche i vigili del fuoco del comando di Cagliari. Il rogo è stato infine domato.
La Statale 387 verso Dolianova e Soleminis è rimasta chiusa al traffico per diverso tempo. Disagi anche per la metropolitana di superficie sulla tratta Settimo – San Gottardo. Il servizio è sospeso fino a nuove comunicazioni da parte dell’Arst.
I vigili del fuoco sono tuttora al lavoro per circoscrivere il fronte del fuoco, mettere in sicurezza la struttura e avviare lo spegnimento dei materiali parzialmente combusti
Un vasto incendio è divampato questa notte, intorno alle 3.40, all’interno di un magazzino della ditta dolciaria Lazzaroni, situata in località Piane Vomano di Colledara, in provincia di Teramo. Le fiamme stanno interessando una porzione di circa 4.000 metri quadrati di un deposito che si estende complessivamente su una superficie di circa 15.000. Sul posto sono immediatamente confluite le squadre dei vigili del fuoco del Comando di Teramo e del Distaccamento di Nereto. Attualmente sono impegnate venti unità operative supportate da sette automezzi antincendio e tre autobotti pompa. Per garantire il rifornimento costante d’acqua ai mezzi, è stato richiesto anche l’intervento di un’autobotte chilolitrica proveniente dal Comando dell’Aquila.
Disagi sulla A24 Teramo-Roma – Le operazioni, descritte come particolarmente complesse, sono coordinate direttamente dal Comandante provinciale e dal funzionario reperibile. Il rogo ha sprigionato una densa e alta colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, che ha raggiunto la vicina autostrada A24 Teramo-Roma, causando disagi alla circolazione stradale e rallentamenti.
I vigili del fuoco sono tuttora al lavoro per circoscrivere il fronte del fuoco, mettere in sicurezza la struttura e avviare lo spegnimento dei materiali parzialmente combusti. Le operazioni sono in corso e si attendono aggiornamenti nelle prossime ore.
Fraviano di Vermiglio, incendio devasta il paese: bruciate case e il tetto della chiesa, 200 vigli del fuoco in azione
Fortunatamente non si registrano feriti, mentre sono quattro gli sfollati
Fiamme alte visibili a chilometri di distanza, 200 vigili del fuoco impegnati per ore e un’intera comunita con il fiato sospeso. E il bilancio della notte di emergenza vissuta a Fraviano di Vermiglio, dove un violento incendio, scoppiato attorno all’una, ha colpito un fienile, 3 abitazioni e un rustico, ha divorato il tetto della chiesa e – parzialmente – quello del campanile.
L’imponente intervento di 16 Corpi dei Vigili del fuoco volontari, con il supporto del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, ha consentito di evitare che le fiamme si propagassero ulteriormente. Fortunatamente non si registrano feriti, mentre sono quattro gli sfollati.
Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha seguito l’evolversi della situazione, mantenendosi costantemente aggiornato attraverso la Protezione civile del Trentino, ed ha espresso la vicinanza dell’Amministrazione provinciale alla comunita colpita. «Quella vissuta a Fraviano e stata una notte molto difficile.
Desidero esprimere la mia vicinanza ai cittadini e ringraziare le centinaia di operatori che, con professionalita e straordinario senso del dovere, hanno lavorato senza sosta per proteggere le persone e l’abitato. Ho seguito costantemente l’evolversi dell’emergenza e la Provincia continuera a monitorare la situazione, garantendo il proprio sostegno alla comunita per affrontare le conseguenze dell’incendio».
Le prime squadre giunte sul posto si sono trovate di fronte a un incendio gia completamente sviluppato, alimentato dalla presenza di strutture in legno e dalle condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme. L’obiettivo prioritario e stato quello di impedire che il fuoco raggiungesse ulteriori edifici dell’abitato, in un intervento complesso che ha richiesto ore di lavoro ininterrotto e che prosegue con le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area.
Le fiamme sono divampate all’ottavo piano di un condominio nel quartiere di Linkeroever. L’edificio è stato completamente evacuato. Le autorità ai residenti: “Tenete chiuse porte e finestre”
Il palazzo in fiamme e i soccorritori al lavoro – Fotogramma Ipa
Almeno sei persone sono morte in un incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa. Lo ha riferito la polizia belga, secondo quanto riporta il sito di Le Soir, aggiungendo che ci sono anche diversi feriti, molti gravissimi. Le fiamme sono divampate all’ottavo piano del condominio situato nel quartiere di Linkeroever. La polizia belga ha confermato la presenza di diverse vittime, ma il numero esatto dei morti e dei feriti non è stato ancora reso noto, mentre le squadre di soccorso stanno continuando a perlustrare l’edificio alla ricerca di eventuali dispersi.
Evacuati i residenti – “L’edificio è stato completamente evacuato“, ha dichiarato Marie De Clercq, portavoce dei vigili del fuoco di Anversa. “Ora le nostre squadre sono impegnate nello spegnimento dell’incendio e nella ricerca di eventuali altre vittime. Si tratta di un’operazione di vasta portata: sul posto sono intervenuti oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco“, ha aggiunto.
Alle operazioni partecipano anche squadre provenienti dalle zone di Waasland, Rand e Rivierenland, oltre alla Protezione civile belga. Sul luogo dell’incendio è operativa anche un’unità con droni per supportare le ricerche e monitorare l’evoluzione del rogo dall’alto.
Le autorità: “Tenete chiuse porte e finestre“ – A causa dell‘intensa colonna di fumo, le autorità hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona, invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione per limitare l’esposizione ai fumi dell’incendio. Le cause del rogo non sono ancora state accertate.
La conferma della Farnesina. La donna, 46 anni, avrebbe respirato il monossido di carbonio generato dalle fiamme e si sarebbe sentita male nella spiaggia vicina dove tutti si erano rifugiati
Le autorità di Santo Domingo hanno confermato all’ambasciatore d’Italia il decesso di una cittadina italiana coinvolta nell’incendio del resort in zona Bayahibe: Francesca Valentino aveva 46 anni. Lo rende noto la Farnesina. In ospedale l‘ambasciatore ha incontrato il marito della vittima e gli ha offerto l’assistenza dell’ambasciata assieme agli incaricati del resort che stanno seguendo tutti gli altri italiani coinvolti nell’incendio.
Crisi respiratoria per il monossido di carbonio – La donna sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell’hotel. Ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio quando un’ondata di fumo proveniente dal sito incendiato l’ha investita. È stata trasportata in ospedale con un’auto privata.
Chi era la vittima – Originaria di Caserta, Francesca Valentino viveva dal 2014 a Bayahibe, un villaggio turistico di 3000 abitanti nella Repubblica Dominicana. Nel 2018 aveva raccontato il suo cambio vita in un programma televisivo: “Sono partita dall’Italia con un biglietto aereo di 2 mesi, ma non sono più tornata. Oramai mi sono stabilita qui, ho trovato l’amore, mi sono sposata ed ho avuto una bimba. Sono felice della mia scelta, non tornerei mai indietro”.
Quasi 1700 i turisti evacuati – Continua l’opera di assistenza e di verifica sulla condizioni dei connazionali da parte dei funzionari diplomatici italiani. Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato il capo della protezione civile e due ministri sul luogo del disastro; sono state tenute riunioni operative con l’ambasciata d’Italia e i responsabili del resort per garantire assistenza durante l’emergenza. Al momento non si registrano altre vittime legate direttamente o indirettamente all’incendio, ma sono quasi 1.700 i turisti evacuati e trasferiti in altri hotel e strutture ricettive vicine. Alpitour ha segnalato la presenza di 285 italiani nel resort e di altri connazionali in strutture collegate non coinvolte dal rogo.
“Il fuoco si è propagato rapidamente” – Le cause dell’incendio sono oggetto di indagine e il Centro Operativo di Emergenza del Paese ha dichiarato che sembra che “il fuoco si sia propagato rapidamente” a causa del forte vento e perché parte del tetto del resort era in paglia.
Il rogo ha coinvolto il tetto del capannone. Trenta uomini al lavoro per evitare danni maggiori. I cittadini sono stati invitati invia precauzionale, a chiudere le finestre e i sistemi di aerazione per evitare l’ingresso di fumo, e a liberare le strade e per intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso
L’incendio in corso
Maxi incendio alla Max Factory di Montano Lucino(provincia di Como), dove per ore, a partire dal primo pomeriggio di oggi (venerdì 19 giugno), un rogo ha avvolto la copertura del capannone, che ha sede in via Valtellina angolo via Leopardi. I vigili del fuoco del comando di Como stanno lavorando con rinforzi provenienti dai comandi di Varese, Lecco e Milano, con circa trenta uomini e quindici mezzi: un impiego massiccio che ha consentito lo spegnimento dell’incendio sulla copertura e negli impianti dello store, limitando la propagazione al sottostante livello commerciale.
Il rogo divampato al Max Factory di Montano Lucino (Local Team)
L’intervento dei vigili del fuoco e le misure di precauzione – Stando a quanto emerso non si sono verificati coinvolgimenti di persone o intossicazioni. Intorno alle 16.30 i pompieri erano al lavoro per le operazioni di messa in sicurezza e minuto spegnimento. Il rogo ha generato una grossa colonna di fumo nero, che ha spinto la Protezione Civile ad avvisare i cittadini, invitandoli, in via precauzionale, a chiudere le finestre e i sistemi di aerazione per evitare l’ingresso di fumo, e a liberare le strade per non intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.