La struttura, in costruzione, era vuota: “L’esplosione è stata molto forte, ma i Vigili del Fuoco hanno spento l’incendio”, precisa il sindaco della cittadina. Non ci sono né morti né feriti
Una foto della nube che si è alzata dopo l’incendio a Sant’Agata Bolognese – Pagina Facebook Filctem-Cgil Bologna
Fortissima esplosione in una struttura in costruzione della Si.ste.m di Sant’Agata Bolognese (Bologna), storica azienda che fa parte del gruppo Desa (noto per marchi come Chanteclair, Spuma di Sciampagna, Quasar e Sauber, ndr). Dopo il boato, percepito da diversi cittadini, una nube nera molto alta ed estesa si è alzata dallo stabile. “L’esplosione è stata molto forte, ma i Vigili del Fuoco hanno spento l’incendio. Ho parlato sia con l’ingegnere che con il capo cantiere e confermano che non ci sono né morti né feriti“, ha detto all’AGI il sindaco di Sant’Agata bolognese. “Gli operai avevano finito il loro turno mezz’ora prima dell’esplosione“, ha riferito ancora.
Il sindaco: “Nube non dovrebbe essere tossica” – Il primo cittandino ha poi avvertito che “la nube di fumo sta arrivando nel centro abitato: occorre chiudere le finestre, ma non dovrebbe essere tossica. L’esplosione ha bruciato il tetto che, molto probabilmente, era di polistirolo e catrame, per questo il fumo è nero“. Per quanto riguarda le possibili cause dell’esplosione, una delle ipotesi, a quanto si apprende, è che, dopo aver usato la fiamma ossidrica per scaldare il catrame, qualcuno possa essere andato via prima che si raffreddasse l’apparecchio, lasciandolo ancora caldo e quindi che lo stabile abbia preso fuoco. Ma serviranno ulteriori verifiche per appurare quanto accaduto.
Fumo e principio di fiamme in un’area non aperta al pubblico. L’operatività dello scalo è sempre rimasta regolare: attivate le procedure di ventilazione
Il rogo si è sviluppato in una zona non aperta al pubblico
Momento di paura, nella tarda mattinata di oggi, allo scalo di Malpensa. I vigili del fuoco sono intervenuti infatti, verso le ore 13, al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano per un principio di incendio.Non si sono registrati feriti e intossicati, nonostante l’iniziale paura.
Le squadre dei distaccamenti di Busto Arsizio e Somma Lombardo, con il supporto di due partenze operative interne allo scalo, hanno spento il focolaio causato dal cortocircuito di una centralina telefonica in un tunnel di servizio utilizzato per l’accesso dei fornitori.
L’intervento dei vigili del fuoco – Il fuoco è stato domato in breve tempo, evitando così che questo si propagasse e causasse maggiori danni, compromettendo in qualche modo la struttura.
Successivamente i vigili del fuoco i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di ventilazioneoltre che quelle di messa in sicurezza. La suddetta area quindi non era aperta al pubblico. Anche per questo fortunatamente non si sono registrati feriti e non ci sono state ripercussioni per l’operatività dello scalo che è sempre stata regolare.
La decisione nella notte quando le fiamme sono state spinte a valle dal vento: 3500 persone in cerca di una sistemazione
Notte di paura e mobilitazione senza precedenti sui Monti Pisani, dove l’incendio divampato tre giorni fa tra Lucca e Pisa ha assunto proporzioni drammatiche. Le fiamme, dopo aver scollinato il monte Faeta, sono scese rapidamente verso l’abitato di Asciano, spinte daforti raffiche di vento che hanno reso vana, nelle ultime ore, la barriera protettiva dei soccorsi.
Il bilancio ambientale è pesantissimo: sono già 400 gli ettari di bosco andati in fumo. Ma è l’emergenza civile a segnare il punto di massima criticità. Nel cuore della notte, il sindaco di San Giuliano Matteo Cecchelli ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente disponendo l’evacuazione totale della frazione di Asciano fino alla strada provinciale 30 Lungomonte. Una misura che coinvolge circa3500 persone, invitate a trovare sistemazioni autonome presso parenti o amici o, in alternativa, a rivolgersi alle strutture allestite dal Comune.
La macchina dei soccorsi è imponente. Sul versante di Asciano operano 48 vigili del fuoco con 19 mezzi, supportati da squadre dell’Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato per gestire l’esodo della popolazione. Dalle prime luci dell’alba sono ripresi i lanci dall’alto con un elicottero regionale e tre Canadair giunti da Ciampino e Genova.
Per l’accoglienza sono stati attivati due poli strategici: la palestra di Ghezzano, dove sono già ospitate un centinaio di persone, e la palestra della scuola Verdigi di Pappiana, attrezzata specificamente per i soggetti fragili con assistenza medica dedicata.
Il Centro operativo comunale (Coc) resta attivo h24 al numero 050.819299 per gestire le segnalazioni di persone non autosufficienti e coordinare gli spostamenti in sicurezza. L’invito categorico alla cittadinanza resta quello di limitare l’uso dei mezzi privati per non intralciare il transito dei veicoli di emergenza.
Incendio sul monte Faeta, le fiamme minacciano le abitazioni: famiglie evacuate(Fotoservizio Andrea Vignali / Del Punta)
Sessanta Vigili del fuoco al lavoro tutta la notte per spegnere le fiamme. Arpa monitora l’aria
Vigili del fuoco al lavoro
Dalle 21 di lunedì sera il i Vigili del fuoco di Milano sono impegnati a fronteggiare un incendio che ha coinvolto l’azienda RIAM di smaltimento di rifiuti a Bollate. Le fiamme non hanno coinvolto il capannone di proprietà dell’azienda, limitandosi al materiale accumulato all’esterno in attesa di lavorazione.
Per tutta la notte 60 Vigili del fuoco si sono avvicendati riuscendo a circoscrivere le fiamme e a provvedere alla bonifica dell’area. Nessuna persona risulta coinvolta.
Sul posto anche personale dell’Arpa che sta provvedendo a un monitoraggio dell’aria attraverso il posizionamento di alcune centraline. In particoalre sono state condotte misure speditive con strumentazione portatile attorno all’area oggetto dell’incendio; non sono stati rilevati valori critici per i parametri ricercati. Presenti gli inquinanti tipici della combustione le cui concentrazioni non sono critiche, perché si disperdono in forma gassosa in atmosfera.
Per la durata delle operazioni di spegnimento, superiore alle 6 ore, spiega in una nota l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, è stato installato un campionatore ad alto volume, posizionato presso un edificio scolastico situato nelle vicinanze dell’area interessata, per rilevare e analizzare eventuali contaminanti aerodispersi. Sul posto sono intervenuti il gruppo base e il gruppo specialistico Rscc (Referente sede centrale di collegamento), per la valutazione della qualità dell’aria. Il campionatore rimarrà in funzione anche dopo il completo spegnimento del rogo per monitorare l’aria dai fumi post incendio. Seguiranno nei prossimi giorni aggiornamenti sugli esiti dei filtri del campionatore.
I tecnici di Arpa Lombardia erano intervenuti già intorno alle 2 di stanotte per un rogo che ha interessato il deposito di un autodemolitore, società soggetta ad Autorizzazione integrata ambientale (Aia).
Le fiamme all’interno di un edificio industriale in via Monginevro
L’incendio
Un maxi incendio è scoppiato oggi all’interno di un edificio industriale in via Monginevro a Beinasco (Torino). Sul posto sono intervenute 7 squadre dei Vigili del fuoco, che stanno lavorando per contenere le fiamme ed escludere la presenza di persone coinvolte.
È inoltre in corso l’evacuazione, a scopo precauzionale, di alcuni edifici residenziali nelle immediate vicinanze.
“Alcuni minuti fa si è sviluppato un importante incendio in un’azienda di via Monginevro, a Beinasco. È stato attivato il protocollo comunale di Protezione Civile e sono già sul posto i Vigili del Fioco e le forze dell’ordine. Vi aggiornerò sull’evolversi della situazione ma intanto, per precauzione, consigliamo a tutti i cittadini di tenere le finestre chiuse“, è il post del sindaco Daniel Cannati sul profilo Facebook del comune di Beinasco.
Il Basilea ha chiesto e ottenuto il rinvio della partita di campionato contro il Thun dopo l’incendio che ha interessato lo spogliatoio del proprio stadio. In fiamme divisi, attrezzature e indumenti dei calciatori.
La partita tra Thun e Basilea è stata rinviata. La sfida valida per la 33a giornata di campionato non si giocherà dopo l’intervento della Lega calcistica svizzera che ha accolto la richiesta della squadra ospite dopo quanto avvenuto ieri sera. Come spiegato dallo stesso Basilea in un comunicato, un incendio è scoppiato venerdì sera nello spogliatoio della prima squadra allo stadio St. Jakob-Park di Basilea, che ha causato ingenti danni materiali. La squadra non dispone di divise gara per le partite né di materiale medico. La lega ha così deciso di approvare il rinvio della partita per forza maggiore, in base a un articolo del regolamento di gara.
Non è stata ancora fissata una nuova data per la partita. I danni sono stati ingenti ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Il Basilea non saprebbe materialmente come scendere in campo visto che sono andate in fiamme quasi tutte le attrezzature riposte nei locali dello spogliatoio e del magazzino della squadra. Secondo le prime indagini della polizia e del Ministero pubblico di Basilea Città, come riferito da ‘swissinfo‘, l’incendio è scoppiato attorno alle 21:15 nel primo piano interrato dello stadio.
Lingua originale: tedesco 𝐈𝐧𝐜𝐞𝐧𝐝𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐳𝐨𝐧𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢: 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐓𝐇𝐔 – 𝐅𝐂𝐁 La partita in programma per oggi tra l’FC Thun e l’FC Basel 1893 non può avere luogo. Il motivo è un incendio nella zona spogliatoi della prima squadra dell’FC Basel 1893 allo St. Jakob-Park, avvenuto nella tarda serata di venerdì 10 aprile 2026 per ragioni ancora non del tutto chiarite. L’incendio ha causato ingenti danni materiali, ma per fortuna non ci sono stati feriti. L’incendio, accompagnato da un’intensa produzione di fumo, ha provocato danni significativi e ha distrutto completamente l’intera area spogliatoi della prima squadra. Sono stati colpiti in particolare gli spogliatoi, i magazzini attrezzature nonché tutti i materiali dei giocatori e degli allenatori. Anche l’ufficio dell’allenatore, l’ufficio del team manager, le aree fisioterapia, le docce e gli impianti igienici hanno subito danni. Tra i danni materiali rilevanti figurano inoltre le scarpe da calcio personali, tutto il materiale da gioco e di riserva (maglie, attrezzature da allenamento ecc.) nonché l’equipaggiamento medico e tecnico necessario per le partite e che non può essere sostituito a breve termine. A causa dei danni subiti e del fatto che l’intero complesso sotterraneo è stato posto sotto sigilli dalle autorità fino a nuovo avviso e che non è disponibile materiale da gioco e medico idoneo all’impiego, la partita in trasferta contro l’FC Thun in programma sabato 11 aprile 2026 non è praticabile per l’FCB. La Swiss Football League ha approvato la richiesta dell’FCB di rinvio della partita. L’FC Basel 1893 è in stretto contatto con le autorità competenti e la SFL per quanto concerne i passi successivi. Ulteriori sviluppi e una nuova data per la partita verranno comunicati tempestivamente.
Die für heute angesetzte Partie zwischen dem FC Thun und dem FC Basel 1893 kann nicht stattfinden. Grund dafür ist ein Brand im Kabinentrakt der 1. Mannschaft des FC Basel 1893 im… pic.twitter.com/wsX88UL39V
Le fiamme sono state presto domate dai vigili del fuoco ma la forte presenza di fumo hanno reso necessarie operazioni di ventilazione. I locali sono dunque attualmente inutilizzabili e la polizia criminale, coadiuvata da specialisti, sta ora indagando per determinare con precisione le cause e la dinamica del rogo. Nel frattempo la partita è stato rinviata e al momento non esiste una nuova data per l’incontro. Sicuramente una situazione insolita per il Basilea che di certo non pensava di doversi sentire costretto a chiedere addirittura in rinvio della partita. Ma è materialmente impossibile.
La nota ufficiale del Basilea sui danni alla squadra – Questa la nota del club: “Sono stati colpiti in particolare gli spogliatoi, i magazzini attrezzature nonché tutti i materiali dei giocatori e degli allenatori. Anche l’ufficio dell’allenatore, l’ufficio del team manager, le aree fisioterapia, le docce e gli impianti igienici hanno subito danni. Tra i danni materiali rilevanti figurano inoltre le scarpe da calcio personali, tutto il materiale da gioco e di riserva (maglie, attrezzature da allenamento ecc.) nonché l’equipaggiamento medico e tecnico necessario per le partite e che non può essere sostituito a breve termine“.
Un’esplosione improvvisa ha scosso una delle aree più strategiche del commercio globale: un camion cisterna carico di carburante è saltato in aria nei pressi del Canale di Panama, causando vittime e attivando immediatamente le misure di sicurezza.
L’incidente è avvenuto il 6 aprile in un complesso logistico situato accanto al “Bridge of the Americas“, il “ponte delle Americhe” che attraversa il Canale di Panama. L’area è utilizzata per il rifornimento dei camion cisterna, rendendo la presenza di materiali infiammabili particolarmente elevata.
Secondo le autorità locali, una persona ha perso la vita nell’esplosione, probabilmente un lavoratore del sito, mentre due vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno riportato ferite lievi.
Le immagini delle telecamere di sicurezza mostrano una violenta palla di fuoco seguita da una densa colonna di fumo, visibile a distanza. L’esplosione ha destato forte preoccupazione per la vicinanza a una delle infrastrutture più importanti al mondo per il traffico marittimo.
Nonostante la gravità dell’incidente, l’Autorità del Canale di Panama ha confermato che il funzionamento del canale non è stato compromesso e il traffico navale prosegue regolarmente.
Per motivi di sicurezza, il Bridge of the Americas è stato temporaneamente chiuso al traffico e sottoposto a controlli strutturali per verificare eventuali danni causati dall’esplosione.
Camion di carburante esplode sul Canale di Panama: morti e feriti – Il Gazzettino
I Vigili del Fuoco e alcune squadre AIB al lavoro per presidiare e mettere in sicurezza l’area. Dal Comune informano che permane il divieto di transito lungo via Monteggia, a partire dalla frazione Brenna, e lungo la mulattiera Monteggia–Casere
Incendio nei boschi sopra Laveno
L’incendio che ha colpito i boschi sopra Laveno Mombello, in provincia di Varese, è sotto controllo. Restano attivi alcuni focolai nella parte sommitale della montagna verso i Pizzoni che erano ben visibili nella notte. I focolai, specifica il Comune, si trovano lontani dall’abitato e dalla frazione di Casere.
Le operazioni di spegnimento sono proseguite in maniera intensa per tutta la serata di domenica, giorno di Pasqua, e parte della notte, con un impegno massiccio di uomini e mezzi. Intorno alle 3 le squadre della Protezione Civile hanno fatto rientro, mentre sono rimasti operativi sul posto i Vigili del Fuoco e alcune squadre AIB per il presidio e la messa in sicurezza dell’area.
L’incendio – Le fiamme sono divampate sabato 4 aprile. E subito le squadre dei vigili del fuoco sono intervenute in zona Monteggia per spegnerle. In azione anche un Canadair della flotta aerea del Corpo nazionale e un elicottero per l’antincendio regionale.
Ma ieri, domenica 5 aprile, verso le 15.30, l’incendio è ripartito. Dopo soli 15 minuti dalla segnalazione, due mezzi della Protezione Civile di Laveno Mombello, dotati di modulo antincendio, si sono recati sul posto per le prime operazioni, Contemporaneamente hanno raggiunto l’area il vicesindaco Fabio Bardelli, il DOS Dario Bevilacqua, le prime squadre AIB del COAV e dei Vigili del Fuoco. Poco dopo, è intervenuto anche un ulteriore mezzo della Protezione Civile a supporto delle operazioni logistiche. Dalle 16:30 alle 19:30 circa è intervenuto anche l’elicottero regionale AIB, fondamentale per le operazioni dall’alto. Successivamente è giunto sul posto anche il sindaco di Laveno Mombello Luca Santagostino, che ha seguito costantemente l’evoluzione delle operazioni.
I focolai nella notte – Per l’intera notte e alle prime ore del giorno, si sono visti ancora alcuni focolai accesi nell’area boschiva colpita dal grave incendio. Si tratta comunque di focolai all’interno dell’area interessata all’incendio, tenuta sotto controllo dai vigili del fuoco e dai volontari del Coav della Comunità Montana Valli del Luinese. L’incendio, secondo una prima stima, ha interessato un’area superiore ai 10 ettari di bosco.
Incendio nei boschi sopra Laveno Mombello (Foto a sinistra ProtezioneCivile, a destra foto Facebook Alessio Rossetti)
I controlli – Nella prima mattinata di oggi, lunedì 6 aprile, c’è stato il sorvolo dell’elicottero dei Vigili del fuoco di Malpensa, per un monitoraggio dall’alto. La situazione sembra sotto controllo, ma la soglia di allerta resta alta: se il rogo dovesse riaccendersi, imezzi aerei sono pronti ad intervenire.
Non solo, stando a quanto fa sapere il Comune di Laveno stamattina è anche stato fatto un briefing operativo alle 7 per pianificare le attività della giornata e alle 8 circa un ulteriore incontro operativo nella sede della Sala Operativa allestita in Comune a Cuveglio, con il Dos Dario Bevilacqua. l’area il Vicesindaco Fabio Bardelli, il DOS Dario Bevilacqua, le prime squadre AIB del COAV e dei Vigili del Fuoco.
Sicurezza e viabilità – Dal Comune assicurano inoltre che tutte le abitazioni nelle aree interessate dall’incendio boschivo risultano in sicurezza e che comunque sono costantemente presidiate. Sempre l’amministrazione ricorda che “permane per l’intera giornata il divieto di transito lungo via Monteggia, a partire dalla frazione Brenna, e lungo la mulattiera Monteggia–Casere”.
Visibile una grossa colonna di fumo scuro. Poco prima delle 10 è scattato l’allarme
Grossa colonna di fumo scuro visibile sopra Venezia stamattina. Poco prima delle 10 è scattato l’allarme alla centrale lagunare dei vigili del fuoco per un incendio divampato dal tetto del padiglione Serbia della Biennale dei Giardini, in centro storico. La sede dell’esposizione artistica è stata messa sotto controllo grazie al rapido intervento degli operatori del 115, ma le fiamme hanno continuato ad alimentarsi anche dopo i primi interventi di spegnimento a causa delle forti raffiche di vento che stanno soffiando in laguna da martedì notte.
Il vento forte ha rinfocolato i materiali incendiati e bonificati costringendo a un intervento a più riprese dei vigili del fuoco. Dai primi accertamenti dovrebbe aver preso fuoco la copertura all’esterno, senza coinvolgere nessuno e senza che i danni si siano estesi agli arredi, all’esposizione o alle altre strutture circostanti.
Vigili del fuoco intervengono per un incendio divampato dal tetto del padiglione Serbia della Biennale dei Giardini, in centro storico, a Venezia, 18 marzo 2026
Diversi pompieri sono impegnati sul posto, ci sono state varie partenze. I vigili del fuoco e i funzionari hanno il controllo della situazione ed evitano che il rogo possa espandersi. In ausilio al 115 sono partite anche pattuglie in barca della polizia locale di Venezia, ancora in sopralluogo alla Biennale.
Incendio sull’autopostale nel centro della cittadina del canton Friburgo. Secondo testimoni, un uomo si sarebbe cosparso di benzina per poi darsi fuoco all’interno del mezzo
Nuova tragedia in Svizzera dove nel pomeriggio di oggi un autopostale – un pullman adibito a servizio di corriera – si è incendiato nel centro di Kerzers, nel canton Friburgo, provocando la morte di 6 persone e il ferimento di altre 4. Il numero delle vittime è stato confermato dalla Polizia cantonale friburghese nel corso di una conferenza stampa.
Secondo alcuni testimoni citati dai media svizzeri, un uomo si sarebbe cosparso di benzina per poi darsi fuoco all’interno del mezzo. Il giornale Blick cita il video di un uomo, terrorizzato e con il volto annerito dal fumo, che spiega come un “uomo si è dato fuoco all’interno dell’autopostale“, cospargendosi di benzina. La versione sarebbe stata confermata anche da un altro testimone, ma al momento – sottolinea il Corriere del Ticino – non ci sono conferme da parte della polizia.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google: SCENE ORRIBILI IN SVIZZERA! Martedì sera un uomo si sarebbe cosparso di benzina e si sarebbe dato fuoco a bordo di un autobus pubblico a Kerzers, in Svizzera. L’autobus è stato completamente distrutto dall’incendio. La polizia conferma che ci sono diverse vittime e feriti.
🚨HORRIFIC SCENES IN SWITZERLAND!
A man reportedly poured gasoline on himself and set himself on fire aboard a public bus in Kerzers,Switzerland on Tuesday evening.
Tra i feriti, una persona è stata trasportata in ospedale con un elicottero della Rega. Il luogo dell’incidente è stato chiuso al pubblico e la polizia invita la popolazione a non recarsi sul posto.
“Diverse persone sono ferite e diverse persone sono morte, l’operazione di soccorso è in corso, le cause dell’incendio non sono ancora note“, si legge intanto una dichiarazione della polizia del cantone di Friburgo pubblicata sui social media in cui si precisa che l’incendio si è sviluppato verso le 18.25.
Autobus in fiamme in Svizzera, diversi morti e feriti: “Un passeggero si è dato fuoco”
L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi nel centro di Kerzers, nel Canton svizzero di Friburgo. Testimoni raccontano ai media locali che un uomo si è versato della benzina addosso
Diversi passeggeri sono morti e altri sono rimasti feriti in un incendio su un autobus postale avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi nel centro di Kerzers, nel Canton svizzero di Friburgo. Lo riporta l’agenzia Keystone-Ats, sottolineando che la polizia cantonale ha confermato le informazioni sulla vicenda inizialmente riportate da diversi media, tra cui La Liberté.
In un video,riporta il giornale locale Blick, a un uomo con il volto coperto di fuliggine viene chiesto cosa sia successo. “Un uomo si è dato fuoco all’interno”, risponde in albanese. Poi agita le braccia e continua: “Si è versato della benzina e si è dato fuoco!”. Altri testimoni oculari riferiscono lo stesso fatto. Queste dichiarazioni non sono ancora state confermate dalla polizia.
“Oggi verso le 18,25, un incendio è divampato in un pullman a Kerzers“, ha annunciato la polizia del canton Friburgo sul suo account Facebook. “Diverse persone sono state ferite e diverse persone sono morte. L’intervento dei soccorsi è in corso. Le cause sono per ora sconosciute”.
Un portavoce ha dichiarato all’agenzia che è ancora troppo presto per determinare la causa dell’incendio e che ulteriori informazioni saranno diffuse non appena la polizia ne saprà di più. Tra i feriti, una persona è stata trasportata in elicottero del soccorso svizzero. Il luogo dell’incidente è stato transennato, e la polizia chiede alla popolazione di non recarsi sul posto.
Un enorme incendio ha avvolto un edificio della stazione centrale di Glasgow, provocandone il crollo parziale. Le fiamme sarebbero partite da un negozio di sigarette elettroniche in Union Street.
Decine di treni sono stati cancellati e la National Rail ha dichiarato che la stazione, la più trafficata della Scozia, rimarrà chiusa fino a nuovo avviso. Non sono state segnalate vittime. Il first minister scozzese John Swinney si è detto “profondamente preoccupato” per quanto accaduto e ha esortato la popolazione a seguire i consigli dei servizi di emergenza.
Distrutta la cupola dell’antico edificio e danni agli edifici adiacenti. Le fiamme, particolarmente alte, all’alba di oggi erano visibili anche a grossa distanza. Il fumo denso ha invaso il quartiere e diversi residenti sono stati condotti in ospedale con difficoltà respiratorie
L’incendio (foto da Facebook)
Un grave incendio si è sviluppato all’alba di oggi nel quartiere di Chiaia, con numerosi mezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine che si sono rapidamente diretti in zona.
Le fiamme, particolarmente alte, sono state a lungo visibili anche a grossa distanza e il fumo denso ha invaso il quartiere. “Dobbiamo tenere chiuse le finestre”, sono state le parole di un residente sui social, “l’aria è irrespirabile”. Il rogo è divampato nell’edificio che ospita il Teatro Sannazaro.
Non è chiaro quanto del teatro sia rimasto danneggiato, anche se la situazione è sembrata subito particolarmente seria. In particolare, pare la cupola della struttura sia stata del tutto divorata dalle fiamme. Al momento, inoltre, non si conoscono le cause dell’incendio, comunque domato dalle squadre dei vigili del fuoco intervenute.
Danni si sarebbero verificati anche ai palazzi adiacenti.
“Siamo svegli dalle cinque, c’è una nube impressionante – raccontano dei residenti – siamo in casa con i fazzoletti sul naso“. Diverse persone, secondo le prime notizie, sarebbero rimaste intossicate per il fumo. Alcune sono anche state condotte in ospedale.
“Vicinanza a Lara Sansone” – Solidarietà ai proprietari del teatro e alle persone coinvolte è arrivata dal presidente del consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi. “Esprimo sentita vicinanza – sono le parole del fratello del sindaco di Napoli – alla proprietaria e direttrice artistica del Teatro Sannazaro, Lara Sansone, a tutto il personale del teatro e alle persone che sarebbero rimaste intossicate nell’incendio, avvenuto nel cuore del quartiere Chiaia, con la speranza che non ci siano stati gravi danni a persone e cose, a questa importante realtà artistica e culturale della nostra città e ai palazzi limitrofi”. “Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione – ha aggiunto – Ringrazio i vigili del fuoco per il lavoro che stanno svolgendo in queste ore e le altre autorità intervenute. Piena solidarietà a tutte le persone coinvolte”.
Il Teatro Sannazaro – Il Teatro Sannazaro, aperto nel 1847 in via Chiaia, fu costruito sull’area dell’ex chiostro dei Mercedari spagnoli su progetto di Fausto Niccolini, per volontà del duca Giulio Mastrilli. Fin dall’inizio si distinse come teatro di prosa di alto livello, noto per gli interni ricchi di ori e stucchi che gli valsero il soprannome di “Bomboniera di via Chiaia”.
Nell’Ottocento ospitò grandi interpreti come Eleonora Duse e Tina Di Lorenzo.Nel 1888 fu tra i primi teatri illuminati elettricamente e nel 1889 ospitò la prima di “Na santarella” di Eduardo Scarpetta.
Dopo il declino iniziato negli anni Trenta e la trasformazione in cinema, il teatro fu recuperato tra il 1969 e il 1971 grazie a Nino Veglia e Luisa Conte, che rilanciarono la tradizione teatrale napoletana con la Compagnia Stabile Napoletana.
Dagli anni Novanta la gestione è proseguita con la famiglia Veglia-Sansone, mantenendo un legame forte con la tradizione partenopea ma con aperture a nuovi autori. Dal 2018 il Sannazaro è riconosciuto come centro di produzione teatrale dal Ministero della Cultura.
I vigili del fuoco sono al lavoro dall’alba per contenere il rogo che interessa la fabbrica di vaschette alimentari. Il fumo nero visibile a distanza e il supporto di squadre da Brescia e Mantova indicano un incendio di notevole entità
GADESCO PIEVE DELMONA – Un incendio di grosse proporzioni presso la ditta Magic Pack di Gadesco Pieve Delmona è scoppiato questa mattina attorno alle sette. Secondo le primissime ricostruzioni la scintilla sarebbe scoppiata nella zona di stoccaggio della ditta che lavora polistirolo e fa imballaggi di vario genere. A dare l’allarme l’operatore che ha permesso l’arrivo di diverse squadre dei vigili del fuoco che al momento sono ancora impegnate nelle operazioni di spegnimento del fuoco. «Ci vorrà almeno tutta la giornata» ha detto un vigile del fuoco.
Al vaglio dei carabinieri di Vescovato, immediatamente arrivati sul posto, le cause di questo terribile incendio. «Si sta lavorando per domare le fiamme – ha spiegato il titolare dell’azienda Giovanni Biasio – al momento dello scoppio dell’incendio erano presenti una ventina di dipendenti. Sono tutti usciti attuando correttamente le procedure di evacuazione».
Così i vigili del fuoco: «Considerata la tipologia di materiale coinvolto, altamente combustibile, l’intervento si presenta particolarmente impegnativo e richiede un’attenta gestione sia sotto il profilo dell’estinzione sia sotto quello della messa in sicurezza dell’area interessata. Sul posto stanno operando uomini e mezzi del Comando di Cremona con il seguente dispositivo di soccorso: un’Autopompa Serbatoio (APS), due Autobotti Pompa (ABP), un’Autoscala (AS), oltre al Funzionario di servizio e al Capo Turno per il coordinamento delle operazioni. Sono in arrivo ulteriori automezzi di rinforzo: un’autoscala e un carro schiuma. Al momento non si segnalano persone coinvolte».
Lilli Gruber in collegamento telefonico da Davos racconta l’emergenza
Ambulanze e personale di soccorso si avvicinano al Centro Congressi in seguito a segnalazioni di un piccolo incendio, durante la 56a riunione annuale del World Economic Forum (WEF) a Davos, Svizzera, il 21 gennaio 2026. EPA/LAURENT GILLIERON
L’incendio di piccole dimensioni è scoppiato non lontano dal centro congressi dove si tiene il forum economico mondiale. “L’allarme è del tutto rientrato e l’incendio è stato completamente domato dopo aver evacuato, per precauzione, una parte del centro congressi”. E’ quanto hanno riferito all’Ansa i vigili del fuoco locali.
Secondo quanto ha riferito la giornalista italiana Lilli Gruber, che al momento dell’evacuazione era in diretta dalla città elvetica per Otto e mezzo su la7 e che ha dovuto continuare la trasmissione al telefono, l’evacuazione sarebbe stata causata dall’incendio di una casetta di legno vicino all’albergo che ospita il centro congressi, senza che vi siano feriti.
“Siamo fuori dal Congress Center, ci hanno fatto evacuare tutti quanti. Abbiamo lasciato tutte le nostre cose all’interno perché pare ci sia un incendio in un albergo qui vicino. Ci sono elicotteri che volano sopra le nostre teste, è pieno di pompieri e quindi c’è un’emergenza di evacuazione”, ha detto Lilli Gruber, in collegamento telefonico da Davos. Secondo una prima ricostruzione della stampa elvetica avrebbe preso fuoco un piccolo chalet in legno situato vicino al Turmhotel Victoria.
Gruber conduce al telefono da Davos, «per fortuna non ci sono feriti» – “Per fortuna non ci sono feriti. La sicurezza è a livelli altissimi, anche perché qui ci sono i potenti della Terra. Immaginate il caos in giro nelle stradine di Davos. Ringrazio la disponibilità degli ospiti di questa puntata sui generis: ci vediamo lunedì a Otto e Mezzo, sarò regolamente lì”. Lilli Gruber ha concluso così, in diretta da Davos, la puntata del suo programma di approfondimento che ha condotto in collegamento telefonico dalla città svizzera, che ospita il World Economic Forum. In studio c’erano Marco Travaglio, Franco Bernabè e Lina Palmerini. “In ogni caso Lilli Gruber, La7 e Otto e Mezzo non si fermano mai”, ha commentato su X il direttore di rete, Andrea Salerno. In tanti, sui social, hanno apprezzato la professionalità della giornalista che ha continuato a condurre la puntata al telefono.
La giornalista costretta a lasciare lo studio allestito nella località svizzera continua in collegamento telefonico
Incendio a un capannone, divorato dalle fiamme nella notte. Il sindaco Righi: «Attendiamo l’analisi Arpav dell’aria, il vento spinge verso sud la nube di fumo»
Sul posto sono intervenuti oltre 30 operatori dei vigili del fuoco con 11 mezzi provenienti dai distaccamenti di Motta di Livenza, Conegliano, San Donà di Piave e dalla sede centrale di Treviso
Incendio all’interno del capannone di via Magnadola a Motta di Livenza, in provincia di Treviso: le fiamme si sono propagate nel cuore della notte di lunedì 19 gennaio, alle 2.30 circa.
Le operazioni di spegnimento – Sul posto sono intervenuti oltre 30 operatori dei vigili del fuoco con 11 mezzi provenienti dai distaccamenti di Motta di Livenza, Conegliano, San Donà di Piave e dalla sede centrale di Treviso.
Le squadre sono, ora, al lavoro per domare le fiamme.
Il sindaco Righi: «L’Arpav è sul posto» – Il sindaco Alessandro Righi ha dichiarato: «L’Arpav è sul posto e ha già fatto i campionamenti sulla qualità dell’aria. Stiamo attendendo i risultati delle analisi ma in ogni caso la città non sembra coinvolta in quanto il vento spinge verso sud e la nube di fumo non è arrivata in paese»
Il rogo scoppiato poco dopo le 7 lungo la strada Rutigliano-Adelfia
Un vastissimo incendio è divampato stamattina tra Rutigliano e Adelfia, in provincia di Bari, all’interno di uno dei più importanti centri logistici del Sud Italia.
Le fiamme, alte oltre 10 metri, sono scoppiate poco dopo le 7 lungo la via Rutigliano-Adelfia, innescando un intervento massiccio dei vigili del fuoco.
Rutigliano, incendio divora i capannoni carichi di prodotti per la casa: “Tenete chiuse le finestre”e
Il rogo scoppiato in provincia di Bari a Terminal Puglia, uno dei più importanti poli logistici del Sud, poco dopo le 7: in fiamme la struttura di 40mila metri quadri dell’azienda pugliese General Trade
Un vasto incendio, con fiamme alte fino a dieci metri, è in corso da questa mattina all’interno di Terminal Puglia, uno dei più importanti centri logistici del Sud Italia. Le fiamme sono divampate poco le 7 lungo la strada che collega Rutigliano ad Adelfia, nel Barese.
Sul posto sono al lavoro diverse squadre dei vigili del fuoco a cui spetterà risalire alle cause del rogo. La colonna di fumo nero provocata dal fuoco è visibile da centinaia di metri di distanza.
A causa proprio delle nuvole di fumo che si sono sviluppate il sindaco di Rutigliano Giuseppe Valenzano ha invitato i cittadini a non avvicinarsi ai luoghi e a tenere chiuse le finestre per motivi precauzionali. “Questa mattina un incendio di grossa entità ha interessato uno stabilimento all’interno del polo logistico ubicato in via Adelfia – ha scritto in un messaggio sui social -. In via precauzionale vi invito a limitare gli spostamenti e a tenere le finestre chiuse”
A essere distrutto completamente dovrebbe essere l’enorme capannone di Generale Trade: circa 40mila metri quadri di struttura acquisita nel 2011.
Fiamme alte dieci metri, le prima immagini del rogo al capannone di Bari riprese dagli automobilisti
La General Trade è un’azienda leader sul mercato internazionale per l’importazione e la distribuzione di articoli per la casa, decorazioni natalizie, giocattoli, arredo giardino, piccoli elettrodomestici ed oggettistica.
I vigili del fuoco stanno tentando di contenere le fiamme, visibili a chilomentri di distanza, per salvare i capannoni adiacenti dove vengono stoccate le merci della grande distribuzione per i supermercati Conad e Coop.
Le fiamme sarebbero divampate tra il quinto e il sesto piano del palazzo, per cause ancora da accertare. Nessuna persona risulta coinvolta
L’incendio in Viale Regina Margherita
Incendio a Roma, in viale Regina Margherita, dove i Vigili del Fuoco sono intervenuti dalle 13.30 al civico 125: il rogo si sarebbe sviluppato, per cause ancora da accertare, tra il quinto e il sesto piano del palazzo Enel in fase di ristrutturazione.
Sul posto quattro squadre dei pompieri, il Trasporto Autoprotettori, il Capo turno provinciale e funzionario di servizio. Non risultano al momento persone coinvolte. Anche i Carabinieri sono sul posto per quanto di competenza.
I vigili del fuoco della vicina caserma hanno spento le fiamme. Non ci sono persone coinvolte
I vigili del fuoco stanno accertando le cause del rogo nel deposito Atm di via Messina a Milano (foto archivio)
Un principio di incendio si è verificato questa sera all’interno del deposito di via Messina dell’Atm di Milano: le fiamme hanno interessato tre tram parcheggiati e altri due sono stati lievemente danneggiati.Fortunatamente non ci sono persone coinvolte. Da quanto è stato riferito, l’allarme è stato dato poco dopo le 20.30.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco della caserma vicina che ora Atm ringrazia. Sono in corso gli accertamenti dei tecnici per accertare le cause dell’incendio.
Un enorme incendio si è sviluppato in un edificio commerciale in un quartiere della zona di Los Angeles. Enorme la colonna di fumo nero che si è alzata in cielo. Le immagini girate dagli elicotteri della KABC hanno ripreso le fiamme dell’alto e i vigili del fuoco al lavoro. Ancora sconosciute le cause del rogo. KABC riferisce che tutti i dipendenti sono stati evacuati e che non ci sono stati feriti
Non risultano feriti o intossicati. Il rogo è sotto controllo. Danni ingenti alla struttura. Gli accertamenti di Arpa Lombardia: “Non sono state riscontrate criticità di carattere ambientale”
L’impressionante colonna di fumo sopra lo stabilimento di Lomagna
Lomagna (Lecco), 4 dicembre 2025 – È sotto controllo l’incendio divampato questa mattina in uno stabilimento di Lomagna. I vigili del fuoco intervenuti in forze sono riusciti a circoscriverlo e a impedire che si propagasse ulteriormente, raggiungendo magari le altre aziende vicine. Le fiamme però non sono ancora domate. Ci vorranno probabilmente le ore per estinguerle completamente.
Danni ingenti allo stabilimento – Il rogo è divampato intorno all’ora di pranzo, alla RoncaLab, dove si producono pizze e pinse. La zona dove è scoppiato è quella dove era in funzione la linea forno per la cottura. Sono subito scattate le procedure di sicurezza previste. Quanti si trovavano al lavoro sono stati evacuati, come sono stati evacuati quanti si trovavano nella stessa area industriale. “Al momento non è possibile stimare l’entità dei danni, che sarà valutata solo dopo il completo spegnimento del focolaio e l’accesso all’area da parte dei tecnici”, spiegano dalla RoncaLad. Si presume siano però molto ingenti. Il fuoco ha devastato infatti sia la linea produttiva, sia parte del capannone e del tetto del capannone in cui è impiantata l’attività.
Incendio a Lomagna (Lecco)
L’intervento dei vigili del fuoc – Per arginare e risolvere l’emergenzasono stati mobilitati tutti i vigili del fuococon i mezzi disponibili, sia dal comando provinciale di Leccoe daldistaccamento di volontari di Merate, siadal comando provinciale di Monza: autopompe, autobotti serbatoio, due autoscaleper poter aggredire l’incendio dall’alto. In posto pure i sanitari di Areu per il timore di intossicati o ustionati. Nessuno fortunatamente è invece rimasto ferito, contrariamente a quanto temuto all’inizio. Sono intervenuti inoltre i carabinieri e gli agenti della Polizia locale, che hanno cinturato l’area per consentire ai soccorritori di operare senza intralcio. “L’intervento è stato reso complesso dalla presenza di materiale combustibile”, spiegano i vigili del fuoco.
Gli accertamenti di Arpa Lombardia – Presenti pure i tecnici di Arpa Lombardia, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente per il timore di conseguenze per la salute dei residenti della zona, oltre che dell’ambiente. “Per la tipologia della colonna di fumo verticale sprigionata dal rogo, che ha favorito la dispersione in forma gassosa degli inquinanti in atmosfera e per la durata dell’episodio, non si sono rese necessarie misurazioni sulle concentrazioni di inquinanti nell’aria – spiegano da Arpa -. Verificata anche la gestione delle acque di spegnimento: non sono state riscontrate criticità di carattere ambientale”. Paradossalmente quindil’alta colonna di fumo che si è sviluppata per oltre 160 metri di altezza, visibile da decine di chilometri di distanza, ha evitato ricadute nocive.
L’allarme poco dopo le 12 di sabato 29 novembre. Sul posto anche ambulanze e automedica. Squadre ancora impegnate alle 15
Incendio a Laveno: i vigili del fuoco sono impegnati in forze per domare le fiamme in una palazzina nella zona di via XXV aprile, tra le due linee ferroviarie. Alle ore 15 le squadre sono ancora impegnate nello spegnimento.
Il 112 ha mobilitato anche in “codice rosso” l’automedica di Luino e due ambulanze da Cittiglio e Angera. Sono stati soccorsi un uomo e una donna di 41 anni, ma nessuno dei due è in gravi condizioni.
I vigili del fuoco stanno operando due autopompa (la prima intervenuta è stata quella di Ispra), “carro schiuma”, due autobotti, autoscala, due fuoristrada e il “carro aria” (il mezzo che trasporta bombole di ricambio per i vigili impegnati).
Le fiamme sono partite da un negozio al piano terra, ma il fumo ha subito invaso le case ai piani superiori della palazzina. Gli abitanti sono immediatamente fuggiti in strada, assistiti poi dai soccorritori anche con coperte termiche, viste le temperature.
Sul posto erano presenti anche i carabinieri della Stazione di Laveno Mombello e gli agenti della polizia locale, oltre ai tecnici comunali che hanno dichiarato l’inagibilità dell’intero stabile composto dalla superficie commerciale andata distrutta, e da alcuni appartamenti situati al piano superiore. In tutto è stata disposta l’evacuazione di una ventina di residenti nell’immobile
L’incendio a Laveno Mombello: evacuata l’intera palazzina dove vivono 20 persone –VareseNew
Le fiamme si sono propagate rapidamente dalla fitta impalcatura di bambù che circondava almeno tre edifici. La polizia ha istituito una task force per indagare sulle cause dell’incendio, tre arresti per omicidio colposo
Incendio nel complesso residenziale a Hong Kong – (Afp) – (Afp)
E’ di 44 morti l’ultimo bilancio dell’incendio che oggi ha coinvolto diversi grattacieli in un complesso residenziale di Wang Fuk Court, nel distretto Tai Po di Hong Kong. Lo riferiscono le autorità locali nel corso di una conferenza stampa, aggiungendo che altre 45 persone ferite versano in condizioni critiche. Sono almeno 279 i dispersi.
Di fronte alla gravità della situazione, le autorità hanno innalzato l’allerta al livello cinque, il massimo previsto: una misura che non veniva adottata da 17 anni.
Le fiamme si sono propagate rapidamente dalla fitta impalcatura di bambù che circondava almeno tre edifici, estendendosi poi ad altre aree del complesso. Le immagini trasmesse in diretta mostrano imponenti colonne di fumo e alte lingue di fuoco che avvolgono la struttura.
Il Wang Fuk Court è composto da otto grattacieli, ciascuno dei quali alto 31 piani. Secondo il censimento governativo del 2021, ospitano 1.984 appartamenti per circa 4.600 residenti. Costruiti nel 1983, i grattacieli erano in fase di ristrutturazione.
Le autorità hanno chiuso alcuni tratti dell’autostrada vicina ed esortato i cittadini della zona a “restare in casa, chiudere porte e finestre e mantenere la calma”.
Task force per indagare sulle cause, tre arresti per omicidio colposo – Le autorità di Hong Kong hanno arrestato tre uomini con l’accusa di omicidio colposo in relazione all’incendio. La polizia di Hong Kong ha istituito una task force per indagare sulle cause del devastante rogo. Lo ha annunciato il chief executive di Hong Kong John Lee nel corso di una conferenza stampa, definendo l’incendio ”un disastro di vasta portata” e spiegando che 900 persone sono state accolte in rifugi temporanei.
Lee ha poi aggiunto che le autorità competenti in materia di edilizia abitativa verificheranno se gli strati protettivi utilizzati per schermare gli edifici durante la recente ristrutturazione fossero conformi agli standard di sicurezza antincendio.
Il fuoco si è propagato nel maxi complesso residenziale attraverso le impalcature di bambù installate per una discussa ristrutturazione
Enormi colonne di fumo che si alzano nel cielo. Fiamme che avvolgono le impalcature di bambù. Tredici, al momento, i morti, tra i quali un vigile del fuoco, e 15 i feriti gravi. Un tremendo incendio ha devastato un complesso residenziale nel quartiere Tai Po di Hong Kong, a nord della città. Non è chiaro ancora quante persone siano intrappolate dentro le torri del Wang Fuk Court:un complesso di otto edifici che comprende 1.984 appartamenti e ospita circa 4.000 residenti. Le fiamme si sono propagate rapidamente a sette degli otto edifici del complesso.
Per domare l’incendio sono stati mobilitati 128 automezzi dei vigili del fuoco, 57 ambulanze, 767 pompieri e 400 agenti di polizia. Già oltre 700 le persone che hanno trovato rifugio in cinque centri comunitari aperti dall’ufficio distrettuale di Tai Po. Ancora ignote le cause dell’incendio.
Chan Kwong-tak, un pensionato di 83 anni che vive nel complesso, racconta al South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong, che gli allarmi antincendio non sono scattati quando il fuoco è divampato nel pomeriggio, nonostante gli edifici ne fossero dotati. “Se qualcuno stava dormendo in quel momento, era spacciato”. L’uomo racconta che da tempo aveva sollevato preoccupazioni riguardo alla qualità dei lavori di ristrutturazione delle pareti esterne e sul fatto che gli operai fumassero all’interno dell’edificio, “ma tutte le mie lamentele sono rimaste inascoltate”. Altri residenti raccontano che sono stati avvisati solo quando una guardia di sicurezza ha bussato alle loro porte, lasciando loro poco tempo per evacuare.
I condomini vennero costruiti nei primi anni Ottanta ed erano in corso lavori di ristrutturazione da quasi un anno.
La prima segnalazione ai vigili del fuoco è arrivata alle 14:51 locali. Alle 18:22 l’allarme è stato elevato al livello 5, il più alto della città. Erano 17 anni che Hong Kong non classificava un incendio a tale livello: l’ultima volta fu nel 2008 quando un incendio divampato in un karaoke nella zona di Mong Kok causò la morte di quattro persone e il ferimento di 55.
Il bambù è ancora ampiamente utilizzato a Hong Kong per la costruzione e la riparazione di edifici, meno costoso e più maneggevole da trasportare. La scorsa primavera, però, il governo della città aveva proprio annunciato l’intenzione di sostituire gradualmente l’uso del bambù nelle impalcature con l’acciaio, citando il rischio di incendi.
Hong Kong, grattacieli avvolti dalle fiamme. Quattro morti e diversi feriti
Diverse persone sono rimaste intrappolate all’interno, ha riferito l’emittente pubblica RTHK, citando la polizia, mentre due persone hanno riportato gravi ustioni.
Quattro persone sono morte in un incendio che si è sviluppato in diversi edifici di un complesso residenziale di Hong Kong. Lo riferisce il governo della città. “Quattro persone sono state dichiarate morte, due sono in condizioni critiche e una in condizioni stabili“, ha dichiarato un rappresentante del Dipartimento dei servizi informativi del governo.
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JUST IN: Local media report that four people are dead and three injured as a fire, involving bamboo scaffolding, spread to three residential towers in Tai Po on Wednesday. A No.4 fire alarm has been raised, the second-highest alert, as surrounding roads are closed. pic.twitter.com/q76uUI4aUe
Il rogo – Il rogo è scoppiato in alcuni grattacieli di un complesso residenziale nel distretto settentrionale di Tai Po, con colonne di denso fumo grigio che si sono innalzate mentre i servizi di emergenza cercavano di domare le fiamme. Diverse persone sono rimaste intrappolate all’interno, ha riferito l’emittente pubblica RTHK, citando la polizia, Anche alcuni vigili del fuoco sono rimasti feriti mentre cercavano di spegnere le fiamme, che si sarebbero propagate dalle impalcature di bambù all’esterno degli edifici. Le autorità hanno chiuso alcuni tratti dell’autostrada vicina mentre proseguivano le operazioni di spegnimento. “Si consiglia ai residenti nelle vicinanze di rimanere in casa, chiudere porte e finestre e mantenere la calma. Si consiglia inoltre al pubblico di evitare di recarsi nella zona colpita dall’incendio“, ha dichiarato il Dipartimento dei vigili del fuoco.
L’allarme intorno a mezzanotte tra giovedì e venerdì. Sul posto diversi mezzi e squadre dei vigili del fuoco, mobilitata anche l’ambulanza ma non ci sono feriti. Il sindaco Massimo Parola: “Valori nell’aria oltre i limiti, evitare di stare all’aperto”
Vigili del fuoco mobilitati in forze nella notte tra giovedì e venerdì per un vastoincendio in una fabbrica di materie plastiche a Groppello di Gavirate. (Nella foto, inviata da una lettrice, la luce e il fumo delle fiamme visibili a occhio qualche centinaio di metri di distanza)
L’ALLARME – L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte e il comando dei vigili del fuoco di Varese ha inviato numerose squadre, vista la delicatezza dell’impianto e il rischio di un’estensione dell’incendio: sul posto sono stati fatti affluire quattro autopompe, tre autobotti, l’autoscala e il “carro aria”per assicurare rifornimento di bombole agli uomini al lavoro per domare le fiamme.
Intorno all’una di notte l’incendio era domato, anche se era ancora in corso la completa bonifica.
Sul posto è stata fatta intervenire ancheun’ambulanza dell’Sos Azzate, a scopo precauzionale, visto anche l’alto numero di vigili del fuoco presenti e la particolare natura dello stabilimento.
Non risultano feritimentre ancora non c’è una stima dei danni.
IL SINDACO: EVITARE D STARE ALL’APERTO – Durante le operazioni di spegnimento sul posto è arrivato anche il sindaco di Gavirate Massimo Parola. «Verso le 2 di venerdì sono arrivati i tecnici di Arpa Lombardia che hanno rilevato valori fuori norma nell’aria. Per questo faremo un’ordinanza rivolta ai cittadini della zona di Groppallo che dispone di non rimanere all’aperto, chiudere le finstre e non stendere i panni all’aperto. I valori di sostanze disperse nell’aria sono in calo, l’odore di bruciato rimarrà percepibile per giorni». Valori che Arpa ha rilevato attraverso l’impiego di un “campionatore ad alto volume“
È stato istituito un presidio di fronte all’asilo di Oltrona, «consigliamo alle insegnanti di non far uscire i bambini per attività all’aperto», spiega il sindaco.
LE CAUSE – Al momento del rogo scoppiato intorno alla mezzanotte, nell’azienda, la “Roverplastic” non c’erano dipendenti. Il rogo si è sviluppato in un magazzino dove vengono stoccati prodotti finiti e si indaga sulle cause. Sul posto alle 7 erano al lavoro ancora due squadre di vigili del fuoco. Elementi confermati anche in via ufficiale dai vigili del fuoco: «Sul posto sono intervenuti 40 operatori con quattro autopompe, due autobotti, un’autoscala, due fuoristrada e un furgone adibito al trasporto di bombole contenenti aria respirabile. L’incendio ha interessato la zona di stoccaggio del materiale plastico e dopo circa tre ore di lavoro si è evitato che le fiamme potessero coinvolgere anche la zona di produzione. Al momento il rogo è sotto controllo e parzialmente spento, sono in corso le operazioni di bonifica, messa in sicurezza e le attività investigative rivolte alla ricerca delle cause»
Le immagini dell’incendio in una fabbrica a Groppello di Gavirate
Le immagini dell’incendio in una fabbrica a Groppello di Gavirate
Evento sconvolto e 13 persone curate per inalazione di fumo dopo l’evacuazione del centro congressi
I colloqui al vertice sul clima Cop30 inBrasilesono stati interrotti giovedì a causa di un incendio scoppiato nella sede, che ha provocato un’evacuazione proprio mentre i negoziatori si stavano preparando a cercare di raggiungere un accordo per rafforzare gli sforzi internazionali volti ad affrontare la crisi climatica.
Tredici persone sono state curate per inalazione di fumo, hanno dichiarato gli organizzatori in una nota, dopo che è scoppiato un incendio nell’area del padiglione del centro congressi di Belém, in Brasile.
La causa dell’incendio, domato nel giro di pochi minuti, è in fase di accertamento, ma si ritiene che sia stato causato da un dispositivo elettrico, probabilmente un forno a microonde, ha riferito Reuters, citando i vigili del fuoco locali.
“Stamattina è scoppiato un incendio nella zona blu della sede dellaCop30a Belém“, si legge nella dichiarazione dell’organizzatore delle Nazioni Unite.
I vigili del fuoco e gli agenti di sicurezza delle Nazioni Unite sono intervenuti rapidamente e l’incendio è stato domato in circa sei minuti. Le persone sono state evacuate in sicurezza.
“Tredici persone sono state curate sul posto per inalazione di fumo. Le loro condizioni sono monitorate e gli è stato fornito un supporto medico adeguato.”
António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, aveva lanciato un appello in mattinata affinché si raggiungesse un accordo durante il vertice, accogliendo con favore le richieste di chiarezza da parte di alcuni sul tema molto controverso dell’abbandono dei combustibili fossili da parte del mondo.
L’intera sede ha dovuto essere sgomberata poco dopo le 14:00 ora locale (le 17:00 ora del Regno Unito). Il Guardian ha riferito che ci sarebbero volute probabilmente diverse ore prima che ai delegati fosse consentito di rientrare.
L’incidente ha gettato nella confusione una serie di incontri attentamente coreografati. La presidenza della Cop30 stava preparando una nuova bozza del testo della decisione sul “mutirão“, un piano centrale per l’esito sperato della Cop30, che fino a giovedì conteneva un potenziale impegno a elaborare una tabella di marcia per la transizione dai combustibili fossili.
La presidenza stava tenendo una serie di riunioni cruciali con i principali gruppi negoziali.
L’Alleanza dei piccoli Stati insulari avrebbe dovuto incontrare la presidenza poco prima delle 16:00, ma l’incontro è stato annullato.
L’UE avrebbe dovuto tenere una riunione di coordinamento ministeriale alle 18:00 prima di incontrare la presidenza alle 21:00, ma tale calendario è stato messo in discussione.
La gravità dell’interruzione in questa fase dei colloqui renderà probabilmente impossibile rispettare la tabella di marcia e potrebbe far protrarre i colloqui, la cui conclusione è prevista per venerdì sera, ben oltre l’orario previsto.
Negli Usa, i vigili del fuoco nel sud-est del Texas hanno domato domenica un incendio in una centrale elettrica dismessa che ha emesso grandi colonne di fumo nell’aria. La polizia di Texas City ha detto che l’incendio è scoppiato nella struttura nella zona di Texas City, nella contea di Galveston, e diversi vigili del fuoco erano sulla scena. Gli agenti hanno anche detto che due torri di raffreddamento e linee elettriche erano in fiamme e un enorme pennacchio di fumo si stava dirigendo verso nord. Non sono stati segnalati feriti.
Treia, incendio in un capannone della Rimel: a fuoco i rifiuti elettronici. L’ipotesi: autocombustione. Il Comune: «Nessuna contaminazione nelle acque»
L’allarme è scattato nella notte dal deposito in contrada Moje
Treia, incendio in un capannone della Rimel: a fuoco i rifiuti elettronici.
TREIA A fuoco lavatrici, stampanti, fotocopiatrici e altro materiale elettronico, l’allarme in un capannone della Rimel a Treia è scattato nella notte tra lunedì e ieri. L’ipotesi è che la causa del rogo sia accidentale (autocombustione), non sono stati trovati inneschi o altro materiale che possa far pensare a un’origine dolosa.
L’intervento – L’allarme, dunque, è scattato qualche minuto prima dell’1.30 dal deposito della Rimel, azienda che si occupa di riciclo di rifiuti elettrici ed elettronici (Tv, stampanti, piccoli e grandi elettrodomestici), in contrada Moje a Treia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata con tre autobotti, l’autoscala e un mezzo di supporto con autoprotettori. Il rogo, che ha interessato una parte circoscritta del capannone, è stato domato dopo circa due ore di lavoro. Non ci sono stati feriti.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e gli ispettori dell’Arpam (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) per eseguire gli accertamenti di competenza.
L’ipotesi – Sulla base di quanto emerso, il sistema antincendio ha immediatamente rilevato il fumo sprigionato dalle fiamme facendo scattare l’allarme e per quanto riguarda le cause del rogo, l’incendio sarebbe stato accidentale, generato da autocombustione. In serata il Comune di Treia ha rassicurato i cittadini sottolineando che: «Non è stata riscontrata alcuna contaminazione nelle acque. Nel punto di verifica del fosso con recapito al Rio Chiaro non sono stati riscontrati scarichi, anomalie o alterazioni imputabili all’impianto. L’Arpam non ha rilevato problematiche ambientali riguardanti il corpo idrico o il suolo esterno al sito. L’amministrazione comunale continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi e le ulteriori verifiche previste dagli enti competenti».
ll rogo in via Cesare Tallone, vigili del fuoco sul posto: la colonna di fumo visibile a chilometri di distanza
Incendio in un edificio abbandonato e occupato abusivamente a Roma: dalle 7.20 di circa di questa mattina, martedì 11 novembre, i vigili del fuoco sono impegnati con due squadre, due autobotti e un’autoscala in via Cesare Tallone per l’incendio di uno stabile abbandonato.
Uno degli occupanti, per tentare di sfuggire alle fiamme, si è lanciato da uno dei piani dello stabile ed è rimasto ferito. È stato trasportato in codice rosso in ospedale. Secondo quanto si apprende all’interno della struttura, al momento del rogo, c’erano almeno una decina di persone che l’avevano occupata abusivamente. Dalle fiamme si è sprigionata un’alta colonna di fumo visibile a chilometri di distanza.
Dalle prime notizie, sembra che abbia preso fuoco anche un parcheggio sottostante, pieno di gomme e rame accatastate. I primi a intervenire e lanciare l’allarme alcuni agenti dell’unità sicurezza pubblica ed emergenziale della polizia locale, in transito nella zona, che hanno allertato i vigili del fuoco. Sul posto sopraggiunte ulteriori pattuglie dei caschi bianchi del V Gruppo Casilino.
Un ferito – Per sfuggire alle fiamme, uno degli occupanti abusivi della struttura si è lanciato dal palazzo, è vivo ed è stato portato via in ambulanza. Sul posto sono intervenuti oltre 30 automezzi tra autobotti ed equipaggi dei vigili del fuoco, la polizia di Stato, polizia locale, protezione civile, carabinieri e autoambulanze.
Il “ghetto della droga” – Poco dopo le 8.30 l’incendio è stato quasi totalmente domato, ma, secondo quanto si apprende, la struttura danneggiata dal rogo potrebbe crollare. Le fiamme si sono sprigionate nell’area del “ghetto della droga”, nell’edificio abbandonato dove da tempo avevano trovato rifugio decine di occupanti e che già lo scorso 13 ottobreera stato sgomberatodalle forze dell’ordine.
Un edificio trasformato in dormitorio – Lo scenario è allarmante: la struttura, ora quasi totalmente distrutta, era stata trasformata in un dormitorio, all’interno sono stati trovati numerosi materassi, carrelli, sedie, tavolini e altri oggetti che ora si trovano ammassati accanto a quel che resta dell’edificio. Molte persone, principalmente stranieri, che avevano occupato lo stabile si trovano al momento fuori dalla struttura, altre si sono allontanate.
Le strade chiuse – Sul posto anche la polizia locale con le pattuglie del V gruppo Casilino per gestire la viabilità e le chiusure. A seguito dell’incendio, infatti, via Tallone è stata chiusa al traffico. Inoltre, ci sono pattuglie schierate in prossimità del civico 236 di via di Tor Cervara per impedire ai pedoni l’accesso a via Tallone.
Colonna di fumo visibile a chilometri di distanza – Dalle fiamme divampate dal rogo in via Tallone è scaturita una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, che ha messo in allarme i residenti dei quartieri limitrofi fin dalla mattina presto. Diversi i post nei gruppi Facebook in cui si segnalava la presenza di fumo e odore acre.
Paura nel primo pomeriggio sull’autostrada A21: un vasto incendio ha devastato il casello di Brescia Sud, provocando la chiusura completa del tratto autostradale. Le fiamme, partite da un furgone in transito, si sono rapidamente estese alla struttura.
L’incendio al casello di Brescia Sud dell’autostrada A21 (Foto Gdb/Teletutto)
Autostrada A21 chiusa all’altezza del casello di Brescia Sud, devastato da un ampio incendio. Le fiamme sono divampate poco prima delle 14, probabilmente scaturite da un veicolo di passaggio, presumibilmente un furgone carico di gomme, che avrebbe preso fuoco all’improvviso.
Il rogo ha rapidamente preso il sopravvento, avvolgendo prima una parte del casello e poi estendendosi anche all’altra. Numerose squadre dei Vigili del Fuoco provenienti da diverse province sono giunte sul posto per cercare di domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area.
Il rogo al casello (Foto Gdb/Teletutto)
Sul posto presente anche personale sanitario, anche se, secondo le prime informazioni, non vi sarebbero persone ferite nè intossicate.
Nel frattempo, l’autostrada A21 è completamente bloccata, con disagi significativi al traffico. Gli automobilisti sono stati avvisati di evitare la zona e di cercare percorsi alternativi, mentre le forze dell’ordine stanno gestendo la viabilità per garantire il corretto intervento dei mezzi di emergenza.
I tecnici dell’Arpa hanno chiarito che non c’è una situazione di pericolosità per l’ambiente. L’azienda coinvolta si chiama Synextra e si trova a Corsico. È una ditta specializzata nel riciclo di rifiuti in materiale plastico. Il video e le immagini
L’incendio
Un grossoincendioha devastato parte di un’azienda a Corsico, comune dell’hinterland sudovest di Milano. Le fiamme, scoppiate poco dopo le 22 di giovedì e durate tutta la notte, hanno coinvolto l’impianto della Synextra, ai civici 4 e 6 di via Archimede. In un primo momento l’amministrazione comunale ha invitato i residenti a non uscire di casa a meno che fosse davvero necessario. Successivamente, dopo i rilievi dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), il sindaco Stefano Martino Ventura ha spiegato che non c’era una reale situazione di pericolosità per le persone e non ha predisposto nessun tipo di restrizione.
L’incendio a Corsico – Sul posto i vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte con sette mezzi, tra autoscale e autobotte, e il funzionario. Alle 6.30 di venerdì, i pompieri erano ancora lì: alle prese con gli ultimi focolai. Il rogo ha provocato una notevole nuvola di fumo nero che si è innalzata alta in cielo e lingue di fuoco di oltre una decina di metri.
Il lavoro dei vigili del fuoco è stato supportato da tre ambulanze inviate dall’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu). Solo una persona, un trentaquattrenne, ha avuto bisogno di assistenza sanitaria. È stato trasportato all’ospedale Gaetano Pini in codice verde.
Le cause dell’incendio – Le cause del rogo – ha spiegato il comune di Corsico un’ora dopo l’inizio dell’incendio – sono ancora in fase di accertamento: “Da una primissima ricostruzione pare che le fiamme siano partite dalla scintilla generata da una pressa, ma l’ipotesi è ancora da confermare”.
A bruciare, ha spiegato la centrale operativa dei pompieri a MilanoToday, sono grosse quantità di materiale plastico. Synextra è, infatti, una ditta specializzata nel trattamento dei rifiuti, in particolare, nel riciclo e riutilizzo degli scarti di plastica.
“Tenere le finestre chiuse per evitare il fumo” – “Il Comando dei vigili del fuoco ha chiesto di informare la cittadinanza sulle norme di precauzione da adottare: non uscire, se non strettamente necessario, e tenere le finestre chiuse per evitare il fumo che si sta espandendo a causa del vasto incendio”, ha comunicato l‘amministrazione di Corsico poco dopo lo scoppio dell’incendio.
Incendio a Corsico
“Scuole aperte. Si può uscire di casa” – In via Archimede sono intervenuti anche gli esperti dell’Arpa per i rilievi sulla qualità dell’aria. Dopo i controlli, il Stefano Martino Ventura, sindaco di Corsico, ha aggiornato i suoi concittadini sui canali social del comune: “I rilievi di Arpa, con esito immediato, hanno chiarito la situazione di non pericolosità. Non sono state quindi disposte misure per le prossime ore. Le scuole saranno aperte e si potrà uscire di casa”. Davanti al capannone in fiamme hanno lavorato anche i carabinieri e la Protezione civile.
Arpa: “Si attendono gli inquinanti tipici della combustione dei materiali plastici” – Nel corso della mattinata di venerdì l’Arpa ha sottolineato che “dalle rilevazioni effettuate sulla qualità dell’aria con le prime misurazioni speditive acquisite con strumentazione portatile nelle aree limitrofe, non risultano valori critici per i parametri misurati: si attendono in aria gli inquinanti tipici della combustione dei materiali oggetti del rogo che, essendo in forma gassosa, tendono a rarefarsi in atmosfera”.
“Il Gsca (Gruppo specialistico contaminazioni atmosferiche) ha posizionato il campionatore ad alto volume presso la sede del municipio in via Roma, nel centro abitato. È stato allertato il gestore del Servizio idrico integrato per quanto attiene alla gestione delle acque di spegnimento dell’incendio”, ha concluso l’agenzia.