Attimi di grande apprensione durante una partita NBA per il grave infortunio subito da Jalen Williams, stella degli Oklahoma City Thunder. Il giocatore è ricaduto male dopo una schiacciata riportando la frattura di una gamba. Compagni di squadra e avversari sono rimasti sotto shock per la dinamica dell’incidente.
Gravissimo infortunio per Jalen Williams: la stella NBA si rompe una gamba | Video
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Grave infortunio per l’azzurro alle Universiadi in Germania, operato alle vertebre cervicali
Lorenzo Bonicelli. Getty
Il mondo della ginnastica italiana è col fiato sospeso. Da mercoledì 23 luglio, quando l’azzurro Lorenzo Bonicelli, impegnato alle Universiadi estive in corso a Essen, in Germania, è caduto malamente sul collo durante l’esercizio agli anelli, rimanendo immobile sulla pedana. Organizzatori e staff della Fisu (Federazione internazionale sport universitario) hanno compreso immediatamente la gravità dell’incidente e i soccorsi sono stati immediati. Subito la squadra è stata ritirata dalla competizione. Il 23enne di Abbadia Lariana (Lecco), ancora vigile, è stato assicurato alla barella e trasportato con urgenza al vicino ospedale universitario, dove in serata è stato operato alle vertebre cervicali. Dal centro medico non è stato emesso alcun bollettino, ma un aggiornamento è arrivato attraverso il profilo Facebook dell’ex direttore della federazione internazionale (FIG), Steve Butcher: “Lorenzo è in coma farmacologico dopo l’intervento chirurgico. Ci vorranno almeno dieci giorni per conoscere le sue condizioni. Tutta la famiglia della ginnastica prega e fa il tifo per il pieno recupero!“.
Promessa della ginnastica – Dal presidente federale Andrea Facci al responsabile medico della Federginnastica, Andrea Ferretti, sono costanti i contatti tra l’Italia e la Germania, ma al momento è filtrato esclusivamente che l’intervento chirurgico è andato bene. Il ginnasta della società Ghislanzoni Gal, presente alle Universiadi in quanto studente di Economia dell’Università Mercatorum, si era affacciato una prima volta alle gare internazionali nel 2017 partecipando alla Austrian Future Cup, poi il salto di qualità nel 2019 con il bronzo di squadra ai Mondiali giovanili di Gyor, in Ungheria. Quindi il ritorno ad alti livelli dopo la pandemia, con la chiamata ai Mondiali di Anversa del 2023, dove ha festeggiato da bordo pedana la qualificazione degli azzurri all’Olimpiade di Parigi. Quest’anno, a metà maggio, aveva partecipato all’ultimo collegiale del direttore tecnico Giuseppe Cocciaro, senza però essere incluso nel gruppo che a giugno ha disputato gli Europei di Lipsia. Per molti si è trattato soltanto di una questione di tempo, dato che Lorenzo, un ragazzo d’oro e benvoluto in tutto il gruppo della nazionale, che ha nella sbarra la specialità a lui più congeniale, è un sicuro prospetto in vista dei Giochi di Los Angeles 2028. Anche dalla Croazia, dove la nazionale giovanile di artistica sta gareggiando al Festival Olimpico della Gioventù Europea, il tecnico Paolo Bucci ha rivolto un pensiero all’azzurro: “Vogliamo esprimere la nostra vicinanza alla famiglia di Lorenzo Bonicelli e a lui personalmente, sperando che tutto si risolva per il meglio“. L’augurio, adesso, è che dalla Germania arrivino quanto prima notizie confortanti sul suo stato di salute e che il ginnasta possa tornare a riprendere quanto prima l’attività che più ama. Volteggiare in palestra.
Lorenzo Bonicelli, infortunio alle Universiadi: è in coma farmacologico
Il 23enne azzurro è stato operato al collo dopo una caduta durante l’esercizio agli anelli. L’Italia ritira l’intera squadra dalla competizione. L’ex presidente della federazione internazionale di ginnastica: “Almeno 10 giorni per consocere le sue reali condizioni”
Grave incidente per un atleta italiano alle Universiadi estive in corso di svolgimento ad Essen in Germania. Lorenzo Bonicelli(23 anni), originario di Abbadia Lariana e studente di Economia all’Università Mercatorum, è caduto male durante la prova agli anelli dello scorso mercoledì sbattendo il collo a terra. Secondo le ricostruzioni dei presenti sarebbe sempre rimasto vigile ed è stato immediatamente immobilizzato e trasportato d’urgenza all’ospedale universitario di Essen dove ha subito un intervento chirurgico alle vertebre cervicali.
Il comunicato della Federginnastica – “Durante il concorso a squadre di ginnastica artistica maschile alle 32esime Universiadi Estive di Essen, l’azzurro Lorenzo Bonicelli è uscito male dal suo esercizio agli anelli, nella terza rotazione, incorrendo in un infortunio sulla cui entità sono ancora in corso accertamenti. Immediatamente soccorso dallo équipe medica dell’organizzazione tedesca e dai responsabili sanitari di FISU e CUSI, il ventitreenne di Lecco della Ghislanzoni GAL è stato trasportato al vicino Policlinico universitario. Lo staff tecnico al seguito della missione GAM in Germania, visto il comprensibile coinvolgimento emotivo del resto del team, ha preferito ritirare la squadra dalla competizione. In attesa dei bollettini medici ufficiali, la FGI tutta si stringe a Lorenzo, augurandogli una pronta guarigione. Forza Bonni!”
Gli ultimi aggiornamenti – Dall’ospedale al momento non hanno ancora emesso alcun bollettino medico, l’unico aggiornamento è arrivato dall’ex direttore della federazione internazionale (FIG) Steve Butcherche sul suo profilo Facebook ha scritto: “Lorenzo è in coma farmacologico dopo l’intervento chirurgico. Ci vorranno almeno dieci giorni per conoscere le sue condizioni. Tutta la famiglia della ginnastica prega e fa il tifo per il pieno recupero!“.
La carriera di Lorenzo Bonicelli – La prima gara internazionale nel 2017(l’Austrian Future Cup dove chiuse al 6° posto nel concorso generale). Ha partecipato con l’Italia ai Mondiali juniores del 2019 in Ungheria dove ottenne un bronzo a squadre. Post pandemia, nel 2022 l’anno della svolta: prima la convocazione alla World Cup 2022 di Parigi dove ha sfiorato la finale a parallele, poi l’argento alla sbarra agli Assoluti quindi, nel 2023, le prime Universiadi (concludendo all’ottavo posto) poi ha fatto parte della squadra che ai Mondiali di Anversa ha conquistato uno storico pass olimpico che mancava da 12 anni. La sbarra il suo attrezzo preferito.
I sintomi degli ultimi giorni avevano fatto pensare a una mononucleosi, ma controlli approfonditi hanno portato a una diagnosi purtroppo molto diversa
Mentre la Virtus Bologna si gioca il campionato nella finale scudetto contro Brescia, non arrivano buone notizie dall’extra campo: ad Achille Polonara, 33enne ala forte delle V nere, è stata infatti diagnosticata una leucemia mieloide. A darne notizia è lo stesso club bolognese, che afferma che “PolonAir“, colonna di Bologna ma anche della Nazionale azzurra, è stato sottoposto nelle ultime settimane ad ulteriori indagini mediche specialistiche «a seguito delle quali è stata formulata la diagnosi di leucemia mieloide».
Il giocatore è ora ricoverato all’Ospedale Sant’Orsola Malpighi dove ha già iniziato le terapie specifiche. «Tutta la famiglia di Virtus Segafredo Bologna è vicina ad Achille ed ai suoi affetti ed augura al ragazzo una pronta guarigione. Forza Achi siamo tutti con te, ti aspettiamo!», aggiunge.
Il precedente nel 2023 – Circa una settimana fa la Virtus aveva giustificato la sua assenza dai campi con una mononucleosi, ma controlli più approfonditi hanno dato purtroppo un esito diverso. Pochi giorni fa era stato Polonara stesso a rassicurare i tifosi: «Sto molto meglio», aveva fatto sapere. Già nel 2023 il giocatore aveva dovuto fare i conti con un tumore ai testicoli (neoplasia testicolare il termine giusto) ed era stato operato: fermatosi ad ottobre, era tornato in campo a dicembre. Ora l’incubo che torna per Achille, che ha due figli, Vitoria e Achille jr, nati dal matrimonio con la moglie Erika.
Il sanitario Maurizio Marassi lancia l’allarme: cinque decessi nella regione in un anno
Due giorni faDiego De Vivo, giovane calciatore di 14 anni, è stato colto da un malore all’inizio dell’allenamento ed è morto. È successo in una scuola di calcio che si trova in strada comunale Selva Cafaro. Oggi Maurizio Marassi, medico di medicina sportiva, che è stato il primo sanitario del Napoli di De Laurentis e anche responsabile del Posillipo Pallanuoto campione d’Italia lancia un allarme. Che riguarda la superficialità delle visite mediche per l’idoneità sportiva. « In Campania nella sola stagione 2024-25 abbiamo registrato cinque decessi avvenuti durante la pratica sportiva. Purtroppo troppo spesso il certificato di idoneità sportiva viene rilasciato con visite mediche fatte superficialmente o in alcuni casi senza nemmeno che ci sia una vera e propria visita», dice al Mattino.
La premessa – A Dario De Martino il dottore però fa anche una premessa: «Non conosco nello specifico la situazione medica di Diego De Vivo e sono molto addolorato per una vita spezzata così presto. Quindi non entro nello specifico della sua vicenda medica che non conosco. Parlo di un problema di carattere generale. Anche perché, purtroppo, si parla di questi temi solo quando ci scappa il morto. E questo è uno dei problemi culturali che dobbiamo affrontare. Bisogna parlare più spesso di questo fenomeno che è gravissimo. Non solo quando succede una tragedia come questa. Mi batto da tanto tempo per garantire che le visite di medicina dello sport siano effettuate con serietà e competenza. Purtroppo, troppo spesso non è così. Si pensa al certificato medico come a un mero adempimento burocratico, perdendo di vista l’essenziale: la salute e la sicurezza degli atleti. Questo approccio negligente ha conseguenze tragiche».
certificati medici – A volte i certificati medici vengono rilasciati senza effettuare visite: «C’è un fenomeno di vero e proprio “banditismo” legato ai certificati medici. Il problema non si verifica soltanto quando la visita medica non viene effettuata, ma anche quando viene fatta male. A volte viene utilizzato personale non qualificato. Capita addirittura che ad effettuare i controlli sia personale non medico. Si fanno controlli superficiali e rapidi, a volte senza nemmeno un elettrocardiogramma. E in Campania e al Sud questo fenomeno è molto più vasto. Basta guardare i costi».
I costi – Anche perché, spiega Marassi, i conti non tornano: «Qui in Campania capita che si facciano visite con 5 o 10 euro. A volte su dei camper dove in un paio d’ore si controllano 60-70 atleti senza nemmeno fare un elettrocardiogramma dopo sforzo previsto dalla legge. Una visita completa e accurata dovrebbe costare tra i 60 e gli 80 euro». Secondo una sua indagine il 50% degli atleti in Campania non ha effettuato visite mediche. Ma non si prendono provvedimenti «perché non viene visto come un problema. Perché si ritiene che il certificato medico sia un mero atto burocratico. E in troppi condividono questo approccio: le società sportive, gli allenatori, gli stessi atleti, i genitori dei ragazzi più piccoli. Le responsabilità sono di tutti, a partire da quelle delle istituzioni sportive e non solo che sanno e non fanno nulla».
La legge – Non è un problema di norme: «La legge è chiara e perfetta sul piano normativo. In Italia abbiamo le leggi migliori al mondo. Ma purtroppo viene sistematicamente disattesa. I presidenti delle società sportive, che hanno il compito di garantire la sicurezza degli atleti, sono legalmente responsabili in caso di inadempienza. Tuttavia, molti non sono consapevoli dei rischi penali e civili a cui vanno incontro. Per questo bisogna affrontare il tema innanzitutto sul piano culturale». E lui invita «ad alzare la guardia. La sicurezza degli atleti è un impegno collettivo e ogni sguardo di negligenza può costare caro. È responsabilità di tutti denunciare e opporsi a queste pratiche illegali, affinché il sistema della medicina dello sport possa finalmente essere riformato».
Caduta drammatica, esami fatti per Stefanie Fleckenstein keystone-sda.ch / STR (Giovanni Auletta)
La canadese si è infortunata nell’ultima parte della discesa di Val-d’Isère. Stagione finita per lei. Gli attacchi degli sci non si sono sganciati.
Val-d’Isère 17 dicembre 2023
Il brutto incidente occorsole in Val-d’Isère durante la discesa costringerà Stefanie Fleckenstein a fermarsi a lungo. Scattata con il pettorale numero 23 nella gara di sabato, la canadese ha perso il controllo del corpo nell’ultimissima parte del tracciato, andando in rotazione. È caduta e, sfortunatissima, gli attacchi degli sci non si sono sganciati, facendole torcere la gamba sinistra in modo innaturale.
Elitrasportata in ospedale, dopo esami approfonditi la 26enne ha scoperto di aver riportato la frattura della tibia. Ancora non è chiaro quale sarà la terapia alla quale la nordamericana dovrà sottoporsi. I media del suo Paese hanno in ogni caso escluso un suo veloce rientro nel circo bianco: non tornerà a gareggiare prima della prossima stagione.
«King Toretto», 31 anni, si è sentito male durante un allenamento ed è stato trasportato in codice rosso in ospedale
Daniele Scardina, per tuttiKing Toretto, che il 2 aprile compirà 31 anni, è stato trasportato in codice rosso in ospedale dopo essersi sentito male in palestra, al termine dell’allenamento. Da quanto risulta, è stato operato d’urgenza alla testa. Poco più di due anni fa, era il 26 febbraio 2021, Scardina aveva battuto lo spagnolo Cesar Nunes, conquistando il titolo vacante supermedi dell’Unione Europea per k.o. tecnico. Quello era stato il 19° successo (15 k.o.), maturato dopo un match equilibrato e assai duro. Scardina già l’8 marzo 2019, sempre a Milano, era diventato campione internazionale Ibf dei pesi supermedi superando ai punti il finlandese Henri Kekalainen. Invece, fu clamorosa e inattesa la sconfitta del maggio 2022 contro Giovanni De Carolis, match nel quale King Toretto si era visto sfilare il titolo Intercontinentale dei supermedi Wbo, perdendo anche l’imbattibilità che durava da 20 match con 16 k.o. inflitti. Proprio qualche settimana fa aveva deciso di dire addio ai supermedi e passare nei pesi mediomassimi. Il suo debutto è in programma il 24 marzo a Milano, all’Allianz Cloud, contro il belga Cedric Spera (17 vittorie e nove sconfitte) in un incontro sulla distanza delle 10 riprese. continua a leggere
Il suo sfogo su Facebook: “Lo sport dovrebbe unire, anziché emarginare. E io non voglio più essere messa all’angolo per qualche centimetro o qualche chilo in più”
“Cara Paola Egonu, tu sei nera, io sono grassa! Per questo motivo stamattina ho comunicato le dimissioni dal ruolo di arbitro di serie B alla Fipav (Federazione italiana pallavolo)“. Comincia così il lungo post su Facebook di Martina Scavelli, giovane direttrice di gara, che si mostra sorridente mentre veste la divisa da arbitro nazionale di pallavolo, conquistata dopo tanti anni di gavetta. Quella divisa che dal prossimo anno abbandonerà a causa dei parametri fisici imposti dai regolamenti internazionali. Dovrà tornare ad arbitrare nel campionato regionale. “Non sopporto più di essere misurata e pesata come si fa con le vacche!“, sbotta la giovane che ha deciso di abbandonare quel mondo in cui evidentemente le sue forme non sono ben accette.
Il post di Martina Scavelli, calabrese, si rivolge alla campionessa azzurra che pochi giorni prima ha portato al festival di Sanremo il racconto di episodi di razzismo. E continua: “Lo sport dovrebbe unire, anziché emarginare. E io non voglio più essere messa all’angolo per qualche centimetro o qualche chilo in più! Ho superato i valori previsti di bmi (l’indice di massa corporea, ndr) e circonferenza addominale (nulla di eccessivo). Ho ricevuto una penalizzazione di 3 punti nell’ambito del punteggio “dirigenti di settore” e l’esonero dall’impiego fino al raggiungimento dei valori previsti. La penalizzazione mi porterà, a fine stagione, a passare dalla serie B al campionato regionale, facendo un enorme passo indietro“.
Martina non mette in discussione la legge, che negli anni si è impegnata a rispettare, ma non è più disposta a sopportare l’umiliazione: “Parametri fuori norma, certo, ma di poco. Un poco che non scalfisce la qualità del mio servizio. Come se tre dita in più sul mio girovita potessero mettere a rischio una partita di pallavolo che, tra l’altro, non prevede che l’arbitro corra per il campo come succede nel calcio. Le regole sono regole, io le ho accettate e le rispetto, ma non vuol dire che siano sacre e immutabili“.
“Ho operato al servizio della federazione dal 2007, con grande senso di responsabilità, devozione e disciplina – continua la ragazza -. Sono sempre stata consapevole dei regolamenti legati all’attività di arbitro e ho mantenuto un comportamento scrupolosamente osservante delle regole, anche in merito ai parametri antropometrici. Mi sono sempre autodenunciata nel momento in cui ho realizzato di superare i parametri imposti. Mi sono sempre autosospesa. A oggi, però, non sono disposta ad accettare che una carriera fondata sui sacrifici e sul massimo rispetto possa essere “calpestata” da imposizioni del genere che non prevedono soglie di tolleranza“.
Il post dell’arbitra è stato pubblicato nel giorno di San Valentino, e si conclude così: “Da oggi inizia la mia battaglia per superare la discriminazione imposta da certe norme. Aiutatemi a fare la sentire la mia voce perché non è solo la mia voce. Sono grassa sì! Ma anche di contenuti, voglia di lottare e speranza. Buona festa degli innamorati. Io oggi ho scelto di amarmi un po’ di più!“.
Il wrestling è uno sport-spettacolo che ha una grande seguito nel nostro Paese, grazie agli incontri della WWE (World Wrestling Entertainment) trasmessi da molti anni in Italia. Una delle star di questa disciplina più famose e amate anche nel nostro Paese è sicuramente Hulk Hogan, pseudonimo di Terry Eugen Bollea.
Soprannominato The Himmortal,Hulk Hogan è stato uno dei pro-wrestler più prolifici della WWE, con una carriera durata ben 35 anni. Come tanti colleghi del mondo del wrestling, The Immortal è comparso anche in diversi film, quali Rocky III, Gremlins 2 o Secret Agent. Senza contare i suoi cameo in serie TV comeBaywatch o Walker Texas Ranger.
Nelle ultime ore Hulk Hogan è tornato in tendenza in Italia per una notizia circolata tra la notte e la mattina del 30/31 gennaio. Riportata dalla maggior parte delle testate italiane,secondo tale news Hulk Hogan “non sentirebbe più le gambe”, dopo una serie di operazioni in cui sarebbero stati “tagliati i nervi degli arti inferiori”. Notizia che però è stata smentita in serata da un rappresentante della WWE.
“Va tutto bene con la salute di Hulk Hogan” – Tutto è nato da una dichiarazione fatta venerdì scorso da Kurte Angle, durante il suo show. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un ex-wrestler come Hogan, che si è ritirato dal professionismo nel 2019.
Ad ogni modo, Kurt Angle in una puntata del suo podcast ha parlato della salute di The Immortal parlando di condizioni molto gravi per l’ex star del wrestling.
“Hogan ha avuto un’altra operazione alla schiena. Gli avrebbero tagliato i nervi della parte inferiore del corpo, non sente gli arti inferiori. Per questo deve usare un bastone per camminare“
Le parole di Kurt Angle hanno fatto il giro del mondo, passate tra una testata e l’altra. E così anche in Italia si è diffusa la notizia della possibile paralisi di Hulk Hogan. Ora: è vero che The Immortal dopo il suo ritiro dal wrestling ha avuto seri problemi alla schiena e alla ginocchia, dovendo subire molte operazioni. continua a leggere
L’ex campione di wrestling recentemente si è sottoposto a un intervento chirurgico, ma la sua situazione appare compromessa
E’ stato a lungo idolo delle folle prim’ancora che nascessero i social. Nonostante questo, è conosciuto in tutto mondo. Hulk Hogan, uno dei wrestler più famosi della storia, non sta attraversando un buon momento di salute. La rivelazione arriva dal suo ex collega Kurt Angle, che si dice preoccupato per le condizioni di salute.
Deambulazione precaria – Hulk Hogan – secondo l’amico Angle – negli ultimi tempi si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico agli arti inferiori per risolvere un problema piuttosto importante di salute. Ma, nonostante questo, Hulk Hogan starebbe perdendo sensibilità alle gambe. L’ex campione di lotta fatica a camminare, e negli ultimi giorni è costretto a sorreggersi con un bastone anche per fare spostamenti minimi.
Resta un mistero come un atleta tutto casa e allenamenti possa aver avuto un coagulo di sangue nel cervello a 31 anni
Henry Anderson è un ragazzone di un metro e ottanta per 135 chili di muscoli. Un atleta professionista di 31 anni che mai si sarebbe aspettato di vivere una disavventura cvhe ha spaventato il mondo del Football americano e non solo. Il difensore dei Carolina Panthers, infatti, è l’emblema dello sportivo: tutto casa e allenamenti, ma dal nulla un ictus improvviso lo ha colpito mettendo a serio rischio la sua vita e la sua carriera.
Il malore improvviso – Lo scorso 22 ottobre, Henry Anderson era a casa quando ha iniziato a sentire le gambe che non rispondevano più ai comandi e i suoi discorsi hanno iniziato a perdere di senso. «È stato un ictus, un coagulo di sangue si è formato nel mio cervello», ha spiegato a ESPN. Il giocatore è stato portato d’urgenza in ospedale dove è stato sottoposto a una serie di test. I medici hanno trovato il coagulo e lo hanno mandato in sala operatoria per rimuoverlo. E dopo l’operazione e una degenza di più di un mese, adesso l’estremo difensore dei Panthers è in splendida forma e non vede l’ora di tornare in campo.
«Sono fortunato» – Una disavventura che poteva trasformarsi in tragedia. Fortunatamente per il giocatore che ha tenuto con il fiato sospeso tutti gli appassionati della NFL, a distanza di un mese è in perfetta forma e attende solo il via libera per tornare ad allenarsi e a giocare con la sua squadra. «Sono stato abbastanza fortunato a evitare qualcosa di serio», ha dichiarato a Fox News aggiungendo: «Voglio dire, mi sento benissimo. Come ho detto, non è come un infortunio a un ginocchio o a una spalla o qualcosa che devi riabilitare e recuperare la forza e tutto il resto. Era solo qualcosa di anomalo nel mio cervello che, una volta tolto, mi ha portato a tornare alla normalità».
È uno tsunami quello che sta travolgendo Federginnastica. Dopo le denunce a Repubblica di Nina Corradini, Anna Basta e Giulia Galtarossa, molte hanno deciso di rompere il silenzio. Non solo ginnaste della Nazionale ma anche di categorie inferiori. Ecco le loro parole
Decine e decine di messaggi, mail, audio. Testimonianze, richieste d’aiuto, ricordi dolorosi. È un autentico tsunami quello che sta travolgendo Federginnastica, dopo l’inchiesta di Repubblica sulle violenze psicologiche nella ginnastica ritmica. Dopo le denunce di Nina Corradini, Anna Bastae Giulia Galtarossa, molte atlete ed ex atlete hanno deciso di rompere il silenzio. Non solo ginnaste della Nazionale, ma anche di categorie inferiori. Ecco le loro parole.
I lucchetti alle mensole – Quasi nessuna vuole fare i nomi dei colpevoli, “è tutto il sistema che è sbagliato” ma molte ci mettono la faccia. Viene fuori il quadro di un “mondo infernale“, “da incubo“. Non singole “eccezioni“, come le ha definite il presidente del Coni Malagò. “Per due anni della mia vita speravo tutti i giorni di alzarmi e di non venire insultata dalla mia allenatrice“.
Sara Branciamore, 22 anni, campionessa italiana nell’individuale nel 2013: “Avevo paura della mia insegnante e nonostante ciò per un periodo ho vissuto a casa sua. Il cibo che mangiavo lo razionava lei: una volta mise il lucchetto alle mensole. Ovviamente io mangiavo di nascosto, altrimenti non avrei mai potuto sostenere 10 ore di allenamento quotidiane. Venivo pesata tre volte al giorno, ma prima andavo in bagno a vomitare. Una volta ho messo i piedi fuori dalla bilancia per pesare meno, sono cascata e sono stata insultata. Avevo paura che mi potesse mettere le mani addosso, voleva addirittura levare la tutela ai miei genitori. Per tutto il periodo del campionato di A non mi hanno fatto vedere mamma e papà, che tra l’altro si stavano separando. Sono alta 165 cm ed ero arrivata a pesare 36 chili: per un anno non ho avuto le mestruazioni e ancora oggi sono irregolari“.
“Hai il sedere come un baule” – “Mi sono ammalata di anoressia nervosa, sono stata diverse volte ricoverata in ospedale. Già a 10 anni venivo pesata“, racconta Victoria Polidori, 21 anni: “Chi prendeva due o tre etti doveva correre intorno alla pedana con i pesi alle caviglie. Una società per cui ho gareggiato mi faceva contare le penne al pomodoro che mangiavo. Alcune frasi le ricordo bene: “Hai un sedere grande come un baule” o “quest’anno non gareggi se non dimagrisci“”
I deficit mentali – “Non salgo sulla bilancia dal 2017. Durante uno stage – confessaChiara Ferri, 20 anni – in una settimana persi un chilo, non avevo più forze e chiamai mamma piangendo. Lei mi venne a prendere e mi portò a mangiare al centro di Padova. Io soffrivo di deficit dell’attenzione e problemi di apprendimento certificati, stavo seguendo un percorso con un neuropsichiatra. L’allenatrice mi prendeva in giro: “Non è vero che hai problemi, non vuoi ricordare gli esercizi“. Oppure: “Oggi non vai da una psicologa?”“.
Niente scuola per dimagrire – “La mia allenatrice decideva anche sulla scuola. Frequentavo la sera le lezioni private, ma spesso – anche 3 volte a settimana – me lo impediva e mi mandava in palestra o in sauna per dimagrire: tutto dopo 8 ore di allenamento“. Luisa, nome di fantasia, ricorda una frase che ripeteva sempre l’allenatrice: “La miglior ginnasta è orfana, perché non ha genitori che si impicciano, e ignorante, perché non va a scuola“. continua a leggere surepubblica.it
Paola Consoli, l’allenatrice che martedì ha salvato a una delle sue atlete: «Meno male che la società mi aveva fatto fare il corso». La 12enne è ancora in prognosi riservata
«Mai avrei pensato di dover usare il defibrillatore». Sono stati attimi drammatici, in cui Paola Consoli, però, non ha mai perso di lucidità, contribuendo a mantenere in vita una delle sue giovani pallavoliste – 12 anni –, colta da arresto cardiaco. Intervento istantaneo e provvidenziale, all’inizio dell’allenamento con le sue allieve della Star Volley Academy Nord di Castelcovati. «Stavo montando la rete per le più piccole. Le ragazze, come sempre stavano giocando, scherzavano correvano, prima dell’allenamento. I genitori stavano uscendo dalla palestra. Io ho preso il palo, mi sono girata e ho visto la ragazza a terra. Ho mollato tutto e sono subito corsa da lei». Paola Consoli, che ha seguito dei corsi di rianimazione, su indicazione della sua società sportiva, capisce immediatamente la gravità della situazione. Controlla se le vie aeree siano ostruite da qualcosa. Ma nulla. La piccola non respira e il cuore è fermo. «Ho chiesto a una delle ragazze più grandi di andare a prendere il defibrillatore nello spogliatoio, mentre a un’altra ho detto di chiamare il 112 con il mio cellulare. Un’altra l’ho mandata a chiamare la mamma della ragazzina che aveva appena lasciato la palestra».
La madre che urla disperata. Le atlete radunate in un angolo per lasciare spazio alle operazioni di soccorso. «Ho cominciato subito a fare massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca, poi ho dato la scarica con il defibrillatore. Al telefono l’operatrice del 118 mi ha indicato di proseguire con il massaggio cardiaco».
I gesti vengono spontanei, in una drammatica lotta tra la vita e la morte. Attimi interminabili in cui, forse, non c’è stato nemmeno modo di avere paura. «In nemmeno 10 minuti sono arrivati i paramedici che le hanno dato un’altra scarica. Il cuore è ripartito e poi l’hanno portata in elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXXIII». A quasi 24 ore di distanza la voce di Paola Consoli è ancora carica di tensione. La sua giovane allieva, tenuta sedata, dà segni di miglioramento.La prognosi resta riservata, ma sembra scongiurato il pericolo di vita. «Ho fatto tutto quello che potevo e lei è stata brava a reagire. Ma sarò felice e tranquilla quando la rivedrò fuori da quel letto», dice Paola Consoli «e ringrazio la società che mi ha fatto seguire questi corsi, anche quando non era obbligatorio il defibrillatore». continua a leggere
Stavolta ha vinto il suo fisico martoriato dall’ennesimo infortunio. Rafa Nadal non scenderà in campo domani per l’attesissima semifinale contro Nick Kyrgios. Rafa, che stamattina si è sottoposto a degli esami per capire l’entità dell’infortunio subito nel match contro Taylor Fritz, ha ricevuto una pessima notizia dai medici. La risonanza magnetica ha rivelato una lesione di 7 millimetri e, dopo l’allenamento svolto lontano da occhi indiscreti, Nadal ha capito di non potercela fare.
Sfuma così il sogno del grande Slam, dopo la vittoria dei primi due grandi appuntamenti della stagione, Australian Open e Roland Garros, il 14° di una straordinaria carriera. Il maiorchino ha convocato una conferenza stampa pochi minuti fa a Londra per dare la brutta notizia). È la prima volta nell’Era Open che non si disputa una semifinale di Wimbledon. Nick Kyrgios, dunque aspetta il vincente tra Djokovic e Cameron Norrie. continua a leggere
La britannica Jodie Burrage vede il ragazzino barcollare durante la partita e lo aiuta con bibite e zuccheri. I medici arrivano solo dopo 5’. «Ma lo avremmo fatto tutti»
A Londra non fa particolarmente caldo e anche questo primo lunedì di Wimbledon non ha fatto eccezione. Ma uno dei giovani raccattapalle del torneo si è sentito comunque male. A soccorrerlo non hanno provveduto però dei medici o degli infermieri, ma una delle atlete impegnate nel primo turno.
La britannicaJodie Burrage, dopo una breve sosta per la pioggia, ha notato che il ragazzino barcollava ed è stato costretto a sedersi. Lei, nata e cresciuta a poco più di 6 km dall’All England Tennis Club (oggi giocava sul campo 18), ha capito ed è subito intervenuta in soccorso del piccolo smettendo di preoccuparsi del set appena persocon l’ucraina Lesia Tsurenko.
Un calo di zuccheri, probabilmente, quello del raccattapalle, cosìBurrage, 23 anni, gli ha portato immediatamente una delle sue bibite energizzanti e un gel per aiutarlo a recuperarne un po’. Uno spettatore ha anche contribuito con delle caramelle gommose.continua a leggere
Il salvataggio di Anita Alvarez (afp)Il salvataggio di Anita Alvarez (afp)Il salvataggio di Anita Alvarez (afp)Il salvataggio di Anita Alvarez (afp)
L’atleta è stata salvata dal pronto intervento della sua allenatrice. Poi per fortuna lo staff sanitario l’ha dichiarata fuori pericolo
BUDAPEST – 22 giugno 2022
Momenti di panico nel corso della finale del singolo libero di nuoto sincronizzato ai Mondiali di Budapest. La statunitense Anita Alvarez è stata colta da un malore subito dopo aver terminato il proprio esercizio. E’ rimasta per qualche secondo sott’acqua, fino a quando la sua allenatrice si è tuffata nella vasca per soccorrerla.
La perdita dei sensi, la discesa in fondo alla vasca, il salvataggio del team Usa che ha riportato a galla l’atleta del nuoto artistico. Momenti di grande paura nel corso ai Mondiali di Budapest, durante la finale del singolo libero. La statunitense Anita Alvarez è stata colta da un malore dopo aver finito il suo esercizio, è finita sott’acqua, fino a quando la sua allenatrice si è tuffata nella vasca per soccorrerla. I medici e i paramedici hanno trasportato Alvarez in infermeria, dove è stata dichiarata fuori pericolo. Passato lo spavento, l’atleta è riuscita a tornare sul piano vasca per rassicurare sulle proprie condizioni di salute
A quel punto è intervenuto lo staff saniario, che ha trasportato Alvarez in infermeria, dove è stata dichiarata fuori pericolo. Passato lo spavento, l’atleta è riuscita a tornare sul piano vasca per rassicurare sulle proprie condizioni di salute.
Il video era diventato presto virale: il 24enne peso leggero sudafricano dopo la corsa in ospedale e il coma indotto non ce l’ha fatta
Il peso leggero sudafricano Simiso Buthelezi è morto dopo aver subito un’emorragia cerebrale a seguito di un incontro di boxe disputato nel fine settimana a Durban. Il 24enne stava affrontando domenica il connazionale Siphesihle Mntungwa per il titolo WBF All Africa dei pesi leggeri, ma il match sulla distanza dei 10 round è stato interrotto dall’arbitro dopo che Buthelezi ha iniziato a sferrare pugni contro un avversario invisibile. Il filmato del combattimento che mostrava Mntungwa cadere sulle le corde e poi, dopo che il combattimento era ripreso, avanzare verso un angolo sferrando colpi contro il vuoto, è diventato rapidamente virale, attirando numerosi commenti e reazioni ironiche, ma del tutto fuori luogo.
IL COMA E IL DECESSO – L’arbitro ha sospeso l’incontro e Buthelezi è crollato sul ring. Trasportato d’urgenza in ospedale, è stato messo in coma indotto dopo la scoperta di un’emorragia al cervello. Secondo il suo allenatore, Bheki Mngomezulu, Buthelezi era in perfetta salute prima dell’incontro.
Nel 1995 la stima era di 500 morti in un secolo. Un ricordo di alcune delle vittime, compresa Becky Zerlentes, la prima donna
L’ultima vittima – Il peso leggero sudafricano Simiso Buthelezi è morto dopo aver subito un’emorragia cerebrale a seguito di un incontro di boxe disputato nel fine settimana a Durban. Il 24enne stava affrontando domenica il connazionale Siphesihle Mntungwa per il titolo WBF All Africa dei pesi leggeri, ma il match sulla distanza dei 10 round è stato interrotto dall’arbitro dopo che Buthelezi ha iniziato a sferrare pugni contro un avversario invisibile. L’arbitro ha subito sospeso l’incontro e Buthelezi è crollato sul ring. Trasportato d’urgenza in ospedale, è stato messo in coma indotto dopo la scoperta di un’emorragia al cervello. Dopo 4 giorni il decesso. Secondo il suo allenatore, Bheki Mngomezulu, Buthelezi era in perfetta salute prima dell’incontro.
Centinaia di morti – Altro anno tragico il 2019. Nel 1995 una stima approssimativa indicava in circa 500 le vittime della disciplina nei 100 anni precedenti, ma negli ultimi anni con la facilità di diffusione delle notizie si è registrata un’apparente impennata che è in realtà la certificazione di una realtà che esisteva già prima. Quell’anno muoiono Patrick Day, il russo Maxim Dadashev, l’argentino Hugo Santillan e il bulgaro Boris Stanchov.continua a leggere
Immagini insolite dal Sudafrica nel match valido per il titolo africano dei pesi leggeri: Simiso Buthelezi, il favorito alla vigilia dell’incontro, sembrava aver messo al tappeto Siphesihle Mntungwa. Ma proprio nel momento in cui l’avversario si è rialzato, il pugile ha iniziato a tirare pugni nel vuoto, come se affrontasse un rivale immaginario. L’arbitro ha immediatamente sospeso il combattimento, decretando la vittoria di Mntungwa. Buthelezi è stato invece portato in ospedale dove si trova in osservazione
Pugile sudafricano inizia a colpire un avversario immaginario.
Nel corso del decimo round di un match per il titolo africano dei pesi leggeri WBF a Durban in Sudafrica, Simiso Buthelezi ha iniziato a sferrare dei colpi nel vuoto.
Nel corso del decimo round di un match per il titolo africano dei pesi leggeri WBF a Durban in Sudafrica, Simiso Buthelezi ha iniziato a sferrare dei colpi nel vuoto. Buthelezi era in netto controllo, dopo aver messo al tappeto l’avversario. Ma improvvisamente si è diretto all’angolo, ed ha iniziato a sferrare colpi nel vuoto. Buthelezi poco dopo ha perso i sensi ed è stato condotto d’urgenza in ospedale, dopo essere stato portato via in barella.
Il giocatore, sabato sera, in bagno non si è più rialzato. Andrea Sciarrini lascia una moglie e due figlie di 10 e 4 anni. In passato aveva avuto problemi alla circolazione e si era fermato 2 anni
Il mondo del basket marchigiano è sotto choc per la scomparsa improvvisa di Andrea Sciarrini, protagonista della scena locale a tutti i livelli: giocatore, allenatore e organizzatore di eventi. Una morte decisamente prematura avvenuta ad appena 40 anni compiuti da poco più di un mese, che ha richiesto l’autopsia per chiarirne le cause. Conosciuto e stimato nel mondo del basket regionale e non solo come atleta (aveva giocato nelle giovanili della Vuelle prima di militare a lungo nei campionati minori locali) ma anche come referente della Free Italian Streetball e promotore del torneo estivo di basket che si disputa Senigallia, città dove aveva giocato anche per indossando i colori della Goldengas.
Il malore – In passato Sciarrini era stato fermo per un paio d’anni dopo un problema di circolazione periferica ma proprio per questo motivo era un soggetto sottoposto a controlli medici frequenti. Il dramma si è consumato sabato sera dopo la partita fra Marotta e Urbania, valevole per il campionato di Promozione, che lo aveva visto tra i protagonisti e in piena forma.Rientrato a casa a Marotta, verso le 21:30 ha detto alla moglie Ilaria e alle figlie di 10 e 4 anni di avere bisogno di andare in bagno e proprio lì è stato colto da un malore. La donna ha sentito il corpo del marito cadere a terra, l’ha raggiunto e gli ha praticato le prime operazioni di rianimazione in attesa dell’arrivo del 118 che è giunto sul posto in pochi minuti ma non è riuscito a far ripartire il battito del cuore di Sciarrini. Non è rimasto altro da fare se non constatare il decesso dell’uomo e disporne il trasporto all’obitorio dove è stata eseguita nelle scorse ore l’autopsia su richiesta dei familiari. I funerali sono previsti per domani pomeriggio alle 15 nella parrocchia di San Giovanni a Marotta. La Fip Marche ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi per onorarne la memoria sia nelle gare disputate nel weekend appena trascorso che in quelle del prossimo fine settimana.
Il corridore ha subito fratture alle vertebre, a una clavicola e a una scapola: è tenuto in stato di coma farmacologico
08 aprile 2022
L’olandese Milan Vader(Jumbo-Visma) è in condizioni gravi, ma “stabili“, a causa di una caduta durante la tappa odierna del Giro dei Paesi Baschi. Il ciclista 26enne è stato ricoverato in ospedale a Bilbao e gli sono stati inseriti degli stent nelle arterie carotidee, danneggiate dall’impatto. Nell’incidente, avvenuto durante una discesa ad un centinaio di chilometri dall’arrivo della quinta tappa, Vader ha subito fratture alle vertebre, ad una clavicola e a una scapola. Attualmente e’ tenuto in stato di coma farmacologico.
La squadraJumbo-Vismasu twitter ha confermato solo che Vader – proveniente dalla mountain bike ed al primo anno nel ciclismo su strada – è ricoverato a Bilbao, in condizioni “stabili”.
Following the reports about Milan Vader after his crash in today's stage of Itzulia Basque Country, we would like to inform you that his situation is stable. Milan is receiving very good medical care in the university medical hospital in Bilbao. An update will be shared tomorrow. pic.twitter.com/U5s0sLUenL
— Team Visma | Lease a Bike (@vismaleaseabike) April 8, 2022
Notificata al tennista serbo la nuova revoca del visto di ingresso. La battaglia legale continua, ma la rincorsa del campione allo Slam numero 21 è sempre più in salita
Novak Djokovic è di nuovo in stato di fermo. Il provvedimento è scattato con la notifica da parte dei funzionari dell’immigrazione della revoca del visto decisa dal ministro Alex Hawke, in attesa dell’udienza fissata per domenica mattina davanti alla Corte Federale chiamata a decidere sullo spinoso caso del campione di tennis edella sua permanenza in Australian per la partecipazione agli Open di tennis. Secondo il governo, infatti, la presenza del numero uno del tennis mondiale, non vaccinato contro il Covid, «potrebbe incoraggiare il sentimento contro i vaccini». Le autorità australiane hanno presentato per questo una memoria davanti alla giustizia, chiedendo l’espulsione del serbo dal Paese. La rincorsa del giocatore serbo allo Slam numeri 21 in carriera è dunque di nuovo in salita. Inserito nel tabellone del torneo come testa di serie numero 1, rischia adesso di essere rispedito a casa prima del match di esordio contro il connazionale Kecmanovic. continua a leggere
Haitem Jabeur Fathallah, classe 1989 (playbasket.it)
Il play della Fortitudo Messina era impegnato in partita a Reggio Calabria, aveva 32 anni: si è accasciato durante un’azione e ha perso i sensi, probabile uno «choc diabetico»
Un giocatore di basket, Haitem Jabeur Fathallah, di 32 anni, in forza alla Fortitudo Messina, è morto nell’ospedale di Reggio Calabriadove era stato portato per un malore che lo ha colpito nel corso di un incontro tra la sua squadra e la Dierre Reggio, valido per il campionato di Serie C Gold.
Fathallah, mentre era impegnato in una fase di gioco a metà del terzo quarto, si è accasciatoed ha perso i sensi. La partita è stata subito sospesa per soccorrere il cestista. Il giocatore è stato portato in ospedale con un’ambulanza, ma è morto poco dopo il ricovero. continua a leggere