Sponsor gonfiati e stipendi di Mancini: perché la Premier indaga sul City – Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul City


articolo di Redazione: Sponsor gonfiati e stipendi di Mancini: perché la Premier indaga sul City (calcioefinanza.it)

Il Manchester City è stato accusato dalla Premier League di oltre 100 presunte violazioni delle norme economico-finanziarie dopo quattro anni di indagini. Il club è stato accusato di aver violato i regolamenti per la durata di nove stagioni e si ritiene che se le accuse fossero dimostrate potrebbero portare a una serie di sanzioni tra cui una penalizzazione in classifica o l’esclusione dal campionato.

Ma di cosa è accusato esattamente il Manchester City? L’indagine della Premier League è iniziata nel dicembre del 2018 dopo che il sito tedesco Der Spiegel ha pubblicato dei documenti legati a Football Leaks, provenienti dall’hacker informatico portoghese Rui Pinto.

Questi documenti sostenevano che il Manchester City avesse contratti di sponsorizzazione “gonfiati”, con un valore sopravvalutato rispetto a quello di mercato e con denaro versato direttamente dalla proprietà di Abu Dhabi invece che da sponsor legati agli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, i documenti cercavano di dimostrare come lo stipendio dell’allora tecnico Roberto Mancini fosse in realtà raddoppiato sulla base di un contatto segreto con un club di Abu Dhabi. Inoltre, erano indicate irregolarità con riferimento all’acquisto di calciatori minorenni.

La UEFA aveva inizialmente escluso il Manchester City per due anni dalle sue competizioni e multato il club di 30 milioni di euro per presunte violazioni del Fair Play Finanziario legate ai contratti di sponsorizzazione. Nel 2020 l’esclusione è stata revocata e la multa ridotta a 10 milioni di euro dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), che ha affermato che «la maggior parte delle presunte violazioni non era stata accertata o era prescritta».

Secondo le regole della Premier League, non ci sono restrizioni simili sul periodo di tempo trascorso da un presunto reato. Nel marzo 2019, la Premier League ha confermato per la prima volta che era in corso un’indagine dopo che un certo numero di club di alto livello aveva sollevato la questione delle accuse contro il Manchester City.

Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul City

articolo di Redazione: Oltre 100 violazioni del FPF inglese: la Premier indaga sul Manchester City (calcioefinanza.it)

Manchester City violazioni FPF – Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato questa mattina, la Premier League ha annunciato di avere aperto un’indagine nei confronti del Manchester City per oltre 100 possibili violazioni delle norme del massimo campionato di calcio inglese con particolare riferimento alle regole economico-finanziarie. Le violazioni riguardano prevalentemente le stagioni dal 2009/10 al 2017/18.

In particolare, le violazioni «in relazione a ciascuna delle stagioni dal 2009/10 al 2017/18» riguardano «le regole della Premier League che richiedevano la fornitura da parte di un club membro, nella massima buona fede, di accurate informazioni finanziarie che fornissero un rappresentazione veritiera e corretta della posizione finanziaria del club, in particolare per quanto riguarda le sue entrate (inclusi i ricavi da sponsorizzazione), le sue parti correlate e i suoi costi operativi», si legge nella nota.

Inoltre, per quanto riguarda le ulteriori violazioni, in «ciascuna delle stagioni dal 2009/10 al 2012/13, le regole della Premier League richiedevano a un club membro di includere tutti i dettagli della remunerazione dell’allenatore nei relativi contratti con il proprio tecnico». Lo stesso discorso riguarda anche i calciatori, con riferimento alle stagioni dalla 2010/11 alla 2015/16.

Manchester City violazioni FPF – Rischio sanzioni per i CitizensAltre violazioni riguarderebbero le regole della Premier League che impongono a un club affiliato di conformarsi ai regolamenti UEFA, inclusi i Regolamenti UEFA sulle Licenze per Club e il Fair Play Finanziario, oltre alle norme sulla redditività e sostenibilità del massimo campionato di calcio inglese. Infine, ci sarebbero accuse anche per quanto riguarda il periodo da dicembre 2018 ad oggi, poiché le regole della Premier League «richiedono a un club membro di cooperare e assistere la Premier nelle sue indagini, anche fornendo documenti e informazioni nella massima buona fede».

Il deferimento da parte della Premier League arriva dopo indagini della durata di quattro anni. Si ritiene che se le accuse fossero dimostrate, queste violazioni potrebbero portare a una serie di sanzioni tra cui una penalizzazione in classifica o addirittura l’esclusione dal campionato.

Roma, Solbakken escluso dalla lista Uefa dopo controllo sul monte stipendi


articolo di Gianluca Lengua: Roma, Solbakken escluso dalla lista Uefa dopo controllo sul monte stipendi (ilmessaggero.it)

La decisione del club per evitare il rischio sanzioni

La Uefa nella serata di ieri ha controllato la lista della Roma e in base alla verifica è emersa una differente interpretazione del monte ingaggi rispetto a quella fatta dalla Roma. Quindi, per non rischiare sanzioni il club ha tolto Solbakken.

Roma, la lista Uefa cambia – Dalla lista non si possono levare i calciatori che giá erano presenti in quella precedente, ma solo i nuovi. La scelta è ricaduta sull’ex Bodo perché Wijnaldum è un titolare e Llorente è una riserva necessaria in una difesa che gioca a tre e ha solo quattro centrali di ruolo.

Chelsea, senza Champions League rischio violazione del FPF


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/02/03/chelsea-rischio-violazione-fpf/

Il Chelsea correrà il rischio di violare le regole del Fair Play Finanziario UEFA se non riuscirà a qualificarsi per la Champions League in questa stagione, dopo essere già stato inserito nella “lista di controllo” da parte dell’organo di controllo finanziario della Federcalcio europea.

La UEFA aveva annunciato a settembre che il Chelsea era tra i 19 club europei che sono sfuggiti a misure sanzionatorie solo a causa delle condizioni particolari legate all’emergenza Coronavirus e le cui spese saranno attentamente monitorate in questa stagione. Nonostante ciò, il club londinese è stato protagonista di una campagna acquisti invernale faraonica.

Oltre alla spesa record per i trasferimenti – i Blues hanno speso quasi 330 milioni di euro – il fatto che il solo Jorginho abbia lasciato il club significa che il costo della rosa del Chelsea sarà salito alle stelle. Come spiega il quotidiano inglese The Times, anche se la politica di siglare accordi di lunga durata consentirà al Chelsea di distribuire il costo dei cartellini su più stagioni, gli esperti ritengono che i Blues non possano stare tranquilli, soprattutto qualora non dovessero qualificarsi per la prossima Champions League.

In caso di mancato quarto posto (il Chelsea è attualmente decimo in Premier League, a dieci punti dalla quarta posizione) il club potrebbe essere costretto a vendere alcune delle sue stelle per rientrare nei parametri previsti dalle norme sul Fair Play Finanziario per coprire i ricavi mancanti, nell’ordine dei 90 milioni di sterline (anche se la cifra finale dipende dai risultati sportivi). Solo i calciatori cresciuti “in casa”, e dunque con un valore netto a bilancio prossimo allo zero, potrebbero salvare i Blues. La cessione di giocatori come Callum Hudson-OdoiConor Gallagher e Ruben Loftus-Cheek potrebbe generare quasi 100 milioni di sterline complessivamente.

Con le nuove regole per il controllo dei costi, che andranno a sostituire la vecchia versione del Fair Play Finanziario, la UEFA ha introdotto un nuovo elemento chiamato “squad cost rule”, che prevede che i club avranno un limite di spesa pari al 90% dei ricavi per gli stipendi dei giocatori, i trasferimenti e le commissioni degli agenti.

Limite che si abbasserà all’80 e ancora al 70% negli anni successivi, fino ad arrivare a regime nella stagione 2025/26. Eventuali ricavi derivanti dalla vendita di giocatori consentiranno ai club di spendere di più, ma le entrate derivanti dai trasferimenti saranno calcolate in media rispetto ai sei anni precedenti. Il limite di deficit per la stagione crescerà invece a 60 milioni di euro

Stretta sulle plusvalenze: ecco cosa cambia per i club


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/02/02/plusvalenze-nuova-norma-decreto-milleproroghe/

Plusvalenze nuova norma – Dopo l’esplosione del caso Juventus, è arrivata la stretta contro le plusvalenze annunciata dal Governo e in particolare dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La nuova regola, che modifica l’articolo 86 del Testo unico sulle imposte sui redditi, avrà la forma di un emendamento governativo che sarà presentato nella giornata di oggi al Milleproroghe in discussione al Senato.

La nuova norma agirà in due modi sul tema plusvalenze, a cominciare dall’introduzione di una disciplina specifica per «le plusvalenze realizzate mediante cessione dei diritti all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta per le società sportive professionistiche». Queste somme si dividono in due parti: la quota «corrispondente al corrispettivo eventualmente conseguito in denaro» potrà entrare nella rateizzazione come di consueto, mentre il resto andrà direttamente «a formare il reddito nell’esercizio in cui è stata realizzata».

Plusvalenze nuova norma – Le due novità

La seconda novità riguarda invece le regole generali per la rateizzazione. Il testo attuale permette un regime favorevole alle società sportive, che possono diluire la plusvalenza anche quando il giocatore rimane per un solo anno nella proprietà del club, mentre le altre imprese hanno bisogno di mantenere il “bene” in portafoglio almeno per tre anni per vedersi aprire le porte della dilazione.

Il regime di favore viene ora abolito, allineando la disciplina dello sport a quella generale che impone di aspettare il triennio. L’obiettivo della doppia mossa è chiaro, e punta a stringere le viti fiscali intorno alle cosiddette plusvalenze “fittizie” realizzate dai club per sostenere i propri conti senza che però i valori abbiano un corrispettivo effettivo di mercato.

Nasce così un doppio regime: sulle plusvalenze che si traducono in un effettivo scambio di denaro la mano del fisco è più leggera. Per quelle che producono numeri nei bilanci ma non trasferimento di denaro, invece, non c’è scampo: vanno integralmente ad alimentare il reddito dell’anno, e quindi le imposte da pagare, con un disincentivo che dovrebbe frenare il fenomeno.

In sostanza, quindi, cambia il regime agevolato a livello fiscale di cui hanno goduto le società, che ora dovranno pagare subito l’intera cifra legata alle tasse sulla plusvalenza in caso di cessione di un giocatore dopo una o due stagioni nel club (mentre potranno rateizzare la cifra in caso di cessione a partire dalla terza stagione in poi). Inoltre, la rateizzazione non sarà comunque permessa in caso di plusvalenza derivante da uno scambio di giocatori senza passaggio di denaro, nemmeno dopo tre anni, e quindi le tasse dovranno essere versate interamente nell’anno in cui è stata effettuata la cessione. La mossa del Governo costringerà quindi i club, soprattutto nel caso in cui una operazione a specchio sia effettuata solo per “abbellire” i conti, a dovere comunque versare subito la quota di tasse legata alla plusvalenza dando dimostrazione di avere comunque la liquidità necessaria.

La Procura di Milano indaga sulla vendita del Milan & Milan,tutte le tape dello scontro Elliott e Blue Skye


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/26/indagine-sulla-vendita-milan-acquisizioni-della-gdf/

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf sta effettuando acquisizioni nell’ambito di un’inchiesta con al centro la vendita del Milan dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale dell’agosto scorso. Lo riporta l’Ansa.

Indagine che più nello specifico parte da un esposto dell’ex socio di minoranza nella gestione del club, la lussemburghese Blue Skye. Esposto sulla vicenda di un pegno legato al fondo Elliott già contestata anche in altre sedi. Il fascicolo del pm di Milano Giovanni Polizzi e dell’aggiunto Maurizio Romanelli al momento è a carico di ignoti e ipotizza una presunta appropriazione indebita: al momento non risultano indagati.

Nel dettaglio, lo scorso settembre Blue Skye aveva rinunciato al ricorso cautelare presentato al tribunale di Milano bloccare la vendita del club rossonero da Elliott a RedBird di Gerry Cardinale. Tuttavia, l’ex socio di minoranza di Elliott si aveva presentato altre azioni legali, a partire da una causa nel merito, intentata il 9 settembre scorso, con cui chiedeva “l’accertamento della invalidità della rinuncia” al pegno “esistente in favore di Project Redblack”, società veicolo costituita nel 2017 per l’operazione di investimento nel Milan e in cui entrò all’epoca Blue Skye.

Milan, tutte le tappe dello scontro tra Elliott e Blue Skye

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2023/01/26/milan-scontro-elliott-blue-skye/

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf sta effettuando acquisizioni nell’ambito di un’inchiesta con al centro la vendita del Milan dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale dell’agosto scorso. L’indagine parte da un esposto dell’ex socio di minoranza nella gestione del club, la lussemburghese Blue Skye. Esposto sulla vicenda di un pegno legato al fondo Elliott già contestata anche in altre sedi.

Milan scontro Elliott Blue Skye – La causa a Milano – Lo scorso settembre, Blue Skye – guidata da Gianluca D’Avanzo (ex membro del CdA del Milan) e Salvatore Cerchione – e la sua controllante Luxembourg Investment Company avevano presentato al Tribunale civile di Milano un ricorso d’urgenza per bloccare la vendita del club rossonero, ma poi avevano rinunciato all’istanza cautelare – con condanna al pagamento di 20mila euro di spese legali – prendendo atto che la compravendita era stata già perfezionata a fine agosto.

Nel ricorso le società lussemburghesi lamentavano, tra le altre cose, di non aver mai «potuto ottenere alcuna informazione su questa vendita, alla quale erano direttamente interessate» e parlavano di un’operazione “opaca”. Ed era stato spiegato dai legali che restava pendente un procedimento, avviato sempre da Blue Skye contro Elliott, su un capitolo della vicenda, in particolare quello del pegno.

Blue Skye aveva spiegato, infatti, che pendeva davanti al Tribunale milanese una causa nel merito, intentata il 9 settembre, con cui si chiedeva «l’accertamento della invalidità della rinuncia» al pegno «esistente in favore di Project Redblack», società veicolo costituita nel 2017 per l’operazione di investimento nel Milan e in cui entrò all’epoca Blue Skye. In Lussemburgo, intanto, era stato aperto un altro procedimento sulla richiesta, sempre di Blue Skye, di annullare l’accordo che aveva portato alla vendita del Milan. E una causa era stata intentata pure a New York, con al centro documentazione richiesta da Blue Skye a Elliott.

Milan scontro Elliott Blue Skye – Il contenzioso in Lussemburgo – Era stata proprio la cessione del Milan a RedBird a fare scattare la rivendicazione da parte di Blue Skye Financial Partners, società che fa capo a Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo e che deteneva il 4,27% di Project Redblack, la società che prima della cessione del Milan al fondo di Gerry Cardinale controllava il 100% di Rossoneri Sport Investment Sarl e che a sua volta controllava il 99,93% del club rossonero.

Blue Skye, attraverso le parole di Salvatore Cerchione, aveva fatto sapere al Financial Times di non essere soddisfatta dell’operazione per la cessione della maggioranza e di essere pronta ad andare in tribunale qualora non avesse ricevuto più del 4,27% ad essa spettante. Un concetto che aveva ribadito anche a Calcio e Finanza, con quest’ultimo che aveva lamentato la poca trasparenza nei confronti di soci e consiglio a proposito dell’affare con RedBird.

Milan scontro Elliott Blue Skye – Per il fondo tentativi «frivoli e vessatori» – I tentativi della società di bloccare la vendita non hanno tuttavia mai preoccupato il fondo Elliott, che sulla vicenda si era così espresso: «Dopo l’annuncio della vendita di AC Milan a RedBird, Blue Skye ha avviato una serie di contenziosi frivoli e vessatori in Lussemburgo e ora a New York, che Elliott e il co-investitore Arena Investors considerano nient’altro che un tentativo di estrarre un valore a cui Blue Skye non ha diritto».

BlueSkye all’epoca non possedeva «altro che una piccola partecipazione indiretta in AC Milan, la cui stragrande maggioranza è costituita da capitale controllato e versato da Arena Investors, che a sua volta condanna fermamente e pubblicamente le azioni di Blue Skye», recitava la nota dell’epoca.

«L’operazione con RedBird rispetta pienamente tale interesse, tutte le necessarie approvazioni societarie sono state ottenute in ogni fase della transazione e Blue Skye riceverà tutte le somme a cui ha diritto. Elliott e Arena Investors difenderanno ovviamente con vigore ogni loro interesse contro le azioni frivole e vessatorie di Blue Skye, e si aspettano pienamente di avere la meglio», concludeva il comunicato.

In un’intervista rilasciata a Calcio e FinanzaDan Zwirn, co-fondatore di Arena Investors nel 2015 e attuale CEO della società, aveva così commentato i contenziosi aperti da Blue Skye: «Salvatore e Gianluca (Cerchione e D’Avanzo, ndr) erano originariamente analisti junior (uno era un VP e uno era un Associate) che ho assunto rispettivamente da Morgan Stanley e BC Partners, circa 20 anni fa per la mia precedente società, D.B. Zwirn & Co. La loro società, Blue Skye, è una delle oltre 40 joint venture che Arena Investors ha in tutto il mondo, dove vanta investimenti privati ​​in oltre 20 Paesi. Non è esclusiva in nessuna delle due direzioni. Vista la lunga relazione, siamo ovviamente profondamente delusi dalla situazione attuale (luglio 2022, ndr)».

«Sfortunatamente, non comprendiamo le ragioni di questa azione poiché Elliott non ha fatto altro che aggiungere valore al club e hanno sempre operato in maniera trasparente e professionale», aveva aggiunto Zwirn a proposito dell’operazione che aveva portato alla cessione del club rossonero.

Perché in Francia non saranno più trasmesse le partite dell’Atalanta


articolo Di La redazione di 90min: Perché in Francia non saranno più trasmesse le partite dell’Atalanta (90min.com)

Difficile esprimere dubbi ragionevoli sulla natura spettacolare e tutt’altro che conservativa dell’Atalanta targata Gasperini, le partite ricche di gol sono del resto un marchio di fabbrica della Dea di Gasp e sorprende, adesso, scoprire che in Francia non potranno più godersi quanto prodotto sul campo dai nerazzurri.

Gli abbonati di BeIN Sports, che possono dunque usufruire della trasmissione della Serie A, non potranno più vedere le partite dell’Atalanta già a partire dalla trasferta all’Allianz contro la Juve. L’Equipe spiega i motivi di tale veto: il problema risiede nello sponsor nerazzurro Plus500, main sponsor che offre “servizi di investimento relativi a contratti finanziari rischiosi” e che, di conseguenza, non può essere mostrato in Francia per motivi di natura legale.

La Direzione generale per concorrenza, consumatori e prevenzione frodi (DGCCRF) spiega appunto come “queste pubblicità siano vietate dal codice del consumo“. BeIN Sports ha dunque risposto – anche con un annuncio diffuso su Twitter – che si troverà costretta a rinunciare alla trasmissione delle partite dell’Atalanta ma, al contempo, ha annunciato possibili contromisure per evitare di dover oscurare a lungo le sfide della Dea.

Voci sulla cessione dell’Udinese, il club non commenta 


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2023/01/17/voci-sulla-cessione-delludinese-il-club-non-commenta_35e9a1bd-31b9-4d9a-9e64-001fe6b20969.html

Indiscrezioni di stampa sull’ingresso di un fondo statunitense 

L’Udinese sarebbe stata venduta a un fondo americano, a partire dal prossimo primo luglio.

L’indiscrezione è stata diffusa da Tuttosport, ma al momento non trova conferme nel club friulano, che preferisce non commentare.

A lanciare la notizia dell’interessamento del fondo Usa era stato Il Sole 24 ore lo scorso agosto. Il quotidiano economico aveva ipotizzato proprio lo scenario che oggi Tuttosport riprende, fornendo ulteriori particolari, come i termini dell’operazione: 200 milioni di euro, con ingresso di ‘890 Fifth Avenue Partners Llc e Group Nine Acquisition Corp’. Una cifra che appare piuttosto bassa se si considera lo stadio di proprietà e il parco giocatori.

“Il Psg vicino alla bancarotta”, l’incredibile indiscrezione che arriva dalla Francia


I risultati pubblicati nell’ultimo report di Football Benchmark di KPMG rivelano una situazione finanziaria “complessa” nel club parigino

articolo: “Il Psg vicino alla bancarotta”, l’incredibile indiscrezione che arriva dalla Francia (corrieredellosport.it)

PARIGI – Incredibile indiscrezione giunge dalla Francia. Il potente PSG ha registrato perdite record con il rischio di andare in bancarotta. “È uno dei peggiori risultati netti della storia del calcio, superato solo dall’imbattibile FC Barcelona del 2020-2021, che aveva registrato 481 milioni di euro di perdite“, rivela Antonio Di Cianni, direttore dell‘economia e strategia del calcio del dipartimento di Football Benchmark. Secondo i dati pubblicati nell’ultimo report, il PSG ha perso 369 milioni di euro netti nella stagione 2021/2022. Buste paga che esplodono e un disavanzo esorbitante. Questa la situazione finanziaria nel club parigino del presidente Al-Khelaifi.

Serie A, entro oggi le prime tre rate delle tasse sospese


29 Dicembre 2022articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/29/serie-a-data-pagamento-tasse-sospese/

I club di Serie A non possono più rimandare il pagamento delle tasse sospese a causa degli effetti negativi derivanti dall’emergenza Covid. E’ fissata infatti per la giornata di oggi – giovedì 29 dicembre 2022 – la data di scadenza per il versamento dei tributi scaduti il 22 dicembre. Per chi decidesse di accedere alla rateizzazione, la scadenza riguarda invece le prime tre rate.In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le indicazioni per il versamento dei tributi attraverso una risoluzione.

«Il disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”, approvato dalla Camera dei Deputati il 24 dicembre 2022, contiene all’articolo 1, commi 160 e 161, disposizioni sulla rimessione in termini dei versamenti di alcuni tributi, sospesi per gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, scaduti il 22 dicembre 2022, relativamente ai quali si forniscono di seguito le istruzioni per la compilazione del modello F24», si legge nella nota.

«I versamenti delle ritenute alla fonte, comprensive di quelle relative alle addizionali regionale e comunale, e dell’imposta sul valore aggiunto, dovranno essere effettuati dai soggetti interessati, tramite modello F24, utilizzando i codici tributo ordinari e indicando i periodi di riferimento originari entro il 29 dicembre 2022 ovvero in sessanta rate di pari importo, con scadenza delle prime tre rate entro la stessa data e delle successive rate mensili entro l’ultimo giorno di ciascun mese a decorrere da gennaio 2023», sottolinea l’Agenzia delle Entrate.

«In caso di pagamento rateale è dovuta una maggiorazione del tre per cento delle somme complessivamente dovute, che dovrà essere versata per l’intero importo contestualmente alla prima rata utilizzando il codice tributo “1668” e indicando l’anno di riferimento “2022”», chiude la nota. Di seguito, i debiti con il fisco dei club di Serie A, che dovranno decidere se accedere alla rateizzazione o se versare interamente i tributi sospesi:

  • Inter – 50 milioni di euro
  • Lazio – 40 milioni di euro
  • Roma – 38 milioni di euro
  • Juventus – 30 milioni di euro
  • Napoli – 25 milioni di euro
  • Fiorentina – 15 milioni di euro
  • Milan – 10 milioni di euro

Serie A, obbligo divisa Away a tinta unita dal 2024/25


articolo di Marco Sacchi – 23 Dicembre 2022: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/23/serie-a-nuove-regole-divise/

Novità in arrivo sulle maglie da gioco per i club di Serie A. Il nuovo regolamento per le divise che sarà introdotto nel 2023/24 prevede una serie di modifiche rispetto a quello attuale che porterà ad alcuni cambiamenti per i club sulla produzione dell’abbigliamento indossato dai calciatori quando scendono in campo.

Questa stagione è stato il turno delle maglie verdi per i giocatori di movimento, mentre con la nuova stagione saranno tre le novità rispetto al vecchio regolamento. La prima riguarda le divise da gioco da trasferta ed «eventuali altre», per le quali è «preferibile la predisposizione anche di opzioni monocolore, […] laddove le stesse prevedano colori diversi tra loro per maglia, pantaloncino e calzettoni. Quest’ultima disposizione diventerà obbligatoria a partire dalla stagione sportiva 2024/25».

Dunque, a partire dalla stagione successiva alla prossima, i club dovranno prevedere – in caso di divise da trasferta con maglia e pantaloncini/calzettoni di colori diversi tra loro – anche dei kit a tinta unita, per facilitare le combinazioni con le formazioni avversarie.

Cambia anche il numero di divise da gioco previste obbligatoriamente per gli estremi difensori: «Le squadre devono avere almeno tre divise portieri (attualmente sono due, ndr) chiaramente in contrasto tra loro ed in contrasto con le divise dei calciatori di movimento e comunque almeno due diverse da queste ultime».

Infine, il nuovo regolamento introduce l’articolo 10 sugli “elementi decorativi”, che potranno «rappresentare lo stemma o parte di esso, il nome, il soprannome o l’abbreviazione della società, o un simbolo ad essa chiaramente e inequivocabilmente riconducibile»; oppure essere «rappresentativi di un particolare evento celebrativo del club» e ancora «riprodurre elementi figurativi».

Gli elementi non dovranno includere lettere, numeri o combinazioni delle due; non dovranno rappresentare o richiamare in alcun modo marchi e/o prodotti commerciali; dovranno essere realizzati tono su tono, jacquard o embossing e non dovranno compromettere la predominanza cromatica della divisa da gioco.

Nuovo caso plusvalenze: ecco quali sono i nove club coinvolti


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/22/quali-sono-club-coinvolti-indagine-plusvalenze/

La nuova indagine sul caso plusvalenze della Procura FIGC riguarda nove club e 52 dirigenti. Lo ha reso noto la stessa FIGC in un comunicato.

«La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica che il Procuratore Federale – si legge nella nota -, esaminati i documenti e gli atti istruttori dell’indagine penale ‘Prisma’ trasmessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, ha proposto, ai sensi dell’art. 63 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, ricorso per revocazione parziale della decisione della Corte Federale di Appello a Sezioni Unite n. 89 del 27 maggio 2022, nei confronti delle società:

  • FC Juventus SpA,
  • UC Sampdoria,
  • FC Pro Vercelli 1892 Srl,
  • Genoa CFC SpA,
  • Parma Calcio 1913 Srl,
  • Pisa Sporting Club Srl,
  • Empoli FC SpA,
  • Novara Calcio SpA,
  • Delfino Pescara 1936 SpA

e di 52 dirigenti delle medesime società sportive, chiedendone la condanna alle sanzioni che verranno rispettivamente richieste nel corso dell’udienza di discussione del ricorso di fronte alla Corte Federale di Appello.

Comunica, altresì, che la Procura Federale, a seguito dell’acquisizione degli atti del medesimo procedimento penale dell’Autorità Giudiziaria di Torino, si è attivata, nell’ambito di un nuovo procedimento disciplinare sportivo, nell’attività di indagine di propria competenza, nei confronti della società Juventus e di altre società sportive professionistiche per ulteriori e nuove condotte disciplinarmente rilevanti rispetto a quelle per le quali ha già esercitato l’azione disciplinare dinanzi agli Organi di Giustizia Sportiva nell’ambito dell’indagine “plusvalenze” della stagione sportiva 2021-2022 ed i cui giudizi si sono conclusi con la decisione n. 89 del 2022. I termini di conclusione delle indagini sono quelli fissati dal vigente Codice di Giustizia Sportiva della FIGC»conclude la Federcalcio.

Juve, attesa per l’udienza tra Torino, Milano e Roma


articolo di Redazione – 14 Dicembre 2022

La Procura di Torino è in attesa che venga fissata una data per l’udienza preliminare dal gup per il caso Juventus. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, si dovrebbe andare a febbraio o marzo. La prossima settimana, però, la Cassazione potrebbe pronunciarsi in merito a un’altra richiesta, quella del club, che chiede di spostare la sede dell’eventuale processo da Torino a Milano o Roma.

Una richiesta nata dalla considerazione che il reato più grave contestato, ossia quello di manipolazione del mercato azionario, si sarebbe consumato proprio nel capoluogo lombardo, con riferimento a Piazza Affari. Mentre a Roma sono stanziati i server della Borsa.

Qualora la Juve ottenesse il via libera, i pm di Torino dovrebbero passare gli atti ai colleghi milanesi o romani, con un’inevitabile dilatazione dei tempi. Intanto, il 27 dicembre è fissata la riunione del CdA dimissionario della Juve per l’approvazione da parte degli azionisti del bilancio corrente, che è stato solo in minima parte corretto seguendo le indicazioni della Consob (e della Procura), come evidenziato dagli spunti critici della società di revisione Deloitte.

Sampdoria, scade oggi l’offerta di Merlyn Advisors


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/14/sampdoria-scadenza-offerta-merlyn-advisors/

 14 Dicembre 2022

Scadrà nella giornata di oggi la proposta di transazione inoltrata da Merlyn Advisors, fondo gestito dal manager italiano Alessandro Barnaba, per l’acquisto della Sampdoria. La data – scrive Il Secolo XIX – non è casuale, visto che proprio oggi a mezzogiorno si sarebbe dovuta tenere in prima convocazione l’Assemblea straordinaria degli Azionisti della società blucerchiata.

All’ordine del giorno, «misure di rafforzamento patrimoniale e finanziario della società; aumento di capitale; diritto di opzione; delibere inerenti e conseguenti». L’input arrivato dalla capogruppo Holding Max, anche a seguito di questa proposta, è stato quello di prendersi un po’ di tempo. E di passare alla seconda convocazione, lunedì prossimo alle 12, sempre nella sede milanese dell’advisor Lazard.

La sensazione è che l’orientamento della proprietà sia votare contro un aumento di capitale. Se la proposta attuale di Merlyn è stata solo la base per cominciare un confronto con Vidal, c’è tempo fino a lunedì. Se non fosse invece negoziabile, non sarà accettata. Il finanziere romano non prevede di pagare un solo euro al trust e quindi alla proprietà, che da parte sua ha invece necessità di ricavare dalla cessione della Samp l’apporto di finanza esterna per sanare i “concordati romani”, in particolare quello di Eleven Finance.

Ricordiamo che la proposta di Merlyn prevede di acquisire il 100% della Sampdoria sottoscrivendo interamente l’aumento di capitale di 30 milioni, previo azzeramento del capitale sociale (14 milioni), e mettendo a disposizione della società un finanziamento fino a un massimo di 20 milioni per la continuità aziendale. Condizione chiave appunto che nemmeno un centesimo finisca agli azionisti, cioè i Ferrero.

Si prevede di ridurre poi il debito attraverso uno strumento tipo concordato preventivo, ma va verificate la compatibilità con le norme del calcio. Ieri il trustee Vidal ha chiarito che ci sono problemi strutturali nella proposta di Merlyn Advisor, «ma soprattutto non è materia né per il trust e né per la Sampdoria».

Il Fatto: Agnelli e le 16 società del tesoro offshore


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/09/agnelli-societa-offshore/

Un patrimonio estero mai quantificato: forse “l’altro” patrimonio di Gianni Agnelli, da aggiungere, a detta di sua figlia Margherita, a quello dichiarato in Italia. Un patrimonio sottratto ai suoi diritti, attribuendolo a lungo alla madre e tenendolo al sicuro da occhi indiscreti in società offshore delle Isole Vergini Britanniche, con conti in Svizzera.

Questo è quanto ricostruisce Il Fatto Quotidiano nella sua edizione odierna, spiegando che a riconoscere che esistesse un patrimonio estero dell’Avvocato sarebbero stati paradossalmente i legali dei fratelli John, Lapo Ginevra Elkann in una memoria depositata il 20 luglio 2020 al Tribunale di Torino dove, il 6 ottobre scorso è cominciato il nuovo processo civile intentato da Margherita Agnelli contro i tre figli nati dal primo matrimonio con Alain Elkann.

Margherita Agnelli de Pahlen (il cognome del suo secondo marito, Serge) reclama l’eredità della madre Marella Caracciolo di Castagneto, morta nel 2019 all’età di 91 anni. Se le ragioni della figlia dell’Avvocato fossero accolte, tutti i beni in possesso di “donna Marella” o che aveva donato in vita ai suoi tre nipoti Elkann dovrebbero essere ripartiti assegnandole la quota “legittima” del 50%.

John perderebbe così il controllo della società Dicembre (ne controlla il 60%, mentre Lapo e Ginevra hanno il 20% ciascuno) che gli consente di avere la maggioranza nell’accomandita di famiglia, l’olandese Giovanni Agnelli B.V: e, attraverso di essa, nell’impero di Exor – che controlla anche la Juventus –, valutato tra i 30 e i 40 miliardi di euro.

I legali degli Elkann parlano di questo patrimonio come di un “segreto di Pulcinella”. Un patrimonio «che non era stato dichiarato al fisco italiano. Quali fossero le ragioni di questa mancata dichiarazione… non è affatto rilevante in questa sede», le parole degli avvocati nelle carte viste da Il Fatto Quotidiano.

Margherita, da parte sua, ha cercato di ricostruirlo per dimostrare – questo è uno degli snodi del processo – che esso le fu occultato e trasferito nella disponibilità della madre. Per poi ottenere che, convincendola a firmare gli accordi svizzeri in cui rinunciava all’eredità in cambio di una liquidazione da 1,2 miliardi di euro, il controllo della Dicembre segnasse il futuro della dinastia.

Ma cosa hanno trovato gli analisti ingaggiati da Margherita Agnelli? Sedici società offshore, tutte nelle Isole Vergini Britanniche e con conti in Svizzera: nella Morgan Stanley Ag di Zurigo. Alcune cessate da tempo, molte costituite con Agnelli ancora in vita, altre create subito dopo la morte o negli anni successivi e in buona parte riconducibili a Marella Caracciolo.

Per undici di esse è stato possibile raccogliere solo i dati sull’anno di costituzione (tutte nel 1998) e le denominazioni. Perlopiù in lingua inglese, come Chelmsford Finance Ltd o Marimbeach S.A., o spagnola: come Samero Investment Ltd e Cortemadera Holding S.A. Tutte riconducibili a «membri della famiglia Agnelli».

Molto più dettagliate le informazioni sulle altre cinque: riferibili ogni volta a Marella Caracciolo e, in un caso, con un patrimonio che sfiora il miliardo di dollari. Ecco dunque:

  • Budeena Consulting Inc., costituita il 12 luglio 2004, con beneficiaria la vedova Agnelli che;
  • Layton S.A.B.V.I., il cui conto di riferimento, sempre presso Morgan Stanley AG, era stato chiuso nel 2003. Marella era indicata come beneficiaria;
  • Silkestone Invest Corporation B.V.: attivata il 4 gennaio 2000, con conto sempre a Zurigo. Una comunicazione del 2007 confermava che la beneficiaria era la madre di Margherita.
  • Fima Finance Management Inc., domiciliata presso la Dragon Consulting Ag (gestita da Siegfred Maron e cessata poi nel 2017).
  • Silver Tioga Inc. B.V.I., costituita il 3 agosto 2007. Nel 2017, il suo investor advising dichiarava che beneficiaria del relativo conto era Marella Caracciolo.

Mondiali 2026: è già scontro sul format tra FIFA e club


Il presidente della FIFA Gianni Infantino – (Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/08/mondiali-2026-scontro-fifa-club/

Salto in avanti di quattro anni. Con il Mondiale in Qatar che si prepara all’inizio dei quarti di finale, proseguono le discussioni anche sull’edizione del 2026 che si svolgerà in USA, Canada e Messico. La manifestazione subirà grandi cambiamenti, dal momento in cui il numero delle Nazionali partecipanti alla rassegna iridata passerà dalle attuali 32 a 48.

Il formato dei gironi, da 16 con tre squadre o 12 con quattro, non è ancora stato deciso, con la seconda opzione che sta prendendo sempre più consensi ai piani alti della FIFA, visto che la formula a tre squadre potrebbe vedere un calo di importanza della terza partita o un maggiore rischio di risultati “accomodati”.

Un altro aspetto positivo, per il massimo organo calcistico, sarebbe quello di avere più partite. Più incontri significherebbe anche un maggior flusso di denaro da parte degli sponsor, con il benestare dei Paesi ospitanti. Il lato negativo di questa formula sarebbe l’aumento dei tempi: la competizione durerebbe cinque settimane invece delle quattro attuali con le partite che da 7, in caso di arrivo in finale, diventerebbero 8.

Come riporta l’autorevole quotidiano inglese The TimesArsene Wenger, ex tecnico dell’Arsenal e attuale responsabile dello sviluppo del calcio globale della FIFA, ha affermato che la decisione finale su quante squadre saranno presenti in un singolo gruppo sarà presa il prossimo anno, mentre Victor Montagliani, presidente della Concacaf, ha affermato che il rischio di sovrapposizione con i campionati nazionali è «una preoccupazione valida» e che gli organizzatori possono accomodare l’evento su «circa 35 giorni».

Dal fronte dei club si inizia a percepire un certo fastidio sulla possibilità che il Mondiale vada a intaccare le dinamiche di inizio stagione, fra ritiri posticipati e inizio dei campionati 2026/27 che slitterebbe. I 16 gironi da tre squadre significherebbero 80 partite, ma 12 gironi da quattro farebbero crescere il numero totale a 104, con le prime due di ogni girone più le otto migliori terze classificate che accederebbero ai sedicesimi di finale.

Espandere la Coppa del Mondo da 32 squadre a 48 significa tuttavia un raddoppio delle Nazionali presenti per Africa, Asia e Concacaf. Questo probabilmente spiega perché, nel 2017, queste tre Confederazioni hanno sostenuto il piano di espansione del presidente della FIFA Gianni Infantino invece della raccomandazione del comitato di riforma della FIFA che puntava a 40 squadre: otto gironi da cinque squadre e le prime due qualificate per la fase a eliminazione diretta.

Il desiderio di aprire il Mondiale a più Nazionali voluto da Infantino inizia di scontrarsi con le competizioni nazionali e ad andare contro la volontà di calciatori e società che chiedevano un calendario più snello e che invece sembra ingolfarsi sempre di più: la battaglia è soltanto all’inizio.

Calcio, arriva il no del Mef allo scudo penale e sportivo


L’insieme dei debiti congelati per le società sportive professionistiche e dilettantistiche superano gli 800 milioni, tra ritenute Irpef, contributi e Iva. Quasi tutti riguardano la Serie A. Il Mef contrario all’emendamento

articolo di Marco Bellinazzo e Marco Mobili: https://www.ilsole24ore.com/art/spunta-scudo-penale-e-sportivo-super-condono-salvare-calcio-AEYcvkMC

punti chiave

Le inefficienze del sistema calcistico italiano aggravate dalla pandemia, con oltre 3 miliardi di perdite accumulate nel triennio 2019-2022, dovrebbero spingere il Governo e le istituzioni politiche e sportive a un piano straordinario di riforme.

L’emendamento bipartisan – Al momento, il Parlamento ha prodotto un emendamento di fatto bipartisan all’articolo 13 del Dl Aiuti quater (n. 176/2022) che prevede la «rateizzazione fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo, con il versamento delle prime tre rate entro il 22 dicembre 2022» dei versamenti fiscali e contributivi sospesi per far fronte all’emergenza sanitaria da gennaio a novembre 2022 (e che avrebbero dovuto essere effettuati in un’unica rata originariamente il 16 dicembre).

In realtà, la legge già prevede per tutti i contribuenti la facoltà di rateizzare fino a cinque anni, ma con una sanzione del 10 per cento. Un aggravio non irrilevante visto l’ammontare delle somme dovute.

Il maxi scudo penale – Una richiesta di rateizzazione che però parte della maggioranza (Fi e FdI), con l’appoggio di Pd, M5S, Maie e Misto, ha accompagnato con un maxi scudo penale, sportivo e amministrativo. Il primo firmatario è il senatore azzurro, Dario Damiani, compagno di partito del patron della Lazio e neo senatore Claudio Lotito, che da mesi si sta battendo per ottenere la rateizzazione dei debiti fiscali e contributivi.

Il correttivo in una semplice riga stabilisce che in caso di richiesta di un pagamento dilazionato non solo non troveranno applicazione sanzioni amministrative e interessi, ma neanche «sanzioni penali e sportive». Si precisa poi che «nelle more di conversione in legge del decreto , non si applicano le sanzioni economiche, penali e sportive».

Nel Dl Aiuti spunta così lo scudo preventivo per impedire l’intervento delle Procure, non solo di quella federale, che potrebbero sollevare eccezioni rispetto a possibili violazioni normative che si dovessero materializzare. continua a leggere

“Ronaldo ha firmato con l’Al Nassr per 200 milioni l’anno”. Guadagnerà il triplo di Messi e Mbappé


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/12/05/news/ronaldo_al_nassr_firma_stipendio_record-377583458/?ref=RHLM-BG-I375288850-P2-S6-T1

Secondo il giornale sportivo spagnolo “Marca” il contratto è stato sottoscritto: grazie agli sponsor CR7 diventerà l’atleta più pagato al mondo

Dal primo gennaio 2023, Cristiano Ronaldo giocherà nell’Al-Nassr, la squadra di Ryad che gioca nel campionato dell’Arabia Saudita. Ne è sicuro il quotidiano spagnolo Marca che parla dell’avvenuta sottoscrizione di un contratto della durata di due stagioni e mezza. L’attaccante portoghese ha concluso (molto male) la propria permanenza nel Manchester United due giorni prima dell’inizio dei Mondiali in QatarMarca parla di un contratto faraonico con una serie di incentivi legati alla pubblicità che trasformano CR7 nell’atleta più pagato del mondo. La cifra totale che lega Ronaldo all’Al-Nassr si aggira sui 200 milioni di euro a stagione. Messi e Neymar, al Psg, sono attualmente i più pagati con 75 e 70 milioni a stagione.

Juventus, i pm: tutti sapevano. L’inchiesta si allarga ai club in affari con i bianconeri (a partire da Atalanta e Genoa)


articolo di Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_dicembre_01/juventus-pm-tutti-sapevano-l-inchiesta-si-allarga-ad-altri-club-c19adfd6-70f6-11ed-9572-e4b947a0ebd2.shtml

Conti e plusvalenze: nel mirino ci sono le società che hanno fatto operazioni con i bianconeri. La posizione del club: «Non ci sono alterazioni sui bilanci»

C’è un punto fermnell’inchiesta sui conti della Juventus, almeno secondo la tesi degli investigatori, coordinati dall’aggiunto Marco Gianoglio e dai pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello: tutti sapevano tutto, dal presidente Andrea Agnelli ai manager. Una convinzione nata setacciando documenti scoperti nelle perquisizioni, analizzando mail, ascoltando telefonate. Del resto, in una chiacchierata intercettata dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria di Torino, l’allora capo dell’area tecnica così sintetizzava, in una battuta: «Erano tutti contenti quando Paratici veniva e portava plusvalenze». Un modo lecito di cui la Juve ha finito per abusare, se poi in maniera lecita o meno lo stabilirà un eventuale processo.

Di certo, è un modus operandi utilizzato da altri club, tanto che i pm torinesi stanno valutando se e quali atti trasmettere ai colleghi di altre città. A breve formuleranno la richiesta di rinvio a giudizio per i vertici del club bianconero — mentre per alcuni ex sindaci e revisori c’è l’ipotesi di una richiesta di archiviazione — ma altre Procure potrebbero poi avviare a loro volta accertamenti: l’impressione è che si stia soppesando l’esistenza di reati, ma che quasi certamente siano configurabili violazioni del codice di giustizia sportiva. In ballo ci sono alcune società che, negli anni sotto inchiesta, hanno fatto affari con la Juve, a partire da Atalanta e Genoa. Nell’attesa, ieri con una lunga nota, il club bianconero ha sottolineato la propria posizione: «Le contestazioni della Procura non paiono fondate e non paiono, peraltro, né quanto a presupposti, né quanto a conclusioni, allineate con i rilievi contenuti nella delibera Consob del 19 ottobre 2022».

Ovvero: «La Procurasostiene la Juve afferma l’artificialità di plusvalenze e la fittizietà delle rinunce stipendi, mentre Consob contesta un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio, e non contesta l’efficacia giuridica delle rinunce stipendi, né, con specifico riguardo alla “manovra stipendi” 2020/2021, la natura giuridicamente non-vincolante delle scritture integrative in corso di negoziazione nell’aprile/maggio 2021». La società interviene anche sull’eventuale procedimento sportivo: «Juventus confida che, proprio in ragione della ritenuta assenza di qualsivoglia alterazione dei bilanci contestati, le conclusioni delle autorità sportive (che già si sono espresse, con riguardo al tema plusvalenze, in senso favorevole ai bianconeri) non cambieranno: in assenza di alcuna alterazione contabile, ogni sanzione sportiva risulterebbe del tutto infondata». Ma secondo la tesi dei pm, dal tenore di alcune mail su «debiti residui» con altri club ed agenti e le mensilità posticipate ai giocatori, il club potrebbe avere debiti fuori bilancio per circa 70 milioni di euro.

TERREMOTO JUVENTUS, GLI AGGIORNAMENTI

Dall’Inter al Napoli, i club di Serie A più indebitati col fisco


articolo 01 dicembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/12/01/club-piu-indebitati-fisco/

Club più indebitati fisco – La Serie A è alle prese con le scadenze per il versamento delle tasse, sospeso nel 2022 per alleggerire l’impatto dell’emergenza Coronavirus sulle società. Sul calcio italiano pende una cartella esattoriale da oltre mezzo miliardo di euro che scadrà il prossimo 22 dicembre e riguarda quasi tutti club, ma non tutti allo stesso modo.

Quali sono le società più indebitate con il fisco? Lo svela Il Fatto Quotidiano, spiegando che in testa c’è l’Inter, che nel 2022 non ha saldato Irpef e contributi per circa 50 milioni. Al secondo posto con 40 milioni la Lazio, seguita sul podio dall’altro club della capitale: la Roma, a quota 38 milioni di euro.

Club più indebitati fisco – Inter davanti a tutti – Intorno a quota 30 milioni la Juventus, più in basso il Napoli con circa 25, sotto i 15 la Fiorentina, mentre il Milan è la più virtuosa fra le big, con soli 10 milioni. Tutti si sono avvalsi della sospensione concessa l’anno scorso con la manovra, fatta eccezione per la Cremonese. In totale, si tratta di circa 380 milioni per i club di Serie A, di 100 milioni in Serie B e 30 milioni in Serie C. Questa la classifica dei club del massimo campionato:

  1. Inter – 50 milioni di euro
  2. Lazio – 40 milioni di euro
  3. Roma – 38 milioni di euro
  4. Juventus – 30 milioni di euro
  5. Napoli – 25 milioni di euro
  6. Fiorentina – 15 milioni di euro
  7. Milan – 10 milioni di euro

Chiaramente va ricordato che più alti sono gli stipendi, maggiori sono le tasse da pagare, motivo per cui le big guardano inevitabilmente dall’alto di questa graduatoria. Resta da capire invece chi possa avere difficoltà a pagare. Verona Sampdoria – come già anticipato da Calcio e Finanza – sono considerate le situazioni più a rischio. Ma anche la Lazio di Lotito e il Torino di Cairo, senza tralasciare EmpoliLecce Udinese.

Il governo sembra aver chiuso la porta per quanto riguarda la richiesta di rateizzazione. Ma in realtà la rateizzazione che chiede la Serie A esiste già: qualsiasi società in debito può ricevere l’avviso bonario e spalmare la cifra su più anni, pagando però una multa del 10%. E non ci sarebbero penalizzazioni in classifica, visto che i prossimi controlli federali sono a febbraio e la FIGC accetta accordi col Fisco (purché vengano onorati).

La Liga chiede sanzioni immediate per la Juventus


articolo 29 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/29/liga-sanzioni-juventus/

«In seguito alle dimissioni del consiglio di amministrazione della Juventus, avvenute nella tarda serata di lunedì 28 novembre, LaLiga chiede l’applicazione immediata di sanzioni sportive nei confronti del club». E’ quanto si legge in una nota del massimo campionato di calcio spagnolo, a proposito dei fatti legati alle dimissioni del CdA del club bianconero nella serata di ieri.

«LaLiga – prosegue il comunicato – ha già presentato un reclamo ufficiale contro la Juventus alla UEFA nell’aprile 2022, in cui segnalava violazioni delle norme sul fair play finanziario su cui sta indagando la Guardia di Finanza italiana. In particolare, la denuncia accusa la Juventus di aver contabilizzato i trasferimenti al di sopra del loro valore equo e di aver sottovalutato le spese dei dipendenti, in violazione del fair play finanziario della UEFA. Inoltre, la denuncia accusava la Juventus di aver nascosto il vero costo dei salari dei suoi giocatori».

«Lunedì scorso, nella stessa nota diramata dal Consiglio di Amministrazione, i rappresentanti della Juve riconoscono gravissime irregolarità contabili, finalizzate anche a ingannare le autorità UEFA per il fair play finanziario, tra l’altro», prosegue ancora l’ente calcistico spagnolo contro il club presieduto fino a ieri da Andrea Agnelli.

«LaLiga, con l’obiettivo di promuovere un calcio finanziariamente sostenibile in Europa, sostiene queste accuse contro la Juventus e chiede che le autorità competenti applichino sanzioni sportive immediate contro il club. LaLiga è da tempo uno dei principali sostenitori dell’istituzione, dell’attuazione e dell’applicazione di rigorosi standard di sostenibilità finanziaria nel calcio. Nell’aprile di quest’anno, LaLiga ha presentato alla UEFA una denuncia per fair play finanziario contro la Juventus, ma anche contro il Manchester City e il Paris Saint-Germain».

«La stessa competizione spagnola ha applicato le sue regole di “controllo finanziario” per quasi un decennio, su richiesta dei club che compongono LaLiga. La sostenibilità finanziaria è fondamentale per proteggere il business del calcio. Proteggiamo il nostro calcio», ha concluso la Liga.

Nota Juve: «Eventuali sanzioni sportive e contestazioni Pm non fondate»


articolo 30 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/nota-juve-eventuali-sanzioni-sportive-e-contestazioni-pm-non-fondate/

La Juventus prende posizione in una nota“In riferimento a quanto riportato da alcuni organi di stampa – nel pieno rispetto della magistratura e degli organismi regolatori del mercato, e pur ribadendo la massima fiducia nelle autorità giudicanti – JFC precisa quanto segue”, si legge.

A seguito dell’avvio del procedimento Consob di accertamento di presunte non-conformità contabili (luglio 2021), conclusosi in data 19 ottobre 2022, con gli esiti resi pubblici da Juventus con i due comunicati del 21 ottobre e 20 novembre 2022, e a seguito dell’acquisizione degli atti del fascicolo penale (a seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari il 24 ottobre 2022), gli organi sociali di Juventus hanno proseguito il processo di rigorosa e scrupolosa valutazione di tutte le contestazioni contabili rivolte con riguardo ai bilanci di Juventus (2019/2020 e 2020/2021 e, a cascata, 2021/2022).

Sulla base di un solido set di pareri di primari professionisti legali e contabili, il board di Juventus è pervenuto, con compattezza, alla conclusione unanime da parte dei nove consiglieri in carica alla data del 28 novembre 2022, che:

  • Il trattamento contabile adottato nei bilanci contestati rientra tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili;
  • le contestazioni della Procura non paiono fondate e non paiono, peraltro, né quanto a presupposti, né quanto a conclusioni, allineate con i rilievi contenuti nella delibera Consob del 19 ottobre 2022; infatti, la Procura afferma l’artificialità di plusvalenze e la fittizietà delle rinunce stipendi, mentre Consob contesta un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio, e non contesta l’efficacia giuridica delle rinunce stipendi, né, con specifico riguardo alla c.d. “manovra stipendi” 2020/2021, la natura giuridicamente non-vincolante, delle c.d. scritture integrative in corso di negoziazione nell’aprile/maggio 2021;
  • la correzione dei bilanci (i.e. restatement), con il limitato profilo delle c.d. “manovre” stipendi 2020 e 2021 è stata decisa in via di adozione di una prospettiva di accentuata ed estrema prudenza e ha effetti contabili ritenuti, anche con l’ausilio di esperti indipendenti , di ordine non rilevante, in particolar modo sul patrimonio netto della Società al 30 giugno 2022;
  • Juventus confida, infine, che, proprio in ragione della ritenuta assenza di qualsivoglia alterazione dei bilanci contestati, le conclusioni delle autorità sportive (che già si sono espresse, con riguardo al tema plusvalenze, in senso favorevole a Juventus) non cambieranno: in assenza di alcuna alterazione contabile, ogni sanzione sportiva risulterebbe del tutto infondata.

Nella convinzione di aver operato sempre correttamente, Juventus FC intende far valere le proprie ragioni e difendere i propri interessi, societari, economici e sportivi, in tutte le sedi”.

I revisori al CdA Juve: «In Procura se presentate un bilancio così»


articolo 30 novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/juventus-allarme-revisori/

John Elkann e Andrea Agnelli (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

«Se portate in assemblea questo bilancio, dobbiamo andare in Procura». Questo avrebbero detto nella sostanza i sindaci della Juventus, entrati in carica da poco più di un anno, davanti all’insistenza del management a proposito dell’approvazione dei conti del club bianconero.

Il risultato, ricorda Il Corriere della Sera, sono state le dimissioni in blocco del CdA. Lunedì a pranzo e già nel weekend, il presidente bianconero Andrea Agnelli si era confrontato con il cugino, John Elkann, ad di Exor, la holding di famiglia che controlla il club. Ne è emerso come la situazione contabile e giudiziaria non fosse più sostenibile.

«Le dimissioni dei consiglieri di amministrazione rappresentano un atto di responsabilità, che mette al primo posto l’interesse della società», sono state nella giornata di ieri le parole dell’azionista di maggiornza. Oggi è prevista inoltre una conference call con analisti e investitori istituzionali di Exor, e le faccende juventine ultimamente stavano turbando l’impero.

Da un ciclo prodigioso, la gestione Agnelli aveva imboccato un vicolo disastroso, con un rosso arrivato a 254 milioni di euro a bilancio. E che a un certo punto si fossero scontrate due linee d’azione non l’ha nascosto lo stesso Agnelli, nella mail a dipendenti e giocatori, colti di sorpresa: «La compattezza è venuta meno», ha scritto il presidente dimissionario.

La proprietà, da parte sua, si prepara alla battaglia, pur con diverso approccio del muro contro muro invocato da Agnelli: «Il nuovo consiglio sarà di figure di grande professionalità sotto il profilo tecnico e giuridico – ha spiegato Elkann – e avrà il compito di affrontare e risolvere i temi legali e societari che sono sul tavolo oggi. Confido che la società riuscirà a dimostrare di aver agito sempre correttamente».

Juve, titolo in calo in Borsa: capitalizzazione a 680 milioni


articolo 30 Novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/30/juve-in-borsa-il-titolo-in-calo-in-apertura/

Dopo una iniziale fiammata che aveva visto il titolo crescere del 2% circa, le azioni della Juventus in Borsa sono tornate in perdita, con un -2,5% alle 9.45 a 0,2700 euro per azione. Già alti i volumi, con 4,5 milioni di pezzi scambiati su una media giornaliera quotidiana negli ultimi tre mesi di 5,8 milioni. La capitalizzazione è scesa così a 680 milioni di euro. Dopo le dimissioni dell’intero CdA nella serata di lunedì, ieri il titolo della Juventus aveva retto, chiudendo a -0,93%.

In generale, la Borsa di Milano, dopo una buona partenza, assottiglia il rialzo. Il Ftse Mib segna un +0,22% a 24.500 punti. A pesare le flessioni di Saipem (-1,8%), Leonardo (-2,4%) e Tim (-1,1%). Quest’ultima è sotto la lente dopo lo stop di Cdp Equity, Macquarie e Open Fiber, sull’offerta relativa alla Rete anche se c’è piena disponibilità a partecipare al tavolo di lavoro del Governo.

Fuori dal paniere principale è pesante Mps (-2%) mentre lo spread tra Btp e Bund sale oltre i 191 punti con il rendimento del decennale italiano al 3,84%. E, sempre tra i bancari, è marginale Banco Bpm (-0,2%) dopo l’esclusiva a Credit Agricole sulla bancassurance per la partnership nel settore danni/protezione. In testa al listino Moncler (+0,9%).

Juve, la Procura FIGC apre indagine sulla manovra stipendi


articolo del 29 Novembre 2022 di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/29/juve-la-procura-figc-apre-indagine-sulla-manovra-stipendi/

La Procura della Federcalcio – riporta l’ANSA – ha appena aperto un procedimento sulle scritture private tra la Juventus e i suoi calciatori, attraverso le quali, secondo l’ipotesi della Procura della Repubblica di Torino, si sarebbe ottenuto un taglio fittizio degli stipendi e una riduzione dei costi nei bilanci del 30 giugno 2020 e 30 giugno 2021 omettendo la posizione debitoria nei confronti dei tesserati. La procura federale, guidata da Giuseppe Chinè, aveva ricevuto nei giorni scorsi dai magistrati torinesi gli atti relativi alle indagini sulle plusvalenze della societa’ bianconera, il cui Cda si è dimesso ieri.

Su questo fronte, l’indagine della Procura federale è stata dunque già avviata non essendo materia compresa nel procedimento della giustizia sportiva che si è concluso nel maggio scorso, con la decisione definitiva pronunciata dalla Corte di appello federale a sezioni unite. In quel caso, infatti, a giudizio erano finite le cosiddette plusvalenze (9 società e 59 dirigenti): i due gradi di giudizio sportivo avevano stabilito l’impossibilità di definire un metodo oggettivo di valutazione del valore di mercato di un calciatore.

Su questo aspetto, il Procuratore Chinè dovrà verificare se tra gli atti, mai trasmessi prima all’organo di giustizia sportiva, e in particolare nelle risultanze delle operazioni di intercettazione di conversazioni, emergano fatti nuovi che possano essere ritenuti decisivi per la revisione di quella decisione, almeno per quanto concerne i fatti contestati alla Juventus.

Juventus, Cda verso il processo. E ora Ronaldo chiede i 19,9 milioni della «carta segreta»


articolo di  Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://torino.corriere.it/notizie/sport/22_novembre_30/juventus-cda-dimissioni-processo-ronaldo-milioni-carta-segreta-37bb6afb-1fda-4ae9-91db-beb09932bxlk.shtml

A giorni la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e i vertici della società. Perquisizioni, telefonate e lettere al centro dell’indagine: «All’Atalanta dobbiamo 6-7 milioni»

TORINO – 30 novembre 2022

A un anno dalle prime perquisizioni della guardia di finanza, la Procura di Torino ritiene di avere tutti gli elementi per chiedere il rinvio a giudizioa giorniper gli ex componenti del cda della Juve: tra loro il presidente dimissionario Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved, l’ad Maurizio Arrivabene e il capo dell’ufficio legale Cesare Gabasio

L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Marco Gianoglio e dai pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello, ipotizza bilanci truccati (dal 2018 al 2020), plusvalenze artificiali, false fatturazioni e «manovre stipendi», sul pagamento posticipato dei calciatori, fuori bilancio. 

Reati che avrebbero potuto essere reiterati nel bilancio 2021/22, fosse stato approvato: rischio che le dimissioni del cda hanno azzerato, tanto che la Procura ha deciso di rinunciare all’appello al Riesame, con cui chiedeva misure interdittive per gli indagati. 

Ormai il timone è passato nella mani del nuovo dg Maurizio Scanavino e del presidente designato, Gianluca Ferrero, commercialista e revisore di fiducia di Exor, l’azionista di maggioranza. 

Nel bilancio da votare – stando agli accertamenti – non sarebbero ancora inseriti i 34 milioni derivanti dalla seconda «manovra stipendi»: una sorta di spada di Damocle sulla regolarità del documento contabile. 

Oltre la metà di questa cifra, 19,9 milioni, sarebbe nella famosa «carta segreta» firmata con Ronaldo, che ora pare intenzionato a chiederne il pagamento. La carta che non doveva esistere, secondo l’intercettazione ormai famosa: «Se salta fuori ci saltano alla gola tutto sul bilancio, i revisori e tutto», dice Cesare Gabasio, legale rappresentante del club. Per poi aggiungere: «Poi va a finire che ci tocca fare una transazione finta». continua a leggere

L’inchiesta sui bilanci della Juve. A che punto siamo – Juventus, in Borsa il titolo perde….. – Gianluca Ferrero sarà il nuovo presidente della Juventus


articolo di  Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi: https://torino.corriere.it/notizie/sport/juventus/22_novembre_29/l-inchiesta-sui-bilanci-della-juve-a-che-punto-siamo-23277e15-000b-40ce-88a9-e8a5ff104xlk.shtml

15 persone indagate tra cui l’ex presidente Agnelli e l’ad Arrivabene, con altri manager, accusati di false comunicazioni al mercato, ostacolo agli organi di vigilanza e false fatture. Il club: agito sempre nel rispetto delle normative

Emersa con le perquisizioni della guardia di finanza nella sede della Juve, a fine novembre del 2021, l’inchiesta della Procura di Torino sui bilanci bianconeri è arrivata a un primo punto fermo lo scorso 24 ottobre, con la notifica dell’avviso di fine indagini: 15 persone indagate – tra il presidente Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved e l’ad Maurizio Arrivabene, con altri manager, sindaci ed ex del club – oltre alla stessa società, accusati, a vario titolo, di false comunicazioni sociali e al mercato, ostacolo agli organi di vigilanza e false fatture per operazioni inesistenti. 

La Juve, tramite comunicati ufficiali, ha invece sempre ribadito di aver agito nel rispetto delle normative. Sia rispetto alle contestazioni dei magistrati – il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello – sia davanti ai rilievi fatti dalla Consob. 

Gli accertamenti fatti dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Torino si sono sostanzialmente sviluppate lungo due filoni principali: le plusvalenze fatte dal club che – secondo gli investigatori – non sarebbero altro che scambi; e le cosiddette “manovre stipendi”, fatte dalla Juve per affrontare gli effetti della pandemia, ma che avrebbero prodotto non corrette contabilizzazioni a bilancio. Nella sostanza, ufficialmente il club avrebbe sottoposto ad alcune condizioni il pagamento di alcune mensilità arretrate ai giocatori, mentre con scritture private gli stessi sarebbero diventati debiti incondizionati e, quindi, da iscrivere tra le passività a bilancio

Le ipotesi di accusa si basano su una vasta mole di documenti acquisiti e sequestrati, anche negli uffici di alcuni professionisti, oltre a tre mesi di intercettazioni telefoniche. A un certo punto, davanti ai gravi indizi raccolti – sempre secondo l’accusa – i pm avevano chiesto al gip la misura cautelare degli arresti domiciliari per Agnelli, l’ex capo dell’area tecnica Fabio Paratici e il capo dell’ufficio legale del club, oltre a misure interdittive anche per altri manager, ma il gip aveva respinto le richieste. Per quelle interdittive, la Procura ha fatto appello al tribunale del Riesame, che ancora deve pronunciarsi. continua a leggere

Juventus, in Borsa il titolo perde l’8% dopo le dimissioni del cda

articolo di Isidoro Trovato: https://www.corriere.it/economia/finanza/22_novembre_29/juventus-borsa-titolo-perde-l-8percento-le-dimissioni-cda-365d1f08-6fbe-11ed-971c-b93745ae79d9.shtml

Il presidente dimissionario della Juventus Andrea Agnelli

Si fanno sentire (inevitabilmente) in Borsa le ripercussioni per il terremoto che ieri ha portato alle dimissioni dell’intero cda della Juventus. La giornata si è aperta con le azioni della squadra bianconera che segnano un calo teorico del 7% in preapertura in Borsa a seguito della fuoriuscita dell’intero organigramma, compreso Andrea Agnelli, presidente del club da 12 anni. Dopo un tonfo del 9,4% in apertura, è attualmente ridotto a -2,6% il rendimento per le azioni Juventus a Milano. La clamorosa decisione segue le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche S.p.A., societa’ di revisione di Juventus, in merito alla cosiddetta operazione «manovre stipendi» realizzate negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021. continua a leggere

Gianluca Ferrero sarà il nuovo presidente della Juventus

articolo di Redazione Sport: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_novembre_29/juventus-gianluca-ferrero-sara-nuovo-presidente-b6ecaa80-6fb9-11ed-971c-b93745ae79d9.shtml

È l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della Juventus. Titolo in calo a Piazza Affari

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È Gianluca Ferrero, commercialista, revisore, sindaco e amministratore di varie società, l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della società bianconera dopo le dimissioni in massa del consiglio d’amministrazione — Andrea Agnelli compreso — maturate ieri, lunedì 28 novembre (dimissioni che all’apertura delle Borse hanno portato a un forte calo del titolo bianconero a Piazza Affari: -4,94% a 0,265 euro e sospensione per eccessiva volatilità).

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Ferrero — spiega Exor — possiede una solida esperienza e le competenze tecniche necessarie, oltre a una genuina passione per il club bianconero, che lo rendono la persona più adeguata a ricoprire l’incarico. Exor comunicherà la lista completa dei candidati per il rinnovo del cda entro i termini di legge, cioè 25 giorni prima dell’assemblea del 18 gennaio.

L’erede di Andrea Agnelli è anche presidente del collegio sindacale di Fincantieri, Luigi Lavazza, Biotronik Italia, Praxi Intellectual Property, P. Fiduciaria, Emilio LavazzaGedi Gruppo EditorialeNuo e Lifenet, ricopre la carica di sindaco effettivo in Fenera Holding oltre a essere vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Banca del Piemonte e componente del Cda di Italia Independent Group, LOL e Pygar.

[DOCUMENTI] La Juve riscrive i bilanci per la manovra stipendi


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/28/juventus-riscrive-bilanci-manovra-stipendi/

La Juventus riscrive ulteriormente i bilanci per la manovra stipendi. Lo ha comunicato lo stesso club bianconero, in una nota insieme a quella in cui ha annunciato le dimissioni dell’intero CdA.

Con riferimento alle criticità relative alle Manovre Stipendi […] il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di rivedere talune stime e assunzioni, che comportano rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022”, si legge nella nota.

Ecco il comunicato integrale:

Juventus Football Club S.p.A., rende noto quanto segue.

Premesso che:

  • a conclusione del procedimento finalizzato all’adozione della misura di cui all’art. 154-ter, comma 7, del D.Lgs. n. 58/1998 (“TUF”) (il “Procedimento”) di cui alla comunicazione d’avvio in data 28 luglio 2022 (la “Comunicazione di Avvio”), con delibera n. 22482 del 19 ottobre 2022 (la “Delibera n. 22482/2022” o anche solo la “Delibera”) Consob ha chiesto alla Società, ai sensi dell’art. 154-ter, comma 7, TUF, di rendere noti al mercato:

A. le carenze e criticità rilevate dalla Consob in ordine alla correttezza contabile del bilancio d’esercizio al 30 giugno 2021 di cui sopra;

B. i principi contabili internazionali applicabili e le violazioni riscontrate al riguardo;

C. l’illustrazione, in un’apposita situazione economico-patrimoniale pro-forma – corredata dei dati comparativi degli effetti che una contabilizzazione conforme alle regole avrebbe prodotto sulla situazione patrimoniale, sul conto economico e sul patrimonio netto dell’esercizio per i quali è stata fornita un’informativa errata;

  • parimenti, in data 19 ottobre 2022, Consob, ai sensi dell’art. 114, comma 5, TUF, facendo riferimento al progetto di bilancio d’esercizio e al bilancio consolidato al 30 giugno 2022 approvati dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 23 settembre 2022, ha domandato all’Emittente di rendere pubblici, mediante comunicato stampa, da diffondere in tempo utile per l’assemblea degli azionisti della Società: “1. le considerazioni degli amministratori sulla correttezza dei bilanci 2022” e “2. indicazione di una stima degli effetti economico-patrimoniali e finanziari, adeguatamente commentati, idonei a rappresentare la contabilizzazione dei profili oggetto della Delibera assunta ai sensi dell’art. 154-ter, comma 7, del TUF, in data 19 ottobre 2022, dalla Consob sulla situazione consolidata dell’Emittente al 30 giugno 2022” (la “Richiesta ex art. 114 TUF”);
  • con comunicato stampa in data 21 ottobre 2022 (il “Primo comunicato 154-ter”), al fine di ottemperare alla Delibera, la Società ha già reso noti al mercato gli elementi di informazione di cui alla Delibera, sub A e B, riservandosi di illustrare, con apposito comunicato, previa delibera degli organi competenti della Società, in tempi ragionevolmente brevi stante la complessità delle attività da svolgere – indicativamente, entro metà novembre 2022 –, gli elementi informativi sub C1 ;
  • con comunicato stampa in data 20 novembre 2022 (il “Secondo comunicato 154-ter”), la Società, in ottemperanza alla Delibera, ha fornito le informazioni richieste in base alla Delibera n. 22482/2022, sub C., riportando le situazioni economico-patrimoniali pro-forma della Società per gli esercizi chiusi al 30 giugno 2020 e 2021, e la situazione economico-patrimoniale pro-forma della Società per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2022, predisposta su base volontaria per completezza;
  • con comunicato stampa in data 20 novembre 2022, il Consiglio di amministrazione della Società, al fine di assicurare massima trasparenza e tempi congrui agli azionisti per esaminare l’informativa fornita con il Secondo comunicato 154-ter, ha deliberato di posticipare l’Assemblea degli Azionisti, precedentemente prevista per il 23 novembre 2022, al 27 dicembre 2022, rendendo noto che le informazioni richieste da Consob ai sensi dell’art. 114, comma 5, del TUF sarebbero state pubblicate in tempo utile prima dell’Assemblea degli Azionisti, in linea con la tempistica di pubblicazione dell’informativa pre-assembleare ai sensi di legge,

con il presente comunicato stampa, la Società provvede a rendere pubbliche le considerazioni degli amministratori sulla correttezza dei bilanci 2022.

Come già illustrato nel Secondo comunicato 154-ter, le operazioni che, ad avviso di Consob, come indicato nella Delibera2 , risulterebbero rappresentate nei bilanci interessati in modo non conforme alle norme che disciplinano la redazione dei bilanci stessi sono:

  • talune c.d. operazioni “incrociate” di cessione dei diritti alle prestazioni sportive di un calciatore a una controparte e contestuale acquisizione, dalla medesima controparte, dei diritti alle prestazioni sportive di uno o più calciatori, realizzate dalla Società nel corso degli esercizi chiusi al 30 giugno 2020 e 2021 e, nello specifico, 6 operazioni poste in essere nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2020 e 4 operazioni poste in essere nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021, per le quali la Società non avrebbe fornito alla Consob una adeguata evidenza della ragionevolezza dei fair value concordati tra le parti (le “Operazioni Incrociate”),
  • la conclusione nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2020, e precisamente nei mesi di maggio e giugno 2020, di accordi individuali di riduzione dei compensi di 23 membri della prima squadra maschile (di seguito la “Prima Squadra”) e la successiva conclusione, nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021, e precisamente nei mesi di luglio e agosto 2020, di accordi individuali di integrazione dei compensi di 22 membri della Prima Squadra (tali accordi, di seguito, congiuntamente la “Prima Manovra”),
  • la conclusione nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021, e precisamente nei mesi di aprile e maggio 2021, di accordi individuali di riduzione dei compensi della maggioranza dei membri della Prima Squadra (n. 17 tesserati) e la successiva conclusione, nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2022, di accordi individuali di integrazione dei compensi di 11 membri della Prima Squadra (tali accordi, di seguito, congiuntamente la “Seconda Manovra”; nel presente comunicato per “Prima Manovra” e “Seconda Manovra” si farà congiuntamente riferimento alle “Manovre Stipendi”).

Considerazioni degli amministratori sui bilanci 2022In ottemperanza alla Richiesta ex art. 114 TUF, si illustrano di seguito le principali considerazioni e analisi svolte dal Consiglio di Amministrazione, con il supporto di consulenti legali e tecnico-contabili e sulla base di pareri rilasciati da esperti indipendenti, sul progetto di bilancio d’esercizio e sul bilancio consolidato al 30 giugno 2022 approvati dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 23 settembre 2022 (congiuntamente, i “Bilanci 2022”):

  • In data 20 settembre 2022, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto dei consulenti legali e tecnico-contabili della Società e sulla base di pareri rilasciati da esperti indipendenti, ha esaminato e valutato le singole ipotesi di contestazione formulate da Consob nella Comunicazione di Avvio e, segnatamente, (i) le criticità sulle Operazioni Incrociate, (ii) la competenza delle plusvalenze su operazioni realizzate prima del 30 giugno 2020 e (iii) i criteri di rilevazione delle passività e di contabilizzazione dei costi relativi alle Manovre Stipendi. Tra i vari profili considerati, il Consiglio di Amministrazione ha, sul primo profilo, esaminato, da un lato, gli argomenti basati sulla qualificazione delle Operazioni Incrociate come operazioni di compravendita separate e distinte e, dall’altro, i profili di coerenza con l’impostazione contabile applicata dalla sostanziale totalità delle società del settore (football industry), nonché con l’operato della Società nei precedenti periodi contabili. Sulla seconda contestazione, gli amministratori hanno acquisito le indicazioni sulla correttezza della contabilizzazione e della competenza temporale delle plusvalenze realizzate in prossimità del 30 giugno 2020. Infine, sulle Manovre Stipendi, il Consiglio di Amministrazione ha esaminato, nuovamente beneficiando degli approfondimenti svolti con il supporto dei consulenti legali e contabili esterni, il tema dell’eventuale configurabilità di obbligazioni (anche implicite) e l’applicazione dei principi contabili alla fattispecie. Con riferimento alle Operazioni Incrociate il Consiglio di Amministrazione, nelle proprie valutazioni, ha tenuto altresì conto degli approfondimenti legali e contabili svolti sin dal mese di febbraio 2022 con riguardo alla prima richiesta di informazioni ai sensi dell’art. 115 TUF, che ha preceduto la Comunicazione di Avvio.
  • In data 23 settembre 2022, si è riunito nuovamente il Consiglio di Amministrazione della Società – preceduto da una riunione del Comitato Controllo e Rischi al quale hanno partecipato il Collegio Sindacale, il Chief Financial Officer e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Società, la società di revisione (Deloitte & Touche S.p.A.) e iconsulenti legali. In tale riunione, il Consiglio di Amministrazione ha esaminato e discusso gli elementi contenuti nella nota Consob del 21 settembre 2022 (recante integrazione delle ipotesi di contestazione contenute nella Comunicazione di Avvio) con particolare riguardo alla Seconda Manovra. Gli amministratori hanno considerato e analizzato gli ulteriori elementi informativi rappresentati in tale nota, anche sulla scorta delle analisi compiute ai fini delle deduzioni difensive in riscontro alla Comunicazione di Avvio, e sulla base dei pareri di esperti indipendenti, che hanno confermato la corretta applicazione dei principi contabili da parte della Società nelle relazioni finanziarie oggetto della Comunicazione di Avvio. All’esito di tali approfondimenti, il Consiglio di Amministrazione ha approvato i Bilanci 2022 e approvato il testo del comunicato stampa pubblicato successivamente alla riunione. Nel comunicato stampa approvato, il Consiglio di Amministrazione ha altresì confermato la volontà della Società di collaborare pienamente con le Autorità al fine di chiarire ogni aspetto di interesse.
  • In data 26 settembre 2022, il Consiglio di Amministrazione si è riunito per proseguire l’esame della nota Consob del 21 settembre 2022 e, in riscontro alle richieste ivi formulate, ha approvato una nota ex art. 115 TUF nella quale ha rappresentato che, all’esito dei procedimenti informativi e decisionali descritti sopra, la Società ritiene – in merito all’approvazione dei Bilanci 2022 – di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili di riferimento nonché ai relativi criteri di applicazione e in linea con la prassi internazionale della football industry.
  • A seguito della comunicazione del 5 ottobre 2022 inviata da Deloitte & Touche S.p.A., nella quale la società di revisione ha rappresentato che l’attività di revisione era ancora in corso e di non essere nelle condizioni di emettere le relazioni di revisione entro il termine per la pubblicazione della relazione finanziaria annuale (i.e., il 6 ottobre 2022), il Consiglio di Amministrazione si è riunito il 6 ottobre 2022 per esaminare le implicazioni di tale nuova tempistica, rinviando l’assunzione delle decisioni sulle iniziative da adottare (in primis a tutela dei diritti informativi degli azionisti) in funzione della data di effettiva messa a disposizione delle relazioni del revisore. Il 18 ottobre 2022, immediatamente dopo l’emissione delle relazioni da parte di Deloitte & Touche S.p.A. (nella serata del 17 ottobre 2022), il Consiglio di Amministrazione ha preso atto della necessità di rinviare l’assemblea degli azionisti (originariamente convocata per il 28 ottobre 2022) chiamata, tra l’altro, a deliberare sull’approvazione dei Bilanci 2022 e ha deliberato di rinviarla al 23 novembre 2022, con il medesimo ordine del giorno.
  • Gli amministratori hanno proseguito le proprie attività di valutazione dei Bilanci 2022 alla luce dei fatti e delle circostanze emerse successivamente, con particolare riguardo (i) alla ricezione, in data 19 ottobre 2022, della Delibera n. 22482/2022 e della Richiesta ex art. 114 TUF e (ii) alla notifica, in data 24 ottobre 2022, da parte della Procura della Repubblica di Torino alla Società – nonché ad alcuni suoi esponenti attuali e precedenti – dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito del pendente procedimento penale.
  • In data 21 ottobre 2022 la Società, facendo seguito alle richieste di cui alla Delibera n. 22482/2022, ha pubblicato un primo comunicato stampa in cui ha riportato gli elementi di informazione circa (i) le carenze e criticità rilevate dalla Consob in ordine alla correttezza contabile del bilancio d’esercizio al 30 giugno 2021 e (ii) i principi contabili internazionali applicabili e le violazioni riscontrate al riguardo. Con riferimento all’ulteriore richiesta contenuta nella Delibera n. 22482/2022, la Società ha preannunciato la successiva pubblicazione, con apposito comunicato, di una situazione economico-patrimoniale pro-forma consolidata che tenesse conto dei rilievi formulati dalla Consob.
  • In data 2 novembre 2022 il Consiglio di Amministrazione si è riunito per discutere, analizzare e definire le azioni da intraprendere in relazione alla Delibera n. 22482/2022. In tale occasione, recependo le valutazioni e i confronti intervenuti in sede di Comitato Controllo e Rischi, i consiglieri, in ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di piena cooperazione con l’Autorità, hanno confermato la volontà di ottemperare alle richieste contenute nella Delibera n. 22482/2022 indipendentemente dalle decisioni sulle iniziative in sede giurisdizionale. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre ritenuto di dover proseguire le analisi relative ai Bilanci 2022, tenendo conto dei rilievi contenuti nella Delibera n. 22482/2022 e della corposa documentazione relativa all’indagine penale (incaricando, a tal fine, i consulenti della Società di prendere visione e di estrarre copia degli atti di indagine ex art. 415-bis c.p.p.) e di assicurare il rispetto dei principi di collaborazione e cooperazione con le Autorità.
  • A tal proposito gli amministratori hanno richiesto agli esperti legali e tecnico-contabili un aggiornamento dei pareri originariamente rilasciati, alla luce di un primo esame delle risultanze della documentazione relativa all’indagine penale e dei rilievi contenuti nella Delibera n. 22482/2022, e hanno altresì incaricato un nuovo consulente contabile per lo svolgimento di approfondimenti tecnici e un nuovo esperto indipendente per il rilascio di un ulteriore parere contabile.
  • In data 15 novembre 2022 il Consiglio di Amministrazione si è riunito per un aggiornamento sulle procedure e attività in corso e, nella successiva riunione del 20 novembre 2022, ha approvato la pubblicazione del Secondo comunicato 154-ter e, al fine di assicurare massima trasparenza e tempi congrui agli azionisti per esaminare l’informativa fornita e le situazioni economico-patrimoniali pro-forma, ha deliberato di posticipare l’assemblea degli azionisti al 27 dicembre 2022.
  • Nella successiva riunione del 24 novembre 2022, preceduta da una riunione del Comitato Controllo e Rischi, il Consiglio di Amministrazione ha acquisito i nuovi pareri aggiornati – resi alla luce dell’esame della documentazione rilevante relativa all’indagine della Procura identificata dal consulente legale nel procedimento penale – e ha valutato e sottoposto a scrutinio le argomentazioni incluse in tali pareri, anche in confronto diretto con gli esperti presenti alla riunione consiliare.
  • Nella riunione del 28 novembre 2022, con riferimento alle criticità relative alle Manovre Stipendi, il Consiglio di Amministrazione ha rilevato che si tratta di profili complessi relativi ad elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni circa il trattamento contabile applicabile e ha attentamente considerato i possibili trattamenti alternativi. All’esito di tali complessive analisi e valutazioni, sebbene il Consiglio di Amministrazione consideri che il trattamento contabile adottato dalla Società rientri tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili, per un approccio maggiormente prudenziale, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di rivedere talune stime e assunzioni, che comportano rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022, come descritto nel comunicato stampa emesso dalla Società in data odierna, cui si rinvia. Gli effetti contabili di quanto sopra illustrato saranno riflessi in un nuovo progetto di bilancio di esercizio e in un nuovo bilancio consolidato che saranno esaminati in una prossima riunione consiliare e sottoposti all’assemblea dei soci già convocata per il 27 dicembre 2022.
  • Sempre nella riunione del 28 novembre 2022, il Consiglio di Amministrazione ha, quindi, approvato il presente comunicato in risposta alla Richiesta ex art. 114 TUF.

Tenuto conto dei rilievi contenuti nella Delibera con riguardo alla disclosure fornita in bilancio in merito ai sopra descritti loyalty bonus, il Consiglio di Amministrazione ha altresì deliberato di avviare, a partire dalla Relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2022, ulteriori approfondimenti e valutazioni circa le tematiche connesse alla contabilizzazione e all’informativa da rendere nelle relazioni finanziarie periodiche in merito alla voce Retribuzioni e Premi variabili ai giocatori, con particolare riguardo ai compensi variabili correlati al raggiungimento dei risultati sportivi di squadra (quali ad esempio l’accesso alle competizioni europee) e/o legati alle prestazioni individuali (quali ad esempio numero di presenze, gol segnati, assist, permanenza in rosa, ecc.) spettanti ai tesserati.

Infine, gli amministratori hanno richiesto alle funzioni interne della Società, con particolare riguardo all’attività dell’Area Sport, di concludere le analisi e procedere all’attuazione del già avviato processo, richiesto dal Consiglio di Amministrazione, di implementazione e miglioramento delle procedure e dei presidi interni per contribuire al processo di rafforzamento delle prassi contabili volte alla misurazione e contabilizzazione degli asset e delle operazioni della Società.

Stima degli effetti economico-patrimoniali e finanziari sui bilanci consolidati 2021 e 2022In relazione alla richiesta della Consob di rendere nota al mercato una stima degli effetti economico-patrimoniali e finanziari, adeguatamente commentati, idonei a rappresentare la contabilizzazione dei profili oggetto della Delibera sulla situazione consolidata dell’Emittente al 30 giugno 2022, la Società renderà ciò noto al mercato non appena il nuovo progetto di bilancio di esercizio e il nuovo bilancio consolidato saranno approvati dal Consiglio di Amministrazione.

Terremoto Juve, Agnelli lascia: con lui si dimette tutto il CdA


articolo di Giovanni Albanese: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/28-11-2022/juve-agnelli-si-dimette-cda-4501316473634.shtml

Andrea Agnelli abbandona il vertice del club bianconero dopo oltre 12 anni: decisive le contestazioni della Consob sulle plusvalenze

l’amministratore delegato Maurizio Arrivabeneil vice presidente Pavel Nedvedil presidente Andrea Agnelli

Il consiglio di amministrazione della Juventus si è dimesso in blocco. Alle prime indiscrezioni del tardo pomeriggio sono seguite le azioni ufficiali: a rassegnare le proprie dimissioni in serata, in un consiglio straordinario che si è tenuto alla Continassa, sono stati il presidente Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood. Il coinvolgimento dell’organo nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con l’accusa di falso in bilancio, e le ultime contestazioni della Consob, che hanno spinto a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare per due volte l’assemblea degli azionisti (fissata adesso il 27 dicembre) hanno portato alla decisione unanime di fare un passo indietro. Nella stessa seduta, a Maurizio Scanavino è stato conferito l’incarico di direttore generale. continua a leggere

Juventus, Agnelli si dimette: via anche tutto il CdA

articolo di Matteo Spaziante: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/28/agnelli-dimissioni-presidente-juventus/

(Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Andrea Agnelli si è dimesso da presidente della Juventus. Con Agnelli si sono dimessi anche tutti i componenti del CdA del club bianconero. Lo ha ufficializzato il club bianconero in una nota.

Oltre al presidente Andrea Agnelli, si sono dimessi così dal CdA anche il vice presidente Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene, che tuttavia mantiene la carica di amministratore delegato. Tra gli altri componenti del CdA, sono arrivate anche le dimissioni di Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Kathryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e infine Suzanne Heywood, Managing Director di Exor e Presidente di CNH Industrial.

Si chiude così l’era di Andrea Agnelli come presidente della Juventus, iniziata nel maggio 2010. Le indagini di Consob e Procura di Torino in particolare sul tema della cosiddetta manovra stipendi hanno infatti portato alla decisione di dimettersi dalla carica.

I membri del Consiglio di Amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi”, si legge nella nota della Juventus. “A tal fine, su proposta del Presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti, tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico”.

Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vicepresidente Pavel Nedved e l’Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Consiglio ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato”.

In ragione di quanto precede, è venuta meno la maggioranza degli Amministratori in carica e, pertanto, ai sensi di legge e di statuto, il Consiglio di Amministrazione deve intendersi cessato. Il Consiglio proseguirà la propria attività in regime di prorogatio sino all’Assemblea dei soci che è stata convocata per il 18 gennaio 2023 per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione (eccezion fatta per l’amministratore Daniela Marilungo che ha rassegnato le proprie dimissioni con dichiarazione separata; cfr. infra per ulteriori informazioni)”.

Juventus continuerà a collaborare e cooperare con le autorità di vigilanza e di settore, impregiudicata la tutela dei propri diritti in relazione alle contestazioni mosse contro i bilanci e i comunicati della Società dalla Consob e dalla Procura”, conclude il club bianconero.

Dopo il Liverpool, lo United: perché le big inglesi sono in vendita


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/23/perche-i-club-di-premier-sono-in-vendita/

Il Manchester United è in vendita. Un’altra big della Premier League inglese apre le proprie porte al mercato dopo il Liverpool e dopo la cessione del Chelsea, che dalle mani del patron russo Roman Abramovich è passato in quelle del consorzio guidato dall’imprenditore statunitense Todd Boehly. Ma perché un’altra big inglese è pronta alla cessione?

Partendo dal Liverpool, il Financial Times in un recente ritratto dello statunitense John Henry, l’uomo d’affari statunitense che è il maggior azionista del Fenway Sorts Group (il gruppo che controlla i Reds) con il 40% delle azioni, lo descrive quale un manager che nonostante la passione che circonda il club mai si è lasciato trasportare dall’entusiasmo che a Liverpool sa essere trascinante e che soprattutto «sa quando vendere» e uscire al momento giusto da un investimento.

Il FSG, infatti, comprò il Liverpool 12 anni fa per 300 milioni di sterline e ora, viste le cifre delle quali si vocifera, potrebbe ottenere una plusvalenza monstre. Ma, soprattutto, spiega il quotidiano della City, «sembra voler uscire dal calcio europeo mentre ne è ancora al vertice». Quasi a sottintendere che il recente periodo d’oro dei Reds possa essere destinato a scomparire nel prossimo futuro.

La stampa britannica in particolare fa trapelare infatti che la possibilità di incassare una lauta plusvalenza dall’investimento non sia l’unico motivo dietro la decisione di Henry. Citando le parole dell’allenatore dei Reds Juergen Klopp di inizio novembre – «ci sono tre club nel mondo del calcio che possono fare ciò che vogliono a livello finanziario» con chiaro riferimento alle tre società posseduta da entità del Golfo Persico: Manchester CityNewcastle United and Paris Saint-Germain – gli osservatori inglesi hanno fatto notare come il timore che regna non solo nei piani di Henry ma anche di molti proprietari occidentali (per lo più statunitensi) di squadre della Premier League è che l’equazione società vincenti e insieme con ottimi risultati di bilancio che è stato il paradigma di alcuni club del campionato inglese di questi anni sia fortemente in pericolo.

Anche perché il tramonto della Superlega (Henry inizialmente aveva aderito al progetto salvo poi fare marcia indietro come tutti gli altri club inglesi coinvolti) ha fatto scomparire l’idea dei posti assegnati per diritto al massimo torneo europeo. E con il fatto che la Premier League (che ha a disposizione quattro posti per quella macchina da soldi che è la Champions League) è sempre più competitiva – ormai alle storiche big six (Arsenal, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Chelsea e Tottenham Hotspur) va aggiunto a pieno titolo anche il Newcastle saudita – per le squadre inglesi ottenere la certezza di un posto stabile nel più importante e remunerativo torneo europeo è sempre più difficile e nessun club ha la garanzia di restare al vertice.

Lo stesso discorso può essere accostato al Manchester United. I Glazer acquistarono il club per 790 milioni di sterline nel 2005 e se davvero riuscissero a incassare tra i 6 e gli 8 miliardi di sterline – questo sembra essere il loro obiettivo – porterebbero a termine un’operazione straordinaria. Il rischio che la Premier (e di conseguenza i suoi club) abbia raggiunto il picco del suo valore c’è, per quanto il divario con le altre leghe sia ancora enorme.

Non solo. Anche l’autorevole quotidiano inglese The Times cita il crollo del progetto per la Superlega europea – che potrebbe riprendere vigore con le decisioni della Corte di Giustizia dell’Ue, ma che rischia anche di essere affossato definitivamente e la potenza dei club di proprietà degli Stati del Golfo come motivazioni valide per «esplorare quali siano le parti interessate là fuori».

Rummenigge all’attacco: “Se il calcio è malato è anche grazie ad Agnelli”


articolo di Alessio Eremita: https://www.90min.com/it/posts/rummenigge-all-attacco-se-il-calcio-e-malato-e-anche-grazie-ad-agnelli

Karl-Heinz Rummenigge ha criticato duramente il progetto Superlega e i suoi fondatori, tra cui anche Andrea Agnelli della Juventus“La crisi economica di Barcellona e Juve dimostra come la Superlega fosse la mossa della disperazione. E anche il modo dilettantistico in cui l’hanno presentata lo dimostra. La Champions resta la competizione più amata. Non ho capito perché uno come Andrea Agnelli, che mi ha sempre dato l’impressione di essere intelligente, abbia agito così. Se il calcio è malato è anche grazie allo stesso Agnelli. City e PSG, questo è la realtà, hanno drogato il mercato con soldi di Stati esteri portando il mercato fuori controllo ogni anno di più. Il Bayern ha una filosofia diversa, sempre con il bilancio in attivo da 30 anni. Vogliamo vincere ma senza chiedere soldi alle banche, seguendo la mentalità tedesca. Investiamo quello che guadagniamo. E i tifosi hanno una responsabilità, anche finanziaria, nei club”.

Sull’amministratore delegato di A22, la società che gestisce la competizione d’elite: “Era amministratore delegato di RTL. Ma indipendentemente dalle decisioni del 15 dicembre della Corte di Giustizia dell’Unione europea, la Superlega è morta: nessuna tedesca, inglese e francese la farà mai. Le italiane? Conosco bene Marotta e so che gli piacerebbe guadagnare qualcosa in più. Ma a quale prezzo?”, ha concluso l’ex calciatore della Germania ai microfoni del Corriere della Sera.