Il Milan attende la decisione dell’UEFA sul FPF: c’è fiducia per settlement leggero


articolo Di Andrea Gigante: Il Milan attende la decisione dell’UEFA sul FPF: c’è fiducia per settlement leggero (90min.com)

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Milan / PIERO CRUCIATTI/GettyImages

L’entusiasmo per la vittoria dello Scudetto e l’apprensione per il rallentamento dei rinnovi di Paolo Maldini e Frederic Massara hanno fatto passare un po’ in sordina gli incontri che il Milan ha avuto con l’UEFA per discutere del rispetto dei criteri dettati dal Fair Play Finanziario.

Come evidenzia milannews.it, negli ultimi tre anni i rossoneri hanno seguito pedissequamente quanto stabilito dal TAS di Losanna nel Consent Award sottoscritto nel giugno 2019 e hanno avuto una condotta esemplare che li ha portati ad aumentare i ricavi anche in un periodo economicamente difficile come quello pandemico.

Insomma, le sensazioni sono buone. Tuttavia, finché l’UEFA non si sarà pronunciata si procede con i piedi di piombo. D’altronde, i nuovi diktat del FPF prevedono un margine di spesa basato sui ricavi (altro punto sul quale il club sta lavorando in maniera molto intensa per farli salire).

Il Milan sente però di aver rispettato gli accordi presi con l’UEFA e si aspetta un settlement agreement leggero, con sanzioni minime che non vadano a limitare l’operato della società in sede di mercato e che non la obblighi a cedere i suoi giocatori più pregiati.

Il Tar respinge il ricorso della Figc sull’indice di liquidità


articolo di Mario Canfora: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/22-06-2022/tar-respinge-ricorso-figc-sull-indice-liquidita-4401095829303.shtml

gazzetta.it

Lo scorso 13 giugno il Collegio di Garanzia del Coni aveva parzialmente accolto l’appello della Lega di A escludendolo di fatto dai requisiti obbligatori per l’iscrizione al prossimo campionato: da qui il ricorso della Federcalcio

Il Tar del Lazio (Sezione prima Ter) ha respinto il ricorso presentato in via cautelare dalla Federcalcio contro la decisione del Collegio di Garanzia del Coni sull’applicazione dell’indice di liquidità per le società. Lo scorso 13 giugno il Collegio di Garanzia del Coni aveva parzialmente accolto l’appello della Lega di serie A escludendolo di fatto dai requisiti obbligatori per l’iscrizione al prossimo campionato. Da qui la scelta presa in via Allegri di rivolgersi al Tar del Lazio, che aveva accolto anche la richiesta della Figc di abbreviazione dei termini del ricorso.

DISPOSITIVO – Nell’ordinanza del Tar viene spiegato che “non risulta dimostrato alcun pregiudizio grave e irreparabile in ordine ai futuri adempimenti amministrativi e all’avvio del campionato di Serie A, in dipendenza degli effetti del dispositivo della decisione del Collegio di Garanzia, nelle more della pubblicazione della motivazione, fermo restando che la presente controversia è circoscritta al Manuale delle Licenze della serie A, e avuto riguardo ai poteri di cui la Federazione è titolare e alla concreta situazione dei club di serie A”. Di fatto, non c’è nessuna urgenza, anche perché tutte le squadre sono in regolacontinua a leggere

Affare Osimhen-Napoli: De Laurentiis indagato per falso in bilancio


articolo di Gianluca Monti: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/21-06-2022/osimhen-de-laurentiis-indagato-4401084232948.shtml

In corso perquisizioni e verifiche a Castel Volturno, Roma e in Francia

Aurelio De Laurentiis è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di falso in bilancio per l’acquisto di Victor Osimhen, effettuato dal Napoli nell’estate del 2020.

Sulla vicenda del passaggio del nigeriano dal Lille al club azzurro si sono accesi da tempo i fari della procura federale (anche se di recente la giustizia sportiva ha assolto il Napoli ed il suo presidente) ma adesso è stata la Guardia di Finanza a sequestrare le carte relative alla compravendita del calciatore (nell’affare entrarono anche Karnezis ed i giovani Manzi, Palmieri e Liguori – le cui valutazioni sono state appunto oggetto di indagine da parte della procura federale). Adesso, però, l’accusa per De Laurentiis ed i membri del CdA del club azzurro – sono i figli Edoardo (vicepresidente) e Valentina, la moglie Jacqueline (vicepresidente) e Andrea Chiavelli – è di falso in bilancio con la Guardia di Finanza che ha effettuato una serie di perquisizioni a Castel Volturno, Roma e in Francia.

Il Palermo è dello sceicco Mansour, padrone del Manchester City


articolo di Salvo Fallica: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-b/22_giugno_17/palermo-sceicco-mansour-padrone-manchester-city-70996da2-ee7c-11ec-b758-c9dec84b27f8.shtml?cx_testId=13&cx_testVariant=cx_1&cx_artPos=0&cx_experienceId=EXMWJ70L2HDN#cxrecs_s

Accordo destinato a entrare nella storia del calcio italiano: la promozione in B alza il prezzo dell’80% delle quote da 8 a 13 milioni. Obiettivo: la serie A in due stagioni

Una squadra del Sud del Mediterraneo si proietta a livello internazionale con un accordo destinato ad entrare nella storia del calcio italiano. Il Palermo Calcio entra a far parte del colosso «City Group». L’ufficializzazione dell’intesa di massima è attesa per la prossima settimana, con il momento della firma. L’operazione si compie per 13 milioni di euro con il passaggio dell’80% delle quote, mentre il presidente Dario Mirri rimarrà con l’altro 20%.

Quello che appariva come un sogno per i tifosi del Palermo fino a qualche mese fa, adesso diventa reale. Un grande gruppo calcistico internazionale acquista davvero il club rosanero, e la promozione in serie B dop la finale playoff vinta ai danni del Padova ha sicuramente contribuito all’accelerazione di questo passaggio. E alcuni addetti ai lavori indicano che l’obiettivo sarebbe la serie A in due stagioni.

Il gruppo sportivo che fa capo allo sceicco Mansour (fa parte della famiglia reale di Abu Dhabi) ha come punta di diamante la proprietà del Manchester City. Il trionfo nei play off, la grande cornice di pubblico in tutte le partite più importanti, il seguito televisivo e mediatico, sono elementi che hanno rafforzato quello che era già chiaro, le notevoli potenzialità del Palermo anche sul piano del merchandising. Tanto che il prezzo dopo il decisivo gol di Matteo Brunori è schizzato da 8 a 13 milioni. continua a leggere

Il paradosso del Chievo calcio, affossato da quei decreti approvati per salvarlo


articolo di Gian Antonio Stella: https://www.corriere.it/cronache/22_giugno_18/paradosso-chievo-calcio-affossato-quei-decreti-approvati-salvarlo-96b63198-ee7a-11ec-b758-c9dec84b27f8.shtml?fbclid=IwAR3dKQ5kagt3shgVmiITpIZ52v281n6IO9yqzp2yWIMQ9MOEHPYQ7fuLBoE

La vicenda in Consiglio di Stato: la società gialloblu chiede 140 milioni di risarcimento e ha la possibilità di vedere riconosciute le proprie ragioni

«Putei, boni, non ghe xè schei». Era un mantra, per Luca Campedelli, quando erano tutti pazzi per il Chievo (e certi telecronisti si spingevano a urlare «il pubblico s’arroventa, l’afa si fa delirio»), quella frase decisa a calmare i tifosi che lo invocavano di spendere fantastilioni di miliardi per comprare questo o quel fenomeno: «Putei, boni, non ghe xè schei». Del resto, spiegava, «in casa siamo tutti ragionieri: lo era papà, lo sono io, lo è mio fratello Piero e lo sono i parenti e i parenti dei parenti». Mica peraltro tutti gli stipendi dal mister Gigi Del Neri all’ultimo di giocatori costavano «meno dello stipendio del solo Batistuta…»

Due pesi e due misure – Domanda: come ha fatto uno così a farsi buttare fuori, con marchio di ignominia, dal grande calcio che troppi scandali e troppo inchieste e troppe archiviazioni (vedi l’ultima sulle plusvalenze, conclusa con un bonario pater-ave-gloria per tutte le big dopo la condanna iniziale e infangante del solo Chievo) hanno dimostrato avere bilanci marci? Per carità, di errori ne avrà fatti di sicuro, però… Certo aveva ragione Luciano Moggi, il disinibito Sultano della Tolfa poi condannato e radiato: «Er Chievo? E’ ggià ‘n miracolo mo’: ‘a storia ce dice ch’è quantommai improbbabbile che possa continuare». Previsione azzeccata. Con le buone o con le cattive, sospirano i tifosi…

La battaglia legale di Campedelli – Eppure, cocciuto come un musso (non dicevano ai bei tempi che l’Astro-Chievo era la prova che i mussi possono volare?), Campedelli è ancora lì a dar battaglia. E l’ultima di un tormentone di sentenze contrapposte, firmata giorni fa dal Presidente della quinta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato Luciano Barra Caracciolo, che pure aveva dato torto alla società in uno dei verdetti del passato, ha dato stavolta ragione al gioiello calcistico che venendo dal nulla è stato per diciassette anni di serie A mettendo a segno qualche annata sensazionale. E ha sospeso la penultima sentenza (del TAR), esulta l’avvocato del «Ceo», ritenendo «sussistenti concreti profili di illegittimità per i quali si prospetta il diritto al risarcimento del danno del Chievo Verona». continua a leggere

FPF, indagine UEFA sui conti del Paris Saint-Germain


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/16/uefa-indagine-psg-fpf/

Paris Saint-Germain’s CEO Nasser Al-Khelaifi & Kylian Mbappe – (Foto: FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

La UEFA ha messo nel mirino i conti del Paris Saint-Germain in ottica Fair Play Finanziario. Lo riporta L’Equipe, spiegando che il CFCB (L’Organo di Controllo Finanziario per Club) ha presentato una «richiesta di informazioni» al club parigino da diverse settimane.

In particolare, il CFCB si è voluto concentrare sui conti presentati dal club della capitale, che secondo il DNCG – l’organo che monitora le finanze dei club in Franciaaveva perso 224,3 milioni di euro durante la stagione 2020/21. Da allora, il PSG ha operato in maniera consistente sul mercato, mettendo sotto contratto calciatori quali Lionel Messi e Sergio Ramos, senza dimenticare il rinnovo di Kylian Mbappé con un maxi premio alla firma.

Quando l’esame delle prove fornite dal Paris Saint-Germain sarà completato, il CFCB deciderà se aprire o meno un procedimento contro la squadra campione di Francia in carica. Il PSG, contattato da L’Equipe, ha affermato di rispondere regolarmente alle domande e alle richieste di informazioni della Federcalcio europea, ma per il momento nessuna indagine è stata ancora aperta.

Ufficiale, la Liga denuncia PSG e Manchester City all’UEFA


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/15/ufficiale-la-liga-denuncia-psg-e-city-alluefa/

The president of Spanish Liga Javier Tebas – (Photo by PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP via Getty Images)

La Liga spagnola ha denunciato Paris Saint-Germain e Manchester City all’Uefa per violazioni del Fair Play Finanziario. Lo ha confermato la stessa lega iberica, in una nota ufficiale.

La Liga ha presentato un reclamo alla UEFA contro il PSG, che si unirà a un altro contro il Manchester City, perché questi club violano continuamente le attuali norme sul fair play finanziario”, si legge nella nota. “La Liga ritiene che queste pratiche alterino l’ecosistema e la sostenibilità del calcio, danneggino tutti i club e le leghe europee e servano solo a gonfiare artificialmente il mercato, con denaro non generato dal calcio stesso”.

La Liga ritiene che il finanziamento irregolare di questi club viene effettuato o tramite iniezioni dirette di denaro o tramite sponsorizzazioni e altri contratti che non corrispondono alle condizioni di mercato o hanno un senso economico. La Liga ha inoltre stipulato accordi con studi legali in Francia e Svizzera, tra cui lo studio legale francese Juan Branco, con l’obiettivo di intraprendere azioni amministrative e giudiziarie dinanzi agli organi francesi competenti e dinanzi all’Unione Europea nel più breve tempo possibile”.

In Svizzera, LaLiga sta studiando diverse opzioni di rappresentanza a causa di possibili conflitti di interesse di Nasser Al-Khelaïfi derivati ​​dai suoi diversi ruoli in PSG, UEFA, ECA e BeIN Sports. Non è la prima volta che LaLiga denuncia queste pratiche anticoncorrenziali davanti alla UEFA. L’organizzazione spagnola ha sempre guidato la difesa del controllo economico. Nel 2017 e nel 2018, ha presentato memoria alla UEFA contro PSG e Manchester City per violazione del fair play finanziario, che ha portato a sanzioni da parte della UEFA contro entrambi i club-Stato”, sebbene siano stati successivamente annullati a causa di strane decisioni del TAS”.

Le denunce della Liga, così come le dichiarazioni che l’associazione dei club spagnoli ha rilasciato negli ultimi tempi al riguardo, sono basate sui dati e dopo un monitoraggio e un’analisi dettagliati dei conti certificati dei club”, conclude la lega spagnola.

I giudici salvano Lotito: indice di liquidità bocciato dal Coni


articolo di Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2022/06/13/news/indice_liquidita_seriea-353765372/?ref=RHTP-BH-I353657054-P3-S8-T1

La versione attuale non sarà considerata come criterio di ammissione al prossimo campionato di Serie A. La Lazio era l’unica società di Serie A fuori dai parametri: senza questo giudizio, il presidente avrebbe dovuto versare 2 milioni e 50 mila euro. La soddisfazione dei club, ma la Figc è pronta ad appellarsi al Tar.

Ha vinto la Serie A. Il Collegio di garanzia ha accolto, seppure parzialmente, l’appello dei club e ha deciso che l’indice di liquidità non può essere un criterio per l’ammissione al prossimo campionato. O meglio: non può esserlo per come è stato scritto. Perché la norma, votata in via definitiva il 26 aprile, prevede di fotografare la situazione dei conti delle società al 31 marzo. E questo, secondo i giudici presieduti da Gabriella Palmieri Sandulli, che hanno giudicato a Sezioni unite, vuol dire che la norma ha effetto retroattivo. Ossia su questioni che la precedono nel tempo. Un principio previsto anche dalla Costituzione, e che tutela il “reo” inconsapevole di commettere un reato che non era stato ancora istituito come tale.

La Lazio unico club fuori dall’indice – La vittoria della Serie A è la vittoria del presidente della Lazio, Claudio Lotito. Il club biancoceleste infatti era l’unico esposto: in pratica, la battaglia della Serie A, iniziata su base ideologica contro una norma ritenuta ingiusta da tutti i club, ha effetti solo per uno. Così, il presidente laziale non dovrà ricapitalizzare per coprire i 2 milioni e 50 mila euro che mancavano alla Lazio per rientrare nei parametri. La Figc però è già pronta a presentare appello al Tar, senza attendere il deposito delle motivazioni: contesterà la competenza delle Sezioni unite (ritiene che la questione dovesse essere demandata alle Sezioni speciali), oltre che il merito della decisione. Gennaro Terracciano, legale della federcalcio, accusa: “Dispositivo di difficile comprensione e che rischia di compromettere la regolarità del campionato“. Anche perché il termine per le iscrizioni ai campionati scade il prossimo 22 giugno. continua a leggere

Claudio Lotito, presidente della Lazio 

Liga, Tebas denuncia Juventus e Manchester City all’Uefa


articolo di Redazione Sport: https://www.corriere.it/sport/calcio/22_giugno_03/liga-tebas-denuncia-juventus-manchester-city-all-uefa-01feeff2-e337-11ec-add9-4c15cbccc153.shtml

Il presidente della Liga avrebbe presentato un esposto per irregolarità finanziarie. Agisce, a suo dire, per proteggere l’ecosistema calcistico europeo e la competitività delle squadre spagnole

Javier Tebas, presidente della Liga (Epa)

Javier Tebas contro Juventus e Manchester City. Il presidente della Liga, secondo As, avrebbe presentato un esposto alla Uefa contro appunto il club italiano e quello inglese per irregolarità finanziarie. Non solo: stessa denuncia sarebbe pronta a partire anche per il Psg. Tebas, a suo dire, agisce per proteggere l’ecosistema calcistico europeo, e in particolar modo, la competitività delle squadre spagnole che sarebbero costrette a competere in condizioni di inferiorità rispetto ad altri che non rispettano le norme.

Già nelle scorse settimane Tebas aveva già sollevato una polemica contro il Psg per le cifre del rinnovo di contratto di Mbappé. Ora l’allarme è scattato per l’ingaggio che il Manchester City corrisponderà a Erling Haaland: «Vorrei sapere come hanno portato a termine l’operazione, Mino Raiola ha chiesto una grossa commissione…», aveva detto Tebas nei giorni scorsi.

Verità&Affari: Elliott presta 600 mln a RedBird per il Milan


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/01/elliott-prestito-redbird-milan/

Il passaggio del Milan dalle mani del fondo Elliott a RedBird è finalmente ufficiale. La maggioranza del club rossonero è stata rilevata dalla nuova società americana, per una valutazione complessiva di 1,2 miliardi di euro. Il closing vero e proprio è previsto a settembre del 2022.

Il quotidiano Verità&Affari ha svelato un retroscena importante a proposito della struttura dell’operazione, che vedrebbe la società guidata da Gerry Cardinale mettere sul piatto 300 milioni di euro di liquidità, mentre la quota restante sarebbe a debito.

In particolare, 600 milioni di euro arriverebbero attraverso un vendor financing, cioè un finanziamento da parte del venditore. Un prestito concesso dalla Rossoneri Sport Investment Sarl (Lux), la controllante lussemburghese del Milan, a tassi del 15%, e altri 300 milioni attraverso il più classico dei finanziamenti concesso da JPMorgan.

Secondo Verità&Affari, con questo schema – come confermato nella nota ufficiale del passaggio di proprietà, del resto – Elliott non esce di scena e attraverso dei warrant legati al prestito riceverà azioni del Milan in base all’aumento di valore del club, restando nel nuovo consiglio d’amministrazione con tre membri, anticipati ieri da Calcio e FinanzaGordon SingerStefano Cocirio e Giorgio Furlani.

Il Sole 24 Ore – I progetti di RedBird e la permanenza di Elliott: tutti i dettagli

articolo di Francesco Finulli: https://www.milannews.it/primo-piano/il-sole-24-ore-i-progetti-di-redbird-e-la-permanenza-di-elliott-tutti-i-dettagli-454117

Il passaggio di proprietà ora è realtà. Con il signing tra RedBird Capital Partners e il fondo Elliott, ufficializzato dal Milan nella giornata di ieri con una nota ufficiale, si è avviato definitivamente il processo che nel giro di qualche mese porterà al closing, ovvero il passaggio formale delle quote dalla società uscente all’acquirente. Dalle parole pronunciate ieri da Gerry Cardinale già si evincono idee e progetti, di cui la famiglia Singer farà ancora comunque parte.

I dettagli della trattativa – Secondo quanto riporta questa mattina Il Sole 24 Ore, l’accordo tra i due fondi americani si concretizzerà molto probabilmente sulla base di una partenrship. Elliott, come emerso già nelle scorse settimane, ha valutato il club 1.2 miliardi di euro ma questi non saranno incassati subito, dal momento che la proprietà uscente dovrebbe rimanere in società con una quota che si aggira attorno al 30%. La famiglia Singer rimarrà presente con alcuni suoi esponenti anche nel consiglio d’amministrazione della nuova società, uno su tutti Giorgio Furlani che ieri ha parlato prima di Cardinale a nome di Paul e Gordon. Tutto questo concorre all’idea di continuità ribadita più volte nel discorso di insediamento che Cardinale ha tenuto ieri davanti ai giornalisti presso Casa Milan. Le cifre, non ancora note, dovrebbero essere suddivise così: 600 milioni di equity e altri 600 di “vendor loan“, un prestito dello stesso fondo Elliott a RedBird che sarà estinto in un periodo di tempo concordato. C’è da capire anche il destino di Blue Skye che attualmente possiede il 4% delle quote societarie rossonere. Tutto questo verrà definito al momento del closing, previsto entro settembre.

I progetti di Gerry – Nella giornata di ieri, la prima ufficiale da proprietario del Milan, Gerry Cardinale ha visitato Casa Milan e si è incontrato con gli uomini chiave della dirigenza rossonera: da Maldini a Gazidis, passando per Massara, oltre che il presidente Paolo Scaroni. L’intenzione è quella di portare avanti l’ottimo lavoro del fondo Elliott che è stato coronato dalla conquista dello scudetto meno di due settimane fa: per questo motivo le alte sfere dirigenziali del Milan dovrebbero essere confermate in toto. Cardinale ha fatto anche capire, con le parole pronunciate nella giornata di ieri, quali sono i suoi intenti. Da una parte continuare a vincere, dall’altra far crescere il nome e il brand Milan grazie a strategie di marketing e di gestione mirate. Sotto questo punto di vista si rivelerà fondamentale l’esperienza che il nuovo proprietario del Milan ha maturato nel mondo dello sport negli ultimi 25 anni, specialmente in America.

RedBird tra Milan e Liverpool: le norme sulla multiproprietà in Champions


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/01/redbird-tra-milan-e-liverpool-le-norme-uefa-sulla-multiproprieta-champions/

Non solo Milan, RedBird è già sbarcata nel calcio europeo negli anni scorsi, tra Inghilterra e Francia. Lo scorso anno infatti la società guidata da Gerry Cardinale ha acquistato una partecipazione di poco più del 10% nel Fenway Sports Group (FSG), proprietario del Liverpool, mentre nel luglio 2020 aveva acquisito l’85% delle quote dl Tolosa, club francese che ha appena centrato la promozione in Ligue 1.

Il progetto di RedBird, secondo quanto riportato dai quotidiani negli ultimi giorni, sarebbe quello di creare una galassia di società in stile City Football Group o Red Bull. Ma il tema potrebbe riguardare, prima, la partecipazione di più club legati alla società statunitense alle stesse competizioni europee.

Cosa dicono quindi le norme della Champions League a proposito della multiproprietà? Il tema è regolamentato dall’articolo 5 del “Regulations of the UEFA Champions League”, che parla di “Integrity of the competition/multi-club ownership” (integrità della competizione e multiproprietà, ndr).

Champions regolamento multiproprietà – Cosa dice l’articolo 5 – La norma, che prevede quattro diversi commi, recita al numero 1: «Per garantire l’integrità delle competizioni UEFA per club (vale a dire UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Europa Conference League), si applicano i seguenti criteri:

  1. Nessun club che partecipa a una competizione UEFA per club può, direttamente o indirettamente:
  • detenere o negoziare titoli o azioni di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club;
  • essere socio di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club;
  • essere coinvolto a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club; o
  • avere qualsiasi potere nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club.
  1. Nessuno può essere coinvolto simultaneamente, direttamente o indirettamente, a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club.
  2. Nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o l’influenza su più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club, tale controllo o influenza essendo definiti in questo contesto come:
  • detenere la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti;
  • avere il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri dell’organo di amministrazione, direzione o controllo del club;
  • essere azionista e controllare da solo la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti del club; o
  • poter esercitare con qualsiasi mezzo un’influenza determinante nel processo decisionale del club».

Al comma 2 dello stesso articolo, si specifica invece che «se due o più club non soddisfano i criteri volti a garantire l’integrità della competizione, solo uno di loro può essere ammesso a una competizione UEFA per club, secondo i seguenti criteri (applicabili in ordine decrescente):

  1. il club che si qualifica per merito sportivo alla più prestigiosa competizione UEFA per club (ovvero, in ordine decrescente: UEFA Champions League, UEFA Europa League o UEFA Europa Conference League);
  2. il club che si è classificato in posizione migliore nel campionato nazionale dando accesso alla relativa competizione UEFA per club;
  3. il club la cui federazione è classificata più in alto nelle liste d’accesso».

Il comma 3 sottolinea che «le società non ammesse sono sostituite ai sensi del Paragrafo 4.09», e dunque che «una società che non è ammessa alla competizione viene sostituita dalla squadra successiva meglio classificata nel massimo campionato nazionale della stessa federazione, a condizione che la nuova società soddisfi i criteri di ammissione».

Infine, il comma 4 conclude sottolineando che «questo articolo non è applicabile se uno dei casi elencati al paragrafo 5.01 si verifica tra un club qualificato direttamente alla fase a gironi della UEFA Champions League e uno qualificato per una qualsiasi fase della UEFA Europa Conference League».

Champions regolamento multiproprietà – Il caso Lipsia-Salisburgo – Attualmente, l’unico caso sul quale la UEFA è stata chiamata ad esprimersi è quello che riguarda Lipsia e Salisburgo e l’influenza di Red Bull sui due club. Un’indagine approfondita da parte della UEFA che risale al 2017 aveva portato a un verdetto positivo: via libera ai due club di partecipare alla Champions League.

Le motivazioni erano state diverse. In particolare, secondo la UEFA, l’influenza di Red Bull sul Salisburgo si era notevolmente ridotta: erano state rimosse alcune persone legate alla Red Bull (e che erano anche contemporaneamente coinvolte con il Lipsia) nel CdA, così come il presidente del CdA, legato a Red Bull, si era dimesso. Inoltre, era stato modificato l’accordo di sponsorizzazione tra Salisburgo e Red Bull (con spazi e cifre ridotte), così come è stato concluso l’accordo di collaborazione tra i due club e i diversi prestiti erano stati conclusi.

In sostanza, secondo la Camera Investigativa dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club, la relazione tra Red Bull e il Salisburgo, in seguito alle modifiche, è diventata una relazione di sponsorizzazione standard, stabilendo così che non è stato violato l’articolo 5 (riguardante l’integrità della competizioni) e ammettendo entrambi i club alla stessa competizione.

Plusvalenze Inter: archiviazione all’orizzonte per l’indagine


articolo Di Redazione: Plusvalenze Inter: archiviazione all’orizzonte per l’indagine (internews24.com)

Le indagini della Procura si avviano verso l’archiviazione, nessun falso di bilancio per l’Inter

La Procura di Milano si avvia verso l’archiviazione dell’indagine che vedeva l’Inter accusata di falsi di bilancio a carico di ignoti.

Secondo l’Ansa, le indagini di Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, con l’aggiunto Maurizio Romanelli, non hanno fatto sì che emergessero elementi tali da procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. L’analisi di documenti e mail sequestrate a dicembre ad alcuni dirigenti del club nerazzurro non avrebbe dunque fatto venire a galla nulla di rilevante a livello penale sulla compravendita di giocatori.

Cardinale ha firmato: il Milan passa da Elliott a RedBird


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/31-05-2022/milan-cardinale-ha-firmato-club-passa-elliott-redbird-440773206186.shtml

La società d’investimento statunitense subentra al fondo di Singer, che aveva rilevato il club nel 2018. Nelle prossime ore è atteso l’annuncio del passaggio di proprietà

Gerry Cardinale

Gerry Cardinale, il gran capo di RedBird Capital Partners, ha firmato il contratto di acquisizione della maggioranza del Milan dal fondo Elliott. L’annuncio ufficiale è atteso nelle prossime ore, anche se è probabile che slitti a domani. Si tratta del cosiddetto “signing“, mentre il closing dell’operazione ha tempi più lunghi.

NUOVO CAMBIO – Il club rossonero, rilevato nel luglio 2018 dal fondo di Singer per l’inadempienza di Li Yonghong che nel 2017 era subentrato a Fininvest, cambia di nuovo proprietà, restando però sempre sotto la bandiera a stelle e strisce. Anche RedBird, fondo d’investimento già impegnato attivamente nello sport, ha sede a New York come Elliott, che resterà con una quota nella società rossonera.

Inter, nuovo settlement agreement con l’UEFA per il FPF


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/30/inter-settlement-agreement-fpf-uefa/

L’Inter si aspetta di firmare un nuovo settlement agreement (si veda ultimo paragrafo) con l’Uefa per il Fair Play Finanziario. Lo spiega lo stesso club nerazzurro nei documenti legati ai primi nove mesi dell’esercizio 2021/22 di Inter Media and Communication, la società in cui confluiscono i ricavi media e sponsor della società nerazzurra.

“Nel febbraio 2022 la UEFA ha aperto un procedimento nei confronti del club in conformità con l’articolo 12 (1) delle regole procedurali che disciplinano l’Organo di controllo finanziario dei club UEFA (“CFCB”) – Edizione 2021, a causa della FFP disavanzo di pareggio che abbiamo registrato nel periodo di monitoraggio che copre i periodi di riferimento 2018, 2019, 2020 e 2021 – si legge nei documenti – . Un disavanzo di pareggio è previsto anche per il periodo di riferimento che termina a giugno 2022 e già comunicato alla UEFA. Secondo le nostre evidenze, la stessa situazione vale per un certo numero di altri club in Italia e in Europa che hanno registrato un deficit di pareggio FFP misurato secondo le regole attuali”.

“Sebbene le interazioni con la UEFA siano ancora in corso, prevediamo di firmare un settlement agreement entro la fine di giugno 2022 che includerà alcuni rapporti finanziari che dovremo soddisfare nei periodi di riferimento che terminano a giugno 2023, 2024 e 2025. Questi rapporti dovrebbero essere impostato secondo un quadro volto a rendere gradualmente il club pienamente conforme alla nuova “regola degli utili calcistici” UEFA entro la stagione sportiva 2025/26. Prevediamo inoltre che il settlement agreement includa un possibile meccanismo di sanzioni finanziarie e sportive principalmente legate alla violazione dei rapporti finanziari concordati (con tali sanzioni proporzionate all’entità della potenziale violazione)”.

Cos’è il settlement agreement? – Il club nerazzurro aveva già firmato un settlement agreement con l’Uefa per il Fair Play Finanziario nell’estate del 2015, come, tra gli altri club italiani, successo anche alla Roma, uscendone poi nell’estate 2019: si tratta, di fatto, di una sorta di “patteggiamento” tra il singolo club e l’Uefa in caso di superamento degli obblighi economici fissati dal FPF, in un accordo che prevede per la società una serie di paletti da rispettare sia in termini economici che in termini sportivi (ad esempio, la riduzione del numero dei giocatori utilizzabili nelle competizioni europee). Resta ora da valutare se e quanto il nuovo regolamento del FPF cambierà anche le potenziali sanzioni in termini di settlement agreement.

Maldini e il Milan: «Il rinnovo del contratto? Nessuno mi ha chiamato, è poco rispettoso»


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_maggio_27/maldini-contratto-rinnovo-80f7120a-dd86-11ec-9d2a-935eb68a8d83.shtml

Le dichiarazioni alla «Gazzetta dello Sport» del direttore tecnico rossonero: «L’ad ed Elliott fino ad ora non si sono neanche seduti per parlare con me e Massara. Non abbiamo la disponibilità economica per un salto di qualità»

«Io e Massara siamo in scadenza e non abbiamo rinnovato. Devo dire che per il nostro percorso e per ciò che è successo in passato anche durante il periodo di crisi con Rangnick, trovo poco rispettoso il fatto che a oggi l’amministratore delegato ed Elliott non si siano neanche seduti a parlare con noi. Dico solo a parlare». Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, non usa mai giri di parole per spiegare il suo pensiero.

Il contratto da rinnovare – Si espone e lo fa durante l’intervista rilasciata a «La Gazzetta dello Sport» per celebrare il 19esimo scudetto del Diavolo. «In questo momento non abbiamo la disponibilità economica per pensare a un salto di qualità. Anche perché siamo in una fase di passaggio. Vedremo». Tornando al contratto, «loro potrebbero anche dirci “il vostro lavoro non è stato abbastanza buono per continuare”. O può essere che io dica “la vostra strategia non mi piace”. Come ho detto a suo tempo, a me piace essere una sorta di garanzia per il milanista. Io non sono la persona giusta per fare un progetto che non ha un’idea vincente. Non potrei mai farlo. La realtà è che la proprietà non si è mai seduta al tavolo e questa cosa non va bene».

Perché la questione non diventi spinosa all’interno del club di via Aldo Rossi sarà fondamentale nei prossimi giorni un incontro tra le parti per discuterne: il problema è che è in corso il passaggio di proprietà dal fondo Elliott (che resterà con una quota) al fondo RedBird.

La strategia della nuova società – Ancora non si conoscono i piani dei nuovi proprietari, ma la filosofia resterà la stessa, all’insegna della sostenibilità. Maldini vorrebbe la garanzia che il Milan possa fare un altro salto di qualità. «Oggi il Milan con una visione strategica di alto livello può andare a competere il prossimo anno con le più grandi. Se invece si scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, senza un’idea da Milan rimarremmo nel limbo tra le migliori sei o sette squadre in Italia per tentare di rivincere lo scudetto e qualificarci per la Champions. Per questo è il momento che la proprietà, Elliott o quella che potrebbe arrivare, chiuda il triennio e capisca che strategia vuole per il futuro. Con due o tre acquisti importanti e il consolidamento dei giocatori che abbiamo possiamo competere per qualcosa di più grande in Champions».

Vedremo se i piani combaceranno. Non è questa l’unica divergenza di Maldini con i vertici rossoneri. L’altra riguarda lo stadio che Maldini vorrebbe più grande di quello da 55mila posti pensato finora. Insomma, non gli dispiacerebbe un impianto grande come San Siro. continua a leggere

Milan, Investcorp abbandona la trattativa, resta solo RedBird


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2022/05/26/milan-investcorp-abbandona-la-trattativa-resta-solo-redbird_ff0c4dcc-537d-4758-ba95-10782d94c517.html

Il presidente del Milan Paolo Scaronifoto del 4 marzo 2020. RICCARDO ANTIMIANI

Mohammed Al Ardhi, a capo di Investcorp, fondo di investimenti del Bahrain che aveva avanzato un’offerta per l’acquisto del Milan, conferma su Twitter la fine della trattativa.

Abbiamo discusso con Elliott su un potenziale investimento nell’AC Milan. Come può succedere in questi casi – scrive – non è stato raggiunto un accordo commerciale e abbiamo deciso di comune accordo di chiudere i colloqui“. In trattativa ora c’è solo RedBird azienda statunitense che avrebbe valutato il club rossonero per un miliardo e 300 milioni di euro. Le parti sarebbero molto vicine a chiudere, con Elliott che potrebbe restare con una quota di minoranza. 

Il fondo del Bahrain su Twitter, ‘chiusi i colloqui’

Traduzione https://translate.google.it: Abbiamo discusso con Elliott su un potenziale investimento in #AC Milan. Come può essere il caso delle offerte premium, non è stato raggiunto un accordo commerciale e abbiamo deciso di comune accordo di chiudere i colloqui. Auguriamo il meglio al Milan per la prossima stagione e oltre

Ceferin: “Club italiani in difficoltà anche con nuovo FPF. Mai più del 70% per i giocatori”


articolo Redazione1908: https://www.fcinter1908.it/primo-piano/ceferin-club-italiani-in-difficolta/

“Tutti vogliono vincere oggi, diventa un problema perché lo sforzo economico non è sostenibile, investono troppo e non controllano i ricavi”

il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin

Mentre la Lega di Serie A ricorre alla giustizia contro l’indice di liquidità imposto dalla Figc, il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin certifica lo stato di crisi del calcio italianoAlcuni club italiani avrebbero problemi in ogni caso, al di là delle nuove regole del financial fair play – dice in un’intervista a Sky Sport – Se ciascun club non rispetterà le regole, andrà incontro a problemi. Come è giusto che sia se non ci si attiene alle regole”.

“Dobbiamo diventare un’industria sostenibile. In altre attività ci si può permettere di controllare solo il profitto, nel calcio invece i club da un lato devono avere attenzione per il profitto e dall’altro lato vogliono vincere. Tutti vogliono vincere oggi, qualche volta diventa un problema perché lo sforzo economico non è sostenibile, investono troppo e non controllano i ricavi. Se una squadra non spenderà più del 70% del budget per i giocatori, sarà un cambiamento epocale. Crediamo molto in questo”.

Mbappè resta al Psg, ecco l’offerta per il rinnovo ufficiale: 50 milioni per 3 anni (e 120 alla firma)


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calciomercato/22_maggio_21/mbappe-resta-psg-ecco-l-offerta-il-rinnovo-1a2aa0c0-d90b-11ec-ace9-a49b5c59373f.shtml?fbclid=IwAR35FxwTKHijgjPKmbW6zFn6DorXuWy_gHDIOx86ZaWzx3OUwbwnV8BVWt0

Niente Real Madrid per il centravanti francese. Il nuovo contratto prevede uno stipendio di 50 milioni all’anno per tre anni e un bonus di 120 milioni alla firma. È la fine del fogliettone: il Qatar — proprietario del Psg — lo voleva testimonial per i Mondiali

Kylian Mbappè resterà al Psg e non andrà al Real Madrid: l’annuncio adesso è ufficiale e chiude un tormentone che dura da mesi. È arrivato stasera, 21 maggio, durante la gara di Ligue 1 contro il Metz con un video del club sui social. «La nostra storia si scrive qui. Qui è Parigi», le parole memorabili.

È un mezzo colpo di scena, perché ormai sembrava sicuro che l’attaccante francese dovesse andare al Real Madrid. Il club spagnolo aveva proposto 180 milioni di euro, e poi 200, per rilevare l’ultimo anno di contratto del 23enne parigino. Ma lo sceicco del Qatar, proprietario del Psg e organizzatore del Mondiale, voleva a tutti i costi Mbappè come testimonial, e ha rilanciato: si parla di 50 milioni di stipendio per tre anni più 120 milioni di bonus alla firma. In questo modo Mbappé — arrivato nel club della sua città nel 2017 proveniente dal Monaco — giocherebbe il Mondiale in Qatar da stella del club e tra due stagioni avrebbe la possibilità di valutare altre prospettive, garantendo eventualmente un grande incasso al Psg. continua a leggere

Calcio: Psg, esonerato il direttore sportivo Leonardo


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/05/22/calcio-psg-esonerato-il-direttore-sportivo-leonardo_ee7c64fa-1adc-42e4-8c29-5a3fb754cff9.html

(ANSA) – Parigi, 22 maggio 2022

Il direttore sportivo del Paris Saint Germain, Leonardo, è stato esonerato dal suo incarico ieri sera, dopo l’ultima partita della stagione per il club della capitale francese.

Lo rivela una fonte a conoscenza del dossier, che conferma informazioni arrivate da diversi media.

Il licenziamento del dirigente brasiliano di 52 anni, in carica dal 2019, arriva a poche ore dal prolungamento fino al 2025 del contratto di Kylian Mbappé.
Dopo la vittoria per 5-0 contro il Metz e concluse le celebrazioni per il decimo titolo nazionale, diversi media hanno comunicato la decisione del Psg di separarsi da uno dei suoi uomini chiave. Il club presieduto da Nasser Al-Khelaïfi, rinvigorito dall’impegno a medio termine del suo fuoriclasse Mbappé, ha lanciato importanti manovre per dare nuova vita al suo progetto sportivo. Questo era il secondo periodo come direttore sportivo per ‘Leo’, che ha ricoperto l’incarico anche tra il 2011 e il 2013. Il brasiliano è stato anche giocatore del Psg dal 1996 al 1997. Il suo nome era stato al centro dell’attenzione per diverse settimane, come quello dell’allenatore Mauricio Pochettino, che potrebbe fare presto le valigie nonostante il suo attuale contratto fino al 2023.
Secondo diversi media, il portoghese Luis Campos potrebbe assumere la carica di direttore sportivo del club parigino. (ANSA).

Il direttore sportivo del Paris Saint Germain, Leonardo – EPA/STEPHANIE LECOCQ

Napoli, altro striscione. Preso di mira De Laurentiis: “Al trionfo preferisce il portafoglio gonfio…”


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/13-05-2022/napoli-striscione-contro-de-laurentiis-preferisce-portafoglio-gonfio-440477093103.shtml

Il messaggio è firmato dal gruppo ultrà Fedayn e segue di un giorno quello contro l’allenatore Spalletti

Continua a colpi di striscione la contestazione dei tifosi del Napoli, crollato sul più bello quando lo scudetto sembrava un sogno bello e possibile. Dopo il “lenzuolo” con dedica a Spalletti, esposto martedì sera all’esterno dello stadio Maradona e firmato cripticamente “I Mariuoli“, questa sera è apparso un nuovo messaggio, stavolta a Castel Volturno, ad opera del gruppo ultrà Fedayn.

L’INSULTO – Il messaggio prende di mira il presidente Aurelio De Laurentiis. “Al trionfo preferisce il portafoglio gonfio… la nostra vessazione è avere un presidente cialtrone“.

Ultimatum di Investcorp al Milan: i soldi ci sono, non ammissibile la gestione della trattativa di Elliott


articolo di G.B. Olivero: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/12-05-2022/ultimatum-investcorp-milan-fastidio-la-gestione-elliott-440471414710.shtml

Il fondo del Bahrain non è contento degli sviluppi che sta prendendo la trattativa: il sospetto è che la proprietà rossonera stia cercando altri acquirenti per far lievitare il prezzo.

Investcorp lancia un ultimatum al Milan: i soldi sono sul tavolo, se Elliott vuole cedere la società sa cosa deve fare. Il fondo del Bahrain non è contento degli ultimi sviluppi della trattativa e soprattutto delle voci fatte trapelare da ambienti vicini a Elliott, in particolare sull’ipotetico tentativo di Investcorp di trovare dei partner per l’operazione, come banche o altri investitori. Una ipotesi che lo stesso fondo rigetta con forza, assicurando invece di avere tutti i soldi per procedere alla chiusura dell’accordo. continua a leggere

Investcorp, 1180 milioni per prendere il Milan: ecco da dove vengono. E spunta Ares…

articolo di Marco Pasotto: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/05-05-2022/investcorp-nell-operazione-milan-spunta-ares-capital-440353905034.shtml?intcmp=leggianche_free

Degli 800 milioni di equity versati per acquisire il club rossonero, la metà arriverebbe attraverso il fondo americano. Che poi sarebbe sostituito nel tempo dagli investitori storici del gruppo arabo.

Mohammed Alardhi, numero uno di Investcorp

Mentre Elliott e Investcorp stanno perfezionando l’accordo di compravendita, con i rispettivi uffici legali al lavoro per risolvere alcune situazioni relative ad aspetti finanziari legati al miliardo e 180 milioni di euro occorrenti per acquisire il Milan, inizia a emergere qualche dettaglio maggiore sulla struttura dell’operazione.

I DETTAGLI – Della cifra totale necessaria per acquistare il club rossonero, Investcorp metterebbe infatti sul piatto circa 800 milioni di equity (e cioè risorse proprie), mentre gli altri 400 figurerebbero come prestito ponte di tipo bancario. E’ interessante però analizzare più dettagliatamente la composizione degli 800 milioni: una metà sarebbe in capo ad alcuni sottoscrittori di Investcorp, per lo più famiglie benestanti dell’area del Golfo Persico, mentre l’altra metà arriverebbe con l’ingresso in scena di Ares Capital, gruppo finanziario americano. continua a leggere

La FIGC rilascia la Licenza Uefa a 17 club di Serie A per il 22/23


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/06/la-figc-rilascia-la-licenza-uefa-17-club-di-serie-per-il-22-23/

La Commissione di primo grado delle Licenze UEFA della FIGC, in data 6 maggio 2022, esaminata la documentazione pervenuta nell’ambito del processo per il rilascio della Licenza UEFA per la stagione sportiva 2022/2023, visto il Manuale delle Licenze UEFA – Edizione 2020, preso atto delle relazioni degli esperti, ha deliberato di rilasciare la Licenza UEFA alle seguenti società:

CLUB MASCHILI:

SERIE A

  1. Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. (Gewiss Stadium di Bergamo)
  2. Bologna F.C. 1909 S.p.A. (Stadio Renato Dall’Ara di Bologna)
  3. Cagliari Calcio S.p.A. (Stadio Friuli/Dacia Arena di Udine)
  4. A.C.F. Fiorentina S.r.l. (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
  5. Genoa Cricket and F.C. S.p.A. ((Stadio Luigi Ferraris di Genova
  6. F.C. Internazionale Milano S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  7. Juventus F.C. S.p.A. (Allianz Stadium di Torino)
  8. S.S. Lazio S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  9. A.C. Milan S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  10. S.S.C. Napoli S.p.A. (Stadio Diego Armando Maradona di Napoli)
  11. A.S. Roma S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  12. U.C. Sampdoria S.p.A. (Stadio Luigi Ferraris di Genova)
  13. U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. (Mapei Stadium di Reggio Emilia)
  14. Spezia Calcio S.r.l. ((Stadio Friuli/Dacia Arena di Udine)
  15. Torino F.C. S.p.A. (Stadio Olimpico Grande Torino di Torino)
  16. Udinese Calcio S.p.A. (Stadio Friuli / Dacia Arena di Udine)
  17. Hellas Verona F.C. S.p.A. (Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona)

SERIE B

Parma Calcio 1913 S.r.l. (Stadio Ennio Tardini di Parma)

CLUB FEMMINILI 

  1. A.C.F. Fiorentina S.r.l. (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
  2. F.C. Internazionale Milano S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  3. Juventus F.C. S.p.A. (Allianz Stadium di Torino)
  4. S.S. Lazio Women 2015 a R.L. (Stadio Mirko Fersini di Formello)
  5. A.C. Milan S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  6. A.S. Roma S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  7. U.C. Sampdoria S.p.A. (Stadio Luigi Ferraris di Genova)
  8. U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. (Mapei Stadium di Reggio Emilia)

Dietro Milan-Investcorp spunta il fondo Ares Capital


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/05/milan-investcorp-ares-capital/

Casa Milan (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Ci sarebbe anche il fondo americano Ares Capital – già accostato all’Inter ai tempi della possibile operazione con BC Partners –, nel possibile riassetto azionario del Milan. Lo riporta Il Sole 24 Ore, spiegando che le discussioni tra Elliott e Investcorp sarebbero ora focalizzate sulla struttura finanziaria dell’operazione.

Sulla valutazione complessiva di 1,2 miliardi, l’equity complessivo sarebbe di 800 milioni di euro circa. All’interno di questa cifra ci sarebbero però anche circa 400 milioni di preferred equity, strumento ibrido che verrebbe concesso proprio da un gruppo finanziario come Ares Capital. I restanti 400 milioni verrebbero invece forniti dai sottoscrittori storici di Investcorp.

Questa mossa sarebbe parte della strategia di Investcorp. Il fondo con sede in Bahrein andrebbe a sostituire successivamente la posizione di Ares Capital con capitali dei suoi sottoscrittori. In ogni caso, le discussioni tra Elliott e Investcorp restano focalizzate sulle differenti componenti della proposta di acquisto.

De Laurentiis perde ricorso: dovrà cedere Bari o Napoli


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/04/respinto-il-ricorso-de-laurentiis-dovra-cedere-bari-o-napoli/

Aurelio De Laurentiis (foto Insidefoto.com)

Il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Carlo Sica ha rigettato il ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n.88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF sulle multiproprietà.

“Il Tribunale Federale Nazionale ha pronunciato – si legge nella sentenza FIGC -, decidendo nell’udienza fissata il giorno 4 maggio 2022, sul ricorso proposto dal Cav. Aurelio De Laurentiis (in proprio e n.q. di legale rapp.te p.t., Presidente del C.d.A. di SSC Napoli Spa, nonché n.q. di legale rapp.te p.t., Presidente del CdA di Filmauro Srl), dal sig. Luigi De Laurentiis (in proprio e n.q. di legale rapp.te p.t., Amministratore Unico, della SSC Bari Spa) avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n. 88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF nonché di ogni atto presupposto o conseguente, contro Federazione Italiana Giuoco Calcio, Lega Nazionale Calcio Professionisti Serie A, Lega Nazionale Calcio Professionisti Serie B, Lega Italiana Calcio Professionistico, il seguente dispositivo: il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, rigetta il ricorso”.

  1. Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto grado.
  2. Qualora a seguito del passaggio di una società dal settore dilettantistico al settore professionistico si incorra nella situazione vietata dal comma 1, i soggetti interessati devono porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.
  3. L’inosservanza del termine di cui al comma 2 comporta la decadenza della affiliazione della società proveniente dal settore dilettantistico. Il provvedimento di decadenza è adottato entro 3 giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 2 dal Consiglio Federale su proposta del Presidente Federale, sentita la Commissione di cui all’art. 20 Bis delle NOIF.

La norma transitoria, tuttavia, spiega:

  • Fatti salvi i provvedimenti già adottati dal Consiglio Federale in base alla previgente formulazione dell’art. 16 Bis, i soggetti, che alla data di entrata in vigore della presente disposizione si trovano nella condizione di cui al comma 1, dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025. Qualora antecedentemente alla stagione sportiva 2024/2025 si verifichino, nell’ambito della medesima categoria, per due o più società professionistiche, le condizioni vietate dal comma 1, i soggetti interessati dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.
  • L’inosservanza del termine sub a) comporta la decadenza della affiliazione della società, o delle società, la cui partecipazione societaria è stata acquisita per ultima.
  • Il provvedimento di decadenza è adottato entro 3 giorni dalla scadenza del termine di cui sub a) dal Consiglio Federale su proposta del Presidente Federale, sentita la Commissione di cui all’art. 20 Bis delle NOIF.

Milan-Fiorentina, caos biglietti: posti ospiti sold out, ma solo 50 tagliandi sono andati ai tifosi viola


articolo di Luciana Magistrato: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/sport/22_aprile_27/milan-fiorentina-caos-biglietti-posti-ospiti-sold-out-ma-solo-50-tagliandi-sono-andati-tifosi-viola-4e94af94-c642-11ec-9143-16e67e69a88f.shtml

Dei 4 mila posti a disposizione per i tifosi in trasferta, solo una cinquantina sono stati acquistati dai supporter della Fiorentina

Caos biglietti in vista di Milan-Fiorentina, la gara in programma domenica a San Siro alle 15, con i due club al lavoro con la Questura e gli altri organi preposti per trovare una soluzione. Un giorno di festa, una partita di cartello in cui le due squadre che giocano meglio a calcio si giocano obiettivi importanti, nello stadio che viene definito la Scala del calcio stesso, un ex allenatore come Pioli rimasto nel cuore… indipendentemente dal risultato con l’Udinese, i motivi per una trasferta a Milano contro i rossoneri il 1° maggio c’erano tutti da parte dei tifosi viola che però hanno dovuto fare i conti con un’amara scoperta. Già ieri infatti i biglietti per il settore ospite dello stadio San Siro erano stati polverizzati ma, dei 4mila posti generalmente previsti nel terzo anello verde destinato appunto ai supporter della squadra avversaria, solo una cinquantina sono al momento occupati dai tifosi viola. Tifosi che nelle previsioni delle associazioni dei viola club che si occupano anche della biglietteria e della logistica, potevano essere intorno ai 1500/2000. Com’è possibile allora rimanere con un pugno di biglietti in mano, si sono chiesti i tifosi della Fiorentina che hanno subito allertato la società perché chiedesse conto al Milan.

Nel settore ospiti la vendita dei biglietti è iniziata venerdì, acquistabili sul sito ufficiale del Milan o su Vivaticket a 9 euro. Ma per acquistare il biglietto non era necessaria la tessera del tifoso visto che l’Osservatorio non aveva rilevato criticità tra le tifoserie e dunque motivi di dare limitazioni alla vendita così quei tagliandi sono stati acquistati anche dai tifosi milanisti (e da chiunque altro volesse vedersi la partita) perché non risultavano appunto restrizioni. Il grande entusiasmo dei rossoneri dopo la vittoria con la Lazio e il prezzo appetibile ha fatto il resto, visto che la vendita dei tagliandi per gli altri settori era aperta da tanto. Il che significa, tra l’altro, che i 50 “fortunati” viola che si godranno la partita dal vivo lo faranno circondati e mescolati con i tifosi rossoneri. Al di là dei rapporti tranquilli o meno tra tifoserie, si pone anche una questione di sicurezza. Per far fronte alla situazione che si è creata c’è un dialogo aperto tra i club e gli organi preposti (in primis la Questura) a garantire la sicurezza degli stessi. Il punto è se sarà aumentato il numero dei biglietti a disposizione degli ospiti, che deve comunque essere garantito, o si tratterà solo di fare un cordone attorno ai pochi viola presenti vista la legittimità della vendita rivendicata dal Milan stesso in assenza di paletti.

“Mino Raiola gravissimo, ma non è morto”


artiolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/28-04-2022/morto-mino-raiola-procuratore-ibra-de-ligt-440249905858.shtml

È malato da tempo. Zangrillo: “Sta combattendo”. Gli inizi come pizzaiolo in Olanda, gli affari di Ibrahimovic, Pogba, De Ligt e l’opposizione alla Fifa

Mino Raiola, all’anagrafe Carmine Raiola (Nocera Inferiore, 4 novembre 1967), è un procuratore sportivo italiano

Mino Raiola è ricoverato in gravissime condizioni e lotta per la vita. Il noto procuratore di calcio è malato da tempo. Aveva subito un intervento lo scorso gennaio e nelle ultime settimane si era aggravato. Nelle ultime ore si è diffusa la notizia della sua morte, smentita da Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele. “Sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo”. Sul profilo ufficiale di Raiola intanto è comparso un messaggio: “Per la seconda volta in 4 mesi mi hanno dato per morto, sembra sia anche in grado di resuscitare”.

LA CARRIERA – Nato a Nocera Inferiore, è cresciuto in Olanda dove ha lavorato nella pizzeria di famiglia prima di intraprendere la carriera di procuratore sportivo, inizialmente con le deleghe di alcuni calciatori olandesi come Bergkamp e Jonk e poi allargando sempre più la sua sfera fino a diventare uno degli agenti più potenti e temuti del calcio globale. Da Ibrahimovic a Robinho, da Pogba a Balotelli, da Lukaku a De Ligt, solo per citare alcuni dei trasferimenti principali con l’intermediazione di Raiola, che nel 2020 arrivò a guadagnare 85 milioni di dollari secondo Forbes. Negli ultimi anni Raiola, assieme a Mendes, Barnett e Manasseh, ha creato un’associazione di super procuratori in aperto contrasto con la Fifa e il suo proposito di riformare la categoria.

La FIGC approva l’indice di liquidità, ma è scontro con la Serie A


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/26/indice-liquidita-iscrizione-serie-a/

 26 Aprile 2022

(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il Consiglio Federale ha approvato l’impianto di norme relative alle Licenze Nazionali presentato dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, valide per l’iscrizione ai prossimi campionati che prevede il rispetto di un parametro, tra gli altri, quale l’indice di liquidità.

La Federcalcio ha imposto un valore di 0,5 per la Lega Serie A e di 0,7 per la Lega Serie B e la Lega Pro. «E’ un indice di liquidità ammissivo a 0,5 per la Lega di Serie A con soli due correttivi che sono quelli storici, senza ulteriori variazioni richieste dalla Serie A», ha commentato il presidente della FIGC Gravina a margine del Consiglio Federale.

«I correttivi tengono conto sia della parte relativa al patrimonio sia di quella relativa al rapporto costi-ricavi del mondo lavoro allargato. La Lega di A ha votato contro e chiedeva lo 0,4 con alcuni correttivi che non abbiamo ritenuto accettabili», ha aggiunto Gravina sottolineando i contrasti con il massimo campionato italiano. La Serie B, invece, si è astenuta dal voto sull’indice di liquidità.

Ricordiamo che nel 2015 l’indice di liquidità era stato introdotto dalla Federcalcio tra i vari criteri all’interno del sistema di controlli economico-finanziari. All’interno delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali), viene spiegato che «l’indicatore di liquidità (AC/PC), utilizzato per determinare l’eventuale carenza finanziaria, è calcolato attraverso il rapporto AC/PC tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC)».

Fino ad ora il mancato rispetto dell’indice di liquidità comportava un blocco del mercato per i club di Serie A, con l’impossibilità di mettere a segno nuovi acquisti. Non si trattava, tuttavia, di una decisione definitiva. Infatti, il provvedimento era revocabile in caso di intervento dell’azionista di maggioranza o degli azionisti in generale, che potevano riportare in positivo l’indicatore mettendo mano al portafoglio tramite:

  • versamenti in conto futuro aumento di capitale;
  • aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro;
  • finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
  • versamenti in conto copertura perdite.

Caso plusvalenze, la Procura FIGC presenta ricorso – Plusvalenze, le motivazioni: «Non c’è modo per valutare calciatori»


Caso plusvalenze, la Procura FIGC presenta ricorso

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/26/plusvalenze-ricorso-procura-figc/

Aurelio De Laurentiis e Andrea Agnelli (Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

26 Aprile 2022

La Procura della FIGC non si arrende sul caso plusvalenze. Secondo quanto riportato dal sito del quotidiano Il Tempo, nella giornata di oggi è stato depositato l’appello alla Corte Federale d’Appello, che dovrà quindi esprimersi sulla sentenza di assoluzione totale emessa dal Tribunale Federale Nazionale, che aveva prosciolto tutti i dirigenti e le società coinvolte.

Il Tribunale aveva contestato in via principale il metodo utilizzato per la determinazione del valore dei calciatori, ma la Procura FIGC ora passa al contrattacco, contestando punto per punto le motivazioni che hanno portato all’assoluzione e chiede di riesaminare tutti i casi, nessuno escluso. Da Agnelli a De Laurentiis, dagli altri dirigenti juventini ai vari club coinvolti, ci sarà un secondo round.

«Il primo e, forse, più grave motivo di erroneità della decisione gravata è la mancanza assoluta di ragioni, nell’ambito del corpo motivazionale, per le quali il giudice di primo grado abbia ritenuto di discostarsi e, per certi versi, disapplicare completamente i principi ampiamente enucleati in materia dalla Giustizia Sportiva di questa Federazione», si legge nel reclamo presentato oggi dal Procuratore federale Giuseppe Chiné e dal Procuratore aggiunto Giorgio Ricciardi.

Secondo la Procura, «risulta evidente come il Tribunale nel caso di specie abbia – nonostante il dichiarato sospetto sorto su alcune operazioni – omesso completamente l’esame di tutti gli elementi e i dati documentali offerti nel deferimento e nella relazione di indagine, in particolare riguardo a quei plurimi elementi gravi, precisi e concordanti che rendono evidente la strumentalizzazione e l’uso improprio che le società coinvolte hanno fatto della propria libertà di contrarre, abusando delle plusvalenze realizzate sulle vendite dei diritti e omettendo la svalutazione dei diritti acquistati», recita il documento.

Viene anche contestata la bocciatura del metodo scelto per analizzare le operazioni. Secondo la Procura il «Tribunale sostiene che i parametri utilizzati siano significativi ed espressione del valore del diritto, ma che la Procura non avrebbe stabilito, per ciascun parametro, l’incidenza rispetto al valore totale attribuito così inficiando il processo valutativo. Dunque, il Tribunale riconosce che si possa procedere alla valutazione dei diritti de quibus, ma nel contempo ritiene che, ai parametri utilizzati, debbano essere associati pesi percentuali».

Sulla base di queste e di altre motivazioni, il reclamo si conclude con la richiesta che «codesta Onorevole Corte Federale di Appello, in riforma della decisione del Tribunale Federale Nazionale n. 128/TFN-SD del 22.04.2022, in relazione alle violazioni contestate nell’atto di deferimento n. 7506/233pf21-22/GC/GR/blp del 1° aprile 2022, Voglia affermare la responsabilità dei deferiti per tutte le violazioni agli stessi ascritte e, per l’effetto, comminare agli stessi le sanzioni richieste da questa Procura dinanzi al Giudice di primo grado o, in subordine, quelle ritenute di giustizia da Codesta Onorevole Corte».

Plusvalenze, le motivazioni: «Non c’è modo per valutare calciatori»

articolo di Matteo Spaziante: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/22/plusvalenze-motivazioni-sentenza-tribunale-figc/

 22 Aprile 2022

Il logo della FIGC (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il Tribunale Nazionale della Figc ha prosciolto tutti i dirigenti e i club coinvolti nell’indagine sulle plusvalenze perché non può esistere «“il” metodo di valutazione del valore del corrispettivo di cessione/acquisizione delle prestazioni sportive di un calciatore. Tale valore è dato e nasce in un libero mercato, peraltro caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato». È quanto spiegato dallo stesso Tribunale FIGC nelle motivazioni per cui è arrivato al proscioglimento di tutti i soggetti deferiti.

«Il Collegio ritiene, anzitutto, di dover riconoscere lo sforzo acquisitivo, valutativo e argomentativo speso nel presente procedimento dalla Procura Federale, che ha elaborato un proprio metodo di valutazione andando poi a confrontare l’importo individuato quale corrispettivo “giusto” per ogni singolo calciatore interessato dalle acquisizioni/cessioni oggetto del procedimento con quanto risultante dal sito Transfermarkt».

Il Tribunale poi però «ritiene, in primo luogo, che solo poche delle cessioni esaminate dalla Procura Federale presentino quelle caratteristiche dalla stessa individuate quali sintomi di operazioni “sviate” e finanziariamente “fittizie”. Indubbiamente, tali cessioni destavano e destano sospetto, che tuttavia non attinge la soglia della ragionevole certezza, data da indizi gravi, concordanti e plurimi, così come già ritenuto in passato (cfr. C.U. n. 10/TFN- SD- 2018/2019)».

«Infatti, e ciò vale per tutte le cessioni oggetto di deferimento e non solo per quelle meritevoli di sospetto, il metodo di valutazione adottato dalla Procura Federale può essere ritenuto “un” metodo di valutazione, ma non “il” metodo di valutazione», spiega il Tribunale. Che poi sull’utilizzo di Transfermarkt spiega che «il confronto con le valutazioni presenti nel sito Transfermarkt (per quanto utilizzate in talune perizie o richiamate in alcuni contratti per volontà convenzionale delle parti contraenti) non può corroborare quel metodo, atteso che trattasi di un sito privato (peraltro non unico), privo di riconoscimento ufficiale anche e soprattutto da parte degli organismi calcistici internazionali e nazionali, influenzato da valutazioni di soggetti privati meri utenti del sito stesso. Emblematico, a tale proposito, è il caso del calciatore Gianluca Caprari, citato dalla difesa della Delfino Pescara 1936 Spa, la cui valutazione sul sito, alla luce di una mail inviata dal di lui agente sportivo, nel volgere di breve termine è stata consistentemente elevata».

«In sostanza, il Tribunale ritiene che non esista o sia concretamente irrealizzabile “il” metodo di valutazione del valore del corrispettivo di cessione/acquisizione delle prestazioni sportive di un calciatore. Tale valore è dato e nasce in un libero mercato, peraltro caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato», è il centro della decisione del Tribunale. Anche perché spiega lo stesso presidente Carlo Sica, non è un caso che «nella stessa Relazione dell’attività inquirente si faccia riferimento alla difficoltà di individuazione del fair value perché non assistito da un adeguato livello di elaborazione scientifica, tanto che nell’individuare o, meglio, nell’indicare il valore del diritto sul mercato di riferimento, la Procura Federale non può esimersi dal riconoscere di essersi rifatta ai parametri individuati da “Dottrina e prassi” (v. Relazione, cit., pag. 21), ma a parametri che, per quanto definiti oggettivi, non tengono conto (perché è sostanzialmente impossibile individuarle) della soggettività delle situazioni delle società cedenti e cessionarie, nonché della valutazione prospettica della seconda rispetto all’acquisto».

«Il valore di mercato di un diritto alle prestazioni di un calciatore rappresenta il valore pagato dalla società acquirente al termine di una contrattazione libera, reale ed effettiva di quel diritto sul mercato di riferimento; e il libero mercato non può essere guidato da un metodo valutativo (quale che esso sia) che individui e determini il giusto valore di ogni singola cessione. Non foss’altro perché, in tal caso, il libero mercato non esisterebbe più per la fissazione di corrispettivi di cessione sostanzialmente predeterminati da quel metodo di valutazione».

«Una volta ritenuto non utilizzabile il metodo di valutazione posto dalla Procura Federale a fondamento del deferimento e in assenza di una disposizione generale regolatrice, consegue che le cessioni oggetto del deferimento stesso non possono costituire illecito disciplinare», conclude il Tribunale FIGC.

Investcorp, il fondo del Bahrain che vuole il Milan: … – Chi è Investcorp, il fondo arabo che guarda al Milan


Investcorp, il fondo del Bahrain che vuole il Milan: dove investe e quali interessi ha.

articolo di Enrico Currò e Luca Pagni: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/milan/2022/04/15/news/milan_investcorp_chi_e_cosa_fa-345641702/?ref=RHTP-BS-I345654479-P3-S2-T1

Trattativa avanzata sulla base di 1,1 miliardi di euro, già svolta la due diligence sui conti. Lo stadio, il nuovo Milanello e il Lille gli obiettivi dietro la proposta d’acquisto del club rossonero

MILANO — Passato in una sola turbolenta annata, nel 2017-2018, dalla storica proprietà italiana di Berlusconi a quella opaca del cinese Yonghong Li fino a quella americana del fondo Elliott di Paul Singer, inedita e di stampo prettamente finanziario, ora il Milan, nemmeno quattro anni dopo i continui ribaltoni al vertice, può andare incontro a un’altra rivoluzione. Diventare arabo. I tifosi lo hanno scoperto a poche ore dalla partita col Genoa, la prima del ciclo delle ultime sei di campionato in cui la squadra si gioca lo scudetto che interromperebbe un digiuno lungo 11 anni, ma anche a tre giorni dal derby della semifinale di ritorno di Coppa Italia, trofeo che il club italiano più titolato in campo internazionale non vince dal 2003. La notizia sullo stato avanzato delle trattative col fondo del Bahrain Investcorp, sulla base di 1,1 miliardi di euroè arrivata dalla Francia, dalla quale erano già rimbalzate negli anni scorsi le indiscrezioni sull’interessamento di Bernard Arnault, padrone del gigante del lusso Lvmh, che le aveva poi smentite. La crisi finanziaria mondiale, sotto la pandemia, ha in seguito congelato ogni ulteriore accostamento di nuovi potenziali acquirenti, americani, russi e arabi.

La due diligence e il Lille – Ma adesso che l’economia sembra entrata nella fase del post Covid, che quasi mezza Serie A è diventata americana e che in Premier League il Newcastle ha la targa saudita, nessuna vera smentita ha ancora fatto seguito all’inchiesta del quotidiano sportivo francese L’Equipe, che nell’occuparsi della situazione del Lille, campione uscente della Ligue 1, ha scoperto il nome di Investcorp: il fondo del Bahrain punterebbe al doppio acquisto, sia del Milan sia del Lille. Si sono via via aggiunte autorevoli conferme sulla trattativa Investcorp-Milan: quelle di Reuters, Forbes, Financial Times e Bloomberg, che parla anche del supporto all’operazione del fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti. L’esclusiva sulla trattativa, iniziata l’1 aprile, sarebbe di due settimane. A Repubblica risulta che nelle scorse settimane si sia già svolta la due diligence sui conti, propedeutica all’accordo. 

Il bilancio risanato  – L’assenza di commenti ufficiali da parte del fondo Elliott – e anche di Investcorp – è una consuetudine consolidata: era accaduto anche in passato, di fronte ad analoghe indiscrezioni. Negli ambienti economici il mantra sul ruolo a termine della proprietà americana era un ritornello fin dal luglio 2018, quando il colosso finanziario di Paul Singer rilevò il club da Yonghong Li, debitore insolvente: “Il fondo Elliott, per sua natura, prima o poi venderà“. Più prima che poi, pare adesso, il che è certamente inatteso per le tempistiche, non per la sostanza. Il Milan resta in effetti tra i marchi calcistici più importanti del mondo e lo è a maggior ragione grazie al rilancio sportivo, col secondo posto dello scorso campionato e il ritorno in Champions League dopo sette anni di esilio. Anche la prossima edizione della Champions è già prenotata, indipendentemente dall’esito della corsa scudetto.

Elliott ha risanato i conti, il bilancio si sta a poco a poco aggiustando e avvicinando al pareggio, i ricavi commerciali sono aumentati del 40%, gli ultimi 6 mesi hanno fatto registrare un attivo, la crescita del fatturato ha riportato il Milan tra i primi 20 club al mondo (al diciannovesimo posto) e la partecipazione bis alla Champions può garantire l’ulteriore scalata. Non c’è dunque migliore momento per attirare gli investitori, visto che la società ha riacquistato valore e pare sempre più indirizzata verso l’ulteriore valorizzazione.

Un affare immobiliare: lo stadio e il nuovo Milanello – Il nodo, oltre al prezzo d’acquisto che non si è discostato mai molto dal fatidico miliardo, è sempre stato il nuovo stadio, non a caso il chiodo fisso del Milan, che in consorzio con l’Inter lo vuole costruire a San Siro, abbattendo l’attuale Meazza, e si è appena scontrato col sindaco Sala sul dibattito pubblico e sull’allungamento dei tempi della burocrazia, minacciando il trasloco a Sesto San Giovanni. L’aspetto immobiliaristico della vicenda non va trascurato, perché nelle scorse settimane, come Repubblica può rivelare, si è fatta strada anche l’ipotesi del trasloco dell’intero quartiere generale milanista da Milanello a un’altra area di San Siro. Per ora si tratta di progetti in embrione, ma c’è un particolare non secondario, nella storia del fondo arabo che punta all’acquisto della società: i suoi crescenti investimenti immobiliari. continua a leggere

Chi è Investcorp, il fondo arabo che guarda al Milan

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/15/chi-e-investcorp-milan/

Nelle pagine della sua edizione odierna, il quotidiano francese L’Equipe ha scritto di un interesse da parte del fondo mediorientale Investcorp nei confronti del Milan – club controllato dal fondo Elliott – e del Lille, società della Ligue 1 francese anch’essa legata a Elliott in passato. Il quotidiano parla di contatti, senza approfondire oltre la questione.

Ma chi è Investcorp? Di cosa si occupa? Investcorp è un gestore globale di prodotti di investimento alternativi, sia per clienti privati ch​​e istituzionali. Fondata nel 1982, l’azienda ha sedi in diverse città e diversi Stati del mondo, tra cui New YorkLondra, il BahrainAbu Dhabi , Riad ,  DohaMumbai  e  Singapore. Le attività principali dell’azienda riguardano private equity, immobiliare, investimenti a ritorno assoluto, infrastrutture, gestione del credito e capitale strategico.

Chi è Investcorp: La storia del fondo – La storia del fondo prende il via nel 1982, con operazioni nel private equity, fungendo da ponte tra il Golfo e il resto del mondo con una forte filosofia di servizio che richiedeva investimenti deal-by-deal. In quattro decenni, «abbiamo imparato da ogni affare e ciclo di mercato per costruire relazioni con i clienti che hanno attraversato generazioni, offrendo un portafoglio di investimenti diversificato e veramente globale», sottolinea Investcorp.

L’azienda può vantare 37,6 miliardi di dollari di asset in gestione. Asset che sono diversificati in tre continenti diversi, sei classi di attività e numerose linee di prodotti. «Con le nostre classi di attività diversificate e offerte di prodotti – sottolinea la società –, Investcorp è anche il più grande gestore patrimoniale alternativo del Medio Oriente».

Chi è Investcorp: Le figure di spicco – Tra le figure di riferimento della società c’è sicuramente  Mohammed Bin Mahfoodh Alardhi, presidente esecutivo e alla guida delle attività della società dal 2015. Un gradino più in basso sono presenti invece i Co-Chief Executive OfficerRishi Kapoor e Hazem Ben-Gacem.

Il primo si occupa della gestione del business del private equity in Nordamerica e in India, oltre che – a livello globale – di gestione del credito, real estate e capitale strategico. Il secondo, invece, vanta un’esperienza trentennale nel private equity tra Nordamerica, Europa, Medio Oriente e Asia.

“Milan e Lille, stessa proprietà? La Uefa indaga”


articolo: https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/milan/2022/04/15-91894877/milan_e_lille_stessa_proprieta_la_uefa_indaga

Lo scrive l’Equipe: Merlyn Partners, di cui Elliott è uno dei principali creditori, è il fondo proprietario del francesi. All’orizzonte, poi, ci sarebbe un acquirente per entrambe le società

Milan e Lille hanno lo stesso proprietario? All’argomento, come scrive l’Equipe, è particolarmente interessata la Uefa. Il fondo proprietario della squadra francese, infatti, è Merlyn Partners (fondo di investimenti del Lussemburgo), di cui Elliott – che detiene la maggioranza del Milan – è uno dei principali creditori. In questo modo, secondo il giornale francese, Elliott eserciterebbe indirettamente il suo potere decisione anche sul Lille. L’articolo 5 del regolamento vieta che la stessa proprietà detenga due club che partecipino a competizioni Uefa per club, da qui l’interessamento dell’organismo europeo.

“Milan in contatto con Investcorp, che vorrebbe acquistare la proprietà” – Sempre l’Equipe lancia poi l’indiscrezione: il Milan sarebbe in contatto con il fondo d’investimento mediorientale Investcorp, che vorrebbe acquistare sia la società rossonera sia il Lille. Investcorp è stato fondato nel 1982 per permettere alle ricche famiglie del Medio Oriente di investire sui mercati e sui progetti di sviluppo. La sede del fondo si trova in Bahrain.

Milan e Lille: tanti intrecci di mercato – Con queste premesse, forse, si può capire meglio perché negli ultimi anni il Milan ha acquistato così tanto dal Lille, diventata quasi una succursale rossonera. L’estate scorsa è arrivato il portiere Mike Maignan, prima era stato preso sempre dal Lille anche Rafael Leao. Ed è vicinissimo un altro giocatore della squadra del nord della Francia, ossia il difensore Botman. E ci sono altre voci su Renato Sanches e Lang, anche loro al momento al Lille.