Taglio alle tasse, ai giocatori di Premier 270mila euro in più


articolo di Stefano Vivaldi: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/28/stipendi-premier-league-taglio-tasse/

Lo stipendio netto medio per i giocatori della Premier League aumenterà di circa £ 240.000 (quasi 270mila euro) all’anno dopo i tagli alle tasse e all’assicurazione nazionale da parte del governo. Il giocatore medio della Premier League guadagna circa 4 milioni di sterline all’anno e il taglio dell’aliquota fiscale più alta dal 45 al 40%, nonché le modifiche all’assicurazione nazionale faranno una differenza significativa.

Un amministratore delegato di uno dei venti club inglesi ha dichiarato al Times : “Le tasse possono essere un problema quando si negoziano i trasferimenti, poiché i giocatori vogliono conoscere il loro reddito netto, quindi sono sicuro che il taglio delle tasse renderà la Premier League più attraente”.

Infatti il campionato inglese beneficerà di disposizioni fiscali speciali, come già accade per i giocatori stranieri in Italia con il Decreto Crescita, ma anche in Francia, Paesi Bassi e Belgio.

I tagli alle tasse annunciati dal Governo del Regno Unito andranno a beneficio anche di uno dei calciatori più pagati della Premier League: Cristiano Ronaldo. Secondo l’esperto di finanza calcistica Kieran Maguire – intervistato da inews – l’attaccante portoghese incasserà 1,3 milioni di sterline in più nel corso di 12 mesi.

Ronaldo è uno dei calciatori più pagati del massimo campionato, con 26,5 milioni lordi di sterline all’anno nella sua seconda esperienza a Old Trafford.

Se i giocatori potrebbero trarre vantaggio dai tagli alle tasse, i club potrebbero essere colpiti dall’incertezza economica che ne è seguita. Maguire ha indicato i 650 milioni di dollari (circa 603 milioni di sterline) dello United presi in prestito dalle banche americane come esempio«Il debito del Manchester United era già aumentato in modo significativo nel 2021/22 a causa del calo della sterlina rispetto al dollaro, quindi ci si chiede il motivo per cui il Manchester United non si sia coperto da questi debiti. Vedo che le date di rimborso sono lontane nel tempo, quindi sosterranno che è solo una “paper loss”, ma non sembra troppo intelligente», ha concluso Maguire.

Inter, addio Digitalbits: via dalle maglie entro ottobre


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/29/inter-addio-digitalbits-maglie/

Lautaro Martinez (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Digitalbits scomparirà dalle maglie dell’Inter. Lo scrive La Gazzetta dello Sport, spiegando che con la società la rottura è inevitabile a seguito della situazione creatasi con i mancati pagamenti della cifra pattuita. Entro il mese di ottobre il marchio sarà “cancellato” dalla divisa da gioco e il club nerazzurro procederà con la ricerca di un nuovo partner.

Nel frattempo, il comunicato sui conti 2021/22 della giornata di ieri ha sottolineato che «l’azionista di maggioranza ha già manifestato il proprio impegno formale a sostenere il gruppo garantendone il supporto patrimoniale». Zhang pomperà dunque nelle casse dell’Inter circa 100 milioni di euro, parte del prestito da 275 milioni ottenuto nel maggio di un anno fa dal fondo californiano Oaktree.

Il versamento avverrà tramite un finanziamento soci che si tramuterà in capitale: il tutto avverrà entro il mese di dicembre. L’importo esatto sarà ufficializzato dal presidente nel corso della prossima assemblea dei soci, fissata per il 28 ottobre. Possibile che i 100 milioni vengano suddivisi in più tranche, ma l’operazione avverrà nel 2022.

Suning resta comunque alla ricerca di un partner che entri al posto di LionRock e lo affianchi nella gestione del club. «Rimangono saldi i due obiettivi primari del club: il mantenimento della competitività della squadra ai più alti livelli in ogni manifestazione e il rafforzamento della propria posizione finanziaria», concludeva ieri il comunicato sui conti della società nerazzurra.

Juve, faro Consob sull’accordo con i giocatori sugli stipendi


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/24/juve-indagine-consob-stipendi-giocatori/

La Consob mette nel mirino l’accordo tra la Juventus e la rosa bianconera per il rinvio di una parte degli stipendi, accordo firmato durante il lockdown per il Covid nel 2020. Come si legge nel comunicato con cui il CdA bianconero ha ufficializzato la perdita di 254,3 milioni di euro nel bilancio al 30 giugno 2022, infatti, la società ha fornito un aggiornamento sulle verifiche che la Consob ha iniziato ad effettuare nel febbraio 2021 sui conti.

Il 28 luglio scorso, la Consob ha sottolineato, in una comunicazione inviata alla Juventus, “di aver rilevato alcune criticità con riferimento alla contabilizzazione di talune operazioni e fatti di gestione relativi al bilancio d’esercizio al 30 giugno 2020, al bilancio consolidato e d’esercizio al 30 giugno 2021, e alla relazione finanziaria semestrale al 30 dicembre 2021”. In particolare, le criticità rilevate dalla Consob riguardano: 

  • operazioni incrociate presenti nel bilancio al 30 giugno 2020 e al 30 giugno 2021”, qualificate dall’Autorità come “operazioni di cessione e contemporaneo acquisto di diritti alle prestazioni sportive dei calciatori concluse con la medesima controparte”,
  • la “competenza delle plusvalenze su operazioni realizzate prima del 30 giugno 2020”,
  • le “manovre sui compensi del personale tesserato”, con particolare riferimento agli esercizi 2019/2020 e 2020/2021.

Il 20 settembre scorso, la Juventus ha depositato presso Consob le proprie osservazioni e deduzioni sulle accuse dall’Autorità, contestando vizi di procedimento, oltre a “un’interpretazione dei principi contabili internazionali non uniforme alla prassi della football industry, l’erroneità della riqualificazione di “operazioni incrociate” di compravendita dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori come “permute”, l’errata interpretazione e applicazione del criterio di contabilizzazione per competenza delle plusvalenze su talune “operazioni incrociate” realizzate prima del 30 giugno 2020, e l’errata interpretazione e applicazione del criterio di contabilizzazione per competenza delle riduzioni e integrazioni dei compensi del personale tesserato della Prima Squadra negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021”.

Il 21 settembre, tuttavia, Consob, anche considerando “la corrispondenza intercorsa con la Procura di Torino ha rappresentato elementi di fatto che supportano quanto contestato in merito alla Manovra sui compensi della Stagione 2019/2020 e alla Manovra sui compensi della Stagione 2020/2021 e assegnato termine alla Società per presentare eventuali proprie osservazioni.

In particolare, secondo quanto Consob:

  • per la Manovra sui compensi della Stagione 2019/2020, al 30 giugno 2020 la Società avrebbe dovuto rilevare una passività in bilancio per l’esistenza di un’obbligazione derivante da un evento passato che comportava l’obbligo di trasferire risorse economiche”;
  • per la “Manovra sui compensi della Stagione 2020/2021 al 30 giugno 2021 la Società avrebbe dovuto rilevare, ai sensi del principio contabile IAS 37 “ Accantonamenti, passività e attività potenziali ”un accantonamento per la passività inerente agli accordi di loyalty bonus di settembre 2021 da riconoscere ad alcuni calciatori”.

“La Società – spiega la Juventus -, che sta collaborando con l’Autorità e confida di chiarire ogni aspetto di interesse, ritiene di aver costantemente operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità agli applicabili principi contabili e relativi criteri di applicazione e in linea con la prassi internazionale della football industry, come inoltre confermato dai pareri sulle questioni di natura legale e tecnico-contabile acquisiti dalla Società. Juventus precisa altresì che le relazioni finanziarie annuali, civilistiche e consolidate, degli esercizi 2019/2020 e 2020/2021 sono state accompagnate da relazioni senza rilievi da parte della società di revisione indipendente”.

“Si precisa che l’eventuale adozione da parte di Consob del provvedimento di cui all’art. 154-ter, settimo comma, TUF non inciderebbe sulla validità dei bilanci cui si riferiscono le ipotesi di contestazione, non dispiegando l’eventuale provvedimento effetti c.d. reali, ma assumendo rilievo solo sul piano informativo”, conclude la Juventus.

La Juventus chiude il bilancio 2022 in rosso di 254 milioni


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/23/juventus-bilancio-2022-perdita-fatturato/

Il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha approvato il bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2022, che evidenzia una perdita di 254 milioni di euro. Lo ha reso noto la Juventus in una nota.

Il Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club S.p.A., riunitosi oggi sotto la Presidenza di Andrea Agnelli, ha, inter alia, approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2022, che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti, prevista il 28 ottobre 2022, in unica convocazione, presso l’Allianz Stadium”, si legge nella nota.

Per una corretta interpretazione dei dati occorre in primo luogo rilevare che l’esercizio 2021/2022 è stato ancora significativamente penalizzato – come per tutte le società del settore e di numerose altre industry – dal perdurare dell’emergenza sanitaria connessa alla pandemia da Covid-19 e dalle conseguenti misure restrittive imposte da parte delle Autorità. La pandemia ha influenzato in misura rilevante – direttamente e indirettamente – i ricavi da gare, i ricavi da vendite di prodotti e licenze e i proventi da gestione diritti calciatori, con un conseguente inevitabile impatto negativo sia di natura economica che finanziaria”.

L’esercizio 2021/2022 chiude con una perdita consolidata di € 254,3 milioni, rispetto alla perdita di € 209,9 milioni dell’esercizio precedente. Nel dettaglio, l’incremento della perdita dell’esercizio – pari a € 44,4 milioni – è principalmente dovuto a minori ricavi per € 37,3 milioni; tale calo è originato da minori diritti televisivi e proventi media per € 64,8 milioni (soprattutto per effetto del minor numero di partite di Campionato e UEFA Champions League rispetto all’esercizio 2020/2021, che beneficiava dello spostamento di alcune partite dalla stagione 2019/2020), parzialmente compensati da maggiori ricavi da gare per € 24,5 milioni (seppur ancora significativamente penalizzati dalla pandemia) e da altre voci minori”.

A livello civilistico, l’esercizio al 30 giugno 2022 di Juventus chiude con una perdita di € 253,2 milioni (rispetto alla perdita di € 209,5 milioni dell’esercizio precedente); sarà proposto all’Assemblea degli Azionisti di coprire integralmente tale perdita mediante utilizzo della riserva da sovrapprezzo azioni”.

I costi operativi, gli ammortamenti e accantonamenti netti sono – nel complesso – sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente. I costi operativi risultano in aumento principalmente per il personale tesserato (€ +27,7 milioni) e per i servizi esterni (€ +10,4 milioni), in parte compensato da minori oneri da gestione diritti calciatori (€ -5,5 milioni). A fronte di tali maggiori costi, sono stati registrati minori ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni per complessivi € 31,9 milioni (di cui € 24,1 milioni correlati al personale tesserato)”.

Il patrimonio netto al 30 giugno 2022 è pari a € 169,4 milioni, in aumento rispetto al saldo di € 28,4 milioni del 30 giugno 2021, a seguito del perfezionamento dell’operazione di aumento di capitale a dicembre 2021 (€ +393,8 milioni, al netto dei relativi costi), in parte compensata dalla perdita dell’esercizio (€ -254,3 milioni) e dalla movimentazione della riserva da fair value di attività finanziarie (€ +1,5 milioni)”.

“Al 30 giugno 2022 l’indebitamento finanziario netto ammonta a € 153 milioni, in riduzione di € 236,2 milioni rispetto al dato al 30 giugno 2021 (€ 389,2 milioni) a seguito del perfezionamento del predetto aumento di capitale (€ +393,8 milioni), i cui effetti sono stati in parte compensati dai flussi negativi della gestione operativa (€ -32,1 milioni), dai pagamenti netti legati alle Campagne Trasferimenti (€ -110,1 milioni), dagli investimenti in altre immobilizzazioni (€ -1 milione), dall’esborso per oneri finanziari e da altre voci minori (€ -14,4 milioni)”, conclude il club bianconero.

Vendita Milan a RedBird, ricorso d’urgenza. Cosa sta succedendo?


articolo: Vendita Milan a RedBird, ricorso d’urgenza. Cosa sta succedendo? – Sport – Calcio – ilgiorno.it

Blue Skye, l’ex socio di minoranza nella gestione Elliott, si appella al Tribunale di Milano per annullare la cessione

Gerry Cardinale e Paolo Maldini

Con un ricorso d’urgenza, depositato alla Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano, la società lussemburghese Blue Skye, ex socio di minoranza nella gestione del Milan, ha chiesto, in sostanza, di bloccare la vendita del club rossonero dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale, il cui closing è stato perfezionato a fine agosto. Blue Skye e la sua controllante Luxembourg Investment Company lamentano di non aver mai “potuto ottenere alcuna informazione su questa vendita, alla quale erano direttamente interessate“. Il ricorso delle società lussemburghesi, che analoghi procedimenti hanno avviato già in Lussemburgo e a New York, sarà discusso domani in un’udienza davanti al giudice Angelo Mambriani. Nella causa civile milanese intentata contro il gruppo Elliott, come si legge nell’atto firmato dagli avvocati Maurizio Traverso, Emanuele Breggia e Federico Cerboni, Blue Skye e la sua controllante, che entrarono nel 2017 in Project Redblack (società costituita per l’operazione di investimento nel Milan), contestano unacondotta fraudolenta ai loro danni nella vendita della società rossonera da Elliott a RedBird. E chiedono nel merito lanullità radicale ed inefficacia di tutti gli atti e prima di tutto dell’accordo del 26 maggio scorso «per l’acquisto delle azioni» tra Elliott e il fondo di Cardinale. In particolare, nel ricorso cautelare in discussione domani (una decisione arriverà nei prossimi giorni) le società lussemburghesi chiedono che il giudice adotti un provvedimento d’urgenza per inibire la «esecuzione» degli accordi sulla cessione del Milan.

Plusvalenze Juve, ancora in corso le indagini della Procura


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/09/plusvalenze-juve-ancora-in-corso-le-indagini-della-procura-di-torino/

Sono ancora in corso le indagini preliminari della Procura di Torino sul caso delle plusvalenze in casa Juventus. Lo rende noto Exor, la holding degli Agnelli-Elkann che è azionista di maggioranza del club bianconero, nella relazione semestrale al 30 giugno 2022.

In data 26 novembre 2021 e 1° dicembre 2021 alla Juventus sono stati notificati ordini di perquisizione e sequestro, per il tramite degli Ufficiali della “Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria” di Torino”, si legge nella relazione.

Nella stessa data la Juventus è stata informata dell’esistenza di un’istruttoria da parte della Procura della Repubblica del Tribunale di Torino, nei confronti della stessa e di alcuni suoi attuali ed ex rappresentanti, avente ad oggetto la voce “Proventi da diritti pluriennali alle prestazioni calciatori” iscritta al bilancio al 30 giugno 2019, 2020 e 2021 per i reati di cui all’articolo 2622 del codice civile (False comunicazioni sociali di società quotate) e all’art. 8 del Decreto Legislativo n. 74/2000 (Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e, per quanto concerne la Società, per il reato previsto dagli articoli 5 (Responsabilità della persona giuridica) e 25-ter (Reati societari) del D.lgs. Decreto n. 231/2001″.

L’istruttoria avviata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino è in corso e ad oggi nessun avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (il “Codice di procedura penale”, o il “Codice di procedura penale”) è stato notificato. Juventus sta collaborando con gli inquirenti e confida di chiarire ogni aspetto di loro interesse, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e dei regolamenti che disciplinano la redazione dei documenti contabili, secondo i principi contabili e in linea con l’industria calcistica internazionale prassi e condizioni di mercato”, conclude Exor.

Juve, un altro bilancio da profondo rosso: perdite per circa 250 milioni nel 2021-22


articolo Marco Iaria: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/07-09-2022/juventus-bilancio-perdita-circa-250-milioni-2021-22-45068318729.shtml

John Elkann, presidente di Exor, e Andrea Agnelli, n.1 della Juventus. Getty

Ecco la stima dopo la pubblicazione della semestrale della controllante Exor. Il cda bianconero approverà il documento contabile tra il 16 e il 23 settembre

Dopo i 210 milioni persi nel 2020-21, un altro bilancio in profondo rosso per la Juventus: l’esercizio 2021-22 ha chiuso con un deficit di circa 250 milioni. Si tratta di una stima, frutto della somma algebrica tra la semestrale al 31 dicembre 2021 pubblicata a suo tempo dal club bianconero (-119 milioni) e la semestrale della controllante Exor al 30 giugno 2022 diffusa oggi dal cda presieduto da John Elkann (-132). Il dato non è ufficiale: sarà il consiglio d’amministrazione della Juve, nella riunione prevista tra il 16 e il 23 settembre, a varare il documento contabile relativo alla scorsa stagione che dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci di fine ottobre. Non si possono escludere leggeri scostamenti, ma la portata della perdita sarà confermata.

COVID E NUOVO PIANO – Quinto bilancio di fila in rosso per la società presieduta da Andrea Agnelli: dopo il tris di utili tra il 2014 e il 2017 sono arrivati il -19 milioni del 2017-18, il -40 del 2018-19, il -90 del 2019-20, il -210 del 2020-21 e il pesante passivo del 2021-22continua a leggere su gazzetta.it

Ciro Immobile condannato per evasione fiscale…


Ciro Immobile condannato per evasione fiscale. Nei guai per il doppio ruolo di Moggi jr

articolo di Giuseppe Scarpa: https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/09/06/news/ciro_immobile_condanna_evasione_fiscale-364359441/?ref=RHTP-BH-I364376562-P2-S4-T1

L’attaccante della Lazio e della Nazionale dovrà risarcire l’Irpef evasa nel 2012, ai tempi della sua cessione dalla Juventus al Genoa

Guai con il fisco per Ciro Immobile. Il capitano della Lazio è stato condannato dalla quinta sezione civile della Cassazione. Per i giudici della sezione tributaria non ci sono dubbi. Il bomber biancoceleste è colpevole. Nel mirino dei magistrati è finito il passaggio del centravanti dalla Juventus al Genoa nell’estate del 2012.

I due club sono estranei alla vicenda, ma il trasferimento del calciatore è il cuore dell’indagine della Guardia di finanza che poi ha portato al verdetto dei magistrati di pochi giorni fa.

La vendita del giovane attaccante, all’epoca aveva 22 anni, porta alle casse bianconere 4 milioni di euro. A gestire la trattativa c’è Alessandro Moggi, figlio d’arte, il padre è Luciano l’ex ds della Juve.

Moggi junior è il procuratore di diversi giocatori di serie A, e proprio il suo ruolo nel trasferimento crea problemi a Immobile con l’Agenzia delle entrate. In pratica Moggi junior gestisce la trattativa, ufficialmente, come consulente del Genoa. In realtà non è così. Secondo la Finanza agisce con un mandato diretto, si muove a tutti gli effetti come il manager del calciatore. continua a leggere su Repubblica.it

Inter, Milan, Juventus e Roma i dettagli dell’accordo con l’UEFA per il FPF


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/02/inter-sanzioni-fpf-cosa-rischia/

Il nuovo logo ufficiale dell’Inter(Photo by Alberto PIZZOLI / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

L’Inter è tra gli otto club che hanno firmato un settlement agreement con l’UEFA dopo le violazioni del regolamento per il FPF negli ultimi anni. Il club nerazzurro dovrà pagare una multa da 4 milioni di euro e ha scelto inoltre un accordo quadriennale con la federcalcio continentale per quanto riguarda il Settlemente Agreement.

Quali sono le norme che il club nerazzurro si è impegnato a rispettare? Ecco tutti i dettagli.

In particolare, il settelmente agreement coprirà i cinque bilanci dal 2022 al 2026 e le cinque stagioni dal 2022/23 al 2026/27. “Lo scopo principale consiste nel garantire che il Club rispetti i requisiti di stabilità nel periodo che sarà analizzato nella stagione 2026/27 (e che coprirà i bilanci 2024, 2025 e 2026)”, spiega l’UEFA.

Nel dettaglio, l’Inter dovrà avere entro la stagione 2025/26 uno scostamento accettabile a livello di “football earnings rule” (la norma che ha sostituito quella legata al break-even) pari a massimi 60 milioni aggregati per le stagioni 2024 e 2025.

Inoltre, la società nerazzurra ha accettato una sanzione una multa pari a 4 milioni (il 15% della sanzione complessiva) che l’UEFA prenderà dai premi legati alla partecipazione alle coppe nella stagione 2022/23, mentre ulteriori 22 milioni (il restante 85% della sanzione) sono condizionati al rispetto degli obblighi nelle prossime stagioni.

Nella stagione 2022/23 e 2023/24, inoltre, l’Inter non potrà  iscrivere nessun nuovo giocatore nella lista UEFA per le coppe a meno che il “Bilancio della Lista A” non sia positivo. “Il “List A Balance” è definito come la differenza tra i costi dei giocatori in uscita (“Risparmio sui costi”) e i costi dei giocatori in entrata (“Nuovi costi”)”, spiega l’UEFA. Questo obbligo sarà invece condizionato al rispetto dei target finanziari per le stagioni 2024/25, 2025/26 e/o 2026/27

L’Inter inoltre ha accettato che se dovesse superare i limiti indicati dall’UEFA del60 milioni aggregato, la stessa federcalcio continentale potrà applicare le seguenti sanzioni sportive aggiuntive, che dipenderanno dalla cifra in eccesso:

  • restrizione riguardo il numero di giocatori registrabili nella lista per le competizioni UEFA;
  • esclusione dalle coppe per una stagione.

Il Settlment Agreement scadrà quando la Prima Sezione CFCB confermerà che il Club ha soddisfatto lo scopo principale dell’Accordo e avrà raggiunto il rispetto della regola degli utili calcistici al più tardi al termine del Regime di Transazione. Tutte le Restrizioni Sportive, se applicabili, cesseranno di applicarsi. Eventuali Contributi Finanziari non pagati, siano essi realizzati, condizionali o incondizionati, restano dovuti”.

Qualora invece l’Inter non dovesse rispettare l’accordo, l’UEFA potrebbe applicare una delle seguenti sanzioni a seconda dell’entità della violazione:

  • multa;
  • Limitazione del numero di giocatori nella stagione 2027/28;
  • Divieto di tesseramento di nuovi calciatori nella stagione 2027/28;
  • Esclusione dalla prossima competizione UEFA per club per la quale altrimenti si qualificherebbe nelle successive tre stagioni a partire dalla stagione 2027/28.

Milan, i dettagli dell’accordo con la UEFA per il FPF

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/02/milan-sanzioni-fpf-cosa-rischia/

La UEFA ha annunciato oggi le multe inflitte ai club che non hanno rispettato il requisito di pareggio previsto dalle norme del Fair Play Finanziario per quanto riguarda il periodo di monitoraggio chiuso con la stagione 2021/22. Tra questi anche il Milan, che ha concordato con la Federcalcio europea un settlement agreement della durata di tre anni. Contestualmente, il club rossonero ha subito una multa di 2 milioni, con ulteriori 13 milioni subordinati al rispetto degli accordi.

Il settlement agreement è stato stipulato tenendo conto dell’impatto della pandemia sulla salute finanziaria dei club per i periodi di rendicontazione terminati nel 2020, 2021 e 2022. L’accordo siglato con la UEFA copre nell’ordine:

  • I quattro periodi di rendicontazione che terminano nel 2022, 2023, 2024 e 2025;
  • Le quattro stagioni 2022/23, 2023/24, 2024/25 e 2025/26.

Lo scopo principale dell’accordo consiste nel garantire che il club soddisfi la nuova regola legata ai “football earnings” nel periodo di monitoraggio che si chiuderà con la stagione 2025/26. In altre parole, per il periodo considerato il club potrà fare registrare un deficit di bilancio aggregato di massimo 60 milioni di euro in tre anni. Questo scostamento può essere ulteriormente aumentato oltre i 60 milioni di euro fino a un massimo di 10 milioni di euro per ciascun periodo di riferimento nel periodo di monitoraggio per i club che mostrano una buona salute finanziaria

Tramite questo accordo, il Milan ha accettato che venga trattenuto dalla UEFA un contributo finanziario totale fino a 15 milioni di euro, sottratto dai ricavi derivanti dalla partecipazione alle competizioni europee come di seguito:

  • Un contributo finanziario incondizionato equivalente al 15% del totale. Il contributo – 2 milioni di euro nel caso del Milan – è trattenuto dalla UEFA da qualsiasi premio in denaro dovuto al club. La UEFA tratterrà gli importi in questione nella stagione 2022/23;
  • Un contributo finanziario condizionato fino all’85% del contributo totale – ulteriori 13 milioni – che sarà trattenuto se gli obiettivi 2022, 2023 e/o 2024 non verranno raggiunti.

Inoltre, con l’accordo il Milan ha accettato che in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, potrà essere applicata una delle seguenti sanzioni sportive:

  • Limitazione del numero di giocatori: il club non potrà iscrivere più di 23 giocatori nella sua Lista A per le competizioni UEFA per club rispetto al massimo di 25 giocatori previsto dal regolamento delle competizioni UEFA per club. Tale restrizione non deve diminuire il numero dei posti riservati esclusivamente ai “calciatori cresciuti nel vivaio”;
  • Divieto di iscrizione di nuovi calciatori: Il club non potrà iscrivere nessun nuovo giocatore nella sua Lista A per le competizioni UEFA per club, a meno che il bilancio della Lista A non sia positivo. Il saldo è definito come la differenza tra i costi dei giocatori in uscita e i costi dei giocatori in entrata;
  • Esclusione dalla prossima competizione UEFA per club a cui il Milan altrimenti si qualificherebbe nelle prossime tre stagioni. Tale provvedimento si applica con condizionale alla stagione 2024/25, 2025/26 e/o 2026/27.

Laddove il Milan non adempia allo scopo principale del settlement agrement, il club rossonero potrebbe essere passibile di una delle seguenti sanzioni, a seconda dell’entità della violazione:

  • Multa;
  • Limitazione del numero di giocatori nella stagione 2026/27;
  • Divieto di tesseramento di nuovi calciatori nella stagione 2026/27;
  • Esclusione dalla prossima competizione UEFA per club a cui altrimenti si qualificherebbe nelle tre stagioni successive a partire dalla stagione 2026/27.

Juve, i dettagli dell’accordo con la UEFA per il FPF

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/02/juventus-sanzioni-fpf-cosa-rischia/

Torino 09-09-2017 Allianz Stadium Calcio campionato di calcio Serie A 2017/2018 Juventus – Chievo Verona foto Daniele Buffa/Image Sport/Insidefoto nella foto: Logo Juventus

La UEFA ha annunciato oggi le multe inflitte ai club che non hanno rispettato il requisito di pareggio previsto dalle norme del Fair Play Finanziario per quanto riguarda il periodo di monitoraggio chiuso con la stagione 2021/22. Tra questi anche la Juventus, che ha concordato con la Federcalcio europea un settlement agreement della durata di tre anni. Contestualmente, il club bianconero ha subito una multa di 3,5 milioni, con una sanzione per ulteriori 19,5 milioni subordinata al rispetto degli accordi.

Il settlement agreement è stato stipulato tenendo conto dell’impatto della pandemia sulla salute finanziaria dei club per i periodi di rendicontazione terminati nel 2020, 2021 e 2022. L’accordo siglato con la UEFA copre nell’ordine:

  • I quattro periodi di rendicontazione che terminano nel 2022, 2023, 2024 e 2025;
  • Le quattro stagioni 2022/23, 2023/24, 2024/25 e 2025/26.

Lo scopo principale dell’accordo consiste nel garantire che il club soddisfi la nuova regola legata ai “football earnings” nel periodo di monitoraggio che si chiuderà con la stagione 2025/26. In altre parole, per il periodo considerato il club potrà fare registrare un deficit di bilancio aggregato di massimo 60 milioni di euro in tre anni. Questo scostamento può essere ulteriormente aumentato oltre i 60 milioni di euro fino a un massimo di 10 milioni di euro per ciascun periodo di riferimento nel periodo di monitoraggio per i club che mostrano una buona salute finanziaria

Tramite questo accordo, la Juventus ha accettato che venga trattenuto dalla UEFA un contributo finanziario totale fino a 23 milioni di euro, sottratto dai ricavi derivanti dalla partecipazione alle competizioni europee come di seguito:

  • Un contributo finanziario incondizionato equivalente al 15% del totale. Il contributo – 3,5 milioni di euro nel caso della Juve – è trattenuto dalla UEFA da qualsiasi premio in denaro dovuto al club. La UEFA tratterrà gli importi in questione nella stagione 2022/23;
  • Un contributo finanziario condizionato fino all’85% del contributo totale – ulteriori 19,5 milioni – che sarà trattenuto se gli obiettivi 2022, 2023 e/o 2024 non verranno raggiunti.

Inoltre, con l’accordo la Juventus ha accettato che in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, potrà essere applicata una delle seguenti sanzioni sportive:

  • Limitazione del numero di giocatori: il club non potrà iscrivere più di 23 giocatori nella sua Lista A per le competizioni UEFA per club rispetto al massimo di 25 giocatori previsto dal regolamento delle competizioni UEFA per club. Tale restrizione non deve diminuire il numero dei posti riservati esclusivamente ai “calciatori cresciuti nel vivaio”;
  • Divieto di iscrizione di nuovi calciatori: Il club non potrà iscrivere nessun nuovo giocatore nella sua Lista A per le competizioni UEFA per club, a meno che il bilancio della Lista A non sia positivo. Il saldo in questione è definito come la differenza tra i costi dei giocatori in uscita (risparmio sui costi) e i costi dei giocatori in entrata (nuovi costi);
  • Esclusione dalla prossima competizione UEFA per club a cui la Juventus altrimenti si qualificherebbe nelle prossime tre stagioni. Tale provvedimento si applica con condizionale alla stagione 2024/25, 2025/26 e/o 2026/27.

Laddove la Juventus non adempia allo scopo principale del settlement agrement, il club bianconero potrebbe essere passibile di una delle seguenti sanzioni, a seconda dell’entità della violazione:

  • Multa;
  • Limitazione del numero di giocatori nella stagione 2026/27;
  • Divieto di tesseramento di nuovi calciatori nella stagione 2026/27;
  • Esclusione dalla prossima competizione UEFA per club a cui altrimenti si qualificherebbe nelle tre stagioni successive a partire dalla stagione 2026/27;

Roma, i dettagli dell’accordo con l’UEFA per il FPF

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/09/02/cosa-rischia-roma-multa-fpf/

La Roma è tra gli otto club che hanno firmato un settlement agreement con l’UEFA dopo le violazioni del regolamento per il FPF negli ultimi anni. Il club giallorosso dovrà pagare una multa da 5 milioni di euro e ha scelto inoltre un accordo quadriennale con la federcalcio continentale per quanto riguarda il Settlemente Agreement.

Quali sono le norme che il club giallorosso si è impegnato a rispettare? Ecco tutti i dettagli.

In particolare, il settelmente agreement coprirà i cinque bilanci dal 2022 al 2026 e le cinque stagioni dal 2022/23 al 2026/27. “Lo scopo principale consiste nel garantire che il Club rispetti i requisiti di stabilità nel periodo che sarà analizzato nella stagione 2026/27 (e che coprirà i bilanci 2024, 2025 e 2026)”, spiega l’UEFA.

Nel dettaglio, la Roma dovrà avere entro la stagione 2025/26 uno scostamento accettabile a livello di “football earnings rule” (la norma che ha sostituito quella legata al break-even) pari a massimi 60 milioni aggregati per le stagioni 2024 e 2025.

Inoltre, la società giallorossa ha accettato una sanzione una multa pari a 5 milioni (il 15% della sanzione complessiva) che l’UEFA prenderà dai premi legati alla partecipazione alle coppe nella stagione 2022/23, mentre ulteriori 30 milioni (il restante 85% della sanzione) sono condizionati al rispetto degli obblighi nelle prossime stagioni.

Nella stagione 2022/23 e 2023/24, inoltre, la Roma non potrà iscrivere nessun nuovo giocatore nella lista UEFA per le coppe a meno che il “Bilancio della Lista A” non sia positivo. “Il “List A Balance” è definito come la differenza tra i costi dei giocatori in uscita (“Risparmio sui costi”) e i costi dei giocatori in entrata (“Nuovi costi”)”, spiega l’UEFA. Questo obbligo sarà invece condizionato al rispetto dei target finanziari per le stagioni 2024/25, 2025/26 e/o 2026/27

La Roma inoltre ha accettato che se dovesse superare i limiti indicati dall’UEFA del – 60 milioni aggregato, la stessa federcalcio continentale potrà applicare le seguenti sanzioni sportive aggiuntive, che dipenderanno dalla cifra in eccesso:

  • restrizione riguardo il numero di giocatori registrabili nella lista per le competizioni UEFA;
  • esclusione dalle coppe per una stagione.

Il Settlment Agreement scadrà quando la Prima Sezione CFCB confermerà che il Club ha soddisfatto lo scopo principale dell’Accordo e avrà raggiunto il rispetto della regola degli utili calcistici al più tardi al termine del Regime di Transazione. Tutte le Restrizioni Sportive, se applicabili, cesseranno di applicarsi. Eventuali Contributi Finanziari non pagati, siano essi realizzati, condizionali o incondizionati, restano dovuti”.

Qualora invece la Roma non dovesse rispettare l’accordo, l’UEFA potrebbe applicare una delle seguenti sanzioni a seconda dell’entità della violazione:

  • multa;
  • Limitazione del numero di giocatori nella stagione 2027/28;
  • Divieto di tesseramento di nuovi calciatori nella stagione 2027/28;
  • Esclusione dalla prossima competizione UEFA per club per la quale altrimenti si qualificherebbe nelle successive tre stagioni a partire dalla stagione 2027/28.

Il Torino manda in rosso di 36 mln la holding di Cairo


articolo di Stefano Vivaldi: https://www.calcioefinanza.it/2022/08/23/il-torino-manda-in-rosso-di-36-mln-la-holding-di-cairo/

Urbano Cairo presidente del Torino FC – (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Rosso da 36 milioni di euro per il Torino. I numeri della squadra granata, riportati da Verità & Affari, emergono dal bilancio 2021 di U.T. Communications, la holding di Urbano Cairo, a monte delle quotate Cairo Communication e Rcs MediaGroup e proprietaria appunto del club.

Il Torino lo scorso anno, pur avendo fatto registrare ricavi in crescita a 83,4 milioni dai 78,2 milioni dell’anno precedente, ha però chiuso l’esercizio con una perdita salita da 18,6 a 36 milioni, con margini negativi visto che ebitda ed ebit hanno chiuso a meno 13,5 e meno 45 milioni.

Numeri che hanno impattato negativamente sulla holding, che ha archiviato il 2021 con ricavi in crescita da 1,1 a oltre 1,2 miliardi, ebitda ed ebit avanzati rispettivamente da 117,2 a 165,8 milioni e da 6 a 58,2 milioni, ma con un risultato ancora una volta in perdita, salita anno su anno da 11,5 a 12,8 milioni.

Una perdita causata dal club granata, visto che le attività in continuità hanno avuto un impatto positivo: +3 milioni per la controllata Cairo Editore; +800 mila euro per l’emittente La7 e +19,6 milioni per Rcs MediaGroup.

La quota di controllo dei granata nel bilancio è in carico a 40,8 milioni, valore superiore di ben 20,5 milioni rispetto alla quota di spettanza di patrimonio netto della controllata. Ma Cairo non ha svalutato perché «si ritiene – come si legge nella nota integrativa – che tale differenza non sia rappresentativa di una perdita durevole di valore anche in considerazione del fair value dei diritti alle prestazioni sportive di alcuni calciatori che risulta sensibilmente superiore rispetto al valore di carico».

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FPF, la UEFA mette nel mirino PSG e Marsiglia


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/08/20/uefa-psg-fair-play-finanziario/

PSG e Marsiglia sono finiti nel mirino della UEFA per quanto riguarda il rispetto delle norme del Fair Play Finanziario. Come riportato da L’Equipe, nei giorni scorsi l’organo di controllo UEFA ha inviato un “settlement agreement” alle due società (sanzioni graduate nel tempo) che saranno impegnate nella prossima edizione della Champions League.

Si tratta di sanzioni economiche che potrebbero trasformarsi in sportive qualora i due club non rientrassero nei paletti nelle prossime stagioni. Negli scorsi mesi PSG e OM, oltre a una trentina di club europei, hanno dovuto rispondere a una «richiesta di informazioni aggiuntive» da parte della UEFA. I fascicoli dei club francesi (e di un’altra dozzina di club in Champions) non hanno convinto, da qui la decisione di procedere con un settlement agreement.

I due club possono comunque rifiutare questo accordo della durata di più stagioni (devono dare la loro risposta la prossima settimana), pena il rischio di sanzioni più pesanti nel prossimo futuro. Al PSG hanno confermato di essere oggetto di questo accordo, ma il club della capitale «disapprova le analisi» fatte dagli esperti UEFA e crede che sia possibile cambiarle, opzione complicata.

Da Parigi si crede che il calcio francese sia stato svantaggiato: «Nessun altro aveva accordi con Mediapro (il gruppo sino-spagnolo protagonista del caos sui diritti tv in Francia). C’è stata l’interruzione del campionato (ad aprile 2020, a causa del Covid-19) e la Ligue 1 ha oneri sociali molto più alti che altrove». Resta il fatto che il PSG, se accetterà questo accordo, dovrà tornare molto rapidamente in retta via, pena l’esposizione a sanzioni sportive che possono arrivare fino all’esclusione dalle competizioni europee.

Il Manchester United nel mirino del private equity


articolo di Redazione: Il Manchester United nel mirino del private equity (calcioefinanza.it)

Dopo lo scherzo di Elon Musk, che si era detto pronto a rilevare il Manchester United dalla famiglia Glazer salvo poi ritrattare, le dinamiche di investimento in uno degli storici club della Premier League inglese si fanno via via sempre più serie.

I proprietari dei Red Devils stanno valutando la possibilità di aprire a nuovi investitori, e ora – scrive Il Sole 24 Ore nella sua edizione odierna – anche le società di private equity sembrano pronte ad affollare il campo degli interessati. I Glazer potrebbero vendere una quota di minoranza della società, un primo segnale relativo al fatto che gli americani siano disposti a cedere un po’ di controllo.

Secondo fonti vicine alla trattativa, nelle ultime ore la società di Private equity Apollo Global Management Inc. ha manifestato il proprio interesse. La società è specializzata in operazioni di leveraged buyout, acquisti di titoli in sofferenza che comportano ristrutturazioni aziendali, situazioni speciali e consolidamenti del settore.

Non solo. Per lo United è spuntato anche l’interessamento da parte di Jim Ratcliffe, miliardario britannico che rimane un altro dei primi nomi in lizza. Ratcliffe aveva già provato a inserirsi per il Chelsea e ha fatto sapere che in caso di cessione dello United sarebbe pronto a presentare un’offerta.

Parte la Serie A 2022/23: ecco quanto vale la classifica


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/08/13/quanto-vale-classifica-serie-a-ricavi-piazzamento/

Quanto vale classifica Serie A – La Serie A si prepara a ripartire, con l’inizio della stagione 2022/23. Una annata particolare, che vedrà un’alta concentrazione di partite nei primi mesi, con lo stop a metà novembre per i Mondiali in Qatar. Dalla lotta Scudetto alla corsa salvezza, passando per la sfida per un piazzamento europeo, ci sarà tanto in gioco, come ogni inizio stagione.

Il piazzamento finale in Serie A non è però importante solamente da un punto di vista del risultato sportivo, ma anche sul fronte meramente economico. Concludere la stagione con più o meno punti – e di conseguenza in una determinata posizione in classifica – porta a ricavi differenti per le società tra quelli che vengono distribuiti per la voce diritti televisivi”.

Quanto vale la Serie A 2022/23?

Come viene suddiviso il montepremi del campionato 22/23 tra i clubPlay Video

Quanto vale classifica Serie A – La ripartizione dei diritti tv

La ripartizione dei proventi da diritti tv, infatti, viene effettuata sulla base dei criteri imposti dalla Legge Melandri (revisionata poi dalla riforma Lotti) e che prevede una distribuzione delle risorse provenienti dalla commercializzazione delle partite come segue:

  • 50% in parti uguali;
  • 30% in base ai risultati sportivi (di cui il 12% basato sul piazzamento e il 3% sui punti della stagione in corso, il 10% sulla base dei risultati conseguiti negli ultimi cinque campionati e il 5% sulla base della graduatoria formata tenendo conto dei risultati sportivi conseguiti a livello nazionale e internazionale dalla Stagione Sportiva 1946/47 alla sesta antecedente a quella di riferimento);
  • 20% in base al bacino d’utenza (di cui 8% in base alla audience televisiva certificata Auditel e 12% in base agli spettatori paganti)

Quanto vale classifica Serie A – La classifica dal 1° al 20°

Nel complesso, dunque, il 12% delle risorse finali viene distribuito tra i club in base alla posizione in classifica. Per la stagione 2022/23, in attesa di aggiornamenti, parliamo di 113 milioni di euro, con un massimo di circa 17,6 milioni di euro per il primo posto e un minimo di quasi 400mila euro per l’ultimo. Considerando la sola parte di ricavi da distribuire sulla base della classifica di questa stagione, queste sono le cifre che i club incasseranno, dal 1° al 20° posto:

  1. 17,6 milioni di euro
  2. 14,8 milioni di euro
  3. 12,7 milioni di euro
  4. 10,6 milioni di euro
  5. 9,2 milioni di euro
  6. 7,7 milioni di euro
  7. 6,3 milioni di euro
  8. 5,6 milioni di euro
  9. 4,9 milioni di euro
  10. 4,2 milioni di euro
  11. 3,5 milioni di euro
  12. 3,2 milioni di euro
  13. 2,8 milioni di euro
  14. 2,5 milioni di euro
  15. 2,1 milioni di euro
  16. 1,8 milioni di euro
  17. 1,4 milioni di euro
  18. 1 milione di euro
  19. 0,7 milioni di euro
  20. 0,4 milioni di euro

Chiaramente, se la differenza tra un nono e un decimo posto è minima, quella tra quarto e quinto o tra sesto e ottavo non si esaurisce nei pochi milioni di euro di divario, ma in quel caso il risultato sportivo – fondamentale per la qualificazione in Champions o in Europa League – sarà fondamentale per i bilanci 2023/24.

Dal Bayern alla Juve, la classifica degli sponsor di maglia dei top club


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/08/16/classifica-sponsor-di-maglia-europa/

Classifica sponsor di maglia Europa – E’ notizia di questi giorni che il Bayern Monaco ha rinnovato il proprio accordo di sponsorizzazione con Deutsche Telekom: 50 milioni di euro all’anno fino al 2027, cinque milioni a stagione in più rispetto al contratto precedente.

Il nuovo accordo tra la squadra di Monaco e il partner ventennale ha permesso al club bavarese di guadagnare due posizioni nella classifica dei ricavi da sponsor di maglia tra i club europei. Il Bayern resta però distante ancora 10 milioni di euro dal podio. Tra Premier League, Liga, Serie A e Bundesliga, le società più importanti incassano cifre che arrivano fino a 80 milioni di euro a stagione, come nel caso del Manchester City.

Classifica sponsor di maglia Europa – Il podio – Considerando solamente il main sponsor sulla divisa da gioco, Calcio e Finanza ha fatto il punto sui contratti di sponsorizzazione più ricchi tra i club europei. Il Manchester City la fa da padrone: i Citizens incassano 67,5 milioni di sterline all’anno (più di 80 milioni di euro con il cambio attuale) dallo sponsor Etihad, anche se nell’accordo dovrebbe rientrare pure la sponsorizzazione dello stadio di casa, l’Etihad Stadium.

Al secondo posto di questa speciale classifica si colloca il Real MadridEmirates, infatti, paga 70 milioni di euro all’anno per apparire sulla maglia delle Merengues. Il precedente contratto con la compagnia aerea è scaduto il 30 giugno 2022 ed è stato rinnovato per un ulteriore anno. In questo modo i Blancos avranno il tempo di valutare eventuali offerte da nuovi partner, senza andare sul mercato in un periodo complicato dall’emergenza Coronavirus.

Il Paris Saint Germain occupa il terzo gradino del podio: a partire dalla stagione 2022/23 Accor, uno dei principali gruppi alberghieri francesi a livello mondiale, è stato sostituito da Qatar Airways, premium partner del club parigino a partire dal 2020, ed ora anche sponsor ufficiale della maglia. La compagnia aerea versa nelle casse del club presieduto da Nasser Al-Khelaifi una cifra simile a quella che pagava Accor, perciò tra i 60 ed i 70 milioni di euro.

Classifica sponsor di maglia Europa – Gli altri top club – Appena fuori dal podio il Barcellona, che ha siglato un accordo con Spotify, noto servizio di streaming di musica in abbonamento. A partire dalla stagione 2022/23 e per le prossime quattro stagioni, Spotify apparirà sullo spazio frontale delle maglie delle prime squadre maschile e femminile. Nel dettaglio, stando a quanto svelato dal portale specializzato 2Playbook, il colosso svedese dovrebbe versare 57,5 milioni di euro a stagione per la sponsorizzazione (Rakuten versava 55 milioni annui) più ulteriori 5 milioni per affiancare il proprio nome a quello del Camp Nou, che cambierà nome e verrà ribattezzato Spotify Camp Nou.

Il Manchester United, invece, ha un contratto di sponsorizzazione con Teamviewer, che dopo la scadenza non verrà rinnovato. L’azienda che si occupa della creazione di software per la condivisione dei desktop a distanza versa 55 milioni di euro (al cambio attuale) a stagione ai Red Devils, una cifra inferiore rispetto al precedente accordo con Chevrolet (che versava oltre 74 milioni a stagione).

Dietro lo United c’è poi proprio il Bayern – con 50 milioni di euro a stagione – che ha scavalcato quattro club di Premier League con il rinnovo del suo accordo con Deutsche Telekom. Si tratta di ArsenalLiverpoolTottenham Chlesea, i cui ricavi dalla sponsorizzazione della maglia da gioco sono pari a 47,5 milioni di euro ciascuno.

I Gunners hanno un accordo con lo stesso sponsor del Real Madrid, Emirates. I Reds portano sulla maglia il logo di Standard Chartered, anche se sono alla ricerca di un nuovo sponsor che possa portare più soldi al club che gioca le sue gare interne ad Anfield, puntando a far crescere i ricavi per lo spazio frontale sulla divisa fino a 80 milioni di sterline a stagione (95 milioni di euro circa al cambio attuale), a partire dal 2023/24. Il Tottenham ha rinnovato nel 2019 il proprio accordo con la compagnia assicurativa AIA, fino alla stagione 2026/2027. Sulle divise del Chelsea appare il logo dell’operatore di telefonia mobile 3confermato dopo i problemi legati all’invasione russa dell’Ucraina.

Chiude questa speciale classifica l’Atletico Madrid, con il nuovo accordo con Whalefin, brand che ha sostituito a partire dal 2022/23 Plus500 sul fronte della maglia dei Colchoneros e che verserà nelle casse del club madrileno 42 milioni all’anno per le prossime 5 stagioni.

Classifica sponsor di maglia Europa – Le società italiane – Guardando ai club italiani, notiamo come le altre società di Serie A siano ancora molto lontane dalla Juventus e dai vertici in generale. Il club controllato da Exor – la holding della famiglia Agnelli-Elkann – ha rinnovato il suo contratto con Jeep a dicembre 2020, sulla base di 45 milioni di euro a stagione.

L’Inter, invece, a partire da questa stagione, è passata da Socios alla partnership con DigitalBits, oggi al centro di uno scontro con il club nerazzurro dopo le indiscrezioni legate ai mancati pagamenti da parte dello sponsor. L’accordo quadriennale dal 2021/22 al 2024/25 ha un valore complessivo di 85 milioni più bonus legati alle performance sportive.

Il Milan, infine, guadagna circa 10 milioni di euro a stagione da Emirates. La società di via Aldo Rossi ha rinnovato a luglio 2020 l’accordo con la compagnia area a cifre inferiori rispetto ai 14 milioni di euro all’anno percepiti fino al rinnovo. La nuova intesa ha consentito però al Milan di ospitare nuovi brand, motivo per cui il club ha siglato un accordo con BitMEX, diventato il primo sponsor sulla maglia della maglia del Milan nella storia, che vale 5 milioni euro annui, e con WeFox, diventato sponsor di retro maglia, che vale circa 6-8 milioni di euro a stagione.

Classifica sponsor di maglia Europa – La graduatoria completa

Questa la classifica dei ricavi da sponsor di maglia, considerando solamente i brand che appaiono sullo spazio frontale della divisa da gioco:

  1. Manchester City Etihad: 80 milioni di euro a stagione
  2. Real MadridEmirates: 70 milioni di euro a stagione
  3. Psg – All: 60 milioni di euro a stagione
  4. BarcellonaSpotify: 57.5 milioni di euro a stagione (più 5 milioni per i naming rights)
  5. Manchester UnitedTeamviewer: 55 milioni di euro a stagione
  6. Bayern MonacoDeutsche Telekom: 50 milioni di euro a stagione
  7. ArsenalEmirates: 47,5 milioni di euro a stagione
  8. LiverpoolStandard Chartered: 47,5 milioni di euro a stagione
  9. Tottenham AIA: 47,5 milioni di euro a stagione
  10. ChelseaThree: 47,5 milioni di euro a stagione
  11. JuventusJeep: 45 milioni di euro a stagione
  12. Atletico Madrid WhaleFin: 42 milioni di euro a stagione

Perché il Chelsea non si preoccupa del FPF


articolo di Massimiliano Vitelli: https://www.calcioefinanza.it/2022/08/16/chelsea-spese-mercato-fair-play-finanziario/

L’addio del magnate russo Roman Abramovic, costretto a cedere il Chelsea a causa di una serie di ripercussioni derivanti della guerra tra Russia e Ucraina, aveva messo paura alla tifoseria dei Blues, abituata forse troppo bene dalla gestione del cinquantaseienne di Saratov.

Presidente dal 2003 al 2022, Abramovic aveva costruito negli anni una squadra di altissimo livello, portando nella bacheca del club londinese cinque successi in Premier League, altrettante Coppe d’Inghilterra, tre Coppe di Lega, due Community Shield, due Champions League, due Europa League, una Supercoppa UEFA e una coppa del Mondo per club.

La cessione ad un consorzio guidato dall’imprenditore statunitense Todd Boehly, co-fondatore, presidente e amministratore delegato di Eldridge Industries, avvenuta il 30 maggio 2022, non sembra però aver minato la solidità finanziaria del club, che ha operato in questa sessione di mercato con dinamismo e muscolarità, investendo cifre da capogiro per rinforzare la rosa affidata al tedesco Thomas Tuchel.

Con il calciomercato che si sta avviando alla chiusura (deadline il 1° settembre), appare ormai inevitabile che la nuova proprietà termini con il record di soldi spesi per i nuovi innesti (stabilito due anni fa, quando Abramovic registrò uscite per 200 milioni di sterline). Considerando, oltre agli esborsi per i big, anche i 23,3 milioni di sterline spesi per i giovani Carney, Chukuemeka e Slonina, il Chelsea ha infatti già tirato fuori una cifra intorno ai 160 milioni di sterline.

A fronte di questa imponente uscita di cassa, solo 6,9 milioni di sterline in entrata, arrivate grazie alla cessione in prestito all’Inter di Lukaku. E il Fair Play Finanziario? La risposta è in un’analisi attenta dei ricavi delle ultime stagioni, che sono tra i più alti dei club dell’intero pianeta calcio.

Un dato arriva da Swiss Ramble. La società di analisi finanziaria nel calcio ci informa come il Chelsea abbia in realtà venduto moltissimo tra il 2015 e il 2020, incassando in totale circa 434 milioni di sterline. Molto di più del Liverpool secondo classificato in questa speciale classifica, che nello stesso periodo di riferimento ha messo a bilancio entrate da vendite di calciatori pari a 276 milioni di sterline.

A questo va aggiunto che Roman Abramovic, prima di lasciare la guida del Chelsea, ha deciso di coprire il passivo della società che era di circa 1,6 miliardi di sterline lasciandola di fatto in ottima salute. Non solo. Il Chelsea la scorsa estate ha fatto partire sia Tomori sia Abraham (entrambi sbarcati in Italia, il primo al Milan, il secondo alla Roma). Questo, essendo i due calciatori frutto del vivaio, gli ha permesso di registrare una grande plusvalenza.

Capitolo ammortamenti. L’ingaggio di un giocatore non finisce tutto a bilancio nella stagione del suo arrivo, ma viene ripartito (a volte in parti uguali, altre in proporzioni differenti) sulla durata del contratto. Quindi i 160 milioni spesi finora, in realtà pesano in questa stagione sulle casse del club molto meno, forse appena 25/30 milioni di sterline.

Ecco perché il Chelsea, che comunque sta cercando di piazzare i calciatori fuori dal progetto tecnico di Tuchel per alleggerire il monte-ingaggi, non trema per il Fair Play Finanziario, un sistema di controllo che valuta le operazioni di una società di calcio nell’arco di un triennio.

Il calcio in tv costerà più caro, quale pacchetto acquistare? Tutte le combinazioni


articolo di Alessandro Longo: https://www.ilsole24ore.com/art/il-calcio-tv-costera-piu-caro-quale-pacchetto-acquistare-tutte-combinazioni-AEpJG7sB

In questa nuova stagione il calcio in tv costerà più caro, ma almeno sarà più comodo. Ecco un guida e qualche consiglio

In questa nuova stagione il calcio in tv costerà più caro, ma almeno sarà più comodo. La prima (cattiva) notizia è frutto delle nuove policy di Dazn, che detiene tutta la serie A, ma anche dei rincari Tim Vision e Amazon Prime; la seconda deriva invece dal nuovo accordo tra questa società e Sky, grazie al quale diventa possibile vedere le partite Dazn anche sul satellitare di Sky. Senza eventuali problemi di rete internet e senza doverci preoccupare di cambiare piattaforma e tecnologia per vedere le varie partite detenute dai diversi gestori.

Quale calcio dove: come orientarsi – Più comodo, appunto. Senza esagerare, però, perché anche quest’anno il calcio in tv è il solito spezzatino di diritti. Tutta la serie A è su Dazn. Su Sky ci sono tre partite di Serie A a settimana, più tutte le partite di Champions League, tutte le partite delle italiane in Europa League e Conference League (più certo il resto dell’offerta Sky sugli altri sport). Partite che non ci sono quindi su Dazn.Attenzione, non è finita: su Amazon Prime c’è inoltre una partita di Champions in esclusiva, con una squadra italiana, ogni mercoledì. Come dice la parola, esclusiva significa che non la troveremo né su Sky né su Dazn. Su Infinity+ c’è infine la sola Champions League (eccetto, come per Sky, l’esclusiva Amazon).La scelta su quali (e quanti) servizi prendere dipende insomma da quale (e quanto) calcio ci interessa vedere.

Tim Vision e Dazn – Allo stato probabilmente la scelta più economica è ancora quella di Tim Vision Calcio e Sport, a 24,99 euro per sei mesi e poi 29,99 euro. Si noti che per tanto tempo è stata a 19,99 per un anno. Il rincaro è recente. C’è dentro Dazn, la Champions di Infinity+ (e anche i suoi film e serie tv).Vogliamo solo Dazn? Costa 29,99 euro al mese e ha solo la Serie A. L’anno scorso costava 19,99 euro al mese. Un rincaro. E non è il solo svantaggio. Adesso Dazn limita la possibilità di condividere l’abbonamento tra diversi nuclei familiari. Chi vuole farlo deve pagare 39,99 euro (su due device di due reti diverse). L’offerta Tim permette questa condivisione, fino al 31 ottobre (dopo chissà).

Sky e Now – Ci bastano tre partite di serie A a settimana oppure abbiamo problemi di copertura banda ultra larga? Allora Sky Tv + Sky Calcio fa per noi, a 14,90 euro al mese per 18 mesi (dopo. 30 euro). Dobbiamo aggiungere Sky Sport (per un totale in promozione di 30,90 euro al mese) per avere anche la Champions e le altre partite internazionali, come detto.Un’alternativa è Now (Sky su streaming banda ultra larga): in 14,90 euro al mese ci sono non solo le tre partite ma anche le coppe.

Sky più Dazn – Se vogliamo tutta la Serie A e le coppe di Sky dobbiamo prendere entrambi gli abbonamenti, con il vantaggio di potere vedere tutto su satellite, al canale 214 (e successivi in caso di partite in abbonamento). Attivarlo costa 5 euro al mese. Potremmo pagare solo quest’obolo più il costo di Dazn e il pacchetto base di Sky per il vantaggio di vedere la Serie A (senza le coppe) sul satellite invece che in streaming.Infinity PlusSe al contrario vogliamo solo le coppe, potremmo pagare Infinity Plus per 7,99 euro al mese.

E se vogliamo tutto? – Vogliamo invece proprio tutto il calcio? Dobbiamo fare un super pacchetto Sky, Dazn e Amazon Prime (per la sua esclusiva), che costa 4,99 euro al mese o 49 euro anno. Anche questo rincarato nel 2022.Unica consolazione: nessun abbonamento richiesto per il mondiale. La Rai trasmetterà tutte le partite gratis su digitale terrestre e streaming Rai Play. Ma non c’è l’Italia, come noto. Non si può avere tutto.

Calcio, scadenze fiscali per un miliardo: l’incubo del 16 dicembre


articolo: https://www.corriere.it/economia/tasse/22_agosto_13/calcio-scadenze-fiscali-un-miliardo-l-incubo-16-dicembre-9f979a84-1ad7-11ed-a02b-4a93a769c80f.shtml

Nulla sarà più come prima, si diceva. Ma non era chiaro che il dopo potesse essere anche peggio. Con il Covid, si diceva, il taglio degli stipendi dei calciatori non sarà più rinviabile. E invece nel biennio 2019-2021 la massa salariale dei club italiani di calcio è passata da 1,7 a 1,8 miliardiE all’orizzonte — neanche troppo lontano — si profila una mina fiscale da un miliardo di euro per la sola Serie A. A fare i conti di versamenti e contributi sospesi per il 2022 ma che andranno in scadenza il prossimo 16 dicembre è il Sole 24 Ore: analizzando le somme relative al 2019 (il «prima» che non sarebbe più tornato) emerge che tra versamenti e contributi si sfiora la cifra tonda. Nel dettaglio, la Serie A pagò, tre anni fa, 700 milioni di ritenute Irpef, 170 di Iva, 120 di contributi previdenziali.

Il rischio per i club – Tutte imposte sospese da gennaio a novembre 2022 grazie a interventi legislativi. Ma, secondo le norme attualmente in vigore, il 16 dicembre — quando l’interesse internazionale del calcio sarà sulla sfida di due giorni dopo allo stadio «Losail» in Qatar per la finale dei Mondiali 2022 alla quale l’Italia certamente non prenderà parte — i nodi arriveranno al pettine. E le società di calcio che oggi festeggiano l’avvio del campionato 2022-23 dovranno fare i conti con i pagamenti in sospeso. Con il rischio — evidenziato ancora dal Sole 24 Ore — che molti club possano finire in guai seri. A meno che — è la speranza di Leghe e Figc — non intervenga il prossimo governo. continua a leggere

Calcio, mina fiscale da 1 miliardo sul campionato di Serie A

A pesare sulla capacità finanziaria dei club pesano anche il costo dei cartellini e il nodo delle imposte “sospese”

articolo di Marco Bellinazzo: https://www.ilsole24ore.com/art/calcio-mina-fiscale-1-miliardo-campionato-serie-a-AE9F5usB

La buona notizia per la Serie A, che oggi riparte con il debutto dei campioni in carica del Milan contro l’Udinese in uno stadio San Siro gremito da 70 mila spettatori (in contemporanea, alle 18,30, a Marassi si sfidano Sampdoria e Atalanta), è il ritorno della passione popolare con i record di abbonamenti registrati in moltissime piazze dopo il complicato biennio della pandemia.

Stadi pieni, tifo acceso e un torneo dall’esito nient’affatto scontato (a differenza di altri paesi, come Francia e Germania) aumenteranno lo spettacolo che i 20 club del massimo campionato tricolore si apprestano ad offrire ad oltre 200 paesi. La Lega ha infatti venduto direttamente (negli Usa e nell’area Mena) o tramite Infront, detentore dei diritti media per l’estero, i match della Serie A a 73 broadcaster multicanale (12 nuovi) per un’audience potenziale di oltre un miliardo di telespettatori.

Per l’area Medio Oriente e Nord Africa, la più redditizia fino al triennio 2018/21 (l’emittente del Qatar beIN Sports assicurava una cifra pari a 112 milioni di euro all’anno), è stato sottoscritto lo scorso luglio un accordo con la compagnia emiratina Abu Dhabi Media che vale 80 milioni di dollari complessivi, garantiti per il triennio 2022-2025, più possibili bonus legati all’allargamento del bacino d’utenza. Nel triennio 2021/24, dunque, la Serie A ha perso da questa regione proventi per oltre 250 milioni.

Riforme necessarie – Non una buona notizia, questa, per un movimento calcistico che deve ritrovare slancio e competitività. Senza riforme, investimenti in infrastrutture sportive e tecnologiche che solo poche società hanno avuto fin qui la forza di affrontare, sarà difficilissimo risalire la china e rimontare Liga spagnola e Bundesliga che nella stagione 2021/22 hanno avuto un giro d’affari, rispettivamente, di 3,5 e 3,1 miliardi (contro i circa 2,5 della Serie A, senza considerare le plusvalenze da calciomercato). La Premier League che viaggia oltre i 6 miliardi annui ormai fa storia a sé.

Una spinta al rinnovamento potrebbe venire dalle nuove proprietà straniere. Su 20 squadre la Serie A 2022/23 ne annovera già sette (Inter, Milan, Roma, Bologna, Fiorentina, Atalanta e Spezia). Ma in corsa se ne potrebbero aggiungere altre, considerando le trattative avviate a Genova, sponda Sampdoria, Udine, Verona per il trasferimento dei club in mani straniere. Nel recente passato l’interesse dei fondi di investimento Usa è stato espresso, peraltro, anche nei confronti di altre realtà come il Napoli.

Per ora, tuttavia, l’afflato riformista delle proprietà straniere è stato imbrigliato dai rituali assembleari e dalle pastoie burocratiche del sistema Italia.

Per la Figc e la Lega, in ogni caso, aiutare i club a ritrovare l’equilibrio economico e patrimoniale, riducendo i costi, ma più che altro aumentando le entrate, per non depauperare troppo il valore tecnico delle rose, è quanto mai cruciale.

Il biennio della pandemia, infatti, ha aggravato lo stato di salute della Serie A che tra il 2019 e il 2021 ha subito perdite superiori a 1,8 miliardi e si trova a dover fronteggiare un indebitamento lordo che viaggia verso i 5 miliardi.

La posizione finanziaria netta, nella fotografia scattata dal Report Calcio 2022 della Figc per il biennio 2019/21, è negativa per soli 1,2 miliardi. Un dato peggiorato poco, solo grazie al fatto che nello stesso periodo sono state eseguite ricapitalizzazioni per oltre 2,2 miliardi (includendo anche quella della Juventus da 400 milioni) e che diversi club hanno sfruttato la chance di rivalutare i beni aziendali con un’aliquota ridotta, con un impatto positivo sui bilanci nell’immediato di circa 800 milioni.

Il costo dei cartellini – A pesare sulla capacità finanziaria dei club pesano altri due fattori di sostanziale “indebitamento”. Il primo è legato al costo dei cartellini. Tra la stagione 2018/19 e la stagione 2020/21, infatti, gli ammortamenti sono aumentati del 25% salendo a quota 1,1 miliardi, nonostante la facoltà di sospensione di una parte degli stessi concessa a partire dal Decreto Agosto del 2020.

Le imposte “sospese” – Il secondo fattore, una vera mina che la Figc e le Leghe professionistiche si augurano di sminare grazie all’aiuto del nuovo Governo post elettorale, è quello delle imposte “sospese”.

Con diversi interventi legislativi, in effetti, i versamenti delle ritenute Irpef sugli stipendi, i contributi previdenziali e l’Iva sono stati sospesi da gennaio a novembre 2022 e, secondo le attuali norme, andranno saldati tutti il prossimo 16 dicembre. Un incubo per le società di calcio professionistico che, tranne pochissime eccezioni, si sono avvalse di questa possibilità. Le somme che si sono accumulate non sono esigue: nel 2019, la Serie A ha pagato quasi un miliardo tra ritenute Irpef (700 milioni), Iva (170 milioni di Iva) e contributi previdenziali (più di 120 milioni). Senza una correzione in corsa molti club rischiano di finire in guai seri.

Queste zavorre spiegano la prudenza con cui i club italiani si sono mossi in queste settimane sul calciomercato, evitando spese folli e puntando a ridurre una massa salariale che nel biennio 2019/21 della pandemia è aumentata da 1,7 a 1,8 miliardi, con un trend di crescita proseguito nella stagione appena conclusa.

Barça, Kessie e Christensen possono liberarsi a zero


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/08/10/barca-kessie-e-christensen-possono-liberarsi-a-zero/

I nuovi acquisti Andreas Christensen e Franck Kessie potrebbero lasciare il Barcellona gratuitamente se non verranno registrati dal club spagnolo prima dell’apertura della Liga di sabato contro il Rayo Vallecano. Come riportato da ESPN, infatti, i due giocatori, arrivati a parametro zero rispettivamente da Chelsea e Milan, a tre giorni dall’inizio della nuova stagione non sono stati iscritti per poter scendere in campo nel campionato spagnolo alla luce della situazione economica del club catalano.

Entrambi i giocatori potrebbero scegliere di far scattare una clausola che consente loro di partire gratuitamente, spiega Espn, se il Barcellona non dovesse risolvere il problema entro sabato. Christensen e Kessie non sono gli unici in questa situazione: anche gli arrivi estivi Robert Lewandowski, Raphinha e Jules Kounde devono ancora essere tesserati con LaLiga, mentre non sono stati registrati nemmeno i rinnovi contrattuali firmati da Sergi Roberto e Ousmane Dembele. Per Christensen e Kessie, tuttavia, la situazione è diversa, dato che sono arrivati a parametro zero: pertanto, se lo desiderassero, avrebbero diritto a partire gratuitamente prima della chiusura della finestra di trasferimento.

Espn tuttavia spiega che in questa fase non c’è alcuna indicazione che si arriverà a questo e il presidente Joan Laporta continua a trasmettere ottimismo sul fatto che tutti e sette i giocatori saranno registrati in tempo. Nella peggiore delle ipotesi, il Barcellona cercherà di parlare con gli agenti dei giocatori per evitare un risultato così estremo perché hanno tempo fino alla fine del mese per registrare gli acquisti.

Newcastle, Howe: «PIF? Sul nostro mercato pesa il FPF»


articolo di Stefano Vivaldi: https://www.calcioefinanza.it/2022/08/08/newcastle-howe-pif-su-mercato-pesa-fair-play-finanziario/

L’acquisizione del Newcastle da parte del fondo d’investimento arabo PIF aveva fin da subito fatto pensare all’arrivo di giocatori di calibro internazionale nei Magpies, in virtù del potere economico del fondo sovrano dell’Arabia Saudita.

Come sottolinea il Daily Mail, dopo che a gennaio sono stati spesi 94 milioni di sterline per cinque nuovi giocatori, nella sessione di mercato estiva l’unico acquisto rilevante dal punto di vista dell’esborso economico è stato il difensore Sven Botman, sul quale per ungo tempo era stato forte l’interesse del Milan. Gli altri acquisti, come Nick Pope e Matt Targett, riscattato dall’Aston Villa, non hanno comportato spese di rilievo.

«Il fair play finanziario ha un impatto su di noi e continuerà ad averlo, credo, per un certo numero di anni. Non abbiamo il libero sfogo, la mano libera, che forse è stata percepita dai media, per andare a firmare chi vogliamo e pagare compensi e stipendi esorbitanti. Non siamo in quella posizione e non credo che lo saremo per un po’ di tempo. Dobbiamo essere creativi e intelligenti e cercare di fare le aggiunte giuste entro i vincoli finanziari che abbiamo», ha spiegato il manager dei bianconeri Eddie Howe

«Niente è ulteriormente progredito. La situazione è rimasta la stessa da quando abbiamo fatto il nostro ultimo acquisto. Stiamo lavorando sodo per cercare di aggiungere nuovi giocatori al gruppo. Siamo attivi nel mercato e aspetteremo per vedere se possiamo comprare giocatori prima che la finestra si chiuda – ha aggiunto il tecnico -. Non c’è frustrazione da parte mia nei confronti del club, sono le circostanze in cui abbiamo perso un paio di giocatori perché volevano andare altrove. È una cosa in continuo movimento, in continua evoluzione. Sono molto fiducioso che possiamo fare ciò di cui abbiamo bisogno per rendere la squadra il più forte possibile».

 

Barça, la Liga dice no all’iscrizione dei nuovi acquisti


articolo di Redazione: Barça, la Liga dice no all’iscrizione dei nuovi acquisti | Calcio e Finanza

Nonostante la fiducia di Joan Laporta, presidente del Barcelona, ​​il club blaugrana non ha ancora ottenuto il via libera dalla Liga per poter iscrivere e quindi utilizzare in gare ufficiali i nuovi acquisti, da Lewandowski a Kessie passando per Christensen e Raphinha.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Sport, infatti, la fiducia di Laporta nasce dal fatto di aver concluso accordi che hanno portato circa 868 milioni di euro nelle casse del club, dall’accordo con Sixth Street fino a quello per Socios, spiegando di aver lavorato “molto bene per ripulire i conti della società e sistemare la situazione in chiave fair play”, le parole del numero uno dei blaugrana.

Da settimane il Barça tiene incontri regolari con la Liga per valutare la situazione e la realtà, secondo quanto riportato da Sport, è che il club blaugrana, al momento, non possiede i requisiti necessari per registrare i cinque acquisti (Lewandowski, Koundé, Kessie, Christensen e Raphinha) e i due calciatori che hanno firmato un rinnovo di contrato (Dembélé e Sergi Roberto). La Liga ha già informato la squadra economica del Barça di questa circostanza.

Il club blaugrana dovrà attivare la quarta leva (la cessione dell’altro 24,5 per cento del Barça Studios a Socios) e abbassare ulteriormente l’attuale salario, che è ben al di sopra del limite consentito dalla Liga. Inoltre, il Barça dovrà anche effettuare diverse cessioni di giocatori (Frenkie De Jong e Memphis Depay, probabilmente) per adeguarsi ai parametri essenziali per registrare i nuovi acquisti.

È molto probabile quindi che all’inizio della prossima settimana il Barça attiverà quella quarta leva per poter procedere con le iscrizioni, con l’obiettivo che la maggior parte di questi sette calciatori sia a disposizione di Xavi per l’inizio della Liga, prevista per i blaugrana il 13 agosto contro il Rayo Vallecano. Anche se c’è tempo fino al 31 agosto, quando si chiude il periodo di registrazione per tutte le competizioni ufficiali.

Caos Inter-Digitalbits: mancati pagamenti, parti al lavoro per soluzione – Inter, il cripto-sponsor DigitalBits in caduta libera……


articolo di Redazione : https://www.calcioefinanza.it/2022/07/28/inter-digitalbits-sponsor-mancati-pagamenti/

L’Inter e Digitalbits sono al lavoro per superare i problemi e trovare una soluzione. È quanto riportato dall’ANSA, citando fonti vicine al club nerazzurro, dopo le indiscrezioni (rilanciate dal Sole 24 Ore) sulle difficoltà legate alla partnership tra la società e Digitalbits.

Dallo scorso 1 luglio, infatti, la criptovaluta è diventata sponsor di maglia dell’Inter, sostituendo Socios, dopo aver firmato un accordo nell’estate 2020 da 85 milioni di euro in quattro stagioni: nella scorsa stagione Digitalbits era lo sponsor di manica, mentre nell’annata appena cominciata si è “spostata” sul petto della divisa. Il brand della criptovaluta, tuttavia, da oggi è scomparso dalla sezione “partner” del sito dell’Inter.

Secondo il Sole 24 Ore, infati, Digitalbits non avrebbe ancora versato all’Inter diversi pagamenti, soprattutto da quando è diventata main sponsor. Nello scontro, il club nerazzurro ha così scelto di cancellare dal sito ogni riferimento alla criptovaluta, che potrebbe scomparire anche dai led a bordocampo nelle prossime amichevoli.

Non si registrano, invece, problemi per quanto riguarda la partnership tra Digitalbits e la Roma, con il club giallorosso che non ha registrato ritardi nei pagamenti da parte della criptovaluta.

Inter, il cripto-sponsor DigitalBits in caduta libera e in ritardo nei pagamenti

articolo di Marco Bellinazzo: https://www.ilsole24ore.com/art/digitalbits-quotazione-caduta-libera-e-ritardi-pagamenti-all-inter-AEUhLepB

La criptovaluta di Al Burgio non ha rispettato alcune scadenze in un contratto da oltre 20 milioni all’anno e il club nerazzurro la oscura dal sito, per ora non si segnalano tensioni a Roma

Domani, 29 luglio 2022

DigitalBits, la criptovaluta sviluppata da Zytara Labs, nello sfarzoso scenario di Montecarlo organizza e sponsorizza un Summit sulle prospettive delle monete digitali. Anfitrione del prestigioso forum – a cui presenzierà anche il Principe Alberto di Monaco – è Al Burgio, fondatore della blockchain, che insieme ad altri qualificati speakers, cercherà di ragionare sulle rotte future delle criptovalute, dopo un 2021 all’insegna della crescita portentosa e un 2022 in caduta libera.

Spettatori molto interessati dell’evento saranno anche diverse società sportive, come l’Inter e la Roma, che hanno siglato con DigitalBits importanti accordi di sponsorizzazioni. A quanto risulta al Sole 24 Ore, infatti, da alcuni mesi il crypto-sponsor sarebbe in grave ritardo nel rispettare gli obblighi assunti. DigitalBits non avrebbe ancora corrisposto al club nerazzurro alcuni pagamenti, in particolare da quando è passato dall’essere sponsor di manica a main sponsor. Un indizio delle forti tensioni in corso è la cancellazione dal sito dell’Inter di ogni riferimento alla criptovaluta. Che sabato potrebbe anche sparire dai led a bordocampo nell’amichevole contro il Lione a Cesena.

La sponsorizzazione con l’Inter – In casa nerazzurra si sta ovviamente lavorando per venire a capo del problema e riattivare il dialogo con DigitaBits. Anche perché si tratta di un contratto importante per le casse interiste. L’Inter ha infatti siglato lo scorso anno un accordo della durata di quattro stagioni per 85 milioni di dollari con l’aziende ai Burgio. Nella stagione 2021/22, le divise nerazzurre, dopo la conclusione del rapporto con Pirelli, sono state brandizzate con il marchio Socios.com, ma il logo di DigitalBits è apparso sulle maniche delle casacche. Da questa stagione la criptovaluta sviluppata da Zytara Labs, che a sua volta è diventata global digital banking partner del club, è invece il main sponsor interista in luogo di Socios.com. D’altronde XDB, la criptovaluta di DigitalBits attualmente ha un prezzo di 0,038718 dollari, inferiore del 96,24% rispetto al massimo storico di 1,03.

L’accordo con la RomaDigitalBits è già da un anno main sponsor della Roma, con un contratto triennale che prevede in totale un corrispettivo totale superiore a 35 milioni. Dalla sponda giallorossa al momento non si segnalano tensioni nei pagamenti e anzi si sta proseguendo nell’attivazione degli accordi in vista dell’avvio del campionato. DigitalBits peraltro ha scelto a dicembre 2021 Francesco Totti e a marzo 2022 David Beckham come propri global ambassador. Anche loro guarderanno con attenzione al meeting di Monaco.

Newcastle, prestito da 170 milioni da HSBC


articolo di Redazione: Newcastle, prestito da 170 milioni da HSBC (calcioefinanza.it)

Il Newcastle ricorre a un prestito per rafforzarsi dentro e fuori dal campo. Il club della Premier . – (Photo by OLI SCARFF/AFP via Getty Images)

Il Newcastle ricorre a un prestito per rafforzarsi dentro e fuori dal campo. Il club della Premier League – da ottobre 2021 controllato da un consorzio guidato dal Public Investment Fund dell’Arabia Saudita – ha siglato un’intesa con HSBC (uno dei maggiori gruppi bancari al mondo) per un prestito che il tabloid The Sun stima in 140 milioni di sterline (circa 170 milioni di euro).

L’accordo è stato ratificato lo scorso 25 luglio, come si evince da documenti depositati su Companies House, il registro delle imprese britannico. L’operazione è stata conclusa dal club impegnando i futuri ricavi da ticketing e da diritti televisivi, una mossa già sperimentata da club quali Everton, West Ham, Fulham e Southampton.

Questa operazione facilita il flusso di cassa a breve termine poiché la società sta cercando di rafforzarsi dentro e fuori dal campo. Le regole del Fair Play Finanziario della Premier League hanno limitato l’importo che la proprietà può versare direttamente per i trasferimenti e per quanto riguarda eventuali accordi di sponsorizzazione con attività legate all’Arabia Saudita, il Newcastle dovrà attendere il prossimo anno.

Qui sarebbe nata dunque l’idea di ricorrere al prestito. I sauditi, che possiedono l’80% del club, hanno speso quasi 150 milioni di sterline in giocatori da quando hanno rilevato il club dall’ex proprietario Mike Ashley lo scorso ottobre e hanno anche riqualificato il centro di allenamento e migliorato alcuni settori del St James’ Park, lo stadio di casa.

Il Newcastle ha ricevuto 119 milioni di sterline per quanto riguarda i diritti tv nella stagione 2020/21, mentre il St James’ Park ha portato incassi per 25 milioni di sterline per le partite della stagione 2018/19, l’ultima che non è stata influenzata dall’emergenza Coronavirus. Da qui il prestito di HSB che dovrebbe aggirarsi intorno ai 140 milioni di sterline.

Libero: dietro Bremer l’aiuto di Exor a Cairo su Blackstone?


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/07/20/libero-dietro-bremer-laiuto-di-exor-a-cairo-su-blackstone/

Umberto Cairo(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

L’operazione Bremer è conclusa: il difensore brasiliano è pronto a diventare un giocatore della Juventus, dopo che il club bianconero ha superato l’Inter trovando l’accordo con il Torino. Al centro non ci sarebbe, tuttavia, solo l’offerta più alta presentata dal club bianconero.

Come riportato da Libero, infatti, le indiscrezioni in ambienti finanziari parlano di una operazione legata in qualche modo al Lodo Blackstone, lo scontro tra la Rcs guidata da Cairo e il fondo statunitense sul tema della vendita della storica sede di via Solferino a Milano. Uno scontro risolto nei giorni scorsi dopo anni di battaglia, con Cairo che ha accettato di riacquistare il palazzo di via Solferino versando 70 milioni complessivi a Blackstone. Operazione in cui, spiega il quotidiano, Exor (la holding degli Agnelli-Elkann azionista di maggioranza, tra le altre, di Juventus, Stellantis e Ferrari) avrebbe dato una mano a Cairo nel sostenere le spese.

Una indiscrezione che potrebbe avere un fondamento, considerando che la cessione della sede di via Solferino avvenne prima dell’era Cairo in Rcs: nel 2013 infatti il principale azionista del gruppo editoriale alla guida tra gli altri di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport era Exor, tramite FCA, guidando Rcs all’interno di un “patto di sindacato” con gli altri soci Pirelli, Della Valle, Pesenti, Conti, Mediobanca e Unipolsai. A fine 2013, i soci decisero di vendere a Kryalos, società partecipata da Blackstone, gli immobili di via Solferino per 120 milioni di euro (con un canone di affitto da 10,3 milioni annui per mantenere le redazioni di Corriere della Sera e Gazzetta nel palazzo).

Nel 2016, poi, FCA uscì da Rcs, con la scalata alla maggioranza da parte di Urbano Cairo. Nel novembre 2018, alla luce delle voci su una possibile nuova cessione del palazzo da Blackstone ad Allianz per 250 milioni, Rcs decise di ricorrere a un arbitrato a Milano per chiedere l’annullamento della vendita, alla luce del fatto che sia avvenuta in un periodo di grosse difficoltà finanziarie per il gruppo e per questo debba essere considerata nulla alla luce della normativa italiana sull’usura. Da qui è nato un lungo tira e molla, con anche una causa intentata da Blackstone a New York per un risarcimento da 600 milioni da parte di Rcs e Cairo. Le richieste di Cairo tuttavia sono state rigettate a Milano, sia dalla Camera Arbitrale che dai successivi ricorsi: da qui la decisione nei giorni scorsi di chiudere lo scontro riacquistando gli immobili di via Solferino per 70 milioni.

Sul possibile aiuto da parte di Exor nella vicenda, va d’altro canto sottolineato che John Elkann ed Exor in una parte non certo maggioritaria dei propri impegni industriali sono anche rivali di Cairo nel settore dell’editoria: la holding degli Agnelli-Elkann è infatti azionista di maggioranza di Gedi, che pubblica tra gli altri i quotidiani La Repubblica e La Stampa.

Milan, Yonghong Li ottiene il sequestro di 364 milioni di Elliott


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/19-07-2022/milan-yonghong-li-ottiene-sequestro-364-milioni-elliott-4401502377469.shtml

Yonghong Li. Ansa

Il vecchio proprietario della società aveva fatto causa mesi fa in Lussemburgo, il fondo americano prepara il ricorso

Yonghong Li, ex proprietario del Milan, ha ottenuto il sequestro di 364 milioni di euro da parte del Tribunale del Lussemburgo. Settembre, il mese indicato da RedBird per l’acquisizione della maggioranza delle quote del Milan, si avvicina e il lavoro per completare il passaggio di proprietà tra il fondo Elliott e RedBird continua incessante.

RICORSO IN ARRIVO – E nel frattempo Mr Li ha ottenuto il sequestro dei 364 milioni, in attesa che Elliott faccia ricorso. Yonghong Li si era mosso alcuni mesi fa con una causa di risarcimento al Tribunale del Lussemburgo, verso le holding controllate dal fondo americano. Mr Li punta a recuperare parte dei soldi persi e le sue richieste di risarcimento si basano su una sua valutazione del club rossonero, basata su una perizia svolta nel 2018.

[DOCUMENTI] Blue Skye: «Da Elliott finta cessione per aggirare l’UEFA»


articolo di Matteo Spaziante: https://www.calcioefinanza.it/2022/07/15/milan-blue-skye-elliott-finta-cessione-uefa/

Il numero uno del fondo Elliott, Paul Singer (Photo by Thos Robinson/Getty Images for New York Times)

I benefici dell’operazione per il gruppo Elliott: le innominabili ragioni dell’operazione”. Si intitola così un paragrafo dell’atto di accusa da parte di Blue Skye nei confronti del fondo Elliott per la cessione del Milan, come emerge dai documenti che Calcio e Finanza ha potuto visionare nella causa intentata in Lussemburgo per fermare l’operazione che porterà il club rossonero nelle mani di RedBird.

Una accusa che si snoda attraverso diversi passaggi tecnici, arrivando fino alle richieste da parte dei Blue Skye (attualmente azionista di minoranza del fondo Usa nella catena di controllo del Milan) nei confronti di Elliott anche a livello economico. Ma c’è un passaggio, in particolare, da cui emerge una pesante accusa verso il fondo guidato da Paul Singer.

Secondo Blue Skye, infatti, “il Gruppo Elliott trae un conseguente immediato beneficio dalla situazione”, perché è indiscutibile che:

  • Elliott manterrà una quota di minoranza in AC Milan, secondo quanto riferito tra il 30% e il 49%, mentre Blue Skye non deterrà più una partecipazione;
  • Elliott sarà creditore del Milan o dell’acquirente a tassi di interessi alti;
  • Elliott manterrà posti nel consiglio di amministrazione del Milan, inclusi il presidente, il direttore generale e altri 2 o 3 su un totale di 9 posti disponibili

In definitiva, prosegue Blue Skye, “in questo modo il Gruppo Elliott mantiene il pieno controllo” mentre Blue Skyesarà definitivamente esclusa da AC Milan” né potrà beneficiare della cessione della quota di maggioranza del Milan in alcun modo, vendendo “così privati ​​della loro quota di compenso inizialmente previsto tra i soci: quello che comunemente viene chiamato il carry interest”.

Non solo, però. Perché Blue Skye mette nel mirino il triangolo tra Elliott, Milan e Lille. “Oltre a questo significativo vantaggio, il Gruppo Elliott ha un altro obiettivo”, scrive Blue Skye. “L’UEFA è molto interessata alla situazione dei due club calcistici. Infatti, nel dicembre 2020, il Lille ha cambiato proprietà passando da Gérard Lopez al principale creditore del club, il Gruppo Elliott. All’epoca, la UEFA aveva consentito a entrambi i club, Lille e AC Milan, di partecipare all’Europa League, durante la quale si erano affrontati anche nella fase a gironi. Ufficialmente, le azioni del Lille sono state successivamente vendute a un ente denominato Merlyn Partners SCSp, un fondo di investimento lussemburghese (più precisamente, tali azioni sono di proprietà di una società francese denominata L. Holding, a sua volta controllata di una società lussemburghese denominata Callisto Sporting S .àr.l., che è la filiale di Merlyn Partners SCSp)”, prosegue Blue Skye.

“Tuttavia, la UEFA sembra essere stata incuriosita dalla creazione di Callisto Sporting S.à r.l. a maggio 2021 di due azioni A2, che danno un diritto di veto piuttosto invadente nella stessa gestione di LOSC. I beneficiari di questo diritto di veto sono le società domiciliate allo stesso indirizzo della sede centrale di Elliott. Pertanto, la UEFA è interessata al fatto che il Gruppo Elliott, proprietario del Milan – tramite Genio e King George – (insieme a Blue Skye), eserciti un controllo significativo sul Lille. Tuttavia, lo stesso articolo 5 del regolamento UEFA Europa League recita: “Nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o l’influenza su più di un club che partecipa alle competizioni UEFA per club””.

“Tuttavia, nell’ultima stagione sia Lille che AC Milan hanno giocato in Champions League. Esiste quindi il rischio concreto che vengano comminate sanzioni a entrambi i club, se non a uno di essi (a questo proposito, va notato che il Lille non parteciperà alla Champions League il prossimo anno, il che aumenta il rischio che una sanzione sarà imposto al Milan). Inoltre, ci sono stati trasferimenti tra i due club, le cui condizioni potrebbero essere messe in discussione visti i legami esistenti tra il Gruppo Elliott e Lille”.

È proprio in questo contesto che è avvenuta all’improvviso la cessione del Milan, senza che Blue Skye ne abbia mai discusso con il Gruppo Elliott”, prosegue Blue Skye, sottolineando come la dimostrazione sia nel fatto che “il processo di vendita sia stato nascosto a Blue Skye”.

E la società conclude poi con l’accusa. “Questa cessione, a parte il fatto che comporta l’espulsione di Blue Skye da comproprietario del Milan, è, come risulta da quanto sopra, solo una finzione (è utilizzato il termine inglese masquerade, ndr) per cercare di ingannare la UEFA, poiché alla fine uno schema simile a quello utilizzato per il Lille verrebbe riprodotto, con il Gruppo Elliott che manterrà il controllo effettivo del Milan (rimanendo il principale creditore e azionista di minoranza), pur non essendo, formalmente, proprietario di due club in evoluzione in Champions League”.

Il Palermo sogna la Serie A, ma l’Europa sarà “limitata”


articolo di Marco Sacchi: https://www.calcioefinanza.it/2022/07/06/palermo-puo-giocare-coppe-europee/

Con l’acquisizione da parte del City Football Group il Palermo entra in una nuova era. La holding di Abu Dhabiproprietaria già del Manchester City in Premier League – metterà a disposizione del club rosanero tutto il suo know-how per riportare la società che un tempo fu di Maurizio Zamparini nell’elite del calcio italiano: la Serie A.

Palermo può giocare coppe europee
(Foto: Francois Nel/Getty Images)

Un obiettivo verosimile considerando la forza della nuova proprietà, anche se complicato dal grande numero di concorrenti nella Serie B 2022/23, tra i ritorni di grandi piazze – come ad esempio il Bari –, nobili decadute come Genoa e Cagliari e altri club che avrebbero tutte le carte in regola per ambire alla promozione, dal Parma al Brescia, passando per il Benevento.

I tifosi rosanero sognano il doppio salto di categoria nel giro di due anni e anche se è sicuramente ancora prematuro parlarne, il pensiero dei sostenitori sarà sicuramente tornato ai tempi in cui il Palermo era una squadra capace di conquistare la partecipazione all’Europa League, con calciatori del calibro di Edinson Cavani, Javier Pastore e Fabrizio Miccoli, solamente per citarne alcuni.

Tuttavia, i sogni di gloria in Europa potrebbero scontrarsi prima del tempo con la realtà, e in particolare con le norme sulla multi-proprietà della UEFA. Il tema è regolamentato dall’articolo 5 del “Regulations of the UEFA Champions League”, che parla di “Integrity of the competition/multi-club ownership” (integrità della competizione e multiproprietà, ndr) e disciplina la partecipazione alle competizioni per club UEFA di società controllate dal medesimo azionista.

Un’eventualità che potrebbe riguardare – nel migliore dei casi a partire dalla stagione 2024/25 – anche il Palermo. Il Manchester City occupa ormai stabilmente da anni un posto in Champions League, e nulla vieta che un’altra delle società europee controllate dalla holding (Girona e Troyes) possa ottenere un posto in un altro dei tornei UEFA per club.

L’articolo numero 5 in questione, che prevede quattro diversi commi, recita al numero 1: «Per garantire l’integrità delle competizioni UEFA per club (vale a dire UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Europa Conference League), si applicano i seguenti criteri:

  1. Nessun club che partecipa a una competizione UEFA per club può, direttamente o indirettamente:
  • detenere o negoziare titoli o azioni di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club;
  • essere socio di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club;
  • essere coinvolto a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club; o
  • avere qualsiasi potere nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club.
  1. Nessuno può essere coinvolto simultaneamente, direttamente o indirettamente, a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club.
  2. Nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o l’influenza su più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club, tale controllo o influenza essendo definiti in questo contesto come:
  • detenere la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti;
  • avere il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri dell’organo di amministrazione, direzione o controllo del club;
  • essere azionista e controllare da solo la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti del club; o
  • poter esercitare con qualsiasi mezzo un’influenza determinante nel processo decisionale del club».

Al comma 2 dello stesso articolo, si specifica invece che «se due o più club non soddisfano i criteri volti a garantire l’integrità della competizione, solo uno di loro può essere ammesso a una competizione UEFA per club, secondo i seguenti criteri (applicabili in ordine decrescente):

  1. il club che si qualifica per merito sportivo alla più prestigiosa competizione UEFA per club (ovvero, in ordine decrescente: UEFA Champions League, UEFA Europa League o UEFA Europa Conference League);
  2. il club che si è classificato in posizione migliore nel campionato nazionale dando accesso alla relativa competizione UEFA per club;
  3. il club la cui federazione è classificata più in alto nelle liste d’accesso».

Il comma 3 sottolinea che «le società non ammesse sono sostituite ai sensi del Paragrafo 4.09», e dunque che «una società che non è ammessa alla competizione viene sostituita dalla squadra successiva meglio classificata nel massimo campionato nazionale della stessa federazione, a condizione che la nuova società soddisfi i criteri di ammissione».

Infine, il comma 4 – una delle considerazioni più importanti – conclude sottolineando che «questo articolo non è applicabile se uno dei casi elencati al paragrafo 5.01 si verifica tra un club qualificato direttamente alla fase a gironi della UEFA Champions League e uno qualificato per una qualsiasi fase della UEFA Europa Conference League».

Dunque, ipotizzando che il Manchester City continui a prendere parte alle prossime edizioni della UEFA Champions League, per il Palermo l’Europa non sarebbe totalmente preclusa. Il club rosanero potrebbe partecipare solamente alla Conference League, competizione che in nessun caso si incrocia con la Champions. Il tutto a patto che nessuno degli altri due club europei – Girona o Troyes – riesca ad accedere allo stesso tempo a una manifestazione UEFA per club.

L’alternativa sarebbe una cessione della società da parte del City Football Group, in modo da fare venire meno l’influenza descritta dalla UEFA stessa nel suo articolo, un’ipotesi lontanissima per ovvie ragioni. Per il momento Palermo potrà serenamente concentrarsi sul ritorno nella massima serie italiana: l’Europa può attendere.

Contratto Maldini e Massara con il Milan: il rinnovo è stato firmato


Ricky Massara & Paolo Maldini

articolo di Monica Colombo e Carlos Passerini: https://www.corriere.it/sport/calciomercato/22_giugno_30/contratto-maldini-massara-milan-3aeca44a-f880-11ec-945e-5641b5c99a2d.shtml

L’accordo tra i dirigenti e la società è stato trovato: i contratti scadono oggi, 30 giugno. Maldini: «È tutto a posto, all’ultimo abbiamo rinnovato, contenti di programmare un futuro vincente»

L’accordo c’è. All’ultimo respiro, quasi fuori tempo massimo, di sicuro in netto ritardo rispetto a quanto si poteva e doveva fare, ma ciò che conta è che alla fine un’intesa sia stata trovata. La storia prosegue: Paolo Maldini e Ricky Massara hanno firmato, nella notte arriverà anche il timbro del Milan: continueranno a essere rispettivamente direttore tecnico e direttore sportivo. L’annuncio ufficiale arriverà nelle prossime ore, forse dopo la ratifica del cda, ma dubbi non ce ne sono più: l’accordo è di due anni con opzione per il terzo, con aumento di stipendio. «È tutto a posto, all’ultimo abbiamo rinnovato — ha confermato Maldini all’uscita dalla sede —. Siamo contenti di essere qui e di programmare un futuro sempre vincente. Come sarà il Milan? Adesso vediamo, c’è tempo. Siamo partiti un po’ in ritardo ma recupereremo. Sono molto felice, anche se magari non si vede».

Gli ultimi due giorni sono stati frenetici, una corsa contro il tempo: nella notte fra mercoledì e giovedì il proprietario in pectore Gerry Cardinale ha inviato dagli States l’ultima bozza ai due, che ieri l’hanno fatta esaminare ai legali. In serata, finalmente, la quadra. Se la lunga fase di stallo era dovuta a una richiesta di maggiore autonomia da parte di Maldini, diciamo che è stata trovata una soluzione che accontenta tutti. Una cosa però è certa: Maldini dovrà comunque rispondere a un amministratore delegato, che fino a dicembre sarà Ivan Gazidis. La struttura organizzativa resta quindi immutata. E in fondo lo scudetto vinto è la prova del fatto che la strategia operativa fosse quella giusta.

Il Milan attende la decisione dell’UEFA sul FPF: c’è fiducia per settlement leggero


articolo Di Andrea Gigante: Il Milan attende la decisione dell’UEFA sul FPF: c’è fiducia per settlement leggero (90min.com)

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Milan / PIERO CRUCIATTI/GettyImages

L’entusiasmo per la vittoria dello Scudetto e l’apprensione per il rallentamento dei rinnovi di Paolo Maldini e Frederic Massara hanno fatto passare un po’ in sordina gli incontri che il Milan ha avuto con l’UEFA per discutere del rispetto dei criteri dettati dal Fair Play Finanziario.

Come evidenzia milannews.it, negli ultimi tre anni i rossoneri hanno seguito pedissequamente quanto stabilito dal TAS di Losanna nel Consent Award sottoscritto nel giugno 2019 e hanno avuto una condotta esemplare che li ha portati ad aumentare i ricavi anche in un periodo economicamente difficile come quello pandemico.

Insomma, le sensazioni sono buone. Tuttavia, finché l’UEFA non si sarà pronunciata si procede con i piedi di piombo. D’altronde, i nuovi diktat del FPF prevedono un margine di spesa basato sui ricavi (altro punto sul quale il club sta lavorando in maniera molto intensa per farli salire).

Il Milan sente però di aver rispettato gli accordi presi con l’UEFA e si aspetta un settlement agreement leggero, con sanzioni minime che non vadano a limitare l’operato della società in sede di mercato e che non la obblighi a cedere i suoi giocatori più pregiati.

Il Tar respinge il ricorso della Figc sull’indice di liquidità


articolo di Mario Canfora: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/22-06-2022/tar-respinge-ricorso-figc-sull-indice-liquidita-4401095829303.shtml

gazzetta.it

Lo scorso 13 giugno il Collegio di Garanzia del Coni aveva parzialmente accolto l’appello della Lega di A escludendolo di fatto dai requisiti obbligatori per l’iscrizione al prossimo campionato: da qui il ricorso della Federcalcio

Il Tar del Lazio (Sezione prima Ter) ha respinto il ricorso presentato in via cautelare dalla Federcalcio contro la decisione del Collegio di Garanzia del Coni sull’applicazione dell’indice di liquidità per le società. Lo scorso 13 giugno il Collegio di Garanzia del Coni aveva parzialmente accolto l’appello della Lega di serie A escludendolo di fatto dai requisiti obbligatori per l’iscrizione al prossimo campionato. Da qui la scelta presa in via Allegri di rivolgersi al Tar del Lazio, che aveva accolto anche la richiesta della Figc di abbreviazione dei termini del ricorso.

DISPOSITIVO – Nell’ordinanza del Tar viene spiegato che “non risulta dimostrato alcun pregiudizio grave e irreparabile in ordine ai futuri adempimenti amministrativi e all’avvio del campionato di Serie A, in dipendenza degli effetti del dispositivo della decisione del Collegio di Garanzia, nelle more della pubblicazione della motivazione, fermo restando che la presente controversia è circoscritta al Manuale delle Licenze della serie A, e avuto riguardo ai poteri di cui la Federazione è titolare e alla concreta situazione dei club di serie A”. Di fatto, non c’è nessuna urgenza, anche perché tutte le squadre sono in regolacontinua a leggere

Affare Osimhen-Napoli: De Laurentiis indagato per falso in bilancio


articolo di Gianluca Monti: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/21-06-2022/osimhen-de-laurentiis-indagato-4401084232948.shtml

In corso perquisizioni e verifiche a Castel Volturno, Roma e in Francia

Aurelio De Laurentiis è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di falso in bilancio per l’acquisto di Victor Osimhen, effettuato dal Napoli nell’estate del 2020.

Sulla vicenda del passaggio del nigeriano dal Lille al club azzurro si sono accesi da tempo i fari della procura federale (anche se di recente la giustizia sportiva ha assolto il Napoli ed il suo presidente) ma adesso è stata la Guardia di Finanza a sequestrare le carte relative alla compravendita del calciatore (nell’affare entrarono anche Karnezis ed i giovani Manzi, Palmieri e Liguori – le cui valutazioni sono state appunto oggetto di indagine da parte della procura federale). Adesso, però, l’accusa per De Laurentiis ed i membri del CdA del club azzurro – sono i figli Edoardo (vicepresidente) e Valentina, la moglie Jacqueline (vicepresidente) e Andrea Chiavelli – è di falso in bilancio con la Guardia di Finanza che ha effettuato una serie di perquisizioni a Castel Volturno, Roma e in Francia.