Genoa: Preziosi cede la società al fondo 777Partners


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/09/22/genoa-preziosi-cede-la-societa-al-fondo-777partners_a0e0481e-34a5-499a-8b1b-3e99dfd52d51.html

Il Genoa Cricket and Football Club, meglio noto come Genoa, è una società calcistica italiana con sede nella città di Genova.
Fondato nel 1893, è il più longevo tra i club italiani ancora in attività oltreché uno dei più blasonati, vantando nel suo albo d’oro 9 scudetti vinti tra il 1898-:-il 1923-1924: il primo in assoluto nella storia del calcio italiano  

Enrico Preziosi ha ceduto il Genoa al fondo di investimenti americano 777Partners. L’operazione avviata alcuni mesi fa, e che ha vissuto ad agosto la due diligence, ha visto un primo fondamentale passaggio proprio oggi con il pagamento di una prima tranche che, secondo fonti vicino alle parti, dovrebbe essere di circa 20 milioni di euro.

A passare di mano sarà l’intero pacchetto azionario anche se Enrico Preziosi inizialmente rimarrà legato alla sua ex società con un incarico istituzionale. Preziosi aveva salvato il Genoa dal fallimento nel 2003 riportandolo in serie A nel 2007 e da allora aveva sempre mantenuto la massima categoria.

Ma chi è 777 Partners?

articolo completo: https://www.calcioefinanza.it/2021/09/06/chi-e-777-partners-genoa/

Ma chi è 777 Partners? Si tratta di una società di investimenti privati fondata nel 2015 da Steven Pasko e Josh Wander, come risultato di un management buyout di SuttonPark Capital da PennantPark, che investe con un focus particolare sui servizi finanziari. continua a leggere

Il Milan lancia i nuovi prezzi per la Champions League


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/09/09/milan-nuovi-prezzi-champions-league/

A partire da domani, venerdì 10 settembre, sarà possibile acquistare nuovamente i biglietti per la prima partita casalinga del Milan della prossima UEFA Champions League, che vedrà la squadra guidata da Stefano Pioli affrontare il prossimo 28 settembre l’Atletico Madrid a San Siro.

I tagliandi saranno messi in vendita online su singletickets.acmilan.com e al Ticket Office di Casa Milan dalle ore 12.00, con un nuovo listino aggiornato che – con una significativa riduzione complessiva del prezzo d’ingresso medio -, favorirà maggiormente le fasce entry level con prezzi a partire da 39 euro per gli abbonati alla stagione 2019/2020.

Milan nuovi prezzi Champions – Le fasi di vendita

Saranno sempre tre le finestre di vendita:

Fase 1: Vendita riservata agli abbonati alla stagione 2019/20

  • La finestra di vendita aprirà alle 12.00 del 10 settembre e rimarrà aperta fino a domenica 12 settembre alle 23.59
  • Ogni abbonato potrà acquistare un massimo di 4 biglietti, esclusivamente per altri abbonati alla stagione 2019/20
  • I biglietti non sono cedibili

Fase 2: Vendita riservata ai possessori della carta Cuore Rossonero

  • La finestra di vendita aprirà alle 10.00 del 13 settembre e rimarrà aperta fino alle 23.59 dello stesso giorno
  • Ogni possessore della carta Cuore Rossonero potrà acquistare un massimo di 4 biglietti, esclusivamente per altri possessori della carta Cuore Rossonero
  • I biglietti non sono cedibili

Fase 3: Vendita libera

  • La finestra di vendita aprirà alle 10.00 del 14 settembre e rimarrà aperta fino ad esaurimento posti
  • Ogni tifoso potrà acquistare un massimo di 4 biglietti
  • I biglietti non sono cedibili

Milan nuovi prezzi Champions – Le modalità di rimborso per chi ha già acquistato

  • Per tutti coloro che avevano già acquistato il biglietto per la partita contro l’Atletico Madrid, nella precedente fase di vendita riservata agli abbonati tra il 4 e il 5 settembre, il Club intende garantire l’esperienza a San Siro adeguata alle nuove politiche di prezzo, preservando al contempo la totale libertà di scelta: confermare lo stesso settore, modificarlo oppure decidere di non assistere al match a San Siro.
  • Biglietto onlinel’utente che ha acquistato il biglietto online verrà automaticamente rimborsato e il vecchio biglietto annullato, riconoscendo il diritto di acquisto di un nuovo tagliando nello stesso settore per 7 giorni al nuovo prezzo. Gli utenti avranno a disposizione una procedura dedicata e privilegiata: basterà recarsi sul singletickets.acmilan.com ed inserire il codice della propria tessera per gestire la propria posizione.
  • Biglietto fisicol’utente che ha acquistato il tagliando fisicamente potrà recarsi al Ticket Office di Casa Milan, con l a documentazione necessaria, per ottenere un rimborso e riacquistare un nuovo biglietto usufruendo del nuovo prezzo. Anche in questo caso il Club garantisce per 7 giorni il settore relativo al primo acquisto.

A prescindere dalla modalità di acquisto iniziale, l’utente potrà rinunciare al diritto di riacquisto nello stesso settore, preferendo accedere a porzioni dello stadio più ambite alla luce dei nuovi prezzi, seguendo le nuove finestre di vendita.

L’utente avrà inoltre il diritto di scegliere – senza alcun vincolo – di non partecipare più alla gara, usufruendo semplicemente del rimborso.

Il Club trasmetterà direttamente all’utente, via mail, tutte le istruzioni per gestire al meglio la propria posizione.

Milan: Biglietti Champions, la retromarcia di Gazidis: “Tifosi, rivedremo i prezzi”


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/05-09-2021/milan-biglietti-champions-retromarcia-gazidis-4201005564102.shtml

L’a.d. rossonero dopo le proteste: “Sospendiamo temporaneamente la vendita, ripartirà con un nuovo piano tariffario”

Il giorno dopo le polemiche, ecco la risposta del Milan. Sulla questione biglietti Champions per le partite del girone, il cui costo è stato giudicato eccessivo dalla tifoseria rossonera, interviene l’a.d. Ivan Gazidis. E rivolge un messaggio ai milanisti, impegnandosi a rivedere la politica di prezzo. La vendita intanto è sospesa, in attesa degli aggiustamenti annunciati. Chi ha già acquistato il biglietto a prezzo pieno sarà ricontattato dal club per l’adeguamento. L’iniziativa è stata apprezzata dal tifo organizzato rossonero, che ha espresso la propria soddisfazione con un comunicato della Curva Sud.

IL MESSAGGIO – Queste le parole di Gazidis, pubblicate sul sito ufficiale del Milan: “Cari Milanisti, mi rivolgo a tutti voi per rispondere alle preoccupazioni che sono state sollevate in merito al prezzo dei biglietti per il nostro entusiasmante e tanto atteso ritorno in Champions League. Prima di tutto, voglio personalmente assicurarvi che ogni decisione del team manageriale del Club viene presa esclusivamente nel totale interesse del Club stesso e, di conseguenza, di tutta la comunità rossonera. Purtroppo stiamo ancora affrontando la difficile situazione dovuta alla pandemia e il Milan ha sofferto molto per l’assenza di pubblico allo stadio negli ultimi 18 mesi, in particolare per la mancanza dell’emozione e della straordinaria energia che i tifosi generano, ma anche per l’impatto sui ricavi e sulla posizione finanziaria del Club.

Voglio inoltre ribadire l’impegno chiave, fondamentale, che ispira tutte le nostre azioni: il nostro unico obiettivo è rendere orgogliosi i nostri sostenitori creando una squadra di successo in modo finanziariamente sostenibile. Tutti i ricavi generati dal Club vengono reinvestiti per raggiungere questo obiettivo prioritario. È indispensabile far crescere i ricavi e reinvestirli bene nel Milan: questa rimane la nostra strada per il successo. In questo scopo non possiamo che essere uniti per riportare il nostro Milan ai vertici del calcio europeo.

Ovviamente la vendita dei biglietti è una parte importante di questa equazione e durante tutta la stagione cerchiamo di trovare un equilibrio dei prezzi che ci permetta di generare le entrate necessarie, senza escludere o penalizzare alcuna parte della nostra vasta e appassionata tifoseria. Ma in questo caso ho compreso chiaramente le vostre preoccupazioni e mi rendo conto che non siamo allineati nel modo equilibrato che auspichiamo. Pertanto, abbiamo rivalutato la nostra decisione e adegueremo i prezzi delle partite di Champions League a un livello che riteniamo comunque corretto.

La vendita dei biglietti sarà quindi temporaneamente sospesa e riaperta a tempo debito con un approccio tariffario rivisto, occupandoci anche di tutti gli aspetti procedurali e amministrativi correlati. Per mantenere un rapporto onesto e trasparente, se facciamo scelte discutibili, è nostro dovere ammetterlo, ma è altrettanto importante sentire la vostra fiducia e il vostro sostegno per qualsiasi decisione presa, attraverso un dialogo costruttivo, poiché queste decisioni sono sempre prese esclusivamente per il bene del Milan. A nome del Club e della proprietà, vi ringrazio per il vostro appassionato e continuo supporto, che sarà vitale per la nostra missione di riportare il Milan al posto che merita. Forza Milan, Sempre. Ivan Gazidis“.

Milan, che prezzi per la Champions a San Siro:….


Milan, che prezzi per la Champions a San Siro: i biglietti in curva costano più del doppio di Inter-Real

articolo: https://www.calciomercato.com/news/inter-e-milan-che-prezzi-per-la-champions-a-san-siro-84769?ref=messenger&fbclid=IwAR17QJtzr8kidR27fgLKebkZ5pHEC7lE-MC4zWGmp9Hz-SuxJ4WewLawPlM

Il Milan torna in Champions League. La prima partita del girone è in programma ad Anfield contro il Liverpool mercoledì 15 settembre, quando l’Inter sfida il Real Madrid a San Siro. Dove i rossoneri torneranno a riveder le stelle contro l’Atletico Madrid, l’ultima squadra con cui avevano giocato il 19 febbraio 2014: l’appuntamento è fissato a martedì 28 settembre. 

Il Milan ha prezzi molto più cari rispetto all’Inter. Vedere per credere quanto costa un biglietto in curva (secondo anello blu e verde): 48 euro per i nerazzurri contro i 119 per i rossoneri, più del doppio (quasi 2,5 volte tanto)! 

Questi invece i costi per Inter-Real Madrid dedicati agli abbonati della stagione 2019/2020. 

Ecco i prezzi per le gare interne del Milan in Champions League contro Atletico Madrid, Porto e Liverpool: 

  • Primo arancio tribuna centrale € 390 
    Primo arancio tribuna € 310 
    Primo arancio poltroncina centrale (X) € 340 
    Primo arancio poltroncina centrale € 310 
    Primo arancio poltroncina € 260 
    Primo arancio € 199 
    Primo arancio laterale € 149 
    Primo verde € 139 
    Primo verde family € 139 
    Primo blu € 139 
    Secondo rosso centrale € 149 
    Secondo rosso laterale € 129 
    Secondo arancio centrale € 139 
    Secondo arancio laterale € 129 
    Secondo verde € 119 
    Secondo blu € 119 
    Terzo rosso centrale € 89 
    Terzo rosso laterale € 89 
    Terzo verde € 69 
    Terzo blu € 69. 

Questi invece i costi per Inter-Real Madrid dedicati agli abbonati della stagione 2019/2020. 

  • Primo rosso poltroncina centrale (P-R) € 325 
    Primo rosso poltroncina (O-S) € 275 
    Primo rosso poltroncina (N-T) € 225 
    Pimo rosso (A-B-L-M-H-I-V-Z) € 195 
    Pimo rosso laterale € 115 
    Primo arancio tribuna € 225 
    Primo arancio poltroncina centrale (X) € 225 
    Primo arancio poltroncina centrale (161-159) € 185 
    Primo arancio poltroncina (163-157) € 145 
    Primo arancio (155-156-165-166) € 120 
    Primo arancio laterale lato blub € 95 
    Primo arancio laterale family € 95 (ridotto € 50) 
    Primo verde € 85 
    Primo blu € 85 
    Secondo rosso centrale € 115 
    Secondo arancio centrale € 105 
    Secondo verde € 48 
    Secondo blu € 48. 

Juve: CR7 lascia Continassa, niente allenamento


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/08/27/juve-cr7-lascia-continassa-niente-allenamento-_4e4ef2cd-952b-4ee5-a88e-ab4d79cb57dc.html

Si va verso l’addio, anche se la Juventus attende un’offerta da almeno 25 milioni di euro dal Manchester City

Niente allenamento per Cristiano Ronaldo, il portoghese ha già lasciato la Continassa. CR7, infatti, è andato via dal quartier generale bianconero, segnale che il suo futuro appare sempre più delineato: si va verso l’addio, anche se la Juventus attende un’offerta da almeno 25 milioni di euro dal Manchester City per liberarlo

Dovrebbe essere il giorno decisivo, anche se l’eventuale annuncio del suo trasferimento potrebbe non arrivare oggi.

Dopo l’incontro tra il procuratore Jorge Mendes e la dirigenza della Juventus, ieri alla Continassa, i Citizens dovrebbero formalizzare nelle prossime ore la loro offerta. I soldi ottenuti dalla cessione e il risparmio sull’ingaggio, 60 milioni di euro lordi all’anno, consentirebbe alla Juventus di piazzare su mercato il colpo per la sostituzione di CR7, per cui, dopo la presenza di Mino Raiola ieri a Torino, sarebbe in prima fila Moise Kean. Oggi, come di consueto alla vigilia delle partite, parlerà Massimiliano Allegri e c’è grande attesa per le parole del tecnico sulla vicenda Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, nel frattempo, ha postato su Instagram un video di promozione della sua Madeira, nominata come miglior isola d’Europa per le destinazioni turistiche.

La Figc lancia l’allarme: “Solo nel 2020 persi 434 milioni di ricavi a causa del Covid”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/08/26/news/la_figc_lancia_l_allarme_solo_nel_2020_persi_434_milioni_di_ricavi_-315411922/

Numeri decisamente in ‘rosso’ nel ReportCalcio annuale della Federazione: “Ampliando il calcolo alle ultime due stagioni, l’impatto netto totale dell’emergenza sanitaria nel biennio 2019-’20 e 2020-’21 è stimabile in oltre 1,1 miliardi di euro”. L’appello di Gravina al Governo: “Aiutare noi è come aiutare l’Italia”

Dai 412 milioni di ‘rossodella stagione 2018-2019 agli 878 del 2019-2020. La pandemia ha letteralmente messo in ginocchio il calcio professionistico e mandato al collasso quello dilettantistico, senza contare le criticità dei settori giovanili. E’ impietoso l’undicesimo “Report Calcio” pubblicato dalla Figc e presentato stasera alle ore 22 su Sky Sport 24.

Gravina: “Aiutare il calcio significa aiutare l’Italia” – “Il mondo del calcio rappresenta un valore per il sistema Italia, a livello sportivo, economico e sociale. È un asset strategico che fonda il suo impatto su numeri importanti e sul radicamento pressoché totale sul territorio nazionale – le parole del presidente federale Gabriele Gravina -. ReportCalcio fotografa bene questa multidimensionalità e analizza anche le criticità del movimento nel suo complesso, acuite dalla crisi generata dalla pandemia da COVID-19. La Figc ha avviato un processo di autoriforma finalizzato a rendere il calcio italiano più patrimonializzato e meno indebitato, ma in virtù del ruolo che recita nel nostro Paese sarebbe determinante che il Governo riconoscesse tale importanza: da soli non si esce da questa crisi, sostenere il calcio vuol dire aiutare l’Italia in questa difficile ripartenza“.

Oltre 400 milioni di ricavi in meno in una stagione – Il Covid-19 ha ulteriormente accelerato lo squilibrio del settore. Nello specifico il Report analizza l’impatto prodotto sul calcio professionistico nella stagione sportiva 2019-2020: i ricavi totali sono diminuiti di 434 milioni, passando da 3.897 a 3.463 milioni, con impatti significativi prodotti dai minori ricavi per ingresso stadio (-75 milioni di euro). Il decremento del costo del lavoro (-112 milioni) non è stato sufficiente per compensare la diminuzione dei ricavi, a causa soprattutto della crescita di ammortamenti e svalutazioni (+222 milioni di euro); la perdita totale, come detto, passa dai 412 milioni dirosso del 2018-2019 agli 878 del 2019-2020. In crescita anche i debiti totali (+490 milioni, per un totale pari a 5,3 miliardi), mentre peggiora la posizione finanziaria netta, negativa nel 2019-2020 per un valore pari a quasi 1,3 miliardi. Se si amplia il calcolo alle ultime due stagioni, l’impatto netto totale dell’emergenza sanitaria nel biennio ’19-’20 e ’20-’21 è stimabile quindi in oltre 1,1 miliardi di euro.

Dilettanti: persi il 23% dei tesserati e 22,1 milioni di spettatori – E i numeri diventano ancora più impietosi quando si parla dei dilettanti che rappresentano la fetta più ampia della torta calcistica. L’interruzione delle competizioni ha portato alla disputa di 47.825 partite ufficiali in meno tra il 2018-2019 (571.865) e il 2019-2020 (524.040). La Figc tra il 30 giugno 2019 e il 15 marzo 2021 ha perso oltre il 23% dei propri calciatori tesserati, ovvero quasi 245.000 giocatori in meno, con impatti particolarmente significativi sul calcio dilettantistico e giovanile. Gli spettatori potenziali andati persi a causa della pandemia ammontano ad oltre 22,1 milioni (5,9 milioni nel 2019-2020, stagione analizzata nel ReportCalcio 2021, insieme ad altri 16,2 milioni stimati nel 2020-2021).

Il tema delle infrastrutture – Tra gli altri spunti di riflessione che emergono dalla lettura del ReportCalcio, un tema di rilevanza centrale rimane quello relativo alle infrastrutture sportive; l’avvio di un programma di investimento per la realizzazione di una nuova generazione di impianti calcistici nel nostro Paese appare sempre più imprescindibile: nell’ultimo decennio (2010-2020) in Europa sono stati realizzati un totale di 153 nuovi stadi, con un investimento pari a 19,8 miliardi di euro; le principali nazioni in termini di nuovi stadi sono Turchia (28 impianti), Polonia (23), Russia (16) e Inghilterra (12). L’Italia ha intercettato solo una minima parte di questo potenziale, incidendo per appena l’1% degli investimenti totali prodotti in Europa. L’età media di inaugurazione degli impianti passa dai 61 anni della Serie A ai 63 della Serie C e appena il 9% degli impianti del calcio professionistico italiano non risulta di proprietà pubblica.

Persi 1,3 miliardi nei 5 anni pre-covid – Il Report è chiaro: serve investire nelle infrastrutture e renderle private. Nell’ultima stagione sportiva pre-Covid (2018-2019) la Serie A ha prodotto 300,9 milioni di euro di ricavi da ticketing, rispetto ai 776 della Premier League inglese e ai circa 520 della Liga spagnola e della Bundesliga tedesca. Negli ultimi 5 anni pre-Covid i ricavi mancati nel calcio professionistico ammontano a 1,3 miliardi di euro, a fronte di quasi 82 milioni di biglietti invenduti, a causa dello scarso riempimento della capienza degli stadi, che in Serie A non superava il 63% (49% in Serie B e 30% in Serie C), a fronte del 95% della Premier League inglese e dell’89% della Bundesliga tedesca (campionato nel quale l’affluenza media allo stadio si attestava prima del COVID-19 a 43.490 spettatori, rispetto ai 24.106 della Serie A italiana). Il rinnovamento degli stadi in Italia, conclude il Report, potrebbe comportare investimenti fino a 4,5 miliardi di euro per i prossimi 10 anni, con la creazione di 25.000 nuovi posti di lavoro e un gettito fiscale di 3,1 miliardi di euro.

Juventus, il cda approva l’aumento di capitale da 400 milioni


articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/juventus-cda-approva-l-aumento-capitale-400-milioni-AEdGKhe

Assemblea degli azionisti convocata il 29 ottobre per far fronte agli effetti della pandemia. Il sostegno di Exor

Dopo il Cda del 30 giugno «che ha definito le linee guida di un rafforzamento patrimoniale e la successiva sottoscrizione con primarie istituzioni finanziarie del contratto di pre-underwriting avvenuta in data 30 luglio», il Consiglio di amministrazione della Juventus ha approvato la proposta di aumento di capitale sociale a pagamento fino a massimi 400 milioni. Lo si legge in una nota del club bianconero. L’assemblea per il via libera all’operazione è convocata il 29 ottobre. I soci dovranno anche approvare il progetto di bilancio dell’esercizio 2020-2021.

I punti chiave

L’aumento di capitale della Juventus di 400 milioni di euro verrà realizzato entro la fine di quest’anno. La previsione è stata ufficializzata dal club presieduto da Andrea Agnelli. Tutto è subordinato «al verificarsi di condizioni di mercato favorevoli, all’approvazione dell’aumento di capitale da parte dei competenti organi sociali» e al rilascio delle necessarie autorizzazioni delle autorità competenti.

Quattro banche garantiscono l’operazione – La società di calcio ha comunicato di aver sottoscritto oggi con quattro istituti bancari «un accordo di c.d. pre-underwriting ai sensi del quale si sono impegnati – a condizioni in linea con la prassi di mercato per operazioni analoghe – a stipulare un accordo di garanzia (c.d. underwriting agreement) per la sottoscrizione e la liberazione delle azioni di nuova emissione che non dovessero essere sottoscritte al termine dell’asta dei diritti inoptati». Le banche sono Goldman Sachs International, Jp Morgan Ag, Mediobanca e UniCredit Corporate & Investment Banking. I quattro «agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners».

Exor impegnata fino a 255 milioniCome già comunicato il 30 giugno 2021, la società precisa che il socio di maggioranza, Exor Nv, che attualmente detiene il 63,8% del capitale sociale di Juventus, si è impegnato a sottoscrivere la porzione di aumento di capitale di propria pertinenza, dunque fino a circa 255 milioni. La Juventus ha già fatto di recente un aumento di capitale, per 300 milioni, a fine 2019, correlato ai costi per l’acquisto e l’ingaggio di Cristiano Ronaldo, che ha appena cominciato la quarta stagione in bianconero.

Debiti finanziari netti a 357,8 milioni – I conti della Juventus erano già in rosso, sono stati appesantiti dall’acquisto di CR7, poi è arrivata la mazzata del Covid nelle ultime due stagioni sportive. La Juventus ha chiuso con una perdita netta di -113,7 milioni di euro il primo semestre dell’esercizio in corso, dal primo luglio al 31 dicembre 2020. La perdita è più che raddoppiata rispetto ai -50,3 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente (+126%). I debiti finanziari netti a fine 2020 sono pari a 357,8 milioni, circa 31 milion in più rispetto al valore di fine 2019. Il patrimonio netto è diminuito a 125,5 milioni, rispetto ai 276 milioni di fine 2019 e ai 239 milioni del 30 giugno 2020. I dati del semestre 2020 sono relativi al bilancio consolidato, fatto per la prima volta dalla società di calcio.

Bilancio in rosso verso 200 milioni – Secondo indiscrezioni il bilancio al 30 giugno 2021 potrebbe avere una perdita netta di 200 milioni. Il bilancio sarà approvato dal cda in settembre. Lo stesso cda approverà il progetto di aumento di capitale, da sottoporre al voto dell’assemblea dei soci nell’ultima decade di ottobre.

ARGOMENTI

Per approfondire

Favola senza lieto fine: il Chievo scompare. Storia della squadra che fece parlare di miracolo – Agg.


articolo: https://video.repubblica.it/sport/favola-senza-lieto-fine-il-chievo-scompare-storia-della-squadra-che-fece-parlare-di-miracolo/394366/395076?ref=RHTP-BS-I278612739-P11-S3-T1

22 agpsto 2021

Il Chievo Verona scompare dalla geografia del calcio italiano. Dopo l’esclusione dalla serie B per i troppi debiti, non è arrivata nessuna manifestazione di interesse per l’iscrizione in serie D. Un epilogo triste per la squadra che aveva fatto innamorare mezza Italia agli inizi del Millennio, partita dalla Seconda Categoria e arrivata quinta all’esordio in serie A nel 2002. Era il gruppo allenato da Luigi Delneri, pieno di talenti come Eugenio Corini, Eriberto, Simone Perrotta e Bernardo Corradi. Il capitolo più bello viene scritto nel 2006: dopo lo scandalo Calciopoli, la classifica della serie A viene riscritta e il Chievo è quarto. Arriva quindi a giocarsi i preliminari di Champions, poi persi con i bulgari del Levski Sofia. “È uno dei giorni più tristi della mia vita” ha commentato la bandiera del club Sergio Pellissier.

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Chievo, la Figc dice sì all’affiliazione: Pellissier rifonda il club. “Non ho voglia di mollare”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/08/23/news/chievo_pellissier_rifonda_il_club_non_ho_voglia_di_mollare_-315079945/?ref=drla-1

Dopo il fallimento, l’ex attaccante fa rinascere la società e assume il ruolo di presidente: “Non poteva finire così e non posso arrendermi. Avevamo poco tempo per provare a entrare subito, adesso conta solo ripartire, non importa in quale categoria”


Roma, 23 agosto 2021 

Dopo il fallimento, rinasce il Chievo che si chiamerà ufficialmente FC Chievo 1929. A fondarlo l’ex attaccante gialloblù Sergio Pellissier ed è anche già arrivata l’affiliazione da parte della Figc. Ora si dovrà capire da dover ripartirà il club, in quale categoria. Pellissier è già al lavoro per costruire la squadra: “Non mollo niente – le parole dell’ex calciatore -. Non è finita qui. Io ci provo, per il Chievo non posso arrendermi davanti alle prime difficoltà“. continua a leggere

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Luca Campedelli: “Il calcio vive di debiti ma paga solo il Chievo”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/08/23/news/luca_campedelli_il_calcio_vive_di_debiti_ma_paga_solo_il_chievo_-315096111/?ref=RHBT-VS-I0-P1-S1-T1

Intervista al proprietario del club non iscritto ai campionati: “Spero che il Consiglio di Stato ci consenta l’iscrizione in B. Con Pellissier non parlo più, leggo che vuole rilevare il club: io sono qui”

23 agosto 2021

È proprietario di una squadra senza calciatori e senza campionatoLuca Campedelli, un tempo il presidente più giovane della Serie A, a 52 anni si guarda i palmi delle mani. «Ecco cosa mi resta. È una storia kafkiana, senza senso, che porta dolore».

Cos’è successo al Chievo Verona? – «La Figc ha deciso che non potevamo iscriverci né in Serie B, dove eravamo, né nei dilettanti. La ragione: alcuni arretrati nei versamenti Iva. Abbiamo chiesto per tempo di pagare a rate. L’ufficio riscossione delle Entrate ha riconosciuto il nostro diritto a frazionare i versamenti, ma a causa delle norme legate al Covid non ha potuto predisporre le necessarie pratiche. La prima rata l’abbiamo pagata il 28 giugno, 800mila euro dei 18 milioni che devo allo Stato. Ma non è bastato».

Che carte le restano da giocare? – «Il Tar ha dato ragione alla Figc. Giovedì ci presenteremo al Consiglio di Stato, che ha accettato di anticipare l’udienza. Chiediamo l’iscrizione alla Serie B in soprannumero. Abbiamo fatto tutto secondo le regole. Il calcio vive sui debiti e i pagherò. Però alla fine paghiamo solo noi».

Il Chievo ha debiti per 44,2 milioni a fronte di crediti per 14,4 oltre al patrimonio dei calciatori. Il bilancio al 30 giugno 2020 lo avete chiuso con 32mila euro di attivo.
«In Europa siamo fra i club messi meglio. Il Barcellona ha un miliardo di debiti. L’Inter ha vinto il campionato pagando in ritardo gli stipendi. Io i giocatori li ho pagati fino a maggio, poi a giugno è scoppiata la bufera».

Hanno cancellato i contratti? – «La Figc ha consentito ai calciatori di liberarsi gratis e lo hanno fatto tutti, Primavera compresa. La gratitudine non è di questo mondo. I procuratori si sono arricchiti. I club rivali anche. Nel calcio devi dare senza pretendere niente. Siamo stati i primi ad allenare i ragazzini disabili, a portarli in ritiro. Ma nel pallone il bene non torna».

Ha ricevuto solidarietà? – «Fra i presidenti mi ha chiamato solo Enrico Preziosi. Poi qualche ex giocatore. E Delneri, l’allenatore della promozione in Serie A nel 2001 e della vittoria a San Siro contro l’Inter, nel giorno dell’addio a Peppino Prisco. La gioia in un giorno di dolore».

Con Pellissier, capitano e bandiera del club, vi sentite? «Non più. Nella vita è complicato trovare le persone ma è un attimo perderle. Leggo che ha intenzione di rilevare il club, a capo di una cordata. Sono pronto a parlarne, per i tifosi e per i 50 dipendenti, l’anima del club. Sto pensando come pagare loro gli stipendi. Se tradisci chi lavora per te è finita davvero». continua a leggere

Barcellona, l’allarme di Laporta:….


Barcellona, l’allarme di Laporta: “Chiuderemo il bilancio con una perdita di quasi 500 milioni”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/08/16/news/barcellona_l_allarme_di_laporta_chiuderemo_il_bilancio_con_una_perdita_di_481_milioni_-314235536/

Il presidente del club catalano espone i numeri reali della crisi economica dei blaugrana in risposta alla lettera di accuse inviata dal suo predecessore Bartomeu: “Un tentativo disperato di scappare dalle sue responsabilità giustificando una gestione impossibile da comprendere e da approvare. Ci ha lasciato una realtà finanziaria drammatica, che affronteremo con un piano strategico

BARCELLONA – Il bilancio della squdra che ha perso Messi è dramamtico: ammontano a 481 milioni di euro le perdite del Barcellona, circa il 30 per cento in meno dei principali competitor, e attualmente il monte ingaggi è pari al 103% delle entrate. Lo ha rivelato Joan Laporta, presidente del club catalano, che ha convocato una conferenza stampa al Camp Nou per esporre i numeri reali della crisi economica del club in risposta alla lettera di accuse inviata la settimana scorsa dall’ex numero uno del club catalano, Josep María Bartomeu, una missiva “piena di bugie, nello sforzo disperato di giustificare l’ingiustificabile per sottrarsi alle sue responsabilità“, le parole di Laporta.

Laporta:Gestione precedente ingiustificabile – “La gestione precedente del Barcellona è ingiustificabile e ci ha lasciato una situazione economica preoccupante e una realtà finanziaria drammatica. Al 21 marzo 2021 il debito del club era di 1.350 milioni di euro – ha evidenziato Laporta, rieletto presidente del club blaugrana lo scorso marzo – ho avuto la sua lettera, ha voluto renderla pubblica ma è piena di bugie, un tentativo disperato di scappare dalle sue responsabilità giustificando una gestione impossibile da comprendere e da approvare. Quando siamo arrivati, tanto per cominciare, abbiamo dovuto chiedere un prestito ponte a Goldman Sachs perché altrimenti non avremmo potuto neppure pagare gli stipendi. Oltretutto dovevamo per forza fare dei lavori al Camp Nou per questioni di sicurezza altrimenti non avremmo potuto tornare a ospitare i nostri tifosi già in estate“.

Chiuderemo bilancio con perdita di 481 milioni – Il dirigente è poi entrato nel dettaglio della situazione economica, partendo dai dati degli ultimi 12 mesi. “Abbiamo spese per 1.136 milioni di euro e un fatturato di 655 milioni considerando l’impatto del Covidi. Dunque andremo a chiudere il bilancio con una perdita di 481 milioni“, ha spiegato il presidente del Barcellona sottolineando che i soli stipendi del club superano il fatturato totale. Nella situazione finanziaria complessiva della società, ha proseguito Laporta, va ricordato “un patrimonio netto negativo di 451 milioni di euro e un debito totale di 1,35 miliardi“. Tutto questo, per il presidente del Barça, va addebitato alla gestione di Bartomeu “con ipotesi di budget difficili da realizzare e infatti mai rispettate. La gestione è ingiustificabile: gli stipendi sono saliti alle stelle con la motivazione di voler competere con la Premier League, ma la politica è stata disastrosa, con contratti brevi a giocatori giovani e lunghi ai più anziani. Abbiamo inoltre trovato spese incredibili per gli intermediari, addirittura 10 milioni per un affare da 40 milioni“.

“Piano strategico per affrontare situazione drammatica” – “Anche la gestione della cessione di Neymar per 222 milioni di euro è stata disastrosa. Si sono spesi i soldi incassati in modo spropositato e alla velocità della luce, facendo salire il monte ingaggi senza seguire una logica di investimenti sportivi mirati“, ha attaccato ancora Laporta, ricordando l’addio di Messi (“Ho vissuto sensazioni contrastanti“) e lanciando in conclusione un messaggio di speranza per il futuro. “Tutti questi numeri sono drammatici ma abbiamo qualche buona notizia. C’è un piano strategico sostenuto dalla nostra credibilità e dall’esperienza. Stiamo ottenendo 560 milioni per ristrutturare il debito con un tasso dell’1,9%. Sappiamo bene che il Barcellona è dei soci e sempre resterà dei soci. Noi dobbiamo affrontare una situazione finanziaria drammatica ma siamo pronti a farlo e non scapperemo dalle nostre responsabilità“.

I debiti delle altre grandi d’Europa – Quello dell’indebitamento è un problema di tutte le grandi del calcio europeo. I dati del “Football Money League” di Deloitte (relativi al 2019) già sottolineavano la situazione debitoria grave dei maggiori club d’Europa, per motivi e cause diverse. In particolare, oltre al Barcellona, hanno superato la soglia di un miliardo di sterline di passività il Tottenham a 1,291 (con un maxi-prestito contratto per la costruzione dello stadio) e il Manchester United, che si attesta entrambe a 1,081 miliardi per via della disastrosa gestione della famiglia Glazer. L’Atletico Madrid aveva 779 milioni di sterline di debiti, di recente ha liquidato 202 milioni di debito col fisco spagnolo, ma non bastano. Il Real Madrid con un comunicato diramato il mese scorso ha ufficializzato la chiusura positiva del bilancio 2020/21 con un attivo di 874mila euro e un debito netto in calo a soli 46 milioni. E in Italia? A risultare fortemente indebitate, alla data del 30 giugno 2020, sono Juventus (oltre 385 milioni), Inter (quasi 374 milioni) e Roma (poco meno di 300 milioni). Migliore la situazione del Milan (-103 milioni), la Lazio (-49 milioni) si trova una serie di debiti di lunga data col fisco, che sta lentamente risanando, mentre il Napoli non ha debiti con banche o altro. L’Atalanta invece è stata citata dal presidente Uefa come esempio e modello di sviluppo sostenibile per il suo bilancio 2019 record con +188,6 milioni di euro: acquisti mirati, cessioni onerose e importanti, ma anche la capacità di rimanere competitivi grazie ad un progetto tecnico di lunga portata e ben definito. Sembrerebbe una ricetta semplice ma evidentemente…

Milan, holding Lussemburgo in rosso di 291 mln nel 2020


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/08/03/milan-per-holding-lussemburgo-rosso-di-291-mln-nel-2020/?fbclid=IwAR2Tbf0hSF0bMC1Yh8KPXfKlXPLJxz6yn08nVcUvpHGFWTlcdT9r72JI0ng

Rossoneri Sport Investment, società lussemburghese che controlla il 99,93% del Milan, ha reso noti i risultati commerciali al 30 giugno 2020. Come riporta Radiocor, la holding ha chiuso l’esercizio con un rosso di 291 milioni di euro, comunque in calo rispetto al disavanzo di 348 milioni dell’anno precedente.

Nei 291 milioni di perdite per l’anno, ci sono circa 96 milioni di interessi passive pagabili a Project RedBlack. Il valore dell’investimento della società, invece, è pari a 34,1 milioni sulla base del patrimonio netto, contro gli 83 milioni del 2019.

Il totale delle perdite a nuovo è salito a 1,34 miliardi di euro, dagli 1,05 miliardi precedenti. Il bilancio di Rossoneri Sport Investment risente di una nuova svalutazione per 194 milioni, dopo i 265,5 milioni del 2019, oltre che di 96 milioni per il pagamento di interessi e simili. A giugno 2020, le svalutazioni totali relative ad AC Milan ammontavano a 1,1 miliardi: tuttavia al 30 giugno 2018, ultima data sotto la gestione Yonghong Li, il valore di carico della partecipazione in Ac Milan era di 725 milioni, con la nuova proprietà che ha subito passato una minusvalenza di circa 640 milioni al momento dell’escussione.

Durante l’anno finanziario, Project Redblack, azionista di Rossoneri, ha fornito finanziamenti per 145 milioni, con 129,9 milioni di prestiti accordati dopo giugno 2020. Il documento, riporta Radiocor, indica inoltre che “attualmente ci sono contenziosi in corso in relazione alla società, Rossoneri Sport Investment Co Limited, Rossoneri Champion Co Limited e Project Redblack i cui effetti a questo stadio non possono essere determinati”.

Accordo raggiunto con il Psg, Messi arrivato a Parigi


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/08/10/calcio-media-accordo-raggiunto-tra-messi-e-psg_23f42b83-c774-425e-9059-ecb900ad5240.html

Tifosi lo hanno accolto all’aeroporto. Neymar “back together”

Il Paris Saint-Germain annuncia che domani, mercoledì, alle ore 11 si terrà una conferenza stampa dall’auditorium del Parco dei Principi. Il club francese, nel tweet, non esplicita al momento il tema dell’incontro con gli organi di informazione ma con tutta probabilità si tratterà della presentazione di Lionel Messi, arrivato oggi a Parigi con un volo da Barcellona.

Da una finestra dell’aeroporto il campione argentino ha salutato i tifosi che lo hanno accolto, indossando una t-shirt bianca con la scritta ‘Ici c’est Paris‘.

Un video del Paris Saint-Germain pubblicato su Twitter annuncia l’arrivo di Lionel Messi nel club francese. continua a leggere

Psg in rosso di 174 mln ma liquido grazie a Qatar e Macron


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/08/06/bilancio-psg-2020-ricavi-debiti-qatar/?fbclid=IwAR3sRgT5nyiXDV7C9eCQkwLss12lMajoWjaIBujOk1-iKrFYAU1k3xBDfn4

Bilancio PSG 2020 – Il Paris Saint Germain (PSG) ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2020, caratterizzato dall’emergenza Covid e dalla chiusura anticipata della Ligue 1, con una perdita netta a livello consolidato di 174,84 milioni di euro a fronte dell’utile netto di 19,5 milioni di euro al 30 giugno 2019.

Il rosso di bilancio registrato dalla società presieduta da Nasser Al-Khelaifi è legato principalmente alla forte contrazione dei ricavi, passati dai 697,98 milioni dell’esercizio 2018/2019 ai 568,68 milioni del 2019/2020, e all’aumento dei costi legati alla rosa, con le spese per il personale salite a 459,82 milioni da 347,58 milioni e gli ammortamenti sui diritti alle prestazioni dei calciatori, cresciuti a 161,48 milioni da 142,87 milioni.

Grazie ai fondi messi a disposizione dalla proprietà del Qatar e alle misure varate dalla Francia del presidente Emmanuel Macron per sostenere le imprese colpite dall’emergenza Covid, il Psg è riuscito comunque ad evitare, a differenza di altri top club in Europa (si pensi solo al Barcellona o all’Inter) tensioni sul fronte della liquidità, come dimostra anche l’attivismo del club di Al-Khelaifi sul fronte del calciomercato in corso.

Bilancio PSG 2020, zero debiti con le banche e patrimonio positivo grazie al Qatar

Dal punto di vista patrimoniale e finanziario il bilancio consolidato del Psg al 30 giugno 2020 mostra un’elevata solidità.

Nonostante il rosso da 174,84 milioni, il patrimonio netto consolidato a fine esercizio era positivo per 323,86 milioni, grazie all’aumento di capitale da 316 milioni sottoscritto dalla Qatar Sport Investments (QSI) nella stagione 2017/2018 e agli utili portati a nuovo nel 2018 e nel 2019.

Al termine dell’esercizio 2019/2020 il Paris Saint Germain aveva disponibilità liquide per 73,07 milioni (74,47 milioni al 30 giugno 2018) e nessun debito nei confronti del sistema bancario, fatta eccezione per un contratto di leasing di 37 milioni.

Gli unici debiti finanziari iscritti a bilancio ammontano a 197,49 milioni di euro (147,44 milioni al 30 giugno 2018). Ma si tratta di un finanziamento concesso dall’azionista di controllo Qatar Sport Investments (QSI).

Bilancio Psg 2020, l’analisi dei ricavi

Il bilancio Psg 2020 evidenzia un calo dei ricavi compresi quelli legati alla compravendita dei calciatori di 129,29 milioni di euro rispetto al 2019.

Il calo è in parte attribuibile all’effetto Covid, che ha impattato negativamente sui ricavi da biglietteria, hospitality e merchandising, vista la chiusura anticipata del campionato 2019/2020 e il lock-down in Francia. Ma un effetto rilevante lo ha avuto soprattutto il venir meno del tanto chiacchierato contratto di sponsorizzazione con la Qatar Tourism Authority (QTA), finito a suo tempo sotto la lente dell’Uefa senza che venisse ravvisata alcuna irregolarità a fini del Fair Play Finanziario.

Tale accordo, da 145 milioni di euro a stagione, si è concluso il 30 giugno 2019 ed è stato solo in parte compensato dal nuovo accordo di sponsorizzazione con Accor (società di cui il fondo sovrano del Qatar detiene l’11,3%) che è valso 69 milioni di euro nella stagione 2019/2020.

RICAVI PSG2019/20202018/2019Var.
Sponsor e hospitality296.207353.744-57.537
Diritti TV132.000158.111-26.111
Biglietti e abbonamenti49.78962.797-13.008
Merchandising37.23443.436-6.202
Altri ricavi3.5214.123-602
RICAVI (senza plusvalenze)518.751622.211-103.460
Plusvalenze49.93375.771-25.838
TOTALE RICAVI568.684697.982-129.298
Fonte: elaborazione Calcio e Finanza su bilancio consolidato PSG. Dati in migliaia di euro.

In flessione anche le plusvalenze, passate da 75,77 milioni nel 2018/2019 a 49,93 milioni nel 2019/2020.

GIOCATOREPLUSVALENZA
Nkunku14,10
Nsoki11,67
Zagre10,00
Trapp5,27
Robail1,00
Altre7,89
TOTALE49,93
Fonte: elaborazione Calcio e Finanza su bilancio consolidato PSG. Dati in milioni di euro.

Bilancio Psg 2020, i contributi della LNP sui ricavi da diritti tv

Nonostante la chiusura anticipata del campionato nazionale nella stagione 2019/2020 a causa dell’emergenza Covid, il Psg ha potuto contare, così come gli altri club francesi, su un contributo straordinario da parte della Ligue de Football Professionnel (LNP) che nel caso del club parigino è stato di 18,2 milioni di euro.

Bilancio Psg 2020, il costo del personale

Sul fronte dei costi nel 2019/2020 il Paris Saint Germain ha visto le spese per il personale crescere di 85,24 milioni di euro.

PSG2019/20202018/2019Var.
Stipendi personale368,95289,2479,70
Oneri sociali90,8785,335,54
TOTALE459,82374,5885,24
Fonte: elaborazione Calcio e Finanza su bilancio consolidato PSG. Dati in milioni di euro.

Tale aumento, si legge nel bilancio, è spiegato principalmente da tre fattori:

  • L’effetto dell’anno fiscale bianco in vigore in Francia nel 2019 che, nella stagione 2018/2019, ha ridotto i costi del personale di circa 26 milioni di euro nel primo semestre;
  • L’impatto dei premi di rinnovo nella stagione 2019/2020, che è di 26 milioni di euro superiore alla stagione 2018/2019, in particolare a seguito dei rinnovi dei maggiori protagonisti della rosa;
  • L’acquisto di giocatori esperti effettuate all’interno della squadra di calcio professionistica maschile durante la finestra di mercato 2018/2019, in parte compensate da uscite/cessioni principalmente giovani giocatori formati al club e con stipendi più bassi.

Bilancio Psg 2020, gli ammortamenti

Nella stagione 2019/2020 è cresciuto anche il peso degli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, passato da 142,87 milioni a 161,48 milioni, a causa degli investimenti in nuovi calciatori sul mercato.

L’aumento del valore lordo dei contratti dei giocatori nella stagione 2019/2020” – si legge nel bilancio PSG 2020 – “riflette il perseguimento dell’ambiziosa politica di assunzione del Paris Saint-Germain, illustrata in particolare dalle assunzioni di K. Navas, A. Diallo e I. Gueye nel finestra di mercato estiva 2019/2020 e M. Icardi al termine della stagione 2019/2020 (esercizio dell’opzione di acquisto). La quota di ammortamento è in aumento rispetto alla stagione 2018/2019 in relazione a queste assunzioni e consiste ancora principalmente in ammortamenti sui contratti dei giocatori Neymar JR. e K. Mbappe assunti all’inizio della stagione 2017/2018 per 5 anni“.

Bilancio Psg 2020, i finanziamenti garantiti dallo stato francese

Nonostante il Paris Saint Germain possa contare su un azionista di controllo particolarmente liquido come il governo del Qatar, il club presieduto da Nasser Al Khelaifi ha potuto contare anche sulle misure messe in campo dallo Stato francese finalizzate a sostenere le imprese colpite dall’emergenza Covid.

Più nel dettaglio il 24 agosto 2020, quindi dopo la chiusura del bilancio 2019/2020, il PSG “ha contratto un prestito garantito dallo Stato per un importo totale di 90 milioni di euro con Société Générale e BNP Paribas nell’ambito del meccanismo messo in atto dal governo francese per aiutare le imprese e le industrie colpite da disastri a superare questo periodo di crisi eccezionale”.

Ma non è l’unico aiuto pubblico cui ha fatto ricorso il club di proprietà del Qatar. Come si legge nel bilancio consolidato del Psg nella stagione 2019/2020 la dirigenza del club ha attivato anche le seguenti misure per evitare tensioni finanziarie legate all’emergenza Covid:

  • L’applicazione della Disoccupazione Tecnica Totale per tutto il personale sportivo dalla fine delle competizioni a metà marzo 2020;
  • La domanda di Disoccupazione Tecnica Totale o parziale per il 66% del personale non sportiva dal mese di aprile 2020;
  • L’attuazione del ritardo di 3 mesi nei pagamenti dell’IVA e dei contributi previdenziali.

L’affare Lukaku, opportunità contabili e rischi di una scelta sbagliata


articolo: https://marcobellinazzo.blog.ilsole24ore.com/2021/08/07/laffare-lukaku-opportunita-contabili-rischi-scelta-sbagliata/?fbclid=IwAR3FtdfMYxIYt7ICChqIVkY0R3j15pGOxZCsVMQPYnYjR_l_rFuaP19Ri2Y&refresh_ce=1

La cessione di Romelu Lukaku al Chelsea per 115/120 milioni sta destando comprensibilmente preoccupazione e rabbia nella tifoseria del team che ha appena vinto lo scudetto e che ha visto in poche settimane l’addio dell’allenatore Antonio Conte e la vendita di Hakimi, punto di forza della squadra.

La situazione economica/finanziaria del gruppo Suning e quella dell’Inter non sono certo idilliache. Il conglomerato di proprietà della famiglia Zhang è oggi piuttosto indebolito a causa delle ripercussioni della pandemia sulla rete di oltre 10mila esercizi commerciali fisici, già a bassa marginalità, pur a fronte di un fatturato che comunque oscilla tra i 50/60 miliardi dollari all’anno, di alcuni investimenti errati (come l’acquisto della rete Carrefour in Cina alla vigilia dello scoppio dell’emergenza sanitaria), e dell’”obbligo” di sostenere finanziariamente altri conglomerati cinesi in panne, specie nel settore immobiliare, come Evergrande. Questa debolezza ha costretto il gruppo di Nanchino, sotto l’egida del Governo di  Pechino, a cedere quote minoritarie, ma rilevanti, che hanno spostato l’asse di controllo del conglomerato. Se la famiglia Zhang è uscita ridimensionata, altrettanto non si può dire per l’universo Suning che ha ora ha tra i propri azionisti realtà ancora più solide.

Lo scorso luglio infatti è stata formalizzata la cessione del 17% circa di Suning.com a un fondo (per un corrispettivo di 1,14 miliardi di euro) guidato dall’asset management committee statale di Nanchino e dal governo della provincia dello Jiangsu e partecipato da altri “campioni” dell’economia cinese, quali Alibaba, Haier, Xiaomi e TCL. “Il portafoglio di investitori diversificati aiuterà Suning.com a migliorare ulteriormente la governance aziendale, le operazioni e la trasformazione del business come fornitore di servizi al dettaglio”. Questo quanto spiegava la nota di Suning che ha ufficializzato il passaggio delle quote.

Dunque, se è vero che l’operazione non riguarda direttamente la catena di controllo dell’Inter è altrettanto chiaro che gli argini posti dal Governo di Pechino intorno a Suning.com sono tali da impedire un’esondazione della crisi che si propaghi oltre la famiglia Zhang alle controllate di Suning Holding. A protezione di Suning (dopo che la famiglia Zhang è stato costretta a fare un passo indietro) sono state schierate quindi corazzate dell’economia cinese. Un cordone di protezione che dà ampie garanzie di continuità, a meno di altri rovesci epocali difficili oggi difficili da prevedere.

Lo stesso è stato fatto per il club nerazzurro con l’operazione del maggio scorso che ha portato il fondo americano Oaktree a finanziare indirettamente (il prestito viene erogato alla controllante lussemburghese del club appartenente alla galassia Suning) 275 milioni. Questi soldi insieme al rifinanziamento del bond da 375/400 milioni in scadenza nel 2022 che sarà ultimato entro fine anno, daranno al club l’ossigeno finanziario per affrontare la stagione. Qualora Suning non dovesse rimborsare il prestito entro il prossimo triennio, Oaktree che ha in pegno le azioni del club nerazzurro, ne acquisirà la proprietà.

E non sarebbe come cadere dalla padella alla brace. Oaktree, è un fondo specializzato in “titoli in difficoltà” e gestisce asset per 150 miliardi di dollari. A sua volta la maggioranza di Oaktree è detenuta da un altro mega fondo canadese, Brookfield. Insieme le due realtà amministrano asset per oltre 600 miliardi di dollari.

Chiarito questo scenario bisogna concentrarsi sul piano strategico dell’Inter.

L’Inter ha dovuto interrompere bruscamente il suo processo di crescita con un fatturato strutturale che si apprestava, senza plusvalenze, a superare i 350 milioni annui, a causa della crisi sanitaria e del blocco degli investimenti di Suning (pari a oltre 600 milioni in 4 anni erogati all’Inter sotto varie forme).

La proprietà cinese perciò ha imposto un ridimensionamento del 10/20% del monte ingaggi e una campagna acquisti per la stagione 2021/22 da chiudersi con un saldo positivo di 80/90 milioni. Questo assecondando quanto prescrive il fair play finanziario Uefa, vale a dire che i club devono essere autonomi nel gestire il conto economico annuale (anche se in certe realtà europee, evidentemente, questo principio vale un po’ meno).

Il calciomercato estivo 2021 è stato gestito da Beppe Marotta e Piero Ausilio con questo diktat. Il passaggio di Hakimi al Psg e altre piccole operazioni hanno permesso di mettere insieme fin qui un risparmio di circa 40 milioni. Per raggiungere il budget peraltro c’è la finestra di gennaio e quella estiva del 2020 (a patto di effettuare le operazioni in uscita entro il 30 giugno, in modo da poterne iscrivere i benefici a bilancio).

Sia Marotta che Ausilio perciò erano convinti di poter conseguire l’obiettivo senza cedere altri big, magari effettuando qualche colpo in entrata in meno. Nessuna volontà di cedere Lukaku o Lautaro, per intendersi.

Alcuni giorni fa tuttavia si è materializzata l’offerta del Chelsea per il centravanti belga per 100 milioni più Marcos Alonso.

L’Inter che non aveva alcuna intenzione di privarsi di Lukaku, a conti fatti, l’ha rispedita al mittente. Il centravanti belga tuttavia ha fatto pesare la sua volontà di cogliere l’opportunità professionale di un ritorno in Premier con uno stipendio praticamente raddoppiato. L’Inter si è trovata così nelle condizioni di dover trattare. Ciò che va però rimarcato è che la cessione dell’attaccante non dipende, sia pure in un contesto difficile di revisione del piano strategico, da urgenze finanziarie né del club, né della proprietà.

In altre parole, anche una proprietà solidissima, avrebbe avuto il dovere di ascoltare una proposta così elevata, che configura la più ricca operazione del calciomercato mondiale (escludendo il passaggio di Neymar al Psg), a maggior ragione di fronte alla volontà del calciatore di cambiare aria.

L’Inter così si è seduta al tavolo scartando proposte di scambi relativi a calciatori e chiedendo solo cash. Il Chelsea alla fine ha messo sul piatto un’offerta di 115/120 milioni con alcuni bonus.

Una somma considerevole che consentirebbe al club di iscrivere a bilancio una plusvalenza lorda di oltre 80 milioni, avendo ammortizzato già per due stagioni il cartellino del belga pagato 65 milioni. Oltre a risparmiare 15 milioni di ingaggio lordo e circa 15 di ammortamento del cartellino sulla stagione appena cominciata. Dal punto di vista dell’incasso netto, invece, il club deve far fronte al pagamento di una percentuale sulla rivendita allo United (6%) e un bonus formazione (5%), oltre agli oneri per gli intermediari. In totale, bisogna sottrare una ventina di milioni.

Questo quindi è il quadro dell’operazione. In assoluto assolutamente comprensibile per l’impatto economico positivo sui conti e in relazione al fatto che si tratta di un calciatore di 28 anni che sarebbe rimasto contro la sua volontà.

La proprietà peraltro ritiene indispensabile porre un baluardo preventivo rispetto alla possibilità che anche la prossima stagione sia colpita dal Covid (l’Inter perderebbe ancora un’ottantina di milioni con gli impianti chiusi) e che maturi lo scenario peggiore per cui il club tra le due stagioni precedenti e quella in corso si ritrovi a fare i conti con perdite per 400 milioni. L’obiettivo per rendere il bilancio dell’Inter più sostenibile è di riportare il monte ingaggi (al lordo delle imposte) dagli oltre 200 milioni attuali ai 150/160 dell’era anteriore ad Antonio Conte.

La dirigenza condivide questo target, ma ritiene di poterlo (sia pure faticosamente) raggiungere senza smantellare la squadra. Ciò che rende la dirigenza titubante riguarda perciò il contesto e i tempi dell’operazione Lukaku. La scadenza del calciomercato, la necessità di comprare un altro centravanti (affare a cui sarà destinato non più del 50% del ricavato della vendita di Lukaku) e soprattutto la scommessa sulla possibilità che il nuovo attaccante si integri subito assicurando una standard di prestazioni all’altezza, rappresentano incognite che per i manager nerazzurri dovrebbero indurrebbe a restituire al mittente anche la seconda offerta del Chelsea. Se la stagione dovesse ingarbugliarsi con una mancata qualificazione Champions il tutto potrebbe rivelarsi addirittura controproducente. Nell’industria calcistica per guadagnare di più bisogna vincere, e al contrario, se non appropriati, i risparmi possono causare ancora più perdite.

Alla fine deciderà la società cosa fare di fronte alla presa di posizione del giocatore.

Non si possono accampare tuttavia troppi alibi su urgenze finanziarie, è  bene ribadirlo, sia pure in un contesto economico assolutamente difficile ma in cui il peggio sembra essere alle spalle (e per cui come detto sopra sono stati messi in campo diversi cuscinetti di protezione sia per Suning che per l’Inter). Quella di vendere Lukaku non è altro che una decisione volta ad accelerare un percorso di riassestamento dei conti, comunque percorribile per altre vie. Prendere tutto subito senza correre altri rischi. Un ragionamento che ha un suo fondamentoMa alla fine gli elementi per cui la decisione di vendere Lukaku potrebbe rivelarsi miope, soprattutto in relazione ai tempi, appaiono preponderanti rispetto ai fattori che la rendono contabilmente conveniente

Chievo, il Tar respinge il ricorso. Ufficiale il ripescaggio del Cosenza


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/08/03/news/serie_b_respinto_il_ricorso_del_chievo_dal_tar_del_lazio_cosenza_verso_la_riammissione-312804465/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S6-T1

Rigettata “l’istanza cautelare monocratica” dal tribunale amministrativo regionale, a cui il club veronese si era rivolto per impugnare la decisione del Collegio di Garanzia dello Sport che l’aveva escluso dal campionato per inadempienze fiscali. Una decisione che riapre le porte alla squadra calabrese

ROMA –  È ufficialmente condannato a ripartire dalla serie D, se lo vorrà, il Chievo Verona. Il Tar del Lazio, con decreto 04163/2021, ha infatti respinto l’istanza cautelare monocratica del ricorso depositato dal club veneto il 30 luglio. La dirigenza della società scaligera si era rivolta al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio per impugnare la decisione del Collegio di Garanzia del Coni, che l’aveva esclusa dal campionato di serie B per inadempienze fiscali.

Tar Lazio boccia ricorso, Cosenza ripescato in B – “Con decreto 04163/2021 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio rigetta il ricorso proposto dal Chievo Verona per l’annullamento, previa sospensione, dell’efficacia della decisione del Collegio di Garanzia dello Sport. Il tribunale amministrativo, presieduto dal magistrato Francesco Arzillo, ha respinto l’istanza cautelare monocratica“: questo è il testo della nota emessa oggi dal Tar del Lazio. Una decisione che comporta la riammissione in Serie B del Cosenza (ufficiale la decisione), squadra retrocessa nella stagione scorsa come quartultima classificata e prima avente diritto.

Chievo, depositato ricorso al Tar. Campedelli continua la sua battaglia


articolo: https://www.cosenzachannel.it/2021/07/30/chievo-tar-campedelli-figc-cosenza-mattarella/

Il Chievo, dopo aver ricevuto le motivazioni con cui il Collegio di Garanzia del Coni ha rigettato il suo ricorso, ha deciso di rivolgersi al Tar.

Il Chievo Verona, difeso dall’avvocato, professore, Bernardo Giorgio Mattarella ha depositato ricorso al Tar. Il club del presidente Campedelli, pertanto, dà seguito a quanto preannunciato e continua la sua battaglia fuori dall’alveo sportivo. I legali del club veneto sono del parere di riuscire a sovvertire il giudizio anche dopo le dure motivazioni espresse dal Collegio di Garanzia del Coni.

Il comunicato ufficiale del Chievo

«L’A.C. ChievoVerona al fine di difendere i propri diritti e ribadendo di aver sempre operato in linea con le normative vigenti e federali per l’iscrizione al campionato di Serie B 2021/22, comunica di aver depositato in data odierna il ricorso al TAR del Lazio a firma del Professore e Avvocato Bernardo Giorgio Mattarella, dell’Avvocato Daniele Ripamonti e dell’Avvocato Flavio Iacovone, per impugnare la decisione del Collegio di Garanzia del CONI».

Juventus, accordo con le banche per l’aumento di capitale da 400 milioni


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_luglio_30/juventus-accordo-le-banche-l-aumento-capitale-400-milioni-19138610-f11d-11eb-9a1b-3cb32826c186.shtml

Il club bianconero rinsalda le sue finanze per attutire l’impatto della pandemia sui conti

Un’iniezione di risorse da (potenziali) 400 milioni. La Juventus va avanti nell’iter dell’aumento di capitale annunciato a fine giugno che il club conta di realizzare «entro la fine del 2021». La società bianconera ha stipulato un accordo di pre-underwriting con Goldman Sachs InternationalJ.P. Morgan AGMediobanca – Banca di Credito Finanziario SpaUniCredit Corporate & Investment Banking in qualità di Joint Global Coordinators.

Gli istituti si sono impegnati a stipulare un accordo di garanzia per la sottoscrizione e la liberazione delle azioni di nuova emissione che non dovessero essere sottoscritte al termine dell’asta dei diritti inoptati. Exor, l’azionista a maggioranza del club con il 63,8%, si è già impegnato a sottoscrivere la porzione di aumento di capitale di propria pertinenza.

Il rafforzamento patrimoniale si è reso necessario per attutire l’impatto della pandemia sui conti del club che sono stati stimanti, per i tre esercizi 2019/22, in 320 milioni di euro, tra effetti economici negativi diretti ed indiretti. Così il Cda della società bianconera, lo scorso 30 giugno, ha dato il via libera all’aumento di capitale per sostenere il piano di sviluppo 2019/24.

Chievo addio: ufficiale l’esclusione dalla Serie B


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/07/26/news/chievo_addio_societa_esclusa_dalla_serie_b-311879564/

Il Collegio di garanzia del Coni ha rigettato il ricorso della società veronese, sotterrata da debiti tributari oltre i 23 milioni di euro. Potrà essere riammesso il Cosenza. Escluse anche Casertana, Sambenedettese, Novara e Carpi. Si salva la Paganese

Il presidente del Chievo Luca Campedelli 


Il Chievo non c’è più. Il Collegio di garanzia del Coni ha rigettato il ricorso della società veronese contro la mancata iscrizione al campionato di Serie B. Un giudizio devastante, che cancella dalla geografia dei campionati professionistici la favola dei ciuchi volanti. Non è bastata nemmeno la consulenza di Bernardo Giorgio Mattarella, il figlio del presidente della Repubblica e il parere pro veritate fornito dal Maurizio Leo, uno dei maggiori esperti di diritto tributario in Italia. Ripartiràforsedai dilettanti, da capire se potrà accedere alla Serie D o se invece dovrà ricominciare dalla terza categoria

Il Chievo scompare sotto una montagna di debiti: solo quelli tributari superavano i 23 milioni di euro allo scorso 30 giugno. Un sistema che andava avanti da tempo: troppo, per non diventare letale. Soprattutto senza i ricavi della Serie A a fare da contrappeso a una situazione insostenibile. Si chiude nel modo peggiore la storia delle cenerentola arrivata al ballo dei grandi, con il culmine dei preliminari di Champions giocati nell’agosto del 2006, grazie a Calciopoli e alla riscrittura delle classifiche. La Federcalcio, nel Consiglio federale di martedì che dovrà completare gli organici dei campionati, riammetterà il Cosenza, che così tornerà a giocare in Serie B dopo la retrocessione di maggio. 

Il Chievo non è l’unica. Il Collegio di garanzia del Coni ha rigettato anche i ricorsi di Casertana (impresentabile davvero, senza nemmeno la fideiussione per l’iscrizione), Sambenedettese, Novara e Carpi, contro la mancata ammissione alla prossima Serie C. Anche loro saranno sostituite. Sperano Lucchese, Pistoiese, Arezzo, Siena, Fidelis Andria, Latina, Fano, Picerno e Cavese. Si è salvata invece la Paganese, il cui ricorso è stato accolto. Per tutte le società escluse, possibile il ricorso al Tar. Ma praticamente impossibile tornare in organico. 

Figc, mai più casi Salernitana: De Laurentiis dovrà vendere il Bari


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/07/17/news/calcio_guerra_multiproprieta_de_laurentiis_deve_vendere_il_bari-310694618/

La Federcalcio a fine mese aprirà la guerra alle multiproprietà nel calcio. Anche chi ha già due club dovrà cedere il controllo di uno dei due entro la prossima stagione, come ha dovuto fare Lotito: in ballo i pugliesi e il Mantova di Setti, proprietario anche del Verona

ROMA – Mai più altri casi Salernitana. La trattativa con Lotito per permettere l’iscrizione del club in Serie A e garantire il trasferimento di proprietà ha confermato al presidente della Figc Gravina quello che ha sempre pensato: le multiproprietà sono una bomba innescata che rischia di far saltare il sistema del calcio professionistico in Italia. Da maggio, è negata a chiunque la possibilità di avere due squadre, evitando quindi nuovi casi. Il problema è che due mine inesplose sono rimaste nel sistema: il Bari di Aurelio De Laurentiis, proprietario anche del Napoli, e il Mantova di Maurizio Setti, che ha già l’Hellas Verona. Club ancora in Serie C, ma a fortissimo rischio di trasformarsi in una Salernitana bis entro qualche anno. Per questo, entro fine mese arriverà una sorta di ultimatum a vendere.

Il rispetto dello Statuto – L’idea di Gravina è semplice: applicare le norme dello Statuto della Federcalcio (Art. 7 comma 7) secondo cui “Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto“. Con l’ex presidente Giancarlo Abete le Noif – norme organizzative interne alla Figc – furono modificate per consentire a Lotito di non dover vendere la Salernitana acquisita tra i dilettanti e promossa poi tra i professionisti. Un’anomalia, visto che le Noif sono norme secondarie rispetto allo Statuto federale. Da fine aprile è arrivata la prima stretta: “Non si può più avere più di una società nel mondo del calcio, professionistico o dilettantistico“, spiegò Gravina. All’epoca però la Figc si preoccupò di “Salvaguardare ovviamente i diritti già acquisiti“. Ma il caso Salernitana ha cambiato anche questa prospettiva.

DeLa dovrà vendere il Bari – Dal Consiglio federale del prossimo 27 luglio, anche la possibilità mantenere due squadre professionistiche già acquistate, di fatto una “deroga” dallo Statuto, dovrebbe scomparire. Una questione delicatissima per due club di Serie C: il Bari di De Laurentiis e il Mantova di Setti. La Figc non può ovviamente espropriare i club. Ma non può correre il rischio che la prossima estate due squadre dello stesso proprietario si ritrovino nuovamente nello stesso campionato (e potrebbe accadere). Per questo, concederà un margine ragionevole di tempo per eliminare le doppie proprietà – o anche semplici partecipazioni societarie – in club professionistici. Le due categorie di distacco lasciano una finestra sufficiente per una transizione dolce nei tempi ma improrogabile nei modi. Questa stagione servirà come “cuscinetto“, poi De Laurentiis o Setti dovranno scegliere tra Bari e Napoli, Tra Verona e Mantova. Lotito ha suggerito una strada: quella del trust. La Federcalcio ha posto le condizioni: il trust può servire solo come soluzione tampone per guadagnare tempo prima di una cessione definitiva. L’epoca delle multiproprietà, ormai, è davvero finita.

Serie A e diritti tv, l’Antitrust apre un’istruttoria sull’accordo Tim-Dazn


articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/lente-dell-antitrust-sull-accordo-tim-dazn-AEd9ncV?refresh_ce=1

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria su alcune clausole dell’accordo fra Tim e Dazn per verificare se si tratta di intesa restrittiva della concorrenza

L’Autorità Antitrust batte un colpo sulla vicenda Tim-Dazn e decide di aprire un’istruttoria sull’accordo che vede interessati Tim e Dazn dopo che la piattaforma streaming si è aggiudicata per il triennio 2021-24 i diritti di trasmissione della Serie A (7 partite alla settimana in esclusiva e 3 in co-esclusiva con Sky) a fronte di un esborso di 840 milioni di euro annui (di cui 340 garantiti da Tim in base, appunto, all’accordo fra le parti).

La possibile intesa restrittiva – L’Agcm ha deciso quindi di vederci chiaro nell’intesa fra Telecom Italia -1,71% e Dazn che, scrive l’Agcm in una nota, potrebbe configurarsi come «restrittiva della concorrenza con riferimento alle clausole dell’accordo che limitano commercialmente Dazn nell’offerta di servizi televisivi a pagamento, con l’effetto, fra l’altro, di ridurre la sua capacità di proporre sconti agli utenti finali e di ostacolare gli altri operatori di telecomunicazioni dall’intraprendere eventuali iniziative commerciali».

Le segnalazioni da telco e Sky – L’intervento di Antitrust arriva a seguito di segnalazioni che hanno preso avvio sin dal 21 febbraio 2021, si legge nel testo del provvedimento dell’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli. È da allora che «diversi operatori di TLC quali Vodafone Italia S.p.A., Wind Tre S.p.A., Fastweb S.p.A. e da ultimo, in data 22 giugno 2021, Sky Italia S.r.l.» hanno «depositato note in cui evidenziavano possibili effetti restrittivi della concorrenza riconducibili all’accordo fra Tim e Dazn, sviluppando considerazioni sostanzialmente analoghe fra loro». Da Sky il ricorso è partito dopo il rifiuto da parte di Dazn di un’offerta di 500 milioni di euro a stagione per poter trasmettere le 7 partite in esclusiva in pancia alla piattaforma.

Il rischio rafforzamento di Tim – Due le principali criticità evidenziate dai ricorrenti. La prima «consiste nella centralizzazione di un contenuto editoriale non replicabile, ad alto valore per i consumatori, quale è il campionato di calcio di Serie A, sulla sola Piattaforma Internet e nella sua commercializzazione in esclusiva da parte della sola Tim. Ciò rafforzerebbe ulteriormente la posizione da quest’ultima detenuta nel mercato del broadband e dell’ultra broadband, posto che sarebbe l’unica telco che potrà includere tale contenuto nelle proprie offerte triple play e l’unico soggetto che può offrire sconti ai consumatori e che potrà far installare l’app di Dazn sui suoi dispositivi, quale in particolare la TIM Box». È anche a seguito di questo, scrive Agcm che Dazn ha interrotto qualsiasi tipo di negoziazione «per svariate tipologie di collaborazione con gli operatori di telecomunicazione».

I punti chiave

Bilancio Barcellona e Real Madrid 2021: in Spagna interviene lo Stato a salvare il calciomercato


articolo del 19 maggio 2021: https://www.true-news.it/sports/bilancio-barcellona-real-madrid-2021-spagna-stato-calciomercato

Florentino Pérez (Presidente Real Madrid) – Joan Laporta ( Presidente Barcellona)

La crisi colpisce duro il calcio mondiale e mentre in Italia ci si interroga su fino a dove la Figc si possa spingere nel dare copertura ai club in difficoltà con il pagamento degli stipendi (l’Inter ma non solo), altrove non si fanno problemi a mettere le mani nei conti dello Stato pur di salvaguardare il bilancio 2021 delle squadre. Succede in Spagna, ad esempio, dove Barcellona e Real Madrid stanno facendo incetta di prestiti, pubblici e privati, per non dover tagliare senza pietà. Il Barça, alle prese con un difficile rinnovo di contratto di Messi, ha realizzato una doppietta nell’arco di un paio di giorni: 500 milioni di euro da Goldman Sachs come prestito a lungo termine e la richiesta di aderire alla moratoria disposta dal Governo spagnolo per chi nei mesi scorsi ha preso i soldi dalla cassa Covid e ora deve restituirli. Una storia che, se spostata in Italia, finirebbe dritta in Parlamento tra urla e polemiche e che riguarda anche il Real Madrid.

Calciomercato 2021 a rischio per Barcellona e Real Madrid? – Le due regine della Liga hanno un debito di 300 milioni di euro complessivi – 200 i madrileni e 100 i catalani – con il Credito Oficial e hanno completato l’iter per posticipare (spalmando in molti anni) il rimborso del prestito alle casse dello Stato.

Nulla di illegale, per carità, essendo una misura approvata per dare sostegno alle imprese spagnole per cercare di uscire dalla crisi Covid e il calcio, in quanto industria, non ha regole diverse dalle altre imprese.

Il capolavoro, però, potrebbe essere completo se Barcellona e Real Madrid dimostreranno di avere i conti in rosso (molto prevedibile) e un fatturato in calo di almeno il 30%; condizioni grazie alle quali il debito potrà essere in futuro ridotto trasformandosi in parte in aiuto a fondo perduto.

Bilancio Barcellona e Real Madrid 2021, che ne pensa la Uefa?Chissà cosa ne pensa la Uefa, sempre molto attenta a garantire pari condizioni per tutti in Europa. E chissà cosa ne pensano le società italiane, inglesi, francesi e tedesche alle prese con l’austerity per non saltare in aria. Perché mentre con una mano le due regine di Spagna chiedono soldi al Governo, con l’altra progettano un mercato d’assalto, da centinaia di milioni di euro. “Pagar pantalones” si dice in spagnolo. Il significato è chiaro a tutti.

Barcellona, Laporta con le spalle al muro: per tenere Messi occorre svendere


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/07/05/news/barcellona_laporta_bilancio_messi_mercato-309026296/

Rinnovare il contratto al fuoriclasse, ma andare incontro anche ai parametri di Liga e Uefa. Il presidente cede giocatori considerati ‘zavorra‘, cerca l’accordo con i senatori per spalmare il monte ingaggi, inizia un braccio di ferro con Dembélè per non perderlo a parametro zero e con i superpagati Umtiti e Pjanic

BARCELLONA – Aaa compratori cercasi. O anche semplici interessati a portarsi via, per giunta gratis, gli esuberi di una rosa pensata male e costruita peggio dal presidente Josep Maria Bartomeu. Joan Laporta è con le spalle al muro. Dopo essere riuscito a convincere Lionel Messi a chiudere la propria carriera all’ombra del Camp Nou, presentadogli un progetto sportivo convincente, il presidente blaugrana sta facendo i salti mortali per evitare di perdere quanto di buono fatto sinora a causa dell’evidente difficoltà che sta incontrando il club catalano a mettere nero su bianco un contratto che possa andar bene non solo al fuoriclasse argentino, ma anche e soprattutto alla Liga e alla Uefa. Javier Tebas, che non ha ancora digerito che il Barça sia uno dei principali attori della Superliga, ha già mandato a dire al Barça che “non faremo sconti a nessuno“.

La preoccupazione di Laporta – Situazione di stallo che ha costretto Laporta a rinunciare al suo proverbiale buonumore. Cosciente della gravità del momento (“la situazione è addirittura peggiore di quanto pensassimo“), il numero uno della società catalana ha sostituito la sua sempre ottimista espressione da guascone senza età con una versione più seria. E così – un po’ come se D’Artagnan fosse costretto ad assumere l’insostenibile, per lui, discrezione di Athos o solennità di Aramis – ogni volta che viene sorpreso per strada da un microfono, ‘Jan’ non può proprio fare a meno di misurare le parole, scommettendo il più delle volte sull’en train de e il gerundio giusto: “Stiamo preparando”, “stiamo studiando, “stiamo trovando la soluzione migliore“. E la verità è che non ci voleva di certo un genio dell’economia per capire che, prima di comprare e rinnovare, il Barça avesse bisogno di incassare e risparmiare. Vendere e, se necessario, regalare.

Cedere a ogni costo – I primi ad andar via sono stati Jean Claire Todibo e Konrad de la Fuente che hanno portato nelle casse blaugrana una decina di milioni di euro. Subito dopo è stata la volta di Matheus Fernandes, l’oggetto misterioso della rosa di Ronald Koeman: mai presentato, mai visto in campo. Il club è riuscito a convincerlo che sarebbe stato meglio per tutti stringersi la mano per l’ultima volta e prendere strade diverse. Soluzione pacifica che, però, né Samuel Umtiti né Miralem Pjanic hanno intenzione di accettare. Sebbene abbiano molto più mercato dello sconosciuto mediano brasiliano, sia il centrale francese che il centrocampista bosniaco non hanno la benché minima intenzione di rendere la vita facile al club catalano, anche perché sanno bene che non riuscirebbero a convincere nessuno a garantirgli lo stesso ingaggio percepito in questo momento in riva al Mediterraneo: 16 milioni (8 netti) di buone ragione per restare al Barcellona o, quantomeno, ricevere un piccolo grande incentivo per togliere il disturbo.

Braccio di ferro con Dembélé – Ieri, intanto, è andato via anche Francisco Trincao che giocherà per un anno in prestito al Wolverhampton mentre, nei prossimi giorni, sarà la volta di Junior Firpo che firmerà il suo nuovo contratto con il Leeds che, di fronte allo sgomento generale, si è detto disposto a pagare 15 milioni di euro per il suo cartellino. Nella stessa situazione di Umtiti e Pjanic potrebbe finire anche Ousmane Dembélé. All’attaccante francese rimane un solo anno di contratto e, per questo motivo, Laporta gli ha fatto sapere che o rinnova o va via subito o rimarrà in tribuna per i prossimi dodici mesi. C’è un’altro fronte, poi, sul quale Laporta sta combattendo un’altra battaglia vitale, quella del riadeguamento dei contratti dei senatori. Il presidente è già arrivato a un accordo con Gerard Piqué e si aspetta di ricevere la stessa disponibilità da Sergio Busquets, Jordi Alba (invitato, anche, cortesemente ad andar via) e Sergi Roberto che, nei piani della cupola blaugrana, dovrebbero accettare di ridursi il proprio ingaggio e spalmarlo in maniera tale da dare una boccata d’ossigeno, sul breve periodo, alle disastrate casse del proprio club.

Pjanic, situazione paradossale“Faremo di tutto per convincere Leo a restare“. Forse Laporta non sapeva ancora, in campagna elettorale, quanto sarebbe stato difficile mantenere la sua promessa. O, forse, lo sapeva e, adesso, sta provando a sfruttare l’affaire Messi per affrancarsi da quelle che considera zavorre, sia tecnico-tattiche che economiche, ribaltando la situazione e provando a metterli con le spalle al muro, facendogli capire che, per colpa loro, il Barcellona non può rinnovare il contratto al calciatore più forte della sua storia. Resta da capire se il suo pressing sortirà gli effetti desiderati. Soprattutto sulle coscienze di Umtiti e Pjanic, perché è facile immaginare che gli altri capitani seguiranno i passi di Piqué. Certo è che se qualcuno avesse detto all’ex regista della Juventus che, oggi, si fosse ritrovato in questa situazione, non ci avrebbe creduto. E non solo lui.

San Siro, la telenovela del nuovo stadio: dopo due anni l’iter è al punto di partenza. Zhang spinge: va fatto


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/economia/21_giugno_12/san-siro-telenovela-nuovo-stadio-due-anni-l-iter-punto-partenza-zhang-spinge-va-fatto-211b9daa-cb4f-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml

Il primo progetto presentato a luglio 2019. Il 19 giugno prossimo scade la proroga ai club per presentare le integrazioni. La giunta dovrà dare una nuova dichiarazione di pubblico interesse. Sala: tengo il dialogo aperto. Ma i tempi si allungano. Ecco i numeri del piano urbanistico.

Era il 10 luglio di due anni fa quando Milan e Inter depositarono in Comune il primo studio di fattibilità per il nuovo stadio da realizzare nel parcheggio dell’attuale impianto. Due anni dopo, si è in attesa che gli stessi due club spediscano al medesimo indirizzo gli ultimi documenti (relativi soprattutto ai rispettivi assetti societari) in relazione al secondo progetto di fattibilità dell’opera. Di fatto si è tornati al punto di partenza, anche se questi 23 mesi sono serviti se non altro al Comune a fissare, sull’ipotetico nuovo terreno di gioco, una lunga serie di paletti di natura urbanistica e non solo (le famose sedici condizioni votate dall’aula di Palazzo Marino nel novembre del 2019 e allegate alla prima dichiarazione di pubblico interesse).
Prima che la giunta possa ora dare un secondo via libera al progetto, nel frattempo adeguatamente riveduto e corretto, di un San Siro «bis», le società devono appunto produrre altra documentazione. La scadenza dell’ultima proroga richiesta da Inter e Milan è in calendario per sabato prossimo, 19 giugno.

In Commissione consiliare i tecnici hanno fatto ieri il punto sulla lunga vicenda. In sintesi: l’aggiornamento presentato dalle due società prevede la realizzazione di un nuovo impianto per il calcio e altri eventi, la rifunzionalizzazione del Meazza (di cui si prevede il parziale mantenimento, mediante la realizzazione di un distretto dedicato allo sport e all’intrattenimento) e un «comparto plurivalente» con funzioni di carattere privato su una superficie di 145mila metri quadrati suddivisa in commerciali, terziarie e ricettive, oltre a funzioni sportive e museali «convenzionabili con il Comune». La proposta interessa una superficie complessiva di 290mila metri quadrati, di cui solo 99mila «occupati» dal nuovo stadio. L’impianto avrà una capienza massima di 60mila spettatori, mentre l’area complessiva sarà affidata ai club attraverso la concessione del diritto di superficie per 90 anni.

Nonostante l’impasse, il sindaco garantisce che non ci saranno passi indietro del Comune. «Con le caratteristiche e le prudenze che devo avere, confermo la disponibilità dell’amministrazione a dialogare con le squadre, capendo la loro necessità di avere un impianto nuovo», ha detto Beppe Sala: «Non faccio un passo indietro, ma porrò le attenzioni necessarie al caso». Soprattutto nella maggioranza di centrosinistra crescono però le perplessità. Carlo Monguzzi (Pd) dà voce al fronte del no: «Ristrutturiamo il Meazza. Un secondo stadio, tonnellate di nuova edificazione e addirittura un nuovo centro commerciale non servono al quartiere ma solo alle casse delle società in crisi». Sull’altro fronte il forzista Alessandro De Chirico lancia l’allarme opposto: «La sinistra ha deciso da tempo di non decidere. Più più passa il tempo e più il rischio di far scappare a gambe levate Inter e Milan dal Meazza diventa fondato». Il presidente nerazzurro Steven Zhang, intervistato ieri da Sky, si limita per ora a ribadire il concetto di sempre: «È molto importante costruire un nuovo stadio, una struttura innovativa per il club. Senza rimarremmo indietro rispetto agli altri club che hanno già fornito una struttura migliore per i tifosi».

Tommaso Giulini: “Serie A al collasso, se il governo non ci aiuta fermiamo il campionato”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/cagliari/2021/06/06/news/tommaso_giulini_serie_a_al_collasso_se_il_governo_non_ci_aiuta_fermiamo_il_campionato_-304530364/

Il presidente del Cagliari chiede certezze sulla prossima stagione: “Non ci permettono di fare calcio, non sappiamo ancora quando riapriranno gli stadi“. I club oggi voteranno la proposta di giocare il prossimo campionato senza partite in contemporanea: “Dazn ci proietta nel futuro ma questo passaggio sarà a fortissimo rischio per noi e i tifosi

«Il sistema è al collasso, non siamo stati considerati nei ristori e non abbiamo garanzie su quando riapriranno gli stadi». Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, milanese con origini (e interessi economici) in Sardegna, lancia il suo allarme. Oggi è convocata l’assemblea di Lega che deve decidere, fra l’altro, sul campionato spezzatino ed eleggere un consigliere indipendente.

Presidente Giulini, pensate a forme clamorose di protesta? – «Dovremo avere il coraggio di non scendere in campo alla prima di campionato. Non è possibile che non ci sia permesso di fare calcio. Si rischia di far scappare imprenditori seri che ci mettono denaro, passione, non vedono un briciolo di sostegno dal governo e non hanno garanzie che da agosto si riaprano gli stadi. Non abbiamo ricevuto aiuti a fronte di perdite enormi. Abbiamo 300 mila addetti, 30 milioni di tifosi, la Serie A garantisce un gettito fiscale da un miliardo. I mancati introiti del ticketing sono più del 50% delle perdite dell’ultima stagione».

La Figc ha già ottenuto la riapertura dell’Olimpico per l’Europeo. – «La preoccupazione principale di Gravina dovrebbe essere far riaprire gli stadi di Serie A, più che quello che farà la Nazionale agli Europei. I club sono super indebitati e noi sosteniamo anche le categorie inferiori».

Intanto in Lega non c’è accordo su nulla. A partire dalla riforma dei campionati. – «Il problema sono gli interessi differenti tra grandi, medie e neo promosse. A noi come Cagliari interessa avere un campionato con più squadre possibili. I grandi hanno invece interesse ad avere meno club per giocare più partite europee: serve buon senso e sintesi tra le parti. La Francia ha votato il ritorno a 18 squadre: è il numero congruo per migliorare l’appetibilità del campionato, ma a quel punto con massimo una retrocessione, più un’altra squadra che spareggia con la seconda di B o la vincente di un play-off di B».

Cosa pensa del passaggio da Sky a Dazn? – «Non è stato facile abbandonare un partner storico come Sky. Dazn ci dà l’opportunità di proiettarci nel futuro, ma servirà un periodo di adattamento a fortissimo rischio per noi e gli appassionati di calcio. Spero riesca in questo interim a garantire un servizio di livello».

Vuol dire che voterete lo spezzatino? 10 gare in 10 slot diversi? – «Potrebbe essere una scelta prudente se fosse motivata dall’esigenza di distribuire meglio i carichi sulla Rete, ma non credo sia solo questo il motivo, pertanto bisogna capire se sia una soluzione fattibile o meno. Confido che venga salvata la contemporaneità nelle ultime tre giornate. Quest’anno abbiamo addirittura assistito allo slittamento a fine campionato di Lazio-Torino per aspettare il giudizio del Coni, contro qualsiasi basilare principio di salvaguardia della regolarità del campionato».

A proposito di Lazio: oggi Lotito non potrà votare a nome della Salernitana. – «Un proprietario con due squadre è una situazione totalmente anomala e credo non accettabile, per la Serie A».

Cosa è stato il progetto Superlega? – «Un tentativo maldestro che avrebbe ucciso i medi e piccoli club».

Non è assurda la cifra che i club spendono per gli agenti? – «Montagne di soldi che escono dal sistema: 15, 20 milioni all’anno ai procuratori, quantità ingiustificate rispetto al servizio che offrono. Ma servirebbe una riforma europea, per non rischiare di favorire chi quei compensi li paga. Il Cagliari, se capitano situazioni ricattatorie, mette gli agenti in blacklist».

Cosa propone per la Lega? – «Credo che dovremmo tutti fidarci maggiormente dei manager che abbiamo scelto in Lega, lasciarli lavorare in autonomia nell’ambito delle deleghe di cui dispongono con una maggiore presa di responsabilità. E giudicarne l’operato a fine mandato. Inoltre dovremmo completare la nostra governance con un consigliere indipendente di alto profilo che possa supportare Dal Pino e De Siervo nel definire a breve col governo il cruciale tema della riapertura in sicurezza degli stadi».

A proposito di stadi: Cagliari, Roma, Fiorentina inseguono il sogno del nuovo impianto – «Altro tema essenziale di cui deve occuparsi il governo. Va bene la nuova legge Draghi sulle infrastrutture, ma non è ancora sufficiente: in Italia per fare uno stadio devi passare per decine di commissioni, bisogna semplificare. A noi la burocrazia è già costata 3 milioni, quasi 4. E se cambiassimo iter li butteremmo via. Servirebbero contributi a fondo perduto per gli stadi. Come credo sia stato fatto a Bologna e Firenze».

La Serie A in 10 orari diversi, il progetto della nuova stagione su Dazn – 

Serie A, in assemblea scoppia il caso Salernitana: perché il club non potrà votare – 

Superlega, deciderà la Corte di giustizia europea


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/05/31/news/superlega_decidera_la_corte_di_giustizia_europea-303585508/

Il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza. L’interpretazione sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici della UE.

Il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia europea nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza. L’interpretazione della Corte sarà determinante per la decisione del giudice spagnolo e per tutti gli altri tribunali che si dovranno pronunciare sul tema.

Interpretazione vincolante – Ricordiamo che Juventus, Barcellona e Real Madrid, i tre club rimasti a difesa del progetto Superlega, si sono rivolte per contestare la presunta violazione da parte di Uefa e Fifa delle norme sulla concorrenza stabilite dall’Unione Europea, rifacendosi al pronunciamento del tribunale commerciale di Madrid delle scorse settimane. La Corte dovrà dare interpretazione delle norme rilevanti nella procedura, e questa sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici dell’Unione Europea che si troveranno ad affrontare una questione analoga nel futuro. Il rischio di una disputa legale tra i club della Superlega e la Uefa è dunque sempre più concreto e le conseguenze rischiano di essere pesantissime.

Uefa: “Difenderemo con forza la nostra posizione” – “La Uefa prende atto dell’annuncio da parte della Corte di Giustizia dell’Ue del riferimento da parte di un Tribunale di Madrid sulla cosiddetta Superlega, nonostante il ritiro di nove dei suoi club fondatori. La Uefa ha fiducia nella sua posizione e la difenderà con forza“. E’ quanto scrive in una nota l’organo di autogoverno del calcio europeo in merito alla richiesta del Tribunale di Madrid che ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia europea nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza.

Dalla Spagna: “I club sono ancora dentro al progetto” – Una marcia indietro simulata. Secondo El Confidencial i nove club che  – su pressione dei tifosi e per evitare sanzoni dall’Uefa – hanno fatto un passo indietro non sono realmente usciti dal progetto. Il quotidiano spagnolo ha pubblicato un documento sottoscritto da tutti i club che hanno aderito al progetto. Documento firmato il 17 aprile, due giorni prima dell’annuncio della Superlega, da tutti i club. Olltre ai tre che non hanno abbandonato l’idea di partecipare a una competizione d’élite (Real Madrid, Barcellona e Juventus), ci sono gli altri scissionisti: Manchester United, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Manchester City, Liverpool, Atlético de Madrid, Inter e Milan. Tutte le società, si legge, hanno lo stesso numero di azioni: “I fondatori hanno deciso di essere proprietari congiuntamente e in egual modo la European Super League Company SL, una società a responsabilità limitata che possiederà e gestirà la Superlega direttamente” . L’idea della competizione per pochi sembrava tramontata dopo le minacce di Uefa e Fifa e la sollevazione popolare inglese che ha innescato l’uscita dei club della Premier League. Secondo El Confindencial nessuna delle nove squadre che avevano fatto marcia indietro ha venduto la propria partecipazione, ossia le azioni della società chiamata a gestire la Superlega. L’accordo con gli investitori è quindi in vigore, non è stato risolto. Di più: nessuno dei club ha nemmeno tentato di risolverlo. Quindi la conclusione è: tutte e nove le società sono ancora dentro a pieno titolo. Dalle scuse alla marcia indietro il passo è stato breve, anche se somiglia a un passo falso.

La Guardia di Finanza sequestra beni per 1 milione a Lo Monaco


articolo: https://www.raisport.rai.it/articoli/2021/05/calcio-catania-la-guardia-di-finanza-sequestra-beni-per-1-milione-a-lo-monaco-932d88e3-b9bc-49a7-a98a-dec3f4cd73e0.html

Per omesso versamento dell’Iva per il Catania nel 2015 e 2017

Beni per oltre un milione di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a Pietro Lo Monaco che, in qualità di legale rappresentante pro tempore del Calcio Catania, avrebbe omesso il versamento dell’Iva negli 2015 e 2017.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura. Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, che hanno consentito il sequestro di 640.000 euro, sempre per omesso versamento dell’Iva, sono state avviate dopo una segnalazione della locale Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate.

Dagli accertamenti è emerso che Lo Monaco, all’epoca dei fatti rappresentate legale del Calcio Catania, ha omesso di versare, per conto della società sportiva, l’imposta relativa agli anni 2015 e 2017, per un importo di oltre un milione di euro.

Proprietà Inter: ‘Chiuso il finanziamento con Oaktree’


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/05/20/proprieta-inter-chiuso-il-finanziamento-con-oaktree_5e41ef98-f6ba-4b4b-930f-1372cc8b9e55.html

(ANSA) – Milano, 20 maggio 2021 –

A seguito di un processo di due diligence e con una comune visione a lungo termine del progetto – apprende l’ANSA – è stata finalizzata oggi un’operazione di finanziamento a livello di azionariato con fondi gestiti da Oaktree Capital Management, L.P.: con questo finanziamento, l’azionista continuerà a sostenere FC Internazionale Milano, con l’obiettivo di superare le difficoltà e le opportunità perse durante il periodo di Covid. (ANSA).

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Inter, arrivano i soldi. Ufficializzato il finanziamento di Oaktree

articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/20-05-2021/inter-ufficiale-finanziamento-oaktree-250-milioni-euro-4101190615458.shtml

Il club nerazzurro potrà contare su 275 milioni di euro concessi dal fondo americano, con Zhang che resterà al comando

Milano 20 maggio 2021

È ufficiale, l’Inter potrà contare sul finanziamento da 275 milioni di euro, concesso dal fondo americano Oaktree. A diffondere la notizia, lo stesso club nerazzurro mediante una nota all’Ansa. Zhang potrà così saldare gli oneri e rimanere al comando dell’Inter.

LA NOTA – “A seguito di un processo di due diligence e con una comune visione a lungo termine del progetto, è stata finalizzata oggi un’operazione di finanziamento a livello di azionariato con fondi gestiti da Oaktree Capital Management, L.P.. Con questo finanziamento, l’azionista continuerà a sostenere FC Internazionale Milano, con l’obiettivo di superare le difficoltà e le opportunità perse durante il periodo di Covid“.

Inter, arrivano 275 milioni: il fondo Oaktree dice sì al prestito, in pegno leazioni del club


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_19/inter-arrivano-275-milioni-fondo-oaktree-dice-si-prestito-pegno-leazioni-club-2bb4980a-b8e6-11eb-86a2-256e95d23aef.shtml

Suning non lascia, due uomini del fondo americano entreranno nel cda

I soldi ci sono. L’Inter sta per chiudere il finanziamento da 275 milioni con il fondo statunitense Oaktree. Un prestito secco, da ripagare nei prossimi tre anni, che nell’immediato mette in sicurezza le casse del club. Non cambia la compagine societaria. Suning resta proprietario con il 68 per cento delle quote e, per il momento, Lion Rock rimane al 31 per cento, ai piccoli azionisti il resto. Non ci saranno annunci, l’ufficialità però è attesa tra oggi e domani. A incassare il prestito non è direttamente l’Inter, ma Great Horizon, la controllante del club. Dei 275 milioni in arrivo dal fondo americano 200 verranno versati alla società nerazzurra. In garanzia Suning ha girato a Oaktree le azioni dell’Inter: se il debito non sarà ripagato il club finirà nelle mani degli statunitensi.

Quello di Nanchino è però un gruppo strutturato e nel suo azionariato figura il governo cinese. Inoltre Suning è all’Inter da sei anni e ha sempre fatto fronte agli impegni finanziari. Oaktree è già in affari con la multinazionale cinese e detiene una quota dei due bond da 375 milioni emessi dall’Inter e sempre onorati dalla famiglia Zhang che altrimenti non avrebbe più credibilità sui mercati internazionali: il prestito dimostra invece la fiducia degli investitori nel gruppo.

Oaktree però ha chiesto di inserire due uomini nel consiglio di amministrazione dell’Inter. Il primo dovrebbe essere il notaio Carlo Marchetti, professore associato di diritto comparato presso l’Università degli Studi di Milano. Per l’altro posto si parla di Federico Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit, da sempre tifoso interista. Due figure di garanzia per il fondo Oaktree. Dovrebbero uscire i consiglieri di Lion Rock. L’operazione finanziamento dà ossigeno alle casse societarie e permette alla famiglia Zhang di mantenere il controllo dell’Inter. Il prossimo passo sarà incontrare l’allenatore e tutta la dirigenza. Va pianificato il futuro e in base a quanto Zhang prospetterà Conte deciderà. Ogni ipotesi resta aperta, la volontà non è quella di rompere ma devono esserci le condizioni giuste per continuare.

Il tecnico porterà al tavolo della discussione i risultati ottenuti, il lavoro fatto per valorizzare la rosa e ribadirà la volontà di continuare a vincere. Servono però garanzie. I 200 milioni in arrivo non saranno destinati al mercato, da condurre in autofinanziamento, ma garantiranno una gestione senza tensioni per la prossima stagione. Il meeting è in agenda nei prossimi giorni, possibile sia entro domenica. Il futuro è tutto nelle mani di Steven Zhang.

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Oaktree? vediamo chi sono

https://it.wikipedia.org/wiki/Oaktree_Capital_Management

Oaktree Capital Management nota semplicemente come Oaktree è una società statunitense di gestione patrimoniale specializzata in strategie di investimento alternative. Oaktree, fondata nel 1995, è il più grande investitore di “titoli in difficoltà” al mondo ed è uno dei maggiori investitori di credito al mondo, è quotata alla Borsa di New York (NYSE: OAK) e ha sede a Los Angeles, con uffici aggiuntivi a New York, Londra e Hong Kong e uffici ad Amsterdam, Stamford, Francoforte sul Meno, Lussemburgo, Parigi, Pechino, Seoul, Shanghai, Singapore e Tokyo.

La società, al 31 marzo 2021, gestisce 153 miliardi di dollari di asset in gestione per la sua clientela che comprende 73 dei 100 maggiori piani pensionistici statunitensi, nonché fondi pubblici, fondazioni, società societarie e assicurative, fondi di dotazione e fondi sovrani.

Serie A, Figc: accordo con club per stipendi marzo pagati a giugno


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/05/17/news/serie_a_figc_accordo_con_club_per_stipendi_marzo_pagati_a_giugno-301417018/?ref=RHTP-BS-I301142739-P3-S3-T1

Il Consiglio della federcalcio ha deliberato il rinvio dei pagamenti di un mese per i club assecondando in parte la richiesta delle società. Si potranno quindi retribuire gli emolumenti di marzo a giugno, e non a maggio. Lotito dovrà vendere la Salernitana entro il 25 giugno

Il Consiglio della Federcalcio, riunito a Roma, ha deliberato il rinvio del pagamento degli stipendi di un mese per i club di Serie A, assecondando in parte la richiesta delle società. I club potranno quindi retribuire gli emolumenti di marzo a giugno, e non a maggio.

Agevolazioni per club colpiti dal Covid – La richiesta dei club di A è stata accolta e accettata dalla Figc: le mensilità saranno posticipate di un mese per agevolare le società, colpite dal Covid-19, e potranno essere versate entro giugno, assecondando così in parte la richiesta dei club, che inizialmente avevano proposto lo slittamento di sei mesi. Gravina, presidente della Figc, aveva già aperto all’accordo che oggi è stato sancito.

Lotito e la cessione della Salernitana – Claudio Lotito avrà tempo fino al 25 giugno per vendere la Salernitana, promossa in serie A. Pena la non ammissione al campionato. Lo ha stabilito oggi il consiglio federale, riconoscendo all’attuale proprietà del club campano 14 giorni in più per definire la cessione rispetto a quanto previsto dall’articolo 16 bis delle Noif che vieta il possedimento di più di una società in capo allo stesso soggetto. Lotito è già proprietario della Lazio.

Diritti tv, a Sky il pacchetto 2 e rinuncia (in parte) al ricorso contro Dazn


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_14/diritti-tv-sky-pacchetto-2-rinuncia-in-parte-ricorso-contro-dazn-tutti-club-chiedono-rinvio-stipendi-86b2a668-b4f7-11eb-a3a5-b3729d611502.shtml?fbclid=IwAR3-xMcs1wk9Cb1qIirA2g881yUDM-tWB506MbyOtK9lt4NyUhgAAyAiVcE

La tv satellitare rinuncia in parte al ricorso contro l’assegnazione dei diritti a Dazn. Le squadre vogliono ritardare il pagamento di 4 mensilità e sperano di tagliarne 2.

I problemi di liquidità che stanno affliggendo i club compattato la Lega di A. Su suggerimento dell’Inter, società che più di ogni altra è costretta a fronteggiare l’emergenza stipendi, i presidenti hanno votato all’unanimità la delibera da portare lunedì in Consiglio federale.

I club chiedono di differire le scadenze relative al versamento di 4 mensilità: in pratica spostare il pagamento di marzo dal 30 maggio al 24 giugno, aprile dal 28 giugno al 31 luglio e far slittare gli stipendi di maggio e giugno al 31 dicembre. Non solo: i presidenti hanno deciso di coinvolgere l’Assocalciatori per trattare lo scabroso tema del taglio di due salari. Trattativa che sarà tutt’altro che semplice considerando che non tutti i giocatori sono iscritti al sindacato e già lo scorso anno la richiesta dei club era caduta nel vuoto.

L’assemblea si è protratta a tarda serata: l’offerta da 87,5 milioni annui presentata da Sky per il pacchetto 2, relativo a tre gare in co-esclusiva, scadeva a mezzanotte. I vertici della Lega hanno tentato di convincere la tv satellitare a ritirare il ricorso contro l’assegnazione a Dazn. Sky ha replicato con una lettera cedendo a una rinuncia parziale senza togliersi la possibilità di un futuro nuovo ricorso. Alla fine con 16 voti favorevoli e due soli astenuti (Lazio e Napoli) Sky si è aggiudicata il pacchetto delle tre partite.

I club di A chiederanno il taglio di due mesi di stipendio ai giocatori


articolo: https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/2021/05/14-81693980/i_club_di_a_chiederanno_il_taglio_di_due_mesi_di_stipendio_ai_giocatori?fbclid=IwAR15U84QAZSupGDfLxJV1fHPkFsNFaszOal2Sa1G8r49fBLZVF2qXBHo63Y

L’assemblea di Lega ha votato all’unanimità la proposta avanzata dall’Inter e che verrà presentata al Consiglio Federale di lunedì

Torino, 14 maggio 2021 

Sempre più pesante la crisi economica che attanaglia i club della Serie A, al punto che ieri – in assemblea di Lega – è passata la linea dell’Inter. I club chiederanno alla Figc di allentare le tempistiche delle scadenze del 31 maggio e 30 giugno, valide per l’iscrizione al prossimo campionato e relative alle ultime quattro mensilità della stagione 2020-21. L’ipotesi è quella di spostare le scadenze al 31 dicembre di quest’anno con una contemporanea dilazione semestrale dei controlli sul rispetto delle scadenze.

Taglio netto di due mensilità – Ma non è tutto: i club hanno deciso di avviare una trattativa con l’Aic, il sindacato calciatori, per chiedere addirittura il taglio netto di due mensilità. In un primo tempo la posizione nerazzurra era sostenuta da BeneventoCagliari, GenoaSampdoria e Crotone, ma dopo alcune ore di discussione tutti i club – anche quelli con problemi meno pressanti – hanno deciso di appoggiare questa linea che certifica un successo diplomatico dell’Inter e come l’unanimità, anche in ambiente tradizionalmente rissoso come quello della Lega di Serie A, si trovi in fretta quando di mezzo ci sono interessi economici comuni. La richiesta verrà formulata alla Figc nel Consiglio Federale convocato per lunedì 17 maggio.