Ezekiel Williams, centrocampista della squadra semi-pro dell’Hendon FC, era stato soccorso dopo una brutale aggressione a Milton Keynes. È morto in ospedale il giorno successivo: la polizia ha aperto un’indagine per omicidio.
Ezekiel Williams – calciatore di 26 anni dell’Hendon FC (squadra semi-prof del nord-ovest di Londra)
Brasile, maxi-rissa da Guinness dei primati: 51 espulsi
Follia durante un incontro del campionato Under 20 di seconda divisione dello Stato di Minas Gerais: alcuni gestacci di un giocatore ospite alla panchina di casa hanno scatenato l’inferno costringendo l’arbitro a mostrare il rosso a 43 giocatori e 8 membri degli staff
Lingua originale: spagnolo È SUCCESSO IN BRASILE Una partita di categoria Sub-20 è finita in un tafferuglio generale durato quasi 40 minuti, oltre a 51 cartellini rossi. Se non bastasse, ha stabilito un nuovo record Guinness
PASÓ EN BRASIL
Un partido de categoría Sub-20, terminó en conflicto campal de casi 40 minutos, además de 51 tarjetas rojas.
Violenza tra tifoserie, 37 Daspo per ultrà di Crema, Pergolettese e Varese: scontri con cinture e bastoni
La Questura di Cremona ha emesso provvedimenti per un totale di 65 anni. Coinvolti anche i tofosi del Carpi. Gli scontri prima delle partire di Serie D e Lega Pro C del 4 e 10 ottobre
Striscione diffamatorio nei confronti del Ceo Fredberg. La società: “Comportamenti inaccettabili e deplorevoli”
Nuovo episodio di tensione attorno alla Sampdoria. Davanti all’abitazione dell’amministratore delegato è stato abbandonato del letame, un gesto che la società ha definito inaccettabile.
Calci e pugni in campo, partita sul Gargano finisce in rissa: cinque calciatori in pronto soccorso
È successo sabato 24 ottobre allo Stadio Riccardo Spina di Vieste, dove si disputava la gara tra la Juniores dell’Atletico Gargano e il San Severo Calcio
Due gruppi di sostenitori dei Red Devils in città per la partita di Champions League contro la squadra di Fabregas si sono fronteggiati nella centralissima piazza Volta: sono volati pugni e tavolini
I frame della scazzottata nel pub
Como –Si sono fronteggiati a tarda notte, nella centralissima piazza Volta di Como, discutendo per questioni al momento tutt’altro che chiare, e arrivando alle mani. La rissa è scoppiata questa notte a Como e ha coinvolto una decina di tifosi del Manchester United, giunti in città alcuni già da ieri per assistere alla partita di questa sera di Champions League.
Da un lato supporter più adulti, dall’altro un gruppo di giovani: alla fine l’ambulanza del 118 ha soccorso tre uomini di 43, 45 e 49 anni, tutti trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna con contusioni non gravi.
Durante lo scontro è volato qualche tavolino, ma non risulta che siano state utilizzate armi. Ora la Digos di Como, assieme ai colleghi giunti dall’Inghilterra assieme ai tifosi, sta identificando tutti i partecipanti.
Momenti di paura durante il match di Bundesliga tra Colonia e Borussia Monchengladbach dove, al gol di Said El Mala, alcuni tifosi bianconeri hanno provocato disordini nel settore ospiti, scontrandosi con i sostenitori di casa. Il vetro che separa le due tifoserie è stato sfondato, sono stati accesi petardi e fumogeni, e dal settore del Gladbach sono stati lanciati fuochi d’artificio verso la tribuna dei tifosi del Colonia. La polizia è intervenuta solo dopo diversi minuti.
Lingua originale: portoghese I tifosi del Borussia Mönchengladbach hanno rotto il vetro di separazione e sono stati a un passo dall’invadere il settore dei tifosi del Colonia al RheinEnergieStadion.
⚠️ Torcedores do Borussia Mönchengladbach quebraram o vidro de separação e ficaram muito perto de invadir o setor da torcida do Colônia no RheinEnergieStadion.
Dopo il secondo gol degli ospiti, l’aggressione alla postazione radio: Silvia Trillini di TVRS è finita in pronto soccorso
Silvia Trillini, giornalista ferita durante la radiocronaca
Grave episodio durante Giulianova-Ancona, partita del campionato di Serie D, girone F. In occasione del raddoppio della squadra dorica, alcuni tifosi locali hanno colpito con pugni la struttura della postazione radio in tribuna stampa,dove i colleghi stavano svolgendo il proprio lavoro. Una vetrata è caduta addosso alla giornalista anconetana Silvia Trillini di TVRS, ferendola alla testa. “Uno dei tifosi del Giulianova ha dato l’ennesimo cazzotto alla struttura in vetro della tribuna stampa che mi è caduto addosso, ferendomi alla testa. Ora sono al pronto soccorso di Giulianova, dove probabilmente dovranno mettermi dei punti”, ha raccontato la collega. Successivamente, la giornalista è stata sottoposta a una Tac, che non ha evidenziato problemi, ed è stata dimessa con alcuni giorni di prognosi.
Solidarietà – Anche la società biancorossa ha espresso vicinanza e solidarietà alla collega attraverso un comunicato stampa. Al termine dell’incontro, i soci del club si sono recati in ospedale per farle visita. Trillini era impegnata nel servizio insieme al collega Ferdinando Vicini. In tarda serata ha fatto ritorno nel capoluogo marchigiano. L’autore del gesto è stato identificato e allontanato dalle forze dell’ordine. Un grave episodio di violenza ai danni di una giornalista mentre svolgeva il proprio lavoro. La presenza dei sostenitori biancorossi, ai quali era stata vietata la trasferta, avrebbe potuto aggravare ulteriormente la situazione di tensione. Per la cronaca, l’Ancona ha vinto 2-0 grazie alle reti di Gueye e Pecci.
Alessandro Cotta, della sezione Aia di Ercolano (Napoli), ha riportato una ferita alla tempia e nove giorni di prognosi. “Questo non è sport, ma scenderò di nuovo in campo non appena mi rimetterò”, ha detto. I carabinieri stanno analizzando i video della sassaiola per identificare i responsabili
L’arbitro colpito con i giocatori intorno. Screenshot dal video della diretta web dell’incontro trasmessa da LaccoAmenotv
Alessandro Cotta, 19enne della sezione Aia di Ercolano (Napoli), è il giovane arbitro colpito alla testa da una pietra durante la partita tra Lacco Ameno e Real San Giovanni Frattaminore, valida per la prima giornata del campionato di calcio di prima categoria. A due giorni dall’episodio emergono nuovi particolari su quanto accaduto nel concitato finale della gara allo stadio Vincenzo Patalanosull’isola di Ischia. Adesso foto e filmati, compresi quelli realizzati dagli spettatori e le immagini delle televisioni, sono al vaglio degli investigatori per provare a identificare i responsabili dei lanci. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Ischia.
L’Aia è l’associazione italiana arbitri, la componente della Federazione italiana gioco calcio (Figc) che si occupa del reclutamento, della formazione e della gestione tecnica, associativa e disciplinare degli arbitri di calcio italiani.
Pietre e oggetti lanciati in campo – Il Real Frattaminore era avanti per 1-0 quando, nei minuti conclusivi dell’incontro, la tensione è salita. Dopo momenti concitati sul terreno di gioco sarebbero stati lanciati diversi oggetti e pietre verso il campo. Una di queste ha raggiunto l’arbitro Cotta alla testa. Nelle immagini diffuse nelle ore successive si vede il direttore di gara portarsi una mano al capo e tentare comunque di riportare la calma prima della definitiva interruzione dell’incontro. Il giovane arbitro si tiene il volto, mentre i giocatori gli si avvicinano per soccorrerlo.
Il giovane arbitro è stato poi medicato per la ferita alla tempia. Gli sono stati applicati punti di sutura e la prognosi indicata è di nove giorni. “Questo non è sport, ma scenderò di nuovo in campo non appena mi rimetterò“, ha detto Alessandro Cottaintervistatodal Tgr Rai Campania.
I video per individuare i responsabili – Il lavoro degli investigatori si concentra adesso sui filmati disponibili per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare chi abbia materialmente lanciato le pietre. Già nelle ore immediatamente successive alla partita il Real San Giovanni Frattaminore aveva denunciato un“finale di gara macchiato dalla violenza“, spiegando che i propri tesserati erano stati costretti a lasciare il campo scortati dalle forze dell’ordine.
Durissima anche la presa di posizione del Lacco Ameno, che aveva definito il lancio della pietra “un atto inqualificabile e criminale“, annunciando la piena collaborazione con le forze dell’ordine per identificare i responsabili ed estrometterli dallo stadio. Sulla vicenda dovrà pronunciarsi anche il giudice sportivo. Le decisioni sono attese nei prossimi giorni.
Luca Percassi insegue Tony D’Amico nel parcheggio dell’Olimpico. Finale rovente dopo la sfida tra Roma e Atalanta vinta in rimonta dai giallorossi.
Luca Percassi, ad dell’Atalanta, e Tony D’Amico, ds della Roma (ANSA)
Finale ricco di tensione quello andato in scena all’Olimpico nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre subito dopo la sfida vinta dalla Roma di Gasperini contro l’Atalanta era in vantaggio fino a pochi minuti prima del triplice fischio. Prima Hermoso e poi Soulé, hanno consentito a Gasp di prendersi in rimonta tre punti pesantissimi contro la sua ex squadra. Ma il finale è stato davvero incandescente. Rabbia da parte dei calciatori della Dea. Una furia che si è poi trasferita anche nella pancia dell’Olimpico fino al parcheggio della tribuna Monte Mario
Protagonisti?L’amministratore dell’Atalanta, Luca Percassi, e il Direttore Sportivo della Roma, Tony D’Amico. Al triplice fischio dell’arbitro Colombo, Percassi non ha trattenuto la sua rabbia e secondo la ricostruzione fatta ha iniziato a insultare D’Amico. Nessuna replica da parte del diesse della Roma, seguito però da Percassi fino al parcheggio all’ingresso della tribuna Monte Mario, tanto che è stato necessario l’intervento del servizio di sicurezza per riportare la situazione alla calma.
D’Amico aveva ricoperto la carica di direttore sportivo dell’Atalanta fino alla passata stagione per poi passare alla Roma seguendo Gasperini al termine di un tiro e molla con la stessa società della Dea. Evidentemente ci sono ancora attriti tra i due. La Roma nel frattempo interviene con una nota: “Il Club ritiene inaccettabile il comportamento tenuto dall’Amministratore Delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, nei confronti di un proprio dirigente e sottolinea la correttezza dimostrata da D’Amico, che ha evitato qualsiasi reazione. AS Roma sottoporrà l’accaduto agli organi competenti della giustizia sportiva per le opportune valutazioni“.
In attesa di capire se ci saranno sviluppi, la Roma ha ritenuto inaccettabile questo comportamento e vuole D’Amico in tutte le sedi opportune.Da capire cosa abbia portato Percassi a una reazione del genere. Probabilmente qualcosa riconducibile proprio al recente passato di D’Amico all’Atalanta prima del trasferimento alla Roma di Gasperini. Oltre a Gasp e D’Amico alla Roma si è trasferito anche lo storico capitano della Dea, Marten De Roon, fortemente voluto in giallorosso dallo stesso allenatore. Al momento non si registrano reazioni o commenti da parte dell’Atalanta.
Sequestrati strumenti atti ad offendere e artifizi pirotecnici. Indagini in corso. Ultrà denunciati per rissa aggravata. Cinquanta in tutto quelli coinvolti
I fatti ricordano un altro turno di Coppa Italia, nell’agosto di due anni fa, con gli scontri all’esterno del Manuzzi di Cesena. Il teatro della nuova spedizione degli ultras del Padova – racconta la Questura – è stato il Parco Ardito DesioaUdine ovest. In cinquanta, compatti, armati di spranghe e incappucciati si sono incamminati verso il quartiere dei Rizzi. Hanno lanciato fumogeni e oggetti contundenti verso i tifosi ospiti, fino a quando non sono intervenute polizia e digos per separare i due blocchi ed evitare il peggio. Per dieci padovani è scattato il Daspo, che va dai tre anni agli otto per chi già aveva precedenti simili. La questura patavina sta collaborando con quella friulana per identificare le altre quaranta persone coinvolte. Anche a causa degli scontri il settore ospiti, con ben 800 tifosi biancoscudati, si è riempito soltanto a partita iniziata. Sul campo, un buon Padova, si è arreso 1-0 al gol di Keinan Davis.
La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027
Tifosi – fotogramma/ipa
Stop alle trasferte per i tifosi del Torino e della Juventus. Dopo gli incidenti avvenuti nel corso del derby del 24 maggio scorso, il Viminale ha disposto il divieto di trasferta fino al 3 novembre 2026. La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027 del campionato di calcio.
Cos’era successo – L’episodio risale al 24 maggio quando la partita è iniziata con un notevole ritardo rispetto alle altre in programma alle 20.45 a causa di disordini fuori dallo stadio. Il prepartita è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un tifoso di 36 anni che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso.
Migliaia di manifestanti hanno provato a entrare nello stadio prima della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, la polizia ha risposto con gas lacrimogeni
Erano attesi. Ci sono stati. Le manifestazioni di insegnanti, le proteste dei cittadini e delle mamme dei desaparecidos sono arrivate fino allo stadio Azteca dove erano schierati migliaia di poliziotti. Prima dell’inizio di Messico-Sudafrica, gara inaugurale dei Mondiali, sono iniziati gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. I manifestanti hanno provato a superare i cordoni di sicurezza e fare irruzione all’interno dell’impianto. Ma i poliziotti in tenuta antisommossa li hanno fermati.
(reuters)
Le migliaia di persone che protestavano hanno risposto, lanciato razzi e pietre contro la polizia e distrutto un camion parcheggiato vicino allo stadio. La polizia per respingere il tentativo di invasione ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i gruppi più numerosi.
Un 45enne juventino ricoverato con trauma cranico dopo gli scontri tra ultras fuori dallo stadio
Un tifoso juventino di 45 anni è ricoverato in codice rosso dopo gli scontri tra ultras avvenuti nel pomeriggio prima delderby Torino-Juventus. L’uomo, secondo le prime informazioni, avrebbe riportato un trauma cranico ed è stato trasportato dai sanitari del 118 prima all’ospedale Mauriziano e poi al Cto di Torino. Le sue condizioni sono critiche, lo stanno operando.
Sulla dinamica del ferimento restano ancora molti dubbi. Non è chiaro infatti se il tifoso sia stato colpito da una pietrao una bottiglia lanciata nel caos degli scontri, forse addirittura dagli stessi tifosi juventini coinvolti nei disordini. Gli accertamenti sono ancora in corso. Il trauma è compatibile con oggetto contundente.
L’episodio ha avuto conseguenze immediate anche sul regolare svolgimento della serata di Serie A. Mentre le altre quattro partite in programma sono iniziate con sette minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, il derby della Mole, dopo una sospensione, è iniziato con un’ora di ritardo e lo stadio molto teso. Oltre 2000 supporter bianconeri hanno lasciato lo stadio.
La dinamica degli scontro fuori allo stadio Grande Torino – Secondo quanto ricostruito, gli incidenti sarebbero scoppiati nel tardo pomeriggio quando i cortei delle tifoserie organizzate di Torino e Juventus sono arrivati quasi contemporaneamente nei pressi dello stadio. Le forze dell’ordine sono intervenute per impedire il contatto diretto tra i gruppi ultras. Durante i momenti di tensione sarebbero stati lanciati oggetti contro la polizia, che ha risposto utilizzando lacrimogeni per disperdere i tifosi.
La reazione di tifosi bianconeri: “Non giocate” – La notizia del ferimento del supporter bianconero si è diffusa rapidamente all’interno dello stadio. Gran parte dei tifosi juventini ha lasciato il settore ospiti per spostarsi nell’antistadio, mentre dalla curva sono partiti cori per chiedere la sospensione della partita. “Non giocate”, il messaggio rivolto alla squadra. Anche i giocatori della Juventus si sono avvicinati alla curva per parlare con i tifosi.Dopo una trattativa con la questura il derby è cominciato con un’ora di ritardo. Per il questore non c’erano motivi di ordine pubblico per sospendere l’incontro.
L’abbandono dello stadio – Quando i giocatori sono scesi in campo per il riscaldamento, i tifosi della Juventus, oltre 2000, hanno lasciato la curca maratona.
I bianconeri affrontano il Torino nell’ultima giornata di Serie A
Il colloquio con i tifosi – Afp
Torino-Juventus comincia alle 21.45.Oggi, domenica 24 maggio, i bianconeri affrontano i granata nel derby della Mole dell’ultima giornata, sperando in risultati favorevoli dagli altri campi che potrebbero regalare la (difficile) qualificazione in Champions League, ma la partita non è ancora iniziata a causa di disordini che dall’esterno dello stadio sono arrivati a ritardare il fischio d’inizio della sfida tra rischio invasione di campo e l’ipotesi, ora sventata, di un rinvio della partita.
Il prepartita però è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un uomo che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso. Dopo l’avvenuto alcuni ultras juventino avrebbero lasciato il settore ospiti per chiedere alla squadra di non giocare la partita.
Quando i giocatori si sono avvicinati ai propri tifosi per salutare e caricarsi, gli ultras avrebbero infatti parlato in particolare con il capitano Locatelli chiedendo di non scendere in campo. Una richiesta però rimasta inascoltata, con i calciatori che hanno ripreso il riscaldamento. Proprio dell’avvenuto ha parlato il dirigente bianconero Damien Comolli: “Non è stato un confronto tra i tifosi e Locatelli, il problema è che c’è un nostro tifoso in ospedale che sta male e i nostri tifosi non sono contenti“, ha detto a SkySport, “gli sta dicendo di non giocare la partita. Partita a rischio? No, no. Dopo la partita io andrò in ospedale a parlare con il tifoso”.
I bianconeri vanno a caccia delle ultime chance di qualificazione alla prossima Champions League, mentre i granata cercano di migliorare il rendimento della passata stagione e chiudere con un risultato di prestigio
La posizione dei tifosi allo stadio – I tifosi del Torino hanno rimosso gli striscioni e sono in silenzio. Quelli della Juve continuano a fare cori per chiedere di sospendere la partita.
Gara al momento sospesa – Dopo aver parlato con Locatelli e con la squadra, gli ultras della Juve continuano a intonare cori chiedendo di sospendere la partita. Al momento le squadre sono negli spogliatoi.
Tensione pre-partita – Nel pre-partita sono avvenuti degli scontri fra tifosi all’esterno dello stadio. La polizia ha arrestato 8 tifosi della Juve, che sono entrati a contatto con quelli del Torino. Ci sono feriti, uno grave ma non in pericolo di vita. Per quest’ultimo motivo i tifosi bianconeri durante il riscaldamento hanno chiesto alla squadra di non giocare.
Notte di paura per il calciatore della Roma che era con la sua famiglia: “Stiamo bene”
Neil El Aynaoui – From ASRoma.com
Rapina nella notte nell’abitazione del calciatore della Roma Neil El Aynaoui, in zona Castel Fusano. Intorno alle 3 una banda di sei uomini vestiti di nero, armati di pistola e volto coperto sono entrati in casa dopo aver divelto una grata della finestra del salone. I rapinatori hanno prima chiuso in una stanza il calciatore, la madre, la compagna e il fratello con la sua compagna. Poi hanno rubatogioielli del valore di circa 10 mila euro, un Rolex e delle borse griffate. Sul posto la polizia. Indaga la squadra mobile.
“Abbiamo vissuto momenti di paura“. Così Neil El Aynaoui parlando con i giornalisti dopo la rapina da parte di sei uomini armati a casa sua. “Se qualcuno ha avuto bisogno di andare in ospedale a causa del forte stress? No, stiamo tutti bene” ha concluso il marocchino prima di recarsi a Trigoria per l’allenamento in vista del match di Europa League con il Bologna.
Episodio da condannare nella sfida del campionato Primavera 1 fra Napoli e Sassuolo. Al minuto 62, il centrocampista degli ospiti, il rumeno Troy Tomsa, viene espulso per proteste dopo una decisione arbitrale e, dopo che sembrava essersi allontanato sulla via degli spogliatoi, torna indietro e strattona fortemente l’arbitro Mattia Maresca.
L’avversario del Napoli, Andrea Smeraldi, prova a fermarlo in tempo, ma Tomsa attacca l’arbitro che resta impietrito. Per la cronaca, la sfida era sul punteggio di 3-2 per gli azzurri, che poi hanno dilagato grazie alla superiorità numerica fino al 5-2 finale.
Tomsa strattona l’arbitro, il comunicato del Sassuolo – Il Sassuolo ha diramato un comunicato per condannare le azioni di Tomsa, promettendo seri provvedimenti nei confronti del calciatore: “L’U.S. Sassuolo Calcio condanna con fermezza il comportamento tenuto da Troy Tomsa nei confronti del direttore di gara, il Sig. Mattia Maresca, in occasione della gara della 29ª giornata del campionato Primavera 1 tra Napoli e Sassuolo. La società ritiene che episodi di questo tipo siano inaccettabili e in totale contrasto con i valori di rispetto e correttezza che rappresentano i principi fondamentali dello sport e che il Sassuolo Calcio promuove costantemente. Il club ha già avviato le opportune valutazioni interne e provvederà ad adottare seri provvedimenti disciplinari nei confronti del calciatore. Il Sassuolo Calcio ribadisce inoltre il proprio impegno nel promuovere, attraverso l’attività sportiva e i numerosi progetti formativi del club, i valori educativi che devono accompagnare la crescita degli atleti e delle atlete“.
Undirigente di squadra aggredisce l’arbitro minorenne durante un campionato Under 17: cinque anni di inibizione e penalità per la società
Sud Sardegna, campo di calcio giovanile: due squadre Under 17 si affrontano. Tra loro, anche l’arbitra, una ragazza di 17 anni. Il primo tempo scorre senza problemi, ma nel secondo tempo la partita sfugge di mano. A rovinare tutto è un dirigente adulto, anche assistente di linea, che dovrebbe aiutare l’arbitro e controllare il gioco.
Al quarto del secondo tempo protesta per una rimessa laterale non concessa. L’arbitra ammonisce il dirigente per comportamento scorretto. La reazione è immediata e violenta: insulti, poi due schiaffi e un pugno che causano alla giovane arbitro lesioni con prognosi di 45 giorni.
La partita termina subito.
Il giudice sportivo interviene con una sanzione senza precedenti: il dirigente viene inibito per cinque anni da ogni attività FIGC, la sua società paga 1000 euro di ammenda, perde la gara 3-0 e subisce due punti di penalizzazione in classifica.
Il caos in Carrarese-Catanzaro dopo un rigore fatto ripetere ai calabresi che è valso il 3-3 finale: alla fine il designatore di A e B è riuscito a scendere negli spogliatoi (senza ricevere colpi) per parlare con l’arbitro Dionisi e, successivamente, a prendere tranquillamente la macchina e dirigersi verso Firenze
Gianluca Rocchi
Momenti di forte apprensione per Gianluca Rocchi presente nel pomeriggio sugli spalti di Carrara per vedere Carrarese-Catanzaro con lo scopo di visionare l’arbitro Federico Dionisi. Per il designatore della Can A e B é stata necessaria la scorta dei Carabinieri visto il clima di tensioni venutosi a creare nel finale di gara. Tutto é accaduto nelle battute conclusive della partita conclusasi 3-3: la ripetizione di un calcio di rigore in favore dei calabresi (tramite revisione-Var piuttosto lunga ma corretta) ha mandato su tutte le furie i tifosi presenti in tribuna. Dionisi ha preso una doppia decisione giusta ma la seconda ha inasprito i tifosi di casa: quando il Catanzaro ha infilato il rigore del 3-3 é esploso il caos.
Spogliatoi – Urla, grida, insulti, braccia alte (e, si racconta, anche sventolando banconote), ma Rocchi é poi riuscito a scendere negli spogliatoi (senza ricevere colpi) per parlare con Dionisi e, successivamente, a prendere tranquillamente la macchina e dirigersi verso Firenze. Non é la prima volta che accade, evidenza di un clima teso.
Aggressione nei pressi del Tempio Voltiano. Altri tre giovani denunciati, la bandiera recuperata dalla polizia
Aggrediti e derubati della loro bandiera mentre passeggiavano sul lungolago. È quanto accaduto ieri pomeriggio a una coppia di tifosi dell’Inter nei pressi del Tempio Voltiano, alle porte dello stadio Sinigaglia.
La polizia di Stato di Como ha arrestato per furto con strappo in concorso un 32enne di Rovellasca, incensurato e appartenente a un gruppo della tifoseria comasca. Per lo stesso reato sono stati denunciati anche un 19enne di Grandate edue fratelli ventenni residenti a Luisago, anche loro senza precedenti e legati allo stesso gruppo di tifosi.
L’aggressione sul lungolago – L’episodio è avvenuto intorno alle 16. Una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura è intervenuta nella zona del Monumento ai Caduti dopo una segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112.
A chiamare sono stati proprio i due sostenitori nerazzurri, che hanno raccontato di essere stati avvicinati e aggrediti da quattro tifosi del Como mentre passeggiavano nella zona del Tempio Voltiano. Durante l’aggressione i quattro avrebbero strappato loro una piccola bandiera dell’Inter.
La bandiera ritrovata al bar – Raccolte le descrizioni degli aggressori, gli agenti si sono messi subito alla ricerca del gruppo. Dopo pochi minuti i quattro giovani sono stati individuati in un bar nelle vicinanze.
Durante il controllo la polizia ha trovato la bandiera appena sottratta nella disponibilità del 32enne di Rovellasca.
Arresto e denunce – I quattro sono stati quindi accompagnati in questura. Dopo aver ricostruito l’accaduto e raccolto la denuncia delle vittime, gli agenti hanno arrestato il 32enne per furto con strappo in concorso, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero per lo stesso reato.
Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno ha disposto per il 32enne gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
Un pugno da Malcore, espulso: indaga anche la Digos
Un pugno negli spogliatoi durante l’intervallo. È quanto sarebbe accaduto allo stadio “Puttilli” di Barletta nel corso della gara tra Barletta e Afragolese, valida per la 25ª giornata del girone H di Serie D.
Secondo quanto si apprende, al termine del primo tempo – chiuso sullo 0-0 – l’attaccante del Barletta Giancarlo Malcore, 32 anni, numero 9 biancorosso, avrebbe colpito al volto il capitano dell’Afragolese, l’argentino Agustín Torassa, 37 anni. L’episodio si sarebbe verificato all’interno degli spogliatoi.
L’arbitro Matteo Cavacini della sezione AIA di Lanciano, informato dell’accaduto, ha disposto l’espulsione di Malcore prima dell’inizio della ripresa. Il secondo tempo è cominciato con circa dieci minuti di ritardo e il Barletta è rientrato in campo in inferiorità numerica. Torassa è stato sostituito da Giuseppe Montaperto.
Il capitano campano è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico minore in regione occipitale, con cefalea e dolore al rachide cervicale. Dopo gli accertamenti è stato dimesso in serata ed è rientrato a casa, sotto monitoraggio medico. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza e della sezione Uigos per gli accertamenti del caso.
La partita si è conclusa con la vittoria del Barletta per 2-0.
Dura la presa di posizione dell’A.C. Afragolese, che in una nota ufficiale ha espresso “la più ferma e totale condanna per il grave episodio di violenza verificatosi negli spogliatoi”, ribadendo che “simili comportamenti non appartengono ai valori dello sport e della leale competizione”. La società campana ha sottolineato come ogni forma di aggressione rappresenti “una sconfitta per tutto il movimento calcistico”, soprattutto quando coinvolge tesserati che dovrebbero essere esempio per i più giovani.
Il club ha rassicurato sulle condizioni di Torassa, definito vigile e costantemente monitorato, dichiarando di confidare nell’operato delle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto.
La vicenda sarà ora valutata dagli organi di giustizia sportiva, chiamati a pronunciarsi sueventuali responsabilità disciplinari.
A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sulle intimidazioni arrivate all’indomani della gara. Pm di Roma aprirà un fascicolo. L’ex fischietto De Santis: “Gli sono vicino, arbitri sono esseri umani e sbagliano”
Inter-Juve, l’arbitro La Penna e il cartellino rosso a Kalulu – Fotogramma /Ipa
Minacce di morte via social, con riferimenti all’indirizzo di casa e alla famiglia, recapitate all’arbitro Federico La Penna nelle ore seguenti a Inter-Juve. Messaggi che hanno coinvolto anche la moglie e le due figlie. A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sul caso.
Intanto la Procura di Roma è in attesa di ricevere la denuncia presentata alla Polizia Postale, gli atti arriveranno a piazzale Clodio all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che avvierà un fascicolo di indagine.
La Penna si è rivolto alla polizia postale denunciando alcune pesanti frasi ricevute dagli haters: ‘‘Ti sparo”, ‘‘ti ammazzo”, ”ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”. Al vaglio i profili da cui sono arrivate le minacce per risalire ai responsabili. Come riferiva stamane il Corriere dello Sport, il 42enne ‘fischietto’ romano, avvocato nella vita professionale, ha raccolto e archiviato commenti, chat e insulti, predisponendo il materiale per una denuncia.
Minacce dopo il ‘caso Bastoni’ – Le intimidazioni sono arrivate all’indomani della gara segnata dall’errore dell’arbitro, ingannato dalla simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni sul secondo giallo comminato al difensore bianconero Pierre Kalulu e dal duro confronto nel tunnel che porta agli spogliatoi alla fine del primo tempo tra l’arbitro e i dirigenti della Juventus Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Messaggi offensivi e minatori hanno riguardato anche Bastoni e la moglie, con attacchi legati all’episodio contestato e riferimenti alla figlia.
L’ex arbitro De Santis: “Gli sono vicino” – “Le minacce all’arbitro La Penna sono da condannare con fermezza, sono vicino a Federico e alla sua famiglia“. Così all’Adnkronos l’ex arbitro Massimo De Santis, in merito alle minacce di morte a La Penna. “Gli arbitri sono esseri umani e sbagliano, in più in questo caso c’è anche la simulazione di un calciatore che lo ha tratto in inganno“, aggiunge De Santis che chiama poi in causa l’utilizzo del Var. “Da quando esiste gli arbitri sono peggiorati, si appoggiano troppo alla possibilità di andare a consultare il video, mancano di personalità. La tecnologia deve essere un supporto non deve sostituire l’arbitro“.
Il responsabile dell’accaduto contro la Cremonese è un «cane sciolto»: si è ferito ed è stato aggredito dagli altri tifosi. Una voltadimesso si procederà all’arresto
Emil Audero
Il secondo tempo è iniziato da 3’12’’. E per scaldarti vuoi non lanciare un petardo contro il portiere avversario?Dalla curva dell’Inter un ultrà non ci pensa troppo e il lancio del classico «bombone» sfiora l’ex nerazzurro Emil Audero,portiere della Cremonese, che cade a terra, stordito dal botto violento a un passo da lui. Dimarco, Lautaro, Bastoni accorrono subito a vedere come sta l’ex compagno (con cui si scuseranno) e condannano il gesto dei loro ultrà, allargando le braccia e «dialogando» coi tifosi. Sotto la curva arriva anche Chivu, che pare molto scosso. Anche lui si lamenta con i tifosi, che poco prima avevano esposto uno striscione che sembra una protesta contro Oaktree, proprietaria dell’Inter: «Nelle vittorie e nelle avversità, mister e squadra siamo al vostro fianco».
Se però questo è il modo, non si va lontano. Il regolamento di conti in curva comunque va in scena subito, perché il responsabile, un cane sciolto, pasticcia con un altro petardo che gli esplode in mano, perde due-tre dita e prima di essere portato in ospedale (in attesa dell’arresto) viene aggredito dai suoi compagni di tifo.
«Vorrei stigmatizzare e condannare un gesto insulso che non ha nulla a che fare con i valori dello sport — dice il presidente nerazzurro Beppe Marotta — . Le autorità stanno facendo indagini, pare sia stato un gesto isolato e si individuerà il responsabile. Va sottolineata la professionalità di Audero, che si è rialzato subito e ha portato a termine la partita. Ma la condanna deve essere esplicita e completa». L’episodio, avvenuto davanti al presidente di Lega Ezio Simonelli, non resterà senza conseguenze: l’Inter rischia una multa fino a 50mila euro, ma anche la squalifica della curva a San Siro. E la prossima partita in casa sarà contro la Juve. Il 3-0 a tavolino sarebbe stata un’ipotesi solo nel caso di sospensione della partita per il rischio sicurezza.
Ma altri lanci di petardi non ci sono stati. «C’era tanta preoccupazione per la salute di Emil — raccontaAlessandro Bastoni— . Non abbiamo certo pensato a sanzioni legate al risultato, non è né corretto né umano. Sono cose che non devono mai e poi mai succedere». Non a caso nel finale l’Inter non è andata a salutare i propri tifosi dopo la vittoria: «È stata una scelta — spiega Bastoni — perché certe cose non devono esistere nel mondo in generale. C’è già tanta violenza in giro ogni giorno e noi vogliamo trasmettere un agonismo sano».
Vicino Frosinone, con mazze e bastoni lungo la carreggiata
Scontri all’alba sull’autostrada A1 tra un gruppo di tifosi del Napoli, diretti a Torino, e uno della della Lazio di rientro da Lecce.
Secondo quanto si apprende, sono entrati in contatto lungo la carreggiata nord che è stata bloccata per alcuni minuti.
Sul posto la polizia e la polizia stradale. – I partecipanti, di cui molti a volto coperto, si sono fronteggiati con mazze e bastoni. Da una prima ricostruzione, gli ultras sono scesi da auto e minivan e si sono scontrati lungo la carreggiata tra Ceprano e Frosinone. La polizia è intervenuta dopo la segnalazione della presenza di più persone con il volto coperto, armate di bastoni, che si stavano affrontando direttamente sulla carreggiata autostradale, che è rimasta chiusa per alcuni minuti. Poi i due gruppi sono risaliti nei veicoli e si sono allontanati.Ottanta tifosi laziali sono stati intercettati all’alba dalla polizia al casello di Monte Porzio Catone, dopo gli scontri avvenuti sull’A1 con ultras del Napoli. Una volta bloccati sono stati compiutamente identificati anche con il supporto della polizia scientifica. Dall’interno di uno dei van diretti verso la barriera autostradale, alla vista degli agenti, sono stati buttati lungo il ciglio della strada oggetti atti ad offendere e coltelli da cucina. Tutto il materiale è stato sequestrato.
È accaduto alla partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di Novese e Acqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria
Botte, insulti, addirittura un calcio in pancia a un ragazzino di 15 anni: è finita con una maxi rissa (in campo e fuori) la partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di NoveseeAcqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria.
A denunciare tutto nelle scorse ore, con una nota, è l’Asd Novese calcio dopo la vittoria per 2-0: «Purtroppo la giornata di sport si è poi trasformata in una oscena e quantomeno rammaricante entrata in campo di una parte di tifoseria acquese, fra cui segnaliamo un genitore che ha colpito un nostro ragazzo con un calcio sull’addome». Un episodio che ricorda da vicino quanto successo ad agosto in provincia di Torino, quando scoppiò una rissa simile fra calciatori 14enni, il papà di un calciatore entrò in campo e colpì il portiere avversario, facendolo finire in ospedale con un trauma cranico e una frattura al malleolo. Seguirono un caso mediatico, squalifiche e Daspoper i protagonisti, sia giocatori sia adulti (compreso il ragazzino colpito, immortalato in un filmato come primo a dare il via alla rissa).
La Novese prosegue accogliendo le scuse del responsabile tecnico dell’Acqui, Federico Rovera, ma aggiunge: «Condanniamo la violenza subita dai nostri ragazzi e dalle famiglie e mister, che all’uscita dagli spogliatoi hanno nuovamente subito una seconda aggressione, terminata solo all’arrivo delle forze dell’ordine con uno scontato dileguarsi dei diretti responsabili».
La società ora chiede un intervento della Federazione almeno per quanto accaduto sul campo di gioco: «Crediamo fermamente che soggetti tanto violenti ed in evidente difficoltà comportamentale vadano allontanati dalle aggregazioni e non solo sportive. I nostri ragazzi sono il futuro, si vergogni chi non è in grado di proteggerli».
L’altra società coinvolta risponde con un’altra nota che non cerca scuse: «L’Acqui F.C. intende esprimere massima solidarietà alla Novese in merito al deprecabile episodio accaduto al termine della gara che ha viste impegnate le nostre squadre U16. Il nostro impegno quotidiano consiste soprattutto nel promuovere e trasmettere valori che sono ben più importanti dei meri risultati sportivi. Riteniamo che episodi come quello accaduto, nulla abbiano a che fare con la dedizione e l’impegno che tutti noi mettiamo in campo, con passione, sacrifici e grande volontà».
La colpa, secondo l’Acqui, è da cercare altrove: «Tante società sono “ostaggio” di qualche spettatore, che ciclicamente con i propri comportamenti, oltre a rovinare una giornata di sport, tende a ledere anche l’immagine della società che in quel momento ospita una gara. Non ci esimiamo assolutamente dalle nostre responsabilità quando deprecabili comportamenti vedono protagonisti nostri tesserati. È molto più complicato farlo nei confronti di persone che non ricoprono in nessun modo ruoli all’interno della società ma che purtroppo, per la famosa “responsabilità oggettiva”, vengono a noi accostati».
A suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia. Alcuni di loro identificati dagli agenti intervenuti
Fermo immagine da un video di èTv
BOLOGNA –Scontri in A1 nel Bolognese a suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia hanno visto coinvolti circa 200 tifosi fra sostenitori della Fiorentina, in arrivo al Dall’Ara per il derby dell’Appennino con il Bologna, e tifosi della Roma, diretti a Torino. I due gruppi si sono scontrati fra l’area Cantagalloe il casello di Casalecchio.
I due gruppi si sono scontrati all’altezza del km 195, sulla corsia di emergenza. Sono intervenute la polizia stradale e la Digos: diversi ultras sono riusciti a dileguarsi, mentre alcuni tifosi della Roma sono stati identificati dagli agenti presso l’area di servizio Secchia, e lo stesso per alcuni sostenitori della Fiorentina prima della gara iniziata alle 15 a Bologna. Non sono stati rinvenuti coltelli. Nella zona dove si sono verificati gli scontri sono state rinvenute alcune tracce di sangue ma non risulta l’intervento di ambulanze.
Il fatto è accaduto nella frazione de Il Matto in un edificio a due piani, si cercano eventuali dispersi. Una paziente ustionata trasferita a Foligno
Un’esplosione nel tardo pomeriggio è avvenuta in una palazzina a due piani a Il Matto, frazione di Arezzo. C’è stato un crollo parziale della struttura, fanno sapere i vigili del fuoco.
Immediato l’allarme al 112. Sul posto sono intervenuti i pompieri, sanitari del 118, forze dell’ordine. Scattato il piano delle grandi emergenze. Le strade di accesso alla zona sono state temporaneamente chiuse per le operazioni di soccorso. Ci sono tre feriti. Uno è in codice verde, quindi non grave, l’altro in giallo e infine una donna di 80 anni è in codice rosso per le ustioni. E’ stata portata a Foligno con l’elisoccorso.
Continuano le ricerche – I pompieri sono al lavoro per verificare se ci sono altre persone sotto le macerie: per l’esplosione si è verificato un parziale crollo oltre a un incendio, spento dai vigili del fuoco. La deflagrazione è stata udita intorno alle 17.22. Per coordinare le operazioni di soccorso è stato attivato il gruppo maxiemergenze 118 Arezzo, con l’impiego di elisoccorso Pegaso 2, automedica, ambulanze infermierizzate della Misericordia di Castiglion Fiorentino, Croce Rossa e Croce Bianca di Arezzo. I vigili del fuoco stanno proseguendo le ricerche tra le macerie per verificare l’eventuale presenza di altre persone coinvolte, anche con l’ausilio di unità cinofile, ma al momento non risulterebbero altri dispersi.
L’allarme nell’archivio diagnostica ha coinvolto anche gli spazi dove si stavano effettuando esami e visite
Un incendio si è sviluppato intorno alle 10 di questa mattina nel padiglione 16 dell’ospedale Sacco di Milano.
Le fiamme hanno avvolto nel giro di pochi minuti parte dell’Archivio Diagnostica interessando anche gli spazi dove in quel momento i sanitari stavano effettuando esami e visite a decine di pazienti.
Nessuno è rimasto ferito o intossicatograzie all’immediato intervento del personale interno e dei vigili del fuoco. I pazienti sono stati tutti evacuati e i trenta vigili del fuoco intervenuti sul posto stanno provvedendo alle operazioni di bonifica.