La sfortuna perseguita Rog: nuova rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro


articolo: https://www.calciocasteddu.it/2021/08/01/la-sfortuna-perseguita-rog-nuova-rottura-del-legamento-crociato-anteriore-del-ginocchio-destro/

Il report medico, dopo la visita odierna specialistica e gli accertamenti strumentali presso la clinica Korian di Quartu Sant’Elena, non lascia dubbi

Nuovo incubo per Marko Rog e per il Cagliari. Dopo l’infortunio di ieri pomeriggio (al 73′ nel test in casa dell’Augsburg) lo sfortunato centrocampista stato sottoposto nella mattinata odierna ad una visita specialistica ed accertamenti strumentali presso la clinica Korian di Quartu Sant’Elena.

LA NOTA DEL CAGLIARI CALCIO“Gli accertamenti hanno evidenziato la completa rottura del neo legamento crociato anteriore del ginocchio destro, impiantato dal professor Christian Fink presso la clinica Hochrum di Innsbruck lo scorso dicembre, in precedenza intervenuto per ricostruire per due volte anche il legamento crociato dell’attaccante Leonardo Pavoletti. Si rendono pertanto necessari ora nuovi accertamenti e valutazioni specialistiche in vista di definire l’iter a cui il calciatore croato si dovrà sottoporre”.

Report medico

01 ago 2021

Report medico

A seguito dell’infortunio riportato nel corso della partita disputata ieri contro l’Augsburg, Marko Rog è stato sottoposto nella mattinata odierna ad una visita specialistica ed accertamenti strumentali presso la clinica “Korian” di Quartu Sant’Elena.

Gli accertamenti hanno evidenziato la completa rottura del neo legamento crociato anteriore del ginocchio destro, impiantato dal professor Christian Fink presso la clinica “Hochrum” di Innsbruck lo scorso dicembre, in precedenza intervenuto per ricostruire per due volte anche il legamento crociato dell’attaccante Leonardo Pavoletti.

Si rendono pertanto necessari ora nuovi accertamenti e valutazioni specialistiche in vista di definire l’iter a cui il calciatore croato si dovrà sottoporre.

Incendi a Pescara: feriti, bagnanti in fuga


articolo: https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2021/08/01/incendi-a-pescara-feriti-bagnanti-in-fuga_40e8b9b5-19ab-417f-bbb1-00d4294710a3.html

Incendio a Pescara, a fuoco la zona sud della città: bagnanti in fuga, brucia la Pineta Dannunziana

Scene drammatiche a Pescara per un incendio che sta devastando la zona sud della città. Le fiamme hanno raggiunto le abitazioni.

Ci sono i primi feriti. È in corso di allestimento un posto medico avanzato nell’area ed è stato attivato il protocollo delle maxi emergenze. I vigili del fuoco, in azione con gli elicotteri, fanno fatica a gestire tutti i fronti dell’incendio. Fuggi fuggi dalle spiagge: le scintille spinte dal vento hanno fatto incendiare le palme degli stabilimenti balneari. 

Un disastro di proporzioni inimmaginabili. La Riserva Dannunziana di Pescara sta bruciando e nella zona sud della città ci sono decine e decine di uomini di tutte le forze dell’ordine. “Abbiamo dovuto evacuare diverse abitazioni e anche stabilimenti balneari a causa del fumo e dei lapilli. Stiamo lavorando con tutti gli uomini disponibili. Il principale avversario è il vento caldo. Con l’elicottero dei vigili del fuoco si sta cercando di limitare i danni“. Queste le parole all’ANSA del sindaco di Pescara Carlo Masci che sta coordinando le operazioni di spegnimento del vasto rogo. 

INCENDIO NELLA PINETA A PESCARA
Incendi a Pescara: bagnanti in fuga, diversi feriti

Festa danzante con 200 persone, chiuso un locale ad Appiano Gentile per violazione delle norme anti Covi


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/08/01/news/festa_200_persone_chiuso_locale_appiano_gentile-312582188/

Hanno organizzato una serata danzante con oltre 200 persone che si scatenavano sulla pista da ballo, nonostante le discoteche siano ancora chiuse per le norme anti Covid e il locale avesse solo l’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande: per questo il Wood Club Pinetina di Appiano Gentile (nel Comasco) si è visto sospendere la licenza per quindici giorni. L’ordinanza, firmata dal sindaco Giovanni Gaetano Pagani, è stata notificata dagli agenti della Polizia locale appianese, insieme a quelli della Divisione polizia amministrativa e sociale della Questura di Como.

Nel corso del mio mandato ho firmato pochi di questi provvedimenti, anche durante l’emergenza sanitaria, perché preferisco sempre la strada del dialogo, ma in questo caso troppe persone hanno adottato un comportamento decisamente sbagliato – sottolinea il primo cittadino – Sono state calpestate le regole e il buon senso, in un periodo in cui è ancora in circolazione un virus pericoloso e in alcuni casi mortale. Non me ne vogliano i ragazzi che frequentano abitualmente il locale e i titolari dell’attività, ma il mio unico obiettivo è la tutela del bene comune“. continua a leggere

Cluster degli attori, 5 vip positivi e star in fuga dalla quarantena. I medici: “Irresponsabili”


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/08/01/news/cluster_attori_roma-312521987/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S8-T1

Da Harvey Keitel a Claudia Gerini, da Valeria Golino a Remo Girone hanno tutti avuto contatti stretti con un contagiato eppure in pochi sono a casa. L’ira dell’assessore D’Amato: “Le regole valgono per tutti”


Stavolta nemmeno Mister Wolf potrà risolvere il problema. Le star del Filming Italy Sardegna festival dovrebbero, per legge, stare tutti in quarantena, non tra aperitivi e bagni al mare. Questo prevede il protocollo, almeno dal 27 luglio, quando è stato rilevato il primo positivo del “cluster degli attori” (che ora ne conta almeno 5), di ritorno dalla kermesse al Forte Village, vicino Cagliari, che dal 21 al 25 luglio ha visto la partecipazione di Harvey Keitel e Claudia Gerini, Remo Girone e Valeria Golino, Elena Sofia Ricci, Giulia Bevilacqua, Sabrina Impacciatore e tanti altri. Ma nemmeno l’ospite più in vista dell’evento, l’82enne Keitel, scolpito nella memoria del grande pubblico nei panni di Mister “risolvo problemi” Wolf, è esente da quella che il presidente dell’ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, definisce “un’ondata di irresponsabilità, resa ancora peggiore dal fatto che si tratta di personaggi pubblici“.

Forse Keitel non è a conoscenza delle leggi italiane in tempi di pandemia, ma restano i fatti: il 28 luglio l’attore, insieme alla moglie e accompagnato da Tiziana Rocca (direttrice di Filming Italy), è stato ospite dell’ambasciata Americana. “Siamo entrati con tampone“, ha sottolineato Rocca giovedì, durante l’unica occasione in cui ha deciso di parlare con Repubblica. Ma essere negativi non basta. La variante Delta, ormai dominante al 95%, impone 10 giorni di quarantena con tampone (negativo) a tutti i contatti dei contagiati, non solo quelli stretti, e fino a 14 giorni prima: in questo caso la regole si applica a tutti i partecipanti al festival sardo.

Ma in un clima di totale omertà, dopo il primo caso il corollario di vip si è spaccato. Alcuni hanno deciso di restare chiusi in casa. E’ il caso di Dino Abbrescia e la moglie, Susi Laude, o di Remo Girone. Entrambi erano attesi al Magna Graecia Film Festival, a Catanzano. “Susi avrebbe presentato qui la sua opera prima il 1 agosto, Girone invece aveva una masterclass il 4, ma per rispetto e cautela hanno annullato la loro presenza – spiega Gianvito Casadonte, direttore della kermesse sul litorale – sono molto preoccupato da questa situazione”.

In quarantena è anche Sabrina Impacciatore, che ha dichiarato di un caso sul set dove lavora, emerso anch’esso il 27 luglio. Claudia Gerini, invece, è stata il 29 luglio al Giffoni film festival, e ieri ci ha tenuto a pubblicare una storia su Instagram: “Volevamo dire che io sono negativa al test del Covid, quindi tranquilli, grazie“, dice l’attrice, che si mostra in video in compagnia dell’anziana nonna. Sempre i social rivelano che Elisa Amoruso ieri era “spiaggiata“, al mare, mentre Elena Sofia Ricci, dopo un viaggio in auto, è giunta “finalmente a casa” dalla figlia.

Impossibile sapere davvero chi sta rispettando le disposizioni, il tracciamento è irrealizzabile. “Nessuno dei positivi risponde al telefono, non possiamo disporre ufficialmente quarantene“, spiegano le autorità sanitarie, che confermano cinque positivi tra registi e attori romanitutti tra gli ospiti tornati dal Forte Village – e alcuni contagi tra i loro familiari. Chi mostra la sintomatologia più grave non era vaccinato. A invitare alla collaborazione è persino l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato: “il tracciamento vale per tutti, attori compresi“, mentre Magi ricorda che “chi non si fa trovare è passabile di guai con la legge”.

L’atletica azzurra nella storia, Jacobs e Tamberi sono d’oro


articolo: https://www.ansa.it/olimpiadi_tokyo_2020/notizie/2021/08/01/tokyo-2020-marcell-jacobs-e-filippo-tortu-nei-100.-e-nel-salto-tamberi_783ffedf-7ebd-45fa-8598-a98e5fb2528e.html

Marcell JacobsGianmarco Tamberi

Non ce l’ha fatta Tortu. L’azzurra Sara Fantini si è classificata per la finale del martello donne

L’Atletica azzurra nella storia con due medaglie d’oro nel giro di pochi minuti. Marcell Jacobs è medaglia d’oro nella finale dei 100 metri delle Olimpiadi di Tokyo 2020 in 9”80 mentre Gianmarco Tamberi è oro ex aequo nel salto in alto con il qatariota Barshim.

Per Marcell Jacobs anche il record europeo registrato in semifinale con 9’84,

L’azzurra Sara Fantini, 23enne di Fidenza, si è classificata per la finale del martello donne con la misura di 71,68 che le è valso il 12/o posto complessivo e quindi l’ammissione alla sfida in cui le migliori si giocheranno le medaglie. “Per me era già un sogno stare qui – il commento dell’azzurra -, figurarsi fare la finale, è la ciliegina sulla torta.

E’ fantastico, sapevo di stare bene quando siamo arrivate qui, lo sentivo, però un conto è dire di stare bene, un altro è venire qui alle nove di mattina e fare le qualifiche, che sono sempre difficili da affrontare, soprattutto a livello mentale”. “In più io non sono una persona mattiniera – aggiunge – e oggi mi sono ritrovata un po’ in crisi, però l’ho gestita bene perché, nonostante il caldo e nonostante tutto, continuavo a ripetermi che meritavo di stare qui. E alla fine ce l’ho fatta“. Qualificata alla finale del martello donne, con il terzo posto nella pool B, l’americana Gwen Berry, 32enne di Houston conosciuta anche come attivista di BlackLivesMatter e per i suoi gesti sul podio, come quando ai Panamericani di Lima 2019 alzò il pugno ‘alla Tommie Smith’ e per questo venne squalificata un anno dalla sua federazione. Ai Trials, dove si è piazzata terza guadagnandosi il posto per Tokyo, non si è girata verso la bandiera, rimanendo immobile in posizione frontale.

Covid, attacco hacker al Lazio, disattivati sistemi e portale della rete vaccinale


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/08/01/news/covid_attacco_hacker_al_lazio_disattivati_sistemi_e_portale_della_rete_vaccinale-312554980/?ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S1-T1

Bloccati tutti i servizi di Salute Lazio, disagio per i cittadini

È in corso un potente attacco hacker al ced regionale. I sistemi sono tutti disattivati compresi tutti quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. Sono in corso tutte le operazioni di difesa e di verifica per evitare il potrarsi dei disservizi. Le operazioni relative alla vaccinazioni potranno subire dei rallentamenti. Ci scusiamo per il disagio indipendente dalla nostra volontà.”

Lo comunica in una nota L’Unità di Crisi Covid 19 della Regione Lazio. Gli addetti alla sicurezza informatica della Regione si sono già rivolti a esperti esterni. Le analisi sono in corso.

L’aggressione al sistema informatico è in corso da questa notte. Non è noto il motivo né l’obiettivo. Ma ci sono conseguenze reali. Chi in questo momento sta attendendo, o ha appena ricevuto la prima o la seconda dose di vaccino, non verrà inserito nel sistema informatico, ma il suo nome, e l’avvenuta somministrazione, verrà registrata su un foglio di carta.

Poi, quando gli informatici della regione avranno sistemato il problema, i dati verranno caricati online. Lo stesso vale per chi deve fare modifiche alla propria prenotazione: tutto bloccato. In tilt anche il sistema che comunica con gli utenti, via mail, gli esiti dei tamponi, gestito a livello centralizzato.

E sulla pagine Facebook di Salute Lazio, si leggono decine di commenti sull’argomento: “non c’è modo di riceverlo in altro modo?”, scrivono gli utenti, “non è possibile che non lo si possa andare a ritirare di persona!”, “siamo abbandonati a noi stessi!”. E c’è già chi immagina che dietro l’attacco ci siano dei no-vax o, come sostengono alcuni, “combattenti per la libertà contro la dittatura sanitaria”. continua a legger

Covid, Unità crisi del Lazio: ‘Attacco hacker al Ced regionale’

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/08/01/covid-unita-crisi-del-lazio-attacco-hacker-al-ced-regionale_ab7ddba7-0824-4dde-8789-a4dfb53b8be3.html

È in corso un potente attacco hacker al ced regionale. I sistemi sono tutti disattivati compresi tutti quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale.

Sono in corso tutte le operazioni di difesa e di verifica per evitare il protrarsi dei disservizi. Le operazioni relative alla vaccinazioni potranno subire dei rallentamenti. Ci scusiamo per il disagio indipendente dalla nostra volontà.” Lo comunica l’Unità di crisi Covid 19 della Regione Lazio.

Sospese le prenotazioni, continuano le somministrazioni con possibili rallentamenti“. Questo l’effetto dell’attacco hacker al centro elaborazioni dati della Regione Lazio comunicato dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato.

E’ un attacco hacker molto potente, molto grave.E’ tutto out. E’ sotto attacco tutto il ced regionale“, afferma l’assessore regionale alla Sanità. “E’ un attacco senza precedenti per il sistema informatico della Regione – aggiunge D’Amato – Le procedure di registrazione possono subire rallentamenti. Sto andando a fare un sopralluogo per verificare la situazione“.

Non lo so, è presto per ipotizzare ogni cosa“, risponde D’Amato alla domanda se ipotizza che dietro l’attacco hacker al sistema informatico della Regione Lazio possano esserci i no vax. L’assessore poi spiega: “abbiamo avvisato le forze dell’ordine e la polizia postale.
   
La polizia postale, d’intesa con la Procura di Roma, ha avviato accertamenti in in relazione all’attacco hacker al ced della Regione Lazio che ha disattivato anche quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. L’apertura del fascicolo verrà formalizzata nelle prossime ore, dopo che a piazzale Clodio verrà depositata una prima informativa. I pm potrebbero procedere per accesso abusivo a sistema informatico. Obiettivo degli investigatori è capire la “matrice” dell’attacco e se c’è stata eventuale richiesta di riscatto.

Cipressa attacca Di Francisca: «Non accetto voltafaccia disgustosi»


articolo: https://www.corriere.it/sport/olimpiadi/21_agosto_01/cipressa-attacca-francisca-non-accetto-voltafaccia-disgustosi-ba138b4c-f298-11eb-9e5d-11e1603bb92c.shtml?fbclid=IwAR3VjLBPwBCmQKQr4oc8Cvc5ya_pEpvBVYzQJE2jyxQA7xCNPW-eVI3PuDU

Il c.t azzurro contro l’ex campionessa del fioretto «Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti»

Andrea Cipressa

Cosa era successo, Vedi il Link:

La polemica non finisce più. Anche perché, alla luce dei risultati inferiori alle attese, è ormai chiaro che non si tratta solo di uno scambio di accuse tra atleti, allenatori ed ex schermitrici, quanto piuttosto di un malessere che coinvolge parte della scherma italiana e che è esploso nel momento in cui non ci sono state vittorie sufficienti a zittire i malumori.

Così dopo le accuse della ex campionessa olimpica di fioretto Elisa Di Francisca alla (ex) compagna di squadra Arianna Errigo e alla gestione del fioretto femminile nella persona del c.t. Andrea Cipressa e la successiva risposta (per interposta) persona dell’ex c.t. azzurro della pallavolo Julio Velasco che trova la mossa «disgustosa» e la successiva spiegazione della stessa Di Francisca arriva anche (via Facebook) l’affondo proprio di Cipressa.

«Sono consapevole del lavoro da fare e non mi nascondo certo dietro a un dito ma mal digerisco la cattiveria gratuita e la maleducazione. Chi vince festeggia e chi perde impara. Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti che scaturiscono da odi, antipatie personali e faide di fazioni opposte. Sono pronto al confronto e a un mea culpa se necessario ma non accetto voltafaccia “disgustosida chi, fino a poco tempo fa, mi osannava con messaggi di stima, apprezzamento e affetto. Il riferimento è alla ex fiorettista Jesina che, dall’alto del suo ruolo di “opinionista” sputa veleno nel piatto in cui ha mangiato sminuendo pure il valore di atlete che, se pure non quello sperato, hanno ottenuto un risultato olimpico degno di rispetto, non è assolutamente velato, anzi» ribatte Cipressa alla Di Francisca. «Ringrazio Velasco per aver espresso in maniera chiara ed esplicita un pensiero che molti, fortunatamente, condividono. Non cerco giustificazioni a vittorie o sconfitte dalle une e dalle altre si impara e si costruisce. A volte però tacere è di una raffinatezza indiscussa», ha concluso Cipressa.

Nelle stesse ore però era proprio il presidente della Federscherma Paolo Azzi che nel fare il bilancio delle medaglie conquistate a Tokyo dalla scherma italiana , 3 argenti grazie a Luigi Samele (spada individuale) Daniele Garozzo (fioretto individuale) e Luca Curatoli, Aldo Montano, Enrico Berrè Luigi Samele (sciabola a squadre) e due bronzi con Rossella Fiamingo, Federica Isola e Mara Navarria (spada a squadre) e Alice Volpi, Arianna Errigo, Martina Batini ed Erica Cipressa (fioretto a squadre), sottolineava «L’assenza di un oro pesa». La Federscherma si attendeva dall’ultima prova delle Olimpiadi giapponesi uno scatto d’orgoglio, con la squadra di fioretto maschile chiamata a cancellare un fastidioso «zero» nella casella degli ori, come non succedeva da Mosca 1980. Ma non è andata così. E ad esprimere tutta la sua insoddisfazione è proprio il n.1 dello Sport italiano Giovanni Malagò, presidente del Coni: «Premesso che lo sport italiano e il Coni devono essere eternamente grati alla scherma, i risultati a Tokyo sono stati profondamente deludenti: ci aspettavamo ben altro. Ora ci vuole una profonda riflessione da parte della federazione, tra tre anni ci sono i Giochi di Parigi: da domani si deve lavorare per ricostruire un ambiente».

Dal tentato suicidio all’argento a Tokyo, la rivincita di Raven Saunders nel peso


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/08/01/news/dal_tentato_suicidio_all_xxxx_alle_olimpiadi_l_odissea_della_joker_del_peso_usa-312530451/

Raven Saunders – Hulk, come la chiamano i fan Usa

L’atleta che gareggia con la mascherina tre anni fa ha fermato la sua auto un attimo prima di gettarsi in una scarpata. Dopo tanto tempo in ospedale psichiatrico ha ripreso in pugno vita e attrezzo, è diventata testimonial per la lotta alla depressione e ai problemi mentali. A Tokyo è seconda

TOKYO – Il “Joker“, l’ultima maschera con cui si è presentata in pedana, ha messo nel sacco tutti. In una mattina gelida di gennaio 2018 è calato il buio nella sua testa ed è arrivata sull’orlo del suicidio. Fermando la sua auto a un passo dalla scarpata dove stava per buttarsi. Tre anni (e diversi mesi di clinica psichiatrica) dopo, Raven Saunders è salita sul podio del getto del peso a Tokyo. Il suo attrezzo da 4 kg è volato a 19,79 metri. Un arco morbido e vincente, la miglior medicina per lasciarsi alle spalle tutte le avversarie (tranne la cinese Lijiao Gong, oro) e il viaggio all’inferno – e ritorno – iniziato tre anni e mezzo fa.

Cosa le sia passato nella testa all’alba del 26 gennaio 2018, Saunders non lo ricorda bene nemmeno lei. In teoria per Hulk, come la chiamano i fan Usa, doveva essere una giornata come le altre: pesi in palestra, una seduta di lancio al campus della Ole Miss University di Oxford, in Mississipi dove dopo il quinto posto alle Olimpiadi di Rio (a soli 19 anni) era già una mezza celebrità. “Per sicurezza mi ero preparata un elenco preciso delle cose che dovevo fare – ha spiegato -: la tabella dell’allenamento, un appuntamento medico, la lista della spesa al supermercato“. Ma appena è salita in macchina, l’ombra che da qualche mese le stava rovinando l’esistenza ha ripreso a martellarle in testa.

Sapevo che avrei dovuto fermarmi in università – è il suo ricordo di quei momenti drammatici -. Ma ero in confusione, annebbiata. Sono passata davanti al cancello del campus e ho tirato dritto“. Con una destinazione precisa: un viadotto sull’autostrada che studiava da tempo. Dove sapeva che sarebbe bastata una piccola sterzata per buttarsi giù di sotto tra gli alberi e chiuderla lì “con una vita dove non avevo più nessuna motivazione per fare niente“. Ci è passata sopra una prima volta. “Sapevo che ero a 10-15 minuti dal mio suicidio“. Appena prima di imboccarlo di nuovo ha accostato a bordo strada e ha inviato un sms a una psicoterapista della Ole Miss. “Volevo che sapesse quello che mi stava succedendo in testa – ha ricordato -. Le ho scritto che avevo paura e che non sapevo quello che stavo per fare a me stessa“. La risposta, per fortuna, è arrivata in pochi secondi. Poi, subito, la chiamata che le ha salvato la vita. La dottoressa le ha consigliato con calma di tornare a casa e di farsi visitare. Saunders si è lasciata convincere. E la diagnosi è stata una mazzata: “Depressione, ansia grave e sindrome da stress post-traumatico“, con ricovero immediato in un centro specializzato in pazienti con problemi mentali. Da cui l’atleta americana è uscita – dopo lunghi mesi di cure – guarita, più forte di prima e pronta a lanciare per una medaglia a Tokyo continuando il suo lavoro da testimonial per aiutare chi – come lei – è finito nel buco nero della nevrosi.

La depressione – “Né io né sua madre Clarissa ci siamo mai accorti dei problemi di Raven“, ha raccontato il suo ex-allenatore Herbert Johnson. “Non volevo scaricare i miei problemi sulle spalle di nessuno“, ha confermato lei che il viaggio all’inferno (e ritorno) l’ha fatto tutto da sola. Colpa forse di un successo arrivato troppo presto. Dopo il bel risultato dei Giochi di Rio il sindaco di Charleston, il suo paese natale, l’ha accolta il 17 agosto 2016 proclamando il Raven Saunders Day, con tanto di parata dalla Burke High School – il liceo della pesista – lungo King Street fino al centro. L’Università del Mississipi le ha spalancato le porte per aiutarla a crescere come atleta e come donna. E proprio allora, quando tutto sembrava perfetto, le sue certezze hanno iniziato a scricchiolare. “Non era nemmeno una questione di problemi di studio – ricorda lei -. In quello me la cavavo. Era il peso degli impegni, delle cose da fare, degli orari da rispettare. Io ero lì solo per lanciare il peso più lontano“.  I muscoli però senza la testa faticano a funzionare. I campionati del mondo e quelli universitari del 2017 non sono andati tanto bene. Saunders aveva anche qualche problema di soldi. Poi sono arrivati un paio di infortuni. E con loro i primi attacchi di ansia e la depressione. “Sentivo il peso della situazione ma pensavo di cavarmela da sola, il problema è che non ti rendi conto di quanto sia grave la situazione fino a quando non è davvero molto grave“. 

Ora, dopo quel drammatico giorno di gennaio 2018, tutto è cambiato. La meditazione e la terapia di gruppo hanno aiutato la pesista a uscire dal tunnel. Lei ha accettato di girare un documentario “Fuori dal buio” sulla sua storia: “Mi scalda il cuore pensare che la mia esperienza possa aiutare chi soffre ad affrontare i problemi, sapendo che se ne può uscire“. Con la testa a posto, anche il peso ha ripreso a volare lontano. A Tokyo è arrivato l’argento.  Ma la sua gara più difficile Saunders l’aveva comunque già vinta ancora prima di salire sulla pedana.

Tokyo 2020, 18 nuovi contagi Covid legati ai Giochi


articolo: https://www.adnkronos.com/tokyo-2020-18-nuovi-contagi-covid-legati-ai-giochi_2pbktn9sxfs4KbEU6SqMQB

Gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno registrato 18 nuovi contagi Covid legati ai Giochi negli ultimi numeri giornalieri pubblicati oggi. Tra i nuovi casi un atleta del Villaggio Olimpico. La cifra giornaliera più alta è stata venerdì con 27. I dati di domenica portano il numero totale di test positivi legati alle Olimpiadi dal 1 luglio a 259. Complessivamente, finora 24 atleti sono risultati positivi al coronavirus.

Olimpiadi di Tokyo, licenziato il direttore della cerimonia di inaugurazione: scherzò sulla Shoah


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/07/22/news/olimpiadi_tokyo_cerimonia_inaugurazione_shoah-311228026/?ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S1-T1

Kentaro Kobayashi, ex attore comico, è stato cacciato per una battuta sull’Olocausto fatta 23 anni fa e rispuntata fuori oggi dagli archivi televisivi. Lo show di domani è senza pace: erano stati costretti alle dimissioni il direttore creativo Hiroshi Sasaki e l’autore delle musiche Cornelius

A ventiquattrore dall’accensione del braciere nello Stadio Olimpico non si sa più chi dirigerà la cerimonia di apertura di Tokyo 2020. Il direttore artistico Kentaro Kobayashi, ex attore comico, è stato cacciato per una battuta sull’Olocausto fatta 23 anni fa e rispuntata fuori oggi dagli archivi televisivi. Con la rimozione di Kobayashi, un fulmine a ciel sereno che in Giappone e non solo sta suscitando polemiche, salgono a tre le epurazioni eccellenti nel team di creativi che ha organizzato lo spettacolo di domani sera. A riprova che il vero motto di questi travagliati Giochi non è l’olimpico “citius, altius, fortius”, ma l’adagio di Murphy: se qualcosa può andare storto, lo farà.

Lo sketch contestato del 1998 – “Durante una performance del passato – spiega il coordinatore di Tokyo 2020 Seiko Hashimoto – Kobayashi ha usato un linguaggio che ha deriso tragici fatti della storia”. Licenziamento con effetto immediato. Nello sketch del 1998 il giovane Kobayashi, in coppia con un altro comico, finge di essere un presentatore televisivo che sta organizzando una puntata e a un certo punto parla di alcuni ritagli di bambole di carta. “I ritagli di quella volta che hai detto ‘giochiamo all’Olocausto’”, aggiunge. Risate del pubblico. Il numero poi prosegue con i due che scherzano su quanto il loro fantomatico produttore televisivo si sarebbe arrabbiato una volta saputo che stavano organizzando una trasmissione con riferimenti alla Shoah.

Tragedia in montagna, morta la 19enne Francesca Mirarchi. Lutto nell’atletica leggera


articolo: https://www.milanotoday.it/cronaca/morta-francesca-mirarchi.html

La giovane era tesserata con la Cba di Cinisello. Il ricordo del sindaco e della sua ex squadra, la Riccardi

Francesca Barbara Mirarchi (Foto: Da Fb (Atletica Riccardi))

La tragedia nelle prime ore del mattino. Francesca Barbara Mirarchi, diciannovenne di Lissone, giovedì 29 luglio aveva piantato la tenda insieme ai suoi amici ai laghi Gemelli, sulle Prealpi Orobie, nel territorio di Branzi (Bergamo). Aveva poi dormito in tenda con gli amici. Il programma sarebbe stato quello di scendere presto, partendo non più tardi delle dieci di venerdì mattina, perché era previsto maltempo. 

La giovane, intorno alle cinque e mezza, si è svegliata e si è allontanata dalla tenda. Voleva fotografare l’alba in quello scenario meraviglioso, tra le montagne. Ma non è più tornata. Intorno alle nove, gli amici hanno dato l’allarme. La guardia di finanza ha cercato di localizzare il telefono (spento) nel modo più preciso possibile, mentre le squadre del soccorso alpino si sono mosse in lungo e in largo e i vigili del fuoco hanno portato sul posto i loro cani molecolari.

Una mobilitazione che, purtroppo, ha dato l’esito più temuto. La ragazza è stata ritrovata verso le quattro del pomeriggio priva di vita, sul fondo di un canalone. Era precipitata, complice probabilmente il buio prima dell’alba. La notizia è rimbalzata immediatamente in Brianza ed anche a Cinisello Balsamo, dove Francesca aveva da poco avviato un tirocinio in Comune legato al servizio civile e dove la famiglia – legata alla società sportiva Cba – è piuttosto conosciuta. I funerali della ragazza si celebreranno a Lissone lunedì 2 agosto. continua a leggere