Una perturbazione atlantica sta attraversando il Centro-Nord portando piogge, temporali e un netto calo delle temperature, soprattutto nelle regioni settentrionali
Pioggia in città – (Ipa)
Il meteo cambia volto sull’Italia. Una perturbazione atlantica sta attraversando il Centro-Nord portando piogge, temporali e un netto calo delle temperature, soprattutto nelle regioni settentrionali. Nelle prossime ore il fronte continuerà a interessare diverse aree del Paese, prima di spostarsi gradualmente verso il Centro-Sud.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media deiLMeteo.it, conferma che il sistema frontale, esteso dalla Liguria al Nord Europa, è accompagnato dall’afflusso di aria fresca in quota e da un elevato tasso di umidità. Il passaggio del fronte determinerà precipitazioni a tratti persistenti sul Triveneto, sulla Liguria, sull’Alta Toscana e sulla Lombardia, pur con fenomeni diffusi su gran parte del Settentrione.
Nella giornata di giovedì 17 settembre, le regioni meridionali rimarranno temporaneamente protette dall’alta pressione, con temperature massime fino a 30°C. Al Nord, di contro, si registrerà un calo termico di almeno 5°C, più marcato nelle aree interessate dalle piogge, che risulteranno a tratti anche consistenti.
Venerdì 18 settembre l’instabilità coinvolgerà gradualmente l’intero territorio nazionale. I modelli indicano precipitazioni sparse al Nord e su gran parte del Centro, in progressivo spostamento verso il Meridione, dove i primi fenomeni interesseranno la Sicilia e la Campania per poi estendersi ai restanti settori.
Nel corso del fine settimana il quadro instabile rimarrà concentrato al Sud e su parte delle regioni centrali, mentre al Nord prevarrà il tempo asciutto.Sabato si prevedono precipitazioni sparse al Centro-Sud e nuvolosità residua al Settentrione. Domenica le piogge si limiteranno al Meridione, con maggiore frequenza tra Sicilia e Calabria, e localmente al Medio Adriatico, all’interno di un contesto generale in progressivo miglioramento.
Per la prossima settimana, le simulazioni modellistiche mostrano scenari ancora divergenti. Alcune proiezioni ipotizzano un afflusso di aria più fredda di provenienza continentale nord-orientale verso il versante adriatico e il Sud, mentre altri centri di calcolo propendono per la rimonta di un mite campo di alta pressione sull’intera Penisola. Trattandosi di proiezioni a lungo termine (oltre i 5 giorni), la tendenza necessiterà di ulteriori conferme nei prossimi aggiornamenti.
NEL DETTAGLIO
Giovedì 17–Al Nord: piogge e temporali sparsi. Al Centro: piogge irregolari. Al Sud: soleggiato.
Venerdì 18 – Al Nord: piogge sparse. Al Centro: molto instabile. Al Sud: instabile con piogge e temporali.
Sabato 19 – Al Nord: nuvoloso, ma asciutto. Al Centro: variabile con qualche locale pioggia. Al Sud: piogge sparse, forti in Sardegna.
Tendenza: domenica instabile al Sud, tempo soleggiato altrove.
Previsto un nuovo peggioramento. Le temperature saranno in linea con le medie stagionali o poco sopra
Una perturbazione nord-atlantica è pronta a spazzare via la mitezza, con conseguenti nubifragi e un crollo termico a partire dalle regioni settentrionali. Se l’inizio della settimana si è aperto all’insegna del sole su buona parte del Paese grazie all’influenza temporanea dell’anticiclone delle Azzorre, l’alta pressione rimarrà confinata in pieno oceano, lasciando la penisola totalmente scoperta e vulnerabile alle correnti instabili del Nord Atlantico.
Il cambio di rotta: piogge in arrivo al Nord – Il punto di svolta è fissato per la giornata di mercoledì 16 settembre. Una profonda sacca di aria fredda in discesa dal Nord Europa si spingerà fin nel cuore del Mediterraneo, portando con sé una perturbazione che colpirà per prima l’Italia settentrionale. I primi segnali di cedimento si avvertiranno tra il pomeriggio e la sera, quando l’aumento della nuvolosità cederà il passo a piogge e temporali, localmente anche intensi, concentrati inizialmente lungo l’arco alpino, prealpino e sull’alta pianura padana.
Giovedì la perturbazione si espande: ombrelli aperti anche al Centro – Il peggioramento entrerà nel vivo giovedì 17 settembre. Il maltempo si estenderà a quasi tutto il Nord e a una fetta consistente delle regioni centrali, portando precipitazioni diffuse, nubi compatte e frequenti fenomeni temporaleschi. Le temperature cominceranno a subire una vistosa flessione, spegnendo sul nascere ogni residua velleità estiva.
Il weekend – Tra venerdì 18 e sabato 19 settembre l’asse del maltempo si sposterà progressivamente verso il Centro-Sud. La formazione di un vero e proprio vortice ciclonico sulle regioni centrali causerà una spiccata instabilità meteo, per poi scivolare nel fine settimana verso le aree meridionali, dove si concentreranno i rovesci più significativi. Soltanto a ridosso della fine del weekend si registreranno i primi segnali di miglioramento a partire da Ovest, grazie a un nuovo timido avvicinamento dell’anticiclone oceanico.
Chi temeva un ritorno dell’afa e delle temperature record può dormire sonni tranquilli. Nonostante il temporaneo rialzo termico delle prime ore della settimana, i termometri non supereranno i 30-31°C di massima in nessuna città italiana. L‘anticiclone delle Azzorre, per sua natura meno opprimente rispetto a quello subtropicale, non avrà la forza di stabilizzarsi a lungo. Il panorama meteorologico sembra ormai definitivamente orientato verso i binari autunnali tipici della seconda metà di settembre.
Le previsioni del tempo per mercoledì 16 settembre
In meno di due ore sono caduti oltre 80 mm di pioggia: “Grazie a tutte le persone che da stanotte e per tutta la mattina sono sul territorio per rispondere alle esigenze dei cittadini”
Una violenta ondata di maltempo ha colpito diverse aree della Toscana, causando allagamenti, caduta di alberi, interruzioni dell’energia elettrica e ingenti danni a strutture e immobili. Una delle zone maggiormente colpite è stata la provincia di Livorno in particolar modo Cecina dove in meno di due ore sono caduti oltre 80 mm di pioggia, una quantità importante concentrata in un tempo molto breve.
Sono stati segnalati allagamenti di scantinati e parcheggi sotterranei, infiltrazioni dai tetti di abitazioni private, rami da tagliare e danni ai campi da tennis di via Aldo Moro. “La ricognizione dei danni e delle criticità è ancora in corso – sottolinea la sindaca Lia Burgalassi – e le squadre stanno continuando a verificare le diverse situazioni sul territorio. Per le segnalazioni di protezione civile è attivo 24 ore su 24 il numero unico del Comune: 0586.61.11.12”.
Allagamenti a Cecina
“Un grazie sincero a tutte le persone che da stanotte e per tutta la mattina sono sul territorio per rispondere alle esigenze dei cittadini e affrontare le situazioni di criticità” conclude la sindaca.
Maltempo oggi in Toscana, dove si sono registrati i maggiori problemi – Nel territorio della provincia di Firenze sono decine le richieste di intervento arrivate ai soccorsi. Le maggiori criticità riguardano Figline Valdarno, Reggello, Rignano sull’Arno e Incisa in Val d’Arno. Interventi sono stati effettuati anche a Montelupo, dove diversi alberi sono caduti a causa del forte vento. Complessivamente, le squadre dei vigili del fuoco hanno già portato a termine 14 interventi, mentre circa una decina di richieste risulta ancora in attesa di essere evasa.
Particolarmente colpita anche la Versilia. Un violento temporale, accompagnato da raffiche di vento, ha interessato Viareggio e i comuni della costa nel primo pomeriggio di ieri. Per ragioni di sicurezza la polizia municipale ha disposto la chiusura temporanea della Passeggiata. Non risultano persone ferite, ma sono numerosi i danni provocati dalla bufera.
Un albero crollato a Viareggio
Nel centro di Viareggio, un grosso pino è crollato nel piazzale della chiesa di Sant’Andrea, travolgendo un pulmino parcheggiato, la veranda di un bar e alcuni cassonetti. Un secondo albero è caduto su uno stabile nella zona della Darsena. Danni sono stati segnalati anche alla veranda di un ristorante e al tetto di un hotel.
Situazione critica anche nella provincia di Massa Carrara, dove si sono verificati allagamenti diffusi tra Carrara, Massa, Montignoso e alcune zone della Lunigiana. Ad Avenza, nel territorio comunale di Carrara, l’acqua ha invaso diversi scantinati. A Massa, invece, alcune aree della città sono rimaste senza corrente elettrica per diverse ore.
Notte intensa anche per i vigili del fuoco della provincia di Grosseto, impegnati dalle prime ore della serata di ieri per fronteggiare gli effetti del maltempo. La zona maggiormente interessata è quella del capoluogo.
Un secondo temporale si è abbattuto sulla città: allerta arancione ancora in vigore, allagamenti in Regione e parchi chiusi. Ecco le raccomandazioni e gli eventi annullati
L’albero caduto in via Morgagni (foto LaPresse)
La sede della Regione allagata, 20 interventi dei vigili del fuoco e un grosso albero caduto sulle auto in sosta che ha ferito una donna. Milano fa la conta dei danni del maltempo che ha colpito la città tra l’alba e il primissimo pomeriggio di mercoledì 9 settembre.
Regione Lombardia ha diramato un’allerta meteo di codice arancione per rischio forti temporali, che rimarrà in vigore fino alla mezzanotte di giovedì 10 settembre. Successivamente, la criticità per i fenomeni temporaleschi passerà a codice giallo per le successive 24 ore.
Parallelamente al quadro temporalesco, resta attiva anche un’allerta meteo di codice giallo per rischio idrogeologico, con decorrenza a partire dalla mezzanotte. A questa si aggiunge un’ulteriore allerta gialla specifica per rischio idraulico, entrata in vigore a partire dalle 14. Entrambe le misure di attenzione rimarranno in vigore fino a prossimo aggiornamento da parte delle autorità competenti.
Alberi caduti, un ferito e acqua al Pirellone – Dopo l’acquazzone avvenuto all’alba, intorno alle 13.30 un secondo temporale si è abbattuto in città. Il forte vento unito ad una pioggia intensa ha messo a dura prova soprattutto la vegetazione del capoluogo. I pompieri, stando a quanto riferito, stanno gestendo una ventina di interventi, concentrati soprattutto su rami di alberi caduti alcuni dei quali hanno bloccato la circolazione stradale. In via Morgagni (Porta Venezia) un albero è caduto sulle auto parcheggiate, in una delle quali c’era una donna di 52 anni rimasta ferita e portata in codice giallo alla clinica di Città studi.
Al Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia, si sono registrate alcune infiltrazioni e l’acqua è arrivata a bagnare i pavimenti al piano terra dell’edificio, come dimostrato da alcuni video.
Parchi chiusi – Il Comune di Milano ha disposto, come spesso succede in questi casi, la chiusura dei parchi pubblici cittadini e i cimiteri (eccetto per le funzioni già programmate). Il Planetario e le biblioteche all’interno dei parchi saranno anch’essi chiusi, mentre si potrà accedere al Museo di Storia Naturale dal cancello di corso Venezia. Sospese anche le attività e i servizi educativi all’interno dei parchi.
Salta il concerto di Levante – Proprio in relazione alla decisione di chiudere i parchi, il concerto di Levante che sarebbe dovuto andare in scena questa sera (9 settembre) al Parco della musica di Milano, è stato annullato. Quitutte le info su come chiedere il rimborso dei biglietti. Lo show di Emma all’Ippodromo Snai San Siro, invece, dovrebbe svolgersi regolarmente.
Le raccomandazioni – In caso di allerte in vigore e di peggioramento della situazione, la protezione civile del Comune di Milano raccomanda una serie di comportamenti da adottare: “Mantieniti aggiornato sull’evoluzione delle condizioni meteo, sii prudente durante eventuali attività all’aperto, proteggi i locali che si trovano al piano strada e metti al sicuro l’automobile”. Inoltre, si sconsiglia di frequentare locali al di sotto del livello stradale, limitare gli spostamenti e fare attenzione nell’attraversare ponti e sottopassi. Infine, si sconsiglia di sostare nei pressi dei corsi d’acqua.
Le previsioni – Secondo gli esperti di 3B Meteo un terzo temporale dovrebbe colpire Milano nel tardo pomeriggio di mercoledì e lungo tutta la serata. Pioggia, seppur debole, attesa anche nel corso della notte e della mattina di giovedì alternata a fasi di forte annuvolamento. Domani le temperature massime non supereranno i 20 gradi.
La Protezione civile nel suo ultimo bollettino ha lanciato l’allerta per temporali per settori di Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Toscana, Piemonte, Umbria e Marche e per rischio idrogeologico su Lombardia e Toscana
Mappa delle allerte meteo del 25 agosto 2026 – (Protezione civile)
Ancora una giornata di maltempo sull’Italia: accanto alla risalite delle temperature, si prevedono temporali soprattutto sulle regioni centro-settentrionali. Per questo, la Protezione civile ha diramato un avviso si allerta meteo gialla per domani, martedì 25 agosto, su quelle più a rischio.
Allerta meteo gialla 25 agosto: l’elenco delle regioni interessate – Stando all’ultimo bollettino pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento, la Protezione civile ha dichiarato allerta meteo gialla per temporali sui settori delle seguenti regioni:
Piemonte – Valli Orco, Lanzo e Sangone, Valli Varaita, Maira e Stura, Valli Susa, Chisone, Pellice e Po, Toce, Val Sesia, Cervo e Chiusella, Pianura settentrionale, Pianura Torinese e Colline
Toscana – Bisenzio e Ombrone Pt, Ombrone Gr-Costa, Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Medio, Serchio-Costa, Ombrone Gr-Alto, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Arno-Casentino, Arno-Valdarno Sup., Arno-Firenze, Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca, Valtiberina, Versilia
E’ stata lanciata anche una allerta meteo per rischio idrogeologico su Lombardia – Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Valchiavenna, Media-bassa Valtellina, Laghi e Prealpi Varesine) e ancora Toscana (Bisenzio e Ombrone Pt, Ombrone Gr-Costa, Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Medio, Serchio-Costa, Ombrone Gr-Alto, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Arno-Casentino, Arno-Valdarno Sup., Arno-Firenze, Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca, Valtiberina, Versilia.
Le previsioni meteo del 25 agosto tra temporali e caldo in aumento – Secondo le previsioni meteo di domani, martedì 25 agosto, la giornata sarà contrassegnata dal passaggio di un fronte moderatamente instabile che interesserà con alcuni rovesci o temporali alternati a schiarite al mattino le regioni settentrionali, la Toscana, l’Umbria e il Lazio, nel pomeriggio soltanto i confini alpini e localmente il pesarese, basso Lazio e alta Campania, come riferiscono gli esperti deIlMeteo.it.
In tilt la sala comando della stazione di Ventimiglia
Chiavari
Il meteo regionale annuncia per oggi, giovedì 20 agosto, instabilità diffusa con rovesci e temporali, anche con probabili fenomeni intensi specie su pianura e Prealpi.
Domani, venerdì 21 agosto, la giornata sarà instabile con possibili temporali sparsi specie dalle ore centrali, con possibili fenomeni intensi. Per quanto riguarda il disagio fisico oggi sarà intenso su pianura e costa, moderato su Pedemontana e su zone montane; domani disagio generalmente debole, o al più moderato su pianura e costa. Sulla base di queste previsioni, la protezione civile regionale ha dichiarato la fase operativa di ‘Preallarme’, ossia arancione, per il rischio idrogeologico per temporali in tutto il Veneto, esclusa la zona delle Dolomiti, dove l’allerta sarà gialla. Allerta gialla anche per il rischio idrogeologico in tutto il territorio regionale. Anche per domani, venerdì 21 agosto, è stata dichiarata la fase gialla in tutto il Veneto per rischio idrogeologico temporali. Per i prossimi giorni, sabato e domenica, si prevede tempo variabile, con occasionali precipitazioni sparse. Disagio fisico tendenzialmente moderato.
LIGURIA – Arpal ha emesso un’allerta arancione per temporali(il massimo grado per questo tipo di evento meteo) dalle 3 alle 15 di domani sul centro levante della Liguria.L’allerta gialla estesa anche al Ponente ligure. In mattinata un temporale molto intenso ha interessato il Tigullio, con 103 mm di pioggia in un’ora misurati dal pluviometro di Chiavari. Per tutta la mattina si sono sviluppate diverse celle temporalesche all’interno di una linea di instabilità che ha attraversato la Liguria. Si è trattato di fenomeni poco estesi ma particolarmente intensi, che si sono originati sul mare e si sono spostati verso l’entroterra per esaurirsi causando allagamenti localizzati.
Il Comune di Chiavari (Genova) ha attivato le sirene per il rischio di esondazione del torrente Rupinaro invitando la popolazione “a seguire le norme di autoprotezione e non sostare nei punti critici“. “La comunicazione della fase di allarme evidenzia un’imminente situazione di rischio elevato – spiega l’amministrazione -. Per non farsi sorprendere da situazioni incontrollabili, derivanti dalla particolare conformazione del nostro territorio è necessario abbandonare subito i locali inondabili situati ai piani strada e sottostanti il piano strada, salire immediatamente al piani alti, aiutare anziani, bambini e persone con disabilità a raggiungere un luogo sicuro. Trovare riparo ai piani alti degli stabili, non transitare su ponti, passerelle, sottopassi e in prossimità dell’argine, non scendere in cantine, seminterrati o garage per mettere al sicuro beni o l’auto“. Segnalate code per allagamenti lungo l’autostrada A12 Genova-Roma tra Chiavari e Recco e tra Chiavari e Lavagna. Stamani a Lavagna (Genova) i vigili del fuoco hanno tratto in salvo una persona rimasta bloccata all’interno del suo furgone nel sottopasso Nino Bixio allagato.
TOSCANA – Sono previste precipitazioni anche molto intense e più persistenti soprattutto sul centro-levante e sull’alta Toscana. Sono attese improvvise forti raffiche di vento superiori agli 80 km/h, mare molto mosso e grandinate con chicchi di piccole e medie dimensioni. Dopo le forti pioggedi questa mattina, ancora in corso, la sala operativa regionale della Protezione civile sta monitorando l’evolversi della situazione sul territorio: per segnalare la presenza di una cella temporalesca persistente in questi minuti sono stati contattati i comuni di Rapallo, Cicagna, Coreglia e Orero. Non sono state segnalate criticità. Il centro meteo di Arpal è al lavoro con i previsori per un aggiornamento nelle prossime ore. Nel corso della mattinata sonoattesi rovesci e temporali sparsi, localmente anche intensi. Possibili grandinate di piccole o medie dimensioni.
Il Comune di Firenzeha deciso di chiudere, dalle ore 22 di oggi e fino alle 18 di domani, parchi, giardini, cimiteri comunali e le ciclopiste fluviali in riva d’Arno:l’ordinanza firmata dalla sindaca Sara Funarosegue l’emissione dell‘allerta meteo con codice arancione per temporali forti nella Toscana centro settentrionale. Per le aree verdi liberamente accessibili la raccomandazione di Palazzo Vecchio è evitare di frequentarle causa il rischio di rami spezzati o abbattimenti di piante. È vietato anche lo svolgimento di mercati, spettacoli, trattenimenti e attrazioni allestiti con attrezzature mobili nei giardini, nei parchi pubblici e nelle aree verdi. Dalle ore 22 sarà sospesa anche la fermata ‘Cascine‘ della linea tramviaria T1.
I BOLLINI ROSSI – Il caldo eccezionale di questa estate persiste al Centrosud e sabato tornano a comparire i bollini rossi, per fortuna solo due: si tratta di Bari e Palermo, contrassegnate con il massimo livello di rischio caldo per tutta la popolazione nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute che prende in considerazione 27 centri urbani. Sempre sabato, spariscono i bollini arancioni che indicano il rischio caldo solo per i più fragili: oggi sono 7 e domani 4, tra cui i entrambi giorni gli stessi capoluoghi di regionePugliaeSicilia. Oggi, in particolare, in arancione ci sono anche Ancona, Bologna, Campobasso, Firenze (domani e sabato in verde) e Roma (domani e venerdì in giallo). Domani, oltre a Bari e Palermo, il rischio caldo per i più fragili riguarderà nuovamente Campobasso, e Pescara. Sia venerdì che sabato si registra una netta prevalenza di bollini verdi (nessun rischio caldo): saranno addirittura 20 domani e 16 sabato, mentre oggi sono 8. I bollini gialli (stato di pre-allerta per una possibile ondata di calore) saranno 3 venerdì e 9 sabato: oggi sono 12.
Fulmine manda in tilt la sala comando della stazione di Ventimiglia – Un forte boato, poi il blackout dei sistemi di comando e sicurezza. Un fulmine, dopo aver colpito un palo, avrebbe provocato un’improvvisa scarica all’interno della stazione ferroviaria di Ventimiglia, mandando in tilt lasala comando e facendo perdere il controllo della circolazione ferroviaria. La stazione è bloccata: non partono e non arrivano treni. I sistemi di comando e sicurezza sono saltati e i tecnici sono al lavoro per cercare di ripristinare la situazione. Un primo intervento ha consentito soltanto di far entrare in stazione un treno con passeggeri a bordo che si trovava ormai alle porte dello scalo ferroviario. Per il resto, la circolazione rimane sospesa e non sono al momento noti i tempi necessari per il completo ripristino.
Treno colpito da un fulmine e rallentamenti per un guasto a Genova – Il treno freccia bianca 8601 partito da Genova e diretto a Roma è fermo nella stazione di Riva Trigoso, nel Tigullio, per un guasto causato da un fulmine. I passeggeri sono stati sistemati su un altro convoglio per proseguire il viaggio. La circolazione ferroviaria è stata rallentata, dopo lo stop alle 9, per un guasto alla linea a Genova Brignole. “I treni Intercity e regionali – comunica Rfi – possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 80 minuti“.
La Protezione civile ha diramato un avviso di allerta meteo gialla per rischio idraulico, idrogeologico e per temporali su 8 regioni: Calabria, Abruzzo, Basilicata, Lazio, Lombardia, Molise, Sicilia e Umbria. L’elenco dei settori interessati
Mappa dell’allerta meteo dell’8 agosto 2026 – (Dipartimento della Protezione civile)
Continua il maltempo su parte dell’Italia, nonostante l’ondata di caldo che mantiene le temperature oltre i 35 gradi centigradi. La Protezione civile ha pertanto deciso di diramare anche per domani, sabato 8 agosto, un avviso di allerta meteo gialla per rischio idrico, idrogeologico e per temporali su settori di alcune regioni, dal Nord al Sud della Penisola.
Allerta meteo 8 agosto, l’elenco delle 8 regioni colpite – Stando all’ultimo bollettino pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento, allerta meteo gialla per rischio idraulico è stata dichiarata per i seguenti settori della Calabria: Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Settentrionale, Versante Jonico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico Meridionale.
Per quanto riguarda i temporali, l’allerta meteo gialla è stata diaramata, oltre che sulla Calabria, anche su settori di Abruzzo (Marsica, Bacino Alto del Sangro, Bacino dell’Aterno), Basilicata(Basi-A1, Basi-A2, Basi-D, Basi-C), Lazio (Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Aniene, Appennino di Rieti), Lombardia (Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Orobie bergamasche, Valcamonica, Laghi e Prealpi orientali, Nodo Idraulico di Milano, Pianura centrale, Alta pianura orientale), Molise (Frentani – Sannio – Matese, Alto Volturno – Medio Sangro),Sicilia(Nord-Orientale, versante ionico, Bacino del Fiume Simeto) eUmbria (Medio Tevere, Chiascio – Topino, Alto Tevere, Trasimeno – Nestore, Nera – Corno, Chiani – Paglia).
Infine, allerta meteo gialla per rischio idrogeologico su settori di Calabria e Sicilia.
Le previsioni meteo dell’8 agosto: ancora caldo ma diminuiscono le città bollino rosso – Anche se è ancora presto per parlare di una “tregua” dal caldo estremo, come affermano gli esperti, a partire da domani ci sarà una diminuzione del numero delle città da bollino rosso: ne saranno “solo” 19 su 27, tra quelle monitorate dal Ministero della Salute. L’allerta resta alta ad Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo. Non mancheranno, però i temporali: al pomeriggio, gli ultimi refoli d’aria fresca e instabile in quota daranno origine a una nuova parentesi temporalesca, limitata però soprattutto ai rilievi del Nord e sulla dorsale appenninica del Centro e su parte del Sud.
L’Italia resta nella morsa del caldo africano: oggi 25 città sono da bollino rosso, temperature fino a 40 gradi e afa intensa. Temporali isolati e possibile attenuazione del caldo dopo l’8 agosto
L’ondata di caldoche sta investendo l’Italia non accenna a diminuire. Anche oggi il Ministero della Salute ha diramato il livello massimo di allerta, il bollino rosso, per 25 delle 27 città monitorate, segnalando condizioni di rischio elevato per la salute non solo delle persone fragili, ma dell’intera popolazione.
Restano escluse soltanto Messina e Reggio Calabria, mentre il resto del Paese continua a fare i conti con temperature eccezionali e un’afa sempre più opprimente.
Parallelamente, la Protezione Civile ha emesso un’allerta gialla per rischio temporali in alcune aree di Abruzzo, Umbria e Sicilia, dove nel pomeriggio potranno svilupparsi fenomeni localmente intensi, pur senza modificare il quadro generale dominato dall’anticiclone africano.
Anticiclone africano protagonista: l’afa durerà almeno un’altra settimana – Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, l’Italia rimarrà ancora per diversi giorni sotto l’influenza di una robusta struttura anticiclonica di origine subtropicale che interessa gran parte del Mediterraneo. La presenza stabile dell’alta pressione impedirà l’arrivo delle perturbazioni atlantiche, favorendo invece giornate soleggiate ma estremamente calde.
Le temperature continueranno a mantenersi ben oltre le medie climatiche del periodo. Nelle aree interne del Centro Italia e in gran parte della Pianura Padana i valori massimi raggiungeranno diffusamente i 38-39 gradi, mentre nelle zone più esposte all’accumulo di calore potranno registrarsi picchi vicini ai 40 gradi.
Le aree maggiormente interessate saranno la pianura emiliano-romagnola, il basso Veneto, la Lombardia sud-orientale, l’Umbria e le zone interne di Toscana e Lazio, dove il caldo sarà accompagnato da condizioni di forte disagio fisiologico.
Mari sempre più caldi e notti tropicali: perché il caldo si percepisce ancora di più – A rendere l’ondata di calore ancora più pesante è l’umidità. I mari che circondano la penisola hanno raggiunto temperature particolarmente elevate, in molti casi superiori ai 28 gradi, alimentando un continuo apporto di vapore acqueo verso le coste e le pianure.
Il risultato è un aumento dell’afa, con un indice di calore molto superiore alla temperatura effettiva e notti tropicali durante le quali il termometro fatica a scendere sotto i 25 gradi. L’assenza di ventilazione e la persistenza dell’aria calda impediscono inoltre agli edifici di raffreddarsi, aumentando il disagio soprattutto nelle grandi città.
Il Ministero della Salute ricorda che il livello 3, identificato dal bollino rosso, indica condizioni di emergenza con possibili effetti sulla salute anche per persone giovani e in buone condizioni fisiche, raccomandando di limitare le attività all’aperto nelle ore più calde, bere frequentemente e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e soggetti fragili.
Temporali solo sulle montagne: nessun vero refrigerio – L’unica variabile rispetto a un quadro meteorologico molto stabile sarà rappresentata dai consueti temporali pomeridiani di calore. Nelle ore centrali della giornata potranno svilupparsi rovesci localmente intensi sulle Alpi, sulle Prealpi e lungo alcuni tratti dell’Appennino.
Si tratterà però di fenomeni circoscritti e di breve durata, capaci di portare un temporaneo abbassamento delle temperature soltanto nelle aree montane, senza effetti significativi sulle pianure e sulle città, dove il caldo continuerà a dominare.
Quando finirà il caldo? I primi segnali guardano all’8 agosto – Per una vera attenuazione della canicola sarà necessario attendere ancora qualche giorno. Le elaborazioni dei principali modelli meteorologici europei iniziano infatti a intravedere un possibile indebolimento dell’anticiclone africano intorno all’8-9 agosto.
In quella fase il Nord Italia potrebbe essere raggiunto da correnti più instabili provenienti dall’Atlantico, con temporali più organizzati e un primo calo delle temperature. Al momento, tuttavia, si tratta di una tendenza ancora da confermare, mentre per gran parte della settimana il caldo intenso resterà il protagonista assoluto su quasi tutta la penisola.
La Penisola torna nella morsa del caldo, domani allerta rossa in un capoluogo
Caldo torrido a Milano – Fotogramma /Ipa
Cresce l’allerta afa e l’Italia torna nella morsa delle ondate di calore. Se per la giornata di oggi, mercoledì 8 luglio, sono 10 le città contrassegnate dal bollino arancione, è da domani che la nuova fiammata riporterà l’allerta massima in uno dei 27 capolouoghi monitorati dal bollettino del ministero della Salute.
Oggi 10 bollini arancioni – Nel nuovo aggiornamento, salgono oggi a 10 le città in arancione. Il livello di allerta 2(indice di possibili rischi per la salute dei fragili) interessa Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona.
Sempre 10 le città con bollino giallo. Si tratta di Bari, Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Reggio Calabria, Roma e Trieste. In verde quindi Cagliari, Catania, Genova, Napoli, Palermo, Rieti e Viterbo.
Domani torna l’allerta rossa – Domani, giovedì 9 luglio, i capoluoghi in verde scenderanno quindi a 5 mentre passeranno a 18 quelli in giallo (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) e a tre quelli in arancione (Perugia, Pescara e Torino). Bollino rosso – il livello 3 di allerta che indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche – a Firenze.
07 luglio 2026
Caldo estremo in Europa, allarme Oms: “In arrivo nuova ondata fino a 43 gradi, è vera emergenza”
Il direttore Hans Kluge convoca una riunione con 41 Stati: “Sistema italiano di sorveglianza della mortalità è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi”
Ondata di caldo record in Francia – Afp
Una nuova ondata di caldo si sta già formando sull’Atlantico. “Per questa settimana si prevedono temperature fino a 43 gradi in Portogallo e nel sud della Spagna. La Francia e i Paesi del Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) si preparano ad affrontare un’altra impennata delle temperature, mentre alcune aree dell’Asia centrale stanno soffocando sotto un caldo che raggiunge i 40 gradi“. E’ l’allarme che arriva dall’Oms Europa nelle parole del suo direttore Hans P. Kluge ha convocato ieri una riunione di emergenza con la partecipazione di 41 Stati e della Commissione europea. “L’incontro ha dimostrato chiaramente come i Paesi stiano affrontando il caldo estremo con la dovuta serietà – ha precisato Kluge in una nota finale – considerandolo una vera e propria emergenza di sanità pubblica e non un semplice fenomeno meteorologico. L’ordine del giorno era preciso: cosa ci ha insegnato l’attuale ondata di caldo e siamo pronti per ciò che ci aspetta? Le risposte hanno evidenziato sia progressi concreti sia lacune che non possiamo permetterci di ignorare“.
Paesi al lavoro: come si affronta l’emergenza in Europa – Come si sta lavorando? “I Piani d’azione per la salute in caso di ondate di calore salvano le vite umane – ha aggiunto Kluge – I paesi dotati di tali piani hanno risposto tempestivamente, coordinandosi efficacemente tra i vari attori coinvolti e proteggendo al meglio la popolazione“. Il direttore generale dell’Oms Europa ha citato l’Italia: “Il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, attivo in 45 città, è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi“. Poi ha elencato altri piano messi in campo.
“La Spagna ha collaborato direttamente con i media per migliorare la comunicazione al pubblico sui rischi sanitari legati al caldo. L’Austria – ha proseguito il Dg – ha attivato il proprio piano aggiornato, ha introdotto normative per la protezione dal caldo dei lavoratori e ha integrato le strutture di coordinamento nazionali e regionali. In Belgio, la fase di massima allerta è stata attivata solo per la seconda volta dal 2020. La Francia ha dimostrato come il coordinamento intersettoriale abbia contribuito ad alleviare la pressione sul sistema sanitario e a rafforzare la risposta complessiva all’emergenza caldo. La Macedonia del Nord ha collaborato con le squadre della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per raggiungere le persone senza fissa dimora“.
In cosa consiste il piano d’azione anti calore – In cosa consiste concretamente un piano d’azione per la salute in caso di ondate di calore? “E’ un sistema che collega i processi di allerta meteorologica precoce alle risposte di sanità pubblica – ha rimarcato Kluge – alla pianificazione della capacità di risposta dei servizi sanitari, agli interventi rivolti ai gruppi a maggior rischio e al coordinamento intersettoriale tra le autorità competenti in materia di salute, salute sul lavoro, assistenza sociale, edilizia abitativa e pianificazione urbana“.
Dall’incontro è emerso un altro aspetto degno di nota secondo il Dg: “I Paesi stanno iniziando a collegare i vari elementi in modo significativo. Gli organismi di gestione delle emergenze si confrontano con i team responsabili delle politiche sanitarie. Gli urbanisti siedono allo stesso tavolo dei funzionari della sanità pubblica. I ministeri dell’ambiente dialogano con quelli della salute. Questo coordinamento intergovernativo – fondato sulla consapevolezza condivisa che il caldo estremo rappresenta una minaccia per la sicurezza sanitaria, e non un problema di competenza di un singolo settore – è uno dei cambiamenti più importanti emersi ieri. Sebbene – conclude – tale processo sia ancora disomogeneo e necessiti di essere incoraggiato, è comunque in atto. Ed è esattamente il tipo di cambiamento strutturale capace di trasformare un piano sanitario contro il caldo da semplice documento a sistema realmente in grado di proteggere le persone“.
Maltempo, bomba d’acqua improvvisa su Milano e provincia: alberi crollati, cartelloni divelti e danni
Maltempo, bomba d’acqua e di ghiaccio su Milano e mezza Lombardia a metà pomeriggio di mercoledì 10 giugno. I vigili del Fuoco di Milano stanno fronteggiando una improvvisa ondata di maltempo nell’hinterland del capoluogo lombardo che sta interessando in particolare l’area intorno a Legnano, ma anche i comuni di Garbagnate Milanese e Cesate.
Una trentina le chiamate di soccorso giunte alla sala operativa di via Messina che riguardano cadute di piante, alberi pericolanti e cartelloni a causa delle forti raffiche di vento. Anche sulla città si è abbattuto un forte temporale con pioggia battente. Nella zona a nord di Milano, soprattutto nel Legnanese e nel Varesotto, è caduta anchegrandine.
Alberi ostacolano il pronto soccorso – I vigili del fuoco stanno intervenendo anche al pronto soccorso di Garbagnate Milanese, dove – riferiscono – a causa della caduta di alberi, le ambulanze faticano a operare. A Novate Milanese, in via Brodolini, il nucleo Saf (speleo alpino fluviale) ha soccorso una motociclista, rimasta intrappolata tra alcuni rami, caduti a causa delle forti raffiche di vento.
Le condizioni della donna – rassicurano i vigili del fuoco – non sono gravi.
Maltempo improvviso – Un passaggio temporalesco molto intenso, durato circa una ventina di minuti, che ha colpito prima Busto Arsizio e la Valle Olona per poi spostarsi verso Castellanza e il Legnanese. Cominciato con una forte pioggia alimentata dal vento, si è presto trasformato in grandinata, con chicchi di ghiaccio anche molto grossi.
Improvvisa ondata di maltempo in Lombardia, violenta grandinata in Brianza – Leggo
10 giugno 2026
Allerta meteo in 4 regioni al Nord, poi temperature fino a 37 gradi. Il climatologo Mercalli: «Sarà un’estate più calda del normale»
Mentre il Nord affronta il maltempo, il resto della Penisola vive già una realtà opposta
Un flusso di correnti umide e instabili proveniente dall’Atlantico, accompagnato da aria fredda in quota, sta per colpire il Nord Italia. La Protezione Civile ha emesso l’avviso: le precipitazioni saranno sparse e diffuse, con carattere di rovescio o temporale su Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia di Bolzano.
Mentre il Nord affronta il maltempo, il resto della Penisola vive già una realtà opposta: dal Centro-Sud ampi soleggiamenti e temperature che toccano già 33–34°C.
Quando arriva il caldo africano – Secondo Federico Brescia diiLMeteo.it, da venerdì 12 giugno la situazione potrebbe cambiare radicalmente. La massa d’aria calda dal Nord Africa sembra destinata a conquistare gran parte del Paese, innescando la prima ondata di calore strutturata del mese. Permane ancora qualche incertezza legata alla possibile discesa di correnti fresche dai Balcani, ma la tendenza principale indica la netta affermazione dell’anticiclone. Previsti picchi fino a 37°C nelle pianure e nelle valli interne.
Il quadro più grande: l’Italia che si scalda – «L’Italia si sta scaldando a una velocità quasi doppia rispetto alla media globale: oltre 2,5 gradi nell’ultimo secolo.Il nostro è un territorio che risente più di altri del riscaldamento, costellato da eventi estremi sempre più frequenti», dice Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana
«Ogni regione, dalle zone alpine a quelle al confine con l’Africa, ha le sue peculiarità. Le grandi città, per esempio, sono sempre più soffocate dal caldo estivo che le rende via via più invivibili», aggiunge. E a proposito di caldo, secondo la tendenza stagionale, «ci sono elevate probabilità che anche l’estate 2026 sia più calda del normale».
«L’attuale struttura del consumo energetico, basata sul fossile, è una minaccia per il clima: se continuiamo a ricorrere a petrolio, carbone e gas non faremo altro che peggiorare il cambiamento. Mentre il clima potrebbe aiutarci nella transizione energetica perché ci fornisce il sole, il vento e l’acqua, le principali tre energie rinnovabili», ha spiegato Mercalli.
Forte instabilità sull’Italia con fenomeni intensi su più regioni. Migliora gradualmente nel fine settimana con l’arrivo dell’anticiclone
Maltempo – (Ipa)
Nuova fase di forte instabilità meteo sull’Italia con temporali intensi, grandinate e colpi di vento in arrivo su diverse regioni.Dopo gli sbalzi termici dei giorni scorsi, la Penisola resta esposta a impulsi perturbati di origine atlantica che manterranno il tempo turbolento almeno fino a venerdì.
Mattia Gussoni, meteorologo deiLMeteo.it, conferma la persistenza di una vasta e profonda area di bassa pressione con centro motore stazionario alle alte latitudini, sul Nord Atlantico. Questa figura ciclonica funge da vera e propria “fucina” di perturbazioni. Invece di rimanere confinata sul nord Europa, questa vasta depressionepilota a più riprese impulsi instabili verso le medie latitudini, trovando un varco aperto verso il bacino del Mediterraneo. L’assenza di un robusto campo di alta pressione (anticiclone) a protezione dell’Italia permette a queste correnti fresche e instabili in quota di penetrare facilmente sui nostri mari.
Il caldo anomalo e i tassi di umidità accumulati nei bassi strati durante l’ultimo periodo hanno trasformato il bacino del Mediterraneo in un serbatoio di energia potenziale pronto ad accendersi. L’arrivo delle correnti fresche atlantiche in quota fungerà da innesco: l’aria fredda, essendo più pesante, scivola sotto l’aria calda e umida preesistente, costringendo quest’ultima a salire violentemente verso l’alto. È proprio questo moto ascendente repentino a generare imponenti nubi cumuliformi cariche di precipitazioni.
Nel corso della giornata di mercoledì 3 giugno sono previsti forti temporali, in particolare sul Triveneto e su gran parte delle regioni centrali. A causa dell’elevata energia in gioco, le celle temporalesche potranno assumere carattere di forte intensità, accompagnate dafrequenti fulminazioni, colpi di vento e, localmente, da grandinate. Il fronte temporalesco si muoverà progressivamente verso sud-est portando precipitazioni anche su Campania e Puglia. Giovedì 4 è atteso il passaggio di un secondo fronte temporalesco che porterà nuovi rovesci in particolare sulle Alpi e sulle regioni di Nord Ovest.
Solamente da venerdì 5, e poi nel corso del successivo weekend, le condizioni meteo sono previste in via di miglioramento grazie ad una prima rimonta dell’anticiclone che proverà a garantire maggiori spazi soleggiati su buona parte del Paese.
NEL DETTAGLIO
Mercoledì 3. Al Nord: instabilità sul Triveneto. Al Centro: tempo instabile, specie su adriatiche. Al Sud: rovesci in Campania e Puglia, meglio altrove.
Giovedì 4. Al Nord: temporaneo miglioramento. Al Centro: temporaneo miglioramento. Al Sud: temporaneo miglioramento.
Venerdì 5. Al Nord: ultimi temporali su Triveneto. Al Centro: piovaschi su settori adriatici, sole altrove. Al Sud: sole prevalente.
Tendenza:da venerdì nuove precipitazioni soprattutto al Nord.
In arrivo tempo instabile con piogge e temporali anche sulle zone interne del Centro-Sud e sui settori adriatici
Maltempo in Lombardia
Il maltempo con vento, piogge e temporali oggi martedì 2 giugno si è abbattuto al Nord, in particolare in Piemonte, Lombardia e Veneto, e ora è allerta meteo anche al Centro-Sud. Un’area di bassa pressione di origine atlantica si è estesa verso il mar Mediterraneo, causando, nella giornata di oggi, condizioni di instabilità sulle regioni settentrionali del nostro Paese. Per domani, mercoledì 3 giugno, è previsto tempo instabile con piogge e temporali anche sulle zone interne del Centro-Sud e sui settori adriatici.
L’allerta meteo – Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse.
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani allerta arancione sulla Liguria di Levante, allerta gialla su alcuni settori di Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana, sugli interi territori di Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e su parte di Lazio, Campania e Puglia.
Nubifragi in Piemonte – Vento forte e nubifragi in Piemonte dove già da questa mattina è scattata l’allerta maltempo. Colpita in particolare la zona del Vercellese.A Crescentino il forte temporale ha scoperchiato il tetto di una scuola elementare e il sindaco Vittorio Ferrero ha disposto la chiusura dell’istituto per la giornata di domani.Grandinate anche a Trino dove si registrano disagi. Il sindaco Daniele Pane sta effettuando un sopralluogo in tutto il centro abitato per verificare le situazioni più critiche e monitorare l’evoluzione degli eventi. “La Protezione Civile è in fase di intervento nelle vie e nelle strade dove il sistema fognario sta incontrando difficoltà nello smaltimento delle acque meteoriche. Ricordo inoltre che i vigili del fuoco sono già impegnati su molteplici interventi nel territorio. Raccomando la massima prudenza negli spostamenti – sottolinea il sindaco – di evitare aree allagate e di limitare gli spostamenti non necessari fino al termine dell’emergenza“.
Soccorsi difficili sul Monte Bianco – Una squadra composta dai tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e Sagf è riuscita a raggiungere due alpinisti polacchi, di cui uno colpito a una spalla da un fulmine, bloccati sul Dente del Gigante, Monte Bianco. I due sono riusciti a portarsi a una quota inferiore rispetto al luogo dell’incidente e i soccorritori li hanno raggiunti. È iniziata la fase di discesa verso il rifugio Torino da dove, grazie a un’attivazione straordinaria della funivia Skyway, saranno condotti a Courmayeur per essere affidati alle cure del personale sanitario. Si stima un tempo di rientro di un paio di ore circa, salvo ulteriori problematiche legate alle condizioni meteo, che permangono avverse.
Allerta a Milano – Il Centro Monitoraggio Rischi Naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta meteo arancione (moderata) per rischio idrogeologico e gialla (ordinaria) per rischio idraulico e temporali. L’allerta arancione per rischio idrogeologico è in vigore dalle 14 di oggi, martedì 2 giugno, fino alla mezzanotte di mercoledì 3 giugno; quella gialla per rischio idrico e temporali è invece in vigore fino alle 6 di domani. Lo comunica il Comune di Milano, invitando “i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi“. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo.
La situazione in Veneto – Da oggi pomeriggio è stata decretata l’allerta arancione per maltempo su tutto il Veneto, con la sola eccezione della provincia di Belluno. La sala operativa della Protezione civile regionale rimarrà aperta h 24 per monitorare la situazione che prevede forti rovesci, forti raffiche di vento e grandinate con quantitativi consistenti e localmente abbondanti specie su Prealpi e pianura. Sotto osservazione specialmente le province di Rovigo e la Bassa Veronese. Ieri il maltempo ha colpito soprattutto la bassa provincia di Padova, insieme alla parte orientale della provincia di Treviso.Domani e giovedì attesa un’attenuazione dei fenomeni che in Veneto riprenderanno venerdì. Maltempo anche in Friuli Venezia Giulia, dove da stasera alle 18 è scattata l’allerta gialla su tutto il territorio regionale.
Alla base di questa situazione c’è una configurazione atmosferica molto particolare; una depressione isolata al largo del Portogallo favorisce infatti la risalita di aria caldo verso Europa occidentale
L’Europa occidentale si prepara a vivere una fase di caldo eccezionale per la fine di maggio, con temperature che in alcune aree di Spagna e Francia potrebbero raggiungere o superare i 35-36°C. Valori che ricordano più il cuore dell’estate che l’ultima decade primaverile. Temperature oltre i 30°C sono attesi anche al Nord.
Perché arriva il caldo – Alla base di questa situazione c’è una configurazione atmosferica molto particolare; una depressione isolata al largo del Portogallo favorisce infatti la risalita di aria caldo verso Europa occidentale, (una pompa di calore) mentre contemporaneamente un robusto promontorio anticiclonico agisce come una vera e propria cupola di calore o ‘heat dome‘.
Ma cosa significa? – Quando un anticiclone è molto forte e persistente, l’aria tende a scendere verso il basso. Questo movimento, chiamato subsidenza, comprime l’aria e la riscalda ulteriormente. Inoltre il cielo spesso sereno e la stabilità atmosferica permettono al calore di accumularsi giorno dopo giorno, amplificando progressivamente le temperature al suolo. per avere caldo intenso non serve necessariamente una diretta invasione di aria dal Nord africa.
La massa d’aria dall’Atlantico – In questo specifico caso, infatti, la massa d’aria arriva dall’Atlantico subtropicale e non dal nord Africa. Eppure gli effetti previsti potranno essere comunque eccezionali per il periodo. Questo perché il caldo estremo dipende da molti fattori quali l’intensità dell’anticiclone, geopotenziali elevati, compressione e riscaldamento dell’aria, durata della configurazione, condizioni del suolo e soleggiamento ed infine, molto importante, il contesto climatico di partenza.
La nuova normalità – Oggi infatti l’Europa parte mediamente da temperature più alte rispetto al passato. Di conseguenza anche configurazioni non necessariamente sahariane possono favorire con maggiore facilità valori molto elevati. Gli episodi meteo eccezionali rischiano così di apparire sempre più normali semplicemente perché si ripetono più spesso. Non significa che siano diventati normali in senso climatologico, ma che il nostro metro percettivo si sta lentamente spostando verso l’assuefazione.
Possibili temporali improvvisi e intensi in diverse aree della regione con grandine di piccole-medie dimensioni, accompagnata da raffiche di vento. Venerdì non andrà meglio. Sole nel weekend. Ma durerà? Cosa dicono le previsioni
Possibili improvvisi forti rovesci e maxi grandinate
Tempo instabile e nuova allerta meteo in Lombardia per la discesa di un’ampia perturbazione sull’Europa centrale.Oggi, giovedì 14 maggio, cielo prevalentemente nuvoloso. In mattinata locali rovesci e isolati temporali sui settori settentrionali; nel pomeriggio sono attesi acquazzoni sparsi su buona parte della regione, localmente anche di moderata o forte intensità con possibilegrandine di piccole o medie dimensioni, accompagnati anche da forti raffiche di vento. Possibili nevicate oltre 1500 metri circa. In prima serata ancora rovesci e temporali sparsi in transito verso est, specie sui settori meridionali.
Oggi allerta meteo gialla per forti temporali – Il maltempo con piogge e temporali che oggi investirà gran parte dell’Italia ha indottola Protezione Civile a diramare un’allerta gialla per rischio temporali in Lombardia. Ecco quali zonesaranno interessate:
Nodo Idraulico di Milano,Pianura centrale, Alta pianura orientale, Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Appennino pavese, Laghi e Prealpi orientali.
A Milano – Il centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalle ore 6 di oggi giovedì 14 maggio, che proseguirà fino a mezzanotte. Lo ha fatto sapere in una nota Palazzo Marino, invitando “i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo“. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile del Comune di Milano sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città.
Venerdì ancora maltempo – Non andrà molto meglio domani, venerdì 15 maggio. In mattinata sono attese piogge diffuse su Alpi e Prealpi con limite neve tra 1200 e 1600 metri circa, nel pomeriggio locali rovesci o temporali possibili su gran parte del territorio. Temperature massime in calo, anche al di sotto della media del periodo.
Un miglioramento nel weekend. Ma durerà? – Per un miglioramento bisognerà attendere il fine settimana: sabato 16 maggio attese nubi e locali precipitazioni residue sui settori centro-orientali, poi prevarrà il sole, anche domenica 17 maggio. All’inizio della prossima settimana l’influenza di un campo di alta pressione in rinforzo sulla Penisola Iberica e del transito di successive perturbazioni sull’Europa centrale porteranno tempo variabile con sole intervallato da possibili passaggi di precipitazioni. Temperature in aumento.
Grandinata sul lago d’Iseo e sulla Franciacorta, chicchi grossi come noci e auto danneggiate
Un violento temporale, poco prima delle 14, si è abbattuto sul basso Lago d’Iseo e sulla zona della Franciacorta.
Il fenomeno più rilevante si è verificato sui rilievi che circondano lo specchio d’acqua. Per oltre quindici minuti ininterrotti, una grandinata di rara intensità ha colpito i centri collinari e la fascia costiera: rovinati molti ulivi e le piante in fiore.
Molte persone hanno raccontato di chicchi dalle dimensioni preoccupanti, grossi come noci, caduti con una forza tale dadanneggiare alcune auto.
Il rumore del ghiaccio che colpiva i tetti è stato descritto dai residenti come un “bombardamento costante“, accompagnato da raffiche di vento.
Allerta gialla – Il Centro Monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico e temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalla mezzanotte di lunedì 11 maggio e fino alle 6 di domani, martedì 12 maggio.
Rischio supercelle – Domani e mercoledì 13 maggio breve tregua dal maltempo. Mentre, giovedì 14 e venerdì 15 maggio tornerà la pioggia.Stando agli esperti deilMeteo.it, il rischio principale è rappresentato dalla formazione di temporali, anche sistemi autorigeneranti o supercelle, alimentati proprio dall’enorme divario termico tra il suolo “riscaldato” e l’aria fresca in quota. Ancora una volta le regioni del Centro-Nord si troveranno in quella pericolosa area di convergenza dove potrebbero verificarsi eventi estremi come grandinate, colpi di vento improvvisi e locali allagamenti.
La settimana fino al giorno 17 vedrà protagoniste precipitazioni diffuse. Allarme ordinario anche per rischio idrogeologico. Non si esclude un netto calo delle temperature alle porte del weekend
La mappa dell’allerta gialla su Milano e Lombardia
Il mese di maggio prosegue nella sua grande variabilità meteorologica, con il maltempo che rischia di essere protagonista anche nella settimana tra l’11 e il 17 del mese corrente.
Il Centro Monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico e temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalla mezzanotte di lunedì 11 maggio e fino alle ore 6 di martedì 12 maggio.
Nello specifico si invitano i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree arischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione, durante il periodo dell’allerta, ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo.
Rischio Idrogeologico per la Regione Lombardia tra l’11 e il 12 maggio
Pioggia e temperature – Secondo gli esperti, l’inizio della nuova settimana proporrà ancora tempo instabile e nuove precipitazioni.
Ad oggi le giornate con maggiore probabilità di pioggia e possibili temporali sono chiaramentelunedì 11– quando un’area di bassa pressione abbraccerà la Regione determinando una giornata di tempo maltempo con piogge ed acquazzoni in particolar modo al mattino – giovedì 14 e venerdì 15 maggio ( un’area di bassa pressione abbraccia la Regione determinando una giornata di tempo instabile con deboli piogge un po’ su tutti i settori, in intensificazione dal pomeriggio. Nello specifico su basse pianure occidentali e Prealpi occidentali giornata perturbata con piogge e rovesci diffusi, anche a carattere temporalesco).
Le temperature sono previste stazionarie o in ulteriore calo, con valori anche al di sotto delle medie del periodo. A Milano, il 15 maggio, potrebbe esserci un netto di calo di 6/7 gradi.
Pesanti rovesci in città e in provincia. Rischio idrogeologico e rischio temporali tra mercoledì e giovedì
Violento temporale a Milano: monitorati i livelli di Seveso e Lambro
Dopo le “avvisaglie” di ieri il maltempo è tornato a colpire la provincia di Milano con forti precipitazioni “a intermittenza” a partire dalla notte. Il centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardiaha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalle ore 9 di oggi, mercoledì 6 maggio, e fino alle ore 6 di giovedì 7 maggio. Emanata allerta gialla (ordinaria)anche per rischio idrogeologico dalle ore 12 di oggi e fino alle ore 9 di giovedì. Come sempre in queste occasioni a essere sorvegliati speciali sono Seveso e Lambro: il livello dei due fiumi è costantemente monitorato.
Meteo, arrivano piogge e temporali (foto Newpress)
Mercoledì 6 maggio: giornata difficile su fronte meteo – Per la giornata di oggi sono previsti rovesci diffusi, anche temporaleschi, già dal primo mattino e in spostamento da Sudovest a Nordest nelle ore centrali. Sui rilievi e sui settori più settentrionali del Nodo Idraulico di Milano si attende possibile persistenza di fenomeni temporaleschi anche nel pomeriggio ed in serata, meno probabili altrove. Nello specifico si prevedono: sulle Prealpi e Nodo Idraulico di Milano cumulate areali tra 30 e 60 mm/24h, con possibili locali picchi tra 70-100mm/24h in corrispondenza dei temporali, più probabili sul Nordovest.
Le indicazioni del Comune di Milano durante l’allerta – Il Comune di Milano nelle scorse ore ha invitato i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. Durante il periodo dell‘allerta, sottolinea il Comune, è importante prestare grande attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile del Comune di Milano sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città. Per restare sempre informati sui rischi meteorologici è possibile collegarsi al sistema di allerta della Protezione civile del Comune di Milano registrandosi al link oppure scaricando le app gratuite per sistemi operativi Ios e Android.
Le previsioni meteo: il bollettino di Arpa – “La situazione meteorologica – sottolinea Arpa Lombardia nel suo bollettino meteo – permane condizionata da venti umidi proveniente dall’Atlantico, associati ad una profonda e persistente area di bassa pressione collocata tra Francia e Penisola Iberica. Nel dettaglio, piogge e temporali diffusi nella giornata di oggi, mercoledì 6, su buona parte della regione, neve su Alpi e Prealpi oltre i 1800-2000 metri. Tra domani, giovedì 7, e venerdì 8, più sole e tempo asciutto sulla pianura, possibili veloci acquazzoni nel corso del pomeriggio sui rilievi. Sabato 9 tempo buono con prevalenza di sole. Temperature che, dopo il calo dei giorni scorsi, torneranno ad aumentare nei valori massimi, con punte in pianura diffusamente oltre i 20 °C. Tra domenica 10 e martedì 12 è probabile un nuovo passaggio perturbato più organizzato, per cui si prevedono precipitazioni su buona parte del territorio, specie a ridosso di Alpi e Prealpi. Le temperature sono previste stazionarie o in leggero calo, probabilmente con valori minimi e massimi intorno alle medie del periodo”.
Dopo un mese di aprile caldo e soleggiato, già a partire da questa notte potrebbero arrivare le prime piogge
Dopo tanto sole e giorni di caldo durante il mese di aprile, con picchi di massime abbastanza anomale, arriva a Milano e in Lombardia una fase di instabilità con rovesci e abbassamento delle temperature. Le prime piogge potrebbero arrivare già a partire da questa notte, mentre le giornate più perturbate saranno martedì 5 maggio e mercoledì 6. “Domani si avrà un calo delle temperature massime che passeranno dai 25-26 gradi di questi ultimi giorni a 16-17 gradi”, spiega Samantha Pilati, meteorologa della Fondazione Omd-Osservatorio meteorologico Milano Duomo. Varieranno di poco, invece, le minime. Già nella mattinata di oggi i milanesi hanno avvertito un lieve calo delle temperature, ma domani bisognerà tirare fuori una giacca più pesante.
Per la giornata di mercoledì non si escludono fenomeni a carattere temporalesco, anche di forte intensità, ma non in maniera continuativa. Già nella tarda serata è prevista qualche schiarita e la situazione meteo migliorerà nel corso delle giornate di giovedì e venerdì, in cui dovrebbe tornare il sole e si avrà un nuovo aumento delle massime. Ma il weekend non è fuori pericolo: il tempo sarà variabile, soprattutto domenica. Insomma, dopo un mese di aprile che nel complesso ha regalato giornate di sole e molto calde, più vicine all’estate che alla primavera, ora questo cambio di clima può sembrare più accentuato.
Ma in realtà è assolutamente in linea con la stagione primaverile, caratterizzata da fasi di instabilità. “Per tutta la prima fase di maggio, fino a metà mese circa, la situazione meteo sarà molto variabile”, spiega Pilati. Si verificheranno più piogge rispetto al mese di aprile, in cui il fenomeno temporalesco più significativo si è verificato il 19 aprile, con una grandinata intorno alla mezzanotte e 8,4 millimetri di pioggia caduti. È stato nel mese di marzo, però, che si è verificato l’episodio di maltempo più significativo: nel weekend del 14 e 15 marzo la pioggia e il vento di scirocco hanno colpito Milano e sono caduti rispettivamente 31,8 millimetri di pioggia il sabato e 11,5 la domenica.
Una supercella ha colpito Paderno Dugnano e l’hinterland con diametri fino a 5 cm, mentre l’aria fresca dai Balcani mette fine al caldo fuori stagione
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
La serata di domenica 19 aprile ha segnato una brusca interruzione della parentesi quasi estiva che ha interessato la Lombardia negli ultimi giorni, portando con sé fenomeni meteorologici di eccezionale intensità. Una vasta supercella ha attraversato le province di Milano, Monza e Como, scaricando a terra una quantità significativa di energia sotto forma di fulmini e, soprattutto, grandine di grosse dimensioni. L’evento ha colpito con particolare forza la periferia Nord del capoluogo meneghino e diversi centri della Brianza, trasformando rapidamente le strade in fiumi bianchi e sorprendendo i residenti con chicchi che hanno raggiunto il diametro record di 5 cm. Questo temporale, dalle caratteristiche tipicamente estive nonostante il calendario indichi ancora metà primavera, ha trovato terreno fertile nel forte contrasto termico presente sul suolo padano.
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
Danni nell’hinterland e dinamica del fenomeno – Il bilancio del maltempo è fortunatamente contenuto nel centro di Milano, dove i Vigili del Fuoco non hanno dovuto effettuare interventi di rilievo. In zone come Sesto San Giovanni e nei quartieri della periferia Nord, la grandineè caduta abbondante ma con dimensioni ridotte, limitando i disagi alla viabilità e ai piccoli allagamenti. La situazione appare molto diversa nell’hinterland, specialmente a Paderno Dugnano: qui la violenza della supercella ha generato chicchi con diametri compresi tra i 3 e i 4 cm, capaci di sfondare i parabrezza delle auto in sosta e ammaccare pesantemente le carrozzerie.
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
L’innesco di questo sistema temporalesco è da ricercare nel violento scontro tra masse d’aria diverse. L’aria più fredda, penetrata rapidamente da Nord, ha impattato contro l’anticiclone subtropicale che stazionava sulla pianura da diversi giorni, regalando un assaggio d’estate anticipato. Il contrasto tra il calore preesistente e l’infiltrazione fresca ha generato la spinta ascensionale necessaria per la formazione di nubi a grande sviluppo verticale, tipiche dei fenomeni grandinigeni più distruttivi.
Per monitorare nel modo migliore possibile la situazione meteo in tempo reale, di seguito forniamo un elenco delle pagine con tutte le informazioni utili per seguire il nowcasting meteorologico minuto per minuto:
In Liguria arriva la maccaja, che si verifica quando venti caldi e umidi meridionali scorrono sul mare ancora freddo
Giornata di sole – (Ipa)
Temperature sopra la media da qualche giorno in Italia ma la situazione potrebbe cambiare. “Sull’Italia si è imposto un campo di alta pressione di matrice subtropicale. Nei prossimi giorni avremo tanto sole su buona parte delle nostre regioni; da segnalare solamente una nuvolosità più compatta in Liguria“, spiega all’Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de ‘iLMeteo.it‘.
Cos’è la maccaja (o macaia) – Questo fenomeno prende il nome di maccaja (o macaia) “e si verifica quando venti caldi e umidi meridionali scorrono sul mare ancora freddo: l’aria condensa in nuvole che restano poi ‘intrappolate’ tra la costa e i monti dell’Appennino retrostante – sottolinea l’esperto – Altrove la vera notizia riguarderà le temperature, previste ben oltre le medie climatiche di riferimento: specie domani arriveremo a toccare punte massime intorno ai 25°C (se non oltre) nelle principali città del Centro Nord. Valori insomma da pieno Giugno in città come Milano, Bologna, Trento, Firenze e Roma!“.
“Tra venerdì e sabato poi si avvicinerà un fronte di aria più fresca in discesa dal Nord Europa che provocherà un calo dei valori termici ed un aumento della ventilazione da quadranti settentrionali; le precipitazioni al momento saranno relegate ai settori adriatici“, evidenzia Gussoni.
“Più avanti torneranno i temporali e le piogge? Dal punto di vista climatologico il mese di aprile, e in parte anche quello di maggio, risulta parecchio estremo a causa dei cosiddetti ‘scambi meridiani’: i marcati contrasti termodinamici tra le prime masse d’aria di origine subtropicale e le ultime irruzioni fredde di estrazione polare ci fanno passare bruscamente da un caldo simil-estivo ai primi forti temporali di stagione. Quindi, per il momento, godiamoci questa fase di stabilità atmosferica; nella seconda parte del mese, infatti, il maltempo potrebbe tornare a bussare alle porte dell’Italia“, conclude il meteorologo.
Entrambe le regioni sono in allerta arancione, insieme a parte dell’Abruzzo (il resto è in allerta rossa). In giallo altre sette
Situazione drammatica in Molise per l’ondata di maltempo che ha investito la regione. C’è l’allarme della Protezione Civile per la piena dell’invaso del Liscione.
Dopo la prima fase di preallerta, con scarico aumentato prima a 60 e poi a 120 metri cubi al secondo, la Protezione civile regionale ha diramato un nuovo aggiornamento che porta la situazione in fase di allerta per rischio diga e rischio idraulico a valle. Contemporaneamente è stata chiusa al traffico la Bifernina, da Termoli in direzione Campobasso, dal bivio di Guglionesi, all’altezza del chilometro 70, per la presenza di acqua sulla carreggiata, che rende impossibile la circolazione in sicurezza, e da Campobasso in direzione Termoli dal bivio di Casacalenda-Lupara. Infine, la provincia di Isernia, dove si registrano abbondanti nevicate in tutti i comuni della fascia appenninica, con la chiusura del valico di Guado Liscis per Capracotta e Agnone.
Allerta arancione in Puglia, preoccupano livelli fiumi Cervaro e Fortore nel foggiano – La sezione di Protezione civile della Regione Puglia (centro funzionale decentrato) ha emanato un bollettino di aggiornamento per rischio idraulico a causa delle piogge che hanno interessato e stanno interessando diversi territori della regione.La situazione più rischiosa, segnalata con livello di criticità di colore rosso, è quella del torrente Cervaro, nel foggiano, nei comuni di Bovino, Foggia e Orsara di Puglia all’altezza dei rispettivi ponti sulla strada provinciale 106. Il colore rosso indica “possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d’acqua“.
Criticità di colore arancione per rischio idraulico viene segnalata per il bacino del fiume Fortore, sempre nel foggiano, nei territori di Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia all’altezza dei ponti rispettivi sulla strada provinciale 5. Il colore arancione indica “possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d’acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d’alveo e salto di meandri“. Ci sono infine una dozzina di altre zone con livello di criticità di colore giallo (“possibili piene improvvise nell’idrografia secondaria“). Tra le situazioni critiche sempre in provincia di Foggia quella segnalata dal sindaco di Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, per massi sulla strada tra la cittadina e Imbuti.
Diversi i Comuni pugliesi che ieri sera hanno deciso di chiudere per questa mattina le scuole a causa del maltempo che sta interessando le varie province, tra cui Brindisi e Taranto. Su tutta la regione la Protezione civile ha emanato ieri una allerta di colore arancione, fino a mezzanotte di oggi, per piogge, temporali, grandine e raffiche di vento con rischio idrogeologico dovunque e anche idraulico nelle aree dove sono presenti bacini e corsi d’acqua.
Tra i Municipi che hanno emanato provvedimenti di chiusura delle scuole, anticipando per gli studenti le vacanze di Pasqua, quelli di San Severo, in provincia di Foggia, Molfetta, Altamura, Gravina, Terlizzi , nel barese, Barletta, Trani, Margherita di Savoia e Bisceglie nella Bat, Pulsano nel tarantino. In molti di questi e altri centri, ad esempio a Bari, chiusi cimiteri, parchi e giardini pubblici.
Inoltre il maltempo e le precipitazioni piovose persistenti e intense di ieri e soprattutto di questa notte stanno provocando alcune criticità nei centri del subappennino dauno, in provincia di Foggia. ARoseto Valfortore il Comune rende noto mediante i social che i volontari della Protezione Civile sono, operativi fin dalle prime ore del mattino. Proprio l’associazione invita la cittadinanza “a limitare al massimo gli spostamenti, consentendoli solo in caso di stretta necessità, raccomandazione valida almeno per le prossime 24 ore“. Particolare attenzione per la viabilità: la strada provinciale 129, nel tratto Roseto – Biccari, risulta infatti compromessa a causa della caduta di alberi lungo la carreggiata e di una frana verificatasi nei pressi di una masseria. Per gli spostamenti, si consiglia “di utilizzare la strada provinciale 130“.
Nel frattempo, le squadre sono impegnate anche nella gestione delle emergenze sul territorio. In particolare, si stanno effettuando interventi nella Casa di Riposo, dove si registrano allagamenti “che richiedono operazioni immediate di messa in sicurezza”, continua il Comune. “La situazione resta in continua evoluzione e sotto costante monitoraggio“. Le autorità rinnovano l’invito “alla prudenza e alla collaborazione da parte di tutti i cittadini, al fine di evitare ulteriori rischi e facilitare il lavoro dei soccorritori“.
A Faeto tra i paesi più alti di Puglia a causa delle intense piogge, la strada provinciale 125 risulta attualmente bloccata “per la caduta di ulteriori massi“. Sono già in corso gli interventi per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità. Al momento non è possibile raggiungere Castelluccio Valmaggiore da Faeto. La cittadinanza viene invitata “a utilizzare il percorso alternativo passando per Celle di San Vito“. I pullman non possono ancora partire. Si raccomanda la massima prudenza e di limitare gli spostamenti allo stretto necessario“.Le scuole sono rimaste chiuse “per garantire la sicurezza degli alunni, del personale scolastico e delle famiglie”.
Abruzzo, il fiume Pescara supera limiti sicurezza: il Comune chiude le golene – A seguito degli avvisi di condizioni meteo avverse del 30 e 31 marzo e delle comunicazioni del Centro funzionale d’Abruzzo sul superamento del limite di allarme del fiume Pescara, il Comune di Pescara sta provvedendo a chiudere al traffico le golene nord e sud. L’area, ritenuta una di quelle potenzialmente a rischio sul territorio cittadino, è stata già sottoposta a monitoraggio dal gruppo comunale di Protezione civile e ora scatta la chiusura ai mezzi, a scopo precauzionale. Il monitoraggio prosegue, anche in prossimità dei sottopassi e delle altre aree a rischio allagamento. Il Comune raccomanda ai cittadini la massima prudenza.
Campania proroga l’allerta meteo – In considerazione dell’evoluzione del quadro meteo e delle valutazioni del Centro Funzionale, la Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato di ulteriori 24 ore la vigente allerta meteo. Fino alle 14 di domani, 2 aprile, proseguiranno infatti le condizioni di instabilità con piogge e temporali anche intensi e con la sussistenza di vento forte con raffiche da Nord-Nord-Est. Lo si legge in una nota della Protezione civile regionale. Lo scenario riguarda tutta la Campania con alcune differenze.
Dalle 14 di oggi l’allerta con criticità Gialla interesserà esclusivamente le zone 2 (Alto Volturno e Matese); 3: (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini); 4 (Alta Irpinia e Sannio); 5 (Tusciano e Alto Sele) dove sono possibili fenomeni connessi al rischio idrogeologico da temporali (allagamenti, esondazione, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, frane e caduta massi). L’allerta per vento forte con raffiche e conseguente moto ondoso con possibili mareggiate continuerà invece ad interessare tutta la Campania. Si raccomanda alle autorità competenti di attuare tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile, di monitorare la corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni atmosferiche nonché di prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa.
Almeno sette persone sono morte negli Stati Uniti a causa di unamostruosa tempesta invernaleche ha portato forti nevicate e ghiaccio dalla costa del Golfo al nord-est, lasciando più di un milione di persone nel sud senza elettricità e cancellando più di 10.000 voli.
Il Dipartimento della Salute della Louisianaha confermato due decessi correlati alla tempesta invernale nella parrocchia di Caddo. Secondo l’agenzia, due uomini di età sconosciuta sono morti per ipotermia.
Il sindaco di New York City Zohran Mamdani ha riferito che “almeno cinque newyorkesi sono morti e sono stati trovati all’aperto” sabato prima che iniziasse a nevicare.
“Sebbene non conosciamo ancora le cause della loro morte, non esiste un promemoria più potente dei pericoli del freddo estremo e di quanto siano vulnerabili molti dei nostri vicini, in particolare i senzatetto newyorkesi“, ha affermato Mamdani.
Ha aggiunto che la tempesta sta portando temperature più fredde per un periodo prolungato di quelle che New York City ha sperimentato negli ultimi otto anni.
“Fino a [18] pollici cadranno sul New England e 0,50 pollici di pioggia ghiacciata su parti delle valli del Mid-Atlantic e dell’Ohio/Tennessee“, ha riferito domenica il National Weather Service in merito alla forte nevicata e all’accumulo di ghiaccio previsti dalla tempesta invernale. “Inoltre, forti piogge si svilupperanno sulla valle del Mississippi inferiore domenica e su parti della valle del Tennessee lunedì.
“In seguito alla tempesta, le comunità dalle pianure meridionali a nord-est dovranno fare i conti con temperature gelide e venti gelidi pericolosamente freddi.“
Pedoni attraversano la strada lungo Broadway durante una tempesta invernale sabato a Nashville, Tennessee. Fotografia: George Walker IV/AP
Definendo le tempeste “storiche”, sabato Donald Trump ha approvato le dichiarazioni diemergenza federale in South Carolina, Virginia, Tennessee, Georgia, North Carolina, Maryland, Arkansas, Kentucky, Louisiana , Mississippi, Indiana e West Virginia.
“Continueremo a monitorare e a rimanere in contatto con tutti gli Stati interessati da questa tempesta. State al sicuro e al caldo“, ha scritto Trump in un post su Truth Social.
Diciassette stati e il Distretto di Columbia hanno dichiarato l’emergenza meteorologica, ha dichiarato il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS). Il segretario del DHS, Kristi Noem, in una conferenza stampa tenutasi sabato, ha invitato la popolazione a prendere precauzioni.
“Farà molto, molto freddo”, ha detto Noem. “Quindi incoraggiamo tutti a fare scorta di carburante e cibo, e supereremo questo momento insieme“. Ha aggiunto: “Abbiamo squadre di servizi che stanno lavorando per ripristinare la situazione il più rapidamente possibile“.
Guardian graphic. Source: Noaa. *Eastern Time
Il numero di interruzioni ha continuato ad aumentare. Alle 6:30 ET (11:30 GMT) di domenica, oltre 900.000 clienti statunitensi erano senza elettricità, secondo PowerOutage.us . Quasi 335.000 di queste interruzioni si sono verificate in Tennessee. Il Mississippi ne ha segnalate più di 178.000; la Louisiana oltre 145.000; e il Texas circa 93.000.
Sabato il Dipartimento dell’Energia ha emesso un’ordinanza di emergenza che autorizza l’Electric Reliability Council of Texas a distribuire risorse di generazione di riserva nei data center e in altre strutture importanti, con l’obiettivo di limitare i blackout nello Stato.
Domenica, il dipartimento ha emesso un’ordinanza di emergenza per autorizzare il gestore della rete, PJM Interconnection, a gestire “risorse specifiche” nella regione del Medio Atlantico, indipendentemente dai limiti imposti dalle leggi statali o dai permessi ambientali.
Persone in attesa di attraversare la strada a Times Square durante una tempesta invernale domenica a New York City. Fotografia: Heather Khalifa/AP
Il National Weather Service ha lanciato l’allarme per una tempesta invernale insolitamente estesa e di lunga durata, che avrebbe portato un accumulo di ghiaccio diffuso e pesante nel sud-est, dove si sarebbero potuti prevedere “impatti paralizzanti o localmente catastrofici”.
I meteorologi hanno previsto temperature record e venti gelidi pericolosamente freddi che si estenderanno ulteriormente nella regione delle Grandi Pianure entro lunedì.
Secondo il sito web di monitoraggio dei voli FlightAware, domenica sono stati cancellati più di 10.500 voli negli Stati Uniti. La società di analisi del settore aeronautico Cirium ha affermato che, fino a domenica mattina, la tempesta è l’evento di cancellazione con il numero più alto di voli dall’inizio della pandemia.
Lunedì sono statesegnalate più di 1.800 cancellazioni di voli . Sabato erano stati cancellati più di 4.000 voli.
Un Embraer 175 della United Airlines rulla per decollare mentre la neve cade sulla pista dell’aeroporto LaGuardia di New York domenica. Fotografia: Charly Triballeau/AFP/Getty Images
Le principali compagnie aeree statunitensi hanno avvertito i passeggeri di prestare attenzione a bruschi cambi di volo e cancellazioni. Delta Air Lines ha modificato il suo programma sabato, con ulteriori cancellazioni in mattinata per Atlanta e lungo la costa orientale, tra cui Boston e New York. La compagnia aerea ha comunicato che trasferirà esperti dagli hub per il freddo a supporto delle squadre di sghiacciamento e di gestione bagagli in diversi aeroporti del sud.
JetBlue ha dichiarato di aver cancellato circa 1.000 voli da sabato mattina a lunedì. United Airlines ha dichiarato di aver cancellato alcuni voli in località con le peggiori condizioni meteo previste.
Sabato, i gestori della rete elettrica statunitense hanno intensificato le precauzioni per evitare blackout a rotazione. Dominion Energy, le cui attività in Virginia includono il più grande complesso di data center al mondo, ha affermato che, se le previsioni di ghiaccio si fossero confermate, l’evento invernale potrebbe essere tra i più gravi a colpire l’azienda.
La neve è pronta a fare il suo ritorno sull’Italia, con fiocchi che questa volta raggiungeranno quote bassissime su diverse regioni del Nord. Grazie al calo termico delle ultime ore, l’aria fredda ha sedimentato nei bassi strati, creando il cosiddetto cuscino freddo, elemento fondamentale per le nevicate a bassa quota. Il Nordovest in bilico tra pioggia e neve L’ingresso della perturbazione, previsto per Venerdì 23 Gennaio, darà il via al peggioramento. Tuttavia, la previsione resta legata a un sottile equilibrio termico: le correnti più miti atlantiche proveranno a scalzare l’aria fredda, rendendo la situazione estremamente incerta per alcuni grandi centri urbani. Secondo gli ultimi aggiornamenti, ecco le zone a rischio e le città in bilico tra la serata di Venerdì 23 e le prime ore di Sabato 24 Gennaio:
Torino e Piemonte: restano in pole position per vedere neve diffusa. La resistenza del cuscino freddo qui sarà più solida, con accumuli possibili su tutto il territorio regionale, incluse Biella, Vercelli e Novara;
Milano e Lombardia: situazione di forte incertezza. Se su Varese, Bergamo e Pavia la neve è più probabile, a Milano la situazione resta in forte bilico:il limite tra pioggia e neve sarà sottilissimo, con la possibilità di una fase di pioggia mista o brevi apparizioni di neve bagnata tra la serata e la notte;
Bologna ed Emilia: l’aria fredda resisterà bene sull’Emilia occidentale, con Piacenza che punta a una nevicata decisa. Spostandoci verso Est, a Bologna, la situazione si farà molto più incerta: i fiocchi potrebbero fare la loro comparsa, ma il rischio che la pioggia prenda il sopravvento sul capoluogo resta comunque concreto;
Alpi e Prealpi: qui non ci sono dubbi. Ci attendiamo una nevicata di rilievo con oltre 30 cm di accumulo fresco sopra i 1000 metri.
Zone a rischio neve (in viola) nel corso di Venerdì e nelle prime ore di Sabato
Un episodio invernale dal “sapore antico” – Questo genere di configurazioni, dove la tenuta del freddo al suolo sfida l’avanzata delle correnti atlantiche, è diventato raro. Se i modelli confermeranno la resistenza del “cuscino“, vivremo un episodio invernale d’altri tempi, capace di regalare scenari suggestivi anche dove la previsione oggi appare più incerta.
La settimana inizia all’insegna del maltempo: allerta rossa e arancione al Sud. Piogge torrenziali e intense raffiche di vento sono attese soprattutto tra Sardegna, Sicilia e Calabria
Sud Italia nella morsa del maltempo. Nelle prossime ore il ciclone mediterraneo Harry attraverserà lo Stivale, colpendo soprattutto le regioni meridionali e portando forti piogge, nubifragi e intense raffiche di vento. Per la giornata di oggi, lunedì 19 gennaio, il dipartimento della protezione civile hadisposto l’allerta rossa su gran parte della Sardegna, arancione su Sicilia e Calabria, e gialla in Basilicata e Toscana.
Allerta rossa e arancione – L’inizio della settimana sarà caratterizzato da venti di burrasca dai quadranti orientali sulla Sicilia, in estensione a Sardegna e Calabria, con intensificazione nella giornata di martedì 20 gennaio fino a burrasca forte con raffiche di tempesta, attese, inoltre, forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla serata di oggi pioggia diffusa, anche con temporali, su Calabria e Sardegna in particolare. In merito alle temperature, una circolazione depressionaria centrata sul Nord-Africa continua a richiamare correnti umide sud-orientali sul territorio del nostro Paese. Il risultato, tra la giornata di oggi e quella di martedì, è l’arrivo di piogge abbondanti e persistenti sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, specie sui versanti orientali. A completare il quadro, raffiche violente di scirocco con forti ed estese mareggiate lungo le coste esposte.
La mappa della protezione civile Rischio nubifragi
Rischio nubifragi – Come spiegano gli esperti di 3bmeteo, sono previste piogge molto abbondanti in alcune zone: “Oltre ad acquazzoni e temporali, con accumuli pluviometrici totali localmente anche oltre i 400/600 mm sui versanti orientali dei rilievi sardi e siculi, così come su quelli ionici dell’Appennino calabrese, saranno soprattutto i venti e le mareggiate a destare maggiore preoccupazione. L’effetto stau che si genererà a ridosso dei versanti esposti dei rilievi isolani e calabresi favorirà le precipitazioni più intense e persistenti, con un potenziale rischio di nubifragi e dissesti idrogeologici.”. Per la giornata di oggi è atteso un sensibile incremento della ventilazione tra Sicilia, Sardegna, Ionio meridionale e Tirreno centro-meridionale, con raffiche entro sera prossime ai 100/110 km/h su Mare e Canale di Sicilia. Previste raffiche serali tra 70 e 90 km/h su Sicilia e Sardegna, 60/70 km/h su Lametino e Reggino.
“Restate a casa” – Come detto, nell’occhio del ciclone c’è la Sardegna, con i fenomeni più intensi che riguardano soprattutto il sud dell’isola. Ma le aree interessate sono anche quelle dell’ Iglesiente, Flumendosa Flumineddu e Gallura. Le raccomandazioni: consigliabile restare nelle proprie abitazioni, dal locale seminterrato o dal piano terra meglio salire ai piani superiori. Un invito anche a limitare i trasferimenti in auto ai soli casi di urgenza, mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare, sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile. Scatta anche il divieto di attraversare torrenti in piena sia a piedi che con qualsiasi mezzo, di sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti e fiumi e di attraversare sottopassi. A Cagliari domani e martedì chiudono scuole e università. Disposto anche lo stop di uffici pubblici, cimiteri, impianti sportivi, mercati civici, parchi pubblici, centri d’arte le biblioteche. Dal Comune un invito alla popolazione a prestare particolare attenzione, a causa del vento, delle piogge e delle mareggiate previste. Massima cautela in tutta la città. Dai social il sindaco Massimo Zedda avverte: “Cercate di evitare le zone costiere e di ridurre al minimo gli spostamenti“. Analoghi provvedimenti in tutto il Cagliaritano: tra i primi a emanare ordinanze di chiusura Assemini e Quartu. A causa dell’allerta maltempo rinviata a data de destinarsi la conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in programma domani nel palazzo di via Roma a Cagliari.
Scuole chiuse anche in Sicilia – Scuole chiuse oggi anche in tre città della Sicilia a cause delle avverse condizioni meteorologiche. A Messina, a Catania e Agrigento i sindaci hanno firmato l’ordinanza. A Messina prevista, inoltre, la chiusura di tutti i cimiteri comunali, delle ville comunali e degli impianti sportivi comunali. Quest’ultimi saranno chiusi anche a Catania insieme a musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto. Ad Agrigento le scuole resteranno chiuse anche martedì 20.
Codice giallo in Toscana – La sala operativa della protezione civile regionale della Toscana ha emesso un bollettino di criticità con codice giallo per vento che, dalle ore 13 di oggi, lunedì 19 gennaio, interesserà le pianure centro-settentrionale della regione: l’area fiorentina, il bacino Bisenzio-Ombrone pistoiese, il Valdarno inferiore e la Valdelsa-Valdera. Nel pomeriggio di oggi potranno esserci nevicate, inizialmente oltre 1000-1200 metri e in calo, nella sera, fino a circa 500 metri su Alto Mugello e versanti orientali dell’Appennino in genere. Codice giallo oggi a Firenze per rischio vento forte. L’allerta riguarda, oltre la nostra città, anche i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
In arrivo di una perturbazione atlantica e un vortice ciclonico nordafricano: neve fino in collina al Nord e tempesta in arrivo al Sud con piogge intense, venti fortissimi e mareggiate estreme
Duplice attacco meteo all’Italia: tanta neve in arrivo in Piemonte, forte maltempo verso le Isole Maggiori per colpa dell’arrivo di una perturbazione atlantica e un vortice ciclonico nordafricano.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un periodo turbolento almeno fino a mercoledì. Nelle prossime ore la perturbazione atlantica entrerà sul nostro settore occidentale portando fenomeni su Nord-Ovest, Sardegna e Sicilia; cadrà la neve in modo diffuso sulle Alpi occidentali oltre i 1000-1200 metri; entro la tarda mattinata di sabato qualche fenomeno guadagnerà terreno anche verso Calabria, Basilicata e Puglia decretando l’inizio del duplice attacco perturbato dei prossimi giorni.
Domenica 18 gennaio, World Snow Day (giornata mondiale della neve), vedrà altre nevicate significative su Valle d’Aosta e Piemonteoltre i 1000 metri di quota con un meteo di nuovo dal sapore invernale sul Nord-Ovest italiano; di contro, al Sud inizieranno a soffiare venti nordafricani, di Scirocco, miti e molto umidi: le piogge diverranno via via più intense sulla Sardegna orientale e su tutto il versante ionico, dal Metaponto a Siracusa.
Questo duplice attacco continuerà lunedì, con neve fino a quote collinari al Nord-Ovest (Cuneo con 15 cm) e con tanto vento e tanta pioggia al Sud: dovremo monitorare entrambi gli scenari ma la situazione peggiore sarà quella che interesserà Sardegna, Sicilia e Calabria.
Da lunedì su queste regioni avremo piogge torrenziali, venti di burrasca e mareggiate estreme con onde sottocosta fino a 7 metri(Sicilia orientale), al largo addirittura di 10 metri! Ovviamente, mancano ancora alcuni giorni a questo evento e saremo più precisi con i prossimi aggiornamenti, ma iniziamo a prestare attenzione.
In pratica, purtroppo, si prevede la “tempesta perfetta” sullo Ionio, sullo Stretto di Sicilia e sul Canale di Sardegna: la pressione salirà fino a 1030 hPa sulla Grecia, scenderà fino a 1000 hPa sulla Tunisia. Questa forte differenza di 30 hPa genererà venti fortissimi dall’Egitto fino alla Sardegna con un “fetch” (la zona del mare colpita dai venti) molto lungo e molto vasto.
Con questa larga superficie del mare interessata per più giorni da venti forti, provenienti dalla stessa direzione, si formeranno onde altissime: da lunedì a mercoledì dovremo monitorare attentamente Sicilia orientale e meridionale, Calabria ionica e Sardegna (est e sud). Uomo avvisato mezzo salvato.
NEL DETTAGLIO:
Sabato 17. Al Nord:piogge su Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna, neve in montagna. Al Centro: bel tempo prevalente. Al Sud: piogge sulle ioniche e sulle Isole Maggiori.
Domenica 18. Al Nord: piogge su Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna, neve in montagna. Al Centro: irregolarmente nuvoloso, piogge sul pesarese. Al Sud: pioggia e rovesci sulle ioniche e sulle Isole Maggiori.
Lunedì 19. Al Nord: piogge su Piemonte e Valle d’Aosta, neve in collina. Al Centro: irregolarmente nuvoloso. Al Sud: maltempo verso le Isole Maggiori con nubifragi e vento di burrasca.
Tendenza: ancora forte maltempo al Sud con rovesci, burrasca di Scirocco e mareggiate.
Freddo, neve e pioggia sull’Italia nel giorno dell’Epifania: domani prevista allerta meteo arancione su settori di Lazio e Molise, allerta gialla in gran parte del Centro-Sud.
Maltempo sull’Italia con buona parte della penisola che domani dovrà fare i conti con condizioni meteorologiche avverse. Secondo il bollettino diramato dalla Protezione civile, per la giornata di domani – martedì 6 febbraio – è prevista una allerta meteo arancione per rischio idraulico e idrogeologico su settori di Lazio e Molise e allerta gialla su settori di dieci regioni: Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Puglia, Sicilia.
Allerta meteo arancione martedì 6 gennaio: le regioni a rischio – Sul sito della Protezione civile troviamo, come ogni giorno, il bollettino di criticità con l’allerta meteo. Per la giornata di domani viene segnalata allerta arancione in settori di due regioni, Lazio e Molise. Nei dettagli:
Moderata criticità per rischio idraulico:
Lazio: Bacini Costieri Sud, Aniene, Bacino del Liri Molise: Alto Volturno – Medio Sangro
Moderata criticità per rischio idrogeologico:
Lazio: Bacini di Roma Molise: Alto Volturno – Medio Sangro
Allerta meteo gialla domani in settori di 10 regioni: In settori di dieci regioni, tutte nel Centro-Sud, è prevista allerta meteo gialla nel giorno dell’Epifania per rischio idraulico, rischio temporali e rischio idrogeologico.
Ordinaria criticità per rischio idraulico:
Calabria: Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale Campania: Alto Volturno e Matese, Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana Lazio: Appennino di Rieti, Bacini di Roma Marche: Marc-4, Marc-3 Molise: Frentani – Sannio – Matese Umbria: Chiani – Paglia
Ordinaria criticità per rischio temporali:
Abruzzo: Bacini Tordino Vomano, Bacino dell’Aterno, Bacino del Pescara, Bacino Alto del Sangro, Marsica, Bacino Basso del Sangro Basilicata: Basi-A2, Basi-E2, Basi-D, Basi-A1, Basi-C, Basi-E1, Basi-B Calabria: Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale Molise: Frentani – Sannio – Matese, Alto Volturno – Medio Sangro, Litoranea Puglia: Basso Fortore, Gargano e Tremiti, Tavoliere – bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Sub-Appennino Dauno, Salento Sicilia: Centro-Meridionale e isole Pelagie, Sud-Orientale, versante ionico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia Umbria: Chiascio – Topino, Nera – Corno, Trasimeno – Nestore, Chiani – Paglia, Medio Tevere, Alto Tevere
Ordinaria criticità per rischio idrogeologico:
Abruzzo: Bacini Tordino Vomano, Bacino dell’Aterno, Bacino del Pescara, Bacino Alto del Sangro, Marsica, Bacino Basso del Sangro Calabria: Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale Campania: Tusciano e Alto Sele, Piana Sele e Alto Cilento, Alto Volturno e Matese, Basso Cilento, Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini Lazio: Bacini Costieri Sud, Bacini Costieri Nord, Aniene, Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Appennino di Rieti Marche: Marc-5, Marc-2, Marc-1, Marc-6, Marc-4, Marc-3 Molise: Frentani – Sannio – Matese, Litoranea Puglia: Basso Fortore, Gargano e Tremiti, Tavoliere – bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Sub-Appennino Dauno, Salento Sicilia: Centro-Meridionale e isole Pelagie, Sud-Orientale, versante ionico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia Umbria: Chiascio – Topino, Nera – Corno, Trasimeno – Nestore, Chiani – Paglia, Medio Tevere, Alto Tevere
Meteo, le previsioni per domani: Epifania con pioggia, vento e neve – Quella dell’Epifania, ultima festività del periodo natalizio che cade domani 6 gennaio, sarà una giornata di maltempo per gran parte dell’Italia. Una giornata di freddo su molte città, neve e piogge. Secondo le previsioni meteo, avremo tempo fortemente instabile al Centro-Sud e poi anche in Emilia Romagna con precipitazioni sparse, localmente moderate. Attese nevicate sugli Appennini sopra i 1000 metri e anche sulle zone interne della Sardegna.
L’avviso della Protezione civile prevede in particolare precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lazio, Molise, Campania, Basilicata e Calabria settentrionale. Nevicate fino a quote di 300-400 m, e localmente fino a livello del mare, su Emilia-Romagna orientale, Marche, Umbria e Toscana orientale, in estensione dal pomeriggio all’Abruzzo e al Lazio orientale.
Il 2026 si apre con una vasta depressione sull’Europa centro-settentrionale, alimentata da aria artica. Questo sistema richiama correnti di Libeccio verso il Centro-Sud, portando temporanee piogge, nevicate in montagna e un rialzo momentaneo delle temperature, prima di un brusco ritorno del freddo con l’Epifania.
1 – Sabato 3 gennaio – Secondo le previsioni di 3BMeteo, il Libeccio rende instabile il tempo al Centro-Sud, con piogge diffuse sul Lazio, neve sull’Appennino oltre 1.600 metri e fenomeni intermittenti in Campania, Basilicata e Calabria tirrenica. Al Nord prevale il sole, con qualche nube mattutina e banchi di nebbia lungo il Po. Le massime salgono leggermente: 7-10°C al Nord, 14-17°C al Centro e fino a 18°C al Sud.
2 – Domenica 4 gennaio – L’avanzata del flusso artico porta un graduale calo delle temperature.Il Nord resta in gran parte soleggiato, con addensamenti in Romagna e nevicate fino a quote basse in Appennino. Al Centro, piogge persistono sul Lazio e nelle zone interne adriatiche, con neve in calo sui rilievi marchigiani e umbri. Al Sud nuvole, piogge sparse e qualche schiarita alternano il cielo. Le massime scendono: 5-8°C al Nord, 13-16°C al Centro-Sud.
3 – Lunedì 5 gennaio – L’instabilità si concentra sulle regioni centrali, con piogge e rovesci sparsi e neve fino a 300 metri sull’Appennino settentrionale. Al Sud qualche pioggia interessa le zone tirreniche e ioniche, mentre al Nord prevale il sole, ma con clima più freddo. Le temperature massime restano contenute: 4-7°C al Nord, 8-12°C al Centro e 13-16°C al Sud.
4 – Martedì 6 gennaio – Nel giorno dell’Epifania il freddo prende il sopravvento. Correnti da nord intensificano l’instabilità, con neve fino a bassa quota sull’Appennino centro-settentrionale e localmente in pianura tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Sul Nordovest prevale il sole, ma le temperature restano rigide. Al Centro Adriatico e nelle zone interne i valori massimi si mantengono tra 4 e 6°C, sulle coste tirreniche salgono a 8-12°C. Al Sud il clima è più mite, con punte di 14-16°C, mentre le isole maggiori e la Calabria ionica toccano i 18-19°C.
5 – Dopo l’Epifania – Dal 7 gennaio l’afflusso di correnti fredde di matrice artica alimenterà una circolazione instabile su regioni adriatiche e meridionali, con piogge e nevicate anche a quote molto basse. Il peggioramento dovrebbe attenuarsi entro l’8 gennaio, mentre le temperature resteranno generalmente sotto la media stagionale.
Parziali allagamenti oggi a Bologna, a Matera piogge intense e strade chiuse, Bora molto forte in Friuli Venezia Giulia. Riunita l’unità di crisi della protezione civile
Ondata di forte maltempo sull’Italia con temporali, venti forti e allagamenti da Nord a Sud. A essere colpita in particolare l’Emilia Romagna, che dall’allerta meteo arancione di oggi passerà domani in allerta rossa.
Allerta gialla oggi, invece, in altre 9 regioni: si tratta di alcuni settori sempre dell’Emilia Romagna (pianura modenese, montagna emiliana centrale, pianura reggiana di Po e pianura reggiana) dove è giallo per rischio idraulico così come in Calabria (versante Tirrenico Centro-settentrionale e versante Tirrenico settentrionale). Rischio temporali quindi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Umbria. Il rischio idrogeologico riguarda sempre Abruzzo, Calabria, Molise e Campania, Emilia Romagna (montagna emiliana centrale), Lazio, Marche e Toscana.
Intanto, a seguito dell’allerta rossa dell’Emilia Romagna, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano presiede, nella sede di via Vitorchiano a Roma, l’Unità di crisi del Dipartimento della Protezione civileper fare il punto – insieme alle strutture operative e alle Regioni interessate – sull’evoluzione del maltempo, sulle criticità in atto e sulle azioni di prevenzioneadottate dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento continuerà a seguire l’evolversi della situazione.
Natale con allerta rossa in Emilia Romagna, Idice osservato speciale – Per la giornata di domani è prevista un’allerta rossa per criticità idraulica in pianura nelle province di Bologna, Ferrara e Ravenna. Lo riferisce la Regione Emilia Romagna sottolineando che, in particolare, l’attenzione è rivolta “ai superamenti della soglia 3 sugli affluenti a destra del fiume Reno con alimentazione collinare. Al momento, osservato speciale è il fiume Idice, oltre soglia 3 (rossa). L’allerta sarà invece arancione per criticità idraulica e idrogeologica nella collina emiliana centrale, in quella bolognese, nella montagna bolognese e in tutta la Romagna fino alla Costa ferrarese“.
Resta aperto h24 il Centro operativo regionale (Cor), a Bologna, coordinato con prefetture e sindaci, coi quali resteranno in contatto il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria alla presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini.
“Sulla base del bollettino da poco emesso dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, e dei dati previsionali Arpae – sottolinea la Regione – si prevedono precipitazioni diffuse e persistenti, soprattutto sul settore centrale della regione, che potranno generare diffusi fenomeni franosi, ruscellamento lungo i versanti e innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua con superamenti della soglia 2. Sui settori appenninici e collinari emiliani i fenomeni saranno nevosi a partire da quote attorno ai 300/400 metri, con accumuli di 5-15 cm sulle zone collinari e di ulteriori 20-30 cm sulle zone montuose”.
“Inoltre, lungo la fascia costiera sono previsti venti di burrasca moderata (62-74 km/h) da nord-est, con rinforzi o raffiche di intensità superiore, con mare agitato, localizzati fenomeni di erosione dei litorali, delle dune e degli argini invernali, nonché ingressioni marine che possono interessare gli stabilimenti balneari – prosegue la Regione Emilia Romagna – Saranno possibili anche esondazioni di fiumi e canali alla foce, per le difficoltà di deflusso delle piene in mare“.
“Quanto alla giornata odierna, secondo il monitoraggio di Arpae, le precipitazioni delle ultime ore stanno generando rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici degli affluenti di Reno e fiumi romagnoli – aggiunge la Regione – Per le prossime ore sono previste precipitazioni diffuse sull’intero territorio regionale, di debole intensità sul settore più occidentale e le pianure settentrionali, di moderata intensità sulle rimanenti aree con picchi localmente elevati sulle aree collinari e pedecollinari del bolognese e della Romagna“.
“Quota neve in rapido abbassamento dal mattino sul settore occidentale ed ancora elevata sull’Appennino romagnolo. E’ attesa una temporanea attenuazione dei fenomeni sulla Romagna nel primo pomeriggio”, conclude.
Parziali allagamenti oggi a Bologna – Intanto alcuni parziali allagamenti di sottopassi a Bologna per il maltempo nella giornata di oggi. Lo riferisce il Comune, in una nota di aggiornamento sull’allerta meteo arancione, sottolineando che “il bollettino di aggiornamento pubblicato dall’Agenzia regionale di Protezione Civile e Centro funzionale Arpae, valido dalle 10.30 fino alle 15 di oggi, indica che le precipitazioni delle ultime ore stanno generando rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici degli affluenti di Reno. Per le prossime ore sono previste precipitazioni diffuse sull’intero territorio, di debole intensità sul settore più occidentale e le pianure settentrionali, di moderata intensità sulle rimanenti aree“.
“Alle ore 12 si è riunito il Coc per condividere il quadro aggiornato dell’evoluzione meteorologica prevista e per coordinare gli interventi sulle criticità in corso – sottolinea il Comune di Bologna – Al momento, tali criticità riguardano parziali allagamenti di alcuni sottopassi in cui la viabilità è attualmente monitorata e gestita dalla polizia locale”.
“Prosegue l’attento monitoraggio dei punti sensibili sia attraverso sistema di videosorveglianza dalla Centrale operativa che a vista, tramite presenza di pattuglie della polizia locale e dei volontari di protezione civile“, continua il Comune aggiungendo che il Coc si riunirà di nuovo nel pomeriggio.
Piogge intense a Matera, allagamenti e strade chiuse – Per gli allagamenti provocati dalle intense piogge di ieri, è ancora chiusa al traffico la strada provinciale 31 Matera-Montescaglioso nel tratto da Parco dei Monaci a Montescaglioso città. Lo ha comunicato la Provincia di Matera. Non ci sono ancora le condizioni di sicurezza per il transito, sebbene siano in corso da ieri le operazioni di pulizia e rimozione dei detriti. L’ente provinciale ha riaperto al traffico in entrambe le direzioni la sp 3 Matera-Metaponto, provvisoriamente chiusa nel tardo pomeriggio di ieri dal km 15+600 al km 23+600 dopo alcuni allagamenti nella zona compresa tra Bernalda e Montescaglioso. Sul posto sono intervenuti il personale della Provincia e alcune ditte esterne che hanno ripristinato le condizioni di sicurezza. Ieri sono stati numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto per mettere in sicurezza e soccorrere automobilisti in difficoltà.
Bora forte sul Friuli Venezia Giulia – Oggi Bora forte o molto forte sulla costa, con probabili raffiche che a Trieste e in mare aperto potranno raggiungere velocità di 120 km orari: è quanto si legge nel bollettino della protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia secondo cui anche domani proseguiranno le condizioni favorevoli all’afflusso di Bora forte, in particolare sulla costa, con raffiche attese (sempre a Trieste) attorno ai 100-110 km orari.
Durante la mattinata alla Sala operativa regionale (Sor) e al Nue 112 sono arrivate segnalazioni di recinzioni divelte nel comune di Trieste, alberi caduti nei comuni di Fiumicello Villa Vicentina, Duino-Aurisina e Trieste, segnalazioni di problematiche legate al vento forte nei comuni di Trieste, Cervignano del Friuli, Doberdò del Lago, Monfalcone, Duino-Aurisina, Fiumicello Villa Vicentina.
Allerta gialla in Toscana anche domani – La Sala operativa della protezione civile regionale della Toscana informa intanto che è estesa all’intera giornata di domani, giovedì 25 dicembre, l’allerta di codice giallo per rischio idrologico e idraulico del reticolo minore sulle isole dell’Arcipelago e sull’Appennino orientale.
Cessano invece alla mezzanotte di oggi, mercoledì, il codice giallo per vento (pianura, costa, Arcipelago, zone collinari e appenniniche) e alle 12 di domani, giovedì, il codice giallo per rischio neve sui versanti appenninici emiliani e romagnoli.
Natale sotto l’ombrello a Milano e in Lombardia – Cielo grigio, pioggia e raffiche di vento, soprattutto a Milano e in pianura. E’ un Natale decisamente invernale in Lombardia, dove domina una fase di instabilità meteorologica legata a un centro di bassa pressione posizionato sull’Europa sud-occidentale, responsabile di un peggioramento diffuso proprio nei giorni delle festività. Nel corso di oggi, mercoledì 24 dicembre, Arpa Lombardia ricorda che la nuvolosità è in progressivo aumento a partire da sud-est, seguita da precipitazioni diffuse. A Milano e sulla pianura si registrano piogge accompagnate da venti orientali moderati, a tratti con raffiche sostenute, mentre sui rilievi non si escludono deboli nevicate oltre i 1.000 metri, localmente anche a quote più basse, fino a circa 600 metri.
La giornata di domani, 25 dicembre, si apre con un cielo molto nuvoloso e deboli precipitazioni residue su gran parte della regione. Lo zero termico è in lieve calo, con la possibilità di neve o neve mista a pioggia a quote ancora più basse, mentre sulle Alpi orientali sono attese le prime schiarite, accompagnate da una generale attenuazione dei fenomeni. Persistono venti da est sulla bassa pianura e sull’Appennino, localmente con raffiche intense. Il cambio di scenario è atteso tra venerdì 26 e sabato 27, quando il centro di bassa pressione tenderà a spostarsi verso ovest, lasciando spazio a condizioni via via più stabili. Sulla Lombardia si assisterà a una progressiva diminuzione della nuvolosità, con ampie schiarite e molto sole.
Le temperature massime saranno in lieve aumento, mentre le minime scenderanno sensibilmente, portando il clima su valori più tipicamente invernali. Il miglioramento proseguirà anche nei giorni successivi: domenica 28, lunedì 29 e martedì 30 mostrano una buona probabilità di tempo stabile, con prevalenza di sole su tutta la regione. Attenzione però al freddo: con cieli sereni e aria più secca, le temperature notturne sono destinate a calare ulteriormente, con valori minimi che potrebbero raggiungere i -3 gradi entro sabato 3 gennaio.
Acqua alta a Venezia e Chioggia tra stanotte e domani – A Venezia è previsto almeno un metro di acqua alta sul medio mare durante la notte tra oggi e domani e quindi è possibile il sollevamento del Mose se le previsioni d’innalzamento del mare saranno confermate nel corso della giornata. A causa dei forti venti di bora previsti, per la città di Chioggia si prevedono addirittura circa 15 centimetri di marea in più. Lo comunica il Centro maree del Comune di Venezia.
L’alta pressione ha le ore contate, sta per irrompere un fronte perturbato pilotato da aria polare-marittima
Neve a Livigno (Foto archivio)
Milano, 15 dicembre 2025 – Cielo azzurro, sole e temperature miti (nelle ore centrali della giornata) hanno le ore contate: arriva una perturbazione con pioggia e neve a partire dal Nord-Ovest. Il maltempo durerà qualche giorno, poi ci sarà una breve tregua fino quasi a Natale. E, a ridosso delle festività potrebbe cambiare nuovamente tutto: l’inverno potrebbe (finalmente) farsi sentire e, chissà, magari qualche fiocco bianco potrebbe scendere anche a quote basse. Ma vediamo tutto più nel dettaglio.
Ore contate per l’alta pressione – Federico Brescia, meteorologo de IlMeteo.it, conferma che l’alta pressione ha ormai le ore contate, sono in arrivo copiose nevicate e piogge abbondanti, grazie all’ingresso di un fronte perturbato pilotato da aria polare-marittima.
Neve anche a quote basse – Dalla serata di oggi, lunedì 15 dicembre, e per tutta la giornata di martedì 16 la neve cadrà abbondantemente sull’arco alpino occidentale con accumuli che oltre i 1500 metri potranno superare i 50 centimetri di accumulo. Precipitazioni nevose che saranno decisamente meno intense e a quote più elevate su tutto il resto delle Alpi, anche in Lombardia.
Qualche fiocco bianco potrebbe cadere in pianura, ma solo in Piemonte, tra Cuneese e Astigiano, a causa di una omotermia da rovesciamento. Questo fenomeno si verifica quando le precipitazioni (se intense) riescono a trascinare l’aria fredda in quota fino al suolo, mantenendo la colonna d’aria sufficientemente fredda da impedire la fusione del fiocco.
Neve (Foto di repertorio Fantini)
La pioggia – Sarà invece soprattutto pioggia su Lombardia, Liguria, Emilia, basso Veneto, Toscana, Sardegna e Sicilia. In Liguria la persistenza e l’intensità dei fenomeni potrebbe portare accumuli pluviometrici anche superiori ai 100 millimetri (100 litri per metro quadro). Temperature nel complesso sempre superiori alla media.
Persone camminano in piazza Duomo indosssando giacche invernali e proteggendosi dalla pioggia con ombrelli
Il ritorno del sole – Dopo questa parentesi di intenso maltempo, da giovedì 18 dicembre l’atmosfera tenterà di ritrovare una nuova stabilità atmosferica. Nelfine settimana, si alterneranno fasi più stabili e secchea fasi blandamenteinstabili con maggiore probabilità di precipitazioni.
A Natale cambia tutto? – Ma a ridosso del Natale potrebbe cambiare tutto con la riapertura della cosidddetta‘Porta Atloantica’. In gergo meteorologico apertura della Porta Atlantica significa che non vi saranno grossi ostacoli per le perturbazioni in discesa dall’oceano affinché arrivino fin sul nostro Paese provocando, conseguentemente, un surplus di precipitazioni. Occhi puntati dunque sul Nord Atlantico dove prenderà vita una vasta area depressionaria, chiamata ‘Depressione d’Islanda’: una sorta di ‘macchina’ delle perturbazioni la quale a più riprese invierà impulsi instabili che irromperanno fin sull’Italia. Ma attenzione, perché i meteorologi non si sbilanciano troppo e non escludono che l’alta pressione riesca a riconquistare terreno, limitando il peggioramento a qualche giorno.
Le nuove proiezioni per le festività di Natale, Santo Stefano e Capodanno indicano un colpo di scena a livello emisferico, con la riapertura della cosiddetta “Porta Atlantica”.
In gergo meteorologico apertura della Porta Atlantica significa che non vi saranno grossi ostacoli per le perturbazioni in discesa dall’oceano affinché arrivino fin sul nostro Paese provocando, conseguentemente, un surplus di precipitazioni. E’ possibile che per molti giorni l’Europa centro-occidentale resti intrappolata in una sorta di area depressionaria con condizioni di maltempo diffuso anche in Italia. La causa va ricercata in una particolare configurazione che si andrà a disegnare a livello emisferico dal 20 Dicembre in avanti e che condizionerà il tempo fino alla fine dell’anno. Occhi puntati dunque sul Nord Atlantico dove prenderà vita una vasta area depressionaria, chiamata “Depressione d’Islanda”. Si tratta di una sorta di “macchina” delle perturbazioni la quale a più riprese invierà impulsi instabili che irromperanno fin sull’Italia.
NATALE: TENDENZA AGGIORNATA – Dopo una fase relativamente mite, si profila uno scenario diversoproprio per l’ultima decade di Dicembre, dunque anche perNatale, che potrebbe riportare il maltempo su molte regioni. Le perturbazioni, sostenute da correnti molto instabili, raggiungerebbero dapprima l’Europa occidentale per poi estendersi al bacino del Mediterraneo e quindi all’Italia, determinando precipitazioni localmente anche consistenti dal 23 Dicembre in avanticon possibili effetti anche tra la giornata di Natale e quella di Santo Stefano. Se ciò dovesse venir confermato è lecito attendersi un ritorno delle piogge su molte delle nostre regioni con la possibilità più che concreta di abbondanti nevicate sull’arco alpino.
Non si può tuttavia escludere che l’alta pressione riesca a riconquistare rapidamente terreno, limitando il peggioramento a una finestra molto breve, forse di appena un giorno, o poco più.
Area depressionaria sull’Europa occidentale
CAPODANNO IN BILICO – La tendenza per gli ultimi giorni del 2025 e Capodanno appare al momento incerta, con l’Italia stretta tra due grandi figure atmosferiche. Da un lato un possibile affondo del flusso atlanticocon il transito di nuove perturbazioni; dall’altro invece la discesa di correnti via via più fredde dal Nord Europa in grado di provocare un sensibile abbassamento delle temperature.