Dopo un mese di aprile caldo e soleggiato, già a partire da questa notte potrebbero arrivare le prime piogge
Dopo tanto sole e giorni di caldo durante il mese di aprile, con picchi di massime abbastanza anomale, arriva a Milano e in Lombardia una fase di instabilità con rovesci e abbassamento delle temperature. Le prime piogge potrebbero arrivare già a partire da questa notte, mentre le giornate più perturbate saranno martedì 5 maggio e mercoledì 6. “Domani si avrà un calo delle temperature massime che passeranno dai 25-26 gradi di questi ultimi giorni a 16-17 gradi”, spiega Samantha Pilati, meteorologa della Fondazione Omd-Osservatorio meteorologico Milano Duomo. Varieranno di poco, invece, le minime. Già nella mattinata di oggi i milanesi hanno avvertito un lieve calo delle temperature, ma domani bisognerà tirare fuori una giacca più pesante.
Per la giornata di mercoledì non si escludono fenomeni a carattere temporalesco, anche di forte intensità, ma non in maniera continuativa. Già nella tarda serata è prevista qualche schiarita e la situazione meteo migliorerà nel corso delle giornate di giovedì e venerdì, in cui dovrebbe tornare il sole e si avrà un nuovo aumento delle massime. Ma il weekend non è fuori pericolo: il tempo sarà variabile, soprattutto domenica. Insomma, dopo un mese di aprile che nel complesso ha regalato giornate di sole e molto calde, più vicine all’estate che alla primavera, ora questo cambio di clima può sembrare più accentuato.
Ma in realtà è assolutamente in linea con la stagione primaverile, caratterizzata da fasi di instabilità. “Per tutta la prima fase di maggio, fino a metà mese circa, la situazione meteo sarà molto variabile”, spiega Pilati. Si verificheranno più piogge rispetto al mese di aprile, in cui il fenomeno temporalesco più significativo si è verificato il 19 aprile, con una grandinata intorno alla mezzanotte e 8,4 millimetri di pioggia caduti. È stato nel mese di marzo, però, che si è verificato l’episodio di maltempo più significativo: nel weekend del 14 e 15 marzo la pioggia e il vento di scirocco hanno colpito Milano e sono caduti rispettivamente 31,8 millimetri di pioggia il sabato e 11,5 la domenica.
Una supercella ha colpito Paderno Dugnano e l’hinterland con diametri fino a 5 cm, mentre l’aria fresca dai Balcani mette fine al caldo fuori stagione
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
La serata di domenica 19 aprile ha segnato una brusca interruzione della parentesi quasi estiva che ha interessato la Lombardia negli ultimi giorni, portando con sé fenomeni meteorologici di eccezionale intensità. Una vasta supercella ha attraversato le province di Milano, Monza e Como, scaricando a terra una quantità significativa di energia sotto forma di fulmini e, soprattutto, grandine di grosse dimensioni. L’evento ha colpito con particolare forza la periferia Nord del capoluogo meneghino e diversi centri della Brianza, trasformando rapidamente le strade in fiumi bianchi e sorprendendo i residenti con chicchi che hanno raggiunto il diametro record di 5 cm. Questo temporale, dalle caratteristiche tipicamente estive nonostante il calendario indichi ancora metà primavera, ha trovato terreno fertile nel forte contrasto termico presente sul suolo padano.
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
Danni nell’hinterland e dinamica del fenomeno – Il bilancio del maltempo è fortunatamente contenuto nel centro di Milano, dove i Vigili del Fuoco non hanno dovuto effettuare interventi di rilievo. In zone come Sesto San Giovanni e nei quartieri della periferia Nord, la grandineè caduta abbondante ma con dimensioni ridotte, limitando i disagi alla viabilità e ai piccoli allagamenti. La situazione appare molto diversa nell’hinterland, specialmente a Paderno Dugnano: qui la violenza della supercella ha generato chicchi con diametri compresi tra i 3 e i 4 cm, capaci di sfondare i parabrezza delle auto in sosta e ammaccare pesantemente le carrozzerie.
Violenta grandinata sulla Lombardia: tra Milano e la Brianza – FOTO
L’innesco di questo sistema temporalesco è da ricercare nel violento scontro tra masse d’aria diverse. L’aria più fredda, penetrata rapidamente da Nord, ha impattato contro l’anticiclone subtropicale che stazionava sulla pianura da diversi giorni, regalando un assaggio d’estate anticipato. Il contrasto tra il calore preesistente e l’infiltrazione fresca ha generato la spinta ascensionale necessaria per la formazione di nubi a grande sviluppo verticale, tipiche dei fenomeni grandinigeni più distruttivi.
Per monitorare nel modo migliore possibile la situazione meteo in tempo reale, di seguito forniamo un elenco delle pagine con tutte le informazioni utili per seguire il nowcasting meteorologico minuto per minuto:
In Liguria arriva la maccaja, che si verifica quando venti caldi e umidi meridionali scorrono sul mare ancora freddo
Giornata di sole – (Ipa)
Temperature sopra la media da qualche giorno in Italia ma la situazione potrebbe cambiare. “Sull’Italia si è imposto un campo di alta pressione di matrice subtropicale. Nei prossimi giorni avremo tanto sole su buona parte delle nostre regioni; da segnalare solamente una nuvolosità più compatta in Liguria“, spiega all’Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de ‘iLMeteo.it‘.
Cos’è la maccaja (o macaia) – Questo fenomeno prende il nome di maccaja (o macaia) “e si verifica quando venti caldi e umidi meridionali scorrono sul mare ancora freddo: l’aria condensa in nuvole che restano poi ‘intrappolate’ tra la costa e i monti dell’Appennino retrostante – sottolinea l’esperto – Altrove la vera notizia riguarderà le temperature, previste ben oltre le medie climatiche di riferimento: specie domani arriveremo a toccare punte massime intorno ai 25°C (se non oltre) nelle principali città del Centro Nord. Valori insomma da pieno Giugno in città come Milano, Bologna, Trento, Firenze e Roma!“.
“Tra venerdì e sabato poi si avvicinerà un fronte di aria più fresca in discesa dal Nord Europa che provocherà un calo dei valori termici ed un aumento della ventilazione da quadranti settentrionali; le precipitazioni al momento saranno relegate ai settori adriatici“, evidenzia Gussoni.
“Più avanti torneranno i temporali e le piogge? Dal punto di vista climatologico il mese di aprile, e in parte anche quello di maggio, risulta parecchio estremo a causa dei cosiddetti ‘scambi meridiani’: i marcati contrasti termodinamici tra le prime masse d’aria di origine subtropicale e le ultime irruzioni fredde di estrazione polare ci fanno passare bruscamente da un caldo simil-estivo ai primi forti temporali di stagione. Quindi, per il momento, godiamoci questa fase di stabilità atmosferica; nella seconda parte del mese, infatti, il maltempo potrebbe tornare a bussare alle porte dell’Italia“, conclude il meteorologo.
Entrambe le regioni sono in allerta arancione, insieme a parte dell’Abruzzo (il resto è in allerta rossa). In giallo altre sette
Situazione drammatica in Molise per l’ondata di maltempo che ha investito la regione. C’è l’allarme della Protezione Civile per la piena dell’invaso del Liscione.
Dopo la prima fase di preallerta, con scarico aumentato prima a 60 e poi a 120 metri cubi al secondo, la Protezione civile regionale ha diramato un nuovo aggiornamento che porta la situazione in fase di allerta per rischio diga e rischio idraulico a valle. Contemporaneamente è stata chiusa al traffico la Bifernina, da Termoli in direzione Campobasso, dal bivio di Guglionesi, all’altezza del chilometro 70, per la presenza di acqua sulla carreggiata, che rende impossibile la circolazione in sicurezza, e da Campobasso in direzione Termoli dal bivio di Casacalenda-Lupara. Infine, la provincia di Isernia, dove si registrano abbondanti nevicate in tutti i comuni della fascia appenninica, con la chiusura del valico di Guado Liscis per Capracotta e Agnone.
Allerta arancione in Puglia, preoccupano livelli fiumi Cervaro e Fortore nel foggiano – La sezione di Protezione civile della Regione Puglia (centro funzionale decentrato) ha emanato un bollettino di aggiornamento per rischio idraulico a causa delle piogge che hanno interessato e stanno interessando diversi territori della regione.La situazione più rischiosa, segnalata con livello di criticità di colore rosso, è quella del torrente Cervaro, nel foggiano, nei comuni di Bovino, Foggia e Orsara di Puglia all’altezza dei rispettivi ponti sulla strada provinciale 106. Il colore rosso indica “possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d’acqua“.
Criticità di colore arancione per rischio idraulico viene segnalata per il bacino del fiume Fortore, sempre nel foggiano, nei territori di Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia all’altezza dei ponti rispettivi sulla strada provinciale 5. Il colore arancione indica “possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d’acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d’alveo e salto di meandri“. Ci sono infine una dozzina di altre zone con livello di criticità di colore giallo (“possibili piene improvvise nell’idrografia secondaria“). Tra le situazioni critiche sempre in provincia di Foggia quella segnalata dal sindaco di Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, per massi sulla strada tra la cittadina e Imbuti.
Diversi i Comuni pugliesi che ieri sera hanno deciso di chiudere per questa mattina le scuole a causa del maltempo che sta interessando le varie province, tra cui Brindisi e Taranto. Su tutta la regione la Protezione civile ha emanato ieri una allerta di colore arancione, fino a mezzanotte di oggi, per piogge, temporali, grandine e raffiche di vento con rischio idrogeologico dovunque e anche idraulico nelle aree dove sono presenti bacini e corsi d’acqua.
Tra i Municipi che hanno emanato provvedimenti di chiusura delle scuole, anticipando per gli studenti le vacanze di Pasqua, quelli di San Severo, in provincia di Foggia, Molfetta, Altamura, Gravina, Terlizzi , nel barese, Barletta, Trani, Margherita di Savoia e Bisceglie nella Bat, Pulsano nel tarantino. In molti di questi e altri centri, ad esempio a Bari, chiusi cimiteri, parchi e giardini pubblici.
Inoltre il maltempo e le precipitazioni piovose persistenti e intense di ieri e soprattutto di questa notte stanno provocando alcune criticità nei centri del subappennino dauno, in provincia di Foggia. ARoseto Valfortore il Comune rende noto mediante i social che i volontari della Protezione Civile sono, operativi fin dalle prime ore del mattino. Proprio l’associazione invita la cittadinanza “a limitare al massimo gli spostamenti, consentendoli solo in caso di stretta necessità, raccomandazione valida almeno per le prossime 24 ore“. Particolare attenzione per la viabilità: la strada provinciale 129, nel tratto Roseto – Biccari, risulta infatti compromessa a causa della caduta di alberi lungo la carreggiata e di una frana verificatasi nei pressi di una masseria. Per gli spostamenti, si consiglia “di utilizzare la strada provinciale 130“.
Nel frattempo, le squadre sono impegnate anche nella gestione delle emergenze sul territorio. In particolare, si stanno effettuando interventi nella Casa di Riposo, dove si registrano allagamenti “che richiedono operazioni immediate di messa in sicurezza”, continua il Comune. “La situazione resta in continua evoluzione e sotto costante monitoraggio“. Le autorità rinnovano l’invito “alla prudenza e alla collaborazione da parte di tutti i cittadini, al fine di evitare ulteriori rischi e facilitare il lavoro dei soccorritori“.
A Faeto tra i paesi più alti di Puglia a causa delle intense piogge, la strada provinciale 125 risulta attualmente bloccata “per la caduta di ulteriori massi“. Sono già in corso gli interventi per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità. Al momento non è possibile raggiungere Castelluccio Valmaggiore da Faeto. La cittadinanza viene invitata “a utilizzare il percorso alternativo passando per Celle di San Vito“. I pullman non possono ancora partire. Si raccomanda la massima prudenza e di limitare gli spostamenti allo stretto necessario“.Le scuole sono rimaste chiuse “per garantire la sicurezza degli alunni, del personale scolastico e delle famiglie”.
Abruzzo, il fiume Pescara supera limiti sicurezza: il Comune chiude le golene – A seguito degli avvisi di condizioni meteo avverse del 30 e 31 marzo e delle comunicazioni del Centro funzionale d’Abruzzo sul superamento del limite di allarme del fiume Pescara, il Comune di Pescara sta provvedendo a chiudere al traffico le golene nord e sud. L’area, ritenuta una di quelle potenzialmente a rischio sul territorio cittadino, è stata già sottoposta a monitoraggio dal gruppo comunale di Protezione civile e ora scatta la chiusura ai mezzi, a scopo precauzionale. Il monitoraggio prosegue, anche in prossimità dei sottopassi e delle altre aree a rischio allagamento. Il Comune raccomanda ai cittadini la massima prudenza.
Campania proroga l’allerta meteo – In considerazione dell’evoluzione del quadro meteo e delle valutazioni del Centro Funzionale, la Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato di ulteriori 24 ore la vigente allerta meteo. Fino alle 14 di domani, 2 aprile, proseguiranno infatti le condizioni di instabilità con piogge e temporali anche intensi e con la sussistenza di vento forte con raffiche da Nord-Nord-Est. Lo si legge in una nota della Protezione civile regionale. Lo scenario riguarda tutta la Campania con alcune differenze.
Dalle 14 di oggi l’allerta con criticità Gialla interesserà esclusivamente le zone 2 (Alto Volturno e Matese); 3: (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini); 4 (Alta Irpinia e Sannio); 5 (Tusciano e Alto Sele) dove sono possibili fenomeni connessi al rischio idrogeologico da temporali (allagamenti, esondazione, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, frane e caduta massi). L’allerta per vento forte con raffiche e conseguente moto ondoso con possibili mareggiate continuerà invece ad interessare tutta la Campania. Si raccomanda alle autorità competenti di attuare tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile, di monitorare la corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni atmosferiche nonché di prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa.
Almeno sette persone sono morte negli Stati Uniti a causa di unamostruosa tempesta invernaleche ha portato forti nevicate e ghiaccio dalla costa del Golfo al nord-est, lasciando più di un milione di persone nel sud senza elettricità e cancellando più di 10.000 voli.
Il Dipartimento della Salute della Louisianaha confermato due decessi correlati alla tempesta invernale nella parrocchia di Caddo. Secondo l’agenzia, due uomini di età sconosciuta sono morti per ipotermia.
Il sindaco di New York City Zohran Mamdani ha riferito che “almeno cinque newyorkesi sono morti e sono stati trovati all’aperto” sabato prima che iniziasse a nevicare.
“Sebbene non conosciamo ancora le cause della loro morte, non esiste un promemoria più potente dei pericoli del freddo estremo e di quanto siano vulnerabili molti dei nostri vicini, in particolare i senzatetto newyorkesi“, ha affermato Mamdani.
Ha aggiunto che la tempesta sta portando temperature più fredde per un periodo prolungato di quelle che New York City ha sperimentato negli ultimi otto anni.
“Fino a [18] pollici cadranno sul New England e 0,50 pollici di pioggia ghiacciata su parti delle valli del Mid-Atlantic e dell’Ohio/Tennessee“, ha riferito domenica il National Weather Service in merito alla forte nevicata e all’accumulo di ghiaccio previsti dalla tempesta invernale. “Inoltre, forti piogge si svilupperanno sulla valle del Mississippi inferiore domenica e su parti della valle del Tennessee lunedì.
“In seguito alla tempesta, le comunità dalle pianure meridionali a nord-est dovranno fare i conti con temperature gelide e venti gelidi pericolosamente freddi.“
Pedoni attraversano la strada lungo Broadway durante una tempesta invernale sabato a Nashville, Tennessee. Fotografia: George Walker IV/AP
Definendo le tempeste “storiche”, sabato Donald Trump ha approvato le dichiarazioni diemergenza federale in South Carolina, Virginia, Tennessee, Georgia, North Carolina, Maryland, Arkansas, Kentucky, Louisiana , Mississippi, Indiana e West Virginia.
“Continueremo a monitorare e a rimanere in contatto con tutti gli Stati interessati da questa tempesta. State al sicuro e al caldo“, ha scritto Trump in un post su Truth Social.
Diciassette stati e il Distretto di Columbia hanno dichiarato l’emergenza meteorologica, ha dichiarato il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS). Il segretario del DHS, Kristi Noem, in una conferenza stampa tenutasi sabato, ha invitato la popolazione a prendere precauzioni.
“Farà molto, molto freddo”, ha detto Noem. “Quindi incoraggiamo tutti a fare scorta di carburante e cibo, e supereremo questo momento insieme“. Ha aggiunto: “Abbiamo squadre di servizi che stanno lavorando per ripristinare la situazione il più rapidamente possibile“.
Guardian graphic. Source: Noaa. *Eastern Time
Il numero di interruzioni ha continuato ad aumentare. Alle 6:30 ET (11:30 GMT) di domenica, oltre 900.000 clienti statunitensi erano senza elettricità, secondo PowerOutage.us . Quasi 335.000 di queste interruzioni si sono verificate in Tennessee. Il Mississippi ne ha segnalate più di 178.000; la Louisiana oltre 145.000; e il Texas circa 93.000.
Sabato il Dipartimento dell’Energia ha emesso un’ordinanza di emergenza che autorizza l’Electric Reliability Council of Texas a distribuire risorse di generazione di riserva nei data center e in altre strutture importanti, con l’obiettivo di limitare i blackout nello Stato.
Domenica, il dipartimento ha emesso un’ordinanza di emergenza per autorizzare il gestore della rete, PJM Interconnection, a gestire “risorse specifiche” nella regione del Medio Atlantico, indipendentemente dai limiti imposti dalle leggi statali o dai permessi ambientali.
Persone in attesa di attraversare la strada a Times Square durante una tempesta invernale domenica a New York City. Fotografia: Heather Khalifa/AP
Il National Weather Service ha lanciato l’allarme per una tempesta invernale insolitamente estesa e di lunga durata, che avrebbe portato un accumulo di ghiaccio diffuso e pesante nel sud-est, dove si sarebbero potuti prevedere “impatti paralizzanti o localmente catastrofici”.
I meteorologi hanno previsto temperature record e venti gelidi pericolosamente freddi che si estenderanno ulteriormente nella regione delle Grandi Pianure entro lunedì.
Secondo il sito web di monitoraggio dei voli FlightAware, domenica sono stati cancellati più di 10.500 voli negli Stati Uniti. La società di analisi del settore aeronautico Cirium ha affermato che, fino a domenica mattina, la tempesta è l’evento di cancellazione con il numero più alto di voli dall’inizio della pandemia.
Lunedì sono statesegnalate più di 1.800 cancellazioni di voli . Sabato erano stati cancellati più di 4.000 voli.
Un Embraer 175 della United Airlines rulla per decollare mentre la neve cade sulla pista dell’aeroporto LaGuardia di New York domenica. Fotografia: Charly Triballeau/AFP/Getty Images
Le principali compagnie aeree statunitensi hanno avvertito i passeggeri di prestare attenzione a bruschi cambi di volo e cancellazioni. Delta Air Lines ha modificato il suo programma sabato, con ulteriori cancellazioni in mattinata per Atlanta e lungo la costa orientale, tra cui Boston e New York. La compagnia aerea ha comunicato che trasferirà esperti dagli hub per il freddo a supporto delle squadre di sghiacciamento e di gestione bagagli in diversi aeroporti del sud.
JetBlue ha dichiarato di aver cancellato circa 1.000 voli da sabato mattina a lunedì. United Airlines ha dichiarato di aver cancellato alcuni voli in località con le peggiori condizioni meteo previste.
Sabato, i gestori della rete elettrica statunitense hanno intensificato le precauzioni per evitare blackout a rotazione. Dominion Energy, le cui attività in Virginia includono il più grande complesso di data center al mondo, ha affermato che, se le previsioni di ghiaccio si fossero confermate, l’evento invernale potrebbe essere tra i più gravi a colpire l’azienda.
La neve è pronta a fare il suo ritorno sull’Italia, con fiocchi che questa volta raggiungeranno quote bassissime su diverse regioni del Nord. Grazie al calo termico delle ultime ore, l’aria fredda ha sedimentato nei bassi strati, creando il cosiddetto cuscino freddo, elemento fondamentale per le nevicate a bassa quota. Il Nordovest in bilico tra pioggia e neve L’ingresso della perturbazione, previsto per Venerdì 23 Gennaio, darà il via al peggioramento. Tuttavia, la previsione resta legata a un sottile equilibrio termico: le correnti più miti atlantiche proveranno a scalzare l’aria fredda, rendendo la situazione estremamente incerta per alcuni grandi centri urbani. Secondo gli ultimi aggiornamenti, ecco le zone a rischio e le città in bilico tra la serata di Venerdì 23 e le prime ore di Sabato 24 Gennaio:
Torino e Piemonte: restano in pole position per vedere neve diffusa. La resistenza del cuscino freddo qui sarà più solida, con accumuli possibili su tutto il territorio regionale, incluse Biella, Vercelli e Novara;
Milano e Lombardia: situazione di forte incertezza. Se su Varese, Bergamo e Pavia la neve è più probabile, a Milano la situazione resta in forte bilico:il limite tra pioggia e neve sarà sottilissimo, con la possibilità di una fase di pioggia mista o brevi apparizioni di neve bagnata tra la serata e la notte;
Bologna ed Emilia: l’aria fredda resisterà bene sull’Emilia occidentale, con Piacenza che punta a una nevicata decisa. Spostandoci verso Est, a Bologna, la situazione si farà molto più incerta: i fiocchi potrebbero fare la loro comparsa, ma il rischio che la pioggia prenda il sopravvento sul capoluogo resta comunque concreto;
Alpi e Prealpi: qui non ci sono dubbi. Ci attendiamo una nevicata di rilievo con oltre 30 cm di accumulo fresco sopra i 1000 metri.
Zone a rischio neve (in viola) nel corso di Venerdì e nelle prime ore di Sabato
Un episodio invernale dal “sapore antico” – Questo genere di configurazioni, dove la tenuta del freddo al suolo sfida l’avanzata delle correnti atlantiche, è diventato raro. Se i modelli confermeranno la resistenza del “cuscino“, vivremo un episodio invernale d’altri tempi, capace di regalare scenari suggestivi anche dove la previsione oggi appare più incerta.
La settimana inizia all’insegna del maltempo: allerta rossa e arancione al Sud. Piogge torrenziali e intense raffiche di vento sono attese soprattutto tra Sardegna, Sicilia e Calabria
Sud Italia nella morsa del maltempo. Nelle prossime ore il ciclone mediterraneo Harry attraverserà lo Stivale, colpendo soprattutto le regioni meridionali e portando forti piogge, nubifragi e intense raffiche di vento. Per la giornata di oggi, lunedì 19 gennaio, il dipartimento della protezione civile hadisposto l’allerta rossa su gran parte della Sardegna, arancione su Sicilia e Calabria, e gialla in Basilicata e Toscana.
Allerta rossa e arancione – L’inizio della settimana sarà caratterizzato da venti di burrasca dai quadranti orientali sulla Sicilia, in estensione a Sardegna e Calabria, con intensificazione nella giornata di martedì 20 gennaio fino a burrasca forte con raffiche di tempesta, attese, inoltre, forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla serata di oggi pioggia diffusa, anche con temporali, su Calabria e Sardegna in particolare. In merito alle temperature, una circolazione depressionaria centrata sul Nord-Africa continua a richiamare correnti umide sud-orientali sul territorio del nostro Paese. Il risultato, tra la giornata di oggi e quella di martedì, è l’arrivo di piogge abbondanti e persistenti sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, specie sui versanti orientali. A completare il quadro, raffiche violente di scirocco con forti ed estese mareggiate lungo le coste esposte.
La mappa della protezione civile Rischio nubifragi
Rischio nubifragi – Come spiegano gli esperti di 3bmeteo, sono previste piogge molto abbondanti in alcune zone: “Oltre ad acquazzoni e temporali, con accumuli pluviometrici totali localmente anche oltre i 400/600 mm sui versanti orientali dei rilievi sardi e siculi, così come su quelli ionici dell’Appennino calabrese, saranno soprattutto i venti e le mareggiate a destare maggiore preoccupazione. L’effetto stau che si genererà a ridosso dei versanti esposti dei rilievi isolani e calabresi favorirà le precipitazioni più intense e persistenti, con un potenziale rischio di nubifragi e dissesti idrogeologici.”. Per la giornata di oggi è atteso un sensibile incremento della ventilazione tra Sicilia, Sardegna, Ionio meridionale e Tirreno centro-meridionale, con raffiche entro sera prossime ai 100/110 km/h su Mare e Canale di Sicilia. Previste raffiche serali tra 70 e 90 km/h su Sicilia e Sardegna, 60/70 km/h su Lametino e Reggino.
“Restate a casa” – Come detto, nell’occhio del ciclone c’è la Sardegna, con i fenomeni più intensi che riguardano soprattutto il sud dell’isola. Ma le aree interessate sono anche quelle dell’ Iglesiente, Flumendosa Flumineddu e Gallura. Le raccomandazioni: consigliabile restare nelle proprie abitazioni, dal locale seminterrato o dal piano terra meglio salire ai piani superiori. Un invito anche a limitare i trasferimenti in auto ai soli casi di urgenza, mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare, sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile. Scatta anche il divieto di attraversare torrenti in piena sia a piedi che con qualsiasi mezzo, di sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti e fiumi e di attraversare sottopassi. A Cagliari domani e martedì chiudono scuole e università. Disposto anche lo stop di uffici pubblici, cimiteri, impianti sportivi, mercati civici, parchi pubblici, centri d’arte le biblioteche. Dal Comune un invito alla popolazione a prestare particolare attenzione, a causa del vento, delle piogge e delle mareggiate previste. Massima cautela in tutta la città. Dai social il sindaco Massimo Zedda avverte: “Cercate di evitare le zone costiere e di ridurre al minimo gli spostamenti“. Analoghi provvedimenti in tutto il Cagliaritano: tra i primi a emanare ordinanze di chiusura Assemini e Quartu. A causa dell’allerta maltempo rinviata a data de destinarsi la conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in programma domani nel palazzo di via Roma a Cagliari.
Scuole chiuse anche in Sicilia – Scuole chiuse oggi anche in tre città della Sicilia a cause delle avverse condizioni meteorologiche. A Messina, a Catania e Agrigento i sindaci hanno firmato l’ordinanza. A Messina prevista, inoltre, la chiusura di tutti i cimiteri comunali, delle ville comunali e degli impianti sportivi comunali. Quest’ultimi saranno chiusi anche a Catania insieme a musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto. Ad Agrigento le scuole resteranno chiuse anche martedì 20.
Codice giallo in Toscana – La sala operativa della protezione civile regionale della Toscana ha emesso un bollettino di criticità con codice giallo per vento che, dalle ore 13 di oggi, lunedì 19 gennaio, interesserà le pianure centro-settentrionale della regione: l’area fiorentina, il bacino Bisenzio-Ombrone pistoiese, il Valdarno inferiore e la Valdelsa-Valdera. Nel pomeriggio di oggi potranno esserci nevicate, inizialmente oltre 1000-1200 metri e in calo, nella sera, fino a circa 500 metri su Alto Mugello e versanti orientali dell’Appennino in genere. Codice giallo oggi a Firenze per rischio vento forte. L’allerta riguarda, oltre la nostra città, anche i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
In arrivo di una perturbazione atlantica e un vortice ciclonico nordafricano: neve fino in collina al Nord e tempesta in arrivo al Sud con piogge intense, venti fortissimi e mareggiate estreme
Duplice attacco meteo all’Italia: tanta neve in arrivo in Piemonte, forte maltempo verso le Isole Maggiori per colpa dell’arrivo di una perturbazione atlantica e un vortice ciclonico nordafricano.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un periodo turbolento almeno fino a mercoledì. Nelle prossime ore la perturbazione atlantica entrerà sul nostro settore occidentale portando fenomeni su Nord-Ovest, Sardegna e Sicilia; cadrà la neve in modo diffuso sulle Alpi occidentali oltre i 1000-1200 metri; entro la tarda mattinata di sabato qualche fenomeno guadagnerà terreno anche verso Calabria, Basilicata e Puglia decretando l’inizio del duplice attacco perturbato dei prossimi giorni.
Domenica 18 gennaio, World Snow Day (giornata mondiale della neve), vedrà altre nevicate significative su Valle d’Aosta e Piemonteoltre i 1000 metri di quota con un meteo di nuovo dal sapore invernale sul Nord-Ovest italiano; di contro, al Sud inizieranno a soffiare venti nordafricani, di Scirocco, miti e molto umidi: le piogge diverranno via via più intense sulla Sardegna orientale e su tutto il versante ionico, dal Metaponto a Siracusa.
Questo duplice attacco continuerà lunedì, con neve fino a quote collinari al Nord-Ovest (Cuneo con 15 cm) e con tanto vento e tanta pioggia al Sud: dovremo monitorare entrambi gli scenari ma la situazione peggiore sarà quella che interesserà Sardegna, Sicilia e Calabria.
Da lunedì su queste regioni avremo piogge torrenziali, venti di burrasca e mareggiate estreme con onde sottocosta fino a 7 metri(Sicilia orientale), al largo addirittura di 10 metri! Ovviamente, mancano ancora alcuni giorni a questo evento e saremo più precisi con i prossimi aggiornamenti, ma iniziamo a prestare attenzione.
In pratica, purtroppo, si prevede la “tempesta perfetta” sullo Ionio, sullo Stretto di Sicilia e sul Canale di Sardegna: la pressione salirà fino a 1030 hPa sulla Grecia, scenderà fino a 1000 hPa sulla Tunisia. Questa forte differenza di 30 hPa genererà venti fortissimi dall’Egitto fino alla Sardegna con un “fetch” (la zona del mare colpita dai venti) molto lungo e molto vasto.
Con questa larga superficie del mare interessata per più giorni da venti forti, provenienti dalla stessa direzione, si formeranno onde altissime: da lunedì a mercoledì dovremo monitorare attentamente Sicilia orientale e meridionale, Calabria ionica e Sardegna (est e sud). Uomo avvisato mezzo salvato.
NEL DETTAGLIO:
Sabato 17. Al Nord:piogge su Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna, neve in montagna. Al Centro: bel tempo prevalente. Al Sud: piogge sulle ioniche e sulle Isole Maggiori.
Domenica 18. Al Nord: piogge su Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna, neve in montagna. Al Centro: irregolarmente nuvoloso, piogge sul pesarese. Al Sud: pioggia e rovesci sulle ioniche e sulle Isole Maggiori.
Lunedì 19. Al Nord: piogge su Piemonte e Valle d’Aosta, neve in collina. Al Centro: irregolarmente nuvoloso. Al Sud: maltempo verso le Isole Maggiori con nubifragi e vento di burrasca.
Tendenza: ancora forte maltempo al Sud con rovesci, burrasca di Scirocco e mareggiate.
Freddo, neve e pioggia sull’Italia nel giorno dell’Epifania: domani prevista allerta meteo arancione su settori di Lazio e Molise, allerta gialla in gran parte del Centro-Sud.
Maltempo sull’Italia con buona parte della penisola che domani dovrà fare i conti con condizioni meteorologiche avverse. Secondo il bollettino diramato dalla Protezione civile, per la giornata di domani – martedì 6 febbraio – è prevista una allerta meteo arancione per rischio idraulico e idrogeologico su settori di Lazio e Molise e allerta gialla su settori di dieci regioni: Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Puglia, Sicilia.
Allerta meteo arancione martedì 6 gennaio: le regioni a rischio – Sul sito della Protezione civile troviamo, come ogni giorno, il bollettino di criticità con l’allerta meteo. Per la giornata di domani viene segnalata allerta arancione in settori di due regioni, Lazio e Molise. Nei dettagli:
Moderata criticità per rischio idraulico:
Lazio: Bacini Costieri Sud, Aniene, Bacino del Liri Molise: Alto Volturno – Medio Sangro
Moderata criticità per rischio idrogeologico:
Lazio: Bacini di Roma Molise: Alto Volturno – Medio Sangro
Allerta meteo gialla domani in settori di 10 regioni: In settori di dieci regioni, tutte nel Centro-Sud, è prevista allerta meteo gialla nel giorno dell’Epifania per rischio idraulico, rischio temporali e rischio idrogeologico.
Ordinaria criticità per rischio idraulico:
Calabria: Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale Campania: Alto Volturno e Matese, Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana Lazio: Appennino di Rieti, Bacini di Roma Marche: Marc-4, Marc-3 Molise: Frentani – Sannio – Matese Umbria: Chiani – Paglia
Ordinaria criticità per rischio temporali:
Abruzzo: Bacini Tordino Vomano, Bacino dell’Aterno, Bacino del Pescara, Bacino Alto del Sangro, Marsica, Bacino Basso del Sangro Basilicata: Basi-A2, Basi-E2, Basi-D, Basi-A1, Basi-C, Basi-E1, Basi-B Calabria: Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale Molise: Frentani – Sannio – Matese, Alto Volturno – Medio Sangro, Litoranea Puglia: Basso Fortore, Gargano e Tremiti, Tavoliere – bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Sub-Appennino Dauno, Salento Sicilia: Centro-Meridionale e isole Pelagie, Sud-Orientale, versante ionico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia Umbria: Chiascio – Topino, Nera – Corno, Trasimeno – Nestore, Chiani – Paglia, Medio Tevere, Alto Tevere
Ordinaria criticità per rischio idrogeologico:
Abruzzo: Bacini Tordino Vomano, Bacino dell’Aterno, Bacino del Pescara, Bacino Alto del Sangro, Marsica, Bacino Basso del Sangro Calabria: Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale Campania: Tusciano e Alto Sele, Piana Sele e Alto Cilento, Alto Volturno e Matese, Basso Cilento, Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini Lazio: Bacini Costieri Sud, Bacini Costieri Nord, Aniene, Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Appennino di Rieti Marche: Marc-5, Marc-2, Marc-1, Marc-6, Marc-4, Marc-3 Molise: Frentani – Sannio – Matese, Litoranea Puglia: Basso Fortore, Gargano e Tremiti, Tavoliere – bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Sub-Appennino Dauno, Salento Sicilia: Centro-Meridionale e isole Pelagie, Sud-Orientale, versante ionico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria, Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia Umbria: Chiascio – Topino, Nera – Corno, Trasimeno – Nestore, Chiani – Paglia, Medio Tevere, Alto Tevere
Meteo, le previsioni per domani: Epifania con pioggia, vento e neve – Quella dell’Epifania, ultima festività del periodo natalizio che cade domani 6 gennaio, sarà una giornata di maltempo per gran parte dell’Italia. Una giornata di freddo su molte città, neve e piogge. Secondo le previsioni meteo, avremo tempo fortemente instabile al Centro-Sud e poi anche in Emilia Romagna con precipitazioni sparse, localmente moderate. Attese nevicate sugli Appennini sopra i 1000 metri e anche sulle zone interne della Sardegna.
L’avviso della Protezione civile prevede in particolare precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lazio, Molise, Campania, Basilicata e Calabria settentrionale. Nevicate fino a quote di 300-400 m, e localmente fino a livello del mare, su Emilia-Romagna orientale, Marche, Umbria e Toscana orientale, in estensione dal pomeriggio all’Abruzzo e al Lazio orientale.
Il 2026 si apre con una vasta depressione sull’Europa centro-settentrionale, alimentata da aria artica. Questo sistema richiama correnti di Libeccio verso il Centro-Sud, portando temporanee piogge, nevicate in montagna e un rialzo momentaneo delle temperature, prima di un brusco ritorno del freddo con l’Epifania.
1 – Sabato 3 gennaio – Secondo le previsioni di 3BMeteo, il Libeccio rende instabile il tempo al Centro-Sud, con piogge diffuse sul Lazio, neve sull’Appennino oltre 1.600 metri e fenomeni intermittenti in Campania, Basilicata e Calabria tirrenica. Al Nord prevale il sole, con qualche nube mattutina e banchi di nebbia lungo il Po. Le massime salgono leggermente: 7-10°C al Nord, 14-17°C al Centro e fino a 18°C al Sud.
2 – Domenica 4 gennaio – L’avanzata del flusso artico porta un graduale calo delle temperature.Il Nord resta in gran parte soleggiato, con addensamenti in Romagna e nevicate fino a quote basse in Appennino. Al Centro, piogge persistono sul Lazio e nelle zone interne adriatiche, con neve in calo sui rilievi marchigiani e umbri. Al Sud nuvole, piogge sparse e qualche schiarita alternano il cielo. Le massime scendono: 5-8°C al Nord, 13-16°C al Centro-Sud.
3 – Lunedì 5 gennaio – L’instabilità si concentra sulle regioni centrali, con piogge e rovesci sparsi e neve fino a 300 metri sull’Appennino settentrionale. Al Sud qualche pioggia interessa le zone tirreniche e ioniche, mentre al Nord prevale il sole, ma con clima più freddo. Le temperature massime restano contenute: 4-7°C al Nord, 8-12°C al Centro e 13-16°C al Sud.
4 – Martedì 6 gennaio – Nel giorno dell’Epifania il freddo prende il sopravvento. Correnti da nord intensificano l’instabilità, con neve fino a bassa quota sull’Appennino centro-settentrionale e localmente in pianura tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Sul Nordovest prevale il sole, ma le temperature restano rigide. Al Centro Adriatico e nelle zone interne i valori massimi si mantengono tra 4 e 6°C, sulle coste tirreniche salgono a 8-12°C. Al Sud il clima è più mite, con punte di 14-16°C, mentre le isole maggiori e la Calabria ionica toccano i 18-19°C.
5 – Dopo l’Epifania – Dal 7 gennaio l’afflusso di correnti fredde di matrice artica alimenterà una circolazione instabile su regioni adriatiche e meridionali, con piogge e nevicate anche a quote molto basse. Il peggioramento dovrebbe attenuarsi entro l’8 gennaio, mentre le temperature resteranno generalmente sotto la media stagionale.
Parziali allagamenti oggi a Bologna, a Matera piogge intense e strade chiuse, Bora molto forte in Friuli Venezia Giulia. Riunita l’unità di crisi della protezione civile
Ondata di forte maltempo sull’Italia con temporali, venti forti e allagamenti da Nord a Sud. A essere colpita in particolare l’Emilia Romagna, che dall’allerta meteo arancione di oggi passerà domani in allerta rossa.
Allerta gialla oggi, invece, in altre 9 regioni: si tratta di alcuni settori sempre dell’Emilia Romagna (pianura modenese, montagna emiliana centrale, pianura reggiana di Po e pianura reggiana) dove è giallo per rischio idraulico così come in Calabria (versante Tirrenico Centro-settentrionale e versante Tirrenico settentrionale). Rischio temporali quindi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Umbria. Il rischio idrogeologico riguarda sempre Abruzzo, Calabria, Molise e Campania, Emilia Romagna (montagna emiliana centrale), Lazio, Marche e Toscana.
Intanto, a seguito dell’allerta rossa dell’Emilia Romagna, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano presiede, nella sede di via Vitorchiano a Roma, l’Unità di crisi del Dipartimento della Protezione civileper fare il punto – insieme alle strutture operative e alle Regioni interessate – sull’evoluzione del maltempo, sulle criticità in atto e sulle azioni di prevenzioneadottate dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento continuerà a seguire l’evolversi della situazione.
Natale con allerta rossa in Emilia Romagna, Idice osservato speciale – Per la giornata di domani è prevista un’allerta rossa per criticità idraulica in pianura nelle province di Bologna, Ferrara e Ravenna. Lo riferisce la Regione Emilia Romagna sottolineando che, in particolare, l’attenzione è rivolta “ai superamenti della soglia 3 sugli affluenti a destra del fiume Reno con alimentazione collinare. Al momento, osservato speciale è il fiume Idice, oltre soglia 3 (rossa). L’allerta sarà invece arancione per criticità idraulica e idrogeologica nella collina emiliana centrale, in quella bolognese, nella montagna bolognese e in tutta la Romagna fino alla Costa ferrarese“.
Resta aperto h24 il Centro operativo regionale (Cor), a Bologna, coordinato con prefetture e sindaci, coi quali resteranno in contatto il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria alla presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini.
“Sulla base del bollettino da poco emesso dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, e dei dati previsionali Arpae – sottolinea la Regione – si prevedono precipitazioni diffuse e persistenti, soprattutto sul settore centrale della regione, che potranno generare diffusi fenomeni franosi, ruscellamento lungo i versanti e innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua con superamenti della soglia 2. Sui settori appenninici e collinari emiliani i fenomeni saranno nevosi a partire da quote attorno ai 300/400 metri, con accumuli di 5-15 cm sulle zone collinari e di ulteriori 20-30 cm sulle zone montuose”.
“Inoltre, lungo la fascia costiera sono previsti venti di burrasca moderata (62-74 km/h) da nord-est, con rinforzi o raffiche di intensità superiore, con mare agitato, localizzati fenomeni di erosione dei litorali, delle dune e degli argini invernali, nonché ingressioni marine che possono interessare gli stabilimenti balneari – prosegue la Regione Emilia Romagna – Saranno possibili anche esondazioni di fiumi e canali alla foce, per le difficoltà di deflusso delle piene in mare“.
“Quanto alla giornata odierna, secondo il monitoraggio di Arpae, le precipitazioni delle ultime ore stanno generando rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici degli affluenti di Reno e fiumi romagnoli – aggiunge la Regione – Per le prossime ore sono previste precipitazioni diffuse sull’intero territorio regionale, di debole intensità sul settore più occidentale e le pianure settentrionali, di moderata intensità sulle rimanenti aree con picchi localmente elevati sulle aree collinari e pedecollinari del bolognese e della Romagna“.
“Quota neve in rapido abbassamento dal mattino sul settore occidentale ed ancora elevata sull’Appennino romagnolo. E’ attesa una temporanea attenuazione dei fenomeni sulla Romagna nel primo pomeriggio”, conclude.
Parziali allagamenti oggi a Bologna – Intanto alcuni parziali allagamenti di sottopassi a Bologna per il maltempo nella giornata di oggi. Lo riferisce il Comune, in una nota di aggiornamento sull’allerta meteo arancione, sottolineando che “il bollettino di aggiornamento pubblicato dall’Agenzia regionale di Protezione Civile e Centro funzionale Arpae, valido dalle 10.30 fino alle 15 di oggi, indica che le precipitazioni delle ultime ore stanno generando rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici degli affluenti di Reno. Per le prossime ore sono previste precipitazioni diffuse sull’intero territorio, di debole intensità sul settore più occidentale e le pianure settentrionali, di moderata intensità sulle rimanenti aree“.
“Alle ore 12 si è riunito il Coc per condividere il quadro aggiornato dell’evoluzione meteorologica prevista e per coordinare gli interventi sulle criticità in corso – sottolinea il Comune di Bologna – Al momento, tali criticità riguardano parziali allagamenti di alcuni sottopassi in cui la viabilità è attualmente monitorata e gestita dalla polizia locale”.
“Prosegue l’attento monitoraggio dei punti sensibili sia attraverso sistema di videosorveglianza dalla Centrale operativa che a vista, tramite presenza di pattuglie della polizia locale e dei volontari di protezione civile“, continua il Comune aggiungendo che il Coc si riunirà di nuovo nel pomeriggio.
Piogge intense a Matera, allagamenti e strade chiuse – Per gli allagamenti provocati dalle intense piogge di ieri, è ancora chiusa al traffico la strada provinciale 31 Matera-Montescaglioso nel tratto da Parco dei Monaci a Montescaglioso città. Lo ha comunicato la Provincia di Matera. Non ci sono ancora le condizioni di sicurezza per il transito, sebbene siano in corso da ieri le operazioni di pulizia e rimozione dei detriti. L’ente provinciale ha riaperto al traffico in entrambe le direzioni la sp 3 Matera-Metaponto, provvisoriamente chiusa nel tardo pomeriggio di ieri dal km 15+600 al km 23+600 dopo alcuni allagamenti nella zona compresa tra Bernalda e Montescaglioso. Sul posto sono intervenuti il personale della Provincia e alcune ditte esterne che hanno ripristinato le condizioni di sicurezza. Ieri sono stati numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto per mettere in sicurezza e soccorrere automobilisti in difficoltà.
Bora forte sul Friuli Venezia Giulia – Oggi Bora forte o molto forte sulla costa, con probabili raffiche che a Trieste e in mare aperto potranno raggiungere velocità di 120 km orari: è quanto si legge nel bollettino della protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia secondo cui anche domani proseguiranno le condizioni favorevoli all’afflusso di Bora forte, in particolare sulla costa, con raffiche attese (sempre a Trieste) attorno ai 100-110 km orari.
Durante la mattinata alla Sala operativa regionale (Sor) e al Nue 112 sono arrivate segnalazioni di recinzioni divelte nel comune di Trieste, alberi caduti nei comuni di Fiumicello Villa Vicentina, Duino-Aurisina e Trieste, segnalazioni di problematiche legate al vento forte nei comuni di Trieste, Cervignano del Friuli, Doberdò del Lago, Monfalcone, Duino-Aurisina, Fiumicello Villa Vicentina.
Allerta gialla in Toscana anche domani – La Sala operativa della protezione civile regionale della Toscana informa intanto che è estesa all’intera giornata di domani, giovedì 25 dicembre, l’allerta di codice giallo per rischio idrologico e idraulico del reticolo minore sulle isole dell’Arcipelago e sull’Appennino orientale.
Cessano invece alla mezzanotte di oggi, mercoledì, il codice giallo per vento (pianura, costa, Arcipelago, zone collinari e appenniniche) e alle 12 di domani, giovedì, il codice giallo per rischio neve sui versanti appenninici emiliani e romagnoli.
Natale sotto l’ombrello a Milano e in Lombardia – Cielo grigio, pioggia e raffiche di vento, soprattutto a Milano e in pianura. E’ un Natale decisamente invernale in Lombardia, dove domina una fase di instabilità meteorologica legata a un centro di bassa pressione posizionato sull’Europa sud-occidentale, responsabile di un peggioramento diffuso proprio nei giorni delle festività. Nel corso di oggi, mercoledì 24 dicembre, Arpa Lombardia ricorda che la nuvolosità è in progressivo aumento a partire da sud-est, seguita da precipitazioni diffuse. A Milano e sulla pianura si registrano piogge accompagnate da venti orientali moderati, a tratti con raffiche sostenute, mentre sui rilievi non si escludono deboli nevicate oltre i 1.000 metri, localmente anche a quote più basse, fino a circa 600 metri.
La giornata di domani, 25 dicembre, si apre con un cielo molto nuvoloso e deboli precipitazioni residue su gran parte della regione. Lo zero termico è in lieve calo, con la possibilità di neve o neve mista a pioggia a quote ancora più basse, mentre sulle Alpi orientali sono attese le prime schiarite, accompagnate da una generale attenuazione dei fenomeni. Persistono venti da est sulla bassa pianura e sull’Appennino, localmente con raffiche intense. Il cambio di scenario è atteso tra venerdì 26 e sabato 27, quando il centro di bassa pressione tenderà a spostarsi verso ovest, lasciando spazio a condizioni via via più stabili. Sulla Lombardia si assisterà a una progressiva diminuzione della nuvolosità, con ampie schiarite e molto sole.
Le temperature massime saranno in lieve aumento, mentre le minime scenderanno sensibilmente, portando il clima su valori più tipicamente invernali. Il miglioramento proseguirà anche nei giorni successivi: domenica 28, lunedì 29 e martedì 30 mostrano una buona probabilità di tempo stabile, con prevalenza di sole su tutta la regione. Attenzione però al freddo: con cieli sereni e aria più secca, le temperature notturne sono destinate a calare ulteriormente, con valori minimi che potrebbero raggiungere i -3 gradi entro sabato 3 gennaio.
Acqua alta a Venezia e Chioggia tra stanotte e domani – A Venezia è previsto almeno un metro di acqua alta sul medio mare durante la notte tra oggi e domani e quindi è possibile il sollevamento del Mose se le previsioni d’innalzamento del mare saranno confermate nel corso della giornata. A causa dei forti venti di bora previsti, per la città di Chioggia si prevedono addirittura circa 15 centimetri di marea in più. Lo comunica il Centro maree del Comune di Venezia.
L’alta pressione ha le ore contate, sta per irrompere un fronte perturbato pilotato da aria polare-marittima
Neve a Livigno (Foto archivio)
Milano, 15 dicembre 2025 – Cielo azzurro, sole e temperature miti (nelle ore centrali della giornata) hanno le ore contate: arriva una perturbazione con pioggia e neve a partire dal Nord-Ovest. Il maltempo durerà qualche giorno, poi ci sarà una breve tregua fino quasi a Natale. E, a ridosso delle festività potrebbe cambiare nuovamente tutto: l’inverno potrebbe (finalmente) farsi sentire e, chissà, magari qualche fiocco bianco potrebbe scendere anche a quote basse. Ma vediamo tutto più nel dettaglio.
Ore contate per l’alta pressione – Federico Brescia, meteorologo de IlMeteo.it, conferma che l’alta pressione ha ormai le ore contate, sono in arrivo copiose nevicate e piogge abbondanti, grazie all’ingresso di un fronte perturbato pilotato da aria polare-marittima.
Neve anche a quote basse – Dalla serata di oggi, lunedì 15 dicembre, e per tutta la giornata di martedì 16 la neve cadrà abbondantemente sull’arco alpino occidentale con accumuli che oltre i 1500 metri potranno superare i 50 centimetri di accumulo. Precipitazioni nevose che saranno decisamente meno intense e a quote più elevate su tutto il resto delle Alpi, anche in Lombardia.
Qualche fiocco bianco potrebbe cadere in pianura, ma solo in Piemonte, tra Cuneese e Astigiano, a causa di una omotermia da rovesciamento. Questo fenomeno si verifica quando le precipitazioni (se intense) riescono a trascinare l’aria fredda in quota fino al suolo, mantenendo la colonna d’aria sufficientemente fredda da impedire la fusione del fiocco.
Neve (Foto di repertorio Fantini)
La pioggia – Sarà invece soprattutto pioggia su Lombardia, Liguria, Emilia, basso Veneto, Toscana, Sardegna e Sicilia. In Liguria la persistenza e l’intensità dei fenomeni potrebbe portare accumuli pluviometrici anche superiori ai 100 millimetri (100 litri per metro quadro). Temperature nel complesso sempre superiori alla media.
Persone camminano in piazza Duomo indosssando giacche invernali e proteggendosi dalla pioggia con ombrelli
Il ritorno del sole – Dopo questa parentesi di intenso maltempo, da giovedì 18 dicembre l’atmosfera tenterà di ritrovare una nuova stabilità atmosferica. Nelfine settimana, si alterneranno fasi più stabili e secchea fasi blandamenteinstabili con maggiore probabilità di precipitazioni.
A Natale cambia tutto? – Ma a ridosso del Natale potrebbe cambiare tutto con la riapertura della cosidddetta‘Porta Atloantica’. In gergo meteorologico apertura della Porta Atlantica significa che non vi saranno grossi ostacoli per le perturbazioni in discesa dall’oceano affinché arrivino fin sul nostro Paese provocando, conseguentemente, un surplus di precipitazioni. Occhi puntati dunque sul Nord Atlantico dove prenderà vita una vasta area depressionaria, chiamata ‘Depressione d’Islanda’: una sorta di ‘macchina’ delle perturbazioni la quale a più riprese invierà impulsi instabili che irromperanno fin sull’Italia. Ma attenzione, perché i meteorologi non si sbilanciano troppo e non escludono che l’alta pressione riesca a riconquistare terreno, limitando il peggioramento a qualche giorno.
Le nuove proiezioni per le festività di Natale, Santo Stefano e Capodanno indicano un colpo di scena a livello emisferico, con la riapertura della cosiddetta “Porta Atlantica”.
In gergo meteorologico apertura della Porta Atlantica significa che non vi saranno grossi ostacoli per le perturbazioni in discesa dall’oceano affinché arrivino fin sul nostro Paese provocando, conseguentemente, un surplus di precipitazioni. E’ possibile che per molti giorni l’Europa centro-occidentale resti intrappolata in una sorta di area depressionaria con condizioni di maltempo diffuso anche in Italia. La causa va ricercata in una particolare configurazione che si andrà a disegnare a livello emisferico dal 20 Dicembre in avanti e che condizionerà il tempo fino alla fine dell’anno. Occhi puntati dunque sul Nord Atlantico dove prenderà vita una vasta area depressionaria, chiamata “Depressione d’Islanda”. Si tratta di una sorta di “macchina” delle perturbazioni la quale a più riprese invierà impulsi instabili che irromperanno fin sull’Italia.
NATALE: TENDENZA AGGIORNATA – Dopo una fase relativamente mite, si profila uno scenario diversoproprio per l’ultima decade di Dicembre, dunque anche perNatale, che potrebbe riportare il maltempo su molte regioni. Le perturbazioni, sostenute da correnti molto instabili, raggiungerebbero dapprima l’Europa occidentale per poi estendersi al bacino del Mediterraneo e quindi all’Italia, determinando precipitazioni localmente anche consistenti dal 23 Dicembre in avanticon possibili effetti anche tra la giornata di Natale e quella di Santo Stefano. Se ciò dovesse venir confermato è lecito attendersi un ritorno delle piogge su molte delle nostre regioni con la possibilità più che concreta di abbondanti nevicate sull’arco alpino.
Non si può tuttavia escludere che l’alta pressione riesca a riconquistare rapidamente terreno, limitando il peggioramento a una finestra molto breve, forse di appena un giorno, o poco più.
Area depressionaria sull’Europa occidentale
CAPODANNO IN BILICO – La tendenza per gli ultimi giorni del 2025 e Capodanno appare al momento incerta, con l’Italia stretta tra due grandi figure atmosferiche. Da un lato un possibile affondo del flusso atlanticocon il transito di nuove perturbazioni; dall’altro invece la discesa di correnti via via più fredde dal Nord Europa in grado di provocare un sensibile abbassamento delle temperature.
Torna la neve, anche abbondante e localmente a quote basse
Dopo settimane di sole, nebbie e temperature fuori stagione, si profila all’orizzonte una decisa svolta invernale. Prepariamoci a rivedere lanevesulle nostre montagne, con la concreta possibilità di sorprese a quote insolitamente basse.
Una forte perturbazione atlantica è pronta a investire l’Italia all’inizio della prossima settimana, innescando una rapida ondata di maltempo, con fenomeni che potrebbero essere anche intensi. La spinta decisiva arriverà da correnti fredde di origine polare-marittima, in discesa dal Nord Europa, che faranno calare le temperature e riporteranno la neve, specialmente sull’arco alpino centro-occidentale.
ATTESE ABBONDANTI NEVICATE, I DETTAGLI – Secondo gli ultimi aggiornamenti la neve è pronta a tornare e cadrà sulle Alpi occidentali nel corso di Martedì 16 Dicembre con fiocchi dai 7/800 metri specie sulle province di Cuneo, Torino e Biella. Si tratterà di un evento localmente intenso, con accumuli superiori ai 30-40 centimetri sulle Alpi Liguri e Marittime al di sopra dei 1000 metri. Un’ottima notizia per località sciistiche comePrato Nevoso (CN), Sestriere (TO) e Limone Piemonte (CN) pronte a fare il pieno in vista delle feste natalizie. Le precipitazioni nevose poi si estenderanno rapidamente anche a Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Cadore e Friuli Venezia Giulia, con fiocchi oltre i 1200/1300 metri di quota; sugli Appennini la neve cadrà invece solamente oltre i 1900/2000 metri a causa del richiamo mite delle correnti in arrivo dai quadranti meridionali.
La mappa della quota neve
TORNA LA NEVE A QUOTE BASSE, ECCO DOVE – Il Nord-Ovest italiano torna protagonista: parliamo infatti di una delle aree più nevose del Paese, dove spesso i fiocchi riescono a spingersi fino a quote molto basse. E anche nei prossimi giorni non mancheranno le sorprese. Le inversioni termiche favoriranno la creazione di un mini cuscino freddo nei bassi strati, condizione ideale per vedere la neve non appena le precipitazioni diventeranno più intense.
In termine tecnico, queste precipitazioni nevose improvvise vengono chiamate “nevicate da rovesciamento” (trasferimento del freddo dalle quote superiori verso il suolo indotto dalle forti precipitazioni) e risultano, soprattutto per gli amanti del freddo e della neve, tra i fenomeni più emozionanti, caratterizzati da fiocchi molto bagnati e pesanti, di ampie dimensioni, piuttosto scenografici, ma che possono anche provocare maggiori problemi alla viabilità vista la forte intensità che provoca spesso accumuli rapidi. Sulle province di Cuneo, Astie parte dell’alessandrino la neve potrebbe fare la sua comparsa fin verso i 250/300 metri di quota!
Con l’arrivo di questa nevicata le montagne torneranno a tingersi di bianco, regalando paesaggi fiabeschi. Le prossime ore saranno decisive per confermare gli accumuli previsti,ma l’impressione è che la stagione sciistica possa finalmente riprendere slancio. Resta ora da capire se questo episodio sarà solo una parentesi o l’inizio di una fase più stabile e fredda: i prossimi aggiornamenti lo diranno.
Nelle prossime ore arriverà altra neve, a bassa quota! Sta infatti proseguendo la fase perturbata con l’Italia interessata dal transito di un vortice mediterraneo in approfondimento sui nostri mari e in discesa verso latitudini più meridionali; l’avvezione di aria più fredda in quota, combinata con una sostenuta ventilazione ciclonica, favorirà precipitazioni diffuse su diverse regioni.
Nelle ultime 24-36 ore si sono registrate nevicate intense su molte zone del Centro: le webcam in diretta ci deliziano con paesaggi incantati come quello di Castelluccio di Norcia, nel parco dei monti Sibillini (provincia di Perugia).
Webcam su Castelluccio di Norcia, nel parco dei monti Sibillini
Si è trattato di un evento meteo di tutto rispetto con cumulate di neve fresca di oltre 40 cm: il tutto è stato causato dall’irruzione di aria artica di cui già vi avevamo ampiamente parlato negli scorsi giorni. Oltre mezzo metro di neve anche sui rilievi appenninici dell’Abruzzo, con accumuli significativi (oltre i 50 cm di neve fresca) sopra quota 1400 metri.
NEVE: NELLE PROSSIME ORE FINO A QUOTE COLLINARI – Col passare delle ore e nel corso di Venerdì 28 Novembre, complice l‘ingresso di aria fredda in quota, la neve tornerà a farsi vedere addirittura a quote collinari, specie su Marche, Abruzzoe Molise, con accumuli fino a 800 metri, e locali sconfinamenti coreografici anche a quote inferiori.
Le zone in cui nevicherà e gli accumuli previsti
La situazione andrà dunque ancora monitorata nelle prossime 24 ore, con ulteriori aggiornamenti legati all’evoluzione del ciclone e alle possibili variazioni nelle quote neve(non si escludono sorprese nevose ancora più in basso). L’Inverno, insomma, continua a giocare d’anticipo.
Da Nord a Sud si sente il peso delle correnti artiche. Fiocchi bianchi attesi anche a bassa quota. Le regioni coinvolte
Maltempo, freddo e neve. Questo è lo scenario meteo atteso in Italia per le prossime ore. Se quella di oggi, 19 novembre, si attesta come una giornata “di passaggio” quelle di giovedì 20 e venerdì 21 novembre saranno all’insegna del brutto tempo. Gli esperti di 3bmeteo spiegano che nel corso delle prossime ore “l’aria fredda associata alla saccatura artica entrerà sul Mediterraneo dal Golfo del Leone stimolando la formazione di un profondo sistema depressionario che porterà maltempo e venti forti su tutta l’Italia. Le temperature scenderanno ulteriormente e la neve potrà cadere fino a bassa quota“. Vediamo meglio le previsioni per le prossime ore.
Arriva il freddo sull’Italia: le regioni dove è attesa la neve – Secondo 3bmeteo, quella di giovedì 20 novembrea Nord sarà una giornata segnata da “nuvolosità irregolare altrove con piogge e rovesci a carattere intermittente“. Neve sulle Alpi tra 600-900 metri al mattino e 500-700 la sera, anche sotto ai 500 metri la notte. Al Centro meteo instabile con rovesci e temporali, più frequenti su Lazio e Appennino ma non esclusi anche sulla Toscana. Al Sud, veloci rovesci al mattino in Sardegna poi migliora. Peggiora invece su Campania, Molise e Puglia settentrionale con rovesci e temporali tra il pomeriggio e la sera.
Fonte 3bmeteo
Venerdì 21 ombrelli aperti in Lombardia, Triveneto ed Emilia Romagna. Neve sulle Alpi intorno 300-500 metro e localmente anche sotto ai 300. Anche al Centro e al sud il tempo sarà perturbato con piogge e temporali anche intensi.
1 – Maltempo, il ciclone di Halloween: pioggia forte e incubo allagamenti, l’allerta nelle regioni. Ecco dove
2 – Il Ciclone di Halloween
3 – Il peggioramento
1 –Maltempo, arriva il ciclonedi Halloween. Meteo in peggioramento nei prossimi giorni su molte regioni d’Italia con pericolo allagamenti e piogge intense.
Sta per finire un mese di ottobre altalenante: prima una lunga fase secca e calda, poi piogge e temporali forti; adesso, gli ultimi 4 giorni saranno due di sole e due di pioggia.Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un meteo altalenante tra fasi soleggiate e piogge tipicamente autunnali: niente di straordinario, il mese di ottobre spesso ci mostra gli ultimi ricordi estivi (domenica scorsa con 35° in Sicilia) alternati ai primi segnali invernali (un lunedì 27 con neve fino a 1700 metri sulle Alpi).
2 – Il Ciclone di Halloween – Ci avviamo dunque verso il Ciclonedi Halloween godendo di 48 ore soleggiate e miti; da giovedì a venerdì arriveranno delle piogge dall’Oceano Atlantico, bagnando prima di noi anche Portogallo, Spagna e Francia. Nel dettaglio, una temporanea rimonta dell’alta pressione garantira prevalenza di sole nelle prossime ore, salvo locali addensamenti su due regioni, Liguria e Calabria. Non si escludono isolati locali piovaschi in Calabria, ma tutto sommato la giornata di martedi 28 ottobre è stata dominata dal sole.
Mercoledì 29, invece, avremo un graduale aumento della nuvolosita in Toscana e al Nord: qualche pioviggine non e esclusa durante la giornata, anche se il vero peggioramento e previsto dalla tarda serata; sul resto del Centro e al Sud il tempo sara ancora molto piacevole con massime fino a 22° a Roma e Napoli.
3 – Il peggioramento – Arriviamo al Ciclone di Halloween: giovedì 30 e venerdì 31 ottobre sono previste delle piogge di chiaro stampo autunnale su buona parte del nostro Paese. Inizialmente, le regioni piu coinvolte dal maltempo saranno quelle del Nord e del fianco tirrenico (come spesso accade con le perturbazioni atlantiche) poi l’instabilità raggiungera anche il Sud e il versante adriatico.
Il governo afferma di aver fatto tutto il possibile per prepararsi all’uragano più forte del paese da quando sono iniziate le registrazioni
L’uragano Melissa ha toccato terra in Giamaica, dove i residenti che vi si erano rifugiati si sono preparati ai venti violenti, alle forti inondazioni e alle frane causate dalla tempesta di categoria 5, uno degli uragani atlantici più forti della storia.
“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti ai cittadini di quella parte dell’isola e vi assicuriamo che saremo al vostro fianco per tutto il tempo, mobilitando sostegno e soccorso”, ha twittato il primo ministro Andrew Holness mentre la tempesta si abbatteva sulla regione martedì pomeriggio.
Il colosso che si muove lentamente è l’uragano più intenso ad aver colpitola Giamaica da quando sono iniziate le registrazioni nel 1851 e sosterà sull’isola per ore prima di dirigersi verso nord-est.
Matthew Cappucci, un meteorologo americano che ha attraversato l’occhio del ciclone domenica, ha definito l’esperienza “scientificamente sbalorditiva e terrificante dal punto di vista umanitario“. “Milioni di persone potrebbero svegliarsi mercoledì e trovare la devastazione: comunità distrutte, un paesaggio irriconoscibile e cicatrici che richiederanno decenni per essere rimarginate“, ha scritto sul Washington Post.
A Portmore, una comunità sulla costa sud-orientale della Giamaica, Colin Bogle, consulente del Mercy Corps, ha dichiarato di essere stato svegliato “da una forte esplosione, e tutto è diventato buio“. “Fuori, gli alberi vengono sballottati violentemente dal vento e il rumore è incessante“, ha aggiunto.
Il governo della Giamaica ha dichiarato di aver fatto tutto il possibile per prepararsi, disponendo l’evacuazione obbligatoria delle zone basse e avvertendo che l’evento avrebbe gravi ripercussioni sui 2,8 milioni di abitanti del Paese.
Desmond McKenzie, vicepresidente del consiglio giamaicano per la gestione del rischio di catastrofi, ha esortato martedì la popolazione a cercare riparo e a rimanere in casa mentre la tempesta attraversa l’isola. “Giamaica, questo non è il momento di essere coraggiosi“, ha detto.
Martedì le strade della capitale Kingston sono rimaste in gran parte vuote, e le immagini mostrano alberi piegati dalla forza del vento.
“Non ci sono infrastrutture nella regione in grado di resistere a un sisma di categoria 5“, ha affermato Holness. “La questione ora è la velocità di ripresa. Questa è la sfida“.
Un veicolo della polizia percorre una strada disseminata di detriti di alberi causati dall’uragano Melissa a Kingston, in Giamaica, martedì. Fotografia: Rudolph Brown/EPA
La categoria 5 è la più alta della scala Saffir-Simpson, con venti sostenuti che superano i 250 km/h. Il National Hurricane Center degli Stati Uniti ha segnalato che Melissa ha portato venti sostenuti a 298 km/h, con raffiche più intense.
“È prevista una situazione catastrofica in Giamaica“, ha dichiarato Anne-Claire Fontan, specialista in cicloni tropicali dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, in una conferenza stampa a Ginevra. “Per la Giamaica, sarà sicuramente la tempesta del secolo“.
Le forti piogge hanno causato interruzioni di corrente elettrica ad alcuni residenti di Portland, St Thomas, St Andrew, St Elizabeth e Westmoreland, comprese alcune famose destinazioni turistiche come Negril e Treasure Beach.
Una zona particolarmente colpita è stata la parrocchia di Manchester, che ha dovuto affrontare giorni di piogge torrenziali e venti violenti mentre la tempesta si avvicinava.
Una residente, Emma Simms, 37 anni, ha raccontato di aver creato un rifugio di fortuna in un armadio della sua casa, dove intendeva trasferirsi con i suoi figli di un anno e di quattro anni.
“Ho cercato di renderlo piacevole e confortevole. Ci sono degli snack lì dentro, c’è dell’acqua lì dentro“, ha detto. “Se sembra che la casa non reggerà, allora ci andrò e basta. Ci metteremo un materasso sopra e faremo in modo che [i miei figli] siano felici finché non passerà. Cercherò di renderlo divertente ed emozionante“.
Simms, analista di dati e consulente dei trasporti, si è trasferita in Giamaica dal Regno Unito sei anni fa e ha vissuto il suo primo uragano giamaicano quando Beryl ha devastato il paese la scorsa estate. “Ho la sensazione che questo sia già peggio di Beryl e non è ancora arrivato“, ha detto.
“Sento di dover proteggere delle persone, di dover tenere duro. Ma la mia pancia è diversa da come mi sentivo negli ultimi giorni. Sento decisamente l’ansia dentro di me.“
Guardian graphic. Source: NOAA. Satellite image taken at 12.46 GMT 27 Oct 2025
Il capo meteorologo di AccuWeather, Jonathan Porter, ha affermato che Melissa sarà l’uragano più forte nella storia a colpire direttamente la Giamaica.
Prima della tempesta erano state segnalate delle frane, e le autorità giamaicane avevano avvertito che le operazioni di bonifica e la valutazione dei danni sarebbero state lente. La tempesta è entrata nei pressi della parrocchia di St. Elizabeth, a sud, e si prevedeva che sarebbe uscita a nord, secondo i meteorologi.
“È possibile un cedimento strutturale totale nei pressi del centro di Melissa“, ha affermato il National Hurricane Center degli Stati Uniti, con sede a Miami.
Si prevedeva un’onda di tempesta pericolosa per la vita, alta fino a 4 metri, nella Giamaica meridionale, con le autorità preoccupate per l’impatto su alcuni ospedali lungo la costa. Il ministro della Salute, Christopher Tufton, ha affermato che alcuni pazienti sono stati trasferiti dal piano terra al secondo piano, “e [ci auguriamo] che ciò sia sufficiente per qualsiasi ondata che si verificherà“.
Si ritiene che la tempesta abbia già causato sette morti nei Caraibi, di cui tre in Giamaica, tre ad Haiti e una nella Repubblica Dominicana, dove un’altra persona risulta ancora dispersa.
Melissa è così insolitamente forte che l’esercito statunitense ha dichiarato di aver spostato le sue truppe, probabilmente navi e aerei, in zone più sicure nelle vicinanze della tempesta.
Gli scienziati del clima hanno affermato che l’intensificazione dell’uragano Melissa, con venti raddoppiati da 70 miglia orarie a 140 miglia orarie in un solo giorno, è probabilmente un sintomo del rapido riscaldamento degli oceani del mondo, parte della crisi climatica causata dall’uomo.
Leanne Archer, ricercatrice associata in condizioni climatiche estreme presso l’Università di Bristol, ha affermato: “Si è verificata una tempesta perfetta di condizioni che ha portato alla forza colossale dell’uragano Melissa: un oceano caldo che ha alimentato la sua rapida intensificazione negli ultimi giorni, ma si sta anche muovendo lentamente, il che significa che può cadere più pioggia mentre si sposta sulla terraferma.
“La maggior parte di queste condizioni è stata aggravata dal calore extra nei nostri oceani e nell’atmosfera dovuto al cambiamento climatico. Un oceano più caldo significa più energia; più forza; e più umidità nell’atmosfera più calda significa che può cadere più pioggia con maggiore intensità.“
L’anno scorso, gli oceani del mondo hanno raggiunto i livelli più caldi mai registrati , confermando una recente tendenza al caldo record. E uno studio del 2023 ha rilevato che gli uragani atlantici hanno ora più del doppio delle probabilità di intensificarsi rapidamente, passando da tempeste minori a eventi potenti e catastrofici.
Dopo la Giamaica, si prevede che Melissa attraverserà Cuba e le Bahamas entro mercoledì.
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite ha dichiarato martedì che invierà lampade solari, coperte, tende da interni, generatori e altri articoli dal suo centro logistico di Barbados alla Giamaica non appena la tempesta avrà attraversato l’isola.
“Molte persone rischiano di essere sfollate dalle loro case e di avere urgente bisogno di riparo e soccorso“, ha affermato Natasha Greaves, responsabile ad interim dell’OIM Giamaica.
Halloween di piogge e temporali, mentre oltreoceano c’è un uragano categoria 4
Sole e pioggia sull’Italia
Mentre l’Italia si prepara a vivere una settimana a due facce, prima con il sole e poi con la pioggia, lo scenario è drammaticamente preoccupante oltreoceano dove è presente un pericoloso uragano. Nel Mar dei Caraibi, infatti, l’uragano Melissa ha raggiunto l’impressionante categoria 4 e punta alla 5 (il massimo), rappresentando una grave e immediata minaccia per Giamaica e Cuba.
Meteo Italia dei prossimi giorni – Tornando all’Italia, la parentesi di calma di inizio settimana è destinata a esaurirsi rapidamente. I modelli indicano infatti un netto e deciso peggioramento delle condizioni atmosferiche proprio in vista della festività di Halloween sottolineaiLMeteo.it. Già da giovedì 30 ottobre osserveremo l’ingresso di un forte fronte perturbato. Ci attende un Halloween molto cupo e piovoso, con il maltempo che colpirà in modo particolare il Centro-Nord e le regioni affacciate sul Tirreno. Sono attesi rovesci e temporali anche di forte intensità e la possibile formazione di fenomeni violenti, con il concreto rischio di nubifragi, allagamenti localizzati e disagi soprattutto nelle aree più vulnerabili.
Tuttavia, si intravede subito una via d’uscita. Infatti una volta superata l‘ondata di maltempo più acuta, le condizioni dovrebbero gradualmente migliorare, promettendo un weekend più sereno ma con la minaccia delle nebbie al Nord e di qualche pioggia sulla Liguria.
Nel dettaglio
Oggi, lunedì 27 ottobre – Al Nord: in gran parte stabile, freddo al mattino. Al Centro: stabile e soleggiato. Al Sud: piovaschi su Campania e Calabria in serata, sole altrove.
Domani, martedì 28 ottobre– Al Nord: soleggiato. Al Centro: stabile e soleggiato. Al Sud: piovaschi occasionali sulla Calabria tirrenica.
Mercoledì 29 ottobre – Al Nord: nuvoloso, piogge in Liguria, locali in Piemonte.. Al Centro: molto nuvoloso, sole in Abruzzo. Al Sud: stabile e sereno.
Le temperature scenderanno di circa 2 gradi nelle zone occidentali e fino a 3-4 gradi in quelle orientali, segnando così la fine dell’anomalia termica che ha accompagnato l’inizio di ottobre
Sul Mediterraneo occidentale si sta formando una vasta area di maltempo che, nelle prossime 72-96 ore, si sposterà lentamente verso Est, portando piogge e temporali su buona parte del Sud e del Centro Italia. Le prime regioni a essere interessate saranno le due Isole maggiori, Sicilia e Sardegna, dove sono attesi rovesci anche intensi, seguite dalla Calabria e da parte del versante adriatico.
Con l’arrivo del peggioramento, le temperature scenderanno gradualmente nel corso della settimana: di circa 2 gradi nelle zone occidentali e fino a 3-4 gradi in quelle orientali, segnando così la fine dell’anomalia termica che ha accompagnato l’inizio di ottobre.
Un mix di correnti fredde e umide – La situazione è determinata dalla confluenza di infiltrazioni atlantiche da ovest e correnti più fredde di origine continentale da est, che si incontrano nel bacino del Mediterraneo sotto un anticiclone centrato sul Regno Unito. Dalle immagini satellitari si distinguono almeno tre minimi di pressione: uno sul Mare di Alboran, un altro sulle Baleari e un terzo, ormai in fase di esaurimento, sul Mar Libico.
La situazione meteo
Nel corso dei prossimi giorni, il flusso di correnti fredde da est tenderà a intensificarsi, alimentando un’unica circolazione depressionaria che si muoverà verso la Penisola. Le regioni meridionali saranno le più penalizzate, con temporali anche di forte intensità su Sicilia, Sardegna e Calabria.
L’alta pressione favorisce oggi (venerdì 10) e nel weekend dell’11-12 ottobre condizioni stabili sull’Italia con temperature miti, oltre la norma
Il rinforzo dell’alta pressione ha favorito l’attenuazione delle correnti fresche settentrionali responsabili di temperature inferiori alla norma nel settore adriatico e al Sud. Il tempo tende, quindi, a divenire in generale stabile, ad eccezione della Sardegna, raggiunta dalla parte marginale di una perturbazione (la n.2 del mese) in lento movimento fra la Spagna, l’Algeria e il Mediterraneo occidentale, che andrà poi a sfiorare anche alla Sicilia nei prossimi giorni.
Pertanto, fino a domenica 12 quasi tutto il Paese vivrà quelle che potremmo definire una “ottobrata”, cioè una fase di stabilità atmosfericaaccompagnata da un clima diurno mite, con temperature oltre la media, specie al Nord e nelle regioni occidentali.
Naturalmente la persistenza di condizioni di stabilità atmosferica favorirà lapossibile formazione di nebbienelle ore più fredde in Val Padana e un concomitante peggioramento della qualità dell’ariaper via del progressivo accumulo di sostanze inquinanti. Lo scenario più probabile previsto per la prossima settimana vede il possibile ritorno di correnti fresche orientali verso l’Italia, che potrebbero causare ungraduale ridimensionamento delle temperature.
Le previsioni meteo per oggi (venerdì 10 ottobre) – Cielo nuvoloso in Sardegna, conisolate piogge o brevi rovesci intermittentinel corso della giornata. Tempo piùsoleggiato nel resto del Paese, a parte delle velature passeggere e un po’ di nuvole in arrivo sul nord e ovest della Sicilia dove non si escludono sporadiche precipitazioninel pomeriggio. Fra la notte e il primo mattino possibile formazione di nebbia in banchi nella bassa pianura Padana.
Temperature stazionarie o in leggera crescita, con valori pomeridiani dai 21 ai 25 gradi e punte di 26-27 sul versante tirrenico e nelle Isole. Venti deboli, salvo dei rinforzi dai quadranti orientali intorno alle isole maggiori.
Le previsioni meteo per sabato 11 ottobre – Poche variazioni nelle condizioni meteorologiche sull’Italia. Tempo ancora in prevalenza stabile, eccetto sulle isole maggiori interessate da un po’ di nuvolosità sparsa accompagnata da qualche sporadica pioggia o rovescio. Resta molto probabile laformazione di nebbie nella bassa pianura Padana fra la notte e il primo mattino.
Temperature massime sempre oltre la media in gran parte del Nord, regioni tirreniche e isole maggiori; valori per lo più fra 21 e 27 gradi. Un po’ ventilato in Sardegna per venti orientali e al Sud per venti settentrionali.
1 – Meteo, ottobre inizia con un rilevante crollo termico: e previsto l’arrivo di aria fredda dalla Russia. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iL Meteo.it, conferma grandi movimenti meteo all’orizzonte.
Un cuneo di alta pressione oceanica (Anticiclone delle Azzorre) penetrerà verso la Francia, il Mare del Nord e la Scandinavia: con l’alta pressione distesa verso queste zone, centrata sul Nord Europa, il fianco meridionale rimarra vulnerabile, scoperto, indifeso, e correnti fredde russecolpiranno l’Italia da mercoledi primo ottobre.
2 – Meteo, da mercoledì 1 ottobre cambia tutto – Si prevede un inizio quasi invernale del nuovo mese, con temperature minime fino a 5-6 gradi in pianura, qualche fiocco di neve sugli Appennini oltre i 1400 metri e venti gelidi dai quadranti settentrionali. Prima dell’inizio di ottobre, avremo pero la fine di settembre: nelle prossime ore il tempo sara ancora buono e mite su gran parte dell’Italia. Solo dalla serata del 30 settembre avremo un primo marcato peggioramento con calo termico e, soprattutto, vivace instabilita e temporali verso il Nord-Est e le Marche. Il freddo russo arrivera dunque soprattutto con l’inizio del nuovo mese: sara una partenza choc con i primi 4 giorni di ottobre dal sapore quasi invernale, in particolare sulla fascia adriatica.
3 – Meteo, crollano le temperature: le previsioni – Nel dettaglio, mercoledi 1 ottobre il maltempo colpirà bene tutta la fascia orientale oltre ad Emilia e Sicilia e a macchia di leopardo il resto del Paese; la diminuzione delle massime sara diffusa e localmente anche di 8-10 gradi in meno rispetto al giorno precedente. Specialmente tra Marche, Abruzzo e Molise sembrera di essere gia a fine novembre, a causa di questa bordata russa.
Giovedi 2 ottobre, avremo un sensibile calo delle minime e un ulteriore calo delle massime al Centro-Sud; in pratica passeremo diffusamente da massime di 22-24 gradi a massime di 14-16 gradi anche al meridione. Ma saranno soprattutto le minime di venerdi e sabato a sorprendere gran parte degli italiani: alle prime ore del mattino del 3 e del 4 ottobre, alcuni termometri potrebbero avvicinarsi allo zero anche in pianura, soprattutto nelle zone piu interne del Centro-Nord.
4 – Meteo, la raffica russa: cambia tutto dal primo ottobre – Al momento le minime piu basse previste sono intorno ai 4-5 gradi ma, localmente, potremo scendere anche piu sotto nelle zone riparate dal vento. In sintesi, ci aspetta una «raffica russa» di aria fredda, con i primi temporali martedi al Nordest, una fase di forte maltempo sulle adriatiche in estensione al Sud tra mercoledi e giovedi, un risveglio freddo ma con tempo piu asciutto da venerdi. Attenzione, infine, ai venti che saranno anche di burrasca al Centro-Sud soprattutto giovedi, ma anche venerdi specie al meridione: sembrera quasi dicembre ma sara solo l’inizio di ottobre.
5 –Meteo, le previsioni nel dettaglio – Mercoledi 1 ottobre: Al Nord: rovesci sparsi al mattino, poi migliora. Al Centro: temporali su adriatiche e Lazio; fiocchi di neve sull’Appennino; ventoso. Al Sud: rovesci e temporali sparsi.
Giovedi 2 ottobre – Al Nord: bel tempo ma piu freddo, anche al mattino. Al Centro: temporali su adriatiche; fiocchi di neve sull’Appennino; ventoso e freddo per il periodo. – Al Sud: rovesci e temporali sparsi, ventoso e freddo per il periodo.
TENDENZA: nuovo peggioramento nel weekend.
Meteo: anticipo d’Inverno con la bordata russa fuori stagione iL Meteo.it
Anticipo d’Inverno con la bordata russa fuori stagione
Impulso fresco da Nord con acquazzoni
Vortice freddo punta sull’Italia, in arrivo Temporali e Venti forti! Mercoledì 1: al mattino instabile su Piemonte ed Emilia Romagna, poi maltempo in estensione rapida verso il Centro-Sud; venti via via più forti di Bora e poi Grecale. Neve sull’Appennino fino a 1700 metri. Giovedì: ciclone sul Mare Ionio, temporali e piogge forti su Adriatiche e Sud Italia. Quota neve in calo a 1300 metri su Abruzzo e Molise. Venerdì, venti forti e più sole, instabile sulla Puglia.
WEEKEND: Sabato, peggiora fortemente al Nord, Domenica al Centro-Sud.
APPROFONDIMENTO Ciclone in azione al Sud. Soffiano venti forti nordorientali. Condizioni di maltempo sulle regioni adriatiche centro-meridionali, sulle coste tirreniche della Sicilia, della Calabria (qui anche sul reggino ionico). Locale instabilità anche sulla pedemontana piemontese. Spruzzate di neve sugli Appennini sopra i 1200-1400 metri in tarda serata! Tutto soleggiato altrove.
IN BREVE Venti forti da nord. Giornata in gran parte soleggiata, il tempo sarà spiccatamente instabile sulla Puglia, localmente sul basso Tirreno.
APPROFONDIMENTO Rapida perturbazione, ma intensa, in arrivo. Giornata che vedrà un peggioramento via via più forte al Nord e nel corso del pomeriggio e poi sera verso il Centro tirrenico e il Sud. Attese precipitazioni a tratti abbondantissime, specie sul Triveneto. Venti in intensificazione dai quadranti nordoccidentali e meridionali.
TemperatureGrossomodo stazionarie.
APPROFONDIMENTO Una perturbazione corre verso il Sud. Giornata soleggiata al Nord, irregolarmente instabile al Centro e più perturbata al Sud. Venti sostenuti di Maestrale sui settori occidentali.
Se è improprio parlare di un clima invernale, da mercoledì una corrente siberiana porterà sull’Italia una situazione tipica di un clima tardo autunnale, decisamente insolita per essere all’inizio della prima decade di ottobre. Temperature già fino a valori di 4-6 °C sotto la media del periodo
Allerta meteo arancione in Lombardia e gialla in Emilia-Romagna, Sicilia, Abruzzo, Marche e Calabria. Lo segnala la Protezione civile dopo l’arrivo sul nostro paese di due aree depressionarie che porteranno maltempo anche le estreme regioni del Sud con temporali anche localmente intesi.
Se al Nord Italia correnti nord europee porteranno ad un abbassamento delle temperature prima di scivolare via lungo l’Adriatico, una seconda struttura depressionaria si sta sviluppando sul Nord Africa e determinerà il maltempo più intenso su Sicilia e Calabria.
L’ondata di freddo in arrivo sull’Italia
Un peggioramento di stampo tardo-autunnale è poi atteso per la prossima settimana per l’arrivo di un impulso di aria fredda proveniente dalla Siberia. Le correnti di aria fredda convogliata verso il Mediterraneo si troveranno a passare sulle acque ancora miti favorendo la formazione di un vortice ciclonico che porterà un diffuso maltempo sull’Italia a partire da mercoledì. Oltre a piogge e temporali, forti venti porteranno a un deciso calo delle temperature che potrebbe causare le prime nevicate a quote medio alte (1600/1800 metri) anche sull’Appennino.
Crollo termico: fino a 6 gradi sotto la media – Se è improprio parlare di un clima invernale, da mercoledì si potrebbe verificare una situazione tipica di un clima tardo autunnale, decisamente insolita per essere all’inizio della prima decade di ottobre, con un crollo termico fino a valori di 4-6 °C sotto la media del periodo.
In concreto, potremmo avere temperature minime tra i 5 °C e i 10 °C al Nord Italia e sulle zone di bassa collina, in particolare sui versanti adriatici, e temperature massime tra i 13 °C e i 17 °C sempre al Nord Italia e sui versanti adriatici. Sulle zone occidentali del Paese, i valori sarebbero di un paio di gradi più alti ma comunque decisamente sotto la media del periodo. Lo zero termico scenderebbe a un’altitudine compresa tra i 1.500 e i 2.000 metri, sempre sui versanti orientali della penisola, questo porterebbe minime sotto lo zero a quote superiori ai 1.000 metri nelle zone appenniniche.
Brusco calo delle temperature e temporali con un forte rischio idraulico e idrogeologico
Il maltempo non dà tregua all’Italia. Dopo l’esondazione del Seveso e le frane nel Comense di ieri, scatta oggi, martedì 23 settembre, l’allerta meteo arancione in tre regioni:Lombardia, Veneto e Lazio. E’ prevista per quanto riguarda la Lombardia una moderata criticità per rischio idrogeologico su alcune aree:Valchiavenna, media e bassa Valtellina, laghi e prealpi varesine, occidentali, Orobie bergamasche e il nodo Idraulico di Milano.
Intense e forti piogge sul Veneto sono previste fino alla sera di mercoledì 24 settembre. Una situazione di preallarme per rischio idraulico e idrogeologico in molte parti della Regione – unica eccezione la sola zona dell’Alto Piave – per cui la Protezione civile regionale ha deciso di attivare la sala operativa emergenze per seguire l’evolversi della situazione. Le previsioni indicano che a essere più colpita dovrebbe essere la zona centro orientale della regione. Sotto stretta osservazione anche i diversi movimenti franosi che potrebbero ripresentarsi per le abbondanti piogge.
Moderata criticità per rischio temporali nel Lazioin particolare per quanto riguarda i bacini di Roma, quelli costieri del nord, quello del Liri, i bacini costieri del sud e dell’Aniene.
Prorogata in Toscana l’allerta giallaper rischio idrogeologico e temporali forti fino alle ore 17 di oggi, martedì 23 settembre. “Oggi saranno possibili rovesci e temporali sparsi, più probabili sulle zone centro-meridionali” annuncia il presidente della Regione, Eugenio Giani.
Le previsioni meteo – Come già anticipato da ieri c’è stato un vero e proprio cambio di rotta per il meteo con temporali e freddo. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it annuncia che il peggioramento sarà più evidente al Nord e sulle regioni tirreniche, dove sono attesi temporali, rovesci intensi e grandinate. In particolare, le zone a maggior rischio sono la Liguria di Levante, l’alto Piemonte e l’alta Lombardia con fenomeni di forte intensità.
Via via il maltempo si sposterà progressivamente anche verso il Centro, colpendo in particolare la Toscana, l’Umbria e il Lazio. Le regioni del Sud e le isole maggiori, dopo un’ultima giornata dal sapore estivo, vedranno un peggioramento delle condizioni meteo nei giorni successivi. Tornerà anche la neve. La dama bianca sulle vette alpine non si farà aspettare molto quest’anno, infatti da martedì è possibile che questa possa imbiancare i paesaggi anche intorno ai duemila metri.
Andiamo con ordine. A quanto parte il Vortice Polare Stratosferico australe sta per subire uno scossone incredibile. Un potente riscaldamento stratosferico sta per mandare letteralmente in crisi il Vortice Polare di quelle aree. E no, non stiamo parlando del nostro “Vortice Polare”, quello che ogni Inverno viene monitorato giorno dopo giorno al fine di capire quali potrebbero essere le implicazioni stagionali.
Tuttavia è ben nota la correlazione, a livello scientifico, tra ciò che accade nell’emisfero australe e quel che potrebbe succedere nel nostro emisfero. Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, la circolazione atmosferica globale ha svariate correlazioni e una di queste correlazioni contempla gli accadimenti che stiamo descrivendo.
La crisi del Vortice Polare australe potrebbe ripercuotersi sulla circolazione atmosferica boreale e nello specifico nell’andamento della stagione invernale. Cambiamenti che evidentemente richiedo del tempo per potersi realizzare, ragion per cui abbiamo davanti a noi due stagioni – Autunno e Inverno – che potrebbero risentire di quanto sta accadendo da quelle parti.
Statisticamente, giusto saperlo, esiste una certa correlazione. Talvolta può superare il 50%, ossia una crisi del Vortice Polare australe può avere effetti sulla circolazione atmosferica boreale in una percentuale superiore al 50%. Non poco…
Ma che tipo di effetti potrebbe avere? Per quanto riguarda gli Stati Uniti, ad esempio, potrebbe scatenare un Inverno più freddo del solito, soprattutto sui settori orientali. Per quanto riguarda l’Europa, invece, da un lato potrebbe avere gli stessi effetti – quindi più freddo – mentre dall’altro lato potrebbe condurci verso un Inverno più mite e anticiclonico.
Da cosa dipende? Nel nostro caso dalle interazioni con l’Oceano Atlantico.Atlantico che come sempre rappresenta il termo regolatore principale, ragion per cui gli effetti potrebbero essere diversi a seconda di quella che sarà la risposta oceanica. Fatto sta che un cambiamento così sostanziale a latitudini australi potrebbe ripercuotersi anche sul nostro tempo.
Non ci resta, quindi, che attendere pazientemente le prossime settimane per capire se effettivamente vi sarà spazio e modo per un’influenza stagionale di un tipo piuttosto che un altro.(METEOGIORNALE.IT)
SITUAZIONE. Sarà organizzata in due fasi l’ondata di maltempo che interesserà buona parte d’Italia nelle prossime 72 ore. Martedì un primo sistema frontale di origine atlantica ha già raggiunto tratti delle regioni settentrionali e dell’alto Tirreno e nella notte ha scaricato ingenti quantitativi di pioggia tra Levante Ligure e alta Toscana. Gli accumuli pluviometrici toccano i 140mm sul Massese, 90mm sullo Spezzino. Nel corso della giornata il fronte scorrerà su tratti delle regioni centro-settentrionali portando qualche rovescio o temporale, mentre mercoledìentrerà in azione quello vero e proprio, con un peggioramento anche intenso al Nord, in Sardegna e sulle regioni tirreniche. Nell’arco delle 48 ore, fino a mercoledì sera, sono previsti accumuli complessivi fino a 80/100mm sull’alta Lombardia, 100/120mm su alto Veneto e Friuli VG, circa 120/140mm su gran parte della Toscana e alto Lazio, locali punte di 100-150mmnon escluse sull‘Umbria meridionale.Giovedì il maltempo si sposterà verso il Sud colpendo il basso Tirreno, mentre al Centro-Nord si andrà verso un miglioramento. Ecco nel dettaglio:
METEO PROSSIME ORE – Al Nord irregolarmente nuvoloso su Nordovest e Lombardia con qualche pioggia in estensione in giornata al Triveneto, fenomeni più sporadici su basso Veneto ed Emilia Romagna. In serata piogge in intensificazione al Nordovest, specie in Piemonte. Al Centro instabile fin dalle prime ore della giornata sull’alta Toscana con piogge e temporali che diverranno estesi dal pomeriggio su gran parte della regione e si estenderanno, in forma debole, a Umbria, Marche e alto Lazio; fenomeni assenti con maggiori schiarite in Abruzzo. Al Sud poco o parzialmente nuvoloso, maggiori addensamenti su Sicilia e regioni tirreniche, senza fenomeni di rilievo. In Sardegna variabilità con qualche piovasco più frequente sul versante tirrenico. Temperaturein aumento al Sud.
METEO MERCOLEDI’ – Al Nord maltempo anche intenso sin dal primo mattino al Nordovest, con piogge e rovesci anche temporaleschi in rapida estensione a Triveneto ed Emilia Romagna; possibili nubifragi su Levante Ligure, ovest Emilia, alta Lombardia e alto Triveneto, ma già in mattinata subentro di variabilità al Nordovest, con fenomeni più intermittenti. Al Centro piogge e rovesci anche intensi e temporaleschi fin dal mattino su Toscana, Umbria e Lazio, con possibili nubifragi in giornata; maltempo anche su alte Marche e zone più interne dell’Abruzzo, fenomeni più sporadici invece su basse Marche e resto dell’Abruzzo. In serata fenomeni in attenuazione in Toscana. Al Sud iniziali schiarite, poi instabilità in aumento sul versante tirrenico con rovesci anche temporaleschi la sera in Campania, variabile sulle altre regioni con locali e brevi piovaschi in serata sul Salento. In Sardegna piogge e rovesci anche intensi sin dalle prime ore della giornata, specie sul versante occidentale. Tra pomeriggio e sera fenomeni in attenuazione con parziali schiarite. Temperature in diminuzione al Centro-Nord.
METEO GIOVEDI’ – Al Nord tende a schiarire al Nordovest, Lombardia ed Emilia Romagna, variabile sul Triveneto con qualche rovescio più frequente nel pomeriggio su zone alpine e Friuli VG, ma in definitiva attenuazione in serata con schiarite. Al Centro nubi sparse e schiarite anche ampie, un po’ di variabilità nel pomeriggio sulle zone interne della Toscana con qualche locale breve piovasco; in serata asciutto ovunque con ampie schiarite. Al Sud instabile sul versante tirrenico con rovesci anche temporaleschi su Campania e nord Sicilia, in attenuazione in serata; variabile sulle altre regioni con qualche rovescio sul Salento. In Sardegna schiarite ampie schiarite, salvo un po’ di variabilità diurna sulle zone interne. Temperature in ripresa al Centro-Nord, in calo al Sud.
La perturbazione che sta già colpendo il Nord si estenderà anche alle regioni centrali e in parte al meridione. Il bollettino
Quella di martedì 2 settembre sarà una giornata difficile sul fronte meteo. Tuttta colpa di una saccatura di origine nord-atlantica che sta già colpendo il Nord, ma che nelle prossime ore scenderà di latitutine. La protezione civile ha diramato un bollettino di allerta che prevede, apartire dalle prime ore del mattino, allerta arancione su settori di Veneto e Lombardia e gialla sull’intero territorio di Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Bolzano, Veneto, Emilia-Romagna e su parte di Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio, Molise e Campania.
L’allerta meteo di martedì 2 settembre 2025
I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.
L’allerta in Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Campania – Nel Lazio l’allerta scatterà dal primo mattino di martedìe sarà valida per le successive 9-12 ore, mentre in Campania il bollettino di criticità gialla avrà durata dalle 9 di martedì fino alla mezzanotte. In Toscana, spiega la protezione civile locale, i fenomeni partiranno dalle zone di nord-ovest per poi estendersi a quasi tutto il resto della regione. Il bollettino di criticità gialle resterà in vigore dalle 21 di lunedì alle 12 di martedì.
In Emilia-Romagna l’allerta durerà fino alla mezzanotte di martedì 2 settembre. La protezione civile locale fa sapere che “sono previsti temporali, anche di forte intensità, con possibili effetti e danni associati, più probabili sul settore emiliano della Regione e più localizzati sulla Romagna. Inoltre, si prevedono venti di burrasca moderata (62-74 Km/h), da sud-ovest, con rinforzi e raffiche di intensità superiore sull’Appennino centroorientale. Le precipitazioni previste sui rilievi potranno generare localizzati fenomeni franosi, ruscellamenti lungo i versanti e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici nei tratti montani dei corsi d’acqua“.
In Lombardia previsti forti temporali – Anche a Milano e in parte della Lombardia l’allerta inizierà alle 18 di oggi e terminerà alla mezzanotte di martedì. Il Comune ha inviato i cittadini a non sostare nelle aree verdi, nei parchi e nelle zone alberate, oltre che sotto e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. “Le precipitazioni – si legge nel comunicato della protezione civile – saranno per lo più concentrate nelle ore notturne e in mattinata, ma proseguiranno anche nella seconda parte. Il carattere delle precipitazioni sarà prevalentemente temporalesco, in un primo momento sui settori orientali e successivamente su quelli centrali e occidentali. La possibilità di innesco dei fenomeni è più alta sulla fascia prealpina ma il flusso in quota proveniente da Nord potrebbe tendere poi a trascinarli verso Sud“.
Anche in Veneto precipitazioni molto intense con locali grandinate – Per quanto riguarda il Veneto la protezione civile spiega che “sono previste delle fasi di instabilità, intervallate da pause, con precipitazioni da sparse a diffuse (specie sui settori centro settentrionali) a prevalente carattere di rovescio e temporale, localmente forti. Una prima fase è prevista tra la serata di lunedì e la mattinata di martedì con fenomeni più diffusi sui settori centro settentrionali, seguita da una seconda fase tra il pomeriggio e la serata di martedì con precipitazioni più irregolari“.
In entrambe le fasi, si legge, “saranno possibili fenomeni localmente intensi (forti rovesci, locali grandinate, forti raffiche)”. Inoltre, soprattutto sulle zone centro orientali tra Prealpi e costa centro settentrionale, “saranno possibili rovesci/temporali ripetuti o piuttosto stazionari, che potranno dar luogo a quantitativi di pioggia abbondanti o localmente molto abbondanti“.
Intensa perturbazione sull’Italia: porterà maltempo in molte regioni, con rischio di nubifragi e situazioni critiche. Oggi nel mirino soprattutto il Nord
Una intensa perturbazione atlantica (la numero 5 del mese), che raccoglie parte di ciò che era rimasto dell’uragano Erin, ha raggiunto il Nord Italia determinando un deciso peggioramento del tempo. Nelle regioni settentrionali sono attese piogge intense e abbondanti, associate anche a forti temporali, con accumuli che entro venerdì potranno superare i 200 l/m2 tra l’alto Piemonte e il nord della Lombardia con possibili picchi vicini ai 300 l/m2 tra Verbano e Varesotto. Attenzione dunque alle allerte meteo e alle possibili criticità.
Venerdì il maltempo raggiungerà anche il Centro-Sud e in particolare le regioni del versante tirrenico con anche qui locali forti rovesci o temporali. Nel frattempo, però, nelle regioni centro-meridionali il tempo sarà stabile e prevalentemente soleggiato ma soprattutto molto caldo; una massa d’aria africana, sospinta da un rinforzo dei venti di Scirocco, farà temporaneamente impennare le temperature che sfioreranno i 35 °C ma con punte superiori in Sardegna e Sicilia localmente fino a 37-38 gradi. Venerdì il caldo si attenuerà al Centro e in Sardegna e poi sabato anche al Sud e Sicilia: le temperature nel fine settimana si riporteranno nella norma o al di sotto. Il tempo sabato sarà variabile con schiarite e locali piogge nel Nord-Est e al Centro-Sud mentre domenica assisteremo ad un generale miglioramento con il ritorno ad un tempo prevalentemente soleggiato.
Le previsioni meteo per giovedì 28 agosto – Oggi molto nuvoloso al Nord con piogge diffuseeinsistenti, anche sotto forma di intensi rovesci otemporali in Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia; fenomeni sparsi più intermittenti su Emilia occidentale, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli. Cielo nuvoloso anche in Toscana con tempo in sensibile peggioramento dal pomeriggio con l’arrivo di intensi rovesci o temporali a partire dal nordovest della regione. Nel resto d’Italia prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso.
Temperature massime in calo in gran parte del Nord e Sardegna occidentale, in crescita invece nel resto d’Italia: caldo intenso al Centro-Sud con valori fino a 35 °C e oltre. Venti di Scirocco fino a tesi o localmente forti sui mari di ponente e sull’Adriatico centro-settentrionale con mari mossi o localmente agitati; venti più deboli e mari da poco mossi a localmente mossi al Sud e Sicilia orientale.
Le previsioni meteo per venerdì 29 agosto – Nubi in aumento al Centro-Sud con piogge e temporali sparsi nelle aree interne e sulle regioni tirreniche; fenomeni isolati e più deboli sul settore adriatico. Insistono le nuvole al Nord con ancora piogge sparse e temporali; fenomeni più diffusi e probabili in Piemonte, Lombardia e triveneto. Temperature in calo al Nord-Est, Centro, Sardegna, Campania e nord Sicilia. Clima che resta molto caldo in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia con punte di 35 °C e oltre in Puglia e nordest della Calabria. Venti moderati o deboli meridionali. Mari ancora mossi o molto mossi.
Il maltempo concede una tregua sull’Italia e la settimana parte con il sole ma poi arriva un forte peggioramento.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma una nuova e intensa fase perturbata da giovedì 28 per l’avvicinamento dell’ex uragano Erin, che richiamerà venti umidi e caldi direttamente dalle zone subtropicali, il carburante necessario per la formazione di fenomeni estremi.
L’inizio della settimana sarà caratterizzato da tempo in prevalenza stabile con cielo poco nuvoloso quasi ovunque, ad eccezione dei soliti temporali di calore sui rilievi interni. Farà anche abbastanza caldo al Centro-Sud, mentre al Nord si resterà in linea con le medie del periodo.
Tuttavia, la situazione comincerà a cambiare da mercoledì 27. L’avvicinamento di Erin al continente richiamerà un flusso di aria molto calda e umida proveniente dalle latitudini subtropicali, che investirà in particolare il Centro-Sud e le Isole Maggiori. Qui, le temperature saliranno notevolmente, con picchi che potranno superare i 36-38°C e toccare i 40°C in Abruzzo, pianure Pugliesi, Sicilia e Sardegna. Al contrario, il Nord vedrà un cambiamento radicale, con l’inizio di una fase di maltempo intenso nel corso del giorno.
Ma è da giovedì 28 che si osserverà un brusco peggioramento delle condizioni meteo. Sul Nord Italia, in particolare in Liguria e Piemonte, si avranno piogge e temporali violenti anche a carattere stazionario, tipici delle perturbazioni autunnali. Potranno cadere anche più di 100-150mm d’acqua nel giro di poche ore su una singola zona, con il concreto rischio di alluvioni lampo.
Da venerdì passerà il fronte vero e proprio che sbloccherà questa situazione di stazionarietà, coinvolgendo praticamente l’intero Centro-Nord Italia. In questa occasione ci sarà la possibilità di colpi di vento (downburst) e grandinate di medie-grandi dimensioni.
Attenzione ai forti venti di Scirocco durante la fase prefrontale e di Libeccio e Maestrale verso il weekend.
Nel dettaglio – Lunedì 25. Al Nord:bel tempo salvo velature. Al Centro: bel tempo prevalente. Al Sud: bel tempo.
Martedì 26. Al Nord: prevalenza di sole. Al Centro: in gran parte soleggiato. Al Sud: alcuni temporali sugli Appennini.
Martedì 26. Al Nord: nubi in aumento dai settori occidentali. Al Centro: in gran parte soleggiato, più nubi sulle tirreniche. Caldo. Al Sud: soleggiato e caldo.
Tendenza: peggiora al Nord con piogge intense e forti temporali.
1 – Caldo addio, temporali e crollo delle temperature: a metà settimana picco del maltempo, ecco la situazione
2 – Caldo, l’estate è finita?
3 – L’arrivo delle precipitazioni
4 – Mercoledì e giovedì il picco del maltempo
5 – Il parere dell’esperto
di Redazione web
1 – Caldo, l’estate è finita? Ferragosto è passato e, come di consueto, gran parte degli italiani concludono le loro vacanze per fare ritorno alle città. Il timore di molti è quello di rentrare a lavoro e dover convivere con il caldo africano che, in questi giorni, ha colpito gran parte della penisola con addirittura 16 grandi città con bollino rosso dovuto alle roventi temperature.
2 – Caldo, l’estate è finita? – Dopo settimane di caldo persistente legato alla presenza di un blocco atmosferico e di una cupola di alta pressione subtropicale sull’Europa, le ultime proiezioni dei modelli numerici indicano la possibilità di un’evoluzione diversa nella seconda parte di agosto. Stando alle ultime previsioni, è possibile che correnti più fresche provenineti dalla Scandinavia verso l’Europa centrale abbiano effetti anche in Italia. In particolare al Centro-Nord le temperature potrebbero calare e aumenterebbero gli episodi di instabilità, con piogge più frequenti e valori pluviometrici sopra la media stagionale. In questo contesto le temperature resterebbero inferiori alla media al Centro-Nord, mentre al Sud il calo potrebbe risultare meno marcato. La progressiva diminuzione delle temperature inizierà già da lunedì e raggiungerà il suo culmine a metà della prossima settimana.
3 – L’arrivo delle precipitazioni – Riassumendo, dopo giornate di caldo e stabilità, una nuova fase di maltempo è pronta a colpire parte della Penisola. A determinare il peggioramento sarà l’incontro tra correnti umide atlantiche, aria fredda di origine scandinava e, contemporaneamente, un richiamo di aria più calda proveniente dal Nord Africa. Questa combinazione renderà il quadro atmosferico particolarmente instabile a partire da mercoledì 20 agosto. Martedì sera i primi segnali con i temporali che inizieranno a interessare il Nordovest. Poi, tra mercoledì e giovedì, la situazione si farà più dinamica e diffusa.
4 – Mercoledì e giovedì il picco del maltempo – La perturbazione legata alla saccatura nord-europea raggiungerà il nostro Paese, coinvolgendo in primo luogo il Nordovest e, nel corso della giornata, tutto il Nord e le regioni centrali tirreniche. Attesi temporali anche violenti, con possibili nubifragi, grandinate e raffiche di vento. Temperature in sensibile calo. Al Sud invece il fronte sarà meno incisivo: qui prevarranno nubi irregolari, mentre le temperature potrebbero addirittura aumentare a causa del richiamo di aria calda pre-frontale. Il maltempo scivolerà verso il Centro-Sud, con piogge e temporali che potrebbero risultare ancora localmente intensi. Previsti venti sostenuti e un’ulteriore diminuzione delle temperature, questa volta avvertita anche al Meridione. Già da venerdì22 agosto è previsto un miglioramento anche se le temperature continueranno a essere ben lontane da quelle elevate degli ultimi giorni.
5 – Il parere dell’esperto – Edoardo Ferrara di 3BMeteo è intervenuto sul tema chiarendo l’andamento meteorologico dei prossimi giorni: «Il caldo africano mollerà la presa nei prossimi giorni, arriveranno correnti fresche dal nord Europa già da martedì al nord e le temperature caleranno anche in modo apprezzabile. Tutto questo al prezzo di qualche temporale sparso anche di forte intensità».