Nubifragio su Malpensa, scalo inagibile per due ore. Salvate decine di persone intrappolate in auto


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/09/16/nubifragio-a-malpensa-10-persone-salvate-dalle-auto-e-nello-scalo-_4f5aeba5-026f-41aa-a6e7-e9624dcfd329.html

Aerei dirottati su altri aeroporti, strade e piste allagate, così come aeree di servizio interno e sottopassi, e decine di persone intrappolate nelle auto: è il bilancio di un violentissimo nubifragio che verso sera ha colpito l’aeroporto di Milano Malpensa (Varese).

Lo scalo è stato chiuso, a causa della perturbazione ha investito il Nord della Lombardia, dalle 19 alle 21:15. Ed è stato riaperto solo dopo la ripulitura delle piste.

Molte le squadre dei vigili del fuoco impegnate sul posto, per estrarre automobilisti e viaggiatori appena sbarcati, rimasti intrappolati a bordo delle loro vetture, nelle strade e nei sottopassi del perimetro esterno dell’aeroporto e appena fuori.

All’aeroporto di Malpensa sono caduti 87 millimetri d’acqua in un’ora e 40 minuti: per dare un’idea della precipitazione, ad aprile e a maggio ne sono caduti 75 al mese. Ma il maltempo, sia pur maniera più lieve, ha interessato anche Milano dove sottopassi allagati e rami caduti sono stati il risultato delle ore di pioggia. continua a leggere

Tempesta a Malpensa, le prime immagini degli allagamenti
Malpensa, pista inagibile: stop voli fino alle 22.00, mezzi in azione per ripulire l’asfalto

Incendio grattacielo a Milano: la procura sequestra la Torre dei Moro: “Rischio di crolli”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/09/07/news/incendio_a_milano_pm_sequestra_torre_rischio_di_crolli_-316845735/

Valutazioni in corso su pericolosità grattacielo dopo maxi rogo

Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani che ha preso fuoco il 29 agosto scorso,

La Procura di Milano ha disposto il sequestro della Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani che ha preso fuoco il 29 agosto scorso, e dell’area circostante per verificare la “pericolosità” della struttura, anche perché dalle valutazioni dei vigili del fuoco, che sono ancora in corso, non si può escludere il “rischio di crolli” anche di parti del palazzo, dovuti ai danni strutturali causati dal maxi rogo.

Intanto, le indagini, coordinate dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Marina Petruzzella, vanno avanti con l’analisi di tutti i documenti acquisiti finora in relazione alle falle nella sicurezza, soprattutto sui materiali infiammabili usati per il rivestimento esterno. E si indaga ancora sulle cause “accidentali” dell’incendio.

Milano, Silvio Berlusconi ancora al San Raffaele per controlli: è la terza visita in due settimane


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_settembre_06/milano-silvio-berlusconi-ancora-san-raffaele-controlli-terza-visita-due-settimane-b0013bd4-0ef1-11ec-9614-5f4fa1f949f6.shtml?fbclid=IwAR1mXoXmg-Y4aRE_dPZq2EjsnhoBWS8QF-TJlhBtJAgQz-eA12HrR_59-is

Intorno alle 10 il presidente di FI è stato accompagnato in ospedale dalla sua scorta seguendo il solito percorso di sicurezza. Visita lampo dal dottor Zangrillo

Una visita lampo, un controllo cardiologico, ma a preoccupare è ormai la frequenza dei passaggi in ospedale negli ultimi giorni. Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi anche lunedì mattina ha fatto visita al San Raffaele. Intorno alle 10, accompagnato dalla sua scorta, ha seguito il solito percorso di sicurezza, per evitare contatti con altri pazienti, sotto il «diamante» dove viene ricevuto dal sul medico personale il dottor Alberto Zangrillo.

Ma cosa ha di preciso Berlusconi? È la domanda che si fanno in tanti, preoccupati per le sue condizioni di salute dopo i pesanti strascichi lasciati dal Covid che lo ha colpito un anno fa esatto, dopo 15 giorni di ricovero e il timore, manifestato dallo stesso Berlusconi, per la sua vita. In realtà l’andirivieni degli ultimi giorni è dovuto a controlli di natura diversa, uno oculistico, e molti già in agenda: tre nelle ultime due settimane. Sempre con una permanenza in ospedale molto breve: tempo di una visita lampo dal dottor Zangrillo. All’ex premier da diversi mesi è stato installato a casa anche un letto da ospedale nella sua villa di Arcore (traslocato passando dalla finestra), ma per i controlli e accertamenti si sposta sempre al San Raffaele.

Incendio Milano, le prime foto dentro il palazzo di via Antonini sventrato dalle fiamme……..


Incendio Milano, le prime foto dentro il palazzo di via Antonini sventrato dalle fiamme: gli abitanti recuperano le loro cose

Incendio Milano, le prime foto dentro il palazzo di via Antonini sventrato dalle fiamme

I più fortunati sono anche i più bagnati. Sono i condomini degli appartamenti dei primi due piani di via Antonini 32, quelli staccati dalla Torre Moro, quelli con i terrazzini trasformati in enormi posacenere di lamiere infuocate, le prime a staccarsi dalla copertura in alucobond. Sono gli unici autorizzati a rientrare fisicamente nelle loro case e il via arriva quando i primi goccioloni del temporale di fine agosto bagna le loro teste coperte dai caschetti gialli dei vigili del fuoco. Hanno in mano sporte dell’Esselunga e del Penny Market, quelle più capienti dell’Ikea, borsoni recuperati da qualche parente o trolley appena acquistati nel negozio qui accanto.

Devono fare in fretta, i pompieri che all’ultimo momento hanno raccolto le loro iscrizioni nel listone sono stati categorici: solo l’essenziale, qualche indumento, le chiavi, i computer, il contenuto delle casseforti. Andrea esce coperto di sudore, con la fidanzata a il fratello ha riempito tutto quello che poteva. “È l’essenziale per poter lavorare – sospira mentre indica i borsoni pieni di cd, portatili, faldoni e documenti – l’interno della casa era annerito ma tutto sommato gli oggetti si sono salvati“. Davide, chioma e barba rossicci dietro gli occhiali da sole, traina le sue valigette a rotelle e i suoi sacchettoni. È riuscito a infilare perfino le giacche con le grucce, le scarpe e le ciabatte, il necessaire e qualche maglione per l’autunno che verrà. Chissà, infatti, quando potrà rientrare.

Adesso o mai più. Lo pensano lui e gli altri condomini che per l’intera giornata si sobbarcano code assolate davanti al gazebo della protezione civile. Tocca anche a Morgan, abitante delle “Perle“, i loft che guardano lo scheletro d’acciaio della facciata più rovinata. “Ho preso il monopattino e la mia chitarra – spiega all’uscita – con questa potrò ricominciare a suonare“. Le liste per gli inquilini della torre sono fatte con altri criteri: ci si segna, si indica il piano, si disegna una mappa approssimativa della casa, si dà indicazione di massima ai pompieri – gli unici autorizzati a salire per le scale del palazzo – di dove potranno trovare gli oggetti di prima necessità. Poi, quando arriva il turno, li si guida su col cellulare, in videochiamata o in voce, oppure con i walkie-talkie. Michele, che nel rogo ha perso il cane Ernesto, un “lagotto” di un anno appena, ha ancora gli occhi umidi quando riesce a portar via due borse di roba. continua a leggere

Incendio a Milano: pm, criticità nel sistema antincendio


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/08/30/incendio-a-milano-pm-criticita-nel-sistema-antincendio_5069bb20-b165-46d7-9ab4-e1717d185313.html

‘Impianto non funzionava in molti piani, scale invece sicure’

(ANSA) – Milano, 30 agosto 2021 – Il sistema antincendio della Torre dei Moro, il grattacielo divorato dalle fiamme ieri a Milano, presentava diverse “criticità” e in particolare le “bocchette” dell’impianto da attivare manualmente funzionavano fino al quinto piano, non erano attive tra il quinto e il decimo, mentre hanno funzionato in parte tra il decimo e il diciottesimo piano.
E’ quanto hanno accertato al momento gli inquirenti milanesi.

Le scale, invece, hanno consentito alle persone che stavano lasciando il palazzo di scendere in sicurezza, perché hanno un meccanismo che evita che il fumo possa entrare nelle scale stesse.
Secondo gli inquirenti, i pannelli di rivestimento del grattacielo milanese sono “bruciati come il cartone“: “evidentemente” il materiale con cui sono stati realizzati non era ignifugo. (ANSA).

Violento incendio in un palazzo di 15 piani:…


Violento incendio in un palazzo di 15 piani: abitanti evacuati, intossicata una ventina di persone. Tra gli abitanti anche Mahmood

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/08/29/news/incendio_milano_via_antonini-315788203/?ref=RHTP-BH-I315111016-P1-S1-T1

Il rogo, iniziato dall’ultimo piano, ha interessato l’intera facciata di un edificio in via Antonini. Un’inquilina: “Ci avevano detto che i pannelli erano ignifughi”. Tra gl abitanti anche il vincitore di Sanremo Mahmood

Incendio Milano, palazzo avvolto dalle fiamme: detriti infuocati cadono sulla strada

E’ bruciata come un cerino oggi pomeriggio la Torre del Moro, un palazzo di lusso di 15 piani in via Antonini 33 dove abita anche il vincitore di Sanremo Mahmood (nono piano), in zona Cermenate. L’incendio è scoppiato nel tardo pomeriggio. I pompieri hanno spento le fiamme e stanno provvedendo a controllare che all’interno non ci siano delle persone. Al momento del rogo sulla chat condominiale sono partiti messaggi: “Va tutto a fuoco, scappate“. Molti sono usciti con le ciabatte o con le poche cose che sono riusciti a portare con loro. L’edficio sembra distrutto. Una ventina di  persone è rimasta intossicata.I vigili del fuoco escludono vittime, anche se stanno confrontando le liste degli inquilini con quelle delle persone evacuate. I controlli avvenuti all’interno per ora hanno dato esito negativo.

Incendio a Milano, palazzo in fiamme ripreso dall’alto

I pannelli cadono sull’asfalto – Come un’esplosione, per un certo periodo, pezzi di palazzo infuocato sono piovuti sull’asfalto, sui tetti dei condomini circostanti, in cortile. Centinaia le persone attonite accorse per il rogo.  “In trentacinque anno di servizio, mai vista una scena del genere“, mormora un tassista sceso dalla sua auto nella vicina via Verro. Tornava a casa a fine servizio. Ma è tutto bloccato, qui e nei dintorni..

L’allarme è scattato alle 17.36. Vampate altissime da uno dei terrazzini a un piano alto, intorno al dodicesimo. In un attimo salgono su un’ala del palazzo poi inghiottono i rivestimenti di lamierino bianco. Che, come grossi coriandoli roventi, si disperdono per un raggio di duecento metri. Le quattro carreggiate di via Antonini subito cinturate, ne sono ricoperte. Le fiamme continuano a mangiarsi gli appartamenti, i getti dei pompieri le spingono verso i piani più alti dove consumano quel che resta della copertura. Quadratoni incendiati, da un metro di lato, continuano a precipitare mentre si avvicina un elicottero dei Vigili del fuoco. Anche le palazzine limitrofe vengono evacuate. Morgan, l’ex leader dei Bluvertigo che abita di fronte alla torre, scende in strada a documentare il rogo sui suoi canali social.

“Ci avevano detto che erano ignifughi Una testimone che era all’interno del grattacielo racconta: “Abbiamo visto il fumo inizialmente dai piani alti, poi ci siamo accorti che il fumo era anche in basso.  Siamo subito scappati fuori e abbiamo chiamato i pompieri“. “Ci avevano detto che i pannelli che ricoprivano il palazzo erano ignifughi, invece sono bruciati rapidamente come fossero burro“. Così ha raccontato una delle condomine. “Saranno i tecnici a fare una verifica, ma ricordo perfettamente che ci avevano detto che i pannelli erano resistenti al fuoco“, ha detto. A quanto si è appreso, il fuoco si è propagato probabilmente dall’ultimo piano, facendo crollare le vetrate della faccia e generando una colonna di fumo visibile anche a chilometri di distanza.

La Torre del Moro – Sul posto anche il sindaco Giuseppe Sala. L’edificio andato in fiamme è la Torre dei Moro, parte residenziale di un progetto di nuova edificazione in attuazione di un Piano di Recupero del Comune di Milano, per un totale di 10.500 metri quadrati di superfice e 315.000 metri cubi di volume.

L’architettura ha una morfologia particolarmente studiata: da un impianto ad andamento orizzontale di edifici con copertura a volta si innalza la torre residenziale di 16 piani che raggiunge i 60 metri di altezza, nella quale abitavano 70 famiglie. La forma allungata della torre, dalle due grandi vele asimmetriche, dinamiche, ricorda una nave.

Aperta un’indagine: “Nessun attentato” – Sull’incendio indaga la procura di Milano con i pm Pasquale Addesso e il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. Quest’ultima si è recata sul posto. “Nessun elemento per ora lascia supporre che possa trattarsi di un attentato” ha dichiarato il pm dell’Antiterrotismo di Milano, Alberto Nobili.

Incendio a Milano. Sala: “Ho visto vigili del fuoco con le mani ustionate”
Vigili del Fuoco – Milano, Incendio di un grattacielo in via Giacomo Antonini

Incendio in appartamento a Milano, un morto


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/08/21/incendio-in-appartamento-a-milano-un-morto_1e4e986d-0042-4283-9e0b-1137f0a39eb1.html

(ANSA) – Milano 21 agosto 2021

Un uomo di 78 anni è morto dopo aver inalato fumi causati da un incendio scoppiato nel suo appartamento in via Perugino a Milano.
E’ stato l’anziano, intorno alle 3, ad avvertire i vigili del fuoco che sono intervenuti per domare le fiamme.

L’uomo è stato portato in ospedale dal personale del 118 ma è morto poco dopo il suo arrivo. (ANSA).

Milano, due anziani trovati morti in casa insieme: nessuno li sentiva da giorni


articolo:; https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/08/17/news/milano_coppia_anziani_morti_casa_via_lopez-314377995/

Nell’appartamento in via Lopez non c’erano segni di effrazione, entrambi erano malati. Ipotesi omicidio-suicidio ma solo l’autopsia potrà dire cosa è successo alla coppia

Li hanno trovati morti insieme, nella loro casa alla periferia di Milano. Da giorni, i giorni più caldi dell’estate con temperature sui 35 gradi, nessuno li aveva più sentiti e così qualcuno tra i vicini ha dato l’allarme sulla coppia di anziani coniugi.

Oggi pomeriggio, 17 agosto, dopo la segnalazione al 112, i carabinieri della compagnia Porta Magenta, insieme a personale del 118 e dei vigili del fuoco, sono dunque intervenuti in un’abitazione in via Lopez. E hanno trovato i due anziani ormai morti: la donna di 80 anni si chiamava Liliana Puorro, originaria di Venezia, l’uomo di 73 anni, Ivano Guarnieri, era invece nato ad Adria in provincia di Rovigo.

L’appartamento in via Lopez, tra Quarto Oggiaro e la Bovisasca, era in ordine e chiuso dall’interno con le chiavi inserite nella serratura. Il personale medico intervenuto e il medico legale non hanno rilevato, a una prima ispezione, la presenza di segni di violenza sui corpi. Entrambi avevano “diverse patologie debilitanti“, spiegano gli investigatori. E lì, in due malori in successione, potrebbe esserci la chiave del mistero della coppia. Ma gli investogatori lavorano anche sull’ipotesi dell’omicidio-sucidio.

Solo le autopsie potranno fare luce sulla doppia morte. Sono in corso indagini e rilievi a cura del personale del Nucleo investigativo di Milano. Mentre le salme, in attesa degli esami autoptici, sono a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Lasciano in auto al caldo la figlia di 8 mesi nell’area di servizio: …..


Lasciano in auto al caldo la figlia di 8 mesi nell’area di servizio: coppia di turisti austriaci denunciata per abbandono di minore

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/08/16/news/abbandono_minori_lasciano_bambina_8_mesi_auto_soloe_assago_denunciati_genitori-314261075/

Domenica alle 13 nell’area di Assafo Ovest: i due sono scesi con la figlia di 3 anni e hanno lasciato la piccola in auto al sole: le sue grida hanno richiamato altri automobilisti

Ieri la Polizia ha denunciato a Milano due turisti austriaci per abbandono di minore: marito e moglie, a bordo del proprio Suv, hanno raggiunto verso le ore 13 l’area di servizio Assago Ovest lungo la tangenziale milanese e hanno parcheggiato la vettura. Sono scesi con una figlia di 3 anni lasciando la seconda figlia più piccola, di 8 mesi, all’interno dell’automobile parcheggiata al sole. continua a leggere

Per il caldo si blocca il sistema informatico della Sanità in Lombardia, disagi per i cittadini ma no conseguenze per ospedali e hub vaccinali


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/08/16/news/sistema_informatico_sanita_lombadia_blocco_disagi_aria-314274242/

Dal pomeriggio di sabato 14 un surriscaldamento dei condizionatori nella sede di Aria ha fatto decidere per lo spegnimento dei server: impossibile accedere al fascicolo sanitario

Rallentamenti nell’attività delle farmacie e dei medici di base si stanno registrando in Lombardia a causa del blocco temporaneo della piattaforma informatica sanitaria della Regione, in corso dal pomeriggio di sabato 14 agosto. Nessuna conseguenza, assicurano dall’assessorato al Welfare, sull’operatività degli ospedali e nemmeno centri vaccinali anti-Covid (visto che in Lombardia il portale delle prenotazioni è gestito da Poste), mentre per i cittadini è impossibile accedere al fascicolo sanitario elettronico.

I problemi tecnici, spiegano ancora dall’Assessorato, sono partiti la vigilia di Ferragosto dal surriscaldamento – probabilmente dovuto al grande caldo del fine settimana dei cinque condizionatori che si trovano all’interno del Centro elaborazione dati di Aria, l’Agenzia regionale per gli acquisti e l’innovazione. I server sono stati quindi ‘spenti’ dagli stessi tecnici al lavoro per ripristinare il sistema, che dovrebbe tornare operativo tra questa sera e domani mattina.

Da ieri sera, a causa del blocco informatico della piattaforma attraverso la quale vengono trasmessi sul sistema nazionale i dati sanitari prodotti dall’attività delle Farmacie convenzionate, Regione Lombardia non è in grado di garantire nei tempi previsti delle 24 ore, i flussi informativi a livello nazionale. Lo precisa la Direzione Welfare di Regione Lombardia, che assicura che nessuno di questi dati viene perduto e che, non appena ripristinato il servizio, si spera entro la serata di oggi, i dati verranno tutti trasmessi. Non esiste invece nessun problema nella comunicazione da parte delle Ats competenti ai cittadini che fossero risultati positivi ad un test antigenico rapido svolto attraverso il sistema delle farmacie.

Incendio in condominio nel Milanese, coinvolte 30 persone: paura per bimbi intrappolati


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/08/15/news/incendio_in_condominio_del_milanese_coinvolte_30_persone_paura_per_bimbi_intrappolati-314182048/

Sul posto ci sono dieci ambulanze e altri quattro mezzi del 118, anche se al momento nessuno è stato trasportato in ospedale

Un incendio di importanti dimensioni ha interessato nel tardo pomeriggio un condominio a Ponte Lambro, nel milanese. Secondo quanto si apprende, sarebbero oltre trenta le persone coinvolte, tra cui alcuni bambini che hanno rischiato di restare intrappolati. Il pronto intervento dei vigili del fuoco di Milano pare abbia riportato subito sotto controllo la situazione. Sul posto ci sono dieci ambulanze e altri quattro mezzi del 118, anche se al momento nessuno è stato trasportato in ospedale.

Travolta dal camion nel milanese, muore una triatleta 32enne


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/08/04/travolta-dal-camion-nel-milanese-muore-una-ciclista-32enne_18889f01-7a34-4816-88ac-d6ded97fe576.html

L’incidente a Robecco sul Naviglio, stava facendo allenamento

Valentina Caso

(ANSA) – Milano, 04 agosto 2021 – Tragico incidente questa mattina a Robecco sul Naviglio, nel milanese. Una donna di 32 anni, Valentina Caso, è stata travolta durante una allenamento in bicicletta da un camion del latte intorno alle 8.30 di stamane, nei pressi di una rotonda in via San Giovanni.

Sul posto sono intervenuti autoambulanze, automedica e la polizia locale. La donna, appassionata di ciclismo e di triathlon, era iscritta all’associazione “Tapascione running club“. “Eri uno scricciolo, il nostro scricciolo che non mollava un centimetro in nessuna disciplina“, si legge sulla pagina Facebook dell’associazione. E anche: “Sarai sempre la nostra Vale Caso ed il tuo sorriso contagioso resterà scolpito a fondo per sempre in tutti i nostri cuori“. (ANSA).

Incendio in un condominio di viale Fulvio Testi – Spaventoso incendio a Cinisello Balsamo


Incendio in un condominio di viale Fulvio Testi: evacuati in centinaia

articolo: https://www.milanotoday.it/cronaca/incendio/fulvio-testi-3-agosto.html

Incendio in Fulvio Testi (screen da Fb/Alessandro Quotino)

Dopo quello di via Zamagna, un altro incendio martedì 3 agosto è divampato nell’appartamento di un condominio di via Podgora 1 a Cinisello Balsamo (Milano), che affaccia su viale Fulvio Testi. È accaduto nella prima serata, quando sul posto sono accorsi diversi mezzi dei vigili del fuoco, allertati dal proprietario di casa, che per fortuna si trovava fuori, così come la sua famiglia.

Le alte fiamme hanno distrutto l’appartamento, al nono piano. Il rogo, poi, si è esteso anche all’abitazione al piano superiore, danneggiandola. Per fortuna non vi sono stati feriti. Ad accorrere, in via precauzionale, anche tre ambulanze. Il palazzo è stato fatto evacuare interamente, con centinaia di persone che sono scese in strada.

Sul posto anche gli agenti della polizia locale che, oltre a gestire il traffico per consentire l’arrivo dei soccorsi, hanno effettuato i rilievi utili a ricostruire le cause dell’incendio, per il momento ancora da chiarire.

Spaventoso incendio a Cinisello Balsamo: distrutto un appartamento

Un corto circuito all’origine del rogo in un condominio di via Podgora. In casa non c’era nessuno

articolo: https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/cinisello-balsamo-incendio-1.6659345

Cinisello Balsamo (Milano), 3 agosto 2021 – Un grave incendio è scoppiato in un appartamento al nono piano di un maxi condominio di via Podgora a Cinisello Balsamo. Le fiamme si sono sviluppate nella casa, quando tutti gli occupanti si trovavano fuori ed hanno potuto alimentarsi a lungo prima che il fumo intenso e le le lingue di fuoco fossero visibili all’esterno.

Ad allertare i soccorsi è stato proprio il titolare dell’alloggio, un tunisino che lo abitava insieme alla famiglia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Sesto San Giovanni che sono saliti fino al nono piano con l’autoscala. I lettighieri del 118 hanno soccorso le persone che sono state allontanate dai diversi appartamenti, mentre gli agenti della polizia locale hanno gestito l’evacuazione delle persone e soprattutto hanno dovuto sorvegliare il traffico lungo il viale Fulvio Testi, rallentato dai soccorsi. Per fortuna tutto si è concluso senza feriti o intossicati. L’appartamento distrutto dalle fiamme e quello al piano inferiore sono stati dichiarati inagibili dai vigili del fuoco. Dalle prime ipotesi, a scatenare l’incendio sarebbe stato un corto circuito

Milano, incendio in via Zamagna: evacuate 200 persone da una casa popolare, 4 intossicati


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_03/milano-incendio-via-zamagna-evacuate-200-persone-una-casa-popolare-4-intossicati-55cb0ade-f45f-11eb-9680-9b12a81aa8eb.shtml

Le fiamme, divampate in un appartamento al primo piano, si sarebbero poi estese ad alcuni piani superiori. Vigili del fuoco e 118 sono intervenuti in forze

Quattro persone sono rimaste intossicate in un incendio scoppiato martedì poco dopo le 13.30 in uno stabile di edilizia popolare a Milano. Gli evacuati sarebbero circa 200. Vigili del fuoco e 118 sono intervenuti in forze in via Zamagna 4, in zona San Siro, i primi con cinque squadre, i secondi con svariate ambulanze, una sola delle quali però ha trasportato un paziente, in codice giallo. Le fiamme, divampate in un appartamento al primo piano, si sarebbero poi estese ad alcuni piani superiori.

Milano, incendio in via Zamagna

Caso camici, chiusa inchiesta sul governatore Fontana e altri 4


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/27/news/caso_camici_chiusa_inchiesta_su_fontana_e_altri_4-311946948/

Caso camici, chiusa inchiesta sul governatore Fontana e altri 4: “Antepose suo interesse a quello pubblico”. Si va verso processo

Notificato l’atto firmato dai pm titolari dell’inchiesta per frode in pubbliche forniture. Rimane aperto il filone che riguarda l’accusa di autoriciclaggio e false dichiarazioni nella “voluntary disclosure

Chiuse le indagini sul caso camici che vede coinvolto il governatore Fontana. Oggi è stato notificato l’atto firmato dai pm titolari dell’inchiesta: 5 le persone indagate, tra queste anche il governatore Attilio Fontana, con l’accusa di frode in pubbliche forniture. Verso l’archiviazione invece le posizioni per quanto riguarda il reato di turbativa d’asta, che vedevano iscritti nel registro degli indagati Andrea Dini di Dama spa, cognato di Fontana, e Filippo Bongiovanni ex numero uno di Aria spa, la centrale acquisti del Pirellone.

Si va quindi verso il processo e rimane in piedi l’impianto accusatorio che riguarda il governatore nella vicenda giudiziaria nata dopo i mesi caldi della pandemia in Lombardia, quando la Regione attraverso Aria spa era in cerca di dispositivi di protezione per gli ospedali. Se da una parte la procura ha riconosciuto che quell’affidamento di una partita da 75mila camici del valore di 513 mila euro alla Dama spa (titolare del marchio Paul & Shark) non può essere considerato un appalto e conseguentemente non si configura la turbativa, dall’altra diventa ancora più salda l’accusa di frode nelle pubbliche forniture: la consegna della partita di camici trasformata in donazione è stata poi bloccata e il non aver consegnato quelle che restavano (circa 25mila camici) rappresenta un reato secondo i pm Luigi Furno, Paolo Filippini e Carlo Scalas.

Ci fu un “accordo collusivo intervenuto” tra Andrea Dini, patron di Dama spa, “e Fontana“, suo cognato, “con il quale si anteponevano all’interesse pubblico, l’interesse e la convenienza personali del Presidente di Regione Lombardia“, il quale da “soggetto attuatore per l’emergenza Covid” si “ingeriva nella fase esecutiva del contratto in conflitto di interessi” sull’ormai nota fornitura di camici e altri dpi trasformata in donazione. Lo scrive la Procura di Milano nell’avviso di conclusione delle indagini per frode in pubbliche forniture a carico del presidente lombardo, Dini e altri tre. La “frode” nella pubblica fornitura di camici e altri dpi, contestata dalla Procura di Milano, venne messa in atto “allo scopo di tutelare l’immagine politica del Presidente della Regione Lombardia Fontana, una volta emerso il conflitto di interessi derivante dai rapporti di parentela” con Andrea Dini, titolare di Dama spa, società di cui la moglie di Fontana, Roberta Dini, aveva una quota del 10%. Lo scrivono i pm milanesi nell’atto di conclusione dell’inchiesta notificato oggi dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf e nel quale viene ricostruita l’imputazione. continua a leggere

A Rozzano gru cade su palazzo, evacuati gli inquilini. Tra le cause possibili le conseguenze del maltempo


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/26/news/rozzano_gru_caduta_su_palazzo_maltempo_pioggia_famiglie_sfollate-311828111/

Eaccaduto intorno alle 13 in via Pasolini. L’edificio era in ristrutturazione


Avevo messo su il risotto e avevo appena abbassato la tapparella della cameretta visto che diluviava e grandinava. Sono tornata verso il corridoio e ho sentito il pavimento tremare, ho pensato di morire, non ho mai sentito tremare così. Mi sono girata e ho visto crollare l’armadio, un rumore fortissimo, e poi aprirsi uno squarcio nel muro“. La signora Lella sta cucinando e facendo qualche pulizia quando le entra in casa un pezzo di una gru che all’ora di pranzo crolla sulla palazzina dove vive al quarto piano in via Pasolini a Rozzano.

Precisamente un contrappeso del braccio della gru le si infilza nel muro e lì ci resta, con i due bracci che uno si accascia sulla facciata davanti e l’altro oltrepassa il tetto e come un pendolo poi si spezza e finisce nel giardino condominiale. La scena vista da fuori è surreale. Ma per una trentina di famiglia la realtà è una mattinata di paura e non poter entrare in casa per qualche giorno. La Protezione civile è sul posto, d’accordo col Comune a chi non ha amici e parenti dove appoggiarsi viene offerto un tetto per la notte.

Succede intorno alle 12,30 in via Pasolini, al quartiere Alboreto di Rozzano, una zona di case relativamente nuove della cittadina dell’hinterland. Qui tra il 13 e il 15 vivono 36 famiglie, molti sono in vacanza, altri sono in giro, altri ancora sono in casa quando succede l’inimmaginabile. “Ho visto la gru roteare su se stessa, poi a un certo punto prendere velocemente una traiettoria e ribaltarsi sulla casa, come sia possibile con 60mila chili di contrappesi ce lo devono spiegare” racconta una condomina che dalla finestra riesce a vedere una porzione della scena. continua a leggere

“Il Pride? Un ritrovo di disadattati schizoidi”. Le frasi shock della consigliera comunale di Cesano Boscone


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/01/news/pride_consigliera_milanese_offese_social-308408842/

Antonia Parisotto (Forza Italia) attacca in Consiglio comunale il patrocinio dato alla manifestazione milanese e se la prende con l’assessora all’Integrazione e Pari opportunità. La denuncia dei Sentinelli di Milano: “E poi dicono che il ddl Zan è una legge bavaglio. Parisotto si dimetta”

Una squallida manifestazione che nulla ha di culturale“: così Antonia Parisotto, consigliera comunale di Forza Italia a Cesano Boscone, comune del Milanese, durante il consiglio comunale, ha definito il Pride che si è tenuto sabato scorso a Milano. “Chiunque abbia un po’ di sale in zucca, sa benissimo che questi – ha detto parlando dei Pride – sono ritrovi di disadattati, soggetti schizoidi, in piena crisi dissociativa. E i ragazzini, invece, confusi e manipolati, lungi dall’aver alcun valore politico, hanno molto di psichiatrico e qualcosa di sulfureo… questi spettacolini, se non avessero l’aiuto dei forti poteri occidentali, resterebbero dei fenomeni folcloristici, risibili“. Parisotto – come segnalato da I Sentinelli di Milano e come si può vedere online – all’inizio del consiglio ha chiesto la parola per “fatto personale” e ha attaccato l’assessora Ilaria Ravasi, per il Patrocinio al Pride milanese.

Ci aspettiamo che oggi stesso,  conscia  della gravità di queste affermazioni pronunciate in un consesso istituzionale, – commentano i Sentinelli – Antonia Parisotto dia le dimissioni. Se ciò non avvenisse, diamo per scontato che le stesse siano pretese dal suo partito“. E scrivono ancora: “La politica che si abbassa a un linguaggio del genere non è una cosa tollerabile. La mancanza di rispetto per le migliaia di donne, uomini e persone trans che partecipano ai Pride neanche. E poi ci vengono a dire che il ddl Zan andrebbe stralciato perché è una ‘legge bavaglio’ sulla libertà di pensiero. Qui il pensiero affonda dentro un delirio omolesbotransfobico“.

Solidarietà all’assessora Ravasi per l’attacco personale subito e condanna – il commento messo online dal sindaco di Cesano Boscone Simone Negri – delle parole di odio sentite rispetto a chi ha partecipato al Pride“.

E l’assessora a Integrazione e pari opportunità, Ravasi, scrive: “La comunicazione della consigliera Parisotto, che in realtà vorrebbe essere un’interrogazione, si configura invece come un attacco alla mia persona per aver patrocinato la Milano Pride (il patrocinio l’ha dato la giunta, non io, una politica di lungo corso dovrebbe saperlo). La cosa grave è che diventa un attacco al ddl Zan e ai gay definiti come: ‘Psichiatrici disadattati con un ché di sulfureo‘. Vogliono farvi credere che il ddl Zan non serva – conclude -. Hanno paura“.

Pride, all’Arco della Pace la piazza dei diritti contro l’odio. Sala: “Da Milano la spinta finale alla legge Zan”


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articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/26/news/milano_pride_all_arco_della_pace_la_piazza_dei_diritti_contro_l_odio-307753851/

Ddl Zan, Sala: “Il tempo è scaduto, approvare testo in fretta”

E’ una manifestazione bellissima una piazza piena di giovani e giovanissimi che chiedono finalmente all’Italia che venga riconosciuta la libertà di tutti i cittadini“. E’ la compiaciuta constatazione del deputato Alessandro Zan a margine dell’evento conclusivo del Milano Pride all’Arco della Pace. “Noi siamo un Paese dell’Unione Europea che ancora non si è dotato di una legge contro i crimini d’odio e questo è molto grave. Stiamo parlando di violenza, di discriminazione, di bullismo, e come ha fatto notare il presidente della repubblica Sergio Mattarella se qualcuno viene discriminato per la propria condizione personale, cioè solo perché esiste, allora questo è un problema di violazione dei principi di uguaglianza“.

“Dal Vaticano c’è stata una invasione di campo che mi ha sorpreso. Il testo che abbiamo approvato alla Camera a larghissima maggioranza va incontro a tantissime diverse sensibilità in particolare a quelle del mondo cattolico” a evav detto in mattinata durante l’evento “la cura“, promosso dal Pd Milano metropolitana nell’ambito della Pride week. “Adesso tocca al Parlamento discutere e approvare la legge” contro l’omotransfobia “nell’ambito della propria autonomia” ha concluso.

Zan capisce le perplessità del segretario del suo partito, Enrico Letta, a dialogare con il leader leghista Matteo Salvini riguardo il Disegno di legge. “Dicono che bisogna dialogare anche con la destra, ma avete idea di che destra abbiamo nel Paese? – ha detto – Orbàn ce lo abbiamo a casa nostra. Quando sento Salvini che manda i messaggi a Enrico Letta e lui mostra perplessità, lo capisco“.

Nel pomeriggio ha ribadito le sue accuse al leader leghista: “Il problema non è personale, è politico. Salvini sostiene leader come Orbàn, dice di aver letto la legge di Orbàn e di non trovarci nulla di strano. Come possiamo noi sederci a un tavolo delle trattative con chi, come Salvini e Meloni, sostengono quei paesi che stanno facendo delle leggi discriminatorie, inaccettabili, e che ci stanno portando nel momento più buio del secolo scorso?

Il dialogo è aperto con tutti ma non con chi vuole affossare la legge o svuotarla del suo significato“.

L’evento targato Pd è stato un anticipo del pride milanese vero e proprio, iniziato al pomeriggio all’Arco della Pace con i vari relatori che si stanno alternando sul palco. “C’è un sacco di gente” è il commento di alcuni presenti. Il sindaco Sala ha ribadito le sue ragioni a favore della legge Zan, ricordando cosa ha fatto il Comune di Milano a favore dell’inclusione omosessuale (“abbiamo aperto due case arcobaleno, siamo partiti con le unioni civili prima della legge Cirinnà“), e chiesto che la spinta finale al ddl Zan parta da Milano. Ha chiamato sul palco il deputato del Pd e gli ha regalato il suo orologio arcobaleno, che sfoggiava da qualche giorno: “Scandisca il tuo tempo per raggiungere l’obiettivo finale della legge contro l’omotransfobia” ha detto. continua a leggere

Caldo a Milano, un’altra giornata di blackout da Brera a piazza Vetra. «Consumi elettrici da record»


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_15/caldo-milano-altre-3-ore-blackout-brera-zona-piazza-vetra-2933316e-ce02-11eb-8e82-196b74f846e5.shtml

Semafori impazziti, allarmi in tilt, negozi e ristoranti al buio: per il secondo giorno consecutivo nel centro di Milano è saltata la corrente elettrica. Unareti: «È stato registrato il carico massimo del 2021. Potenziate le squadre di pronto intervento»

Nuovi blackout. Per il secondo giorno di fila si sono registrati disagi, stavolta in zona Brera e verso piazza Vetra. Per più di tre ore, semafori impazziti, allarmi in tilt, negozi e ristoranti al buio, attività interrotte. «È stato registrato il carico massimo del 2021 sulla rete elettrica, con un improvviso più 25 per cento dei consumi che in due giorni si sono impennati rispetto alla scorsa settimana — si scusa Unareti —. Abbiamo potenziato le squadre di pronto intervento».

Non siamo più abituati al caldo, «maggio e la prima parte di giugno erano stati clementi, abbiamo acceso tutti insieme i condizionatori e questo è il risultato», ragiona Andrea Giuliacci di Meteo.it. Per superare definitivamente i disservizi che si verificano nei momenti di cambi di carico sulla rete, occorrono investimenti ingenti. Nel 2021 Unareti prevede di spendere 100 milioni (da 88 l’anno scorso), arriveranno a 120 a partire dal 2024. Ma per ora, quando si presenta il blackout, per tamponare il problema gli operatori «modificano l’assetto e isolano le parti dell’impianto su cui è necessario intervenire, e questo richiede tempo».

Se lunedì il blackout aveva interessato dal Salotto a viale Premuda ad alcune strade a Niguarda, martedì gli impianti di condizionamento accesi hanno sovraccaricato ancora la rete creando disagi. Le concentrazioni di ozono restano alle stelle per la compresenza di temperature molto elevate e radiazioni solari forti, man mano che ci si avvicina al solstizio d’estate. I ventilatori si sono arresi di nuovo in un martedì rosso fuoco, con temperature sopra ai 30 gradi, scenario che rischia di ripetersi anche mercoledì: secondo le previsioni meteo Milano resterà nella morsa di caldo e afa. Le concentrazioni di ozono, martedì, hanno superato per la prima volta i 180 microgrammi/metro cubo in alcune stazioni lombarde e non accennano a scendere.

Tragedia sfiorata a Milano, trivella alta 10 metri crolla sulla sede dell’Ifom: evacuati 300 ricercatori ma nessun ferito


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/15/news/trivella_crollata_sull_ifom-306148113/?ref=RHTP-VS-I270681067-P19-S8-T1

La perforatrice ha colpito il cornicione del centro di ricerca oncologica e danneggiato la facciata, penetrando nella sala riunioni della direzione scientifica e sventrando gli uffici amministrativi del piano terra: “Un boato, poi polvere dappertutto

Grande paura ma nessun ferito per una trivella alta oltre 10 metri che, attiva in cantiere vicino, si è abbattuta intorno alle 10,40 su uno degli edifici più popolati dell’Istituto di ricerca sui tumori Ifom di Milano in via Serio, in zona Ripamonti.

Il crollo è stato improvviso. La trivella, riferiscono dall’Ifom, “ha dapprima colpito violentemente il cornicione del tetto fendendo l’edificio in verticale, per poi rimbalzare più volte contro la facciata, penetrando prima nella sala riunioni della direzione scientifica dell’Istituto, per fortuna al momento vuota, per poi sventrare gli uffici amministrativi del piano terra e atterrare su due automobili parcheggiate in strada“.

Stavamo lavorando tutti tranquillamente, quando abbiamo sentito un fortissimo boato. L’edificio, la parte dove si trovano gli uffici direzionali e amministrativi, ha iniziato a tremare. Dopodiché abbiamo visto solo tantissima polvere che si alzava – racconta Rossella Blasi, direttrice operativa dell’Ifom di Milano – . Un grandissimo spavento. Il primo momento è stato di panico. Poi, però, abbiamo reagito prontamente. La procedura di evacuazione è scattata subito, tutti l’hanno seguita e sono andati fuori. La cosa più importante è che miracolosamente nessuno si è fatto male e che siamo riusciti a mettere tutti in sicurezza“. La donna era in un ufficio accanto alla direzione scientifica, “praticamente a 3 metri” dalla stanza in cui si trovava.

Ha colpito “l’edificio 4, collegato al 2 e al 3, prettamente laboratori e foresterie“, racconta all’Adnkronos Salute. “Mi hanno tirato fuori dall’ufficio, ho urlato dallo spavento. E’ stato un attimo“, lo choc iniziale. “Ho pensato inizialmente a una bomba, a un qualcosa di saltato, esploso, fuori dal nostro edificio. Poi ho reagito – ricostruisce Blasi – C’era tantissima polvere, il rumore è stato troppo forte. Abbiamo capito cosa succedeva quando siamo scesi giù e abbiamo visto la trivella, perché non ci siamo potuti affacciare subito alle finestre“.

Erano circa 300 ricercatori e dipendenti in quel momento al lavoro, in un periodo che non è ancora di ferie e che vede gran parte del personale ancora attivo tra provette e laboratori. Tutti gli addetti dell’istituto e quelli degli altri enti presenti nello stesso Campus, 600 in tutto, sono stati evacuati e le forze dell’ordine stanno provvedendo a mettere in sicurezza gli edifici.

Fondato nel 1998 da Firc-Airc, Ifom è un centro di ricerca dedicato allo studio della formazione e dello sviluppo dei tumori a livello molecolare, una delle prime realtà che si è insediata nell’ex distretto industriale dello scalo di Porta Romana, ora in corso di forte riqualificazione urbanistica. E infatti tre sono i cantieri che circondano l’Istituto sui tre lati. “Oggi – raccontano dal centro – la serenità del lavoro è stata interrotta da questo evento traumatico, che per fortuna non ha fatto vittime“. Sul posto sono arrivati ambulanza, automedica, polizia, vigili urbani e vigili del fuoco, che sono al lavoro per rimuovere la trivella, operazione che durerà parecchie ore.

Milano ritrova il teatro Lirico. Sarà dedicato a Gaber


Tra pezzi originali e un ristorante panoramico, Milano ritrova il teatro Lirico. Sarà dedicato a Gaber

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/10/news/restauro_teatro_lirico-305346901/

Teatro Lirico – 1975

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Quasi terminati i lavori di restauro, aprirà ad ottobre e sarà dedicato a Gaber

Dai tavoli del ristorante panoramico – si parla dell’arrivo di uno chef stellato – si potrà mangiare assistendo agli spettacoli o alle prove in palcoscenico a seconda degli orari. Le ampie finestre del locale, infatti, se da un lato si affacciano su via Larga dall’altro guardano direttamente dentro il teatro dall’altezza di quella che normalmente è la piccionaia. Per ricavare lo spazio – 400 metri quadrati – sono state smontate una ventina di file della balconata (300 posti), riducendo le poltrone a 1.517 in tutto, “numero, tra l’altro, in linea con le norme di sicurezza” spiega l’architetto Mariani. Un intervento che, senza interferire troppo con le volumetrie, darà sicuramente un tocco di charme al teatro.

  • Il teatro Lirico di Milano, chiuso dal 1999, riaprirà al pubblico a ottobre per una nuova stagione di spettacoli e sarà intitolato a Giorgio Gaber. Sono infatti terminati i lavori di restauro, dopo vari slittamenti: l’attività dei cantieri finirà il 30 giugno e il 15 luglio il teatro verrà consegnato dal Comune al gestore, Stage Entertainment, che completerà gli arredi e gli spazi commerciali. I risultati dei lavori che hanno riportato il teatro, progettato da Giuseppe Piermarini, al suo antico splendore sono stati illustrati nel corso di un sopralluogo della commissione consiliare del Comune di Milano. Il restauro, di tipo conservativo,  ha avuto un costo complessivo di 16 milioni di euro, ora il Lirico potrà ospitare 1.517 persone, 798 in platea, 505 in galleria, 120 nel primo ordine di balconata e 36 nel secondo. Il nuovo Lirico sarà intitolato a Giorgio Gaber, “che qui ha segnato uno dei capitoli più importanti del teatro canzone. E ci sembrava doveroso conservare questo aspetto di memoria all’intitolazione a un grandissimo artista della nostra Milano“, ha spiegato l’assessore alla Cultura del Comune, Filippo Del Corno. Tra le principali novità ci sono il posizionamento in buca dell’orchestra sinfonica e la zona riservata al ristorante panoramico da cui si avrà una vista sul teatro. Il Lirico nella sua parte esterna non ha subito alcuna variazione mentre la parte interna è stata completamente riqualificata ed è stato restaurato il mosaico che si trova all’ingresso. Il gestore Stage Entertainement è stato individuato con un bando di gara e porterà al Lirico una programmazione che andrà dai concerti di musica classica, jazz e leggera, agli spettacoli di cabaret, di danza nonché di prosa in chiave moderna oltre a quelli legati ad una nuova accessibilità dell’opera lirica.

Ecco la principale novità che emerge alla fine dei faraonici lavori di ristrutturazione che, dopo 5 anni di cantiere abitato da una schiera di maestranze arriviate fino a 85 in contemporanea, restituiscono a Milano uno dei sui teatri più antichi, il Lirico, nato come Teatro della Cannobiana su progetto di Piermarini e inaugurato solo un anno dopo il Teatro alla Scala (nel 1779). Il cantiere è quasi finito e lo spazio, 13 mila metri quadrati, verrà consegnato alla Stage Entertainment il 15 luglio. “Da contratto – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Marco Granelli – il gestore ha 90 giorni per completare le rifiniture“, che sono le poltrone, il corrimano, l’allestimento dei bar, il guardaroba e così via. Questo significa che entro metà ottobre, 22 anni dopo l’ultima alzata di sipario, la grande ferita della città sarà finalmente ricucita. continua a leggere

per saperne di più: 

art. del 28 luglio 2019 – Milano, conto alla rovescia per il nuovo Lirico: la città riscopre la facciata restaurata – https://alessandro54.com/2019/07/28/milano-conto-alla-rovescia-per-il-nuovo-lirico-la-citta-riscopre-la-facciata-restaurata/

art. del 21 aprile 2016 – Teatro Lirico, partono i lavori di ristrutturazione ……….  – https://alessandro54.com/2016/04/21/5119/

Milano, incendio in sottotetto palazzo: due intossicati lievi


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/04/foto/milano_incendio_in_sottotetto_palazzo_due_intossicati_lievi-304207133/1/

Milano, 4 giugno 2021 – Un incendio è divampato nel sottotetto di un palazzo di otto piani in via Washington a Milano. Le fiamme sono scaturite durante un intervento di alcuni operai mentre stavano installando una guaina bituminosa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la Polizia di Stato e i Carabinieri che hanno evacuato in via precauzionale tutto lo stabile. A causa del fumo sprigionato dal rogo sono rimasti intossicati lievemente un operaio e un condomino che sono stati trasportati in codice verde rispettivamente all’ospedale San Paolo e al Niguarda.

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