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Scuola, il registro elettronico Axios sotto attacco hacker: chiesto un riscatto in bitcoin


articolo: https://www.corriere.it/scuola/medie/21_aprile_07/scuola-panico-gli-studenti-registro-elettronico-axios-sotto-attacco-hacker-289c4a62-978c-11eb-b3c4-d1c4be2a345c.shtml

Il registro elettronico scolastico è andato fuori uso a causa di un attacco hacker. La piattaforma non funzionava da venerdì notte, ma oggi è scoppiato il caos perché sono riprese in tutta Italia le lezioni in presenza per 6 alunni su 10. «Dati tutelati», assicurano

Disagi informatici nel giorno del rientro a scuola con le lezioni in presenza per circa 5,6 milioni di alunni. Il registro elettronico, andato fuori uso a causa di un attacco hacker, sarà ripristinato e sarà disponibile con tutti i suoi servizi entro la mattina di domani. A comunicarlo è la società Axios, che rifornisce il servizio in Italia nel 40% delle scuole italiane. «A seguito dell’attacco subito dalla nostra piattaforma inviamo di seguito le istruzioni per gestire il registro di emergenza del protocollo», scrive sul sito Axios. Da alcuni giorni non si ottiene nessuna risposta dalla piattaforma.

La piattaforma era fuori uso da venerdì notte alle 4: ma trattandosi di giorni di festa, molti genitori e studenti hanno pensato ad un mancato aggiornamento o a un rallentamento del sistema. Solo oggi è scoppiato l’allarme, quando i professori, tornati a scuola insieme ai propri alunni, si sono resi conto che Axios non era accessibile: impossibile caricare compiti, lezioni, documenti, voti. Il sistema è uno dei più utilizzati nella scuola e, con la didattica a distanza, è diventato cruciale nella quotidianità delle attività di didattica.

Ma cosa è successo? In Axios si sono accorti che qualcosa non andava alle due di venerdì notte, e dopo due ore hanno avuto la conferma di essere sotto attacco ramsonwere, il malware – sempre più diffuso – che limita l’accesso del dispositivo infettato: sul loro sistema interno è stata pubblicata una pagina con tanto di richiesta di riscatto in bitcoin, per un valore di diverse decine di migliaia di eurocon un contatto Telegram da contattare per il pagamento e la risoluzione dei problemi, e la promessa che, dopo il pagamento, i pirati avrebbero mandato anche un video tutorial per ripristinare il tutto. Ma l’idea di pagare il riscatto è stata abbandonata subito, sia per evitare di cadere nelle mani di predatori del web che potrebbero sottometterli a continui ricatti sia perché la polizia postale li ha contattati subito e ha consigliato loro di presentare una denuncia. Axios si è così affidata a due società esperte di sicurezza informatica (una delle quali lavora per l’esercito americano) per provare a sbrogliare la matassa. Ieri è stata presentata la denuncia alla polizia postale, e le due società hanno tratto le loro conclusioni: nessun dato è stato cancellato, né uscito dai sistemi. La privacy degli studenti è tutelata, assicurano i responsabili della piattaforma. Ma intanto il registro elettronico resterà fuori usa ancora per alcuni giorni. L’azienda, che in un primo momento si era impegnata a ripristinare il servizio entro giovedì, in serata ha fatto sapere che se ne riparlerà bene che vada venerdì o più probabilmente lunedì prossimo.

Nuovo ransomware prende di mira l’Italia, è LockTheSystem


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2021/03/25/nuovo-ransomware-prende-di-mira-litalia-e-lockthesystem_d513320e-8608-42b2-bc51-7a943adc9402.html

Veicolato con email che si riferiscono a mancata consegna pacchi

Nuova campagna di ransomware in Italia si chiama LockTheSystem

Nuova campagna di ransomware in Italia. Il nuovo virus malevolo che prende in ostaggio i dispositivi, cripta i file e poi chiede un riscatto per restituirli si chiama LockTheSystem e viene veicolato tramite email scritte in lingua italiana che fanno riferimento alla mancata consegna di un pacco.

E’ stato individuata dai ricercatori di D3lab, che ha condiviso le informazioni con il CERT-AgID, la struttura del governo che si occupa di cybersicurezza.

Al momento non c’è ancora alcuna evidenza della eventuale famiglia di appartenenza di questo ransomware. Lo scopo delle email infette distribuite è scaricare un file che porta a termine tutta una serie di processi e disabilita o ripristina dei servizi. Poi inizia a censire tutti i file archiviati nell’hard disk della vittima inconsapevole. Completata la cifratura viene mostrata sul desktop la nota di riscatto che in questo caso prevede di contattare l’autore tramite Telegram all’account @Lockthesystem.

Il CERT-AgID ha già reso pubblici tutti i dettagli della minaccia consigliando agli utenti di aggiornare periodicamente sistemi e applicazioni per correggere eventuali vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate dal ransomware; di effettuare periodicamente un backup dei dati e custodire adeguatamente le copie di sicurezza; infine di prestare la massima cautela quando si ricevono email di provenienza sospetta o da mittenti sconosciuti. (ANSA).

Facebook, WhatsApp e Instagram down: irraggiungibili a livello globale


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/mobile/2021/03/19/news/whatsapp_giu_malfunzionamento_dell_app_di_chat-292987596/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S2-T1

Il malfunzionamento per le tre app dal pomeriggio. Disagi per utenti e smart working

Le piattaforme di Zuckerberg in tilt in tutto il mondo: Facebook a rilento come anche la chat Messenger, la popolare applicazione di messaggistica WhatsApp e il social di immagini Instagram sono irraggiungibili dal pomeriggio di venerdì 19. Il malfunzionamento appare esteso globalmente. Disagi per utenti e per chi usa le piattaforme per lo smart working.

Sanremo, il monitoraggio della Polizia in Rete: tentativi di infiltrarsi nel sistema del Festival


articolo & Video: Sanremo, il monitoraggio della Polizia in Rete: tentativi di infiltrarsi nel sistema del Festival – Corriere TV

Attacchi informatici al Festival di Sanremo e alla Rai, anche nella serata conclusiva della kermesse musicale. Li ha scoperti la polizia postale che per tutta la durata della manifestazione ha monitorato la Rete, con l’analisi di tutte le piattaforme social, per oltre 700 ore. Quattro gli episodi nei quali gli hacker hanno tentato di infiltrarsi nel sistema collegato al Festival, scoperti dagli investigatori informatici del Centro nazionale per la Protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), specializzati nelle indagini proprio sugli assalti effettuati anche a ministeri, istituzioni pubbliche e private, ma anche media e strutture sanitarie.

Sanremo, il monitoraggio della Polizia in Rete: tentativi di infiltrarsi nel sistema del Festival

Da cyberattacchi danni due volte Pil Italia, vaccini nel mirino


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2021/03/02/da-cyberattacchi-danni-due-volte-pil-italia-vaccini-nel-mirino_07f67b7e-dfa0-4ae5-820c-103501f9dafb.html

Rapporto Clusit, il 10% ha usato Covid-19 come esca

Nel 2020, anno della pandemia, si registra il record negativo degli attacchi informatici: a livello mondiale sono stati 1.871 quelli gravi di dominio pubblico, il 12% in più rispetto al 2019. I danni globali valgono due volte il Pil italiano.

Il 10% dei cyberattacchi ha sfruttato il tema Covid-19, nel mirino anche lo sviluppo dei vaccini. Sono i dati contenuti nel Rapporto di Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica. Secondo gli autori, in media si tratta di 156 attacchi gravi al mese, il valore più elevato mai registrato ad oggi, con il primato negativo di dicembre, in cui ne sono stati rilevati ben 200.

Secondo il Clusit, nel 2020 il cybercrime – cioè gli attacchi per estorcere denaro – è stato la causa dell’81% degli attacchi gravi a livello globale. Le attività di cyber-spionaggio costituiscono il 14% del totale con molte di queste attività correlate alle elezioni Usa, ma anche ai danni di enti di ricerca ed aziende coinvolte nello sviluppo dei vaccini contro il Covid-19. Proprio la pandemia ha caratterizzato il 2020 per andamento, modalità e distribuzione degli attacchi: il 10% di questi è stato a tema Covid-19 con i cybercriminali che hanno sfruttato la situazione.

Nello specifico nel settore della Sanità, il 55% degli attacchi a tema coronavirus è stato perpetrato a scopo di cybercrime, con finalità di spionaggio e guerra di informazioni nel 45% dei casi. Gli attacchi sono stati messi a segno prevalentemente usando virus malevoli (malware nel 42% dei casi), tra i quali spiccano i cosiddetti ransomware – limitano l’accesso ai dati contenuti sul dispositivo infettato, richiedendo un riscatto – utilizzati in quasi un terzo degli attacchi (29%). I cybercriminali hanno colpito nel 47% dei casi negli Stati Uniti; nel 22% dei casi in località multiple, a dimostrazione della capacità di colpire in maniera diffusa bersagli geograficamente distanti e organizzazioni multinazionali. “I dati ci mostrano ancora una volta che l’accelerazione continua del cybercrime ha un impatto sempre più elevato sulla nostra società“, afferma Gabriele Faggioli, presidente di Clusit. “La crescita straordinaria delle minacce cyber, in particolare nell’ultimo quadriennio, ha colto alla sprovvista tutti gli stakeholders della nostra civiltà digitale e rappresenta ormai a livello globale una ‘tassa’ sull’uso dell’Ict che arriva a duplicare il valore del Pil italiano stimato nel 2020, considerando le perdite economiche dirette e quelle indirette dovute al furto di proprietà intellettuale”, aggiunge Andrea Zapparoli Manzoni, co-autore dell’analisi Clusit.

Pa: da oggi servizi digitali accessibili tramite CIE


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2021/03/01/pa-da-oggi-servizi-digitali-accessibili-tramite-cie_c892843d-1876-4ab5-83df-7a2086009b7b.html

Fino a ora oltre 19 milioni carte d’identità elettroniche emesse

Da oggi le pubbliche amministrazioni dovranno consentire l’accesso ai propri servizi digitali anche con la carta d’indentità elettronica, in attuazione di quanto indicato dal decreto Semplificazioni. Lo ricordano il ministero dell’Interno e il Poligrafico in una nota congiunta, dove si evidenzia come ad oggi siano oltre 19 milioni le emissioni di CIE.

Ma da oggi le porte digitali della Pa si aprono anche tramite Spid (Sistema pubblico di identità digitale) e Cns (Carta nazionale dei servizi).

Flessibilità invece per i Comuni sotto i 5.000 abitanti fino alla fine dell’emergenza pandemica. “I dati delle adesioni all’accesso con Cie della pubblica amministrazione – si legge nella nota congiunta del ministero dell’Interno e Poligrafico- sono in costante crescita, con 241 Pa già abilitate. Con il nuovo servizio automatizzato di federazione all’identità digitale Cie del ministero dell’Interno, l’adesione delle amministrazioni sarà ancora più rapida“. Nel 2020 oltre 5,5 milioni di accessi ai servizi online sono avvenuti tramite Cie, solo a gennaio 2021 se ne sono registrati 1,8 milioni.

Ricette dei medici di famiglia: niente mail, si ritirano solo in studio. «Sistema Sogei bloccato»


articolo: https://torino.corriere.it/cronaca/21_gennaio_19/ricette-medici-famiglia-niente-mail-si-ritirano-solo-studio-sistema-sogei-bloccato-14ea4928-5a52-11eb-89c7-29891efac2a7.shtml?cx_testId=25&cx_testVariant=cx_1&cx_artPos=1#cxrecs_s

Torna anche a Torino la vecchia carta rossa: la piattaforma nazionale digitale è in tilt

La vecchia carta bianca e rossa

19 gennaio 2021

Oggi si torna all’antico anche se la speranza è che duri poco. E chi ha bisogno di una ricetta per un farmaco o una prestazione sanitaria deve passare a ritirarla nella vecchia versione cartacea rossa, nello studio del medico di famiglia. Di certo non il massimo della vita in tempi di pandemia. Dalle 9 del 19 gennaio, infatti, il sistema nazionale Sogei è bloccato. È quello che autorizza l’emissione della ricetta dematerializzata bianca, il cui promemoria, da qualche mese, si può inviare all’assistito via Whatsapp o mail e poi girare direttamente in formato digitale alla farmacia per ritirare le medicine. Questo almeno è l’uso più comune. Finché il guasto non sarà risolto, però, la comoda procedura è sospesa. E dai cassetti dei medici di famiglia rispuntano le ricette rosse stampabili senza autorizzazione Sogei o, alla peggio, compilabili a mano.

«Ma queste ricette hanno una carta particolare e, perché il farmacista possa applicarvi la fustella dei farmaci, occorre l’originale, altrimenti la ricetta non è spendibile», spiega il medico di famiglia di Torino, Aldo Mozzone. Non è la prima volta che un disguido del genere si verifica ma non era mai durato così a lungo e stavolta coinvolgerebbe i medici di famiglia tutta Italia. Già alle prese col Covid.

Adobe abbandona Flash, ecco come eliminarlo da tutti i browser e dai sistemi operativi


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_gennaio_06/adobe-abbandona-flash-ecco-come-eliminarlo-tutti-browser-sistemi-operativi-0ba7bfd4-4ea0-11eb-80d3-dd4bb2b89fab.shtml

Il 2021 segna la data di morte di uno dei protagonisti della multimedialità sul web e la casa madre consiglia di disinstallarlo subito

Questo 2021 vede scomparire un mito dell’informatica: Adobe Flash. Software pionieristico nato nel 1996, da quest’anno non è più supportato e Adobe ha consigliato di disinstallarlo. Flash è stato fondamentale per la Rete, permetteva infatti di creare contenuti grafici e interattivi come cartoni animati e videogiochi prima della diffusione delle tecnologie attuali. Da Angry Birds a Clash of Clans passando per FarmVille, Machinarium e Super Mario 64, sono tanti i capisaldi del gaming che hanno beneficiato di questa tecnologia. In più andrebbero citati i migliaia di contenuti fruibili via web e gli «instant game» nati per parodiare fatti di cronaca o personaggi famosi.

Nonostante permettesse una programmazione rapida e una multimedialità che allora sembrava incredibile, Flash è sempre stato criticato per i suoi punti deboli. Spesso appesantiva il browser tanto da bloccare l’intero sistema (parliamo pur sempre di vent’anni fa) ma soprattutto presentava falle di sicurezza così evidenti che fin dal 2010 si consigliava di disinstallarlo o bloccarlo. La presa di posizione più forte avvenne proprio 11 anni fa quando Steve Jobs disse chiaramente che Apple non ne avrebbe permesso l’uso su iPhone, iPod touch o iPad.

Come controllare se abbiamo ancora Flash Oggi che è stato soppiantato da tecnologie più recenti, performanti e sicure come HTML5, Flash va definitivamente in pensione e Adobe consiglia di disinstallarlo immediatamente. Farlo è semplice. Prima di tutto controlliamo se Flash è installato andando in questa pagina e cliccando sull’immagine in basso. Se vedete le nuvole animarsi dovete disinstallare il software altrimenti siamo a posto.

Come cancellarlo su Windows – Su Windows bisogna scaricare il programma ad hoc e, prima di avviarlo, chiudere tutti i browser e ogni altro programma che usa Flash. Ultimo passo è cancellare file e cartelle di Flash. Clicchiamo su Start con il tasto destro del mouse, scegliamo «Esegui» e poi copiamo questa stringa: C:\Windows\system32\Macromed\Flash. Cancelliamo quindi tutto il contenuto e ripetiamo l’operazione con una seconda stringa: C:\Windows\SysWOW64\Macromed\Flash%appdata%\Adobe\Flash Player%appdata%\Macromedia\Flash Player. Riavviamo e il gioco è fatto.

Come eliminarlo dal Mac – Sui computer Mac l’operazione è ancora più rapida. Prima controlliamo la versione del nostro sistema operativo (MacOs) cliccando sulla Mela in alto a sinistra e scegliendo «Informazioni su questo Mac». A questo punto scarichiamo il programma di disinstallazione di Flash: per macOS 10.4 e successive scarichiamo questo file, per macOS 10.6 questo e infine per macOS 10.3 e precedenti quest’ultimo. Controlliamo quindi che i browser e i programmi che usano Flash siano tutti chiusi e avviamo il programma di disinstallazione. Dopo il riavvio tutto sarà stato cancellato. Per esserne certi basta controllare qui.

Come disattivarlo dai browser – Ultimo passo è disattivare Flash Player da tutti i nostri browser. Su Internet Explorer clicchiamo sull’icona a forma di ingranaggio in alto a destra e selezioniamo «Gestione componenti aggiuntivi». Con il tasto destro clicchiamo su «Shockwave Flash Object» e selezioniamo «Disabilita».

Su Edge la procedura è simile. Clicchiamo sui tre puntini in alto a destra, scegliamo «Impostazioni» e scendiamo in basso fino a Visualizza Impostazioni Avanzate. Altro clic e portiamo su «Disattivato» la voce «Usa Adobe Flash Player».

Passiamo quindi a Chrome dove basta scrivere nella barra degli indirizzi chrome://plugins. Scegliamo la voce Adobe Flash Player e clicchiamo su «Disabilita».

Per Firefox clicchiamo sulle tre linee in alto a destra e scegliamo «Componenti aggiuntivi». Scegliamo quindi «Plugin» sulla barra a sinistra e cerchiamo la voce «Shockwave Flash». Possiamo quindi scegliere se disattivarlo cliccando su «Non attivare mai» o scegliere di attivarlo solo se serve selezionando «Chiedi prima di attivare». Può essere utile a chi naviga ancora siti molto vecchi e non vuole perdersi i contenuti multimediali presenti. La versione 85 del browser prevista per il 26 gennaio 2021 verrà fornita direttamente senza supporto Flash.

Da ultimo ecco Safari. Clicchiamo sulla scritta «Safari» nella barra superiore della scrivania e scegliamo «Preferenze». Da qui andiamo su Siti web e quindi scorriamo la barra sinistra in basso. Qui dovrebbe apparire Adobe Flash e basta togliere la spunta per disattivarlo. Ad ogni modo, la versione 14 del browser di Apple rilasciata nel settembre 2020 è già «pulita». Non carica infatti Flash Player e non riproduce i contenuti Flash.

Facebook, Instagram e Messenger bloccano alcune funzioni per le nuove regole Ue: ecco quali


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_dicembre_18/facebook-instagram-messenger-bloccano-alcune-funzioni-le-nuove-regole-ue-ecco-quali-e3680184-411e-11eb-b7e3-563a33cae2bc.shtml

Dai sondaggi all’interno delle chat ai nickname dei contatti, ecco cosa non potremo più fare e per quale motivo

Niente nickname, banditi i sondaggi e la condivisione di filtri in realtà aumentata. Facebook, Messenger e Instagram disattiveranno alcune funzioni in Europa per allinearsi alle nuove regole sui dati personali della Ue. In linea generale, l’azienda di Zuckerberg ha scelto di disabilitare i servizi interattivi delle proprie piattaforme lasciando intatte le funzioni base come lo scambio di messaggi e le chiamate. Non c’è una lista completa dei blocchi e si sa solo che verranno applicati gradualmente. Alcune funzioni sono ancora disponibili ma potrebbero non esserlo più tra qualche giorno. La riattivazione poi potrebbe avvenire a strettissimo giro: tempo di studiare quali funzioni sono in regola o come adeguarle alla direttiva.

Le funzioni bloccate – Facebook ha informato i suoi utenti con una notifica: «Alcune funzioni non sono disponibili. Il motivo è che dobbiamo rispettare le nuove regole relative ai servizi di messaggistica in Europa. Stiamo lavorando per renderle nuovamente disponibiliNel caso di Messenger, i primi a cadere sono i sondaggi all’interno delle chat di gruppo, la possibilità di dare dei nickname agli amici e le risposte personalizzate. Instagram, oltre ai sondaggi, disabiliterà anche l’invio tramite messaggi diretti di sticker in realtà aumentata.
Possono sembrare scelte curiose ma hanno un senso. La direttiva ePrivacy è pensata per limitare ciò che le aziende possono fare con i nostri messaggi e metadati e le funzioni di cui sopra hanno bisogno di acquisire informazioni che potrebbero ricadere all’interno dei suoi divieti. Il condizionale è d’obbligo perché Facebook ha scelto di muoversi in modo molto conservativo. Bloccherà tutte le funzioni dubbie per poi riattivarle una volta sicura che non ci siano problemi.

Gmail lo ha già fatto – Molti di noi hanno già sperimentato gli effetti della ePrivacy. Qualche giorno fa gli utenti di Gmail hanno ricevuto un messaggio che chiedeva il loro consenso per utilizzare le funzioni «smart» della piattaforma come le schede della Posta in arrivo, i suggerimenti per le risposte e per la composizione. Tutte funzioni che scansionano il testo delle mail, un’analisi considerata illecita dalla direttiva se non con il nostro consenso.

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La privacy elettronica in Europa – Il punto però è uno: perché proprio ora? La direttiva ePrivacy (2002/58/CE) arriva da lontano, è nata nel 2002 ed è stata modificata più volte nel corso del tempo. Dopo tre anni di discussioni, il Regolamento ePrivacy (ePR) che dovrebbe sostituirla e aggiornarla è ancora in fase di stallo. In compenso il 21 dicembre entrerà in vigore il codice europeo globale delle comunicazioni elettroniche che sottopone anche i servizi di messaggistica che non fanno uso del numero di telefono (i cosiddetti «over the top») alle norme della ePrivacy e del Gdpr. Tra essi, ovviamente, ci sono anche Google e Facebook.

Nuova ondata di false email di phishing


articolo: https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/nuova-ondata-di-false-email-di-phishing/index.html

Sono in corso nuovi tentativi di phishing a danno di utenti attraverso email o pagine web apparentemente riconducibili all’Agenzia delle Entrate.
La falsa email riporta la dicitura “UFFICIO COMUNICAZIONI DIREZIONE NAZIONALE AGENZIA DELLE ENTRATE” e invita gli utenti, a prendere visione di documenti contenuti in un archivio allegato contenente “disposizioni attuative delle misure sull’efficientamento energetico degli edifici, previste dai paragrafi 119-121 del decreto- legge del 20.11.2020 nr.37 (DL Rilancio) convertito con modificazioni della legge 17 maggio 2020 nr. 78.”
La falsa pagina web, invece, contiene la dicitura “COVID – “MISURE ECCEZIONALI PER LE IMPRESE E I LAVORATORI” e invita a compilare un modulo per un presunto rimborso, al fine di carpire in maniera fraudolenta dati personali degli ignari utenti.
Tale attività di phishing è particolarmente grave in quanto, per avvalorare le notizie, utilizza il logo dell’Agenzia al fine di confondere inevitabilmente  l’utente sulla veridicità e sulla provenienza della richiesta.

Si invitano tutti gli utenti a consultare le notizie sui siti di origine, diffidando da email, messaggi, news o pagine web che non siano direttamente verificabili rispetto alla fonte di provenienza.
Si ricorda che le informazioni sulle prestazioni dell’Agenzia delle Entrate sono consultabili accedendo esclusivamente attraverso la barra degli strumenti sul portale www.agenziaentrate.gov.it
L’Agenzia delle Entrate, inoltre, fa sapere che per motivi di sicurezza non invia email contenenti link cliccabili.

Allarme di Microsoft: cyberattacchi contro le aziende che lavorano ai vaccini anti-covid


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2020/11/16/news/allarme_di_microsoft_cyberattacchi_contro_le_aziende_che_lavorano_ai_vaccini_anti-covid-274599343/

Provenienti da Corea del Nord e Russia e diretti a 7 aziende farmaceutiche e a ricercatori in Stati Uniti, Canada, Francia, India e Corea del Sud. La maggior parte sono stati bloccati dai software del colosso informaticPartono dalla Russia e dalla Corea del Nord i cyberattacchi che hanno preso di mira negli ultimi mesi le aziende che conducono ricerche su vaccini e cure contro il Covid-19. L’allarme è stato lanciato da Microsoft in un post ufficiale. La compagnia di Redmond spiega che gli attacchi sono stati diretti a 7 aziende farmaceutiche e a ricercatori in Stati Uniti, Canada, Francia, India e Corea del Sud.

“La maggior parte dei target sono aziende che stanno lavorando a varie fasi dei vaccini”, spiega nel post Tom Burt, vice presidente Microsoft per la sicurezza. Il colosso tecnologico non fa i nomi della aziende e non dà ulteriori dettagli su un eventuale furto di informazioni, ma spiega di aver notificato la vicenda alle aziende interessate, che “la maggior parte di questi attacchi è stata bloccata dalle protezioni di sicurezza integrate nei nostri prodotti” e offerto l’aiuto di Microsoft.

Questi ultimi attacchi al settore della sanità sono solo i più recenti da quando è scoppiata la pandemia. Molti ospedali in diverse parti del mondo, dalla Germania agli Stati Uniti, sono stati presi di mira con i ransomware, virus che bloccano i sistemi informatici mandando in tilt le strutture già provate dal coronavirus.