Altre due medaglie d’oro per l’Italia alle Paralimpiadi di Tokyo


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/08/30/altre-due-medaglie-alle-paralimpiadi-di-tokyo_fc54a532-5384-4af7-aac2-8696b63d1d65.html

Trionfi per Trimi e Gilli, argento nella staffetta 4×100 maschile sl, bronzi per Virgilio, Liverani e Tapia

Arrivano altre medaglie per l’Italia alle Paralimpiadi di Tokyo.

Arjola Trimi ha conquistato l’oro nei 100 stile libero di nuoto categoria S3 (menomazioni fisiche). E’ la seconda medaglia d’oro individuale della 34enne di Milano (dopo quella di ieri nei 50 dorso), che oggi ha preceduto l’americana Leanne Smith e la russa Iuliia Shishova. 

Medaglia d’oro anche per Carlotta Gilli nei 200 misti di nuoto nella categoria Sm13 (ipovedenti), stabilendo il nuovo record del mondo.

Quella ottenuta dalla 20enne di Moncalieri (Torino) è la sua quinta medaglia a questi Giochi, la trentunesima per l’Italia.

L’Italia ha inoltre conquistato l’argento nella staffetta maschile 4X100 stile libero, davanti all’Ucraina e 1”58 dietro l’Australia che ha stabilito il nuovo record del mondo. Anche gli azzurri sono andati sotto il precedente primato, che apparteneva all’Italnuoto. Il quartetto d’argento è composto da Antonio Fantin, 20enne di San Michele al Tagliamento (Venezia), Simone Ciulli, 35enne di Firenze, Simone Barlaam, 21enne di Milano, e Stefano Raimondi, 23enne di Verona. 

Maria Andrea Virgilio ha vinto la medaglia di bronzo nel tiro con l’arco (compound open), così come Andrea Liverani nella carabina mista 10 metri standing Sh2. Oney Tapia ha conquistato il bronzo nel getto del peso. Ha lanciato la sfera a 13.60 metri, dietro all’iraniano Mahdi Olad (14.43) e e al brasiliano Alessandro Rodrigo da Silva (13.89). Quella dell’atleta 45enne italiano originario di Cuba è la 33/a medaglia degli azzurri a questi Giochi di Tokyo. 

Sara Morganti ha ottenuto il bronzo nella prova di equitazione del dressage individuale freestyle (grado 1). In sella al cavallo Royal Delight, ha totalizzato 81.100, dietro all’americana Roxanne Trunnel (86.927) e al lettone Rihards Snikus (82.087). E’ la seconda medaglia di bronzo per la 45enne di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) a questi Giochi.

Gli azzurri sono ora a 34 podi.

Sospeso per doping atleta britannico della 4×100 argento a Tokyo dietro l’Italia


articolo: https://www.repubblica.it/sport/vari/2021/08/12/news/atleti_olimpiadi_doping_staffetta_inghilterra-313828274/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S8-T1

Si tratta del primo frazionista della finale olimpica, Chijindu Ujah: nelle analisi post gara trovate tracce di sostanze proibite. Insieme a lui sotto accusa altri tre atleti reduci dai Giochi

Cj Ujah è il primo nella foto (Getty Images)

LONDRA. Il corridore britannico Chijindu Ujah, che ha partecipato alla finale della staffetta 4×100 alle Olimpiadi di Tokyo vinta dall’Italia, è stato sospeso perché accusato di aver infranto le regole antidoping. Lo ha comunicato la Athletics Integrity Unit (Aiu) stasera. A Ujah, nelle analisi post gara, è stata riscontrata la presenza di sostanze proibite dal regolamento antidoping, quali la cosiddetta ostarine MK-2866 e all’S-23, entrambi farmaci Sarm (“Selective Androgen Receptor Modulators“) che, a differenza degli steroidi anabolizzanti, interagiscono con i recettori tessutali degli ormoni androgeni (in particolare il testosterone) favorendo lo sviluppo dei muscoli. Ujah è stato il primo frazionista britannico della staffetta 4×100, dove la squadra della Gran Bretagna è finita seconda a un solo centesimo dall’Italia. 

Con lui, dopo i risultati dei test antidoping comunicati alla International Testing Agency, sono stati provvisoriamente sospesi altri tre atleti: Sadik Mikhou (Bahrein, 1500 metri per trasfusione di sangue), il georgiano Benik Abramyan (lancio del peso per sostanze proibite DHCMT, Metandienone e Tamoxifene) e lo sprinter keniano Mark Otieno Odhiambo (Metasterone). “In conformità con le regole antidoping del Cio e le regole antidoping dell’atletica mondiale“, si legge nel comunicato, “l’Athletics Integrity Unit (Aiu) ha avviato procedimenti disciplinari per determinare eventuali conseguenze oltre i Giochi di Tokyo 2020 da imporre a quattro atleti che potrebbero aver commesso violazioni delle regole antidoping a seguito di test effettuati dall’Agenzia internazionale di test durante Tokyo 2020“.

Ora si attende, conclude la Aiu, “la conclusione del procedimento contro gli atleti di cui sopra, che determinerà se sono state commesse violazioni delle norme antidoping e quali eventuali conseguenze dovrebbero essere imposte in relazione ai Giochi olimpici“.

Ciclismo su pista, Italia oro nell’inseguimento


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/08/04/news/ciclismo_su_pista_inseguimento_finale_oro_italia_danimarca-312902139/?ref=RHTP-BH-I312692361-P1-S1-T1

Sesta medaglia d’oro per l’Italia alle Olimpiadi. Gli azzurri hanno trionfato nella gara a inseguimento di ciclismo su pista. Il quartetto composto da Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Jonathan Milan ha battuto in finale la Danimarca stabilendo anche il nuovo record del mondo

L’atletica azzurra nella storia, Jacobs e Tamberi sono d’oro


articolo: https://www.ansa.it/olimpiadi_tokyo_2020/notizie/2021/08/01/tokyo-2020-marcell-jacobs-e-filippo-tortu-nei-100.-e-nel-salto-tamberi_783ffedf-7ebd-45fa-8598-a98e5fb2528e.html

Marcell JacobsGianmarco Tamberi

Non ce l’ha fatta Tortu. L’azzurra Sara Fantini si è classificata per la finale del martello donne

L’Atletica azzurra nella storia con due medaglie d’oro nel giro di pochi minuti. Marcell Jacobs è medaglia d’oro nella finale dei 100 metri delle Olimpiadi di Tokyo 2020 in 9”80 mentre Gianmarco Tamberi è oro ex aequo nel salto in alto con il qatariota Barshim.

Per Marcell Jacobs anche il record europeo registrato in semifinale con 9’84,

L’azzurra Sara Fantini, 23enne di Fidenza, si è classificata per la finale del martello donne con la misura di 71,68 che le è valso il 12/o posto complessivo e quindi l’ammissione alla sfida in cui le migliori si giocheranno le medaglie. “Per me era già un sogno stare qui – il commento dell’azzurra -, figurarsi fare la finale, è la ciliegina sulla torta.

E’ fantastico, sapevo di stare bene quando siamo arrivate qui, lo sentivo, però un conto è dire di stare bene, un altro è venire qui alle nove di mattina e fare le qualifiche, che sono sempre difficili da affrontare, soprattutto a livello mentale”. “In più io non sono una persona mattiniera – aggiunge – e oggi mi sono ritrovata un po’ in crisi, però l’ho gestita bene perché, nonostante il caldo e nonostante tutto, continuavo a ripetermi che meritavo di stare qui. E alla fine ce l’ho fatta“. Qualificata alla finale del martello donne, con il terzo posto nella pool B, l’americana Gwen Berry, 32enne di Houston conosciuta anche come attivista di BlackLivesMatter e per i suoi gesti sul podio, come quando ai Panamericani di Lima 2019 alzò il pugno ‘alla Tommie Smith’ e per questo venne squalificata un anno dalla sua federazione. Ai Trials, dove si è piazzata terza guadagnandosi il posto per Tokyo, non si è girata verso la bandiera, rimanendo immobile in posizione frontale.

Cipressa attacca Di Francisca: «Non accetto voltafaccia disgustosi»


articolo: https://www.corriere.it/sport/olimpiadi/21_agosto_01/cipressa-attacca-francisca-non-accetto-voltafaccia-disgustosi-ba138b4c-f298-11eb-9e5d-11e1603bb92c.shtml?fbclid=IwAR3VjLBPwBCmQKQr4oc8Cvc5ya_pEpvBVYzQJE2jyxQA7xCNPW-eVI3PuDU

Il c.t azzurro contro l’ex campionessa del fioretto «Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti»

Andrea Cipressa

Cosa era successo, Vedi il Link:

La polemica non finisce più. Anche perché, alla luce dei risultati inferiori alle attese, è ormai chiaro che non si tratta solo di uno scambio di accuse tra atleti, allenatori ed ex schermitrici, quanto piuttosto di un malessere che coinvolge parte della scherma italiana e che è esploso nel momento in cui non ci sono state vittorie sufficienti a zittire i malumori.

Così dopo le accuse della ex campionessa olimpica di fioretto Elisa Di Francisca alla (ex) compagna di squadra Arianna Errigo e alla gestione del fioretto femminile nella persona del c.t. Andrea Cipressa e la successiva risposta (per interposta) persona dell’ex c.t. azzurro della pallavolo Julio Velasco che trova la mossa «disgustosa» e la successiva spiegazione della stessa Di Francisca arriva anche (via Facebook) l’affondo proprio di Cipressa.

«Sono consapevole del lavoro da fare e non mi nascondo certo dietro a un dito ma mal digerisco la cattiveria gratuita e la maleducazione. Chi vince festeggia e chi perde impara. Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti che scaturiscono da odi, antipatie personali e faide di fazioni opposte. Sono pronto al confronto e a un mea culpa se necessario ma non accetto voltafaccia “disgustosida chi, fino a poco tempo fa, mi osannava con messaggi di stima, apprezzamento e affetto. Il riferimento è alla ex fiorettista Jesina che, dall’alto del suo ruolo di “opinionista” sputa veleno nel piatto in cui ha mangiato sminuendo pure il valore di atlete che, se pure non quello sperato, hanno ottenuto un risultato olimpico degno di rispetto, non è assolutamente velato, anzi» ribatte Cipressa alla Di Francisca. «Ringrazio Velasco per aver espresso in maniera chiara ed esplicita un pensiero che molti, fortunatamente, condividono. Non cerco giustificazioni a vittorie o sconfitte dalle une e dalle altre si impara e si costruisce. A volte però tacere è di una raffinatezza indiscussa», ha concluso Cipressa.

Nelle stesse ore però era proprio il presidente della Federscherma Paolo Azzi che nel fare il bilancio delle medaglie conquistate a Tokyo dalla scherma italiana , 3 argenti grazie a Luigi Samele (spada individuale) Daniele Garozzo (fioretto individuale) e Luca Curatoli, Aldo Montano, Enrico Berrè Luigi Samele (sciabola a squadre) e due bronzi con Rossella Fiamingo, Federica Isola e Mara Navarria (spada a squadre) e Alice Volpi, Arianna Errigo, Martina Batini ed Erica Cipressa (fioretto a squadre), sottolineava «L’assenza di un oro pesa». La Federscherma si attendeva dall’ultima prova delle Olimpiadi giapponesi uno scatto d’orgoglio, con la squadra di fioretto maschile chiamata a cancellare un fastidioso «zero» nella casella degli ori, come non succedeva da Mosca 1980. Ma non è andata così. E ad esprimere tutta la sua insoddisfazione è proprio il n.1 dello Sport italiano Giovanni Malagò, presidente del Coni: «Premesso che lo sport italiano e il Coni devono essere eternamente grati alla scherma, i risultati a Tokyo sono stati profondamente deludenti: ci aspettavamo ben altro. Ora ci vuole una profonda riflessione da parte della federazione, tra tre anni ci sono i Giochi di Parigi: da domani si deve lavorare per ricostruire un ambiente».

Dal tentato suicidio all’argento a Tokyo, la rivincita di Raven Saunders nel peso


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/08/01/news/dal_tentato_suicidio_all_xxxx_alle_olimpiadi_l_odissea_della_joker_del_peso_usa-312530451/

Raven Saunders – Hulk, come la chiamano i fan Usa

L’atleta che gareggia con la mascherina tre anni fa ha fermato la sua auto un attimo prima di gettarsi in una scarpata. Dopo tanto tempo in ospedale psichiatrico ha ripreso in pugno vita e attrezzo, è diventata testimonial per la lotta alla depressione e ai problemi mentali. A Tokyo è seconda

TOKYO – Il “Joker“, l’ultima maschera con cui si è presentata in pedana, ha messo nel sacco tutti. In una mattina gelida di gennaio 2018 è calato il buio nella sua testa ed è arrivata sull’orlo del suicidio. Fermando la sua auto a un passo dalla scarpata dove stava per buttarsi. Tre anni (e diversi mesi di clinica psichiatrica) dopo, Raven Saunders è salita sul podio del getto del peso a Tokyo. Il suo attrezzo da 4 kg è volato a 19,79 metri. Un arco morbido e vincente, la miglior medicina per lasciarsi alle spalle tutte le avversarie (tranne la cinese Lijiao Gong, oro) e il viaggio all’inferno – e ritorno – iniziato tre anni e mezzo fa.

Cosa le sia passato nella testa all’alba del 26 gennaio 2018, Saunders non lo ricorda bene nemmeno lei. In teoria per Hulk, come la chiamano i fan Usa, doveva essere una giornata come le altre: pesi in palestra, una seduta di lancio al campus della Ole Miss University di Oxford, in Mississipi dove dopo il quinto posto alle Olimpiadi di Rio (a soli 19 anni) era già una mezza celebrità. “Per sicurezza mi ero preparata un elenco preciso delle cose che dovevo fare – ha spiegato -: la tabella dell’allenamento, un appuntamento medico, la lista della spesa al supermercato“. Ma appena è salita in macchina, l’ombra che da qualche mese le stava rovinando l’esistenza ha ripreso a martellarle in testa.

Sapevo che avrei dovuto fermarmi in università – è il suo ricordo di quei momenti drammatici -. Ma ero in confusione, annebbiata. Sono passata davanti al cancello del campus e ho tirato dritto“. Con una destinazione precisa: un viadotto sull’autostrada che studiava da tempo. Dove sapeva che sarebbe bastata una piccola sterzata per buttarsi giù di sotto tra gli alberi e chiuderla lì “con una vita dove non avevo più nessuna motivazione per fare niente“. Ci è passata sopra una prima volta. “Sapevo che ero a 10-15 minuti dal mio suicidio“. Appena prima di imboccarlo di nuovo ha accostato a bordo strada e ha inviato un sms a una psicoterapista della Ole Miss. “Volevo che sapesse quello che mi stava succedendo in testa – ha ricordato -. Le ho scritto che avevo paura e che non sapevo quello che stavo per fare a me stessa“. La risposta, per fortuna, è arrivata in pochi secondi. Poi, subito, la chiamata che le ha salvato la vita. La dottoressa le ha consigliato con calma di tornare a casa e di farsi visitare. Saunders si è lasciata convincere. E la diagnosi è stata una mazzata: “Depressione, ansia grave e sindrome da stress post-traumatico“, con ricovero immediato in un centro specializzato in pazienti con problemi mentali. Da cui l’atleta americana è uscita – dopo lunghi mesi di cure – guarita, più forte di prima e pronta a lanciare per una medaglia a Tokyo continuando il suo lavoro da testimonial per aiutare chi – come lei – è finito nel buco nero della nevrosi.

La depressione – “Né io né sua madre Clarissa ci siamo mai accorti dei problemi di Raven“, ha raccontato il suo ex-allenatore Herbert Johnson. “Non volevo scaricare i miei problemi sulle spalle di nessuno“, ha confermato lei che il viaggio all’inferno (e ritorno) l’ha fatto tutto da sola. Colpa forse di un successo arrivato troppo presto. Dopo il bel risultato dei Giochi di Rio il sindaco di Charleston, il suo paese natale, l’ha accolta il 17 agosto 2016 proclamando il Raven Saunders Day, con tanto di parata dalla Burke High School – il liceo della pesista – lungo King Street fino al centro. L’Università del Mississipi le ha spalancato le porte per aiutarla a crescere come atleta e come donna. E proprio allora, quando tutto sembrava perfetto, le sue certezze hanno iniziato a scricchiolare. “Non era nemmeno una questione di problemi di studio – ricorda lei -. In quello me la cavavo. Era il peso degli impegni, delle cose da fare, degli orari da rispettare. Io ero lì solo per lanciare il peso più lontano“.  I muscoli però senza la testa faticano a funzionare. I campionati del mondo e quelli universitari del 2017 non sono andati tanto bene. Saunders aveva anche qualche problema di soldi. Poi sono arrivati un paio di infortuni. E con loro i primi attacchi di ansia e la depressione. “Sentivo il peso della situazione ma pensavo di cavarmela da sola, il problema è che non ti rendi conto di quanto sia grave la situazione fino a quando non è davvero molto grave“. 

Ora, dopo quel drammatico giorno di gennaio 2018, tutto è cambiato. La meditazione e la terapia di gruppo hanno aiutato la pesista a uscire dal tunnel. Lei ha accettato di girare un documentario “Fuori dal buio” sulla sua storia: “Mi scalda il cuore pensare che la mia esperienza possa aiutare chi soffre ad affrontare i problemi, sapendo che se ne può uscire“. Con la testa a posto, anche il peso ha ripreso a volare lontano. A Tokyo è arrivato l’argento.  Ma la sua gara più difficile Saunders l’aveva comunque già vinta ancora prima di salire sulla pedana.

Tokyo 2020, 18 nuovi contagi Covid legati ai Giochi


articolo: https://www.adnkronos.com/tokyo-2020-18-nuovi-contagi-covid-legati-ai-giochi_2pbktn9sxfs4KbEU6SqMQB

Gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno registrato 18 nuovi contagi Covid legati ai Giochi negli ultimi numeri giornalieri pubblicati oggi. Tra i nuovi casi un atleta del Villaggio Olimpico. La cifra giornaliera più alta è stata venerdì con 27. I dati di domenica portano il numero totale di test positivi legati alle Olimpiadi dal 1 luglio a 259. Complessivamente, finora 24 atleti sono risultati positivi al coronavirus.

Olimpiadi di Tokyo, licenziato il direttore della cerimonia di inaugurazione: scherzò sulla Shoah


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/07/22/news/olimpiadi_tokyo_cerimonia_inaugurazione_shoah-311228026/?ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S1-T1

Kentaro Kobayashi, ex attore comico, è stato cacciato per una battuta sull’Olocausto fatta 23 anni fa e rispuntata fuori oggi dagli archivi televisivi. Lo show di domani è senza pace: erano stati costretti alle dimissioni il direttore creativo Hiroshi Sasaki e l’autore delle musiche Cornelius

A ventiquattrore dall’accensione del braciere nello Stadio Olimpico non si sa più chi dirigerà la cerimonia di apertura di Tokyo 2020. Il direttore artistico Kentaro Kobayashi, ex attore comico, è stato cacciato per una battuta sull’Olocausto fatta 23 anni fa e rispuntata fuori oggi dagli archivi televisivi. Con la rimozione di Kobayashi, un fulmine a ciel sereno che in Giappone e non solo sta suscitando polemiche, salgono a tre le epurazioni eccellenti nel team di creativi che ha organizzato lo spettacolo di domani sera. A riprova che il vero motto di questi travagliati Giochi non è l’olimpico “citius, altius, fortius”, ma l’adagio di Murphy: se qualcosa può andare storto, lo farà.

Lo sketch contestato del 1998 – “Durante una performance del passato – spiega il coordinatore di Tokyo 2020 Seiko Hashimoto – Kobayashi ha usato un linguaggio che ha deriso tragici fatti della storia”. Licenziamento con effetto immediato. Nello sketch del 1998 il giovane Kobayashi, in coppia con un altro comico, finge di essere un presentatore televisivo che sta organizzando una puntata e a un certo punto parla di alcuni ritagli di bambole di carta. “I ritagli di quella volta che hai detto ‘giochiamo all’Olocausto’”, aggiunge. Risate del pubblico. Il numero poi prosegue con i due che scherzano su quanto il loro fantomatico produttore televisivo si sarebbe arrabbiato una volta saputo che stavano organizzando una trasmissione con riferimenti alla Shoah.

Di Francisca contro Errigo e Cipressa, Velasco: «Dichiarazioni disgustose»


articolo & Video: https://video.corriere.it/sport/scherma-veleno-francisca-errigo-emotiva-velasco-dichiarazioni-disgustose/90e7326a-f0f8-11eb-9a1b-3cb32826c186?vclk=video3CHP%7Cscherma-veleno-francisca-errigo-emotiva-velasco-dichiarazioni-disgustose

L’olimpionica dopo la sconfitta della squadra del fioretto femminile: «Se fossi stata la c.t. non avrei fatto chiudere Arianna»

Ansa / CorriereTv

Di Francisca affonda, Velasco para e risponde. La polemica riguarda le dichiarazioni al veleno di Elisa Di Francisca, medaglia d’oro nel fioretto a Londra 2012, che ha attaccato il c.t. Andrea Cipressa e l’ex collega Arianna Errigo: “Ribadisco quello che è un mio pensiero: Arianna è emotiva, non avrebbe dovuto chiudere la semifinale. Il c.t. ha qualche problemino se i risultati non arrivano”. La risposta di Velasco, sempre su Rai2, è netta: “Sono parole disgustose. Non è una critica, ma un attacco personale. Proprio lei, che sa quanto si soffre quando si perde, va a mettere il dito nella piaga”.

Valentina e Federica, le ragazze dell’oro sull’acqua – Paltrinieri argento stupendo negli 800 stile libero


Valentina e Federica, le ragazze dell’oro sull’acqua: “Sembrava impossibile, siamo nella storia”

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/07/29/news/valentina_rodini_federica_cesarini_ritratto_oro_canottaggio-312198303/

Valentina Rodini e Federica Cesarini festeggiano l’oro (ansa)

Cesarini e Rodini vittoriose nel due pesi leggeri di canottaggio, una medaglia nata tra mille difficoltà e sacrifici, tra studio (entrambe si sono laureate quest’anno) e allenamenti

Hanno dribblato una brutta broncopolmonite, la mononucleosi, un’ernia quasi cronica, l’arrivo del Covid e poi – a un passo da Tokyo 2020 – “la mezza tragedia di maggio scorso“, come dice con ancora i brividi addosso Federica Cesarini: la costola rotta di Valentina Rodini, la compagna sul doppio pesi leggeri, che sembrava destinata a mandare in fumo il sogno olimpico. Le dottoresse del remo tricolore però non si sono arrese: hanno vogato controcorrente sull’acqua e nella vita. In questo 2021 che non dimenticheranno facilmente si sono laureateCesarini in scienze politiche, Valentina in economia – “riuscendo tra mille problemi a conciliare allenamenti, esami e acciacchi“, scherza Cesarini. E “il sogno che un mese fa sembrava impossibile“, come ammette lei è diventato realtà. “Merito dei cinque colpi di remo più lunghi della mia vita” racconta la Rodini.

Paltrinieri argento stupendo negli 800 stile libero: “Un miracolo, dopo la mononucleosi avevo paura di tutto”

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/07/29/news/tokyo_2020_paltrinieri_d_argento_negli_800_stile_libero_il_nuotatore_italiano_piu_forte_della_mononucleosi-312167025/

Gregorio Paltrinieri reagisce dopo aver conquistato il bronzo nella finale degli 800 metri stile libero maschile durante i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 al Tokyo Aquatics Centre di Tokyo il 29 luglio 2021

Dopo aver acciuffato la finale per il rotto della cuffia, il campione di Carpi va all’attacco fin dall’inizio e si arrende solo allo statunitense Finke: “Gli altri potranno stare meglio di me e preparare meglio la gara tatticamente, ma il cuore che ci metto io è troppo”

Greg is back. Argento di resistenza e coraggio. Alza le braccia al cielo, stringe i muscoli, Gregorio Paltrinieri quando tocca la piastra 2° negli 800 metri stile libero alle Olimpiadi di Tokyo. Il campione di Carpi aveva acciuffato “per il rotto della cuffia” l’ultimo tempo disponibile per entrare in finale, piegato ancora dagli strascichi di una mononucleosi presa a inizio giugno che lo ha costretto a riposo quasi un mese. Ma non retrocede, quando è il momento di combattere.. continua a leggere

Canottaggio, Italia oro nel doppio pl donne e non solo….


articolo: https://www.ansa.it/olimpiadi_tokyo_2020/notizie/italia_team/2021/07/29/tokyo-canottaggio-italia-oro-nel-doppio-pl-donne_94c4593a-033b-4d37-99a2-ecbec5e4e185.html

Olimpiadi di Tokyo 2020 Federica Cesarini e Valentina Rodini hanno concluso la loro gara davanti alla Francia e all’Olanda.

L’Italia è medaglia d’oro nel doppio pesi leggeri donne di canottaggio. Alle Olimpiadi di Tokyo 2020 Federica Cesarini e Valentina Rodini hanno concluso la loro gara davanti alla Francia e all’Olanda.

Alle Olimpiadi di Tokyo l’Italia è medaglia di bronzo nella prova di canottaggio del doppio pesi leggeri uomini.

L’equipaggio composto da Stefano Oppo e Pietro Willy Ruta ha chiuso la gara alle spalle di Irlanda e Germania.
 
Gregorio Paltrinieri è medaglia d’argento negli 800 stile libero alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Canottaggio, a Tokyo 2020 l’impresa delle italiane: oro al fotofinish per Valentina Rodini e Federica Cesarini. Bronzo per gli uomini

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/07/29/news/canottaggio_l_italia_conquista_una_medaglia_di_bronzo-312165838/?ref=RHTP-BH-I312166630-P1-S1-T1

E’ il primo podio al femminile nella storia del canottaggio italiano. E la fantastica giornata degli azzurri è stata completata dal bronzo del sardo Stefano Oppo e Pietro Willy Ruta nel doppio pesi leggeri maschile


La miniera d’oro del remo tricolore regala un’altra medaglia del metallo più pregiato all’Italia. Il doppio pesi leggeri femminile di Federica Cesarini e Valentina Rodini ha vinto con uno sprint al cardiopalma, battendo in rimonta e sul filo di lana di 14 centesimi la Francia con l’Olanda arrivata a meno di mezzo secondo. E’ il primo podio al femminile nella storia del canottaggio italiano. E la fantastica giornata degli azzurri è stata completata dal bronzo del sardo Stefano Oppo e Pietro Willy Ruta nel doppio pesi leggeri maschile. “Dedichiamo la medaglia alla Sardegna e al Lago di como che stanno vivendo un momento difficile”, ha detto l’oristanese. continua a leggere

Tokyo 2020, Paltrinieri è un argento stupendo negli 800 stile libero: “Un miracolo, dopo monunucleosi avevo paura di tutto”

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La medaglia d’oro è stata vinta dall’americano Robert Finke, che ha chiuso con soli 24 centesimi in meno dell’azzurro. Bronzo all’ucraino Mykhailo Romanciuk

Greg is back

Greg is back. Argento di resistenza e coraggio. Alza le braccia al cielo, stringe i muscoli, Gregorio Paltrinieri quando tocca la piastra 2° negli 800 metri stile libero alle Olimpiadi di Tokyo. Il campione di Carpi aveva acciuffato “per il rotto della cuffia” l’ultimo tempo disponibile per entrare in finale, piegato ancora dagli strascichi di una mononucleosi presa a inizio giugno che lo ha costretto a riposo quasi un mese. Ma non retrocede, quando è il momento di combattere: si butta e mette la testa giù nella gara che esordisce qui ai Giochi e di cui è campione del mondo in carica. Va al comando, bracciata dopo bracciata, si tiene tutti dietro fino a metà gara, poi i suoi rivali lo attaccano in massa: solo l’americano Robert Finke, peraltro outsider per il trono della specialità, riesce a riprenderlo negli ultimi metri per l’oro (in 7’41″87). Greg allunga le unghie e si tiene l’argento in 7’42″11. Bronzo a uno dei più terribili tra i mezzofondisti, l’ucraino Mykhailo Romanchuk (7’42″33) bicampione europeo mentre rimane all’asciutto di podio, 4°. il tedesco campione del mondo dei 1500, Florian Wellbrock (7’42″68). continua a leggere