LinkedIn violato di nuovo: in vendita online i dati del 92% degli iscritti


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/30/news/linkedin_violato_di_nuovo_in_vendita_online_i_dati_del_92_degli_iscritti-308296450/

Rubate informazioni su numeri di telefono, indirizzi (mail e fisici), dati di posizionamento, account e username su altri social network, sesso, datore di lavoro e pure stipendio di 700 milioni di iscritti


Nuovo, impressionante data breach per LinkedIn, il social network dedicato al lavoro e ai professionisti: secondo quanto riportato da Privacy Sharks (e poi confermato da molti altri siti specializzati), sarebbero stati violati i dati di circa 700 milioni di iscritti, cioè oltre il 92% del totale. Praticamente tutti, insomma.

Anche se da LinkedIn si sono affrettati a dire che questo non è un data breach e che “i dati sono stati estrapolati da LinkedIn e da altre fonti” (è stato portato a termine quello che in gergo si chiama scraping), resta il fatto che le informazioni su numeri di telefono, indirizzi (mail e fisici), dati di posizionamento, account e username su altri social network, sesso, datore di lavoro e pure stipendio degli iscritti, che erano presenti su LinkedIn, ora sono in vendita online su raidforums.com e che secondo le verifiche condotte da Privacy Sharks queste informazioni sarebbero veritiere e aggiornate.

La compagnia ha spiegato di essere “al lavoro per ricostruire l’accaduto“, ricordando che “lavoriamo costantemente perché la privacy dei nostri iscritti sia sempre tutelata” (anche se i dati di circa mezzo miliardo di loro sono stati violati lo scorso aprile), ma il consiglio è ovviamente quello di cambiare la password del proprio profilo su LinkedIn: anche una piccola parte di questi dati personali può essere usata per inondare le caselle di posta elettronica delle vittime di mail indesiderate, di pubblicità e spam, ma anche per tentare furti d’identità, per phishing o altre truffe online.

Bambino muore soffocato dal grano della mietitrebbia,…


Bambino muore soffocato dal grano della mietitrebbia, dramma nelle campagne del Cuneese

articolo:  https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/06/29/news/bambino_muore_soffocato_dal_grano_della_mietitrebbia_dramma_nelle_campagne_del_cuneese-308240424/?ref=su06&fbclid=IwAR1q0qvhkBd7CnIWp6Rdm-M6n3AdiWCztIaYeIm2bfmDHyqk01DZevHjq_E


Tragedia a Sommariva del Bosco, nel Cuneese. Un bambino di 10 anni è morto ieri sera nella frazione Maniga mentre si trovava a bordo di un rimorchio pieno di grano trainato da un trattore nelle campagne del Roero. Inutili i tentativi dell’équipe medica del 118 di salvargli la vita con la rianimazione: il cuore del bambino si è fermato. Sulle circostanze dell’incidente indagano i carabinieri. Secondo i primi accertamenti il bambino sarebbe morto soffocato sotto il carico di grano. Un’ipotesi è che il bambino stesse giocando nel rimorchio.

Il bambino era con il nonno, titolare dell’azienda agricola. Non è chiaro se fosse lui alla guida della mietitrebbia. Nessuno si sarebbe accorto della sua presenza nel cassone quando è stato aggiunto un nuovo carico di grano, che avrebbe travolto il piccolo. Durante l’accaduto i genitori erano in casa. Il bambino era il loro unico figlio. I due si sono sentiti male e sono stati accompagnati in ospedale a Savigliano per accertamenti.

La Procura di Asti ha aperto un fascicolo sull’incidente e ha disposto l’autopsia prima del nulla osta per i funerali. Il Comune di Sommariva Bosco ha già annunciato il lutto cittadino per il giorno in cui saranno celebrate le esequie.

Covid in Russia, la variante Delta Plus mette a rischio il quarto di finale dell’Europeo


articol: https://www.corriere.it/esteri/21_giugno_29/covid-russia-variante-delta-plus-mette-rischio-quarto-finale-dell-europeo-7fc95e08-d8f8-11eb-8266-a744dc7bc2d8.shtml?fbclid=IwAR1FUEurvRhZ8VU96euVxqeJya_1-b–Cz05HOcnV-1Nqso_zh4Gb862mLQ

Lunedì il giorno peggiore dall’inizio della pandemia: 652 morti. In bilico la sfida di venerdì fra Spagna e Svizzera, dopo che la responsabile dell’ente sanitario nazionale ha chiesto al governo di proibire tutte le manifestazioni di massa

Infezioni in aumento e più della metà della popolazione che non ha la minima intenzione di vaccinarsi. La ripresa del Covid fa venire il mal di testa a Vladimir Putin che da ieri deve pure affrontare un’ulteriore emergenza: nel paese è arrivato il nuovissimo ceppo Delta Plus, derivato dalla cosiddetta variante indiana e che sembra più contagioso e più difficile da curare. La responsabile dell’ente sanitario nazionale Rospotrebnadzor, Anna Popova ha confermato che i medici ne hanno accertato un caso; fortunatamente, sembra essersi risolto con sintomi lievi. Ma la preoccupazione è grande, visto che l’AY-1, come viene chiamato tecnicamente, appare più resistente. È stato individuato in 11 paesi oltre all’India, dove è presente in numerosi stati. E la Popova ha ufficialmente chiesto al governo di proibire tutte le manifestazioni di massa. Se la proposta dell’Ente sanitario fosse accolta, salterebbe il quarto di finale di venerdì tra Svizzera e Spagna a San Pietroburgo.

Gli uomini di Putin ci avevano provato prima con le buone, ricorrendo a lotterie, promesse di sovvenzioni e premi di ogni tipo per chi andava a farsi fare l’iniezione al braccio. D’altra parte il Capo li aveva messi in difficoltà da tempo, dichiarando con grande enfasi che la pandemia era stata sconfitta. Il paese che nel 1957 aveva mandato in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik, ora con un prodotto che ha lo stesso nome aveva battuto nuovamente tutti nella corsa verso la vittoria. Ma il trionfalismo ha contribuito a portare la Russia verso una situazione quasi catastrofica. Se il Covid è stato sconfitto, allora perché correre a vaccinarsi? Milioni di persone hanno avuto una scusa in più per dar forza alla loro naturale avversione nei confronti dei sieri e delle stesse autorità. Così, secondo sondaggi indipendenti, il sessanta per cento degli interpellati ha affermato di non avere alcuna intenzione di farsi iniettare lo Sputnik V o uno degli altri tre farmaci prodotti da vari laboratori.

Inoltre, visto che il Capo aveva dichiarato sconfitto il nemico, è stato riaperto tutto, compreso lo stadio di San Pietroburgo dove nei giorni scorsi si sono infettati anche 300 finlandesi arrivati da oltrefrontiera per la partita della loro nazionale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’epidemia è ripresa alla grande, con moltissimi casi di variante Delta (o indiana) più facilmente trasmettibile. Lunedì è stato il giorno peggiore dall’inizio: in tutta la Russia sono decedute 652 persone. Solo a Mosca 121. Si registrano quotidianamente oltre ventimila nuovi infettati, per un totale che ha raggiunto ormai i cinque milioni e mezzo, con almeno trecentomila decessi.

Così adesso si cambia registro. Basta con la campagna trionfante. Si riconosce ufficialmente che l’obiettivo di inoculare il sessanta per cento dei russi per l’autunno non sarà raggiunto. In realtà, almeno per ora, siamo molto lontani. Appena ventidue milioni di persone hanno avuto almeno una dose di farmaco, su una popolazione di 146 milioni (il 15 per cento). Quindi basta con i premi e via a nuove misure restrittive e ad obblighi veri e propri. Nella capitale tutti i dipendenti pubblici debbono sottoporsi alla profilassi. Ma, come ha spiegato tra il serio e il faceto il portavoce di Putin Peskov, si tratta sempre di una campagna volontaria: «Chi non vuole, può trovarsi un altro lavoro». In alcune regioni scattano ancora i lockdown e l’obbligo del codice Qr nei ristoranti. Entrano solo i vaccinati, i guariti o chi ha fatto un tampone

Musica: torna Umbria Jazz, 52 eventi in 10 giorni


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2021/06/28/torna-umbria-jazz-per-unedizione-della-ripartenza_2de1ddb5-e1be-4294-8f86-aa973d4070d7.html

All’arena Santa Giuliana ma anche al teatro Morlacchi

Un’edizione estiva, la 48/a, ridotta ma comunque per Umbria Jazz con una formula che prevede 52 eventi in dieci giorni e tre degli spazi tradizionali della manifestazione: l’arena ‘aperta’ del Santa Giuliana con i big del jazz e non solo, il teatro Morlacchi con una rassegna inedita sulle orchestre e la sala Raffaello dell’hotel Brufani, per rivivere l’atmosfera intima del club.
“Non faremo stage pubblici nel centro storico ma non lo abbiamo abbandonato visti i due spazi al chiuso” ha affermato il presidente della Fondazione di partecipazione Umbria jazz Gianluca Laurenzi nella conferenza stampa di presentazione del cartellone completo del festival, in programma a Perugia dal 9 al 18 luglio e con due anticipazioni il 7 e l’8.

Un programma che, come ha sottolineato il direttore artistico Carlo Pagnotta, “offre il meglio del jazz italiano e americano, purtroppo senza palchi gratuiti ma che artisticamente è di livello assoluto“.
La formula dell’edizione 21 ha come clou i concerti serali all’Arena Santa Giuliana, con capienza ridotta. Il cartellone spazia dal meglio del jazz italiano (Enrico Rava nell’inedito duo con il pianista Fred Hersch; Paolo Fresu con il suo omaggio a David Bowie; Gino Paoli con Danilo Rea e i Funk Off; il piano solo di Stefano Bollani dedicato a Chick Corea; Gianluca Petrella e Pasquale Mirra) alle star del jazz americano (il quartetto di Branford Marsalis; il trio di Brad Mehldau; l’orchestra del Lincoln Center con Wynton Marsalis; il trio del nuovo astro della chitarra Julian Lage; il quartetto di Billy Hart).

Altre facce del programma sono l’esordio a Umbria Jazz di Bokanté, l’ultimo progetto del leader degli Snarky Puppy, Michael League, ed il ritorno di una affermata star della vocalità jazz come Cécile McLorin Salvant, in duo con Sullivan Fortner, nonché la rivelazione Samara Joy McLendon con il trio di Emmet Cohen. Ci sono anche star internazionali come Imany, al suo esordio a Umbria Jazz, e Angélique Kidjo. Infine, insieme, l’arpista colombiano Edmar Castaneda e l’armonicista svizzero Grégoire Maret.
Per la sezione dei concerti pomeridiani al Morlacchi, ammessi 320 spettatori, andrà in scena un festival tematico: dieci eventi con orchestre italiane per rappresentare lo stato dell’arte delle grandi formazioni, tra tradizione e sperimentazione.
È una rassegna unica nel suo genere, con circa 150 musicisti complessivamente sul palco, che documenta anche la vitalità del jazz orchestrale su base regionale” ha affermato Manuele Morbidini, che affianca Pagnotta nella direzione artistica.

Nel 2021 torna anche ‘UJ4Kids‘, la seconda edizione della sezione dedicata ai più piccoli in programma nell’area dei giardini del Frontone, coinvolgendo 17 istituti scolastici e 13 scuole di musica.
Il 12, 13 e 14 luglio, ci sarà il tradizionale ciclo di concerti organizzati dal Conservatorio di Musica ‘Francesco Morlacchi’.
Due infine le anteprime. Il 7 luglio al Barton Park suonerà la Orchestra Asclepio, formazione veneta (ma non solo) formata da operatori sanitari: per Umbria Jazz un modo per dire grazie al lavoro fatto dal personale sanitario in questi mesi di pandemia.

Umbria Jazz avrà anche un prologo dedicato a Dante nel settecentesimo anniversario della morte. Giovedì 8 luglio al Teatro Morlacchi Mauro Ottolini, con l’ensemble Sousaphonix, sonorizzerà dal vivo il capolavoro del cinema italiano ‘L’Inferno‘, film muto del 1911.
In omaggio all’anniversario dantesco, anche nel manifesto ufficiale del festival realizzato da Lorenzo Fonda sono stati inseriti i versi del Paradiso, Canto 11/o, che Dante dedica all’Umbria.

Come fare da soli lo Spid e che cos’è lo Spid 2


articolo: articolo: articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/28/news/come_fare_da_soli_lo_spid-307037699/

Guida pratica all’attivazione dell’identità digitale, di persona o completamente online

Dal cashback di stato al reddito d’emergenza, sino al Green Pass: i servizi che è possibile ottenere tramite lo Spid (la sigla sta per Sistema pubblico di Identità digitale) continuano ad aumentare. Nel caso dell’agenzia delle Entrate, dell’Inps e di molti altri siti della Pubblica Amministrazione, lo Spid è diventato inoltre il sistema prediletto per accedere ai servizi online. Si tratta di uno strumento di autenticazione che, tramite username e password certificati, garantisce la nostra identità. Può richiederlo chiunque abbia compiuto 18 anni e possegga un documento italiano in corso di validità (patente, carta d’identità o passaporto), il codice fiscale, una mail e un numero di cellulare.

A chi richiedere lo Spid – Lo Spid va richiesto a uno dei vari identity provider, le società private accreditate come gestori di identità dallo Stato e che si occupano di autenticare le persone. Al momento sono 9 gli identity provider cui ci si può rivolgere: Aruba, Lepida, Namirial, Sielte, Spiditalia, Tim, Infocert, Intesa e Poste.

Anche se lo Spid erogato da tutti i gestori è ugualmente valido, ci sono differenze relative soprattutto alle modalità di ottenimento (per esempio se consentono l’identificazione anche da remoto), all’eventuale pagamento e anche al livello della sicurezza. Per orientarsi tra le varie proposte si può fare riferimento alla scheda presente sul sito ufficiale dello Spid, che mostra sinteticamente le caratteristiche e modalità offerte dai vari identity provider.

Come richiedere lo Spid – A oggi il gestore utilizzato nella maggior parte dei casi è Poste Italiane, che offre il riconoscimento gratuito sia allo sportello sia da remoto e ha già rilasciato oltre 15 milioni di identità digitali: la procedura varia leggermente a seconda di quale gestore si sceglie, ma in questa guida si fa riferimento alle modalità offerte da Poste Italiane.

Accedendo alla sezione del sito di Poste dedicata allo Spid, si può scegliere quale tra i vari metodi a disposizione effettuare per l’identificazione:

  • il riconoscimento di persona (andando allo sportello dopo avere completato la procedura online);
  • il riconoscimento da remoto, utilizzando l’applicazione PosteId o ricevendo un sms (solo per chi possiede un conto BancoPosta o una PostePay e ha il numero di cellulare associato al proprio account del sito delle Poste);
  • altri metodi richiedono invece di possedere il lettore Bancoposta, la smart card per leggere la Carta nazionale dei Servizi o la firma digitale.

Ottenere lo Spid di persona – Il metodo più semplice, ma non il più rapido, è il riconoscimento di persona presso un ufficio postale. Per iniziare la procedura è sufficiente collegarsi a questa pagina, in cui inserire tutti i dati anagrafici e il codice fiscale. Completato il primo passaggio, bisognerà inserire la mail e poi confermarla, immettendo nello spazio dedicato il codice ricevuto sulla casella di posta (meglio controllare fra lo spam, se non arriva nel giro di pochi secondi). A questo punto è necessario scegliere la password per lo Spid, che va memorizzare, perché viene richiesta spesso.

Dopo avere confermato la mail, Poste chiede anche di verificare il numero di telefono, sul quale si riceverà un sms con il codice da riportare sempre nello spazio dedicato. La procedura è quasi finita: è sufficiente immettere i dati della carta d’identità e l’indirizzo di residenza e scansionare la carta d’identità (fronte e retro) per caricarla sul sito. Se non si ha questa possibilità, basta selezionare la casella per segnalare che i documenti saranno scansionati nell’ufficio postale in cui ci si recherà per il riconoscimento di persona.

La mail di conferma va stampata e portata con sé (assieme a documento d’identità e codice fiscale) all’ufficio postale dove effettuare il riconoscimento allo sportello. Fatto tutto ciò, si riceverà un’ulteriore mail di conferma con le credenziali Spid. Usando soltanto username e password si può accedere ai servizi che richiedono solo il cosiddetto Spid 1, mentre altri servizi richiedono il livello 2 e l’autenticazione in questo caso avviene con l’app PosteId. Per attivare l’applicazione si deve inserire nell’app l’indirizzo mail e la password associate allo Spid (quelle scelte nella prima fase della procedura) e subito dopo si riceverà un codice di conferma tramite sms da inserire e a quel punto l’app sarà attiva e lo Spid finalmente conquistata.

Ottenere lo Spid con l’app PosteId o con un sms – Per chi ha più dimestichezza, è altamente consigliato svolgere tutta la procedura da remoto tramite l’applicazione PosteId: per registrarsi si può utilizzare la carta d’identità o il passaporto, purché siano elettronici; in alternativa si può effettuare un bonifico della cifra di 1 euro da un conto intestato a chi chiede lo Spid, che poi verrà interamente rimborsato.

Se non si hanno i documenti elettronici si deve invece fare così: viene chiesto di fotografare un documento, di registrare un breve video pronunciando una determinata frase, di fare un selfie assieme al documento d’identità e di scattare una fotografia con la tessera sanitaria o il codice fiscale. A questo punto, va effettuato il bonifico da 1 euro sull’Iban indicato. Il meccanismo è simile anche se si ha un documento elettronico, che va inquadrato con lo smartphone prima di registrare i video e i selfie, poi completando la procedura scegliendo username e password.

La modalità più semplice è quella tramite sms su cellulare certificato, che si può però sfruttare soltanto se si è titolari di conto BancoPosta o di PostePay: è sufficiente inserire le credenziali sul sito delle Poste e poi immettere il codice di verifica che si riceverà tramite sms. Quest’ultima modalità consente di ottenere lo Spid nel giro di pochissimi minuti.

A che serve l’identità digitale? – Con lo Spid si può accedere al sito dell’Inps, selezionando il proprio identity provider e poi inquadrando il Qr Code con l’app PosteId. In questo modo, invece di avere username e password differenti per il sito dell’Inps, per quello dell’agenzia delle Entrate, per il sito del Comune, per il Fascicolo sanitario e altro ancora, si può utilizzare sempre la stessa identità digitale certificata.

Inghilterra, Liverpool in pegno e sull’Anfield l’ipoteca delle banche


articolo: https://www.corriere.it/economia/finanza/21_giugno_29/inghilterra-liverpool-pegno-sull-anfield-l-ipoteca-banche-0afd7802-d86c-11eb-b949-f9df7b28a0a6.shtml

L’Anfield Stadium, il «tempio» del Liverpool, è in garanzia alle banche creditrici. C’è un’ipoteca di primo grado che grava sulla proprietà immobiliare ma anche su una parte molto consistente del patrimonio dei Reds, compresi i marchi depositati in mezzo mondo e una lunga serie di conti correnti alla Royal Bank of Scotland (ora Natwest). Pignorate anche la azioni della squadra di Salah e Firmino, allenata da Jurgen Klopp. Proprio Natwest – in base ai documenti consultati dal Corriere – è la capofila dei creditori e presumibilmente anche il principale.

Gli atti societari – Il bilancio del club, depositato da poco con inusuale ritardo, non fa cenno alle garanzie che gravano sul patrimonio (né si trovano notizie sulla stampa britannica) ma descrive in poche righe un finanziamento da 200 milioni di sterline. Probabilmente è proprio a tutela di questo prestito che le banche, come è consueto e come è avvenuto anche con precedenti operazioni, hanno iscritto pegni e ipoteche. Un altro un documento agli atti societari, su carta intestata dello studio legale Shearman & Sterling, elenca dettagliatamente tutti gli impegni presi dalla proprietà americana con i creditori.

Luogo Sacro Anfield ospita le partite casalinghe del Liverpool dal 1892 ed è una specie di luogo sacro per i tifosi. Risuona ancora tra gli spalti l’inno dei Reds, «You’ll never walk alone», cantato da tutto lo stadio nel 2019 al termine della leggendaria rimonta sul Barcellona (0-3 in Spagna 4-0 ad Anfield) nella semifinale di Champions League (poi vinta sul Tottenham). Il Liverpool è di proprietà di Fenway Sports Group il gruppo Usa che fa capo a John Henry e che ha tra i soci anche LeBron James, il campione americano di basket.

74 pagine di contratto – Nelle 74 pagine del contratto di finanziamento sono indicati uno per uno gli asset finiti in garanzia: oltre all’Anfield e altre numerose proprietà immobiliari sulle quali c’è un’ipoteca di primo grado, sono state pignorate anche le azioni del club, 23 conti bancari alla Royal Bank of Scotland, e proprietà intellettuali (marchi) in mezzo mondo, dall’Argentina al Vietnam. Il Liverpool, ultima tra le grandi d’Europa, ha approvato e reso noto solo ad aprile 2021 il bilancio al 31 maggio 2020, cioè quasi un anno dopo. Abbastanza incomprensibile per una società di punta del calcio mondiale, tanto più con la pandemia che ha radicalmente modificato strategie e prospettive. 

«Solida posizione finanziaria» – Dei conti 2019-2020 si sa dal comunicato stampa: 39 milioni di sterline di perdita e ricavi calati a 490 milioni da 563. «Eravamo in una solida posizione finanziaria prima della pandemia – ha dichiarato Andy Huges, amministratore delegato del Liverpool Football Club, presentando il bilancio due mesi fa – e poi abbiamo continuato a gestire i nostri costi in modo efficace anche in un periodo senza precedenti».

L’origine delle nuove garanzie -Bisogna dunque sfogliare le pagine del bilancio della Uksv Holdings, la società capofila delle attività sportive (tra cui il Liverpool) che aggrega tutti i conti, per sapere che è stata rifinanziata una linea di credito da 49 milioni (al tasso nominale dell’1,96%) in scadenza a settembre 2020. L’importo è salito a 200 milioni con scadenza 2025 e tasso all’1,21%. Le garanzie sono state così di nuovo contrattualizzate e depositate alla Companies House, il registro imprese britannico. Nel frattempo, la notizia è del 15 giugno, il club ha ricevuto il via libera dal Liverpool City Council per riqualificare le tribune e aumentare da 54.000 a 61.000 posti la capacità dello stadio. E la ristrutturazione dovrebbe essere finanziata con il denaro ottenuto in prestito da Natwest che poi è il nuovo nome di Royal Bank of Scotland, la banca che da oltre 15 anni, cioè dai precedenti azionisti di controllo, americani anche quelli, è il creditore numero uno del Liverpool. Natwest-Rbs, nazionalizzata da Londra dopo il dissesto del 2008, è tuttora una banca pubblica.

Maleo, rave party clandestino: oltre 700 ragazzi nel paese in allarme per un focolaio di «variante Delta»


articolo:  https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_giugno_27/lodi-rave-party-clandestino-maleo-oltre-700-ragazzi-paese-allarme-un-focolaio-variante-delta-d137de2e-d72f-11eb-9da9-c034b537f36a.shtml

Giovani «no mask» in arrivo da tutto il Nord Italia per la festa abusiva in una vecchia cava di Maleo, località tra il Lodigiano e Cremona. Sul posto, per tutta la notte, una cinquantina di carabinieri e agenti di polizia. Undici i nuovi casi di Covid accertati

Oltre settecento ragazzi da tutto il Nord Italia, musica ad altissimo volume e la paura di nuovi contagi a Maleo, tra il Lodigiano e il Cremonese, dove già nel corso della settimana c’era stato un colpo di coda con il sospetto di un focolaio di variante Delta. Il rave party, ovviamente non autorizzato, è iniziato sabato sera con centinaia di ragazzi in arrivo prevalentemente in treno a Codogno per poi incamminarsi lungo al provinciale fino al luogo indicato per la maxi festa all’aperto, i campi di Cascina Ronchi, ex cava abbandonata per l’estrazione di sabbia e ghiaia. Sul posto per tutta la notte una cinquantina di uomini tra questura e pattuglie dei carabinieri della stazione locale, della compagnia di Codogno e del comando provinciale per tenere sotto controllo i partecipanti, tutti giovanissimi, alterati da alcol e droghe e ovviamente senza mascherina.

Il tam tam sui social è iniziato giorni fa: il luogo scelto per il rave, la vecchia cava abbandonata con un laghetto, è in aperta campagna a circa due chilometri dal paese. «Il movimento in paese è iniziato intorno alle 23 — ha sottolineato il sindaco Dante Sguazzi, arrivato nella notte e rimasto a Cascina Ronchi fino alle 5.30 del mattino di domenica — con decine di ragazzi incolonnati a piedi lungo la strada. Ovviamente la nostra preoccupazione riguarda soprattutto il deflusso (previsto per domenica pomeriggio, ndr) e il rischio di una nuova diffusione dei contagi». A Maleo, infatti, nel corso della settimana sono emersi undici nuovi casi di Covid19 tre dei quali di «variante Delta». «Gli altri otto campioni sono stati inviati a Pavia per le analisi e siamo in attesa dei risultati», ha spiegato il sindaco. Nessuno dei nuovi casi ha avuto sintomi gravi, eccetto uno che ha accusato i sintomi di una polmonite interstiziale. Gli uomini di questura e i carabinieri hanno identificato decine di partecipanti ed è presumibile che a partire da lunedì partano le prime denunce nei confronti degli organizzatori.

Focolaio Covid Maiorca dopo concerti e feste in barca, casi in aumento: in 9 finiscono in ospedale


articolo: https://www.fanpage.it/esteri/focolaio-covid-maiorca-dopo-concerti-e-feste-in-barca-casi-in-aumento-in-9-finiscono-in-ospedale/

Salgono i casi di Coronavirus collegati al maxi focolaio scoppiato a Maiorca, dove sono già 850 gli studenti positivi al virus e altre migliaia di quarantena. Sull’isola sono stati identificati 268 contatti di positivi che sono già tornati a casa. Tra questi, 175 sono stati trasferiti in un Covid hotel per la quarantena di 10 giorni, 33 sono infetti e nove sono stati ricoverati con febbre alta: “Rappresentano un pericolo per la salute pubblica dei nostri cittadini”.

Continuano ad aumentare i casi di Coronavirus collegati al maxi focolaio scoppiato nei giorni scorsi a Maiorca: al momento, sono circa 850 i giovani provenienti da otto comunità spagnole risultati positivi al virus e altri tremila sono in quarantena solo a Madrid, come riporta la stampa locale. I ragazzi, che come ogni anno si sono diretti sull’isola delle Baleari per festeggiare la fine dell’anno scolastico, hanno partecipato ad un concerto di musica Reggaeton nella Plaza de Toros lo scorso 15 giugno, oltre ad una serie di feste in strada e su barche private, senza il rispetto delle misure anti Covid, da cui sarebbe partito il contagio. Al momento sull’isola sono stati identificati 268 contatti di positivi che sono già rincasati. Di questi, 175 sono stati trasferiti nel Covid hotel Palma Bellver dove trascorreranno 10 giorni in quarantena. Tra di loro 33 sono già risultati positivi e nove sono stati trasferiti all’ospedale di Son Espases con febbre alta.

Le comunità con il maggior numero di casi – Secondo fonti del servizio sanitario del governo delle Baleari, sono in buone condizioni ma si è deciso di trasferirli in ospedale per prudenza e per seguire i protocolli. “In questo momento rappresentano un pericolo per la salute pubblica dei nostri cittadini, dovranno rimanere qui e fare una quarantena di 10 giorni“, ha affermato ieri pomeriggio il ministro della Salute, Patricia Gómez, mentre le autorità continuano le operazioni di tracciamento dei contatti per fermare il dilagare dell’infezione. La maggior parte degli studenti sono minorenni, quindi è necessaria l’autorizzazione dei genitori per effettuare i relativi test e sapere così se sono stati contagiati o meno dalla malattia. Molti di loro si oppongono anche all’isolamento. È il caso di tre ragazze andaluse che in un video diffuso sui social hanno persino spiegato che si sentono in ostaggio, che non hanno avuto contatti diretti con gli studenti infetti e anche i loro genitori hanno negato l’autorizzazione al trasferimento. È Madrid la regione con il più alto numero di contagi, ben 410, ma sono in totale 8 le comunità di provenienza dei giovani positivi, dalla Galicia alla Catalogna, dalla Murcia ai Paesi Baschi.

Le origini del focolaio di Maiorca – Tutto è cominciato lo scorso 12 giugno, da quando centinaia di studenti provenienti da tutta la Spagna si sono ritrovati a Maiorca per festeggiare la fine dell’anno scolastico. Molti hanno acquistato pacchetti venduti da agenzie di viaggio all inclusive per un massimo di 400 euro, come riferisce la stampa locale. Sotto accusa, in primis, un concerto di musica Reggaeton che si è svolto il 15 giugno nella Plaza de Toros con centinaia di ragazzi assembrati e senza mascherina, motivo per il quale era intervenuta anche la polizia, ma anche feste private in strada e sulle barche che si sono succedute negli ultimi 15 giorni. Le autorità stanno anche indagando su nove hotel di Llucmajor, località balneare venti chilometri sotto Palma, dove hanno alloggiato molti studenti.

La caduta dei corridori al Tour de France, a causa del tifo a bordo strada


articolo:  https://www.ilpost.it/flashes/caduta-tour-de-france/

A circa 48 chilometri dall’arrivo della prima tappa del 108° Tour de France, iniziato oggi in Francia tra Brest e Landerneau, parte del gruppo dei ciclisti è caduta a causa di una spettatrice a bordo strada che con un cartello di cartone ha urtato Tony Martin, che si trovava tra i primi. Un gruppo di alcune decine di corridori è caduto a terra e nell’incidente è stato coinvolto anche il ciclista italiano Vincenzo Nibali. Il resto del gruppo ha rallentato evitando che ci fossero ulteriori cadute, poi la corsa è ripresa.

Contro i femminicidi l’inno in sardo di una generazione in un videoclip


articolo: https://www.agi.it/cronaca/news/2021-06-21/femminicidio-sardegna-canto-videoclip-scuola-12975411/?fbclid=IwAR03gf0c7ZjASDckiQ1YzRwQiv0KGY-gJm4Om0vKipUVCWTSt–TAVPzQgM

‘Cancion sin miedo’ della cantautrice messicana Vivir Quintana diventa la commovente ‘Chena Timire’ nella versione tradotta cantata dalle 14enni di una scuola del Sassarese per ricordare le donne uccise in Sardegna

il video lo trovi sul Blog “ https://alessandro54.com/ ”  alla pagina “Femminicidi

oppure piu semplicemente su Youtube

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Terza F istituto comprensivo ‘Deledda’ di Ozieri – Le ragazze delle terza F dell’istituto comprensivo ‘Grazia Deledda’ di Ozieri

AGI – ‘Deo so (io sono, in sardo) Romina, Speranza, Rossella, Zdenka, Susanna, Michela’: lo gridano nel video ‘Chena Timire‘ le ragazze delle terza F dell’istituto comprensivo ‘Grazia Deledda‘ di Ozieri, nel Sassarese, citando i nomi delle donne vittime di femminicidio in Sardegna. Il videoclip, straordinariamente maturo e di forte impatto emotivo, è stato realizzato da alunne e alunni 14enni che hanno adattato in lingua sarda il brano ‘Cancion sin miedo’ della cantautrice messicana Vivir Quintana, diventato un inno internazionale di lotta culturale al femminicidio.

“Abbiamo creato una troupe vera e propria con un nome 18 caddhos rujos’ (18 cavalli rossicon un suo logo, anche questo realizzato dai ragazzi”, racconta all’AGI Alessandro Carta, regista e musicista, docente che ha curato il progetto. “Abbiamo lavorato sulla verità, dopo aver abbandonato l’idea di rappresentare nel videoclip delle scenette sul tema. L’obiettivo era trasferire un’emozione“. Un’emozione che avesse al centro il dolore e la delicatezza che i ragazzi di Ozieri conoscono.

Il ricordo di Romina, uccisa dall’ex – Nel video la telecamera indugia sui volti, sui loro sguardi e in alcuni casi sulle lacrime spontanee riprese nel corso dei lavori in classe, il tema è forte ed è sentito dai giovanissimi protagonisti del videoclip. Una loro compaesana Romina Meloni a 49 anni è stata uccisa dal suo ex nel 2019 a colpi di pistola: “I ragazzi conoscono il figlio di Romina e hanno affrontato il tema con sensibilità e delicatezza”, sottolinea il docente. 

“Il videoclip è il risultato finale di un percorso inserito nella materia curricolare ‘Arte e immagine'”, spiega Carta. “Siamo partiti dal fatto che questa generazione è molto attratta dai videoclip senza, però, conoscere il lavoro che c’è dietro quel prodotto fatto da professionisti. Poi abbiamo scelto il tema del femminicidio”. Un percorso di ricerca interdisciplinare, con la collaborazione dei docenti Maria Paola Maieli e Mario Cola, ha guidato i ragazzi alla conoscenza storica del fenomeno e della condizione femminile nella società, con lo studio dei movimenti che a livello mondiale si sono battuti e ancora si battono per la lotta contro la violenza di genere. I ragazzi si sono confrontati anche in dibattiti.

Più ci mettono paura, più ci crescono le ali (Nos ponent tramentu, nos creschent sas alas) Se ne toccano una, rispondiamo tutte (Si toccant a una, respondimus totu) sono i passaggi centrali del brano che i ragazzi cantano con una potenza scenica inaspettata a soli 14 anni: “Abbiamo lavorato sulla verità artistica e sulla costruzione dell’intenzione dentro di sé”, aggiunge Carta. “Gli sguardi delle ragazze mentre cantano parole così importanti sono potenti e veri”. Nessuna velleità di popolarità nei loro atteggiamenti.

 “È un lavoro scolastico”, precisa il regista, “e non abbiamo mai pensato di farlo percheé diventasse qualcosa di diverso da questo”. Intanto il video ha già ricevuto apprezzamento da alcune associazioni nazionali che si occupano di temi come la violenza di genere e la condizione femminile e in pochi giorni ha raggiunto circa 16 mila visualizzazioni su YouTube. Commuove e sa di manifesto di una generazione ascoltare “Che si senta forte: vogliamo rimanere vive” (Chi s’intendat forte: nos cherimus vivas), cantato con convinzione e forza, in piedi e con il braccio verso il cielo, da giovanissimi ragazzi e ragazze dietro il proprio banco di scuola. 

La variante Delta avanza, oltre 18mila nuovi casi in Gb – Dietrofront Delta, così la variante richiude il mondo


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/06/26/la-variante-delta-avanza-oltre-18mila-nuovi-casi-in-gb_2f39ef12-7c97-4d93-858d-29713661d4b7.html

Continua a correre l’epidemia di Covid nel Regno Unito, a causa soprattutto della variante Delta.
Oggi sono stati registrati 18.270 nuovi contagi, il record giornaliero dal 5 febbraio.

Ieri i contagi erano saliti di 15.810. I decessi sono stati 23. Sul fronte delle vittime, l’alto numero dei vaccinati continua a mantenere i numeri contenuti, riportano i media locali. Quasi l’84% della popolazione ha ricevuto la prima dose, oltre il 61% il richiamo

Dietrofront Delta, così la variante richiude il mondo

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/26/news/dietrofront_delta_cosi_la_variante_richiude_il_mondo-307844794/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

La mutazione del coronavirus scoperta per la prima volta in India si sta diffondendo da un continente all’altro costringendo diversi Paesi a ripristinare le restrizioni. E l’agognato ritorno alla normalità continua a slittare

Regno Unito L’addio alle restrizioni slitta di un mese – LONDRA – Altri 18.270 casi di Coronavirus ieri, quasi tutti di variante Delta. Nel Regno Unito oramai sono in continua crescita da due settimane, anche se alcuni esperti pensano/sperano che la curva si stia stabilizzando. Nel frattempo, si cerca di vaccinare quanti più britannici possibile, soprattutto i più giovani, che sono la maggioranza dei nuovi infetti da Covid, perché solo adesso stanno ricevendo le prime dosi di vaccino. Boris Johnson ha rinviato di un mese il “ritorno alla normalità” originariamente previsto il 21 giugno, proprio per guadagnare tempo nell’immunizzazione e vedere l’effetto dei vaccini contro ricoveri e decessi, che per ora paiono funzionare. Ora però, a meno di effetti gravi dalla variante Delta, il 19 luglio dovrebbero essere rimosse tutte le restrizione anti-Covid, incluse le mascherine al chiuso e il distanziamento.

Australia – Lockdown a Sydney. “Bolla” con Auckland sospesa – LONDRA – “È un nemico formidabile“. Così il ministero della Salute australiano Brad Hazzard ha definito la variante Delta che da ieri ha costretto l’intera metropoli di Sydney a due settimane di lockdown. Sospesa anche la “bolla aerea” con la Nuova Zelanda. I casi di Delta riscontrati sinora sono “soltanto” (a differenza del Regno Unito) 80 negli ultimi giorni, ma sono stati sufficienti a far richiudere tutto. L’estrema cautela dell’Australia è dovuta al flop della campagna vaccinale fino a questo momento. Sinora solo il 3% della popolazione adulta è stata immunizzata con due dosi, mentre il 25% ha ricevuto almeno una dose. Un problema dovuto soprattutto alla carenza di scorte: Canberra ha puntato molto sul vaccino AstraZeneca, ma ritardi della consegna e i limiti di utilizzo hanno rallentato la campagna, insieme alla ritrosia di una fetta di australiani a vaccinarsi.

Portogallo – Solo spostamenti essenziali nelle zone a rischio – L’aumento dei contagi ha spinto il governo di Lisbona ad annunciare nuove restrizioni per la regione della capitale e per altre due aree a rischio. Le nuove regole, ha dichiarato giovedì il ministro Mariana Vieira da Silva, servono a cercare di contenere la variante Delta, che ormai rappresenta più della metà dei nuovi casi nella capitale e nella valle del Tago: prevedono il divieto dei viaggi nel fine settimana per l’area di Lisbona, i cui residenti possono partire solo per spostamenti essenziali. Anche i piani per allentare le restrizioni in altre zone sono stati abbandonati. All’inizio della settimana, il ministro della Sanità aveva ammesso che il Portogallo avrebbe potuto «agire diversamente» per prevenire la diffusione della variante. Secondo il responsabile della vaccinazione, il Paese potrebbe non riuscire a fornire una prima dose al 70% della popolazione entro agosto.

Israele – Il primo Paese a dichiarare la fine della crisi ora ripristina i divieti – Dopo la nuova ondata di contagi da variante Delta, anche Israele, che vantava di essere il primo Paese uscito dall’emergenza grazie alla massiccia campagna di vaccinazione, ha dovuto fare un passo indietro sulle riaperture. Il ministero della Sanità israeliano ha reintrodotto l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi ad accesso pubblico, che aveva cancellato lo scorso 15 giugno. Il ministero ha anche raccomandato che i cittadini indossino mascherine sul volto durante gli eventi pubblici di massa, anche quando si svolgono all’aperto, “come gli eventi del Pride di questo fine settimana”. Nachman Ash, capo della task force dello Stato ebraico per la risposta alla pandemia, ha dichiarato alla radio di Stato che la decisione è stata presa dopo che per quattro giorni sono stati registrati oltre 100 nuovi casi quotidiani di Covid.

Russia – Per lavorare e andare al ristorante c’è l’obbligo di vaccino – Le lotterie per auto e appartamenti non sono bastate a promuovere la campagna d’immunizzazione nel Paese che ha registrato il primo vaccino anti-Covid al mondo, lo Sputnik V. E così, davanti all’impennata di casi (21.665 ieri) e di decessi (107 a San Pietroburgo, il numero più alto dall’inizio della pandemia) causati dalla variante Delta, la Russia è passata dalla carota al bastone. Diciotto regioni hanno reso la vaccinazione obbligatoria per i lavoratori di alcuni settori: uffici governatori, istruzione, vendita, sanità, ristoranti e servizi. Da lunedì a Mosca i ristoranti ammetteranno solo i clienti con pass sanitario e tornerà l’obbligo del telelavoro al 30%, mentre le cure ospedaliere saranno limitate a chi è vaccinato o ha gli anticorpi. Ma davanti alle nuove imposizioni, la sfiducia nei confronti del vaccino resta: solo circa il 15% dei russi ha ricevuto almeno una dose. Cresce invece la domanda di certificati falsi.

India – Cinema e negozi serrati nella patria della variante – Marcia indietro sulle misure di prevenzione anche nello stato più ricco dell’India, il Maharashtra, che venerdì ha ordinato la chiusura di cinema e centri commerciali, mentre combatte per tenere sotto controllo la variante del coronavirus che ha sconvolto ogni piano di riapertura. Con a variante individuata proprio in India l’anno scorso sono collegati almeno 20 casi nello stato del Maharashtra. New Delhi la considera “preoccupante”: è in parte responsabile di una seconda ondata di contagi che ha travolto il sistema sanitario della federazione. Secondo fonti governative, “fino a una settimana fa il tasso di positività e le infezioni giornaliere stavano scendendo costantemente, ma in alcune regioni i casi hanno ricominciato ad aumentare”. In India meno di metà della popolazione è vaccinata. Solo il 5,6 per cento degli adulti ha ricevuto due dosi.

Pride, all’Arco della Pace la piazza dei diritti contro l’odio. Sala: “Da Milano la spinta finale alla legge Zan”


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articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/26/news/milano_pride_all_arco_della_pace_la_piazza_dei_diritti_contro_l_odio-307753851/

Ddl Zan, Sala: “Il tempo è scaduto, approvare testo in fretta”

E’ una manifestazione bellissima una piazza piena di giovani e giovanissimi che chiedono finalmente all’Italia che venga riconosciuta la libertà di tutti i cittadini“. E’ la compiaciuta constatazione del deputato Alessandro Zan a margine dell’evento conclusivo del Milano Pride all’Arco della Pace. “Noi siamo un Paese dell’Unione Europea che ancora non si è dotato di una legge contro i crimini d’odio e questo è molto grave. Stiamo parlando di violenza, di discriminazione, di bullismo, e come ha fatto notare il presidente della repubblica Sergio Mattarella se qualcuno viene discriminato per la propria condizione personale, cioè solo perché esiste, allora questo è un problema di violazione dei principi di uguaglianza“.

“Dal Vaticano c’è stata una invasione di campo che mi ha sorpreso. Il testo che abbiamo approvato alla Camera a larghissima maggioranza va incontro a tantissime diverse sensibilità in particolare a quelle del mondo cattolico” a evav detto in mattinata durante l’evento “la cura“, promosso dal Pd Milano metropolitana nell’ambito della Pride week. “Adesso tocca al Parlamento discutere e approvare la legge” contro l’omotransfobia “nell’ambito della propria autonomia” ha concluso.

Zan capisce le perplessità del segretario del suo partito, Enrico Letta, a dialogare con il leader leghista Matteo Salvini riguardo il Disegno di legge. “Dicono che bisogna dialogare anche con la destra, ma avete idea di che destra abbiamo nel Paese? – ha detto – Orbàn ce lo abbiamo a casa nostra. Quando sento Salvini che manda i messaggi a Enrico Letta e lui mostra perplessità, lo capisco“.

Nel pomeriggio ha ribadito le sue accuse al leader leghista: “Il problema non è personale, è politico. Salvini sostiene leader come Orbàn, dice di aver letto la legge di Orbàn e di non trovarci nulla di strano. Come possiamo noi sederci a un tavolo delle trattative con chi, come Salvini e Meloni, sostengono quei paesi che stanno facendo delle leggi discriminatorie, inaccettabili, e che ci stanno portando nel momento più buio del secolo scorso?

Il dialogo è aperto con tutti ma non con chi vuole affossare la legge o svuotarla del suo significato“.

L’evento targato Pd è stato un anticipo del pride milanese vero e proprio, iniziato al pomeriggio all’Arco della Pace con i vari relatori che si stanno alternando sul palco. “C’è un sacco di gente” è il commento di alcuni presenti. Il sindaco Sala ha ribadito le sue ragioni a favore della legge Zan, ricordando cosa ha fatto il Comune di Milano a favore dell’inclusione omosessuale (“abbiamo aperto due case arcobaleno, siamo partiti con le unioni civili prima della legge Cirinnà“), e chiesto che la spinta finale al ddl Zan parta da Milano. Ha chiamato sul palco il deputato del Pd e gli ha regalato il suo orologio arcobaleno, che sfoggiava da qualche giorno: “Scandisca il tuo tempo per raggiungere l’obiettivo finale della legge contro l’omotransfobia” ha detto. continua a leggere

Terremoto a Strasburgo….


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La centrale di Fonroche a Reichstett, in Alsazia

Terremoto a Strasburgo. E la colpa è dei test geotermici

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/26/news/strasburgo_terremoto_scosse_test_geotermici_energie_rinnovabili_fornoche_renass-307751927/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S8-T1

Le due scosse avvertite questa mattina sono dovute all’iniezione nel suolo di acqua ad alta pressione nella centrale di Fornoche, un’impresa specializzata in energie rinnovabili. Lo riferisce Renass, l’istituto francese per l’osservazione sismologica. Il cantiere, sospeso da mesi, era già finito al centro di polemiche

PARIGI – La città di Strasburgo è stata svegliata da un terremoto. Gli abitanti hanno avvertito due scosse a pochi minuti di distanza – la prima di magnitudo 4 e la seconda di magnitudo 2 – in tutta l’area metropolitana. Questa parte della Francia non è classificata come sismica e secondo Renass (Réseau national de surveillance sismique) il terremoto sarebbe dovuto a quella che in gergo viene chiamata “attività umana”. In realtà si tratta dei test geotermici avvenuti nella centrale alsaziana di Fornoche, un’impresa francese specializzata in energie rinnovabili.

Terremoto a Strasburgo, i precedenti – Il cantiere era già finito al centro di accuse dopo che si erano verificate altre scosse nell’ultimo anno, sempre indotte dai test geotermici che prevedono di pompare acqua calda sotterranea per sfruttare il suo potenziale energetico in superficie, prima di reiniettarla sotto pressione nel sottosuolo, a più di cinque chilometri di profondità. Dopo almeno una decina di scosse più o meno potenti, la società Fornoche era stata costretta ad ammettere che erano i suoi lavori ad aver provocato l’inedita attività sismica nella zona di Strasburgo.

L’impianto è uno dei tre progetti che dovrebbero consentire a Strasburgo di raggiungere il 100 per cento di energia rinnovabile entro il 2050. Ma dopo le polemiche a dicembre il cantiere è stato sospeso su ordine della Prefettura. Senza che basti a evitare nuove scosse. “Abbiamo continuato a registrare un’attività sismica persistente negli ultimi mesi” osserva il sismologo Jerome Vergne. “Il sottosuolo impiega un po’ di tempo per reagire alla fine del cantiere, e per tornare a uno stato naturale“.

La battaglia del consigliere comunale – Per chi si è opposto con forza al proseguimento del cantiere nell’ultimo anno, come il consigliere comunale Alain Fontanel, è la conferma che è stato giusto bloccare il progetto. “Tutta la casa ha tremato per qualche secondo. Questa volta è stato davvero forte” ha twittato Fontanel. “Grazie agli apprendisti stregoni dell’energia geotermica per questo brusco risveglio”.

Camara Fantamadi, morto di ritorno dai campi nel Brindisino…


Camara Fantamadi, morto di ritorno dai campi nel Brindisino: una colletta per riportarlo in Mali

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/cronaca/morire-di-lavoro/2021/06/25/news/camara_fantamadi_morto_di_ritorno_dai_campi_del_brindisino_una_colletta_per_riportarlo_in_mali-307620886/?ref=RHTP-VS-I270681067-P18-S7-T1

Il ventisettenne si è accasciato sul bordo della strada mentre rincasava dal fratello dopo ore di lavoro sotto il sole.

Repubblica dedica uno spazio fisso alle morti sul lavoro. Una Spoon River che racconta le vite di ciascuna vittima, evitando che si trasformino in banali dati statistici. Vite invisibili e dimenticate. Nel nostro Paese una media di oltre due lavoratori al giorno non fa ritorno a casa e “Morire di lavoro” vuole essere un memento ininterrotto rivolto a istituzioni e politica fino a quando avrà termine quello che è stato definito “crimine di pace”.

Ha smesso di pedalare, ha appoggiato la bicicletta in terra e si è messo in ginocchio. Poi si è accasciato. Camara Fantamadi se n’è andato così dalla sua vita. E da quella di tutti noi che ogni tanto incrociamo sui bordi delle strade quei ragazzi, quelle donne e quegli uomini, che la mattina pedalando vanno verso i campi. O che la sera tornano nelle loro stanze di periferia. Li guardiamo distrattamente, pensando alle nostre cose, le stesse che magari loro sognano e inseguono dopo aver attraversato continenti e mari per finire nelle campagne italiane. Camara Fantamadi aveva 27 anni e veniva dal Mali. Giovedì aveva lavorato per 6 euro all’ora nei campi del Brindisino, sotto il sole, quaranta gradi almeno. Da tre giorni si era trasferito da Eboli a Tuturano dove viveva con il fratello. E lì stava tornando in bicicletta.

Chi perde la vita andando o tornando dal lavoro, l’Inail lo classifica come morto “in itinere“. Ma è difficle immaginare che per Camara arrivi una qualche denuncia di infortunio all’Istituto. Vita, lavoro, sogni sono un tutt’uno per questi nostri fratelli. Un continuo “itinere” verso una vita migliore. Ma la strada di Camara si è interrotta ed ora una colletta cercherà di mettere insieme i 4mila euro per il rimpatrio della salma. Chi vuole partecipare può contattare Drissa Kone, capo della comunità africana a Brindisi (329 331 0598).

Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda.

Se c’è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c’è strada dentro al cuore degli altri
prima o poi si traccerà“.

(Ivano Fossati)

Una Spoon River per non dimenticare

Morire di lavoro: le storie di Bruno, Hassan, Andrea e i troppi altri. Per non trasformare le loro vite in esistenze invisibili e dimenticate

di Marco Patucchi

Le vittime del lavoro nel 2021

Dati regione per regione, aggiornati mensilmente, delle denunce totali all’Inail per infortuni sul lavoro e di quelle per morti sul lavoro


306 è il numero totale delle vittime
171.870 il totale delle denunce per infortunio sul lavoro

Seleziona la regione per leggere i dati 

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Ponte Genova: chiesto giudizio per 59


articolo: https://www.ansa.it/liguria/notizie/2021/06/25/ponte-genova-chiesto-giudizio-per-59-_6101724e-22db-42f7-9d2a-8a43697c25db.html

Per alcuni contestata anche la colpa cosciente

La procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per 59 persone per il crollo del ponte Morandi. I pm contestano ad alcuni anche la colpa cosciente.

Le accuse, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, omissione d’atto d’ufficio, e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sul lavoro.

Dieci le posizioni stralciate in attesa di ulteriori approfondimenti. Tre indagati, dei 71 iniziali, sono morti prima della chiusura delle indagini. Chiesto il giudizio anche per le due società Aspi e Spea. Per i pm ci fu “immobilismo” e “consapevolezza dei rischi“. 

Tra le 59 persone ci sono gli ex vertici ed ex dirigenti di Aspi. I pm hanno chiesto il processo, tra gli altri, per l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, il manager Paolo Berti e l’ex direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli e per l’ex ad di Spea, la controllata per le manutenzioni Antonino Galatà. “Il momento emotivamente più critico – ha detto il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio – è stato quello del 14 agosto 2018, quando abbiamo ricevuto la notizia. Oggi c’è la massima soddisfazione, con la consapevolezza che i miei colleghi Terrile e Cotugno hanno fatto un gran lavoro, sono stati straordinari“. Chi verrà condannato dovrà pagare anche le spese processuali, tra le quali una parte del software che la procura ha preso per elaborare le migliaia di file sequestrate e costato circa due milioni di euro. Le richieste di rinvio a giudizio arrivano dopo tre anni di indagini, centinaia di intercettazioni, decine di escussioni di testimoni portate avanti dagli investigatori del primo gruppo della guardia di finanza, guidati dal colonnello Ivan Bixio. Atti conservati in oltre duecento faldoni e 92 hard disk da due tera ciascuno. Nel corso delle indagini sono stati fatti due incidenti probatori: il primo ha fotografato i resti del viadotto al momento del crollo mentre il secondo ha stabilito le cause della tragedia. Un lavoro certosino che ha scoperchiato, secondo l’accusa, un modus operandi del vecchio management della società: massimo risparmio per una minima spesa in modo da garantire ai soci alti dividendi. Dalla tragedia sono nate altre tre inchieste: quella sui falsi report sui viadotti, quella sulle barriere fonoassorbenti pericolose e quella sui falsi report sulle gallerie e la loro mancata messa in sicurezza. Le persone per cui è stata stralciata la posizione sono figure marginali

Attacco con il coltello in Germania, almeno 3 morti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2021/06/25/accoltella-i-passanti-a-wurzburg-ameno-3-morti-e-6-feriti_27734f18-e87e-47bf-81c4-8d425e95bd5c.html

Germania: sui social prime immagini dell'attacco a Wurzburg

24enne somalo assalta i passanti a Wurzburg. ‘Problemi psichici’

Ci sono stati tre morti e 15 feriti nell’assalto con il coltello oggi nel centro di Wurzburg, in Germania. Lo ha confermato la polizia bavarese.

L’aggressore, un cittadino somalo di 24 anni, è stato arrestato.

L’aggressore di recente era stato internato in un reparto di psichiatria
La polizia ha assicurato che “non c’è più pericolo per la popolazione“. E aggiungendo che l’assalto è stato condotto da una sola persona perché “non ci sono prove” di altre persone coinvolte. Le aree intorno al luogo dell’attacco, Barbarossaplatz, sono chiuse, con numerosi mezzi della polizia e ambulanze presenti sul posto.

A Wurzburg, capoluogo di 130 mila abitanti della Bassa Franconia, le strade del centro erano normalmente affollate quando è scoppiato il caos. Nei video girati dai passanti appare l’uomo, senza scarpe, che brandisce un lungo coltello, camminando in una sorta di stato confusionale, probabilmente dopo aver colpito. Una persona tenta di affrontarlo, lui risponde tirandogli addosso un oggetto per allontanarlo, mentre nel frattempo arrivano altri due. Uno porta una divisa, sembra una guardia di sicurezza. Secondo i testimoni oculari, l’aggressore ha colpito a caso.

La cittadina bavarese negli anni scorsi aveva già vissuto un incubo analogo. Il 18 luglio del 2016 un 17enne afgano era salito su un treno locale diretto proprio verso Wurzburg armato di ascia e coltelli, urlando Allah akhbar. Ferì quattro passeggeri, prima di essere ucciso dalla polizia.

LA SENTENZA PER LA MORTE DI FLOYD


Floyd: l’ex agente condannato a 22 anni e mezzo di carcere

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/06/25/floyd-lex-agente-condannato-a-225-anni-di-carcere_14388d6a-ddc3-429f-b4fc-19412a8e5dae.html

++ Floyd: figlia di 7 anni,'mi manca, voglio giocare con lui' ++

La sentenza delude, troppo blanda. L’ex poliziotto, Derek Chauvin, in aula rompe il silenzio

Derek Chauvin, l’agente che ha ucciso George Floyd, è stato condannato a 22 anni e mezzo di carcere, in una sentenza che lascia molti delusi e amareggiati perché la ritengono troppo debole. La famiglia e i legali di Floyd avevano chiesto la massima pena, ovvero 30 anni di carcere.

Gli avvocati di Chauvin avevano prima tentato la strada della libertà vigilata, poi si sono arresi e hanno chiesto una sentenza leggera “basata sulla legge“. Il giudice Peter Cahill prima di pronunciarsi ha chiarito di aver deciso “non sulla scia delle emozioni e della simpatia ma sui fatti. La mia decisione è accompagnata a un memorandum di 22 pagine che la spiega e non vuole essere un messaggio a nessuno“, ha aggiunto. Chauvin, presente in aula dopo due mesi trascorsi in cella di isolamento, è rimasto imperterrito. Giacca e cravatta grigio chiaro, ha avuto il volto coperto dalla mascherina per quasi tutta l’udienza. L’ha rimossa solo per parlare: dopo essere rimasto in silenzio per tutte e sei le settimane del processo, l’ex agente ha infatti preso brevemente la parola e si è rivolto alla famiglia di Floyd, presentando le sue condoglianze con la voce tremante e palesemente scosso.

Prima di lui si era rivolta al giudice e al pubblico sua madre, Carolyn Pawlenty. “Lo hanno descritto come aggressivo, incurante e razzista. Ma voglio dirvi che non è così: è una brava persona“, ha detto Pawlenty. La donna poi si è rivolta fra le lacrime direttamente al figlio: “Derek ho sempre creduto alla tua innocenza. Sei il mio figlio preferito“. A rivolgersi al giudice Cahill è stata anche la famiglia di Floyd, a partire dalla figlia di sette anni Gianna, collegata via video. A chi le chiedeva cosa direbbe al padre, la bimba ha risposto: “Gli direi che mi manca e che gli voglio bene“.

Decine di persone attendevano la sentenza fuori dal tribunale di Minneapolis, sventolando la foto di George Floyd e urlando a squarciagola Black Lives Matter.

Non cerchiamo vendetta, guardiamo solo alla gravità di quanto accaduto“, ha detto il procuratore del Minnesota, Keith Ellison, prima della sentenza. Il riferimento è al video shock che ha documentato gli ultimi nove minuti di vita di Floyd il 5 maggio del 2020 e che ha fatto il giro del mondo, spingendo migliaia di persone in piazza negli Stati Uniti per manifestare contro la polizia violenta e razzista. Proteste che mandarono su tutte le furie l’allora presidente Donald Trump, convinto che bisognasse usare il pugno duro contro i manifestanti. “Dovremmo spaccargli la testa, ecco come dovremmo trattarli. Sparate“, avrebbe detto il tycoon durante i giorni caldi dell’estate del 2020, premendo per l’intervento dell’esercito. La sentenza chiude un caso che ha scosso l’America ma delude tutti coloro che voleva quella che – a loro avviso – sarebbe stata una sentenza esemplare, ovvero la massima pena per un atto violento e ingiustificato. L’amarezza è palese fuori dal tribunale e si contrappone all’urlo di gioia che era seguito al verdetto di colpevolezza della giuria. la battaglia di Black Lives Matter – assicurano i manifestanti – va avanti, questo è solo l’inizio.

Non sono a conoscenza di tutte le circostanze che sono state considerate ma” la sentenza “sembra appropriata“, il commento del presidente Joe Biden.

Vaccino anti Covid in Lombardia, da domani 25 giugno….


Vaccino anti Covid in Lombardia, da domani 25 giugno, si potrà spostare la data della seconda dose. Ecco come fare

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/24/news/vaccino_anti_covid_in_lombardia_spostare_la_data_della_prenotazione-307550986/

Oltre alla data, si può cambiare anche luogo e ora. Il primo passo: andare sul portale di Poste Italiane

Da domani, venerdì 25 giugno, in Lombardia si potrà spostare la data per il richiamo del vaccino anti-Covid. Una possibilità che viene data per venire incontro alle esigenze di chi deve partire per le vacanze e al tempo stesso scongiurare l’ipotesi di un rinvio della vaccinazione nel caso questa si sovrapponga con le ferie.

Come fare – Allora oltre a scegliere il giorno del nuovo appuntamento si potrà anche modificare il luogo in cui sarà somministrata la seconda dose. L’invito è quello di farlo “solo nei casi strettamente necessari“. Per spostare la data del richiamo bisogna andare sul portale di Poste italiane, avere in mano la propria tessera sanitaria e aprire la sezione “gestione appuntamento” dove si sceglierà la nuova data. Un’alternativa è telefonare al numero verde 800 894 545.

Cosa si può modificareNon solo il giorno ma anche l’ora e il luogo dell’appuntamento per il richiamo. Bisogna però restare entro “i tempi” della seconda dose: non si possono superare i 42 giorni dalla prima dose nel caso di Pfizer o Moderna, non si può andare oltre gli 84 giorni nel caso di AstraZeneca.

Vaccino anti Covid in Lombardia, sì al richiamo con AstraZeneca a chi rifiuta la somministrazione eterologa

 

Il QR Code del Green Pass… – Il Green Pass ha un problema……


Il QR Code del Green Pass è una miniera di dati personali: esibirlo sui social è una pessima idea

articolo: https://video.repubblica.it/tecnologia/dossier/privacy/il-qr-code-del-green-pass-e-una-miniera-di-dati-personali-esibirlo-sui-social-e-una-pessima-idea/390159/390876

Guido Scorza, componente del Collegio Garante protezione dei dati personali, spiega quali rischi corre chi condivide sui social il QR Code che attesta la ricezione del Green Pass.


Il Green Pass ha un problema, ma sarà risolto

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/24/news/il_green_pass_ha_un_problema_ma_sara_risolto-307552426/

Circa mezzo milione di italiani hanno ricevuto un certificato con un errore che non lo rende valido in Europa. Entro l’inizio di luglio arriverà quello corretto

Il Green Pass ha un problema. Non è la privacy, non è la burocrazia, non sono quelli che non hanno ancora lo Spid. Il problema è nell’interoperabilità tra la banca dati del Ministero della Salute e quelle delle Regioni e dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Ma partiamo dall’inizio. Il certificato attesta una di queste condizioni:

  • aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
  • aver completato il ciclo vaccinale;
  • essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
  • essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.

Chi ha contratto il virus in un periodo da tra a sei mesi prima della vaccinazione riceverà una sola dose. Per la legge italiana queste persone hanno diritto ad avere il Green Pass, e molti infatti lo hanno già avuto. Ma per un malfunzionamento del sistema, il loro documento attualmente li equipara a chi ha avuto una sola dose del vaccino. Il database con l’anagrafe dei vaccinati, infatti, non comunica correttamente con quello delle persone guarite dal COVID nella disponibilità delle Regioni e dell’ISS. In Italia potranno comunque partecipare a eventi pubblici, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori in “zona rossa” o “zona arancione“.

Dal primo luglio, però, la Certificazione verde COVID-19 sarà valida come EU digital COVID certificate e renderà più semplice gli spostamenti da e per tutti i Paesi della Ue e dell’area Schengen. E qui potrebbero sorgere delle difficoltà per i circa 500 mila italiani che hanno ricevuto il certificato dopo essersi ammalati e aver ricevuto, come previsto, una sola dose. 
Il Ministero della salute e il Dipartimento per la trasformazione digitale sono al corrente del problema e stanno lavorando per risolverlo, con il via libera del Garante per la Privacy. Tutto dovrebbe essere risolto verosimilmente entro il primo luglio, quindi di fatto senza effetti pratici. Chi è guarito e ha avuto una sola dose riceverà presto il certificato cui ha diritto, un Green Pass europeo, che sostituirà quello inviato in queste prime ore, valido solo per l’Italia. Gli interessati saranno avvisati con le stesse modalità utilizzate per il primo Green Pass.

MICROSOFT svela WINDOWS 11: PRESENTAZIONE in DIRETTA


Windows 11, la presentazione e l’uscita del nuovo sistema operativo di Microsoft

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Alle 17.00 l’evento Microsoft per la presentazione di Windows 11. Tutto ciò che sappiamo, e cosa ci aspettiamo dal prossimo sistema operativo per Pc

Windows 11 sarà svelato tra poche ore, nel corso di evento in streaming dalle ore 17.00 italiane. Quando nel 2015 Microsoft aveva presentato Windows 10 aveva anche affermato che quello sarebbe stato il nome definitivo, che «non ci sarebbe stato un Windows 10.5 o un Windows 11» e che semplicemente sarebbero arrivati gli aggiornamenti necessari, man mano che ce ne fosse stato bisogno. Evidentemente dalle parti di Redmond, oltre a festeggiare l’ingresso nel ristrettissimo club delle aziende che valgono in Borsa più di 2 mila miliardi di dollari, nel frattempo hanno cambiato idea.

Cosa si sa della presentazione di Windows 11 – Windows 11, di cui è uscito in rete un ampio “leak” che ha svelato non poche idee, è destinato a cambiare diverse cose nell’interfaccia. A partire dal menu Start, un caposaldo di Windows fin dalla fondamentale versione Windows 95, che con Windows 11 non sarà più a sinistra ma in mezzo, con uno stile più affine al Dock dei Mac. Spariranno anche le Live Tool, eredità mai digerita del dimenticabile Windows 8.

Cosa ci si aspetta da Windows 11 – Da Windows 11 ci si attende però molto di più di una rinfrescata al menu Start. Microsoft dovrà portare nel suo nuovo sistema operativo le possibilità d’uso aperte dai tanti, nuovi dispositivi due-in-uno (come i suoi Surface), dalle interfacce touch e vocali. È destinato ad arrivare un rinnovato Windows Store per le applicazioni, un nuovo pannello dei Widget, un Ink Workspace per quei pc che sfruttano lo stilo digitale. Ma è pensabile anche qualche ragionamento sull’integrazione più profonda con i servizi di collaborazione via cloud che sono anche l’architrave della strategia vincente del ceo Satya Nadella. Ci si aspetta ad esempio una spinta a Microsoft Teams, che con la pandemia ha avuto un’esplosione a livello aziendale ma che è marginale nel mercato consumer.

Quando sarà disponibile il download – Le altre notizie, comprese che quelle riguardano la disponibilità per il download di Windows 11 e i prezzi del nuovo sistema operativo, saranno svelate nel corso dell’evento, preannunciato da Microsoft con una serie di tweet piuttosto ermetici, come questo:

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Abolizione della regola dei gol in trasferta in tutte le competizioni UEFA per club


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Abolition of the away goals rule in all UEFA club competitions

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Decision follows broad consultation process across football

Following the recommendation of the UEFA Club Competitions Committee and the UEFA Women’s Football Committee, the UEFA Executive Committee has today approved a proposal to remove the so-called away goals rule from all UEFA club competitions (men, women and youth) as of the qualifying phases of the 2021/22 competitions.

The away goals rule was applied to determine the winner of a two-legged knockout tie in cases where the two teams had scored the same number of goals on aggregate over the two matches. In such cases, the team which had scored the higher number of goals away from home was considered the winner of the tie and qualified for the next round of the competition. If the two teams had scored the same number of goals at home and away at the end of normal playing time in the second leg, extra time was played, followed by kicks from the penalty mark if no goal was scored.

With the decision to remove this rule, ties in which the two teams score the same number of goals over the two legs would be not decided on the number of goals scored away, but two 15-minute periods of extra time are played at the end of the second leg and in case the teams score the same number of goals or no goals during this extra time, kicks from the penalty mark would determine the team which qualifies to the next stage of the competition.

Since away goals would no longer be given additional weight to decide a tie, they would also be removed from the criteria used to determine the rankings when two or more teams are equal on points in the group stage i.e. the criteria applied to matches played by the teams in question. They would not be removed from the additional criteria applied to all group matches if the teams remain equal (higher number of away goals scored in all group matches), in order to retain a maximum number of sporting criteria.

Statistics from the mid-1970s until now show a clear trend of continuous reduction in the gap between the number of home/away wins (from 61%/19% to 47%/30%) and the average number of goals per match scored at home/away (from 2.02/0.95 to 1.58/1.15) in men’s competitions, whereas since 2009/10, the average goals per game have remained very steady in the UEFA Women’s Champions League with the overall average of 1.92 for home teams and 1.6 for away teams.

Many different factors may be considered as having an impact on this decline in home advantage. Better pitch quality and standardised pitch sizes, improved stadium infrastructure, higher security conditions, enhanced care of refereeing (and more recently the introduction of technological support such as GLT and VAR), wider and more sophisticated TV coverage of matches, more comfortable travel conditions, a compressed calendar dictating squad turnover, and changes in competition formats are all elements which have affected the way football is played and blurred the lines between playing at home and away.

Commenting on the abolishment of the away goals rule, UEFA President Aleksander Čeferin said:

The away goals rule has been an intrinsic part of UEFA competitions since it was introduced in 1965. However, the question of its abolition has been debated at various UEFA meetings over the last few years. Although there was no unanimity of views, many coaches, fans and other football stakeholders have questioned its fairness and have expressed a preference for the rule to be abolished.”

Mr Čeferin added: “The impact of the rule now runs counter to its original purpose as, in fact, it now dissuades home teams – especially in first legs – from attacking, because they fear conceding a goal that would give their opponents a crucial advantage. There is also criticism of the unfairness, especially in extra time, of obliging the home team to score twice when the away team has scored.”

It is fair to say that home advantage is nowadays no longer as significant as it once was,“ the UEFA President concluded. “Taking into consideration the consistency across Europe in terms of styles of play, and many different factors which have led to a decline in home advantage, the UEFA Executive Committee has taken the correct decision in adopting the view that it is no longer appropriate for an away goal to carry more weight than one scored at home.”

The latest versions of all UEFA club competition regulations can be accessed here.

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Traduzione: 

La decisione segue un ampio processo di consultazione in tutto il calcio

A seguito della raccomandazione della Commissione Competizioni per Club UEFA e della Commissione Calcio Femminile UEFA, il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato oggi una proposta per rimuovere la cosiddetta regola dei gol in trasferta da tutte le competizioni UEFA per club (uomini, donne e giovanili) a partire dalle qualificazioni fasi delle gare 2021/22. La regola dei gol in trasferta è stata applicata per determinare il vincitore di un doppio pareggio a eliminazione diretta nei casi in cui le due squadre avessero segnato lo stesso numero di gol complessivamente nelle due partite. In tali casi, la squadra che aveva segnato il maggior numero di gol fuori casa è stata considerata la vincitrice del pareggio e si è qualificata per il turno successivo della competizione. Se le due squadre avevano segnato lo stesso numero di gol in casa e in trasferta al termine dei tempi regolamentari del ritorno, si giocavano i tempi supplementari, seguiti dai calci di rigore se non veniva segnato alcun gol. Con la decisione di eliminare questa regola, i pareggi in cui le due squadre segnano lo stesso numero di goal nelle due gambe non verrebbero decisi sul numero di goal segnati in trasferta, ma alla fine si giocherebbero due tempi supplementari di 15 minuti. della gara di ritorno e nel caso in cui le squadre segnino lo stesso numero di gol o nessun gol durante questo tempo supplementare, i calci di rigore determinerebbero la squadra che si qualifica alla fase successiva della competizione. Poiché i gol in trasferta non avrebbero più un peso aggiuntivo per decidere un pareggio, verrebbero rimossi anche dai criteri utilizzati per determinare la classifica quando due o più squadre sono a parità di punti nella fase a gironi, ovvero i criteri applicati alle partite giocate dal squadre in questione. Non verrebbero rimossi dai criteri aggiuntivi applicati a tutte le partite del girone se le squadre rimangono uguali (maggiore numero di gol in trasferta segnati in tutte le partite del girone), al fine di mantenere un numero massimo di criteri sportivi. Le statistiche dalla metà degli anni ’70 ad oggi mostrano una chiara tendenza alla continua riduzione del divario tra il numero di vittorie in casa/fuori (dal 61%/19% al 47%/30%) e il numero medio di reti a partita segnate a casa/trasferta (da 2.02/0.95 a 1.58/1.15) nelle competizioni maschili, mentre dal 2009/10 la media gol a partita è rimasta molto stabile in UEFA Women’s Champions League con la media complessiva di 1.92 per le squadre di casa e 1.6 per squadre in trasferta. Si può ritenere che molti fattori diversi abbiano un impatto su questo calo del vantaggio in casa. Migliore qualità del campo e dimensioni del campo standardizzate, migliore infrastruttura dello stadio, condizioni di sicurezza più elevate, maggiore cura dell’arbitraggio (e più recentemente l’introduzione di supporti tecnologici come GLT e VAR), copertura televisiva delle partite più ampia e sofisticata, condizioni di viaggio più confortevoli, un calendario compresso che detta il turnover della squadra e cambiamenti nei formati delle competizioni sono tutti elementi che hanno influenzato il modo in cui si gioca il calcio e hanno offuscato i confini tra giocare in casa e fuori casa. Commentando l’abolizione della regola dei gol in trasferta, il presidente UEFA Aleksander Čeferin ha dichiarato: “La regola dei gol in trasferta è stata una parte intrinseca delle competizioni UEFA da quando è stata introdotta nel 1965. Tuttavia, la questione della sua abolizione è stata dibattuta in vari incontri UEFA negli ultimi anni. Sebbene non ci sia stata unanimità di opinioni, molti allenatori, tifosi e altri attori del calcio hanno messo in dubbio la sua correttezza e hanno espresso la preferenza per l’abolizione della regola“. Čeferin ha aggiunto: “L’impatto della regola ora va contro il suo scopo originale in quanto, di fatto, ora dissuade le squadre di casa – specialmente nell’andata – dall’attaccare, perché temono di subire un gol che darebbe agli avversari un vantaggio cruciale . Si critica anche l’ingiustizia, soprattutto nei tempi supplementari, di obbligare la squadra di casa a segnare due volte quando la squadra in trasferta ha segnato“. “È giusto dire che il vantaggio in casa oggi non è più così significativo come una volta“, ha concluso il presidente UEFA. “Prendendo in considerazione la coerenza in tutta Europa in termini di stili di gioco e molti fattori diversi che hanno portato a un calo del vantaggio casalingo, il Comitato Esecutivo UEFA ha preso la decisione corretta nell’adottare l’opinione che non sia più appropriato per un gol in trasferta per portare più peso di uno segnato in casa”. Le ultime versioni di tutti i regolamenti delle competizioni UEFA per club sono accessibili qui.

Miami, crolla un palazzo: “Ci potrebbero essere molte vittime”


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aggiornamento 25 giugno 2021

 articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2021/06/24/-crolla-un-palazzo-a-miami-si-temono-molte-vittime-_9ab95167-4488-49f4-bc92-901f266bc9c8.html

Ritrovate oltre 100 persone. Evacuati alcuni edifici circostanti. Sconosciute le cause del crollo

Il bilancio del crollo dell’edificio di Miami si aggrava con almeno 4 morti e 159 dispersi. Lo afferma il sindaco di Surfside, Daniella Levine Cava

Continua la disperata ricerca dei dispersi tra le macerie dell’edificio di 12 piani crollato ieri a nord di Miami.

Lo riporta la corrispondente di Skynews sul posto. – Le famiglie di chi abitava nell’edificio – tra cui la sorella della first lady del Paraguay, 20 cittadini israeliani e 19 sudamericani – aspettano notizie riunite in un centro vicino al palazzo. Con l’arrivo del buio i soccorritori hanno cominciato a utilizzare le telecamere per la visione notturna e i cani addestrati. Nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti e per evitare altri crolli le squadre stanno scavando un tunnel nel parcheggio sotterraneo. Alcuni di loro hanno riferito di aver sentito suoni di colpi e altri rumori ma per ora nessuna voce. 

Sono oltre 100 le persone ritrovate tra coloro che vivevano nel condominio. – Lo ha reso noto nell’ultimo briefing di aggiornamento Daniella Levine Cava, sindaco della contea di Miami-Dade.

Un palazzo di 12 piani sull’Atlantico che crolla come un castello di sabbia nella notte mentre decine di residenti stanno dormendo, un boato di 30 secondi simile ad un tuono e poi una nuvola di fumo, un cumulo di macerie, gente che urla e che scappa, con scene che rievocano l’11 settembre: è la tragedia accaduta a Surfside, piccolo comune a nord di Miami Beach, in Florida, che sta diventando una delle zone più esclusive della Biscayne Bay. 

Spero per il meglio ma ci stiamo preparando a qualche brutta notizia, data la distruzione che abbiamo visto“, ha ammesso il governatore repubblicano Ron DeSantis, accorso sul posto. Il sindaco di SurfSide Charles Burkett riferisce che secondo il building manager la torre era piena al momento del disastro, intorno alle 2 di notte locali, anche se non è chiaro il numero esatto di persone presenti. In genere ci vivono residenti stagionali, che vengono a svernare o a passare le vacanze estive. Ancora ignote le cause dell’incidente: “E’ difficile immaginare come sia potuto accadere, gli edifici non cadono giù da soli“, ha sottolineato il primo cittadino. Informato dell’accaduto anche il presidente Joe Biden, che ha parlato con le autorità locali e statali.

Il crollo ha interessato un condominio a forma di L costruito nel 1981 con oltre 130 unità, di cui circa 80 occupate. A collassare è stata una delle tre ali, con i balconi e i pavimenti degli appartamenti che cadevano uno sopra l’altro, come un castello di carte. Le immagini delle videocamere di sorveglianza dell’area, mostrate dai network americani, sono impressionanti e lasciano poche speranze di trovare altri sopravvissuti, oltre ai 35 già estratti dalle macerie. Tra loro anche un ragazzo, il cui salvataggio è stato trasmesso in diretta dalle tv.

Non avevo mai visto in tutta la mia vita così tante ambulanze, sembrava una scena da 11 settembre“, raccontano alcuni testimoni


Miami, crolla un palazzo: Ci potrebbero essere molte vittime

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/24/news/miami_crolla_palazzo_molte_vittime-307471895/

24 giugno 2021

Centinaia di soccorritori a Collins Avenue dove è crollato un condominio di 12 piani con oltre cento appartamenti. Estratto vivo un giovane ragazzo. Finora confermata una vittima e molti ancora intrappolati. Le operazioni di estrazione potrebbero durare anche una settimana, riferiscono i soccorritori

https://twitter.com/CheechDad09/status/1407955290088259584?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1407955290088259584%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Festeri%2F2021%2F06%2F24%2Fnews%2Fmiami_crolla_palazzo_molte_vittime-307471895%2F

MIAMI Un palazzo condominiale di 12 piani, parte della Champlain Towers, è parzialmente crollato nella notte a Surfside, sobborgo di Miami Beach. Non è ancora chiaro il numero dei feriti, ma un pompiere sul posto ha parlato di diverse vittime. Lo riferisce il Miami Herald. Massiccio l’intervento dei soccorsi.

I soccorsi – Siamo sulla scena del crollo, al lavoro“, ha detto uno dei soccorritori. Il sergente Marian Cruz del Miami Dade Fire Rescue ha spiegato: “Quello che posso dirvi è che l’edificio è di dodici piani. L’intero lato posteriore dell’edificio è crollato“. L’area è un mix di vecchi e nuovi appartamenti, case, condomini e hotel, con ristoranti e negozi che servono residenti e turisti. Champlain Towers è una costruzione affacciata sull’oceano costruita nel 1981 con più di 100 appartamenti a 8777 Collins Ave.

Le cause – Rimangono ancora indefinite. Tuttavia le persone della zona hanno riferito a Local 10 News che sul tetto dell’edificio erano in corso dei lavori con l’uso di attrezzature pesanti. Il sindaco di Surfside, Charles W. Burkett, ha confermato i lavori in corso, ma ha sottolineato che è certo che non sono la causa del crollo, sicuro che prima dell’avvio sia stata fatta un’attenta ispezione del luogo.

Le testimonianze – Ho sentito un rumore spaventoso e tutto è crollato“, racconta una supersite alla Nbc Florida, che abitava al nono piano. “Ha visto i suoi vicini? – domanda la reporter – Alcuni si, sono vivi. Ma in una parte del palazzo non c’è più nessuno“.

Morto John McAfee, il pioniere degli antivirus suicida in carcere


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_giugno_23/morto-john-mcafee-pioniere-antivirus-suicida-carcere-736be818-d45e-11eb-8dcd-923bd7ac4a6d.shtml?fbclid=IwAR1c8pV5Decr2PwKDPgIem4i0dY5cel9XVH-E9-frtSR4HvKDVoH527PESo

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John McAfee

L’eccentrico fondatore dell’antivirus McAfee era stato arrestato a ottobre. Il tribunale spagnolo aveva appena approvato la sua estradizione negli Usa, dove era accusato di evasione fiscale

Si trovava in un carcere di Barcellona da ottobre – era stato arrestato all’aeroporto, nel tentativo di prendere un aereo per la Turchia – e proprio oggi, 23 giugno, era arrivata l’approvazione del Tribunale spagnolo alla sua estradizione negli Stati Uniti. Qui lo aspettava un’accusa grave: evasione fiscale. John McAfee, 75 anni, è stato trovato morto nella sua cella. Secondo le prime indagini sembra trattarsi di suicidio. Inutili i soccorsi per tentare di rianimarlo.

 

Si spegne così una delle menti più brillanti – ed eccentriche – dell’informatica moderna. Colui che ha ideato il sistema di antivirus omonimo, McAfee, da cui ha guadagnato ricchezza e fama. Ma anche una vita dissoluta, fatta di droga, armi e corruzione, nonché truffe tramite criptovalute. Negli Stati Uniti era accusato di aver evaso milioni di dollari in tasse. Un’evasione che di sicuro, secondo le indagini, è proseguita dal 2016 al 2018. Fitto il suo curriculum di rapporti con le forze dell’ordine. Nel 2012 viene ricercato come «persona d’interesse» per l’omicidio del suo vicino di casa, in Belize. Viene poi rintracciato in Guatemala dove chiede asilo politico. Poi rientra nel Paese illegalmente e viene arrestato. Nonostante non ci sia stata nessuna accusa nei suoi confronti. L’eccentrico milionario viene poi arrestato insieme alla moglie in Repubblica Dominicana perché sbarcati sull’isola con una barca carica di armi. Poi fugge in Lituania. Ha cercato anche di candidarsi per il Partito Libertario (si basa sulla filosofia del libertarianismo: capitalismo puro, diritti civili) alle scorse elezioni. E non era neanche la prima volta: ci aveva già provato nel 2016.

Nuoto, Tokyo a rischio per Paltrinieri: ha la mononucleosi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/vari/2021/06/23/news/nuoto_paltrinieri_mononucleosi-307342024/

L’annuncio del presidente federale Barelli: “Lo aspetta una delle sfide più difficili della carriera, ma sono fiducioso”

Il nuoto italiano rischia di perdere una delle sue stelle per l’Olimpiade di Tokyo: Gregorio Paltrinieri ha la mononucleosi. “Avverte leggeri sintomi. Conosceremo gli effetti dell’infezione giorno dopo giorno. Siamo chiaramente dispiaciuti perché l’avvicinamento alle Olimpiadi proseguiva perfettamente; ma Paltrinieri è un campione fenomenale e lotterà fino all’ultimo metro per prendersi le medaglie che sogna a Tokyo“. Così il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli.

Barelli ricorda che “abbiamo cresciuto Gregorio al centro federale di Ostia da quando era un adolescente con le stimmate del campione. Non ha mai rinunciato a nulla e con la sua determinazione si è preso tutto. Sono fiducioso che ci riuscirà anche questa volta. L’attende una delle sfide più difficili della carriera. Come sempre lo sosterremo lungo tutto il suo percorso di avvicinamento alle Olimpiadi“, ha concluso il numero uno federale.


Mononucleosi

Mononucleosi: La mononucleosi è una malattia infettiva che si trasmette attraverso la saliva; per tale motivazione è anche conosciuta come “malattia del bacio. L’infezione si può trasmettere attraverso la condivisione di bicchieri o per effetto di goccioline di saliva disperse con starnuti o colpi di tosse. La mononucleosi è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV – Epstein-Barr Virus).

Che cos’è la mononucleosi? – La mononucleosi è una malattia infettiva che si trasmette attraverso la saliva. I sintomi sono spesso moderati e consistono in un senso generale di malessere, astenia e stanchezza. In alcuni casi l’infezione può avere delle conseguenze più gravi che coinvolgono i linfonodi, milza, fegato, cuore, polmoni e sistema nervoso centrale. La mononucleosi ha un tempo di incubazione che varia tra 30 e 50 giorni.

Quali sono le cause della mononucleosi? La causa della mononucleosi è un’infezione virale sostenuta dal virus di Epstein-Barr.

Quali sono i sintomi della mononucleosi? – La mononucleosi è spesso asintomatica oppure si presenta con sintomi lievi e transitori, caratterizzati da debolezza, stanchezza, febbre, ingrossamento dei linfonodi e della milza.

Le complicazioni legate alla mononucleosi, anche se poco frequenti, possono essere più gravi della patologia e includono:

Come prevenire la mononucleosi? – Per limitare il rischio di contagio bisognerebbe evitare il contatto con le secrezioni (saliva) dei soggetti infetti. È necessario ricordare che il virus è eliminato attraverso la saliva per molti mesi dopo l’infezione.

Diagnosi  – La diagnosi di mononucleosi può essere esclusivamente clinica, attraverso il riconoscimento dei segni e sintomi caratteristici della malattia. A conferma della diagnosi clinica, gli esami del sangue permettono di individuare la presenza degli anticorpi specifici anti-EBV.

Trattamenti  – Non esistono trattamenti specifici contro la mononucleosi; possono essere utili l’uso di antinfiammatori e antipiretici.

Quando c’è un interessamento della milza, per evitare il rischio di rottura, è importante limitare gli sforzi fisici.

Nicola Tanturli ritrovato vivo, il bambino scomparso sul Mugello era in una scarpata…


articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_ritrovato_vivo_bambino_scomparso-307279709/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

Il bambino è stato ritrovato a 4-5 chilometri da casa. Sta bene, in ospedale per accertamenti. Il carabiniere che l’ho tirato su dal burrone: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo

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E’ stato ritrovato a chilometri di distanza da casa il piccolo Nicola Tanturli, il bambino di meno di due anni scomparso dalla sua casa a Campanara, frazione isolata di Palazzuolo sul Senio tra i boschi del Mugello. Lo ha sentito un giornalista, un lamento che proveniva da una scarpata, ha capito subito. “Il bambino chiamava mamma“, ed è corso a dare l’allarme. Era lui. Sul caso c’è un fascicolo della procura di Firenze, senza indagati e ipotesi di reati. Per i carabinieri impegnati negli accertamenti, il piccolo si sarebbe allontanato da solo, vagando poi per i boschi. Gli investigatori escludono altre possibili ipotesi.

Il piccolo è lievemente ferito, solo qualche graffio sembra, ma sta bene, è in ospedale per accertamenti. Un carabiniere si è calato nella scarpa e lo ha portato in salvo: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli, mi si è subito aggrappato al collo“. Il padre Leonardo ha spiegato che “Nicola è un bambino abituato a camminare alcune decine di metri, da sé, in autonomia, ma mai si era allontanato in questo modo da solo. E’ un bambino forte, ha resistito“. “Siamo felici per il bambino e per la la sua famiglia – ha detto la prefetta di Firenze Alessandra Guidi – e siamo grati ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e ai tanti volontari che si sono impegnati nelle ricerche”.

La scomparsa: 9 ore prima dell’allarme – Un sospiro di sollievo per tutti dopo due notti e un giorno intero di ricerche disperate. Battute a tappeto con centinaia di volontari, cani molecolari, elicotteri, in una zona impervia e isolata dell’appennino tosco emiliano dove la famiglia del piccolo vive. Lunedì sera la mamma Giuseppina Paladino lo aveva messo a letto e poi era andata nella stalla. Il marito, Leonardo non era in casa, quando è tornano i due hanno cenato e, prima di andare a letto, sono andati a controllare nella cameretta di Nicola. Il bambino non c’era. I genitori si sono messi subito a cercarlo, ma hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco solo la mattina successiva. Nove ore dopo, ma non sono emersi profili di responsabilità.

  • Lui con quegli occhi vispi, in braccio alla mamma. Sono scesi dall’elicottero, il piccolo Nicola Tanturli e la sua mamma Giuseppina: dalle valli del Mugello sono arrivati all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Il piccolo che sta comunque bene e ha piccole ferite, viene visitato dai medici dell’ospedale pediatrico fiorentino.

Centinaia di volontari, un premio dalla Regione – Immediata si è messa in moto la macchina delle ricerche, un elicottero con termoscanner ha perlustrato l’intera area per tutta la scorsa notte. Oggi sono arrivate le congratulazioni di Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. “Ha espresso gioia e grande apprezzamento per il lavoro di tutti i componenti del soccorso – ha fatto sapere la prefetta – grazie ancora a tutti, è veramente importante poter oggi raccontare un esperienza operativa che ha dato questo risultato così straordinario“. Il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Moschetti, riceverà domani in Regione il Pegaso d’oro. Lo ha annunciato il presidente della Regione Eugenio Giani, “per lui e per tutto il movimento di volontari che si è messo in moto“.

Il ritrovamento – E’ stato il giornalista a ritrovarlo: mentre saliva verso la casa ha sentito i lamenti. E’ Giuseppe Di Tommaso, della Vita in diretta. Il bambino era in fondo a una scarpata, a ridosso della strada e profonda decine di metri ed è stato poi recuperato da un carabiniere che si è calato nel burrone. “Ho sentito il suo lamento e ho capito subito. Un’emozione indescrivibile, un miracolo“. Il piccolo ha subito visto i genitori, ha riabbracciato parà Leonardo e da mamma Pina, contadini e apicoltori in quell’angolo di appenino tosco-emiliano, dove conducono una vita molto ritirata puntando all’autosufficienza. “Per fortuna sta bene“. Il bimbo è stato visitato dal medico presente con i soccorritori e ha deciso per il trasporto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. “Escoriazioni superficiali, le sue condizioni generali non destano particolari preoccupazioni – fanno sapere i medici – verrà comunque trattenuto in osservazione in attesa di completare gli ultimi accertamenti”. Uscirà forse anche già stasera, o domani.

La notte nei boschi – Il bambino ha percorso almeno 4 o 5 km da quando si è allontanato da casa al punto in cui poi è stato ritrovato – ha spiegato il comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia, Danilo Ciccarelli, che l’ha portato in salvo dal burrone. “Nicola è sicuramente un bambino intraprendente. E’ uscito di casa e ha cominciato a camminare, forse si è fermato più volte e più volte si deve essere di nuovo incamminato. Ho l’impressione che non abbia trascorso la notte nel burrone in cui lo abbiamo ritrovato, perché l’erba non era schiacciata in quel punto, cioè probabilmente lì non aveva fatto il suo giaciglio per la notte“.

  • “Ecco la mamma, ecco la mamma”, dice il carabiniere Ciccarelli davanti a Giuseppina Paladino ancora incredula e in lacrime. Sono le prime immagini dopo il ritrovamento di Nicola Tanturli. Il piccolo Nicola ha le scarpe ma non ha i vestiti. È avvolto in una coperta termica, la mamma lo prende in braccio, lo stringe forte. “È in stato confusionale, lasciateci in pace”, dice mamma Giuseppina. E poi va in ambulanza col figlio per le prime cure mediche. “Vuoi venite con me, me lo dici?”, chiede la mamma a Nicola

Il giornalista e il carabiniere – Il luogotenente Ciccarelli si è calato a 25 metri individuando il piccolo che continuava a chiedere della mamma. Lo ha riportato sulla strada sterrata riconsegnandolo alla donna. “All’inizio mi sembrava più un capriolo o un daino – ha detto Ciccarelli – poi è sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo“. Emozionante il racconto del savataggio: “L’ho trovato perché mi sono sentito male e ho fermato la macchina, era nella scarpata ripidissima, ho sentito un’auto passare, erano i carabinieri. Li ho convinti che era davvero Nicola – ha raccontato il giornalista Di Tommaso – ho aiutato il carabiniere a salire col bambino, lo prendevamo in braccio a tappe“.

Il sollievo di un’intera comunità – Il sindaco di Palazzuolo sul Senio Moschetti, durante la conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento, rispondendo a una domanda di un giornalista se del caso saranno interessati i servizi sociali il sindaco ha risposto: “E’ una cosa che non spetta a noi direttamente, spetterà alla Società della salute ed eventualmente ai servizi sociali stessi, che ci hanno già contattato. Noi ieri abbiamo già parlato con i servizi sociali, anche su come potenziare il supporto alla famiglia“. Immenso il sollievo. “Ha vinto lo Stato, ha vinto l’Italia – ha aggiunto Moschetti – per le ricerche sono state mobilitate oltre 1000 persone. E’ davvero una giornata di gioia, un brutto episodio che ha tenuto tutti in ansia si è concluso nel miglior modo possibile. Da due giorni non dormiamo, ma l’esito felice ci ripaga di qualsiasi sforzo. Un ringraziamento a tutti“.

La gioia dei volontari – Grande la partecipazione e grande la gioia dei volontari che hanno cercato il bimbo sensa sosta. “Lui era in braccio al carabiniere, con due occhioni grandi, guardava tutti, sembrava non capire cosa ci facevamo, era spaesato, ma nulla di più“, ha raccontato Bartolomeo, 28 anni, volontario del coordinamento Misericordie dell’Area fiorentina. “Nella notte ero passato a controllare anche quella strada, in pieno bosco, si sentivano gli animali, mi immaginavo come si doveva sentire un bambino così piccolo da solo, nel buio. Quando è arrivata la mamma ad abbracciarlo ci siamo commossi. Tutti eravamo consapevoli di essere davanti a un miracolo“.

Mugello, non si trova il bimbo scomparso….


Mugello, non si trova il bimbo scomparso, buco di 9 ore prima dell’allarme: inutile il sorvolo notturno dell’elicottero con termoscanner

articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_senza_esito_le_ricerche_notturne_del_bimbo_di_2_anni_scomparso_oggi_si_continua_allargando_il_raggio-307251568/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S2-T1

Di Nicola, 2 anni, non si hanno tracce da poco dopo mezzanotte di lunedì, i genitori lo hanno cercato da soli e hanno chiesto aiuto il mattino dopo. Oggi nuovi volontari per le battute che avranno un raggio più ampio

Ancora senza esito le ricerche di Nicola Tanturli, il bambino di quasi 2 anni scomparso dalla casa dei genitori a Campanara di Palazzuolo sul Senio  località isolata dell’Alto Mugello dove la famiglia, che ha anche un altro figlio di 4 anni, vive in un casolare gestendo un’azienda di apicoltura con annesso un piccolo allevamento di capre e di oche. Le ricerche per tutta la notte non si sono fermate e ha partecipato ancheun  aereo di un termoscanner per individuare il bambino.

Il primo sorvolo sull’area selezionata con la termocamera ha dato esito negativo, ne è stato fatto un secondo con infrarossi, ma anche questo senza successo. Nel frattempo non si sono interrotte le ricerche con le squadre a terra alle quali hanno parteciapto decine di volontari.

Le difficoltà nelle ricerche sono dovute anche al tempo trascorso prima che si mettessero in moto a livello ufficiale. Secondo una prima ricostruzione, infatti, i genitori di Nicola di ritorno verso mezzanotte dalla stalla dove avevano dato da mangiare agli animali – capre e oche – si sono accorti dell’assenza di Nicola dal lettino della sua camera dove dorme da solo mentre il fratellino di cinque anni ha un’altra cameretta.

La coppia ha iniziato a cercarlo nella casa, nei vicini casolari anche con laiuto degli altri residenti della zona e solo con la luce del mattino, disperati, hanno chiamato i carabinieri e le ricerche sono partite a largo raggio. Il tempo trascorso e soprattutto il fatto che non si conosca in quale direzione il bimbo – che ha dimestichezza con la campagna dove si avventurava ogni volta che poteva – si sia diretto hanno complicato la pianificazione delle battute alle quali hanno partecipato solo ieri quasi 200 volontari organizzati in una ventina di squadre che hanno affiancato i cani molecolari.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni. Stamani sono in previsione nuove operazioni, coi cani molecolari, coi cani da soccorso e coi volontari.

Il territorio è impervio e la vegetazione è molto fitta. Le squadre dei soccorritori si sono già date più cambi.
Ci sono pure difficoltà di comunicazione perché la copertura della rete mobile in questa parte dell’Appennino è incompleta e ha molti vuoti lontano dagli abitati. I droni sorvoleranno ancora le aree scoperte, fuori dai boschi, per rilevare eventuali segni del passaggio del bambino.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni di soccorso di oggi quando al mattino molti volontari non saranno disponibili per ragioni di lavoro, mentre il pomeriggio dovrebbe tornare operativo un cospicuo numero di persone.

Un questionario e tifosi vip come testimonial, decolla il progetto Interspac


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2021/06/22/news/progetto_interspac_cottarelli-307128652/

L’associazione che da anni si pone l’obiettivo di portare all’Inter il modello di azionato popolare si è data la forma di società vera e propria e partirà a breve con una serie di iniziative. Cottarelli: “Vogliamo lavorare insieme all’attuale proprietà. Il nostro unico scopo è sostenere la squadra che amiamo”

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Carlo Cottarelli  –  Steven Zhang

Il progetto Interspac prende forma. L’associazione che da anni si pone l’obiettivo di portare all’Inter il modello di azionato popolare, che già governa ad esempio il Bayern Monaco, si è data la forma di società vera e propria. E come S.r.l. presenta oggi il proprio programma d’intervento. Il primo passo sarà venerdì 25 giugno, quando aprirà un questionario online per valutare l’interesse dei tifosi interisti all’idea di potere un giorno diventare soci del club. Entro la fine del mese saranno resi noti i nomi di alcuni sostenitori noti, che presteranno il proprio volto come testimonial dell’operazione, acquistando piccole quote. Infine, per  settembre, è in programma un incontro pubblico di presentazione del progetto.

Collaborare con Zhang – Carlo Cottarelli, presidente di Interspac S.r.l. spiega così lo spirito dell’iniziativa: “Vogliamo portare avanti un grande progetto di azionariato popolare. Per rafforzare l’Inter con capitali forniti da noi tifosi, integrati da risorse di investitori istituzionali, in un quadro economicamente sostenibile. Già avviene in altre società gloriose, come il Bayern di Monaco“. L’intenzione non è porsi come alternativa all’attuale proprietà del club, ma collaborare. “Vogliamo lavorare insieme all’attuale proprietà, già informata dell’iniziativa. Il nostro unico scopo è sostenere la squadra che amiamo. Siamo grati al presidente Zhang per aver riportato l’Inter ai vertici del calcio“, prosegue Cottarelli.

Questionario e volti noti – Quanto alle tappe, l’ex commissario alla spending review spiega: “Il primo passo sarà simbolico. Entro fine giugno faremo entrare nella società Interspac S.r.l. un gruppo ristretto di tifosi interisti noti, che acquisteranno una piccola quota: sportivi, musicisti, scrittori, giornalisti, conduttori televisivi. Ci aiuteranno a far conoscere il progetto“. Ancor prima, sarà fatto il questionario online: “Vogliamo misurare quanto interesse ci sia per la nostra iniziativa. Abbiamo incaricato IQUII e la sua Sport Intelligence Unit di condurre uno studio approfondito in proposito. Venerdì 25 giugno sarà messo on line sui canali social e web, e rilanciato da media partner, un questionario sull’azionariato popolare tramite cui anche i tifosi interisti potranno far conoscere la propria opinione, in via informale“.

I tempi e la presentazione pubblicaIn ogni caso, l’introduzione dell’azionariato popolare richiederebbe tempi medio-lunghi. E siamo solo all’inizio del percorso. “Se, come pensiamo, ci sarà sufficiente interesse da tutte le parti coinvolte, inclusa la proprietà, dopo aver definito i dettagli tecnici dell’operazione, richiederemo le necessarie autorizzazioni a tutti gli organi competenti per poi iniziare la raccolta di risorse dai tifosi e da altri. Questo richiede diversi mesi, anche se l’esatta tempistica dipenderà dai dettagli tecnici della operazione. In ogni caso, pensiamo che il nostro modello di azionariato popolare sia valido anche per altre società di calcio italiane. Per discuterlo in una visione strutturale, di lungo termine, a fine settembre organizzeremo a Milano un incontro pubblico invitando, oltre che i soci di Interspac, personalità del mondo del calcio italiano e internazionale. A questo punto, si parte! Forza Inter! E speriamo che altre tifoserie italiane vogliano imitarci“.

Fra gli invitati alla presentazione di settembre, come ospite d’onore, ci sarà anche Karl-Heinz Rummenigge, giocatore dell’Inter fra il 1984 e il 1987 e uomo forte del calcio tedesco. Per 20 al Bayern Monaco, prima come dirigente e poi come presidente, Kalle è sostenitore del modello di proprietà condivisa dei club, che ha portato il Bayern a essere l’unico dei club che domina il proprio campionato in Europa ad avere i contiin ordine.

L’Inter in mano ai tifosi: “Qualcosa in più di un sogno romantico”. Lukaku: “Resto per vincere ancora”

Serie A, diritti Tv: Sky ricorre all’Antitrust contro l’esclusiva Tim


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/06/22/news/serie_a_diritti_tv_sky_ricorre_all_antitrust_contro_l_esclusiva_tim-307173776/

La società media chiede all’Authority un intervento d’urgenza: “Per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori come oggi. L’accordo con DAZN è illegittimo, lede la libertà dei consumatori e la concorrenza

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Sky ricorre all’Antitrust con una denuncia relativa all’accordo in esclusiva tra Dazn e Tim per la distribuzione delle partite di Serie A 2021-24 definendolo “illegittimo“. Lo rende noto la società spiegando le ragioni che hanno portato a questo passo. “Sky si è rivolta all’Antitrust per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori di broadband e guardarla sulla piattaforma che preferiscono – satellite, Dtt o Ott – esattamente come oggi – si legge nella nota del gruppo media -. Tim, il retailer dominante nella banda larga, ha stipulato un accordo illegittimo di esclusiva con Dazn. Questo accordo preclude all’Ott la possibilità di distribuire il campionato di Serie A attraverso altri operatori, favorendo così Tim e rafforzando la sua posizione dominante nel mercato della banda larga. In un momento cruciale di passaggio per l’Italia dalla banda standard alla banda ultra larga, questo accordo di esclusiva non deve ledere la concorrenza. Per questo Sky invita l’Antitrust ad agire con urgenza per garantire che il campionato di Serie A possa essere fruito da tutti i consumatori in condizioni che favoriscono la concorrenza e la libera scelta“.

La reazione di Tim – Con una nota TIM dice di essere “stupita dalle preoccupazioni di SKY sulla concorrenza e la libera scelta dei clienti, dopo che l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato (AGCM) ha accertato più volte che SKY è un soggetto dominante nel settore della pay tv detenendo una quota di mercato pari a circa l’80%. La modalità in streaming con cui gli appassionati possono vedere tutte le partite di Serie A anche per il prossimo triennio, si inserisce in un percorso avviato oramai da tempo e in cui DAZN, come Netflix, Amazon e Disney+ (e la stessa SKY con NOW), rappresentano il futuro della distribuzione dei contenuti, fruibili nelle abitazioni e fuori casa con gli apparecchi tradizionali e con quelli di nuova generazione quali smartphone, computer e tablet“. E ancora: “La diffusione di tutto il campionato di calcio in streaming rappresenta un elemento importante per la digitalizzazione del Paese, di cui beneficerà l’intera struttura industriale del paese. Continuare a difendere la posizione del satellitare pay avrebbe – questo sì – l’effetto di danneggiare i consumatori e ritardare l’accelerazione della transizione verso il digitale e le reti di telecomunicazioni ad alta velocità“.

Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa:….


Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa: “Misure anti-Covid non sufficienti, così si diffuse il contagio tra i dipendenti”

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/billionaire_epidemia_colposa_phi_beach_country_club_lesioni_colpose-307197338/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

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Chiusa l’indagine di Tempio Pausania sulle discoteche in Costa Smeralda, indagato l’amministratore unico del locale di Flavio Briatore. “Siamo sorpresi, l’epidemia colposa omissiva non esiste“, commenta l’avvocato Cuccureddu. Ai gestori di Phi Beach e Country Club contestate le lesioni colpose. 

Al Billionaire non hanno adottato le misure necessarie per impedire la diffusione del Covid-19 tra i dipendenti“. Con questo assunto, esito di quasi un anno di investigazioni condotte dal Reparto operativo dei carabinieri di Sassari, la procura di Tempio Pausania contesta al rappresentante legale e amministratore unico del famoso locale della Costa Smeralda, Roberto Pretto, il reato di epidemia colposa. E’ quanto si legge nell’avviso di chiusura dell’inchiesta, notificato alle parti. Stando all’atto, Flavio Briatore, proprietario del Billionaire, non è indagato.

L’inchiesta, partita l’estate scorsa dopo lo scoppio dei focolai in Gallura e la serrata delle discoteche disposta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ha individuato almeno 12 dipendenti che si sono contagiati al Billionaire. Ma il locale di Briatore non è l’unico coinvolto. Ce ne sono altri due, molto noti tra i vacanzieri: il Phi Beach e il Country Club. Ai gestori di questi viene contestata non l’epidemia colposa, bensì il reato di lesioni colpose, con la motivazione di non aver fornito ai lavoratori un numero sufficiente di mascherine. Alcuni dispositivi di protezione individuale consegnati al personale, inoltre, all’esito delle analisi sono risultati con capacità filtrante inferiore alla norma, dunque inefficaci contro il virus. Ed erano griffati con il marchio del locale.

Siamo molto sorpresi – commenta l’avvocato Antonella Cuccureddu, che difende Roberto Pretto – il reato di epidemia colposa, a norma di Codice, si commette diffondendo germi patogeni, col presupposto che i germi patogeni non siano in circolazione e quindi li diffonda il soggetto. La condotta del diffondere è attiva. Contestare un’epidemia colposa nel contesto di una pandemia è assurdo. Oltretutto, la contestazione è motivata dalla omissione, ma una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che non può esistere l’epidemia colposa omissiva“.

Variante Delta, 24 casi scoperti a Piacenza


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/coronavirus_emilia_romagna_variante_delta_casi_piacenza-307117146/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S4-T1

Il focolaio si è verificato in alcune aziende della logistica. Non ci sono malati gravi. I contagiati non erano stati vaccinati

In sei giorni l’Ausl di Piacenza ha sequenziato, rintracciato e isolato 24 casi di variante Delta, la mutazione del Coronavirus scoperta in India. Tutti provengono dal polo logistico piacentino. Due le aziende coinvolte, con 10 dipendenti contagiati mentre gli altri 14 sono amici, conoscenti o parenti stretti.

Diversi positivi abitano in realtà nel Cremonese e si spostano utilizzando mezzi pubblici: nei giorni scorsi l’Ausl aveva lanciato appelli a sottoporsi a tampone per i passeggeri della linea di bus Piacenza-Cremona. L’indagine, condotta dal dipartimento di Sanità pubblica, non ha riscontrato casi gravi.

Abbiamo allargato il più possibile il cerchio tentando di individuare i possibili contatti dei contagiati – spiega il responsabile del dipartimento, Marco Delledonne -. In questi ultimi giorni, per fortuna, i tamponi non evidenziano più nuovi positivi e siamo abbastanza fiduciosi di essere riusciti a contenere il virus, grazie ad un’azione tempestiva“. L’attività di contact tracing è partita il 15 giugno. A quanto pare i contagiati non erano stati vaccinati.

Il taglio delle dosi – Cresce la preoccupazione intanto per il taglio, a luglio, delle nuove forniture di vaccini Pfizer e Moderna rispetto a giugno. Non ci sono ancora numeri ufficiali ma le Regioni sono in fibrillazione. I più pessimisti, ieri, sono arrivati a temere una scure fino al 50%: significherebbe, per la sola Emilia-Romagna, mezzo milione di cartucce in meno. La migliore delle ipotesi, che circolava già domenica, era la riduzione di un terzo. In ogni caso, non sono buone notizie.

Certo è che i tecnici, alle prese con i conti, adesso non si sbilanciano sull’eventualità di sospendere le nuove prenotazioni, scelta già annunciata dalla Toscana. E nemmeno sulla possibilità – al momento non evocata – di spostare le date delle prime dosi. Realisticamente non dovrebbero esserci problemi per i richiami, che devono essere garantiti. Durante un incontro con i direttori delle Ausl, ieri la Regione Emilia-Romagna ha però chiesto a tutti i manager di fare una ricognizione delle persone prenotate finora. A giugno sono attese un milione e 160 mila dosi di Pfizer e 111 mila di Moderna: oltre 1,2 milioni. Di luglio, per ora, si sa soltanto quello che arriverà nelle prime due settimane: appena 300 mila dosi. Per questo c’è molta agitazione.

Intanto dovrebbero concludersi a giorni le istruttorie sugli operatori sanitari che non si sono vaccinati, passibili di licenziamento. Secondo l’ultimo report gli operatori sanitari che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino sono 14.390, su 182.812, pari al 7,87%.