La caduta dei corridori al Tour de France, a causa del tifo a bordo strada


articolo:  https://www.ilpost.it/flashes/caduta-tour-de-france/

A circa 48 chilometri dall’arrivo della prima tappa del 108° Tour de France, iniziato oggi in Francia tra Brest e Landerneau, parte del gruppo dei ciclisti è caduta a causa di una spettatrice a bordo strada che con un cartello di cartone ha urtato Tony Martin, che si trovava tra i primi. Un gruppo di alcune decine di corridori è caduto a terra e nell’incidente è stato coinvolto anche il ciclista italiano Vincenzo Nibali. Il resto del gruppo ha rallentato evitando che ci fossero ulteriori cadute, poi la corsa è ripresa.

Contro i femminicidi l’inno in sardo di una generazione in un videoclip


articolo: https://www.agi.it/cronaca/news/2021-06-21/femminicidio-sardegna-canto-videoclip-scuola-12975411/?fbclid=IwAR03gf0c7ZjASDckiQ1YzRwQiv0KGY-gJm4Om0vKipUVCWTSt–TAVPzQgM

‘Cancion sin miedo’ della cantautrice messicana Vivir Quintana diventa la commovente ‘Chena Timire’ nella versione tradotta cantata dalle 14enni di una scuola del Sassarese per ricordare le donne uccise in Sardegna

il video lo trovi sul Blog “ https://alessandro54.com/ ”  alla pagina “Femminicidi

oppure piu semplicemente su Youtube

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Terza F istituto comprensivo ‘Deledda’ di Ozieri – Le ragazze delle terza F dell’istituto comprensivo ‘Grazia Deledda’ di Ozieri

AGI – ‘Deo so (io sono, in sardo) Romina, Speranza, Rossella, Zdenka, Susanna, Michela’: lo gridano nel video ‘Chena Timire‘ le ragazze delle terza F dell’istituto comprensivo ‘Grazia Deledda‘ di Ozieri, nel Sassarese, citando i nomi delle donne vittime di femminicidio in Sardegna. Il videoclip, straordinariamente maturo e di forte impatto emotivo, è stato realizzato da alunne e alunni 14enni che hanno adattato in lingua sarda il brano ‘Cancion sin miedo’ della cantautrice messicana Vivir Quintana, diventato un inno internazionale di lotta culturale al femminicidio.

“Abbiamo creato una troupe vera e propria con un nome 18 caddhos rujos’ (18 cavalli rossicon un suo logo, anche questo realizzato dai ragazzi”, racconta all’AGI Alessandro Carta, regista e musicista, docente che ha curato il progetto. “Abbiamo lavorato sulla verità, dopo aver abbandonato l’idea di rappresentare nel videoclip delle scenette sul tema. L’obiettivo era trasferire un’emozione“. Un’emozione che avesse al centro il dolore e la delicatezza che i ragazzi di Ozieri conoscono.

Il ricordo di Romina, uccisa dall’ex – Nel video la telecamera indugia sui volti, sui loro sguardi e in alcuni casi sulle lacrime spontanee riprese nel corso dei lavori in classe, il tema è forte ed è sentito dai giovanissimi protagonisti del videoclip. Una loro compaesana Romina Meloni a 49 anni è stata uccisa dal suo ex nel 2019 a colpi di pistola: “I ragazzi conoscono il figlio di Romina e hanno affrontato il tema con sensibilità e delicatezza”, sottolinea il docente. 

“Il videoclip è il risultato finale di un percorso inserito nella materia curricolare ‘Arte e immagine'”, spiega Carta. “Siamo partiti dal fatto che questa generazione è molto attratta dai videoclip senza, però, conoscere il lavoro che c’è dietro quel prodotto fatto da professionisti. Poi abbiamo scelto il tema del femminicidio”. Un percorso di ricerca interdisciplinare, con la collaborazione dei docenti Maria Paola Maieli e Mario Cola, ha guidato i ragazzi alla conoscenza storica del fenomeno e della condizione femminile nella società, con lo studio dei movimenti che a livello mondiale si sono battuti e ancora si battono per la lotta contro la violenza di genere. I ragazzi si sono confrontati anche in dibattiti.

Più ci mettono paura, più ci crescono le ali (Nos ponent tramentu, nos creschent sas alas) Se ne toccano una, rispondiamo tutte (Si toccant a una, respondimus totu) sono i passaggi centrali del brano che i ragazzi cantano con una potenza scenica inaspettata a soli 14 anni: “Abbiamo lavorato sulla verità artistica e sulla costruzione dell’intenzione dentro di sé”, aggiunge Carta. “Gli sguardi delle ragazze mentre cantano parole così importanti sono potenti e veri”. Nessuna velleità di popolarità nei loro atteggiamenti.

 “È un lavoro scolastico”, precisa il regista, “e non abbiamo mai pensato di farlo percheé diventasse qualcosa di diverso da questo”. Intanto il video ha già ricevuto apprezzamento da alcune associazioni nazionali che si occupano di temi come la violenza di genere e la condizione femminile e in pochi giorni ha raggiunto circa 16 mila visualizzazioni su YouTube. Commuove e sa di manifesto di una generazione ascoltare “Che si senta forte: vogliamo rimanere vive” (Chi s’intendat forte: nos cherimus vivas), cantato con convinzione e forza, in piedi e con il braccio verso il cielo, da giovanissimi ragazzi e ragazze dietro il proprio banco di scuola. 

La variante Delta avanza, oltre 18mila nuovi casi in Gb – Dietrofront Delta, così la variante richiude il mondo


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/06/26/la-variante-delta-avanza-oltre-18mila-nuovi-casi-in-gb_2f39ef12-7c97-4d93-858d-29713661d4b7.html

Continua a correre l’epidemia di Covid nel Regno Unito, a causa soprattutto della variante Delta.
Oggi sono stati registrati 18.270 nuovi contagi, il record giornaliero dal 5 febbraio.

Ieri i contagi erano saliti di 15.810. I decessi sono stati 23. Sul fronte delle vittime, l’alto numero dei vaccinati continua a mantenere i numeri contenuti, riportano i media locali. Quasi l’84% della popolazione ha ricevuto la prima dose, oltre il 61% il richiamo

Dietrofront Delta, così la variante richiude il mondo

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/26/news/dietrofront_delta_cosi_la_variante_richiude_il_mondo-307844794/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

La mutazione del coronavirus scoperta per la prima volta in India si sta diffondendo da un continente all’altro costringendo diversi Paesi a ripristinare le restrizioni. E l’agognato ritorno alla normalità continua a slittare

Regno Unito L’addio alle restrizioni slitta di un mese – LONDRA – Altri 18.270 casi di Coronavirus ieri, quasi tutti di variante Delta. Nel Regno Unito oramai sono in continua crescita da due settimane, anche se alcuni esperti pensano/sperano che la curva si stia stabilizzando. Nel frattempo, si cerca di vaccinare quanti più britannici possibile, soprattutto i più giovani, che sono la maggioranza dei nuovi infetti da Covid, perché solo adesso stanno ricevendo le prime dosi di vaccino. Boris Johnson ha rinviato di un mese il “ritorno alla normalità” originariamente previsto il 21 giugno, proprio per guadagnare tempo nell’immunizzazione e vedere l’effetto dei vaccini contro ricoveri e decessi, che per ora paiono funzionare. Ora però, a meno di effetti gravi dalla variante Delta, il 19 luglio dovrebbero essere rimosse tutte le restrizione anti-Covid, incluse le mascherine al chiuso e il distanziamento.

Australia – Lockdown a Sydney. “Bolla” con Auckland sospesa – LONDRA – “È un nemico formidabile“. Così il ministero della Salute australiano Brad Hazzard ha definito la variante Delta che da ieri ha costretto l’intera metropoli di Sydney a due settimane di lockdown. Sospesa anche la “bolla aerea” con la Nuova Zelanda. I casi di Delta riscontrati sinora sono “soltanto” (a differenza del Regno Unito) 80 negli ultimi giorni, ma sono stati sufficienti a far richiudere tutto. L’estrema cautela dell’Australia è dovuta al flop della campagna vaccinale fino a questo momento. Sinora solo il 3% della popolazione adulta è stata immunizzata con due dosi, mentre il 25% ha ricevuto almeno una dose. Un problema dovuto soprattutto alla carenza di scorte: Canberra ha puntato molto sul vaccino AstraZeneca, ma ritardi della consegna e i limiti di utilizzo hanno rallentato la campagna, insieme alla ritrosia di una fetta di australiani a vaccinarsi.

Portogallo – Solo spostamenti essenziali nelle zone a rischio – L’aumento dei contagi ha spinto il governo di Lisbona ad annunciare nuove restrizioni per la regione della capitale e per altre due aree a rischio. Le nuove regole, ha dichiarato giovedì il ministro Mariana Vieira da Silva, servono a cercare di contenere la variante Delta, che ormai rappresenta più della metà dei nuovi casi nella capitale e nella valle del Tago: prevedono il divieto dei viaggi nel fine settimana per l’area di Lisbona, i cui residenti possono partire solo per spostamenti essenziali. Anche i piani per allentare le restrizioni in altre zone sono stati abbandonati. All’inizio della settimana, il ministro della Sanità aveva ammesso che il Portogallo avrebbe potuto «agire diversamente» per prevenire la diffusione della variante. Secondo il responsabile della vaccinazione, il Paese potrebbe non riuscire a fornire una prima dose al 70% della popolazione entro agosto.

Israele – Il primo Paese a dichiarare la fine della crisi ora ripristina i divieti – Dopo la nuova ondata di contagi da variante Delta, anche Israele, che vantava di essere il primo Paese uscito dall’emergenza grazie alla massiccia campagna di vaccinazione, ha dovuto fare un passo indietro sulle riaperture. Il ministero della Sanità israeliano ha reintrodotto l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi ad accesso pubblico, che aveva cancellato lo scorso 15 giugno. Il ministero ha anche raccomandato che i cittadini indossino mascherine sul volto durante gli eventi pubblici di massa, anche quando si svolgono all’aperto, “come gli eventi del Pride di questo fine settimana”. Nachman Ash, capo della task force dello Stato ebraico per la risposta alla pandemia, ha dichiarato alla radio di Stato che la decisione è stata presa dopo che per quattro giorni sono stati registrati oltre 100 nuovi casi quotidiani di Covid.

Russia – Per lavorare e andare al ristorante c’è l’obbligo di vaccino – Le lotterie per auto e appartamenti non sono bastate a promuovere la campagna d’immunizzazione nel Paese che ha registrato il primo vaccino anti-Covid al mondo, lo Sputnik V. E così, davanti all’impennata di casi (21.665 ieri) e di decessi (107 a San Pietroburgo, il numero più alto dall’inizio della pandemia) causati dalla variante Delta, la Russia è passata dalla carota al bastone. Diciotto regioni hanno reso la vaccinazione obbligatoria per i lavoratori di alcuni settori: uffici governatori, istruzione, vendita, sanità, ristoranti e servizi. Da lunedì a Mosca i ristoranti ammetteranno solo i clienti con pass sanitario e tornerà l’obbligo del telelavoro al 30%, mentre le cure ospedaliere saranno limitate a chi è vaccinato o ha gli anticorpi. Ma davanti alle nuove imposizioni, la sfiducia nei confronti del vaccino resta: solo circa il 15% dei russi ha ricevuto almeno una dose. Cresce invece la domanda di certificati falsi.

India – Cinema e negozi serrati nella patria della variante – Marcia indietro sulle misure di prevenzione anche nello stato più ricco dell’India, il Maharashtra, che venerdì ha ordinato la chiusura di cinema e centri commerciali, mentre combatte per tenere sotto controllo la variante del coronavirus che ha sconvolto ogni piano di riapertura. Con a variante individuata proprio in India l’anno scorso sono collegati almeno 20 casi nello stato del Maharashtra. New Delhi la considera “preoccupante”: è in parte responsabile di una seconda ondata di contagi che ha travolto il sistema sanitario della federazione. Secondo fonti governative, “fino a una settimana fa il tasso di positività e le infezioni giornaliere stavano scendendo costantemente, ma in alcune regioni i casi hanno ricominciato ad aumentare”. In India meno di metà della popolazione è vaccinata. Solo il 5,6 per cento degli adulti ha ricevuto due dosi.