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Vaccino CureVac, il tedesco è il quinto: ecco come funziona


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_22/coronavirus-arriva-quinto-vaccino-tedesco-curevac-ecco-come-funziona-4f302f06-a37e-11eb-8b99-a42a4f90039f.shtml?fbclid=IwAR2yXlGt1e4V75W9fLeE3jOPq5-yrrLBrEA_jEUIImXLwuTuantirTkPQ2w

Sarà il terzo preparato anti Covid basato sulla piattaforma dell’Rna messaggero. Per assicurare la produzione, accordi con Bayer

Cos’è CureVac?CureVac è un’azienda farmaceutica di Tubinga in Germania e sarà la terza al mondo a uscire sul mercato con un vaccino disegnato con la tecnologia dell’Rna messaggero, la stessa piattaforma utilizzata da Pfizer-Biontech e Moderna i cui preparati finora sono sembrati meno esposti a problemi rispetto a quelli prodotti con il vettore virale (AstraZeneca, Johnson & Johnson). Un vantaggio ulteriore di questa tecnologia consiste nella capacità di poter aggiornare il vaccino in tempi rapidi in caso di nuove varianti del virus.


Quante dosi arriveranno? – L’amministratore delegato di CureVac, Franz Werner Hass, ha dichiarato che la società prevede di produrre fino a 300 milioni di dosi entro l’anno e un miliardo di dosi nel 2022. E’ stata la quinta azienda a chiudere un accordo per la fornitura di vaccini con l’Ue, l’unica a rendere pubblico il contratto d’acquisto (sia pur con diverse parti cancellate).

Quando arriverà? – L’Ema dovrebbe rilasciare l’autorizzazione a fine maggio. Il direttore di Aifa Nicola Magrini in un’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato di prevedere l’avvio della somministrazione delle dosi a giugno. L’azienda tedesca ha richiesto la revisione clinica anche alla Swissmedic, l’agenzia svizzera dei farmaci.

Come funziona? – E’ nato con la tecnica messa a punto dalla biochimica ungherese Katalin Karikò Il vaccino contiene una molecola (Rna messaggero) avvolta in un involucro di piccole particelle di grasso (lipidi). Le istruzioni genetiche vengono trasmesse alle cellule affinché producano la proteina Spike di cui il virus si serve per infettare. Una volta iniettato il vaccino, le cellule leggono il messaggio e producono la Spike. Il sistema immunitario riconosce questa proteina come estranea e risponde mettendo in campo le proprie difese (anticorpi e cellule T). L’organismo sarà in grado di combattere il virus una volta che la persona vaccinata sarà contagiata. Una volta depositato il messaggio l’Rna messaggero sparisce.

È efficace? – La revisione clinica da parte di Ema è cominciata a febbraio, sta per terminare la sperimentazione di fase 3 i cui risultati vengono progressivamente inviati all’agenzia di Amsterdam per accelerare i tempi, secondo un meccanismo applicato per tutti gli anti Covid finora autorizzati in Europa. Non sono disponibili dati sull’efficacia. Alla fase 3 hanno partecipato anche 36.500 volontari tedeschi (inizio a dicembre). La decisione di avviare la revisione clinica è stata anticipata dall’analisi dei risultati di laboratorio (dati non clinici) e di altri studi preliminari negli adulti dai quali si deduce che il vaccino induce la produzione di anticorpi e altre componenti del sistema immunitario che colpiscono il Sars-CoV-2.

Cos’é la revisione clinica? – E’ uno strumento regolatorio creato da Ema per accelerare la valutazione di medicinali promettenti o necessari per affrontare un’emergenza. I dati non vengono esaminati tutti insieme, in un unico dossier, ma valutati non appena pronti. Se il comitato per i medicinali uso umano (Chmp) formula un parere positivo, può richiedere per quel prodotto l’autorizzazione velocizzata all’agenzia.

Come viene conservato? – Rispetto ai due vaccini a Rna, quello di CureVac può essere conservato più facilmente perché non richiede una catena del freddo a meno 80 gradi. Resiste per 3 mesi a 5 gradi, il che lo rendere più gestibile. Servono due dosi a distanza di 4 settimane, intramuscolo.


Dove verrà prodotto? – Il gruppo ha stretto accordi per la produzione con i colossi Bayer e GlaxoSmithKline (collaborazione per produrre e distribuire questo vaccino e per sviluppare e produrre nel 2022 uno o più vaccini polivalenti contro le varianti)e altre aziende. L’Ue, grazie ai finanziamenti all’azienda (sostenuta inoltre dai 250 milioni di euro del governo tedesco), dovrebbe essere la maggiore beneficiaria delle forniture, attese 225 milioni di dosi (30 all’Italia). Anche Elon Musk, patron dell’auto elettrica Tesla, ha mostrato interesse per il progetto. L’ex presidente degli Usa Trump cercò di convincere il gruppo di Tubinga a spostare la ricerca negli Usa.


E l’Italia?
La società Reithera, con sede a Castel Romano, si è messa a disposizione a tutto campo per sostenere la capacità produttiva dell’Italia : «Risponderemo positivamente ad eventuali richieste di produzione di uno dei vaccini anti Covid 19 già approvati, di tip mRna e adenovirus, distribuiti anche in Italia». La società presieduta da Antonella Folgori sta portando avanti la sperimentazione di un vaccino a vettore virale che, in ogni caso, continuerà il suo cammino.

Covid e vaccini, tutti gli effetti collaterali e la loro frequenza


articolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_aprile_18/covid-vaccini-tutti-effetti-collaterali-loro-frequenza-a2b43ad2-9faf-11eb-8597-6499de4a4df8.shtml

Un evento avverso ogni 200, ma solo pochissimi sono gravi. Il rapporto sui quattro farmaci approvati — Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson — con un focus sulle reazioni allergiche e le trombosi rare

È uscito da poco il terzo rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sulla sorveglianza dei vaccini contro il Covid-19 riferito al periodo 27 dicembre 2020-26 marzo 2021 e ai prodotti Pfizer, AstraZeneca e Moderna.

Le reazioni più frequenti – Le segnalazioni totali di «eventi avversi» sono 510 ogni 100mila dosi somministrate. Riguardano soprattutto Pfizer (81%), che è stato il più utilizzato, e solo in minor misura AstraZeneca (17%) e Moderna (2%). Il «tasso di segnalazione» (rapporto fra il numero di reazioni e le dosi somministrate) è di 535 eventi per 100mila dosi per Pfizer, 227 per Moderna e 477 per AstraZeneca.

Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati in ordine di frequenza sono: febbre, dolore in sede di iniezione, stanchezza e brividi, dolori muscolari e articolari, cefalea e parestesia, nausea e diarrea, con poca differenza statistica tra i tre prodotti. Prevalentemente insorgono lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo.

Le donne hanno un tasso di segnalazione maggiore (645 contro 299 degli uomini).
La popolazione più anziana (dopo i 60 anni) presenta una minore predisposizione all’insorgenza di effetti collaterali.

I casi gravi e rari – Si tratta di eventi non gravi nel 92,7% dei casi e gravi nel 7,1% del totale. I tassi di segnalazione degli eventi gravi sono 33 ogni 100mila somministrazioni per Pfizer, 22 per Moderna e 50 per AstraZenecaTra le reazioni gravi per Pfizer e Moderna abbiamo: febbre alta, cefalea intensa, dolori muscolari/articolari e debolezza.

Per Pfizer meno frequentemente sono riportate reazioni di tipo allergico, linfoadenopatia, parestesia, tachicardia, crisi ipertensiva e paralisi facciale.

Con AstraZeneca febbre alta, tremore, vertigine, sincope, sonnolenza, dolore generalizzato.

Complessivamente ci sono 102 segnalazioni con esito «decesso»
, le cui cause sono sotto indagine. Sono 1,1 casi ogni 100mila dosi con età media di 81,4 anni. Non sono segnalati decessi a seguito di shock anafilattico o reazioni allergiche, mentre sono riportati spesso eventi cardiovascolari in pazienti con storia clinica di patologie pregresse. Il nesso di causalità risulta correlabile in una sola segnalazione.

Johnson & Johnson meno segnalazioni – Il quarto vaccino atteso in Europa e in Italia, ma momentaneamente non ancora somministrato, quello di Johnson & Johnson, secondo l’analisi dei Centers for Disease Control and Prevention Usa comporta effetti collaterali in linea con quelli sperimentati dalle persone che hanno ricevuto Pfizer e Moderna, ma in un minor numero (negli studi clinici). Ci sono stati anche meno casi di reazioni allergiche. È però un vaccino ancora poco usato rispetto agli altri, perché negli Usa ha ricevuto l’autorizzazione il 27 febbraio, ma è stato sospeso il 13 aprile per l’indagine che ha coinvolto 6 casi di trombosi rare su 6,8 milioni di dosi somministrate.

Le trombosi atipiche – Proprio le trombosi atipiche sono uno dei possibili effetti collaterali gravi del vaccino di AstraZeneca. In Europa ci sono stati 222 casi su 34 milioni di dosi iniettate, in Italia 11 di cui 4 fatali. L’Agenzia europea del Farmaco (EMA) ha messo in relazione il vaccino di AstraZeneca con le rare trombosi parlando di un «forte legame» causale. La frequenza è stimata in circa 1 caso su 100mila. L’agenzia non ha identificato specifici fattori di rischio come età o sesso, ma le analisi continuano.

Le reazioni allergiche – Una raccomandazione particolare riguarda le reazioni allergiche: i dati statunitensi sui vaccini a mRNA riportano 4,7 anafilassi ogni milione di dosi per Pfizer e 2,5 casi ogni milione per Moderna. Quasi totalmente nel sesso femminile e in persone con storia di allergie. Principale «imputato» sembra essere il polietilenglicole (PEG), una delle componenti dei vaccini a mRNA (il vaccino a vettore virale di AstraZeneca non lo contiene). Il pericolo di reazioni allergiche, pur essendo superiore rispetto a quello dell’antinfluenzale, è molto basso. In Italia la gestione di persone a rischio allergico non esclude la vaccinazione, che sarà effettuata in ospedale, in presenza di un anestesista, o in un ambulatorio con personale addestrato e con un’osservazione prolungata fino a un’ora dopo l’inoculo.

Bertolaso corregge Moratti: chi non è prenotato, lo faccia dal 7 con Poste. Sarà vaccinato dopo l’11


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/04/news/vaccino_over_80_moratti_bertolaso_poste_lombardia_covid-294992481/

Il consulente di Regione Lombardia per la campagna vaccinale spiega che cosa devono fare gli anziani  che ancora non si sono iscritti nel sistema e che quindi non hanno avuto l’appuntamento

Vaccini per gli ultra 80 enni, terza puntata. E’ Guido Bertolaso, consulente di Regione Lombardia per la campagna vaccinale, a spiegare che cosa devono fare gli anziani  che ancora non si sono iscritti nel sistema e che quindi non hanno avuto l’appuntamento.
Dal 7 aprile potranno iscriversi sul nuovo portale allestito da Poste Italiane e riceveranno un appuntamento per essere immunizzati dopo l’11”, ha spiegato ieri, chiarendo la situazione confusa che si era creata venerdì, 
dopo il discusso tweet dell’assessora al Welfare Letizia Moratti.

Moratti, forse preoccupata dalle reazioni suscitate dall’attacco alla Regione arrivato da Chiara Ferragni per la mancata vaccinazione della nonna di Fedez, aveva twittato. E nel suo tweet aveva invitato tutti gli over 80 “dimenticati” a presentarsi spontaneamente nei centri vaccinali, con la tessera sanitaria, anche se non si fossero già iscritti al portale di Aria. Sistema che ha creato mille problemi, fra cui la mancata convocazione della nonna Ferragnez.

Già nella mattina di sabato c’era stato l’assalto degli anziani ai centralini regionali, visto che la vicepresidente Moratti aveva nello stesso tweet invitato anche a chiamare il call center per avere un medico di base a domicilio col vaccino. Tutte promesse impossibili da mantenere, secondo i direttori delle Ats. Le vaccinazioni degli anziani si fanno solo con Pfizer, di dosi ce ne sono poche e di anziani non prenotati ancora circa 80 mila. Si fossero presentati tutti assieme per farsi vaccinare dopo Pasqua, sarebbe stato un problema impossibile da gestire.

Che fare, dunque, per evitare altre proteste e altre polemiche? Interviene Bertolaso a dare la linea e invita gli anziani a prenotarsi con Poste. Epilogo della vicenda: “La vicepresidente e assessore  al Welfare di Regione Lombardia ringrazia il dottor Guido Bertolaso e Poste italiane che, dietro sua istanza, hanno provveduto ad organizzare la fase conclusiva di vaccinazione degli over 80. In particolare per coloro che avevano aderito, ma non ancora ricevuto l’appuntamento per la somministrazione, che potranno recarsi direttamente  al centro vaccinale più  vicino muniti di tessera sanitaria  e documento di identità per farsi vaccinare dal 7 all’11 aprile. Per chi non ha invece fatto l’adesione sul portale di Aria:Dal 7 aprile tutti gli over80 che ancora non hanno aderito potranno farlo tramite il portale di Poste italiane. Verranno chiamati dopo l’11“.

Vaccini, Italia a due velocità il Trentino corre e la Calabria resta indietro


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/03/31/vaccini-italia-a-due-velocita-il-trentino-corre-e-la-calabria-resta-indietro_58a9a840-f800-4aee-adeb-939287b4bf15.html

La campagna vaccinale in Italia, nelle ultime settimane, ha mostrato un “cambio di passo“, come lo ha defiinito il commissario straordinario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo in Parlamento “che sta portando i primi risultati“. Risultati ancora disomogenei se si guarda l’andamento nelle singole Regioni.

Secondo l”indice vaccini’ di YouTrend – che analizza 5 parametri – e stila una classifica per monitorare l’andamento della campagna, al 30 marzo, il Trentino risulta essere la Regione in cui al momento la campagna vaccinale è condotta con più efficacia.

Segue l’Alto Adige. Fanalino di coda la Calabria.

Le due province autonome di Trento e Bolzano, oltre ad aver vaccinato una buona parte della fascia di popolazione 80, sono già avanti con le vaccinazioni della fascia 70-79: il risultato è un indice pari a 89 per l’Alto Adige e a 80 per il Trentino, su un massimo di 100.

L’indice YouTrend sintetizza ogni settimana lo stato della campagna attraverso la combinazione di questi parametri: la percentuale di dosi utilizzate sul totale delle dosi ricevute; la percentuale di ospiti delle RSA vaccinati; la percentuale di soggetti over 80 vaccinati; la percentuale di soggetti nella fascia 70-79 anni vaccinati; l’accelerazione delle vaccinazioni rispetto alla settimana precedente.

Più l’indice si avvicina a 100, più la regione avrà portato avanti la campagna vaccinale con efficacia e rapidità. Per ogni regione, l’indice permette di misurare l’andamento della campagna vaccinale mettendo a confronto i dati con quelli delle altre regioni.

A seguire ci sono Molise, Lazio e Veneto, con un indice tra i 73 e i 76 punti, e poi un blocco di dieci regioni – dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia – con un indice simile a quello nazionale: tra 51 e 59.

In fondo alla graduatoria si collocano Puglia, Liguria, Sardegna e Calabria, tutte regioni con un indice inferiore a 50 punti e penalizzate soprattutto da un trend settimanale negativo.

La media nazionale dell’indice questa settimana è pari a 56.

Metodologia: per ciascuno dei primi 4 indicatori viene calcolata la posizione di ogni Regione fra 0 e 100, dove 100 è la Regione migliore. Per quanto riguarda il trend settimanale, invece, viene applicata una scala lineare dove 100 corrisponde a un raddoppio delle dosi somministrate (+100%), 50 equivale a una stabilità (+0%) e 0 corrisponde a un azzeramento delle dosi somministrate (-100%). Viene poi effettuata una media ponderata dei 5 indicatori per ogni regione: tale media rappresenta l’indice vaccinale

Usa, incidente di lavorazione in un impianto di Baltimora: rovinati 15 milioni di dosi di vaccino Johnson & Johnson


articolo:https://www.repubblica.it/esteri/2021/03/31/news/johnson_johnson-294587180/?ref=RHTP-BH-I0-P1-S7-T1

Lo scrive il New York Times. Le autorità federali hanno attribuito l’incidente a un errore umano: gli addetti dell’impianto avrebbero confuso gli ingredienti del vaccino J&J con quelli di AstraZeneca. Stop alla programmazione delle consegne future, mentre la Food and Drug Administration indaga sull’accaduto

Un incidente di lavorazione accaduto in un impianto di Baltimora ha causato la “rovinadi circa 15 milioni di dosi del vaccino anti-Covid della Johnson & Johnson, inducendo le autorità a rimandare il via alle linee di produzione dello stabilimento. Lo scrive il New York Times. Le autorità federali hanno attribuito l’incidente a un errore umano: gli addetti dell’impianto avrebbero confuso gli ingredienti del vaccino J&J con quelli di AstraZeneca, alcune settimane fa. La struttura è gestita da Emergent BioSolutions, partner della stessa Johnson & Johnson e di AstraZeneca.

Quanto accaduto ha portato allo stop alla programmazione delle consegne future delle dosi di vaccino Johnson & Johnson negli Usa, mentre la Food and Drug Administration indaga sull’incidente. Le misure non coinvolgono le partite di vaccino già distribuite negli Usa, poiché prodotte in Olanda secondo modalità approvate dalle autorità federali americane. La stessa Johnson & Johnson ha rafforzato i suoi controlli qualità nell’impianto di Emergent BioSolutions. Evidente imbarazzo alla Johnson & Johnson, sul cui vaccino monodosesono riposte attese e speranze per un’accelerazione del programma statunitense di immunizzazione.

Vaccino Covid Johnson&Johnson, c’è il via libera dell’Ema: ecco come funziona il primo monodose


arrticolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_marzo_11/via-libera-ema-vaccino-johnsonjohnson-primo-monodose-ecco-come-funziona-79b93882-8270-11eb-8fd7-3fd81ad54bdb.shtml?fbclid=IwAR1ZxXEjPpeXNeAOHo9Rmga3bYiI68iXvgfUFje26ruZZOKLsCY6tPjlnu0

Il preparato si conserva in normali frigoriferi e non necessita di un richiamo. L’azienda americana dovrebbe consegnare 200 milioni di dosi all’Europa entro il 2021: le prime a partire da aprile

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il vaccino Janssen (di Johnson & Johnson) contro il Covid-19 a partire dai 18 anni di età. Dopo una valutazione approfondita, il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema ha concluso per consenso che i dati sul vaccino erano solidi e soddisfacevano i criteri di efficacia, sicurezza e qualità.

L’arrivo in Italia – Il vaccino Janssen è il quarto autorizzato nell’Ue per prevenire il Covid-19. Già domani (venerdì) si terrà la riunione della Commissione tecnico scientifica dell’Aifa per l’approvazione e le indicazioni per la distribuzione del vaccino in Italia. Janssen è finora l’unico vaccino che necessita di un’unica dose: un dettaglio importante, che potrebbe rappresentare una svolta per accelerare la campagna vaccinale.

Le dosi in arrivo in Europa e il prezzo – Secondo gli accordi dovrebbero arrivare nell’Unione Europea 200 milioni di dosi entro la fine del 2021, a partire dal secondo trimestre con i primi 55 milioni di dosi. «Con questa ultima opinione positiva, le autorità di tutta l’Unione europea avranno un’altra opzione per combattere la pandemia e proteggere la vita e la salute dei loro cittadini» ha affermato Emer Cooke, direttore esecutivo dell’Ema. Ogni dose sarà pagata 15 euro.

Facile da conservare – Il vaccino Johnson & Johnson può essere conservato in normali frigoriferi, dettaglio cruciale per rendere la distribuzione più semplice rispetto ai vaccini Pfizer- BioNTech e Moderna che, oltre a essere a doppia dose, richiedono per la conservazione una delicata catena del freddo.

Come funziona il vaccino – Il vaccino è a base di vettori virali come AstraZeneca, Sputnik e Reithera. Per vettori virali si intendono dei veicoli che possono introdurre materiale genetico in una cellula ospite.Nel caso di Janssen è utilizzato come vettore un adenovirus umano (Ad26) reso innocuo perché non può replicarsi. L’adenovirus privato del proprio corredo genetico, che normalmente causa infezioni, al posto del quale viene inserito un gene che codifica una proteina di Sars-CoV-2. Una volta somministrato per via intramuscolare l’adenovirus penetra nelle cellule umane e fornisce le istruzioni necessarie per sintetizzare proteine virali riconosciute come estranee dal sistema immunitario che a questo punto stimola la produzione di anticorpi specifici contro Sars-CoV-2.

I dati di efficacia – L’efficacia del prodotto – spiega l’Ema – è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto oltre 44mila persone dai 18 anni in sui negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi dell’America Latina. A metà dei partecipanti è stata somministrata una singola dose di vaccino e all’altra metà un placebo. Lo studio ha rilevato una riduzione del 67% del numero di casi Covid sintomatici dopo 2 settimane nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Janssen (116 casi su 19.630 persone), rispetto alle persone a cui è stato somministrato placebo (348 persone su 19.691). Questo significa che il vaccino ha avuto un’efficacia del 67%, spiega l’Ema.Nella fase 3 dei test clinici il vaccino si è dimostrato altamente protettivo contro la malattia grave, con un’efficacia fino all’85% . Efficacia calata al 57% quando i test sono stati svolti in Sudafrica, dove la variante B.1.351 è dominante ma anche in questa area geografica il prodotto si è dimostrato protettivo contro i sintomi gravi. Loredana Bergamini, l vertice della divisione italiana del gruppo Johnson & Johnson ha spiegato al Corriere della Sera: « Il preparato di Janssen previene nell’85% dei casi le forme più temibili del Covid che richiedono ricovero in ospedale e nel 100% dei casi evita la morte. Quindi ha una protezione molto forte. Dal settimo giorno comincia la protezione degli anticorpi. Al 28mo giorno è dell’85%». Il preparato è stato testato a partire dai 18 anni ed oltre i 60. Il 41% dei volontari arruolati avevano una o più patologie croniche: obesità, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari severe. Tutti hanno risposto bene. Sta per partire uno studio su under 18 e bambini.

Gli effetti collaterali – Gli effetti collaterali nello studio erano generalmente lievi o moderati e sono stati risolti entro un paio di giorni dalla vaccinazione. I più comuni: dolore al sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e nausea,

Lombardia, come funzionerà il nuovo portale di Poste per le vaccinazioni


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/03/24/news/vaccini_lombardia_come_funziona_funzionera_portale_poste_per_le_vaccinazioni-293594276/

24 marzo 2021 –

Il passaggio al nuovo sistema per la campagna di massa. Registrazione online con la tessera sanitaria, scelta tra varie date e conferma con un sms. Ma resta da definire il giorno di attivazione

Un portale online, gli sportelli virtuali Postamat fuori dagli uffici postali, un centralino telefonico. Sono i tre canali che avranno a disposizione i cittadini lombardi per prenotare il vaccino quando si passerà alla campagna di massa, destinata a chi ha meno di 80 anni e non è nelle categorie prioritarie come il personale scolastico e i soggetti fragili. La rivoluzione è stata decisa dalla giunta di Attilio Fontana dopo il clamoroso fallimento del sistema usato per la fase uno, quella destinata agli anziani, curata dalla società regionale Aria. Si sa già come dovrebbe funzionare ma attenzione: è ancora da definire la data in cui partirà, ad aprile, il nuovo sistema messo a punto da Poste.

Come registrarsi e prenotare – Il portale lombardo ricalcherà quello che Poste Italiane ha già dato in uso ad altre Regioni, su tutte la Sicilia (le altre sono Calabria, Abruzzo, Marche e Basilicata). Il cittadino dovrà collegarsi al portale con la tessera sanitaria a portata di mano: oltre ai dati anagrafici e al codice fiscale, infatti, la procedura richiede di inserire il numero della tessera sanitaria stampato sul retro della stessa in basso a sinistra.

I Postamat e il numero verde – Sono i due canali di registrazione che si affiancheranno alla piattaforma online, per permettere a chi non ha la tecnologia di accedere alle agende di prenotazione. I primi sono presenti negli uffici postali e anche in questo caso bisognerà utilizzare la tessera sanitaria. Il centralino telefonico, invece, dovrà essere comunicato dalla Regione.

Le opzioni sulla data – Il sistema al momento della registrazione proporrà la scelta tra i centri vaccinali vicini all’indirizzo comunicato dal cittadino. Nella schermata iniziale, oltre ai luoghi, compariranno poi alcune disponibilità su data e orario nelle agende degli hub. Bisognerà cliccare su quella prescelta e la conferma arriverà con un sms dopo aver indicato un numero di telefono cellulare.

Da quando – Il clic day da cui il portale sarà attivo e accetterà le registrazioni non è ancora stato comunicato. I tecnici di Regione, Aria e Poste sono al lavoro per definire il passaggio informatico dei dati dalla vecchia alla nuova piattaforma: la certezza è che non si può partire senza certezze del risultato, perché la Lombardia non può permettersi altre defaillance organizzative.

Sui vaccini anti Covid in Lombardia svolta rinviata: il debutto di Poste tra 20 giorni

24 marzo 2021 –

Il sistema di prenotazione dei vaccini anti-Covid resta ad Aria in attesa del passaggio di consegne deciso dal governatore Fontana. E intanto la Lombardia si avvicina al traguardo nero delle 30 mila vittime

Aria è stata “licenziata” a furor di popolo, ma in realtà resta in campo almeno fino a dopo Pasqua. E grande è la confusione sugli over 80 ancora da vaccinare. Dopo il benservito di Fontana alla sua agenzia che sbagliava le prenotazioni e non mandava gli sms, migliaia di cittadini stanno intasando i centralini della Regione per chiedere informazioni, per sapere se devono prenotarsi nuovamente con Poste, di cui è stata annunciata l’entrata in campo al posto della contestata agenzia regionale. Molti hanno capito che saranno le Ats e Asst a contattare telefonicamente i 115 mila over 80 che hanno ricevuto l’appuntamento per la vaccinazione entro il 2 aprile. Ma non è così: fino all’11 aprile le telefonate verranno fatte ancora dal call center regionale della stessa agenzia Aria, che riconfermerà a tutti i nonni ora data e luogo della vaccinazione. Poi Aria passerà gli elenchi agli ospedali e alle Ats, le quali faranno verifiche sugli slot di vaccini e solo in caso di errori palesi, richiameranno gli ultra 80enni per aggiustare l’appuntamento. Da Aria dovranno passare anche gli altri 205.000 che riceveranno la somministrazione entro l’11 aprile, data in cui è prevista la conclusione della prima inoculazione agli over 80.

E le Poste? Cominceranno a lavorare con chi si vaccinerà da metà aprile, gli over 70, innanzitutto, i primi di quella che viene definita la “campagna massiva” (che in molte regioni italiane è già in corso da settimane). La piattaforma di Poste sarà semplice da usare: il cittadino dovrà mettere il proprio codice fiscale, a quel punto compariranno il centro vaccinale più vicino a cui si è stati assegnati e quattro opzioni di appuntamento fra cui scegliere. Basterà un click sulla fascia oraria e il giorno più comodo e un secondo click di conferma. continua a leggere

Vaccini anti Covid, errore nel sistema di prenotazioni: all’hub di Cremona 500 dosi pronte ma nessuno in fila


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/03/20/news/vaccino_anti_covid_errore_nelle_prenotazioni_dosi_inutilizzate_cremona-293082692/

Ancora problemi nel sistema di Aria, la società di Regione Lombardia, che gestisce la campagna. In fiera stamattina si sono presentati solo in 80 degli attesi 600. L’Asst ha iniziato a contattare le persone, ed è stato il caos: in troppi si sono sono andati all’ingresso del polo. Così è partito l’appello a non andare spontaneamente

 A causa di un errore di gestione sul sistema di Aria, la società di Regione Lombardia che gestisce le prenotazioni della campagna vaccinale, questa mattina l’hub vaccinale di Cremona, in fiera, si è ritrovato praticamente deserto: medici, infermieri e volontari tutti mobilitati per garantire il numero di dosi programmato e solo 80 utenti presenti invece degli attesi 600. Così, a fronte di un buco di 500 prenotazioni, l’Asst ha iniziato a chiamare direttamente le persone e i sindaci di Cremona e dei Comuni limitrofi affinché provvedessero ad inviare una lista di persone da contattare. Obiettivo: evitare di sprecare anche una sola dose di vaccino.

Ma il tam tam subito scatenatosi fra i canali istituzionali e soprattutto sui social ha in poco tempo creato il problema contrario: troppe persone all’ingresso del polo. Tanto che con il rischio caos fin troppo evidente, è stata di nuovo la stessa Asst a rilanciare un nuovo appello: “Non venite qui, aspettate di essere chiamati. Continueremo a vaccinare le persone nelle categorie previste da questa fase del Piano vaccinale e quindi over 80, insegnanti, forze dell’ordine, personale sanitario ed extraospedaliero.  Presentandosi di propria volontà si contribuisce alla creazione di file e di affollamento“. continua  a leggere

Il vaccino italiano di ReiThera inizia le fasi due e tre delle sperimentazioni


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/03/18/news/il_vaccino_italiano_di_reithera_inizia_le_fasi_due_e_tre_delle_sperimentazioni-292836122/

Novecento volontari arruolati in 26 centri italiani e uno in Germania. L’obiettivo è essere pronti in estate con 100 milioni di dosi all’anno

Il vaccino italiano di ReiThera inizia le fasi due e tre delle sperimentazioni

I novecento volontari sono già stati arruolati in 26 centri italiani e uno ad Hannover, in Germania. Sono pronti a partire per la fase due delle sperimentazioni del vaccino italiano di ReiThera, subito seguita dalla fase tre. L’obiettivo è concludere i test e mettere a disposizione dell’Italia il vaccino prodotto a Castel Romano, a sud di Roma, in estate se tutto andrà bene. La biotech laziale ha la capacità di produrre 100 milioni di dosi all’anno.

La fase uno era iniziata il 24 agosto dell’anno scorso ed era stata condotta su quasi cento volontari. I dati erano stati presentati all’Istituto Spallanzani di Roma, che avevano coordinato i test, il 5 gennaio di quest’anno. Il vaccino ha dimostrato di essere sicuro e di stimolare il sistema immunitario, sia sul fronte della produzione di anticorpi che su quello della formazione di linfociti T. Nella fase due i 900 volontari saranno divisi in tre coorti: uno riceverà un placebo, uno un’unica dose, uno due dosi. I risultati saranno messi a confronto per valutare l’efficacia del vaccino.

ReiThera a gennaio aveva ricevuto un’aiuto finanziario da parte di Invitalia, l’agenzia diretta dall’allora commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri. In cambio la biotech si è impegnata a soddisfare le esigenze dell’Italia in via prioritaria. “Siamo molto orgogliosi di portare il nostro candidato vaccino in una fase avanzata di sperimentazione clinica. Per affrontare la portata mondiale di quest’emergenza sanitaria c’è ancora necessità di nuovi vaccini sicuri ed efficaci che si aggiungano all’arsenale di quelli già approvati in Italia e nel resto del mondo” ha dichiarato la presidente di ReiThera, Antonella Folgori. “Siamo grati alle Istituzioni pubbliche e a tutti coloro che hanno riposto la loro fiducia nel nostro lavoro”.

In collaborazione con lo Spallanzani abbiamo messo a punto uno studio clinico che si avvale di avanzati sistemi digitali e di piattaforme di telemedicina. Vorrei ringraziare il coordinatore dello studio, il dottor Lanini dello Spallanzani, i siti clinici che hanno accettato di far parte del programma e le migliaia di volontari che hanno già presentato domanda di partecipazione allo studio” ha aggiunto Roberto Camerini, direttore medico di ReiThera.

Vaccino AstraZeneca, la decisione dell’Ema:


Vaccino AstraZeneca, la decisione dell’Ema: «È sicuro ed efficace». Draghi: «Da venerdì si riprende»

articolo: Vaccino AstraZeneca, la decisione dell’Ema: via libera. Draghi: domani si riparte- Corriere.it

La decisione sul vaccino AstraZeneca al termine della riunione del comitato per la sicurezza dell’Ema (Prac): «Sicuro ed efficace. Escludiamo che sia associato a un aumento complessivo di casi di trombosi»

 

Vaccino AstraZeneca

Il piano di vaccinazioni con anche l’uso del vaccino di AstraZeneca può ripartire. Anche in Italia, dove il primo ministro Mario Draghi ha affermato che si riprenderà a vaccinare con questo farmaco «già da venerdì».

Il comitato sulla sicurezza dell’Ema (Prac), al termine della riunione straordinaria sulle indagini sul vaccino di AstraZeneca contro il Covid-19 e sugli eventi tromboembolici, è giunto infatti a «una chiara conclusione scientifica», ha detto in conferenza stampa la direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per i medicinali, Emer Cooke: «Questo è un vaccino sicuro ed efficace e i suoi benefici e la protezione delle persone dal Covid-19 e dai rischi associati e ospedalizzazioni superano i possibili rischi».

L’Italia riprenderà immediatamente – già venerdì a partire dalle 15 – la somministrazione del farmaco. Lo conferma l’agenzia nazionale del farmaco (Aifa): «Sentito il Ministro della Salute, la Direzione generale della Prevenzione e il Consiglio Superiore di Sanità, Aifa rende noto che sono venute meno le ragioni alla base del divieto d’uso in via precauzionale dei lotti del vaccino, emanato il 15 marzo 2021. Pertanto, domani, non appena il Comitato per i farmaci ad uso umano (CHMP) rilascerà il proprio parere, Aifa procederà a revocare il divieto d’uso del vaccino AstraZeneca, consentendo così una completa ripresa della campagna vaccinale a partire dalle ore 15.00».

Il vaccino AstraZeneca, come indicato nella nota dell’Ema, «non è associato all’aumento del rischio complessivo di trombosi»: i casi di trombosi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca «sono inferiori» a quelli che avvengono tra la popolazione non vaccinata, ha spiegato Sabine Straus, presidente del Prac .

«Fino a ieri sono stati segnalati 7 casi di coagulazione intravascolare e 18 casi di trombosi su quasi 20 milioni di persone vaccinate» (25 casi in tutto), ha detto Straus precisando che «Ema non ha trovato prova di problemi di qualità o sui lotti». Qui tutti i dettagli nell’approfondimento a cura della redazione di Corriere Salute.  continua a leggere

Vaccino Covid: via libera al J&J. ….


Vaccino Covid: via libera al J&J. Cos’è e come funziona

articolo: https://www.repubblica.it/salute/2021/02/15/news/covid_a_marzo_anche_il_vaccino_johnson_johnson-287652291/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S6-T1

L’Ema autorizza il siero prodotto da Johnson & Johnson. E l’azienda americana conferma che consegnerà 200 milioni di dosi alla Ue entro l’anno. Maneggevole ed efficace potrebbe rappresentare la svolta: ecco come funziona

L’arsenale dei vaccini contro Covid-19 ha una nuova e potente arma. L’ente che autorizza i farmaci in Eurpa (Ema) darà il via libera entro oggi a Ad26.COV2.S, il vaccino di Janssen (Johnson & Johnson). , come accaduto fino a oggi per ogni vaccino Covid, l’Aifa ratificherà quasi in tempo reale.  Realizzato con la “tecnologia” degli adenovirus, la peculiarità del vaccino sviluppato dall’azienda statunitense è nella singola dose. Sperimentato su oltre 43 mila persone, l’efficacia – in attesa dei dati sottoposti alla peer-review- si attesterebbe intorno all’85% nel prevenire le forme più gravi di malattia.

A differenza dei già noti vaccini a mRNA di Pfizer-BioNTech e Moderna, il prodotto di Johnson & Johnson appartiene alla categoria dei vaccini a vettore virale come quello sviluppato da AstraZeneca e dai russi del Gamaleya Research Institute of Epidemiology and Microbiology. L’obiettivo comune di tutti i vaccini è far produrre al sistema immunitario gli anticorpi diretti contro la proteina spike del coronavirus. Ciò che cambia nel caso dei vettori virali è il metodo con cui ciò si verifica. Mentre per quelli a mRNA si inietta direttamente l’informazione, quelli a vettore virale contengono una porzione di DNA – che serve per far produrre la proteina spike – incapsulata all’interno di un adenovirus. Una volta iniettato all’interno del corpo, il virus – reso opportunamente innocuo – rilascia il materiale genetico utile a produrre la proteina. Una strategia che si è dimostrata già utile sia nella produzione del vaccino per Ebola sia per Covid-19. Ma a differenza di AstraZeneca e Sputnik V (il vaccino russo di cui Ema, al momento, non ha ricevuto ancora richiesta di autorizzazione), il prodotto di Johnson & Johnson ha la caratteristica di essere somministrato in un’unica dose. continua a leggere

Vaccino anti-Covid, l’allarme di Arcuri: “Da lunedì 29% dosi Pfizer in meno:



Vaccino anti-Covid, l’allarme di Arcuri: “Da lunedì 29% dosi Pfizer in meno: azienda ci ripensi o azioni legali”. Più di un milione di italiani lo ha già ricevuto

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/01/15/news/vaccino_anti-covid_piu_di_un_milione_di_italiani_lo_ha_gia_ricevuto_conte_siamo_primi_in_ue_-282721484/?ref=RHTP-BH-I282722834-P1-S1-T1

Rallentamenti nelle consegne previsti per alcune settimane: a rischio il calendario vaccinale e la somministrazione delle seconde dosi

Più di un milione di italiani ha già ricevuto il vaccino anti-Covid. Ma ora arriva l’allarme del commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri: “Da lunedì Pfizer consegnerà il 29% di dosi in meno: l’azienda ci ripensi o prenderemo provvedimenti“. Un rallentamento consistente nell’approvvigionamento di fiale che manda in crisi la campagna vaccinale e la somministrazione delle seconde dosi per tutte quelle Regioni che non hanno messo da parte scorte sufficienti.

Alle 15,38 di oggi la Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario e, suo tramite, con le Regioni italiane. Non solo: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura. Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue. La Pfizer ha altresì annunciato che non può prevedere se queste minori forniture proseguiranno anche nelle prossime settimane, né tantomeno in che misura” è la nota, inquietante, diffusa dalla struttura commissariale.

Il Commissario all’emergenza ha inviato quindi una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale “esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l’immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi“.  continua a leggere

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