LinkedIn violato di nuovo: in vendita online i dati del 92% degli iscritti


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/30/news/linkedin_violato_di_nuovo_in_vendita_online_i_dati_del_92_degli_iscritti-308296450/

Rubate informazioni su numeri di telefono, indirizzi (mail e fisici), dati di posizionamento, account e username su altri social network, sesso, datore di lavoro e pure stipendio di 700 milioni di iscritti


Nuovo, impressionante data breach per LinkedIn, il social network dedicato al lavoro e ai professionisti: secondo quanto riportato da Privacy Sharks (e poi confermato da molti altri siti specializzati), sarebbero stati violati i dati di circa 700 milioni di iscritti, cioè oltre il 92% del totale. Praticamente tutti, insomma.

Anche se da LinkedIn si sono affrettati a dire che questo non è un data breach e che “i dati sono stati estrapolati da LinkedIn e da altre fonti” (è stato portato a termine quello che in gergo si chiama scraping), resta il fatto che le informazioni su numeri di telefono, indirizzi (mail e fisici), dati di posizionamento, account e username su altri social network, sesso, datore di lavoro e pure stipendio degli iscritti, che erano presenti su LinkedIn, ora sono in vendita online su raidforums.com e che secondo le verifiche condotte da Privacy Sharks queste informazioni sarebbero veritiere e aggiornate.

La compagnia ha spiegato di essere “al lavoro per ricostruire l’accaduto“, ricordando che “lavoriamo costantemente perché la privacy dei nostri iscritti sia sempre tutelata” (anche se i dati di circa mezzo miliardo di loro sono stati violati lo scorso aprile), ma il consiglio è ovviamente quello di cambiare la password del proprio profilo su LinkedIn: anche una piccola parte di questi dati personali può essere usata per inondare le caselle di posta elettronica delle vittime di mail indesiderate, di pubblicità e spam, ma anche per tentare furti d’identità, per phishing o altre truffe online.

Bambino muore soffocato dal grano della mietitrebbia,…


Bambino muore soffocato dal grano della mietitrebbia, dramma nelle campagne del Cuneese

articolo:  https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/06/29/news/bambino_muore_soffocato_dal_grano_della_mietitrebbia_dramma_nelle_campagne_del_cuneese-308240424/?ref=su06&fbclid=IwAR1q0qvhkBd7CnIWp6Rdm-M6n3AdiWCztIaYeIm2bfmDHyqk01DZevHjq_E


Tragedia a Sommariva del Bosco, nel Cuneese. Un bambino di 10 anni è morto ieri sera nella frazione Maniga mentre si trovava a bordo di un rimorchio pieno di grano trainato da un trattore nelle campagne del Roero. Inutili i tentativi dell’équipe medica del 118 di salvargli la vita con la rianimazione: il cuore del bambino si è fermato. Sulle circostanze dell’incidente indagano i carabinieri. Secondo i primi accertamenti il bambino sarebbe morto soffocato sotto il carico di grano. Un’ipotesi è che il bambino stesse giocando nel rimorchio.

Il bambino era con il nonno, titolare dell’azienda agricola. Non è chiaro se fosse lui alla guida della mietitrebbia. Nessuno si sarebbe accorto della sua presenza nel cassone quando è stato aggiunto un nuovo carico di grano, che avrebbe travolto il piccolo. Durante l’accaduto i genitori erano in casa. Il bambino era il loro unico figlio. I due si sono sentiti male e sono stati accompagnati in ospedale a Savigliano per accertamenti.

La Procura di Asti ha aperto un fascicolo sull’incidente e ha disposto l’autopsia prima del nulla osta per i funerali. Il Comune di Sommariva Bosco ha già annunciato il lutto cittadino per il giorno in cui saranno celebrate le esequie.

Covid in Russia, la variante Delta Plus mette a rischio il quarto di finale dell’Europeo


articol: https://www.corriere.it/esteri/21_giugno_29/covid-russia-variante-delta-plus-mette-rischio-quarto-finale-dell-europeo-7fc95e08-d8f8-11eb-8266-a744dc7bc2d8.shtml?fbclid=IwAR1FUEurvRhZ8VU96euVxqeJya_1-b–Cz05HOcnV-1Nqso_zh4Gb862mLQ

Lunedì il giorno peggiore dall’inizio della pandemia: 652 morti. In bilico la sfida di venerdì fra Spagna e Svizzera, dopo che la responsabile dell’ente sanitario nazionale ha chiesto al governo di proibire tutte le manifestazioni di massa

Infezioni in aumento e più della metà della popolazione che non ha la minima intenzione di vaccinarsi. La ripresa del Covid fa venire il mal di testa a Vladimir Putin che da ieri deve pure affrontare un’ulteriore emergenza: nel paese è arrivato il nuovissimo ceppo Delta Plus, derivato dalla cosiddetta variante indiana e che sembra più contagioso e più difficile da curare. La responsabile dell’ente sanitario nazionale Rospotrebnadzor, Anna Popova ha confermato che i medici ne hanno accertato un caso; fortunatamente, sembra essersi risolto con sintomi lievi. Ma la preoccupazione è grande, visto che l’AY-1, come viene chiamato tecnicamente, appare più resistente. È stato individuato in 11 paesi oltre all’India, dove è presente in numerosi stati. E la Popova ha ufficialmente chiesto al governo di proibire tutte le manifestazioni di massa. Se la proposta dell’Ente sanitario fosse accolta, salterebbe il quarto di finale di venerdì tra Svizzera e Spagna a San Pietroburgo.

Gli uomini di Putin ci avevano provato prima con le buone, ricorrendo a lotterie, promesse di sovvenzioni e premi di ogni tipo per chi andava a farsi fare l’iniezione al braccio. D’altra parte il Capo li aveva messi in difficoltà da tempo, dichiarando con grande enfasi che la pandemia era stata sconfitta. Il paese che nel 1957 aveva mandato in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik, ora con un prodotto che ha lo stesso nome aveva battuto nuovamente tutti nella corsa verso la vittoria. Ma il trionfalismo ha contribuito a portare la Russia verso una situazione quasi catastrofica. Se il Covid è stato sconfitto, allora perché correre a vaccinarsi? Milioni di persone hanno avuto una scusa in più per dar forza alla loro naturale avversione nei confronti dei sieri e delle stesse autorità. Così, secondo sondaggi indipendenti, il sessanta per cento degli interpellati ha affermato di non avere alcuna intenzione di farsi iniettare lo Sputnik V o uno degli altri tre farmaci prodotti da vari laboratori.

Inoltre, visto che il Capo aveva dichiarato sconfitto il nemico, è stato riaperto tutto, compreso lo stadio di San Pietroburgo dove nei giorni scorsi si sono infettati anche 300 finlandesi arrivati da oltrefrontiera per la partita della loro nazionale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’epidemia è ripresa alla grande, con moltissimi casi di variante Delta (o indiana) più facilmente trasmettibile. Lunedì è stato il giorno peggiore dall’inizio: in tutta la Russia sono decedute 652 persone. Solo a Mosca 121. Si registrano quotidianamente oltre ventimila nuovi infettati, per un totale che ha raggiunto ormai i cinque milioni e mezzo, con almeno trecentomila decessi.

Così adesso si cambia registro. Basta con la campagna trionfante. Si riconosce ufficialmente che l’obiettivo di inoculare il sessanta per cento dei russi per l’autunno non sarà raggiunto. In realtà, almeno per ora, siamo molto lontani. Appena ventidue milioni di persone hanno avuto almeno una dose di farmaco, su una popolazione di 146 milioni (il 15 per cento). Quindi basta con i premi e via a nuove misure restrittive e ad obblighi veri e propri. Nella capitale tutti i dipendenti pubblici debbono sottoporsi alla profilassi. Ma, come ha spiegato tra il serio e il faceto il portavoce di Putin Peskov, si tratta sempre di una campagna volontaria: «Chi non vuole, può trovarsi un altro lavoro». In alcune regioni scattano ancora i lockdown e l’obbligo del codice Qr nei ristoranti. Entrano solo i vaccinati, i guariti o chi ha fatto un tampone