Variante Delta, 24 casi scoperti a Piacenza


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/coronavirus_emilia_romagna_variante_delta_casi_piacenza-307117146/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S4-T1

Il focolaio si è verificato in alcune aziende della logistica. Non ci sono malati gravi. I contagiati non erano stati vaccinati

In sei giorni l’Ausl di Piacenza ha sequenziato, rintracciato e isolato 24 casi di variante Delta, la mutazione del Coronavirus scoperta in India. Tutti provengono dal polo logistico piacentino. Due le aziende coinvolte, con 10 dipendenti contagiati mentre gli altri 14 sono amici, conoscenti o parenti stretti.

Diversi positivi abitano in realtà nel Cremonese e si spostano utilizzando mezzi pubblici: nei giorni scorsi l’Ausl aveva lanciato appelli a sottoporsi a tampone per i passeggeri della linea di bus Piacenza-Cremona. L’indagine, condotta dal dipartimento di Sanità pubblica, non ha riscontrato casi gravi.

Abbiamo allargato il più possibile il cerchio tentando di individuare i possibili contatti dei contagiati – spiega il responsabile del dipartimento, Marco Delledonne -. In questi ultimi giorni, per fortuna, i tamponi non evidenziano più nuovi positivi e siamo abbastanza fiduciosi di essere riusciti a contenere il virus, grazie ad un’azione tempestiva“. L’attività di contact tracing è partita il 15 giugno. A quanto pare i contagiati non erano stati vaccinati.

Il taglio delle dosi – Cresce la preoccupazione intanto per il taglio, a luglio, delle nuove forniture di vaccini Pfizer e Moderna rispetto a giugno. Non ci sono ancora numeri ufficiali ma le Regioni sono in fibrillazione. I più pessimisti, ieri, sono arrivati a temere una scure fino al 50%: significherebbe, per la sola Emilia-Romagna, mezzo milione di cartucce in meno. La migliore delle ipotesi, che circolava già domenica, era la riduzione di un terzo. In ogni caso, non sono buone notizie.

Certo è che i tecnici, alle prese con i conti, adesso non si sbilanciano sull’eventualità di sospendere le nuove prenotazioni, scelta già annunciata dalla Toscana. E nemmeno sulla possibilità – al momento non evocata – di spostare le date delle prime dosi. Realisticamente non dovrebbero esserci problemi per i richiami, che devono essere garantiti. Durante un incontro con i direttori delle Ausl, ieri la Regione Emilia-Romagna ha però chiesto a tutti i manager di fare una ricognizione delle persone prenotate finora. A giugno sono attese un milione e 160 mila dosi di Pfizer e 111 mila di Moderna: oltre 1,2 milioni. Di luglio, per ora, si sa soltanto quello che arriverà nelle prime due settimane: appena 300 mila dosi. Per questo c’è molta agitazione.

Intanto dovrebbero concludersi a giorni le istruttorie sugli operatori sanitari che non si sono vaccinati, passibili di licenziamento. Secondo l’ultimo report gli operatori sanitari che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino sono 14.390, su 182.812, pari al 7,87%.

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