Alex Zanardi oro nella cronometro H5 alle Paralimpiadi


Alex Zanardi ha conquistato la medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Rio nella cronometro H5, bissando il titolo di Londra 2012. Al termine di una super rimonta ha sconfitto per soli 2”74 l’australiano Stuart Tripp.

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Verso le Olimpiadi 2016,  bellissima riflessione di Alex Zanardi per credere che una seconda strada possa essere sempre trovata.

Alex Zanardi oggi alle soglie dei 50 anni si dimostra un grande campione e difende l’oro olimpico vinto 4 anni fa a Londra. Ho tante dediche da fare per questa gara, a mia mamma che mi ha messo al mondo, a mia moglie Daniela che amo tanto, a mio figlio per cui darei la vita. Ma siccome sono ancora un ragazzino e ho tanti progetti e qualche soddisfazione ancora me la voglio togliere dedico questa medaglia a Tamberi. Sei forte e ti rifarai dalla botta che hai preso prima di Rio”.

Alessandro “Alex” Zanardi (Bologna, 23 ottobre 1966) è un ex pilota automobilistico, paraciclista e conduttore televisivo italiano.

Pubblicato su Youtube il 02 feb 2015 – Attraverso immagini esclusive, Enervit racconta la grande avventura di Alex Zanardi a Kona, al debutto assoluto nella gara di triathlon più proibitiva al mondo, che il campione olimpico ha completato in 9h e 47m. Dalla preparazione alla realizzazione di un grande sogno, un long distance mondiale tutto “a forza di braccia”.

Nell’automobilismo si è laureato campione CART nel 1997 e 1998, e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo ha conquistato tre medaglie d’oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, e otto titoli ai campionati mondiali su strada.

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2001 – Lausitzring (germania) – A tredici giri dalla fine, dopo aver compiuto la sua ultima sosta, uscendo dai box, dopo aver tolto il limitatore di giri, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura (pare per la presenza di acqua e olio sulla traiettoria di uscita) che, dopo un testacoda, si intraversò lungo la pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungevano ad alta velocità Patrick Carpentier ed Alex Tagliani. Il primo riuscì ad evitare lo scontro, il secondo no e l’impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì perpendicolarmente la vettura del pilota bolognese all’altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe, spezzando in due la Reynard Honda.

Prontamente raggiunto dai soccorsi, Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva provocato, di fatto, l’istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori, il destro al di sopra del ginocchio, il sinistro poco sotto, e il pilota rischiò di morire dissanguato. Dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite Zanardi poté lasciare l’ospedale per cominciare il processo di riabilitazione.

Nel giro di diversi mesi riuscì nuovamente a camminare e, nel dicembre dello stesso anno, si presentò alla premiazione dei Caschi d’oro promossa dalla rivista Autosprint, in cui si alzò in piedi dalla sedia a rotelle, suscitando una grande emozione tra i presenti. Zanardi decise poi di riavvicinarsi al mondo delle corse. Scherzando sulla sua menomazione ha affermato che, se si dovesse rompere di nuovo le gambe, questa volta basterebbe soltanto una chiave a brugola per rimetterlo in piedi, e che ora non rischia più di buscarsi un raffreddore camminando scalzo.

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