Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa:….


Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa: “Misure anti-Covid non sufficienti, così si diffuse il contagio tra i dipendenti”

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/billionaire_epidemia_colposa_phi_beach_country_club_lesioni_colpose-307197338/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

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Chiusa l’indagine di Tempio Pausania sulle discoteche in Costa Smeralda, indagato l’amministratore unico del locale di Flavio Briatore. “Siamo sorpresi, l’epidemia colposa omissiva non esiste“, commenta l’avvocato Cuccureddu. Ai gestori di Phi Beach e Country Club contestate le lesioni colpose. 

Al Billionaire non hanno adottato le misure necessarie per impedire la diffusione del Covid-19 tra i dipendenti“. Con questo assunto, esito di quasi un anno di investigazioni condotte dal Reparto operativo dei carabinieri di Sassari, la procura di Tempio Pausania contesta al rappresentante legale e amministratore unico del famoso locale della Costa Smeralda, Roberto Pretto, il reato di epidemia colposa. E’ quanto si legge nell’avviso di chiusura dell’inchiesta, notificato alle parti. Stando all’atto, Flavio Briatore, proprietario del Billionaire, non è indagato.

L’inchiesta, partita l’estate scorsa dopo lo scoppio dei focolai in Gallura e la serrata delle discoteche disposta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ha individuato almeno 12 dipendenti che si sono contagiati al Billionaire. Ma il locale di Briatore non è l’unico coinvolto. Ce ne sono altri due, molto noti tra i vacanzieri: il Phi Beach e il Country Club. Ai gestori di questi viene contestata non l’epidemia colposa, bensì il reato di lesioni colpose, con la motivazione di non aver fornito ai lavoratori un numero sufficiente di mascherine. Alcuni dispositivi di protezione individuale consegnati al personale, inoltre, all’esito delle analisi sono risultati con capacità filtrante inferiore alla norma, dunque inefficaci contro il virus. Ed erano griffati con il marchio del locale.

Siamo molto sorpresi – commenta l’avvocato Antonella Cuccureddu, che difende Roberto Pretto – il reato di epidemia colposa, a norma di Codice, si commette diffondendo germi patogeni, col presupposto che i germi patogeni non siano in circolazione e quindi li diffonda il soggetto. La condotta del diffondere è attiva. Contestare un’epidemia colposa nel contesto di una pandemia è assurdo. Oltretutto, la contestazione è motivata dalla omissione, ma una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che non può esistere l’epidemia colposa omissiva“.

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