Come fare da soli lo Spid e che cos’è lo Spid 2


articolo: articolo: articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/28/news/come_fare_da_soli_lo_spid-307037699/

Guida pratica all’attivazione dell’identità digitale, di persona o completamente online

Dal cashback di stato al reddito d’emergenza, sino al Green Pass: i servizi che è possibile ottenere tramite lo Spid (la sigla sta per Sistema pubblico di Identità digitale) continuano ad aumentare. Nel caso dell’agenzia delle Entrate, dell’Inps e di molti altri siti della Pubblica Amministrazione, lo Spid è diventato inoltre il sistema prediletto per accedere ai servizi online. Si tratta di uno strumento di autenticazione che, tramite username e password certificati, garantisce la nostra identità. Può richiederlo chiunque abbia compiuto 18 anni e possegga un documento italiano in corso di validità (patente, carta d’identità o passaporto), il codice fiscale, una mail e un numero di cellulare.

A chi richiedere lo Spid – Lo Spid va richiesto a uno dei vari identity provider, le società private accreditate come gestori di identità dallo Stato e che si occupano di autenticare le persone. Al momento sono 9 gli identity provider cui ci si può rivolgere: Aruba, Lepida, Namirial, Sielte, Spiditalia, Tim, Infocert, Intesa e Poste.

Anche se lo Spid erogato da tutti i gestori è ugualmente valido, ci sono differenze relative soprattutto alle modalità di ottenimento (per esempio se consentono l’identificazione anche da remoto), all’eventuale pagamento e anche al livello della sicurezza. Per orientarsi tra le varie proposte si può fare riferimento alla scheda presente sul sito ufficiale dello Spid, che mostra sinteticamente le caratteristiche e modalità offerte dai vari identity provider.

Come richiedere lo Spid – A oggi il gestore utilizzato nella maggior parte dei casi è Poste Italiane, che offre il riconoscimento gratuito sia allo sportello sia da remoto e ha già rilasciato oltre 15 milioni di identità digitali: la procedura varia leggermente a seconda di quale gestore si sceglie, ma in questa guida si fa riferimento alle modalità offerte da Poste Italiane.

Accedendo alla sezione del sito di Poste dedicata allo Spid, si può scegliere quale tra i vari metodi a disposizione effettuare per l’identificazione:

  • il riconoscimento di persona (andando allo sportello dopo avere completato la procedura online);
  • il riconoscimento da remoto, utilizzando l’applicazione PosteId o ricevendo un sms (solo per chi possiede un conto BancoPosta o una PostePay e ha il numero di cellulare associato al proprio account del sito delle Poste);
  • altri metodi richiedono invece di possedere il lettore Bancoposta, la smart card per leggere la Carta nazionale dei Servizi o la firma digitale.

Ottenere lo Spid di persona – Il metodo più semplice, ma non il più rapido, è il riconoscimento di persona presso un ufficio postale. Per iniziare la procedura è sufficiente collegarsi a questa pagina, in cui inserire tutti i dati anagrafici e il codice fiscale. Completato il primo passaggio, bisognerà inserire la mail e poi confermarla, immettendo nello spazio dedicato il codice ricevuto sulla casella di posta (meglio controllare fra lo spam, se non arriva nel giro di pochi secondi). A questo punto è necessario scegliere la password per lo Spid, che va memorizzare, perché viene richiesta spesso.

Dopo avere confermato la mail, Poste chiede anche di verificare il numero di telefono, sul quale si riceverà un sms con il codice da riportare sempre nello spazio dedicato. La procedura è quasi finita: è sufficiente immettere i dati della carta d’identità e l’indirizzo di residenza e scansionare la carta d’identità (fronte e retro) per caricarla sul sito. Se non si ha questa possibilità, basta selezionare la casella per segnalare che i documenti saranno scansionati nell’ufficio postale in cui ci si recherà per il riconoscimento di persona.

La mail di conferma va stampata e portata con sé (assieme a documento d’identità e codice fiscale) all’ufficio postale dove effettuare il riconoscimento allo sportello. Fatto tutto ciò, si riceverà un’ulteriore mail di conferma con le credenziali Spid. Usando soltanto username e password si può accedere ai servizi che richiedono solo il cosiddetto Spid 1, mentre altri servizi richiedono il livello 2 e l’autenticazione in questo caso avviene con l’app PosteId. Per attivare l’applicazione si deve inserire nell’app l’indirizzo mail e la password associate allo Spid (quelle scelte nella prima fase della procedura) e subito dopo si riceverà un codice di conferma tramite sms da inserire e a quel punto l’app sarà attiva e lo Spid finalmente conquistata.

Ottenere lo Spid con l’app PosteId o con un sms – Per chi ha più dimestichezza, è altamente consigliato svolgere tutta la procedura da remoto tramite l’applicazione PosteId: per registrarsi si può utilizzare la carta d’identità o il passaporto, purché siano elettronici; in alternativa si può effettuare un bonifico della cifra di 1 euro da un conto intestato a chi chiede lo Spid, che poi verrà interamente rimborsato.

Se non si hanno i documenti elettronici si deve invece fare così: viene chiesto di fotografare un documento, di registrare un breve video pronunciando una determinata frase, di fare un selfie assieme al documento d’identità e di scattare una fotografia con la tessera sanitaria o il codice fiscale. A questo punto, va effettuato il bonifico da 1 euro sull’Iban indicato. Il meccanismo è simile anche se si ha un documento elettronico, che va inquadrato con lo smartphone prima di registrare i video e i selfie, poi completando la procedura scegliendo username e password.

La modalità più semplice è quella tramite sms su cellulare certificato, che si può però sfruttare soltanto se si è titolari di conto BancoPosta o di PostePay: è sufficiente inserire le credenziali sul sito delle Poste e poi immettere il codice di verifica che si riceverà tramite sms. Quest’ultima modalità consente di ottenere lo Spid nel giro di pochissimi minuti.

A che serve l’identità digitale? – Con lo Spid si può accedere al sito dell’Inps, selezionando il proprio identity provider e poi inquadrando il Qr Code con l’app PosteId. In questo modo, invece di avere username e password differenti per il sito dell’Inps, per quello dell’agenzia delle Entrate, per il sito del Comune, per il Fascicolo sanitario e altro ancora, si può utilizzare sempre la stessa identità digitale certificata.

Inghilterra, Liverpool in pegno e sull’Anfield l’ipoteca delle banche


articolo: https://www.corriere.it/economia/finanza/21_giugno_29/inghilterra-liverpool-pegno-sull-anfield-l-ipoteca-banche-0afd7802-d86c-11eb-b949-f9df7b28a0a6.shtml

L’Anfield Stadium, il «tempio» del Liverpool, è in garanzia alle banche creditrici. C’è un’ipoteca di primo grado che grava sulla proprietà immobiliare ma anche su una parte molto consistente del patrimonio dei Reds, compresi i marchi depositati in mezzo mondo e una lunga serie di conti correnti alla Royal Bank of Scotland (ora Natwest). Pignorate anche la azioni della squadra di Salah e Firmino, allenata da Jurgen Klopp. Proprio Natwest – in base ai documenti consultati dal Corriere – è la capofila dei creditori e presumibilmente anche il principale.

Gli atti societari – Il bilancio del club, depositato da poco con inusuale ritardo, non fa cenno alle garanzie che gravano sul patrimonio (né si trovano notizie sulla stampa britannica) ma descrive in poche righe un finanziamento da 200 milioni di sterline. Probabilmente è proprio a tutela di questo prestito che le banche, come è consueto e come è avvenuto anche con precedenti operazioni, hanno iscritto pegni e ipoteche. Un altro un documento agli atti societari, su carta intestata dello studio legale Shearman & Sterling, elenca dettagliatamente tutti gli impegni presi dalla proprietà americana con i creditori.

Luogo Sacro Anfield ospita le partite casalinghe del Liverpool dal 1892 ed è una specie di luogo sacro per i tifosi. Risuona ancora tra gli spalti l’inno dei Reds, «You’ll never walk alone», cantato da tutto lo stadio nel 2019 al termine della leggendaria rimonta sul Barcellona (0-3 in Spagna 4-0 ad Anfield) nella semifinale di Champions League (poi vinta sul Tottenham). Il Liverpool è di proprietà di Fenway Sports Group il gruppo Usa che fa capo a John Henry e che ha tra i soci anche LeBron James, il campione americano di basket.

74 pagine di contratto – Nelle 74 pagine del contratto di finanziamento sono indicati uno per uno gli asset finiti in garanzia: oltre all’Anfield e altre numerose proprietà immobiliari sulle quali c’è un’ipoteca di primo grado, sono state pignorate anche le azioni del club, 23 conti bancari alla Royal Bank of Scotland, e proprietà intellettuali (marchi) in mezzo mondo, dall’Argentina al Vietnam. Il Liverpool, ultima tra le grandi d’Europa, ha approvato e reso noto solo ad aprile 2021 il bilancio al 31 maggio 2020, cioè quasi un anno dopo. Abbastanza incomprensibile per una società di punta del calcio mondiale, tanto più con la pandemia che ha radicalmente modificato strategie e prospettive. 

«Solida posizione finanziaria» – Dei conti 2019-2020 si sa dal comunicato stampa: 39 milioni di sterline di perdita e ricavi calati a 490 milioni da 563. «Eravamo in una solida posizione finanziaria prima della pandemia – ha dichiarato Andy Huges, amministratore delegato del Liverpool Football Club, presentando il bilancio due mesi fa – e poi abbiamo continuato a gestire i nostri costi in modo efficace anche in un periodo senza precedenti».

L’origine delle nuove garanzie -Bisogna dunque sfogliare le pagine del bilancio della Uksv Holdings, la società capofila delle attività sportive (tra cui il Liverpool) che aggrega tutti i conti, per sapere che è stata rifinanziata una linea di credito da 49 milioni (al tasso nominale dell’1,96%) in scadenza a settembre 2020. L’importo è salito a 200 milioni con scadenza 2025 e tasso all’1,21%. Le garanzie sono state così di nuovo contrattualizzate e depositate alla Companies House, il registro imprese britannico. Nel frattempo, la notizia è del 15 giugno, il club ha ricevuto il via libera dal Liverpool City Council per riqualificare le tribune e aumentare da 54.000 a 61.000 posti la capacità dello stadio. E la ristrutturazione dovrebbe essere finanziata con il denaro ottenuto in prestito da Natwest che poi è il nuovo nome di Royal Bank of Scotland, la banca che da oltre 15 anni, cioè dai precedenti azionisti di controllo, americani anche quelli, è il creditore numero uno del Liverpool. Natwest-Rbs, nazionalizzata da Londra dopo il dissesto del 2008, è tuttora una banca pubblica.

Maleo, rave party clandestino: oltre 700 ragazzi nel paese in allarme per un focolaio di «variante Delta»


articolo:  https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_giugno_27/lodi-rave-party-clandestino-maleo-oltre-700-ragazzi-paese-allarme-un-focolaio-variante-delta-d137de2e-d72f-11eb-9da9-c034b537f36a.shtml

Giovani «no mask» in arrivo da tutto il Nord Italia per la festa abusiva in una vecchia cava di Maleo, località tra il Lodigiano e Cremona. Sul posto, per tutta la notte, una cinquantina di carabinieri e agenti di polizia. Undici i nuovi casi di Covid accertati

Oltre settecento ragazzi da tutto il Nord Italia, musica ad altissimo volume e la paura di nuovi contagi a Maleo, tra il Lodigiano e il Cremonese, dove già nel corso della settimana c’era stato un colpo di coda con il sospetto di un focolaio di variante Delta. Il rave party, ovviamente non autorizzato, è iniziato sabato sera con centinaia di ragazzi in arrivo prevalentemente in treno a Codogno per poi incamminarsi lungo al provinciale fino al luogo indicato per la maxi festa all’aperto, i campi di Cascina Ronchi, ex cava abbandonata per l’estrazione di sabbia e ghiaia. Sul posto per tutta la notte una cinquantina di uomini tra questura e pattuglie dei carabinieri della stazione locale, della compagnia di Codogno e del comando provinciale per tenere sotto controllo i partecipanti, tutti giovanissimi, alterati da alcol e droghe e ovviamente senza mascherina.

Il tam tam sui social è iniziato giorni fa: il luogo scelto per il rave, la vecchia cava abbandonata con un laghetto, è in aperta campagna a circa due chilometri dal paese. «Il movimento in paese è iniziato intorno alle 23 — ha sottolineato il sindaco Dante Sguazzi, arrivato nella notte e rimasto a Cascina Ronchi fino alle 5.30 del mattino di domenica — con decine di ragazzi incolonnati a piedi lungo la strada. Ovviamente la nostra preoccupazione riguarda soprattutto il deflusso (previsto per domenica pomeriggio, ndr) e il rischio di una nuova diffusione dei contagi». A Maleo, infatti, nel corso della settimana sono emersi undici nuovi casi di Covid19 tre dei quali di «variante Delta». «Gli altri otto campioni sono stati inviati a Pavia per le analisi e siamo in attesa dei risultati», ha spiegato il sindaco. Nessuno dei nuovi casi ha avuto sintomi gravi, eccetto uno che ha accusato i sintomi di una polmonite interstiziale. Gli uomini di questura e i carabinieri hanno identificato decine di partecipanti ed è presumibile che a partire da lunedì partano le prime denunce nei confronti degli organizzatori.

Focolaio Covid Maiorca dopo concerti e feste in barca, casi in aumento: in 9 finiscono in ospedale


articolo: https://www.fanpage.it/esteri/focolaio-covid-maiorca-dopo-concerti-e-feste-in-barca-casi-in-aumento-in-9-finiscono-in-ospedale/

Salgono i casi di Coronavirus collegati al maxi focolaio scoppiato a Maiorca, dove sono già 850 gli studenti positivi al virus e altre migliaia di quarantena. Sull’isola sono stati identificati 268 contatti di positivi che sono già tornati a casa. Tra questi, 175 sono stati trasferiti in un Covid hotel per la quarantena di 10 giorni, 33 sono infetti e nove sono stati ricoverati con febbre alta: “Rappresentano un pericolo per la salute pubblica dei nostri cittadini”.

Continuano ad aumentare i casi di Coronavirus collegati al maxi focolaio scoppiato nei giorni scorsi a Maiorca: al momento, sono circa 850 i giovani provenienti da otto comunità spagnole risultati positivi al virus e altri tremila sono in quarantena solo a Madrid, come riporta la stampa locale. I ragazzi, che come ogni anno si sono diretti sull’isola delle Baleari per festeggiare la fine dell’anno scolastico, hanno partecipato ad un concerto di musica Reggaeton nella Plaza de Toros lo scorso 15 giugno, oltre ad una serie di feste in strada e su barche private, senza il rispetto delle misure anti Covid, da cui sarebbe partito il contagio. Al momento sull’isola sono stati identificati 268 contatti di positivi che sono già rincasati. Di questi, 175 sono stati trasferiti nel Covid hotel Palma Bellver dove trascorreranno 10 giorni in quarantena. Tra di loro 33 sono già risultati positivi e nove sono stati trasferiti all’ospedale di Son Espases con febbre alta.

Le comunità con il maggior numero di casi – Secondo fonti del servizio sanitario del governo delle Baleari, sono in buone condizioni ma si è deciso di trasferirli in ospedale per prudenza e per seguire i protocolli. “In questo momento rappresentano un pericolo per la salute pubblica dei nostri cittadini, dovranno rimanere qui e fare una quarantena di 10 giorni“, ha affermato ieri pomeriggio il ministro della Salute, Patricia Gómez, mentre le autorità continuano le operazioni di tracciamento dei contatti per fermare il dilagare dell’infezione. La maggior parte degli studenti sono minorenni, quindi è necessaria l’autorizzazione dei genitori per effettuare i relativi test e sapere così se sono stati contagiati o meno dalla malattia. Molti di loro si oppongono anche all’isolamento. È il caso di tre ragazze andaluse che in un video diffuso sui social hanno persino spiegato che si sentono in ostaggio, che non hanno avuto contatti diretti con gli studenti infetti e anche i loro genitori hanno negato l’autorizzazione al trasferimento. È Madrid la regione con il più alto numero di contagi, ben 410, ma sono in totale 8 le comunità di provenienza dei giovani positivi, dalla Galicia alla Catalogna, dalla Murcia ai Paesi Baschi.

Le origini del focolaio di Maiorca – Tutto è cominciato lo scorso 12 giugno, da quando centinaia di studenti provenienti da tutta la Spagna si sono ritrovati a Maiorca per festeggiare la fine dell’anno scolastico. Molti hanno acquistato pacchetti venduti da agenzie di viaggio all inclusive per un massimo di 400 euro, come riferisce la stampa locale. Sotto accusa, in primis, un concerto di musica Reggaeton che si è svolto il 15 giugno nella Plaza de Toros con centinaia di ragazzi assembrati e senza mascherina, motivo per il quale era intervenuta anche la polizia, ma anche feste private in strada e sulle barche che si sono succedute negli ultimi 15 giorni. Le autorità stanno anche indagando su nove hotel di Llucmajor, località balneare venti chilometri sotto Palma, dove hanno alloggiato molti studenti.