Austria e Grecia verso l’obbligo vaccinale: previste multe (salate) per i no vax


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_novembre_30/grecia-obbligo-vaccinale-60-anni-austria-multe-salate-no-vax-3d5fa220-51d9-11ec-b2f6-a0321c9a2236.shtml?fbclid=IwAR3tfjPMdCbmLgHwOqPcLrs3MyqQ5VBSGkP7pB4QqR2p5FGJdXM8euBiRHw

Il governo di Vienna intende imporre una sanzione fino a 7.200 euro per chi persisterà nel rifiuto dell’immunizzazione. La Grecia opta invece per 100 euro al mese

In Austria dal 1 febbraio 2022 le persone che persisteranno a non farsi vaccinare rischiano di dover pagare una multa fino a 7.200 euro. È quando prevede la bozza preliminare del disegno di legge sull’obbligo vaccinale che sarà annunciato il 6 dicembre dal governo. La prima sanzione per i «no vax» austriaci potrebbe essere pari a 3.600 euro, importo che verrà poi raddoppiato se proseguirà l’inottemperanza.

Come ha precisato la ministra per gli Affari europei e costituzionali, Karoline Edtstad, gli importi potrebbero essere ancora ritoccati perché non è escluso possa essere introdotta la specifica sulla situazione finanziaria del singolo. L’obbligo di vaccinazione dovrebbe applicarsi alle persone residenti sul territorio austriaco e l’obbligatorietà potrebbe scattare già dal 14esimo anno di età. Infatti, da questa età non sarà più necessario il consenso dei genitori per sottoporsi alla vaccinazione. Le persone che non possono essere immunizzate per motivi medici saranno esentate dalla vaccinazione obbligatoria.

Anche la Grecia ha deciso di imporre obbligo di vaccinazione a tutti i cittadini che abbiano compiuto i 60 anni. Coloro che rifiuteranno dovranno pagare una multa di 100 euro per ogni mese in cui non verranno vaccinati, a partire dal 16 gennaio. I fondi raccolti dalle multe verranno devoluti agli ospedali greci che combattono la pandemia«Non è una punizione — ha detto il premier greco Kyriakos Mitsotakisdirei che è una tassa sanitaria».

Bruxelles, migliaia di No Vax in marcia verso il palazzo della Commissione Ue: scontri con la polizia


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/11/21/news/bruxelles_scontri_no_vax-327244954/?ref=RHTP-BH-I324974103-P1-S1-T1

BRUXELLES – Scontri a Bruxelles tra polizia e manifestanti, che in migliaia protestavano contro le restrizioni anti-Covid. La marcia è iniziata pacificamente, ma in seguito la polizia ha usato i cannoni ad acqua e ha lanciato gas lacrimogeni in risposta al lancio di oggetti di un gruppo di manifestanti, molti dei quali indossavano cappucci e mostravano bandiere nazionaliste fiamminghe.

Gli scontri sono avvenuti nei pressi di Palazzo Berlaymont, che ospita la sede della Commissione europea. Secondo quanto riferito dalla polizia, 35.000 manifestanti hanno marciato in un corteo partito dalla stazione ferroviaria di Bruxelles Nord. In particolare i partecipanti all’evento, denominato “Insieme per la libertà“, protestano contro il divieto ai non vaccinati di entrare in luoghi come ristoranti e bar. Il Belgio è uno dei Paesi piu’ colpiti dall’ultima ondata della pandemia.

Dai lockdown ai Green pass, così l’Europa richiude


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/11/19/dai-lockdown-ai-green-pass-cosi-leuropa-richiude_ebca8f8f-971e-4beb-b7a2-af03721b4779.html

Dal lockdown per i non vaccinati al green pass rafforzato, l’Europa epicentro mondiale della pandemia accelera sulle restrizioni per non farsi definitivamente travolgere dall’inverno del virus.

Misure rivolte soprattutto a chi insiste nel rifiuto dell’immunizzazione, mentre a Bruxelles si studia un aggiornamento delle regole sugli spostamenti interni all’Ue alla luce delle terze dosi.

Ecco le norme Paese per Paese.
    * AUSTRIA. E’ il primo Stato in Europa a introdurre l’obbligo vaccinale per tutti, a partire dal primo febbraio. Vienna è stata anche la prima in Europa a imporre il lockdown per i no vax, che da lunedì sarà esteso a tutti per almeno 10 giorni. Ai turisti stranieri è richiesto il green pass, ma non sono validi i tamponi rapidi.
    * GERMANIA. Diventato il grande malato d’Europa, con contagi a livelli record (sulla soglia dei 60mila), ha annunciato regole più rigide in base alla situazione nei vari Lander. L’ultima stretta in Baviera, dove sono stati cancellati i mercatini di Natale e ci sarà un lockdown nelle aree più a rischio (quelle con un’incidenza di oltre mille casi per 100mila abitanti), mentre il green pass si ottiene solo con la formula del 2G (‘geimpft’ e ‘genesen’, cioè immunizzati e guariti): un lockdown di fatto per i no vax, secondo le autorità. Per gli eventi di massa sportivi e culturali è previsto poi il 2G plus, cioè il tampone per tutti. Per i turisti in arrivo da Paesi a rischio c’è una quarantena di 10 giorni, ridotta a 5 con un tampone negativo.
    * FRANCIA. Con i casi raddoppiati rispetto a una settimana fa (oltre 20 mila), Parigi valuta nuove restrizioni. Intanto resta il certificato verde, che non viene però richiesto sui luoghi di lavoro, mentre per i turisti la tempistica dei tamponi obbligatori dipende dal livello di rischio dei Paesi d’origine.
    * GRAN BRETAGNA. Londra ha puntato tutto sull’immunizzazione di massa con il booster, evitando di reintrodurre misure restrittive anche dopo i picchi di contagi delle scorse settimane. E continua a non essere obbligatorio l’uso della mascherina anche nei locali al chiuso.
    * SPAGNA. E’ uno dei Paesi meno colpiti dalla nuova ondata, nonostante l’assenza di obbligo di green pass, grazie a un tasso di vaccinazione record, con una copertura pressoché totale tra gli over 70. Oltre al certificato verde europeo, i turisti devono presentare un modulo governativo di sorveglianza sanitaria.
    * GRECIA. Da lunedì arriva una stretta sui no vax. Chi non è immunizzato già non poteva andare al ristorante, ora non gli sarà più permesso l’accesso agli altri “luoghi chiusi”, tra cui cinema, teatri, musei e palestre. Per scongiurare nuove “morti evitabili”, Atene ha inoltre stabilito di ridurre la durata del green pass a 7 mesi per gli over 60 come incentivo ad affrettare la terza dose.
    * SLOVACCHIA. L’esecutivo ha annunciato un lockdown per i no vax sul modello austriaco – applicato anche dalla vicina Repubblica Ceca – e impone una quarantena ai turisti non vaccinati come la Germania.

Covid: rivolta anti-lockdown a Rotterdam, 7 feriti e almeno 20 arrestati


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/11/19/covid-proteste-a-rotterdam-la-polizia-spara-due-feriti-_1862b307-d5da-43bf-a3f5-38ab8573511a.html

Almeno un’auto della polizia è stata incendiata, altre sono state danneggiate

Sono almeno sette le persone rimaste ferite ieri durante la violenta protesta di Rotterdam contro le restrizioni anti-Covid.

Secondo quanto riporta la Bbc, oltre alle due persone ferite in seguito ai colpi di avvertimento sparati dalla polizia, altre cinque persone sono rimaste ferite.

L’emittente britannica riporta inoltre che almeno 20 persone sono state arrestate nel corso di una notte definita dal sindaco della città “un’orgia di violenza”. Il ripristino del lockdown parziale, sabato scorso, ha scatenato la protesta di centinaia di persone che si sono radunate nel centro di Rotterdam. E molte di loro, al grido “libertà”, hanno fatto esplodere fuochi d’artificio e hanno lanciato oggetti contro la polizia. Almeno un’auto della polizia è stata incendiata, altre sono state danneggiate. continua a leggere

Rotterdam, guerriglia urbana durante le proteste anti-lockdown: 7 feriti – 20 novembre 2021
THE NETHERLANDS CORONA PROTEST – ROTTERDAM 2G- Anti Lockdown Riots- Whats going on?? Police shooting
Rioting in Rotterdam over new ‘corona pass’ – Rivolta a Rotterdam per il nuovo ‘corona pass’

Covid, Germania, Austria e Slovenia: “Andiamo verso la catastrofe”. Il virus preme ai confini


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/11/17/news/covid_situazione_fuori_controllo_in_germania_merkel_propone_obbligo_di_tampone_anche_per_i_vaccinati-326774091/?ref=RHTP-BH-I322793271-P2-S1-T1

Merkel chiede un 2G+ con obbligo di tampone per i vaccinati. A Vienna sanità al collasso

La Germania è precipitata nel caos. Nella vacatio tra un governo e l’altro nessuno è stato in grado finora di prendere decisioni incisive per fermare la quarta ondata di coronavirus che sta travolgendo il Paese. Alla luce di contagi che galoppano al ritmo di 50mila al giorno e di un’incidenza che ha raggiunto quota 319 casi ogni centomila abitanti, oggi è prevista finalmente una riunione del governo con i primi ministri dei land. Nelle bozze che circolano si parla di una una regola 2G (accesso limitato ai soli vaccinati e guariti) per gli eventi sportivi e culturali e il tempo libero, ma anche per ristoranti, locali e palestreAngela Merkel punta persino a un 2G+, ossia a un obbligo di tampone anche per i vaccinati, se i ricoverati nelle terapie intensive raggiungessero una soglia d’allarme. Inoltre la Cdu ha fermamente intenzione di bloccare il piano di Spd, Verdi e Liberali (i tre partiti che stanno negoziando per il nuovo governo Scholz) di dichiarare finita l’emergenza il 25 novembre. continua a leggere

Covid in Romania, situazione «disastrosa»: scattano chiusure, coprifuoco e obbligo di green pass


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_ottobre_25/romania-collasso-scattano-chiusure-coprifuoco-75536d82-359c-11ec-8a40-b3e7f8c50c67.shtml

In Romania, penultimo Paese Ue per numero di vaccinati, dilagano contagi e morti. Le ultime notizie sono allarmanti: tutti i posti in terapia intensiva sono occupati e il presidente ha definito la situazione «una catastrofe». Per la prima volta, però, aumentano gli immunizzati: sono passati in pochi giorni dal 30% al 40%

Il virus sta mettendo in ginocchio la Romania, penultimo Paese Ue per numero di vaccinati: i contagi dilagano, le terapie intensive sono piene e non ci sono più posti nemmeno per i morti nelle celle frigorifere degli ospedali. La situazione è «disastrosa», «una catastrofe» l’ha definita il presidente Klaus Iohannis in un messaggio prima di annunciare le nuove, severe, restrizioni anti Covid, entrate in vigore oggi.

In una sola settimana, tra il 18 e il 24 ottobre, è stato superato il tetto dei 100ila casi (104.668) e 2.898 morti. Per far fronte all’emergenza la chiesa ortodossa locale ha messo a disposizione degli ospedali le cappelle mortuarie delle chiese. Mentre dall’estero Polonia, Ungheria e Austria si sono mosse per accogliere i casi più gravi, per ora poco più di una cinquantina, visto che i duemila posti letto di terapia intensiva della Romania sono tutti occupati. Attraverso il meccanismo della protezione civile dell’Unione europea il Paese ha già ricevuto medicine e attrezzature da Olanda, Danimarca, Francia e anche dall’Italia. continua a leggere

Si temono 100mila contagi da Covid al giorno nel Regno Unito in inverno.


Si temono 100mila contagi da Covid al giorno nel Regno Unito in inverno. Spunta una nuova mutazione denominata ‘AY.4.2’

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/10/19/picco-di-morti-in-gb.-spunta-una-nuova-mutazione-denominata-ay.4.2_f92a3e70-ae7d-40a5-830c-e48e325a80e5.html

La variante individuata in Italia, Gb e Israele. Potrebbe essere più contagiosa della Delta

E’ presente anche in Italia, con soli 9 casi identificati fra settembre e ottobre, la nuova variante AY.4.2, derivata dalla Delta e indicata con la sigla B.1.617.2.4.2. Lo indicano delle sequenze genetiche contenute dalla banca dati internazionale Gisaid, analizzate dagli esperti del Ceinge-Biotecnologie avanzate di Napoli.

Complessivamente sono state finora depositate 1.860 sequenze della variante AY.4.2. Di queste, la maggior parte proviene dalla Gran Bretagna e le rimanenti sono distribuite, anche se con piccoli numeri, in una decina di Paesi europei fra i quali l’Italia. “E’ un possibile esempio, ma va dimostrato, di come il virus AY.4.2. provi a sfuggire ai vaccini con tutto il suo carico mutazionale“, osserva il genetista Massimo Zollo, dell’Università Federico II di Napoli e coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge. “Se l’ipotesi dovesse essere confermata, la situazione epidemiologica potrebbe peggiorare nel caso in cui dovesse restare ancore elevato il numero delle persone non vaccinate. Potrebbero essere colpite anche le persone già vaccinate con una risposta anticorplae bassa o assente“.

Risalgono vicino a 50.000 i contagi giornalieri da Covid nel Regno Unito (oltre 40.000 per l’ottavo giorno di fila), che toccano oggi quota 49.139, appena una ventina meno del numero registrato due giorni fa, record da metà luglio. Ancora sotto il livello di guardia, invece, ma in leggero aumento fin a quasi 7.900, il totale dei ricoveri in ospedale: frenato apparentemente dai vaccini, somministrati in doppia dose a circa l’80% della popolazione. Mentre i morti, appesantiti il martedì e il mercoledì dal consueto recupero statistico relativo al weekend, ridiscendono rispetto ai 223 di ieri, picco da marzo, ma restano 179.

In Gb aleggia l’ombra della sotto-variante del coronavirus, la ‘AY.4.2’, indicata dagli specialisti britannici come potenzialmente più trasmissibile di un ulteriore 10%, sebbene apparentemente non destinata al momento a prevalere sul ceppo d’origine. Mentre il trend di un nuovo incremento di contagi legato all’avvicinarsi della stagione invernale inizia a far capolino pure in altri Paesi europei – protetti sulla carta da qualche cautela in più rispetto al Regno Unito – come la Francia dove il governo ha ammesso che l’epidemia ha ripreso a “guadagnare terreno“. Ancor più seria la situazione nell’est, dove molti Paesi sono alle prese con un numero di nuovi contagi ai massimi da mesi e, in alcuni casi, anche record di decessi. Con la Lettonia costretta a tornare in lockdown e sotto coprifuoco fino al 15 novembre.  continua a leggere

Covid Uk, la situazione oggi sui contagi: qualcuno inizia a preoccuparsi ma l’attenzione è sulla terza dose


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_ottobre_20/covid-uk-oggi-contagi-terza-dose-ab9649f8-317f-11ec-8ced-72436ce4862e.shtml

Le vittime, oltre 200 al giorno, sono ai livelli di inizio marzo. La Confederazione del servizio sanitario nazionale, che rappresenta operatori ed enti della sanità, ha chiesto la reintroduzione con urgenza di misure restrittive, ma il premier ha un piano B.

Londra, 20 ottobre 2021

Adesso a Londra cominciano a preoccuparsi. Dopo che i nuovi casi di Covid sono stati visti viaggiare oltre i 40 mila al giorno per più di una settimana e dopo che la cifra dei morti — oltre 200 — ha raggiunto i livelli dei primi di marzo, affiorano vistose crepe nella nonchalance con cui il governo — e l’opinione pubblica — hanno derubricato la pandemia. Nei giorni scorsi i consiglieri scientifici e medici di Boris Johnson hanno sollevato in privato la questione: ma il primo ministro continua ad assicurare che tutto è «sotto controllo». Tuttavia il capo della Confederazione del servizio sanitario nazionale, che rappresenta operatori ed enti della sanità, ha chiesto la reintroduzione con urgenza di misure restrittive per evitare di «precipitare in una crisi». Un appello cui hanno fatto eco numerosi scienziati ed esperti.

Non sembra però essere questo l’orientamento del governo: al momento si punta tutto sulla terza dose di vaccini, la cui distribuzione sta tuttavia andando a rilento. Si moltiplicano pertanto gli appelli ai cittadini a farsi avanti una volta contattati dai centri di vaccinazione. La realtà è che Johnson e i suoi ministri non si curano particolarmente del boom dei contagi, dal momento che il livello dei ricoveri e dei morti resta relativamente basso: gli scenari più pessimistici diffusi a luglio, quando vennero abolite tutte le restrizioni, non si sono verificati. Si sa che esiste un numero «segreto» di decessi quotidiani che il governo è disposto ad accettare prima di far scattare l’allarme: pare che sia quota 250 (e ci siamo pericolosamente vicini). continua a leggere

Covid, nel Regno Unito 45mila casi in un solo giorno: ecco i motivi del nuovo aumento


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/10/14/news/regno_unito_covid_record_da_luglio_45mila_contagi_perche_nessuna_restrizione-322260379/?ref=RHTP-BH-I319608174-P2-S1-T1

Si tratta della massima crescita da metà luglio e si spiega con la totale mancanza di restrizioni: nel Paese non c’è più nemmeno obbligo di mascherine al chiuso. Ora occhi puntati sull’inverno

Londra, 14 ottobre 2021

Rimossi l’obbligo di mascherine al chiuso e di ogni tipo di distanziamento, i contagi da coronavirus nel Regno Unito sono tornati a salire sensibilmente: oggi 45mila nuovi casi, per un totale di 277.875 negli ultimi sette giorni (su 1.045.000 tamponi), per un aumento di 32.060 (+13%) rispetto alla settimana precedente. Si tratta del massimo aumento da metà luglio. Quanto è pericolosa una situazione del genere? Nessuno, nemmeno al governo, lo sa.

Le ragioni dell’impennata – L’aumento di casi è dovuto alla ormai totale mancanza di restrizioni anti Covid: da circa 3 mesi non c’è oramai alcun divieto, come limiti di capienza, né obblighi di distanziamento, e tantomeno di mascherine, nemmeno al chiuso. Solo sui mezzi pubblici sono richieste, ma il governo ufficialmente non le considera più obbligatorie e quindi le autorità dei trasporti non riescono a far rispettare le loro stesse norme. Stessa cosa per i “green pass”, come vengono chiamati in Italia: nonostante ci siano tutti gli strumenti per implementarli, il governo di Boris Johnson ha fatto marcia indietro nelle ultime settimane per la pressione dell’ala più tradizionalista del suo partito conservatore. I privati possono richiederli, ma con forti limiti perché appunto non sono imposti dalla legge, nonostante i test antigenici in Inghilterra siano gratis e persino spediti a casa dal governo stesso quando richiesti. continua a leggere

Covid: in Austria possibili restrizioni per non vaccinati


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/09/07/covid-in-austria-possibili-restrizioni-per-non-vaccinati-_c0152be5-df1a-406f-a100-a1734c4ac51f.html

In Austria non ci sarà più un lockdown totale, ma semmai saranno introdotte limitazioni solo per le persone non vaccinate. Lo ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz in un’intervista alla Orf.

Si tratta – ha spiegato – di “misure di protezione” nei confronti dei non vaccinati, visto il rischio 50 volte superiore di un percorso grave della malattia che potrebbero riguardare la movida serale e i grandi eventi. Per le misure non si terrà più conto dell’incidenza settimanale dei contagi, ma dell’occupazione dei letti ospedalieri. Per garantire la didattica in presenza ci saranno test costanti nelle scuole, ha aggiunto Kurz. 

Attacco con l’acido nella metro di Tokyo, 2 feriti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/08/25/attacco-con-lacido-nella-metro-di-tokyo-2-feriti_a3e014e4-d84b-4bf9-844c-d2ec9f553a72.html

Uomo ustionato al volto su scala mobile. Ricercato l’aggressore

Due persone hanno subito ustioni nella metropolitana di Tokyo, dove un uomo, ora attivamente ricercato, ha lanciato acido solforico su alcuni passanti. Un uomo di 22 anni è stato colpito al volto dall’acido su una scala mobile della stazione di Shirokane-Takanawa, mentre una donna di 34 è rimasta leggermente ustionata alle gambe.

Lo riferisce un portavoce della polizia giapponese citato dall’emittente pubblica Nhk. Ieri a Tokyo si sono aperte le Paralimpiadi. Il 5 agosto, quando erano in corso le Olimpiadi, una persona aveva ferito con un coltello una decina di persone su un treno alla periferia della capitale giapponese.

Covid: Johnson dice basta alla mascherina obbligatoria al chiuso e al distanziamento


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/07/05/covid-altri-27mila-casi-in-gb-ma-non-piu-di-9-morti_db102c3a-d2b5-4082-8c64-ed5b67368434.html

Altri 27mila casi in Gran Bretagna, ma non più di 9 morti

Boris Johnson ha formalizzato l’intenzione di procedere dal 19 luglio alla tappa definitiva dell’uscita dell’Inghilterra delle restrizioni del lockdown anti Covid, con la riapertura dei locali notturni, l’allentamento delle limitazioni sugli eventi collettivi, ma anche la fine dell’uso obbligatorio della mascherina nei locali pubblici al chiuso e del distanziamento sociale. Il premier britannico si è detto fiducioso di poter escludere ulteriori rinvii dopo quello del 21 giugno malgrado l’aumento dei contagi causati dalla variante Delta – che continuerà, ha avvertito – grazie al contenimento dei vaccini su ricoveri e decessi.

Johnson ha indicato l’obiettivo di garantire la doppia dose di vaccino anti-Covid ai due terzi di tutta la popolazione adulta residente nel Regno Unito entro il 19 luglio, quando si prevede l’uscita dalle residue restrizioni obbligatorie del lockdown, con l’impegno a offrire almeno una prima dose al 100%.

Ha inoltre fissato la scadenza di settembre per arrivare a offrire alla totalità della popolazione adulta la possibilità di essere interamente vaccinata. Il premier ha parallelamente annunciato dal 19 luglio un alleggerimento degli obblighi d’isolamento per le persone vaccinate e la fine delle bolle d’isolamento nelle scuole.

Il Regno Unito – intanto – allinea nelle ultime 24 ore altri 27.334 contagi di Covid (circa mille meno del picco giornaliero della settimana scorsa) causati dalla variante Delta (ex indiana). Lo certificano, su quasi 1,3 milioni di tamponi, i dati diffusi oggi dal governo, che tuttavia confermano al momento l’effetto positivo delle vaccinazioni nel contenimento dell’impatto sui ricoveri (seppur in aumento) e soprattutto dei decessi quotidiani: fermi a non più di 9, contro i 15 di ieri.

Le dosi di vaccino somministrate salgono intanto a più di 79 milioni, con oltre il 64% degli over 18 interamente immunizzati e l’86,1% coperti da una dose.

La variante Delta avanza, oltre 18mila nuovi casi in Gb – Dietrofront Delta, così la variante richiude il mondo


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/06/26/la-variante-delta-avanza-oltre-18mila-nuovi-casi-in-gb_2f39ef12-7c97-4d93-858d-29713661d4b7.html

Continua a correre l’epidemia di Covid nel Regno Unito, a causa soprattutto della variante Delta.
Oggi sono stati registrati 18.270 nuovi contagi, il record giornaliero dal 5 febbraio.

Ieri i contagi erano saliti di 15.810. I decessi sono stati 23. Sul fronte delle vittime, l’alto numero dei vaccinati continua a mantenere i numeri contenuti, riportano i media locali. Quasi l’84% della popolazione ha ricevuto la prima dose, oltre il 61% il richiamo

Dietrofront Delta, così la variante richiude il mondo

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/26/news/dietrofront_delta_cosi_la_variante_richiude_il_mondo-307844794/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

La mutazione del coronavirus scoperta per la prima volta in India si sta diffondendo da un continente all’altro costringendo diversi Paesi a ripristinare le restrizioni. E l’agognato ritorno alla normalità continua a slittare

Regno Unito L’addio alle restrizioni slitta di un mese – LONDRA – Altri 18.270 casi di Coronavirus ieri, quasi tutti di variante Delta. Nel Regno Unito oramai sono in continua crescita da due settimane, anche se alcuni esperti pensano/sperano che la curva si stia stabilizzando. Nel frattempo, si cerca di vaccinare quanti più britannici possibile, soprattutto i più giovani, che sono la maggioranza dei nuovi infetti da Covid, perché solo adesso stanno ricevendo le prime dosi di vaccino. Boris Johnson ha rinviato di un mese il “ritorno alla normalità” originariamente previsto il 21 giugno, proprio per guadagnare tempo nell’immunizzazione e vedere l’effetto dei vaccini contro ricoveri e decessi, che per ora paiono funzionare. Ora però, a meno di effetti gravi dalla variante Delta, il 19 luglio dovrebbero essere rimosse tutte le restrizione anti-Covid, incluse le mascherine al chiuso e il distanziamento.

Australia – Lockdown a Sydney. “Bolla” con Auckland sospesa – LONDRA – “È un nemico formidabile“. Così il ministero della Salute australiano Brad Hazzard ha definito la variante Delta che da ieri ha costretto l’intera metropoli di Sydney a due settimane di lockdown. Sospesa anche la “bolla aerea” con la Nuova Zelanda. I casi di Delta riscontrati sinora sono “soltanto” (a differenza del Regno Unito) 80 negli ultimi giorni, ma sono stati sufficienti a far richiudere tutto. L’estrema cautela dell’Australia è dovuta al flop della campagna vaccinale fino a questo momento. Sinora solo il 3% della popolazione adulta è stata immunizzata con due dosi, mentre il 25% ha ricevuto almeno una dose. Un problema dovuto soprattutto alla carenza di scorte: Canberra ha puntato molto sul vaccino AstraZeneca, ma ritardi della consegna e i limiti di utilizzo hanno rallentato la campagna, insieme alla ritrosia di una fetta di australiani a vaccinarsi.

Portogallo – Solo spostamenti essenziali nelle zone a rischio – L’aumento dei contagi ha spinto il governo di Lisbona ad annunciare nuove restrizioni per la regione della capitale e per altre due aree a rischio. Le nuove regole, ha dichiarato giovedì il ministro Mariana Vieira da Silva, servono a cercare di contenere la variante Delta, che ormai rappresenta più della metà dei nuovi casi nella capitale e nella valle del Tago: prevedono il divieto dei viaggi nel fine settimana per l’area di Lisbona, i cui residenti possono partire solo per spostamenti essenziali. Anche i piani per allentare le restrizioni in altre zone sono stati abbandonati. All’inizio della settimana, il ministro della Sanità aveva ammesso che il Portogallo avrebbe potuto «agire diversamente» per prevenire la diffusione della variante. Secondo il responsabile della vaccinazione, il Paese potrebbe non riuscire a fornire una prima dose al 70% della popolazione entro agosto.

Israele – Il primo Paese a dichiarare la fine della crisi ora ripristina i divieti – Dopo la nuova ondata di contagi da variante Delta, anche Israele, che vantava di essere il primo Paese uscito dall’emergenza grazie alla massiccia campagna di vaccinazione, ha dovuto fare un passo indietro sulle riaperture. Il ministero della Sanità israeliano ha reintrodotto l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi ad accesso pubblico, che aveva cancellato lo scorso 15 giugno. Il ministero ha anche raccomandato che i cittadini indossino mascherine sul volto durante gli eventi pubblici di massa, anche quando si svolgono all’aperto, “come gli eventi del Pride di questo fine settimana”. Nachman Ash, capo della task force dello Stato ebraico per la risposta alla pandemia, ha dichiarato alla radio di Stato che la decisione è stata presa dopo che per quattro giorni sono stati registrati oltre 100 nuovi casi quotidiani di Covid.

Russia – Per lavorare e andare al ristorante c’è l’obbligo di vaccino – Le lotterie per auto e appartamenti non sono bastate a promuovere la campagna d’immunizzazione nel Paese che ha registrato il primo vaccino anti-Covid al mondo, lo Sputnik V. E così, davanti all’impennata di casi (21.665 ieri) e di decessi (107 a San Pietroburgo, il numero più alto dall’inizio della pandemia) causati dalla variante Delta, la Russia è passata dalla carota al bastone. Diciotto regioni hanno reso la vaccinazione obbligatoria per i lavoratori di alcuni settori: uffici governatori, istruzione, vendita, sanità, ristoranti e servizi. Da lunedì a Mosca i ristoranti ammetteranno solo i clienti con pass sanitario e tornerà l’obbligo del telelavoro al 30%, mentre le cure ospedaliere saranno limitate a chi è vaccinato o ha gli anticorpi. Ma davanti alle nuove imposizioni, la sfiducia nei confronti del vaccino resta: solo circa il 15% dei russi ha ricevuto almeno una dose. Cresce invece la domanda di certificati falsi.

India – Cinema e negozi serrati nella patria della variante – Marcia indietro sulle misure di prevenzione anche nello stato più ricco dell’India, il Maharashtra, che venerdì ha ordinato la chiusura di cinema e centri commerciali, mentre combatte per tenere sotto controllo la variante del coronavirus che ha sconvolto ogni piano di riapertura. Con a variante individuata proprio in India l’anno scorso sono collegati almeno 20 casi nello stato del Maharashtra. New Delhi la considera “preoccupante”: è in parte responsabile di una seconda ondata di contagi che ha travolto il sistema sanitario della federazione. Secondo fonti governative, “fino a una settimana fa il tasso di positività e le infezioni giornaliere stavano scendendo costantemente, ma in alcune regioni i casi hanno ricominciato ad aumentare”. In India meno di metà della popolazione è vaccinata. Solo il 5,6 per cento degli adulti ha ricevuto due dosi.

India, New Delhi senza ossigeno: corpi cremati nelle strade, aiuti dai nemici


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Altri 350 mila nuovi casi e 2.800 vittime in una giornata. Dopo Europa e Stati Uniti anche il Pakistan offre assistenza. Il governo: indossate la mascherina anche in casa

Chi ci riesce, la sera si addormenta con la morte negli occhi a New Delhi e dintorni. Centinaia di pire di legno accatastate bruciano, del tutto illegali, lungo le rive della Yamuna che attraversa la città. «È il nostro Olocausto» denuncia la commentatrice Rini Khanna, nel Paese dove si registrano oltre 2.800 morti al giorno. Circolano immagini di parenti svenuti o con le mani sul viso, straziati. Tanti ormai non escono nemmeno più di casa in cerca di soccorso, sanno che nessuno li aiuterà: negli ospedali i letti sono esauriti da giorni. Soprattutto manca l’ossigeno: respirare è diventato un lusso, si muore soffocati.

Fuori controllo – Dopo cinque giorni di fila con 350 mila nuovi casi al giorno il malandato sistema sanitario indiano è al collasso. Per arginare una pandemia ormai fuori controllo ieri il governo ha suggerito di indossare la mascherina anche in casa. E pensare che fino a qualche settimana fa molti leader politici non la mettevano nemmeno nei loro comizi oceanici.

Al fronte – La confusione è tale che persino molte persone abbienti non riescono a ottenere medicine per i propri cari. Alcuni hanno «sospeso» la propria vita per dare una mano. Come la fotografa Debahuti Chowdhury che a Varanasi sta lavorando come volontaria in un ospedale. «Mi sento al fronte — dice — stiamo assistendo a un incubo senza fine». Sempre nella città sacra indù, Shivam Sareen che faceva la guida turistica ora coordina gli aiuti e chiede sostegno agli amici all’estero.

Critiche e censura – Appelli per medicinali e ossigeno affollano i social, invasi anche da video strazianti di malati boccheggianti sdraiati per strada. Ieri il premier Modi, sott’attacco per la gestione della pandemia, ha ordinato ai social media di oscurare i post critici, definendoli tentativi di creare il panico. Alla sofferenza diffusa si sono aggiunte rabbia e indignazione. «Per lui è più facile far rimuovere i tweet che assicurare rifornimenti di ossigeno» polemizza Aftab Alam, professore di scienze politiche all’università di Delhi.

I treni dell’ossigeno – Tra le cose che vengono rimproverate al governo, il fatto di aver promosso pellegrinaggi e manifestazioni elettorali di massa, i ritardi nella campagna vaccinale, e soprattutto di aver negato la crisi fino all’ultimo e non aver quindi pianificato una risposta tempestiva e coordinata. Soltanto ieri le ferrovie indiane hanno lanciato gli Oxygen Express, per consegnare i cilindri con l’ossigeno agli ospedali. L’India è senza fiato e il premier nazionalista indù ha chiesto aiuto «fuori». Dopo la mano tesa della presidente della Commissione Ue von der Leyen e della cancelliera Merkel, ieri è arrivata la telefonata del presidente Joe Biden. E persino l’arcinemico Pakistan si è fatto avanti.

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