Archivi del giorno: 8 giugno 2021

Bomba d’acqua a Roma, evacuati bimbi da un asilo allagato. Caos a Corso Francia, Prati, Ponte Milvio


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_08/bomba-d-acqua-roma-evacuati-bimbi-bloccati-un-asilo-nido-allagato-ponte-milvio-7eb3017c-c859-11eb-a854-b5489e4fa044.shtml?fbclid=IwAR3Au9-Gdb5ozWvUIDGncRf5Lg61lsvNEZVH-hQ-gF2lxRX5ZVxoCuoDsAg

Intervento dei vigili del fuoco che hanno aiutato bambini e personale scolastico: tutti portati in un albergo. Roma nord la più colpita dalla tempesta. Polemica politica contro Raggi

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La Capitale è stata colpita da un potente temporale che in pochi minuti ha allagato vaste zone della città soprattutto i quartieri più a nord. Martedì 8 giugno nel primo pomeriggio, i vigili del fuoco hanno evacuato quaranta bimbi e sei del personale scolastico rimasto bloccato all’interno di un asilo nido in via Castelnuovo di Porto, vicino a Ponte Milvio, a causa di un allagamento dovuto al forte temporale che nel pomeriggio si è abbattuto su Roma.

Roma nord allagata – Tutti sono stati messi in sicurezza all’interno di un albergo nelle vicinanze. Igenitori sono stati contattati per poterli andare a riprendere. Tuoni, pioggia battente e, in alcune zone, anche grandine hanno creato in pochi minuti il caos nella circolazione automobilistica, anche a causa di diversi allagamenti dal centro alla periferia. Diversi gli interventi per il maltempo effettuati finora dai pompieri, tra le aree più colpite: Corso Francia, Ponte Milvio, Prati, Montemario e Nomentano.

La tempesta politica – Forti rallentamenti sul Grande raccordo anulare e sulla tangenziale est, ma anche nelle vie centrali si circola con difficoltà, con gli automobilisti costretti a procedere a passo d’uomo a causa degli allagamenti. L’allerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale prevede forti piogge per tutta la giornata. Dopo la tempesta meteorologica, quella politica e il caos che si è creato per gli allagamenti è diventato il tema per attaccare la sindaca Virginia Raggi. «Se si continua a non tener puliti i tombini, rischiamo di dover farci prestare il Mose da Venezia», scrive sui social Roberto Gualtieri, deputato Pd e candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio. Carlo Calenda — il leader di Azione e candidato sindaco — invece, chiede a Raggi cosa è successo: «Occorre capire. Se hai un’idea, spiegalo alla cittadinanza».

08 giugno 2021 – Roma, bomba d’acqua nel centro della Capitale

08 giugno 2021 – BOMBA D’ACQUA SU ROMA

 

Coronavirus, a chi è guarito una sola dose di vaccino, via libera del ministero – Vaccino Covid: per quanto tempo ci protegge?…


Coronavirus, a chi è guarito una sola dose di vaccino, via libera del ministero

articolo del 03 marzo 2021: https://www.ilsole24ore.com/art/a-chi-e-guarito-sola-dose-vaccino-arrivo-circolare-ministero-ADzHmYNB

Per i soggetti già infettati ci sarà una singola somministrazione in quanto l’infezione svolge di fatto un ruolo di “priming”

«È possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino» anti-Covid-19 nei soggetti con «regressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica). È quanto si legge nella circolare del ministero della Salute “Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV-2”, firmata dal direttore della Prevenzione Gianni Rezza.

La somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 è possibile, «purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa».

asi (ex Ema): strategia assolutamente logica –  Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, si dichiara «assolutamente d’accordo con quanto prospettato. «Penso che sia giusto dare una singola dose di vaccino a chi ha già contratto l’infezione», spiega Rasi. E «sarebbe logico prevedere la somministrazione di questa dose a 6 mesi dalla guarigione. Si tratta di un’indicazione corretta anche per ottimizzare il piano vaccinale utilizzando al meglio le dosi che abbiamo e che avremo a disposizione».

Bassetti: sì a dose unica ma servono indicazioni chiare – «Una sola dose di vaccino per chi ha avuto il Covid è una buona cosa e ci permette di risparmiare anche le fiale di vaccino. In Italia abbiamo avuto due milioni e mezzo di persone colpite con certezza ma sicuramente saranno almeno il doppio, quindi potremmo risparmiare diversi milioni. È importante però che ci sia un’indicazione precisa in modo tale che tutti si comportino allo stesso modo». Lo sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, commentando l’ipotesi avanzata ieri dal presidente del Css

Per quanto riguarda invece la possibilità di posticipare la seconda dose per aumentare subito la platea degli immunizzati con la prima, «non è che noi stiamo proponendo di non fare il richiamo, ma di spingerlo un po’ più in là. Ad esempio – avverte Bassetti – per il vaccino AstraZeneca si può pensare di fare la seconda dose dopo 3, anche 4 mesi; per Pfizer e Moderna anziché farla tra la terza o quarta settimana, si può portarla a 6-8 settimane e si guadagna del tempo. Ci sono dei dati che avvallano questo e in emergenza – conclude – si possono prendere delle iniziative per il bene pubblico: se due dosi non ci sono meglio avere un fascia di popolazione vaccinata ampia che una piccola con due dosi».


Vaccino Covid: per quanto tempo ci protegge? Spunta l’ipotesi del terzo richiamo

articolo del 14 maggio : https://www.repubblica.it/salute/2021/05/14/news/covid_per_quanto_tempo_ci_proteggono_i_vaccini_spunta_l_ipotesi_del_terzo_richiamo-300855151/

Le differenze della tempistica per la somministrazione della seconda dose svantaggiano chi l’ha fatto prima. Per Giovanni Maga, direttore del Cnr di Pavia, il futuro è il vaccino unico 

Vaccini anti-Covid diversi, con richiami fatti in tempi diversi, che giocoforza garantiscono una copertura dal contagio per periodi di durata diversa. Aifa ha autorizzato sette mesi di protezione per tutti i vaccini contro il Covid-19. Mediamente sette mesi. Ma, nella pratica di tutti i giorni non accade proprio questo. Capita che una persona che si sia vaccinata a gennaio con Pfizer, che fino ad ieri prevedeva un richiamo a 21 giorni, abbia gli anticorpi contro il virus al massimo fino a settembre, mentre un’altra, che ha fatto Astra Zeneca sempre a gennaio, grazie alla seconda dose assunta dopo tre mesi, possa arrivare a dicembre ancora protetta.

In questo groviglio di situazioni, il professor Giovanni Maga, virologo e direttore del Cnr di Pavia, intravede una possibile conseguenza a medio termine: “Probabilmente si renderà necessario, per le persone vaccinate in un primo momento che hanno fatto la seconda dose a inizio febbraio, anche un terzo richiamo da fare in autunno – dice – perché, in caso contrario, arriverebbero all’inizio della stagione invernale senza difese contro il virus“.

Professor Maga, ricapitoliamo la tempistica dei vaccini. Entro quando si deve fare il richiamo? –  Per AstraZeneca rimane l’indicazione dei tre mesi dalla prima dose. Questo perché studi clinici hanno dimostrato che l’efficacia è massima dopo questo periodo di tempo. La novità riguarda i vaccini a Rna messaggero, quindi Pfizer-Biontech e Moderna, per cui è stata introdotta la possibilità di aumentare da 21 a 42 giorni il periodo che intercorre tra prima dose e richiamo. Indicazione confermata da Aifa ed Ema, corroborata da studi che provano, dopo la prima dose, il raggiungimento di un livello di protezione elevato, di durata superiore a tre setimane. Quindi il richiamo a 42 giorni non è un azzardo“.

Pfizer non è proprio di questa idea… – Le dichiarazioni dell’azienda le possiamo leggere in tanti modi: una manifestazione dell’interesse a mantere un intervallo più breve che potrebbe avvantaggiarla, o comunque il voler ribadire cautelativamente che, come sostengono studi clinici approvati, quell’intervallo di tempo è consigliato“.

Ma questo cosa cambia dal punto di vista della protezione dal virus?  – L’allungamento della seconda dose a 42 giorni non inficia la protezione. Chiaro che tra la popolazione ci saranno sempre persone che rispondono più o meno bene al vaccino. Ci potrebbero essere classi di pazienti, soprattutto quelli oncologici con tumori che colpiscono il sistema immunitario, che rispondono meno efficacemente alla prima dose, quindi in questi casi è sconsigliato prolungare la seconda. Tuttavia, se guardiamo alla media delle situazioni, non cambia granché“. 

Parlando sempre di tempi dei richiami, che cosa si prevede? – Il ministero della Salute prevede che, a partire da giugno, il richiamo sia fatto a 42 giorni per Pfizer, mentre quello per AstraZeneca resta a tre mesi“.

Veniamo alla durata della copertura vaccinale. Aifa ha detto che mediamente un vaccino anti-Covid protegge per sette mesi. È d’accordo? – Ad aprile sono stati pubblicati studi da cui emerge che a sei mesi dal richiamo, in particolare Pfizer e Moderna, e a 4 mesi per AstraZeneca, permane un elevato titolo di protezione. Quindi, esaminando a partire da tempo zero fino a 4-6 mesi come si comporta il livello di immunità del vaccinato, si può affermare che la protezione contro il Coronavirus possa arrivare fino a 9 mesi o anche un anno“.

Valutazione fatta sul titolo anticorpale? – Non solo. Oltre a quello si valuta un’altra importante componente del sistema immunitario, ossia i Linfociti T, che incidono sulla protezione totale dell’individuo dal virus. Quindi, il periodo di sette mesi indicati da Aifa è giustificato pienamente, e prudenziale. Ritengo sia plausibile ipotizzare una protezione che si estenda a 9 mesi e oltre, ma questo lo sapremo solo proseguendo il monitoraggio“.

Se applicassimo la previsione dei sette mesi per ogni vaccino, chi si è immunizzato prima di altri, come gli operatori sanitari vaccinati dal gennaio scorso, ne uscirebbe svantaggiato. Perché a fine estate si troverebbe di nuovo esposto a contagio. – La mia idea è che anche chi è stato vaccinato per primo sarà protetto sino a fine anno. Ma ad oggi non c’è evidenza del fatto che la copertura sarà maggiore, e che quindi si debbano riprendere le vaccinazioni. Pfizer, ad esempio, ha ipotizzato una terza dose di vaccino da inoculare entro fne anno, questo per chi ha fatto l’iniezione a gennaio: soprattutto gli operatori sanitari“.

Quindi non possiamo considerarci schermati a lungo e soprattutto lo siamo per un periodo diverso a seconda del vaccino che ci hanno somministrato. –  Al momento sempbra che queste vaccinazioni non diano l’immunità per tutta la vita, ma questo ora lo diciamo anche a causa dell’incompletezza dei dati di cui abbiamo la disponibilità, avendo vaccinato solo da pochi mesi. È possibile che nel prossimo futuro cambi la valutazione e quindi lo scenario“.

Ci sta dicendo che entro fine anno, o nel 2022, sarà forse necessario fare un terzo richiamo contro il Covid? – Non lo escludo“.

E dovremmo vaccinarci sia contro l’influenza che contro il Coronavuirus? – Sono dell’idea che sia necessario assumerli entrambi. Perché, è provato, così gli anziani hanno un rischio di morte e di malattia più basso“.

Pensa che debba essere una vaccinazione universale? Estesa a tutti e a tutte le età?
La campagna vaccinale dovrebbe essere globale perché da Paesi a rischio, come ad esempio l’India, il virus può tornare e moltiplicarsi. Dunque mantenere una vaccinazione alta in quei Paesi attenua l’impatto anche altrove. Sicuramente l’ideale è mettere tutti nella situazione di vaccinarsi“.

Se così fosse, sarebbe possibile azzerare la tempistica, cioè non prevedere tempi diversi per i richiami ma tutto in un’unica soluzione?  – Si tra lavorando per ottenere una omogeneità dei vaccini. Ci si sta concentrando su una tipologia. Recentemente gli Usa hanno sperimentato sugli animali un siero pan-coronavirus efficace per tutti. Questo porterà ad avere un siero unico, progettato sulla proteina Spike, ma programmato a tavolino per indurre una risposta contro quelle porzioni della proteina che resistono ai Coronavirus“.

Ci può spiegare? – Con le varianti vediamo che i virus mutano, i Coronavirus sono tanti e ognuno di essi presenta differenze a livello della proteina Spike. Tuttavia, ci sono porzioni che non possono cambiare. Quindi riuscire a dirigere il sistema immunitario ad attaccare quei pezzetti che non cambiano vuol dire avere la possibilità di intervenire a largo raggio. Oggi i vaccini ci proteggono dalle varianti diffuse e vengono aggiornati, ma se nel frattempo dovesse comparire sulla scena un altro Coronavirus, non è detto che siano efficaci. Il  super vaccino in via di studio potrebbe esserlo“.

E questo super-vaccino quando potremmo vederlo? – Ci sta lavorando il team della Duke Human Vaccine Insitute, nel North Carolina. La tempistica prevede almeno ancora un anno di attesa per la sperimentazione sui pazienti“. 

La pandemia e i ritardi negli ospedali: la corsa per recuperare il tempo perso


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_03/pandemia-ritardi-ospedali-corsa-recuperare-tempo-perso-f0cd7490-c42b-11eb-9211-eb63e72b00a2.shtml

Alla complessità della situazione si aggiungerà la necessità di garantire una adeguata presa in carico di tutti i soggetti cosiddetti «Long Covid»

In questi mesi i rallentamenti delle attività sanitarie standard hanno determinato ritardi diagnostici importanti, anche per patologie gravi, e lunghe liste di attesa. In Italia nel 2020 rispetto all’anno precedente si sono registrate 144,5 milioni di prestazioni ambulatoriali in meno. La riduzione maggiore riguarda gli esami di laboratorio (il 67 per cento delle prestazioni), mentre le flessioni per visite e diagnostica rappresentano il 12,5 e il 13 per cento.

Inoltre, si sono effettuati 1,3 milioni meno ricoveri ospedalieri rispetto al 2019 (680 mila con diagnosi mediche e 620 mila con diagnosi chirurgiche), con una riduzione molto marcata degli accessi per malattie cardiovascolari e oncologiche (meno 30 per cento per il tumore della mammella e meno 20 per cento per i tumori di polmone, pancreas e apparato gastrointestinale). Molto significativo è anche il crollo dei ricoveri urgenti e di quelli dei pazienti cronici complessi con pluripatologie.

Nei prossimi mesi bisognerà investire in risorse e strategie per recuperare il tempo perso, sapendo che molto probabilmente alcune attività sanitarie dedicate al Covid dovranno rimanere attive. Alla complessità della situazione si aggiungerà infatti la necessità di garantire una adeguata presa in carico di tutti i soggetti cosiddetti «Long Covid», ovvero di coloro che soffrono dei postumi dell’infezione le cui ricadute a lungo termine non sono peraltro ancora completamente note. Per tutte queste ragioni un potenziamento delle strutture ambulatoriali e ospedaliere di degenza sarà fondamentale. Difficilissimo sarà il reperimento delle risorse di personale medico e infermieristico ormai impegnato su tantissimi fronti.

Lavoratori sfruttati e tasse non pagate: al colosso della logistica Dhl sequestrati 20 milioni


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_07/dhl-accusata-evadere-l-iva-sequestrati-20-milioni-euro-01a67826-c778-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml

Azienda e dirigenti sono accusati di evasione di Iva. Nessuna tutela per i dipendenti, costretti a passare da una cooperativa all’altra, pena la perdita del posto di lavoro

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Ancora «contratti di somministrazione illecita di manodopera fatti passare come contratti di appalto, tariffe imposte dal committente e non in grado di remunerare la manodopera, omesso versamento di Iva e contributi come condizione necessaria sostanzialmente imposta dal committente»: e quindi, come conseguenza, «nessun recupero per l’erario, essendo le cooperative nullatenenti; nessuna tutela per i lavoratori, costretti a passare da una cooperativa all’altra, pena la perdita del posto di lavoro; mancata neutralizzazione dei vantaggi economici (spesso cospicui) ottenuti dal committente, reale beneficiario della frode».

Stavolta è il colosso Dhl, «azienda leader nell’ambito della logistica», controllata dalle Poste tedesche, ad aver per la Procura di Milano «abusato dei benefici offerti dal sistema illecito, neutralizzando il proprio cuneo fiscale mediante l’esternalizzazione della manodopera e di tutti glioneri connessi». I pm Giovanna Cavalleri e Paolo Storari hanno perciò firmato un decreto di sequestro preventivo d’urgenza da 20 milioni di euro, per reati fiscali, a carico di Dhl Supply Chain Italy spa, indagata (come società in base alla legge sulla responsabilità degli enti), insieme all’ex presidente e attuale presidente Fedele De Vita e Antonio Lombardo

Azienda e dirigenti sono accusati di evasione di Iva perché, «avvalendosi di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse dal Consorzio Industria dei Servizi», avrebbero «simulato contratti di appalto invece di contratti di somministrazione di manodopera nelle dichiarazioni 2017-2020». Per la Procura e la Gdf milanese il «tenore» di una serie di «comunicazioni» via email «evidenzia come, di fatto, il personale dipendente venisse spostato da un Consorzio all’altro con estrema flessibilità, sulla base delle mere esigenze organizzative della committenza e a prescindere dalla volontà e dalle esigenze dell’appaltatore/subappaltatore, formale datore di lavoro delle maestranze impiegate nei simulati appalti».

Design, sicurezza e green: ecco il nuovo scalo di Linate


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/08/news/restyling_linate_design_green_sicurezza-304729155/

Il rinnovamento dell’area imbarchi conclude il restyling dello scalo. Più tecnologia per i controlli e una maggiore attenzione alla sostenibilità per materiali e ambienti. Oggi la visita di Mattarella

Aeroporto Milano Linate – Nuovo Terminal  – 4 apr 2021

Aeroporto di Milano Linate, il Presidente Mattarella all’inaugurazione della nuova area imbarchi Aeroporto di Milano Linate, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione della nuova area imbarchi

Ha una sua elegante e più o meno discreta presenza il robottino – pardon: droide – Yape. Se il rodaggio andrà bene lo conoscerete presto (per chi non l’ha già incontrato a Malpensa). Mentre sarete seduti al gate in attesa del volo vi consegnerà direttamente i prodotti che avete acquistato online in aeroporto: dopodiché, tra una delivery e l’altra, darà una mano a polizia e carabinieri a perlustrare gli angoli dello scalo. Eccolo: bianco latte, le due luci di posizione, il lampeggiante sul capo. Oggi ci sarà anche lui a fare gli onori di casa, magari ronzerà intorno al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sale a Milano per il taglio del nastro. Casa nuova. Perché Linate si è rifatto il look e si è allargato. Da domani lo potrete ammirare nella sua nuova veste: 8 mila metri quadrati ridisegnati, altri 10 mila frutto di un rifacimento-ampliamento del cosiddetto corpo F, che tra 24 ore debutterà come nuova area del terminal.

Era la vecchia parte dell’aerostazione: da un piano è passata a tre, ovvero sale imbarco (nuovi gate, dall’1 all’8), nuova galleria commerciale e nuova area food. C’era una volta il vecchio Aeroporto Enrico Forlanini (dal nome del pioniere dell’aviazione e inventore), benché nessuno lo abbia mai chiamato così. Data di inaugurazione: 21 ottobre 1937. Rinnovato e ampliato nel 1960. “Diciamo che era ora di un cambio d’abito“, dice un addetto di lungo corso. E dunque, nuovo outfit fu. Sea ci ha investito 40 milioni, va detto che bello è bello. Ma la cosa più interessante, per il viaggiatore che bada al sodo e soprattutto alla comodità, è che quando (si spera) il traffico passeggeri riprenderà a girare com’era in era pre-Covid, ci saranno dei vantaggi non indifferenti. Quali? Seguiteci nell’area dedicata ai filtri di sicurezza. Quella “a maggior stress emotivo“.

Novità negli arredi, nei colori, nei materiali: il tutto per rendere meno impattante il momento dei controlli. Ma la vera svolta, nelle intenzioni di chi ha curato il progetto, riguarda i filtri stessi. Qui la parte del gigante la fa la tecnologia: le nuove macchine installate (EDS-CB, acronimo di Explosives Detection Systems for Cabin baggage) consentono di effettuare i controlli senza dover separare dal bagaglio a mano i liquidi e gli apparati elettronici. Insomma, quelle scocciature che quasi sempre, per toccarla piano e con ridondanza di eufemismo, non rilassano. Già dal check-in andremo più sciolti: grazie al sistema Face boarding, a chi partirà per almeno due volte da Linate basterà metterci la faccia. L’impronta biometrica del volto verrà associata al documento e alla carta di imbarco. Risultato: fino a quando salirete a bordo dell’aereo non dovrete più mostrare alcun documento. Il che vuol dire transitare dai vari check point con più rapidità e senza troppi sbattimenti.

Siamo riusciti a farci trovare pronti per la cosiddetta ripartenza” dice l’amministratore delegato di Sea Armando Brunini, che snocciola i numeri in leggero aumento dopo il crollo abissale dovuto alla pandemia: “Da – 99% di quest’inverno siamo passati a – 80 di maggio e a – 70% di inizio giugno“. L’aeroporto cittadino ha ripreso lentamente a ripopolarsi e l’aspettativa per l’estate – toccando tutti i ferri disponibili, perché anche l’anno scorso ci fu il boom ma il dopo, in una specie di perfida altalena, fu decisamente meno esaltante – è di rivedere movimento nel nuovo Linate del dopo restyling. A proposito di metalli. Una delle chicche alle quali magari non si farà subito caso, ma è un’intuizione intelligente e purtroppo al passo coi tempi: i corrimani lungo le scale, le maniglie dei carrelli porta bagagli e i sostegni nei bus interni all’aeroporto saranno tutti rivestiti in rame. Perché il rame ha notevoli proprietà antimicrobiche: in dieci minuti è in grado di abbattere del 90% la carica del coronavirus sulle superfici. “Durante la pandemia abbiamo tenuto aperto l’aeroporto facendo una scelta coraggiosa – spiega la presidente di Sea, Michaela Castelli – . Tornassi indietro la rifarei“.

Dopo il rifacimento della facciata nel 2018, i lavori per la risistemazione, l’abbellimento e l’ampliamento interni di Linate sono iniziati nel 2019: poco prima che deflagrasse l’epidemia. Lavori a tempo di record. È venuto fuori un aeroporto che, in alcune parti, sembra un altro. Le novità iniziano già dall’area check-in: banchi nuovi, controsoffitti in doghe di legno alternati a vele curve in cartongesso; piante e un tocco di green anche nella scelta dei materiali. Dice Alessandro Fidato, chief operating officer Sea: “Abbiamo puntato sulla sostenibilità e sul design, perché Milano è uguale a design“. Luci, pavimenti, soffitti, pareti. Potevano mancare le opere d’arte? No. Grazie a una partnership con Triennale e Museo del Design Italiano saranno esposti, a turnazione, lavori famosi firmati dai più noti designer italiani.

Calciomercato, le news di oggi: Donnarumma al Psg, è fatta.


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_giugno_07/calciomercato-news-oggi-calhanoglu-tentenna-milan-resta-un-opzione-2182c892-c7d3-11eb-9c4c-4cf000dece4f.shtml

Accelerata per il portiere che a Parigi guadagnerà 12 milioni a stagione per cinque anni. Il turco intenzionato a rifiutare le grandi cifre del Qatar e giocare con i rossoneri la Champions

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Gianluigi Donnarumma (Castellammare di Stabia, 25 febbraio 1999) è un calciatore italiano, portiere del Milan e della nazionale italiana.

Gigio Donnarumma ha trovato il suo tesoro, a Parigi, al Psg dove guadagnerà 12 milioni a stagione per 5 anni. Sono felici tutti, sicuramente l’ex portiere del Milan e il suo fantasioso e potente agente: Mino Raiola. Contento anche il c.t. Mancini che avrà un portiere sereno, non angosciato da storie di mercato. Per la firma del contratto basta attendere poche ore.

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Hakan Çalhanoğlu; Mannheim, 8 febbraio 1994) è un calciatore turco con cittadinanza tedesca, centrocampista o attaccante del Milan e della nazionale turca.

Calhanoglu sta vacillando. Da un lato l’offerta faraonica proveniente dal Qatar che gli garantisce un triennale da 24 milioni e un bonus di 8 alla firma. 32 milioni, una cifra da capogiro per il trequartista turco, la pedina di cui Pioli non farebbe mai a meno. Dall’altro il rinnovo con il Milan a 4 più bonus a cui finora ufficialmente non ha mai dato risposta. In mezzo l’interesse svanito della Juventus che, dopo la partenza di Paratici e l’arrivo di Allegri a Torino, esclude di inserire giocatori con quelle caratteristiche offensive da inserire nell’organico.

Hakan sta riflettendo, consapevole che il trasferimento nella periferia milionaria dell’impero calcistico lo allontanerebbe dai grandi palcoscenici. Ecco perché lui e il suo procuratore, Gordon Stipic, stanno seriamente prendendo in esame la possibilità di fermarsi a Milano dove poter giocare la Champions League. Pioli lo riaccoglierebbe a braccia aperte considerandolo un elemento fondamentale negli equilibri di spogliatoio avendo Calhanoglu rapporti ottimi con Ibrahimovic e l’asse portante della squadra.

Il Milan nega di aver ricevuto telefonate nelle ultime ore ma la tentazione di Hakan di restare laddove è cresciuto e stimato sta aumentando.

Maltempo, forte temporale a Milano: strade e scuole allagate


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/07/news/temporale_strade_allagate_milano-304660414/

In Fiera sono caduti 15 centimetri di pioggia: prosegue lo stato di allerta gialla per tutta la serata

Un fortissimo temporale si è abbattuto attorno all’ora di pranzo, su Milano e l’hinterland milanese. Diverse le chiamate a Vigili del fuoco e Polizia locale che non segnalano comunque feriti o danni gravi ma la situazione viene definita ancora “in evoluzione”. Alcune strade allagate, con difficoltà viabilistiche in varie zone della metropoli e nei comuni limitrofi, soprattutto a nord della città.

In zona Fiera una quindicina di centimetri d’acqua, che non riescono a essere smaltiti dai tombini perché scesi in pochi minuti, stanno rallentando il traffico. Al momento si segnalano problemi a ponteggi, qualche cantina allagata e tegole pericolanti.

La pioggia abbondante ha creato problemi anche in alcune scuole. La situazione più complessa è all’istituto comprensivo di via Gattamelata, dove si sono allagati i cinque moduli provvisori che ospitano altrettante classi della scuola materna. L’acqua ha riempito le grondaie ed è penetrata dall’alto, così i bambini hanno dovuto lasciare le aule, che resteranno vuote anche domani per permettere le verifiche necessarie all’impianto elettrico. Allagato anche il refettorio dell’istituto, posto nel seminterrato, tanto che con una comunicazione sul sito la scuola spiega alle famiglie che “non sarà garantita l’erogazione del pasto” e chiede di dotare i bambini di pranzo al sacco o di andare a prenderli alle 12.30. Criticità, che tuttavia non impediranno ai piccoli di essere in classe domani, si sono verificate anche all’asilo nido di via Stratos, a Citylife, e nella mensa della scuola di via Monte Baldo per allagamento “dal basso” causato dal mancato drenaggio dell’acqua da parte del terreno. Alla scuola materna di via Stratico, invece, l’acqua è entrata da un terrazzino, il cui rifacimento è già previsto nell’ambito dell’appalto per intervenire sui tetti degli edifici scolastici.

Prosegue, a Milano, lo stato di allerta gialla (criticità ordinaria) anche tra la serata di oggi, a partire dalle 18, e fino a domani, per il rischio di temporali forti. Lo rende noto Palazzo Marino, precisando che “resta attivo il monitoraggio e sono allertate anche le squadre della Protezione civile, della polizia locale e di Mm“.