Incendi in Veneto, bruciano i boschi di Longarone: in azione i Canadair


articolo di Moreno Gioli – Pierfrancesco Carcassi: https://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/cronaca/22_marzo_23/incendi-veneto-bruciano-boschi-longarone-azione-canadair-056aa918-aad1-11ec-a722-a72f4c11b46d.shtml

In val di Zoldo e sul monte Serva roghi favoriti dalla siccità: chiusa la ferrovia Belluno-Calalzo. Fiamme vicino all’aeroporto di Venezia. Focolai dolosi in Lessinia

Le fiamme di notte (foto Facebook Moreno Follin)

La pioggia è stata la protagonista di tutti gli ultimi cataclismi naturali che hanno investito la provincia di Belluno. Questa volta, invece, invocata da tutti, non si fa vedere da mesi. La mancanza d’acqua alimenta i roghi nel Bellunese. Due quelli che in queste ore stanno impegnando gli uomini dell’antincendio boschivo della Regione, vigili del fuoco e volontari di Protezione civile. Entrambi, curiosamente, in comune di Longarone, seppur in punti ben distanti tra loro. Dalla sera del 22 marzo è tornato a bruciare il bosco all’imbocco della Val di Zoldo, in un’area già interessata da un incendio la scorsa settimana. Sono circa una decina gli ettari di foresta e sottobosco interessati dalle fiamme. Nella serata del 23 marzo è stata chiusa la ferrovia Belluno-Calalzo, sostituita da apposite navette.

L’incendio in val di Zoldo – In tarda mattinata l’incendio sembrava sotto controllo, tanto che la Sp251 (chiusa da ieri sera per garantire le operazioni di spegnimento e bonifica) era stata riaperta alle 12. Ma un paio di ore dopo Venetostrade ha dovuto fare marcia indietro: l’incendio infatti è ripartito con violenza, con le fiamme a lambire il piano stradale. Non solo: l’incendio ha anche indebolito il terreno, dal quale si sono staccati alcuni sassi rotolati fino in strada. «L’incendio è di vaste dimensioni – spiega in un post sulla sua pagina ufficiale il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin – e non è quindi possibile sapere quando si potrà riaprire al transito la Sp251». In questo momento gli abitanti della Val di Zoldo sono quasi isolati: per raggiungere la valle è necessario infatti transitare dall’Agordino e salire i tornanti del Passo Duran. La buona notizia è che gli abitati di Igne e Soffranco (le due frazioni longaronesi più vicine al fronte delle fiamme) non sono in pericolo.

Le fiamme sul monte Serva visibili dall’autostrada – In mattinata, poi, un altro incendio di vaste dimensioni si è sviluppato in quota, sulle pendici del Monte Serva, sul lato nord, in località Becola a Fortogna, un’altra frazione di Longarone. Una situazione che preoccupa, perché le fiamme nel corso della giornata hanno colpito un’area sempre più vasta e di difficile raggiungibilità. Le fiamme, altissime, sono visibili dall’uscita dell’A27 a Pian di Vedoia e il fumo sprigionato dall’incendio ha coperto buona parte della Valbelluna. Dalla mattina sul posto sono impegnati due elicotteri della Protezione civile, ai quali nel pomeriggio si sono aggiunti due Canadair partiti da Genova. A terra, invece, i volontari della protezione civile antincendio boschivo, i vigili del fuoco, i carabinieri forestali, personale di Veneto Strade, operatori dei servizi forestali regionali sono al lavoro per impedire che le fiamme sconfinino in basso nella zona della Caiada, dove sono presenti diverse malghe. Con il buio gli aerei sono tornati alla base e domani riprenderanno le operazioni di spegnimento, forse con schieramento più ampio di velivoli, come richiesto dalla Regione. continua a leggere

#LocalTeam
Longarone, vasto incendio tiene la frazione Fortogna col fiato sospeso. Fronte lambisce ferrovia

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