Aggiornamento: Inchiesta Juve, Dybala per tre ore in Procura: è il primo giocatore testimone


articolo di Fabiana Della Valle: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/24-03-2022/juve-inchiesta-dybala-procura-testimone-stipendi-4302006402651.shtml

L’attaccante bianconero non è indagato: è comparso davanti ai magistrati alle 15 ed è uscito alle 18, ascoltato come persona informata sui fatti come era accaduto per Cherubini ed Arrivabene. Non sarà l’unico giocatore convocato

24 marzo 2022

Continua il lavoro della Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta ‘Prisma‘, che a fine novembre aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici della società bianconera (Andrea Agnelli, Pavel Nedved, l’ex Fabio Paratici più 3 tra dirigenti ed ex dell’area finanza e l’avvocato della Juve Cesare Gabasio) per emissione di fatture per operazioni inesistenti e false comunicazioni delle società quotate in borsa. L’accusa adesso sta indagando sull’accordo legato alla riduzione degli stipendi che i giocatori della Juventus avevano raggiunto con il club in piena pandemia, nel marzo 2020: dopo le perquisizioni di ieri, oggi è stato chiamato a testimoniare Paulo Dybala.

ALLENAMENTO RIMANDATO – Il giocatore argentino non è indagato ma è stato sentito come persona informata sui fatti, come era accaduto per Cherubini ed Arrivabene, e di sicuro non sarà l’unico giocatore convocato. Alle 15 avrebbe dovuto essere alla Continassa per l’allenamento, il primo dopo la rottura con la Juve, invece ha dovuto cambiare programmi. Sono già stati chiamati vari agenti e legali a cui i giocatori si sarebbero appoggiati per le scritture private legate agli accordi tra giocatori e club. Secondo l’accusa la Juve avrebbe concordato la riduzione di 4 mensilità e contestualmente anche l’integrazione negli stipendi degli anni successivi, senza però inserirlo correttamente nel bilancio. Secondo i pm Ciro Sartoriello, Mario Bendoni e l’aggiunto Marco Gianoglio sarebbe un altro elemento che proverebbe le accuse di falso in bilancio su cui stanno indagando, oltre alle plusvalenze fittizie che hanno dato il via all’inchiesta. continua a leggere

Disastro Italia, beffa Macedonia al 92′: siamo di nuovo fuori dal Mondiale!


articolo dal inviato della Gazzetta Fabio Licari: https://www.gazzetta.it/Calcio/Nazionale/24-03-2022/disastro-italia-azzurri-fuori-mondiali-vince-macedonia-nord-4302007867123.shtml

Tante occasioni per la squadra di Mancini, che spreca troppo. Trajkovski fa esultare la Macedonia del Nord

Addio Mondiale, addio Europeo, addio tutto. Un assedio tanto generoso quanto inutile, improbabile, impreciso, e al 47’ del secondo tempo, quando ormai tutti aspettano i supplementari, dopo l’ennesima partita in cui non sappiamo più vincere, ecco che succede quello che avevamo temuto per tutta la gara: palla a Trajkovski, l’ex di Palermo, e botta incredibile da oltre venti metri con Donnarumma colpevole e l’Italia ormai sulle ginocchia. Italia-Macedonia 0-1. È finita l’avventura, l’Italia non c’è più, il gioco di Mancini non esiste più, e forse si possono salvare Bastoni, Verratti, un po’ Florenzi e Raspadori. Il resto no. Inguardabili Immobile e Insigne, male Mancini, male Barella, Jorginho lontanissimo da quello che era. Meritiamo di stare fuori dal Mondiale. La Macedonia va a giocarsi lo spareggio con il Portogallo. Noi di nuovo nell’apocalisse. Sfortunati, un po’, ma non basta.

ASSEDIO VANO – Da incubo tutto il primo tempo, con il fantasma della Svezia che si riaffaccia ad ogni azione d’attacco confusa, imprecisa, generosa ma lontanissima dall’eleganza dell’Italia dell’Europeo. Gli azzurri restano all’attacco per tutti i 45’ minuti perché la Macedonia, forse per strategia, forse per limiti, non riesce a superare il centrocampo e si affaccia soltanto due volte dalle parti di Donnarumma per errori che lanciano il contropiede. Nel primo caso è da applausi il recupero di Florenzi, nel secondo Trajkovski per fortuna tira centrale. Il resto è Italia, ma senza entusiasmo. Sei, sette tiri, alla fine di azioni confuse, la palla a lungo tra i piedi, sempre un tocco in più. Una sola occasione clamorosa, quando il portiere Dimitrievski sbaglia rilancio e Berardi ha la porta libera: tiro sbagliato e il portiere macedone riesce addirittura a recuperare. continua a leggere

Via Silvio Pellico a Milano, allarme incendio in Galleria. – Torre Milano in via Stresa, alta colonna di fumo …….


Via Silvio Pellico a Milano, allarme incendio in Galleria. Ma era solo la polvere di un estintore (rimosso per errore)

articolo di Cesare Giuzzi: Via Silvio Pellico a Milano, allarme incendio in Galleria. Ma era solo la polvere di un estintore (rimosso per errore)- Corriere.it

Galleria Vittorio Emanuele, evacuato per precauzione il personale dell’hotel e dei negozi. Vigili del fuoco e un’ambulanza nel Salotto di Milano poco dopo le 16: un operaio impegnato in lavori di ristrutturazione aveva rimosso l’estintore per sbaglio

Via Silvio Pellico a Milano

Un intervento maldestro di un operaio nelle cantine di via Silvio Pellico ha fatto scattare l’allarme per un incendio a ridosso della Galleria Vittorio Emanuele. Diverse le chiamate ai vigili del fuoco e diversi mezzi dei pompieri, più un’ambulanza del 118, sono intervenuti nel Salotto di Milano poco dopo le 16 di giovedì 24 marzo. Grande paura ma nessun pericolo. I vigili del fuoco hanno subito chiarito la natura di quella densa nuvola di fumo che risaliva dal piano meno uno. Si trattava in realtà della polvere di un estintore automatico dell’impianto antincendio che un operaio impegnato in lavori di ristrutturazione aveva rimosso non sapendo di cosa si trattasse.

L’estintore fa parte di un sistema di prevenzione incendi che si attiva automaticamente quando le temperature nella stanza superano una certa soglia. Di fatto si tratta di un grosso contenitore di polvere utilizzata per estinguere le fiamme che però non ha le fattezze di un comune estintore. continua a leggere

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Torre Milano in via Stresa, alta colonna di fumo provocata (per errore) dai lavori di saldatura sul tetto

articolo di Redazione Milano: Torre Milano in via Stresa, fumo senza incendio. cosa è successo- Corriere.it

Il fumo (senza fiamme) al 24esimo piano del grattacielo in costruzione in via Stresa, quartiere Maggiolina, Milano: l’intervento risolutivo degli operai prima dell’arrivo dei vigili del fuoco, nessun ferito o intossicato

Torre Milano in via Stresa

Un’alta colonna di fumo nero si è alzata giovedì mattina 24 marzo dal tetto della Torre Milano in via Stresa, zona piazza Carbonari. La causa: un errore nei lavori di saldatura in un locale tecnico al 24esimo piano. Il fumo è stato fermato dagli stessi operai in cantiere, nessuno è rimasto coinvolto né tantomeno ferito. Non è stato necessario l’ìntervento dei vigili del fuoco comunque accorsi sul posto.

Cosa è successo – «La colonna di fumo — si legge in una nota di Impresa Rusconi senza fiamme libere, causata da alcune operazioni di saldatura della copertura esterna di Torre Milano è stata domata dagli stessi operai di cantiere in 30 minuti e ancor prima dell’arrivo dei vigili del fuoco. Il tutto ha richiesto il semplice utilizzo di due estintori posizionati al piano, così come previsto dal piano di sicurezza». Impresa Rusconi precisa che il cantiere è stato «immediatamente evacuato come da prassi» ed è stato fatto subito dopo un conteggio del personale: «Non ci sono stati feriti né intossicati e lo stabile non ha registrato danni». I vigili del fuoco si sono recati sul posto a emergenza rientrata «per effettuare le opportune verifiche». continua a leggere

Il presidente Mattarella rende omaggio alle Fosse Ardeatine


Il presidente Mattarella rende omaggio alle Fosse Ardeatine

Il presidente Mattarella rende omaggio alle Fosse Ardeatine Cerimonia commemorativa del 78° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Caro benzina, svizzeri in coda a Como per fare rifornimento in Italia: l’inversione storica


articolo di Anna Campaniello: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/22_marzo_23/caro-benzina-l-inversione-storica-svizzeri-coda-como-fare-rifornimento-italia-7371b382-aad3-11ec-89dc-0e9cfd23fb65.shtml

Inedito pendolarismo al contrario nella zona di confine: è un effetto del taglio delle accise sul carburante deciso dal governo italiano, ed entrato in vigore martedì 22 marzo. Risparmio di circa 30 centesimi a litro

Pendolari del pieno, ma al contrario. Svizzeri in coda per fare rifornimento nelle stazioni di servizio di Como e della zona di frontiera. Un capovolgimento di fronte a sorpresa, effetto del taglio delle accise sul carburante deciso dal governo italiano per contenere gli effetti del caro benzina. Da un momento all’altro, a partire da martedì pomeriggio (il decreto è in vigore dal 22 marzo), il pieno in Italia è diventato più conveniente che oltreconfine.

Un’inversione pressoché storica. Le auto ticinesi ferme davanti alle pompe di benzina e diesel comasche, un miraggio solo fino a qualche giorno fa, sono via via aumentate con il passare delle ore. Dopo la pubblicazione del Decreto Energia in Gazzetta Ufficiale, a partire dal pomeriggio di martedì i gestori hanno cominciato ad adeguare i listini e ad esporre i nuovi prezzi, con un calo di circa 30 centesimi al litro rispetto ai costi stellari raggiunti dal carburante nei giorni scorsi.

La Svizzera, che fino a quel momento offriva prezzi più vantaggiosi agli automobilisti italiani, si è trovata a fare i conti con un costo al litro superiore a quello dei colleghi d’oltreconfine di circa 17-20 centesimi sia per il gasolio che per la benzina. Per un rifornimento di 50 litri, si traduce in un risparmio di circa 10 euro. «Man mano che la notizia si è diffusa abbiamo cominciato a vedere auto svizzere», confermano i benzinai comaschi. Opposto lo scenario dall’altra parte del confine, dove i piazzali delle stazioni di servizio si sono pian piano svuotati e i clienti sono diventati una rarità. Qualche gestore a Chiasso e nella zona a ridosso del confine, come emerso nelle ultime ore, ha provato a rivedere leggermente al ribasso le tariffe applicate. I prezzi sono rimasti comunque meno competitivi rispetto a quelli super scontati italiani.

«Questo provvedimento non può che portare un po’ di respiro alla categoria – sottolinea Daniela Maroni, presidente Figisc, gestori degli impianti di carburante di Confcommercio Como e vicepresidente nazionale -. Ci auguriamo che l’inversione di tendenza possa proseguire. Siamo comunque in attesa di avere delucidazioni in merito al rimborso dell’accisa già assolta rispetto al prodotto che avevamo già nelle nostre cisterne». continua a leggere

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Incendi in Veneto, bruciano i boschi di Longarone: in azione i Canadair


articolo di Moreno Gioli – Pierfrancesco Carcassi: https://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/cronaca/22_marzo_23/incendi-veneto-bruciano-boschi-longarone-azione-canadair-056aa918-aad1-11ec-a722-a72f4c11b46d.shtml

In val di Zoldo e sul monte Serva roghi favoriti dalla siccità: chiusa la ferrovia Belluno-Calalzo. Fiamme vicino all’aeroporto di Venezia. Focolai dolosi in Lessinia

Le fiamme di notte (foto Facebook Moreno Follin)

La pioggia è stata la protagonista di tutti gli ultimi cataclismi naturali che hanno investito la provincia di Belluno. Questa volta, invece, invocata da tutti, non si fa vedere da mesi. La mancanza d’acqua alimenta i roghi nel Bellunese. Due quelli che in queste ore stanno impegnando gli uomini dell’antincendio boschivo della Regione, vigili del fuoco e volontari di Protezione civile. Entrambi, curiosamente, in comune di Longarone, seppur in punti ben distanti tra loro. Dalla sera del 22 marzo è tornato a bruciare il bosco all’imbocco della Val di Zoldo, in un’area già interessata da un incendio la scorsa settimana. Sono circa una decina gli ettari di foresta e sottobosco interessati dalle fiamme. Nella serata del 23 marzo è stata chiusa la ferrovia Belluno-Calalzo, sostituita da apposite navette.

L’incendio in val di Zoldo – In tarda mattinata l’incendio sembrava sotto controllo, tanto che la Sp251 (chiusa da ieri sera per garantire le operazioni di spegnimento e bonifica) era stata riaperta alle 12. Ma un paio di ore dopo Venetostrade ha dovuto fare marcia indietro: l’incendio infatti è ripartito con violenza, con le fiamme a lambire il piano stradale. Non solo: l’incendio ha anche indebolito il terreno, dal quale si sono staccati alcuni sassi rotolati fino in strada. «L’incendio è di vaste dimensioni – spiega in un post sulla sua pagina ufficiale il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin – e non è quindi possibile sapere quando si potrà riaprire al transito la Sp251». In questo momento gli abitanti della Val di Zoldo sono quasi isolati: per raggiungere la valle è necessario infatti transitare dall’Agordino e salire i tornanti del Passo Duran. La buona notizia è che gli abitati di Igne e Soffranco (le due frazioni longaronesi più vicine al fronte delle fiamme) non sono in pericolo.

Le fiamme sul monte Serva visibili dall’autostrada – In mattinata, poi, un altro incendio di vaste dimensioni si è sviluppato in quota, sulle pendici del Monte Serva, sul lato nord, in località Becola a Fortogna, un’altra frazione di Longarone. Una situazione che preoccupa, perché le fiamme nel corso della giornata hanno colpito un’area sempre più vasta e di difficile raggiungibilità. Le fiamme, altissime, sono visibili dall’uscita dell’A27 a Pian di Vedoia e il fumo sprigionato dall’incendio ha coperto buona parte della Valbelluna. Dalla mattina sul posto sono impegnati due elicotteri della Protezione civile, ai quali nel pomeriggio si sono aggiunti due Canadair partiti da Genova. A terra, invece, i volontari della protezione civile antincendio boschivo, i vigili del fuoco, i carabinieri forestali, personale di Veneto Strade, operatori dei servizi forestali regionali sono al lavoro per impedire che le fiamme sconfinino in basso nella zona della Caiada, dove sono presenti diverse malghe. Con il buio gli aerei sono tornati alla base e domani riprenderanno le operazioni di spegnimento, forse con schieramento più ampio di velivoli, come richiesto dalla Regione. continua a leggere

#LocalTeam
Longarone, vasto incendio tiene la frazione Fortogna col fiato sospeso. Fronte lambisce ferrovia

Brescia Calcio, Cellino ha esonerato Inzaghi che è già passato da Torbole: Corini ha accettato, oggi dirigerà il primo allenamento


articolo di Luca Bertelli: https://brescia.corriere.it/notizie/sport/22_marzo_23/brescia-calcio-cellino-corini-si-sono-detti-si-ma-manca-l-ok-federcalcio-esonerare-inzaghi-b0a304d0-aa93-11ec-89dc-0e9cfd23fb65.shtml

SuperPippo aveva una clausola che ne impediva la cacciata, questa mattina però la svolta: Eugenio è arrivato Brescia e allenerà la squadra a Torbole Casaglia, nel frattempo Inzaghi ha ritirato le sue cose ma ora promette battaglia legale

La notte non doveva portare consiglio, perché Massimo Cellino aveva già scelto di richiamare Eugenio Corini la notte prima, tra lunedì e martedì. Adesso, però, tra il Brescia e il suo ex allenatore non ci sono più barriere contrattuali: l’intesa c’è, è piena, riguarda anche tutti i componenti dello staff, il contratto fino al 30 giugno 2023 è stato già sottoscritto dopo la rescissione di Genio con il Lecce. E il club ha esonerato ufficialmente nel pomeriggio Filippo Inzaghi minuti, scavalcando così la clausola inserita nel contratto che ne impediva l’esonero con una posizione di classifica non inferiore all’ottavo posto .

L’ormai ex tecnico, verso mezzogiorno e mezzo, è passato da Torbole Casaglia a ritirare i propri effetti personali: a dir poco arrabbiato, ora inizierà una battaglia legale nei confronti del club che finirà sino al Collegio ArbitraleAlle ore 15, la squadra si è allenata a Torbole Casaglia e Corini, a Brescia dalle ore 13, ha diretto la seduta dopo essersi recato al centro sportivo 40 minuti prima insieme al ds Francesco Marroccu: era arrivato all’ora di pranzo anche il via libera del Settore Tecnico della Figc, si attende solo l’ufficialità. continua a leggere

Castel Volturno, automobilista in corsa irrompe nel centro sportivo del Napoli: sfonda il cancello, poi fugge


articolo di Monica Scozzafava: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/22_marzo_23/castel-volturno-auto-corsa-irrompe-centro-sportivo-napoli-cancello-divelto-poi-fugge-c584cd10-aabc-11ec-a722-a72f4c11b46d.shtml

I calciatori impauriti erano nello spogliatoio, l’uomo ha poi abbandonato la vettura ed si è dileguato nella pineta. Carabinieri e polizia lo hanno identificato e arrestato in serata

 Konani Training Center di Castel Volturno

Momenti di paura nel pomeriggio al Konani Training Center di Castel Volturno dove il Napoli ha ripreso gli allenamenti dopo la pausa di due giorni: un’auto a tutta velocità è entrata nel viale che porta ai campi di allenamento, ha sfondato il cancello di ingresso, ha fatto retromarcia ed è poi fuggita. Sul campo infatti c’era soltanto il vice di Spalletti, Baldini. Mancavano trenta minuti alle 15.30, ora in cui la seduta doveva cominciare. Pochi istanti prima, l’automobilista folle, aveva anche tentato di entrare nell’albergo attiguo al centro sportivo. Dell’uomo si sono perse le tracce ma sono stati allertati i carabinieri di Castel Volturno che hanno organizzato posti di blocco per rintracciarlo. Soltanto in serata l’automobilista è stato identificato e arrestato. Al momento dell’irruzione i calciatori stavano per uscire dagli spogliatoi per l’allenamento, nel centro c’erano lo staff tecnico, mancava soltanto Spalletti per influenza, e i dipendenti. La seduta pomeridiana è iniziata inevitabilmente più tardi. L’uomo quando ha abbandonato la vettura ha continuato la sua fuga a piedi, dileguandosi nella pineta. L’auto è stata recuperata in serata, una Citroen intestata ad una donna, la moglie dell’automobilista folle che così è stato identificato e arrestato.

Attacco hacker alle ferrovie, Trenitalia bloccata: biglietterie e self service non vanno. «Chiesto riscatto»


articolo di Alessio Lana, Paolo Ottolina e Rinaldo Frignani: https://www.corriere.it/tecnologia/22_marzo_23/trenitalia-bloccata-hacker-biglietterie-self-service-non-funzionano-fe4d6004-aaa2-11ec-89dc-0e9cfd23fb65.shtml

Disagi per un virus cryptolocker della famiglia dei ransomware. «Riscatto di 5 milioni di dollari, da pagare entro 3 giorni. Probabile si tratti di criminali comuni». È possibile acquistare i biglietti sull’app e sul sito online (o a bordo)

Trenitalia e Rfi vittima di un attacco hacker. Dalla mattina di oggi, 23 marzo, biglietterie e self service sono state messe offline dalle stesse aziende per evitare la propagazione dell’infezione informatica e procedere alla bonifica, i cui tempi al momento non sono noti. I disservizi sono causati da un virus cryptolocker della famiglia dei ransomware (che cos’è) in grado di introdursi in una rete informatica per decriptare i dati sensibili e bloccarli, chiedendo poi un riscatto per rilasciarli e liberare il sistema. Un cyberattacco simile ad altri registrati in Italia negli ultimi mesi, come quello dell’estate scorsa alla piattaforma sanitaria della Regione Lazio che per un mese creò enormi danni anche alle prenotazioni per i vaccini anti-Covid e per le stesse prestazioni mediche.

«Chiesto un riscatto di 5 milioni di dollari» – Chi c’è dietro a questo attacco? Si era ipotizzato anche un coinvolgimento di un gruppo russo (collettivi di hacker russi come Conti sono specializzati proprio nei ransomware) ma secondo una nostra fonte, un professionista del mondo della sicurezza digitale, «l’origine sembra piuttosto legata a criminali comuni, che bloccano i sistemi per denaro. Nella schermata (che alleghiamo, ndr) i cybercriminali hanno chiesto a Rfi un riscatto di 5 milioni di dollari entro 3 giorni per sbloccare i computer criptati dal malware. Se il riscatto non sarà pagato entro 72 ore, la richiesta sale a 10 milioni di dollari». Gli esperti di sicurezza consigliano di non procedere mai al pagamento. Da parte sua, invece, Rete Ferroviaria Italia, attraverso un portavoce, non conferma di aver ricevuto richiesta di denaro.

Spenti i terminali – L’attacco è scattato mercoledì notte contro la rete delle Ferrovie italiane, con la conseguente decisione dell’azienda di far spegnere subito i terminali informatici negli uffici a livello nazionale e con i problemi tecnici ai servizi per il pubblico, come i tablet a disposizione del personale di bordo e in banchina. Sono in corso indagini per risalire al gruppo di hacker che materialmente è entrato in azione: agenti della polizia postale stanno svolgendo una serie di accertamenti insieme con la protezione aziendale delle Ferrovie. continua a leggere

Juve, nuove accuse di falso in bilancio. Perquisiti studi legali a Torino, Roma e Milano


articolo di Giovanni Albanese@giovaAlbanese: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/23-03-2022/inchiesta-plusvalenze-juventus-nuove-accuse-falso-bilancio-4301995132557.shtml

Pavel Nedved – Andrea Agnelli

I magistrati starebbero indagando sulle 4 mensilità non incassate dai giocatori durante la prima ondata di Covid nel 2020

23 marzo 2022

La Guardia di Finanzia ha eseguito nuove perquisizioni all’interno di alcuni studi legali di Torino, Roma e Milano, su ordine dei magistrati Marco Gianoglio, Ciro Santoriello e Mario Bendoni, nell’ambito dell’inchiesta della Procura sul possibile falso in bilancio di Juventus. Le nuove indagini provano a fare chiarezza sulle quattro mensilità che i calciatori bianconeri avevano deciso di congelare nel periodo del Covid, in accordo con il club.

LA NUOVA ACCUSA – L’indagine denominata “Prisma“, avviata a dicembre scorso, vede iscritti sul registro degli indagati Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici, Marco Giovanni Re, Stefano Bertola, Stefano Cerrato e Cesare Gabbasio.

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Plusvalenze Juve, Procura in pressing: settimana decisiva per la carta su CR7

articolo di Fabiana Della Valle: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/05-12-2021/plusvalenze-juve-procura-pressing-settimana-decisiva-la-carta-cr7-430303005650.shtml?intcmp=leggianche_free

I magistrati cercano nei computer e tra i documenti. Allegri: “Siamo sereni, il club ci dà tranquillità”

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Juventus, sotto inchiesta anche il taglio degli stipendi dei giocatori durante la pandemia

(afp)

articolo di Ottavia Giustetti: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2022/03/23/news/juventus_accuse_falso_bilancio-342567875/

Perquisizioni della Guardia di Finanza tra Torino, Roma e Milano. Nel mirino materiale relativo alle approvazioni dei bilanci 2019, 2020 e 2021

Torino – 23 marzo 2022

Da una parte rinunciavano ufficialmente agli stipendi per non aggravare l’impatto della crisi causata dalla pandemia sulle casse della Juventus. Dall’altro stipulavano scritture private e le custodivano presso avvocati o procuratori sportivi, per concordarne il pagamento sotto traccia, fuori dal bilancio. Non era autentico, secondo la procura di Torino, il patto stretto con i giocatori della Juve per il taglio agli emolumenti della primavera 2020: tra i documenti sequestrati a dicembre scorso, sarebbero emersi infatti indizi dell’esistenza di numerosi accordi riservati, non custoditi negli archivi della società e neppure depositati presso gli organi competenti. In particolare, da appunti manoscritti e email trovati nell’ufficio e nel computer del responsabile legale bianconero Cesare Gabasio (uno dei sette indagati), si capirebbe come il pagamento dei compensi delle stagioni 2019-20 e 2020-21 sia passato in parte da vie non ufficiali. Consentendo tra l’altro alla società di ridurre l’importo delle uscite dai bilanci, riducendo fittiziamente i costi per il monte stipendi e rinviando all’anno successivo le integrazioni formalmente concordate.

Gli uomini della guardia di finanza, su ordine dei pm torinesi che indagano sul falso in bilancio della Juve, si sono presentati mercoledì nelle sedi di alcuni studi legali e procuratori sportivi tra Torino, Milano e Roma. Accendendo un faro su un nuovo capitolo dell’inchiesta, dopo quello delle sospette plusvalenze con la compravendita dei calciatori, e la carta segreta di Ronaldo: un’operazione che ora viene definita come “manovre stipendi” e che riguarda quattro importanti studi legali e i professionisti che gestiscono i destini dei giocatori Danilo, Bonucci, Cuadrado, Ramsey e Kulusevski, questi ultimi ora in prestito (ai Rangers e al Tottenham). “Dal confronto tra i documenti acquisiti presso la Juventus – scrivono i pm torinesi Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Ciro Santoriello nei decreti di perquisizione – e i contratti depositati presso la Lega Serie A, sono emersi indizi concreti in ordine al’esistenza di plurime scritture private, predisposte e sottoscritte nell’ambito delle cosiddette manovre stipendi”.

In particolare: riguardo al 2019-2020 “non si sarebbe di fronte alla rinuncia di quattro mensilità ma a mero differimento del pagamento di tre dei quattro stipendi in questione, indipendentemente dalla ripresa dell’attività sportiva (sospesa per l’emergenza Covid)“. Per il 2020-2021, invece, la nuova accusa di falso in bilancio riguarda: “Accordi di riduzione degli stipendi, accordi di integrazione e separate scritture integrative a garanzia del pagamento incondizionato delle integrazioni (anche in caso di trasferimento del giocatore a società terza) con il coinvolgimento degli agenti sportivi, intermediari, e di consulenti legali, mai depositate in Figc“. continua a leggere

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Stipendi giocatori Juventus, nuove perquisizioni in tutta Italia

articolo: https://www.ilgiorno.it/cronaca/plusvalenze-juve-1.7495166

Sotto indagine le presunte plusvalenze derivanti dalle mensilità della prima parte della pandemia

PER APPROFONDIRE:

23 marzo 2022

Nuovo atto dell’inchiesta giudiziaria che riguarda le presunte plusvalenze della Juventus negli ultimi due anni. I magistrati della Procura di Torino che coordina l’inchiesta hanno disposto nuove perquisizioni in tutta Italia, soprattutto negli studi legali che hanno collaborato proprio con la società bianconera. Da quanto si apprende, la Juventus sostiene che i propri giocatori avrebbero rinunciato ad alcune mensilità nella prima fase dell’emergenza Covid mentre per la Procura il credito sarebbe stato solo differito e, di conseguenza, il debito andava iscritto a bilancio.