Inter-Genoa a San Siro, sugli spalti le distanze resistono solo nei primi anelli


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_22/inter-genoa-san-siro-spalti-distanze-resistono-solo-primi-anelli-451fd23c-0314-11ec-a781-2e5fd3899a69.shtml

La disposizione a scacchiera dei tifosi poco rispettata in curva. Il caldo nemico delle mascherine

A che punto ci eravamo lasciati? L’ultima volta per il popolo interista era stata il 23 maggio, quando la squadra sul campo festeggiava lo scudetto di Conte e una marea nerazzurra si era riversata sotto una delle torri dello stadio prima di distribuirsi nelle vie della città. Dopo una stagione a porte chiuse, di gare davanti alla tv per i tifosi e di partite nel silenzio spettrale per i giocatori, le tribune di San Siro son tornate a popolarsi. Certo con la capienza limitata al 50 per cento come da dpcm e la disposizione dei tifosi a scacchiera, secondo le richieste della Lega e della Figc. Ma tanto basta per ricominciare. L’ultima volta per l’Inter fu il 12 febbraio del 2020 in occasione della sfida contro il Napoli, dopo di allora i test limitati a 1.000 spettatori.

Una voglia infinita di calcio ha accompagnato i 27.402 tifosi che ieri, dopo lunghissime, ma tutto sommato ordinate code, hanno applaudito l’esordio di Dzeko e Calhanoglu. Ma dopo tanta attesa, che liberazione sedersi in tribuna. Pazienza per lo speaker che a più riprese ha ricordato il divieto di assembramento: se ci si aspettava come effetto ottico di vedere i tifosi disposti a scacchiera, ecco non è andata precisamente così. Più distanziati nei primi anelli di San Siro, certamente più ravvicinati in curva fra torsi nudi e facce abbronzate. Anche l’ebbrezza del risultato non ha certo aiutato il distanziamento. Già ai primi gol l’euforia ha fatto dimenticare norme e precauzioni rinnegate in abbracci, festeggiamenti da incontri ravvicinati del tipo calcistico e i soliti slogan rilanciati a squarciagola. «Chi non salta rossonero è», è l’urlo subito rimbombato fra gli applausi dalla pancia dello stadio, quando Skriniar ha portato in vantaggio la squadra siglando il primo centro della stagione.

«Sotto la curva», hanno poi chiesto gli ultras e Simone Inzaghi, al termine della gara, non si è esentato dal guidare i nerazzurri sotto la Nord. Senza mascherina ma con tre punti in tasca. A proposito di mascherine, anche sugli spalti, con il caldo e sotto il sole non sempre sono sembrate indossate a dovere e soprattutto sono scomparse risalendo le scale.

Fuori dallo stadio, invece, sono riapparsi numerosi i baracchini delle sciarpe e i furgoncini dei panini con la salamella. Pochi tifosi però si sono attardati in compere, provati dall’afa e alla ricerca del triage dove presentare green pass e documento di identità. Un fiume di persone che ha accolto senza eccessivi borbottii i controlli degli steward e i ritardi nell’accesso all’impianto. L’importante, ieri, era esserci e poterlo raccontare.

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