Ricoverato per infarto ex campione olimpico Antonio Rossi


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Si era sentito male domenica correndo a Conegliano. ‘ Ora sto bene. Sono stato sottoposto ad angioplastica‘ ha detto interpellato dall’ANSA

Antonio Rossi, ex campione olimpico della canoa, oro ad Atlanta e a Sydney e portabandiera Azzurro, attuale sottosegretario con delega allo Sport di Regione Lombardia, è ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Como per i postumi di un infarto. Rossi, che domenica aveva accusato un malore mentre partecipava ad una mezza maratona a Conegliano (Treviso), era stato ricoverato nella cittadina veneta, per poi essere trasferito, quando si è stabilizzato, a Como dove lavora il suo medico di fiducia, Mario Galli.

Ora le condizioni del campione e politico lecchese sono buone, tanto che potrebbe essere dimesso già nei prossimi giorni. 

Dalla sottosegretaria con delega allo Sport, Valentina Vezzali, al presidente del Coni, Giovanni Malagò, fino al governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sono stati molti i rappresentanti istituzionali che, nelle ultime ore, hanno voluto dimostrare la loro vicinanza e fatto gli auguri di pronta guarigione all’ex campione olimpico della canoa Antonio Rossi, colpito da infarto la scorsa domenica durante una mezza maratona a Conegliano (Treviso) e ora ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Como.

Raggiunto telefonicamente dall’ANSA al suo letto nel reparto di emodinamica dell’ospedale lariano, dove è stato operato dal dottor Mario Galli, suo amico e medico personale, il 52enne sottosegretario allo Sport della Regione Lombardia ha voluto rassicurare circa le sue condizioni di salute: Ora è tutto sotto controllo e sto bene, anche se ancora non posso fare grandi sforzi. Sono stato sottoposto ad una angioplastica, con cui mi hanno impiantato uno stent per ‘ripararmi’ l’arteria. “E dire che proprio in queste ore sarei dovuto partire per le Olimpiadi di Tokyo, viaggio a cui avevo rinunciato a causa dei rigidi controlli” ha detto ancora Rossi, il quale ha voluto ringraziare pubblicamente gli operatori degli ospedali che l’hanno preso in cura. “Sia a Conegliano sia a Como ho trovato persone competenti e professionali che mi hanno dato tutte le cure necessarie – ha detto -. Voglio ringraziarle, come ringrazio tutti quelli che in questi giorni mi stanno mandando moltissimo messaggi di pronta guarigione“.  “Ringrazio innanzitutto chi prontamente è intervenuto, prima soccorrendomi a Conegliano Veneto, poi operandomi a Como. Un pensiero particolare va al dottor Mario Galli e alla sua équipe” ha aggiunto.

Strage di Via d’Amelio, 29 anni fa moriva il giudice Paolo Borsellino in un attentato di mafia


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Nell’esplosione rimasero uccisi anche i 5 agenti della sua scorta

Ricorre oggi il 29mo anniversario della strage di Via D’Amelio nella quale perse la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. 

L’attentato di via D’Amelio, ventinove anni or sono, venne concepito e messo in atto con brutale disumanità. Paolo Borsellino pagò con la vita la propria rettitudine e la coerenza di uomo delle Istituzioni.

Con lui morirono gli agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. La memoria di quella strage, che ha segnato così profondamente la storia repubblicana, suscita tuttora una immutata commozione, e insieme rinnova la consapevolezza della necessità dell’impegno comune per sradicare le mafie, per contrastare l’illegalità, per spezzare connivenze e complicità che favoriscono la presenza criminale“. Lo scrive in un messaggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Paolo Borsellino, e come lui Giovanni Falcone – prosegue -, sapevano bene che la lotta alla mafia richiede una forte collaborazione tra Istituzioni e società. Per questo si sono spesi con ogni energia. Da magistrati hanno espresso altissime qualità professionali. Hanno intrapreso strade nuove, più efficaci, nelle indagini e nei processi. Hanno testimoniato, da uomini dello Stato, come le mafie possono essere sconfitte, hanno dimostrato che la loro organizzazione, i loro piani possono essere svelati e che i loro capi e i loro sicari possono essere assicurati alla giustizia. Per questo sono stati uccisi. Non si sono mai rassegnati e si sono battuti per la dignità della nostra vita civile. Sono stati e saranno sempre – sottolinea il capo dello Stato – un esempio per i cittadini e per i giovani. Tanti importanti risultati nella lotta alle mafie si sono ottenuti negli anni grazie al lavoro di Borsellino e Falcone. La Repubblica è vicina ai familiari di Borsellino e ai familiari dei servitori dello Stato, la cui vita è stata crudelmente spezzata per colpire le libertà di tutti. Onorare quei sacrifici, promuovendo la legalità e la civiltà, è un dovere morale che avvertiamo nelle nostre coscienze”.

A 29 anni dalla Strage di via D’Amelio, l’Italia non dimentica il giudice Paolo Borsellino. L’esplosione che il 19 luglio 1992 uccise il magistrato e gli agenti della scorta ci ammonisce che nella lotta alla mafia nessun compromesso può essere tollerato. A quasi 30 anni di distanza è inaccettabile che non si sia arrivati a una reale ricostruzione dei fatti. Solo la piena verità può consentire alla giustizia di liberare l’Italia da questo peso doloroso e insostenibile“. Lo ha dichiarato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati 

Il 19 Luglio 1992 in un vile attentato ha perso la vita Paolo Borsellino. Ricordarne la forza e il coraggio è un dovere morale per chi non si piegherà mai alle mafie e per chi lotta ogni giorno per cancellare questo cancro dal nostro Paese. Borsellino non è solo l’espressione massima del sacrificio ma un modello di riferimento, insieme a Falcone, per molte generazioni“. Così in una nota Matteo Perego, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.

Esempio, sacrificio, coraggio. Questo rappresentavano Paolo Borsellino e i 5 poliziotti che il 19 luglio 1992 vennero uccisi a Palermo dalla mafia. Uomini che hanno anteposto la difesa della giustizia e della legalità alla loro vita. Onoriamoli sempre“. Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia.

Il 19 luglio del 1992, la criminalità organizzata sferrava un altro duro colpo al cuore dello Stato: pochi mesi dopo la morte del giudice Falcone, la mafia – con la sua furia criminale – uccise anche il giudice Paolo Borsellino. A distanza di anni, noi continuiamo a ricordare il sacrificio di chi ha donato la propria vita per difendere la Legalità e la Giustizia. La sua memoria, il suo esempio e il suo insegnamento resteranno impressi nelle nostre menti e nelle nostre coscienze. Paolo Vive, nel ricordo di tutte le persone perbene“. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Figc, mai più casi Salernitana: De Laurentiis dovrà vendere il Bari


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/07/17/news/calcio_guerra_multiproprieta_de_laurentiis_deve_vendere_il_bari-310694618/

La Federcalcio a fine mese aprirà la guerra alle multiproprietà nel calcio. Anche chi ha già due club dovrà cedere il controllo di uno dei due entro la prossima stagione, come ha dovuto fare Lotito: in ballo i pugliesi e il Mantova di Setti, proprietario anche del Verona

ROMA – Mai più altri casi Salernitana. La trattativa con Lotito per permettere l’iscrizione del club in Serie A e garantire il trasferimento di proprietà ha confermato al presidente della Figc Gravina quello che ha sempre pensato: le multiproprietà sono una bomba innescata che rischia di far saltare il sistema del calcio professionistico in Italia. Da maggio, è negata a chiunque la possibilità di avere due squadre, evitando quindi nuovi casi. Il problema è che due mine inesplose sono rimaste nel sistema: il Bari di Aurelio De Laurentiis, proprietario anche del Napoli, e il Mantova di Maurizio Setti, che ha già l’Hellas Verona. Club ancora in Serie C, ma a fortissimo rischio di trasformarsi in una Salernitana bis entro qualche anno. Per questo, entro fine mese arriverà una sorta di ultimatum a vendere.

Il rispetto dello Statuto – L’idea di Gravina è semplice: applicare le norme dello Statuto della Federcalcio (Art. 7 comma 7) secondo cui “Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto“. Con l’ex presidente Giancarlo Abete le Noif – norme organizzative interne alla Figc – furono modificate per consentire a Lotito di non dover vendere la Salernitana acquisita tra i dilettanti e promossa poi tra i professionisti. Un’anomalia, visto che le Noif sono norme secondarie rispetto allo Statuto federale. Da fine aprile è arrivata la prima stretta: “Non si può più avere più di una società nel mondo del calcio, professionistico o dilettantistico“, spiegò Gravina. All’epoca però la Figc si preoccupò di “Salvaguardare ovviamente i diritti già acquisiti“. Ma il caso Salernitana ha cambiato anche questa prospettiva.

DeLa dovrà vendere il Bari – Dal Consiglio federale del prossimo 27 luglio, anche la possibilità mantenere due squadre professionistiche già acquistate, di fatto una “deroga” dallo Statuto, dovrebbe scomparire. Una questione delicatissima per due club di Serie C: il Bari di De Laurentiis e il Mantova di Setti. La Figc non può ovviamente espropriare i club. Ma non può correre il rischio che la prossima estate due squadre dello stesso proprietario si ritrovino nuovamente nello stesso campionato (e potrebbe accadere). Per questo, concederà un margine ragionevole di tempo per eliminare le doppie proprietà – o anche semplici partecipazioni societarie – in club professionistici. Le due categorie di distacco lasciano una finestra sufficiente per una transizione dolce nei tempi ma improrogabile nei modi. Questa stagione servirà come “cuscinetto“, poi De Laurentiis o Setti dovranno scegliere tra Bari e Napoli, Tra Verona e Mantova. Lotito ha suggerito una strada: quella del trust. La Federcalcio ha posto le condizioni: il trust può servire solo come soluzione tampone per guadagnare tempo prima di una cessione definitiva. L’epoca delle multiproprietà, ormai, è davvero finita.

F1, Hamilton resta il re di Silverstone, secondo Leclerc….


F1, Hamilton resta il re di Silverstone, secondo Leclerc che si arrende a 2 giri dal termine. Verstappen subito fuori

articolo: https://www.repubblica.it/sport/formulauno/2021/07/18/news/f1_gp_gran_bretagna_hamilton_resta_il_re_di_silverstone_leclerc_si_arrende_nel_finale_verstappen_subito_fuori-310797881/

Un contatto tra il britannico e l’olandese nel corso del primo giro costa caro al pilota della Red Bull. Nonostante la penalità, il campione del mondo in carica riesce a rimontare, negando la vittoria alla Ferrari proprio in extremis. Terzo Bottas, Sainz sesto

SILVERSTONE – Lewis Hamilton torna a ruggire, trionfando per l’ottava volta in carriera nel circuito di casa, davanti a 356 mila spettatori (record di presenze a Silverstone). Il campione del mondo in carica tira fuori gli artigli e si prende una vittoria pesantissima con la quale interrompe il dominio della Red Bull. La gara sarà ricordata per il contatto, sul quale si discuterà a lungo, che estromette Verstappen poco dopo la partenza.

<<La cronaca del Gp a Silvestone>>

Un duello senza esclusione di colpi che aveva fatto sognare la Ferrari, brava a inserirsi tra i due litiganti, ma una monumentale prova di Leclerc non basta per portare a casa la vittoria. Le speranze di vittoria della Rossa sfumano a due giri dalla fine, quando Hamilton porta a termine una rimonta da manuale tra l’ovazione del suo pubblico. A completare il podio è l’altra Mercedes di Bottas, seguon o le due McLaren di Norris e Ricciardo che precedono la Ferrari di Sainz, a conferma di un week-end più che positivo per il Cavallino.

Contatto con Hamilton, Verstappen subito fuori – Al via Hamilton è subito aggressivo, Verstappen tiene la testa ma all’imbocco della Cops il britannico attacca con decisione l’olandese: il contatto tra l’anteriore sinistra della Mercedes e la posteriore destra della Red Bull costa caro al leader della classifica piloti che esce di pista e va a sbattere contro le protezioni. Leclerc, abile a bruciare in partenza Bottas, ne approfitta e si porta al comando, prima dell’ingresso della safety car e della bandiera rossa che porta alla momentanea sospensione del Gp. L’investigazione dei giudici di gara si chiude con una penalità di dieci secondi, da scontare in occasione del pit stop, per il sette volte campione iridato.

Leclerc riparte davanti a tutti – Il Gp riprende con lo standing start dalla griglia di partenza che vede Leclerc davanti a tutti: il monegasco è abile a rispondere colpo su colpo ai tentavi di Hamilton di mettergli pressione. Quando tutti i piloti hanno effettuato la sosta ai box per il cambio gomme il monegasco è saldamente al comando, seguito da Bottas, Norris e Hamilton, rientrato in quarta posizione dopo aver scontato la penalità.

Che rimonta di Hamilton – Con la gomma dura il britannico dimostra ben presto di avere un’andatura superiore a tutti. Dopo il sorpasso in scioltezza su Norris, il compagno di scuderia Bottas gli lascia strada dando inizio all’inseguimento nei confronti di Leclerc. Il monegasco spinge al massimo e prova a tenere dietro la Mercedes di Hamilton che, poco prima di superare Bottas, al 39esimo giro accusava circa 10 secondi di ritardo.

Mondiale apertissimo – Il britannico, però, è una furia e piazza giri veloci in serie mettendo nel mirino la Rossa che deve capitolare a due giri dal termine, con Silverstone che si è ormai trasformata in una bolgia per il suo beniamino. La Red Bull, mentre Verstappen si trova in ospedale per sottoporsi a ulteriori accertamenti, richiama ai box Perez per un altro pit stop con l’intento di provare a togliere a Hamilton almeno il punto aggiuntivo del giro veloce e la strategia riesce. Il britannico risale così a otto  lunghezze da Verstappen e lancia un messaggio molto chiaro: l’esito del Mondiale è ancora tutto da scrivere.

Hamilton: “Sapevo di dover essere aggressivo” – “E’ stata dura, ho dato tutto in questo weekend e sono fiero del lavoro del team – commenta a caldo Lewis Hamilton – Anche nel mio approccio sapevo di dover essere aggressivo con Verstappen, gli ho lasciato spazio ma al di là della penalità ho continuato a spingere. E’ stata una gara incredibilmente difficile con il pubblico migliore del mondo, sono molto grato ai fan. Spero che tutti possano tornare a casa senza problemi. Non avrei potuto fare tutto questo senza l’impegno di Valtteri e del team“.

Horner: “Manovra di Hamilton pericolosa” – Il contatto con Verstappen, però, non va giù alla Red Bull: “E’ un sollievo vedere che Max sia entrato al centro medico con le sue gambe – ammette Christian Horner, team principal della Red Bull – Hamilton si è infilato all’interno, sa che lì non si fa. Grazie al cielo il nostro pilota non si è infortunato o peggio, ma è stata una manovra molto pericolosa“.

Leclerc: “Dare il 200% non è bastato” – Leclerc non nasconde un pizzico di amarezza: “Difficile per me godermi questo momento. Ho dato il 200%, ma non è stato sufficiente – spiega il monegasco – Ci aspettavamo di essere competitivi, ma non così tanto. Abbiamo lottato per la vittoria ed è incredibile. Con le gomme medie siamo stati velocissimi, mentre con le dure un po’ meno rispetto alla Mercedes. Il team sta lavorando in modo incredibile, sono orgoglioso della squadra. Stiamo andando nella direzione giusta“.

Binotto: “Ferrari può essere terza forza del Mondiale – “Questa Ferrari può arrivare al terzo posto nel Mondiale, è la nostra ambizione ma il nostro obiettivo è quello di migliorare su ogni aspetto. Il terzo posto sarà il risultato del lavoro fatto – dichiara Mattia Binotto, team principal della Ferrari ai microfoni di ‘Sky Sport’ – Sognare era possibile, ma dobbiamo anche essere realisti. Doveva succedere qualcosa davanti ed è successo, anzi spero che vada tutto bene per Verstappen. Poi però non siamo stati alla pari con la Mercedes, Hamilton era più veloce. Dispiace che sia successo a due giri dalla fine, ma dopo il disastro in Francia è importante questa risposta“.

Bottas: “Contento di aver aiutato Lewis” – “E’ stata una gara dura. Purtroppo in partenza ho avuto problemi e questo mi ha reso la vita difficile –   commenta Valtteri BottasAbbiamo dovuto reagire alla mossa di Norris e ci siamo fermati troppo presto, ma alla fine abbiamo aiutato Lewis a vincere. Dal punto di vista del team è stata un’ottima giornata che ha portato tanti punti. Ci presenteremo alle prossime gare con molto ottimismo“.

Sainz: “Il pit stop mi è costato una posizione” – “Peccato per oggi perché abbiamo fatto una gara all’attacco e la macchina era piacevole da guidare – dichiara Carlos Sainz – Quel problemino al pit stop mi è costato una posizione. La squadra comunque ha fatto un grande lavoro. Non dobbiamo dimenticare che 60 giri fa ero ultimo e siamo riusciti ad arrivare sesti nonostante un pit stop sbagliato. A Montecarlo potevamo vincere, qui Mercedes e Red Bull avevano un passo migliore. Ora vediamo cosa possiamo fare in Ungheria“.

Spezia, ancora nuovi positivi al Covid: i contagiati salgono a 11


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/spezia/2021/07/18/news/spezia_ancora_nuovi_positivi_al_covid_i_contagiati_salgono_a_11-310761515/

Il club ligure ha comunicato che altri due calciatori hanno contratto il virus, focolaio sempre più diffuso nel ritiro in Alto Adige. L’Asl intanto ha concesso l’autorizzazione a svolgere sedute di allenamento individuale

Continua a peggiorare la situazione Covid in casa dello Spezia. La società ligure ha comunicato che dall’ultimo giro di tamponi è emersa la positività al Covid-19 di altri due calciatori che si sommano agli otto compagni di squadra risultati positivi sabato e al giocatore rimasto a Spezia perché positivo prima della partenza per il ritiro.

Via libera all’allenamento individualeDunque sono in totale 11 le persone attualmente positive al Covid. Un inizio di stagione a dir poco complicato per il club del neo presidente Platek, alle prese prima con l’addio di Italiano, poi con lo stop al mercato imposto dalla Fifa per due anni e adesso con un focolaio sempre più pesante. Intanto la società, dopo aver sospeso l’attività nel ritiro a Prato dello Stelvio, ha ottenuto dall’Asl di Bolzano l’autorizzazione a svolgere sedute di allenamento individuale già da domenica pomeriggio.

Covid, focolaio allo Spezia: positivi sei calciatori


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/spezia/2021/07/17/news/covid_focolaio_in_casa_spezia_positivi_sei_calciatori-310700316/

Non c’è pace per il club ligure: dopo lo stop di due anni al mercato imposto dalla Fifa, dal giro di tamponi effettuato nel ritiro a Prato dello Stelvio (Bolzano) sono emersi sei giocatori contagiati più un membro dello staff: tutta la squadra è in isolamento

Periodo complicato per lo Spezia. Dopo il burrascoso divorzio con Italiano e il recente stop al mercato di due anni imposto dalla Fifa, ora il club ligure deve fare i conti con un focolaio scoppiato nel ritiro a Prato dello Stelvio (Bolzano) dove è in corsa la preparazione per la nuova stagione.

Positivi sei calciatori – Dopo la positività di un calciatore emersa giovedì, il nuovo giro di tamponi effettuati dal gruppo squadra ha certificato che altri sei calciatori e un membro dello staff hanno contratto il Covid-19. Il club spezzino, in costante contatto con l’ASL di Bolzano, informa che in via precauzionale l’attività sportiva è momentaneamente sospesa e tutto il gruppo squadra resterà in isolamento seguendo le procedure previste dal protocollo sanitario. L’inizio per il neo tecnico Thiago Motta è decisamente in salita.

C’è il virus nel Villaggio, Tokyo sempre più chiusa. Il Covid minaccia i Giochi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/vari/2021/07/17/news/tokyo_virus_villaggio_olimpico-310723081/?ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S1-T1

Addio bolla, fermati un delegato nigeriano e un membro del Cio, tensione tra gli atleti. Nuova stretta sugli arrivi dall’estero. Bach ammette: “La popolazione è scettica”

TOKYO. La bolla non c’è più. Si è bucata. Il rischio zero non esiste. Ora l’ammissione: “There are big holes in the bubble“. Sì ci sono buchi e infiltrazioni. I Giochi sono penetrabili, un po’ molto disgraziati, e per niente “safe and sicure“. Il virus corre più di Bolt.

E così ecco il contagiato numero 1 al villaggio olimpico (3.600 stanze e 18 mila letti), il tempio della religione a Cinque Cerchi. Quello che doveva essere “il luogo più sicuro di Tokyo“. Il positivo non è un atleta, ma un dirigente straniero. Il nome viene tenuto segreto. Ma pare si tratti di un sessantenne nigeriano. La Tokyo olimpica non si scopre immune, ma sempre più riluttante: chi sperava di atterrare in Giappone, lasciandosi dietro la stagione dei contagi, si ritrova nella prigione del passato con l’incubo lockdown. C’è anche il primo membro Cio contagiato e fermato all’aeroporto di Narita: è il sudcoreano Ryu Seung-min, 38 anni, ex campione di tennistavolo, facente parte della commissione atleti: “Ho la doppia vaccinazione e risultavo negativo ai due test prima della partenza“. Anche tra gli atleti c’è una diffusa paranoia, perché se sei venuto a contatto con un inserviente o uno spedizioniere, magari positivo, non ti ammali, ma ti isolano, e mandi in fumo cinque anni di allenamento. Lo conferma Bianca Walkden, della squadra inglese, atleta del taekwondo, bronzo a Rio: “Tra noi c’è un’isteria diffusa, basta uno starnuto, e tutti si allontanano“.

E poi ci sono le ripicche geopolitiche di sempre: gli atleti coreani sono stati avvisati dai loro dirigenti di stare attenti in mensa e di non scegliere cibo che viene da Fukushima, ancora altamente contaminato. Se non è Covid è reattore nucleare guasto. Né ha aiutato che un componente del team Uganda, positivo (variante delta) all’aeroporto, sia stato messo in quarantena, ma gli altri otto del gruppo abbiano potuto viaggiare in bus per 500 km verso il loro camp, dove un altro è risultato positivo. Né è di conforto sapere che un altro ugandese è ancora missing. Lo cercavano per il test, hanno trovato un biglietto: “Voglio lavorare in Giappone, in Uganda non è vita“. Si chiama Julius Ssekitoleko, ha 20 anni, è un sollevatore di pesi, che ha perso la qualificazione e doveva tornare in patria. Invece alle 6,30 di mattina ha preso il treno veloce per Nagoya, dove vive la seconda comunità ugandese più numerosa del paese, ed è scappato. Positivo? Negativo? Non si sa, ancora nessuno l’ha rintracciato. Tuona la ministra olimpica Tamayo Marukava: “Controlleremo entrate e uscite, abbiamo un sistema che non permette a nessuno di farla franca”.

Chizuko Ueno, professore emerito di sociologia all’università di Tokyo si è permesso di dire: “Stiamo trattando i visitatori come criminali“. Visitatori che non potranno più volare. Il governo ha chiesto alle compagnie aeree di non accettare più prenotazioni fino alla fine dei Giochi, vuole limitare il traffico non olimpico a un totale di duemila passeggeri al giorno nei 5 aeroporti della capitale. E non più di 40 persone (non accreditate) al giorno. Per le compagnie giapponesi è stato posto il limite di 3.400 passeggeri a settimana. Il Giappone si chiude, riottoso: 45 positivi legati ai Giochi, ma 28 sono lavoratori (nella capitale ieri 1410 casi e 3408 in tutto il Giappone). Bisogna anche capirlo: è il paese che ha invitato il mondo a casa e ora gli tocca apparecchiare la tavola senza potere sedersi, né servirsi. Il pubblico locale non potrà vedere dal vivo nessuna gara olimpica (tranne forse un po’ di ciclismo). E in più lo stato d’emergenza che ha chiuso bar, ristoranti e karaoke, costringe tutti a rientrare a casa, senza svaghi. Thomas Bach, presidente del Cio, si è presentato davanti alla stampa pieno di ottimismo: “Vorrei chiedere umilmente al popolo giapponese di accogliere e sostenere gli sportivi. Il tasso di contagio è molto basso, 0,1%, continueremo a monitorare gli sviluppi legati al Covid e se le circostanze dovessero cambiare, allora ci incontreremo immediatamente per trarne le conseguenze. Ai tifosi dico: non potete essere allo stadio, ma mandateci brevi video di 6″ e li pubblicheremo. Siamo consapevoli dello scetticismo di un certo numero di persone, ma anche gli atleti hanno superato gli ostacoli per essere qui“. Vero, gli atleti delle isole Fiji, dato che il loro paese ha sospeso i voli di linea, si sono imbarcati su un volo commerciale che portava in Giappone pesce congelato. Certe bolle vanno rammendate così. Con forza e volontà.

Il covid arriva a Tokyo 2020, 15 positivi ai Giochi


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Tra soli sei giorni l’inizio delle Olimpiadi

E’ stato il primo caso nel Villaggio che è stato segnalato durante i “test“, ha detto Masa Takaya, il portavoce del comitato organizzativo delle Olimpiadi. Le autorità non hanno reso nota l’identità della persona, che è stata portata in un hotel e messa in isolamento, ha spiegato il portavoce. Da parte sua la presidente di Tokyo 2020, Seiko Hashimoto, ha detto che “stiamo facendo tutto il possibile per prevenire qualsiasi focolaio di Covid. Se dovessimo ritrovarci con un focolaio, ci assicureremo di avere un piano in atto per rispondere”.

In tutto sono 15 i contagi da Covid riscontrati a Tokyo tra persone legate in vari modi ai Giochi, tra cui il primo caso di Covid segnalato all’interno del villaggio olimpico che riguarda, precisa l’organizzazione, una persona proveniente dall’estero e non un atleta, di cui non è stata rivelata nè l’identità nè lo stato di salute. Le altre persone infettate sono 7 lavoratori a contratto, sei dipendenti del comitato organizzatore locale e due rappresentanti dei media. Dei positivi, 8 sono arrivati a Tokyo dall’estero da meno di due settimane, 7 risiedono in Giappone. Non è chiaro se queste persone abbiano avuto accesso al Villaggio olimpico.

 A meno di una settimana dall’inizio delle Olimpiadi, Tokyo registra un nuovo massimo giornaliero dei casi di Covid in quasi sei mesi. Il governo metropolitano della capitale ha segnalato 1.410 positività: si tratta del livello più alto dal 21 gennaio, con una tendenza in continua ascesa che ha superato quota 1.000 per il quarto giorno consecutivo.  L’amministratore delegato di Tokyo 2020, Toshihiro Muto, ha detto che da un test condotto nel Villaggio olimpico è emersa una positività, ma il caso è solo uno dei 15 riscontrati nella giornata di sabato tra i lavoratori impegnati nell’organizzazione della manifestazione sportiva e vario personale legato ai Giochi. Si tratta del numero di contagi più alto registrato nell’entourage olimpico dal primo luglio, quando il comitato ha iniziato a compilare le statistiche, e non include gli atleti impegnati nei camp pre-estivi. Dal primo luglio ci sono stati un totale di 45 infezioni di coronavirus segnalati dagli organizzatori. Aperto dallo scorso martedì, il villaggio olimpico è composto da 21 palazzi capaci di ospitare fino a 18 mila letti. Il presidente del Comitato olimpico internazionale (CIO), Thomas Bach, in Giappone dall’8 luglio, ha garantito al premier giapponese, Yoshihide Suga, che l’85% degli atleti è immunizzato. La cerimonia di apertura delle Olimpiadi è in programma il 23 luglio, allo Stadio nazionale di Tokyo. 

La Germania devastata dalle inondazioni, oltre 130 morti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/07/16/germania-nuova-frana-e-ancora-morti_92cfa75c-15df-4334-999d-26b1664ee0f5.html

Si aggrava il bilancio delle vittime del maltempo che sta devastando in questi giorni Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. Il Paese più colpito è la Germania dove il numero delle persone morte a causa delle alluvioni è salito a 133.

In totale i morti in Europa sono 153. Lo riferiscono fonti ufficiali tedesche. La polizia di Coblenza ha fatto sapere che “secondo le ultime informazioni disponibili 90 persone hanno perso la vita” nella regione della Renania-Palatinato, una delle più colpite. A queste si aggiungono le 43 vittime nella Renania Settentrionale-Westfalia e le 20 persone morte in Belgio

Nessuno può dubitare che questa catastrofe dipenda dal cambiamento climatico“. Lo ha detto il ministro dell’Interno Horst Seehofer, parlando allo Spiegel. “Un’alluvione con così tante vittime e dispersi io non l’ho mai vissuto prima“. Il ministro ha promesso aiuti per le aree colpito, e sollecitato maggiore impulso alle politiche ambientali.

I nostri pensieri sono con le famiglie delle vittime delle devastanti alluvioni in Belgio, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi e con coloro che hanno perso la casa. L’Ue è pronta ad aiutare”. Così la Commissione europea in un tweet, precisando che “i paesi interessati possono rivolgersi al meccanismo di protezione civile dell’Unione europea“.

Il commissario per la gestione delle crisi Janez Lenarčič ha dichiarato che “l’Ue è pienamente solidale con il Belgio in questo momento difficile e sta fornendo un sostegno concreto. Esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie che hanno perso i loro cari“. L’Ue sta anche fornendo la mappatura satellitare di emergenza Copernicus con mappe di valutazione delle aree colpite.

In Belgio il ministro dell’Interno, Annelies Verlinden, ha detto che i morti sono saliti a 20 (gran parte dei quali a Liegi) e altre 20 persone risultano disperse. (ANSA).

Germania, forti piogge nell’ovest del Paese: auto sommerse da acqua e fango
Maltempo Germania, la devastazione vista dall’alto: l’aereo sorvola le aree colpite

I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi per avere falsificato alcuni rimborsi


articolo:I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi per avere falsificato alcuni rimborsi – Il Post

I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi dalla commissione disciplinare dell’Associazione Italia Arbitri (AIA) perché coinvolti in un giro di rimborsi falsificati insieme ad altri quattro membri dell’AIA. Fino a qualche mese fa Pasqua e La Penna arbitravano regolarmente in Serie A: a maggio erano stati sospesi dopo che era stata aperta un’inchiesta sui rimborsi che l’AIA garantiva loro per le trasferte. L’accusa ritiene che Pasqua e La Penna falsificassero scontrini e ricevute per ottenere rimborsi più alti.

Se la pena non verrà ridotta nei due prossimi gradi di giudizio, spiega Sky Sport, Pasqua e La Penna saranno di fatto radiati: l’AIA infatti non ammette al proprio interno membri che negli ultimi dieci anni hanno ottenuto squalifiche superiori a un anno.

Pozzuoli, incendio all’Anfiteatro Flavio: le fiamme distruggono le gradinate in legno


articolo: Pozzuoli, incendio all’Anfiteatro Flavio: le fiamme distruggono le gradinate in legno- Corriere.it

Il rogo in uno dei siti archeologici più famosi del mondo. Proprio ieri aveva ospitato un incontro con Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei. Vigili del fuoco ancora all’opera. Ignote le cause.

POZZUOLI – Un incendio ha completamente distrutto le gradinate di legno dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, uno dei siti archeologici più famosi del mondo nonché uno dei più importanti reperti dell’era romana. Secondo la ricostruzione, prima hanno preso fuoco le sterpaglie, poi le fiamme si sono propagate alle tettoie in legno. A quel punto il personale in servizio, che aveva cercato di domare il fuoco con gli estintori, ha chiesto che intervenissero i pompieri. Il fatto è accaduto questo pomeriggio.

Le operazioni – Al momento i vigili del fuoco sono ancora impegnati a domare definitivamente l’incendio, che è comunque sotto controllo. «Sento ancora le sirene — racconta la senatrice Paola Nugnes, che abita a poche centinaia di metri dall’Anfiteatro — . L’incendio è divampato intorno alle 16». A fiamme spente, i vigili del fuoco effettueranno i rilievi utili a capire come e perché si sia sviluppato l’incendio.

La storia – L’Anfiteatro Flavio, dei due presenti in città, è senz’altro quello più integro e conservato meglio. Attribuito agli stessi architetti del Colosseo, del quale per altro è di poco successivo, ha una pianta ellittica di 149 x 116 metri. Gli scavi archeologici per portarlo alla luce iniziarono nel 1839 e si conclusero alla fine dello stesso secolo ma, solo nel 1947, a seguito di una nuova campagna di scavo, il monumento fu definitivamente liberato dai detriti. Proprio ieri sulle sedute dell’Anfiteatro andate in fiamme si era tenuto incontro con Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei.

Tokyo: Covid, primo caso in Villaggio Olimpico


articolo: Tokyo: Covid, primo caso in Villaggio Olimpico – Mondo – ANSA

 Il primo caso di coronavirus è stato registrato nel Villaggio Olimpico di Tokyo, quando mancano solo sei giorni all’inizio dei Giochi: lo hanno reso noto oggi gli organizzatori. (ANSA).

Coronavirus nel mondo: a rischio le olimpiadi di Tokyo

articolo: Coronavirus nel mondo: a rischio le olimpiadi di Tokyo – la Repubblica

Primo caso nel villaggio olimpico e nuova ondata di contagi. I medici suggeriscono di annullare le Olimpiadi, anche dopo l’inizio delle competizioni, se la diffusione dei Covid-19 peggiora

Primo caso di Coronavirus alle olimpiadi di Tokyo. Un membro dello staff di una nazione del villaggio olimpico è stato trovato positivo al Covid-19 ma gli organizzatori non hanno voluto dichiararne la nazionalità. Si teme l’effetto valanga e un nuovo cluster: i giochi cominciano subito in salita.

La nuova ondata di casi di Covid-19 a Tokyo preoccupa così tanto i medici che alcuni suggeriscono di annullare le Olimpiadi, anche dopo l’inizio delle competizioni, se la diffusione dei contagi peggiora.

Intando l’India ha segnalato sabato 38.079 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il conteggio nazionale a 31,06 milioni, secondo i dati del ministero della salute.
Il numero di morti è aumentato di 560, portando il totale a 413.091, secondo i dati del ministero.

La situazione sanitaria è già al più alto livello di allerta a Tokyo, e altri contagi metteranno solo più pressione sul sistema sanitario“, ha detto Masataka Inokuchi, vicepresidente della Tokyo Medical Association, all’ultima riunione del governo metropolitano di Tokyo. Le strutture sanitarie di Tokyo cominciano a risentire della tensione: il numero di pazienti ricoverati è balzato a più di 2mila in tre settimane da circa 1.200 a fine giugno. Nobuhiko Okabe, capo del Kawasaki City Institute for Public Health che presiede il gruppo di esperti del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo sulle misure anti-virus, onn esclude misure drastiche per proteggere il sistema. “Se Tokyo finisce in una situazione in cui le persone che hanno bisogno di cure ospedaliere non possono essere ricoverate negli ospedali, dovremmo considerare l’annullamento delle Olimpiadi“, ha detto in un’intervista a The Asahi Shimbun.
Non abbiamo tempo per le Olimpiadi” se le persone non possono ricevere le cure mediche necessarie.

LE VACCINAZIONI NEL MONDO: MAPPE E GRAFICI

Sono circa 12 le persone che producono il 65% della disinformazione sui vaccini anti Covid sulle piattaforme social. Lo afferma la Casa Bianca citando i dati contenuti nel rapporto del Countering Digital Hate pubblicato in marzo e in base al quale l’associazione aveva allora chiesto a Facebook e Twitter di chiudere le pagine gestite da queste 12 persone.
Secondo il Countering Digital Hate una delle persone che dovrebbe essere cacciata dai social è Robert F. Kennedy Jr., uno dei volti del movimento anti-vax.  La polemica arriva dopo il balzo dei nuovi casi di Covid negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono quasi triplicati a 74.018, ai massimi da tre mesi. Giovedì i nuovi contagi erano stati 27.956. E’ quanto emerge dai dati compilati da Bloomberg e dalla John Hopkins University.

Ma Facebook respinge le accuse del presidente Joe Biden sulla disinformazione sui social che “sta uccidendo la gente” che non si vaccina contro il Covid-19. “Non ci lasceremo distrarre da accuse che non sono supportate dai fatti“, replica Facebook, indicando di favorire invece la divulgazione di informazioni che contribuiscono a salvare vite e che sono state visionate da oltre 2 miliardi di persone. Twitter ha invece pubblicato sulla sua piattaforma il messaggio: “Mentre la pandemia di COVID-19 si evolve in tutto il mondo, continueremo a fare la nostra parte per far risaltare le informazioni sanitarie autorevoli“.

Infine arriva dalla Spagna un primo bilancio di un settore industriale: le societa’ produttrici di automobili hanno perso 7,6 miliardi di euro nel 2020 a causa della pandemia del coronavirus che ha provocato un forte calo sia delle vendite che della produzione. E’ quanto reso noto da un rapporto presentato dall’Associazione nazionale fabbricanti automobili e camion (Anfac). Le case automobilistiche hanno investito 1,9 miliardi di euro nelle loro fabbriche spagnole, una cifra che si attesta alla media degli ultimi cinque anni, nonostante la diminuzione del 31 per cento rispetto al 2019. “La chiusura di tutta la catena del valore per praticamente due mesi si e’ riflessa in un calo storico delle vendite e della produzione“, ha sottolineato il direttore generale dell’Anfac, Jose Lopez-Tafall.

Morto a Roma l’attore Libero De Rienzo. Procura apre fascicolo di indagine


articolo: Morto a Roma l’attore Libero De Rienzo. Procura apre fascicolo di indagine – Cinema – ANSA

Libero De Rienzo

Aveva 44 anni, nel 2002 e nel 2006 vinse il David di Donatello

E’ morto all’età di 44 anni, stroncato da un infarto, nella sua casa romana, l’attore napoletano Libero De Rienzo. Nato a Napoli nel 1977, aveva intrapreso la carriera dello spettacolo sulle orme del padre, Fiore De Rienzo, che è stato aiuto regista di Citto Maselli.


La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte dell’attore Libero De Rienzo trovato privo di vita nella sua abitazione nella zona Madonna del Riposo. Il procedimento è coordinato dal sostituto procuratore Francesco Minisci. Il magistrato ha disposto l’autopsia.
Il procedimento è stato rubricato con la fattispecie di morte come conseguenza di altro come dispone l’articolo 586 del codice penale. Obiettivo degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, è accertare le cause che hanno portato alla morte del giovane attore napoletano. Dall’autopsia, da questo punto di vista, potrebbero arrivare risposte importanti.

Libero aveva vinto il David di Donatello nel 2002 e nel 2006nel film Fortapàsc di Marco Risi, ha interpretato il giornalista napoletano Giancarlo Siani. Tra i suoi lavori successivi, ‘Smetto quando voglio‘ (2014) e nel 2019 il film ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’.

Benché abitasse dall’età di due anni a Roma, Libero De Rienzo era legato alla città di Napoli. Sposato con la costumista Marcella Mosca, lascia due figli di 6 e 2 anni. Dopo i funerali (la cui data non è stata ancora fissata) la salma sarà inumata in Irpinia, accanto alla mamma. 

Conoscevo bene Libero, del quale sono un grande estimatore non solo per le sue indiscusse qualità professionali ed artistiche, ma per la sua umanità, radicata cultura e forte impegno sociale e civile. Libero viveva a Roma, ma amava Napoli profondamente“. Lo afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, appresa la notizia della morte dell’attore.

La notizia della morte improvvisa di Libero De Rienzo è terribile e ci lascia tutti senza parole. Perdiamo un giovane talento, un protagonista del cinema italiano che già aveva visto riconosciuta la sua arte con la doppia vittoria del David di Donatello nel 2002 e nel 2006. Il mondo della cultura italiana si stringe con affetto e cordoglio alla sua famiglia, ai suoi piccoli figli, alla moglie e a tutte le persone che lo hanno amato, stimato e apprezzato“. Lo dichiara il ministro della Cultura Dario Franceschini.

È una di quelle notizie che lasciano senza parole e con una tristezza profonda e cupa”. Con queste parole il sindaco di Procida, Dino Ambrosino, ha commentato la scomparsa, a 44 anni, dell’attore Libero De Rienzo, particolarmente legato all’isola. “Ho davanti agli occhi le mille scene in cui lo ricordo in giro per l’isola con quello stesso atteggiamento spensierato di tutti i concittadini, con la grande confidenza e serenità di chi fa parte della comunità – prosegue il primo cittadino -. Memorabili i momenti in cui lui ci aiutò a ridare vita al Carcere, contribuendo a riempire di nuovo quel Palazzo di umanità. Oppure quando insieme a noi si batteva come un leone per difendere il nostro piccolo pronto soccorso“. Il festival del cinema “Arthetica“, ideato e diretto dallo stesso De Rienzo, si svolse appunto nell’ex carcere dell’isola. L’attore aveva sostenuto con convinzione la candidatura di Procida a Capitale della cultura 2022.

Verso nuovi criteri per i colori, ‘via il numero di casi’


articolo: Verso nuovi criteri per i colori, ‘via il numero di casi’ – Cronaca – ANSA

Speranza: ‘Peseranno di più i numeri delle ospedalizzazioni

Aumentano i contagi tra i giovani mentre due milioni e mezzo di italiani tra gli over 60 sono ancora senza vaccino e – con i parametri attuali – alcune regioni rischiano la zona gialla. Il Governo si prepara ad affrontare una settimana decisiva, l’ultima utile per dare una sterzata alla curva dei nuovi contagi, che cominciano a salire spinti dalla variante Delta.

Con il prossimo ‘decreto emergenza‘ sembra ormai certo che il green pass sarà rilasciato – in linea con l’Uesolo con la seconda dose. E resta in piedi l’ipotesi di un lasciapassare alla francese includendo, oltre ad aerei, treni ed eventi, anche ristoranti, palestre e piscine al chiuso. Secondo diversi componenti del Comitato Tecnico Scientifico – che sarà riunito sul tema tra lunedì e martedì – bisogna “dare maggiore significatività al green pass“. Sul fronte politico, per superare le divisioni, una mediazione potrebbe essere quella di inserire la misura ‘estensiva‘ soltanto nelle regioni fuori dalla zona bianca (non è ancora chiaro se già a partire dalla zona gialla): una modalità che eviterebbe il ritorno a chiusure pesanti in piena estate. Ma anche se alcune regioni si avvicinano al giallo nelle prossime settimane, visto il trend di aumento dell’incidenza dei contagi (in cima Sardegna, Sicilia, Veneto, Lazio e Campania), a scongiurarne il rischio sarà un nuovo cambio di rotta sulla valutazione dei parametri.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, annuncia che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento peserà di più “il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori“. Una soluzione che mette d’accordo anche i territori, pronti a mettersi al riparo da misure più stringenti. “Chiederemo al Governo di togliere l’incidenza dei positivi dai parametri che muovono zone e colorazioni perché il rischio è di decidere delle chiusure per gente positiva a casa, quando il sistema sanitario è pienamente efficiente“, sottolineano le Regioni. Ma il calcolo dell’incidenza dei positivi ogni centomila abitanti, il cosiddetto Rt sintomi, probabilmente resterà tra i parametri, pur perdendo la sua discrezionalità nel caso in cui l’occupazione di posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari non superi le percentuali di rischio del 30 e 40%. Anche su quest’ultimo dato, non si esclude una discussione sulla revisione di queste percentuali, così come diventerà sempre più tassativa la necessità di eseguire un numero minimo di tamponi (in zona bianca 150 test ogni 100mila abitanti). Nel prossimo decreto sarà anche prevista la proroga dello stato di emergenza, che al momento termina il 31 luglio. Due sono le ipotesi sulla sua prossima scadenza: fine ottobre oppure fine dicembre. I nuovi provvedimenti aspettano di essere supportati dal progressivo incremento delle vaccinazioni, che hanno raggiunto in queste ore quota 60 milioni e sono quasi 26 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo, pari al 48,12% della popolazione over 12.

La Lombardia, intanto, si aggiunge alla lista delle regioni in cui sarà possibile l’inoculazione dei richiami ai turisti di tutte le fasce d’età, in particolare per quelli che trascorrono un periodo di vacanza di almeno 15 giorni. L’altra urgenza, in vista del rientro a scuola, è l’immunizzazione dei docenti. In un documento, il Cts fa una forte raccomandazione alla politica affinché ogni sforzo sia fatto per raggiungere un’elevata copertura vaccinale di docenti e non docenti, sia promuovendo delle campagne informative, sia individuando delle misure, anche legislative, appropriate, per garantire la più elevata soglia di persone vaccinate. E il presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Enrico Coscioni, aggiunge: l’obbligo per alcune categorie oltre a quella dei sanitari va esteso “al mondo della scuola e del pubblico impiego, in particolare quando si hanno rapporti obbligati con il pubblico“. Ma, secondo alcuni, i tempi sarebbero troppo lunghi per arrivare a settembre con una legge che vada in questo senso.

Due scosse di terremoto e un boato nella zona di Norcia


articolo: Due scosse di terremoto e un boato nella zona di Norcia – Umbria – ANSA.it

Più forte magnitudo 3.6, nessuna segnalazione di danni

Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 2.6 alle 8,03 e la secondo di 3.6 alle 10 sono state registrate nella zona di Norcia dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Secondo i vigili del fuoco si è avvertito “distintamente” un boato così come riferito dal personale in servizio presso il distaccamento Valnerina.

La squadra è quindi uscita per un sopralluogo sul territorio.
Al momento alla sala operativa non sono arrivate richieste di intervento. 

Ogni volta che c’è una scossa di terremoto la paura risale dallo stomaco, ma al tempo stesso nella cittadinanza e anche nei turisti è subentrata la consapevolezza che la città è in sicurezza“: a dirlo all’ANSA è il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno.  “La più forte è stata avvertita soprattutto da chi si trovava dentro i container che con il tremare della terra provocano dei rumori“, ha raccontato Alemanno. Aggiungendo che non si sono registrati danni e che con il terremoto “dobbiamo conviverci in queste zone“. “Da noi – ha detto il sindaco – non è un’eccezione, è importante che non succeda nulla a cose e persone“. “La messa in sicurezza, gli edifici recuperati e le casette Sae garantiscono la staticità delle strutture e sono di grande aiuto per affrontare questi eventi“, ha concluso. 

Maltempo in Germania, almeno 81 vittime e 1.300 di dispersi. Merkel, sconvolta per la catastrofe


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/07/15/maltempo-germania-4-morti-e-50-dispersi-a-ovest-del-paese-_c1875c2d-a8c4-40a6-adc7-15cb9ae8991d.html

Le vittime delle devastanti alluvioni che hanno colpito la Germania sono salite ad 81. Lo riferiscono fonti ufficiali.  Il bilancio è salito ad almeno 81 dopo che le autorità della Renania-Palatinato, la regione più colpita, hanno annunciato che sono in quell’area i morti sono aumentati a 50.

Il numero delle vittime è salito a 50“, contro le 28 del giorno prima, ha detto il portavoce del ministero dell’Interno della regione, Timo Haungs.

Intanto in Germania altre 1.300 persone risultano disperse nella circoscrizione di Bad Neuahr-Ahrweiler, nella Renania-Palatinato, colpita dall’alluvione. Lo ha confermato all’ANSA una portavoce dell’amministrazione locale, che ha però subito precisato: “la rete di telefonia mobile è in tilt, e dunque molte persone non riescono a raggiungere i propri parenti”. La portavoce ha anche affermato che ci sono altre vittime, ma che per ora non si forniscono altri bilanci.

Due giorni di pioggia ininterrotta e il bilancio in Germania è una catastrofe senza precedenti. Il rigonfiamento e l’esondazione di tanti corsi d’acqua di piccola e media dimensione, nei Laender occidentali del Nordreno-Vestfalia e dalla Renania-Palatinato, hanno liberato enormi masse d’acqua dalla forza distruttiva. I corpi senza vita degli annegati sono venuti fuori da posti diversi, le inondazioni hanno fatto vittime negli scantinati delle case, nelle strade, fra i soccorritori. Ma la forza dell’acqua e del fango ha anche trascinato giù decine e decine di case. C’è chi si è rifugiato sui tetti delle case o sugli alberi. Il maltempo non ha colpito solo la Germania: alluvioni sono avvenute anche in Lussemburgo e Olanda.

Sale ancora il bilancio delle vittime causate dalle inondazioni che hanno devastato ampie aree del Belgio. I morti sono saliti a 12 e 5 le persone ancora disperse. Oltre 20.000 persone sono senza corrente elettrica. La maggior numero di vittime è stato segnalato nella provincia di Liegi. Il centro della città è stato evacuato ieri sera nel timore dello straripamento della Mosa il cui livello pare ora essersi stabilizzato. Il Paese è sotto choc per un fenomeno che i media definiscono di proporzioni storiche.

Le immagini del paesaggio e delle cittadine tedesche colpite sono difficili da tradurre in parole. Strisce di terra completamente devastate. Edifici e negozi distrutti. Le auto in strada travolte dalla corrente sono il meno nello scenario di un disastro naturale di questa portata. Le centinaia di persone messe in sicurezza in barca a Kordel, paesino situato lungo un affluente della Mosella, rappresentano l’aspetto positivo di una giornata che ha visto almeno 18 morti nel centro di Bad Neunahr-Ahrweiler e 20 a Euskirchen, vicino Colonia.

Angela Merkel, impegnata a Washington nella sua ultima visita di Stato negli Usa per una bilaterale con Joe Biden, ha sospeso la missione per prendere la parola dalla capitale americana ed esprimere personalmente cordoglio per le vittime. “È una tragedia“, ha detto la cancelliera senza ridimensionare. “Sono ore in cui parlare di una forte pioggia e di alluvione descrive la situazione in modo insufficiente. È davvero una catastrofe“, ha insistito Merkel. “Sono sconvolta dalle notizie che mi arrivano da posti sommersi dall’acqua, dove persone in grande emergenza si salvano o vengono salvate. Sarà fatto ogni sforzo per ritrovare i dispersi“, ha aggiunto, promettendo fra l’altro gli aiuti necessari per la ricostruzione, in un contesto per ora dai danni incalcolabili. Alla Germania sono arrivati messaggi di solidarietà da altre nazioni e offerte di aiuto. Il Papa si è detto “profondamento colpito” e di “pregare” per “le persone che hanno perso la vita“. L’Italia, attraverso Palazzo Chigi e la Farnesina, ha assicurato tutto il sostegno necessario ai governi, non solo quello tedesco, che devono affrontare questa emergenza. Le alluvioni hanno scosso l’agenda politica interna tedesca. “Una catastrofe del genere non l’avevamo ancora mai vissuta“, ha commentato la presidente del Palatinato Malu Dreyer, “è davvero disastroso quello che sta succedendo“. Il presidente della Vestfalia, Armin Laschet, ha sospeso la campagna elettorale da candidato cancelliere della Cdu e si è recato sui posti più colpiti dall’emergenza, come Altena e Hagen, da dove ha chiesto che “le misure e le politiche per il clima siano più dinamiche, a livello nazionale, europeo e globale“.

Molti politici, come il vice cancelliere Olaf Scholz (Spd) e la candidata cancelliera dei Verdi Annalena Baerbock, hanno interrotto le vacanze. Mentre nelle strade dell’ovest della Germania migliaia di vigili del fuoco, poliziotti, militari dell’esercito, unità del Technische Hilfswerk, si sono mobilitati in aiuto delle popolazioni colpite. La Bundeswehr ha fatto ricorso ai carri armati e sono stati utilizzati decine di elicotteri per sorvolare le aree disastrate. Non mancano, anche a caldo, polemiche in più direzioni. Stavolta le tv pubbliche locali e regionali sono finite sotto accusa – lo riferisce la Bild – per non aver dato in tempo notizie e avvisi su quello che stava accadendo ieri sera. E nel dibattito sullo stravolgimento climatico e l’inazione dei governi la Sueddeustche Zetiung ha commentato che quello che sta accadendo è scioccante, sì, “ma non sorprende“.

Calcio, Il Chievo escluso dalla serie B. Fuori dalla LegaPro 5 club


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/07/15/news/calcio_il_chievo_escluso_dalla_serie_b_fuori_dalla_legapro_5_club-310434268/

La Federcalcio non ha accettato il ricorso dei sei club: non resta che l’ultimo grado, il Collegio di Garanzia del Coni

È la fine della favola Chievo? La squadra che ha giocato 17 campionati di serie A, dal 2001 a oggi, è per ora esclusa dal campionato di B. Il consiglio federale della Figc, dopo le segnalazioni Covisoc, ha bocciato i ricorsi di 6 club: tra questi il Chievo. Oltre al club di Campedelli escluse Casertana, Novara, Carpi, Paganese e Sambenedettese dalla LegaPro. La questione ruota intorno a una serie di rateizzazioni fiscali sulle quali sono state espresse riserve da parte dell’organismo di vigilanza. E il Chievo ha un’esposizione molto alta: intorno ai 20 milioni di euro. Drammatica anche la storia Dopo 113 anni di vita, invece, il Novara calcio, una delle società storiche del movimento calcistico italiano, scivola tra i dilettanti.

Non è finita qui – Ma non è finita qui: le sei squadre potranno ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport, terzo ed ultimo grado di giustizia sportiva. Se non darà loro ragione si prospetta un’estate intensa tra ripescaggi e ricorsi. Sul Collegio di Garanzia del Coni puntano tutti i club, in particolare il Chievo, che ritiene di avere in mano la vittoria. L’organo di giustizia sportiva di ultimo grado potrebbe riunirsi entro la fine del mese di luglio: probabilmente venerdì 23 o qualche giorno dopo, il 27. “I ricorsi non sono stati accolti. Ci sono 48 ore di tempo per fare ulteriore ricorso, c’è ancora una partita aperta per quanto riguarda la valutazione degli organi di giustizia“, ha spiegato Gabriele Gravina, presidente della Figc, al termine del Consiglio federale. Il Consiglio della Figc ha fissato il termine del 21 luglio per presentare le domande e i relativi adempimenti per la sostituzione in Serie C della rinunciataria Gozzano. Per le riammissioni e i ripescaggi per il completamento dell’organico in Serie B e in Lega Pro resta valido il termine già precedentemente fissato al 19 luglio.

Whirlpool: “Licenziamento per i 340 operai di Napoli”


articolo: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/whirlpool_licenziamenti_napoli_operai-310289058/

Whirlpool: “Licenziamento per i 340 operai di Napoli”. Draghi incontra i lavoratori

La decisione della multinazionale comunicata durante un incontro al Mise. Tensioni con la polizia durante il presidio davanti ai cancelli del penitenziario

Una delegazione di operai della Whirlpool giunta a Santa Maria Capua Vetere (in provincia di Caserta) – in seguito alla notizia del licenziamento di 340 operai –  ha incontrato nel carcere il premier Mario Draghi dopo la conferenza stampa che si è svolta nel penitenziario, alla quale ha partecipato anche la ministra Marta Cartabia. Gli operai chiedono l’intervento del capo del governo sulla crisi dell’azienda,

Il licenziamento – Whirlpool, doccia fredda all’incontro convocato al ministero. La multinazionale annuncia che procederanno con i licenziamenti per i 340 operai di via Argine. “Dopo lunga riflessione – annuncia Luigi La Morgia, Whirlpool-Emea –  abbiamo deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo. Siamo consapevoli  della nostra scelta, siamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia“. E già scatta lo scontro con i sindacati. La Fiom: “Sarà guerra“. Blitz dei lavoratori dello stabilimento di Napoli alla casa circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dove alle 16 è prevista la visita del presidente del Consiglio, Mario Draghi e del ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

A caldo l’intervento della vice ministra Alessandra Todde: “Isindacati hanno comunicato di essere pronti a considerare la possibilità della chiusura dello stabilimento da parte di Whirlpool, cosa che in passato non era mai avvenuta. Proprio per questo si è chiesto all’azienda di accettare la proroga della cig di ulteriori 13 settimane, cosa che non significa allungare il brodo, ma dare la possibilità ad un percorso di rilancio, portato avanti da noi e invitalia, di prendere forma, con un piano industriale alternativo e solido, fondamentale per non impoverire ulteriormente il territorio di napoli garantendo la salvaguardia occupazionale“.

Richiamiamo l’azienda alle sue responsabilità. L’avvio della procedura di licenziamento interrompe il dialogo. E’ necessario utilizzare tutti ammortizzatori sociali necessari, rispettando così l’avviso comune siglato da Cgil- Cisl- Uil. Per quanto ci riguarda se Whirlpool mette in campo azioni offensive, sarà guerra“. Lo dichiara Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil partecipando al tavolo sulla vertenza Whirlpool. “La narrazione che siete stati buoni e avete portato pazienza, ce la potevate risparmiare. Per 26 mesi non abbiamo preso tempo come dice La Morgia, abbiamo lottato per tenere aperto lo stabilimento di Napoli. Whirlpool in questi 26 mesi ha triplicato i profitti realizzando 5 milioni di prodotti“, spiega. “Le lavoratrici e i lavoratori hanno tenuto aperto lo stabilimento di Napoli e ciò ha permesso a Whirlpool di guadagnare di più nonostante la pandemia“, conclude.

Arriva anche la voce del Partito Democratico: “Whirlpool ha già tradito il patto con L’italia, venendo meno a napoli al piano industriale. Ora lo tradisce di nuovo. Non si possono accettare licenziamenti quando sono previsti ammortizzatori per accompagnare il rilancio del sito. Ma Giorgetti offra una soluzione industriale“. Così su twitter Giuseppe Provenzano, vicesegretario del Pd.

La posizione dell’azienda – “A causa del forte calo della domanda della lavatrici prodotte a Napoli lo stabilimento è diventato insostenibile per Whirlpool. Per questo motivo, più di due anni fa l’azienda ha iniziato a discutere di potenziali scenari di transizione e a lavorare con i sindacati e gli stakeholder istituzionali – sia nazionali che locali – al fine di minimizzare l’impatto legato all’uscita di Whirlpool dallo stabilimento di Napoli. Non essendo emersa nessuna alternativa, il 31 ottobre 2020 è stata cessata la produzione nel sito“. Lo precisa l’azienda al termine dell’incontro convocato online dal Mise.

Whirlpool avvierà la procedura di licenziamento collettivo relativa alle persone del sito di Napoli il prossimo 15 luglio “secondo quanto previsto dalla normativa vigente – si legge ancora nella nota – Nel corso della procedura, della durata massima di 75 giorni, i lavoratori percepiranno la normale retribuzione. L’azienda ha informato i sindacati della possibilità di trasferimento presso la sede di Cassinetta di Biandronno (VA) e, per coloro che lasceranno volontariamente l’azienda nel corso della procedura, è previsto un trattamento economico di uscita“.

Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio


articolo & video: https://video.repubblica.it/edizione/milano/incendio-distrugge-nella-notte-magniplast-a-brugherio/391725/392439?ref=su06

Un incendio ha distrutto nella notte il capannone della MagniPlast a Brugherio. Le fiamme sono divampate dopo le 22, per domarle sono intervenute 30 squadre dei vigili del fuoco. È in corso un monitoraggio per le sostanze tossiche sprigionate dal fuoco.

Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/brugherio_incendio_nella_notte_distrugge_capannone_oltre_trenta_mezzi_dei_vigili_del_fuoco_per_domare_le_fiamme-310255131/

L’azienda di via Bruno Buozzi è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo. Le fiamme divampate poco dopo le 22. In corso monitoraggio di sostanze tossiche

Un incendio ha distrutto nella notte un capannone della MagniPlast a Brugherio (in Brianza), in via Bruno Buozzi. L’incendio è scoppiato poco dopo le 22. Le fiamme hanno completamente avvolto il tetto del fabbricato e per domarle è stato necessario l’intervento di oltre 30 mezzi dei Vigili del fuoco dai comandi provinciali di Monza, Milano, Lecco e Como.

Sul posto sono arrivati anche il Nucleo Regionale Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) e Arpa Lombardia per il monitoraggio di sostanze tossiche sprigionate dall’incendio. La MagniPlast è una spa del gruppo Magni-Triboldi che (si legge sul suo sito) “è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo“. Fondata nel 1967 da Carlo Magni, ha un fatturato di oltre 9 milioni di euro e 219 mila euro di utile. Socia di maggioranza Anna Grazia Triboldi, altri soci Donata Tatiana Magni.

Su richiesta dei Vigili del fuoco di Monza, siamo intervenuti con due squadre – spiegano da Arpa – Innanzi tutto quella di reperibilità, che si è occupata dei rilievi sulla qualità dell’aria e non ha registrato alterazioni significative dei valori. Poi, dato che la MagniPlast è un impianto soggetto ad Autorizzazione integrata ambientale e produce manufatti in vetroresina, è stato attivato anche il gruppo specialistico per l’inquinamento atmosferico che ha installato intorno alle 3 di notte nel cortile del municipio un campionatore ad alto volume per il monitoraggio delle sostanze microinquinanti. Saranno necessarie dalle 12 alle 24 ore per poterlo rimuovere e controllare i risultati”.

Sul luogo dell’incidente si è subito presentato anche il sindaco di Brugherio, Marco Troiano: “Le fiamme e il fumo che hanno interessato una parte del settore produttivo dell’azienda erano ben visibili anche a distanza – ha scritto questa mattina su Facebook per aggiornare i suoi concittadini sull’accaduto, postando la foto della centralina posizionata dai tecnici dell’Arpa – Sono intervenuti i Vigili del fuoco, la Protezione civile, i Carabinieri e la Croce rossa: è stato davvero necessario un grande e rischioso lavoro per domare l’incendio”.

Sui social gli abitanti della zona riferiscono che “ieri sera all’inizio si è sentito un odore nauseabondo, poi abbiamo visto il fumo. E ancora stamattina c’era un odore acre” e ringraziano “davvero di cuore tutti gli uomini che hanno rischiato la vita per proteggere la nostra”.

Fischi all’inno, lancio di oggetti e invasione: la UEFA apre due indagini su Italia-Inghilterra


articolo: https://www.fanpage.it/sport/calcio/fischi-allinno-lancio-di-oggetti-e-invasione-la-uefa-apre-due-indagini-su-italia-inghilterra/

Due inchieste differenziate aperte dalla Uefa sulla finale degli Europei, Italia-Inghilterra. Nel mirino degli ispettori della Federazione c’è il comportamento dei tifosi inglesi dentro e fuori dal campo, prima e durante il match di Wembley. Quali sanzioni rischia la Football Association? Da provvedimenti amministrative ad altre più gravi.

Due inchieste differenziate aperte dalla Uefa sulla finale degli Europei, Italia-Inghilterra. Nel mirino degli ispettori della Federazione c’è il comportamento dei tifosi inglesi dentro e fuori dal campo, prima e durante il match di Wembley. Quali sanzioni rischia la Football Association? Da provvedimenti amministrative ad altre più gravi.

Sono quattro le contestazioni sollevate nei confronti della Football Association come censura dell’atteggiamento avuto dai sostenitori all’esterno di Wembley (per i tafferugli e i disordini che hanno accompagnato la vigilia, oltre al vilipendio alla bandiera tricolore) e all’interno dello stadio londinese (con i fischi all’inno nazionale italiano che fanno il paio con l’invasione di campo e il lancio di oggetti). In una nota ufficiale la Uefa ha chiarito come “il caso sarà trattato dall’Organo di Controllo, Etica e Disciplina UEFA (CEDB) a tempo debito” e quali sono le violazioni contemplate in base all’articolo 16 del regolamento disciplinare: 1. invasione del campo di gioco da parte dei suoi tifosi;  2. lancio di oggetti da parte dei suoi sostenitori; 3. disturbo causato dai suoi sostenitori durante l’inno nazionale; 4. accensione di fuochi d’artificio da parte dei suoi sostenitori.

La doppia inchiesta su Italia-Inghilterra si muove anche su un altro filone – Prende in esame in modo particolare il caos scatenato da gruppi di tifosi inglesi nei pressi dell’impianto, nell’immediata vigilia dell’incontro. Il tentativo di sfondare i cordoni di sicurezza e avere accesso agli spalti senza biglietto, oltre agli incidenti con le forze dell’ordine, costituiscono la parte più cospicua del dossier sui fatti di Wembley. “In conformità all’articolo 31 – si legge ancora nella nota della Uefa – un Ispettore Etico e Disciplinare è stato nominato per indagare su eventi che coinvolgono i tifosi e si sono verificati all’interno e intorno allo stadio”.

Cosa rischiano gli inglesi? – Da provvedimenti afflittivi di carattere economico (multe molto salate) fino ad altri più severi come l’obbligo di giocare un certo numero di gare a porte chiuse (è successo all’Ungheria per i cori omofobi e anti-LGBT dei tifosi durante gli Europei). Epilogo peggiore davvero non poteva esserci per un Paese battuto dentro e fuori da campo.

Gli azzurri atterrano a Fiumicino: Chiellini alza la coppa ed è festa in aeroporto


Gli azzurri atterrano a Fiumicino: Chiellini alza la coppa ed è festa in aeroporto

Euro2020, gli azzurri atterrano a Fiumicino: i campioni d’Europa accolti da 200 tifosi

L’aereo sul quale ha viaggiato la nazionale italiana di calcio è atterrato poco fa all’aeroporto di Fiumicino. Ad attendere gli Azzurri, tornati da Wembley dopo aver vinto l’europeo ai calci di rigore contro l’Inghilterra, moltissimi tifosi. Sono tra 150 e 200, i tifosi che hanno atteso all’aeroporto di Fiumicino, dell’arrivo degli Azzurri, campioni d’Europa per la seconda volta nella storia e a distanza di 53 anni dalla vittoria con la Jugoslavia. La maggior parte sono ragazzi con tricolori al seguito che intonano canzoni come: “I campioni dell’Europa siamo noi” e “Po po po po“. La nazionale di Mancini è atterrata da pochi minuti.

Euro 2020, la Nazionale arriva al Parco dei Principi
Italia – Inghilterra 4 a 3 d.c.r., Mancini: “Vittoria dedicata agli Italiani e Paolo Mantovani”
GLI AZZURRI cantano FRATELLI D’ITALIA dopo ITALIA-INGHILTERRA
Italia-Inghilterra 4-3 D.C.R. Southgate: “Siamo devastati. Dura perdere così”

Italia campione d’Europa a Wembley


Italia-Inghilterra 4-3 ai rigori, azzurri campioni d’Europa

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/07/11/news/italia_inghilterra_finale_europei_diretta-309928764/?ref=RHTP-BH-I309965216-P1-S1-T1

La Nazionale di Mancini va subito in svantaggio (gol di Shaw) e pareggia nella ripresa con Bonucci. Si decide tutto dal dischetto: sbagliano Belotti e Jorginho, Rashford colpisce il palo, Donnarumma para su Sanch e Saka e regala il titolo continentale

Le due squadre si inginocchiano contro il razzismo – Applausi da parte di tutto lo stadio
E’ il momento degli inni nazionali – 
Partono fischi, per fortuna in minoranza, dalle tribune al momento dell’inno di Mameli. Ha iniziato intanto a piovere su Wembley.
Entrano in campo le due squadre
– 
Inghilterra in completo bianco, Italia in maglia azzurri, calzoncini neri
Entra in campo la Coppa Europa – Portata da Eder, autore del gol-vittoria del Portogallo a Euro 2016, che la mette sul tavolino di fronte agli spogliatoi. Ai due manici ci sono le stringhe con i colori dell’Inghilterra da una parte e dell’Italia dall’altra.
Arrivano i bambini con le maglie giganti di Inghilterra e Italia – Boato entuasiasta del pubblico
Ha inizio la cerimonia di chiusura – Dopo il rintocco del Big-Ben, sopra lo stadio sfilano le frecce con i colori della Gran Bretagna. In mezzo al campo spicca una Coppa Europa gigante in mezzo a centinaia di ballerini e uno spettacolo di fuochi d’arficio.
Mattarella è arrivato alla stadio – Accanto a lui c’è il presidente federale, Gabriele Gravina.
Le due squadre rientrano negli spogliatoi – Rientreranno affiancate dietro alla terna arbitrale quando mancheranno 5′ al calcio d’inizio
Entra in campo anche l’Inghilterra – Curioso che l’ingresso venga introdotto dalla canzone italianissima “Un’amore così grande”
L’Italia entra in campo per il riscaldamento – Grande entusiasmo tra i 7000 tifosi azzurri attualmente presenti a Wembley
C’è anche Mattarella – Allo stadio sarà presente anche il presidente della Repubblica che è atterrato circa mezz’ora fa a Londra ed è stato accolto dall’ambasciatore d’Italia a Londra Raffaele Trombetta.
Scontri tra polizia e tifosi inglesi nel pre-partita –   La polizia britannica è intervenuta fuori dallo stadio per fermare diverse decine di tifosi locali che avevano scavalcato le transenne per entrare nella zona di sicurezza esterna. Si segnala qualche scontro anche in relazione a una zuffa avvenuta fra due gruppi contrapposti di inglesi. Non si registrano però al momento feriti o conseguenze gravi, anche se alcuni video amatoriali hanno mostrato fasi di tensione durante la tentata infiltrazione. Per la polizia, nessuno comunque è finora riuscito a entrare nello stadio senza biglietto. 


LE FORMAZIONI UFFICIALI
Italia 
(4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Emerson; Barella, Jorginho, Verratti; Chiesa, Immobile, Insigne. CT: Mancini.
Inghilterra (3-4-2-1): Pickford; Walker, Stones, Maguire; Trippier, Phillips, Rice, Shaw; Mount, Sterling; Kane. CT: Southgate.
Arbitro: Kuipers (Ola).
VAR: Dankert, Gittelmann, Fritz (Ger) e van Boekel (Ola). 
Ultime – L’Italia a Wembley va a caccia di un trionfo storico, che le manca dal 1968. Di fronte, però, trova l’Inghilterra padrona di casa che vede vicinissima l’opportunità di tornare ad alzare un trofeo dopo 55 anni di digiuno. Per l’occasione Mancini va sul sicuro confermando in toto l’undici sceso in campo contro la spagna. Cambia ancora, invece, sul fronte opposto, Southgate che torna alla difesa a 3 con Walker adattato a fare il centrale Trippier riproposto a tutta fascia a destra. Il sacrificato è Saka che si accomoda in panchina. A Wembley ci sono 60.000 spettatori con 10000 italiani. La serata è coperta e ci sono 21°, terreno in ottime condizioni.

Curiosità – L’Italia è reduce da 33 gare senza sconfitte (record assoluto d’imbattibilità). L’ultima sconfitta è datata 10/9/2018 quando perse 1-0 in Portogallo. L’Italia non perde una gara ufficiale con l’Inghilterra da 44 anni. L’ultimo ko, tra l’altro l’ultimo avvenuto a Wembley, è stato il 16/11/77 quando gli azzurri persero 2-0 una sfida valevole per le qualificazioni ai Mondiali ’78. L’Inghilterra è imbattuta in casa da 11 incontri. L’ultimo ko, proprio a Wembley, è arrivato il 14/10/2020 in Nations League: 0-1 con la Danimarca.

Paura per Lozano, sviene in campo dopo un colpo alla testa


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/07/11/news/dramma_sfiorato_lozano_colpito_alla_testa_sviene_in_campo-309872352/

L’attaccante del Napoli, colpito mentre giocava con la nazionale messicana il match di Gold Cup contro Trinidad e Tobago, è stato portato in ospedale. Risonanza negativa, la ferita lacero contusa all’arcata sopracciliare sinistra è stata suturata

Un colpo alla testa, lo svenimento in campo, l’uscita in barella. Momenti di terrore ad Arlington, negli Stati Uniti, per il giocatore del Napoli, Hirving Lozano. Durante la partita di Gold Cup Messico-Trinidad and Tobago, dopo un quarto d’ora di gioco, il calciatore, lanciato a rete, viene colpito dal portiere avversario e resta a terra, privo di sensi. L’arbitro non interviene e ferma il gioco solo dopo: non capisce quasi nessuno la gravità del colpo ricevuto.

Il giocatore non si muove e le prime immagini sono allarmanti. Non risponde e non riesce a recuperare coscienza. Esce dal campo in barella. In un primo momento si temeva un’operazione al cervello, una frattura cranica. Poi il tweet della nazionale messicana tranquillizza. “Hirving Lozano è stabile, cosciente e svolgerà gli esami necessari”, è la nota della Federazione messicana.

L’attaccante del Napoli è stato portato in ospedale per una risonanza magnetica che ha dato esito negativo: “Lozano sta bene ed ha parlato col medico sociale azzurro, Dottor Canonico, che è in costante contatto con lo staff medico messicano – recita una nota del club -. La ferita lacero contusa all’arcata sopracciliare sinistra è stata suturata. Il Chucky dopo 10 minuti del match si era scontrato violentemente con il portiere avversario in uscita subendo un duro colpito al volto. Come da protocollo, Lozano domani verrà sottoposto a visita neurologica“.

Euro 2020, a Londra code e folla davanti pub in attesa di Italia-Inghilterra


articolo: https://www.ansa.it/europei_2020/notizie/diario_azzurri/2021/07/11/europei-e-gia-febbre-a-londra-petardi-sotto-hotel-italia_79b08fb2-3f85-4aed-bd97-e291687cc95b.html

Verso mezzogiorno, hanno cominciato ad affluire i primi spettatori diretti allo stadio

E’ febbre altissima fin dalla tarda mattinata a Londra, malgrado le inquietudini suscitate dal rimbalzo di contagi Covid alimentato dalla variante Delta, per la finale degli Europei contro l’Italia in programma stasera (alle 20 locali, le 21 in Italia) a Wembley. La giornata, tendenzialmente nuvolosa con qualche previsione di pioggia intermittente, si è aperta con la deflagrazione di prima mattina di alcuni petardi e fuochi di artificio nella vicinanze dell’hotel che ospita la nazionale di Roberto Mancini, a quanto riferisce Sky News Uk, attribuendo la bravata a un gruppetto di tifosi inglesi, ma riportando informazioni di fonte italiana secondo cui il sonno degli Azzurri non risulta essere stato disturbato.

Poi, verso mezzogiorno, hanno cominciato ad affluire i primi spettatori diretti allo stadio, dove come per le semifinali sono ammesse oltre 65.000 presenze – mai così tante in un evento pubblico europeo dall’esplosione della pandemia -, ma anche verso le aree recintate con ingressi numerati della fan zone di Trafalgar Square e degli altri luoghi della capitale in cui sono stati installati maxi schermi. Pienone con largo anticipo, infine, pure in numerosi pub che offrono – con prenotazione obbligatoria – la visione della partita: dove si segnalano code già in corso.  

Berrettini cede in quattro set Wimbledon è di Djokovic


Berrettini battuto, Wimbledon e’ ancora di Djokovic

Wimbledon, finale: Berrettini-Djokovic

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/tennis/2021/07/11/tennis-wimbledon-berrettini-djokovic_527c5558-ddee-46a1-9932-0be7f505b11e.html

Azzurro cede al serbo per la sesta volta campione a Wimbledon in quattro set molto combattuti (6-7, 6-4, 6-4, 6-3)

Matteo Berrettini si inchina a Novak Djokovic, per la sesta volta campione a Wimbledon: il tennista serbo, numero 1 al mondo, ha infatti battuto l’italiano, alla prima finale sull’erba del torneo londinese mai giocata da un azzurro, in quattro set molto combattuti (6-7, 6-4, 6-4, 6-3)

Berrettini ha vinto il primo set al tiebreak 6-7(4-7). Djokovic parte forte nel secondo e si porta sul 4-0 con un doppio break, poi la rimonta dell’azzurro che si ferma sul 6-4 per il serbo.

Stesso punteggio nel terzo set vinto da Djokovic 

Tutta l’Italia in piedi per Berrettini. Nella Special Sunday dello sport italiano che oggi a Londra insegue la storia, la prima portata sarà servita, alle 15, sul campo centrale di Wimbledon, quando Matteo Berrettini sfiderà Novak Djokovic nella finale del torneo che ogni bambino che prende una racchetta in mano sogna di vincere. Sky, per l’occasione, ha deciso di far partecipi di questo evento anche in non abbonati, e la partita sarà trasmessa in chiaro su Tv8.

Wimbledon – Djokovic entra nel club dei 20. Battuto Berrettini in una storica finale

articolo: https://www.tennisworlditalia.com/tennis/news/Wimbledon/76290/wimbledon-djokovic-entra-nel-club-dei-20-battuto-berrettini-in-una-storica-finale/

Potremmo affidarci ai numeri per spiegare la grandezza di Novak Djokovic. Parlare del sesto ruggito ai Championships o della conquista del ventesimo Slam. Probabilmente sarebbe il metodo più efficace (ed evidentemente anche il più semplice) per evidenziare la realtà.

Il serbo è il più grande tra i più grandi. Nella prima, storica, finale con un tennista azzurro ai Championships, il numero uno del gruppone spezza definitivamente gli equilibri nel corso del terzo set.

Matteo, Matteo, Matteo” urla il pubblico sul 3-2 15-40. La reazione di Djokovic, che sorride sotto i baffi, ha la forma di quattro punti consecutivi con il servizio. Si decide invece a cavallo tra il sesto e il settimo game il parziale numero quattro.

Con Djokovic che sul 15-30, on serve, evita con una magia tutti i problemi. Alla trentesima apparizione in carriera in una finale Slam, cioè a una sola lunghezza dal ‘re’ del torneo, il serbo non sfrutta un iniziale vantaggio di 5-2 e si ritrova addirittura a inseguire.

Poco male. Alla soglia delle tre ore e trenta di gioco il 6-7(5) 6-4 6-4 6-4 è un manifesto. Berrettini – il terzo italiano nella storia a raggiungere un traguardo del genere, il primo a farlo nel più iconico dei teatri – gioca la partita giusta.

Anche se non sempre trova il sostegno del servizio, anche se non sempre riesce a resistere sulla diagonale debole. Il romano, storico, consolida comunque la piazza numero otto nel ranking, si assicura il podio nella Race e a Wimbledon (dopo una serie di undici vittorie consecutive sul rosso) si conferma ancora tra i migliori.

Per battere il migliore, però, delle volte non è sufficiente neanche la perfezione. Insomma: Djokovic raggiunge Federer e Nadal a quota venti Slam – inutile aggiungere anche che ha vinto più big titles e che ha un saldo migliore negli head to head on entrambi – e punta con lo sguardo a Tokyo e a New York dopo aver vinto anche gli Australian Open e il Roland Garros.

In ballo come al solito c’è la storia.

Djokovic fa venti come Federer e Nadal: Berrettini battuto in quattro set – Djokovic, che si presenta con un doppio fallo, perde il controllo del dritto sul 15-15 e bissa il doppio errore con la battuta a disposizione sul 30-30.

Berrettini – una presenza del tutto necessaria nel mezzo – non riesce a entrare nello scambio sul 30-40. Il campionissimo serbo si aggrappa ai vantaggi e con un pacchetto di soluzioni decisamente più ampio trova le soluzioni per scardinare il piano tattico del tennista azzurro.

Anche se nel terzo game si ritrova sullo 0-30 causa doppio fallo (il terzo) e scelta scellerata con la palla corta. Berrettini manca la chance di affacciarsi sullo 0-40 con un errore altrettanto banale nei pressi della rete e come nella logica delle cose subisce il contraccolpo psicologico nel game immediatamente successivo.

Il 5-2 è praticamente una conseguenza logica. Paralizzato dalla tensione, Berrettini riesce in qualche modo a rimanere in scia (e a cancellare un set point nel game numero) e a sfruttare il primo vero passaggio a vuoto del campionissimo serbo.

Condizionato probabilmente nella stessa misura dalla tensione. Il numero uno azzurro, che si aggrappa al jeu decisif, non sfrutta inizialmente il mini-break a disposizione, ma spezza gli equilibri sul 4-3 con una splendida soluzione di dritto in avanzamento e conserva il servizio fino alla fine.

Il servizio vincente che regala il 7-5 è in qualche modo un manifesto. Djokovic, personaggio assolutamente riluttatante alla resa, elimina completamente gli errori non forzati dal progetto tattico, recupera una manciata di quindici di svantaggio nel game inaugurale e assesta la spallata decisiva.

Impreziosita da un secondo break che frutta il 5-1. Berrettini – poco aiutato dal servizio e soprattutto dai colpi di inizio gioco – sfrutta ancora una volta il vuoto del campionissimo serbo (che serve per il set con scarsi risultati sul 5-2) ma chiude comunque a 0 quando si ritrova per una seconda volta a rispondere per rimanere agganciato al set.

Il serbo prende le misure al rovescio di Berrettini – chiaramente il colpo debole – e trova una certa continuità anche con la battuta a disposizione. Il numero uno del gruppo Italia, tendenzialmente a corto di soluzioni negli scambi prolungati, tenta di apportare delle piccole migliorie al piano tattico ed evidentemente anche di tamponare il tentativo di fuga di Djokovic.

Avanti con la battuta sul 3-2. Quando il pubblico si schiera con un fragoroso “Matteo, Matteo, Matteo” sul 15-40, il cinque volte campione del torneo reagisce in maniera selvaggia e ripristina le gerarchie con un parzialotto di quattro punti consecutivi.

Carattere‘ direbbe qualcuno. Il quarto set si decide invece a cavallo tra il sesto e il settimo game. Djokovic, che si ritrova sullo 0-30, chiede e ottiene il sostegno della prima di servizio in un caso e soprattutto resiste a tutti gli attacchi di Berrettini in un altro.

Il punto del 30-30 sarebbe stato del 15-40 con chiunque altro. Berrettini, ovviamente condizionato dalle circostanze, lascia per strada il servizio e non trova ovviamente più armi sufficientemente valide per rientrare.

Anzi non riesce neanche a regalarsi la chance di andare a rispondere per rimanere nel match sul 4-5.

Terremoto oggi nel Mare Adriatico, scossa sentita in Romagna


articolo: https://www.ilrestodelcarlino.it/cronaca/terremoto-oggi-1.6578954

Magnitudo 4.1, il sisma è stato avvertito in particolare in provincia di Ravenna e Rimini, ma anche nel nord delle Marche e in Istria

Terremoto oggi 11 luglio 2021, dove è stato sentito (Foto Openstreetmap, Ingv)

Bologna, 11 luglio 2021 – Una scossa di terremoto di magnitudo 4.1, con epicentro nel mare Adriatico ad una profondità di 31 chilometri, è stata avvertita in modo lieve dalla popolazione lungo la riviera Romagnolain special modo in provincia di Ravenna Rimini.  La scossa è stata sentita chiaramente anche nel nord delle Marche e in Istria. Nessuna notizia finora di eventuali danni.

Il sisma si è verificato alle 12.56, lo riporta Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il terremoto è stato localizzato a circa 40-50 km dalle coste dell’Emilia Romagna, in particolare, da alcune località costiere della provincia di Ravenna. La città di Ravenna dista circa 60 km dall’epicentro. Il sisma è avvenuto “in un’area dove la sismicità non è molto frequente, secondo quanto emerge dalla mappa dei terremoti dal1985 ad oggi. Si notano comunque diversi eventi sismici di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9 che circondano l’epicentro del terremoto di oggi, alcuni di questi hanno profondità ipocentrali sempre intorno ai 30 km”, scrive l’Ingv nell’analisi del fenomeno.

Coppa America: Vince l’Argentina


Il Brasile battuto al Maracanà per 1-0, gol di Di Maria. È il primo titolo per Lionel Messi con la maglia della nazionale

Spezia, Thiago Motta è il nuovo allenatore: “Non vedo l’ora di cominciare”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/spezia/2021/07/08/news/spezia_thiago_motta_e_il_nuovo_allenatore_non_vedo_l_oro_di_cominciare_-309557247/

L’italo-brasiliano ha firmato un contratto di tre anni: “Voglio trasmettere le mie idee ai ragazzi, far divertire i nostri tifosi e dare ogni giorno il massimo per centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati“. Platek: “Colpiti dalla sua energia, dalla dedizione e dalla serietà

LA SPEZIA – Adesso c’è anche l’ufficialità, Thiago Motta è il nuovo allenatore dello Spezia. Prende il posto di Vincenzo Italiano che, dopo aver rinnovato, è andato alla Fiorentina per sostituire Gennaro Gattuso. L’ex Genoa, classe 1982, ha firmato un contratto triennale ed è alla sua seconda esperienza in Serie A. Ha guidato infatti il Grifone nel campionato 2019/20 rimpiazzando Andreazzoli ma, dopo 10 partite e con la squadra all’ultimo posto in classifica, è stato esonerato il 28 dicembre 2019.

“Felice e orgoglioso” – Adesso la sua nuova avventura ligure. “Sono davvero felice di essere qui e orgoglioso della fiducia riposta nei miei confronti della famiglia Platek, dal Direttore Pecini e da tutto il Club – le prime parole da spezzino di Thiago Motta -. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura e di conoscere i tifosi spezzini che si sono sempre contraddistinti per la loro passione. Voglio trasmettere le mie idee ai ragazzi, far divertire i nostri tifosi e dare ogni giorno il massimo per centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati”.

Platek: “Colpiti dall’energia di Thiago Motta – Soddisfatto di aver raggiunto l’accordo con l’italo-brasiliano anche il presidente dello Spezia, Philip Platek: “Siamo molto felici di accogliere Thiago Motta e di affidargli la guida della nostra prima squadra – ha detto il dirigente americano -. Abbiamo valutato diversi candidati, ma siamo rimasti colpiti dall’energia, dalla dedizione e dalla serietà di Thiago Motta, che combina questi importanti valori che condividiamo con una filosofia calcistica di cui speriamo i nostri tifosi siano orgogliosi. Non vediamo l’ora di vedere all’opera il nuovo allenatore dello Spezia Calcio, convinti più che mai della validità della nostra scelta. Buon lavoro Thiago Motta!”, ha concluso il numero uno del club ligure.

Il dodicesimo cambio di panchina in A – Lo Spezia era l’ultimo club di serie A ancora senza allenatore. Con l’arrivo di Thiago Motta diventano 12 i volti nuovi rispetto alla passata stagione. Aurelio Andreazzoli ha rimpiazzato Alessio Dionisi (andato al Sassuolo) all’Empoli. Abbiamo poi il ritorno di Massimiliano Allegri alla Juventus, e gli approdi di Simone Inzaghi all’Inter, Luciano Spalletti al Napoli, Maurizio Sarri alla Lazio, José Mourinho alla Roma, Eusebio Di Francesco al Verona, Ivan Juric al Torino, Vincenzo Italiano alla Fiorentina e Roberto D’Aversa alla Sampdoria.

Stop al tormento dei cookie sui siti: ci sono le linee guida del garante della Privacy


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/07/09/news/stop_al_tormento_sui_siti_web_ecco_le_linee_guida_del_garante_privacy-309725793/

Domani 10 luglio escono in Gazzetta Ufficiale le linee guida: sarà possibile rifiutare i cookie con i click e non si dovrà subire la richiesta di consenso ogni volta che accediamo a un sito

Una rivoluzione è in arrivo sui cookie dei siti web e in particolare per quelle finestre che si aprono ogni volta che accediamo a un sito nuovo chiedendoci di accettare i cookie. Ossia quei piccoli file che, caricati sui nostri dispositivi, permettono ai siti di ricordarsi di noi, anche allo scopo di un trattamento pubblicitario.

Le principali novità Domani escono in Gazzetta Ufficiale le linee guida, da tempo attese, con cui il Garante Privacy impone a tutti i siti web nuove regole a favore degli utenti. Due le principali novità. Sarà possibile rifiutare i cookie con un solo click e non dovremo ribadire la nostra scelta ogni volta che accediamo al sito

I problemi attuali – Al momento uno dei problemi è che alcuni siti ci ripresentano la stessa richiesta – accettare o no i cookie – se l’abbiamo rifiutata in precedenza.  Della serie: ci prendono per sfinimento. Idem per l’altro problema affrontato dalle linee guida: a volte i siti ci danno solo due opzioni, accetta tutti i cookie oppure accetta solo i cookie selezionati. “Ma quando entriamo su un sito vogliamo leggere subito i contenuti, pochissimi hanno la pazienza di cliccare sulla seconda opzione; scomoda per altro sui piccoli schermi dei cellulari“, spiega Guido Scorza, del Garante Privacy. “Noi vogliamo rendere il rifiuto facile come l’accettazione“, aggiunge. 

Come cambia il meccanismo – Le nuove regole impongono ai siti di permettere agli utenti di rifiutare tutto con un semplice clic, su una “X” che chiuda la finestra di richiesta consenso. I siti hanno sei mesi di tempo per adeguarsi (a partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), dopodiché si applicano le possibili sanzioni del Garante Privacy, che in quest’ambito possono essere abbastanza salate (fino al 20% del fatturato mondiale dell’azienda in questione).

Sarà semplice rifiutare i cookie – Potremo insomma limitarci “a chiudere il banner mediante selezione dell’apposito comando usualmente utilizzato a tale scopo, cioè quello contraddistinto da una X posizionata di regola, e secondo prassi consolidata, in alto a destra e all’interno del banner medesimo, senza essere costretti ad accedere ad altre aree o pagine a ciò appositamente dedicate“, si legge nel provvedimento. “Tale comando dovrà avere una evidenza grafica pari a quella degli ulteriori comandi o pulsanti negoziali idonei ad esprimere le altre scelte nella disponibilità dell’utente, di cui si dirà in appresso. Le modalità di prosecuzione nella navigazione senza prestare alcun consenso dovranno, in altre parole, essere immediate, usabili e accessibili quanto quelle previste per la prestazione del consenso”.

Il Garante così para il colpo dei dark pattern, ossia quegli stratagemmi tecnici con cui moltissimi siti (anche Amazon, come risulta da una recente inchiesta del Wall Street Journal) mette in evidenza grafica l’opzione favorevole all’azienda e sbiadita quella opposta. Così da indurre l’utente a cliccare in un certo modo, prestando un consenso privacy o rinnovando un abbonamento (ad esempio).

Il dark pattern è una forma di manipolazione dell’utente (come evidenziato da molti studi, come uno di maggio scorso dell’università di Chicago, pubblicato sul Legal Analysis Journal). È quindi molto lontano dai principi del Gdpr (regolamento privacy) europeo, improntato a trasparenza e un corretto rapporto tra utenti e aziende.

In altri termini, il consenso potrà intendersi come validamente prestato soltanto se sarà conseguenza di un intervento attivo e consapevole dell’utente, opportunamente riscontrabile e dimostrabile, che consenta di qualificarlo come in linea con tutti quei requisiti (libero, informato, inequivoco e specifico, cioè espresso in relazione a ciascuna diversa finalità del trattamento) richiesti dal Regolamento“, si legge infatti nel regolamento.

Per la precisione, tale banner dovrà allora contenere, oltre alla X in alto a destra, almeno le seguenti indicazioni ed opzioni: l’avvertenza che la chiusura del banner mediante selezione dell’apposito comando contraddistinto dalla X posta al suo interno, in alto a destra, comporta il permanere delle impostazioni di default e dunque la continuazione della navigazione in assenza di cookie o altri strumenti di tracciamento diversi da quelli tecnici; una informativa minima relativa al fatto che il sito utilizza – se così è ovviamente – cookie o altri strumenti tecnici e potrà, esclusivamente previa acquisizione del consenso dell’utente da prestarsi con modalità da indicarsi nella medesima informativa breve (cfr. punto iv che segue), utilizzare anche cookie di profilazione o altri strumenti di tracciamento al fine di inviare messaggi pubblicitari ovvero di modulare la fornitura del servizio in modo personalizzato al di là di quanto strettamente necessario alla sua erogazione, cioè in linea con le preferenze manifestate dall’utente stesso nell’ambito dell’utilizzo delle funzionalità e della navigazione in rete e/o allo scopo di effettuare analisi e monitoraggio dei comportamenti dei visitatori di siti web; il link alla privacy policy, ovvero ad una informativa estesa posizionata in un second layer – che sia accessibile con un solo click anche tramite un ulteriore link posizionato nel footer di qualsiasi pagina del dominio cui l’utente accede – ove vengano fornite in maniera chiara e completa almeno tutte le indicazioni di cui agli artt. 12 e 13 del Regolamento, anche con riguardo ai predetti cookie o altri strumenti tecnici (cfr., al riguardo, il successivo paragrafo 8); un comando attraverso il quale sia possibile esprimere il proprio consenso accettando il posizionamento di tutti i cookie o l’impiego di eventuali altri strumenti di tracciamento; il link ad una ulteriore area dedicata nella quale sia possibile selezionare, in modo analitico, soltanto le funzionalità, i soggetti cd. terze parti – il cui elenco deve essere tenuto costantemente aggiornato, siano essi raggiungibili tramite specifici link ovvero anche per il tramite del link al sito web di un soggetto intermediario che li rappresenti – ed i cookie, anche eventualmente raggruppati per categorie omogenee, al cui utilizzo l’utente scelga di acconsentire.

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Anche in questo caso, il rispetto degli obblighi di privacy by default impone che le possibili scelte granulari siano inizialmente tutte preimpostate sul diniego all’installazione dei cookie, e che pertanto l’utente possa, esclusivamente, accettarne, anche appunto in modo granulare, il posizionamento.

Nell’eventualità in cui sia prevista la sola presenza di cookie tecnici o altri strumenti analoghi, di essi potrà essere data informazione nella homepage o nell’informativa generale senza l’esigenza di apporre specifici banner da rimuovere a cura dell’utente.

Possibilità di modificare le scelte – Non solo. “Gli utenti, naturalmente, dovranno essere posti in condizione di modificare le scelte compiute – sia in termini negativi che in termini positivi e dunque prestando un consenso negato o revocando un consenso prestato – in ogni momento e ciò in maniera semplice, immediata e intuitiva attraverso un’apposita area da rendere accessibile attraverso un link da posizionarsi nel footer del sito e che ne renda esplicita la funzionalità attraverso l’indicazione di “rivedi le tue scelte sui cookie o analoga“, si legge ancora nel provvedimento.

Non si potrà richiedere il consenso ancora e ancora – L’osservazione del comportamento dei siti web e le segnalazioni pervenute al Garante Privacy hanno evidenziato “l’ulteriore problematica della spesso ridondante ed invasiva riproposizione, da parte dei gestori dei siti web, del meccanismo basato sulla presentazione del banner ad ogni nuovo accesso dell’utente al medesimo sito anche quando quest’ultimo abbia liberamente scelto“. “Una implementazione che, se da un lato compromette la fluidità della user experience, non trova ragione negli obblighi di legge ed ha contribuito sin qui ad una probabile sottovalutazione del valore del contenuto con esso proposto“. 

La riproposizione potrà avvenire solo se ricorre almeno una di queste tre variabili: quando mutino significativamente una o più condizioni del trattamento e dunque il banner assolva anche ad una specifica e necessaria finalità informativa proprio in ordine alle modifiche intervenute, come nel caso in cui mutino le “terze parti“; quando sia impossibile, per il gestore del sito web, avere contezza del fatto che un cookie sia stato già in precedenza memorizzato sul dispositivo per essere nuovamente trasmesso, in occasione di una successiva visita del medesimo utente, al sito che lo ha generato (ad esempio nel caso in cui l’utente scelga di cancellare i cookie legittimamente installati nel proprio dispositivo senza che il titolare abbia modo, dunque, di tenere traccia della volontà di mantenere le impostazioni di default e dunque di proseguire la navigazione senza essere tracciati); quando siano trascorsi almeno 6 mesi dalla precedente presentazione del banner.

I prossimi passi – Le linee guida erano molte attese. Da tempo il problema cookie era all’attenzione del Garante Privacy, ma pendeva l’approvazione del regolamento ePrivacy, destinato a cambiare le regole del settore. L’approvazione è stata rimandata tante volte e non è ancora in vista. L’intervento sui cookie non era però più rimandabile.

Altri aspetti andranno però risolti – “Il Garante torna a sottolineare tuttavia l’importanza di avviare nelle sedi più opportune e tra tutti i soggetti interessati (accademia, industria, associazioni di categoria, decisori, stakeholder etc.) una riflessione circa la necessità dell’adozione di una codifica standardizzata relativa alla tipologia dei comandi, dei colori e delle funzioni da implementare all’interno dei siti web per conseguire la più ampia uniformità, a tutto vantaggio della trasparenza, della chiarezza e dunque anche della migliore conformità alle regole“, si legge nel provvedimento. “Tale esigenza, che sulla base dei contributi pervenuti nell’ambito della consultazione pubblica risulta essere unanimemente avvertita e condivisa, non ha tuttavia sin qui trovato delle proposte concrete idonee al conseguimento dello scopo“.

I commenti “Abbiamo cercato una posizione di equilibrio tra l’esigenza di garantire agli utenti più trasparenza e controllo sui dati personali e quella di non demonizzare dei trattamenti che, se posti in modo corretto, possono contribuire a rendere sostenibile l’attività degli editori online“, spiega Scorza.

Il fatto che questo provvedimento abbia origine da una consultazione pubblica dimostra un approccio rivoluzionario da parte dell’authority: il Garante ha dimostrato di voler applicare principi che siano attinenti alla realtà dei fatti e alle prassi, ponendosi in equilibrio di interessi tra l’utente e il marketing delle aziende, ma con la consapevolezza come presupposto assoluto“, aggiunge l’avvocato Antonino Polimeni.

Apprezzamento anche dall’avvocato Rocco Panetta: “Le Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento adottate dal Garante a valle della consultazione pubblica avviata lo scorso novembre rappresentano un provvedimento lungimirante e di grande dettaglio operativo“.

Aggiunge Polimeni: “Il Garante vuole evitare che l’accettazione dei cookie diventi un gesto quasi involontario da parte dell’utente che pur di continuare a navigare clicca sul pulsante “accetta tutto“. Si punta alla coscienza del navigatore ma, in caso egli sia distratto, nei siti web dovrà essere sempre presente un tasto di chiusura alternativo all’accettazione, di pari grandezza e di equivalente semplicità di click“, continua.

Conferma l’avvocato Massimiliano Nicotra: “Le nuove linee guida, anche rispetto a quelle già adottate da altre autorità di controllo (come quella spagnola, francese ed inglese) appaiono di respiro più ampio, confermando da una parte l’illegittimità di pratiche che si erano affacciate nell’immediata entrata in vigore del GDPR (come i cd. “cookie Wall”), ma esaminando in maniera più dettagliata rispetto a quanto fatto negli altri paesi la possibilità di utilizzare lo “scrolling” quale forma di manifestazione del consenso (se rappresentativo di una scelta inequivoca e consapevole). Un plauso inoltre deve essere compiuto alla valorizzazione da parte del Garante italiano degli strumenti di “legal design” per facilitare la comprensione degli utenti, in attuazione del principio di trasparenza codificato nell’art. 5 del GDPR”.

Inter, l’Assemblea degli azionisti:..


Inter, l’Assemblea degli azionisti: UFFICIALE l’ingresso di Marchetti e Carassai in CdA, modificato lo statuto

articolo: https://www.calciomercato.com/news/inter-l-assemblea-degli-azionisti-ufficiale-l-ingresso-di-marche-99840

L’Inter cambia ufficialmente volto e con l’Assemblea degli Azionisti svoltasi oggi in videoconferenza parte ufficialmente la nuova era di coesistenza fra Suning e il fondo OaktreeIn assemblea sono state votate e approvate le modifiche dello statuto che agevolerebbero l’eventuale inserimento del fondo nella scalata alle quote societarie ed è stata anche approvata la nomina nel Consiglio di Amministrazione del club di Carlo Marchetti e Amedeo Carassai come Amministratori Indipendenti. Una notizia che era nell’aria da tempo (LEGGI QUI), ma che ora è ufficiale.

IL COMUNICATOL’Assemblea degli Azionisti di F.C. Internazionale Milano S.p.A., che si è svolta oggi tramite videoconferenza, ha approvato le nomine di Carlo Marchetti e Amedeo Carassai come Amministratori Indipendenti nel Consiglio di Amministrazione della società. L’Assemblea degli Azionisti ha, inoltre, approvato in sede straordinaria alcune modifiche allo statuto della Società, volte principalmente a modificare il numero dei componenti e le attribuzioni del Consiglio di Amministrazione, come richiesto per procedere alla designazione dei due nuovi Amministratori Indipendenti, e alla riduzione di alcuni diritti riservati agli azionisti di minoranza qualificati.

Inter: l’8 luglio l’assemblea dei soci. Oaktree ha imposto due cambi allo statuto per agevolare l’entrata in società

articolo: https://www.calciomercato.com/news/inter-l-8-luglio-l-assemblea-dei-soci-oaktree-ha-imposto-due-cam-63286

Il 7 luglio è la data cerchiata in rosso da tutti i tifosi dell’Inter perché l’ad Beppe Marotta insieme al nuovo allenatore, Simone Inzaghi, presenteranno quella che sarà la nuova stagione 2021/22 dando di fatto il via ai lavori. C’è però un’altra data, forse meno di facciata dato che non riguarda direttamente il campo da gioco, che per i tifosi interisti sarà fondamentale ed è quella del giorno successivo, l’8 luglio, quando si terrà l’Assemblea dei Soci con la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione.

DOPPIO CAMBIO ALLO STATUTO – In particolare con il prestito garantito dal fondo Oaktree a Great Horizon, la società creata in Lussemburgo dalla famiglia Zhang e controllante del 68,5% delle quote dell’Inter, è stata chiesta e si è resa necessaria la modifica dello statuo del club per tutelare l’investimento fatto dal fondo USA.

PEGNO AGEVOLATO – Secondo quanto riportato da L’Economista la prima modifica riguarderà l’articolo che prevede che un socio possa trasferire titoli solo dietro corrispettivo in denaro. Questo infatti renderebbe difficoltoso acquisire le quote dell’inter attraverso, ad esempio, l’esercizio di un pegno. Una casistica direttamente coinvolta nell’operazione di ingresso del fondo USA che ha proprio ottenuto da Zhang il pegno delle proprie azioni al momento del prestito in caso di mancata restituzione del credito.

IL FONDO NON RISCHIA SULLE QUOTE – ​La seconda è invece la modifica dell’articolo che assegna a qualunque socio titolare almeno del 10% delle azioni, il diritto di prelazione in caso di cessione di quote rilevanti. Un meccanismo che ostacolerebbe Oaktree nel caso in cui la vendita si completasse a un prezzo ritenuto troppo basso da altri soci che potrebbero intervenire al posto del compratore. In questo momento i titolari di oltre il 10% sono solo gli Zhang tramite Great Horizon e il fondo LionRock in uscita, ma la modifica servirà a tutelare mosse future. In sostanza il fondo Oaktree si sta tutelando in ogni modo per poter avere la corsia preferenziale in caso di ingresso in società.