Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio


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Un incendio ha distrutto nella notte il capannone della MagniPlast a Brugherio. Le fiamme sono divampate dopo le 22, per domarle sono intervenute 30 squadre dei vigili del fuoco. È in corso un monitoraggio per le sostanze tossiche sprigionate dal fuoco.

Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio

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L’azienda di via Bruno Buozzi è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo. Le fiamme divampate poco dopo le 22. In corso monitoraggio di sostanze tossiche

Un incendio ha distrutto nella notte un capannone della MagniPlast a Brugherio (in Brianza), in via Bruno Buozzi. L’incendio è scoppiato poco dopo le 22. Le fiamme hanno completamente avvolto il tetto del fabbricato e per domarle è stato necessario l’intervento di oltre 30 mezzi dei Vigili del fuoco dai comandi provinciali di Monza, Milano, Lecco e Como.

Sul posto sono arrivati anche il Nucleo Regionale Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) e Arpa Lombardia per il monitoraggio di sostanze tossiche sprigionate dall’incendio. La MagniPlast è una spa del gruppo Magni-Triboldi che (si legge sul suo sito) “è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo“. Fondata nel 1967 da Carlo Magni, ha un fatturato di oltre 9 milioni di euro e 219 mila euro di utile. Socia di maggioranza Anna Grazia Triboldi, altri soci Donata Tatiana Magni.

Su richiesta dei Vigili del fuoco di Monza, siamo intervenuti con due squadre – spiegano da Arpa – Innanzi tutto quella di reperibilità, che si è occupata dei rilievi sulla qualità dell’aria e non ha registrato alterazioni significative dei valori. Poi, dato che la MagniPlast è un impianto soggetto ad Autorizzazione integrata ambientale e produce manufatti in vetroresina, è stato attivato anche il gruppo specialistico per l’inquinamento atmosferico che ha installato intorno alle 3 di notte nel cortile del municipio un campionatore ad alto volume per il monitoraggio delle sostanze microinquinanti. Saranno necessarie dalle 12 alle 24 ore per poterlo rimuovere e controllare i risultati”.

Sul luogo dell’incidente si è subito presentato anche il sindaco di Brugherio, Marco Troiano: “Le fiamme e il fumo che hanno interessato una parte del settore produttivo dell’azienda erano ben visibili anche a distanza – ha scritto questa mattina su Facebook per aggiornare i suoi concittadini sull’accaduto, postando la foto della centralina posizionata dai tecnici dell’Arpa – Sono intervenuti i Vigili del fuoco, la Protezione civile, i Carabinieri e la Croce rossa: è stato davvero necessario un grande e rischioso lavoro per domare l’incendio”.

Sui social gli abitanti della zona riferiscono che “ieri sera all’inizio si è sentito un odore nauseabondo, poi abbiamo visto il fumo. E ancora stamattina c’era un odore acre” e ringraziano “davvero di cuore tutti gli uomini che hanno rischiato la vita per proteggere la nostra”.

Fischi all’inno, lancio di oggetti e invasione: la UEFA apre due indagini su Italia-Inghilterra


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Due inchieste differenziate aperte dalla Uefa sulla finale degli Europei, Italia-Inghilterra. Nel mirino degli ispettori della Federazione c’è il comportamento dei tifosi inglesi dentro e fuori dal campo, prima e durante il match di Wembley. Quali sanzioni rischia la Football Association? Da provvedimenti amministrative ad altre più gravi.

Due inchieste differenziate aperte dalla Uefa sulla finale degli Europei, Italia-Inghilterra. Nel mirino degli ispettori della Federazione c’è il comportamento dei tifosi inglesi dentro e fuori dal campo, prima e durante il match di Wembley. Quali sanzioni rischia la Football Association? Da provvedimenti amministrative ad altre più gravi.

Sono quattro le contestazioni sollevate nei confronti della Football Association come censura dell’atteggiamento avuto dai sostenitori all’esterno di Wembley (per i tafferugli e i disordini che hanno accompagnato la vigilia, oltre al vilipendio alla bandiera tricolore) e all’interno dello stadio londinese (con i fischi all’inno nazionale italiano che fanno il paio con l’invasione di campo e il lancio di oggetti). In una nota ufficiale la Uefa ha chiarito come “il caso sarà trattato dall’Organo di Controllo, Etica e Disciplina UEFA (CEDB) a tempo debito” e quali sono le violazioni contemplate in base all’articolo 16 del regolamento disciplinare: 1. invasione del campo di gioco da parte dei suoi tifosi;  2. lancio di oggetti da parte dei suoi sostenitori; 3. disturbo causato dai suoi sostenitori durante l’inno nazionale; 4. accensione di fuochi d’artificio da parte dei suoi sostenitori.

La doppia inchiesta su Italia-Inghilterra si muove anche su un altro filone – Prende in esame in modo particolare il caos scatenato da gruppi di tifosi inglesi nei pressi dell’impianto, nell’immediata vigilia dell’incontro. Il tentativo di sfondare i cordoni di sicurezza e avere accesso agli spalti senza biglietto, oltre agli incidenti con le forze dell’ordine, costituiscono la parte più cospicua del dossier sui fatti di Wembley. “In conformità all’articolo 31 – si legge ancora nella nota della Uefa – un Ispettore Etico e Disciplinare è stato nominato per indagare su eventi che coinvolgono i tifosi e si sono verificati all’interno e intorno allo stadio”.

Cosa rischiano gli inglesi? – Da provvedimenti afflittivi di carattere economico (multe molto salate) fino ad altri più severi come l’obbligo di giocare un certo numero di gare a porte chiuse (è successo all’Ungheria per i cori omofobi e anti-LGBT dei tifosi durante gli Europei). Epilogo peggiore davvero non poteva esserci per un Paese battuto dentro e fuori da campo.