Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio


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Un incendio ha distrutto nella notte il capannone della MagniPlast a Brugherio. Le fiamme sono divampate dopo le 22, per domarle sono intervenute 30 squadre dei vigili del fuoco. È in corso un monitoraggio per le sostanze tossiche sprigionate dal fuoco.

Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/brugherio_incendio_nella_notte_distrugge_capannone_oltre_trenta_mezzi_dei_vigili_del_fuoco_per_domare_le_fiamme-310255131/

L’azienda di via Bruno Buozzi è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo. Le fiamme divampate poco dopo le 22. In corso monitoraggio di sostanze tossiche

Un incendio ha distrutto nella notte un capannone della MagniPlast a Brugherio (in Brianza), in via Bruno Buozzi. L’incendio è scoppiato poco dopo le 22. Le fiamme hanno completamente avvolto il tetto del fabbricato e per domarle è stato necessario l’intervento di oltre 30 mezzi dei Vigili del fuoco dai comandi provinciali di Monza, Milano, Lecco e Como.

Sul posto sono arrivati anche il Nucleo Regionale Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) e Arpa Lombardia per il monitoraggio di sostanze tossiche sprigionate dall’incendio. La MagniPlast è una spa del gruppo Magni-Triboldi che (si legge sul suo sito) “è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo“. Fondata nel 1967 da Carlo Magni, ha un fatturato di oltre 9 milioni di euro e 219 mila euro di utile. Socia di maggioranza Anna Grazia Triboldi, altri soci Donata Tatiana Magni.

Su richiesta dei Vigili del fuoco di Monza, siamo intervenuti con due squadre – spiegano da Arpa – Innanzi tutto quella di reperibilità, che si è occupata dei rilievi sulla qualità dell’aria e non ha registrato alterazioni significative dei valori. Poi, dato che la MagniPlast è un impianto soggetto ad Autorizzazione integrata ambientale e produce manufatti in vetroresina, è stato attivato anche il gruppo specialistico per l’inquinamento atmosferico che ha installato intorno alle 3 di notte nel cortile del municipio un campionatore ad alto volume per il monitoraggio delle sostanze microinquinanti. Saranno necessarie dalle 12 alle 24 ore per poterlo rimuovere e controllare i risultati”.

Sul luogo dell’incidente si è subito presentato anche il sindaco di Brugherio, Marco Troiano: “Le fiamme e il fumo che hanno interessato una parte del settore produttivo dell’azienda erano ben visibili anche a distanza – ha scritto questa mattina su Facebook per aggiornare i suoi concittadini sull’accaduto, postando la foto della centralina posizionata dai tecnici dell’Arpa – Sono intervenuti i Vigili del fuoco, la Protezione civile, i Carabinieri e la Croce rossa: è stato davvero necessario un grande e rischioso lavoro per domare l’incendio”.

Sui social gli abitanti della zona riferiscono che “ieri sera all’inizio si è sentito un odore nauseabondo, poi abbiamo visto il fumo. E ancora stamattina c’era un odore acre” e ringraziano “davvero di cuore tutti gli uomini che hanno rischiato la vita per proteggere la nostra”.

Brescia, dall’inchiesta sui fanghi tossici


Brescia, dall’inchiesta sui fanghi tossici nei campi le intercettazioni shock: “Quel mais lo mangiano i bambini”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/27/news/inquinamento_brescia_intercettazioni_choc-302975969/

Le parole sono di Antonio Carucci responsabile commerciale della Wte. Sotto sequestro sono finiti gli impianti a Calcinato, Calvisano e Quinzano della società bresciana i cui vertici sono indagati

27 Maggio 2021

Brescia, Dall’inchiesta Sui Fanghi Tossici

Sapevano che stavano lavorando contro le regole, ma non si sono fermati se non quando la loro azienda è stata perquisita due estati fa. E la consapevolezza di quanto stavano facendo emerge da alcune intercettazioni inquietanti. Come quella del 31 maggio 2019. “Io ogni tanto ci penso, cioè, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuto sui fanghi“, dice Antonio Carucci. È il geologo di origine milanese addetto alle vendite della Wte srl, azienda bresciana, presieduta da Giuseppe Giustacchini, da anni nel mirino di ambientalisti e residenti e ora al centro di un’inchiesta della Procura bresciana che contesta la vendita di 150.000 tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti spacciati per fertilizzanti e smaltiti su circa 3.000 ettari di terreni agricoli nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

Parlando con una collega che gli dice che quello che stanno facendo “è per il bene dell’azienda”, Carucci risponde: “Siamo talmente aziendalisti da non avere più pudore“. Sotto sequestro sono finiti gli impianti a Calcinato, Calvisano e Quinzano della Wte i cui vertici sono indagati. Quindici complessivamente i coinvolti. Sei di loro hanno evitato l’arresto in carcere e altri due i domiciliari come avrebbe voluto la Procura bresciana che si è invece vista rigettare la richiesta da parte del gip che non ha ravvisato la necessità di applicare misure cautelari perché da agosto 2019 l’attività di traffico illecito di rifiuti della azienda bresciana di sarebbe fermata, o quantomeno rallentata, dopo una prima perquisizione dei carabinieri forestali.

Dalle tabelle emergono dati impressionanti” scrive il gip nella sua ordinanza che ha portato al sequestro degli impianti. “Nei campioni dei gessi in uscita dall’azienda e in spargimento le sostanze inquinanti (fluoruri, solfati, cloruri, nichel, rame, selenio, arsenico, idrocarburi, zinco, fenolo, metilfenolo e altri) erano decine, se non addirittura centinaia di volte superiori ai parametri di legge“.

Tra gli indagati, con l’accusa di traffico di consulenze illecite, figura anche Luigi Mille, direttore generale dell’Aipo, autorità interregionale per il fiume Po, che, si legge nell’ordinanza, sfruttando relazioni esistenti con il sindaco del Comune di Calvisano e relazioni esistenti o comunque asserite con altri pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio e in particolare il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, Fabio Carella, direttore generale di Arpa Lombardia e Guido Guidesi, assessore regionale lombardo allo Sviluppo Economico, (nessuno di loro è indagato) “indebitamente – scrive il gip – si faceva dare e promettere da Giuseppe Giustacchini denaro, vantaggi patrimoniali ed altre utilità quali il prezzo della propria mediazione illecita verso i suddetti pubblici ufficiali, finalizzata a favorire le attività imprenditoriali condotte da Giustacchini quale titolare della Wte srl“.

Confidiamo che chi ha commesso questa azione criminale contro l’ambiente, l’ecosistema e la salute dei cittadini paghi in modo ‘esemplare’: ed applicare quel sano principio ‘Chi inquina paga‘”, spiega il coordinamento provinciale dei Verdi di Brescia che aggiunge: “laddove si dovessero riscontrare profili penali che hanno rischiato di compromettere la salute dei cittadini, la Federazione dei Verdi-Europa Verde Brescia è pronta a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento giudiziario”.

Bitume e materiali pericolosi spacciati per cemento, due arresti nella cava di Zibido: “Collegamenti con la ‘ndrangheta”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/06/news/rifiuti_bonilauri_molluso_zibido_san_giacomo_cava_arresti_d_alfonso_mensa_dei_poveri-299731458/

La cava nel Milanese di proprietà della ditta Bonilauri era lo snodo dei traffici illeciti: qui venivano smistati i rifiuti anche pericolosi diretti poi ai termovalorizzatori con documenti falsi: “Nessun rispetto per le norme ambientali”. Legami con il clan di Corsico Molluso

Polistirolo, gesso e bitume, spacciato per cemento. Rifiuti mischiati, anche pericolosi, provenienti da cantieri e miscelati insieme senza alcuna forma di controllo sul livello di pericolosità, nella cava di Zibido San Giacomo. A tonnellate. Inviati con certificazioni false ai termovalorizzatori. Era un sistema rodato, in vigore da anni quello che hanno scoperto i Carabinieri della forestale con il supporto della Guardia di Finanza di Milano: almeno da vent’anni, a leggere il “libro mastro” sequestrato ieri mattina durante le perquisizioni.

Il filone è quello della “Mensa dei Poveri“, il sistema di tangenti e intrecci tra imprenditori, manager pubblici e politici lombardi – soprattutto Daniele D’Alfonso e la sua Ecol Service da un lato e Pietro Tatarella e Fabio Altitonante di Forza Italia, dall’altro – foraggiati con un lavoro di “semina” in cambio di appalti e commesse private. Ed è proprio indagando nel suo business che gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore della dda di Milano Silvia Bonardi, hanno scoperto come le attività di smaltimento di rifiuti della sua azienda fossero basate su pratiche “completamente illegali” come scrive il gip Raffaella Mascarino che ha firmato due ordinanze cautelari ai domiciliari per il 72enne Gianarnaldo Bonilauri e il 42 enne Giuseppe Molluso, figlio di Giosafatto da Platì, uno dei capi della locale di Corsico. “I rifiuti in ingresso e in uscita non venivano pesati o venivano messi su una bilancia manipolata, l’attribuzione dei codici merceologici era del tutto fasulla e in questo modo venivano drasticamente ridotti i costi delle analisi di laboratorio e di caratterizzazione dei rifiuti e venivano abbattute le tariffe di smaltimento del materiale“. Tra gli appalti della Ecol Service anche quelli per il recupero di rifiuti abbandonati per conto di Amsa.

La cava di Zibido San Giacomo è il luogo il cardine di tutta la vicenda, “un saldo punto di riferimento di tutti coloro che vogliono smaltire a basso costo – scrive il gip – (…) ignorando nel modo più completo le problematiche ambientali che sono connesse alla rigida normativa in tema di rifiuti”. A conferire qui resti di cantieri ci sono aziende edilizie apparentemente in regola: i carabinieri ne hanno individuate almeno una ventina. E poi ci sono le ditte in mano alle famiglie ‘ndranghetiste che al pari di D’Alfonso sfruttavano la cava come centro di smistamento. Una delle società riconducibile ai Molluso trattava asfalto, ma alla cava portava miscele di bitume spacciandole per cemento: “il codice dell’asfalto com’è che non me lo ricordo?” dice Molluso al intercettato telefono con un dipendente della Bonilauri. “Se porti quello ci vogliono le analisi chimiche eh” è la risposta. “Scrivo cemento dai…fammi sto favore va“.

In un’altra conversazione intercettata Bonilauri che è il titolare della ditta che possiede l’impianto si lamenta del polestirolo trovato mischiato col gesso: chiede un sovrapprezzo perché lo ha dovuto bruciare mandando le polveri sul lago di cava: “A me crea un casino pazzesco perché poi vola va sul lago, è un macello (…) ho dovuto metter lì due persone a staccare il polistirolo, bruciarlo poi va via col vento, mi va sul lago e mi viene fuori un danno della madonna“.

35 anni fa il disastro di Chernobyl, la più grande catastrofe nucleare della storia


articolo: 35 anni fa il disastro di Chernobyl, la più grande catastrofe nucleare della storia – Corriere TV

Poco dopo l’una del mattino del 26 aprile 1986 il reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, esplose. L’incidente ha ripercussioni ancora oggi – Ansa /CorriereTv

Poco dopo l’una del mattino del 26 aprile 1986 il reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, esplose. L’incidente sprigionò una potenza equivalente a 500 bombe atomiche, come quella sganciata su Hiroshima. La nube tossica causò la morte immediata di 31 persone e l’evacuazione di 400 mila persone dall’area, ma tutto il mondo fu terrorizzato. Negli anni la catastrofe ha causato migliaia di tumori, coinvolgendo circa 8,4 milioni di persone tra Ucraina, Bielorussia e Russia. Le cause dell’incidente, che l’Urss tentò di insabbiare, sono da attribuire a errori tecnici, cattiva gestione, problemi relativi all’impianto. A 35 anni di distanza le conseguenze di quella catastrofe restano. Il materiale radioattivo non è mai stato rimosso e le radiazioni, che continuano a disperdersi nell’ambiente, uccidono ancora oggi.

Chernobyl, 35 anni dopo il più grave disastro nucleare della storia: era il 26 aprile 1986
35 anni fa il disastro di Chernobyl

Morta Ombretta Fumagalli Carulli. Più volte al governo, fondò il Ccd con Casini


articolo: https://www.corriere.it/politica/21_marzo_16/morta-ombretta-fumagalli-carulli-piu-volte-governo-fondo-ccd-casini-41ec5e06-8663-11eb-90f0-a248214a3d06.shtml?fbclid=IwAR3lSt2hFUuVJ8AigrniUvRSxIery9pVdR9Xmdd3LdiiECYm_ncw08pK61A

Deputata della Dc, fu sottosegretario con Ciampi, Berlusconi, D’Alema e Amato. Nel 1994 traghettò parte dei centristi nell’area berlusconiana

È morta a Milano, a 77 anni compiuti da pochi giorni, Ombretta Fumagalli Carulli, prima donna docente di Diritto canonico, più volte sottosegretario. Nata a Meda, in Brianza, nel 1944, era malata da tempo.

La sua è stata una lunga carriera politica, sempre condotta da posizioni centriste, seppure con governi di entrambi i poli. In Parlamento entrò per la prima volta nel 1987, eletta deputata nelle file della Dc. Nel 1992 fu riconfermata e l’anno seguente divenne sottosegretario alle Poste nel governo Ciampi. Nel 1994 fu tra i fondatori del Centro cristiano democratico con Pier Ferdinando Casini e Carlo Giovanardi, prendendo le distanza dal Ppi di Mino Martinazzoli. E sempre quell’anno fu rieletta alla Camera nelle liste di Forza Italia (il Ccd non aveva liste proprie). Silvio Berlusconi la nominò sottosegretario alla Protezione Civile nel suo primo governo. Eletta al Senato nel 1996, l’anno successivo passò a Rinnovamento Italiano di Dini e divenne nel 1999 sottosegretario all’Interno del governo D’Alema e sottosegretario alla Sanità nel secondo governo Amato.

Terminata l’attività parlamentare, nel 2001 tornò all’attività di docente all’Università Cattolica di Milano. Nel 2003 fu nominata da Giovanni Paolo II Accademico Pontificio presso la Pontificia accademia delle scienze sociali.

Mauritius, disastro ambientale: continuano a morire delfini, e anche due balene


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/08/29/news/mauritius_disastro_ambientale_muoiono_39_delfini_e_due_balene-265758444/

Dal 25 luglio, data in cui si è arenato il cargo giapponese davanti alla costa dell’isola, sono già morti 41 cetacei avvelenati dalla “marea nera” fuoriuscita

PORT LOUIS – Trentanove delfini e due balene sono morti spiaggiandosi sulle spiagge di Mauritius. Gli attivisti ambientali sostengono che le morti sono state causate dalla fuoriuscita di greggio dalla nave di proprietà giapponese o dalle scelte sbagliate, secondo quanto riportano, delle autorità che hanno deciso di affondare una parte della nave spezzata.  continua a leggere

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25 luglio 2020 cosa e successo? premi il link qui sotto

https://alessandro54.com/2020/08/09/disastro-ambientale-a-mauritius-tonnellate-di-carburante-in-mare-da-nave-cisterna-arenata/

Coronavirus, “Sì” al trolley in cabina in aereo


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/14/news/si_al_trolley_in_cabina_in_aereo-261878139/?ref=RHPPTP-BH-I261869080-C12-P7-S2.4-T1

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Il trolley può essere portato di nuovo come bagaglio a mano nei viaggi in aereo. Una novità che la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, chiarisce nel corso di un’intervista a Radio anch’io su Rai Radio1. Spiega che la decisione iniziale di non portarli come bagaglio a mano era stata presa “dalle compagnie aeree e non dal governo“. “Ma aveva una sua ratio – ha spiegato – quando si mettono i trolley nelle cappelliere si producono infatti degli assembramenti e dei contatti”. Anche se, ha sottolineato, “quelle vicinanze non vanno mai sopra i 15-20 minuti che è il tempo in cui avviene il contagio”. E comunque “adesso il trolley si può portare”.

Mentre a proposito del fatto che a bordo degli aerei si sta seduti molto vicini, la sottosegretaria ha aggiunto: “Si sta attaccati perchè in realtà l’aria è sanificata. In cabina, appena si accendono i motori, comincia una sanificazione permanente dell’aria” continua a leggere

Greenpeace denuncia: “C’è plastica liquida nei detergenti per il bucato e le superfici”


103255243-344c0da3-8e81-4104-b36f-96ef7f2e38d2.jpgarticolo: https://www.repubblica.it/ambiente/2020/07/06/news/greenpeace_denuncia_c_e_plastica_liquida_nei_detergenti_per_il_bucato_e_le_superfici_-260877081/

ROMA – Microplastiche, sempre più piccole e invisibili. Le aziende utilizzano plastica liquida, semisolida o solubile tra gli ingredienti dei detergenti per bucato, superfici e stoviglie presenti sul mercato italiano e l’uso di tali sostanze, ad oggi non regolamentato, ne determina il rilascio nell’ambiente e nel mare. Lo rivela il nuovo rapporto di Greenpeace Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare” elaborato grazie a indagini online, consultando le pagine web ufficiali delle principali aziende di detergenti in Italia, e di laboratorio per verificare la presenza di materie plastiche in forma solida inferiori ai 5 millimetri, le cosiddette microplastiche.  continua a leggere

Smog, domenica Milano spegne i motori:


Smog, domenica Milano spegne i motori: scatta lo stop totale del traffico

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/01/27/news/smog_domenica_milano_spegne_i_motori_scatta_lo_stop_totale_del_traffico-246937030/

Milano, 27 gennaio 2020 – Domenica prossima, 2 febbraio, si fermerà il traffico a Milano. Per un giorno stop alla circolazione dei mezzi a motore. Lo ha deciso il sindaco Beppe Sala. “I valori del Pm10 hanno nuovamente sforato i livelli di guardia e le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non lasciano sperare in una diminuzione delle concentrazioni di polveri nell’aria”, scrive il primo cittadino su Facebook. “Quella per l’ambiente è una battaglia di lungo periodo – sottolinea – che si realizza attraverso misure strutturali e scelte di ampia visione. Allo stesso tempo, però, le condizioni attuali mi inducono a intervenire in modo contingente”. continua a leggere

Sala: inquinamento, domenica stop alle auto a Milano

sala-inquinamento-domenica-stop-alle-auto-a-milano.jpg“I valori del Pm10 hanno nuovamente sforato i livelli di guardia”: il sindaco di Milano beppe Sala annuncia lo stop alle auto per domenica


Smog, domani tornano i divieti a Milano e in altre otto province. Stop alla circolazione per i veicoli Euro 4 diesel

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/01/27/news/smog_domani_tornano_i_divieti_a_milano_e_in_altre_otto_province_da_domani_stop_circolazione_veicoli_euro_4_diesel-246907768/

Milano, 27 gennaio 2020Tornano i divieti contro lo smog a Milano e in altre otto province della Lombardia. Da domani martedì 28 gennaio – comunica la Regione – le misure temporanee di primo livello saranno attivate nei Comuni con più di 30 mila abitanti e in quelli aderenti su base volontaria nelle province di Milano, Monza, Cremona, Pavia, Bergamo, Como, Lodi, Varese e Mantova. “Abbiamo attivato le misure temporanee di primo livello perché le condizioni meteo per oggi non sono favorevoli alla dispersione degli inquinanti. Da domani a mercoledì si preannunciano invece condizioni atmosferiche più favorevoli alla dispersione, quindi rivaluteremo il loro mantenimento nel corso della settimana”, spiega l’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo. Nel dettaglio, l’aggiornamento dei dati relativi alla giornata di ieri ha fatto registrare il raggiungimento del sesto giorno di superamento consecutivo per la provincia di Monza, il quinto per Milano, Lodi, Cremona, Mantova e Bergamo e il quarto per Varese, Como, Pavia. Le misure temporanee di primo livello riguardano il traffico (limitazioni per veicoli fino a Euro 4 diesel ambito urbano). continua a leggere


Dieci anni di smog, Legambiente: a gennaio 18 giorni di sforamenti in 5 città

articolo: https://www.repubblica.it/ambiente/2020/01/23/news/smog_pm10_a_gennaio_18_giorni_sforamenti_in_5_citta_-246480507/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1

23 gennaio 2020

Il rapporto “Mal’aria”: Frosinone, Milano, Padova, Torino e Treviso i centri che hanno registrato record di pm10 già nei primi giorni del 2020. Ventisei i capoluoghi fuori legge. Il 2019 è stato un anno “nero”

In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica e si ripresenta puntale ogni anno”. La conferma arriva dai nuovi dati di Mal’aria, il report annuale di Legambiente  sull’inquinamento atmosferico in città, che quest’anno scatta una triplice foto sul nuovo anno che si è aperto con città in codice rosso, sul 2019 e sul decennio che ci siamo lasciati alle spalle. continua a leggere

La leggenda della Sella del Diavolo


articolo: https://www.castedduonline.it/la-leggenda-della-sella-del-diavolo-in-uno-spettacolare-video-col-drone/?fbclid=IwAR13OGTQ9YNKn2uCZ8emyC01HettwrpIR1KgiWB1XX0YDjh8jMqfkvjoMJ8

La leggenda narra che un giorno i diavoli attratti dal fascino e dalla bellezza del Golfo di Cagliari se ne impadronirono. Dio allora mandò i suoi angeli prediletti per scacciare Lucifero che nella fuga perse la sella che cadde e si pietrificò…

La Sella del Diavolo (Sedd’e su Diaulu in lingua sarda) è il promontorio che sorge nella zona meridionale di Cagliari e separa la spiaggia del Poetto da quella di Calamosca.

Il Video:

L’origine del nome All’origine del nome vi è una leggenda di derivazione biblica secondo la quale i dèmoni, capeggiati da Lucifero, rimasero impressionati dalla bellezza del golfo di Cagliari e tentarono di impadronirsene, in questo contrastati da Dio che mandò le sue milizie al comando dell’arcangelo Michele per cacciare Lucifero.

Una versione della leggenda vuole che durante la battaglia, combattuta nei cieli sovrastanti il golfo, Lucifero fu disarcionato dal cavallo e perse la sua sella che si posò sulle acque del golfo e, pietrificandosi, diede origine al promontorio; l’altra racconta che il demone, durante la battaglia, cadde sul promontorio dandogli l’attuale forma. Per converso, il tratto di mare antistante la Sella del Diavolo si chiama golfo degli Angeli.

Il sentiero – È presente un sentiero che costeggia tutto il promontorio. La salita è possibile unicamente dal versante di Calamosca, essendo zona militare il versante nord, che guarda verso Marina Piccola ed il Poetto. Con i mezzi pubblici si può arrivare fino all’ingresso del sentiero, prendendo gli autobus del CTM 5, 5/11 (la domenica) e 11. Si percorre da San Bartolomeo la strada in salita che porta sino a Calamosca e qui termina. Si lascia sulla destra l’Hotel Calamosca, percorrendo per un centinaio di metri l’unica strada asfaltata che costeggia l’hotel, quindi ci si inerpica per un piccolo sentiero, sulla sinistra, in salita, facilmente visibile e segnalato con macchie di vernice sulle rocce. La vegetazione bassa fa sì che sia possibile seguire uno dei tanti percorsi tracciati dagli escursionisti senza paura di perdersi. Nell’ultimo tratto, dopo una mezzora di salita, si costeggia una rete della zona militare e la salita termina su uno strapiombo direttamente sopra il rimessaggio barche del porticciolo di Marina Piccola, da dove si può cogliere un panorama che spazia da Viale Poetto sino a Capo Carbonara e al mare aperto.

Smog in città, Torino maglia nera. È Milano la città più sostenibile


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ROMA – La mobilità alternativa e sostenibile non decolla, ci sono sempre più auto nelle città italiane, dove la circolazione dei veicoli privati è aumentata, tra il 2017 e il 2018, anche del 5 per cento, come a Torino. La fotografia del fallimento delle politiche ambientali per i trasporti la fornisce lo studio “Mobilitaria”, un quadro complessivo dell’andamento della qualità dell’aria e della mobilità urbana nelle principali 14 città italiane, realizzato da esperti del Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto sull’inquinamento atmosferico e da Kyoto club, gruppo mobilotà sostenibile.

Le città prese in esame sono state Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia. Lo studio evidenzia che dopo anni di costante diminuzione, nel biennio 2017-2018  l’indice di motorizzazione di automobili ha ripreso a salire, sia nelle città che nelle aree metropolitane, e questo nonostante in alcuni centri presi in osservazione sia cresciuto l’uso del trasporto pubblico locale. per continuare a leggere premere il link qui sotto:

articolo completo: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/04/17/news/smog_in_citta_torino_maglia_nera_e_milano_la_citta_piu_sostenibile-224256983/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P11-S1.6-T1

  • Il record di auto in rapporto agli abitanti
  • Milano capofila degli spostamenti green

  • Torino maglia nera per polveri sottili

  • La sfida dell’ultimo miglio

Smog: già 17 città fuorilegge per il 2019


articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2019/04/05/smog-gia-17-citta-fuorilegge-per-il-2019-_22a9b606-c8d7-4c36-be6f-6610002f9ad2.html

Le città italiane sono ancora sotto la cappa dello smog e dall’inizio dell’anno già 17 capoluoghi di provincia sono fuorilegge per i livelli di Pm10, cioè per la soglia di polveri sottili consentite nell’arco di tutto l’anno.
Questo quanto emerge dall’aggiornamento della classifica ‘Mal’aria’ di Legambiente (aggiornato al 31 marzo). Tra “le città peggiori: Torino con 52 superamenti della soglia consentita per la salute, a fronte dei 35 annuali consentiti, Rovigo con 50; Verona con 49, Cremona con 48 e Milano sempre con 48.

“Dopo appena tre mesi dall’inizio dell’anno – spiega Legambiente – 17 città capoluogo che hanno superato il limite annuale di 35 giorni dei livelli di Pm10 previsti dalla normativa. La situazione più critica è in Veneto dove tutti i capoluoghi, con l’unica eccezione di Belluno, hanno superato il limite. Le città peggiori al momento sono: Torino; Rovigo; Verona; Cremona e Milano“. Hanno oltrepassato i limiti anche Vicenza con 47 giorni, Padova (45), Venezia (45), Pavia (44), Alessandria (43), Frosinone (43), Treviso (43), Ferrara (41), Mantova (41), Asti (39), Brescia (37), Lodi (37). continua a leggere

Un calcio alla plastica in laguna.


Un calcio alla plastica in laguna. Così volontari e calciatori ripuliscono Venezia

Risultati immagini per Un calcio alla plastica in laguna

articolo: https://www.repubblica.it/ambiente/2019/03/26/news/un_calcio_alla_plastica_in_laguna_cosi_volontari_e_calciatori_ripuliscono_venezia-222565915/

In centinaia, compresi alcuni atleti del Venezia calcio, con barche elettriche hanno raggiunto le sponde della laguna per ripulirla. Risultato record: raccolte 1,5 tonnellate di rifiuti

VENEZIA – Fra le acque di fronte a Fondamente Nove, proprio davanti all’isola di San Michele, una papera starnazza nuotando fra un cumulo di rifiuti di plastica. Sembra triste, quasi oppressa , mentre fluttua  districandosi tra  bottigliette, cassette di polistirolo, palloncini e rifiuti plastici di ogni tipo che galleggiano sbattendo sul bagnasciuga. Ma la papera ha una speranza: per aiutare lei e l’ambiente decine di volontari insieme ai calciatori del Venezia, tutti arrivati a piedi o a bordo di barche con motori elettrici, si sono infilati guanti, armati di sacchetti e hanno iniziato a ripulire. Alla fine, dopo più di cinque ore di lavoro, sabato scorso hanno raccolto oltre 1,5 tonnellate di rifiuti. 

E’ una bella iniziativa quella andata in scena nel weekend in cinque diverse aree della laguna, dal Tronchetto a San Piero passando per San Michele: i giocatori della squadra di calcio di serie B insieme ai ragazzi dell’associazione Venice Calls e i membri di Venice Kayaks e Classic Boat Venice, servizio di barche old style tutte elettriche, si sono uniti per liberare la laguna dalla plastica. continua a leggere

Prorogato blocco diesel a Torino ed Emilia R., stop auto a Napoli


articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2019/02/21/smog-allerta-arancio-a-torinostop-euro4-diesel-fino-lunedi_26759ea7-54e0-4d25-91cf-94a1dff68260.html

Torino. Prosegue fino a lunedì 25 febbraio l’applicazione a Torino del primo livello emergenziale – il cosiddetto livello arancio – delle misure antismog concordate tra Regioni e grandi Città del Nord Italia. Fermi in garage dalle 8 alle 19 i diesel Euro4, con orario ridotto (8,30-14, 16-19) per i mezzi commerciali..continua a leggere

Emilia Romagna. Confermate e prorogate fino a lunedì 25 febbraio le misure emergenziali antismog in Emilia-Romagna, con l’aggiunta della provincia di Forlì-Cesena. I provvedimenti scattano da venerdì 22 per la persistenza dell’aumento diffuso delle concentrazioni di PM10, a partire dall’area occidentale della regione… continua a leggere

Napoli. Venerdì 22 stop alla circolazione veicolare a Napoli sull’intero territorio cittadino dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19,30. Lo prevede l’ordinanza sindacale emessa in considerazione dei bollettini quotidiani emessi dall’Agenzia per l’ambiente Arpa Campania della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, che hanno indicato l’avvenuto superamento del limite per le Pm10 in due centraline…. continua a leggere

Ambiente, Rapporto Ispra: Brescia è la città più inquinata d’Italia, poi Torino. A Viterbo l’aria più pulita


ISPRA: L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) è un ente pubblico di ricerca italiano, istituito con la legge n. 133/2008, e sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

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Il triste primato della “Leonessa”, la città più inquinata d’Italia tra smog, rifiuti e inceneritore

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2018/12/19/news/brescia_la_citta_piu_inquinata_d_italia_e_a_roma_record_di_voragini-214609488/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P4-S1.6-T1

l dossier Ispra sulla qualità ambientale nelle aree urbane. Roma ha il primato delle voragini: 136. La capitale ha perso così tra i 25 milioni e i 30 milioni di euro. Scarso il verde urbano: 31metri quadrati a persona. I centri a rischio frane e alluvioni

Sono 19 le città italiane dove sono stati registrati valori oltre la norma giornalieri di pm10 (polveri sottili con diametro uguale o inferiore a 10 micrometri, ndr) al 10 dicembre 2018, una in più dell’anno scorso. Ad aggiudicarsi la maglia nera è Brescia, con ben 87 sforamenti, seguita da Torino mentre Viterbo, che non ha mai oltrepassato il limite, si attesta come campione di qualità dell’aria tra le aree urbane. A rivelarlo è l’edizione 2018 del rapporto Ispra-snpa sulla qualità dell’ambiente urbano, prende in esame 120 città e 14 aree metropolitane, ed  presentato a Roma a palazzo Giustiniani dal presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Stefano Laporta, e dal direttore generale Ispra, Alessandro Bratti.

Dati preoccupanti se si considera che L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato che in Italia, nel 2014, 50.550 morti premature potevano essere attribuibili all’esposizione a lungo termine al PM2,5, 17.290 all’NO2 e 2.900 all’ozonocontinua a leggere

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Viterbo la città meno inquinata d’Italia

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Milano vista dall’alto. Il capoluogo lombardo è una delle città più inquinate d’Italia

Nel 2017 a Torino sono stati registrati 69 sforamenti dei livelli di polveri sottili

Parma al top per la mobilità sostenibile, seguono Milano e Venezia


articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/mobilita/2018/10/12/parma-al-top-per-mobilita-sostenibile-poi-milano-e-venezia_b636bf95-1372-442d-8bbe-eb0945757ccf.html

ROMA – Parma si conferma la città più “eco-mobile” d’Italia, sia per la consolidata presenza di un mobility manager di città e di servizi di sharing mobility, ma anche una buona dotazione di servizi di trasporto pubblico e per uno dei parchi circolanti più ricchi di veicoli a basso impatto.

E’ anche una delle prime città italiane ad aver approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. E’ quanto emerge dal dodicesimo Rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, elaborato da Euromobility con il Patrocinio del ministero dell’Ambiente, che indicano sul podio Milano al secondo posto e Venezia al terzo, mentre Cagliari, al settimo posto, è l’unica città del sud nella “top ten”, dove spicca Brescia al quarto posto, seguita da Padova e Torino. continua a leggere

ORA SOLARE | Domenica 29 ritorna.


Domenica 29 Ottobre, ecco tornare l'ora solare. Siete pronti?

Lancette indietro di un’ora tra Sabato 28 e Domenica 29; non tutti sono favorevoli a questi cambiamenti, ecco perché

Link: https://www.ilmeteo.it/notizie/ora-solare-2017-ottobre-storia-lancette-indietro?refresh_cens

L‘ORA SOLARE NEL BELPAESE, DA QUANDO A FINE OTTOBRE? – In Italia l’ora legale nasce come misura di guerra nel 1916, rimanendo in uso fino al 1920. 

Durante la seconda guerra mondiale fu abolita e reintrodotta diverse volte, fu stabilita definitivamente per legge solo nel 1965 e dall’anno successivo è un appuntamento fisso di ogni anno, anche se fino al 1980 durava solo 4 mesi. 
La sua durata è stata prolungata infine di qualche altra settimana nel 1996. 

PERCHE’ SI CAMBIA? – Molti si chiederanno qual’è la motivazione dell’introduzione dell’ora legale e del suo continuo avvicendamento con l’ora solare: ricordiamo che il passaggio tra ora legale ed ora solare è legato a questioni che riguardano il risparmio energetico, pur andando ad incidere su quasi tutte le abitudini dei cittadini.

Un’altro motivo, non meno importante risiede nel fatto che mantenendo l’ora legale anche nei periodi invernali, al mattino sarebbe troppo buio. 

RISCHI GRAVI PER LA SALUTE? – Tra favorevoli e contrari al cambio d’ora, tutti sono concordi nell’affermare che il cambiamento dell’ora, specie nel ritorno all’ora legale, provoca parecchi fastidi al nostro organismo: insonnia, difficoltà di adattamento al nuovo orario e una generale sensazione di stanchezza.

Aldilà di questi disturbi transitori, secondo alcuni ricercatori esiste una correlazione tra il cambio dell’ora e l’aumento del numero degli infarti. 

Uno studio dell’Università del Michigan afferma che il Lunedì successivo al cambiamento dell’orario in primavera coincide con un aumento dei casi di infarto, circa il 25 per cento in più rispetto alla norma.

QUALCHE CENNO STORICO  Come si è arrivati storicamente alla decisione del cambio, a un certo punto dell’anno, dell’ora legale in provvisoria sostituzione dell’ora solare? Era il 1784 quando Benjamin Franklin pubblicò sul quotidiano francese Journal de Paris un’idea fondata sul concetto di risparmio energetico. Passò, però, più di un secolo prima che, nel 1907, il progetto di Franklin venne ripreso da un costruttore inglese, William Willet. 

Questa volta la nuova proposta trovò più consensi dovuti alla situazione di grandi ristrettezze economiche che la guerra procurò da lì a breve e allora nel 1916 la Camera dei Lord inglese diede il via libera per quello che poi sarebbe diventato il cambio ora legale (all’inizio lo spostamento in avanti delle lancette avvenne in estate).

Cassonetti della spazzatura differenziata ‘uguali’ in tutte le città


Cassonetti della spazzatura differenziata ‘uguali’ in tutte le città

articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2017/09/27/rifiuti-cassonetti-differenziata-uguali-in-tutte-le-citta_2f2e859f-ae2a-47fa-a943-dd90e7fecbff.html

Stop a ‘giungla’ di forme,colori, scritte e icone su contenitori

Niente più rifiuti al ‘posto’ sbagliato. D’ora in poi i cassonetti della raccolta differenziata avranno forme, colori, scritte e icone uguali in tutte le città, indicando anche ai turisti dove gettare la plastica, il vetro oppure l’umido. Sarà infatti pubblicata domani la nuova norma dell’Ente italiano di normazione (UNI 11686) sui Waste Visual Elements, cioè gli elementi visivi identificativi dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti. L’Italia, si legge in una nota, è il primo Stato europeo a dotarsi di questa norma che vuole, tra l’altro, favorire l’obiettivo Ue del 65% di raccolta differenziata e del 50% di reale avvio a recupero. Attualmente in Italia i Comuni possono decidere autonomamente forme, colori e scritte sui contenitori per la raccolta differenziata: a Roma, ad esempio, il cassonetto verde è sinonimo di indifferenziato mentre a Milano e Napoli accoglie solo il vetro. I romani gettano vetro plastica e metallo nel cassonetto blu che a Milano non esiste mentre a Napoli accoglie l’indifferenziato. E così via. “La Direttiva europea 2008/98/CE e le leggi vigenti – spiega Giovanni Bragadina (esperto del gruppo di lavoro UNI ‘Attrezzature e macchine per la raccolta dei rifiuti’ della Commissione Ambiente) – prevede l’utilizzo di adesivi e di pannelli con colori e grafiche che caratterizzano ogni tipologia di rifiuto. Una semplice riqualificazione grafica migliora l’estetica e, soprattutto, spinge a migliorare la purezza dei materiali conferiti a tutto vantaggio del reale avvio al recupero di materia”. L’UNI è un’associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 4.000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici e realtà della Pubblica Amministrazione.

dieci città da bollino rosso nel week end


Fonte e articolo: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2017/06/23/il-caldo-morde-dieci-citta-da-bollino-rosso-nel-week-end_d063efb8-5563-41f1-868f-5c9193342e8f.html

Temperature in rialzo in tutta Italia. Il Ministero della Salute avverte: ‘Massimo livello di rischio per tutta la popolazione’

Temperature in rialzo in tutta Italia. Al Nord prevale il bel tempo salvo addensamenti in Liguria. Entro sera peggiora su centro-ovest Alpi con temporali. Temperature stabili, afa elevata in pianura specie la sera, massime tra 32 e 37. Al Centro giornata di sole su tutte le zone, salvo addensamenti in Toscana. Afa elevata sulle coste, specie la sera. Temperature in rialzo, massime tra 32 e 37. Al Sud tempo stabile e soleggiato un po’ ovunque, qualche isolato temporale di calore diurno sulla dorsale appenninica. Temperature in rialzo, massime tra 29 e 34.

Sardegna regina dell’estate, il mare più bello nella Guida Blu 2017


Mare piu' bello 2017 Legambiente comprensorio Baunei -  Sardegna © ANSA

Foto e articoli : http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/foto-e-video/2017/06/16/fotogalleria/sardegna-regina-dell-estate-20017-ecco-le-spiagge-piu-belle-per-la-guida-blu-1.15496780#1

Su Giudeu, Chia. Foto di Davide Cassanello @davidecassanello

Su Giudeu, Chia. Questa foto è di Davide Cassanello @davidecassanello Il litorale di Chia (a sud della Sardegna nell’area del comune di Domus de Maria in provincia di Cagliari)

Chia, Domus de Mariafoto Giusi Casada @giusicasadaChia, Domus de Maria, foto Giusi Casada @giusicasada

Cala Goloritzè, Baunei, Foto del viaggiatore brasiliano Thiago Lopez @thiago.lopezCala Goloritzè, Baunei, in una foto del viaggiatore brasiliano Thiago Lopez @thiago.lopez

Cala Goloritzè, Baunei, Spettacolare foto di Marcello Chiodino @marcellochiodinoCala Goloritzè, Baunei, in una spettacolare foto di Marcello Chiodino @marcellochiodino

Cala Goloritzè, Baunei. Foto è di Florinda Spano @flory_spanoCala Goloritzè, Baunei. Questa foto è di Florinda Spano @flory_spano

Cala Goloritzè, Baunei. Foto è di Gian Marco Leoni @marklionsCala Goloritzè, Baunei. Questa foto è di Gian Marco Leoni @marklions

Cala Connari, isola di Spargi. Foto è di Mauro Coppadoro @maurocop65lmdCala Connari, isola di Spargi. Questa foto è di Mauro Coppadoro @maurocop65lmd

La Maddalena. Foto è stata scattata a Capocchia du purpu da Giuseppe Chironi @giuseppe_chironi
La Maddalena. Questa foto è stata scattata a Capocchia du purpu da Giuseppe Chironi @giuseppe_chironi

La Sardegna è risultata quest’anno la regione più premiata con ben 5 comprensori a 5 vele: dalle terre della Baronia di Posada e Siniscola, all’area più a nord che comprende la Gallura e il Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena; e poi più a sud dal comprensorio di Baunei e lungo il litorale di Chia per arrivare alla costa occidentale, lungo il litorale della Planargia, che comprende il Comune di Bosa.

Le foto di questa gallery sono state pubblicate su Instagram con l’hashtag #lanuovasardegna e quasi tutte sono state rilanciate negli ultimi mesi sul nostro account @lanuovasardegna

(a cura di Federico Spano)

Fonte e articoli: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/foto-e-video/2017/06/16/fotogalleria/sardegna-regina-dell-estate-20017-ecco-le-spiagge-piu-belle-per-la-guida-blu-1.15496780#1

Il Castello di Sammezzano venduto agli arabi


Sul  Blog l’articolo: Il castello di Sammezzano  pubblicato il 24 febbraio 2017

https://alessandro54.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=9266&action=edit

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10 maggio 2017 – Fonte:http://www.ansa.it/lifestyle/notizie/lusso/casedasogno/2017/05/09/castello-sammezzano-venduto-ad-arabi_9395eaf0-42b4-4211-bfa9-a8ee9b695aad.html

Società Emirati se lo aggiudica ad asta per 15,4 milioni di euro. Luogo del cuore Fai, set ‘Racconto’ di Garrone

Non sono ancora chiare le intenzioni dei nuovi acquirenti venuti dagli Emirati Arabi: un punto che vogliono definire presto le istituzioni, manifestando comunque soddisfazione per l’esito dell’asta dopo che le precedenti (dal 2015) erano andate deserte o finite rinviate. “Non appena possibile manifesteremo ai nuovi proprietari la richiesta di garantire, compatibilmente con il loro progetto, la fruibilità pubblica del castello, in quanto rappresenta un simbolo per la nostra comunità”, ha affermato il sindaco di Reggello Cristiano Benucci, sottolineando un punto che era già al centro di una mozione approvata dal Consiglio regionale della Toscana.

22 aprile – Giornata Mondiale per la Terra


Giornata della Terra 2017

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Articolo: http://www.earthdayitalia.org/CELEBRAZIONI/Giornata-Mondiale-per-la-Terra

L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.

Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile.

Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

Earth Hour, la Terra spegne la luce per un’ora


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Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/2017/03/24/news/earth_hour_terra_spegne_la_luce_per_un_ora-161286003/

Il 25 marzo ritorna in tutto il mondo l'”Ora della Terra”. La manifestazione del Wwf, che prevede lo spegnimento simbolico dei luoghi simbolo del pianeta, ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini sul tema del cambiamento climatico

UN'”OLA” planetaria di buio per combattere il cambiamento climatico. Il 25 marzo torna in tutto il mondo “Earth Hour“, la grande mobilitazione globale organizzata dal Wwf che prevede lo spegnimento simbolico per un’ora, alle 20:30 di ciascun paese, delle luci di monumenti, piazze, case, uffici e ristoranti. L’evento, nato a Sydney nel 2007, negli ultimi anni ha raggiunto proporzioni sempre più importanti: l’ultima edizione, nel 2016, ha coinvolto ben 178 paesi, con l’attiva partecipazione di più di un milione di persone, e anche quest’anno è previsto lo spegnimento di icone mondiali come la torre Eiffel, il Partenone e l’Empire State Buliding.
  Ora della Terra – 25 marzo 2017 ore 20:30   

 

Insieme è possibile: il 25 marzo 2017, mobilitazione globale contro i cambiamenti climatici

UN CLIMA DA FAVOLA – earth hour 2017

Video di Fogliazza prodotto da WWF Parma in occasione dell’ORA DELLA TERRA 2017

Francesco Gabbani per l’Ora della Terra del WWF       

Milano di notte


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Case in Via Gonzaga di Giovanni Muzio in Piazza Missori riprese di notte, Milano, Italia.Milano – Piazza Missori riprese di notte

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Fotografia di architettura dello skyline di Milano, i grattacieli di Porta Nuova e Garibaldi.Milano – i grattacieli di Porta Nuova e Garibaldi.

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Amianto: pm, condannare ex manager Breda


Chieste pene da 2 anni a 4 anni e 11 mesi in processo a Milano

Fonte:http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2017/03/17/amianto-pm-condannare-ex-manager-breda_186667b1-7de0-4edc-9422-b938734fe9f5.html

MILANO, 17 MAR – Il pm di Milano Nicola Balice ha chiesto che vengano condannati, con pene da due anni a quattro anni e undici mesi di reclusione, gli otto ex amministratori della Breda Termomeccanica-Ansaldo, accusati di omicidio colposo per la morte di una decina di operai causata, secondo l’accusa, dall’ esposizione all’amianto nello stabilimento milanese di viale Sarca tra gli anni ’70 e il 1985. Nella sua lunga requisitoria, che ha richiesto tre udienze, il pm ha parlato di condotte “gravemente colpose” da parte degli imputati, che “sapevano di mettere a rischio i lavoratori” e che “se ne sono infischiati fino al 1985” delle norme sull’amianto.
    “La Corte che dovrà riflettere molto prima di emettere una sentenza di condanna, pensi attentamente anche alle vittime dell’ amianto”, ha detto Laura Mara, avvocato di Medicina Democratica, Aiea e del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, associazioni parti civili nel processo.

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Il castello di Sammezzano


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Il castello di Sammezzano, circondato da un ampio parco, si trova nell’omonima località nei pressi di Leccio, nel comune di Reggello in provincia di Firenze

Servizio su RAI 3 nel notiziario delle 14:00 del giorno 29/03/2016
Parla il Presidente del Comitato FPXA Sottani Massimo

CASTELLO SAMMEZZANO SERVIZIO RAI

VISITA GUIDATA COMPLETA AL CASELLO DI SAMMEZZANO.
COMPLETE VISIT AT SAMMEZZANO CASTLE.

 Essendo stato uno dei pochi fortunati che hanno potuto visitare il castello di Sammezzano, ho ben pensato di registrarmi il tour completo, per mostrare a coloro che non sono riusciti ancora ad entrare, la bellezza di questo castello in prima persona: proprio come se foste voi a visitarlo.
Il mio consiglio, tuttavia, è quello di visitarlo di persona: le sensazioni che si provano durante la visita sono parte integrante del tour e non possono essere riprodotte in un video anche con l’attrezzatura e le capacità tecniche migliori.
Mi auguro che il video possa rendere ogni persona consapevole dell’arte che si nasconde al suo interno, spingendole ad ampliare quel coro che desidera vedere il castello aperto al pubblico. Più interesse c’è e più è facile che questo desiderio si avveri.

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La sala dei Pavoni

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