California, guasto a un oleodotto: la marea nera uccide centinaia di pesci e uccelli


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California, guasto a un oleodotto: la marea nera uccide centinaia di pesci e uccelli

Una marea nera sta preoccupando la California, dopo che un guasto a un oleodotto ha inviato almeno 126mila galloni di petrolio nel Pacifico al largo della costa della contea di Orange, creando una chiazza di petrolio di 13 miglia quadrate. Centinaia pesci e uccelli morti si sono arenati in alcune zone, mentre sono in atto sforzi per cercare di contenere la chiazza di petrolio che si estende da Huntington Beach a Newport Beach. La perdita si è verificata a tre miglia al largo della costa di Newport Beach per un guasto in un oleodotto collegato a una piattaforma petrolifera offshore chiamata Elly, gestita da Beta Offshore. La Guardia Costiera degli Stati Uniti ha spiegato che gli equipaggi hanno “recuperato” per ora solo 3.150 galloni di petrolio.

LIVE: La Palma Volcano Eruption in the Canary Islands 


#Reuters #Live #News
LIVE: Lava gushes from a volcano on Spain’s La Palma island

Un’eruzione vulcanica è iniziata domenica pomeriggio di 19 settembre sulla Cumbre Vieja de La Palma, nella zona di Las Manchas, dopo che negli ultimi giorni si sono registrati migliaia di terremoti nella zona, dove si può vedere un’enorme colonna di materiali vulcanici.

Cumbre Vieka, che si trova sull’isola di La Palma, nelle Canarie

La Palma, anche San Miguel de La Palma, è l’isola più a nord-ovest delle Isole Canarie, in Spagna. La Palma ha una superficie di 708 chilometri quadrati (273 miglia quadrate) che la rendono la quinta più grande delle otto principali isole Canarie. La popolazione totale alla fine del 2020 era di 85.840 abitanti, di cui 15.716 vivevano nella capitale, Santa Cruz de La Palma e circa 20.467 a Los Llanos de Aridane. La sua montagna più alta è il Roque de los Muchachos, a 2.423 metri (7.949 piedi), essendo seconda tra le vette delle Canarie solo alle vette del massiccio del Teide a Tenerife.

Il Cumbre Vieja (Cima vecchia in spagnolo) è un complesso vulcanico situato sull’isola La Palma, nell’arcipelago spagnolo delle Isole Canarie.

Geografia fisica – Il complesso del Cumbre Vieja è situato sull’isola di La Palma, una delle isole più geologicamente attive dell’arcipelago delle Canarie; la sua vetta raggiunge i 1949 metri sul livello del mare.

Eruzioni – Da quando gli spagnoli giunsero sull’isola, vi sono state le seguenti eruzioni:

  • 1470 –1492 – Montaña Quemada
  • 1585 – Tajuya
  • 1646 – Cratere San Martin
  • 1677 – Cratere San Antonio
  • 1712 – El Charco
  • 1949 – Cratere Nambroque, Duraznero, Hoyo Negro e Llano del Banco
  • 1971 – Cratere Teneguía
  • 2021 – inizio eruzione 19 Settembre 2021 al 28 settembre 2021 eruzione in corso
L’eruzione del Cumbre Vieja si intensifica e diventa più esplosiva

Lodi, in fiamme i resti della Cattedrale Vegetale. Si segue la pista dolosa


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/09/07/news/incendio_lodi_ex_cattedrale_vegetale_intervento_pompieri-316795786/

L’ultimo schiaffo al simbolo dell’Art in Nature progettato dall’artista Giuliano Mauri e abbattuto nel 2019 dopo essere stato rovinato da due trombe d’aria e la scarsa manutenzione

Dopo i colpi di ruspa che nel dicembre 2019 avevano abbattuto, di notte, quel che restava ancora in piedi del “tempio vegetale” progettato dall’artista Giuliano Mauriben poco in realtà, 13 colonne delle 108 originarie, mentre 55 giacevano già a terra e le altre erano state distrutte dal maltempo – , l’ultimo schiaffo all’opera simbolo dell’Art in Nature sarebbe nella mano dietro al rogo divampato questa notte.

Sul posto è al lavoro la polizia scientifica di Lodi che sta eseguendo le indagini, ma i primi indizi fanno pensare infatti alla pista dolosa. “Per me non è più l’opera, la Cattedrale Vegetale – riflette Francesca Regorda, nipote dell’artista e presidente dell’Associazione Giuliano Mauri -. Potrò sembrare cruda, ma erano ormai un ammasso di legni lasciati lì, quindi condanno il gesto, ma non è più l’opera di Giuliano Mauri“. Scomparso nel 2009, l’artista aveva lasciato uno scritto, considerato il suo testamento ‘artistico‘, in cui progettava una Cattedrale Vegetale nella sua città, Lodi appunto, dopo la prima costruita ad Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento) e la seconda al Parco delle Orobie a Bergamo. continua a leggere

Ambiente, l’allarme per i ghiacciai dell’Adamello:….


Ambiente, l’allarme per i ghiacciai dell’Adamello: “Ogni anno sparisce acqua pari a 5.600 piscine olimpioniche”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/08/25/news/adamello_ghiacciaio_scioglimento_legambiente_lombardia-315257434/

Il monitoraggio della Carovana dei ghiacciai di Legambiente sulla massa più estesa d’Italia: dal 2016 a oggi lo spessore si è ridotto di 12 metri

Ogni anno sul ghiacciaio dell’Adamello, il più esteso d’Italia, spariscono 14 milioni di metri cubi di acqua, pari a 5.600 piscine olimpioniche. La sua estensione areale infatti si sta riducendo progressivamente, passando dai circa 19 km quadrati del 1957 ai circa 17.7 del 2015. È questo il risultato del monitoraggio effettuato dalla Carovana dei ghiacciai di Legambiente sui ghiacciai dell’Adamello in Lombardia.

Seppure lo spessore del ghiacciaio sia notevole (sono stati infatti misurati 270 metri a Pian della Neve nel 2016), negli ultimi anni si sta registrando anche una progressiva riduzione pari a 10-12 metri dal 2016 ad oggi.
Le masse glaciali dell’Adamello, il più grande ghiacciaio d’Italia, colpiscono in quando a dimensioni e bellezza e lasciano grande sconcerto al pensiero che nei prossimi decenni, se continueremo con il trend attuale di immissioni di gas climaterianti, non potranno più essere ammirate dai numerosi turisti che raggiungono il passo del Presena – ha sottolineato in una nota Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente -. Sicuramente un motivo in più perché si costruisca una maggiore consapevolezza nei cittadini e nei governanti“.

Borgotaro, incendio in una ditta di smaltimento rifiuti: il fumo invade la vallata


articolo: https://video.repubblica.it/edizione/parma/borgotaro-incendio-in-una-ditta-di-smaltimento-rifiuti/393999/394710?

Un grosso incendio si è sprigionato questa mattina, lunedì 16 agosto, nello stabilimento dell’azienda Oppimitti a Borgotaro (Parma).  Una alta colonna di fumo ha sovrastato tutta la vallata, spargendo un forte odore di plastica bruciata. Numerose squadre di vigili del fuoco di Borgotaro e di Parma sono al lavoro per riportare l’area in sicurezza. Il sindaco di Borgotaro, Diego Rossi, ha invitato la cittadinanza a tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni. In via precauzionale è stata chiusa la piscina comunale e sospeso il mercato settimanale. Presenti anche funzionari Arpae e carabinieri. Il tratto di strada nella zona della ditta di smaltimento rifiuti è stato interdetto alla circolazione.

BORGOTARO 16 AGOSTO 2021 INCENDIO NELLO STABILIMENTO DI OPPIMITTI

Incendio alla Oppimitti di Borgotaro: le raccomandazioni dell’Ausl

articolo: https://parma.repubblica.it/cronaca/2021/08/16/news/incendio_alla_oppimitti_di_borgotaro_fumo_e_odore_di_plastica_nella_vallata-314251129/

Si allentano, rispetto a quanto riportato in un primo momento dall’Ansa che citava fonti sanitarie, le misure di precauzione a Borgotaro dopo l’incendio alla Oppimitti.

Il rogo scoppiato nelle prime ore di questa mattina nella ditta di smaltimento rifiuti ha visto fin da subito l’intervento dei professionisti dell’Azienda Usl in stretto raccordo con Arpae e Amministrazione comunale.

In attesa dei primi esiti delle analisi di Arpae sui campionamenti previsti, l’Azienda sanitaria consiglia in via precauzionale ai cittadini di tenere alcuni comportamenti. Come da indicazioni dei Servizi di sanità pubblica, “fino a che l’incendio è in corso si consiglia di tenere le finestre chiuse – ha spiegato Giovanni Gelmini, direttore del distretto Valli Taro e Ceno dell’Ausl -. Inoltre, prima di consumare frutta e verdura raccolte negli orti dopo l’incendio, si raccomanda di lavarle con cura. Infine – ha concluso Gelmini – è consigliato tenere al chiuso le ciotole con l’acqua per l’abbeveraggio degli animali domestici“.

Sempre secondo l’azienda sanitaria non è necessario tenere a casa le persone fragili come anziani e bambini, come riporta invece un comunicato a firma dell’ufficio stampa Ausl Parma pubblicato sul sito internet e sulla pagina Facebook del Comune di Borgotaro.

I vigili del fuoco sono stati impegnati per ore per spegnere le fiamme che hanno avvolto un capannone, facendo crollare il tetto.

All’interno dell’azienda c’erano soprattutto rifiuti di cartone, ma anche materiale plastico.

Invito i cittadini – ha detto Diego Rossi, sindaco del Comune di Borgotaro – a seguire le indicazioni dell’Ausl fino a che gli esiti del monitoraggio della qualità dell’aria confermeranno che non ci sono problemi per la salute. Sempre in via precauzionale si è prevista la chiusura della piscina del Centro S. Barbara e la sospensione del mercato settimanale“, fa sapere infine il sindaco, che per aggiornamenti invita i suoi cittadini a consultare il sito del Comune e dell’Ausl.

I tecnici dell’Arpae hanno definito il posizionamento dei rilevatori utili alla misurazione della presenza o meno di sostanze tossiche nell’aria, dislocati in cinque punti del territorio comunale oltre a un rilevatore installato sul tetto dell’Ospedale Santa Maria (presso l’ospedale è stato eseguito anche un campionamento istantaneo).

La California in emergenza chiede ai cittadini di consumare meno elettricità


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L’ondata di calore che si è riversata sullo Stato americano, il dilagare di incendi e l’obsolescenza della rete: ai californiani viene richiesto anche di non caricare le auto elettriche nelle ore di punta. La popolazione invitata a raccogliersi in “centri del fresco” e non accendere i singoli condizionatori

Caldo torrido, incendi, obsolescenza della rete elettrica: la California sta vivendo uno dei periodi più difficili per quanto riguarda la gestione dell’energia. Il California Independent System Operator ha emesso un “alert chiedendo a tutti i residenti di limitare o tagliare il consumo di energia elettrica. Si tratta della sesta richiesta ufficiale dal giugno scorso. In particolare, ai californiani è stato chiesto dalle 16 alle 21 di tutti i giorni di non utilizzare i condizionatori d’aria alla massima potenza e di evitare di ricaricare le auto elettriche. L’alert (che prevede però un’adesione volontaria) è valido per tutta questa settimana e potrà essere prolungato anche dopo Ferragosto. Ai cittadini viene anche chiesto di spegnere tutte le luci non necessarie, non utilizzare i grandi elettrodomestici (lavatrici ed asciugatrici in primo luogo) e, addirittura, di spostare la ricarica di eventuali dispositivi elettronici (smartphone, tablet, etc.) prima o dopo il periodo di “flex alert”.

Prima di quest’ultimo avviso, analoga richiesta era stata fatta per il 17 e 18 giugno, per il 9, 10 e 12 luglio. L’ufficio dei servizi di emergenza del governatore della California ha messo a disposizione dei residenti un elenco aggiornato di centri dove poter accedere e dove le condizioni di calore sono ridotte, proprio per evitare un consumo eccessivo di energia elettrica nelle singole abitazioni a causa dell’ondata di caldo. Oltre al caldo estremo, le condizioni di siccità hanno ostacolato la vita quotidiana in California quest’estate. Il governatore Gavin Newsom ha recentemente chiesto ai residenti di ridurre volontariamente il loro consumo di acqua del 15%. All’8 luglio, 50 delle 58 contee dello stato erano in uno stato di emergenza per la siccità. continua a leggere

Incendi, immessi nell’atmosfera 1,5 miliardi di tonnellate di CO2

I roghi sviluppatisi in Italia, Canada, Grecia, Turchia e Siberia nel solo 2021 hanno distrutto 3 milioni di ettari di foreste. E le emissioni di gas serra sono pari al 4,2% di quelle globali del 2020

articolo: https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/08/06/news/incendi_immessi_nell_atmosfera_1_5_miliardi_di_tonnellate_di_co2-313214470/

Caldo, inizia la settimana più calda dell’estate per l’anticiclone Lucifero: mercoledì 8 città con bollino rosso


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_agosto_09/caldo-inizia-settimana-piu-calda-dell-estate-mercoledi-8-citta-bollino-rosso-picchi-48-gradi-5c8b9690-f900-11eb-8531-faab9a3adcfb.shtml?cmpid=tbd_075b37f4Em&fbclid=IwAR0RKwy5WNJLPkHIOOXZs5NreCYtoUUoF32tj4C5Wa7dRvpeGOFO5BOhqlY

TEMPERATURE: arriva la più FORTE ONDATA di CALDO dell’ESTATE

L’anticiclone subtropicale africano Lucifero si sta espandendo con sempre maggiore forza. La nuova ondata interesserà, in particolare mercoledì, quasi tutta la penisola

È iniziata la settimana più calda dell’estate 2021. Nelle prossime ore è attesa una nuova ondata di calore che interesserà, in particolare mercoledì, tutta la penisola, ad esclusione dell’area nord-ovest. Previsti picchi di temperature anche tra i 47-48 gradi al Sud e sulle due isole maggiori tra domani e giovedì.

Il bollettino giornaliero sulle ondate di calore del ministero della Salute vede per domani 4 città a bollino rosso (Bari, Campobasso, Rieti e Roma) e 9 arancione (Bologna, Brescia, Catania, Frosinone, Latina, Palermo, Perugia, Trieste e Viterbo) che mercoledì diventeranno rispettivamente 8 e 13 sulle 27 città monitorate. Dopodomani alle città con bollino rosso si aggiungono Frosinone, Latina, Palermo e Perugia. Il bollino arancione indica le temperature elevate e le condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare in alcuni gruppi di popolazione. Quello rosso indica un rischio che persiste per 3 o più giorni. continua a leggere

Meteo, tornano le notti tropicali, le temperature serali e notturne attese in città
Potente anticiclone africano, possibili punte di 45°C

Germania, esplosione in un impianto chimico a Leverkusen, un morto e quattro dispersi


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/07/27/news/germania_esplosione_in_un_impianto_chimico-311937854/?ref=RHTP-BH-I304495303-P3-S1-T1

L’evento è stato classificato dalla protezione civile come “altamente pericoloso

Una esplosione si è verificata stamattina, poco prima delle 10, in un impianto chimico di Leverkusen, nella regione tedesca Nordreno Vestfalia. Il quotidiano Koelner Stadt-Anzeiger ha riferito che l’esplosione è avvenuta nel parco industriale Chempark di Leverkusen in un impianto di incenerimento dei rifiuti. La zona, venti chilometri a nord di Colonia, ospita diverse aziende, tra cui la farmaceutica Bayer.

Le cause al momento sono ignote, ma la protezione civile ha classificato l’evento come “altamente pericoloso“. Sedici i dipendenti sono rimasti feriti tra questi quattro in modo grave, e quattro persone sono disperse. Secondo il canale tedesco Welt Tv, le autorità locali hanno anunciato che una persona è deceduta a causa dell’esplosione.”Siamo sconvolti dalla tragica scomparsa di un nostro collega“, ha scritto su Twitter il capo del parco industriale Lars Friedrich. continua a leggere

Allarme in Germania, esplosione in un impianto chimico

Leverkusen, esplosione in un impianto chimico: alta colanna di fumo su tutta la città

Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio


articolo & video: https://video.repubblica.it/edizione/milano/incendio-distrugge-nella-notte-magniplast-a-brugherio/391725/392439?ref=su06

Un incendio ha distrutto nella notte il capannone della MagniPlast a Brugherio. Le fiamme sono divampate dopo le 22, per domarle sono intervenute 30 squadre dei vigili del fuoco. È in corso un monitoraggio per le sostanze tossiche sprigionate dal fuoco.

Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/brugherio_incendio_nella_notte_distrugge_capannone_oltre_trenta_mezzi_dei_vigili_del_fuoco_per_domare_le_fiamme-310255131/

L’azienda di via Bruno Buozzi è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo. Le fiamme divampate poco dopo le 22. In corso monitoraggio di sostanze tossiche

Un incendio ha distrutto nella notte un capannone della MagniPlast a Brugherio (in Brianza), in via Bruno Buozzi. L’incendio è scoppiato poco dopo le 22. Le fiamme hanno completamente avvolto il tetto del fabbricato e per domarle è stato necessario l’intervento di oltre 30 mezzi dei Vigili del fuoco dai comandi provinciali di Monza, Milano, Lecco e Como.

Sul posto sono arrivati anche il Nucleo Regionale Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) e Arpa Lombardia per il monitoraggio di sostanze tossiche sprigionate dall’incendio. La MagniPlast è una spa del gruppo Magni-Triboldi che (si legge sul suo sito) “è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo“. Fondata nel 1967 da Carlo Magni, ha un fatturato di oltre 9 milioni di euro e 219 mila euro di utile. Socia di maggioranza Anna Grazia Triboldi, altri soci Donata Tatiana Magni.

Su richiesta dei Vigili del fuoco di Monza, siamo intervenuti con due squadre – spiegano da Arpa – Innanzi tutto quella di reperibilità, che si è occupata dei rilievi sulla qualità dell’aria e non ha registrato alterazioni significative dei valori. Poi, dato che la MagniPlast è un impianto soggetto ad Autorizzazione integrata ambientale e produce manufatti in vetroresina, è stato attivato anche il gruppo specialistico per l’inquinamento atmosferico che ha installato intorno alle 3 di notte nel cortile del municipio un campionatore ad alto volume per il monitoraggio delle sostanze microinquinanti. Saranno necessarie dalle 12 alle 24 ore per poterlo rimuovere e controllare i risultati”.

Sul luogo dell’incidente si è subito presentato anche il sindaco di Brugherio, Marco Troiano: “Le fiamme e il fumo che hanno interessato una parte del settore produttivo dell’azienda erano ben visibili anche a distanza – ha scritto questa mattina su Facebook per aggiornare i suoi concittadini sull’accaduto, postando la foto della centralina posizionata dai tecnici dell’Arpa – Sono intervenuti i Vigili del fuoco, la Protezione civile, i Carabinieri e la Croce rossa: è stato davvero necessario un grande e rischioso lavoro per domare l’incendio”.

Sui social gli abitanti della zona riferiscono che “ieri sera all’inizio si è sentito un odore nauseabondo, poi abbiamo visto il fumo. E ancora stamattina c’era un odore acre” e ringraziano “davvero di cuore tutti gli uomini che hanno rischiato la vita per proteggere la nostra”.

Brescia, dall’inchiesta sui fanghi tossici


Brescia, dall’inchiesta sui fanghi tossici nei campi le intercettazioni shock: “Quel mais lo mangiano i bambini”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/27/news/inquinamento_brescia_intercettazioni_choc-302975969/

Le parole sono di Antonio Carucci responsabile commerciale della Wte. Sotto sequestro sono finiti gli impianti a Calcinato, Calvisano e Quinzano della società bresciana i cui vertici sono indagati

27 Maggio 2021

Brescia, Dall’inchiesta Sui Fanghi Tossici

Sapevano che stavano lavorando contro le regole, ma non si sono fermati se non quando la loro azienda è stata perquisita due estati fa. E la consapevolezza di quanto stavano facendo emerge da alcune intercettazioni inquietanti. Come quella del 31 maggio 2019. “Io ogni tanto ci penso, cioè, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuto sui fanghi“, dice Antonio Carucci. È il geologo di origine milanese addetto alle vendite della Wte srl, azienda bresciana, presieduta da Giuseppe Giustacchini, da anni nel mirino di ambientalisti e residenti e ora al centro di un’inchiesta della Procura bresciana che contesta la vendita di 150.000 tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti spacciati per fertilizzanti e smaltiti su circa 3.000 ettari di terreni agricoli nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

Parlando con una collega che gli dice che quello che stanno facendo “è per il bene dell’azienda”, Carucci risponde: “Siamo talmente aziendalisti da non avere più pudore“. Sotto sequestro sono finiti gli impianti a Calcinato, Calvisano e Quinzano della Wte i cui vertici sono indagati. Quindici complessivamente i coinvolti. Sei di loro hanno evitato l’arresto in carcere e altri due i domiciliari come avrebbe voluto la Procura bresciana che si è invece vista rigettare la richiesta da parte del gip che non ha ravvisato la necessità di applicare misure cautelari perché da agosto 2019 l’attività di traffico illecito di rifiuti della azienda bresciana di sarebbe fermata, o quantomeno rallentata, dopo una prima perquisizione dei carabinieri forestali.

Dalle tabelle emergono dati impressionanti” scrive il gip nella sua ordinanza che ha portato al sequestro degli impianti. “Nei campioni dei gessi in uscita dall’azienda e in spargimento le sostanze inquinanti (fluoruri, solfati, cloruri, nichel, rame, selenio, arsenico, idrocarburi, zinco, fenolo, metilfenolo e altri) erano decine, se non addirittura centinaia di volte superiori ai parametri di legge“.

Tra gli indagati, con l’accusa di traffico di consulenze illecite, figura anche Luigi Mille, direttore generale dell’Aipo, autorità interregionale per il fiume Po, che, si legge nell’ordinanza, sfruttando relazioni esistenti con il sindaco del Comune di Calvisano e relazioni esistenti o comunque asserite con altri pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio e in particolare il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, Fabio Carella, direttore generale di Arpa Lombardia e Guido Guidesi, assessore regionale lombardo allo Sviluppo Economico, (nessuno di loro è indagato) “indebitamente – scrive il gip – si faceva dare e promettere da Giuseppe Giustacchini denaro, vantaggi patrimoniali ed altre utilità quali il prezzo della propria mediazione illecita verso i suddetti pubblici ufficiali, finalizzata a favorire le attività imprenditoriali condotte da Giustacchini quale titolare della Wte srl“.

Confidiamo che chi ha commesso questa azione criminale contro l’ambiente, l’ecosistema e la salute dei cittadini paghi in modo ‘esemplare’: ed applicare quel sano principio ‘Chi inquina paga‘”, spiega il coordinamento provinciale dei Verdi di Brescia che aggiunge: “laddove si dovessero riscontrare profili penali che hanno rischiato di compromettere la salute dei cittadini, la Federazione dei Verdi-Europa Verde Brescia è pronta a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento giudiziario”.

Bitume e materiali pericolosi spacciati per cemento, due arresti nella cava di Zibido: “Collegamenti con la ‘ndrangheta”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/06/news/rifiuti_bonilauri_molluso_zibido_san_giacomo_cava_arresti_d_alfonso_mensa_dei_poveri-299731458/

La cava nel Milanese di proprietà della ditta Bonilauri era lo snodo dei traffici illeciti: qui venivano smistati i rifiuti anche pericolosi diretti poi ai termovalorizzatori con documenti falsi: “Nessun rispetto per le norme ambientali”. Legami con il clan di Corsico Molluso

Polistirolo, gesso e bitume, spacciato per cemento. Rifiuti mischiati, anche pericolosi, provenienti da cantieri e miscelati insieme senza alcuna forma di controllo sul livello di pericolosità, nella cava di Zibido San Giacomo. A tonnellate. Inviati con certificazioni false ai termovalorizzatori. Era un sistema rodato, in vigore da anni quello che hanno scoperto i Carabinieri della forestale con il supporto della Guardia di Finanza di Milano: almeno da vent’anni, a leggere il “libro mastro” sequestrato ieri mattina durante le perquisizioni.

Il filone è quello della “Mensa dei Poveri“, il sistema di tangenti e intrecci tra imprenditori, manager pubblici e politici lombardi – soprattutto Daniele D’Alfonso e la sua Ecol Service da un lato e Pietro Tatarella e Fabio Altitonante di Forza Italia, dall’altro – foraggiati con un lavoro di “semina” in cambio di appalti e commesse private. Ed è proprio indagando nel suo business che gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore della dda di Milano Silvia Bonardi, hanno scoperto come le attività di smaltimento di rifiuti della sua azienda fossero basate su pratiche “completamente illegali” come scrive il gip Raffaella Mascarino che ha firmato due ordinanze cautelari ai domiciliari per il 72enne Gianarnaldo Bonilauri e il 42 enne Giuseppe Molluso, figlio di Giosafatto da Platì, uno dei capi della locale di Corsico. “I rifiuti in ingresso e in uscita non venivano pesati o venivano messi su una bilancia manipolata, l’attribuzione dei codici merceologici era del tutto fasulla e in questo modo venivano drasticamente ridotti i costi delle analisi di laboratorio e di caratterizzazione dei rifiuti e venivano abbattute le tariffe di smaltimento del materiale“. Tra gli appalti della Ecol Service anche quelli per il recupero di rifiuti abbandonati per conto di Amsa.

La cava di Zibido San Giacomo è il luogo il cardine di tutta la vicenda, “un saldo punto di riferimento di tutti coloro che vogliono smaltire a basso costo – scrive il gip – (…) ignorando nel modo più completo le problematiche ambientali che sono connesse alla rigida normativa in tema di rifiuti”. A conferire qui resti di cantieri ci sono aziende edilizie apparentemente in regola: i carabinieri ne hanno individuate almeno una ventina. E poi ci sono le ditte in mano alle famiglie ‘ndranghetiste che al pari di D’Alfonso sfruttavano la cava come centro di smistamento. Una delle società riconducibile ai Molluso trattava asfalto, ma alla cava portava miscele di bitume spacciandole per cemento: “il codice dell’asfalto com’è che non me lo ricordo?” dice Molluso al intercettato telefono con un dipendente della Bonilauri. “Se porti quello ci vogliono le analisi chimiche eh” è la risposta. “Scrivo cemento dai…fammi sto favore va“.

In un’altra conversazione intercettata Bonilauri che è il titolare della ditta che possiede l’impianto si lamenta del polestirolo trovato mischiato col gesso: chiede un sovrapprezzo perché lo ha dovuto bruciare mandando le polveri sul lago di cava: “A me crea un casino pazzesco perché poi vola va sul lago, è un macello (…) ho dovuto metter lì due persone a staccare il polistirolo, bruciarlo poi va via col vento, mi va sul lago e mi viene fuori un danno della madonna“.

35 anni fa il disastro di Chernobyl, la più grande catastrofe nucleare della storia


articolo: 35 anni fa il disastro di Chernobyl, la più grande catastrofe nucleare della storia – Corriere TV

Poco dopo l’una del mattino del 26 aprile 1986 il reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, esplose. L’incidente ha ripercussioni ancora oggi – Ansa /CorriereTv

Poco dopo l’una del mattino del 26 aprile 1986 il reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, esplose. L’incidente sprigionò una potenza equivalente a 500 bombe atomiche, come quella sganciata su Hiroshima. La nube tossica causò la morte immediata di 31 persone e l’evacuazione di 400 mila persone dall’area, ma tutto il mondo fu terrorizzato. Negli anni la catastrofe ha causato migliaia di tumori, coinvolgendo circa 8,4 milioni di persone tra Ucraina, Bielorussia e Russia. Le cause dell’incidente, che l’Urss tentò di insabbiare, sono da attribuire a errori tecnici, cattiva gestione, problemi relativi all’impianto. A 35 anni di distanza le conseguenze di quella catastrofe restano. Il materiale radioattivo non è mai stato rimosso e le radiazioni, che continuano a disperdersi nell’ambiente, uccidono ancora oggi.

Chernobyl, 35 anni dopo il più grave disastro nucleare della storia: era il 26 aprile 1986
35 anni fa il disastro di Chernobyl

Morta Ombretta Fumagalli Carulli. Più volte al governo, fondò il Ccd con Casini


articolo: https://www.corriere.it/politica/21_marzo_16/morta-ombretta-fumagalli-carulli-piu-volte-governo-fondo-ccd-casini-41ec5e06-8663-11eb-90f0-a248214a3d06.shtml?fbclid=IwAR3lSt2hFUuVJ8AigrniUvRSxIery9pVdR9Xmdd3LdiiECYm_ncw08pK61A

Deputata della Dc, fu sottosegretario con Ciampi, Berlusconi, D’Alema e Amato. Nel 1994 traghettò parte dei centristi nell’area berlusconiana

È morta a Milano, a 77 anni compiuti da pochi giorni, Ombretta Fumagalli Carulli, prima donna docente di Diritto canonico, più volte sottosegretario. Nata a Meda, in Brianza, nel 1944, era malata da tempo.

La sua è stata una lunga carriera politica, sempre condotta da posizioni centriste, seppure con governi di entrambi i poli. In Parlamento entrò per la prima volta nel 1987, eletta deputata nelle file della Dc. Nel 1992 fu riconfermata e l’anno seguente divenne sottosegretario alle Poste nel governo Ciampi. Nel 1994 fu tra i fondatori del Centro cristiano democratico con Pier Ferdinando Casini e Carlo Giovanardi, prendendo le distanza dal Ppi di Mino Martinazzoli. E sempre quell’anno fu rieletta alla Camera nelle liste di Forza Italia (il Ccd non aveva liste proprie). Silvio Berlusconi la nominò sottosegretario alla Protezione Civile nel suo primo governo. Eletta al Senato nel 1996, l’anno successivo passò a Rinnovamento Italiano di Dini e divenne nel 1999 sottosegretario all’Interno del governo D’Alema e sottosegretario alla Sanità nel secondo governo Amato.

Terminata l’attività parlamentare, nel 2001 tornò all’attività di docente all’Università Cattolica di Milano. Nel 2003 fu nominata da Giovanni Paolo II Accademico Pontificio presso la Pontificia accademia delle scienze sociali.

Mauritius, disastro ambientale: continuano a morire delfini, e anche due balene


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/08/29/news/mauritius_disastro_ambientale_muoiono_39_delfini_e_due_balene-265758444/

Dal 25 luglio, data in cui si è arenato il cargo giapponese davanti alla costa dell’isola, sono già morti 41 cetacei avvelenati dalla “marea nera” fuoriuscita

PORT LOUIS – Trentanove delfini e due balene sono morti spiaggiandosi sulle spiagge di Mauritius. Gli attivisti ambientali sostengono che le morti sono state causate dalla fuoriuscita di greggio dalla nave di proprietà giapponese o dalle scelte sbagliate, secondo quanto riportano, delle autorità che hanno deciso di affondare una parte della nave spezzata.  continua a leggere

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25 luglio 2020 cosa e successo? premi il link qui sotto

https://alessandro54.com/2020/08/09/disastro-ambientale-a-mauritius-tonnellate-di-carburante-in-mare-da-nave-cisterna-arenata/

Coronavirus, “Sì” al trolley in cabina in aereo


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/14/news/si_al_trolley_in_cabina_in_aereo-261878139/?ref=RHPPTP-BH-I261869080-C12-P7-S2.4-T1

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Il trolley può essere portato di nuovo come bagaglio a mano nei viaggi in aereo. Una novità che la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, chiarisce nel corso di un’intervista a Radio anch’io su Rai Radio1. Spiega che la decisione iniziale di non portarli come bagaglio a mano era stata presa “dalle compagnie aeree e non dal governo“. “Ma aveva una sua ratio – ha spiegato – quando si mettono i trolley nelle cappelliere si producono infatti degli assembramenti e dei contatti”. Anche se, ha sottolineato, “quelle vicinanze non vanno mai sopra i 15-20 minuti che è il tempo in cui avviene il contagio”. E comunque “adesso il trolley si può portare”.

Mentre a proposito del fatto che a bordo degli aerei si sta seduti molto vicini, la sottosegretaria ha aggiunto: “Si sta attaccati perchè in realtà l’aria è sanificata. In cabina, appena si accendono i motori, comincia una sanificazione permanente dell’aria” continua a leggere

Greenpeace denuncia: “C’è plastica liquida nei detergenti per il bucato e le superfici”


103255243-344c0da3-8e81-4104-b36f-96ef7f2e38d2.jpgarticolo: https://www.repubblica.it/ambiente/2020/07/06/news/greenpeace_denuncia_c_e_plastica_liquida_nei_detergenti_per_il_bucato_e_le_superfici_-260877081/

ROMA – Microplastiche, sempre più piccole e invisibili. Le aziende utilizzano plastica liquida, semisolida o solubile tra gli ingredienti dei detergenti per bucato, superfici e stoviglie presenti sul mercato italiano e l’uso di tali sostanze, ad oggi non regolamentato, ne determina il rilascio nell’ambiente e nel mare. Lo rivela il nuovo rapporto di Greenpeace Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare” elaborato grazie a indagini online, consultando le pagine web ufficiali delle principali aziende di detergenti in Italia, e di laboratorio per verificare la presenza di materie plastiche in forma solida inferiori ai 5 millimetri, le cosiddette microplastiche.  continua a leggere

Smog, domenica Milano spegne i motori:


Smog, domenica Milano spegne i motori: scatta lo stop totale del traffico

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/01/27/news/smog_domenica_milano_spegne_i_motori_scatta_lo_stop_totale_del_traffico-246937030/

Milano, 27 gennaio 2020 – Domenica prossima, 2 febbraio, si fermerà il traffico a Milano. Per un giorno stop alla circolazione dei mezzi a motore. Lo ha deciso il sindaco Beppe Sala. “I valori del Pm10 hanno nuovamente sforato i livelli di guardia e le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non lasciano sperare in una diminuzione delle concentrazioni di polveri nell’aria”, scrive il primo cittadino su Facebook. “Quella per l’ambiente è una battaglia di lungo periodo – sottolinea – che si realizza attraverso misure strutturali e scelte di ampia visione. Allo stesso tempo, però, le condizioni attuali mi inducono a intervenire in modo contingente”. continua a leggere

Sala: inquinamento, domenica stop alle auto a Milano

sala-inquinamento-domenica-stop-alle-auto-a-milano.jpg“I valori del Pm10 hanno nuovamente sforato i livelli di guardia”: il sindaco di Milano beppe Sala annuncia lo stop alle auto per domenica


Smog, domani tornano i divieti a Milano e in altre otto province. Stop alla circolazione per i veicoli Euro 4 diesel

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/01/27/news/smog_domani_tornano_i_divieti_a_milano_e_in_altre_otto_province_da_domani_stop_circolazione_veicoli_euro_4_diesel-246907768/

Milano, 27 gennaio 2020Tornano i divieti contro lo smog a Milano e in altre otto province della Lombardia. Da domani martedì 28 gennaio – comunica la Regione – le misure temporanee di primo livello saranno attivate nei Comuni con più di 30 mila abitanti e in quelli aderenti su base volontaria nelle province di Milano, Monza, Cremona, Pavia, Bergamo, Como, Lodi, Varese e Mantova. “Abbiamo attivato le misure temporanee di primo livello perché le condizioni meteo per oggi non sono favorevoli alla dispersione degli inquinanti. Da domani a mercoledì si preannunciano invece condizioni atmosferiche più favorevoli alla dispersione, quindi rivaluteremo il loro mantenimento nel corso della settimana”, spiega l’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo. Nel dettaglio, l’aggiornamento dei dati relativi alla giornata di ieri ha fatto registrare il raggiungimento del sesto giorno di superamento consecutivo per la provincia di Monza, il quinto per Milano, Lodi, Cremona, Mantova e Bergamo e il quarto per Varese, Como, Pavia. Le misure temporanee di primo livello riguardano il traffico (limitazioni per veicoli fino a Euro 4 diesel ambito urbano). continua a leggere


Dieci anni di smog, Legambiente: a gennaio 18 giorni di sforamenti in 5 città

articolo: https://www.repubblica.it/ambiente/2020/01/23/news/smog_pm10_a_gennaio_18_giorni_sforamenti_in_5_citta_-246480507/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1

23 gennaio 2020

Il rapporto “Mal’aria”: Frosinone, Milano, Padova, Torino e Treviso i centri che hanno registrato record di pm10 già nei primi giorni del 2020. Ventisei i capoluoghi fuori legge. Il 2019 è stato un anno “nero”

In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica e si ripresenta puntale ogni anno”. La conferma arriva dai nuovi dati di Mal’aria, il report annuale di Legambiente  sull’inquinamento atmosferico in città, che quest’anno scatta una triplice foto sul nuovo anno che si è aperto con città in codice rosso, sul 2019 e sul decennio che ci siamo lasciati alle spalle. continua a leggere

La leggenda della Sella del Diavolo


articolo: https://www.castedduonline.it/la-leggenda-della-sella-del-diavolo-in-uno-spettacolare-video-col-drone/?fbclid=IwAR13OGTQ9YNKn2uCZ8emyC01HettwrpIR1KgiWB1XX0YDjh8jMqfkvjoMJ8

La leggenda narra che un giorno i diavoli attratti dal fascino e dalla bellezza del Golfo di Cagliari se ne impadronirono. Dio allora mandò i suoi angeli prediletti per scacciare Lucifero che nella fuga perse la sella che cadde e si pietrificò…

La Sella del Diavolo (Sedd’e su Diaulu in lingua sarda) è il promontorio che sorge nella zona meridionale di Cagliari e separa la spiaggia del Poetto da quella di Calamosca.

Il Video:

L’origine del nome All’origine del nome vi è una leggenda di derivazione biblica secondo la quale i dèmoni, capeggiati da Lucifero, rimasero impressionati dalla bellezza del golfo di Cagliari e tentarono di impadronirsene, in questo contrastati da Dio che mandò le sue milizie al comando dell’arcangelo Michele per cacciare Lucifero.

Una versione della leggenda vuole che durante la battaglia, combattuta nei cieli sovrastanti il golfo, Lucifero fu disarcionato dal cavallo e perse la sua sella che si posò sulle acque del golfo e, pietrificandosi, diede origine al promontorio; l’altra racconta che il demone, durante la battaglia, cadde sul promontorio dandogli l’attuale forma. Per converso, il tratto di mare antistante la Sella del Diavolo si chiama golfo degli Angeli.

Il sentiero – È presente un sentiero che costeggia tutto il promontorio. La salita è possibile unicamente dal versante di Calamosca, essendo zona militare il versante nord, che guarda verso Marina Piccola ed il Poetto. Con i mezzi pubblici si può arrivare fino all’ingresso del sentiero, prendendo gli autobus del CTM 5, 5/11 (la domenica) e 11. Si percorre da San Bartolomeo la strada in salita che porta sino a Calamosca e qui termina. Si lascia sulla destra l’Hotel Calamosca, percorrendo per un centinaio di metri l’unica strada asfaltata che costeggia l’hotel, quindi ci si inerpica per un piccolo sentiero, sulla sinistra, in salita, facilmente visibile e segnalato con macchie di vernice sulle rocce. La vegetazione bassa fa sì che sia possibile seguire uno dei tanti percorsi tracciati dagli escursionisti senza paura di perdersi. Nell’ultimo tratto, dopo una mezzora di salita, si costeggia una rete della zona militare e la salita termina su uno strapiombo direttamente sopra il rimessaggio barche del porticciolo di Marina Piccola, da dove si può cogliere un panorama che spazia da Viale Poetto sino a Capo Carbonara e al mare aperto.

Smog in città, Torino maglia nera. È Milano la città più sostenibile


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ROMA – La mobilità alternativa e sostenibile non decolla, ci sono sempre più auto nelle città italiane, dove la circolazione dei veicoli privati è aumentata, tra il 2017 e il 2018, anche del 5 per cento, come a Torino. La fotografia del fallimento delle politiche ambientali per i trasporti la fornisce lo studio “Mobilitaria”, un quadro complessivo dell’andamento della qualità dell’aria e della mobilità urbana nelle principali 14 città italiane, realizzato da esperti del Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto sull’inquinamento atmosferico e da Kyoto club, gruppo mobilotà sostenibile.

Le città prese in esame sono state Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia. Lo studio evidenzia che dopo anni di costante diminuzione, nel biennio 2017-2018  l’indice di motorizzazione di automobili ha ripreso a salire, sia nelle città che nelle aree metropolitane, e questo nonostante in alcuni centri presi in osservazione sia cresciuto l’uso del trasporto pubblico locale. per continuare a leggere premere il link qui sotto:

articolo completo: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/04/17/news/smog_in_citta_torino_maglia_nera_e_milano_la_citta_piu_sostenibile-224256983/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P11-S1.6-T1

  • Il record di auto in rapporto agli abitanti
  • Milano capofila degli spostamenti green

  • Torino maglia nera per polveri sottili

  • La sfida dell’ultimo miglio

Smog: già 17 città fuorilegge per il 2019


articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2019/04/05/smog-gia-17-citta-fuorilegge-per-il-2019-_22a9b606-c8d7-4c36-be6f-6610002f9ad2.html

Le città italiane sono ancora sotto la cappa dello smog e dall’inizio dell’anno già 17 capoluoghi di provincia sono fuorilegge per i livelli di Pm10, cioè per la soglia di polveri sottili consentite nell’arco di tutto l’anno.
Questo quanto emerge dall’aggiornamento della classifica ‘Mal’aria’ di Legambiente (aggiornato al 31 marzo). Tra “le città peggiori: Torino con 52 superamenti della soglia consentita per la salute, a fronte dei 35 annuali consentiti, Rovigo con 50; Verona con 49, Cremona con 48 e Milano sempre con 48.

“Dopo appena tre mesi dall’inizio dell’anno – spiega Legambiente – 17 città capoluogo che hanno superato il limite annuale di 35 giorni dei livelli di Pm10 previsti dalla normativa. La situazione più critica è in Veneto dove tutti i capoluoghi, con l’unica eccezione di Belluno, hanno superato il limite. Le città peggiori al momento sono: Torino; Rovigo; Verona; Cremona e Milano“. Hanno oltrepassato i limiti anche Vicenza con 47 giorni, Padova (45), Venezia (45), Pavia (44), Alessandria (43), Frosinone (43), Treviso (43), Ferrara (41), Mantova (41), Asti (39), Brescia (37), Lodi (37). continua a leggere

Un calcio alla plastica in laguna.


Un calcio alla plastica in laguna. Così volontari e calciatori ripuliscono Venezia

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articolo: https://www.repubblica.it/ambiente/2019/03/26/news/un_calcio_alla_plastica_in_laguna_cosi_volontari_e_calciatori_ripuliscono_venezia-222565915/

In centinaia, compresi alcuni atleti del Venezia calcio, con barche elettriche hanno raggiunto le sponde della laguna per ripulirla. Risultato record: raccolte 1,5 tonnellate di rifiuti

VENEZIA – Fra le acque di fronte a Fondamente Nove, proprio davanti all’isola di San Michele, una papera starnazza nuotando fra un cumulo di rifiuti di plastica. Sembra triste, quasi oppressa , mentre fluttua  districandosi tra  bottigliette, cassette di polistirolo, palloncini e rifiuti plastici di ogni tipo che galleggiano sbattendo sul bagnasciuga. Ma la papera ha una speranza: per aiutare lei e l’ambiente decine di volontari insieme ai calciatori del Venezia, tutti arrivati a piedi o a bordo di barche con motori elettrici, si sono infilati guanti, armati di sacchetti e hanno iniziato a ripulire. Alla fine, dopo più di cinque ore di lavoro, sabato scorso hanno raccolto oltre 1,5 tonnellate di rifiuti. 

E’ una bella iniziativa quella andata in scena nel weekend in cinque diverse aree della laguna, dal Tronchetto a San Piero passando per San Michele: i giocatori della squadra di calcio di serie B insieme ai ragazzi dell’associazione Venice Calls e i membri di Venice Kayaks e Classic Boat Venice, servizio di barche old style tutte elettriche, si sono uniti per liberare la laguna dalla plastica. continua a leggere

Prorogato blocco diesel a Torino ed Emilia R., stop auto a Napoli


articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2019/02/21/smog-allerta-arancio-a-torinostop-euro4-diesel-fino-lunedi_26759ea7-54e0-4d25-91cf-94a1dff68260.html

Torino. Prosegue fino a lunedì 25 febbraio l’applicazione a Torino del primo livello emergenziale – il cosiddetto livello arancio – delle misure antismog concordate tra Regioni e grandi Città del Nord Italia. Fermi in garage dalle 8 alle 19 i diesel Euro4, con orario ridotto (8,30-14, 16-19) per i mezzi commerciali..continua a leggere

Emilia Romagna. Confermate e prorogate fino a lunedì 25 febbraio le misure emergenziali antismog in Emilia-Romagna, con l’aggiunta della provincia di Forlì-Cesena. I provvedimenti scattano da venerdì 22 per la persistenza dell’aumento diffuso delle concentrazioni di PM10, a partire dall’area occidentale della regione… continua a leggere

Napoli. Venerdì 22 stop alla circolazione veicolare a Napoli sull’intero territorio cittadino dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19,30. Lo prevede l’ordinanza sindacale emessa in considerazione dei bollettini quotidiani emessi dall’Agenzia per l’ambiente Arpa Campania della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, che hanno indicato l’avvenuto superamento del limite per le Pm10 in due centraline…. continua a leggere

Ambiente, Rapporto Ispra: Brescia è la città più inquinata d’Italia, poi Torino. A Viterbo l’aria più pulita


ISPRA: L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) è un ente pubblico di ricerca italiano, istituito con la legge n. 133/2008, e sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

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Il triste primato della “Leonessa”, la città più inquinata d’Italia tra smog, rifiuti e inceneritore

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2018/12/19/news/brescia_la_citta_piu_inquinata_d_italia_e_a_roma_record_di_voragini-214609488/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P4-S1.6-T1

l dossier Ispra sulla qualità ambientale nelle aree urbane. Roma ha il primato delle voragini: 136. La capitale ha perso così tra i 25 milioni e i 30 milioni di euro. Scarso il verde urbano: 31metri quadrati a persona. I centri a rischio frane e alluvioni

Sono 19 le città italiane dove sono stati registrati valori oltre la norma giornalieri di pm10 (polveri sottili con diametro uguale o inferiore a 10 micrometri, ndr) al 10 dicembre 2018, una in più dell’anno scorso. Ad aggiudicarsi la maglia nera è Brescia, con ben 87 sforamenti, seguita da Torino mentre Viterbo, che non ha mai oltrepassato il limite, si attesta come campione di qualità dell’aria tra le aree urbane. A rivelarlo è l’edizione 2018 del rapporto Ispra-snpa sulla qualità dell’ambiente urbano, prende in esame 120 città e 14 aree metropolitane, ed  presentato a Roma a palazzo Giustiniani dal presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Stefano Laporta, e dal direttore generale Ispra, Alessandro Bratti.

Dati preoccupanti se si considera che L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato che in Italia, nel 2014, 50.550 morti premature potevano essere attribuibili all’esposizione a lungo termine al PM2,5, 17.290 all’NO2 e 2.900 all’ozonocontinua a leggere

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Viterbo la città meno inquinata d’Italia

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Milano vista dall’alto. Il capoluogo lombardo è una delle città più inquinate d’Italia

Nel 2017 a Torino sono stati registrati 69 sforamenti dei livelli di polveri sottili

Parma al top per la mobilità sostenibile, seguono Milano e Venezia


articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/mobilita/2018/10/12/parma-al-top-per-mobilita-sostenibile-poi-milano-e-venezia_b636bf95-1372-442d-8bbe-eb0945757ccf.html

ROMA – Parma si conferma la città più “eco-mobile” d’Italia, sia per la consolidata presenza di un mobility manager di città e di servizi di sharing mobility, ma anche una buona dotazione di servizi di trasporto pubblico e per uno dei parchi circolanti più ricchi di veicoli a basso impatto.

E’ anche una delle prime città italiane ad aver approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. E’ quanto emerge dal dodicesimo Rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, elaborato da Euromobility con il Patrocinio del ministero dell’Ambiente, che indicano sul podio Milano al secondo posto e Venezia al terzo, mentre Cagliari, al settimo posto, è l’unica città del sud nella “top ten”, dove spicca Brescia al quarto posto, seguita da Padova e Torino. continua a leggere

ORA SOLARE | Domenica 29 ritorna.


Domenica 29 Ottobre, ecco tornare l'ora solare. Siete pronti?

Lancette indietro di un’ora tra Sabato 28 e Domenica 29; non tutti sono favorevoli a questi cambiamenti, ecco perché

Link: https://www.ilmeteo.it/notizie/ora-solare-2017-ottobre-storia-lancette-indietro?refresh_cens

L‘ORA SOLARE NEL BELPAESE, DA QUANDO A FINE OTTOBRE? – In Italia l’ora legale nasce come misura di guerra nel 1916, rimanendo in uso fino al 1920. 

Durante la seconda guerra mondiale fu abolita e reintrodotta diverse volte, fu stabilita definitivamente per legge solo nel 1965 e dall’anno successivo è un appuntamento fisso di ogni anno, anche se fino al 1980 durava solo 4 mesi. 
La sua durata è stata prolungata infine di qualche altra settimana nel 1996. 

PERCHE’ SI CAMBIA? – Molti si chiederanno qual’è la motivazione dell’introduzione dell’ora legale e del suo continuo avvicendamento con l’ora solare: ricordiamo che il passaggio tra ora legale ed ora solare è legato a questioni che riguardano il risparmio energetico, pur andando ad incidere su quasi tutte le abitudini dei cittadini.

Un’altro motivo, non meno importante risiede nel fatto che mantenendo l’ora legale anche nei periodi invernali, al mattino sarebbe troppo buio. 

RISCHI GRAVI PER LA SALUTE? – Tra favorevoli e contrari al cambio d’ora, tutti sono concordi nell’affermare che il cambiamento dell’ora, specie nel ritorno all’ora legale, provoca parecchi fastidi al nostro organismo: insonnia, difficoltà di adattamento al nuovo orario e una generale sensazione di stanchezza.

Aldilà di questi disturbi transitori, secondo alcuni ricercatori esiste una correlazione tra il cambio dell’ora e l’aumento del numero degli infarti. 

Uno studio dell’Università del Michigan afferma che il Lunedì successivo al cambiamento dell’orario in primavera coincide con un aumento dei casi di infarto, circa il 25 per cento in più rispetto alla norma.

QUALCHE CENNO STORICO  Come si è arrivati storicamente alla decisione del cambio, a un certo punto dell’anno, dell’ora legale in provvisoria sostituzione dell’ora solare? Era il 1784 quando Benjamin Franklin pubblicò sul quotidiano francese Journal de Paris un’idea fondata sul concetto di risparmio energetico. Passò, però, più di un secolo prima che, nel 1907, il progetto di Franklin venne ripreso da un costruttore inglese, William Willet. 

Questa volta la nuova proposta trovò più consensi dovuti alla situazione di grandi ristrettezze economiche che la guerra procurò da lì a breve e allora nel 1916 la Camera dei Lord inglese diede il via libera per quello che poi sarebbe diventato il cambio ora legale (all’inizio lo spostamento in avanti delle lancette avvenne in estate).

Cassonetti della spazzatura differenziata ‘uguali’ in tutte le città


Cassonetti della spazzatura differenziata ‘uguali’ in tutte le città

articolo: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2017/09/27/rifiuti-cassonetti-differenziata-uguali-in-tutte-le-citta_2f2e859f-ae2a-47fa-a943-dd90e7fecbff.html

Stop a ‘giungla’ di forme,colori, scritte e icone su contenitori

Niente più rifiuti al ‘posto’ sbagliato. D’ora in poi i cassonetti della raccolta differenziata avranno forme, colori, scritte e icone uguali in tutte le città, indicando anche ai turisti dove gettare la plastica, il vetro oppure l’umido. Sarà infatti pubblicata domani la nuova norma dell’Ente italiano di normazione (UNI 11686) sui Waste Visual Elements, cioè gli elementi visivi identificativi dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti. L’Italia, si legge in una nota, è il primo Stato europeo a dotarsi di questa norma che vuole, tra l’altro, favorire l’obiettivo Ue del 65% di raccolta differenziata e del 50% di reale avvio a recupero. Attualmente in Italia i Comuni possono decidere autonomamente forme, colori e scritte sui contenitori per la raccolta differenziata: a Roma, ad esempio, il cassonetto verde è sinonimo di indifferenziato mentre a Milano e Napoli accoglie solo il vetro. I romani gettano vetro plastica e metallo nel cassonetto blu che a Milano non esiste mentre a Napoli accoglie l’indifferenziato. E così via. “La Direttiva europea 2008/98/CE e le leggi vigenti – spiega Giovanni Bragadina (esperto del gruppo di lavoro UNI ‘Attrezzature e macchine per la raccolta dei rifiuti’ della Commissione Ambiente) – prevede l’utilizzo di adesivi e di pannelli con colori e grafiche che caratterizzano ogni tipologia di rifiuto. Una semplice riqualificazione grafica migliora l’estetica e, soprattutto, spinge a migliorare la purezza dei materiali conferiti a tutto vantaggio del reale avvio al recupero di materia”. L’UNI è un’associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 4.000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici e realtà della Pubblica Amministrazione.