Covid: Johnson dice basta alla mascherina obbligatoria al chiuso e al distanziamento


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/07/05/covid-altri-27mila-casi-in-gb-ma-non-piu-di-9-morti_db102c3a-d2b5-4082-8c64-ed5b67368434.html

Altri 27mila casi in Gran Bretagna, ma non più di 9 morti

Boris Johnson ha formalizzato l’intenzione di procedere dal 19 luglio alla tappa definitiva dell’uscita dell’Inghilterra delle restrizioni del lockdown anti Covid, con la riapertura dei locali notturni, l’allentamento delle limitazioni sugli eventi collettivi, ma anche la fine dell’uso obbligatorio della mascherina nei locali pubblici al chiuso e del distanziamento sociale. Il premier britannico si è detto fiducioso di poter escludere ulteriori rinvii dopo quello del 21 giugno malgrado l’aumento dei contagi causati dalla variante Delta – che continuerà, ha avvertito – grazie al contenimento dei vaccini su ricoveri e decessi.

Johnson ha indicato l’obiettivo di garantire la doppia dose di vaccino anti-Covid ai due terzi di tutta la popolazione adulta residente nel Regno Unito entro il 19 luglio, quando si prevede l’uscita dalle residue restrizioni obbligatorie del lockdown, con l’impegno a offrire almeno una prima dose al 100%.

Ha inoltre fissato la scadenza di settembre per arrivare a offrire alla totalità della popolazione adulta la possibilità di essere interamente vaccinata. Il premier ha parallelamente annunciato dal 19 luglio un alleggerimento degli obblighi d’isolamento per le persone vaccinate e la fine delle bolle d’isolamento nelle scuole.

Il Regno Unito – intanto – allinea nelle ultime 24 ore altri 27.334 contagi di Covid (circa mille meno del picco giornaliero della settimana scorsa) causati dalla variante Delta (ex indiana). Lo certificano, su quasi 1,3 milioni di tamponi, i dati diffusi oggi dal governo, che tuttavia confermano al momento l’effetto positivo delle vaccinazioni nel contenimento dell’impatto sui ricoveri (seppur in aumento) e soprattutto dei decessi quotidiani: fermi a non più di 9, contro i 15 di ieri.

Le dosi di vaccino somministrate salgono intanto a più di 79 milioni, con oltre il 64% degli over 18 interamente immunizzati e l’86,1% coperti da una dose.

Bilancio Barcellona e Real Madrid 2021: in Spagna interviene lo Stato a salvare il calciomercato


articolo del 19 maggio 2021: https://www.true-news.it/sports/bilancio-barcellona-real-madrid-2021-spagna-stato-calciomercato

Florentino Pérez (Presidente Real Madrid) – Joan Laporta ( Presidente Barcellona)

La crisi colpisce duro il calcio mondiale e mentre in Italia ci si interroga su fino a dove la Figc si possa spingere nel dare copertura ai club in difficoltà con il pagamento degli stipendi (l’Inter ma non solo), altrove non si fanno problemi a mettere le mani nei conti dello Stato pur di salvaguardare il bilancio 2021 delle squadre. Succede in Spagna, ad esempio, dove Barcellona e Real Madrid stanno facendo incetta di prestiti, pubblici e privati, per non dover tagliare senza pietà. Il Barça, alle prese con un difficile rinnovo di contratto di Messi, ha realizzato una doppietta nell’arco di un paio di giorni: 500 milioni di euro da Goldman Sachs come prestito a lungo termine e la richiesta di aderire alla moratoria disposta dal Governo spagnolo per chi nei mesi scorsi ha preso i soldi dalla cassa Covid e ora deve restituirli. Una storia che, se spostata in Italia, finirebbe dritta in Parlamento tra urla e polemiche e che riguarda anche il Real Madrid.

Calciomercato 2021 a rischio per Barcellona e Real Madrid? – Le due regine della Liga hanno un debito di 300 milioni di euro complessivi – 200 i madrileni e 100 i catalani – con il Credito Oficial e hanno completato l’iter per posticipare (spalmando in molti anni) il rimborso del prestito alle casse dello Stato.

Nulla di illegale, per carità, essendo una misura approvata per dare sostegno alle imprese spagnole per cercare di uscire dalla crisi Covid e il calcio, in quanto industria, non ha regole diverse dalle altre imprese.

Il capolavoro, però, potrebbe essere completo se Barcellona e Real Madrid dimostreranno di avere i conti in rosso (molto prevedibile) e un fatturato in calo di almeno il 30%; condizioni grazie alle quali il debito potrà essere in futuro ridotto trasformandosi in parte in aiuto a fondo perduto.

Bilancio Barcellona e Real Madrid 2021, che ne pensa la Uefa?Chissà cosa ne pensa la Uefa, sempre molto attenta a garantire pari condizioni per tutti in Europa. E chissà cosa ne pensano le società italiane, inglesi, francesi e tedesche alle prese con l’austerity per non saltare in aria. Perché mentre con una mano le due regine di Spagna chiedono soldi al Governo, con l’altra progettano un mercato d’assalto, da centinaia di milioni di euro. “Pagar pantalones” si dice in spagnolo. Il significato è chiaro a tutti.

Barcellona, Laporta con le spalle al muro: per tenere Messi occorre svendere


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/07/05/news/barcellona_laporta_bilancio_messi_mercato-309026296/

Rinnovare il contratto al fuoriclasse, ma andare incontro anche ai parametri di Liga e Uefa. Il presidente cede giocatori considerati ‘zavorra‘, cerca l’accordo con i senatori per spalmare il monte ingaggi, inizia un braccio di ferro con Dembélè per non perderlo a parametro zero e con i superpagati Umtiti e Pjanic

BARCELLONA – Aaa compratori cercasi. O anche semplici interessati a portarsi via, per giunta gratis, gli esuberi di una rosa pensata male e costruita peggio dal presidente Josep Maria Bartomeu. Joan Laporta è con le spalle al muro. Dopo essere riuscito a convincere Lionel Messi a chiudere la propria carriera all’ombra del Camp Nou, presentadogli un progetto sportivo convincente, il presidente blaugrana sta facendo i salti mortali per evitare di perdere quanto di buono fatto sinora a causa dell’evidente difficoltà che sta incontrando il club catalano a mettere nero su bianco un contratto che possa andar bene non solo al fuoriclasse argentino, ma anche e soprattutto alla Liga e alla Uefa. Javier Tebas, che non ha ancora digerito che il Barça sia uno dei principali attori della Superliga, ha già mandato a dire al Barça che “non faremo sconti a nessuno“.

La preoccupazione di Laporta – Situazione di stallo che ha costretto Laporta a rinunciare al suo proverbiale buonumore. Cosciente della gravità del momento (“la situazione è addirittura peggiore di quanto pensassimo“), il numero uno della società catalana ha sostituito la sua sempre ottimista espressione da guascone senza età con una versione più seria. E così – un po’ come se D’Artagnan fosse costretto ad assumere l’insostenibile, per lui, discrezione di Athos o solennità di Aramis – ogni volta che viene sorpreso per strada da un microfono, ‘Jan’ non può proprio fare a meno di misurare le parole, scommettendo il più delle volte sull’en train de e il gerundio giusto: “Stiamo preparando”, “stiamo studiando, “stiamo trovando la soluzione migliore“. E la verità è che non ci voleva di certo un genio dell’economia per capire che, prima di comprare e rinnovare, il Barça avesse bisogno di incassare e risparmiare. Vendere e, se necessario, regalare.

Cedere a ogni costo – I primi ad andar via sono stati Jean Claire Todibo e Konrad de la Fuente che hanno portato nelle casse blaugrana una decina di milioni di euro. Subito dopo è stata la volta di Matheus Fernandes, l’oggetto misterioso della rosa di Ronald Koeman: mai presentato, mai visto in campo. Il club è riuscito a convincerlo che sarebbe stato meglio per tutti stringersi la mano per l’ultima volta e prendere strade diverse. Soluzione pacifica che, però, né Samuel Umtiti né Miralem Pjanic hanno intenzione di accettare. Sebbene abbiano molto più mercato dello sconosciuto mediano brasiliano, sia il centrale francese che il centrocampista bosniaco non hanno la benché minima intenzione di rendere la vita facile al club catalano, anche perché sanno bene che non riuscirebbero a convincere nessuno a garantirgli lo stesso ingaggio percepito in questo momento in riva al Mediterraneo: 16 milioni (8 netti) di buone ragione per restare al Barcellona o, quantomeno, ricevere un piccolo grande incentivo per togliere il disturbo.

Braccio di ferro con Dembélé – Ieri, intanto, è andato via anche Francisco Trincao che giocherà per un anno in prestito al Wolverhampton mentre, nei prossimi giorni, sarà la volta di Junior Firpo che firmerà il suo nuovo contratto con il Leeds che, di fronte allo sgomento generale, si è detto disposto a pagare 15 milioni di euro per il suo cartellino. Nella stessa situazione di Umtiti e Pjanic potrebbe finire anche Ousmane Dembélé. All’attaccante francese rimane un solo anno di contratto e, per questo motivo, Laporta gli ha fatto sapere che o rinnova o va via subito o rimarrà in tribuna per i prossimi dodici mesi. C’è un’altro fronte, poi, sul quale Laporta sta combattendo un’altra battaglia vitale, quella del riadeguamento dei contratti dei senatori. Il presidente è già arrivato a un accordo con Gerard Piqué e si aspetta di ricevere la stessa disponibilità da Sergio Busquets, Jordi Alba (invitato, anche, cortesemente ad andar via) e Sergi Roberto che, nei piani della cupola blaugrana, dovrebbero accettare di ridursi il proprio ingaggio e spalmarlo in maniera tale da dare una boccata d’ossigeno, sul breve periodo, alle disastrate casse del proprio club.

Pjanic, situazione paradossale“Faremo di tutto per convincere Leo a restare“. Forse Laporta non sapeva ancora, in campagna elettorale, quanto sarebbe stato difficile mantenere la sua promessa. O, forse, lo sapeva e, adesso, sta provando a sfruttare l’affaire Messi per affrancarsi da quelle che considera zavorre, sia tecnico-tattiche che economiche, ribaltando la situazione e provando a metterli con le spalle al muro, facendogli capire che, per colpa loro, il Barcellona non può rinnovare il contratto al calciatore più forte della sua storia. Resta da capire se il suo pressing sortirà gli effetti desiderati. Soprattutto sulle coscienze di Umtiti e Pjanic, perché è facile immaginare che gli altri capitani seguiranno i passi di Piqué. Certo è che se qualcuno avesse detto all’ex regista della Juventus che, oggi, si fosse ritrovato in questa situazione, non ci avrebbe creduto. E non solo lui.

Annullati per il Covid i Gran Premi di Formula Uno e Motogp in Australia


articolo: https://www.repubblica.it/sport/formulauno/2021/07/06/news/annullati_gran_premi_formula_uno_australia-309091700/?ref=RHTP-BH-I304495303-P3-S3-T1

Per il secondo anno consecutivo, per le restrizioni e i problemi logistici provocati dalla pandemia di Covid-19, gli organizzatori dei Gran Premi di Formula 1 e MotoGp in Australia hanno annullato gli eventi.

Il presidente dell’Australian Grand Prix Corporation, Paul Little, si è detto profondamente deluso ma consapevole della “sfida che l’Australia deve affrontare con le attuali restrizioni ai viaggi internazionali”, sottolineando “l’importanza delle vaccinazioni”.

Vaccinazioni che in Australia sono in grave ritardo. Il Paese si è blindato dal Covid con restrizioni e lockdown molto severi ma non è riuscito a impedire l’arrivo della variante Delta entro i suoi confini. L’ingresso del nuovo ceppo a Sydney è avvenuto attraverso un tassista, senza mascherina, che ha prelevato all’aeroporto un rimpatriato, poi risultato positivo.

La Formula 1 potrebbe sostuire il gp di Melbourne con un altro: “Abbiamo diverse opzioni per riempire la casella vacante, che verranno analizzate nelle prossime settimane, ma siamo tristi di dover rinunciare ai tifosi australiani quest’anno”, si legge sul profilo Twitter. Il presidente e Ceo della F1, Stefano Domenicali, ha spiegato che si sta ancora pianificando una stagione da 23 corse, così come nel calendario attuale.