Benjamin Mendy rilasciato su cauzione dopo 5 mesi di galera: è accusato di 7 stupri


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calcio/22_gennaio_07/benjamin-mendy-rilasciato-cauzione-5-mesi-galera-accusato-7-stupri-af3a08f0-6fd8-11ec-81f1-db9197a63523.shtml

Il terzino del Manchester City, che si è sempre dichiarato innocente, si trovava in prigione dallo scorso agosto. La prossima udienza è fissata per il 24 gennaio

Benjamin Mendy, il terzino del Manchester City, è stato rilasciato su cauzione e ha lasciato la prigione, dopo essere comparso in tribunale accusato di stupro e violenza sessuale. Il francese si trovava in prigione dall’agosto scorso: su di lui pendono sette accuse di stupro e aggressione sessuale (sono cinque le donne coinvolte). Secondo quanto riportano i tabloid britannici, Mendy è apparso in privato davanti alla Chester Crown Court nel Cheshire che lo ha rilasciato su cauzione appunto. Tutto questo fino alla prossima udienza fissata per il 24 gennaio. continua a leggere

De Vrij fa causa agli ex agenti della Seg: contratto con l’Inter «svantaggioso», chiesto un risarcimento di 22 milioni


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calcio/22_gennaio_07/stefan-de-vrij-fa-causa-seg-contratto-l-inter-svantaggioso-chiesto-risarcimento-22-milioni-d1a049be-6f41-11ec-97e0-94289cfbf176.shtml?refresh_ce

Il difensore dell’Inter ha citato in giudizio l’agenzia che lo assisteva fino a poco tempo fa per arricchimento illecito. Il caso sarà discusso dal Tribunale di Amsterdam a febbraio. Ora l’olandese è assistito da Mino Raiola

Stefan de Vrij ha citato in giudizio la Seg (Sports Entertainment Group), che lo assisteva fino a poco tempo fa, e ha chiesto un risarcimento per arricchimento illecito. Il caso sarà discusso dal Tribunale di Amsterdam a febbraio. Questo è quanto riporta il quotidiano olandese «De Telegraaf». Non si è fatta attendere la controreplica di Kees Vos, il direttore della Seg, che considera tutto questo «una ridicola iniziativa» del difensore dell’Inter, arrivato in nerazzurro dalla Lazio a parametro zero nell’estate 2018. Sempre secondo Vos «de Vrij guadagna cinque volte di più a Milano rispetto a prima e si è lasciato sussurrare da terzi che non avremmo dovuto guadagnare nulla ed è arrivato a crederci». Infine, ai tempi del passaggio all’Inter la Seg non aveva nessun accordo con il calciatore e de Vrij era a conoscenza di tutto questo: «Ma comunque non eravamo tenuti a informarlo», hanno fatto sapere.

Da dove nasce questa diatriba? Secondo il difensore, la Seg quando si è seduta intorno a un tavolo a trattare con l’Inter, invece di rappresentarlo, ha trovato un accordo con il club di viale Liberazione, guadagnandoci 7,5 milioni di euro dal trasferimento. Ma per far scattare questo bonus, de Vrij con il suo contratto di cinque anni non avrebbe dovuto superare la cifra di 50 milioni di euro. Da ricordare che l’olandese firmò con l’Inter un contratto quinquennale da 37,5 milioni di euro. Naturalmente, appena ne è venuto a conoscenza (dopo un anno e mezzo dal suo trasferimento), de Vrij è andato su tutte le furie. Ed è per questo che ha citato in causa la Seg chiedendo la differenza tra il suo stipendio attuale di 37,5 milioni di euro e lo stipendio massimo di 50 milioni di euro, inclusi parte dei guadagni dei vari bonus della Seg stessa, che all’epoca avrebbe inserito una percentuale, fissata al 7,5%, su una possibile rivendita. Arrivando a una richiesta totale di 22 milioni. continua a leggere

Zhang è arrivato a Milano: mercato, rinnovi e stadio


articolo: https://www.internews24.com/steven-zhang-arrivato-milano-mercato-rinnovi-stadio/

Il presidente dell’Inter, Steven Zhang, è arrivato a Milano. Il numero 1 nerazzurro definirà le strategie per il futuro del club

Il presidente dell’InterSteven Zhang, è arrivato a Milano. A riportarlo è Gazzetta.it, che spiega come il numero 1 nerazzurro sia atterrato a Malpensa intorno a mezzogiorno.

Il soggiorno del presidente nerazzurro nel capoluogo lombardo servirà per stilare diversi obiettivi: rinnovi, stadio e mercato le priorità sull’agenda.

Steven Zhang

STADIO – «Dopo aver seguito da Nanchino gli sviluppi della travagliata trattativa con il Comune di Milano per il via libera al nuovo impianto, adesso il presidente nerazzurro inizierà a prendere confidenza con il progetto in cantiere. Di sicuro ci sarà anche l’occasione di discutere dei dettagli, ma la priorità è ricevere garanzie sull’avvio dei lavori (previsto a inizio 2023) e sui tempi di consegna stabiliti (entro il 2026). Le stime sui futuri ricavi generati dal nuovo impianto parlano di un aumento intorno ai 100 milioni all’anno, ma solo dal 2027 in poi. Nel frattempo, il via libera al progetto consente già alla proprietà di rafforzare il proprio asset, senza necessariamente tirare in ballo ipotesi di cessione (più volte escluse dallo stesso Zhang). Tra le priorità nell’agenda del presidente nerazzurro figura anche la questione relativa al bond da 400 milioni di euro che avrebbe dovuto essere emesso entro fine anno. Nessun allarme, lo slittamento di qualche giorno non influisce sulla tabella di marcia e l’arrivo di Zhang serve anche a lanciare un messaggio rassicurante».

MERCATO – «Considerata la stima più volte manifestata nei confronti di Inzaghi, la pianificazione della rosa futura passerà inevitabilmente da un confronto con il tecnico stesso. La gestione del complicato mercato estivo ha dimostrato la sintonia tra proprietà e allenatore, al quale verranno date le necessarie garanzie circa le ambizioni e il progetto di crescita delineato. Tradotto in soldoni, Inzaghi otterrà i rinforzi che ritiene necessari. Se non tutti, quasi, magari già a partire da gennaio con l’arrivo di un esterno sinistro da alternare a Perisic: Digne e Kurzawa (proposto dal Psg) sono le due ipotesi per l’immediato, ma serve l’ok di Zhang per sbloccare due trattative al momento in fase di stallo. Per il resto, se ne parlerà in estate, ma con idee e nomi ben chiari. C’è unità di vedute sulla necessità di reperire un attaccante in grado di raccogliere l’eredità di Dzeko, un profilo già pronto ma anche valido in prospettiva (e i nomi più caldi sono sempre quelli di Scamacca e Alvarez). C’è anche la consapevolezza di dover alzare il livello qualitativo a centrocampo tra le cosiddette seconde linee, in modo da evitare gli straordinari a Brozovic e Barella: le piste più battute in questo senso saranno quelle che portano a Frattesi, Villar, Nandez e Zakaria, ovviamente senza escludere nuovi inserimenti nei prossimi mesi.».

ONANA E NON SOLO – «L’accordo già siglato con Onana e l’offerta succulenta inviata a Ginter sono il segnale tangibile di una precisa volontà, quella di rafforzare la squadra per ambire a nuovi traguardi, pur nel rispetto dell’autofinanziamento che potrebbe portare ad almeno un sacrificio anche la prossima estate. Tutto procede logicamente con l’avallo di Zhang, che nei prossimi giorni potrebbe anche comunicare a Marotta e soci i cosiddetti “paletti” per la prossima campagna acquisti. Nulla di definitivo, perché i conti si faranno logicamente a fine stagione anche (e soprattutto) in base ai traguardi raggiunti. Ma l’andamento degli ultimi sei mesi consente quantomeno di fare una prima stima su quale potrà essere a grandi linee il budget a disposizione. In ballo, con lo sguardo puntato verso giugno, ci sono una serie di trattative già abbozzate e da decidere se portare avanti, da Kostic e Bensebaini fino a Scamacca. Altra questione cruciale da affrontare sarà quella riguardante le cessioni, perché tra scontenti (Vecino e Sensi) e zavorre per le casse societarie (Vidal e Sanchez) gli indiziati a togliere il disturbo sono tanti».

Verso Inter-Lazio, primo tampone negativo per Dzeko: oggi si è allenato a parte


articolo di Mattia Zangari: Verso Inter-Lazio, primo tampone negativo per Dzeko: oggi si è allenato a parte – FC Inter News

In attesa del test di conferma, il bosniaco ha lavorato ad Appiano Gentile dopo i giorni di stop forzato post-natalizi

07 gennaio 2022

Simone Inzaghi può sorridere in vista della sfida al suo passato in programma domenica sera a San Siro: Edin Dzeko, infatti, si è messo alle spalle il Covid-19 e sarà tra i disponibili per la gara con la Lazio. Come si legge sull’edizione online del Corriere dello Sport, stamani, dopo il primo tampone negativo e in attesa della conferma del secondo, l’attaccante bosniaco si è allenato a parte ad Appiano Gentile a parte. Restano positivi, invece, Alex Cordaz e Martin Satriano.

È morto Sidney Poitier, primo afroamericano a vincere l’Oscar come miglior attore


articolo di Redazione Spettacoli: È morto Sidney Poitier, primo afroamericano a vincere l’Oscar come miglior attore- Corriere.it

Aveva 94 anni ed era la star di «Indovina chi viene a cena?» e «La calda notte dell’ispettore Tibbs»

Sidney Poitier  (Miami, 20 febbraio 1927 – 7 gennaio 2022) è stato un attore e regista statunitense.
L’American Film Institute ha inserito Poitier al ventiduesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

È morto a 94 anni Sidney Poitier, attore statunitense di origine bahamiana, star di film come «Indovina chi viene a cena?» e «La calda notte dell’ispettore Tibbs», nonché primo a afroamericano a vincere il premo Oscar come miglior attore (nel 1964 con «I gigli nel campo»). Vera e propria leggenda di Hollywood con oltre 50 film all’attivo, era il più anziano premio Oscar vivente dopo la morte di Kirk Douglas nel 2020 e con il suo esempio aveva aperto la strada a tanti altri attori neri.

Nato per caso a Miami nel 1927 in un weekend in cui i genitori si trovavano lì (e ricevendo così automaticamente la cittadinanza americana), era figlio di commercianti delle Bahamas, dove rimase fino ai 10 anni. Nel 1943 si arruolò, mentendo sull’età, e prese parte alla Seconda Guerra Mondiale lavorando con i pazienti psichiatrici. continua a leggere

“Non autorizzo”: l’imbarazzante bufala su Facebook è diventata un’imbarazzante bufala su Meta


articolo di Emanuele Capone: https://www.repubblica.it/tecnologia/2022/01/07/news/non_autorizzo_l_imbarazzante_bufala_su_facebook_e_diventata_un_imbarazzante_bufala_su_meta-332970037/

Come già qualche anno fa, sono moltissimi gli italiani che hanno condiviso online un post che dovrebbe tutelare le loro proprietà intellettuali, come foto e messaggi. Solo che non serve a nulla e non ha senso farlo

Facebook ha cambiato nome: si sa, si sapeva da tempo. Dall’inizio di gennaio 2022, questa cosa è diventata ufficiale e tutti quelli che usano il social network hanno ricevuto una notifica che appunto li informava del cambio di denominazione: Meta è la società madre cui fanno capo, fra le altre, Facebook, Instagram e WhatsApp.

Che cosa hanno fatto gli iscritti italiani alla piattaforma di Zuckerberg dopo l’annuncio? Hanno cercato di comprendere le ragioni di questa scelta (sì, è per il metaverso)? Si sono affannati a capire quali conseguenze potrebbe avere per loro (le avevamo spiegate qui)? No, si sono messi a condividere in massa un testo che dovrebbe tutelarli legalmente e difendere le loro proprietà intellettuali, siano esse testi o immagini. Hanno pubblicato pubblicamente su Facebook un messaggio per impedire a Facebook (Meta) di rendere pubblici i loro messaggi.

Paradosso in questo paradosso, non solo questa cosa è totalmente inutile e priva di alcun fondamento, ma è pure la riedizione di una vecchia bufala, che circolava già qualche anno fa. Solo che allora l’avvertimento era lanciato a Facebook e adesso ha a che fare con Meta. Vero: è un problema che riguarda anche altri Paesi (negli Usa i post di questo tenore hanno iniziato a diffondersi lo scorso novembre), e però c’è da dire che gli italiani sembrano particolarmente attratti da questo tipo di bufale. Ad agosto 2020 ne circolava un’altra, sempre annunciata dal perentorio “Non autorizzo”, in cui i genitori spiegavano alle scuole e al ministero dell’Istruzione che cosa potevano fare o non fare con i loro figli. Attraverso Facebook.

Un esempio dei post condivisi su Facebook 

Il messaggio condiviso dagli italiani sui social – Come detto, il testo condiviso in questi giorni è una leggera variazione rispetto a quelli degli anni precedenti: circola soprattutto su Facebook, ma pure su Instagram e attraverso le chat di WhatsApp. E anche via sms, ché non si sa mai.

La parte iniziale vuole essere insieme un invito e una spiegazione: “Domani inizia la nuova regola Facebook/Meta dove le tue foto possono essere usate. Non dimenticate che la scadenza è oggi! Può essere usato nei contenziosi contro di te. Tutto ciò che pubblicherai sarà reso pubblico da oggi, compresi i messaggi. Non ti costa niente di più di un semplice copia e incolla. Meglio prevenire in anticipo che intrecci legali e scuse dopo”.

Poi c’è la parte di cui fare copia e incolla: “Non autorizzo Facebook/Meta o nessuna delle organizzazioni legate a Facebook/Meta a usare le mie immagini, informazioni, messaggi o post, né in passato né in futuro. Con questo comunicato comunico su Facebook/Meta che è severamente vietato copiare, notificare o intraprendere qualsiasi altra mia azione in base a questo profilo e/o ai suoi contenuti. I contenuti di questo profilo sono informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge: Facebook/Meta è ora un’istituzione pubblica”.

Perché non ha senso condividere questo messaggio – Va bene, ma perché questo testo sarebbe privo di fondamento? Perché sarebbe una bufala? Al di là del fatto che su Facebook niente è cambiato, se non il nome dell’azienda che lo controlla, a squalificare il messaggio è il suo stesso contenuto.

Iniziamo dalla prima frase: “Domani inizia la nuova regola Facebook/Meta dove le tue foto possono essere usate”. Quando, domani? Il post non ha una data specifica, può essere condiviso oggi, domani, fra una settimana o 3 giorni fa. Non c’è una data specifica perché non c’è una data specifica in cui accade qualcosa. E non c’è perché non c’è nulla che debba accadere.

La seconda frase è quella che più di tutte dovrebbe permettere di capire che ci si trova di fronte a una fake news (e anche rende tutta la vicenda tragicomica): Tutto ciò che pubblicherai sarà reso pubblico da oggi. Capito l’involontario gioco di parole, fra l’altro pubblicato su un social su cui tutto quello che pubblichiamo è pubblico? E già oggi, non in un presunto domani. continua a leggere

Bologna-Inter, è giallo. I rossoblù restano a casa ma spunta la “distinta”: rischio k.o. a tavolino?


articolo: Bologna-Inter, è giallo “distinta”: rischio k.o. a tavolino per i rossoblù? – La Gazzetta dello Sport

Gli emiliani, bloccati dall’Asl, presentano il documento, che è visto dall’arbitro. Ora la palla passa al giudice sportivo

Potrebbe essere l’ottimo titolo di un libro: «Il giallo della distinta». Già, perché non bastano i divieti imposti dalle Asl, la squadra schierate in campo senza avversari, le inevitabili code polemiche che ci accompagneranno nelle prossime settimane. A Bologna ieri c’è stato qualcosa in più, una “distinta di gioco” del club rossoblu, ovvero il documento ufficiale di gara che si consegna all’arbitro. È un’anomalia procedurale, un difetto di forma: le definizioni si sprecano, di fatto è un unicum, perché nessun’altra squadra che ieri non si è poi presentata in campo per via del blocco Asl – Salernitana e Torino, ad esempio – ha fatto altrettanto.

I FATTI – La distinta del Bologna, documento che ormai da diverso tempo i club compilano on-line su un’area extranet della Lega, era stata caricata dai dirigenti rossoblu la sera precedente. Una sorta di “bozza”, che andava rivista il giorno della partita in caso di disputa della gara. Il caos che ha animato la vigilia del match – con lo stop imposto dalla Als diventato ufficiale dopo le ore 21 di mercoledì – ha provocato la «dimenticanza». La distinta non è stata rimossa dai dirigenti del Bologna, tanto da esser diventata ufficiale, finita nelle mani dell’arbitro e in quelle dell’Inter. E proprio Ayroldi, il direttore di gara designato per il match, ha chiesto conto al Bologna del documento. Per i rossoblu allo stadio c’erano l’a.d. Claudio Fenucci, il caposcouting Marco Di Vaio e il segretario Luca Befani, che avrebbero spiegato all’arbitro come il documento caricato on line fosse da considerare solo, e appunto, una bozza. Il vizio di forma sarà valutato dal Giudice Sportivo: in linea teorica, “presentare” una distinta e poi non essere fisicamente allo stadio di fatto porta dritto allo 0-3 a tavolino. È logico pensare che questo cavillo regolamentare possa trasformarsi in una battaglia giuridica a lunga scadenza. Le due società ufficialmente non commentano. Ma le posizioni sono evidentemente opposte. Da parte nerazzurra c’è la sorpresa per essersi ritrovata nelle mani un documento ufficiale compilato da un club che alla Lega aveva chiesto il rinvio del match, nei giorni scorsi. Dall’altra, ovvero sponda Bologna, si sottolinea come l’immissione della “bozza” di distinta sia un’ulteriore dimostrazione che il club avrebbe voluto giocare, ma che poi non ha potuto per l’alt dell’Asl. continua a leggere

Dazn, un errore blocca la visione: “Troppi dispositivi connessi”. Cosa fare?


articolo di Alessandro Longo: https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/telefonia/domande-e-risposte/2022/01/07/news/dazn_errore_troppi_dispositivi_connessi-332348628/?ref=RHTP-VS-I330891680-P12-S1-T1

Dazn ogni tanto mi presenta quest’errore bloccante. Lo fa da poco: “Hai raggiunto il limite massimo di dispositivi. Prova ad aggiornare il tuo browser. Puoi anche andare a Il mio Account e rimuovere uno dei tuoi dispositivi per continuare. Puoi guardare DAZN solo su due dispositivi contemporaneamente. Error code: 105_801_403”.

Dazn ha cominciato a far rispettare in una qualche misura le condizioni contrattuali secondo cui “Il servizio DAZN e tutti i contenuti visualizzati attraverso lo stesso, sono ad esclusivo uso personale e non commerciale. La password – per accedere al Servizio DAZN – deve essere mantenuta al sicuro, i codici di accesso non devono essere condivisi con nessuno o essere in altro modo resi accessibili ad altri. “’L’abbonamento dà diritto all’utilizzo del Servizio DAZN su un massimo di due (2) dispositivi contemporaneamente. L’utente accetta che i dati di login siano unici per lo stesso e non possano essere condivisi con altri”. continua a leggere

Vaccino obbligatorio: quali Stati lo prevedono


articolo di Claudio Del Frate: https://www.corriere.it/esteri/22_gennaio_06/vaccino-obbligatorio-quali-paesi-c937ba48-6f12-11ec-97e0-94289cfbf176.shtml

In Europa l‘obbligo vaccinale è stato adottato dall’Austria; Grecia e Repubblica Ceca lo prevedono solo per over 60, la Germania è in stand by. Nel resto del mondo legge in vigore solo in cinque Stati

Con l’ obbligo vaccinale previsto per gli over 50, l’Italia si unisce a una pattuglia – ancora ristretta di Paesi – che hanno adottato questa misura. Paesi che spaziano dall’Europa al Sudamerica fino agli atolli sperduti del Pacifico. Più ampia, invece la platea dei governi che hanno adottato questa misura per particolari categorie di lavoratori, ad esempio quelli della sanità.

In Europa la strada è stata aperta dall’Austria: Vienna ha da tempo annunciato che a partire da febbraio renderà il vaccino obbligatorio per tutti gli over 14, prevedendo multe fino a 3.600 euro (ogni tre mesi) per i «renitenti».

Affretterà i tempi invece la Grecia, pur vincolando una platea più ristretta di popolazione. L’obbligo scatterà infatti già il 16 gennaio ma riguarderà solo gli ultrasessantenni. Multa di soli 100 euro per gli evasori, il gettito andrà direttamente a finanziare la sanità pubblica.

A marzo partirà anche la Repubblica Ceca, dove dovranno sottoporsi per legge all’immunizzazione tutti gli over 60. In Russia l’obbligo riguarda i soli residenti a San Pietroburgo ma solo se anziani e affetti da patologie croniche. continua a leggere

La quarantena? Niente di serio. Così il Napoli ha cambiato idea


articolo di Marco Azzi: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/napoli/2022/01/06/news/la_quarantena_niente_di_serio_cosi_il_napoli_ha_cambiato_idea-332924212/?ref=RHTP-BS-I332913233-P3-S1-T1

Rrahmani, Zielinski e Lobotka in campo contro la decisione Asl che li aveva messi precauzionalmente in quarantena: rischiano un’ammenda

C’è sempre il Napoli in mezzo alle storie tese tra le Asl e protocollo sportivo, a cui stavolta si sono aggrappati gli azzurri per mandare in campo con la Juventus i tre giocatori che alla vigilia erano stati messi precauzionalmente in quarantena, per i loro contatti diretti con positivi prima della gara. Amir RrahmaniPiotr ZielinskiStanislav Lobotka alla fine hanno giocato lo stesso all’Allianz Stadium e potrebbero essere adesso passibili di una ammenda amministrativa, per la loro violazione dell’isolamento disposto dall’autorità sanitaria campana. Nessuna conseguenza invece per il codice anti-Covid della Lega, che è diventato nella circostanza un prezioso alleato per il club di Aurelio De Laurentiis, visto che la bolla, per evitare i contatti del gruppo squadra con l’esterno, è stata rispettata.

Il contrario di quanto capitato 18 mesi fa – Era capitato il contrario 18 mesi fa, quando il Napoli non si presentò a Torino per giocare con la Juve. Allora la Asl proibì alla vigilia la partenza degli azzurri per il Piemonte e l’ordine fu eseguito alla lettera, a dispetto del protocollo sportivo cui invece si attennero quasi tutte le altre squadre: consentendo alla Lega di portare avanti il campionato. Ne venne fuori una battaglia giudiziaria e, dopo aver subito in primo e secondo grado il 3-0 a tavolino (con la penalizzazione di 1 punto), il club di De Laurentiis riuscì a ribaltare il giudizio al tribunale del Coni: ottenendo di rigiocare la gara. Stavolta invece la partita s’è giocata nonostante lo stop imposto dalla autorità sanitaria a Rrahmani, Zielinski e Lobotka, che per esserci non hanno rispettato l’isolamento. continua a leggere