72 anni fa scomparve il grande Torino


4 maggio 1949 alle ore 17,05: il trimotore I-Elce di ritorno da Lisbona si schiantò contro la Basilica di Superga.
Nell’incidente persero la vita i giocatori:

  • Valerio Bacigalupo,
    Aldo Ballarin,
    Dino Ballarin,
    Emile Bongiorni,
    Eusebio Castigliano,
    Rubens Fadini,
    Guglielmo Gabetto,
    Ruggero Grava,
    Giuseppe Grezar,
    Ezio Loik,
    Virgilio Maroso,
    Danilo Martelli,
    Valentino Mazzola,
    Romeo Menti,
    Piero Operto,
    Franco Ossola,
    Mario Rigamonti,
    Giulio Schubert
    .

Gli allenatori Egri ErbsteinLeslie Lievesley
Il massaggiatore Ottavio Cortina
I dirigenti Arnaldo AgnisettaAndrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri.

Morirono inoltre tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa) ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’IncaCeleste Biancardi e Antonio Pangrazi.

Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede.
E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto:
è soltanto in trasferta
.”

INDRO MONTANELLI

La tragedia di Superga ed i funerali del Grande Torino, “La Settimana Incom” Istituto Luce 1949

Crollo ponte metro Città del Messico, 20 morti e 70 feriti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/05/04/crollo-ponte-metro-citta-del-messico-15-morti-e-70-feriti_76fe2d45-961f-415e-a2f1-f7759c6c4e9d.html

Venti persone sono morte, tra loro ci sono anche dei minori, nel crollo di un ponte a Città del Messico mentre un treno della metropolitana lo attraversava. Lo riferisce la sindaca della metropoli, Claudia Sheinbaum, parlando con i giornalisti sul luogo dell’incidente. I soccorritori che stanno lavorando sul luogo del crollo del ponte si sono dovuti fermare “per il rischi di altri crolli”, ha detto ancora annunciando indagini per capire le cause del crollo. I feriti ricoverati in ospedale sono 49.

Nel frattempo è arrivata un gru per facilitare le operazioni di soccorso. La sindaca esclude comunque che ci siano persone intrappolate sotto le macerie.

L’incidente è avvenuto attorno alle 22.30 ora locale, sulla linea 12. I video diffusi sui siti e social media hanno mostrato vagoni del treno sospesi a mezz’aria mentre le sirene delle ambulanze risuonano nelle vicinanze.

Morte di Astori, condannato il medico sportivo Giorgio Galanti


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_03/davide-astori-sentenza-giorgio-galanti-27ca0d24-abdf-11eb-85bf-b7fbcf91bb8d.shtml?fbclid=IwAR2XiOnxMWQeklTL8osm2qASlRyvLMqZRLVADS93y4_Zta7-im3COJDhVKQ

Davide Astori

Dopo tre anni di indagini il professor Giorgio Galanti, già consulente sportivo della Fiorentina, è stato condannato a un anno di reclusione per la morte di Davide Astori

Davide Astori probabilmente poteva essere salvato. La morte del capitano della Fiorentina trovato senza vita il 4 marzo del 2018 in un hotel di Udine dove era in ritiro della squadra prima della partita con l’Udinese, ha ora un colpevole. Dopo tre anni di indagini il professor Giorgio Galanti, già consulente sportivo della società viola ed ex direttore del Centro di medicina dello sport dell’azienda universitaria di Careggi, è stato condannato a un anno di reclusione. Al termine della requisitoria il pm, Antonino Nastasi, aveva chiesto una condanna a 1 anno e mezzo. Alla lettura della sentenza era presente anche l’ex fidanzata del calciatore, Francesca Fioretti.

INTER CAMPIONE, e LE PAROLE DI STEVEN ZHANG:…….


IM INTER –  testo scritto da Max Pezzali in coppia con Claudio Cecchetto, cantato dallo speaker ufficiale dell’Inter, Mirko Mengozzi.

Per chi non l’avesse capito…:

Comunicato: della società

I M SCUDETTO – L’INTER È CAMPIONE D’ITALIA!

Con 4 giornate d’anticipo i nerazzurri conquistano il 19° tricolore della loro storia!

02/05/2021

Siamo noi, sì, siamo noi. Campioni d’Italia. Lo possiamo finalmente urlare, dopo che lo abbiamo sognato, dopo che lo abbiamo tenuto nascosto in fondo al nostro cuore, custodendolo come un sogno prezioso che non volevamo si sciupasse. Lo indossiamo, questo Scudetto. Bello, perentorio, meritato. Agognato e sospirato.

Siamo noi, siamo Campioni d’ItaliaNon ci stanchiamo di gridarlo, di ripetercelo. Siamo noi.

Una squadra per conto di un intero popolo, quello nerazzurro. Una squadra che ha vinto, che ha dominato. Con un unico grande rammarico: quello di non aver potuto condividere le gioie sul campo con i tifosi nerazzurri. Cosa sarebbe stato San Siro il giorno di Inter-Juventus? Quale boato avrebbe riempito l’abbraccio della squadra dopo i gol di Matteo Darmian contro Cagliari e Hellas Verona?

19. Un numero che significa anche il dominio cittadino nella conta dei titoli nazionali. Un premio per una stagione iniziata a fine settembre, dopo il finale amaro della passata estate, e macinata, partita dopo partita, tra fatiche, difficoltà e continui slanci di generosità, determinazione. Non una stilla di energia è stata risparmiata.

Siamo noi, siamo Campioni d’Italia e lo siamo grazie alla vittoria di ieri sul Crotone e dopo il pareggio di oggi dell’Atalanta contro il Sassuolo. Mancano ancora 4 giornate al termine del campionato e la classifica ci vede lassù, issati a quota 82, una vetta irraggiungibile per tutti gli altri.

Siamo Campioni d’Italia grazie ad ognuno dei nostri giocatori: Samir Handanovic, Achraf Hakimi, Roberto Gagliardini, Stefan de Vrij, Alexis Sanchez, Matias Vecino, Romelu Lukaku, Lautaro Martinez, Aleksandar Kolarov, Stefano Sensi, Andrea Ranocchia, Ivan Perisic, Ashley Young, Arturo Vidal, Nicolò Barella, Christian Eriksen, Daniele Padelli, Danilo D’Ambrosio, Filip Stankovic, Matteo Darmian, Milan Skriniar, Marcelo Brozovic, Alessandro Bastoni, Ionut Radu, Andrea Pinamonti. Al loro sacrificio, alla loro dedizione per la nostra maglia, alle loro grandissime qualità tecniche e umane che hanno permesso di raggiungere questo straordinario traguardo.

Siamo Campioni d’Italia grazie al nostro mister, Antonio Conte, che con grinta e determinazione, con lavoro e dedizione, ha scandito i passi di questo percorso verso il trionfo. Assieme al suo staff e con il prezioso contributo di tutte le persone che – dentro e fuori dal campo – lavorano quotidianamente per la crescita del Club, a partire dal presidente Steven Zhang, ha contribuito a condurre l’Inter esattamente dove la voleva portare.

E siamo Campioni d’Italia grazie all’affetto di tutti gli interisti del mondo, che non hanno mai mancato di appoggiare, sostenere, far sentire il proprio amore alla squadra. Una vicinanza, nonostante la forzata assenza, che ha fatto la differenza. E che merita di essere ripagata con il premio di questo straordinario Scudetto.

Ora è il momento della festa: di tutti gli interisti. Una gioia che si sprigiona genuina ma che invitiamo a esprimere nella maniera più responsabile possibile: siamo Campioni anche in questo.

I M SCUDETTO

FORZA INTER!

Comunicato: LE PAROLE DI STEVEN ZHANG

Il presidente nerazzurro Steven Zhang

INTER CAMPIONE, LE PAROLE DI STEVEN ZHANG: “DEDICATO A TUTTI I TIFOSI”

Trionfo nerazzurro, il presidente racconta la sua gioia: “Ringrazio tutti, è stato fatto un lavoro meraviglioso”

02/05/2021

​​​​​​MILANO – È il giorno dello Scudetto, è il giorno della festa. L’Inter è Campione d’Italia: tricolore numero 19, arrivato con quattro giornate d’anticipo. Il presidente nerazzurro Steven Zhang, dall’Inter HQ dove ha festeggiato salutando i tifosi nerazzurri, ha commentato così questo straordinario successo.

È un momento emozionante, speciale per tutte le persone coinvolte in questo progetto e che sono state con noi in questo percorso. Grazie prima di tutto ai tifosi,a chi lavora con noi e ovviamente al nostro coach Antonio Conte e ai giocatori che hanno lavorato duramente per raggiungere questo risultato“.

Voglio inoltre ringraziare i dipendenti e i dirigenti, i due amministratori delegati che mi hanno sostenuto non solo in quest’anno ma anche nei precedenti cinque. Tutti coloro che fanno parte di questo progetto, che hanno lavorato con noi non solo quest’anno ma anche in passato. Penso che tutti loro facciano parte di questo Scudetto e che questo Scudetto appartenga a tutti loro. A loro dico un grande grazie“.

Grazie non solo agli impiegati della società, ma anche a coloro che hanno creduto in me e hanno messo nelle mie mani l’onore di gestire questo Club e hanno dato fiducia anche alla squadra per arrivare a questo titolo. Un grazie speciale a mio padre. Vorrei ringraziare anche Massimo Moratti, che in questi anni mi ha guidato e supportato dal punto di vista emotivo e psicologico e mi ha aiutato a capire che cos’è l’Inter“.

Ultimi ma non meno importanti ringrazio i tifosi che amano lo sport e l’Inter e che ci seguono. Spero che questa gioia in questo periodo difficile causato dalla pandemia porti dell’energia positiva a tutti“.

È un giorno speciale. Parlando con i giocatori dopo la vittoria sul Crotone ho detto loro che quasi non riuscivo a immaginare che sia successo veramente: siamo qui grazie al duro lavoro dei mesi e degli anni precedenti, non c’è nessuna parola nella realtà e nella mia esperienza che posso usare per descrivere tutto questo“.

Non ho ancora parlato con tutti ma solo con alcuni giocatori e dirigenti, con gli impiegati e con alcuni amici. Quello che voglio dire è prima di tutto grazie, questo onore e questo Scudetto è parte di loro e loro sono parte di questo trionfo. Senza tutti loro e senza le persone che stanno dietro le quinte sarebbe stato impossibile. Abbiamo conquistato tanti punti in classifica e ogni punto rappresenta non solo chi scende in campo ma anche chi lavora dietro le quinte, a bordocampo oppure anche semplicemente chi ci sostiene davanti alla televisione“.

Ai tifosi di tutto il mondo, a Milano e in Italia, questo Scudetto è per voi, è dedicato a voi e speriamo vi porti gioia e speranza. Speriamo che questo dimostri il valore del duro lavoro“.

Il futuro dell’Inter, il progetto, il mondo dell’Inter è sempre lo stesso da più di 100 anni e sarà sempre così: il nostro obiettivo è diffondere energia positiva, speranza, inclusività, idee innovative alle persone che la circondano. Non importa se siete fan dell’Inter, appassionati di calcio o se non siete grandi fan dello sport: tutto quello che noi facciamo, i nostri messaggi e i nostri progetti avranno questi valori“.


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INTER TV | INTER CAMPIONE D’ITALIA

Zhang Jindong, scudetto Inter simbolo della nostra crescita

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/05/04/zhang-jindong-scudetto-inter-simbolo-della-nostra-crescita-_8432399a-256d-4faf-a26e-e7387a4f4276.html

Congratulazioni a tutti voi per aver vinto lo scudetto, un passo importante all’interno di una nuova era, un traguardo memorabile sulla strada per tornare di nuovo grandi“. Lo dice “a tutta la famiglia dell’Inter” Zhang Jindong, in un messaggio dalla Cina che l’ANSA ha in anteprima.


    “Il risultato ottenuto – afferma tra l’altro Zhang Jindong, padre del presidente Steven – è un simbolo della crescita che il club sta compiendo sotto tutti gli aspetti”.  
   
Questo il testo integrale del messaggio inviato dalla Cina da Zhang Jindong all’Inter. “Congratulazioni a tutti voi per aver vinto lo Scudetto! Dopo 11 anni, con 4 giornate di anticipo l’Inter è ritornata al vertice della serie A, riportando la gloria al mondo nerazzurro. Questo è un passo importante all’interno di una nuova era, un traguardo memorabile sulla strada per tornare di nuovo grandi. Esprimo i miei complimenti e quelli di tutto il gruppo a tutta l’Inter per avere vinto il campionato e avere aggiunto questo scudetto ai trofei nerazzurri“. “Il modo migliore per rendere onore alla storia è proprio quello di crearne continuamente nuove pagine – prosegue Zhang Jindong -. Ed è questo che è stato compiuto oggi, come nelle grandi e memorabili stagioni nel passato di questo Club. Tornando indietro con lo sguardo su tutta questa stagione, possiamo vedere come l’Inter abbia superato tante difficoltà e da queste abbia creato una cosa meravigliosa. E se ora la bandiera nerazzurra sventola di nuovo con orgoglio, tutto questo è merito della guida del Mister Conte e di ognuno dei giocatori a cui ha saputo far esprimere grande spirito combattivo e unità, dell’ottimo operato di tutto il gruppo dirigente, dell’impegno mai mancato da parte di tutti i dipendenti del club, del supporto e della passione dei nostri milioni di tifosi. Grazie a ogni singolo membro della grande famiglia nerazzurra”. “Nei momenti di più grande difficoltà – prosegue il messaggio – il nostro coraggio si è rafforzato. Nonostante l’impatto della pandemia sulla salute di ciascuno e le ripercussioni sul mondo del calcio delle difficoltà economiche a livello globale, non ci siamo mai lasciati abbattere ma anzi ci siamo sentiti spronati a dare il massimo. Questo è lo spirito che contraddistingue l’Inter e che vogliamo sia di ispirazione per tutti coloro che si riconoscono nei nostri colori. Non possiamo sapere quali ostacoli ci riserva il futuro ma sappiamo qual è il valore dell’impegno e del duro lavoro, per questo non dobbiamo temere di incontrare sfide sul nostro cammino”. “Il risultato ottenuto – la conclusione – è un simbolo della crescita che il club sta compiendo sotto tutti gli aspetti. Negli ultimi anni, grazie alla riorganizzazione della società a partire dalla sua governance, con l’area sportiva e la gestione finanziaria, l’Inter ha avviato un percorso di grande e rapido sviluppo. Sono cresciuti i risultati sportivi, l’influenza del brand nerazzurro, i ricavi commerciali e il valore del Club, giunti all’altezza delle nostre ambizioni e del nostro impegno. Abbiamo vinto lo scudetto con quattro giornate di anticipo, un traguardo meraviglioso. Ci aspettano ancora quattro partite che, ne sono sicuro, affronteremo all’altezza delle nostre prestazioni. Lo Scudetto non è la conclusione ma l’inizio del cammino dell’Inter. Spero che tutti continuino a sentire la fame di vittoria, a dare tutto per i colori Nerazzurri, a lottare per i nostri obiettivi. Congratulazioni ai Campioni d’Italia! Forza Inter”. Firmato, “chairman, Jindong Zhang“.

I tifosi dello United invadono il campo e impediscono di disputare la gara con il Liverpool: rinviata


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_02/i-tifosi-united-invadono-campo-impediscono-disputare-gara-il-liverpool-rinviata-9f447fee-ab6a-11eb-a155-ccb2f12f7395.shtml

I supporter dei Red Devils infuriati con la proprietà americana favorevole al progetto Superlega. La partita in caso di vittoria dei Reds avrebbe dato il titolo al City

I tifosi dello United invadono il campo……

«Abbiamo appena iniziato». Questo il minaccioso messaggio dei tifosi del Manchester United che oggi hanno impedito la disputa di Manchester United-Liverpoolpartita che in caso di vittoria dei Reds avrebbe dato il titolo al Manchester City di Pep Guardiola. La gara dovrebbe disputarsi domani lunedì 3 maggio, sempre se i tifosi lo permetteranno.

La protesta è cominciata con circa 200 tifosi fuori dallo stadio che contestavano la proprietà dei Glazer, coinvolta nel caso Superlega. Ma presto si è trasformata in una vera e propria invasione di campo, da parte dei tifosi della squadra di casa, che contestano la proprietà americana. In una nota la Premier League spiega che quella di rinviare la partita è «una decisione collettiva presa dalla polizia, dai club, dalla Premier League e dalle autorità locali. La sicurezza di tutti a Old Trafford rimane la priorità». La clamorosa protesta dei 200 supporter è andata in scena un’ora e mezza prima della partita. I fan sono scesi in campo e hanno acceso fumogeni e intonato cori contro la società. I tifosi sono riusciti a eludere la sorveglianza davanti alla curva che ospita un mega-store. Molti di loro indossavano le sciarpe gialloverdi ispirate ai colori della prima maglia dello United, quando si chiamava Newton Heath.

La tifoseria dello United è da tempo in aperta guerra contro la famiglia Glazer. Un’altra protesta si era svolta in precedenza davanti all’hotel usato dai calciatori dei Red Devils per il raduno pre-partita, con i tifosi che avevano cercato di impedire l’ingresso ai calciatori. L’allenatore Ole Gunnar Solskjaer ha difeso il diritto dei tifosi a protestare ma li ha invitati a usare metodi pacifici. Già il 22 aprile, dopo l’annuncio del progetto della Superlega, poi rientrato, i tifosi dei Red Devils furiosi per il progetto avevano contestato la società invadendo il centro di allenamento dello United.

TIFOSI DEL MANCHESTER UNITED INVADONO OLD TRAFFORD!

L’Inter e il 19° scudetto


INTER TV LIVE | INTER ARE THE 20-21 CHAMPIONS OF ITALY | I M SCUDETTO 1️⃣9️⃣🇮🇹⚫🔵

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/lo-scudetto-inter/2021/05/08/news/inter_19_scudetti_futuro_commento-298953326/

L’Inter e il 19° scudetto vinto nell’anno più difficile

L’Inter ha vinto il suo diciannovesimo scudetto. Adesso è la seconda squadra per numero di titoli di campione d’Italia alle spalle della sua rivale per definizione, la Juventus in pausa dopo vorace sequenza, e ha staccato il Milan cugino sempre più consanguineo, dati i comuni interessi politici ed economici. Scade a puro sofisma per integralisti il fatto che l’artefice del successo sia stato Antonio Conte, etichettato dagli intransigenti come juventino per peccato originale: alla maggioranza dei tifosi il morso alla mela lascia un sapore dolce dopo l’astinenza di 11 anni, iniziata al tramonto dell’epopea di Mourinho. Unisce semmai tutte e tre le grandi squadre del nord il rilievo statistico sulla loro egemonia storica, rimpinguata quest’anno: insieme, si sono annesse quasi due terzi degli scudetti complessivi. Nel computo generale le squadre del centro-sud rimangono a 10 campionati vinti, sui 119 complessivi: percentuale mortificante.

Paradosso alla Pinetina – Il monopolio Torino-Milano dura da 20 anni esatti, da quando nel 2001 vinse la Roma. La recente alleanza del terzetto nordista nella fallita rivoluzione della Superlega europea certifica il solco geopolitico, che è questione anzitutto finanziaria, essendo Juventus, Inter e Milan accomunate da analoghi problemi di gestione dei costi macroscopici e degli introiti insufficienti rispetto alle spese. Della sproporzione l’Inter rappresenta suo malgrado il picco, per via delle note vicissitudini della proprietà cinese, che hanno reso lo scudetto uno di quei paradossi di cui lo sport si nutre: asserragliati alla Pinetina, Conte e i suoi discepoli hanno cominciato a staccarsi in testa alla classifica proprio via via che aumentavano i dubbi sul futuro economico della società (e sugli stipendi).   

L’equilibrio tattico – La retorica dell’italiano che si fortifica nelle difficoltà, vedi Mondiali 1982 e 2006, appare stantia per due ragioni. La prima è che l’Fc Internazionale resta appunto molto internazionale, anche se l’allenatore ha creato un nucleo italiano consistente e influente sia in campo sia nello spogliatoio: Barella, Bastoni e Darmian, efficacissimo nel momento decisivo, non sono stati certo comprimari. La seconda ragione è che l’esito del campionato riflette senza discussioni il valore tecnico del gruppo: le due sole sconfitte finora al passivo nel derby d’andata e con la Sampdoria, evitabili entrambe, fotografano con la folgorante differenza reti l’equilibrio tattico raggiunto in fretta attorno al 3-5-2 contiano, in cui gli interpreti hanno piegato le proprie eventuali inclinazioni all’anarchia (vedi Eriksen) all’interesse collettivo, l’atletismo superiore alla media è stato incanalato nel binario più utile allo sviluppo di un’azione scarna e verticale (vedi Hakimi e Lukaku) e la compattezza d’azione ha trovato sintesi nei sincronismi tra reparti (vedi Skriniar-De Vrij-BastoniBarella-Brozovic-Eriksen e naturalmente Lukaku-Lautaro). Tra le più riuscite sperimentazioni tattiche spicca il ruolo di Bastoni marcatore in anticipo a tutto campo, con annessa riconquista del pallone in zona avanzata: l’attacco in sovrannumero, caposaldo del sistema di Conte, si giova del resto di un pressing feroce.

All’allenatore è stata imputata dagli esteti la colpa delle non poche vittorie di misura, in base alla teoria che il livello tecnico medio superiore avrebbe dovuto sprigionare un gioco più spettacolare. La soggettività del concetto di spettacolo riduce il dibattito a guerra di opinioni, mentre il vero limite della squadra campione d’Italia è consistito nella sua scarsa resa in Champions, dove è uscita già nella fase a gironi, classificandosi ultima, anche se poi le altre tre italiane, eliminate agli ottavi di finale, non sono andate molto più avanti.Volume 0% 

Il gap in Europa – Il precario cammino in Europa lascia rammarico, perché contro Real Madrid e Shakhtar è mancata un po’ della classica ferocia agonistica. È inoltre probabile che la squadra abbia pagato difetti di tenuta, nella stagione in cui il calendario intasato ha imposto troppe partite ravvicinate: appena si sono rarefatte, dopo la precoce estromissione dalla Champions, l’Inter ha spiccato il volo in Serie A. Non può però essere nascosta la differenza tecnica che la separa ancora, nonostante tutto, da squadre come Manchester City, Psg, Bayern, Real Madrid, Chelsea e Liverpool. Per colmarla, servirebbe probabilmente qualche costoso campione in più. La questione introduce il tema più scabroso, che il demiurgo della rosa, l’ad Marotta, si ritrova adesso ad affrontare: crescita tecnica o ridimensionamento? Se il prestito in arrivo permetterà agli Zhang di onorare le spese e di gestire il club senza patemi fino a giugno, che cosa succederà poi?

Da Barella a Darmian, lo scudetto con l’anima italiana

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/lo-scudetto-inter/2021/05/08/news/scudetto_inter_barella_conte_darmian_italiani-298999089/

I protagonisti del Triplete 2010 con Mourinho erano quasi tutti stranieri. Conte ha trovato nel centrocampista sardo e nel terzino preso all’ultimo giorno di mercato gli uomini chiave per vincere

C’è qualcuno per cui quel tricolore da cucirsi sul petto avrà un sapore diverso. Quando tra dieci anni si tornerà a pensare al diciannovesimo scudetto dell’Inter, sarà difficile non farsi tornare in mente le due partite decise dal meno atteso degli eroi: Matteo Darmian. L’ultimo arrivato, preso soltanto l’ultimo giorno del mercato, determinante con due gol che hanno trasformato altrettante partite inchiodate in vittorie sofferte. Uno di quelli che Conte ha voluto a ogni costo, contando su un aspetto che non compare nelle statistiche dei match analyst: l’appartenenza. O, per dirla in un altro modo, l’anima italiana. Intoccabili e rincalzi, ma tutti utilissimi: dagli italiani sono arrivati 12 gol, molti determinanti, oltre a un contributo enorme nella quotidianità, grazie a leader silenziosi come Ranocchia. 

La differenza con l’Inter di Mourinho – L’ultima Inter capace di vincere il campionato, ormai undici anni fa, aveva confinato questo aspetto a ruoli periferici: oltre a Marco Materazzi, il portiere di riserva Toldo, il terzino di riserva Santon, il bomber di riserva Balotelli. Questa l’ha messa al centro del progetto: chi se non Nicolò Barella rappresenta il cuore dell’Inter di oggi? Un ragazzo nato e cresciuto in Sardegna, a Cagliari, nel quartiere Pirri. Ma sognando Dejan Stankovic, e quindi quella maglia a strisce nerazzurre per cui tutta la sua famiglia ha sempre fatto il tifo, il papà Luca, rappresentante di condizionatori, la mamma Rita, commessa prima di dedicarsi a lui. Se avesse accettato la Roma avrebbe guadagnato di più, ma ha preferito l’Inter. Diventando un intoccabile dell’undici di Conte, che ha ripagato con 3 gol e il primato di minuti giocati tra i giocatori di movimento.  

Anche Alessandro Bastoni è diventato un intoccabile, ma ha dovuto scalare le gerarchie. Un anno fa ha messo in panchina Godin. Quest’anno Kolarov, arrivato con le stimmate del titolare ma costretto a un posto fisso in panchina dalle prestazioni di questo ragazzo, preso dall’Atalanta per 31 milioni quando non era appena maggiorenne, ma in larghissima parte coperti iper valutando altri ragazzi del settore giovanile nel percorso inverso. La difesa a tre pare scolpita per esaltarne le caratteristiche, al punto da farne un candidato fortissimo anche per un posto in nazionale agli Europei. Gli è mancato solo il gol.  

Alessnadro Bastoni

Al contrario, hanno lasciato il segno Gagliardini e D’Ambrosio, non certo titolari, ma che hanno dimostrato di poter essere utilissimi nell’organico: 2 gol il primo, 3 il terzino, decisivo alla prima partita stagionale contro la Fiorentina con un gol a tempo (quasi) scaduto. Certo nessuno di loro ha trovato molto spazio, come d’altronde Sensi, a cui Conte ha preferito prima Vidal e poi Eriksen. Ma nella gigantografia di questo scudetto atteso undici anni, saranno soprattutto loro a guardare, con un certo orgoglio, quel tricolore sul petto. 

Danilo D’Ambrosio & Roberto Gagliardini
BEPPE MAROTTA: CICLO CHE È INIZIATO, LO STIMOLO PER L’ANNO PROSSIMO È ARRIVARE ALLA SECONDA STELLA.
Intervista CONTE DOPO LA VITTORIA DELLO SCUDETTO: “FATTO UN’IMPRESA!” ⚫🔵 INTER CAMPIONE D’ITALIA

Vaccini, corsa alle fiale: Lombardia record. E mezzo Paese supera il target


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/vaccini_corsa_alle_fiale_lombardia_record_e_mezzo_paese_supera_il_target-298862746/

La progressione dell’ultima settimana. Moratti: presto 140 mila vaccini al giorno

ROMA – Dietro l’obiettivo centrato ieri per la prima volta del mezzo milione di dosi di vaccini al giorno c’è lo sprint delle Regioni. Una corsa tutta in salita ma col passo accelerato nelle ultime ore per toccare e superare quota 500 mila. Sono praticamente la metà — 10 su 21 — i territori che hanno raggiunto e sopravanzato il target giornaliero di iniezioni fissato dal commissario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. A spingere per lo scatto gli oltre due milioni e mezzo di vaccini arrivati in settimana e la molteplicazione dei centri vaccinali che ora sono 2438, con gli ultimi 78 che si sono aggiunti rispetto a sette giorni fa.

Più di un quinto delle somministrazioni nazionali totali le ha fatte, da sola, la Lombardia: «Siamo da Champion’s League — ha esultato con metafora calcistica il responsabile della campagna vaccinale, Guido Bertolaso — Speriamo di vincere anche lo scudetto». Ieri il record regionale con più di 115 mila vaccinazioni ma la prospettiva, per la vicepresidente Letizia Moratti, è arrivare a 140 mila ogni 24 ore con l’obiettivo di vaccinare entro l’estate tutti i lombardi con almeno una dose.

Partita male, con 10 mila iniezioni al giorno, la rimonta si è giocata tutta in primavera con l’arrivo di 1 milione e 500 mila dosi, la nuova piattaforma per le adesioni affidata a Poste italiane, la potenza vaccinale dei grandi hub in favore dei quali verranno strategicamente sacrificati i più piccoli e la nuova modalità di prenotazione per fasce d’età che ha scalzato quella per piccole categorie. «Il 98% degli over 80 è stato già vaccinato e così pure il 78% degli over 70» ha detto Moratti. In tutto, la Lombardia ha somministrato 3 milioni e 200 mila dosi.

Ma più che al calcio bisognerebbe guardare al ciclismo perché se Milano traina, molte altre Regioni fanno da gregarie alla pedalata nazionale verso l’immunità sebbene le inoculazioni continuino a viaggiare ancora a velocità diverse e la copertura vaccinale dei cittadini tra i 60 e i 79 anni resti in affanno rispetto ad altri Paesi europei.

Il Veneto ha superato le 47 mila iniezioni quotidiane («Un primato» dice Luca Zaia), il Piemonte le 46 mila («Avanti così!» esclama Alberto Cirio), l’Emilia Romagna ne ha fatte più di 43 mila. E con loro, oltre alla Sicilia con oltre 30 mila vaccini e alla Toscana che sfiora il target con 37 mila vaccini («È record» spiega Eugenio Giani), ci sono pure “le piccole” che girano su numeri più bassi ma hanno superato la meta fissata fino a ieri dal commissario: così le Marche, l’Abruzzo, la Basilicata, il Molise, la Valle d’Aosta.

Sotto soglia il Lazio, che gode però del grande vantaggio accumulato in partenza e resta la seconda Regione per dosi totali somministrate: quasi 1 milione e 900 mila. Ora al giorno si fanno 37 mila iniezioni contro le 50 mila richieste, «ma a stretto giro puntiamo a 40 mila dosi» dice il governatore Nicola Zingaretti, mentre le prenotazioni proseguono a ritmo sostenuto e si è aperto anche alla fascia 18-49 con codice di esenzione per patologie.

Sfiora le 42 mila vaccinazioni giornaliere volute dal generale Figliuolo pure la Campania, ma il presidente Vincenzo De Luca lamenta «un furto e un sottofurto»: «Siamo senza dosi, 211 mila cittadini campani che avrebbero diritto al vaccino non possono averlo e Pfizer e Moderna da noi arrivano col contagocce». Accusa simile a quella del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: «Potremmo arrivare a 17 mila iniezioni al giorno, ma mancano le fiale». E allora si sta fermi a 6 mila. «Scarsa però è pure l’adesione, venite a vaccinarvi — è l’appello del presidente — Tra i 60 e i 69 anni il 40% dei cittadini non si è prenotato, tra i 70 e i 79 anni il 25%».

Per mantenere e spostare ancora un po’ più in là il traguardo giornaliero, ora che la macchina è testata, le Regioni confidano nella puntualità degli approvvigionamenti: «Trenta milioni di vaccini al mese in estate» ha annunciato il direttore dell’Aifa, Nicola Magrini. Un milione al giorno.

Muore a 14 anni nel sonno Christian Bertazzoli, giovane promessa del calcio cremonese


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/01/news/christian_bertazzoli_14_anni_calciatore_trescore_cremasco_morto-298941159/?ref=RHTP-VS-I270681067-P18-S7-T1

E’ stata la madre a trovarlo senza vita. La causa potrebbe essere un arresto cardiaco, ma sarà l’autopsia a stabilirlo. Il saluto commosso delle società sportive, della sua scuola e dei compagni

Se n’è andato nel sonno, probabilmente per un arresto cardiaco: sarà però l’autopsia che verrà effettuata la prossima settimana a Cremona a chiarire le cause della morte del giovanissimo Christian Bertazzoli, 14enne di Trescore Cremasco. Un giovanissimo giocatore di calcio: aveva militato prima nella squadra del suo paese, l’ASD Trescore, e adesso giocava nell’ASD Calvenzano.

Quando la madre si è presentata in camera sua per svegliarlo, intorno alle 6,30 di venerdì 30 aprile, e non ha ricevuto risposta, ha immediatamente allertato i soccorsi: sono stati inutili gli interventi di un medico che abita nelle vicinanze e del 118. Il ragazzo, che non soffriva di alcuna patologia, era già morto da alcune ore.

Si è addormentato, insieme alla bellezza interrotta di una vita che si affaccia all’alba sfumata dell’adolescenza – è il saluto affidato a Facebook dall’Istituto ‘Luca Pacioli’ di Crema, dove Christian frequentava le superiori – In punta di piedi, con discrezione, era riuscito a conquistare tutti, a farsi voler bene da tutti. In coda, per risalire, come sanno fare i campioni dello sport. In silenzio, lavorando. E arrivando in alto, come alti erano i suoi sogni ogni volta che vestiva gli abiti del calciatore“.

Entrambe le società sportive in cui Christian ha giocato gli hanno dedicato un affettuoso post su Facebook: “Berta aveva sempre il sorriso dipinto in volto – si legge sulla pagina dell’ASD Trescore – Vogliamo ricordarti così, a rincorrere con il sorriso quel tuo ‘amico’ pallone; e ora puoi volare a inseguire i tuoi sogni“. I rappresentanti dell’ASD Calvenzano si definiscono “increduli e profondamente addolorati per l’improvvisa scomparsa di Christian” e ringraziano pubblicamente “le società sportive e le persone che ci hanno voluto dimostrare la loro vicinanza in questo difficile momento“.

Fra i tanti messaggi di cordoglio, quelli dei compagni, che gli augurano “buon viaggio” e promettono che “ti ricorderemo in ogni istante in cui ci troveremo su un campo da calcio. Tu da lassù giocherai al nostro fianco

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Fedez e il video della telefonata con la Rai: «Sul palco devo essere libero di dire quello che voglio, non lo stabilite voi»


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_maggio_02/fedez-primo-maggio-rai-59e8bb50-ab05-11eb-a155-ccb2f12f7395.shtml?fbclid=IwAR22Sq6jVCgOuOBOAKNlwlIxQUKa6Fl-Dn6B9zDq1n-0Xj33jTote28CA48

Fedez dopo il discorso del Primo maggio pubblica il video della telefonata con la Rai: «La vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani mi esorta ad «adeguarmi a un sistema» »

Fedez accusa i vertici di Rai3 di avergli chiesto di omettere nomi e partiti dal suo intervento sul palco del Concertone, la Rai controbatte smentendo pressioni e censure preventive. Ma il cantante non ci sta e, subito il suo discorso sul palco del concerto del Primo Maggio, ribatte su Twitter: «La Rai smentisce la censura. Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad “adeguarmi ad un SISTEMA” dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi». Pubblicando il video della telefonata, nel quale si sente la discussione molto accesa con i dirigenti di Rai3.

Il tema dell’intervento di Fedez sul palco del Concertone si è articolato in tre momenti: prima il rapper è tornato sulla polemica con la Rai, ribadendo che «dalla vicedirettrice di Rai3 questo mio intervento è stato definito inopportuno»; poi si è rivolto al premier Mario Draghi chiedendo più attenzione al mondo dello spettacolo e in particolare «un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da quest’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate sino ad oggi».

Discorso di Fedez durante il concerto del Primo maggio

Infine – e questa è la parte sulla quale è incentrata la discussione registrata nel video diffuso da Fedez – il ddl Zan e il ritardo nella sua calendarizzazione (poi sbloccato dopo settimane di stop, proprio a seguito delle polemiche:al tema avevamo dedicato una delle ultime puntate del Corriere Daily, il podcast del Corriere). E’ in questa parte che il rapper ha elencato nomi e partiti, citando diversi interventi di esponenti della Lega. Provocando molte reazioni a livello politico, compresa quella del leader leghista Matteo Salvini che lo ha invitato a bere un caffè «per parlare di libertà e di diritti».

Arbitri, le chat segrete “Truccano le carriere per arrivare in Serie A”


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/arbitri_le_chat_segrete_truccano_le_carriere_per_arrivare_in_serie_a_-298862069/?ref=RHTP-BH-I297139005-P3-S3-T1

Due arbitri denunciano alla procura di Roma un meccanismo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Nelle chat tra i membri della commissione di valutazione il cambio dei voti

Un plico, da qualche giorno nelle mani della Procura di Roma, promette di sconvolgere il sistema arbitrale italiano. Per i documenti che contiene e per la storia che racconta. Una storia di arbitri che accusano altri arbitri. Di valutazioni post-partita ritoccate al rialzo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Del giudizio falsificato dell’arbitraggio di Spezia-Chievo dello scorso campionato di B. E di una chat. Una chat riservata su WhatsApp tra i componenti della Commissione arbitri di Serie B che, al momento di stilare la graduatoria finale della stagione, prende la forma di una mattinata dal salumiere. «Devi togliere un 8.60 e mettere un 8.70…», «secondo me occorre mettere 8.70 a Sacchi, Fourneau e Abbattista», «8.60 a tutti», «prova Abbattista 8.70», «aspetta a inserirle…».
Il mondo dei fischietti rischia di essere investito dal fango. E questa volta non per un rigore non dato ma per un apparato di promozioni e bocciature che espone gli arbitri di calcio a ogni tipo di intemperie. Con la conseguenza che basta una frase sibilata durante un allenamento o un raduno («mi raccomando domenica, quella partita è importante per quella squadra») per mettere soggezione o indirizzare un incontro. Con ordine, dunque.

La denuncia di Minelli e Baroni – Il plico è la denuncia di sette pagine, corredata da otto allegati, portata ai pm romani da due tesserati dell’Associazione italiana arbitri (Aia), il 39 enne varesino Daniele Minelli e il 38 enne fiorentino Niccolò Baroni. Fino all’anno scorso erano nell’organico della Serie B, ma il 31 agosto 2020 sono stati “dismessi” dal Comitato nazionale dell’Aia “per adeguate motivazioni tecniche”. In altre parole, perché nel campionato 2019-2020 sono andati peggio degli altri. Marcello Nicchi, all’epoca presidente Aia, comunica loro la decisione via mail, specificando che — su una lista di 25 — Baroni si è piazzato 23°, Minelli 24°. Rimangono invece in B l’ultimo della graduatoria, Ivan Robilotta, e Eugenio Abbattista, un fischietto esperto ma arrivato al tetto massimo di 8 stagioni di appartenenza al ruolo.
Perché Abbattista?, si chiedono i trombati. E perché Robilotta, che ha il risultato peggiore? Tramite l’avvocato Gianluca Ciotti, Minelli e Baroni fanno accesso agli atti, raccolgono i referti del campionato e scoprono che Abbattista ha avuto un “rendimento eccellente”. È passato dalla dismissione, programmata per limiti di permanenza, alla conferma grazie a una super prestazione.

La serata magica di Abbattista – Per l’ultima partita da lui diretta, Spezia-Chievo dei play-off che si gioca l’11 agosto 2020 (3-1 per i padroni di casa), ottiene il massimo possibile dei voti: 8.70. Con quel giudizio, espresso nel referto di Riccardo Di Fiore che fa parte dell’organo tecnico di valutazione e che quella sera è sugli spalti, Abbattista diventa il terzo miglior arbitro della Serie B. E il regolamento federale prevede la possibilità di derogare al limite delle otto stagioni di fronte a un così fenomenale exploit tecnico. Per non bocciare Robilotta, invece, l’Aia per la prima volta nella sua storia si appella a una norma che permette di salvare le matricole al primo anno anche quando arbitrano male. Minelli e Baroni non ci stanno. Fanno ricorso. Il Tribunale federale nazionale nel novembre 2020 rigetta le istanze, relegando la vicenda al rancore di due fischietti che non vogliono accettare il verdetto del campo. Pare finita lì. A metà del gennaio scorso, invece, il colpo di scena.

La chat della Serie B – Riccardo Di Fiore li contatta e gli dice che lui, quell’8.70 ad Abbattista, non lo ha mai dato. Gli aveva dato un 8.60, ma è intervenuta una manina. Minelli e Baroni non ci credono fino a quando non vedono coi propri occhi il referto che il 12 agosto, la mattina dopo Spezia-Chievo, Di Fiore ha inviato alla segreteria Aia. C’è scritto 8.60. Con lo 0.10 in più regalato, Abbattista è balzato in zona promozione. Può quindi rimanere nell’élite arbitrale in B e percepire per un altro anno lo stipendio da circa 120 mila euro. Di chi era la manina?
Alla denuncia sono allegati gli screenshot della chat “Commissione Can B” a cui partecipano, tra gli altri, lo stesso Di Fiore ed Emidio Morganti, allora responsabile dell’organo tecnico di valutazione. I messaggi si riferiscono al 21 agosto 2020, il momento in cui — a campionato concluso — va stilata la graduatoria finale. «Ci mancano ancora tutti i voti dei playoff, nomi e schede di promossi e dismessi», esordisce Davide Garbini (membro della Can B, oggi unificata con la Can A) che ha il file Excel aperto. Morganti dà una prima indicazione: «8.60 a tutti». Poi suggerisce: «Prova Abbattista 8.70» e qualche messaggio dopo posta un’emoticon sorridente. C’è poi una terza persona, non identificata, che ha un’idea: «Occorre mettere 8.70 a Sacchi, a Fourneau e Abbattista…». Garbini rimanda l’elenco, modificato: «Viene così coi tre 8.70».

Il “forse” di Morganti – Repubblica ha contattato Morganti, chiedendogli se c’è una spiegazione a quanto si legge nella chat. «Forse» ha risposto. «Ma non la dico certo a voi». Secondo l’avvocato Ciotti, ci sono gli estremi della truffa e del falso a carico dei responsabili dell’Aia, ma la sua è una valutazione di parte che deve essere vagliata dai pm. “Quanto descritto — chiosa la denuncia — fa cadere la neutralità di coloro che debbono assicurare il rispetto delle regole sul terreno di gioco”.

Il libro denuncia – Episodi del tutto simili, con l’aggravante – se tale può essere ritenuta – di essersi verificati durante gli campionati di Serie A, erano stati denunciati dal fischietto Claudio Gavillucci nel libro “L’uomo Nero, verità di un arbitro scomodo” (scritto con le giornaliste Manuela D’Alessandro e Antonietta Ferrante) nel quale si raccontavano episodi analoghi, scoperchiando per la prima volta il sistema del tutto arbitrario e funzionale ad altre logiche con cui ogni domenica si giudicano le prestazioni dei singoli fischietti. Adesso quelle accuse trovano testimonianza in un chat.

Vaccino Covid, le date per le prenotazioni: a giugno tocca ai 40-50enni


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_01/vaccino-covid-date-le-prenotazioni-giugno-tocca-40-50enni-262cd9b6-a9ea-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml

Raggiunta quota 500 mila, il nodo resta AstraZeneca. A fine giugno sarà il turno della fascia tra i 40 e i 50 anni

Un percorso a tappe condizionato da un’unica incognita: la consegna delle dosi nei tempi e nei quantitativi previsti. A maggio sono destinate all’Italia 17 milioni di fiale, a giugno altre 30. Ora che la macchina è appena andata a regime rispettando alla lettera il programma del commissario Figliuolo — 500mila somministrazioni al giorno (508.158 il 29 aprile, ieri poco meno secondo le stime) — non resta che sperare che le forniture arrivino puntuali, da «orologio svizzero» descrivendo quello che è diventato il modello Pfizer. Dosi regolari, a cadenza settimanale, consegnate negli hub vaccinali secondo la propria rete logistica: una modalità che permette di ridurre di almeno 24 ore l’utilizzo delle fiale da parte delle regioni che altrimenti si perdono nel transito da Pratica di Mare, punto di arrivo degli altri sieri.

I dubbi riguardano AstraZeneca di cui sono attese 7 milioni di fiale in due mesi. Necessarie anche per i richiami da effettuare ad un milione e mezzo di italiani, prevalentemente personale scolastico e militare. Ieri Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, ha confermato che «nulla è cambiato»: i richiami verranno effettuati col siero Vaxzevria, anche per gli under 60 di cui l’Ema ne ha solo raccomandato l’uso per quelli oltre questa soglia non vietandolo per gli altri.


(Qui lo speciale del Corriere sui dati della campagna vaccinale)

La tempistica per età – Se questa velocità di crociera dovesse essere rispettata senza pesanti riduzioni nelle forniture ci potremmo trovare di fronte all’avvio della campagna massiva a partire tra il 15 e il 20 maggio. Il condizionale è d’obbligo, ma le proiezioni della struttura commissariale — confermate da quasi tutte le regioni — segnalano che una volta messi in sicurezza la gran parte degli over 65 si aprirà la «fase in parallelo» pensata dal commissario Figliuolo.

Si comincerà con la campagna di vaccinazione aziendale perché i lavoratori devono avere una corsia preferenziale per far ripartire il Paese. Si aggiungeranno almeno 732 punti vaccinali all’attuale rete coinvolgendo tutte le grandi aziende che hanno già contattato la struttura commissariale e le regioni, di cui una gran parte aderisce a Confindustria che ne ha stilato il programma. Alcune — le più equipaggiate — potranno persino diventare dei centri asl per vaccinare non solo i propri addetti ma anche la comunità territoriale. In quegli stessi giorni verranno vaccinati la gran parte degli over 60 rimasti e prenderà l’avvio la copertura della fascia 55-59 anni di cui molte regioni stanno aprendo in questi giorni le prenotazioni.

La copertura dei fragili – Saranno i giorni decisivi per «coprire» soprattutto tutti gli italiani in categoria 4 secondo le raccomandazioni dell’istituto superiore di Sanità: cioè i fragili under 60 di cui sono appena partite le prenotazioni in gran parte delle regioni. Le adesioni per la fascia 50-54 anni si apriranno invece realisticamente attorno al 17 maggio, segnalano alcune regioni come Veneto, Piemonte e Lombardia. Di solito lo scostamento tra prenotazione poi somministrazione è quantificabile nell’ordine di 20-25 giorni. Uno scarto temporale che permette di dare una proiezione puntuale della curva vaccinale ove non dovessero verificarsi punti di rottura, cioè consegne mancate o sospensione precauzionale di qualche vaccino. A scalare con l’età avverranno le prenotazioni successive.

A fine maggio, registrano gran parte delle regioni, si avvieranno le adesioni per la fascia 45-49 anni che quindi andrà a puntura attorno al 20 giugno.

La fascia 40-44 anni slitterà di una decina di giorni e dovrebbe essere coperta entro la prima decina di luglio.

L’immunità di gregge al 60% è prevista a fine luglio e all’80% a settembre. In linea col piano.

Le tabelle sugli over 60 – È chiaro che però occorre procedere a tappeto in questi giorni con la fascia 60-69 anni e 70-79, quelle maggiormente a rischio per la letalità Covid.

Quasi coperta la fascia over 80, al netto dei diffidenti e gli irraggiungibili che in Sicilia toccano vette elevate (hanno ricevuto la prima dose solo il 69,1% dei siciliani) anche per le resistenze nei confronti di AstraZeneca.

Per gli over 70 sono i giorni centrali della campagna e la spinta delle 500mila punture tocca soprattutto loro. Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna al 29 aprile sono ancora sotto il 50% in prima dose. Sugli over 60 — che entrano nel vivo tra qualche giorno — Toscana, Umbria, Veneto e Friuli Venezia Giulia ne hanno coperti solo uno su cinque. Pochi, ancora pochi, con questo numero di contagi.

VACCINI E CONTAGI DA COVID-19: LA SITUAZIONE IN ITALIA

I nuovi colori delle regioni, oggi


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_30/i-nuovi-colori-regioni-oggi-ipotesi-il-monitoraggio-35c24e4c-a995-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml

Zona rossa, arancione e gialla: così cambia la mappa da lunedì 3 maggio. Valle d’Aosta in rosso

Valle d’Aosta in zona rossa, Sardegna in zona arancione, così come la Puglia, che era in bilico ma non cambia di colore. La Campania resterà in zona gialla. La mappa dell’Italia cambierà così dopo il monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità.

In serata il ministro Roberto Speranza firmerà le ordinanze. I nuovi colori saranno in vigore da lunedì 3 maggio.

Le regioni in zona rossa – L’unica regione in zona rossa sarà quindi la Valle d’Aosta, che attualmente è in arancione.

Le regioni in zona arancione – Passa in arancione la Sardegna, che al momento è in rosso. Si aggiunge a Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Le regioni in zona gialla – In giallo ci sono — e rimangono — Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto e alle province autonome di Bolzano e di Trento.

Suarez, l’esame farsa: ecco il video con la telecamera nascosta


https://video.corriere.it/cronaca/suarez-l-esame-farsa-ecco-video-la-telecamera-nascosta/5c7dafe6-a9a8-11eb-8b01-83c2a483d7f5

Spuntano le immagini dell’«esame farsa»di Luis Suarez. Le immagini riprese con una telecamera nascosta. «Siamo la Juve e non ci riceve la prefettura»: così il 3 settembre un sms rintracciato sul telefonino del manager della Juventus Fabio Paratici dà conto di quanto stava accadendo per risolvere la «pratica» relativa alla cittadinanza del calciatore. Ci sono anche messaggi con l’allora ministra dei Trasporti Paola De Micheli, sua amica da anni, che lo stava aiutando nella procedura per far ottenere la cittadinanza italiana al giocatore uruguaiano. Sono decine della magistratura di Perugia che svelano i contatti tra i protagonisti di quella vicenda che si concluse con l’esame farsa del giocatore presso l’Università per stranieri di Perugia. Qualche domande rivolta al calciatore («Lei fa la spesa?» o «Le piace cucinare?») portano a brevi risposte con qualche parola in italiano mescolata a espressioni in spagnolo. In qualche caso poi, Suarez sembra ricevere un aiuto dagli stessi esaminatori che subito dopo la domanda iniziano la risposta invitando il calciatore a continuare. Suarez parla quindi della sua famiglia, delle sue squadre di club — «da quanto gioca con il Barcellona?» una delle domande, «sei anni» la risposta — e con la nazionale. «E nel tempo libero cosa le piace fare?», è un’altra delle domande. «Mi piace stare con la mia famiglia, gioco alla PlayStation con i miei figli», la risposta. E ancora, l’esaminatore si rivolge a Suarez dicendogli: «Sì però credo che nei prossimi mesi lei segua delle lezioni di italiano, no? Dovrà studiare italiano!», e Suarez risponde: «Sì sì sì… Anche per cercare lavoro. Allora in Barcellona il giocatore, il giocatore o calciatore… Calciatore parlare italiano, della Juventus, Pjanic…».A Suarez vengono anche mostrate due immagini, chiedendogli di descriverle. «In questa immagine sono una mamma e un bambino che fa i compiti», si sente dire il calciatore. «E nell’altra?», chiede l’esaminatore. «Ci sono quattro persone: papà, mamma, bambino e bambina… per fare spesa… bambino porta cocomera…». Al termine del colloquio arriva il momento delle foto-ricordo dove, a turno, il personale docente dell’università (figli compresi) si fa immortalare con Suarez. ( Fiorenza Sarzanini / Corriere Tv ).

Checco Zalone folgorato da Helen Mirren: ‘La Vacinada’ è il tormentone da Oscar


Il Piccolo

Checco Zalone incontra Helen Mirren ed è subito un video da Oscar. ‘L’immunidad de gregge ancor no è arivada, ma menomal que està la vacinada’. Ecco il nuovo tormentone di Luca Medici, in arte Checco Zalone, che torna a occuparsi di Covid e vaccini. ‘La vacinada’ è una sorta di sequel del video diventato virale lo scorso anno ‘L’immunità di gregge’, girato con Virginia Raffaele per raccontare la quarantena degli italiani. Francisco Oscar Zalon, come si fa chiamare nel video, questa volta si trova in ‘Saliento’ per raggiungere la grotta Zinzulusa, sul litorale tra Castro e Santa Cesarea Terme. Lungo il tragitto incontra Mirren, l’attrice britannica premio Oscar, nei panni di una contadina alla quale chiede indicazioni. Ma viene subito distratto dalla vista del punto di iniezione del vaccino sul braccio sinistro della donna. Così, ne viene folgorato e la coinvolge in un viaggio romantico per le campagne salentine, con tanto di colonna sonora dedicata. “A mi me gusta bailare contigo, o vacinada, con l’anticuerpo dell’Astrazeneca”. Una ventata di leggerezza e ironia, ma anche un invito tra le righe a vaccinarsi .  .di Marìcla Pastore

Arbitri, le chat segrete “Truccano le carriere per arrivare in Serie A”


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/arbitri_le_chat_segrete_truccano_le_carriere_per_arrivare_in_serie_a_-298862069/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S5-T1

Due arbitri denunciano alla procura di Roma un meccanismo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Nelle chat tra i membri della commissione di valutazione il cambio dei voti

Un plico, da qualche giorno nelle mani della Procura di Roma, promette di sconvolgere il sistema arbitrale italiano. Per i documenti che contiene e per la storia che racconta. Una storia di arbitri che accusano altri arbitri. Di valutazioni post-partita ritoccate al rialzo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Del giudizio falsificato dell’arbitraggio di Spezia-Chievo dello scorso campionato di B. E di una chat. Una chat riservata su WhatsApp tra i componenti della Commissione arbitri di Serie B che, al momento di stilare la graduatoria finale della stagione, prende la forma di una mattinata dal salumiere. «Devi togliere un 8.60 e mettere un 8.70…», «secondo me occorre mettere 8.70 a Sacchi, Fourneau e Abbattista», «8.60 a tutti», «prova Abbattista 8.70», «aspetta a inserirle…».
Il mondo dei fischietti rischia di essere investito dal fango. E questa volta non per un rigore non dato ma per un apparato di promozioni e bocciature che espone gli arbitri di calcio a ogni tipo di intemperie. Con la conseguenza che basta una frase sibilata durante un allenamento o un raduno («mi raccomando domenica, quella partita è importante per quella squadra») per mettere soggezione o indirizzare un incontro. Con ordine, dunque.

La denuncia di Minelli e Baroni – Il plico è la denuncia di sette pagine, corredata da otto allegati, portata ai pm romani da due tesserati dell’Associazione italiana arbitri (Aia), il 39 enne varesino Daniele Minelli e il 38 enne fiorentino Niccolò Baroni. Fino all’anno scorso erano nell’organico della Serie B, ma il 31 agosto 2020 sono stati “dismessi” dal Comitato nazionale dell’Aia “per adeguate motivazioni tecniche”. In altre parole, perché nel campionato 2019-2020 sono andati peggio degli altri. Marcello Nicchi, all’epoca presidente Aia, comunica loro la decisione via mail, specificando che — su una lista di 25 — Baroni si è piazzato 23°, Minelli 24°. Rimangono invece in B l’ultimo della graduatoria, Ivan Robilotta, e Eugenio Abbattista, un fischietto esperto ma arrivato al tetto massimo di 8 stagioni di appartenenza al ruolo.
Perché Abbattista?, si chiedono i trombati. E perché Robilotta, che ha il risultato peggiore? Tramite l’avvocato Gianluca Ciotti, Minelli e Baroni fanno accesso agli atti, raccolgono i referti del campionato e scoprono che Abbattista ha avuto un “rendimento eccellente”. È passato dalla dismissione, programmata per limiti di permanenza, alla conferma grazie a una super prestazione.

La serata magica di Abbattista Per l’ultima partita da lui diretta, Spezia-Chievo dei play-off che si gioca l’11 agosto 2020 (3-1 per i padroni di casa), ottiene il massimo possibile dei voti: 8.70. Con quel giudizio, espresso nel referto di Riccardo Di Fiore che fa parte dell’organo tecnico di valutazione e che quella sera è sugli spalti, Abbattista diventa il terzo miglior arbitro della Serie B. E il regolamento federale prevede la possibilità di derogare al limite delle otto stagioni di fronte a un così fenomenale exploit tecnico. Per non bocciare Robilotta, invece, l’Aia per la prima volta nella sua storia si appella a una norma che permette di salvare le matricole al primo anno anche quando arbitrano male. Minelli e Baroni non ci stanno. Fanno ricorso. Il Tribunale federale nazionale nel novembre 2020 rigetta le istanze, relegando la vicenda al rancore di due fischietti che non vogliono accettare il verdetto del campo. Pare finita lì. A metà del gennaio scorso, invece, il colpo di scena.

La chat della Serie B – Riccardo Di Fiore li contatta e gli dice che lui, quell’8.70 ad Abbattista, non lo ha mai dato. Gli aveva dato un 8.60, ma è intervenuta una manina. Minelli e Baroni non ci credono fino a quando non vedono coi propri occhi il referto che il 12 agosto, la mattina dopo Spezia-Chievo, Di Fiore ha inviato alla segreteria Aia. C’è scritto 8.60. Con lo 0.10 in più regalato, Abbattista è balzato in zona promozione. Può quindi rimanere nell’élite arbitrale in B e percepire per un altro anno lo stipendio da circa 120 mila euro. Di chi era la manina?
Alla denuncia sono allegati gli screenshot della chat “Commissione Can B” a cui partecipano, tra gli altri, lo stesso Di Fiore ed Emidio Morganti, allora responsabile dell’organo tecnico di valutazione. I messaggi si riferiscono al 21 agosto 2020, il momento in cui — a campionato concluso — va stilata la graduatoria finale. «Ci mancano ancora tutti i voti dei playoff, nomi e schede di promossi e dismessi», esordisce Davide Garbini (membro della Can B, oggi unificata con la Can A) che ha il file Excel aperto. Morganti dà una prima indicazione: «8.60 a tutti». Poi suggerisce: «Prova Abbattista 8.70» e qualche messaggio dopo posta un’emoticon sorridente. C’è poi una terza persona, non identificata, che ha un’idea: «Occorre mettere 8.70 a Sacchi, a Fourneau e Abbattista…». Garbini rimanda l’elenco, modificato: «Viene così coi tre 8.70».

Il “forse” di Morganti – Repubblica ha contattato Morganti, chiedendogli se c’è una spiegazione a quanto si legge nella chat. «Forse» ha risposto. «Ma non la dico certo a voi». Secondo l’avvocato Ciotti, ci sono gli estremi della truffa e del falso a carico dei responsabili dell’Aia, ma la sua è una valutazione di parte che deve essere vagliata dai pm. “Quanto descritto — chiosa la denuncia — fa cadere la neutralità di coloro che debbono assicurare il rispetto delle regole sul terreno di gioco”.

1 maggio