È morto Frank McRae


È morto Frank McRae, una carriera da duro accanto a Stallone e Timothy Dalton

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2021/05/06/news/e_morto_rank_mcrae-299661392/?amp_js_v=0.1&usqp=mq331AQHKAFQArABIA==

Una quarantina di film per questo ex giocatore di football che è morto a 80 anni per un infarto. Tra i titoli più famosi ‘Rocky II’, ‘Dillinger’, ‘007: Vendetta privata’

Frank McRae (Memphis, 3 giugno 1942 – Santa Monica, 29 aprile 2021) è stato un attore e giocatore di football americano statunitense.

È morto Frank McRae, attore afromaericano spesso in ruoli da duro in film come 007: Vendetta privata e Dillinger o sul ring con Stallone in Rocky II.  Aveva 80 anni. L’annuncio della scomparsa, avvenuta il 29 aprile a seguito di un infarto, è stato dato dalla nuora a Variety.

Nato a Memphis il 3 giugno 1942, McRae è stato in gioventù un giocatore di football professionista, giocando con i Chicago Bears e i Los Angeles Rams. Grazie al suo fisico possente ed alla sua altezza (198 cm), ottenne il primo ruolo nel gangster film Dillinger (1973), nel ruolo del detenuto Reed Youngblood che aiuta a fuggire John Dillinger (Warren Oates). Ha poi rapidamente collezionato piccoli ruoli in altre importanti pellicole della seconda metà degli anni ’70 come Un mercoledì da leoni di John Milius, Taverna Paradiso di Sylvester Stallone, Norma Rae di Martin Ritt, 1941: allarme a Hollywood di Steven Spielberg. Per non soffermarsi sempre negli stessi ruoli bruti, ha partecipato a pellicole come Miracolo sull’ottava strada, Palle in canna e Last Action Hero – L’ultimo grande eroe. McRae è anche apparso nel film della serie di James Bond del 1989 007 – Vendetta privata nei panni di Sharkey, un caro amico di Bond (Timothy Dalton) e Felix Leiter (David Hedison). Complessivamente l’attore ha recitato in una quarantina di film, tra cui 48 ore (1982) e Sorvegliato speciale di John Flynn.

Frank McRae (1944 – 2021) in ‘Licence to Kill’ (1989)

Nty, cyber attacco costringe a chiusura maxi oleodotto Usa


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2021/05/08/nty-cyber-attacco-costringe-a-chiusura-maxi-oleodotto-usa-_9e9d7d8a-4f0d-4fb8-8728-f71ddc630ea3.html

Stop pipeline che trasporta 45% forniture carburante East Coast

Un cyber attacco ha costretto Colonial Pipeline a chiudere uno dei più grandi oleodotti Usa, 8550 km di tubi che trasportano benzina e carburante per gli aerei dal Golfo del Messico a New York, rappresentando il 45% delle forniture della East Coast. Lo scrive il New York Times.

La società ha spiegato di aver bloccato la pipeline per contenere l’attacco al network dei suoi computer. La maggior parte del carburante trasportato (2,5 milioni di barili al giorno) finisce in serbatoi di stoccaggio e con il calo dell’uso di energia per la pandemia è improbabile che il blitz causi interruzioni immediate nella catena di distribuzione. Nelle indagini è coinvolto anche l’Fbi

Modello 730: scadenze, novità e difficoltà. Tutto quello che bisogna sapere


articolo: https://www.corriere.it/economia/professionisti/consulenti-del-lavoro/cards/modello-730-scadenze-novita-difficolta-tutto-quello-che-bisogna-sapere/guida.shtml

La guida per il Modello 730 del 2021 (redditi 2020)

Arriva il momento della dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti: il modello 730 per l’anno 2020. La stagione comincia presto: a partire dal 10 maggio, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, che il Fisco appronta per ogni contribuente ormai da qualche anno (con procedure semplificate). Per accedere serve lo Spid, ovvero l’identità digitale per i servizi pubblici (di seguito le istruzioni).

Ma vediamo di seguito le principali novità e le tempistiche per la Dichiarazione dei redditi tradizionale e «fai da te», con l’ausilio della Guida redatta dai Consulenti del Lavoro.
Tra le novità la più delicata riguarda l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti per poter accedere alla detrazione delle spese sanitarie, onere che la pandemia e le sue conseguenza non hanno di certo agevolato. A tal proposito è stato già richiesto lo slittamento dell’entrata in vigore. «Non c’è dubbio che è una difficoltà in più che si va ad aggiungere alle altre già esistenti in questo strano periodo – dichiara Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del lavoro – . Per questo abbiamo richiesto il rinvio all’anno fiscale 2021». Vediamo nel dettaglio le novità certe del nuovo modello per la Dichiarazione dei redditi.

Chi deve presentare il modello 730: i dipendenti e i contribuenti – Possono utilizzare il modello 730 – 2021 i contribuenti che nel 2020 hanno percepito: redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati (es. co.co.co.); redditi dei terreni e dei fabbricati; redditi di capitale; redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (es. prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente); redditi diversi (es. redditi di terreni e fabbricati situati all’estero); alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata. Il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione se ha conseguito redditi nell’anno 2020 e non rientra nelle ipotesi di esonero (es. lavoratore dipendente titolare esclusivamente di redditi corrisposti da un unico datore di lavoro). La dichiarazione deve comunque essere presentata se le addizionali all’Irpef non sono state trattenute o sono state trattenute in misura inferiore a quella dovuta da parte del datore di lavoro. La dichiarazione può essere presentata, per fruire di detrazioni o per chiedere rimborsi relativi a crediti o eccedenze di versamento che derivano dagli anni precedenti.

Il 730 precompilato – A partire dal 10 maggio, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it. È possibile accedere al 730 precompilato utilizzando: – un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
– CIE – Carta di identità elettronica;
– le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps;
– una Carta Nazionale dei Servizi.

Fino al 30 settembre 2021 è possibile accedere anche utilizzando le credenziali rilasciate dall’Agenzia delle entrate fino al 28 febbraio 2021.

Nella sezione del sito internet dedicata è possibile visualizzare:
il 730 precompilato;
un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel precompilato.
Nello stesso prospetto sono evidenziate anche le informazioni che risultano incongruenti e che quindi richiedono una verifica da parte del contribuente;

– l’esito della liquidazione: il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga;
– il modello 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione.

Il modello 730 ordinario – Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello Redditi).

Il modello 730 ordinario può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, al Caf o al professionista abilitato. I lavoratori dipendenti privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio devono presentare il mod. 730 a un Caf o a un professionista abilitato. Il 730 ordinario si presenta ai predetti soggetti entro il 30 settembre.

Le novità del 2020 del Modello 730 – Tra le principali novità contenute nel modello 730 di quest’anno vi sono:
– Riduzione della pressione fiscale del lavoratore dipendente con reddito fino a 28.000 euro (c.d. bonus 100 euro); inoltre, il lavoratore con reddito superiore a 28.000 euro e fino a 40.000 euro spetta un’ulteriore detrazione il cui importo diminuisce all’aumentare del reddito;
– Detrazione per ristrutturazione “Superbonus 110%”;
– Detrazione per “Bonus facciate” pari al 90%;
– Credito d’imposta per monopattini elettrici e servizi di mobilità elettrica;
– Credito d’imposta “Bonus vacanze”, se il credito d’imposta vacanze è stato fruito entro il 31 dicembre 2020, è possibile fruire del relativo importo della detrazione pari al 20 % dell’importo sostenuto
.

La tracciabilità delle spese sanitarie – La legge di Bilancio 2020 ha previsto l’obbligo di tracciabilità per le detrazioni relative agli oneri di cui all’art. 15 del TUIR all’interno dei quali vi sono le spese sanitarie. L’obbligo di pagamento tracciabile, però, non riguarda le detrazioni spettanti per:
– le spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici;
– le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

A titolo di esempio, una visita effettuata presso una struttura ospedaliera, in regime di intramoenia, o presso una struttura accredita con il servizio sanitario nazionale può continuare ad essere pagata in contanti conservando il diritto alla detrazione. Al contrario, la medesima visita, effettuata presso uno specialista “libero professionista”, deve essere pagata con un mezzo tracciabile (carta di debito, di credito, carta prepagata, bonifico e assegno bancario).

L’Agenzia delle entrate con la risposta n. 484 del 2020 ha chiarito che la spesa sanitaria può essere considerata sostenuta dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa, anche in caso di pagamento effettuato da altro soggetto. Occorre però assicurare ai fini della detraibilità la corrispondenza tra spesa detraibile e pagamento effettuato dal terzo, fornendo al professionista o al Caf un documento che provi la transazione con ricevuta bancomat, bollettino postale, MAV, o estratto conto bancario. In mancanza di tali ricevute, l’utilizzo del mezzo di pagamento tracciabile può essere documentato tramite una annotazione in fattura da parte del percettore delle somme (es. medico specialista)

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Superlega: nove club pentiti chiedono scusa. Real, Juventus e Barcellona rischiano ancora l’esclusione dalle Coppe


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/05/07/news/uefa_superlega_scuse_disciplinare_sanzioni-299874101/

Il comunicato della Uefa mette la parola fine al progetto. Le nove società vengono reintegrate con misure “complete e definitive” dopo aver riconosciuto l’errore. Le altre tre potrebbero ancora rimanere fuori. Ceferin duro: “Deferite agli organi disciplinari”


La Superlega è ufficialmente finita col comunicato dell’Uefa che attesta la rinuncia di 9 club su 12 al progetto di scissione e di creazione di un nuovo torneo alternativo alla Champions, il famoso golpe fallito di aprile, durato meno di 48 ore. Anche il Milan si è unito alle 8 pentite (Arsenal, Chelsea, Atletico Madrid, Inter, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham). Resistono dunque Real Madrid, Juventus e Barcellona, che rischiano in teoria ancora l’esclusione per due anni dalle coppe europee.

Reintegrati nelle coppe della prossima stagione – Il comunicato è molto articolato ed è frutto evidente di una serie di negoziazioni, nei giorni scorsi, tra i 9 club rientrati nei ranghi e Nyon, che riassume così l’esito dei colloqui di pace: “In uno spirito di riconciliazione e per il bene del calcio europeo, 9 dei 12 club coinvolti nel progetto della cosiddetta Super League hanno presentato all’Uefa “Dichiarazione d’impegno”, che illustra la loro posizione nelle competizioni per club Uefa e in quelle nazionali. L’Uefa ha convocato un gruppo di emergenza del suo Comitato Esecutivo, che ha preso in debita considerazione lo spirito e il contenuto della “Dichiarazione d’impegno” e ha deciso di approvare le varie azioni, le misure e gli impegni presi dai club. Una conferma formale degli impegni e delle modalità di reintegrazione dei club e di partecipazione alle competizioni per club Uefa è stata concordata e firmata dall’Uefa e dai 9 club. Le misure di reintegrazione approvate sono complete e definitive“.

Le scuse ufficiali – “Questi 9 club – puntualizza l’Uefa – riconoscono e accettano che il progetto Super League è stato un errore e si scusano con i tifosi, le associazioni nazionali, le leghe nazionali, gli altri club europei e la Uefa. Riconoscono inoltre che il progetto non sarebbe stato autorizzato, in base allo statuto e ai regolamenti Uefa“.

Mai più scissioni – È il punto fondamentale: la rinuncia a qualsiasi azione legale pro Superlega: “In particolare, ogni club riconosce e accetta senza riserve la natura vincolante dello statuto Uefa, rimane impegnato a partecipare a tutte le competizioni per club Uefa di ogni stagione per le quali il club si qualifichi per meriti sportivi, entra a far parte dell’Eca (European Club Association), che è l’unico organismo di rappresentanza dei club riconosciuto dall’Uefa e prenderà tutte le misure in proprio potere al fine di porre fine al coinvolgimento nella società creata per formare e gestire la Super League, cessando qualsiasi azione legale esistente“.

Le sanzioni – Il tentato golpe, per i 9 club pentiti, non si risolverà in punizioni forti, ma non sarà comunque senza conseguenze pecuniarie, per ora limitate con la promessa che in futuro, in caso di eventuale sgarro alle regole, la multa possa arrivare fino a 150 milioni di euro: “Come gesto di buona volontà, e insieme agli altri club, ogni club dei 9 farà una donazione. Il totale di 15 milioni di euro verrà utilizzato a beneficio dei bambini, dei giovani e del calcio di base nelle comunità locali in tutta Europa, compreso il Regno Unito. I club saranno soggetti alla trattenuta del 5% dei ricavi che avrebbero ricevuto dalle competizioni Uefa per club per una stagione, che verranno ridistribuiti. Accetteranno infine di vedersi comminare multe consistenti, se cercheranno di giocare in una competizione non autorizzata (100 milioni di euro) o se violeranno qualsiasi altro impegno assunto nella “Dichiarazione d’impegno” (50 milioni di euro)“.

Le riforme – L’ultima puntualizzazione è sulle riforme future delle coppe, a cominciare dalla Champions e dall’ipotesi di correzione al nuovo formato a partire dal 2024, approvato ad aprile poche ore prima dell’annuncio della Superlega: tutto dovrà essere concordato con l’Uefa: “I 9 club forniranno alla Uefa impegni individuali in cui si accettano tutti i principi e i valori stabiliti nel Memorandum d’Intesa 2019 tra Uefa ed Eca. In prospettiva i club sono pienamente impegnati nelle nuove riforme del post 2024. Su richiesta dei club, la Uefa chiederà che le rispettive Federazioni e Leghe nazionali tengano in debita considerazione lo spirito, il contenuto e lo scopo degli impegni presi dai club con l’Uefa“.

Il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, ha nuovamente fatto un distinguo tra i 9 club rientrati nei ranghi, sostanzialmente indenni, e quelli che non hanno ancora rinunciato ufficialmente al progetto: contro Real, Juventus e Barcellona la posizione dell’Uefa resta molto dura: rimane pendente in teoria l’esclusione biennale dalle coppe: “Ho detto al Congresso Uefa di due settimane fa che ci vuole un’organizzazione forte per ammettere di aver commesso un errore, specialmente in questi giorni di processi sui social media. Questi club hanno fatto proprio questo. Accettando i loro impegni e la volontà di riparare ai disagi che hanno causato, l’Uefa vuole lasciarsi alle spalle questo capitolo e andare avanti con uno spirito positivo. Le misure annunciate sono significative, ma nessuna delle sanzioni finanziarie sarà trattenuta dalla Uefa: saranno tutte reinvestite nei giovani e nel calcio di base nelle comunità locali in tutta Europa, compreso il Regno Unito. Questi club hanno riconosciuto rapidamente i loro errori e hanno intrapreso azioni per dimostrare il loro pentimento e il loro impegno futuro per il calcio europeo. Lo stesso non si può dire per i club che rimangono coinvolti nella cosiddetta Super League: l’Uefa si occuperà di questi club successivamente, riservandosi ogni diritto di intraprendere qualsiasi azione che ritenga appropriata contro quei club che hanno finora rifiutato di rinunciare alla cosiddetta Super League. La questione sarà prontamente riferita ai competenti organi disciplinari della Uefa“.

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