Archivi categoria: Calcio & scandali

Inghilterra-Danimarca, due palloni in campo nell’azione del rigore: è bufera!


articolo: https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/euro-2020/inghilterra/2021/07/07-83396050/inghilterra-danimarca_due_palloni_in_campo_nellazione_del_rigore_bufera_

Nel corso dell’affondo di Sterling le inquadrature tv evidenziano la presenza in campo di due palloni: la furia del web

Inghilterra-Danimarca tra le polemiche. Nel corso dell’azione che ha portato al rigore e al secondo gol inglese di Kane, le telecamere hanno evidenziato la clamorosa presenza in campo di due palloni. Quando Sterling affonda sulla corsia destra, prima del contatto con due difensori danesi, diversi frame testimoniano l’episodio che avrebbe potuto portare all’interruzione del gioco da parte dell’arbitro, che invece ha scelto di far continuare. 

Due palloni in campo sul rigore, furia social – Le immagini dei due palloni contemporaneamente in campo hanno in pochi minuti fatto il giro del web suscitando le reazioni furiose degli utenti contro la decisione del direttore di gara e quella successiva del Var che ha convalidato il penalty decisivo. 

Scandalo rigore Inghilterra – Danimarca

Superlega, deciderà la Corte di giustizia europea


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/05/31/news/superlega_decidera_la_corte_di_giustizia_europea-303585508/

Il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza. L’interpretazione sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici della UE.

Il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia europea nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza. L’interpretazione della Corte sarà determinante per la decisione del giudice spagnolo e per tutti gli altri tribunali che si dovranno pronunciare sul tema.

Interpretazione vincolante – Ricordiamo che Juventus, Barcellona e Real Madrid, i tre club rimasti a difesa del progetto Superlega, si sono rivolte per contestare la presunta violazione da parte di Uefa e Fifa delle norme sulla concorrenza stabilite dall’Unione Europea, rifacendosi al pronunciamento del tribunale commerciale di Madrid delle scorse settimane. La Corte dovrà dare interpretazione delle norme rilevanti nella procedura, e questa sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici dell’Unione Europea che si troveranno ad affrontare una questione analoga nel futuro. Il rischio di una disputa legale tra i club della Superlega e la Uefa è dunque sempre più concreto e le conseguenze rischiano di essere pesantissime.

Uefa: “Difenderemo con forza la nostra posizione” – “La Uefa prende atto dell’annuncio da parte della Corte di Giustizia dell’Ue del riferimento da parte di un Tribunale di Madrid sulla cosiddetta Superlega, nonostante il ritiro di nove dei suoi club fondatori. La Uefa ha fiducia nella sua posizione e la difenderà con forza“. E’ quanto scrive in una nota l’organo di autogoverno del calcio europeo in merito alla richiesta del Tribunale di Madrid che ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia europea nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza.

Dalla Spagna: “I club sono ancora dentro al progetto” – Una marcia indietro simulata. Secondo El Confidencial i nove club che  – su pressione dei tifosi e per evitare sanzoni dall’Uefa – hanno fatto un passo indietro non sono realmente usciti dal progetto. Il quotidiano spagnolo ha pubblicato un documento sottoscritto da tutti i club che hanno aderito al progetto. Documento firmato il 17 aprile, due giorni prima dell’annuncio della Superlega, da tutti i club. Olltre ai tre che non hanno abbandonato l’idea di partecipare a una competizione d’élite (Real Madrid, Barcellona e Juventus), ci sono gli altri scissionisti: Manchester United, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Manchester City, Liverpool, Atlético de Madrid, Inter e Milan. Tutte le società, si legge, hanno lo stesso numero di azioni: “I fondatori hanno deciso di essere proprietari congiuntamente e in egual modo la European Super League Company SL, una società a responsabilità limitata che possiederà e gestirà la Superlega direttamente” . L’idea della competizione per pochi sembrava tramontata dopo le minacce di Uefa e Fifa e la sollevazione popolare inglese che ha innescato l’uscita dei club della Premier League. Secondo El Confindencial nessuna delle nove squadre che avevano fatto marcia indietro ha venduto la propria partecipazione, ossia le azioni della società chiamata a gestire la Superlega. L’accordo con gli investitori è quindi in vigore, non è stato risolto. Di più: nessuno dei club ha nemmeno tentato di risolverlo. Quindi la conclusione è: tutte e nove le società sono ancora dentro a pieno titolo. Dalle scuse alla marcia indietro il passo è stato breve, anche se somiglia a un passo falso.

Arbitri, inchiesta note spese: sospesi e indagati Pasqua, La Penna e Robilotta


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_20/inchiesta-note-spese-arbitrali-sospesi-indagati-pasqua-penna-robilotta-f5714736-b9a6-11eb-9c80-c1fe6e22b062.shtml

Presunte irregolarità per poche centinaia di euro. Indagine aperta in seguito alla denuncia dell’Aia, l’Associazione italiana arbitri

Uno scandalo dopo l’altro, non c’è pace per il mondo degli arbitri. L’ultimo terremoto riguarda i rimborsi spese, che alcuni di loro (tre direttori di gara e quattro assistenti) avrebbero presentato con presunte incongruenze, sulle quali sta indagando ormai da un mese la Procura federale. Un’inchiesta aperta in seguito alla denuncia dell’Aia, l’Associazione italiana arbitri, che ha ravvisato anomalie in occasione di una serie di controlli effettuati nel nome della trasparenza invocata dal nuovo presidente Trentalange (in carica da febbraio dopo 12 anni di regno incontrastato di Nicchi).

Ivan Robilotta – Federico La Penna – Fabrizio Pasqua

Le discrepanze sono emerse alla metà di aprile e il 21 del mese scorso è partita la segnalazione agli 007 della Figc; nel contempo i tesserati coinvolti sono stati sospesi dall’attività «a scopo cautelativo». A finire sotto indagine sono gli arbitri Fabrizio Pasqua (della sezione di Tivoli), Federico La Penna (Roma uno) e Ivan Robilotta (Sala Consilina, mai impiegato in serie A), più quattro guardalinee. Sarebbero già stati ascoltati tutti quanti da Giuseppe Chiné, capo della Procura, il quale si è attivato subito senza fare sconti a nessuno, ed è prossimo alla chiusura dell’indagine. Le presunte irregolarità individuate nelle note spese non sarebbero rilevanti dal punto di vista economico: qualche centinaio di euro, discrepanze relative al rimborso chilometrico, all’uso dei taxi, perfino ai tamponi ai quali devono sottoporsi i direttori di gara. Ma è chiaro che questo non diminuirebbe la gravità degli atti, se venissero confermate le anomalie. Al punto che i coinvolti rischiano addirittura la radiazione. Così come è evidente che c’è stato un cortocircuito nel rapporto con la struttura che si occupa dell’organizzazione dei viaggi per conto dell’Aia. Nel caso in cui la Procura federale trovasse conferma delle irregolarità nei rimborsi, inoltrerebbe la documentazione alla Procura interna all’Aia, che sosterrebbe l’accusa presso la Commissione disciplinare di primo e secondo grado dell’Associazione italiana arbitri (l’ultimo giudizio spetterebbe al Collegio di garanzia del Coni).

A questo punto la carriera di Pasqua e La Penna è evidentemente in pericolo mentre Robilotta — che è anche presidente della sezione di Sala Consilina — avrebbe comunque visto finire il suo percorso in campo alla fine della stagione. La possibile esplosione di un nuovo scandalo rischia di mettere in ginocchio la classe arbitrale, già alle prese con la delicata vicenda delle carriere truccate dai direttori di gara di serie B per determinare le promozioni in A, emersa di recente e sulla quale indaga la Procura della Repubblica di Roma. In questo modo il lavoro di rinnovamento di Trentalange trova ostacoli difficilissimi da superare, eredità di un passato in cui la gestione dell’Aia è stata spesso al centro di polemiche.

Calcio, scandalo arbitri in Serie A: indagine su eventuali irregolarità nei rimborsi spese. Già 7 sospesi


articolo: https://www.iltempo.it/sport/2021/05/20/news/scandalo-arbitri-serie-a-calcio-rimborsi-spese-chi-sono-irregolarita-indagine-procura-figc-aia-27296944/

Finiscono sotto i riflettori gli arbitri e gli assistenti arbitrali del mondo del calcio. La Procura federale della FIGC ha aperto una indagine per accertare eventuali irregolarità nei rimborsi spese nel settore arbitrale. La conclusione dell’attività di inchiesta dovrebbe terminare nei prossimi giorni. La FIGC, in accordo con la presidenza dell’AIA, si è subito attivata a seguito di una segnalazione su presunte irregolarità amministrative per quanto riguarda i rimborsi a tutti i livelli.

Tre arbitri della Can di serie A sono stati sospesi in attesa dei risultati dell’indagine della Procura. Sono stati fermati anche quattro assistenti. L’AIA, associazione italiana arbitri, ha pubblicato una nota sul caso: “In attuazione dell’obiettivo della massima trasparenza associativa e come già comunicato su questo sito nei giorni scorsi, la nuova governance dell’AIA ha avviato audit interni amministrativi e contabili sulla conformità dei rimborsi-spese erogati per attività tecniche ed associative. All’esito di tali controlli, riscontrate delle incongruenze contabili nella compilazione dei rimborsi spese redatti di alcuni associati, la Presidenza dell’AIA ha inviato tutta la relativa documentazione alla Procura Federale della FIGC in data 21 aprile scorso. Nelle more della conclusione delle indagini federali, tutti gli associati coinvolti nella vicenda sono stati sospesi dall’attività tecnica in via cautelare”. Non sono stati ancora svelati i nomi degli arbitri coinvolti.

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Un altro scandalo nel calcio italiano: indagine sui rimborsi spese degli arbitri

articolo: https://www.calcioweb.eu/2021/05/indagine-rimborsi-spese-arbitri/10503900/

Un nuovo scandalo che riguarda il mondo del calcio italiano. Avviata un’indagine sul rimborso spese degli arbitri

Una nuova indagine sul calcio italiano e che riguarda ancora una volta gli arbitri. Il mondo del pallone deve fare i conti con gravissimi problemi dal punto di vista economico, ma gli scandali sono ormai all’ordine del giorno.

Nel dettaglio la Procura federale della Figc è attiva per accertare presunte alterazioni sui rimborsi spese nel settore arbitrale. Si è mossa anche la Figc in seguito ad una segnalazione ed è stata portata avanti un’indagine interna per provare a fare luce sulla situazione. La verifiche riguardano eventuali irregolarità amministrative nella rendicontazione dei rimborsi a qualsiasi livello. A breve è attesa la conclusione delle indagini.

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Figc, inchiesta sui rimborsi spese: ”Sospesi tre arbitri”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/05/20/news/figc_inchiesta_sui_rimborsi_spesa_sospesi_tre_arbitri_-301975864/

La Procura federale avrebbe accertato presunte alterazioni sui rimborsi spese nel settore arbitrale. Oltre a tre direttori di gara, sono stati fermati in via cautelare anche quattro assistenti. L’Aia collabora: ”Inviati tutti i documenti”

Un’indagine della Procura federale della Figc scuote il mondo arbitrale. Sono stati infatti fermati, in via cautelare, tre arbitri e quattro assistenti in merito ad un’inchiesta su presunte alterazioni sui rimborsi spese.

Aia: “Inviati tutti i documenti” – La conclusione del lavoro di indagine dei pm federali, cominciato oltre un mese fa, è atteso a giorni. A seguito di una segnalazione, in accordo con la presidenza dell’Aia, la Figc si è subito attivata promuovendo un’indagine interna ad ampio spettro per verificare eventuali irregolarità amministrative nella rendicontazione dei rimborsi a qualsiasi livello. L’Associazione Italiana degli Arbitri (AIA) ha dunque sospeso momentaneamente le persone coinvolte, pubblicando anche una nota sul proprio sito: “In attuazione dell’obiettivo della massima trasparenza associativa e come già comunicato su questo sito nei giorni scorsi, la nuova governance dell’Aia ha avviato audit interni amministrativi e contabili sulla conformità dei rimborsi-spese erogati per attività tecniche ed associative. All’esito di tali controlli, riscontrate delle incongruenze contabili nella compilazione dei rimborsi spese redatti da alcuni associati, la presidenza dell’Aia ha inviato tutta la relativa documentazione alla Procura Federale della Figc in data 21 aprile scorso. Nelle more della conclusione delle indagini federali, tutti gli associati coinvolti nella vicenda sono stati sospesi dall’attività tecnica in via cautelare“.

Era da tempo che girava la notizia, riferita alle precedente gestione arbitrale (Nicchi): ora il nuovo n.1 dell’Aia, Trentalange, ha mandato subito le carte alla Procura Figc per fare chiarezza. Un altro scandalo dopo quello denunciato da Repubblica sui voti per fare promuovere gli arbitro. In questo caso, pare che gli indagati siano sette: qualcuno potrebbe parlare. Se fossero condannati (ritiro tessera), il procuratore federale Chinè sarebbe obbligato a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica che aprirebbe un fascicolo per il reato di truffa e la Figc potrebbe costituituirsi parte civile per danno di immagine. Una nuova Rimborsopoli.

pubblicato il 5 maggio 2021 :

Morte di Maradona, si aggravano le accuse contro medici e altri imputati


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_20/morte-maradona-si-aggravano-accuse-contro-medici-altri-imputati-60b0145a-b91b-11eb-9c80-c1fe6e22b062.shtml

Non è più omicidio colposo, ma omicidio con dolo eventuale: un capo di imputazione per cui si rischiano fino a 25 anni. I sette accusati in udienza dal 31 maggio

Non più omicidio colposo, adesso è omicidio con dolo eventuale. Si aggravano le accuse a carico dei sette imputati per la morte di Maradona, lo scorso 25 novembre — tra loro figurano il suo medico Leopoldo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov —, i nuovi capi di imputazione previsti dalla giustizia argentina comportano il rischio di una detenzione dagli 8 ai 25 anni.

Luque, Cosachov e gli altri cinque imputati dovranno presentarsi in udienza il 31 maggio e il 14 giugno e intanto non potranno lasciare l’Argentina. Alla base di questa novità, le conclusioni della perizia medica sulle circostanze della morte del campione, abbandonato a se stesso, nei suoi ultimi giorni di vita, e curato in modo non adeguato.

L’Assoagenti alla Figc: “Verifiche sul procuratore di Bonucci”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/05/19/news/bonucci_inchiesta_lucci_agente_federcalcio-301715526/

La principale associazione dei procuratori di calcio ha inviato una segnalazione a Federcalcio, Coni e procura federale. Nel mirino le manovre per convincere i giocatori a cambiare rappresentante

Alessandro Lucci e Leonardo Bonucci

C’è un agente che da mesi fa incetta di campioni da rappresentare. Prima De Rossi (come allenatore) e Kolarov, poi Dzeko e Scamacca, ora anche Kulusevski. L’agente si chiama Alessandro Lucci, uno dei nomi storici della “seconda repubblica” dei procuratori, quelli sbocciati a cavallo degli anni dieci di questo secolo. Da qualche ora, però, il suo nome, oltre che sulle cronache di calciomercato è finito anche sul tavolo della procura della Federcalcio. A cui potrebbe dover spiegare di quel tam tam rimbalzato tra vari procuratori sportivi – e diffuso anche da alcuni blog – su una possibile attività di “disturbo” messa in atto per acquisire i calciatori di altri agenti. Anche, sempre secondo quelle indiscrezioni, con l’aiuto del più nobile dei suoi assistiti: il capitano azzurro Leonardo Bonucci. Di certo Lucci, titolare della Wsa, World soccer agency – rappresenta da anni calciatori di valore, da Montella a Vucinic, da Muriel a Cuadrado, solo per citare i più noti. L’attività si è allargata recentemente includendo molti nomi di rilievo. E le segnalazioni di comportamenti al limite, se non oltre, si sono moltiplicate.

La denuncia dell’assoagenti – Aiacs-Assoagenti, la principale associazione italiana di procuratori del calcio, sul caso vuole vederci chiaro. L’indomani delle prime indiscrezioni di stampa, lo scorso 8 maggio, pubblicò una nota ufficiale in cui faceva riferimento a “presunti comportamenti assunti da tesserati Figc ed agenti nell’acquisizione di procure e mandati di rappresentanza“. E precisava che dopo “aver già ricevuto varie segnalazioni sul tema” valutava la possibilità di rivolgersi “con i rituali mezzi alle autorità competenti“. Detto fatto. La richiesta di chiarimenti scritta è stata inviata alla Commissione Agenti della Figc, alla Commissione Agenti sportivi del Coni e alla Procura federale lunedì scorso. Un atto formale non privo di conseguenze: qualora i garanti e gli investigatori federali lo ritenessero, sul caso potrebbe essere aperta un’inchiesta. Lucci non ha voluto commentare, pur dicendosi tranquillo. 

Rischio sospensione – L’Assoagenti ha chiesto di verificare che non si configurino le fattispecie previste dall’articolo 20 comma 6 e 7 del regolamento agenti sportivi della Figc. Punti che ricordano come sia prevista “la sospensione dal Registro federale da sei a trentasei mesi per l’agente sportivo che, entri in relazione con calciatori legati da un rapporto contrattuale con un altro agente sportivo, al fine di indurli a risolvere anticipatamente il loro contratto“. E come a un agente sportivo sia “fatto divieto di offrire o corrispondere, anche indirettamente, a colleghi o a terzi provvigioni o altri compensi o omaggi quale corrispettivo per la presentazione di un calciatore o di una società sportiva o per l’ottenimento di mandati“. Inoltre la segnalazione chiede di “estendere la valutazione anche ai giocatori interessati“, ossia a Bonucci.

Nessuna richiesta di smentita – Nella segnalazione, viene poi evidenziato che agli articoli (allegati) delle scorse settimane non ha fatto seguito alcuna richiesta di rettifica o smentita. La Procura federale e soprattutto le commissioni agenti cosa dovranno o potranno fare? Semplice: convocare le parti e chiedere come sia andata la vicenda. Tra l’altro la scelta di Scamacca – comunicata via sms – di cambiare agente per passare nella scuderia Lucci, andrà comunque al Coni, al Collegio di garanzia: l’attaccante ha aperto un contenzioso col suo vecchio agente. Aveva iniziato a lavorare con lui dopo che Scamacca, oggi nel giro azzurro, aveva concluso una stagione disastrosa in Olanda.

Scandalo arbitri, ecco le telefonate che accusano Morganti: “Mi avete cambiato il voto, perché?”


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/05/05/news/scandalo_arbitri_ecco_le_telefonate_che_accusano_morganti_mi_avete_cambiato_il_voto_perche_-299492824/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S3-T1

Gli audio di una telefonata tra Riccardo Di Fiore, ex osservatore arbitrale della Serie B  e Emidio Morganti, ex responsabile dell’organo tecnico della Commissione arbitrale nazionale Serie B svelano come la classe arbitrale italiana sia tenuta sotto scacco da un sistema opaco che ne regola carriere e avanzamenti

Ecco la prova della manina che cambia i referti arbitrali. Dopo le chat rivelate da Repubblica che dimostrano come la classe arbitrale italiana sia tenuta sotto scacco da un sistema opaco che ne regola carriere e avanzamenti, l’inchiesta prosegue. Pubblichiamo gli audio di una telefonata tra Riccardo Di Fiore, ex osservatore arbitrale della Serie B  e Emidio Morganti, ex responsabile dell’organo tecnico della Commissione arbitrale nazionale Serie B. L’oggetto è la partita Spezia-Chievo dell’11 agosto 2020, valida per i playoff.

Di Fiore è stato mandato a seguirla. Ad arbitrare è Eugenio Abbattista. Alla fine Di Fiore valuta la prestazione di Abbattista da 8.60. Ma qualcuno a Roma cambia il suo referto, e quell’8.60 diventa 8.70, il massimo della valutazione. Grazie a quel giudizio Abbattista è rimasto anche per questa stagione in Serie B, quando invece avrebbe dovuto essere dismesso. Il fatto è stato svelato da Repubblica.

Di Fiore, appresa la notizia del suo referto cambiato, chiama Emidio Morganti, che allora era il responsabile delle valutazioni della Serie B. Di Fiore è sconcertato, non capisce cosa sia successo. E Morganti non sa cosa rispondere, si rifugia in un “ma non ti ricordi cosa avevamo detto?”, respinto però da Di Fiore: “No, non mi ricordo. Io ho dato 8.60, e mi ritrovo nel mio referto un 8.70”.

Di Fiore non mente. Agli atti del processo sportivo e all’attenzione della procura di Roma c’è quel referto, che qui pubblichiamo. Come si vede, nel documento che porta la firma di Di Fiore c’è un 8.70 che lui non ha mai messo.

Arbitri, le chat segrete “Truccano le carriere per arrivare in Serie A”


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/arbitri_le_chat_segrete_truccano_le_carriere_per_arrivare_in_serie_a_-298862069/?ref=RHTP-BH-I297139005-P3-S3-T1

Due arbitri denunciano alla procura di Roma un meccanismo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Nelle chat tra i membri della commissione di valutazione il cambio dei voti

Un plico, da qualche giorno nelle mani della Procura di Roma, promette di sconvolgere il sistema arbitrale italiano. Per i documenti che contiene e per la storia che racconta. Una storia di arbitri che accusano altri arbitri. Di valutazioni post-partita ritoccate al rialzo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Del giudizio falsificato dell’arbitraggio di Spezia-Chievo dello scorso campionato di B. E di una chat. Una chat riservata su WhatsApp tra i componenti della Commissione arbitri di Serie B che, al momento di stilare la graduatoria finale della stagione, prende la forma di una mattinata dal salumiere. «Devi togliere un 8.60 e mettere un 8.70…», «secondo me occorre mettere 8.70 a Sacchi, Fourneau e Abbattista», «8.60 a tutti», «prova Abbattista 8.70», «aspetta a inserirle…».
Il mondo dei fischietti rischia di essere investito dal fango. E questa volta non per un rigore non dato ma per un apparato di promozioni e bocciature che espone gli arbitri di calcio a ogni tipo di intemperie. Con la conseguenza che basta una frase sibilata durante un allenamento o un raduno («mi raccomando domenica, quella partita è importante per quella squadra») per mettere soggezione o indirizzare un incontro. Con ordine, dunque.

La denuncia di Minelli e Baroni – Il plico è la denuncia di sette pagine, corredata da otto allegati, portata ai pm romani da due tesserati dell’Associazione italiana arbitri (Aia), il 39 enne varesino Daniele Minelli e il 38 enne fiorentino Niccolò Baroni. Fino all’anno scorso erano nell’organico della Serie B, ma il 31 agosto 2020 sono stati “dismessi” dal Comitato nazionale dell’Aia “per adeguate motivazioni tecniche”. In altre parole, perché nel campionato 2019-2020 sono andati peggio degli altri. Marcello Nicchi, all’epoca presidente Aia, comunica loro la decisione via mail, specificando che — su una lista di 25 — Baroni si è piazzato 23°, Minelli 24°. Rimangono invece in B l’ultimo della graduatoria, Ivan Robilotta, e Eugenio Abbattista, un fischietto esperto ma arrivato al tetto massimo di 8 stagioni di appartenenza al ruolo.
Perché Abbattista?, si chiedono i trombati. E perché Robilotta, che ha il risultato peggiore? Tramite l’avvocato Gianluca Ciotti, Minelli e Baroni fanno accesso agli atti, raccolgono i referti del campionato e scoprono che Abbattista ha avuto un “rendimento eccellente”. È passato dalla dismissione, programmata per limiti di permanenza, alla conferma grazie a una super prestazione.

La serata magica di Abbattista – Per l’ultima partita da lui diretta, Spezia-Chievo dei play-off che si gioca l’11 agosto 2020 (3-1 per i padroni di casa), ottiene il massimo possibile dei voti: 8.70. Con quel giudizio, espresso nel referto di Riccardo Di Fiore che fa parte dell’organo tecnico di valutazione e che quella sera è sugli spalti, Abbattista diventa il terzo miglior arbitro della Serie B. E il regolamento federale prevede la possibilità di derogare al limite delle otto stagioni di fronte a un così fenomenale exploit tecnico. Per non bocciare Robilotta, invece, l’Aia per la prima volta nella sua storia si appella a una norma che permette di salvare le matricole al primo anno anche quando arbitrano male. Minelli e Baroni non ci stanno. Fanno ricorso. Il Tribunale federale nazionale nel novembre 2020 rigetta le istanze, relegando la vicenda al rancore di due fischietti che non vogliono accettare il verdetto del campo. Pare finita lì. A metà del gennaio scorso, invece, il colpo di scena.

La chat della Serie B – Riccardo Di Fiore li contatta e gli dice che lui, quell’8.70 ad Abbattista, non lo ha mai dato. Gli aveva dato un 8.60, ma è intervenuta una manina. Minelli e Baroni non ci credono fino a quando non vedono coi propri occhi il referto che il 12 agosto, la mattina dopo Spezia-Chievo, Di Fiore ha inviato alla segreteria Aia. C’è scritto 8.60. Con lo 0.10 in più regalato, Abbattista è balzato in zona promozione. Può quindi rimanere nell’élite arbitrale in B e percepire per un altro anno lo stipendio da circa 120 mila euro. Di chi era la manina?
Alla denuncia sono allegati gli screenshot della chat “Commissione Can B” a cui partecipano, tra gli altri, lo stesso Di Fiore ed Emidio Morganti, allora responsabile dell’organo tecnico di valutazione. I messaggi si riferiscono al 21 agosto 2020, il momento in cui — a campionato concluso — va stilata la graduatoria finale. «Ci mancano ancora tutti i voti dei playoff, nomi e schede di promossi e dismessi», esordisce Davide Garbini (membro della Can B, oggi unificata con la Can A) che ha il file Excel aperto. Morganti dà una prima indicazione: «8.60 a tutti». Poi suggerisce: «Prova Abbattista 8.70» e qualche messaggio dopo posta un’emoticon sorridente. C’è poi una terza persona, non identificata, che ha un’idea: «Occorre mettere 8.70 a Sacchi, a Fourneau e Abbattista…». Garbini rimanda l’elenco, modificato: «Viene così coi tre 8.70».

Il “forse” di Morganti – Repubblica ha contattato Morganti, chiedendogli se c’è una spiegazione a quanto si legge nella chat. «Forse» ha risposto. «Ma non la dico certo a voi». Secondo l’avvocato Ciotti, ci sono gli estremi della truffa e del falso a carico dei responsabili dell’Aia, ma la sua è una valutazione di parte che deve essere vagliata dai pm. “Quanto descritto — chiosa la denuncia — fa cadere la neutralità di coloro che debbono assicurare il rispetto delle regole sul terreno di gioco”.

Il libro denuncia – Episodi del tutto simili, con l’aggravante – se tale può essere ritenuta – di essersi verificati durante gli campionati di Serie A, erano stati denunciati dal fischietto Claudio Gavillucci nel libro “L’uomo Nero, verità di un arbitro scomodo” (scritto con le giornaliste Manuela D’Alessandro e Antonietta Ferrante) nel quale si raccontavano episodi analoghi, scoperchiando per la prima volta il sistema del tutto arbitrario e funzionale ad altre logiche con cui ogni domenica si giudicano le prestazioni dei singoli fischietti. Adesso quelle accuse trovano testimonianza in un chat.

Suarez, l’esame farsa: ecco il video con la telecamera nascosta


https://video.corriere.it/cronaca/suarez-l-esame-farsa-ecco-video-la-telecamera-nascosta/5c7dafe6-a9a8-11eb-8b01-83c2a483d7f5

Spuntano le immagini dell’«esame farsa»di Luis Suarez. Le immagini riprese con una telecamera nascosta. «Siamo la Juve e non ci riceve la prefettura»: così il 3 settembre un sms rintracciato sul telefonino del manager della Juventus Fabio Paratici dà conto di quanto stava accadendo per risolvere la «pratica» relativa alla cittadinanza del calciatore. Ci sono anche messaggi con l’allora ministra dei Trasporti Paola De Micheli, sua amica da anni, che lo stava aiutando nella procedura per far ottenere la cittadinanza italiana al giocatore uruguaiano. Sono decine della magistratura di Perugia che svelano i contatti tra i protagonisti di quella vicenda che si concluse con l’esame farsa del giocatore presso l’Università per stranieri di Perugia. Qualche domande rivolta al calciatore («Lei fa la spesa?» o «Le piace cucinare?») portano a brevi risposte con qualche parola in italiano mescolata a espressioni in spagnolo. In qualche caso poi, Suarez sembra ricevere un aiuto dagli stessi esaminatori che subito dopo la domanda iniziano la risposta invitando il calciatore a continuare. Suarez parla quindi della sua famiglia, delle sue squadre di club — «da quanto gioca con il Barcellona?» una delle domande, «sei anni» la risposta — e con la nazionale. «E nel tempo libero cosa le piace fare?», è un’altra delle domande. «Mi piace stare con la mia famiglia, gioco alla PlayStation con i miei figli», la risposta. E ancora, l’esaminatore si rivolge a Suarez dicendogli: «Sì però credo che nei prossimi mesi lei segua delle lezioni di italiano, no? Dovrà studiare italiano!», e Suarez risponde: «Sì sì sì… Anche per cercare lavoro. Allora in Barcellona il giocatore, il giocatore o calciatore… Calciatore parlare italiano, della Juventus, Pjanic…».A Suarez vengono anche mostrate due immagini, chiedendogli di descriverle. «In questa immagine sono una mamma e un bambino che fa i compiti», si sente dire il calciatore. «E nell’altra?», chiede l’esaminatore. «Ci sono quattro persone: papà, mamma, bambino e bambina… per fare spesa… bambino porta cocomera…». Al termine del colloquio arriva il momento delle foto-ricordo dove, a turno, il personale docente dell’università (figli compresi) si fa immortalare con Suarez. ( Fiorenza Sarzanini / Corriere Tv ).