Europei, giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match con la Russia. Gli arbitri li imitano. Fischi dal pubblico di San Pietroburgo


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/12/foto/russia_belgio_razzismo_in_ginocchio_san_pietroburgo_fischi-305782890/1/?ref=RHTP-BS-I304750563-P4-S1-T1

212914917-baf70afc-48b4-46f1-9f10-ac516033eec8I giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match contro la Russia degli Europei. Il direttore di gara della sfida, lo spagnolo Antonio Mateu Lahoz e i suoi assistenti, li imitano inginocchiandosi prima del fischio d’inizio. Ma il gesto viene contestato dal pubblico di San Pietroburgo che fischia. E i giocatori della Russia, che non hanno aderito al movimento Black Lives Matter, restano in piedi. Due giorni fa fischi erano arrivati anche ai giocatori irlandesi in ginocchio contro il razzismo nell’Ungheria di Orban.

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N o  al  R A Z Z I S M O

Codogno, cori razzisti contro giocatore:..


Codogno, cori razzisti contro giocatore: Jared Bi Zamble non ferma la partita e segna il gol della vittoria

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_03/codogno-cori-razzisti-contro-giocatore-jared-bi-zamble-non-ferma-partita-segna-gol-vittoria-4f362ca6-c469-11eb-9211-eb63e72b00a2.shtml?fbclid=IwAR1s8KRRCzxOsOsEaZ1dEgkRGLbf4KKHE73slWx2ep2gJD3xut5AKKVhin8

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«Fermare le partite non basta, fosse per me ogni squadra dovrebbe avere almeno un giocatore di colore in organico, in modo da forzare calciatori, allenatori e pubblico a confrontarsi con le altre culture». Jared Bi Zamble, centravanti del Codogno (Lodi) il 2 giugno a Varzi (Pavia) è stato vittima dell’ennesimo episodio razzista della sua carriera, in un match del campionato di Eccellenza. Entrato a 14 minuto dalla fine, autore del gol della sicurezza per la propria squadra e bersagliato da «buuu» razzisti e ululati provenienti dalla tribuna. Ha risposto subito nel modo più’ efficace, segnando un altro gol, mentre i dirigenti della squadra pavese accompagnavano fuori l’autore del gesto.

A raccontare l’episodio è lo stesso attaccante italo-ivoriano (nato a Cremona e cittadino italiano a tutti gli effetti), 27 anni di cui oltre dieci sui campi del Nord Italia fra Lega Pro e Dilettanti, noto anche per l’amore per la pittura. «Mi è successo altre volte in passato, e anche di peggio – racconta lui dopo la partita – ma l’episodio di mercoledì non me lo aspettavo proprio. Eravamo in vantaggio e con il mio gol abbiamo messo il risultato al sicuro. La frustrazione, insieme a un po’ di ignoranza, ha scatenato reazioni razziste tra il pubblico, da parte di una persona in particolare che ha iniziato a provocarmi con il verso della scimmia. All’inizio non ci ho badato, anche perché il resto del pubblico ha cercato di isolarlo, poi siccome continuava ho segnalato l’episodio all’assistente dell’arbitro».

Il direttore di gara, informato di quanto stava accadendo, ha guardato prima la tribuna e poi il centravanti del Codogno. Il quale lo ha rassicurato che si poteva continuare. E subito dopo ha messo a segno la sua doppietta personale, il miglior modo per far tacere i razzisti. «Ho individuato quasi subito il responsabile, perché è andato avanti a insultarmi per diversi minuti. Io stesso mi sono rivolto a lui, credo di avergli detto che è troppo facile ulularmi dietro quando siamo separati da una rete. Gli avversari? Mi hanno subito espresso solidarietà. Anche il presidente del Varzi è venuto a scusarsi personalmente negli spogliatoi, assicurandomi che l’autore del gesto era stato allontanato dalle tribune. Altre volte in passato, purtroppo, non è successo». Zamble infatti racconta di aver subito per tutta la carriera epiteti e insulti razzisti in campo, a volte dal pubblico e altre dagli avversari: «Mi dico sempre che è un modo facile per provocare un avversario che temono. O che magari e’ colpa della frustrazione quando non riescono a fermarmi. Pero’ mia madre dopo un paio di volte ha scelto di non venire più a vedermi giocare, ha paura di dover assistere a episodi spiacevoli. Certo è che indossare una magliettano al razzismonon è abbastanza. Servono segnali piu’ forti».

Ddl Zan: il testo integrale in Pdf. Cosa c’è da sapere


Il disegno di legge contro l’omotransfobia, se approvato, istituirebbe il carcere per chi commette atti di discriminazione. Prevista anche l’istituzione  di una giornata nazionale contro l’omofobia

articolo: https://www.quotidiano.net/cronaca/ddl-zan-testo-integrale-1.6313661

Roma, 2 maggio 2021

Una battaglia per i diritti e la discriminazione di genere portata avanti prima sui suoi profili social, poi sul palco del Concertone del Primo Maggio. Da dove tutti potessero sentire. Il cantante Fedez, marito di Chiara Ferragni, da mesi porta avanti la questione del Ddl Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia da tempo bloccato al Senato, di cui è arrivata la calendarizzazione solo qualche giorno fa, che è tornato al centro della polemica. Dal palco dell’Auditorium Parco della Musica, infatti, il rapper ha mosso un attacco diretto al senatore leghista Andrea Ostellari, reo di osteggiare il Ddl Zan, e a tutta la Lega. Ma che cos’è il ddl Zan? E perchè la legge contro l’omofobia, già approvata dalla Camera, si è incagliata in Senato?

La legge Zan – “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità” è il titolo del ddl contro l’omotransfobia, ribattezzato anche “legge Zan” dal cognome del relatore Alessandro Zan, deputato del Pd. La legge ha l’obiettivo di contrastare le discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Nelll’articolo 1 del testo  viene specificato che “per sesso si intende il sesso biolo­gico o anagrafico; per genere si intende qualunque ma­nifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per identità di genere si intende l’i­dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri­spondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione“.

Cosa prevede  – Tra le novità del provvedimento è prevista la reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6.000 euro per chi commette atti di discriminazione fondati “sul sesso,  sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”. La legge prevede inoltre il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi; la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi. Per qualsiasi reato commesso per le finalità di discriminazione o di odio la pena viene aumentata fino alla metà. Il condannato per può ottenere la sospensione condizionale della pena se presta un lavoro in favore  delle associazioni di tutela delle vittime dei reati. La legge poi istituisce anche una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, il 17 maggio.

Le contestazioni  – Il disegno di legge si è bloccato al Senato dopo che la Lega, ma anche Forza Italia e Fratelli d’Italia, hanno definito il provvedimento non prioritario, non consentendo così l’avvio della discussione in commissione Giustizia. Solo il 28 aprile 2021 il testo è stato incardinato in commissione Giustizia al Senato ed è stato calendarizzato. Ma Fedez porta avanti la battaglia da tempo e già lo scorso 21 aprile chiedeva a Ostellari di avviare l’iter per approvare quella legge, contestata dalla Lega: “Nonostante la maggioranza della commissione sia favorevole, un singolo, il signor Ostellari, ha deciso di fare quello che gli pare“. E concludeva con la frase, diventata oggetto di grandi meme: “Sei un senatore, non sei Beyoncé, non puoi fare come ti pare“.  Anche l’esame al Senato è quindi iniziato. Ma è stato proprio Ostellari a prendersi l’incarico di relatore.

L’attacco di Fedez

Fedez, Roma, 1 maggio 2021

Questo quello che ha detto ieri Fedez in relazione a Ostellari e all’iter del ddl Zan:

Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo che è stato già approvato alla Camera come Ddl Zan, può tranquillamente essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza. […]

Qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al ddl Zan. Guardiamole: il Senato non ha avuto tempo per il ddl Zan perché doveva discutere l’etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l’indennità di biliguismo ai poliziotti di Bolzano, e il reintegro del vitalizio di Formigoni. […]

Quindi secondo Ostellari probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza.

Ostellari risponde a Fedez sullo slittamento del ddl Zan: «Scritto male. Sono questioni fondamentali»

Anche Andrea Ostellari risponde al monologo di Fedez sul palco del Concerto del Primo Maggio. Il leghista, presidente della Commissione Giustizia del Senato, ha rimandato per settimane la calendarizzazione della discussione sul ddl Zan. Per questo è stato più volte attaccato dal rapper (ma anche dallo stesso Alessandro Zan e da altri parlamentari). «Capisco che faccia comodo semplificare le cose, ma non stiamo assistendo ad uno scontro fra buoni e cattivi», ha dichiarato all’indomani del Festival di Piazza San Giovanni in un post su Facebook.

Capisco che faccia comodo semplificare le cose, ma non stiamo assistendo ad uno scontro fra buoni e cattivi. Il disegno di legge Zan tratta questioni fondamentali: affettività, famiglia, libertà di espressione e di educazione. Su questi temi non si improvvisa. Se una legge è scritta male, è dovere del Parlamento riscriverla o cambiarla. E questo per tutelare tutti.

Fedez e il video della telefonata con la Rai: «Sul palco devo essere libero di dire quello che voglio, non lo stabilite voi»


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_maggio_02/fedez-primo-maggio-rai-59e8bb50-ab05-11eb-a155-ccb2f12f7395.shtml?fbclid=IwAR22Sq6jVCgOuOBOAKNlwlIxQUKa6Fl-Dn6B9zDq1n-0Xj33jTote28CA48

Fedez dopo il discorso del Primo maggio pubblica il video della telefonata con la Rai: «La vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani mi esorta ad «adeguarmi a un sistema» »

Fedez accusa i vertici di Rai3 di avergli chiesto di omettere nomi e partiti dal suo intervento sul palco del Concertone, la Rai controbatte smentendo pressioni e censure preventive. Ma il cantante non ci sta e, subito il suo discorso sul palco del concerto del Primo Maggio, ribatte su Twitter: «La Rai smentisce la censura. Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad “adeguarmi ad un SISTEMA” dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi». Pubblicando il video della telefonata, nel quale si sente la discussione molto accesa con i dirigenti di Rai3.

Il tema dell’intervento di Fedez sul palco del Concertone si è articolato in tre momenti: prima il rapper è tornato sulla polemica con la Rai, ribadendo che «dalla vicedirettrice di Rai3 questo mio intervento è stato definito inopportuno»; poi si è rivolto al premier Mario Draghi chiedendo più attenzione al mondo dello spettacolo e in particolare «un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da quest’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate sino ad oggi».

Discorso di Fedez durante il concerto del Primo maggio

Infine – e questa è la parte sulla quale è incentrata la discussione registrata nel video diffuso da Fedez – il ddl Zan e il ritardo nella sua calendarizzazione (poi sbloccato dopo settimane di stop, proprio a seguito delle polemiche:al tema avevamo dedicato una delle ultime puntate del Corriere Daily, il podcast del Corriere). E’ in questa parte che il rapper ha elencato nomi e partiti, citando diversi interventi di esponenti della Lega. Provocando molte reazioni a livello politico, compresa quella del leader leghista Matteo Salvini che lo ha invitato a bere un caffè «per parlare di libertà e di diritti».

Pisa, Procura Federale deferisce Marconi per frase razzista a Obi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/02/08/news/pisa_marconi_deferito_per_frase_razzista_contro_obi-286615972/

La decisione presa “per aver utilizzato parole di contenuto discriminatorio e denigratorio per motivi di razza nei confronti del calciatore del Chievo”. I veneti a dicembre denunciarono la frase “la rivolta degli schiavi” pronunciata dal toscano

ROMA – E’ stato deferito al Tribunale Federale Nazionale Michele Marconi, giocatore del Pisa che, in occasione del match di Serie B contro il Chievo del 22 dicembre del 2020, aveva rivolto al giocatore di colore avversario,  Joel Chukmuwa Obi, la frase razzista “la rivolta degli schiavi“.

“Parole di contenuto discriminatorio e denigratorio” – Il procuratore federale ha deferito Michele Marconi “per aver utilizzato parole di contenuto discriminatorio e denigratorio per motivi di razza nei confronti del calciatore del Chievo Verona Joel Chukmuwa Obi in occasione del match Pisa-Chievo Verona, disputato lo scorso 22 dicembre e valido per la 14ª giornata del campionato di Serie B“, si legge nel comunicato ufficiale della Figc.

La denuncia del Chievo – Il Chievo, subito dopo la gara col Pisa terminata per la cronaca 2-2 con le reti di Gucher e Mazzitelli per i toscani, e di Djordevic e Ciciretti per i veneti, aveva denunciato in una nota che a Obi sarebbe stata rivolta una frase razzista “la rivolta degli schiavi” da parte di Marconi durante il primo tempo della partita, lamentando inoltre che nessuno fosse intervenuto a partita in corso nonostante quelle parole fossero state “sentite dai più“. Sul fronte Pisa hanno invece negato sempre ogni addebito, ma adesso è arrivato il deferimento ufficiale e la giustizia sportiva farà il suo corso.

https://alessandro54.com/?s=la+rivolta+degli+schiavi

Razzismo, Procura Figc apre indagine su insulti a Obi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2020/12/23/news/obi_inchiesta_figc-279632221/

Nel mirino la frase ‘la rivolta degli schiavi’ che il giocatore del Pisa Marconi avrebbe rivolto al centrocampista del Chievo

La Procura Figc ha aperto un’indagine su quanto accaduto ieri in Pisa-Chievo, gara valida per la 14esima giornata di serie B. La società veneta ha denunciato in una nota che a Joel Obi sarebbe stata rivolta una frase razzista, ‘La rivolta degli schiavi‘, da parte di Michele Marconi durante il primo tempo. Una frase “infamante e squallida“, ha sottolineato il Chievo, rammaricandosi perché “a una frase sentita dai più in campo non è seguito alcun provvedimento disciplinare: nè da parte dell’arbitro, nè da parte dell’assistente e quarto uomo, nè il procuratore federale“. Sul fronte Pisa, però, negano ogni addebito: “Il nostro tesserato ha confermato di non aver rivolto alcun epiteto offensivo al calciatore avversario, tantomeno a sfondo razziale“.

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Psg-Basaksehir: giocatori e arbitro inginocchiati a metà campo. Poi i parigini dilagano


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2020/12/09/news/psg-basaksehir_messaggio_contro_il_razzismo_giocatori_e_arbitro_in_ginocchio_a_meta_campo-277678709/?ref=RHTP-BS-I277552754-P1-S2-T1

Durante l’inno della Champions, I 22 calciatori e la squadra arbitrale (l’olandese Makkelie al posto del rumeno Hategan) si sono tutti inginocchiati nel cerchio del centrocampo con il pugno alzato, diventato gesto simbolo contro ogni discriminazione razziale. Gara terminata 5-1

PARIGI – Giocatori e arbitri in ginocchio contro il razzismo. Al Parco dei Principi di Parigi, prima della ripresa della sfida tra il Psg e il Basaksehir (interrotta martedì al 12° minuto dopo che la squadra turca aveva abbandonato per protesta il campo per le frasi offensive del quarto uomo rumeno Sebastian Coltescu nei confronti di un calciatore nero), i 22 calciatori e la squadra arbitrale si sono inginocchiati e hanno alzato il pugno al cielo durante il tradizionale inno della Champions, gesto diventato simbolo contro ogni forma di discriminazione razziale.

Uefa cambia l’arbitro – Le squadre hanno effettuato il riscaldamento pre-partita con la scritta sulla maglietta “No al razzismo“, messaggio comparso anche sul tabellone e sugli spalti. Poi il tradizionale gesto inaugurato dal quarterback dei San Francisco 49ers, Colin Kaepernick, e diventato negli anni sinonimo di denuncia del razzismo. La Uefa ha provveduto dopo i fatti di ieri a designare un nuovo staff arbitrale: a dirigere la gara è stato l’olandese Danny Makkelie (al posto del rumeno Hategan), con lui i guardalinee Mario Diks e Marcin Boniek e il quarto ufficiale di gara Bartosz Frankowski, mentre alla Var sono stati confermati gli italiani Marco Di Bello e Maurizio Mariani. Il match è ripartito direttamente dal 13′, momento in cui era stata interrotta la partita martedì sera e si è concluso 5-1 per i parigini. Il Psg ha rischiato in avvio di essere beffato per due volte da Gulbrandsen poi ha passeggiato trascinato dal duo Neymar-Mbappé. Il brasiliano ha realizzato una tripletta (splendido il primo gol: tunnel a un avversario e destro a giro sotto l’incrocio dalla parte opposta), il francese una doppietta e un assist.