Il padre di Gianluca Scamacca entra a Trigoria e spacca tutto con una spranga


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/05/18/news/as_roma_il_papa_di_un_calciatore_entra_a_trigoria_e_spacca_tutto_con_una_spranga-301575223/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S5-T1

Il papà del centravanti del Genoa, già nella primavera giallorossa, è stato portato via dalla polizia. Ha danneggiato anche l’auto di Tiago Pinto. Durante l’incursione sarebbe rimasta danneggiata anche la lupa in marmo simbolo del club

Momenti di terrore lunedì pomeriggio a Trigoria per la follia di un uomo – identificato successivamente come il papà del calciatore Gianluca Scamacca – che è entrato nel centro sportivo dove si allena la Roma, minacciando i presenti con una spranga.

L’uomo, 45 anni, è stato denunciato per danneggiamenti alla guardiola e ad alcune delle macchine presenti, compresa quella di Tiago Pinto. Dannegguata anche la macchina della polizia.

L’incursione è durata pochi minuti. Il padre di Scamacca, ex Primavera della Roma venduto al Sassuolo e prestato al Genoa dove gioca da centravanti, è entrato con la macchina a tutta velocità nel centro sportivo spaccando la sbarra all’ingresso e terrorizzando gli uomini della portineria che si sono asserragliati nella guardiola. L’uomo è sceso dall’auto e ha impugnato una mazza da baseball che si era portato dietro e ha cominciato a colpire tutte le macchine che erano nel parcheggio. Nessuno è riuscito a fermarlo. L’uomo è poi entrato negli uffici devastando anche parte della portineria. Durante l’incursione sarebbe rimasta danneggiata anche la lupa in marmo simbolo del club.

Non è ancora chiaro quali siano le ragioni del gesto: voci ancora da verificare parlano di ragioni economiche.

È morto Franco Battiato


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/05/18/news/e_morto_franco_battiato-301522798/?ref=RHTP-BH-I300637120-P1-S1-T1

Aveva 76 anni. Nella sua lunghissima carriera ha consegnato brani indimenticabili come ‘La cura’, ‘Centro di gravità permanente’ ma è stato anche regista cinematografico

Franco Battiato, all’anagrafe Francesco Battiato (Ionia, 23 marzo 1945 – Milo, 18 maggio 2021), è stato un cantautore, compositore, musicista, regista e pittore italiano

È morto Franco Battiato, il musicista aveva 76 anni. Difficile incasellarlo, impossibile metterlo all’interno di un genere, dargli una pur semplice etichetta, e quindi se c’è un modo semplice per spiegare il suo lavoro è quello di chiamarlo “artista” e godere della sua musica senza tempo, ma anche del suo cinema, della sua pittura. Nella sua lunghissima carriera ha consegnato brani indimenticabili come La cura, Centro di gravità permanente, Voglio vederti danzare.

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È morto Franco Battiato, il cantautore aveva 76 anni

articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_maggio_18/franco-battiato-morto-243321f2-b79f-11eb-add6-98a2b51489e2.shtml

Il cantautore siciliano Franco Battiato è morto martedì 18 maggio, all’età di 76 anni, nella sua residenza di Milo, in Sicilia. Era malato da tempo

È morto Franco Battiato, il cantautore catanese aveva 76 anni ed era malato da tempo. Si è spento questa mattina — martedì 18 maggio — nella sua residenza, l’ex castello della famiglia Moncada a Milo, in Sicilia. I funerali avverranno in forma privata.

Battiato era nato a Riposto, allora chiamata Ionia, il 23 marzo 1945. In occasione del suo 76esimo compleanno, lo scorso marzo, era stato ripubblicato La voce del padrone, album capolavoro del 1981.

Il direttore de La Civiltà Cattolica Antonio Spadaro ha scritto su Twitter«E guarirai da tutte le malattie . Perché sei un essere speciale Ed io, avrò cura di te. Ciao, Franco Battiato».

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Franco Battiato: la malattia, la musica e l’eterno enigma di un maestro senza confini

articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_maggio_18/franco-battiato-l-eterno-enigma-infinito-un-maestro-senza-confini-4a2fae78-b7a1-11eb-add6-98a2b51489e2.shtml

La prematura scomparsa del padre, la devozione per la madre, la musica colta, le incursioni nel pop, la capacità di parlare al cuore del pubblico. E poi gli anni della lunga malattia, nel castello di Milo

«Il silenzio del rumore / Delle valvole a pressione / I cilindri del calore / Serbatoi di produzione / Anche il tuo spazio è su misura / Non hai forza per tentare / Di cambiare il tuo avvenire / Per paura di scoprire / Libertà che non vuoi avere / Ti sei mai chiesto / Quale funzione hai?».

Così cantava Franco Battiato nello spettacolo «Pollution» (1972) ancor oggi un classico dello sperimentalismo musicale. È morto oggi — come ha reso noto la famiglia — dopo lunga malattia nella sua casa che era l’ex castello della famiglia Moncada a Milo, in Sicilia.

Battiato è stato uno degli artisti più significativi e complessi e versatili dell’universo artistico italiano.

Nei decenni a trionfare sia nella musica classica e sperimentale che nel pop, finendo più volte in testa alle classifiche con brani come «Bandiera bianca», o «L’era del cinghiale bianco». Pur avendo creato opere musicali complesse come «Gilgamesh» andato in scena all’Opera di Roma o la sonata per pianoforte «L’Egitto prima delle sabbie», Battiato è riuscito a vincere come autore il festival di Sanremo 1981, avendo composto con Giusto Pio e la stessa Alice il brano «Per Elisa».

Battiato viveva allora un momento magico al centro di un sodalizio artistico molto affiatato composto da lui, il violinista Giusto Pio, il produttore Angelo Carrara, la cantante Giuni Russo, il cantante Mino di Martino, il musicista Francesco Messina e il compositore e pianista Roberto Cacciapaglia.

La scomparsa del padre, il viaggio a Milano con la madre – Battiato era nato a Riposto, allora chiamata Ionia, il 23 marzo 1945.

A seguito della prematura scomparsa del padre si trasferisce con la madre a Milano.

Nel cabaret club 64, dove suona e canta conosce Paolo Poli, Enzo Jannacci, Renato Pozzetto, Bruno Lauzi e Giorgio Gaber con cui instaura una duratura amicizia.

Scrive con lui il brano «E allora dai» che, cantato da Gaber e da Caterina Caselli, va in gara a Sanremo 1967. Nel 1973 un operatore culturale e pubblicitario di nome Gianni Sassi cerca qualcosa di nuovo e dirompente per promuovere le ceramiche Iris, delle piastrelle di lusso che raffigurano fedelmente una zolla di terra appena arata. E trova sponda nel singolare artista siciliano innamorato dello stile di Karlheinz Stockhausen (conosciuto dopo un suo concerto a Torino)e Luciano Berio.

L’avanguardia – Battiato fa musiche e poesia d’avanguardia, sfidando nei concerti un pubblico poco avezzo a dissonanze e altre follie.

Con la stessa etichetta del maestro Pino Massara, la Bla Bla record, incide anche l’album «Fetus» che reca un feto umano in copertina e viene sequestrato. I suoi interessi vanno dalla musica lirica al pop e all’avanguardia.

È un outsider a tutto campo. Che la grande platea scopre soprattutto con gli album «L’era del cinghiale bianco», «La voce del Padrone» e «Up patriots to arms».

Ma la magia con cui lui maneggia i grovigli di fili dei rudimentali sintetizzatori dell’epoca è straordinaria come dimostrano le geometrie elettroniche di «Proprietad prohibila» nell’album «Clic», ancora oggi sigla di TG2 dossier.

Un magico e ipnotico crescendo che incanta ancora oggi. Uno degli album più rivelatori del suo percorso resta «Caffè de la Paix», dove «l’inconscio ci comunica frammenti di verità sepolte».

L‘enigma e la malattia – Sul piano umano e musicale Franco Battiato resta un enigma.

La sua creatività è sorretta da una dura disciplina spirituale.

I suoi percorsi musicali spesso hanno ispirazioni lontane, tortuose, e forme espressive ostiche che alludono a culture e simbologie remote e iniziatiche.

Frequenta assiduamente il filosofo Henri Thomasson, che firma molte canzoni con lo pseudonimo di Tommaso Tramonti.

A volte Battiato riesce ad essere oscuro e lontano (così lo vivemmo con «Gilgamesh» all’Opera di Roma), altre di una chiarezza cristallina (basti pensare a «Povera patria» in «Come un cammello in una grondaia»).

La fede in una immortalità immanente – Battiato impasta e mette in musica, scienza e mito, fede in un’immortalità immanente nel mistero della natura e dello spirito, nel rimpianto perenne di un ordine e di una felicità perduta ma che nel Gran Giorno per alcuni ritornerà.

Tema ben presente in «Lode all’inviolato».

In altri dischi Battiato invita a trascendere il corpo entrando in una sorta di sonno vegliante.

Battiato, che ha anche prodotto un disco di Milva con le sue canzoni e ha scritto successi estivi di Giuni Russo come «Un’estate al mare» è stato attivo su vari campi artistici: la pittura, il cinema con la colonna sonora del film «Una vita scellerata» (uscito nel 1990), incentrato sulla figura di Benvenuto Cellini. Negli ultimi anni aveva collaborato con il filosofo Manlio Sgalambro.

La devozione alla madre – Battiato era molto devoto alla madre. Quando comprò il castello dei Moncada a Milo, fece riconsacrare la cappella che faceva parte del complesso e ogni mattina un prete diceva messa per lei.

Nel restauro del castello Battiato sventrò le cantine creando una sala da ballo (adorava le danze sufi) di oltre 200 metri quadri con il parque ricavato dal legno di rovere delle botti.

Battiato e Alice, Summer on a Solitary Beach 2016
La cura – Franco Battiato (versione inedita) con orchestra
Franco Battiato, Ensemble Symphony Orchestra – L’Era Del Cinghiale Bianco – Live in Roma