Arbitri, le chat segrete “Truccano le carriere per arrivare in Serie A”


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/arbitri_le_chat_segrete_truccano_le_carriere_per_arrivare_in_serie_a_-298862069/?ref=RHTP-BH-I297139005-P3-S3-T1

Due arbitri denunciano alla procura di Roma un meccanismo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Nelle chat tra i membri della commissione di valutazione il cambio dei voti

Un plico, da qualche giorno nelle mani della Procura di Roma, promette di sconvolgere il sistema arbitrale italiano. Per i documenti che contiene e per la storia che racconta. Una storia di arbitri che accusano altri arbitri. Di valutazioni post-partita ritoccate al rialzo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Del giudizio falsificato dell’arbitraggio di Spezia-Chievo dello scorso campionato di B. E di una chat. Una chat riservata su WhatsApp tra i componenti della Commissione arbitri di Serie B che, al momento di stilare la graduatoria finale della stagione, prende la forma di una mattinata dal salumiere. «Devi togliere un 8.60 e mettere un 8.70…», «secondo me occorre mettere 8.70 a Sacchi, Fourneau e Abbattista», «8.60 a tutti», «prova Abbattista 8.70», «aspetta a inserirle…».
Il mondo dei fischietti rischia di essere investito dal fango. E questa volta non per un rigore non dato ma per un apparato di promozioni e bocciature che espone gli arbitri di calcio a ogni tipo di intemperie. Con la conseguenza che basta una frase sibilata durante un allenamento o un raduno («mi raccomando domenica, quella partita è importante per quella squadra») per mettere soggezione o indirizzare un incontro. Con ordine, dunque.

La denuncia di Minelli e Baroni – Il plico è la denuncia di sette pagine, corredata da otto allegati, portata ai pm romani da due tesserati dell’Associazione italiana arbitri (Aia), il 39 enne varesino Daniele Minelli e il 38 enne fiorentino Niccolò Baroni. Fino all’anno scorso erano nell’organico della Serie B, ma il 31 agosto 2020 sono stati “dismessi” dal Comitato nazionale dell’Aia “per adeguate motivazioni tecniche”. In altre parole, perché nel campionato 2019-2020 sono andati peggio degli altri. Marcello Nicchi, all’epoca presidente Aia, comunica loro la decisione via mail, specificando che — su una lista di 25 — Baroni si è piazzato 23°, Minelli 24°. Rimangono invece in B l’ultimo della graduatoria, Ivan Robilotta, e Eugenio Abbattista, un fischietto esperto ma arrivato al tetto massimo di 8 stagioni di appartenenza al ruolo.
Perché Abbattista?, si chiedono i trombati. E perché Robilotta, che ha il risultato peggiore? Tramite l’avvocato Gianluca Ciotti, Minelli e Baroni fanno accesso agli atti, raccolgono i referti del campionato e scoprono che Abbattista ha avuto un “rendimento eccellente”. È passato dalla dismissione, programmata per limiti di permanenza, alla conferma grazie a una super prestazione.

La serata magica di Abbattista – Per l’ultima partita da lui diretta, Spezia-Chievo dei play-off che si gioca l’11 agosto 2020 (3-1 per i padroni di casa), ottiene il massimo possibile dei voti: 8.70. Con quel giudizio, espresso nel referto di Riccardo Di Fiore che fa parte dell’organo tecnico di valutazione e che quella sera è sugli spalti, Abbattista diventa il terzo miglior arbitro della Serie B. E il regolamento federale prevede la possibilità di derogare al limite delle otto stagioni di fronte a un così fenomenale exploit tecnico. Per non bocciare Robilotta, invece, l’Aia per la prima volta nella sua storia si appella a una norma che permette di salvare le matricole al primo anno anche quando arbitrano male. Minelli e Baroni non ci stanno. Fanno ricorso. Il Tribunale federale nazionale nel novembre 2020 rigetta le istanze, relegando la vicenda al rancore di due fischietti che non vogliono accettare il verdetto del campo. Pare finita lì. A metà del gennaio scorso, invece, il colpo di scena.

La chat della Serie B – Riccardo Di Fiore li contatta e gli dice che lui, quell’8.70 ad Abbattista, non lo ha mai dato. Gli aveva dato un 8.60, ma è intervenuta una manina. Minelli e Baroni non ci credono fino a quando non vedono coi propri occhi il referto che il 12 agosto, la mattina dopo Spezia-Chievo, Di Fiore ha inviato alla segreteria Aia. C’è scritto 8.60. Con lo 0.10 in più regalato, Abbattista è balzato in zona promozione. Può quindi rimanere nell’élite arbitrale in B e percepire per un altro anno lo stipendio da circa 120 mila euro. Di chi era la manina?
Alla denuncia sono allegati gli screenshot della chat “Commissione Can B” a cui partecipano, tra gli altri, lo stesso Di Fiore ed Emidio Morganti, allora responsabile dell’organo tecnico di valutazione. I messaggi si riferiscono al 21 agosto 2020, il momento in cui — a campionato concluso — va stilata la graduatoria finale. «Ci mancano ancora tutti i voti dei playoff, nomi e schede di promossi e dismessi», esordisce Davide Garbini (membro della Can B, oggi unificata con la Can A) che ha il file Excel aperto. Morganti dà una prima indicazione: «8.60 a tutti». Poi suggerisce: «Prova Abbattista 8.70» e qualche messaggio dopo posta un’emoticon sorridente. C’è poi una terza persona, non identificata, che ha un’idea: «Occorre mettere 8.70 a Sacchi, a Fourneau e Abbattista…». Garbini rimanda l’elenco, modificato: «Viene così coi tre 8.70».

Il “forse” di Morganti – Repubblica ha contattato Morganti, chiedendogli se c’è una spiegazione a quanto si legge nella chat. «Forse» ha risposto. «Ma non la dico certo a voi». Secondo l’avvocato Ciotti, ci sono gli estremi della truffa e del falso a carico dei responsabili dell’Aia, ma la sua è una valutazione di parte che deve essere vagliata dai pm. “Quanto descritto — chiosa la denuncia — fa cadere la neutralità di coloro che debbono assicurare il rispetto delle regole sul terreno di gioco”.

Il libro denuncia – Episodi del tutto simili, con l’aggravante – se tale può essere ritenuta – di essersi verificati durante gli campionati di Serie A, erano stati denunciati dal fischietto Claudio Gavillucci nel libro “L’uomo Nero, verità di un arbitro scomodo” (scritto con le giornaliste Manuela D’Alessandro e Antonietta Ferrante) nel quale si raccontavano episodi analoghi, scoperchiando per la prima volta il sistema del tutto arbitrario e funzionale ad altre logiche con cui ogni domenica si giudicano le prestazioni dei singoli fischietti. Adesso quelle accuse trovano testimonianza in un chat.

Vaccino Covid, le date per le prenotazioni: a giugno tocca ai 40-50enni


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_01/vaccino-covid-date-le-prenotazioni-giugno-tocca-40-50enni-262cd9b6-a9ea-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml

Raggiunta quota 500 mila, il nodo resta AstraZeneca. A fine giugno sarà il turno della fascia tra i 40 e i 50 anni

Un percorso a tappe condizionato da un’unica incognita: la consegna delle dosi nei tempi e nei quantitativi previsti. A maggio sono destinate all’Italia 17 milioni di fiale, a giugno altre 30. Ora che la macchina è appena andata a regime rispettando alla lettera il programma del commissario Figliuolo — 500mila somministrazioni al giorno (508.158 il 29 aprile, ieri poco meno secondo le stime) — non resta che sperare che le forniture arrivino puntuali, da «orologio svizzero» descrivendo quello che è diventato il modello Pfizer. Dosi regolari, a cadenza settimanale, consegnate negli hub vaccinali secondo la propria rete logistica: una modalità che permette di ridurre di almeno 24 ore l’utilizzo delle fiale da parte delle regioni che altrimenti si perdono nel transito da Pratica di Mare, punto di arrivo degli altri sieri.

I dubbi riguardano AstraZeneca di cui sono attese 7 milioni di fiale in due mesi. Necessarie anche per i richiami da effettuare ad un milione e mezzo di italiani, prevalentemente personale scolastico e militare. Ieri Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, ha confermato che «nulla è cambiato»: i richiami verranno effettuati col siero Vaxzevria, anche per gli under 60 di cui l’Ema ne ha solo raccomandato l’uso per quelli oltre questa soglia non vietandolo per gli altri.


(Qui lo speciale del Corriere sui dati della campagna vaccinale)

La tempistica per età – Se questa velocità di crociera dovesse essere rispettata senza pesanti riduzioni nelle forniture ci potremmo trovare di fronte all’avvio della campagna massiva a partire tra il 15 e il 20 maggio. Il condizionale è d’obbligo, ma le proiezioni della struttura commissariale — confermate da quasi tutte le regioni — segnalano che una volta messi in sicurezza la gran parte degli over 65 si aprirà la «fase in parallelo» pensata dal commissario Figliuolo.

Si comincerà con la campagna di vaccinazione aziendale perché i lavoratori devono avere una corsia preferenziale per far ripartire il Paese. Si aggiungeranno almeno 732 punti vaccinali all’attuale rete coinvolgendo tutte le grandi aziende che hanno già contattato la struttura commissariale e le regioni, di cui una gran parte aderisce a Confindustria che ne ha stilato il programma. Alcune — le più equipaggiate — potranno persino diventare dei centri asl per vaccinare non solo i propri addetti ma anche la comunità territoriale. In quegli stessi giorni verranno vaccinati la gran parte degli over 60 rimasti e prenderà l’avvio la copertura della fascia 55-59 anni di cui molte regioni stanno aprendo in questi giorni le prenotazioni.

La copertura dei fragili – Saranno i giorni decisivi per «coprire» soprattutto tutti gli italiani in categoria 4 secondo le raccomandazioni dell’istituto superiore di Sanità: cioè i fragili under 60 di cui sono appena partite le prenotazioni in gran parte delle regioni. Le adesioni per la fascia 50-54 anni si apriranno invece realisticamente attorno al 17 maggio, segnalano alcune regioni come Veneto, Piemonte e Lombardia. Di solito lo scostamento tra prenotazione poi somministrazione è quantificabile nell’ordine di 20-25 giorni. Uno scarto temporale che permette di dare una proiezione puntuale della curva vaccinale ove non dovessero verificarsi punti di rottura, cioè consegne mancate o sospensione precauzionale di qualche vaccino. A scalare con l’età avverranno le prenotazioni successive.

A fine maggio, registrano gran parte delle regioni, si avvieranno le adesioni per la fascia 45-49 anni che quindi andrà a puntura attorno al 20 giugno.

La fascia 40-44 anni slitterà di una decina di giorni e dovrebbe essere coperta entro la prima decina di luglio.

L’immunità di gregge al 60% è prevista a fine luglio e all’80% a settembre. In linea col piano.

Le tabelle sugli over 60 – È chiaro che però occorre procedere a tappeto in questi giorni con la fascia 60-69 anni e 70-79, quelle maggiormente a rischio per la letalità Covid.

Quasi coperta la fascia over 80, al netto dei diffidenti e gli irraggiungibili che in Sicilia toccano vette elevate (hanno ricevuto la prima dose solo il 69,1% dei siciliani) anche per le resistenze nei confronti di AstraZeneca.

Per gli over 70 sono i giorni centrali della campagna e la spinta delle 500mila punture tocca soprattutto loro. Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna al 29 aprile sono ancora sotto il 50% in prima dose. Sugli over 60 — che entrano nel vivo tra qualche giorno — Toscana, Umbria, Veneto e Friuli Venezia Giulia ne hanno coperti solo uno su cinque. Pochi, ancora pochi, con questo numero di contagi.

VACCINI E CONTAGI DA COVID-19: LA SITUAZIONE IN ITALIA

I nuovi colori delle regioni, oggi


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_30/i-nuovi-colori-regioni-oggi-ipotesi-il-monitoraggio-35c24e4c-a995-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml

Zona rossa, arancione e gialla: così cambia la mappa da lunedì 3 maggio. Valle d’Aosta in rosso

Valle d’Aosta in zona rossa, Sardegna in zona arancione, così come la Puglia, che era in bilico ma non cambia di colore. La Campania resterà in zona gialla. La mappa dell’Italia cambierà così dopo il monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità.

In serata il ministro Roberto Speranza firmerà le ordinanze. I nuovi colori saranno in vigore da lunedì 3 maggio.

Le regioni in zona rossa – L’unica regione in zona rossa sarà quindi la Valle d’Aosta, che attualmente è in arancione.

Le regioni in zona arancione – Passa in arancione la Sardegna, che al momento è in rosso. Si aggiunge a Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Le regioni in zona gialla – In giallo ci sono — e rimangono — Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto e alle province autonome di Bolzano e di Trento.

Suarez, l’esame farsa: ecco il video con la telecamera nascosta


https://video.corriere.it/cronaca/suarez-l-esame-farsa-ecco-video-la-telecamera-nascosta/5c7dafe6-a9a8-11eb-8b01-83c2a483d7f5

Spuntano le immagini dell’«esame farsa»di Luis Suarez. Le immagini riprese con una telecamera nascosta. «Siamo la Juve e non ci riceve la prefettura»: così il 3 settembre un sms rintracciato sul telefonino del manager della Juventus Fabio Paratici dà conto di quanto stava accadendo per risolvere la «pratica» relativa alla cittadinanza del calciatore. Ci sono anche messaggi con l’allora ministra dei Trasporti Paola De Micheli, sua amica da anni, che lo stava aiutando nella procedura per far ottenere la cittadinanza italiana al giocatore uruguaiano. Sono decine della magistratura di Perugia che svelano i contatti tra i protagonisti di quella vicenda che si concluse con l’esame farsa del giocatore presso l’Università per stranieri di Perugia. Qualche domande rivolta al calciatore («Lei fa la spesa?» o «Le piace cucinare?») portano a brevi risposte con qualche parola in italiano mescolata a espressioni in spagnolo. In qualche caso poi, Suarez sembra ricevere un aiuto dagli stessi esaminatori che subito dopo la domanda iniziano la risposta invitando il calciatore a continuare. Suarez parla quindi della sua famiglia, delle sue squadre di club — «da quanto gioca con il Barcellona?» una delle domande, «sei anni» la risposta — e con la nazionale. «E nel tempo libero cosa le piace fare?», è un’altra delle domande. «Mi piace stare con la mia famiglia, gioco alla PlayStation con i miei figli», la risposta. E ancora, l’esaminatore si rivolge a Suarez dicendogli: «Sì però credo che nei prossimi mesi lei segua delle lezioni di italiano, no? Dovrà studiare italiano!», e Suarez risponde: «Sì sì sì… Anche per cercare lavoro. Allora in Barcellona il giocatore, il giocatore o calciatore… Calciatore parlare italiano, della Juventus, Pjanic…».A Suarez vengono anche mostrate due immagini, chiedendogli di descriverle. «In questa immagine sono una mamma e un bambino che fa i compiti», si sente dire il calciatore. «E nell’altra?», chiede l’esaminatore. «Ci sono quattro persone: papà, mamma, bambino e bambina… per fare spesa… bambino porta cocomera…». Al termine del colloquio arriva il momento delle foto-ricordo dove, a turno, il personale docente dell’università (figli compresi) si fa immortalare con Suarez. ( Fiorenza Sarzanini / Corriere Tv ).

Checco Zalone folgorato da Helen Mirren: ‘La Vacinada’ è il tormentone da Oscar


Il Piccolo

Checco Zalone incontra Helen Mirren ed è subito un video da Oscar. ‘L’immunidad de gregge ancor no è arivada, ma menomal que està la vacinada’. Ecco il nuovo tormentone di Luca Medici, in arte Checco Zalone, che torna a occuparsi di Covid e vaccini. ‘La vacinada’ è una sorta di sequel del video diventato virale lo scorso anno ‘L’immunità di gregge’, girato con Virginia Raffaele per raccontare la quarantena degli italiani. Francisco Oscar Zalon, come si fa chiamare nel video, questa volta si trova in ‘Saliento’ per raggiungere la grotta Zinzulusa, sul litorale tra Castro e Santa Cesarea Terme. Lungo il tragitto incontra Mirren, l’attrice britannica premio Oscar, nei panni di una contadina alla quale chiede indicazioni. Ma viene subito distratto dalla vista del punto di iniezione del vaccino sul braccio sinistro della donna. Così, ne viene folgorato e la coinvolge in un viaggio romantico per le campagne salentine, con tanto di colonna sonora dedicata. “A mi me gusta bailare contigo, o vacinada, con l’anticuerpo dell’Astrazeneca”. Una ventata di leggerezza e ironia, ma anche un invito tra le righe a vaccinarsi .  .di Marìcla Pastore

Arbitri, le chat segrete “Truccano le carriere per arrivare in Serie A”


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Due arbitri denunciano alla procura di Roma un meccanismo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Nelle chat tra i membri della commissione di valutazione il cambio dei voti

Un plico, da qualche giorno nelle mani della Procura di Roma, promette di sconvolgere il sistema arbitrale italiano. Per i documenti che contiene e per la storia che racconta. Una storia di arbitri che accusano altri arbitri. Di valutazioni post-partita ritoccate al rialzo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Del giudizio falsificato dell’arbitraggio di Spezia-Chievo dello scorso campionato di B. E di una chat. Una chat riservata su WhatsApp tra i componenti della Commissione arbitri di Serie B che, al momento di stilare la graduatoria finale della stagione, prende la forma di una mattinata dal salumiere. «Devi togliere un 8.60 e mettere un 8.70…», «secondo me occorre mettere 8.70 a Sacchi, Fourneau e Abbattista», «8.60 a tutti», «prova Abbattista 8.70», «aspetta a inserirle…».
Il mondo dei fischietti rischia di essere investito dal fango. E questa volta non per un rigore non dato ma per un apparato di promozioni e bocciature che espone gli arbitri di calcio a ogni tipo di intemperie. Con la conseguenza che basta una frase sibilata durante un allenamento o un raduno («mi raccomando domenica, quella partita è importante per quella squadra») per mettere soggezione o indirizzare un incontro. Con ordine, dunque.

La denuncia di Minelli e Baroni – Il plico è la denuncia di sette pagine, corredata da otto allegati, portata ai pm romani da due tesserati dell’Associazione italiana arbitri (Aia), il 39 enne varesino Daniele Minelli e il 38 enne fiorentino Niccolò Baroni. Fino all’anno scorso erano nell’organico della Serie B, ma il 31 agosto 2020 sono stati “dismessi” dal Comitato nazionale dell’Aia “per adeguate motivazioni tecniche”. In altre parole, perché nel campionato 2019-2020 sono andati peggio degli altri. Marcello Nicchi, all’epoca presidente Aia, comunica loro la decisione via mail, specificando che — su una lista di 25 — Baroni si è piazzato 23°, Minelli 24°. Rimangono invece in B l’ultimo della graduatoria, Ivan Robilotta, e Eugenio Abbattista, un fischietto esperto ma arrivato al tetto massimo di 8 stagioni di appartenenza al ruolo.
Perché Abbattista?, si chiedono i trombati. E perché Robilotta, che ha il risultato peggiore? Tramite l’avvocato Gianluca Ciotti, Minelli e Baroni fanno accesso agli atti, raccolgono i referti del campionato e scoprono che Abbattista ha avuto un “rendimento eccellente”. È passato dalla dismissione, programmata per limiti di permanenza, alla conferma grazie a una super prestazione.

La serata magica di Abbattista Per l’ultima partita da lui diretta, Spezia-Chievo dei play-off che si gioca l’11 agosto 2020 (3-1 per i padroni di casa), ottiene il massimo possibile dei voti: 8.70. Con quel giudizio, espresso nel referto di Riccardo Di Fiore che fa parte dell’organo tecnico di valutazione e che quella sera è sugli spalti, Abbattista diventa il terzo miglior arbitro della Serie B. E il regolamento federale prevede la possibilità di derogare al limite delle otto stagioni di fronte a un così fenomenale exploit tecnico. Per non bocciare Robilotta, invece, l’Aia per la prima volta nella sua storia si appella a una norma che permette di salvare le matricole al primo anno anche quando arbitrano male. Minelli e Baroni non ci stanno. Fanno ricorso. Il Tribunale federale nazionale nel novembre 2020 rigetta le istanze, relegando la vicenda al rancore di due fischietti che non vogliono accettare il verdetto del campo. Pare finita lì. A metà del gennaio scorso, invece, il colpo di scena.

La chat della Serie B – Riccardo Di Fiore li contatta e gli dice che lui, quell’8.70 ad Abbattista, non lo ha mai dato. Gli aveva dato un 8.60, ma è intervenuta una manina. Minelli e Baroni non ci credono fino a quando non vedono coi propri occhi il referto che il 12 agosto, la mattina dopo Spezia-Chievo, Di Fiore ha inviato alla segreteria Aia. C’è scritto 8.60. Con lo 0.10 in più regalato, Abbattista è balzato in zona promozione. Può quindi rimanere nell’élite arbitrale in B e percepire per un altro anno lo stipendio da circa 120 mila euro. Di chi era la manina?
Alla denuncia sono allegati gli screenshot della chat “Commissione Can B” a cui partecipano, tra gli altri, lo stesso Di Fiore ed Emidio Morganti, allora responsabile dell’organo tecnico di valutazione. I messaggi si riferiscono al 21 agosto 2020, il momento in cui — a campionato concluso — va stilata la graduatoria finale. «Ci mancano ancora tutti i voti dei playoff, nomi e schede di promossi e dismessi», esordisce Davide Garbini (membro della Can B, oggi unificata con la Can A) che ha il file Excel aperto. Morganti dà una prima indicazione: «8.60 a tutti». Poi suggerisce: «Prova Abbattista 8.70» e qualche messaggio dopo posta un’emoticon sorridente. C’è poi una terza persona, non identificata, che ha un’idea: «Occorre mettere 8.70 a Sacchi, a Fourneau e Abbattista…». Garbini rimanda l’elenco, modificato: «Viene così coi tre 8.70».

Il “forse” di Morganti – Repubblica ha contattato Morganti, chiedendogli se c’è una spiegazione a quanto si legge nella chat. «Forse» ha risposto. «Ma non la dico certo a voi». Secondo l’avvocato Ciotti, ci sono gli estremi della truffa e del falso a carico dei responsabili dell’Aia, ma la sua è una valutazione di parte che deve essere vagliata dai pm. “Quanto descritto — chiosa la denuncia — fa cadere la neutralità di coloro che debbono assicurare il rispetto delle regole sul terreno di gioco”.