Archivi del giorno: 6 maggio 2021

Incidente Alassio: i due calciatori Marco Parascosso e Emanuele Albanto morti in un frontale


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_06/incidente-alassio-due-calciatori-marco-parascosso-emanuele-albanto-morti-un-frontale-cfbe6908-ae64-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml

Dopo lo scontro di Palermo, altre due giovanissime vittime. L’impatto sull’Aurelia Bis: avevano 19 e 23 anni, viaggiavano sulle due auto che si sono centrate. Gravissimo anche il fratellino di uno dei due

Un’altra tragedia sulle strade. A distanza di pochi giorni dal terribile scontro sulla circonvallazione di Palermo, costato la vita a due amiche ventenni, questa notte la stessa sorte è toccata ad altri due giovanissimi, Marco Parascosso, studente di Alassio di 19 anni, ed Emanuele Albanto, 23enne di Bagnasco (Cuneo). Due calciatori uniti da un tragico destino. I due ragazzi, che viaggiavano uno su una Ford Fiesta e l’altro su una Citroen C3, sono morti in un frontale sull’Aurelia Bis, nel tratto tra Albenga e Alassio. Nell’impatto è rimasto gravemente ferito anche un terzo giovane, il fratello di Parascosso, 16enne. Lo schianto tra le due auto è stato violentissimo, tanto da coinvolgere una terza vettura che è stata colpita da alcuni pezzi dei mezzi incidentati. È stato proprio il conducente di quest’ultimo veicolo a chiamare i soccorsi. Sul posto sono intervenuti ambulanze, vigili del fuoco, polizia stradale e polizia di Stato. L’incidente è avvenuto poco dopo le 22.

Le vittime – E così di nuovo lacrime e dolore tra familiari, amici e conoscenti. Marco Parascosso era studente dell’istituto Alberghiero di Alassio e attaccante della Fbc Veloce 1910 (squadra che milita nel campionato di Promozione ligure). Figlio di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate e di una infermiera dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, viene descritto dagli ex compagni di squadra dell’Albenga Calcio (in cui aveva militato negli scorsi anni) come un ragazzo umile, simpatico «e davvero troppo buono». A rimanere coinvolto nell’incidente, come detto, anche il fratello, 16enne, che nella notte è stato operato al Santa Corona ad anca e milza. Lavorava invece come barista al bar Roma di Bagnasco (CuneoEmanuele Albanto, il 23enne da tutti conosciuto come «Lele», viveva con la mamma Raffaella e il fratello GabrieleAppassionato di calcio, aveva militato nel Bagnasco, squadra della sua città.

Marco Parascosso – Emanuele Albanto

La Guardia costiera libica spara a due pescherecci italiani: un ferito


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_06/guardia-costiera-libica-spara-due-pescherecci-italiani-ferito-70582a12-ae7d-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR342YAM3ch8kDK6lKkTbn4fydqnzK0Rho4C24pktCPA7y7ShErzd6sZmO8

La nave militare Libeccio intervenuta in soccorso del marittimo. I pescherecci non sono stati bloccati dai libici

La nave Libeccio della Marina Militare sta intervenendo in soccorso di un marinaio italiano ferito dai colpi di avvertimento partiti da una motovedetta della Guardia costiera libica contro i due pescherecci Aliseo e Artemide circa 75 miglia a nord est di Tripoli e a 3o da Misurata. La Libeccio, che si trovava a poche miglia dalle due imbarcazioni italiane, è stata autorizzata dai libici ad approntare il soccorso. I due motopesca sono stati rilasciati.La persona rimasta ferita è il comandante della nave Aliseo Giuseppe Giacalone: i libici, dopo che le navi erano entrate in acque di competenza di Tripoli, hanno sparato colpi di avvertimento ordinando a entrambe di fermarsi. Sia la Aliseo che la Artemide sono riuscite però a sottrarsi all’alt. Entrambe appartengono alla marineria di Mazara del Vallo.

L’Aliseo era riuscita già a sottrarsi a un tentativo di sequestro da parte delle autorità tunisine nel 2017 ma soprattutto pochi giorni fa, nella notte tra il 2 e il 3 maggio, l’Aliseo era scampato insieme ad altri sei pescherecci (Antonino Pellegrino, Giuseppe Schiavone, Nuovo Cosimo, Anna Madre e Artemide) a un tentativo di sequestro da parte di un gommone delle milizie del generale Khalifa Haftar al largo di Bengasi, nella regione orientale della Cirenaica. Anche in quella circostanza, i libici avrebbero sparato colpi in aria per intimare al comandante di fermarsi e un colpo di mitra avrebbe colpito la parte superiore del motopesca Giuseppe Schiavone, senza causare feriti tra i marittimi. Ben 108 giorni, invece, era durata la prigionia di 18 pescatori di Mazara, catturati a settembre 2020 dalle milizie di Haftar e liberati il 17 dicembre dopo una complessa trattativa e una visita lampo dell’allora premier Giuseppe Conte a Bengasi con il ministro degli esteri Di Maio.

La Marina libica ha fornito una prima sua versione dei fatti, ammettendo di aver sparato colpi di avvertimento ma di averli indirizzati in aria. Secondo Tripoli la Aliseo e la Artemide avevano sconfinato in acque territoriali libiche. «C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico», ha riferito il portavoce della Marina libica: «La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca», ha ricordato.

Secondo informazioni raccolte invece dalla Farnesina e dall’Aise Il Comando della Squadra Navale italiana (CINCNAV) ha inviato un velivolo da pattugliamento P72 e nel contempo ha disposto l’avvicinamento di Nave Libeccio che, a sua volta inviava il proprio elicottero sull’area interessata. Intorno alle 14.30 l’unità libica Obari aveva avvicinato tre pescherecci (e non due) italiani intimando il fermo. Successivamente la Obari sparava dei colpi di avvertimento. Il team sanitario della Nave Libeccio è intervenuto inviando un medico a bordo; anche personale libico della Obari sarebbe salito a bordo del peschereccio interessato dall’evento per controllare le condizioni del comandante ferito. Non è ancora chiaro – secondo le fonti italiane – se le ferite siano imputabili ad arma da fuoco o incidente a bordo. Avrebbe comunque riportato una «ferita leggera ad un braccio».

Il peschereccio Aliseo

Pisa, frase razzista a Obi: Marconi squalificato per 10 giornate


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/05/05/news/pisa_marconi_squalificato_per_10_giornate_per_razzismo-299559875/

La Corte d’Appello della Figc ferma l’attaccante nerazzurro che aveva rivolto la frase “la rivolta degli schiavi” al giocatore di colore del Chievo. Decisive nuove prove come le dichiarazioni dei calciatori Rigione e De Vitis e un video

Joel Chukwuma Obi (Lagos, 22 maggio 1991) è un calciatore nigeriano, centrocampista del Chievo di cui è capitano.

ROMA – Tegola per il Pisa. L’attaccante Michele Marconi è stato infatti squalificato per 10 giornate dopo che la Corte d’Appello federale aveva riesaminato il caso sul ricorso della procura. Secondo l’accusa, Marconi aveva rivolto la frase “la rivolta degli schiavi” all’avversario Obi durante il match Pisa-Chievo dello scorso 22 dicembre. Dopo la prima udienza del tribunale federale, a marzo la Procura aveva impugnato la sentenza, rimandando tutto al secondo grado di giudizio della giustizia sportiva.

Michele Marconi (Follonica, 13 maggio 1989) è un calciatore italiano, attaccante del Pisa.

Decisive nuove prove – Questa la nota della Figc: “La Corte d’Appello federale, accoglie il reclamo e, per l’effetto, ai sensi dell’art. 28, comma 2, C.G.S., irroga la sanzione della squalifica per 10 (dieci) giornate effettive di gara al calciatore Michele Marconi”. Questo l’epilogo della vicenda, dopo che il collegio arbitrale a marzo aveva chiesto alla Procura federale l’accertamento dei fatti in contestazione mediante l’acquisizione delle dichiarazioni dei calciatori Rigione e De Vitis, oltre a tecnici e giocatori che sedevano sulla panchina del Chievo. Inoltre era stata chiesta l’acquisizione di un video comprensivo di audio dell’episodio in contestazione, oltre ai referti degli arbitri.

Ribaltata l’assoluzione di primo grado – Tra alcuni giorni si potrà leggere la sentenza definitiva nella sua interezza, completamente diversa dalle motivazioni che portarono all’assoluzione in primo grado, grazie al nuovo materiale portato dalla procura nel corso dell’appello. La difesa nei prossimi giorni valuterà l’appello.

Von der Leyen: “Aveva ragione l’Italia


Von der Leyen: “Aveva ragione l’Italia sull’intervento Ue sul Covid. Pronti a discutere sul copyright sui vaccini”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/06/news/von_der_leyen_aveva_ragione_l_italia_sull_intervento_ue_sul_covid_-299631510/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S1-T1

La presidente della Commissione europea: “Gli italiani chiesero solidarietà

Von der Leyen

BRUXELLES. “Mi ricordo bene l’inizio della pandemia e l’appello dell’Italia all’Europa. Gli italiani chiesero la solidarietà ed il coordinamento dell’Europa. L’Italia aveva ragione. l’Europa doveva intervenire. E questo è quello che abbiamo fatto“. Così la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, nel discorso sullo Stato dell’Unione 2021.

La nostra campagna di vaccinazione è un successo. Quello che conta sono le ferme e crescenti consegne di vaccini agli europei e al mondo. Ad oggi 200 milioni di vaccini sono stati distribuiti nell’Ue. Sono abbastanza per vaccinare almeno la metà della popolazione adulta europea almeno una volta. Né Cina né Russia, si avvicinano minimamente“, ha aggiunto.

Von der Leyen ha anche parlato della proposta, ora appoggiata anche dagli Usa, di mettere dei limiti alla proprietà intellettuale sui vaccini anti-Covid per fronteggiare le ondate pandemiche specialmente in alcuni paesi. “L’Unione europea – ha detto – è pronta ad affrontare qualunque proposta che affronti la crisi in maniera effettiva e pragmatica. Ecco perché siamo pronti a valutare in che modo la proposta Usa sui copyright possa aiutare a raggiungere questo obiettivo” .

 “La svolta di Biden sul libero accesso per tutti ai brevetti sui vaccini è un importante passo in avanti. Anche l’Europa deve fare la sua parte. Questa pandemia ci ha insegnato che si vince solo insieme“. Lo scrive su Twitter il ministro della Salute, Roberto Speranza. 

Brexit, guerra della pesca con la Francia:…


Brexit, guerra della pesca con la Francia: la Gran Bretagna schiera 2 navi da guerra davanti all’isola di Jersey

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/06/news/brexit_guerra_della_pesca_tra_uk_e_francia-299596978/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S3-T1

Al largo della Normandia si è aggravata la controversia, Parigi aveva minacciato un blocco del porto principale dell’isola se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo

LONDRA – Clamorosa escalation per lo sfruttamento della pesca del dopo Brexit tra Regno Unito e Francia. Stasera Londra ha deciso di mandare addirittura, “per precauzione”, due navi della Marina militare verso l’isola britannica di Jersey, a venti chilometri al largo della Normandia, dove si è aggravata una controversia apparentemente surreale ma sempre più grave. Ciò è stato deciso in seguito alle minacce della Francia di un blocco del porto principale dell’isola, che avrebbe comportato anche la sospensione dell’elettricità, se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo. Nelle ultime ore, la minaccia era stata espressa anche dalla ministra del Mare francese, Annick Girardin, che,  come ritorsione verso Londra, aveva parlato di una potenziale interruzione del trasporto di elettricità verso l’isola britannica, che avviene attraverso cavi sottomarini dalla Francia. È stato il capo ministro della dipendenza della corona britannica, John Le Fondrè, ad avvertire Downing Street di imminenti movimenti dei pescherecci francesi per tagliar fuori il porto principale dell’isola. Londra aveva prima definito i provvedimenti della Francia “assolutamente inaccettabili”, poi nel pomeriggio il primo ministro Johnson aveva parlato di “de-escalation necessaria” ma alla fine in serata è arrivato l’annuncio delle navi militari della Marina in viaggio verso Jersey.  La pesca è stato uno dei motivi di scontro più accesi tra Ue e Regno Unito nelle trattative per il divorzio della Brexit ma alla fine, nelle festività di Natale 2020, si era trovato un accordo con un periodo di transizione previsto di diversi anni, prima che il controllo quasi totale delle acque intorno a Uk tornasse ai britannici. Ma le tensioni sulle regole di accesso e sulla spartizione del pescato sono ancora enormi.