Sì al rinnovo per altri 4 anni dopo il Mondiale in Qatar. A ore la scelta dei 30-32 per il ritiro: la scelta tra la lista dei 46 preselezionati che anticipiamo. A centrocampo il dubbio Verratti: salterebbe per infortunio la prima fase. In attacco Raspadori scala posizioni: ora sfida Politano e Bernadeschi per un posto. In difesa ballottaggio tra Toloi e Mancini, Pessina il jolly a centrocampo
Roberto Mancini ha firmato il rinnovo del contratto con la Federcalcio: sarà il commissario tecnico azzurro fino al 2026. Lo ha annunciato il presidente federale Gabriele Gravina. L’accordo attuale sarebbe scaduto con il Mondiale in Qatar (dicembre 2022). La Figc lo ha allungato con un ingaggio da circa 4 milioni.
La lista per l’Europeo – Marco Verratti resta la grande incognita delle convocazioni per l’Europeo. Nel pomeriggio di lunedì Mancini chiamerà 30-32 giocatori per il raduno sardo di lunedì prossimo 24 maggio a Santa Margherita di Pula, in vista dell’amichevole del 28 a Cagliari con San Marino. Jorginho e Emerson si aggregheranno in ritardo visto che il 29 sarà impegnati nella finale di Champions col Chelsea. I prescelti invece forniranno le indicazioni della prima scrematura dalla lista iniziale, che coincideva finora con quella dei 46 vaccinati del 3 maggio scorso. La probabile e vistosa eccezione dovrebbe essere Raspadori, fresco talento del Sassuolo, che di quella lista non faceva parte ma che è entrato in extremis tra i 26 papabili e dovrebbe avere in Sardegna l’occasione di mettersi in evidenza, con la prospettiva di ripercorrere le orme di Paolo Rossi e Cabrini al Mondiale 1978 e di Schillaci a Italia ’90.
Guaio Verratti: prima fase a rischio – A Santa Margherita di Pula Verratti dovrebbe esserci, ma come convalescente in terapia, dopo l’infortunio al ginocchio in allenamento che il 7 maggio scorso ha chiuso in anticipo la sua stagione in Francia. Il centrocampista del Psg tenta il recupero per la Nazionale: la prognosi per la guarigione, secondo le nuove indiscrezioni da Parigi, oscillerebbe sempre tra il mese e il mese e mezzo, lasciando dunque il dubbio sulla presenza nelle prime partite – quelle della fase a gironi saranno l’11, il 16 e il 20 giugno con Turchia, Svizzera e Galles – del giocatore italiano dell’attuale rosa azzurra con la maggiore esperienza in Champions. E’ tuttavia improbabile che il ct rinunci ad avere un pilastro della squadra nella lista degli eletti per il torneo, che l’Uefa ha allargato da 23 a 26 e che andrà comunicata entro la mezzanotte dell’1 giugno: il suo pieno recupero avverrebbe infatti in tempo quasi certamente almeno per gli ottavi di finale. Problemi anche per Acerbi, che dopo il derby di Roma ha accusato un sospetto stiramento al legamento del ginocchio destro, da valutare in queste ore.
Raspadori sfida Politano e Bernardeschi per un posto – Nel frattempo l’ultimo sprint della stagione ha fatto salire le quotazioni di due attaccanti che fino a qualche settimana fa non figuravano tra i candidati a un posto, tra i 3 aggiuntivi, e che invece adesso sono entrati di prepotenza nella gara per il jolly in attacco: si tratta del suddetto Raspadori, lanciato con successo da De Zerbi nel Sassuolo, e di Politano, che con Gattuso sta giocando nel Napoli la migliore stagione della sua carriera. Raspadori e Politano sono appunto in corsa per il settimo posto di jolly tra gli attaccanti insieme allo juventino Bernardeschi, che da titolare della Nazionale è via via retrocesso: superato da Berardi nella gerarchia alle spalle di Chiesa, adesso rischia anche di non entrare tra i prescelti per l’Europeo.
In difesa ballottaggio tra Gianluca Mancini e Toloi – Il posto di jolly di centrocampo pare invece un discorso tra l’atalantino Pessina e il romanista Cristante, ora che il milanista Tonali ha perso posizioni: al momento il favorito sarebbe Pessina. In difesa, infine, il ballottaggio per la nona maglia dovrebbe essere ancora tra un giocatore della Roma, Gianluca Mancini, e uno dell’Atalanta, Toloi, col primo in vantaggio. Restano ancora poco più di due settimane per convincere il ct, che aveva già offerto un’indicazione generale avallando a inizio maggio la lista dei 46 giocatori inseriti dalla Figc tra i vaccinabili, dalla quale è stato poi escluso Zaniolo e nella quale manca Raspadori.
Di seguito le due liste. La prima è quella dei 46, la seconda rappresenta il borsino aggiornato dei 26 candidati all’Europeo.
Il Consiglio della federcalcio ha deliberato il rinvio dei pagamenti di un mese per i club assecondando in parte la richiesta delle società. Si potranno quindi retribuire gli emolumenti di marzo a giugno, e non a maggio. Lotito dovrà vendere la Salernitana entro il 25 giugno
Il Consiglio della Federcalcio, riunito a Roma, ha deliberato il rinvio del pagamento degli stipendi di un mese per i club di Serie A, assecondando in parte la richiesta delle società. I club potranno quindi retribuire gli emolumenti di marzo a giugno, e non a maggio.
Agevolazioni per club colpiti dal Covid – La richiesta dei club di A è stata accolta e accettata dalla Figc: le mensilità saranno posticipate di un mese per agevolare le società, colpite dal Covid-19, e potranno essere versate entro giugno, assecondando così in parte la richiesta dei club, che inizialmente avevano proposto lo slittamento di sei mesi. Gravina, presidente della Figc, aveva già aperto all’accordo che oggi è stato sancito.
Lotito e la cessione della Salernitana – Claudio Lotito avrà tempo fino al 25 giugno per vendere la Salernitana, promossa in serie A. Pena la non ammissione al campionato. Lo ha stabilito oggi il consiglio federale, riconoscendo all’attuale proprietà del club campano 14 giorni in più per definire la cessione rispetto a quanto previsto dall’articolo 16 bis delle Noif che vieta il possedimento di più di una società in capo allo stesso soggetto. Lotito è già proprietario della Lazio.
Il messaggio del presidente della Repubblica: “La Costituzione sancisce il principio di uguaglianza. La società viene arricchita dal contributo delle diversità, la ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti“
La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, per il presidente della RepubblicaSergio Mattarella, “è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea“.
“Le attitudini personali e l’orientamento sessuale – continua il capo dello Stato nel suo messaggio – non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica. La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili“.
“La ferita inferta alla singola persona – sostiene Mattarella – offende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza“.
In occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, La Repubblica, La Stampa e L’Espresso si colorano di arcobaleno, simbolo del movimento lgbt. In questo video il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, il direttore de La Stampa Massimo Giannini e il direttore de L’Espresso Marco Damilano discutono, per la prima volta insieme, dei pregiudizi e della violenza che riguardano le persone omosessuali e transessuali a partire dal disegno di legge di Alessandro Zan (Pd). In studio anche Michela Murgia, scrittrice ed editorialista del gruppo Gedi. In collegamento Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, Francesca Vecchioni, presidente di Diversity, e l’artista Vladimir Luxuria. Conduce Pasquale Quaranta
Giornata contro l’omotransfobia, dibattito sulla legge Zan: “Fermiamo l’odio”
La decisione del governo Johnson dopo le polemiche sul trattamento riservato a decine di persone in attesa di rimpatrio, tra cui numerosi italiani.
LONDRA – Il governo britannico fa retromarcia e decide di fermare le detenzioni di cittadini dell’Unione Europea entrati nel Regno Unito senza la documentazione necessaria per lavorare. La campagna di stampa condotta da Repubblica e altri giornali, rivelando lo stress e le condizioni difficili in cui si sono trovati numerosi cittadini italiani e di vari paesi della Ue, aveva provocato ieri la protesta del sottosegretario agli EsteriBenedetto Della Vedova presso il Foreign Office britannico e presso l’ambasciata britannica a Roma. Oggi un portavoce dell’Home Office ha reso noto che, come riporta il Guardian, il governo ha ordinato alle Guardie di Frontiera di mettere fine alla pratica delle detenzioni.
La polemica è una diretta conseguenza della Brexit, l’uscita del Regno Unito dalla Ue entrata definitivamente in vigore il 31 gennaio scorso. Vari cittadini europei, fermati all’arrivo negli aeroporti di Londra perché sprovvisti di un visto di lavoro, divenuto obbligatorio dopo la Brexit, sono stati chiusi per ore e in alcuni casi per giorni in un centro di detenzione, di fatto una prigione per immigrati illegali, privati di documenti e telefonino. Nel centro in questione c’è anche stato un focolaio di Covid, rendendo ancora più scioccante la spiacevole esperienza.
Le nuove linee guida diffuse dell’Home Office, il ministero dell’interno britannico, prevedono che in questi casi sarà d’ora in poi evitata la detenzione e verrà invece consentito un ingresso su cauzione nel Regno Unito, in particolare a chi dispone di un domicilio presso familiari o amici dove rimanere fino al primo volo disponibile per il ritorno al paese di origine.
“Verrà consentito un diritto di immigrazione temporaneo su cauzione nei casi appropriati:, ha dichiarato un portavoce dell’Home Office, senza tuttavia specificare l’entità della cauzione. Il funzionario ha ribadito che comunque la libertà di movimento automatica “è finita” e che i cittadini della Ue “possono entrare nel Regno Unito ma se vogliono venire per lavoro o per studio devono sottoporsi alle nuove regole e informarsi prima di partire“. Per chi vuole lavorare è ora in funzione un sistema a punti simile a quello dell’Australia in base al quale occorre avere un titolo di studio, conoscere la lingua e disporre di un contratto che garantisca un determinato reddito. In sostanza la Gran Bretagna accoglie solo lavoratori qualificati, non più chi veniva a fare il commesso o il cameriere. Rimane sempre possibile visitare Londra per turismo, ammesso che lo consentano le norme attuali contro il Covid.
Regno Unito, spuntano nuovi casi di italiani ed europei detenuti alla frontiera dopo Brexit: “Umiliati e sotto shock”
Dopo i casi raccontati da Repubblica e Politico negli ultimi giorni, ora anche il Guardian si occupa della “drammatica e umiliante esperienza subita da altri cittadini europei”: fermati, detenuti in carceri ed espulsi. Il governo Johnson: “Siamo nel giusto“
LONDRA – Si ingrossa il caso dei cittadini italiani ed europei detenuti alla frontiera britannica dopo la Brexit e portati addirittura in prigione fino all’espulsione, in caso di mancanza di visto lavorativo o della giusta documentazione. Dopol’intervista della 24enne Marta Lomartire a Repubblica sulla sua inquietante esperienza a Londra e i casi simili di cittadini spagnoli e greci nei giorni scorsi raccontati da Politico, ora anche il quotidiano britannico Guardian si occupa della vicenda. E, con un articolo pubblicato oggi, racconta nuovi casi di europei presi, rinchiusi per ore/giorni in prigioni e poi espulsi dalle autorità di frontiera perché non autorizzati a varcare la frontiera del Regno Unito.
La storia di Marta purtroppo è capitata, a quanto si apprende, anche ad altri decine di italiani dal primo gennaio scorso, quando si è concretizzata la Brexit: arrivata lo scorso 17 aprile alla frontiera per fare la ragazza alla pari a Londra in casa di suo cugino, ma considerata migrante illegale “senza visto lavorativo” nell’era post Brexit e subito trasportata in un carcere vicino all’aeroporto di Heathrow. “Mi hanno sequestrato tutto“, ha rivelato Marta, “anche il cellulare per non divulgare foto o video. Poi la prigione: filo spinato, sbarre alle finestre. Sono scoppiata a piangere. Con me c’era anche una ragazza toscana, “detenuta da 5 giorni””. Oggi il Guardian invece parla della “drammatica e umiliante esperienza subita negli ultimi mesi da altri cittadini europei”, anche coloro che avevano colloqui di lavoro già fissati e che in teoria potevano entrare nel Regno Unito anche senza visto. Invece no: fermati, detenuti in questi centri di “rimozione” ed espulsi.
Oltre dieci cittadini europei, in grande maggioranza giovani donne, sarebbero state detenuti ed espulsi dopo essere atterrati all’aeroporto di Gatwick nelle ultime 48 ore. Alcuni di loro sarebbero stati spediti nel centro di detenzione Yarl’s Wood Immigration Removal Centre, in Bedfordshire, a due ore di auto dallo scalo e dove ci sarebbero stati anche contagi di Covid. Una di questi, una ragazza spagnola di nome Maria, appena fermata dalla polizia di frontiera si sarebbe offerta di tornare immediatamente in patria con un altro volo a sue spese, che sarebbe decollato di lì a poche ore. Ma gli agenti sono stati irremovibili: “Deve andare nel centro di detenzione Yarl’s Wood”. “Sono ancora sotto shock”, ha riferito la donna, “mi hanno tolto la libertà e non potevo rivolgermi nemmeno a un avvocato”.
Come capitato a Marta, anche a Maria e a un’altra ragazza basca, Eugenia di 24 anni, è stato sequestrato tutto fino al momento dell’espulsione, incluso lo smartphone, affinché gli ospiti di queste carceri siano impossibilitati a scattare foto del luogo. E come Marta, anche loro hanno incontrato nel centro di detenzione almeno una decina di altri cittadini europei detenuti, tra cui italiani, portoghesi, una francese e una ragazza ceca, “che era disperata”.
Alle domande di Repubblica e di altri giornalisti britannici stamattina, il portavoce di Boris Johnson ha dichiarato che “i cittadini europei sono nostri amici e vicini”, ma si è rifiutato di commentare i singoli casi individuali emersi in questi giorni. Downing Street non ha criticato i sequestri di cellulari e effetti personali ai cittadini Ue e nemmeno la “mano pesante” dei Ministero dell’Interno nella gestione di questi casi: “L’approccio che stiamo utilizzando è quello deciso in partenza. La maggioranza dei migranti non ha riscontrato problemi alla frontiera. Continueremo a lavorare in questo modo. Per coloro che vogliono entrare nel Regno Unito abbiamo diffuso il più possibile tutte le informazioni riguardanti i visti e la documentazione necessari. Quindi sanno che”, se non in regola, “potrebbero essere respinti”.
Il ministero dell’Interno britannico, che anch’esso non commenta sui singoli casi, ci ha risposto che “i cittadini Ue sono nostri amici e hanno il diritto di restare se residenti nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020. Chi è arrivato dopo, come ci chiedono i britannici, deve invece dimostrare di averne diritto e attenersi alle nostre nuove regole comunicate in ogni Paese Ue, nella propria lingua“. Sulle condizioni degli ospiti dei centri, l’Home Office ci ha rimandato a linee guida proprie della “detenzione” di individui. La Commissione Ue si è detta “preoccupata” per il trattamento dei cittadini europei.
In Italia, intanto, il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, con delega ai rapporti con i paesi europei e agli italiani all’estero, sta seguendo la vicenda ed è in contatto con le autorità diplomatico-consolari a Londra. L’Ambasciata d’Italia ha svolto passi formali con le autorità britanniche per chiedere che vengano rispettate le previsioni del diritto consolare internazionale e che le nostre autorità diplomatiche vengano informate immediatamente in caso di detenzione di cittadini italiani affinché possa essere prestata loro assistenza consolare. Il Sottosegretario ha fatto analoga richiesta all’Ambasciatrice del Regno Unito a Roma, Jill Morris, in un colloquio alla Farnesina. Della Vedova si recherà prossimamente in visita nella capitale britannica.
(ANSA) – Roma 15 maggio 2021 – Trattamento conservativo di sei settimane per Zlatan Ibrahimovic: è l’esito del controllo specialistico del dottor Volker Musahl di Pittsburgh a cui si è sottoposto oggi l’attaccante svedese a Milanello dopo il trauma distorsivo del ginocchio sinistro occorso in Juventus-Milan. Lo fa sapere il club rossonero.
Stagione dunque finita per Ibrahimovic che non potrà dare il suo supporto ai compagni nelle ultime due sfide, contro il Cagliari e l’Atalanta, decisive per la volata Champions. (ANSA).
Un terremoto di magnitudo 4.0 è avvenuto stamani a Gubbio alle ore 9.56. La scossa è stata avvertita dalla popolazione, anche nel capoluogo umbro.
Al momento non sono giunte al centralino dei vigili del fuoco segnalazioni di danni a persone o cose. Sono in corso verifiche.
La scossa è avvenuta a una profondità di 10 chilometri. Alle ore 10,7 si è verificata un’altra scossa, sempre a Gubbio, di magnitudo 3.1, anche questa volta, si legge nel sito dell’Ingv, a 10 chilometri di profondità. Ieri sera alle 22.22 nella stessa zona c’era stato un terremoto 2.8. Al centralino dei vigili del fuoco del comando di Perugia, come detto, non sono giunte al momento segnalazioni di danni da parte dei cittadini, né richieste di informazioni o di aiuto. Sono in corso verifiche nella zona dell’epicentro da parte degli stessi vigili.
Terremoto in Umbria, l’epicentro sarebbe a 2 chilometri a nordovest di Gubbio: la forte scossa è stata avvertita a Perugia alle 9.56 di sabato mattina
Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Perugia alle 9.56 di questa mattina. Secondo la prima rilevazione dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia la stima provvisoria della magnitudo è di 4.0. L’epicentro sarebbe a 2 chilometri a nordovest di Gubbio, a una profondità di 10 chilometri.
Al momento non sono giunte al centralino dei Vigili del fuoco segnalazioni di danni a persone o cose.
La tv satellitare rinuncia in parte al ricorso contro l’assegnazione dei diritti a Dazn. Le squadre vogliono ritardare il pagamento di 4 mensilità e sperano di tagliarne 2.
I problemi di liquidità che stanno affliggendo i club compattato la Lega di A. Su suggerimento dell’Inter, società che più di ogni altra è costretta a fronteggiare l’emergenza stipendi, i presidenti hanno votato all’unanimità la delibera da portare lunedì in Consiglio federale.
I club chiedono di differire le scadenze relative al versamento di 4 mensilità: in pratica spostare il pagamento di marzo dal 30 maggio al 24 giugno, aprile dal 28 giugno al 31 luglio e far slittare gli stipendi di maggio e giugno al 31 dicembre. Non solo: i presidenti hanno deciso di coinvolgere l’Assocalciatori per trattare lo scabrosotema del taglio di due salari. Trattativa che sarà tutt’altro che semplice considerando che non tutti i giocatori sono iscritti al sindacato e già lo scorso anno la richiesta dei club era caduta nel vuoto.
L’assemblea si è protratta a tarda serata: l’offerta da 87,5 milioni annui presentata da Sky per il pacchetto 2, relativo a tre gare in co-esclusiva, scadeva a mezzanotte. I vertici della Lega hanno tentato di convincere la tv satellitare a ritirare il ricorso contro l’assegnazione a Dazn. Sky ha replicato con una lettera cedendo auna rinuncia parzialesenza togliersi la possibilità di un futuro nuovo ricorso. Alla fine con 16 voti favorevoli e due soli astenuti (Lazio e Napoli) Sky si è aggiudicata il pacchetto delle tre partite.
L’assemblea di Lega ha votato all’unanimità la proposta avanzata dall’Inter e che verrà presentata al Consiglio Federale di lunedì
Torino, 14 maggio 2021
Sempre più pesante la crisi economica che attanaglia i club della Serie A, al punto che ieri – in assemblea di Lega – è passata la linea dell’Inter. I club chiederanno alla Figc di allentare le tempistiche delle scadenze del 31 maggio e 30 giugno, valide per l’iscrizione al prossimo campionato e relative alle ultime quattro mensilità della stagione 2020-21. L’ipotesi è quella di spostare le scadenze al 31 dicembre di quest’anno con una contemporanea dilazione semestrale dei controlli sul rispetto delle scadenze.
Taglio netto di due mensilità – Ma non è tutto: i club hanno deciso di avviare una trattativa con l’Aic, il sindacato calciatori, per chiedere addirittura il taglio netto di due mensilità. In un primo tempo la posizione nerazzurra era sostenuta da Benevento, Cagliari,Genoa, SampdoriaeCrotone, ma dopo alcune ore di discussione tutti i club – anche quelli con problemi meno pressanti – hanno deciso di appoggiare questa linea che certifica un successo diplomatico dell’Inter e come l’unanimità, anche in ambiente tradizionalmente rissoso come quello della Lega di Serie A, si trovi in fretta quando di mezzo ci sono interessi economici comuni. La richiesta verrà formulata alla Figc nel Consiglio Federale convocato per lunedì 17 maggio.
In oggetto i pagamenti da marzo a giugno 2021. Una situazione che potrebbe complicarsi ulteriormente dall’eventuale mancata qualificazione in Champions
TORINO, 14 maggio 2021
Dopo l’Inter, anche la Juventus sta portando avanti le trattative con i propri calciatori per posticipare il pagamento degli stipendi. Con la qualificazione in Champions in bilico, che comporterebbe in caso di mancato raggiungimento del pass un’ulteriore contrazione economica, la società bianconera ha chiesto a tutti i giocatori lo slittamento del pagamento di quattro mensilità, da marzo a giugno 2021. Una richiesta già avanzata lo scorso anno, in pieno lockdown, e che portò allo slittamento di due mensilità e mezzo all’esercizio commerciale successivo e la mancata erogazione di uno stipendio e mezzo, per un totale di 33,75 milioni di risparmio.
Dopo aver chiuso la semestrale a -113,7 milioni, e con gli introiti della Champions interrotti agli ottavi di finale, il bilancio ha bisogno di ossigeno: da qui la decisione di rivolgersi ai propri calciatori per spostare il pagamento di quattro mensilità dato che gli ingaggi rappresentano la spesa più ingente nel bilancio delle società di calcio. “Per adesso tutto regolare sul fronte pagamenti – aveva dichiarato nell’ultima conferenza stampa Pirlo, interrogato sull’argomento -. Non abbiamo mai sentito nulla in merito a questo. I pagamenti sono stati sempre regolari e andiamo avanti così sereni”. Qualche modifica, invece, potrebbe verificarsi a breve.
A gennaio Invitalia aveva promesso un cofinanziamento di 81 milioni alla biotech di Castel Romano. Ma secondo i magistrati contabili il contratto è illegittimo, quindi nullo. Impossibile in questo modo completare le sperimentazioni e autorizzare il vaccino
La palla passa ora al governo, che dovrà decidere come procedere, e in particolare al Ministero per lo sviluppo economico, che all’inizio dell’anno aveva approvato il cofinanziamento. “Lo schema dell’investimento è illegittimo e quindi nullo” si è limitata a commentare la Corte, il cui parere era atteso da un mese e mezzo circa. I vertici di ReiThera, che nel progetto del vaccino ha investito 12 milioni propri, hanno accolto la notizia – arrivata tramite la stampa, senza alcuna comunicazione ufficiale – con sorpresa. Il loro unico commento è che restano in attesa di leggere il parere formale della Corte.
La breve nota dei magistrati è stata: “La sezione centrale della Corte dei Conti a conclusione dell’adunanza del 11 maggio 2021 ha deliberato di ricusare il visto sul decreto” relativo all’approvazione “dell’Accordo di sviluppo sottoscritto in data 17 febbraio 2021 dal Ministero dello Sviluppo economico, da Invitalia spa e dalla Società ReiThera srl, volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano“.
Stagione 2021 resta di 23 appuntamenti, anticipata gara Francia
La Formula 1 non correrà in Turchia, dove era previsto un gran premio domenica 13 giugno. Il calendario 2021 è stato aggiornato a causa delle nuove restrizioni di viaggio dettate dal Covid-19, spiega una nota.
Quel fine settimana resterà libero, mentre verrà anticipato di una settimana il GP di Francia (18-20 giugno). E’ stato inoltre aggiunta una gara in Austria – il Gran Premio della Stiria – nel fine settimana 25-27 giugno, mentre il Gran Premio d’Austria rimane nella sua collocazione originale (2-4 luglio). Rimangono 23 le gare pianificate per la stagione 2021. “Non vedevamo l’ora di correre in Turchia, ma le restrizioni di viaggio in vigore hanno impedito di essere lì a giugno – ha dichiarato Stefano Domenicali, Presidente e CEO della Formula 1 – La Formula 1 ha dimostrato ancora una volta di essere in grado di reagire rapidamente agli sviluppi e trovare soluzioni e siamo lieti che avremo un doppio appuntamento in Austria, il che significa che la nostra stagione rimane a 23 gare“.
Il nuovo calendario della campagna di profilassi. Bertolaso all’attacco su «vax day» e anticipo delle prenotazioni: «Copre i ritardi delle altre regioni»
«Apriremo il 20 di maggio le prenotazioni alla fascia 40-49 anni». Lo ha annunciato il coordinatore della campagna vaccinale lombarda, Guido Bertolaso, durante una conferenza stampa per fare il punto sulla campagna vaccinale in regione. Bertolaso ha spiegato che per quella data ci darà la fornitura di vaccini necessaria e ci sarà spazio nelle agende che al momento sono piene per le prenotazioni degli over 50. «Sappiamo — ha aggiunto — che potremo garantire ai 40 enni di vaccinarsi ai primi di giugno».
Le prenotazioni per i 30enni inizieranno invece il 27 maggio. Il turno della fascia di età 29-16 anni scatterà il 2 giugno, data simbolica. «Non causalmente il giorno della Festa Repubblica, in modo di ricevere la prima dose prima di andarsene in vacanza». Bertolaso all’attacco su vax day e anticipo delle prenotazioni: «Copre i ritardi delle altre regioni e la mancanza di strategia». Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare: «Siamo stati rallentati».
Già da sabato previste nuove aperture dopo il monitoraggio. L’incognita della Val d’Aosta che dovrebbe restare ancora arancione
Dopo oltre sette mesi di cambi di colore e chiusure l’Italiatorna gialla. Rimane l’incognita della Val d’Aosta che dovrebbe stare un’ulteriore settimana in arancione, ma ha numeri da giallo e chiede di poter ottenere il via libera al passaggio. Da nord a sud del Paese la ripartenza è dunque una realtà. Il monitoraggiodi oggi consentirà al ministro della Salute Roberto Speranza di firmare l’ordinanza che da lunedì “libera” anche la Sardegna e la Sicilia. Ma già domani sono previste nuove aperturee soprattutto regole per favorire il turismo. È la «ripartenza graduale» voluta dal presidente del Consiglio Mario Draghi che lunedì riunirà la cabina di regia per programmare – soprattutto anticipare – alcune date già previste dal decreto in vigoredal 26 aprile.
15 maggio – Riaprono le piscine all’apertoe gli stabilimenti balneari. Un primo passo per accogliere i turisti, favorito dall’eliminazione della quarantenadi 5 giorni per chi arriva dai Paesi dell’Unione Europea. L’unico obbligo rimane quello di effettuare un tampone nelle 48 ore precedenti all’imbarco e ripeterlo al momento di arrivare in Italia.
17 maggio – A palazzo Chigi si riesaminano le date delle prossime aperture per valutare eventuali anticipi come chiedono i governatori e le associazioni di categoria. L’elenco è lungo ma alcune scadenze sono già state fissate, anche se per la conferma si continuerà a monitorare l’andamento della curva epidemiologica. La decisione dove riguardare – oltreal coprifuoco alle 23 perché Draghi ha già fatto sapere che al momento non si potrà andare oltre questo orario – i centri commerciali nel fine settimana, le piscine al chiuso, la consumazione al bancone del bar, la cena nei ristoranti al chiuso, i banchetti dei matrimoni, i parchi tematici.
Tra 18 e 21 maggio – In uno di questi giorni si riunirà il consiglio dei ministri e il nuovo calendario sarà messo a punto per entrare in vigore nella settimana successiva, dopo aver esaminato il monitoraggio del 21 maggio che tiene conto degli effetti delle riaperture cominciate il 26 aprile. E stabilirà il livello di rischio delle varie regioni sulla base dei nuovi parametri che terranno conto dei nuovi contagiati e dell’Rt ospedaliero, vale a dire il numero di persone ricoverate nei reparti Covid e nelle terapie intensive.
24 maggio – Cambia l’orario del coprifuoco che sarà in vigore dalle 23 alle 5. È l’orario limite per il presidente del Consiglio che al momento non ha intenzione di accogliere le richieste dei ministri del centrodestra e di Fratelli d’Italia sullo spostamento a mezzanotte o addirittura sull’eliminazione del divieto di circolazione notturno
Riaprono i ristoranti al chiuso dalle 5 alle 18 con consumo al tavolo. Ma potrebbero essere decisi ulteriori allentamenti: consentire la consumazione al bancone del bar e l’apertura fino alle 23.
15 giugno – È la data che migliaia di coppie attendono. Perché potrebbe essere quella del via libera ai banchetti per i matrimoni. Il protocollo è già stato preparato e attende di essere approvato dal Comitato tecnico scientifico. Le regole sono stringenti e prevedono, tra l’altro, l’obbligo per gli invitati di presentarsi con la certificazione verde che dimostra di aver avuto il Covid ed essere guariti, oppure di essersi vaccinati con la doppia dose, oppure di aver effettuato un tampone con esito negativo nelle 48ore precedenti.
Proprio il 15 giugno potrebbe essere la data di entrata in vigore del pass verdeeuropeo che consente ai cittadini dell’Unione – ma anche a quelli del G7 – di viaggiare liberamente.
1 luglio – Ripartono le fiere e i convegni. È fissata la riapertura dei parchi tematici, che però hanno chiesto un’anticipazione e non è escluso riescano ad ottenerla.
31 luglio – Scade il decreto in vigore dal 26 aprile. Non ci sono date fissate per la riapertura delle discoteche e delle sale da gioco.
Azzerato l’80% del flusso illegale delle IPTV in Italia. La polizia postale di Catania ha oscurato 1,5 milioni di abbonamenti streaming illegali a servizi come Sky, Dazn, Mediaset e Netflix
Si tratta di un giro d’affari – illegale – dal valore di milioni di euro. A rimetterci sono i principali servizi streaming, da Sky a Dazn, da Netflix a Mediaset. A guadagnarci, invece, erano coloro che offrivano abbonamenti in streaming illegali, grazie alle IPTV, che sta per Internet Protocol Television. Si tratta di una delle principali modalità di distribuzione illecita dei contenuti: i «pirati» acquisiscono i palinsesti televisivi delle maggiori piattaforme a pagamento, li ricodificano e poi li spediscono ai propri «clienti». La polizia postale di Catania, coordinata con il servizio di polizia postale e delle comunicazioni di Roma, ha condotto l’ennesima maxi operazioneche ha oscurato 1,5 milioni di questi abbonamenti. Arrivando così a bloccare l’80 per cento del flusso illegale di IPTV in Italia.
La rete illegale di streaming – Sono45 le persone indagateper associazione per delinquere, accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica e riproduzione e diffusione a mezzo internet di opere dell’ingegno. Gli «abbonati» a questi servizi pagavano un canone di 10 euro ciascuno al mese, creando un giro d’affari fraudolento mensile da 15 milioni. I provvedimenti sono stati eseguiti in diverse città italiane e sono stati impiegati nell’operazione più di 200 specialisti. Una importante «centrale» è stata individuata a Messina. La tecnica era «piramidale» e vedeva la collaborazione tra loro di persone che non si conoscevano. I contenuti protetti da copyright erano acquistati lecitamente, come segnale digitale, dai vertici dell’organizzazione (le «Sorgenti») e, successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica ed organizzativa, vengono trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video, trasmessi ad una rete capillare di rivenditori ed utenti finali, dotati di internet ed apparecchiature idonee alla ricezione (il cosiddetto «Pezzotto»).
Pezzotto e IPTV, come funzionano – Come detto, i criminali dello streaming acquisiscono – legalmente – i contenuti distribuiti sulle diverse piattaforme. Dopo averliri-codificati(il contenuto viene fatto passare attraverso un sistema di decoder/encoder per non far risalire al codice della sottoscrizione originaria) sono in grado di distribuirli (illegalmente) grazie al pezzotto. Per pezzotto si intende un set top box, solitamente Android, in grado di collegarsi alla propria tv e a internet per la ricezione delle immagini. Si tratta quindi di un decoder che, grazie al sistema IPTV (Internet Protocol Television) può ricevere il segnale dei canali televisivi attraverso lo streaming online. Al suo interno c’è un software che funziona da mediacenter, in grado di codificare la trasmissione dei contenuti e di rilasciarli come flusso di immagini. L’evolversi della tecnologia ha dato la possibilità di usufruire di questi contenuti sulla propria tv anche grazie alle chiavette con entrata Hdmi oppure sui propri smartphone, attraverso la condivisione sulle chat Whatsapp e Telegram.
Gli sforzi per bloccare lo streaming illegale – Questa è solo l’ultima delle tante operazioni della polizia italiana ed europea per smantellare queste reti illegali che propongono i contenuti delle piattaforme streaming a prezzi ribassati, creando un enorme danno al settore. Nel giugno 2020, per esempio, uno sforzo europeo aveva bloccato un’organizzazione che operava in 9 diversi Paesi sin dal 2014. Due milioni di utenti. Mentre ancora prima,a febbraio, la Guardia di Finanza italiana aveva identificato e denunciato oltre 200 utenti del «pezzotto». Grazie anche allachiusura di Xtream Codes, unao dei gruppi più importanti che offriva questo tipo di servizi illegalmente grazie ai suoi oltre duecento server.
Quattordici in tutto le vulnerabilità segnalate, preoccupano soprattutto gli attacchi exploit-in-the-wild. Già rilasciata la patch, ecco come scaricarla per proteggersi
Adobe ha annunciatoil rilascio di un nuovo aggiornamento –APSB21-29 – che risolve «diverse vulnerabilità critiche e importanti» su Reader e Acrobat, i suoi due popolari software dedicati rispettivamente alla lettura e alla modifica dei file Pdf. Chiunque utilizzi una versione Windows o macOS di Acrobat DC, Acrobat Reader DC, Acrobat 2020, Acrobat Reader 2020, Acrobat 2017 e Acrobat Reader 2017 viene dunque invitato a installare la patch per evitare ulteriori problemi di sicurezza. Questione di una manciata di clic: è sufficiente recarsi nel menu «Aiuto» («Help»), contrassegnato da un punto di domanda (?), e successivamente selezionare l’opzione «Ricerca aggiornamenti» (Check for Updates).
Rischio exploit-in-the-wild – Tra le quattordici falle che è ora possibile chiudere, quella identificata con il codiceCVE-2021-28550 sembra preoccupare Adobe più delle altre. La software house di San Jose ha infatti riferito che è già stata oggetto di «limitati attacchi» di tipo exploit-in-the-wild ai danni degli utenti di Adobe Reader su Windows. Si tratta di un errore che consente l’esecuzione di un codice malevolo atto ad aprire un’ulteriore breccia all’interno del programma così da permettere agli hacker di assumerne il controllo a proprio piacimento. Non si hanno invece notizie di attacchi analoghi diretti agli utenti macOS, ma naturalmente ciò non significa che non si siano effettivamente verificati. A presentare lo stesso grado di pericolosità di CVE-2021-28550 – ossia «critico» – sono comunque altre nove vulnerabilità. Alle restanti quattro è stato invece assegnato quello di «importante».
Le tecniche di hackeraggio – A raccomandare agli utenti di scaricare l’aggiornamento è stato anche l’esperto di cybersecurity Sean Nikkel, senior cyber threat intel analyst presso Digital Shadows, che ha spiegato a Zdnetche file Pdf pericolosi vengono da anni largamente utilizzati per introdursi nei sistemi informatici altrui «sia da vari attori riconducibili a Stati-nazione (come la Russia?, ndr) che da gruppi criminali». In particolare, i malintenzionati «hanno storicamente impiegato email di phishing con allegati Pdf per invogliare gli utenti a scaricare e aprire file, generalmente con la scusa che fossero contenuti importanti da visionare, come per esempio documenti finanziari, articoli giornalistici o etichette di spedizione». In altri casi, invece, a ospitare Pdf malevoli sono direttamente siti creati ad arte apparentemente affidabili. «In genere i documenti Pdf possono contenere Javascript dannosi o consentire qualche altra interazione di sistema che permette l’esecuzione di codice o di altri vettori di attacco, a volte senza che l’utente lo sappia», ha poi concluso Nikkel riferendosi proprio agli exploit-in-the-wild. Meglio dunque correre ai ripari.
Nella storia della festa (o cena) in hotel c’è un giallo: sospettata di essere la «spia» è l’influencer Giulia D’Urso, tra gli invitati. Presenti anche giocatori del Milan e della Fiorentina già in stanza al momento dei controlli
Romelu Lukaku, Ivan Perisic, Ashley Young, Achraf Hakimi
Graziati dalle multe dell’Inter, ma non da quelle dei carabinieri. Sbeffeggiati sui social e traditi dal gossip. O meglio dall’influencer, ex corteggiatrice di «Uomini e donne»,Giulia D’Urso, 26 anni, sospettata di essere la «spia» che ha chiamato il 112 per segnalare la «cena clandestina» dei calciatori interisti Romelu Lukaku, Ivan Perisic, Ashley Young e Achraf Hakimi. La chiamata che parlava di una festa in corso in un hotel nel centro di Milano in violazione alle norme anti Covid sarebbe partita proprio dall’interno del lussuoso albergo 4 stelle «The square» di via Albricci, vicino al Duomo.
La segnalazione è arrivata poco prima dell’una mentre i calciatori, reduci dalla vittoria a San Siro con la Roma, erano a tavola per cena in una sala eventi riservata dal direttore della «terrazza» dell’hotel Fabrizio Consonni. Con loro altre 20 persone tra cui due calciatori del campionato svizzero e croato e, appunto, l’influencer D’Urso. Le pattuglie, in realtà, sono arrivate in via Albricci poco prima delle tre perché erano impegnate su interventi ben più urgenti e hanno trovato Lukaku e un altro nerazzurro già in stradamentre stavano per tornare a casa. Gli altri erano ancora tutti all’interno della struttura. È stato il direttore del ristorante Consonni a raccontare d’aver organizzato la serata per festeggiare il compleanno dell’attaccante belga (nato il 13 maggio di 28 anni fa).
I calciatori si sono affrettati a chiarire ai carabinieri che s’è trattatosoltanto di una cena fra amici e compagni di squadradopo la sfida al Meazza. Cena che, considerati i tempi di fine match, doccia e arrivo in via Albricci, sarebbe iniziata dopo la mezzanotte.
I carabinieri, come da prassi, hanno identificato tutti e nei prossimi giorni partirannole sanzioni da 400 euro per violazione delle norme anti Covid. Multato anche il manager Consonni. In mattinata, mentre la notizia rimbalzava su siti e social, dall’entourage della società di Steven Zhang hanno iniziato a filtrare versioni ben più edulcorate: «L’unica contestazione riguarda la violazione del coprifuoco. I giocatori sono arrivati in albergo per cenare. Alcuni hanno però deciso di non pernottare nell’hotel ma di tornare a casa».
Quanto alla festa di compleanno «sarebbe venuta erroneamente fuori perché Lukaku ha ricevuto un piccolo dono da un partecipante che glielo ha consegnato proprio mentre gli veniva rivolta la contestazione da parte dei carabinieri». Versione che però non coincide con le parole del manager dell’hotel. L’Inter ha comunque escluso multe nei confronti dei giocatori. Il proprietario del «The Square», Roberto Bernardelli glissa: «La festa? Faccio gli auguri a Lukaku, anche se sono milanista». Quanto alla influencer D’Urso, sarebbe stato Hakimi ad invitarla alla cena. Ma perché la «soffiata» al 112? Il sospetto è che sia un banale (quanto maldestro) tentativo di avere visibilità.
Giallo nel giallo alla serata avrebbero partecipato anche altri calciatori di serie A:tre milanisti (arrivati da Torino) e due della Fiorentina (tornati da Cagliari dopo la partita delle 18.30). I cinque hanno soggiornato nell’hotel ed erano già in stanza al momento del controllo dei carabinieri.
Castel San Pietro, il ragazzino ha lottato per mesi. Il suo allenatore Vincenzo Grifasi: «Cerco di trovare un briciolo della forza che hai avuto tu in questi lunghissimi mesi»
Milo Matricardi
«Tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti da stasera cercheremo lassù la stella più luminosa per ritrovarti. Lassù dove non mancheranno i sorrisi e montagne di pop corn». Usa parole dolci e di speranza Vincenzo Grifasi, mister del settore giovanile dell’Associazione Calcio Osteria Grande e allenatore di Milo Matricardi, ragazzino di 13 anni venuto a mancare la notte dell’8 maggio dopo una lotta lunga mesi contro una malattia che purtroppo non è riuscito a sconfiggere. «Adesso è dura, fa davvero tanto male. Ma cerco di trovare un briciolo della forza che hai avuto tu in questi lunghissimi mesi di battaglia in cui hai combattuto da vero guerriero, circondato dall’affetto della tua splendida famiglia e di tutti quelli che ti volevano bene e continueranno a volertene», scrive ancora Grifasi, in uno dei diversi post pubblicati dalla squadra di Osteria Grande, frazione del comune di Castel San Pietro Terme (Bologna).
Il funerale – Martedì si è celebrato il funerale e, come riportano fonti locali, la chiesa e l’oratorio, dove era stato montato anche un proiettore per consentire a tutti di partecipare all’ultimo saluto, erano colmi di persone, tra compagni di classe, amici e la famiglia. Come segno di rispetto, i giocatori biancoblu, la cui prima squadra milita in Promozione, hanno scelto di fermare tutte le attività per un giorno. «Nel silenzio del nostro centro sportivo abbiamo dedicato una preghiera per questo nostro giovane calciatore e per la sua famiglia, che hanno giocato da eroi, con sacrificio, la partita della vita», si legge sulla pagina Facebook.
I messaggi di cordoglio – Tanti, inoltre, i messaggi di cordoglio, tra cui anche quello della Lega nazionale dilettanti dell’Emilia-Romagna che ha espresso vicinanza all’intera comunità con una nota stampa. «Ci sono disgrazie di fronte alle quali ogni parola è insufficiente. Il presidente Simone Alberici e il consiglio regionale, esterrefatti alla terribile notizia che ha sconvolto l’Osteria Grande, si stringono con un forte abbraccio attorno alla famiglia, alla società e a tutti coloro che hanno voluto bene a Milo. L’intero mondo del calcio ha un angelo in più».
Da lunedì possono riaprire in tutto il Paese i ristoranti all’aperto a pranzo e a cena, i negozi, barbieri e parrucchieri, cinema e teatri, musei e si discuterà l’eliminazione delle fasce di colore
L’Italia torna tutta gialla e riapre. L’unica regione in bilico è la Valle d’Aosta che ha numeri da giallo ma dovrebbe stare ancora una settimana in fascia arancione. L’ultima parola spetterà all’Istituto superiore di sanità che si confronterà con i rappresentanti della regione e poi si prenderà la decisione finale.
Da lunedì possono dunque riaprire in tutto il Paese i ristoranti all’aperto a pranzo e a cena, i negozi, barbieri e parrucchieri, cinema e teatri, musei. Riaprono anche le piscine all’aperto come è previsto dal decreto in vigore dal 26 aprile e non sarà più obbligatorio effettuare la quarantena per chi rientra dai Paesi dell’Unione europea.
L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza si basa sui parametri attualmente in vigore. I governatori hanno chiesto una revisione dei parametri e l’eliminazione delle fasce di colore ma dei nuovi criteri si discuterà nella cabina di regia convocata dal presidente del consiglio Mario Draghi per lunedì prossimo.
La Salute ha istituito un tavolo che certamente cambierà i criteri di valutazione basandosi sull’incidenza dei nuovi contagiati su 100mila abitanti, sui tamponi effettuati e sul numero di persone ricoverate. In particolare la fascia rossa scatta con 250 casi Covid su 100mila abitanti, arancione tra 150 casi e 250 casi, gialla tra 50 e 150 casi, bianca sotto i 50 casi. L’Rt si riferirà invece a chi entra in ospedale e in terapia intensiva, e non come avviene adesso a chi si contagia.
l coprifuoco dovrebbe essere spostato alle 23 dal 24 maggio. Le riaperture dal 15 maggio al 1° luglio: le ipotesi per palestre, piscine, centri commerciali, feste di matrimonio, stabilimenti balneari, fiere, parchi a tema. Novità per bar e ristoranti
L’Italia riapre da lunedì 17 maggio. Tutte le regioni tornano in fascia gialla e questo consente di far ripartire le attività. Ecco il calendario delle prossime riaperture. Un calendario che potrebbe comunque essere modificato proprio il 17 maggio quando il presidente del Consiglio Mario Draghi riunirà la cabina di regia e alla luce dei dati potrebbe decidere di anticipare l’avvio di alcune attività.
15 maggio: riapertura piscine e stabilimenti
Non sarà più necessario fare cinque giorni di quarantena per chi rientra dai Paesi dell’Unione europea. Riaprono le piscine all’aperto. Riaprono gli stabilimenti balneari.
17 maggio: la cabina di regia –La cabina di regiaesamina le richieste dei governatori e delle associazioni di categoria. In particolare si dovrà stabilire:
La data di apertura dei centri commerciali nel fine settimana.
La data di apertura delle piscineal chiuso.
La data per consumare albancone del bar.
La data di apertura deiristoranti a cena al chiuso.
La data per i banchetti dei matrimoni.
L’eventuale anticipazione della data di apertura dei parchi tematici.
Nella settimana tra il 17 e il 21 il governo varerà il decreto che riscrive il calendario.
21 maggio
Il nuovo monitoraggio stabilirà il livello di rischio delle varie regioni sulla base dei nuovi parametri che terranno conto dei nuovi contagiati e dell’Rt ospedaliero, vale a dire il numero di persone ricoverate nei reparti Covid e nelle terapie intensive.
L’attaccante belga e i suoi compagni sono stati multati per aver violato il coprifuoco ma non si è trattato di una festa. L’episodio non avrà conseguenze: Big Rom è chiaramente a disposizione per la partita contro la Juventus.
13 maggio 2021
Romelu Lukaku non stava festeggiando il suo compleanno, ieri sera. Ecco quanto appurato da Fcinter1908 relativo al post Inter-Roma.
L’attaccante belga, in compagnia di alcuni giocatori nerazzurri, non aveva organizzato una festa di compleanno ma una semplice cena. Le agenzie hanno raccontato di come la polizia abbia fermato intorno alle 3 di notte i giocatori dell’Inter, multandoli per aver violato il coprifuoco. Big Rom aveva ricevuto un regalo, un pensiero che gli era stato consegnato da un amico lì presente. Il dettaglio ha portato a far pensare che si fosse trattato della sua festa di compleanno. Qualcuno ha già fatto paragoni azzardati, richiamando alla memoria la festa organizzata in casa di uno dei giocatori della Juventus. Non ci sono grandi analogie tra i due eventi. Ai tempi Torino era in zona rossa mentre Milano è attualmente in zona gialla. Mangiare al ristorante o in albergo è permesso. Farlo all’una di notte viola una delle norme anti-Covid. Ma se sei uscito dallo stadio dopo mezzanotte per motivi di lavoro, l’accaduto rientra in una sfera già più comprensibile. Certamente non autorizzata, secondo le norme vigenti. Per farla breve, sarebbe stato sufficiente fermarsi a dormire in albergo e nessuno avrebbe avuto da ridire.
Dopo il diverbio con Conte durante il match con la Roma, Lautaro si è scusato e oggi a fine allenamento cucinerà asado per tutti. I perché del suo nervosismo
Già dopo il match contro la Roma, il Toro si era chiarito con tecnico e compagni. E oggi, al termine dell’allenamento, ad Appiano è prevista una grigliata in cui proprio l’argentino gestirà il barbecue. Il modo giusto per riportare il gruppo al centro del villaggio in un momento che resta delicato e di inevitabile nervosismo
L’imprenditore modenese è indagato dalla procura bolognese per appropriazione indebita e autoriciclaggio
Maurizio Setti
Maxi sequestro preventivoda 6,5 milioni di euro al patron dell’Hellas Verona Football Club S.p.A, il modenese Maurizio Setti. Il provvedimento del Gip Sandro Pecorella è stato eseguito dai militari della Guardia di finanzadi Bologna. L’imprenditore, originario di Carpi, è indagato per appropriazione indebita e autoriciclaggio. Il sequestro del «tesoretto» arriva al termine di una complessa indagine avviata dalla Guardia di finanza alla fine del 2020 e coordinata dai pm bolognesi Francesco Caleca (Procuratore aggiunto) ed Elena Caruso (sostituto procuratore).
L’avvio degli accertamenti – Il provvedimento cautelare eseguito scaturisce dagli accertamenti del nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna sulle vicende di due società rientranti, nel recente passato, nella catena di controllo della società calcistica, nei confronti delle quali erano state emesse sentenze di fallimento successivamente revocate, all’inizio di quest’anno, in sede di reclamo. All’esito di approfonditi riscontri, che hanno consentito di ricostruire, minuziosamente, flussi finanziari e operazioni societarie stratificatesi nel tempo, è emerso che la partecipazione detenuta dalle due società nella Hellas Verona era stata oggetto, negli anni, di vorticose operazioni di cessione infragruppoe rivalutazioni (anche grazie al coinvolgimento di società estere) che ne avevano strumentalmente e ingiustificatamente incrementato il valore.
L’autoriciclaggioI militari scavando nella documentazione contabilehanno inoltre individuato unasofisticata operazione di autoriciclaggio per ben 6,5 milioni di euro, importo illecitamente sottratto dall’indagato alle casse della societàcalcistica sfruttando il suo doppio ruolo di amministratore e socio unico. Somme queste che sono state quindi impiegate, indebitamente, per portare a compimento un articolato piano di ristrutturazionedi una delle due società bolognesi per scongiurarne il fallimento, dal quale sarebbe potuto derivare lo spossessamento della società di calcio, vale a dire dell’unico, vero asset produttivo dell’intera catena di controllo sopra menzionata.
Il «maquillage contabile» – Per gli investigatori, «attraverso una vera e propria operazione di “maquillage contabile”, si legge in una nota della Finanza, «Setti avrebbe cercato di celare l’origine delittuosa delle somme di cui si era appropriato indicandone in diversi documenti bancari e contabili la provenienza da una distribuzione di “dividendi”, sebbene si trattasse, in realtà, di una disponibilità finanziaria accantonata in bilancio quale “riserva di versamenti soci in conto futuro aumento di capitale”, di per sé non distribuibile».
Lukaku, festa di compleanno abusiva per l’attaccante dell’Inter in un hotel di Milano
Peresic, Lukaku, Hakimi
I carabinieri sono intervenuti la notte scorsa a Milano in un hotel del centro dove, in un sala eventi, era in corso il compleanno del calciatore dell’Inter Romelu Lukaku. Il giocatore era con altre 23 persone che saranno sanzionate per violazione della normativa anti covid. Tra loro anche altri calciatori dell’Inter: Hakimi, Young e Perisic. Secondo l’entourage del belga, il giocatore è uscito con degli amici in occasione del 28esimo compleanno, ma non ha organizzato la festa
Guai in vista per Romelu Lukaku. I carabinieri sono intervenuti la notte scorsa in un hotel del centro di Milano dove, in un sala eventi, era in corso il compleanno del calciatore dell’Inter che era con altre 23 persone, identificate e sanzionate per violazione della normativa anti covid. Tra loro anche altri calciatori dell’Inter: Hakimi, Young e Perisic.
La ricostruzione – L’episodio, secondo quanto riportato dai Carabinieri, è accaduto intorno alle 3 della notte scorsa quando i militari della Compagnia Milano Duomo e del Nucleo Radiomobile sono intervenuti a seguito di una segnalazione al 112. Oltre a Lukaku sono state identificate altre 23 persone tra cui, come detto, anche altri giocatori dell’Inter e il direttore del ristorante dell’albergo che ha organizzato la festa. Il direttore e gli ospiti – spiegano i carabinieri – saranno, a vario titolo, sanzionati per la violazione della normativa sul contenimento del Covid – 19.
La versione del giocatore – Sull’episodio trapela anche la versione dell’entourage del giocatoreche precisa che Lukaku è uscito con amici in occasione del suo compleanno, ma di non avere organizzato la festa.
Lukaku, festa abusiva in hotel con Hakimi, Perisic e Young. Blitz dei Carabinieri, 24 multati
Una brutta scena, che forse tradisce le tensioni di un momento non facile. Protagonisti Lautaro Martinez e Antonio Conte. Il Toro non ha gradito la sostituzione con Pinamonti al 77′. Da un lato ci poteva stare, perché dalla panchina era partito anche lui (dentro per l’acciaccato Sanchez al 36′) ed essere tolto da subentrante non è il massimo. Ma in un gruppo che ha fatto del rispetto e del “noi” il proprio mantra, con compagni che hanno sorriso e spinto pur vendendo il campo col binocolo, una reazione del genere resta un errore.
Lautaro-Conte, nervi tesi: la lite dopo il cambio.
“PORTA RISPETTO” – Infatti Conte (63esima vittoria alla centesima panchina con l’Inter, Mou si fermò a 60), che voleva concedere un po’ di spazio a Pinamonti ma forse anche preservare Lautaro per il big match di sabato in casa della Juve, non ha gradito prima i gesti di insofferenza, poi il calcio alla bottiglietta e i mugugni una volta che l’attaccante si era seduto in panchina. “Devi portare il rispetto, invece di fare il fenomeno” le frasi intuibili dal labiale dell’allenatore, mentre anche Oriali riprendeva l’attaccante. Conte sul rispetto reciproco e sulla capacità di tutti di sacrificarsi ha costruito questo scudetto e quindi non può permettere che il malumore di un singolo, peraltro quasi sempre utilizzato, inquini l’aria.
CHI CON LUKAKU A TORINO? – Mentre resta il dubbio che – dopo aver fatto da paradossale collante durante la stagione per chi era a Milano a lavorare per il bene dell’Inter – ora le vicende societarie inizino a pesare su tutti, con conseguente nervosismo, adesso resta da capire se e come Conte (che non ha parlato dopo il match per evitare domande sul nodo stipendi) e Lautaro ricomporranno. Anche perché sabato c’è la Juve e Sanchez è in dubbio a causa di un trauma distorsivo alla caviglia sinistra.
Le immagini del grosso incendio scoppiato verso le 13 in viale Elmas a Cagliari
È un deposito di casalinghi e giocattoli quello distrutto dalle fiamme che, ancora, stanno divorando la struttura. All’interno del capannone tutta la merce è stata distrutta.
È il capannone di Asia Trading a essere stato divorato dal fuoco nel maxi incendio scoppiato, più di due ore fa, in viale Elmas a Cagliari. Si tratta di un magazzino di giocattoli e di oggetti per la casa. Il fuoco non avrebbe risparmiato nulla, e le fiamme hanno anche fatto crollare una copertura. La maxi nube nera è ancora visibile a grande distanza e va avanti, ormai ininterrottamente, l’azione dei Vigili del fuoco, sul posto per cercare di domare le fiamme. L’aria, in tutta la zona, è ancora abbastanza irrespirabile.
Tappa per velocisti con cadute nel finale: lo spagnolo contro uno spartitraffico, il russo paga una strettoia. Vince Ewan in volata
Modena, 12 maggio 2021
La quinta tappa del Giro, tutta piatta da Modena a Cattolica, come era prevedibile si è conclusa con una volata di gruppo, vinta dal tasmaniano Caleb Ewan (quarta vittoria rosa per lui in totale) davanti a Nizzolo, Viviani, Sagan e Gaviria, seguono Moschetti, Pasqualon, Groenewegen, Belletti e Cimolai. Sei italiani nei primi dieci, ma ai nostri sprinter manca ancora la vittoria. Sempre in maglia rosa Alessandro De Marchi.
La notizia del giorno però è la caduta a poco più di 4 km dal traguardo – dunque senza possibilità della neutralizzazione che scatta ai -3 km – dello spagnolo Mikel Landa, che era stato grande protagonista ieri sulla salita verso Sestola e pareva il più in forma fra i big di classifica.
Purtroppo il suo Giro finisce qui, perché Landa si è infortunato seriamente in seguito a un contrasto nel superamento di uno spartitraffico sistemato al centro della carreggiata. A farne le spese è stato anche un addetto alle segnalazioni, che è stato centrato in pieno da Joe Dombrowski, proprio l’americano vincitore della tappa di ieri e secondo in classifica, a 22” daDe Marchi.L’incidente ha coinvolto anche Landa, che era in scia allo statunitense: entrambi i corridori sono rimasti qualche minuto a terra, poi Dombrowski è riuscito a ripartire (ma arriverà con 8’ di ritardo) mentre Landa, soccorso dai medici del Giro, è stato immobilizzato, caricato su un’ambulanza e trasportato all’ospedale per il sospetto di lesioni a un polso e una clavicola. Per lui addio sogni di gloria al Giro, che ancora una volta l’ha respinto per un infortunio.
Poco prima, a una ventina di km dal traguardo, era finito a terra anche il russo Pavel Sivakov, seconda punta della Ineos di Bernal, che ha poi finito la tappa ultimo a oltre 13’. Anche Sivakov, che stamane aveva poco più di 2’ di ritardo, esce di classifica (ora è staccato di più di un quarto d’ora): ma non è escluso che domani esca dal Giro e non riparta per la sesta tappa che si concluderà sopra Ascoli, sull’inedita salita di San Giacomo, oltre 10 km al 7,4% di pendenza media, con punte al 12%.
Lo spagnolo Mikel Landa, 31 anni, a terra dopo la paurosa caduta a 4 km dall’arrivo
Ordine d’arrivo della quinta tappa del Giro d’Italia, da Modena a Cattolica:
L’Uefa ha aperto una inchiesta disciplinare contro Real Madrid, Barcellona e Juventus in merito all’adesione al progetto della Superlega. L’organismo europeo ha nominato “ispettori etici e disciplinari” responsabili dello svolgimento di questa indagine“, in connessione con il progetto della Superlega.
“Ulteriori informazioni su questo argomento verranno comunicate a tempo debito“, ha aggiunto la UEFA, senza specificare di quale “potenziale violazione del quadro giuridico UEFA” sono accusati i tre club.
Il “lodo Juventus” consente al club bianconero di risparmiare circa 90 milioni sugli ingaggi. Ma qual è la reale portata di questo intervento sul bilancio della società? Lo abbiamo calcolato tenendo conto anche delle potenziali perdite da qui a fine stagione, ipotizzando poi cosa accadrebbe se le altre big di A adottassero un provvedimento simile
Dopo i colloqui interni dei giorni scorsi, i giocatorie l’allenatore della Juventus hanno definito un accordo con la società perrinunciare al pagamento di 4 mensilità(marzo, aprile, maggio e giugno) aiutando così il club a risparmiare circa 90 milioni di euroin questo periodo di crisi economica legata all’emergenza coronavirus
COME FUNZIONA L’ACCORDO – Un accordo, per ora unico nel panorama calcistico italiano, frutto di un’intesa individuale tra i tesserati e il club, che prevede che45 giorni circa di stipendio vengano completamente “tagliati”, mentre i restanti due mesi e mezzo di stipendio verranno “recuperati” nella prossima stagione sportiva. Nel caso in cui la stagione dovesse riprendere, infatti, le integrazioni sarebbero liquidate dopo il primo lugliosenza avere un impatto sul bilancio al 30 giugno 2020.
COME E’ STATO POSSIBILE RAGGIUNGERE L’ACCORDO – La Juventus ha cominciato a lavorare subito su questa opzione “approfittando” anche della quarantena. A favorire l’intesa hanno contribuito la presenza di una proprietà da sempre della società, ma anche quella di alcuni leader dello spogliatoio (da Chiellini a Buffon a Bonucci) da anni nella Juventus, con prospettive di rimanere a lungo nel club e che hanno sviluppato un forte senso di appartenenza e responsabilità
COSA SUCCEDE CON EVENTUALI ACCORDI COLLETTIVI – Detto che si tratta di un accordo per ora unico in Italia, l’Assocalciatori, che si riunisce domani, non può “obbligare” i propri tesserati a seguire un accordo collettivo. Qualsiasi intesa potrà essere ratificata club per club, in maniera individuale.
La Juventus ha anticipato questo accordo, ma questo, teoricamente, non impedisce all’AIC di trovare comunque un accordo collettivo come traccia di lavoro da seguire per Figc, Leghe e club.
I BENEFICI DELL’ACCORDO – L’accordo è di sicuro una boccata d’ossigeno per il bilancio della Juventus, che arriverà a “risparmiare” circa 90 milioni sugli ingaggi, a prescindere dalle trattative individuali che poi è possibile che in qualche modo rifondino i giocatori (da luglio in poi) di quanto lasciato in questa stagione sportiva. In ogni caso, è come se oggi la Juventus avesse incassato 90 milioni.Ma basta per salvare il bilancio della stagione?
IL “LODO JUVE” ESTESO ALLE ALTRE BIG DI A – La nostra analisi parte da quella del dato lordo relativo al monte-ingaggi delle “big”. Utilizziamo i dati relativi alla stagione 2018/2019, sapendo che quelli attuali cambiano di poco (sono certamente più alti), ma sono numeri che ci servono giusto per avere un’idea dell’incidenza che avrebbe una simile operazione sui bilanci.
La Juventus sfonda il muro dei 300 milioni di euro, l’Inter nella passata stagione si avvicinava allasoglia dei 200 (superata in quella in corso). Monte-ingaggi simili per Milan (185 mln) e Roma (184), poi Napoli (135) e, unica sotto i 100 milioni complessivi, la Lazio (86)
Momento più nero che bianco per la Juventus: non solo la squadra stenta in campo ma anche la società è in difficoltà con i conti.
Notizie Juventus: è crisi nera, chiesto ai calciatori di rimandare pagamento dello stipendio
La Juventus arranca. In campo, dove i bianconeri rischiano l’esclusione dalla Champions League, ma anche in società.La crisi economica dovuta alla pandemia coronavirus coinvolge tutti, anche la Juventus.
Il club bianconero sicuramente non è stato aiutato dall’eliminazione agli ottavi di finale in Champions League. Come un anno fa, la Juve avrebbe chiesto alla squadra un sacrificio per gli stipendi.
Il club non ha nelle casse il denaro per pagare i calciatore ed avrebbe chiesto loro di rimandare il pagamento al prossimo esercizio 2021/2022.
La società vorrebbe spalmare almeno parzialmente le ultime quattro mensilità di questa stagione: marzo, aprile, maggio e giugno.
Juventus salvata dai calciatori? – Come un anno fa la decisione spetterà ai calciatori. I bianconeri lo scorso anno avevano accettato dopo la pandemia, ora dovrebbero di nuovo andare incontro alle necessità della società del presidente Andrea Agnelli. L’anno scorso risultò determinante l’opera di mediazione da parte dei senatori Buffon e Chiellini, il cui futuro a Torino in questo momento non è certo. La Juventus sta poi cercando di fare cassa sul mercato in uscita. Per questo motivo in estate sono previste diverse cessioni.
Il rinvio all’1 dicembre del pagamento degli stipendi, deciso dalla Figc nell’ultimo consiglio federale, ha permesso di respirare alle casse dei club di Serie A. Ma il termine ultimo per versare quanto dovuto ai giocatori si avvicina: entro martedì i club dovranno adoperarsi per pagare gli stipendi, anche per evitare il rischio penalizzazione.
Come riportato dalla Gazzetta dello Sport (qui l’articolo completo), sarebbero cinque le società a non avere ancora versato quanto dovuto: Napoli, Lazio, Benevento, Sampdoria e Genoa. Tuttavia, la stessa Gazzetta dello Sport sul proprio sito ha aggiunto che le due squadre genovesi avrebbero già pagato gli stipendi, in anticipo rispetto alla scadenza.
C’è chi, come il Napoli, ha previsto di utilizzare fino all’ultimo giorno disponibile, decidendo di pagare martedì prossimo quando scadrà il termine per i pagamenti.
Una situazione comunque non semplice per tutti i club, tanto che, tra coloro che sono al passo con i pagamenti nella stagione in corso, c’è anche chi in realtà deve ancora saldare degli arretrati.
Metà delle società di A e B non hanno ancora pagato. Il Consiglio federale non concederà rinvii: resta la scadenza del 16 febbraio per versare gli stipendi di novembre e dicembre, a meno di accordi con i calciatori. I nerazzurri devono pagare luglio e agosto
Il grido d’allarme dei club di A è destinato a rimanere inascoltato. Dopo che le 20 società di A in una riunione di Lega avevano discusso della necessità di chiedere al presidente federale Gravina la dilazione del termine del 16 febbraio come scadenza per il versamento degli stipendi di novembre e dicembre, il consiglio federale non concederà rinvii. Gabriele Gravina ha registrato con attenzione le esigenze dei presidenti, con le casse esangui dopo la crisi post Covid («Finora il danno causato dalla pandemia è attorno ai 700 milioni ma se gli stadi continuassero a rimanere chiusi supererebbe il miliardo e 200 milioni» ha dichiarato lunedì l’ad Luigi De Siervo).
Il presidente federale ne ha discusso a lungo con Beppe Marotta, rappresentante di un’Inter, colpita più di altre big dalla congiuntura economica, prima della sfida dei nerazzurri con la Roma. Ma alla fine, poiché la Lega non ha inviato richiesta formale in via Allegri il tema non sarà affrontato nel consiglio di venerdì 29. Del resto Gravina non intende penalizzare quelle società che si sono dimostrate puntuali nell’adempiere ai propri obblighi: pertanto ogni dilazione è demandata alla singola trattativa fra una società e i propri giocatori, oppure con l’Assocalciatori. La serie B e la Lega Pro chiedono che le loro iscritte, previo accordo con i giocatori, ottengano lo spostamento della scadenza di un mese. Le società di A addirittura vorrebbero uno slittamento a fine maggio.
Metà serie A e B non ha ancora pagato – Contando insieme le società di A e B, metà di loro sono in linea con le scadenze. Restando nella serie maggiore sono meno della metà le società in sofferenza. Molte si stanno mettendo in pari in questi giorni: ad esempio, la Samp precisa di aver già pagato gli stipendi di ottobre e che il 29 gennaio pagherà quelli di novembre e dicembre. Invece l’Inter entro il 16 febbraio ha l’obbligo di versare le mensilità di luglio e agosto, ma per novembre e dicembre, nonostante la linea sia che la società si impegnerà a rispettare le scadenze, non si esclude che giungano a un nuovo accordo con i giocatori per ottenere un rinvio. L’Aic osserva, alla finestra. Poiché il termine è ancora lontano, il sindacato presieduto da Umberto Calcagno non ha ancora ricevuto segnalazioni di particolare preoccupazione da parte degli affiliati. Va da sé che la concessione già fatta ai club di pagare solo la parte netta dell’ingaggio(senza contributi e imposte) favorisce le società in crisi di liquidità. Il pallone è sgonfio, la povertà di trasferimenti in questa finestra di mercato lo testimonia. Non resta che attendere l’iniezione di risorse dei fondi di private equity per ridare ossigeno a un movimento al collasso.
Il consiglio federale della FIGC (la Federazione Italiana Giuoco Calcio) ha approvatoformalmente la possibilità che le società calcistiche e i calciatori si accordino per ritardare il pagamento degli stipendi, dato il momento di difficoltà economica che molte squadre stanno vivendo per i mancati introiti causati dalla pandemia da coronavirus. La decisione varrà per i club dei tre campionati professionistici: Serie A, B e C.
La prossima scadenza sarebbe dovuta essere il 16 febbraio e le società italiane avrebbero dovuto pagare gli stipendi di ottobre, novembre e dicembre (solo novembre e dicembre per quelle di Serie B e C). I nuovi accordi permetteranno invece di far slittare questi pagamenti fino al 31 maggio, ma varranno solo per gli stipendi dei calciatori che accetteranno e firmeranno le proposte delle società entro il 16 febbraio: le squadre dovranno invece pagare regolarmente lo stipendio a chi non vorrà mettersi d’accordo.
Non servirà quindi raggiungere un accordo collettivo con tutti i giocatori della squadra: in questo modo le società potranno risparmiare anche solo su una parte degli stipendi, e intanto capire quali saranno i ricavi nel prossimo periodo. Avere più tempo a disposizione potrebbe essere importante, perché al momento non sono ancora stati raggiunti gli accordi per la vendita dei diritti televisivi del triennio 2021-2024 (l’attuale contratto scadrà a giugno), cioè la fonte di ricavo più consistente per le squadre.
Al momento si sa solo che sono state presentate quattro offerte alla Serie A (da parte di Sky, Dazn, Mediapro ed Eurosport), ma non si conosce il loro valore. Secondo Repubblica, già la prossima settimana potrebbe essere raggiunto un accordo, che garantirebbe a tutti i club di Serie A diversi milioni, ma solo a partire da giugno.
Delle difficoltà economiche delle società calcistiche a causa dell’emergenza sanitaria si parla già da molti mesi, e a marzo del 2020 alcune squadre avevano stipulato degli accordi con i calciatori per ridurre gli stipendi e risparmiare diversi milioni. Negli ultimi tempi invece è stato spesso citato il caso dell’Inter, che doveva ancora versare gli stipendi di luglio e agosto e cheda giovedì28 gennaio sembrerebbe essersi messa in regola.
Pfizer, AstraZeneca, Moderna, Johnson & Johnson, i vaccini cinesi: quali funzionano contro le varianti? Quanto dura l’effetto? Tutte le risposte sull’efficacia nei confronti delle varianti più temute e diffuse
Domande e risposte su vaccino e varianti Covid, per fare chiarezza sull’efficacia dei preparati e sulla durata dell’immunità che garantiscono. Ha collaborato Mario Clerici, Ordinario di Immunologia all’Università di Milano e Direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi.
Vaccini e varianti: l’efficacia –
La casa farmaceutica Pfizer ha dichiarato che non esistono evidenze che sia necessaria una nuova formula del suo vaccino contro le varianti. Che cosa significa? Il vaccino Pfizersi è dimostrato in grado di proteggere le personeanche nei confronti dellevarianti di SARS-CoV-2 più temute. L’ultimo studio in ordine di tempo, svolto in Qatar contro le varianti inglese e sudafricana, ha mostrato una buona efficacia del vaccino, che diventa ottima nella prevenzione di malattie gravi o fatali indotte dal SARS-CoV-2 mutato. Anche Moderna ha buoni risultati, inoltre sta studiando un potenziamento del suo vaccino, che ha generato buoni anticorpi contro la variante sudafricana, e un prodotto specifico formulato contro tutte le varianti, che ha generato anticorpi ancora migliori negli studi clinici di Fase 2.
Come si è arrivati a questo risultato? Da subito le case farmaceutiche hanno iniziato a fare ricerche nei confronti delle varianti più diffuse (sostanzialmente l’inglese, la sudafricana e la brasiliana) e hanno visto che gli anticorpi indotti dal vaccino sono in grado di bloccarle tutte.
Anche i vaccini a vettore virale come AstraZeneca e Johnson & Johnson sono efficaci contro le varianti? Sembra che non ci sia una differenza marcata tra vaccini a RNA messaggero e a vettore adenovirale e che tutti siano in grado di difenderci. Riguardo ad AstraZeneca inizialmente c’erano dati che suggerivano che funzionasse meno bene nei confronti della variante sudafricana, ma in studi successivi le analisi si sono dimostrate migliori, specie nei confronti della brasiliana. Tutti e quattro i vaccini in uso oggi in Italia proteggono anche dalle varianti, soprattutto nel prevenire gravi conseguenze da Covid-19. Ricordiamo che in Italia la variante dominante è ormai l’inglese (prevalente al 91,6%), mentre la brasiliana rappresenta il 4,5% dei casi e tutte le altre sono sotto lo 0,5%.
I vaccini cinesi rispondono altrettanto bene? I vaccini cinesi funzionano meno bene anche nei confronti del virus originario (senza mutazioni significative), perché hanno una protezione massima del 50%. In alcuni Paesi dove sono stati utilizzati, come il Cile ole Seychelles, i contagi sono aumentatinonostante un’altissima percentuale di popolazione immunizzata (rispettivamente il 45% e il 60%).
Dovessero sorgere mutazioni peggiori? Le autorità di Nuova Delhi dicono chesia Astra Zeneca sia Pfizer sono efficaci contro la variante indiana. con la nuova tecnologica dell’RNA messaggero, nel caso di mutazioni nuove si troverebbe una nuova composizione in tempi abbastanza rapidi: si parla di un paio di mesi dall’inizio del processo all’approvazione.
La durata dell’immunità –
La buona risposta contro le varianti è un’indicazione utile anche per i guariti? Sicuramente l’immunità indotta dalla malattia non è altrettanto valida come quella indotta dai vaccini, specialmente contro le varianti. Il suggerimento fortissimo, anche per chi è guarito, è quello di vaccinarsi. Per chi ha fatto il virus da meno di sei mesi basta una singola dose.
Per quanto tempo i vaccini ci proteggeranno? Ci sono nuove evidenze? I dati – solidi – che vengono dal mondo reale dimostrano come, anche quando la quantità di anticorpi che si misura nel sangue (con i test sierologici) scende, non diminuiscono le “cellule di memoria”, che in un secondo incontro con il virus si attiverebbero immediatamente producendo altri anticorpi. Siamo arrivati a oltre sette mesi di durata, ma la forchetta dovrebbe ampliarsi ancora
.Alcuni scienziati propongono di studiare un vaccino pan-coronavirus, funzionerebbe contro tutte le varianti? Si. Sarebbe un vaccino a tecnologia RNA “a prova di varianti”. Potrebbe forse anche fornire una certa protezione da future epidemie di betacoronavirus zoonotici e una piattaforma valida per l’ulteriore sviluppo di vaccini pan-betacoronavirus.
In funzione il portale di Poste Italiane per i nati fra 1962 e 1971: le vaccinazioni per questa categoria si intensificheranno dal 23 giugno, a fine mese tocca ai 40enni
Allo scattare della mezzanotte in molti erano già col dito pronto per digitare i propri dati nel sistema di prenotazione regionale per i vaccini anti Covid. E alle 9,30 sono già oltre 270 mila i cinquantenni iscritti. Stamattina alle 8 le prime 46 persone sono state vaccinate.
Come tutte le regioni italiane, anche la Lombardia è partita con i vaccini per chi è nato fra il 1962 e il 1971: il portale doveva entrare in funzione alle 24, ma in molti sono riusciti a immettere i propri dati fiscali e sanitari già alle 22 di ieri sera. Il 98% dei prenotati infatti è passato attraverso il portale prenotazionivaccinicovid.regione.lombardia.it. Il 70 per cento dei prenotati ha avuto l’appuntamento entro il 2 giugno e le vaccinazioni per questa categoria anagrafica si intensificheranno a partire dal 23 maggio con almeno 32 mila 50 enni immunizzati al giorno.
Ieri la vicepresidente della Regione, Letizia Moratti aveva fatto gli auguri a tutti i nati degli anni sessanta, in particolare alle donne pronte a vaccinarsi: “Buona festa alle mamme e in particolare alle madri lavoratrici della Sanità lombarda – a maggioranza fatta da donne – molte delle quali lavorano anche oggi per la campagna vaccinale della Lombardia che prosegue con l’apertura da mezzanotte delle prenotazioni per i 50-59enni“, ha scritto in un tweet la numero due della Regione, assessora al Welfare, orgogliosa della Lombardia che vaccina ormai più di ogni altra regione italiana.
La platea dei cinquantenni è di 1,6 milioni di persone, ma sono 330 mila quelli già vaccinati negli scorsi giorni perché “fragili” portatori di patologie croniche e altri 176 mila hanno già l’appuntamento per fare il siero nei prossimi giorni.
Gli appuntamenti per chi non ha patologie sono partiti dunque già per questa settimana ma la campagna di immunizzazione durerà fino a metà giugno, almeno. Poi sarà il turno del resto della popolazione, circa 4 milioni di persone che hanno da 49 a 16 anni. Per loro le prenotazioni partiranno attorno al 23 maggio e le immunizzazioni da luglio. Le date precise verranno comunicate a breve, ma tutto dipende dal numero di dosi di vaccino che verrà consegnato alla Lombardia nelle prossime settimane.
Al momento c’è a disposizione molto più Pfizer che Astrazeneca, che infatti risulta usato solo nel 24 % dei casi. Le rinunce del farmaco brevettato ad Oxford comunque – dice Letizia Moratti – sono bassissime, non superiori all’1%. Le somministrazioni sono state oltre 84 mila ieri, per un totale di oltre 4 milioni dall’inizio di gennaio. E’ stato usato il 91 % delle dosi che sono nei magazzini degli hub, i richiami sono stati posticipati per chi so sta vaccinando nelle ultime 48 ore, come da indicazioni del Governo.
A pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove condizioni d’uso, una specifica dell’azienda chiarisce che chi non avrà aderito potrà subire un blocco delle funzioni
La data è sempre più vicina: sabato 15 maggio l’app di messaggistica più utilizzata al mondo avrà delle nuove condizioni di utilizzo che da inizio gennaio sono state diramate a tutti gli utentiper chiederne l’approvazione. La novità non era stata accolta senza polemiche e perplessità, salvo poi scemare soprattutto per l’Europa, infatti grazie al GDPR (il regolamento europeo per la protezione dei dati personali) gli utenti italiani e di altri Paesi Ue non avranno delle grandi differenze nel trattamento dei loro dati. L’ultima notizia arrivata direttamente dell’azienda, però, torna a far discutere: nelle Faq del sito di WhatsApp, infatti, è apparsa una nuova specifica: l’app, si legge, potrebbe bloccarsi se non sono stati accettati i nuovi termini di utilizzo.
Account esistente ma inutilizzabile – L’account, di fatto, non verrà completamente disattivato, ma sarà impossibile fare molte operazioni con la chat, tra cui scrivere e ricevere messaggi, per cui in pratica WhatsApp risulterà inutilizzabile. In quest modo l’app di messaggistica non lascia più alternative agli utenti: o accetteranno i termini, o non riusciranno più a usarla. Il 15 maggio, inoltre, è l’ultima data disponibile per poter scaricare le chat di conversazione sui dispositivi Android o iPhone.
Che cosa cambierà – La differenza rispetto al passatoriguarda la condivisione di dati come numero di telefono, transazioni, informazioni relative ai servizi e su come si interagisce con gli altri utenti. Nel termini di utilizzo un paragrafo «Società affiliate» informa che «WhatsApp riceve informazioni da, e condivide informazioni con, le aziende di Facebook» anche per «fornire integrazioni che consentano all’utente di connettere la sua esperienza WhatsApp con altri Prodotti di un’azienda di Facebook, per garantire sicurezza, protezione e integrità nei Prodotti di un’azienda di Facebook e per migliorare le inserzioni e l’esperienza dell’utente relativa ai prodotti facenti parte dei Prodotti di un’azienda di Facebook».