Calcio: insulto razzista e squadra se ne va, sconfitta e ammenda


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/05/04/calcio-insulto-razzista-e-squadra-se-ne-va-sconfitta-e-ammenda_2cf6377e-833b-4447-a149-6f4047a51a1a.html

E’ successo ai giocatori dell’Arcellasco nel campionato Under 18

(ANSA) – Milano, 04 maggio 2022

Si è conclusa con una sconfitta a tavolino, un’ammenda (80 euro) e un punto di penalizzazione in classifica inflitti dal giudice sportivo all’Arcellasco, la cui squadra Under 18 – che partecipa al campionato regionale – aveva anzitempo abbandonato il campo nella partita casalingo contro il Bresso, dopo un insulto razzista a un proprio calciatore.

I giocatori della frazione di Erba (Como) avevano deciso di non proseguire per via di un insulto a sfondo razziale da parte di un calciatore del Bresso nei confronti di uno di loro.

Il giocatore del Bresso era stato espulso (alla squadra è stata poi inflitta una squalifica di 11 giornate), ma i ragazzi dell’Arcellasco, appoggiati nella decisione dalla propria dirigenza, avevano detto stop stop sul 2-1 per il Bresso.
L’Arcellasco, sui propri social, scrive: “Basiti da questa sentenza del giudice sportivo. Alla luce del comunicato, siamo ancora più fieri e orgogliosi della scelta dei nostri ragazzi.
Sapevamo che saremmo andati incontro a una sconfitta per 3-0, queste sono le regole (discutibili, ma queste sono). E lo accettiamo. Si parla di inclusione, lotta al razzismo, rispetto e poi La scelta legittima e coraggiosa di un gruppo di ragazzi viene anche punita con multa e un punto di penalizzazione. È forse giunto il momento di smetterla di predicare in un modo e agire in un altro
“. “Pur ritenendo la scelta della società Arcellasco di non continuare la partita, frutto di un episodio deprecabile ed estremamente negativo, tuttavia ai fini della presente decisione non si può prescindere dalla disposizione su indicata“, ovvero l’obbligo, come da regolamento, di proseguire la partita, è scritto nelle motivazioni del giudice. (ANSA).

‘Scimmia, torna nella giungla’: insulti razzisti contro un calciatore 21enne che reagisce contro il pubblico e si sfoga: “Orgoglioso della mia pelle”


articolo di Tatiana Bellizzi: https://bari.repubblica.it/cronaca/2022/02/22/news/scimmia_torna_nella_giungla_insulti_razzisti_contro_un_calciatore_21enne_che_reagisce_contro_il_pubblico-338778548/?ref=RHTP-VS-I270681067-P20-S8-T1

Così è stato apostrofato Abdoulaye Fofana un calciatore di 21 anni della Guinea della squadra Heraclea dei Monti Dauni (Foggia) che milita nel campionato dilettanti di prima categoria. Già all’amdata un episodio simile

Per 90 minuti è stato costretto a sopportare appellativi come “Negro di m…“,  “Scimmia, gorilla torna nella foresta“.  Sono gli insulti a sfondo razziale diretti ad Abdoulaye Fofana, un ragazzo di 21 anni della Guinea che da tre anni gioca in prima categoria nella squadra di calcio dilettantistico “Heraclea” che unisce tre paesi dei Monti Dauni: Rocchetta Sant’Antonio, Candela e Sant’Agata di Puglia, nel foggiano. Non era la prima volta che succedeva, ma domenica scorsa c’è stato l’ennesimo episodio, nel campo sportivo “Amedeo Magnotta” di Rocchetta Sant’Antonio (Foggia) durante la partita di ritorno con l’Altavilla Irpina.

Un giocatore della squadra avversaria mi ha detto ‘negro di m… torna nel tuo paese‘ – racconta il giovane calciatore. Mi hanno chiamato gorilla, scimmia, mi hanno detto di tutto. Mi faceva male sentire quelle parole ma io continuavo a giocare senza dir nulla“.  Fofana ha avuto al suo fianco i compagni di squadra. “Loro cercavano di calmarmi – racconta – Mi incoraggiavano a giocare ancora“, ma ad un certo punto, mentre gli insulti proseguivano,  il giovane ha reagito alle offese inveendo a sua volta contro l’avversario. In campo allora si è scatenata una piccola rissa e l’arbitro ha deciso di sospendere la partita. continua a leggere

Bologna, insulto razzista a un giocatore che scoppia a piangere: la squadra lascia il campo


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/11/29/news/bologna_insulto_razzista_squadra_dilettante_lascia_il_campo-328263654/?ref=RHTP-BH-I322793271-P2-S8-T1

Foto dal sito A.C Saragozza 

Bologna, 29 novembre 2021

Il più odioso degli insulti, rivolto in campo a due avversari rei di avere un diverso colore della pelle. Uno, un ragazzo di vent’anni con alle spalle una storia difficile e la traversata del Mediterraneo su un barcone, è scoppiato in lacrime, ferito da quell’epiteto razzista, “Ne..o di merda”. Così la sua squadra ha deciso che in quelle condizioni giocare una partita di pallone non aveva più senso, ed è uscita dal campo, mentre gli avversari chiedevano scusa per il gesto del compagno.

È accaduto domenica nella partita tra i padroni di casa dell’Ac Saragozza e il Real Basca, campionato di Terza categoria bolognese. Tutto nasce da un contrasto di gioco tra due giocatori. Entrambi italiani, ma quello con la maglia del Saragozza è un trentenne di famiglia marocchina nato e residente a Bologna, cresciuto a San Giovanni in Persiceto e dalla lunga militanza nella squadra. Dopo l’intervento, su cui non è stato fischiato fallo, quell’insulto sibilato all’orecchio.

L’arbitro non lo sente, ma il diretto interessato e i compagni sì. “Il ragazzo ha spalle larghe, è in Italia da sempre e ci ha detto che purtroppo non è la prima volta che gli capita, e ha risposto per le rime – racconta il presidente del Saragozza Lorenzo Castagnetti -. Allora s’è scatenato un parapiglia in campo, dagli spalti è intervenuto a rincarare la dose con simili frasi il fratello del giocatore colpevole dell’insulto, che poi è stato rivolto anche a un altro nostro calciatore”.

Stavolta un ragazzo guineano del 2001, arrivato a Lampedusa cinque anni fa con un barcone. Poi i campi d’accoglienza in Puglia, preso in tutela da una famiglia bolognese fino alla maggiore età, quando ha iniziato a lavorare in città con regolare permesso di soggiorno. E un paio di mesi fa è entrato nella rosa dell’Ac Saragozza. “Lui invece sentendo quelle parole è scoppiato a piangere, alle spalle ha una storia personale molto triste e ne è rimasto ferito profondamente – continua Castagnetti -. Ma gli ha fatto piacere che anche se è l’ultimo arrivato nella squadra tutti ci siamo stretti attorno a lui e abbiamo immediatamente deciso, senza nemmeno doverci confrontare tra dirigenti, staff e giocatori, di uscire dal campo”. continua a leggere

Veneto, cori razzisti a un giocatore: il Tribano lascia il campo, ma perde 3-0 a tavolino


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/11/18/news/veneto_cori_razzisti_a_un_giocatore_il_tribano_lascia_il_campo_ma_perde_3-0_a_tavolino-326857482/?ref=RHTP-BH-I322793271-P2-S6-T1

Durante la partita Atletico Granze-Tribano (campionato di Seconda categoria) un tifoso della squadra locale ha imitato il verso della scimmia nei confronti del calciatore Diedhou Moussa. Gli ospiti non hanno proseguito la gara, niente sconti dal Giudice sportivo.

Oltre al danno, la beffa. Il Tribano, squadra della Seconda categoria veneta, è stato punito con la sconfitta per 3-0 a tavolino dopo aver abbandonato il campo durante la gara contro l’Atletico Granze dopo che un proprio calciatore, il 22enne Diedhou Moussa, era stato bersagliato con insulti razzisti da un tifoso del club avversario.

Cosa è accaduto – L’episodio è avvenuto in provincia di Padova: sul finale della partita tra Atletico Granze e Polisportiva Tribano, sul punteggio di 3-3, dagli spalti un tifoso ha imitato il verso della scimmia nei confronti di Moussa, sbarcato in Italia nel 2017 a Lampedusa. Il Tribano ha allora deciso di rientrare anticipatamente negli spogliatoi in segno di vicinanza con il proprio tesserato, solidarietà poi espressa anche dal club con un comunicato ufficiale. Inevitabile però, secondo il regolamento, la decisione del Giudice che ha imposto il ko tavolino e la squalifica di una settimana al dirigente accompagnatore della squadra. Per il Granze invece una partita a porte chiuse (pena sospesa per un anno) oltre ad una multa di 50 euro. Nel referto dell’arbitro, inoltre, vengono segnalati anche dei disordini nel terreno di gioco che hanno richiesto l’arrivo delle forza dell’ordine.

L’ennesima brutta pagina di razzismo nel mondo del calcio.

L’ira di Koulibaly: ‘Mi hanno gridato scimmia di m…cacciateli’


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/10/04/lira-di-koulibaly-mi-hanno-gridato-scimmia-di-m…cacciateli_3a42d03d-1cf1-46e3-8c5d-dabcbd2d7cac.html

Il giocatore del Napoli in un post torna sull’episodio di razzismo di domenica al Franchi

La Procura della Federcalcio, acquisiti i referti dei propri ispettori e ascoltato il calciatore, ha aperto un’indagine sulle espressioni di matrice razzista rivolte da alcuni tifosi della Fiorentina al calciatore del Napoli, Kalidou Koulibaly. Nelle prossime ore saranno compiuti ulteriori atti istruttori, acquisendo gli atti pertinenti dalla questura di Firenze.

“Scimmia di merda.

Mi hanno chiamato così”. Kalidou Koulibaly torna sull’episodio di razzismo ieri al Franchi di Firenze, dopo Fiorentina-Napoli, al quale aveva già reagito nell’immediato, dal campo. “Questi soggetti – scrive il difensore del Napoli su Instagram – non c’entrano con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre“.

Gli insulti razzisti rivolti ad alcuni calciatori in occasione della partita Juve-Milan le scorse settimane e ieri al termine di Fiorentina-Napoli sono comportamenti da ritenersi gravi e inaccettabili. Questi soggetti non sono tifosi, non sono veri appassionati di calcio e vanno individuati ed espulsi per sempre dai nostri stadi“. Lo dice all’ANSA Umberto Calcagno, presidente dell’Assocalciatori, invitando tutti a “non sottovalutare” il razzismo e sollecitando l’intervento delle istituzioni sportive e politiche. “Insieme a tutti i calciatori e le calciatrici associati siamo pronti a fare la nostra parte per dire basta al razzismo“.

Ungheria-Inghilterra, follia ultrà a Budapest: razzismo, ululati e lancio di oggetti contro gli inglesi


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_settembre_03/ungheria-inghilterra-follia-ultra-budapest-razzismo-ululati-lancio-oggetti-contro-inglesi-20445442-0c79-11ec-956a-640691560bd6.shtml

Alla Puskas Arena succede di tutto. Fischi all’Inghilterra per il sostegno al movimento «Black Lives Matter», contro il c.t. Southgate lanciati cubetti di ghiaccio, contro Sterling bottigliette d’acqua

Notte di pura follia a Budapest nel match di qualificazione Mondiale Ungheria-Inghilterra (per la cronaca vinta 4-0 dalla Nazionale del c.t. Gareth Southgate, vice campione d’Europa). È successo di tutto già prima del fischio d’inizio. E va detto che gli ululati nei confronti dei giocatori di Sua Maestà, che si sono inginocchiati per sostenere il movimento «Black Lives Matter», sono stati solo una piccola parte della follia dei tifosi andata in scena alla Puskas Arena.

«Parlerò con i miei compagni, denunceremo tutto all’Uefa», ha detto il capitano dell’Inghilterra, Harry Kane. Da ricordare che l’Ungheria dovrebbe giocare tre partite a porte chiuse dopo che l’Uefa ha ritenuto i suoi tifosi colpevoli di condotta discriminatoria durante Euro 2020. Solo che il match con l’Inghilterra, essendo di qualificazione mondiale, è tecnicamente organizzato dalla Fifa, che ha permesso quindi la presenza di 67mila persone nello stadio di Budapest.

Così i tifosi magiari hanno iniziato a farsi sentire fin dal riscaldamento degli avversari (il primo a essere bersagliato è stato Bellingham, il centrocampista del Borussia Dortmund nato nel 2003). In seguito sono arrivati fischi e ululati quando i giocatori inglesi si sono inginocchiati. Ma non è finita qui.

Perché Sterling si è visto lanciare contro bicchieri di carta e bottigliette d’acqua quando ha segnato il gol dell’1-0 e dopo il 3-0 di Maguire in campo sono stati lanciati anche i fumogeni. Oltre a un contenitore pieno di un liquido che Jack Grealish ha raccolto e bevuto, sfidando la rabbia della Puskas Arena.

Infine, nel mirino è finito anche il c.t. Gareth Southgate al quale sono stati lanciati contro dei cubetti di ghiaccio, mentre a fine gara stava parlando con Bbc Radio. «Durante la partita non mi sono reso conto di nulla. Sapevamo che la decisione di inginocchiarci avrebbe avuto reazioni avverse, ma noi riteniamo che sia la cosa giusta da fare. Una reazione di quel genere però è inaccettabile», le parole del tecnico inglese. Per questi beceri episodi adesso l’Ungheria potrebbe rischiare qualcosa di più di una «semplice» squalifica.

Napoli, il grande cuore di Koulibaly….


Napoli, il grande cuore di Koulibaly: fa partire per il Senegal una nave di medicine, alimenti e persino due ambulanze

articolo: https://napoli.repubblica.it/sport/2021/06/22/news/napoli_il_grande_cuore_di_koulibaly_fa_partire_per_il_senegal_una_nave_di_medicine_alimenti_e_persino_due_ambulanze-307080095/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

Un indovinello semplice. Primo indizio: è uno dei fuoriclasse del Napoli. Secondo: è lontano dal cliché del calciatore patinato. Terzo e ultimo: aiuta sempre le persone in difficoltà e lo fa lontano dalle luci della ribalta. La soluzione è immediata, si tratta di Kalidou Koulibaly. Il giocatore azzurro ta trascorrendo le vacanze in Senegal, dopo una breve parentesi in Francia, ed è sensibile alle difficoltà che vive il suo paese. Quello che rappresenta con orgoglio. In campo con la nazionale, ma non solo. Il suo sostegno è concreto. E silenzioso.

Nei giorni scorsi ha visitato villaggi e associazioni che danno un sostegno concreto ai bambini in difficoltà. Poi ha agito evitando pubblicità. Ieri mattina è salpata dal porto di Napoli una nave in direzione Senegal. Al suo interno, in diversi container, materiale sanitario, medicine, alcune lettighe e addirittura due ambulanze. Tutte acquistate da Koulibaly. La distribuzione comincerà al termine della navigazione, tra otto giorni circa. Ad aspettare il carico ci sarà proprio Kalidou, il campione dal cuore d’oro. La beneficenza è uno dei capisaldi della sua vita. Ad aprile, ad esempio, aveva fatto arrivare, sempre in Senegal, diversi quintali di generi alimentari. L’attenzione è spasmodica pure a Napoli, la sua città d’adozione. Ha aiutato spesso la comunità senegalese soprattutto durante il periodo del lockdown. Koulibaly è il campione dei gesti concreti: a gennaio fu riconosciuto da un tifoso ai semafori di Agnano mentre distribuiva giacche a vento ad alcuni immigrati. Altre volte ha portato anche la colazione. Sempre senza farsi riconoscere, un cappuccio in testa e tanta voglia di fare del bene. Le testimonianze sono tante: ha regalato ad un amico la maglia indossata in Champions contro il Liverpool, messa poi all’asta per acquistare generi alimentari in modo da garantire un pasto ai poveri durante l’emergenza Covid 19.

Ed ancora: donazioni alle varie parrocchie e un sostegno economico ad una donna senegalese, conosciuta a Napoli, che aveva appena partorito. Koulibaly è questo. E ha trovato in Faouzi Ghoulam un partner affiatato. I due sono grandi amici e condividono questo nobile intento. Il tandem della solidarietà ha agito tanto nel corso di questi anni sempre in rigoroso silenzio. Prima della pandemia, l’appuntamento al Santobono dai bambini ricoverati è stata una tappa fissa: doni, magliette e sorrisi a chi è più sfortunato. E ancora: nel periodo natalizio Koulibaly e Ghoulam hanno acquistato regali da distribuire nelle case famiglia di Napoli e provincia. Nel 2019 insieme scelsero il liceo Elsa Morante di Scampia per augurare buon anno scolastico a 500 studenti: «Non smettete mai di inseguire i vostri sogni». Koulibaly i suoi li ha realizzati in campo: è uno dei migliori difensori al mondo e lo ha dimostrato nel corso di questi anni in maglia azzurra. È considerato un vero e proprio simbolo. Domenica scorsa, ha compiuto 30 anni e lo ha fatto tra la sua gente per il quale è diventato un esempio. Ha sempre lottato contro il razzismo, piaga di cui è stato vittima a San Siro con l’Inter e all’Olimpico contro la Lazio. L’Uefa non a caso lo ha scelto come testimonial e Koulibaly si è schierato anche contro la discriminazione territoriale nei confronti dei napoletani che lo apprezzano soprattutto come uomo. Kalidou vince, a prescindere.

Seid e razzismo, Marchisio: «L’Italia ha fallito, facciamo tutti un po’ schifo»


articolo: https://torino.corriere.it/cronaca/21_giugno_05/suicida-razzismo-marchisiol-italia-ha-fallito-facciamo-tutti-po-schifo-aa33a54c-c5f5-11eb-8929-1e7e5315cef2.shtml?fbclid=IwAR2V_bKOG2H6bRJgLb9y5YOmsac44D–s28KOKwH9bJUYl5BrJCqp65hiwU+

L’ex calciatore della Juve sul caso del ventenne suicida Seid Visin

«Un Paese che spinge un giovane ragazzo a fare un gesto così estremo è un Paese che ha fallito». Claudio Marchisio, ex giocatore della Juve, commenta così il suicidio di Seid Visin, il ventenne di origini etiopi che dopo un paio di stagioni nelle giovanili del Milan era tornato a Nocera Inferiore, dove era cresciuto dopo essere stato adottato da una famiglia italiana. «Sento gli sguardi schifati per il colore della mia pelle», scrive il giovane in una lettera, anticipata da alcuni quotidiani, in cui spiega i motivi del suo gesto.

«Siamo il Paese dell’integrazione quando sei un giovane talento – scrive sui social Marchisio – o quando segni il gol decisivo in una partita importante, ma che si rifiuta di essere servito al ristorante da un ragazzo di colore. Siamo il Paese dell’integrazione quando l’atleta vince la medaglia alle Olimpiadi. Siamo il Paese dell’integrazione che cerca improbabili origini italiane quando l’attrice che ci fa emozionare vince il Premio Oscar, ma che quando in classe con i propri figli ci sono dei ragazzi di colore storce il naso. Io non posso neanche immaginare cosa abbia provato Seid Visin, ma sono certo che un Paese che spinge un giovane ragazzo a fare un gesto così estremo è un Paese che ha fallito. Pensateci quando fate le vostre battute da imbecilli, quando fate discorsi stupidi e cinici sui gommoni e sul colore della pelle, soprattutto sui social network. Facciamo un po’ schifo. Tutti. Di centro, di destra, di sinistra».

 

Codogno, cori razzisti contro giocatore:..


Codogno, cori razzisti contro giocatore: Jared Bi Zamble non ferma la partita e segna il gol della vittoria

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_03/codogno-cori-razzisti-contro-giocatore-jared-bi-zamble-non-ferma-partita-segna-gol-vittoria-4f362ca6-c469-11eb-9211-eb63e72b00a2.shtml?fbclid=IwAR1s8KRRCzxOsOsEaZ1dEgkRGLbf4KKHE73slWx2ep2gJD3xut5AKKVhin8

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«Fermare le partite non basta, fosse per me ogni squadra dovrebbe avere almeno un giocatore di colore in organico, in modo da forzare calciatori, allenatori e pubblico a confrontarsi con le altre culture». Jared Bi Zamble, centravanti del Codogno (Lodi) il 2 giugno a Varzi (Pavia) è stato vittima dell’ennesimo episodio razzista della sua carriera, in un match del campionato di Eccellenza. Entrato a 14 minuto dalla fine, autore del gol della sicurezza per la propria squadra e bersagliato da «buuu» razzisti e ululati provenienti dalla tribuna. Ha risposto subito nel modo più’ efficace, segnando un altro gol, mentre i dirigenti della squadra pavese accompagnavano fuori l’autore del gesto.

A raccontare l’episodio è lo stesso attaccante italo-ivoriano (nato a Cremona e cittadino italiano a tutti gli effetti), 27 anni di cui oltre dieci sui campi del Nord Italia fra Lega Pro e Dilettanti, noto anche per l’amore per la pittura. «Mi è successo altre volte in passato, e anche di peggio – racconta lui dopo la partita – ma l’episodio di mercoledì non me lo aspettavo proprio. Eravamo in vantaggio e con il mio gol abbiamo messo il risultato al sicuro. La frustrazione, insieme a un po’ di ignoranza, ha scatenato reazioni razziste tra il pubblico, da parte di una persona in particolare che ha iniziato a provocarmi con il verso della scimmia. All’inizio non ci ho badato, anche perché il resto del pubblico ha cercato di isolarlo, poi siccome continuava ho segnalato l’episodio all’assistente dell’arbitro».

Il direttore di gara, informato di quanto stava accadendo, ha guardato prima la tribuna e poi il centravanti del Codogno. Il quale lo ha rassicurato che si poteva continuare. E subito dopo ha messo a segno la sua doppietta personale, il miglior modo per far tacere i razzisti. «Ho individuato quasi subito il responsabile, perché è andato avanti a insultarmi per diversi minuti. Io stesso mi sono rivolto a lui, credo di avergli detto che è troppo facile ulularmi dietro quando siamo separati da una rete. Gli avversari? Mi hanno subito espresso solidarietà. Anche il presidente del Varzi è venuto a scusarsi personalmente negli spogliatoi, assicurandomi che l’autore del gesto era stato allontanato dalle tribune. Altre volte in passato, purtroppo, non è successo». Zamble infatti racconta di aver subito per tutta la carriera epiteti e insulti razzisti in campo, a volte dal pubblico e altre dagli avversari: «Mi dico sempre che è un modo facile per provocare un avversario che temono. O che magari e’ colpa della frustrazione quando non riescono a fermarmi. Pero’ mia madre dopo un paio di volte ha scelto di non venire più a vedermi giocare, ha paura di dover assistere a episodi spiacevoli. Certo è che indossare una magliettano al razzismonon è abbastanza. Servono segnali piu’ forti».

Pisa, frase razzista a Obi: Marconi squalificato per 10 giornate


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/05/05/news/pisa_marconi_squalificato_per_10_giornate_per_razzismo-299559875/

La Corte d’Appello della Figc ferma l’attaccante nerazzurro che aveva rivolto la frase “la rivolta degli schiavi” al giocatore di colore del Chievo. Decisive nuove prove come le dichiarazioni dei calciatori Rigione e De Vitis e un video

Joel Chukwuma Obi (Lagos, 22 maggio 1991) è un calciatore nigeriano, centrocampista del Chievo di cui è capitano.

ROMA – Tegola per il Pisa. L’attaccante Michele Marconi è stato infatti squalificato per 10 giornate dopo che la Corte d’Appello federale aveva riesaminato il caso sul ricorso della procura. Secondo l’accusa, Marconi aveva rivolto la frase “la rivolta degli schiavi” all’avversario Obi durante il match Pisa-Chievo dello scorso 22 dicembre. Dopo la prima udienza del tribunale federale, a marzo la Procura aveva impugnato la sentenza, rimandando tutto al secondo grado di giudizio della giustizia sportiva.

Michele Marconi (Follonica, 13 maggio 1989) è un calciatore italiano, attaccante del Pisa.

Decisive nuove prove – Questa la nota della Figc: “La Corte d’Appello federale, accoglie il reclamo e, per l’effetto, ai sensi dell’art. 28, comma 2, C.G.S., irroga la sanzione della squalifica per 10 (dieci) giornate effettive di gara al calciatore Michele Marconi”. Questo l’epilogo della vicenda, dopo che il collegio arbitrale a marzo aveva chiesto alla Procura federale l’accertamento dei fatti in contestazione mediante l’acquisizione delle dichiarazioni dei calciatori Rigione e De Vitis, oltre a tecnici e giocatori che sedevano sulla panchina del Chievo. Inoltre era stata chiesta l’acquisizione di un video comprensivo di audio dell’episodio in contestazione, oltre ai referti degli arbitri.

Ribaltata l’assoluzione di primo grado – Tra alcuni giorni si potrà leggere la sentenza definitiva nella sua interezza, completamente diversa dalle motivazioni che portarono all’assoluzione in primo grado, grazie al nuovo materiale portato dalla procura nel corso dell’appello. La difesa nei prossimi giorni valuterà l’appello.

Premier League, troppi insulti ai giocatori neri: scatta il weekend no-social dei club


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/04/25/news/premier_league_troppi_insulti_ai_giocatori_neri_scatta_il_weekend_no-social_dei_club-297943721/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S4-T1

Le squadre inglesi si schierano contro il razzismo: chiusi per tre giorni i profili Facebook,Twitter, Instagram

Black-out totale dei club inglesi sui social per tre giorni nel prossimo fine settimana: è una protesta contro gli insulti razzisti rivolti ai loro giocatori su queste piattaforme. Lo hanno annunciato le Leghe. Il boicottaggio, che interesserà i club della Federcalcio inglese, Premier League, Second Division e della Women’s Super League, inizierà venerdì 30 aprile alle 14 ora locale e si concluderà lunedì 3 maggio alle 22:59.

Quest’azione è stata programmata per tutta la lista delle partite di calcio professionistico maschile e femminile” e vedrà tutti gli organi rappresentativi del calcio inglese “chiudere i loro account Facebook, Twitter e Instagram“. Arriva “in risposta ai continui e continui abusi discriminatori ricevuti online dai giocatori e da molte altre persone legate al calcio“, hanno detto i funzionari del calcio inglese in una dichiarazione congiunta. “Il comportamento razzista è inaccettabile e lo spaventoso abuso nei confronti giocatori sui social media non può continuare“, ha detto il ceo della Premier League, Richard Masters. “C’è un urgente bisogno che queste aziende facciano di più per sradicare l’odio razziale online“, ha aggiunto.

Questa decisione fa seguito a quella già attuata dal club scozzese dei Rangers dai club della Football League inglese di Birmingham e Swansea, i cui giocatori Yan Dhanda, Ben Cabango e Jamal Lowe sono stati recentemente oggetto di insulti razzisti.

Dall’inizio dell’anno, diversi giocatori di colore che indossano maglie del Manchester United, come Anthony Martial e Marcus Rashford, così come Reece James del Chelsea, sono stati presi di mira anche sui social media. L’11 febbraio, in una lettera aperta al leader di Twitter, Jack Dorsey, e al leader di Facebook, Mark Zuckerberg, i funzionari del calcio inglese hanno chiesto un’azione “per motivi di semplice decenza umana“. Twitter ha risposto che non intendeva censurare i commenti da account anonimi.

Napoli, allarme Covid: positivo un fisioterapista, negativi i tamponi alla squadra


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/napoli/2021/04/07/news/fisioterapista_napoli_positivo_tamponi_squadra_negativi-295389902/

Il componente dello staff sanitario non è presente a Torino dove gli azzurri recuperano la sfida con la Juve


TORINO – L’allarme Covid continua fino all’ultimo ad aleggiare sulla sfida tra Juventus e Napoli, in programma stasera (18:45) all’Allianz Stadium di Torino. Nel quartier generale della squadra di Gattuso in Piemonte la notte della vigilia è stata infatti movimentata, per la notizia arrivata a Castel Volturno del contagio di un fisioterapista, entrato nei giorni scorsi in contatto con i giocatori. “In seguito alla positività al Covid-19 di un componente dello staff sanitario rilevata ieri mattina e non presente a Torino, in accordo con le autorità sanitarie e secondo i protocolli FIGC, il gruppo squadra ha effettuato, dopo mezzanotte un nuovo ciclo di tamponi molecolari, risultati negativi“, ha comunicato con un tweet il club azzurro. Scampato pericolo per Insigne e compagni, insomma. Lo svolgimento della partita non è a rischio. Ma a distanza di sei mesi e tre giorni dal rinvio del 4 ottobre scorso della gara con i bianconeri si è temuta un’altra doccia fredda.

Crotone, insulti shock a Simy:…..


Crotone, insulti shock a Simy: “Godo se tuo figlio muore di cancro”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/crotone/2021/03/20/news/simy_insulti_shock_sui_social-293139801/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S9-T1

Lo stesso giocatore ha denunciato l’accaduto pubblicando il messaggio ricevuto ed accompagnandolo la frase: “Facciamolo diventare famoso perché se lo merita”

CROTONE –  “Godo se tuo figlio muore di cancro al pancreas“: è la terrificante frase scritta da un’hater all’attaccante del Crotone Nwankwo Simy, in gol nel 2-3 subito dalla sua squadra contro il Bologna. Il giocatore ha scelto di denunciare l’episodio pubblicando lo screenshot delle offese su Instagram, immagine accompagnata da un messaggio: “Facciamolo diventare famoso perché se lo merita“. E senza oscurare il nome dell’autore degli insulti. Una brutta storia che si ripete dopo le offese razziste a Ounas di qualche settimana fa, subite dall’algerino per una rete segnata contro il Torino.